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MAR-APR | 2019

numero

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Gianrico Carofiglio

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IL VERO SPIRITO DELLE ARTI MARZIALI? TRASFORMARE LO SCONTRO IN COOPERAZIONE

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02 2019

sommario editoriale La scoperta delle destinazioni “minori”

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HOT TOPICS meeting comment Mice: facciamo ordine! - Lorenzo Pignatti

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cover story: hotel e catene alberghiere Fattore distintivo: forte personalità Aemilia Hotel e Savhotel: premiati dalla rete Lungo la via di Corinthia (Hotels) Mytha Hotel Anthology: pura bellezza italiana Plh Group: il Mice entra nella storia Rocco Forte Hotels: sotto il sole del Belpaese

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highlight

incentive comment Voglio l’aumento! - Simona Ciotti l’intervista Gianrico Carofiglio: testimone consapevole

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destinazione del mese Eur e La Nuvola: tra versatilità e design

cover story: grandi eventi Grandi numeri cercasi Palazzo Caracciolo: accoglienza partenopea

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dossier speciale Dissertazioni intorno al cibo

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team building Il team building esiste in natura

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how to Che evento fai se l’app non ce l’hai

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focus on Il testimonial: dove l’ho visto?

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mice from amerika E-venti di cambiamento

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out of the box Professione brand reporter

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digital tips Faccio Seo o faccio eventi?

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compagnia del mese 24

Gruppo Una si fa in tre

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under the spotlight Puglia: trionfo di sapori

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Fai: quel qualcosa in più

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Dove nascono I Palazzi

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in my opinion italy docet – Rodolfo Musco

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l’altra metà del cielo – Luca Corsi

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riflessioni… in formazione – Paola Sabbatini

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fuori dal coro – Emanuele Nasti

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sommario SITE INSPECTION news location 102 ville castelli e palazzi

incentive resort Loano2Village: team building tra i monti e il mare Capovaticano Resort: tutto il bene del mare Sandals Resorts: Incentive di lusso offresi

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news persone  134

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congressi Consorzio Portofino Coast: la magica Riviera

Sheraton Diana Majestic: eventi nel cuore di Milano

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news supplier  138

Hotel Savoy Palace: lo stile del Garda

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Grand Hotel Imperiale Resort & Spa: a tutto Mice

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BW Premier Bhr Treviso Hotel: eventi in prima linea 

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I Portici Hotel: ospitalità dalle infinite sfumature

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Mercure Eur Roma West: tecnologia e innovazione

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Palazzo Verità-Poeta: charme e tecnologia chains and clubs Jsh Hotels & Resorts: il successo è una promessa hotel 

Towers Hotel Stabiae Sorrento Coast: tutti in terrazza 118 120

Hotel Excelsior Bari: parola d’ordine, novità location per eventi

La Centrale Nuvola Lavazza: condividere l’innovazione122 Vicenza Convention Centre: il nome nuovo è Vicc

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Palacongressi di Rimini: flessibili si nasce

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workshop and exhibition Full Contact Pco: voi c’eravate? Imex 2019: il potere della condivisione

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notiziari e associazioni  Mpi Italia Federcongressi&eventi

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indirizzi 146 perché un evento in… Sardegna

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I NOSTRI PROSSIMI EVENTI BUY MICE ROMA 15 maggio 2019 Villa Miani, Roma BUY MICE MILANO Ottobre 2019 Sede Gruppo 24 ORE FULL CONTACT MEETING PLANNER 1 30 maggio – 1 giugno 2019 Palace Hotel, Milano Marittima (Ra) FULL CONTACT DISCOVER ITALY 20-22 ottobre 2019 Hilton Sorrento Palace – Sorrento (Na)

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FULL CONTACT PCO Marzo 2020

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colophon Presidente: Marco Biamonti Resp. comunicazione e marketing: Lorenzo Bini

LA RIVISTA DELLA MEETING INDUSTRY

Organo di consultazione per dirigenti, industrie, associazioni, ordini professionali, studi di pubbliche relazioni e di consulenza aziendale, agenzie di pubblicità, sindacati, partiti politici, organismi internazionali, agenzie di viaggio, ecc. Prezzo della copia: € 5,16 più spese di spedizione

DIRETTORE RESPONSABILE Marco Biamonti COORDINAMENTO EDITORIALE Simona P.K. Daviddi CONSULENZA PER LA GRAFICA Massimo Bernardi DOSSIER TERRITORIALI Luciana Francesca Rebonato SEGRETERIA DI REDAZIONE Jessica A. Presa – jessica.presa@ediman.it HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO: Antonella Andretta, Alessandra Boiardi, Teresa Chiodo, Simona Ciotti, Luca Corsi, Francesca Delzotti, Emanuela Giordano, Cristina Maccarrone, Domenico Matarazzo, Rodolfo Musco, Emanuele Nasti, Sabrina Piacenza, Lorenzo Pignatti, L. Francesca Rebonato, Paola Sabbatini PROGETTO GRAFICO Silvia Ferri – www.madeweb.it In copertina - Illustrazione di Angelo Siviglia Fotolito e stampa: CNS srl - Ciserano (Bg) Poste Italiane SpA - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 n. 46) - Art. 1, comma 1, DCB Milano Registrazione Tribunale di Milano n. 177 del 27/04/1973 Tiratura del presente numero: 11.000 copie

Ediman Srl Via Ripamonti, 89 - 20141 Milano Telefono 02.57.31.15.11 (r.a.) Fax 02.55.23.14.86 info@ediman.it Sito web Ediman: www.ediman.it Sito web Meeting e Congressi: www.meetingecongressi.com Cap.soc. € 93.600 i.v. Redazione (diretto): 02.57.31.15.33 jessica.presa@ediman.it Ufficio abbonamenti: Anna Esposito Tel. 02.57.31.15.36 – anna.esposito@ediman.it

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editoriale Autenticità, identità e dimensioni umane: sono il patrimonio di tante città considerate “di secondo livello”, da impiegare per eventi di successo. Il nostro Paese è pieno di piccoli tesori da scoprire, con i quali confrontarsi e riscoprire – perché no – la relatività dei nostri stili di vita

MARCO BIAMONTI direttore responsabile marco.biamonti@ediman.it

La scoperta delle destinazioni “minori” L

e città cosiddette “di secondo livello” – da sempre subordinate ai potenti brand delle grandi metropoli – stanno acquistando un valore crescente agli occhi dei meeting planner, in tutta Europa.

ro da scoprire, con il quale confrontarsi e riscoprire – perché no – la relatività dei nostri stili di vita. Nel nostro Paese, in tanti casi, è come se si andasse all’estero parlando la stessa lingua (o quasi…).

I motivi sembrano essere molteplici. Ma oltre a quelli scontati (o già noti, come le tariffe spesso – anche se non sempre – più vantaggiose) ne stanno emergendo altri, nuovi, e figli dei cambiamenti di gusto e di percezione che questa epoca sta imponendo, trend che credo non saranno di breve periodo.

E ancora. Le dimensioni più umane di queste città favoriscono spesso grandemente l’intensità con la quale si vive l’esperienza dell’evento (e memorabilità è la parola magica per eventi di successo), ma incoraggiano anche l’empatia tra i partecipanti e quindi l’integrazione tra di loro.

In primo luogo, la ricerca di autenticità. Nella nostra società, la formalità sta di giorno in giorno perdendo terreno di fronte a una richiesta crescente di sostanza, trasparenza, naturalezza. Tutte qualità che centri minori hanno conservato o sviluppato con maggiore facilità rispetto alle città più grandi, caotiche, stressanti e sempre più omologate intorno a modelli di plastica, uguali tra loro a Roma, Milano, Londra e Parigi.

Insomma, un segmento considerato secondario e che – per le risorse che ha a disposizione – fa alle volte fatica a imporre il proprio brand sul mercato potrebbe beneficiare, grazie a un vento che sta cambiando direzione, di una primavera e di uno sviluppo inattesi, frutto della riscoperta della genuinità e della vera sostanza.

Attrae poi molto la forte identità che connota tante di queste destinazioni. L’Italia, come sappiamo, ne è piena e ciascuna di esse costituisce un piccolo teso-

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HOT TOPICS meeting comment

Mice: facciamo ordine! C

ominciamo con il dire che non solo sono in favore dello sviluppo (e più in generale del cambiamento), ma che ne faccio uno degli elementi distintivi della mia professionalità e della mia società da sempre, quindi l’approccio al tema non è affatto conservativo; ritengo però che sia utile condividere alcuni pensieri e identificare dei punti fermi, senza i quali rischiamo di perdere l’orientamento. Cominciamo con il dire che il termine “eventi” non ci aiuta, è troppo generico e spesso include attività molto diverse tra loro, che necessitano di professionalità specializzate per essere realizzate. Un congresso può essere definito un evento? E un concerto? Il lancio di un nuovo prodotto o servizio? Una convention aziendale? Un fundraising gala? Sono tutti normalmente definiti – con una buona dose di superficialità – “eventi”, ma provate a chiedere a un Pco (Professional Congress Organizer) di organizzare un concerto o a una live-event agency di organizzare una convention aziendale e scoprirete che l’esperienza sarà quantomeno “originale”. Molti operatori della meeting industry – non solo italiana, ma direi a livello globale – si stanno adattando al mercato e hanno aggiunto alla loro offerta nuovi servizi e prodotti che, se da una parte rispondono alle nuove esigenze dei clienti, dall’altra possono portare a fare confusione sul “chi fa cosa” e in generale a un abbassamento del-

la specializzazione in favore della maggior ampiezza di servizio (un po’ come i supermercati tradizionali e i grandi ipermercati, dove insieme al latte e al deodorante oggi si trovano pneumatici, motoseghe, asciugatrici e vacanze). “Cosa c’è di male? Le aziende crescono, si sviluppano, le richieste dei clienti cambiano, se ho le basi e le professionalità giuste, perché non arricchire l’offerta della mia azienda?” potrebbero obiettare molti addetti ai lavori.Ritengo sia un approccio giustissimo soprattutto se sviluppato con le giuste competenze e professionalità e salvaguardando la qualità del core business; nella filiera degli eventi al giorno d’oggi abbiamo molti esempi: – gli hotel offrono sempre più spesso servizi aggiuntivi quali trasferimenti, visite, escursioni; – le Destination Management Company (Dmc), un tempo principalmente delegate al ruolo di gestione logistica dell’evento in una data destinazione, oggi offrono tutta la creatività e la specializzazione per la progettazione ed esecuzione completa dell’evento; – i Professional Congress Organizer (Pco) si sono sviluppati internalizzando molti servizi una volta procurati esternamente per l’organizzazione dei grandi congressi; – le agenzie di organizzazione eventi offrono oggi servizi di comunicazione, produzione, webservice che fino a poco tempo fa erano acquistati in outsourcing; – le location per eventi e le sedi

Nel 2019 festeggio vent’anni di attività nel Mice e mai come negli ultimi tempi assisto a un mescolamento di ruoli tra i professionisti della “meeting industry” congressuali hanno sviluppato nuovi prodotti e servizi che un tempo erano messi a disposizione dei clienti dalle agenzie intermediarie (Dmc, Pco, agenzie di eventi, agenzie di comunicazione). Potremmo continuare con l’elenco (con linee aeree, ristoranti, società di catering, ditte di trasporti, e così via) ma credo sia già evidente come ci sia stato un importante sviluppo dettato principalmente da due motivi: 1) offrire ai propri clienti una più ampia gamma di servizi; 2) aumentare le sorgenti di reddito; È un processo di sviluppo inevitabile che vediamo in tante altre nicchie di mercato e al quale opporsi sarebbe utopistico o nella migliore delle ipotesi una perdita di tempo. Eraclito diceva che “l’unica certezza è il cambiamento”: sta a noi interpretare nel migliore dei modi questo cambiamento, mantenendo fede alla nostra natura (di albergatori, di Dmc, di Pco, di organizzatori di eventi) in primis per fornire ai nostri clienti un servizio sempre attuale e, in secundis, per garantire alle nostre aziende un vantaggio competitivo che ci assicuri l’esistenza e lo sviluppo.

LORENZO PIGNATTI Presidente di TerraEvents lorenzo.pignatti@terraevents.com

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HOT TOPICS incentive comment

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indubbio che lo stipendio giochi un ruolo fondamentale nella nostra motivazione al lavoro, ma generalmente sono i riconoscimenti immateriali quelli che ci coinvolgono di più emotivamente. Far parte della lista delle persone che partecipa alla convention annuale oppure alla riunione con i grandi capi – seguita magari da una cena di gala –, rappresenta pubblicamente una forma di riconoscimento del ruolo che occupiamo e questo è molto gratificante. Chi opera nell’ambito delle risorse umane sa bene che la politica retributiva è lo strumento più “sentito” al fine di promuovere una cultura del merito, e che talvolta, in alcune realtà medio-piccole è anche l’unico strumento di gestione della performance. Tra gennaio e marzo, le persone aspettano la valutazione dell’operato dell’anno precedente da parte del capo e sperano di ottenere una conseguente azione di riconoscimento nella retribuzione. Tra gli elementi che vincolano la decisione, oltre al budget – che è sempre tiranno –, pesa anche il livello di “severità” o “generosità” dell’azienda, che il responsabile delle risorse umane definisce insieme al management, ovvero quale percentuale di dipendenti e collaboratori

includere negli incrementi e secondo quali regole: chi sono i “bravi” e i “bravissimi”? Chi sono coloro ai quali l’azienda “tiene”? Il responsabile delle risorse umane supporta quindi i capi nel mettere in campo le politiche retributive che maggiormente permettano all’azienda di riconoscere il merito e premiare le buone performance. Gli strumenti che utilizza sono i classici incrementi retributivi e i bonus una tantum per premiare i progetti speciali; oltre a ciò si valutano anche i passaggi di livello e di categoria, che spesso portano con sé i conseguenti scatti retributivi, ma che determinano anche l’accesso a categorie di benefit specifiche (primo tra tutti i benefit è l’ambitissima auto aziendale ai livelli più alti, ma anche il telefonino o un piano assicurativo). Un altro aspetto importante della vita in azienda è rappresentato dai momenti “sociali”, dalle riunioni e dalle convention, a cui prendono parte categorie specifiche di persone; la partecipazione a questi incontri è definita dal peso del ruolo che si occupa – a differenza dei viaggi incentive, che normalmente vengono legati al raggiungimento di un determinato fatturato – e quindi, si tratta di un riconoscimento immateriale che rappresenta

Riconoscimenti immateriali che coinvolgono emotivamente contro compensi materiali: chi vince la sfida “motivazionale” in azienda? “l’importanza” che si ricopre nel collettivo aziendale. Alla stessa stregua dell’incremento retributivo, le persone ambiscono a partecipare a convention e meeting proprio per il valore di inclusione e riconoscimento che rappresentano e anzi, il “compenso” immateriale, il più delle volte, genera emozioni e stimoli alla performance maggiori di quello economico. È per questo motivo che la definizione delle liste dei partecipanti è molto impegnativa sia prima sia dopo – e l’aspettativa da parte dei “candidati” è grande –: in questo caso la chiarezza data da un sistema consolidato di “pesatura” delle posizioni aiuta molto, sebbene ci siano sempre “refusi” derivanti da regole precedenti che non si riesce più a scardinare. Anche la comunicazione delle logiche utilizzate per la definizione delle liste è un momento molto delicato in cui è essenziale l’allineamento del management con la direzione delle risorse umane.

SIMONA CIOTTI Hr manager e coach simona.ciotti.MeC@gmail.com

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HOT TOPICS l’intervista

gianrico carofiglio

Testimone consapevole Gianrico Carofiglio esplora i valori profondi e zen su cui si fondano le arti marziali per trarne un valido strumento di comunicazione attraverso il quale affinare abilità interiori e capacità di ascolto nel dialogo: il karate verbale. Da molti anni tiene corsi di formazione, negoziazione e persuasione etica TERESA CHIODO

ROBERTA LOVREGLIO

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HOT TOPICS gianrico carofiglio

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ianrico Carofiglio ha scritto racconti, romanzi, saggi. I suoi libri, sempre in vetta alle classifiche dei best-seller, sono tradotti in tutto il mondo. Ci sarebbe molto di più da dire ma lui afferma di non amare le cose prolisse, per questo mi fermo qui. Rispetto il suo stile. Per lui le parole hanno un peso, misurano l’essenziale, per questo la scelta e l’impiego che ne fa nei suoi libri derivano da un importante lavoro di lima. La parola e l’uso consapevole della sua forza hanno la stessa efficacia che può avere una mossa nelle arti marziali. Se selezionata con precisione chirurgica, una parola affonda come una lama ed è risolutiva al punto da determinare la vittoria in una disputa verbale senza necessariamente combattere. Questo vale nella comunicazione aziendale come nella negoziazione, in una semplice conversazione come in un interrogatorio. Le arti marziali di base non mirano alla distruzione dell’avversario, ma al controllo della sua azione per condurla a nostro vantaggio con le mosse adeguate. Così Carofiglio porta la letteratura al servizio delle aziende passando attraverso le arti marziali in un processo di crescita e di consapevolezza – non di sopraffazione dell’altro! –, dove si coltivano l’ascolto attivo e il rispetto verso gli altri, si allenano la concentrazione e la focalizzazione verso l’obiettivo: tutti aspetti utili al miglioramento della leadership, nonché strumenti essenziali per un proficuo lavoro in team. Quando fa storytelling nel suo romanzo è consapevole di maneggiare una tecnica di comunicazione davvero potente. Le storie ci affascinano, ci ispirano, ci spingono all’azione. E chi fa business lo sa bene. Il cervello umano è particolarmente predisposto a dare attenzione alle storie, le persone hanno bisogno di storie, oggi come non mai. Così come le aziende hanno bisogno di raccontarsi. Il potere della narrazione ha una forza incisiva alla quale è difficile sottrarsi. Alle tecniche di storytelling si ricorre per far leva sul piano delle emozioni, per assicurarsi una comunicazione quanto più coinvolgente e immersiva possibile. La narrazione assurge a strategia di marketing destinata ad assorbire l’essenza, la storia, i valori condivisibili di una realtà aziendale. Ma parliamo di tutto questo con lui.

l’intervista

alle cose che ci accadono. Ricerche di psicologia giuridica dimostrano che i giudici e le giurie sono molto più facilmente convinti da esposizioni che includano le prove e gli indizi in un quadro narrativo piuttosto che da una mera elencazione tecnica. Non esiste, in nessun campo, buona comunicazione senza creazione di buone storie di metafore efficaci». So che in questi ultimi anni stai tenendo dei seminari rivolti alle aziende in giro per l’Italia per migliorare le tecniche di dialogo e di negoziazione. Ci parli del format che hai ideato? «Ci sono diversi format ma sono sostanzialmente riconducibili a due grandi temi: i seminari di scritture tecniche (rivolti cioè a professionisti come avvocati e magistrati o a banche, società finanziarie, eccetera) in cui insegno la tecnica della scrittura chiara, efficace e persuasiva; e i seminari di tecniche di dialogo e negoziazione. In questo secondo gruppo ho sviluppato un format che ho chiamato “karate verbale” in cui illustro il metodo, la tecnica del dialogo e la negoziazione efficaci sfruttando i principi e le metafore delle arti marziali».

ROBERTA LOVREGLIO

Anche nel tuo ultimo libro ci si chiede se l’arte di investigare sia l’arte di costruire storie. La forza dei codici narrativi può essere considerata, secondo te, una risorsa strategica quando si fa comunicazione? «Non avrei dubbi sul punto. Noi umani siamo macchine per raccontare e ascoltare storie. Attraverso le storie (e le metafore) diamo senso al mondo e

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HOT TOPICS gianrico carofiglio

ROBERTA LOVREGLIO

l’intervista

Gianrico Carofiglio ha sviluppato un format di formazione che ha chiamato “karate verbale” in cui illustra il metodo, la tecnica del dialogo e la negoziazione efficaci sfruttando i principi e le metafore delle arti marziali

In quale modo la filosofia alla base delle discipline orientali a cui tu ti ispiri può essere finalizzata in particolare a risolvere certe problematiche aziendali? «Uno dei più grandi insegnamenti delle arti marziali è per me il seguente: l’abilità suprema sta nello sconfiggere il nemico senza combattere. Significa che il vero spirito delle arti marziali sta nel neutralizzare il conflitto, nel ridurre il rischio della violenza (fisica o verbale che sia), nel trasformare lo scontro in cooperazione. Uno dei principi di questa pratica è costituito dalla capacità di non opporsi alla forza dell’avversario e invece di sfruttarla a proprio vantaggio».

criterio di selezione dal momento in cui hai deciso di sostenere una campagna o di partecipare a una manifestazione come testimonial? «Partecipo alle campagne e agli eventi per beneficenza quando riguardano soggetti, associazioni il cui lavoro condivido e ammiro: per esempio Save the Children, Emergency, Medici senza Frontiere, Action Aid. Quando invece mi viene richiesto di tenere seminari o conversazioni per società, associazioni professionali, convegni, accetto se il soggetto mi convince sotto il profilo etico. E se mi convince il compenso, naturalmente» (ride, ndr).

Cosa ti spinge davvero a fare quello che fai? Cosa ti spinge a mettere la tua ricerca antropologica e professionale a servizio dell’individuo? Mi riferisco al fatto di aver messo a punto un vero e proprio format come strumento per veicolare insegnamenti. «La curiosità. Insegno le cose che mi interessa studiare e approfondire. E le occasioni di insegnamento sono, appunto, occasioni di studio. Se mi chiedono di tenere un seminario su temi per i quali non ho un autentico interesse (anche se magari rientrano fra le mie competenze), declino l’invito anche se si tratta di una cosa molto ben retribuita».

Ci parli del tuo ultimo libro? «Racconta dell’incontro fra un vecchio carabiniere – il maresciallo Pietro Fenoglio, già comparso in altri due romanzi – e un ragazzo sui vent’anni. Due personaggi diversissimi che diventano amici in una situazione inattesa. I loro incontri e le loro conversazioni si dipanano fra confidenze personali e il racconto della straordinaria storia investigativa del vecchio maresciallo. Questo racconto si trasforma in una riflessione sul metodo (non solo investigativo), sulla verità, sulla menzogna, sul potere e sul senso di umanità. Un libro diverso dagli altri che ho scritto».

Vip e testimonial continuano a dare all’evento un valore aggiunto non indifferente, fatto di prestigio e affermazione; direi che si possono definire veri e propri strumenti di comunicazione. Quale è stato il tuo

Scrittura, cinema, politica, serie Tv, formazione aziendale. Cosa manca? «Prima o poi scriverò una canzone da mandare a Sanremo...».

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Destinazione del mese: Eur e La Nuvola

Eur, tra versatilità e design SIMONA P.K. DAVIDDI

C

he le location per eventi siano in grado di trasformarsi e adattarsi per accogliere le manifestazioni più diverse è cosa nota e, anzi, quasi scontata, ma che un intero quartiere divenga il set di un evento internazionale, per giunta complesso come una gara automobilistica, è un unicum. Eppure è quello che succede, per il secondo anno di fila con la tappa italiana dell’E-Prix, il Campionato Abb Fia Formula E dedicato alle monoposto cento per cento elettriche, che è tornato a Roma sul circuito cittadino dell’Eur dopo il grande suc-

cesso della scorsa edizione, che ha fatto registrare una audience di oltre trenta milioni di spettatori in 197 paesi del mondo. Un anello di circa tre chilometri con 21 curve, tra le vie del quartiere romano, tra edifici razionalisti e monumenti dalla bellezza imponente, su cui si sono dati battaglia per 19 giri piloti del calibro di Felipe Massa, Sebastian Buemi, JeanEric Vergne, sfrecciando sui loro bolidi elettrici tra i parchi e le strutture avveniristiche del quartiere romano. Proprio una di queste, Il Roma Convention Center La Nuvola, che

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HOT TOPICS destinazione del mese

Un vero “distretto degli eventi”, l’Eur, il volto avveniristico della Città Eterna. Qui il Mice trova la sua naturale collocazione, in un affascinante work in progress architettonico, che ha il suo apice nel Roma Convention Center La Nuvola e il suo segreto nella versatilità dell’intero quartiere

con la sua mole eterea ha rinnovato il volto dell’Eur, ha ospitato – ma sarebbe meglio dire che si è letteralmente trasformata per l’occasione – l’Allianz E-Village, una vera e propria “casa” immersiva ideata per l’intrattenimento di tutti gli appassionati del campionato durante l’evento, con il padiglione Formula E World che ha permesso ai tifosi di provare virtualmente tutte le emozioni della gara, ma anche di toccare con mano il futuro della tecnologia e dell’innovazione della mobilità; con la Drive Zone, dove i fan hanno potuto ammirare e testare gli ultimi modelli di auto ibride firmate Porche, Audi, Bmw e Jaguard; e con la Gaming Arena, un’area dove ognuno ha potuto testare le proprie abilità da pilota grazie a nuovi simulatori di guida. E come “contorno”, live music e stand gastronomici provenienti da tutto il mondo nella raffinata Taste Zone. Tra gli altri “protagonisti” della kermesse automobilistica, il Palazzo dei Congressi, il capolavoro dell’architetto Libera, che ha ospitato il cuore logistico della manifestazione, il Media Center e il Compound tv enell’area antistante la pitstop lane, con il Colosseo Quadrato, uno degli sfondi più suggestivi del percorso a fare da cornice a delle immagini televisive spettacolari e di grande bellezza.

Questo il motivo per cui scegliere l’Eur per un congresso o per una convention non significa scegliere solo una location, ma un’intera destinazione formato Mice, dove ogni momento di un evento – anche quelli di carattere più prettamente conviviali e leisure – trova la sua declinazione di qualità, tra venue, ristoranti di livello, musei, parchi e hotel di pregio.

Meno conosciuto rispetto alla Roma antica, l’Eur è capace di suscitare grande interesse e fascinazione per via della monumentalità dei propri edifici, capolavori dell’architettura del Novecento

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Gran parte degli edifici storici presenti all’Eur hanno assunto un valore rilevante dal punto di vista architettonico, tanto da essere vincolati come edifici monumentali. Uno dei capolavori del distretto è il Palazzo della Civiltà Italiana, conosciuto come Colosseo Quadrato: maestoso parallelepipedo che racchiude in sé la grandezza dello spirito artistico del Novecento, tanto da diventare uno dei monumenti simbolo dell’Urbe

della manifestazione internazionale erano stati chiamati a collaborare i migliori architetti del tempo come Pagano, Piacentini, Piccinato, Vietti e Rossi, che avevano partecipato alla progettazione della Città universitaria e alcuni altri importanti progettisti, quali Libera, Minnucci, Quadroni, Guerrini, La Padula, Romano e il giovane Moretti. La struttura architettonica dell’intera area avrebbe dovuto riflettere la monumentalità neoclas-

Roma

EUR: UN PO’ DI STORIA Ma facciamo un passo indietro, perché il quartiere dell’Eur ha una storia da raccontare, quella della sua nascitanel 1936, quando Roma venne scelta come sede dell’Esposizione Universale, prevista per l’anno 1942, e venne individuata un’area a sud della Città Eterna dove realizzare il nucleo urbanistico dell’E.U.R., acronimo, appunto, di Esposizione Universale di Roma. Per la progettazione

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HOT TOPICS destinazione del mese

sica, prevedendo un impianto con larghe vie, edifici maestosi, imponenti colonnati e statue costruiti con marmo bianco e lastre di travertino, a ricordare i templi e gli edifici della Roma Imperiale, in un continuum storico influenzato dal funzionalismo dell’international style. Come è noto l’esposizione non si tenne mai per il procedere degli eventi bellici. I lavori vennero interrotti nel ‘42, lasciando il complesso monumentale dell’Eur in stato di completo abbandono, fino a quando, dal 1951 al 1975, si decise il completamento di alcune delle opere progettate, che andarono a costituire il fulcro del rinato quartiere dell’Eur. Successivamente, per le Olimpiadi del 1960, venne completato il lago artificiale con la cascata di 26 metri e vennero realizzate alcune importanti opere, fra cui il bellissimo Palazzo dello Sport di Piacentini e Nervi. Nel corso del tempo gli interventi di valorizzazione e trasformazione urbanistica e architettonica hanno mutato l’assetto del quartiere, che ha saputo conservare gli edifici monumentali costruiti per l’E42, riqualificandoli e rifunzionalizzandoli, per rispondere alle esigenze del fitto tessuto aziendale che opera all’Eur, in particolare alle esigenze del mercato turistico-congressuale. Il quartiere si è dunque sviluppato negli anni come un moderno e vivace quartiere d’affari e oggi rappresenta uno scenario architettonico d’eccezione, immerso in 70 ettari di parchi e giardini, particolarmente vocato alle attività congressuali e convegnistiche, grazie anche all’offerta del Roma Convention Center La Nuvola, operativo dall’ottobre 2016. BARICENTRICO E FUNZIONALE Il quadrante è dotato di un’ampia ed efficiente ricettività: in vicinanza si trovano porti (il porto di Civitavecchia in primis, tra i più importanti porti crocieristici del Mediterraneo), aeroporti (come l’hub internazionale di Fiumicino e l’aeroporto di Ciampino) e due stazioni ferroviarie (Termini e Tiburtina) tutti ben collegati con un ramificato sistema di trasporti pubblici. Inoltre, l’Eur dista solamente cinque fermate di metropolitana dal centro storico di Roma e non è lontano neppure

EUR E LA NUVOLA

Un work in progress architettonico di rara bellezza, dove il verde dei parchi scandisce le opere griffate dagli archistar di fama dal litorale di Ostia. Una posizione baricentrica, dunque, alla quale fanno eco un’ampia varietà di servizi e numerose opportunità di intrattenimento, con proposte ristorative di alto livello (da tenere in considerazione, Il Fungo, storico ristorante panoramico al 14esimo piano di una torre piezometrica, soprannominata, appunto, “il fungo”), numerosi negozi per lo shopping (un giro in Viale Europa è d’obbligo per gli amanti dell’alta moda), locali e parchi divertimenti (uno per tutti: Luneur Park). E ancora, settanta ettari di aree verdi sono stati riqualificati e attrezzati per diventare incantevoli giardini – come il Parco del Lago che ogni anno tra marzo e aprile incanta con la fioritura dei ciliegi lungo la Passeggiata del Giappone – o luoghi di svago e relax, come l’Eurpark. RISORSE CULTURALI E REALTÀ AZIENDALI Il rilancio culturale ha potenziato l’attrattività del luogo, dedicando un intero distretto a installazioni museali. Una delle principali strutture che contribuiscono a dare una connotazione espositivo-museale all’Eur è il Museo delle Civiltà, di interesse nazionale e comprensivo di quattro sezioni tematizzate: il Museo preistorico-etnografico Luigi Pigorini, in cui il percorso evolutivo della specie umana viene esplorato attraverso la stimolante integrazione di supporti multimediali

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I tre elementi principali che formano la struttura del Roma Convention Center si compenetrano e mettono a sistema le proprie specificità per coniugare la bellezza estetica con la funzionalità: la Teca, che contiene la Nuvola vera e propria – in grado di ospitare congressi da ottomila presenze e grandi eventi, ma anche manifestazioni numericamente più contenute – e la Lama

e digitali all’avanguardia; il Museo delle arti e delle tradizioni popolari Lamberto Loria, che mostra una celebrazione della cultura tradizionale italiana con un’architettura e una decorazione musiva da non perdere; il Museo d’arte orientale Giuseppe Tucci, che promuove la tutela degli oggetti artistici e archeologici provenienti soprattutto dai Paesi asiatici in ambito nazionale (il museo si è trasferito di recente all’Eur dal centro); e il Museo dell’Alto Medioevo Alessandra Vaccaro, interamente incentrato sull’età postclassica e sulla trasformazione del mondo antico (con notevoli reperti da Roma e dall’Italia centrale, tra cui la straordinaria decorazione in opus sectile che ornava la sala di rappresentanza di una domus monumentale a Ostia). E ancora, un altro interessante struttura museale è il Museo storico delle Poste. Il quartiere vanta inoltre la presenza di importanti palazzi di proprietà di Eur Spa (novanta per cento del Ministero dell’Economia e delle Finanze e dieci per cento di Roma Capitale), che si occupa della tutela, della gestione e dello sviluppo del proprio patrimonio storico, artistico e paesaggistico. Grazie alle attività di property e asset management, infatti, la società controllata dal Tesoro promuove la riqualificazione degli spazi e la realizzazione di progetti immobiliari e urbanistici di rilevante interesse per la Città, come il Roma Convention Center La Nuvola, gestita sul mercato congressuale e dei grandi eventi dalla controllata Roma Convention Group. L’Eur è quindi riconosciuto come uno dei più importanti poli finanziari e terziari d’Italia, con la presenza di numerose sedi di banche italiane, quali UniCredit, Fideuram-Intesa Sanpaolo Private Banking, oltre alla presenza delle sedi centrali di colossi pubblici e privati, tra cui Poste italiane,

Inps, Inail, Eni, Ice, Q8, Groupama. Gran parte degli edifici storici presenti hanno assunto un valore rilevante dal punto di vista architettonico, tanto da essere vincolati come edifici monumentali: è il caso del Palazzo dei Congressi, che accoglie dal 1953 congressi ed eventi, come pure delle esedre gemelle dell’Ina e dell’Inps. Un’altra costruzione simbolica della “Roma economica” è il palazzo dell’Eni, o “palazzo di vetro”, uno degli skyline urbanistici più contemporanei di Roma. Di vetro è anche il rivestimento curvilineo del Palazzo dello Sport: oggi uno dei centri più importanti della città per concerti ed eventi, anche sportivi. Altro capolavoro è il Palazzo della Civiltà Italiana, conosciuto come Colosseo Quadrato: maestoso parallelepipedo che racchiude in sé la grandezza dello spirito artistico del Novecento, tanto da diventare uno dei monumenti simbolo dell’Urbe. Da qualche anno ospita la sede della maison di moda Fendi (gruppo Lvmh) grazie a un restauro conservativo eseguito insieme al Mibact e all’accordo commerciale di locazione con Eur SpA, proprietaria dell’edificio. IL ROMA CONVENTION CENTER LA NUVOLA Oggi il turismo congressuale rappresenta la moderna forza motrice dell’Eur. Qui la meeting industry ha trovato il suo luogo d’elezione tra gli spazi e le straordinarie location del quartiere, ma una in particolare l’ha conquistata affermando un vero e proprio primato. Stiamo parlando del Roma Convention Center La Nuvola, struttura che rappresenta al massimo grado un carattere di internazionalità e multifunzionalità all’insegna di congressi, grandi eventi, fiere. Progettato da Massimiliano e Doriana Fuksas, è un organismo complesso, schematizzabile

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HOT TOPICS destinazione del mese

in tre elementi principali che si compenetrano e mettono a sistema le proprie specificità per coniugare la bellezza estetica con la funzionalità: la Teca, che contiene la Nuvola vera e propria – in grado di ospitare congressi da ottomila presenze e grandi eventi, ma anche manifestazioni numericamente più contenute ma pur sempre con un elevato posizionamento – e la Lama. La Teca è una colossale “scatola” vetrata alta quaranta metri, larga settanta e lunga 175 in acciaio e vetro. Al suo interno troviamo la grande sala congressuale da seimila posti, il forum inteso come un enorme spazio aperto, l’affascinante articolazione spaziale della Nuvola, che ospita l’auditorium da 1.800 posti e naturalmente tutte le facility. Accanto alla Teca e parallelamente a essa, sorge un parallelepipedo in vetro nero: la Lama, che ospita un albergo in corso di completamento con oltre quattrocento stanze distribuite su 17 piani – che a breve Hilton inaugurerà–, così come il ristorante, ospitato in un blocco interposto tra i due grandi volumi. Completa la dotazione di servizi un parcheggio a servizio del complesso, collocato al livello interrato. La Nuvola colpisce per la sua trasparenza vitrea, una struttura ingegneristicamente complessa, avvolta in un telo bianco di fibra di vetro spalmata di silicone a dare l’impressione di emulare il fenomeno metafisico da cui prende il nome. I PROSSIMI EVENTI E se la Nuvola ha festeggiato i due anni di attività con numeri significativi – 64 eventi tra congressi e manifestazioni corporate in 24 mesi per oltre 400.000 presenze, 240 giorni di occupazione, 325mila presenze, il 25% delle quali dall’estero – e con eventi super prestigiosi – uno per tutti, l’Iba, l’Internatio-

nal Bar Association, la principale organizzazione mondiale di avvocati, ordini, associazioni professionali e studi legali (conta circa ottantamila iscritti), che ha scelto Roma e La Nuvola per il primo evento organizzato in Italia dalla loro nascita nel 1947 e che ha generato una sessantina di eventi collaterali – per il 2019 si punta a superare i 180 giorni di occupazione e a festeggiare i cento eventi e le cinquecentomila presenze nel corso dell’anno. Tra i grandi congressi internazionali e gli eventi corporate e associativi che il centro si è già aggiudicato figurano il Congresso Mondiale di Neurologia del 2021, che porterà a Roma 12 mila persone tra delegati e accompagnatori, mentre nel maggio 2022 verrà ospitato l’Icses, il congresso internazionale organizzato con cadenza triennale di chirurgia della spalla e del gomito, con partecipanti provenienti da tutto il mondo. E nell’immediato? Dal 23 maggio la Nuvola ospiterà la convention di Soi, il 17esimo congresso internazionale di oftalmologia per la celebrazione dei 150 anni dalla fondazione, che porterà, ancora una volta, a migliaia di delegati a Roma. Interessante anche la strategia di promozione messa a punto dal management di Roma Convention Group, con una serie di roadshow che toccheranno Canada e Stati Uniti nel 2019, Germania nel 2020 e approderanno in Asia nel 2021, per raccontare la qualità, la funzionalità e l’eccellenza che costituiscono l’anima della Nuvola e dell’Eur, di un luogo destinato a diventare il nuovo nucleo attrattivo delle attività convegnistiche a livello internazionale: una ricerca sempre in progress di una realtà ideale in cui si immerge e si rinnova la storia di Roma città eterna. indirizzi a fine rivista

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HOT TOPICS the hotel group

Palace Catania | UNA Esperienze

Compagnia del mese: Gruppo Una

Gruppo Una si fa in tre NICOLETTA TOFFANO

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ruppo Una, di proprietà Unipol Gruppo S.p.A., nasce nel 2017 dall’unione delle due catene alberghiere Atahotels e Una Hotels & Resorts. Acquisisce così da subito il ruolo di prima catena alberghiera italiana con numeri davvero importanti: cinquemila camere, mille dipendenti e quasi un milione e mezzo di presenze. Ma è il 2018 l’anno in cui si definiscono identità e strategie dell’intero gruppo, come spiega Fabrizio Gaggio, direttore generale Gruppo Una: «Un anno intenso e stimolante, che segna un punto di svolta e di partenza. Di svolta, perché un

nuovo protagonista è entrato nello scenario turistico italiano con una mission e valori ben definiti in linea con la filosofia di Gruppo Unipol. Un punto di partenza perché da quel momento è cominciato un percorso di sviluppo proiettato verso il futuro, fondato su una solida base finanziaria». Quindi è nell’anno passato che il nuovo gruppo alberghiero, con straordinaria determinazione, ha affrontato il non semplice percorso di integrazione tra le due realtà di Atahotels e Una Hotels. «Gruppo Unipol – prosegue Fabrizio Gaggio – posto davanti

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HOT TOPICS compagnia del mese

Gruppo Una, la nuova firma dell’ospitalità italiana, raccontata dai protagonisti tra nuova brand identity, piani di sviluppo e servizi sempre più personalizzati. Tutto all’insegna di una spiccata italianità

Nato dalla fusione di due catene alberghiere, Atahotels e Una Hotels & Resorts, il Gruppo Una vanta 37 strutture in 19 tra le più belle destinazioni italiane Principi di Piemonte | UNA Esperienze

alla scelta di come gestire i due brand, ha deciso di investire nel loro sviluppo: Gruppo Una è quindi il risultato di una sinergia aziendale. Così come Gruppo Unipol gioca un ruolo da protagonista nel panorama assicurativo, parallelamente Gruppo Una vuole essere un’eccellenza nel settore alberghiero italiano. Siamo partiti da un processo di analisi che ha coinvolto competenze professionali interne ed esterne, abbiamo realizzato importanti investimenti in termini di risorse umane e formazione. Abbiamo così creato un unico gruppo alberghiero con grandi potenzialità che derivano dall’impronta data proprio in fase di fondazione». Si tratta quindi di un approccio innovativo al business alberghiero nel momento in cui viene separato l’asset immobiliare dalla gestione alberghiera, ma non solo. Fabrizio Gaggio sintetizza anche i tre fattori chiave che stanno caratterizzando il Gruppo: «Il primo è un sano modello di business che vede un azionista italiano esterno compiere un’importante operazione nel mondo dell’hospitality; il secondo consiste nella creazione di una piattaforma strutturata e organizzata basata su investimenti in capitale umano; il terzo si fonda sul riconoscimento dell’italianità come tratto distintivo e leit motive di

Versilia Lido | UNA Esperienze

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HOT TOPICS compagnia del mese

FABRIZIO GAGGIO direttore generale Gruppo UNA «Gruppo Una nasce dalla vocazione all’accoglienza, sostenuta da una nuova squadra che ha maturato nelle esperienze individuali una profonda conoscenza di questo settore. Oggi rappresentiamo la prima catena alberghiera italiana al cento per cento, declinata in tre modi diversi di vivere il soggiorno in hotel al fine di lasciare ai nostri ospiti un ricordo positivo dell’esperienza vissuta».

Villa Le Maschere | UNA Esperienze tutta la futura strategia di brand». Last but not least, l’attività di Gruppo Una si inserisce nel più ampio rispetto del codice etico condiviso con il Gruppo Unipol. Inoltre è impegnata in un percorso di sostenibilità che si concretizza nell’utilizzo di energia fornita da fonti rinnovabili, nella ricerca di prodotti provenienti da filiere certificate e nell’adozione di politiche di gestione dei rifiuti atte a minimizzare l’impatto sull’ambiente.

OPERAZIONE BRAND IDENTITY Gruppo Una rappresenta quindi, sin dai suoi esordi, l’espressione di una chiara strategia manageriale proiettata verso una crescita importante. Guardando al futuro più immediato, si avrà la riapertura, nella primavera 2019, del Principi di Piemonte Una Esperienze di Torino, hotel cinque stelle attualmente in ristrutturazione. Mentre nel 2020, a Milano, nel nuovo centro di tendenza compreso

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HOT TOPICS compagnia del mese

UNAHOTELS Capotaormina tra piazza Gae Aulenti e corso Como, inaugurerà l’ex Atahotel The Big, completamente rinnovato con un posizionamento quattro stelle Superior. Inoltre, accanto ai piani di nuove aperture, in parallelo il Gruppo lavora a un intenso programma di riqualificazione degli asset esistenti a partire da un imponente lavoro di rebranding: «Un processo appassionante e coinvolgente – racconta Fabrizio Gaggio – Gruppo Una nasce dalla vocazione all’accoglienza, sostenuta da una nuova squadra che ha maturato nelle esperienze individuali una profonda conoscenza di questo settore. Oggi rappresentiamo la prima catena alberghiera italiana al cento per cento, declinata in tre modi diversi di vivere il soggiorno in hotel al fine di lasciare ai nostri ospiti un ricordo positivo dell’esperienza vissuta». Per fare questo il portfolio è stato declinato in tre brand con caratteristiche e personalità proprie in grado di interpretare desideri e bisogni delle diverse tipologie di viaggiatori e occasioni di viaggio. Il filo conduttore rimane sempre l’idea di italianità del Gruppo Una che assume il significato di un mix unico di passioni, tradizioni, sapori, conoscenze, spirito, modi di essere e volontà di sperimentare tutto il meglio che da sempre contraddistingue il nostro Paese. In pratica si tratta di un’operazione di posizionamento sul mercato delle ben 37 strutture, tra urban hotel, resort e aparthotel, che compongono l’offerta del Gruppo, suddivise oggi in tre nuove collezioni con caratteristiche proprie, pensate per offrire un servizio sempre più personalizzato. Ecco nel dettaglio, come illustra Fabrizio Gaggio, quali sono le peculiarità dei tre differenti modi di concepire l’ospitalità: «Innanzitutto la collezione Una Esperienze rappresenta la risposta di Gruppo Una agli ospiti più esigenti alla ricerca di soluzioni di alto livello: otto ville, resort e hotel in strutture uniche in territori da sogno dove l’io dell’ospite è messo al centro e l’esperienza è senza paragoni.

La collezione Unahotels è numericamente la più ricca: 21 strutture a quattro stelle in cui il fil rouge è l’efficienza e la qualità del servizio declinato in cura degli ambienti, eleganza, buon cibo, attenzione ai dettagli. Parliamo di hotel collocati nei centri urbani più importanti, in territori pieni di fascino e storia; ideali per il target sia business sia leisure. Infine Unaway, per soggiorni smart, senza rinunciare alla qualità: otto strutture collocate lungo

Maison Venezia | UNA Esperienze

Gruppo Una

37 strutture divise in tre brand differenti, ma tutti caratterizzati dallo stesso, autentico, spirito italiano

UNAHOTELS Decò Roma

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HOT TOPICS compagnia del mese

Gruppo Una

UNAWAY Congress Hotel Bologna San Lazzaro le grandi arterie di comunicazione nazionali o in aree residenziali cittadine. Destinate a chi viaggia per lavoro e a tutti i viaggiatori che cercano soluzioni pratiche con i nostri standard di servizio e accoglienza».

Linea Uno Hotel & Residence Milano

ESPERIENZA ITALIA Gruppo Una, presente con le sue strutture in dieci regioni italiane, copre 19 destinazioni rappresentando così per numeri, diffusione e qualità dell’offerta, un riferimento fondamentale dell’ospitalità nazionale. Il forte legame con il territorio è una caratteristica peculiare: «Il brand Italia è nel nostro Dna – afferma Nicola Accurso, responsabile sales & marketing, brand, communication, revenue e distribution Gruppo Una – dopo aver lanciato i tre brand ci stiamo concentrando sul fronte della brand experience, per declinare quanto più possibile il modo di interpretare l’ospitalità italiana. La stessa collaborazione con il Convention Bureau

A TORINO RINASCE UN MITO

Riaprirà nella primavera 2019, dopo un importante progetto di ristrutturazione, il prestigiosissimo Principi di Piemonte Una Esperienze di Torino. Situato nel cuore del capoluogo piemontese, questo storico hotel cinque stelle sarà l’indirizzo privilegiato dei viaggiatori leisure e business alla ricerca di una location sofisticata. Simbolo dell’antico splendore italiano, l’hotel fu progettato nel 1934 da Vittorio Bonadé Bottino e Giovanni Chevalley: l’imponente edificio, in chiaro stile

razionalista, fu inaugurato nel 1936 ed è ancora oggi considerato uno dei gioielli architettonici più raffinati della città, dove al suo interno spicca il famoso Salone delle Feste, con ingresso dedicato, che sfoggia mosaici di Venini e storici lampadari di Murano. L’hotel ospita inoltre 99 camere, tra cui una presidential suite, ideale anche per eventi privati, luoghi per veri gourmand e un’elegante spa e centro benessere. Il centro congressi dispone di sei sale riunioni con capienza variabile tra i 12 e i 250 posti.

