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TRADE MAGAZINE MENSILE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE PER LA FLORICOLTURA E IL VIVAISMO

Flortecnica e vivaismo

400

dal 1977 informa il settore Agosto / Settembre 2018

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n u m e ri La forza dell'identità e il bisogno di nuovi orizzonti


EDITORIALE | questo numero

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ue numeri tondi. O quasi. 40 anni (+1) e 400. Quindi, più di 40 anni di vita di Flortecnica e 400 numeri esatti dalla prima uscita. Una rivista che in tutto questo tempo ha raccontato persone, aziende, produzioni. Ha raccolto gli entusiasmi degli operatori del settore, come le preoccupazioni. Ha seguito i trend e gli andamenti di mercato e si è fatta interprete dei cambiamenti e delle sue dinamiche. Protagonista di questo giornale è (ed è stato!) sempre il lettore, che gli apre la porta di casa, della propria azienda, e lo fa diventare uno strumento di lavoro. Poter pensare che Flortecnica possa essere utile anche solo per accendere un’idea, dare un momento di approfondimento o di distrazione, aggiungere un punto di vista, è già un privilegio. E così, Flortecnica rimarrà un ‘luogo’ di incontro, dove sono le storie di imprenditori e di prodotti che fanno la differenza. Già, la rotta è proprio quella di raccontare storie, sicuri che tutto quello che manca e che ancora non siamo, è ciò che possiamo diventare. Che questo numero 400 sia debitore di molti grazie è scontato. Non farò un elenco di nomi, ma lasciatemi dire 400 volte grazie. Ognuno si prenda il suo. Per ora, ci diamo appuntamento al numero 401. Buona lettura. di Francesco Tozzi - @Lab_VERDE

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o avuto conferma, nelle scorse settimane, che il 2019 sarà un anno di grandi potenziali e grandi preoccupazioni. Nelle scorse settimane ho visto molti vivaisti viaggiare, chiedere ed incontrare nuovi fornitori, cercare soluzioni. Spesso si è parlato di politica e di cosa sta succedendo a livello europeo nel settore del florovivaismo. Mi sono dovuto occupare di quello che accadrà alla fine del 2019 a livello di importazione di piante da paesi non UE. Una vera rivoluzione, con l’entrata in vigore del regolamento europeo EU 2016/2031: si cambieranno i certificati (tanta carta sempre, poco telematica), cambierà la struttura degli uffici di controllo e cambieranno soprattutto le regole per importare piante dall’estero. Tutto sotto controllo e normale evoluzione normativa? Tutto o quasi sotto controllo perché le ultime decisioni della Commissione Europea hanno fatto preoccupare non pochi produttori di piante. Limitazioni alle importazioni di specie comunemente importate da paesi extra Europa (semi, fiori recisi, piante ornamentali e frutta e verdura). Una spinta protezionistica necessaria per alcuni versi ma disastrosa per altri. Non si può fingere che Paesi dai quali dipendiamo per alcune produzioni agricole siano tutti nemici dell’Europa. Esportiamo cultura e conoscenze specifiche verso i Paesi dai quali dipendiamo, anziché chiuderci a riccio e continuare a invecchiare. Altrimenti ci ritroveremo anche senza molti dei nostri frutti migliori perché sono prodotti in Asia, in Africa e in America del Sud. E adesso vado a mangiarmi una pizza: fatta con farina russa, pomodoro i cui semi arrivano dalla Cina, mozzarella filata da mani pakistane e basilico raccolto in Turchia. di Matteo Ragni - @matteoragni_eu

Flortecnica e vivaismo

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SOMMARIO | 400 - 2018

Agosto / Settembre TRADE MAGAZINE MENSILE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE PER LA FLORICOLTURA E IL VIVAISMO

Flortecnica e vivaismo

400

dal 1977 informa il settore Agosto / Settembre 2018

a n ni

(+1)

18 PRODUZIONE

PRIMO PIANO

n u m e ri

11 COPERTINA

24 STAGIONALI

n u m e ri

14 INTERVISTA

26 STAGIONALI

Manca una spesa strutturata colloquio con Nino Barile di Francesco Tozzi

La forza dell'identità e il bisogno di nuovi orizzonti

IN COPERTINA In occasione del 400esimo numero di Flortecnica e vivaismo, ripubblichiamo la copertina della prima uscita, avvenuta nel 1977.

Piante “povere” ma di successo di Bianca Belfiore

400 di Aldo Colombo

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EVENTI Da Essen al mondo di Costanza di Matteo

Agli italiani piacciono le rosse di Alessandro Coraggio

28 STAGIONALI

Amici dell’autunno di Filippo Tommaseo

EVENTI GrootGroen+ raddoppia di Filippo Terragni

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30 TECNICHE

ADT in serra di Costanza di Matteo

32 ASSORTIMENTI

Il ponte verso l’autunno di Matteo Ragni

35 COLTIVAZIONE

Cosa rende una pianta speciale di Matteo Ragni

38 NOVITÀ

Clematis: otto varietà di recente introduzione

40 INTERAZIONI

Infezione benefica di Camillo de Beni

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Flortecnica e vivaismo

Rivista fondata da ARTURO CROCI N° 400 - Agosto / Settembre 2018

DIRETTO DA Francesco Tozzi / f.tozzi@laboratorioverde.net con la consulenza di Matteo Ragni IN REDAZIONE Marta Meggiolaro / redazione@laboratorioverde.net Daniela Stasi / d.stasi@laboratorioverde.net COLLABORATORI Jessica Bertoni, Jurg Burger, Gabriele Cantaluppi, Giacomo Castagna , Alessandro Coraggio, Andrea Corneo, Paola Lauricella, Stefania Medetti, Marta Meggiolaro, Valerio Pasi, Filippo Terragni, Filippo Tommaseo GRAFICA Testo&Immagine PROGETTO GRAFICO Daniela Francescon

Autunno, si fa festa di Filippo Tommaseo

46 INIZIATIVE

Una pianta per amico colloquio con Jacco Huibers di Marta Meggiolaro

48 INIZIATIVE

Per informare, per vendere di Filippo Tommaseo

50 SCELTE

Colore colore colore di Costanza di Matteo

53 SCELTE

Fructa fresca! di Alessandro Coraggio

54 NORMATIVA

GDPR, ma cosa significa? di Jurg Burger

RUBRICHE

07 EDITORIALE

Questo numero di Francesco Tozzi e Matteo Ragni

22 FATTI & BREVI

News dal mercato

PUBBLICITÀ E SVILUPPO Matteo Ragni / m.ragni@laboratorioverde.net Stefano Carlin / s.carlin@ laboratorioverde.net SEGRETERIA E TRAFFICO Katiuscia Morello k.morello@laboratorioverde.net STAMPA All Graph System srl, Via Verbano 138, 28100 Novara (NO) DIREZIONE, REDAZIONE E AMMINISTRAZIONE Edizioni Laboratorio Verde srls, via Pasubio 16, 21020 Brebbia (VA) Tel. 0332 989211 - fax 0332 773850 www.laboratorioverde.net - info@laboratorioverde.net DIRETTORE RESPONSABILE Francesco Tozzi Flortecnica e vivaismo, periodico mensile registrato presso il Tribunale di Piacenza n. 275 del 8/03/1977 – n. R.O.C. 15/171. Spedizione Posta Target Magazine autorizzazione LOMBARDIA/00202/02.2014/CONV.

Flortecnica e vivaismo è organo ufficiale di G.F.A. e associato a Horti Media Europe. ASSOCIATA AD

e d i z io n i

TENDENZE

44 INIZIATIVE

Laboratorio

verde

Flortecnica e vivaismo è una rivista di Edizioni Laboratorio Verde srls. Fanno parte della stessa casa editrice: • GreenUp • IL giardiniere • Bio Agenda • Greenstyle • Bio Calendario Rappresentante e collaborazioni: • Blossom Zine Edizioni Laboratorio Verde srls, titolare del trattamento dei dati relativi ai destinatari della presente pubblicazione, informa che le finalità di tale trattamento sono rivolte a consentire l’invio della presente rivista, e/o altre di propria edizione, allo scopo di agevolare l’aggiornamento dell’informazione tecnica, nonché alle operazioni necessarie alla gestione amministrativa e contabile dell’abbonamento. Edizioni Laboratorio Verde srls riconosce e garantisce ai medesimi destinatari i diritti di cui all’art. 7 del D.Lgs. 196/03.

abbonamento da 6+1 numeri: 25,00 Euro Flortecnica e vivaismo

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PRIMO PIANO | copertina

400 Cogliamo l’occasione per tirare le somme: celebrando il passato, vivendo il presente, rimboccandoci le maniche per il futuro di Aldo Colombo

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uando Arturo Croci nel 1975 ebbe l’idea di fondare una nuova rivista, la floricoltura era nel suo grande boom, che continuò per tutto il decennio e in quello successivo: sembrava che per il settore non ci fossero limiti, che tutto fosse possibile. Come spiega Arturo nel suo libro “Coma – La vita in un altro tempo”: «L’intento era quello di aiutare le aziende a crescere. Sapevo bene che i floricoltori non volevano prodotti da me, ma la conoscenza per usarli; i conoscenti erano tanti, era nata la prima fiera professionale Flormart a Padova, la rivista era un modo per raggiungere tutti i florovivaisti e a casa loro». Ben presto Arturo è diventato un personaggio conosciuto in tutto il settore, e le sue esperienze non hanno aumentato la popolarità della rivista in tutta Europa.

GLI ANNI D’ORO Io sono arrivato a Flortecnica nel 1991, ma già qualche anno prima con Arturo ero stato in Israele, in un viaggio memorabile. Poco dopo mi propose di andare in Inghilterra per la rivista a una delle tante fiere di settore di quell’epoca, BGLA a Birmingham, e visto che il pezzo era stato scritto in buon italiano e avevo dimostrato di aver capito cosa serviva per fare un buon pezzo, mi chiese di continuare la collaborazione, dapprima sporadicamente poi con continuità, finché non decisi di lasciare il mio lavoro per continuare a tempo pieno con la rivista. Anni di intensa collaborazione, con una dialettica spesso vivace tra di noi, ma con una grande stima reciproca e da parte mia la gratitudine per avermi insegnato il mestiere. E senza alcun conflitto di interesse: tutto quello che abbiamo fatto era per il bene del florovivaismo italiano. Memo-

FLORTECNICA N. 1 DELL’APRILE 1977

La registrazione alla Camera di Commercio di Piacenza è stata effettuata nel 1975 ma non vi erano sufficienti risorse per avviare la pubblicazione e il primo numero fu stampato 2 anni dopo nel 1977. Flortecnica e vivaismo

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PRIMO PIANO | copertina FLORTECNICA 7/8 DEL 1980

Facendo seguito al viaggio del direttore nel 1979, Flortecnica per prima organizzò per prima il viaggio professionale di floricoltori, vivaisti e giardinieri verso l’allora Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS). Il viaggio comprendeva visite a Mosca, Abkhasia e in Georgia. Erano una trentina i partecipanti, compresi il Prof. Alessandro Chiusoli e Gildo Spagnolli.

rabile, in questo senso, l’editoriale del 1980 in cui Arturo aveva annunciato di voler fare solo l’editore, ritirandosi da due avviatissime attività, una di produzione e commercio di fertilizzanti e prodotti chimici e l’altra di servizi per i floricoltori. A dicembre del 2005 un gravissimo problema di salute ha costretto Arturo a rinunciare. L’anno dopo mi ha dato la possibilità di rilevare la rivista: a posteriori è stata una scelta che ho pagato duramente, ma allora non sapevo che la crisi mondiale avrebbe sconvolto il nostro settore. Alla fine, però, la mia scelta ha consentito a Flortecnica di arrivare a questo numero storico. EVOLVERSI, SENZA DIMENTICARE LE ORIGINI Quella che abbiamo attraversato, Arturo e io, era una floricoltura profondamente diversa da quella di oggi: non migliore o peggiore, ma molto di più fatta di relazioni profonde. Il nostro mondo è ormai il passato, e anche Flortecnica, che dal 2013 è di Laboratorio Verde, guarda al futuro, forse fatto più da aziende che da persone. Auguro alla rivista di arrivare ad altri traguardi importanti, conservando nel proprio DNA ciò che l’ha caratterizzata fin dalle origini. Penso ai reportage esclusivi realizzati quando prima Arturo e poi io giravamo per tutti i continenti, scovando novità dove gli altri non andavano. Per molti anni Flortecnica è stata l’ambasciatrice della floricoltura italiana in tutti i grandi eventi mondiali del florovivaismo: Europa, Asia, Medio Oriente, Cina, Giappone, Thailandia, Australia, Nuova Zelanda, America del Nord e del Sud, Africa: Arturo una volta attraversò in pochi mesi quattro continenti; nel mio piccolo, una volta sono stato in tre continenti in 36 ore. Penso anche all’attenzione alle persone, che portò alcuni a definirla “la Novella 2000 della floricoltura”: pubblicavamo tutte le notizie che i nostri lettori ci mandavano, dai matrimoni ai battesimi, dai pettegolezzi alle vignette, fino ai necrologi anche del più piccolo produttore. Ecco allora che alcune delle copertine selezionate per questo numero 400 celebrano personaggi che magari ora nessuno ricorda più, ma che hanno fatto grande la floricoltura italiana.

FLORTECNICA 10 DEL 1980

Flortecnica dedica la copertina alla CEJH (Communauté Européenne des Jeunes de l’Horticulture) perché sino a quel momento avevano partecipato ai congressi giovani italiani a titolo personale. Dal 1980 si concretizza la partecipazione nazionale grazie alla fondazione della GFA Giovani Florovivaisti Associati e Flortecnica ne diventa l’organo ufficiale.

FLORTECNICA 9 DEL 1985

FLORTECNICA 4 - 1985

Scompare il 31 marzo a soli 56 anni Carlo Lazzeri: in tutto il mondo florovivaistico nazionale ed internazionale era conosciuto come “Carletto”. Poliglotta, giramondo, grande innovatore riuscì a trasformare l’azienda di famiglia in una “multinazionale del fiore”. È stato per anni il simbolo dell’autentica imprenditorialità italiana nel mondo.

Agosto 1985. scompare Ermanno Sozzi, uno dei più grandi pionieri della floricoltura italiana del dopoguerra. Fu il primo rappresentante italiano in seno alla AIPH (Association Internationale des Producteurs de l’Horticulture). Durante una visita alla Scuola svizzera di giardinaggio di Chatelaine ebbe l’idea di stimolare la nascita di una scuola simile in Italia; riuscì a convincere Giordano Dell’Amore, l’allora presidente della Cariplo, progettarono e lavorarono insieme. Nel 1962 venne inaugurata la Scuola di Orto-Floro-Frutticoltura e Giardinaggio di Minoprio. La foto lo ritrae in una serra di Minoprio. Il Comm. Sozzi era membro del Consiglio Consultivo della CEE e del Consiglio Permanente per la florovivaistica presso il Ministero dell’Agricoltura. A lui e alla grande consorte Alma Parravicini Sozzi si deve anche l’introduzione in Italia della coltivazione commerciale della Dieffenbachia.


