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Anno VII | numero 2 marzo | aprile 2015 ISSN 2283-9356

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Rubriche Fisse Psicologia del lavoro Piergiorgio Frasca Psicologo del lavoro e delle organizzazioni

Verifiche Elettriche/Impianti Ing. Natale Zumbo OCERT

Spazio Confinato Adriano Paolo Bacchetta Ing. Coordinatore network Spazioconfinato.it

Antincendio Arch. Fernando Cordella UGL Vigili del Fuoco

Medicina del Lavoro Giovanna Pirana Polo Chirurgico Confortini

Piattaforme ple IPAF Italia

Sicurezza Macchine Massimo Granchi Christian Trinastich MTM Consulting

Laboratorio Certificazioni Tommaso Morandin Dolomiticert

La Parola al Legale Maurizio Cilione LML Avvocati Associati Formazione sulla Sicurezza

sul Lavoro

Mario Romeo SIA Ingegneria s.r.l. Dirigente Nazionale UIL

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Sommario

Il Notiziario sulla Sicurezza | marzo - aprile 2015

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MECI 2015 La rigenerazione urbana

Le tre parole d’ordine della 32° edizione della mostra saranno riqualificazione dell’esistente, risparmio energetico e sicurezza.

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L’editoriale

5 La formazione | Paolo Varesi

7 Linee guida dei sistemi di arresto anticaduta | Marco Reina

12 Piattaforme PLE | IPAF ITALIA

17 Psicologia del Lavoro | Piergiorgio Frasca

22 Verifiche Impianti | Natale zumbo

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Bando ISI 2014 di INAIL

Formazione sulla Sicurezza sul Lavoro | Mario Romeo

Per le imprese che investono in salute e sicurezza e responsabilità sociale - Art. 11, comma 5, D.Lgs.81/2008, s.m.i.

30 Spazio Confinato | Adriano Paolo Bacchetta

36 Medicina del Lavoro | Giovanna Pirana

41 Sicurezza Macchine | Massimo Granchi, Christian Trinastich

46 Antincendio | Fernando Cordella, Stefano Marsella

48 La Parola al Legale | Maurizio Cilione

53 Laboratorio Certificazioni | Tommaso Morandin

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L’Editoriale Buongiorno a tutti, care lettrici e cari lettori, la nostra casa Editrice avvisa: in seguito a segnalazioni avute dagli abbonati alla rivista “Il Notiziario sulla Sicurezza”, dove gli stessi hanno evidenziato di aver ricevuto telefonate da altri operatori marketing che gli propinavano abbonamenti a fantomatiche riviste di settore (“quale non hanno avuto nota”) con insistenza ed invitandoli in tono deciso ad affettuare loro dei bonifici bancari di somme estremamente elevate, senza poi ricevere nulla. Pertanto invitiamo i nostri abbonati, lettrici, lettori ad essere attenti a non cadere in questa forma di raggiro.

| Flash | Sicurezza dei lavoratori negli Ambienti confinati. Importante protocollo d’intesa stilato il 20 marzo dalla Prefettura di Bari, Regione Puglia e Inail per attività di diffusione di buone prassi e informazioni sui rischi destinate ai lavoratori addetti a tali mansioni. Questi i settori che verranno coinvolti nelle attività: • “stoccaggio materiali vari (liquidi, gas, e sostanze pericolose); • trasporto con serbatoi (liquidi, gas, e sostanze pericolose); • manutenzioni civili ed industriali; • trattamento e stoccaggio rifiuti; • installazioni portuali, marittime, navali, ecc..; • agricolo e della trasformazione; • produttivo o di trasformazione di ogni ordine e grado; • manutenzione e pulizia presso committenti, le cui unità produttive abbiano ambienti confinati o sospetti d’inquinamento”. L’attuazione del dpr 177/2011 negli spazi confinati è determinante per la salute del lavoratore, anche perché come elencato sopra le macro categorie merceologiche interessate sono molteplici, e in molti casi non si è coscienti “del rischio” a cui si incorre. Determinante ritengo sempre l’aspetto formativo, solo la conoscenza attraverso “formatori qualificati” e di comprovata esperienza e che rispettino i criteri minimi di qualificazione del formatore secondo il DM 06/03/2013. Gaspare Vannicola

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La formazione Elemento fondante nella prevenzione degli infortuni a cura di

Paolo Varesi - Responsabile area giuridica A.I.F.E.S.