Italia è espressione del nostro impegno per promuovere al massimo il brand nazionale. Per noi è strategico posizionarci come la catena di riferimento rispetto alla proposta turistica made in Italy». Accurso spiega poi con quali strumenti verrà promosso nel 2019 il concetto di brand experience: «Intendiamo mettere il cliente ancora più al centro delle nostre attività, per migliorare la qualità percepita e per rendere la comunicazione più utile e targettizzata. Il nostro nuovo sito web si arricchirà ulteriormente di contenuti e saremo ancora più attivi sui social media per fornire ai nostri clienti informazioni utili con un approccio fresco e dinamico. Lavoreremo molto anche sul B2B, per essere identificati sempre più come una realtà tanto responsive quanto proattiva rispetto alle esigenze dei nostri partner di vendita». Nei progetti 2019 di Gruppo Una si comprende quindi la volontà di diffondersi sempre più sul mercato italiano sia in termini di destinazioni sia per numero di strutture: «Sotto questo profilo – dichiara Nicola Accurso – è strategica la nostra intenzione di far ripartire il modello del franchising con una proposta alternativa rispetto a quella dei grandi marchi internazionali. Noi puntiamo a essere un riferimento per l’affiliazione verso la moltitudine di hotel unbranded, con un modello snello per fare sistema e dare ai nostri affiliati armi utili a svilupparsi ulteriormente. Crediamo fortemente che questo ci potrà dare risultati tangibili in un tempo discretamente breve». UNA SQUADRA FORTE PER IL MICE Da un gruppo alberghiero così proiettato verso grandi traguardi, era ovvio aspettarsi una particolare attenzione per il settore business, che nel suo complesso rappresenta per il Gruppo il 51 per cento della domanda. Per quanto riguarda specificatamente il segmen-

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HOT TOPICS compagnia del mese

Principi di Piemonte | UNA Esperienze to Mice, lo share nel 2018 è stato circa del 22 per cento, un bilancio per l’anno passato che si è chiuso con una serie di eventi importanti realizzati per aziende del calibro di Vorwerk Italia, Intesa San Paolo, Whirpool, L’Oreal Italia, Agos Ducato, Electrolux, Citroën Italia, Luxottica, Lyreco, Novartis. Nel 2019 si prevede una crescita del 14 per cento, mentre nuovi progetti stanno già riempiendo il calendario del nuovo anno con il World Congress of Dermatology ed eventi dedicati a Eni, Astrazeneca, Lions, Bayer, Safilo, Whirpool. Al successo concorrono sicuramente le tante destinazioni e strutture che da nord a sud della Penisola si distinguono per le proprie peculiarità andando a rispondere alle diverse esigenze della meeting industry: a Milano è presente un gruppo di 12 strutture tra cui spicca l’Unahotels Expo Fiera per la possibilità di ospitare grandi eventi fino a un totale di oltre 2.900 partecipanti; rimanendo in Lombardia, è notevole per la dimensione della plenaria da 800 persone anche l’Unahotels Varese. Due le principali strutture dedicate al congressuale di Bologna, l’Unahotels Bologna Fiera con diverse sale tutte illuminate da luce naturale e l’Unaway Congressi Hotel Bologna San Lazzaro dotato di un centro congressi autonomo per grandi eventi, lanci di prodotto e mini fiere. Spostandosi in Toscana il Versilia Lido di Una Esperienze è ideale per meeting a un passo dal mare in una location moderna con uno spettacolare roof top bar and restaurant, mentre a Roma si distingue l’Unahotels Decò Roma con una bellissima sala congressi modulabile inondata di luce naturale proveniente dalle grandi vetrate sul tetto. Infine in Sicilia le strutture di punta per il mercato congressuale sono: l’Unahotels Naxos Beach, con un centro congressi autonomo, poi l’Unahotels Capotaormina con la sua stupefacente posizione sulla punta di una roccia, affacciato sulla baia di Naxos e infine il Palace Catania di Una Esperienze, raf-

finatissimo e centrale con il suo Etnea Roof Restaurant & Bar con una meravigliosa vista dell’Etna e della città. Tante poi le strutture che, per charme particolare, dalla villa antica al resort sul mare, dal golf hotel al palazzo storico, rappresentano scelte ideali per il mercato specifico dell’incentive all’insegna dell’esclusività. Troppo numerose per essere elencate in una sintetica panoramica, la loro distribuzione va dal Piemonte alla Toscana, dalla Puglia alla Sicilia. Le sole strutture non bastano comunque a decretare il successo di un gruppo nel sempre più complesso mercato Mice come puntualizza Nicola Accurso: «Un mercato che lavora con richieste di preventivi sempre più rapidi, di soluzioni tailor-made e di set tecnologici avanzati. La nostra intenzione è assecondare il più possibile questi trend e di rappresentare una scelta ideale per i nostri clienti rafforzandoci inoltre sul piano della customer experience». Servizi innovativi, prodotti personalizzati, rapidità di intervento e un’offerta strutturale eccellente, sono questi i tratti distintivi del Gruppo Una per la meeting industry abbinati a chiare strategie imprenditoriali portate a compimento da un team vincente, come conferma ancora Nicola Accurso: «La squadra nel 2019 si dividerà tra la parte corporate con gestione diretta di un portafoglio aziende e la parte agenzie, sempre capitanata da Michele Balzarelli, con il consueto lavoro sinergico. Il team si rafforzerà con l’ingresso di Claudia Vanni, una nuova risorsa con grande esperienza che gestirà tutto il mondo internazionale per dare ulteriore spinta al segmento su cui stiamo puntando sempre di più. Inoltre parteciperemo a diverse fiere ed eventi internazionali dedicati al Mice al fine di spingere il nostro brand e le nostre strutture più marcatamente congressuali». indirizzi a fine rivista

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Il portfolio del Gruppo Una è stato suddiviso in tre brand, ognuno con caratteristiche e personalità proprie, con lo scopo di interpretare i desideri e i bisogni di diverse tipologie di viaggiatori

Villa Le Maschere | UNA Esperienze

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HOT TOPICS

EKATERINA FEDOTOVA

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Trionfo di sapori Olio extravergine d’oliva, burrata, orecchiette. Ma anche Negramaro e gamberi rossi: la gastronomia pugliese è tra le più ricche del Belpaese, perfetto leitmotiv di team building e itinerari Mice all’insegna della dieta mediterranea SIMONA P.K. DAVIDDI

È

forse tra le regioni italiane con la più ricca proposta gastronomica locale la Puglia, punta di diamante della dieta mediterranea, dichiarata Patrimonio Culturale Immateriale dall’Unesco, in perfetto equilibrio tra terra e mare, con prodotti tipici famosi anche oltre i confini nazionali; bastano un paio di esempi: il saporito olio extravergine d’oliva e i corposi nettari di Bacco, ma anche la golosissima gamma di latticini – uno per tutti: l’irresistibile burrata – da mangiare da soli o da accompagnare a pane casereccio o agli innumerevoli tipi di pasta fatti in casa ancora seguendo antiche tradizioni, con le celebri orecchiette in prima fila. È una cucina che rispecchia pienamente il

territorio quella pugliese, senza tralasciarne nessun aspetto, che racconta di distese di ulivi a perdita d’occhio, dei ritmi lenti di un’agricoltura che segue solo le leggi della natura e l’avvicendarsi delle stagioni – la Puglia sale sul podio delle prime tre regioni italiane più attive sul versante dell’agricoltura biologica e biodinamica, con circa cinquemila aziende agricole dedicate –, del profumo del mare ma anche di quello degli acini d’uva maturati al caldo sole; una cucina premiata con numerose Dop, Doc e Igt, ma anche con preziosi presidi Slow Food e che diventa il perfetto fil rouge per attività di team building sul territorio, post congress, degustazioni, cooking contest e anche, perché no?!, golosi reminder da portare a casa a evento finito. CON LE MANI IN PASTA Il più classico dei team building in cucina – gettonatissimo soprattutto tra gli stranieri – è proprio quello che invita i congressisti a mettersi alla prova nella produzione del-

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ARCHEOLOGIA GASTRONOMICA Dal ricco menu pugliese, oltre alle già citate e arcinote orecchiette con le cime di rapa, ci sono altri due piatti che rappresentano l’essenza del territorio e al contempo le sue antiche tradizioni gastronomiche. Il primo è Ciceri e Tria, una pietanza gustosissima, semplice e delicata, a base di ceci, pasta e pasta fritta, il tutto condito con l’immancabile olio extravergine d’oliva, pomodorini, aglio, prezzemolo e pepe nero; mentre il secondo è Fave e Cicoria: le fave, cotte e sbucciate, vengono ridotte in purea e servite in fondine assieme a verdure selvatiche lesse e... olio extravergine d’oliva.

ORO LIQUIDO Protagonista incontrastato delle tavole pugliesi, l’olio extravergine d’oliva – la regione vanta quattro Dop: Terra di Bari, Terra d’Otranto, Dauno e Collina di Brindisi –, dall’inconfondibile sentore fruttato, così saporito da invitare a un primo assaggio direttamente su una fetta di pane casereccio, arricchisce gli eventi del Mice con un ventaglio di proposte in grado di accontentare tutti i target: dalle escursioni tra le distese di ulivi a perdita d’occhio alle visite ai frantoi – di rara suggestione quelli ipogei – dai corsi di degustazione per apprendere le differenze tra le diverse varietà di olive, alla raccolta delle olive stesse, fino a preziosi cadeau, magari personalizzati, da mettere in valigia.

GIUSEPPE TRICARICO DE BONIS

le orecchiette, guidati dalle sapienti mani artigiane delle donne pugliesi, che si tramandano la tradizione di generazione in generazione, per poi sedersi tutti a tavola e assaporarle con il più famoso degli abbinamenti, le cime di rapa. Anche i caseifici si aprono al Mice, dando l’opportunità ai partecipanti di un evento in Puglia di imparare a fare – cimentandosi spesso direttamente – mozzarelle, burrate e stracciatelle. Produzione a parte, le regine dei latticini sono perfette anche per una “semplice” degustazione, abbinate magari anche ad altre tipicità quali la manteca, il cacioricotta, la scamorza di pecora, il caciocavallo del Gargano – fatto con il latte di mucca podolica, una razza autoctona che si alleva allo stato brado, dall’intenso sapore dato dal pascolo ricco di erbe odorose e dall’ambiente di stagionatura –, e il Capocollo di Martina Franca, un insaccato – Presidio Slow Food – a base di carne di suini allevati in Valle d’Itria nel rispetto di un rigido protocollo che prevede una leggera affumicatura, una lunga marinatura in salamoia e la concia con vino cotto; il tutto accompagnato con pane casereccio – uno su tutti: quello di Altamura Dop –, verdure sott’olio – imperdibili le melanzane – e con un buon bicchiere di vino rosso locale.

LUCA MARESCA

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PROFUMO DI MARE Una regione con centinaia di chilometri di costa non può non portare in tavola i prodot-

GIORGIA ESPOSITO

Strizza l’occhio sia ai prodotti della terra sia a quelli del mare la gastronomia pugliese, all’insegna della dieta mediterranea e del gusto e perfetta per originali team building – dalle cooking class per imparare a fare le orecchiette alla raccolta dell’uva direttamente in vigna – e per itinerari alla scoperta del territorio, con degustazioni e laboratori nelle cantine vitivinicole o nelle numerose aziende agricole biologiche e biodinamiche

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CARLO ELMIRO BEVILACQUA

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GIUSEPPE TRICARICO DE BONIS

ELENA DI VERA

ti del mare, declinati in infinite ricette sfiziose ma proposti anche a crudo, in una sorta di “sushi mediterraneo”, già diffuso prima che il famoso “cugino” asiatico iniziasse a essere in voga nel Belpaese. Tra i prodotti ittici che possono arricchire un business lunch o una raffinata cena aziendale, figurano sicuramente la saporitissima cozza tarantina – da provare con appena una spruzzata di limone – e il gambero rosso di Gallipoli, che mantiene il proprio colore anche una volta cotto ma che è particolarmente gustoso se provato crudo. Tra i piatti da assaggiare, c’è sicuramente la zuppa di pesce alla Rodiana, una delle ricette più gustose e prelibate della tradizione gastronomica del Gargano, che richiede almeno sette qualità diverse tra pesci, molluschi e crostacei.

DULCIS IN FUNDO Ricchissima anche la proposta di dolci: da mangiare come street food, in ogni momento della giornata o in festività particolari, la Puglia sa come prendere i propri visitatori per la gola. Tipico del Salento è il Pasticciotto, preparato con pasta frolla ripiena di crema pasticcera e gustato ancora caldo appena uscito dal forno – alzi la mano chi, dopo averlo assaggiato, non abbia sviluppato una dipendenza! –, perfetto sia per colazione sia come dessert. Viene invece da Bisceglie un’altra golosità antichissima – si ritrova per la prima volta citata nei primi anni del Cinquecento –, i Sospiri, un dolce con pan di spagna farcito con crema pasticcera e ricoperto di glassa, perfetto per concludere in dolcezza un pasto. È legato alla tradizione contadina il Mandorlaccio a base di farina di mandorle, uova montate, miele e mandorle, rigorosamente baresi. Infine – ma la carrellata dei dolci tradizionali sarebbe ancora lunga – tipici dello street food e delle sagre di paese sono i Mostaccioli, biscotti con farina, zucchero, scorze e succo d’agrumi, mandorle tostate, chiodi di garofano, cacao in polvere, in un mix che ogni pasticcere personalizza con l’aggiunta di altri ingredienti più o meno segreti. MILLE SFUMATURE DI VINO A una proposta gastronomica così variegata, non può che corrispondere un’altrettanto varia offerta enologica e le infinite distese di vigne non lasciano dubbi: la Puglia ha davvero vini per tutti i gusti – e ben 26 Doc –, dai bianchi fruttati ai rossi corposi, passando per i rosé, dei quali è la maggior produttrice in Italia, in un momento storico in cui i “rossi vinificati in bianco” hanno ripreso il meritato posto alla ribalta sul palcoscenico enologico internazionale – tra l’altro, oltre all’attuale primato pugliese sulla produzione di rosè, anche il primo rosato imbottigliato italiano, il Five Roses, è stato prodotto proprio in Salento, nel 1943, utilizzando un blend con il novanta per cento di Negramaro e il dieci per cento di Malvasia Nera –. Sono però sicuramente i rossi a lasciare maggiormente il segno sui visitatori, con i loro bouquet profumati e il carattere forte, tannico al punto giusto: il Primitivo di Manduria, il Negramaro, il Nero di Troia, il Salice Salentino e il Castel del Monte Aglianico formano sicuramente la top five dei rubini pugliesi, da scoprire direttamente nelle cantine disseminate sul territorio lungo le Strade dei Vini della regione – qui il Mice non ha che l’imbarazzo della scelta tra le attività possibili: dalla vendemmia in vigna a esperienze didattiche e laboratori per imparare la fine arte della vinificazione – o in degustazioni, abbinati alle pietanze più adatte a esaltarne i sentori. Per chi ama nettari più leggeri, i bianchi floreali come il Tufjano, gli chardonnay e persino il bianco frizzante Igt della Murgia e lo spumante Galletto non deluderanno neppure gli intenditori (viaggiareinpuglia.it). indirizzi a fine rivista

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Quel qualcosa in È possibile organizzare meeting e allo stesso tempo contribuire alla conservazione del patrimonio artistico e culturale italiano? Sì, e tutto grazie ad alcuni Beni del Fai – Fondo Ambiente Italiano – aperti al mondo degli eventi ANTONELLA ANDRETTA

ANDREA MARINIELLO

In alto da sinistra: Villa dei Vescovi e Villa Fogazzaro Roi. Sotto, le Saline Conti Vecchi. Nella pagina accanto in alto, il Teatrino di Vetriano; al centro, Villa Della Porta Bozzolo; in basso, ancora Villa dei Vescovi

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hi è sempre alla ricerca di location non si perda questa breve carrellata su alcune delle venue del Fai, Fondo Ambiente Italiano, disponibili per accogliere serate, presentazioni e incontri di lavoro. Non si tratta solo di ville e dimore storiche (alcune delle quali già ben inserite nel “circuito” degli eventi come Villa Necchi Campiglio a Milano e Villa del Balbianello a Tremezzina, in provincia di Como) ma anche di luoghi particolari e insoliti come il Teatrino di

Vetriano (Lucca) oppure le Saline Conti Vecchi (Cagliari), in concessione alla Ing. Luigi Conti Vecchi (Eni, Syndial) e valorizzate dal Fai. Ma andiamo con ordine e scopriamo alcuni di questi piccoli grandi tesori. Iniziamo proprio dal suggestivo Teatrino di Vetriano, così unico da essersi meritato un posto nel Guiness dei primati come più piccolo teatro storico pubblico del mondo: ex fienile trasformato nel 1890 in sala per rappresentazioni, si trova a mezz’ora da Lucca ed è stato donato al Fai nel 1997. Dopo un accurato restauro, il Teatrino mette a disposizione i suoi spazi, davvero mignon: il palcoscenico è di trenta metri quadri, in platea ci sono sessanta posti a sedere e due balconate offrono altri venti posti. In compenso la particolarità del contesto e la consapevolezza di trovarsi in un posto che non ha uguali, rendono questa location un posto di grande suggestione ed efficacia comunicativa. Un’altra venue estremamente suggestiva è Villa Fogazzaro Roi, soprattutto per chi apprezza le atmosfere di Antonio Fogazzaro, il cantore di quel Piccolo mondo antico le cui tracce permangono tra gli arredi e le stanze di quella che fu la sua dimora sulla sponda italiana del Lago di Lugano (in località Valsolda, frazione di Oria, Como). Qui è possibile ambientare incontri fino a 25 persone sedute a tavola o fino a sessanta a buffet in esterni tra giardino, patio e grotto (una zona dove si conservavano generi alimentari), il tutto in un ambiente di assoluto pregio, arricchito ulteriormente da una spettacolare posizione a pelo d’acqua che rende la villa raggiungibile anche in barca.

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HOT TOPICS under the spotlight

TUTTI I NUMERI DEL FAI

Il Fai – Fondo Ambiente Italiano è una fondazione senza scopo di lucro che dal 1975 a oggi ha salvato, restaurato e aperto al pubblico importanti testimonianze del patrimonio artistico e naturalistico italiano. Attualmente i beni della Fondazione sono 61, trenta dei quali regolarmente aperti al pubblico, 21 tutelati e dieci in restauro, più

di 6.730.000 i metri quadrati di paesaggio protetto, oltre 868 mila le persone che nel 2018 hanno visitato i beni aperti e più di 190mila gli iscritti: questi sono solo alcuni dei numeri che raccontano l’impegno del Fai per proteggere la bellezza del nostro Paese e per raccontarla agli italiani di oggi e a quelli di domani.

più DAI LAGHI DEL NORD AL MAR DI SARDEGNA Sempre in Lombardia si trovano anche Villa e Collezione Panza e Villa Della Porta Bozzolo, entrambe nella zona di Varese. Villa e Collezione Panza si trova su un colle in città, il Biumo, ed è stata edificata a partire da XVIII secolo: il luogo non solo è splendido, tra sale e cortili, ma ospita anche una raccolta d’arte del XX secolo di grande valore (opere di Dan Flavin e altri) e un giardino all’italiana di 33mila metri quadrati arricchito da opere di land art. Gli spazi per eventi sono numerosi e vanno dai cento posti seduti del Salone Impero (che si affaccia sul parco) ai trenta posti della Sala Biliardo, ai cinquanta della Red Hall, fino ai 250 della Corte d’onore e ai trecento del parco. Villa Della Porta Bozzolo si trova invece a Casalzuigno a breve distanza dalla sponda lombarda del Lago Maggiore: nata nel Cinquecento come dimora di campagna, è caratterizzata da uno stupefacente giardino all’italiana costituito da terrazze scolpite in pietra che risalgono la collina. Numerosi gli spazi sia interni sia esterni: il Salone centrale può ospitare fino a 48 persone sedute, la Sala Baco da Seta 75, il cortile d’onore 150 e la Filanda 120, mentre a buffet si arriva alle 250 persone. Cambiamo regione e passiamo in Veneto per la rinascimentale Villa dei Vescovi che si trova a Luvigliano di Torreglia (circa venti chilometri da Padova). Immersa in un contesto naturalistico di grande pregio, affrescata all’interno e dotata di vasti spazi esterni e in grado di accogliere fino a cinquecento persone in ambienti diversi, la villa è ideale non

solo per eventi ma anche come set fotografici o sede di team building. Per l’ultima venue di questo breve elenco, arriviamo in Sardegna, non lontano da Cagliari, presso le Saline Conti Vecchi, una vasta area naturalistica e un sito di archeologia industriale situato all’interno di un impianto ancora funzionante per l’estrazione del sale, un contesto unico affidato alle cure del Fai dal 2017: qui il tempo sembra davvero essersi fermato e ambientarvi un evento ha qualcosa di speciale. Una delle sale, per 120 persone, è stata ricavata in una delle vecchie officine e un’altra da quaranta posti nell’archivio, testimonianze vive e recenti di vita e lavoro. Altri spazi sono a disposizione anche in esterni per set fotografici in un contesto naturale unico. indirizzi a fine rivista

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HOT TOPICS under the spotlight

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Dove nascono I Palazzi Importante novità nel panorama alberghiero e congressuale italiano: nasce I Palazzi, brand alberghiero che fa del made in Italy e del prestigio la sua narrazione, con tre strutture di eccellenza pronte a raccontarvi la loro storia ALESSANDRA BOIARDI

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1 / Cà Bonfadini a Venezia 2 e 4 / Il Palace Hotel Varese 3 / Il Resort San Lorenzo, nella riposante campagna senese 4

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ostoevskij sosteneva che la bellezza salverà il mondo. E se non riuscirà a salvarlo, aggiungiamo noi, lo renderà almeno un posto migliore, soprattutto quando dietro c’è un progetto importante e ricco di valore. È per questo che l’annuncio – in anteprima per Meeting e Congressi – della nascita del nuovo brand alberghiero I Palazzi, è senz’altro un’ottima notizia, a partire dal concept che punta su eccellenze architettoniche e alberghiere tutte italiane fino alla scelta di unire qualità e bellezza in contesti prestigiosi. Il nuovo brand – che ha alle spalle una grande realtà imprenditoriale del made in Italy – ha scelto il nome evocativo “I Palazzi” per raccontare la sua collezione, fatta di tre edifici storici di rilievo, diversi tra loro, ma accomunati dagli stessi valori che parlano di lusso, nobiltà, storia, e ora accoglienza. Indirizzo già apprezzato dalla meeting industry è il Palace Grand Hotel Varese, un’oasi verde di panorami e classicità, a Varese, che ha saputo rinnovarsi negli ultimi anni pur mantenendo intatte le atmosfere Liberty di una firma illustre dei primi decenni del Novecento, l’architetto Giuseppe Sommaruga. Se sin dall’arrivo si viene colpiti dalla vista spettacolare che spazia dal centro città al Lago di Varese e al Monte Rosa, l’imponenza

della struttura non passa certo inosservata. Varcata la soglia, ci si immerge nella maestosità degli spazi, comprendenti sei sale meeting con luce naturale, 112 luminose camere panoramiche ed eleganti spazi comuni, narratori diretti della storia secolare del palazzo. Cambiano le coordinate per la seconda struttura del brand, Ca’ Bonfadini, un prezioso palazzo affacciato sul canale di Cannaregio a Venezia. Dal Seicento il palazzo appartenne ai patrizi veneziani Bonfadini per passare in seguito alla ricchissima famiglia ebraica dei Vivante. A segnare lo scorrere dei secoli è la sua preziosità più evidente, un fastoso apparato decorativo oggi restaurato con cura secondo gli stretti parametri della sovraintendenza delle Belle Arti, che vanta opere di artisti tiepoleschi, affreschi di importanti decoratori della stagione neoclassica veneziana, allegorie di Pastò, opere mitologiche di Bevilacqua e l’impronta imperiale di Borsato. Nuovo cambio di prospettiva per il terzo “palazzo”, il Resort San Lorenzo, dimora storica situata a Linari e immersa nella verdeggiante campagna, a pochi minuti di auto dalla città di Siena. Anche qui la storia è protagonista insieme a un importante lavoro di restauro che ne narra le origini di antico monastero del 1200 e la conversione in residenza gentilizia. Il resort è composto da venti appartamenti e spazi all’aperto che – in uso esclusivo – possono diventare una location perfetta per gruppi e incentive, inclusa una bella piscina esterna con vista panoramica. indirizzi a fine rivista

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HOT TOPICS in my opinion

italy docet

Esecutori o manager? Tutte le aziende hanno bisogno di convegni. I manager spesso ritengono di sapere come farli, ma raramente lo sanno veramente. Delegare a professionisti consente di ottenere risultati molto più alti

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RODOLFO MUSCO pubblicista e meeting architect certificato Cmp, Cmm, Cme-it musco@motivationandevents.com

opo pochi mesi dall’avvio del Capitolo Italia della Meeting Professionals International organizzammo incontri professionali con colleghi americani negli Stati Uniti e in Italia, e tutti ne ricavammo benefici. Presidente mondiale di Mpi era allora Diane Smith, una collega che presiedeva anche il Dallas/ Fort Worth chapter, un capitolo che annoverava oltre settecento membri. Diane era la responsabile convegni di una azienda farmaceutica che aveva filiali in diverse nazioni e per la sua azienda sovrintendeva all’organizzazione di duecento meeting all’anno in cinque continenti. Considerata l’importanza dei convegni per l’economia della sua società, Diane Smith era tra gli otto massimi dirigenti internazionali della sua azienda. Lo scorso anno diverse segretarie di direzione associate a Secretary.it si sono iscritte e hanno sostenuto gli esami per la certificazione professionale in meeting management. Molte di loro mi hanno informato che dopo lo studio del manuale e il conseguimento della certificazione, il loro ruolo in azienda è aumentato notevol-

mente. Anche il loro stipendio è aumentato. «I miei dirigenti non mi dicono più come devo organizzare un meeting, ma quali sono gli obiettivi che desiderano raggiungere e mi lasciano libera di organizzare il tipo di convegno che ritengo più idoneo», mi hanno detto in tante. Dichiarazioni ben diverse da quanto affermò tempo fa una collega “responsabile” dei convegni di un’importante azienda. Durante una riunione per il riconoscimento del meeting management come professione autonoma, la pur intelligente e colta collega disse: «Noi facciamo ciò che il committente ci chiede». In molte discipline non si può dare per scontato che i dirigenti, anche di alto livello, conoscano e sappiano fare tutto quanto è collegato alla loro attività. Un chirurgo dell’addome non deve sapere come si cura una carie o come si guida un’autoambulanza. Un avvocato può non sapere come tradurre il testo di un atto di difesa o di accusa. Un architetto può non sapere come si mescola la calce necessaria per fissare i mattoni di uno stabile.

Perché, allora, non si considera la differenza tra “esecutore” e “manager”? L’esecutore fa ciò che gli viene richiesto (o imposto). Il manager progetta, programma, dirige e valuta quello che è più idoneo per raggiungere gli obiettivi. Il tecnico deve conoscere gli strumenti utilizzabili per realizzare ciò che gli viene richiesto. Il manager deve conoscere elementi professionali e scientifici. Il meeting manager deve essere pratico di specializzazioni scientifiche, come psicologia, sociologia, neurologia, marketing, antropologia, scienze cognitive e altro ancora. I convegni aziendali e di associazioni, se organizzati da specialisti generano un Roi – ritorno sull’investimento – molto più alto di quello generato da “esecutori”: da una media del venti per cento al settanta-ottanta per cento, fino al duecento per cento. Non si tratta di sensazioni, ma di dati che si possono raccogliere in modo scientifico. Potremmo descrivere centinaia di casi in cui scegliendo la tipologia più idonea per il convegno, gestendo il meeting nel luogo appropriato, coordinando la tempistica, producendo comunicazione pre-evento adeguata e facendo la regia del meeting si accresce enormemente il risultato. Con tutto il rispetto per i committenti interni o esterni.

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L’altra metÀ del cielo

Il caffè dello scienziato Se penso agli sforzi profusi dalla mia azienda per premiare il merito dei nostri venditori e per attrarre nuovi talenti, e poi leggo certi annunci di lavoro, mi cascano le braccia

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LUCA CORSI Sponsorship & events manager Divisione Folletto di Vorwerk Italia luca.corsi@folletto.it

ualche tempo fa ho visto l’annuncio di lavoro di un’azienda italiana fornitrice di servizi di accoglienza e ristorazione a bordo di treni passeggeri (quali non ha importanza) che cercava hostess e steward imprescindibilmente dotati di una laurea. Una qualsiasi, dal medico all’ingegnere forse andava bene tutto; nemmeno lo sforzo di aggiungere un “preferibilmente laureati in Turismo e Ospitalità, oppure in Lingue”, che quasi quasi avrebbe avuto un senso… Ne sono rimasto molto colpito! Possibile – mi sono chiesto – che serva una laurea per trovare lavoro come hostess o steward? E che cosa dovranno mai fare su quel treno dei lavoratori così altamente specializzati? Proseguendo la lettura l’ho scoperto: “Provvedere al decoro e al riordino degli ambienti… garantire il servizio catering a bordo treno… promuovere, vendere e controllare i biglietti…”. Insomma, servire i caffè. Una cosa che, in effetti, soltanto un biologo o un astrofisico saprebbe fare come si deve. Sarcasmo a parte, alla luce di questa surreale job description ho capito perché sempre più giovani, laureati e no, se ne vadano dall’Italia alla ricerca di un’opportunità di lavoro che sia

dignitosa e il più possibile attinente ai propri studi. Secondo la ricerca New Skills at Work presentata a marzo da Jp Morgan e Bocconi, infatti, il nostro Paese è il terzo al mondo con il più alto disallineamento tra le competenze maturate a scuola dai giovani e le esigenze del mercato del lavoro. Tecnicamente viene definito “skill mismatch”, ovvero il mancato incontro fra il know-how dei lavoratori disponibili e le richieste di mercato. Questo skill mismatch determina una carenza di offerta in settori in cui la domanda è alta (carenza che viene colmata da figure non sempre adatte al tipo di professione) e un eccesso di offerta dove la domanda è bassa (il che concorre a ridurre i salari). Se vogliamo tradurre questo scenario in numeri, ci vengono in soccorso i dati Ocse dello scorso ottobre, secondo i quali circa il quaranta per cento dei lavoratori non è compatibile con il proprio impiego, in quanto il venti per cento è sotto qualificato e il 19 per cento è overeducated. Insomma, in Italia un lavoratore su cinque ha un impiego non adatto alle proprie competenze. E questo spiega sia perché certi imprenditori si lamentino di non trovare operai specializzati di cui avrebbero bisogno come del pane, sia perché certi laureati, in mancanza d’altro, vadano a fare i camerieri. Ora, se da un lato la colpa può essere dei pregiudizi, dei falsi miti che si sprecano in famiglia e a scuola – luoghi comuni che

spingono i giovani a prendere una laurea per forza e a prescindere dal proprio talento e dalle prospettive di occupazione, “perché senza il pezzo di carta non si va da nessuna parte” – dall’altra sono esterrefatto dalle pretese di certe aziende. Sì perché ogni tanto, chissà perché, i recruiter impazziscono e fra i requisiti necessari per un lavoro che non richiederebbe alcuna specializzazione viene inserita anche la laurea. E tanti saluti alla cortesia, all’educazione, alla pazienza, alla capacità di socializzare e – last but not least – all’abilità di maneggiare una maledetta cuccuma, aggeggio infernale che sul treno è sinonimo di pantaloni macchiati e ustione di terzo grado agli arti inferiori. Hai voglia poi a spiegare ai giovani che il merito viene sempre premiato, anche a prescindere dal titolo di studio. Hai voglia a dire loro che nell’era delle competenze i titoli e i riconoscimenti hanno sempre meno importanza se non sono accompagnati dalla dimostrazione che si può offrire all’azienda un vero valore aggiunto, fatto soprattutto di attitudine, talento, passione e impegno. Ti risponderanno che sono tutte balle e che nel nostro Paese perfino per fare il caffè devi essere uno scienziato! E così, tristemente, il tanto agognato “pezzo di carta” si riduce a essere proprio questo e niente più: un pezzo di carta sicuramente utile... per pulire una macchia di caffè.

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Costa degli

Ulivi Hotels Perle di Sicilia, eventi indimenticabili

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Grand Hotel

Piazza Borsa In centro a Palermo, percorso benessere, 3 sale riunioni da 40 a 220 persone

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La Torre A Palermo, Lido di Mondello, direttamente sul mare, 14 sale riunioni da 10 a 350 persone

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Normanna e dei Congressi Ad Altavilla Milicia (PA) Club Hotel, negozi, ascensori per il mare, 15 sale riunioni da 10 a 700 persone

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Eolian Hotel A Vulcano, Isole Eolie, 3 sale riunioni da 10 a 100 persone

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HOT TOPICS in my opinion

Riflessioni... in formazione

Riunioni: che strazio! Spesso prolisse e noiose: le riunioni sono considerate da molti una perdita di tempo. Invece, se organizzate nel modo giusto, sono strumenti preziosi: ecco come “farle fruttare”

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PAOLA SABBATINI Formatore, coach e senior partner Newcom Consulting paola.sabbatini@newcomconsulting.it

o fatto un’indagine informale tra i miei clienti, corsisti e partecipanti ai nostri percorsi di coaching. Ho chiesto la causa principale della loro costante mancanza di tempo, nelle loro realtà lavorative. È emerso chiaramente che il primo motivo per il quale le persone sentono di non avere tempo è dato dalla partecipazione a sempre più numerose riunioni inutili! Le definiscono più o meno tutti allo stesso modo: inconcludenti, prolisse, noiose, inutili, ridondanti, poco pratiche. Questa piccola ricerca è coerente con i dati disponibili a livello internazionale. Secondo la rivista Forbes una riunione settimanale costa all’azienda 360 ore di lavoro individuale l’anno! Non solo: quelle improduttive si stima costino 32 miliardi di euro l’anno, solo in Europa. Il quotidiano La Repubblica afferma che in America si sprecano ben 37 miliardi di dollari in riunioni fallimentari, bruciando il 15 per cento del tempo lavoro! E che ben il 97 per cento delle persone intervistate dichiara di fare altro durante le riunioni, come per esempio, gestire le email… Questo problema sta dilagando e incide negativamente sia sulla produttività aziendale sia sulla motivazione delle persone. Come fare, quindi, per tentare di arginarlo? Sono tutti d’accordo nell’affermare che la prima cosa da fare è... smet-

tere di fissare riunioni! Molti argomenti possono essere trattati in modi diversi: possiamo telefonare, mandare email, fare incontri one-toone, senza scomodare tutto il team. Secondo il Wall Street Journal, per esempio, molte aziende hanno iniziato a sostituire le classiche riunioni fatte nelle apposite sale, con incontri volanti da cinque-dieci minuti al massimo. Se poi la riunione classica è davvero necessaria, bisogna seguire delle regole (e farle rispettare) affinché diventi realmente produttiva! Iniziamo col chiederci cosa vogliamo ottenere dalla riunione. Qual è l’obiettivo che vogliamo raggiungere: una decisione? La soluzione di un problema? Un aggiornamento sullo stato di avanzamento lavori? In funzione del risultato che vogliamo conseguire, è più facile stabilire un tempo massimo e le persone da invitare. Formalizziamo l’ordine del giorno, con i punti da toccare: devono essere concreti e ciascuno di loro deve avere uno scopo, un tempo limitato e realistico (né troppo, né troppo poco) e possibilmente produrre un output. Quindi, pensiamo alle persone che vogliamo coinvolgere e chiediamoci: sono indispensabili? Perché le stiamo invitando? Ai fini del risultato, quale contributo daranno? Se non siamo sicuri o se le stiamo invitando solo per “motivi politici”, prima di coinvolgerle, chiediamo loro se vogliono partecipare o se preferiscono limitarsi a leggere il report di fine riunione. Dobbiamo capire che “l’invito selvaggio” è una disfunzione che ruba tempo lavorativo all’organizzazione. Inviamo, quindi, l’ordine del giorno e chiedia-

mo alle persone di arrivare in tempo e preparate. Durante la riunione, poi, è necessario usare le nostre doti di leadership, per guidare le persone verso gli obiettivi e ridurre le dispersioni. Facciamo domande, ricapitoliamo, gestiamo il tempo degli interventi ed evitiamo di tornare sui punti già trattati. Gestiamo con cortesia le persone prolisse e chiediamo il parere anche a chi non parla. Prendiamo nota delle decisioni prese su una lavagna e gestiamo il disaccordo, facendo emergere i dubbi. Una buona abitudine è iniziare la riunione con puntualità: diamo noi il primo esempio e responsabilizziamo tutti sull’importanza di presentarsi in orario ed essere sintetici! Ogni riunione, poi, dovrebbe terminare con un piano d’azione. Prima di concludere, quindi, definiamo sempre: chi fa cosa ed entro quando. Una volta terminata la riunione, inviamo un report con la sintesi di quanto emerso e abituiamoci a chiedere feedback. Informiamoci su come è andata la riunione; come è stata percepita; se è stata efficace o se si poteva fare qualcosa di diverso e cosa. I feedback sono uno strumento prezioso di crescita e miglioramento continuo! In ultimo, assicuriamoci che le decisioni prese in riunione si trasformino al più presto in azioni realizzate. Ciò significa che se abbiamo promesso risorse dobbiamo attivarci affinché siano disponibili e monitorare le persone coinvolte, chiedendo di portare risultati. Non c’è nulla di peggio, infatti, di una decisione presa e non realizzata!

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HOT TOPICS in my opinion

Fuori dal coro

Sceneggiature efficaci L

a magia di un incontro con chi non ti aspettavi. Magari un collega che avevi solo incrociato qualche volta nei corridoi senza riconoscerne lo spessore umano. La sensazione di condividere un percorso, di avere finalmente individuato quella visione comune che rende possibile arrivare in fondo a ogni percorso, anche i più accidentati. L’indicibile sollievo di vedere riconosciuto il tuo ruolo, di capirne l’importanza in un contesto talmente ampio da esserti sembrato a tratti quello sbagliato, ma che ora interpreti con chiarezza e senso appartenenza. E poi l’entusiasmo e il coraggio. Sembrava li avessi smarriti, poi basta condividere un pezzo di strada, capire che si va dalla stessa parte, assaporare il conforto della reciprocità, sapere che c’è chi è pronto ad aiutarti nel momento del bisogno (in fondo perché no? A pensarci bene lo faresti anche tu). Non è la trama di un romanzo rosa. È l’obiettivo di ogni azienda che investe in eventi dedicati ai propri dipendenti. Ed è il motivo per cui anche un semplice meeting può, anzi dovrebbe, trasformarsi in evento. Eppure come ogni romanzo che si rispetti, per raggiungere l’obiettivo è necessario lavorare su trama e sceneggiatura. La trama dipende essenzialmente dagli obiettivi del management. Per questo è il management stesso che ne determina i contenuti. I più illuminati lavoreranno con sapienza sul dosaggio bastone/carota. Si accerteranno che i contenuti di ciò che si vuol comunicare, anche i più scomodi, arrivino forti e chiari a de-

stinazione e li mixeranno con messaggi positivi e attività post meeting capaci di smorzare i toni e controllare le resistenze. Ma nessuna trama si trasforma in un buon romanzo se non è sostenuta dalla sceneggiatura. Ed è qui che entrano in gioco i professionisti che devono aiutare le aziende nella ricerca del format, della durata e della location. Per l’individuazione del format è fondamentale che il management abbia ben chiari gli obiettivi e li condivida con il meeting planner, cosa che sappiamo non essere così scontata o banale come potrebbe apparire. Quanto alla durata, non ne parliamo neanche. È prassi consolidata che sia parte integrante del briefing iniziale e che tutto il resto si costruisca sulla base del tempo a disposizione. Tuttavia, non dovrebbe essere così. Gli eventi motivazionali più efficaci sul lungo periodo sono quelli che riescono a toccare le corde più nascoste dello spirito e della mente. Nascoste, appunto. Quindi imperscrutabili. Per arrivarci bisogna costruire lentamente un percorso emotivo. Bisogna che le persone abbiano il tempo di ambientarsi, aprirsi con curiosità e fiducia a ciò che li aspetta. È questo il momento più proficuo per sferrare i “colpi decisivi”. Distruggere le consuetudini, mortificare gli alibi, far emergere tutte le zavorre anche stimolando il conflitto se necessario. Poi, dopo la tempesta, è il momento della ricostruzione. Spiegare cosa è successo, ricostruire l’ego, motivare, premiare chi si è reso disponibile a un confronto difficile e ci si è buttato con la

Contenuti, format, tempistiche e location sono la “trama” di ogni evento, che per avere successo, però, dev’essere messa in scena da un buon regista, il meeting planner maggior apertura emotiva possibile anziché rintanarsi nelle proprie certezze con una chiusura a riccio. Guai però se questo percorso viene interrotto in una qualsiasi delle sue fasi. Il rischio di metterci più del previsto a sfondare le granitiche resistenze iniziali e dover tornare a casa quando il processo di ricostruzione non è ancora terminato è enorme e gli effetti possono essere devastanti. Ecco perché è fondamentale rivolgersi a professionisti capaci di comprendere gli obiettivi e talvolta imporre uno schema, posizionandosi come facilitatori. Consulenti con diverse caratteristiche. La capacità di gestire il percorso di cui sopra è altra cosa rispetto alla individuazione della location. Eppure anche questo è un elemento di fondamentale importanza. Sono convinto che molte aziende ancora oggi, seppur motivate da encomiabili intenti, perdano l’opportunità di chiudere il cerchio e traggano vantaggi solo parziali dai loro eventi perché non hanno compreso fino in fondo la valenza di queste figure professionali che interpretano come banali intermediazioni utili solo a far crescere i costi. D’altro canto, va anche detto che molti di questi professionisti in effetti si comportano da intermediari e non da consulenti. Ma di questo abbiamo già scritto troppe volte.

EMANUELE NASTI General manager Htms International enasti@htmsinternational.com

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HOT TOPICS

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HOTEL E CATENE ALBERGHIERE

Fattore distintivo: forte personalità Alberghi indipendenti versus strutture di catena: un viaggio tra alcuni must dell’ospitalità italiana dedicati al Mice per raccogliere i trend di un mercato che sta attraversando una fase di espansione e di cambiamento NICOLETTA TOFFANO

A

lberghi indipendenti e strutture di catena: ha senso ancora fare questa distinzione, in un mercato sempre più indefinito nel quale le nette separazioni tendono a sparire per lasciare spazio a nuovi progetti dove l’uno attinge dall’altro, dove le identità si mescolano? Accanto alle due categorie inoltre si affiancano i nuovi trend: alberghi in gestione, non solo grandi gruppi ma anche piccole catene nostrane, non solo hotel che si raccolgono sotto il cappello di un brand ma anche alberghi che, afferenti a uno stesso operato-

re, mantengono una identità autonoma. Si affermano poi vie alternative di affiliazione di singoli hotel dove il marchio non ha importanza, le strutture rimangono individuali pur avendo alle spalle la forza di un network, che funge da ufficio commerciale in outsourcing per l’erogazione di alcuni servizi: dall’attività di rappresentanza a quella commerciale, dal revenue management alla gestione dei portali Ids (Internet distribution system), fino a studi di fattibilità, ottimizzazione dell’area food and beverage e web identity. Quindi, se da un lato il panorama dell’hôtellerie del nostro Paese, secondo gli studi di settore, si delinea come meno parcellizzato e più strutturato, d’altro lato, dall’ascolto degli operatori emerge l’orgoglio tutto italiano di limitare la standardizzazione a favore di una propria identità nella personalizzazione del

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HOTEL E CATENE ALBERGHIERE servizio, nella valorizzazione del proprio territorio, nella ricerca di un design rappresentativo. Si delinea inoltre, senza contraddizione, un’evoluzione di mercato che affianca metodi tradizionali di commercializzazione e comunicazione a criteri di gestione e marketing più adeguati alla globalizzazione del turismo. TRA DATI E TREND Una buona notizia: l’industria alberghiera italiana sta bene, con un business in pieno sviluppo. Il settore turistico di casa nostra si muove verso un mercato più trasparente e professionale, grazie al miglioramento degli standard di servizio e all’interesse degli investitori. Insomma nell’evoluzione dell’ultimo triennio a fronte di fusioni, merging, acquisizioni, il mercato è andato sempre più verso il consolidamento, con una riduzione del numero dei proprietari e un portafoglio sempre più ampio. È quanto emerso nella giornata dedicata ai progetti di sviluppo delle catene alberghiere italiane, svoltasi durante la Bit 2019, che ha visto intervenire operatori del settore, player della distribuzione e del turismo online in un confronto aperto, anche alla luce dei dati elaborati nell’ultimo rapporto di Horwath Htl, la società di consulenza specializzata nel settore hôtellerie. A conferma della buona salute dell’industria alberghiera nazionale arriva l’identikit dei primi dieci gruppi italiani per fatturato: un cluster, che oggi vale il venti per cento del totale delle camere di catena, che nel 2017 ha fatturato 870 milioni di euro e che arriverà a fatturare un miliardo di euro nel 2020. I dati dicono inoltre che nel 2018 il numero di alberghi di catena ha raggiunto quota 1.600 unità (+6,5% rispetto al 2017), per un totale di circa 172mila camere, pari al 15,8% dell’offerta totale. E se si guarda all’offerta nazionale per un periodo più lungo, si scopre che dal 2013 gli hotel di catene italiane sono cresciuti del 28% contro un otto per cento degli internazionali. Infine uno sguardo rassicurante verso il futuro: entro il 2022 ci saranno 15.700 nuove camere per 120 nuovi hotel, soprattutto a Roma, Milano e Venezia.

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NEL 2018 SONO GLI ALBERGHI DI LUSSO IN TOTALE PRESENTI IN ITALIA

DELLE STRUTTURE

9,9%

Altro trend nazionale viene diffuso dal rapporto sugli immobili ad uso ricettivo in Italia, edito da World Capital in collaborazione con Federalberghi e patrocinato da Enit: nel 2018 sono 204 gli alberghi di lusso in totale presenti in Italia, pari al 9,9% delle strutture di tutto il mondo. E il mercato del luxury sembra prosperare, basti pensare ai nuovi pluristellati (tra cui quelli firmati Rocco Forte Hotels, The Pavilions Hotels, Mandarin Oriental, Marriott International) che apriranno in Italia nel 2019, dove entreranno in gioco equilibri tra location mozzafiato e rispetto del patrimonio locale, tra design e tradizione. ALBERGHI DI CATENA SEMPRE PIÙ TAILOR MADE Al momento in Italia ci sono 240 brand di hôtellerie. Essere sotto l’egida di un nome di catena di sicuro costituisce una sorta di sigillo di garanzia rispetto a tutta una serie di va-

DI TUTTO IL MONDO

MARCO GILARDI, operations director Nh Hotel Group Italia «Noi offriamo al cliente da un lato strategie globali in tutte le strutture, piani comuni che per il mercato Mice prendono il nome di Nh Meetings, d’altro lato offriamo sempre più la peculiarità studiata per il singolo cliente».

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NATURA & TECNOLOGIA

è da questa nuova potenzialità che nasce l’idea di realizzare una struttura realmente unica nel panorama italiano: uno show room permanente per l’attività di Vrm Italia, azienda romana, leader in Italia nel settore dell’audio/video e della videocomunicazione, molto nota alla meeting industry. Oggi dietro il bellissimo resort, icona di una nuova idea di lusso, attenta all’ambiente, alla tradizione locale e al benessere del singolo ospite, si nascondono connettività broadband e sale convegni che adottano soluzioni tecnologiche di assoluta avanguardia e in continua evoluzione. E poi 26 camere, la spa Livinna, il ristorante Radici diretto dallo chef Michele Esposito, la pasticceria di Stefano Faioli e tanta, tanta aria di famiglia.