PRIMO PIANO | energie

FLORTECNICA 3 - 1992

La scomparsa di Vincenzo Albani: partito a soli vent’anni dalla natia Bisenti, in Abruzzo, per cercare fortuna a Sanremo, inizia qui la coltivazione dei garofani e, raggiunto presto dalla famiglia, arriva a produrre più di un milione di garofani, una quantità enorme per l’epoca e per il contesto. Decide presto di propagare le piante in proprio e la propagazione diventa la sua attività principale; nel 1974 produce già venti milioni di talee. Intuisce presto le opportunità offerte dalla meridionalizzazione e apre la Vitalia, la prima azienda in Italia con i bancali mobili, a Borgo Hermada in provincia di Latina, dove propaga anche crisantemi e stelle di Natale. Non pago, e spinto dalla crisi energetica, concepisce e, nel 1982, realizza, la sua grande opera, venti ettari di serre a Civitavecchia. Presenza di pozzi geotermici, aeroporto, porto, autostrade sono elementi decisivi di questa grande intuizione. Dotato di una grande perspicacia e di un innato spirito imprenditoriale, ha fondato una realtà d’avanguardia sostenuta da un’eccellente attività di ricerca. Estremamente schivo, Vincenzo ha rilasciato una unica intervista nella sua vita, a Flortecnica; e anche la copertina è stato un vero scoop, era tra le sue pochissime foto esistenti!

FLORTECNICA 6 - 1997

Prima Missione florovivaistica italiana in Giappone. Nel 1997 l’UCFlor, Mercato dei Fiori di Sanremo e l’Ancef (Associazione Nazionale Commercianti Esportatori di Fiori e Piante), in collaborazione con ICE, organizzano la prima missione economica in Giappone. Flortecnica è l’unica rivista che accompagna gli operatori in missione.

FLORTECNICA 5 - 2002

Ricordiamo Antonella Matacera, capo dell’Ufficio stampa della Fiera di Genova dove aveva iniziato a lavorare nel 1978, compito che ha svolto sino alla sua scomparsa, avvenuta a cinquant’anni a Genova il 20 aprile 2002. Particolarmente stimata dai floricoltori, che ne apprezzavano la grande cortesia e la professionalità, era considerata l’anima di Euroflora.

FLORTECNICA 6 - 2008

Franco Locatelli si è speso generosamente per la Comunità e per la floricoltura senza per questo trascurare la sua azienda che ha fatto crescere non solo in termini di dimensioni. Si è speso per la sua comunità in quanto per tanti anni è stato consigliere comunale e assessore; è stato consigliere dell’Azienda delle Foreste della Lombardia e membro di giunta del Parco dei Colli di Bergamo. Si è speso però soprattutto per i floricoltori e la floricoltura portando, in un mondo spesso e non sempre individualistico, tutto il suo entusiasmo associazionistico in cui credeva come pochi. È stato per trentacinque anni membro della giunta provinciale della Coldiretti, per quasi trent’anni Presidente dell’Associazione Florovivaisti Bergamaschi, per quasi venti dell’Associazione Regionale Florovivaisti Lombardi e per sette anni presidente dell’Unione Nazionale Florovivaisti, Unaflor; in questo stesso periodo ha fatto parte della Commissione tecnica europea Copa-Cogeca e della Commissione florovivaistica. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, ma quelli che più lo avevano gratificato sono stati il Premio Fabio Rizzi e il Garofano d’Argento (una sezione del premio Garofano d’Argento è oggi a lui dedicata). Il ricordo di Franco Locatelli rimarrà legata alla ‘Festa dei Nonni’, fondata nel 1987 con Arturo Croci e Wim van Meeuwen, che con tanta tenacia ha perseguito avendone la giusta soddisfazione dal riconoscimento dello Stato Italiano il 2 ottobre di ogni anno.


PRIMO PIANO | intervista

MANCA UNA SPESA

STRUTTURATA

In una fase stabile del trade, soprattutto per i fiori recisi, bisogna guardare oltre gli orizzonti di mercato e stimolare il consumo con operazioni di brand identity e riconoscibilitĂ del prodotto colloquio con Nino Barile di Francesco Tozzi

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Flortecnica e vivaismo


I

n generale i dati che abbiamo in nostro possesso non raccontano di un mercato in evoluzione, né tantomeno in crescita. Ma questo è un trend che già conosciamo e che, nonostante tutto, non possiamo far altro che assecondare in vista di tempi migliori. Speriamo. Ma è solo una questione di numeri? “Per quanto riguarda il fiore reciso, ma mi verrebbe da dire anche per buona parte dei prodotti florovivaistici di consumo domestico, quello che manca è una vera spesa strutturata. Di fatto, noi vendiamo emozioni, fiori o piante che siano, beni non necessari, almeno in apparenza”, ci ha raccontato Nino Barile, fondatore e amministratore delegato di Barile Flowers Service, che abbiamo intervistato per capire come si sta evolvendo il mercato dei fiori recisi. Nata nel 1995, l’azienda di Terlizzi è la prima agenzia d’acquisto specializzata nell’importazione di fiori recisi da tutto il mondo e oggi con una base logistica ad Amsterdam, presso l’aeroporto di Schipol, tramite la short connection, riesce a garantire una consegna entro 48 ore, anche di prodotti di svariate provenienze. Barile ha lanciato il marchio youRoses, una scelta per rafforzare il brand dell’azienda? Sì, è uno degli obiettivi di questa operazione. In una fase stabile del trade, stiamo cercando di guardare oltre gli

valore sociale del consumo di piante e fiori, inoltre, è decisamente interessante e ha margini di sviluppo enormi Il

Flortecnica e vivaismo

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PRIMO PIANO | intervista

orizzonti di mercato, puntando su prodotti esclusivi per qualità e consistenza, proprio come la rosa di montagna. youRoses è una proposta alternativa con basi solide: brand identity, riconoscibilità del prodotto attraverso il packaging, comunicazione al pubblico finale. Un’operazione per sensibilizzare anche il consumo… Oggi più che mai, sensibilizzare il consumatore è un passaggio obbligato, per le aziende che si occupano di verde ornamentale. Praticamente, noi vendiamo emozioni e questa è l’unica arma vincente che abbiamo per convincere i consumatori. Per esempio, le rose di montagna esprimono una qualità e una raffinatezza che vengono da lontano e racchiudono l’incanto di un’esperienza senza confronti. Inoltre, la cura estrema dei dettagli non tradisce le attese del pubblico più esigente. Una bella sfida. U Già, ma è l’unica strada. Il fiore reciso è un bene voluttuario, ma immateriale e, se non viene venduto, non può essere trasformato e non ha derivati, a differenza di altri prodotti deperibili. Ecco, perché agire sulle emozioni dei consumatori è una strada obbligata. P Pensa sia possibile fare rete tra aziende e associazionismo e lavorare assieme per lo sviluppo del mercato? Non è semplice, ma bisogna farlo. Il valore sociale del consumo di piante e fiori, inoltre, è decisamente interessante e ha margini di sviluppo enormi. È assolutamente necessario ragionare anche in questi termini per garantire uno sviluppo del mercato.

logistica è sempre stato un problema strutturale per la filiera italiana; uno dei motivi che ha portato alla riduzione della coltivazione La

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Flortecnica e vivaismo

R Rimane sempre un problema strutturale, soprattutto legato alla logistica. Il fiore reciso soffre, a differenza degli altri prodotti florovivaistici, una vera globalizzazione perché ormai, grazie a una logistica molto efficiente, soprattutto per via aerea, viene garantito sempre un prodotto freschissimo. La logistica è stato sempre un problema strutturale per la filiera italiana; uno dei motivi determinanti che ha portato alla riduzione della coltivazione in Italia, anche se negli ultimi cinque anni a Latina, in Campania e in Sicilia si registrano nuove produzioni di buona qualità. Un bel segnale… Sì, qualcosa si sta muovendo. C’è voglia di cambiamento. Bisogna lavorare sul consumatore e cercate, tutti assieme, di sensibilizzare a una nuova mentalità di acquisto.


PRIMO PIANO | eventi

concreto, in cui tutto sarà preparato in una forma compatta e comprensibile. Lo slogan associato al nome sarà: “Explore Your Industry!”. «Questo slogan esprime in modo chiaro e sintetico tutto ciò che vogliamo sia il nuovo IPM Discovery Center», ha dichiarato Oliver P. Kuhrt. Romeo Sommers, a cui sarà affidata la gestione di questo spazio, ha così descritto il suo progetto: «Questo nuovo spazio all’interno di IPM Essen darà un nuovo impulso al settore verde, come un palcoscenico su cui verrà presentato lo show dei trend. Uno spazio utile non solo agli operatori del retail, ma anche a ibridatori e coltivatori che vogliono essere aggiornati sulla direzione che sta prendendo il mercato. Tutti gli operatori della filiera, infatti, hanno un obiettivo comune: consolidare le vendite di piante e fiori, sviluppando lungo tutta la catena di produzione il giusto valore aggiunto, coinvolgendo tutti i settori di

DA ESSEN AL MONDO

Romeo Sommers si occuperà dell’allestimento del IPM Discovery Center.

I

niziamo dai vicini di casa: anche a gennaio 2019 si terrà IPM Essen. Una delle novità della prossima edizione sarà lo spazio dedicato al retail, la cosiddetta “POS experience”, cioè l’esperienza del punto vendita. L’anno scorso si chiamava Hortivation ed era stato realizzato sotto la guida di Romeo Sommers, il famoso trend watcher olandese. Si conferma anche quest’anno la guida di Sommers, ma cambia il nome dello spazio, che sarà “IPM discovery center”. PASSAGGIO EVOLUTIVO Dopo la prima edizione, svoltasi nel 2016 a Kalkar, il management della fiera ha deciso di spostare Hortivation in IPM Essen. Il fattore decisivo fu l’uniformità del target, il verde, declinato in produzione e trade, oltre al fatto che la tipologia e la qualità dei visitatori di Essen era ideale per Hortivation. Il nuovo nome, “IPM Discovery Center”, è stato pensato per rinforzare il collegamento con la fiera di Essen; “Discovery” si riferisce non solo all’idea di scoperta, ma anche all’attività di ricognizione che viene offerta ai visitatori. Come pionieri essi potranno imparare nuovi elementi sul retail, vedere i nuovi trend, oltre a scoprire come decifrare e interpretare i comportamenti e i bisogni dei consumatori. Infine, la parola “center” pone l’attenzione sul fatto che agli operatori del trade sarà possibile tutto ciò che hanno bisogno in un posto

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Flortecnica e vivaismo

IPM è la fiera più importante a livello europeo. Diamo uno sguardo anche all’edizione asiatica e cinese di Costanza di Matteo

PER MAGGIORI INFORMAZIONI www.ipm-essen.de www.ipm-dubai.com


A IPM Bejing la crescita di visitatori è cresciuta del 21,8% rispetto al 2016.

produzione che in questo hanno una parte: dai terricci ai rivenditori di attrezzature, chiunque si senta coinvolto troverà qui il suo spazio. IPM Discovery Center sarà la casa della grande Community di chi opera con il verde». Sommers organizzerà i prodotti degli espositori che hanno deciso di partecipare a questo progetto in isole espositive dedicate ai punti vendita. I prodotti in esposizione riceveranno una speciale etichetta che li identifica all’interno della fiera. «E non c’è nulla che serva di più a nuovo prodotto dell’essere immediatamente riconoscibile spiccando sopra la massa: questo è il nostro ringraziamento verso gli espositori che hanno deciso di dare fiducia al nostro progetto», ha concluso Sommers. PECHINO, SEGNALI POSITIVI Hortifloriexpo IPM Bejing 2018 chiude con dati incoraggianti: espositori e visitatori sono in aumento. L’evento organizzato in modo congiunto da IPM Essen, China Flower Association e China Great Wall International è IPM Dubai si tiene in contemporanea a WOP, la fiera dei prodotti di consumo freschi.

stata in grado di impressionare il settore orticolturale cinese e sta diventando il più importante evento di tutta la Cina, grazie anche al programma collaterale di incontri, dagli show di fioristi ai forum. Per entrare nel dettaglio, i numeri sono questi: la fiera si è tenuta dal 10 al 12 maggio, i visitatori sono stati 35.196, gli espositori 796. In occasione dell’ultima edizione, nel 2016, i visitatori sono stati 28.900 e gli espositori 679. Questo significa un aumento dei visitatori del 21,8%, e un aumento degli espositori del 17,2%. Oliver P. Kuhrt, CEO di IPM Essen, ha commentato i dati in questo modo: «Siamo soddisfatti dei risultati eccellenti che abbiamo ottenuto. I prodotti orticulturali stanno diventando sempre più popolari in Cina, non solo grazie alla domanda crescente legata alle strutture statali, ma anche grazie a un cambiamento nello stile di vita delle persone comuni, per cui fiori e piante stanno assumendo un ruolo sempre più importante». Anche il fattore internazionale cresce: se nel 2016 erano 189 gli espositori provenienti da Paesi esterni alla Cina, quest’anno si è raggiunta la quota di 215. Olanda, Ecuador, Colombia e Taiwan erano presenti con uno stand nazionale ufficiale. Anche la Germania era presente, con 14 aziende. Il prossimo Hortifloriexpo si terrà a Shangai dal 20 al 22 aprile 2019. DUBAI, UN SUCCESSO Sono stati 4.178 i visitatori professionali a IPM Dubai, l’evento organizzato congiuntamente da Messe Essen e Dubai LLC a dicembre 2017. Massiccia la presenza di buyer degli Emirati Arabi Uniti e dall’Oriente. Gli espositori sono stati 103, provenienti da 20 nazioni, fra cui spiccavano i Paesi presenti con lo stand nazionale ufficiale: Germania, Sri Lanka, India, Olanda, Egitto, Cina ed Etiopia. Una buona occasione anche per stringere accordi vantaggiosi in vista di Expo Dubai 2020, per cui a Dubai si sono avviate anche ingenti opere di costruzione. Nel programma collaterale di eventi, da segnalare le presentazioni fatte dalla Trade Association of German Florists, che hanno combinato le conoscenze europee nel flower design con lo stile arabo. Ha suscitato interesse anche la dimostrazione di barbecue e grill. Contemporaneamente si è tenuto WOP – World of Perishables, la fiera sui prodotti di consumo freschi. Erano presenti 221 espositori, provenienti da 35 nazioni, che hanno presentato piante, frutti e ortaggi oltre a tutti i servizi e le attrezzature necessarie alla coltivazione. È stata data grande attenzione anche alla sicurezza dei prodotti, parlando di trasporti, servizi e del mantenimento della temperatura ottimale. Fra gli espositori, anche la presenza di aziende italiane. La prossima edizione di IPM Dubai e WOP Dubai si terrà dal 1 al 3 ottobre 2018.

