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Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) Art. 1 comma 1 LO/MI - N. 1gennaio 2014

“organo ufficiale ENCI”

gennaio 2014

SHIBA - DOGUE DE BORDEAUX - THERAPY DOG - PROVE SERBIA


SOMMARIO

Il carisma dello Shiba Giuseppe Biagiotti Oltre la passione

“Ecco il Dogue de Bordeaux” Massimiliano Ravaglioli

Cani e lupi, la discussione continua Elizabeth Pennisi

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La sedia di Lulù Marina Casciani Olimpiadi Bulldog e Bouledogue Marina Canestrale

Le classifiche del TOP DOG sono visibili sul sito dell’ENCI

Campioni in www.enci.it I campioni sono sul sito ENCI in questo modo si avrà un'informazione più diffusa.

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Fantom, Queen e gli altri Simona Spotti

La dieta e la salute Stefano Spagnulo

36 Spitz e Bobtail sul podio Anna Laronca

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“Io e i Norfolk, storia di noi” Giuseppe Alessandra

Notizie ENCI

7 8 14

Norfolk, come un folletto Elisabetta Setnikar

La colpa e le paure Marcello Chionaky

34 Cremona fa da esempio Gianercole Mentasti

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Discutere ma non cambiare Gianni Vullo

Ricordi lontani

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22 24 26 27 28

39 Il volo della cinofilia Lidio Riva 40 Lugo comincia col record Roberto Aguzzoni 42 Nis, starne e campioni Paolo Verdiani 45 Il giudice e le beccacce Lidio Riva 46 Solo Burgos incontra Leonardo Turchetta 47 I campioni del Passatore Roberto Aguzzoni 48 CAE1, a Padova 26 “buoni cittadini” Rossella Scarso

CHI E DOVE

49 I club 54 I successi 62 Gli allevatori PER I GRUPPI CINOFILI

Si informano i Gruppi Cinofili ENCI che all’interno de “I Nostri Cani” sono disponibili gratuitamente pagine dedicate ai resoconti delle Esposizioni Internazionali e Nazionali. Per avere informazioni riguardanti gli aspetti tecnici e le modalità d’invio, contattare la redazione: redazione@enci.it - tel. 0270020358

Calendario esposizioni e prove in www.enci.it


La razza è stata proclamata “Monumento Nazionale”

Il carisma dello Shiba Ama il gioco e le novità, odia la solitudine e la noia. In casa... Chi ha avuto modo di incontrare uno Shiba Inu nell’osservare le sue ridotte dimensioni non ha potuto che meravigliarsi del suo stile fiero, imperioso e sobrio, dignitoso anche se posto tra cani di taglia grande. Date le sue ridotte dimensioni, è inevitabile paragonarlo a piccole razze più comuni e maggiormente diffuse, il suo carattere fiero, lo rendono unico tra i cani di piccola taglia: con sobrietà, discrezionalità e fierezza racchiude in sé tutto il fascino del Grande Oriente. Contrariamente a quel che si potrà pensare è una razza antica e con un patrimonio genetico non manipolato dall’uomo. Circa 7000 a.C. gli antenati delle moderne razze native giapponesi accompagnarono le prime migrazioni verso il Giappone. Gli scavi archeologici dimostrano che il popolo dei Jomonjin aveva al seguito piccoli cani di taglia compresa fra i 36 e i 41,5 cm. Verso il terzo secolo a.C. una nuova ondata migratoria si diresse verso il Giappone, con al seguito i loro cani. Questi cani si fusero con i discendenti dei cani Jomojin dando origine alla morfologia che noi oggi conosciamo: testa triangolare, orecchie erette e coda arricciata ricurva sulla groppa.

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Successivamente la corte di Yamato stabilì che il mantenimento e la conservazione della tipicità nelle razze native era un dovere nazionale, poiché costituivano parte integrante della cultura giapponese. Sebbene il Paese fosse rimasto a lungo isolato, tra il XVII e il XVIII secolo, alcuni cani europei e cinesi arrivarono in Giappone e si incrociarono con i ceppi delle razze native presenti nelle aree più popolose. Invece i ceppi presenti nelle zone più inaccessibili si conservarono in purezza. La creazione nel 1932 dell’Associazione per la Conservazione del Cane Giapponese denominata “Nihon Ken Hozonkai” chiamato anche NIPPO, determina il riconoscimento dello Shiba da parte del governo Giapponese come “Monumento Nazionale” nel successivo anno 1936. Grazie a questo riconoscimento si pensa che la razza sia ormai fuori pericolo, ma la Seconda Guerra Mondiale con il suo strascico di orrori arriva ancora una volta a farla quasi estinguere. E’ a partire dal 1948, con la ripresa delle attività NIPPO, che gli allevatori giapponesi raccolgono le superstiti linee di sangue per ristrutturare e salvare la razza.

ABILI CACCIATORI I discendenti degli originali ceppi delle razze native si svilupparono in 6 differenti razze comprese in 3 differenti taglie. Esse le identifichiamo nell’Akita (taglia grande), Kiushu, Hokkaido, Shikoku, Kai (taglia media), e lo Shiba (taglia piccola). Tutte queste razze sono da caccia, ma ognuna specializzata per differenti selvaggine e stili di caccia – lo Shiba era ed è il cane specializzato per i piccoli uccelli e i conigli, e talvolta anche per il gallo cedrone: il gallo cedrone giapponese non ha la vasta diffusione di quello presente in Europa, ma è una preda assai difficile, perché ostinato

TAGLIA E PESO Altezza al garrese Maschi circa 40 cm Femmine circa 37 cm. Peso Tra i 7 ed i 11 kg.


ed è un avversario dall’indole fortemente selvatica e combattiva. Il metodo giapponese di caccia non prevede che il cacciatore indirizzi il cane in una zona di cerca, o di emanazione o dia ordini per il recupero della selvaggina. Gli Shiba cacciano abitualmente in coppie formate da un maschio e una femmina; essi, seguendo una traccia, girano scambiandosi vicendevolmente la pista, e cercano la selvaggina servendosi del loro istinto. Sono accaniti e intrepidi cacciatori “da penna”, e nella cerca usano sia l’olfatto che la vista ma non sono specializzati nel riporto. Sono abili nel seguire le tracce di conigli e scoiattoli e sono in grado anche di inseguirli e catturarli con mirabolante velocità e agilità.

LO STANDARD L’attuale standard di razza è stato pubblicato soltanto il 16 Giugno 1992. Lo Shiba Inu (il cui nome proviene da una forma dialettale della provincia di Naguro che significa “piccolo cane” è al tempo stesso il più piccolo e il più antico tra gli Spitz Giapponesi Di struttura rettangolare (11/10), molto bilanciato e muscoloso, con orecchie

erette, con occhi obliqui, muso “rastremato”, e pelo di guardia rustico. Sia i maschi che le femmine possiedono grande vigore e sobria eleganza. Nessuno Shiba dovrà mostrare caratteri rozzi o troppo leziosi, mentre dovranno essere evidenti ovvie differenze di dimorfismo sessuale. Soprattutto l’impressione che ne dovremmo trarre sarà di uno spirito ardito, di un buona indole, sempre vigile e attento, e molto agile. Lo Shiba è una razza “naturale” sia nello spirito che nella costituzione fisica. Possiede un temperamento fiero e leale, con grande personalità ha un forte carisma, ma soprattutto è molto intelligente. Lo Shiba ama il gioco e le novità, è un compagno allegro e giocherellone per i bambini. Ha una natura indipendente e può essere riservato verso gli sconosciuti ma è leale ed affezionato a chi si guadagna il suo rispetto.

IL CARATTERE E’ una razza che odia la noia e la solitudine. Se abbandonato a se stesso mostra il peggio della propria indole: diventa caparbio, dispettoso, freddo e ombroso. Uno Shiba amato, al contrario, ha un tempera-


COLORE Rosso, nero-focato, sesamo, sesamonero, sesamo-rosso Definizione del colore sesamo: sesamo: uguale miscela di peli bianchi e neri sesamo nero: più peli neri che bianchi sesamo rosso: colore di base rosso, miscela con peli neri Tutti i colori di cui sopra, devono avere l’“URAJIRO” “Urajiro” = pelo biancastro sui lati del muso e sulle guance, sul lato inferiore della mascella e collo, sul petto e stomaco e la parte inferiore della coda, e nella parte interna degli arti.

nella caccia, in zone fredde e montuose, il nostro cane ha un carattere fiero e determinato, tanto da venir impiegato perfino nella ricerca dell’orso. Parliamo perciò di un cane sicuramente coraggioso, ma anche estremamente vigile ed a volte diffidente; sola caratteristica, di fronte ad animali grossi e selvaggi, che poteva garantire la sopravvivenza. Può dimostrarsi, nei confronti degli estranei, particolarmente cauto nel lasciarsi avvicinare, quanto meno inizialmente. Tuttavia tale atteggiamento non deve mai sfociare in eccessiva diffidenza o, peggio, paura (grave difetto da penalizzare sia a livello espositivo sia in riproduzione). Abituato a cacciare in muta, non ha alcuna difficoltà a convivere con altri cani, gatti o eventuali “inquilini” che possiate avere in casa.

L’EDUCAZIONE mento vivace, allegro, leale e naturalmente educato. Tendenzialmente competitivo verso gli altri cani, lo Shiba tende ad essere però molto rispettoso delle gerarchie. Sono temerari e temibili durante gli inseguimenti dei piccoli animali o uccelli, ovvero quegli stessi animali per cui in Giappone è un famoso cane da caccia! Per capire a fondo il carattere dello Shiba è necessario ricordare e conoscere le sue antiche origini. Utilizzato come ausiliario

Le sue ridotte dimensioni non devono far pensare ad un cane giocattolo; i giapponesi lo definiscono “un grande cane in una piccola scatola” proprio per il suo potenziale e la sua grande versatilità. Caparbio ed intraprendente, metterà più volte alla prova la nostra pazienza. Dovremo fargli capire che siamo noi a comandare, abituandolo alle situazioni non gradite, in modo graduale, ma costante. La chiave del successo con lo Shiba è evitare gli eccessi:

sia il permissivismo che il troppo rigore. I risultati non tarderanno ad arrivare, e riuscirete ad istaurare con il cane un rapporto eccezionale, che renderà la vostra convivenza piacevole e serena. Non dimentichiamo che, a dimostrazione della sua addestrabilità, nei Paesi in cui è più diffuso viene spesso utilizzato nelle prove di Agility Dog. Altra peculiarità dello Shiba, sicuramente non comune, è la sua innata attitudine alla pulizia. Sin da molto piccolo, si dimostra particolarmente incline a non sporcare nel luogo in cui dimora. Basterà consentirgli un numero sufficiente di uscite all’aperto nell’arco della giornata perché il cucciolo non sporchi più in luoghi indesiderati, risolvendo così l’inevitabile problema di chi condivide l’appartamento con un cane. A tale proposito è bene ricordare che lo Shiba si adatta facilmente a vivere in casa come all’aperto, anche in climi molto freddi, in quanto protetto da un denso sottopelo. Un punto che lo accomuna con i suoi simili è che, lasciato solo per gran parte della giornata, tende ad intristire ed a diventare particolarmente indipendente e distaccato. E’ perciò fondamentale ogni giorno dedicare un po’ di tempo al nostro amico a quattro zampe, anche perché riceveremo da lui molto di più di quanto gli daremo. Giuseppe Biagiotti


i nostri

Cani

Anno 60 num. gennaio 2014

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LE NOSTRE INTERVISTE

Giuseppe Biagiotti

Oltre la passione Selezione, ricerca e lavoro di squadra hanno garantito il successo Il primo amore è stato un Malamute e poi sono arrivati i piccoli folletti: come mai? La decisione di dedicarmi all’Allevamento degli Alaskan Malamute si è concretizzata nel 1984. Fui attratto dall’Alaskan Malamute perché poderoso, ben costruito, imponente, ed elegante. La struttura solida, l’eleganza, l’espressione fanno di questo cane un quadro vivente. In quegli anni l’Alaskan Malamute non era una razza molto diffusa e la mia ricerca di soggetti fu da subito orientata negli USA da cui importai diversi cani dai quali ottenni diverse linee di sangue su cui lavorare. Da allora ad oggi moltissimi soggetti di grande pregio e valore si sono susseguiti nella storia dell’allevamento diventando protagonisti della cinofilia italiana, europea ed internazionale tanto che la linea di sangue “Del Biagio” può essere oggi facilmente riscontrabile attraverso l’analisi di moltissimi pedigree. Nel 1994 durante un’esposizione ebbi a conoscere per la prima volta da un Giudice americano un cane di piccola taglia, dal carattere, orgoglioso ed indipendente dotato di forte personalità: fu così che conobbi lo Shiba Inu. Mi prodigai affinché nel nostro “branco” ci fosse anche un piccolo Shiba. Le sue eccellenti doti caratteriali che lo rendevano “Grande” tra i cani del “grande nord” mi portarono a comprendere che la convivenza delle due razze in allevamento avrebbe caratterizzato un connubio per me indissolubile nel tempo. Una vita in cinofilia: passione, fatiche, soddisfazioni, cosa metterebbe sulla bilancia? I risultati conseguiti attraverso la passione e le fatiche hanno radici che nascono dalla personale volontà di voler dare da sempre serietà e concretezza alla selezione. L’attività che nel tempo ho posto in essere mi ha portato ad affrontare scelte che hanno influenzato non solo la mia vita ma anche quella della mia famiglia. Ho così scelto sin dall’inizio di abbandonare il mio lavoro per dedicarmi a tempo pieno all’attività di allevatore e selezionatore di Alaskan

Malamute e Shiba Inu trascinando in ciò tutta la mia famiglia, che con corale interesse mi ha pienamente supportato consentendomi di allevare e vivere per queste razze nel modo migliore. Parimenti alla ricerca morfologica e caratteriale, abbiamo posto al centro della selezione la salute di ogni singolo cane sottoponendo i nostri soggetti a rigidi controlli diagnostici e di analisi biologiche mediante prelievi e test del DNA. L’allevamento può vantare importanti successi, nelle principali manifestazioni cinofile mondiali, sia in Europa che negli USA patria del Malamute, che nelle principali rassegne cinofile in campo internazionale con soggetti universalmente riconosciuti come riferimento per la razza, rendendo piena testimonianza dell’eccellente lavoro svolto. 107 Best in Show per quanto riguarda la razza Alakan Malamute e 10 Best in Show per quanto riguarda la razza Shiba Inu oltre che 20 Campioni del mondo, 29 Campioni europei e centinaia di titoli e Campioni internazionali difficilmente elencabili in poche righe.

tiva bensì come l’insieme di quelle attività di supporto alla sopravvivenza delle popolazioni artiche. Essendo un’attività quotidiana di sopravvivenza il rapporto ed il legame uomo-cane era una relazione unica e indissolubile: l’uomo senza la slitta ed il suo cane avrebbe perso ogni possibilità di sopravvivenza in quell’ambiente ostile. Lo sleddog diventa sport soltanto tra la fine dell’’800 ed i primi anni del ‘900 con l’arrivo dei “bianchi” nelle immense distese dell’Artico. Ciò che ha da sempre caratterizzato gli amanti dello sleddog, non solo praticato a livello agonistico ma anche amatoriale, è costituito da questo forte legame tra l’uomo ed i suoi cani. Da anni in qualità di Presidente della Sezione di razza Alaskan Malamute e di vice Presidente del Club Italiano Razze Nordiche mi adopero affinché vengano organizzati eventi che avviino i proprietari non solo allo sleddog ma anche ad attività quali il dog-trekking, più facile ed elementare da praticare, proprio per rinsaldare quell’antico legame uomo-cane.

Se dovesse dare dei consigli su queste due razze, cosa direbbe? A chi desidera acquistare un cane e ha scelto di portare a casa un Alaskan Malamute o uno Shiba Inu suggerisco sempre di affrontare questo nuovo percorso di vita con consapevolezza. E’ importante documentarsi sulla razza comprenderne la naturale propensione e le specificità affinché si possa essere certi che la scelta sia quella che maggiormente si attaglia alle nostre esigenze e che possa non deludere le nostre aspettative. L’azione di un buon allevatore non sarà mai quella di indurre all’acquisto di un cucciolo, semmai sarà quella di documentare e di rendersi disponibile affinché si comprendano le caratteristiche e le esigenze della razza.

Tanti Campioni sui ring mondiali : darebbe qualche consiglio sulla preparazione alle esposizioni? A chi intende rivolgersi ai ring espositivi posso suggerire che sarà importante abituare il soggetto a essere “manipolato” ed a tollerare la presenza di persone e di altri cani in ambienti spesso affollati. Tuttavia non posso che ribadire la necessità di dedicarsi al proprio cane quotidianamente affinché cresca sano e con un temperamento equilibrato. Perché un soggetto possa dare il meglio di sé sul ring occorre infatti che sintetizzi non soltanto gli aspetti morfologici della razza e che sia al top della forma fisica ma che possa essere libero di esprimersi in naturalezza, fierezza e stile, e ciò vale tanto per l’Alaskan Malamute quanto per lo Shiba Inu. Il comportamento di un soggetto sul ring sarà la sinergia e la sintesi del rapporto creato tra cane e il suo conduttore.

E per descrivere lo sleddog che lei ancora pratica? Lo sleddog non nasce come disciplina spor-

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Intervista a Raymond Triquet, creatore del nuovo Standard

“Ecco il Dogue de Bordeaux” Come si è giunti alle diverse modifiche. Il compito degli esperti giudici Il prof. Raymond Triquet, fin dai primi anni ‘60 ha contribuito in modo determinante alla ricostruzione della razza. Considerato da tutti gli appassionati per questo motivo il “padre” del Dogue de Bordeaux, il prof. Triquet nel 1970, già presidente della Société des Amateurs de Dogues de Bordeaux, redasse un nuovo Standard più chiaro e dettagliato sulla razza, con la collaborazione del dott. Maurice Luquet, pubblicato nel 1971. Il proprio impegno sostenuto dai suoi collaboratori, verso la metà degli anni ‘70, ha significato un importante aumento nella diffusione del Dogue de Bordeaux in Francia e, di conseguenza, molto probabilmente, la salvezza della razza. Professore, quando nasce l’esigenza di aggiornare uno Standard e pertanto quali tipi di evoluzioni può subire una razza? Dunque... riformulazione dello Standard. Quando iniziai ad interessarmi del Dogue

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de Bordeaux nei primi anni ‘60, lo Standard era impreciso e soprattutto comprendeva delle esagerazioni pericolose per la razza come ad esempio il “prognatismo del mascellare inferiore di almeno 1 cm”, oppure la “circonferenza della testa superiore all’altezza al garrese”. Questo nuovo Standard è servito da modello per lo Standard ufficiale della FCI adottato a Gerusalemme nel giugno del 1987 e la cui definizione è: “Descrizione metodica dell’archetipo”, vale a dire il modello ideale verso il quale tutti gli allevatori dovrebbero tendere. Recentemente (2004 - 2006) ci sono state delle precisazioni sullo Standard per evitare gli ipertipici, pertanto: teste “mostruose” che superano di circonferenza largamente (20%) l’altezza al garrese, fronti che sovrastano il muso, pieghe della pelle ridondanti, in particolare dietro il tartufo oppure dietro le arcate sopraciliari e, il cuscinetto sulle guance che frontalmente

dona al cane l’aspetto di un orangotango. La comparsa di un Dogue de Bordeaux marrone (color cioccolato) e delle macchie bianche invadenti, ci hanno condotti a precisare nel paragrafo “colore” che il Dogue de Bordeaux è spesso, in verità, “carbonato di marrone”. Per meglio dire, ogni pelo presenta una zona fulva o sabbia e una zona marrone. Non è mai marronecioccolato, con peli completamente marroni sulla totale lunghezza. Questo mantello nella razza non è mai esistito ed è geneticamente molto differente dal mantello carbonato (agouti). Per questo motivo costituisce un difetto da squalifica. Si notano nei ring esemplari non omogenei. È possibile uniformare un criterio di giudizio tra gli esperi di razza, che dia un’ulteriore indicazione selettiva, oppure è comunque necessaria una distinzione di opinione tra i Giudici? I Dogue de Bordeaux non sono esatta-


mente omogenei. Quando mi sono impegnato a fondo nella rinascita del Dogue de Bordeaux, la razza era molto eterogenea, erano presenti esemplari “Bordolesi”, “Tolosiani”, di “Saint Hubert” (Saga du Dogue de Bordeaux). Grandi progressi sono stati fatti fino ad oggi, ma ci sono ancora certi soggetti che mancano di tipicità mentre al contrario, troviamo delle esagerazioni: musi troppo lunghi o troppo corti, teste rotonde non trapezoidali (caratteristica, spesso poco sanzionata dai giudici), costati piatti, cani alti sugli arti o al contrario troppo bassi a terra. Tuttavia bisogna osservare che una perfetta omogeneità sarebbe catastrofica per una razza. La razza deve conservare una certa diversità genetica, come ho già detto nel mio “Dizionario Enciclopedico”: “La razza non è un’addizione di copie conformi”. Quanto alla “diversità di opinioni” dei Giudici è un’altra questione. I giudici non devono preferire uno o quell’altro tipo, dovrebbero rispettare lo Standard e per questo cominciare con il conoscerlo a fondo, cosa che suppone una solida formazione. Occorre che non si lascino trascinare dalla “moda” e non giudichino i cani come se fossero solo delle statue. Bisogna invece esaminare il Dogue in azione come facciamo nel Club del Dogue de Bordeaux in Francia durante il test del movimento, che ritengo molto utile per la razza. Professor Triquet nel suo libro, La Saga du Dogue de Bordeaux, lei scrive: “Molossoide brachicefalo, tipicamente concavo”. Con il termine “concavo” o celoide, desiderava indicare soltanto i profili della testa, quindi nel comportamento degli assi cranio-facciali convergenti, oppure attenendosi al concetto di “alloidismo” si riferiva all’insieme dei profili e pertanto anche quelli del dorso? La costruzione di razza è quella di un molossoide tipicamente concavo, in tempi antichi utilizzato per la caccia all’orso e al cinghiale (Les Alans de Gaston Fébus) e nei secoli XVIII e XIX utilizzato per i combattimenti soprattutto nei circhi di Bordeaux (Saga du Dogue de Bordeaux). Il Dogue de Bordeaux è concavilineo (terminologia del Baron) e non solamente nella testa: la schiena tende ad incavarsi, le estremità sono spesse e anche la pelle è spessa (contrariamente ai convessilinei). Attraverso la selezione sono state frenate certe tendenze concavilinee, limitando la predisposizione di piedi eccessivamente in fuori e controllando la linea dorsale che non si presenti troppo cadente come nei Bulldog. Questo è il motivo per cui diciamo che il dorso deve essere “sostenuto il più possibile”.