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È una storia molto particolare quella che accompagna prima l’idea a e poi la realizzazione di Borgo la Chiaracia, resort cinque stelle, al confine tra Umbria e Lazio, inaugurato nel maggio 2018. Struttura indipendente, diretta con passione da Eugenio Vinciguerra e Anna Ramazzotti. L’avventura inizia nel 2005 con l’acquisto a Castel San Giorgio, nella campagna di Orvieto, di un casale e del terreno circostante dove viene avviato un intervento di forestazione, con l’inserimento di piante autoctone (castagni, noci, querce e diverse arbustive) e il reimpianto di un ettaro di vigneto: nasce così l’azienda agricola. Il progetto ha poi uno sviluppo alla fine del 2014, quando arriva la concessione per l’avvio di un’attività turistico/ricettiva. Ed

riabili – ma questo, soprattutto nel mercato Mice non basta–, offrire una gamma di strutture brandizzate oggi rappresenta molto di più, soprattutto in termini di servizi dove i diktat sono sempre più la duttilità e la tempestività. Ce ne parla Marco Gilardi, operations director Nh Hotel Group Italia, catena oggi presente nel nostro Paese con 55 hotel e leader in alcune destinazioni (soltanto a Milano il gruppo conta 12 hotel). «Noi offriamo al cliente da un lato strategie globali in tutte le strutture, piani comuni che per il mercato Mice prendono il nome di Nh Meetings, d’altro lato offriamo sempre più la peculiarità studiata per il singolo cliente. Per esempio, se abbiamo un ospite che vuole prenotare in cinque città diverse, noi come catena offriamo le stesse condizioni per tutte le strutture: abbiamo due group sales office da cui si può prenotare ogni nostro albergo italiano, basta una telefona per trovare le soluzioni. La personalizzazione dell’evento avviene invece attraverso un servizio di consulenza specialistica, in grado di accogliere e dare risposte alle singole richieste. A monte di questo servizio abbiamo la cura della formazione delle persone che vi lavorano: ragazzi preparatissimi, che hanno vissuto gli alberghi facendo anche attività di back office, in grado di dare consigli e proporre soluzioni tailor made. Infine, durante la preparazione di un evento, mettiamo a disposizione del nostro partner (Pco, Dmc, Incentive house, azienda) il servizio Ambassador, una persona che lo segue, il problem solver». Per Rocco Forte Hotels, brand in forte espansione proprio in Italia, che si posiziona sul mercato della meeting industry quale luxury hotel group, l’offerta di programmi, procedure e servizi dagli alti standard qualitativi, condivisi all’interno di tutta la compagnia, diventa garanzia per una maggiore efficienza a livello organizzativo e contrattuale. Fattori che si completano con la valorizzazione dell’individualità di ogni singolo hotel e con

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HOTEL E CATENE ALBERGHIERE la personalizzazione del servizio offerto. Specifica questo aspetto, delineando le nuove tendenze, Anna Gricini, regional director of sales and marketing Italy Rocco Forte Hotels: «I plus di avere un portfolio di hotel di lusso per il segmento Mice sono molteplici: si va da una maggiore completezza e piena flessibilità organizzativa, alla possibilità di offrire soluzioni di spazi e accommodation combinabili in più strutture e destinazioni italiane diverse. I nostri hotel hanno un forte appeal sulle nuove generazioni di millennial, nuovo target audience di meeting ed eventi. Si tratta di una clientela estremamente esigente, che predilige location esclusive che siano in grado di garantire un’esperienza memorabile dove la qualità si sposa con l’autenticità e la personalizzazione del servizio. Una qualità, quella proposta dai nostri hotel, che promuove iniziative legate all’ecosostenibilità e che tiene conto dell’impatto ambientale, altro argomento al quale i nuovi business traveller sono particolarmente sensibili. Infine, restando in tema di nuovi viaggiatori d’affari internazionali, in un mondo sempre più connesso, Rocco Forte Hotels ha implementato nuove tecnologie, mantenendo all’avanguardia la propria proposta Mice, senza mai trascurare però, il desiderio di “disconnect”, sempre più richiesta tra i nuovi trend». PERLE ITALIANE Gli alberghi di catena, standardizzati nelle procedure ma personalizzati nelle strutture e nei servizi, sembrerebbero così accogliere univocamente le esigenze della meeting industry. Eppure anche gli alberghi indipendenti – e nel nostro Paese sono ancora molti – vengono apprezzati dai meeting planner per la versatilità, la flessibilità e per quella speciale connessione emotiva che si instaura tra la proprietà, lo staff e l’ospite. Una conferma che ci arriva da Tiziana Alberati, direttore sales e marketing dell’Hotel Ripa Roma, design hotel nel cuore di Trastevere: «Noi lavoriamo sia direttamente con le aziende sia con Pco e Dmc. Siamo apprezzati e conosciuti per avere un’offerta versatile che comprende la possibilità di cambiare e di rivoluzionare tutto l’albergo per un evento. Disponiamo di uno staff fidato in grado di agire velocemente, abbiamo tariffe flessibili e siamo in grado di realizzare qualunque richiesta. Siamo così consapevoli della forza della nostra immagine, acquisita negli anni, che nel 2012 abbiamo deciso di staccarci dal network World Hotels poiché non trovavamo più nell’adesione a questo brand i punti di forza commerciali. Oggi riusciamo a fare emergere la nostra individualità con il settore Mice e corporate in netta crescita». Puntano sulla personalizzazione anche Aemilia Hotel e Savhotel, dice Luca Bibolini, direttore generale delle due strutture business di Bologna: «Soprattutto nel mercato Mice ci deve essere un’attenzione specifica al cliente, con il quale instauriamo un rapporto diretto, poiché abbiamo referenti in struttura

sempre disponibili, con capacità decisionale e libertà di trattativa contrattuale. È insieme alle aziende che costruiamo i concept specifici in linea con le loro esigenze di comunicazione. Insomma, siamo noi che ci adattiamo alla clientela e non viceversa. Curiamo molto la nostra qualità prendendo in considerazione i suggerimenti degli ospiti anche quando espressi in rete, ed è proprio internet un ottimo canale di visibilità per gli alberghi indipendenti: la sua trasparenza ci permette di essere in concorrenza con le altre strutture. Per il congressuale, per esempio, siamo molto competitivi sulla qualità e sulla tipologia di forniture multimediali e tecnologiche a supporto degli eventi». Essere una catena, ma dove ogni singolo albergo è un’icona incastonata in una nelle destinazioni più belle d’Italia è invece la peculiarità dei Sina Hotels, gruppo italiano fondato nel 1958. Spiega Valentina Simili, direttore vendite: «L’idea che hanno i clienti degli alberghi di catena è quella della standardizzazione del prodotto e del servizio e quindi la garanzia di non avere sorprese. Questa idea piace ad alcuni mercati stranieri come quello americano o quello asiatico, che spesso prediligono le grandi catene internazionali. Tuttavia, per esperienza, posso dire che ci sono ancora molti mercati, incluso quello italiano, che invece preferiscono gli hotel che possano trasmettere una vera autenticità. Nel nostro caso, che siamo un gruppo di 11 alberghi in Italia, siamo considerati non tanto come una catena standardizzata, ma come un gruppo di famiglia dove ogni albergo è unico, con una forte personalità e dove il cliente può vivere un’esperienza legata all’italianità». BRAND E TERRITORIO Flessibilità della struttura e tempestività di risposta sono due dei fattori che oggi caratterizzano l’offerta alberghiera dedicata alla meeting industry. Un terzo importante fattore è la localizzazione, uno degli argomenti su cui molte strutture sia individuali sia di catena stanno puntando, ovvero la promessa di quella hotel experience unica e irripetibile da vivere attraverso le peculiarità del territorio in cui gli alberghi sono collocati. Grande risalto

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LUCA BIBOLINI, direttore generale di Aemilia Hotel e Savhotel «Soprattutto nel mercato Mice ci deve essere un’attenzione specifica al cliente, con il quale instauriamo un rapporto diretto, poiché abbiamo referenti in struttura sempre disponibili, con capacità decisionale e libertà di trattativa contrattuale».

ANNA GRICINI, regional director of sales and marketing Italy Rocco Forte Hotels «I plus di avere un portfolio di hotel di lusso per il segmento Mice sono molteplici: si va da una maggiore completezza e piena flessibilità organizzativa, alla possibilità di offrire soluzioni di spazi e accommodation combinabili in più strutture e destinazioni italiane diverse».

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HOTEL E CATENE ALBERGHIERE

VALENTINA SIMILI direttore vendite Sina Hotels, «L’idea che hanno i clienti degli alberghi di catena è quella della standardizzazione del prodotto e del servizio e quindi la garanzia di non avere sorprese. Questa idea piace ad alcuni mercati stranieri come quello americano o quello asiatico, che spesso prediligono le grandi catene internazionali».

viene dato alla gastronomia e alla ricerca dei prodotti locali per la ristorazione, ma anche alle connessioni con la cultura, al paesaggio, alla tradizione, all’artigianato. Spiega questo trend Nicola Accurso, responsabile sales e marketing, brand, communication, revenue e distribution del Gruppo Una, oggi tra i maggiori gruppi alberghieri italiani, presente in 19 destinazioni con più di cinquemila camere e 170 spazi per eventi: «Quello che caratterizza la localizzazione è un elemento fondamentale per non spersonalizzare una struttura alberghiera. Personalizzazione quindi guardando al territorio: in questa prospettiva per lanciare il rebranding del Gruppo Una, a ottobre dell’anno scorso, abbiamo prodotto tre video emozionali che raccontano innanzitutto la destinazione e poi l’albergo come un elemento di complemento del viaggio. Oggi stiamo lavorando moltissimo su azioni dedicate alla brand experience, prima fra tante il rinnovo dell’offerta gastronomica guardando alla regionalità». Localizzazione per l’Hotel Ripa Roma consiste invece nella massima valorizzazione del quartiere di Trastevere, dove è inserito l’albergo, attraverso un network di collaborazioni strette con player dell’area. Spiega Tiziana Alberati: «Creiamo di continuo sinergie con

diverse realtà della zona come la scuola di cucina, il centro congressi accanto all’albergo, le escape room interattive dove possiamo organizzare team building. E poi giri in vespa al Gianicolo e a Trastevere, iniziative culturali e legate alla tradizione». Assolutamente consolidate anche le connessioni con i bellissimi territori che accolgono gli alberghi Sina Hotels come illustra Valentina Simili: «Il cliente è sempre più attratto nella scelta della destinazione dalle proposte di attività che essa offre. Nel nostro caso abbiamo stretto delle collaborazioni con realtà consolidate locali legate al mondo dell’enogastronomia, della cultura e della moda che condividiamo con i nostri clienti e offriamo in fase di sourcing. All’interno del nostro gruppo abbiamo delle strutture che si prestano in particolare alla realizzazione di incentive come il Sina Brufani di Perugia o il Sina Villa Matilde in Piemonte. Sono entrambe ubicate in destinazioni che offrono una varietà di scoperte legate al luogo, come, in Umbria, i tartufi e le cantine di Arnaldo Caprai e i famosi tartufi di Urbani, oppure le esperienze legate alle visite di città d’arte meravigliose come Assisi, Gubbio, Spello, Orvieto. Mentre in Piemonte, nella nostra zona del Canavese primeggiano la natura e lo sport con il Parco Nazionale del Gran Paradiso, le escursioni in bicicletta sulle colline di Ivrea, il golf con i più bei green d’Italia. Oppure l’esperienza dei castelli medievali come il castello di Aglié, il castello di Masino e per finire la meravigliosa Reggia di Venaria Reale». Anche Rocco Forte Hotels da sempre incentiva le attività per promuovere la cultura del luogo grazie anche alla fitta rete relazionale sviluppata con i player locali, come il caso del Verdura Resort in Sicilia: «Presto entreranno a far parte del nostro portfolio due nuove realtà – illustra Anna Gricini – l’Hotel De La Ville a Roma, oggetto di uno straordinario progetto di ristrutturazione, il cui design è ispirato al periodo del Grand Tour, che proporrà attività legate sia all’arte e alla cultura sia per foodlover, e la Masseria Torre Maizza in Puglia, che proporrà esperienze enogastronomiche e itinerari alla scoperta di eccellenze culinarie e bellezze paesaggistiche e naturali del territorio pugliese».

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HOTEL E CATENE ALBERGHIERE DESIGN PER PASSIONE Scegliere un design unico per la propria struttura sembra essere ormai un must. E se all’inizio erano per lo più gli hotel indipendenti a prestare attenzione a questo aspetto formale (basta pensare al successo dei network dei design hotel, vere e proprie opere d’arte tanto da sembrare più gallerie che alloggi) nel tempo il design ha contagiato sempre più anche il mondo delle catene. Una delle strutture pioniere di questa tendenza è senza dubbio l’Hotel Ripa Roma: il suo design irripetibile, a tratti anche disorientante, ha visto protagonisti prima l’architetto Simone Micheli, indiscusso riferimento internazionale nella progettazione di spazi dedicati all’ospitalità e al benessere, e più recentemente l’architetto Papiri con la sua sorprendente interpretazione delle linee seicentesche in chiave contemporanea. Rocco Forte Hotels per ogni sua struttura propone una forte individualità e riconoscibilità attraverso design e concept unici, come spiega Anna Gricini: «Sono peculiarità in linea con i macro trend del mercato e rispondono alla domanda sempre più crescente della ricerca di autenticità che sta influenzando, a larga scala, la scelta delle destinazioni e delle location. “Personalized offer” è per il nostro gruppo la chiave per il successo di ogni evento, mentre l’esperienza unica e autentica rappresenta il principale fattore che orienta i nostri ospiti nella scelta della location. La filosofia di Rocco Forte Hotels segue la logica “something different, something special, something unique”, volendo citare le parole di Sir Rocco Forte (chairmain & Ceo). Crediamo che alla standardizzazione tout court vada affiancata una maggiore personalizzazione delle venue e dei servizi offerti, valorizzandone le unicità: è questo il mix di elementi che connota il futuro dell’hospitality industry e del segmento Mice». Una vera rivoluzione per una specifica area dell’hotel, la lobby, è poi quella portata avanti da Nh Hotel Group Italia. La lobby

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PRONTO? BUONGIORNO OSPITE

Gli ospiti desiderano da parte degli hotel comunicazioni oneto-one e attenzione; una sorta di estensione del soggiorno che inizi ancor prima della prenotazione e si protragga sino al rientro a casa. Si tratta di una connessione con la clientela complessa da gestire per qualunque tipologia alberghiera a cui viene incontro Ericsoft con il lancio della nuova versione in cloud del proprio Crm (Customer relationship management). L’applicazione software è finalizzata all’avvio e alla gestione del rapporto diretto con l’ospite, dalla richiesta di preventivo sino al post soggiorno. Le comunicazioni sono personalizzate in base alla profilazione di ogni è un’area cruciale che cambia funzione in base all’ora, corner di lavoro per nomadi urbani o per meeting informali, ce ne parla nel dettaglio Marco Gilardi: «Oggi il corporate si muove spesso in modo easy e fast con la necessità di disporre di spazi per incontri veloci in un ambiente meno formale dell’ufficio, ma attrezzato. E noi, per dare una risposta a questa esigenza, stiamo rivedendo il concetto di reception: abbiamo così iniziato a implementare (prima a Milano, poi a Roma e a Torino) spazi di coworking, con tavoli attrezzati con postazioni di ricarica e quant’altro, dove le persone possono entrare liberamente per lavorare o svolgere una piccola riunione, con la possibilità di prendere un caffè o di consumare uno spuntino. Si tratta di un modo diverso per vivere l’albergo, che diventa un innovativo spazio urbano di aggregazione».

singolo cliente e combinate con un archivio di modelli e-mail preimpostati (template) e con una chat integrata all’interno di minisiti ad alto impatto emozionale. Il Crm di Ericsoft si combina perfettamente con il software all-in-one di Ericsoft, costituito da moduli di booking engine, channel manager e gestione delle diverse aree dell’hotel (ristorante, spa e sale meeting). Con il gestionale integrato che risulta da questo connubio, gli albergatori vengono messi in grado di poter condurre la propria azienda con una suite software completa e integrata: dagli strumenti di marketing e vendita online sino alla fatturazione elettronica.

NICOLA ACCURSO, responsabile sales e marketing, brand, communication, revenue e distribution del Gruppo Una «Personalizzazione guardando al territorio: in questa prospettiva per lanciare il rebranding del Gruppo Una, a ottobre dell’anno scorso, abbiamo prodotto tre video emozionali che raccontano innanzitutto la destinazione e poi l’albergo come un elemento di complemento del viaggio».

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TIZIANA ALBERATI, direttore sales e marketing dell’Hotel Ripa Roma «Noi lavoriamo sia direttamente con le aziende sia con Pco e Dmc. Siamo apprezzati per avere un’offerta versatile, che comprende la possibilità di cambiare e di rivoluzionare tutto l’albergo per un evento».

SALES E MARKETING NELL’ERA DEL WEB 2.0 Tecnologia, croce e delizia del mondo dell’ospitalità con la spada di Damocle delle recensioni on line, del proliferare delle Ota (Online Travel Agencies), dei famigerati effetti billboard e pinball. Ma cosa succede quando a interfacciarsi con la struttura non è l’utente leasure, ma il cliente Mice? Risponde all’interrogativo Marco Gilardi: «Per Nh Hotel Group Italia nel Mice la differenza la fanno ancora le relazioni. Predomina la prenotazione diretta attraverso il sales office. Poi c’è una parte web, con una pagina del nostro sito dedicata al congressuale. Abbiamo la possibilità di creare pagine “custom group website”: ogni evento ha un link privato e il cliente va direttamente sulla sua web page, dove trova i prezzi dedicati, la tipologia di camere, la prenotazione. Un’alternativa è inoltre la prenotazione autonoma delle sale e di un massimo di 15 camere attraverso l’instant booking tool. Altra funzione accessibile dal sito è il meeting planner, grazie alla quale il cliente può vedere la mappa, ispezionare gli ambienti in 3D, provare gli allestimenti e poi prenotare». Le novità sulle prenotazioni per il mercato Mice del Gruppo Una le illustra Nicola Accurso: «Abbiamo creato una piattaforma unica di prenotazione per Milano-Varese e stiamo inoltre ragionando sull’alternativa tra implementare altri cluster dedicati alle nostre destinazioni oppure lavorare con la gestione delle richieste da parte di ciascuna struttura, ma all’interno di un coordinamento e di un approccio organizzato tipico della nostra catena, perché la gestione delle richieste deve comunque essere svolta secondo standard ben definiti circa tempistiche, forma e con-

tenuti. Inoltre all’interno del nostro sito c’è una nuova sezione meeting dedicata agli addetti ai lavori, attraverso la quale si possono richiedere preventivi, scaricare planimetrie e schede tecniche. Infine, soprattutto per eventi di piccole dimensioni, utilizziamo anche piattaforme di prenotazione dedicate al Mice (tipo Meetago), ma si tratta di un canale da cui pervengono ancora una minima parte di richieste». Sicuramente il canale diretto rappresenta un plus anche per Aemilia Hotel e Savhotel: «Il rapporto diretto che passa attraverso la mail o il telefono è in assoluto il canale di prenotazione principale – conferma Luca Bibolini – certo è che per sviluppare questo canale bisogna essere sempre presenti sui motori di ricerca principali, quindi il nostro lavoro costante di comunicazione online, che avviene attraverso parole indicizzate, linguaggio Seo, immagini, risulta fondamentale per la visibilità». Prenotazioni dirette dalle agenzie o dalle aziende è l’esperienza anche di Sina Hotels e aggiunge Valentina Simili: «Però su mercati quali Stati Uniti, Asia e Uk la piattaforma più utilizzata e con la quale lavoriamo bene è quella di Cvent». Infine un punto su cui tutti i nostri interlocutori si sono trovati pienamente d’accordo è l’importanza della collaborazione, del fare rete, soprattutto per promuoversi sui mercati esteri e per l’acquisizione dei grandi eventi attraverso network organizzati come i convention bureau, che rappresentano un grande valore aggiunto, primo fra tutti il Convention Bureau Italia, con cui creare sinergia per promuovere il nostro Paese. Insomma, l’associazionismo è l’unica strada per far sì che un territorio riesca a crescere e a generare un messaggio positivo anno dopo anno.

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Premiati dalla rete Quando un hotel lavora bene gli apprezzamenti non tardano ad arrivare. È il caso dei bolognesi Aemilia Hotel e Savhotel, strutture in vetta alle classifiche dei social e delle Ota, canali di scelta sempre più utilizzati anche dalla meeting industry NICOLETTA TOFFANO

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n impatto senza precedenti sul settore del turismo e dell’ospitalità è oggi, nell’era dell’informazione globale, la possibilità data a tutti gli utenti di esprimere pubblicamente le proprie opinioni. Sempre più viaggiatori si affidano a internet per informarsi, consultare e prenotare online camere d’albergo

ed è nell’era del web 2.0 che gli albergatori sono tenuti a confrontarsi con questa realtà e ad affidarsi sempre di più alle metodologie online per migliorare la propria offerta, aumentare le vendite e ottimizzare i ricavi. Così i vari Google, Facebook, TripAdvisor, Booking.com, croce e delizia di ristoranti e alberghi, diventano un ineludibile quotidiano con cui si costruisce la reputazione della propria attività. Lo sanno bene negli hotel bolognesi della Savhotel Group, la società che nel febbraio 2006, con l’inaugurazione del Savhotel a Bologna fa il suo debutto nel settore della gestione alberghiera. Ed è proprio il grande lavoro sulla qualità, ricercata in una costante attenzione ai suggerimenti degli ospiti, che ha fatto includere l’albergo nella classifica, basata sulle recensioni on line di 74mila utenti, stilata da eDreams dei 10 migliori hotel d’Europa. Punti vincenti: il livello dell’accoglienza, la convenienza e il design degli ambienti. Il Savhotel è un elegante business hotel, situato a un passo dalla Fiera di Bologna e dal Palazzo dei Congressi. Nell’ottica del miglioramento continuo dell’offerta, quest’anno nella bella struttura, che comprende un centro congressi con quattro sale, è stato realizzato anche un accogliente spazio relax antistante l’ingresso, allestito con moderne sedute in linea con il minimal design che contraddistingue l’albergo. Le sue 120 camere attrezzatissime vengono definite dai cybernauti confortevoli, pulitissime, meravigliose e curate nei minimi dettagli. Successi anche per l’Aemilia Hotel, che dal 2010, anno in cui Savhotel Group è subentrata nella gestione, si è collocato in breve tempo ai primissimi posti delle preferenze degli utenti della rete. Anche qui le criticità e le positività

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Aemilia Hotel  Bologna Numero totale camere: 124 | Ristoranti: 1 | Posti: 200 | Sale meeting: 9 | Capienza sala maggiore: 210 post | Capienza sala minore: 15 posti | Saletta segreteria | mq di aree espositive: corridoio lungo 38 mt + area espositiva di 10,5 mq | Possibilità organizzazione post congress

Savhotel  Bologna Numero totale camere: 120 | Ristoranti: 1 | Posti: 200 | Sale meeting: 4 | Capienza sala maggiore: 130 posti | Capienza sala minore: 20 posti | Saletta segreteria | Possibilità organizzazione post congress

espresse nei commenti dei clienti sono i fattori che vanno a influenzare le scelte del management sull’incremento della qualità. L’hotel, moderno ed elegante si trova a pochi minuti dal cuore di Bologna, dall’Ospedale Sant’Orsola e dal Polo Universitario e ospita 124 camere comode e spaziose, un centro congressuale dotato di nove sale meeting e un ristorante gourmet, ottima location per gala dinner, banchetti esclusivi, rinfreschi e cene aziendali. A complemento del ristorante, il raffinato pergolato al primo piano dell’hotel, spazio ideale per l’organizzazione di coffee break e aperitivi, è stato recentemente rivisto nelle finiture e dotato di un sistema di riscaldamento che ne permette l’utilizzo anche durante l’inverno. DESIGN E PROFESSIONALITÀ Alle due belle strutture bolognesi fa da complemento uno staff preparatissimo che per lo specifico mercato del Mice mette in campo risorse umane importanti: due responsabili commerciali, local e national, due reservation e congress manager supportate da altrettante assistenti. Come per il leisure, anche per il settore business la filosofia aziendale è sempre quella di ascoltare ogni cliente accogliendone le richieste al fine di

ricercare concept specifici e personalizzazioni in linea con le esigenze di comunicazione delle diverse aziende. Sempre per il mercato del congressuale vengono di anno in anno proposti aggiornamenti come, recentissimi, gli investimenti sulle attrezzature audio/video delle sale meeting e le novità sui servizi legati alla ristorazione quali coffee break, aperitivi, buffet e pranzi di lavoro che presentano una varietà sempre più ampia e di qualità. Si tratta di un modus operandi attento e scrupoloso, che non a caso ha portato lo scorso anno all’acquisizione di eventi importanti del settore farmaceutico, degli ordini professionali in generale e del mondo della grande distribuzione organizzata e poi giornate dedicate all’alta formazione, all’automazione, alla cosmetica. Fitto anche il calendario di eventi pianificati nel 2019 dove spiccano all’Aemilia Hotel i congressi dell’Accademia nazionale di Medicina e del Dipartimento di Cardiologia e poi gli eventi Menarini, Pfizer, Fca Italy, Redbull, Wind, Jpms Italia, Colgate Palmolive. Mentre società come Cia Emilia Romagna, Maggioli, Certi Quality, Benetton Group, Alma Laboris, Nestlè hanno già optato per il Savhotel per convention e corsi di formazione aziendali. indirizzi a fine rivista

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Lungo la via di Corinthia Corinthia Hotels, la catena di strutture cinque stelle presente in molte capitali europee, a Khartoum, a Tripoli e nell’isola di Malta, annuncia il proprio piano di espansione verso Dubai, Bucarest e Bruxelles NICOLETTA TOFFANO

È

stato il Corinthia Lisbon ad aggiudicarsi nel 2018 il premio di miglior city hotel ai World Travel Awards, gli oscar dei viaggi. Un ultimo riconoscimento alla catena cinque stelle che va ad aggiungersi ai successi del 2017 del Corinthia Prague, eletto leading business hotel della Repubblica Ceca e del Corinthia St Petersburg, nominato Russia leading conference hotel. Corinthia non si ferma comunque sugli allori dei successi ottenuti e presenta le sue prossime tre aperture. La prima sarà quella di Dubai, dove quest’anno verrà inaugurato il Corinthia Meydan Beach, direttamente sulla spiaggia e caratterizzato da una maestosa architettura che avvolge piscine e lussureggianti giardini su cui svetta una torre di 55 piani. Ospiterà trecento camere e sessanta appartamenti,

strutture per il tempo libero, un centro benessere, una discoteca e spazi per eventi. Le altre due novità sono invece in linea con il progetto di Corinthia orientato, in Europa, al recupero dei grandi hotel del XIX secolo: una collezione di strutture che oggi comprende il Corinthia London, il Corinthia Budapest e il Corinthia St Petersburg. Così, il primo dicembre 2019, in concomitanza con la festa nazionale della Romania, aprirà il Corinthia Grand Hotel du Boulevard Bucharest. L’hotel, costruito nel 1867, un tempo ospitava il meglio della società europea, poi decaduto rimase chiuso per anni. La struttura verrà completamente ristrutturata e a fine lavori offrirà cinquanta camere, punti ristoro, una grande sala per le feste, spazi per riunioni e boutique. Sarà invece nel 2021 l’inaugurazione a Bruxelles del Grand Hotel Astoria, una vera e propria leggenda della città datata 1909. Il prestigiosissimo albergo, acquisito nel 2016, sta subendo un processo di totale recupero con l’obiettivo di riportarlo al suo originario splendore. Sono previste al suo interno 127 camere, sale per eventi e spa.

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UNA COSTELLAZIONE PER IL MICE Per il mercato Mice, Corinthia offre non solo strutture tra le più belle del mondo, alcune modernissime altre ospitate in palazzi che rappresentano delle vere icone della storia delle destinazioni in cui sono collocate, ma anche personalità, cura dei dettagli e servizi su misura. «I nostri ospiti si sentono parte della famiglia dal primo momento in cui entrano in uno dei nostri 15 meravigliosi hotel a cinque stelle – dichiara Alfred Pisani, il fondatore di Corinthia Hotels che dal 1960 guida la compagnia e che aggiunge – a prescindere se scelgano una destinazione storica come Budapest e Praga, oppure una struttura sul mare come Malta e Dubai, o un’oasi di lusso come quella alle porte di Lisbona siamo sempre in grado, grazie al nostro preparatissimo staff, di poter garantire un prodotto su misura per la migliore riuscita di ogni evento». E poi Corinthia offre una gamma ampissima di spazi congressuali che vanno dalle grandi sale meeting per ospitare fino a mille delegati, al programma Small Meetings, ossia opzioni flessibili che si adattano a qualsiasi tipo di riunione più piccola, alla possibilità di riservare in esclusiva per un evento l’intero Corinthia Palace di Malta, albergo storico con 147 camere, piscine, ristoranti, bar e sette sale riunioni che possono accogliere fino a 450 persone. Punto di forza di Corinthia sono naturalmente gli alberghi molto particolari, che già di per se varrebbero un viaggio e che ogni anno propongono novità tutte da scoprire. Come le 518 camere del Corinthia Lisbon completamente rinnovate lo scorso anno; l’hotel ospita inoltre 16 sale meeting e due board room situate al 24esimo piano, da cui ammi-

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rare i magnifici tramonti lusitani. Restyling totale anche per il Corinthia St Persburg, situato sulla famosa prospettiva Nevsky, nel cuore di San Pietroburgo. Oggi l’hotel, nato all’interno di due maestosi edifici del XIX secolo, offre un lusso di nuova generazione per le sue 388 camere e 17 sale congressi con una capacità fino a mille persone. Recenti anche le dieci nuove suite del Corinthia London, albergo centralissimo ospitato in un edificio vittoriano del 1885 e poi al Corinthia Budapest la nuovissima royal lounge, ulteriore plus per l’edificio costruito nel 1896, che sfoggia inoltre un centro termale originale del XIX secolo. Tecnologia d’avanguardia, con l’acquisizione di un ultra large video wall di oltre 39 metri quadrati per il Corinthia Prague, l’esclusiva sala conferenze al 24esimo piano con una vista mozzafiato sullo skyline della città si trova a fianco di altre 24 sale riunioni che compongono il centro congressi con una capacità totale di mille delegati. indirizzi a fine rivista

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HOTEL E CATENE ALBERGHIERE Aldrovandi Villa Borghese  Roma Numero totale camere: 103 | Ristoranti: 2 | Assaje: 55 posti – The Grill: 20 posti | Sale meeting: 6 | Capienza sala maggiore: 300 posti | Capienza sala minore: 30 posti | Saletta segreteria | mq di aree espositive: sala Verde - 380 mq; Foyer 100 mq | Possibilità organizzazione post congress

Pura bellezza italiana Una raffinata residenza romana diventa un resort esclusivo nel cuore della Città Eterna, mentre ad Anacapri un cinque stelle invita i suoi ospiti a scoprire il sapore autentico dell’isola azzurra. Parola di Mytha Hotel Anthology SABRINA PIACENZA

Qui sopra e in alto a sinistra, l’Aldrovandi Villa Borghese, nel cuore di Roma. Sotto e in alto a destra, il Capri Palace

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ue location sofisticate, protagoniste assolute del turismo internazionale, destinazioni diverse che investono energie e risorse per il segmento business. Lusso, eleganza e discrezione sono le cifre distintive dell’Aldrovandi Villa Borghese di Roma, un complesso storico confinante con i giardini di Villa Borgese che, insieme al Capri Palace di Anacapri, costituisce parte della dotazione di strutture del gruppo Mytha Hotel Anthology. Sono 103 le camere dell’Aldrovandi Villa Borghese, declinate in diverse tipologie, molte delle quali arricchite da una impagabile vista sul giardino interno dell’hotel, una preziosa oasi di relax. Grazie alla sua posizione strategica e alla sua esclusività, l’hotel rappresenta il luogo ideale per ospitare eventi di qualsiasi tipo, convegni, conferenze e incontri aziendali, che possono essere organizzati nelle sei sale meeting pronte ad accogliere piccoli o grandi gruppi fino a trecento persone. Lo splendido ed esclusivo giardino è il luogo ideale per eventi speciali, dai cocktail alle cene di gala, che possono beneficiare della preziosa eccellenza del servizio catering del ristorante Assaje, una stella Michelin. Ritroviamo l’alta qualità dell’offerta gastronomica anche al Capri Palace, situato nel punto più alto dell’isola. La struttura accoglie i propri ospiti in un delizioso mix di arte

Capri Palace L Anacapri (Na) Numero totale camere: 69 | Ristoranti: 3 | Posti: fino a 200 | Sale meeting: 2 | Capienza sala maggiore: 150 posti | Capienza sala minore: 40 posti | Saletta segreteria | mq di aree espositive: 200 | Possibilità organizzazione post congress e tradizione, viziandoli con le meravigliose proposte culinarie del ristorante L’Olivo, due stelle Michelin. Le camere, 69 in totale, sono tutte diverse fra loro e con un’ispirazione artistica o cinematografica; ci sono poi le camere tributo all’isola, Capritouch, stanze eleganti, luminose e molto accoglienti, caratterizzate dalla purezza del bianco impreziosito da qualche misurato tocco di azzurro. Il Capri Palace è una location privilegiata, ideale per la meeting industry. Con le sue due conference room può accogliere piccoli e grandi gruppi, fino a 250 persone. La sala Privé è adatta per riunioni e workshop mentre la sala Mediterranea, grazie alle ampie finestre panoramiche dalle quali si gode un panorama mozzafiato,è perfetta per ospitare banchetti o serate di gala. E per chiudere in bellezza, è consigliato un cocktail da gustare a bordo piscina: un’esperienza che regala scorci di pura arte grazie agli splendidi mosaici firmati dall’artista Velasco Vitali. indirizzi a fine rivista

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Il Mice entra nella storia Modernizzare e rinnovare: il Plh Group, nato da una realtà familiare che non ha mai dimenticato la propria storia, mette a disposizione strutture polifunzionali per eventi di successo in contesti unici, garantendo professionalità e qualità FRANCESCA DELZOTTI

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1 / Il magico Castello di Castelluccia 2 / Uno spazio del Roma eventi Piazza di Spagna, con cinque sale meeting 3 / L’Auditorium Loyola, con 280 posti, all’interno del Roma eventi Fontana di Trevi 4 / L’Hotel Art by The Spanish Steps

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el cuore di Roma, dove la storia si accompagna a un clima mite e cordiale, il Plh Group, che dal 1999 si occupa di ospitalità e che prende avvio da una realtà familiare, è stato in grado di creare due centri congressi dal carattere unico e inimitabile, il Roma eventi Fontana di Trevi e il Roma eventi Piazza di Spagna. Entrambi si caratterizzano per l’utilizzo di attrezzature moderne e sofisticate: la tecnologia, sapientemente applicata a un contesto storico e unita alla professionalità di Plh Group risulta essere la chiave perfetta per aprire la porta a un evento di successo. Il primo di questi due centri congressi si sviluppa su 1.500 metri quadrati e mette a disposizione dei propri ospiti 15 sale meeting di diverse metrature, con una capienza massima di mille persone. Queste possono essere personalizzate e ospitare diversi tipi di eventi nazionali e internazionali. Tutte le sale sono dotate di supporti audiovisivi all’avanguardia, connessione a internet wi-fi e Lan, schermi e proiettori Lcd e impianti di amplificazione a soffitto; l’Auditorium Loyola, con 280 posti, permette anche di disporre di una cabina di

regia, di tre cabine per la traduzione simultanea e di un sistema per videoconferenza. Il Centro congressi Piazza di Spagna, che dispone di cinque sale, offre la possibilità di organizzare eventi di diverse dimensioni in una location suggestiva e tecnologica, che può arrivare a ospitare nel cuore della Città Eterna anche ottocento persone. Il Plh Group si distingue anche per i servizi dedicati all’accoglienza. A pochi passi da Piazza di Spagna, si trova l’Hotel Art by The Spanish Steps, un luogo in cui l’arte è protagonista, che si sviluppa su quattro piani ed è dotato di 46 camere, un cortile interno e un bistrot che rappresentano il luogo ideale dove trascorrere una pausa nell’arco della giornata. Sempre nel centro di Roma vi è l’Empire Palace Hotel, che vanta 110 camere e suite e tre sale meeting fino a 180 posti con un’invidiabile vista sui tetti della città. Chi è alla ricerca di una location più rilassante e tranquilla, può soggiornare nel Castello di Castelluccia, una dimora del 1300 immersa nel Parco di Veio, che offre 23 camere e suite, ampi saloni ideali per eventi, meeting e matrimoni, e un ristorante: La locanda, con cucina mediterranea. Chi desidera qualcosa di esclusivo fuori dall’Italia, può spostarsi nel centro di Innsbruck nel Grand Hotel Europa, che dispone di 106 camere e suite in stile tirolese, di un tipico ristorante, Stuberl, e di una splendida sala barocca da duecento posti. indirizzi a fine rivista

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Mauro Zaniboni Presidente MZ CONGRESSI

FOOD FOR GOOD è il progetto di recupero delle eccedenzze alimentari dagli eventi a cura di Federcongressi&eventi, in collaborazione con le Onlus Banco Alimentare ed Eqquoevento. Aderire al progetto è semplice, non comportaa impegnii gravosi né costi, e avviene nel rispetto delle normative deella Legge Gadda. Contatta FEDERCONGRESSI per conoscere le modalità di adesione al progetto. www.foodforgood.it. @ProgettoFoodforGood


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Sotto il sole del Belpaese Mentre il Verdura Resort si conferma una delle migliori strutture per il Mice, Rocco Forte Hotels annuncia cinque aperture entro il 2020, con un’attenzione particolare all’Italia, che diventerà il primo Paese del gruppo per numero di hotel NICOLETTA TOFFANO

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occo Forte Hotels conta una collezione di 11 alberghi e resort indirizzati ai segmenti di alto budget, da anni inseriti nelle classifiche delle migliori strutture ricettive a livello internazionale. Il gruppo è gestito da una famiglia, britannica di nascita ma italiana nel cuore, che si occupa di ospitalità da

quattro generazioni ed è presente in Gran Bretagna, Germania, Belgio, Russia, Arabia Saudita e Italia. Ed è proprio nel Belpaese che è previsto un ingente programma di sviluppo: tra il 2019 e il 2020 si aggiungeranno alle attuali tre proprietà (Hotel de Russie, Roma; Hotel Savoy, Firenze, Verdura Resort, Sicilia) ben quattro nuove strutture indirizzate ai big spender (una quinta aprirà invece a Shangai in Cina). La prima a maggio sarà la Masseria Torre Maizza, un edificio del XVI secolo a Savelletri di Fasano, prestigiosa acquisizione così commentata da Sir Rocco Forte, presidente del gruppo: «Dopo il Verdura Resort in Sicilia avevo da tempo in mente un secondo progetto sul mare e ho sempre e solo pensato all’Italia per realizzarlo. La Puglia offre un incantevole insieme di cultura, bellezza territoriale e ricchezza enogastronomica che da sola attrae il mondo intero». Seguirà sempre a maggio l’Hotel de la Ville a Roma con 104 camere e suite, tre ristoranti, sale meeting e spa e ancora nella capitale aprirà a settembre il Rocco Forte House, un nuovo concept che offrirà cinque suite private all’interno di un palazzo del XVIII secolo di fronte a Piazza di Spagna. Riaprirà infine a Palermo, nel 2020, il Grand Hotel Villa Igiea (ex proprietà Acqua Marcia), una delle perle della ricettività del capoluogo siciliano.

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SICILIA PER PASSIONE Raddoppia quindi Rocco Forte Hotels in Sicilia, il gruppo è infatti presente nella regione dal 2009 con il Verdura Resort di Sciacca, che a inizio marzo ha riaperto le porte per la nuova stagione. Si tratta di uno dei più esclusivi resort della Sicilia, situato sulla costa meridionale ed esteso su 230 ettari di splendido paesaggio, con quasi due chilometri di costa privata che fonde un’architettura moderna e sensibile all’ambiente con un design che trova le sue radici nella cultura siciliana. Dispone di 203 camere, tutte dotate di terrazza privata, che includono suite e sei esclusive ville ciascuna con piscina privata, quattro ristoranti e cinque bar in cui si celebra la cucina siciliana grazie all’estro creativo dello chef Fulvio Pierangelini. Per gli ospiti si organizzano inoltre corsi di cucina e degustazioni. La varietà degli spazi dedicati agli eventi rendono il Verdura Resort una delle più ambite mete europee a disposizione della meeting industry: sette sale fino a 140 posti, una sala da ballo che ospita fino a trecento persone e un anfiteatro all’aperto di mille metri quadrati, un’alternativa unica per ricevimenti, presentazioni o serate all’insegna del divertimento. Cuore della struttura è un’oasi dedicata al golf di livello internazionale, con due spettacolari campi da campionato e un percorso executive nove buche par tre. Il resort dispone anche di una serie di altri spazi per attività sportive, ideali per organizzare team building e olimpiadi aziendali: sei campi da tennis, un campo da calcio, una base nautica, una palestra attrezzata, un’ampia offerta di attività fitness, meditazione e percorsi da jogging che si snodano tra uliveti e agrumeti. Altro fiore all’occhiello del Verdura è la pluripremiata spa di quattromila metri quadrati, con 11 stanze trattamento, centro fitness, piscina interna riscaldata di 25 metri, quattro

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grandi vasche talassoterapiche. Ma l’offerta del Verdura Resort spazia oltre i suoi confini: sono tantissime le proposte dedicate all’organizzazione di incentive e post congress che si ispirano alle caratteristiche di un territorio unico tra siti archeologici, splendide cittadine e meraviglie della natura. indirizzi a fine rivista

AMBIENTE COME MUST

Il Verdura Resort è stato concepito con una particolare attenzione all’ambiente attraverso l’adozione di soluzioni ecocompatibili: pannelli solari, impianto fotovoltaico, produzione di energia a basso consumo, divieto di circolazione per le macchine e sistemi di riciclo d’acqua per irrigare i campi da golf. Fa parte del resort Verdura

Società Agricola, 230 ettari in cui vengono coltivati duemila ulivi, tremila aranci, 250 mandorli, 150 fichi d’india, 120 melograni, cinquanta limoni, cui si aggiungono 2.600 metri quadri dedicati all’orto biologico. I prodotti dell’azienda agricola sono raccolti giornalmente e utilizzati nei piatti proposti dai quattro ristoranti del resort.

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ALESSANDRA BOIARDI

GIUSEPPE MARASCO PRESENTA IL SUO PROGETTO AI CAVALIERI DEL TURISMO Nella suggestiva location dell’Hotel De Russie di Roma è stato di recente presentato un nuovo progetto turistico Calabria Sona Tourism. Giuseppe Marasco, figlio dello storico consigliere dell’Associazione Raffaele Marasco (nella foto, padre e figlio e, al centro, Nino Vermicelli), direttore generale del circuito Calabria Sona, è stato invitato in occasione del quarantesimo anniversario dell’Associazione internazionale dei Cavalieri del turismo con cui collabora da molti anni, per presentare il progetto e le sue iniziative. Il giornalista Giuseppe Marasco è un giovane imprenditore calabrese che promuove e divulga la bellezza e la cultura della sua nobile terra. Anche produttore discografico, ideatore del Gran Premio Manente, è un personaggio degno di stima e ammirazione. Il nuovo progetto Calabria Sona Tourism è un tour operator che proporrà pacchetti turistici legati ai festival Calabria Sona. Partendo dai festival, che si svolgono in luoghi unici e altamente attrattivi, verranno proposti soggiorni esclusivi per vivere esperienze irripetibili tra musica, tradizioni, danze, cultura, monumenti ed enogastronomia. Parte del progetto è anche un’altra giovane azienda, Vita

Calabria Tours, guidata da Daniele Verta. La piccola delegazione con Raffaele Marasco ha celebrato l’anniversario consegnando a Mariacarla Menaglia una targa per i quarant’anni anni dell’associazione. (Nino Vermicelli)

CINQUANT’ANNI DI IAPCO A BASILEA Il cinquantesimo meeting di Iapco ha segnato un nuovo record di presenze per il suo annual meeting, che si è tenuto a Basilea con 114 partecipanti registrati provenienti da 25 Paesi, a cui si sono aggiunti 32 invitati. L’occasione era quest’anno ancora più importante, poiché è stato celebrato il cinquantesimo anniversario dell’associazione, anche con i past president di Iapco. Il presidente Mathias Posch ha dichiarato: «È un momento molto importante per essere presidente dell’as-

sociazione, le domande di iscrizione sono al loro massimo storico, la partecipazione alle riunioni annuali è da record, i seminari internazionali Edge riscuotono successo e moltissime sono le nostre iniziative, dal Programma Outreach alla campagna Ticky the Turtle, Csr per liberare l’industria dall’utilizzo di oggetti in plastica monouso. Siamo orgogliosi dell’impegno della famiglia Iapco». Il nuovo consiglio 2019-2020 di Iapco, che include tre nuovi eletti, è all’insegna della

multinazionalità: presidente: Mathias Posch, Ics, Canada; vice presidente: Ori Lahav, Kenes Group, Israel; immediate past president: Jan Tonkin, The Conference Company, New Zealand; tesoriere: Keith Burton, African Agenda, South Africa; membri: Barbara Calderwood, Mci, Uk; Monica Freire, aim Group International, Portugal; Sarah Markey-Hamm, Icms Pty Ltd, Australia; Nicolette van Erven, Congress by design bv, Netherlands; Alain Pittet, Ega worldwide congresses & events.

GMID2019, COSA È SUCCESSO IN ITALIA Il mondo ha festeggiato, il 4 aprile 2019, il Global Meeting Industry Day e l’Italia non è stata a guardare. Tre delle più importanti associazioni del settore hanno infatti unito le forze e hanno proposto ai soci e agli operatori del comparto un evento congiunto in streaming che si è tenuto in contemporanea in tre città italiane, per un totale di oltre cento partecipanti. Federcongressi&eventi ha curato l’evento di Milano (con la presenza di quaranta operatori), che nella prestigiosa sede di Palazzo Mezzanotte ha ospitato il keynote di Olga Baratto, project manager

Marketers Academy, dal titolo “La comunicazione per gli eventi”. A Roma Site Italy ha ospitato con Bettoja Hotels Collection Roma l’intervento di Patrick Delaney, managing partner SoolNua, che ha affrontato il topic “MiceTrends: what’s next in the meeting industry?”. A Catania (cinquanta partecipanti), Mpi Italian Chapter presso Radicepura ha invitato Miguel Neves, social strategist & Mpi international board of directors member a parlare di “Technology innovations that will power tomorrow’s events”.

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IL MICE DEL MEDITERRANEO SI CONFRONTA Si è tenuta a Napoli nel corso della Borsa Mediterranea del Turismo la tavola rotonda organizzata e promossa dal Convention Bureau di Napoli (Cbn) con il supporto del Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II durante la quale si è discusso di come incentivare la collaborazione operativa e lo scambio di best practice fra le destinazioni Mice del Mediterraneo. «Questo incontro è stato il naturale prosieguo di quanto seminato lo scorso anno – dichiara Giovanna Lucherini, direttore del Cbn –. Il nostro è un lavoro capillare che ci impegna durante l’intero anno e che ha come obiettivo pervenire all’individuazione di eventuali linee strategiche di intervento da avviare nel bacino del Mediterraneo a sostegno del comparto Mice». All’incontro, moderato dalla professoressa Valentina della Corte, che ha introdotto gli ospiti illustrando l’impatto del mondo congressuale nell’economia locale e il posizionamento di Napoli, tra le città italiane quale meta per congressi, hanno partecipato, tra gli altri, Malta Tourism Authority / Conventions Malta, Amalfi Coast Convention Bureau, Sardinia Mice Network, Sicilia Convention & Visitors Bureau e la divisione M.I.C.E. di Msc Crociere. Il Cbn è stato protagonista, sempre nel corso della BMT 2019, anche del convegno “Il posizionamento della Campania nella prospettiva del Rapporto sul Turismo Italiano”, organizzato dall’Istituto di Ricerca su Innovazione e Servizi per lo Sviluppo del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Iriss). Nel corso dell’incon-

tro Giovanna Lucherini si è confrontata con altri operatori del settore – Aeroporto Interazionale di Napoli (Gesac), Museo Archeologico Nazionale Napoli (Mann), Msc Crociere – commentando alcuni dati della ricerca: dall’aumento degli arrivi in Campania, superiore rispetto allo stesso dato nazionale, all’incremento della spesa dei turisti e dei posti letti nel territorio. Segnali di crescita che necessitano, però, di una gestione adeguata per ottimizzarne i benefici.


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GRANDI EVENTI

Grandi numeri cercasi

Gli esperti del settore illustrano tutte le fasi di un grande evento: dalla candidatura alla gestione, al tema sempre più pressante della sicurezza. Un mercato in espansione sia per numeri sia per l’apertura di nuove strutture ANTONELLA ANDRETTA

C

osa intendiamo quando parliamo di grande evento nell’ambito della meeting industry? Olimpiadi, mondiali di calcio, Expo sono mega-eventi internazionali da milioni di partecipanti, con indotti da capogiro e apparati organizzativi mastodontici. Tuttavia, grandi eventi, per la meeting industry nazionale, almeno secondo l’Oice, Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi, sono invece, più modestamente, quelli sopra le cinquecento presenze. In attesa dei dati del 2018 (che Federcongressi&eventi divulgherà entro l’estate), prendiamo quindi come riferimento la ricerca dell’anno scorso sui dati del 2017: gli eventi con almeno cinquecento persone sono stati 5.576, un dato in crescita, per quanto costituisca ancora solo l’1,4% degli incontri totali (erano lo 0,9% nel 2016) e il 16% dei partecipanti (erano il 13,2% nel 2016). Un trend positivo

dunque che pare confermato non solo per il 2018 ma anche per l’anno in corso, stando almeno alle testimonianze raccolte nella panoramica che segue. GRANDI EVENTI AZIENDALI Cerchiamo ora di capire quali sono gli enti promotori di questi incontri: sempre secondo la ricerca Oice dello scorso anno, il numero degli eventi promossi da associazioni è diminuito rispetto all’anno prima di circa il sei per cento, mentre sono rimasti grossomodo stabili quelli di enti e istituzioni e sono invece cresciuti di circa il dieci per cento quelli promossi da aziende. Ma a quali tipologie appartengono queste aziende? Lo abbiamo chiesto, tra gli altri, a Silvio Cossi, direttore creativo di Sdc Service, agenzia e creative house di Roma. Qualche anno fa l’automotive, poi le compagnie telefoniche: e adesso? «Zoccolo duro sotto questo punto di vista rimane il settore farmaceutico, ambito nel quale siamo specializzati, curando da anni gli eventi di alcune tra le più importanti case farmaceutiche del mondo. Un settore invece in crescita è sicuramente quello del-

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GRANDI EVENTI le banche, finanziarie e assicurazioni: dopo anni di “letargo” stanno tornando a essere aggressivi per quanto concerne il discorso grandi eventi con convention che arrivano facilmente alle 1.500 presenze». Anche Fabian Peroni, Ceo di Gruppo Peroni Eventi, società di comunicazione con sede a Roma, conferma la medesima tendenza e aggiunge: «Tra i nostri clienti abbiamo alcune aziende che si occupano di It e di digitalizzazione e spesso si lavora con grandi numeri. Grandi numeri e quindi tante persone che non necessariamente però significa che siano riuniti nel medesimo luogo e nello stesso momento. Per esempio di recente abbiamo realizzato un evento per Mercedes-Benz in occasione del lancio della nuova Classe B, organizzato presso la rete di concessionarie italiane che hanno ospitato i set per i casting del film I Migliori Anni di Gabriele Muccino: 94 gli showroom coinvolti su tutto il territorio nazionale, 664 persone di staff tra tecnici audio, video, assistenti di regia, hostess, steward e supervisor, diecimila bambini iscritti ai provini: numeri davvero importanti, la cui gestione non si improvvisa. Si è trattato di un format originale ideato e prodotto da noi, che ha generato anche un intenso traffico sui social». Possiamo parlare allora di “evento diffuso”? «Sì, certo, è una delle tendenze attuali: lavorando in esterni, sul territorio, si possono “ingaggiare” molte più persone. L’obiettivo raggiunto da Mercedes-Benz è stato infatti duplice: ha coinvolto i suoi clienti primari, cioè i concessionari, ma ha raggiunto anche i clienti finali».

