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La rivista delle Pro Loco e dei Consorzi Pro Loco del Trentino

Nยบ 4 | dicembre 2019 | Anno XXIV

Poste Italiane S.P.A. Spedizione in abbonamento postale 70% NE/TN


CENTOPAESI direttore responsabile Enrico Faes redazione Enrico Faes Oriana Bosco Domiziana Pantina Luca Bonetti direzione Via Oss Mazzurana, 8 | Trento tel. 0461 239006 info@unplitrentino.it Autorizzazione del tribunale di Trento n. 926 del 26.09.96 impaginazione Rina Chemelli stampa Grafiche Stile, Rovereto, TN foto di copertina PH:Pillow Lab LabArchivio Consorzio Turistico Piana Rotaliana Königsberg

Sommario

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Quelle parole significative Assemblea Nazionale UNPLI Un report per il mondo Pro Loco L’universo colorato delle Pro Loco L’efficacia del content marketing Quello che abbiamo imparato Il mio contributo per valorizzare il mio territorio Porro e altro A Meano una mostra sui caseifici di Cortesano e Vigo Meano Un patto di amicizia sull’isola delle Rose Un concerto silenzioso immerso nella natura Il Natale come memoria collettiva 30 anni di Vigolana Conoscere per apprezzare RavinAteatro Il Natale delle Pro Loco I sensi del Natale | Aspettando il Natale Il Natale Clesiano Tra mercatini e presepi Il Villaggio del Gigante | Presepe al Mulino Faedo il Paese del Presepe


Editoriale

Quelle parole significative Enrico Faes, presidente della Federazione Pro Loco

Le tre parole che riassumono la mia esperienza di presidente della Federazione Cari soci, si avvicina, per me, l’ultima fase di presidenza della Federazione. Ad aprile 2020, a Calavino, verrà convocata l’annuale assemblea nella quale verranno eletti i nuovi amministratori. Per me sarà un momento importante perché dopo otto anni intensissimi e davvero fruttuosi, lascerò ad altri il compito di condurre il coordinamento provinciale delle Pro Loco. La fase del distacco, per quanto mi riguarda, è cominciata nel giorno in cui ha preso avvio il percorso formativo “Mente Locale” (vedi articolo a pagina 11), voluto fortemente dal sottoscritto e dal consiglio direttivo per avvicinare alcuni di voi alla Federazione e per individuare, se così si può dire, alcuni profili interessati a prenderne in mano il timone. Mentre scrivo queste righe ricevo, con gioia, i feedback dell’incontro finale di questo percorso formati-

vo nel quale si sono incontrati i 22 partecipanti. Dei feedback che sono semplicemente singole parole (una per ciascun partecipante) che però sono più significative di tante pagine di resoconto. Rete, accoglienza, fiducia, responsabilità, selezione, consapevolezza, cura, consolidamento, conflitto, punto d’incontro, coraggio, motivazione, gioia, spensieratezza. Se a queste parole poi aggiungiamo l’evocazione del mondo Pro Loco visto come un micelio, come un intreccio di filamenti che tiene dal basso in piedi le piante o ancora come un condimento, ossia un qualcosa che tiene insieme gli elementi e dà sapore alle comunità, beh allora posso sbilanciarmi e dire che il percorso formativo ha generato quello che speravo: un potenziale gruppo consapevole, profondo e quindi pronto a farsi carico delle sfide future. Riporto ora le mie parole

di resoconto, che approfondirò in assemblea ma che mi sembrano importanti da riportare in questo editoriale, unitamente ai miei migliori auguri di Natale. La prima parola è scusa: per tutto quello che non è stato fatto e invece si sarebbe potuto fare; per tutti gli inviti non accolti ma in generale per tutto quanto non è stato raggiunto. La seconda parola è grazie: a ciascuno di voi, perché personalmente da questa esperienza esce un Enrico Faes migliore, una persona cresciuta ed arricchita delle cose belle che ogni singola persona con cui ho avuto a che fare mi ha direttamente o indirettamente lasciato. La terza parola è avanti: avanti nuovi consiglieri, il mondo delle Pro Loco è vostro. Avanti, come la prospettiva che i vostri sguardi e le vostre menti dovranno avere per migliorare sempre più il bellissimo mondo delle Pro Loco trentine.

assemblea generale federazione trentina pro loco calavino | 18 aprile 2020

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Comunicazione istituzionale

Assemblea

Nazionale UNPLI

Fare il punto sulle sinergie e sui progetti avviati dall’UNPLI negli scorsi anni e votare le modifiche statutarie: questi i due punti al centro del summit di Roma

Una due giorni che ha riunito a Roma oltre 200 delegati delle Pro Loco di tutta Italia, e che ha visto la partecipazione di oltre 30 relatori intervenuti sui temi dei principali progetti promossi dall’UNPLI negli scorsi anni: questi i numeri dell’Assemblea nazionale dell’UNPLI, che si è tenuta il 30 novembre e 1 dicembre scorsi a Roma. Al summit hanno partecipato anche i delegati per il Trentino: il vice presidente Emanuele Armani, i consiglieri Monica Viola, Luca Concini e Gino Comper, il delegato UNPLI per il Trentino Diego Coletti ed il direttore della Federazione Pro Loco Ivo Povinelli. Due gli obiettivi principali dell’incontro: fare il punto sulle sinergie messe in campo dall’UNPLI negli scorsi anni e votare le modifiche allo statuto dell’ente per adeguarlo alle novità normative introdotte con la riforma del Terzo settore. L’assemblea ha dato evidenza alla grande quantità di azioni attuate dall’UNPLI, che comprendono,

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solo per citarne alcune, i protocolli con Enit e quelli con i ministeri dell’istruzione e dei Beni Culturali, i progetti con l’Ufficio del Servizio Civile Universale, passando dalle collaborazioni con Confcooperative, Telethon, Touring Club all’associazione dei “Borghi più belli d’Italia”. “Con un’attività continua e costante, le Pro Loco italiane svolgono un servizio insostituibile a supporto dei singoli territori e dell’intera Italia. Le nostre associazioni operano su più ambiti, dalla salvaguardia e promozione del patrimonio culturale immateriale, alla valorizzazione dei territori e dei prodotti tipici”, lo ha affermato il presidente dell’Unpli (Unione nazionale Pro Loco d’Italia), Antonino La Spina , a margine dell’evento. La panoramica è stata organizzata per ambiti, individuando sei temi - Turismo, Patrimonio Culturale, Sinergie, Servizio Civile, Sagra di Qualità e Salva la tua lingua locale – che hanno permesso di approfondire

PH: Luca Caroselli

Oriana Bosco, Federazione Trentina Pro Loco

con dati e elementi concreti l’apporto delle Pro Loco nei diversi settori. Proprio attraverso i dati (indagine CGIA di Mestre, vedi articolo a pagina 6), il direttore dell’’Enit Giovanni Bastianelli ha dato concretezza al ruolo delle Pro Loco in ambito turistico in Italia: 88 milioni di visitatori mossi dai 110mila eventi organizzati dalle Pro Loco nel 2018, una cifra impattante che ci dà la misura del nostro peso nel quadro del sistema nazionale. Pro Loco capaci non solo di muovere turisti, ma anche di agire direttamente sull’offerta culturale dei territori, ad esempio gestendo musei, aprendo al pubblico luoghi di interesse o organizzando mostre: questo il tassello realizzato dalle Pro Loco in ambito culturale per il Touring Club Italia, evidenziato nell’intervento di Giovanni Roma. Il ruolo delle Pro Loco nella salvaguardia del patrimonio immateriale è riconosciuto non


Le Pro Loco premiate per i carnevali della tradizione solo dall’UNESCO (Convenzione sul Patrimonio immateriale, giugno 2012), ma, come è emerso in questa occasione, è anche oggetto di lavoro dell’UNPLI insieme ad importanti istituzioni a livello nazionale, come l’Istituto centrale di demoetnoantropologia, con il quale è stato da poco stretto un protocollo d’intesa

illustrato in assemblea dal direttore Leandro Ventura. Patrimonio immateriale culturale che è anche al centro di altre importanti iniziative, quali il sodalizio con la Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, il premio letterario nazionale Salva la Tua Lingua Locale e la collaborazione nell’ambito del Carnevale di

I delegati del Trentino con alcuni delegati della Sicilia

Venezia con i “Carnevali della Tradizione”, ideati e promossi dall’UNPLI. Iniziativa, quest’ultima, a cui lo scorso anno ha preso parte anche il Trentino, con il Carnevale tradizionale mocheno portato in Piazza San Marco dalla Pro Loco Palù del Fersina – Palai en Bernstol; partecipazione che è stata riconosciuta dall’UNPLI durante l’assemblea con la consegna di una targa di ringraziamento. Un altro riconoscimento ha visto protagonista a Roma una delle nostre Pro Loco: la Pro Loco di San Lorenzo in Banale, premiata insieme alle altre 20 Sagre di Qualità riconosciute nel 2018 con il conferimento di una targa ritirata dal presidente della Pro Loco Samuele Aldrighetti. Dai ringraziamenti alla singola Pro Loco a quelli estesi a tutte le associate in Italia: le parole di gratitudine del presidente nazionale Antonino La Spina “per l’incessante attività svolta in modo capillare in ogni angolo d’Italia” hanno infatti abbracciato idealmente tutte le 6200 Pro Loco d’Italia. Parole a cui hanno fatto eco quelle del Senatore Questore Antonio De Poli, che segue da vicino le nostre attività e che ha tenuto a sottolineare “la forza e l’importanza per il sistema Italia delle attività quotidianamente compiute dai 600mila volontari delle Pro Loco”. L’assemblea si è chiusa dunque con almeno due importanti risultati positivi. In primo luogo, è passata l’approvazione delle modifiche statutarie dell’UNPLI. In secondo luogo, l’assemblea ha consentito alle Pro Loco intervenute di avere una maggiore informazione dello spettro di azione della nostra organizzazione nazionale. L’assemblea ha infatti reso l’idea dell’ampiezza e dell’alto livello delle collaborazioni avviate dall’UNPLI negli scorsi anni, permettendo alle Pro Loco di riconoscere il valore del loro lavoro, e allo stesso tempo dando loro una maggiore consapevolezza delle potenzialità e delle opportunità da cogliere per continuare a crescere.