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“Il Prof. Triquet con uno dei suoi Dogue. Foto tratta dal libro “The Saga of the Dogue de Bordeaux” (Bas Bosch Press)”

dell’avampetto e quindi ad un sbilanciamento del treno anteriore del cane in avanti. Alla luce di quanto detto, ritiene che nella realtà, per un maggior equilibrio del cane, la proporzione lunghezza del corpo/ altezza al garrese sia maggiore di 11/10, oppure è l’angolo della spalla non così vicino ai 90°? Il Dogue de Bordeaux è brachimorfo o brevilineo (vocabolario del Baron). Non è perfettamente armonico (Baron) perché il corpo è leggermente più lungo che alto. Credo che la proporzione lunghezza del corpo/altezza al garrese di 11/10 sia conforme alla realtà. L’angolo di 90° scapolo-omerale lo è certamente meno. Comunque è vero che, di profilo, si mantiene una certa prominenza dello sterno. Professor Triquet, mi piacerebbe ascoltare ciò che più le preme ribadire in riferimento alla razza e alla selezione, che possa essere un’ulteriore indicazione significativa per tutti gli allevatori. Quello che mi auguro? Che si continui a produrre dei Dogue de Bordeaux ben costruiti, attivi, capaci di correre e di saltare di gioia. Evitare gli ipertipi, le “pieghe orrende” come diceva già Kunstler nel 1910, i mostri. Cercare di produrre con tutti i soggetti “eccellenti” e non solo con i Campioni, nel rispetto dello Standard, controllando la qualità del movimento e cercando di allungare l’aspettativa di vita media nella razza. Amate i vostri Dogue, non soltanto per la vanità dei titoli ottenuti, dei premi e del denaro, ma per quello che essi sono. Loro vi ricompenseranno. Massimiliano Ravaglioli (Consigliere Sezione Dogue de Bordeaux del Club del Molosso)

Tuttavia non possiamo negare che nella razza, in alcuni casi, c’è una maggiore tendenza alla sopraelevazione del posteriore a causa di diversi fattori, tra cui un’eccessiva apertura dell’arto pelvico. Lei ha ragione nel dire che l’inclinazione della schiena in avanti è accentuata dagli “angoli troppo aperti delle membra pelviche”, è ciò che gli amatori chiamano “angolazione dritta”. E’ un difetto nel Dogue de Bordeaux che molti Giudici non rilevano. L’incrocio occulto con il Bulldog per accorciare il muso, ha donato nello stesso tempo delle angolazioni dritte e dei dorsi cadenti. Nello Standard viene descritto che l’angolo della scapola rispetto all’orizzontale è circa 45°, mentre l’angolo scapolo-omerale è poco superiore a 90°, comprensibilmente un tale angolo predispone il cane ad una accentuata prominenza sternale, pertanto

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GRUPPO CINOFILO CAGLIARITANO GRUPPO CINOFILO NUORESE

22 e 23 FEBBRAIO 2014 FIERA INTERNAZIONALE DELLA SARDEGNA

VIALE A. DIAZ CAGLIARI INGRESSO PIAZZALE MARCO POLO

SABATO 22 FEBBRAIO 2014 ESPOSIZIONE NAZIONALE NUORO CAC

DOMENICA 23 FEBBRAIO 2014

ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE “CITTA’ DI CAGLIARI” CAC – CACIB

1° TROFEO GEMELLAGGIO DELLE ISOLE SARDEGNA E CORSICA RADUNI: COCKER SPANIEL INGLESE – COCKER AMERICANO MOSTRE SPECIALI: CAPB – SOCIETA’ ITALIANA COLLIES BORDER COLLIE – SHAPENDOES – AUSTRALIAN SHEPHERD BULLDOG – BOXER – ROTTWEILER – CLUB ITALIANO MOLOSSI – CLUB BOVARI SVIZZERI – ALANI – BASSOTTI CLUB ITALIANO RAZZE NORDICHE – CHOW CHOW – BEAGLE BEAGLE HARRIER – DALMATA – KURZHAAR – WEIMARANER SETTER INGLESE – CAO DE AGUA – BOLOGNESE – MALTESE CLUB CANI COMPAGNIA – PICCOLO LEVRIERO ITALIANO GIURIA SUI SITI: www.gruppocinofilocagliaritano.it - www.bremadog.it ISCRIZIONI: GRUPPO CINOFILO CAGLIARITANO - c/o Armeria Grassi Via Baylle 26 – 09124 – CAGLIARI - Tel. e Fax 070 666 976 - On line: www.bremadog.it 1° CHIUSURA ISCRIZIONI 22 GENNAIO 2014 – 2° CHIUSURA 02 FEBBRAIO 2014


L’identità dello standard del Pastore Maremmano Abruzzese

Bastiano al lavoro col gregge

Discutere ma non cambiare Ogni intervento deve convergere ad evitare il rischio di “modernizzazioni” che tradirebbero la razza. L’alibi del lupo La regola fondamentale della Zootecnia, ma ancor prima della Natura, è che l’impiego determina il tipo ed in questo senso il Pastore Maremmano-Abruzzese è cane custode. Quindi chi, se non i pastori, potevano permettersi di definirne coi fatti il formato, la taglia, il tipo, il carattere? Altra regola zootecnica, consequenziale alla precedente, è che le manifestazioni cinotecniche hanno la precipua funzione del controllo e dell’individuazione della rispondenza di un soggetto a quell’impiego cui la razza di appartenenza è deputata; ciò facendo attraverso l’accertamento e l’esaltazione del “modello” che mai deve esser visto ed interpretato come fine a se stesso né, ancor peggio, adattato ai gusti modaioli di una generazione. Lo standard che ancora oggi ci trasciniamo, seppure con delle epurazioni -poche per la verità- decise dalla FCI per omogeneizzarne la nomenclatura con quella di tutti gli altri, sancisce delle misure, delle proporzioni e alcune prescrizioni che non furono inventate, ma rica-

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vate su soggetti che lavoravano con le greggi o che erano stati prelevati dai pascoli. Il primo standard, infatti, è del 1924, epoca in cui la razza era ad esclusivo uso e consumo della pastorizia abruzzese in primis, ma anche dell’Agro romano e del Tavoliere; e non si era ancora diffusa come il vezzo da giardino che divenne a partire dagli anni ’50. Il campione dei soggetti scelti per le indagini morfologiche e comportamentali da parte dei redattori di quel primo standard provenivano quasi esclusivamente da ambienti dove c’erano, non allevatori agonistici, ma lavoratori che selezionavano i loro cani solo in funzione dell’uso. Tra l’altro, il pastore abruzzese di allora (non l’attuale profumato proprietario di greggi affidati ad albanesi o macedoni) sapeva che il cane di cui aveva bisogno doveva essere certamente robusto, ma in grado di scortare le pecore, 24 ore al giorno e 365 giorni all’anno, su tutti i tipi di terreno, spesso impervio, e con qualsiasi condizione climatica. Sapeva anche che un cane eccessivamente grosso, come il

debole per motivi opposti, non sarebbe stato in grado di esprimere le richieste agilità e resistenza di cui abbisogna un cane che scorta gli ovini. Se avesse avuto bisogno di un animale pesantissimo, al limite del linfatico, negli anni ’20 quei cinotecnici avrebbero trovato un altro tipo di razza. Durante le mie escursioni abruzzesi ed anche pugliesi, negli anni ’80, ho osservato proprio questo, cioè che tutti i cani al seguito delle greggi, pur robusti, non erano esagerati come qualche cinofilo abruzzese usava dire e scrivere in quel periodo. Più recentemente, il riscontro l’ho avuto dai pastori siciliani e da quelli silani che selezionano i loro cani con forti ossature e taglie vantaggiose, atte a deterrere, ma senza mai prescindere dalla resistenza né da una certa agilità. Perché diciamolo, senza per questo nulla togliere alla dignità del cane: gli scontri di petto tra cane pastore e lupo sono stati sempre troppo sporadici per indurre l’uomo a selezionare un ausiliario con le caratteristiche idonee al combattimento. Gli unici dati di cui disponiamo


sulle uccisioni di lupi sull’Appennino centrale ce li ha dati l’abruzzese Umberto D’Andrea: dal 1810 al 1924, solo nell’8% delle uccisioni di lupi i cani (sempre in muta e mai singolarmente) avevano avuto un ruolo, primario o comprimario, e in questo 8% dei casi si è trattato sempre di lupi cuccioloni sotto i 10 mesi di età. Detto questo, è vero che oggi esistono cani della nostra razza altissimi, pesantissimi, spesso al limite del linfatismo, che possono avere ragione d’essere in una casa colonica o in un allevamento stanziale, dove i compiti della giornata sono molto simili a quelli affidati in passato al Corso o al Mastino Napoletano, ma nessun pastore avrebbe pensato di poterseli portare con sé durante gli spostamenti stagionali dove pecore e cani dovevano camminare per giorni. Il cane pecoraio bianco è straordinariamente unico perché unico è stato il suo lavoro. Prescindere dalle caratteristiche etniche che ha ereditato dalla pastorizia transumante sarebbe un torto, un tradimento, perpetrato alla memoria di una pastorizia che non c’è più. Naturalmente, ciò non fa accomodare la visione opposta della razza: strutture ossee leggere, testoline di volpe, capacità toraciche striminzite, mantelli da bichon perché neppure queste sono caratteristiche che avrebbero consentito una sopravvivenza nell’ambiente pastorizio. La vociferata idea (o intenzione) da parte di alcuni, nessuno dei quali praticante la “pastorizia transumante”, di volere adattare l’attuale standard ad un ipotetico cane più alto, pesantissimo, con rapporti cranio/ muso alterati, profilo del cranio non più convesso, pelle spessa con giogaia e labbra pendule è un affronto alla memoria dei loro/nostri stessi padri. Ai gusti personali non viene riconosciuto alcun valore scientifico, men che meno al desiderio di alcuni di imporre come modello i cani che si ritrovano per casa. Se si parla di sostituzione di qualche aggettivo di non univoca interpretazione con suoi sinonimi chiarificatori, oppure di ripristinare l’elenco dei difetti (scomparso come d’incanto dallo standard italiano, sebbene mantenuto, giustamente, in quello depositato alla FCI), si è tutti d’accordo, e all’unanimità; andare oltre sarebbe un perseguire interessi privati del momento per poi, cambiata la generazione, avviare ulteriori aggiustamenti. Che qualche soggetto, di varietà pretesamente diversa da quella descritta sullo standard del Maremmano-Abruzzese, non possa aspirare ai massimi onori in esposizione è ben poco sacrificio per la razza che, conservatasi fino ad ora, non può essere stravolta dalle velleità, cadenzate ad ogni decennio, di occasionali possessori a caccia di onori altrimenti irraggiungibili. Qui potrei concludere la mia riflessione

perché l’ENCI e la FCI sanno bene tutto questo, quindi nessun rischio di danno per la razza, ma il chiacchiericcio, anche scritto sui social network, da parte di qualcuno comporta una gravissima perdita di immagine per la razza, soprattutto all’estero, oltre alla ormai classica “perdita di faccia” dell’allevamento italiano in generale, tanto eccezionale quando si tratta di allevare razze straniere quanto pastic-

cione allorché si tratti di ergersi a faro illuminante sulle razze autoctone. Discutiamo e arzigogoliamo su tutto, sarà sempre un bene perché muove l’acqua dello stagno, ma non sminuiamo con discorsi effimeri la concretezza di uno standard. Chi vi lavorò non era certo né stupido né ignorante e l’Ente che lo approvò non era un circolo di bridge. Gianni Vullo


Una allevatrice spiega razza e carattere

Norfolk, come un folletto “Quel giorno al Craft fu amore a prima vista…” e continua ancora perché… Il Norfolk Terrier, originario della contea di Norfolk dalle quale prende il nome, ha le medesime origini del “Norwich”, dato che le due razze differiscono soltanto per le orecchie. Nasce il 22 settembre del 1964, giorno in cui fu approvato lo Standard dal Kennel Club inglese. Nei Paesi europei continentali la diffusione di questo cane è molto limitata. In Italia è in via di diffusione grazie al lavoro di pochi appassionati allevatori. … ma perché desiderare un Norfolk? Facciamo questa domanda diretta e senza tanti giri di parole a Irene Gaslini che con entusiasmo ci risponde. “Per molti motivi ma, direi soprattutto per divertimento. Sono passati circa 25 anni dal mio primo incontro con questa razza, un vero e proprio colpo di fulmine. Fu al Craft di Londra, dove ero andata come cinofila appassionata e, senza nulla togliere a tante altre magnifiche razze canine, i Norfolk mi colpirono profondamente per la vivacità del tutto particolare, la loro empatia col proprietario e il carattere determinato. Fu uno spettacolo indimenticabile vederne così tanti in una volta sola. Erano folletti. Questo pensai dopo averli osservati attentamente. Folletti con le sembianze di orsetti di peluche. Ebbi subito voglia di avere a casa questo piccolo grande Norfolk Terrier – del resto chi di noi non ha sognato almeno una

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volta nella vita di avere un folletto per amico - e così arrivarono, in men che non si dica i miei due primi cani, i capostipiti del mio allevamento”.

I COLORI E LE FORME I Norfolk esistono in varie colorazioni standard che sono: rosso, wheatan e blak and tan che può avere occasionalmente un ciuffetto bianco. Il corpo è corto, forte con ossatura solida pur avendo gli arti corti (25/28 cm al garrese). Il cranio largo ha una mandibola importante e dentatura a forbice ben pronunciata. Le orecchie, a triangolo isoscele rovesciato, circondano gli occhi scuri e vivaci e ricadono verso il tartufo nero e grosso conferendo quell’espressività del tutto singolare e giocosa che mi colpì appena li vidi. Ci racconta. La coda, inserita, portata alta, un tempo recisa ora integra, è gradita in posizione retta. Il pelo duro, con folto sottopelo, deve essere toelettato con regolarità per dare maggior risalto alla forma e alla compattezza del cane.

AGILI E CURIOSI Chi ama cani vivaci e intraprendenti troverà nel Norfolk un amico insostituibile.

La loro agilità, nonostante l’aspetto tozzo, è sorprendete. Sono ottimi saltatori e senza rendervene nemmeno conto li potrete trovare sul davanzale della finestra a guardar fuori mentre state ancora valutando se ci potrebbero arrivare o meno. Ci arrivano! Anche sul tavolo, nonostante sembri altissimo rispetto a loro. Fuori c’è il divertimento, sul tavolo leccornie indicibili e loro vogliono partecipare alla vita in tutti i suoi aspetti. Sono infatti socievolissimi e sempre in cerca di coccole. Per soddisfare questa passione richiamano l’attenzione con la loro voce acuta senza farsi tanti problemi. Ottimi cacciatori sono attratti da qualsiasi cosa si muova: anche un minuscolo moscerino potrebbe catturare la loro attenzione e la vostra… per cercar di capire cosa stia puntando il vostro cane! Come tutti i Terrier generalmente dominanti e rissosi per loro costruzione caratteriale, nonostante la gaiezza del carattere, gli incontri con gli altri cani possono essere un problema di socializzazione in quanto non sempre si sottomettono. Tra di loro Norfolk, però, c’è maggior tolleranza che con soggetti di altre razze. Nonostante le gambette corte sono camminatori instancabili e si divertono molto sia nella neve sia nell’acqua dove si dimostrano abilissimi nuotatori. Socievoli, divertenti, instancabili e vivaci, folletti nell’anima, sono quindi ottimi compagni di gioco per adulti e bimbi, ma


bisogna sempre tener presente che… non sono giocattoli! Il gioco deve essere condotto nel rispetto dell’animale che, avendo un carattere ben deciso, se costretto o infastidito potrebbe ribellarsi e reagire. Molto vivaci e intraprendenti come apprendono con estrema facilità, dispettosi possono altresì in modo abile far finta di aver dimenticato gli insegnamenti e non sentito gli ordini. Questa caratteristica dei Norfolk si nota principalmente se non vengono rispettati i loro spazi territoriali per i quali si intende la cuccia, la guardia ad un oggetto di sua proprietà o del padrone, come l’auto ad esempio. Queste invasioni, anche involontarie potrebbero scatenare una aggressività inaspettata per chi non li conosce bene. Sono molto golosi e mangerebbero ogni tipo di cibo e per questo è necessario fare molta attenzione alla loro dieta perché ingrassano facilmente.

LE CUCCIOLATE “Quando devo decidere per un accoppiamento amo studiare i pedigree a la genealogia conseguita su richiamo di sangue che, a mio avviso, è una delle migliori - ci spiega Irene. Una cucciolata di Norfolk è difficoltosa non tanto durante la gestazione quanto al momento del parto. Spesso si è costretti a ricorrere al parto cesareo. E’ indispensabile quindi provvedere a dare alla femmina in gravidanza una dieta molto equilibrata associata a una regolare e costante attività fisico-motoria.” Il numero dei cuccioli varia da 1 a 5. “Ho riscontrato - ci dice, sempre Irene nelle mie numerose cucciolate, che l’accoppiamento naturale è ancora valido. I Norfolk sono una razza giovane e hanno ancora ritmi biologici naturali, primitivi e soggettivi che se rispettati portano a fecondazione senza dover ricorrere necessariamente alle nuove tecnologie fecondative.”

IN FAMIGLIA I Norfolk sono sicuramente cani adatti a famiglie con bimbi o a persone molto attive e dinamiche che cercano un valido, pratico e instancabile compagno di avventura. Sono sconsigliati, anche se per le piccole dimensioni possono attrarre molti, per le persone anziane o pigre che potrebbero essere messe in difficoltà dalla vivacità innata, presente fin da cuccioli, di questi cani. Irene, grande conoscitrice della razza, dice “Norfolk: un cane per molti, ma non per tutti”… “credo sia la definizione sintetica

corretta per far approcciarsi a questa magnifica razza in modo chiaro. Avere la possibilità di trasmettere la mia cultura e informazione sui Norfolk è un grande piacere e spero che possa anche far sì che venga incrementata la presenza di soggetti di questa razza nelle esposizioni canine dove i miei esemplari, da anni,

sono vincitori di molti titoli. Altresì auspico, dopo tanto impegno e amore spesi nel selezionare con serietà e passione ottimi soggetti, che questa razza non diventi una razza commerciale, di moda, compromettendo così la qualità dei soggetti selezionati”. Elisabetta Setnikar


CH. Endane Swansong

Giuseppe Alessandra e i suoi Campioni

“Io e i Norfolk, storia di noi” Fui il primo ad importarne uno e poi… La mia storia con i Norfolk terrier iniziò per una scommessa, quasi per gioco, quando la cinofilia era ancora romantica e le esposizioni erano anche, e soprattutto, il piacere di incontrare gli Amici ed il confronto nei ring altro non era che una vera verifica zootecnica dalla quale scaturivano qualifiche, dall’eccellente all’abbastanza buono, e classifiche che tutti accettavano con educazione e rispetto. Allevavo già i Boxer dal 1956, e, spesso mi incontravo con Beppe Benelli, grande Signore prematuramente scomparso. Lui tra le varie razze aveva anche i Norwich e devo dire molto belli. Nel 1978 eravamo, come tutti gli anni assieme al Craft, a Londra, e girando tra i ring dei

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terrier vidi i Norfolk e mi venne immediatamente l’idea di acquistarne uno, proprio per avere il piacere di confrontarmi con Lui. Dopo mezz’ora, ancora prima dei giudizi, ero il proprietario felice di un maschio di due anni, Endane Nimrod, che io stesso presentai a quella prestigiosa rassegna cinofila, guadagnando la terza posizione in una classe di circa 15 soggetti. Da allora, nelle esposizioni dove eravamo presenti tra Beppe e me c’era sempre in palio una cena vinta da chi, nel ring d’onore, si sarebbe piazzato meglio dell’altro. Per la storia debbo dire che, proprio alla prima uscita comune, all’Internazionale di Parma il mio cane, nel raggruppamento giudicato da un

Giudice inglese, si piazzò terzo mentre il Norwich di Beppe si perse tra gli esclusi. Mai cena fu tanto gradita e la serata piacevolissima e queste felici occasioni si sono più volte celebrate. Sei mesi dopo, sempre con Beppe eravamo ancora in Inghilterra assieme e andammo a trovare l’allevatrice di Nimrod, dalla quale, nel frattempo, avevo preso una fattrice di tre anni e che ero andato a ritirare. Arrivando fummo colpiti da una bellissima e giovane femmina, non aveva ancora 9 mesi, ed io chiesi subito di poterla comprare. Mi fu risposto che la settimana prima aveva fatto il Migliore di Razza alla Speciale Nazionale del Club e che, assolutamente, non era in vendita. Beppe si appartò con l’allevatrice e dopo un po’ ritornò con la bestiola al guinzaglio e mi disse “tra pochi giorni è il tuo compleanno, questo è il mio regalo”, si trattava di Endane Swansong, detta Suomi. Tre settimane più tardi, in Italia, Suomi vinse il suo primo BIS! Ovviamente le cene successive, pur avendo vinto le pagai sempre io per doverosa riconoscenza nei confronti di chi mi aveva fatto quello splendido regalo. Forte dei risultati ottenuti in Italia e all’estero, nel 1979 andai con i due Norfolk alla mondiale, vincendo entrambi i titoli, e Suomi risultò migliore di razza. Iniziai ad allevarli, facendo pochissime cucciolate, ed altri due soggetti del mio allevamento, ceduti sempre solo ad amici, fecero anch’essi una brillante carriera, vincendo, tra gli altri anch’essi il titolo mondiale. Fui, quindi, il primo a portare in Italia i Norfolk, che incontrarono poi altri estimatori, e Suomi, a mio parere (ma non fu solo il mio), è stata la più bella femmina mai vista nei ring, con un’espressione di razza impressionante, una perfetta costruzione ed un temperamento veramente “Terrier” che la fece trionfare nei ring di tutta Europa. Successivamente ho acquistato due ottimi maschi, uno negli USA ed uno in Finlandia e anch’essi ebbero degli ottimi risultati in tutta Europa, ma nessuno fu veramente Norfolk come Suomi che condivise con me 12 anni della mia vita. Nel 1992 Beppe Benelli morì :non aveva ancora compiuto 55 anni. I miei Norfolk, come ho detto, erano molto legati a lui e mi ricordavano quotidianamente quell’amicizia, fraterna e sincera, iniziata quasi per gioco molti anni prima. Per questo, poco dopo, decisi di regalare a degli amici fidati e che da tempo conoscevo bene i miei ultimi due cani. Uno rimasto in Italia divenendo il beniamino di casa ed uno che emigrò in Francia e che continuò a vincere anche in quel Paese, tanto che la proprietaria si appassionò moltissimo alla razza finendo poi per allevarla. Giuseppe Alessandra


15-16 FEBBRAIO 2014

Doppia Esposizione a Fermo CAC e CACIB

FABRIANO e FERMO Presso centro fiere “Fermo Forum” a Fermo Per qualsiasi informazione seguiteci su

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La prestigiosa rivista Science dedica la copertina di novembre ai cani con uno studio sul DNA antico

Cani e lupi, la discussione continua Dal Regno Unito una nuova lezione sulle origini europee di “Fido”. Le affinità con le ricerche del professor Renato Mariani-Costantini, patologo presso l’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara La storia dei cani iniziò migliaia di anni fa, quando i lupi grigi cominciarono ad uscire dall’ombra per entrare nella compagine umana. Non c’è molto da discutere per quanto riguarda questa ipotesi- ma molto sul quando e dove avvenne, con le teorie principali a suggerire che i cani siano stati addomesticati o in medio oriente o nell’Asia dell’est. Uno studio (Science novembre p. 871) si basa su una nuova fonte di prove, il DNA di antichi cani e lupi, e arriva a una terza conclusione: i cani si originarono in Europa, da un ramo ora estinto di lupi grigi. La controversia continua. Basandosi sul nuovo studio “sarà difficile pensare ad una storia su come i cani non siano stati addomesticati in Europa” dice Greger Larson, un biologo evolutivo dell’università di Durham, nel Regno Unito. Alcuni sostenitori della teoria dell’Asia dell’est dicono che il DNA esaminato, da organelli cellulari chiamati mitocondri, non può spiegare tutta la storia e che l’analisi potrebbe essere alterata perché i campioni antichi vengono principalmente dall’Europa. “Osservatori critici avranno bisogno di qualcosa di più del DNA mitocondriale per essere convinti”, afferma Stephen O’Brien, un genetista dell’università statale di S.Pietroburgo, in Russia, il quale dice di non essere in nessuno dei due campi sull’origine del cane. Le testimonianze archeologiche sono zeppe di resti del lupo e del cane antico, ma i ricercatori hanno avuto problemi a ricostruire la storia canina da queste ossa perché può essere difficile distinguere fra quelle dei cani e dei lupi. Neanche la distribuzione di fossili di lupo-cane, trovati principalmente in Europa per ora, ha chiaramente indicato il luogo d’origine dei cani. Mentre gli antenati selvatici della pecora e della capra, per esempio, vivevano in una piccola regione del medio


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oriente, i lupi anticamente erano diffusi dal Portogallo alla Siberia e attraverso l’America del nord. Tenendo questo in considerazione, svariati ricercatori hanno suggerito che i cani abbiano avuto origine più di una volta, in luoghi differenti. I ricercatori del primo Fido si sono rivolti al DNA degli animali moderni per avere degli indizi. Nel 2002, il genetista Peter Savolainen dell’istituto reale per la tecnologia (KHT) di Stoccolma, Ya-Ping Zhang presso l’istituto Kunming di Zoologia in Cina, e i loro colleghi hanno analizzato piccoli pezzi di DNA mitocondriale (mtDNA) proveniente da dozzine di lupi e centinaia di cani da tutto il mondo. Hanno scoperto la maggior varietà genetica-un potenziale indicatore dell’origine di una specie - nel sud est asiatico, il che suggerisce che i cani siano stati addomesticati in quell’area. Il loro lavoro seguente sul genoma mitocondriale completo e sui cromosomi Y di cani, lupi e coyote ha supportato questa conclusione. Ma nel 2010, Robert Wayne dell’università della California, a Los Angeles, e i suoi colleghi hanno analizzato 48,000 marcatori attraverso tutto lo spettro del genoma di centinaia di cani e lupi grigi da tutto il mondo. I cani avevano più sequenze di DNA in comune con i lupi del medio oriente che con i lupi dell’Asia dell’est, inclusi alcuni marcatori che si pensava fossero unici negli animali provenienti dal medio oriente. Per Wayne, questo suggerisce che gli antenati dei cani arrivarono da quella parte del mondo. Ognuno dei due lati fa notare che il campo opposto ha sbagliato nel non includere il maggior numero di campioni possibile, alterando così i loro risultati. Infine, l’anno scorso, Larson e i suoi colleghi sono intervenuti con un’analisi che suggerisce che il moderno DNA non è in grado di risolvere la questione, a causa del mescolamento fra cani e lupi e fra differenti tipi di cani durante i millenni trascorsi dal loro addomesticamento. “Solo il DNA antico può aiutare”, concorda Jean-Denis Vigne, archeozoologo presso il CNRS, l’agenzia francese di ricerca nazionale, e il Museo Nazionale di Storia Naturale a Parigi. Wayne aveva già pensato a questa possibilità. A partire dagli anni ‘90, il suo gruppo aveva ottenuto periodicamente il permesso da vari archeologi per estrarre il DNA da antichi resti di canidi, ma non aveva la capacità di creare una sequenza di materiale genetico sufficiente per essere paragonata ad altre. Dal 2010, alla fine, con l’aiuto del genetista evolutivo Olaf Thalmann al lavoro come ricercatore post dottorato, il gruppo era pronto per cominciare a estrarre interi genomi mitocondriali e pezzi chiave del DNA del nucleo

per studiarli. Wayne, Thalmann (ora all’università di Turku in Finlandia), e il loro gruppo hanno ottenuto la maggior parte o tutto il genoma mitocondriale da 18 campioni antichi, otto classificati come tipo cane e dieci come tipo lupo, scoperti principalmente in Europa (vedi tabella). I ricercatori hanno paragonato il DNA mitocondriale dei campioni, la cui età variava da 1000 a 36.000 anni, a sequenze simili negli animali moderni: 77 cani da un vasto assortimento di razze, 49 lupi, e quattro coyote. Hanno costruito un albero genealogico che mostrava come i vari campioni fossero correlati, basato sulle differenze di sequenza nel DNA. L’analisi ha prodotto due sorprese. Primo, la maggior parte dei cani viventi si è dimostrata essere più strettamente imparentata ai lupi antichi che a quelli moderni. “La popolazione [dei lupi grigi] che ha dato origine al cane moderno è quasi certamente estinta”, dice Thalmann. La scoperta supporta i risultati dello studio di un intero genoma, riportato a maggio al meeting sulla Biologia dei Genomi tenuto a Cold Springs Harbor, New York, nel quale il team di Wayne ha anche concluso che i lupi moderni non sono i diretti progenitori dei cani. La seconda sorpresa è stata geografica: i resti antichi più strettamente correlati ai cani moderni erano tutti europei. Per esempio, il più stretto familiare lupo per il ramo più grande dei cani moderni era vecchio di 14,500 anni e proveniva da una grotta in Svizzera; cani antichi dalla Germania erano i parenti più prossimi di un altro ramo moderno di cani. “ Questo ci fornisce delle nuove informazioni cruciali”,

