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Anno IX | numero 6 Novembre | Dicembre 2017 ISSN 2283-9356

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Anno IX | numero 2 Marzo | Aprile 2017 ISSN 2283-9356

Anno IX | numero 3 Maggio | Giugno 2017 ISSN 2283-9356 | Spedizione in abb. postale Poste Italiane Spa Sped in abb postale d.l. 353/2003 (conv.in l. 27/02/2014 n.4) art.1 comma 1 lom/mi 5488 | | Prezzo € 12,00 Abb. annuale € 60,00 |

Anno IX | numero 2 Marzo | Aprile 2017 ISSN 2283-9356

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Direttore Responsabile Gaspare Vannicola (gaspare.vannicola@vmreditrice.it)

Rubriche Fisse

Coordinatore Editoriale Cinzia Bianchi (cinzia.bianchi@vmreditrice.it)

Anticaduta

Sicurezza Impianti

Alberto Pincigher Responsabile Comitato Tecnico Scientifico ALV. Associazione Linea Vita

Adriano Paolo Bacchetta Coordinatore network Spazioconfinato.it

Antincendio

Psicologia del Lavoro

Sicurezza Macchine Agricole

Fernando Cordella Presidente A.N.P.P.E. Vigili del Fuoco

Piergiorgio Frasca Psicologo del lavoro e delle organizzazioni

Paolo Peretti Centro Formazione e ricerca Merlo

Sicurezza nelle scuole

Sicurezza Macchine

Monica Mioccio

Massimo Granchi Christian Trinastich MTM Consulting s.r.l. società unipersonale

Redazione (redazione@vmreditrice.it ) Noemi Olivo, Monica Mioccio, Cinzia Bianchi, Irene Molin Comitato Tecnico-Scientifico (rts@vmreditrice.it) Ing. Bacchetta Adriano Paolo, Arch. Cordella Fernando, Dott. Frasca Piergiorgio, Ing. Granchi Massimo, Dott. Peretti Paolo, Ing. Pincigher Alberto, Ing. Romeo Mario, Ing. Vannicola Gaspare Progetto grafico e impaginazione grafica@vmreditrice.it irene.molin@vmreditrice.it Vmr Editrice Srls

Medicina del Lavoro Giovanna Pirana Polo Chirurgico Confortini

Formazione sulla Sicurezza sul Lavoro Mario Romeo S.I.A. Srl Dirigente Nazionale UIL

Contatti Ufficio Marketing (segreteria@vmreditrice.it | marketing@vmreditrice.it) Sul nostro sito internet è disponibile il prospetto relativo alle inserzioni pubblicitarie Contatti Ufficio Formazione (formazione@vmreditrice.it) Sul nostro sito internet è disponibile la lista dei corsi erogati Editore Vmr Editrice Srls Tel. / Fax 02.45498130 e-mail: info@vmreditrice.it Proprietà Vmr Editrice Srls Sede Legale: Via Doberdò, 22 Milano Tel. / Fax 02.45498130 e-mail: info@vmreditrice.it sito: www.vmreditrice.it Registrazioni Camera di Commercio di Milano N.REA 2095877 P.IVA 09515180967 del 03/05/2016 N.ROC: 26858 Registrazione del Tribunale n.390 del 18 settembre 2009 Stampa Publistampa Arti Grafiche via Dolomiti 36, Pergine Valsugana (TN) tel. 0461.511000 fax 0461.533914 www.publistampa.com

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Sommario 23 RESTRUCTURA, 30 ANNI DA PROTAGONISTA

25 RESTRUCTURA, 30°

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Dispositivi di ancoraggio per lavori in quota | Alberto Pincigher

EDIZIONE

27 EIMA SHOW: I PRODIGI

DELL’AGRICOLTURA “4.0”