CANDIDATURA, PREPARAZIONE DEL BOOK ED EXPERTISE Ma come si arriva a vincere la gara per ospitare un grande evento da migliaia di persone? Ne abbiamo parlato con Giulia Biscossi, external relations director di Triumph Group International, agenzia di eventi e comunicazione di Roma, Pco del 24th World Congress of Dermatology. Il congresso, giunto quest’anno alla 24esima edizione, porterà a Milano, il prossimo mese di giugno, circa 15mila medici dermatologi provenienti da tutti i continenti, con una ricaduta stimabile in almeno cinquanta milioni di euro. Si tratta del più importante e prestigioso appuntamento della dermatologia, che proprio per la

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SILVIO COSSI, direttore creativo di Sdc Service «Un settore in crescita è sicuramente quello delle banche, finanziarie e assicurazioni: dopo anni di “letargo” stanno tornando a essere aggressivi per quanto concerne il discorso grandi eventi con convention che arrivano facilmente alle 1.500 presenze».

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GRANDI EVENTI

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FABIAN PERONI, Ceo di Gruppo Peroni Eventi «Grandi numeri e quindi tante persone, che non necessariamente però significa che siano riuniti nel medesimo luogo e nello stesso momento. Per esempio di recente abbiamo realizzato un evento per Mercedes-Benz in occasione del lancio della nuova Classe B, organizzato presso la rete di concessionarie italiane, che hanno ospitato i set per i casting del film I Migliori Anni di Gabriele Muccino».

ROSANGELA QUIETI , managing director congress division Aim Group International «La gestione dei flussi in caso di numerose presenze va gestita con attenzione perché impatta su tutto lo svolgimento dell’evento, dalla registrazione al catering: in alcuni contesti servono tornelli, metal detector e non è pensabile di creare code chilometriche per accedere a uno spazio, quindi bisogna organizzarsi attentamente».

sua eccezionalità avviene ogni quattro anni e che ha scelto l’Italia dopo una lunga assenza (l’ultimo congresso è stato a Padova e Venezia nel 1972). «Il lavoro parte a monte. Innanzitutto bisogna studiare quali sono i criteri di assegnazione dei congressi: si cerca di capire chi è il promotore, chi ne fa parte, qual è la rotazione e quante probabilità ci sono che il congresso possa arrivare nel proprio Paese. Fatto questo, si contatta l’associazione della specialità e si comunica che, per esempio tra quattro edizioni, ci sarà la possibilità di portare il congresso in Italia. Se l’associazione nutre questo interesse e desidera candidarsi, si inizia un rapporto di collaborazione. Ma non è tutto perché bisogna tenere presente che, nel caso di congressi internazionali, vince la nazione, la città: per riuscire a portare a casa il risultato bisogna quindi fare sistema innanzitutto con le istituzioni». Come si procede? «Il lavoro più impegnativo è quello della gestione del book, un documento molto dettagliato che definisce tutti gli aspetti organizzativi dell’evento, inclusa la parte di preventivazione economica, per realizzare il quale bisogna tirare a bordo gli stakeholder, dai fornitori di servizi agli alberghi, facendo in modo che propongano tariffe adeguate: tutti si devono impegnare a fornire il miglior servizio al prezzo più competitivo. Realizzare un book di questo genere è un lavoro complesso e di team che richiede competenze diverse, approfondite e non improvvisabili. Per quanto riguarda le istituzioni, nel caso del congresso di dermatologia il Comune di Milano è stato di grande supporto. Milano, inoltre, dopo Expo ha guadagnato una visibilità e un appeal che ha consentito alla città di vincere la gara: in passato ci avevamo già provato, ma c’era sempre Roma davanti». Ma la Capitale non è certo rimasta a guarda-

re: il Roma Convention Center La Nuvola ha l’obiettivo dichiarato di posizionare Roma nei prossimi tre/cinque anni tra le prime destinazioni congressuali insieme a Londra, Parigi, Vienna, Barcellona, Shanghai, Las Vegas attraverso una strategia di marketing e promozione. Una promozione che non esclude, ma anzi auspica, la possibilità di “fare sistema” con gli altri poli congressuali italiani, in particolare Firenze, Milano e Rimini. Anche Fiera di Roma è una sede di rilievo: nel 2016, ha ospitato Esc Congress, il più grande evento cardiovascolare del mondo, un congresso organizzato (e di fatto acquisito) dal Pco Aim Group International: 35mila cardiologi provenienti da 140 Paesi. La ricaduta economica è stata significativa non solo per alberghi e ristoranti, ma anche per il trasporto privato (180 i pullman utilizzati per i transfer e gran parte del parco taxi cittadino impegnato), per le casse comunali, con una stima di entrate per 960mila euro solo di tasse di soggiorno, e per l’Atac, la società di trasporto pubblico che ha incassato ottocentomila euro di biglietti. Commenta a questo proposito Rosangela Quieti managing director congress division Aim Group International: «Aver lavorato sul piano trasporti per Esc ci ha permesso di acquisire un’expertise che sarà preziosa anche per la convention mondiale dei Lions che si terrà a Milano, per la quale dovremo invece gestire una parata in un centro cittadino, che sarà uno dei momenti clou di questa manifestazione, e così via. Ogni nuova esperienza arricchisce il nostro bagaglio di conoscenza della società e ci consente di affrontare sfide sempre nuove». LOGISTICA, ORGANIZZAZIONE E SICUREZZA In alcuni casi infatti, la logistica, già complessa, si fa ancora più complicata. Un esempio interessante in questo senso è proprio la grande convention dei Lions Club, in programma a Milano per quattro giorni a luglio

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Su cosa avete costruito l’offerta? «Su tre pilastri principali: seimila camere d’albergo nel minor numero possibile di hotel, con tariffe già concordate, oltre a un piano di trasporto per le 25mila persone che visiteranno la città. Ci è stata assicurata inoltre la disponibilità del centro storico per la famosa parata di due chilometri dei Lions Club, per la quale dovremo acquisire nuove expertise, affrontare aspetti logistici particolari, a partire dalla sicurezza, tema importantissimo in occasioni come questa. La sicurezza è un tema-chiave anche di un altro importante happening che dovremo gestire, il World Routes: si tratta della fiera mondiale del trasporto aereo, atteso sempre a Milano a settembre del 2020, che porterà in città più di tremila delegati, il top management dell’aviazione worldwide che incontrerà gli operatori internazionali del turismo Il documento di candidatura che ha portato all’assegnazione di questo importante evento a Milano è stato curato da Sea, MiCo, Regione Lombardia e Comune di Milano». Come va gestita la sicurezza in un grande evento? «La gestione dei flussi in caso di numerose presenze va gestita con attenzione perché impatta su tutto lo svolgimento dell’evento, dalla registrazione al catering: in alcuni contesti servono tornelli, metal detector e non è pensabile di creare code chilometriche per accedere a uno spazio, quindi bisogna organizzarsi attentamente. Per la parata vi sono inoltre tutti i criteri e le procedure legali

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NUOVI SPAZI IN ARRIVO

2019: sono attese 25mila persone, compresi i delegati e i loro ospiti, che non solo parteciperanno a sessioni di incontro tradizionali ma sfileranno anche in parata lungo le strade del capoluogo lombardo. Continua Rosangela Quieti: «La convention mondiale Lions Club è proprio un evento eccezionale: innanzitutto perché solo quattro volte dalla nascita dell’associazione, avvenuta nel 1917, si è svolta fuori dagli Stati Uniti e solo tre sono state le destinazioni in Europa: Amburgo, Birmingham e Nizza. In secondo luogo perché si tratta di un’associazione di volontariato e quindi parte dell’organizzazione sarà in capo a volontari. Ad Aim Group spetta quindi anche il ruolo di coordinatore, tutt’altro che semplice». Come ci siete arrivati? «Fin dall’inizio è stato uno sforzo di squadra che ha coinvolto Fiera Milano Congressi, (il MiCo ospiterà la convention), Lions Club Italia, capitolo locale dell’organizzazione in Italia e Aim Group International, il Pco ufficiale dell’evento, che ha fornito consulenza tecnica e supporto nella progettazione e presentazione dell’offerta risultata vincente (l’altra candidata era Singapore). Grande sostegno anche da parte del sindaco di allora Giuliano Pisapia (era il 2014 quando abbiamo vinto la gara). Il Lions Clubs International stima che questa convention genererà circa sessanta milioni di entrate in euro per la destinazione».

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I grandi happening generano indotti importanti (vedi riquadro relativo) e la disponibilità di centri congressi e di spazi per eventi si trasforma per una destinazione in un volano nell’attirare turismo congressuale. Nei prossimi mesi assisteremo ad alcune riaperture e a nuove aperture. Tra queste ultime, il nuovo Centro Congressi di Padova la cui consegna è prevista per il 2020. La struttura sorgerà negli spazi precedentemente occupati dal Palazzo delle Nazioni, che per tanti anni ha assolto il compito di struttura Mice del polo fieristico di Padova. Il Nuovo Centro Congressi, ideato dall’architetto giapponese Kengo Kuma, avrà un costo complessivo attorno ai venti milioni di euro, conferiti dalla Camera di Commercio di Padova e dall’amministrazione comunale. Promette di essere il più grande del Veneto, in grado di ospitare complessivamente 3.500 persone con una sala plenaria da 1.600 posti, ma sarà trasformabile in tre sale su tre piani, ognuna con eventi indipendenti. Una seconda sala avrà capienza di 1.200 persone: anche questa sarà scomponibile in tre spazi diversi, uno più grande, da seicento posti e due minori da 256 posti ciascuno. A piano terra altre cinque sale da 150 posti scomponibili in dieci sale da 75 e

un bistrot. Sempre nel Nord-Est, il Trieste Convention Center, che verrà inaugurato nel 2020 con Esof 2020, Euroscienza Open forum, alla presenza di cinquemila partecipanti. Realizzato da Trieste Convention Center Srl (con concessione ventennale affidata dal Comune di Trieste) il nuovo centro congressi sarà realizzato nei vecchi Magazzini 27 e 28 di Porto Vecchio, ristrutturati e ampliati per trasformarsi in un complesso polifunzionale con una superficie totale di novemila metri quadrati, di cui 3.828 per l’area espositiva, mentre l’auditorium avrà 1.848 posti: le previsioni di Tcc per Trieste e le sue zone limitrofe stimano un indotto economico, una volta a regime, di circa trenta milioni di euro all’anno. Di tipologia diversa ma ugualmente interessante per chi è sempre alla ricerca di nuove location, la Nuvola Lavazza il nuovo headquarter dell’azienda a Torino che ha investito nel progetto 120 milioni di euro, dove agli uffici dell’azienda si affiancano un ristorante gourmet, un museo interattivo, un’area archeologica con un bistrot innovativo, la sede dell’Istituto d’Arte Applicata e Design (Iaad) e un grande spazio eventi, la Centrale, di oltre 4.500 metri quadrati in grado di ospitare fino a mille persone.

da applicare per garantire livelli di sicurezza adeguati in occasione di manifestazioni di questo genere, saremo quindi al fianco di istituzioni e professionisti della security». A questo proposito ricordiamo che il 18 luglio 2018 il Ministero dell’Interno ha pubbli-

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GRANDI EVENTI

EVENTO CHE FAI INDOTTO CHE GENERI

Che i grandi eventi siano un volano per l’economia non è certo una novità. Secondo Il Sole24ore, l’indotto complessivo di Expo per il periodo 2012-2020 sarà pari a 31,6 miliardi in termini di produzione aggiuntiva (cioè il volume d’affari generato), corrispondente a circa l’un per cento della produzione nazionale. Il Pil dell’evento è stato pari a 13,9 miliardi e sul fronte dell’occupazione ha portato a 242mila posti di lavoro in più su base annua, questo per quanto riguarda l’Italia. Per la Lombardia l’indotto economico stimato sul medesimo arco temporale è pari a 18,7 miliardi in termini di produzione aggiuntiva, con un valore aggiunto di 8,6 miliardi e un impatto occupazionale di 132mila unità annue. Per Milano infine l’indotto economico è stimato in 16,1 miliardi, con un valore aggiunto di 7,4 miliardi e un impatto occupazionale di 115mila unità di lavoro. Interessanti anche i dati che emergono da eventi di portata minore: per il World Routes, per esempio, la più importante fiera mondiale del trasporto aereo attesa a Milano nel 2020, alcuni studi hanno rilevato che le città ospitanti hanno registrato in media un aumento del network aereo di circa il nove per

INDOTTO COMPLESSIVO DI EXPO PER IL PERIODO 2012-2020

31,6

13,9

PRODUZIONE ATTIVATA

VALORE AGGIUNTO (PIL)

OCCUPATI

Dati in miliardi di euro

Dati in miliardi di euro

Dati in migliaia di untià di lavoro

cento nei tre anni successivi rispetto ai loro competitor. Inoltre, secondo Ubm, l’impatto totale dell’evento sul territorio è valutato in circa 187,4 milioni di euro e 2.010 posti di lavoro a tempo pieno nell’anno seguente. Anche una grande convention o un importante congresso medico sono in grado di generare cifre importanti: per quella dei Lions Club, in programma a Milano a luglio 2019, si stima che genererà circa sessanta milioni di euro per la destinazione e che il Congresso mondiale di dermatologia, sempre a Milano, ne porterà altri quaranta. cato un documento dal titolo “Modelli organizzativi e procedurali per garantire alti livelli di sicurezza in occasione di manifestazioni pubbliche” che aggiorna la Circolare Gabrielli del 7 giugno 2017. Nelle nuove linee guida l’analisi del rischio deve essere condotta a regola d’arte con la collaborazione di professionisti del settore, che hanno il compito di analizzare la situazione e di validare le misure di controllo.

GIULIA BISCOSSI, external relations director di Triumph Group International «Le app più evolute ci consentono di muoverci in anticipo e di fare comunicazione diretta al singolo partecipante. Grazie a esse è possibile mettere in piedi progetti duraturi che iniziano a monte – creando engagement – e proseguono on site con strumenti che consentono di vivere meglio l’evento».

FORMAT, CREATIVITÀ, ENGAGEMENT Interessante è anche osservare come, nel tempo, la convention o il congresso siano cambiati, dalla costruzione di uno storytelling efficace all’utilizzo di tecnologie applicate agli scopi più vari. Le app per esempio, non sono più solo semplici contenitori di informazioni, ma veri e propri strumenti di teasing e di follow up. «Le app più evolute ci consentono di muoverci in anticipo e di fare comunicazione diretta al singolo partecipante» afferma a questo proposito Giulia Biscossi. «Grazie a esse è possibile mettere in piedi progetti duraturi che iniziano a monte – creando

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engagement – e proseguono on site con strumenti che consentono di vivere meglio l’evento, per esempio utilizzando tecnologie di prossimità che segnalino alla persona chi gli sta intorno, ai fini di un migliore e più semplice networking. A chiusura dell’evento, queste app consentono poi di tenere i contatti e di fare follow up: questo link duraturo nel tempo ha grande valore per gli sponsor e gli stakeholder». Aggiunge, sempre a proposito della tecnologia, Silvio Cossi: «Mapping, giochi di luce e laser, ologrammi e droni sono sempre più protagonisti: ciò che ci viene chiesto più di sovente è la proiezione a 360 gradi su grandi spazi, un modo di vivere gli eventi molto coinvolgente. Ho notato però anche un certo ritorno all’intrattenimento artistico: corpi di ballo, band, performer, ovvero tutto ciò che ha, come elemento di spicco, quello umano». L’elemento umano infatti, non solo non è stato “eliminato” dalla tecnologia, ma l’incontro di persona ha oggi un ritorno, soprattutto in alcuni contesti, come afferma Giulia Biscossi: «Il contatto è imprescindibile: un tempo si organizzavano frequentemente congressi o corsi di formazione di due giorni e due notti, poi, per risparmiare, si è passati alle videoconferenze o ai corsi online; adesso è frequente che ci chiedano una via di mezzo, cioè di organizzare incontri di persona che però abbiano una durata limitata nel tempo, per esempio una mattinata di lavori alla quale segua un pranzo. Pur senza nulla togliere all’utilità e alla versatilità delle tecnologie, le esperienze si fanno di persona». E se per platee piccole e medie è più facile sviluppare e mantenere attenzione, per i grandi numeri si punta molto sul coinvolgimento emotivo: grandi stage, scenografie emozionanti, musiche coinvolgenti, come quelle ideate per il welcome reception party organizzato da Aim Group International per Iba Annual Conference 2018, il congresso

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ARIANNA BURLONI, di Fosforo «Molto richiesti sono i coach, i mental coach e i motivatori, tra cui spicca, nel nostro caso, Dan Peterson, ex allenatore della Virtus Bologna e della Olimpia Milano, telecronista sportivo, che, con i suoi trent’anni di esperienza nel campo della televisione e della pubblicità, ha partecipato a più di mille eventi per grandi aziende, tra le quali la convention Mediolanum del 2017 svoltasi alla presenza di cinquemila persone».

mondiale degli avvocati, tenutosi a ottobre 2018, che ha riunito circa settemila legali provenienti da tutto il mondo a Roma. La festa di benvenuto, è stata organizzata presso Villa Aldobrandini di Frascati e ha comportato un lavoro di preparazione imponente, come ricorda Rosangela Quieti: «Il lavoro di allestimento del palco e del grande pavillon è durato 15 giorni, abbiamo dovuto aprire un vero e proprio cantiere con tanto di responsabili della sicurezza e direttore dei lavori. L’obiettivo era quello di contestualizzare Roma, di coinvolgere sin da subito la platea e per farlo abbiamo puntato su uno spettacolo molto scenografico e suggestivo». L’engagement di una platea è fondamentale e non può essere improvvisato, anche perché, come afferma Silvio Cossi: «I format, fortunatamente o sfortunatamente, seguono molto quello che le produzioni televisive propongono: molti clienti quando ci sediamo al tavolo mi fanno esempi di programmi tv o situazioni viste in rete». PRESENTATORE, TESTIMONIAL O MOTIVATORE? A chi affidare dunque la presentazione di un evento alla presenza di migliaia persone? Anche se il format non è mutuato dal piccolo schermo, la regia e i ritmi in questi casi assumono comunque tempistiche “televisive”, ed è opportuno affidare la conduzione a un professionista che può essere anche un personaggio noto, un giornalista, un motivatore. Molto dipende dallo scopo che si vuole raggiungere perché, se è vero che in alcuni casi il testimonial rischia di offuscare il messaggio aziendale (così come succede in pubblicità), è anche vero che i volti celebri hanno un forte appeal che genera coinvolgimento. Inoltre, chi è abituato a lavorare sotto i riflettori in diretta sa come gestire una platea, sa tenere desta l’attenzione, in poche parole conosce i

trucchi del mestiere. Ne abbiamo parlato con Arianna Burloni che collabora con il fratello Silvano, titolare di Fosforo, una società di testimonial management di Milano. Quali sono i testimonial più richiesti per eventi aziendali? «Tra i testimonial più richiesti ci sono gli sportivi: noi lavoriamo con Dino Meneghin (di recente ha partecipato a un evento Fiat svoltosi a Torino) Maurizia Cacciatori, Jury Chechi, Davide Mazzanti e molti altri ancora. La loro presenza è sempre di richiamo e le loro testimonianze sono sempre ricche di spunti, molto seguite e gradite. Molto apprezzati sono anche l’astronauta Maurizio Cheli, il divulgatore scientifico Emmanuele Macaluso, l’attrice Sarah Maestri, la soprano Silvia Colombini, il mentalista Federico Ferrari, personalità che pur provenendo da esperienze diverse sono in grado con la loro presenza non solo di arricchire di contenuti un evento ma anche di saperlo condurre con professionalità. Lavoriamo anche con importanti giornalisti come Claudio Brachino, direttore di Videonews Mediaset e Lorenzo Dallari, volto noto di Sky Sport». Oltre ai personaggi dello sport e dello spettacolo, quali sono i talent più in voga? «Molto richiesti sono i coach, i mental coach e i motivatori, tra cui spicca, nel nostro caso, Dan Peterson, ex allenatore della Virtus Bologna e della Olimpia Milano, telecronista sportivo, che, con i suoi trent’anni di esperienza nel campo della televisione e della pubblicità, ha partecipato a più di mille eventi per grandi aziende, tra le quali la convention Mediolanum del 2017 svoltasi alla presenza di cinquemila persone. Il “Coach” ha ritmo, sa lanciare messaggi, insegna come parlare in privato e in pubblico, come usare l’umorismo e molto altro ancora. Un professionista a tutto tondo, di grande competenza e capacità».

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Grand Hotel Presolana una struttura dinamica e poliedrica gestita da un team capace motivato sinergico a Castione della Presolana - Bratto - località a misura d’uomo affacciata sulle Dolomiti Bergamasche. In inverno o in estate, per vacanza o per lavoro, per chi partecipa a un Evento e per chi lo organizza, la comodità di avere tutto vicino, il piacere di una location unica, la serenità di un organizzazione impeccabile. 16 suite 104 camere Ristoranti Disco Bar Piano Bar Pizzeria Aprés ski Sala giochi Centro benessere 1.000 mq circa 2 piscine coperte Palestra Centro congressi fino a 400 posti 4 sale meeting da 10 a 100 persone Parcheggio privato Garage

MYTHOS

GRAND HOTEL PRESOLANA GRAND HOTEL PRESOLANA BRATTO Via Santuario 35 - Castione della Presolana - BG Tel. +39 0346 30708 - Tel/Fax +39 02 99027545 www.mythoshotels.it - info: amministrazione@mythoshotels.it

BRATTO - CASTIONE DELLA PRESOLANA - BG


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GRANDI EVENTI

Un raffinato hotel nel cuore di Napoli, Palazzo Caracciolo, fiore all’occhiello dell’ospitalità partenopea, assicura un comfort a 360 gradi, perfetto per un turista in cerca di riposo e per un esigente uomo d’affari che necessita di spazi moderni e flessibili

Accoglienza partenopea SABRINA PIACENZA

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alazzo Caracciolo è la porta d’accesso privilegiata per la città di Napoli, punto di partenza ideale per scoprire i segreti più nascosti e i sapori più genuini. Uno scrigno delle meraviglie che ha scritto pagine gloriose della storia della città e che oggi si mostra come una struttura ricettiva di immenso fascino che, nonostante la recente ristrutturazione, mantiene invariati i suoi caratteri architettonici identitari ma allo stesso tempo ha adeguato gli spazi alle mutate esigenze che un’ospitalità internazionale richiede. Dal 2009 fa parte, infatti, del gruppo Accor Hotels a cui si deve la trasformazione dell’edificio in un hotel moderno, dal carattere cosmopolita, pur mantenendo salda la sua anima profondamente partenopea. Palazzo Caracciolo MGallery by Sofitel è una location perfetta per molteplici situazioni legate sia a un turismo leisure sia business, un luogo dove rigenerarsi dopo un tour in città o dove concentrarsi per un meeting di lavoro lontano dal caos: è sufficiente varcare

la soglia del portone per entrare in una vera e propria oasi di pace nel cuore di Napoli, le mura antiche della struttura garantiscono una piacevole e perfetta insonorizzazione. L’hotel dispone di un centro congressi con sale dalla capienza variabile, da dieci fino a 350 persone (nel meraviglioso chiostro cinquecentesco), 146 invece le camere, suddivise in quattro categorie: superior, deluxe, junior suite e suite, nelle quali la storia si fonde con le più moderne esigenze di ospitalità, dove lusso e modernità si incontrano in ambienti caratterizzati da un soffitto alto fino a sei metri e un raffinato apparato decorativo, che conferiscono alle camere e alle suite un fasto senza paragoni. I PLUS DELLA STRUTTURA Molti i punti di forza della struttura, a partire dalla posizione, davvero invidiabile. L’hotel è inserito in pieno centro storico, vicino alla celebre chiesa di San Giovanni a Carbonara, questo consente di organizzare attività in-

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GRANDI EVENTI

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Palazzo Caracciolo MGallery by Sofitel  Napoli Numero totale camere: 146 | Ristoranti: 1 | Posti: 100 | Sale meeting: 8 | Capienza sala maggiore: 350 | Capienza sala minore: 10 | Saletta segreteria | mq di aree espositive: 300 | Possibilità organizzazione post congress

centive originali legate ai luoghi più iconici della città, anche attraverso tour personalizzati. Un dettaglio non da poco, anzi un aspetto decisivo per favorire quell’immersione totale nella realtà partenopea che amplifica l’esperienza degli ospiti. È anche facilmente raggiungibile perché ben collegato sia all’Aeroporto Internazionale Capodichino, che dista una manciata di chilometri, sia ai principali assi viari della città, oltre che essere vicinissimo alla Stazione Centrale di Napoli raggiungibile a piedi in pochi minuti. Tutti i servizi sono all’altezza del livello dell’hotel. A partire dalla ristorazione, cuore della raffinata accoglienza di Palazzo Caracciolo, dove uno staff dedicato elabora menu personalizzati e modulabili secondo le specifiche esigenze richieste dai clienti Mice, dai quick lunch agli aperitivi targati business. Due gli ambienti conviviali in cui gli ospiti possono godere di un ricercato percorso gastronomico volto alla scoperta dei sapori della grande tradizione napoletana, reinter-

pretati però dall’estro e dalla fantasia dello chef Umberto Zimbaldi. Uno è il ristorante La Cucina, un spazio ampio e luminoso, animato da colori vivaci in cui gli ospiti possono muoversi come nella cucina di casa propria; l’altro è il raffinato Nel Chiostro, ambiente perfetto per le grandi occasioni di rappresentanza. Per i momenti più intimi invece è consigliato La Cantina, un bar elegante ed esclusivo dove degustare un buon calice di vino o lasciarsi sedurre dalle tentazioni della pasticceria napoletana accompagnate da un autentico e celebre caffè espresso. Infine, per tutti gli appassionati del benessere è a disposizione un ottimo e attrezzato centro wellness interno, posto al piano interrato, uno spazio fitness dotato di bagno turco, sauna, docce emozionali e un’area relax con tisaneria dove è possibile rilassarsi e dedicarsi alla buona abitudine di coltivare e migliorare la propria forma fisica. indirizzi a fine rivista

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Dissertazioni intorno al cibo Il rapporto con il cibo sta cambiando: da fondamento di vita a stimolo dei sensi capace di unire contenuto e forma. Un excursus tra le ultime tendenze dei catering e uno sguardo a un’attività sempre più articolata. In chiave Mice, of course! NICOLETTA TOFFANO ANTONELLA ANDRETTA EMANUELA GIORDANO

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ilano, novembre 1986, “Tranche de vie, tranche de gâteau”: il titolo di un concorso indetto dal Politecnico. A raccolta decine di giovani designer chiamati a impegnarsi figurativamente nel progetto di una torta, estetica e ricca di simbologie ancestrali. Ed era solo l’inizio di un modo di intendere il cibo legato alla sola formalità e sempre più staccato dal contenuto. Milano, giugno 2010, si inaugura Tratto Nero, ospitato all’interno dell’attivissimo Istituto dei Ciechi in via Vivaio, primo ristorante ita-

liano al buio per palati audaci. Senza l’aiuto della vista, accompagnati nell’esperienza da provetti camerieri non vedenti, ci si confronta con le proprie capacità tattili e gustative. Milano 2019, XXII Triennale: tra le istallazioni esposte, The Sausage of the Future, una salsiccia creata dalla designer Carolien Niebling che apre interessanti prospettive sul cibo del futuro, un tassello importante nella salvaguardia del Pianeta. Tendenze estreme, ma chiari esempi di quanto l’idea di cibo sia in continua evoluzione: da elemento di vita, ad argomento estetico, fonte di piacere ma, al contempo, legato all’etica, al wellness e alla salute. Ma come rispondono gli esperti della ristorazione all’evolversi tanto radicale di gusti e costumi, quando, nella realizzazione di eventi il cibo diventa anche esperienza e momento di socialità? Ne abbiamo parlato con Dani-

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lo Angè, chef milanese, giornalista, docente, formatore e volto televisivo, si occupa di ristorazione a 360 gradi compresa la realizzazione di catering destinati a un pubblico spesso internazionale, come avviene durante gli eventi accademici e le cene rappresentative dell’Università Cattolica di Milano. E poi abbiamo raccolto voci di diversi protagonisti in catering e banqueting, legate alle proprie esperienze sul campo: Mauro Salvatori, contitolare (insieme al socio Enrico Caldesi) di La Fenice Catering di Faenza; Silvia Sperduti, contitolare (con il socio Michele Pepponi) di Enoteca La Torre Group di Roma, che si occupa di ristorazione d’eccellenza e possiede anche l’omonimo ristorante, guidato da Domenico Stile, lo chef stellato più giovane di Roma e infine Ernesto Quintiliani, direttore marketing e comunicazione di Sire Ricevimenti d’Autore, società operante da 26 anni sulla scena partenopea e non solo. ESSENZA DELLA MATERIA Sono sempre di più i consumatori che portano in tavola i prodotti locali. Una scelta di qualità, salute e anche di etica, come conferma l’ufficio studi Coldiretti con l’indagine sul carrello della spesa degli italiani 2018: 43 milioni acquistano prodotti locali, considerati per il quaranta per cento garanzia di cibi freschi e sicuri e per il 39% anche una soluzione per sostenere l’economia del territorio. Insomma a tavola non ci si accontenta dei taglienti giudizi dei guru della cucina e nemmeno delle recensioni di TheFork ma si esige scegliere, conoscere, capire, anche quando si mangia fuori casa. Concordano anche gli esperti della ristorazione nel dire che la nuova tendenza va verso una maggiore consapevolezza di ciò che si mangia, con particolare attenzione alla qualità degli ingredienti, ai metodi di elaborazione dei cibi e alle provenienze. Grande trend continua a essere la cucina mediterranea, riconosciuta dall’Unesco come bene protetto e inserito nella lista dei Patrimoni orali e immateriali dell’umanità e in particolare si stanno sempre più

affermando le nostre cucine regionali che utilizzano e valorizzano i prodotti territoriali, quelli dei bravissimi artigiani presenti in ogni angolo d’Italia. Un must che per i catering si traduce in un’attività di continua ricerca come conferma Ernesto Quintiliani di Sire Ricevimenti d’Autore: «Quando realizziamo un catering fuori dalla Campania andiamo con i nostri chef e con i responsabili della sicurezza e a fare preventivamente uno studio dei prodotti locali e quindi selezioniamo e contattiamo personalmente i produttori di quella regione. I fornitori sono ormai una parte integrante del nostro lavoro, tanto che proprio in questi giorni abbiamo siglato un accordo quadro con la Coldiretti (organizzazione che rappresenta con il suo milione e mezzo di associati tutte le provincie italiane) per garantirci una selezione ampissima di prodotti locali di qualità». L’aspetto territoriale è fondamentale anche per Silvia Sperduti di Enoteca La Torre Group: «La nostra filosofia, che portiamo avanti sia attraverso il nostro chef Domenico Stile sia il nostro executive chef Francesco Rivoglia, è quella di esaltare sempre le materie prime di eccellenza del nostro territorio, ancor più di fronte a ospiti stranieri. Il nostro spaghetto ai cinque pomodori o il risotto agli agrumi di Sicilia possono rendere l’idea di quanto dei piatti semplici riescano a evocare i profumi e i sapori della nostra terra. Un altro esempio? Lo scorso ottobre, trecento ospiti russi a Palazzo Vecchio a Firenze, in una “cena surrealista” realizzata sotto la regia del designer Charles Kaisin, sono rimasti letteralmente deliziati dalla nostra pappa al pomodoro». Attenzione però che localizzazione non si traduca nell’esasperazione del chilometro zero, avvisano gli esperti: sì al bravo artigiano locale, sì alla stagionalità, senza però dimenticare che la cucina è, nella sua storia, una continua contaminazione di culture, basti pensare al pomodoro, alla patata, alle spezie ormai parte integrante della nostra gastronomia ma di origini lontane. La scelta della materia prima di qualità è co-

DANILO ANGÈ, chef milanese, giornalista, docente, formatore e volto televisivo «La cottura sottovuoto permette di rispettare le caratteristiche organolettiche dell’alimento, che rimangono inalterate, di allungare i tempi di conservazione e quindi la possibilità per il catering di anticipare il lavoro delle preparazioni e soprattutto di garantire l’assoluta igiene del prodotto».

MAURO SALVATORI, contitolare di La Fenice Catering «Una cena di gala ben riuscita non la fa solo ciò che mangi ma anche come lo mangi; saper scandire i tempi come un metronomo è fondamentale perché gli ospiti non si annoino a tavola; per arrivare a una tempistica perfetta ci vuole un investimento di tempo e risorse, oltre a un collaudo del programma».

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EVITARE GLI SPRECHI ALIMENTARI SI PUÒ, ANZI SI DEVE

Nel corso della dodicesima convention di Federcongress&eventi, svoltasi a Vicenza dal 14 al 16 marzo, sono stati premiati i promotori e le sedi di eventi che nell’ultimo anno hanno aderito a Food for Good, il progetto promosso da Federcongressi&eventi insieme alle onlus Banco Alimentare ed Equoevento, ideato per recuperare il cibo non consumato durante gli eventi e donarlo ad associazioni caritatevoli. Dal suo lancio, avvenuto nel 2015, Food for Good è stato sostenuto da un numero sempre maggiore di operatori: la meeting industry ha fatto suo infatti il principio secondo il quale il recupero dell’eccedenza non è una semplice alternativa allo smaltimento, ma la fase conclusiva del pasto, il cui elevato valore sociale va comunicato a tutti i partecipanti all’evento. Questi

SILVIA SPERDUTI, contitolare di Enoteca La Torre Group «La nostra filosofia è quella di esaltare sempre le materie prime di eccellenza del nostro territorio, ancor più di fronte a ospiti stranieri. Il nostro spaghetto ai cinque pomodori o il risotto agli agrumi di Sicilia possono rendere l’idea di quanto dei piatti semplici riescano a evocare i profumi e i sapori della nostra terra».

i dieci premiati: Aiccer – Associazione Italiana di Chirurgia della Cataratta e Refrattiva; Amcli – Associazione Microbiologi Clinici Italiani; Comic Fair; Vicc-Vicenza Convention Centre per la Convention Federcongressi&eventi; Efpa – European Financial Planning Association Italia Meeting 2018; Global Forum Site-Mpi; Illumia; Natixis; Regione Piemonte e Sidemast – Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse. Food for Good ha inoltre varcato i confini nazionali ed è stato inserito tra le best practice presenti sulla Piattaforma dell’Ue sul tema delle perdite e degli sprechi alimentari (Eu Platform on Food Losses and Food Waste). Le modalità per aderire, le linee guida e le procedure operative per gli organizzatori di eventi sono disponibili sul sito www.foodforgood.it. munque solo l’inizio di un processo in cui un ingrediente si tramuta in un piatto cucinato e servito. E qui non c’è spazio per improvvisazioni: a un catering oggi vengono richieste dalle certificazioni sui prodotti alla tracciabilità dell’intera filiera, dal rispetto della catena del freddo alla garanzia delle procedure Haccp (acronimo dall’inglese Hazard Analysis and Critical Control Points, traducibile in sistema di analisi dei rischi e di controllo dei punti critici). Conferma l’impegno verso una sempre maggiore professionalità Ernesto Quintiliani: «Nel 1999, sei anni dopo la fondazione di Sire, abbiamo avuto la prima certificazione di prodotti provenienti da agricoltura biologica: è questo il solco che abbiamo tracciato vent’anni fa. Oggi, siamo supportati da enti di formazione e università che ci aiutano a tutelare, in maniera scientifica, una costante qualità in tema alimentare, affinché tutta la filiera sia sicura e garantita». Negli ultimi anni a essere poi cambiate sono le modalità di cottura, che puntano a un alleggerimento dei piatti tradizionali, a beneficio di gusto e salute, questo grazie a nuove tecnologie, come spiega Danilo Angè nel box intitolato “Atmosfera Zero” dedicato alla cottura sottovuoto.

CASI MOLTO SPECIALI Parliamo di catering e menu: sia che si tratti di eventi nazionali o internazionali, la scelta cade sempre più su una evoluzione della cucina italiana regionale in cui si uniscono la radice culturale del luogo e l’interpretazione dello chef. Il risultato sono piatti saporiti, alleggeriti e impreziositi con tocchi di stile che soddisfano anche l’occhio. Quindi, vince negli eventi la scelta della cucina italiana, quella cucina così universalmente apprezzata che nel 2018 ha trionfato al Salone internazionale della Gastronomia a Lussemburgo, aggiudicandosi la Coppa del Mondo della Cucina, fra trenta nazioni e duemila partecipanti, in pratica una sfida tra i più grandi chef della Terra. La scelta del menu tuttavia non basta che sia coerente dalla prima all’ultima portata, appagante al gusto e alla vista, ma deve sempre più prevedere portate (in cui sia dichiarata e riconoscibile la tracciabilità) adatte alle persone intolleranti e allergiche. E poi, in netta crescita, la richiesta di piatti vegetariani e vegani. A quanto pare, il successo di questo tipo di alimentazione e della sua filosofia sono destinati a durare nel mondo della ristorazione: secondo il rapporto Italia Eurispes 2018 è la scelta del sette per cento degli ita-

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liani. Al trend veg seguono anche l’evolversi di tecniche e di prodotti dedicati, come l’attualissimo eme: un ingrediente estratto dalla soia, ritenuto un componente vegetale all’avanguardia per la sua capacità di “sanguinare”, ovvero di riprodurre l’effetto della carne negli hamburger. Già utilizzato nel famoso Impossible Burger prodotto da Impossible Food (azienda americana considerata una delle più promettenti start-up del settore della cucina hi-tech), l’eme è pronto a diventare il protagonista delle prossime tendenze cibo. Altri commensali, molto particolari, presenti soprattutto nelle cene internazionali, sono quelli appartenenti a diverse religioni, le quali impongono divieti alimentari e regole per la preparazione e per il consumo di certi prodotti. Per esempio, per quanto riguarda la religione ebraica esistono i cibi permessi, kashèr, e un corretto modo di prepararli, seguendo gli insegnamenti della Torah. Nel mondo islamico esistono i cibi halāl, ossia leciti e preparati in modo accettabile per la legge islamica in contrasto a ciò che è harām, ossia proibito. Insomma cibo e religione è materia complessa in cui non rientrano solo ingredienti, ma modalità di preparazione, attenzione alle contaminazioni, specifico utilizzo degli spazi di lavoro e degli utensili, che devono venire anticipatamente sanati, verificati e approvati dai responsabili dei diversi culti. Un discorso talmente eterogeneo che per non incorrere in gravi errori, anche diplomatici, secondo gli esperti, quando non si può disporre di una cucina dedicata, è meglio avvalersi della collaborazione di società specializzate e certificate. E per non arrivare impreparati, vale comunque una raccomandazione: avere con largo anticipo la lista dei commensali e delle diverse esigenze al fine di pianificare il catering con assoluta precisione. EFFETTO WOW Altro argomento in continua evoluzione è il discorso location: se fino a vent’anni fa erano richiestissime venue istituzionali (il bel giardino, la bella sala) oggi, le agenzie chiedono sempre più la possibilità di stupire il cliente, esigente e preparato. Ecco allora che la ricerca di location spazia dall’edificio antico alla miniera, dagli spazi di archeologia industriale a terrazze spettacolari, ma anche piazze, stazioni e metropolitane. E nascono, insieme alle nuove proposte, figure professionali sempre più specializzate nell’interior design: team di architetti che, con una scelta infinita di forme, colori e materiali, realizzano render dettagliatissimi per fare capire come sarà l’allestimento della location, la mise en place, la tipologia di arredi. A proposito di complementi, oggi un occhio particolare nei buffet è riservato alle stoviglie, in vista dell’entrata in vigore dal 2021 del divieto Ue di utilizzare le plastiche monouso come i piatti, le posate, le cannucce. Da tempo sono allo studio materiali innovativi e riciclabili per oggetti progettati anche da grandi designer come la linea

Lux di Philippe Starck, una collezione di piatti sul quale si incastrano appositi bicchieri, che rimangono stabilmente fermi, così da rendere i commensali più liberi nelle cene in piedi. E probabilmente uno dei trend sarà anche il grande ritorno di vetri e ceramiche. Arriva poi il momento del servizio, che Mauro Salvatori di La Fenice Catering descrive come «Una danza in punta di piedi che deve essere di altissima qualità, perché una cena di gala ben riuscita non la fa solo ciò che mangi ma anche come lo mangi; saper scandire i tempi come un metronomo è fondamentale per-

IL CIBO PER CHI LAVORA

Non tutti i cibi sono adeguati ad accompagnare situazioni di lavoro in cui è necessario mantenere la concentrazione senza cedere alla pesantezza del dopo pranzo. Non va bene né magiare troppo né mangiare troppo poco ed è sbagliato eccedere con alimenti eccessivamente conditi, grassi o salati. Meglio orientarsi su piatti e bevande che sostengano senza appesantire e che siano ricchi di sostanze benefiche per l’organismo, già provato da una lunga giornata di meeting. Durante i break per esempio, oltre al caffè andrebbe sempre proposta acqua fresca in abbondanza (l’aria condizionata e il riscaldamento favoriscono la disidratazione) e frutta come banane, arance, mele e frutti rossi: la vitamina C tiene svegli, gli antiossidanti contrastano i radicali liberi e le fibre saziano. Meglio evitare dolcetti vari, che creano picchi glicemici, seguiti da un inevitabile

senso di fame. Il lunch dovrebbe contemplare alimenti poveri di grassi e possibilmente freschi come pesce (ricco di omega tre e fosforo), verdure verdi come spinaci o broccoli (ricchi di fibra, magnesio, fosforo e ferro), cereali integrali, più nutrienti rispetto a quelli raffinati, anche sotto forma di sfiziose gallette e tartine. A proposito di ingredienti sani, da notare la tendenza verso gli alimenti probiotici fermentati, che contengono micro-organismi vivi in grado di apportare benefici come, tra i più in voga in questo momento, il kimchi coreano, il kefir di origine caucasica. E poi i cibi nootropi, i così detti “cibi intelligenti” perché contengono sostanze in grado di migliorare la memoria e la concentrazione: tra questi la curcuma, il tarassaco e la patata messicana. E per finire, mezzo bicchiere di vino rosso, le cui proprietà benefiche sono state ampiamente dimostrate.

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ERNESTO QUINTILIANI, direttore marketing e comunicazione di Sire Ricevimenti d’Autore «Nel 1999, sei anni dopo la fondazione di Sire, abbiamo avuto la prima certificazione di prodotti provenienti da agricoltura biologica: è questo il solco che abbiamo tracciato vent’anni fa. Oggi, siamo supportati da enti di formazione e università che ci aiutano a tutelare, in maniera scientifica, una costante qualità in tema alimentare, affinché tutta la filiera sia sicura e garantita».

ché gli ospiti non si annoino a tavola; per arrivare a una tempistica perfetta ci vuole un investimento di tempo e risorse, oltre a un collaudo del programma. È basilare avere una planimetria della location e il timing dell’evento con la scaletta degli eventuali speech o interventi spettacolari che i clienti desiderano inserire nell’ambito della cena, in modo che si possa costruire il progetto del servizio: dal tempo necessario per consumare la portata, ai tempi del servizio stesso e a quelli dello sbarazzo, gli spazi tra le portate, le varie pause, e così via». E se progettare un catering per centinaia di ospiti necessita di una pianificazione studiata e millimetrica, quando i numeri salgono ad alcune migliaia di persone allora l’organizzazione diventa addirittura di tipo militare, spiega Ernesto Quintiliani: «Il record di Sire in fatto di numeri è stato nel 2008 il Fiat Family day, evento di 19mila ospiti in un giorno. Un numero enorme, che oltretutto non si conosceva a priori: noi dovevamo servire 18mila persone, più un eventuale dieci per cento, si parla di una variabile di quasi duemila persone! Per questi numeri si muove un’organizzazione mastodontica, che viene suddivisa in tante brigate, ognuna coordinata da un executive chef: in questo caso nove cucine da campo e poi gazebi, gruppi elettrogeni, arredi e il tutto naturalmente a norma. Tre mesi di pianificazione dell’evento, 15 giorni di preparazione, sopralluoghi tecnici di ingegneri, di architetti e di geometri. E poi scorte alimentari enormi, che viaggiavano su tir, come 15mila chili di pasta. Per questi eventi quindi esperienza, organizzazione e logistica sono elementi essenziali».

PIZZA ARCOBALENO O RISTORANTE OLISTICO? I NUOVI TREND DELLA RISTORAZIONE La Doxa ha realizzato per TheFork (piattaforma per la prenotazione on line di ristoranti) una ricerca destinata a individuare i nuovi trend della ristorazione. Da un lato appaiono in gran voga i cibi e le bevande scenografiche e “instragrammabili” come la pizza arcobaleno o i cocktail con glitter eduli: più che il gusto, soprattutto per il millenial, contano l’estetica e l’esperienza tanto che il marketing esperienziale ha portato alla nascita di ristoranti a tema cartoon o serie TV (a Bankok c’è un ristorante dedicato Totoro, il personaggio di Miyazaki). Dall’altra parte aumenta la richiesta di informazione e trasparenza sul cibo, di eco-compatibilità e di lotta contro lo spreco alimentare (in Olanda c’è un ristorante, InStock, che crea menu con gli avanzi). Anche i regimi alimentari

basati sui soli vegetali influenzeranno sempre più le politiche dei ristoranti: con la crescita del veganismo, l’intera industria della ristorazione inizia a introdurre nei menu sempre più offerte “free-from” (lactose free, meat free, gluten free, e così via). La richiesta di cibi sani ha portato poi all’apertura di ristoranti olistici o di caffè specifici per chi è a dieta, come il primo Weight Watchers Café di New York, ma anche all’offerta di super food con ingredienti funzionali come il collagene (per la bellezza) e la cannabis (per il relax). Non manca la tecnologica, un vero e proprio boom: droni camerieri e menu in Ar (Augmented Reality). A Shangai c’è addirittura un ristorante del tutto robotizzato, il Robot.He. Serve pesce e si trova nel supermercato Hema di Alibaba.