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dice Renato Mariani-Costantini, un patologo presso l’università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara in Italia che aveva precedentemente pubblicato uno studio del DNA mitocondriale di cinque cani preistorici italiani che suggeriva un’origine europea dei canidi. Alcuni genetisti sostengono che i cani furono addomesticati con il nascere dell’agricoltura, ma il nuovo studio rafforza l’idea che l’addomesticamento sia avvenuto molto prima, fra i cacciatori-raccoglitori. Wayne e i suoi colleghi, basandosi sul tasso di mutazione e su differenze genetiche osservate nei loro campioni, calcolano che l’addomesticamento del cane iniziò fra 18.800 e 32.100 anni fa, e che i canidi fossero ben radicati fra gli uomini fra 15.000 e 20.000 anni fa, prima che gli umani coltivassero la terra. I ricercatori non hanno potuto ottenere DNA adatto da antichi canidi del medio oriente e non hanno avuto accesso ad antichi campioni dall’Asia dell’est. Questa è una grande pecca, dice Savolainen, che resta convinto che i cani siano originari del sud della Cina. “Non è veramente uno studio oggettivo”. Lui e altri criticano lo studio anche per aver incluso solo pochi lupi moderni dal medio oriente e dalla Cina, ma dozzine dall’Europa. “E’ come se si volesse fare uno studio sull’origine dell’uomo e non si prendesse nemmeno un solo campione proveniente dall’Africa.” Inoltre, il DNA mitocondriale, che è trasmesso da madre a figlia, “riflette una piccola parte della storia evolutiva” secondo Chung-I Wu biologo evolutivo all’università di Chicago, Illinois. Considerando quanta migrazione umana c’era all’inizio dell’addomesticamento dei cani, Wu sospetta che cani maschi provenienti da fuori Europa possano essere stati fatti riprodurre con femmine europee, situazione che ha portato alla storia mitocondriale proposta da Wayne e Thalmann, ma non al generale quadro corretto dell’addomesticamento del cane. “Due parti del genoma possono raccontare due storie diverse”. Wayne e Thalmann stanno ora cercando di ottenere buoni dati dalle sequenze del nucleo di fossili di cane e lupo, così come Larson e altri ricercatori (Science, 1 novembre, p. 543). Tuttavia O’Brien non è convinto che genomi più completi riusciranno a risolvere definitivamente il dibattito, dato quanto, nel corso della storia, cani e lupi hanno intorbidito le acque genetiche attraverso gli incroci. “L’archeologia del genoma ha i suoi limiti e i cani li stanno testando,” dice. “Si potrebbe risolvere la questione un giorno, ma non contateci”. Elizabeth Pennisi Tratto da Science, 15 novembre 2013 (American Association for the Advancement of Science) Traduzione di Matteo Rizzardi

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In primo piano, Francesco Biondolillo presidente del Rottweiler Club Italiano durante una fase del Raduno

Rottweiler, gran successo del Campionato sociale allevamento

Fantom, Queen e gli altri Ad entrambi la corona di campioni sociali. Gli importanti traguardi degli italiani. Ottima l’organizzazione Il 5/6 ottobre scorso, il Rottweiler Club Italiano ha riconfermato l’appuntamento annuale a Grumolo delle Abbadesse (VI) con il Campionato Sociale d’Allevamento, un evento atteso non solo da allevatori ed appassionati italiani, ma che vede sempre più numerosa la partecipazione di stranieri. In una nuvolosa giornata autunnale si da il via alla manifestazione, una breve cerimonia d’apertura diretta dall’attenta regia del Presidente del RCI Francesco Biondolillo; vengono ringraziate le autorità locali per la concessione dello stadio comunale; presenti il sindaco Flavio Scaranto e presentazione della giuria composta da: Carla Romanelli (ITA), Nicola Parrini (ITA), Helmut Weiler (GER), Dieter Hoffmann (GER – Presidente I.F.R.). Sabato i protagonisti sono stati i giovani, in un’atmosfera accogliente e serena tanta la curiosità a bordo dei 4 ring per vedere quei soggetti concorrenti in cui verranno riposte le speranze dell’allevamento in base alle indicazioni morfologiche date dagli esperti giudici. I titoli in palio sono tanti e l’atmosfera si riscalda attorno al ring che ospiterà le finali delle varie classi. I titoli di giovane Campione Sociale vengono assegnati a Unika della Val di Noto ed Elia delle Nuove Corti, soggetti nati in Italia e di proprietà di soci del Club, italiani. Vengono inoltre assegnati i titoli ai migliori giovani stranieri. Terminate le finali l’attenzione si sposta in un terreno attiguo debitamente attrezzato per la prova caratteriale, i soggetti adulti (maschi e femmine) che il giorno dopo proveranno a contendersi il titolo di Campione Sociale, dovranno superare un prova caratteriale per poter ac-

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cedere alla classe campionato la domenica. La prova consiste nel superamento della fase di istinto, richiesta nella prova di selezione (ZTP), questo per non dimenticare che il Rottweiler è un cane completo e, per essere proclamato Campione Sociale, il soggetto oltre a determinati requisiti morfologici e sanitari dovrà dimostrare anche di avere quelle caratteristiche caratteriali e di equilibrio che ne contraddistinguono la razza. La prima giornata volge al termine e per tutti l’appuntamento è per la cena sociale, un momento conviviale per riunirsi e per assistere alle premiazioni dei soggetti che nell’anno precedente hanno vinto il top dog (bellezza e lavoro). Domenica mattina, purtroppo la pioggia decide di accompagnare la manifestazione, questo però non frena l’entusiasmo ed il clima di allegria che si respira a bordo ring. Sotto un’attenta ed esperta giuria sfi-

lano fieri ed attenti i soggetti adulti, parecchi giri di corsa nel ring e piano piano la finale si avvicina. Ad aggiudicarsi il titolo di Campione Sociale Adulto Maschio Fantom della Val di Noto, per le femmine Queen delle Abbadesse, vengono inoltre presentati gruppi di riproduzione e di allevamento, lo spettacolo sta per volgere al termine, vengono premiati i migliori soggetti stranieri, i veterani, ancora una volta la razza ha vinto, il Rottweiler protagonista indiscusso. Ringraziamenti finali agli esperti giudici che hanno giudicato con competenza e passione, al direttivo del Rottweiler Club, al Presidente, agli organizzatori di questa manifestazione ed a tutti i soci che hanno partecipato. Simona Spotti

by M classe Baaby F B MP e s 1 s cla iores M ETUSA MP classe Junniores F HAUSE ARTRO FLAVIO 1 MP M O V Ju IN e A s 1 ALV clas LL’ANFITE v.mi M 1 MP EMMH DEOM GROSSEN TAN classe Gio v.mi F V io C E C G D E 1 BLA classe iovani M R FILD A E V IL S F C C O G IC 1E KIKI classe iovani F OD PEROV MONARH S OF PLIVA 1 ECC classe G termedia M A M O D N O C 1 EC LEA LIO S IZ T VERSKOG classe In termedia F N 1 ECC ESPERA FTB classe In era M 1 ECC HARLEY N DER MAXI ROTT classe Lib era F 1 ECC NICK VO CK STAR classe Libvoro M 1 ECC TK’S BLA LLE ABBADESSE classe La voro F 1 ECC QUEX DEM ENGELBLICK classe La ni M 1 ECC B classe Campio CLOE VO HAUS OF LAZIC ni F io O p B m X C a O C C N LEN classe ampionato M TONIUS SCHAMMER 1 E CC N A L R A C E Z 1E CIGI classe ampionato F R V. HAUS 1 ECC IMPERATOAUSE MISCEVIC TO classe C terani M H O 1 ECC BEA OF DELLA VAL DI N classe Ve terani F E 1 ECC FANTOM ELLE ABBADESS classe Ve 1 ECC QUINN D O R ALIAMED EL CAVALIERE NE QUALU’ D

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Abili a 4 zampe: cani da supporto a persone disabili

La sedia di Lulù

Il coraggio di Alessandra e le abilità del suo cane, insieme per affrontare una nuova vita

Una vita che procede tranquilla, la solita sveglia per andare al lavoro. È alla guida della sua auto, decide di operare un sorpasso, sbanda, perde il controllo del mezzo e tutto cambia. Alessandra, la protagonista del libro: La sedia di Lulù, Itaca editore, ha un incidente gravissimo ed è trasportata con un elicottero d’urgenza in ospedale. Dopo tante traversie il responso è drammatico, non utilizzerà più le gambe, è diventata paraplegica. Questo romanzo racconta una storia vera, ben narrata da Marina Casciani, che ha il grande obiettivo di sensibilizzare i lettori verso le tematiche della disabilità e di come un cane “speciale” può essere di grande aiuto. Le prime pagine raccontano i dolori fisici, ma anche i disagi dovuti alla nuova condizione. Alessandra Santandrea affronta momenti terribili, di quelle sofferenze che non augureresti al tuo peggior nemico. Lei va avanti, grazie alla vicinanza dei familiari, degli operatori sanitari e del suo compagno che le rimane accanto. Le sue giornate sono sempre uguali, sveglia molto tardi, ad annoiarsi nel letto. Lunghi giorni davanti alle tele, i soli momenti felici i fine settimana quando Mauro, il suo compagno, è libero da impegni lavorativi. Poi la scelta di prendere un cane e arriva lei, Lulù, un concentrato di energia allo stato puro. Un piccolo batuffolo nero, che subito si trova a suo agio con la carrozzina ed entra immediatamente in sintonia con Alessandra. Questo cane ha il merito di cambiare radicalmente le giornate di Alessandra, ma

soprattutto le sue motivazioni nel riscoprire la gioia di vivere. Lulù, preparata dall’istruttore cinofilo Daniela Scanelli, diventa oltre che un insostituibile aiuto psicologico anche un validissimo “ausilio”importante per abbattere tante barriere e aiutare Alessandra in tante attività di vita quotidiana. Un rapporto che diventa così simbiotico che le porta anche a partecipare a gare di “obedience” con ottimi risultati e Alessandra diviene la prima ed unica ragazza disabile a rappresentare questo sport per l’Italia. Questo libro è lo spunto per fare capire quanto siano importanti cani correttamente formati da assistenza per aiutare persone costrette a vivere un disagio a volte anche molto grave. Tutti i proventi della vendita del libro andranno all’associazione ChiaraMilla per preparare cani da supporto a disabili. L’associazione senza scopo di lucro nasce a Bologna nel 2005 e trova sede del parco animali presso Santa Maria Codifiume in provincia di Ferrara. Si occupa di attivare diversi progetti di Pet Therapy in case di riposo, scuole, centri per l’handicap e si avvale di tanti operatori qualificati lavorando prevalentemente tra Ferrara, Imola e Bologna con cani e cavalli. All’interno del centro attiva anche borse lavoro per recuperare ragazzi disagiati. Marina Casciani, infatti, non è solo l’abile scrittrice di questo romanzo, ma è anche la responsabile di ChiaraMilla e regista di una vera rete solidale, sia per uomini sia per animali. La stessa casa editrice Itaca ha creduto in questo progetto rendendo presto edito il libro che, in meno di due anni, ha già venduto più di 8000 copie rendendo possibile la formazione e l’affidamento del primo cucciolo di Golden Retriever, allevato per lo scopo dall’Allevamento ArgentoVivo che

sostiene l’’Associazione ChiaraMilla. Flo, la piccola Golden, è stata affidata a Lisa, una ragazza tetraplegica che abita a Imola e che ha partecipato ad un progetto di Pet Therapy attivato da ChiaraMilla presso l’ospedale Rheabilitation Institute di Montecatone. La cosa straordinaria è che tale lavoro di formazione di Flo, tuttora in atto, è proprio ad opera della stessa Alessandra Santandrea che in questo anno si è formata come Operatore Pet Therapy ed ha cominciato il percorso di formazione per diventare istruttore cinofilo. ottenendo, ad oggi, la qualifica di Allievo Istruttore Centro Studi del Cane, riconosciuto dall’ENCI, e dimostrando come questo percorso di crescita sia stato anche una grande occasione professionale. Proprio l’ENCI ha voluto per primo sostenere l’iniziativa promossa da ChiaraMilla sottolineando il proprio impegno a validare progetti volti a promuovere l’utilità di “cani sociali”. L’ENCI infatti, ha acquistato un numero di copie personalizzate con il proprio logo a fronte delle quali Itaca, la casa editrice, ne ha regalate pari copie all’associazione che saranno poi utilizzate per la raccolta di fondi utili a formare altri cani come Lulù. Patrocinato dalla Regione Emilia Romagna, dalla provincia di Ferrara e dal Comune di Argenta il libro è stato promosso nelle scuole primarie e secondarie d’Italia che ne hanno fatto richiesta e nelle città e strutture che hanno voluto conoscere e far conoscere questa bellissima storia. Se vi affascina la storia di questo legame prezioso e unico tra un cane e la sua padrona disabile, potete richiedere la presentazione del libro anche nella vostra Scuola o Città o struttura contattando. Marina Casciani

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A San Michele Tiorre nel Parmense

Olimpiadi Bulldog e Bouledogue Tanti confronti agonistici un po’ per competere, un po’ per stare insieme Due Club di razza, il Circolo Italiano Bulldog e Club Cani Compagnia, hanno unito le loro forze per la riuscita dell’edizione “Olimpiadi del Bulldog e Bouledogue” 2013. L’evento, per quanto riguarda la razza Bulldog inglese, è da cinque anni organizzato dal CIB e fortemente voluto soprattutto dal referente per la salute, il dottor Mauro Martini, che con il suo staff capeggiato da Laura Bettella è ormai un esperto nell’organizzazione. Il gradito invito del presidente Alberto Sanson e del Direttivo, di estendere la partecipazione anche ai cugini Bouledogue Francesi, ha riscosso da subito l’interesse Il Presidente Pietro Paolo Condò

“UN EVENTO GIOIOSO” Nel clima gioioso di questo evento, oltre al divertimento sono presi in considerazione punti fondamentali nella selezione delle nostre razze, i nostri cani non devono essere solo belli ma anche sani, sportivi e atletici come dimostrano in questa giornata di Olimpiadi. Il segnale di sinergia e di collaborazione dato da due Club solidi e prestigiosi come il CIB e il CCC, che andando al di là di differenze di gruppi di club e di razze, ci vede tutti uniti con un obbiettivo comune: i nostri cani e il loro benessere. I miei vivi ringraziamenti al presidente del CIB Alberto Sanson e ai suoi Consiglieri, ai miei soci Marina Canestrale e Paolo Lovaglio per la coordinazione CCC e a tutti quelli che hanno dato vita alla lodevole iniziativa.

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del presidente Pietro Paolo Condò e del CCC, che ha mobilitato un proprio gruppo, sia nell’organizzazione che per la partecipazione ai Giochi. Per la prima volta, forse, in Italia due Club diversi entrano in sinergia con l’obiettivo di promuovere la salute delle razze tutelate, in un modo gioioso e ricco di contenuti tecnici. Le Olimpiadi si sono tenute a San Michele Tiorre in provincia di Parma, presso l’omonimo bellissimo Centro cinofilo che mette a disposizione ampi spazi sia all’aperto che al chiuso per i binomi cinofili. Come sempre le gare vere e proprie, corsa piana, corsa ostacoli e “maratona” sono state precedute da accurate visite veterinarie che hanno lo scopo di selezionare “atleti “ in perfette condizioni fisiche per quanto riguarda arti, cuore e respiro. La data ottobrina, con un clima piuttosto frizzante, ha scongiurato qualsiasi rischio di affaticamento o colpo di calore.

La giornata si è aperta con l’accensione del braciere olimpico e con il saluto dei Presidenti, a seguire una sfilata nel parco del centro, poi sono cominciate le batterie della corsa piana e degli ostacoli, su corsie allestite nella tensiostruttura del centro, pavimentate con erba artificiale. Iscritti una cinquantina di cani fra Bulldog e Bouledogue, accompagnati da numerose famiglie, simpatizzanti, ma anche diversi allevatori delle due razze e la presenza gradita di alcuni campioni dei ring, tra cui la campionessa del mondo. I Bulldog inglesi, naturalmente più numerosi, data la tradizione ormai consolidata, si muovevano con sicurezza nelle varie batterie. I loro tempi sfatavano la diceria dei cani pigri e lenti, diversi esemplari infatti nelle prove sono scesi sotto il tempo dei cinque secondi. Il team dei Bouledogue francesi ha comunque permesso di schierare due batterie, dove spiccavano numerosi esemplari “da ring” La prima prova, corsa piana, suscitava l’interesse del pubblico, ma il vero entusiasmo si accendeva con la corsa ostacoli: tutti i cani affrontavano la prova con grinta, mostrandosi entusiasti e con uno spessore atletico che sorprendeva persino i proprietari: pochissimi gli ostacoli abbattuti, e diversi cani che scendevano senza sforzo sotto il “muro dei cinque secondi”. Dopo una pausa per il cosiddetto “pranzo spartano”, si andava al momento conclusivo della giornata atletica, “la maratona”, che altro non è che una corsa piana da svolgere tutti insieme. Per concludere, una bella cerimonia di premiazione, con splendide tavolette dipinte a mano da Enrica Morelli del CIB e


diplomi ideati graficamente da Manuela Osini del CCC e offerti dagli allevatori. Premiati i primi tre delle batterie corsa piana, ostacoli e maratona, i best opposite sex, i cani più giovani, quelli più lenti (perché la filosofia delle Olimpiadi è partecipare...non vincere!) e non ultimi i più vecchi, due femmine di otto anni compiuti in eccellenti condizioni fisiche e ancora in attività, la bulldog inglese come bagnina sulle spiagge romagnole, la bulldog francese sui ring in classe veterani.

IL CONVEGNO SULLA SALUTE Il giorno precedente la manifestazione olimpica, i Club hanno promosso una giornata di studio sulla salute, momento

importantissimo che dà la cifra tecnica ad un weekend che solo apparentemente è una giornata di svago. Come ben sottolineato sia dal presidente Condò che dal veterinario responsabile del progetto salute del CIB, dott. Mauro Martini, le iniziative di questo tipo sono strumento indispensabile per veicolare preziose informazioni sulla salute dei nostri bulli: tanto più necessarie, in quanto nei tempi moderni il cane entra a far parte della famiglia come autentico componente, e cresce la richiesta di animali sani, controllati e di provenienza certa, che per molti anni possano essere compagni di vita e di svago. “Demodex “e “Gestione del Colpo di Calore” gli argomenti trattati. Il Demodex, è fonte di dispiaceri per gli

allevatori e di grande preoccupazione per i proprietari, che specialmente su internet trovano quantità di informazioni non sempre corrette sulla problematica. Impeccabile la presentazione del dott. Martini, che, con parole chiare e un corredo iconografico eccellente, ha invece illustrato cause, effetti ma soprattutto cure di un problema che si fa sempre più diffuso, ma che altrettanto facilmente è risolvibile. A seguire, un breve excursus sulla Sindrome da Colpo di calore. Con le informazioni necessarie, anche questo problema può essere correttamente affrontato: una breve lezione di pronto soccorso ha interessato ed appassionato i presenti. Marina Canestrale (foto di Rocco Zero Zero e Loredana Caramuscio)

Il presidente CIB Alberto Sanson

“VINCERE INSIEME”

I “bulli” veterani con il presidente CIB Alberto Sanson

Il mio ringraziamento va a tutti i partecipanti, gli allevatori e proprietari di Bulldogs che abitualmente partecipano alle Expo (tra cui la campionessa del mondo 2012) che hanno dimostrato di essere belli e sani, i volenterosi che hanno aiutato ad allestire il campo di gara e a cronometrare, chi è venuto da lontano come ad esempio Claudia Testa, Riccardo, Maria Giovanna, Serena e Paolo, le nostre amiche del English Bulldog Rescue Italia, Manuela che ha preparato dei bellissimi diplomi, Enrica Morelli che ha confezionato dei premi originali, Marina Canestrale e il suo team di francesi e infine i grandi organizzatori Mauro Martini e Laura Bettella senza i quali le Olimpiadi non esisterebbero.

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LE NOSTRE INTERVISTE

La therapy dog in aiuto ai malati d’Alzheimer

Ricordi lontani Loretta Forti con Coral, Mirtilla e Aramis

Due ricerche condotte da Loretta Forti hanno dimostrato che la presenza dei cani nelle Case di Riposo ha prodotto benefici notevoli nei pazienti. L’importanza del protocollo applicativo Nella pianura padana tra Cremona e Piacenza a Monticelli d’Ongina in un casale ampio e ben ristrutturato abbiamo incontrato Loretta Forti allevatrice di lunga data di Samoiedo e Border Collie con la passione degli Spitz… e con una piccola “barboncina” nera nel cuore… Loretta Forti gestisce un centro cinofilo, è addestratore ENCI, regolarmente iscritta all’Albo e da molti anni si occupa di therapy dog sviluppando progetti sul territorio in vari ambiti come le scuole, con i disabili e nelle Case di Riposo. Dal 2007, in collaborazione con le due figlie, Consuelo Beber, avvocato, e Dennyse Beber, dottore in economia, sta portando avanti due progetti dedicati alle persone affette dal morbo di Alzheimer presso le Case di

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Riposo di Pontevico (BS) e Robecco d’Oglio (BS). L’importanza delle ricerche è dovuta in primo luogo alla durata, oltre 6 anni, ed ai riscontri ottenuti in quanto la valutazione dei dati sino ad ora registrati, hanno evidenziato delle valenze comuni. La prima domanda viene spontanea: quali sono le razze impiegate e perché? In questi progetti, ho deciso di impiegare la barbona nana Coral e due spitz di Pomerania: Mirtilla e Aramis. È stata una scelta motivata da alcune considerazioni come la piccola taglia, la docilità e la disponibilità a farsi coccolare e accarezzare. Sono “cani da grembo” che ben si adattano alle esigenze di questi pazienti.