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Comunicazione istituzionale

Un report per il mondo

Da sinistra: Favaretto, CGIA Mestre, Senatore De Poli, La Spina, presidente UNPLI, Tomasello, resp. dipartimento cultura UNPLI

Oriana Bosco, Federazione Trentina Pro Loco

Lo scorso anno l’UNPLI ha realizzato il primo studio scientifico sulle Pro Loco: i dati che emergono ci permettono di quantificare il valore delle attività delle Pro Loco sui territori L’UNPLI, in collaborazione con la CGIA di Mestre, ha promosso la realizzazione del primo studio che analizza e interpreta i numeri legati all’impatto economico e sociale delle attività delle Pro Loco a livello locale e nazionale. Un estratto di questa importante ricerca, intitolato “L’impatto sociale ed economico dell’attività delle Pro Loco italiane”, è stato presentato in conferenza stampa al Senato della Repubblica il 29 novembre scorso, alla presenza di Antonio De Poli, Senatore Questore, Antonino La Spina (presidente UNPLI), Fernando Tomasello (responsabile dipartimento Cultura UNPLI), Andrea Favaretto e Rita Canu, rispettivamente direttore e ricercatrice Cgia Mestre-Centro Studio Sintesi. Il report è riuscito a fotografare le caratteristiche del nostro mondo, portando cifre an-

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che sorprendenti. I dati elaborati dall’ufficio studi della Cgia di Mestre sull’attività delle 6200 Pro Loco capillarmente presenti in tutt’Italia (dato 2018), infatti, ci dicono che le Pro Loco nel 2018 hanno organizzato complessivamente 110mila eventi (rievocazioni, fiere, mostre, sagre, eventi culturali, manifestazioni), ai quali hanno partecipato 88 milioni di visitatori. Per realizzarle le Pro Loco hanno sostenuto una spesa complessiva di 700 milioni di euro che ha prodotto, fra effetto diretto, indiretto e indotto, un valore economico e sociale di 2,1 miliardi di euro. Si è riusciti a quantificare anche la ricaduta a livello occupazionale di tali attività, che hanno portato alla creazione, nel 2018, di 10.500 posti di lavoro. L’attività delle Pro Loco ha quindi un effetto moltiplicatore sull’economia reale: per ogni euro

speso, tre ne circolano nel sistema Italia, a dimostrazione che il nostro sistema è portatore non solo di ricchezza di valori, quindi, ma anche di benefici effettivi per tutta la società. Benefici che oltre che economici si assestano anche sul fronte dei servizi: sono oltre 1500, infatti, le associazioni che forniscono assistenza turistica per mezzo di uffici di informazioni, gestiti direttamente o in collaborazione con enti pubblici o enti turistici. Le Pro Loco sono in prima linea anche nell’ambito culturale. Il 20% delle associazioni gestisce o partecipa alla gestione dei servizi dei musei, il 17% si occupa di siti storico-archeologici e il 10% di biblioteche. Volgendo poi lo sguardo all’interno del nostro comparto, si evince che nelle Pro Loco siano impegnati 300mila volontari attivi, per un totale di oltre 25 milioni di ore di lavoro volontario profuso. “Per la prima volta dalla nascita delle Pro Loco, i dati elaborati certificano il grande e infaticabile impegno profuso dalle nostre associazioni in tutt’Italia, con valori e numeri che superano ogni aspettativa”, ha affermato il presidente dell’Unione Nazionale delle Pro Loco, Antonino La Spina, a margine della conferenza. “Il report fotografa appieno il valore socio-economico dell’azione delle Pro Loco. Un risultato frutto dell’impegno dei volontari, vero e proprio motore attivo di quell’ Italia del volontariato che produce un movimento anche economico, apportando benefici al tessuto produttivo di ogni singola località in cui operano”. Lo studio costituisce una pietra miliare per il nostro mondo: siamo finalmente in possesso di un quadro completo e preciso delle nostre attività, che conferma il valore dell’azione svolta dalle Pro Loco sui territori.


Pro Loco

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Ricerche

Un identikit delle Pro Loco trentine Jole Decorte, autrice

Un’indagine sulle Pro Loco trentine descrive le caratteristiche delle nostre associate Un po’ di storia

Era il 12 agosto 1881, quando a Pieve Tesino, in provincia di Trento, una decina di compaesani diede vita alla società di abbellimento del colle di San Sebastiano. Era l’embrione della prima Pro Loco italiana. Da allora la rete delle pro loco si è estesa fino a coprire una porzione significativa del territorio. Con quasi duecento sedi solo nella provincia di Trento, queste associazioni di tutela del territorio e della sua storia hanno visto un impegno costante da parte dei suoi associati. Impegno che ha subìto una forte impennata nella seconda metà del Novecento, infatti in quei cinquant’anni sono nate più della metà delle sedi che oggi contribuiscono a preservare il passato e il futuro del nostro territorio. Nel resto della penisola le Pro Loco si svilupparono a partire dai primi anni del ‘900: negli anni ‘20 del secolo breve superavano le 300 unità e oggi risultano essere più di 6000, comprendendo quasi tutto il territorio italiano. Questo risultato impressionante ci presenta la Pro Loco come un modello vincente, per nulla obsoleto, in grado di soddisfare la crescente volontà, di agire direttamente a livello locale a favore della società e a difesa dei suoi valori più genuini.

Da dove veniamo?

È importate ricordare che le Pro

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Loco sono nate inizialmente come “Società di abbellimento” e si sono evoluti grazie alla passione dei suoi partecipanti in una struttura più articolata capace di canalizzare la solidarietà dei suoi partecipanti in un contributo fondamentale nel campo della memoria del territorio e delle persone che lo abitano. La forza di questo modello è stata dimostrata con un’indagine condotta in Trentino tra il 18 luglio 2019 e il 18 agosto 2019 mediante interviste semi-strutturate e un questionario on-line. Nel definire chi avrebbe fisicamente risposto alle domande dell’indagine ci si è rivolti alle persone facenti parte della organizzazione e gestione interna delle Pro Loco, ovvero presidenti, vicepresidenti, membri del direttivo, soci e segretari. Il questionario è composto da un’unica parte che affronta tre tematiche centrali: il ruolo delle Pro Loco nel contesto comunitario, l’importanza dei fondi e l’utilizzo dei mezzi di comunicazione. Sono stati raccolti 65 questionari, corrispondenti a 65 associazioni Pro Loco.

Cos’è emerso?

Si conferma l’interesse delle Pro Loco verso il mantenimento e la tutela di un’identità collettiva rappresentata dalla conservazione del patrimonio culturale comune. Alla domanda relativa agli inte-

ressi a cui si rivolge l’associazione, l’85% dei rispondenti ha selezionato tradizioni popolari, l’80% enogastronomia, il 79% cultura e poi in ordine divertimento e svago, socializzazione, ambiente e natura, sport e infine ricorrenze religiose. È molto interessante notare inoltre, come più del 90% degli eventi si rivolge a famiglie con bambini, l’80% si rivolge ai giovani, il 70% ad anziani, il 65% ad adulti con o senza figli. Molte associazioni comunque si rivolgono a tutte queste fasce della popolazione. Per quanto riguarda i fondi, l’autofinanziamento risulta essere importante per le associazioni, infatti per il 28% conta moltissimo e per il 60%


co di possibilità di sviluppo utili nel contesto attuale, grazie soprattutto alle opportunità offerte dal dirompente avanzamento tecnologico. È fondamentale per le migliaia di Pro Loco presenti sul territorio italiano riuscire ad affinare i propri strumenti comunicativi e fare affidamento alla propria creatività al fine di mantenere vivo il patrimonio di una collettività e di un territorio specifico. Emerge anche la necessità di porsi su un piano diverso rispetto a quello turistico che rischierebbe di sminui-

re le caratteristiche e gli ideali stessi delle associazioni. Il lavoro che ho svolto in collaborazione con le varie Pro Loco mi ha permesso di gettare nuova luce sulle nostre associate, inoltre mi ha aiutato a completare il mio percorso di laurea triennale in studi internazionali. La mia tesi, di cui questo articolo è un estratto, è intitolata “Tra identità collettiva e cittadinanza attiva: le Pro Loco” e vuole essere un piccolo contributo alla grande famiglia delle Pro Loco.

Il mondo delle Pro Loco è un universo colorato, fatto di tradizioni, luoghi, persone da vivere, rappresenta il punto di unione tra identità collettiva, cittadinanza attiva e sostenibilità e per questo deve essere tutelato.

Nei grafici possiamo vedere alcuni dei dati riportati da Jole come la ripartizione degli eventi negli ultimi tre anni e i molteplici campi di cui la Pro Loco si interessa

conta abbastanza. Riprendendo l’intervista ad una Pro Loco parte del campione, le associazioni devono puntare all’autosussistenza ma sarebbe sbagliato porlo come obiettivo, poiché andrebbe a perdersi il valore e la motivazione intrinseca dell’organizzazione.

Dove andiamo?