L’andamento decrescente del numero degli infortuni registrati negli ultimi anni, anche se condizionato dai dati sull’occupazione, ci dice che lentamente qualcosa sta cambiando. Sarebbe riduttivo infatti sostenere che i risultati raggiunti in questi anni siano solo l’effetto della diminuzione dei posti di lavoro. Affermare ciò significherebbe sostenere l’inefficacia dell’impianto normativo e del sistema prevenzionale in genere.

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a lunga catena di discipline nazionali e regionali nonché gli accordi e i protocolli sottoscritti tra istituzioni e parti sociali hanno contribuito sensibilmente ad aumentare la consapevolezza, non solo degli attori istituzionali, ma soprattutto dei datori di lavoro, dei lavoratori e dei tanti professionisti che a vario titolo intervengono nel sistema di gestione della prevenzione. La prova di quanto affermo è data anche dalla accresciuta qualità dell’offerta formativa caratterizzata da regole sempre più precise ed efficaci sia per quanto concerne i formatori che i discenti. Ai fini del presente articolo, vorrei richiamare gli importanti accordi Stato-Regioni per la formazione dei lavoratori e per lo svolgimento diretto del datore di lavoro dei compiti di prevenzione di cui agli artt. 37 e 34 D.lgs. n.81/08 con i quali si è intervenuti in termini di “sistematizzazione”... Continua

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Piattaforme PLE A cura di IPAF Italia

IPAF La sicurezza prima di tutto

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PAF è una federazione di associati senza scopo di lucro che promuove, in tutto il mondo, l’uso sicuro ed efficace dei mezzi mobili di accesso. Dal 2012, sul sito della Federazione (www.ipaf.org) è attivo un progetto di raccolta spontanea degli incidenti che ha sopperito alla mancanza di un metodo per la segnalazione e l’analisi di gravi eventi legati all’uso di piattaforme di lavoro mobili elevabili e dati, seppur incompleti, relativi al numero e alle cause principali degli incidenti mortali. Gli ultimi risultati raccolti, evidenziano che, in tutto il mondo nella prima metà del 2014, si sono verificati 23 incidenti mortali legati all’uso di piattaforme di lavoro mobili elevabili (PLE), anche note con il nome di piattaforme aeree. La raccolta è estesa a livello mondiale: le principali cause degli incidenti mortali sono state: ribaltamento (9), caduta dall’alto (8), intrappolamento (3), folgorazione (2) e guasti tecnici/meccanici (1). Uno degli incidenti

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mortali dovuti a intrappolamento ha coinvolto una persona a terra, rimasta schiacciata tra la base della PLE e un’altra struttura. Undici degli incidenti mortali hanno riguardato piattaforme mobili a braccio (3b), mentre dieci hanno visto protagoniste piattaforme statiche a braccio (1b). In due casi, il tipo di macchina coinvolta non è ancora stato confermato. Tredici di questi incidenti sono avvenuti negli Stati Uniti, due in Germania, i restanti rispettivamente in Australia, Austria, Colombia, Malesia, Singapore, Sudafrica, Spagna e Regno Unito. «Il numero di aziende che partecipa al progetto di segnalazione degli incidenti è aumentato e di conseguenza anche il numero di dati raccolti in questo terzo anno di attività, ma è troppo presto per fare dei confronti» - ha dichiarato Chris Wraith, responsabile tecnico e per la sicurezza di IPAF - «Il programma è pionieristico nell’industria dell’accesso aereo: Continua


Psicologia del Lavoro A cura del Dott. Piergiorgio Frasca

Rischi psico-sociali e cultura aziendale della sicurezza L’Agenzia Europea per la Sicurezza e Salute sul Lavoro ha dedicato la campagna della sicurezza del biennio 2014-2015 ai “rischi psicosociali”

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osì definiti in quanto scaturiscono dall’interazione tra le dimensioni caratterizzanti l’individuo (sintetizzate con il termine “psico”) e le dimensioni relazionale, sociale e collettiva (sintetizzate con il termine “sociale”) del contesto in cui il soggetto è inserito. Il motivo della scelta è di stimolare l’attenzione dei diversi attori aziendali (imprenditori, datori di lavoro, lavoratori, operatori della sicurezza, ecc.) su un problema, quello dei rischi psicosociali, in forte crescita nelle economie avanzate, a causa anche dei cambiamenti nei modi di lavorare intervenuti a seguito dei cambiamenti tecnologici, ma ancora molto sottovalutato ed anche generalmente travisato dalla maggior parte del management che tende ad identificarlo come un fenomeno dovuto ad una debolezza individuale, anziché come un problema derivante da carenze organizzative non corrette. Idea questa avvalorata dal fatto che le manifestazioni degli effetti di questi rischi sono spesso di natura comportamentale e sembrano essere apparentemente disgiunte da una causa esterna all’individuo.

