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Le regole del gioco

2010anno pari

il cinema come impegno per la legalitĂ

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Le regole del gioco Il cinema come impegno per la legalitĂ


2010 anno pari

Le regole del gioco Il cinema come impegno per la legalità a cura di Elena Pasetti

Hanno collaborato alla realizzazione del presente catalogo per lo staff AVISCO Vinz Beschi Luigi Muzzolini Silvia Palermo Irene Tedeschi per lo staff CIAS Mariateresa Caburosso, Fedic scuola Gigi Corsetti, Multimmagine Bergamo Tiziana Passarini, Cineteca del Comune di Bologna Antonio Risoluto, Timeline Film Fest

Staff logistico organizzativo AVISCO Chiara Boffelli Carla Boglioni Sandra Cimaschi Giuliana Coccoli Lia Mantero Con il sostegno di Comune di Leno Comune di Botticino Comune di Rezzato Fondazione PInAC, Pinacoteca internazionale dell’età evolutiva Aldo Cibaldi Cineteca del Comune di Bologna

e inoltre Comune di Brescia, Assessorato Pubblica Istruzione Mariella Foresti, Presidente Fondazione PInAC per il concorso Your screen your eyes Alberta Marniga, Presidente Fondazione ASM Vanda Mainardi, Dirigente scolastico Leno Annamaria Testa, Docente Università Bocconi Milano Silvia Pompei, Artista, Los Angeles Francesca Bertoglio, Direttrice Nuovo Cinema Eden Chiara Magri, Centro Sperimentale di cinematografia, Scuola Nazionale di Cinema, Sede del Piemonte-Dipartimento Animazione Gemma Olivieri, Alessandro Bonini, Docenti Biblioteca Comune di Rezzato Ricerca iconografica Irene Tedeschi Adriana Lupattelli Con il contributo di

Progetto grafico Luisa Goglio Redazione antologie digitali Gabriele Gasparetto 4


2010anno pari

Le regole del gioco

il cinema come impegno per la legalitĂ

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Le regole del gioco o il gioco delle regole

Nella edizione 2010, il festival CinqueNovanta anno pari prosegue l’attività intesa a dipanare il filo ideale iniziato con Io ci metto la faccia. Consapevole che il territorio educativo ed artistico cui appartiene richiede di coltivare la riflessione e l’impegno civile, di generare critica di pensiero e capacità d’azione nel solco di quelle regole che, senza ambiguità, la nostra Carta costituzionale sancisce. Regole del gioco che rimandano direttamente alla Costituzione per la tutela della convivenza civile, della giustizia, della salute e della diversità, della libertà di espressione… anche se troppo spesso stiamo assistendo al gioco delle regole; veri e propri giochi di pressione/deformazione/esasperazione delle regole fino ad arrivare a scardinare l’impianto complessivo per sostituirlo con un altro qualitativamente alieno rispetto al dettato costituzionale. Esso può configurarsi come un gioco legale ma illegittimo, dunque il tema merita attenzione e vigilanza e passione. Se i cittadini, giovani e adulti, non comprendono il perché delle regole, allora tendono ad eluderle, oppure se le ritengono faticose da osservare, cercano la scorciatoia e si innesca la decisione di violarle quando non rispondono all’interesse/volontà individuale. Secondo Gherardo Colombo1 esiste un solo modo per rispondere, vigilare e appassionarsi: riscoprire il senso profondo delle regole che stanno alla base della convivenza civile, ritrovare il punto di riferimento ideale dei valori di base, a cui si ispira la distribuzione di diritti e doveri, opportunità e obblighi, libertà e limiti di ogni individuo.

“…Delle regole non si può fare a meno perché non si può stare insieme senza applicarne, magari inconsapevolmente…” 2 e dunque le regole servono anche a comunicare, lavorare, giocare, suonare, esprimersi creativamente… E siamo al nostro ambito particolare. CinqueNovanta anno pari è un festival a tema, in cui le attività di leggere e scrivere film sottolineano che il Cinema può essere 1 2

Gherardo Colombo, Sulle regole, Feltrinelli, Milano 2008 Ibidem: pg 19 6


impegno per la legalità nel segno della Costituzione, ed è anche momento di confronto e di approfondimento fra studiosi, artisti e operatori della scuola e dell’educazione. I temi specifici privilegiano la comunicazione per immagini e suoni, le più valide produzioni cinematografiche a soggetto, le eccellenze di produzione realizzate in ambito educativo attraverso la tecnica della videoanimazione, la qualità del cinema d’animazione d’Autore sia sul piano artistico che sociale e formativo. Nelle giornate di maggio 2010 presso il Cinema Nuovo Eden, autorevoli ospiti animeranno un seminario di riflessione: Bastano le regole? Sarà il tema trattato da mons. Francesco Beschi. Annamaria Testa interverrà su Il rapporto tra creatività e regole. Tiziana Passarini porterà la testimonianza sull’Esperienza di cinema di animazione e cooperazione internazionale a Tuzla (Bosnia) Marco Risi, autore di Fortapàsc, incontrerà gli studenti e i cittadini interessati ad approfondire, attraverso la visione del film, la valenza sociale e artistica del suo Cinema contro le mafie. Presso la PInAC di Rezzato invece si svolgerà l’incontro serale su Casa Simpson. A che regole giochiamo con il contributo di Silvia Pompei. Nelle rassegne Magico Corto: le regole del gioco, molte classi con alunni tra i 5 e i 16 anni di Brescia, Leno, Rezzato avranno l’occasione di divertirsi, apprezzare opere fuori circuito e riflettere insieme. Cosa che faranno anche nelle serate i genitori e la cittadinanza curiosa dei comuni di Leno e Botticino. CinqueNovanta anno pari 2010 è il frutto di partenariato e collaborazione significativa fra Enti locali, Istituzioni, Festival di cinematografia scolastica, scuole e associazioni Avisco e Cias. Decisivo il sostegno economico della Fondazione ASM.

Elena Pasetti direttore artistico

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Crescere a regola d’arte

Onore agli adulti e alle istituzioni che insegnano il limite, e con il limite l’accesso alla creatività. Questo è un elogio del regolo. Tira le linee, misura e permette di confrontare. È una lode del box, del recinto. Ampio da consentire movimento e esplorazione. Ben delimitato rispetto al fuori. Protetto. È un inno al tutore. Aiuta il giovane ficus a venir su dritto, il bambino solo a crescere. Difende e sostiene. Lo sappiamo, nel caos non succede niente. A un certo punto però qualcuno tira una riga: le acque di qua, la terra ferma lì, prego. E le cose cominciano ad accadere. Con le regole, con la sottrazione all’indistinto, all’ingannevole tutto della possibilità, comincia la cultura. Cioè la creatività. La regola delimita, crea un ordine, instaura il regno delle differenze, delle parzialità. Italo Calvino lo ha detto benissimo: la scommessa creativa non è tra tutto e niente, è tra niente e qualcosa. Davanti alla pagina bianca potremmo scrivere di tutto in tantissimi modi, ma scrivere è dire qualcosa in un modo determinato. Niente limite? Niente creatività. La Pinacoteca ama il cinema e apprezza le regole. Qui sono un set non solo il fondo di cartone nero sul quale animiamo i fili e il pongo, o il riquadro di pavimento dove banchi, corpi e sassi sotto l’occhio della cinepresa parlano di sé e di altro. Tutta la Pinac è un set educativo. È un recinto regolato, un contesto di senso in cui sperimentare nella cura competente i linguaggi dell’espressività. Divenuta ora per volontà del Comune di Rezzato fondazione, la casa dei disegni e dei diritti dei bambini del mondo è un presidio pubblico. Con la sua esistenza indica il compito degli adulti e delle comunità serie: aiutare tutti i bambini a diventare grandi. A regola d’arte. Mariella Foresti Presidente Fondazione Pinac

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Promuovere e valorizzare CinqueNovanta

La Fondazione ASM sostiene anche quest’anno la realizzazione del festival “CinqueNovanta Schermi d’Animazione”, promosso dall’associazione culturale Avisco in collaborazione con Pinac, la Pinacoteca internazionale dell’età evolutiva di Rezzato e Cias, il Coordinamento italiano audiovisivi a scuola. Un progetto che la Fondazione sostiene con convinzione fin dal suo esordio, nel 2007, condividendone la duplice funzione, culturale e sociale. La manifestazione – il cui logo è la famosa Linea di Cavandoli, “donata” dal fumettista gardesano poco prima di morire - offre a una platea di giovani e giovanissimi i più significativi film d’animazione dei “grandi” e piccoli autori, dai 5 ai 90 anni. In questo modo mette i ragazzi in contatto con il mondo dell’arte e contribuisce alla nascita e alla crescita del loro senso estetico. Trasmette competenze e passione, gli strumenti per poter accogliere il messaggio cinematografico e la sensibilità per poterne catturare la bellezza. Non solo. Rende i ragazzi protagonisti del processo creativo attraverso la realizzazione dei cortometraggi. Svela la complessità della narrazione cinematografica, l’importanza della storia, delle immagini, della musica, di come il film tragga forza evocativa dall’armonia e dall’intreccio di elementi diversi. Un percorso che ha una forte connotazione sociale in quanto offre ai ragazzi un nuovo linguaggio per raccontarsi sottraendoli a pomeriggi trascorsi nell’inerzia. A completare il quadro lo sfondo tematico. Lo scorso anno il filo rosso della rassegna era la “diversità”. Quest’anno “Le regole del gioco”, laddove il gioco è la vita di relazione tra gli individui, con tutte le difficoltà e le problematiche che ne conseguono. Il festival affida al cinema lo sviluppo di un argomento quanto mai attuale: la necessità e il rispetto delle regole (del gioco) per il corretto funzionamento di una comunità. La fruizione artistica diventa insomma un momento di riflessione e di crescita intellettuale, nonché un’esperienza formativa. Ecco perché siamo lieti di appoggiare l’iniziativa. La Fondazione è nata per promuovere e valorizzare progetti educativi, culturali e sociali. Il festival risponde appieno alla nostra vocazione: tiene insieme l’aspetto artistico e quello civico, rivolgendosi ai più giovani, gli uomini e le donne di domani. Il futuro della nostra città. Alberta Marniga Presidente Fondazione ASM

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Le opere Regia

Marco Risi

Marco Risi nasce a Milano il 4 giugno 1951. Suo padre era Dino Risi. Abbandonati gli studi di filosofia, nel 1971 assiste nella regia suo zio Nelo Risi nel film Una stagione all’inferno, biografia del poeta Arthur Rimbaud; in seguito lavora con Duccio Tessari, Alberto Sordi e Carlo Vanzina. Nel 1978 gira un documentario, Appunti su Hollywood, andato in onda su RaiUno. Scrive sceneggiature: Caro papà nel 1979; Sono fotogenico nel 1980. Nel 1982 il suo primo film: Vado a vivere da solo, con Jerry Calà, Un ragazzo e una ragazza, poi Colpo di Fulmine. Si avvicina al cinema di impegno sociale con Soldati – 365 all’alba; è poi la volta di Mery per sempre nell’89, Ragazzi fuori nel ’90, e Il muro di gomma nel 1991. Nello stesso anno fonda con Maurizio Tedesco la società di produzione Sorpasso Film, nome tratto dal capolavoro della commedia all’italiana – Il sorpasso – realizzato dal padre nel 1962: nel 1992 produce Mille bolle blu di Leone Pompucci, premiato al Festival del Cinema di Venezia e di Stoccolma; nel 1994 Le buttane di Aurelio Grimaldi; nel 1997 L’odore della notte di Claudio Calligari. Nel 1998 gira L’ultimo capodanno, tratto dal racconto di Niccolò Ammanniti. Nel 2001 Tre mogli e nel 2007 Maradona-La mano de Dios. Nel 2008 dirige Fortapàsc, che racconta gli ultimi quattro mesi di vita del giovane cronista del Mattino di Napoli Giancarlo Siani. 10

2008 Fortapàsc 2007 L’ultimo padrino 2006 Maradona, la mano de dios 2001 Tre mogli 1998 L’ultimo capodanno 1996 Bambini al lavoro (corto per l’Unicef ) 1994 Il branco L’unico paese al mondo (un episodio) 1993 5 delitti imperfetti (documentario) Nel continente nero 1991 Il muro di gomma 1990 Ragazzi fuori 1989 Mery per sempre 1987 Soldati – 365 all’alba 1985 Il contrabbasso di Patrick Süskind (regia teatrale) Colpo di fulmine 1984 Una ragazzo e una ragazza 1982 Vado a vivere da solo 1978 Appunti su Hollywood (documentario) Sceneggiatura 2008 Fortapàsc 2001 Tre mogli 1998 L’ultimo capodanno Nel continente nero 1990 Ragazzi fuori 1987 Rimini Rimini Soldati – 365 all’alba 1985 Colpo di fulmine 1984 Un ragazzo e una ragazza 1982 Vado a vivere da solo 1980 Sono fotogenico 1979 Caro papà

Produzione 2005 Miracolo a Palermo! 2004 Balletto di guerra 2002 Le ragazze di miss Italia Amore con la s maiuscola Bell’amico 2001 La luce negli occhi Tre mogli (co-produzione) Gioco con la morte 1998 L’odore della notte L’ultimo capodanno 1997 Hamam - il bagno turco 1995 Camerieri 1993 Mille bolle blu

I riconoscimenti Globi d’oro: 2009 miglior regista per Fortapàsc David di Donatello: 1991 miglior regista per Ragazzi fuori Italian national syndicate of film journalist: 2004 miglior produttore per Bell’amico 1998 miglior produttore per Hamam il bagno turco Montreal world film festival: 1989 premio della giuria per Mery per sempre Premio Sacher: 1989 per Mery per sempre Venezia film festival: 1990 miglior cinematografia per Ragazzi fuori


sindaco di Torre Annunziata, Siani viene chiamato a Napoli, assunto nella sede centrale del giornale; anche lì, nonostante le minacce, continua a indagare sul voto di scambio tra mafia e politica e a seguire le piste che lo portano a rivelare i traffici del boss Valentino Gionta. Il 23 settembre del 1985 Gancarlo Siani viene ucciso a bordo della sua auto, una Citroen Mehari, mentre rientra a casa al Vomero.


Fortapàsc di Marco Risi, Italia 2008 durata: 106’ Sceneggiatura: Jim Carrington, Andrea Purgatori, Marco Risi Fotografia: Marco Onorato Montaggio: Clelio Benvenuto Scenografia: Sonia Peng Costumi: Ortensia De Francesco Colonna sonora: Franco Piersanti Interpreti: Libero De Rienzo, Valentina Lodovini, Ennio Fantastichini, Michele Riondino, Ernesto Mahieux, Massimiliano Gallo, Salvatore Cantalupo, Gigio Mora, Gianfranco Gallo, Antonio Buonomo, Duccio Camerini, Renato Carpentieri

La storia “Fortapàsc” è un film-verità che racconta la cronaca degli ultimi giorni del giovane giornalista Giancarlo Siani ucciso dalla camorra.
 La trama del film è tratta da un fatto di cronaca vera: negli anni ‘80 Giancarlo Siani è un giornalista free lance nella sede del giornale “Mattino” a Torre Annunziata. Dopo aver scoperto gli affari loschi del 11

Note di recensione Fortapàsc , il titolo scelto per l’ultimo film di Marco Risi, vuole costruire il senso del discorso con una formula sintetica che entra nel concreto attraverso un percorso metaforico. Torre Annunziata è la Fort Apache campana, il luogo dove resistere, dove è facile trovare alibi per giustificare la propria impotenza e immobilismo nei confronti dello strapotere camorrista. Il film è un oggetto civile consapevole, dunque, preso dalla necessità di ‘parlare chiaro’ a livello estetico: così i camorristi che si ingozzano, sparano, ostentano sono crasse caricature, il cronista ha gli occhiali, jeans e camicia, block-notes alla mano, il pianeta giornale è come te lo aspetti. La medesima evidenza è applicata alla scrittura dei dialoghi e soprattutto al settore figurato: per esempio il protagonista che cammina tra i rifiuti della spiaggia di Torre vuole sottolineare il contesto devastato, ma anche la condizione del rifiuto-Siani, ovvero l’impegno impossibile perchè collettivamente respinto. Fortapàsc dice tutto e procede esplicitando a ogni livello, intavolando veri e propri schemi come il giornalista/impiegato contro il giornalista/giornalista e provando a ravvivarli con un pacchetto tecnico particolarmente curato: si prenda la lunga ripresa che segue la bimba prima della strage di mafia, per realizzare il tentativo di spaccare la superficie della storia. Discorso a parte sul finale, che si riallaccia direttamente all’inizio in


flash-forward: Siani che aspetta i carnefici, e accoglie l’esecuzione con una nota di malinconica serenità, configura l’omicidio come fine dell’attesa della morte e si iscrive ufficialmente nell’albo degli antieroi. Molto spesso le brutture della realtà ci appaiono così lontane che sembra quasi impossibile ci possano toccare, è proprio qui che il cinema dimostra la sua potenza: sullo schermo una storia vera riesce a coinvolgerci più della stessa realtà, soprattutto se raccontata bene. Con Fortapàsc Marco Risi torna al cinema d’impegno e lo fa raccontando la storia di Giancarlo Siani. L’argomento è di grandissima attualità e Risi raccoglie una sfida molto difficile: il paragone con il pluripremiato Gomorra di Garrone. Era inevitabile che accadesse, ma il regista riesce a discostarsi dal confronto e a raccontare il suo punto di vista con genuinità ed interesse. La storia si concentra sugli ultimi quattro mesi della vita di Siani, durante i quali il giornalista riuscì a scoprire i particolari più torbidi 12

della situazione partenopea, in una città assediata dalla criminalità organizzata (da cui il titolo, storpiatura del ‘Fort Apache’ della tradizione western) ed avvelenata dalla corruzione dei politici, che speculavano sulla tragedia dei terremotati per realizzare i propri interessi. Tutto appare molto realistico, nonostante qualche citazione alla cinematografia d’oltreoceano nel presentare la mafia, non ci sono né forzature né drammatizzazioni; la cinepresa è viva, si muove ed entra nella scena, la musica accompagna contrastando la durezza delle immagini durante le sparatorie. Piccoli espedienti, mai fuori luogo, trasmettono con originalità messaggi importanti, come per esempio una scena in cui al protagonista arriva uno schiaffo dal nulla, a sottolineare la minaccia invisibile della camorra e la solitudine del giornalista nella sua ‘battaglia’. Il personaggio di Siani non viene mitizzato, ma presentato con rispetto per quello che è stato, un ragazzo normale prima di tutto, con i suoi difetti ed i suoi pregi, un giovane con dei valori che esercitava con candore la sua professione al quale, grazie anche


Chi era Giancarlo Siani?

alla convincente interpretazione di Libero De Rienzo, è inevitabile affezionarsi. La forza di questo film sta nella semplicità con la quale viene lanciato un messaggio di speranza, nonostante la tragedia; pur conoscendo fin dall’inizio la vicenda si rimane quasi sorpresi nel vedere Giancarlo accasciarsi sotto i colpi di pistola e non resta altro da dire mentre scorrono i titoli di coda sullo sfondo di una città piegata, c’è soltanto da riflettere e ricordare la storia di chi ha deciso di schierarsi in prima linea, di indagare, di approfondire, di essere soprattutto un giornalista-giornalista e non un giornalistaimpiegato”.

