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La rivista delle Pro Loco e dei Consorzi Pro Loco del Trentino

Nยบ 3 | settembre 2019 | Anno XXIV

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CENTOPAESI direttore responsabile Enrico Faes redazione Enrico Faes Oriana Bosco Elisa Rimondini Domiziana Pantina direzione Via Oss Mazzurana, 8 | Trento tel. 0461 239006 info@unplitrentino.it Autorizzazione del tribunale di Trento n. 926 del 26.09.96 impaginazione Rina Chemelli stampa Grafiche Stile, Rovereto, TN foto di copertina PH: Maddalena Garzetti Archivio Pro Loco Zambana

Sommario

pag. 3 pag. 4 pag. 6 pag. 8 pag. 9 pag. 10 pag. 12 pag. 14 pag. 16 pag. 17 pag. 18 pag. 19 pag. 20 pag. 22 pag. 23 pag. 24 pag. 25 pag. 26 pag. 27 pag. 28 pag. 29 pag. 30 pag. 31

La rete ci fa crescere Servizio Civile: qualche riflessione C’è sagra e sagra Comunicazioni istituzionali Il potere visivo dello storytelling Fare comunità in montagna partendo dalla Pro Loco Storie di Servizio Civile Arcobaleno diventa la rivista del patrimonio immateriale Il ritorno Il mondo di Fantasilanda Campi in 3D Un’edizione a regia allargata Un nuovo museo aperto in Valle del Chiese Concorso fotografico Il panino che fa festa Un torneo che coinvolge tutti Simposio di scultura La cucina dell’esodo | Tesori a Ravina Antiche terre Rievocazione storica della Prima Guerra Mondiale Autunno Clesiano Sagra della Ciuìga Formai dal mont


Editoriale

La rete ci fa crescere Enrico Faes, presidente della Federazione Pro Loco

Intesa non solo come web, ma anche come sistema di cui facciamo parte: la rete è elemento cruciale per dare valore al nostro impegno quotidiano Una marea di iniziative, di ogni tipo, in ogni angolo del Trentino; è l’immagine delle Pro Loco che mi resta alla fine di ogni estate, dopo tre mesi intensi in cui ho visto le nostre associate dare il meglio di sé, dalla prima all’ultima, per animare i nostri territori. L’estate è davvero il periodo in cui il mondo delle Pro Loco emerge al suo massimo, ed io mi ritengo fortunato a poterlo vedere da vicino e percepire l’energia enorme che smuove. Mi è venuto però un pensiero: questa ricchezza traspare anche all’esterno? Riusciamo a far emergere, anche a chi non è impegnato in prima persona, quanto è attivo sui territori il volontariato delle Pro Loco? Sicuramente chi si trova in un luogo, lo ha potuto riconoscere, vivendo in prima persona l’offerta messa a disposizione, ma forse quello che sfugge è la visione d’insieme. Sì, perché una cosa ci distingue dalle altre associazioni che fanno animazione: il fatto che siamo tutti parte di una rete, che coinvolge noi, la Pro Loco del paese vicino e quella che sta a 500 km da noi, e che il nostro evento si inserisce all’interno di questa grande cornice. Una cornice per noi fondamentale, perché testimonia l’adesione ai valori di autenticità, tradizione e impegno per il territorio di cui le Pro Loco sono portatrici; inol-

tre, ci garantisce credibilità e considerazione anche nel nostro contesto, permettendoci di essere una delle associazioni fondamentali delle nostre realtà, spesso collaboratori privilegiati delle istituzioni locali. Non ci dobbiamo dimenticare mai che siamo parte di questa rete! Far capire all’esterno che siamo parte di questo sistema non è semplice. Per farlo però abbiamo un forte alleato: il web. Ho voluto raccogliere qualche dato e ho visto, devo dire con soddisfazione, che ben l’86% delle Pro Loco trentine ha una pagina Facebook, ed il 50% ha un profilo Instagram. Questo dimostra che già avete capito l’importanza di comunicare anche attraverso l’on line. Un dato invece mi ha stupito: solo il 29% ha un sito internet attivo. Ed è un peccato, perché l’assenza di un sito penalizza l’ente che rappresentiamo (“se non hai un sito non esisti”, dicono i guru del marketing) ed anzi ci connota negativamente, perché, come dice il primo assioma della comunicazione della scuola di Palo Alto, “non possiamo non comunicare”, e se non ci siamo comunichiamo un’assenza, una mancanza di professionalità o di impegno. Mi sono allora fatto qualche domanda e ho concluso che le ragioni principali per questa assenza possono essere due: o la Pro Loco è troppo pic-

cola, e pensa di non avere abbastanza contenuti da pubblicare, o la Pro Loco non ha risorse, umane o economiche, per mantenerlo. In entrambi i casi, si tratta per fortuna di problemi risolvibili, non dall’associazione da sola ma proprio grazie a quel sistema di cui la Federazione è ente di coordinamento. In questo modo è nata l’idea di proporre a tutte le nostre associate un servizio, ancora in fase embrionale e che vorremmo nel caso sviluppare insieme a voi, di gestione unica dei siti delle Pro Loco. Questo permetterebbe di fornire a tutte un sito, su cui siano già presenti i contenuti fondamentali, le informazioni ed un calendario per gli eventi: un sito personalizzabile da ogni Pro Loco ma che rimandi in modo chiaro alla cornice di cui facciamo parte. Come sapete, nell’implementazione dei propri progetti, la Federazione segue un metodo che prevede come primo step il confronto con le associate: per questo nelle scorse settimane avete ricevuto un questionario, che vi chiediamo gentilmente di compilare se non lo avete ancora fatto. Raccolta la vostra opinione, ci indirizzeremo nella direzione più aderente e vi presenteremo le nostre proposte. Ci sono molte altre cose che abbiamo in mente per rendere riconoscibile il marchio Pro Loco, ma questo è intanto un primo, fondamentale passo. Un messaggio da solo sparisce, ma se viene condiviso da tutti noi, che siamo oltre 170 in Trentino, diventa fortissimo. Aspettiamo quindi il vostro feedback, certi che sarete felici di poter contribuire con la vostra opinione a rendere il mondo Pro Loco più simile a voi!

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Comunicazione istituzionale

Servizio Civile nelle Pro L

Ivo Povinelli e Daniela Chesi, Federazione Trentina Pro Loco

A 4 anni dall’inizio dei progetti nelle Pro Loco trentine, possiamo fare un bilancio dell’apporto che il Servizio Civile ha dato alle nostre associazioni

Il Servizio Civile nel mondo delle Pro Loco del Trentino compie a settembre 4 anni. Sono stati anni impegnativi e continuano ad esserlo perché il numero di ragazzi contemporaneamente in servizio ha raggiunto quantitativi importanti. Questa attività richiede molte energie alla struttura della Federazione che deve gestire tutte le procedure che vanno dall’ideazione alla corretta gestione dei progetti. Ad oggi la Federazione impiega una collaboratrice praticamente a tempo pieno per seguire l’andamento dei progetti, nello specifico si tratta di Daniela Chesi, che nel suo intenso “peregrinare” tra le oltre 20 sedi di attuazione dei progetti sparse per tutto il Trentino, esercita un ruolo in parte amministrativo nei confronti dell’ufficio del Servizio Civile della Provincia Autonoma di Trento e in parte consulenziale nei confronti dei soci della Federazione, Pro Loco e Consorzi Pro Loco che decidono di attivare i progetti. Nell’esercizio di questa attività le Pro Loco vengono supportate sia nella gestione tecnica delle procedure che nella conduzione dei ragazzi e della loro esperienza formativa di apprendimento. Oltre a Daniela Chesi nell’attività è attualmente impegnato anche il direttore per quanto concerne la progettazione e i rapporti con la consulta del

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servizio civile. Fino alle modifiche introdotte nel 2014 nella gestione del Servizio Civile provinciale le Pro Loco del Trentino non avevano potuto beneficiare di questa risorsa, vuoi perché l’attività delle Pro Loco non era considerata particolarmente affine a quelle di interesse generale, vuoi perché a causa delle poche sedi accreditate non si poteva accedere a progetti di Servizio Civile Nazionale proposti da UNPLI. Nel 2014,

I numeri delle Pro Loco e dei ragazzi in Servizio sono ogni anno in crescita: un’opportunità da cogliere grazie anche ad una modifica delle condizioni di accesso al servizio civile provinciale, la Federazione ha visto approvato il suo primo progetto e da allora è cresciuto il numero di Pro Loco e di Consorzi che hanno voluto aderire e il numero di ragazzi impegnati. Il Servizio Civile è diventato quasi una costante dove ci sono uffici che hanno una struttura con del personale mentre a fasi alterne viene attivato dalle singole Pro Loco solo in determinate occasioni o in

corrispondenza di qualche evento molto importante. Ci sono poi i progetti per i ragazzi che si svolgono in Federazione, che fino ad oggi erano assimilati ai progetti portati avanti dalle Pro Loco ma che dalla prossima scadenza saranno differenziati perché svilupperanno tematiche diverse. Forse vale la pena specificare che le organizzazioni che beneficiano del Servizio Civile devono approcciarsi a questa possibilità in maniera complessa, poco intuitiva e per nulla immediata: insomma è necessario pensarci bene. I ragazzi che scelgono di fare il servizio civile devono avere la possibilità di sperimentarsi ma per offrire loro questo è necessario seguirli e preparare le condizioni in cui possano essere operativi. Chi vuole ospitare un ragazzo o una ragazza in servizio civile dovrà gestire una persona dentro la propria organizzazione e questo richiede energie. Bisogna considerare che i ragazzi hanno caratteristiche molto diverse tra loro, differenti gradi di autono-


Loco: qualche riflessione proprio questi ultimi ragazzi che potrebbero beneficiare maggiormente di un anno di “orientamento” tuttavia bisogna fare i conti con il fatto che le nostre organizzazioni non si occupano di questo e non possono prendersi in carico in maniera esplicita di questa questione. Il Servizio Civile rappresenta una grande opportunità per il nostro mondo perché oltre a mettere a disposizione risorse umane professionalmente fresche e con alto potenziale di innovazione permette anche di far conoscere il mondo del volontariato e del turismo a cerchie di persone che non vi si erano mai interessate. I ragazzi che prestano Servizio Civile vedono che c’è un mia ed aspettative molto eterogenee, e questo incide molto sulla quantità di tempo che bisognerà dedicare. Il profilo più interessante per un Servizio Civile è sicuramente dato da chi vuole esplorare l’universo delle Pro Loco e del turismo con una minima inclinazione o desiderio di lavorare in questo settore dell’economia. Questi profili sono desiderosi di fare un’esperienza significativa e sono disposti ad impegnarsi in un progetto che dia loro la sensazione di imparare qualche cosa. I profili meno adatti sono invece quelli di ragazzi che investono in un Servizio Civile come sostituto temporaneo di un’occupazione, qualunque essa sia. Non sapendo bene quali sono i loro obiettivi professionali per questi ragazzi diventa difficile esternare le proprie qualità perché il servizio civile da un lato permette una grande flessibilità e sperimentazione dall’altro può creare ancora più confusione nelle prospettive di chi è già disorientato rispetto al lavoro che desidera fare. A ben vedere sono