Cosa intende? I malati d’Alzheimer sono persone fragili. Si disorientano con facilità, spesso sono in ansia e guardano con preoccupazione ogni situazione che per loro... potrebbe essere sempre nuova. I cani di taglia piccola risultano essere più accoglienti… certo, devono avere un carattere mite e devono essere stati preparati. A volte inoltre ci troviamo con pazienti ormai su sedia a rotelle e i cani di piccola taglia leggeri come gli Spitz possono essere messi in grembo all’ospite se lo desidera. Sono stati addestrati? No, non direi addestrati. Piuttosto, educati… una semplice educazione di base. Hanno imparato dei giochi come riportare


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la pallina, abbaiare a comando, battere il cinque. L’aspetto più importante, come dicevo, è la loro disponibilità ad interagire coi pazienti. Certo fin da piccoli sono stati sottoposti a stimoli particolari come le urla delle persone, vedere correre i bambini, movimenti improvvisi, il movimento delle sedie a rotelle… Come si svolge una seduta? Dipende dalle situazioni. Per esempio, a Pontevico abbiamo il piccolo gruppo di pazienti (3 o 4 persone) e lavoriamo in una apposita stanza con la presenza dell’animatore e la supervisione del medico. Facciamo accomodare gli ospiti attorno ad un tavolo e li invitiamo a spazzolare i cani, a turno; a portarli a passeggio, a lanciare la pallina. Piccoli compiti, l’importanza è data dalla collaborazione dimostrata. Cerchiamo sempre di stimolare la conversazione e soprattutto il ricordo. Alcuni ospiti preferiscono accarezzare il cane piuttosto che spazzolarlo per una questione di dolore agli arti e difficoltà a tenere la spazzola, in questo caso si lascia che l’ospite decida autonomamente cosa fare. A Robecco d’Oglio, invece, si lavora con un gruppo più aperto: è più impegnativo ma ugualmente soddisfacente. In questa struttura abbiamo la possibilità di uscire all’aperto e nella bella stagione facciamo passeggiate e giochi in giardino. Le distrazioni esterne sono un grande stimolo per l’ospite, trovare la concentrazione quindi è più difficile. A questo proposito, come si comportano i pazienti? All’inizio, è stata dura. La maggior parte degli ospiti non era collaborativa. Comunque, piano piano e grazie ai cani, abbiamo conquistato terreno. Per esempio, quando arriviamo, c’è il saluto al cane, un piccolo gesto che oramai tutti i pazienti fanno. Si avvicinano, fanno una carezza, qualcuno si ricorda il nome del cane, qualcuno lo chiama con il nome del cane che aveva avuto in un passato oramai remoto… altri si limitano a sorridere e ad allungare la mano per toccarli o per guardarli… insomma, ognuno ha il suo modo. Intende dire che ricordano il nome del cane che avevano pur essendo passati così tanti anni? Si, certo. Il morbo di Alzheimer cancella la memoria recente ma lascia tracce della memoria remota. Con l’aiuto degli operatori interni, cerchiamo di parlare con gli ospiti. La presenza del cane ci permette di spostare su di lui l’attenzione. Facendo piccole domande del tipo “ha mai avuto un cane”… è come se

si squarciasse un velo… iniziano a raccontare situazioni di cinquant’anni prima dove il cane era da guardia o da caccia o da pastore… pochi erano i cani che vivevano in casa… Con minuziosi dettagli del loro mondo antico… che ogni volta viene riprodotto, uguale. Ciò che ha sorpreso i medici e gli operatori interni è proprio questo dettaglio: i racconti di volta in volta sono gli stessi. Quindi, non sono improvvisati o frutto della fantasia, ma rivissuti ogni volta alla stessa maniera. I medici dicono che l’Alzheimer porta via la memoria ma non le emozioni… che ogni volta sono uguali nei pazienti… ed in questi casi, è il cane ha riattivarle. Lo staff medico e paramedico come ha accolto questi progetti? Molto bene. Prova ne è che andiamo avanti da oltre 6 anni. Ed è attraverso la collaborazione degli operatori interni che il progetto “vive” anche quando non ci sono i cani. In che senso? Vede, noi andiamo una volta alla settimana per le sedute. Quindi, durante il periodo dell’aspettativa, tra una seduta e l’altra, gli animatori “tengo viva la memoria dei cani”. Con delle riviste illustrate, dei racconti, delle domande mirate, con le foto fatte insieme ai cani del progetto… ognuno con strumenti differenti, ma con lo stesso obiettivo: tenere allenata la memoria sui cani. Quali sono i principali benefici ottenuti? La capacità di ricordare i nomi dei cani per esempio. Ricordano molto meno i nostri nomi, questo per dirle dove va l’attenzione e l’emozione: è sempre sui cani. Un altro aspetto importante è il rilassamento che gli ospiti hanno quando ci sono i cani. Accarezzandoli e spazzolandoli si distraggono dalle loro ansie e diventano più collaborativi. Nei pazienti particolarmente compromessi ho visto un rallentamento dell’avanzamento della patologia. In pazienti di media gravità la patologia ha rallentato molto, la memoria del cane c’è, il nome, il colore, l’attività che di solito viene svolta, il giorno della visita. Certo, è stato un processo lungo ma la considero una vera e propria vittoria! C’è poi da considerare la generalizzazione del risultato. Tutti gli ospiti che hanno avuto un cane nella loro vita, se giustamente stimolati, rispondono alla stessa maniera: raccontando spaccati di una vita lontanissima dove il cane aveva un ruolo a fianco del padrone. Quali strumenti avete utilizzato per valutare i benefici? Anzitutto, il progetto ogni anno è condiviso

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con i medici e tutto lo staff che opera all’interno delle strutture per fare il punto della situazione e pianificare lo sviluppo. Inoltre, ad ogni seduta, corrisponde una scheda di valutazione dei pazienti, compilata dall’operatore interno che ci assiste. Frequentemente, scattiamo fotografie che lasciamo ai pazienti che amano vedersi ritratti con i cani. Poi, ogni sei mesi realizziamo un filmato sull’organizzazione delle sedute e questo ci permette di valutare meglio eventuali cambiamenti: a volte, solo piccole sfumature ma tutto serve per ordinare al meglio il setting e quindi, migliorare. Ritengo determinante il protocollo applicativo, pur utilizzando la spontaneità dei cani è necessario sapere in anticipo come procedere in sicurezza per il raggiungimento gli obiettivi previsti. Avrebbe qualche aneddoto? Ce ne sono tanti, per es. la signora Maria racconta che aveva un cagnolino meticcio grande quasi come Coral. Tutte le mattine le dava una borsa di plastica con dentro i soldi e lo mandava dal panettiere. Il cagnolino percorreva la strada fino al negozio con la borsa in bocca e tutti in paese lo conoscevano; poi tornava a casa con il panino e mezzo litro di latte nella borsa. Alla fine, aggiunge sempre Maria: “gli mancava solo la parola”. La signora Giulia ci racconta sempre che aveva un pastore tedesco femmina, sottolinea sempre che era molto bella, intelligente e buona. Purtroppo quando ha avuto i cuccioli non ha superato il parto e così lei ha allattato i sette cuccioli con il biberon per diversi giorni... e poi ha trovato casa a tutti da amici e parenti, perché tutti volevano un cucciolo buono come lo era stata la mamma. C’è poi la signora Rosa che ci racconta di quando suo padre aveva un maneggio e giravano i cani in mezzo ai cavalli, e di come suo padre andava a caccia a cavallo. I cani lo seguivano e non avevano paura dei cavalli che erano grandi... Sono storie di vita quotidiana, continua Loretta, ancora ci sorprendiamo di come il ricordo sia così vivido quando è legato al cane... non succede per altre situazioni lontane nel tempo, è come se il cane fosse una sorta di chiave per entrare nella memoria remota. Qual’è l’immagine che vorrebbe lasciarci di queste esperienze? Il sorriso degli anziani quando ci vedono arrivare con i nostri cani: anche se non sempre si ricordano il loro nome, li abbracciano e li coccolano come se li conoscessero da sempre...

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Esistono davvero così tante fobie?

Sin da cuccioli si stabiliscono degli equilibri importanti per lo sviluppo sociale

La colpa e le paure Molti proprietari sono i veri responsabili dell’errato comportamento dei loro cani Succede frequentemente di sentire i padroni di cani dire frasi simili a queste: “il mio cane ha paura dei tuoni”, oppure “il mio cane ha paura delle auto” oppure ancora “il mio cane ha paura dei bambini”, arrivando all’apoteosi col “il mio cane è fobico”. Lo studio del comportamento animale, quello dei cani in particolare, ha mutuato molti concetti dalla psicologia umana, d’altra parte molta della psicologia umana ha basato teorie e metodologie sulla sperimentazione animale. Questa permeabilità, solo apparente, e la diffusione attraverso i moderni media di concetti etologici pressoché sconosciuti alla massa fino a pochi decenni fa, ha creato degli stereotipi e dei luoghi comuni che non hanno nulla a che vedere con il reale comportamento e la reale psicologia del cane. Insomma, siamo diventati tutti degli psicologi, o etologi, da parchetto! Ma in realtà cosa c’è di vero e di falso nelle perentorie affermazioni di certi proprietari di cani? Di vero c’è che i cani realmente fobici, intendendo con questa definizione cani che abbiano paure non indotte e quindi di chiara matrice genetica, sono una sparuta minoranza. Non ci sono statistiche precise, ma pensare a un 2% / 3%

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della popolazione canina totale c’è il rischio di sbagliare in eccesso. E gli altri 97% / 98% che cosa sono? Principalmente cani sfortunati, più concretamente cani che hanno subito traumi, o pressioni ambientali, in svariati periodi della loro vita. È però importante sottolineare, e non dimenticare mai, che un cane fobico spesso è un cane aggressivo. Le paure più profonde portano quasi sempre ad un comportamento di auto-protezione che sfocia, appunto, in forme di varia aggressività sia intra che inter specifica. Anche un cane dal carattere apparentemente debole, con bassa tempra, se portato al limite è in grado, per puro istinto di sopravvivenza, di reagire in aggressività. Oltre a ciò bisognerebbe sempre ricordare che nessun umano potrà mai capire fino in fondo cosa prova e sente un cane. La scienza ha dimostrato che i cani provano emozioni equivalenti a quelle umane, che le principali strutture cerebrali sono comuni alle due specie, che il cane è in grado di avere coscienza di se... ma è e rimarrà un cane, con un etogramma completamente differente dal nostro e quindi con elaborazioni mentali e conseguenti comportamenti differenti. I principali problemi nascono quando i

cuccioli vengono separati dalla madre nei primi 30 giorni di vita, perdendo così la socializzazione primaria che fornisce loro le “istruzioni” di vita necessarie a rapportarsi correttamente con i consimili. Senza queste basi il cucciolo avrà grosse difficoltà a relazionarsi successivamente con gli umani e col loro mondo, oltre a non sapere bene come comportarsi con gli altri cani. In questo modo qualsiasi stimolo sconosciuto può essere vissuto dal cucciolo, ma anche dal cane ormai adulto, come una minaccia creando i presupposti per l’instaurarsi di un comportamento fobico. Ma questi sono cani che hanno serie lacune cognitive, il loro recupero è lungo e difficoltoso e non sempre completo. Alcuni impiegano degli psicofarmaci per tranquillizzare i soggetti, anche se nella maggior parte delle situazioni si tratta solo di un modo veloce per coprire i problemi senza però risolverli. In pochi giorni il cane si tranquillizza senza fatica da parte di nessuno, perdendo però totalmente ogni reattività anche positiva. Altri preferiscono lavorare in campo col cane, e con il padrone, per fornirgli gradualmente la maggior parte delle competenze mancanti. In questo caso i miglioramenti sono reali e stabili, ma il tempo necessario per


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ottenerli è estremamente più lungo e richiede l’effettiva collaborazione del padrone del cane. E i cani che hanno avuto una regolare socializzazione, sia primaria che secondaria, che sono cresciuti in un ambiente stimolante ma sicuro, che vivono con padroni amorevoli e attenti, che non hanno problemi di natura genetica, come fanno a diventare fobici? Saper rispondere a questa domanda in modo assoluto significherebbe poter pretendere il premio Nobel per tutte le discipline possibili. Vari fattori concorrono a generare stati fobici e troppo spesso molti di questi fattori nascono da nostri comportamenti. Inconsapevolmente il padrone di un cane mostra degli atteggiamenti assolutamente alieni per il cane, generandogli confusione e incertezze che costituiscono la base su cui si andranno a sviluppare le fobie. Un classico esempio è la paura dei botti di capodanno. Se il padrone mostra stati ansiosi in occasione dell’esplosione dei botti sarà normale per il cane leggerne il comportamento e colle-

garlo ai rumori violenti che sente. Non dimentichiamo che l’olfatto del cane è in grado di percepire le nostre variazioni ormonali, un maggior quantitativo di adrenalina in circolo nel nostro sangue viene sentito dal cane come segnale di pericolo imminente. Il reiterare di questo nostro comportamento porterà il cane ad avere la certezza che i botti equivalgono ad un pericolo fisico, instaurando la fobia. Un cane che invece viva la stessa esperienza in compagnia di un padrone calmo, tranquillo e indifferente leggerà questi stati emotivi del suo compagno umano associandoli in modo quantomeno neutro ai botti. Li considererà cioè assolutamente normali. E la fobia non si instaurerà. Naturalmente grossa importanza ha il rapporto instaurato tra cane e padrone e l’indole di base del cane. Come già detto il più delle volte gli errori umani sono inconsapevoli e apparentemente poco rilevanti. In realtà hanno un grosso peso perché ripetuti in modo costante e continuativo, fissandosi in modo

Notizie PASTORE DEL CAUCASO E PASTORE DELL’ASIA CENTRALE Il Consiglio Direttivo dell’ENCI in data 20 /11/2013 ha accolto la richiesta della Associazione Italiana Pastori Russi di limitare il conseguimento del Certificato di Tipicità ai fini dell’iscrizione come capostipite nel RSR (Registro Supplementare Riconosciuto) per le razze Pastore del Caucaso e Pastore dell’Asia Centrale , ai soli raduni di razza e mostre speciali. La disposizione entrerà in vigore a far data 1 gennaio 2014.

RAZZE MOLOSSOIDI Il Consiglio Direttivo dell’ENCI in data 20 /10/ 2013 ha accolto la richiesta della Club Italiano del Molosso di limitare il conseguimento del Certificato di Tipicità ai fini dell’iscrizione come capostipite nel RSR (Registro Supplementare Riconosciuto) per le razze: Bullmastiff, Dogo Canario, Dogue de Bordeaux, Fila Brasileiro, Mastiff, Perro Dogo Mallorquin, Tosa, Pastore di Ciarplanina, Mastino dei Pirenei, Mastino Spagnolo e Tibetan Mastiff, ai soli raduni di razza e mostre speciali. La disposizione entrerà in vigore a far data 1 gennaio 2014.

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stabile nella mente del cane. Se a questo si aggiunge che troppo spesso il padrone, vedendo il cane agitato e timoroso, interviene coccolandolo e gratificandolo si ottiene che la fobia venga confermata in modo totale. Il cane quindi esibirà una serie di comportamenti stereotipati: dal semplice scappare al saltare addosso alla persona fino all’attacco vero e proprio. Se è vero che i comportamenti del padrone, e dei membri tutti dell’enclave umana in cui il cane vive, se errati possono portare a stati fobici altrettanto possono essere d’aiuto per rimuoverli o stemperarli. Sarà necessario spiegare le motivazioni etologiche in modo adeguato e paortare il padrone a modificare i propri atteggiamenti per poter aiutare il cane ad acquisire competenze adeguate e quindi sicurezza in se stesso. La competenza del professionista che affiancherà il binomio sarà un elemento imprescindibile per ottenere dei risultati concreti. Marcello Chionaky

ENCI VOLPINO ITALIANO Ad integrazione della precedente comunicazione del 20/9/2013, protocollo 22891 con la quale è stato previsto, relativamente al Volpino Italiano, a far data 1 gennaio 2014 l’assegnazione del certificato di attitudine al campionato (CAC) sia nella varietà a) bianco sia nella varietà b) rosso, si informa che il Consiglio Direttivo del 30 ottobre u.s. considerato che lo standard di razza FCI prevede, oltre ai colori bianco e rosso anche il colore champagne, ha deliberato di prevedere che i soggetti di colore champagne siano giudicati assieme ai soggetti di colore bianco.

ESPOSIZIONI REGIONALI Il Consiglio Direttivo dell’ENCI in data 20 novembre 2013, per quanto attiene alle esposizioni a carattere regionale, con l’intento di promuovere la loro effettuazione sul territorio nazionale, favorire lo sviluppo della cinofilia di base ed incentivare la partecipazione dei soggetti a tali eventi, ha deliberato, a far data dal 1 gennaio 2014: • di consentire la partecipazione in classe baby ai cani di età compresa fra i 4 e i 6 mesi; • di non prevedere l’obbligo del libretto delle qualifiche: • di non prevedere, a carico dei Comitati Organizzatori, il versamento all’ENCI della quota prevista per ogni soggetto iscritto.

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La corretta nutrizione del cane atleta

La dieta e la salute

Come compensare il dispendio energetico. Le calorie necessarie Quando si parla di Cane da Lavoro si intende quel organismo perfettamente addomesticato dall’uomo e che viene ad essere utilizzato dall’uomo stesso come forma di aiuto e supporto ad azioni di ricerca di sostanze stupefacenti ed esplosivi, per il mantenimento dell’ordine pubblico, per la terapia e l’assistenza ai disabili, per il salvataggio di persone (valanga, macerie e acqua), cani da pastore e cani da caccia. In più non bisogna mai dimenticare i cani coinvolti nello sprint, nell’agility e nella slitta o sleddog che hanno particolari e uniche caratteristiche anatomiche come il mantello a doppio strato funzionalmente paragonabile a quello di orsi e pinguini, cuscinetti plantari spessi, un torace profondo e un metabolismo tutto particolare che permette a questi organismi una migliore utilizzazione della dieta. Quindi da questo possiamo capire che ogni organismo o meglio ogni tipologia di cane da lavoro, precedentemente espressa concerne un differente fabbisogno energetico, differenti caratteristiche delle fibre muscolari, diversi tipi di metabolismo, e diversa influenza dei nutrienti. Recenti studi effet-

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tuati in biochimica generale dal sottoscritto e di biochimica applicata alla nutrizione del cane effettuati da ricercatori italiani e stranieri, stanno mettendo alla luce molti livelli di conoscenza e nuovi approcci di ricerca che diverrà un giorno meno invasiva possibile e sempre più dedita alla protezione del nostro amico a quattro zampe. Per fabbisogno energetico si intende l’apporto di energia di origine alimentare necessario a compensare il dispendio energetico di individui che si trovano in uno stato di buona nutrizione e la sua unità di misura è la Kcal (chilo-caloria) o il KJ (chilo-joule). Per quanto riguarda il cane domestico però non si può fare riferimento solo alle calorie ma in un ottica standardizzata di tipologia di lavoro è indispensabile creare un calcolo che tenga conto del rapporto che esiste tra fabbisogno energetico e il fabbisogno di mantenimento. Prendendo in considerazione differenti attività possiamo stimare un confronto dei fabbisogni energetici. Se poi osserviamo più precisamente le di-

stanze percorse da un cane da slitta di 20 Kg ci rendiamo conto di quante chilocalorie necessita un cane in base alle sue attività. Ricerche effettuate e pubblicate nel 2000 da Grandjean e i suoi collaboratori hanno chiarito un aspetto fondamentale. Intervalli di distanza di corsa e allenamento richiedono delle differenze di fabbisogno energetico giornaliero. Studi di questo tipo sono stati utilissimi per progettare mangimi e alimenti in grado di sostenere il benessere in ogni tipologia di attività fisica. In più variazioni della temperatura ambientale possono incrementare il fabbisogno energetico, quindi anche la posizione geografica di qualunque individuo può determinare una variazione della richiesta energetica per il mantenimento del normale metabolismo. Più bassa è la temperatura ambientale più calorie vengono richieste per produrre energia di mantenimento. Quali nutrienti favoriscono il cane atleta Una dieta ricca di tutti i nutrienti favoriscono il corretto mantenimento del Cane


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nore proteico non deve essere inferiore del 30 % al giorno. Quali problematiche tenere presenti Un aumento del metabolismo porta automaticamente all’aumento dei processi ossidativi a carico degli organi. Buona nutrizione significa buon sostenimento, al contrario si ha stress. Durante l’esercizio fisico si perde acqua attraverso la respirazione 10-20 volte in più rispetto al normale. Si fa presto molto spesso a dire caloria. Impariamo prima di tutto a comprendere che il cane è un organismo che è a contatto con l’ambiente e con noi. Migliori siamo noi e l’ambiente più il cane sarà in salute.

Confronto dei differenti tipi di fabbisogni energetici rispetto ai mantenimenti

atleta. Quello che però si deve precisare è che l’apporto di acidi grassi insaturi, di particolari forme di lipidi, è fondamentale. In quanto l’apporto di lipidi di buona qualità hanno una importante influenza sulla resistenza allo sforzo. Qualora questo non avviene in maniere efficiente tende a formarsi acido lattico nei muscoli che inibisce il metabolismo del consumo di zuccheri (i primi nutrienti ad essere bruciati) e la sintesi degli stessi nel cane quando questo è in stato di fame (glicogenolisi), inibisce l’utilizzazione del grasso di scorta, provoca edema muscolare e peggiora la

prestazione atletica. In particolare possiamo distinguere gli acidi grassi a lunga e media catena (numero di atomi di carbonio). L’apporto maggiore deve derivare dagli acidi grassi a lunga catena (60 %) e minore quella degli acidi a corta catena (30 %), non deve mancare l’apporto dei grassi essenziali (10 %) che il cane non riesce a produrre e che necessariamente servono alla dieta. Per quanto riguarda le proteine nel cane atleta il corretto apporto promette un aumento del volume plasmatico e riduce l’incindeza delle lesioni muscolari. Il te-

Si ringraziano per la realizzazione di quanto fatto fino ad oggi i seguenti professori miei maestri: il Maestro buon anima Professor Ludovico Ronzini, il Prof Vincenzo Zara Magnifico Rettore dell’Università del Salento, le Professoresse Anna Maria Giudetti di Scienza dell’alimentazione e Alessandra Ferramosca di Biochimica, la Professoressa di Genetica Maria Pia Bozzetti. Un caloroso ringraziamento va al Prof di Fisiologia Tiziano Verri per il costante interessamento e consiglio sulla ricerca e divulgazione. Grazie a loro e a voi prometto una sempre più accesa passione e voglia di parlarvi del benessere del nostro amico a quattro zampe. Stefano Spagnulo Biologo ricercatore

Dispendio del fabbisogno energetico in base alla temperatura

Corrispondenza tra temperatura ambientale e fabbisogno energetico

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CONOSCIAMO LE R

IL BEAGLE

ENCI JUNIOR CLUB

COM’È FATTO: L’ASPETTO MORFOLOGICO

Il Beagle è un segugio piccolo, robusto e grazioso. Ha uno sguardo dolce e mite. È un cane che sta nel rettangolo. Orecchie lunghe, lisce e arrotondate in basso. Occhi grandi, marroni o color nocciola. Muso non appuntito. Coda lunga e robusta con la punta bianca.

lunghezza altezza

LA TAGLIA Altezza la garrese (spalla) da 33 a 40 cm. Peso: circa 10 kg

IL CARATTERE

È un cane allegro, con un fiuto speciale per la lepre. Coraggioso, vivace e determinato. Sempre attento, intelligente e molto affidabile. Affettuoso con tutti.

STORIA DEL BEAGLE

Proviene dalla Gran Bretagna dove era utilizzato per la caccia alla lepre in muta, cioè con un grande gruppo di Beagle. Durante il regno di Enrico VIIIº e Elisabetta Iª c’erano Beagle abbastanza piccoli da poter essere portati nella tasca di una giacca da caccia.

IL MANTELLO Il Beagle ha un pelo corto, fitto e impermeabile. I COLORI Può essere di vari colori tra cui: tricolore (nero, fuoco e bianco); blu, bianco e fuoco; limone e bianco; rosso e bianco; fuoco e bianco; nero e bianco; bianco puro.

L’EDUCAZIONE

È diventato un cane da compagnia ma non dobbiamo dimenticare che è un segugio, quindi, molto curioso e ostinato nel seguire ciò che lo interessa. Impara con i suoi tempi e con regole precise. Senza viziarlo troppo e senza approfittare della sua immensa bontà.


E RAZZE CANINE ? DOMANDINE

In quale secolo vissero Enrico VIIIº e Elisabetta Iª? .............................................. .............................................. .............................................. Cosa vuol dire “la taglia del cane”? .............................................. .............................................. .............................................. Perché il Beagle ama annusare per terra? .............................................. .............................................. .............................................. Che cosa cacciava, in particolare? .............................................. .............................................. ..............................................

?

coloralo come vuoi!

Le razze canine sono suddivise in 10 gruppi. I Beagle appartengono al Gruppo numero:

…………………....................................................………........................................... • GRUPPO 1
 CANI DA PASTORE E BOVARI (ESCLUSI BOVARI SVIZZERI) • GRUPPO 2
 CANI DI TIPO PINSCHER E SCHNAUZER - MOLOSSOIDI E CANI BOVARI SVIZZERI • GRUPPO 3
 TERRIER • GRUPPO 4 
BASSOTTI • GRUPPO 5
 CANI TIPO SPITZ E TIPO PRIMITIVO • GRUPPO 6
 SEGUGI E CANI PER PISTA DI SANGUE • GRUPPO 7
 CANI DA FERMA • GRUPPO 8
 CANI DA RIPORTO CANI DA CERCA CANI DA ACQUA • GRUPPO 9
 CANI DA COMPAGNIA • GRUPPO 10
 LEVRIERI

INFO

LE CURE

È un cane piccolo col pelo corto che non richiede cure particolari se non per le orecchie che vanno pulite all’interno. Ciò di cui ha maggiormente bisogno è di correre e di annusare nei prati o nei boschi e di stare in famiglia al riparo dalle persone che vorrebbero approfittare della sua grande bontà.

Visita il sito www.enci.it troverai tutte le informazioni sulla razza. Potrai consultare lo Standard di razza (sul motore di ricerca interno al sito digita: standard Beagle) e leggere gli articoli pubblicati sulla rivista I Nostri Cani (clicca su archivio rivista). 31


CONOSCIAMO LE R

IL CHOW C

coloralo come vuoi!

COM’È FATTO: L’ASPETTO MORFOLOGICO

LA TAGLIA Altezza al garrese (spalla) Peso:

Maschi: da 48 a 56 cm Femmine: da 46 a 51 cm Maschi: circa 28 kg Femmine: circa 24 kg

lunghezza

altezza

Il Chow Chow è cane che sta nel rettangolo: l’altezza è inferiore alla lunghezza. Robusto, forte con una folta pelliccia. Testa grande, muso corto con delle pieghe. La lingua è blu. Orecchie erette, piccole con la punta arrotondata che guardano in avanti. Occhi scuri di forma ovale. Coda lunga e portata sulla schiena.