29 EIMA SHOW, UN

SUCCESSO IMMEDIATO

L’editoriale

15 Formazione sulla Sicurezza sul Lavoro | Mario Romeo

31 Sicurezza degli impianti nelle scuole | Monica Mioccio

34 Antincendio | Fernando Cordella

37 Spazio Confinato | Adriano Paolo Bacchetta

46 Psicologia del Lavoro | Piergiorgio Frasca

50 Sicurezza Macchine | Massimo Granchi

56 Medicina del Lavoro | Giovanna Pirana

60 Formazione e Ricerca | Eugenio Valsoaney


L’editoriale Buongiorno a tutti care lettrici e cari lettori, L’anno 2017 volge al termine, la nostra rivista “ Il notiziario sulla sicurezza” continua a farsi conoscere fra i professionisti, le aziende, ordini, collegi, etc il numero degli abbonati sono aumentati, oramai la crisi dell’Editoria sembra sia alle nostre spalle. Purtroppo non è così e questo si rileva da un fattore determinante per l’editoria, La Pubblicità: le aziende che hanno riiniziato ad investire nelle inserzioni pubblicitarie sono poche e per cui ancora la nostra casa editrice sta soffrendo la crisi. Per il 2018 abbiamo in programma di fare diversi investimenti atti a dare maggiore visibilità alla nostra casa editrice e di conseguenza ai prodotti che essa realizza: - ristampa del “Manuale Operativo Per La Sicurezza con l’aggiunta di nuovi capitoli che amplieranno il campo delle categorie merceologiche a cui si rivolgerà. - Investire sui social per aumentare la visibilità del Notizario. - Diffondere Il Notiziario fra le associazioni di categoria nell’ambito della sicurezza sul lavoro. Sul nostro sito www.vmreditrice.it troverete la voce “ Blog “, esso sarà un canale aperto di comunicazione sulle novità sulla sicurezza e anche da mettere a disposizione dei nostri abbonati per ricevere suggerimenti e anche lamentele perchè migliorarsi significa anche ripartire dagli errori commessi. Ho fatto un elenco dei progetti che abbiamo messo in cantiere per l’anno 2018, ma per finanziarli dobbiamo dire con forza, Grazie A: - I nostri abbonati al “Notiziario sulla sicurezza” - I nostri inserzionisti pubblicitari - I nostri autori. Noi da nostra parte, continueremo ad impegnarci, lavorare duro per garantire un’informazione corretta e di qualità a tutela della sicurezza sul lavoro. La sicurezza non ammette pause, per cui vado a toccare un argomento di notevole interesse e che presenta rischi notevoli per gli operatori del settore: Gli apparecchi per il sollevamento dei carichi sono generalmente “considerati una categoria di macchine e/o attrezzature particolarmente pericolose perché, in caso di carenze costruttive, manutentive o di utilizzo, i rischi per la sicurezza delle persone che stazionano nelle aree di lavoro interessate dalla loro presenza sono molto elevati”. Ed è per questo motivo che la normativa vigente prescrive che queste macchine debbano essere sottoposte periodicamente a verifica “per accertarne lo stato di funzionamento e di conservazione ai fini della sicurezza”. Le macchine possono essere suddivise e sono:  - gru a ponte; gru sospese; gru a bandiera; gru a cavalletto. Esaminiamo il rischio di rovesciamento e/o caduta dell’apparecchio di sollevamento, ricordando le principali cause: “scorretta installazione dell’apparecchio; errata progettazione e/o realizzazione delle strutture portanti dell’apparecchio; insufficiente manutenzione delle strutture e dei dispositivi di sicurezza (fine corsa); sollevamento di carichi eccedenti la portata dell’apparecchio; interferenza tra più apparecchi di sollevamento che incrociano il raggio di azione”. In particolare si indica che se i rischi di rovesciamento o caduta dovuti ad errori di progettazione o a difetti di costruzione “non sono escludibili”, questi rischi “sono più frequenti quando l’installazione degli apparecchi non è avvenuta nel rispetto della buona tecnica e quando le strutture di sostegno dell’apparecchio non sono adeguatamente dimensionate”. Non bisogna poi dimenticare che la carenza di manutenzione delle strutture e dei dispositivi di sicurezza “può determinare un ulteriore rischio per l’aumentata probabilità di rotture o di guasti.”. Inoltre il sollevamento di carichi eccedenti la portata dell’apparecchio “dovrebbe essere inibito dalla presenza di specifici dispositivi di sicurezza (limitatori di carico e limitatori di momento). Un altro rischio affrontato è relativo alla caduta del carico. Infatti “la caduta del carico e il possibile conseguente investimento degli operatori da parte dell’intero carico o di una parte di esso, rappresenta il rischio prevalente connesso alla presenza negli ambienti di lavoro di apparecchi per il sollevamento”. Queste le principali cause: “errata imbracatura del carico; assenza o non idoneità dei sistemi di trattenuta e di imbracatura; non idoneità o insufficiente manutenzione dei freni e dei fine corsa; eccessiva velocità o manovre brusche durante la traslazione del carico; sollevamento di carichi eccedenti la portata dell’apparecchio; interferenza tra più apparecchi di sollevamento che incrociano il raggio di azione”. Abbiamo toccato un argomento , dove le voci da controllare nell’analisi del rischio sono molteplici e dove si evidenzia che le stesse sono legate una all’altra. La sicurezza non è un compartimento stagno, dove ogni categoria merceologica ha la sua parte e basta, ci sono elementi comuni a cui nessuno si puo sottrarre, ne elenco solo uno: La formazione Essa è determinante per qualsiasi lavoratore, deve essere fatta solo da persone preparate e che abbiano i requisiti idonei. Gaspare Vannicola Direttore Responsabile


ANTICADUTA

CONTENUTI DEL CORSO DI FORMAZIONE E ADDESTRAMENTO PER ADDETTI AI LAVORI IN QUOTA a cura di Ing. Alberto Pincigher

N

el numero precedente erano state analizzati gli aspetti riguardanti la formazione per gli addetti ai lavori in quota. Nello specifico si erano affrontate le tematiche legislative e analizzati gli obblighi di formazione previsti nel D. Lgs. 81/08 e s.m.i.. Il corso di formazione per addetti ai lavori in quota come visto non è attual-

mente normato in maniera specifica se non per le parti relative ai corsi di formazione teorico-pratico per lavoratori e preposti addetti al montaggio/smontaggio/trasformazione di ponteggi e ai corsi di formazione teorico-pratico per lavoratori addetti ai sistemi di accesso e posizionamento mediante funi (per i quali i programmi e i dettagli organizzativi sono descritti D.Lgs. 81/08 All.XXI).

