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La rivista delle Pro Loco e dei Consorzi Pro Loco del Trentino

Nยบ 2 | giugno 2019 | Anno XXIV

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CENTOPAESI direttore responsabile Enrico Faes redazione Enrico Faes Oriana Bosco Elisa Rimondini Domiziana Pantina direzione Via Oss Mazzurana, 8 | Trento tel. 0461 239006 info@unplitrentino.it Autorizzazione del tribunale di Trento n. 926 del 26.09.96 impaginazione Rina Chemelli stampa Grafiche Stile, Rovereto, TN foto di copertina PH: Federico Modica Archivio CT Valle del Chiese

FRIGGITRICI AD OLIO PER PATATE, TORTELLI, PESCE E DOLCI

Sommario

pag. 3 pag. 4 pag. 6 pag. 7 pag. 8 pag. 9 pag. 10 pag. 12 pag. 14 pag. 15 pag. 16 pag. 17 pag. 18 pag. 20 pag. 21 pag. 22 pag. 23 pag. 24 pag. 25 pag. 26 pag. 28 pag. 29 pag. 30 pag. 31

CONFEZIONATRICI SOTTOVUOTO PER RISTORAZIONE, GASTRONoMIA E PUNTI VENDITA

Pro Loco attori di comunità Il piano strategico della Federazione: come e perchè Mente Locale Due percorsi formativi per l’autunno Pro Loco in assemblea Tutti #Fuori 2019 | Giornata nazionale delle Pro Loco Due libri di Pro Loco tra i colossi dell’editoria Viaggio in Sicilia Montanari si diventa Vi raccontiamo “Incontri Rotaliani” Oltre al divertimento E siamo a 70 Ti ricordi, quando il bestiame tornava in valle... I nostri sogni nel cassetto Provaci anche tu! Bondone Day 2019 I giovani che smuovono il paese! Cinquant’anni dei ponti Nessuno escluso Scoprire la Valle del Chiese in mountain bike Un anno a Cimego Dugustando l’Oltresommo | Notte di note Fiori e colori 2019 | La regola Granda di Faedo Marco in Strada


Editoriale

Pro Loco attori di comunità

E,

Enrico Faes, presidente della Federazione Pro Loco

Il ricambio generazionale è uno dei temi su cui più le Pro Loco possono incidere positivamente, indicando nuove modalità di partecipazione che coinvolgano anche i più giovani PER

Si è tenuta il 26 maggio a Pergine Valsugana l’annuale assemblea dei soci della Federazione. Un momento istituzionale di riflessione nel quale, quest’anno, ho voluto affrontare un tema a me caro e di attualità: il ricambio generazionale. Nel senso comune la questione è sempre considerata in maniera negativa a scapito delle nuove generazioni, accusate di negligenza e lassismo. In realtà la questione solleva il problema del ricambio in maniera ampia, tra chi per censo o per tradizione è da molto tempo dentro le associazioni e chi ancora non ne fa parte, le cosiddette nuove leve. L’argomento è talmente generale da poter essere esteso al tema del fare i conti con la diversità, con l’altro da sé, con chi non è dentro da sempre, che avrebbe molto da dare ma che si

fa fatica ad accogliere. Mi sono permesso di ragionare sul fatto che, se chi governa le Pro Loco vuole pensare al futuro e favorire la partecipazione delle persone, non deve più pensare solo a quanto è bello essere protagonisti dentro la storia della propria associazione, ma dovrà pensare anche a come si può generare un ambiente di convivenza che permetta di tenere insieme le componenti più eterogenee. Oggi non siamo abituati a fare questo, a vedere ciò che c’è oltre noi, ed i ragazzi lo fanno ancora meno. E’ proprio in questo aspetto che il ruolo delle Pro Loco rimane importante, dato che queste sono ancora realtà che garantiscono un alto livello di partecipazione, dove le persone si riuniscono e lavorano insieme. Le Pro Loco hanno maturato un’esperienza di mediazione tra le persone e le istituzioni, sono

un’anticamera della partecipazione dove si vive e si sperimenta il senso civico, dove si pratica il prendersi cura del bene pubblico. Questa idea si è rivelata buona perché valida; è un’idea capace di descrivere nei suoi aspetti più positivi il fatto che molte persone iniziano il loro percorso civico dentro alle Pro Loco per poi passare alle amministrazioni comunali, un’idea che rende conto della voglia di impegnarsi che alberga nelle persone e alle quali è necessario dare spazio. Mi sono permesso, in assemblea, di ringraziare tutti i presidenti presenti delle Pro Loco, ma estendo anche su Centopaesi il ringraziamento a tutti i volontari del nostro mondo, poiché, a vario titolo, stanno combattendo la solitudine e l’isolamento delle persone attraverso una proposta di partecipazione alla vita delle comunità.

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Comunicazione istituzionale

Il piano strategico della Fed

Ivo Povinelli, Federazione Trentina Pro Loco

Fissare una direzione, stabilire un metodo per arrivarci, impostare dei parametri per misurare gli obiettivi raggiunti: di questo si occupa il nuovo Piano Strategico 2019 – 2020 della Federazione Pro Loco Le cose possono essere fatte in molti modi: c’è un’enorme differenza tra le patatine fritte cotte al punto giusto, nell’olio buono alla temperatura corretta, dalla consistenza croccante e ben calde, e le patatine mollicce, un po’ crude, che hanno un retrogusto strano e servite fredde. Certo la parte che fai nella frittura delle patatine conta: per il volontario che frigge le patatine ogni punto di attenzione può diventare un peso in più da sostenere, ma se sei quello che le mangia speri che siano buone, ti vuoi godere il momento. Nella vita di tutti i giorni non siamo portati a discutere sempre del modo in cui facciamo le cose, le facciamo e basta. Questa è per molti versi buona cosa perché se dovessimo perderci ad analizzare e discutere ogni passaggio di quello che facciamo l’azione diventerebbe impossibile, ci perderemmo nei rivoli di mille dettagli. Ma di fronte a qualche cosa che non funziona, come le patatine che non sono buone, possiamo decidere di ragionarci o possiamo decidere di lasciar perdere, sperando che il caso risolva la questione. Ci sono anche altri momenti in cui possiamo essere sollecitati a ragionare su quello che facciamo, ad esempio quando vogliamo rendere conto delle nostre azioni verso qualcuno che ha motivo di sentire le ragioni del nostro comportamento. E’ sostanzialmente per questo che la Federazione ha deciso

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di cimentarsi nella redazione di un piano strategico: è uno strumento che vuole dire alle Pro Loco che cosa si è fatto e se ha funzionato o meno, per capire se quella cosa va fatta ancora così o se è necessario modificarla. Il piano strategico serve in sostanza per cercare di modificare il proprio operato in maniera controllata verso una direzione, tentando soluzioni che possano essere verificate nella loro efficacia. Riportando tutto all’esempio delle patatine potremo dire di voler modificare il

La vision della Federazione è diventata consapevolizzare le Pro Loco del loro ruolo di agente di sviluppo delle comunità

tutto per servire un prodotto preparato al meglio: però, se nel caso delle patatine, lo standard da raggiungere è sostanzialmente già chiaro e condiviso (calde croccanti e buone), qual è invece lo standard dei servizi per le Pro Loco che vogliamo raggiungere? Non solo: anche la filosofia generale, il “perché” vogliamo che le patatine siano buone è chiara: nel contesto di un evento di una Pro Loco, ad esempio, vogliamo che le persone siano contente di ciò che trovano.

Ma nel contesto della Federazione, che fa servizi per le Pro Loco e non patatine, qual è la filosofia generale secondo la quale modificare i nostri risultati? Il piano strategico fornisce un metodo per dare qualche risposta alle domande che ci siamo fatti fino ad ora e provo a descrivere brevemente come funziona. Metodo significa “strada” (dal greco hodós), è il percorso che ti serve per “attraversare” (sempre dal greco meta) uno spazio. Importante è che questo cammino che si vuole fare abbia una destinazione quindi, anche se non vedi ancora la tua destinazione, devi almeno provare a darti una direzione altrimenti sei destinato a vagare. Posso anche decidere di vagare, girare può essere rilassante (nar entorno direbbero i trentini), ma il gironzolare non ti mette di fronte alla possibilità del fallimento; vorrei andare lì, ma se non ci riesco rimango deluso da me stesso, allora se gironzolo non ho il problema della delusione ma resta il problema del non andare da nessuna parte (e la parola gironzolone non è notoriamente un complimento). Per la Federazione poi, che ormai è diventato un ente importante dal punto di vista sia del budget che del ruolo che ha nei confronti delle Pro Loco, non sarebbe giustificabile un operato inconcludente o non guidato da una direzione ben identificabile. Ad un certo punto le Pro Loco o


ederazione: come e perché la provincia potrebbero chiedere di rendere conto dell’investimento e per questo è necessario essere in grado di dire cosa si fa e perché lo si fa. Il primo passo da compiere per fare un piano strategico è definire una vision. Si tratta di nient’altro che della visione, a tutti gli effetti è il sogno che vuoi realizzare: la Federazione come te la immagini tra 15 anni. Il problema dei sogni è che non vengono a comando e quando ti chiedono di metterli nero su bianco non è facile: il sogno deve essere realizzabile ovviamente, perché se non lo è non è un sogno attraente, è solo una fantasia. Il consiglio direttivo della Federazione ha impiegato molto tempo a scrivere questo sogno, ma a meno di un anno dalla fine del suo mandato le cose hanno ora preso forma. La vision della Federazione è diventata “consapevolizzare le Pro Loco del loro ruolo di agenti di sviluppo delle comunità”. Sospettavamo da tempo che fare eventi non fosse la direzione finale delle Pro Loco ma semplicemente la realizzazione di piccoli pezzi di strada, ma non capivamo che cosa legava insieme tutto questo fare. E poi, a forza di chiedercelo, abbiamo capito che le Pro Loco possono costruire il futuro della comunità in cui vivono, migliorandone la qualità della vita attraverso le feste, ma anche attraverso numerose altre attività e progetti. Per questo la Federazione ha definito una visione nei confronti delle Pro Loco che potesse tirare fuori il meglio da loro. Una volta descritti i sogni bisogna mettere in fila le azioni. Non siamo ancora al livello operativo, siamo alla definizione della missione. La missione è qualche cosa di più immediato della visione ma non è ancora un’azione pratica, è la definizione dell’obiettivo complessivo che vuoi

raggiungere. Ogni missione, per usare il linguaggio militare ha un obiettivo: esplorare un territorio, conquistare una posta… La missione che il consiglio ha scelto è stata la crescita delle Pro Loco e il benessere dei volontari. Da un lato far diventare le Pro Loco più brave a fare quello che fanno dando loro gli strumenti per lavorare e dall’altro rendere le attività del volontariato più piacevoli in termini di gestione. Sono due obiettivi ampi che vanno tradotti in tanti sotto-obiettivi altrimenti rimangono delle dichiarazioni bellissime

che però non sono verificabili. Le Pro Loco sono cresciute? I volontari stanno meglio? A qualche cosa possiamo rispondere ma non possiamo farlo ancora in maniera controllata: le risposte a domande ampie non possono che essere ampie. Gli obiettivi vanno descritti in modo che siano misurabili e su questo punto la Federazione sta ancora lavorando: per valutare gli obiettivi servono dei dati che possano essere rilevabili, a volte bisogna produrre dei dati ad hoc. Non posso misurare l’atmosfera di un evento se non vado nel dettaglio, devo costruire gli strumenti adeguati: per la febbre uso il termo-

metro, ma cosa uso per misurare il clima di una festa di paese? Non è tutto. Nella misurazione degli obiettivi non bastano i numeri: per verificare se un bambino cresce contano il peso, l’altezza, le capacità cognitive... Per peso e altezza vanno bene i numeri, per l’intelligenza ci sono molti test e gli studiosi continuano a perfezionarli ma sono misure che non si possono ritenere esaustive. Per le Pro Loco è fondamentale non fermarsi ai numeri, bisogna interpellarle per capire se l’operato della Federazione le sta facendo crescere, bisogna farsi dire da loro in che cosa pensano di essere cresciute o in che cosa vorrebbero crescere. Non esistono numeri che da soli descrivano in maniera soddisfacente il fenomeno delle Pro Loco, e tanto meno che ci permettano di misurarne gli obiettivi. Costruire gli strumenti giusti per misurare un fenomeno è un’arte e richiede molto lavoro. Quali sono i tanti strumenti che useremo per misurare la crescita delle Pro Loco e per misurare quanto hanno contribuito le azioni della Federazione a questa crescita? Sembra un esercizio difficile, si tratta di pensate lunghe e tortuose ma l’importante è provarci, perché in questo modo si costruisce il pensiero sulle Pro Loco e si fa diventare cultura quello che fino ad oggi è stato principalmente prassi. Con questo lavoro non solo ci si rende conto di ciò che si fa ma, consegnando ai futuri dirigenti una mappa e una traiettoria definite, si costruiscono e ricostruiscono ogni giorno gli ideali che spingono le persone a far parte del mondo delle Pro Loco. L’aspettativa generale è che le Pro Loco imparino a dire in maniera convincente perché esistono e qual è il loro valore per il territorio. Fatto questo la crescita verrà da sé.