Giancarlo Siani era un giovane giornalista pubblicista napoletano. Fu ucciso a Napoli, la sera del 23 settembre 1985, sotto casa, nel quartiere residenziale del vomero: aveva compiuto 26 anni il 19 settembre, pochi giorni prima. Appartenente ad una famiglia della borghesia medio-alta napoletana, Siani, aveva frequentato con ottimo profitto il liceo classico al “Giovanbattista Vico” dove, alla cultura classico-umanistica aveva affiancato quel fermento politico dei movimenti della sinistra studentesca, conosciuto come “i ragazzi del 77” dal quale si distaccò per un passaggio ai movimenti non violenti. Si era iscritto all’Università e, contemporaneamente, aveva iniziato a collaborare con alcuni periodici napoletani, mostrando sempre spiccato interesse per le problematiche sociali del disagio e dell’emarginazione, individuando in quella fascia il principale serbatoio della manovalanza della criminalità organizzata, “la camorra”. Iniziò ad analizzare prima il fenomeno sociale della criminalità per interessarsi dell’evoluzione delinquenziale delle diverse “famiglie camorristiche”, calandosi nello specifico dei singoli individui. Fu questo periodo che contrassegnò

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il suo passaggio dapprima al periodico “osservatorio sulla camorra” rivista a carattere socioinformativo, diretta da Amato Lamberti e successivamente al quotidiano “Il Mattino”. E cosi Siani iniziò a frequentare quella redazione, trattenendosi a scrivere lì i propri articoli: in pratica faceva vita di redazione, pur non potendo ufficialmente, essendo solo un corrispondente. Giancarlo si faceva accettare per il suo modo di essere allegro, gioviale, sempre disponibile In poco tempo divenne fulcro dei primi e temerari movimenti del fronte anticamorra. Promotore di iniziative, firmatario di manifesti d’impegno civile e democratico, Siani era divenuto una realtà a Torre Annunziata: scomodo per chi navigava nelle acque torbide del crimine organizzato, d’incoraggiamento per chi aveva una coscienza civile, ma non aveva il coraggio per urlare. Lui, invece, urlava con i suoi articoli, urlava con umiltà, ma paradossalmente riusciva ad insinuarsi. Aveva capito che la camorra s’era infiltrata nella vita politica, della quale riusciva a regolare ritmi decisionali ed elezioni. La decisione di ammazzarlo fu presa all’indomani della pubblicazione di un suo

articolo, su “Il Mattino” del 10 giugno 1985 con il beneplacito di Riina, si decretò la morte di Siani. L’ organizzazione del delitto richiese circa tre mesi, durante i quali Siani continuò con sempre maggior vigore la propria attività giornalistica di denuncia proprio nel momento in cui piovevano in Campania i miliardi per la ricostruzione delle zone colpite dal terremoto del 1980. Questa è la verità giudiziaria dimostrata dagli inquirenti 8 anni dopo il delitto, con la collaborazione di alcuni pentiti e confermata per tutti gli imputati, (con la sola eccezione del boss Valentino Gionta) nei tre gradi di giudizio con una serie d’ergastoli.


www.nuovoeutile.it


AnnamariaTesta Annamaria Testa si occupa di comunicazione e di creatività e ha scritto diversi testi sull’argomento. Realizza interventi di carattere strategico e progetti di comunicazione per imprese e istituzioni con la società Progetti Nuovi. Ha iniziato a lavorare nel 1974 come copywriter pubblicitaria. Ha fondato una propria agenzia di pubblicità nel 1983, è stata direttore creativo e presidente della sede italiana del gruppo internazionale Bozell tra il 1990 e il 1996 e consulente tra il 1997 e il 2004. Ha fondato Progetti Nuovi nel 2005. È giornalista pubblicista dal 1988. Ha collaborato con diverse testate e con Rai e si è occupata di comunicazione politica. Ha insegnato presso l’Università La Sapienza di Roma (1994-95), l’Università degli Studi di Torino e l’Università degli Studi di Milano (2001-02), l’Università IULM (1998-2006). Dal 2007 insegna all’Università Bocconi di Milano. Tra il 2004 e il 2005 è stata coordinatore e direttore scientifico del sistema di iniziative sulla creatività organizzato da Regione Toscana. Dal 2007 è membro del CdA di Illy spa. Nel 2008 ha messo online Nuovo e utile, teorie e pratiche della creatività. Ha pubblicato un libro di racconti, Leggere e amare (Feltrinelli, 1993), e diversi saggi sulla creatività e la comunicazione: La parola immaginata (Pratiche, 1988, n.e. 2000), Farsi capire (Rizzoli, 2000, n.e. 2009), La pubblicità (Il Mulino, 2003), Le vie del senso (Carocci, 2004), e La creatività a più voci (Laterza, 2005). Annamaria testa interviene a CinqueNovanta anno pari 2010, nel seminario di approfondimento Le regole del gioco o il gioco delle regole? Il tema a lei affidato: Niente regole? Niente creatività Brescia, Cinema Nuovo Eden - 20 maggio 2010 14

Essere creativi vuol dire costruire connessioni fertili tra dati diversi e spesso distanti fra loro producendo risultati efficaci. Il sito Nuovoeutile vuole diffondere questa visione. Offre gratuitamente documenti e materiali che riguardano le teorie, le pratiche e le applicazioni della creatività ed è strutturato, aggiornato e facile da consultare. Nuovo e utile è a disposizione di studenti, ricercatori, imprenditori e di chiunque sia interessato al tema. Concept, progetto e supervisione sono di Annamaria Testa. Realizzazione: Progetti Nuovi. http://www.nuovoeutile.it/

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Progetti Nuovi viene fondata nel 2005 da Annamaria Testa, una dei protagonisti storici nel campo della comunicazione e della creatività in Italia. È una struttura piccola, accurata, tempestiva, dotata di capacità progettuale e flessibilità operativa. Ha due punti di forza: saper lavorare nelle zone di confine tra consulenza strategica, comunicazione, ricerca, marketing. Saper capire e gestire la complessità. Dà il suo meglio quando viene coinvolta su temi che chiedono un pensiero innovativo ma solido e orientato al risultato e a soluzioni non standard.


Niente regole? Niente creatività Il nostro cervello non è capace di pensare “nel vuoto”: è questo il motivo per cui la creatività non nasce dal nulla e non si espande nel nulla, ma deriva sempre dal confronto/ scontro con un ostacolo, un vincolo, un problema da risolvere e una regola da superare. D’altra parte, è difficile perfino fare un salto, se non c’è niente da saltare. Paradossalmente, la creatività è illimitata, ma non può che svilupparsi in una relazione costante e molteplice con il limite. Non c’è creatività senza competenza. E la competenza consiste, in primo luogo, nell’apprendimento, nell’interiorizzazione e nella pratica delle regole proprie di una disciplina, sia essa la fisica o la scrittura, la musica o la matematica. Senza conoscere le regole non si può individuare la trama profonda di concetti e relazioni che costituisce l’ossatura di una disciplina. Non si possono, all’interno di quella disciplina, produrre soluzioni nuove. A maggior ragione non si possono mettere in crisi i fondamenti medesimi di quella disciplina dando origine a ciò che Thomas Kuhn chiama un cambio di paradigma: l’individuazione di nuove e più adeguate teorie (e regole) che sta alla radice di ogni rivoluzione scientifica. Non c’è creatività che non si scelga (e si misuri con) vincoli di varia natura. La dimensione della tela o la prospettiva in pittura, il metro, la struttura e le convenzioni linguistiche se parliamo di scrittura. Ma anche la creatività degli scienziati e quella degli imprenditori si confronta con una quantità di vincoli, e si esprime nel piegarli, o superarli, o riconfiguarli in modo nuovo. Non c’è creatività senza comunicazione: la creatività è un fenomeno individuale che si realizza compiutamente solo nel confronto con il tempo, il luogo, il contesto sociale in cui si sviluppa. Secondo la definizione di Henri

Poincaré, è creativo ciò che, stabilendo connessione tra elementi esistenti ma lontani, si configura come risultato “nuovo e utile”: ma la novità e l’utilità di un prodotto creativo non possono risiedere solo nelle speranze o nelle convinzioni del suo creatore. Un prodotto “è” creativo nella misura in cui qualcun altro (che non sia l’autore. O la sua mamma…) lo riconosce come tale. Questo però implica che un prodotto creativo, per poter essere riconosciuto, sia almeno in qualche misura, e almeno per le élite, o per gli esperti, comprensibile e comunicabile. Deve, quindi, potersi mostrare e fare comprendere e apprezzare, attraverso codici linguistici condivisi. E, a sua volta, ciascun codice rimanda a sistemi di regole Per gli anglosassoni è chiaro che la creatività consiste nel proporre cambiamenti appropriati. Da noi lo è meno. Molti, e in particolare gli adolescenti, tendono a far coincidere creatività, trasgressione e sregolatezza. Ma rompere regole, o ignorarle, è facilissimo. Trasgredire, in una società complessa e normata come è la nostra, è – appunto – un gioco da ragazzi. Ma trasgressione e sregolatezza non portano da nessuna parte. Non creano il nuovo. Ignorano la dimensione dell’utilità. Sono una pura, elementare espressione dell’io. Possono avere una funzione autogratificatoria, ma è piuttosto difficile riconoscergli un valore sociale. A partire da queste considerazioni, non si possono non ricordare due punti ulteriori. • i bambini piccoli, che per ovvi motivi ignorano le regole, e il cui “mestiere” consiste esattamente in un apprendimento rapidissimo, complesso e intrinsecamente creativo di regole condivise, difficilmente possono essere, come ricorda Piaget, giudicati “creativi” in senso proprio. Il loro prodotti 15

sono casuali. È profondamente creativo però, ripetiamolo, il lavoro di apprendimento e di integrazione che, crescendo, fanno. E sarebbe opportuno che questa dimensione creativa non venisse sottovalutata o frustrata proprio nei luoghi che all’apprendimento sono deputati. • il sistema dei media spesso sembra da una parte propenso a riconoscere e premiare comportamenti semplicemente sregolati o trasgressivi, dall’altra disinteressato a segnalare e approfondire i temi più complessi (e, se solo si ha il coraggio e la pazienza di affrontare la complessità) più appassionanti che sono propri della creatività. Questo fatto ha diverse cause. Se parliamo del nostro paese, una causa potrebbe essere lo sconfortante livello medio di scolarizzazione segnalato da mille ricerche, prime fra tutte i test OCSE-PISA. Un’altra potrebbe essere la più che ventennale propensione del medium nazionale ampiamente dominante – la televisione – a intrattenere e gratificare in primo luogo proprio i pubblici poco scolarizzati. Una causa ulteriore potrebbe essere da una parte da scarsa promozione sociale di valori come l’apprendimento, la dedizione, la tenacia, il coraggio, la sfida, dall’altra una certa incapacità delle élite di rilanciare questi valori in modo comprensibile, non sussiegoso, non aristocratico, non noioso. La creatività e il suo dialogo con la regola contengono mille storie appassionanti e seducenti. Ma bisogna saperle raccontare. E anche narrare è un fatto di regole… Il discorso è complesso, e questi non sono che alcuni spunti. Ragionarci in maniera aperta e non dogmatica è di sicuro una bella sfida. Annamaria Testa


Silvia Pompei Silvia Pompei è un’artista bolognese che lavora attualmente a Los Angeles, presso gli Studi Starz Media-Film Roman, per la produzione dei Simpson. Esordisce professionalmente a Modena, nel laboratorio di Secondo Bignardi. Si diploma alla St. Martin’s School of Art di Londra e negli anni Ottanta inizia la sua carriera in Gran Bretagna, lavorando per la Halas & Batchelor. A Londra entra in contatto con gli studi Disney, impegnati nella realizzazione di Chi ha Incastrato Roger Rabbit, e collabora a questo film come intercalatrice. Lavora con lo studio Amblimation di Spielberg al film Fievel sbarca in America. Si trasferisce poi a Los Angeles dove lavora come animatrice, collaborando con alcuni dei più grandi artisti del cinema d’animazione contemporaneo. Dopo aver animato personaggi per vari lungometraggi e serie televisive, passa agli Studi Starz Media-Film Roman, per lavorare a I Simpson - il Film e successivamente a più di dieci puntate dell’omonima serie come “character layout artist”. Ha inoltre diretto un paio di documentari sulle tecniche d’animazione.

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Un’italiana a Cartoonia appunti da un’intervista di Cesare Cioni per “CinemaSessanta”

Silvia Pompei ha dedicato un breve documentario, Pencils to Pixels, prodotto da Philip Williams per la Marigold Pictures, e presentato anche in Italia al Future Film Festival 2004.

Il tema del tuo documentario “Pencils to Pixels” illustra i cambiamenti dovuti al passaggio all’animazione digitale, e le difficoltà per chi lavora in questo campo. puoi approfondire? Le mansioni che precedono l’animazione vera e propria stanno scomparendo. Io ho imparato per gradi, cominciando come intercalatore, creando la fase del movimento tra due estremi. È un compito che in media si svolge per un anno o due, poi si passa a fare la ripulitura del disegno: passare “in bella” il rough dell’animatore, imparare a dargli una struttura, renderlo conforme al modello. Sempre con un contatto costante tra l’animatore e i suoi collaboratori. Oggi questi passaggi sono scomparsi nell’animazione 3D, e sono realizzati in modo molto diverso anche nel disegno animato tradizionale. Il materiale viene mandato in Asia per tutte le fasi intermedie: noi creiamo soltanto il rough della nostra animazione, disegnando le pose principali, semplificando molto rispetto al passato. Non conosciamo coloro che lavorano sul nostro materiale. Anche quando il lavoro è stato ripreso particolarmente bene non è possibile mettersi in contatto con la persona che l’ha realizzato. È una scatola chiusa in cui non vogliono problemi, un sistema quasi feudale con uno spreco di lavoro allucinante, perché un disegno viene rifatto più volte del necessario, dato che si paga in base alla quantità di disegni realizzati. Ma funziona, e questi passaggi non li facciamo più noi. Nell’animazione al computer, questa fase è eliminata, ma se si

impara bene l’animazione digitale si ha il controllo totale delle fasi intermedie del movimento, le minuzie, i piccoli tocchi. Come possono le persone di talento dimostrare e affinare le proprie capacità, se viene a mancare questa sorta di “bottega”? Questo è un problema. In un recente incontro tra artisti e dirigenti dell’industria, alla mia domanda se nel portfolio di un artista oltre alle realizzazioni digitali fosse opportuno includere anche esempi di disegni tradizionali, un responsabile di Electronic Arts mi ha invitato a decidere se volessi fare l’animatore tradizionale o in 3D. Nell’animazione bidimensionale, le capacità si riconoscono anche con movimenti semplici che permettono di verificare la conoscenza dei tempi, per esempio con l’animazione di una palla che rimbalza. Ma è vero che per avere talento nell’animazione non si deve per forza saper disegnare: a prescindere dalla tecnica utilizzata l’essenza dell’animazione ha a che fare con la conoscenza del movimento e dei suoi tempi, e della distanza che dev’esserci tra una “posa” e l’altra. Per far rimbalzare un oggetto, si deve capire che la gravità influisce sul suo movimento, per cui bisogna conoscere le leggi fisiche che lo governano. Si dice che tutta l’animazione sia basata su due principi, quello della palla che rimbalza e quello del pendolo che oscilla. Questo vale anche lavorando al computer: se la palla percorre spazi uguali 17


in tempi uguali, l’effetto sarà un disastro, perché in realtà in certi momenti si muove velocemente e in altri rallenta. La conoscenza di queste leggi dev’essere accompagnata dal senso estetico, che permetta di creare le pose principali, di capirne la linea d’azione. È più veloce farlo disegnando, e per questo che di solito gli animatori che lavorano con il computer preparano generalmente una serie di schizzi e di thumbnails a mano per valutare quali pose dare al personaggio. Sono grata a mio padre per avermi consigliato di imparare il disegno dal vero, perché disegnare la figura umana, esercitandosi molto nelle pose veloci – basta solo andare ai giardini a disegnare le persone e osservarne il movimento – è un esercizio che equivale alle scale musicali per un pianista, una base da cui non si può prescindere. Oggi il computer apre la strada anche a coloro che invece non sono portati per il disegno, li aiuta a superare un vero e proprio handicap, e costoro possono fiorire e svilupparsi completamente perché hanno modo di esprimersi, svincolando la creatività dalla padronanza di una tecnica.

lo si fa con maggior originalità ed espressività. Forse è presto per dirlo, ma penso che si influenzino la tecnica e lo stile di animazione. Piuttosto si dovrebbe cercare di capire prima cosa si vuol creare e poi qual è il metodo migliore per farlo. Per animare insetti o giocattoli il computer è perfetto. Alla ricerca di Nemo, invece, mi era piaciuto moltissimo sul grande schermo, ma rivedendolo in DVD, devo dire che – a parte le ambientazioni, che sono splendide – trovo meno azzeccata e più limitante la scelta del 3D per i pesci, rispetto all’uso che se ne era fatto per A Bug’s Life. Mia madre, fondatrice del Museo dell’Illustrazione di Ferrara, mi raccontò che quando è arrivato l’aerografo chi non era capace di usarlo di colpo non era nessuno; adesso, come dice Tom Sito nel mio documentario, “se hai la matita in mano non ti guardano più in faccia”.