Per i cantieri temporanei e mobili, l’allegato XV del D.Lgs. 81/08, al punto 3.2.1, elenca tra i contenuti minimi del POS (Piano Operativo di Sicurezza) anche la documentazione in merito all’informazione e alla formazione fornita ai lavoratori occupati in cantiere, e quindi anche in merito al rischio di caduta dall’alto e all’addestramento sull’uso dei dispositivi di protezione contro le [Continua...]


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Sede operativa: Sede operativa: Via Doberdò Doberdò22, 22, 20126 Milano 20126 Milano Cell. +39.3755473053 Tel/Fax +39 02.89055936 segreteriasoci@lineavita.org segreteriasoci@lineavita.org www.lineavita.org

L’Associazione Linea Vita è un’Associazione No-Profit che si prefigge lo scopo di divulgare informazioni corrette e fornire formazione adeguata in rispetto alle norme tecniche preposte in materia di sicurezza sul lavoro, ed in particolar modo in difesa degli operatori sottoposti al pericolo di cadute dall’alto durante la loro attività.


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da inviare via email a segreteriasoci@lineavita.org oppure via PEC mail.alv@pec.lineavita.org N............................................................................................................................................................................................................................ OM E C OG NOM E C............................................................................................................................................................................................................................ F P ROFE SSIO NE T ............................................................................................................................................................................................................................ I T OLO D I S T U D IO C TT P . ............................................................................................................................................................................................................................

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FORMAZIONE SULLA SICUREZZA SUL LAVORO

AMIANTO, l’esperienza della Regione Emilia Romagna contestualizzato nel Piano Nazionale: un problema mai risolto. a cura di Sia Ingegneria

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l Piano Regionale Amianto redatto in Emilia Romagna, è un’attività che ci ha visto e ci vede coinvolti da più di due anni insieme agli Assessorati Regionali delle: • Politiche per la salute • Attività produttive • Politiche ambientali al fine della stesura di un Piano Regionale. Un obiettivo raggiunto grazie alle sollecitazioni a più riprese nelle attività istituite nel Comitato ex art. 7 del D.Lgs. 81/08, sia mediante iniziative pubbliche ai cittadini, che interne ai luoghi di rappresentanza del mondo del Lavoro. E’ stato un percorso impegnativo, con all’interno anche un’iniziativa pubblica congiunta svolta il 28 aprile 2017 dalla Regione Emilia Romagna, con le Parti Sociali e che si dovrebbe concludere a fine mese di novembre con l’approvazione delle delibere del Piano, dell’iter Istituzionale e ad oggi in fase di approvazione. Molti gli aspetti positivi, ma anche molte le preoccupazioni che sin dall’inizio del percorso tecnico abbiamo espresso e sono emerse al tavolo Regionale. E’ stata posta l’esigenza di effettuare un salto di qualità nell’affrontare a 360° il tema amianto, ovvero: • liberare dall’amianto i nostri territori, • evitare altre esposizioni alle fibre di amianto di lavoratori - lavoratrici e

• •

cittadini, adeguare i programmi di sorveglianza sanitaria agli esposti ed agli ex-esposti, in coerenza con l’articolo 9, comma 2, lettera c), del Decreto Legislativo 28 agosto 1997, n°281, tra il Governo, Regioni, Province, Comuni e Comunità montane, sull’adozione del protocollo di sorveglianza sanitaria dei lavoratori ex esposti all’amianto, oltre che dell’art. 258 del D.Lgs. 81/08 smi; fornire le migliori cure a coloro che si ammalano, rilanciare le attività di bonifica per una rapida eliminazione dell’amianto con la creazione di nuovi posti di lavoro, offrire diritti e tutele adeguati ai lavoratori ed ai cittadini, condividendo l’idea di “Una regione senza amianto” prevista oltrettutto già nel “Patto per il Lavoro” (siglato il 20 luglio 2015 tra la Regione Emilia Romagna, le Organizzazioni Sindacali e le Associazioni Datoriali, le Università dell’Emilia Romagna, la Città Metropolitana di Bologna, le ex Province, oltre che dai Comuni capoluogo di Provincia).

