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Numero 1 - 2017

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Ăˆ ora di tornare in giardino Piante, fiori e colori per una primavera scoppiettante


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Numero 1 - 2017

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Som

07 L’armonia dell’orto sinergico

Dove fiori e verdura hanno lo stesso valore

10 Fascino mediterraneo

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Ricchezza di colori e forme, unita a forza e resistenza, e a bassa manutenzione

14 Le regole d’oro per il prato

La primavera è il momento migliore per rinnovare il tappeto erboso

16 Ciliegio, delicato fiorire

Come piantumarlo in primavera e alcuni accorgimenti per la coltivazione

18 Natura in pennarello

L’Art Therapy invita a rallentare e a perdersi fra bellissime immagini in bianco e nero da riempire di sfumature

21 A ciascuno il suo giardino

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GIARDINIA magazine

Forme, linee e colori per spazi verdi originali e unici. Dove camminare, rilassarsi e coltivare


mario 26 In buona compagnia

Quattro piante diverse, ma che accostate danno nuova forma alla composizione

Progetto editoriale e redazione e d i z io n i

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Proprietario Giardinia Scarl Concorezzo (MB) www.giardinia.com info@giardinia.it

Laboratorio

verde

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Progetto grafico Francesco Fedelfio Stampa Elcograf S.P.A. Via Mondadori 15, 37131 Verona Giardinia Magazine è stampato su carta certificata FSC.

29 Il fronte casalingo del benessere

In appartamento, in ufficio e per le strade il verde riduce il malessere

34 A Pasqua faccio l’Eierbaum

Un modo in più di celebrare la festa della Resurrezione, ma anche un pretesto per decorare la casa (di nuovo)

36 Per un look puro e trasparente

Combinare gli elementi tradizionali del verde con quelli moderni è uno dei nuovi trend

38 Piatti dai sapori di stagione

Presentare queste ricette vuole essere un invito a tutti coloro che amano la buona cucina

È ora di tornare in giardino Piante, fiori e colori per una primavera scoppiettante

Il Gruppo Giardinia comprende punti vendita che trattano aree merceologiche diverse. Per sapere le aree presenti in ciascuno dei punti vendita elencati in III di copertina ecco la legenda, che identifica anche i servizi e le rubriche all’interno di questa rivista.

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2017

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Il Gruppo Giardinia in collaborazione con Il Mondo delle Petunie ha scelto la Pianta dell’Anno 2017: è la Sentunia 2.0, una nuova generazione di Petunie al 100% genetica Sentier, che si caratterizza per la forma compatta e la strabiliante varietà di colori e forme. Giardinia le ha scelte per te perché sono nuove, sono made in Italy, hanno una fioritura abbondante e corposa e soprattutto, tollerano bene la posizione in pieno sole e la siccità. Riconoscerai le Sentunia 2.0 dal vaso 18 color grigio antracite e dal logo del Gruppo Giardinia. Disponibile in due colori bellissimi e vivaci: Deep Rose Star e White Yellow. WHITE YELLOW Resistenti in pieno sole

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L’armonia dell’orto

sinergico Dove fiori e verdura hanno lo stesso valore, perché agiscono in consociazione fra loro. Rispettando il terreno e favorendo un buon raccolto

Q LE CONSOCIAZIONI UTILI Buoni vicini • Carote, cipolle porri e piselli. • Fagiolini, rape rosse, santoreggia. • Sedano e porri. • Carote, insalata, erba cipollina. • Fagiolo, melanzana, cetriolo e spinacio. • Pomodoro, prezzemolo. • Pomodoro, sedano. • Insalata, ravanelli, cavolo rapa. • Cavoli, fagioli nani. • Zucchine, cipolle, finocchio, mais, piselli e rapa. • Zucca, mais, pisello. • Spinacio, cavoli, fagiolo, patata, ravanello, sedano e zucca. • Prezzemolo, pomodoro. • Porro, camomilla, carota, cavoli, cicoria, cipolla finocchio, fava, fragola, lattuga e pomodoro. • Lattuga, aneto, carota, cavoli, cetriolo, cipolla, cicoria e finocchio. • Fragola, fava, fagiolo, mais, melanzana, menta e pisello.

uesto è un modo di coltivare per chi ama la natura e vuole raccogliere dal proprio orto prodotti genuini, gustosi con un metodo che garantisce alta qualità, anche per chi è alla prima esperienza, o ha poco tempo da dedicare all’orto. È un metodo di coltivazione che ha come alleato l’evolversi delle stagioni, le piante utili – spesso da molti definite infestanti – e gli insetti predatori. E consente di coltivare verdure e ortaggi anche su balconi e terrazzi utilizzando dei semplici vasi. Così, la coltivazione sinergica è un insieme di conoscenze e il suo principio è di produrre più energia di quanta se ne consumi, si crea un piccolo ecosistema in grado, o quasi, di badare a se stesso, in modo da poter risparmiare tempo, soldi e guadagnare in salute. L’orto sinergico prevede la consociazione di diverse piante e ortaggi.


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Sono naturali e biologici i prodotti alla base dell’orto sinergico.

ANCHE A FORMA DI CERCHIO Un orto sinergico esprime al meglio le sue potenzialità lasciando fare alla natura, questo vuol dire cercare il meno possibile di ostacolare il normale sviluppo della natura. Qui, fiori e verdura hanno lo stesso valore, perché agiscono in armonia fra loro favorendo sia la parte aerea sia quella radicale. I fiori aiutano non solo ad abbellire l’orto, ma anche ad attirare le api che contribuiscono all’impollinazione, per ricavare i semi per le produzioni. Alcuni fiori, per esempio, con il loro profumo e colore allontanano i parassiti dalle piante. Poi, molte erbe spontanee sono molto utili per la concimazione verde dell’orto, così da limitare al necessario le concimazioni. Così, erbe, fiori e frutti vivono in stretta sinergia. Ci sono vari modi per la preparazione dell’orto sinergico, soprattutto legati alla grandezza dell’appezzamento. La preparazione delle aiuole, non serve rifarla ogni anno, perché queste possono durare a lungo e dovranno essere protette solo da una buona pacciamatura. Per chi ha poco spazio, sono consigliabili gli orti di forma rotonda, facili da gestire per la loro funzionalità, mentre per superfici più grandi e bene organizzare dei filari e una spirale finale per accentuare ancora di più la sinergia. Una volta decisa la forma, si passa a tracciare le aiuole: dovranno essere larghe 120 centimetri, con una distanza

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fra loro di 40 centimetri e lunghi non più di sei metri. Per quelli rotondi valgono le stesse misure, ma sarà necessario formare un cerchio aperto da una parte e al centro con un cumulo di terra, dove seminare erbe aromatiche. Con la vanga alla mano bisognerà scavare dei solchi attorno ai margini, profondi 20-30 centimetri e larghi 40, poi rivoltare la terra all’interno del disegno per formare delle aiuole alte 40-50 centimetri. ABBINAMENTI PERFETTI È importante fare attenzione a non compattare il terreno che dovrà essere soffice e leggero. Il fatto che le aiuole siano alte favorisce, in caso di forti piogge, lo scorrimento delle acque nei vialetti senza alcun ristagno. La preparazione delle aiuole, effettuate nei giorni del segno del Capricorno, riduce la crescita delle erbe infestanti e per quanto riguarda l’irrigazione quella a goccia è l’ideale. Nei grandi appezzamenti, inoltre, sarà necessario regolare la pacciamatura intorno alle piante, in modo da regolare la traspirazione del terreno. Finita la preparazione delle aiuole, è necessario pacciamare tutta la superficie con paglia, foglie secche e compost. Nella scelta di cosa piantare, assicurarsi di tenere vicino almeno tre specie differenti per attivare, non solo l’energia sinergica, ma ogni piantina avrà un ruolo importantissimo l’una per l’altra. La convivenza di piantine perenni e stagionali fra le erbe spontanee aiuta a mantenere il suolo arieggiato e umido. Ricordarsi, con il passare degli anni, di seminare a rovescio, cioè non posizionare le stese piante nello stesso posto dove sono state piantate l’anno precedente, così da sfruttare le sostanze nutritive rilasciate dal terreno. Sarà quindi opportuno preparare una piantina dove segnare, anno per anno, la composizione degli ortaggi. Le tre famiglie di piante favorevoli sono: le leguminose che fissano azoto, le liliacee che hanno capacità antibatteriche e un ortaggio appartenente alle altre famiglie. Combinate tra loro, queste essenze, arricchiscono il suolo e creano una biomassa, unendo anche fiori favorevoli che fungono da antiparassitario, come la senape che piantata molto fitta soffoca le malerbe. Oppure, le erbe aromatiche aiutano lo sviluppo delle piante, per esempio associando pomodoro e basilico.