I numeri del Servizio Civile

4 anni 13 progetti avviati 57 ragazzi 15 Pro Loco 5 Consorzi Pro Loco

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sedi della Federazione

mondo in cui i volontari lavorano con passione per il proprio territorio e che questo permette loro di imparare una modalità di partecipazione molto praticata ma spesso invisibile. Ancora non siamo riusciti a gestire

una variabile critica dei progetti di Servizio Civile e si tratta della possibilità per loro di interrompere l’esperienza in qualunque momento, vuoi perché trovano lavoro, vuoi perché partono per qualche esperienza formativa o chissà quale altra questione. Per le organizzazioni che li ospitano questo costituisce un elevato fattore di instabilità, non facile da gestire; è sicuramente importante puntare sulla qualità dell’esperienza perché i ragazzi vogliano rimanere per l’intero corso del progetto e tuttavia l’apprendimento comporta sempre qualche situazione di fatica o di difficoltà dal quale non è sempre utile fuggire al primo disagio: stare nelle organizzazioni a volte è anche una questione di pazienza o di non arrendersi alla prima difficoltà. A questo proposito possiamo lavorare accompagnando meglio chi deve seguire direttamente i ragazzi: il mondo delle Pro Loco non ha il focus sul monitoraggio delle persone in apprendimento e questo ci spinge a fornire qualche strumento in più agli operatori locali di progetto per svolgere il proprio ruolo con maggiore efficacia, benchè l’ufficio per il Servizio Civile della Provincia autonoma di Trento metta a disposizione molti strumenti. La discussione su questo punto rimane comunque sempre aperta perchè la capacità dei singoli di fare tesoro delle esperienze è una dimensione che può essere sostenuta ma questa comporta allo stesso tempo una certa specializzazione in materia di supporto alle persone. Per tutte le informazioni su come aderire al progetto con la vostra Pro Loco, potete parlare con Ivo Povinelli (0461 239004, direzione@unplitrentino.it) o consultare il nostro sito www.unplitrentino.it alla sezione Servizio Civile.

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Comunicazione istituzionale

C’è sagra e sagra Oriana Bosco, Federazione Trentina Pro Loco

C’è anche la Sagra della Ciuìga tra le 21 eccellenze fregiate del marchio Sagra di Qualità dell’UNPLI

Lo scorso anno l’Unione Nazionale delle Pro Loco ha deciso di istituire un marchio per le migliori sagre delle Pro Loco, il marchio Sagra di Qualità. La decisione è nata a seguito della constatazione che, a fronte di un numero sempre crescente di sagre dedicate a prodotti enogastronomici, comincia ad essere sempre più difficile per il visitatore distinguere tra le feste semplicemente “commerciali” e le vere e proprie sagre dedicate ai prodotti tipici. Un concetto ben spiegato nel disciplinare del Marchio, che dichiara: “L’UNPLI si impegna a salvaguardare e promuovere le sagre rappresentative della storia e tradizione del nostro paese. Le sagre, infatti, sono espressioni dell’identità e della cultura di un territorio e, come tali, devono essere valorizzate e tutelate anche da eventuali plagi.” Il marchio intende quindi fungere da bussola, sia per l’utente che si vuole orientare nel mare delle proposte gastronomiche di differenti livelli presenti in Italia, sia, fatto questo per noi ancora più significativo, per le stesse Pro Loco, che hanno

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nel Marchio un parametro di qualità cui ambire. Il marchio segna infatti con chiarezza l’indirizzo indicato da UNPLI per le Pro Loco italiane, rivolto verso una crescita soprattutto qualitativa delle proposte delle Pro Loco, incoraggiate e premiate quando lavorano per un miglioramento sostanziale dei loro eventi. Questo ambizioso obiettivo è l’oggetto di lavoro di un selezionato gruppo di referenti del mondo delle Pro Loco (di cui fanno parte i consiglieri della Federazione Monica Viola e Luca Concini) che sono stati chiamati a fare parte di una commissione preposta alla valutazione delle sagre in vista del conferimento del Marchio. Nel corso del 2018, i commissari hanno visitato sagre dislocate in tutta Italia e hanno valutato numerosi aspetti, dalla cura della preparazione dei cibi alla sostenibilità. Al termine della fase di verifica sono emersi 21 nominativi di sagre che rispettavano i parametri imposti dalla Commissione e quindi titolate ad ottenere il Marchio. Tra queste, figura anche la sagra di una nostra associata, la Sagra

della Ciuìga della Pro Loco di San Lorenzo in Banale. La conclusione del percorso di attribuzione del Marchio è stata affidata ad una cerimonia ufficiale di consegna, che si è svolta lo scorso 22 luglio presso la sede del Senato della Repubblica, a Palazzo Madama a Roma. A ritirare il premio, alla presenza del presidente delle Pro Loco d’Italia, Antonino La Spina, del Senatore Antonio De Poli e della Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, sono stati il presidente della Pro Loco di San Lorenzo in Banale, Samuele Aldrighetti, insieme al segretario della Pro Loco, Federico Zambanini, e al vicesindaco del Comune di San Lorenzo Dorsino, Rudi Margonari. “Questo premio è per noi il riconoscimento di un percorso importante, che segna un momento di svolta nella valorizzazione di un prodotto nel quale abbiamo sempre creduto, la Ciuìga del Banale” ha commen-


tato il presidente della Pro Loco alla consegna del marchio, “La Ciuìga è un prodotto della tradizione povera, ma negli anni, anche grazie alla Pro Loco e alla sagra dedicata, è stato rivalutato, ed oggi è diventata importante veicolo di economia e turismo per la nostra zona, oltre che traino per le tradizioni ed i prodotti tipici locali.” L’amministrazione comunale, nelle parole del vicesindaco Rudi Margonari, ha voluto porgere “alla Pro Loco e ai suoi moltissimi volontari un ringraziamento speciale. Questo marchio costituisce il coronamento di un impegno molto forte di tutta la comunità, è un traguardo ambito ma anche punto di partenza per migliorare ancora di più la nostra sagra”. A spiegare il significato profondo dell’iniziativa della Sagra di Qualità è stato il presidente nazionale La Spina, che ha messo in evidenza come “da sempre le Pro Loco sono i

soggetti promotori di sagre dedicate specificatamente a prodotti del territorio, caratterizzate da nessun altro interesse se non quello di mostrare le eccellenze locali autentiche e legate alla tradizione. In questo sta il valore aggiunto delle proposte delle Pro Loco rispetto alle altre iniziative similari, e questo va riconosciuto e premiato.” Sagre chi diventano anche importanti fattori di sviluppo locale: “Negli anni le sagre hanno consentito di far scoprire varietà ed eccellenze locali e molti di questi eventi sono divenuti grandi attrattori turistici per il territorio, veicoli per la riscoperta di saperi legati alla lavorazione e trasformazione dei prodotti”. Si parla anche di prospettive future, perché, continua La Spina “il marchio evidenzia un cambio di passo per dare una connotazione ben definita agli eventi delle Pro Loco, nel segno della crescita e del miglioramento: l’indirizzo di UNPLI per le Pro Loco di tutta Italia è quello di lavorare sempre meglio, con Sagre di Qualità sempre più valide e diffuse su tutto il territorio italiano”.

Come candidarsi

Nella foto in basso: Sen. A. De Poli, R. Margonari, S. Aldrighetti, R. Furlan, A. La Spina

Tutte le indicazioni ed il disciplinare con i requisiti sul sito www.unioneproloco.it

1. la Pro Loco richiedente deve essere iscritta all’UNPLI da almeno 3 anni 2. la candidatura deve essere presentata nell’apposita pagina del sito web UNPLI all’indirizzo www. unpli.info/sagradiqualita almeno 180 giorni antecedenti alla effettiva data di svolgimento della Sagra; 3. la Sagra per cui viene richiesto il marchio di qualità deve possedere una storicità di almeno 5 anni continuativi; 4. la Sagra deve avere come obiettivo principale la valorizzazione dei prodotti tipici dei territori, del cibo e dei piatti tipici della cucina tradizionale e contadina; deve, inoltre, favorire la promozione degli operatori locali del settore enogastronomico e turistico (quali produttori, ristoratori, artigiani, albergatori) come attività economiche correlate alla cultura del cibo.

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Comunicazione istituzionale

CONFERMATO IL CERTIFICATO PER LA SECONDA ANNUALITÀ! A marzo 2020 la scadenza del terzo anno di certificazione. “Pro Loco pensate Family, organizzate Family ed i vostri eventi avranno successo!” Per info sul piano aziendale F.A. della Federazione e sulla certificazione: http://www.unplitrentino.it/organizzazione-riconosciuta-family-audit

LE DOMANDE DI CONTRIBUTO PAT 2019 SI FANNO ONLINE A partire da quest’anno le domande di contributo dovranno obbligatoriamente essere presentate compilando un modulo online, al quale sarà possibile accedere, da parte del Presidente della Pro Loco, in due modi: ##

Con lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)

##

Con la CPS (Carta Provinciale dei Servizi)

(scansiona i due codici con il tuo smartphone per saperne di più!)

