GreenUp 192 - Maggio 2021

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TR ADE MAGAZINE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE DEL CANALE GARDEN E AGR ARIE

maggio 2021

n.192

valentina ceriani

Ecopark Garden Pravettoni

tommaso piacenza

Edizioni Laboratorio Verde srls - via Pasubio 16, 21020 Brebbia (VA)

Garden Floridea

alessandro piccinini

Garden Center Il Gelso

alessandro e mattia assirelli

mara maschi

Idea Verde Maschi

La Serra Garden Center

NEW GENERATION FA CC I A M O S PA Z I O A I G I O VA N I

Servizio di copertina realizzato in collaborazione con


La lotta integrata oggi è per tutti.


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on ADAMA Home&Garden, il tuo punto vendita si arricchisce di un corner dedicato alla lotta integrata. Un sistema di allestimento con la vetrofania accoglie i clienti all’entrata e li guida, con calpestabili, totem e rotair, verso l’espositore lineare in metallo che presenta la gamma completa di prodotti. Richiedilo subito!

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Informazione pubbliredazionale

Per Florsistemi /

L’APPROVVIGIONAMENTO È SMART Il florovivaismo risponde a questi tempi moderni con l’agilità del digitale in cui con un solo click sullo schermo si possono smuovere carichi, ampliare le funzionalità e velocizzare le operazioni. E Florsistemi pensa a come semplificare tutto questo dal 1993 Etiflor permette di raccogliere i barcode associati ai prodotti in mobilità con l’ausilio di un palmare. Il margine di errore si riduce al minimo.

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canali della distribuzione di fiori e piante non si limitano a spostare l’insieme dei prodotti che troveranno spazio nei punti vendita. Dietro al visibile, e gli addetti ai lavori come voi saranno d’accordo, si avvicendano una serie di azioni “invisibili” ma essenziali per il corretto funzionamento di tutto. Questo equilibrio di ingranaggi ben oliati si realizza quando, oltre a una visione customer-centered, la filiera nel suo insieme si dota di strumenti tecnologici per aumentare la propria efficienza e per stare al passo con un mercato rapido e mutevole, una realtà del tutto e subito. La necessità di velocizzare e puntare su un approvvigionamento “elastico” con ordini settimanali o quindicinali, si sa, è ormai la regola: solo così fiori e piante saranno sempre freschi e si potrà dare spazio alle novità con più frequenza. Ma lasciamo da parte ciò che è visibile e concentriamoci sul lavoro che vi sta dietro. E qui entra in gioco il partner tecnologico, colui che coadiuva il personale nella gestione del magazzino e delle vendite del prodotto fresco e lo accompagna nel percorso verso il cambiamento e l’efficienza. Un obiettivo che l’azienda Florsistemi porta avanti dal 1993 affiancando i suoi clienti con soluzioni software, hardware e di etichettatura per un approvvigionamento più smart.

TECNOLOGIA INTELLIGENTE PER LA DISTRIBUZIONE Un team giovane e fresco popola la sede milanese e romana e identifica l’attitudine innovativa di Florsistemi che ha fatto del confronto con il cliente e adattabilità delle sue soluzioni il suo mantra. Ma passiamo ai fatti: non resta che vedere come la filiera può facilitarsi la vita e gestire al meglio i prodotti. ETIFLOR ANDROID La soluzione per la gestione del magazzino, produzione e vendita che passa da Windows Mobile ad Android con vantaggi in termini di facilità di utilizzo e versatilità. Funzionalità Raccolta di barcode associati ai prodotti ricevuti dai fornitori, un’attività da svolgere in mobilità con l’ausilio di un palmare per effettuare l’associazione e che consente di risparmiare tempo e abbatte il margine di errore. Rettifiche inventariali, inventario e vendita di magazzino graficamente migliorate e che tramite wi-fi comunicano con il gestionale di origine.


Foto dei prodotti Prelievo del prodotto è facilitato da un barcode di richiamo che guida l’utente verso le merci indicate nell’ordine tramite una griglia attiva visibile dal dispositivo. Login operatore permette all’utente di identificarsi durante il prelievo Caricamento del furgone viene effettuato scansionando il barcode identificativi dello stesso che identifica tutta la merce destinata a quel carico Operazioni in mobilità come tentata vendita e raccolta ordini direttamente dal dispositivo Scarico dell’automezzo, grazie al palmare, permette di riportare in magazzino la merce o di destinarla al cestino

Approfondisci Etiflor

Uno strumento che crea vantaggi per tutta la filiera: cliente finale → maggiore assortimento e merce fresca grossista → ottimizzazione della logistica e azzeramento degli sprechi produttori → visibilità totale dei prodotti e incremento delle vendite

Ogni prodotto è catalogato con la propria anagrafica e relativa foto che si potrà scattare direttamente dal dispositivo.

Scopri Twenties e Virtual Stock TWENTIES Il modulo e-commerce mobile-first per le offerte temporanee di prodotti a magazzino o disponibili nel breve periodo da inviare al cliente tramite Whatsapp. 3 semplici passaggi 1. Preparazione dell’offerta Direttamente dal gestionale si può aggiungere l’articolo, il prezzo e si può scattare la foto. Le offerte, attive per un periodo limitato, vengono notificate ai clienti tramite le liste broadcast di Whatsapp che consentono un invio contemporaneo a un numero infinito di clienti. 2. Ricezione dell’offerta e gestione dell’ordine Il cliente può agevolmente inserire le quantità desiderate ed eventuali note sul singolo prodotto o generale alla fine dell’ordine.

PASSPLANT A generare e stampare il nuovo passaporto fitosanitario europeo delle piante ci pensa PassPlant, il portale in cloud intuitivo, accessibile ovunque e con un backup dei dati. Ogni singola specie botanica avrà così la propria anagrafica con relativa immagine e quantità destinata alla vendita e l’etichetta potrà essere progettata e stampata grazie al software Tattoo, sviluppato da Florsistemi.

Dai un’occhiata al tutorial

PassPlant permette di generare il nuovo passaporto fitosanitario europeo delle piante. L’etichetta viene stampata grazie al software Tattoo, sviluppato da Florsistemi.

3. Evasione Una volta confermato, l’ordine viene trasmesso e importato direttamente nel gestionale che grazie a una serie di funzionalità agevola il prelievo da magazzino e l’evasione. VIRTUAL STOCK La piattaforma cloud per la merce non ancora a magazzino in cui produttori, importatori e distributori possono pubblicare la propria offerta con tutte le informazioni necessarie quando i prodotti sono ancora nella serra. greenup

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Editoriale /

Instagram/ FRA_SETTE GREENUP_LAB

ualcosa sta cambiando, si percepisce. C’è una spinta positiva. C'è voglia di fare, di mettersi in gioco, di provare… A partire dal nostro settore. Come vedono i giovani imprenditori il futuro? Come stanno vivendo il passaggio generazionale? Quali sono le loro speranze? Abbiamo pensato questo numero come un coro di voci, di esperienze e di progetti, pronti a dare concretezza e ridisegnare, almeno in parte, le regole del garden center. Così, in un viaggio trasversale lungo tutta la filiera, ci siamo fatti raccontare da giovani interpreti del settore le loro storie e le loro aspettative. Quello su cui abbiamo lavorato è uno strumento, parziale ma progettuale, di un gruppo di giovani che ragionano in termini di visione, nonostante le possibili difficoltà contingenti, rimettendo in discussione vecchi e nuovi schemi. E lo abbiamo fatto a partire dalla copertina di questo numero, che ritrae sei gardenisti under 40 pronti a mettersi in gioco con idee ben chiare. Ognuno di loro ci ha raccontato una storia che si incastra perfettamente con la voglia di posare lo sguardo avanti. Giovani in grado di dialogare con una clientela sempre più giovane. Rispettosi delle loro origini ma orientati verso un tempo ancora da inventare. Verso uno spazio, il futuro, in cui definire colori e confini. Leggete le loro interviste, le loro idee, le loro difficoltà e come le hanno risolte. Non soffermatevi solo sul cosa fanno, ma sul come, sul perché e soprattutto su dove vogliono portare questo settore. E poi andate avanti con gli altri contributi che abbiamo raccolto in questo numero: in tutto 13 interviste che tratteggiano l’evoluzione che sta vivendo il canale garden nel suo complesso. La nostra è solo una selezione, naturalmente incompleta, ma che vuole essere un punto di partenza, uno stimolo… Vuole generare idee, domande, risposte, movimento. Nel suo piccolo, tracciare una direzione, lungo una strada fatta di curve, salite e discese - perché non sempre si azzecca al primo colpo. Una direzione che sia parte di un progetto. Di una visione. Buona lettura!

FRANCESCO TOZZI

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Sommario / 192 MAGGIO 2021

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052 PRIMO PIANO 014 Under

TENDENZE

Avanti, insieme

024 La passione per i numeri

colloquio con Davide Bodei di Marta Meggiolaro

colloquio con Mara Maschi di Francesco Tozzi

039 Social

054 Collaborazioni

Calamita, non megafono

L’ispirazione nasce (anche) dall’esposizione

017 Cover story

026 “Mi sento

New generation. Facciamo spazio ai giovani

al mio posto”

colloquio con Sara Malaguti di Marta Meggiolaro

colloquio con Tommaso Piacenza di Francesco Tozzi

043 Nuove aperture

028 A modo mio!

Royal garden, il garden center “reale” e “diverso”

020 Imparare facendo colloquio con Mattia e Alessandro Assirelli di Daniela Stasi

022 “L’orgoglio di essere la terza generazione” colloquio con Valentina Ceriani di Alice Nicole Ginosa

colloquio con Alessandro Piccinini di Alice Nicole Ginosa

maggio 2021

valentina ceriani

Ecopark Garden Pravettoni

tommaso piacenza

Edizioni Laboratorio Verde srls - via Pasubio 16, 21020 Brebbia (VA)

Garden Floridea

New Generation: sei giovani gardenisti ritratti all'interno della serra mediterranea di Fondazione Minoprio.

alessandro piccinini

Garden Center Il Gelso

alessandro e mattia assirelli

mara maschi

Idea Verde Maschi

La Serra Garden Center

NEW GENERATION FA CC I A M O S PA Z I O A I G I O VA N I

Servizio di copertina realizzato in collaborazione con

Foto di Mauro Consilvio

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Come una fenice che rinasce dalle ceneri

048 Shop

colloquio con Riccardo Marcato di Bianca Ferraris

colloquio con Carolina Grespi di Alice Nicole Ginosa

060 Ambiente

050 Case history

di Filippo Terragni

TR ADE MAGAZINE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE DEL CANALE GARDEN E AGR ARIE

n.192

058 Difesa

di Lucio Brioschi

Non il solito negozio di piante

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colloquio con Fabio Casotto di Bianca Ferraris

Il metodo “Giovanni Rana”? Funziona

Lunga vita alla biodiversità. A partire dal garden

062 Sostenibilità

colloquio con Matteo Foschi di Marta Meggiolaro

Vasi vivi e… fai-da-te!

052 Estero

065 Fiori

I prodotti italiani all’estero piacciono, e molto

Bulbi contro ogni regola

Tutta la ricerca del Gruppo ADAMA, in casa e nel tuo angolo verde.

di Alice Nicole Ginosa

di Alice Nicole Ginosa

di Filippo Terragni


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www.laboratorioverde.net / N 192 maggio 2021 Direttore responsabile Francesco Tozzi / direzione@laboratorioverde.net

062

In redazione Lucio Brioschi, Alice Nicole Ginosa, Marta Meggiolaro / redazione@laboratorioverde.net Grafica Daniela Francescon / daniela.francescon@gmail.com Collaboratori Mauro Consilvio (fotografo), Bianca Belfiore, Erica Cherubini, Bianca Ferraris, Costanza di Matteo, Stefania Medetti, Matteo Ragni, Nicolò Pensa, Daniela Stasi, Filippo Terragni, Filippo Tommaseo Produzione e segreteria Katiuscia Morello / k.morello@laboratorioverde.net

066

Promozione e sviluppo Stefano Carlin / s.carlin@laboratorioverde.net Responsabile editoriale Daniela Stasi / d.stasi@laboratorioverde.net Stampa Aziende Grafiche Printing srl Via Milano 3/5 20068 Peschiera Borromeo (MI) Direzione, redazione e amministrazione Via E. Cosenz 35, 20158 Milano, Tel. 02 42448445 www.laboratorioverde.net info@laboratorioverde.net

MERCATI 067 Gestione

071 New business

Parlare visuale

Aria di vacanze? Diventa plant sitter!

di Lucio Brioschi

Casa editrice specializzata nei settori florovivaismo, garden e interior Amministratore unico Francesco Tozzi

di Bianca Ferraris

Segreteria generale Katiuscia Morello Greenup è una rivista di Edizioni Laboratorio Verde srls. Fanno parte della stessa casa editrice: • Flortecnica e vivaismo • IL giardiniere • Agenda del verde • Calendario del verde • I Quaderni di greenup • Fiori Tales

RUBRICHE 007 Editoriale

034 Business Verde

di Francesco Tozzi

Portamento regale

011 Greenshop

di Matteo Ragni

Il meglio in primo piano

036 Visual idea

030 Brevi dal mercato

Interpretare il linguaggio delle nuove generazioni di Erica Cherubini

i nostri

su radiogarden.it

Questa rivista è stampata su carta FSC

ALL'INTERNO Speciale Flortecnica Le ultime news dal comparto del florovivaismo

Rappresentante e collaborazioni: • floorewall.com • F&W magazine • Radio Garden Edizioni Laboratorio Verde srls, titolare del trattamento dei dati relativi ai destinatari della presente pubblicazione, informa che le finalità di tale trattamento sono rivolte a consentire l’invio della presente rivista, e/o altre di propria edizione, allo scopo di agevolare l’aggiornamento dell’informazione tecnica, nonché alle operazioni necessarie alla gestione amministrativa e contabile dell’abbonamento. Edizioni Laboratorio Verde srls riconosce e garantisce ai medesimi destinatari i diritti di cui all’art. 7 del D.Lgs. 196/03. GreenUp, periodico registrato: autorizzazione del Tribunale di Milano n.64 del 27/1/1999 - n. R.o.c. 2232, delibera del 30/06/2001. La pubblicazione o la stampa di articoli e immagini della rivista deve essere autorizzata per iscritto dall’Editore. Gli articoli pubblicati su GreenUp sono sotto la responsabilità degli autori.

www.laboratorioverde.net issuu.com/edizionilaboratorioverde

Abbonamento da 6+1 numeri: 25,00 Euro


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INNOVATIVO A PARTIRE DAL DESIGN

Per supportare il consumatore nell’operazione di irrigazione, Gardena quest’anno propone cinque nuovi Avvolgitubo a parete e due nuovi Avvolgitubo da giardino. A seconda del modello, sia che l’avvolgitubo venga fissato alla parete o posizionato ovunque in giardino, l’irrigazione è facilitata, grazie alla maggior libertà e flessibilità di utilizzo, che consentono di innaffiare giardini di diverse dimensione. Una gamma estremamente innovativa che si distingue in tutto, a partire dal design che è stato recentemente premiato in occasione dell’edizione 2021 del concorso internazionale Red Dot Design Award, che è il prestigioso riconosciuto appuntamento per il design in tutto il mondo. www.gardena.com

Wolf-Garten ha migliorato, ulteriormente, il suo sistema a scatto multi-star Clicksystem. Il nuovo manico ZM 015 dal design ergonomico è parte della nuova linea di prodotti pensati per l’utilizzo in spazi stretti. Grazie al suo speciale design, il nuovo manico ZM 015 della gamma multi-star MINI si adatta alla forma delle mani, permettendo di lavorare comodamente anche in spazi limitati. Inoltre, gli speciali punti di sicurezza situati all'estremità dell’impugnatura, combinate con il rivestimento centrale realizzato in materiale anti-scivolo, offrono maggior protezione durante le attività di giardinaggio. www.wolf-garten.com/it/

RICCA PALETTE DI COLORI

Altèra è il nuovo brand di complementi d’arredo raffinati e funzionali, interamente made in Italy. La vera particolarità risiede nella ricca palette colori frutto di un’attenta ricerca sulle tendenze del mondo dell’arredamento e del design per garantire una proposta perfettamente ai tanti elementi da accostare. Tre le linee. NATURE è una reinterpretazione moderna ed intensa delle tonalità più classiche e naturali, CANDY è la proposta pastello della collezione, VINTAGE (nella foto) è la palette di colori vibranti ed energici che donano un tocco di magia anche alle situazioni più lineari dello stile contemporaneo. www.altera.design greenup

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Prodotti / GREENSHOP

ISPIRATI ALLA FONTANA DI TREVI  Ispirati alla fontana più famosa, al fascino della sua epoca e all’incanto della sua città, sono nati in Bama Group due arredi da giardino complementari: Trevy e Fontana. Tutte e due le fioriere sono composte da tre grandi vasi circolari, man mano più piccoli a salire 50, 40, 30 cm, in grado di contenere fiori e piante di diversa specie. Nel mezzo, a fare da sostegno a ogni vaso ci sono dei supporti trasparenti che ricordano il passaggio dell’acqua, evocando così la forma propria delle fontane e creando, una volta allestita coi fiori, un delizioso effetto ottico molto minimale, di galleggiamento della ciotola fiorita. www.bamagroup.com

SPAZIO ALLA LOTTA INTEGRATA 

CINQUE PER CINQUE

Naturasol è la linea di terricci Compo dedicata al consumatore funzionale che desidera, con l’aiuto del giusto terriccio, la massima resa del suo substrato con il minimo sforzo. La gamma si presenta con nuove formulazioni e una grafica rinnovata: nuovo logo e cinque vivaci colori per distinguere facilmente i cinque diversi tipi di terricci. Ecco gli elementi che compongono le cinque differenti referenze: • Torba pregiata del Nord Europa: porosa, drenante, è un ottimo ammendante per un rapido sviluppo e supporto di tutti i tipi di piante. • Ammendante compostato verde di qualità per le piante. • Agrosil, l’attivatore radicale di Compo, che spinge lo sviluppo e la crescita delle radici, per ottenere un trapianto di successo. www.compo-hobby.it

Le colle entomologiche si utilizzano per la cattura degli insetti e il monitoraggio delle infestazioni e consentono di eliminare i parassiti con prodotti ammessi in agricoltura biologica o nella lotta integrata. Nato dal mondo professionale, oggi questo sistema di lotta è reso disponibile da Adama Home&Garden per hobbisti e amatori sia per il terrazzo che il giardino, sia per l’orto che per il frutteto. Due i prodotti: • TEMO-O-CID Spray nella pratica formulazione spray pronta all’uso, è specifica per la cattura di insetti volanti e striscianti che infestano orto, giardino e ambienti interni. Può essere spruzzata sulla parte legnosa degli alberi o su pannelli da posizionare dove transitano gli insetti. Serve anche a preparare trappole cromotropiche di monitoraggio di ogni genere per catturare insetti nei frutteti, vigneti e nelle coltivazioni di fiori. • TEMO-O-CID Colla Pennellabile è specifica per la cattura di mosche e insetti spalmabile a pennello. Non essicca e conserva le caratteristiche anche se esposto agli agenti atmosferici. Serve anche per trappole cromotropiche e di ogni genere, per catturare insetti nei frutteti, vigneti e nelle coltivazioni di fiori. Utile anche se spalmata sul tronco e rami degli alberi e sugli arbusti per impedire in modo meccanico l’aggressione verso la pianta da parte di insetti striscianti. www.adamahomeandgarden.com

INNOVATIVE CONTRO LE ZANZARE

Newpharm Home&Garden Fitoguard lancia in anteprima assoluta Kartine, la soluzione bilanciata tra efficacia e sicurezza per mettere definitivamente a tacere le zanzare. Kartine è un insetticida su supporto cartaceo a base di Transflustrina da utilizzare nella lotta contro le zanzare comuni o tigri. L’azione insetticida del prodotto si attiva attraverso l’accensione e la successiva combustione dei singoli fogli di carta che dura circa cinque minuti. Un foglio di carta serve a proteggere 10 mq di superficie… Grazie al suo materiale, al principio d’azione e al modo d’uso si differenzia da tutti i prodotti sul mercato. www.newpharmgarden.it

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Primo piano / UNDER

Avanti, insieme Continuare a fare piante di qualità, ma sviluppando l’estetica del packaging: una possibilità per vincere la concorrenza olandese e conquistare la fascia dei consumatori più promettente colloquio con DAVIDE BODEI di MARTA MEGGIOLARO

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anizze azienda agricola è un’azienda bresciana nata negli anni Novanta, che si dedicava alla coltivazione di Philodendron su palo. Nel 2017 la scelta di passare anche alla produzione di Anthurium, per ovviare alla diminuzione delle vendite di piante verdi. «È stata una scommessa, perché l’Anthurium ha un ciclo di produzione lungo, di un anno. Per noi ha voluto dire investire un intero anno nella produzione per poi vedere se li avremmo venduti», mi racconta Davide Bodei, 28 anni, da dieci a pieno titolo in azienda. Successivamente l’azienda ha deciso di ampliare la gamma aggiungendo la produzione di Scindapsus. «Si è rivelato un buon investimento, quest’anno hanno riscontrato un maggiore interesse». Accanto a questa produzione, Panizze produce anche un’ampia gamma di perenni, in cui la maggior parte è l’estivo di maggio – luglio, oltre a una buona selezione di graminacee ornamentali. «Siamo un’azienda familiare, con circa 6500 metri quadrati di superficie coltivata: il vivaio si estende su duemila metri, mentre le serre riscaldate sono 4500. Delle piante verdi abbiamo le piante madri e facciamo noi il taleaggio. Ne facciamo 100mila in un anno». Come è andato l’ultimo anno? «La primavera 2020 è stata un disastro. Poi però il mercato è ripartito, le persone stanno a casa e i consumi di piante sono aumentati. La chiusura è stata durissima, ma al contrario di altri abbiamo deciso di piantare comunque, a causa del ciclo di produzione delle nostre pian-

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te che, essendo così lungo, ci ha vincolato a piantare per forza. È stato un bene, perché abbiamo avuto le piante da vendere quando è stato il momento. Siamo stati fortunati anche perché l’Anthurium non sfiorisce, dura a lungo. Il buttato ha riguardato una parte delle piante verdi, e tutta la produzione di perenni primaverili. A maggio siamo ripartiti bene grazie a Fioritalia, che ci ha aiutato a gestire i volumi». Cosa vedi in movimento nel settore di mercato di cui ti occupi tu? «In questo momento sembra che le piante verdi vadano bene. Le persone in generale sembrano più sensibili alle tematiche naturali in questo momento. Bisogna vedere però quanti manterranno questa passione con le riaperture: se su 100 ne restassero anche solo 10, sarebbe già un buon risultato, e le nostre piante troverebbero casa. Anche i giovani vanno nei garden, e questo mi fa ben sperare in un cambio generazionale. I pensionati prima di buttare una pianta la tengono anni… I giovani sono clienti migliori! Comprano di più, con più frequenza».