PER LA CONCIMAZIONE VERDE? Seminare nell’orto tra le file crescione, senape, pisello di campo, spinacio, colza, ravizzone, melitoto bianco, trifoglio, tagete, nasturzio, calendula.

Il compost fai da te

Regole e accorgimenti per la produzione In natura, i materiali vegetali vengono disgregati e trasformati in un prodotto ricco di sostanza organica che è l’humus. Il compost è del tutto simile e il procedimento per ottenerlo ricalca quello naturale e permette di avere un prodotto che migliora la struttura del terreno. Tutti i materiali organici di rifiuto che una famiglia produce, compresi i residui vegetali derivanti dall’orto e dal giardino, sono idonei alla preparazione del compost. Per la preparazione non è sufficiente ammucchiare tutto il materiale di cui si dispone per sperare di ottenere un buon prodotto, ma occorre seguire alcuni procedimenti. • Primo tra tutti è l’omogeneizzazione del materiale; tanto più questo sarà sminuzzato, tanto più sarà degradato velocemente. • Un buon compost non gradisce il sole diretto, per cui un luogo ombreggiato da una siepe o da qualche albero è più indicato. • Se vengono utilizzati contenitori per compostaggio si avrà un vantaggio dalle loro dimensioni compatte e dalle caratteristiche costruttive che garantiscono al mucchio una corretta areazione. • Il materiale va ammucchiato stratificandolo; non compostare mai un unico materiale, ma alternarlo con altre sostanze, per un migliore risultato. Una volta pronto, il mucchio andrà sorvegliato e controllato periodicamente assicurando aereazione e umidità. L’aereazione è fondamentale, perché se venisse a mancare si avrebbe lo sviluppo di muffe, che oltre a conferire un cattivo odore al compost e ne rallentano i processi di fermentazione. Questo può accadere quando si superano gli 80 cm di altezza del cumulo; è quindi utile

smuovere di tanto in tanto il cumulo con una forca. La seconda è l’umidità costante, se il clima fosse secco occorre innaffiarlo senza però bagnarlo totalmente, poiché anche la troppa umidità favorisce lo sviluppo di muffe che consumano sostanze inutili. Dopo un periodo variabile da 6 a 12 mesi, in relazione alla temperatura ed alla quantità di materiale impiegato, il compost giunge a maturazione e questo lo si può rilevare dall’odore che diviene simile al gradevole odore di bosco. Da questo momento è pronto per essere usato in ogni situazione, anche per i rinvasi delle piante da interno. GIARDINIA magazine

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Fascino

mediterra La soluzione per avere un bel giardino anche dove il clima non permette il prato all’inglese? Il jardin sec. Ricchezza di colori e forme, unita a forza e resistenza, e senza bisogno di molta manutenzione

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I

l nostro bel paese conosce bene la siccità. Nelle zone caratterizzate da questo clima, può essere frustrante leggere le riviste sul giardinaggio, popolate da prati meravigliosi e distese di fiori, perché, a meno di costosi impianti di irrigazione, il proprio angolo verde non potrà mai essere altrettanto bello.

neo

SCEGLI PIANTE ADATTE AL CLIMA Ma è proprio vero? Sono dell’idea che molto spesso ciò che noi chiamiamo limite è in realtà il punto di forza. Vivere in una zona mediterranea non permette di avere il prato all’inglese. E detto così è un’ovvietà. Ma poi si spendono soldi su soldi per forzare la natura a essere qualcosa che non è. Invece, io dico: vivi in una zona secca e arida? Punta sulle piante che possono vivere lì, con te. Ti assicuro che puoi avere comunque un giardino scenografico, fiorito, e, con il suo tripudio di specie, ricco di fascino, di fiori, foglie, colori e soprattutto profumi. E che, tra l’altro, essendo composto di piante forti e abituate a situazioni di rigidità, è in grado di cavarsela da solo (ciao ciao pomeriggi passati a tagliare l’erba!). Infatti, la regola fondamentale per le specie mediterranee è non innaffiare mai. Al massimo bisognerà occuparsi delle potature all’inizio del periodo estivo e del diradamento degli esemplari, che si sono diffusi troppo grazie all’autodisseminazione. E SE IL CLIMA NON È ADATTO? Se vi piace il giardino secco, anche stando in un clima non troppo mediterraneo è possibile riprodurlo. L’ostacolo Scabiosa columbaria blue

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maggiore sono i ristagni d’acqua. Per eliminare il problema si può ricorrere a soluzioni sopraelevate, sistemando le aiuole e le zone coltivate, su un grande letto di ghiaia: una volta bagnato il terriccio, l’acqua potrà così facilmente defluire e scivolare in profondità, senza intaccare le radici e provocare deperimento e marcescenze. Chi vive al mare, inoltre, scegliendo le varietà giuste, non deve nemmeno preoccuparsi della salsedine. Questa infatti, grazie alla presenza di sale, provoca in parte una perdita d’acqua nelle cellule vegetali delle piante, che diventa strategia fondamentale per resistere ulteriormente anche a lunghi periodi di siccità. PIANTE FORTI, FRA L’ITALIA E LA FRANCIA Le piante mediterranee, o meglio, le piante mediterranee perenni, sono un valido prodotto che la natura ci dona e che alcuni vivaisti riescono a gestire in modo audace ed inedito. «Si esprime in molti modi il fascino infinito e sempre ricco delle piante mediterranee» in questo modo inizia a parlare delle Piante Mediterranee, base del suo nuovo e graffiante catalogo, Gabriele Rasconi, dei Vivai Rasconi, a Roma. «La grande varietà delle specie, unita alla notevole flessibilità e resistenza, le rende adatte ai fini ornamentali più diversi». Un altro esempio, Clara et Olivier Filippi. A Mezè, uno dei posti più belli del sud della Francia, tra Montpellier et Béziers, giusto dietro a Sete, si sviluppa il piccolo vivaio Pépinièr Filippi, che coltiva piante adatte a condizioni difficili, come il caldo estivo, il vento forte, il freddo occasionale, bruma del mare e terreni poveri. Ma non serve ricercare piante poco commerciali che nessuno conosce per coltivare piante secche. Le Lavanda sono il classico esempio di piante che, se coltivate rispettando il loro ciclo vegetativo, esprimono una grande resistenza. Tutte le aromatiche possono essere coltivate con questi criteri, così come molte piante da fiore come le Achillea, gli ibridi di Bracteantha, la Scabiosa e i bellissimi Helianthemum.

La Salvia frutticosa, così come la Salvia ‘Allen Chickering’ sono tutte salvia che hanno una grande valenza aromatica e delle caratteristiche di fioritura e di resistenza al calcare e al secco uniche.

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regole d’oro per il prato Le

La primavera è il momento migliore per rinnovare il tappeto erboso. Con qualche accorgimento e tanta buona volontà tornerà a splendere. E a fare invidia ai vicini

P

oter godere del proprio giardino durante la bella stagione richiede impegno e attenzione costante. Ma i risultati valgono lo sforzo. Allora ecco tutti i passaggi per occuparci al meglio della manutenzione del nostro angolo di verde, perché sia in ottima salute.

1.