UNO SPETTACOLO DI PIATTO Un’altra tendenza è quella di un servizio di catering in cui l’azione nel cucinare diventi spettacolo, un po’ nel mood che ha contagiato milioni di spettatori davanti agli chef televisivi, diventati vere e proprie star. Spazio quindi durante l’evento, quando la tempistica lo consente, a corner tematici sull’idea dello street food con preparazioni istantanee di arancini siciliani, di crocchè napoletani, di pizze a portafoglio, di zeppole dolci, di panini gourmet; e poi chef che intrattengono, spiegano, preparano al momento gelati, mousse, creme esibendosi con azoto liquido e sifoni. Cuochi quindi che dai fornelli salgono sui palchi in questa nuova veste che li vede sempre più testimonial e magnifici interpreti nello show cooking. Oggi rispetto al passato è questa una delle figure professionali che maggiormente si è evoluta e che mette in campo tante doti personali: non solo bravi professionisti, ma intrattenitori, formatori, showman a tutto campo. In fatto di cucina altro format, sempre più richiesto dalle aziende, è il team building, realizzato con diverse finalità: semplici momenti di svago con modalità di gamification, ossia un modo di coinvolgere e intrattenere gli ospiti offrendo opzioni di gioco all’interno dell’evento; oppure veri e propri momenti di formazione che attraverso la metafora della cucina, utilizzando format di note trasmissioni televisive (Masterchef piuttosto che Bake off ) applicando logiche di squadra che aiutano a creare team affiatati e coesi. Ovviamente, per realizzare eventi di questo tipo occorrono spazi forniti di cucine e quant’altro: alcune location si stanno attrezzando in questo senso come la Mgm di via Benaco a Milano, il nuovo spazio Convivio all’interno del Palacongressi di Rimini, le aule didattiche al Fico di Bologna, o l’Accademia Medeater-

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ATMOSFERA ZERO

ranea, sponsorizzata da Sire, all’interno della Mostra d’Oltremare di Napoli. INTERVISTA ALL’IT MANAGER: CATERING A NUMERI VARIABILI Tra gli aspetti più complessi c’è la pianificazione: la previsione riguardo al numero dei commensali è talvolta precisa ma in alcune circostanze non è facile da calcolare, per esempio nel caso di banchi degustazione predisposti in eventi open day (fieristici, sportivi, musicali) oppure quando le prenotazioni si accumulano progressivamente fino alla data dell’evento, come nelle manifestazioni di turismo enogastronomico. Banchi di prova difficili anche per le più accreditate società di catering poiché la pianificazione degli acquisti e della produzione diventa una variabile difficilmente controllabile. In questo caso un aiuto può arrivare dalla tecnologia. Ne abbiamo parlato con Raul Morichi, esperto It, formatore e consulente per società di ristorazione ed eventi, alberghi e parchi tematici. Quali tecnologie possono aiutare i catering nella gestione di eventi a numero aperto? «È da premettere che l’aiuto non arriva dalla tecnologia, ma dal metodo: in questo caso si tratta di software di nuova generazione che hanno l’importante ruolo di rendere possibile l’applicazione di nuovi metodi di pianificazione economica e di previsione dei numeri. A monte occorre una corretta valorizzazione dei propri servizi, dei loro costi e dell’esatta composizione dei propri conti economici gestionali. Per quanto riguarda i software, si tratta di sistemi di supporto decisionale che permettono di applicare modelli previsionali in modo rapido e dinamico; nel nostro caso permettono di calcolare le presenze attraverso criteri statistici di stima preimpostati, ad esempio la proiezione dell’accumu-

Atmosfera Zero è il libro dello chef Danilo Angè dedicato alla tecnica di cottura sottovuoto. Un approfondimento in cui sono riportate sessanta ricette con un piccolo excursus anche sul mondo dei cocktail. La tecnica sous vide nasce in Francia negli anni Settanta: la sperimentò lo chef George Pralus per cuocere il foie gras con un calo di peso inferiore. Essendo una materia prima molto costosa era importante sprecare il meno possibile: si scoprì poi che il sistema di cottura era applicabile ad altri alimenti e a ogni tipo di cucina, sia creativa sia tradizionale. Angè conosce la cottura sottovuoto oltre dieci anni fa e, affascinato dalle potenzialità di questa tecnica, inizia ad applicarla: da lì parte il suo studio di sperimentazione e creatività. «Si tratta di una modalità di cottura – spiega lo chef – che consiste nell’inserire l’alimento in un sacchetto di plastica speciale, da mettere poi a bagno in acqua a una temperatura controllata per un

periodo di tempo superiore a quelli della cottura normale (di solito da una a sette ore, ma si può arrivare anche a un massimo di 48 ore) con l’intento di cucinare la preparazione in modo uniforme e di non usare condimenti, ma spezie. Questo permette di rispettare le caratteristiche organolettiche dell’alimento, che rimangono inalterate, di allungare i tempi di conservazione e quindi la possibilità per il catering di anticipare il lavoro delle preparazioni e soprattutto di garantire l’assoluta igiene del prodotto». (www.daniloange.it).

lo della domanda e l’incrocio con dati storici e attuali: abbinando quindi questi dati ai costi, sarà possibile avere un quadro completo della previsione». Esistono pacchetti software già predisposti a questo scopo? «Da quanto premesso si comprende che non è tema da “smanettoni dell’informatica” ma un argomento da professionisti esperti di problematiche aziendali con know-how tecnico. La soluzione metodologica non è a oggi presente sul mercato come software preconfezionato ma è il risultato di un progetto basato su una categoria di applicazioni dette di predictive analytics, evolutesi sulla base dei software di business intelligence, ma non solo. Il loro scopo è eseguire modelli previsionali basati su dati storici e attuali al fine di ottenere predizioni su quanto di interesse. Ovviamente in informatica vale sempre il detto “garbage in–garbage out”, per indicare che se fornisco dati “spazzatura” a questi sistemi, anche le previsioni saranno “spazzatura”, ma se avrò selezionato dati significativi, la predictive analysis darà risposte valide in tempi brevi aiutando il processo decisionale, il vantaggio competitivo e la redditività. Esistono però software a supporto della predictive analysis, per esempio Sisense, Microsoft (R Open, Azure Machine Learning Studio), Minitab, Wolfram Mathematica, RapidMiner Studio, Fico Predictive Analytics e non ultima Google Cloud Predictive Analytics».

RAUL MORICHI, esperto It, formatore e consulente per società di ristorazione ed eventi, alberghi e parchi tematici «L’aiuto non arriva dalla tecnologia, ma dal metodo: in questo caso si tratta di software di nuova generazione che hanno l’importante ruolo di rendere possibile l’applicazione di nuovi metodi di pianificazione economica e di previsione dei numeri».

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Il team building esiste in natura Convogliare lo sforzo senza spreco di risorse. Trasformare la paura in forza, rimuovere i blocchi per esprimere il nostro potenziale, scardinare le credenze limitanti in un confronto con l’essenziale. Come? Con un team building nella natura TERESA CHIODO

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n uno scenario epocale caratterizzato dall’iperconnessione, accanto alla richiesta di format innovativi che potremmo far rientrare nella definizione di cyber team building, si registra un’evidente inversione di tendenza che va a sublimarsi nella richiesta da parte delle aziende di un ritorno alla natura. Perché?

Una full immersion in un ambiente naturale, a certe condizioni di stress fisico e mentale, può essere particolarmente stimolante per attivare dinamiche di gruppo e processi di sviluppo individuali e di squadra. Le numerose pratiche, contemplate da esperti team builder, sono finalizzate al recupero dell’arte e delle tecniche del sopravvivere in cui l’individuo si misura con diversi tipi di avversità. I frangenti di volta in volta sperimentati inducono a lavorare sull’esperienza del disagio causato da un ambiente insolito, con l’obiettivo di innalzare la soglia di tollerabilità psicologica e fisica al disa-

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gio stesso. Ogni percorso, che si tratti di accendere un fuoco con un metodo primitivo, tipo lo sfregamento delle pietre, o di cuocere del cibo, o rendere potabile l’acqua, o ancora impiegare gli antichi metodi della cartografia diventa un’opportunità per sviluppare la capacità di risoluzione dei problemi, mettendosi alla prova nell’uso adattivo-traspositivo delle risorse presenti e nella coniugazione di progettazione e manualità. Ne parliamo con Gianluca Boario, event manager dell’agenzia Eventi in Natura: «Il sociologo Bauman ha ben evidenziato, secondo me, quella che è la nostra modernità attuale con queste parole: “ Tutti i punti di riferimento che davano solidità al mondo e favorivano la logica nella selezione delle strategie di vita, tutti questi e molti altri punti di riferimento un tempo stabili sembrano in piena trasformazione. Si ha la sensazione che vengano giocati molti giochi contemporaneamente e che durante il gioco cambino le regole di ciascuno”. L’individuo è solo davanti al mondo globale e le comunità estetiche nelle quali viviamo creano legami senza conseguenze. Davanti a questo scenario il tornare alle origini, a quel ritmo lento e incessante che è tipico della natura, toccare la terra e sentirne il profumo oggi rappresenta una necessità per molti e un’opportunità emotiva da non trascurare nell’ambito della formazione e della crescita personale». Gli fa eco Eugenio Paschetta, owner di Desartica Adventures: «Perché ci si rende sempre di più conto che è nella natura che l’essere umano si ritrova con sé stesso, che si misura, che scopre e supera i propri limiti. Il mondo cyber è quasi sempre solo “teorico” e i problemi aziendali devono spesso essere risolti con il “pratico” e la natura è l’essenza della praticità. Indubbiamente poi la “natura” fa tendenza, è politically correct!». Tesi ampiamente supportata anche da Davide Cassani, partner di Active Event, responsabile team building e formazione esperienziale: «In alcuni casi, proprio

perché c’è un uso eccessivo dell’aspetto digitale nel lavoro aziendale, le persone cercano di staccare anche per poche ore. Avendo i team building, in alcune occasioni, una finalità puramente ludica, si cerca di far divertire i propri collaboratori in un contesto diverso da quello usuale. Nell’ambito invece di team building con priorità formative, si mettono “alla prova” i propri collaboratori con strumenti e ambienti sfidanti: la natura, i boschi, i fiumi, i laghi. Il mondo è in continuo cambiamento e la metafora è proprio quella di affrontare sfide nuove, essere quindi capaci di adattarsi a qualsiasi situazione». DENTRO E FUORI LA CRISI Confrontarsi con tematiche legate all’operatività organizzativa, alla riscoperta della manualità, alla perdita dei riferimenti abituali, alla capacità di adattamento, al rapporto con il limite e alla gestione degli imprevisti e dello stress da affaticamento è terreno fertile che consente a ognuno di esprimersi nella propria globalità psicofisica, oltre che un luogo ideale nel quale è possibile prendere atto dei risultati delle azioni compiute e delle relazioni attuate. Percorsi esperienziali fra boschi e radure,

GIANLUCA BOARIO, event manager dell’agenzia Eventi in Natura «La natura è considerata spesso ostile; la realtà è che devi conoscerla per affrontarla, e devi saperla rispettare. Questa condizione favorisce la creazione di scenari che ci aiutano a portare fuori dall’area di comfort i partecipanti, che al termine dell’esperienza vivranno la sensazione di una sfida “risolta”».

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I FORMAT, TRA DESERTO, BOSCHI E PAESAGGI INNEVATI Il mercato propone una serie di attività outdoor di diversa natura: survival, adventure, orienteering, off-road, archery, corde alte, horse experience, raft race, speleo team, team farm, trapper cooking e altri assolutamente originali come Build ‘n’ Grill o il format Rescue, che simula un’operazione di soccorso e recupero in ambiente naturale, realizzabile in un bosco come in una grotta, in acqua come sulla neve. Inoltre, dal 2018, sono disponibili format come Stone Age Building, legato all’archeologia sperimentale, con attività manuali e di team basate sull’uso di tecniche preistoriche. I format sono diversi a seconda della stagione nella quale vengono effettuati. In inverno, per esempio, ci sono molte proposte in montagna, nella neve, con format come The Endurance Experience legato alle vicende di Ernest Shackleton un esploratore inglese dell’inizio del secolo scorso, un’attività dove si utilizzano ciaspole, pale da neve, sonde con l’obiettivo proprio di sopravvivere in un ambiente davvero sfidante. In primavera e in autunno ci sono i boschi e i fiumi, alcune zone vicine alle grandi città come Milano, in particolare nel Parco del Ticino. Il format più utilizzato è il classico “campo base” dove i team

EUGENIO PASCHETTA, owner di Desartica Adventures «È nella natura che l’essere umano si ritrova con sé stesso, che si misura, che scopre e supera i propri limiti. Il mondo cyber è quasi sempre solo “teorico” e i problemi aziendali devono spesso essere risolti con il “pratico” e la natura è l’essenza della praticità. Indubbiamente poi la “natura” fa tendenza, è politically correct!».

sono formati da novelli ricercatori alle prese con la costruzione di un campo base, di armi di difesa, di barelle e devono essere in grado di fare un imbrago di fortuna ed essere pronti per alcune missioni. Ci sono poi format che utilizzano anche canoe, mountain bike e uno chiamato Cast Away, che simula la costruzione di una vera e propria zattera come nell’omonimo film. Durante il periodo estivo, quando il caldo in pianura diventa meno sopportabile, ci si sposta di nuovo in montagna, lungo l’arco alpino. In alcuni casi ci si avvale di collaboratori come guide alpine potendo proporre per esempio Cliffhanger, un format legato all’arrampicata, dove l’aspetto della fiducia è fondamentale. Infine, un altro format efficace consiste nel ricreare le condizioni e gli ambienti di un “rally raid nel deserto” guidando mezzi fuoristrada 4x4, evitando però la parte di “gara di velocità”. Aiutare o essere aiutati significa acquisire bonus o prendere penalità. Tutte componenti che andranno a determinare una classifica finale. L’azienda può quindi valutare la propensione di un partecipante ad aiutare un collega, piuttosto che la resistenza a chiedere aiuto in caso di difficoltà.

affrontano sfide diverse dall’ordinario. Una caccia al tesoro in città con i tablet è affascinante, divertente ma è molto vicino a quello che facciamo tutti i giorni; è un po’ come spostarsi per esempio utilizzando un’app per andare a un appuntamento. La sfida di ritornare alla natura è quella di utilizzare oggetti o strumenti che non si conoscono, nel senso che sono stati dimenticati; quello che potrebbe essere per esempio montare una tenda bendati o utilizzare una bussola. Qui i team sono “costretti” a valutare le competenze, a trovare le soluzioni, a gestire le criticità: una fantastica metafora di quella che è la sfida lavorativa dei prossimi anni». L’avvento di una crisi, qualsiasi ne sia la natura, determina un ribaltamento, o quanto meno una messa in discussione, degli standard comportamentali. Gestirla e superarla richiede l’elaborazione di nuove risposte ai nuovi stimoli. Mettere

prove di abilità, ingegno e cooperazione, sono un’opportunità per creare momenti di condivisione aziendale dal forte coinvolgimento emotivo che lasciano una forte traccia sia nel singolo partecipante sia nel team aziendale. Ma in che modo un team building in cui i partecipanti abbiano l’opportunità di sperimentare un’esperienza nella natura, in uno scenario affascinante sì, ma in cui ci si deve misurare con coefficienti di difficoltà ormai dimenticati, possa essere funzionale nell’ambito di un contesto aziendale? «La natura è considerata spesso ostile – afferma Boario –; la realtà è che devi conoscerla per affrontarla, e devi saperla rispettare. Questa condizione favorisce la creazione di scenari che ci aiutano a portare fuori dall’area di comfort i partecipanti, che al termine dell’esperienza vivranno la sensazione di una sfida “risolta”, che oltre a dare una gratificazione per il raggiungimento degli obiettivi preposti, regala una gratificazione dei sensi». Interviene Cassani: «Perché si

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in atto comportamenti originali e adeguati al mutamento del contesto, inevitabilmente necessita che la persona assuma un nuovo punto di vista su sé, gli altri e l’ambiente relazionale in genere. Un obiettivo, perciò, ambizioso quanto necessario da porsi e da raggiungere, che impegna l’individuo nell’attivazione di ogni sua risorsa emotiva, cognitiva e comportamentale. Nei team building nella natura si può quindi intravvedere la metafora della sopravvivenza alla crisi. Quando la squadra non ha paura di uscire dalla “zona di comfort”, quando un ostacolo serve a tirar fuori la grinta e una visione condivisa, vuol dire che quel team è pronto al “carry over” in azienda per poter “sopravvivere” alle sfide quotidiane. CARRY OVER: DESERTO E NEVE PER SOPRAVVIVERE IN AZIENDA In un corso di sopravvivenza o di orienteering in mezzo al Sahara o alla neve, si può intravvedere la metafora della sopravvivenza alla crisi? «La dinamica delle prove e il livello delle difficoltà che si possono ricreare sono assolutamente in linea con una prova di “sopravvivenza” – dice Paschetta –. In questo ambiente e in queste condizioni i partecipanti possono rendersi conto di alcuni aspetti e strumenti, spesso assolutamente dimenticati, per superare i momenti di crisi. Noi spieghiamo anche come sia fondamentale superare le proprie crisi anche a livello mentale, dentro di noi. Che è poi spesso il metodo fondamentale per tramutare una crisi in un successo, il fallimento in un nuovo punto di partenza. Per conoscere limi-

ti e risorse nascoste in ognuno di noi, sperimenteremo sul campo cosa significa adattarsi, gestire l’acqua e il cibo, costruire un riparo d’emergenza, conoscere i segreti dell’orientamento e della cartografia per potersi spostare in sicurezza, accendere un fuoco, richiamare i soccorsi con le segnalazioni, nozioni di primo soccorso specifiche nell’ambiente desertico. Gli ostacoli che si incontreranno sul cammino devono essere affrontati come opportunità e non come un problema. Cambiare la mentalità è fondamentale». Della stessa opinione anche Boario: «In fondo la crisi può essere vista come una destrutturazione di una serie di “usi e costumi” che le persone danno, o hanno dato, per scontate per anni. Così l’ambiente naturale richiede umiltà, messa in discussione delle proprie convinzioni, capacità di condivisione permettendo in questo modo la comprensione del contesto circostante alla ricerca di soluzioni semplici, specifiche ed efficaci». «È sicuramente uno degli aspetti che emergono in questo tipo di attività – conclude Cassani – non il solo, ma uno dei più importanti. Le metafore sono legate spesso all’aspetto di sopravvivenza vera e proprio, a tutto quello che è il mondo del survival, alla capacità di resilienza delle persone. Quest’ultima è uno degli aspetti che maggiormente viene richiesto oggi nel mondo aziendale dove le sfide, ma anche le opportunità, sono tante e dove è necessaria una grande capacità di resilienza, di saper risolvere qualsiasi problema, di trovare le soluzioni».

DAVIDE CASSANI, partner di Active Event «Nell’ambito di team building con priorità formative, si mettono “alla prova” i propri collaboratori con strumenti e ambienti sfidanti: la natura, i boschi, i fiumi, i laghi. Il mondo è in continuo cambiamento e la metafora è proprio quella di affrontare sfide nuove, essere quindi capaci di adattarsi a qualsiasi situazione».

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Che evento fai se l’app non ce l’hai Ormai esiste un’app per qualsiasi cosa ci venga in mente di fare, ma le applicazioni pensate – e personalizzate – per il Mice diventano veri strumenti di comunicazione. Da usare prima, durante e dopo l’evento CRISTINA MACCARRONE

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più “smanettoni” lo dicono spesso: c’è un’app per tutto, per qualsiasi cosa si abbia intenzione di fare, comprare, possedere. Per gestire soldi, risparmiare, organizzare il tempo e anche pianificare un evento. Quello che conta, in fondo, è avere spazio a sufficienza sul proprio smartphone e accedere allo store di Apple o di Google per scaricarne di nuove o per avere la versione più aggiornata di quelle che si hanno già Un mondo, quello delle app, che interessa anche e soprattutto i meeting planner e le aziende. Perché, se è vero che il successo di un evento dipende sì dai numeri, dal coinvolgimento dei partecipanti e dalla loro soddisfazione, ma anche da una buona organizzazione e un’ottima location, a dare quel tocco in più intervengono proprio le applicazioni.

Segmento di mercato che per altro è impossibile ignorare: stando all’Osservatorio Mobile B2C Strategy della School of Management del Politecnico di Milano, il sessanta per cento degli Italiani che naviga in Internet lo fa tramite cellulare o tablet: in media circa 45 ore al mese di cui l’88% è consumato proprio dentro un’app. App che possono essere scaricate gratis o a pagamento, ma soprattutto, a fare la differenza per i meeting planner, sono quelle personalizzate, costruite ad hoc per un determinato evento. Che non servono solo a migliorare la user experience dei partecipanti, ma diventano parte integrante della strategia di comunicazione e sono soprattutto fondamentali in ottica business. APP PERSONALIZZATE: I VANTAGGI «Le app personalizzate sono un valore aggiunto perché rappresentano un vero e proprio servizio, ma non solo: permettono di diminuire considerevolmente i costi di comunicazione e di convogliare le risorse economiche magari su alcuni asset più strategici», afferma Flavio Piccioni, uno dei soci di Makeitapp, piattaforma tecnologica per

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lo sviluppo di applicazioni con sede operativa a Milano, che prosegue: «Inoltre sono un canale di comunicazione dinamico: se c’è un cambio di programma è possibile inviare una notifica push che sicuramente vedono tutti e riesce ad andare più a segno di quanto faccia un’email. Così non si rischia di essere invadenti: due o tre cambi di programma in un’intera giornata possono significare più email di seguito, il che ovviamente non è piacevole. Con il centro notifiche dell’app, l’utente è invece costantemente aggiornato su ogni novità». Non solo per gli imprevisti, l’app personalizzata dà un notevole contributo anche nella fase pre-evento, durante e una volta che tutto si è concluso. Afferma ancora Piccioni, che si occupa della parte commerciale e del marketing di Makeitapp: «Facciamo ricerca e sviluppo, costruiamo tecnologia analizzando diversi tipi di business sia in termini di interfaccia di navigazione sia di user experience. Noi partiamo dal palinsesto per creare tutta una serie di flussi di navigazione per i partecipanti. Come per esempio la possibilità di scoprire il programma tramite fasce orarie preferite oppure cercando un determinato relatore e vedendo a quali workshop sarà presente. Diamo, inoltre, all’utente la possibilità di crearsi una lista di eventi da aggiungere alla sua agenda personale. Quello che offriamo a chi si registra tramite login di Facebook o compilando manualmente un form, è un prodotto creato ad hoc, che viene proposto come brandizzato e come app ufficiale dell’evento. Mentre naviga dentro, l’utente riconosce il brand: costruiamo infatti un’applicazione che non fa capire che si è su una piattaforma esterna perché in continuità con tutti gli altri canali di comunicazione. L’app entra a pieno titolo in strategie di brand positioning». App in ottica di corporate branding ma anche di engagement: «La registrazione dell’utente permette un controllo degli accessi, ma non solo: si dà vita a una serie di meccaniche affinché il pubblico possa interagire. Una è il Question Time con cui gli utenti, durante l’evento, possono porre ai relatori, in tempo reale, domande che vengono vagliate, sempre tramite l’app, da un moderatore e che,

una volta approvate, vengono mostrate sullo schermo del relatore o dello speaker. Inoltre, i quesiti sono classificati in “da leggere” e “letti” per permettere una migliore comunicazione. Il Question Time riscuote sempre molto successo negli eventi B2B», aggiunge Piccioni. Le app lavorano anche sulla prossimità ossia sul creare dei servizi in base alla posizione del partecipante. «Se passa davanti a una delle varie sale, l’app gli ricorda quale evento ci sarà di lì a poco. O ancora, se esce dalla sede dove si tiene l’evento, l’app gli fa notare – se non l’ha fatto – di compilare la survey. Ma non solo: le app che creiamo – native, ossia sviluppate come un vero e proprio software dentro il telefono pertanto “leggere” – permettono di fare delle comunicazioni profilate. Se un utente ha partecipato ad alcuni workshop anziché ad altri, l’app gli proporrà contenuti inerenti. Altre funzioni sono il rating, con cui il partecipante può dare la propria valutazione sull’evento e la messaggistica istantanea, che permette agli utenti di fare networking, chattando tra loro stessi o con gli speaker e questo grazie al fatto che viene condivisa la lista dei partecipanti». Per quanto riguarda il post evento, l’applicazione propone contenuti multimediali con

FLAVIO PICCIONI, socio fondatore di Makeitapp «Noi partiamo dal palinsesto per creare tutta una serie di flussi di navigazione per i partecipanti. Come per esempio la possibilità di scoprire il programma tramite fasce orarie preferite oppure cercando un determinato relatore e vedendo a quali workshop sarà presente».

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APP “PRET-A-PORTER” PER I MEETING PLANNER

E per chi non può “permettersi” un’app personalizzata cosa si trova in circolazione? Ci sono applicazioni già pronte, che aiutano a risolvere dubbi tecnici o a gestire dati e preventivi. Una di queste è Super Planner, disponibile sia su iOS sia Android al costo di circa sette euro, con tante funzionalità. Permette, per esempio, di calcolare quante persone possono stare sedute in una sala e questo vagliando diversi modi di disporre le sedie. Dà una mano per il catering, calcolando il numero di drink necessario per varie tipologie di eventi, il numero dei camerieri in base a cinque differenti stili di servire, il numero di bartender e così via. Molto utile è il calcolatore delle spese, che tiene in considerazione il pagamento del personale, del catering, e così via, e aiuta a visualizzare tutto grazie a diagrammi. Diversa è Wunderlist, che aiuta il

PAOLO PRIVITERA, Ceo di Evensi «Oggi un utente usa molti canali di comunicazione, ecco perché per qualsiasi azienda l’approccio deve essere multicanale. Evensi consente di creare in maniera istantanea campagne di marketing multicanale e di raggiungere gli utenti attraverso inserzioni targettizzate che saranno diffuse via Facebook, Google, Instagram, Messenger o su altri canali».

meeting planner nella gestione delle mansioni e gli consente di avere in un sol colpo d’occhio quello che deve fare. Si possono creare varie liste a cui si accede da ogni dispositivo (è tutto sincronizzato) e che al loro interno hanno i task, ossia i compiti da svolgere. Per ognuno di questi si può mettere una data di scadenza, allegare dei documenti (come presentazioni e preventivi) e condividere con altre persone. L’app è totalmente gratuita. Gratis è anche Doodle. Avete presente quando non riuscite a mettervi d’accordo per fissare una riunione e vi mandate di continuo email? Con Doodle chi propone il meeting sceglie un rosa di date e, tramite un link generato dall’app, dà la possibilità agli altri di indicare la propria preferenza. La data che ne ha più delle altre “vince” ossia sarà quella in cui farete la riunione. video, foto e slide e tanto altro che può essere fruito sia prima che dopo (intervista ai relatori, insight dell’anno precedente e così via). «L’ideale – consiglia Piccioni – sarebbe avere sempre la stessa app per tutte le edizioni dell’evento in modo da veicolare contenuti sempre più profilati. E questo non solo in prossimità dell’evento». Evensi: la piattaforma italiana per gli eventi Non si tratta proprio di app personalizzate, eppure quando si parla di promozione e comunicazione di eventi, anche business, non si può non parlare di Evensi, network a livello mondiale dedicato agli eventi che è un sito web, ma allo stesso tempo anche un’app mobile. E se pensate che riguardi solo il B2C, sappiate che negli ultimi anni «È stato costruito un prodotto molto avanzato che aiuta gli event organizer nella promozione (business. evensi.com, ndr)», precisa Paolo Privitera,

Ceo di Evensi, che raggiungiamo al telefono a San Francisco sebbene l’azienda sia nata in Italia, esattamente a Modena. In concreto, «Diamo, a chi sta organizzando un evento, tutti gli strumenti possibili per promuoverlo al meglio. Offriamo una piattaforma automatizzata: una volta che hai l’evento, puoi pubblicizzarlo e diffonderlo in tre click. Il nostro marketplace permette di raggiungere gli utenti realmente interessati e di farlo in base alle proprie capacità di spesa. Per il singolo evento o per più eventi – e in tal caso proponiamo degli abbonamenti – offriamo dei piani che permettono subito all’organizzatore di sapere, in base a quanto potrà investire, come andrà l’evento (in termini di promozione) e quante persone riuscirà a raggiungere. Evensi consente di creare in maniera istantanea campagne di marketing multicanale – che vengono monitorate in tempo reale – e di raggiungere gli utenti attraverso inserzioni targettizzate che saranno diffuse via Facebook, Google, Instagram, Messenger o su altri canali, comunque sia, “i migliori” grazie anche all’uso dell’intelligenza artificiale. L’evento verrà poi inserito nelle newsletter settimanali, anche queste basate su interessi e posizione geografica». Per un meeting planner una piattaforma simile, può essere utile strategicamente per vari motivi, come spiega ancora Privitera: «Oggi un utente usa molti canali di comunicazione, ecco perché per qualsiasi azienda l’approccio deve essere multicanale. Ma non è solo questo: svolgiamo il ruolo di esperti di marketing, cosa che spesso – e giustamente – chi organizza eventi non è. Facciamo in pochi minuti quello che chi ha esperienze in altri contesti farebbe in tante ore. E dalla nostra abbiamo sia la tecnologia sia la visibilità. Potenzialmente – cosa che non è poco – arriviamo a due miliardi di persone. Inoltre collaboriamo con Eventbrite e altri partner che permettono di gestire l’evento al meglio. Un plus, in Paesi come l’Italia, l’Inghilterra, gli Usa, l’Australia e l’Argentina, è il dare la possibilità agli organizzatori di eventi di essere supportati da una persona in carne e ossa, oltre quindi a usufruire della piattaforma». Perché nessuna tecnologia, anche la più evoluta, può rinunciare davvero all’intelligenza umana.

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Il testimonial: dove l’ho visto? Il testimonial è un ottimo catalizzatore e dà all’evento un valore aggiunto fatto di notorietà. Ma attenzione, l’evento è un fondamentale investimento d’immagine e quindi l’artista ha grandi responsabilità oggettive

TERESA CHIODO

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ip e testimonial continuano a dare all’evento un valore aggiunto non indifferente fatto di prestigio e affermazione; ma allora le guest star si possono definire veri e propri strumenti di comunicazione? I pareri qui espressi sembrano convergere innanzitutto su un concetto di base: tutti gli elementi che ruotano intorno a un evento devono essere coerenti con l’obiettivo di comunicazione. Lo stesso vale per la scelta del testimonial, un aspetto distintivo ormai irrinunciabile che deve però essere costruito su misura rispetto a certi valori. A monte ci deve sempre essere un programma, fatto di ragionamenti, targettizzazioni, studi e soluzioni mirate e destinate a far vibrare sinergicamente le corde dell’evento aziendale con quelle dello show. Il testimonial come tutto il resto deve essere coerente con il concept dell’evento e la sua presenza giustificata o da una partnership oppure da un legame con un universo rappresentativo. Ne abbiamo parlato con Maurizio Badiani, pubblicitario. «Il valore aggiunto che un testimonial – ben utilizzato – dà a un marchio è innegabile. Tengo a sottolineare quell’inciso – ben utilizzato – perché è fondamentale. Un testimonial dovrebbe essere scelto sempre sulla base di un’idea, del suo vissuto presso il pubblico, e dell’affinità che il personaggio ha, o può avere, con il marchio che deve pubblicizzare. Ma questo non sempre accade. Perché a scegliere il testimonial spesso non è l’agenzia che cura l’immagine e la pubblicità del cliente, ma è il cliente stesso – nella figura del Ceo o del proprietario dell’azienda – che opta per questo o quel personaggio solo perché gli è simpatico, o perché lo ha conosciuto nella sua vita privata. Io, come creativo, mi sono trovato più volte a lavorare con testimonial che non avevo scelto personalmente ma che mi erano stati imposti – per i motivi più diversi – dal cliente. Per mia fortuna la scelta è caduta sempre su attori di grande talento e che un’affinità con il prodotto da pubblicizzare in qualche modo l’avevano. Così ho lavorato a lungo con Ugo Tognazzi: donnaiolo impenitente e, soprattutto, gran crapulone, poteva legarsi senza forzature a

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un liquore come China Martini, che, essendo un amaro, ben si prestava a un utilizzo postprandiale. Stessa fortuna ho avuto con Renato Pozzetto: rubicondo e tondeggiante non stonava certo nella parte di un goloso inarrestabile, sempre pronto a cedere alle tentazioni di un soffice panettone Motta. La simpatia del personaggio e uno slogan memorabile “Il Natale, quando arriva arriva...” contribuirono al successo della campagna. Ma, appunto, qui si parla di campagne. Va da sé che se il cliente o l’agenzia hanno scelto un personaggio di spicco (il Tognazzi o il Pozzetto di turno) per farne il portavoce di un prodotto, al momento del meeting o della convention, dovranno per coerenza ricorrere a lui per intrattenere un’audience di venditori o spingerli a impegnarsi al massimo nel raggiungere nuovi traguardi di vendita. Ben diverso è il caso di quelle aziende – e sono la maggior parte – che non hanno una campagna pubblicitaria in corso né possono contare sul supporto di un testimonial». DON’T LIE TO ME Che fare allora davanti alla necessità ineludibile di organizzare un evento, una convention o altro che sia? In questi casi più che di un testimonial vero e proprio, potrebbe essere più efficace un entertainer: una persona cioè in grado di dare un tocco di lustro all’azienda, che riesca a catalizzare l’attenzione della platea per il tempo necessario a passarle contenuti valoriali, o “parole d’ordine” motivanti evitando la chiusura delle palpebre o il soprassalto della noia. «Durante la mia carriera – conclude Badiani – ho visto molti di questi personaggi all’opera. E ho imparato a dividerli in due categorie: quelli che sono pagati e che credono in quello che dicono e quelli che sono pagati ma in quello che dicono non credono affatto. Inutile dire che questi ultimi sono da evitare. Non posso nascondermi dietro a un dito e alcuni nomi – per onestà professionale – li devo fare. Gerry

Scotti per esempio è uno che “crede” nel prodotto e lo propone e lo proporrà sempre in modo convincente. Se vogliamo possiamo dire che è della scuola di Mike Bongiorno per il quale il prodotto, o l’azienda da pubblicizzare, erano sacri». C’È VIP E VIP Quando l’impiego del testimonial rischia di attivare un meccanismo perverso in termini di ritorno sull’investimento? Quando il personaggio, che dovrebbe conferire valore aggiunto e notorietà al prodotto, incrementa a sua volta la propria popolarità, a tal punto da assorbire completamente la comunicazione, fino a diventare più importante del prodotto stesso. Si sa che niente è più effimero del successo e della fama, allora il legame prodotto-personaggio può trasformarsi in

MAURIZIO BADIANI, pubblicitario «Il valore aggiunto che un testimonial – ben utilizzato – dà a un marchio è innegabile. Tengo a sottolineare quell’inciso – ben utilizzato – perché è fondamentale. Un testimonial dovrebbe essere scelto sempre sulla base di un’idea, del suo vissuto presso il pubblico, e dell’affinità che il personaggio ha, o può avere, con il marchio che deve pubblicizzare».

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ALESSANDRA LANZA, consulente di comunicazione e eventi «Vip e testimonial sono strumenti di comunicazione forti e in quanto tali sono utilizzati sia nelle campagne di comunicazione sia negli eventi. Certamente apportano contenuti, reputazione, notiziabilità all’evento che vogliamo realizzare. Bisogna però anche stare attenti: un testimonial molto noto potrebbe anche spostare l’attenzione dall’evento a se stesso in una maniera così rilevante che l’evento stesso potrebbe diventare solo il contenitore che lo ha ospitato».

una “liaison dangereuse” questo perché la caducità dell’immagine contempla margini non predicibili. Gestire un uso corretto del testimonial significa saper anticipare anche la curva del suo declino. «Vip e testimonial sono strumenti di comunicazione forti e in quanto tali sono utilizzati sia nelle campagne di comunicazione sia negli eventi – sostiene Alessandra Lanza, consulente di comunicazione e eventi –. Sono diverse le ragioni che ci spingono a cercarli e a costruire con loro partnership rilevanti e differenti per le diverse tipologie di evento. Certamente apportano contenuti, reputazione, notiziabilità all’evento che vogliamo realizzare. Bisogna però anche stare attenti a come utilizzarli. Un testimonial molto noto potrebbe anche spostare l’attenzione dall’evento a se stesso in una maniera così rilevante che l’evento stesso potrebbe diventare solo il

contenitore che lo ha ospitato. Per questo e per altri motivi è sempre molto importante non solo valutare bene chi coinvolgere ma anche tempi e modi per mantenere un equilibrio tra i vari elementi e contenuti che caratterizzano un evento e che si vogliono divulgare. Utilizzare bene un testimonial vuol dire quindi sviluppare un progetto intorno alla sua presenza che comporti una promozione pre, durante e post evento, condividere obiettivi e finalità dell’evento, confrontarsi sui messaggi e sui contenuti da divulgare e soprattutto stringere una partnership che non sia solo ai fini dell’evento ma che sia coerente e duratura con il brand». Ce lo conferma anche Ludovica Federighi head of Fuse – Omnicom Media Group: «La presenza di celebrity e talent agli eventi è sempre stata un valore aggiunto per le Pr, grazie al forte richiamo esercitato dal loro nome e dalla loro immagine sui media tradizionali; adesso i vari personaggi possono essere essi stessi dei media, degli editori, dei creatori di contenuto. Direi che ci sono due regole base da seguire: la prima è che la scelta del personaggio giusto non può più essere fatta solo seguendo il proprio gusto personale o in base a criteri soggettivi; la seconda è che l’utilizzo di queste celeb deve essere pensato come uno degli elementi chiave dell’evento – non l’unico! –, ed è molto importante affidarsi a professionisti nella creazione dei loro contenuti per i social. In sintesi, scegliere una star solo per metterla in mostra a un evento è un peccato: chiediamo che parli di noi e che sia il nostro primo advocate». CRITERI DI SCELTA Si è ancora disposti a pagare molto per il vip? In che modo si decide di investire o come avviene la scelta della tipologia di testimonial? Stiamo attraversando una crisi evidente e lacerante. Niente è più come prima. Tanto meno i budget. A questo si aggiunga il fat-

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OTTO CONSIGLI PER IL MEETING PLANNER

Maurizio Badiani ha stilato per noi un piccolo prontuario di domande, rispondendo alle quali chi è alla guida di un’azienda può decidere se e quale strada intraprendere nella scelta del testimonial perfetto per il proprio evento. «La mia “guida” ha solo lo scopo di evitare a chi ha potere decisionale in azienda di “innamorarsi” della persona sbagliata – afferma Badiani –. La scelta di un testimonial, se non un matrimonio, è comunque pur sempre un fidanzamento. Non importa che duri anni o solo il breve tempo di una convention: la cosa fondamentale è che sia felice». 1) Il testimonial che ho in mente, o che mi hanno suggerito, è coerente con il mio prodotto e con il “vissuto“ della mia azienda? 2) È in linea con l’idea della campagna pubblicitaria che ho fatto o che sto per fare? 3) È un personaggio “pulito”?

Nella sua vita personale tiene comportamenti a rischio che da un momento all’altro potrebbero rivolgermisi contro? 4) La sua immagine e/o la sua notorietà quale beneficio può apportare al marchio che gli affido? Un incremento in termini di awareness? Una maggiore credibilità? Che altro? 5) Dalla scelta di questo personaggio ne trarrò un sufficiente beneficio in termini di pubblicità indotta (interviste sui giornali, apparizioni in tv, etc.)? 6) L’investimento che faccio sul testimonial è proporzionato a quanto intendo spendere in media e in advertising? 7) Il mio potenziale testimonial è in crescita o in declino? 8) Sono certo che il mio testimonial sarà solo il “mio” testimonial o non presterà la sua immagine – contemporaneamente – anche ad altre marche e ad altri prodotti? to che – grazie alle rete – la scelta dei media disponibili si è allargata a dismisura. Soldi pochi. Possibilità di investimento tante. È ovvio che all’interno di un simile scenario ogni scelta venga ponderata non dieci, ma cento volte. E ciò vale anche per l’ingaggio di un testimonial. «In realtà quanto si è disposti a pagare dipende anche da quanto possiamo pagare – afferma Lanza –. Un vip non ha solo un costo di fee, ma anche di logistica, staff e promozione. Non sempre è fondamentale avere un testimonial molto “costoso”, mol-

to noto. Certe volte è importante rendere il pubblico protagonista permettendo alle persone di raccontarsi, o scegliere un personaggio noto in una particolare nicchia non necessariamente direttamente collegata al tema principale dell’evento, ma che ne evochi alcuni valori. Il testimonial deve portare dei risultati che normalmente sono di pubblico, awarness, reputazione, contatto e vendita. A volte la portata dell’evento è tale che sono i testimonial stessi che decidono di partecipare perché quell’evento porterà loro reputazione e audience. Penso al caso degli eventi culturali per esempio dove il budget per i testimonial è di norma estremamente ridotto ma la loro presenza è garantita dalla necessità del vip stesso di partecipare e approfittare della notorietà dell’evento per la propria brand awarness». «Sembra banale – interviene Federighi – ma per scegliere la giusta celeb bisogna per prima cosa aver chiaro quale è l’obiettivo del suo utilizzo. Vogliamo far parlare del nostro brand, e quindi dobbiamo generare quella che possiamo chiamare “womability” (word of mouth ability)? Vogliamo generare contenuti che ci aiutino a raccontare meglio il tema dell’evento (per esempio un lancio di prodotto)? Vogliamo solo portare pubblico all’evento? Ognuno di questi obiettivi prevede la scelta di personaggi diversi, utilizzati per finalità, e con modalità, diverse. Una volta che abbiamo definito gli obiettivi di comunicazione sarà molto più facile trovare la giusta guest star, e oggi esistono strumenti, come per esempio la nostra piattaforma TheSeeker (una piattaforma di valutazione strategica che consente di valutare influencer e talent sulla base di Kpi – key performance indicator – non esclusivamente quantitativi, come troppo spesso viene normalmente fatto), che ci permettono di fare analisi strategiche, anche molto approfondite, per scegliere il miglior talent come ambassador o testimonial di un brand».

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LUDOVICA FEDERIGHI head of Fuse – Omnicom Media Group «La presenza di celebrity e talent agli eventi è sempre stata un valore aggiunto per le Pr, grazie al forte richiamo esercitato dal loro nome sui media tradizionali. Direi che ci sono due regole base da seguire: la prima è che la scelta del personaggio giusto non può più essere fatta solo seguendo il proprio gusto personale; la seconda è che l’utilizzo di queste celeb deve essere pensato come uno degli elementi chiave dell’evento – non l’unico! –, ed è molto importante affidarsi a professionisti nella creazione dei loro contenuti per i social».

QUESTIONI DI BUDGET... MA NON SOLO! Quali sono le motivazioni che giustificano la scelta di un personaggio famoso come testimonial? In che modo scegliere il vip giusto per l’evento giusto? «Se si parla di pubblicità la risposta è abbastanza agevole – interviene Badiani –. Un valido testimonial, posto al servizio di una buona idea pubblicitaria (per esempio Gerry per il Riso Scotti) può costituire un booster formidabile per far crescere in tempi brevi l’awareness di un prodotto. Se il personaggio è molto noto può aiutare a far crescere il ricordo spontaneo del nostro marchio e della nostra comunicazione (Per esempio l’utilizzo della voce di Mina per Tim). Se il nostro testimonial è dotato di una naturale empatia (vedi Fiorello) può aggiungere a tutto ciò che tocca un quid in più in termini di calore umano e di simpatia. Parlando di eventi, il ventaglio delle motivazioni che giustifica una scelta piuttosto che un’altra si allarga a dismisura. La prima discriminante naturalmente è il budget. Ci sono agenzie specializzate che – entro un range di spesa prefissata – sono in grado di fornire un portfolio di proposte ampio e variegato. Nell’operare la scelta è fondamentale avere sempre in mente qual è il nostro target: se essenzialmente maschile, se totalmente femminile o se è misto. Il sesso è solo una tra le tante variabili e la più facile da rilevare.

Più sottile può essere misurare il livello culturale della nostra audience. E la sua propensione all’ascolto. Ma ancora più importante è chiarire qual è l’obiettivo che affidiamo al nostro futuro testimonial: se di semplice intrattenimento (in tal caso sarà perfetto un comico o un cabarettista, uomo o donna che sia, purché faccia davvero ridere) o se invece vogliamo che trasferisca qualcosa in più in termini di valori e di motivazioni. Ancora più importante del possibile testimonilal è la “regia” dell’evento, che va pensata bene nel suo insieme e in ogni dettaglio. La “scaletta” deve essere serrata, ben congegnata, senza “buchi” o sbavature. Nessun testimonial, forse neppure Fiorello al massimo della sua forma, riuscirà mai ad animare, dare verve o colmare i vuoti dovuti a una regia assente o approssimativa. Un evento è un po’ come un film: al primo posto viene sempre la sceneggiatura. Solo dopo arriva il casting. E il testimonial». «La scelta del testimonial dipende innanzitutto dal target dell’evento, quindi dal messaggio che si vuole veicolare e dalla strategia di comunicazione che si intende perseguire – chiosa Lanza –. Quando si ha un messaggio forte e un brand con una alta reputazione non è mai necessaria per esempio la presenza di vip ma di idee forti. Quando invece si vuole lanciare un nuovo prodotto, allora un testimonial può essere molto utile per parlare al target».

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E-venti di cambiamento Studi di settore e manifestazioni recenti confermano che chi partecipa a un evento oggi si aspetta di più e di meglio. Intrattenimento, gastronomia, location, ma soprattutto tecnologia, sono i fattori-chiave oggi imprescindibili dal nostro corrispondente da New York DOMENICO MATARAZZO

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uperbowl 53, ovvero la finale del campionato di football americano che si è tenuta ad Atlanta lo scorso febbraio, con 98,2 milioni di telespettatori ha fatto registrare l’audience più bassa degli ultimi dieci anni per il principale evento televisivo dell’anno negli Usa. Per contro, gli spettatori della finale del torneo di League of Legends, nel settore degli e-sport, ha fatto registrare, solo pochi mesi prima, sessanta milioni di spettatori, battendo il record precedente appartenente allo stesso evento di ben 13 milioni di spettatori. Questo senza il clamore e il marketing usato per promuovere il Superbowl, ma con una partecipazione che per sua natura è interattiva, dato che chi segue gli e-sport

ha la possibilità di giocare in contemporanea. Sempre nel febbraio scorso gli organizzatori della 91esima edizione degli Oscar hanno cercato di evitare che si ripetesse l’audience più bassa mai registrata per l’evento – avvenuta l’anno precedente – modificando leggermente la formula, in particolare eliminando il presentatore, colui che in termini di Mice potrebbe essere considerato come il keynote. Gli ascolti dell’ultima edizione sono state leggermente superiori all’anno precedente, ma comunque a un livello preoccupante. Un mese dopo la serata degli Oscar, alcune delle case di produzione e delle star presenti all’evento si sono recate al Sxsw, il popolare festival di musica, tecnologia e film che si tiene nella città di Austin in Texas. Qui però studios e star non hanno mostravano film o abiti in passerella a un pubblico passivo, ma hanno creato esperienze che coinvolgessero i visitatori della kermesse. Hbo, per esempio, ha pubblicizzato Games of Throne con un’iniziativa chiamata Bleed of Throne in

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cui si promuoveva la raccolta di sangue per la Croce Rossa. Amazon invece per promuovere una sua nuova produzione ha allestito un set ispirato alla serie dove si poteva bere un cocktail tra scene e personaggi della serie stessa. INTERATTIVITÀ, LA CHIAVE DEL SUCCESSO Le conclusioni che si possono trarre da questi eventi non dovrebbero essere una sorpresa per i planner, ma piuttosto una conferma dei trend in atto. Ovvero, per avere successo gli eventi devono offrire contenuti che invitino i partecipanti a interagire con i contenuti stessi e oggi ciò è possibile attraverso la tecnologia ma non solo. Uno dei punti di riferimento sulle nuove tendenze è la ricerca condotta dalla Iacc (International Association of Conference Centers) in collaborazione con Benchmark, società che gestisce hotel e spazi espositivi, e intitolata the Meeting Room of the Future. L’indagine doveva essere condotta con lo scopo di identificare il set up ideale per il meeting moderno attraverso le opinioni di leader internazionali in settori quali space design, tecnologie audiovisive, hospitality, accademia, Mice, nonché decision maker aziendali, di associazioni ed enti pubblici. Di fatto la prima evidenza è stata che lo spazio dei meeting non è più confinato a una sala ma, grazie alle tecnologie, può essere un parco, un’officina, una spiaggia o uno studio di design. Non a caso un altro evento molto atteso a marzo è stata la presentazione del Modello Y di Tesla, una presentazione che, come per altre iniziative di Elon Musk, è avvenu-

ta non al Salone di Ginevra di febbraio – come sarebbe tradizione –, ma presso uno studio di design a Los Angeles. Pochi mesi prima invece lo stesso Musk aveva deciso di presentare le nuove modifiche al vettore spaziale Falcon, non durante il più importante congresso del settore come era avvenuto negli anni precedenti in rappresentanza della sua Spacex, ma direttamente dall’hangar in cui giaceva il Falcon stesso. Le due location non hanno di sicuro compromesso gli ascolti, dato che i due eventi sono stati trasmessi in streaming con risonanza su media tradizionali e sui social pari a decine di milioni di spettatori. Proprio per l’impatto che hanno tecnologie portatili, streaming e, presto, il 5G, lo stu-

In apertura, gli organizzatori della 91esima edizione degli Oscar hanno cercato di evitare che si ripetesse l’audience più bassa mai registrata per l’evento – avvenuta l’anno precedente – modificando leggermente la formula, in particolare eliminando il presentatore. In questa pagina, dall’alto, il Superbowl 53 ha registrato il pubblico più basso degli ultimi dieci anni; Elon Musk ha presentato il nuovo Falcon non durante un congresso ma direttamente dall’hanger dove si trova il vettore spaziale; League of Legends, torneo di e-sport con un seguito da record

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dio della Iacc non avrà una durata come previsto di tre anni, ma sarà condotto in modo continuato.