IN BREVE

• Panizze azienda agricola Centenaro, Brescia • Nata negli anni Novanta • Anthurium, Scindapsus, Philodendron perenni, graminacee ornamentali • 2000 metri quadrati di vivaio • 4500 metri quadrati di serre riscaldate • 100mila piante in un anno

Davide Bodei, 28 anni, è la seconda generazione che entra in Panizze Azienda Agricola e lavora da circa dieci anni.

Quali sono le vostre previsioni per la prossima stagione? «C’è l’incognita delle riaperture, che non ci fa capire come sarà la richiesta. Se restasse alta così, con i prezzi in aumento, sarebbe una buona cosa. Noi abbiamo piantato di più quest’anno, e per l’anno prossimo stiamo facendo lo stesso, piantiamo il più possibile. La serra piena paga lo spazio, è vero ma con le serre vuote non si va lontani. Per vendere bisogna piantare, chi pianta poco poi non vende. Per andare avanti non puoi fermarti». In cosa consiste l’”andare avanti” di cui parli? «Oltre a migliorare la qualità, bisognerebbe concentrarci sugli imballaggi, e sulla la lotta integrata. Tutto ciò che riguarda l’ambiente, la sostenibilità e l’estetica. Perché nella concorrenza olandese è il vestito che fa la pianta, conta quasi di più come si presenta la pianta che la pianta in sé». Ci parli della vostra adesione a Fioritalia? «Siamo soci dal 2019. Abbiamo deciso di aderire alla cooperativa perché siamo una realtà piccola, dal punto di vista commerciale per servire i clienti abbiamo costi quasi superiori al guadagno. Portare tut-


to nello stesso posto ci permette di crescere, perché se il prodotto è venduto, noi possiamo dedicarci a fare il nostro, cioè coltivare di più e meglio. Fioritalia si occupa del cash & carry e degli ordini, di tutta la parte commerciale». Quali sono i punti di forza del florovivaismo italiano, secondo te? «Le produzioni del sud, con il clima che hanno, sono spettacolari, con una qualità altissima. Qui al nord ci sono realtà forse più piccole, ma che lavorano davvero bene. Siamo tutti piccoli, non ci sono grandi industrie come in Olanda, ma la qualità è davvero alta, coltiviamo tutti praticamente tutto l’anno, abbiamo una posizione geografica favorevole». Quali sono i punti di debolezza del florovivaismo italiano, secondo te? «Dovremmo collaborare per fare emergere il nostro prodotto rispetto a quello straniero. Invece

ci facciamo concorrenza fra noi, una concorrenza che a volte sembra una guerra fra poveri. L’altro problema è la logistica: fare da soli che costi ha? Infine, penso che non si dedichi abbastanza attenzione al consumatore finale. Dovremmo sviluppare la promozione, spingere a comprare le piante, ma anche in questo caso, non è il singolo che può fare da solo. Fioritalia sta provando, e anche i garden si stanno muovendo, ma a mio parere

La produzione di Panizze Azienda Agricola si aggira intorno alle 100mila piante all'anno. La vendita è affidata in toto a Fioritalia.

la promozione dovrebbe partire da più in alto per sfruttare davvero l’onda verde e sensibilizzare riguardo il prodotto italiano. Le associazioni di categoria e in Italia sono tante, però: chi dovrebbe occuparsene? Forse un altro aspetto da curare sarebbe il coordinamento delle varie realtà associative».

Per saperne di più

http://floricolturapanizze.it

Garden Center, Rivendite agrarie e Vivai sono stati presi d’assalto da consumatori vogliosi di creare il proprio spazio verde. L’altissima affluenza nei punti vendita ha evidenziato, per i più attenti al dettaglio, le criticità del proprio punto vendita. Come organizzare un punto vendita che risponda alle attuali esigenze di mercato rimanendo o addirittura migliorando il proprio spazio espositivo? In Organizzazione Orlandelli abbiamo studiato layout e concept espositivi che tengono conto delle nuove esi genze di mercato.

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NEW GENERATION F A C C I A M O S P A Z I O A I G I O VA N I

Nuovi punti di vista per riscrivere le regole del garden italiano servizio di FRANCESCO TOZZI, testi di ALICE NICOLE GINOSA e DANIELA STASI, foto di MAURO CONSILVIO

Lo ammettiamo, l’idea ci è venuta per caso. Leggendo un settimanale di attualità in cui venivano celebrati i nuovi talenti italiani che stanno riscrivendo le regole di alcuni settori. Arrivati all’ultima riga ci siamo chiesti perché non proporre anche noi un servizio in cui i giovani imprenditori gardenisti raccontino la loro visione e la difficoltà di farla comprendere a chi, con una lunga esperienza alle spalle, fatica a cedere il passo. È stato un pour parler, qualcosa da organizzare (forse) e da mettere in calendario (chissà quando). Ma a volte alcune idee diventano urgenze: iniziano a saltellare nella mente e a bussare sempre più forte. E le urgenze devono essere ascoltate. Così abbiamo fatto: abbiamo selezionato i responsabili di cinque garden center che secondo noi rappresentano un passaggio generazionale ben riuscito, in cui il prezioso bagaglio di chi ha lavorato prima s’incastra perfettamente con la voglia di posare lo sguardo avanti. Giovani in grado di dialogare con una clientela sempre più giovane. Rispettosi delle loro origini ma orientati verso un tempo ancora da inventare. Li abbiamo invitati per una giornata intera nella meravigliosa Serra Mediterranea di Fondazione Minoprio, trasformata in set fotografico e luogo accogliente dove raccontarsi senza timori. Lo spazio a loro dedicato è molto ampio, e andrà oltre queste pagine: sui nostri social troverete anche una videointervista e nel podcast Shop Experience su Radio Garden lanceremo una miniserie di cinque episodi in cui ascoltare le loro voci. Un grande spazio, sì, metafora dell’attenzione che i nuovi talenti del garden si meritano.

Guarda i video dello shooting fotografico per la realizzazione del servizio

Servizio di copertina realizzato in collaborazione con

greenup

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alessandro e mattia assirelli La Serra Garden Center 27 e 33 anni

alessandro piccinini Garden Center Il Gelso 23 anni


mara maschi Idea Verde Maschi 28 anni tommaso piacenza Garden Floridea 36 anni

valentina ceriani

Ecopark Garden Pravettoni 33 anni


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IMPARARE FACENDO

LA SODDISFAZIONE DI COLORO CHE, DOPO MOLTA GAVETTA, RIESCONO A FARCELA. DA SOLI, COLLEZIONANDO ESPERIENZE SULLA PROPRIA PELLE. ECCO MATTIA E ALESSANDRO, IDEE CHIARE, SGUARDO AVANTI E UN CASSETTO PIENO DI SOGNI PRONTO PER ESSERE APERTO colloquio con MATTIA e ALESSANDRO ASSIRELLI di DANIELA STASI

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na piacevole conversazione, quella con Mattia e Alessandro Assirelli de La Serra Garden Center di Imola. Resa ancora più gradevole dall’accento marcatamente romagnolo, dalla battuta sempre pronta e dai volti sorridenti, in grado di regalare ulteriore colore alle parole. I due fratelli, 27 e 33 anni, rispondono entrambi a ogni domanda, scambiandosi sguardi d’intesa e integrando il discorso a vicenda, per essere certi di non lasciare nulla al silenzio. Nelle loro riflessioni si scorgono fatica e sacrifici, ma anche tanta, tanta soddisfazione di avercela fatta imparando dai fatti, senza nessuno che dicesse loro cosa e come fare. Perché Mattia e Alessandro, tra i giovani imprenditori intervistati per realizzare questo servizio, sono gli unici che non hanno seguito le orme della famiglia ma che comunque, in modo inusuale, hanno vissuto un passaggio generazionale. Come dicono loro, “la nostra è una storia strana”. Ecco qui come è andata. Come siete diventati imprenditori gardenisti? Mattia: «Nostro padre, sapendo che il garden center La Serra era in vendita, ha pensato che fosse una buona opportunità per me e l’altro nostro fratello, l’unico con una formazione in ambito agrario (ma che ha poi deciso di dedicarsi alla carriera di perito agrario, ndr). Così una volta conseguita la maturità, siamo entrambi entrati come dipendenti. Era il 2012, avevo 19 anni. Dopo poco tempo, il primo gennaio 2014, sono entrato in società, al posto di uno dei due soci precedenti». Alessandro: «All’epoca vivevo all’estero, studiavo relazioni internazionali. Sono entrato in azienda nel 2016. Nel 2018 l’altro socio è uscito dalla società, da quel momento l’abbiamo presa in mano noi». Quali sono state le principali criticità riscontrate con il precedente socio? «Pur non essendo parenti, abbiamo vissuto con lui il “passaggio generazionale”: avevamo visioni differenti, a noi interessava investire nel nostro futuro, lui era già in pensione, aveva meno interesse a intraprendere strade nuove. Voleva fare come aveva sempre fatto in precedenza, senza apportare alcun cambiamento. Noi, invece, arrivati a occuparci di piante senza nessun background, né familiare né scolastico/accademico, notava-

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Da sinistra Mattia e Alessandro Assirelli, 27 e 33 anni, alla guida de La Serra Garden Center di Imola.

ANCORA OGGI SE CI VIENE UN’IDEA, LA METTIAMO IN PRATICA E, SE SBAGLIAMO, CERCHIAMO DI NON COMMETTERE PIÙ LO STESSO ERRORE. NON C’È NESSUNO CHE CI DICE DI FARE O NON FARE, PROVIAMO E RIPROVIAMO mo aspetti a cui, chi è del mestiere da tanti anni, non fa più caso. Così abbiamo dovuto affrontare diversi contrasti, avere la mente sgombra ci ha consentito di imparare facendo. Ancora oggi se ci viene un’idea, la mettiamo in pratica e, se sbagliamo, cerchiamo di non commettere più lo stesso errore. Non c’è nessuno che ci dice di fare o non fare, proviamo e riproviamo». Qualche insegnamento ereditato dalla precedente gestione? «Sicuramente l’ampio assortimento varietale. Nel nostro garden, per esempio, da sempre, vengono proposte numerose varietà di


TRE REGOLE D’ORO

• Pianta brutta si butta

piante da interno. Altra eredità positiva del • Quando c’è da annaffiare, le ramente allarghiamo l’offerta a tutto ciò che serve per precedente socio, il fatto di accontentare i piante hanno la precedenza curarla: terricci, concimi, vasi, etc». • Mai fare una vendita Alessandro: «Io, in particolare, mi sono specializzato in clienti anche per le varietà meno usuali. tanto per farla rose e agrumi. E quando le persone capiscono che ne Ci ha insegnato a non dire mai di no: se ci sai, si affidano completamente e acquistano senza badare fanno una richiesta di una pianta particolare, al prezzo. Quindi, come dice Mattia, per noi è fondamenfacciamo ricerche e ci prodighiamo per trovarla. E ci tale la vendita della pianta e la relativa consulenza. Certo, la hanno fatto notare che non è un servizio così scontato». consulenza è gratis, ma alla fine, il ritorno c’è». Il cambio di gestione ha comportato cambiamenti Come servizi, oltre la consulenza, cosa offrite? nella clientela? «Abbiamo sempre proposto le consegne a domicilio, anche «La clientela è storica ma negli ultimi due-tre anni si è prima della pandemia e, in quell’occasione, sono letteralmente abbassata molto l’età media. Stanno venendo tantissiesplose. Abbiamo anche iniziato a lavorare con WhatsApp: ci mi giovani, anche grazie alla nostra comunicazione scrivono di cosa hanno bisogno – dalle piante da orto al mazzo di sui social: dal 2018 l'abbiamo affidata a un’agenzia che fiori – e consegniamo: l’anno scorso, durante il primo lockdown, ci cura sia i contenuti sia la pianificazione marketing». siamo arrivati a 50 consegne al giorno. Consegniamo a domicilio anche nel caso di acquisti di piante di grossa taglia, quando i Al di là del passaggio generazionale e societario, voi clienti faticano a caricarle sulla propria auto. Prima della che siete partiti da zero, quali complessità pandemia, inoltre, lavoravamo bene con il noleggio avete incontrato? piante per evento e servizi pubblicitari. Per esemMattia: «Questo lavoro ha delle barriere enorUNA GIORNATA pio, curavamo l’allestimento a verde della Superbike nel mi all’ingresso, non è che ti svegli al mattino CON MATTIA circuito di Imola». e dici apri un garden, semmai apri un bar. E ALESSANDRO La mia è stata una scelta ingenua, e i primi • Ore 8.30-12.30 si Come vi vedete tra 20 anni? anni sono stati davvero difficili. Imparare svolgono le mansioni «Vogliamo investire sia nel settore garden, magari a riconoscere le piante o a servire un fondamentali, dando aprendone altri nella regione, sia in altre attività. Abbiacliente non sono aspetti automatici. Risempre la precedenza cordo ancora la vergogna e la frustrazione ai clienti e alle esigenze mo l’obiettivo di crescere, un’evoluzione ci deve essere per forza». di non sapere rispondere alle domande che delle piante mi venivano fatte. Oggi, dopo nove anni, se • Ore 12.30-14.30 pausa pranzo Come vi immaginate il garden center del futuro? mi dovessero chiedere qual è la cosa del mio «Un mix equilibrato di rapporti umani e tecnologie: un lavoro che mi piace di più, direi a gran voce: • Ore 14.30-19 alternanza delle garden di quartiere, di piccole-medie dimensioni, imservire il cliente. È immensa la soddisfaattività amministrative preziosito di innovazioni che possono migliorare il zione di sapere sempre la risposta, quando e operative. Per servizio, da social evoluti ad app che agevolano il riall’inizio evitavo il cliente perché non sapevo Mattia e Alessandro conoscimento delle piante. Il nostro garden del futuro cosa dirgli. Gestire un garden è estremaè importante non punta tuttosul servizio. Bisogna esserci per i clienti, ed mente complesso: oltre alla gestione del lavorare a oltranza, esserci nel migliore dei modi». personale, degli acquisti e delle vendite, c’è principio che fanno tutta una parte tecnica, legata alle piante, che rispettare anche ai Infine, cosa proponete per attirare è necessario imparare». dipendenti, stando un pubblico giovane? ben attenti alla loro «Per diversi anni, a settembre, nella piccola fattoria del E voi ce l’avete fatta! turnazione nostro garden, abbiamo organizzato “Nella vecchia fatAlessandro: «Sì, facendo una fatica immensa. toria”, una festa dedicata ai bambini, totalmente gratuita, Abbiamo imparato tanto facendo gli ordini con una serie di laboratori per avvicinarli agli animali e alle piante. e visitando produttori di sementi e di piante, ai quali Questo evento, che coinvolgeva 1.500 persone in un giorno, ci ha facevamo moltissime domande. Riconoscere le piante permesso di farci conoscere da famiglie di giovani che sono divenci ha insegnato anche ad alzare sempre di più la qualità della nostra offerta». tate clienti. Quest’anno, inoltre, tutte le sere d’estate, nel campo di un ettaro adiacente al garden, ospitiamo Drive-In Imola, cinema Qual è la vostra visione di garden? all’aperto da gustare in auto o moto, con quella magica atmosfera Mattia: «Per noi avere un garden significa vendere rétro. Siamo molto felici di questa occasione, un bel modo per fare piante. Mettiamo al centro di tutto la pianta, e poi chiaconoscere i nostri spazi a un pubblico più ampio». Nome: La Serra • Indirizzo: via Casola Canina, 3 • Città: Imola (BO) • Metratura: 800 mq di serra calda + 600 mq di serra fredda + circa 1.000 mq di vivaio • Staff: 3 dipendenti + stagionali • Specializzazione: ampio assortimento di piante, da interno, da esterno, stagionali, oltre alla produzione di rose (varietà Rose Barni) e agrumi greenup

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“L’ORGOGLIO DI ESSERE LA DA UN FUTURO NELLA REVISIONE DEI CONTI ALLA PASSIONE PER IL VERDE NATA PER CASO. VALENTINA CERIANI, INSIEME ALLE ALTRE QUATTRO DONNE IN FAMIGLIA, CONSOLIDA LA TRADIZIONE DEI NONNI CON UNA RICETTA TUTTA SUA TRA NUMERI, FIORI E TANTO ORDINE colloquio con VALENTINA CERIANI di ALICE NICOLE GINOSA

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ncontro Valentina Ceriani nel pieno dei lavori, tra le luci del flash che come un lampo a ciel sereno illuminano la serra della Fondazione Minoprio dove ci troviamo e il brusio e l’euforia frizzante di una giornata speciale, in compagnia. Due grandi lenti si appoggiano sul viso minuto nascosto dalla mascherina, la seduta è composta, l’atTRE REGOLE tenzione al dettaglio è evidente - una forma D’ORO mentis che, come mi confesserà poco dopo, • Ordine contraddistingue la sua gestione - e una gonna • Rigore a ruota tempestata di petali chiude il cerchio • Disciplina e ci racconta un’altra cosa di lei: la sua passione per i fiori. Valentina Ceriani è la terza generazione di una famiglia di fioristi e florovivaisti, un’attività nata grazie al nonno che ha imparato a fare il giardiniere tramite il padre e che nel 1963, non appena conosciuta la nonna, ha cambiato lavoro, abbandonando il lavoro come autista e aprendo un piccolo negozio di fiori. E dalla piccola attività di paese al garden, il passo è breve: quando la mamma di Valentina ha solo diciassette anni, il nonno acquista un terreno su cui far fiorire l’attività di famiglia. Eco-Park Garden Pravettoni oggi è sotto la guida di quattro donne: Valentina, mamma, zia e sorella. Un passaggio generazionale in atto. Come sta andando questa convivenza tra nuova e vecchia guardia? «Mia mamma non ha mai voluto seguissi le sue orme, perché gestire un garden è stressante e impegnativo. Io sono sempre stata convinta di voler fare altro, pensavo che il mio sogno fosse fare il revisore dei conti. Mentre scrivevo la tesi, alla fine del mio corso di studi, ero libera nel weekend e mi accorgevo che in azienda c’era bisogno perché il lavoro aumentava costantemente, anche da un punto di vista di produzione di documenti e commissioni. Dopo la laurea ero completamente assorbita dal lavoro e nonostante i colloqui non mancassero, mi sono accorta che non mi interessava più lavorare fuori dall’azienda di famiglia. Per me era diventata una questione di orgoglio: sono la terza generazione e voglio portare avanti i sacrifici dei miei nonni e genitori. Ho cominciato nel 2011 con l’attività di segreteria e nel corso del tempo

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Valentina Ceriani, protagonista dell’intervista, gestisce con la famiglia Eco-Park Garden Pravettoni.

È UN PASSAGGIO GENERAZIONALE SÌ, MA NON DIMENTICO MAI LA TRADIZIONE E NON DIMENTICO L’ESPERIENZA


TERZA GENERAZIONE” ho riscoperto anche una passione incredibile per il verde che non pensavo nemmeno di avere. Oggi mi occupo nel concreto di tutta l’amministrazione e dell’organizzazione del lavoro».

parte del direttivo di Aicg che è in prima linea nel diffondere la cultura del verde e io così ho l’occasione di imparare da tutti i miei colleghi. Il garden center deve essere un divulgatore di buone pratiche e buoni messaggi».