COME SI CONCIMA? Il concime minerale ideale per il prato è composto da azoto, fosforo e potassio e da microelementi come ferro, manganese, magnesio, boro e altri utili al prato in quantità minori. Lo sviluppo vegetale del prato riprende a marzo, e ha un culmine di sviluppo a maggio: in questo periodo il prato deve avere a disposizione una concimazione che favorisca l’inizio dell’attività vegetativa, cioè la formazione di culmi e foglie. Pertanto nei mesi di marzo, aprile e maggio bisogna distribuire una concimazione abbondante con alte percentuali di azoto, elemento maggiormente richiesto dalla vegetazione.

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TAGLIO A marzo-aprile devono cominciare i tagli. Si comincia con una rasata ogni due-tre settimane e si arriva a una alla settimana. L’ideale per il tappeto erboso di casa è mantenere l’altezza dell’erba tra i 2 e i 4 centimetri (un po’ di più se il prato è in ombra) il che significa appunto tagliare il prato con tagli frequenti fino all’autunno. Non bisognerebbe mai far crescere troppo l’erba e mai asportare con un taglio più di un terzo della foglia.

2. ARIEGGIATURA

In generale togliere lo sfalcio tramite la rastrellatura dà la possibilità ad acqua e luce di raggiungere le radici dell’erba. È opportuno arieggiare il terreno almeno ogni mese circa. In primavera questa operazione è necessaria per riseminare nelle zone più rade e ripristinare eventuali aree brulle. Serve anche a rimuovere il muschio e le erbacce invernali e crea le condizioni giuste di aria e luce nel terreno per l’attecchimento dei nuovi semi.


3.

SABBIATURA Le piantine del prato sono soggette al diradamento e alla formazione di cespi. Per rinnovare al meglio la vegetazione del prato e per risanare le buche, si usa la sabbiatura. Con la distribuzione di sabbia, inoltre, si può migliorare la conformazione e il livello della superficie del prato, e si aumenta la possibilità di drenaggio dove si verificano ristagni d’acqua. La quantità da distribuire deve essere almeno di mezzo centimetro su tutta la superficie, stesa in modo omogeneo e rastrellata per favorirne la penetrazione in profondità.

COME SCELGO I SEMI? • Le agrostidi (Agrostis stolonifera e A. tenuis) crescono molto velocemente: in primavera richiedono un taglio ogni cinque giorni. • Lolium e Poa sono di velocità intermedia, un taglio ogni settimana; Lolium ha buona resa estetica ma è sensibile agli stress termici e idrici. La poa pratensis è tra le varietà più robuste e si espande facilmente. • Le specie di Festuca sono tutte lente: un taglio ogni dieci giorni, con intervalli maggiori in piena estate quando con il caldo lo sviluppo rallenta molto.

4.

RISEMINA Il periodo migliore è marzo-aprile, con le piogge primaverili e la temperatura mite (la temperature ideale per la semina è attorno ai 15°C). La risemina va eseguita insieme alla sabbiatura per permettere al seme di esser coperto da sabbia o torba e non essere disperso dal vento germinando con maggiore facilità. Il seme va distribuito in quantità di circa 20 grammi per metro quadrato di prato. Si consiglia poi di passare un rullo per far assorbire il seme dal terreno e annaffiare abbondantemente.

5.

ANNAFFIATURA Regolare da marzo e per tutta la primavera, senza eccedere.

IDEE PER EVITARE DI TAGLIARE L’ERBA Basta usare specie vegetali che non siano Graminacee: in pratica non producono fili d’erba ma foglioline fitte, con stelo corto, che formano una superficie compatta, esente da tagli. È un’ottima alternativa, ma valida solo per superfici che non vengono calpestate di frequente. Due possibilità fra le altre: la Dichondra repens, della famiglia delle Convolvulacee, forma con le sue foglioline tonde un folto tappeto. In posizione soleggiata non serve nemmeno il taglio, all’ombra è necessario solo una volta al mese in primavera-estate, con raccolta del residuo. Non tollera la siccità e resiste al caldo solo se ben irrigata. Ottima sotto grandi alberi. Il trifoglio nano (Trifolium repens, delle Leguminose) non richiede tagli ed è resistente se non soffre l’aridità estiva; richiede poche cure, poco calpestabile ma di aspetto molto piacevole e morbido. GIARDINIA magazine

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Ciliegio, delicato

fiorire Tra le prime piante da frutto a riempirsi di colore. Come piantumarlo in primavera e alcuni accorgimenti per la coltivazione

T

ra un po’ sarà tempo di frutta e i rami degli alberi torneranno a essere carichi di delizie. Questo è il periodo, assieme all’autunno, in cui le piante da frutto possono essere messe a dimora. Nelle pratiche per la piantumazione è importante che la buca dove verrà collocata la pianta sia molto profonda. Sul fondo si dovrà mettere del buon letame maturo che non dovà, però, avere contatto diretto con le radici; sarà sufficiente mettere sopra al letame un leggero strato di terra. È poi importante che la pianta abbia a disposizione un terreno soffice e ben drenato che permetta alle radici di iniziare subito a penetrare in profondità nel terreno senza trovare ostacoli, assicurando in questo modo una crescita rapida e vigorosa della pianta. Dopo averla messa a dimora, è bene fare un piccolo tornello tutto intorno al fusto in modo da agevolare la raccolta dell’acqua durante l’irrigazione. Fino a quando la pianta non si sarà affrancata al terreno, è utile l’ausilio di un palo tutore. Se la buca dove è stata posta la pianta sarà profonda e il terreno smosso, in breve la pianta riuscirà a emettere nuove radici che abiteranno il terreno e quindi il tutore potrà essere rimosso. Tra le prime piante da frutto che iniziano a fiorire c’è sicuramente il ciliegio, con le sue tante forme e la fioritura delicata. Appartiene alle Rosaceae, sottofamiglia Prunoideae, pertanto l’albero

Aprile carciofaio, maggio cilegiaio 16

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presenta rami a legno e rami a frutto, quest’ultimo detto drupa e la corteccia si presenta come costituita da una serie di anelli. Del ciliegio dolce (Prunus avium spp.) si distinguono la varietà Juliana, che fornisce le tenerine, e la varietà Duracina che produce i duroni. Del ciliegio acido sono diverse le varietà: caproniana, con amarene o morasconi, la austera, con le viscole, la marasca, con le marasche. A livello pedoclimatico, uno dei problemi del ciligio è il ristagno idrico, mentre la pioggia porta a spaccature del frutto oltre ad essere vettore di malattie, come la Monilia. Oltre a ciò una siccità prolungata danneggia la formazione dei fiori.


LA POTATURA Il ciliegio non “gradisce” potature in genere, ma dovendo... limitate comunque al massimo nel diametro, con tagli cosiddetti “di ritorno”, cioè individuando un ramo più basso come una prosecuzione abbastanza coerente dello sviluppo dell’albero e tagliando sopra di esso. Il ramo che diviene la nuova cima della branca non dovrebbe avere diametro inferiore a un terzo di quello tagliato: altrimenti difficilmente l’albero tenderà “a riconoscerlo” come una “prosecuzione abbastanza coerente”. Il periodo migliore per la potatura è l’autunno.