Nonostante sia noto da tempo l’effetto che possono provocare le fibre di amianto sulla salute, e le patologie correlate, l’amianto è ancora fortemente presente nonostante le Leggi che ne hanno vietato la produzione, il commercio, l’importazione e l’esportazione. I suoi bassi costi, la sua versatilità e le sue caratteri-

stiche hanno contribuito a farne un materiale ubiquitario, piccole e grandi imprese lo hanno impiegato spesso senza prevedere per gli operai che lo manipolavano adeguate misure di prevenzione e di protezione. Nel Mondo l’amianto è ancora impiegato in molti, troppi Paesi e ad oggi sono circa 100.000 gli esposti ed ex esposti che ogni anno muoiono. La Legge Italiana che lo ha messo al bando è del 1992. Cessarne la produzione non ha significato la cessazione dei rischi. I malati e i morti sono previsti ancora per molti anni, perché le malattie da amianto si manifestano dopo molto tempo dall’esposizione e con il picco di mesoteliomi che avverrà tra il 2020 ed il 2030, anche se il periodo di picco e latenza continua a spostarsi in avanti. In Italia, ogni anno alcune migliaia di persone, muoiono di mesotelioma pleurico, di tumore al polmone o di altri tumori asbesto correlati. Al netto delle stime, (oltre 30 milioni di tonnellate di lastre in eternit) in Italia, manca un dato nazionale complessivo che quantifichi con certezza la presenza di amianto sul territorio, su case, industrie, edifici pubblici. Secondo lo IARC (Agenzia Internazionale di Ricerca sul cancro) l’unica esposizione sicura all’asbesto è pari a zero. Bisogna agire subito! E tutti devono fare la loro parte! [Continua...]


SICUREZZA DEGLI IMPIANTI NELLE SCUOLE

NORME IGIENICO-SANITARIE NELLE SCUOLE a cura di Monica Mioccio

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esto unico della sicurezza 81/2008 (comprensivo di DGL. 626/94) È una legge fondamentale basilare in materia di sicurezza anche per le scuole e prevede una periodica sorveglianza sanitaria e la presenza di un medico competente. In tale prospettiva in particolar modo nelle comunità infantili (asili nido e scuola d’infanzia) il processo di socializzazione determina contatti frequenti che possano innescare la

diffusione di diverse patologie tipiche dell’età. I sintomi più comuni sono quelli che colpiscono le vie respiratorie attraverso la propagazione di germi per via aerogena e orale. Così diventa indispensabile la sorveglianza sanitaria che determina una buona conoscenza dell’andamento epidemiologico delle malattie e di programmazione dei servizi competenti e che deve essere attuata nell’ambito di una buona comunicazione tra scuola, famiglia, ASL e comuni.

In quest’ottica risulta essere fondamentale la prevenzione che è costituita da misure generali per evitare l’insorgenza di malattie infettive nelle comunità collettive. Le principali misure comportamentali di tipo preventivo per patologie infettive consistono nel lavaggio delle mani prima e dopo la manipolazione e il consumo di alimenti, dopo l’uso dei servizi igienici e dopo la manipolazione di oggetti sporchi. Il lavaggio delle mani è [Continua...]


PUBBLICATE LE LINEE GUIDA ATTIVITA’ DI FRANTOIO OLEARIO – OLEIFICIO a cura di Fernando Cordella - Presidente A.N.P.P.E. VV.F

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on lettera pubblicata il 26 Settembre 2017 da parte della Direzione Centrale per la Prevenzione e la Sicurezza Tecnica del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, sono state pubblicate le linee guida di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio delle attività di frantoio oleario – oleificio. I depositi di olio di oliva vergine costituiscono un’attività soggetta al controllo dei vigili del fuoco in quanto, per quantitativi di olio maggiori di 1m3, sono ascrivibili al p.to 12 dell’Allegato 1 del DPR 151/11. Il documento predisposto è il frutto della collaborazione tra Associazioni di categoria (F.O.O.I. – Filiera Olivicicola Olearia Italiana) e Vigili del Fuoco e mette in comune, tra tutti gli attori della prevenzione incendi (titolari delle attività, tecnici antincendio, Comandi locali dei VVF), le best-practices da adottare per la messa a norma dei depositi di olio di oliva. In particolare, basandosi su misure di carattere prescrittivo dettate anche dall’esperienza maturata nell’ambito dell’espletamento dell’attività di prevenzione incendi per queste specifiche attività, le suddette Linee guida rappresentano, per ogni fase del processo produttivo dei soli oli di oliva vergini ottenuti dal mero procedimento meccanico, un mezzo per individuare un insieme di misure di prevenzione e di protezione, passiva ed attiva, finalizzate al contrasto del rischio di incendio nell’ambito della [Continua...]