IN BREVE • IPM Discovery Center • Show dei trend • Organizzato da Romeo Sommers • A disposizione di tutti i visitatori • Slogan: Explore your industry!

LE PROSSIME DATE

IPM Essen: 22 – 25 gennaio 2019 IPM Shangai: 20 – 22 aprile 2019 IPM Dubai: 1 – 3 ottobre 2019

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PRIMO PIANO | eventi

GROOTGROEN+ RADDOPPIA

All’appuntamento di ottobre si aggiunge la Spring Fair, che permetterà ai visitatori di completare il proprio assortimento in cinque giorni di Filippo Terragni

QUANDO E DOVE GrootGroenPlus 3-5 ottobre 2018 Zundert

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iù di metà dello spazio era già stato riservato a febbraio, con 150 conferme: la ventisettesima edizione di GrootGroenPlus, che si terrà dal 3 al 5 ottobre, è ai blocchi di partenza. Nel frattempo si prepara anche la fiera di primavera che si terrà dal 17 al 18 gennaio per la prima volta. IL POSTO GIUSTO PER FARE ORDINI La Spring Fair si terrà approssimativamente nello stesso momento di altre tre fiere di settore nel sud dell’Olanda: Groenbeurs Haaren, Groenbeurs Brabant, e TreeVention. Questo significa che i visitatori potranno, nell’arco di cinque giorni, creare il proprio assortimento completo, lavorando in modo più efficiente: basterà spostarsi nelle diverse fiere all’interno della regione. Darà anche agli espositori la possibilità di raggiungere più visitatori possibili senza costi aggiuntivi. La collaborazione fra le quattro fiere riceverà particolare attenzione grazie a un budget dedicato alla promozione in tutta la regione e a uno stand all’interno di GrootGroenPlus in cui sarà possibile vedere la lista degli espositori della Spring Fair e organizzare la propria visita.

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Flortecnica e vivaismo

QUESTIONE DI PREFERENZE Negli ultimi due anni il tema di GrootGroenPlus è stato “La mia pianta preferita!”. Quest’anno l’argomento non viene dismesso, anzi, diventa una parte essenziale della fiera, grazie alla possibilità per tutti i partecipanti di scegliere e votare le piante preferite tramite app e tramite sito. E sempre per parlare delle strategie che la fiera ha scelto in questo triennio, anche quest’anno lo scopo principale è attrarre più visitatori e renderli più partecipi allo show, oltre a mantenere l’atmosfera piacevole che permea la tre giorni di ottobre. Ecco allora che i feedback ricevuti in questi anni si sono tradotti in azioni che gli organizzatori hanno realizzato pensando al benessere dei partecipanti: gli orari di apertura e chiusura sono stati leggermente anticipati, i tempi degli speech sono stati accorciati. Le cerimonie di premiazione si terranno come sempre il venerdì mattina, durante una gradevole colazione.

PER INFORMAZIONI www.grootgroenplus.nl


FATTI & BREVI | news dal mercato

NASA + OSRAM, PER COLTIVARE NELLO SPAZIO

Per ora il progetto della NASA, che si chiama Phytofy, riguarda la produzione di ortaggi destinati all’alimentazione degli equipaggi durante i viaggi nello spazio. Il software, l’hardware e i LED di Phytofy sono stati interamente sviluppati da OSRAM. L’azienda offre un’ampia gamma di LED per orticoltura in grado di emettere le lunghezze d’onda necessarie alla crescita ottimale di una grande varietà di fiori e piante, con la possibilità di adattare la luce alle esigenze delle diverse colture. «OSRAM sta sviluppando tecnologie dell’illuminazione intelligenti e innovative, in grado di migliorare la produzione degli alimenti in molti ambienti diversi, persino nello spazio», afferma Steve Graves, Program Manager strategico per l’agricoltura urbana e digitale, Osram Innovation, America. «Negli ultimi decenni gli scienziati della NASA hanno sviluppato un gran numero di invenzioni utilissime nonché straordinarie. Per noi è un onore contribuire alla realizzazione di altre innovazioni attraverso le nostre tecnologie. Siamo entusiasti delle opzioni che Phytofy RL offrirà a una grande varietà di applicazioni orticole e i nostri team sono felici di continuare a imparare e perfezionare la configurazione prima di commercializzare questa soluzione esclusiva entro l’anno prossimo». Il sistema OSRAM di illuminazione intelligente per l’orticoltura è stato testato grazie a una serie di collaborazioni con università e laboratori di ricerca di tutto il mondo, che usano le tecnologie e ne condividono i risultati. Alla NASA e ai suoi ricercatori, il sistema Phytofy RL permetterà di regolare facilmente le condizioni di illuminazione per ottimizzare la crescita delle piante nelle diverse situazioni, riproducendo le configurazioni nella serra Advanced Plant Habitat della Stazione spaziale internazionale, e soddisfacendo le complesse esigenze della produzione di cibo nello spazio. Di recente, all’interno di una camera di crescita del Kennedy Space Center, in Florida, è stata ultimata l’installazione del sistema Phytofy RL. Attraverso una radiazione con luce di diverse lunghezze d’onda, è possibile controllare e accelerare il ciclo di crescita delle piante, ottenendo quindi maggior produttività e potendo raccoglierne i risultati più spesso o quando necessario. Le speciali ricette di illuminazione non solo ottimizzano il raccolto e il tempo di crescita, ma sono anche in grado di aumentare la quantità di vitamine e nutrienti nella pianta, e persino di intensificare gusti e sapori. I LED, infine, generano un’illuminazione bioattiva “su misura” particolarmente efficiente. ANCHE GLEE SI RINNOVA

Si tiene in questi giorni, dal 10 al 12 settembre, la 44esima edizione di Glee, la fiera per il florovivaismo che ha sede a Birmingham. Durante gli ultimi anni si è proceduto a una intensa attività di ripensamento e di ridefinizione dell’evento, i cui risultati sono visibili in questa ultima edizione, a partire dalla nuova location e dal design più fresco. Matthew Mein, direttore dell’evento, ha dichiarato: «Glee 2018 ruoterà tutta intorno a questo focus: fornire il retail dei prodotti, delle conoscenze e delle ispirazioni necessari per la crescita del business. Questo significa non solo una nuova organizzazione dello spazio, che renderà il percorso fra le novità più piacevole e semplice, ma anche un programma collaterale di argomenti che andranno a scandagliare più in profondità le esigenze dei rivenditori: conoscere i trend dei consumatori, scoprire nuove tecniche di merchandising e prevedere il futuro del mercato del gardening». Caratteristica peculiare di Glee, un lavoro sui 365 dell’anno per non lasciare soli i rivenditori e fornire, con la collaborazione della stampa, input e informazioni lungo tutto l’anno inerenti al mercato inglese e internazionale.

Uno scatto riguardante l’edizione 2017 di Glee.

L’ITALIA A ESSEN

Prende forma il progetto voluto dal MIPAAF e organizzato da Flormart: si chiamerà Spazio Italia e sarà un’area comune dedicata alle aziende italiane del florovivaismo e della sua filiera all’interno dell’edizione 2019 di IPM Essen. Spazio Italia occuperà una superficie di 800 metri quadrati, al cui interno si troverà una piazza e una zona riservata al Ministero. Il progetto si sta concretizzando grazie all’adesione di alcune aziende italiane del settore, che hanno scelto fra tre possibili formule di partecipazione. Per il buon esito dell’iniziativa verranno curati in modo attento gli allestimenti, e verrà ideata una campagna marketing ad hoc.


Un momento dell’assemblea annuale di Assofloro Lombardia.

ASSOFLORO LOMBARDIA, TANTI PROGETTI IN CANTIERE

Si è svolta venerdì 22 Giugno a Bergamo, nell’aula Magna dell’Università di Bergamo, l’assemblea annuale di Assofloro Lombardia, unica associazione di secondo livello presente in Italia nel settore del florovivaismo e del paesaggio. È composta da associate che operano nelle provincie di Bergamo, Brescia, Lodi, Milano, Monza Brianza e Varese, dal Distretto delle Province di Mantova e Cremona, dalla Società Italiana di Arboricoltura e dall’Associazione Arboricoltori. Queste ultime sono due nuove associate che portano valore aggiunto con il vero sapere del “sistema albero”. L’assemblea è stata l’occasione per fare il punto sugli obiettivi raggiunti nell’ultimo anno, frutto di un lavoro costante presso le istituzioni, di sensibilizzazione nei confronti dell’opinione pubblica e della politica, ma anche di contaminazione e lobby con altri settori. Importante la presentazione di nuovi progetti, come DHL, un progetto di forestazione urbana su scala nazionale, partito con l’intervento di forestazione di Parco Nord. DHL ha scelto Assofloro Lombardia e la città di Bergamo per dare inizio, concretamente, ad un progetto di “compensazione” delle proprie emissioni realizzando boschi urbani e coinvolgendo anche scuole e cittadini. Altri due progetti riguardano l’attivazione di un tirocinio e di una tesi di laurea sul verde condominiale, in accordo con l’Università di Milano e con la collaborazione di ANACI. La volontà è mappare i benefici ecosistemici del verde condominiale, con l’obiettivo di sensibilizzare sul patrimonio costituito dal verde privato. Interventi migliorativi sui giardini condominiali producono benefici a livello pubblico. Infine il progetto Milano più verde che nasce con la volontà di Milano di essere la città che promuove a livello nazionale il Bonus Verde. L’assessore Pier Francesco Maran del Comune di Milano, presenterà a settembre ufficialmente il progetto che si svilupperà in collaborazione con i vari ordini professionali, ma anche grazie alla collaborazione attiva dei privati cittadini. Anche questo progetto vede una stretta collaborazione di Assofloro Lombardia con enti, associazioni, organizzazioni sindacali, istituzioni, ma anche con i privati in una logica di integrazione sempre più attiva tra pubblico e privato. Un fronte su cui sta lavorando attualmente, riguarda gli Appalti Pubblici. Un primo momento di confronto si è tenuto il 9 maggio a Milano con il convengo organizzato da Assofloro “Appalti pubblici per la realizzazione, la gestione e la cura del verde. Quadro normativo, aspetti procedurali, problemi, esperienze a confronto, linee guida e buone pratiche”. La volontà, ambiziosa, è quella di superare i meccanismi dell’attuale gestione delle gare d’appalto per i servizi di manutenzione del verde, che non favoriscono la qualità dei lavori e le aziende professionali e danneggiano tutti i tentativi di miglioramento del verde pubblico che non è un costo ma una grande risorsa per le città. La volontà ancora una volta è arrivare dritti a Roma, ovvero nel cuore della politica e delle Istituzioni. Per informazioni: www.assoflorolombardia.com. ANICE VERDE, IL PESTICIDA INTELLIGENTE

Profumato e saporito, l’anice verde di Castignano, in provincia di Ascoli Piceno, uno dei territori colpiti dal sisma, oltre a rappresentare un prezioso ingrediente per la cucina tradizionale, dai liquori ai prodotti da forno, si rivela anche un insetticida naturale. Il futuro di questo piccolo seme “intelligente”, primo Presidio Slow Food nell’Italia centrale post sisma, emerge da una ricerca dell’Università di Camerino condotta dal team guidato dal professor Filippo Maggi, in collaborazione con l’Università di Pisa e il Crop Research Institute di Praga, pubblicata sulla prestigiosa rivista Industrial Crops and Products. Lo studio è stato presentato in anteprima a Castignano, in occasione del Festival “Anis”. Campo di Anice verde di Castignano. «Le nostre ricerche - spiega il professor Maggi - dimostrano come l’anice verde possa essere considerato a tutti gli effetti un biopesticida selettivo. Colpisce cioè parassiti ed insetti nocivi, come l’afide del pesco, molto pericoloso per le piante da frutto o le larve di nottua del cotone che si nutrono di verdura e ortaggi, dal pomodoro agli spinaci. Al contempo, però, il seme non è tossico sui lombrichi, ottimi fertilizzanti per il terreno, o per la coccinella, che è un predatore dell’afide del pesco». Partito dall’ultimo campo di anice salvato dall’estinzione ora per questo progetto si alza l’asticella: l’utilizzo delle nanotecnologie applicate al seme che, attraverso nanoemulsioni, potranno proteggere le coltivazioni agricole in modo naturale, agendo in modo millimetrico, o meglio, nanometrico. La chiusura del cerchio è in un mix di oli essenziali, tra cui quello di anice in grado di eliminare gran parte dei pesticidi chimici attualmente in uso, agendo attraverso un’agricoltura di precisione, anche con l’utilizzo di droni. Nella sostanza è il riscatto bio e sostenibile di un territorio ferito dal terremoto, in grado di anticipare le direttive dell’Unione Europea, che impone una forte diminuzione delle sostanze di origine chimica in agricoltura. Ha aggiunto Sergio Corradetti, presidente dell’Associazione anice verde di Castignano: «Se questo territorio si presta ad una spezia così delicata e profumata, allora vuol dire che possiamo pensare di rivalutare anche altre coltivazioni tradizionali. Sarebbe il nostro contributo a un’agricoltura che tutela la biodiversità. Ciò garantirebbe nuovi posti di lavoro ai nostri giovani e futuro per questa terra». Flortecnica e vivaismo

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PRODUZIONE | stagionali

Il nome “Martina” è stato scelto in onore della moglie dell’ibridatore George Münster, e di Martina Mensing-Meckelburg, presidentessa dell’Associazione dei garden center tedeschi.