Cosa vedi nel futuro? Tiriamo le somme: scontro o collaborazione «Dal punto di vista organizzativo esigerò sempre massima efpacifica? ficienza in qualsiasi processo o procedura. Ampio spazio dovrà «Il passaggio non è stato critico, anzi. Le visioni soessere dato anche all’emozione, un ingrediente fondamentale no chiaramente diverse: mia mamma e mia zia sono che distingue un buon acquisto da una mera vendita». abituate alla loro gestione aziendale e io ho le mie idee - completamente opposte e dettate dal mio E riguardo al digitale? percorso di studi. Sono molto impulsiva, forse per «Su questo punto entrano in competizione e si scontrano due lati l’età, e tendo a lanciarmi e questo le spinge verso scelte opposti di me. Sono giovane, ho 33 anni, e dovrei essere pronta e che magari prima non avrebbero nemmeno considesupportare al massimo la vendita online e l’e-commerce. Dall’altro rato. Noi quattro siamo una cosa sola: qualsiasi lato però sono una persona che vive di emozioni cosa si decida di fare è un incontro, un e di contatti umani: per me le persone sono al confronto. Ognuna si occupa di un settore centro, sia lato collaboratori sia lato clienti. Nee decide di conseguenza ma alla base c’è semUNA GIORNATA gozio fisico e digitale, però, sono due canali che devono pre uno scambio. È un passaggio generazioCON VALENTINA andare assolutamente di pari passo e devono coesistere. nale sì, ma non dimentico mai la tradizione • Ore 7.00 arrivo L’online funziona per un acquisto veloce, in negozio e non dimentico l’esperienza. E vorrei che in azienda invece si crea una relazione, il cliente cerca consiglio questo rimanesse tale anche perché se loro • Giro di 10 minuti e il garden deve rispondere». stesse sono arrivate fino a questo punto, un in struttura motivo ci sarà». • Lettura del giornale Le nuove generazioni, secondo te, hanno una • Inizio dei lavori Hai ereditato qualche insegnamento o in ufficio tra pagamenti, marcia in più nell’attirare nel punto vendita una clientela giovane? metodologia? registrazione e «Abbiamo sicuramente un modo diverso di approccia«Ho mantenuto la professionalità e l’atprogrammazioni re il cliente. I giovani, quando entrano in un negozio, tenzione per il cliente. L’idea che chi entra • Ore 20.30 fine lavori non vogliono essere “assaliti”: secondo me non esiste in negozio non sia un numero ma una per- • Un giro finale per più questo tipo di accoglienza. Ho impiegato un po’ sona da coccolare è una cosa a cui non voglio il garden di tempo a spiegare a mia mamma che la nuova rinunciare perché vorrei che chiunque qui • Pulizia e controllo clientela apprezza avere del tempo per guardare, si sentisse a casa. Dalla mia esperienza di osservare e pensare prima di acquistare. Io stessa studi e cultura invece ho portato l’idea di prediligo questa modalità di contatto e, per di più, trovo che sia efficienza, ordine e rigore a cui tengo particolarvincente. Una buona esposizione e corner emozionali possono mente. Mi piace eccellere ma non per forza fare grandi “sostituire” in una prima fase di osservazione la presenza del nenumeri, mi interessa che quello che si fa, venga eseguito goziante. Solo dopo che si è optato per l’acquisto allora l’addetto nel modo migliore possibile». vendita può entrare in gioco, suggerendo la tipologia di vaso, concime e prodotti per la cura. Un altro ambito in cui possiamo La tua visione di garden center. portare innovazione è nell’offerta piante e fiori. Oggi siamo «Tutto incentrato sulle piante, che devono essere il tutti smart, il nostro mondo è a portata di telefono e possiamo focus, anche per i cambiamenti che stiamo vivendo. Il viaggiare e informarci attraverso uno schermo». garden deve fare cultura del verde e trasmettere attenzione, amore per la natura, anche con messagUn consiglio per le generazioni dopo di te? gi concreti nel punto vendita. Se voglio lottare contro «Chi vuole fare questo lavoro deve aver voglia di impegnarsi l’uso della plastica, per esempio, dovrò disporre lungo e assorbire gli input. Sapersi informare, essere aggiornato e le corsie i bidoni della riciclata e tradurre queste idee soprattutto tanta passione per quello che si fa». in un’offerta appropriata. Ho anche la fortuna di far Nome: Eco-Park Garden Pravettoni • Indirizzo: Via per Lainate, 31 • Città: Origgio (VA) • Anno di nascita: dal 1963 con il negozio di fiori • Staff: 23 persone in totale (15 collaboratori + 8 persone della famiglia) • Specializzazione: piante e fiori recisi greenup

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LA PASSIONE PER I NUMERI IN AZIENDA SI OCCUPA PRINCIPALMENTE DELLA GESTIONE DEL PUNTO VENDITA, A PARTIRE DALLA RACCOLTA DEI DATI: STRUMENTI ESSENZIALI PER AVERE UNA VISIONE IMPRENDITORIALE. IL CONSIGLIO? LA VOGLIA DI IMPARARE QUALSIASI COSA colloquio con MARA MASCHI di FRANCESCO TOZZI

TRE REGOLE D’ORO

• Organizzazione

Mara Maschi è alla guida del garden di famiglia dal 2017.

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a passione che ha dentro la percepisci tutta, dal suo modo di porsi, di parlare. Dal suo viso. Convita, determinata, con l’anima da imprenditore prima ancora che gardenista. Mara Maschi è alla guida del garden center di famiglia dal 2017, pochi anni dopo che il suo papà, l’anima dell’azienda, è venuto a mancare improvvisamente. 28 anni, laureata in economia aziendale e management in Bocconi, oggi gestisce

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• Costanza • Conoscenza del lavoro

assieme ai suoi due fratelli, Michele e Domenico, la società Idea Verde Maschi, che opera in tre diversi ambiti: produzione vivaistica di piante ornamentali, attività di costruzione e manutenzione giardini e garden center. «Sono molto felice dell’opportunità che ci ha donato nostro padre, siamo fortunati - mi racconta durante la nostra chiacchierata -. Era un imprenditore di vecchio stampo, la sua presenza era fondamentale, non solo per la gestione, ma soprattutto per le relazioni con i clienti: non vendeva solo per guadagnare,


vendeva perché era la sua passione e si divertiva a stare a contatto con la gente. Era la sua indole». È questo l’insegnamento che hanno ricevuto i tre fratelli Maschi, grazie anche al supporto della madre, che ancora oggi segue la parte produttiva dell’azienda. Quindi, partiamo dalla passione.

I NUMERI RAPPRESENTANO UNO STRUMENTO UTILISSIMO, PERCHÉ POSSONO SUGGERIRE NUOVE VISIONI E PORTARE A NUOVI APPROCCI, DANDO ANCHE SPAZIO ALLA FANTASIA giornate più impegnative. E, infine, il rispetto per le persone che lavorano con noi».

Qual è la parte del tuo lavoro che ti entusiasma di più? Le tue tre regole d’oro nella gestione di un garden? «Direi quella più legata alla gestione aziendale, all’analisi «Prima di tutto la capacità organizzativa, intesa anche come abilità dei numeri… Sì, mi piace lavorare con i numeri. Circa nel delegare, capire cosa si può trasmettere ai propri collaboratori sette anni fa, ci siamo accorti che il mondo stava andane quello che deve rimanere nell’ambito delle nostre scelte. Poi dido avanti e avevamo ancora un sistema un po’ arcaico rei la costanza, tanta costanza, sempre, in ogni periodo dell’anno nel controllo di gestione. Da qui abbiamo nonostante la stagionalità. Ci vuole tanta cura e tanto deciso di implementare tutta la parte dei controllo nella coltivazione delle piante, nel tenere in sistemi informatici, gestire la contabiliordine il punto vendita. E infine, fermarsi a riflettere UNA GIORNATA tà internamente, di lavorare di più sulla per capire dove vogliamo andare, quali possono CON MARA raccolta dei dati. I numeri rappresentano • Di prima mattina si essere i risvolti futuri delle nostre scelte, non solo uno strumento utilissimo, perché possono in merito all’offerta commerciale, ma proprio in un’ottica controlla la produzione suggerire nuove visioni e portare a nuovi • Si passa al garden per imprenditoriale». approcci, dando anche spazio alla fantasia». evadere gli ordini e C’è spazio per l’innovazione di prodotto? valutare le risorse Una delle ultime innovazioni «È una cosa che amo molto portare innovazione all’in• Poi in ufficio per la in questo ambito? terno dell’azienda, investire su prodotti nuovi, ma biparte più gestionale a «Stiamo sviluppando un sistema integrato sogna sempre farlo con una logica ben precisa: è nepartire dalla raccolta per il controllo dei cantieri legati all’attività cessario spigare ai collaboratori quali sono le novità, le dei dati di costruzione e manutenzione dei giardini e • Verso sera si fa il caratteristiche, in modo che possano trasferire al cliente percorso inverso: stiamo implementando i processi di controllo il valore». ufficio, garden, allargato dell’azienda, partendo da un approcproduzione cio analitico della contabilità». Il tuo garden ideale? • Alle 21 a casa «Quante cose vorrei fare… Il mio garden ideale nel temIn che anni è stata fondata l’azienda? po dovrebbe diventare un luogo di esperienza, non solo «Negli anni Ottanta mio padre compra i pridi coltivazione e di vendita delle piante, deve diventare mi terreni a Gadesco, dove costruisce le serre iniziando realmente un luogo dove le persone possano rilassarsi. Si sente la produzione, poi nel ’94 acquista una nuova cascina parlare molto spesso di questo concetto e c’è molto da lavorare per agricola con 50 ettari di terreno per la produzione viraggiungere questo obiettivo, a partire dalla qualità del prodotto vaistica, al quale si affiancherà anche l’attività di giardiofferto: le persone devono poter acquistare in modo piacevole». naggio professionale. Nel 2007 si investe sul punto vendita, creando un garden center strutturato. Registrate anche voi un interesse da parte E da qui una continua crescita, grazie anche ai nostri di giovani consumatori? dipendenti e collaboratori, tanto che alcuni ci seguono «Noi ci collochiamo in un territorio dove storicamente la popolaancora dai primi anni». zione mediamente ha un’età superiore alla media italiana, nonostante questo abbiamo riscontrato un maggior interesse da parte Quali sono stati gli insegnamenti principali delle giovani famiglie, quindi le persone dai 30 ai 45/50 anni, che si dei tuoi genitori? avvicinano sempre più al mondo dell’orto, prima prerogativa di un «Prima di tutto mi hanno insegnato a fidarmi delle pubblico più avanti con l’età». persone, perché la fiducia ti consente di condividere e raggiungere degli obiettivi comuni. Poi mi hanno fatto Se dovessi dare qualche consiglio a un giovane che vorrebbe capire l’importanza della forza di volontà, perché spesso intraprendere la tua strada? non bastano solo le competenze, ma ci vuole passione «La voglia di imparare e osservare qualsiasi cosa. La curiosità. Credo nel proprio lavoro, soprattutto nel nostro settore e nelle che il nostro sia un lavoro stupendo». Nome: Idea Verde Maschi • Indirizzo: Via Ferrari 3 • Città: Gadesco P. D. (CR) • Metratura: 8.000 mq di superficie coperta / 100 ettari di superficie complessiva (vivaio e impresa agricola) • Staff: 30/35 dipendenti • Specializzazione: società suddivisa in tre ambiti: produzione vivaistica, costruzione e manutenzione giardini, garden center. greenup

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«MI SENTO AL MIO POSTO» DA DUE ANNI A QUESTA PARTE HA TROVATO LA SUA DIMENSIONE NEL GARDEN DI FAMIGLIA. COSÌ TOMMASO, CON UNA GRAN VOGLIA DI FARE E UNA FORTE DETERMINAZIONE, È PRONTO A GIOCARE DA PROTAGONISTA

È

colloquio con TOMMASO PIACENZA di FRANCESCO TOZZI

pronto ad accettare la sfida, si capisce dall’enCome è nato Garden Floridea? tusiasmo che traspare dai suoi occhi, dal suo «È stato fondato da mio padre nel 2000, passando da una strutsorriso. Dalla sua convinzione. Tommaso Piatura formata da due semplici serre, a un vero e proprio cenza, figlio di Maurizio, fondatore del Garpunto vendita con l’impronta del garden center. Un’attività den Floridea di Verona, ha tutte le carte in cominciata con mio nonno Giovanni, che aveva delle piccole serre regola per iniziare un percorso che lo affiancherà vicino al centro di Verona e forniva le piante a noleggio sia all’ente al padre alla guida del punto vendita fondato nel fiera della città, sia a quegli espositori che volevano abbellire il 2000. Allora gli chiedo, quando hai capito che quello del proprio stand». gardenista sarebbe stato il suo lavoro. «Da un paio di anni - mi risponde -, una volta che ho iniziato a occuparmi Per un garden strutturato come il vostro che è situato in un della produzione, mentre prima la vivevo un po’ come bacino importante, qual è l’aspetto per fidelizzare la clientela? un’imposizione… È stato un passaggio e ora mi sento «Già, direi che la provincia di Verona è ben presidiata e, nonostante al mio posto». Ed è da qui che partiamo con noi siamo arrivati pressoché per ultimi, stiamo facendo la nostra chiacchierata, dall’importanza della un buon lavoro. L’aspetto principale per fidelizzare pianta nell’offerta del garden center. la clientela? Direi, l’assistenza. È su questo aspetto che UNA GIORNATA cerchiamo di differenziarci dalla concorrenza, fornendo CON TOMMASO Cosa ti ha fatto scattare al nostro cliente un supporto completo per svolgere al • La sveglia è sempre la consapevolezza, come dici, di essere meglio il suo hobby». molto presto al tuo posto? • Controllo della serra «Come ti dicevo, da quando ho iniziato ad Se ti dovessi chiedere le tre regole d’oro di produzione occuparmi della nostra produzione di pian- • Poi in garden per gli che caratterizzano il vostro punto vendita? te stagionali, che poi vengono proposte al «Prima di tutto la collaborazione tra tutti. Ho capito ordini, soprattutto garden. È successo circa un anno fa e ho quanto sia importante parlasi, confrontarsi, non dare quelli legati al reparto pianta capito l’aspetto principale del mio lavoro: mai le cose per scontate. Poi direi la qualità del servizio offrire alle persone un momento di svago, • Confronto con i che offriamo ai nostri clienti, soprattutto per quanto capireparto di benessere, attraverso la vendita di una riguarda il reparto piante e, infine, la cortesia… Qualità • Chiusura alle 19.30 pianta». e cortesia hanno forti radici nella nostra realtà». e a casa dopo le 20

Un passaggio fondamentale, direi… «Sì, decisivo: il nostro lavoro, che è principalmente quello di vendere piante e fiori, aiuta le persone nel loro piccolo a stare meglio. È da qui ho capito l’importanza del mio lavoro e che sarà il mio futuro». Prima di seguire la produzione, di cosa ti occupavi? «Ero impegnato al garden e ho fatto diversi lavori: consegne a domicilio, prezzavo i prodotti, poi sono stato un paio di anni in cassa».

RESPIRIAMO PROPRIO UNA RINNOVATA VOGLIA DI VERDE E FORSE C’È STATO UN CAMBIAMENTO STRUTTURALE NELLA CLIENTELA, VEDREMO… 26

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Parlando di insegnamenti, cosa hai imparato e stai imparando da tuo padre? «Mi ha insegnato soprattutto il valore del rispetto, il rispetto per le persone, per i nostri dipendenti e per i nostri clienti. Nei suoi insegnamenti ha investito molto sul lato umano… Mio papà è una persona fantastica». Nell’ultimo anno e mezzo, c’è stata un’evoluzione nella clientela? «Come sappiamo, questa pandemia ha avvicinato nuovi clienti, anche curiosi che prima non ci conoscevano, e si è abbassata molto anche la media di età: questo fenomeno mi lascia tante speranze e mi dà la forza di impegnarmi ancora di più nel mio lavoro». I giovani a cosa sono più interessati? «Si percepisce che hanno voglia di rendere belli i propri spazi, quindi acquistano sempre più piante verdi per la casa, per cui


TRE REGOLE D’ORO

Tommaso Piacenza, 36 anni, da 10 anni all’interno del garden.

dovrei aumentare l’esposizione, ma anche piantine e prodotti per l’orto, stagionali per abbellire i balconi… Insomma, respiriamo proprio una rinnovata voglia di verde e forse c’è stato un cambiamento strutturale nella clientela, vedremo…». Come vedi il tuo garden tra 10 anni? «Bella domanda! Il discorso è complesso, ma su un aspetto non ho dubbi: il garden center, almeno per quello che mi riguarda, dovrà rafforzare sempre più il suo core business, la pianta. È per questo che noi abbiamo investito sull’acquisto di un nuovo terreno più vicino al garden proprio per sviluppare la produzione, che ora è dislocata a 25 Km dal punto vendita. L’obiettivo è quello di incrementare la produzione e non solo di piante stagionali». Cosa è vietato nel vostro garden? «Tenersi dentro le cose».

• Collaborazione • Qualità del servizio • Cortesia Cioè? «Cercare di risolvere i problemi tra i nostri dipendenti, confrontandoci sempre, spesso ci riusciamo e altre volte è più difficile, ma sono molto contento dei nostri dipendenti». Se dovessi dare qualche consiglio a un giovane che vuole intraprendere la tua strada? «Prima di tutto, questo settore deve piacerti perché spesso si lavora senza pause, sette giorni su sette e con la testa sempre a come migliorare il garden e l’azienda… Ci vuole passione». Domanda libera… «Posso dire che sono contento di quello che ha costruito mio padre, è riuscito a creare un team di persone molto competenti, delegando e dando loro fiducia e questo mi rende fiero del lavoro svolto finora. Recentemente è entrato in azienda anche il figlio della compagna di mio padre, Lorenzo e sono ottimista perché è un ragazzo di 27 anni pignolo e pragmatico: nutro molte speranze sulla nostra collaborazione».

Nome: Garden Floridea • Indirizzo: Via Gardesane 33 • Città: Verona • Metratura: 4.500 mq di superficie coperta / 10.500 mq di superficie complessiva • Staff: 25 dipendenti • Specializzazione: particolare attenzione alla pianta e ai servizi di assistenza alla clientela. greenup

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g COV E R STO RY Alessandro Piccinini, 23 anni, è la quarta generazione de Il Gelso.

A MODO MIO!

UN CONCENTRATO DI IDEE IN FERMENTO IN ATTESA DI SPICCARE IL VOLO. NONOSTANTE LA GIOVANE ETÀ, ALESSANDRO VUOLE UN GARDEN CHE LO RISPECCHI E CHE GIOCHI SU ESTETICA ED EMOZIONE colloquio con ALESSANDRO PICCININI di ALICE NICOLE GINOSA

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on facciamo in tempo a sederci una di fronQUANDO SONO ARRIVATO HO MESSO SUBITO te all’altro che Alessandro, il più giovane tra i LE COSE IN CHIARO: SE DEVO LAVORARE QUI E STARE protagonisti della copertina di questo numero, è preoccupato per quello che verrà fuori dalBENE, DEVO FARE DEI CAMBIAMENTI la nostra chiacchierata. Mi chiede di aiutarlo a tradurre al meglio le sue parole in fase di riscrittura: punto di riferimento, un luogo in cui vivere un’esperienza, anche tanti pensieri, che nascono anche da lunghe pause e da per una clientela di giovanissimi come me». quella impulsività di chi ha voglia di fare. A ogni mia domanda risponde con sicurezza, le idee TRE REGOLE Dopo tre anni sei contento della scelta che hai fatto? ci sono, il coraggio di proporle anche e mi D’ORO «I miei genitori mi hanno sempre spinto a fare ciò che mi accorgo che nel suo racconto un elemento ri• Ordine piaceva e fino a tre anni fa non avevo mai pensato che il lamane costante, come un fil rouge che cadenza e • Pulizia voro di mio padre sarebbe diventato anche il mio. Ora che che dà il ritmo alle sue parole: il cambiamento. • Spirito di squadra però sono entrato in azienda a tutti gli effetti, ho scoperto Uno dopo l’altro, eccoli lì i suoi progetti, li vedo che mi piace. Ma vorrei anche che il garden rispecchiasse delinearsi e prendere corpo. Partiamo! l’ideale che ho costruito nella mia mente. Quando sono arrivato ho messo subito le cose in chiaro: se devo lavorare qui Quando hai iniziato l’avventura nel tuo e stare bene, devo fare dei cambiamenti. E ancora oggi ci sono garden Il Gelso? degli aspetti che non mi convincono al 100%, soprattutto criticità «Sono la quarta generazione dell’azienda di faminell’esposizione e a livello estetico. Ci lavorerò». glia. Tutto è cominciato con il negozio di fiori del mio bisnonno, attività portata avanti anche da mio nonno. Quali insegnamenti del passato invece vuoi custodire? Con l’ingresso di mio padre e di suo fratello in seguito «Mio padre dice sempre che questo lavoro non si può fare da solo e si è deciso di aprire quello che oggi è anche il mio luogo che si devono trovare dei collaboratori validi. Mi ha insegnato anche di lavoro da tre anni. Dopo il diploma in ragioneria, mi che è fondamentale dare uno sguardo generale al punto vensono spostato a Milano per studiare marketing ma ho dita a inizio giornata e per questo ogni mattina faccio capito dopo un anno che non era la mia straun giro di controllo per il garden per notare cosa non va da. Sapevo che prima o poi avrei lavorato nel e sistemarlo o per innaffiare, se necessario». garden di famiglia, era un’opzione che avevo UNA GIORNATA in mente. Dopo il ritorno da Milano, il primo CON ALESSANDRO Come dovrebbe essere il tuo garden ideale? anno in azienda è stato “sabbatico”, ero ancora • Ore 9.00 arrivo al garden «Idealmente dovrebbe avere spazi ampi, essere ben sudin una fase di osservazione e non venivo preso diviso ma deve anche saper ispirare. Ogni zona dovrebbe sul serio anche perché non avevo esperienza • Breve giro di controllo raccontare una famiglia merceologica, dalle piante all’ognel settore. Dal secondo anno ho iniziato • Eventuali consegne e servizio ai clienti gettistica fino alla profumazioni, ma al tempo stesso il a essere più presente e a dire la mia, apgarden center dovrebbe anche suggerire e consigliaportando anche qualche cambiamento». • Ordini di vasi e oggettistica re, per esempio creando dei corner con esemplari di • Aggiornamento dei piante ambientate. Il tutto poi deve essere orchestrato E come è andata? social e promozioni da un personale sorridente e disponibile e da un ambiente «Sono partito dalle piccole cose. Per esempio, • Riordino e che trasmette ordine, chiarezza e pulizia». mio padre mi ha sempre detto che il nostro sistemazione spazi è un lavoro stagionale perché in primavera prima della chiusura Hai 23 anni, pensi di avere una marcia in più si lavora tanto, in estate meno, e poi si deve per comunicare con le nuove generazioni? puntare molto sulle ricorrenze e il Natale. «In azienda mi occupo anche della comunicazione sui social media. Eppure lui ha sempre improntato l’attività sulle piante Questo perché mio padre alcune cose non le coglie, non nota una unicamente da esterno mentre, secondo me, in un garden moda o un trend e non presta attenzione al giusto abbinamento tra un center moderno si può andare anche oltre la pianta. Il vaso e una pianta. Non ha l’occhio allenato. Siamo due generazioni verde è e si conferma il business principale ma si diverse con visioni diverse, infatti lui si occupa dell’innaffiatura può combinare anche con oggettistica, vasi d’arredelle piante da esterno, degli ordini e della gestione in generale, ma un do in ceramica e profumazioni. Per l’inverno per garden deve essere curato anche sotto altri punti di vista. E qui entro esempio vorrei anche dare maggiore spazio al Natain gioco io, perché l’immagine è importantissima e con il tempo mi le, una festività su non si è puntano molto in passato. In piacerebbe anche capire come inserire il digitale, sia a livello futuro mi piacerebbe ampliare gli spazi - che al momento di e-commerce sia di gestione. Se l’obiettivo è ingrandirsi, questa è contano 800 mq di serra calda e 400 mq di serra fredda - e la direzione». modernizzare lo stile. Voglio far diventare Il Gelso un Nome: Il Gelso • Indirizzo: Via Faentina, 270 • Città: Ravenna • Metratura: 800 mq di serra calda + 400 mq di serra fredda • Staff: 8 dipendenti • Specializzazione: piante da esterno e interno, fiori, oggettistica, profumazioni e articoli regalo greenup

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News / BREVI DAL MERCATO

Il 2020 è stato l’anno del gardening, parola di eBay

Nel 2020 si sono registrate 2.027.294 vendite di prodotti per il giardino, un +75% rispetto al 2019.