SPAZIO CONFINATO

Analisi degli incidenti nei silos per la conservazione di prodotti sfusi. Parte Terza a cura di Adriano Paolo Bacchetta

C

ontinuiamo a occuparci di silos (o sili), strutture presenti in molteplici contesti industriali e non. Dopo aver analizzato alcuni incidenti di natura meccanica (contatto con la coclea parte del sistema di estrazione del materiale presente) e dovuti al seppellimento da parte di materiale incoerente (engulfment), in questa parte ci occuperemo del problema dell’abitabilità interna. In particolare, quindi, considereremo il rischio associato alla presenza di un’atmosfera pericolosa per la salute dei lavoratori. Nel corso degli anni sono stati registrati diversi incidenti (la maggior parte dei quali purtroppo con esito infausto) che hanno, come origine, la presenza di gas tossici o atmosfere sotto ossigenate. Nel seguito ci occuperemo di un caso particolare occorso nell’agosto del 2003, che ha visto due giovani lavoratori entrambi sedicenni (in realtà uno era figlio dei proprietari della fattoria e l’altro un suo amico) rimanere asfissiati all’interno di un silo in cui erano entrati per aiutare l’addetto alla manutenzione del fabbricante/rivenditore dei silos presenti in azienda, durante alcune attività d’ispezione/manutenzione. Il sito, era una piccola fattoria dove svolgendo attività varie e seguendo progetti in azienda alcuni dei quali erano compiti ordinari, come l’aiuto con il sistema d’irrigazione per le coltivazioni di foraggio e altri in funzione delle esigenze, come ad esempio l’assistenza occasionale alle attività di manutenzione dei quattro silos di stoccaggio del foraggio. La struttura ospitava circa 200 capi di bovini da latte, e l’attività

primaria era la produzione di latte venduto attraverso un’organizzazione di prodotti lattiero-caseari cooperativi. Per alimentare i capi di bestiame, l’azienda produceva in proprio il fieno che conservava all’interno di silos e in altri depositi. Le attività quotidiane della fattoria erano eseguite dai proprietari di aziende agricole, dai membri della famiglia e da diversi dipendenti che lavoravano regolarmente per l’azienda agricola. A volte, l’azienda assumeva personale come aiuto temporaneo a tempo parziale per le esigenze stagionali. Per quanto acquisito, entrambe le vittime erano esperte nello svolgimento delle usuali mansioni riguardanti le attività agricole, ma avevano poca esperienza di lavoro nei silos. L’azienda non aveva un programma formalizzato per la gestione della sicurezza, non prevedeva alcun processo o procedura per l’ingresso all’interno dei confined spaces, né forniva alcuna formazione formale sulla sicurezza. L’addestramento del personale, avveniva secondo modalità non strutturate, del tipo “on-the-job” come succede in molte piccole aziende. In questi contesti, la formazione passa attraverso l’esperienza e l’apprendimento “generazionale” sviluppato all’interno della comunità agricola. Il giorno dell’incidente, i due giovani avevano appena iniziato a lavorare come aiutanti al manutentore del fabbricante/ rivenditore dei silos per prepararne uno in vista delle attività durante la giornata. Da qualche tempo, avevano limitato gli accessi all’interno dei silos per il pericolo del “bridging” ovvero della possibile formazione di ammassi di materiale stocca-

to con possibile collasso improvviso dello stesso e conseguente seppellimento del lavoratore eventualmente presente nel silo. Il proprietario dell’azienda, aveva somministrato ai due giovani una formazione erogata direttamente sul posto di lavoro, e tale attività era stata completata da una supervisione diretta e osservazione delle attività svolte. Questo fino a quando il titolare non ebbe raggiunto la convinzione che i lavoratori avrebbero potuto svolgere i compiti assegnati con una minima supervisione. Come detto, l’azienda produceva latte, per conservare il foraggio per l’alimentazione del bestiame, aveva quattro silos modello Harvestore® in acciaio a perfetta tenuta, realizzati in opera mediante assemblaggio di lastre ricurve di acciaio vetrificato. Grazie a loro, l’azienda poteva assicurare la scorta di foraggio necessario utilizzando la metodica di conservazione denominata “insilamento”. [Continua...]


IL COMPORTAMENTO IMPRUDENTE a cura di Dott. Piergiorgio Frasca

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ra le cause più frequenti di infortunio vi è un comportamento imprudente del lavoratore. L’imprudenza è particolarmente esaltata quando è commessa da lavoratori con una lunga esperienza alle spalle, al punto da diventare inspiegabile comprendere i motivi che hanno determinato un comportamento palesemente giudicato “imprudente”. Vediamo qualche esempio:

Esempio 1 Un operaio qualificato, noto per le sue capa­cità professionali, la serietà ed esperienza, per recarsi dal suo posto di lavoro al magazzino at­ trezzature, transita abitualmente sotto la via di corsa di un carro ponte che è frequentemente usato ed è perciò quasi sempre in movimento, nonostante questo sia vietato ed il divieto sia indicato da numerosi e vistosi cartelli. In questo modo egli evita di percorrere un lungo tratto di strada e non perde tempo. Esempio 2 L’addetto alla sicurezza di uno stabilimento compiendo un sopralluogo in un reparto, scopre che su alcune presse sono stati bloccati e resi inoperanti dei pulsanti di sicurezza aventi la fun­zione precisa di dare il consenso alla macchina solo quando l’operatore è fisicamente impossi­ bilitato ad entrare in contatto con l’area di azione della stessa. Esempio 3 Un elettricista considerato molto esperto è vit­tima di un infortunio e rimane seriamente ustio­nato al volto ed alle mani