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alluna vulgaris. Il nome in sé dice già molto di questa pianta: volgare, cioè popolare. Ma nel 1974, Kurt Kramer decide di scommettere sulle sue potenzialità: perché come molte delle cose “del popolo”, la calluna ha un fascino discreto, ed è molto resistente. In questo modo Kramer riesce a selezionare e a coltivare le varietà più belle e più forti, diventando anche un pioniere nella storia della protezione delle varietà selezionate e dei diritti degli ibridatori. Oggi Gardengirls® è un marchio popolare nel senso più positivo del termine: conosciuto e riconosciuto a livello internazionale, oltre che venduto a giusto prezzo e offerto con una produzione limitata, concessa a famiglie con piccole e medie imprese. ANTEPRIMA DEI PROSSIMI ANNI Per un ibridatore l’introduzione di nuove varietà o di varietà migliorate è la chiave per andare avanti. Ecco allora le novità che ci aspettano: “Martina”, un nuovo membro della famiglia Summer Line, che rimpiazzerà “Loki”. Ros-

PER INFORMAZIONI www.gardengirls.de Sterkel@heidewelt.de

La calluna è una delle grandi richieste della stagione autunnale. Il lavoro di ricerca e sviluppo permette di proporre novità che non stancano il consumatore di Bianca Belfiore

PIANTE “POVERE” 24

Flortecnica e vivaismo


so brillante e colore che dura a lungo. “Zilly” è una Calluna con foglie argento e gemme porpora, molto piccole, che appaiono molto tardi in stagione. Sunset Trio invece sarà il Trio-Girls® composto esclusivamente con le varietà della Sunset Line: fogliame colorato ma niente gemme. Uno dei Trio che ha più successo all’estero è quello composto secondo la bandiera belga o tedesca, usando la Calluna nera, rossa e gialla. Naturalmente questo successo è dovuto al grande investimento in marketing operato dall’azienda di Kurt Kramer, che copre soprattutto la Germania tramite anche la radio, e poi gli altri Paesi attraverso riviste specializzate e per i consumatori. Il trade beneficia di questo investimento, grazie anche ai prodotti che l’azienda offre per i punti vendita e che rendono riconoscibile il prodotto: banner, poster, brochure. PRESENTAZIONI UFFICIALI A Plantarium, il posto giusto dove introdurre nuove varietà, sono state presentate queste GardenGirls®: “Betty”, con gemme bianche molto grandi, che fa parte della Summer Line e i boccioli appa appaiono due settimane prima della varietà “Bettina”; “Martina”, con boccioli rosso brillante, che è la varietà su cui scommettere di più; “Rote Janina”, selezione rosso porpora dalla precedente “Janina”, con un portamento ricadente e molto vigorosa. Le GardenGirls® sono state presenti anche allo spoga+gafa, in cui oltre alla posizione di rilievo, hanno goduto del fatto che i primi giorni di settembre sono il momento giusto per mostrarle in tutto il loro splendore. Le piante tra l’altro sono state prelevate dai vivai il giorno stesso dell’apertura della fiera, così da essere mostrate fresche e altrettanto fresche essere acquistate e immediatamente spedite. La fiera di Colonia è stata anche sede del battesimo ufficiale di “Martina”.

Calluna “Rote Janina”.

MA DI SUCCESSO


PRODUZIONE | stagionali

Serena Red.

AGLI ITALIANI

Superba Red.

PIACCIONO LE ROSSE Una selezione delle migliori Poinsettie nel classico colore natalizio, facili da coltivare e molto resistenti di Alessandro Coraggio

Q

uando ando si parla di un prodotto classico come le Stelle di Natale è d’obbligo procedere a piccoli passi, perché a ogni angolo potrebbero nascondersi nuove insidie. È un mercato agguerrito, sovrappopolato delle volte, ma che ha un peso rilevante dal punto di vista del fatturato, sia delle aziende produttrici, sia dei punti vendita. La coltivazione delle Poinsettie sta procedendo bene in questo momento, mentre scrivo questo articolo. Anche se le preoccupazioni legate al tempo e soprattutto agli ultimi momenti della coltivazione lasciano molti produttori preoccupati. Le vendite al-talenanti degli ultimi anni contribuiscono infatti a lasciare disorientati i produttori. Certamente ha rassicurato molti floricultori constatare una rinnovata forza sia commerciale che qualitativa tra i produttori di giovani piante. Qui proponiamo alcune varietà di Lazzeri che ci hanno Q colpito per le loro performance. Coltivazioni semplificate, piante dalla struttura solida e pulita con strutture fiorali abbondanti e ben proporzionate. Poinsettie rosse, rosse

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Flortecnica e vivaismo


come le vogliono gli italiani, rosse come il mio maglione di Natale. MULTIUSO Futura utura è una serie di varietà sempli semplice da coltivare e molto versatile, con un’ottima ramifica ramificazione. La forma a V con rami grossi, robusti e scuri, è molto regolare. Le varietà, tutte a crescita media o forte, necessitano di pochi trattamenti nanizzanti. Il tempo di reazione è di 8-8,5 settimane. La foglia scura offre un ottimo contrasto alle brattee grandi e oblunghe ricche di ciazi. Le varietà sono adatte alla coltivazione dal mini vaso fino alle taglie standard. Le forme tradizionali si lasciano imbustare con facilità. Le varietà sono raccomandate per serre luminose e calde con una temperatura durante la crecre scita della brattea tra 16 - 17°C. Temperatura da abbassare alla fine della coltura. Nella gamma ci sono attualmente: “Futura Red” (rosso intenso), varietà consigliata per il sud; “Futura Brilliant Red”, più indicata per l’Italia settentrionale dove le temperature medie sono più fresche. Il colore della Futura Brilliant Red è un bellissimo rosso “Ferrari” luminoso e appariscente. Sono anche disponibili

Superba Glitter.

Futura Brilliant Red.

altri colori come “Futura Pink” (rosa), “Futura White” (bianco) e “Futura Marble” (bianco-rosa). “ROBUSTA COME UN TRATTORE” La famiglia Superba: conferma la “Red’’, che è adatta a tutte le coltivazioni in Europa. Brattee medio grandi fino a grandi. Vegetazione robusta con forti rami a forma di V. Una ramificazione molto buona e sicura. La coltura si presenta molto omogenea con una struttura rotondegrotondeg giante. La richiesta di nanizzante è da media a forte alla fine della fase vegetativa. L’utilizzo va da un vaso 9 fino a vasi grandi. La struttura presenta meno foglie all’interall’inter no, di conseguenza la pianta è meno soggetta a attacchi fungini. Coltura semplice e molto resistente, definita “robusta come un trattore”, è stata premiata come migliore varietà al LTO – Olanda 2011. La famiglia Superba è composta da altri colori, Superba Pink, White, Marble e in particolare ‘’Superba Glitter Red&White’’ un buon miglioramento sul mermer cato del bicolore. GRANDE POTENZIALE Nuova varietà: “Serena Red” è una varietà medio-precoce con un tempo di reazione di 8 settimane. Ha intense brattee rosse, grandi, allungate e una crescita medio-forte, regolare e uniforme. È una varietà robusta e ha una ramifiramifi cazione a V, ha rami molto forti con una struttura verticale. Il nome Serena ci ricorda la tennista americana. Anche la nostra Serena ha gambe forti e potenti come la questa nuova varietà. Il trattatratta mento regolare con nanizzanti durante tutta la coltura è importante per l’ottenimento dell’obiettidell’obietti vo desiderato. È una varietà di qualità, adatta per la coltura di piante medie fino a piante grandi e molto grandi.

IN BREVE • Futura Brilliant Red: rosso luminoso e appariscente, indicata per la coltivazione in Italia settentrionale. • Superba Red: robusta, compatta, struttura rotondeggiante, poco soggetta ad attacchi fungini. • Serena Red: crescita uniforme, buona ramificazione, forte. Qualità alta.

PER INFORMAZIONI E CONTATTI: www.lazzeri.com

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PRODUZIONE | stagionali

AMICI

DELL’AUTUNNO

Selecta one presenta nuovi concept che daranno una spinta alle vendite della tarda estate, giocando su colore e sostenibilità ambientale

IN BREVE • Autumn Friends: • Mix autunnali • Ciclo breve di produzione • Nature Garden: • Top ten delle specie e varietà che attirano gli insetti utili.

S

poga+gafa è sempre il momento migliore per mettere in mostra le novità. Quest’anno Selecta gioca sull’idea di “amicizia” in giardino con due linee: Autumn Friends, una gamma di piante e fiori autunnali già combinate in vaso, e Nature Garden, l’assortimento di piante che attirano gli insetti. GUARDARE AL TREND La presenza di Selecta one alla fiera di Colonia è notevole: non solo partecipa con il suo stand, ma aderisce anche alla nuova compagna “Grab ‘n Go”, e ha offerto le sue piante per allestire la Boulevard of Ideas. Il motivo? «Come ibridatori e produttori di piante ornamentali» ha dichiarato Richard Petri, direttore del Marketing & Product Management «siamo fra le poche aziende presenti alla fiera che

di Filippo Tommaseo

hanno come core business le piante. Qui possiamo vedere gli ultimi trend e le novità in ogni settore che riguarda il giardino. Per questo riteniamo che il gafa sia essenziale per noi e che la nostra presenza sia essenziale per la fiera». Insomma, avere un balcone con un grill di ultima generazione ma senza piante è un grave impoverimento, le piante devono avere la loro parte fra i prodotti presenti al gafa; e tuttavia, è anche vero che potersi immergere fra i nuovi trend presentati in fiera permette di fare un salto di qualità e di dare la giusta direzione al proprio business. LAVANDA E GAROFANI Le vendite di piante crescono in autunno e la convenienza è di moda. Questi sono i due argomenti per considerare la proposta di “Autumn Friends” e per venderli in estate e in autunno. Si tratta di combinazioni di piante in cui troviamo lavanda e molti garofani, che assicurano insieme una lunga durata della fioritura e un’estetica gradevole fino alla fine di novembre. Inoltre, questi mix sono vantaggiosi perché hanno un ciclo breve di coltivazione e sono molto resistenti, compatti, e mantengono un aspetto ordinato e pulito anche crescendo. VIVA GLI INSETTI UTILI Per quanto riguarda invece la seconda linea, “Nature Garden”, è il risultato di un progetto condotto insieme a università e centri di ricerca tedeschi che si occupano di implementazione della biodiversità nel verde urbano. Grazie a questa collaborazione è stato possibile identificare le varietà che maggiormente attraggono gli insetti utili – specialmente le api mellifere – e contribuiscono al loro nutrimento. L’assortimento di Selecta one è composto dalla top ten di queste piante, e comprende la Dahlia Krishna, la lavanda Les Bleus Antoine e la Bracteantha Mohave Yellow.

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Via Nazionale Km. 57 + 07 | 98054 Furnari (ME) Italia | tel. fax +39 0941 802051 www.giambopiante.it | info@giambopiante.it


PRODUZIONE | tecniche

ADT IN SERRA

Temperatura diurna e notturna non bastano più, per una gestione ottimale. Meglio usare la temperatura media giornaliera di Costanza di Matteo

COME FARE LA SCELTA “VARIETÀ/DIMENSIONE DEL VASO MIGLIORE IN BASE LLA TEMPERATURA

S

appiamo bene che la temperatura è uno dei fattori che più influenzano la crescita delle colture: può essere un freno o un acceleratore dello sviluppo vegetale. Morel sas ha stilato alcune note tecniche utili per regolarla al meglio e favorire in questo modo la crescita dei ciclamini. PUÒ MIGLIORARE LA QUALITÀ Elevate permettono uno sviluppo rapido e importante della vegetazione, temperature basse rallentano la crescita e provocano dei volumi più piccoli nella stessa varietà. Allo stesso modo la temperatura determina la fioritura: numero di fiori, mazzo centrale, steli dritti, durata della vita dei fiori, intensità dei colori, fiori ben staccati dalle foglie. Maggiore è il volume della vegetazione, più la pianta necessita di temperature fresche per ridurre la traspirazione e concentrare l’energia sulla fioritura. Le piante di piccolo volume si adattano più facilmente alle diverse condizioni di temperatura. Va da sé, quindi, che è importante regolare al meglio le temperature delle serre. AUMENTARE L’INERZIA TERMICA Ogni serra reagisce in maniera più o meno rapida alle variazioni di temperatura esterne, a seconda degli impianti

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ESEMPI DI MEDIE MENSILI RILEVATE IN VARI TIPI DI CLIMA MEDIE MENSILI

Sanremo, IT

Rotterdam, NL

Salinas, California, US

Karuizawa, JP

Berlino, DE

2012

ago.

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22

2012

sett.

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17

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ott.

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18

14

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2012

nov.

13

7

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8

6

2012

dic.

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5

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0

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2013

gen.

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1

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0

2013

feb.

8

2

10

0

0

Mediterraneo (estate calda)

Oceanico (estate mite)

Oceanico Mediterraneo (estate mite)

Continentale umido di montagna (estate mite)

Continentale (estate calda)

ZONA CLIMATICA

che ha in dotazione: sistema di ombreggio, riscaldamento, ventilazione, altezza della struttura, e così via. Il tempo di reazione si chiama inerzia della serra. Più è lungo il tempo di reazione, maggiore è l’inerzia della serra. È importante conoscere la temperatura nelle serre per cercare di aumentare la loro inerzia quando le condizioni climatiche lo richiedono. Un’inerzia importante permette di garantire la stabilità delle condizioni climatiche scelte dal produttore nella serra durante un periodo più lungo. Un’inerzia bassa rischia di far ripercuotere quasi immediatamente le condizioni climatiche esterne sulle colture e così ne aumenta lo stress. Nei periodi di caldo è consigliabile aumentare l’ombreggio e la ventilazione: altrimenti la grande richiesta di acqua conseguente rischia di provocare una vegetazione eccessiva o danni irreparabili nelle radici. Nel periodo della fioritura, invece, le varietà a fiori grandi più delle altre rischiano bruciature, cadute precoci dei petali o colori pallidi. Nei periodi di freddo, una forte inerzia delle serre ottenuta tramite un buon isolamento permette di diminuire i costi di riscaldamento. CONOSCENZA E CONTROLLO Importante tenere conto delle temperature notturne. Nei periodi di caldo, il fresco della notte permette al ciclamino di raffreddarsi e diminuire il bisogno di traspirazione. Così le piante possono sopportare le alte temperature del giorno. Pertanto la valutazione della temperatura deve essere fatta sulla base delle 24 ore. Inoltre, in caso di minime elevate durante la fioritura, sarà più difficile pianificare alcune varietà per determinate dimensioni del vaso. In questo caso sarà necessario modificare il programma di coltura con varietà più adatte alle condizioni climatiche esistenti. Il metodo migliore per tenere sotto controllo le temperature è la stazione meterologica, che fornisce la massima e

la minima sulle 24 ore in una zona geografica. Ma queste informazioni hanno bisogno di essere affinate per sapere con precisione quali temperature sopportano i ciclamini nelle serre. Inoltre, ogni serra presenta le sue caratteristiche (materiali di costruzione, ombra, orientazione, ventilazione, e così via), e le condizioni termiche sono molto diverse. Quindi è utile effettuare la rilevazione delle temperature in ogni serra, nelle 24 ore. L’obiettivo è determinare la temperatura media.

L’IMPATTO DELLA TEMPERATURA SULLA COLTURA DEL CICLAMINO La temperatura influenza moltissimo la coltura del ciclamino. Fa da freno o da acceleratore di crescita in termini di coltura e di volume vegetale. Temperature elevate permettono uno sviluppo rapido e importante della vegetazione, mentre le temperature basse rallentano la crescita e provocano dei volumi più piccoli per una stessa varietà. È un elemento determinante per la qualità della fioritura (numero di fiori, mazzo centrale, steli dritti, durata di vita dei fiori, intensità del colore, fiori ben staccati dalla foglia). Maggiore è il volume della vegetazione, più la pianta necessita di temperature fresche per ridurre la traspirazione e concentrare l’energia sulla fioritura. Le piante di piccolo volume si adattano più facilmente alle diverse condizioni di temperatura.