Gli organizzatori dell’Event Planner Expo, che si terrà a New York il prossimo ottobre, hanno scelto lo Spin Club, un rinomato club per il tennis da tavolo, per il party di apertura dell’evento

TECNOLOGIA, DESIGN E PERSONALIZZAZIONE Pur considerando che gli operatori del settore dei meeting hanno tradizionalmente dimestichezza con le tecnologie, indipendentemente dall’età, le pressioni maggiori in ambito digitale vengono comunque dalla generazione dei millennial. Questi infatti si aspettato di partecipare a meeting attrezzati con le ultime tecnologie, o perlomeno con un’abbondanza di prese, sia nelle proprie stanze sia negli spazi pubblici, per collegare i vari device con cui viaggiano. Molto più apprezzate da questa generazione sono inoltre le sedie non tradizionali e disposte non nei classici set-up ma in un modo che faciliti i contatti durante le sessioni della giornata. Dato che i millennial sono cresciuti nella sharing eco-

nomy, condividere una stanza è del tutto accettabile, il che per i planner vuol dire un minor numero di camere singole da prenotare. Paradossalmente però i millennial vogliono anche spazi in cui possono isolarsi per conversazioni private, telefonate delicate o altre necessità personali. Questi ingredienti contribuiscono a creare un ambiente dinamico in cui l’offerta può essere personalizzata, un altro dei fattori di successo emersi dallo studio della Iacc. In attesa che si diffondano strumenti basati su intelligenza artificiale e realtà virtuale, le app sono forse lo strumento più adatto per creare personalizzazione. CadmiumCd per esempio, un software per la gestione di eventi, ha appena lanciato Event Scribe Boost, un’app che estende l’esperienza del delegato oltre l’evento. Il planner, speaker o partecipante che accede alla app viene accolto da messaggi che rispecchiano il suo profilo. Un planner per esempio può immediatamente accedere a informazioni in tempo reale sull’evento, dai dati di registrazione alle slide delle presentazioni, alle domande degli iscritti e comunicare immediatamente con partecipanti, strutture, e relatori. FOOD & ENTARTINMENT Per quanto riguarda l’esperienza invece, due fattori principali sui cui gli eventi devono puntare sono il cibo e l’intrattenimento. Gli organizzatori dell’Event Planner Expo che si terrà a New York il prossimo ottobre evidentemente sono al corrente della tendenza dato che il party di apertura dell’evento si terrà presso lo Spin Club, un rinomato club per il tennis da tavolo dove i delegati potranno confrontarsi tra loro. Tra giochi, keynote e sessioni vi saranno opportunità per il networking anche nel corso di pranzi e pause, già aggettivati come “gourmet” negli annunci relativi all’evento. Molto apprezzati sono tuttavia anche i ritrovi all’aperto, intorno a un focolare, un’abitudine molto di moda tra le famiglie americane, o vicino all’acqua – piscina o lago che sia –, dato che entrambi gli ambienti danno la possibilità di chiacchierare in modo rilassato con qualche cocktail. Nelle piccole città dove la scelta è più limitata, si possono creare esperienze intorno alle attrazioni esistenti. A Denver, per esempio, i planner possono negoziare tariffe scontate anche se si arriva un giorno prima e si parte un giorno dopo l’evento, questo per dare l’opportunità di esplorare tutto ciò che offre la città. Tra una distrazione e l’altra però, è importante ricordare che il Roi di un evento rimane il fattore principale da tenere in mente. Di fatto questo obiettivo rimane immutato. Cambia solo il modo in cui migliorarlo.

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Professione brand reporter Il giornalismo d’impresa si caratterizza per qualità e autorevolezza dei contenuti, valori aggiunti anche per la narrazione di un evento. Ma non è l’unico motivo per cui il brand journalism potrebbe conquistare il Mice ALESSANDRA BOIARDI

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e aziende parlano sempre meno di sé, dei loro manager e dei loro prodotti e sempre di più si rivolgono ai loro pubblici – o potenziali tali – sul piano della condivisione di valori, di informazioni, di mondi e di modi. La nostra è l’epoca della disintermediazione dell’informazione, in cui gli utenti sono raggiungibili in maniera diretta (anche) dalle aziende nel luogo privilegiato, da questo punto di vista, che è il web. Questo significa che un’organizzazione può

rivolgersi senza intermediari ai suoi pubblici di riferimento e ancora prima alle persone, contrariamente a quanto accadeva nell’era pre-digital, quando ci si affidava perlopiù a metodi classici come la pubblicità. Tra i nuovi modi di comunicare c’è anche quello che viene definito “brand journalism”, ovvero il giornalismo fatto da un brand. Le aziende diventano editori di portali online tematici che non parlano dei loro prodotti, ma ospitano articoli e approfondimenti giornalistici su argomenti affini al loro settore. Ne è un esempio TheRedBulletin, il cui “editore” è il celebre brand Red Bull, la bevanda energetica che nel suo magazine online si occupa di lifetyle e sport estremi, musica e viaggi, perfettamente in linea con tutta la sua strategia di comunicazione, incluse numerose sponsorship di eventi sportivi.

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Esempio illustre di brand journalism è anche quello di Eni, che pubblica il portale d’informazione online EniDay che fa divulgazione sul tema dell’energia (poteva essere diverso?) e si occupa di brand journalism anche con AgiFActory, una costola della sua agenzia stampa Agi. Attorno al brand journalism non manca un certo scetticismo, che non vede di buon occhio il sodalizio tra aziende e giornalisti, ma al di là delle polemiche che qui non trovano una giusta sede di discussione, è indubbio che i contenuti siano oggi uno degli aspetti centrali della comunicazione aziendale e che il brand journalism si stia guadagnando – con buona pace degli oppositori – un ruolo ben definito e soprattutto un’autorevolezza sempre maggiore. Lo sostiene Marialetizia Mele, giornalista professionista con trent’anni di esperienza tra carta stampata, radio e web, che dal 1997 ha cominciato a portare il giornalismo nelle aziende ed è fondatrice di yourbrandjournalism.it. «L’assioma del brand journalism è “Every company is a media company”, ogni azienda può diventare editore. Ma attenzione, esiste una regola fondamentale, che è “think like a journalist”, pensa come un giornalista, che significa che le aziende che decidono di fare brand journalism devono, necessariamente, seguire le tecniche e i principi del giornalismo». Al brand journalism è dedicato anche l’Osservatorio Brand Reporter Lab, nato lo scorso anno con l’obiettivo di condurre attività di analisi dello scenario aziendale ed editoriale italiano e internazionale per manager e decision maker di organizzazioni pubbliche e private, oltre che di professionisti del settore. BRAND JOURNALISM, COSA C’ENTRANO GLI EVENTI? Gli eventi si raccontano anche con il brand journalism e per spiegarlo partiamo da qualche celebre esempio. Il Salone del Mobile di Milano pubblica un magazine online che raccoglie “racconti, incontri, istantanee dal mondo del design, e non solo” pubblicando articoli, inchieste, interviste sui temi della progettazione in Italia e nel mondo. Un modo non solo di coinvolgere e creare interesse attorno ai temi del Salone, ma di amplificarlo e mantenerlo vivo anche tra un’edizione e l’altra. Un altro esempio è Centodieci, il progetto di Mediolanum Corporate University, ente di formazione di Banca Mediolanum, nato con l’obiettivo di fare divulgazione su diversi temi della società, del lavoro e della vita personale, abbina centinaia di eventi e uno spazio online multidisciplinare.

nicati stampa e alle attività di digital Pr, servono contenuti interessanti perché la strategia raggiunga gli obiettivi sperati. Il giornalista, per definizione, fa informazione ed è questo il punto di partenza per comprendere come il suo racconto possa supportare la comunicazione dell’evento attraverso i contenuti. Durante una convention, per esempio, l’azienda non deve necessariamente parlare in maniera esclusiva di sé. Creare valore per i partecipanti significa anche offrire spunti e approfondimenti su argomenti d’interesse condiviso e la comunicazione d’impresa in questo caso può includere – oltre all’intervista al presidente o all’Ad – inchieste, interviste a esperti di settore, notizie e informazioni. Tutto questo materiale è fruibile anche offline, proprio durante l’evento, dai partecipanti, che avranno la percezione di un arricchimento professionale e personale. Ma i contenuti che il brand journalism può produrre in occasione di un evento si moltiplicano grazie a una cassa di risonanza d’eccellenza, il web.

MARIALETIZIA MELE, fondatrice di yourbrandjournalism.it «L’assioma del brand journalism è “Every company is a media company”, ogni azienda può diventare editore. Ma attenzione, esiste una regola fondamentale, che è “think like a journalist”, pensa come un giornalista: le aziende che decidono di fare brand journalism devono seguire le tecniche e i principi del giornalismo».

BRAND JOURNALIST AGLI EVENTI A un brand journalist ingaggiato per un evento si chiede prima di tutto di produrre contenuti di qualità. La comunicazione legata a un evento non è sempre la più efficace e anche quando si associa ai più classici comu-

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gere ai loro articoli e tutti coloro che non sono all’evento, ma sono interessati ai temi trattati, perché hanno una fonte costante e autorevole di informazione sull’argomento» spiega Mele. Un esempio è il blog del Festival della Letteratura di Mantova, Racconti del Festival, che presenta giorno per giorno gli incontri della manifestazione e i suoi protagonisti.

ANDIAMO PER FASI Il brand journalism può creare contenuti ingaggianti nella fase pre-evento, con l’obiettivo di suscitare interesse e coinvolgere i possibili partecipanti. Maria Letizia Mele ci dà qualche suggerimento: «Si possono creare contenuti informativi su diversi aspetti dell’evento con video educational per spiegare i temi trattati, soprattutto se tecnici o di nicchia, interviste ai relatori, per presentarli in modo più personale rispetto alle classiche note biografiche, approfondimenti su singoli aspetti degli argomenti in programma, attraverso strumenti visivi come le infografiche, notizie e curiosità sulla città dove si svolge l’evento». Durante l’evento il ruolo del brand journalist diventa anche quello del reporter con l’obiettivo di «rendere l’evento una fonte di notizie, per interessare e coinvolgere i partecipanti, ma anche i giornalisti, che possono così ricavare altre informazioni e storie da aggiun-

LA DIFFUSIONE DEI CONTENUTI Come abbiamo anticipato, il digitale è l’habitat naturale dei contenuti giornalistici di un brand. Oltre ai magazine online, i canali di diffusione delle informazioni possono essere molteplici. Se parliamo di eventi per esempio, un blog può essere molto efficace, purché si gestisca in maniera molto professionale. Intanto, perché abbia efficacia, è impensabile di aprirlo a poche settimane dall’evento, al contrario serve un piano editoriale a medio-lungo termine che con regolarità e secondo un calendario editoriale stabilito pubblichi articoli, interviste, inchieste. Ma il giornalismo non è solo scrittura: video-interviste, podcast, servizi giornalistici possono essere un modo efficace di fare informazione attorno ai temi dell’evento. BRAND JOURNALISM, PER QUALE EVENTO Fare informazione sul proprio evento, riassumiamo, permette di raggiungere almeno due obiettivi: produrre contenuti di valore per i diversi tipi di interlocutori (partecipanti, media, pubblico) e mostrare la competenza dell’organizzazione. «Si tratta di due risultati che diventano vantaggi competitivi per un meeting planner – spiega Mele – perché lo aiutano a far conoscere l’evento, a qualificarlo e a distinguerlo dagli altri eventi concorrenti. Ne beneficia anche la comunicazione: l’organizzazione diventa fonte di notizie e informazioni interessanti e questo aumenta la possibilità di una copertura media dell’evento». Il brand journalism è dunque adatto a qualunque tipologia di evento ed è anche alla portata di ogni event planner, perché non richiede necessariamente grandi budget: indispensabili sono solo la competenza e l’esperienza di un brand journalist. BRAND JOURNALISM, PURCHÉ… Una strategia di comunicazione che includa il brand journalism si deve porre alcuni obiettivi fondamentali per essere efficace. Accrescere la brand awareness può essere considerato un obiettivo generico, ma attraverso il lavoro del giornalista quello che davvero si vuole ottenere è soprattutto credibilità. Il giornalista infatti è tenuto a rispettare le regole deontologiche del proprio mestiere e anche quando lavora per le aziende questo è imprescindibile. Anzi, è proprio questo aspetto che, se vogliamo, dà valore ai contenuti, e quindi all’evento stesso, quando punta sull’informazione per coinvolgere il pubblico.

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Faccio Seo o faccio eventi? Q

uando si parla di contenuti digitali si parla spesso, anzi quasi sempre, di Seo. Ma quanti – a parte gli addetti ai lavori – sanno davvero di cosa si tratta? Partiamo dalle definizioni. Seo è l’acronimo di Search Engine Optimization, che tradotto significa ottimizzazione per i motori di ricerca, ovvero tutte quelle azioni e strategie che hanno come obiettivo quello di posizionare un sito sui motori di ricerca in maniera organica, cioè non a pagamento. Più il lavoro di ottimizzazione è efficace, più il sito apparirà in alto nella prima pagina di Google. “Bene, ma cosa c’entra la Seo con il mio evento? “Qualche meeting planner potrebbe anche porsi questa domanda, alla quale cercherò di rispondere. In realtà serve una premessa, e cioè che bisogna valutare prima di tutto cosa un organizzatore di eventi vuole ottenere dalla sua presenza online. Se vuole – e dovrebbe – puntare sul content marketing per diffondere e promuovere il proprio evento, allora la Seo c’entra, eccome. La domanda giusta da porsi è: “come fa il mio pubblico a trovare il mio evento online?” Ovviamente serve il sito web dell’evento, che come dicevamo deve essere ottimizzato per potere essere indicizzato sui motori di ricerca – cioè per essere trovato da Google – e di questo si deve occupare il web master che lo realizza, facendo attenzione a come costruirlo e organizzarlo dal punto di vista tecnico, quali categorie scegliere, quali plug-in e così via. E poi ci sono i contenuti, che possono aiutare molto il posizionamento del sito. Un giornalista o un copywriter che scrive in ottica Seo produce contenuti utili che rispondono alle domande degli utenti, e più esattamente di quelli che gli organizzatori si prefiggono di intercettare, coinvolgere e attrarre come partecipanti a un evento. Per generare traffico su un sito, oltre all’ottimizzazione delle pagine, è utile pubblicare contenuti, per esempio su un blog o una sezione dedicata del sito stesso, chiedendovi cosa cercano i possibili partecipanti al vostro evento e dando loro risposte. Facciamo un esempio. Se state organizzando un evento dedicato ad aspiranti fiorai, dovreste pubblicare sul vostro sito o sul vostro blog argomenti interessanti per loro, per esempio come “come aprire un negozio di fiori”, “come comporre un vaso di fiori perfetto”, e così via.

Una buona strategia di content marketing permette agli organizzatori di raggiungere e coinvolgere i possibili partecipanti all’evento. In tutto questo la Seo può avere un ruolo molto importante. Partiamo dalle basi Ma se il vostro evento è per fiorai che già esercitano il mestiere, meglio scegliere argomenti più specifici; sicuramente i loro interessi saranno diversi da chi ancora non fa questo mestiere. Per esempio un argomento potrà essere: “Le ultime tendenze sui bouquet da matrimonio”. Stesso discorso se il blog si rivolge a persone che curano il proprio giardino nel tempo libero, i contenuti saranno nuovamente diversi e più “amatoriali” del tipo “come recidere gli steli delle rose”. Oppure, ma sempre pensando di ottimizzarle per la Seo, potrete prevedere interviste e approfondimenti su argomenti che tratterete durante l’evento. Per esempio, nel caso di un convegno medico, si possono preparare e pubblicare approfondimenti sugli argomenti che verranno trattati. Quindi, più il vostro evento è di nicchia e più la creazione di contenuti in ottica Seo avrà senso solo se saranno mirati. E ricordate infine che solo nel caso di brand forti o di clienti fidelizzati la ricerca viene fatta utilizzando il nome del brand. Succede lo stesso per gli eventi, quindi – a meno di eventi internazionali dal nome forte come la Design Week di Milano o il Fuorisalone, è improbabile che il vostro evento venga cercato dagli utenti in maniera diretta.

ALESSANDRA BOIARDI content manager di Meetingecongressi.com

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ALMAR JESOLO: BEST HOTEL VENUE 2019 Si è aggiudicato due dei prestigiosi Eventex Awards 2019 – Best Hotel Venue e Best Versatile Venue –, l’Almar Jesolo Resort & Spa, splendido cinque stelle affacciato sulla chilometrica spiaggia veneta. I due premi legati al mondo Mice non sono che gli ultimi di una lunga serie, che vede, tra le proprie fila, anche il titolo di Best Luxury Wellness Spa in the World assegnato per due anni di seguito (2017 e 2018) nell’ambito dei World Luxury Spa Awards.

Oltre a 197 tra camere e suite, eleganti, luminose e dotate di terrazzo o ampio balcone – e a un’esclusiva spa con saune, percorsi emozionali, bagni di vapore, piscine – l’Almar Jesolo offre alla meeting industry un auditorium con 530 posti complessivi, suddivisibile in tre spazi (una platea e due gallerie), altamente versatile e illuminato da luce naturale. I colori caldi degli arredi e l’originalità del design ne fanno uno spazio dove anche l’incon-

tro più impegnativo diventa rilassante, mentre le aperture dirette con l’esterno rendono possibile anche gli eventi dell’automotive. Infine, per i momenti conviviali, oltre al River Lounge Bar, confinante con le sale congressi e quindi perfetto per coffe break e aperitivi, il Ristorante Mediterra propone un originale connubio tra la cucina siciliana – lo chef viene dalla provincia di Agrigento – e i sapori del territorio, in rivisitazioni mai banali e presentazioni coreografiche.

BEST WESTERN, HOTEL CONGRESSUALE A MILANO LINATE

CINQUE STELLE ALL’NH COLLECTION GRAND HOTEL CONVENTO

Si chiama Best Western Air Hotel Linate la new entry annunciata da Best Western Italia. L’hotel sorge all’interno di un grande parco e dista soli cinquecento metri dall’Aeroporto Internazionale di Milano Linate. Suo punto di forza è la posizione, che consente di raggiungere il centro città in auto e con i mezzi pubblici o con la navetta dell’albergo che opera 24/7 su richiesta, accompagnando gli ospiti nelle tratte da e per l’aeroporto e la stazione del passante ferroviario Forlanini, mentre le autostrade distano solo 1.500 metri. «Sono entusiasta di far parte del network Best Western. Sono certo del supporto che otterremo per vendita, distribuzione, formazione e design – dichiara Claudio Novelli, proprietario dell’hotel –, la chiusura dell’aeroporto di Linate sarà per noi l’opportunità per ultimare il restyling che sta interessando globalmente la struttura con l’obiettivo di renderla sempre più in linea con le rinnovate esigenze dei nostri ospiti». Best Western Air Hotel Linate è un quattro stelle con 102 camere e offre al suo interno il Pegasus Restaurant, con le proposte dello chef Massimo Civale, che hanno origine dal territorio e orientano gli ospiti alla ricerca della qualità e autenticità dei piatti della tradizione regionale e italiana. Sette sale meeting possono accogliere da un minimo di otto a un massimo di 120 persone: facilmente accessibili e modulabili, grazie alle pareti mobili, sono ideali per riunioni di lavoro, seminari e meeting. Tra garage e parcheggi, sono ottanta i posti auto a disposizione dei clienti.

Nh Collection Grand Hotel Convento di Amalfi diventa cinque stelle lusso. Ad attribuire il riconoscimento è stato il Comune di Amalfi, che ha confermato come la raffinata eleganza degli arredi, la storicità della struttura, l’elevata qualità dei servizi e la vista panoramica rappresentino i veri elementi distintivi di questo hotel. Incastonato a ottanta metri di altezza sulla scogliera, l’albergo offre una vista indimenticabile sulla costiera amalfitana, il porto e la cittadina di Amalfi e vanta una serie di luoghi dal fascino storico e di elevato prestigio artistico: un affascinante chiostro arabonormanno del XIII secolo con la sua loggia, la sacrestia – riaperta da poco al pubblico –, la splendida Cappella di San Francesco di età tardo-barocca e la suggestiva Passeggiata dei Monaci, punto di riferimento di molti artisti e pittori durante il mitico viaggio del Grand Tour. A impreziosire l’offerta di alto livello dell’Nh Collection Grand Hotel Convento di Amalfi la nuova proposta enogastronomica firmata dallo chef Natale Giunta, che rappresenta un viaggio unico tra i sapori tipici della costiera amalfitana e il meglio della cucina siciliana. Lo chef collabora con successo anche con un altro cinque stelle del gruppo: Nh Collection Taormina. In occasione della quinta stella, Nh Collection Grand Hotel Convento di Amalfi presenta in anteprima un progetto di storytelling di alto valore culturale: Grand Hotel Convento di Amalfi, una nuova app sviluppata per valorizzare e far conoscere il patrimonio artistico della struttura e che presto sarà disponibile sul sito Nh Hotel Group e su Apple Store e Google Play.

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MANDARIN ORIENTAL HYDE PARK, LONDON RINNOVA GLI SPAZI MEETING

Dopo il più ampio restauro nei suoi 117 anni di storia, Mandarin Oriental Hyde Par, London ha riaperto i battenti. Gli spazi pubblici erano in realtà già stati riaperti nel dicembre 2018, e ora l’hotel presenta gli spazi meeting rinnovati, due nuovi attici e le nuove camere e suite. Dopo aver ospitato feste reali ed eventi

glamour già nei primi anni del 1900, la ballroom e la loggia dell’hotel sono state restaurate con cura per includere nuovi dettagli dorati 24 carati. I due spazi hanno accesso diretto dal parco attraverso l’ingresso privato. Il rinnovo include anche la Butterfly Terrace, dipinta a mano dall’artista Leah Wood, e due nuovi spazi per riunioni, Asquith e Balfour, per meeting privati e serate speciali. La designer di fama internazionale Joyce Wang ha supervisionato invece la riprogettazione di tutte le camere e suite e si è occupata della realizzazione dei nuovi attici dell’hotel, lasciandosi ispirare da Hyde Park e dal fascino dell’età dell’oro dei viaggi del primo Novecento.

APRE A MILANO FITFY HOUSE SOHO Apre a Milano Fifty House SoHo, design hotel dedicato all’Italian lifestyle che si presenta come una lussuosa dimora dal gusto contemporaneo e dall’atmosfera eclettica, risultato di un’attenta e accurata ristrutturazione realizzata dall’architetto Alessandra Vaccari. Situato a Porta Nuova, moderno quartiere di Milano, a pochi passi dal vivace Corso Como, l’hotel accoglie gli ospiti nella hall che si ispira al concept del salotto, arredato con poltrone e divani firmati da Driade, tappeti, grandi librerie e luci Fontana Arte. Il bar è caratterizzato da una bottigliera in tubolare d’ottone a più piani, mentre a breve la struttura ospiterà, al piano terra, due ristoranti. Le 36 camere e suite si distribuiscono su più livelli. Ogni piano è caratterizzato da una propria atmosfera, che prende spunto dalla triade di colori presenti nella hall: cipria, rosso e blu. Tutte le camere e suite del Fifty House SoHo sono dotate di esclusivi comfort e sono caratterizzate dalla presenza di opere d’arte, dall’utilizzo di materiali come marmo, ottone e tessuti preziosi, dalla cura dei dettagli, dal modo in cui arredi e complementi riempiono gli spazi valorizzandoli. Alcune camere e suite del roof propongono riferimenti e richiami ad artisti famosi, da Andy Warhol a Keith Haring, a Jean-Michel Basquiat. Grazie alla sua posizione centrale, a pochi passi dal nuovissimo Finance District di Piazza Gae Aulenti e da Piazza della Repubblica, l’hotel è la cornice ideale per ospitare incontri di lavoro, meeting ed eventi aziendali nella sua tecnologica meeting room equipaggiata per presentazioni aziendali, provviste di televisore, proiettore e telo.

IL PRIMO HOTEL ASCEND IN ITALIA È A VENEZIA

Il soft brand Ascend Hotel Collection arriva in Italia: il primo hotel aprirà quest’anno nel centro di Venezia. L’Hotel Aquarius Venice, membro di Ascend Hotel Collection, si trova in un palazzo di interesse storico-artistico e vanta 28 camere e cinque appartamenti, offrendo l’accesso diretto all’hotel da un canale. «Ascend è una soluzione perfetta per il mercato italiano, che richiede un alto livello di individualizzazione dai brand rispetto ad altri Paesi europei», spiega Georg Schlegel, managing director, Germany & Central Europe di Choice Hotels. «A Venezia abbiamo trovato un luogo ideale che convince con autenticità locale e design contemporaneo». Palazzo Zambelli Pemma si trova in una posizione centrale tra la stazione ferroviaria principale e Rialto, nel cuore di Campo San Giacomo dell’Orio a Santa Croce. L’intero quartiere è immerso nella storia della città e trasuda autentico fascino veneziano. L’hotel è gestito dalla società Romana e da un partner di lunga data in franchising come Choice Hotels, il cui portfolio comprende già il Quality Hotel Delfino Venezia Mestre. Il concetto olistico coniuga l’artigianalità locale con il design contemporaneo, mentre il palazzo riflette l’intero spettro cromatico della laguna e illustra l’attaccamento dell’hotel al suo patrimonio locale: nella hall due grandi acquari rappresenteranno la diversità dell’eco-sistema lagunare e saranno curati dagli specialisti del Museo di storia naturale di Venezia.

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GRUPPO UNA ANNUNCIA NUOVI INVESTIMENTI NEL MICE Nel 2018 il segmento Mice ha rappresentato il 22% del fatturato complessivo del Gruppo Una, che ha annunciato per il 2019 diverse novità proprio per il settore dell’organizzazione di eventi. Per supportare il progetto di sviluppo, Nicola Accurso, responsabile sales e marketing, brand, communication, revenue e distribution, ha recentemente potenziato la squadra Mice con l’ingresso di Claudia Vanni nel ruolo di Mice international sales director: grazie alla profonda conoscenza del settore, maturata nel corso della sua esperienza ventennale nel campo dell’hospitality, Claudia si occuperà della gestione di tutto il mondo internazionale con l’obiettivo di far crescere ulteriormente il segmento. Altra novità è il nuovo ufficio Mice Milano, basato presso l’Unahotels Expo Fiera Milano, che vuole inoltre proporsi come modello snello e agile nella gestione delle offerte per il segmento Mice e gruppi.

Infine, il gruppo ha realizzato un’intera sezione del sito web dedicata a meeting ed eventi. Alla base della strategia di crescita per il 2019, si conferma l’offerta del gruppo: 18.500 metri quadrati di sale riunioni e conferenze perfettamente attrezzate in 18 destinazioni, 177 spazi per eventi, 4.500 camere in 31 hotel e resort specializzati Mice e 11 ville private per feste esclusive ed originali, sono la solida base che ha decretato il successo del segmento nel 2018 e che contribuirà a raggiungere i nuovi obiettivi.

IL WELLNESS IN CAMERA AL ROMEO HOTEL Il Romeo hotel di Napoli, dopo aver recentemente accolto il brand Sodashi all’interno della sua spa Dogana del Sale, porta il benessere anche all’interno delle speciali camere che ha chiamato Wellness Room. Si tratta di tre camere ubicate al secondo piano, che trovano il loro naturale centro d’attrazione nell’area dedicata al bagno, un ampio open-space, la cui protagonista è la grande vasca idromassaggio Teuco, circondata da sauna infrarossi e bagno turco con doccia emozionale, entrambi firmati Starpool, con cromo, aroma e musico-terapia e una moderna macchina Kinesis by Technogym. Tutto è pensato per vivere l’atmosfera di una spa, direttamente nella camera, senza il bisogno di uscire. Ogni camera unisce modernariato e antiquariato, lo stile che caratterizza tutto l’albergo, con preziosità come il Dipinto senza titolo di Renato Guttuso e i Gigli d’acqua di Mario Schifano, il Camino antico in piperno del 19esimo secolo e il Secrétaire in ebano del 18esimo secolo. Le tre camere sono comunicanti e possono diventare una Two Bedroom Wellness Room per quattro persone, oppure una Three Bedroom Wellness Room, che ospita fino a sei persone.

BEST WESTERN HOTELS & RESORTS ACQUISISCE WORLDHOTELS Best Western Hotels & Resorts ha annunciato l’acquisizione del noto brand alberghiero internazionale WorldHotels, che avrà un ruolo fondamentale nell’arricchimento dei suoi segmenti upper-upscale e luxury. WorldHotels, che conta trecento alberghi e resort nel mondo, manterrà la sua personalità, beneficiando della piattaforma di e-commerce Bw, delle partnership globali, del programma di loyalty, del supporto di sales e marketing e in generale di un network di distribuzione globale e di efficaci strumenti di revenue. «C’è una straordinaria sinergia tra Best Western e WorldHotels. Unendo le forze in questa nuova partnership, svilupperemo un vantaggio competitivo per entrambe le aziende» afferma David Kong, presidente e Ceo di Best Western Hotels & Resorts. «Best Western è uno dei brand alberghieri più grandi, più rispettati e più fidati – afferma Geoff Andrew, Ceo di WorldHotels –. La nostra unione e la forza dei nostri brand insieme creerà un futuro brillante sia per Best Western sia per WorldHotels. Grazie alle elevate competenze del team e alla presenza su tutti i mercati, Best Western porta in dote un nuovo livello di expertise che di certo aiuterà il brand WorldHotels a crescere nei principali mercati». Solo nell’ultimo anno Best Western è stata nominata una delle aziende più innovative da Fast Company, ha ampliato il suo portfolio a 13 brand dinamici, raggiungendo nuove tipologie di ospiti in nuovi segmenti. «Nei prossimi mesi, ci focalizzeremo sul potenziale di WorldHotels, rafforzando i ricavi degli alberghi, proteggendo la loro indipendenza. Crediamo fermamente che la nostra piattaforma e i nostri strumenti di revenue porteranno beneficio a WorldHotels e attrarranno molte più strutture indipendenti e di qualità. Siamo lieti che Geoff Andrew rimarrà Ceo di WorldHotels per il prossimo futuro» conclude David Kong.

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RINNOVO PER LO SHANGRI-LA ROMA L’Hotel Shangri-La Roma, storico simbolo del boom economico della capitale, si rinnova. L’elegante e raffinata struttura di categoria quattro stelle, recentemente acquisita e ristrutturata dalla famiglia Lazzarini, proprietaria del Gruppo Lo.An, riapre al pubblico portando a 11 le strutture turistiche di proprietà del gruppo. L’intento della famiglia Lazzarini, oggi, è quello di ripercorrere la storicità dell’accoglienza dello Shangri-La Roma in chiave moderna riqualificando il rinomato quartiere dell’Eur e riposizionando una struttura che in passato aveva fatto la storia del quartiere. Il progetto è “work in progress” e contemplerà un polo congressuale di circa ottocento posti, una piscina per eventi e un polo ristorativo rivolto a una clientela di prestigio. Immerso nel verde e in posizione strategica, l’Hotel Shangri-La Roma

è a soli 15 minuti dal centro e a venti dall’aeroporto Leonardo da Vinci, inoltre ha nelle vicinanze il Palazzetto dello Sport, il nuovo acquario di prossima apertura e la Nuvola di Fuksas. L’hotel Sangri-La avrà come punto di forza la qualità e il valore del brand. La struttura al momento conta oltre duecento camere ed è dotata di tutti i comfort che un ospite può desiderare durante il suo soggiorno nella Capitale. Le aree comuni richiamano un concept moderno ed elegante con elementi architettonici di notevole impatto e pregio. Il rinnovamento e la riapertura dello storico hotel sono stati resi possibili grazie al Gruppo Lo.An, fondato nei primi Anni 80 dai due fratelli Lorenzo e Antonio Lazzarini che da qual-

che anno hanno avviato un passaggio generazionale. Il gruppo si è impegnato nello sviluppo, investimento e gestione di proprietà alberghiere diventando uno dei principali leader nel mercato dell’ospitalità romana e nazionale. Ciò che contraddistingue il Gruppo Lo.an dalle classiche catene alberghiere è la sua l’identità: ogni singolo hotel conserva fedelmente le sue caratteristiche strutturali e stilistiche garantendo la migliore offerta qualitativa nei servizi.

PRIMO QUALITY HOTEL IN REPUBBLICA CECA

ENERGIA SOLARE AL FOUR SEASONS RESORT MALDIVE

Ha aperto il primo Quality Hotel in Repubblica Ceca, inaugurato da Cpi Hotels, franchise partner di lunga data di Choice Hotels. L’albergo è situato a Ostrava, vicino al centro storico, e prende il nome di Quality Hotel Ostrava City. Vanta 185 camere con tutti i comfort moderni, un centro benessere e sei sale conferenze che possono ospitare fino a quattrocento partecipanti. «I suoi servizi di prim’ordine e la posizione privilegiata fanno di questo hotel un eccellente esempio dell’efficienza del brand Quality», afferma soddisfatto Georg Schlegel, managing director, Germany & Central Europe, Choice Hotels. «Riteniamo che l’hotel di Ostrava sia l’inizio perfetto per noi in quanto il brand Quality si inserisce perfettamente nella composizione strategica del nostro portfolio», spiega Jan Kratina, president e Ceo di Cpi Hotels. Choice Hotels ha già un hotel Clarion a Ostrava, che è gestito proprio da Cpi Hotels. Nell’ultimo anno Choice Hotels ha anche introdotto il brand Comfort Hotels nel mercato ceco, nell’ambito di un accordo di sviluppo multiplo. È prevista l’apertura di un terzo all’inizio del 2020: dopo i lavori di ristrutturazione, il Comfort Hotel Prague City East offrirà 243 camere. In Cpi Hotels, Choice Hotels ha un partner in esclusiva al suo fianco con vent’anni di esperienza operativa nel franchising. Il suo portfolio, attualmente composto da nove hotel a marchio Clarion e due con il brand Comfort, offre quasi 1.800 camere, per un totale che salirà a quasi duemila a partire da aprile. In base all’accordo di sviluppo multiplo con Cpi Hotels, si aggiungeranno altri Quality hotel dopo l’apertura del Quality Hotel Ostrava City. «Continuiamo a vedere un grande potenziale nel mercato ceco per l’ulteriore espansione del brand Quality», affermano Georg Schlegel e Jan Kratina a sostegno della strategia di crescita congiunta.

Four Seasons Resort Maldive di Landaa Giraavaru accende il primo convertitore di energia solare: RoofSolar, a oggi uno dei più grandi impianti delle Maldive. Il nuovo impianto solare produrrà circa un milione di kWh di energia pulita l’anno, permettendo un risparmio tra i 250mila e i trecentomila litri di gasolio, pari a 650-800 tonnellate di CO2. I risparmi annuali equivalgono all’energia necessaria per alimentare tutte le 103 camere del resort per 31 giorni o ricaricare ben 82mila volte la flotta di golf cart elettriche. Nel corso di 24 ore l’energia risparmiata è sufficiente ad alimentare 15 ville, a lavare e asciugare 3.350 kg di biancheria, filtrare 540 metri cubi di acqua attraverso l’impianto di desalinizzazione del resort. «L’atollo di Baa è diventato la prima riserva mondiale della biosfera Unesco delle Maldive nel 2011;siamo sempre impegnati a preservare questo equilibrio», spiega Armando Kraenzlin, regional vice president, Four Seasons Resorts Maldives. «Questo progetto è davvero importante perché ci porta un passo avanti verso il nostro obiettivo finale di diventare indipendenti dal carbonio». L’ambizioso progetto, che si estende su 5.380 metri quadrati e include 3.105 pannelli, è stato installato da Swimsol, azienda specializzata nella produzione di sistemi solari nella costa tropicale. Sin dalla sua apertura, nel 2006, Four Seasons a Landaa Giraavaru ha sempre avuto a cuore la sostenibilità. Nel 2010 sono state introdotte le cannucce di carta e nel 2012 bottiglie di vetro riutilizzabili che ogni anno permettono di risparmiare 365mila bottiglie di plastica; l’ultima collaborazione con Parley, per la salvaguardia degli oceani, è nata per evitare che la plastica finisca negli oceani trasformandola in abiti e scarpe.

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Ville Castelli e Palazzi

Dimore storiche per eventi, meeting, congressi e incentive

Verona

VENETO

Charme e tecnologia Palazzo Verità-Poeta, una dimora storica nel centro di Verona, un forziere di storia e di arte: eleganza antica per i più importanti eventi contemporanei del Mice FRANCESCA DELZOTTI

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harme storico e tecnologia del terzo millennio. Questo è il fil rouge degli eventi ambientati a Palazzo Verità-Poeta, settecentesca dimora patrizia situata nel cuore di Verona, a breve distanza dall’Arena, da Castelvecchio, dalle mura romane e medievali così come dall’Arco dei Gavi, una delle principali porte d’accesso della città. Pur essendo in centro, è facilmente raggiungibile e in prossi-

mità di parcheggi convenzionati. Una dimora, Palazzo Verità-Poeta, il cui nome deriva dalla nobile famiglia veronese dei Verità Poeta – fra le più antiche e illustri della città – e che vanta ambientazioni di grande impatto per gli eventi della meeting industry. TRA ARTE E NATURA Il palazzo, dimora storica privata, è soggetta a vincolo architettonico sin dal 1939 e si sviluppa su tre livelli. Il primo riguarda il giardino, una delle ultime oasi verdi di Verona e da questo trionfo di verde sono direttamente accessibili le cantine con le volte in cotto. Il secondo livello è costituito dal piano terra dotato di terrazza con affaccio sul giardino e, infine, ecco il piano nobile. Raggiungibile dallo scalone principale, il piano nobile contempla il Salone delle Feste e altre sei sale per una capacità complessiva di trecento persone, di cui 120 nella principale. Tutte affrescate da autori di notorietà internazionale, le sale presentano diverse superfici – comprese tra i 35 e i 120 metri quadrati –, sono impreziosite da affreschi e da mobili d’epoca e si rivelano ideali per ospitare eleganti serate di gala. A Palazzo Verità-Poeta, grazie alle numerose ambientazioni, si possono organizzare eventi in ogni periodo dell’anno e se durante la bella stagione è protagonista il giardino ricco di alberi e di specie floreali, per ricevimenti all’aria aperta o per sorseggiare aperitivi discorrendo d’affari, quando il tempo è meno clemente ecco gli altri spazi indoor della location. Cantine incluse. Grazie alla loro perfetta insonorizzazione, infatti, queste ultime si rivelano cornice sfiziosa per eventi musicali oltre che per classiche degustazioni. Una curiosità: alcuni degli artisti che hanno partecipato alla realizzazione dell’edificio sono raffigurati in un affresco all’interno del palazzo.

PALAZZO VERITÀ-POETA - Camere 6 Sale meeting 120 Capienza sala principale 60 Capienza sala minore - Ristoranti - Posti pranzo in piedi - Posti pranzo seduti ■ Saletta segreteria 350 Aree espositive (mq) - Parcheggio auto ■ Giardino - Wi-Fi nelle camere ■ Wi-Fi nelle aree comuni

In centro città In periferia Fuori città

Palazzo Verità-Poeta Vicolo San Silvestro, 4/6 37122 Verona Tel. 045 596214 www.palazzoverita.it

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dimora storica contemporanea L’Umbria conserva intatto il fascino della natura, delle arti e delle tradizioni. Gubbio, nel cuore dell’Umbria, rappresenta un candido gioiello incastonato nel verde, le sue architetture sono tra le testimonianze più alte di un Medioevo colto e raffinato e giungono a noi come monumenti senza tempo. In questa cornice vi accoglie il Park Hotel ai Cappuccini, dimora ideale di un’antica, nuovissima ospitalità, offrendovi spazi esclusivi e servizi eccellenti per convegni e incentives di sicuro successo.

Park Hotel ai Cappuccini Via Tifernate • 06024 • Gubbio (Perugia) • Italy • Tel. +39 075 9234 • Fax +39 075 9220323 www.parkhotelaicappuccini.it • info@parkhotelaicappuccini.it

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Un portfolio di location deliziose, un’esperienza consolidata nel Mice e nell’organizzazione di eventi, che si traduce in un servizio personalizzato di altissimo livello: Jsh Hotels & Resorts si mette al servizio della meeting industry

Il successo è una promessa J

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Hotels & Resorts è un protagonista assoluto del settore grazie a una filosofia del servizio che coinvolge uno staff preparato e interamente dedicato, pronto a dare riscontro immediato a ogni richiesta e in grado di gestire eventi anche molto complessi con organizzatori internazionali. Un modus operandi che negli anni ha contribuito a formare l’esperienza di un gruppo di lavoro che oggi personalizza qualsiasi offerta in base alle specifiche richieste del cliente. La mission del Gruppo è racchiusa nella sua filosofia – “Pro… Mice” – una vera e propria “promessa” che si traduce in vantaggi concreti per gli operatori: riferimento unico, rapidità di delivery con risposte in quattro ore, garanzia di miglior rapporto qualità-prezzo, ampia scelta tra diverse destinazioni. Oggi J sh Hotels & Resorts organizza e sh

gestisce perfettamente eventi, congressi, lanci di prodotto, meeting aziendali, incentive, workshop ed eventi privati, seguendo il processo dall’inizio alla fine, con prontezza, elasticità e rapidità di programmazione. Se sport e relax si collocano al servizio dell’uomo d’affari – dopo un’intensa giornata lavorativa è possibile ricaricare le batterie nelle spa, di cui cinque firmate dal prestigioso brand francese Clarins, oppure dedicarsi al golf su alcuni dei green più spettacolari e belli d’Italia – dello stesso livello è la proposta gastronomica. L’eccellenza stellata, firmata dallo chef Andrea Ribaldone, viene ripresa anche nei menu dedicati agli eventi e ai meeting attraverso la scelta di prodotti in gran parte locali, stagionali e di altissima qualità. Una cucina che strizza l’occhio al gourmet rimanendo

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sempre smart, perfetta sia per una cena romantica a due, sia per una cena placè per trecento invitati in occasione di una grande convention. Ricca e variegata anche l’offerta di team building. La professionalità dei local coach sul territorio permette di costruire esperienze originali appositamente studiate per i gruppi, alla scoperta del ricco patrimonio culturale, enogastronomico e storico italiano. Molte le proposte di team building non convenzionali già testate, come le gite in barca a vela lungo la costa sud-orientale della Sicilia, le escursioni in bicicletta o le passeggiate a cavallo tra masserie antiche e limoneti, o ancora le degustazioni in cantina, e i voli adrenalinici in elicottero sui crateri sommitali del più grande vulcano d’Europa. Tutti servizi top level grazie ai quali impreziosire ogni evento con un tocco di originalità. LA GIUSTA CORNICE PER OGNI EVENTO J sh Hotels & Resorts vanta un portafoglio diversificato di destinazioni, tutte strategiche e con spazi per eventi ad alto impatto emozionale e in location suggestive che rendono l’esperienza unica e distintiva. Strutture come Radisson Blu es. Hotel in pieno centro a Roma, Acaya Golf & Spa Resort nel leggendario Salento, Galzignano Terme Spa & Golf Resort nel verde dei Colli Euganei in Veneto, Living Place Hotel a Bologna, Il Pìcciolo Etna Golf Resort & Spa sulle pendici dell’Etna, permettono di rispondere a qualsiasi esigenza richiesta da eventi privati o da convegni aperti al pubblico, grazie alla trasversalità di ambienti in e outdoor.

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Tante le proposte tra cui scegliere, da nord a sud, in strutture caratterizzate da meeting centre con sale di grande capienza, modulabili, a luce naturale e con tecnologia all’avanguardia. Ma non solo spazi tradizionali. Anche giardini, terrazze panoramiche, saloni dalle volte antiche o dal design ultracontemporaneo, ristoranti con vista mozzafiato, spiagge private super esclusive, rooftop o antiche masserie immerse in paesaggi straordinari. Luoghi nei quali trovare la concentrazione per lavorare al meglio, ma anche nei quali potersi rilassare e attingere a pieni polmoni dall’immenso patrimonio naturale e culturale che caratterizza l’Italia.

1 / L’Acaya Golf & Spa Resort, in Salento 2 / Il Galzignano Terme Spa & Golf Resort, nei Colli Euganei 3 / Il Picciolo Etna Golf Resort & Spa, in Sicilia 4 / Il MarePineta Resort a Milano Marittima 5 / I Monasteri Golf & Spa Resort a Siracusa

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Sheraton Diana Majestic  Milano Numero totale camere: 106 | Ristoranti: 1 | Posti: 45 | Sale meeting: 4 | Capienza sala maggiore: 150 posti | Capienza sala minore: 35 posti | Saletta segreteria | mq di aree espositive: 1.000 | Possibilità organizzazione post congressi

Sale meeting immerse nel verde, raffinate ed eleganti, e un personale qualificato e attento alle richieste dei propri ospiti: questo è lo Sheraton Diana Majestic, una struttura dal carattere unico nel centro di Milano

Eventi unici nel cuore di Milano FRANCESCA DELZOTTI

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el centro storico di Milano, a pochi passi da Porta Venezia, che un tempo segnava il passaggio dalla città medievale al suo contado, si trova lo Sheraton Diana Majestic che, in una raffinata ed elegante palazzina in stile Liberty offre servizi di accoglienza da più di cento anni. Oggi, la struttura si trova in una posizione strategica: è facile da raggiungere ed è vicino al Quadrilatero della moda e all’area economica e finanziaria della città; si trova quindi in un contesto privilegiato che la rende da sempre un punto di riferimento per viaggiatori attenti al design e alla ricerca di un servizio cordiale e alla moda. Lo Sheraton Diana Majestic mette a disposizione dei propri clienti camere accoglienti – arredate in uno stile classico ed elegante – e quattro sale meeting, modulabili e personalizzabili, che si sviluppano su due piani su una superficie complessiva di oltre quattrocento metri quadrati. Le due sale situate al piano terra consentono l’accesso a un ampio e curato giardino, un’oasi di pace privata nel cuore di un’area metropolitana sempre viva e dinamica, di cui è possibile godere anche dal primo piano dell’edificio, grazie a una terrazza esterna, che può all’occorrenza essere adibita a location per eventi, rinfreschi o pause meeting. Le quattro sale, che hanno una capienza massima di circa 150 persone, offrono la possibilità di realizzare qualsiasi tipo di even-

to, non solo conferenze, riunioni, workshop, tavole rotonde e meeting, ma anche ricevimenti e sfilate di moda. Per qualsiasi attività lo Sheraton Diana Majestic mette a disposizione dei propri clienti personale esperto e qualificato, che è pronto a trovare le soluzioni più adatte a soddisfare le esigenze dei propri ospiti. Il Giardino di Diana, dallo straordinario nome evocativo, conferisce al già raffinato hotel di Milano un carattere unico e inimitabile: la struttura, che tra sale e spazi interni si sviluppa su una superficie complessiva di mille metri quadrati, è stata pensata e organizzata in modo da permettere agli ospiti di godere dei benefici di questo polmone verde in ogni stagione. Nei mesi estivi, infatti, il personale è a disposizione per trasformare il giardino in una location adatta per eventi aziendali che possono accogliere anche cinquecento persone, offrendo servizi di banqueting e preparando brunch e aperitivi che possono essere gustati all’aperto in un clima conviviale. Ma anche in inverno è possibile godere della tranquillità di questa oasi urbana grazie al Gazebo Garden Lounge, un ambiente luminoso, moderno e confortevole che, con le sue ampie vetrate, garantisce luce naturale e riservatezza per qualsiasi evento di lavoro. indirizzi a fine rivista

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Hotel Savoy Palace  Gardone Riviera (Bs) Numero totale camere: 60 | Ristoranti: 1 | Posti: 220 | Sale meeting: 4 | Capienza sala maggiore: 140 posti | Capienza sala minore: 50 posti | mq di aree espositive: 140

Hotel Savoy Palace: vent’anni di successi e un traguardo che diviene punto di partenza per tracciare nuovi obiettivi e consolidare la propria posizione di eccellenza, anche nel segmento Mice

Lo stile del Garda U

n anniversario importante, una ricorrenza significativa per quello che è oggi uno dei punti di riferimento dell’ospitalità di alto livello sul Lago di Garda: Hotel Savoy Palace compie vent’anni dalla sua riapertura e porta con sé tutta quella storia e quel fascino che catturano clienti provenienti da tutto il mondo. Una storia che inizia ai primi del ‘900 e vede l’hotel ospitare uomini di spicco e spessore della storia d’Italia. Oggi il Savoy Palace è meta abituale di una clientela raffinata e cosmopolita ma è anche una location perfetta per meeting, congressi ed eventi. Lo stile Liberty degli ambienti interni, caratterizzati da intensi colori tenui, arredi che richiamano lo stile floreale e la preziosità dei materiali utilizzati confermano la vocazione di un’ospitalità di prestigio, dallo stile esclusivo e ricercato. L’attenzione alla business industry è evidente nelle tre ampie sale meeting, che conservano il fascino e la raffinatezza dell’epoca, ambienti perfetti per l’organizzazione di congressi, conferenze, seminari e incontri di lavoro. Wimmer, Churchill e Duse, questi i nomi delle sale, sono dotate delle più moderne

tecnologie di trasmissione audio-video, alla quale si aggiunge un servizio eccellente che comprende un’offerta gastronomica, anche di supporto all’evento, di altissimo livello: dai coffee break e aperitivi serviti nella meravigliosa terrazza Gabriele D’Annunzio, alle colazioni di lavoro, dai light lunch alle indimenticabili cene di gala a bordo piscina. Tra i servizi disponibili un pregevole centro benessere, il Savoy Wellness, che permette di recuperare le energie dopo un’intensa giornata di lavoro e di ritagliarsi una parentesi di totale relax, grazie a un’offerta molto ampia di trattamenti e pacchetti dedicati. Molto ricco anche il programma incentive e le attività di team building, favorite dallo straordinario contesto nel quale si trova la struttura: dalla visita al Vittoriale degli Italiani (casa di Gabriele D’Annunzio) al Giardino Botanico Fondazione Heller, dalle piacevoli escursioni in barca alle proposte enogastronomiche, comprese mirabili visite alle cantine con degustazione di vini e olio locali.