mentre sta lavorando su una scatola di derivazione di un impianto che alimenta diversi reparti. Nello sfilare un cavo dai morsetti della scatola si è sviluppato un arco che ha prodotto una fiammata. L’elettricista, pur avendoli nella propria borsa non si era preoccupato di indossare né dei guanti protettivi, né una visiera. Esempio 4 Un carrellista subisce un grave infortunio ribal­tandosi con il carrello, dopo che svoltando alla sua destra ha urtato contro una pila di casse accatastate vicino ad un muro in prossimità della uscita di un capannone. L’indagine ha permesso di accertare che il carrellista era in ritardo sui tempi di lavoro ed ha affrontato la curva a velocità troppo elevata. Esempio 5 Un operaio addetto alla molatura di elementi metallici riceve una scheggia in un occhio perché non indossa gli occhiali di protezione. Egli si giustifica della mancanza dicendo che non gli era possibile usare gli occhiali protettivi poiché i vapori ed il pulviscolo presenti nell’am­ biente sporcavano le lenti, rendendo continuamen­te problematico lo svolgimento del compito la­vorativo. Sono questi alcuni esempi di comportamenti di lavoro nei quali possiamo riconoscere la caratte­ristica presenza di un comportamento che viene considerato imprudente, a causa o per effetto del quale si sono avute o si potrebbero avere conseguenze negative o lesioni. Ed è appunto a questo tipo di comportamen-

to e più in generale al comportamento del lavoratore che sovente si fanno risalire le principali cause degli infortuni. Il comportamento umano d’altronde, è un fatto­re sempre presente nella dinamica di un infortu­nio ed il suo ruolo a volte appare cruciale nell’accadimento dell’evento, mentre altre volte ap­ pare secondarlo. Il «comportamento imprudente» è stato de­finito come una azione che aumentando il livello di pericolosità di una situazione lavorativa ne aumenta il rischio, cioè la probabilità che si verifichi un incidente o un infortunio. Al “comportamento imprudente” si contrappone il “comportamento prudente” che è definibile come una azione che tende a mantenere stabile il livello minimo possi­bile di pericolosità. Di solito il comportamento prudente è un’azione codificata che risponde a regole ed a procedure di sicurezza. Seguendo un criterio tradizionale di analisi delle cause d’infortunio, tuttora in uso, questi ultimi vengono suddivisi in due categorie fondamentali: a) quelli in cui il comportamento umano è l’ele­mento determinante che ha causato l’infortu­nio; b) quelli in cui il comportamento non è invece un fattore rilevante, nei quali la causa è attri­buita al concorso di «fattori tecnici» o di fattori casuali. Prescindendo dalla effettiva validità di tale schematiz­zazione che riconduce le cause di un incidente o infortunio alla generica nozione di «fattore umano», è comunque evidente che [Continua...]


Studio Frasca di Dott. Piergiorgio Frasca Servizi di Psicologia del lavoro e sviluppo organizzativo, Formazione e aggiornamento per la sicurezza e salute sul lavoro, Ergonomia

____________________________________________________________________________ Studio Frasca opera da diversi anni nel campo della Psicologia del lavoro e delle organizzazioni applicata alla prevenzione dei rischi per la sicurezza e la salute sul lavoro offrendo alle aziende servizi qualificati per lo studio e la valutazione dei rischi psicosociali, per l’applicazione dei principi ergonomici alle attività lavorative, per la formazione di dirigenti, preposti e lavoratori in materia di sicurezza e salute sul lavoro. I servizi offerti comprendono:         

Servizio di valutazione del rischio di stress correlato al lavoro. Assistenza e supporto alle aziende per la definizione e l’attuazione di strategie personalizzate per la prevenzione, il controllo ed il monitoraggio del rischio di stress da lavoro Servizio di monitoraggio sullo stress lavoro correlato Formazione dei dirigenti, dei preposti e dei lavoratori alla sicurezza e salute sul lavoro e sul rischio di stress correlato al lavoro. Valutazione dei bisogni di formazione e dell’efficacia della formazione attuata Progettazione e realizzazione di attività formative Progettazione e realizzazione di interventi di Behavior Safety (BBS) Valutazione ergonomica delle mansioni e applicazione dei principi ergonomici alle attività lavorative. Valutazione conoscenza e competenza nella lingua italiana per lavoratori stranieri (D.Lgs. 81/08, artt. 36 e 37, comma 13)

Servizio di valutazione, gestione e monitoraggio del rischio stress correlato al lavoro Studio Frasca effettua l’intero ciclo di valutazione, intervento e monitoraggio sul rischio di stress da lavoro come prescritto dal D.Lgs. 81/08 e s.m.i. secondo le modalità indicate dalla Commissione Consultiva permanente (CM del 18/11/2010). Per la valutazione preliminare sono utilizzate specifiche check-list, mentre per la valutazione approfondita dei fattori soggettivi sono utilizzati appositi questionari somministrabili anche on-line. I risultati con la valutazione del rischio riferita ai fattori di rischio del Contesto lavorativo e del Contenuto del lavoro e l’indicazione delle criticità rilevate sono illustrati in una relazione dettagliata e sintetizzati con grafici e tabelle un cui esempio è riportato sotto. Il Servizio viene svolto su tutto il territorio nazionale e su qualsiasi comparto lavorativo, compreso l’ambito sanitario, le costruzioni, la P.A. Di seguito è riportato un esempio di analisi realizzata con il questionario QUERTI SLC.