Silvia Pompei sarà in PInAC a Rezzato nella serata del 20 maggio. Ecco i suoi ultimi appunti inviati da Los Angeles Da Roger a Homer: disegni in fuga Nell’arco degli ultimi 30 anni di attività nel campo dell’animazione, ho assistito e partecipato in prima persona ad una trasformazione radicale delle “regole del gioco” di produzione. Non solo si è passati dalla ripresa, fotogramma per fotogramma su pellicola a 35 millimetri, all’animazione digitale, ma si sono anche trasformate le mansioni del personale e le coordinate geografiche delle strutture produttive.

È più facile insegnare a un mago del computer ad animare, o a un animatore a usare il computer? Sicuramente quest’ultima ipotesi. Un esperto di computer può scoprire di avere un talento innato per l’animazione, ma potrebbe anche non imparare mai; mentre il contrario è molto più facile. Ho conosciuto alcuni animatori refrattari ai computer, però di solito anche coloro che ci si sono avvicinati per forza hanno poi dovuto riconoscere che era meglio di quanto avessero temuto, e se la cavano bene. Glenn Keane, uno dei più importanti artisti Disney, che ha quasi cinquant’anni e un segno incredibile, è stato costretto a ricominciare da capo ma adesso padroneggia queste tecniche con successo.

Fra tutti i diversi ruoli svolti all’interno delle varie produzioni, la mia passione è sempre stata l’animazione vera e propria. Ormai siamo rimasti in pochi a farla, come un tempo, sotto lo stesso tetto dove nascono e si sviluppano le idee. I costi della mano d’opera sono talmente alti, che conviene ingaggiare filiali estere, dove animatori “da soma” partoriscono risme di disegni, sotto ritmi serrati da catena di montaggio, con risultati che sono inevitabilmente determinati, al di là dell’esperienza e dell’abilità dei dipendenti, dalle spietate limitazioni dettate dal tempo. I Simpson, a cui lavoro da quattro anni, rimangono un caso isolato di produzione “ibrida” che, pur avvalendosi di una buona dose di collaborazione degli studi coreani, è riuscita a custodire gelosamente l’ultima fase creativa della realizzazione di ogni episodio.

Utilizzare una tecnica piuttosto che un’altra – a matita, con una tavoletta grafica o direttamente in 3D – influenza lo stile? L’esperienza al computer per me è abbastanza nuova; però ho la sensazione di tornare al disegno con maggior freschezza. Mi è stato confermato anche dai miei intervistati: si disegna di meno, ma 18


scrivere corti

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Produzioni Avisco Sede legale: via Tosio 11 - 25121 Brescia tel/fax  030 3753893 aviscobs@tin.it www.avisco.org Sede operativa: Mediateca Provinciale di Brescia via Fontane 29 - 25133 Brescia Tel. 030 3748922 mediateca@provincia.brescia.it

Le lacrime. Dedicato a chi piange e a chi no Scuola dell’infanzia di Pegazzano, La Spezia. Bambini di 5 anni Insegnanti: Anna Costarelli, Filomena Forcellino Coordinamento: Irene Tedeschi Tecnica: Animazione della plastilina, durata 2’50’’ Le storie segrete di tante lacrime che piovono ogni giorno sul mondo. Sarà una sorpresa per chi pensa che si piange solo di tristezza…

Nata nel 1986 come gruppo di lavoro per l’audiovisivo prodotto a scuola, AVISCO – costituita da insegnanti e dirigenti scolastici – diviene nel 1990, con atto pubblico formale, associazione culturale e professionale senza scopo di lucro, e pone fra le finalità statutarie “… promuovere la sperimentazione, la ricerca e l’aggiornamento sugli audiovisivi scolastici in ogni ordine di scuola e agenzie educative”. Socio fondatore CIAS, coordinamento Italiano Audiovisivi a Scuola. Nel 2008 fonda EAN, European Animation Network con tre partner europei: Portogallo, Belgio e Repubblica Ceca. Dal 1992 gestisce la Mediateca Provinciale di Brescia in convenzione con l’Amministrazione provinciale; organizza seminari, workshop, mostre, convegni di studi e approfondimento, confronto sulle produzioni audiovisive scolastiche con particolare attenzione al cinema di animazione. 20

Signori architetti… Da una filastrocca di Gianni Rodari Scuola dell’infanzia “H.C. Andersen” di S. Polo, Brescia Coordinamento: Irene Tedeschi, Silvia Palermo Tecnica: Animazione della plastilina, durata 4’30’’ Le bambine e i bambini del quartiere di S. Polo sanno che gli architetti “sono quei signori che disegnano le istruzioni per fare i palazzi da dare poi ai muratori che li costruiscono” e sanno anche che dentro le case, i palazzi, i quartieri e le città non ci stanno solo i grandi ma anche i bambini! Qualche suggerimento per gli addetti ai lavori…


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Volo di libertà

Datemi un martello

Scuola primaria “M. Calini”, Brescia Classi quinte Insegnanti: Maura Bertolazza, Lavinia Prati Coordinamento: Irene Tedeschi, Silvia Palermo Tecnica: Animazione della plastilina, durata 4’ La piccola Anja saltella allegramente nel parco giocando col suo bellissimo palloncino rosso appena regalatole dal papà quando accade l’inevitabile…Una storia inventata e animata dai bambini e dalle bambine delle classi quinte che racconta la delicata nascita di un’amicizia.

Istituto Canossa Brescia Liceo SocioPsico Pedeagogico Laboratorio multimedia AVISCO 2009, Classe 2aA Coordinamento: Vinz Beschi, Irene Tedeschi Durata: 4 minuti Nel 1969 Gianni Rodari scriveva un racconto dove grandi e piccoli erano invitati a rompere un intero palazzo con tutto ciò che conteneva…noi ci siamo limitati a qualche piccolo oggetto utilizzando un martello. Sulle note della canzone Datemi un martello cantata da Rita Pavone i ragazzi hanno dato sfogo al desiderio che tutti vorrebbero realizzare almeno una volta nella vita…

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La buccia di banana Scuola primaria di Berzo Inferiore, Brescia. Classe terza Insegnante: Maria Angela Gelfi Coordinamento: Irene Tedeschi, Silvia Palermo Tecnica: Animazione della plastilina, durata 3’ Povera buccia di banana… sballottata di qua e di là in cassonetti inospitali pieni di materiali sconosciuti e un po’ antipatici. Alla fine però troverà proprio il luogo ideale per decomporsi in allegria!

Filastrocca della terra Scuola dell’infanzia “Garibaldi” di Molinetto di Mazzano, Brescia Coordinamento: Vinz Beschi, Irene Tedeschi Tecnica: Stop motion I sassi sono cose antiche, ferme, pesanti. Se non li raccolgo, se non li lancio lontano o gli do un calcio rimangono lì sul ciglio della strada o in riva al mare per l’eternità…e invece in questa filastrocca si muovono da soli! Saltano, volano, giocano a nascondino insieme alle mani dei bambini e delle bambine di 5 anni che hanno realizzato le animazioni.

Il vecchio giornale Scuola primaria di Berzo Inferiore, Brescia. Classe seconda Insegnante: Cinzia Bettina Pedretti Coordinamento: Irene Tedeschi, Silvia Palermo Tecnica: Animazione della plastilina, durata 3’ Il vecchio giornale è proprio saggio! Non ha paura di essere tagliato, tritato, bagnato e asciugato nella cartiera che aspetta lui e le altre carte che sono in viaggio dentro il camion. Una visita all’impianto di riciclaggio si trasforma in cartone animato per spiegare a tutti perché è importante e come funziona la raccolta differenziata. 23


Sottosopra

Produzioni Comune di Botticino - Avisco

Scuola Primaria Serafino Gnutti Serle 2009, Classe 5aA Insegnante: Andreina Benedetti Coordinamento: Vinz Beschi, Irene Tedeschi Durata: 12 minuti Giocando con la telecamera e la manipolazione elettronica si crea attraverso il corpo e gli oggetti, l’illusione di uno spazio sottosopra, rovesciabile, inatteso… senza gravità. Sullo schermo si sviluppano azioni/ reazioni tracciate dal corpo, dai corpi variopinti, dagli oggetti in movimento alla scoperta di modi imprevedibili di percepire, rappresentare e contemplare la realtà.

Lettere in libertà

La tela di Carlotta

Animali

Scuola dell’Infanzia Botticino San Gallo, Comune di Botticino 2009 Bambini e bambine di 5 anni Coordinamento: Vinz Beschi Durata: 4 minuti + 5 di backstage Un breve film d’animazione realizzato con la tecnica del decoupage dove le forme delle lettere suggeriscono nuove immagini. La lettera D diventa un arco, la H un letto, la Q un sole che beve con la cannuccia, la R un signore con la pancia, la S un serpentello. Dal libro “Disegno le lettere” di Francesca Grazzini.

Scuola dell’Infanzia Botticino Mattina, Comune di Botticino 2009 Bambini e bambine di 5 anni Coordinamento: Vinz Beschi Durata: 5 minuti + 8 di backstage È un triste Natale quello che si profila per Wilbur, un simpatico suino candidato a ricoprire lo scomodo ruolo di “piatto forte” nell’imminente cenone organizzato per festeggiare la Natività. Nonostante le amorevoli cure di una bambina, sarà Carlotta, un ragno dotato di abilità prodigiose, assieme ad altri animali, a salvare il tenero suino da un destino crudele.

Scuola dell’Infanzia Botticino Sera Comune di Botticino 2009 Bambini e bambine di 5 anni Coordinamento: Vinz Beschi Durata: 9 minuti + 19 di backstage Gli animali del ghiaccio, del mare, del deserto e del cielo raccontati attraverso tecniche varie di animazione. Bambine e bambini di 5 anni ha rappresentato piccoli episodi illustrando con diversi materiali la vita degli animali.

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Produzioni PInAC Pennelli elettronici Laboratorio di produzione e ricerca a cura di Vincenzo Beschi e Irene Tedeschi Responsabile della produzione Elena Pasetti, direttrice PInAC

PInAC

Assessorato Cultura e Istruzione

Pinacoteca Internazionale dell’età evolutiva Aldo Cibaldi

La PInAC – Pinacoteca internazionale dell’Età evolutiva del Comune di Rezzato – è la casa dei disegni dei bambini e delle bambine del mondo. In cinquant’anni di attività ha conservato e valorizzato le opere espressive dell’infanzia provenienti da 52 Paesi del mondo realizzate con matite, colori e pennelli. In questi ultimi anni si è anche qualificata come centro per la creatività con l’obiettivo di tener conto delle molteplici forme espressivocomunicative a disposizione, quindi anche dei ‘pennelli elettronici’ offerti dalle tecnologie video-multimediali. In PInAC si è deciso di considerare i bambini come veri centri di energia creativa, sensori immediati che esprimono ciò che accade intorno, potenziali rivelatori dei linguaggi complessi che segnano la nostra epoca. Dal loro punto di osservazione i bambini insegnano a guardare il mondo e a comprendere il linguaggio della contemporaneità, semplicemente chiedendo di osservare il loro processo di apprendimento e di creazione. Sono state approfondite così le caratteristiche delle pennellate elettroniche prodotte dall’hardware della comunicazione – schermi, videocamere o scanner – o quelle realizzate dai diversi software legati alla manipolazione dell’immagine, quali necessari temi espressivi, generativi di percorsi di ricerca. Le protesi digitali sono straordinari facilitatori per rappresentare il mondo se partono privilegiatamente dalla fisicità dell’esperienza e dalla sensorialità percettiva! Se faccio capisco è il motto che identifica il processo. PInAC realizza esperienze e promuove riflessioni, insieme al suo staff di artisti e con l’associazione Avisco.

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Il mercato Scuola dell’Infanzia Don Minzoni Rezzato 2009 Coordinamento: Vinz Beschi con l’aiuto di Sandra Cimaschi Durata: 4,37 minuti Il mercato, con i suoi protagonisti visti con gli occhi dei bambini e delle bambine di 5 anni, si anima sullo schermo attraverso il gioco della manipolazione della plastilina accompagnato da voci e rumori.


Colori di suoni suoni di colori Scuola Elementare Tito Speri Classi 5aA e 5aB Insegnante: Marisa Buffoli Rezzato 2010 Coordinamento: Vinz Beschi, Irene Tedeschi Durata: 12 minuti + 16 di backstage

Suoni e colori si rincorrono in una sequenza audiovisiva ottenuta attraverso l’occhio e l’orecchio della telecamera. Le mani guidano i movimenti creando tracce di colore che nascono in contemporanea con l’ascolto dei suoni. Si odono i colori e si vedono i suoni: alla scoperta del suono giallo, del suono blu, del suono rosso… 26


Cineteca del Comune di Bologna Cineteca Via Ripa di Reno 72, Bologna Tel 051 2194820 www.cinetecadibologna.it

La Cineteca di Bologna si dedica da anni ad un ampio e significativo lavoro di promozione della cultura cinematografica, attività riconosciuta a livello internazionale. I suoi archivi, i festival e i molteplici eventi, il laboratorio di restauro delle pellicole, l’attività editoriale rappresentano un riferimento di particolare interesse. La sezione didattica, Schermi e Lavagne, propone un numero crescente di attività al mondo della scuola, ma anche ai ragazzi e alle famiglie. La Cineteca è un punto cardine della vita culturale della città , anche perché collabora con tante istituzioni e associazioni del territorio e non solo, su numerosi progetti, proponendo lo sguardo cinematografico rispetto a tematiche diverse. Tra i tanti momenti che hanno visto l’impegno della Cineteca, consideriamo qui la partecipazione nel 2009 al progetto di cooperazione internazionale CulTuRe, promosso dall’Università di Bologna e dal Comune, con lo scopo di aiutare Tuzla, città martoriata dalla guerra, ad uscire da una situazione economico-sociale certamente difficile, attraverso un significativo investimento di energie verso il turismo culturale. E nell’estate 2009 è nato il festival “Kaleidoscop, il dialogo delle arti, l’arte del dialogo”. Il cinema non poteva mancare. L’impegno della Cineteca è consistito nel supporto all’organizzazione di un festival di corti e nella proposta di un laboratorio di cinema d’animazione per i ragazzini. Il film Incontri (Susret in bosniaco) è il risultato di questa esperienza, molto apprezzata dai partecipanti, ma certamente di grande arricchimento interiore per chi l’ha gestita. 27

La macchia

Dall’Oriente con sapore

Classe IV A sc. primaria XXI Aprile (Bologna), 2009 Insegnanti: Stefania Ghedini e Alice Sandoni Coordinamento: Tiziana Passarini Durata: 2’10” Può accadere talvolta che qualcosa dentro di noi vada storto e saltino le regole consuete. La macchia come metafora di un temporaneo impulso di aggressività.

Classe IV A sc. primaria Mattiuzzi Casali (Bologna), 2007 Insegnante: M. Chiara Cocci Coordinamento: Tiziana Passarini Durata: 1’30” Tra la violenza della guerra e una sospirata soluzione di pace il passo potrebbe essere breve: forse basterebbe trovare un punto di incontro, un interesse comune per qualcosa di piacevole.

Tra gioco e realtà Laboratorio con studenti della Facoltà di Scienze della Formazione – Università di Bologna Coordinamento: Tiziana Passarini Durata: 1’50” Una partita a scacchi viene stravolta dallo sguardo del sogno e dell’immaginazione. Così entrano in gioco pezzi rappresentativi dell’esperienza di vita, che si incontrano in un gioioso e colorato turbinio.