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Attività per i soci

Mente Locale

Manuel D’Elia, Federazione Trentina Pro Loco

Un percorso formativo per il futuro management della Federazione

Quali sono le competenze che dovrebbe avere chi si assume la responsabilità della governance di un ente quale è la Federazione Trentina Pro Loco e loro Consorzi? Quali difficoltà è probabile che si troverà ad affrontare? Quali strumenti avrà a disposizione per risolverle? È nell’ottica di rispondere a queste domande, anche in funzione dell’ormai prossimo rinnovo del direttivo, che la Federazione ha organizzato negli scorsi mesi il corso Mente Locale, percorso formativo suddiviso in 7 incontri destinato alle persone già impegnate nella gestione di una Pro Loco, potenzialmente interessate ad un futuro ruolo di consigliere del nostro ente. A condurre il gruppo due docenti d’eccezione, Carla

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Weber (psicologa, psicoterapeuta e psicoanalista, consulente di individui, di gruppi e di istituzioni) e Ugo Morelli (docente universitario di psicologia del lavoro e delle organizzazioni e di psicologia della creatività e dell’innovazione). Undici sono i volontari che hanno portato a termine il percorso, che ha permesso loro di confrontarsi tra di loro e con i due consulenti, per scoprire alcuni aspetti relativi al management ai quali forse, pur ricoprendo cariche importanti nelle rispettive Pro Loco, non avevano mai effettivamente guardato. Perché in fondo, ed è questo uno dei punti principali emersi dalle discussioni, gestire una Pro Loco, e in ottica futura gestire una Federazione di Pro Loco, richiede spesso capa-

cità che si ritengono forse esclusive del mondo “profit”, delle aziende, ma che in realtà si devono applicare anche agli enti di volontariato. La figura del leader, in questo tipo di organizzazioni, si trova talvolta in uno scomodo equilibrio tra due estremi: da una parte, il leader eccessivamente autoritario, dall’altra, il leader compagnone, poco assertivo. Per questo gran parte del percorso è stata dedicata a cercare le corrette modalità di esercitare la leadership, per evitare questi estremi: perché, come ci insegnano le dinamiche di gruppo, l’uomo, pur non rendendosene conto, ricerca sempre una “guida” e, se non la trova, si sente spaesato. Un altro concetto fondamentale trattato è quello della delega. Nessuno, per quanto in gamba, può fare tutto da solo: individuare le persone su cui è possibile fare affidamento, aiutarle in qualche modo a mostrare le proprie potenzialità, prepararli anche in un’ottica di avvicendamento futuro è quindi cruciale e dà i suoi frutti a tutta l’organizzazione. E ancora, la mission, l’obiettivo dell’ente. Quanto è importante fissare e condividere uno scopo che possa aiutare la comunità a pensare, a crescere, anche, se possibile. In questo senso gli eventi e le attività delle Pro Loco possono essere un’occasione unica per veicolare messaggi positivi, su temi magari importanti, ma che non trovano spazi adeguati. Tutto questo diventa possibile con una Federazione forte: compito dei nuovi amministratori sarà pertanto continuare il lavoro in questa direzione. La seconda edizione di Mente Locale prenderà il via questo settembre (vedi box). Chiaramente, non tutti i partecipanti saranno futuri consiglieri della Federazione. Tuttavia, dai commenti positivi raccolti nel “primo turno”, siamo convinti che si tratti di un’esperienza proficua. Molto di quanto appreso è sicuramente spendibile non solo nelle rispettive Pro Loco, ma anche, ci auguriamo, nella vita di tutti i giorni.


Percorsi formativi autunno 2019 Mente Locale | formazione per l’innovazione organizzativa Seconda edizione: settembre|ottobre 2019 Destinatari: coloro che sono impegnati nella gestione di una Pro Loco e/o potenzialmente interessati al futuro ruolo di consigliere della Federazione Trentina delle Pro Loco

Date: martedì 24 settembre 2019 - 19.00 – 22.00

martedì 01 ottobre 2019 - 19.00 – 22.00 martedì 08 ottobre 2019 - 19.00 – 22.00 martedì 15 ottobre 2019 - 19.00 – 22.00 martedì 22 ottobre 2019 - 19.00 – 22.00 martedì 29 ottobre 2019 - 19.00 – 22.00

Costi e iscrizioni: entro il 10 settembre mandando una mail a amministrazione@unplitrentino.it Il percorso è gratuito; alle Pro Loco partecipanti viene chiesto di versare una cauzione di 100,00 euro, che verranno restituiti a fronte della partecipazione ad almeno 4 serate su 6. Luogo: sede della Federazione Trentina Pro Loco e loro Consorzi, via Oss Mazurana 8 – Trento

Corso per segretari di Pro Loco Seconda edizione: settembre|ottobre 2019 Destinatari: riservato ai soli segretari di Pro Loco. L’obiettivo è quello di fornire un’immagine semplice e chiara sulla responsabilità che comporta l’operare in una Pro Loco.

Date: giovedì 19 settembre 2019 - 20.00 – 22.30

giovedì 26 settembre 2019 - 20.00 – 22.30 giovedì 03 ottobre 2019 - 20.00 – 22.30 giovedì 10 ottobre 2019 - 20.00 – 22.30 giovedì 17 ottobre 2019 - 20.00 – 22.30 giovedì 24 ottobre 2019 - 20.00 – 22.30

Costi e iscrizioni: entro il 10 settembre mandando una mail a amministrazione@unplitrentino.it Il percorso è gratuito; alle Pro Loco partecipanti viene chiesto di versare una cauzione di 100,00 euro, che verranno restituiti a fronte della partecipazione ad almeno 4 serate su 6. Il corso è riservato a 15 segretari di Pro Loco Trentine Luogo: sede della Federazione Trentina Pro Loco e loro Consorzi, via Oss Mazurana 8 – Trento Centopaesi - estate 2019 | 7


Comunicazione istituzionale

Federazione Pro Loco in Assemblea Oriana Bosco, Federazione Trentina Pro Loco

Presentato il nuovo piano strategico della Federazione, incentrato non più solo sul turismo, ma anche sul ruolo sociale delle Pro Loco Una Federazione che pensa al futuro delle oltre 180 Pro Loco associate, viste sempre più come agenti di sviluppo delle comunità piuttosto che come soggetti di sola animazione turistica; e che, allo stesso tempo, pensa anche al futuro della sua stessa struttura, che dal 2014 ad oggi è passata da 2 a 7 dipendenti e che punta ad assumere un ruolo cardine nell’indirizzo del settore del volontariato turistico. Questo in sintesi il quadro della Federazione emerso durante l’assemblea annuale tenutasi a Pergine Valsugana lo scorso 26 maggio. Un’assemblea dunque molto significativa, dove hanno trovato

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spazio non solo la presentazione dei bilanci consuntivo e preventivo, ma anche riflessioni sul senso dell’ente e sul ruolo delle Pro Loco nella società. Lo stimolo per queste riflessioni è stato dato dalla recente realizzazione di un nuovo piano strategico della Federazione (vedi pagina 4), “Idee per il presente e il futuro della Federazione Pro Loco”, realizzato dal Consiglio direttivo della Federazione in oltre sei mesi di lavoro e presentato per la prima volta ai soci proprio in occasione dell’assemblea annuale. La novità più sostanziale è stata la messa a fuoco del cuore dell’operato delle Pro Loco, intese

come fondamentali agenti di cambiamento sociale. Un concetto non semplice, che implica un cambio di mentalità in chi lavora nel nostro settore, come ha sottolineato il presidente della Federazione Enrico Faes, che nella sua relazione mette in evidenza come “le Pro Loco realizzano attività di grandissimo rilievo sociale, ma spesso non ne sono consapevoli. Per questo il lavoro della Federazione nel prossimo futuro sarà tutto incentrato in questo senso, con azioni concrete per aiutare i gruppi a sviluppare idee e progetti, accompagnare nelle relazioni con i diversi portatori di interesse, supportare e sgravare il più possibile il lavoro dei volontari”. La Federazione già negli scorsi mesi ha iniziato a mettere in atto azioni in questo senso: tra queste, la più significativa è sicuramente la realizzazione del corso “Mente Locale”, per la formazione dei nuovi amministratori della Federazione (vedi pag. 7). “La formazione dei giovani è un elemento che ci sta particolarmente a cuore: non solo come azione concreta per un ricambio generazionale, ma anche come esempio di inclusione e raffronto con il diverso”, sottolinea Faes. Il dettaglio del piano strategico è stato illustrato dal vice presidente Emanuele Armani e dalla consigliera Monica Viola, che hanno approfondito il senso della nuova vision e le sue ricadute per gli associati: Monica Viola ha ribadito infatti come “la Federazione si propone con convinzione di rendere consapevoli le Pro Loco del loro fondamentale ruolo sociale, e di fornire strumenti e supporto a chi si adopera con tanto impegno e dedizione gratuiti per migliorare il benessere delle nostre comunità”. Spazio infine all’illustrazione del bilancio consuntivo (in positivo) e preventivo del 2019, che vede confermati i contributi PAT (circa 400.000 euro) e le risorse da autofinanziamento (circa 100.000 euro), per un totale di circa 500.000 euro a disposizione della struttura.