“...stimolare l’attenzione dei diversi attori aziendali, sul problema dei rischi psicosociali, in forte crescita nelle economie avanzate” Di fatto sotto la denominazione di “rischi psicosociali” si raggruppano un complesso di fattori potenzialmente dannosi per la salute dei lavoratori i cui effetti si possono riassumere con queste tre parole: sofferenza, malessere e stress. Continua

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Verifiche Impianti A cura dell’ Ing. Natale Zumbo

La nuova versione della norma CEI EN 62305-2 E la valutazione del rischio fulminazione | I fulmini | I fulmini sono originati da enormi differenze di potenziale che si vengono a creare all’interno delle nubi temporalesche denominate cumulonembi. La differenza di potenziale che si viene a creare in questo tipo di sistemi è causata dall’accumulo di cariche tra le diverse zone della nube. All’interno dei cumulonembi insorgono, infatti, intense turbolenze, causate da correnti ascendenti e discendenti che accumulano le gocce di acqua più piccole e i cristalli di ghiaccio alla sommità del cumulonembo. Le gocce divenute ormai grandi e i chicchi di grandine, invece, si concentrano alla base. Le particelle di acqua e di ghiaccio più pic-

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cole tendono a caricarsi positivamente, viceversa quelle di maggiori dimensioni si caricano negativamente, ragion per cui la base del cumulonembo assume una carica negativa e la sommità assume una carica positiva. La base negativa induce, per contro, un’ulteriore carica positiva nel suolo. Quando la differenza di potenziale arriva a milioni di volt, scatta una gigantesca scarica elettrica, il fulmine appunto, che equilibra il sistema. Continua


Sicurezza Macchine A cura di

Massimo Granchi e Christian Trinastich

Le principali novità della UNI EN ISO 14119 La nuova norma relativa ai dispositivi di interblocco associati ai ripari

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ecentemente è stata pubblicata dall’UNI la nuova norma tecnica relativa alla progettazione e alla scelta dei dispositivi di interblocco associati ai ripari, UNI EN ISO 14119: 2013 che sostituisce la UNI EN 1088. Nel presente articolo analizzeremo due importanti novità presenti nella norma: quali sono i ripari mobili con chiave prigioniera applicati ad un impianto con più ripari mobili e specifiche indicazioni volte a prevenire i guasti da causa comune. La norma UNI EN ISO 14119: 2013 è armonizzata alla Direttiva Macchine 2006/42/CE e, nello specifico, garantisce la presunzione di conformità al requisito 1.4.2.2 dell’Allegato

I della Direttiva. Il Fabbricante di una macchina ha l’obbligo di rispettare tutti i requisiti di sicurezza dell’Allegato I che siano applicabili al prodotto. Dunque, nel momento in cui sulla macchina siano presenti ripari mobili interbloccati essi devono essere realizzati in accordo ai requisiti fissati dal citato punto 1.4.2.2 dell’Allegato I. Allorché il Fabbricante decida di adottare le soluzioni tecniche della norma UNI EN ISO 14119: 2013, è assolutamente certo di aver adottato la soluzione migliore, dal punto di vista della sicurezza e dunque soddisfacente il citato requisito 1.4.2.2, in quanto rappresentativa dell’attuale stato dell’arte. Continua