Incontri – Susret Laboratorio con ragazzi di Tuzla (Bosnia) durante il festival Kaleidoskop, agosto 2009 Coordinamento: Ilaria Marangon e Tiziana Passarini Durata: 2’ 50” Una carrellata di personaggi che si incontrano nei luoghi della città e dell’immaginario. Sono gatti e pesci, lumache e maiali e conigli e uccellini, ma anche bambini, ragazzi e signore un po’ snob. E infine tanti soli sulla città di Tuzla, che spazzano via le nubi. È l’augurio che questa città possa ritornare a sorridere.

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Timeline Istituto Istruzione Superiore Leonardo da Vinci Carate Brianza (MI)

Concorso internazionale di video realizzati in ambito scolastico. Il concorso ha lo scopo di promuovere e stimolare la creatività e l’innovazione attraverso la produzione di video, al fine di educare i giovani studenti alla lettura critica e consapevole dei moderni linguaggi della comunicazione di massa.

La battaglia di Jessica Gruppo Produzione Video IIS L. da Vinci, Carate Brianza Alunni: Jessica Staropoli, Manuela Colzani, Dario Mantegazza, Tatiana D’Onofrio, Jessica Biraghi Coordinamento: A. Risoluto, G. Zagone, E. Pirovano Jessica vorrebbe godersi un po’ di tv, ma la spazzatura che le si riversa addosso la costringe ad una strenua battaglia di difesa!

Premi: NovaraCineFestival - Premio Sez. Scuola Sotto18 Film Festival - Targa CIAS MaranoRagazziSpotFestival - Giuria di Qualità EfeboCortoGiovani(TP) - Premio Efebocortissimi Girocorto Guidonia (RM) - Menzione Festival Cortometraggio Città di Pergola - Premio sezione Scuola Media Literacy Award Vienna - Premio sezione Video FEDIC - Video Multimedia Italia (MI) Selezionato alle rassegne non competitive: Muvies, Madrid RagazziCheTv - CoReCom Lombardia (MI) 29


Lezione di storia

Progettiamo noi il nostro mondo Durata: 2’ 23” Anno scolastico: 2006-07 Realizzazione: Classe 3C, Istituto Comprensivo “Francesco Nullo”, Scanzorosciate (BG) Produzione: Istituto Comprensivo “Francesco Nullo”, Scanzorosciate (Bg), in collaborazione con il Comune di Scanzorosciate (contributo nell’ambito del Piano per il Diritto allo Studio) Collaborazione all’organizzazione e alla conduzione del “laboratorio di cinema”: Gigi Corsetti (Multimagine) Montaggio: Multimagine Musiche: 1. I’m too sexy (Right Said Fred) 2. C’è chi dice no (Vasco Rossi) Insegnante coordinatrice: Ivana Testa

Su uno sfondo che emblematicamente rappresenta le sollecitazioni, soprattutto mediatiche, a seguire “mode e modelli”, si avvicendano ragazzi che subiscono le pressioni esercitate dalla società dell’immagine (peso, altezza, abbigliamento…), dal consumismo (cellulare, I-pod…) e da un sistema economico illegale pronto a sfruttare il disagio sociale e/o adolescenziale (droga, fumo…). I ragazzi in un primo momento sembrano soccombere, ma improvvisamente si sente il grido di ribellione “BASTA” e tutti insieme si lanciano sullo sfondo e lo strappano, mandando in frantumi le immagini patinate. L’ultimo fotogramma riprende un gruppo di ragazzi sereni su cui si sovrappongono le scritte

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”Progettiamo NOI il nostro mondo” e “Diversi insieme”. Lo spot invita i ragazzi a ricercare la propria identità, senza lasciarsi condizionare da stereotipi o modelli, accettando la diversità, rappresentata dalla personalità del singolo, come un valore.

Scuola: Istituto Comprensivo “A. Manzoni”, Cerro al Lambro, 2009 Durata: 1’ Regia di: Davide Romeo Maraviglia Riprese: Oliveri Gemma Montaggio: Davide Romeo Maraviglia Interpreti: classi terze A, B, C La quotidianità diviene storia. Durante una lezione le le vittime delle stragi di mafia si rendono presenti attraverso chi non li dimentica. Lo spot è stato realizzato appositamente per la Rassegna straordinaria del festival della Pubblicità Sociale dei Ragazzi di Marano “Sguardi di Memoria ricordiamole con uno spot” dedicato alla memoria delle vittime innocenti delle mafie e sostenuta da LIBERA e Marano Ragazzi Spot Festival. La rassegna è stata presentata il 16 marzo 2009 presso il teatro comunale “G. Siani” e successivamente ad ottobre nell’ambito della XXII ed del Festival. Lo spot ha ricevuto il premio speciale Targa Sguardi di Memoria.


Comune di Leno

A Leno, un progetto di educazione alla legalità Proposte per uno sguardo intelligente nell’attualità delle esistenze umane

Le ragioni e i significati

Il percorso e le proposte

La consapevolezza delle responsabilità educative che gli adulti hanno nei confronti delle nuove generazioni e il desiderio di porre “segni” nuovi in una Comunità che sia operosa per il bene, sono alla base del percorso di educazione alla legalità proposto dal Tavolo Interistituzionale di Leno. L’iniziativa vede riunite l’Amministrazione Comunale, le Scuole e le Associazioni del territorio, dalle Società sportive all’Oratorio. Mai come oggi è necessario porre al centro delle azioni di Genitori, Educatori, Istituzioni, il tema dell’educazione alla legalità, una dimensione che riguarda tutti, un riferimento valoriale indispensabile che sostanzia e orienta convinzioni, comportamenti, relazioni, scelte individuali e sociali. Se “educare” significa saper ascoltare, sapersi mettere in relazione, saper cogliere i cambiamenti che stanno caratterizzando i rapporti tra le persone, in particolare tra i soggetti coinvolti nella relazione educativa, diventano allora necessarie informazione e formazione, per essere pronti e disponibili a capire al di là di ogni pre-comprensione che troppo spesso si traduce in un pre-giudizio. Occorre sviluppare una riflessione per non cedere alla tentazione del “pensiero unico” che ha il sapore della rassegnazione e dell’omologazione e rischia di spegnere creatività e speranza. Serve coltivare nuove sensibilità, affinché un nuovo Umanesimo, in virtù del quale immaginare forme migliori di convivenza, sia possibile.

Per tutte queste ragioni, in sinergia fra i vari Enti, il progetto di Educazione alla legalità è diventato un percorso articolato rivolto a tutti: bambini, adolescenti, giovani e adulti. A partire da una significativa esperienza di educazione civica sperimentata dai ragazzi del CAG e approdata alla costituzione del Consiglio dei Ragazzi, tutti gli studenti delle scuole dell’obbligo sono stati coinvolti in progetti di educazione alla lettura, improntati alla conoscenza e all’approfondimento di questioni inerenti il tema della legalità, lettura della Costituzione compresa. Nella sede della Biblioteca Civica è stato possibile inoltre incontrare alcuni degli autori dei libri letti. Si inseriscono in questo itinerario i “Laboratori di educazione alla cittadinanza, tra archivio storico e territorio” attivati per alcune classi delle scuole dei diversi ordini, dall’Infanzia alle Superiori, con l’obiettivo di sviluppare sensibilità e attenzione nei riguardi di un bene, l’archivio comunale, considerato non solo come luogo di raccolta di documentazione tecnico-giuridica, ma come prezioso “scrigno” custode della memoria collettiva. Anche gli adulti hanno avuto modo di confrontarsi sulle problematiche che provocano il loro ruolo di educatori, in particolare su quegli aspetti dell’educazione alla legalità che si traducono in: • educazione al rispetto delle regole, necessarie per vivere in società e nei diversi contesti di vita, in famiglia, a scuola, nell’attività sportiva, nel gioco; • educazione alla responsabilità e all’impegno; • educazione al rispetto di sé, degli altri, del mondo e delle cose che abitiamo. Le riflessioni avviate nelle diverse sedi verranno completate in occasione di incontri rivolti alla cittadinanza, con la partecipazione di autorevoli esponenti del panorama culturale italiano.

Il partenariato con l’AVISCO nel progetto “Le regole del gioco” L’adesione al progetto CinqueNovanta, “Le regole del gioco”, rappresenta una bella occasione per le realtà istituzionali del territorio di Leno: consente la connessione con altri orizzonti, più ampi, in un’adesione ideale e reale ai temi trattati e agli obiettivi auspicati. 31


Istituto “Vincenzo Capirola”

Tavolo interistituzionale

Leno (Brescia), Pz. C. Battisti 7/8 Tel +39 030 906539 030 9038588 Fax +39 030 9038061

Insieme per educare

Non è facile… Spot Sociale per l’integrazione culturale

alla responsabilità, all’impegno, al rispetto delle regole nel gioco, nello sport, in famiglia Un percorso di formazione rivolto a genitori, educatori, allenatori desiderosi di confrontarsi sulle questioni che provocano il loro ruolo di educatori Leno, Auditorium Biblioteca Civica

Durata: 2’ 30’’ Attori: i ragazzi del gruppo L2 dell’Istituto V. Capirola, Michele Azzini Sceneggiatura: Prof. Alessandro Bonini, Prof.ssa Cristina Gozzoli dell’Istituto V. Capirola Leno, i ragazzi del gruppo L2 Regia e montaggio: Alessandro Bonini La descrizione dei problemi spesso affrontati dai ragazzi stranieri all’arrivo in un nuovo mondo/una nuova scuola è ribaltata in questo breve ed ironico spot sociale nel quale vediamo un ragazzo italiano affrontare il primo giorno in una scuola frequentata esclusivamente da alunni stranieri: cinesi, indiani, arabi, rumeni… Il video, realizzato all’interno del percorso di alfabetizzazione  presso l’Istituto V. Capirola di Leno (BS), gioca principalmente sul ribaltamento dei ruoli e delle situazioni tipiche dell’incontro tra italiani e stranieri: ora non è più il segretario italiano che deve scandire più volte le parole al ragazzo straniero per dare una semplice indicazione ma il ragazzo italiano che deve cercare di capire attraverso i gesti parole a lui completamente sconosciute. Il video è strutturato in una serie di gag che sono ironiche ma al contempo rappresentano lo specchio di situazioni problematiche vissute dai ragazzi stranieri nelle scuole. La scelta dell’ironia è stata effettuata per rendere in qualche modo accattivante il prodotto e quindi più facilmente fruibile ai ragazzi, veri destinatari di questo video; a loro viene chiesto, attraverso il ribaltamento della situazione, di immedesimarsi nei ragazzi stranieri e di superare in questo modo la visione spesso stereotipata dello straniero cercando di riflettere sui propri pregiudizi. Il video, presentato a varie classi dell’Istituto, ha avuto un’ottima accoglienza e suscitato interessanti dibattiti che hanno coinvolto tanto i ragazzi italiani quanto gli stranieri.

Mercoledì 14 aprile h 20,30 Le relazioni in famiglia, a scuola, nei diversi contesti di vita: come favorire la costruzione di rapporti positivi A cura di Luigi Muzzolini, formatore Mercoledì 21 aprile h 20,30 Sport, regole, educazione A cura di: Luigi Muzzolini, formatore Davide Violi, allenatore, operatore di fitness metabolica Associazioni sportive lenesi (Real Leno – Handball – Tennis – Rugby) Mercoledì 28 aprile h 20,30 Educare alla responsabilità e all’impegno a scuola, in famiglia A cura di Luigi Muzzolini, formatore Giovedì 6 maggio h 20,30 Giovani e luoghi. Significati e valori che adolescenti e giovani attribuiscono ai luoghi della vita A cura di: Don Marco Mori, Responsabile Centro Oratori Bresciani Ermelina Ravelli, Dirigente Scolastica IC Capirola Giancarlo Bornati, Dirigente Scolastico Scuola Media

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Centro Sperimentale di Cinematografia National Film School Animation Department (Piedmont)

Fedic Scuola

Giulia Barbera è nata a Palermo il 01/06/79. Si è diplomata in cinema d’animazione nel 2007 presso il Dipartimento Animazione del Centro Sperimentale di Cinematografia – Scuola Nazionale di Cinema nella sede del Piemonte. Gianluca Lo Presti è nato a Milano il 04/05/85. Si è diplomato in cinema d’animazione nel 2007 presso il Dipartimento Animazione del Centro Sperimentale di Cinematografia – Scuola Nazionale di Cinema nella sede del Piemonte.

Il naturalista Regia e sceneggiatura: Giulia Barbera, Gianluca Lo Presti, Federico Parodi, Michele Tozzi Durata: 4’ 30” Tecnica: animazione 2d, stop motion, riprese modello dal vero Produzione: Centro Sperimentale di Cinematografia - Scuola Nazionale di Cinema / Sede del Piemonte - Dipartimento Animazione, Italia 2008 Tutor: Eva Zurbriggen, Chiara Magri Organizzazione: Rosanna Russo Il “naturalista” vive in città. Appena può salta in macchina e corre in campagna per rilassarsi fra campi e colline, per suonare il suo flauto e scorgere magari qualche grazioso animaletto. Ma amare la natura e goderne non è facile come si crede. 33

Federico Parodi è nato a Torino Italia il 04/11/84. Si è diplomato in cinema d’animazione nel 2007 presso il Dipartimento Animazione del Centro Sperimentale di Cinematografia – Scuola Nazionale di Cinema nella sede del Piemonte. Michele Tozzi è nato a Torino il 26/12/78. Si è diplomato in cinema d’animazione nel 2007 presso il Dipartimento Animazione del Centro Sperimentale di Cinematografia – Scuola Nazionale di Cinema nella sede del Piemonte.

Costituita nel 1985 per svolgere attività di educazione all’immagine attraverso la fruizione e la produzione di filmati all’interno di progetti didattici nelle scuole di ogni ordine e grado, si propone di raggiungere una sempre maggiore incisività su tutto il territorio nazionale, con un gruppo di lavoro che coordini gli interventi dovunque vengano richiesti, in collaborazione con il CIAS – Coordinamento Italiano Audiovisivi a Scuola (www.ciasit. org). Fedic scuola è presente sul sito della Fedic (www.fedic.it/scuola.asp) tramite il quale è possibile essere aggiornati sulle ultime iniziative in ambito scolastico.  

Il gioco della vita Scuola Superiore ITIS Baldini di Ravenna, 2006 Durata: 4’01” La vita non è un gioco… Finito un gioco se ne può iniziare un altro, la vita invece… Il video tratta il problema della sicurezza sul lavoro. Le regole esistono, ma spesso per negligenza e superficialità non vengono rispettate con gravi conseguenze a volte anche mortali.


Corti internazionali Burkina Faso (Africa)

Stato dell’Amazzonia (America Latina)

Praga (Rep. Ceca)

Asi vivo yo

Leila realizzato dai bambini e dalle bambine burkinabé nel 2007 Tecnica: Ombre cinesi, 5 min Coordinamento & direzione: Louise-Marie Colon e Caméra & Consorts Produzione: Camera enfant admis. In partenariato con Camera & Consorts. È un grido forte e deciso: no allo sfruttamento del lavoro minorile! Leila è la protagonista di un racconto immaginato e realizzato da un gruppo di bambine e bambini dopo FESPACO 2007 a Ouagadougou. (Burkina Faso). Il racconto che mostra una storia drammatica si stempera poi in un finale ‘educativo’ che invita gli adulti a rispettare le bambine e a non trattarle come bestie da soma.

Bambine e bambini della scuola Boliviana “27 giugno”, di Betania de Topoco, Stato dell’Amazzonia. Tecnica mista: animazione della plastilina, decoupage, riprese dal vero, 10’. Coordinamento e regia: Jean Charles L’Ami. La vita quotidiana raccontata come in un sogno mostra, tra animazioni e brevi riprese dal vero come si mangia, si pesca ci si scalda e si dorme in questo piccolo villaggio amazzonico, in cui però si possono vedere i cartoni e, come in questo caso, anche imparare a farli. Proiettato alla Mostra del Cinema Indigeno del Venezuela 2008.

Fotbal Praga 2008 Coordinamento: Zuzana Bukosinskà Produzione: Obcansckà Insipance Tecnica: decoupage, 1’ 30” Mentre lui si gode la partita di calcio lei tracolla sotto le mille incombenze materne.

Konkurs Praga 2008 Coordinamento: Zuzana Bukosinskà Produzione: Obcansckà Insipance Tecnica: Flash, 2’ Partecipare ad un concorso di alto livello per trovare lavoro, ha esiti “di genere”, anche se lei è migliore. Basta che dalla borsa sfugga inavvertitamente qualcosa che rimandi alla maternità…

Premi: Menzione speciale della Giuria al Festival del Cinéma d’Animation de Meknès 2008. Miglior realizzazione 6-12 annni al 27mo Caméras aux jeunes, 2008, Bruxelles
 Premio della giuria dei bambini al festival KinoImFluss/ Cinéfleuve 2007
 Menzione d’onor della giuria al Festival Up-and-coming 2007, Hanovre 34


leggere film

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Cortometraggi d’animazione d’autore

L’agnello rimbalzello Roger Gould, Animazione Pixar, 2003, 5’ Nella radura abita un agnellino famoso per le sue qualità di ballerino e molto popolare tra gli altri animali del posto. Un giorno, però, viene catturato da un uomo che lo prende alla sprovvista e lo tosa…

Il nodo della cravatta

Sport o Spork

di Jean-François Lévesque, ONF Canada 2008, 12’26” Musica e suono Hugo Fleury e Marie-Claude Gagné

Bruno Bozzetto, Italia, 2008, 4’

L’apparente quiete di Valentino, ovvero la ricerca del senso della vita. Con l’aiuto di qualche bigliettino materno.