Spostandoci sull’utilizzo dei mezzi di comunicazione, è condivisa dalla maggioranza l’importanza del loro utilizzo. Tuttavia, risulta necessario investire e migliorare tale area. Dai dati raccolti emergono numerosi spunti di riflessione; le Pro Loco sono senza dubbio un soggetto ric-

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Web Marketing

L’efficacia del content marketing

Domiziana Pantina, Servizio Civile in Federazione

I passi fondamentali per una buona strategia di comunicazione

Nei numeri precedenti abbiamo posto l’attenzione sulle potenzialità d’uso di Instagram (vedi Centopaesi #1 2019) e sull’uso professionale di Instagram (vedi Centopaesi #3 2019). In questo articolo approfondiremo il tipo di strategia necessaria al raggiungimento di obiettivi prefissati nel vostro piano di comunicazione, in una logica di Content Marketing. Quali sono le regole e gli obiettivi di chi produce contenuti sui social? La vostra comunicazione dovrà fissare degli obiettivi “SMART ”, cioè: Specifici = gli obiettivi non devono essere troppo vaghi; Misurabili = gli obiettivi devono potere essere misurabili per

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servire davvero; Raggiungibili = gli obiettivi devono essere tarati su dimensioni diverse e non trascurabili, tipo la possibilità di avere dei collaboratori che ne supportano la realizzazione o il tempo che si può avere a disposizione per raggiungerli; Realistici = interrogarsi di continuo se gli obiettivi sono attuabili grazie ai mezzi che si hanno a disposizione; Legati al tempo = è una variabile che permette di definire obiettivi molto validi, mettendo nero su bianco la loro raggiungibilità nell’intervallo o nello spazio di tempo che si ha a disposizione. Inoltre, il vostro piano di comunicazione dovrà avere metriche di misurazione/controllo (KPI:Key

Performance Indicators) e dovrà basarsi su un ventaglio di contenuti scelti e prodotti in base al “ funziona ” o “ non funziona”, riadattando quindi continuamente il contenuto in base ai risultari prodotti. Per lavorare in questo modo è necessario in primo luogo impostare un pensiero strategico; ci può aiutare a definirlo uno strumento chiamato Modello SOSTAC, composto da sei dimensioni utili per delineare i passi fondamentali per una strategia di comunicazione coerente ed efficace: • Situation analysis (analisi della situazione): qualunque strategia di contenuto deve partire da un’analisi, ragionando su “cosa succede intorno a noi” Non è un’analisi solo “su noi stessi” ma anche sui competitors e utenti; • Objectives (definizione degli obiettivi): necessario perchè sarà possibile tracciare l’efficacia e l’efficienza delle azioni svolte; • Strategy (progettazione strategica): è il momento in cui deve essere estremamente chiaro il motivo per cui si porteranno avanti le azioni legate al content marketing; • Tactics (aspetti tattici) : avendo una strategia chiara sarà possibile progettare piani editoriali e creare contenuti; • Action (gestione delle azioni operative quotidiane): se la strategia è efficace lo si scoprirà solo nel momento in cui la propria community rimandi a “risposte positive”; • Control (misurazione e controllo): è il punto forte della strategia perchè è solo grazie a questa dimensione se sarà capace di evolversi nel tempo, migliorandosi imparando da quanto è stato già fatto. Contenuto e strategia sono quindi i due pilastri da cui partire per lavorare alla vostra comunicazione.


Spunti e idee

Quello che abbiamo imparato Oriana Bosco, Federazione Trentina Pro Loco

Alcune riflessioni a conclusione del percorso formativo Mente Locale

Durante lo scorso anno, 22 soci delle Pro Loco trentine hanno frequentato le due edizioni del percorso “Mente Locale”, un corso di formazione organizzato dalla Federazione per preparare i possibili futuri consiglieri della nostra organizzazione e per fornire un’opportunità di formazione creata ad hoc per i presidenti delle nostre associazioni. L’obiettivo del corso è quello di sostenere la crescita, l’innovazione interna e il ricambio in seno alla governance della Federazione. Lo si è fatto attraverso gli stimoli di due docenti d’eccezione, Ugo Morelli (Professore di Psicologia del lavoro e dell’organizzazione e di Psicologia

della creatività e dell’innovazione) e Carla Weber (psicologa psicoterapeuta), che hanno accompagnato i partecipanti in un viaggio attraverso cinque tematiche fondamentali: la governance federativa e la partecipazione (cioè, come interpretiamo il ruolo di una sovrastruttura come la Federazione Pro Loco); lavoro e volontariato (cosa li differenzia e quali i punti forti dell’uno e dell’altro); la leadership (andare oltre le resistenze e le difese per il buon esercizio del potere); il noi e l’io (la gestione dei ruoli nel gruppo); delegare e gestire le differenze (come gestire i conflitti e la cooperazione). Il percorso si è concluso il 26 novem-

bre scorso, quando i partecipanti di entrambi i gruppi si sono riuniti con i docenti per una serata dedicata ad alcune riflessioni conclusive su quanto affrontato negli incontri. Chiedendo ai partecipanti di descrivere con una parola il bagaglio che è rimasto loro al termine di questo percorso, sono emersi concetti interessanti e a volte davvero originali (vedi box a fianco), che mostrano quanto sia ampio il tema e quanto spesso nell’agire quotidiano all’interno della nostra Pro Loco diamo per scontati concetti che invece varrebbe la pena analizzare. Rispetto all’obiettivo iniziale di formare allo stesso tempo i presidenti di Pro Loco e alcuni possibili futuri amministratori della Federazione, il percorso non ha solo fornito strumenti di crescita ai partecipanti, ma ha anche permesso di costruire e condividere in maniera allargata un’idea di Federazione da sviluppare insieme nel prossimo futuro. Cosa deve dunque essere la Federazione nei confronti delle proprie associate? In che cosa si sostanzia la sua opera di rappresentanza di questo mondo? A quali richieste delle Pro Loco è utile rispondere e su quali invece è necessario guadagnare conoscenza e prospettiva? Che futuro ci immaginiamo per le Pro Loco e cosa possiamo fare per cercare di farlo accadere? Queste sono domande per le quali non abbiamo risposte definitive, ma su cui questo percorso ci ha permesso di focalizzare l’attenzione, facndoci capire come sia impotante continuare ad interrogarci su queste questioni, perchè sono proprio questi i quesiti che mantengono continuamente vivo il lavoro di riflessione sull’universo Pro Loco e che permettono di crescere al nostro mondo.

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Storie di Servizio Civile

Il mio contributo per valorizzare il mio territorio Elisa Cainelli , Servizio Civile in Federazione

Con il Servizio Civile in Federazione ho appreso un metodo di lavoro e delle conoscenze specifiche per la promozione delle attività delle Pro Loco

Mi chiamo Elisa, ho 20 anni e ho iniziato il mio progetto di Servizio Civile a gennaio 2019. Abito a Sopramonte, un paese nei pressi di Trento, a cui mi sono sentita sempre molto legata, come al Trentino in generale. Quando ho deciso di fare un progetto di Servizio Civile, scorrendo tra le varie proposte, quello che mi ha colpita di più è stato quello della Federazione Pro Loco: mano a mano che leggevo il progetto e andavo a curiosare sul sito della Federazione sono venuta a conoscenza dell’esistenza delle Pro Loco e del loro lavoro, del loro impegno per promuovere la nostra provincia e tutto quello che ha da offrire. Così ho pensato, perché no, con questo progetto avrei potuto provare a fare qualcosa di diverso da quello che ho studiato (biotecnologie sanitarie) e da quello che vorrei fare in futuro e avrei potuto contribuire a far conoscere meglio il Trentino sia a chi viene da fuori che a chi ci abita. Come per ogni nuova esperienza, all’inizio mi sono sentita un po’ spaesata, trovandomi in un

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ambiente nuovo e diverso da quelli in cui ero stata fino a quel momento. Ma questa sensazione è durata poco; le mie compagne di servizio civile, Elisa e Domiziana, mi hanno fatta subito sentire a mio agio, così come gli altri colleghi dell’ufficio. Sono sempre stati disponibili per ogni dubbio e aiuto e hanno reso positiva questa esperienza. I compiti che ho svolto durante questi mesi sono stati tanti e diversi, come la creazione di un archivio con i materiali di tutte le Pro Loco trentine, la pianificazione dei post sui social, l’assistenza durante la realizzazione di una conferenza stampa presso il nostro ufficio, l’inserimento degli eventi delle Pro Loco sul sito della Federazione e su #fuori app. In particolare, ho collaborato spesso con la Pro Loco del Monte Bondone; essendo tale luogo molto vicino a dove abito, mi sono

subito interessata a questi compiti, pensando, con il mio aiuto, di contribuire a valorizzare al meglio il posto e le diverse iniziative proposte. A marzo ho avuto la fortuna di partecipare al Carnevale di Venezia, all’interno della rassegna dell’UNPLI “I Carnevali della tradizione”, dove hanno partecipato anche le Pro Loco mochene con il loro carnevale tipico; il fatto che una piccola realtà riesca a partecipare a una delle manifestazioni più grandi d’Italia è un esempio di come, con impegno e dedizione, si riescano a raggiungere grandi obiettivi. Durante questo percorso, anche se breve, ho avuto la possibilità di imparare nuove cose, sia per quanto riguarda le competenze pratiche che relazionali; ho imparato ad utilizzare nuovi programmi per il computer, a scrivere descrizioni per gli eventi, a organizzare un calendario per le interviste…. ho imparato a lavorare in gruppo, a chiedere consigli e relazionarmi con i miei colleghi e molto altro. Finora questa esperienza è stata molto utile perché mi ha permesso di imparare qualcosa di più su questa regione, le sue tradizioni e i suoi prodotti, ma è stata anche un avvicinamento al mondo del lavoro; durante questi mesi ho avuto scadenze da rispettare, compiti e alcune, anche se piccole, responsabilità. Tutto quello che ho imparato potrò metterlo in pratica in futuro, qualsiasi sia la strada che sceglierò. Concludo ringraziando le mie compagne, la mia OLP e le altre persone che ho incontrato e con cui ho condiviso questo progetto, che lo hanno reso un’esperienza interessante e un’opportunità di crescita.