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PRODUZIONE | assortimenti

I L P O NT E V E R SO

L’AUTUNNO

Sfruttare le ultime fioriture estive per creare insieme alle prime autunnali combinazioni originali. Con Echinacea e Salvia è possibile di Matteo Ragni

PER MIXARE • Salvia microphylla Blue Monrovia • Perovskia atriplicifolia • Salvia Lawrys Peach • Panicum virgatum

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riginaria del Nord America, tanti colori a disposizione, la forma riccamente tondeggiante. Ma non solo, è anche molto resistente e facile da produrre e da mantenere. Con qualità del genere, l’Echinacea non poteva fare altro che attirare su di sé l’attenzione degli ibridatori di tutto il mondo. E infatti tanti si sono messi a “giocare” con lei. Per le stesse ragioni, alcuni vivaisti hanno iniziato a coltivarle; fra questi troviamo Leonessa Vivai. NON SOTTOVALUTATE LA FINE DELLA FIORITURA Usare i capolini colorati delle Echinacea per decorare i giardini d’autunno è qualcosa che stiamo imparando a fare, col tempo. Le perenni all’inizio dell’autunno vengono date di solito per finite; e se invece avessero ancora una carta da giocare? Ad esempio, pur essendo nella fase

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calante della fioritura, possono ancora colorare i centri di giardinaggio: dal punto di vista del colpo d’occhio questa è una scelta furba e lungimirante. Lungimirante è anche proporre colori e forme appariscenti nel periodo autunnale. Finita l’estate i nostri occhi, così come quelli dei nostri clienti, sono pieni dei colori estivi. Bisogna condurre lo sguardo verso i colori caldi e morbidi dell’autunno e per farlo il modo migliore è quello di combinare piante dai colori estivi con le prime tonalità dell’autunno. Così accade che le Echinacea si sposino con le salvie ornamentali animando anche le graminacee maturate al sole estivo e pronte, imbrunendo, ad affrontare l’autunno. PER INFORMAZIONI E CONTATTI: www.leonessavivai.it


L’Echinacea purpurea ‘Irresistible’ dal fiore rosso ruggine ben si accosta al blu della Salvia microphylla Blue Monrovia. Una coppia che andrà avanti a fiorire fino ai freddi.

Echinacea ‘Gum Drop’.

Echinacea ‘Butterfly Kisses’.

Echinacea ‘Meteor Yellow’.

Per riprodurre una prateria si possono usare, insieme alle Echinacea ‘Supreme Cantaloupe’ anche le Perovskia atriplicifolia dai fiorellini azzurri così come le Salvia Lawrys Peach dal colore tenue. I Panicum virgatum aiuteranno a dare corpo alla composizione completando così il gruppo.

ECHINACEA, UNA SELEZIONE DI LEONESSA VIVAI • Echinacea purpurea ‘Irresistible’ • Echinacea ‘Golden Skipper’ • Echinacea ‘Supreme Cantaloupe’ • Echinacea ‘Minibelle’ • Echinacea ‘Meteor Yellow’

L’Echinacea ‘Golden Skipper’ è una pianta robusta, molto adatta anche in vaso. I fiori singoli di un colore giallo limone svettano su una pianta compatta e ben accestita. È una varietà semplice e resistente, ideale da tenere in vaso e per il tuo garden center.

• Echinacea ‘Gum Drop’ • Echinacea ‘Butterfly Kisses’ Echinacea ‘Minibelle’.

Flortecnica e vivaismo

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Prunus x lusitanica ‘Brenelia’ è un arbusto sempreverde con foglie verde scuro lucide. Le foglie ondulate sono sostenute da un picciolo rosso caratteristico della specie. Pianta dal portamento eretto, compatto, adatto ad essere coltivato in forma piramidale, eccellente come pianta da alberatura. Brenelia è una pianta forte: resiste alle malattie, al freddo fino a -15 °C e alla siccità. Inoltre resiste meglio del lusitanica o degli angustifolia alla coltivazione in vaso grazie alla sua capacità di adattarsi anche in climi umidi e nebbiosi. Perfetta come pianta da giardino, grazie alla sua fioritura abbondante e alla sua adattabilità in vaso è perfetta anche come pianta da città. Per maggiori informazioni e per avere la possibilità di riprodurlo in Italia contattare Matteo Ragni: +39 340 2295335 - matteo@matteoragni.eu


PRODUZIONE | coltivazione

COSA RENDE

UNA PIANTA SPECIALE

Clematis Isabella in coltivazione.

Lo sono tutte, ma a seconda dei periodi alcune salgono alla ribalta. Nostalgia e miglioramenti varietali hanno il merito di consentire di Matteo Ragni il ritorno delle Clematis

I

criteri per i quali una pianta vince dei premi sono spesso soggettivi, dipende da molti fattori e spesso dal periodo storico. La grande attenzione che gravita intorno alle Clematis negli ultimi due anni è giustificata forse dalla nostalgia che provano molti floricultori e giardinieri verso questo genere. Un genere conosciuto e apprezzato da molti ma coltivato da pochi. Certamente non è facile assecondare questi splendidi arbusti dal carattere legnoso ma spesso e volentieri dal comportamento vivace. La coltivazione delle Clematis è affidata ad esperti quindi che si basano su collezioni. Anche in Italia abbiamo alcuni esempi. Vivai specializzati in rampicanti che riescono, con le Clematis, ad avere degli ottimi alleati sia per le vendite primaverili che per quelle estive. EQUILIBRIO DELICATO La scelta della taglia, così come la determinazione del costo di produzione, non è di immediata interpretazione. Si deve prestare molta attenzione a non produrre piante troppo costose, soprattutto se si confrontano con le produzioni del nord Europa. Le produzioni italiane di Clematis si orientano verso l’esportazione, e quindi si producono vasi medio piccoli con un prezzo contenuto o verso il mercato nazionale con pezzature anche di maggiore dimensione.

La coltivazione classica su una sola canna di bambù sta lasciando spazio a coltivazioni su spalliere e forme che permettono di proporre piante di maggiori dimensioni con prezzo di vendita all’ingrosso maggiore. E poi c’è l’altra questione importante: la sfida delle Clematis è quella di conoscerle bene e di saperle associare. Si deve scegliere la varietà giusta in modo che sia vendibile nel periodo desiderato. La vendita tardo primaverile coinvolge mercati che già hanno produzioni di dimensioni ridotte come quelle olandesi e, sempre più, polacche. Molti sono i vivaisti che lavorano sul classico vaso quadrato alto e che associano altre rampicanti annuali alle Clematis, come Nasturtium, Thunbergia, Ipomoea. Io credo che si debba lavorare su piante dallo stesso carattere e quindi piante legnose o semi legnose come glicini, con la Wisteria Long IN BREVE • Ultimi due anni, nuova attenzione su Clematis • Produzione italiana orientata a esportazione • Prendono spazio coltivazioni su spalliere di maggiori dimensioni • Pensare a tutori più grandi permette di proseguire la vendita in autunno Flortecnica e vivaismo

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PRODUZIONE | coltivazione LE COMBINAZIONI MIGLIORI • Nasturtium • Thunbergia • Ipomoea • Wisteria Long Woodpurple • Passiflora • Campsis • Lonicera • Rose rampicanti molto teneri e possono essere facilmente posizionati sul tutore. È stato osservato che si ha un migliore risultato di coltivazione se si riesce a portare le Clematis fuori dal periodo di riposo gradualmente. Per questo motivo si suggerisce di coltivare le giovani piante di Clematis in una serra fredda o in un tunnel ombreggiato in modo da controllare al meglio le condizioni climatiche. Temperature alte all’inizio della coltivazione possono compromettere di molto i risultati della coltura. Una volta trapiantato disporre i vasi in un ambiente dove la temperatura media passi dai 7°C ai 20°C in tre, quattro settimane. Si possono seguire le temperature naturali ma si deve fare attenzione alle gelate tardive. Per facilitare il risveglio si possono ricoprire le piante con TNT nei primi giorni dopo il trapianto. Se il substrato è ben umido al momento del trapianto non è necessario irrigare. Clematis New Love.

Woodpurple dalla fioritura estiva tipica delle W. Frutescens. Buone compagne delle Clematis possono essere le Passiflora, le Campsis e le Lonicera. Ma cosa c’è di più bello di un vaso con una Clematis e una rosa rampicante che amoreggiano in giardino? E in vivaio quali altre piante attirano l’attenzione dei clienti come una spalliera fiorita di Clematis a giugno e settembre? OSTACOLI IN SERRA: VASI TROPPO GRANDI E GELATE TARDIVE Nel panorama ricco e vario di specie presenti sul mercato la tradizione degli ibridi inglesi fa di certo da padrona, fin da quando Hugh Morgan nel 1569 proponeva alla regina Elisabetta I i primi ibridi di Clematis viticella. Non si deve però dimenticare anche il grande contributo dato dai giapponesi e dagli innumerevoli appassionati selezionatori che da moltissime specie (C. montana, C. macropetala C. davidiana etc) hanno generato ibridi in grande quantità. La caratteristica del profumo è stata pian piano persa nelle selezioni per tornare ad essere ricercata lavorando su ibridi di C. florida e patens. La coltivazione in vivaio delle Clematis inizia sempre da un alveolare con una talea radicata alla fine dell’inverno, quando la pianta è ancora dormiente. Il trapianto non deve avvenire in contenitori troppo grandi perché altrimenti si rischia di “bloccare” la pianta per un lungo periodo finché le radici non hanno riempito il vaso. Il terriccio delle Clematis deve essere organico e sempre umido. Durante l’invasatura si deve sempre interrare bene l’alveolo in modo che sia ben in profondità. Se possibile inserire da subito il tutore in modo da evitare di toccare le piante durante la fase di crescita. I giovani tralci sono

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Flortecnica e vivaismo

UN PERICOLO: SALINITÀ ECCESSIVA Nel periodo vegetativo si deve mantenere il livello di azoto alto. Si preferisce concimare il terreno con concimi miscelati nel terriccio anziché fare affidamento a concimazioni con fertirrigazione. Infatti non si deve eccedere con l’acqua nelle fasi iniziali. Nella fase di mantenimento sarà sufficiente una concimazione con un concime bilanciato. Molti coltivatori preferiscono fertilizzare durante la coltivazione usando fertilizzanti idrosolubili in basse dosi. Per evitare pericolosi accumuli di salinità si consiglia di tenere sempre la salinità monitorata. Se il terriccio è ben concimato in fase di trapianto di copertura sono necessari solo pochi interventi di concimazione.

Clematis Emerald Dream.


Il terreno dovrebbe essere lasciato asciugare tra le irrigazioni, ma non al punto che le piante appassiscano. Quando è necessaria l’irrigazione, annaffiare abbondantemente. Le malattie fogliari possono essere ridotte mediante annaffiatura nelle prime ore del giorno, il che consente di asciugare abbondantemente le foglie prima della notte. L’irrigazione diffusa, se le piante hanno un buon ombreggio, è da preferire alle irrigazioni a goccia perché aiuta lo sviluppo omogeneo della pianta. PROGRAMMARE LA VENDITA SU DUE STAGIONI La maggior parte delle Clematis si vende fiorita in primavera, ma molte varietà sono rifiorenti e quindi si possono vendere anche nel periodo autunnale. Per questo motivo è bene scegliere il tutore adeguato. Se non siamo sicuri di vendere tutta la produzione in primavera è meglio usare dei tutori più alti che possano ospitare le piante per diverso tempo in modo da evitare di rinvasare le piante o di dover cambiare il tutore. Se si usano spalliere o forme è bene lavorare le piante quando sono in vegetazione. Infatti quando i rami lignificano sono difficili da gestire e facili alla rottura. Per favorire la ramificazione laterale delle piante è consigliato cimare l’apice vegetativo quando si raggiungono i tre nodi fogliari. Una sola cimatura è necessaria. Se non appaiono cacciate laterali nei 10 giorni dopo la cimatura controllare la salinità. È possibile che la pianta sia bloccata per eccesso di sali nel vaso. Per rimediare irrigare abbondantemente e lasciare asciugare. Se necessario rinnovare la cimatura dopo qualche giorno. La sensibilità della vegetazione delle Clematis ai prodotti chimici è elevata. Si deve fare molta attenzione a casi di fitotossicità sia da accumulo di sali nel terreno che alle ustioni fogliari dovute a trattamenti. Generalmente i nuovi ibridi a fiore semplice sono resistenti alle malattie, spesso accade che le varietà con i fiori grandi e doppi siano più sensibili agli attacchi fungini. In generale si deve considerare di avere degli ambienti ben arieggiati, anche attraverso ventilazione forzata. Una volta affrancata la pianta è possibile trasferire le piante in esterno, soprattutto le varietà a fiore semplice o di tipo a campana. In vivaio si deve fare attenzione a tenere il piede della pianta in ombra, la vegetazione può stare anche al sole, ma è importante proteggere le radici.

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PRODUZIONE | novità

CLEMATIS: OTTO VARIETÀ D INTRODUZIONE BELLA ANCHE IN BOCCIO Clematis Sweetheart è un’altra varietà introdotta da qualche anno in commercio dall’inglese Taylors Clematis. Questa clematide rosa dal fiore semplice fiorisce da giugno a settembre, ed è naturalmente non rampicante. Può essere usata per la produzione di fiore reciso, con tutore può essere usata per spalliere. Il fiore è molto bello sia in bocciolo che in piena fioritura, per cui si può vendere anche prima che i fiori appaiano, in maggio.

COLORE UNICO Clematis chiisanensis AMBER, nominata RHS Chelsea Plant of the Year 2016, all’inizio di quest’anno, ha vinto una medaglia di bronzo a Plantarium. AMBER è lodata in generale per le sue teste di una colorazione giallo / crema unica, come la fioritura che va da inizio a metà estate e che si prolunga fino a settembre.

DRITTA SENZA TUTORE Clematis heracleifolia “New Love” è una pianta elegante e dal buon vigore. I numerosi fiori blu-viola sono semplici, compaiono in estate e in autunno e hanno un morbido profumo. Ha una crescita forte e verticale che raggiunge il metro di altezza. Tralci eretti che non hanno bisogno di tutore. Resiste bene al freddo e sopporta il sole pieno. Predilige terreni fertili, ricchi di humus e ben drenati anche in vaso.