Jeu de coudes (Gioco di gomiti) di Paul Driessen, Canada, 1980, 6’27” Il maestro olandese Paul Driessen disegna personaggi in grigio e nero che, con una gestualità ritmica, ripetitiva, impersonale, eseguono schierati un solo movimento, il gioco di gomiti, in seguito al quale quello di loro che è all’estremità della fila, finisce per precipitare nel vuoto con un urlo agghiacciante. Una metafora della carriera, del mondo del lavoro, della vita.

The Pearce Sisters (Le sorelle Pearce)

Rebell di M. Levie, Francia, 2007, 6’ Storia di una nota musicale che si annoia in un brano di Bach e decide di ribellarsi. Nascono così variazioni sul tema che infrangono le rigide regole della partitura e creano scompiglio e reazioni pericolose. La fantasia della nota ribelle riesce a trovare comunque soluzioni ingegnose per evitare i pericoli e conquistare la felicità.

Two good friends

di Luis Cook, UK, 2007, 9’30”

Il gioco di Geri

Questo cortometraggio si rivolge a un pubblico infantile, mettendo a confronto lo sport vero (salute, divertimento, benessere, star bene con gli amici, rispetto delle regole e leale confronto con gli altri) e lo sport sbagliato, chiamato “Spork”: quello senza regole, che usa violenza contro gli altri e contro se stessi e che viene sostenuto dai comportamenti diseducativi degli adulti.

Originalissimo 3D pittorico, per raccontare la storia di due sorelle dalle strane regole. Esse passano la vita a raccogliere i marinai che fanno naufragio in un’isola sperduta e inospitale, e li ‘allesticono’ per l’ora del te.

Jan Pinzava, USA, 1997, 4’ Scritto e diretto da Jan Pinkava, produzione Pixar, ha vinto un Oscar per il miglior cortometraggio animato. Il film è ambientato in un parco vuoto in autunno.
 Geri sta giocando una partita a scacchi contro se stesso, diventando a ogni turno l’altro giocatore, spostandosi da un lato all’altro della scacchiera e togliendo e mettendo ogni volta gli occhiali.


di Viktor Kubal, Slovacchia, 1972, 10’ In questa sorta di western per bambini, due vecchi amici sono uniti dalla ricerca dell’oro. Ma per varie vicissitudini, nonostante il ritrovamento di qualche lingotto, la fortuna non arride ai due, che si troveranno molti anni dopo a cercare più semplicemente pesci da pescare all’amo, ormai vecchi. Ma la loro amicizia nel tempo, se possibile, è solo cresciuta.

Dream the guard di Ivan Popovic, Slovacchia, 1979, 10’ Cosa accade a una bambola quando la bambina che la possiede è impegnata in un altro gioco? Verrà accompagnata da un burattino in un mondo fantastico pieno di colori, formato da mattoncini animati che si scompongono e ricompongono in oggetti sorprendenti: castelli, treni, cannocchiali, e poi cavalli e libellule… Ma la bambola vorrebbe solo tornare a casa dalla sua padroncina…Detto, fatto…! 36


Lungometraggi d’animazione

il Guerriero Dragone, colui che secondo una profezia salverà la Valle della Pace, minacciata dal perfido Tai Lung, appena evaso di prigione. Nonostante la sua fisicità lo ostacoli, Po dovrà imparare il kung fu…

Coraline e la porta magica di Henry Selick, Usa, 2009 Universal Pictures, 100’ Coraline Jones, in cerca di avventure dopo essersi trasferita in un paesino sonnacchioso con la sua famiglia, scopre un mondo alternativo popolato da versioni molto diverse dei suoi genitori. Ma la realtà non è quello che sembra…

Il mio vicino tororo di Hayao Miyazaki, Giappone, 1988, 86’ Le sorelline Satsuke e Mei (11 anni la prima, 4 la seconda) si trasferiscono insieme al padre in una nuova casa, in campagna, in attesa che la madre venga dimessa dal vicino ospedale. Per le due bambine inizia un viaggo alla scoperta di un nuovo mondo, abitato da creature fantastiche…

Kung fu panda di Mark Osborne, USA, 2008 DreamWorks Animation, 88’ Nell’antica Cina, Po è un pigro e imbranato panda che lavora come cameriere presso il chiosco di spaghetti del padre. Il padre vorrebbe che Po prendesse il suo posto, continuando la tradizione di famiglia di esperti spaghettinari, ma Po sogna di diventare un esperto di kung fu. Per una serie di coincidenze il saggio Oogway nomina Po come il “Prescelto” destinato a diventare

Ponyo sulla scogliera

Valzer con Bashir

di Hayo Miyazaki, Giappone, 2008, Lucky Red, 100’

di Ari Folman, Israele/Germania/Francia, 2008 Lucky Red, 87’

Sosuke, un bimbo di cinque anni, vive in cima a una scogliera affacciata su Inland Sea. Una mattina, giocando sulla spiaggia sotto casa, trova Ponyo, una pesciolina rossa con la testa incastrata in un barattolo di marmellata. Sosuke la salva e la mette in un secchio di plastica verde. Ponyo è affascinata da Sosuke e il bimbo prova lo stesso verso la pesciolina. Le dice: “Non preoccuparti, ti proteggerò e mi prenderò cura di te”. Ma il padre di Ponyo, Fujimoto – una volta umano e ora stregone che abita i fondali marini – la obbliga a tornare con lui nelle profondità dell’oceano…

Up di Peter Docter/ Bob Peterson, Usa, 2009 , Walt Disney, 104’ Carl Fredricksen è un anziano signore che per tutta la vita ha sognato di girare il mondo, ma ha dovuto scontrarsi coi problemi della realtà quotidiana come le bollette e gli acciacchi dell’età. Quando a 72 anni la vita sembra non offrirgli più tempo per realizzare il suo sogno bussa alla sua porta Russell, un boyscout di 8 anni che deve fare la sua buona azione. Sarà con lui che Carl Fredricksen intraprenderà il viaggio dei suoi sogni in Sudamerica, dove incontreranno animali selvaggi e persino degli inaspettati nemici.

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Una sera, al tavolo di un bar, un vecchio amico racconta al regista Ari un incubo ricorrente nel quale lui è inseguito da 26 cani furiosi. Ogni notte, lo stesso numero di cani. I due uomini deducono che ci sia un collegamento con la missione dell’esercito israeliano durante la prima guerra in Libano a cui hanno partecipato nei primi anni ‘80. Ari è sorpreso da quanto poco ricorda di quel periodo, e decide di esplorare il mistero rintracciando e intervistando vecchi amici…

Wall-e di Andrei Stanton, Usa, 2008, Walt Disney, 97’ Cosa accadrebbe se il genere umano dovesse abbandonare la Terra e qualcuno dimenticasse di spegnere l’ultimo robot? L’autore-regista premio Oscar Andrew Stanton (Alla ricerca di Nemo) e i fantasiosi narratori e geni della tecnica dei Pixar Animation Studios (Gli incredibili, Cars, Ratatouille) trasporteranno il pubblico in una galassia non molto lontana, per una nuova commedia cosmica di animazione digitale che narra la storia di un certo robot di nome WALL•E


Film a soggetto

Assunzione di responsabilità Strangers di Erez Tadmor e Gui Nattiv, USA e Israele, 2003, 7’ In un metrò di Parigi un ragazzo scorge un giovane mediorientale nel sedile di fronte che sta leggendo un giornale arabo. Immediatamente gli lancia un’occhiata di sfida esibendo la collanina con il simbolo ebraico. Mentre i due si scambiano sguardi torvi, sale sul metrò un gruppo di naziskin che circonda l’arabo iniziando a provocarlo…

12 di Nikita Mikhalkov, Russia, 2007 Sceneggiatura: Nikita Mikhalkov, Vladimir Moiseyenko, Aleksandr Novototsky Con: Nikita Mikhalkov, Sergei Makovetsky, Sergei Garmash, Aleksei Petrenko, Valentin Gaft, Yuri Stoyanov, Mikhail Yefremov, Sergei Gazarov, Aleksandr Adabashyan, Viktor Verzhbitsky, Aleksei Gorbunov, Roman Madyanov, Sergei Artsybashev. 01 Distribution, 159’ Dodici giurati devono stabilire la colpevolezza o meno di un giovane ceceno accusato di aver ucciso il proprio padre adottivo, un ufficiale dell’esercito russo. Tutte le discussioni passano attraverso il cuore e l’anima di ciascuno di essi.

Afterschool Di Antonio Campos, Usa, 2008 Sceneggiatura: Antonio Campos Con: Emory Cohen, Rosemarie DeWitt, Ezra Miller, Michael Stuhlbarg, Addison Timlin, Jeremy White, Gary Wilmes, Byrdie Bell, Danielle Baum, Paul Lucenti, Harrison Lees, Anna Maliere, Christopher McCann, Alexandra Neil, Paul Sparks. Bolero film, 122’

la morte per overdose di due compagne più grandi che conosceva a malapena, pur ammirandole per la loro bellezza. Le loro vite diventano il soggetto di un video che secondo il preside dovrebbe aiutare l’elaborazione del lutto collettivo.

Alza la testa Di Alessandro Angelini, Italia, 2009 Sceneggiatura: Alessandro Angelini, Angelo Carbone, Francesca Marciano Con: Sergio Castellitto, Gabriele Campanelli, Giorgio Colangeli, Anita Kravos, Augusto Fornari, Duccio Camerini, Pia Lanciotti, Gabriel Spahiu, Laura Ilie. 01 Distribution, 86’ Mero, operaio specializzato in un cantiere nautico, è un padre single. Lorenzo, il figlio nato da una relazione con una ragazza albanese, è la sua unica ragione di vita e il sogno dell’uomo è che il ragazzo diventi un campione di boxe, riscattando così la sua anonima carriera da dilettante. Per questo lo allena duramente, insegnandogli giorno dopo giorno a tirar pugni e a proteggersi dai colpi bassi della vita.

Biutiful cauntri di Esmeralda Calabria/Andrea D’Ambrosio, Italia, 2007 Lumiera, 83’ Allevatori che vedono morire le proprie pecore per la diossina. Un educatore ambientale che lotta contro i crimini ambientali. Contadini che coltivano le terre inquinate per la vicinanza di discariche. Storie di denuncia e testimonianza del massacro di un territorio. Siamo in Italia, nella regione Campania dove sono presenti 1200 discariche abusive di rifiuti tossici. Sullo sfondo una camorra imprenditrice

In una prestigiosa scuola del New England, Robert, uno studente particolarmente introverso e tormentato, riprende per caso 38

Boy a di John Crowley, Gran Bretagna, 2007 Sceneggiatura: Mark O’Rowe Con: Andrew Garfield, Peter Mullan, Siobhan Finneran, Alfie Owen, Skye Bennett, Leigh Symonds, Maria Gough, Victoria Brazier, Taylor Doherty, Jeremy Swift, Shaun Evans, Katie Lyons, James Young, Anthony Lewis, Helen Wilding. 01 Distribution, 102’ Appena uscito da una prigionia di 14 anni scontata per un atto di bullismo contro una coetanea sconfinato in un terribile omicidio, Jack, ormai 24enne, arriva a Manchester in cerca di un nuovo inizio. Ha una nuova identità, un nuovo lavoro e una fedina penale ripulita, ma un’adolescenza completamente trascorsa dietro le barre di una cella ha generato cicatrici indelebili.

Duma di Carroll Ballard, Usa, 2005 Sceneggiatura: Mark St. Germani, Karen Janszen Con: Alex Michaeletos, Campbell Scott, Mary Makhatho, Nthabiseng Kenoshi, Hope Davis, Jennifer Steyn. Warner Bros, 100’ Legati da una profonda amicizia, un ragazzo di 10 anni, Xan, e Duma, una femmina di ghepardo, sono costretti ad un certo punto a separarsi per permettere alla natura di seguire il suo corso. Il ragazzo, infatti, sarà costretto ad affrontare un lungo viaggio per rimettere in cattività la sua amica.

Earth - La nostra terra di Alastair Fothergill/ Mark Linfield, Usa, 2009 Walt Disney Studios Motion Pictures Italia, 90’ Cinque miliardi di anni fa un enorme asteroide cadde su una giovane Terra. L’incidente cosmico generò il miracolo della vita, creando la spettacolare varietà dei paesaggi del nostro pianeta, il caldo, il gelo e l’alternarsi delle stagioni. Seguiremo, attraverso gli occhi di tre “amici animali”, il fantastico viaggio del Sole verso sud, partendo nell’inverno artico, in direzione dell’Antartide.


Gomorra

Il Divo

di Matteo Garrone, Italia, 2008

di Paolo Sorrentino, Italia, 2008

Sceneggiatura: Maurizio Braucci, Ugo Chiti, Gianni Di Gregorio, Matteo Garrone, Massimo Gaudioso, Roberto Saviano

Sceneggiatura: Paolo Sorrentino Con: Toni Servillo, Anna Bonaiuto, Giulio Bosetti, Flavio Bucci, Carlo Buccirosso, Giorgio Colangeli, Piera Degli Esposti, Alberto Cracco, Lorenzo Gioielli, Paolo Graziosi, Gianfelice Imparato, Massimo Popolizio, Aldo Ralli, Giovanni Vettorazzo, Lucky Red, 110’

Con Salvatore Abruzzese, Simone Sacchettino, Salvatore Ruocco, Vincenzo Fabricino, Gaetano Altamura, Italo Renda, Gianfelice Imparato, Maria Nazionale, Salvatore Striano, Carlo del Sorbo, Vincenzo Bombolo, Toni Servillo, Carmine Paternoster, Alfonso Santagata, Massimo Emilio Gobbi, Salvatore Caruso, Italo Celoro, Salvatore Cantalupo, Gigio Morra, Zhang Ronghua. 01 Distribution, 135’ Potere, soldi e sangue. In un mondo apparentemente lontano dalla realtà, ma ben radicato nella nostra terra, questi sono i “valori” con i quali gli abitanti della provincia di Caserta, tra Aversa e Casal di Principe, devono scontrarsi ogni giorno. Quasi sempre non puoi scegliere, quasi sempre sei costretto a obbedire alle regole del Sistema, la Camorra, e solo i più fortunati possono pensare di condurre una vita “normale”. Gomorra è un viaggio nel mondo affaristico e criminale della camorra.

Il film parla di una stagione della vita di Giulio Andreotti, e precisamente del periodo che va dalla fine della sua settima presidenza del consiglio, con all’orizzonte la massima carica istituzionale del paese, all’inizio del processo che lo vede accusato di associazione mafiosa. Impeccabile ed impenetrabile come nessuno, il senatore a vita affronta questa fase della sua esistenza, superando alla fine tutte le prove che la quotidianità, di volta in volta gli propone.

Il figlio di Luc Dardenne/Jean Pierre Dardenne, Belgio/Francia, 2002

Gran Torino di Clint Eastwood, Usa, 2008 Sceneggiatura: Nick Schenk Con: Clint Eastwood, Cory Hardrict, John Carroll Lynch, Geraldine Hughes, Brian Haley, Brian Howe, Nana Gbewonyo, Chris Carley, Bee Vang, Ahney Her, Choua Kue, Chee Thao. Warner Bros Italia, 2008, 116’ Walt Kowalski (Clint Eastwood) è un reduce della guerra di Corea, di carattere burbero e spavaldo, prova una grande passione per la propria Ford Torino, modello classico del 1972, custodita in garage. Walt non mostra pudore nel manifestare il proprio sentimento anticoreano, nato durante la sua campagna in Corea, quando vide morire suoi amici per mano dei nemici. A peggiorare la situazione, il quartiere da lui abitato negli ultimi anni è diventato il principale centro suburbano della comunità coreana, e le bande giovanili danno molto fastidio a Walt. Anche se frustrati e maltrattati da Kowalski, i coreani aiuteranno l’uomo a risolvere i problemi personali che tiene con la famiglia, per diventare amici e aiutarlo a ripudiare il razzismo.

Sceneggiatura: Luc Dardenne, Jean-Luc Dardenne Con: Olivier Gourmet, Morgan Marinne, Isabella Soupart, Nassim Hassaïni, Kevin Leroy, Anne Closset, Félicien Pitsaer. Lucky Red, 100’ Proprietario di una falegnameria che funziona come centro di formazione professionale, il gentile e laborioso Olivier (O. Gourmet) accoglie tra i suoi allievi il sedicenne Francis (M. Marinne), reduce da cinque anni di riformatorio, che, dopo averlo conosciuto, gli chiede di diventare suo tutore, non sapendo che è il padre del ragazzino da lui ucciso cinque anni prima. Alla ex moglie, sconvolta, che gli domanda: “Nessuno lo farebbe. Perché lo fai?”, Olivier risponde: “Non lo so “.