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Altopiano di Folgaria e Lavarone

Porro e oltre Graziella Bernardini, Pro Loco Nosellari Oltresommo

La festa dedicata al porro di Nosellari è diventata lo spunto per accendere i riflettori su tema di grande attualità: l’agricoltura in montagna

La Pro Loco Nosellari-Oltresommo ha organizzato, anche quest’anno, una giornata dedicata al “Porro di Nosellari” E’ stata questa la seconda edizione, che si è ammantata di un abito nuovo, squisitamente culturale. Infatti è stata organizzata una “due giorni”: sabato 12 e domenica 13 ottobre. Durante la giornata del sabato si è svolto infatti il “Festival dell’Agricoltura di Montagna”, con lo specifico intento di accendere i riflettori sulle tematiche inerenti la montagna e il vivere in questo specifico ambiente. La montagna degli Altipiani Cimbri in cui si trova Nosellari di Folgaria, a 1000 metri di altitudine, vive e soffre le problematiche che si riscontrano in molti dei territori montani in Trentino e non solo: spopolamento, invecchiamento della popolazione, difficoltà nella creazione servizi efficienti, solo per citare le principali. Il primo giorno, dunque, nell’ambito del Festival dell’Agricoltura di Montagna, abbiamo organizzato un convegno che metteva sul tavolo l’importante tema del ritorno all’agricoltura in montagna: è questa, per gli esperti, solo un’illusione romantica o può costituire una prospettiva

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concreta? Ad esempio, diventando una possibile opportunità di lavoro per i giovani che vogliono “cambiare vita”, o ancora, una leva per una sinergia con il turismo ed anche una riqualificazione del paesaggio, che un tempo sui nostri Altipiani, si presentava ordinato ed armonico con quei muretti a secco, costruiti dai padri con enormi sacrifici e che oggi, vediamo inglobati all’interno di una boscaglia di rovi ed alberi che avanza sempre più, cancellando tutto questo lavoro e rendendo il paesaggio poco attrattivo. I relatori della serata sono stati Michele Nardelli e Maurizio Dematteis, quest’ultimo che ha portato l’esperienza delle Alpi Occidentali, provenendo da Torino; vi sono stati poi l’antropologa Marta Villa, che ha “disegnato”, in modo mirabile, la cultura delle genti alpine, e Fedrico Bigaran, che ha indicato strade possibili da percorrere attraverso la scelta della biodiversità. Temi e voci diverse che però si sono ritrovate unite nel lanciare un segno di speranza e di cauto ottimismo sulla possibile rinascita di una cultura della montagna, non più e non solo vista come luogo per i soli turisti, ma ambiente vivo e

generoso di cui i residenti debbono riappropriarsi, con lo stesso amore che ha contraddistinto le generazioni passate, ma anche con lo spirito di innovazione, che può farne diventare meta per giovani, possibilità di una nuova economia e tutela di un paesaggio, che deve essere curato e salvaguardato nella biodiversità, nel rispetto e nella bellezza. Nella domenica si sono alternati altri relatori di grande spessore culturale, che hanno trattato l’argomento dell’agricoltura di montagna con un “taglio” molto concreto: Il prof. Geremia Gios ha parlato di valorizzazione del territorio montano attraverso l’agricoltura, mentre le Associazioni di categoria Cia, Coldiretti, Acli Terra, attraverso i loro portavoce, hanno sottolineato come l’innovazione, anche in agricoltura, possa legarsi all’occupazione. Infine l’intervento del dott. Bassetto del GAL Trentino Orientale e di Roberta Cuel e Alberto Poli, della Cassa


Il porro nel piatto Una delle ricette più sfiziose a base di porro svelata per voi dagli chef della Pro Loco di Nosellari -Oltresommo Tortino cimbro Per 4 persone: ingredienti • gr. 200 di formaggio Vezzena mezzano • 6 uova • 1 luganega piccola • 1 litro di latte • gr. 100 di porcini freschi • gr. 100 di porro • 1 cucchiaio di prezzemolto tritato • gr. 30 di burro • sale e pepe q.b.

Rurale della Vallagarina, ha dato indicazione circa la possibilità di aiuti ai produttori e a chi volesse mettersi in gioco in questo contesto. Le due giornate di convegno sono state coordinate dal giornalista Claudio Sabelli Fioretti, che ha saputo abilmente tenere le fila di un discorso certamente avvincente, ma non facile. Nella giornata di domenica 13 ottobre si è svolta la “Giornata del Porro di Nosellari”, evento da cui è nata l’iniziativa, molto atteso perchè ha permesso di assaggiare i tanti piatti a base di porro reinventati dagli chef. L’evento è stato un vero successo sia per l’affluenza di persone sia per le molte proposte presenti: da quella culinaria a base di piatti che hanno visto trionfare il porro di Nosellari in originali e fantasiose varianti, dall’antipasto al secondo, a quella dei produttori locali che hanno creato un piccolo mercato, preso letteralmente d’assalto dai visitatori. A fare da contorno alla

parte gastronomica vi è stata anche una ricca offerta di intrattenimento, con l’esposizione di capre, asini, i laboratori per bambini e la musica: insomma una grande festa popolare, illuminata da un sole tiepido ed un cielo terso. A dare un ulteriore valore alla manifestazione è stata la presenza dell’associazione Slow Food, nelle persone del portavoce del Trentino Alto Adige Sergio Valentini e del portavoce della Condotta Valle dell’Adige, Tommaso Martini, che hanno illustrato il valore di una buona agricoltura per l’ambiente. Non ultima tra le novità della giornata la presentazione del libro “Nosellari e il suo porro”, a cura della Pro Loco di Nosellari: una raccolta di ricette con il porro, di racconti e di leggende su Nosellari e gli Altipiani Cimbri ed anche una serie di schizzi, acquarelli realizzati da giovani di Nosellari che hanno colto scorci e momenti di vita di questo piccolo paese.

Preparazione Lavare i porri e tagliarli a fettine. Farli brasare in poco burro e un poco di sale. Pulire i porcini, tagliarli e scottarli in padella. Tagliare a cubetti il formaggio. Sbattere le uova e unirvi la luganega tagliata, i funghi, il formaggio ed il latte. Salare e pepare, unire il prezzemolo. Porre il composto in stampi di silicone o porcellana precedentemente imburrati e cuocere in forno a 160° per 20 minuti, finchè il composto non è ben rassodato. Altre ricette le potete trovare nel libro “Nosellari e il suo porro”, edito dalla Pro Loco Info: pl.nosellarioltresommo@ gmail.com | 3203224887

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Valle dell’Adige

A Meano, una mostra sui caseifici Giulia Falcin, Pro Loco Cà Comuna del Meanese

Un progetto della Pro Loco ricostruisce un’attività dimenticata della collina di Trento: quella della raccolta del latte a cura dei caseifici sociali

La Pro Loco cà Comuna del meanese da anni ha la volontà di divulgare i trascorsi inerenti la storia della sua collina, incentrando le sue attività sulla salvaguardia delle memorie e testimonianze di episodi passati. Ogni anno, come Pro Loco, ci concentriamo su una tematica specifica importante e coinvolgente per la nostra comunità. Quest’anno abbiamo deciso di soffermarci sul tema della raccolta del latte e della lavorazione del formaggio. La curiosità su questo argomento è stata dettata dal recupero del materiale trovato nell’ ex caseificio di Cortesano e di alcuni oggetti ritrovati presso il caseificio di Vigo Meano. Avendo quindi a disposizione tutto questo materiale, si è deciso di approfondirne la storia e la funzione. Si sono occupate dell’indagine le ragazze occupate in Servizio Civile presso la Pro Loco da gennaio, Valentina Delbianco e Giulia Falcin, operanti nell’ambito del progetto “Meano: un contado ai bordi dell’urbanità”, giunto alla sua terza edizione. Mesi di lavori di ricerca hanno trovato il loro coronamento nella mostra “I Caseifici di Cortesano e Vigo Meano”, realizzata all’inteno di una delle sale di Case Sardagna, sede della Pro Loco, esposta in via permanente e visitabile dal lunedì al venerdì dalle

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10 alle 12 (per info e altri orari contattare la presidente Giusi Depaoli 320 3281114).La piccola esposizione vuole aiutare a comprendere la storia dei due edifici dei caseific e della loro attività, e, parimenti, permette di ricostruire informazioni sulla vita della comunità locale nella prima metà del ventesimo secolo. Dopo il recupero dei materiali presso l’ex caseificio di Cortesano, siamo riusciti a trovare la documentazione sulla costruzione e l’avvio del caseificio datato 1904. Successivamente, attraverso delle ipotesi e delle testimonianze orali, abbiamo scoperto che l’edificio fu attivo come caseificio vero e proprio fino alla seconda guerra mondiale, dopo di che proseguì la sua attività come latteria, gestita da Rina Casagranda, fino agli anni ‘80. Per questo motivo abbiamo intervistato la figlia di Rina Casagranda, Alberta Agostini, che ci ha raccontato episodi legati al lavoro della madre e spiegato come funzionava la raccolta del latte nello specifico nel paese di Cortesano. Abbiamo poi ampliato le ricerche sulla raccolta del latte negli altri paesi della collina, scoprendo che anche a Gazzadina vi era una sede per la raccolta, amministrata da Irma Franceschini fino agli anni ‘50 e ‘60 del secolo scorso e gestita poi da Valeria Stenico fino agli anni ‘70. Proseguendo i nostri

studi abbiamo scoperto che il latte prodotto nei vari sobborghi limitrofi veniva consegnato al caseificio di Vigo Meano. Il caseificio di Vigo Meano ha conosciuto due sedi: la prima si trovava al fondo Mattivi, ed era un caseificio antico sullo stile di quello di Cortesano, con un parol (paiolo) sul fuoco per il formaggio, in cui lavorava come aiuto casaro Attilio Patton. Quest’ultimo fece il suo apprendistato al caseificio di Cortesano, poi frequentò il corso per casari a San Michele all’Adige per poter lavorare come casaro a Vigo. La seconda sede venne edificata negli anni ‘50, con una costruzione più centrale e comoda per tutti gli abitanti , e la gestione venne concentrata nelle mani di Attilio Patton. Siamo riusci-


di Cortesano e Vigo Meano Puliamo il mondo Una comunità che si mette all’opera per ripulire il proprio territorio

La sala espositiva ti a ricostruire la sua storia grazie ai suoi figli che ci hanno raccontato ed illustrato con foto la meticolosità del lavoro del padre, le cui attività coinvolgevano l’intera famiglia. Tutto questo materiale di interviste e documenti è raccolto appunto all’interno della mostra “ I caseifici di Cortesano e Vigo Meano”. L’inaugurazione è avvenuta il 10 novembre 2019, durante la giornata del Ringraziamento, giorno in cui si “ringrazia” la stagione passata per la buona riuscita del raccolto.Questa manifestazione era molto importante all’epoca, ma ancora oggi è un evento significativo che riunisce la comunità di tutta la collina del meanese. L’evento viene tradizionalmente festeggiato in tre luoghi diversi: Meano, Vigo Meano e Gazzadina.