LA CURIOSITÀ Nella cultura tradizionale giapponese il fiore di ciliegio occupa un posto d’onore, tanto da essere divenuto fiore nazionale. Si narra che il colore dei fiori in origine fosse candido ma che, a seguito dell’ordine di un imperatore di far seppellire i samurai caduti in battaglia sotto gli alberi di ciliegio, i petali divennero rosa per aver succhiato il sangue di quei nobili guerrieri. Anche quelli che, tra i samurai, secondo il loro codice d’onore, decidevano di suicidarsi, sembra fossero solito farlo proprio sotto gli alberi di ciliegio. Pianta consacrata a Venere, i suoi frutti portano fortuna agli innamorati; una credenza siciliana afferma che posate in coppia intorno alle orecchie come orecchini, attirino inesorabilmente i baci e le dichiarazioni d’amore fatte sotto i suoi rami avranno sempre fortuna. Ogni volta che si mangiano le ciliegie per la prima volta in un anno, bisogna esprimere tre desideri. Piantare un ciliegio vicino a casa la preserva dalle disgrazie e dai danni naturali, oltre a rendere fortunati in amore i proprietari. Una cosa sola però non bisogna fare: raccogliere i rami fioriti per portarli in casa, ciò annulla ogni fortuna. GIARDINIA magazine

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Natura in

pennarello Colorare, che relax! L’Art Therapy, che da qualche tempo spopola nel nostro mondo frenetico, invita a rallentare e a perdersi fra bellissime immagini in bianco e nero da riempire di sfumature. Per ritornare un pò bambini

C

hi ama immergersi nella natura, dedicando del tempo alla cura del proprio orto o del giardino, sa bene quanto questa pratica, oltre a produrre dei frutti in termini concreti, sia dispensatrice di grande benessere psicofisico. Se però, come di frequente accade, la frenesia dei ritmi quotidiani, o il posto in cui viviamo, ci impediscono di avvicinarci in modo diretto ai nostri adorati spazi verdi tutte le volte che vorremmo, capita di sentirsi nervosi e di cattivo umore. La novità dei colouring books per adulti (e bambini), rappresenta un ottimo modo per consolarsi e un potente antidoto allo stress! DAI FIORI AI MANDALA Si tratta di veri e propri libri da colorare, che, dopo aver riscosso un notevole successo editoriale in molti paesi europei e negli Stati Uniti, ora si stanno diffondendo anche in Italia. Possiamo trovare album con disegni dai temi più diversi, alcuni dei quali sono dei piccoli capolavori ad inchiostro, interamente ispirati ad ambienti naturali intricati e ricchi di particolari, come quelli della giovane illustratrice scozzese Johanna Basford, dai titoli evocativi di magia e mistero, come “Il giardino segreto” e “La foresta incantata”, editi da Gallucci in Italia. Sempre seguendo il medesimo filo conduttore, proposti in modo meno sofisticato, troviamo fiori, alberi e farfalle da colorare anche nella collana Arte-terapia della casa editrice francese Hachette. In alternativa ai libri, il web offre anche numerosi siti con illustrazioni da colorare, scaricabili e stampabili oppure da colorare e salvare online. Questi ed altri interessanti soggetti, come i Mandala, eleganti disegni solitamente circolari e simmetrici, mutuati all’antica tradizione indiana, ci invitano a riscoprire la

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GIARDINIA magazine


Sul sito di Johanna Basford è possibile trovare anche suggerimenti su come procedere a colorare i raffinati percorsi grafici dell’artista www.johannabasford.com

valenza terapeutica di un’attività a noi già nota, ma il più delle volte accantonata con la crescita: quella di colorare con calma e precisione. Grazie allo svolgimento di questo compito apparentemente banale, intraprendiamo in realtà un processo inconsapevole di grande utilità per la nostra mente, che, mentre ci concentriamo su forme, colori e spazi da riempire, attivando diverse ed importanti aree cerebrali, ha la possibilità di lasciar fluire liberamente il groviglio di emozioni che ci opprimono, restituendoci la giusta dose di serenità, tramite gesti semplici, ripetitivi ed economici. CREA L’ATMOSFERA Gli esperti che sostengono questa tecnica di rilassamento, suggeriscono inoltre di praticarla in un ambiente silenzioso di accompagnare con un sottofondo musicale soft, che riproduca, ad esempio, i suoni della natura, per meglio favorire il momento di ritrovata intimità con noi stessi. Perché allora non provare a conciliare la passione per la natura con uno dei passatempi più distensivi che si conoscano, trasferendo sulla carta l’incredibile varietà di colori e sfumature che caratterizzano i luoghi en plein air a noi più cari e abbandonarci per un momento alla fantasia e ai ricordi spensierati della nostra infanzia, dove scatole di pastelli, pennarelli e acquerelli variopinti vibrano ancora del nostro entusiasmo bambino?I risultati potrebbero sorprenderci, infatti oltre a recuperare una dimensione di equilibrio interiore, terremmo in allenamento importanti funzionalità cerebrali, dando sfogo alla nostra creatività personale e, non ultimo, potremmo esercitarci ad acuire il nostro spirito di osservazione e la nostra sensibilità nei confronti di tutto ciò che di meraviglioso ci circonda quando siamo all’aperto, per riportarlo poi nelle nostre piccole, grandi opere di coloritura.

Due esempi di disegni per l’Art Therapy GIARDINIA magazine

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A ciascuno il suo

giardino Forme, linee e colori per spazi verdi originali e unici. Dove camminare, rilassarsi e coltivare

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IDEA RAZIONALE Per questo giardino sono state preferite superfici e linee squadrate, tutto all’insegna di una visione geometrica e ordinata dello spazio. Un giardino veramente essenziale, nelle forme e nella manutenzione. Spazi completamente vivibili, razionali e senza fronzoli. Per chi ama andare dritto allo scopo, giardino sì, ma da abitare.

LE PIANTE Ajuga reptans Rhododendron Gleditsia triacanthos Lavandula angustifolia 5. Arbusti a fiore 6. Camellia japonica 7. Mahonia aquifolium 8. Olea europea 9. Viburnum tinus 10. Prunus lusitanica 11. Pieris japonica 12. Cortaderia sellowiana 13. Ilex aquifoliul Variegatum 14. Hosta fortunei Aureo Marginata 15. Osmanthus aquifolium 16. Ilex aquifolium Variegatum 17. Plumbago 18. Elaeagnus pungens Maculata Aurea 1. 2. 3. 4.

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CARATTERISTICHE • Linee delicate • Colori tenui • Aspetto fiabesco

CARATTERISTICHE • Forme essenziali • Linee geometriche • Manutenzione razionale

LE PIANTE 1. Sedum spectabile 2. Punica granatum Nana 3. Hosta fortunei Aureo Marginata 4. Astilbe - Sedum Lytrum 5. Pinus pinea 6a. Lavanda hidcote 6b. Helichrysum angustifolium 6c. Leucothoe scarlette 7. Thuya occidentalis 8. Potentilla fructicosa 9. Ajuga reptans 10. Arenaria 11. Caryopteris x Clandonensis 12. Coreopsis

SCELTA ROMANTICA

Il sentiero in tondi di legno che guida nell’angolo più riservato del giardino, sottolinea l’aspetto quasi fiabesco che pervade questo giardino. Lo specchio d’acqua artificiale che riflette forme e colori, incorniciato da aiuole, rievoca vecchi stagni di campagna ove la calura estiva è mitigata dalla viva freschezza delle acque.


CANONI TRADIZIONALI

LE PIANTE 1. Alchemilla mollis 2. Thuya orientalis Pyramidalis 3. Astilbe sinensis 4. Bergenia cordifolia 5. Plumbago 6. Acer Palmatum Atroporpurea 7. Laurus cerasus 8. Heuchera 9. Thuya orientalis Pyramidalis Aurea 10. Salvia 11. Achillea filipendulina 12. Pulmonaria “Pink Down” 13. Astilbe sinensis

CARATTERISTICHE • Spazi essenziali e completi • Alternanza tra piante fiorite e sempreverdi • Utilizzo di specchi d’acqua

LE PIANTE 1. Buxus Pumila 2. Thuya Orientalis 3. Mentha 3a. Santolina 3b. Erba cipollina 3c. Issopo 3d. Stachys 3e. Santoreggia 3f. Salvia rossa 3g. Salvia ycterina 3h. Lavanda 3i. Timo 3j. Melissa 4. Wisteria floribunda 5. Ortaggi in varietà o piccoli frutti 6. Potentilla, Aquilegia, Saponaria 7. Rose a cespuglio in varietà

PER TUTTO L’ANNO

Aiuole essenziali e allo stesso tempo complete, che alternano piante fiorite a piante sempreverdi. Un giardino che vive per l’intero anno, semplice eppure ricco di tanti elementi. Un piccolo recipiente per osservare, dalla panchina sotto l’acero, i volatili all’abbeverata. Uno spazio semplice, ma molto vivibile.

disegni di Franca Deghi

Aiuole ridondanti di rose dalle variopinte fioriture, alternate ad aiuole di aromi e profumi sono l’elemento principe di questo giardino. Per chi ama fare del verde uno degli aspetti importanti della propria vita. L’orto, concepito secondo i canoni più tradizionali di coltivazione, fornisce un risultato in sintonia con le esigenze di vita naturale.