I dati parlano chiaro. Solo lo scorso anno sul marketplace si sono registrate 2.027.294 vendite di prodotti per il giardino, un +75% rispetto al 2019. Nello specifico la fetta maggiore è occupata dall’arredamento outdoor - sdraio, lettini, cuscini - per un totale di 279.466 articoli venduti e seguiti in seconda posizione da semi e bulbi. L’aumento del tempo libero all’aria aperta, giustifica anche il terzo posto occupato da antiparassitari e repellenti, seguita da sistemi e accessori per l’irrigazione, lampade e sistemi di illuminazione per esterno), piscine, idromassaggi e prodotti per la loro cura, utensili per il giardinaggio (87.403), motoseghe e accessori per la loro manutenzione (76.620), decespugliatori e strumenti per il loro mantenimento (69.051) e, infine, vasi e portavasi (60.189). Per quanto riguarda invece le aree in cui si sono concentrati maggiormente gli acquisti troviamo la Lombardia in testa con oltre 290 mila prodotti per il giardinaggio venduti su eBay, a seguire Toscana - con oltre 168 mila articoli - e Veneto, più di 171 mila.

Viridea, Flora Toscana e Mati 1909 rilevano la cooperativa toscana Legnaia La catena di garden center Viridea, insieme a Flora Toscana Società Cooperativa Agricola e Gruppo Mati 1909 si sono aggiudicate la storica cooperativa toscana Legnaia che da oltre cento anni è il punto di riferimento per l’agroalimentare e il florovivaismo. Dopo un decennio caratterizzato da difficoltà finanziarie la cooperativa si è trasformata dal 12 marzo 2021 in una società consortile agricola nuova, con sede a Firenze, che possa generare un arricchimento del tessuto territoriale, crescita esponenziale nel tempo dell’occupazione locale e un servizio per la cittadinanza. L’identità di Legnaia infatti non verrà in alcun modo modificata, al contrario, si potrà solo implementare, migliorare e arricchire quanto fatto finora, mantenendo vivo il marchio e la qualità garantita dagli storici fornitori toscani. Una fase di trasformazione che in due anni punta a un rinnovo graduale delle strutture, attrezzature, ruoli e preparazione del personale. L’obiettivo è quello di adeguare l’insieme dei servizi alle rinnovate esigenze della clientela in termini di comfort, qualità e sostenibilità ambientale, rimanendo sempre fedeli all’identità. Il tutto con un investimento previsto di circa 4 milioni di euro.

FITT FORCE SI AGGIUDICA PER LA SECONDA VOLTA L'IF DESIGN AWARD 2021 L’azienda FITT, specializzata nella realizzazione di soluzioni per il passaggio di fluidi per uso domestico, professionale e industriale, ha ottenuto uno dei più rinomati premi nel campo della progettazione a livello mondiale. Si tratta dell’iF DESIGN AWARD 2021, giudicato da una giuria di 98 membri, composta da esperti indipendenti provenienti da tutto il mondo, che si sono trovati a decidere il migliore tra una platea di quasi 10.000 candidature. Eppure, anche quest’anno FITT ha battuto

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la concorrenza presentando un innovativo materiale in gomma termoplastica (TPV) che permette di impiegare il 50% in meno delle materie prime. Ma non solo. Il volume ridotto del 70% rispetto ai tubi da giardino presenti sul mercato, l’assenza totale di PVC, la flessibilità e resistenza (garantita per 30 anni) e la possibilità di essere riparato sono stati altri elementi vincenti che ne hanno decretato il successo. Infine, grande importanza è stata data alla componente sostenibile

nella fase di progettazione del prodotto: il packaging è in cartone riciclato e il tubo stesso e i suoi raccordi possono essere riciclati e recuperati. “Ricevere per il secondo anno consecutivo l’iF DESIGN AWARD è per noi

Forma super compatta, pratico e maneggevole, cono a getto continuo e finitura in gomma morbida con finitura antiscivolo.

motivo di orgoglio e grande soddisfazione – dichiara Alessandro Mezzalira, CEO di FITT –. Essere menzionati tra i grandi del design, della progettazione e dell’estetica è il migliore riconoscimento a cui potessimo ambire”.


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News / BREVI DAL MERCATO

Plastecnic si apre al digitale per raccontarsi al cliente

1000 CACTUS RIENTRATI IN CILE

Plastecnic, l’azienda italiana che progetta, produce e commercializza vasi in plastica ha deciso di puntare al digitale. Il motivo? Una migliore relazione e condivisione con i clienti. Da sempre attenta a fornire servizi di assistenza e informazione, oggi Plastecnic intende dare una nuova sferzata di energia attraverso i canali digitali per coinvolgere i consumatori a 360 gradi. Facebook e Instagram serviranno per diffondere informazioni su ampia scala e con velocità elevata, sviluppare una comunicazione immediata e diretta e creare e rafforzare la nostra brand awarness. Accanto ai due social, anche LinkedIn su cui concentrare la diffusione di contenuti più tecnici che permetteranno di rafforzare il posizionamento sul mercato e il branding stesso dell’azienda. Al centro della rinnovata strategia di comunicazione non poteva mancare anche il blog pensato proprio come uno spazio di approfondimento per notizie, suggerimenti e prodotti. Grazie a queste attività sia sui social media sia sul blog aziendale sarà possibile dialogare con i punti vendita e dare vita a una comunità di persone che condividono le stesse passioni.

Sono appena tornati in Cile, sottratti da un trafficante italiano, oltre 1000 cactus rari, alcuni appartenenti a specie in via di estinzione del genere Copiapoa, che crescono endemici nel deserto di Atacama, nel nord del Cile. Il valore sul mercato clandestino a cui erano destinati questi esemplari, tra Europa e Asia, è stato calcolato in oltre un milione di euro. Si tratta del sequestro di piante per collezionisti di maggior valore che sia mai stato registrato nel nostro Paese. Grazie ai carabinieri forestali, all’Orto Botanico dell’Università di Milano, agli esperti italiani di cactacee e all’Associazione per la Biodiversità e la sua Conservazione di Bologna, le piante hanno trovato ospitalità nelle serre dell’orto botanico milanese e sono state classificate e sottoposte ad analisi dal botanico forense Marco Caccianiga. Subito dopo sono ripartite alla volta del Cile dall’aeroporto di Linate grazie contributo economico della IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura), il supporto dell’Orto Botanico di Milano, e le indicazioni di Pablo Guerrero, direttore del dottorato in scienze biologiche, area botanica della facoltà di Scienze Naturali e Oceanografiche dell'Università di Concepción in Cile. Ora i 1000 cactus sono nelle mani della Corporación Nacional Forestal del Cile (CONAF), ente che si occupa della protezione delle risorse naturali cilene e del Servizio Agrícola y Ganadero (SAG), per la quarantena.

Un “Piccolo Erbario” anche per i più piccoli Anche i bambini possono in dalla tenera età avvicinarsi a pratiche più green. E per aiutarli in questo percorso, si possono raccontare loro tante storie e portarli alla scoperta dello straordinario universo vegetale di “Piccolo erbario. Storie e segreti di alberi e piante”, volume illustrato edito da 24 ORE Cultura con i testi di Eloisa Guarracino e Anna Mainoli e le illustrazioni di Daniela Spoto. Descrizioni leggere e divertenti, un’accurata selezione di sessanta piante, da quelle più comuni ino alle specie più esotiche. Suddivise in tre sezioni – “Orto e frutteto”, “Bosco” e “Piante dal mondo” – le tavole botaniche dettagliano con supporto visivo ciascuna specie dall’ortica al papiro, dal gelso all’ulivo - per imparare a riconoscerle in base a forma e colore di foglie, iori e frutti. Ciascuna scheda include anche una serie di aneddoti e curiosità per rendere la lettura sempre animata e coinvolgente. Carote, cavoliori e cipolle non avranno più segreti e, grazie alle ricette presenti nell’erbario, i bambini impareranno anche le innumerevoli proprietà beneiche delle varie specie vegetali e potranno cimentarsi nella preparazione di gustosi e particolari piatti.

PET FOOD DI ULTIMA GENERAZIONE Il Gruppo internazionale United Petfood, realtà di riferimento nella produzione di petfood, biscotti e snack per la marca privata, ha sviluppato Freshkibs un esclusivo concetto applicato al pet food secco e basato sull’uso di ingredienti freschi e di altissima qualità nella ricetta, come carne fresca (fino al 100%), frutta e verdura fresca. Il processo di produzione, che si avvale dell’uso di materie prime e ingredienti freschi di alta qualità,

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consente la realizzazione di pet food senza l’utilizzo di farine di carne preparate. Inoltre gli ingredienti freschi vengono sottoposti a uno speciale processo di cottura delicato e flessibile, che consente di non alterare le proprietà funzionali ed organolettiche e insieme ai principi nutritivi delle materie prime adoperate, garantendo la protezione delle proteine e quindi una maggiore bio-disponibilità per l’animale. I vantaggi del

nuovo concetto Freshkibs sono molteplici. Da un lato permette di ottenere alimenti per cani e per gatti di ultima generazione, appetibili, ma anche digeribili, garantendo ai pet una dieta ricca di sostanze nutritive e, quindi, più sana. Dall’altro una maggior sostenibilità e un minor impatto ambientale in tutte le fasi del processo produttivo: dall’approvvigionamento delle materie prime, allo sviluppo del prodotto ed alla produzione.


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salmon Pianta dell’anno

- 2021 -

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è una nuova gamma di gerani, risultato di uno straordinario successo nell’ibridazione del Pelargonium. Quest’ibrido interspecifico riunisce le migliori caratteristiche delle due specie del geranio pendente e del geranio eretto. Il risultato è una pianta robusta con ottima resistenza al grande calore e alla siccità. Crescita vigorosa con portamento coprente, ottimo accestimento, autopulente e resistente agli edemi www.piantadellanno.it

Fiori dai colori incredibilmente intensi.

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La voce delle piante / Matteo Ragni BUSINESS VERDE

LE C A R AT T E R I S T I C H E

PORTAMENTO REGALE

1. Germogli giovani rosso-arancio 2. Crescita rigogliosa e verso l’alto

3. Forma della pianta pulita e uniforme

4. Fiori bianco-rosa

Il verde lucido delle foglie si fonde con i germogli giovani tra rosso e arancione che in primavera mutano in allegri fiori rosa. Un sempreverde ideale come siepe o come pianta singola

U Un sempreverde ideale come siepe o come pianta singola.

In plastica, resina, terracotta, ceramica, artigianali e industriali. Corino Bruna vuole accontentare proprio tutti con i suoi vasi dal gusto più classico fino a quelli dal carattere contemporaneo. Specializzata dal 1979 nella commercializzazione di articoli per il giardino, l’azienda Corino Bruna propone molteplici collezioni di vasi che a loro volta si declinano in linee curate nei minimi dettagli. Grande attenzione è conferita anche alla ricerca di soluzioni innovative e green, che possano incontrare il gusto e le necessità di ogni tipologia di cliente.

MATTEO RAGNI/ Consulente per imprese floricole e vivaistiche, esperto del mercato di fiori e piante. greenup

Le sue foglie verdi e lucide accolgono tra loro germogli giovani dalla tonalità rosso-arancio.

n nome che rievoca storia e fasto quello del Prunus Bonaparte®, una pianta regale che si racconta con un portamento snello e denso al tempo stesso. Le sue foglie verdi e lucide accolgono tra loro germogli giovani dalla tonalità rosso-arancio, un contrasto vivo, che si protrae fino alla stagione primaverile quando è tutto pronto per la nascita dei suoi tipici fiori bianco-rosa. In gruppo, come siepe, o pianta singola, il Prunus Bonaparte® regge anche bassissime temperature, fino a -22°, e richiede un terreno ben drenato. Sole e ombra parziale sono ottimali per la sua crescita che raggiunge 250x70 cm. Una bassa manutenzione e la facile potatura sono tra i suoi plus, oltre alla sua resistenza alle malattie. Un vero re!

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Durante la stagione primaverile è tutto pronto per la nascita dei suoi tipici fiori bianco-rosa.


NESSUNA VISITA SGRADITA! Formiche e altri visitatori molesti che tendenzialmente abitano gli spazi aperti, non rifiutano di certo i nostri ambienti domestici, anzi spesso creano la loro dimora proprio all’interno delle nostre case. Non di rado, nonostante le nostre attenzioni è indispensabile ricorrere a prodotti specifici per liberarci di queste presenze fastidiose.

I prodotti NEXA, leader nella difesa degli ambienti, sono in grado di proteggere e disinfestare le nostre case. Sono prodotti efficaci, attenti alla sicurezza, facili da utilizzare e soprattutto specifici per i diversi problemi: formiche, scarafaggi, zanzare, cimici e tanti altri… insomma per tutti i gusti o meglio per tutti i visitatori indesiderati!

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Visual idea / Erica Cherubini MERCHANDISING

INTERPRETARE IL LINGUAGGIO DELLE NUOVE GENERAZIONI

REMINDER Se per esempio Giovanna e Matteo comprano la stessa pianta, i loro appartamenti sono diversi e le piante avranno necessità diverse. App e informazioni online sul verde - per quanto accattivanti e funzionanti - restano impersonali. Se già si hanno servizi simili attivi, è consigliabile dargli risalto in una veste moderna

Ora che le piante sono ufficialmente entrate nei cuori dei giovani, il garden center saprà come diventare il loro punto di riferimento?

L

a disponibilità di montagne di dati e l’impegno a “targettizzare” per orientarsi in un mercato particolarmente dinamico rischia, a mio avviso, di farci perdere contatto con le persone, in quanto individui unici e irripetibili. Spesso strumenti come i social network, da un lato, accorciano le distanze, dall’altro, creano community chiuse in se stesse. Bene per gli influencer e per le aziende che li usano per arrivare in modo sempre più diretto ai possibili clienti. Questo non vuole essere un attacco ai social ma un momento di riflessione: disponiamo di uno strumento che ci fa sentire liberi, ma più esprimiamo la nostra libertà più veniamo profilati e categorizzati. L’importante è mantenersi come equilibristi tra l’utilità di questi strumenti e la protezione del pensiero e dei desideri individuali. Una premessa per me indispensabile, occupandomi di comunicazione visiva offline. Quando le persone sanno che ti occupi di piante, pur essendo il web ricolmo di video tutorial e informazioni, la richiesta di consulenze personalizzate arriva

con forza e frequenza. Negli ultimi anni, oltre alle amiche e al parentado, si sono uniti numerosi amici di mio figlio ventenne che mi chiedono come curare un kokedama, un bonsai o cosa abbinare ai pomodori. Emerge una particolare propensione alla cura di piante da interno e a varietà che abbiano delle caratteristiche particolari oltre all’estetica: per esempio quelle che hanno una storia da raccontare e siano in qualche modo utili per qualcosa. L’ESPERTA CONSIGLIA Appurato che l’interesse nelle nuove generazioni è in crescita, come attrarle e fare in modo che prendano il garden center come riferimento? Se ci fosse un’unica ricetta, non saremmo qui a parlarne: possiamo però mettere in pratica determinate azioni che possono favorire questo processo. Ecco due idee semplici da inserire in un progetto continuativo e pianificato: una dedicata alle generazioni di giovanissimi e una per la fascia 18-25 anni. L’ORTO PER I PICCINI L’interesse per la natura nei più piccoli passa in genere attraverso l’esempio dei genitori o dei nonni. Cosa serve: • rastrello, zappa, guanti, annaffiatoio, grembiule, il tutto in doppia versione per adulti e per bambini e meglio se della stessa linea • un fondale o pannello • pittura murale in due colori

EMERGE UNA PARTICOLARE PROPENSIONE ALLA CURA DI PIANTE DA INTERNO E A VARIETÀ CHE ABBIANO DELLE CARATTERISTICHE PARTICOLARI OLTRE ALL’ESTETICA ERICA CHERUBINI/ Consulente, professionista e creativa del verde e non solo. Allestimento, organizzazione e visual merchandising di showroom, stand fieristici e garden center, sono alcune delle sue attività.

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• un piccolo bancale per piante (120x120 com o un esagono anche a più piani) • adesivi o forme di frutta e verdura (legno colorato o forex) Cosa fare: • dipingere con i colori selezionati due esatte metà del fondale come nell’immagine • disporre a specchio gli attrezzi, fissandoli al pannello: a sinistra quelli da adulti, a destra quelli da bambini. Usate ganci o porta attrezzi che avete in vendita • fissare le forme di ortaggi o frutta mantenendo su entrambi i lati la stessa disposizione • applicare logo aziendale e una frase rappresentativa, dedicata ai bambini • posizionare in prossimità del pannello il bancale con un mix esplosivo di piante da orto CONSULENZE PERSONALIZZATE PER I GIOVANISSIMI Per la fascia d’età 18-25 anni, perché non studiare un cartello che riprenda le li-

nee grafiche del punto vendita e sul quale mettere in bella vista le modalità di contatto per una consulenza personalizzata post vendita? QR code, mail, Whatsapp, social, tutti i punti di contatto tra il garden e il cliente devono essere esplicitati nella comunicazione del servizio, da disporre in prossimità delle piante più richieste da questa fascia d’età. Essenziale sarà farlo percepire come servizio diretto ed esclusivo, digitalizzato ma non distaccato.


NATURALMENTE BIO! NATURALMENTE ECOLOGICO!

La nuova generazione BIO! Questi sono i nuovi terricci, della Floragard Vertriebs-GmbH, utilizzabili in agricoltura biologica. Con questo nuovo approccio prodotto, innovate nel vostro punto di vendita e richiamate l’attenzione dei vostri clienti. Che sia a l’interno o all’esterno, per le piante ornamentali, le piante legnose e le piante acidofile o per le piante aromatiche e piante da orto – con questi terricci unici dal punto di vista visivo e tecnico, andate a scoprire tutti i settori d’applicazione del giardinaggio vicino alla natura. Il frutto della lunga esperienza della Floragard Vertriebs- GmbH (da oltre 10 anni) nel settore ortoflorovivaismo che ha permesso questo sviluppo. Con il nuovo concime vegetale Flora Veggie-Power, rispondiamo alle esigenze del giardinaggio ecologico. Grazie al nostro lavoro di ricerche, assicuriamo che le nostre miscele utilizzabile in agricoltura biologica procurano una crescita sana, e fioritura abbondante ed un gusto saporito.

Floragard Vertriebs-GmbH · Tel. + 49 (0) 152-22 67 29 61 · sassi@floragard.de · www.floragard.de


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Veneto, frena nel 2020 la diminuzione delle aziende florovivaistiche.

Si registra anche un incremento delle quantità prodotte, soprattutto per il viviamo orticolo

speciale Flortecnica e vivaismo


RICERCA RICERCA || ecosistema ecosistema

Quelle dai fiori blu sembrerebbero le più studiate, per la loro particolare conformazione morfologica. Ma è necessario fare un passo avanti e condurre studi anche specie con minore interesse estetico. Per il bene dell’ambiente

Il fiore dell’Aquilegia alpina.

di Filippo Tommaseo

QUALI PIANTE PIACCIONO

AI RICERCATORI?

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na recente pubblicazione su Nature Plants ha rivelato che alcune caratteristiche morfologiche, come gli steli più alti e i fiori dai colori sgargianti, attirano di più l’attenzione dei ricercatori impegnati nello studio delle piante. Il lavoro è stato condotto dall’Istituto di ricerca sulle acque del Consiglio nazionale delle ricerche di Verbania (Cnr-Irsa) e dall’Università di Torino in collaborazione con l’Università Federico II di Napoli, il Museo di scienze naturali di Berlino e la Curtin University in Australia e ha analizzato 113 specie delle Alpi sud-occidentali, menzionate in 280 pubblicazioni scientifiche negli ultimi 45 anni.