Anche quest’anno a Meano in piazza dell’Assunta si è svolta l’abituale benedizione dei mezzi agricoli. Finita la cerimonia religiosa i partecipanti si sono ritrovati a Case Sardagna per partecipare al banchetto offerto dall’associazione Agricoltori di Meano e dalla Pro Loco. Durante il rinfresco si è svolto un concerto di musica folkloristica realizzato da “I Musicisti del gruppo Albies Alba”. L’evento è ben riuscito, la giornata è stata molto piacevole e sono stati numerosi gli abitanti incuriositi dall’esposizione che hanno ammirato i pannelli ed il documentario “memorie di latte e formaggio” curato da Valentina Delbianco con tutte le interviste delle persone coinvolte. Una storia locale di duro lavoro e grande umanità.

E’ giunta anche a Meano l’iniziativa nazionale Puliamo il mondo, che ha avuto luogo il 21 settembre scorso su iniziativa della Circoscrizione di Meano, e che è riuscita ad attivare le diverse associazioni del territorio e numerosi volontari. La Pro loco cà Comuna del Meanese, con un grande numero di volontari, si è impegnata in due attività: il primo è stato la pulizia e sistemazione del sentiero che porta alla Cascata del Mughetto, una passeggiata gradevole poco sopra il centro abitato di Meano che permette a quanti lo desiderano di arrivare a ridosso della cascata in un ambiente suggestivo e naturale. Altra iniziativa nell’ambito della giornata è stata l’organizzazione del mercatino del riuso nella piazza di Meano, al fine di promuovere la cultura del riutilizzo delle cose che non si usano più ma che a qualcuno potrebbero ancora servire. I buoni propositi dei volontari: 1. rispettiamo i luoghi pubblici evitando di abbandonare immondizie, mozziconi di sigaretta compresi; 2. esponiamo le immondizie di casa esclusivamente i giorni del ritiro stabiliti evitando di lasciare sacchi e bidoni su strade o piazzole per più di una notte; 3. raccogliamo le deiezioni del nostro cane: non ci sono eccezioni o scappatoie; 4. usufruiamo dei parchi e dei giardini pubblici come luoghi preziosi da rispettare

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Val di Fiemme

Un patto di amicizia sull’ Raffaele Zancanella, Pro Loco Castello-Molina di Fiemme

Singolare gemellaggio tra una Pro Loco trentina e una Pro Loco greca, unite da un passato comune

Il giorno 5 ottobre 2019, alle ore 18,00, a Campochiaro oggi Eleousa, sull’isola greca di Rodi, è stato firmato un patto di gemellaggio fra la Pro Loco di Castello-Molina di Fiemme e quella di Eleousa/Dymilià TO FOUTOUKLY. La firma di questo patto è il coronamento di un lungo percorso di ripristino delle relazioni fra la Val di Fiemme e il villaggio di Campochiaro/Eleousa, costruito negli anni Trenta del Novecento per ospitare i boscaioli della Val di Fiemme, del Sudtirolo e delle valli ladine, oltre che da altre zone del Trentino. In quel tempo le isole del Dodecanneso erano un protettorato Italiano e le idee lungimiranti dell’allora Governatore Mario Lago portarono alla realizzazione sull’isola di Rodi di importanti opere, non solo nella città di Rodi ma anche nel suo entroterra ricco di foreste di pini. Fu costruito un bellissimo paese dotato di ogni servizio e fu chiesto ai nostri boscaioli di emigrare e colonizzare l’isola stabilendosi li con le rispettive famiglie. Più di 300 accettarono e si lanciarono in questa avventura. Campochiaro purtroppo ebbe vita breve (raccontata magistralmente da Renzo Maria Grosselli nel volume “Gli uomini del legno sull’isola delle rose”). Nel 1935 ci furono i primi insediamenti e all’inizio del 1947, a

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causa degli eventi bellici che videro l’Italia soccombere, il Dodecanneso tornò greco e il paese fu abbandonato; tutti i suoi abitanti furono costretti a rientrare precipitosamente in Italia. Fu un’epopea con luci ed ombre che segnò profondamente coloro che la vissero. Nel ricordo di queste vicende e per onorare la memoria dei nostri concittadini coinvolti, nel 2017 abbiamo celebrato l’ottantesimo della fondazione del Comune di Campochiaro. Quest’anno, abbiamo voluto sottoscrivere un patto che suggellasse e rinnovasse i rapporti di amicizia, stima e rispetto, fra tirolesi e greci. Poiché a Campochiaro vivevano fianco a fianco genti di lingua diversa (greca, italiana, tedesca e ladina), al fine di onorare ogni etnia senza distinzione, in primis abbiamo invitato a presenziare e sottoscrivere il patto il nostro sindaco Marco Larger, in qualità di sindaco del Comune di appartenenza dell’attore principale del gemellaggio ossia la Pro Loco di Castello Molina di Fiemme, ma anche in qualità di rappresentante della popolazione di lingua italiana. L’invito è poi stato esteso al presidente della Comunità della Bassa Atesina Oltradige/Überestsch Unterland, Edmund Lanziner, in rappresentanza dei sudtirolesi, e a Leopoldo Rizzi, viceprocurador del

Comun General de Fassa, in rappresentanza dei ladini. È stata una cerimonia importante ove tutti i partecipanti hanno sottolineato la necessità della conoscenza reciproca, oltre gli schemi del passato, in uno spirito europeo di fratellanza e collaborazione che solo buoni frutti per tutti può produrre. La serata si è conclusa con una magnifica cena organizzata dalla Pro Loco TO FOUNTOUKLY, a base di piatti tipici locali preparati dalle donne dei due paesi.


’isola delle Rose con maestria dai nostri valligiani. In alcuni momenti non riuscivo a capire perché tutto fosse rimasto in così pessimo stato di conservazione, ma il libro su Campochiaro mi ha illuminato su come e perchè sono finiti quei giorni che erano stati felici per le famiglie là emigrate. Grazie all’interessamento della Pro Loco di Castello-Molina si è potuto rinsaldare uno nuovo legame di amicizia tra le popolazioni fiemmesi e quelle isolane; è stato preso un forte impegno utile anche per ricordarci che si può stare insieme in questa nuova Europa, facendo memoria del passato, imparando da esso affinché certe storie non si ripetano più. Abbiamo trascorso alcuni giorni all’insegna di un’accoglienza straordinaria che sicuramente avrà modo in futuro di essere ricambiata. Un grazie va a chi ci ha accolto ma anche al nostro Raffaele Zancanella, abile e competente regista in questo importante patto di amicizia Il sindaco di Castello-Molina di Fiemme, Marco Larger

Rodi città vecchia

Sono venuto a Rodi per rappresentare il gruppo linguistico tedesco dell’Alto Adige/Südtirol, e precisamente i comuni di Anterivo, Termeno, Caldaro e Nova Levante, che

negli anni Trenta erano presenti a Campochiaro, e ho avuto il piacere e soprattutto l’onore porre la mia firma a testimonianza di questa esemplare iniziativa. Ringrazio la gente di Eleousa Dimilià per l’accoglienza e la generosità incondizionata, dimostrata nei confronti della nostra gente che aveva lasciato la propria Heimat. Ho avuto occasione di visitare i luoghi dove aveva vissuto la nostra gente, ma ho anche potuto cogliere l’occasione per vedere le località balneari e le splendide spiagge di Rodi, le antiche rovine e il castello medievale, i siti archeologici e i villaggi dell’entroterra dove è possibile assaporare le tante delizie locali. Grazie di cuore alla Pro Loco di Castello-Molina organizzatrice dell’iniziativa e a coloro che mi hanno accompagnato in questa avventura. Il presidente della Comunità Comprensoriale Oltradige-Bassa Atesina, Edmund Lanziner Se volete conoscere la Grecia e il Dodecanneso non esitate a contattarci perché la nostra regione ha con l’isola di Rodi un antico legame speciale e tanti amici in grado di accoglierci e coccolarci. info@prolococastellomolina.com 373 881 4001

Le testimonianze Ero immerso in una montagna di cose da fare, e mi sembrava di non riuscire ad andare, poi trovai questa frase ricevuta sui social, “quello che mi sta accadendo ora avviene perché ho qualcosa da imparare”, e partii. Che storia! Che opportunità mi è stata concessa. In questa esperienza a Campochiaro sulle orme dei nostri avi ho potuto respirare e vedere ciò che in quel tempo, fu realizzato

I Sottoscrittori del gemellaggio Centopaesi - inverno 2019 | 19


Monte Bondone

Un concerto silenzioso Anna Berloffa, Servizio Civile in Federazione

A marzo 2019 la Pro Loco Monte Bondone ha promosso la creazione di un tavolo di progettazione volto all’ideazione di un evento musicale in quota sulla “montagna di Trento”. All’appello hanno risposto molte associazioni di Sopramonte, la Circoscrizione di Bondone e la Circoscrizione di Sardagna. L’invito della Pro Loco è stato mosso dall’intento di creare un’occasione di sensibilizzazione sul tema del degrado delle Caserme delle Viote. Queste strutture, attualmente di proprietà della Provincia, versano infatti in condizioni di abbandono e, in alcune zone, di totale degrado e sono da anni oggetto di un acceso dibattito che vede la stessa Pro Loco Monte Bondone fra gli interlocutori più attivi. È stata infatti un’idea della Pro Loco quella di promuovere il “Progetto Rinascita Caserme Austroungariche” finaliz-

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zato allo studio di soluzioni innovative per il recupero di queste strutture che oltre ad avere valenza dal punto di vista architettonico sono un landmark storico e culturale del Monte Bondone. Da qui la scelta di sfruttare i prati ed il cortile adiacenti alle Caserme per organizzare una manifestazione caratterizzata da una proposta musicale unica e di qualità, occasione perfetta per portare a coronamento la lunga serie di eventi musicali proposti negli ultimi anni sul Monte Bondone che, a partire dal dicembre 2016, ha visto suonare in quota importanti esponenti della musica classica come i Maestri d’orchestra e fratelli Maurizio (pianista) e Diego (oboista) Dini Ciacci, rispettivamente con Isabella Turso e Sim So Young, il quartetto di archi “Aurona” o il duo violino e pianoforte Defant e Cavallini. Sabato 21