STELLE CON LE LENTIGGINI Clematis Sarah Elizabeth: i vivaci fiori a forma di stella rosa caramello hanno delle delicate lentiggini bianche, esaltati da una prominente corona di antere dal colore rosso ciliegia. La fioritura abbondante nel periodo estivo si rinnova in autunno, se particolarmente mite. Lanciata da Raymond Evison al Chelsea Flower Show 2018, ha riscosso un notevole interesse. 38

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À DI RECENTE

MINIMO SFORZO MASSIMO RISULTATO Clematis “Taiga”. Premiata al Plantarium nel 2016 e presentata nel 2017 al RHS Chelsea Flower Show, riscuote sempre un grande successo. I suoi fiori sono davvero unici. Dalla tarda primavera all’autunno, la Clematis “Taiga” fiorisce abbondantemente con brillanti fiori blu-viola. Durante tutta la stagione, cambiano i colori e la forma dei fiori ma la sostanza non cambia: un colpo al cuore! Raggiunge il metro di larghezza e due metri e mezzo di altezza. Il suo vigore è facile da controllare con le potature e ottimo da sfruttare per creare colonne fiorite e forme a spalliera. Resiste abbastanza bene al freddo anche se non tollera gelate e l’umidità fredda dell’inverno. Coltivata in vasi dal terriccio sciolto ma organico assicura fioriture abbondanti con il minimo sforzo. CASCATE DI BLU Clematis ‘Blue Pirouette’ PP. Una nuova Clematis valida per il fiore reciso, infatti è coltivata sia da produttori di reciso che da produttori di piante per l’hobbistica. I fiori di Blue Pirouette (appartenente al gruppo delle diversifolia) hanno fiori allungati e ben aperti. Blue Pirouette è bella usata su spalliere così come in contenitore, coltivata a cespuglio. Questa Clematide fiorisce con fiori blu scuro da giugno a settembre. Blue Pirouette è tollerante al freddo e resiste bene anche in zone calde. Necessita di una potatura vigorosa a marzo per fiorire abbondantemente.

CUSCINI DI FIORI Clematis Emerald Dream. Introdotta nel 2014 questa inusuale Clematis ha una crescita veramente ridotta. Forma dei bellissimi cuscini di fiori che ricoprono completamente la vegetazione. Da coltivare in vaso piccolo può essere usata sia come pianta da appartamento che in giardino.

VARIETÀ REGALE Clematis Princess Kate, è la clematis dedicata alla principessa Kate d’Inghilterra. Una varietà molto interessante tanto che ha vinto al Plantarium 2012 il premio come migliore pianta dell’anno. Si tratta di una specie texensis che produce fiori verticali a forma di campanella, lunghi circa 2 centimetri, che si allargano ampiamente verso le punte. I petali hanno una bella colorazione, sono bianchi all’interno e macchiati di rosso porpora all’esterno. Questi petali si formano attorno a un calice ricco di stami color prugna, che diventano sempre più evidenti man mano che i fiori si aprono. Flortecnica e vivaismo

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PRODUZIONE | interazioni

INFEZIONE BENEFICA Sono due secoli ormai che si parla di micorrize. Ma gli operatori del florovivaismo in Italia quanto sfruttano questa possibilità? di Camillo De Beni

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l termine micorriza è oggi conosciuto dalla maggior parte dei produttori, dei giardinieri e arboricoltori. Prodotti a base di micorrize (generalmente spore), puri o miscelati a prodotti organici di varia natura, si trovano con facilità e vengono commercializzati da tantissime aziende. Ma il percorso è stato lungo e tortuoso poiché, affermandolo da tecnico che a fine anni ‘90 ha vissuto in prima persona la fase pionieristica di introduzione e divulgazione della tecnologia, la diffidenza iniziale e il fatto che non si vedessero immediati gli effetti della micorizzazione sulle piante inoculate (manco si fosse trattato di una concimazione fogliare!), ha richiesto del tempo per convincere gli operatori. In effetti, di fronte ai “formulati” a base di spore di endo ed ectomicorrize e in occasione di tante presentazioni a conferenze e seminari tecnici divulgativi si veniva guardati come marziani o venditori di miracoli, ma successivamente, la caparbietà a la dimostrazione con test e risultati concreti hanno portato a una consapevolezza tale che attualmente i followers, come li chiamerebbero oggi, sono parecchi. Tra questi, lo affermo con un pizzico d’orgoglio, anche molti agronomi inizialmente scettici che invece oggi, collaborando con gli uffici tecnici del Verde Pubblico in tanti Comuni, inseriscono nelle specifiche tecniche relative alla posa a dimora di nuove alberature o al risanamento di piante mature, l’inoculo con formulati micorrizogeni. VANTAGGI RECIPROCI Ma in sintesi, cosa sono le micorrize e quali sono le loro funzioni e le possibili applicazioni pratiche? Le micorrize sono delle associazioni simbiotiche tra radice e fungo. Trattasi della simbiosi più diffusa in natura. Più del 90% delle specie vegetali, in condizioni naturali, è micorrizato. Fossili confermano l’esistenza di endomicorrize 450 milioni di anni fa, contemporaneamente all’apparizione dei vegetali terrestri. Esse sono fondamentali nel processo di colonizzazione dei continenti. Si afferma che questa straordinaria naturale collaborazione tra piante e funghi, questo “vivere insieme”, sia all’origine dell’evoluzione. Ma come sottolineato, la micorizzazione è un processo naturale, un’infezione benefica, che, affinché avvenga, richiede la presenza di funghi o spore di specie fungine specifiche, in presenza di una rizosfera attiva e di buona sostanza organica. La micorriza che si forma è a tutti gli effetti un nuovo organo, un’entità a sé, né pianta né fungo, ma un “centro di produzione” di ife fungine che si accrescono nel terreno sviluppandosi per chilometri ed esplorando un volume di terreno molto maggiore di quanto potrebbe fare una singola radice, anche la più piccola.

Il monumentale e storico esemplare di Cipresso del Kashmir (Cupressus cashmeriana) radicato sull’Isola Madre di Stresa (VB) curato con l’applicazione di inoculi di funghi micorrizogeni.

MOLTI VANTAGGI Nell’affrontare l’argomento la prima domanda da porsi è: quali soni i tipi di micorrize più diffusi nel regno


vegetale? A livello tassonomico esistono otto diversi tipi di simbiosi micorizzogena, ma i due principali, di maggior interesse ai fini applicativi, sono sicuramente le ectomicorrize e le endomicorrize. Le ectomicorrize sono le più evolute, comparse 150 milioni di anni fa, micorrizano gran parte delle specie forestali, Gymnosperme e Angiosperme. Il fungo è spesso un Basidiomicete o un Ascomicete con corpi fruttiferi macroscopici. (ad esempio, Phisolithus tinctorius tinctorius). Le endomicorrize o micorrize arbuscolari o VAM (acronimo inglese di Vescicular Arbuscolar Mycorrhizal), comparse oltre 400 milioni di anni fa, sono in assoluto le più diffuse, micorrizano quasi tutte le specie terrestri, compreso le graminacee dei tappeti erbosi. Il fungo è uno Zygomicete (ordine Glomales) che non produce corpi fruttiferi macroscopici (ad esempio, Glomus spp.). La seconda domanda da porsi ai fini applicativi potrebbe essere la seguente: premesso che trattasi di una simbiosi mutualistica, il che implica dei costi energetici per la pianta (i benefici non sono a costo zero per la pianta, che in cambio rifornisce di zuccheri e vitamine la micorriza), quali sono per le piante gli effetti benefici riconducibili all’azione delle micorrize? Ebbene, è dimostrato scientificamente che le micorrize: - Amplificano la superficie radicale di circa 700 volte, con un risvolto importante sulla capacità di assorbimento di nutrienti ed acqua, in particolare; - Garantiscono un’elevata capacità di resistenza a stress idrici, all’asciutto, agli squilibri termici, a valori di pH estremi, alla salinità; - Prolungano la vita delle radici e riducono l’entità delle crisi da trapianto; - A Aumentano l’assorbimento e la velocità di afflusso dei nutrienti minerali (N, P, K, microelementi) consentendo una consistente riduzione d’uso dei fertilizzanti; - Inducono una maggior resistenza e proteggono la pianta dai patogeni fungini agenti di marciumi radicali e del colletto;

Immagine di ectomicorrize al microscopio.

La visione di una endomicorriza al microscopio.

Miscela inoculata con spore pronta per essere applicata al terreno.

- Proteggono dai nematodi; - Proteggono le radici delle piante da sostanze tossiche e metalli pesanti; - Migliorano lo stato fitosanitario della pianta, consentendo una consistente riduzione d’uso dei pesticidi; - Diminuiscono l’accumulo di nitriti e nitrati nelle parti eduli delle piante e nel suolo; - Aumentano il contenuto di sostanze aromatiche e il grado zuccherino dei prodotti; - A Aumentano la biomassa organica nel terreno con conseguente incremento della produttività dei suoli agrari negli anni successivi; - Favoriscono, in associazione ai microrganismi, un miglioramento della struttura del suolo, contribuendo alla formazione di aggregati stabili; - A Agiscono in associazione con i microrganismi (batteri in particolare) dando vita a una rizosfera (complesso radici-suolo) che consente il mantenimento di un ambiente tanto ottimale per la vita delle piante quanto inospitale per i patogeni; - Consentono un risparmio energetico assoluto per la pianta, è infatti dimostrato che a una pianta non micorrizata occorre una quantità di fotosintetizzati 100 volte superiore per formare la stessa quantità di radici in grado di esplorare lo stesso volume di terreno di un albero fornito di micorrize. RISPARMIO ENERGETICO Le micorrize consentono un risparmio energetico assoluto per la pianta, è infatti dimostrato che a una pianta non micorrizata occorre una quantità di fotosintetizzati cento volte superiore per formare la stessa quantità di radici, in grado di esplorare lo stesso volume di terreno di un albero fornito di micorrize. Flortecnica e vivaismo

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PRODUZIONE | interazioni

UN PO’ DI STORIA Le prime pubblicazioni scientifiche in cui si accenna all’esistenza di associazioni tra funghi e piante risalgono al periodo 1840-1850. Inizialmente pensando che fossero ‘parassitarie’, quindi negative per le piante, ma poi, grazie alla fondamentale intuizione di ricercatori italiani, (Vittadini -1942 e Gibelli -1883), con una valutazione opposta, quindi con l’idea che le associazioni fossero benigne, con effetti benefici, utili, per la pianta. Ma la vera paternità della “scoperta” delle micorrize viene assegnata al prussiano Albert Bernhard Frank che, sintetizzando tutte le ricerche e le osservazioni eseguite fino ad allora, dimostra a fine ‘800, grazie ad un test scientifico eseguito su piantine di Pinus sylvestris, il carattere obbligatorio e benefico per le piante dato dalla presenza di funghi. Frank inventa anche il termine mycorrhize (dal greco mykòs = fungo e rhyza = radice) per identificare l’associazione radice-fungo, descritto da oltre 20 anni da altri ricercatori, e assegna a questa associazione il nome di symbiose, (dal greco sym = insieme e bio = vita). È quindi solo alla fine del XIX secolo che la rivoluzionaria teoria sulla citata simbiosi porta alla seguente definizione: “La micorriza è la risultante di una simbiosi mutualistica tra una pianta ed un fungo”. Successivamente si deve attendere quasi un altro secolo (1980) per vedere applicata e sfruttata la micorrizzazione nelle colture agrarie, orticole, forestali, florovivaistiche-ornamentali, ma anche nella bonifica di terreni inquinati, poveri, improduttivi, e questo grazie al forte impulso fornito dallo sviluppo di tecniche di biologia molecolare. La conferenza mondiale tenutasi in Québec (Canada) nel 1981 sancisce la vera presa di coscienza, a livello planetario, sull’importanza, sul ruolo e sulle potenzialità delle micorrize applicate alle colture agrarie.

Piantine di tappeto erboso micorrizate e non a confronto.

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Il terreno: un insieme di interconnessioni.

ZOLLARE LA PIANTA, BUONA PRATICA Un’ulteriore domanda, forse la più importante ai fini pratici e applicativi per i florovivaisti e i manutentori del verde: preso atto degli effetti benefici forniti dall’esistenza di simbiosi micorrizzogene, come è possibile fare in modo che questa naturale “collaborazione” si materializzi quando si pongono a dimora nuove piante o si realizzano tappeti erbosi o, ancora, si richiedono cure per salvaguardare piante mature o ci si trova di fronte a terreni poveri, magari inquinati e improduttivi? I vecchi (saggi!) vivaisti e i maestri giardinieri ci insegnano che, ancora prima della messa sul mercato di prodotti contenenti spore di funghi micorrizogeni, era, e lo sarebbe ancora, buona pratica, zollare la pianta dal vivaio di produzione e trapiantarla nel giardino di ultima destinazione portandosi dietro qualche “buona palata” di terra prelevata dal vivaio, nell’intorno dello scavo eseguito per zollare la pianta. «Gli effetti che si ottengono sono eccezionali!», mi disse quasi sottovoce Sir Peter Smithers, uno dei maestri giardinieri riconosciuti a livello internazionale. Forse, a loro insaputa, non realizzavano che la “buona palata” non era altro che una vera e propria micorrizzazione. In effetti, nel trapiantare dal vivaio al giardino una pianta, pur preparando con cura la zolla, rimangono in vivaio gran parte del sistema radicale e molte delle radici assorbenti (circa l’80%). Di conseguenza, le radici naturalmente micorrizzate, con le spore al seguito, si trovano prevalentemente nella “palata” di terra che ci si porta dietro e che si utilizza, distribuendola sulla zolla, durante la posa a dimora. Oggi le biotecnologie, le conoscenze e le tecniche sviluppate per coltivare le micorrize, hanno portato diverse aziende nel mondo a incrementare processi produttivi che consentono di produrre e fornire sul mercato preparati a base di spore di funghi micorrizogeni (ecto ed endomicorrize). Le spore, una volta prodotte e raccolte, vengono disidratate, trattate con speciali procedimenti che le stabilizzano e che le irrobustiscono mantenendone inalterato il potere germinativo e vengono successivamente immesse sul mercato in un packaging speciale, sigillate, in modo da garantire una


Differenza tra pianta micorrizata e non a confronto.

durata di conservazione o shelf-life minima di due - tre anni. Quindi basta procurarsi il prodotto e utilizzarlo distribuendolo, secondo le prescrizioni indicate sulle confezioni, ai dosaggi indicati*. PER BUONI RISULTATI Una pratica semplice e alla portata di tutti che, a conti fatti, si sposa perfettamente con il detto “chi più spende meno spende”, perché, è vero che i formulati hanno un costo ma è anche vero che, oltre ai benefici per la pianta, si risparmia nel lungo periodo per la riduzione di fallanze in termini di attecchimento, per il risparmio di acqua (minori irrigazioni) e di fertilizzanti, per il risparmio di trattamenti fitosanitari e, non ultimo, per la soddisfazione di vedere le piante crescere sane e con buon vigore senza necessità di “chimica” e per una questione legata alla tutela ambientale, poiché la micorrizzazione è a tutti gli effetti una pratica biologica che si allinea perfettamente alle disposizioni imposte dal PAN (Piano di Azione Nazionale) introdotto anche a questo scopo. Poche ma rigorose le regole da seguire per ottenere una buona micorrizzazione. Innanzitutto scegliere un prodotto di accertata qualità, certificato, garantito e ben conservato. Successivamente, a livello operativo, scegliere la corretta metodologia che significa: - U Utilizzare prodotti “a secco” distribuiti quindi granulari o in polvere, applicandoli direttamente sulla zolla o integrandoli nella preparazione del terreno, (quest’ultimo metodo è tipico nella formazione dei tappeti erbosi sia seminati che zollati); - Utilizzare miscele liquide su base acquosa, da preparare al momento, attivando le spore, miscelandole con prodotti organici liquidi (acidi umici/fulvici, aminoacidi, estratti di alghe), integrandole possibilmente con microrganismi benefici (batteri, Trichoderma, ecc…), inoculando il terreno iniettandovi la soluzione. La metodologia si sposa perfettamente ai casi in cui è richiesto il risanamento di piante sofferenti, di piante monumentali o di pregio in fase di incipiente senescenza ma anche di semplice inoculo di piante e arbusti per incrementare la resistenza a fattori di stress in genere. Importante è sempre associare all’apporto di spore di