Tutti #fuori 2019 arrivederci a presto Le condizioni meteorologiche avverse ci hanno purtroppo costretti ad annullare la nostra annuale festa delle Pro Loco, in programma per il 25 e 26 maggio scorsi a Pergine Valsugana. Una scelta non facile, quella presa all’unanimità dal gruppo degli organizzatori (composto dalla Federazione, dalla Pro Loco di Pergine e dalle 17 Pro Loco che avevano dato la loro adesione), che ha costretto a rinunciare al frutto di mesi di lavo-

ro che ha visto coinvolte moltissime persone. Passati i giorni di dispiacere, adesso però guardiamo avanti: stiamo infatti valutando la possibilità di spostare l’evento in autunno, tenendo invariati il format e la bellissima location del Parco Tre Castagni di Pergine, sede dell’evento anche lo scorso anno. Vi informeremo non appena avremo formalizzato la decisione. Nel frattempo, desideriamo ringraziare le 17 Pro Loco aderenti,

che ci hanno seguiti fino in fondo con l’impegno e la passione di sempre: Borgo Valsugana, Caoria, Capriana, Consorzio Pro Loco Valle dei Mocheni, Livo, Madrano Canzolino, Mori Val di Gresta, Noarna, Piana del Lomaso, Ponte Arche, Casale, Roncegno Terme, Stenico, Terlago, Trambileno, Tuenno – Tovel, Zambana. Speriamo di potervi rivedere, con lo stesso entusiasmo e magari con nuove adesioni, alla prossima!

Giornata nazionale delle Pro Loco

Pro Loco Fiavè presenta Be Green Il 2 giugno scorso si è festeggiata la Giornata nazionale delle Pro Loco, iniziativa dell’UNPLI alla sua seconda edizione, pensata con un intento molto semplice: promuovere il movimento del volontariato turistico nella sua totalità. Intento che però, se allargato su ampia scala, è di grande impatto: ne è nata una ini-

ziativa diffusa che attraversa e coinvolge l’intera penisola con oltre 350 eventi in programma. In Trentino, la Pro Loco di Fiavè ha risposto per il secondo anno alla chiamata, proponendo l’evento Be Green, una caccia al tesoro tra gli angoli del paese di Fiavè in sella alla bicicletta. Dalla colazione, alla presentazione di un libro dedicato al ciclismo, alla caccia vera e propria fino al pranzo conclusivo, la giornata è stata pensata come momento non solo di valorizzazione del bellissimo

borgo di Fiavè, ma anche di sensibilizzazione sul tema della mobilità sostenibile e sulla riduzione dell’inquinamento. La proposta è stata apprezzata da moltissimi ospiti, che in decine hanno partecipato a tute le attività in programma: un successo ancora più gradito, perchè ottenuto grazie all’impegno non solo della Pro Loco di Fiavè, ma anche della Pro Loco Junior, un nutrito gruppo di ragazzini (15 quest’anno) dagli 11 anni in su che da tre anni si impegnano, al fianco dei loro “colleghi” adulti, nell’organizzazione di manifestazioni a misura di bimbi e ragazzi. Valorizzazione della cultura locale e attenzione a problematiche globali: con questo evento la Pro Loco è riuscita, attraverso una formula originale e ben congegnata, a sintetizzare due dei valori chiave del mondo del volontariato turistico, e la Giornata Nazione delle Pro Loco ha permesso di amplificare questo messaggio, comunicando alla comunità, agli ospiti e a tutta Italia l’essenza del “fare Pro Loco” per la Pro Loco di Fiavè.

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Notizie dalla Federazione

Due libri di Pro Loco tra Oriana Bosco, Federazione Trentina Pro Loco

La Federazione Pro Loco porta al Salone del libro di Torino uno spaccato del volontariato e del territorio trentino Due pubblicazioni del mondo del volontariato trentino hanno avuto il privilegio di essere presentate lo scorso 10 maggio alla più grande kermesse editoriale d’Italia

Iniziative editoriali, un premio nazionale unico in Italia dedicato al dialetto, la festa del libro: sono molte e diverse le azioni realizzate dalle Pro Loco e da UNPLI in ambito letterario. Un patrimonio di attività presentato al grande pubblico lo scorso 10 maggio all’interno vetrina più importante d’Italia per il settore, il Salone del Libro di Torino, dove UNPLI è stata ospite dello stand di Fuis (federazione unitaria italiana scrittori) fulcro della giornata è stata la presentazione del premio letterario “Salva la tua lingua locale”, premio nazionale dedicato al dialetto e alle lingue locali, che quest’anno si arricchisce di due novità: la sezione scuola che acquista ancora maggiore autorevolezza grazie all’intesa con il Miur, e la nuova sezione intitolata alla figura del linguista e già presidente onorario del premio Tullio De Mauro, dedicata a testi editi e inediti di lavori scientifici sul tema del dialetto e delle lingue locali. Quest’anno, insieme ad UNPLI c’era anche il Trentino, unica regione d’Italia rappresentata quest’anno, con due pubblicazioni: “La chiesetta alpina sul Monte Bondone di Ettore Sottsass senior a Vanéze” (a cura di F.

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Campolongo, S. Costa e C. Volpi, RS Editore, Trento 2018), opera della Pro Loco Monte Bondone, e “Volontari, persone da vivere” (di I. Povinelli, A. Castelli, C. Dallape’, F. Aste, Grafiche Stile Editore, Rovereto 2019), promossa dalla Federazione Pro Loco. Le due opere sono state presentate al pubblico dal presidente di UNPLI Antonino La Spina e dal presidente della Federazione Enrico Faes, che hanno dialogato con gli autori presenti (Ivo Povinelli, Andreana Castelli, Chiara Dallapè, Sergio Costa e Fabio Campolongo) in un’ora ricca di spunti e di riflessioni sul senso profondo del fare volontariato. Apprezzamento alle due opere è stato espresso dal presidente La Spina, che ha evidenziato il valore di lavori come questi, “l’una, Volontari persone da vivere, un lavoro straordinario ed un’opera molto significativa per l’Unione delle Pro Loco, perché in modo indiretto è un incentivo a diventare volontari . L’altra, la Chiesetta alpina sul Monte Bondone, esprime un altro aspetto essenziale: l’operosità delle Pro Loco, attive in ogni angolo della nazione, custodi attenti e amorevoli del proprio patrimonio a beneficio

da sx: A. La Spina, F. Campolongo, S. Costa, A. Cas di tutta la collettività”. Per la Federazione è stato motivo di orgoglio constatare la presenza di tanta propositività in campo letterario nel nostro territorio. Fermarsi a riflettere, approfondire, dare struttura al proprio operato, e riuscire a trasferire tale impegno su carta, sono indicatori di un settore che sta crescendo e che la Federazione, attraverso i suoi servizi e le sue proposte, intende stimolare ed incentivare. “La chiesetta alpina sul Monte Bondone” (euro 20,00) In vendita presso: • libreria Ubik di Trento • Pro Shop del MUSE • Hotel Monte Bondone • Hotel Montana • APT di Trento • Federazione Trentina P.L.


ra i colossi dell’editoria

sta, A. Castelli, C. Dallapè, E. Faes, I. Povinelli

Scheda libro Volontari persone da vivere Andreana Castelli, uno degli autori del libro “Volontari, persone da vivere” nasce dalla necessità di dare una forma concreta allo spirito che anima il mondo delle Pro Loco nello specifico e la dimensione del volontariato in generale. Data la vastità dell’argomento, il libro non pretende di essere esaustivo, ma si propone di tracciare qualche spunto attraverso cui il lettore può sviluppare le proprie considerazioni, magari dando un’interpretazione inedita a episodi e sensazioni vissuti direttamente nel contesto dell’associazionismo. La pubblicazione, strutturata in modo piuttosto originale, è divisa in tre

parti. Nella prima, personaggi reali e di fantasia si mescolano narrando in prima persona gli eventi che, nel 1881, portarono alla costituzione, a Pieve Tesino, della prima Pro Loco d’Italia. Agli eventi storici si legano la quotidianità e i pensieri dei protagonisti, che si avventureranno fuori dagli schemi a cui la vita li aveva vincolati per rincorrere lo sviluppo della comunità d’origine. Dubbi ed entusiasmo costellano il percorso attraverso cui riusciranno a coinvolgere la propria gente, raggiungendo il traguardo di un miglioramento collettivo. Il passato sollecita in chi legge un confronto con il presente, invitandolo a ricercare in una storia di altri tempi le ambizioni che, anche oggi, animano chi si impegna per il bene di tutti. Le pagine centrali, poi, dipingono con toni vivaci i ritratti dei tipici volontari delle Pro Loco. Il brontolone, il presidente e tanti altri sono descritti attraverso la visione che essi forniscono del proprio ruolo all’interno dell’associazione: vengono a galla insicurezze e aspetti in cui ognuno di noi può riconoscersi o, semplicemente, riconoscere i compagni di avventura. L’ultima parte dell’opera analizza le motivazioni personali e sociali che inducono i singoli ad aggregarsi in realtà volontaristiche. Le Pro Loco sono presentate come “un insieme di relazioni e atti spontanei”, laddove la spontaneità è interpretata come stato ideale in cui sveliamo la nostra vera essenza, libera da condizionamenti. Chi è parte di tutto questo è proiettato verso gli altri. Ne deriva un desiderio di condivisione che consente una piena immersione nella sfera sociale; abbandoniamo così il livello individuale, esaltato dalla società moderna, per riappropriarci dei valori che arricchiscono la collettività. L’im-

portanza delle associazioni risiede anche in questo: il continuo confronto con gli altri stimola idee che ricadono sul mondo che ci circonda. Inoltre, queste dinamiche inducono il confronto con noi stessi, permettendoci di riconoscere i nostri limiti e spingendoci a migliorare. In un’epoca in cui i social media facilitano la nascita di rapporti fittizi, vivere in concreto situazioni di conflitto o di incontro determina una crescita e un contatto con la vita vera che, inaspettatamente, ci travolge e ci attrae a sé. Questo concetto assume profili profondi e personali nello spunto conclusivo che illustra come Pietro Pellizzaro, protagonista del romanzo, immaginò una nuova realtà per Pieve Tesino. La sua mente, resa più libera dalle esperienze vissute in terra straniera, gli consentì di affrontare il ritorno a casa come un’occasione per ricongiungersi con se stesso e per continuare a sognare. Sogni destinati a sviluppare la propria terra e a rendere i compaesani attori consapevoli di una comunità: attori uniti, come accade anche oggi a chi anima le Pro Loco, dall’amore per la propria “casa” e dalla voglia di trasmetterlo. In vendita presso: • Federazione Trentina Pro Loco (euro 10.00) • Feltrinelli store on line (www.lafeltrinelli.it)

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Attività per i soci

Viaggio in Sicilia Monica Viola, consigliera Federazione Trentina Pro Loco

Gli opposti si attraggono, si cercano, si completano, si amano perché si donano reciprocamente (Proverbio degli Indiani nativi di America)

Vorrei usare questo proverbio per raccontarvi il viaggio che la Federazione ha organizzato nei giorni 17, 18 e 19 maggio scorsi in Sicilia. Vista la geografia possiamo certamente parlare di opposti: il Trentino e la Sicilia si trovano ai due poli opposti dell’Italia, ed opposte sono le loro bellezze paesaggistiche. Le persone che abitano queste due regioni sono molto distanti ma al contempo molto affini: il calore, la generosità e l’accoglienza tipica dei popoli del sud (che abbiamo potuto toccare con mano, attraverso gli amici dell’UNPLI Trapani e la loro fantastica Presidente, Maria Scavuzzo, il Presidente della Pro Loco Isole Egadi Max