PH: Nicola Ianes

Green Festival, un evento musicale all’insegna della sostenibilità alle Caserme austroungariche sul Monte Bondone

e domenica 22 settembre, nella grande conca naturale delle Viote, è stato possibile partecipare alle attività del primo Green Festival a partire dalla presentazione del nuovo cd Verso Ovest del complesso trentino Aires Aires. Hanno avuto pure successo, il giorno successivo, l’installazione di Francesco Camin, poeta, cantante e sognatore trentino che parla alla natura, l’allegra e giovane performance della Mini Street Band dei Minipolifonici ed il concerto de’ Il Tamburo del Sole alla Capanna Viote. L’emozionante esibizione del coro Le Voci del Bondone di Sopramonte diretto dal Maestro Maurizio Postai ha introdotto l’evento clou della manifestazione ovvero il concerto di Alessandro Quarta ed il suo complesso con i tanghi di Astor Piazzolla, premiato dalla standing ovation di oltre


immerso nella natura

Alessandro Quarta

denti del Liceo Artistico Vittoria. Lungo tutta la durata del festival, per mantenere una dimensione di sostenibilità e armonia con l’ambiente circostante, si è deciso di scoraggiare l’accesso diretto alle automobili ed è stato quindi predisposto un servizio bus-navetta che ha permesso agli spettatori di lasciare il proprio mezzo nel grande parcheggio nei pressi del Rifugio Viote e raggiungere in pochi minuti le Caserme. “Dopo questa fortunata edizione pilota, l’idea di far diventare l’area delle Caserme luogo vivo e vissuto proseguirà sia confermandola come cuore del Green Festival, sia con una programmazione annuale con eventi di qualità e di richiamo sì ispirati alla storia, ma anche al fascino del luogo” queste sono state le parole colme di soddisfazione di Fausto Bonfanti, direttore artistico del Festival. La presenza di un folto pubblico rimasto fino a fine spettacolo, a dispetto del tempo decisamente inclemente, è la vera riprova del gradimento del Green Festival. L’appuntamento per il 2020 è già stato fissato, a ridosso delle Feste Vigiliane, per venerdì 26, sabato 27 e domenica 28 giugno.

PH: Nicola Ianes

400 spettatori. Per queste due esibizioni, sotto consiglio di Corrado Bungaro, Assessore alla Cultura del Comune di Trento e lui stesso musicista, si è scelto di proporre un silent

concert: una performance dal vivo senza alcuna amplificazione durante la quale i partecipanti, attrezzati di cuffie, ascoltano la musica individualmente. Questa esperienza, fra le prime sperimentate nel Nord Italia, ha permesso di proporre un concerto innovativo rimanendo al contempo coerenti con uno dei punti su cui il tavolo di progettazione si è trovato d’accordo fin da subito: la progettazione di un evento sostenibile e il più possibile green. Se, infatti, durante il concerto il pubblico veniva avvolto a 360 gradi dalla musica, la fauna del Bondone godeva della consueta pace che regna nella piana delle Viote. Ad arricchire ulteriormente l’evento sono stati il pranzo plastic free, nel Prato del Gusto preparato da Alberto Barbieri con lo staff dell’Hotel Montana coadiuvato dai soci della Pro Loco Monte Bondone, il laboratorio sul riuso rivolto ai bambini curato da Oltrelafesta, le visite al Giardino Botanico e alla Terrazza delle Stelle e la prima esperienza di “Carpe Diem – Cogli l’Attimo” viaggio fra foto e video mirato alla creazione di una testimonianza-memoria annuale, girata e raccolta da due stu-

Gli Aires Aires Centopaesi - inverno 2019 | 21


Vallagarina

Il Natale come memoria collettiva Maurizio Manica, Pro Loco Castellano Cei

“El Nos Nadal” della Pro Loco di Castellano Cei propone una chiave di lettura diversa del Natale, che colpisce il visitatore con suggestioni dal passato Tre anni fa, quando abbiamo pensato a “El nos Nadal,” all’interno di un progetto nato dall’associazione Don Zanolli (costola della Pro Loco), eravamo alla ricerca di un momento di introspezione che riportasse indietro le lancette dell’orologio all’epoca dei nostri padri e dei nostri nonni. Volevamo ritornare all’essenza più pura del Natale, lontano dalle luci abbaglianti e dalle derive meramente commerciali del Natale moderno, per scoprire nuovamente il significato emotivo, solidale ed empatico di questa ricorrenza. Eravamo fondamentalmente alla ricerca della nostra storia, della nostra identità un po’

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sbiadita dal fluire ineluttabile del tempo che scivola via troppo velocemente. Ed ecco che il Nos Nadal rappresenta così un tuffo nel passato e nei ricordi di una comunità che vuole mantenere ben salda la sua memoria storica. Anche quest’anno, quindi, nei primi due fine settimana di dicembre abbiamo riportato il nostro piccolo borgo ai tempi dei nostri avi: attraverso storie, ricordi, sapori e voci del passato, abbiamo così dato vita al Natale semplice e casalingo che si vive nell’intimità familiare. I protagonisti di “El Nos Nadal: il Natale dei Ricordi” sono stati i racconti delle persone che hanno vissuto la

storia del paese, le antiche corti aperte ad hoc che hanno mostrato caratteristici spaccati di vita quotidiana, le leggende del territorio trasformate in pieces teatrali, e le mostre fotografiche. Non sono mancati neppure i profumi ed i sapori della cucina di una volta, fatta di pietanze definite povere ma dal sapore inconfondibile come l’orzet, il brò brusà, la beca de patate ed il baccalà con polenta, preparate nei tipici avvolti del borgo seguendo fedelmente le ricette degli avi raccolte nel libro dello scrittore Andrea Miorandi “Castellano. Storie di terra e di sapori.” Il valore della memoria e delle tradizioni va tramandato di generazione in generazione affinché questo inestimabile patrimonio immateriale non venga disperso. Per questo, anche per i più piccoli sono stati pensati momenti di avvicinamento alla vita rurale e frugale di un tempo attraverso caccie al tesoro alla scoperta dei segreti di Castellano, esperienze a contatto con gli animali nella stalla, laboratori di caseificazione, disegno e recupero degli alimenti in cucina, per insegnare a dare la giusta importanza al cibo in un mondo nel quale gli sprechi imperversano. La filosofia della manifestazione nel suo complesso è stata infatti quella del recupero e del riciclo, evitando l’utilizzo della plastica ad esempio. Per scaldare le vie e le piazzette di Castellano, oltre ai cuori dei visitatori, gli spettacoli di fuoco e la musica dal vivo hanno fatto da cornice alla manifestazione, con tante esibizioni che hanno spaziato dalla musica corale alle cornamuse. Il risultato finale è stato un clima di quiete e armonia, in cui si è realizzata un’alternativa al Natale commerciale, incentrata sulla tradizione e sui valori più profondi e spirituali di questo periodo dell’anno. Un evento da vedere, sentire e vivere appieno che ha soddisfatto le aspettative dei numerosi visitatori giunti a Castellano alla ricerca di qualcosa di diverso, significativo e unico nel suo genere.


Altopiano della Vigolana

30 anni di Vigolana Roberta Casagranda, direttore Consorzio turistico Vigolana

Trentesimo anniversario per il Consorzio turistico Vigolana: un’organizzazione con lo sguardo rivolto al turismo ma con il volontariato come colonna portante Sabato 23 novembre più di 100 volontari si sono ritrovati a festeggiare i 30 anni del Consorzio Turistico Vigolana, in realtà 37 anni dalla fondazione e prima apertura dell’ufficio, ma 30 dalla fondazione ufficiale con presentazione dello statuto dal notaio. Il Consorzio Turistico Vigolana è nato dal volontariato, vissuto attraverso il volontariato e anche oggi, pur nella necessità di una sempre maggiore professionalità strategica e tecnica nel mondo del turismo, il volontariato rimane la colonna por-

tante dell’Altopiano della Vigolana. Come festeggiare al meglio una così importante ricorrenza? Abbiamo pensato che la convivialità fosse il modo migliore: una cena tutti assieme, per una volta però i volontari stanno seduti invece di lavorare per gli altri. E ancora una volta tutti si mescolano, non esistono i gruppi chiusi, si mescolano le associazioni e si mescolano i paesi. Questo senso di paese e di comunità, che fa si che i residenti vivano bene in Vigolana, è un fattore attrattivo per i turisti che si

sentono davvero parte del luogo che visitano, respirano una quotidianità diversa, fatta di rapporti genuini. Il concetto di turismo è cambiato negli ultimi anni e sta velocemente continuando a cambiare, ma rimane o ritorna un desiderio fondamentale: stare bene, rigenerarsi, arricchirsi, sentirsi parte del luogo dove si soggiorna, vivere esperienze e portare ricordi nel cuore. Anche il Consorzio Turistico Vigolana è cambiato nel tempo, diventando sempre più punto di riferimento per il territorio: primo ente sovracomunale di quattro comuni che adesso sono diventanti un solo comune, primo canale di comunicazione di quattro Pro Loco, primo soggetto di coordinamento di più di 50 associazioni di volontariato, primo snodo di una rete complessa di attori del territorio. In un mondo sempre più complesso anche il Consorzio ha dovuto affrontare molte sfide, prima tra tutte dotarsi di una sempre maggiore professionalità per perseguire lo scopo fondamentale: valorizzare e promuovere il territorio. Molto spesso il lavoro è sotterraneo, nelle retrovie, va preparato il terreno, vanno create le relazioni, vanno portati avanti i progetti anche per la parte che non si vede. Si tratta di un lavoro impegnativo, occorre dialogare con tutti, prendere spunti e concretizzare idee e progetti, analizzare punti di forza e di debolezza, bisogna scegliere una direzione comune e essere il traino, cercando di coinvolgere tutti, per lavorare assieme. Abbiamo la fortuna di avere un territorio favorevole, ricco di natura, storia e cultura, in una posizione baricentrica che permette di muoversi comodamente in tutto il Trentino, abbiamo la ancor più grande fortuna di un tessuto sociale attivo fatto di persone che si impegnano per valorizzare il posto in cui vivono. Tanti auguri a noi allora, stiamo crescendo e la voglia di migliorare cresce assieme a noi.