Il mio amico Eric di Ken Loach, Belgio/ Francia/ Gran Bretagna/Italia, 2009 Sceneggiatura: Paul Laverty Con: Éric Cantona, Steve Evets, John Henshaw, Stephanie Bishop, LucyJo Hudson. Bim distribuzione, 116’ La vita di Eric, il postino, sta andando a rotoli… La famiglia caotica, i guai con i figli e la betoniera in giardino non aiutano, certo, ma a tormentare Eric è soprattutto un segreto che si porta dentro da trent’anni. Riuscirà ad affrontare Lily, la donna che ha amato e abbandonato da ragazzo? Nonostante l’entusiastico e a volte strampalato sostegno dei suoi amici e compagni di fede calcistica, Eric continua ad affondare.

La zona di Rodrigo Plà, Spagna/ Messico, 2007 Sceneggiatura: Rodrigo Plá, Laura Santullo Con: Daniel Giménez Cacho, Maribel Verdú, Daniel Tovar, Carlos Bardem, Marina de Tavira, Mario Zaragoza, Andrés Montiel, Blanca Guerra. Sacher distribuzione, 95’ Alejandro è un adolescente privilegiato che vive nella “Zona”, quartiere benestante nel centro di Città del Messico, protetto da guardie private e circondato da alte mura. Oltre i confini ed il filo spinato c’è la miseria più nera. Il giorno del suo compleanno, tre ragazzi delle favelas riescono a penetrare nella Zona e ad introdursi in una delle case. La rapina finisce male e un’anziana donna muore. Due dei giovani rapinatori sono uccisi mentre tentano la fuga. Il terzo, Miguel, riesce a fuggire ma non a lasciare la Zona. I residenti si riuniscono per decidere il da farsi.

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Le 13 rose di Emilio Martinez Labaro, Spagna, 2007 Con: Fernando Pardo, Pilar López de Ayala, Veronica Sánchez, Gabriella Pession, Marta Etura, Nadia de Santiago, Teresa Hurtado de Ory, Bárbara Lennie, Alba Alonso, Cèlia Pastor, Silvia Mir, Sara Martín, María Cotiello, Miren Ibarguren, Carmen Cabrera, Adriano Giannini, Enrico Lo Verso. Filmxeport, 100’ Madrid 1939 fine della guerra civile spagnola, le truppe del generale Franco sono alle porte. Tredici giovanissime ragazze, militanti pacifiche della Brigata Socialista e impegnate nell’assistenza ai più deboli, vengono arrestate con l’accusa di aver partecipato al complotto per assassinare il generale Franco. Braccate e imprigionate, dopo interrogatori e torture faranno del loro spirito liberatorio e della loro amicizia una forza indissolubile. L’ingiusta condanna a morte le rese vittime coraggiose di un potere feroce.

L’onda di Tennis Gansel, Germania, 2008 Sceneggiatura: Dennis Gansel, Ueli Christen Con: Jürgen Vogel, Frederick Lau, Max Riemelt, Jennifer Ulrich, Christiane Paul, Jacob Matschenz. Bim, 101’ Germania, oggi. Durante la settimana delle esercitazioni, l’insegnante di liceo Rainer Wenger (Jürgen Vogel) propone un esperimento per mostrare ai suoi studenti come funziona un governo totalitario. Inizia così un gioco di ruolo dalle tragiche conseguenze. Nel giro di poche settimane, quella che era cominciata come un’innocua illustrazione di concetti come disciplina e comunità, si trasforma in un vero e proprio “movimento” - L’Onda. Arrivati al terzo giorno, gli studenti cominciano a ostracizzare e a minacciare gli altri. E quando alla fine il conflitto esplode in tutta la sua violenza durante una partita scolastica di pallanuoto, l’insegnante decide di interrompere l’esperimento. Ma ormai è troppo tardi, l’Onda è sfuggita al suo controllo…

Michael Clayton

L’uomo che verrà

di Tony Gilroy, Usa, 2006

di Giorgio Diritti, Italia, 2009

Sceneggiatura: Tony Gilroy Con: George Clooney, Tom Wilkinson, Tilda Swinton, Sydney Pollack, Jennifer Ehle, Michael O’Keefe, Ken Howard, Denis O’Hare, Robert Prescott, Austin Williams, Sean Cullen, Merritt Wever, David Lansbury, Bill Raymond, David Zayas, Skipp Sudduth, Pamela Gray, Amy Hargreaves, Terry Serpico, Christopher Mann. Medusa film, 119’

Sceneggiatura: Giorgio Diritti, Giovanni Galavotti, Tania Pedroni Con: Alba Rohrwacher, Maya Sansa, Claudio Casadio, Greta Zuccheri Montanari, Stefano Bicocchi, Eleonora Mazzoni, Orfeo Orlando, Diego Pagotto, Tom Sommerlatte, Bernardo Bolognesi, Stefano Croci, Zoello Gilli, Germano Maccioni, Timo Jacobs, Thaddaeus Meilinger, Francesco Modugno. Mikado, 117’

Michael Clayton (George Clooney) è un “faccendiere” che lavora presso uno dei più importanti studi legali di New York. Prendendo ordini dal co-fondatore dello studio, Marty Bach (Sydney Pollack), Clayton, ex pubblico ministero nato in una famiglia di poliziotti, sbriga gli affari più sporchi dello studio Kenner, Bach & Ledeen cercando di rimediare ai guai commessi dai suoi facoltosi clienti, occupandosi di casi di omissione di soccorso, diffamazioni a mezzo stampa, mogli dedite a piccoli furti e politici disonesti. Pur essendo stufo del suo lavoro, Clayton è legato a doppio filo a Kenner, Bach & Ledeen perché il divorzio, la passione per il gioco d’azzardo e un’avventura imprenditoriale finita male gli hanno fatto accumulare una montagna di debiti…

Inverno, 1943. Martina, unica figlia di una povera famiglia di contadini, ha 8 anni e vive alle pendici di Monte Sole. Anni prima ha perso un fratellino di pochi giorni e da allora ha smesso di parlare. Ora che la mamma è nuovamente incinta, Martina vive nell’attesa del bambino che nascerà, mentre la guerra man mano si avvicina e la vita diventa sempre più difficile, stretti fra le brigate partigiane del comandante Lupo e l’avanzare dei nazisti. Nella notte tra il 28 e il 29 settembre 1944 il bambino viene finalmente alla luce. Quasi contemporaneamente le SS scatenano nella zona un rastrellamento senza precedenti, che passerà alla storia come la strage di Marzabotto.

Nella valle di Elah di Paul Haggis, Usa, 2007

Il nastro bianco di Michael Haneke, Austria/ Francia/ Germania, 2009 Sceneggiatura: Michael Haneke Con: Susanne Lothar, Ulrich Tukur, Burghart Klaußner, Joseph Bierbichler. Lucky Red, 145’ Un villaggio protestante della Germania del Nord. 1913/1914. Alla vigilia della prima guerra mondiale. La storia dei bambini e degli adolescenti di un coro diretto dal maestro del villaggio, le loro famiglie: il barone, l’intendente, il pastore, il medico, la levatrice, i contadini. Si verificano strani avvenimenti che prendono un poco alla volta l’aspetto di un rituale punitivo. Cosa si nasconde dietro tutto ciò? 40

Sceneggiatura: Paul Haggis Con: Tommy Lee Jones, Charlize Theron, James Franco, Susan Sarandon, Josh Brolin, Jonathan Tucker, Jason Patric, Frances Fisher, Rick Gonzalez, Barry Corbin, Brad William Henke, Wayne Duvall, Brent Briscoe, Kathy Lamkin. Mikado film, 120’ Mike Deerfield scompare misteriosamente subito dopo essere ritornato dall’Iraq, dove ha combattuto. Quando la sconvolgente notizia raggiunge il padre Hank, ex soldato della polizia militare, questi decide di mettersi alla ricerca del figlio, con l’aiuto della riluttante investigatrice di polizia Emily Sanders. Man mano che le indagini proseguono e il quadro si compone, Emily si rende conto che la scomparsa è solo una montatura.


Nel paese delle creature selvagge di Spike Jonze, Usa, 2009 Sceneggiatura: Spike Jonze, Dave Eggers Con: Max Records, Catherine Keener, James Gandolfini, Catherine O’Hara, Paul Dano, Forest Whitaker, Lauren Ambrose, Tom Noonan, Angus Sampson, Mark Ruffalo. Warner Bros Italia, 101’ Vestito con un costume da lupo, il piccolo Max gioca gettando lo scompiglio in casa: stremata, la madre decide di punirlo mandandolo a letto senza cena. Nella sua stanzetta, la fantasia di Max esplode creando un mondo fatto di misteriose foreste e strane creature… In quel mondo, immaginario ma tanto vivido da sembrare reale, Max diventa un eroe e finirà con l’essere incoronato Re.

Marpiccolo di Alessandro Robilant, Italia, 2009 Sceneggiatura: Andrea Cotti, Leonardo Fasoli, Maddalena Ravagli Con: Giorgio Colangeli, Valentina Carnelutti, Giulio Beranek, Anna Ferruzzo, Selenia Orzella, Michele Riondino, Roberto Bovenga, Nicola Rignanese, Maria Pia Autorino. Bolero film, 87’ Paolo VI, zona sud di Taranto. Un quartiere fatto di strade rotte, di autobus che non passano, di case prefabbricate, con la sagoma minacciosa dell’ILVA con i suoi veleni da una parte e dall’altra il profilo liquido del “marpiccolo”. Un quartiere dove non c’è niente, e dove quel che c’è è abusivo o illegale. Un quartiere al limite. E anche Tiziano è un ragazzo al limite. A scuola ci va poco e male, ha alle spalle una famiglia con molti problemi, fa lavoretti per Tonio, il boss locale, e sogna soltanto d’andarsene via. Per lui il futuro sembra segnato. E quando finisce al carcere minorile, pare non esserci più nessuna speranza…

Germania dopo la fine della seconda guerra mondiale, quando l’adolescente Michael Berg si sente male e viene aiutato ad arrivare a casa da Hanna, un’estranea che ha il doppio dei suoi anni. Michael si riprende dalla scarlattina e cerca Hanna per ringraziarla. Così, i due rapidamente rimangono coinvolti in una relazione segreta e appassionata. Nonostante il loro rapporto, un giorno Hanna scompare misteriosamente, lasciando Michael confuso e addolorato.

Tutti a casa di Luigi Comencini, Italia, 1960 Sceneggiatura: Luigi Comencini, Age& Scalpelli, Marcello Fondato Con: Eduardo De Filippo, Alberto Sordi, Martin Balsam, Carla Gravina, Serge Reggiani, Alex Nicol, 120’ Dopo l’8 settembre 1943 un sottotenente ligio ai superiori, non vedendo arrivare ordini, scioglie le fila del suo reparto mandando tutti a casa. La traversata da nord a sud dell’Italia, flagellata dalla guerra e in preda all’anarchia, lo fa maturare. Fusione ben temperata di comico, grottesco, drammatico e patetico: una storia corale con A. Sordi meno mattatore del solito. “… sotto le mentite spoglie di una commedia, il film è sostanzialmente un racconto a tesi … quello della scelta che ciascuno è chiamato a fare almeno una volta nella sua vita”.

Joyeux Noel Una verità dimenticata dalla storia di Christian Carion, Francia/ Germania/ Gran Bretagna, 2005 Sceneggiatura: Christian Carion Con: Diane Kruger, Benno Fürmann, Guillaume Canet, Gary Lewis, Dany Boon, Daniel Brühl, Lucas Belvaux. Sony Pictures Releasing Italia, 115’

The reader - A voce alta di Stephen Daldry, Germania/ Usa, 2008 Sceneggiatura: David Hare Con: Kate Winslet, Ralph Fiennes, Bruno Ganz, Karoline Herfurth, Linda Bassett, Susanne Lothar, Hannah Herzsprung, David Kross, Volker Bruch, Matthias Habich, Jeanette Hain, Vijessna Ferkic, Claudia Michelsen, Jürgen Tarrach, Max Mauff, Moritz Grove. 01 Distribution, 124’ La storia ha inizio nella

Abbiamo combattuto troppo a lungo. Non avevamo forse dichiarato guerra alla guerra? Abbiamo marciato per mesi per poi finire qui, immobilizzati in una rete di trincee. A soli quattro metri dalle trincee nemiche. È la sera di Natale. I nemici sono uomini come tutti, come me, che sto qui dietro la barricata a guardare la neve. Il tenore tedesco sta cantando per i soldati francesi: c’è chi ascolta, chi risponde, chi applaude. Chi avrebbe mai immaginato di vedere tanti alberi di Natale al fronte? … 41

Diversità Dietro la maschera (mask) di Peter Bogdanovich, Usa, 1985 Sceneggiatura: Anna Hamilton Con: Cher, Erick Stolz, Sam Elliott, Laura Dern. CIC Video, 115’ Il film racconta la storia del giovane Rocky, il cui volto è reso deforme a causa di una rara malattia, alla prese con una madre sola ma umanamente comprensiva. Rocky riuscirà a trovare un tenero rapporto d’amore in una ragazza cieca.

Giù al nord di Dany Boon, Francia, 2007 Sceneggiatura: Dany Boon, Alexandre Charlot, Franck Magnier Con: Kad Merad, Dany Boon, Zoé Felix, Lorenzo Ausilia-Foret, Anne Marivin, Philippe Duquesne, Guy Lecluyse, Line Renaud, Alexandre Carrière, Patrick Bosso, Zinedine Soualem, Michel Galabru, Stéphane Freiss, Jérôme Commandeur, Fred Personne, Jenny Cleve, Christophe Rossignon. Medusa Film, 106’ Julie vive in una graziosa cittadina nel Sud della Francia, ma soffre di depressione. Philippe, il marito, impiegato alle Poste, per farla contenta cerca di ottenere il trasferimento sulla riviera francese, ma viene mandato in un villaggio al nord, dove è costretto a confrontarsi con le tradizioni locali.

Lasciami entrare di Tomas Alfredson, Svezia, 2008 Sceneggiatura: John Ajvide Lindqvist Con: Kåre Hedebrant, Lina Leandersson, Per Ragnar, Henrik Dahl, Karin Bergquist, Peter Carlberg, Ika Nord.Bolero film, 114’ Oskar, un dodicenne fragile e ansioso, è regolarmente angariato dai compagni di classe senza riuscire a ribellarsi al loro bullismo. Il desiderio del ragazzo solitario di avere un amico pare avverarsi quando incontra Eli, anche lei dodicenne, trasferitasi insieme al padre nella casa accanto. È una ragazza pallida e seria che esce solo di sera e non sembra toccata dalla gelida temperatura esterna. In coincidenza con l’arrivo di Eli, si verificano una serie di sparizioni e omicidi… Denominatore comune sembra essere il sangue – e per Oskar, affascinato dalle storie macabre, non ci vuole molto per immaginare che Eli è un vampiro…


Lo scafandro e la farfalla

Ricky, una storia d’amore e di libertà

Si può fare

di Julian Schnabel, Francia / Usa, 2007

di François Ozon, Francia, 2009

Sceneggiatura: Ronald Harwood Con: Mathieu Amalric, Emmanuelle Seigner, Marie-Josée Croze, Anne Consigny, Patrick Chesnais, Niels Arestrup, Olatz Lopez Garmendia, Jean-Pierre Cassel, Marina Hands, Max von Sydow, Isaach De Bankolé. Bim distribuzione, 112’

Sceneggiatura: François Ozon, Emmanuèle Bernheim Con Alexandra Lamy, Sergi López, Mélusine Mayance, Arthur Peyret, André Wilms. Teodora film, 1h30’

di Giulio Manfredonia, Italia, 2008 Sceneggiatura: Giulio Manfredonia, Fabio Bonifacci Con: Claudio Bisio, Anita Caprioli, Bebo Storti, Giuseppe Battiston, Giorgio Colangeli, Carlo Giuseppe Gabardini, Pietro Ragusa, Maria Rosaria Russo. Warner Bros, 111’

All’età di 43 anni, Jean-Dominique Bauby, giornalista e padre di due bambini, finisce in coma a causa di un incidente. Al suo risveglio, purtroppo, ogni sua funzione motoria risulta assente, è paralizzato, solo l’occhio sinistro ancora funziona, e tramite questo che mantiene i suoi contatti con il mondo esterno, ed è tramite questo che arriverà addirittura a scrivere un libro…

Piovono mucche di Luca Vendruscolo, Italia, 2003 Sceneggiatura: Filippo Bellizzi, Marco Damilano, Marco Marafini, Mattia Torre Con: Alessandro Tiberi, Massimo De Lorenzo, Luca Amorosino, Andrea Sartoretti. Pablo, 90’ Matteo è un giovane obiettore di coscienza, destinato a trascorrere il suo anno di servizio civile presso la comunità Ismaele. Retta da un paio di personaggi bizzarri, ed in collegamento con alcuni preti missionari, la comunità è un microcosmo in cui sono mescolati malati veri e immaginari, criminali paraplegici, seduttrici in carrozzina, e soprattutto gli altri obiettori, non meno particolari dei malati. Sarà un anno importante e indimenticabile, per Matteo, alle prese con i primi compromessi della vita…

Katie è una donna sola che divide la sua vita tra la figlia Lisa e il suo lavoro in fabbrica. La sua quotidianeità cambia all’improvviso quando incontra Paco, un collega con cui inizia una relazione passionale. Dal loro amore nasce un bimbo, Ricky, che però possiede una caratteristica strana, incredibile e forse miracolosa. Due piccole ali spuntano infatti sulla sua schiena e crescono di giorno in giorno. Lo shock iniziale è grande, ma presto Katie capisce che per salvaguardare il suo bambino è necessario nascondere al mondo il suo segreto. La storia di Ricky però finisce presto in pasto ai mass media che lo trasformano in un fenomeno da baraccone o in un angelo caduto dal cielo. Katie dovrà compiere una vero e proprio atto d’amore per donare la libertà al piccolo.