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Saladino e la Pro Loco di Salemi), si completano con la capacità di mantenere le promesse, il senso di appartenenza, i legami di cuore che noi gente di montagna sappiamo creare. A dire il vero questo viaggio negli opposti che si attraggono è cominciato già in ottobre, quando la Pro Loco delle Isole Egadi si è gemellata con le Pro Loco del Comune di Ville d’Anaunia. Le promesse che le Pro Loco e i Comuni si sono scambiati in quell’occasione sono maturate e il nostro viaggio è stata la conferma di un rapporto di amicizia e stima reciproca che sta crescendo. Ed ecco che allora siamo partiti in 46 alla volta di Palermo dove ad attenderci c’era

la Presidente dell’UNPLI Trapani che ci ha accompagnato a visitare il Sito Archeologico di Segesta e poi a Salemi. Nel pomeriggio siamo poi sbarcati a Favignana, dove il Presidente della Pro Loco Isole Egadi ci attendeva per regalarci una meravigliosa accoglienza. Il giorno seguente ci ha visto impegnati a scoprire le vie di Favignana e la storia dell’isola raccontata con straordinaria passione dalla guida che ci ha accolto nello stabilimento dell’impresa della famiglia Florio, famiglia che ha condizionato la vita e la storia dell’isola fino ai primi anni del ‘900. Nella mattinata abbiamo anche avuto un momento istituzionale, con scambio di doni e promesse, di futuri incontri e collaborazioni, insieme al Sindaco di Favignana, al Presidente della Pro Loco Isole Egadi, i Consiglieri Gino Comper e Diego Coletti della Federazione. Salutata Favignana ci siamo diretti in traghetto a Trapani dove abbiamo avuto modo di vedere qualche scorcio particolare di questa bella e pulita città di mare. La domenica, dopo una visita alla città, la Presidente di UNPLI Trapani ci ha accompagnati a Gibellina, paese distrutto dal terremoto del Belice, poi ricostruito ed arricchito con particolari opere d’arte contemporanea. Non potevamo lasciare la Sicilia senza la merenda offerta dalla Pro Loco di Vita. Sono stati tre giorni intensi sotto ogni punto di vista, da quello culturale all’aspetto umano, caro a noi volontari delle Pro Loco. Si sono creati importanti momenti di scambio di pensieri, di impressioni, arricchiti dalla possibilità di apprezzare le diversità che troviamo in ogni luogo, vicino o lontano. Di certo gli incontri che abbiamo fatto in questi giorni hanno cementato i rapporti di amicizia e stima reciproca dandoci modo riportare in Trentino non solo sapori e immagini bellissime, ma anche la promessa di rivederci e diffondere, attraverso il mondo delle Pro Loco, la curiosità verso questi luoghi meravigliosi.


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Spunti e idee

Ezio Amistadi

MONTANARI SI DIVENTA Chi sono i Trentini, da dove vengono, che lingua parlano, quando si sono fatti montanari e perché sono un popolo libero

Ivo Povinelli, Federazione Trentina Pro Loco

Qualche buon motivo per presentare l’opera di Ezio Amistadi

Finalmente un libro che rimette i trentini dentro la storia dell’umanità, in tutto e per tutto. Un testo che ipotizza la derivazione di un tratto culturale partendo da fatti realmente accaduti, da diverse tipologie di prove che solo gli esperti possono maneggiare. Ezio Amistadi si laurea in giurisprudenza e poi in storia, mentre si occupa professionalmente di imprese e di sviluppo territoriale. Ad un primo

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contatto mi chiedo se la sua opera non sia il solito papocchio provincial popolare ma poi, scorrendo il testo, mi accorgo che i riferimenti bibliografici guardano alle fonti più importanti e riconosciute della genetica, della storia, della linguistica e dell’antropologia. Fissiamo un appuntamento ma ho il pensiero di dovermi preparare, la faccenda è seria. Acquisto il libro e lo leggo d’un fiato, per fortuna conosco qualcosa

delle basi su cui Amistadi articola la sua ipotesi. Non ho nessuna intenzione di rivelare “il finale” ma posso già immaginare gli effetti che otterrebbe una serata di presentazione di questo libro. Prima di tutto sollevereste un grande stupore. L’uomo è migrante da sempre, lo è sempre stato e continuerà ad esserlo. Questo conferma che la domanda “Da dove veniamo?” non è solo un argomento religioso o filosofico ma prima di tutto una questione animale e geografica e poi storica, antropologica e molto altro. Da dove vengono quindi i trentini con le loro “bizzarie” di popolo montanaro? La risposta vi sorprenderà. In seconda battuta capireste diversi aspetti della scienza che oggi è difficile trarre dalla comunicazione che va per la maggiore. Il desiderio di conoscenza è insito in noi e questo libro ne soddisfa qualche pezzo. È chiaro che fatta la prima mossa il piacere è tale che vi verrebbe voglia subito di leggere molto altro, quindi posso affermare che il testo di Amistadi è anche un’opera di divulgazione scientifica, perché mentre rende conto di alcuni fenomeni in maniera precisa, invoglia anche a proseguire su quella strada. Presentare questo libro è quindi un bel gesto di educazione collettiva, una proposta originale e di emancipazione verso le nostre comunità. Infine vi ricredereste sul concetto di libertà e di autonomia. Vi rendereste conto di quanto è complesso, dinamico, impegnativo e prezioso, il concetto di autonomia, alla faccia di chi ne sconta il valore proponendocelo a basso prezzo ad ogni appuntamento elettorale. Di questi giorni è la nomina di Ezio Amistadi alla presidenza del Museo degli usi e costumi della gente Trentina di San Michele all’Adige. Posto che il nuovo incarico glielo conceda, non vi rimane che mettervi in contatto con lui se vi piace l’idea di una serata originale per la vostra comunità. L’autore può essere contattato all’indirizzo ezioamistadi@gmail.com


Ph: Alfredo Croce

Piana Rotaliana Koenigsberg

Vi raccontiamo “Incontri Rotaliani”

Sara Roncador per il Consorzio turistico Piana Rotaliana

Le alte aspettative sono state ampiamente superate: la Piana Rotaliana convince intenditori e curiosi con un evento dedicato al buon vino

Il 12 e 13 maggio ha avuto luogo, tra Mezzolombardo, Mezzocorona e San Michele all’Adige, la prima edizione di “Incontri Rotaliani” che ha visto il territorio della Piana Rotaliana confrontarsi con la zona vitivinicola più famosa al mondo: la Borgogna. Due territori dalla tradizione vitivinicola molto antica che possono vantare, oltre alla produzione di vino, importanti risorse paesaggistiche e culturali, che rendono queste due realtà uniche e per alcuni aspetti affini. Similitudini che si è scoperto ritornare anche nella genetica dei due vitigni poiché, grazie agli ormai decennali studi della Fondazione E. Mach di San Michele all’Adige, è certo il legame di parentela tra il Pinot Nero e il Teroldego Rotaliano. Il primo, originario della

Francia nord-orientale sembrerebbe essersi diffuso durante l’epoca romana, contestualmente all’espansione militare di Roma, ed essere stato coltivato anche in Piana Rotaliana, prima del Teroldego. Un week end che, partendo dall’archeologia e dalla storia, attraverso le ricerche climatiche ed enologiche più all’avanguardia, ha guidato i partecipanti alla scoperta del Pinot Nero, del Teroldego e dei loro territori d’origine. “Nella nascita di Incontri Rotaliani ho visto qualcosa che è raro vedere in Italia: l’umiltà e la forza di un territorio dal grande potenziale con il desiderio di crescere, la volontà di confrontarsi con realtà più affermate. E una bella partecipazione corale, a più livelli: fra pubblico e privato, produttori grandi e piccoli, giovani

vignaioli e realtà storiche”, racconta Alessandro Torcoli, direttore di Civiltà del bere e direttore artistico della prima edizione dell’evento. L’evento ha visto il serrato alternarsi di conferenze, degustazioni guidate e itineranti con la partecipazione di importanti studiosi italiani ed esteri, di personalità del mondo del vino e di numerose aziende vitivinicole rotaliane e borgognone, presenti con un totale di 44 etichette. La Piana Rotaliana si è dunque riunita nella sua interezza e complessità, portando idee e contributi diversi, con l’obiettivo comune di dar vita a un incontro di spessore. Un proposito pienamente realizzato anche grazie all’instancabile ed efficientissimo contributo delle Pro Loco dei tre comuni coinvolti. Fondamentale è stato inoltre l’apporto della delegazione francese e di importanti realtà come il BIVB (Bureau Interprofessionnel des Vins de Bourgogne) e la cattedra Unesco dell’Università di Borgogna. Per l’edizione 2021 si incontrerà un’altra importante zona vitivinicola d’Europa, che per ora non sveleremo.

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Valle dell’Adige

Oltre il divertimento Sonia Marconi, Pro Loco Ravina

Quando un evento riesce non solo a unire una comunità, ma anche a trasmette valori alle nuovi generazioni Nonostante la primavera abbia fatto fatica a presentarsi, la voglia di festa non è mancata. Proprio con questo spirito la Pro Loco di Ravina, dal 17 al 19 maggio, ha proposto la tradizionale manifestazione “ViviRavina”. Grande è stato lo sforzo per rendere fruibili gli spazi e non rinunciare a nessuna le delle proposte in programma, nonostante il maltempo. L’evento è nato con un motto: “una festa di tutti per tutti”: anche oggi, giunti alla tredicesima edizione, questo spirito non è andato perso, e anzi l’esperienza di questi anni ci ha permesso di apportare piccoli miglioramenti e diversificare le proposte. Nonostante le avversità atmosferiche, il bilancio di questa edizione è positivo. La festa è sta-

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ta un’occasione per stare insieme, per incontrare vecchie amicizie e conoscere nuove persone. Uscire, divertirsi, condividere sensazioni e umori, fa stare meglio, e in questo sta il valore profondo di questa nostra proposta per la comunità. Tutti gli appuntamenti proposti sono stati molto apprezzati: dai concerti, allo sport, ai concorsi, ai laboratori e appuntamenti di intrattenimento per i più piccoli, ogni momento della festa è stato ampiamente partecipato. Non solo sportivi, amanti della musica e bambini hanno trovato una festa fatta per loro: anche le buone forchette sono state accontentate, grazie ad un menù vario e di qualità, reso ancora più apprezzabile dalla velocità del servizio garantita dal-

lo staff della Pro Loco. Il direttivo, supportato anche quest’anno da un buon numero di volontari, ha voluto valorizzare il sobborgo, la comunità e i singoli individui, spingendoli ad uscire di casa per condividere le proprie esperienze e i propri valori. Si è creato un bellissimo gruppo in cui ciascun membro ha portato le proprie idee e le proprie competenze; si è creata un’atmosfera positiva e propositiva cha ha dato entusiasmo anche ai giovani volontari e che è stata certamente sentita e gradita anche dai partecipanti. Uno degli scopi della Pro Loco, infatti, è fornire un esempio positivo per i giovani, i quali hanno sempre più bisogno di uscire dalle loro stanze per sentirsi parte integrante di un gruppo, per contare qualcosa, per fare qualcosa di interessante e divertente per sé e per gli altri. La soddisfazione di essere parte di tutto ciò è grande e ancor di più è vedere che lo stesso senso di appagamento è dipinto sui visi di chi ti sta attorno, soprattutto dei nostri ragazzi. Questo è un grande stimolo per le prossime manifestazioni che, siamo certi, non mancheranno di dare i loro frutti per i nostri compaesani. Questi sono i valori della nostra comunità, e ne siamo fieri.