Test ITALSIC di valutazione della conoscenza e competenza linguistica per lavoratori stranieri In relazione agli adempimenti prescritti dagli articoli 36 e 37, comma 13, del D.Lgs. 81/08 Studio Frasca ha messo a punto il Test ITALSIC espressamente dedicato alla valutazione delle conoscenze e competenze nella lingua italiana con riferimento alla sicurezza e salute sul lavoro. Il Test è di semplice utilizzo e non richiede competenze specialistiche per la somministrazione. Per l’elaborazione dei risultati è utilizzato uno specifico software acquistabile con la prima fornitura del test. Apposite istruzioni guidano l’utilizzatore, ad esempio l’RSPP, in tutte le fasi di impiego. Il Test è acquistabile inviando la richiesta tramite e-mail a Studio Frasca, al quale ci si può rivolgere per ulteriori informazioni. E’ anche possibile la somministrazione del test on line.

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Titolo VIII agenti fisici e le novità in materia di campi elettromagnetici. a cura di Massimo Granchi e Riccardo Bozzo

Introduzione: l Titolo VIII del Testo Unico D.Lgs. 81/2008 si occupa dei rischi derivanti da esposizione agli agenti fisici da parte degli operatori. Con agenti fisici si intendono il rumore, gli ultrasuoni, gli infrasuoni, le vibrazioni meccaniche, i campi elettromagnetici, le radiazioni ottiche, di origine artificiale, il microclima e le atmosfere iperbariche che possono comportare rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori. È questo uno dei titoli cha ha subito maggiori modifiche e aggiornamenti dalla sua entrata in vigore, in maggior parte per quanto riguarda l’aspetto dei campi elettromagnetici. Nel presente articolo tratteremo i principali agenti fisici, al quale il D.Lgs. 81/2008 dedica un capo, riportando brevi procedure per effettuare la valutazione di tali rischi e dettagliando infine le recenti novità introdotte in merito ai campi elettromagnetici.

I

Indicazioni di carattere generale Gli agenti fisici normati dal Titolo VIII rappresentano fonti di possibile rischio presenti in ogni attività. È infatti una consolidata prassi, nonché spesso una richiesta esplicita degli enti ispettivi, redigere un documento di valutazione del rischio specifico e dedicato per gli agenti fisici, quantomeno per ogni tipologia di agente fisico a cui il Titolo VIII dedica un capo: rumore, vibrazioni, radiazioni ottiche artificiali e campi elettromagnetici. In ogni caso è buona norma redigere tali documenti di valutazione dedicati, anche per constatare l’assenza di rischio.

In generale le valutazioni dagli agenti fisici portano ad individuare e confrontare il livello di esposizione con livelli di azione, soglie oltre le quali il rischio di esposizione è presente e deve essere gestito (procedure, DPI, sorveglianza sanitaria), e livelli limite da non superare. Inoltre tale valutazione deve essere mantenuta attiva e comunque rivista ogni quattro anni; se intervengono modifiche nel processo produttivo è necessario ovviamente rivederla contestualmente a queste. Vediamo quindi i passaggi principali per stendere una valutazione corretta, i valori con cui confrontare in nostri risultati e le principali misure di mitigazione. Rumore Questo agente fisico è l’unico che sicuramente necessita una valutazione strumentale effettuata con un fonometro certificato e tarato; il dato di rumorosità che il fabbricante di ogni apparecchiatura è obbligato a dichiarare è infatti unicamente un valore di riferimento che il datore di lavoro deve tenere in conto per scegliere una nuova apparecchiatura. Tale valutazione deve essere compiuta anche in zone campione dove siamo certi la rumorosità dell’ambiente non rivesta un rischio per chi vi lavora, come ad esempio gli uffici: è necessario attestare tale assenza di rischio. Per una corretta valutazione è quindi necessario partire dalla separazione dettagliata in mansioni svolta per redigere il documento di valutazione dei rischi generali. Per ogni mansione si valutano i gruppi di attività svolte durante il