Senza pelle di Alessandro D’Alatri, Italia, 1994 Con Anna Galiena, Massimo Ghini , Angelo Pellegrino. Penatavideo, 91’ Saverio è un “senza pelle”, come lo definisce la psicologa che lo ha in cura: e cioè trasparente, subisce senza mediazioni gli stimoli dall’esterno, la grazia di Gina, che lo spinge a scrivere poesie bellissime e a mandare meravigliosi cesti di fiori, e la sensualita delle modelle di biancheria intima su una rivista, che stimolano invece la sua sensualita negata dalla situazione psicologica e familiare…

Shine di Scott Hicks, Australia/Gran Bretagna, 1996 Sceneggiatura: Jan Sardi Con: Geoffrey Rush, Justin Braine, Sonia Todd, Chris Haywood, Alex Rafalowicz, Gordon Poole, Armin Mueller-Stahl La vera storia del pianista David Helfgott che, incoraggiato da un genitore ossessivo e severo, studiò per diventare musicista fino a perdere la ragione. 42

Nello, un sindacalista milanese che ha perso la propria posizione, si ritrova a dirigere una cooperativa di ex pazienti di ospedali psichiatrici, dopo l’entrata in vigore della legge Basaglia. Credendo fortemente nella dignità del lavoro, Nello spinge ogni socio della cooperativa a imparare un mestiere per sottrarsi alle elemosine dell’assistenza, inventando per ciascuno un ruolo incredibilmente adatto alle sue capacità ma finendo per scontrarsi con inevitabili quanto umanissime e tragicomiche contraddizioni.

The hours di Stephen Daldry, Usa, 2002 Sceneggiatura: David Hare Con: Nicole Kidman, Julianne Moore, Meryl Streep, Toni Collette, Ed Harris, Claire Danes, John C. Reilly, Jeff Daniels. Buena Vista,114’ Tre storie di donne che vivono in periodi diversi ma che hanno come comune denominatore il romanzo “Mrs. Dalloway” di Virginia Woolf. Nel 1923 la stessa Virginia Woolf mentre sta scrivendo il libro si trova a dover combattere contro la depressione e il pensiero del suicidio. Nel 1949 Laura Brown, casalinga di Los Angeles in attesa di un bambino, deve organizzare una festa per il compleanno del marito ma non riesce a staccarsi dalla lettura del libro della Woolf. Nella New York del 2000, Clarissa Vaughn vuole dare una festa per l’amico ed ex compagno Richard, famoso scrittore che sta morendo di Aids, che la chiama ‘Mrs. Dalloway’.


Crossing over

Diritti/doveri Anche libero va bene di Kim Rossi Stuart, Italia, 2006 Sceneggiatura: Linda Ferri, Federico Starnone, Francesco Giammusso, Kim Rossi Stuart Con: Barbora Bobulova, Tommaso Ragno, Kim Rossi Stuart 01 Distribution, 108’

XXY di Lucia Puenzo, Argentina, 2007 Sceneggiatura: Lucia Puenzo Con: Valeria Bertuccelli, Ricardo Darín, Inés Efron, Carolina Pelleritti, Germán Palacios, Martín Piroyansky, Guillermo Angelelli, César Troncoso, Jean Pierre Reguerraz, Ailín Salas, Luciano Nobile, Lucas Escariz. Teodora film, 91’ Nella vita della 15enne Alex si nasconde un grande segreto. Appena nata, la sua famiglia ha lasciato Buenos Aires per andare a vivere nelle isolate terre della costa uruguayana. Un giorno una coppia di amici di Buenos Aires, con il loro figlio maggiore Alvaro, di 16 anni, decide di andare a trovare la famiglia di Alex. Il padre di Alvaro è un chirurgo plastico e ha accettato l’invito soprattutto per l’interesse che nutre, come medico, nei confronti di Alex. La forte attrazione che i due adolescenti provano l’uno per l’altra li porta a confrontarsi con paure e segreti nascosti… Intanto nella città iniziano a spargersi voci su Alex, che pian piano viene considerata da tutti come un mostro. L’interesse ossessivo che la gente nutre per lei può diventare pericoloso…

Il film racconta la difficile infanzia di Tommaso, un bambino che per sua sfortuna si ritrova con dei genitori incapaci di svolgere il proprio ruolo. Il padre infatti è oppressivo nei suoi confronti, vorrebbe vederlo diventare un campione di nuoto, senza accorgersi che Tommaso in realtà ama il calcio. La madre, che non sempre riesce a mantenere il controllo della situazione, si concede spesso delle pause e numerose assenze…

di Wayne Kramer, Usa, 2009 Sceneggiatura: Wayne Kramer Con: Harrison Ford, Ray Liotta, Ashley Judd, Jim Sturgess, Cliff Curtis, Merik Tadros, Alice Braga, Alice Eve, Justin Chon, Melody Khazae, Summer Bishil, Jaysha Patel, Marshall Manesh, Tim Chiou, West Liang, Josh Gad. 01 Distribution, 140’ Scritto e diretto da Wayne Kramer, Crossing Over racconta dei sogni, delle speranze, delle diffocoltà e dei drammi dei tantissimi immigrati che giungono ogni giorno a Los Angeles e lottano per riuscire ad ottenere un qualche documento che ne regolarizzi la presenza sul suolo statunitense. Nel film, basato su diverse storie incrociate, si parla della frontiera, di documenti fasulli, di green card, richieste di asilo politico, sfruttamento del lavoro, paura del terrorismo e scontro tra culture.

Changeling di Clint Eastwood, Usa, 2008 Sceneggiatura: J. Michael Straczynski Con: Angelina Jolie, John Malkovich, Amy Ryan, Jason Butler Harner, Jeffrey Donovan, Michael Kelly (II), Devon Conti, Eddie Alderson, Gabriel Schwalenstocker, Jason Ciok, Colm Feore, Devon Gearhart, Geoffrey Pierson, Gattlin Griffith. Universal Picture, 140’ Los Angeles, marzo 1928: un piacevole sabato mattina in un quartiere popolare alla periferia della città; una madre nubile, Christine Collins (il premio Oscar Angelina Jolie) saluta il figlioletto Walter di nove anni e si incammina verso la società telefonica dove lavora come centralinista. Rientrata nella modesta abitazione dove vive con il figlio, si trova davanti al peggior incubo di qualunque genitore: la scomparsa del figlio. Le lunghe ed estenuanti ricerche di Walter, che sembra sparito senza aver lasciato traccia, non portano a nulla …finché, cinque mesi dopo, un bambino, che afferma di essere Walter, viene riconsegnato alla polizia che non vede l’ora di sfruttare l’ondata di popolarità che seguirà al ricongiungimento della madre col figlio… 43

Effroyables jardin - I crudeli giorni della vita di Jean Becker, Francia, 2003, 100’ Con: Jacques Villeret, André Dussolier, Thierry Lhermitte, Benoît Magimel Lucien, un bambino di dieci anni non sopporta che suo padre Jacques, maestro di un piccolo villaggio francese nei primi anni Sessanta, sia solito introdurre dei tocchi di humor in classe, e ancor meno gli piace il fatto che si travesta da clown ogni anno in occasione della festa del paese. Un giorno André, il migliore amico di suo padre, gli svela l’origine di questo mistero… Flashback: 1944. Il villaggio cade sotto l’occupazione dei tedeschi…


Il bambino con il pigiama a righe

Il canto delle spose

Il pane nudo

di Mark Herman, Usa, 2008

di Karin Albou, Francia/ Tunisia, 2008

di Rachid Benhadj, Italia, 2004

Sceneggiatura: Mark Herman Con: Asa Butterfield, Zac Mattoon O’Brien, David Thewlis, Vera Farmiga, Rupert Friend, Richard Johnson, Sheila Hancock, Jim Norton. Walt Disney Pictures, 100’

Sceneggiatura: Karin Albou Con: Lizzie Brocheré, Olympe Borval, Najib Oudghiri, Simon Abkarian, Karin Albou. Archibald Enterprise Film, 100’

Sceneggiatura: Rachid Benhadj Con: Saïd Taghmaoui, Marzia Tedeschi, Sana Alaoui, David Halevim, Karim Benhadj. A.E. Media Corporation, 90’

Bruno è un tranquillo ragazzo di otto anni figlio di un ufficiale nazista, la cui promozione porta la famiglia a trasferirsi dalla loro comoda casa di Berlino in un’area desolata in cui questo ragazzino solitario non trova nulla da fare e nessuno con cui giocare. Decisamente annoiato e spinto dalla curiosità, Bruno ignora le continue indicazioni della madre, che gli proibisce di esplorare il giardino posteriore e si dirige verso la ‘fattoria’ che ha visto nelle vicinanze. Lì, incontra Shmuel, un ragazzo della sua età che vive un’esistenza parallela e differente dall’altra parte del filo spinato.

Tunisi, 1942. Nour e Myriam sono due ragazze di 16 anni, l’una musulmana e l’altra ebrea, amiche sin dall’infanzia. Quando l’esercito tedesco invade la città, il clima di intolleranza e di propaganda antisemita si fa insostenibile e il loro legame sembra spezzarsi.

Il concerto di Radu Miheileanu, Francia/ Italia/ Romania/ Belgio Sceneggiatura: Radu Mihaileanu, Matthew Robbins Con: Mélanie Laurent, François Berléand, Miou-Miou, Valerij Barinov, Lionel Abelanski, Alexeï Guskov, Dmitry Nazarov, Anna Kamenkova Pavlova, Alexander Komissarov. Distribuzione Bim, 119’ Nell’Unione Sovietica di Breznev non c’è posto per gli ebrei. Per un gruppo di orchestrali costretti a riporre gli strumenti, il riscatto arriverà in un concerto a Parigi.

Il giardino dei limoni di Eran Riklis, Israele/ Germania/ Francia, 2008 Sceneggiatura: Eran Riklis, Suha Arraf CON Hiam Abbass, Doron Tavory, Ali Suliman, Rona Lipaz-Michael, Tarik Copty, Amos Lavie, Amnon Wolf, Smadar Yaaron, Ayelet Robinson, Danny Leshman, Liron Baranes, Loai Nofi, Hili Yalon. Teodora film, 106’ Salma Zidane vive in Cisgiordania, ha 45 anni ed è rimasta sola da quando suo marito è morto e i suoi figli se ne sono andati. Quando il Ministro della difesa israeliano si trasferisce in una casa vicina a quella di Salma, la donna ingaggia una battaglia legale con gli avvocati del Ministro che, per motivi di sicurezza, vogliono abbattere i secolari alberi di limoni nel suo giardino di limoni che rappresenta il suo unico sostentamento. Ma Salma non lotterà da sola. Infatti, oltre al supporto del suo avvocato - un trentenne divorziato con cui nasce un profondo sentimento amoroso - Salma troverà inaspettatamente anche quello della moglie del Ministro che, stanca della sua vita solitaria per gli impegni del marito, prende a cuore il caso della sua vicina di casa palestinese. 44

La vera storia dello scrittore marocchino Mohamed Choukri, candidato al Premio Nobel e voce libera censurata per anni dalle correnti oltranziste del mondo arabo. Cresciuto nella povertà e nell’analfabetismo, con un padre violento e una madre succube e unica fonte di sostentamento per la famiglia, il giovane Mohamed, dopo aver abbandonato la casa paterna e aver vissuto di espedienti, a vent’anni prende coscienza dell’importanza di saper leggere e scrivere. Si iscrive ad una scuola pubblica e dopo aver compiuto gli studi diventa maestro elementare per insegnare ai bambini gli strumenti per fuggire dalla miseria e dalla povertà…

Into the west - Tirn-na-nog È vietato portare cavalli in città di Mike Newell, Irlanda, 1992 Sceneggiatura: Jim Sheridan Con: Gabriel Byrne, Ellen Barkin, Ruaidhri Conroy, Ciaran Fitzgerald, David Patrick Kelly, Johnny Murphy, Colm Meaney, John Kavanagh, Jim Norton, Anita Reeves, Ray McBride, Dave Duffy, Stuart Dannell, Becca Hollinshead, Bianca Hollinshead, Vinnie McCabe, Sean Simon, Michael Sheridan, Aine O’Connor, Gladys Sheehan. Mikado film, 110’ Una fiaba iniziatica imperniata sulla fuga di due fratellini gitani in groppa a uno stallone bianco che porta il nome del film. Inseguiti dalla polizia nei brulli paesaggi di un’Irlanda resa nei suoi colori aspri e selvaggi dalla fotografia di Tom Siegel, i due monelli cercano il west nei dintorni di Dublino. E imparano, come in ogni fiaba che si rispetti, le gioie e i dolori del diventare grandi.


Invictus di Clint Eastwood, USA, 2009 Sceneggiatura: Anthony Peckham Con: Morgan Freeman, Matt Damon, Robert Hobbs, Langley Kirkwood, Tony Kgoroge, Matt Stern, Patrick Lyster, Penny Downie, Patrick Mofokeng, Julian Lewis Jones, Marguerite Wheatley, Leleti Khumalo, Sibongile Nojila, Bonnie Henna, Shakes Myeko, Robin Smith, Scott Eastwood, Grant Roberts. Warner Bros, Italia, 134’ Sconfitto l’apartheid, Nelson Mandela diventa presidente del Sudafrica grazie alle libere elezioni. Anche il mondo dello sport viene coinvolto dall’evento: il Sudafrica si vede assegnato il mondiale di Rugby del 1995 e sulla scena internazionale ritornano gli Springboks, la nazionale sudafricana dagli anni ‘80 bandita dai campi di tutto il mondo a causa dell’apartheid.

Katyn di Andrei Wajda, Polonia, 2007 Sceneggiatura: Andrzej Wajda, Andrzej Mularczyk Con: Maja Ostaszewska, Artur Zmijewski, Andrzej Chyra, Danuta Stenka, Jan Englert, Magdalena Cielecka, Pawel Malaszynski, Maja Komorowska, Wladyslaw Kowalski, Wiktoria Gasiewska, Anna Radwan, Joanna Kawiorska, Stanislawa Celinska, Agnieszka Glinska, Antoni Pawlicki, Agnieszka Kawiorska. Movimento film, 118’ La storia degli ufficiali polacchi trucidati a Katyn dalla NKVD durante la Seconda guerra mondiale e delle loro famiglie che, inconsapevoli, aspetteranno il ritorno dei propri mariti, padri, figli, fratelli. Il film è un’inflessibile resa dei conti con la menzogna creata dal potere comunista per costringere la Polonia a dimenticare coloro che furono uccisi. Il 17 settembre 1939, dopo l’invasione della Polonia da parte della Germania nazista, anche l’Armata Rossa sconfinò sul suolo polacco per ordine di Stalin. Gli ufficiali polacchi furono fatti prigionieri dai Russi. Anna, la moglie di un Capitano del Reggimento Uhlan, attende il ritorno del suo uomo e, malgrado prove inconfutabili del suo assassinio da parte dei Russi, si ostina a rifiutare la realtà…

La ragazza delle balene

Le ali della libertà

di Niki Caro, Nuova Zelanda/ Germania, 2002

di Frank Darabont, Usa, 1994

Sceneggiatura: Niki Caro Con: Keisha Castle-Hughes, Rawiri Paratene Vicky Haughton, Cliff Curtis. Bim, 104’

Sceneggiatura: Terence Marsh/ Stephen King Con: Tim Robbins, Morgan Freeman, Bob Gunton, William Sadler, Clancy Brown. Castle. Rock Entertainment, 142’

In un piccolo villaggio della costa della Nuova Zelanda, i Maori affermano di discendere da Paikea, colei che viaggia sul dorso della balena. Da oltre 1000 anni, il figlio maschio che nasce dalla stirpe del Capo, diventa l’erede al titolo. È giunto il momento. Il figlio maggiore del capo, Porourangi, diventa padre di due gemelli, un maschio e una femmina. Sfortunatamente, però, il bambino e la madre muoiono durante il parto. Sopravvive solo la femmina, che viene chiamata Pai. Pai si esercita nei canti e nelle danze tribali, determinata a resuscitare lo spirito degli antenati, a ridare dignita’ alla propria gente, a diventarne leader morale sebbene sia femmina…

La siciliana ribelle di Marco Amenta, Italia, 2008 Sceneggiatura: Marco Amenta, Sergio Donati Con: Veronica D’Agostino, Gérard Jugnot, Marcello Mazzarella, Lucia Sardo, Mario Pupella, Francesco Casisa, Carmelo Galati, Lollo Franco, Primo Reggiani, Paolo Briguglia. Istituto Luce, 110’ Una mattina di novembre del 1991, una ragazzina di 17 anni con lo zainetto della scuola sulle spalle si presenta al Procuratore di Palermo per vendicare gli assassini del padre e del fratello, entrambi mafiosi. Per la prima volta una ragazzina di famiglia mafiosa si ribella apertamente all’organizzazione tradizionalmente maschilista. Da questo momento, i giorni di Rita sono contati. Come tutte le altre donne di mafia siciliane, Rita dovrebbe piegarsi alla legge del silenzio. Dovrebbe chiudere gli occhi, sottomettersi, come sua madre e la madre di sua madre. Ma Rita non è come le altre. La sua vita è una sfida al destino e possiede l’intensità di un racconto epico. Rinnegata e minacciata dal paese e persino dalla madre, Rita è costretta ad abbandonare la Sicilia natale ed esiliarsi clandestinamente a Roma…