CONTA ANCHE L’ALTEZZA Lo studio ha rivelato che per gli scienziati “di campo” la scelta delUn esemplare le specie da studiare potrebbe essere di Campanula barbata. influenzata da fattori estetici. Sul lungo periodo, questo potrebbe introdurre una distorsione negli sforzi di ricerca. Ma come quantificare questa tendenza? Le piante hanno giocato un ruolo significativo nell’evoluzione della scienza moII

Flortecnica e vivaismo

derna e le loro proprietà continuano a essere al centro di importanti ricerche. “In questo studio abbiamo analizzato 280 articoli sottoposti a peer-review dedicati a 113 specie di piante tipiche delle Alpi sud-occidentali, pubblicati negli ultimi 45 anni. Abbiamo scoperto che alcune caratteristiche morfologiche, come gli steli più alti e i fiori dai colori ben visibili, siano tra i tratti che maggiormente attirano l’attenzione dei ricercatori”, dichiara Martino Adamo, ricercatore del Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università di Torino e primo autore dello studio. “Abbiamo osservato come le piante dai fiori blu sono molto più studiate rispetto a quelle con fiori scarsamente pigmentati (verdi o marroni). Anche l’altezza dello stelo, che in un certo senso è la capacità di una pianta di svettare tra le altre e quindi ‘farsi notare’ dall’osservatore, è un fattore di selezione importante. Al contrario, e forse paradossalmente, il rischio di estinzione delle specie e i loro tratti ecologici non influiscono sulla probabilità che una specie venga studiata”, aggiunge Stefano Mammola del Cnr-Irsa. RINNOVATO APPROCCIO Si genera così un “bias estetico” negli sforzi della ricerca, sostengono gli autori. “Questo pregiudizio può avere


Il laboratorio della Fondazione Edmund Mach.

LOTTA AI PARASSITI NOVITÀ SULLA LOTTA ALLA DROSOPHILA SUZUKI Ancora un passo in avanti nella lotta contro la Drosophila suzukii. La Fondazione Edmund Mach ha predisposto il dossier di valutazione del rischio del Ganaspis brasiliensis, il parassitoide importato lo scorso anno dalla Svizzera in grado di contrastare il moscerino asiatico dei piccoli frutti, che sta causando ingenti danni alle coltivazioni. Ora per la sua immissione sul territorio è necessario richiedere la specifica autorizzazione al Ministero dell’Ambiente, chiamato a valutare l’analisi dei rischi diretti e indiretti legati all’immissione dell’ACB (agente di controllo biologico) sulla biodiversità presentata nel dossier. Intanto nelle camere quarantena della FEM si sta procedendo con l’allevamento e la moltiplicazione del microimenottero originario dell’estremo oriente (vespina innocua per l’uomo).

impatti negativi in quanto può orientare gli sforzi di conservazione a favore delle piante più attraenti, indipendentemente dalla loro importanza ecologica per la salute dell’ecosistema generale”, osserva il ricercatore di UniTo Adamo. “Questi risultati hanno quindi implicazioni rilevanti per rendere più oggettiva la ricerca scientifica e, in senso ampio, per una più equa prioUn esemplare ritizzazione delle specie da proteggere”. fico è comunque importante riflettere di Drosophila suzukii. Lo studio intende fornire un’occasione di sul nostro approccio alla conservazione ragionamento. “Il nostro lavoro non vuole e renderlo il più equo e oggettivo possibile: essere una critica alla ricerca svolta dei colleghi, anche un fiore marroncino contribuisce al corretto ma piuttosto uno spunto di riflessione - conclude il rifunzionamento dell’ecosistema, ed è quindi importante cercatore Cnr-Irsa Mammola -. Sebbene le scelte siano studiarlo e proteggerlo”. a volte guidate dalla comunicabilità del risultato scienti-


MERCATO | andamenti

TIMIDA INVERSIO N Frena la diminuzione delle aziende florovivaistiche in Veneto e viene stimata in leggera ripresa la superficie destinata alla coltivazione. È l’interessante fotografica condotta dal Settore Economia di Veneto Agricoltura a cura di Filippo Terragni

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na recenteIl lockdown per il contenimento del Covid-19, avvenuto proprio nei mesi primaverili del 2020, in cui le aziende vivaistiche realizzano abitualmente la parte più consistente del fatturato, ha colpito duramente anche il settore florovivaistico veneto, penalizzando le vendite e il fatturato aziendale. È quanto emerge dallo studio “Andamento congiunturale 2020 del comparto florovivaistico” condotto dal Settore economia, mercati e competitività di Veneto Agricoltura. Tra le tante ombre, ci sono anche alcuni aspetti positivi che lasciano intravvePRODUZIONE dere degli spiragli di luce in un situazione FLOROVIVAISTICA nel complesso comunque di elevata criticità IN VENETO e pesantezza per le imprese.

IV

Anno

Miliardi di pezzi

2010

1,484

2011

1,798

2012

2,086

2013

1,584

2014

1,379

2015

1,362

2016

1,461

2017

1,637

2018

1,633

2019

1,594

2020

1,885

Flortecnica e vivaismo

BENE IL VIVAISMO ORTICOLO Ad esempio, nel 2020 il numero di aziende attive è rimasto invariato, a 1.417 unità, interrompendo una diminuzione fisiologica in atto da almeno 10 anni. E la superficie destinata al florovivaismo in Veneto viene stimata in leggera ripresa, a circa 2.490 ettari coltivati (+1,1%): in termini assoluti, l’incremento riguarda in particolare le superfici in piena aria, che salgono a 1.830 ettari (+1%) e in misura meno rilevante le superfici in coltura protetta, che si attestano a circa 655 ettari (+1,5%). A livello provinciale, le aziende sono in calo soprattutto nella provincia di Venezia (-3%), mentre sono in leggera crescita a Verona, Vicenza, Rovigo e Belluno; Padova, nonostante una leggera flessione (-0,5%), si conferma la prima provincia per numerosità (434 aziende), seguita da Treviso (312 aziende, invariata) e Verona (222 aziende, +1,4%).

Altro aspetto positivo da evidenziare è l’incremento delle quantità prodotte, pur se con dei distinguo importanti: la produzione complessiva regionale viene infatti stimata a poco meno di 1,9 miliardi di pezzi (+18,3% rispetto al 2019). Il materiale vivaistico, con circa 1,5 miliardi di pezzi (+12,1%), rappresenta la parte preponderante della produzione regionale, con una quota di circa il 78%, mentre il rimanente 22% è costituito da piante finite (circa 410 milioni di pezzi), che hanno registrato un sensibile incremento (+47,2%). Tuttavia, il risultato positivo è fortemente influenzato dal comparto del vivaismo orticolo, dove il prodotto è costituito da piccole piantine, che incide con una quota dell’83% sul totale regionale e la cui produzione è aumentata a 1,57 miliardi di piantine (+22,6%), in parte favorita dal lockdown imposto nel corso della primavera 2020 per il contenimento del Covid-19. In crescita, infatti, sia la produzione di materiale vivaistico orticolo (1,25 miliardi di piantine, +14,6%), che la produzione di piantine finite (317 milioni di piantine, +69,4%) destinata al consumo hobbistico. Negli altri comparti, si registra un netto calo della produzione di vivaismo frutticolo (16,3 milioni di piante, -21%), mentre è in ulteriore crescita la


O NE DI TENDENZA INFO Per maggiori informazioni sulla ricerca, collegati a www.venetoagricoltura.org, oppure scrivi a studi.economici@venetoagricoltura.org.

produzione del vivaismo viticolo (12,4 milioni di piante, +2%) e in leggera ripresa quella di piante ornamentali (288 milioni di piante, +2,1%). MAGGIORI LE VENDITE AD ALTRI VIVAISTI Non si registrano particolari variazioni nella provenienza del materiale da coltivare, dove prevale sempre la pratica dell’autoproduzione del materiale di base, anche in questo caso fortemente influenzata dal comparto orticolo, che rappresenta quasi l’80% del totale delle fonti di approvvigionamento. E neppure nei canali di commercializzazione, dove la quota di vendite ad altri vivaisti e aziende agricole è in ulteriore crescita e costituisce circa l’84% del totale delle vendite, mentre sono in calo le quote di vendite destinate a privati/hobbisti (7,1%), dettaglianti (5,1%) e grossisti (3,9%). Al contrario, si rilevano notevoli variazioni nell’area di commercializzazione: in seguito alle limitazioni imposte per il contenimento del Covid-19, è in deciso aumento la quota di vendite destinate in ambito locale, che raggiunge il 39,5% del totale (rispetto alla quota del 29,8% detenuta nel 2019). In flessione, per un effetto di compensazione, la quota di vendite destinate a livello

NUMERO DI AZIENDE FLOROVIVAISTICHE AUTORIZZATE IN VENETO Anno

Numero

2009

1.735

2010

1.671

2011

1.641

2012

1.621

2013

1.600

regionale (17,9%), nazionale (39,9%) ed 2014 estero (7,9%), mentre rimangono invariate le vendite destinate al mercato estero ex2015 tra-UE. Il valore della produzione, la cui metodo2016 logia e parametri di stima adottati dall’Istat 2017 ha subito una revisione rispetto agli anni precedenti, è stato influenzato in maniera 2018 fortemente negativa dalla chiusure imposte dalla pandemia da Covid-19, e si stima che 2019 nel 2020 possa scendere a circa 180 milioni di euro, in calo del 12% circa rispetto al 2020 2019. Considerando le diverse macro-attività che compongono il comparto, a risentire maggiormente delle limitazioni sono stati indubbiamente il comparto della produzione di fiori e piante il cui valore viene stimato in deciso calo a 53,9 milioni di euro (-15%) e l’attività di sistemazione di parchi e giardini, che si stima possa attestarsi a circa 94,5 milioni di euro (-12%), mentre la produzione vivaistica, che in termini assoluti si attesta ancora su valori inferiori rispetto agli altri macro-comparti, viene stimata a circa 33,6 milioni di euro (-5% rispetto al 2019).

1.563 1.527 1.491 1.487 1.451 1.418 1.417

Flortecnica e vivaismo

V


FATTI & PERSONAGGI | news dal mercato

L’IMPEGNO AMBIENTALE

DI BASF

Basf si sta ponendo obiettivi ancora più ambiziosi nel suo viaggio verso la neutralità climatica e vuole raggiungere il traguardo di zero emissioni entro il 2050. Sulla base dei più recenti progressi nello sviluppo di tecnologie che permettono basse o nulle emissioni di CO2, l’azienda intende aumentare in modo significativo anche l’obiettivo per la riduzione delle emissioni di gas serra fissato per il 2030: Basf intende ridurre le sue emissioni di gas serra in tutto il mondo del 25% rispetto al 2018 - nonostante la crescita programmata e la costruzione di un grande sito Verbund nel sud della Cina. Escludendo gli effetti della crescita programmata, il target significa dimezzare le emissioni di CO2 nelle attività correnti entro la fine di questo decennio. Nel complesso, la multinazionale tedesca prevede di investire fino a un miliardo di euro entro il 2025 per raggiungere il suo nuovo obiettivo climatico e un secondo investimento compreso fra due miliardi e tre miliardi di euro entro il 2030. PARTNERSHIP DI “PRECISIONE”

Il Gruppo Irritec, azienda di riferimento nel settore dell’irrigazione di precisione, ha annunciato la nuova partnership commerciale con Raphael by Talis, azienda israeliana specializzata nel settore delle valvole di controllo, tra i key player a livello internazionale con un’ampia e innovativa offerta di prodotto. Grazie a questa partnership, Irritec potrà distribuire sul mercato i prodotti Raphael by Talis. Specializzato nella produzione di sistemi di irrigazione a goccia, con 12 filiali internazionali e una rete globale di oltre 15mila esperti, il Gruppo Irritec pone da sempre al centro della sua azione soluzioni altamente tecnologiche, studiate per ottimizzare le risorse ambientali e i processi produttivi, garantendo standard qualitativi di eccellenza. Una collaborazione strategica volta a portare in campo soluzioni innovative e sostenibili. “Un passo in avanti nella fornitura completa di impianti di irrigazione: dalla progettazione all’istallazione - afferma Philippe Lejeune, Chief Commercial Officer del Gruppo Irritec -. Questa partnership rappresenta, infatti, uno strumento per consolidare il posizionamento di Irritec come punto di riferimento per il cliente, in termini di qualità e servizio, soprattutto nella fase di installazione e di formazione in campo”. “Irrigazione di precisione e automazione sono il primo, grande passo nella direzione della sicurezza alimentare - spiega Guy Levin, Commercial Managing Director Raphael by Talis - La combinazione di competenze e knowhow di Irritec e Raphael permetterà ai nostri partner di raggiungere i risultati desiderati in modo più efficace ed efficiente”.

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Flortecnica e vivaismo

UFFICIALIZZATE LE DATE DI MYPLANT 2022

Ufficializzate le date della più importante manifestazione professionale italiana del florovivaismo, del garden e del paesaggio: la VI edizione di Myplant & Garden si svolgerà dal 23 al 25 febbraio 2022 nel quartiere fieristico di Fiera Milano-Rho. Una tre giorni in cui verrà presentato il meglio delle produzioni, delle proposte, delle tecnologie, delle innovazioni agli operatori delle filiere del verde vivo e costruito. L’organizzazione lo farà nel rispetto delle norme sanitarie vigenti e per il rispetto verso le migliaia di aziende e professionisti che in questi anni hanno condiviso un fenomeno fieristico fatto di esperienze, affari e relazioni unico nel panorama internazionale, rendendolo col Gianpiero D’Adda, presidente del Consorzio proprio lavoro Myplant & Garden. sempre più grande e completo. Un evento nel quale nutrono grandi aspettative e che è diventato patrimonio di tutto il settore.




Tendenze / SOCIAL

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Calamita, non megafono Abbiamo chiesto a un’esperta del settore digitale quali sono le regole e i criteri per un uso dei social consapevole ed efficace da parte delle aziende: ecco la sua ricetta colloquio con SARA MALAGUTI di MARTA MEGGIOLARO

S

ara Malaguti, alias Flowerista, è la divulgatrice digitale più gentile del web, di nome e di fatto. Mi accoglie nella nuova sede della sua azienda, Vivarium Creative Lab, in un angolo splendido e nascosto di Varese: un vecchio biscottificio in centro. Mentre i muri scrostati e il tetto in legno raccontano la lunga storia di questi locali, quando fare business era proprio un’altra cosa, noi iniziamo a chiacchierare di cosa sia il business adesso. Lo scorso anno, infatti, tutti si sono accorti della

necessità di essere presenti online. Istintivamente alcuni si sono lanciati nei social, che vengono considerati il modo più semplice di farlo. Ma è proprio così? Il tempo speso sui social è sempre speso bene, o ci sono delle cose da sapere per essere davvero efficaci? Ecco quello che Sara, che si occupa di questo mondo dal 2017, ci ha raccontato. Sara, come deve essere presente sui social un’azienda? «Il primo punto è lo studio del target. Chi è il mio interlocutore,

Sara Malaguti dal 2017 si occupa di digital strategy, ed è conosciuta in rete come divulgatrice del “digitale gentile”, una modalità di approccio all’uso di internet che conserva la centralità dell’uomo prima degli algoritmi.

che linguaggio parla? Saperlo ci permette di scegliere il modo giusto per comunicare, spesso infatti si fa leva su punti che sono importanti per l’azienda, ma che non lo sono per l’utente. Esempio: un brand nato nel 1939 usa come slogan “Nato nel 1939”. Ma che l’azienda abbia quasi un secolo è importante per l’utente? Magari per qualcuno questo è sinonimo di vecchiaia e quindi fa perdere interesse. Dobbiamo in altri termini capire quali sono i veri punti di forza dell’azienda per l’utente». greenup

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Tendenze / SOCIAL

La nuova sede di Vivarium Creative Lab, l’azienda di Sara, in via San Martino della Battaglia a Varese.

Come facciamo a saperlo? «La strada più semplice è chiedere a chi ci ha scelto nel passato, ai clienti soddisfatti, ma soprattutto agli insoddisfatti, che ci daranno la maggiore quantità di informazioni. Per farlo dobbiamo rispondere anche a un’altra domanda: chi è il nostro costumer care? Di solito chi ha davvero il polso della situazione con il cliente esterno sono gli addetti alle vendite: il marketing deve avere uno stretto rapporto con loro per reperire informazioni utili». Qui siamo ancora nell’offline. Cosa si può fare invece sui social come Instagram? «Su Instagram abbiamo a disposizione i sondaggi, gli adesivi da aggiungere alle stories, che ci dicono cosa l’utente ci chiede e gradisce. Dobbiamo solo ascoltare, non ci dobbiamo inventare sempre qualcosa di nuovo. Il dialogo è la funzione principale di Instagram: usarlo solo come vetrina significa non aver capito il mezzo. Non siamo in un canale televisivo, che usa una comunicazione monodirezio-

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greenup

nale. Siamo nel 2021, sui social, e la comunicazione è bidirezionale». Quindi conoscere lo strumento è fondamentale. «Sì, per questo la figura che si occupa del digitale per l’azienda non può farlo nei ritagli di tempo lasciati da altri compiti. Spesso nelle aziende si crea un circolo vizioso: non fatturo abbastanza per avere una persona in più, però allo stesso tempo mi lamento che non fatturo abbastanza. Al massimo per seguire i social si assume uno stagista che però viene un po’ abbandonato a se stesso: “Sei giovane, sai usarli di sicuro”. Invece bisogna investire almeno un anno in formazione per dare alla figura che si occuperà del digitale le capacità tecniche. Questa figura deve avere in partenza attitudine al dialogo, alla curiosità, la voglia di imparare sempre cose nuove». Perché uno dei punti da considerare è che il mondo dei social è in continua evoluzione. «Sì, quello che impari in un anno,

INSTAGRAM PER L’AZIENDA 1. Studio del target e del suo linguaggio 2. Trovare i punti di forza dell’azienda per l’utente 3. Scegliere i mezzi digitali su cui investire 4. Stare sul mezzo, frequentarlo, viverlo, amarlo 5. Frequentare i corsi di formazione 6. Guardare quel che fanno gli altri, per capire i meccanismi alla base e riapplicarli in modo personale, senza ansia da prestazione 7. Raccontare l’azienda e il prodotto, mettendoci “la faccia” 8. Instaurare un dialogo con gli utenti 9. Offrire contenuti e spunti gratuiti 10. Pianificare una strategia per l’advertising

non dura nemmeno un anno. Bisogna stare sempre al passo». Come si fa? «La prima regola è stare sul mezzo, frequentarlo, viverlo, amarlo. Se la comunicazione è forzata, si percepisce. La seconda cosa è lo spirito critico di osservazione: bisogna guardare quel che fanno gli altri, per capire i meccanismi alla base e riapplicarli in modo personale, senza ansia da prestazione. La terza cosa sono i corsi di formazione, un passaggio fondamentale».


fare per te. È il lavoro del social media manager».

“IL DIGITALE GENTILE”

Il libro nasce ad aprile del 2020, dalla domanda su come è cambiata la nostra vita nel lockdown, e conduce alla scoperta del digitale come nuovo approccio, più potente, al dialogo. Non si tratta di un manuale (per sapere come usare i social o le altre risorse della rete, ci sono i corsi organizzati da Sara). È una panoramica di tutto ciò che è compreso dal mondo del digitale: sito, shop, social, smart working, che mette sempre l’uomo, e la sua necessità di tessere relazioni – anche nel business! - al centro.

Come si imposta quindi una buona pagina Instagram aziendale? «Il punto di partenza è il desiderio di raccontare l’azienda. Ma dato che l’obiettivo è far innamorare del prodotto, o del servizio, raccontando quello che ha portato alla loro nascita, non basta la descrizione. Le persone empatizzano con noi non perché vedono una vetrina, ma perché sentono una storia che viene raccontata credendoci. La strategia deve essere dell’azienda, perché il grado di consapevolezza del prodotto che serve per raccontarlo ce l’hai solo in azienda. Se però non hai una risorsa a cui affidare questa attività, è possibile delegare e trasformare questo lavoro in un’opera a quattro mani. Ma deve essere davvero a quattro mani. La cosa migliore però per me è gestire tutto in azienda, perché è importante metterci la faccia. Da Giovanni Rana in poi sappiamo che il brand trasformato in personal brand ha empatia, ha un afflato personale e delle storie da raccontare, quindi ha più possibilità di essere compreso e di fissarsi nella testa delle persone». È proprio vero, la differenza la fa la persona… «Certo. Se vendi un ciclamino, quello è lo stesso ciclamino che fanno in dieci. Almeno, la foto del ciclamino non può comunicarmi altro, soprattutto se non sono un’esperta. La differenza è chi ha fatto quel ciclamino, le sue difficoltà e i successi incontrati nel coltivarlo».