Vi suggeriamo pertanto di provvedere per tempo all’attivazione di uno di questi due servizi, così da essere pronti per quando verrà attivato il sistema (le domande, salvo variazioni, potranno essere presentate tra il 10 e il 30 novembre). Tutte le info sul nostro sito www.unplitrentino.it nella sezione Contributi Provincia Autonoma di Trento 8 | Centopaesi - autunno 2019


Il potere visivo dello storytelling Ricetta di uno storytelling perfetto ##

“Tono di voce” omogeneo

##

Usare la stessa tipologia di foto (es. filtro)

## ## ##

Esplicitare il “lato umano” della Pro Loco che gestisce il profilo (es. foto di un volontario che cucina) Omogeneità ed autenticità delle immagini postate Usare il logo della propria Pro Loco come “firma”

Domiziana Pantina, Servizio Civile presso la Federazione

Come possiamo raccontare al meglio la storia e i valori della nostra Pro loco? Nel primo numero di Centopaesi 2019 abbiamo introdotto le potenzialità di Instagram e del perché integrarlo nella propria strategia di comunicazione. Da qui in poi tratteremo della strategia di comunicazione per Instagram focalizzandoci, in questo articolo, sull’uso dello storytelling: “l’arte di raccontare le cose”. Facendo leva su una sfera emozionale in cui la narrazione è l’atto di produrre un racconto, è chiaro che bisogna saper costruire e raccontare

una narrazione che dovrà essere condivisa e veicolata in modo speciale; perché, prima di condividere foto o post si deve avere ben chiaro cosa comunicare. Ci troviamo su un piano strettamente strategico, in cui si determina cosa vogliamo raccontare e il perché lo vogliamo raccontare, in funzione di obiettivi prefissati. Dobbiamo chiederci se la nostra storia riesce a veicolare quello che vogliamo dire, perché è necessario che dal racconto emergano i significati dei

nostri valori. Quindi, voi che gestite il profilo Instagram istituzionale di una Pro Loco, sarete in grado di svolgere il ruolo di narratore, dove le storie vengono raccontate attraverso la forza dei contenuti visivi aprendo a nuovi canali di comunicazione e stimolando maggiormente uno sviluppo emozionale e dell’immaginazione. Questo è l’ambito del “visual storytelling” in cui si sfruttano, in modo strategico, immagini evocative o video in cui si racconta una storia per raggiungere in modo nettamente migliore gli utenti, così il messaggio sarà più comprensibile e capace di emozionare, mostrando la parte più vera ed autentica di noi! Ma, affinché lo storytelling abbia successo, il consiglio è quello di seguire alcune semplici ma basilari regole: condividere sempre la stessa tipologia di immagini (per esempio usando lo stesso filtro o lo stesso tipo di saturazione) autentiche ed omogenee rispetto ai valori che volete trasmettere; valorizzare la storia in funzione del vostro pubblico, per esempio si potranno mostrare storie di persone reali, di vita quotidiana, raccontando ciò che si fa all’interno di un ambiente come quello delle Pro Loco; per rendere più forte l’engagement con gli utenti è importante integrare sul proprio profilo Instagram i contenuti provenienti dagli utenti, scatti dietro alle quinte o “piccoli assaggi”di prossimi eventi, in questo modo si racconterà la propria realtà a 360° offrendo punti di vista nuovi rispetto ad altre organizzazioni. Non è da sottovalutare il “tone of voice” , cioè il modo in cui comunichiamo con i nostri utenti (ironico, serio, istituzionale, leggero, poetico..) da impiegare nello storytelling, perché dovrà essere omogeneo (post dopo post) e coerente con la storia che vogliamo raccontare. Grazie a questi mezzi saremo in grado di creare una comunicazione di successo basata sul condividere la nostra unicità, coinvolgendo e suscitando emozioni al nostro target.

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Spunti e idee

Fare comunità in montagn Graziella Bernardini, Pro Loco Nosellari Oltresommo

Nasce sugli Altipiani Cimbri la prima Comunità Slow Food del Trentino Alto Adige

Come nasce una comunità slow food? Il tutto ha origine dalla ripresa della coltivazione del “Porro di Nosellari”, promossa dalla Pro Loco Nosellari-Oltresommo, circa un anno fa. Affinchè il progetto della coltivazione del porro partisse con “il piede giusto” e con un costante monitoraggio, è stato richiesto l’aiuto e il supporto di Slow Food. Ben presto dai numerosi incontri con la Condotta Slow Food della Vallagarina Alto Garda e il suo portavoce Tommaso Martini e con Sergio Valentini, portavoce di Slow Food Trentino Alto Adige, è emerso che il porro di Nosellari è sì eccellenza del territorio, ma soprattutto è diventato pretesto per parlare di agricoltura di montagna, per parlare di altre eccellenze enogastronomiche delle nostre Alpi, per parlare di turismo sostenibile, per parlare di spopolamento della montagna. In una parola per riportare la montagna al centro. Parlando della coltivazione del porro e di come questa potesse rifiorire a Nosellari, si è innescata una riflessione su quello che è e che può significare l’agricoltura di montagna cercando di assumere una prospettiva più possibile ampia e completa. In quest’ottica, abbiamo iniziato a ragionare su quanto sia importante, per andare avanti, il saper guardare indietro, alle tradizioni e alle colture locali, e saper

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ritrovare le proprie radici; ci siamo interrogati sugli effetti positivi che l’agricoltura di montagna può avere anche sul turismo, ma non solo, anche sull’occupazione, quindi, anche sull’economia del territorio. Inoltre dalla collaborazione con Slow Food si è rinforzata la consapevolezza del forte bisogno che il nostro territorio sia difeso e valorizzato perchè continui a crescere. Un territorio che, per noi, è in primo luogo una comunità. Ma nel concreto, cos’è e cosa vuol dire essere “comunità”? Noi la intendiamo come un’alleanza fra persone, che ricoprono ruoli diversi all’interno del microcosmo locale: dal cittadino sensibile alle istanze ambientali, all’agricoltore e all’allevatore, al commerciante e all’albergatore e ristoratore, tutte persone che guardano da punti di vista diversi il nostro territorio, ma che sono accomunati da una filosofia di vita e da un modo di essere responsabile, che è capace di ridare dignità e valore al territorio degli Altipiani Cimbri. E’ stato dopo queste riflessioni e da questi auspici che, il 18 aprile 2019, è nata la nostro Cominità Slow Food, prima preesnte in Trentino. Presentata ufficialmente al territorio il 24 giugno scorso, la “Comunità Slow Food per lo sviluppo agroculturale degli Altipiani Cimbri”, questo il nome completo, ci ha visto il primo luogo discutere, condividere e firma-

re un impegno, dal forte valore etico, siglato tra un gruppo di persone che territorialmente rappresentano gli Altipiani Cimbri (territorio che va da Mezzomonte a Folgaria, da San Sebastiano a Nosellari da Lavarone a Luserna). Si tratta di persone che vengono da esperienze diverse e che agiscono in modo diverso sul territorio, ma tutte unite nel comune obiettivo della salvaguardia dell’ambiente, per la difesa della biodiversità, per una cultura del cibo buono, di un ambiente pulito e aperto a tutti, in linea con i principi contenuti nel Manifesto di Chendu (Cina) del 2017. Questo primo nucleo di Comunità desidera allargarsi, desidera che altri entrino a farne parte e che condividano questi principi e queste


na partendo dalla Pro Loco I nostri eventi

finalità. Nella denominazione della Comunità c’è l’espressione “agroculturale” a significare come il “ritorno alla terra” e una cultura del territorio siano i due elementi fondamentali per la crescita degli Altipiani Cimbri. Ci possiamo vantare di essere la prima Comunità Slow Food costituitasi nel Trentino Alto Adige, il che ci riempie, da una parte di orgoglio, ma dall’altra, rende ancora più forte l’impegno e il senso di responsabilità che questa scelta comporta, quello cioè di essere degli “apripista” di una nuovo atteggiamento e di una nuova cultura del territorio. Che potremmo sintetizzare così: una cultura che non mette al centro solo l’interesse economico e l’individuo da solo, ignorando tutto quello che sta intor-

no, ma che coglie l’interdipendenza delle cose, dei fatti e delle persone, e sa guardare oltre l’interesse immediato trovando nella collaborazione e cooperazione tra varie forze ed enti che si muovono su di un territorio, un punto di forza e di appoggio per il raggiungimento di un benessere generale. L’ augurio che mi faccio e che faccio a tutti i membri che per primi, coraggiosamente, hanno aderito a questo impegno è quello di essere esemplari al fine di incentivare un risveglio generale della Comunità nella scelta di comportamenti sostenibili.E che poi questo esempio sia da stimolo anche per altri che, guardandoci da vicino o lontano in Trentino, scelgano di fare propria questa cultura.

Nell’ambito del progetto della Comunità Slow Food, grande importanza rivestono le attività organizzate dalla Comunità o in collaborazione con la Pro Loco Nosellari Oltresommo: quest’estate abbiamo iniziato con Degustando l’Oltresommo, passeggiata naturalistica e enogastronomica tra le frazioni con prodotti tipici, racconti degli anziani, visite guidate e musica dal vivo, che quest’anno ha attirato più di 1000 curiosi; Il mio amico asino è stata l’attività che per tutta l’estate ha accompagnato i più piccoli in momenti di scoperta e gioco con gli asinelli, mentre al mondo delle formiche sono stati dedicati i laboratori di Formicopolis; l’acqua e i suoi animali misteriosi sono stati invece i protagonisti di La via del fiume; gli Aperitivi e le Merende contadine hanno fatto conoscere le bontà dei produttori locali. In programma per la fine di settembre (28 e 29) l’evento Brava Part,all’insegna degli antichi mestieri, con sfilate e carri. Altro appuntamento da non perdere è per il 16 ottobre, quando si tiene la Festa del porro di Nosellari.

Centopaesi - autunno 2019 | 11


Storie di Servizio Civile

Da volontaria di Servizio Civile a consigliere della Pro Loco Giulia Falcin, Servizio Civile presso la Pro Loco Cà Comuna del Meanese

Attraverso il Servizio Civile ho scoperto di avere molte cose in comune con le Pro Loco, che come me amano prendersi cura del proprio territorio

Sono passati sette mesi dal mio primo giorno di Servizio Civile alla Pro Loco cà Comuna del Meanese, e il ricordo di quel primo giorno è ancora vivo: mi sentivo intimorita, ma ero anche entusiasta di iniziare un nuovo percorso. Avevo scelto questo bando perchè ben si ricollegava al mio percorso di studi, Beni culturali (Facoltà di Lettere e Filosofia presso l’Università di Trento): infatti uno degli obbiettivi del mio progetto riguarda la valorizzazione storica e culturale della collina di Meano.Non avevo nessuna conoscenza del mondo delle Pro Loco e di quale ruolo svolgevano sul territorio, mi erano giunte solo informazioni superficiali. Il mio percorso di studio aveva coinvolto unicamente sede culturali quali biblioteche, archivi e musei. All’inizio quindi ho avuto qualche difficoltà nell’adattarmi ad una realtà totalmente diversa da quello che conoscevo; tuttavia questa prima criticità è stata per me occasione di notevole accrescimento, sia perso-

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nale che lavorativo. I primi mesi mi sono serviti per permettermi di conoscere gradualmente questo nuovo mondo e soprattutto per mettermi in gioco. Mi ricordo che uno dei momenti di maggior tensione è stato il mio approccio al progetto didattico con i bambini delle scuole elementari di Vigo Meano e di Meano. Qui, grazie anche al supporto e aiuto della mia collega di servizio, Valentina Delbianco, sono riuscita a superare il mio timore nel lavorare con i bambini. Da quel momento in poi ho imparato ad affrontare le mie paure e a lavorare al meglio, con maggiore sicurezza e una presa di coscienza di me stessa. I miei compiti presso l’ufficio della Pro Loco sono molteplici: la catalogazione di foto e di articoli riguardanti la collina del meanese, interviste alla popolazione del ter-

ritorio, la progettazione di eventi ed infine, nelle ultime settimane, l’organizzazione e allestimento di una mostra. Grazie alle mie ricerche ho potuto conoscere una realtà che, per quanto vicina a Trento, era per me del tutto sconosciuta. Ho scoperto una storia fatta di ville nobiliari, fabbriche di tabacchi e allevamenti di bachi da seta, raccontata da una una popolazione orgogliosa di vivere il proprio territorio e di prendersene cura. Ho avuto modo di addentrarmi sempre più nella realtà delle Pro Loco comprendendone via via il contesto organizzativo. La cosa mi ha così interessata ed entusiasmata che ho chiesto alla mia referente, Giusi Depaoli, di poter entrare a far parte della Pro Loco: e così oggi faccio persino parte del suo direttivo, poiché intendo continuare questa esperienza anche quando avrò finito il periodo di Servizio Civile. Riesaminando la mia esperienza di servizio civile alla Pro Loco di Meano devo dire che finora è stato un importante percorso di crescita. É stato bello scoprire che oltre ai luoghi culturali che già frequentavo esistono entità che si rivolgono specificatamente alla cultura locale. Ha ragione chi sostiene che il servizio civile sia utile innanzitutto a se stessi, perchè ti pone a confronto diretto con le persone e con le tue responsabilità. In conclusione devo proprio dire che, nonostante il mio percorso di servizio civile sia iniziato in salita, si è poi evoluto in un’avventura stimolante che consiglierei a tutti.