IL MANTELLO Ci sono due varietà: a pelo lungo, molto conosciuto e a pelo corto, poco diffuso in Italia. I COLORI Mantello di un solo colore: nero, rosso, blu, fulvo diluito (cannella), crema o bianco; spesso è sfumato ma non deve essere mai con delle macchie.

L’EDUCAZIONE

Chow Chow a pelo corto

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È un cane indipendente, per attirare la sua attenzione bisogna essere pazienti perché ha l’abitudine di fare di testa sua. Con lui, è inutile alzare la voce. Otterremo la sua fiducia solo se rispetteremo i suoi tempi. Con calma e gentilezza imparerà ad essere un cucciolo educato.


E RAZZE CANINE

W CHOW

ENCI JUNIOR CLUB

? DOMANDINE

In quale continente si trova la Cina? ................................................................................................... La Cina è il Paese più popoloso al mondo: vero o falso? ................................................................................................... La lingua dei Chow Chow è di colore? ................................................................................................... Quante sono le varietà del suo mantello? ...................................................................................................

IL CARATTERE

Il Chow Chow è un cane serio, riservato e gentile. Sembra “distratto” ma osserva senza darlo a vedere tutto ciò che succede intorno a lui. È un bravo cane da guardia, molto affezionato alla casa e al padrone e riservato con gli estranei.

Le razze canine sono suddivise in 10 gruppi. Il Chow Chow appartiene al Gruppo numero:

?

…………….................………........................................... • GRUPPO 1
 • • • • • • • • •

CANI DA PASTORE E BOVARI (ESCLUSI BOVARI SVIZZERI) GRUPPO 2
 CANI DI TIPO PINSCHER E SCHNAUZER - MOLOSSOIDI E CANI BOVARI SVIZZERI GRUPPO 3
 TERRIER GRUPPO 4 
BASSOTTI GRUPPO 5
 CANI TIPO SPITZ E TIPO PRIMITIVO GRUPPO 6
 SEGUGI E CANI PER PISTA DI SANGUE GRUPPO 7
 CANI DA FERMA GRUPPO 8
 CANI DA RIPORTO CANI DA CERCA CANI DA ACQUA GRUPPO 9
 CANI DA COMPAGNIA GRUPPO 10
 LEVRIERI

LE CURE

Per mantenere la sua folta pelliccia in odine è necessario spazzolarlo almeno due volte la settimana. Pulire di frequente la parte sotto gli occhi ed il muso. Gli piace camminare ed essere libero di correre nei prati.

Chow Chow a pelo lungo

STORIA DEL CHOW CHOW

È in cane primitivo che proviene dalla Cina, dove era diffuso già 2000 anni or sono come cane da guardia e da caccia. Rimase una razza sconosciuta al resto del mondo sino al 1800. Solo nel 1920 si diffuse in Inghilterra e piano piano anche in Italia.

INFO

Visita il sito www.enci.it troverai tutte le informazioni sulla razza. Potrai consultare lo Standard di razza (sul motore di ricerca interno al sito digita: standard Chow Chow) e leggere gli articoli pubblicati sulla rivista I Nostri Cani (clicca su archivio rivista). 33


A N O M E CR BEST IN SHOW Giudice G.B. Tabò 1° Cinecittà Sacha Baron Colen, Maltese, pr. Franco Prosperi 2° Quick Joey Small del Whymper delle Grand Jorasse, Australian Shepherd, pr. Linda Carioni 3° Moschino dei Gini , Cocker Americano, pr. Valeria Elena Milanesi. Premiano: Abele Barbati presidente del Gruppo Cinofilo Cremonese e Roberto Gandolfi consigliere al Comune di Cremona delegato per il Benessere Animale.

Lusinghiero successo dell’Expo Internazionale

Cremona fa da esempio Ha vinto un Maltese. Accomunati negli applausi del pubblico organizzatori e concorrenti Anche quest’anno, come ormai da molti anni, ma direi da sempre, ho avuto l’onore e il piacere di giudicare all’esposizione internazionale di Cremona. Perché l’onore? Essere nella giuria di una esposizione così importante non è cosa indifferente. Cremona ha raggiunto un grado di valore cinotecnico elevato dimostrato da fatti positivi ben precisi che rendono la sua esposizione fra le migliori d’Italia e anche d’Europa. Innanzitutto l’alto numero di soggetti iscritti (in due giorni, ben sette raduni, che non hanno per nulla intralciato il funzionamento dell’Internazionale, 1839), ma non solo il numero, ma anche la qualità, riassunta nel finale per il “Best in Show”: dieci soggetti veramente ottimi, che dimostra l’interesse dei cinofili, molti anche venuti dall’estero, a partecipare a una manifestazione così qualificata. Che sia molto qualificata lo dimostrano alcune sue caratteristiche che purtroppo in troppe altre espo non sono presenti. Per prima 34

BIS COPPIE Domenica 24 novembre Giudice Luigi Corna 1° Gio. Do. Gio Ramesse & Dalila, Carlino, pr. Sergio Soffientini 2° Le Quartiene De Chanel Nomme & La Deuxiemme De Chanel Nomme Grace , Weimaraner, pr. Marco Bausani 3° Evermagic Wind of Change & You Light Me Up, Golden Retriever, pr. Anna Maria Carbone Premia: Massimo Carioni consigliere del Gruppo Cinofilo Cremonese


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Cani

Anno 60 num. gennaio 2014

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re 24 novemb I Domenica i BIS GRUPPudio De Giuliani ento Dei Gin Giudice Cla mericano dell’Allevami Francesco Stanislao 1° Cocker A nauzer pepe e sale d Cominesi 2° Zwergschner di Dario Raimondi 3° Weimara

cosa il luogo: Cremona Fiere offre un padiglione enorme, che permette di allestire ring di giusta grandezza con pavimentazione per nulla sdrucciolevole, spazi sufficienti sia per gli espositori, che per il pubblico. I posteggi per le auto, i furgoni e per i camper, che stanno divenendo sempre più numerosi, sono spaziosi e situati vicini all’ingresso. Soprattutto però sono molto positive le caratteristiche dell’organizzazione che riguardano la parte cinotecnica: buona ed equa distribuzione dei soggetti esposti, fra i vari giudici e seconda caratteristica, di non poca importanza, il mantenimento, direi ferreo, degli orari d’inizio dei giudizi, ma, soprattutto, del ring d’onore. Perché il piacere? Non voglio cadere in luoghi comuni e farmi influenzare dall’amicizia che mi unisce ad Abele Barbati, ma la ragione maggiore che alimenta il piacere sono l’accoglienza e l’ospitalità: eccezionali, calde, che ti mettono a tuo agio, che fanno sembrare anche le cose più complesse semplici e naturali. Il merito va al Gruppo Cinofilo Cremonese al suo Consiglio direttivo e naturalmente al suo Presidente Abele Barbati , che è grande conduttore, ma anche grande lavoratore, che vuole sempre controllare che tutto funzioni come programmato e bisogna dire che la programmazione è ottima, forse anche

JUNIOR HANDLER (12- 17 anni) Giudice Bruno Nodalli 1° Aurora De Poli con un Cavalier King Charles Spaniel 2° Alessandro Cipollini con un Setter Irlandese 3° Jessica Marchetti con un Setter Irlandese Premia: Ganriele Boiocchi consigliere del Gruppo Cinofilo Cremonese

Gruppo 9 Cani da compagnia Giudice Ferdinando Asnaghi 1° Cinecittà Sacha Baron Colen, Maltese, pr. Franco Prosperi 2° That’s Amore In Mavi, Chihuahua a pelo lungo, pr. Marco Tomei 3° Solino’s Capitano, Chinese Crested Dog, pr. Iris Schultz Premia: Giuseppina Barbati Miragoli

favorita dall’esperienza che Barbati ha raggiunto non solo nel gruppo cinofilo, ma anche nella sua vita trascorsa, prima come funzionario dell’ENCI e susseguentemente come amministratore dell’Ente stesso. Il Presidente è anche sorretto da una magnifica moglie, non solo bella esteticamente, ma soprattutto moralmente, che interessandosi delle pubbliche relazioni e di tutto il corollario estetico dell’evento, è molto partecipe alla creazione di quel piacere, condiviso anche dai colleghi, che mi ha condotto a formulare queste doverose note. Infine, di solito si fa all’inizio, dovrei scrivere della Giuria, naturalmente internazionale, ma di essa facevo parte anch’io e quindi, senza falsa modestia, sono molto imbarazzato. Colleghi qualificati e ben scelti, anche in questo caso, osservando una certa tradizione: forse seguendo il pensiero che formazione che vince non si cambia. Mi corre anche una piacevole considerazione: nella tradizione anche alcuni giovani emergenti e che siano emergenti lo dimostrano i numero dei soggetti che hanno dovuto giudicare. Concludo: grazie Cremona, spero di rivederti l’anno prossimo o come giudice o come espositore. Gianercole Mentasti

Jorasse, per delle Grand ENTI RAGGRUPPAM 1° Quick Joey Small del Whym Carioni da GRUPPO 1 Australian Shepherd, pr. Lin lldog –pr. Lucia Trotta odstock – Bu er 1° Luvi Pride Wo mm GRUPPO 2 1° Lievore’s Edition Indian Su pr. Piergiorgio Lievore GRUPPO 3 American Staffordshire Terriernhelsing Rovet del Wa . Wanhelsing ev 1° Goloubet Du GRUPPO 4 Bassotto kaninchen p/d pr. All– pr. Roberto Mazzetto oiedo m Sa – eback r lie va Rhodesian Ridg 1° Sweetxe GRUPPO 5 1° Harmakhis Wisdom Sissi – i GRUPPO 6 pr. Marcello Salvi pr. Sara Venturell acco Italiano – dei Sanchi – Br cker Americano aia Pr 1° i Gini - Co GRUPPO 7 1° Moschino de GRUPPO 8 pr. Valeria Elena Milanesi e n Colen - Maltes città Sacha Baro ne Ci 1° 1° ri GRUPPO 9 pr. Franco Prospel Barone Rampante di Luna ra de hia ac Alb 1° Allev. dei Raggi GRUPPO 10 Piccolo Levriero Italiano – pr.


A Z N E T O P Best in Show: 1° Spitz nano UPSTART FORA SUNBLUSH pr. Riccardo Gentili 2° Terranova nero VERTIGO DONNIE DARKO pr. Sergio Gioffreda 3° Yorkshire Terrier GRIOTTE DU CLOS DE LA BELLE HELOISE pr. Maguy Gillet

Organizzate dai Gruppi di Matera e Lucania

Spitz e Bobtail sul podio A Gravina di Puglia due giorni di successi

Copiosità di pelo cotonato sui podi più alti della “liaison” dall’ impronta tutta lucana, hanno collaborato i Gruppi Cinofili Materano e Lucano, nella splendida e soleggiata cittadina di Gravina In Puglia che ha sostenuto questo ben riuscito doppio evento svoltosi il 21 e 22 settembre, attraverso la concessione della corredata, ampia e luminosa fiera San Giorgio, per la prima volta ha ospitato giudici di fama internazionale e soggetti di alta qualità giunti da più parti d‘Europa come Francia, Malta e Grecia. Soddisfacente l’afflusso dei soggetti presentati (più di 900) ed e la partecipazione di un folto pubblico, rimasto al bordo del ring d’onore sino all’ultimo istante, interessato, quasi complice delle decisioni degli esperi giudici che con estrema professionalità e serietà hanno reso queste due splendide giornate memorabili ed intese essenzialmente come confronto cinotecnico. Doveroso elogio al comune di Gravina in Puglia ed al sindaco Dott. Alesio Valente che ha ritenuto questo incontro cinofilo 36

di consistente rilievo culturale. Paglieri ha ben interessato il pubblico accennando allo standard dei soggetti presentati

STA INCANTATA ENTI POTENZA RAGGRUPPAM Cane Lupo Cecoslovacco FOREDaniele GRUPPO 1 1° NIK BANG pr. Loizzo Giovanni IE DARKO YU VERTIGO DONN Terranova nero GRUPPO 2 1°. Gioffreda Sergio DE LA BELLE pr IOTTE DU CLOS GR er rri Te ire sh York GRUPPO 3 1° LOISE pr. Gillet Maguy HE NO I DATI ili Bassotto MANCA NBLUSH pr. Gent GRUPPO 4 1° Spitz nano UPSTART FORA SU GRUPPO 5 1°ccardo EN Ri OFT STARGOLD Retriever LARACR en ld Go 1° 6 GRUPPO pr. Croce Valeriano marrone NURMAH BAR PACE ria Clara Barbone Na GRUPPO 7 1° OCOLATE pr. Franceschetti Vitto AGNA SP CH DI I AL RE DEI Saluki ARABEL GRUPPO 8 1°. Boatta Angelo pr


MATERA

Best in Show: 1° Bobtail SHAGGY BLUE BOB’S PLOUTARCHOS OF ARYAKAS pr. Nikolas Kanales 2° Terranova nero VERTIGO DONNIE DARKO pr.Segio Gioffreda 3° Chihuahua p/c DIXIE DANCER DI RIO GALERIA pr. Paolo Tartaro

al ring d’onore. Delegato ENCI Dario Posillipo. Ampi gli spazi dedicati agli sponsor, agli espositori e ai visitatori, tra questi spiccava un angolo interamente dedicato al fotografo ufficiale della manifestazione Giancarlo Amati che ha allestito una area adibita al fashion’s dog. Ben disposti i ring, di giusta grandezza, accurato il lavoro dei commissari che hanno faci-

litato lo svolgimento dei giudizi. In una giuria di tutto rispetto Mario Migliarini ha decretato come miglior soggetto assoluto del CAC di Potenza il piccolo Spitz nano Upstart Fora Sunblush, seguito dal Terranova Vertigo Donnie Darko e terzo il fluente Yorkshire terrier Griotte Du Clos De La Belle Helois.

Matera Gruppo 1° Golden retriever Allevamento Stargolden 2° Cocker Spaniel inglese Allevamento Di Casa Vecchia di Pangallo 3° Weimaraner Allevamento Greysbeth

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E’ stato invece un Bobtail venuto da Atene, Shaggy Blue Bob’s Ploutarchos Of Aryakas a salire sul gradino più alto del Best in Show del CACIB di Matera, giudicato dal norvegese Leif Ragnar Hjorth. Piazza d’onore al più piccolo ma fiero e altezzoso Chihuahua Dixie Dancer Di Rio Galeria: non ha temuto la mole del possente Terranova Vertigo Donnie Darko terzo calssificato. Anna Laronca

S B’S PLOUTARCHO ENTI MATERA RAGGRUPPAM 1° Bobtail SHAGGY BLUE BO . GRUPPO 1 . Kanales Nikolas NNIE DARKO pr OF ARYAKAS pr 1° Terranova nero VERTIGO DO GRUPPO 2 AMPION Gioffreda Sergio 1° Fox Terrier p/r ENGLISH CH n . Calleja Iva GRUPPO 3 NT KNOW ME BY IAL FEATURE pr TRAVELLA SPEC 1° Bassotto Nano p/d IF U DO l Wanhelsing LY pr. Latini GRUPPO 4 LSING pr. All. de KA NOW DEL WANHE1° Samoiedo SWAMI DI CASA . GRUPPO 5 GHT OF LOVE pr Massimiliano 1° Basset Hound BASSJOY NI GRUPPO 6 N MIGUEL pr. mplari All. Terra Dei Te 1° Settr Gordon LUDSTAR DO ANT GRUPPO 7 LDEN CARY GR Segato Gabriella 1° Golden Retriever STARGO GRUPPO 8 ER DI RIO ca pr. Stella Gianlu 1° Chihuahua p/c DIXIE DANC . GRUPPO 9 ro Paolo IA GRANCRU pr GALERIA pr. Tarta1° Greyhound SOBERS PORT GRUPPO 10 maremmano Vismara Lorella giu. M. Migliarini 1 del gruppo NE to IA ot ss AL uppo ba RAZZE IT R. Schill 1 del gr JUNIORES giu. Lebret 1 del gruppo spitz GIOVANI giu. C. Alessandri COPPIE giu. A. Nataletti GRUPPI giu. V.

Matera BIS Giovani

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ro Paolo Tarta ALERIA pr. ti Meziani G IO R 9 I o D p p R Matera gruhua p/c DIXIE DANCE IKKIM TCHOO pr. SepBORDSBURG 1° Chihua u GUCCI GUILTY DU S CHITI VON DER HER 2° Shih Tz e Nano albicocca XO 3° Barbon na Pucci pr. Mile

Matera BIS

Juniores


O I S E D

Best in Show: 1° Cocker Spaniel Inglese FRANCINI’S DAY BY DAY pr. Angela Francini 2° Bassotto kanincken a pelo duro PUPETTA DEL WANHELSING pr. Allev. del Wanhelsing 3° Piccolo Levriero Italiano HAMLET DEL BARONE RAMPANTE pr. Allev. del Barone Rampante Al centro, il giudice Gianercole Mentasti ed il rappresentante del Gruppo Cinofilo Desiano Renato Novati

A Malpensa Fiere campioni e spettacolo

Il volo della cinofilia L’importanza tecnica della rassegna, un altro successo del Gruppo Cinofilo Desiano. Vince un Cocker Grande partecipazione di espositori e di pubblico il 1° novembre a Malpensa Fiere a bissare il successo ottenuto già lo scorso anno durante la prima edizione dal connubio organizzativo tra il Gruppo Cinofilo Desiano ed il Gruppo Cinofilo Varesino, l’esperimento dello scorso anno ha permesso una nuova impostazione ed un nuovo “touch” della manifestazione che ha reso più attraente e più simpatica la tre giorni espositiva. Giuria di altissimo livello composta da italiani e

r

. Urs Muelle ENTI XTRAVAGANCE pr RIDE S RAGGRUPPAM EL TT ZO l ai bt TO IN TICKET PO 1 1° Bo

MAR GRUP Affenpinscher TA GRUPPO 2 1° Andrew Bizin TOWN PUPPY pr. affordshire LOBO St n ica er Am ° GRUPPO 3 1 Jari Spagna pr. ken pelo duro v. del Wanhelsing Bassotto kaninc le GRUPPO 4 1° TTA DEL WANHELSING pr. Al RANUBIS BAHAAR N FA PUPE SU NG SI RI d un Pharaon Ho Gruppo 5 1° Hans Sleegers DAY BY DAY . pr ese FRANCINI’S gl In l ie an Sp er Cock Gruppo 6 1° Angela Francini XON CASTA DIVA pr. de mole nero SA an gr e on rb Ba ° GRUPPO 7 1 Gisella Stilo L BARONE pr. liano HAMLET DEnte Ita ro ie vr Le o ol pa m Picc GRUPPO 8 1° PANTE pr. Allev. del Barone Ra RAM

stranieri con la gradita presenza del Presidente ENCI Francesco Balducci che si è congratulato con gli organizzatori della manifestazione che hanno saputo alternare magistralmente l’introduzione dei soggetti al ring d’onore con intrattenimenti musicali e danzanti che hanno catalizzato per tutto il pomeriggio gli spettatori che hanno condiviso le scelte delle giurie a volte anche con lunghi applausi e tanto è stata coinvolgente la manifestazione che il pomeriggio è volato via in un attimo ed al termine ci siamo resi conto che era già ora di cena. Dal lato tecnico, sentiti i pareri degli esperti complimenti agli espositori per la qualità dei soggetti presentati che complessivamente hanno superato 760 presenze. Sul podio d’onore un Cocker spaniel inglese Francini’s Day by Day presentato dall’allevatrice proprietaria Angela Francini che con i suoi Cocker sta mietendo successi sia in Italia che all’estero. Un giusto riconoscimento ad una allevatrice che sulle orme del padre Franco, grande allevatore di Setter inglesi, con competenza, amore e serietà sta dando lustro all’allevamento italiano. Complimenti e ringraziamenti a tutti per la bella giornata di sana cinofilia trascorsa insieme. Lidio Riva 39


LUGO

Best in Show: 1° Welsh Corgi Pembroke Dragonjoy Sonny Corleone pr. Chiara Ceredi 2° Maltese BB-Jackpot of Snow County Fr pr. Barbara Vezzani 3° Tosa Agiro Tosadar pr. Enrico Drudi

Prima Expo Nazionale del Club Cinofilo Lughese

Lugo comincia col record A catalogo 720 cani di cui 266 fra Golden e Labrador e 256 Bassotti. Tanto pubblico e molti applausi Numeri da internazionale per la prima expo con CAC del Club Cinofilo Lughese. 720 soggetti a catalogo hanno fatto della manifestazione romagnola, tenutasi il 10 novembre scorso, una fra le prime expo nazionali in Italia. Ma già il giorno precedente, sabato, c’era stato, come dire, l’aperitivo al “botto”: 266 iscritti fra Golden e Labrador per il Raduno di razza, e 256 Bassotti per il Campionato sociale. Un vero successo per il dinamico staff del piccolo Club lughese che ha scelto come location (e ottenuto, ringraziando per il nulla osta il Presidente del Gruppo Cinofilo Forlivese, ing. Giovanni Garoia) la fiera di Cesena. Location pluricollaudata da manifestazioni internazionali di grossa portata, che offre facile raggiungibilità, comodo parcheggio, spazi interni abbondanti. Inoltre, lo staff lughese ha sapientemente puntato sulle sinergie, stringendo collaborazione con l’Associazione Ornitologica Cesenate, anch’essa presente con una manifestazione propria in altri padiglioni della fiera. Tant’è che il Presidente dell’Associazione, Paride Farabegoli, ha collaborato sul ring d’onore con il Presidente del club lughese, Daniele Belardinelli. Giuria internazionale (oltre agli italiani, due giudici inglesi, uno svedese, un finlandese e uno sloveno), segreteria efficiente, premi di corollario in gastronomia di valore, catalogo ben strutturato (curato da Expocani.net). Delegato ENCI Nanzio Mari, ospite il Comandante dei Carabinieri di Cesena, Magg. Diego Polio, che si è reso disponibile a premiare uno dei gruppi del ring d’onore. 155 le razze presenti e pubblico che non ha mancato di far sentire la propria partecipazione con applau40

si in taluni casi da vera e propria tifoseria. Miglior soggetto dell’esposizione è stato proclamato il Welsh Corgi Pembroke Dragonjoy Sonny Corleone di Chiara Ceredi. Il podio del BIS ha offerto simpatiche “forbici” di statura, poiché a fianco del primo sono saliti (secondo) il Maltese BB-Jackpot of Snow County Fr di Barbara Vezzani, e (terzo) il “gigante” Tosa Agiro Tosadar di Enrico Drudi. Al primo è andato anche il premio speciale 1° Trofeo Luigi Vespignani offerto dal figlio Oriano, vice-Presidente del Club Cinofilo Lughese. Soddisfazione del Presidente Belardinelli e di tutto il Club per una prima di così indubbio risalto. Il Club Cinofilo Lughese ringrazia per la collaborazione e disponibilità la Fiera di Cesena, il Gruppo Cinofilo Forlivese, l’azienda Forza 10, e quanti a vario titolo hanno lavorato e collaborato per la riuscita della manifestazione. Roberto Aguzzoni Chiara Ceredi TI rgi Pembroke - pr. RAGGRUPPAMENagonjoy Sonny Corleone - Welsh Co i o Calce GRUPPO 1 1° Dr iro Tosadar - Tosa – pr. Enrico Drud Terrier - pr. Vincenz GRUPPO 2 1° Ag da’s Red Shark - American staff. - Bassotto s/d GRUPPO 3 1° CuSono Leggenda della Val Vezzeno GRUPPO 4 1° Io tonio Palladini y - Siberian Husky pr. An The Mayan Profec Thousand Twelve o Tw 1° 5 PO GRUP negatti - pr. Carina Selberg pr. Alessandro Do With Leongolden - Golden retriever rbara Vezzani er Ba rill pr. Th kkola ltese GRUPPO 6 1° Ku -Jackpot of Snow County Fr – Ma fania Gigli GRUPPO 7 1° BBWhiprose Norah - Whippet – pr. Ste ssotto s/d - pr. Cinzia Arditi GRUPPO 8 1° - Obladioblada della Val Vezzeno - Bad - pr. Alessandra Gambara BIS Juniores 1° cilla del Wanhelsing - Bassotto n/ n – Tosa - pr. Enrico Drudi BIS Giovani 1° Luiro Tosadar - Baby Tisama tosa Ke at di Patrizia Errera BIS Coppie 1° Ag t Coated Retriever – allev. Shiny CoFr – Maltese BIS Gruppi 1° Fla 1° - BB-Jackpot of Snow County is BIS Razze Italianeni – pr. allev. Agaporn pr. Barbara Vezza- Agapornis Nutella - Boxer tigrato 1° i an ter Ve BIS


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Anno 60 num. gennaio 2014

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CORSO PER ADDESTRATORE CINOFILO E CONDUTTORE DI ESPOSIZIONE

PERUGIA - FEBBRAIO 2014 ROMA - MARZO 2014 MILANO - APRILE 2014 CORSO CONDUTTORE CINOFILO DI ESPOSIZIONE

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Stanley è ancora un ragazzino, e si sente solo. Da quando il fratello è partito per la guerra, il padre non è più lo stesso. È freddo e distante. Eppure Stanley ha trovato un modo per essere di nuovo felice: prendersi cura dei suoi cani. Lui è l’unico che sa come comunicare con loro. Quando Soldier, un cucciolo dal pelo chiaro, sembra troppo fragile per sopravvivere, Stanley gli salva la vita. Qualcosa di speciale li unisce e i due diventano inseparabili. Ma il loro legame è destinato a spezzarsi: un giorno, all’improvviso, Soldier scompare. Per Stanley è una nuova ferita difficile da ricucire. Non gli rimane che una scelta: vestire la divisa dell’esercito inglese e partire per il fronte. Partire alla ricerca del fratello e cercare di riunire la sua famiglia. Grazie alla sua rara abilità nel capire i cani, viene assegnato al servizio dei cani messaggeri. Nell’orrore delle trincee del primo conflitto mondiale, la lealtà e il coraggio di questi animali salvano vite umane. Sono loro che giorno dopo giorno insegnano a Stanley a essere forte e a sopportare la violenza della guerra. Eppure lui non riesce ad affezionarsi veramente: il ricordo di Soldier fa ancora troppo male. Fino a quando non gli viene affidato Pistol che, come lui, non si fida più di nessuno. Grazie a questo cane Stanley rivive, per la prima volta, la forza dell’amicizia che lo legava a Soldier. Una sensazione che credeva di non riuscire più a provare.