Ma perché su Instagram la gente vuole sentire le storie? «Instagram è nato nel 2011 per restare in contatto con amici e parenti. I brand non possono prescindere dalla caratteristica intrinseca dello strumento. Instagram lo vediamo quando facciamo pausa, seduti sul divano: vuol dire che non vogliamo metterci l’impegno e l’attenzione che dedichiamo alle cose di lavoro. È così. O si ama, o si odia. Se non c’è amore per lo strumento, non sentirti a obbligato a usarlo». Quindi il fatto che ci siano tutti non significa che devi esserci anche tu? «Esatto. Posso scegliere ad esempio di investire sui canali proprietari – sito internet, blog, e un canale di marketing diretto come newsletter e whatsapp. Il digital strategist è proprio la figura che ti aiuta a capire quali sono i canali digitali che devi presidiare in base a uno studio attento dell’azienda e del target». Qual è il rischio di stare sui social? «Pensare che Instagram risolva i problemi. Sui social devo sottostare a regole non mie, che cambiano velocemente. Ricordiamoci che Instagram è un’azienda di proprietà di Facebook, che ha un modello di business fondato sull’advertising, cioè sulla visibilità a pagamento. Non è lì per farci un favore, prendiamone atto. Se il tuo post non ha raggiunto gli obiettivi che ti sei prefissato è perché non sono gli obiettivi di Zuckerberg. Sei tu che devi sapere come fare a raggiungerli, non è lui che lo deve

Spiegaci meglio il concetto di advertising sui social… «Un bravo social media manager deve saper fare advertising, cioè raggiungere un pubblico selezionato investendo un budget per ottenere visibilità. Facebook e Instagram ti suggeriscono di spendere soldi per promuovere il post, con cifre irrisorie che ti spingono ad aderire, ma così fai la loro strategia e il loro interesse. Se invece hai determinato attraverso un piano marketing a inizio anno, sei tu che hai il controllo. Pianifichi l’investimento scaglionandolo nei tempi opportuni per te e alla fine puoi vedere cosa ci hai guadagnato». E cosa ci hai guadagnato? «I risultati vanno guardati in un’ottica di sistema, perché il percorso dell’utente nel digitale è vario e insondabile. Tu non sai se è arrivato a comprare il tuo prodotto perché ha visto la pubblicità su Facebook, se ha visto il tuo sito, se un amico gli ha parlato di te. Qual è stato il momento pivot in cui ha preso la decisione? Non lo sai. È l’insieme di questi momenti che ha decretato la decisione. Questo è il cardine del mio libro, che parla del digitale gentile. Non puoi considerare il singolo mezzo da solo, bisogna avere un approccio che comprende online e offline». Gentile, perché l’idea è capire come non farsi soffocare? «Direi al contrario che l’idea è come non soffocare gli altri. Infatti il sottotitolo è: “Abbiamo bisogno di più empatia e meno strategia”. Il punto è che non bisogna ragionare sempre in ottica di profitto, dobbiamo introdurre l’ottica della generosità. Più dai, sui social, più hai. Più sei generoso, non ti trattieni, dai contenuti, offri spunti, più le persone ti cercano. Oggi è così: devi essere calamita, non megafono». greenup

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Tendenze / NUOVE APERTURE

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Royal garden, il garden center “reale” e “diverso” Spazio di vendita, ispirazione e vetrina del sapere giardinistico. La famiglia Maisto, in stretta collaborazione con Soluzione Garden, ha creato da zero un progetto insolito, contro ogni standardizzazione. Ecco il racconto per filo e per segno

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di LUCIO BRIOSCHI

os’è un’idea? Una scintilla che nasce debole dentro di noi e che viene nutrita da perseveranza, motivazione, determinazione e tenacia. Unita alla visione di chi la porta vanti, collocata nel giusto contesto, ecco che prende vita e come fuoco divampa. Solo così trova la sua espressione, trasformandosi davanti ai nostri occhi e divenendo realtà. Questa è l’origine di Royal Garden, che possiamo definire,

senza timore di smentite, uno tra i pochi veri garden center di Napoli e dintorni. L’ORIGINE La famiglia Maisto è tra le fondatrici del vivaismo partenopeo, dalla nascita di Eurogiardinaggio di Nicola Maisto fino ad oggi tanta è stata la strada percorsa. Gli eredi hanno potenziato e sviluppato ogni azione dedicata al giardinaggio e alle opere a verde, divenendo tra le

L'obiettivo era realizzare qualcosa che non fosse il garden center standard, ma un luogo che ripartisse dai valori del luogo e dalle strutture esistenti.

aziende di riferimento del settore gardening non solo in Campania ma in buona parte dell’Italia del Centro-Sud. Ma non bastava, c’era la volontà di creare qualcosa che completasse questo percorso fatto di professionalità, costruita con tanta esperienza. IL DESIDERIO Realizzare un punto vendita al dettaglio che fosse spazio di vendita ma, allo stesso tempo,

TUTTO È SUGGERIMENTO, ESPOSIZIONE E PRODOTTO: TUTTO SERVE PER STIMOLARE CREARE IDEE E NATURALMENTE VENDERE greenup

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Tendenze / NUOVE APERTURE

anche ispirazione e vetrina del sapere giardinistico della famiglia Maisto. Lo spazio non mancava, una balza scoscesa lungo il Cratere degli Astroni, uno dei tanti antichissimi residui vulcanici dell’area dei Campi Flegrei, poco lontano da Pozzuoli nel comune di Agnano. Spazio, giacitura del terreno, vista, un luogo magico sul quale creare e dare forma al desiderio. Ed ecco l’avvio dei lavori con la realizzazione di una struttura innovativa. Il vincolo dell’area sismica e le regole ambientali del luogo non hanno permesso la costruzione di una tradizionale serra in ferro e vetro, bensì di una struttura in legno lamellare, arricchita da una copertura con un telo in polimero dotato di inserti trasparenti per l’ingresso della luce naturale. Il progetto si avvia ma, nel tempo, ci si accorge che gestire il punto vendita e allo stesso tempo continuare la crescita dell’azienda di progettazione e realizzazione del verde è complesso e faticoso e il progetto viene così momentaneamente sospeso. Solo con l’ingresso nella attività della nuova generazione - ovvero Andrea Maisto (il fratello Nicola segue invece la parte

delle opere a verde) - il progetto riprende e si concretizza. DUE ANNI DI ATTESA Dal 2019 il processo è stato lungo, lento ma costante. La progettazione congiunta con la proprietà ha dato vita a una struttura che, a detta dei suoi visitatori, è unica! La vista sulla piana di Agnano, il terreno, la scelta di materiali naturali hanno permesso di creare qualcosa di veramente insolito e diverso. La realizzazione del progetto avvenuta in stretta collaborazione tra Royal Garden e Soluzione Garden partiva con un presupposto molto chiaro: realizzare qualcosa che non fosse il solito modello

Il vincolo dell’area sismica e le regole ambientali non hanno permesso la costruzione di una tradizionale serra in ferro e vetro, bensì di una struttura in legno lamellare con copertura con telo in polimero con inserti trasparenti per l’ingresso della luce naturale.

standard di garden center, ma un’attività che ripartisse dai valori del luogo, dalla posizione e dalle strutture esistenti e, mutuando tutto quello che c’era, si presentasse in maniera innovativa. Da qui anche la volontà di adattare alcuni elementi espositivi affinché divenissero più funzionali, recuperando risorse in termini di economia circolare e non di semplice spesa. Dove è stato possibile si è optato per il riciclo, riadattamento, riutilizzo e solo dove necessario si è investito in materiali e strutture nuove. Un enorme sforzo organizzativo che ha dovuto mediare non solo con la forza lavoro coinvolta ma anche con il periodo e l’alternanza di zo-

LA VISTA SULLA PIANA DI AGNANO, IL TERRENO, LA SCELTA DI MATERIALI NATURALI HANNO PERMESSO DI CREARE QUALCOSA DI VERAMENTE INSOLITO E DIVERSO Tutto è suggerimento, esposizione e prodotto: tutto serve per stimolare creare idee e naturalmente vendere.

Solo con l’ingresso nella attività della nuova generazione - ovvero Andrea Maisto (il fratello Nicola segue invece la parte delle opere a verde) - il progetto riprende e si concretizza.

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UN PUNTO VENDITA AL DETTAGLIO MA ANCHE SPAZIO DI VENDITA E, ALLO STESSO TEMPO, ISPIRAZIONE E VETRINA DEL SAPERE GIARDINISTICO ne rosse o arancioni, i rischi epidemiologici e i tempi determinati da clima e circostanze. I PUNTI DI FORZA Non di certo l’accessibilità perché, ahimè, i progetti della tangenziale di Napoli hanno creato diverse barriere fisiche che limitano l’accessibilità al garden, bensì l’atmosfera che si respira: innovazione, semplicità e facilità di leggere il punto vendita. Ma anche completezza, intesa non solo come immagine ma anche come assortimento. Considerando che l‘origine è vivaistico-giardinistica, si è dato molto più spazio alla pianta in

ogni sua declinazione integrandola con i prodotti esposti e ripensati in maniera diversa seppure efficace. Altri punti di forza sono la comunicazione, semplice ed elegante, come si addice ad un garden “diverso” ma anche i servizi, a tutto tondo, che prevedono non solo la vendita al dettaglio come sarebbe naturale pensare bensì integra ogni azione “a verde” in un contesto di vetrina. Tutto è suggerimento, esposizione e prodotto: tutto serve per stimolare creare idee e naturalmente vendere. L’inaugurazione, limitata dai vincoli relativi alla pandemia, non ha permesso un lancio in grande stile,

Dove è stato possibile si è optato per il riciclo, riadattamento, riutilizzo e solo dove necessario si è investito in materiali e strutture nuove.

tuttavia, un’eccellente politica di uso dei social e una costante presenza di assortimento fresco ha creato le basi per un lavoro in sviluppo. E DOMANI? Tante idee pronte a vivere per integrare Royal Garden con altri spazi emozionali e di stimolo: giardini dimostrativi, la serra dei cactus, lo spazio formazione e laboratori, tutto all’insegna di un modo diverso di fare garden. Ben arrivato sulla scena Royal Garden, anni di proficuo e produttivo lavoro compenseranno le fatiche spese per dare vita al desiderio!

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Tendenze / SHOP

NON IL SOLITO NEGOZIO DI PIANTE Metti insieme la pandemia, la primavera, una gatta di nome Olivia e quel bisogno primordiale di entrare in contatto con terra, sole e aria. Tutto è iniziato così colloquio con CAROLINA GRESPI di ALICE NICOLE GINOSA

Un angolo del negozio.

oco lontano dal Naviglio della Martesana e nel pieno rumoreggiare di un quartiere semi periferico di Milano - un piccolo distretto oltre NoLo che non ha ancora svelato tutto il suo valore e che sta aspettando il momento giusto per sbocciare completamente - è arrivato Olivia’s Garden. Una realtà partita in tempi di pandemia e, in parte, concepita proprio durante la fase di lockdown, che ha conquistato fin da subito gli abitanti della zona, sia perché si sentiva la necessità di uno spazio botanico urbano ma anche perché negli ultimi mesi, come chi lavora nel settore avrà notato, tutti hanno voluto cimentarsi e allenare il proprio pollice verde. E quale migliore occasione se non proprio sotto casa? Nonostante tutto, però, definire Olivia’s Garden solo un negozio di piante è riduttivo: lo spazio si presta anche per far passare del tempo di qualità alle persone sia attraverso i workshop creativi proposti sia assaporando un cocktail o un tè caldo mentre ci si prende una pausa dal tran tran meneghino nel giardino sul retro. Ma non voglio raccontare tutto e subito perché Carolina, la giovanissima proprietaria dello spazio e della gatta da cui il negozio prende il nome, saprà come trasportarci nel suo mondo e spiegarci la filosofia dietro al suo Olivia’s Garden.

Come stai cercando di farti conoscere con i clienti? «Senza dubbio attraverso il digitale, in particolare Instagram su cui pubblico quotidianamente delle stories per informare i clienti sulle novità, fare qualche focus su una specie di pianta e fornendo utili consigli per la cura ma anche per aggiornare sui lavori in corso, i servizi che offro, insomma, è un canale diretto per comunicare e attirare in negozio».

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Come è iniziato tutto? «Durante il lockdown, ho notato che la primavera stava sbocciando senza di noi insieme alla mia gatta di due anni, Olivia, che trascorre tutta la giornata nel nostro terrazzino tra rametti del bamboo, mangiucchiando foglie e scavando nel terriccio delle piante. Forse per questo ho soprannominato il nostro terrazzino “il parco giochi di Olivia”. Come lei anche io in quel periodo sentivo il bisogno di contatto con la terra, sole e aria fresca e mi sono sentita molto in sintonia con lei. Poi mentre ero alla ricerca del locale perfetto, mi sono innamorata di questo spazio sfitto con un delizioso giardinetto interno e ho creduto subito che quello potesse essere il posto perfetto per ospitare la mia idea ».

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Carolina Grespi, proprietaria di Olivia’s Garden.

Una scelta azzeccata quella di aprire un negozio di piante in piena pandemia, visti anche i risvolti positivi... «Certo, è il motivo per cui non ho avuto paura di aprire durante la pandemia. Molte persone, costrette a passare tanto tempo a casa, hanno avuto voglia e tempo di renderla più accogliente e piacevole acquistando piante e oggetti di design». Qual è secondo te la missione di un negozio di piante? «Fare divulgazione sull’importanza del verde intorno a noi e su quanto rispettare la natura sia vitale per l’essere umano». Olivia’s Garden non è il solito negozio di piante, quali servizi offre oltre alla vendita diretta? «Facciamo workshop in negozio e a domicilio su come curare le proprie piante e offriamo consulenza su progettazione di spazi verdi nelle case, nei balconi o qualsiasi altro spazio. Poi abbiamo un bar e spazio in giardino per i tavolini, un laboratorio dove svolgiamo i workshop su attività artigianali legate al mondo green». Quali sono i punti forti e distintivi di Olivia's Garden? «Sicuramente l’entusiasmo e la voglia di mettersi in gioco, mia ma anche dei collaboratori che ho scelto! Siamo un bel team e abbiamo un sacco di idee che non vediamo l’ora di sviluppare». @olivia.s.garden

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Tendenze / CASE HISTORY

Il metodo “Giovanni Rana”? Funziona L’uso dei social per Matteo Foschi è essenziale, basta essere pronti a imparare e ad adattarsi ai rapidi cambiamenti del digitale. La cosa che funziona di più rimane questa: metterci la faccia colloquio con MATTEO FOSCHI di MARTA MEGGIOLARO

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atteo Foschi è uno dei progettisti del verde più conosciuti sui social, sia a livello personale, sia come “Odd Garden”, il nome del suo studio di progettazione che, dalla sua base a Milano, si occupa dell’allestimento di terrazze e giardini, ma anche di installazioni artistiche a base di verde. «Odd vuol dire dispari, nel senso di non-pari, qualcosa di strano, qualcosa che non è conforme alla norma, fuori dagli schemi. È un aggettivo che mi è sempre piaciuto», mi racconta Matteo. Siamo andati a trovarlo in studio per parlare con lui di quali benefici possono trarre le aziende che si occupano di gardening dall’essere presenti su Insta-

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gram infatti, il profilo di Odd Garden conta 10mila follower, mentre il suo profilo personale ne ha 6mila, ed entrambi godono di una buona dose di interazione reale. Odd garden è un’azienda relativamente “giovane”. I social sono sempre stati parte del progetto? Hai iniziato subito a raccontare di voi? «Sì, il mio profilo IG è stato essenziale, perché ho sempre ritenuto importante curare la comunicazione. Però all’inizio non ho spinto su questo aspetto perché non volevo diventare un fenomeno da social network, volevo essere conosciuto e riconosciuto per quello che faccio e volevo essere autentico. Mi sono detto: fino a quando non otterrò i

risultati che mi aspetto e non raggiungo gli obbiettivi che mi sono prefissato, non voglio auto-pubblicizzarmi». C’è una strategia alla base del tuo IG? C’è stata da subito, o si è strutturata nel tempo? «Si sono avvicendate diverse strategie, utili per arrivare dove siamo, ma è ancora un work in progress. Direi che tutto ciò che abbiamo fatto è servito, e ci ha permesso di correggere il tiro di volta in volta. Ad esempio, durante il lockdown abbiamo aperto lo shop online di piante. Questo ci ha permesso di farci conoscere su Milano e di creare dei format digital che hanno aumentato notevolmente i nostri


brand. Sicuramente riattiveremo lo shop online con prodotti legati al green, una sorta di concept store online, e proporremo nuovi contenuti video su diversi argomenti». Quali sono i temi che fanno parte del piano editoriale dei vostri social? «Abbiamo cercato di rispondere alle domande che i clienti ci facevano in direct con dei tutorial e dei video che trattassero argomenti come i travasi, l’accoglienza di una pianta in casa, la pulizia delle foglie dalla cocciniglia. Ancora oggi quando riceviamo richieste di questo genere inviamo loro il link della nostra IGTV. Quello che mi interesserebbe sviluppare nei prossimi video e nei prossimi contenuti è legato di più alla progettazione. L’importanza di una buona progettazione in Italia è ancora sottovalutata, tanti insuccessi dipendono dalla mancanza di pianificazione, non da lacune in materia di pollice verde. Vorrei sviluppare dei concept sulla pianificazione del verde ornamentale e sui viaggi: mi piacerebbe raccontare l’Italia e l’estero con i miei occhi e far provare a chi ci segue le stesse sensazioni che provo io quando sto a contatto con le piante. Devo solo lavorare sulla mia timidezza di fronte alla camera... ma ci siamo quasi!».

follower, anche grazie all’intervento di alcune influencer che hanno sposato la nostra filosofia e ci hanno supportato. Ma Odd Garden è uno studio creativo e, al ritorno della normalità, abbiamo preferito tornare a concentrare le nostre energie sulla progettazione». Chi si occupa della gestione dei social per Odd Garden? «Se ne occupa una mia collaboratrice, Senia, che in questo momento sta lavorando a pieno regime, insieme a me e ad altri professionisti, alla ristrutturazione di tutta la parte digitale dell’attività: l’obiettivo è far diventare Odd Garden un In alto, Matteo Foschi; a lato, alcuni progetti realizzati da Odd Garden.

Questo è l’aspetto interessante, il tuo “metterci la faccia”… «Per vendere prodotti custom made devi ispirare fiducia, e per ispirare fiducia deve esserci un volto che lega con il cliente, un front man; meglio ancora se il front man è quello che effettivamente realizza il prodotto che il cliente sta acquistando. È l’effetto Giovanni Rana. Il cliente vuole vedere chi è la persona a cui si rivolge, a chi commissionerà il suo angolo di paradiso verde, e bisogna anche essere un divulgatore credibile. Saper divulgare vuol dire padroneggiare quell’argomento, dimostrare di sapere di cosa stai parlando. Il 2020 è stato un buon trampolino

perché abbiamo potuto dedicare a questa attività tanto tempo. Il 2021 ci ha portato molto lavoro e quindi abbiamo dedicato meno tempo alla realizzazione di contenuti; però ricominceremo presto». Abbiamo parlato degli effetti positivi, quali sono invece i lati negativi dello stare online? «Per il momento non ho incontrato lati negativi, a parte il fatto di dover vincere la mia timidezza. Il nostro non è un ambito in cui capita di incontrare haters o trolls. Sicuramente va sottolineato che essere presenti sui social richiede molto tempo. Ma per me è un investimento. Va fatto nel momento giusto, quando hai capito che può essere una risorsa e che i contenuti che realizzi interessano veramente chi ti segue. Quando ri-struttureremo la comunicazione verranno fatti ulteriori investimenti. I social media sono troppo importanti per la promozione di una realtà come la nostra e per la vendita di prodotti. Ti aiutano a superare i confini: io non voglio fermarmi a Milano, vorrei portare Odd Garden ovunque, ma senza un buon piano di comunicazione non avrei molte speranze». Quali altri investimenti hai in mente nell’ambito della comunicazione? «Il progetto è più ampio, in realtà, ed è: strutturarmi. Quest’anno ho capito che avevo bisogno di un consulente per la gestione del personale e ho ottenuto ottimi risultati nel breve tempo. Sistemato questo step, il secondo è stato investire sull’immagine coordinata, la base su cui fondare la nuova promozione di Odd Garden. Quando la nuova veste grafica sarà pronta, ci affideremo a un professionista che seguirà tutto l’aspetto della promozione, anche sui social. Odd Garden sta lavorando bene e ora possiamo fare investimenti che fino a qualche tempo fa era impossibile immaginare. Abbiamo grandi progetti!».

Per saperne di più

www.oddgarden.com greenup

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Tendenze / ESTERO

I PRODOTTI ITALIANI ALL’ESTERO PIACCIONO, E MOLTO La conferma arriva dalla cooperativa di produttori tedesca Landgard che ha registrato un’impennata nella domanda di piante da fiore e aromatiche della Penisola già all’inizio della stagione di ALICE NICOLE GINOSA

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uone, anzi buonissime notizie arrivano dalla cooperativa tedesca Landgard, una realtà che con oltre 3.000 aziende partner è una delle organizzazioni di vendita di fiori e piante e di frutta e verdura più grandi in Europa. Il carattere mediterraneo e la variegata offerta di piante da fiore e aromatiche Made in Italy hanno conquistato anche il mercato nel nord Europa e, già da marzo, coloravano e facevano a gara per essere esposte tra le corsie dei punti vendita. Giusto in tempo per la Pasqua! Il prodotto italiano, come conferma Matthias Ribkens, responsabile del settore piante da vaso al dettaglio di Landgard, già dall’inizio dell’anno era molto richiesto, anche a causa delle restrizioni della pandemia.

I PROFUMI, COLORI E AROMI PREFERITI DAI CONSUMATORI Particolarmente buone le vendite delle aromatiche in vasi da 14 cm e i prodotti tipici italiani come le margherite, la lavanda e gli assortimenti fioriti. Per le piante da aiuola, invece, si registrano quantità e valore delle merci più che raddoppiati

I PIÙ GETTONATI

• Aromatiche in vasi da 14 cm • Margherite • Lavanda • Mandevilla • Assortimenti fioriti • Piante da aiuola • Rosmarino • Salvia

LA PASSIONE PER IL VERDE È INCORAGGIATA E AGEVOLATA DA UN SETTORE CHE SI SA ADATTARE AI TEMPI E CHE METTE IN CAMPO UN MARKETING SEMPRE PIÙ PROFESSIONALE mentre nel segmento delle aromatiche, i classici come il rosmarino, hanno continuato a performare bene e i volumi della salvia sono aumentati di un terzo solo nel 2020. Una testimonianza positiva di questo trend arriva anche da Jochen Mewes e il suo team, che producono per Landgard dalla regione di Albenga in Liguria, Dianthus, Osteospermum e altre tipiche piante da fiore italiane su una superficie di dieci ettari in serra e all'aperto. Secondo il produttore, la passione delle persone per il verde sarebbe incoraggiata e agevolata da un settore che si sa adattare ai tempi e che mette in campo un marketing sempre più professionale. Una richiesta sia in Italia sia dall’estero che pare non fermarsi tanto da richiedere il ricorso a liste d’attesa.