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Grand Hotel Imperiale Resort & Spa  Moltrasio (Co) Numero totale camere: 120 | Ristoranti: 2, Ulivo e Imperialino | Olivo: 240 posti – Imperialino: 120 posti | Sale meeting: 8 | Capienza sala maggiore: 290 posti | Capienza sala minore: 8 posti | Saletta segreteria | mq di aree espositive: 850 | Possibilità organizzazione post congress

Sulla riva occidentale del lago di Como, un luogo suggestivo. Tra storia e natura, sorge il Grand Hotel Imperiale Resort & Spa, una struttura elegante e polifunzionale in cui business e leisure si incontrano

A tutto Mice FRANCESCA DELZOTTI

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l Lago di Como, di straordinaria bellezza, ha da sempre offerto uno scenario unico che ha saputo ispirare nel corso del tempo artisti di ogni tipo. Anche oggi, le sue rive conservano un fascino che rimarrà sempre impresso negli occhi di chi le percorre e per questo rappresentano l’ambiente ideale per qualsiasi tipo di attività. A Moltrasio, a soli quaranta minuti dall’Aeroporto Internazionale di Malpensa, in una posizione facilmente raggiungibile in auto o con i mezzi pubblici, compreso il battello, sorge il Grand Hotel Imperiale Resort & Spa. Un edificio storico in stile Liberty, con 120 camere, di cui oltre la metà con vista lago, e dieci sale polifunzionali di differenti dimensioni, che possono essere adattate e personalizzate a seconda delle esigenze. Qui, è possibile coniugare business e leisure e realizzare qualsiasi tipo di evento, a partire dal grande congresso fino ad arrivare al più piccolo dei corsi aziendali; le dieci sale meeting, che con i loro nomi rievocano i luoghi più caratteristici del Lago di Como, possono infatti ospitare fino a trecento persone e sono dotate di attrezzature audio e video all’avanguardia.

Il Grand Hotel Imperiale offre anche altre possibilità e diviene un luogo prestigioso e accogliente per ogni attività di incentive e team building, come trekking, sfide in cucina, costruzione di imbarcazioni, gare sul putting green, piccole regate, paintball e wine challenge. Una struttura elegante e funzionale in cui l’attenzione per i dettagli è visibile anche durante golosi coffee break e quick lunch, che saranno il modo migliore per staccare e riprendere il lavoro con uno spirito più rilassato. Per chi cerca un’esperienza di ottima cucina italiana, il Grand Hotel Imperiale Resort & Spa sarà lieto di mettere a disposizione dei clienti i suoi due prestigiosi ristoranti: l’Ulivo e l’Imperialino, una terrazza panoramica sul Lago di Como. A completare il quadro dell’accoglienza, la struttura offre numerosi servizi per il post congress, come la piscina a lago, il campo da tennis, la palestra e il centro benessere, che permettono al Grand Hotel Imperiale di prendersi cura dei propri ospiti accompagnandoli con ogni comfort durante tutto il loro soggiorno. indirizzi a fine rivista

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Best Western Premier Bhr Treviso Hotel S Quinto di Treviso (Tv) Numero totale camere: 133 di cui 17 junior suite e 1 suite presiden­ ziale | Ristoranti: DiVino Osteria Trevigiana | Posti: 100 | Sala ban­ chetti: 500 posti | Gioja Lounge Bar | Sale meeting: 13 | Capien­ za sala maggiore: 700 posti | Capienza sala minore: 12 posti | Saletta segreteria | mq di aree espositive: 2.300 | Possibilità or­ ganizzazione post congress

A soli due chilometri dall’aeroporto Canova di Treviso, sorge una location per eventi innovativa che, sempre attenta alle necessità dei propri ospiti, propone servizi d’accoglienza all’avanguardia: è il Best Western Premier Bhr Treviso Hotel

Eventi in prima linea I

l Best Western Premier Bhr Treviso Hotel dispone di 133 camere di diverse tipologie, tutte caratterizzate da comfort unici e dotate di connessione wi-fi e nuovissime smart tv da 55 pollici, che permettono di godere di immagini di qualità e, trasmettendo efficacemente programmi e informazioni in tempo reale, forniscono un ulteriore servizio personalizzato ai partecipanti a un meeting aziendale. La struttura, che sorge in posizione strategica vicino all’aeroporto Canova ed è ben collegata con il centro città, offre uno spazio per meeting ed eventi di duemila metri quadrati: il centro congressi si articola in tredici sale modulari dotate di luce naturale, due sale plenarie da settecento e seicento posti che possono essere collegate in videoconferenza, due sale regia, tre cucine e due business center; completano il quadro, tre ampi foyer attigui alle sale plenarie, perfetti per organizzare buffet e coffee break. Tutti questi ambienti sono dotati di servizi tecnologici di alta qualità, come i nuovissimi proiettori full Hd di ultima generazione e i sofisticati sistemi di illuminazione a laser, che è possibile sfruttare al meglio grazie al pronto ed efficace servizio di consulenza multimediale garantito dall’hotel. Il Best Western Premier Bhr Treviso

Hotel rappresenta pertanto l’ambiente ideale per eventi di medie e grandi dimensioni; ma la sua idea di accoglienza non si pone limiti e non trascura le esigenze e le necessità di chi deve organizzare incontri e attività di lavoro in un luogo più riservato, ma non per questo meno sofisticato. Proprio per rispondere anche a questa richiesta l’hotel ha pensato a una proposta speciale small meeting e alla realizzazione di un innovativo spazio di coworking, il B-Work by Bhr, che si trova, come l’hotel, all’interno del Centro Leonardo, un contesto direzionale e commerciale dove ogni anno si incontrano oltre duecentomila persone. I sette uffici, le 26 scrivanie, la sala riunioni da 12 posti e la sala meeting da novanta sono inseriti in un ambiente di qualità con ampie vetrate a luce naturale e si aggiungono alla già ampia disponibilità congressuale con gli oltre 1.300 posti offerti dall’hotel. Il Best Western Premier Bhr ha pensato a tutto, anche ai servizi di catering e ristorazione, garantiti dal Bhr Catering Divino e dal ristorante Divino Osteria Trevigiana, in grado di organizzare coffee break, pranzi, cocktail, cene di lavoro e banchetti, anche in prestigiose location esterne.

FRANCESCA DELZOTTI

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In un edificio Liberty posto nel centro storico di Bologna, a pochi passi dalla stazione e dai principali monumenti della città, I Portici Hotel accoglie i suoi ospiti in spazi che regalano mille suggestioni

Ospitalità dalle infinite sfumature SABRINA PIACENZA

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n raffinato palazzo di fine Ottocento, posto nel tessuto più antico della città di Bologna, ospita un hotel che si distingue per eleganza e stile. Palazzo Maccaferri, questo il nome dell’edificio dal gusto eclettico realizzato nei primissimi anni del Novecento, è la sede del I Portici Hotel, un quattro stelle Superior caratterizzato da un’architettura degli ambienti dal gusto classico impreziosito da contaminazioni più contemporanee dove colori, luci, aromi, design, arte e cibo sono gli elementi distintivi che compongono gli spazi per creare un’atmosfera suggestiva capace di regalare un’esperienza unica per il cliente, un “effetto wow” che coinvolge i cinque sensi. Entrando a I Portici l’ospite si sente accolto in un luogo in cui convivono le ricercate atmosfere Liberty e lo stile minimalista scelto con cura per arredare gli ambienti dove sono riconoscibili pezzi dei migliori brand del design italiano e internazionale come Kartell, Frau, Poliform, Minotti, Viabizzuno. L’esperienza sensoriale viene amplificata anche attraverso alcuni particolari ambienti di grande fascino come il Ristorante I Portici, l’anti-

ca Ghiacciaia della Rocca di Galliera, la Suite Imperial, il Lounge Bar e La Terrazza Bistrot. Il concetto di ospitalità trasmesso da I Portici riflette uno stile luxury a 360 gradi, concepito in chiave moderna dove comfort e relax sono gli elementi essenziali a cui si aggiungono dettagli raffinati e un’impeccabile attenzione al cliente. Una sapiente ristrutturazione, inoltre, è riuscita a riportare alla luce 1.500 metri quadrati di pitture celate e dimenticate, che rendono I Portici Hotel un luogo incredibile in cui convivono raffinate atmosfere retrò con una ricercata modernità. GLI ELEMENTI CARATTERIZZANTI Sei sale meeting attrezzate con le più moderne tecnologie, 91 camere di cui tre suite, proposte gastronomiche diverse e modulabili, una terrazza panoramica, l’affascinante ex-Ghiacciaia: il tutto custodito in una struttura a pochi passi da Piazza Maggiore e dalle celebri Due Torri. I Portici Hotel rappresenta un punto di riferimento nel panorama dell’ospitalità e dell’accoglienza di Bologna sotto tanti pun-

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I Portici Hotel Bologna S Bologna Numero totale camere: 91 | Ristoranti: 3 | Posti: Ristorante I Portici: 40; Pizzeria Portici: 60; Bottega Portici: 80 | Sale meeting: 6 | Capienza sala maggiore: 200 posti | Capienza sala minore: 12 posti | Saletta segreteria

ti di vista. Vicino alla stazione e ai principali monumenti della città, e appena fuori dalla zona a traffico limitato, è il punto di partenza perfetto per scoprire le bellezze della città, ma anche il luogo ideale per il business grazie alle sei sale meeting adatte per ogni esigenza dotate delle più moderne strumentazioni e uno staff capace di realizzare ogni tipo di evento, anche privato come matrimoni e cerimonie, nelle splendide location del Salone delle Feste, della Terrazza panoramica e dell’ex-Ghiacciaia. ESPERIENZA GOURMET La ristorazione è uno degli aspetti che contraddistingue l’hotel, innovativa e sempre vicina alle diverse esigenze, sia dei privati, sia della clientela business. Oltre all’attività banchettistica associata alle sale congressi, l’hotel propone diverse soluzioni gastronomiche. Prima tra tutte il Ristorante I Portici, collocato all’interno del Teatro Eden, café chantant di fine Ottocento che nel 2013 è stato insignito della prestigiosa Stella Michelin, annualmente confermata. L’anno scorso la direzione ha scommesso su un giovane talento, Emanuele Petrosino (nella foto a lato), per la prima volta nel ruolo di executive chef che, dopo pochi mesi ha riconfermato la Stella Michelin ed è stato premiato come Giovane Chef Michelin 2019. Un menu ricercato e gourmet, dove il rispetto per le materie prime incontra una tecnica impeccabile, un personale di sala professionale e attento, una carta dei vini ricercata e internazionale, sempre aggiornata e ampliata: queste le caratteristiche dell’unico ristorante stellato di Bologna. Al ristorante si aggiungono altre due proposte di alta qualità: il progetto gastronomico stagionale della Pizzeria Portici, che propone la verace pizza napoletana sulla Terrazza sul Parco della Montagnola e il nuovo format di pasta fresca take away Bottega Portici. UN HOTEL IN EVOLUZIONE I Portici Hotel si distingue per il continuo rinnovamento dei suoi spazi, dei servizi e dell’of-

BOTTEGA PORTICI: CRONACA DI UN SUCCESSO Con l’ottica di un sempre più innovativo e ampio ventaglio di servizi I Portici Hotel nel 2013 ha dedicato spazio a un esperimento innovativo: mettere in vetrina l’arte della pasta fresca, da acquistare a crudo o da gustare in loco, grazie alla cucina espressa. È nata così Bottega Portici, il nuovo format casual food cento per cento Made in Italy che propone le eccellenze della pasta fresca in una modalità contemporanea, pratica ed ecosostenibile. La tipica “sfoglina” che crea la pasta

fresca in vetrina sotto gli occhi di tutti, gli chef che preparano i primi della tradizione in modo espresso nella cucina a vista, caffetteria e pasticceria italiana: queste le caratteristiche di Bottega Portici, un format aperto sette giorni su sette, perfetto per colazione, pranzo, aperitivo e cena. Una realtà di grande successo che nel giro di poco tempo si è replicato in altre città italiane: oltre a Bologna anche Reggio Emilia, Brescia, Roma e Milano.

ferta determinata da una strategia aziendale che vuole migliorare day by day l’esperienza degli ospiti portata avanti dal direttore Piero Pastore che, nel novembre 2017, ha raccolto il testimone del general manager Riccardo Bacchi Reggiani, oggi impegnato come Ceo di Bottega Portici. I Portici Hotel è un progetto su cui, anche a distanza di più di dieci anni dall’apertura, si vuole continuare a investire. Per questo è stato riorganizzato il management, con professionisti sempre più specializzati in grado di rispondere tempestivamente ed efficacemente alle diverse esigenze. E a questo importante investimento sulle risorse umane se ne affianca un altro dedicato al continuo aggiornamento degli spazi dell’hotel, sempre in ottica di innovazione e di design. Progetto, quest’ultimo, che prevede sia un grande lavoro di restyling di 25 camere e del Teatro Eden (sede del Ristorante I Portici) sia un ampliamento della disponibilità di camere che arriveranno a cento entro il prossimo settembre. indirizzi a fine rivista

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Nella zona più moderna di Roma, una struttura innovativa e funzionale, che offre un servizio di accoglienza completo, in grado di soddisfare qualsiasi cliente e di organizzare eventi di successo: è l’Hotel Mercure Roma West

Tecnologia e innovazione FRANCESCA DELZOTTI

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oco distante dal quartiere Eur, progettato per essere moderno e funzionale e divenire il cuore pulsante del business e del turismo d’affari, sorge l’Hotel Mercure Roma West, una struttura che ha saputo interpretare al meglio le necessità e le esigenze di chi è alla ricerca, nella Capitale ma a pochi passi dai principali collegamenti, di un luogo in cui organizzare un’attività dedicata al Mice. UNA POSIZIONE STRATEGICA PER CAMERE ALL’AVANGUARDIA L’Hotel Mercure Roma West, che ha sempre voluto garantire i servizi di accoglienza migliori alle attività congressuali, ha molti punti di forza, primo tra tutti, la posizione: si trova nei pressi della nuova Fiera di Roma, del Palalottomatica, dell’aeroporto internazionale di Fiumicino – verso il quale offre all’occorrenza un servizio di navetta – e della fermata della metropolitana Eur Fermi; grazie a un ampio parcheggio a disposizione dei clienti, l’hotel è quindi facilmente accessibile sia con mezzi privati sia pubblici e offre un’occasione unica per scoprire il lato più contemporaneo della Capitale. Inoltre, la struttura è ampia, moder-

na e accogliente e mette a disposizione dei propri ospiti 240 camere e suite, di cui 26 sono comunicanti e 12 accessibili ai disabili; tutte sono dotate di ogni comfort e offrono free wi-fi, tv Lcd sat, cassaforte e minibar. Si tratta di camere realizzate con materiali di qualità, che diventeranno ancora più sofisticate non appena sarà portato a termine il rinnovo iniziato nel 2018, già terminato nelle aree comuni e congressuali. UN CENTRO CONGRESSI POLIFUNZIONALE E TECNOLOGICO Anche il centro congressi ha un carattere innovativo: 15 sale meeting suddivise in quattro blocchi si sviluppano su una superficie di duemila metri quadrati e, così come le 240 camere dell’hotel, sono curate in ogni minimo dettaglio. Sono insonorizzate e dotate di luce naturale, attrezzature audio/video all’avanguardia, connessione wi-fi, proiettore, aria condizionata, regia per la traduzione simultanea e salette servizio per soddisfare le eventuali richieste degli organizzatori, che possono usufruire di servizi ad hoc. Un personale competente e qualificato sarà infatti

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Hotel Mercure Eur Roma West  Roma Numero totale camere: 240 | Ristoranti: 1 | Sale meeting: 15 | Capienza sala maggiore: 500 | Capienza sala minore: 20 | Saletta segreteria | mq di aree espositive: 1800 | Possibilità organizzazione post congress

al servizio degli ospiti per adattare le sale alle loro necessità e per creare ambienti originali e funzionali in cui effettuare riunioni, convention ed eventi di piccole e grandi dimensioni – la struttura ha infatti una capienza massima di circa ottocento persone. Inoltre, l’ampio e luminoso foyer, che collega le sale meeting del centro congressi, rappresenta la location ideale per coffee break, aperitivi, esposizioni e postazioni per segreterie di supporto. PROFESSIONALITÀ E QUALITÀ Ad arricchire l’ampia gamma dei servizi dedicati all’accoglienza offerti dall’Hotel Mercure Roma West vi sono le proposte gastronomiche: il Ristorante De Gustibus e il Bar Divinus sono in grado di soddisfare qualsiasi necessità e qualsiasi palato; il primo, che è stato recentemente rinnovato, è costituito da un’unica sala luminosa, dove è possibile gustare con la giusta calma i sapori di una cucina mediterranea e internazionale di qualità, mentre il secondo è perfetto per pranzi veloci, brunch o cocktail serali. La presenza di due cucine permette alla struttura di gestire

contemporaneamente più eventi, senza intaccarne la qualità. POST CONGRESS PER OGNI ESIGENZA L’Hotel Mercure Roma West ha pensato a tutto, anche alla necessità di chi dedica la propria giornata ad attività di lavoro di ricaricare le batterie; per questo, a disposizione dei clienti vi sono un’ampia piscina coperta, di cui si può usufruire in ogni stagione, e una ben organizzata sala fitness, in cui è possibile scaricare eventuali tensioni accumulate durante la giornata o, semplicemente, distrarsi un po’, per poi riprendere con energia ed entusiasmo tutte le attività previste. Inoltre, per soddisfare appieno i clienti e garantire loro un servizio più che adeguato, la struttura ha messo a disposizione dei propri ospiti “Handy” uno smartphone che permette di accedere a informazioni personalizzate che possano non solo migliorare il soggiorno al suo interno, ma fornire anche spunti per la visita di una città ricca di storia e cultura. indirizzi a fine rivista

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Towers Hotel Stabiae Sorrento Coast  Castellammare di Stabia (Na) Numero totale camere: 150 | Ristoranti: 1 | Posti: 220 | Sale meeting: 5 | Capienza sala maggiore: 250 posti | Capienza sala minore: 10 posti | Saletta segreteria | mq di aree espositive: 500 | Possibilità organizzazione post congress

Parte integrante del Towers Hotel Stabiae Sorrento Coast, uno dei più celebri hotel della costa sorrentina, Convivio Ricevimenti è una location esclusiva posta direttamente sulla costiera, perfetta per il Mice

Tutti in terrazza SABRINA PIACENZA

Total white per Convivio Ricevimenti, la nuova scenografica location del Towers Hotel Stabiae Sorrento Coast. Nelle foto, i rendering del progetto

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n complesso intervento di restyling che restituisce ai protagonisti della meeting industry uno spazio elegante ed esclusivo per organizzare eventi di qualsiasi tipo. Convivio Ricevimenti è la location dedicata alla meeting industry ospitata nel Towers Hotel Stabiae Sorrento Coast, la struttura nata dalla trasformazione di un ex opificio che è diventata oggi punto di riferimento assoluto per l’ospitalità nella meravigliosa penisola sorrentina. Il progetto di riqualificazione ha definito un design minimale e raffinato, caratterizzato da un total white che contraddistingue materiali e arredi, dando vita a una struttura e ad ambienti estremamente versatili, dove un panorama mozzafiato fa da preziosa quinta scenografica. L’hotel dispone di 150 camere, con vista sul Golfo, cinque sale meeting, una sala plenaria da cento posti illuminata da luce naturale e dotata di vista mare, oltre a alla piscina e a una esclusiva spiaggia privata. Incentive aziendali, cene di gala e ricevimenti trovano nella rinnovata Terrazza Vesuvio la location perfetta, con vista a 180 gradi sul meraviglioso Golfo di Napoli

dove il Vesuvio, in posizione dominate, diviene un plus impagabile. Situata al piano inferiore del Convivio Ricevimenti, in corrispondenza con la sala interna, la Terrazza Incanto: con una superficie di oltre cinquecento metri quadrati ha tutto lo spazio necessario per ospitare un ricco buffet, dotato di numerose postazioni a tema, e i tavoli per organizzare una cena a lume di candela tra cielo e mare, circondati da soffici tendaggi bianchi. La sala interna, collegata alla Terrazza Incanto, può ospitare duecento persone. La location è estremamente indicata anche per ricevimenti nuziali o eventi più corporate come lanci di prodotto, showcase, sfilate ed esposizioni, oltre a essere già stata utilizzata per shooting fotografici e spot cinematografici. Una vocazione confermata dai molti clienti che hanno scelto il Towers Hotel Stabiae Sorrento Coast per i loro eventi come la Banca Itau dal Brasile, la divisione Insurance di Allianz dall’Austria, Baltussen Group dall’Olanda o Marcello Pane dal Tarì di Caserta. indirizzi a fine rivista

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Hotel Excelsior Bari  Bari Numero totale camere: 146 | Ristorante: Ristorante Farhà | Posti: 500 | Sale meeting: 9 | Capienza sala maggiore: 520 posti | Capienza sala minore: 6 posti | Saletta segreteria | mq di aree espositive: 500 | Possibilità organizzazione post congress

È una struttura che riserva numerose sorprese, l’Hotel Excelsior Bari. Dal rinnovo ai vertici passando per il refresh di logo, ambienti, sito e ristorante. Una nuova stagione per una location da segnare in agenda

Parola d’ordine, novità LUCIANA FRANCESCA REBONATO

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osizionato strategicamente nel cuore del capoluogo barese e a pochi passi dalla stazione ferroviaria, l’Hotel Excelsior Bari accoglie gli eventi del Mice con un ventaglio di novità e di upgrade. A iniziare dalla nuova gestione, ora orchestrata da Pantaleone Farace e con Nicola Romito in qualità di direttore. Cambio di gestione e anche di logo, che da novembre del 2018 contraddistingue la nuova immagine della struttura proprio come il sito, recentemente protagonista di un importante refresh. Il leitmotiv dell’Hotel Excelsior Bari è “restyling” e si palesa con un rinnovato centro congressi, un inedito ristorante, il nuovo look della hall e del lounge bar. CONVEGNI E CONVIVIO Fulcro dell’attività Mice è il centro congressi dell’Excelsior Bari, attrezzato per qualsiasi esigenza della committenza, provvisto di nove nuove sale riunioni funzionali – di cui quattro modulabili –, con capienza variabile da sei a 520 persone e con la principale di cinquecento metri quadrati di superficie. Corredate da tecnologia all’avanguardia, tutte le sale sono dotate di luce naturale e si

configurano scenario ideale per full e half-day meeting, seminari, aree espositive e sfilate di moda. Negli eventi di successo i momenti conviviali giocano un ruolo importante, un valore aggiunto nel quale tutto deve essere impeccabile e all’Hotel Excelsior Bari è il nuovo ristorante Farhà ad accogliere colazioni di lavoro, cocktail, coffee break e cene. Nell’ampia sala a disposizione, la squisita gastronomia e la professionalità dello staff garantiscono piacevoli pause agli incontri. Il nuovo chef dell’Excelsior Bari soddisfa i gourmet più esigenti con menu che cambiano in accordo allo scorrere delle stagioni: piatti tipici rivisitati in chiave moderna, tutti con decorazioni all’insegna del food design. Ancora qualità nel contesto dell’accommodation, articolata in 146 tra camere e suite: raffinate, accoglienti e provviste di ogni comfort garantiscono il massimo del relax come, per il Mice che ama un ottimale equilibrio psicofisico, anche l’area fitness. Un’ulteriore facility che si aggiunge all’ampia gamma dei servizi offerti dall’Hotel Excelsior Bari. indirizzi a fine rivista

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Sei mesi sono sufficienti per tracciare il primo bilancio di un intervento che ha trasformato il volto del quartiere Aurora di Torino. Nuvola Lavazza, oltre a essere un headquarter aziendale, è cultura, business, sostenibilità e capacità di guardare al futuro

Condividere l’innovazione SABRINA PIACENZA

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iù che una sede di rappresentanza, uno spazio aperto alla città, luogo di incontro e di scambio culturale: Nuvola Lavazza è un unicum nel panorama italiano e internazionale, un headquarter che diventa strumento di rinascita di un quartiere, ma anche la destinazione di pubblici differenti, una struttura dalle molte identità, tutte alla ricerca dell’eccellenza. Aperto al pubblico nel giugno 2018, a meno di un anno dall’inaugurazione Marco Amato, business development manager di Lavazza Eventi srl traccia un primo bilancio di questa location straordinaria, che a Torino è diventata luogo d’elezione per ospitare eventi, congressi e spettacoli, grazie alle caratteristiche uniche che la distinguono. A più di sei mesi dall’apertura, qual è il bilancio che potete fare in termini di integrazione della Nuvola Lavazza con il quartiere del quale fa parte e più in generale con Torino?

«Nuvola Lavazza si è rapidamente affermata come spazio di rappresentazione della città, perché racconta in maniera innovativa le caratteristiche emblematiche di Torino: l’eredità d’impresa, la cultura del cibo e l’eccellenza museale. Nuvola è una piazza aperta, ma anche l’headquarter Lavazza, una centrale elettrica ottocentesca convertita in spazio per eventi e centro congressi, un bistrot aperto tutti i giorni al quartiere e un ristorante, Condividere, informale, ma di alta gastronomia. Nuvola è infine anche il Museo Lavazza, che accompagna e interagisce con il visitatore alla scoperta del mondo del caffè. La filosofia che ha guidato la progettazione di questi spazi è evidente nella loro permeabilità, nella piazza pubblica al centro del disegno, nell’intenzione di restituire un intero isolato alle persone che abitano il quartiere, offrendo anche condizioni di lavoro di eccellenza ai collaboratori dell’azienda».

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La Centrale Nuvola Lavazza Torino Sale meeting: 4 | Capienza sala maggiore: 1.000 posti | Capienza sala minore: 80 posti | Saletta segreteria | mq di aree espositive: 1.300 | Sala banchetti interna + ristorante | Pranzo in piedi: 1.000 posti | Pranzo seduti: 400 posti | Possibilità organizzazione post congress

In termini invece di visitatori e di eventi organizzati, quali sono i numeri del 2018 della Nuvola Lavazza? Quale il trend dei primi mesi del 2019? «L’offerta espositiva di Torino è già ricchissima e l’idea di uscire dal centro storico era particolarmente sfidante, per questo siamo doppiamente soddisfatti dei risultati del Museo e dello Spazio Eventi. Ci apprestiamo a chiudere i primi nove mesi di attività con 50mila biglietti venduti al Museo, mentre il numero di eventi ospitati supera già i settanta, con oltre 30mila partecipanti e un’occupazione degli spazi della Centrale che arriva al 45 per cento dei giorni disponibili. A tutte le fiere e gli eventi promozionali cui stiamo partecipando registriamo una grande curiosità da parte degli operatori e ci aspettiamo una crescita costante durante l’anno». Nuvola Lavazza propone un mix funzionale all’insegna dell’eccellenza sotto ogni aspetto (esposizione, organizzazione eventi, ristorazione). Quali sono gli eventi o le manifestazioni che vi hanno dato maggior soddisfazione? «La vocazione della Centrale è quella di sede per meeting e convention aziendali, ma Nuvola si pone anche l’ambizioso obiettivo di location all’interno del palinsesto culturale della città. Per questo siamo entrati nella programmazione del Salone del Gusto di Torino, di Fabbriche Aperte e del Festival dell’Educazione, di Biennale Democrazia, fino al nostro recente debutto come concert hall a fine febbraio, quando abbiamo organizzato il concerto della Filarmonica Teatro Regio Torino. Il ristorante Condividere invece ha ospitato il progetto Archichef Night, dove alcuni tra i più importanti studi di architettura della

città hanno elaborato, con lo chef Federico Zanasi, un menu originale anche dal punto di vista del design». In che modo il nuovo headquarter aziendale è stato da traino per promuovere anche il brand Lavazza? «La sfida dei brand storici oggi è quella di trasformare la propria eredità aziendale in progetti di comunicazione che facciano parlare al prodotto i linguaggi del contemporaneo. La storia della comunicazione Lavazza è sempre andata nella direzione dell’innovazione, dal Carosello di Armando Testa fino al racconto della fotografia di autori come Steve McCurry attraverso il progetto Calendario. Realizzare un luogo fisico dove architettura, fotografia, alta gastronomia e cultura del caffè trovano nuovi spazi di rappresentazione è un modo innovativo per raccontare il brand e avvicinarlo a pubblici nuovi». Quali sono i servizi da potenziare, le funzioni da implementare e cosa avete in programma per il prossimo futuro? «L’anniversario di Nuvola Lavazza, il prossimo giugno, sarà il momento in cui faremo un primo bilancio dei risultati ottenuti. L’obiettivo è accrescere la notorietà internazionale della location, ma nello spirito imprenditoriale che ha mosso questa azienda fin dalla sua fondazione, la sfida è quella di innovare, diventando un punto di riferimento nella programmazione culturale della città, nel racconto della storia d’impresa e della ricerca nella cultura del caffè» indirizzi a fine rivista

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Vicenza Convention Centre Vicenza Sale meeting: 15 + Hall 7 | Capienza sala maggiore: 709 posti | Hall 7: 9.000 posti | Capienza sala minore: da 10 a 300 posti | Saletta segreteria | mq di aree espositive: due foyer fino a 1.700 mq | Ristorante: 250 posti | Possibilità organizzazione post congress

Nuovo nome e nuovo marchio per il Vicenza Convention Centre, entrato di recente nel gruppo Ieg – Italian Exhibition Group, insieme all’intero quartiere fieristico della città palladiana. Obiettivo? Essere riconoscibili per essere riconosciuti

Il nome nuovo è Vicc ANTONELLA ANDRETTA

L’

integrazione del Vicenza Convention Centre e dell’intero quartiere fieristico in Ieg, gruppo di cui fanno parte anche il quartiere fieristico e il Palacongressi di Rimini è ormai cosa nota. Il gruppo si pone come player di primaria importanza per la promozione e la valorizzazione di fiere ed eventi in un’ottica d’internazionalizzazione dei prodotti, di ottimizzazione del marketing e di riconoscibilità dei marchi. Ed è proprio in questa direzione che il Vicenza Convention Centre è stato ribattezzato Vicc, un acronimo semplice, ben riconoscibile e moderno che si accompagna al nuovo marchio, coordinato a sua volta al logo Ieg. Non si tratta però di un’operazione di facciata ma di un riallineamento alla realtà di un centro congressi davvero innovativo, funzionale e perfettamente inserito in un contesto ben avviato come quello della Fiera di Vicenza. Il tutto immerso in un ambiente permeato dal valore storico e artistico di una città Patrimonio dell’Unesco, dove le architetture palladiane e il territorio circostante, ricco di proposte culturali, bellezze naturali ed eccellenze enogastronomiche sono di per sé fonte di richiamo che va oltre i confini nazionali. La stessa amministrazione comunale vicentina, a fine gennaio, ha suggellato un protocollo d’intesa con Ieg per promuovere la città in ambito congressuale, segno questo dell’interesse sia

del pubblico sia del privato di interagire per creare opportunità con ricadute positive per tutta la filiera e le realtà della zona. E il Vicc, grazie anche al team rodatissimo messo in campo da Ieg, ben si presta ad accogliere eventi di ogni genere: flessibile e polivalente, mette a disposizione 78mila metri quadrati per un totale di 15 sale che possono ospitare da dieci a trecento ospiti e un auditorium per oltre settecento persone, punta di diamante della struttura. Ogni anno il centro congressi ospita circa cento manifestazioni anche nei padiglioni fieristici adiacenti (il principale è di 15mila metri quadrati, senza colonne): tra i principali dello scorso anno, oltre a numerosi congressi medici, l’International Cae Conference, focus internazionale sulla cultura della simulazione virtuale (già confermata l’edizione del 2019) e il Congresso Nazionale dei Testimoni di Geova con le sue 28mila presenze (già riconfermato anche per il 2019). Dal 14 al 16 marzo di quest’anno il Vicc ha inoltre ospitato la XII Convention di Federcongressi&eventi, durante la quale l’avveniristico centro congressi è stato premiato per aver aderito al progetto Food for Good, per il recupero del cibo in eccesso durante gli eventi. indirizzi a fine rivista

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Palacongressi di Rimini Rimini Sale meeting: 39 | Capienza sala maggiore: 4.700 posti | Anfiteatro: 1.540 posti | Capienza sala minore: 20 posti | Saletta segreteria | mq di aree espositive: 11.000 | Ristorazione: fino a 3.950 posti in un’unica sala | Possibilità organizzazione post congress

Novità e conferme per l’avveniristico Palacongressi di Rimini, destinato a ospitare anche nel 2019 importanti manifestazioni, in una città sempre più interessante per il mercato congressuale e degli eventi

Flessibili si nasce ANTONELLA ANDRETTA

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l Palacongressi di Rimini è una delle strutture più accreditate fuori e dentro i confini nazionali, così noto che non ha bisogno di presentazioni. Vale sempre la pena di ricordarne le peculiarità e di dare un’occhiata alle novità, che non mancano. Per esempio Convivio: uno spazio moderno e super attrezzato, ideato per integrare la cultura del cibo e la convivialità con le attività che si svolgono nell’ambito degli eventi. Certo, il bello di una struttura poliedrica come il Palacongressi è anche la facilità con cui si può passare dall’evento per pochi alle grandi kermesse: a settembre per esempio, le sue sale hanno ospitato Sintonie High-End Video Exhibition, la rassegna di alta fedeltà attestata come la più riconosciuta iniziativa nel settore hi-fi in tutta Italia, che ha visto la realizzazione di 25 sale audio trattate acusticamente per la riproduzione di musica. Restando sui grandi numeri, nel 2018 numerosi anche i congressi: dal Congresso Internazionale Scivac Rimini della Società Culturale Italiana Veterinari per Animali da Compagnia (2.500 partecipanti) al 47esimo Congresso Nazionale Amcli – Associazione Microbiologi Clinici Italiani (ottocento partecipanti) e molti altri. Né sono mancati eventi aziendali, come il Web Marketing Festival (quattromila partecipanti) e i congressi organizzati da Edizioni Centro Studi Erickson o le riunioni di associazioni di categoria, a partire dalla XXXV Assemblea Annuale Anci – Associazione

Nazionale Comuni Italiani. Importanti anche i risultati ottenuti nell’ambito di Food for Good per il recupero del cibo in eccesso durante gli eventi, prassi seguita con entusiasmo dai clienti del Palacongressi, che con sensibilità hanno dato supporto al territorio e alle sue associazioni anche con una serie di donazioni. E il 2019 non sarà da meno, con eventi di ampio respiro anche in questo caso, che vedranno coinvolti, in alcuni casi, anche gli spazi del Quartiere Fieristico di Rimini che, insieme al Palacongressi, fa capo a Ieg, Italian Exhibition Group insieme al Vicc – Vicenza Convention Centre e agli spazi fieristici della città veneta. E se per l’organizzazione si può contare sull’Event & Conference Division di Ieg, per il post-congress e per gli alberghi c’è Rimini, gran bella città al centro di un territorio estremamente vario e appealing, comoda da raggiungere, ricchissima di spunti e in pieno spolvero, come confermano numerosi trend topic sul web (da Lonely Planet a Forbes.com). Il 2020, infine, sarà all’insegna dell’internazionale con eventi confermati come Cinc Computing in Cardiology, ISs International Strawberry Symposium e Iccc International Conference on Coordination Chemistry, posizionandosi con ancora maggiore forza sul mercato globale degli eventi. indirizzi a fine rivista

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Loano2Village  Loano (Sv) Numero totale camere: 360 | Ristoranti: 3 | Posti: 200 | Sale meeting: 10 | Capienza sala maggiore: 500 posti | Capienza sala minore: 28 posti | Saletta segreteria | mq di aree espositive: 300 | Possibilità organizzazione post congress

Team building tra i monti e il mare A pochi passi da Savona, sulle coste della rinomata Riviera delle Palme, sorge l’Hotel Loano2Village, ideale per qualsiasi tipo di evento Mice e attività di team building FRANCESCA DELZOTTI

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viluppata su quattro ettari di giardino e riparata dalle montagne, la struttura di Loano2Village offre un’ampia gamma di soluzioni e propone ai propri ospiti un servizio attento a ogni dettaglio. Il centro congressi dispone di una sala plenaria che permette di organizzare eventi per un massimo di 450 persone, sei sale meeting e un’area espositiva di 650 metri quadrati. Gli ospiti potranno soggiornare per il tempo necessario in una delle 360 camere ampie e luminose di cui dispone l’hotel. Loano2Village propone inoltre una vasta gamma di servizi dedicati al banqueting e alla ristorazione: una sala banchetti, una terrazza con vista mare, due ristoranti – Rosma-

rino e Melograno – e due bar possono arrivare a ospitare cinquecento persone ed essere adattati a seconda delle diverse necessità, così come le sale del centro congressi. Si tratta di una struttura unica nel suo genere, poiché ha saputo organizzare al meglio i servizi dedicati al cliente, valorizzando il territorio in cui sorge e si sviluppa; questo la rende la location ideale per diverse attività di team building in mare o in montagna e per praticare escursioni enogastronomiche, nella rinomata Piana di Albenga. Loano2Village, infatti, non è solo una struttura ricettiva: il suo personale altamente qualificato è sempre disponibile per fornire consigli e contatti utili per l’organizzazione di attività sportive ed enogastronomiche, come regate, kayaking, orienteering, visite guidate a cantine e frantoi e cooking class, utili per migliorare lo spirito di gruppo e conoscere la cucina tipica ligure. Anche all’interno dell’hotel è possibile dedicarsi a questo genere di attività: l’executive chef Luigi Pezzano sarà lieto di organizzare cene tematiche e di far provare ai suoi ospiti non solo l’eccellenza della cucina del territorio, ma anche di quella internazionale. Si tratta di un servizio che punta sulla professionalità e sulla qualità, che si può sperimentare in ogni occasione: durante una sofisticata cena di gala, un aperitivo o un coffe break. Completano la straordinaria offerta di Loano2Village due grandi piscine, i campi da tennis, calcetto, basket e beach volley, ideali per organizzare tornei e rafforzare lo spirito di gruppo e il gioco di squadra. indirizzi a fine rivista

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Sandals Montego Bay è la prima proprietà del brand Sandals Resorts e l’ultima ad essere stata completamente rinnovata. Tra le novità, le camere vista mare dotate di vasca indipendente Tranquillity Soaking Tub, le nuove Beachfront Millionaire Butler Suite, a pochi passi dal Mar dei Caraibi, le romantiche Swim-Up Butler Suite con piscina e vista oceano. L’offerta gastronomica è arricchita da due nuove proposte, Butch’s Steak & Seafood e Soy Sushi Bar, che si aggiungono agli otto ristoranti gourmet del resort. Latitudes° Over Water Bar, un meraviglioso bar sull’acqua con vista a 360° sull’oceano. Bevande, vini e alcolici illimitati delle migliori marche • Welcome Cocktail privato • Gala Dinner privato incluso (min 35 pax) • Sale meeting con attrezzatura • 1 camera free ogni 6 o 12 camere prenotate a seconda del periodo di viaggio* • Sport acquatici e terrestri inclusi • Tour ed escursioni Island Routes^ • Mance e tasse incluse • Wi-Fi gratuito • Trasferimenti aeroportuali collettivi inclusi

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Tutto il bene del mare Capovaticano Resort Thalasso & Spa è una struttura di alto livello sulla costa tirrenica della Calabria, ben attrezzata per gli incontri di lavoro e ideale anche per il relax del Mice DAVIDE SIMONI

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apovaticano Resort Thalasso Spa MGallery by Sofitel ospita eventi per aziende e privati, dalle cene di gala alle riunioni di gruppo e alle presentazioni, fino alle convention e ai lanci di prodotto. L’area Mice mette a disposizione quattrocento metri quadrati, modulati in tre sale riunioni (Scilla, Tropea e Bergamotto) e un foyer in grado di ospitare fino a duecento delegati; ampia è l’area espositiva per la presentazione di prodotti in stile fieristico. Le sale offrono accesso indipendente, luce naturale, wi-fi e attrezzatura multimediale. Lo staff, la cui professionalità è garantita dagli standard MGallery by Sofitel, è dedicato e in grado di fornire tutto il supporto necessario. La struttura è situata in uno dei tratti più suggestivi della costa tirrenica calabrese, la Costa degli Dei, famosa per le sue spiagge e i panorami scenografici e ha un design moderno che spunta armoniosamente nel verde della natura circostante: il corpo principale presenta un’ampia apertura centrale che irradia di luce tutto il foyer. Il resort si affaccia su una spiaggia privata dal

mare cristallino, con vista sul vulcano Stromboli e sulle isole Eolie. Protetto alle spalle dal promontorio di Capo Vaticano, si trova a pochi minuti da Tropea. STAR BENE A PARTIRE DALLA TAVOLA La filosofia della ristorazione, attenta a un’alimentazione sana e sostenibile, ruota attorno a una dieta mediterranea con sapori freschi e autentici, materie prime a filiera corta e una solida tradizione gastronomica del territorio. Dalla prima colazione a pranzo, aperitivo e cena propone piatti speciali per vegetariani e alimenti senza glutine. Il Mantineo, il ristorante principale, offre per la cena un gran buffet tematico internazionale e un menu alla carta, secondo il periodo stagionale. Lo Stromboli Beach Bar & Restaurant è situato a bordo mare e propone una formula di ristorazione leggera di pesce per chi desidera pranzare all’ombra e al fresco. Il lounge bar all’interno del grande foyer, Bergamotto Bar, è uno spazio luminoso che offre caffetteria e cocktail, aperitivi e un’ampia selezione di etichette di vini nazionali ed estere con proposte anche al calice ed è un punto di incontro per gli ospiti dell’hotel. Direttamente sulla spiaggia invece, lo Stromboli Bar, che vanta una posizione più romantica e rilassante: da provare i signature cocktail del momento e i

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Capovaticano Resort Thalasso Spa MGallery by Sofitel  Ricadi (Vv) Numero totale camere: 123 | Ristoranti: 2 | Mantineo: 290 posti – Stromboli Beach Bar & Restaurant: 180 posti | Sale meeting: 3 | Capienza sala maggiore: 160 posti | Capienza sala minore: 20 posti | Saletta segreteria | mq di aree espositive: 1300 | Possibilità organizzazione post congress

centrifugati di frutta e verdura, ciliegina sulla torta di un panorama vista mare già eccezionale, in cui ammirare le isole Eolie, al tramonto, magari con sottofondo di musica dal vivo. UNA ZONA TUTTA DA SCOPRIRE E IL BENESSERE DELLA SPA Capovaticano Resort Thalasso Spa MGallery by Sofitel offre una vasta gamma di strutture per il tempo libero, attività in loco e nei dintorni, perfette per i momenti di postcongress. La Costa Degli Dei ha un fondale roccioso e lunghe spiagge bianche di sabbia, come la baia del Tono, le insenature di Grotticelle, Formicoli e Santa Maria. L’hotel ha la sua spiaggia, bagnata da un bellissimo mare con fondali che diventano subito profondi per via dell’esposizione alle correnti marine. A ridosso della spiaggia si trova una piscina esterna di acqua di mare. Per tutti gli ospiti sono a disposizione lettini, ombrelloni e servizio teli da spiaggia giornaliero, oltre a due campi da tennis illuminati. Il resort è anche un ottimo punto di partenza per la scoperta del territorio. Su prenotazione si organizzano escursioni private in barca a vela, lungo la costa degli Dei, coast to coast e verso le isole Eolie. Per quanto riguarda la spa, la talassoterapia è il tratto distintivo: a disposizione una piscina grande riscaldata interna/esterna, un per-

corso Kneipp, diverse postazioni e le docce emozionali per il rilassamento finale. A completare il tutto sauna, bagno turco e area relax con tisane e infusi. L’hotel ha in serbo per gli ospiti business un signature massage: si chiama Gv 20 Therapy, ed è studiato appositamente per chi ha affrontato un lungo viaggio o ha trascorso giornate di lavoro intere chiuso in meeting di fronte a uno schermo. Il massaggio utilizza alcuni dei punti dell’agopuntura, in particolare proprio il punto Gv 20, localizzato sulla parte superiore della testa che, più di ogni altro, ispira curiosità e apertura mentale. Stimolando il punto Gv 20 si riporta in equilibrio il soggetto e viene usato in quegli individui che si sentono fuori fase o sono incapaci di concentrarsi. indirizzi a fine rivista

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meccanismi delle campagne d’incentivazione negli anni si sono moltiplicati e modificati, così come è accaduto ad altri strumenti e strategie di marketing. All’interno di questa pluralità in continua evoluzione, il viaggio mantiene sempre il suo fascino, specialmente se la destinazione è ambita come possono esserlo le isole dei Caraibi. Partner d’eccellenza per questa meta esotica è Sandals Resorts International, uno dei gruppi alberghieri più noti con 19 strutture (dei brand Sandals Resorts, per sole coppie di adulti, e Beaches Resorts, per tutti), distribuite in sette Paesi, tra cui Antigua, Bahamas, Grenada, Barbados, Giamaica, Saint Lucia e Turks & Caicos. Leader delle vacanze di lusso all inclusive, Sandals Resorts ha implementato l’offerta anche per i viaggi di lavoro. Vediamo come. BENVENUTI IN PARADISO Sandals Resorts riceve sempre i propri ospiti in grande stile e anche i gruppi incentive godono di un’accoglienza speciale, a partire da un welcome drink alla reception e da una cena di gruppo privata la sera stessa dell’arrivo. Il team eventi delle singole strutture è a disposizione per organizzare e gestire attività di team building, serate di gala, premiazioni e tour nel territorio, affidati alle mani esperte dei professionisti di Island Routes Carribean Adventure, Dmc presente in ogni struttura.

Una crociera in catamarano lungo le coste della Giamaica? Un cocktail sulla spiaggia tra le palme? In un incentive firmato Sandals Resorts si può fare questo e molto altro ancora Oltre alle spiagge, infatti, le varie isole offrono mille occasioni di divertimento ed emozioni, dalla pesca in alto mare agli incontri coi delfini, dalle escursioni in fuoristrada a quelle in mountain bike per portare a casa un’esperienza ancora più intensa e indimenticabile. E se durante il viaggio è previsto un momento di lavoro o una riunione di staff, i vari resort dispongono di sale attrezzate: il Sandals Montego Bay, per esempio, primo storico resort dei sette che la compagnia possiede in Giamaica, totalmente ristrutturato nell’ultimo anno, ha inaugurato un nuovo centro congressi. L’impianto, dotato di una propria hall con ingresso indipendente, è fornito di attrezzature all’avanguardia e può ospitare fino a trecento persone. Più di un cenno merita infine la ristorazione: ogni giorno, grazie al programma 5-Star Global Gourmet, c’è la possibilità di scoprire e sperimentare cucine diverse (con ristoranti gourmet alla carta) che rappresentano altrettante culture gastronomiche per un autentico giro dei mondo dei sapori.

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ALESSANDRA BOIARDI

FRANCESCO ROCCATO ALLA GUIDA DELL’HOTEL DE LA VILLE Francesco Roccato è il general manager dell’Hotel De La Ville, seconda proprietà romana di Rocco Forte Hotels, in apertura a maggio 2019 dopo un completo restyling. Classe 1974 e originario di Torino, Roccato vanta una carriera ventennale nell’ospitalità di fascia alta, maturata in strutture cinque stelle lusso fra Stati Uniti, Inghilterra, Spagna e Italia. Roccato entra nel team Rocco Forte Hotels dopo due anni di direzione al Nobu Hotel Marbella in Spagna. In precedenza è stato general manager e direttore area F&B per Lungarno Collection a Firenze. Ospitato in un palazzo del XVIII secolo in cima a Trinità dei Monti, l’Hotel De La Ville vanta 104 eleganti camere e suite progettate da Tommaso Ziffer in collaborazione con Olga Polizzi. Il design è ispirato all’epoca del Grand Tour, ricco di tessuti sontuosi e originali elementi d’arredo.