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UNPLI Nazionale

Arcobaleno diventa la rivista Oriana Bosco, Federazione Trentina Pro Loco

Da oggi le Pro Loco possono contare su uno strumento ancora più autorevole e qualificato per la promozione delle loro risorse

Un’Italia fatta di luoghi integri, di persone che li vivono e che si adoperano per renderli migliori: è l’Italia delle Pro Loco, quella che viene raccontata da Arcobaleno d’Italia, il periodico edito dall’UNPLI dal 2006. Un periodico che negli anni è cresciuto e si è specializzato, riuscendo ad entrare in profondità nella nicchia costituita dai tesori meno noti del nostro Paese, con un’attenzione particolare per tutto ciò che ha a che vedere con lo spirito dei luoghi, con le identità locali che si manifestano attraverso riti, tradizioni, prodotti tipici, forme d’arte e d’artigianato uniche e vive solo in quel luogo. Questa specificità oggi è stata identificata e definita, tanto da portare, quest’anno, ad un salto di qualità per la rivista, che si è annoverata come “rivista del patrimonio immateriale italiano”. Un traguardo importante per la rivista e per le stesse Pro Loco, le cui risorse vengono qualificate e ricollocate all’interno di una cornice ben precisa, quella del patrimonio immateriale, che ne esalta e riconosce il valore intrinseco. Valore riconosciuto anche dal Ministero dei Beni Culturali, che ha infatti deciso di ospitare la presentazione ufficiale al pubblico della nuova rivista Arcobaleno d’Italia, che si è tenuta il 4 luglio scorso, ed ha visto la partecipazione del Capo di Gabinetto del Mibac, Tiziana

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Coccoluto, Antonino La Spina, presidente dell’Unpli, Maurizio Signorelli, responsabile comunicazione Unpli, e Patrizia Forlani, direttore responsabile di “Arcobaleno d’Italia”. La nuova filosofia della rivista, che è stata accompagnata anche da un profondo restyling grafico realizzato insieme a Sprea Editori, riesce a valorizzare insieme sia il patrimonio immateriale che le Pro Loco che lo tramandano, proponendo, come spiega il presidente La Spina, “un viaggio emozionante alla scoperta delle tradizioni millenarie, delle manifestazioni più suggestive e dei luoghi più belli e spesso sconosciuti della nostra Italia”. La nuova rivista ha un taglio coinvolgente e fresco, come spiega il suo direttore responsabile, Patrizia Forlani: “Puntiamo ad emozionare e accompagnare per mano il lettore, valorizzando i territori di appartenenza e il lavoro svolto dalle oltre seimila Pro Loco sparse in tutta Italia”. La marcia in più della rivista sta proprio nell’ampiezza e nell’originalità dei contenuti, garantite dalla capillarità della diffusione delle Pro Loco sul territorio nazionale. A cui si aggiunge un’altra caratteristica che la rende unica: quella di fornire, grazie alle Pro Loco, un racconto diretto del territorio, che esprime i valori in cui le comunità si riconoscono. E’ stato proprio questo tema l’oggetto del confronto che

ha seguito la presentazione e che ha coinvolto importanti esponenti del settore - Claudio Bocci, direttore Federculture, Leandro Ventura, direttore Icdea, Pino Schirripa, direttore Scuola di specializzazione in beni Dea dell’Università La Sapienza, Francesco Ferrari, vice pres. Associazione Europea vie Francigene - e alcuni componenti della redazione della rivista - Oriana Bosco, Giulia Nappi e Francesco Brescia. Quello che è emerso è che le Pro Loco hanno un ruolo fondamentale in un aspetto chiave del patrimonio immateriale: la sua perpetrazione attraverso le comunità. A differenza dei patrimoni materiali, infatti, quello immateriale vive solo attraverso l’azione diretta delle comunità che lo realizzano: cosa sarebbero infatti i


del patrimonio immateriale Il riconoscimento UNESCO

zione è sempre alla ricerca di storie interessanti da raccontare, se volete condividere la vostra contattateci (Oriana Bosco, comunicazione@ unplitrentino.it). Riti & Feste • Artigianato • Arti & Spettacoli • Dialetti • Sapori della tradizione 2 | 2019

La rivista del patrimonio immateriale

IL 29 GIUGNO

INFIORATA PRO LOCO

Sotto il cielo del Cupolone

Poste Italiane S.p.A. – Spedizione in abbonamento postale – d.l. 353/2003 (conv. in l. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1 s2/ct/1677

riti religiosi o propiziatori, le tradizioni rurali, i canti popolari o l’arte dei muretti a secco, se non ci fossero le persone che li portano avanti? Non solo custodi del patrimonio, le Pro Loco hanno anche una funzione cruciale per la sua identificazione: nel momento in cui portano avanti una tradizione, le Pro Loco evidenziano come questa sia significativa per la comunità, e quindi la fanno assurgere a patrimonio immateriale indicativo dell’identità di un luogo. L’identità, infatti, si ritrova e si costituisce proprio nella partecipazione, nella condivisione di valori di cui il patrimonio immateriale è espressione. Numerose Pro Loco trentine hanno potuto in questi anni fare luce sulle peculiarità del loro territorio attraverso Arcobaleno: la reda-

Campania I GIGLI DI NOLA

Toscana TERRA D’ANGHIARI

Abruzzo I SERPARI DI COCULLO

w w w. u n i o n e p r o l o c o .i t

“Si intende per patrimonio culturale immateriale pratiche, rappresentazioni, espressioni, conoscenze e i saperi – così come strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati ad essi – che le comunità, i gruppi e in alcuni casi gli individui riconoscono come facenti parte del loro patrimonio culturale. Tale patrimonio culturale intangibile, trasmesso di generazione in generazione è costantemente ricreato dalla comunità e dai gruppi interessati in conformità al loro ambiente, alla loro interazione con la natura e alla loro storia, e fornisce loro un senso di identità e continuità, promuovendo così il rispetto per la diversità culturale e la creatività umana” (Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, 2003). Dal 2012 l’UNPLI è organizzazione accreditata nell’ambito della Convenzione sul patrimonio immateriale (Giugno 2012), di cui rappresenta una delle una delle reti di associazioni più grandi a livello internazionale: si tratta di un importante riconoscimento del ruolo rivestito dalle Pro Loco all’interno delle comunità locali per la salvaguardia del patrimonio immateriale. L’UNPLI è anche la promotrice del primo inventario online del patrimonio immateriale: il canale Youtube “Memoria Immateriale”. All’interno dell’azione di sensibilizzazione dell’UNPLI al patrimonio immateriale si inscrivono anche le iniziative della Giornata Nazionale del Dialetto e delle Lingue Locali e il premio Salva la tua Lingua Locale. Per info: progetti@unpli.info

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Valle di Ledro

Il ritorno Vigilio Rosa, Pro Loco Mezzolago

A Mezzolago rivive la storia dei nostri avi, tornati dall’esilio dopo la Prima Guerra Mondiale Nell’ambito delle commemorazioni in ricordo del centenario del rientro a casa in seguito all’esilio, dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, la Pro Loco di Mezzolago, con la preziosa collaborazione delle famiglie del paese e di diverse associazioni della Valle di Ledro, ha organizzato la rievocazione del “ritorno a casa” delle famiglie dopo l’esilio di tre anni in Boemia e la forzata sosta di 8 mesi nel Basso Sarca, in attesa della ricostruzione delle case. Questa importante iniziativa della Pro Loco è stata l`atto conclusivo di un trittico di rievocazioni storiche che ha impegnato al massimo la nutrita schiera di giovani componenti dell`associazione. La rievocazione si è è durata due giorni, ed è iniziata sabato 10 agosto, con la rappresentazione del ritorno al paese degli abitanti le-

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drensi e dell’agognata rioccupazione delle abitazioni, realizzata da oltre cento figuranti in abiti storici (tutti confezionati dalle famiglie del paese). La “contrada” di Mezzolago e le vie adiacenti, solitamente addobbate con ornamenti floreali, sono state allestite con mucchi di detriti edilizi, in modo da rappresentare il degrado nel quale si trovava il paese cent’anni fa. Ha preso così il via la vera e propria rievocazione, con il corteo di profughi che dopo aver attraversato il paese, si è radunato nel piazzale della chiesa dove sono state sbrigate le pratiche burocratiche richieste dai militari e si è ricevuto il benvenuto da parte del parroco. Gli esuli si sono poi incamminati verso il primo centro di raccolta dove il capo comune ha fatto la conta dei 29 capifamiglia e relativi congiunti, e ha ricordato

i caduti in guerra. Sono seguite comunicazioni di interesse collettivo e raccomandazioni da parte del capocomune, del parroco e del comandante della XVª Direzione Lavori Genio Militare, che aveva sede a Mezzolago. Gli esuli si sono poi raggruppati nel secondo centro di raccolta dove hanno ricevuto un pasto caldo, assistenza medica e coperte, mentre i capifamiglia presentavano al comando militare la domanda per i rimborsi dei danni di guerra.La rievocazione è proseguita la domenica seguente, quando è stata ricordata la toccante cerimonia dell’arrivo, via lago, della statua della Madonna Ausiliatrice che era stata trafugata a Tremosine, ma venne poi riconosciuta da due giovani ragazze di Mezzolago andate spose in quella località, riportata a Mezzolago e posta nella locale canonica. Il Simulacro della Vergine, tanto caro agli abitanti di Mezzolago e riconsegnato dai reduci della guerra, dopo la celebrazione della S. Messa, è stato portato in procesione per le vie del paese, nuovamente addobbate a festa con archi di fiori colorati. Per i paesani è stata grande la commozione nel rivivere la storia dei propri avi, ed il successo dell’iniziativa gratifica e rende omaggio a questa pagina di storia ritornata protagonista a Mezzolago.