CARATTERISTICHE • Rose come elemento di richiamo • Aiuole di aromi e profumi • Inserimento dell’orto

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RICCO E SELVAGGIO

Nel pieno rispetto dello stile della campagna inglese, aiuole a bordo misto, con piante perenni, stagionali e arbusti. Un giardino molto ricco che esalta la vitalità e il desiderio di immergersi nel verde. La panca in legno sotto la betulla dall’ombra leggera è un angolo dove sostare dopo aver assaporato la fragranza e i colori del giardino.

LE PIANTE 1. Bellis, Aubretia, Phlox 2. Alyssum, Dianthus, Arabis rosa 3. Gypsophila, Iberis, Campanula 4. Armeria, Plumbago, Iberis semperflorens 5. Calicanthus praecox 6. Forsythia 7. Prunus 8. Siringa x Persica 9. Rhododendron mollis 10. Rosa in varietà 11. Spiraea x bumalda 12. Potentilla fructicosa 13. Caryopteris x clandonensis 14. Desmodium penduliflorum 15. Prunus subirtella “Autumnalis” 16. Ilex aquifolium 17. Acer saccharinum Asplenifolia 18. Thuya plicata Atrovirens

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CARATTERISTICHE • Forme essenziali • Utilizzo del colore • Inserimento di piante perenni

CARATTERISTICHE • Presenza di bordo misto • Utilizzo del colore • Forme morbide

LE PIANTE Alchemilla mollis Skimmia japonica Astilbe sinensis Mahonia japonica Pulmonaria officinalis 6. Hypericum patulum Hidcote 7. Mahonia aquifolium 8. Betula alba 9. Spiraea x Bumalda 10. Phyllostachis (Bambù) 11. Thuya orientalis Pyramidalis 12. Photinia Red Robin 13. Viburnum tinus 14. Bergenia cordifolia 15. Weigelia 16. Sasa pumil 17. Hosta 18. Philadelphus 1. 2. 3. 4. 5.

FUTURISTA E MAI UGUALE

La sequenza delle fioriture che ogni mese si alterna, crea un effetto di movimento. Un giardino mai uguale, vivace e dalle forme essenziali, in un continuo susseguirsi di colori. L’aiuola delle perenni divise nelle quattro stagioni simboleggia il tempo che scorre anche nel giardino.


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compagnia Quattro piante diverse in termini di crescita e dimensione, ma che accostate danno nuova forma alla composizione

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C

laus Dalby, famoso giardiniere e scrittore stimato in tutto il nord Europa, ci suggerisce alcune idee su come abbinare le piante al vaso giusto, per presentare composizioni semplici, ma affascinati. Cinque i temi, i trend interpretati da Dably. Tutti rigorosamente essenziali. E semplici. DA UNA A DIVERSE Prima di tutto quando bisogna pensare all’insieme: meglio piante in combinazione che singole. Anche semplicemente accostate. In vasi o contenitori originali e stravaganti, oppure utilizzando la semplice terracotta. Non limitandosi a guardare solo il colore, ma anche la forma e la struttura delle piante. Per evitare la noia. LILLA E BLU In altri casi sono le piante a fare la differenza. Per esempio, la nuova ortensia ‘Deep Purple’, è qualcosa di veramente speciale, con i suoi fiori viola. Il centro di ogni fiore è di una bella tonalità blu. E accostata al lilla della campanula crea un insieme delicato. GRIGIO SELVATICO Di sicuro interesse le piante a foglia verde, come il Trifolium, che con la sua crescita un po’ “indisciplinata” e belle foglie fa la sua bella scena anche in vaso. La scelta è caduta sulla varietà ‘Dragons Blood’, con le sue foglie dal doppio colore, che contrastano con il blu dei fiori d’ortensia. E c'è un po’ grigio nel Trifolium, che si sposa perfettamente con un esemplare di Orostachys iwarenge, perché le succulente fanno sempre la loro parte.

Claus Dalby, famoso giardiniere e scrittore stimato in tutto il nord Europa.

Quattro piante diverse in termini di crescita e dimensione, ma che accostate danno nuova forma alla composizione. Il blu della Campanula

Orostachys iwarenge

Trifolium ‘Dragon Blood’ GIARDINIA magazine

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millefiorimilano.com


Il fronte casalingo del

benessere In appartamento, in ufficio e per le strade il verde riduce il malessere. Ecco alcuni studi in materia e le piante utili. Dalle felci ai ficus, dal bambolo alla dracena

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DOVE ANDARE A LEGGERE Il dottor Wolverton, che dal 1990 ha fondato una sua società per l’utilizzo commerciale delle ricerche che ha svolto per conto della NASA e dell’US Army, diffonde gli studi attraverso due siti internet che sono: http://www. wolvertonenvironmental.com/ http://www.planterra.com/ Gli studi della professoressa Tove Fjeld sono consultabili sui siti: http://www.informatik.uni-trier.de http://www.iees.ch/EcoEng032/ EcoEng032_Rice.html, newsletter americana che riprende le argomentazioni della biologa.

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n sistema di piante, almeno due per stanza, consente di vivere meglio, riducendo anche l’insorgere di possibili malesseri. Un’affermazione che trova i suoi perché in alcuni studi (ancora pochi!) condotti in primis dalla Nasa e successivamente da centri di ricerca scandinavi, norvegesi e tedeschi. Aprendo un nuovo fronte. Mutuato dagli studi della Nasa (l’Ente spaziale statunitense), ricercatori scandinavi hanno trovato la relazione tra il numero di piante presenti in luoghi chiusi e la riduzione di malesseri, cefalee, eccetera e dell’assenteismo sui luoghi di lavoro. Da qui il passaggio si fa diretto per calcolare l’eventuale litigiosità di una coppia in un appartamento che si affaccia su un parco, giardino, aiuola o su un muro di un altro condominio. Insomma, di cosa stiamo parlando? Una coppia che vive in un appartamento che si affaccia su un parco o giardino litiga di più o di meno rispetto a chi vede dalle proprie finestre un’arteria stradale di collegamento urbano continuamente trafficata giorno e notte? Degli studenti avranno un profitto maggiore o minore se la loro scuola dovesse essere inserita in un campus che includa un parco e aree verdi dove studiare in primavera? Un giardino L’Areca è originaria delle foreste del Madagascar.

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Il nome botanico Dracaena deriva dal greco ‘drakaina’.

Il nome botanico Dracaena deriva dal greco ‘drakaina’.

condominiale, organizzato secondo certi criteri alzerà o abbasserà la litigiosità degli inquilini? Un reparto di radiologia con un tasso di assenze medio dal lavoro del 15% contrarrà le malattie del suo personale, se dovesse arricchirsi di piante da appartamento? I quesiti potrebbero proseguire senza limite, ma tutti hanno un denominatore comune: si potrebbe vivere meglio se fossimo a contatto con piante e fiori sui luoghi di lavoro, di transito e nelle nostre abitazioni. E più precisamente, c’è un rapporto diretto tra cefalee, mal di gola, raffreddori, febbri, mal di testa, ansia e senso di soffocamento, con la quantità e qualità di piante d’appartamento (e non) che ci circonda? Alla fine del 1989 la Nasa ha studiato un sistema di riciclo dell’aria nelle navicelle in orbita, al fine di ridurre il peso e l’ingombro dell’ossigeno necessario a ogni missione. Una diminuzione del carico d’aria necessaria alla sopravvivenza avrebbe significato, a parità di peso trasportato, poter prolungare la missione, abbassandone i costi. La quadratura del cerchio si è ottenuta grazie agli studi del dottor B.C. Wolverton scienziato della Nasa che ha pubblicato: “Top ten plants”. In sintesi lo studio raccomanda: … almeno due piante per 100 piedi quadrati o ancora due piante per piccoli uffici, al fine di purificare l’aria dai gas emessi dal materiale con cui sono costruiti i mobili, quelli provenienti dalla moquette e ciò che deriva dalla vita stessa degli “umani”. In termini più scientifici, ma ugualmente discorsivi, ci sono in particolare due gas che “vivono con noi in ogni ambiente” e che possono essere assorbiti dalle piante d’appartamento. Si tratta del monossido di carbonio OC e del diossido di azoto NO2 che possono essere gestiti agevolmente da due tipi di piante: la Chlorophytum elatum ‘Vittatum’ e la Scindapsus aureus. La prima ha la capacità d’assorbire 2,68 microgrammi di monossido di carbonio per centimetro quadrato in sei ore, assicurando il benessere a tre persone in una stanza, mentre la seconda solo 0,98 a parità di parametri. A conti fatti in una stanza d’appartamento basta una pianta di questo tipo, quando in un ufficio ne