Un’applicazione su tappeto erboso.

funghi micorrizogeni della buona sostanza organica, matura, ideale per favorire lo sviluppo di microrganismi in modo da garantire la migliore biofertilità. Non ultimo, la micorrizzazione è un’infezione che per avvenire richiede la presenza del fungo e di un apparato radicale, se la pianta che viene micorrizzata non è dotata di un buon apparato radicale è utopistico pensare di ottenere dei buoni risultati, quindi la prima cosa: partire con piante di qualità ben lavorate. *IN MERITO AI DOSAGGI Relativamente ai dosaggi, diventa essenziale attenersi alle indicazioni, poiché la differenza la fa il numero di spore che vengono applicate per volume di substrato. In altre parole, è importante conoscere la concentrazione di spore presenti nella confezione (esempio: 15 spore di endomicorrize (VAM)/ gr oppure 700.000 spore di ectomicorrize/gr) e conoscere, in base al volume di terra da inoculare, quante spore apportare per eseguire un intervento efficace. Generalmente i prodotti commerciali certificati e affidabili indicano il numero di spore presenti per grammo e forniscono specifiche indicazioni su quanto prodotto apportare in funzione della superficie di terreno o del volume della zolla o del vaso da inoculare. Flortecnica e vivaismo

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TENDENZE | iniziative

AUTUNNO, SI FA FESTA

Dopo il buon successo delle precedenti edizioni, per la terza volta si prepara il Garden Festival di Aicg. Per riportare al centro del business piante e fiori di Filippo Tommaseo

Il ciclamino sarà il fiore protagonista dell’edizione 2019.

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l ciclamino sarà il protagonista indiscusso della terza edizione del Garden Festival d’Autunno promosso da Aicg (Associazione Italiana Centri Giardinaggio), in programma dal 22 settembre al 21 ottobre nei centri di giardinaggio soci in tutta Italia. Il Garden Festival d’Autunno è un’iniziativa nazionale che coinvolge diversi garden in tutta Italia e prevede iniziative ed eventi comuni: l’aperitivo “verde” per salutare l’arrivo dell’autunno (22 e 23 settembre), attività per i bambini come “I nonni raccontano” (un laboratorio con letture in occasione della Festa dei Nonni nel weekend del 6 e 7

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ottobre), una grande festa finale aperta a tutti (20 e 21 ottobre). Un’iniziativa che dai punti vendita è vista come un’opportunità per recuperare le vendite di piante e fiori perse durante una primavera difficile a causa del meteo sfavorevole, che ha visto perdite di fatturato anche del 40% nel solo mese di marzo. PROMUOVERE LA CONOSCENZA Non N on solo i ciclamini verranno utilizzati nei laboratori e nelle aiuole dimostrative allestite all’interno di ogni singolo garden. Tanti anche gli stimoli per conoscere piante nuove, varietà insolite e suggerimenti per realizzare composizioni originali per ottenere in autunno effetti sorprendenti abbinando tra loro piante differenti per colori, forme, fioriture e fogliame. Tutti, anche i meno esperti, potranno partecipare a corsi ed eventi per scoprire le attività di giardinaggio più utili del periodo autunnale: la piantumazione dei bulbi a fioritura primaverile e la messa a dimora delle piante che consenta un corretto sviluppo radicale per un’esplosione della crescita con la bella stagione. Il Garden Festival d’Autunno ha anche uno spirito formativo: ha l’obiettivo di sviluppare negli adulti una cultura del verde e, attraverso la didattica, coinvolge in maniera attiva anche i bambini. Verrà riproposto il laboratorio “Pianta un bulbo” che si rivolge proprio ai piccoli giardinieri in erba, che nell’affidare alla custodia


AICG TRA VIAGGIO E STUDIO Come tutti gli anni, l’Associazione Italiana Centri di Giardinaggio ha organizzato un viaggio studio in un Paese europeo, alla scoperta della civiltà e del mercato estero. Meta di quest’anno, l’Irlanda, durante un’intensa tre giorni che si è svolta dal 26 al 29 giugno. Nelle giornate di studio i partecipanti hanno avuto la possibilità di conoscere da vicino i sette centri di giardinaggio più importanti: The Orchard, Arboretum Kilquade, Leighlinbridge, Jones Garden Centre, Johnstown Garden Centre, The Garden House a Malahide e Newlands Garden Centre. Interessante la visita a due originali concetti di store nati in Irlanda, Avoca a Dunboyne e Rathcoole. Una tappa è stata riservata a Powerscourt Estate, il parco più bello d’Irlanda e il terzo più bello al mondo, e alla storica fabbrica della birra Guinness. È stata un’esperienza a cavallo tra garden centre, natura e cultura, un’occasione per trarre spunti e avere confronti interessanti per il lavoro di tutti i partecipanti, soci ordinari e sostenitori di Aicg.

della terra un piccolo bulbo, resteranno sorpresi in primavera da un’incredibile esplosione fiorita imparando il valore dell’attesa e delle cure da dedicare a ciò a cui si tiene. NUMERI IN AUMENTO “Il Garden Festival d’Autunno è un’iniziativa che si amplia di anno in anno coinvolgendo un numero sempre crescente di garden center soci di Aicg che ne condividono lo spirito: lo scorso anno sono stati oltre 80 i centri di giardinaggio che hanno aderito all’evento e per questa edizione contiamo di coinvolgerne un numero ancora maggiore. È costantemente in aumento anche il pubblico che prende parte agli eventi, avvicinandosi al mondo del

DIVENTARE GARDENISTI A MINOPRIO Il 2018 di Aicg registra anche la novità della “Scuola di Formazione Aicg a Minoprio. Percorsi di studio per il personale del centro giardinaggio”. Nata su proposta di Aicg e grazie alla collaborazione della scuola di Minoprio, si tratta di tre corsi rivolti ai dipendenti e titolari dei garden center soci ordinari dell’associazione: il primo, dedicato a “Il reparto giardinaggio”, si è tenuto dal 18 al 22 giugno per un totale di 40 ore; hanno partecipato dieci alunni, nove dipendenti e un titolare di garden center. Il secondo corso, intitolato “Le piante”, si è tenuto dal 25 al 29 giugno e ha occupato uno spazio di 40 ore. Hanno partecipato undici dipendenti di garden center. Infine, il corso su “Comunicazione e organizzazione”, tenutosi dal 2 al 5 luglio per un totale di 32 ore, ha visto la partecipazione di 22 alunni, sia dipendenti sia titolari. Le lezioni sono state tenute da docenti della Fondazione Minoprio e da formatori esterni selezionati fra esperti del settore e professionisti aziendali.

Spazio ai bambini con laboratori dedicati.

giardino e riscoprendo l’autunno come stagione ideale e non scontata per potersi dedicare alla cura degli spazi verdi”, commenta Silvano Girelli, presidente di Aicg. Anche quest’anno l’iniziativa sarà infatti l’occasione per raccontare e far scoprire a curiosi e appassionati di giardinaggio l’importanza dei mesi autunnali per mettere a dimora le piante e i bulbi e, in generale, per la cura e la bellezza dei propri spazi verdi – piccoli o grandi che siano –, svelando i segreti delle piante di questa stagione e facendo conoscere la bellezza di nuove varietà di piante. Perché il fascino di un giardino è racchiuso nel suo continuo mutamento di forme e colori, in tutte le stagioni. Flortecnica e vivaismo

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TENDENZE | iniziative Il colore è un elemento che contraddistingue le collezioni di Amigo Plant. Qui, le verdi succulente trovano dimora in contenitori di legno variopinto.

UNA PIANTA

PER AMICO

In Olanda è stata sviluppata una linea di piante succulente ad hoc per festeggiare le ricorrenze in famiglia colloquio con Jacco Huibers di Marta Meggiolaro

PER INFORMAZIONI www.amigoplant.nl

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migo Plant è un’azienda conosciuta, si distingue alle fiere per gli scaffali pieni di colore. Non mi riferisco ai petali dei fiori o alle foglie, ma proprio al colore, alla tempera e al glitter. Una delle caratteristiche principali di dell’azienda olandese, infatti, è quella di offrire succulente già colorate in linea con la ricorrenza da celebrare, oppure da colorare. Come succede con le Echeverie confezionate per la Festa dei Nonni. Jacco, che rapporto c’è fra Amigo Plant e la Festa dei Nonni? Amigo Plant ha sostenuto fin dall’inizio la Festa dei Nonni, credendo molto prima che nella parte commerciale, nella parte sociale. Ci piace l’idea di produrre qualcosa che serva per ringraziare i nonni per tutto quello che fanno, ci

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Flortecnica e vivaismo


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piace offrire piante molto belle per questo scopo. Siamo orgogliosi della collaborazione con Charles Lansdorp, che da sempre si adopera per lo sviluppo di questa celebrazione in tutta Europa. Ma anche la parte commerciale avrà un suo rilievo… Certamente. Iniziamo a dire che è importante avere un giorno in ottobre che stimoli la vendita di piante e fiori. In secondo luogo, questa ricorrenza offre l’occasione per avvicinare i bambini alle piante e ai fiori, e questo fattore è importante, perché significa che stiamo formando i consumatori del futuro. Siamo contenti del risultato che sta avendo in Europa, ci sono Paesi molto ricettivi, come la Francia, ad esempio. Amigo Plant si occupa di tutto il ciclo produttivo? A Noi partiamo dalle giovani piante e ci occupiamo di tutto il ciclo di crescita. In Olanda abbiamo il vantaggio di un’ottima logistica che ci permette di spedire con facilità ordini grandi o piccoli. Il nostro obiettivo è che tutti possano avere piante di qualità con una produzione attenta all’ambiente. Questo punto per noi è molto importante, in azienda amiamo dire: “non siamo noi a fare le piante, ma la Natura”.

mercato italiano, perché gli italiani amano le succulente, e noi possiamo offrire ottime piante. A che target pensate, in Italia? Flower shop, garden center… ogni negozio che vende verde va bene. Soprattutto per i fioristi, e i punti vendita che non organizzano grandi allestimenti come i Villaggi di Natale dei centri di giardinaggio, andrebbe benissimo la nostra collezione Natale, che può aiutare a incrementare le vendite in un momento un po’ smorto.

Jacco Huibers e Charles Lansdorp mostrano orgogliosi le piante confezionate per la Festa dei Nonni durante Myplant & Garden 2018.

U cura che si vede anche nei riconoscimenti che Una avete ricevuto… Nel 2017 abbiamo vinto il primo olandese come migliore azienda del settore agricolo, un riconoscimento di cui sia siamo davvero molto orgogliosi. Siamo un’azienda grande, ma la cosa che ci rende sempre più grandi è la consapevolezza che possiamo fare ancora molto, e molto meglio. Ad esempio, stiamo concentrando la nostra attenzione sul

Nella collezione dedicata al Natale, oltre a Echeverie colorate nei toni che riportano alla festività, anche queste particolari palline per l’albero, riempite con piccole succulente.

PER LA FESTA DEI NONNI, E NON SOLO Qui un esemplare di Echeveria dipinto in modo piuttosto artistico e originale direttamente da Amigo Plant. Le confezioni regalo della Festa dei Nonni hanno in dotazione un pennello e i tre colori primari; in questo modo danno invece la possibilità al consumatore di dipingere da sé la propria pianta, per poi farne dono alle persone care. È un concept ideato per i più piccoli, ma che ha riscontrato il favore anche degli adulti, perché stimola il desiderio di faida-te e di personalizzazione. Flortecnica e vivaismo

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TENDENZE | iniziative

PER INFORMARE,

PER VENDERE

Le mostre mercato sono una buona opportunità per porre l’attenzione dei consumatori su alcune specie e promuovere gli acquisti di Filippo Tommaseo

CULTURALE E COMMERCIALE Dal punto di vista estetico e dello “spettacolo”, infatti, Floricoltura Pironi ha coordinato la produzione in modo che la mostra mercato sia l’occasione per ammirare più di cento varietà di viole di ogni colore, differenti e originali, tutte fiorite contemporaneamente e accuratamente catalogate ed etichettate. La cura nella presentazione di evince anche dagli opuscoli che accompagnano la mostra, e che ne valorizzano l’obiettivo divulgativo e culturale: raccontare le possibilità che la viola offre anche in autunno e far scoprire tante curiosità su questo fiore apparentemente semplice, oltre alle informazioni sulla sua coltivazione. Ad esempio, è ancora poco recepita dal pubblico la consapevolezza che viole, violette, miniviole e viole del pensiero fioriscono in primavera, nei colori più svariati, ma è tra trapiantandole in autunno che si ottengono le migliori fioriture. Inoltre è possibile proporre diverse varietà per avere balconi rigogliosamente fioriti anche in inverno.

L’esposizione prevede che le viole siano ben distinte grazie a un sistema di numerazione e le etichette riportano il nome botanico.

S

i chiama “100 sfumature di viole” la proposta di Verdevivo e Floricoltura Pironi rivolta ai centri di giardinaggio del nord e centro Italia. Si tratta di una mostra mercato, giunta alla seconda edizione, che animerà i garden center aderenti dal 22 settembre al 21 ottobre. Lo scopo, supportare ed incrementare le vendite alle porte dell’autunno, per rendere il proprio centro di giardinaggio un luogo che fa cultura del verde, per essere presenti sul territorio con iniziative che facciano conoscere il punto vendita e facciano aumentare il numero dei visitatori, grazie al lavoro accurato e preciso dei vivaisti.

PER INFORMAZIONI Sul sito www.100sfumaturediviole.it è disponibile il catalogo completo delle viole e l’elenco dettagliato dei Centri di Giardinaggio che ospiteranno la mostra. 48

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Miniviola colore terracotta cangiante.