Val di Sole

Il mondo di Fantasilandia Flavia Flessati, Pro Loco Commezzadura

Un viaggio nel tempo tra racconti fiabeschi, spettacoli elettrizzanti e tantissimi giochi Magia, creatività e tanta immaginazione, questi gli ingredienti perfetti che hanno saputo rendere, anche quest’anno, Fantasilandia un evento indimenticabile per tutte le famiglie che hanno deciso di lasciarsi trasportare nelle tante attività proposte. Durante il mese di luglio, la Pro Loco di Commezzadura è tornata ad animare i suggestivi angoli del piccolo borgo di Mastellina con l’evento denominato “Fantasilandia”. L’iniziativa, giunta alla sua seconda edizione, ha proposto una festa all’insegna del divertimento, capace di coinvolgere e divertire persone di tutte le età, grandi o piccini che fossero. L’evento è stato inaugurato dallo spettacolo itinerante intitolato “La macchina

del tempo” realizzato dalla Compagnia “Anathema Teatro”; durante il quale i partecipanti sono entrati in contatto con diverse epoche, alla scoperta di innumerevoli personaggi della favola che, per la gioia di tutti i bambini, hanno passeggiato con splendidi costumi tra le vie del paese, animando le strade con giochi e trucchetti. La giornata si è conclusa con l’emozionante rappresentazione di bolle giganti e l’incredibile esibizione finale: il “Fire Show” della Compagnia del fuoco a cura di “I Giullari del 2000”. Qui il protagonista, niente di meno che Leonardo da Vinci, dopo aver inventato la macchina del tempo, ha trasportato gli spettatori in un magico viaggio dal passato al

futuro. Ma Leonardo non era solo il solo ospite d’eccezione di questo strabiliante viaggio: infatti come per magia, tra gli angoli più nascosti del paese, si potevano incontrare i più grandi personaggi della storia, dalla bellissima e misteriosa Cleopatra all’intraprendente Cristoforo Colombo, fino ad arrivare addirittura al celeberrimo Albert Einstein. Ma Fantasilandia è molto di più, oltre agli spettacoli che si sono susseguiti, durante tutta la manifestazione il divertimento è stato assicurato dalla presenza di numerosi gonfiabili, simpatici laboratori tematici, giochi a cura delle nostre associazioni e ovviamente non poteva mancare il truccabimbi. L’impegno profuso per questo evento da parte di tutte le associazioni coinvolte, tra cui la Pro Loco di Commezzadura, si è poi spinto oltre: per valorizzare maggiormente il nostro lavoro, l’ambiente circostante e dare ulteriore risalto all’iniziativa, abbiamo ottenuto il marchio “Eco Eventi”, impegnandoci per la sostenibilità e seguendo un percorso di formazione dedicato. Questo significa che si sono predilette una serie di scelte ecosostenibili come l’utilizzo dell’acqua direttamente dalla fontana rispetto al consumo di bottiglie di plastica; l’arrivo tramite mezzi di trasporto, grazie alla vicinanza dell’evento alla stazione ferroviaria del paese di Mastellina; la gestione dei rifiuti attraverso un’attenta e precisa raccolta differenziata con appositi bidoni posizionati lungo il percorso ed altre piccole ma significative azioni. Fantasilandia è stata, quindi un’ottima occasione per stare in compagnia e condividere emozioni all’interno di una vera e propria cornice fiabesca. Un entusiasmante tour per far conoscere il piccolo borgo, ma anche la nostra storia e le diverse tradizioni a cui siamo così legati. E, perché no, un modo per coinvolgere tutti i sognatori che amano tornare indietro nel tempo con un pizzico di spensieratezza.

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Alto Garda

Campi in 3 D Cristian Lorenzi, Pro Loco Campi

Grande successo per la seconda edizione dell’evento “Campi in 3D: new generation, folk e tradizione” Superato il successo ottenuto lo scorso anno per l’evento che la Pro Loco di Campi, che nel 2018 si era da poco costituita, ha deciso di regalare alla sua comunità, riprendendo in mano la tradizionale Sagra patronale di San Rocco, da tempo abbandonata. L’evento ha preso il titolo di Campi in 3D, dove per “3D” si intendono le tre dimensioni della festa, nuove generazioni, folklore e tradizione e si è svolto su quattro giorni, dal 14 al 17 agosto, Quattro giornate dominate dal filo conduttore della musica, del coinvolgimento di tutta la comunità e della valorizzazione delle tradizioni locali. Fin dal primo giorno di festa, il 14 agosto, nella zona polivalente, la festa è partita alla grande con la performance di DJ Alex Tozzo che ha coinvolto grandi e piccini ai ritmi degli anni ’80, ’90 e della musica

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commerciale dei giorni nostri. Il 15 agosto i festeggiamenti sono iniziati dalle 15 con giochi per bambini con Clown Family e lavoretti in legno, a cui è seguito il torneo di calcio e la sera, dalle 19.30, una speciale maratona musicale, molto apprezzata dal pubblico, che ha visto alternarsi sul palco cantanti e gruppi locali di rilievo come il cantautore Claudio Bonavida, i giovanissimi Toolbar, la Banda Balocchi, Tomato (Tommaso & Micol), Moongoose dj set. Il 16 agosto è stata la volta della tradizione e della storia: dopo la S. Messa delle 10.00 presso la chiesa parrocchiale, la prof.ssa Maria Luisa Crosina ha raccontato le vicende dei Conti Martini Moscardini, la storia della fondazione della locale Banda della Valletta dei Liberi Falchi (che quest’anno festeggia 130

anni di vita), e alcuni aneddoti sul passato di Campi fino all’arrivo dei Garibaldini durante il Risorgimento italiano. Vi è stato quindi un pranzo tipico (completamente plastic free, come tutto l’evento) al quale hanno partecipato più di 200 persone, e nel pomeriggio spazio è stato dedicato all’intrattenimento per bambini con “Casa Mia”. La serata è stata chiusa dal tradizionale concerto della Banda della Valletta dei Liberi Falchi la sera dalle 20.00. Il gran finale si è avuto il 17 agosto con premiazione dell’angolo più creativo del paese, che è stato premiato alla presenza dell’assessore alla cultura del Comune di Riva del Garda, Flavia Chincarini. I giudici Mietta Sighele, noto soprano e direttrice di musica Rivafestival, Enio Meneghelli, già presidente dell’APT dell’Alto Garda e conosciuto esperto di turismo a livello internazionale e Jacopo Salvi, eccellente fotografo e video maker rivano, (fotografo ufficiale della Biennale di Venezia), hanno voluto sottolineare la grande creatività trovata nelle installazioni di Campi. Menzione speciale è stata assegnata a 4 bambini che, supportati dai loro genitori, hanno sentito il desiderio di rendere più bello il loro paese con una piccola installazione. Si legge nel giudizio dei giudici: “Troviamo commovente ed encomiabile il lavoro fatto dai bambini. Il loro senso civico è di esempio. Se il futuro è in mano loro, allora possiamo sperare in un mondo migliore”. “Mettere al centro il bene comune, la voglia di stare insieme, la riscoperta delle tradizioni e delle emozioni forti che fanno battere il cuore e ci uniscono, è il punto focale attorno a cui si muove il nostro desiderio di fare, di dare e di promuovere questo piccolo angolo di paradiso che è Campi”, così ha chiuso questa fortunata edizione del nostro evento il Presidente Roberto Lorenzi, orgoglioso del suo gruppo affiatato e unito, che ha saputo, anche quest’anno, dare tutto se stesso per questa bella manifestazione.


Piana Rotaliana Koenigsberg

Un’edizione a regia allargata Marco Gruber , Pro Loco Roverè della Luna

Pro Loco e Cantina Sociale insieme per un evento da record Volti alla Luna, la tre giorni di inizio estate a Roverè della Luna si è proposta per la diciottesima volta, da venerdì 28 a domenica 30 giugno, con un programma destinato a soddisfare i gusti di grandi e piccini e in grado di coniugare tradizione e innovazione. Il “cuore” della tradizione è rappresentato dagli stand enogastronomici curati da dieci associazioni del paese (Gruppo Alpini, Luna Party, Donne Rurali, Club 3P, Broombal, Asd La Rovere, Banda ”Fausto Pizzini”, Arceri, Comitato Carnevale, Vigili del Fuoco Volontari) in quello spirito di accoglienza che, da sempre, è un biglietto da visita espresso al meglio da organizzatori e da volontari. L’innovazione si esprime, invece, nelle proposte nuove che hanno arricchito il programma: il raggiungimento della maggior età per la nostra manifestazione è coinciso, infatti, con l’avvio dei festeggiamenti del centenario della Cantina Sociale di Roverè della

Luna. Un evento d’eccezione, molto significativo per la nostra comunità, in quanto la cantina rappresenta una realtà cooperativa di considerevole radicamento nel tessuto sociale ed economico di Roverè. Per questo abbiamo deciso di far rientrare i festeggiamenti del centenario all’interno della nostra manifestazione, coinvolgendo la Cantina Sociale e il Comune per dare origine ad un’edizione speciale del nostro Volti alla Luna. L’apertura della festa, il venerdì sera, è stato un momento molto sentito dalla comunità: quest’anno abbiamo voluto riservare un’attenzione particolare alla squadra di calcio de La Rovere, e al ricordo della vittoria conquistata cinquant’anni fa dal nostro compaesano Claudio Michelotto nel tappone dolomitico del Giro d’Italia del 1969. Il sabato è stato da record, trainato da un travolgente ospite d’eccezione, Chef Rubio, popolare volto televisivo di

programmi cult: insieme allo speaker Gabriele Biancardi ha inscenato divertenti e interessati dialoghi sulla cucina locale, intermezzati da assaggi dei sette piatti del centenario preparati dalle associazioni, e dagli immancabili selfie con tutti i presenti prima di visitare le cucine degli stand. Sempre sabato è stata inaugurata la mostra del centenario della Cantina Sociale di Roverè, una mostra che ha messo in risalto i ricordi di un secolo di cantina sociale, e un interessante percorso olfattivo indirizzato agli esperti del nettare di bacco. La giornata di domenica, anch’essa con un’affluenza record, ha visto correre la Roverbike, con 80 concorrenti dello sport delle ruote grasse al via e la Stella Alpina, con 60 auto d’epoca in gara. Filo conduttore della giornata è stato il salto indietro nel tempo fino agli anni ‘20, epoca d’oro del jazz, fatti rivivere dalle note dei Chicago Stompers, band di 11 elementi conosciuta in Italia e all’estero. Ognuno ha garantito il proprio tassello per la creazione di un mosaico che ha permesso all’edizione 18 di confermare la crescita cominciata dalla prima edizione e destinata a continuare nel tempo: con l’aiuto di tutti perché solamente insieme si può andare lontano. E si è già cominciato a pensare all’edizione numero diciannove, ovviamente dopo aver brindato con le bollicine la chiusura spumeggiante di questa edizione.