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Ulrich Heufs in Landgard si occupa di Supplier Management.

TUTTI PAZZI PER L’ITALIA

Tre domande a Ulrich Heufs di Landgard per farci raccontare la passione per i nostri colori e aromi colloquio con ULRICH HEUFS di ALICE NICOLE GINOSA

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erché la domanda di prodotti italiani è così alta? «Molti tedeschi associano l'Italia alla vacanza, al sole, al cibo, ai bei paesaggi e allo stile di vita "Dolce Vita". E questa percezione naturalmente si trasmette anche verso le piante, in particolare le erbe aromatiche, che portano il gusto tradizionale italiano in casa. Non solo: il clima mite e soleggiato offre alcuni vantaggi significativi dal punto di vista orticolo. Ciò significa che le nostre aziende agricole italiane possono fornire al mercato tedesco erbe di qualità fantastica e piante a fioritura primaverile, come le margherite, i mandevillas, i garofani e le margherite africane (Osteospermum), già da metà febbraio. Questo è precisamente il momento in cui il clima in Germania è ancora buio e tetro e i consumatori, invece, desiderano calore e colore. I nostri coltivatori italiani continuano inoltre a produrre alcune tipologie di piante di ottima qualità durante tutto l'anno. Dopotutto, piante come erbe e lavande hanno bisogno di molta energia per produrre i loro aromi, profumi e colori, che ottengono dalla luce. Nel complesso le nostre aziende agricole italiane riforniscono il mercato tedesco per quasi dieci mesi all'anno».

Quali sono le specie best seller? «La nostra specie di piante più venduta per volume è la lavanda perché combina tutto ciò che trasmette quella sensazione di vacanza - profumo, colore, estetica mediterranea - e può essere utilizzata anche come erba. In più vanno molto bene anche le erbe, sia come piante singole e miscele, sia come prodotti pronti. Anche le erbe coltivate biologica-

mente stanno diventando sempre più popolari. Margherita e mandevilla sono i best seller tra le specie a fioritura primaverile». Come si sta muovendo Landgard dal punto di vista del marketing? «La sensazione positiva che molti consumatori associano ai fiori e alle piante italiane è un aspetto su cui ci concentriamo come parte dei nostri concetti di branding e marketing. Lo usiamo per raccontare storie sui nostri prodotti, generare temi e combinazioni di colori e offrire ai nostri clienti il​​ materiale di marketing appropriato per mostrare i nostri prodotti nel modo migliore nel punto vendita. Il nostro marchio "Eataliano", che si rivolge al commercio specializzato tra gli altri settori, offre classici culinari popolari, come salvia, maggiorana, origano, rosmarino, santoreggia, timo, menta e prezzemolo, direttamente dalla pianta alla tavola. È disponibile anche una gamma biologica corrispondente. Il nostro nuovo concetto di vendita “staycation”, invece, prevede piante come l'oleandro, la lavanda e la rosa, che portano quella sensazione di vacanza rilassante direttamente in casa. Ciò consente agli amanti del giardino di sognare la loro destinazione di vacanza italiana preferita mentre sono a casa. Parallelamente, stiamo anche lavorando con partner commerciali per sviluppare continuamente concetti di vendita personalizzati che sono specifici per ogni cliente e per i loro prodotti, e che richiamano le molte sfaccettature dello stile di vita italiano». greenup

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Tendenze / COLLABORAZIONI

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na collaborazione vincente all’estero che mira a farsi spazio anche in Italia. Edelman e De Haan vogliono creare qualcosa di concreto per il canale garden center: ambienti strutturati, visivamente accattivanti grazie a oggetti ideati con passione, senza dimenticare la rotazione del prodotto. E per capire meglio il progetto, che ci ha incuriosito fin da subito, e per fornire qualche spunto e raccontare il dietro le quinte anche a voi che ci leggete, abbiamo chiesto direttamente a chi si è occupato in prima persona di tutto, Fabio Casotto di Edelman.

Fabio Casotto, Edelman.

Partiamo dall’inizio, come è nata questa collaborazione? «Collaboro con Edelman da ventiquattro anni mentre da cinque anche con De Haan, che ho avuto modo di conoscere durante le fiere e meeting. Grazie all’incontro con Laurens Doesborgh, abbiamo avuto l’idea di fare qualcosa in Italia di concreto e di portare avanti la stessa proposta e modalità di lavoro dell’estero perché il nostro è un settore molto fresco e vivace. Trasportare questa filosofia di lavoro nel nostro Paese vuol dire far proprie le esperienze che altri hanno già maturato, sviluppato, approvato e allo stesso tempo avere un prodotto già pronto. Questa è stata l’idea di partenza. Io nel concreto coordino le due realtà e poi è De Haan

L’ispirazione nasce (anche) dall’esposizione Spazi espositivi attrattivi e dal linguaggio attuale sono essenziali per stimolare la fantasia del cliente. Cromie equilibrate e materiali in combinazione con superfici e strutture concepite ad hoc arricchiscono l’esperienza di vendita colloquio con FABIO CASOTTO di BIANCA FERRARIS

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Sono tre i differenti stili espositivi: linea moderna, classica e country.

VISIBILITÀ E CHIAREZZA DI ESPOSIZIONE, MODULARITÀ, CON INTERESSANTE ROTAZIONE DEL PRODOTTO E RISULTATO ECONOMICO che ovviamente si occupa della proposta dello spazio espositivo, dalle prime fasi fino alla scelta dei materiali. Determinate aree del garden center necessitano di una gestione precisa che permetta di avere il massimo risultato nello spazio a disposizione e un aspetto importante è anche la tipologia di proposta: prodotti freschi e dal design accattivante pensati appositamente per una clientela giovane. Il decor deve stimolare il piacere di abbellire e personalizzare l’ambiente in cui si vive: è questa la filosofia guida della nostra azienda. L'incontro e l'ottimo feeling instaurato con Laurens Doesborgh hanno permesso lo sviluppo di idee organizzative contingenti tra loro, ma nella stessa direzione: dalla tecnica espositiva al percorso per trasmettere il mood di ispirazione corretto, a rendere vivo un ambiente tecnicamente strutturato con segnali di anima e passione. Un linguaggio diverso che ha in comune tra le due aziende lo stesso palcoscenico. La combinazione di De Haan ed Edelmann la trovo vincente da questo punto di vista perché ho visto i risultati, i numeri ed è un percorso che vogliamo proporre». Come sta rispondendo l’Italia? «Questo binomio De Haan+Edelman in Italia sta muovendo i primi passi: abbiamo iniziato un po’ in sordina da un paio di anni

però lo stiamo sempre più creando come metodo e come idea. Vorremmo anche creare uno spazio espositivo permanente qui in Italia in cui il cliente può dare un’occhiata alle soluzioni e alle diverse proposte in modo che, anche chi non ha possibilità di viaggiare verso fiere o verso altri garden in Europa, abbia la possibilità di vedere e toccare con mano le combinazioni possibili. Un esempio concreto lo si può vedere per chi lavora con Elho: la combinazione di questo marchio di vasi e il sistema espositivo De Haan ha fatto registrare un aumento nelle vendite. Nel concreto si tratta di un sistema che unisce aspetto razionale di esposizione e componente emotiva e che si traduce in un risultato pratico che si raggiunge con un processo

lento, ma noi ci vogliamo muovere in questa direzione. Ultimamente, a livello di proposta lato Edelman, ci si sta allargando verso altri gusti, si scopre la potenzialità dei colori e quindi l’offerta è più calda anche per dare una direzione più mediterranea al prodotto, essendo state le vendite storicamente concentrate nei paesi del Nord. Sono tre gli stili su cui puntiamo, linea moderna, classica, country, che grazie al nostro staff interno di design del prodotto si confermano originali e frutto della nostra esperienza e che ci permettono di penetrare tutte le fasce del mercato». Le strutture sono create ad hoc per un uso espositivo organico, efficace e sicuro.

A proposito di esposizione, la domanda sorge spontanea: perché sarebbero speciali questi sistemi espositivi? «In Italia esistono naturalmente dei sistemi espositivi, la differenza è che il prodotto olandese a cui ricorriamo è stato studiato, progettato, testato unicamente per i garden center e ha delle caratteristiche di uso versatili a partire dai tavoli di esposizione fino alle scaffalature. Le strutture sono create ad hoc per un uso espositivo organico, efficace e sicuro: dal sistema applicato per vasi da interno ed esterno, strutture resistenti e calcolate nelle misure per non lasciare spazi vuoti. Il risultato? Visibilità e chiarezza di esposizione, modularità, con interessante rotazione del prodotto e risultato economico». greenup

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Informazione pubbliredazionale

Per Pagano Piante

PIANTE BELLE, VERDI E ITALIANE ALLA CONQUISTA DELL’EUROPA “Abiti” su misura e sostenibili vestono i prodotti Pagano Piante che portano il sole del sud Italia anche lontano da casa

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colloquio con RAFFAELE PAGANO di BIANCA FERRARIS

a Ruvo di Puglia fino a Francia, Germania e Olanda. Il marchio Pagano Piante, attivo dal 1976, da oltre tre anni ha aperto le porte al mercato estero, complice la fiera di Essen in cui con piante di vasi in terracotta e uno stand 100% plastic free si è fatto notare e ha iniziato a espandersi anche fuori dai confini nazionali. Ma non è tutto perchè oltre al carattere marcatamente italiano, il brand - forte nella produzione e distribuzione di bonsai, piante grasse, tropicali, verdi e fiorite da interno ed esterno - ha diversi assi nella manica e noi abbiamo deciso di farceli svelare direttamente da Raffaele Pagano.

Iniziamo dal packaging... «Il nostro packaging è customizzabile dal momento che in azienda siamo dotati di macchine industriali per confezionare dalle piccole scatole in cartone alle cassettine in legno con materiali ecosostenibili. Al momento il materiale plastico è pari a zero e stiamo cercando di ridurre ed eliminare entro la fine del 2021 tutta la plastica inutile, persino l’etichetta (con gambo) che realizziamo in legno con una fibra sottile di pasta legno, resistente all’acqua e all’umidità. Questo materiale è in grado di resistere ad ambienti molto umidi e anche con piante immerse in acqua. Per tornare al confezionamento, siamo in grado di progettare in poche ore un’idea di packaging per i nostri prodotti e il cliente, lato suo, può decidere di acquistare i prodotti insieme al packaging generico oppure può richiedere una personalizzazione ad hoc. Inoltre, avendo in azienda tutti i macchinari, dai plotter alle stampanti, possiamo proporre colorazioni e finiture particolari per ogni esigenza e in grandi quantità o limitate». Ci racconti il marchio “Bella, verde, italiana”? «“Bella, verde e italiana” lo abbiamo ideato a fine 2020, dopo aver notato negli ultimi due anni un interesse

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maggiore da parte dei clienti al prodotto italiano. Attualmente si aggiunge anche il fatto che i mercati esteri si sono fatti trovare impreparati durante la pandemia e forse per questo molti garden center hanno iniziato a guardarsi intorno, e hanno scoperto realtà Made in Italy con prezzi competitivi e qualità. Questa impennata nella domanda ha dato avvio a una logistica più rapida rispetto al passato e ha permesso alle aziende produttrici del Sud di essere più competitive nel servizio. Il marchio “Verde, bella, italiana” nasce proprio grazie a questa spinta e per sponsorizzare il marchio italiano». Raffaele Pagano.

Il brand è forte nella produzione e distribuzione di bonsai, piante grasse, tropicali, verdi e fiorite da interno ed esterno.

La spinta verso la sostenibilità nasce dal mercato o è una vostra consapevolezza? « La nostra volontà di eliminare la plastica viene da lontano e ad oggi riusciamo a evadere gli ordini con pochissima percentuale sia nel packaging (pari a zero attualmente) sia anche come vaseria, che è totalmente in terracotta tanto da superare negli ultimi due anni anche la ceramica». Tra Italia ed estero, a quale vi rivolgete maggiormente? «L’Italia per noi rimane sempre il mercato principale di riferimento. Tre anni fa abbiamo realizzato degli investimenti importanti, nel concreto tre ettari per la produzione di piante verdi, e abbiamo avuto la possibilità di iniziare a interfacciarci in modo più serio e programmato con l’Europa. Il tutto è cominciato con la fiera internazionale di Essen in cui ci siamo presentati con le piante in vasi di terracotta e abbiamo creato uno stand 100% plastic free. I clienti - garden center - conosciuti in quell’occasione continuano ancora ad apprezzare il nostro prodotto e nello specifico il mercato francese, tedesco e olandese che dimostrano un forte interesse per le piante del sud Italia. Per i prossimi anni sono sicuro che il mercato estero sarà tanto importante quanto quello italiano».


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Tendenze / DIFESA

Riccardo Marcato, product manager di SBM.

COME UNA FENICE CHE RINASCE DALLE CENERI

Dopo una storia di 75 anni Bayer Garden cede il passo all’innovativa SBM che ha tradotto la tradizione del passato in una proposta e filosofia tutta sua. Il sintomo di come le cose cambiano colloquio con RICCARDO MARCATO di BIANCA FERRARIS

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n marchio con l’innovazione nel DNA. SBM opera in un panorama in cui l’evoluzione, la velocità di reazione e il potere del consumatore sono predominanti, e risponde con una propria offerta per dare una svolta al futuro del settore home&garden. Dopo 75 anni la storia di Bayer Garden si conclude e da quelle ceneri, proprio come una fenice, nasce SBM che rileva in Europa e negli Stati Uniti il ramo aziendale consumer. Questa rinascita ha plasmato e dato forma alla filosofia del brand che ha così dato vita a quattro nuovi marchi, tre ereditati da Bayer e uno da Valagro. Il mercato si arricchisce con i prodotti biologici Solabiol, Protect Garden per la difesa del giardino, Protect Home per la dimensione casalinga e infine con NutriOne che dal 2017 è la linea di riferimento di fertilizzanti per piante ornamentali. Una proposta articolata che si prefigge obiettivi ambiziosi e che abbiamo deciso di farci raccontare da Riccardo Marcato, product manager di SBM. Iniziamo subito con le novità e i progetti per il 2021… «In SBM ci occupiamo e lavoriamo su quattro asset: quello dell’organico e biologico, dominato da Solabiol, e NutriOne, composto da fertilizzanti ad altissimo valore aggiunto, sviluppati da Valagro e dedicati specialmente alle piante ornamentali. Abbiamo anche due brand con focus sulla protezione, Protect Garden e Protect Home, soluzioni chimiche pensate per l’hobbista. A proposito di novità, abbiamo lanciato Sanium, un insetticida registrato per piante ornamentali contro insetti infestanti in tre formati, pronto all’uso, concentrato e in pillole. Si tratta di una registrazione 2019,

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il che dimostra come SBM continui a investire nell’innovazione senza ripescare dal passato. Un grande lavoro si è compiuto anche sul brand NutriOne con un ampliamento di gamma, inserendo nuove referenze e migliorandole anche dal punto di vista del packaging ambientale. In futuro, andando verso il 2022, abbiamo in programma di rafforzare la linea Solabiol per cui stiamo già lavorando a una serie di prodotti bio».

NutriOne permette un migliore utilizzo della luce, agisce sulla fisiologia della pianta e favorisce la crescita di radici forti.

Il principio attivo Flupyradifurone di Sanium blocca il sistema nervoso degli insetti e protegge da afidi, mosca bianca e altri insetti con apparato pungente succhiante per tutta la stagione.

Oltre ai progetti di domani, parliamo di oggi e di come sta andando il mercato… «Fortunatamente per il nostro settore e mercato la pandemia ha, dopotutto, avuto un effetto positivo. La crescita tra la fine del 2020 e i primi mesi del 2021 ha raggiunto la tripla cifra perché la domanda per prodotti per il giardinaggio è fortissima e noi stiamo cavalcando l’onda. L’unico problema esistente è relativo alla filiera: la merce scarseggia, non solo nel nostro settore, e si sta assistendo a un marcato comportamento inflazionistico a livello di prezzi e materie prime». Il nome NutriOne combina la parola “nutrimento” e l’idea di invincibilità, è così? «Sì, come ho raccontato prima, NutriOne nasce dalla ricerca e sviluppo dell’azienda Valagro, specializzata nel settore dei biostimolanti. Il valore aggiunto del prodotto è sicuramente il suo alto posizionamento per tutta la filiera. Questo significa che il rivenditore ottiene un alto guadagno dalla vendita perché la promessa nei confronti del cliente finale viene mantenuta. NutriOne è l’unico concime che realmente si traduce in un effetto visibile e d’impatto in soli 7 giorni: il consumatore quando lo prova, qualsiasi sia la pianta o la condizione, nota fin da subito l’effetto immediato. E non c’è niente di più forte come una promessa di questo genere per l’appassionato di piante soprattutto ornamentali. Ricerca e scienza, tutto declinato al consumer». Prima dicevi che non guardate mai indietro al passato.. «Sì, soprattutto per la pressione delle autorità regulatory. Ogni anno, purtroppo o per fortuna, “perdiamo” dei prodotti che hanno fatto la storia del giardinaggio. Un esempio concreto è quello della metaldeide, un ingrediente attivo principe per la lotta alle lumache che da ottobre 2021 non potremo più utilizzare. Dal 1930 ha fatto tanta strada, quasi 100 anni di storia del giardinaggio e da quest’anno verrà eliminato definitivamente. In SBM siamo già pronti con una soluzione alternativa a base di fosfato ferrico sotto il marchio Solabiol».



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Tendenze / AMBIENTE

Lunga vita alla biodiversità. Il tema della tutela dell’ambiente e degli insetti impollinatori si insinua tra gli scaffali e corsie del punto vendita dove si può educare la clientela e fare la propria parte con soluzioni ad hoc per giardini e terrazzi

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di FILIPPO TERRAGNI

attenzione verso la natura è ormai consolidata come pratica da parte del cliente: alternative bio, prodotti privi di sostanze inquinanti, vasi e accessori in plastica riciclata popolano i negozi e le aziende fanno a gara per dimostrarsi sostenibili. Il punto vendita può e deve diventare il punto di raccolta e di riferimento per educare e raccontare un nuovo modo di fare le cose. Oltre che optando per nuovi materiali eco e soluzioni green per la cura di piante e giardino, il garden center può prendere parte alla lotta contro il cambiamento climatico e l’inquinamento direttamente con le proposte merceologiche e con la disposizione dei prodotti tra corner dedicati e scaffali. Giardino o terrazzo, qualsiasi sia lo spazio outdoor, si prestano facilmente per realizzare una buona azione: a volte basta solo saper scegliere e saper presentare nel modo più diretto

ed efficace possibile. Un esempio è quello di Viridea che ha pensato ad alcune idee - di cui alcune con marchio proprio - per favorire il ripopolamento e benessere delle api. A conferma del ruolo di primo piano che il punto vendita può giocare. PRESENTARE I FIORI AMICI DEGLI INSETTI Per iniziare si potrebbero proporre angoli dedicati a tutte le tipologie di fiori che si prestano per diventare una sosta piacevole per api e farfalle, sia in balcone sia in giardino. Meglio dividerli per tipologia, onde evitare incomprensioni e per renderli più scenografici, si potrebbe decidere di disporli cromaticamente o in abbinamento con accessori in ottica cross selling. Partiamo con le api. Le api sono attratte dai fiori delle aromatiche come lavanda, rosmarino, salvia, origano e timo ma non solo perché anche borragine, santolina, tagete, scabio-

sa esercitano una certo potere su di loro. Per quanto riguarda gli arbusti, invece, non possono mancare mahonia, lillà, ligustro, agrifoglio, cotoneaster e lagestroemia. Le farfalle, invece, ragionano a seconda di colore e profumo, un binomio che anche nel punto vendita si dovrà cercare di riproporre, anche per aiutare il cliente a ricreare, una volta a casa, lo stesso ambiente. Spazio dunque a lavanda, campanula, buddleja, fiordaliso, lantana camara e nigella sativa.

La proposta di Viridea

Il garden center Viridea, dopo aver intercettato la passione crescente e volendo stare al passo con le richieste del mercato ha prodotto “Le Sementi- fiori amici delle farfalle” e “Le Sementi - fiori amici delle api”, un miscuglio di fiori annuali, di colori e profumi differenti. Ma non solo, per la cura delle piante amiche degli insetti ha pensato anche a un concime liquido e a un terriccio a marchio proprio.

Le sementi per farfalle sono indicate per coltivazione in aiuole, giardini e per la coltivazione in vaso.

UNO SGUARDO ALLE ULTIME DAL MERCATO Cosa sta andando maggiormente nel garden center per favorire la tutela della biodiversità e la salvaguardia degli insetti?

Sementi Blumen Bee Friendly Una linea di sementi di fiori ricche di polline e nettare, molto apprezzate dalle api. Fanno parte di questa linea i semi di Asclepias curassavica, rosa e rossa, Cardo pallottola, Elenio, Facelia, Fiordaliso alto doppio e nano doppio, Ipomea Purpurea, Polemonium azzurro, Salcerella.

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A partire dal garden Il prodotto nasce per la coltivazione in aiuole, giardini e vasi ed è specifico per attirare api e insetti impollinatori.