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Valle dell’Adige

Un momento della degustazione nella Sala Demattè

Conoscere per apprezzare Sonia Marconi, Pro Loco Ravina

Pieno successo per l’edizione 2019 di Birravagando, l’evento della Pro Loco di Ravina dedicato alla birra artigianale che punta alla conoscenza e al consumo consapevole

Interessantissima serata all’insegna della birra artigianale quella di sabato 16 novembre: l’occasione l’ha data l’evento Birravagando, manifestazione enogastronomica ideata dalla Pro Loco di Ravina e arrivata quest’anno alla sua terza edizione. Nella splendida cornice della Sala Demattè vestita a festa per l’occasione si sono presentati al pubblico con le loro produzioni quattro birrifici trentini (Degli Arimanni, 5+ birrificio artigianale, Km8 e Plotegher) che con grande competenza e passio-

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ne hanno presentato i prodotti delle loro ispirazioni. Gli stand dei birrai, caratterizzati dalle personalità di ognuno di loro, già davano la misura del mondo in cui si stava per entrare e della magia di assaporare particolari e preziosi prodotti di qualità. I mastri birrai, con i loro racconti in prima persona, che andavano dai particolari tecnici agli aneddoti più personali, sono riusciti a coinvolgere i numerosi presenti attraverso le tante degustazioni guidate, accompagnate dalle loro spiegazioni che han-

no permesso di capire quello che c’è dietro all’attività della birrificazione. Per tutta la serata si è alternato un pubblico curioso e attento che ne è uscito piacevolmente soddisfatto e con dei punti di riferimento per eventuali acquisti qualora volessero pure avere a casa le buone birre assaggiate in degustazione. Una serata quindi non solo di divertimento, ma anche formativa, che ha fornito informazioni utili per accrescere la conoscenza di questo affasciante settore. Perla che ha dato valore aggiunto alla serata, è stata il percorso di degustazione guidato con abbinamento gastronomico a cura di Sabrina Smaniotto, Zytholoog e Cavaliere della Birra Orval che con mirabile leggiadria, ma grande grandissima competenza, ha entusiasmato i presenti spiegando la storia della birra, le sue peculiarità, il suo utilizzo anche in cucina ed ha trasmesso con incredibile passione l’arte della degustazione sensoriale, permettendo a tutti noi di percepire sensazioni impensate. La soddisfazione del numeroso pubblico presente all’uscita è stata la massima ricompensa per la nostra Pro Loco, sempre alla ricerca di nuovi modi per coinvolgere e tenere viva la comunità di Ravina.


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Eventi futuri

Il Natale delle Pro Loco

Luca Bonetti, progetto Garanzia Giovani in Federazione

Dai mercatini artigianali, ai presepi, finoai momenti musicali e alle rievocazioni storiche: la creatività delle Pro Loco rende più ricco il nostro Natale Il periodo natalizio è uno dei momenti dell’anno più carichi di significato e tradizione. Il Natale rappresenta ancora un punto di riferimento in una società che esalta l’individualismo e che sembra allontanarsi sempre più da valori, esperienze e conoscenze condivise. E sono proprio questi tre elementi di condivisione che rendono la nostra vita più ricca e felice. Tali elementi fungono da trait d’union per le persone che dedicano il proprio tempo alle attività delle Pro Loco. Persone che amano darsi da fare per costruire qualcosa di significativo insieme per il puro piacere di lavorare fianco a fianco nell’interesse comune, che poi è essenzialmente fonte di arricchimento individuale a livello spirituale. Per questo il Natale rappresenta per le Pro Loco periodo di febbrile

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attività che viene poi declinata in variegate forme di interesse sociale e turistico. A tal proposito, ci piace ricordare alcune iniziative natalizie, realizzate dalle Pro Loco trentine, che animeranno il periodo delle festività. A Bezzecca la Pro Loco fa rivivere la storia affascinante e misteriosa del gigante Gilli, a cui è dedicato il “Villaggio di Natale del Gigante”: un mercatino, realizzato nelle contrade e negli avvolti del paesino, che propone ai visitatori prelibatezze gastronomiche, prodotti locali, oggetti d’arte e d’artigianato, il tutto contornato da spettacoli e concerti. Il Natale della Pro Loco di Castellano Cei è un tuffo nel passato, in cui uno splendido castello duecentesco diventa cornice incantevole per un viaggio nei ricordi. “El Nos Nadal”

vuole raccontare le storie di un tempo attraverso immagini e suggestive proiezioni fatte rivivere nelle corti, nelle piazzette e nelle cantine del caratteristico paesino di Castellano. “Abbraccio di Luce”, realizzato dalle Pro Loco della Val Rendena, è un evento che riscopre il profondo significato del presepe tralasciando le pompose manifestazioni del Natale odierno a favore di un viaggio introspettivo basato su elementi semplici ma densi di contenuti spirituali. Nei luoghi più caratteristici della Val Rendena si potranno così ammirare delle emozionanti Natività attraverso una passeggiata fra presepi realizzati all’insegna della frugalità, allestiti dietro una finestra, vicino alla porta di casa, in un portico, in una fontana o nella pila della legna. Con “Il Paese del Presepe” la Pro Loco di Faedo dà vita al più grande presepe del Trentino, animato da ben ottanta statue a grandezza naturale disposte fra le stradine del borgo in portici e avvolti. La magia culmina domenica 5 gennaio con la “Canta della Stella”: tradizionale rievocazione in cui il corteo dei Re Magi, illuminato dalla luce delle fiaccole, fa visita alle case del borgo cantando canzoni ad una o più voci, fino a raggiungere la capanna del Bambino Gesù. A Santa Massenza è l’artigianato a farla da padrone durante le feste natalizie. “Vite di Luce” mette in risalto lo spirito artigiano del luogo tramite laboratori creativi per i più piccoli ed il caratteristico mercatino di Natale artigianale dove il “fatto a mano” è d’obbligo. Questi sono semplicemente alcuni esempi, all’interno di un ampio panorama di attività organizzate dalle Pro Loco nel periodo natalizio, in cui la comunità si attiva per creare qualcosa di unico nel pieno spirito altruistico e disinteressato che muove i volontari a mettere a disposizione di tutti il proprio tempo e le proprie energie. E i risultati non deluderanno certo le aspettative!


Eventi futuri

Aspettando il Natale

PH:Jacopo Salvi

Padergnone 23 dicembre 2019

I Sensi del Natale Campi di Riva del Garda 21 | 22 dicembre 2019 Musica, poesia, spettacoli e laboratori creativi in un Natale… per tutti i “sensi” La manifestazione “I Sensi del Natale a Campi”, quest’anno alla sua seconda edizione, nasce dal desiderio dei membri della Pro Loco di Campi di Riva del Garda di valorizzare il piccolo paese, gioiello immerso nella natura nel Comune di Riva del Garda, e al contempo di creare, per il periodo natalizio, un luogo “utopico” dove tuffarsi alla ricerca delle emozioni di una volta. Perché i “Sensi del Natale?” Semplicemente perché l’esperienza del Natale è un misto di udito, gusto, tatto, vista e olfatto. Tra il 21 e il 22 dicembre, nella magia della luce del solstizio d’inverno, il piccolo cuore del centro storico del borgo di Campi pulserà grazie alle melodie di “Me and Mr. Johnson”, della Xmas Brass, delle voci bianche, della sezione Vox Cordis e del Coro Anzolim de la Tor. Si terrà inoltre lo spettacolo di lettura “Il signor Broncio e lo spirito del Natale” ed i “Canti di Natale

con Sissi”, abbinati ad un laboratorio di poesia per piccini di e con Mattia Zadra e Silvia Scarozza, con la partecipazione musicale di Nick & Julio e le suggestive melodie del “Coro Castel”. Vi saranno poi la mostra fotografica “andar per Campi” di Sonia Calzà e Maria Luisa Crosina, le dimostrazioni degli antichi mestieri con l’Associazione “Vecchia Rendena”, i laboratori per la lavorazione del ferro con Alan Cigalotti e, per la prima volta in assoluto nell’Alto Garda, l’esposizione LEGO della Dolomites Bricks. Infine Gabriele Gobbi e i membri di Clown Family coinvolgeranno i più piccoli in vari laboratori e giochi. Una cucina tipica e tante bevande gustose faranno da perfetto contorno. Insomma, ce n’è proprio per tutti i…sensi!

Come di consueto, il 23 dicembre a partire dalle ore 20.00, la Pro Loco di Padergnone organizza un evento per augurare a tutta la comunità un buon Natale e felice anno nuovo. Un piccolo spettacolo pirotecnico darà il via alla serata che proseguirà con l’emozionante e suggestiva performance “il mendicante di cenere” del giovane artista trentino Niccolò Nardelli. Vi sarà infine l’estrazione dei biglietti della lotteria ”Aspettando il Natale 2019” con tantissimi premi messi in palio. Durante la manifestazione sarà sempre aperto un ricco spaccio di bevande calde e stuzzichini dolci e salati per soddisfare i palati di grandi e piccini. Paesani e ospiti sono i benvenuti, vi aspettiamo! Pagina FB Proloco Padergnone

Pagina FB Proloco di Campi Centopaesi - inverno 2019 | 27


Eventi futuri

Il Natale Clesiano Cles | 1 dicembre 2019 – 5 gennaio 2020

Il Natale a Cles: un’esperienza all’insegna della tradizione, avvolta in un’atmosfera carica di emozioni che scaldano il cuore Il percorso emozionale del Natale Clesiano si snoda tra i vicoli del centro storico e i palazzi di Cles, creando un’atmosfera legata alle tradizioni più autentiche della nostra terra. Le vie si trasformeranno in un bosco fatto di piccoli alberelli intagliati, gnomi e pupazzi realizzati con il legno degli alberi caduti l’autunno del 2018. Nelle domeniche d’Avvento i negozi rimarranno aperti e l’atmosfera sarà riscaldata dal sax di Attilio Springhetti e dalle voci dei ragazzi del Cantacles. Si potrà entrare nella Casa di Babbo Natale, dove i bambini incontreranno il gioviale vecchietto e lasceranno la loro letterina in un ambiente tradizionale allestito con attrezzi in rame, un baule degli

emigranti negli Stati Uniti, mobili rustici tipici delle cucine contadine, e una camera da letto degli anni ‘60. Si terranno inoltre dei laboratori creativi dedicati alla cucina natalizia e alle decorazioni realizzate con materiale del bosco o di recupero. L’atmosfera natalizia si ritrova nelle rassegne musicali: giovedì 19 dicembre alle 18.30, presso la chiesa del Convento dei Frati Francescani, si terrà il concerto di Natale con la Scuola di Musica C. Eccher mentre sabato 21 dicembre, il Gruppo Bandistico Clesiano si esibirà nella chiesa di Santa Maria Assunta al termine della Santa Messa. Novità di quest’anno, domenica 22 dicembre alle ore 16, il Gruppo Storico Culturale Arzberg