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I nostri servizi Certificazione ascensori DPR 162/99 s.m.i.; Verifica periodica e straordinaria ascensori montacarichie piattaforme elevatrici per disabili DPR 162/99 e s.m.i.; Verifica periodica e straordinaria impianti di messa a terra e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche DPR 462/01; Verifica periodica e straordinaria impianti elettrici in luoghi con pericolo di esplosione DPR 462/01; Verifiche periodiche apparecchi di sollevamento materiali, persone ed idroestrattori D.Lgs. 81/08, art 71, comma 11 e All. VII - D.M. 11 aprile 2011. Contattaci presso la sede pi첫 vicina: OCERT S.r.l. Torino Sede legale e amministrativa Via Spalato 65/B, 10141 Torino Tel: 011.3191611 - 011.3822752 Fax: 011.3804222 info@ocert.it Alessandria Via IV Martiri 97/B 15122 Casalbagliano (AL) Tel e Fax: 0131.39139 amministrazione.al@ocert.it Novara Via G. Battistini 10, 28100 Novara Tel e Fax: 0321.450759 amministrazione.novara@ocert.it Grottaglie Via Salita Immacolata 6 74023 Grottaglie (TA) Tel e Fax: 099.5628093 areasud-puglia@ocert.it Busto Arsizio Viale Venezia 13 21052 Busto Arsizio (VA) Tel: 0331.1586787 amministrazione.va@ocert.it

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Spazio Confinato A cura di Adriano Paolo Bacchetta

Analisi del problema connesso all’accesso negli apparecchi a pressione Generatore di vapore a tubi di fumo - procedure per le visite di riqualificazione periodica

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el corso dello scorso anno, ci siamo occupati del problema dell’accesso all’interno di apparecchiature a pressione sia per attività di manutenzione, sia per eseguire l’ispezione visiva delle membrature nel corso delle visite di riqualificazione periodica previste dalla vigente normativa. Il tema, ovviamente assume un particolare rilevo in ottica D.P.R. 177/2011, sia per ciò che riguarda quanto necessario per la messa in sicurezza dell’apparecchiatura prima dell’accesso (garanzia dell’abitabilità e adeguata atmosfera interna, assenza di altri pericoli, ecc..), sia per la definizione delle pro-

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cedure di soccorso. Bisogna, infatti, ricordare che i passi d’uomo ellittici con dimensioni da 30 cm x 40 cm o 32 cm x 42 cm normalmente presenti, comportano situazioni in cui l’estricazione di un eventuale lavoratore privo di sensi è di estrema difficoltà. Almeno nei tempi che potrebbero essere necessari per portare a termine, in alcune specifiche condizioni, un salvataggio efficace. Premesso che il problema dev’essere certamente affrontato prioritariamente mediante il coinvolgimento degli Enti di normazione... Continua


DESCRIZIONE Per consentire le lavorazioni in sicurezza sulle coperture degli edifici od in quota, la normativa attuale prevede l’installazione di appositi dispositivi, che chiameremo in qui in avanti “linea vita” o dispositivi anticaduta (ganci o altro), che consentono ai vari operatori di muoversi o lavorare in sicurezza in quota. Il rovescio della medaglia dell’installazione di tali dispositivi è che diventano vie preferenziali per i malfattori che si trovano così facilitati nell’uso di vie di accesso o fuga che solitamente sono difficoltose. L’idea di applicare un sistema antifurto a tali dispositivi serve proprio ad impedire o a limitare tale situazione. Nel momento in cui qualsiasi persona non autorizzata si agganci ed utilizzi i dispositivi antintrusione ad esempio via wireless o con cablaggi opportunamente protetti verrà inviato il segnale di intrusione all’antifurto che con dispositivi acustici e visivi segnalerà la presenza e l’uso non autorizzato. Si va così ad assolvere ad una duplice funzione, anticaduta e antifurto, abbinando due dispositivi che solitamente sono utilizzati in ambiti distinti. Si avrà così la possibilità di regolamentare, ad esempio, l’accesso alle coperture; funzione particolarmente utile in ambito condominiale dove operatori incaricati dai singoli condomini accedono ai tetti senza darne comunicazione e molto spesso causando danni che difficilmente si riescono ad attribuire in maniera corretta.