Val di Non

E siamo a 70! Oriana Bosco, Federazione Trentina Pro Loco

Che belli i compleanni delle Pro Loco, in cui ogni anno in più è un traguardo che riempie d’orgoglio

La Pro Loco di Flavon ha festeggiato il suo compleanno il 24, 25 e 26 maggio scorsi con un grande evento che ha coinvolto tutta la comunità: ben 70 le candeline spente dal presidente della Pro Loco, Luca Poda, tracce di una storia lunga che ha visto centinaia di volontari susseguirsi con impegno e dedizione per migliorare la vita del paese. Negli anni infatti la Pro Loco si è fatta apprezzare dalla comunità per le tante opere realizzate, dal bar ristorante della Pro Loco alle strutture per lo sport e il tempo libero nella zona Pineta. Ed è stata

proprio la Pineta la cornice delle celebrazioni, per l’occasione attrezzata con tendoni e cucine. A festeggiare la Pro Loco sono intervenute anche due Pro Loco extraregionali, la Pro Loco di Gualtieri (RE) e la Pro Loco di Mongardino (AT), che hanno cucinato per gli amici nonesi alcuni dei loro piatti più rappresentativi come lo gnocco fritto e i plin al brasato. Un viaggio nella storia della Pro Loco lo ha fornito la mostra (allestita dal 16 al 26 maggio presso la sala civica del Comune di Contà a Flavon) che, attraverso documenti e fotografie,

ha tracciato il lungo percorso della Pro Loco negli anni: le prime fotografie, i documenti degli anni ‘50, il primo libretto al portatore della Pro Loco, i verbali delle prime riunioni. La festa vera e propria è cominciata venerdì 24 maggio con la “Luciolada Nonesa”, una camminata in notturna seguita da una cena per tutti. Dopo un’altra serata in compagnia, il sabato sera, la giornata di domenica si è aperta con la goliardica sfilata dei trattori d’epoca, retaggio della civiltà contadina di un tempo; momento invece solenne è stata la rievocazione del gruppo storico culturale Arzberg Val di Non, che ha riproposto il matrimonio del Conte Ulrico Spaur, antico signore delle terre del Contà, il suo “contado” appunto, con decine di figuranti in costume. Un eccezionale pranzo preparato dalle due Pro Loco ospiti ha coronato la giornata con risotto al Barbera e spalla cotta. Ad arricchire i tre giorni ci hanno pensato i concerti, la rievocazione storica dei giochi di una volta, l’esposizione dei trattori d’epoca del gruppo “Teste Calde Tavon”. Un bilancio quindi estremamente positivo per la Pro Loco, che raccoglie complimenti sia a livello locale che nazionale. Il sindaco di Flavon, Fulvio Zanon, ha parole di elogio: “Festeggiare i 70 anni della Pro Loco di Flavon è una riconoscenza meritata, raggiunta grazie all’impegno di tanti volontari che si sono succeduti negli anni. La presenza della Pro Loco ha un forte significato per la comunità, perché promuove momenti di incontro legati alla storia e alle tradizioni.” Anche il presidente nazionale dell’UNPLI, Antonino La Spina, ha voluto mandare alla Pro Loco un messaggio di complimenti: “70 anni è un traguardo importante che testimonia l’intenso ruolo ricoperto dalle Pro Loco nella valorizzazione e nella custodia del patrimonio materiale e immateriale italiano, risultato della passione e della dedizione che i volontari della Pro Loco trasferiscono quotidianamente nel loro lavoro.

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Val Rendena

Ti ricordi, quando il bestia Roberta Massone, Pro Loco Spiazzo

Da tradizioni legate alla società rurale di un tempo, a veri e propri eventi turistici che attirano decine di visitatori: sono le desmontegade o desmalgade

Nei piccoli centri abitati trentini ed altoatesini il ritorno a valle del bestiame è storicamente un momento di festa e talvolta, come nel caso delle Giovenche di Pinzolo (dove ogni anno viene eletta anche una reginetta), gli animali vengono addobbati con fiori e fiocchi colorati per sfilare lungo le vie del paese. Questa tradizione è chiamata “Desmontegada” o “Desmalgada”, e viene vissuta dai turisti come uno spettacolo che non si vede tutti i giorni, oltre che un’occasione per assaggiare i migliori piatti del territorio (polenta, piatti di carne, formaggi di malga accompagnati da vini locali). Per gli abitanti rappresenta un vero momento di festa, in cui rivive la civiltà rurale di un tempo. A Spiazzo da sempre la desmalgada vede come protagoniste le pecore, che ogni anno a settembre entrano in paese accompagnate dai pastori, da musica e canti. Tale tradizione verrà mantenuta anche quest’anno in occasione dell’evento “Aspettando la Desmontegada” che realizzeremo venerdì 23 agosto. Si tratta di un evento nuovo, infatti mentre gli scorsi anni la festa coincideva con l’effettiva desmontegada, quest’anno si è deciso di anticipare l’evento di qualche settimana, in quanto la data di discesa

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del bestiame non è stata ancora definita: il giorno della desmontegada non è infatti uguale ogni anno, ma esistono regole ben precise sul periodo minimo in cui il bestiame debba rimanere in alpeggio, che viene definito “periodo di monticazione” (la data di salita ai pascoli è legata alle condizioni della vegetazione, le quali a loro volta sono strettamente connesse all’andamento climatico della stagione, e la primavera in corso purtroppo, almeno nella nostra valle, non è stata sicuramente degna di tale nome). Per questo anche la data del rientro è stata spostata e mentre scriviamo non è stata ancora definita. Ma seppur senza il bestiame, la festa sarà egualmente meritevole di una visita. In particolare per una delizia culinaria che contraddistingue la desmontegada di Spiazzo da tutte le altre: si tratta della carne di toro, una carne prelibata ma che nessuno si sognerebbe mai di cucinare a casa, e che, preparata ormai tradizionalemnte per questa occasione, è diventata la cifra distintiva del nostro evento. Questa carne richiede tempi di cottura lunghissimi, tanto che il processo di cottura inizia già la sera prima dell’evento per proseguire per tutta la notte e buona parte del giorno successivo. A fare da con-

torno all’evento ci pensa il mercato contadino, che offre eccellenze del territorio che spaziano dai formaggi, al miele, alle marmellate, alle salse, ai succhi di frutta, ai cosmetici naturali sino ad arrivare ai vini e liquori. Non sono molti a sapere che esiste un vino prodotto proprio con uve coltivate a Spiazzo, il “Ronc’or”. Il nome deriva dagli appezzamenti ai bordi del paese, chiamati ronchi. Nel 1700 durante l’Impero austroungarico c’erano pochi terreni agricoli, così sono stati stanziati degli incentivi per produrre piccoli appezzamenti, bonificati e strappati al bosco. Ronc’or deriva proprio da un terreno strappato al


stiame tornava in valle… Che cos’è la desmontegada o desmalgada?

bosco. Non mancano neppure i mercatini hobbistici all’insegna del fatto a mano: oggetti in feltro, in legno, in lana ma anche con materiali di riciclo o in vetro. Molto seguita è poi la “Casarada” ovvero la produzione del formaggio: un momento in cui chiunque si può sentire un po’ “casaro”, assistendo alle varie fasi di lavorazione del latte di pecora per capire come nasce lo squisito formaggio di malga che troviamo in tavola, che si può assaggiare fresco non appena è pronto. Altra attrattiva sono i laboratori artigianali, tra cui ricordiamo il laboratorio “Dalla spiga al grano”, che vuole spiegare in modo semplice

e giocoso l’origine del pane. Chi invece è curioso di sapere qualcosa di più sul mondo della lana, non può perdere le dimostrazioni che illustreranno l’iter della lana, dalla pecora alle nostre maglie: dalla filatura e cardatura, ai successivi procedimenti per colorarla con prodotti naturali. Verrà comunque matenuto l’appuntamento con la desmontegada vera e propria, intorno a metà settembre (la data sarà comunicata sulla pagina Facebook della Pro Loco): e qui sì che si potrà assistere alla spettacolare sfilata del bestiame, mentre la cucina servirà arrosticini di pecora e formaggi anch’essi di pecora.

Le parole “desmontegada” o “desmalgada” in dialetto trentino si riferiscono a quella che nel resto d’Italia viene chiamata transumanza, si tratta del rientro a valle degli animali dal periodo di alpeggio estivo, e tradotto letteralmente dal dialetto significa “scendere dalla montagna”. Il bestiame, sia esso pecore, capre o mucche fanno ritorno alle stalle di fondovalle per trascorrere l’inverno e trovare così riparo delle intemperie in attesa di risalire verso le malghe durante la stagione successiva. Ma perché due termini per indicare lo stesso evento all’interno della stessa provincia? Ciò deriva dai diversi dialetti delle valli e Spiazzo in questo caso rappresenta “un’anomalia”. Sì, perché nella zona delle Giudicarie e della Val Rendena la transumanza si chiama “desmalgada”, mentre il termine “desmontegada” è tipico della Val di Fassa, della Val di Fiemme ed anche della val di Non. Non sappiamo il motivo per cui nel passato sia stato usato questo termine non in linea con il dialetto locale ma abbiamo deciso di mantenerlo perché oramai, soprattutto per i turisti che animano la valle durante i mesi estivi, il ritorno delle greggi è riconosciuto come la “desmontegada”. Oggi in tutto il Trentino sono una decina le desmontegade che sono state valorizzate e che sono diventate veri e propri eventi: si possono trovare tutte sul portale turistico del Trentino www.visittrentino.it

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Val Rendena

I nostri sogni nel cassetto Chiara Grassi, per la Pro loco di Carisolo

Mini Pro Loco e card elettronica: sono i nuovi progetti su cui punta la Pro Loco Maggio, mese di bilancio per la Pro Loco di Crisolo, che lo scorso 10 maggio ha presentato ai soci il lavoro svolto sino ad ora. Ricordando anche il lavoro di Domenico Beltrami, volontario mancato prematuramente pochi mesi fa, presidente e consiglieri hanno presentato ai soci i tanti filoni di attività intrapresi dalla Pro Loco, mostrando un’associazione in ottima salute e un volume d’affari del tutto lusinghiero. Da piccola associazione nata nel 1957, la Pro Loco conta infatti oggi 389 soci ed è diventata una delle realtà economiche e sociali più vivaci del paese: grazie al lavoro dei tanti volontari e all’appoggio di uffici strutturati, riesce ad animare la località tutto l’anno. Lunghissima la lista di attività promosse nel 2018, che va dalle 43 iniziative estive, ad importanti eventi in collaborazione con l’Azienda per il turismo Campiglio Dolomiti, come il ritiro della Nazionale di Basket o della Nazionale di Sci Fondo maschile, e poi ai notevoli sforzi di recupero delle ricchezze culturali di Carisolo. Tra tutte, si ricorda la cura dell’Antico Castagneto e la responsabilità della preziosa chiesetta di Santo Stefano affrescata dai Baschenis, insieme al gruppo “per Santo Stefano”. Con quest’ultimo, la Pro Loco ha anche promosso una raccolta fondi a favore del restauro di tre tele antiche della chiesa di San Nicolò, che verranno a breve riposizionate nella parrocchia.