ESSENZA PER ESSENZA • Areca palm: è meglio conosciuta come palma gialla o farfalla. Rappresenta la migliore soluzione d’appartamento per rimuovere tutte le tossine interne. L’areca viene mantenuta al massimo delle sue capacità con esposizione ombra-sole. • Lady palm: è una delle più facili piante da appartamento come mantenimento ed è molto resistente ai parassiti. È una delle migliori per la purificazione dell’aria. Cresce lentamente e vuole un’esposizione ombra-sole. • Bamboo palm: questa palma a differenza delle altre, specie nei mesi invernali, quando all’interno dell’appartamento c’è un clima caldo-secco, dovuto al riscaldamento, immette nell’aria una quantità maggiore d’umidità, rendendo più sano l’ambiente. • Rubber plant: particolarmente adatta a rimuovere la formaldeide, oltre le tossine dell’aria già indicate; tollera le temperature tiepide e vive in luoghi ombreggiati. Trattasi di un’eccellente pianta d’appartamento. • Dracena Janet Craig: si tratta di una delle migliori piante per rimuovere la trielina. Anch’essa vive in luoghi ombreggiati, crescendo lentamente. • Edera inglese: utilizzata nell’atrio degli edifici e dei luoghi di ritrovo (club, golf e ristoranti) si presenta ideale come pianta da pensile. Cresce facilmente e si adatta a tutti gli ambienti. Soffre le alte temperature. • Palma nana: cresce poco, ha bisogno di spazi dedicati a se stessa, ovvero senza altre piante, il che le consente di poter svolgere al meglio la sua funzione di rimozione dell’inquinamento dell’aria (in particolare il gas Xylene). Dura anche decenni. • Ficus Alii: ha un bel fogliame verde scuro ed è molto utile nella purificazione dell’aria. Resistente agli insetti, cresce con facilità. • Felci: rappresentano uno dei gruppi più vecchi di piante nella storia del mondo. Particolarmente adatta all’eliminazione della formaldeide e dell’inquinamento dell’aria in genere Rilascia umidità all’interno dei locali. • Spathiphyllum: a differenza di tutte le altre piante, produce dei fiori bianchi. Anch’essa rimuove l’inquinamento dell’aria. GIARDINIA magazine

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ALCUNI NUMERI Le ricerche della professoressa Fjeld attestano un concetto esteso per cui la presenza diffusa di piante, in un ambito professionale, consente una riduzione di alcuni malesseri generici. PATOLOGIA LIVELLO DI RIDUZIONE DEL FENOMENO Fatica 20% Mal di testa 45% Dolori alla gola per secchezza 30% Tosse 40% Pelle secca 25%

servono almeno due in rapporto con la cubatura e volume del locale. Ma questi gas da dove derivano e quali sono? Oltre a quelli indicati, in realtà ci sono tanti altri gas che provengono dalle colle, vernici e dallo stesso truciolato dei mobili. Si tratta dell’ammoniaca, della formaldeide e dello Xylene che possono essere “fissati” dagli stessi microrganismi presenti nel terreno con particolari specie di piante. A conti fatti, in un ufficio di nove metri quadrati con un’altezza di 2,4 metri se l’aria contenesse 4mila microgrammi di formaldeide servirebbero due felci per rimuoverla, oppure tre piante di dracena. Chi ha ripreso questi studi e li ha applicati in ambiente lavorativo è la professoressa Tove Fjeld, norvegese, che grazie alla sponsorizzazione dell’ente petrolifero di Stato, ha potuto osservare per quattro anni il comportamento dei dipendenti del reparto di radiologia di un ospedale cittadino. Ebbene, nel reparto medico l’assenza media per patologie diverse era attestata a un livello pari al 15% della forza lavoro in organico, su base annua. Le assenze del personale paramedico erano riconducibili alle patologie più diverse come affaticamento, mal di testa, gola secca, tosse, influenza e febbre. Posizionando in ogni ambiente e su ogni strumentazione in uso nel reparto di radiologia piante d’appartamento si è registrato una diminuzione del 10% delle assenze per malattia. Ciò che stupisce è la velocità del cambiamento, ottenuto solo in tre mesi ma confermato su una base di rilevazioni di ben quattro anni. C’è di più. In Ohio, negli Usa, sono stati catalogati, pianta La Schefflera è indigena nei tropici, ma cresce spontanea anche nelle zone a clima mite.

Le foglie del Croton presentano un’infinità di colori.

per pianta, gli effetti connessi sulla persona in un luogo chiuso. Constatata la tendenza all’isolamento dall’esterno di ogni tipo di edificio per necessità di risparmio energetico, (è una necessità indotta dalla prima crisi energetica degli anni Settanta) si sono ricreate le condizioni da “navicella spaziale-sottomarino” studiate della Nasa, per cui l’apporto di piante d’appartamento ha un’influenza diretta sulla psicologia comportamentale degli umani. Dal sito www. greenplantsforgreenbuildings.com di uno studioso americano, il professor MJ Gilhooley, “Media Relations Director” dell’omonima società, “Green plants” viene un’indicazione preziosa per cui su 50 piante testate, le migliori 10 hanno espresso una più proficua utilizzazione per la purificazione dell’aria e la qualità di vita psichica dell’uomo. La scelta su queste piante è stata fatta anche in base alla loro facilità di crescita e mantenimento in locali chiusi, oltre alla resistenza agli insetti ed efficienza nel rendimento per rimuovere le tossine chimiche dall’aria. È anche vero, purtroppo, che per ogni tipo di pianta qui indicata non esistano ricerche che sappiano spiegare anche le connesse variazioni sulla linea comportamentale delle persone, se non descrivere un generico cambiamento migliorativo nel rapporto con gli altri. Su queste basi si apre un campo di studi per il quale c’è da interrogarsi se un viale alberato in una città, ad esempio, favorisca o scoraggi le aggressioni, come, proseguendo nella riflessione, se la presenza di aiuole, a differenza dei parchi, consenta una riduzione delle azioni di vandalismo. Non ci sono ancora studi che misurino il tasso di litigiosità di una coppia, a seconda della quantità di piante d’appartamento in uso o dell’esposizione delle finestre su un parco, giardino o area verde che sia. Non ci sono neppure delle statistiche che ci possano descrivere se chi vive a contatto con il verde, abbia a sua disposizione, più anni di vita rispetto chi respira smog nel centro città. Indubbiamente si tratta di dati “facilmente immaginabili” ma non suffragati, al momento, da un’effettiva ricerca in tal senso. Purtroppo!