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Medicina del Lavoro A cura del Dott.ssa Giovanna Pirana

La dipendenza da benzodiazepine Introdotte più di 50 anni fa sono state ampiamente prescritte soprattutto per trattare i disturbi ansiosi e l’insonnia

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e benzodiazepine (BZD) sono un numeroso gruppo di farmaci ampiamente usati in tutti i campi della medicina; introdotte più di 50 anni fa sono state ampiamente prescritte soprattutto per trattare i disturbi ansiosi e l’insonnia. Ritenute tra i farmaci più sicuri, possono dare in realtà dipendenza ed innescare fenomeni d’abuso, ma ciò non ne ha limitato la diffusione; le BZD restano saldamente in testa alle vendite per numero di pezzi in tutta Europa. Possiamo identificare almeno tre situazioni diverse con le BZD. Nella più comune vengono usate a dosi moderate ed in modo intermittente, a periodi, evitando in questo modo, di solito, la dipendenza; ma di frequente vengono assunte costantemente, spesso per curare l’insonnia, una BZD restando però sempre nell’intervallo delle dosi consigliate, delineando spesso una farmacodipendenza. Vi è poi il caso di quanti, per motivi diversi, innescano un meccanismo in cui la persona dipendente assume il farmaco con una frequenza sempre maggiore, dimostrandosi incapace di smettere. La tendenza di questi farmacodipendenti è quella di assumere dosi sempre più importanti, con il passare del tempo, sintomo di un’incapacità di controllarsi e di tenerne sotto controllo l’utilizzo: in altre parole una vera e propria addiction. La tendenza ad aumentare progressivamente le dosi di somministrazione del farmaco, fino a raggiungere quantitativi esagerati, nasce dal meccanismo della tolleranza, unitamente alla scarsa tossicità tipica delle BZD, fenomeno poco studiato e documentato. I dosaggi osservabili in alcuni pazienti sono francamente impressionanti: abbiamo descritto in letteratura un uso cronico quotidiano di BZD fino a 100 volte la dose massima raccomandata. Una persona dipendente da alte dosi di BZD comincia a perdere lentamente il controllo della sua vita, che finisce per essere gestita in base al farmaco: lavoro, famiglia e vita sociale ne risentono pesantemente. Continua

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Antincendio A cura di Fernando Cordella - Segretario nazionale UGL Vigili del Fuoco

Ennesima proroga per l’adeguamento antincendio negli alberghi Gli alberghi in Italia sono oggetto di studi e normative antincendio da più di quarant’anni.

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onostante questi continui sforzi del legislatore non è stato ancora raggiunto un provvedimento normativo che riesca a mettere insieme le esigenze degli esercenti, le aspettative di sicurezza dei cittadini e le richieste di livello di sicurezza imposte dalla commissione europea. In realtà il problema di fondo della situazione alberghiera nazionale risiede nel fatto che la maggior parte delle strutture sono realizzate in edifici storici edifici realizzati più di cinquant’anni fa. Per questo motivo in alcuni casi delle prescrizioni che sono assolutamente condivise ed accettate per gli edifici nuovi sono di fatto impossibili da realizzare a fronte di imponenti investimenti di adeguamento strutturale. Si pensi ad esempio alla lunghezza dei corridori alla larghezza di ogni scala hai problemi di comunicazione tra atrio e attività alberghiera. I problemi normativi di carattere antincendio che continuano ad essere dibattuti tra Ministero dell’Interno e Parlamento, con interventi del secondo che impongono adeguamenti normativi da parte del primo sulle strutture che generano una importante parte del PIL, possono essere riassunti nei continui tentativi di trovare soluzioni di carattere gestionale ed organizzativo e talune volte di carattere impiantistico, per risolvere carenze di carattere architettonico. Uno dei problemi che però non è mai stato trattato, a causa della mancanza di studi specifici, è quello della valutazione del reale livello di rischio a cui sono esposti gli alberghi esistenti nella situazione alberghiera italiana attuale rispetto a quello che si registra nei paesi appartenenti alla comunità europea.  Infatti se si comparasse il livello di pericolo connesso con l’esercizio di attività simili nei diversi paesi, non sarebbe sorprendente se risultasse che gli edifici italiani non presentano un livello di rischio superiore a quello degli altri paesi europei. Continua

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Laboratorio Certificazioni A cura dell’Ing. Tommaso Morandin - Dolomiticert

Norme per l’assetto e l’uso del territorio La modifica dell’articolo 79 bis della LR n. 61/1985 e successive modificazioni, e disposizioni attuative e transitorie.