A essere un buon cane s’impara da cuccioli. Per questo dobbiamo insegnare ai nostri piccoli amici a crescere bene, aiutandoli a diventare ubbidienti, equilibrati e felici. Basato solo su stimoli positivi, il metodo che Gwen Bailey svela in questo volume aiuterà il vostro giovane cane nella crescita e saprà trasformare l’addestramento in un’esperienza divertente e ricca di sorprese. Dal comportamento in casa al gioco con i membri della vostra famiglia o con gli altri cani, il programma spiega come educare il cucciolo, insegnandogli le buone maniere, accrescendo la fiducia in sé stesso e rinforzando giorno dopo giorno il legame di affetto con voi. Allevando un cucciolo beneducato e socievole, il divertimento è assicurato.

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Nunziata con Zar delle Furie dei Biagioni

Grandi confronti sui terreni di Serbia

Nis, starne e campioni

Tanti giovani, molte conferme e rivelazioni: Dibor, Ranger gli altri Quest’anno, il calendario autunnale ha raggiunto, dopo alterne vicende e vari assestamenti, quella che dovrebbe essere la sua formulazione ideale, e, speriamo, definitiva: le prove in Polonia collocate non oltre la prima metà di ottobre, e quelle in Serbia nella seconda metà di novembre. Le zone prescelte hanno risposto magnificamente: il numero, e la distribuzione, delle brigate di starne, sono risultati eccellenti, pari, se non addirittura superiori, a gli anni precedenti. Io, i primi tre giorni, sono stato inviato a Żitorađa e ho trovato, con grandissima soddisfazione, organizzazione perfetta, terreni stupendi e una impressionante quantità di starne, tanto nella parte pianeggiante, quanto in quella colli-

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nare. Inutile aggiungere che anche Lalinske Pojate, Lalinac e Doljevac sono state come sempre impeccabili. La presenza di starne è, pressoché ovunque, quasi ridondante, uno spettacolo stupendo che suscita stupore e infonde gioia profonda. Non si può, e non si deve, tacere che una parte considerevole dell’interesse tecnico della prima settimana di prove era ragionevolmente calamitato dall’ Eurocoppa, in programma sabato 30 novembre. E forse è opportuno premettere subito alcune considerazioni d’indole generale. Alcune osservazioni d’indole pratica, condivise, mi pare, pressoché unanimemente. Quella che senza dubbio si colloca nel numero

delle quattro prove principali e fondamentali dell’anno, insieme con Derby, Coppa Europa e Campionato europeo, merita, anzi direi esige, di svolgersi in una cornice decisamente più consona al suo grandissimo significato tecnico. Al barrage, in occasione del quale ho inaspettatamente ricevuto dall’ ENCI l’immenso onore di far parte della terna giudicante, insieme con Americo Procaccini e Dusko Sormaz, era presente uno sparuto gruppuscolo di addetti ai lavori, mentre ai barrage quotidiani, del mattino, assistevano, in confronto, adunate oceaniche. Anche la sera, alla premiazione, si trattava di un riunione conviviale per pochi intimi. Fortuna che alcuni giudici avevano deciso, vista l’ora


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Anno 60 num. gennaio 2014

tarda, di rimandare al mattino seguente la partenza, altrimenti potevamo davvero contarci sulle dita di una mano. Ovvio che questi aspetti, per dir così, accessori, di contorno, nulla tolgono all’oggettivo responso tecnico di così alto e solenne cimento. Tuttavia, esso, proprio perché così significativo e importante, necessita anche di una cornice confacente alla sacralità del rito. Non mi stanco mai di ripetere che la forma, in certi casi, è inscindibilmente legata alla sostanza, non foss’altro per la legittima soddisfazione e gratificazione di chi si è guadagnato sul campo i galloni della gloria imperitura. Passando a valutazioni più strettamente tecniche, vorrei che mi fosse accordato di ripetere alcune perplessità già avanzate, come ho detto, nell’occasione. Da poco tempo, è stata modificata la proposizione di accesso al Derby: non più per “millesimo” di nascita, come vorrebbe la giusta tradizione, ma per data, concedendo la partecipazione ai cani entro i 30 mesi esatti. Inutile tornare sulle ragioni che hanno portato a questa, pur importante, variazione, perché sono ampiamente note, e anche, almeno in parte, comprensibili. Peraltro, penso che, ora come ora, sarebbe opportuna una riflessione sui criteri di accesso all’Eurocoppa. Come ebbi già modo di scrivere molti anni or sono, fui tra i primi, se non il primo, a proporre e sostenere l’introduzione di una prova come questa, dalle pregnanti implicazioni. Essa doveva costituire, mutatis mutandis, la controprova autunnale a gli esiti primaverili del Derby. Per ciò stesso, era implicito nella sua formula che ammessi a correre fossero, in primis, gli stessi protagonisti della classica di primavera. Le motivazioni tecniche mi paiono così evidenti da rendere superflua qualsiasi aggiunta. Senza togliere, naturalmente, che si aggregassero anche coloro che al Derby, per un motivo o per l’altro, non erano pronti, o avevano dovuto soccombere a gli strali di sorte avversa. La riconferma, o, all’opposto, il ribaltamento, delle gerarchia generazionale, erano, e sono, l’essenza stessa dell’operazione. Quindi, credo di non affermare nulla di strano e bizzarro se dico che, a mio avviso, si imporrebbe qualche piccola, ma decisiva, correzione di rotta. Passiamo a qualche cenno di cronaca. Cronaca di una prova durissima, difficilissima, ma dall’esito entusiasmante. Facevo parte della giuria di una delle tre batterie, presieduta dall’ Ingegner Procaccini, svoltasi sui famosi terreni di Doljevac. La mattina, al barrage, a Vrtište, s’era già levato un vivace venticello. Ma quando siamo arrivati a Doljevac non ce n’era più traccia. La sofferenza si è protratta per alquanto tempo, aggiungendosi alle difficoltà di collegamento. Ragion per cui, la situazione sembrava aver preso davvero una brutta

piega. Ma poi, come talvolta capita in simili casi, grazie ai cani una battaglia che sembrava volgere al peggio si è d’improvviso trasformata in glorioso trionfo. Ci hanno pensato la setter Cita dei Scaini, in primo luogo, la brillante allieva della gentilissima Signorina Giada Papetti, già assai ben illustratatasi al Derby, stavolta protagonista di un bellissimo turno, e di un altrettanto pregevole punto. E poi Radentis Ciak, condotto da Fabrizio Baraghini, che ha sciorinato un eloquente saggio di grande azione, dovizia di mezzi e genuina mentalità, prima di lasciarsi trascinare dal temperamento e portarsi fuori mano. E poi il pointer Palaziensis Gerri, condotto da Rudy Lombardi. Ha avuto qualche giovanile sbandata nella prima parte del turno. Ma, in seguito, si è dimostrato pienamente all’altezza ed ha concluso con un punto da brivido.

DALL’ANONIMATO SPUNTA DIBOR Su tutti, è salito in cattedra un altro pointer, Dibor, condotto da Davide Bruni. Un cane a me sconosciuto, ma penso anche ad altri, che è stato, credo, tenuto accuratamente al coperto, nell’attesa di sfoderarlo per l’occasione. Ed è stato come sguainare un’affilata, balenante spada di Toledo. Turno da trialer quant’altri mai, spavaldo, giovanile, pieno di animus e di prestanza, impavido, strenuo galoppatore, sempre sul filo dell’eccesso, ha coronato la sua fulgida prestazione con un grande punto. Si tratta di un figlio di Kaster, dal mantello bianconero, allevato da Daniele Bagno e appartenente a Francesco Lapini. La madre, Alfa, nasce da Sedorf e Altinum Tecla. Sedorf è

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prole di due figli dell’indimenticata Fiamma, di Borselli: Napoleone, da Maitò di Groppo, e Baby, da Clastidium Fauno. Tecla è progenie di Milord di Groppo e Altinum Mia, figlia di Ribot della Noce e di Altinum Dea, a sua volta figlia di Dingo e Milady di Groppo. Come si vede, un albero genealogico che affonda le sue radici nella più illustre aristocrazia pointer, caratterizzato dal triplice inbred 2x4x4 su Ribot della Noce, dalla presenza dei tre fratelli Milord, Maitò e Milady di Groppo, e dal significativo apporto di due perle come Clastidium Fauno e Dingo. Dunque un pedigree impreziosito da grandissimi nomi del Gotha pointeristico, che, in una mirabile impalcatura genealogica, garantiscono la sostanza e la tenuta di questo atletico, possente erede del grande Kaster. Conclusa la nostra batteria, abbiamo fatto ritorno a Vrtište, per il gran finale. Appena giunti a fianco della suggestiva chiesa di San Pietro, siamo stati informati che le altre due batterie erano state vinte, una da Kavadias Marcos, setter di Simeons, con la qualifica di Eccellente, sul secondo, anch’egli setter e anch’egli Eccellente, Demo Sirtouf, di Mavridis; e l’altra, con il CAC, dal pointer Ranger del Sargiadae, di Eschini, sul secondo, il setter Desianensis Aramis, di Pezzotta. Terzo Ecc. Bill della Steccaia, pointer di Cantoni, Ecc Edo, pointer, di Eschini, ed Ecc. Pino di Gruma, setter, di Zaniboni. Ci attendeva la conclusione pirotecnica di un barrage Ranger contro Dibor. Ma prima, è conveniente soffermarsi brevemente su taluno di questi cani. Intanto, si rileva subito la presenza di alcuni protagonisti del Derby, oltre alla già menzionata Cita dei Scaini. Si tratta di

Stefano Girandola con Cleo della Cervara pr. Claudio Macchiavelli


Ranger, di Bill, ma anche di Aramis, che alla Tollara, a marzo, pur non essendo entrato in classifica, si pose indubbiamente in luce. Cominciamo proprio da lui, e da Bill. Aramis, pupillo di Lidio Riva, è figlio del campione Bobet di Loro Piceno (da Radentis Nomar) e di Desianensis Mila, figlia di Asia di Valpanaro, a me molto cara. Dopo il Derby, ho ritrovato Aramis in Polonia. Mi ha suscitato un’ottima impressione in gara giovani, vinta con la qualifica di Eccellente. Poi, ho avuto l’opportunità di vederlo di nuovo all’opera a Niš, sempre in giovani, due giorni prima dell’Eurocoppa. Ne ricavai l’idea, non da tutti necessariamente condivisa, di un giovane molto brillante ma anche già maturo e concreto, positivo, pronto, già ben preparato, già permeato di una chiara consapevolezza del suo impegno. Quel giorno finì secondo, proprio alle spalle di Bill della Steccaia, il pointer bianco-nero, ampiamente distintosi al Derby. Costui è un cane di indubbia classe, già dimostrata al Derby; allevato da Attilio Pasquali, di proprietà del signor Antonio Pallottini, è figlio di un pointer da me molto ammirato e stimato, Vento del Frangio, dell’Ingegner Endrizzi. Vento, fratello di Vasco, altrettanto buono, è un celebre figlio di Ribot e di una figlia di Gim per una figlia di Gino del Frangio. La madre di Bill, Prunilla della Cisa, è figlia dell’ottimo Anter, del Dottor Paolo Pardini, e di Hora della Cisa, figlia di Tristan, fratello di Titan, e di una figlia di Res.

PERCHÉ RANGER È UNA CERTEZZA E veniamo a Ranger. È stato allevato da Silvio Marelli, ed appartiene a un proprietario greco, Vasilios Sakantanis, grande sportivo e appassionato. È un figlio di Apollo, un esemplare stilista, purtroppo già venuto a mancare, non senza essersi rivelato splendido riproduttore. È stata una gravissima perdita per l’allevamento pointer. Apollo, allevato da Domenico Petrella, ha per fortuna due fratelli, rimasti all’ottimo allevatore, che si segnalano anch’essi come notevolissimi rappresentanti di razza e della linea del grande Fiano del Volturno, figlio di Milord di Groppo e di una sorella di Zora di San Pellegrino, Zuffa. Ranger ha un fratello, Rodeo, altrettanto bravo, anch’egli condotto da Paris Eschini, ed appartenente a Gianluca Fulgenzi, giovane appassionato, bravo e simpatico, figlio di Gianni, celebre allevatore, giudice e presidente del gruppo cinofilo anconitano. La madre di Ranger e Rodeo (il quale ha fatto un CAC in prova giovani!) è London del Sargiadae, sorella del buon Latino, figlia di Kaster e di Bora du Mas du Zouave, figlia dell’immancabile caporazza Titan. La madre di Bora, Tafna, è figlia di Eugubium Ics, ennesimo importante prodotto di casa Gnagni, figlio del monumen-

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Paris Eschini con Ranger del Sargiadae vincitore dell’Eurocoppa

tale Clastidium Fauno e della fantastica Ester del Pratesi, figlia del sommo Pul degli Uberti. Io conobbi Ranger quando era un cucciolo, e ne rimasi letteralmente folgorato. Proprio oggi, parlando con un mio caro amico, ed ottimo cinofilo, Alfiero Pieraccini, mi ha detto che Paris ha avuto, con Ranger, vita facile, tanta e tale era l’innata naturale capacità di apprendere di questo straordinario allievo. Non ho nessuna difficoltà a crederci, perché fin dai primi mesi di età Ranger evidenziava una insolita, incredibile attitudine. Al Derby, Ranger ha dovuto soccombere, di stretta misura, al compagno di allevamento Mosè, altro cane importantissimo. Un vero peccato che la sfida non si sia potuta ripetere, per i motivi meramente anagrafici già detti prima, nell’Eurocoppa: ne potevamo vedere delle belle! Al Derby, Ranger sem-

Sgancio di Mosè del Sargiadae, conduttore Stefano Girandola

brava mantenere le sue caratteristiche di soggetto un po’ mingherlino. Ora, invece, appare maturato e potenziato, ed esprime una forza incredibile. L’ho giudicato in prova pointer, mi pare martedì 26, a Żitorađa, e ha presentato un biglietto da visita entusiasmante. Facilità e timbro di galoppo, tipicità, azione estrema, mentalità esuberante, ritmo che trascina e ruba l’occhio! E poi concentrazione, convinzione, tensione. Il barrage è stato meraviglioso. Dibor è stato grande, ma contro un Ranger così non ci sono speranze. Comunque, uno spettacolo grandioso. Io sono convinto che questa Eurocoppa lascerà un segno imperituro nella storia. Per ora, godiamocene, e riviviamone, i sublimi momenti, ancora impressi vivissimamente nella recente memoria. Paolo Verdiani


Jai in ferma su beccaccia

Successo di una prova internazionale in Lituania

Il giudice e le beccacce È la prima volta che un italiano è invitato dall’organizzazione straniera La Lituania, regione ricca di foreste di conifere, betulle e querce è un luogo ideale per lo svolgimento di prove su beccacce. Dall’11 al 13 ottobre organizzata dalla Lithuanian Cinological Society si è svolta la prima edizione del” Baltic Woodcook Field Trials “giudicata in accordo con il regolamento FCI per razze da ferma britanniche. È la prima volta che la Lituania organizza questo tipo di prove alle quali sono stato chiamato a giudicare coadiuvato da Valdas Lakneris, Alexander Kulesa e Wytautas Tamosiunas grandi cacciatori,

conoscitori delle beccacce e dei loro comportamenti. La presenza di beccacce ad ogni turno di prova e ben distribuite, le foreste con piante di alto fusto e le splendide giornate hanno contribuito all’ottima riuscita della manifestazione. La qualità stilistica e la grande conoscenza della beccaccia da parte dei soggetti presentati hanno fatto si che tutti i concorrenti, giudici e organizzatori al termine delle prove rimanessero soddisfatti. Una bella sorpresa la presenza di due simpatiche rappresentanti del gentil sesso con

funzioni di assistenti che hanno coadiuvato le giurie, senza mai perdere contatti nè con i cani nè con i conduttori. Il primo trofeo “Baltic Woodcook” è stato assegnato al Setter inglese “Jai” di Miguel Flores che in quattro giorni di prove ha conseguito tre qualifiche MB – ECC - e un CAC. In considerazione della buona riuscita della manifestazione la “LITHUANIAN CYNOLOGICAL SOCIETY” si è ripromessa di organizzare la manifestazione anche il prossimo anno. Lidio Riva

Giudici, assistenti, concorrenti. Primo a sinistra, seduto, Jai di Miguel Flores vincitore del Trofeo

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A Fiuggi le prove su beccacce

Solo Burgos incontra Grazie alla collaborazione tra i Gruppi Cinofili del Lazio: Frosinone, Viterbese, Capitolino e l’Associazione Specializzata “Amici di Scolopax”, si è svolta a Fiuggi nei giorni 9 e 10 novembre scorsi la prima delle quattro Prove del Lazio 2013/14 su Beccacce, articolata in due giorni in Libera Inglesi e Continentali con CAC. I terreni molto idonei per le Prove di Caccia su Selvaggina Naturale per Razze da Ferma, si trovano nel cuore della Ciociaria, incastonati tra il Parco dei Simbruini ed i Monti Lepini. La zona addestramento cani “Monna Pica”, designata ENCI per qualifiche valide Campionato Italiano, messaci a disposizione e amministrata da Enzo

Pirazzi è ricca di rilievi e ben si presta alle prove. Questa ZAC conta circa 200 ettari di territorio con ambiente misto a bosco ceduo e ampi pascoli cespugliosi i quali offrono ottimo asilo alle beccacce sia in migrazione che in svernamento. Purtroppo quando si parla di beccacce le previsioni non si possono fare per il giorno dopo, nonostante gli incontri fatti nei censimenti dei precedenti giorni, il sabato 9 non si è registrato nessun incontro e quindi nessun cane in qualifica, mentre la domenica10 sono state trovate 3 Regine, ma solo una è stata utilizzata, dall’ottimo Setter Inglese bianco fegato Burgos, condotto dal romano Marco Piroli.

Ottimo cane da bosco, determinato e ben collegato, nel minuto una ferma prolungata ma senza esito, molti accertamenti risolti spontaneamente senza l’ausilio del conduttore, un’altra ferma e il selvatico s’invola rimanendo corretto al frullo e allo sparo, si aggiudica il 1° Ecc. Sono state due bellissime giornate dedicate alla vera cinofilia, ed un’organizzazione impeccabile grazie all’aiuto di Sergio Bianconi, Enzo Pirazzi, Bruno Basilico, Alessandro Tedeschi, Daniele Corbucci Leonardo Turchetta Gruppo Cinofilo Prov. Frosinone

Recensioni John Bradshaw COME DIVENTARE IL MIGLIORE AMICO DEL TUO CANE Rizzoli Editore Il cane è un animale superiore. Lo adottiamo perché diventi un amico, non uno schiavo. E invece ci aspettiamo che siano affettuosi come bambini e autonomi quanto gli adulti, che siano di compagnia quando ne abbiamo bisogno e invisibili per il resto del tempo, che siano sani ed efficienti anche se li abbiamo selezionati solo per essere belli. Il risultato? Incomprensione e involontarie crudeltà, più spesso di quanto pensiamo. Per esempio, sembra che ci capiscano al punto di prevedere ciò che stiamo per fare, perché sono molto sensibili al linguaggio del corpo; ma sbagliamo nell’attribuire loro pensiero strategico perché sono intrappolati nel presente, incapaci di concepire cause e conseguenze delle loro azioni. Vivono nella nostra stessa casa ma la percepiscono in modo diverso: noi con gli occhi, loro con il naso; è improbabile che si lamentino del colore che abbiamo scelto per le pareti del salotto, ma l’odore della vernice o dei nostri detersivi probabilmente offende il loro olfatto. Ed è inutile Patricia Mennen Ursula Weller sgridarli e colpirli: ci sono precise ragioni evolutive e sociali per cui IL CANE rispondono molto meglio alle ricompense che alle punizioni. In questo Editore libro, risultato di vent’anni passati a studiare il loro comportamento, La Coccinella John Bradshaw sovverte buona parte dei luoghi comuni sui cani e su Dedicato ai più piccoli, a partire come si debba interagire con loro. Tranne uno: sono davvero i nostri da 4 anni d’età. migliori amici, e si ritengono parte della nostra famiglia. Già pubblicato All’interno divertenti illustrazioni e da Rizzoli nel 2011 con il titolo “La naturale superiorità del cane sorprese… sull’uomo”.