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A Pasqua faccio

l’Eierbaum Arriva dai paesi del nord Europa la bella tradizione dell’albero di Pasqua. Un modo in più di celebrare la festa della Resurrezione, ma anche un pretesto per decorare la casa (di nuovo)

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I

l mio primo incontro con le uova decorate risale al 2008. Io e le mie amiche, fresche di laurea, avevamo deciso di festeggiare la fine dell’era universitaria con un viaggio a Praga. Durante la visita al Castello scoprimmo un vicolo laterale costellato di piccole botteghe di artigiani. E lì, le vidi. Le vetrine erano piene, stracolme, di uova. Uova decorate, cesellate finemente, colorate in tutte le tinte, di ogni dimensione… ero abbagliata. Entrai in una delle botteghe, attirata dalla vetrina inghirlandata di uova bianche e blu. Non capivo bene cosa avrei potuto farne, una volta tornata a casa, ma dovevo averle. E così, dopo una lunga (e sofferta) sosta di meditazione per la scelta, mi portai a casa dodici uova di ceramica, grandi come le normali uova di gallina, decorate in bianco, blu e azzurro, con fiocchi e nastrini coordinati. L’anno dopo, ero sposata; avevo una casa mia e un ottimo marito, che accettava serenamente le mie gite al garden center anche quando tornavo con strani acquisti, per esempio un vaso di vetro molto alto e sei rami di salice sbiancati (e so che, mentre mi diceva “belli”, mentalmente li stava mettendo in bilancio fra le “spese inutili”). Li avevo messi in un angolo, nel loro bel vaso, semplici e altissimi. A Pasqua, arrivato il momento di decorare la tavola per i parenti, saltarono fuori le mie uova praghesi, e come in un puzzle i pezzi si ricomposero: appesi le dodici uova ai rami di salice, ed ecco! Il mio albero di Pasqua. Negli anni poi si è migliorato e arricchito. L’anno scorso, a Pasquetta, per il battesimo del mio terzo figlio ne ho preparato uno grande, con l’ulivo, per decorare la sala del rinfresco, ed è stato molto apprezzato. L’usanza di decorare gli alberi ancora


3 1. L’eierbaum è una tradizione dei paesi settentrionali, in rapida diffusione. 2. I rami spogli in vaso decorati con le uova colorate sono un augurio per l’arrivo delle gemme primaverili e simbolo di rinascita. 3. L’albero di Pasqua del signor Volker Kraft, addobbato con più di diecimila uova. 4. Gli alberi di Pasqua negli spazi esterni sono di grande effetto se riccamente decorati. 5. Per arredare gli spazi chiusi, è preferibile usare pochi elementi e tinte pastello.

5 ECCO COME SI PREPARA Abbiamo messo via da poco l’albero di Natale e il Presepe, le ghirlande e i fiocchi, e la casa sembra un po’ spoglia? Allora è il momento di vestire la casa per la primavera e di prepararla per la Pasqua. Allestire l’albero di Pasqua è una attività piacevole e semplice. Prima di tutto, scegliete l’albero - se volete decorarne uno in giardino - oppure procuratevi la spugna da fiorista, un bel vaso grande, e i rami, per l’albero “da casa”. A seconda dell’effetto finale da ottenere, scegliete fra i rami lisci e contorti del nocciolo o quelli più dritti del salice, oppure ciliegio, pesco o melo se preferite i rami in fiore (in questo caso, ricordatevi di bagnare la spugna). La parte più bella arriva adesso: preparare le decorazioni. Il vostro garden avrà sicuramente, nel settore fai da te, i kit per colorare le uova: vanno benissimo, a patto che siano da usare con le uova svuotate (non, per intenderci, con le uova sode). Ma non fermatevi alle uova: farfalle

spogli con uova, nastri, farfalle e uccellini è originaria dei paesi nordici, Scandinavia e Germania in particolare, dove si trova il famoso Eierbaum (“albero decorato con le uova”) di Volker Kraft. Questo signore nel 1965, addobbò per i suoi bambini un piccolo albero di mele con 18 uova di plastica colorata. Ogni anno il melo diventava più grande, e il numero delle uova decorate aumentava. Crescendo, i suoi figli ereditarono la stessa passione e oggi l’albero conta oltre 10 mila uova che pendono dai suoi rami. L’usanza si è diffusa a livello popolare e, in alcuni casi, l’albero viene addobbato per tutti i quaranta giorni della Quaresima, aggiungendo una decorazione al giorno. Alla fine del periodo pasquale, le decorazioni vengono ritirate, quelle rotte o danneggiate si buttano, e così si fa posto per nuovi piccoli capolavori. Da qualche anno si vedono esempi di albero di Pasqua anche in Italia, ed è un modo per vivere valori e significati che fanno parte della nostra cultura attraverso simboli già presenti, ma rielaborati in modo differente. In tutti i paesi, infatti, l’uovo è associato all’arrivo della primavera: questa è la stagione in cui, dopo il rallentamento invernale, le galline ricominciavano a produrre uova in quantità (prima dei famigerati allevamenti in batteria); e poi, perché è uno dei simboli per eccellenza del concetto di (ri)nascita, a cui si collega anche la festa cristiana ed ebraica della Pasqua. Anche l’albero era già usato in epoca pagana: in inverno era un sempreverde, addobbato come augurio per il ritorno della vita naturale, alle porte della primavera un albero ancora spoglio veniva decorato per preannunciare l’inizio di un nuovo ciclo. Il cristianesimo poi ha fatto suo il simbolo e lo ha trasfigurato: il vero albero della vita è la croce di Cristo, che redime e restituisce alla vita tutta la creazione. E così i due alberi si sono arricchiti di decori che ricollegano antichissimi valori a quelli nuovi rinnovati dal messaggio evangelico.

in carta o in tessuto, uccellini e coniglietti in feltro, fiori, ponpon, nastri colorati, sbizzarritevi, e se avete bambini fatevi aiutare, ne saranno felici. Potrebbe diventare un piccolo rito: ogni domenica di Quaresima, quando c’è tempo per stare insieme, si prepara qualcosa che va ad abbellire i rami spogli. L’unica avvertenza da ricordare è che, se volete allestire un albero di Pasqua che duri a lungo, i rami fioriti sono sconsigliati (perché perderanno i fiori prima che arrivi Pasqua), e che le decorazioni non possono essere pesanti. E ovviamente, se le decorazioni andranno in giardino, devono essere in grado di resistere alle intemperie, o vanno collocate all’ultimo momento. Libero spazio invece alla scelta dei colori e alla quantità di aggiunte, che dipendono dall’ambiente e dal gusto personale: a me l’abbondanza piace molto in giardino, dove altrimenti lo spazio aperto rischia di sminuire l’effetto, mentre in casa preferisco allestimenti più “sobri”, con tinte pastello e pochi elementi, ed è subito festa!

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n suggerimento singolare e originale per le decorazioni della tavola arriva dalla fotografa Sophie Helsted e dall’interior designer Mille Fly. Insieme, le due donne lavorano e sono diventate un punto di riferimento per l’arredo a verde e si dividono tra i loro negozi e l’attività di designer. NEON E NATURA “Questo progetto è stato per noi un nuovo punto di partenza. Abbiamo lavorato molto sull’effetto visivo delle composizioni con un approccio divertente e stravagante. Lo stile neon è molto apprezzato in quest’ultimo periodo dal consumatore e un colore come il giallo piace sempre più per le decorazioni della tavola – afferma Mille Fly –. Le nuove composizioni neon giallo/oggetti costituiscono un forte contrasto con le decorazioni blu floreali delle stoviglie e con la semplicità delle posate, oltre che dell’arredo in generale”. Un abbinamento tra classico e ‘grezzo’, che diventa un dettaglio divertente, inserendo altre composizioni con vasi trasparenti che sembrano quasi proteggere le piante. E per quanto riguarda le varietà, viole e muscari

puro trasparente

Per un look e

Combinare gli elementi tradizionali del verde con quelli moderni è uno dei nuovi trend. Utilizzando materiali insoliti, piante e sfumature dal colore sfacciato. Per un vostro stile personale

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La fotografa Sophie Helsted, a sinistra, e l’interior designer Mille Fly. GIARDINIA magazine


Molti i prodotti per rendere unica la vostra Pasqua che potrete trovare in tutti i punti vendita di

dalle sfumature blu la fanno da padrone, quasi a voler entrar in sintonia con le stoviglie, mentre i fiori gialli degli anemoni “discutono” con gli elementi gialli del tavolo. DECORAZIONE FLESSIBILE Estetica e coerenza significano molto per Sofie e Mille. Questo è il motivo per cui hanno usato vasi rigorosamente di vetro per creare un look ‘puro’ e trasparente che prosegue con le soluzioni potplant da suggerire per abbellire i davanzali delle finestre. E così “le piante possono solo ‘essere piante’, ritrovare la propria essenza dove la struttura delle foglie, il fiore e il colore ritornano a essere l’elemento decorativo. Principale. Mentre la composizione di vasi e piatti regala un qualcosa in più al tutto, istaurando un dialogo reciproco tra il verde e le altre tonalità gialle e blu”. Così la decorazione diventa flessibile e richiama una sensazione di ‘normale’ primavera, anche la di là della Pasqua.