Val di Non darà vita al presepe vivente con lo spettacolo “La Nascita di Gesù narrata da sua Madre”. Domenica 8 dicembre a Palazzo Assessorile verrà inaugurato “Percorsi d’incanto”: la mostra con i presepi artigianali dei migliori artisti nonesi visitabile fino a lunedì 6 gennaio. Il 31 dicembre si festeggerà la fine dell’anno e l’inizio di quello nuovo con il tradizionale Capodanno all’aperto con musica e intrattenimento. Venerdì 3 gennaio sarà ancora dedicato ai bambini con l’immancabile tombola serale della Befana. Sabato 4 gennaio presso l’aula “G. Ippolito” dell’Istituto Comprensivo di Cles, il Gruppo Bandistico Clesiano si esibirà con il tradizionale concerto di inizio anno, per augurare a tutti un buon 2020. A chiudere le feste in bellezza ci penserà l’immancabile appuntamento con la Befana in Corso Dante il 5 gennaio ed infine la premiazione del concorso “Scrivi e disegna Babbo Natale.”

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Tra mercatini e presepi Valle del Chiese | fino al 6 gennaio 2020 A Natale tornano le emozioni con un ricco calendario, tra atmosfere ed esperienze magiche nell’intera valle Il Natale si respira ovunque in valle del Chiese. A Cimego, nel piccolo borgo medievale di Quartinago del Comune di Borgo Chiese, prendono vita i Mercatini di Natale unici nel loro genere: esclusivi perchè prendono forma non in casette lignee, ma nell’atmosfera intima e raccolta di androni antichi, corti e cantine, angoli e fienili scaldati da fuochi, tra fumi di grandi polente condite ed i falò delle streghe del luogo. Atmosfere di Natale capaci di trasformare il Borgo delle Streghe in un affascinante palcoscenico di tutte le produzioni gastronomiche e artigianali a Km zero delle Giudicarie. Ogni fine settimana, da domenica 24 novem-

bre a domenica 29 dicembre, i visitatori vi potranno ritrovare sapori e atmosfere d’altri tempi. Quaranta gli espositori ai quali si aggiungono la Casetta di Babbo Natale e Casa Marascalchi, con un ricco programma di animazioni. Il calendario propone anche il tradizionale appuntamento con Natale in Strada ospitato sabato 7 dicembre nelle vie, cantine e avvolti della piccola Frazione di Pieve di Bono. Dalla prima domenica di dicembre e per tutto il mese, è prevista l’apertura straordinaria della Pieve di S. Maria Assunta a Condino, nel Comune di Borgo Chiese. La chiesa è un autentico gioiello del rinascimento locale, risalente alla fine del

XII secolo, che recentemente ha colpito per la sua bellezza, il noto critico d’arte Vittorio Sgarbi. Da sabato 30 novembre a lunedì 6 gennaio il tema Natività sarà proposto nelle piazze e delle vie di Bondone, borgo tra i più belli d’Italia. Condino ospiterà Borgo Christmas ovvero la tradizionale rassegna di Presepi allestiti nelle Fontane della borgata. E poi a Storo il centro storico e le sue frazioni ospiteranno negli angoli più suggestivi piccole e grandi opere artigianali costruite con materiali naturali dalle famiglie del paese. Un evento festoso che si vivificherà con momenti di incontro e aggregazione tra i quali il concorso Masoi sui spergoi ovvero l’esposizione delle pannocchie di granoturco sulle facciate delle case. Valdaone in Presepio animerà le frazioni di Praso, Bersone e Daone e i tanti scorci caratteristici con autentiche espressioni di tradizioni e arte popolare

Info: www.visitchiese.it Centopaesi - inverno 2019 | 29


Eventi futuri

Presepe al Mulino Calavino 26 dicembre 2019 5 gennaio 2020

Il Villaggio del Gigante Bezzecca dal 7 dicembre al 5 gennaio 2020 Artisti di strada, mercatino e spettacoli circensi, sullo sfondo di una storia d’altri tempi: questo è il Natale in Valle di Ledro Il Natale a Bezzecca ci fa rivivere la favola del Gigante Gilli, personaggio realmente vissuto a metà Ottocento che sfiorava i 2 metri e 60 d’altezza, a cui la Pro Loco di Bezzecca dedica un evento unico nel suo genere. Per l’occasione le case del borgo si aprono e offrono ai viaggianti un salto temporale in una Ledro d’altri tempi fatto di rievocazioni storiche, suggestioni visive e musicali, il tutto in una calda ed accogliente atmosfera natalizia. Fulcro della proposta è il Villaggio di Natale del Gigante, mercatino di arte ed artigianato (aperto dalle 16.00 alle 20.00 nelle giornate del 7 | 8 – 21 | 22 – 28 | 29 | 30 dicembre, 4 | 5 gennaio) che anima le vie del centro di Bezzecca, e che accompagna i visitatori alla scoperta dei luoghi più significativi del paese: il museo Garibaldino, la Casa del Gigante, la rassegna di presepi allestiti

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tra le case, nei portici e nei vòlti. Non potranno mancare le prelibatezze gastronomiche del territorio come la polenta di patate e gli gnocchi boemi (piatto importato dai soldati al ritorno in patria dopo la Prima Guerra Mondiale) oltre alle bevande calde tipiche della tradizione trentina. Giunta alla sua quarta edizione, la manifestazione quest’anno si arricchisce di proposte affascinanti pensate per rendere l’esperienza degli ospiti più coinvolgente: ogni giornata sarà infatti animata da eventi per grandi e piccoli, dai concerti itineranti al ballo, fino agli spettacoli circensi. Spicca tra tutti il Busker Festival (28 dicembre), festival degli artisti di strada che riempirà il paese di musica e spettacoli con il fuoco.

Pagina FB Il villaggio di Natale del gigante Bezzecca, Valle di Ledro

Da oltre 20 anni a Calavino Natale significa lo spettacolo del Presepe Vivente. Sono più di 100 le persone coinvolte quest’anno, dai 5 ai 70 anni, a mostrare la forza di una tradizione che travalica le generazioni. Il Presepe Vivente si sviluppa in un percorso che parte dalla piazza del rione Mas, attraversa la roggia ed entra in alcuni edifici storici, tra cui l’antico mulino del grano. In ogni ambiente si incontrano artigiani, pastori, lavandaie, fino alla scena della Sacra Famiglia. L’accompagnamento musicale sarà affidato il 26 dicembre al Mini Coro Camp Fiorì di Vigo Cavedine, ed il 5 gennaio ai Fanfaratigre. Al termine dello spettacolo i visitatori saranno ristorati da bevande calde, vin brulè e minestra del pastore. Inizio ore 17.30

Pagina FB Pro Loco Calavino


Ph: Pillow Lab.

Il Paese del Presepe Faedo | 1 dicembre - 5 gennaio 2020 80 statue a grandezza naturale compongono il Presepe più grande del Trentino Fino a qualche anno fa pochi avrebbero pensato che la cifra caratteristica del paese di Faedo, quella di essersi preservato nel tempo conservando strutture e tessuto sociale tipiche del borgo rurale di una volta, sarebbe potuta diventare una risorsa preziosa. Da quattro anni, infatti, la Pro Loco di Faedo in collaborazione con l’amministrazione comunale ha deciso di trasformare questa caratteristica nell’ingrediente base per un evento unico in tutto il Trentino: un presepe a grandezza naturale ambientato tra le vie e nelle corti delle antiche case del centro. Faedo il paese del presepe permette, per un mese, dal 1 dicembre al 5 gennaio, di immergersi in un borgo in cui il tempo si è fermato: seguendo luci e musiche, si è invitati ad avven-

turarsi tra le vie e dentro i portici, per scoprire inaspettate scene di vita quotidiana perfettamente ambientate dove le protagoniste sono ben 80 statue a grandezza naturale che interpretano con grande realismo i personaggi del Presepe, dalle donne con le ceste sul capo ai pastori, dai bimbi che giocano al fabbro nella sua officina, dall’oste al fornaio, fino alla grotta della Natività. La dimensione autentica e tradizionale del Natale è la peculiarità di questo evento unico nel suo genere. Un Natale semplice, rurale e quieto, lontano dalle luminarie abbaglianti dei grandi centri urbani, che esalta piuttosto la dimensione intimistica, personale del rapporto con i significati profondi di questo periodo dell’anno: il visitatore compie infatti

la sua visita in piena libertà, invitato a soffermarsi ad ammirare la cura dei dettagli delle scene allestite, lasciandosi trasportare con l’immaginazione in una dimensione recondita che solo rare atmosfere riescono a ispirare. A rendere più piacevole l’esperienza ci sono un piccolo e selezionato mercatino artigianale, la casetta con pietanze e bevande calde e, novità di quest’anno, la presenza durante le quattro domeniche di Avvento delle 4 strutture ricettive (3 agritour e 1 hotel) e delle 6 cantine di Faedo, con proposte enogastronomiche molto particolari: degustazioni guidate in un avvolto dedicato, l’angolo del gusto dedicato agli strauben e ad altri dolci caldi, ed un’antica caneva dove assaporare i vini prodotti “in casa” dai vignaioli di Faedo. Si tratta di una preziosa collaborazione che coinvolge tutte le realtà del territorio e che valorizza un’altra peculiarità della zona, la vocazione agricola ed enologica.

www.ilnataledifaedo.com | Pagina FB Pro Loco Faedo 31 | Centopaesi - inverno 2019

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Centopaesi 4 2019  

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