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opo il comma 1 dell’articolo 79 bis della legge regionale 27 giugno 1985, n. 61 è aggiunto il seguente: “1 bis. Le misure preventive e protettive di cui al comma 1 devono essere mantenute anche nella fase successiva al compimento dell’intervento edilizio nel caso in cui l’intervento riguardi la copertura degli edifici di nuova costruzione o interventi strutturali alla copertura di edifici esistenti e sulle coperture degli edifici medesimi vi sia la presenza di impianti tecnologici che necessitano di accessi frequenti e costanti per la loro manutenzione. Tali dispositivi di sicurezza, atti a consentire l’accesso alla copertura in quota

per il transito dell’operatore in sicurezza fino al raggiungimento degli impianti tecnologici installati e lo stazionamento per la fase manutentiva, devono essere presenti in misura minima, sia tecnica che estetica, e senza impatto visivo nei casi di intervento su edifici a destinazione non produttiva, oppure a destinazione produttiva ma aventi materiali di copertura tradizionali. La revisione periodica dei predetti dispositivi di sicurezza, può essere fatta anche solo prima dell’accesso al tetto, se effettuato con l’uso dei dispositivi di sicurezza installati.” Continua

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La Parola al Legale A cura di Maurizio Cilione - LML Avvocati Associati

Le responsabilità del coordinatore dei lavori Quando scatta?

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bbene, in linea generale, questi è responsabile, unitamente al datore di lavoro dell’impresa appaltatrice, dell’infortunio occorso ad un dipendente di quest’ultimo, quando ometta di svolgere quell’azione di coordinamento derivante dal suo ruolo e necessaria in ipotesi di compresenza di più soggetti operanti nel medesimo cantiere. Tale principio risulta così assimilato da una interessante decisione della Cassazione che è il caso qui di evidenziare. Punto di partenza è un incidente sul lavoro verificatosi all’interno di uno stabilimento industriale di proprietà di una S.r.l.; quest’ultima, dopo aver nominato un coordinatore per l’esecuzione dei lavori, aveva commissionato ad una ditta esterna, della quale l’operaio successivamente deceduto era dipendente, l’esecuzione di alcuni lavori “in quota”

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riguardanti il rifacimento della copertura di un capannone. Il detto operaio, sebbene dovesse eseguire la dismissione della preesistente copertura grecata dal capannone e predisporla per il successivo montaggio di nuove tegole, si portava sul tetto, la cui copertura era costituita in parte da pannelli in vetroresina traslucidi non calpestabili, senza alcun mezzo di protezione né individuale quale, nel caso di specie, cinture di sicurezza con bretelle collegate a dispositivi di trattenuta né collettiva quale, la predisposizione di reti di protezione in corrispondenza delle lastre traslucide. Continua


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MECI 2015 La rigenerazione urbana: dalla smart city alla smartland Le tre parole d’ordine della 32° edizione della mostra saranno riqualificazione dell’esistente, risparmio energetico e sicurezza.

Quest’anno l’imperdibile manifestazione fieristica di Erba dedicata all’edilizia civile e industriale sfida la crisi di settore e punta su un tema di assoluta avanguardia. La Mostra, infatti, vestirà “green” ed i concetti protagonisti saranno le green solutions e la riqualificazione.

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T

ante sono le associazioni che sostengono e promuovono la Mostra, prima fra tutte ANCE Como e Lecco, che si avvale di preziose collaborazioni con ANIT (Associazione Nazionale per l’isolamento termico e acustico), UNITEL (Unione Nazionale dei Tecnici degli Enti Locali), gli Ordini Professionali delle due province (Architetti, Ingegneri, Geometri e Periti industriali) e due prestigiosi atenei, il Politecnico di Milano - Polo Regionale di Lecco e l’Università degli Studi dell’Insubria.


Meci 2015

Sulla scia della proroga degli incentivi fiscali, la Mostra porterà una ventata di ottimismo fra gli operatori di settore: le aziende espositrici proporranno una vasta scelta di materiali edili, serramenti, pavimenti, rivestimenti, intonaci, scale, portoni industriali, veicoli commerciali e industriali, piattaforme aeree, ponteggi, gru e macchine movimento terra, ma anche soluzioni green di ultima generazione, quali impianti a pannelli solari e ad isolamento termico, serramenti a risparmio energetico e proposte di bioedilizia che puntano sulla valorizzazione del legno quale materiale di costruzione naturale e adattabile a qualsiasi contesto abitativo.