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Dal racconto “Rita Hayworth and the Shawshank Redemption” di Stephen King (nel volume Stagioni diverse). Alla fine degli anni ‘40 bancario, condannato per l’uccisione della moglie e del suo amante, è inviato al carcere di Shawshank. L’amicizia con un ergastolano nero e la competenza fiscale l’aiutano a sopravvivere fino alla rivalsa finale…

L’ospite inatteso di Thomas McCarthy, Usa, 2007 Sceneggiatura: Thomas McCarthy Con: Hiam Abbass, Amir Arison, Danai Jekesai Gurira, Richard Jenkins, Maggie Moore. Bolero film, 104’ Nel film L’ospite inatteso Walter Vale, professore universitario di Economia, vedovo da cinque anni, vive una vita monotona in una cittadina del Connecticut. Quando Walter di malavoglia accetta di sostituire un collega a una conferenza a New York City, scopre con sorpresa che il suo appartamento, da tempo disabitato, è stato affittato con un imbroglio a una giovane coppia, il siriano Tarek e l’africana Zainab. Dopo un primo momento di sconcerto Walter decide di farli restare finché non si siano trovati un altro posto. Anche attraverso una comune passione per la musica, in breve, tra Walter e Tarek prende forma un’amicizia che la più guardinga Zainab disapprova. Quando però un contatto accidentale con la polizia fa finire Tarek, immigrato irregolare, in un centro di detenzione dell’I.C.E. (Immigration and Customs Enforcement)…


Milk

Quinto potere

di Gus Van Sant, Usa, 2008

di Sidney Lumet, Usa, 1976

Sceneggiatura: Dustin Lance Black Con: Sean Penn, Emile Hirsch, James Franco, Josh Brolin, Diego Luna, Brandon Boyce, Kelvin Yu, Lucas Grabeel, Alison Pill, Victor Garber, Denis O’Hare, Howard Rosenman, Stephen Spinella, Peter Jason, Carol Ruth Silver, Hope Tuck, Ashlee Temple, Cory Montgomery, Boyd Holbrook, Cleve Jones. Bim distribuzione, 128’

Sceneggiatura: Paddy Chayefsky Con: Faye Dunaway, William Holden, Peter Finch, Robert Duvall, Wesley Addy, Cindy Grover, Jordan Chaney, Carolyn Krigbaum, Arthur Burghardt, Ken Kerhevalt. Warner Home video, 121’

Biopic su Harvey Milk, il primo politico americano apertamente gay ad essere eletto ad una carica pubblica. Dopo aver vinto le elezioni nel 1978, dopo tre tentativi, per la giunta comunale di San Francisco fu ucciso insieme al sindaco da un altro componente della giunta il 18 novembre 1978. L’epilogo della sua vicenda umana sconvolse la società americana, ma le battaglie condotte da Milk - un ebreo di New York che, arrivato nella West Coast in cerca di una vita diversa, per le sue lotte contro le discriminazioni sessuali era chiamato il ‘sindaco di Castro’, una circoscrizione di San Francisco - avevano ormai dato i suoi frutti.

Niente velo per Jasira di Alan Ball, Usa, 2007 Sceneggiatura: Alan Ball Con: Summer Bishil, Aaron Eckhart, Peter Macdissi, Toni Collette, Maria Bello, Eugene Jones III, Matt Letscher, Chase Ellison, Gemmenne de la Peña, Lynn Collins. Videa-cde, 124’ Tratto dal libro di Alicia Erian “Beduina” è la storia di Jasira, un’adolescente di 13 anni, che viene sballottata tra una madre irlandese, che vive nello stato di New York e un padre libanese, che abita a Houston, Texas: sullo sfondo la Guerra del Golfo. È sola. Vuole amore. Fa qualunque dolorosa concessione pur di ottenere qualcosa che gli assomigli. Scopre la scorciatoia del sesso, la facile seduzione degli uomini adulti. Una storia di universale solitudine, inadeguatezza e cicatrici del vivere.

Osama di Siddik Barman, Afghanistan/ Giappone/ Irlanda, 2003 Sceneggiatura: Siddiq Barmak Con: Marina Golbahari, Arif Herati, Zubaida Sahar, Khwaja Nader, Hamida Refah, Gol Rahman Ghorbandi. Lucky Red, 82’ Kabul, poco tempo fa. Tre donne, una ragazzina di 12 anni, sua madre e sua nonna, sono sopravvissute alla repressione del regime talebano. Il marito ed il fratello sono morti, non c’é nessuno che possa aiutare le tre donne, non possono lavorare, non possono uscire di casa. Manca un uomo. La madre decide, insieme alla nonna, di travestire la figlia da maschio: l’unico modo per procurarsi un lavoro ed un po’ di pane per sopravvivere. Da ora in poi Maria si chiamerà Osama.

Il commentatore televisivo di una grossa rete nazionale di Los Angeles, Howard Beale, stanco e sfiduciato, viene condannato all’eliminazione poichè l’indice di gradimento è sceso di troppo. Tuttavia, prima di congedarsi, senza preavviso ai colleghi e ai superiori, Beale annuncia il proprio suicidio davanti alla telecamera. Scoppia una specie di bomba: Diana Christensen per prima fiuta l’affarone; Frank Hackett l’appoggia; Max Schumacher, amico di Howard, perde il posto per essersi rifiutato di accettare il massacro intellettuale di Beale. In un rivoluzionario giornalespettacolo, messo insieme cinicamente da Diana, il presentatore diventa l’ascoltatissimo “pazzo profeta dell’etere…

Pa-Ra-Da di Marco Pontecorvo, Italia, 2008 Sceneggiatura: Marco Pontecorvo, Roberto Tiraboschi CON Jalil Lespert, Evita Ciri, Daniele Formica, Patrice Juiff, Cristina Nita, Gabriel Adrian Rauta, Robert George Valeanu. 01 Distribution, 100’ Parada racconta la vera storia del clown di strada Miloud Oukili, il suo arrivo in Romania nel 1992, tre anni dopo la fine della dittatura di Ceausescu, e il suo incontro con i bambini dei tombini, i cosiddetti “boskettari”. È la storia dell’amicizia tra una banda di ragazzini tra i tre e i sedici anni e il giovane clown franco algerino Miloud, poco più che ventenne. I bambini vivono da straccioni, come randagi, dormono nel sottosuolo di Bucarest, nelle grandi condotte dove passano i tubi per il riscaldamento e sopravvivono con furtarelli, accattonaggio e prostituzione. Sono bambini fuggiti dagli orfanotrofi o dalla povertà di famiglie indifferenti o disperate, bambini che vivono ammassati nel sottosuolo, nella rete dei canali, su cartoni e materassi putridi, in ambienti sporchi e soffocanti. Miloud coltiva il folle sogno di entrare in contatto con questi ragazzi… 46

Rosso Malpelo di Pasquale Scimeca, Italia, 2007 Sceneggiatura: Pasquale Scimeca, Nennella Buonaiuto Con: Antonio Ciurca, Omar Noto, Marcello Mazzarella, Vincenzo Albanese, Raffaella Esposito. Bim, 90’ Rosso Malpelo è uno dei tanti bambini che lavora in miniera. Povero e malvisto per il colore rosso di faccia e capelli, alla morte del padre viene abbandonato anche da madre e sorelle. Rimasto solo al mondo, Rosso Malpelo stringe amicizia con Ranocchio, un suo compagno di lavoro. Purtroppo, anche Ranocchio lo abbandona a causa di una grave malattia e così Rosso Malpelo, convinto che ormai non ci sia più nessuno a cui importi qualcosa di lui, accetta di andare a lavorare nella galleria più pericolosa della miniera.


Stella

Teza

di Silvie Verheyde, Francia, 2008

di Haile Gerima, Germania/ Etiopia/ Francia, 2008

Sceneggiatura: Sylvie Verheyde Con: Léora Barbara, Karole Rocher, Benjamin Biolay, Melissa Rodrigues, Laëtitia Guerard, Guillaume Depardieu, Johan Libereau, Jeannick Gravelines, Thierry Neuvic, Valérie Stroh, Anne Benoit, Christophe Bourseiller. Sacher distribuzione, 103’

Sceneggiatura: Haile Gerima Con: Aron Arefe, Abiye Tedla, Takelech Beyene, Teje Tesfahun, Nebiyu Baye, Mengistu Zelalem, Wuhib Bayu. Ripley’s film, 140’

1977. Stella, 11 anni, è al suo primo anno in una prestigiosa scuola media di Parigi. Per lei è l’ingresso in un mondo nuovo, lontano da tutto quello che conosce. Quasi un miracolo, per una ragazzina che vive in un caffé frequentato dalla classe operaia, alla periferia di Parigi. Questo nuovo anno di scuola cambierà la sua vita per sempre.

Dopo aver completato gli studi universitari in Germania, Anberber fa ritorno nella natìa Etiopia. Spera di poter fare qualcosa per il suo paese grazie alle sue capacità e le conoscenze acquisite studiando, ma presto deve fare i conti con una realtà che non riconosce più bene come sua e soprattutto con il repressivo regime marxista di Haile Mariam Mengistu, che ha condotto alla dissoluzione dello spirito della sua gente e dei valori sociali di un tempo.

Super size me

Un ragazzo di calabria

di Morgan Spurlock, Usa, 2004 - Documentario, 98’

di Luigi Comencini, Italia, 1987

In seguito alle cause intentate da alcuni adolescenti americani, il regista Morgan Spurlock si lancia in un esperimento: mangiare esclusivamente da McDonald’s per un mese. Tre pasti: colazione, pranzo, cena. Il documentario di Morgan Spurlock traccia una linea di confine tra la cattiva alimentazione e il cittadino che la “subisce”. Il dito viene puntato contro i fast food e l’oggetto d’indagine è l’obesità, non dal punto di vista soggettivo, ma come piaga sociale, come problema mediatico, economico, politico e culturale, come un muro che forse soltanto la medicina può oltrepassare, ma non abbattere.

Taxi to the dark side di Alex Gibney, Usa, 2007. Ripley’s film, 106’ Il 1° Dicembre 2002, Dilawar, un giovane taxista afgano, carica tre passeggeri, non farà più ritorno a casa. Prendendo spunto dall’indagine giornalistica di Tim Golden del “New York Times” sulla misteriosa morte di Dilawar nella prigione americana di Bagram (2002), Alex Gibney intraprende una sorprendente inchiesta che, partendo dalle torture e i soprusi subiti dai “terroristi” arabi rinchiusi nelle carceri militari americane in Afganistan e Iraq, arriva a indagare e svelare la vera natura di gravissimi episodi di violazione dei diritti umani, solo apparentemente accidentali…

Sceneggiatura: Luigi Comencini, Ugo Pirro, Francesca Comencini Con: Gian Maria Volonté, Diego Abatantuono, Thérèse Liotard, Jacques Peyrac, Santo Polimeno. I.I.F.Domovideo, 108’ In un paesino agricolo della provincia di Reggio Calabria vive la famiglia di Mimì, un ragazzo tredicenne con la passione per la corsa. Suo padre Nicola, ex contadino attualmente guardiano in un ospedale psichiatrico, è un uomo dai modi bruschi e con la passione per la caccia, che vorrebbe che il primogenito studiasse, si facesse strada nella vita e quindi ostacola in ogni modo le aspirazioni sportive del ragazzo. Sua madre, dolce e riservata, cerca di proteggere il figlio dalle ire paterne e di nascosto lo asseconda nei suoi sogni di gloria. A spronare Mimì e a spingerlo a credere in sé c’è anche la simpatia che nutre per Crisalinda, una bella ragazza del paese che gli sorride durante le sue corse nel verde della campagna calabrese. Ad incoraggiare maggiormente Mimì e a dargli consigli tecnici veri e propri c’è anche Felice, l’autista della vecchia corriera del paese, zoppo dalla nascita, solo, emarginato e malvisto dalla gente del luogo per le sue idee comuniste, che nelle aspirazioni sportive del ragazzo rivede i suoi sogni e i suoi ideali giovanili miseramente irrealizzati. Mimì però deve vincere tante difficoltà 47

Welcome di Philippe Lioret, Francia, 2009 Sceneggiatura: Philippe Lioret, Emmanuel Courcol, Olivier Adam Con: Vincent Lindon, Firat Ayverdi, Audrey Dana, Derya Ayverdi, Thierry Godard, Selim Akgül, Firat Celik, Murat Subasi, Olivier Rabourdin, Yannick Renier, Mouafaq Rushdie, Behi Djanati Ataï. Teodore film, 115’ Bilal, giovane curdo, ha lasciato il suo paese alla volta di Calais, dove sogna e spera di imbarcarsi per l’Inghilterra. Dall’altra parte della Manica lo attende un’adolescente che il padre ha promesso in sposa a un ricco cugino. Fallito il tentativo di salire clandestinamente su un traghetto, Bilal è deciso ad attraversare la Manica a nuoto. Recatosi presso una piscina comunale incontra Simon, un istruttore di nuoto di mezza età prossimo alla separazione dalla moglie, amata ancora enormemente e in segreto. Colpito dall’ostinazione e dal sentimento del ragazzo, Simon lo allenerà e lo incoraggerà a non cedere mai ai marosi della vita. A sua volta Bilal aprirà nel cuore infranto di Simon una breccia in cui accoglierlo. Ma il mondo fuori è avverso e inospitale e l’uomo dovrà sfidare le delazioni dei vicini di casa e la legge sull’immigrazione che condanna i cittadini troppo umani e “intraprendenti”.


Suggerimenti bibliografici

Il Nuovo Cinema Eden

a cura della biblioteca del Comune di Rezzato

Sulle regole La scelta di Luisa Mattia. Sinnos, 2005 Buchi nel deserto di Louis Sachar. Piemme, 1999 10 cose che odio di me di Randa Abdel-Fattah. Mondadori, 2009 Stargirl di Jerry Spinelli. Mondadori, 2001

Via Nino Bixio, 9 25100 Brescia Info: Ufficio Nuovo Eden 030 8379403 fax. 030 8379404 info@nuovoeden.it Visita il sito per conoscere tutta la programmazione: www.nuovoeden.it

Un leone in biblioteca di Micelle Knudsen. Nord-Sud, 2007 Mistero sull’isola di Angela Nanetti. Einaudi, 1996 Cappuccetto Rosso di Charles Perrault, Eric Battut. Bohem press, 2002 Giochi di streghe, giochi di fate di Eva Montanari. Kite, 2007 Le dita nel naso di Daniela Kulot. Zoolibri, 2002 Il ponte è su! Ma poi torna giù di Bass Bell. Mondadori, 2006

Polo culturale del Comune di Brescia posto nel quartiere del Carmine, il Nuovo Eden è nato per dare vita a dinamiche sociali positive attraverso l’esperienza aggregante del cinema e non solo in una tra le zone più belle del centro città. Un cartellone dedicato al cinema di qualità, realizzato attingendo alle produzioni indipendenti, a quelle pellicole che – pur meritando la visione del pubblico – rimangono fuori dalla grande distribuzione, o più semplicemente riprendendo quei titoli che sono rimasti nelle altre sale cittadine per un periodo di tempo troppo breve per essere apprezzati dai bresciani. Cinema contemporaneo d’autore quindi, ma anche incontri con i protagonisti della cinematografia, rassegne tematiche, preziose pellicole restaurate provenienti dalle varie cineteche d’Italia, film muti musicati dal vivo, opere di registi emergenti del territorio, i festival Cannes > Brescia e Venezia > Brescia, Filmlabfestival…

Bisognerà di Thierry Lenain, Olivier Tallec. Lapis, 2005

Cinema e non solo. Anche la musica, reading, poesia, letteratura, convegni trovano spazio al Nuovo Eden, come momenti di confronto, cultura, socialità e aggregazione.

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Indice

4 Le regole del gioco o il gioco delle regole

Scrivere corti

Elena Pasetti, direttore artistico

6 Crescere a regola d’arte

18 Produzioni AVISCO

Mariella Foresti, Presidente Fondazione PInAC

23 Produzioni PInAC

7

Promuovere e valorizzare CinqueNovanta

25 Cineteca del Comune di Bologna Progetto Schermi e Lavagne

Alberta Marniga, Presidente Fondazione Asm

27 Timeline Film Fest 2010

8 Marco Risi

29 Comune di Leno e Istituto Capirola

12 Annamaria Testa

31 Centro Sperimentale di Cinematografia

14 Silvia Pompei

National Film School - Animation Department (Piedmont) 31 Fedic Scuola 32 Corti internazionali Leggere film 34 Cortometraggi d’animazione d’autore 35 Lungometraggi d’animazione 36 Film a soggetto 46 Suggerimenti bibliografici 46 Il Nuovo Cinema Eden

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Finito di stampare nel maggio 2010 da Color Art, Rodengo Saiano, Bs


PInAC Pinacoteca Internazionale dell’età evolutiva Aldo Cibaldi

Con il contributo di

Audiovisivo Scolastico Brescia

Coordinamento Italiano Audiovosivi a scuola

Cinquenovanta 2010  

Le regole del gioco

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