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Valle del Chiese

Un nuovo museo aperto Area comunicazione, Consorzio Turistico Valle del Chiese

Grazie a un gruppo di volontari torna a vivere il Museo Grande Guerra della Valle del Chiese a Bersone, importante centro di conservazione della memoria recente di questa valle.

L’estate volge quasi al termine e il Museo Grande Guerra in Valle del Chiese si prepara ad un gran finale di stagione. Ancora pochi i giorni di apertura per tracciare un bilancio delle attività, ma è già grande la soddisfazione per i volontari che ne hanno curato la riorganizzazione e che hanno finalmente visto concluso un lungo e costante lavoro durato oltre due anni. Il Museo Grande Guerra in Valle del Chiese infatti, dopo una lunga chiusura dovuta ai necessari lavori di ristrutturazione dei locali, è stato inaugurato lo scorso 22 giugno. La nuova esposizione è allestita al piano terra dell’edificio dell’ex municipio di Bersone, nel Comune di Valdaone, negli stessi locali che, a partire dagli anni Novanta, avevano già ospitato il primo nucleo del museo. Stessi spazi ma allestimento completamente rinnovato: nuovi arredi e vetrine e una nuova concezione di esposizione per i delicati e preziosi cimeli di un conflitto che ha lasciato profondi segni in questa zona. Territorio di confine con il

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Regno d’Italia, la Valle del Chiese ha vissuto i drammatici momenti che hanno preceduto e poi seguito la Grande Guerra: la realizzazione di imponenti fortificazioni già a partire dal 1861 – ben cinque in pochi chilometri quadrati – la partenza dei soldati per il fronte, il dramma del profugato e quello della devastazione dei paesi e delle campagne, la lenta e difficile ricostruzione di luoghi e legami personali e famigliari. Un capitolo importante e significativo per la storia di questa piccola valle, tanto da meritare l’attenzione dei volontari dell’associazione Museo Grande Guerra che si prefiggono lo scopo di raccontare ciò che è stato perché non accada più. Il Museo si propone come presidio della cultura, delle radici storiche locali, della formazione per la Valle del Chiese. Un esempio anche per i più giovani, portato avanti con l’obiettivo ultimo di sentirsi parte di una comunità anche mettendosi a disposizione. Per questo tante iniziative saranno rivolte ai bambini e ai ragazzi: labo-

PH:Archivio CT Valle del Chiese

Una valle con un importante patrimonio storico e artistico, che quest’anno si arricchisce di un polo dedicato alla Grande Guerra

ratori estivi ma anche proposte didattiche e formative per tutto l’anno scolastico. Un progetto complesso, sviluppato secondo logiche partecipative e costruttive, attraverso un importante sinergia tra le istituzioni pubbliche – il Comune di Valdaone, il Consorzio dei Comuni del BIM del Chiese, la Comunità delle Giudicarie, Il Museo storico italiano della Guerra di Rovereto – e private – in primis il Consorzio Turistico Valle del Chiese, assieme a tante atre associazioni locali. Una grande squadra in cui il mondo culturale, istituzionale e del volontariato si uniscono a vantaggio della comunità e degli ospiti, intorno ad un grande progetto educativo.


in Valle del Chiese vi. Passeggiando fra gli Opifici del Sentiero Etnografico Rio Caino di Cimego nel Comune di Borgo Chiese è possibile fare un vero e proprio tuffo nel passato per riscoprire usi e costumi di un tempo e l’arte di antichi mestieri che animavano il paese. Le due case museo dedicate alla vita contadina e agli usi e costumi della Valle del Chiese: Casa Museo Marascalchi a Cimego e Casa Bonus a Bondo. Di lavoro ma anche di territorio e paesaggio si parla alle Miniere Darzo. E poi i forti Larino e Corno, rispettivamente a Lardaro e a Praso, imponenti strutture che ricordano le vicende legate alla Grande Guerra e che, proprio con il nuovo polo del Museo Grande Guerra di Bersone, costituiranno un interessante punto di riferimento per studiosi e appassionati.

Molte le occasioni di visita e scoperta anche durante il resto dell’anno Museo ma non solo. Sono molti altri i luoghi da conoscere e da esplorare

Il Museo Grande Guerra non è l’unico luogo da scoprire in Valle del Chiese. In poco meno di 30 km, fra il lago d’Idro e le Dolomiti di Brenta, sono tantissime le proposte per chi desidera conoscere più da vicino questo angolo di Trentino, piccolo ma denso di storia, arte, presenze architettoniche e tracce del passato. Si tratta di luoghi da scoprire e visitare accompagnati da guide esperte oppure in autonomia, valorizzati dalle amministrazioni comunali e gestiti

da associazioni e realtà imprenditoriali locali. Qui si raccontano spaccati di vita passata e recente, di contadini e di nobili, di eventi bellici e di culti, di ecologia e di natura. Ce n’è davvero per tutti i gusti! Si parte con la storia della famiglia Lodron racchiusa negli antichi manieri di San Giovanni a Bondone e Castel Romano a Por (Pieve di Bono-Prezzo). Storia e leggende ma anche paesaggi mozzafiato dall’alto delle mura di questi castelli che ancora oggi sorvegliano il territorio circostante. La Pieve di Santa Maria Assunta a Condino (Borgo Chiese) racchiude importanti tesori di arte che impreziosiscono la borgata e raccontano dei rapporti fra la comunità e le pie-

Anche in autunno ed inverno proseguono le attività di visita, i laboratori e i percorsi didattici.Le scuole e i gruppi organizzati sono il target privilegiato di queste iniziative che stanno avendo un riscontro sempre più positivo. La Valle del Chiese si propone, quindi, come luogo dove è possibile riappropriarsi del proprio tempo ed imparare divertendosi, grazie ai laboratori creativi, all’incontro con le grandi narrazioni della storia, all’incanto della natura e al fascino degli antichi mestieri. In un territorio in cui ogni attimo profuma di autenticità. Tutte le informazioni sulla valle le trovate sul sito del Consorzio turistico Valle delle del Chiese, www.visitchiese.it.

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Val di Non Marchio Strada Vino Trentino

I L PA R C O N AT U R A L E A DA M E L LO B R E N TA

Photo contest Valorizzazione dell’immagine del Parco, ponendo particolare attenzione agli aspetti paesaggistici, naturalistici, storico-artistici, culturali e di civiltà umana legati al Parco Naturale Adamello Brenta SEZIONE 1 DOLOMITI DI BRENTA: AMBIENTE E NATURA

Scatto che abbia come soggetto il paesaggio del Parco Naturale Adamello Brenta in relazione all’ambiente naturale, alle Dolomiti di Brenta e/o a tutto ciò che lo circonda. Libera interpretazione dal punto di vista artistico e compositivo, purché vengano rispettate le tematiche riconducibili al tema che devono tutte risultare riconoscibili nell’immagine proposta. Vietata la presenza dell’uomo nello scatto fotografico. http://bit.ly/DolomitidiBrenta

SEZIONE 2 VIVERE IL PARCO NATURALE ADAMELLO BRENTA

Scatto più artistico e creativo che abbia come soggetto il paesaggio del Parco Naturale Adamello Brenta con particolare riferimento all’uomo. Immagini che testimoniano i manufatti del luogo, antichi e moderni, vecchi e nuovi, definitivi e provvisori, adatti all’abitare dell’uomo (ammissibili anche scatti che abbiano come soggetto l’abitare in quota come malghe, rifugi). Libera interpretazione dal punto di vista artistico e compositivo, purché vengano rispettate le tematiche riconducibili ai tre elementi: l’abitare, l’uomo e il parco che, pur se non rappresentate nell’immagine, devono tutte risultare riconoscibili nell’immagine proposta. http://bit.ly/VivereilPNAB

SEZIONE 3 VIVI LE VILLE: VILLE D’ANAUNIA, LUOGO DEI SOGNI

Scatto che abbia come soggetto la Ville d’Ananunia, oppure il Monte Peller o la Val Nana, come luogo dell’immaginazione dell’autore, quasi fosse il suo “luogo dei sogni”. Ci dovrà essere la presenza di uno dei suddetti soggetti o parte di essi, ma l’immagine potrà essere costruita con assoluta libertà. http://bit.ly/VivileVille

SEZIONE 4 BOSCORICETTA: GLI INGREDIENTI DEL SOTTOBOSCO

Sequenza che descriva la realizzazione di una ricetta culinaria, che abbia tra gli ingredienti i prodotti del sottobosco e/o le piante ed erbe officinali di montagna o almeno uno dei suoi derivati (succhi, confetture, tisane, ecc.). La sequenza fotografica può essere costituita da un minimo di 6 scatti ad un massimo di 8 scatti, che devono ritrarre i diversi passaggi della ricetta, dove la prima fotografia della sequenza deve ritrarre i vari ingredienti utilizzati, mentre l’ultima deve ritrarre il risultato finale della ricetta (es. piatto finito). Ogni scatto sarà accompagnato da una breve descrizione del singolo passaggio nella preparazione. http://bit.ly/Boscoricetta

Il concorso ha inizio il giorno 1 giugno 2019 ed avrà fine il giorno 31 maggio 2020 ore 24.00. Il concorso è aperto a tutti, fotografi e appassionati di fotografia, residenti in Italia e all’estero, senza limiti di età, sesso nazionalità o altra qualificazione. La partecipazione è libera e gratuita e si svolgerà unicamente tramite la condivisione dei propri scatti attraverso la piattaforma Google Drive. Lago di Tovel INFO: lagoditovel@gmail.com

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Val Rendena

Il panino che fa festa Grassi Chiara, Pro Loco di Carisolo

Il Carisölerburger, l’esperienza di gusto della Pro loco di Carisolo, ha chiuso un’ottima estate 2019