“Sulla scia della proroga degli incentivi fiscali, la Mostra porterà una ventata di ottimismo fra gli operatori di settore”

Dopo il trend negativo che ha investito l’edilizia italiana a partire dal 2005, qualche spiraglio positivo si intravede nel 2015 secondo un rapporto ANCE che vede gli investimenti di riqualificazione del patrimonio abitativo dal 2008 al 2014 in aumento del 18,5%. Tutto questo grazie anche alla proroga del potenziamento degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni edilizie a risparmio energetico; in base alla Legge di Stabilità, fino al 31 dicembre 2015 si potrà usufruire di una detrazione IRPEF pari al 50% della spesa sostenuta per una serie di interventi di ristrutturazione e riqualificazione edilizia: • manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, lavori di ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale; • ricostruzione e ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi; • eliminazione di barriere architettoniche aventi a oggetto ascensori e montacarichi; • cablatura di edifici e contenimento dell’inquinamento acustico; • risparmio energetico ottenuto tramite l’impiego di fonte rinnovabili, quali l’energia solare su cui si basano gli impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica; • adozione di misure antisismiche con particolare riguardo all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica; • bonifica dell’amianto. Continua

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Formazione sulla Sicurezza sul Lavoro A cura di Mario Romeo - Dirigente Salute e Sicurezza SIA Ingegneria

Bando ISI 2014 di INAIL Per le imprese che investono in salute e sicurezza e responsabilità sociale - Art. 11, comma 5, D.Lgs.81/2008, s.m.i.

C

on il bando ISI 2014, INAIL intende promuovere il miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro attraverso la concessione di un contributo in conto capitale, pari al 65% della spesa totale e fino ad un importo massimo di € 130.000, alle imprese che presentano un progetto di investimento mirante a ridurre uno specifico rischio per la sicurezza dei lavoratori ‐ grazie ad interventi di ristrutturazione, acquisto ed eventuale sostituzione di macchine e trattori, installazione di impianti e (fino al 10%) spese tecniche e di consulenza ‐ oppure un progetto di adozione di un modello organizzativo (SGSL) o di un sistema di responsabilità sociale certificato e/o asseverato. Tra i rischi per la sicurezza, il bando ISI 2014 segnala gli agenti chimici cancerogeni o mutageni, i materiali contenenti amianto, il rumore, i lavori in quota, la vibrazione, le patologie da sovraccarico per movimentazione manuale, l’incendio, le scariche atmosferiche, gli infortuni. La domanda di partecipazione al bando ISI 2014 va compilata on‐line sul sito INAIL entro il 7 Maggio 2015. A partire dal 3 Giugno 2015, INAIL comunicherà il periodi di apertura dello sportello per l’invio delle domande già compilate. Continua

Riferimenti normativi Articolo 11 comma 5 del Decreto Legislativo n°81/2008 Obiettivi Miglioramento documentato delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori rispetto alle condizioni preesistenti e riscontrabile con quanto riportato nella valutazione dei rischi aziendali.

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Bando ISI 2014 di INAIL

Beneficiari Imprese (anche individuali) iscritte alla Camera di Commercio nel Registro Imprese o all’Albo Imprese Artigiane. Requisiti dei beneficiari Non devono essere stati ammessi al contributo dei bandi ISI INAIL 2013, 2012 e 2011 e (salvo rinuncia) FIPIT 2014.

Risorse disponibili € 267.427.404 complessivi, suddivisi per Regione/Provincia: Abruzzo Bolzano Basilicata Calabria Campania Emilia Romagna Friuli Venezia Giulia

€ 6.442.372 € 2.347.457 € 3.276.553 € 9.509.353 € 22.217.919 € 20.693.883 € 4.761.716

Lazio Liguria Lombardia Marche Molise Piemonte Puglia

€ 32.990.242 € 6.895.926 € 41.788.975 € 9.286.393 € 1.413.498 € 18.899.384 € 11.616.224

Sardegna Sicilia Toscana Trento Umbria Valle d’Aosta Veneto

€ 8.470.573 € 18.310.983 € 20.617.460 € 2.155.524 € 4.683.278 € 619.496 € 20.430.195

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"Il Notiziario sulla Sicurezza" | mar-apr 2015  
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Qui è disponibile un estratto del nuovo numero de "Il Notiziario sulla Sicurezza" di marzo-aprile 2015. Per maggiori informazioni oppure per...

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