normale turno lavorativo e per quanto tempo vengono svolte: la valutazione infatti si basa su dati di rumore istantanei, esposizione che può portare a danni immediati, e su dati di rumore spalmati sull’intera giornata lavorativa, esposizione che può portare a danni sul lungo periodo. I valori limite di esposizione e i valori di azione, in relazione al livello di esposizione giornaliera al rumore e alla pressione acustica di picco, sono fissati a: - valori limite di esposizione rispettivamente LEX = 87 dB(A) e ppeak = 200 Pa (140 dB(C) riferito a 20 μPa); - valori superiori di azione: rispettivamente LEX = 85 dB(A) e ppeak = 140 Pa (137 dB(C) riferito a 20 μPa); - valori inferiori di azione: rispettivamente LEX = 80 dB(A) e ppeak = 112 Pa (135 dB(C) riferito a 20 μPa). Nel caso in cui l’esposizione al rumore superi i valori inferiori di azione il datore di lavoro mette a disposizione dei lavoratori dispositivi di protezione individuale dell’udito. Nel caso in cui l’esposizione al rumore sia pari o al di sopra dei valori superiori di azione esige che i lavoratori utilizzino i dispositivi di protezione individuale dell’udito. Il datore di lavoro sottopone a sorveglianza sanitaria i lavoratori la cui esposizione al rumore eccede i valori superiori di azione. La sorveglianza viene effettuata periodicamente, di norma una volta l’anno o con periodicità diversa decisa dal medico competente. I valori limite di esposizione non devono essere mai superati. [Continua...]


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Cuore e vasi sanguigni a posto Consigli utili per prevenire l’ictus a cura di Giovanna Pirana

L

’ictus è una malattia vascolare; mantenere il cuore e i vasi sanguigni nella migliore condizione e correggere i fattori di rischio che compromettono la loro integrità è il modo migliore per prevenire un primo ictus e soprattutto una sua recidiva.

L’IPERTENSIONE L’alta pressione sanguigna rimane il principale fattore predisponente dell’infarto cerebrale.

Anche una pressione arteriosa leggermente superiore al normale, se non adeguatamente trattata farmacologicamente aumenta il rischio di ictus. In generale, la pressione sanguigna dovrebbe essere sotto i valori 140/90, fino a 160 per la massima oltre i 65 anni. L’ipertensione favorisce infatti l’arteriosclerosi, sottoponendo le pareti dei vasi sanguigni ad una pressione anormale con il rischio di una rottura in un punto debole. Contenere la pressione sanguigna attraverso

una dieta a basso contenuto di sodio è quindi fondamentale. Basti pensare che la prevalenza di ipertensione nella popolazione italiana tra i 65 e gli 85 è superiore al 60%. MALATTIE CARDIACHE Sono molti i problemi cardiaci, tra cui la fibrillazione atriale e i disturbi delle valvole cardiache, ad aumentare il rischio di ictus. Tra le varie forme, quella che sembra maggiormente a rischio è l’ipertensione sistolica isolata. [Continua...]


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a cura di Eugenio Valsoaney

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accolta rifiuti e trasporto in discarica, tutto il più rapidamente possibile e prima che i cittadini escano di casa: quali che siano le esigenze di movimentazione, la società Tecnoindustrie del Gruppo Merlo ha soluzioni altamente innovative. Tecnoindustrie, dinamica società del Gruppo Merlo, dalla iniziale attività di progettazione e produzione di mezzi mono-operatore per la raccolta ed il trasporto dei rifiuti è cresciuta negli anni con ottimi risultati, testimoniati oggi dalla vasta gamma di prodotti ed attrezzature che caratterizzano lo sviluppo dell’azienda. La capacità di fare proprie le esigenze

del mercato e di sviluppare sistemi di raccolta rifiuti evoluti e competitivi, ha consentito alla società di abbinare il proprio nome a macchine innovative diventate un termine di paragone nel settore dei sistemi per l’igiene urbana. Novità proposte a getto continuo che gli utilizzatori possono verificare sul campo in termini di qualità, produttività ed efficienza. Macchine sempre più avveniristiche dunque, sistemi di raccolta e compattazione di grandi e di piccole dimensioni, veicoli satellitari per la raccolta ed il trasporto dei rifiuti, tecnologie avanzate nella componentistica, in perenne evoluzione. È la forza di mezzi per l’igiene urbana versatili e straordinariamente maneggevoli nei quali la potenza e la

polivalenza hanno un solo obiettivo: migliorare la qualità del servizio e la sicurezza del lavoro. Ne parliamo con Marco Dalmasso, Responsabile Vendite Italia di Tecnoindustrie Merlo. Cosa ha condotto Tecnoindustrie a raggiungere l’attuale posizionamento di mercato? Fin dalla presentazione dei primi mezzi di piccole dimensioni con vasca di contenimento ai più recenti veicoli satellitari per la raccolta differenziata, passando per i compattatori di grandi dimensioni, la capacità di Tecnoindustrie di anticipare le esigenze di un mercato in continua evoluzione ha guidato [Continua...]


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Sede operativa: Via Doberdò 22, 20126 Milano Tel/Fax +39 02.89055936 segreteriasoci@lineavita.org www.lineavita.org

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