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L’appuntamento sui terreni di Romagna

I campioni del Passatore Confermato l’agreement dei cinofili alla manifestazione del Gruppo Cinofilo Ravennate e del Gruppo Cinofilo Forlivese Nonostante il non brillante momento economico nazionale, la manifestazione ha tenuto bene. Bisogna peraltro dire che gli organizzatori si spendono senza risparmio, sia sul campo che nella programmazione, per perseguire il risultato e mantenere alti livello ed attrattiva del Trofeo. Teatri della tenzone la zona federale Federcaccia di Piandispino (FC), la zona di ripopolamento e cattura Mezzano (FE), l’A.f.v. S. Martino del Dr. Parenti (BO). Cani e conduttori come ogni anno in lizza fra odor di mediche e di erbe selvatiche, a cercare odor di fagiani e di pernici, facendo finta di avere il fucile. Cosicché, per soddisfare la brama di un effluvio elettrizzante, bisogna anche bordeggiare, sfruttare angoli e macchie d’ombra, entrare con coraggio negli sporchi. Partenza delle prove a metà luglio, in collina, terreno che impone di fare i conti con mediche alte e sporchi fitti lungo calanchi impervi, e con il caldo che non

Alberto Ferrigato di Rovigo, con Flamme des Grandes Rafales, ha conquistato il Trofeo nella categoria Pointer

lascia fra le erbe quel poco di umidità tanto utile all’olfattazione. Fine corsa del carosello cinofilo ad agosto inoltrato, su quel grande teatro che ancora sono le piane del Mezzano. Il Trofeo, alla fine dei giochi, è rimasto in casa per quanto riguarda le razze continentali. Il collaudato binomio imolese, Maurizio Agostini e Bracco italiano Carburo, ha vinto nella categoria Continentali Italiani, bissando il successo del 2012 e dando un certo distacco a Cavara con il suo prestante Spinone Enne (a sua volta vincitore del Trofeo in un precedente edizione). Nella categoria Continentali Esteri, la palma è andata al forlivese Giancarlo Cortesi con il Breton Zero, altra coppia collaudata e pluripremiata, che ha anch’essa bissato il successo del 2012 lasciandosi dietro, a parità punteggio, per la formula di prevalenza dell’età più giovane, l’ottimo Breton Bianco di Enrico Zanfini. Nella graduatoria del continentali esteri si è peraltro verificata un’interessante situazione di valori con i tre classificati tutti a pari punti: Zero di Cortesi, Bianco di Zanfini, Zeta di Cortesi. Tre Breton con i “numeri”, che in pratica danno vita localmente, di prova in prova, ad una sorta di staffetta. Una volta vince uno e una volta l’altro, ma tutte le volte qualcuno dei tre c’è. Sono anche stati gli unici soggetti, Zero e Bianco, su tutti gli iscritti di tutte le razze al trofeo, ad avere ottenuto la massima qualifica. Una nota di merito alla Breton Zeta di Cortesi, vecchia conoscenza e due volte vittoriosa al Trofeo, che nonostante l’età (nove anni), particolare esempio di continuità, avidità e mestiere, ha portato a casa l’ennesimo CAC. Appannaggio invece di binomi extraprovincia le categorie delle razze inglesi, a conferma che il Trofeo del Passatore continua a fare “audience” e diffondere interesse. Anche nei Pointer lotta serrata a parità di punti. Ha vinto sul filo di lana Alberto Ferrigato di Rovigo, con la sua Flamme des Grandes Rafales, sangue transalpino, che ha prevalso su Magherini con Athos di Valiversi grazie alla formula del vantaggio dato all’età (con l’Eccellente entrambi i soggetti). Per la cronaca, per il secondo anno consecutivo nei Pointer conquista il trofeo un soggetto francese dello stesso allevamento (nel 2012 fu primo, con un CAC all’attivo, Ninò des Grandes

Rafales, condotto dal francese Fabrice Muscari). Nei Setter, bella e gratificante la vittoria del fiorentino Becattini, con la sua Tani. Becattini è un assiduo concorrente del trofeo, uno dei fedelissimi. Sempre presente ad ognuna delle edizioni, aveva raccolto finora alcuni piazzamenti senza mai però salire sul gradino più alto del podio. La vittoria nell’edizione 2013 lo ha visto staccare nettamente il secondo in classifica, il bravo Lappoli con Lappol Gino, altra coppia assidua del trofeo. Da evidenziare, tutti con l’Eccellente i Setter classificati. Il Trofeo, nato all’interno di una commissione congiunta fra Gruppo Cinofilo Ravennate e Gruppo Cinofilo Forlivese, mantiene fede ai suoi contorni iniziali, quelli di creare un circuito in grado di fornire un momento importante agli appassionati legando le strutture cinofile del territorio con sinergia e ottimizzazione. Roberto Aguzzoni

Giancarlo Cortesi con il suo Breton Zero vincitore nelle razze Continentali Esteri

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& filo diretto

gruppi cinofili

CAE1, a Padova 26 “buoni cittadini”

Domenica 6 ottobre 2013 si è tenuta la seconda edizione della Prova CAE-1 organizzata dal Gruppo Cinofilo Padovano; nonostante il tempo non sia stato affatto clemente i 26 soggetti iscritti a catalogo si sono presentati puntualissimi all’esame che si è svolto nella splendida cornice di Prato della Valle. Il gruppo ha visto partecipare un insieme eterogeneo di cani e conduttori, dal meticcio al cane di razza, dalla ragazzina alla signora matura, dal singolo giunto di propria iniziativa, al gruppetto preparato dalla

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scuola di educazione. Tutti i binomi hanno completato gli esercizi sotto lo sguardo attento dell’Esperto Giudice Walter Residori e dei collaboratori che per nulla intimiditi dalla pioggia battente hanno saputo organizzare egregiamente gli esercizi con i supporti necessari. In un’atmosfera allegra e rilassata che ha visto tutti i soggetti essere un esempio di educazione e di affinità con il proprio conduttore, tutti i partecipanti hanno superato brillantemente le 10 prove previste. Soddisfatti gli organizzatori del Gruppo

Cinofilo che hanno ricevuto complimenti non solo dagli iscritti ma anche e soprattutto dalle persone che si sono trovate a passare per Prato della Valle e che hanno trovato l’iniziativa un ottimo modo per sensibilizzare i cittadini alla convivenza con i nostri cani. La prossima edizione sarà organizzata al più presto per permettere a quante più persone possibili di ottenere questo attestato e per avvicinare a questo mondo chi ancora della cinofilia non conosce moltissimo. Rossella Scarso


SOCIETÀ ITALIANA ALANI VITA DI CLUB In data 14 luglio 2013, l’aula didattica di viale Corsica 20 ha assistito alla nascita del nuovo consiglio direttivo della Società Italiana Alani. Un consiglio quasi completamente rinnovato nella sua compagine, giovane per la sua recente elezione e giovanile per l’età di alcuni dei membri che lo compongono. Una nuova formazione di alanisti da sud a nord dello stivale, entusiasti di conferire il personale contributo operativo, per poter ben condurre il nostro prestigioso sodalizio. Avviato il rituale passaggio delle consegne tra il precedente e il neoeletto consiglio direttivo si è reso immediatamente necessario mettersi al lavoro e curare l’organizzazione degli appuntamenti espositivi, nonché provvedere alla pianificazione delle attività del club. E’ doveroso premettere che non è certamente semplice apprestarsi alla gestione di un club, la cui attività, nei precedenti quattro anni, è stata tristemente tormentata dalle infinite controversie civili e penali. Conclusa quella pagina di turbolenze e difficoltà che hanno afflitto il precedente consiglio direttivo, non potevamo che rimboccarci le maniche e guardare al futuro con animo propositivo, forti della consapevolezza di poter affrontare ogni difficoltà anche grazie alla preziosa collaborazione dei soci e dei numerosi amici che ci sostengono. Le prime attività del club hanno visto impegnato il nuovo consiglio per la preparazione dell’imminente Raduno di Campionato Sociale di Paestum, che si è svolto a settembre, organizzato a quattro mani con il Gruppo Cinofilo Salernitano. Il sole e la calorosa accoglienza del sud hanno firmato questa splendida kermesse, arricchita ed incorniciata dal fascino suggestivo offerta dalla presenza dei templi della contigua area archeologica. Significativa la presenza di espositori , ottima l’organizzazione, piacevoli i momenti di aggregazione, già a partire dalla cena sociale tenutasi la sera prima del raduno. A seguire vi è stato l’appuntamento dell’EuDDC tenutosi in Portogallo, a cui io stesso ho ritenuto doveroso assistere e partecipare. Il nostro delegato per l’Italia è stata la dott.ssa Marina Salmoiraghi, medico veterinario e noto allevatore. Appuntamento più che mai interessante proprio in ragione delle recenti modifiche apportate allo standard di razza. L’argomento che ha maggiormente occupato i lavori dell’EuDDC ha riguardato il riconoscimento dell’arlecchino a fondo grigio, non come sesto colore, ma bensì come mantello che concorre in expò insieme all’arlecchino. Si è ribadito che l’arlecchino a fondo grigio ammesso, è soltanto il

I componenti del Consiglio

i club mantello con uniformità di fondo griglio e macchie dai contorni “strappati” conformi a quelle previste per l’arlecchino. Questo argomento, tornati in Patria, meritava più di un approfondimento, quindi si è colta l’occasione per organizzare un meeting sull’Alano, che si è tenuto il primo di novembre, giorno precedente il Campionato dell’anno, per quest’anno organizzato a Busto Arsizio nell’ambito dell’Insubria Winner. Meeting che si è rivelato un appuntamento culturale di indubbio valore cinotecnico, retto con maestria dal dr. Guido Perosino, che ha saputo esporre, con incantevole capacità divulgativa e padronanza della materia, un saggio di cinotecnica e studio dello standard di razza che ha rapito l’attenzione dei numerosi partecipanti. Uno degli argomenti che ha maggiormente colpito l’uditorio e scosso le coscienze degli allevatori e dei giudici presenti, è stato il discorso sul “tipo” ed “ipertipo”, relative aberrazioni neglette allo standard e connessi problemi di degenerazione e salute della nostra razza! La relazione sull’EuDDC e modifiche allo standard è stata discussa da Marina Salmoiraghi, che con rigore tecnico, accompagnato dal suo naturale garbo e distinzione, ha saputo ben soffermarsi sui passaggi essenziali che maggiormente premeva fossero comunicati e chiariti in via ufficiale. L’indomani si è quindi svolto l’atteso Campionato dell’anno 2013, numerosa la partecipazione che ha registrato anche la presenza di espositori esteri. Una manifestazione di ampio respiro, contrassegnata anche da momenti di piacevolissimo stare insieme tra alanisti. Riuscitissima la cena sociale organizzata subito dopo il meeting. Ragguardevole, anche in questa occasione, proprio come per il raduno di Campionato sociale di settembre, la quantità e qualità dei premi che hanno gratificato i vincitori. Un club deve essere animato dalla ferma volontà di offrire un contributo alla tutela della razza, e dall’intraprendere attività con entusiasmo. Questo è ciò che intendo per “vita di club” Il Presidente Danilo Dozio COMPONENTI DEL CONSIGLIO Danilo Dozio Presidente Salvatore Facella Vice Presidente Vito Caiaffa Vice Presidente Marisa Archetti Segretaria Runa Semeghini Consigliere Stefania Rizzo Consigliere Giuliano Paolini Consigliere Flavio Bournique Consigliere Pietro Bottagisio Consigliere di Collegamento ENCI SOCIETA’ ITALIANA ALANI C/O DOZIO DANILO - CASCINA NUOVA TIBOTTA 27020 SAN GIORGIO DI LOMELLINA Tel. 0384-43814 www.clubalani.it

BRIARD & AMICI RADUNO NAZIONALE BRIARD ABANO TERME 6.10.2013 Giudice Giuliano Biasiolo

Trofeo Yannakis NERO ARDESIA Maschi Classe Campioni 1° ECC MIGLIOR TESSITURA di PELO DONCARLOS DEL BEL PASTUR All.re All.to Del Bel Pastur Prop. All.to Nobile Pastore Classe Libera 1° CAC DARIO DEL VIZIR NERO All.re All.to del Vizir Nero - Prop. Gaetani V. 2° R/CAC DIOR DEL VIZIR NERO All.re All.to del Vizir Nero - Prop. Baldo G. Classe Lavoro 1° CAC TROFEO BRUNO MARCHESE Miglior Soggetto Nero HIGHLANDER RAMIREZ DEL CONTE RISSOSO - All.re e Prop. C. Malinverno Classe Baby MP IAGO NOIR NOBILE PASTORE All.re All.to Nobile Pastore Prop. Campisi G. Femmine Classe Libera 1° ECC ANGELINA JOLIE DU TCHIBO D’EBENE All.re All.to du Tchibo d’Ebene Prop. Baldo G. Classe Lavoro 1° ECC . GHOTIQUE DU DOMAINE DU DELTA All.re All.to du Domaine du Delta Prop. Pezzoli G.P. Classe Baby 1° MP ISABELLE NOIRE NOBILE PASTORE All.re Rubagotti G. Prop. Miselli M.L. 2° MP IBIZA BLU SKY All.re Baldo G. Prop. Rizzi S. FULVO GRIGIO Maschi Classe Campioni 1° ECC

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i club All.re Pezzoli G. Prop. All.to du Domaine du Delta 2° ECC. ARIADORATA DEL BEL PASTUR All.re All.to del Bel Pastur Prop. Rubagotti G. Coppie MIGLIOR COPPIA FULVA TERRIBLYBELOVE DELLE NEBBIE DI AVALON & GWENSTEFANI DELLE NEBBIE DI AVALON Gruppi di allevamento 1° ALLEVAMENTO DEL CONTE RISSOSO Veterano + anziano PEPITA DEL VIZIR NERO Prop. Rampazzo M. CLUB BRIARDS & AMICI VIA PONTEMANCO 9 35020 DUE CARRARE Tel. 049 5290253 Fax. 049 5290253

Classe Baby 00 MIGLIOR MASCHIO TROFEO CESARE OBLACH Miglior Colore Fulvo TROFEO E. YANNAKIS Miglior Soggetto di Allevamento Italiano CH. DAMONRIDENOW DELLE NEBBIE DI AVALON All.re All.to delle Nebbie di Avalon – Prop. Soddu B. 2° ECC. GABRIEL DEL CONTE RISSOSO All.re e Prop. Malinverno C. Classe Libera 1° CAC EDEN DU CHANT DES FLORALINS All.re Gravina C. Prop. Le Corre I. 2° ECC. GERONIMO DU DOMAINE DU DELTA All.re Pezzoli G. Prop. Natoli U. Classe Lavoro 1° CAC ERAGON DES PLAINES DE BROTONNE All.re Mme Denicou Prop. Schouppe D. & N. 2° R/CAC HIGHLANDER KURGAN DEL CONTE RISSOSO All.re C. Malinverno Prop. Fallica R. Classe Giovani 1° MB MIGLIOR GIOVANE MASCHIO DIESEL LOVERDOSE VELMOND All.re Domalipova M. Prop. Gombac E. Classe Baby 1° MP IMPASTICCIATO IGGY POP All.re Santopietro M. Prop. Quadri G. 2° MP CRASY LOVE DEL CONTE RISSOSO All.re. All to del Conte Rissoso Prop. Bottale P.C. Classe Veterani 1° ECC. MIGLIOR TESTA TERRIBLYBELOVE DELLE NEBBIE DI AVALON All.re Chiea L. Prop. All.to delle Nebbie di Avalon Femmine Classe Campioni 1° ECC. MIGLIOR FEMMINA CH. CALAMITY JANE All.re e Prop. All.to del Castello degli Urogalli 2° ECC. ZOE LA VIDA MORAVIA CAMPANELLA All.re Firlova P. Prop. All.to delle Nebbie di Avalon Classe Libera 1° CAC GUARDIAN SPIRIT OF THE COASTLINE All.re Ellen Jo Mayr – Prop. Malinverno C. 2° R/CAC GWENSTEFANI DELLE NEBBIE DI AVALON All.re Chiea L. Prop. All.to delle Nebbie di Avalon Classe Intermedia 1° MB

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Miglior Maschio e Miglior Femmina GENZIANA DU DOMAINE DU DELTA All.re Pezzoli G. Prop. Pioli D. Classe Lavoro 1° CAC F.+ C.I.E. BRICOLE DES PIERRAILLES All.re e Prop. C. + F. Comby 2° R/CAC HIGHWAYTOHELL DELLE NEBBIE DI AVALON All.re All.to delle Nebbie di Avalon – Prop. Chiea L. Classe Giovani 1° ECC. MIGLIOR GIOVANE FEMMINA HIZZY DU CLOS DE LA GRANDE JASSE All.re Letailleur B. et B.– Prop. Letailleur B. Classe Juniores 1° MP MIGLIOR JUNIOR SUPER STAR MORAVIA CAMPANELLA All.re Firlova P. Prop. Gombac E. Classe Baby 1° MP IRIS DE LA CHAUME DU BOIS DIEU All.re Debrouwer C. Prop. Pezzoli/Marra 2° P INDIAVOLATA MON AMOUR All.re Santopietro M. Prop. Quadri M. Classe Veterani 1° ECC. UKULELE DU DOMAINE DU DELTA

CLUB CANE LUPO CECOSLOVACCO RADUNO CLUB CANE LUPO CECOSLOVACCO MESSINA (MS) 26 OTTOBRE 2013 Giudice: Vandoni Guido (I) Maschi Libera MISHA 1° Eccellente CAC ARGO 2° Eccellente R/CAC Lavoro ARES 1° Eccellente CAC COPPER HEAD VON RUDE WOLF 2° Eccellente Giovani SABA SWEET MISHA LUPI DEL MONTALE 1° Eccellente BLODY SUNDAY EZECHIELELUPO 2° Eccellente Femmine Libera SHILA 1° Eccellente CAC CAYLA BLADE INDHIRA RUNNINGWOLF 2° Eccellente


i club Intermedia Maya 1° Eccellente Fleur du Mal Uzi Srdcervac 2° Molto Buono Giovani Thara Passo del Lupo 1° Eccellente BOS, Miglior Femmina E’ una di Maggio Italia 2° Eccellente Juniores Chanel Passo del Lupo 1° Molto Promettente Miglior Juniores Arimminum Lady Audrey 2° Molto Promettente Baby Quirina Audacis 1° Molto Promettente Hope 2° Molto Promettente CLUB CANE LUPO CECOSLOVACCO C/O RUBBIANI A. - VIA SALVATERRA 21 42048 RUBIERA Tel. 331-3190927 Fax. 0536-1852005

Raduno CLC Verona 30/11/13 - Giudice: Giancarlo Sambucco BOB: AKELA pr. Vincenzo Pasinelli BOS: THARA PASSO DEL LUPO pr. Valentina Barbieri Lavoro ISIDE 1° Eccellente CAC ZELA Z PERONOWKI 2° Eccellente R/CAC Intermedia ANYANKAS A SWEET SUNSHINE 1° Eccellente Giovani LEJSA II OD UHOSTE 1° Eccellente BOB ZORA 2° Eccellente Baby FOXTER VON RUDEWOLF 1° Molto Promettente

CLUB AMATORI PASTORI BELGI CAMPIONATO SOCIALE DI MONDIORING Sabato 28 e domenica 29 settembre in località Valenzani (AT) si è svolto il Campionato Sociale C.A.P.B. di Mondioring. Il concorso, riservato a tutti i pastore belgi, è stato realizzato in collaborazione con il Club “KristAle” di Refrancore.

Il tema di quest’ anno è stato: “Fast & Furious”; il campo era addobbato per l’ occasione con quadri e moto che sono stati utilizzati per le esecuzioni di alcuni esercizi. Giudice Carlo Oppizzi, figuranti Samuele Costantini e Gianluca Gianluca, che, malauguratamente, in seguito ad una distorsione alla caviglia, ha dovuto farsi sostituire da Stefano Baudizzone per la cat 2, il sabato, e da Jacopo Galleani, la domenica, per la cat 3. Ottimo lo svolgimento del concorso nel pieno della sportività e con il giusto spirito agonistico. In tutte le categorie è stato possibile evidenziare inoltre un ottimo livello dei vari binomi partecipanti. Il folto pubblico ed i partecipanti, che hanno aderito numerosi all’ evento, hanno fatto il resto per la riuscita della manifestazione, che rappresenta l’ evento sociale più importante dell’ anno. La cat 3 ha visto il successo di Enzo Lateana con COPPI DU CHEMIN DES TAIK, che gli è valso la conquista del titolo di CAMPIONE SOCIALE di MONDIORING. CAMPIONATO DEL MONDO DI MONDIORING Quest’anno al Campionato del Mondo di Mondioring a Bilbao l’Italia ha visto gareggiare dei binomi che hanno portato degli ottimi risultati, facendo ben figurare il nostro Paese. Jacopo Galleani sale sul secondo gradino del podio nel Gran Prix in categoria 1, mentre Giuseppe Monforte si aggiudica un buon quarto posto nella categoria 2. In categoria 3, dove è in palio la coppa del mondo, ottimo il debutto al suo primo mondiale di Alexa Doufur con Game Over, come pure di Enzo Lateana con Coppi du Chemin des Taik, che riescono a rimanere nei primi dieci binomi. Congratulazioni infine a Stefano Cetto che, con Capone, si aggiudica un eccellente secondo posto, salendo per il secondo anno consecutivo sul podio!

RADUNO CLUB CANE LUPO CECOSLOVACCO VERONA 30 NOVEMBRE 2013 Giudice: Sambucco Giancarlo (I) Maschi Campioni Akela 1° Eccellente BOB, Miglior Maschio Danko Passo del Lupo 2° Eccellente Libera Easy Boy Shout 1° Eccellente R/CAC Benito Spirito Libero 2° Eccellente Lavoro Aki 1° Eccellente Gladio della Vittoria Alata 2° Eccellente Intermedia Faol Zohan 1° Eccellente CAC Ares dei Volturi 2° Eccellente Giovani Incroyable Tango 1° Eccellente Miglior Giovane Quki Passo del Lupo 2° Eccellente Juniores Arimminum Lobo 1° Molto Promettente Arimminum Lupin 2° Promettente Baby Quanah Parker 1° Molto Promettente Miglior Baby Quantrill 2° Promettente Femmine Campioni Ika 1° Eccellente Libera Ginger Wolf Lupi di Montemorello 1° Eccellente CAC Deha Passo del Lupo 2° Eccellente Lavoro Daesy Passo del Lupo 1° Eccellente CAC Arimminum Elite Raksha 2° Eccellente R/CAC

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i club RISULTATI PROVA UTILITA’ E DIFESA GARZIGLIANA 19 OTTOBRE 2013 PRESSO SEZIONE VALPELLICE GIUDICE: DOTT. EGIDIO BUDELLI CAL 2 PER PASTORI BELGI: SOPHIE DI CASA BELLEGARDE PBGF prop. Cinzia Bisio Cond. Stacey La Rocca SUPERATO HARIS LA MASCHERA DI FERRO PBMM prop e cond Maira Donnini SUPERATO CRAZY DEL DUCA PBMF prop e cond F. Campo SUPERATO CONNIE DEL DUCA PBMF prop e cond Y. Vietri SUPERATO GAS LA MASCHERA DI FERRO PBMM prop e cond Luca MologniSUPERATO CHUCK DEL DUCA PBMM prop e cond Leonardo Cicogna SUPERATO BIRBA LA MASCHERA DI FERRO PBMF prop e cond Christian Nicardi SUPERATO BH NEO DEI POETI GUERRIERI PBMM prop e cond . Alessio Salvo SUPERATO BECK’S PBMM prop e cond D. Ricucci SUPERATO HARIQ LA MASCHERA DI FERRO PBMM prop e cond Ivan Mazzocchi SUPERATO DON LA MASCHERA DI FERRO PBMM prop e cond Massimiliano Minuzzo SUPERATO IPO 2 GINEVRA LA MASCHERA DI FERRO PBMF 70-75-76 221 SUFF. prop e cond Michele D’Andrea 1° class. LUMBARD BALLACOILUPI PBMM 96-90-4 190 ins. prop e cond Michele Toniolo IPO3 DEEVA LA MASCHERA DI FERRO PBMF prop e cond Andrea Calore 90-90-87 267 buono 1° cl. CARUSA LA MASCHERA DI FERRO PMBF prop e cond Sergio Re 89-85- 80 254 buono 2° cl BENNO PBMM prop e cond M. Ferrari 73-70-81 224 Suff 3° class CLUB AMATORI PASTORI BELGI C/O TROTTI ROSA VIA DEI VIGNO’ 22 21100 VARESE Tel. 335-405128

ASSOCIAZIONE TECNICA AMATORI VOLPINO ITALIANO

Al termine del nostro quinto Raduno Nazionale (Giudice designato Gabriele Dondi) che si terrà a Rosignano Marittima (Livorno) il 29 marzo 2014, avrà luogo l’assemblea annuale. Esprimiamo le più vive felicitazioni a Costanza Mozzillo e Amedeo Bottero recentemente abilitati a giudicare anche la nostra razza. ASSOCIAZIONE TECNICA AMATORI VOLPINO ITALIANO C/O DALLA BARBA P. VIA JACOPO BAROZZI 6 41124 MODENA Tel. 059-232437 Fax. 059-232437

CLUB ITALIANO AMATORI BOVARI SVIZZERI MOSTRA SPECIALE DI BASTIA UMBRA (PG) 13/10/2013 Giudice Ferdinando Asnaghi Totale Bovari Del Bernese iscritti: 32 LIBERA MASCHI 1° CAC CACIB BOS JESSIE JAMES pr. C.Niccoli 2° Ecc BI-JOJO CARRY ON DEL MOLINASCO pr. All. Del Molinasco INTERMEDIA MASCHI 1° R/CAC /CACIB PRINCETON UNIVERSITY pr. L.Cogliati 2° MB ASTOR OLIVER pr. G.Parmi GIOVANI MASCHI 1° Ecc BRONTE pr. S.Fedi 2° Ecc NO MARTINI NO PARTY pr. G.Baldereschi CAMPIONI FEMMINE 1° BOB CACIB BEAUTIFUL ELECTRA TO INFINITY DEL MOLINASCO pr. All. Del Molinasco LIBERA FEMMINE 1° CAC R/CACIB HIGH OAKS VOOPI pr. M. Manciani 2° R/CAC BI-BLACK ROSE CARRY ON DEL MOLINASCO pr. All. Del Molinasco INTERMEDIA FEMMINE 1° R/CAC AMBER GEM AL TIGLIO pr. M.Lodetti 2°Ecc IO SO CHE TU SAI CHE IO SO DI BORGOFONTE pr. P.Giovannini GIOVANI FEMMINE 1° Ecc Miglior Giovane UTOPIA DEL MOLINASCO pr. All. Del Molinasco

DELIBERE E NOVITA’ La proficua selezione in atto nella varietà rossa (in crescente diffusione) ha portato alla creazione di più linee di sangue atte a garantire un ottimo grado di variabilità genetica. Il Consiglio Direttivo dell’Enci, accogliendo l’istanza dell’Atavi, ha deliberato che a far tempo dal 1 gennaio 2014 verranno assegnati in esposizione due distinti Cac per la varietà bianca e per la varietà rossa. Rimane ovviamente unico il Cacib. In ottemperanza a quanto deliberato nel corso dell’ultima riunione del Consiglio Direttivo, si è provveduto a riorganizzare il nostro internet (www. volpinoatavi.it <http://www.volpinoatavi.it>) dove troveranno spazio anche i risultati dei Raduni e delle Mostre Speciali. Invitiamo i proprietari dei soggetti che hanno conseguito il Cac in tali sedi a farsi cortesemente parte diligente nell’inviarne notizia all’ufficio di segreteria che provvderà all’inserimento. Il sito verrà aggiornato con ristretta frequenza periodica.