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Il Centro socio ricreativo di Valle Carisolo A rivelare il lato più imprenditoriale della Pro Loco è la gestione del Centro Socio ricreativo di valle: una grande struttura composta da palasport, palestra, auditorium e bar con cucina per banchetti, che diventata vero e proprio punto di riferimento per il paese e per tutta l’alta Val Rendena. “Siamo al nono anno di gestione di questa struttura – racconta il presidente Graziano Righi – ed è una scommessa che ci sta dando soddisfazioni. L’estate scorsa abbiamo spostato il bar dalla palestra alla zona centrale e allargato così la sala fitness. Gli incassi hanno quasi completamente ricoperto i costi. Ora abbiamo l’ambizioso obiettivo di arrivare in 3-5 anni a coprire il totale delle spese con entrate nostre”. Lo sguardo al futuro è rivolto a due progetti in particolare: la Carisolo Card, ovvero una tessera elettronica introdotta nel 2018 con l’obiettivo di diventare una card di acquisto di tutti i servizi della Pro Loco. Altro progetto è la Mini Pro Loco,

sezione di ventidue giovanissimi con un sogno decisamente ambizioso, che ha riscosso l’ammirazione e la simpatia di tutti. Grazie alla supervisione di Dennjs Salvadei, Nicole Bonenti e Michele Binelli, i ragazzi sono alle prese con il recupero della antica coltivazione del fagiolo giallo di Carisolo, inseguendo l’idea di recuperarne la tipicità e magari avviarne un business. Al termine dell’Assemblea, le urne per il rinnovo del Consiglio di amministrazione hanno indicato i nuovi amministratori: Graziano Righi, Dennjs Salvadei, Andrea Olivieri, Nicola Righi, Barbara Pedretti, Giampietro (Gianni) Morandi, Juri Ferrari, Nicole Bonenti, Gabriele Chiodega, Roberta Raffaetà. A loro si aggiungerà Edda Nella, in rappresentanza del comune. Non hanno invece rinnovato il mandato, per dedicarsi ad altri progetti, Fabiana Povinelli e Cristina Valcanover alle quali è andato il sentito ringraziamento del Presidente.


Altopiano della Vigolana

Provaci anche tu! Roberta Casagranda, Consorzio turistico Vigolana

Un evento che parte da un invito: partecipare e mettersi in gioco. Rivolto non solo ai più piccoli Vigolana in Movimento è un’idea nata qualche anno fa quando, da un confronto tra associazioni, abbiamo pensato a come sarebbe stato bello dedicare una giornata a quello che fanno le associazioni, allo sport, al movimento, al gioco, alla creatività, al benessere. E come spesso accade, alle parole sono seguiti i fatti: trovata la location adatta, contattate associazioni e gruppi sportivi, cercata una formula efficace, siamo arrivati oggi alla decima edizione. Domenica 26 maggio 2019 il parco e la zona sportiva di Bosentino si sono riempiti di tante persone, soprattutto famiglie con bambini, di tante associazioni e di tantissime attività. La formula è semplice e non è cambiata negli anni: associazioni, gruppi sportivi, istruttori si mettono gratuitamente a disposizione di grandi e piccoli per fare provare sport, giochi e discipline ma soprattutto per divertirsi tutti assieme, famiglie e amici, in una cornice ideale, tra parchi verdi, campi e attrezzature sportive. Un’in-

tera giornata dedicata allo sport e alle discipline del movimento, al gioco e all’energia. Quest’anno le associazioni presenti erano 20 con ben 23 attività da poter provare: equitazione, freccette, ping pong, percorso ad ostacoli per le bici, scacchi, arrampicata, il Gruppo Sbandieratori, l’orchestra dell’Istituto Comprensivo di Vigolo Vattaro, Cuamm Medici con l’Africa, animazione e truccabimbi, Hockey, passaggi tra gli alberi, Sahaja Yoga Italia, bagno nella foresta, jumi, Orienteering, biodanza, calcio, basket, pallavolo e judo e le immancabili manovre dei Vigili del Fuoco volontari di Bosentino, Centa San Nicolò, Vattaro e Vigolo Vattaro. E grazie all’aiuto delle nostre Pro Loco non sono mancati cibo e bevande per rifocillarsi dopo gli sforzi atletici. Come ormai da tradizione al termine della giornata i bambini reclamano la maglietta ricordo della manifestazione: è sempre divertente vedere che quasi tutti la vogliono indossare subito. Organizzare una manifesta-

zione di questo tipo è un lavoro impegnativo, ma il Consorzio Turistico Vigolana crede molto in questo tipo di eventi: è il territorio stesso che si valorizza e si mette in mostra coinvolgendo residenti e turisti. Vigolana in Movimento è sicuramente una della manifestazioni più sentite e in crescita costante, sia nel numero di associazioni presenti (è una grande soddisfazione il fatto che ogni anno qualche nuova associazione ci chiede di poter essere presente perché ne ha sentito parlare molto bene) che nel numero di partecipanti, in costante aumento e sempre più provenienti da fuori. Vigolana in Movimento si presta ad essere anche un evento promozionale importante sia durante la giornata con la presenza di centinaia di persone che spesso non conoscono il nostro territorio ma anche nel periodo precedente e successivo con la promozione prima e il racconto della giornata dopo. Risulta importante anche per il marketing interno perché è un evento che rafforza la collaborazione e la rete tra operatori, associazioni e ente turistico. In ultimo (ma non da ultimo), vedere tante persone che partecipano contente a questo evento ripaga della fatica e dell’impegno speso per organizzarlo.

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Monte Bondone

Bondone Day 2019 Elisa Rimondini, Servizio Civile presso la Federazione

Un esempio di sostenibilità e valorizzazione del territorio: la Pro Loco Monte Bondone in prima linea per fornire risposte alla minaccia ambientale Quest’anno la bella stagione si fa attendere, ma la Pro Loco Monte Bondone non si scoraggia e, per il quarto anno di fila, si fa promotrice della ormai famosa giornata ecologica Bondone Day. L’impegno profuso in questi anni nei confronti della valorizzazione del proprio territorio ha sempre caratterizzato tutte le iniziative organizzate dalla Pro Loco, ma questo evento in particolare si contraddistingue per il perfetto connubio tra educazione civica e socialità. Bondone Day è una passeggiata ecologica tra i boschi che coinvolge diversi soggetti pubblici e privati, dimostratisi sensibili alla tematica ambientale e che, insieme al conside-

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revole contributo di Dolomiti Ambiente, collaborano attivamente per la buona riuscita dell’evento. L’impegno dimostrato in questi anni ha difatti portato all’encomio, ricevuto nel 2017 dal Comune di Trento, che ha premiato l’iniziativa con l’attestato di Cittadinanza attiva. Un traguardo importante che rispecchia la costante sensibilità mostrata dalla Pro Loco e da tutti i partecipanti che, domenica 26 maggio si sono armati di scope e pinze e percorrendo i sentieri del Bondone si sono impegnati per ripulire il territorio in vista della bella stagione. Quest’anno il punto di partenza è stato l’Hotel Monte Bondone, da dove i 50 volon-

tari, suddivisi in squadre, sono partiti per la caccia ai rifiuti. Il bottino è stato ancora una volta piuttosto “triste” e sostanzioso: carte di merendine, pezzi di plastica, solette di scarponi ma anche una cucina economica gettata tra gli alberi. Questo a testimonianza del fatto che, nonostante l’aumento di informazioni circa i problemi ambientali a livello macro, vi è una scarsa cura e consapevolezza da parte di molti cittadini. Ma Bondone Day è molto di più. La giornata rappresenta un’occasione per stare insieme e per educare i più piccoli. La spiccata valenza educativa in tema di rispetto dell’ambiente e di tutela nei confronti del proprio territorio deve partire proprio dal tessuto famigliare. L’iniziativa ha riscosso, come ogni anno, grande successo e la stessa Vicepresidente della Pro Loco, Giorgia Todesca, con orgoglio lancia già uno sguardo al futuro in cui si punta ad “allargare la manifestazione anche alle zone di Sopramonte, Sardagna e Candriai ed altre ancora condividendo i contenuti con le Circoscrizioni e associazioni rappresentative dei territori”. L’edizione appena conclusa si è contraddistinta infine per un’importante novità: il gustoso brunch offerto al termine della raccolta a tutti i partecipanti, un momento di condivisione e un piccolo premio a conclusione dell’impegno dimostrato dai volontari. Bondone Day conferma dunque l’attenzione della Pro Loco per la valorizzazione e il rispetto del proprio territorio, non solo dal punto di vista pratico ma anche sotto il profilo culturale e scientifico. Un impegno che, grazie alla dedizione del Presidente, mira a far conoscere la “Montagna di Trento” anche al di fuori dei confini regionali. A testimonianza di questo è la recente pubblicazione dedicata alla Chiesetta alpina sul Monte Bondone, libro presentato lo scorso 10 maggio al Salone Internazionale del libro di Torino, unica Pro Loco d’Italia presente all’evento.


Val di Non

I giovani che smuovono il paese! Andrea Anna Dalpiaz, Pro Loco Terres

In un quieto paesino della Val di Non, un gruppo di ragazzi poco più che ventenni è al timone di una Pro Loco piena di energia

Il paese di Terres è una piccola frazione che conta poco più di trecento abitanti, è situato nella bassa Val di Non, circondato da meleti e montagne. A smuovere il piccolo borgo dallo scenario apparentemente tranquillo e monotono, però, ci pensano i ragazzi della Pro Loco. La Pro Loco di Terres infatti può contare su di un direttivo giovane, coordinato da una presidente appena ventenne la quale coinvolge nell’organizzazione dei vari eventi molti ragazzi del paese, sia nella fase preparatoria che durante lo svolgimento delle manifestazioni. L’evento più significativo che ha luogo nel nostro paesino è il “Memorial

Albano e Daniele”, una manifestazione a noi particolarmente cara perchè ha lo scopo di mantenere vivo il ricordo dei due giovani membri della comunità tragicamente venuti a mancare nel 2015. Il primo anno la festa si è svolta nell’arco di un fine settimana, per poi ampliarsi grazie al consolidamento dello stesso gruppo organizzativo, ogni anno più competente e unito. Così, nelle edizioni seguenti, durante l’intera settimana a ridosso dell’anniversario, presso il campo di pallavolo del paese, ha sempre avuto luogo un torneo che coinvolge 12 squadre, con giocatori di tutte le età che accorrono da tutta

la valle. Dal lunedì al giovedì ci si ritrova per guardare le partite e cenare insieme con il servizio di cucina organizzato dai ragazzi. La serata del venerdì prevede musica dal vivo in attesa delle finali. Le ultime partite si giocano il sabato pomeriggio, in serata si svolgono le premiazioni per poi concludere con DJ set. Anche le famiglie dei ragazzi prendono parte alla manifestazione contribuendo attivamente sia con l’incoraggiamento (sempre necessario vista la mole di burocrazia che sta dietro a questi eventi) sia a livello pratico, se e quando necessario. Quest’anno, la quarta edizione del “Memorial Albano e Daniele” si terrà dal 22 al 27 luglio sempre presso il campo di pallavolo. Vi aspettiamo numerosi per poter vedere di persona il lavoro svolto da questa giovane Pro Loco, ancora una volta impegnata a tenere vivo il senso di comunità che caratterizza i piccoli paesi come questo.