PROMUOVERE L’APICOLTURA URBANA Oltre a puntare su fiori e piante, il punto vendita può tradurre i nuovi trend in prodotti innovativi che accontentino e rispondano agli interessi della clientela. Tra questi sicuramente negli ultimi tempi si è fatta strada l’apicoltura urbana che richiama a sé sempre più adepti. E come rispondere concretamente? Viridea per esempio offre soluzioni per la produzione alle prime armi

di miele a km zero come B-Box, l’arnia urbana prodotta da Beeing e pensata per gli apicoltori urbani amatoriali. Intercettare le passioni e rispondere con prodotti ad hoc può fare la differenza. B-Box permette di separare, semplicemente tirando una leva, l’ambiente dove lavorano le api da quello dove vivono e le pareti trasparenti poste ai lati la rendono anche un'arnia da osservazione.

Concime liquido Nutriamo Per Passione e terriccio Coltiviamo Per Passione. Il concime liquido per piante da fiore Nutriamo Per Passione e il terriccio Coltiviamo Per Passione nascono entrambi dall’esperienza di Viridea. Il primo è un nutrimento specifico che favorisce lo sviluppo delle foglie e dei fiori grazie alla presenza del mannitolo e dell’acido alginico che migliorano il circolo delle sostanze nutritive. Il secondo è stato studiato appositamente dal garden center per garantire fioriture abbondanti grazie a concime a efficacia immediata e torbe selezionate per nutrire le piante e migliorare il terreno.

Blooms Bees & Butterflies Mix di bulbi per fioriture in confezioni da 30 pezzi. Sementi Blumen Flowermix 17 miscugli di fiori in grado di attrarre gli insetti utili per l’uomo: api, coccinelle, farfalle.

Flortis concime per piante fiorite Concime liquido per fioriture abbondanti e prolungate in confezione da 1.150 gr.

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Tendenze / SOSTENIBILITÀ La terra cruda è un materiale da costruzione antichissimo ma anche estremamente ecologico perché composto da inerti naturali lasciati essiccare all’aria.

CHI È MONICA BISPO?

©Annalisa Ferrari

VASI VIVI E… FAI-DA-TE! Mettere le mani nella terra, impastare, sentire la natura sulla pelle. Gli appassionati ora non solo curano le piante, ma creano e modellano i contenitori a casa

Monica Bispo, oltre alla carriera da restauratrice, ottiene un Master in Progettazione e Conservazione del Giardino e del Paesaggio al Politecnico di Milano e lavora alla riabilitazione e conservazione dei giardini storici delle ville presso il Parco del Mincio a Mantova. Da anni realizza arredi ed accessori, indirizzati al settore gardening. Le tecniche utilizzate dall’artista sono frutto di istinto e ricerca, a partire dalla scelta materiali.

Il vaso crea un ecosistema autonomo, che favorisce lo sviluppo della pianta all’interno.

di ALICE NICOLE GINOSA

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TERRA CRUDA® È AUTONOMO Una delle caratteristiche di un vaso in terra cruda, e che il cliente sicuramente apprezzerà, è la capacità di

CARATTERISTICHE DI TERRA CRUDA • • • • • • •

• Miscela naturale • Irrigazione ricreare un ecosistema autonomo, che favorisce lo sporadica • Idoneo sia per indoor sviluppo della pianta all’interno. Al centro infatti si genera un microcosmo che si autoalimenta sia outdoor e che produce microrganismi utili alla salute • Non gela

Asciuga all’aria senza bisogno di cottura Non sono necessari strumenti o abilità particolari Crea un ambiente favorevole La paglia nell’impasto trattiene l’umidità Ispirato ai metodi del biologo e filosofo giapponese Masanobu Fukuoka Non sono necessarie azioni ricorrenti In caso di rottura, si può restituire alla terra

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della pianta. Inoltre la paglia, presente nel composto, trattiene l’umidità e preserva il terreno da shock termici. Il substrato, dunque, mantiene una corretta dose di umidità di cui le piante possono senza dubbio giovare. Vasi vivi, che respirano: un’alternativa che, sull’onda della maggiore attenzione verso la sostenibilità, si può presentare nel punto vendita accanto a prodotti bio ed ecologici in uno spazio dedicato. www.laterracruda.com

©Lillina Nicoletti Fotografie

a base di partenza è semplice e naturale, la terra cruda, un materiale da costruzione antichissimo ma anche estremamente ecologico perché composto da inerti naturali lasciati essiccare all’aria, senza cottura. I vasi Terra Cruda® - ideati da Monica Bispo - nascono da una miscela, una polvere che unita a paglia e acqua permette di costruire con le proprie mani - letteralmente - il proprio vaso e prepararlo ad accogliere la pianta. Un lavoro artigianale che appassiona le persone che, oltre ad aver sviluppato e allenato il pollice verde, potranno anche cimentarsi nella modellazione di un vaso, e senza inquinare l’ambiente. Insomma, finalmente i clienti oltre a dedicarsi alla manutenzione delle proprie piante e giardino, potranno sbizzarrirsi con i contenitori. Il garden center non può che stare al passo.


Per AnticoMestiere /

Informazione pubbliredazionale

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COLOR PREMIUM LIFE, LA TERRACOTTA CHE NON C’ERA L’argilla Galestro si tinge di colore per Antico Mestiere e così l’habitat naturale delle piante diventa scenografico!

I vasi colorati della linea Moderne di Antico Mestiere.

È

bastato aggiungere un tocco di colore per donare freschezza e ancor più carattere alla linea di vasi Moderne di Antico Mestiere. Stesso design, stessa finitura, stessa argilla Galestro con un’unica differenza: il colore. Vi presentiamo Color Premium Life, la nuova linea di Antico Mestiere in terracotta colorata che da subito ha trovato grande spazio negli ambienti più moderni. Grazie ai colori decisi e naturali, i vasi si integrano molto bene negli spazi e sapranno catturare l’attenzione del cliente nel punto vendita grazie al tocco di eleganza e particolarità che li caratterizza. Le tonalità sono brillanti e luminose, soprattutto quando entrano in contatto con la luce diretta del sole e le vernici ad acqua impiegate - conosciute anche come idrosolubili -, sono a basso impatto ambientale

e resistono all’aggressione di agenti atmosferici, raggi UV, escursioni termiche giornaliere e stagionali. Il colore, inoltre, non agisce sulla porosità del vaso e non altera le caratteristiche della terracotta che continuerà a far respirare la pianta e a farla crescere nel suo habitat naturale. Ogni manufatto della linea Moderne è accompagnato e realizzato da mani esperte che aggiungono valore al prodotto stesso. Una proposta che, da una parte, risponde alle richieste dei consumatori che ricercano prodotti belli per arredare casa e giardino e, dall’altra, ottimale per i professionisti del garden center che devono colmare queste esigenze con un’offerta ricercata, funzionale ma pur sempre attenta all’ambiente. Per maggiori informazioni www.anticomestiere.com greenup

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Gerani? Sì. Bonsai? Sì. Piante Gras...Sì. Orchid...Sì. Agr...Sì Ac...Sì. Sì, la nostra linea è completa, per qualsiasi tipo di pianta.

Sappiamo quanto ci tieni alle tue piante, per questo abbiamo ideato una linea di concimi adatti alle esigenze di ciascuna di esse. Concimi minerali e organo-minerali, pellettati o liquidi, granulari o idrosolubili: trovi sempre la giusta soluzione per te e per il tuo verde! Visita il nostro sito www.ilpaeseverde.it - Seguici sui social


Tendenze / FIORI

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BULBI CONTRO OGNI REGOLA

Con l’estate alle porte, iBulb ha presentato le novità della stagione. E il punto vendita, avverte l’agenzia, dovrà osare e giocare di fantasia per stupire: i fiori non stanno più solo nei vasi di FILIPPO TERRAGNI

L’

avvento dei social e dell’importanza dell’estetica hanno alzato l’asticella anche in negozio. Stupire, creare scenografie e ispirazioni che lascino la clientela a bocca aperta non è sempre facile. A volte basta solo uscire dagli schemi. E allora perché non tentare con dei fiori recisi a sovvertire l’ordine, andando oltre il concetto di fiore reciso+vaso? L’agenzia iBulb, specializzata nella promozione dei bulbi da fiore, ha rivelato i trend per i fiori estivi dando anche qualche consiglio in termini di esposizione in negozio e tendenze in fatto di lifestyle. APPESI IN PROVETTA Non più il tradizionale mazzo di fiori, ora ogni elemento è a sé stante e si nutre direttamente da una provetta e un cordino collega la parte inferiore dello stelo a una lampada o elemento sulla parete. L’effetto finale è “sospeso”. • Genere Giglio • Colore Arancione • Specie Honesty

STELI A VISTA Il vaso cambia dimensione e si “appiattisce”. Un piatto da portata è un’alternativa simpatica per mettere in evidenza gli steli e per mostrare il bouquet di fiori in ogni sua sfaccettatura.

NUOVE SUPERFICI • Genere Aglio, Dalia, Calla • Specie White Ampeloprasum, Pink Magic, Diana's memory, Pink Melody, Polar Ice, Wizard of Oz

• Genere Dalia • Colore Rosa • Specie Café au Lait

MATRIOSKA! Impilati, uno dentro l’altro, la nuova frontiera del vaso non è il vaso. Vassoi, fruttiere, bicchieri e scodelle si ripensano e accolgono i fiori. Un modo di esporre inconsueto da non sottovalutare anche in ottica di cross selling.

Giglio e Calla della specie Sweet Zanica vanno nella fruttiera.

Le dalie Wizard of Oz, Diana’s memory, Pink Magic, Polar Ice e Stratos tra vetro • Genere Giglio

del vaso e metallo dorato.

• Colore Rosso • Specie Break Out Giglio della specie Marlon e Curiosity.

• Genere Giglio • Colore Rosa • Specie Willeke Alberti ®

TRADIZIONE E se si cambia il contenitore, dovrà pur cambiare anche la superficie d'appoggio! Ormai anche il tavolo è banale, e i fiori sono più a loro agio in spazi più aperti soprattutto se a stelo lungo come dalie, gigli e gladioli. Oppure si adagiano su pouf e vassoi per un tocco bon ton.

ANCHE IN BORSA Dalle fantasie floreali, ai fiori nella borsetta: la conferma è arrivata. Il mondo di fiori e piante sta cambiando ed entra nella quotidianità in modi insoliti. Cogliere le novità e ripensarle in ottica garden center sarà un must. Occhi aperti! greenup

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Solo L’ECCELLENZA riceve il MARCHIO di qualità Decorum L’estate sta lentamente iniziando, le giornate si allungano e il tempo diventa più sereno. È il momento di preparare il tuo giardino, terrazzo o balcone con l’aiuto di fiori e piante di Decorum, il marchio olandese di qualità. La Campanula è una vero e proprio must, con il suo aspetto allegro e i suoi fiori dai colori vivaci. Sapevi che il nome Campanula deriva dal latino e significa “campana”? In riferimento alla forma dei suoi fiori, ovviamente. La Campanula è originaria del Nord Italia dove cresce come un tappeto sospeso colorato sulle pareti rocciose. Anche l’Hibiscus è una buona scelta. Questa pianta versatile può essere utilizzata sia come pianta da camera che posta sul patio in una grossa fioriera. Il suo punto forte è ovviamente il suo fiore grande dai colori forti, visibili fin dalla fase del germoglio. Non hai spazio per le piante? Allora affidati alla nostra vasta gamma di fiori belli e colorati, disponibili tutto l’anno. Porta la primavera a casa tua con Decorum!


Mercati / GESTIONE

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Parlare visuale

Le immagini e l’impatto visivo si aggiungono alle tradizionali tecniche di vendita e possono lasciare il segno e un bel ricordo nell’esperienza del cliente di LUCIO BRIOSCHI

S

e volessimo trovare un’alternativa per l’aggettivo “nuovo”, questi sono i termini a nostra disposizione: appena iniziato, mai visto prima, fatto da poco, insolito, singolare, rinnovato, mutato. Si tratta di una parola che usiamo spesso insieme al suo sostantivo “novità”, un qualcosa che tutti ricerchiamo quando non sappiamo come reinventarci e non abbiamo energie per cambiare. E quante volte abbiamo sentito dire “sono stato in fiera ma non c’era niente di nuovo”? Ma poi cos’è il nuovo?

Oggi trovare, creare, costruire è complesso e in un mercato competitivo essere innovativi dura lo spazio di un respiro. In un mondo che non vive la dimensione del tempo bensì la velocizzazione del medesimo, spesso, il nuovo è già vecchio! E allora come possiamo essere diversi senza ricorrere al “nuovo” in senso assoluto? CAMBIARE ABITUDINI Come sempre non ci sono soluzioni definitive ma possiamo adattarci per sembrare sempre nuovi. Se come essere umani ci

Il venditore si può dotare di uno strumento digitale di estrema efficacia, un tablet, che colleghi a un catalogo, un listino prezzi, un bloc-notes digitale su cui abbozzare alcune idee per stimolare il cliente.

vestiamo diversamente per presentarci rinnovati, anche il garden center può farlo. Disporre di novità permette di emergere sugli altri, nel mercato, ma solo per un breve lasso di tempo mentre cambiare il nostro modo di fare e agire è più longevo, forse meno impattante, ma certamente meno costoso e più facile da gestire. UN ESEMPIO CONCRETO Normalmente il venditore risponde verbalmente alle diverse domande del cliente con brevi indicazioni, a volte con fastidio, senza greenup

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Mercati / GESTIONE

SE VOGLIAMO “FARE QUALCOSA DI NUOVO” DIVENTA INEVITABILE DOVER PRESENTARE I PRODOTTI VISIVAMENTE coinvolgere emotivamente il cliente e senza lasciare alcun segno positivo oppure un ricordo che concluda quel viaggio di acquisto che ogni cliente intraprende quando ha una necessità. Ma perché non provare a innovare? Partiamo dalla stessa scena tra addetto vendite e cliente. Il venditore si può dotare di uno strumento digitale di estrema efficacia, un tablet, che colleghi a un catalogo, un listino prezzi, un bloc-notes digitale su cui abbozzare alcune idee per stimolare il cliente.

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Perché non puntare a uno strumento che contenga tutto il vostro garden: i prodotti, le diverse soluzioni, i prezzi e le istruzioni per l’uso?

TUTTO IL GARDEN IN UN DEVICE? Qui non si tratta di gestire un sito web o un web shop ma di avere sottomano uno strumento che contenga tutto il vostro garden: i prodotti, le diverse soluzioni, i prezzi e le istruzioni per l’uso. Un device che si rivolge a tutti i clienti ma soprattutto ai giovani, siano essi collaboratori dipendenti o le nuove generazioni entrate in azienda che hanno dimestichezza, capacità di apprendimento, facilità di gestione dello strumento. Il garden con questa novità sarà diverso, più vicino al cliente, immediato nella risposta e proattivo. La digitalizzazione delle attività, favorita anche dai finanziamenti alle PMI agricole, è un’occasione da non lasciarsi scappare.

credit: stock.adobe.com/it

POTERE ALLE IMMAGINI Nella vendita, come sapete, sono fondamentali alcuni passi come empatia e fase di ascolto: • il cliente deve ricevere ciò che gli

mostriamo • il cliente deve ricordare ciò che abbiamo detto In questo processo valgono di più le immagini, i colori, il tatto rispetto alle mille accurate descrizioni. Se vogliamo “fare qualcosa dI nuovo” diventa inevitabile dover presentare le proprie istruzioni e prodotti visivamente. È più efficace. Ritorniamo alla scena di vendita di prima. Ecco una soluzione: il venditore, dotato di tablet, può dare le indicazioni al cliente facendogli vedere le opportunità a sua disposizione, dando maggiori informazioni, argomentando in maniera più completa e inviando il tutto via mail o via stampa per il ritiro alla casse. Questa è un’innovazione durevole, diversa e unica!


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Mercati / NEW BUSINESS

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Aria di vacanze? Diventa plant sitter! Essere un punto di riferimento significa anche creare ad hoc servizi speciali oltre la vendita. Hai mai pensato al plant sitting? di BIANCA FERRARIS

L’idea nasce perchè gli stessi ideatori erano i primi a sentirne il bisogno, e avevano già provato tutti i rimedi in commercio ma senza successo.

O

ra che le case degli appassionati pullulano di piante di ogni forma e specie e la paura che durante l’estate possano soffrire per la mancanza di cure e acqua si fa sentire con l’avvicinarsi alle ferie estive, il garden può spingersi più in là e sfoderare un nuovo servizio. Hai mai sentito parlare del plant sitting? Sì, più o meno

UN’OCCASIONE PER DIMOSTRARE LA CAPACITÀ DI ADATTARE LA PROPRIA PROPOSTA ALLE ESIGENZE EFFETTIVE DELLA CLIENTELA è la stessa attività del baby-sitting o del dog-sitting con un’unica differenza: i soggetti di cui prendersi cura sono le piante. Il garden che cosa potrebbe fare quindi? Semplice, nei mesi estivi può proporsi come “balia” e offrire la possibilità di lasciare in uno spazio dedicato e per un tempo determinato gli esemplari a cui donare cura e affetto. Un’occasione per

A sinistra: Botamici punta a dare vita a una community di plant lover che ospitino a vicenda le proprie piante.

dimostrare la capacità di adattare la propria proposta alle esigenze effettive della clientela e uno spunto che abbiamo deciso di condividere dopo aver scoperto un progetto “Botamici”, ideato da un gruppo di giovanissimi. A conferma che le nuove generazioni - a cui è dedicato questo numero di maggio - siano visione, passione e innovazione.

Greenup consiglia

Comunica fin da subito il tuo servizio di plant sitter posizionando cartelli e insegne colorate vicino alle piante più difficili da curare e che richiedono molta attenzione, oppure inserisci una cartolina nel sacchetto ad ogni acquisto. Per un approccio più digitale invece puoi far vedere direttamente con foto e brevi video come ti prendi cura delle piante e raccontare esperienze, dispensare consigli per chi ancora non conosce il tuo servizio ma potrebbe essere interessato! greenup

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Mercati / NEW BUSINESS

Alle piante in “affido” non mancheranno cure e affetto.

IL PROGETTO BOTAMICI Sei giovani allievi del Master in Marketing e Comunicazione Digitale della 24ORE Business School hanno lanciato un innovativo servizio di plant sitting per aiutare chi non sa come curare le piante durante i periodi di assenza da casa, vacanze estive comprese. Dalla combinazione tra botanica e amici nasce Botamici che punta a colmare un’esigenza: dopo ogni viaggio non si ha mai la sicurezza di ritrovare le piante nello stesso modo in cui le si lascia. E da qui si è accesa una lam-

padina che ha spinto tutto il team a decidere di ospitare nelle proprie case le piante che diversamente sarebbero state abbandonate a loro stesse. Sostenitori del vivere green e slow, i giovani Botamici hanno un grande obiettivo in mente: non creare un mero business, ma dare vita a una rete di plant lover che ospitino a vicenda le proprie piante e che condividano informazioni sul mondo green. Un’ambizione che parte dalla città di Milano ma che con il tempo punta a diventare virale e a richiamare sempre più plant lover.

Mercati / PET

La spesa di pet food si sposta online Comodità, convenienza e disponibilità. Ecco perché i padroni di cani e gatti scelgono il canale digitale per i loro acquisti

U

n sondaggio realizzato dall’osservatorio Permanent Pet Watch di Mediatic ha indagato dove i pet parent prediligono acquistare il cibo per i propri animali da compagnia. Il risultato? Un netto vantaggio per il canale digitale. L’indagine, durata un anno, ha tracciato il comportamento di un campione composto da proprietari di cani, di gatti e di altri piccoli animali, prevalentemente donne e di età compresa tra i 30 e i 50 anni. Ecco in sintesi cosa, come e dove consumano i pet parent.

ha cercato di identificare i motivi per cui le persone sempre più si rivolgono all’e-commerce per il pet food e li ha riassunti così: • comodità, risparmio di tempo e consegna a domicilio (69%) • possibilità di acquistare in ogni momento (69%) • convenienza (66%) • maggiori possibilità di scelta e di acquistare prodotti difficilmente reperibili nei negozi tradizionali (51%) • possibilità di evitare code e assembramenti (45%)

AMAZON E ZOOPLUS IN TESTA Tra i siti di e-commerce più citati capeggiano Amazon e Zooplus con alcune differenze: i proprietari di gatti preferiscono Zooplus (44%) rispetto ad Amazon (34%), mentre i proprietari di cani preferiscono Amazon (48%) a Zooplus (21%). In generale i possessori di gatti si dimostrano più fedeli, con il 47%, al sito e-commerce utilizzato.

IL 22% NON ACQUISTA ONLINE Se da una parte la clientela opta per una transazione elettronica e la consegna del prodotti direttamente a casa, una percentuale più bassa continua a preferire il negozio fisico. Anche a questa porzione, seppur inferiore, è stato chiesto cosa li tenga legati al punto vendita e le motivazioni raccolte evidenziano: • mancanza di consigli e supporto • impossibilità di provare o vedere il prodotto • spese di spedizione troppo elevate • scomodità di tempi di consegna • difficoltà nei processi di reso

PERCHÉ SI COMPRA TRAMITE E-COMMERCE? La ricerca oltre a tracciare il grado di fedeltà e i siti che vanno per la maggiore,

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Comodità, convenienza e disponibilità spingono all’acquisto online di pet food.

• mancanza di sicurezza relativa al pagamento Da questa lista, breve ma ricca di spunti, il garden center può scoprire allora su cosa puntare e su come far vivere un’esperienza migliore ai propri clienti. Nell’area dedicata alla cura e benessere dei propri amici domestici sarà fondamentale creare angoli in cui provare e vedere il prodotto, oppure dedicare una risorsa unicamente per fornire supporto e consigli. Nel caso in cui la vendita avvenisse anche tramite canali digitali, assicurarsi che consegna e spese di spedizioni siano adeguate e che, in caso di insoddisfazione, il reso si possa effettuare facilmente. Adattarsi all’andamento del mercato e delle abitudini dei consumatori è la chiave.


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