La Carisöler Fest sta diventando un appuntamento fisso e irrinunciabile dell’estate a Carisolo. L’evento, alla sua terza edizione, è stato organizzato anche quest’anno venerdì 23 agosto dalle 17.00 nel piazzale del Palazzetto e ha chiuso nel migliore dei modi il calendario estivo della Pro loco di Carisolo. Protagonista di questa grande festa è stato come sempre il gustoso Carisölerburger, il panino della Val Rendena. L’intuizione di servire un prodotto internazionalmente riconosciuto ma realizzato con ingredienti 100% local ha suscitato grande appeal negli anni passati, registrando sempre il sold out, ed è ormai attesissimo. Il panino caldo al sesamo di Giorgio

Il Fornaio, imbottito con 130 gr di hamburger di manzo e maiale della Famiglia Cooperativa di Carisolo, due fette di pancetta arrotolata dolce del Salumificio Val Rendena, formaggio rettangolare di Fiavè-Latte Trento e insalata trentina, sta diventando un’esperienza di gusto che i turisti aspettano prima del ritorno a casa. 1.000 i Carisölerburger preparati, più degli anni passati per evitare di lasciare qualcuno “a bocca asciutta” come era successo le estati scorse. Le oltre 400 prenotazioni facevano intuire l’aspettativa e, infatti, a fine serata sono stati venduti ben 950 Carisölerburger. Quella per il Carisölerburger è diventata un’occasione di festa per tutto il paese, con intratte-

nimento, musica e artigianato a rendere piacevole la serata. Grande soddisfazione per il Presidente della Pro loco di Carisolo, Graziano Righi, che commenta: “La festa è andata benissimo! I numeri, il tempo ottimo e l’organizzazione impeccabile hanno reso tutto perfetto. Mi piacerebbe che la Carisöler Fest venisse sempre più riconosciuta come la festa di “fine estate” che conclude un ciclo di manifestazioni che ci ha accompagnato per tutta l’estate.” Ed arriva anche il bilancio dell’intera estate 2019: “Abbiamo proposto un calendario di manifestazioni articolato ed ambizioso che è stato apprezzato dai turisti e dai residenti. In molti si sono complimentati per il nostro operato e per l’organizzazione e questo ci stimola a perseverare sulla strada che abbiamo intrapreso. Questo però mi fa anche riflettere su aspetti più profondi: c’è ancora molto da lavorare sul tema dell’accoglienza turistica, si fa molta promozione però servono fatti e comunicazione. I grandi eventi sono importanti ma non dobbiamo dimenticare che il turista vive anche di piccole cose, e che spesso ha voglia di vivere l’intrattenimento come fosse un residente. Con Carisöler Fest abbiamo voluto salutare i turisti facendo vivere loro una serata tra amici più che una festa popolare.”

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Grande successo per il Memorial Eliseo Carpentari e Luciano Forrer Lo sport come strumento di coesione e condivisione, che insegna a fare squadra anche fuori dal campo: è la lezione che ci ha regalato l’organizzazione del Memorial Eliseo Carpentari e Luciano Forrer, torneo di calcio tra alcune delle formazioni più forti della Vallagarina e dell’Al-

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topiano di Folgaria. Dal 5 al 13 luglio il campo di calcio di Mezzomonte è stato teatro di avvincenti sfide che hanno coinvolto alcuni dei nomi più noti del panorama calcistico lagarino. Questa bella edizione si è conclusa con una sofferta vittoria della talentosa formazione rovereta-

na del Comprensorio Rovereto Sud che ha avuto la meglio sul Savignano, la quotata formazione lagarina che ha condotto in vantaggio larga parte dell’incontro. Alla premiazione erano presenti tutte le autorità locali: il sindaco di Folgaria Maicol Rech con la sua giunta quasi al completo, un rappresentate della Comunità Altipiani Cimbri, lo storico presidente della Pro Loco Mezzomonte Velio Larcher per la Proloco, e persino il parroco di Mezzomonte don Ilario Crepaz. Un evento piccolo ma significativo, che è riuscito ad unire, intorno alla passione per il calcio e ai valori del gioco, del divertimento e della sana competizione, tutta la nostra comunità. La soddisfazione quindi per la Pro Loco, che è stata a capo dell’organizzazione, non può che essere tanta, e a tutti i volontari va quindi un ringraziamento sentito per aver mostrato, una volta di più, che facendo le cose insieme il risultato è assicurato!


Vallagarina

Simposio di scultura Oriana Bosco, Federazione Trentina Pro Loco

Diventare un ponte tra arte e pubblico: è quello che è riuscita a fare la Pro Loco di Ala Un’esperienza molto originale ha visto protagonista la Pro Loco di Ala nelle scorse settimane: si tratta della realizzazione del terzo Simposio di Scultura contemporanea, andato in scena dal 16 al 29 settembre. L’evento si colloca tra le più interessanti iniziative a livello italiano legate all’arte per lo spazio pubblico: si tratta di un vero laboratorio creativo a cielo aperto che vede cinque scultori provenienti da tutta Italia (Matteo Zeni, Matteo Cavaioni, Rebecca Giani, Eleonora Confalonieri, Davide Vanzo) dare forma alle proprie opere davanti agli occhi di cittadini e

di visitatori. Quindici giorni dedicati all’arte, da mattino a sera, nel corso dei quali gli artisti invitati, a partire da un semplice blocco di marmo, hanno eseguito un’opera liberamente ispirata, in grado di dialogare con il luogo e che resterà nel patrimonio del Comune. Le opere realizzate vengono infatti donate alla comunità e collocate nel Parco dell’Arte del Comune di Ala, andando a costruire con le opere dei due Simposi precedenti un Parco dell’Arte, un museo en plen air in continuo arricchimento, facendo di Ala un luogo sperimentale per l’introduzione dell’arte

nello spazio pubblico in modo non filtrato o mediato. La presenza delle opere in un parco pubblico, infatti, permette un dialogo diretto tra pubblico e arte, privato delle limitazioni imposte dai confini di un museo o di una galleria. Nell’idea dei due curatori, Remo Forchini e Mario Cossali, il Simposio vuole, da una parte, aprire un percorso di coinvolgente promozione della scultura su pietra, tecnica poco nota soprattutto in Trentino, dove prevale la scultura in legno: allo stesso tempo, l’evento si pone l’obiettivo di tentare di superare il confine tra pubblico e mondo dell’arte, mettendo direttamente in contatto i visitatori con gli artisti. In questo senso va anche la programmazione delle date dell’iniziativa, che si colloca a scuole iniziate, per permettere ad alunni di tutti i livelli di istruzione di fruire dell’esperienza proposta. Per avvicinarsi a questo ambizioso risultato, cruciale è stato proprio il contributo apportato dalla Pro Loco. Per il primo anno coordinatrice dell’evento, infatti, la Pro Loco di Ala, rispondendo con entusiasmo all’invito del Comune a prendere in mano l’importante appuntamento, ha avuto un ruolo non solo organizzativo, ma anche sociale e culturale. Coinvolgendo a diversi livelli decine di cittadini nell’organizzazione, la Pro Loco ha proposto un modo nuovo per avvicinare due mondi che spesso si guardano a distanza, quello dell’arte contemporanea e quello del semplice cittadino non appassionato della materia, ed ha permesso agli adulti e ai ragazzi di scoprire cosa c’è dietro ad un’opera d’arte e di apprezzare il talento e le abilità tecniche degli artisti. “Poter contribuire attivamente alla crescita della nostra comunità è per noi un grande valore aggiunto” ci dice il presidente della Pro Loco, Stefano Gaiga, “Avere la possibilità di vedere nascere una scultura è un’emozione, e siamo felici di poter regalare ai nostri concittadini questa esperienza.”

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Eventi futuri

Tesori a Ravina Ravina 5 ottobre 2019

La cucina dell’esodo Valle di Ledro

1-3 novembre | 6-8 dicembre 2019 Prodotti a km 0 e ricette legate al territorio gli ingredienti della rassegna gastronomica Menù Ledrò Nel mese che segna il 101esimo anniversario della fine della Prima Guerra Mondiale, assume un valore simbolico la tradizionale proposta culinaria offerta dalla prpposta “La cucina dell’esodo”, nell’ambito della rassegna gastronomica Mennù Ledro. Il legame con la Boemia, cento anni fa terra di deportazione per gli abitanti di questa valle trentina, è ancora oggi molto forte e si materializza nell’abbinamento delle proposte culinarie alpine con i sapori della cucina boema. Quest’anno la Valle di Ledro ripropone questo gemellaggio gastronomico in occasione delle festività di Ognissanti e dell’Immacolata. Si potranno assaggiare i piatti e ricette tipiche della Valle di Ledro, che spaziano dal gusto classico degli gnocchi e dello spezzatino a quello più originale della zuppa Bramborova, ma anche arrosti e carni affumicate. Biodiversità, tradizioni, storia e

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intrecci: tutto questo prende vita nei piatti di Menù Ledro, appuntamenti da non perdere per intraprendere un lungo ed affascinante viaggio comodamente coccolati al caldo tavolo di un ristorante.Le proposte dei Menu Ledro rispecchiano un saldo collegamento tra ristoratore e produttore, legame fondamentale per mantenere viva la pratica della cucina a km 0. L’economia e la cucina ledrense sono sempre state fuse con il territorio circostante, e questo Menu ne è la prova concreta grazie alla varietà di materie prime che la Valle di Ledro offre: ortaggi, frutta, miele, zafferano, latticini. Prodotti che permettono ai piatti di fondere al gusto il profumo della tradizione e della storia, così presente in un territorio come la Valle di Ledro che sul suo passato ha saputo costruire la propria ricchezza.

Info: www.vallediledro.com

La Pro Loco di Ravina con la sua manifestazione “Tesori a Ravina” accompagna i più curiosi alla scoperta del paese, un’occasione unica per soffermarsi sui begli scorci del borgo, sulle creazioni degli artisti e sui gusti offerti dai produttori locali. L’appuntamento è per sabato 5 ottobre dalle 18.00 nel Piazzale della Circoscrizione: da lì si partirà per un articolato percorso a tappe (durata totale circa 2 ore), che si districherà per le vie del paese vecchio e che offrirà curati momenti di intrattenimento: concerti, mostre di fotografia e di scultura in legno, spazi per i più piccoli, spettacoli di teatro e molte altre sorprese. Le visite e gli spettacoli saranno intervallati da piccole degustazioni di prodotti tipici.