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Val di Non

Cinquant’anni dei ponti Gianluca Marches, Pro Loco Don

Una storia che unisce due paesi da cinquant’anni ed un’occasione per festeggiare e ricordare il passato con uno sguardo sempre rivolto al futuro

“A Don e Amblar no se va se no se già da far”, così recitava un vecchio detto popolare, vista la posizione decentrata dei due paesi, separati da due valli. I nostri nonni raccontano quanto fosse dura la vita al tempo, c’è grande stupore in chi ha vissuto in quegli anni, soprattutto se ci si sofferma a contemplare una così grande opera: la realizzazione di 2 ponti tra i paesi. Tutto partì da un’idea geniale del maestro Angelo Pezzini che tese un filo da un’estremità all’altra della valle per misurare la distanza che separava le due coste. Da quel giorno, con molta ostinazione, al fianco di Don Cesare Visintin, bussò a mol-

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te porte nel palazzo della Provincia sino ottenere credibilità e soprattutto finanziamenti necessari per la realizzazione dell’opera. Era il lontano 1969, mezzo secolo è trascorso, cinquant’anni che hanno cambiato profondamente la storia dei due paesi. I ponti hanno reso possibile uno sviluppo economico, trainato dalla viabilità molto più agevole, un’opportunità di crescita che la gente ha saputo cogliere positivamente. I ponti allo stesso tempo unirono le persone, le menti e i cuori. Oggi come allora taglieremo il nastro, festeggeremo i nostri ponti ancora con molto entusiasmo e gioia. Le due

Pro Loco di Don ed Amblar, a fianco dei Vigili del fuoco volontari, del coro parrocchiale, insieme a molti altri volontari sono già al lavoro. Quel giorno sarà 1’8 settembre, una domenica solenne per celebrare la santa messa sul ponte di Amblar: messa resa ancora più speciale perché accompagnata dalla banda di Romeno e dal coro parrocchiale Don-Amblar. Seguirà il taglio del nastro e i discorsi delle autorità, ed infine sarete tutti invitati a pranzo ad Amblar presso il centro multifunzionale al parco Conca Verde. Sono previsti eventi di contorno: una mostra fotografica per ammirare i lavori di ingegneria in tutto il suo svolgimento, un filmato originale (una pellicola d’epoca in cui si vedono gli operai al lavoro) e molto altro. Novità di questa edizione: una mostra fotografica degli sposi di Amblar e Don che negli anni si sono uniti in matrimonio. Unioni che, possiamo dirlo, sono stati i ponti a rendere possibili!


Val Rendena

Nessuno escluso Carmen Caola, presidente Pro Loco Mavignola

A Mavignola, la Pro Loco programma un’estate che vuole far sentire tutti coinvolti: dagli sportivi ai bambini, agli amanti della cultura e del buon cibo Sapori naturali da gustare e da portare a casa, ma anche splendide immagini da contemplare e da immortalare, gioielli d’arte inaspettati da ammirare: sono alcune delle cose che si potranno assaporare questa estate a Mavignola, dove la Pro Loco ha programmato un ricco calendario di eventi, rivolti ai soci ma pensati per soddisfare anche le esigenze e le aspettative dei numerosi turisti che soggiornano da noi. Si parte con l’aperitivo di Fogaiart, il giorno 23 luglio 2019: un’opportunità unica e spettacolare per provare la genuinità dei prodotti tipici locali con un calice di spumante in mano, mentre si ammira lo skyline infuocato delle Dolomiti di Brenta e si ascoltano le spensierate note delle fisarmoniche. Spazio alla cultura, in agosto, con la visita dedicata agli affreschi della

Chiesa parrocchiale a cura di Giovanna Binelli(venerdì 2 agosto), a cui segue (martedì 27 agosto) un appuntamento dedicato al tramandarsi delle tradizioni e alla valorizzazione dei masi di montagna: si tratta della serata di presentazione del libro “Dalla Rendena siam partiti” di Marzia Maturi, che racconta storie di moleti e di migranti dalla seconda metà dell’Ottocento, un tema del passato ma drammaticamente attuale. La forza della narrazione data dalla lettura del testo sarà amplificata dalla magia delle note dell’accompagnamento musicale. Sabato 10 agosto a Sant’Antonio di Mavignola va in scena la Rampagada, gara di corsa campestre giunta quest’anno alla 42^ edizione. Si parte alle ore 14.00 per le gare giovanili, suddivisi nelle categorie cuccioli, esordienti, ragazzi

e junior, dalla piazzetta Sant’Antonio, per un percorso ad anello lungo il paese. Alle ore 17.00 partenza per la gara podistica di km 14 attraverso i masi di Plaza mentre per coloro che vogliono godersi una passeggiata lungo la Val Brenta, adatta alle famiglie, potranno partecipare alla passeggiata di 5 km ove verrà premiato il tempo ideale. Dalle ore 18.00, al parco ai Sass si inizia con l’aperitivo e dalle 19.00 polenta con prodotti tipici locali preparati dai numerosi volontari. L’appuntamento che corona la nostra estate è però quello di domenica 25 agosto, quando va in scena il “Clemp in Festa” a Forte Clemp. La manifestazione rappresenta il capitolo di una tradizione ormai radicata, in quanto connaturata alla storia del paese: si tratta di una giornata commemorativa vissuta come un’occasione per condividere una prospettiva di futuro attraverso la memoria del passato. Convivono in questa tradizione recente, ma particolarmente sentita, alcuni princìpi simbolicamente rilevanti: la lentezza del cammino, i momenti di preghiera lungo la Via Crucis e durante la celebrazione della Santa Messa, la convivialità, il canto corale, le canzoni che hanno accompagnato la comunità di S. Antonio dentro alla sua storia. Il concerto del Coro della S.O.S.A.T. accompagnato dalla banda musicale di Pinzolo riflette proprio quella storia attraverso questi aspetti fondamentali: la rievocazione storica con il centenario della Grande Guerra, il superamento dei drammi del passato che lascia il posto ad una istanza di pace e fratellanza ed infine la vita che nel piccolo borgo di montagna continua nella serenità di una comunità coesa e solidale. Le attività per i bambini organizzate in collaborazione con il Parco Naturale Adamello Brenta e l’associazione Ancora di Tione, gli spettacoli musicali e concerti corali con il Coro Sasso Rosso e il Coro e Cima Tosa completano il programma estivo, pensato quest’anno più che mai per tutti i nostri amici, dai più grandi ai più piccoli.

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Valle del Chiese

Scoprire la Valle del Chie Area comunicazione, Consorzio Turistico Valle del Chiese

Per assaporare un pizzico di quello che offre questa zona, ecco la proposta di due trail per chi ama le ruote grasse. Gli altri tour in: www.visitchiese.it

GIRO DELL’ORIZZONTE lunghezza: 14 km difficoltà: medio/impegnativo partenza e arrivo: Condino

Mai visto un tour alpino su single track che si percorre facilmente per oltre 14 chilometri a più di 2000 metri di quota? No? Eccolo. Uno spasso! Il Giro dell’Orizzonte passa per un sentiero militare vecchio di oltre 100 anni della Prima Guerra Mondiale, che collega il Passo Bruffione al Passo di Val Marza. Tutto a un’altitudine di 2000 metri, tutto percorribile (per bici e MTB), prevalentemente flow, eccetto in alcuni punti (discesa da Passo Brealone) dove la superficie di roccia è a tratti sconnessa. Questo super trail offre non solo il massimo divertimento, ma anche un panorama straordinario: il massiccio dell’Adamello a nord, Tremalzo e Monte Baldo a est, le solitarie montagne del Passo Croce Domini

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a ovest e il Lago d’Idro a sud. Dal punto di partenza nel paese di Condino (parcheggio sulla piazza principale presso la chiesa), si percorre una vecchia strada in salita che procede a serpentine fino a Brione, per proseguire poi su uno stretto sentiero asfaltato che conduce in Valle Aperta fino a Malga Bondolo. Si continua sul vecchio e ripido sentiero militare che sale a Passo Bruffione. A questo punto si è già a quota 1723 metri, una buona preparazione atletica è d’obbligo. I biker in sella a una MTB necessitano assolutamente di una batteria di ricambio. Se però la salita è uno scoglio insormontabile, si può sempre raggiungere Malga Valle Aperta in auto, così ci si risparmia un dislivello di ben 1100 metri. Dal Passo Bruffione il divertimento puro continua: tra leggere salite e discese si prosegue a oltre 2000 metri di quota (punto più alto 2220 m s.l.m) passando per Passo Brealone, Passo delle Cornelle, Passo di Val Marza e Col delle Cornelle in direzione sud,

PH : Federico Modica - Archivio CT Valle del Chiese

La Valle del Chiese è sinonimo di natura, accoglienza, turismo... e anche di MTB: con i suoi nuovi percorsi inseriti nella rete Trentina mountainbike

col sole in fronte. Il tragitto è perlopiù agibile, sebbene questo flow da sogno sia interrotto talvolta da qualche masso sporgente. Nelle vicinanze di Malga Dosso Rotondo si imbocca il sentiero per Malga Vacil e Faserno, scendendo poi attraverso una stretta e tortuosa striscia asfaltata in direzione del paese di Storo. Dopo la discesa ci si ritrova sulla pista ciclabile che riporta al punto di partenza, a Condino. Questo super tour senza pari, in cui non si deve mai scendere di sella, necessita di adeguata preparazione fisica e di una buona tecnica di guida. Offre inoltre panorami mozzafiato e il massimo divertimento in un territorio finora inesplorato dai biker.


hiese in mountain bike

GIRO DEI FUNAMBOLI lunghezza: 6 km difficoltà: impegnativo partenza e arrivo: Cologna

Giro dei Funamboli è sicuramente il nome adatto per questo nuovissimo tour da sogno in Valle del Chiese, che passa attraverso il bosco incantato tra Passo Giovo, Passo di Rango e la Chiesetta di San Lorenzo. Ben sei chilometri di single trail scorrevole, con lunghi tratti flow. Lo abbiamo battezzato Giro dei Funamboli perché il percorso, in particolare tra Passo di Rango e Passo Giovo, attraversa un sentiero così stretto che la ruota

anteriore sembra sospesa su una fune sottile immersa nell’erba alta. Il sentiero è completamente liscio, niente ciotoli o radici sporgenti. Soltanto in alcuni punti il percorso costeggia dei pendii piuttosto ripidi, con terreno alquanto scosceso. Non adatto quindi a chi soffre di vertigini. Buona tecnica di guida e controllo perfetto della propria bici sono fondamentali. Si parte dal parcheggio dell’ufficio turistico del Consorzio Valle del Chiese, situato nel paesino di Cologna, e si inizia percorrendo la stupenda pista ciclabile della Valle del Chiese fino a poco prima di Cimego, per proseguire poi in salita su di un tratto sterrato, itinerario prediletto dal ciclismo transalpino per i tour

che vanno a Passo Giovo. Anziché imboccare la Valle di Ledro, il Giro dei Funamboli vira invece verso Passo di Rango su un sentiero che, prima in piano, poi con una salita piuttosto ripida e infine di nuovo in piano e leggermente in discesa, raggiunge il valico. Un percorso formidabile con molto flow per biker esperti e abili. A Passo di Rango si riprende a salire su di un sentiero sterrato, svoltando poi sull’ambizioso trail che taglia la strada sterrata in direzione Rango (alternativamente si può percorrere quest’ultima). Giunti in valle, uno stretto sentiero asfaltato conduce al soleggiato altopiano di Rango, che offre una magnifica vista sulla Valle del Chiese. Infine a Rango si lascia la strada principale. All’inizio sembra di attraversare una proprietà privata ma dopo la curva, su un piccolo prato a margine del bosco, si intravede il cartello consumato dalle intemperie che punta in direzione della Chiesa di San Lorenzo. Questo tratto di Valle del Chiese è davvero unico nel suo genere: il sentiero stretto, abbastanza ripido, sempre ricoperto di uno spesso manto di foglie, scende attraverso un bosco di faggi, su un terreno costellato di massi levigati che è meglio aggirare. Ambizioso da un punto di vista tecnico, ma comunque fattibile. Dalla Chiesetta di San Lorenzo, nascosta tra gli alberi, costeggiando i muretti a secco, si prosegue su un sentierino in discesa che serpeggia nel verde e, attraversata l’ultima gola rocciosa, giunge in valle, al fiume Chiese. Qui si riprende la pista ciclabile che ritorna fino a Cologna. Complessivamente questo giro non troppo difficile offre il massimo divertimento e fa vivere emozioni che non si dimenticano facilmente. In poche parole: assolutamente consigliato.