ALTERNATIVA Campanula Magia Mee è un ibrido interspecifico frutto di un incrocio tra due varietà che determinano una pianta dall’aspetto unico, con buone caratteristiche di crescita. Si tratta di un’essenza particolarmente ricca di gemme e fiori e può essere facilmente coltivata all’esterno. Richiede poche attenzioni. GIARDINIA magazine

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Piatti dai sapori di stagione Presentare queste ricette, frutto della tradizione di una cucina nostrana, vuole essere un invito a tutti coloro che amano la buona, sana e semplice cucina, a riscoprire questi piatti, talvolta semplici e poveri. Ma che sono vere ricette di vita

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FRITTATA DI ERBA SAN PIETRO (Balsamita major) Ingredienti

• 4 uova • 5 o 6 foglie di erba di San Pietro • Una manciata di foglie di ortica (i germogli più teneri) • 1 spicchio d’aglio • 2 cucchiai di parmigiano grattugiato • Sale e pepe q b

Preparazione

Lavare le foglie delle erbe, asciugarle e tritarle finemente insieme allo spicchio d’aglio. In un’ampia ciotola sbattere le uova, salare e pepare, aggiungere il trito e il formaggio e amalgamare bene tutto. Versare il composto in una padella antiaderente ben calda, precedentemente unta d’olio. Far cuocere su entrambi i lati capovolgendo la frittata. Buona e particolarmente aromatica, si può servire sia calda, sia fredda.

RISOTTO ALLE ORTICHE Ingredienti

• 400 gr di cime di ortiche • 400 gr di riso • 1 porro • 1 bicchiere di birra • Brodi vegetale • Olio extra vergine di oliva • Sale e pepe

Preparazione

Lavare e lessare per cinque minuti l’ortica in acqua salata bollente, scolarla e tritarla. Affettare sottilmente il porro e farlo rosolare nell’olio per qualche minuto, unire il riso e tostarlo per qualche minuto, unire la birra e far evaporare. Salare e pepare, portando il riso a cottura, unendo del brodo caldo un poco alla volta. Pochi minuti prima della fine della cottura, aggiungere l’ortica tagliata. Lasciare riposare qualche minuto. Prima di servire può essere spolverizzato con parmigiano grattugiato.

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ZUPPA DI CICORIA Ingredienti

• 2 o 3 grossi cespi di tarassaco • Una manciata di borragine • Un pizzico di semi di finocchio • Alcune fette di pane casereccio • 2 spicchi d’aglio • Sale e pepe q.b. • Olio extra vergine di oliva

Preparazione

Lessare in poca acqua le piantine di cicoria insieme ad alcune foglie di borragine e qualche seme di finocchio per circa 15 minuti a pentola coperta. Solo a fine cottura unire un po’ di sale. A parte preparare delle fette di pane casereccio che dovranno essere strofinate con spicchi d’aglio e condite con olio extra vergine di oliva, sale e pepe. Disporre in ogni piatto le bruschette di pane condito e versare sopra la verdura con un po’ d’acqua di cottura e servire ben caldo.

ORECCHIETTE DELICATE CON CARCIOFI E MANDORLE Ingredienti

• 300 gr di ricotta • 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva • 1 scalogno • Sale e pepe q.b. • 400 gr di orecchiette • 4 carciofi • 60 gr di speck • 10 mandorle pelate • 50 gr di parmigiano grattugiato • 150 ml di vino bianco

Preparazione

Pulire i carciofi eliminando il fieno, tagliarli a striscioline sottili ed immergerli in acqua acidulata per evitare che diventino scuri. In una capiente padella rosolare con tre cucchiai di olio un trito finissimo di scalogno, unire i carciofi, lo speck tagliato a listarelle, il sale ed il pepe; cuocere per 10 minuti a fuoco medio aggiungendo il vino a metà cottura. In una ciotola mescolare la ricotta con un cucchiaio di olio, sale, pepe e parmigiano fino ad ottenere un composto cremoso. Lessare in abbondante acqua salata le orecchiette, scolarle e versarle nella terrina con la crema di ricotta, unire i carciofi, mescolando bene per far insaporire la pasta. Aggiungere una spolverata di mandorle tritate e servire. GIARDINIA magazine

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Azienda Floricola Donetti

Garden Vicenza Verde

Centro Verde Giovannelli

Febo Garden

Centro del Verde Toppi

Garden Zocca

Giardini della Versilia

Garden Piccolo Giardino

Nicora Garden

Verdechiara

Show Garden

Vivai Cellilli Garden

Agri Brianza

Bardin Garden Center

Pellegrini Garden

Via Martiri, 151 Romagnano Sesia (Novara) Tel. 0163.83.33.20 info@donetti.it www.donetti.it

SS 233 Varesina km 21 Origgio-Saronno (Varese) Tel. 02.96.73.23.23 info@toppi.com www.toppi.com

Via Carnia, 133 Varese Tel. 0332.26.58.88 garden@nicoragarden.it www.nicoragarden.it

Via Dante, 191 Concorezzo (Monza-Brianza) Tel. 039.611.68.11 info@agribrianza.it www.agribrianza.it

Linea Verde

Via G. Galilei, 2 Orio al Serio (Bergamo) Tel. 035.52.69.69 info@lineaverde.bg.it www.lineaverdegiardinia.com

Centro Verde Caravaggio

Via Treviglio Caravaggio (Bergamo) Tel. 0363.53.134 info@centroverde.com www.centroverde.com

Via Saviabona, 72 Vicenza Tel. 0444.507749 info@vicenzaverde.it www.vicenzaverde.it

Via per Mestrino, 2 Saccolongo (Padova) Tel. 049.8015661 info@gardenzocca.it www.gardenzocca.it

Via per Piavon, 10 Oderzo (Treviso) Tel. 0422.71.27.93 info@verdechiara.it www.verdechiara.it

Via Selghere, 10 Villorba (Treviso) Tel. 0422.35.07.14 info@bardingardencenter.it www.bardingardencenter.it

Mondo Verde

Via Tonelli, 30/C Taneto-Gattatico (Reggio Emilia) Tel. 0522.67.18.88 info@mondoverde.org www.mondoverde.org

Centro Verde

Via Volta, 1 S. Stefano Magra (La Spezia) Tel. 0187.63.32.62 info@centro-verde.it www.centro-verde.it

Via Massa Avenza, 55 Massa Tel. 0585.25.03.18 massa@centroverdegiovannelli.it www.centroverdegiovannelli.it

Via Aurelia Sud, 107 bis Pietrasanta (Lucca) Tel. 0584.79.28.04 info@giardinidellaversilia.com www.giardinidellaversilia.com

Via Casentinese Ceciliano (Arezzo) Tel. 0575.32.05.32 showgarden@showgarden.it www.showgarden.it

Via Aldo Moro, 70 Civitanova Marche (Macerata) Tel. 0733.81.59.80 contatti@pellegrinigarden.it www.pellegrinigarden.it

Bavicchi

Via della Valtiera, 293-295 Ponte S. Giovanni (Perugia) Tel. 075.39.39.41 info@bavicchi.it www.bavicchi.it

Spazio Verde

Strada Maratta Bassa km 4.300 Terni Tel. 0744.24.81.05 info@spazioverdeterni.com www.spazioverdeterni.com

Via Lungofino, 151 Città S. Angelo (Pescara) Tel. 085.95.311 info@ gruppofebo.it www.gruppofebo.it

Via Cerignola 37 Foggia Tel. 0881.68.74.27 info@gardenpiccologiardino.it www.gardenpiccologiardino.it

Via Laurentina 30, 0040 Ardea (Roma) Tel. 0691.47.330 www.vivaicellilligarden.com info@vivaicellilligarden.com

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Giardinia Magazine 01 primavera  
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