Pagina FB Pro Loco Ravina


Antiche Terre

Zambana Vecchia | 5-6 ottobre 2019 Alla scoperta delle tradizioni e dei sapori del passato Antiche Terre non è solo il nome della manifestazione che le Pro Loco di Nave San Rocco e di Zambana organizzano a Zambana Vecchia il primo fine settimana di ottobre, ma è diventata anche “La Manifestazione” che le due comunità attendono, visto il successo della scorsa edizione. Due comunità che hanno già visto fin dal passato intrecciare le loro storie, a partire dal lontano 1928 quando erano un comune unico assieme a Fai della Paganella e che dal 1°gennaio 2019 sono nuovamente un’unica realtà: Terre d’Adige, che anche grazie all’impegno delle due

Pro Loco e di tutte le Associazioni si augura di diventare una Comunità nel vero senso della parola. Per dare la possibilità di conoscere i trascorsi storici, le usanze, la gastronomia e le tradizioni che hanno segnato la vita dei due paesi, le Pro Loco di Nave San Rocco e di Zambana hanno pensato di far vivere e assaporare la vita di un tempo, una bella opportunità per i paesani e i curiosi di gustare, vedere e toccare con mano la storia di un piccolo angolo del Trentino. Oltre alla storia dei due paesi le Pro Loco intendono valorizzare il territorio, le risorse storico artistiche, le attività artigiane, agricole e la piccola imprenditoria, che hanno fatto crescere le due comunità in questi anni e fanno crescere oggi la Comunità di Terre d’Adige. La seconda edizione di “Antiche Ter-

re” si terrà nei giorni 5 e 6 ottobre 2019 presso il suggestivo borgo di Zambana Vecchia, che per l’occasione si vestirà a festa per un tuffo nel passato direttamente negli anni ’30-’40. Il visitatore sarà, infatti, accolto in un’atmosfera dove tutto sarà riportato indietro nel tempo; persino la moneta coniata per acquistare i piatti della tradizione contadina, preparati dalle mani dei volontari direttamente delle osterie e trattorie del borgo, sarà quella di una volta. Un ricco programma d’intrattenimento, che spazia dalla musica ai giochi e laboratori i per bambini, visite guidate, mostre e dimostrazioni di come si viveva negli anni passati, regaleranno a chiunque abbia voglia di immergersi in questa atmosfera, un’autentica esperienza che abbraccia tutti i sensi.

Pagina FB Pro Loco Zambana Centopaesi - autunno 2019 | 27


Eventi futuri

Rievocazione storica della Prima Guerra Mondiale

Marco di Rovereto

Quando i profughi rientrarono in patria A Marco le celebrazioni occasioni del centenario della fine della Prima Guerra Mondiale proseguono anche quest’anno: infatti la Pro Loco di Marco di Rovereto, in collaborazione con le varie associazioni del paese, organizza ed allestisce una rievocazione storica dedicata al ritorno dei profughi marcolini dalla Boemia - Moravia, ora Repubblica Ceca. La manifestazione inizia sabato 28 settembre con l’apertura di una mostra fotografica (aperta fino a domenica 6 ottobre) che espone immagini storiche di Marco negli anni successivi alla guerra, restituendo il quadro di un paese, come tanti, martoriato da ingenti danni. Le foto saranno affiancate, in un potente contrasto, dai disegni dei bambini della Scuola elementare che rappresentano l’esodo dei profughi e il successivo rientro in patria: un progetto che ha visto i

28 settembre 5-6 ottobre

bambini rielaborare con fantasia le suggestioni suggerite dalle immagini e dal racconto di storici locali della situazione del periodo. Nella serata di sabato 28 settembre il coro Pasubio è ospite del paese per ricordare con i propri canti i momenti terribili della Grande guerra; altrettanto evocativo è l’appuntamento di sabato 5 ottobre (presso l’Auditorium di Marco) quando verranno proiettate le immagini storiche accompagnate dal sottofondo musicale del violino di Rossana Caldini. Giacomo Filippi sarà il relatore della serata mentre la presentatrice Annalisa Morsella darà lettura di lettere dei profughi e di testimonianze di superstiti rientrati a Marco ancora bambini (molte testimonianze sono state raccolte decenni dopo la fine della guerra, quando vennero condotte una serie di interviste agli anziani del paese). Significativa sarà la presenza di una delegazione proveniente da Dolni Dobrouc, il comune della Repubblica Ceca che dal 1915 al 1919 ospitò molti pro-

fughi di Marco e con il quale il nostro paese ha stretto un gemellaggio di cui proprio quest’anno ricorre il 20° anniversario. Il momento saliente dell’iniziativa sarà domenica 6 ottobre, quando verrà celebrata la Santa Messa dal parroco don Ruggero Delaiti alla presenza delle autorità del Comune di Rovereto e di Dolni Dobrouc; importante la presenza del coro Ritmig di Praga, quale rappresentanza dello Stato che accolse i profughi. Al seguito della S Messa, sarà dato il via alla vera e propria rievocazione storica del rientro nel paese di Marco dei profughi provenienti dalla Boemia e dalla Moravia. Decine di figuranti in costumi d’epoca, meticolosamente cuciti a mano dalle donne di Marco, sfileranno dalla periferia fino al centro del paese, mentre lo storico Fabrizio Rasera descriverà le condizioni di Marco tra distruzione e ricostruzione. Ad accompagnare la sfilata sarà un gruppo di comparse appartenenti all’associazione 4 Novembre proveniente da Schio (VI), in divisa storica.

Pagina FB Pro Loco di Marco 28 | Centopaesi - autunno 2019


Autunno Clesiano Cles - ottobre | novembre 2019

Zucche, orsi e specialità della Val di Non Tra ottobre e novembre, Cles si veste dei colori e sapori dell’autunno: come ogni anno ritorna l’appuntamento con l’Autunno Clesiano, che propone un ricco programma di iniziative culturali, musicali, gastronomiche, laboratori per i più piccoli e tanto altro. In questa stagione, quando la natura rallenta e si prepara al periodo invernale, la Pro Loco Cles organizza, in collaborazione con il Comune di Cles e il Consorzio Cles Iniziative, una domenica all’aperto con cucina tipica e laboratori a tema. L’ultima domenica di ottobre, il piccolo borgo si immerge nei profumi e nei sapori dei prodotti che la stagione ci offre: mele, uva, castagne, patate, proposte nelle ricette della trazio-

ne nonesa come le frittelle di mele e i tortei de patate. Ci sarà spazio per la migliore musica dal vivo con artisti emergenti e attività per bambini tra cui il tanto atteso laboratorio “Intaglio della zucca” e la costruzione di una “Batbox”. La zucca intagliata con facce mostruose è la protagonista indiscussa dell’immaginario dei più piccoli: una tradizione importata dai Paesi anglosassoni che abbiamo imparato ad apprezzare anche noi. La Pro Loco Cles ha iniziato, grazie all’iniziativa di alcuni soci, a coltivare delle zucche decorative da utilizzare per proprio per questa occasione. La “Batbox” è invece un riparo per i piccoli pipistrelli che si preparano al lungo letargo invernale, e che sono così attirati in giardino. Attraverso questo laboratorio, i bambini imparano l’importanza di questi piccoli animali, capaci di eliminare gli insetti nocivi per le piante, diventando dunque i nostri mi-

gliori alleati nelle calde serate estive. Per i più curiosi anche i negozi del centro storico rimarranno aperti. L’Autunno Clesiano non è solo prodotti tipici e attività a tema, ma è anche cultura e natura, grazie alla mostra allestita presso il Palazzo Assessorile di Cles. “Ursus, Storie di uomini e di orsi”, aperta da ottobre fino al 3 novembre, è una orginale esposizione che indaga il delicato rapporto tra l’uomo e l’orso, magnifico sovrano dei boschi, nel suo scambio tra realtà e immaginario. Il racconto è quello del percorso, dalla Preistoria ai giorni nostri, della raffigurazione dell’orso in stemmi, dipinti, stampe ma anche maschere, giocattoli, fumetti e cartoni animati. Il percorso si conclude con il progetto di ripopolamento attuato con Life ursus e l’approfondimento riguardante i problemi, ancora attuali, che questa convivenza comporta sin da tempi lontani.

Pagina FB Pro Loco Cles Centopaesi - autunno 2019 | 29


Eventi futuri

Sagra della Ciuìga San Lorenzo in Banale | 1-3 novembre 2019 Da salume povero a reginetta della festa riconosciuta a livello nazionale Un territorio unico e suggestivo, quello dove sorge il piccolo borgo di San Lorenzo in Banale, annoverato tra “I Borghi più belli d’Italia”. Nato dalla fusione di sette Ville, San Lorenzo in Banale si leva alle pendici delle Dolomiti di Brenta, con una vista mozzafiato sulla valle. Oltre alle infinite distese di verde e all’atmosfera di quiete e serenità che lo contraddistinguono, San Lorenzo custodisce anche un prezioso prodotto gastronomico, tutelato dai presidi Slow Food, che già da alcuni anni è protagonista di uno degli eventi più attesi: la Sagra della Ciuìga. Un appuntamento importante, che quest’anno viene accolto dalla popolazione con ancora più orgoglio e soddisfazione, in seguito all’assegnazione, lo scorso 22 luglio,

del marchio “Sagra di Qualità” di UNPLI. La consegna del riconoscimento è avvenuta al cospetto del Senato della Repubblica, insieme ad altre 20 eccellenze italiane. L’evento conferma l’impegno profuso da parte della Pro Loco e di tutta la cittadinanza per la promozione di un prodotto tipico storicamente legato al territorio. La manifestazione dura tre giorni e riempie l’intero paese: sono coinvolte tutte le piccole frazioni del borgo, pittoreschi nuclei di antiche case contadine in pietra e legno, le cui cantine vengono eccezionalmente aperte per trasformarsi in laboratori di artigiani, botteghe di prodotti tipici, cucine che servono piatti a base di prodotti locali. La sagra diventa così l’occasione non solo per assaggiare il gusto unico

della ciuìga ma anche per ammirare i tanti prodotti di artisti, artigiani e piccoli coltivatori locali (oltre 60 gli espositori presenti, con prodotti che vanno dai formaggi di montagna al miele, dai cosmetici alle sculture in legno), e di partecipare all’offerta di numerosi appuntamenti culturali collegati. Nei ristoranti si servono menù ad hoc, nei quali la ciuìga diventa il piatto principale, servito con patate lesse e capussi come vuole la tradizione. La sera si accendono le luci, l’atmosfera si riscalda con gli spettacoli di strada, i concerti e le dimostrazioni degli antichi mestieri. La ciuìga è stata anche lo spunto per la creazione di un curioso percorso tra le vie del borgo e le campagne circostanti: il Sentiero della Ciuìga, che ripercorre i luoghi di coltivazione delle rape e permette di visitare l’antico affumicatoio del paese, dove la ciuìga veniva appesa per essere affumicata. Quest’anno le giornate di festa sono l’1, il 2 e il 3 novembre.

Pagina FB Pro Loco San Lorenzo in Banale 30 | Centopaesi - autunno 2019


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Centopaesi 3 - 2019  

Centopaesi 3 - 2019  

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