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Val del Chiese

Un anno a Cimego Carla Girardini, Pro Loco di Cimego

Malghe, polente, tradizioni: con i suoi eventi la Pro Loco di Cimego mette in mostra il volto più autentico del suo territorio

Anche per il 2019 la Pro Loco di Cimego ha steso il programma ufficiale; la sua presenza preziosa è tuttavia percepibile in tante altre piccole attività che, seppur non menzionate ufficialmente, sono altrettanto da apprezzare. Il primo appuntamento è in calendario per la fine luglio, esattamente il 28 luglio con “Caino in festa”. Questa iniziativa si svolge nella bellissima “piana” dell’ex Malga Caino, ora trasformata in agriturismo. L’evento è sempre molto seguito, soprattutto dalle famiglie con bambini; i più piccoli possono infatti muoversi e divertirsi in tutta tranquillità e sicurezza. Il programma avrà inizio con la celebrazione della Santa Messa, alle ore 11.00, a

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cui seguirà pranzo con la famosa polenta carbonera; il pomeriggio sarà quindi animato da numerosi giochi per bambini organizzati dalla Pro Loco e dal Corpo dei vigili del Fuoco di Cimego. Il 17 agosto il paese prende vita con la tradizionale “Festa del fuoco e delle polente”: gli antichi androni del borgo medioevale di Quartinago saranno ravvivati da antichi mestieri; i visitatori potranno gustare i prodotti locali e, a partire dalle 19.30, ci sarà la distribuzione delle polente “carbonera” e “macafana”. Un gruppo “Etnofolk” animerà la festa assieme ad affascinanti personaggi che si potranno incontrare nei vicoli del Borgo. La serata proseguirà fino

a tarda notte e si concluderà con il tipico “Ballo delle streghe”. Altro appuntamento da non perdere sarà l’11 novembre, festa del Patrono della comunità di Cimego, San Martino. La Sagra di San Martino, porta in scena antiche tradizioni senza mai perdere il gusto di rinnovarsi, cercando di dare voce alla comunità attraverso diverse attività. Un evento unico, capace di fondere l’elemento religioso con l’aspetto folcloristico; in concomitanza si svolgerà anche il tradizionale concerto della banda. Chiudono in bellezza l’anno i famosi “mercatini di natale” che hanno luogo nell’antico borgo di Quartinago dal 25 novembre al 23 dicembre 2019, ogni fine settimana. Le vecchie cantine, gli androni si animeranno come un tempo. In sottofondo non possono mancare cori e musiche natalizie. Il tutto in attesa della comparsa delle leggendarie streghe di Cimego che allieteranno le serate con i loro balli e rituali incantevoli e misteriosi.


Eventi futuri

Notte di note Bolbeno 10 agosto 2019

Degustando l’Oltresommo Nosellari-Oltresommo 14 luglio 2019 Sorprese tra i boschi dell’Oltresommo Un’esperienza multisensoriale quella proposta da Degustando l’Oltresommo, la camminata tra i boschi lussureggianti di vegetazione degli Altipiani Cimbri. Il percorso attraversa un antico mulino e una segheria, passando per i borghi di San Sebastiano, Tezzeli, Cueli, Carbonare, Pra di sopra e Nosellari. È una passeggiata adatta a tutti, alle famiglie, ai gruppi e anche a chi non ha più vent’anni. In particolare per i bambini è una vera e propria aula didattica all’aperto, dove il racconto degli abitanti, che si incontreranno lungo il cammino, farà rivivere come in una fiaba, il mondo della pastorizia, il lavoro della segheria veneziana del Mein e del mulino dei Cueli. L’organizzazione è affidata alla Pro Loco Nosellari-Oltresommo, che è riuscita nel difficile intento di crea-

re una perfetta sinergia tra le diverse associazioni presenti nelle frazioni dell’Oltresommo: Giovani San Sebastiano, Associazione Maso Tezzeli, Noi dei Cueli, Giovani Carbonare, Circolo Culturale Sportivo Nosellari. Gli organizzatori, infine, per questa edizione, hanno voluto che questa manifestazione sposasse quanto più possibile la sostenibilità ambientale, eliminando la plastica, soprattutto di bicchieri e stoviglie “usa e getta” e organizzando lungo il percorso dei laboratori di riuso creativo dedicati ai bambini. L’invito a partecipare domenica 14 luglio alla “Degustando l’Oltresommo”: la partenza è prevista per le 08.30 dalla frazione di San Sebastiano. Nella frazione di Nosellari, tappa finale della manifestazione, è possibile fruire di un servizio navetta a partire dalle 07.30 che porterà alla partenza. Le prenotazioni possono essere effettuate presso l’APT di Folgaria e di Lavarone.

Come da tradizione, “Notte di note” torna a illuminare le strade di Bolbeno, il sabato precedente ferragosto. Giunto alla sua 24°edizione, l’evento è gestito dalla Pro Loco di Bolbeno che, anche quest’anno, si fa promotrice delle numerose iniziative organizzate per allietare turisti e abitanti del luogo attraverso la valorizzazione del territorio. La musica animerà vie e piazze del paese fino a tarda notte e sarà il sottofondo ideale per portare in scena antichi mestieri e rinomate tradizioni. Si potrà passeggiare ammirando gli intarsi nel legno di un abile fabbro, la costruzione di rastrelli e sorseggiare grappe locali. Non mancheranno le proposte culinarie tipiche. Musica, antichi mestieri e cucina tipica: questi sono i veri protagonisti di Notte di note. Un evento che, proprio per l’impegno profuso da parte della Pro Loco riscuote ogni anno un incredibile successo. Info: www.prolobolbeno.it FB Pro Loco Bolbeno

I n f o : w w w. n o s e l l a r i o l t r e s o m m o . i t P a g i n a F B D e g u s t a n d o l ’O l t r e s o m m o Centopaesi - estate 2019| 29


Eventi futuri

La Regola Granda di Faedo Faedo 20 | 21 luglio 2019

Fiori e colori 2019 Cles luglio | agosto 2019 L’estate a Cles tra natura ed eventi Il centro storico di Cles si prepara per una consueta tradizione, giunta ormai all’ottava edizione: la trasformazione del suo piccolo centro storico in un delizioso giardino fiorito, una incantevole cornice che fa da sfondo a un’estate densa di eventi e proposte per tutti coloro che desiderano immergersi nel centro della vita cittadina, per l’occasione chiuso al traffico. Il programma si prospetta ricco di incontri e attività, dalle tradizionali sagre rionali all’appuntamento con il concorso canoro CantaCles, promosso dal Consorzio Cles Iniziative, giunto alla sua 15° edizione, che ha portato alla ribalta del panorama musicale trentino giovani cantanti. Si terranno inoltre gustosi eventi gastronomici, attività didattiche per i bambini, animazioni e intrattenimento. I

negozi di Cles saranno aperti i martedì sera (come da calendario eventi scaricabile online da metà giugno); ci sarà inoltre la possibilità di visitare alcuni monumenti e chiese del paese, come il Palazzo Assessorile con i suoi affreschi e le chiese di San Vigilio a Pez, San Tommaso a Dres e dei Ss. Pietro e Paolo a Maiano. Il 14 e 15 agosto l’appuntamento è con la sagra per la celebrazione di S. Maria Assunta, patrona della borgata. Fulcro della tradizione è la popolare processione per le strade del paese con il Gruppo Bandistico Clesiano che, ogni anno, propone uno spettacolo ad hoc per la serata, a cui si accompagnano cene con pietanze tipiche preparate dai vari gruppi rionali. L’estate a Cles si concluderà con la rinomata Festa dello Sport clesiano, giunta alla 28° edizione: un’occasione per prendere parte a quattro giorni di incontri, attività sportive e divertimento per tutta la comunità.

Pagina FB Pro Loro Cles 30 | Centopaesi - estate 2019

La Pro Loco di Fedo, in collaborazione con le associazioni locali organizza “La Regola Granda”. La manifestazione ritorna per allietare l’estate con un week end ricco di proposte per tutti i gust, un vero e proprio tuffo nel passato alla scoperta delle tradizioni e dei costumi di un tempo. E per sentirsi dentro la storia sarà possibile indossare i veri abiti di epoca rinascimentale! Due giorni all’insegna della scoperta dei vini, della storia e delle tradizioni offerte dal territorio. I più curiosi potranno assaggiare alcune prelibatezze di un tempo cucinate dai volontari di diverse associazioni. Per rendere ancora più suggestiva e unica l’atmosfera il calendario è ricco di eventi: concerti musicali e spettacoli teatrali allieteranno gli ospiti durante l’evento estivo più atteso a Faedo. Info: www.unplitrentino.it FB Pro Loco Faedo


Marco in Strada Marco di Rovereto - 26 | 27 luglio 2019 Un viaggio enogastronomico che abbraccia Trentino ed Emilia Romagna Ciò che rende orgogliosa la Pro Loco di Marco di Rovereto in Vallagarina è il grande successo ottenuto da Marco in Strada, arrivato quest’anno alla sua terza edizione, ma che porta in scena sempre qualche novità. Vuole essere sì una tradizione, ma anche un’occasione unica per accogliere l’ospite col calore tipico del nostro territorio. Lo scopo di questo evento è quello di dare vita al centro storico del paese, animare vie e viuzze, portici e corti: creare dei piccoli ma accoglienti salotti a cielo aperto, sotto le stelle e godere di momenti di convivialità. Si avrà occasione di assaporare i gusti della tradizione enogastronomica locale attraverso i piatti tipici del nostro territorio. Si tratta di una manifestazione quasi unica del suo genere, che quest’anno andrà in scena nei giorni 26 e 27 luglio. In queste due giornate nella fra-

zione c’è grande fermento, e chiunque può usufruire dei servizi che le varie associazioni del paese di Marco mettono a disposizione. Non può mancare una cucina ricercata, buona musica per tutti i gusti, e non dimentichiamo il divertimento che è lo scopo principale dell’evento. Oltre alle associazioni presenti a Marco, altra protagonista è la Pro Loco di Bazzano (BO) che, gemellata con la frazione, non può certo mancare ad un appuntamento così importante. Per mettere in piedi questa grande manifestazione, la Pro Loco di Marco lavora oramai da mesi insieme a tutte le associazioni e all’amministrazione comunale. La grande collaborazione di tutti i volontari forma una forza lavoro il cui risultato parla da solo. È un evento che non lascia nulla al caso: L’ospite trova da mangiare, ascolta la musica, può godere

delle bellezze delle mostre, i mercati a Km 0 e tanto altro ancora. L’itinerario culinario proposto ha un punto di partenza ed un punto d’arrivo esemplificato in una mappa che viene consegnata a ciascun ospite: si parte dall’aperitivo, per passare poi ai primi piatti, al secondo e si conclude con i dolci, mentre la Pro Loco di Bazzano è pronta per portare all’assaggio i piatti tipici della cucina emiliana. Ma vi starete chiedendo: tutto qui ciò di cui è capace la Pro Loco? No, assolutamente. Perché mentre i vostri palati assaporano i piatti cotti al momento, ecco che in ogni punto di ristorazione potrete trovare la musica che allieta la serata, da gruppi anni 70-80-90, alla musica da ballo e liscio. Quest’anno inoltre la Pro Loco ha voluto aggiungere anche il mercato a KM 0, dove le piccole aziende agricole offriranno i loro prodotti. Prima di lasciare la frazione, passate da loro, perché non potete lascarvi scappare queste squisitezze locali.

I n f o : w w w. u n p l i t r e n t i n o . i t Pagina FB Pro L oco di Marco Centopaesi - estate 2019| 31


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Centopaesi 2 2019  

Centopaesi 2 2019  

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