LE PROTAGONISTE Chiaramente l’intento finale per un garden center, come per le aziende promotrici, è quello commerciale: i centri di giardinaggio acquistano i carrelli (sono disponibili diverse possibilità) e tutte le viole in mostra potranno essere acquistate. Inoltre per ingolosire i visitatori di quest’anno, si è aggiunta una novità, la “Viola odorosa”, una specie recuperata dal passato e dalla tradizione popolare. Da molti conosciuta come Violetta di Parma, è una specie dai cui fiori si ottengono le essenze fondamentali per creare profumi a base di violetta. In mostra se ne troveranno di diversi colori, dal bianco al porpora, passando per diversi gradi di blu e rosa. Oltre alla Viola odorosa, saranno quattro le principali famiglie in esposizione: - Miniviole ricadenti, straordinarie nella fioritura (una pianta può arrivare a portare 250 fiori contemporaneamente a pieno sviluppo), ottime nella capacità di fiorire anche in inverno, resistenti al gelo, sono perfette per i balconi che vogliono rimanere fioriti anche in autunno-inverno. Le varietà si potranno trovare in più di 20 colori: quattro saranno quelli nuovi presenti in mostra, tra i quali lo Strawberry (Fragola). Si troveranno sia in vaso sia in cestino e sacche da appendere, queste ultime sono perfette per decorare pilastri, colonne, pareti o anche balconi e porte d’ingresso. - Miniviole che, insieme alle miniviole ricadenti, sono le uniche viole capaci di fiorire anche in inverno. Sono perfette per chi vuole godere della vista delle proprie aiuole anche nella stagione fredda: non temono il gelo e resistono fino a -30C°. L’origine L ’origine di queste varietà è in buona parte frutfrut to del lavoro di aziende italiane e in mostra queste piante saranno riconoscibili grazie al vaso di colore rosa. - Viole cornute:: è il comparto con il più grande assortimento di colori e disegni del fiore. Bellissime le faccette, ovvero quelle viole che hanno una macchia centrale di colore che sembra guardare l’osservatore. Una curiosità: tutte le viole tendono a orientare la maggior parte dei fiori verso sud, verso il sole, perciò un’aiuola guardata da sud

Viola odorosa.

avrà un effetto estetico notevole e sicuramente più fiorito che se osservata da un altro lato. Anche questa varietà resiste al gelo. - Viola del pensiero, la famiglia più importante e più diffusa di viole. Bellissime in autunno, straordinarie in primavera. Resistono al gelo e, grazie alla gamma di colori disponibili, permettono di realizzare le aiuole quasi come se fossero dipinte. Bellissime le classiche giallo o giallo con occhio, incredibilmente luminoso il bianco puro, ma elegantissimo anche il colore blu, blu con occhio, porpora e, novità di quest’anno, il nero. La varietà si chiama Halloween ed è magnifica da abbinare con il bianco o con il giallo, interessante per decorare spazi dove il nero può risaltare, per esempio vialetti di pietrisco bianco o grigio.

PAN Matrix Sunset vrij.

Viole del pensiero colori speciali.

LE AZIENDE PROMOTRICI Verdevivo srl: si occupa della distribuzione Floricoltura Pironi: si occupa della produzione Flortecnica e vivaismo

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TENDENZE | scelte

BLU INTENSO Salvia x hybrida “Mysty” è una Salvia con fiori blu incredibilmente grandi. Ha una crescita geneticamente compatta e uniforme, è ideale sia per essere prodotta singolarmente in vasi da 13-14, oppure in composizioni miste e fioriere più grandi. La crescita compatta è interessante anche dal punto di vista economico (possono essere coltivate molte più piante per metro quadrato) e offre nuove opportunità di mercato nella filiera florovivaistica. Mysty soddisfa chiunque; in giardino è in continua fioritura senza necessitare di alcuna cimatura o potatura extra. È particolarmente tollerante nei luoghi esposti a pieno sole e al calore. Inoltre è rispettosa dell’ambiente in quanto è fonte di cibo per le api per molti mesi. Ha vinto il primo premio come migliore innovazione all’ IPM 2018 come pianta da giardino.

COLORE COLORE COLORE

C

osa sarebbero le piante fiorite senza le loro cromie? Da quelle più delicati fino a quelle più vivaci, sono queste, insieme a pochi altri elementi, a “fare” la pianta agli occhi dei consumatori. Tant’è vero che in ogni sondaggio fatto sul giardino, la caratteristica del colore è al primo posto. Florensis conosce bene questa esigenza e presenta qui tre varietà che hanno come punto di forza proprio questo.

È fra le richieste principali dei consumatori. Da Florensis, tre proposte adatte per fornire ai centri di giardinaggio la risposta giusta di Costanza di Matteo

MULTICOLORE MULTI Calibrachoa Conca MixMasters è l’unione di tre diversi colori di talee prese dalla serie di Calibrachoa Conga in un unico alveolo ”paper plug”; ogni alveolo è quindi una giovane pianta che fiorisce in tre diversi colori come se fossero un’unica pianta. Invasare il trix è molto semplice. La pianta è indicata per un uso in vasi di 12-14. • Fioritura precoce ed uniforme • Grande assortimento di colori • Ottime performance in giardino • Prodotto attrattivo nei punti vendita I MixMasters di Conga sono innovativi, attraenti e di successo garantito. Non c’è niente di simile attualmente sul mercato. ROSA VIVACE Osteospermum ecklonis Dalina®. L’inizio di una nuova era! Con Osteospermum Dalina® Florensis è in grado di soddisfare ogni esigenza per la tua corretta programmazione. Questa serie è caratterizzata da fiori grandi, dà la possibilità di creare un assortimento più attraente e accattivante, una gamma di colori e piante a cui sarà impossibile resistere. L’ibridazione di nuove varietà, la moltiplicazione e la radicazione sono processi garantiti da Florensis. • Fiori grandi, da produrre in vasi 12 to 14 cm. • Produzione perfettamente programmabile. • Consigliabile una spuntatura. • Ciclo produttivo corto da 9-12 settimane. • Ideale per invasi autunnali/invernali.


TRADE MAGAZINE MENSILE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE PER LA FLORICOLTURA E IL VIVAISMO

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dal 1977 informa il settore Agosto / Settembre 2018

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n u m e ri La forza dell'identità e il bisogno di nuovi orizzonti


TENDENZE | scelte

FRUCTA FRESCA! In autunno si pianta, si pota e si cercano nuove idee. Con Arena Vivai arrivano in Italia le piante da frutto che sognano i consumatori. Più una che va oltre i sogni di Alessandro Coraggio

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n’azienda vitale che affonda le sue radici nella storia di un vivaio storico come Le Barbare. Quando ha deciso di chiudere, un gruppo di dipendenti ha fondato una nuova azienda. Nasce così Arena Vivai, che ha come frontmen tre impavidi giovanotti, Alberto, Fabiano, Mario, faccia franca, la testa e le mani sempre in movimento. Come in tutte le aziende moderne, la struttura è leggera ma efficace, e conta professionisti e vivaisti esperti. ESPLORARE NUOVE STRADE Ultimamente Arena ha deciso incrementare l’assortimento entrando nel mondo delle piante da frutto, grazie a Fructa: così si chiama la divisione di Arena specializzata nella pianta da frutto. Un assortimento variegato in vaso 24, coltivato nel vivaio di Legnaro. Una linea tradizionale, che si veste di una nuova comunicazione sul prodotto, destinata al consumatore finale, attraverso le etichette. Una comunicazione facile ma dal buon valore tecnico, capace cioè di condurre il cliente attraverso le operazioni colturali più ostiche come la potatura e l’identificazione

degli impollinatori. Ma solo l’etichetta non basta, ecco che quindi Arena Vivai incontra i suoi clienti più volte durante l’anno per raccontare e “formare” i venven ditori sulle caratteristiche del prodotto. LA FORZA DEL VALORE AGGIUNTO Come ribadito dall’Eurostat nell’ultimo report del 30 luglio 2018, il mercato delle piante da frutto e della frutta e verdura biologica è in aumento in tutta Europa così come in Italia. Questo aumento implica anche una maggiore consapevolezza dei consumatori e una conseguente maggiore richiesta di soluzioni. Soluzioni che per un vivaista esperto come Arena Vivai vuol dire migliore qualità ma anche nuove varietà capaci di essere accattivanti sia sul piano produttivo che su quello commerciale. Partendo dall’esigenza di avere piante da frutto non solo belle e di ottima qualità ma anche facilmente vendibili nel punto vendita, si è creato un sistema di comunicazione del prodotto capace di raccontare nel dettaglio le caratteristiche specifiche di ogni specie. Cercando inoltre di rispondere alle esigenze di auto produzione che molti clienti finali hanno, nasce l’idea di avere piante compatte, da vaso, molto fruttifere. Da qui nuove varietà facili, accattivanti e dai risultati eclatanti, come Mojo Berry. PER INFORMAZIONI www.arenavivai.com commerciale@arenavivai.com

Partendo dall’esigenza di avere piante da frutto non solo belle e di ottima qualità ma anche facilmente vendibili nel punto vendita, si è creato un sistema di comunicazione del prodotto capace di raccontare nel dettaglio le caratteristiche specifiche di ogni specie, grazie ad etichette che comunicano direttamente con il consumatore finale.

Morus rotunbiloba Mojo Berry (‘Matsunaga’ PBR), “Plant of the Year” al Chelsea Flower Show nel 2017. Un gelso da frutto che come tutti i suoi simili fiorisce in tarda primavera. L’eccezionalità del Mojo Berry sta nel fatto che continua a fruttificare per tutta l’estate se il caldo e l’acqua non gli mancano. Un grande successo capace di portare frutta e colore in giardino, particolarmente adatto ai climi mediterranei. Flortecnica e vivaismo

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TENDENZE | normativa

GDPR,

MA COSA SIGNIFICA? L’Europa modifica le regole per il trattamento dei dati personali. Vediamo cosa cambia nel proteggere la privacy dei clienti di Jurg Burger

I COMPITI DEL TITOLARE DEL TRATTAMENTO 1. Redigere un Registro dei Trattamenti con le tipologie di dati, le finalità, i destinatari, gli strumenti usati. 2. Valutare i rischi di sottrazione, alterazione o perdita di dati personali con le relative conseguenze. 3. Adottare misure tecniche e organizzative idonee a prevenire i rischi. 4. Designare le persone autorizzate a trattare i dati e fornire loro istruzioni adeguate. 5. Sottoscrivere un contratto con i Responsabili esterni ai quali affida dati personali da trattare. 6. Adeguare le Informative al Regolamento 2016/679 e chiedere il consenso per le attività di marketing. 54

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l Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati Personali UE 2016/679 in vigore dal 25 maggio 2018 impone nuove regole alle aziende che trattano dati personali. L’obiettivo del Parlamento europeo è quello di armonizzare le leggi sulla privacy nell’Unione Europea e di aggiornare le regole sul trattamento dei dati personali tenendo conto dell’evoluzione delle tecnologie informatiche, della diffusione dei social media e della crescente tendenza a raccogliere e profilare enormi quantità di dati sugli utenti. Gli obiettivi perseguiti dal legislatore vanno in due direzioni: tutelare la riservatezza delle persone fisiche, e proteggere i dati personali dal rischio di essere violati e divulgati, manomessi o distrutti. Al titolare dell’azienda, in qualità di Titolare dei trattamenti, spetta il compito e la responsabilità di valutare i rischi che


incombono sui dati personali e di decidere le misure di sicurezza idonee a prevenirli. LA PRIVACY NELLE AZIENDE I dati personali vengono acquisiti principalmente in questo modo: • Vendita con fattura, consegna a domicilio, ordine di prodotti a catalogo; • Iscrizione online a Newsletter, richiesta di informazioni via mail, iscrizione ad un corso. Iniziamo dal caso più semplice. L’azienda acquisisce dati personali perché i clienti chiedono la consegna dei prodotti acquistati. L’addetto alla vendita prende nota di: nome, indirizzo, numero di cellulare. Al cliente deve consegnare l’Informativa in cui spiega che uso farà dei dati. Poiché il Regolamento vieta qualsiasi uso per finalità diverse da quelle per cui i dati sono stati acquisiti, conviene chiedere subito il consenso per altre finalità, per esempio l’invio di mail con offerte o proposte, newsletter o altro. Un altro consenso che spesso viene chiesto è quello di comunicare i dati ad altre aziende, per esempio società che fanno attività di marketing per conto dell’azienda. Occorre mettere a fuoco i possibili usi, indicare le finalità e chiedere il consenso specifico per ognuna di esse.

IL CONSENSO SERVE QUANDO • I dati vengono raccolti e trattati senza una base giuridica che sollevi dall’obbligo del consenso (adempimento contrattuale, interesse vitale di un terzo, interesse legittimo prevalente). • I dati personali vengono usati per una finalità diversa da quella per cui sono stati raccolti (esempio: attività di marketing). • I dati personali vengono comunicati ad altri Titolari (ad esempio, al commercialista per l’elaborazione delle paghe) o a terze parti al di fuori dell’Unione Europea. • I dati personali sono sensibili o giudiziari. • I dati appartengono a minori di 16 anni.

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TENDENZE | normativa

UN PASSO IN PIÙ PER SCELTE CONSAPEVOLI Se l’azienda ha costruito negli anni un database dei propri clienti e lo usa per inviare newsletter, promozioni, offerte e proposte, cosa cambia con il Regolamento europeo?

I SOGGETTI DELLA PRIVACY • Titolare del trattamento L’azienda, professionista o ente che effettua i trattamenti sotto la propria responsabilità, decidendone le modalità. • Responsabile del trattamento L’azienda o il professionista che tratta i dati per conto del Titolare (ad esempio il consulente del lavoro). Deve essere incaricato con un atto legalmente valido. Non va confuso col Responsabile interno previsto dal Codice Privacy - D. Lgs 196/2003. È sempre un soggetto esterno. • Responsabile della Protezione dei Dati Ha compiti di consulenza e sorveglianza e funge da referente per l’Autorità di controllo. Non è obbligatorio per i garden, perché hanno meno di 250 dipendenti. • Interessati Le persone fisiche i cui dati vengono trattati dal Titolare del trattamento.

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Se raccoglie dati degli utenti sul sito web, con la finalità di inviare newsletter o dare accesso a un’area riservata, deve fornire l’Informativa sulla privacy, dichiarare le finalità del trattamento e chiedere il consenso per le attività di marketing. Il sistema informatico deve essere in grado di tenere traccia del consenso rilasciato.

Ai clienti in archivio occorre inviare una nuova Informativa con le informazioni aggiuntive del Regolamento: la durata del trattamento, l’origine dei dati qualora non forniti direttamente, l’eventuale trattamento o comunicazione extra UE. Il software deve essere predisposto per la rettifica, la cancellazione o l’opposizione al trattamento. Il cliente può cambiare idea e ha il diritto di cancellarsi dalla mailing list.

La soluzione ideale, che fa risparmiare tempo, è la creazione di una pagina di Profilo sul sito, alla quale l’utente possa accedere per aggiornare i dati e le scelte di consenso. Così tutto avviene automaticamente, senza che un addetto debba gestire i dati e i consensi.


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