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Bastia Umbra - Bovaro del Bernese BOB e BOS

2° Ecc UT PICTURA POESIS DEL MOLINASCO pr. All. Del Molinasco VETERANI FEMMINE 1° Ecc Miglior Veterano ALPENLIEBE pr. A.Pietrini MOSTRA SPECIALE MESSINA 27/10/2013 Giudice Adriana Bocca Griffa Totale Bovari Svizzeri iscritti: 7 BOVARO DEL BERNESE 6 LIBERA FEMMINE 1° CAC - CACIB e BOB ORANGEBALLOFHIGHOAKS pr. M.Manciani 2° R/CAC - R/CACIB HIGH OAKS VOOPI pr. M.Manciani INTERMEDIA FEMMINE 1° Ecc AMBER GEM-AL-TIGLIO pr. M.A.Lodetti MB HIGH OAKS FAITHFULL pr. B.Cufino GIOVANE FEMMINE 1° Ecc THEE RAHIBA pr. G.Pastine JUNIORES FEMMINE MP PANDORA pr. S.Inferrera GRANDE BOVARO SVIZZERO 1 INTERMEDIA FEMMINE 1° CAC- CACIB - BOB LUCIA pr. E.Bertaccini RADUNO DI BUSTO ARSIZIO (VA) 2/11/2013 Giudice Jelka Simcic (SLO ) Totale Bovari Svizzeri iscritti: 72 BOVARO DELL’APPENZELL 4 GIOVANI MASCHI 1° Ecc, BOB CA’ DEL CORSI BOSKO pr. V. Brignoli Ecc ARNOLD BUDYSAUR pr. M.Battaglia LIBERA MASCHI 1° CAC VASCO DA GAMA DELL’ALBALLEGRA pr. E.De Benedetti CAMPIONI MASCHI MB CA’ DEL CORSI TOTO’ pr. All. Ca’Del Corsi BABY FEMMINE P CA’ DEL CORSI ZARINA pr. E.Garavelli JUNIORES FEMMINE 1° MP CA’DEL CORSI ZAGARA pr.All. Ca Del Corsi 2° MP CAMILLA DELL’ALBALLEGRA pr. M. Battaglia BOVARO DEL BERNESE 66 BABY MASCHI 1° MP Miglior Baby AMERIGO VESPUCCI


i club ELECTRA TO INFINITY DEL MOLINASCO pr. All. Del Molinasco BOVARO DELL’ENTLEBUCH 1 JUNIORES FEMMINE P ALICE pr. P.Colombani CLUB ITALIANO AMATORI BOVARI SVIZZERI C/O PATRIZIA SPECIALE VIA CARDINAL MASSAIA 43 30172 MESTRE Tel 348.9830876 - fax 041.940194 www.ciabs.net - info@ciabs.it

SHAR PEI CLUB ITALIANO SPECIALE DI GENOVA 17 NOVEMBRE 2013 Giudice Luigi Corna

Bastia Umbra - Bovaro del Bernese Veterani Femmine D’ISOLA GERRE pr. R.Scita 2° MP FA’EZ DE FEITIZIOS DAS MEIGAS pr. G.Pastine JUNIORES MASCHI P CA’ DEL CORSI ZUZZURELLONE pr. All. Ca’ Del Corsi GIOVANI MASCHI 1° MB FROM WONDERLAND RASOS PERLAI pr. R.Fontana 2° MB DENTRO UN SOGNO DEL SACRO FIUME pr. M.Buzzi INTERMEDIA MASCHI 1° Ecc DOCTOR DOLITTLE DI RICASSO’ pr. M.Scatto 2° Ecc ARDISCO NON ORDISCO KEEP IN MIND pr. D.De Bortoli LIBERA MASCHI 1° CAC Miglior Maschio LINKIN PARK pr. R. Fontana 2° R/CAC KAUKARHAUGENS DIONYSOS pr. M.Lipari

Bastia Umbra - Bovaro del Bernese Miglior Giovane

Busto Arsizio Bovaro dell’Appenzell BOB CAMPIONI MASCHI 1° Ecc OOTA-DABUM DA CASA DOS HERDEIROS DO LOBO pr.All. La Signora Dei 100 Cani 2° Ecc CUSTOM BERSETT pr. A.Dorelli BABY FEMMINE 1° MP RAJAKOORIN HILLA MIRTILLA A pr.S. Kotaniemi JUNIORES FEMMINE 1° MP Miglior juniores YELLOW SUBMARINE DEL MOLINASCO pr. M.Foiadelli 2° MP HIGH OAKS NIKE pr. M.Manciani GIOVANI FEMMINE 1° Ecc Miglior Giovane UT PICTURA POESIS DEL MOLINASCO pr. All. Del Molinasco 2° Ecc UTOPIA DEL MOLINASCO pr. All. Del Molinasco INTERMEDIA FEMMINE 1° Ecc BURT SCOOBY-DOO’S FRIEND CALLED DAPHNE pr. M.Burtini 2° Ecc AMBER GEM AL TIGLIO pr. M.A.Lodetti LIBERA FEMMINE 1° CAC CONTE VENETO HAILY JANE pr. All. Vardamak 2° R/CAC ERRA BERMONDO BOHEMIA pr. R.Scita CAMPIONI FEMMINE 1° Miglior Femmina, BOB - BIS BEAUTIFUL

Busto Arsizio Bovaro del Bernese BOB e _BIS

MASCHI CAMPIONI 1 ecc CACIB BOB CH.BLACK MUSCK SOUND LIKE A FLIPPER prop all VAGO AMBROGIO

BOB E BOS Speciale Genova LIBERA 1 CAC R/CACIB ERCOLE I DRAGONI ORIENTALI all: BERGAGNA prop CONTINI G. 2 R/CAC ETTORE all VERDE N. prop. PANICUCCI V. INTERMEDIA 1 ecc CHERNYI CHIZH GENUINE RISK all. Prop. PAPI D. GIOVANI 1 ecc MIGLIOR GIOVANE I’LEVIS all.GRIMALDI L. prop DA ROS V. 2 ecc GOLD PANONIA CHANDAGUERRES ULTRA FORTUNE all TADIC J. Prop BERGAGNA I. FEMMINE LIBERA 1 CAC CACIB BOS SUCCES SHEENA GOLD I DRAGONI ORIENTALI all.WILSON S. N. prop. BERGAGNA I. INTERMEDIA 1 R/CAC – R/ CACIB BY THE LIGHT OF THE MOON all. Prop. FORONI V. 2 ecc KAYLIE I DRAGONI ORIENTALI all. prop. BERGAGNA I. GIOVANI 1 ecc JENTIKI BE DAZZLED all. JENNIE BARKER prop. PIZZAMIGLIO I. 2 ecc AFRODITE I DRAGONI ORIENTALI all. BERGAGNA I. prop. VANNUCCI S. JUNIORES 1 MP PEPE NERO JAR OF HEARTS all.SOTI R. prop. BERGAGNA I. SHAR PEI CLUB ITALIANO C/O DAL ZOTTO LAURA VIA NORCEN 31 - 32034 PEDAVENA Tel. 0439-303270 - Fax. 049-3006989

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RUBRICA GRATUITA RISERVATA AI SOCI ENCI Inviare a redazione@enci.it Per essere inseriti nella rubrica SUCCESSI ALL’ESTERO occorre aver conseguito questi risultati: ESPOSIZIONI INTERNAZIONALI Best in show: 1°, 2°, 3° classificato Raggruppamento: 1°, 2°, 3° classificato RADUNI E SPECIALI DI RAZZA: BIS: 1°, 2°, 3° - BOB-BOS 1° classe campioni, libera, intermedia, lavoro, giovani, veterani

DAL NUMERO DI GENNAIO 2014 SOLO RISULTATI OTTENUTI DOPO IL 30/6/2013

successi estero

Indicare: nome del cane, razza, luogo e data expo, classifica, giudice, allevatore, proprietario. Le inserzioni incomplete, verranno cestinate.

GRAZIANO DEL CASTELLO DELLE ROCCHE Alano arlecchino Camp.to Club di Ginevra (CH) 30/8/13 JCAC cl. Giovani Gudice T. Salmi Aalto Allevatore e propr. Alberto Malaguti

BORIS DEL CASTELLO DELLE ROCCHE Alano nero Camp.to Club di Ginevra (CH) 30/8/13 CAC cl. Campioni

SISSI DEI MELOGRANI West Highland White Terrier Expo di Capodistria (SLO) 5/10/13 3° BIS Giovani Giudice Stefan Sinko Allevatore Maria Maddalena Sartori Proprietario Giuseppe Corradini

Giudice T. Salmi Aalto Allevatore Alberto Malaguti Proprietario Fausto Barbanti

ANIKA DEI RIRI Setter Gordon Expo di Capodistria due 6/10/13 2° classificato gruppo 7

CLEMENTINE CHERIE EWIMARK RAKOVNIA Bull Terrier Clubshow di Volkmarsen (D) 15/9/13 CAC ClubSiegerin BOB

Giudice Ivan Traven (SLO) Allevatore Alberto Lenzi Proprietario Mara Ruffini

Giudice C Kilpatrick Allevatore M. Wojciechowski Proprietario Elisa Poletti

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TERSICORE DEL PARNASO Dalmata Expo di Avignone (F) Alleanza Latina 6/10/13 1° classificato gruppo 6 Giudice M. Grasset

Club show Zagreb 22/11/13 CAC Giudice Bogdana Kojadinović Allevatore Manola Poggesi Proprietario Donatella Soldati


i successi all’estero

STARRY TOWN FOR A SMILE Bovaro del Bernese Raduno di Tibor (CZ) 21/9/13 BOB Giudice Satu Ylä-Mononen Allevatore Maurizio Mauro Proprietario Guidi

KASINO FROM AUDREYS PARADIS Shih-Tzu Expo di Sempeter 9/11/13 3° classificato gruppo 9 Giudice Harry Vella Allevatore Erika Kesseler Proprietario Angelo Baccarini

EVERMAGIC WIND OF CHANGE Golden Reriever Expo di Saint Etienne (F) 9/11/13 2° classificato gruppo 8 Giudice M. Soulat Allevatore e propr. Allev. Evermagic

LUX LIUREX FATA MORGANA Yorkshire Terrier Expo di Koper (SLO) 5/10/13 Mediteranian Winner Show 2° classificato gruppo 3 Giudice Malgorzata Supronowicz Allevatore e propr. Liliana Cheroglo

JOSEPH DEL BIAGIO Alaskan Malamute Expo di Komarom (H) 19/10/13 2° classificato gruppo 5 Giudice Peter Harsany

Expo di Derby Komarom 20/10/13 2° classificato gruppo 5 Giudice Erdos Lazlo Allevatore Giuseppe Biagiotti Proprietario Maurizio Pizzolato

QUI DELLA VAL VEZZENO & SOFONISBA ANGUISSOLA Bassotti standard p/d Expo di Ginevra (CH) 16/11/13 3° BIS Coppie Giudice E. Clerc

Expo di Ginevra (CH) 17/11/13 1° BIS Coppie Giudice G. Eva Allevatori A. Palladini, L. Ferrari Proprietario C. Arditi

HALLELUIAH DELLA BASSA PAVESE Irish Wolfhound Raduno di Donaueschingen (D) 3-4/8/13 1° Ecc cl Giovani BOB 3° BIS Giudice D. Kenis Pordam

1° Ecc cl Giovani JBOB -JBIS Allevatore e proprietario Antonia Salamon Turini e Ludovica Salamon 55


i successi all’estero

DIAZ & DJEZABEL DELLA BAIA AZZURRA Alani blu EU.D.D.C. Evora (P) 15/9/13 1° BIS Coppie Giudice J F. Martin

National d’eEevage di Neuvic (F) 22/9/13 1° BIS Coppie

PANTHERA UNICA CARINA Dalmata Expo di Koper I 5/10/13 3° classificato gruppo 6 Giudice Milos Ambrozic

Expo Koper II 6/10/13 3° classificato gruppo 6 Giudice Darko Groselj Allevatore Kennel Panthera Unica Proprietario Norma Godina

SAMSON VON DER GANZERIN Alpenlaedische Dachsbracke Club Show Innsbruck 10/8/13 CAC CACIB BOB Giudice Kreutner Peter Allevatore Alois Mattersberger Proprietario Maurizio Orlandi

Giudice Penas Allevatore e propr. Patrizio Donati

BRANDO, DIAZ & DJEZABEL DELLA BAIA AZZURRA Alani blu EU.D.D.C. Evora (P) 15/9/13 1° BIS Gruppi Giudice P. Moonfort Allevatore Patrizio Donati Proprietario D. Porro, P. Donati

BRANDO DELLA BAIA AZZURRA EU.D.D.C. Evora (P) 15/9/13 1° ECC cl. Camp. Giudice Michael Neugel Allevatore Patrizio Donati Proprietario Donato Porro

MADE IN CANADA BALLACOILUPI Bracco italiano Expo di San Marino 5-6-7/7/13 CAC1 MOLDAVIA-AZERBAIJAN 3° classificato gruppo 7 Allevatore e propr. Allev. Ballacoilupi

SCEDIR HUMPREYBOGART Zwergschnauzer n/a Expo di Tulln (A) 29/9/13 BOB Bundenssiegher Giudice G. Pollinger Allevatore e proprietario Fabio Ferrari 56

TERABITHIA DAGON Mastiff Speciale SKVPM di Vrtojba (SLO) 09/11/13 Class. Intermedia 1° ECC CAC Giudice Igor Selimovic Allevatore Paola Barlettani Proprietario Allev. di Terabithia

LAVEE RICH RACH Rhodesian Ridgeback Expo di Malta 20/10/13 2° classificato gruppo 6 Giudice Laurent Pichard Allevatore Orit Nevo Propr. Vittoria Clara Franceschetti


i successi all’estero

BORN TO RUN DE BREOGAN Bouledogue Francese Expo di Bratislava 27/10/13 MOONLIGHTFIRE NORMANDIA 3° classificato gruppo 9 Giudice Boris Chapiro Chihuahua Allevatore Andres Eduardo Diaz Austria Specialty di Tulln 28/9/13 Proprietario Mauro Bacco 1° ECC - JUNIOR BEST

HADRANENSIS TOTO’ Cirneco dell’Etna Stelle italiane di Ginevra CACIB Allevatore e propr. All. Hadranensis

Giudice Gerda Bolter Allevatore e propr. Leandro Sommella

O’JOSÈ FASHION DI GREYSBETH Weimaraner p/c Expo di Malta 20/10/13 2° classificato Gruppo 7 CLENXA AT TIGIDIT Podenco Ibicenco p/d Raduno levrieri di Trautskirchen (D) 7/9/13 1° classificato Best in Show Giudice W. Schwerm-Hahne Allevatore e proprietario Alberto Rossi

I BRAVI RAGAZZI MASANIELLO Bullmastiff Slovenian Molosser Club di Vrtojba 9/11/13 Miglior Maschio

Giudice Laurent Pichard (CH) Allevatore e propr. Greysbeth Kennel

Giudice Giulio Bezzecchi Allevatore Nadia Furlon Proprietario Allev. I Bravi Ragazzi 57


i successi all’estero

DONNERHALL DELLA BASSA PAVESE Irish Wolfhound Raduno Sighthound di Donaueschingen (D) 3/8/13 1° Ecc Giudice D. Kenis Pordam

4/8/13 1° Ecc BOS

Giudice Hill Allevatore e proprietario Antonia Salamon Turini e Ludovica Salamon

GOOD FORTUNE YOU’RE NOT THE BOSS OF ME Shar Pei Speciale SKVPM di San Peter (SLO) 9/11/13 CAC BOB Giudice Giulio Bezzecchi Allevatore Fritz Grace Proprietario Gabriella Zaro

EUBEA DEL NEBBIOSO Pastore di Brie Speciale di Pontoise (F) 29/9/13 3° classificato gruppo 2 Giudice Kerihuel Allevatore e propr. Allev. del Nebbioso

HILLSIDE RENDEZVOUS NOBODY DOES IT BETTER Spitz di Pomerania Expo di Lindsay (Canada) 8/11/13 2° classificato gruppo 2 Giudice Virginia Lyne

Expo di Lindsay (Canada) 9/11/13 3° classificato gruppo 2 Giudice Michael Hill Allevatore e propr. Lucilla Lampariello 58

KETY MAJERKA Alpenlaendische Dachsbracke Expo di Koper 5/10/13 2° classificato gruppo 6

I BRAVI RAGAZZI RUMBLE IN THE JUNGLE Bullmastiff Raduno di Vrtojba (SLO) 9/11/13 1° Ecc. cl. Giovani

Giudice Milos Ambrozic Allevatore Roman Blecha Proprietario Giorgio Navone

Giudice Giulio Bezzecchi Allevatore Nadia Furlon Propietario Franco Zerbi


i successi all’estero

DAKOTA DELLA BASSA PAVESE Irish Wolfhound Raduno Donaueschingen (D) 3/8/13 1° Ecc

I BRAVI RAGAZZI MARCANTONIO Bullmastiff Raduno di Vrtojba (SLO) 9/11/13 1° classe open Giudice Giulio Bezzecchi Allevatore Nadia Furlon Proprietario Luciano Piovesan

Giudice D. Kenis Pordam

4/8/13 1° Ecc BOB, 3° BIS

LOLLIPOP DELLA VAL VEZZENO Bassotto tedesco standard p/d Cam.to mondiale Bassotti di Verl Kaunitz (D) 27/7/13 CAC cl. Lavoro, World Wut Champion

Allevatore e proprietario Antonia Salamon Turini e Ludovica Salamon

Giudice H. Kliebenstein

Camp.to sociale di Verl Kaunitz (D) 28/7/13 1° classificato BIS HAMID AL-USRA DEL CONTEVERDE Saluki Expo di Šempeter (SLO) 9/11/13 2° classificato gruppo 10 Giudice Zlatko Kraljic Allevatore Allev. del Conteverde Proprietario Elisabetta Bellomi

Giudice Kliebenstein

1° BIS delle due giornate Giudice Sastre

Speciale di club svizzero di Meyrin (CH) 31/8/13 CAC cl. Lavoro, BOB Giudice H. Kliebenstein Allevatore e proprietario Antonio Palladini

BABYCLOE DELLA CANTERANA Bassotto nano p/d Expo di Vrtojba (SLO) 10/11/13 2° classificato gruppo 4

NOX-POLI WISE WILLIAM Samoiedo Expo di Šempeter (SLO) 9/11/13 2° classificato gruppo 5

Giudice J. Smojver Selimović Allevatore Daniela Giannini Proprietario Rebecca Ricciarelli

Giudice Igor Selimovic Allevatore Kovacev Franjo & Snjezana Proprietario Ermanno Valentini 59


i successi all’estero

OBLADIOBLADA’ DELLA VAL VEZZENO Bassotto standard p/d Expo di Ginevra 16/11/13 3° BIS Juniores Giudice Chan Wen Woh Allevatore A. Palladini Proprietario C. Arditi

EUFROSINE DI SANTAMARIA Pastore Maremmano Abruzzese Expo di Dortmund 12/10/13 BOB Bundessieger Giudice Hans-Erhard Gruettner Allevatore e propr. Alfonso Cosentino

ANTONIO CITTERIO DI ALA D’ORO Bracco italiano Stelle Italiane Europea di Ginevra 30/8/13 BOB Giudice Tatjana Urek Allevatore Jaap Muller Proprietaria Tamara Cislaghi

DREAM LA VIOLETTA VIA HERALTISZ Jack Russell Terrier Expo di San Marino (RSM) 15/10/13 Speciali Moldavia, Azerbaijan, Georgia e San Marino 1° classificato classe giovani Giudice Milivoje Urosevic

1° classificato classe giovani

Giudice Liudmila Lavrova Allevatore Via Heraltisz Kennel Petra Sekyrova Proprietario Violetta Jack Kennel 60

GUIDUCCIA DEL CASTELLO DELLE ROCCHE Alano arlecchino Camp.to Club di Ginevra (CH) 30/8/13 JCAC cl. Giovani Giudice G. Bezzecchi Allevatore Malaguti Alberto Proprietario Rosella Rosetti

DERA Setter inglese Expo Speciale di San Marino 7/12/13 1° CAC cl. Lavoro Giudice Domenico Di Matteo Allevatore e propr. Roberto Papini

EAST DREAM INCREDIBLE DEL FIUME GIALLO Chow Chow Specialty Show in Marikina (Philippine) 26/10/13 1° classificato Best in Show Giudice Thanakrit Pathinyawat Allevatore Enzo Farinella Proprietario John Gho


RUBRICA GRATUITA RISERVATA AI SOCI ENCI Inviare a redazione@enci.it Per essere inseriti nella rubrica SUCCESSI IN ITALIA occorre aver conseguito questi risultati: 1° classificato del Raggruppamento, compresi Coppie e Gruppi, in Esposizioni Internazionali in Italia. 1°, 2°, 3° classificato del Best in Show generale

DAL NUMERO DI GENNAIO 2014 SOLO RISULTATI OTTENUTI DOPO IL 30/6/2013

FRANCINI’S PRIVATE COLLECTION Cocker Spaniel Inglese Expo di Chieti 20/10/13 2° classificato Best in Show

EUFROSINE DI SANTAMARIA & ETTORE DI SANTAMARIA Pastore Maremmano Abbruzzese Expo di Messina 27/10/13 1° BIS Coppie

DORIAN GRAY Bassotto nano p/d Expo di Reggio Calabria 26/10/13 1 classificato gruppo 4

Giudice Adriana Bocca Griffa Allevatore e propr. Alfonso Cosentino

Expo di Messina 27/10/13 1º classificato gruppo 4

Giudice S. Radziuk Allevatore e propr. Angela Francini

LE QUATRIEME DE CHANEL NOMME’ BOB AKA ARGO Weimaraner p/c Expo di Genova 16/11/13 1° classificato gruppo 7 Giudice Antonino La Barbera Allevatore Erika Rossi Proprietario Marco Bausani

Giudice Valerio Nataletti

Giudice E. Zaphiris Allevatore Giorgio Amore Proprietario Allev. della Kafara

successi italia

Indicare: nome del cane, razza, luogo e data expo, classifica, giudice, allevatore, proprietario. Le inserzioni incomplete, verranno cestinate.

WENDY FULVA & UNLOVED KEVIN & WHAT A FEELING DELLA COLLINA DEI CILIEGI Pastori scozzesi p/l Expo di Chieti 20/10/13 1° BIS Gruppi

QUEEN DA’ NIGA DI GREYS BETH Weimaraner Expo di Reggio Calabria 26/10/13 1° classificato gruppo 7

Giudice Maria Ceccarelli All. e pr. Allev. della Collina dei Ciliegi

Giudice E. Zaphiris Allevatore e propr. Allev. Greys Beth 61


NOTIZIE DAL MONDO ORGANO UFFICIALE DELL’ENCI Ente Nazionale della Cinofilia Italiana n. 1 gennaio 2014 – Anno 60° DIRETTORE RESPONSABILE: Fabrizio Crivellari

AL BAR CON FIDO

UFFICIO STAMPA E PUBBLICHE RELAZIONI: Rodolfo Grassi

La Fipe, Federazione che raggruppa i pubblici esercizi che operano in Italia alla quale fanno capo 200 mila gestori di bar, ristoranti e affini (ma la norma riguarda tutti i 320 mila esercizi aperti dal Nord al Sud d’Italia) annuncia la rivoluzione pet friendly per bar, ristoranti e negozi. Stop quindi alle multe per chi va a fare l’aperitivo o vuole andare a cena con Fido. La nuova regola è contenuta nel “Manuale di corretta prassi operativa per ristorazione, gastronomia e pasticceria” presentato dalla Fipe, insieme al Ministero della Salute che ha collaborato alla stesura del volume. Il testo dice in sostanza che non ci sono motivi igienico sanitari per impedire ai cani di entrare nei pubblici esercizi. In una sola riga, a pag. 88, si dice che i cani per essere ammessi negli esercizi “devono essere condotti al guinzaglio, muniti di museruola”. In tutta Europa la libera circolazione dei cani nei pubblici esercizi, sempre ai guinzaglio e con la museruola, è una norma in vigore dal 2004. “Ma in Italia non è così, non ci siamo ancora adeguati alle disposizioni europee - spiega Lino Stoppani, il presidente della Fipe -, ma con la stesura del nuovo manuale sulle norme igienico sanitarie che devono essere rispettate nei pubblici esercizi abbiamo introdotto questa importante innovazione che fa cadere i divieti”.

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RUPEE SULL’EVEREST Quando Joanne Lefson, una ex giocatrice professionista di golf trovò un cucciolone che vagabondava tra la spazzatura nella città di montagna di Leh, in India non ebbe il coraggio di lascialo al suo destino. Era oramai ridotto pelle e ossa e gli mancava una parte dell’orecchio destro. Dopo averlo rifocillato e nutrito con una dieta vegetariana ricca di proteine, uova e riso bollito e dopo un consulto con un veterinario, trascorse poche settimane Joanne lo ha portato con sé per fargli vivere un’avventura straordinaria sull’Himalaya . Con ogni probabilità è stato il primo cane al mondo a raggiungere il campo base sull’Everest a quota a 5.364 metri. «La sua impresa deve persuadere le persone ad essere più magnanime e compassionevoli verso gli animali», dice la Lefson orgogliosa e raggiante. Dopo la scalata Rupee è stato premiato da un monaco indù di Katmandu e accolto dai bambini festanti di Namche Bazar, un villaggio del Nepal sud-orientale. Ora che cane e padrona sono tornati a casa, in Sudafrica, le foto di Rupee sull’Everest continuano ad appassionare i navigatori del web.

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PRECISAZIONE INC dicembre pag. 36 IX Raduno Razze Italiane di Volta Mantovana BRACCO ITALIANO Polcevera’s Luna di Giuseppe Ballarini ha conseguito il BOB


come eravamo...

I Nostri Cani - gennaio 2014  

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