FRANCO MIGLIARO NUOVO PRESIDENTE DI PORTOFINO COAST Il Consorzio Portofino Coast ha nominato come nuovo presidente Franco Migliaro. A ricoprire la carica di vicepresidente, affiancando il già nominato Gianluca Frisone, è stato chiamato Piergiorgio Ciana. Le nuove nomine sono state ratificate dall’assemblea dei soci riunitasi lo scorso 29 marzo. Adalberto Gigli, rinnovato nella carica lo scorso novembre, aveva già in quell’occasione espresso la volontà di lasciare l’incarico appena possibile, per ragioni personali. Socio fondatore e vicepresidente dalla nascita del Consorzio, ad Adalberto Gigli è spettato il compito di guidarlo nei difficili momenti di transizione dovuti alla perdita dello storico e compianto presidente Franco Orio, consentendo a questa prestigiosa organizzazione, punto di riferimento per il turismo della Riviera Ligure di Levante, di proseguire il cammino intrapreso 32 anni fa. Franco Migliaro si appresta quindi a guidare il consorzio con entusiasmo e voglia di fare, consapevole di doversi misurare con una realtà complessa, che abbraccia il territorio da Recco a Moneglia, e con la necessità di dare risposte concrete ed efficaci alle tante problematiche del turismo, sia a livello locale sia a livello più ampio, cercando di interpretarle in un’ottica comprensoriale.

CAMBIO AL VERTICE PER IL CB DI NAPOLI

Giancarlo Carriero è il nuovo presidente del Convention Bureau di Napoli (Cbn). Grazie al voto unanime dell’assemblea, riunita presso l’Hotel Vesuvio, Carriero, già presidente della Sezione Turismo dell’Unione Industriali di Napoli, succede, dopo tre anni di mandato, all’ex Ad di Gesac, Armando Brunini. «Proseguiremo sul sentiero tracciato dall’ottimo lavoro del mio predecessore – dichiara Carriero – con l’obiettivo di consolidare Napoli quale competitiva destinazione per eventi Mice. Il lavoro si concentrerà, in una prima fase, sull’incremento della rappresentatività attraverso l’ingresso di nuovi partner e soci di rilievo e sul miglioramento della collaborazione con le istituzioni, sia regionali sia comunali». Già pianificate alcune attività per il 2019 come la partecipazione attiva a fiere di settore – a partire dalla prossima Bmt durante la quale è previsto un seminario del Cbn al quale prenderà parte anche il neoeletto presidente dell’Enit, Giorgio Palmucci –, ma anche la promozione del territorio attraverso l’utilizzo di moderne forme di comunicazione come i Mice Influencer con le loro pagine dei social network. «Si tratta di un settore determinante per la nostra economia che non è sfruttato per le sue effettive potenzialità – conclude Carriero –. In un periodo nel quale il turismo leisure ha raggiunto numeri importanti, bisogna cercare di destagionalizzare e rendere la città viva anche nei mesi invernali. Per questo investire nel mercato dei grandi convegni, anche internazionali, appare una delle migliori strade da percorrere».

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LUCA ROMBI DIRIGE IL BETTOJA HOTEL MASSIMO D’AZEGLIO Luca Rombi è il nuovo direttore del Bettoja Hotel Massimo D’Azeglio. Comasco classe 1966, inizia la sua esperienza sulle sponde del Lago di Como, per diventare nel 1991 resident manager all’Hotel Villa Paradiso Beauty Clinical Hotel di Gardone Riviera; nel 1995, Rombi entra a far parte di Ciga Hotels al Grand Hotel Des Bains di Venezia; nel 1997 arriva a Milano, alla direzione operativa dell’Hotel Pierre, The Rafael Group, prima di diventare, nel 1998, general manager dell’Hotel Radisson Sas Brescia e dopo un anno dirige le proprietà Sacea Spa di Jesolo e Monfalcone, l’Hotel Bellevue e i villaggi Adriatico e Albatros. Dal 2002 al 2008 guida, per Dephina Hotels, il Resort Cala di Falco di Cannigione, e nel 2009 si occupa dell’apertura del Resort

Grande Baia a San Teodoro, per l’operatore Svizzero Tedesco Travel Charme Hotels. Rombi continua le sue esperienze con l’apertura nel 2011 dell’Hotel Lunetta, boutique hotel nel centro storico di Roma e, nel 2014 riparte, alle Isole Vergini Britanniche, con l’incarico e la direzione per lo sviluppo alberghiero della sede caraibica dello Yacht Club Costa Smeralda fondato da S.A. L’Aga Khan. Nel 2015 entra a far parte del Gruppo Intercontinental, all’Hotel De La Ville, cinque stelle lusso di via Sistina dove ha collaborato con Ciro Verrocchi. Negli ultimi tre anni, Rombi ha sviluppato l’opening del cinque stelle milanese Fifty House e consolidato l’operatività del Colonna Pevero Hotel, cinque stelle di Porto Cervo, prima di tornare a Roma, all’interno della Collezione Bettoja.

ANTONIO BARBIERI, GM DI CAPO VATICANO RESORT E VILLA PAOLA Antonio Barbieri ha assunto il ruolo di nuovo general manager di Capo Vaticano Resort Thalasso & Spa – MGallery by Sofitel e Villa Paola, due strutture alberghiere di eccellenza dell’ospitalità in Calabria, gestite dalla società Mh Management & Consulting. Profondo conoscitore dell’industria alberghiera, Barbieri proviene da importanti esperienze in catene internazionali come Marriott e Hilton. Mh Management & Consulting ha individuato nel manager il profilo giusto per portare avanti gli ambiziosi progetti del gruppo calabrese. Tra i primi compiti del nuovo direttore, la trasformazione del Capo Vaticano Resort in un punto di riferimento per il Mice più esigente e il rilancio della sua spa, dotata di un centro di thalassoterapia. Nuovi progetti di respiro internazionale anche per Villa Paola, appena entrata a far parte della community del brand francese Les Collectionneurs: l’ex convento nel cuore di Tropea, divenuto hotel a cinque stelle, mette ora a disposizione i suoi spazi unici anche per ricevimenti ed eventi privati. 

VERDURA RESORT CHIAMA GIACOMO BATTAFARANO

Giacomo Battafarano è il nuovo general manager del Verdura Resort. Classe 1974 e originario di Matera, porta con sé una grande esperienza internazionale, raggiungendo la proprietà siciliana di Rocco Forte Hotels nell’anno del decimo anniversario del resort. Dopo il master in Hospitality Management, conseguito alla Luiss School of Business and Management di Roma, Battafarano inizia la sua carriera lavorativa nel mondo del lusso con un’esperienza quinquennale al Forte Village Resort come hotel manager. Dalla Sardegna si sposta poi in Portogallo, dove ricopre il ruolo di direttore operativo a Le Meridien Dona Filipa & San Lorenzo Golf Course. Il rientro in Italia lo vede alla direzione dello storico Hotel Imperiale a Taormina, dove si occupa della sua riapertura dopo la totale ristrutturazione dell’hotel. Prima di approdare al Verdura Resort, Battafarano è stato per cinque anni alla direzione dell’Hotel Xenia di Londra, di cui ha gestito il completo rebranding.

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La magica Riviera Valorizzare il Levante Ligure per rendere sorprendente ed efficace ogni evento: questo l’obiettivo che Consorzio Portofino Coast persegue da oltre trent’anni con grande professionalità e infinita passione SABRINA PIACENZA

Un territorio di rara bellezza, che si estende da Recco a Moneglia – passando per Camogli, Portofino e il Golfo del Tigullio –, magistralmente promosso dal Consorzio Portofino Coast, che ne mette in luce tutti i plus per il Mice

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ortofino e l’area geografica che la circonda non hanno bisogno di presentazioni. Un territorio leggendario, uno dei tratti di costa più affascinanti del Mediterraneo, da sempre meta di un turismo colto e raffinato, alla ricerca di quiete, natura, relax e tanta bellezza. Anche per questo – ma non solo – destinazione ideale per la meeting industry. Il fascino della Riviera Ligure di Levante, i colori intensi e il clima mite tutto l’anno si abbinano magicamente al prestigio delle località e delle strutture esclusive, gran parte dotate di spazi congressuali moderni e attrezzati e per questo in grado di ospitare eventi aziendali, meeting, congressi o seminari, in un’atmosfera piacevole e stimolante. Un territorio che riesce a rispondere sempre con tempestività, grande dinamicità ed entusiasmo alle sfide che talvolta, inaspettatamente, si presentano. Nei primi giorni di aprile, per esempio, è stata riaperta la strada provinciale 227, che collega le principali località turistiche del Golfo, danneggiata durante la mareggiata

di fine ottobre. La riapertura della viabilità in tempi record è significativa del modus operandi di questa Regione e rappresenta la voglia di fare bene che si manifesta in ogni ambito professionale, compreso quello dell’ospitalità. Il Levante Ligure comprende località rinomate oltre a Portofino: Camogli, Santa Margherita Ligure, Rapallo e Sestri Levante, tutte situate a pochi chilometri di distanza da Genova e dalle meravigliose Cinque Terre. In questo tratto di costa si è consolidato nel tempo un perfetto mix tra un patrimonio fatto di bellezze naturali, storia e tradizione a cui si sommano la cultura e la professionalità dei numerosi operatori turistici attivi in questa area. Alcuni di questi hanno fondato l’organizzazione Consorzio Portofino Coast, che promuove in Italia e nel mondo questo specifico territorio. UN CONSORZIO DI ECCELLENZE Sono ormai passati oltre trent’anni da quando un gruppo di professionisti del

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PARTNER congressi

Golfo del Tigullio, albergatori in particolare, decidono di creare un pool che operi con la precisa finalità di promuovere un territorio per diffonderne le potenzialità turistiche. Un progetto di grande respiro e decisamente all’avanguardia per l’epoca: siamo nel 1987. La ricerca della qualità quale fattore strategico dell’offerta turistica, la tutela dell’ambiente inteso come patrimonio comune da proteggere e salvaguardare nell’ottica di uno sviluppo economico armonico e compatibile, la collaborazione tra pubbliche istituzioni e imprenditoria privata, il rapporto tra costa ed entroterra sono oggi tematiche di grandissima attualità. Il fatto di averle focalizzate trent’anni fa al centro di un progetto di sviluppo turistico territoriale ha reso il Consorzio Portofino Coast un punto di riferimento per altre realtà che a poco a poco si sono create in Italia con le medesime finalità. Oggi Consorzio Portofino Coast è un’organiz-

zazione dinamica che promuove l’offerta turistica nei suoi diversi aspetti, perfettamente in grado di rispondere a ogni esigenza, dalla prenotazione di una vacanza a programmi personalizzati per gruppi o incentive, dall’organizzazione di eventi e manifestazioni alle attività di team building, potendo disporre di alberghi, ristoranti, trasporti e servizi di grande qualità e di una conoscenza approfondita del territorio. Un’offerta ampia e diversificata che accontenta tutti: gli amanti del mare, dello sport, della natura, della cultura e del buon cibo. Attualmente il consorzio raccoglie i più qualificati operatori turistici della zona compresa tra Recco e Moneglia, collabora attivamente con le istituzioni locali e con le organizzazioni presenti sul territorio, ed è protagonista anche a livello regionale e nazionale di iniziative volte alla promozione e allo sviluppo del turismo italiano nei suoi diversi aspetti. indirizzi a fine rivista

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ALESSANDRA BOIARDI

STUDIO ESSE SI TRASFORMA IN ATELIER ESSE È recentissimo il rebranding di Studio Esse, ribattezzato Atelier Esse per sottolineare la sartorialità degli eventi curati dall’agenzia nata a Milano nel 1996 da una idea di Daniela Serrati. Laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne presso l’Università Cattolica di Milano, diplomata presso il Cesma in Tecniche di Pubbliche Relazioni, insignita della Laurea ad Honorem in Scienze Aziendali con specializzazione in Economia e Tecnica della Comunicazione, da parte dell’Isfoa, Istituto Superiore di Finanza e Organizzazione Aziendale, Serrati si occupa dell’organizzazione degli eventi più svariati, dalle convention ai viaggi incentive, dai congressi ai workshop. Tra gli eventi di maggior prestigio che Atelier Esse ha curato, non si possono non citare la convention Guy Hoquet, tenutasi presso gli East End Studios, e la

quarta edizione di Best Brands – il gran galà, organizzato da Studio Esse sin dalla prima edizione del 2015, che svela la classifica italiana delle migliori marche, tenutasi a novembre in una location esclusiva, gli studi Rai di Via Mecenato a Milano. Conduttrice della serata, Filippa Lagerback, che ha premiato brand prestigiosi per le categorie Best Corporate Brand, Best Product Brand, Best Growth Brand e Best Golden Age Brand. Per la categoria Innovation Awards, è stata premiata la Fondazione Andrea Bocelli per aver dimostrato in modo innovativo un sostegno alle fasce più deboli ed emarginate. Al termine della kermesse, gli ospiti sono stati deliziati dalle creazioni culinarie di Tano Simonato, chef stellato del famoso ristorante milanese Tano Passami l’Olio.

NUOVO UFFICIO A DUBAI PER AIM GROUP Aim Group International apre una nuova sede a Dubai, accrescendo il suo network internazionale di uffici che diventano in totale 17. L’apertura a Dubai è legata all’accordo di partnership con Challenge Network, società specializzata in corporate training e consulenza manageriale, con headquarter a Roma e già presente a Dubai da più di tre anni. «A Dubai diamo avvio alla collaborazione con Challenge Network mettendo a fattor comune le rispettive esperienze e competenze, per molti aspetti complementari – spiega Gianluca Buongiorno, presidente di Aim Group International –, così da offrire alla clientela associativa e corporate soluzioni complete, che spaziano dalla consulenza aziendale all’organizzazione degli eventi, dalla comunicazione alla formazione». L’ufficio di Dubai, Affiliate Partner di Aim Group International, è diretto da Mariano Genzone (nella foto), regional manager Middle East & Africa, attivo a Dubai da più di otto anni, prima nel destination management, poi nella consulenza e formazione. Il team di Dubai supporterà i clienti con soluzioni innovative ed efficaci per la loro crescita attraverso progetti di formazione e organizzazione di meeting ed eventi; inoltre, vista l’attrattività della destinazione, sarà attivo anche come Destination Management Company. «Dubai è una delle destinazioni emergenti nel mercato internazionale dei meeting e sta investendo in modo davvero ingente per svilupparlo nei prossimi anni – fa notare Marco Quagliarella, director international operations di Aim Group International –. Per queste sue caratteristiche l’abbiamo identificata come un’opportunità di crescita e internazionalizzazione delle nostre attività. Il grande evento di Expo Dubai 2020, dedicato allo sviluppo e all’innovazione, ha contribuito a motivarci a intraprendere questa collaborazione e rappresenterà senz’altro un importante stimolo per il business del nuovo ufficio».

STAFF ITALIA ENTRA IN UVET Dal primo aprile Staff Italia è entrata a far parte del Gruppo Uvet, polo italiano del turismo di fornitura di servizi e soluzioni innovative per viaggi d’affari, leisure, mobility management ed eventi. Staff Italia, attiva fin dal 1992 e guidata da Massimo Morga (nella foto), è una delle principali società del settore Mice. Riconosciuta sul mercato italiano per il suo know-how e la sua esperienza, consentirà a Uvet di consolidare la sua presenza nel comparto della meeting industry. Staff Italia va a integrarsi con Uevents, azienda del gruppo guidata da Laura Garbarino. «L’ingresso di Staff Italia nel Gruppo ci dà ancora più forza sul mercato del Mice – dichiara Luca Patanè, presidente del gruppo Uvet – perché andrà a completarsi perfettamente con le attività e i valori di Uevents: un’attenzione particolare ai dettagli, un servizio di altissima qualità e un focus sulle esigenze dei nostri clienti. Come Gruppo Uvet, il nostro obiettivo è rafforzare la leadership in settori strategici come quello degli eventi e contemporaneamente continuare a offrire servizi e consulenza d’eccellenza, che ci hanno sempre distinto in tutti i mercati in cui siamo presenti. Se il 2018 è stato un anno ricco di soddisfazione, prevediamo un 2019 in crescita con circa cento milioni di euro di fatturato fra mondo Mice, education e pharma».

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PARTNER news supplier

DUECI PROMOTION APRE A MILANO Nuova sede milanese per l’agenzia DueCi Promotion, che riconferma la presenza meneghina con i nuovi uffici appena inaugurati in centro città, in via Albricci 9. L’agenzia è nata nel 1997 a Bologna, dall’idea di Maria Chiara Fontanella (nella foto) che ne è l’amministratore delegato. In breve tempo dalla sua apertura, DueCi si conferma come una consolidata agenzia di servizi integrati per le imprese nonché provider Ecm per il pharma, seguendo un trend

in continua e rapida ascesa in cui prende forma DueCi Events rivolta alla comunicazione, marketing e organizzazione di eventi culturali e istituzionali in Italia e all’estero. La nuova sede milanese, esempio di vivace imprenditorialità femminile, vuole essere il punto di riferimento soprattutto per la clientela del Nord Italia, ed è seguita da personale conosciuto per il pluriennale background professionale nei settori di riferimento.

GATTINONI ENTRA NEL NETWORK MARSUPIO

MATERA 2019 CON EGA

Solo qualche mese e un budget di tre milioni di euro per allestire un avveniristico centro polifunzionale da mille ospiti, un’arena da settemila posti per spettacoli all’aperto e un villaggio servizi che dalla cerimonia di apertura del 19 gennaio e per tutto l’anno ospiteranno i quattro milioni di visitatori previsti per Matera 2019 Capitale Europea della Cultura. Il tutto coordinando un raggruppamento temporaneo di imprese (Rti) composto da tre aziende leader nel settore dei grandi eventi e degli allestimenti, decine di subfornitori, più di cento persone coinvolte tra maestranze e professionisti, migliaia di autorità e ospiti da invitare e accogliere durante la cerimonia di apertura. Sono questi i numeri della sfida vinta da Ega – che da oltre cinquant’anni lavora con le istituzioni nell’organizzazione e nella gestione dei grandi eventi – che dopo Expo Milano 2015 e il G7 Summit di Taormina 2017 ha contribuito a un altro grande successo italiano, grazie alle sue competenze e alla capacità di fare squadra con tutti gli stakeholder coinvolti. Il complesso della Cava del Sole – una cava settecentesca da cui è stato estratto il tufo per costruire i Sassi di Matera – rappresenta il primo progetto di legacy di Matera 2019 Capitale Europea della Cultura, perché permetterà alla città di promuoversi in Italia e nel mondo non solo come destinazione turistica leisure, ma anche come una destinazione del turismo congressuale, degli eventi aziendali e del turismo delle arti performative.

È stato siglato un accordo fra Gattinoni e Marsupio, che prevede l’acquisizione di una quota di maggioranza da parte della seconda. Gattinoni ha individuato nell’azienda emiliana, che continuerà a mantenere la sede a Bologna, un partner dal forte spirito di squadra, motivato ad allargare i propri orizzonti sul mercato. Marsupio aveva l’esigenza di allearsi con un partner industriale, in grado di fornire una ricca gamma di strumenti sui temi di prodotto, marketing e tecnologia. Commenta Franco Gattinoni (a sinistra nella foto), presidente del Gruppo: «Questo investimento per noi rispecchia il piano di sviluppo della distribuzione che avevamo pianificato. Abbiamo identificato in Marsupio un partner serio e riconosciuto, in linea con i nostri valori e principi. Massimo Caravita rimane presidente; riteniamo che l’operazione porterà alle agenzie del network ingenti benefici sul piano del potenziamento di fornitori e servizi, con ampi spazi per aumentare vendite e marginalità». Commenta Massimo Caravita (a destra nella foto), presidente Marsupio Group: «Marsupio Group ha trovato in Gattinoni il partner industriale ideale su cui puntare. Esprimo la mia soddisfazione per questa partnership con il primo gruppo agenziale indipendente italiano, che conta su visione e mission analoghe alle nostre. Insieme potremo offrire nuovi servizi e sviluppare il network».

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Full Contact Pco Voi c’eravate? Inaugurata ufficialmente la stagione degli eventi Ediman, ecco il nostro racconto di Full Contact Pco. Ma per capire veramente cosa rende speciali i nostri workshop, meglio esserci! ALESSANDRA BOIARDI

DANIELE MOLAJOLI

L

a stagione degli eventi Ediman è iniziata ufficialmente. Tra i primi appuntamenti quello “storico” di Full Contact Pco, dedicato agli organizzatori congressuali di agenzia. Coordinate di questo workshop sono stati ancora una volta Rapallo e in particolare la prestigiosa sede dell’Excelsior Palace Hotel, un ritorno che quest’anno è stato ancora più sentito perché ci ha reso testimoni dell’impegno costante e corale profuso nel ridare

alla destinazione il lustro per cui è famosa da sempre, dopo i gravi episodi di maltempo che l’hanno duramente colpita l’autunno scorso. Uno sforzo immane, quello di tornare alla “normalità”, che ben ha spiegato durante la cena di gala di Full Contact il direttore dell’Excelsior Palace, Aldo Werdin, ai meeting planner presenti, affermando «stiamo tornando, e ancora meglio di prima». QUELLA ATMOSFERA SPECIALE A ogni edizione vi raccontiamo meglio che possiamo il nostro workshop, e lo facciamo anche questa volta, partendo dai dati, che già spiegano molto. L’11 e il 12 marzo, ma l’evento è iniziato la sera prima con la classica cena di benvenuto, sono stati quaranta gli espositori che hanno incontrato 67 buyer presenti su invito, per un totale di quasi 950

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Momenti di business e momenti di rilassato networking si intrecciano durante i Full Contact e proprio questo mix è uno degli ingredienti vincenti del format. Importanti anche i numeri: il Full Contact Pco ha ospitato quaranta espositori e 67 buyer, generando circa 950 appuntamenti

appuntamenti. Ma come sempre il compito più difficile è quello di spiegare l’atmosfera che si respira al Full Contact Pco, un momento di importante business di qualità per i presenti, che scommettono sugli incontri di persona per cercare e creare nuove sinergie professionali in un’occasione come questa, unica per valore dei professionisti coinvolti e per le possibilità offerte di istaurare nuove e proficue collaborazioni professionali. L’eleganza della location a fare da cornice, Full Contact Pco è oramai un’istituzione, dove il business lascia i giusti spazi ai momenti di networking: quelli durante i lavori, magari per un caffè e un pasticcino – o un pezzetto di focaccia ligure – sempre a disposizione di espositori e buyer durante la giornata, e anche negli appuntamenti più “ufficiali”, come il gustoso aperitivo a base di specialità

liguri servito negli ambienti classici della lounge dell’hotel e l’ottima cena di gala, ospitata come i lunch e le colazioni, nella sala ristorante, dove non manca una rilassante vista sul mare. PER SAPERNE DI PIÙ Se volete vedere tutte le fotografie di questa edizione di Full Contact Pco è semplicissimo: seguiteci su Facebook alla nostra pagina uffiicale @meetingecongressi e cercate l’album fotografico (troverete anche gli album delle edizioni precedenti). Per restare informati sui nostri eventi visitate anche la sezione dedicata sul nostro sito meetingecongressi.com. Noi vi diamo appuntamento sul numero di maggio-giugno per i racconti di due attesissimi eventi: Buy Mice Roma e Full Contact Meeting Planner!

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Il potere della condivisione Nuovo appuntamento con Imex a Francoforte, che nell’edizione 2019 propone innovazione e immaginazione come chiavi di lettura dei trend della meeting e incentive industry ALESSANDRA BOIARDI

P

ensate ai risultati che un team può ottenere rispetto a un singolo individuo. Moltiplicate il tutto e immaginate quanto partner, competitor, professionisti possono fare insieme e quali idee e ispirazioni possono nascere dalla loro collaborazione. Con 3.500 espositori provenienti da più di 150 Paesi, Imex è un marketplace importante per le sue dimensioni, ma non solo, è un luogo che si propone di ispirare i professionisti degli eventi con un approccio che rimane al contempo molto business-oriented. La kermesse di quest’anno, che si terrà dal 21 al 23 maggio nella tradizionale cornice di Francoforte, presenterà nuovi espositori come Boston, Airport Authority Hong Kong, China Top View Holiday Travel & Tours e Kyiv Tourism Association, mentre tra gli stand più grandi e scenografici l’attesa è per quelli del Ministero della Cultura e del Turismo dell’Azerbaijan, di Caribbean Tours, Monaco, Indonesia, Singapore, Slovenia e dei Leonardo Hotels. PAROLA D’ORDINE: IMMAGINAZIONE L’immaginazione è il concetto attorno al quale è stato realizzato il programma dell’edizione di quest’anno di Imex. Un programma che come sempre include un ricco percorso formativo composto da seminari e workshop e si propone di coinvolgere gli espositori così come i buyer, presentando in particolare per il 2019 un approccio innovativo che indica il superamento del “convenzionale” come il nuovo orizzonte del settore Mice. Un’idea che prende forma e concretezza nella nuova e avveniristica Discovery Zone della manifestazione,

un’intera hall che verrà dedicata alle innovazioni tecnologiche. FORMAZIONE SU MISURA La giornata EduMonday, che si terrà lunedì 20 maggio, comincerà con un importante appuntamento dedicato al mondo imprenditoriale femminile del settore dell’organizzazione eventi, She Means Business, e continuerà con programmi specifici per i professionisti nei diversi settori, mentre il mondo associativo si incontrerà durante l’Association Day & Evening. In programma anche l’Agency Directors Forum, dedicato alle agenzie di piccole e medie dimensioni. Infine, il programma specifico Exclusively Corporate sarà dedicato ai meeting planner d’azienda. «La condivisione dell’esperienza rinforza il business attraverso la comprensione dei nuovi trend della meeting e incentive industry e assicura alla nostra manifestazione il ruolo che da sempre ricopre con merito di luogo privilegiato di aggiornamento per tutti i professionisti» spiega Carina Bauer, Ceo di Imex Group. La partecipazione ad Imex è gratuita e aperta a tutti i professionisti della meeting e incentive industry. indirizzi a fine rivista

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Parola d’ordine: collaborazione D

a aprile a luglio l’agenda del capitolo italiano Mpi è fitta di appuntamenti per riunire la meeting industry italiana attraverso occasioni di networking e formazione. Il minimo comune denominatore di questo calendario di eventi che il board Mpi Italia sta disegnando è la sinergia e la collaborazione tra gli attori chiave del settore, nel rispetto di uno dei principi cardine dell’associazione e uno degli obiettivi primari nel programma della presidenza 2018-2019 di Elisabetta Caminiti, che si concluderà con il passaggio di consegna al collega Enrico Jesu in occasione della 28esima convention annuale. Il 4 aprile anche l’Italia ha avuto la sua edizione del #gmid19, questo l’hashtag ufficiale del Global Meeting Industry Day. Giunto alla sua quarta celebrazione nazionale, dopo le edizioni di Roma, Catania e Nuova Gorica (Slovenia), il Gmid italiano nel 2019 si è rivelato un evento straordinario. Per la prima volta le tre principali associazioni di settore, Mpi Italia Chapter, Federcongressi&eventi e Site Italy, hanno fatto sistema per organizzare – a partire da un’idea progettuale del capitolo italiano Mpi – un evento che da Nord a Sud Italia coinvolgesse il tessuto convegnistico italiano per una giornata celebrativa senza confini e barriere. Federcongressi a Milano, Site a Roma e Mpi Italia a Catania per la celebrazione in collegamento streaming di questo evento internazionale. Una staffetta del mondo Mice

MPI ITALIA CHAPTER Fondato nel 1991, è il capitolo italiano della community internazionale Mpi (Meeting Professional International, nata a Dallas, USA nel 1972). La associazione internazionale conta oltre 17mila soci in 24 Paesi e rappresenta tutti i professionisti dell’industria degli eventi e dei congressi, del turismo e della comunicazione aggregata. Il Capitolo Italiano di Mpi è stato registrato nell’elenco del Ministero dello Sviluppo Economico come associazione rappresentativa del settore. Può quindi conferire certificazioni professionali di filiera rilasciando ai soci degli attestati aventi valore legale ai sensi della Legge 14 gennaio 2013, n.4 (Gazzetta Ufficiale del 26 gennaio 2013, n. 22), che disciplina le professioni non regolamentate da Albo.

Dal Global Meeting Industry Day alla 28esima convention annuale, Mpi riunisce l’Italia degli eventi all’insegna della collaborazione

italiano, unica nel suo genere, che ha visto 100 partecipanti complessivi e che ha accolto a Catania – con il coordinamento organizzativo di Mpi – Miguel Neves, top speaker internazionale, social media expert con un importante bagaglio nei trend della digital communication maturato in Imex e oggi messo a frutto degli event professional nell’industria globale. Salutata la Sicilia, Mpi farà tappa a Roma dal 5 al 7 luglio per la convention nazionale, 28esima edizione del tanto atteso appuntamento annuale che riunisce i soci del capitolo italiano e apre le porte a colleghi esterni all’associazione, per una nuova opportunità di networking e aggiornamento professionale. Grazie al supporto organizzativo del Convention Bureau di Roma e Lazio, il board Mpi Italia è al lavoro per confezionare un programma formativo e un’agenda di attività sociali che confermino il successo di Meetica, la scorsa Convention a Treviso, e rendano memorabile anche questa edizione nella Città Eterna. Sarà il Cinema il fil rouge della convention 2019, nella quale non mancherà un hosted buyer program e una nuova sessione per gli esami di certificazione professionale in meeting management Mpi.

@MPI_Italia info@mpiweb.it www. mpiweb.it www. mpiweb.org

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Secondo mandato per Albarelli alla presidenza Durante la dodicesima convention annuale, svoltasi a metà marzo nell’elegante cornice di Vicenza, è stato eletto il Comitato Esecutivo che guiderà l’associazione per i prossimi tre anni, tra riconferme e nuovi mandati

È Alessandra Albarelli riconfermata alla presidenza. Sotto, il nuovo Comitato Esecutivo di Federcongressi&eventi. Da sinistra: Paolo Novi, Integrare; Nazzareno Giarola, Veronafiere; Giulio Ferratini, Centro Congressi Internazionale; Carla Sibilla, Convention Bureau Genova; Alessandra Albarelli, Riva del Garda Fierecongressi; Alberto Iotti, Runtimes; Pietro Piccinetti, Fiera Roma e Marica Motta, Aim Group International

un risultato atteso quello uscito dalle urne per il rinnovo del Comitato Esecutivo di Federcongressi&eventi. Le elezioni che si sono svolte al Vicc-Vicenza Convention Centre durante la dodicesima convention nazionale dell’associazione della meeting industry italiana hanno infatti riconfermato Alessandra Albarelli alla presidenza. Alla neo rieletta presidente i soci hanno riconosciuto determinazione e impegno costanti uniti a passione e slancio innovativo. Un mix di elementi che nel biennio appena concluso ha permesso a Federcongressi&eventi di crescere e aumentare di rappresentatività. Come sottolinea Albarelli: «Sono orgogliosa dei risultati raggiunti dall’associazione e pronta a raccogliere le nuove sfide con il supporto e contributo del nuovo Comitato Esecutivo. Gli obiettivi che mi pongo per il mio secondo mandato sono il consolidamento dell’at-

tività dell’associazione attraverso un efficace coordinamento dei gruppi di lavoro interni e il presidio di tutte le aree strategiche di interesse per l’applicazione del Manuale Ecm. Le energie e l’impegno si concentreranno anche nel supportare lo sviluppo dei territori affinché possano proporsi come Mice destination e nel rafforzare le relazioni tra tutti i soggetti della filiera così che l’associazione sia sempre più occasione di crescita professionale e di business. Il rinnovo del mio mandato avviene poi in un momento di cambiamento ai vertici istituzionali: mi adopererò quindi per tessere relazioni con i nuovi ministri e i nuovi dirigenti degli enti le cui attività sono legate a quelle del settore dei congressi e degli eventi». IL NUOVO COMITATO ESECUTIVO Contestualmente alla presidente i soci hanno eletto anche i consiglieri esecutivi per il triennio 2019-2022: Carla Sibilla, Convention Bureau Genova, per la categoria Destinazioni e sedi; Giulio Ferratini, Centro Congressi Internazionale, per la categoria Organizzazione congressi ed eventi; Paolo Novi, Integrare, per la categoria Servizi e consulenze e Alberto Iotti, Runtimes, responsabile provider Ecm-Educazione Continua in Medicina. I restanti tre componenti del Comitato Esecutivo sono invece eletti senza vincolo di rappresentanza: Nazzareno Giarola, Veronafiere; Marica Motta, Aim Group International e Pietro Piccinetti, Fiera Roma. Nella prima riunione il nuovo Comitato Esecutivo presieduto da Alessandra Albarelli eleggerà al proprio interno il Vicepresidente. I VINCITORI DEGLI FCE EXCELLENCE AWARDS 2019 Durante la serata di gala della convention, nella spettacolare Basilica Palladiana di Vicenza sono stati attribuiti gli Fce Awards, i rico-

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I CINQUE HIGHLIGHT DELLA CONVENTION

■ Il networking in location dall’effetto wow: Fondazione Bisazza e Basilica Palladiana. ■ Contenuti, contenuti, contenuti: 15 tra seminari, tavole rotonde e sessioni plenarie. Input e approfondimenti per pensare e agire in modo nuovo ed efficace. ■ Gli approfondimenti: uno su tutti, la tavola rotonda dedicata al tema sempre caldo dell’Ecm.

■ La vision lecture del giornalista di Sky, autore e storyteller Federico Buffa e del presidente dell’agenzia di comunicazione vanGoGh (parte di Aim Group) Max Galli. Una grande conferma: l’emozione è (ancora) l’elemento base del Roi. ■ Progetto Mentore: venti studenti scelti dalle più importanti università italiane per partecipare alla convention.

A sinistra, i vincitori degli Fce Awards 2019 sono: Turismo Torino e Provincia, Oic Group, Sem2000 e Bologna Welcome

noscimenti istituiti da Federcongressi&eventi per premiare la capacità dei soci di innovare il settore. Ecco i vincitori: ■ categoria Destinazioni e Sedi: Bologna Welcome per il progetto Path of Gods Italy. Per avere realizzato un progetto di destination marketing turistico immediato ed efficace, che ha risposto all’esigenza di visibilità sul mercato internazionale di una parte poco conosciuta del territorio producendo risultati in linea con gli obiettivi. ■ categoria Organizzazione congressi ed eventi: Oic Group per il progetto Inside Your Bones, La stanza di Alessandro. Per avere ideato un’installazione innovativa che combina l’utilizzo di tecnologia avanzata e sapere artigianale per generare un’esperienza immersiva e ad alto impatto emozionale che veicola un rilevante messaggio sociale. ■ categoria Servizi e Consulenze: Sem2000 per il progetto di Architettura scientifica per il congresso Aesop. Per avere svilup-

pato una piattaforma web che supporta segreterie e comitati scientifici nella procedura di raccolta e valutazione dei contenuti congressuali (abstract, sessioni speciali, tavole rotonde) favorendo il coinvolgimento e la partecipazione di più interlocutori nella definizione del programma scientifico del congresso. L’Fce Member Choice Awards, il premio assegnato dai soci di Federcongressi&eventi è stato vinto da Turismo Torino e Provincia per il progetto Smart Working Heart.

Sopra, la Basilica Palladiana di Vicenza, il set spettacolare della cena di gala della convention. Sopra a sinistra, l’arte e la bellezza di Fondazione Bisazza, la location nella quale si è svolto il Get Together Party della convention

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networking

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Perché un evento in...

Sardegna La grande bellezza per eventi spettacolari

Inafferrabile, cangiante, intrigante: una destinazione dal carattere deciso, che regala emozioni in tutte le stagioni. È l’isola dei tesori per il Mice, hot spot di eccellenza e unicità, innovazione ed esclusività 01 Copertina Dossier Territoriali Sardegna F.indd 1

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foto d. sequi

S A R DEGN A , UN ’ I S OL A IL T UO E V E NTO.


Tra mirto e maestrale È

una bellezza articolata, la sua. Un intrigo che racconta storie di mare e di rocce, di coste modellate dal vento e ritmate da calette deserte, di spiagge sabbiose e falesie granitiche, poi ancora di fondali preziosi e di macchia mediterranea disegnata da mirto, euforbia, lentisco e – persino – alberi monumentali. Sono ben quattrocento, di cui 285 inseriti nell’elenco nazionale del Mipaaft, il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo: il trionfo della biodiversità, uno dei punti di forza della seduzione scenografica di questa destinazione. Sul set in ogni stagione, innovativa e propositiva, con location top level e routing evergreen intrecciati a inediti ad alto impatto emozionale.

Per tutta la vita È la meta ideale per eventi di medie dimensioni, la Sardegna, e le azioni sinergiche dei suoi stakeholder sono sempre più concentrate sulla diversificazione dell’offerta e della stagionalità,

Carismatica e arcana, glamour sulla costa e misteriosa nell’entroterra. Una destinazione fiera e autentica, in continuo divenire e al contempo primordiale e simbolica con il costante updating dei circuiti classici della destinazione. Un’ulteriore chiave di volta è il piano strategico Destinazione Sardegna 2018-2021, che ha inaugurato il 2019: un percorso coordinato da Josep Ejarque, fra i guru internazionali di destination management e destination marketing. Il piano, che ha un orizzonte temporale di tre anni, stabilisce le linee – alcune nuove – dello sviluppo, del marketing e della promozione dell’intera policy turistica regionale da realizzare, sviluppare nel triennio. Un decisivo processo partecipativo di collaborazione pubblico-privato di cui, a cascata, può beneficiare la meeting industry. Fra i capisaldi del documento, infatti, spicca la voce “diversificare per destagionalizzare”: fra i punti di forza di una destinazione,

LUCIANA FRANCESCA REBONATO

Capo Testa, fra i siti più affascinanti della Gallura

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Perché un evento in... Sardegna

Verde e non per caso Incentive e post congress a tutta natura, in Sardegna. Una miriade di opportunità, anche in aree sottoposte a protezione ambientale. Uno sguardo d’insieme: ■ 5 aree marine protette ■ 3 parchi nazionali ■ 4 parchi regionali ■ 3 oasi Wwf ■ il 68% del territorio sardo, formato da colline e da altopiani rocciosi, evidenzia un’estensione complessiva di 16.352 chilometri quadrati ■ le montagne costituiscono il 14% del territorio per un totale di 3.287 chilometri quadrati ■ le zone pianeggianti occupano il 18% del territorio per 4.451 chilometri quadrati ■ la pianura più estesa è il Campidano, che separa i rilievi centrosettentrionali dai monti dell’Iglesiente, mentre la piana della Nurra si trova nella parte nord-occidentale tra Sassari, Alghero e Porto Torres ■ i fiumi hanno prevalentemente carattere torrentizio e i più importanti sono il Tirso e il Flumendosa, ideali per rafting e team building in canoa.

ovviamente, è decisiva l’opportunità di fruizione in ogni stagione e nei mesi di spalla. O quando aprono le strutture, periodo ideale per i meeting planner che possono organizzare eventi con budget assolutamente competitivi: la Sardegna è un’alchimia di declinazioni che nel gioco degli opposti incentra il successo degli eventi.

Quotidiana malìa Una proposta capillare, quella della Sardegna, fruibile tutto l’anno a iniziare da Cagliari, città vivace e Mice-oriented, con eventi, mostre e appuntamenti culturali e sportivi in ogni stagione. E per i “grandi eventi 2019”, la recente delibera della giunta regionale ha previsto un aumento del venti per cento delle manifestazioni, ora inserite nel “cartellone unico regionale”. Si tratta delle maggiori manifestazioni della destinazione, dei grandi appuntamenti culturali, sportivi e tematici: kermesse di respiro nazionale e internazionale, folcloristiche e tradizionali, turismo enogastronomico e artistico. Ultimamente, inoltre, e interessante anche per il Mice in un’ottica di inediti incentive da affiancare ai richiami di Nettuno, è stata istituita la Res, Rete escursionistica della Sardegna, un progetto centrale nello

sviluppo di un modello di sostenibilità: valorizzare i sentieri escursionistici già censiti, ampliarne la rete in maniera progressiva e svilupparla in un sistema interconnesso che comprenda non solo i percorsi, ma anche gli attrattori naturali, archeologici, culturali e paesaggistici dei territori. La Sardegna continua a organizzare e mettere a sistema tutti i possibili segmenti funzionali alla nascita di nuove stagionalità e allo sviluppo del turismo lento e attivo nella destinazione. Natura, paesaggio, tradizioni, cultura materiale e immateriale sono le pietre angolari della crescita dell’isola. In sintesi, dalla tutela alla messa in valore del paesaggio: dai dolmen ai millennial, la Sardegna c’è, con un ponte tra passato e futuro e con continui giochi di sponda di proposte e di attrattive, di innovazioni e progetti, anche digitali. Un presente con lo sguardo al futuro che la colloca fra le destinazioni hi-tech grazie a rinnovamenti, riposizionamenti di mercato e nuove sinergie: una grande dinamicità caratterizza la destinazione, forte anche di un costante incremento dei collegamenti. E se la scoperta “dell’altra Sardegna” intriga, la spettacolarità del suo mare è una certezza per eventi all’insegna dello stupore.

Incentive ed eventi a Villasimius, all’insegna della bellezza. Sopra, la Cinta, la spiaggia più famosa di San Teodoro

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Perché un evento in... Sardegna

La parola a... La Sardegna e i professionisti della destinazione. Pagine di interviste che aggiornano, approfondiscono e anticipano novità e proiezioni con focus su eccellenze ed esperienze

N

el pentagramma della destinazione, gli strumenti concorrono, insieme, alla composizione della colonna sonora. Obiettivo comune, la Sardegna a tutto Mice. Iniziamo con l’intervista a Nicola Pala, co-founder & strategic manager di Rete Mice Sardegna

Nicola Pala, co-founder & strategic manager di Rete Mice Sardegna. Sopra, il leggendario mare della Costa Smeralda e veduta dal bastione di Saint Remy di Cagliari. Sotto, Buggerru, nell’Iglesiente, per incentive e avventure minerarie e la medievale Castelsardo, al centro del golfo di Sassari

Ideazione, promozione e sviluppo. E poi ancora visione d’insieme e analisi dei dettagli. Rete Mice Sardegna è il riferimento per gli eventi in Sardegna. Quali sono le linee d’azione per il 2019? «Quest’anno ci concentriamo principalmente su promozione, progetti di comunicazione, commercializzazione e relazioni con le istituzioni. Iniziamo dalla promozione, che si realizza attraverso le fiere e i workshop di settore nazionali e internazionali – oltre ai consolidati appuntamenti con Imex, Ibtm e gli Association days per il mercato associativo – ai quali quest’anno si sono aggiunti i roadshow programmati dal Cb Italia negli Usa, nel Regno Unito e in Germania. Tutti cofinanziati dalla Regione Sardegna, che abbatte in gran parte i costi di partecipazione della Rete e delle imprese. Da ricordare, inoltre, la partecipazione a E-workshop e al Workshop Sardegna, entrambi promossi da Ediman e previsti nei mesi di giugno e luglio. Quanto

alla comunicazione, nel 2019 la Rete proseguirà il cammino intrapreso nel 2018 con la realizzazione dei progetti di comunicazione rivolti ai buyer internazionali dei mercati maggiormente interessati all’Isola. Il tutto attraverso newsletter dedicate alle diverse e salienti tematiche di attrazione della nostra isola. La commercializzazione è il cuore pulsante dell’attività della Rete: la presentazione di candidature, la gestione delle Rfp, l’organizzazione delle site inspection rappresentano il punto di arrivo delle numerose azioni con le quali vengono sviluppati i contatti acquisiti durante le fiere, i workshop e i fam trip organizzati nell’arco dell’anno. Nel 2019 le relazioni con le istituzioni saranno sempre più

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intense, mirate e sinergiche. Quelle sviluppate con le istituzioni regionali e locali permettono di massimizzare gli sforzi per la promozione della nostra isola nel mondo intero, ora anche grazie all’accordo siglato dalla Regione Sardegna con il Cb Italia, attraverso il quale le imprese Mice dell’isola possono partecipare, a condizioni agevolate, agli eventi promozionali oltre oceano a Chicago e Toronto nel mese di marzo». È un microcosmo di opportunità per la meeting industry, la Sardegna, soprattutto nel contesto degli incentive. Come rispondono gli stakeholder della destinazione alle ormai imprescindibili richieste di eventi esperienziali?

«L’aspetto esperienziale è divenuto una componente irrinunciabile per gli eventi e questa considerazione deve essere alla base delle attività proposte dagli stakeholder della destinazione. In quest’ottica, gli incentive si rivelano occasioni fondamentali per un approccio del tutto nuovo al territorio: far conoscere particolari naturalistici e del paesaggio, eccellenze e genuinità dell’enogastronomia, cultura, storia e carattere del popolo sardo. Il Mice deve avere la possibilità di immergersi completamente in esperienze che sono esclusive della Sardegna e che fuori da essa sono irripetibili. È proprio questa unicità che va comunicata, in maniera sapiente ed efficace, ai potenziali buyer, che devono percepire la Sardegna come terra di esperienze indimenticabili e non replicabili altrove. In quest’ottica sono stati orientati alcuni degli educational tour all’interno del progetto Sardinia Tourism Call 2 Action, realizzato da Geasar, che ha declinato il territorio valorizzandone caratteristiche e peculiarità. Questi appuntamenti hanno dato occasione ai partecipanti di scoprire alcuni aspetti della Sardegna più autentica, vivendo esperienze dirette a contatto con la natura, l’enogastronomia, la storia e la cultura isolana». Cooperazione e coordinamento degli associati sono due degli obiettivi della Rete, che ne favorisce l’ingresso in un mercato Mice sempre più esigente. New entry del 2019? «Il valore del network è dato dal potere contrattuale che esso acquisisce in forza dell’appartenenza di tutti i suoi membri e dall’energia dell’aggregazione che lavora in team per progettare, coordinare e raggiungere obiettivi comuni. Il valore aggiunto della Rete è dato dalle

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Perché un evento in... Sardegna

Did you know that… ✓ Apre a Cagliari la Spiaggia Verde, il primo lotto del Parco degli Anelli, spazio di 45mila metri quadrati affacciati sulla passeggiata del quartiere di Sant’Elia. Il nuovo spazio, oltre a una nuova spiaggia, è fruibile per le manifestazioni culturali all’aperto in connessione con le sale indoor dell’antico Lazzaretto e diventerà – anche – un parco dedicato alla salvaguardia della natura locale nonché luogo per preservare la galleria-rifugio del Lazzaretto. Con il secondo lotto, sono previsti un’arena per spettacoli, un’area sportiva per le discipline da spiaggia, pista ciclabile, pontili per barche a vela e facile accesso al mare. ✓ È in ottimo stato di salute ed è ricco di acqua. Si è fatta nuova luce sul pozzo nuragico di Santu Antine di Genoni, a cinquanta chilometri da Oristano. Grazie a un ingegnoso sistema di telecamere, si è riusciti a ispezionare il fondo del sito nuragico fino alla sua massima profondità quaranta metri. Video e immagini rendono fruibile il pozzo e permettono di simulare la discesa fino a toccare il fondo immerso in limpide acque. ✓ Il Cipnes di Olbia, nell’ambito del programma di marketing territoriale InsulaSardinia Quality World, ha definito per la stagione 2019 il network promozionale Insula, che si articolerà secondo una serie di attività promo-commerciali denominate “Sardinia Village”. Il tutto in attesa dell’apertura della piattaforma “Expo Sardegna”, nel golfo gallurese: i lavori, finanziati dalla Regione per 17 milioni di euro, saranno ultimati entro marzo 2020.

Libero Muntoni, direttore marketing Delphina Hotels & Resorts. In alto a sinistra, la Grotta di Nettuno: ricami della natura e un lago sotterraneo; a destra, la spiaggia delle Bombarde ad Alghero. A destra, il palazzo civico di Cagliari, sede del municipio

relazioni che si creano grazie a essa e, all’interno dello stesso network, tra i soci della Rete. Le imprese aderenti condividono progetti e attività che talvolta possono essere sviluppate a completamento delle azioni portate avanti dalla Rete e le relazioni dei soci si implementano anche come rapporti indipendenti. La presenza di buyer sempre più esigenti richiede, pertanto, un interlocutore che possieda determinate caratteristiche, che sia rappresentativo delle diverse anime del Mice, coeso e al tempo stesso dinamico. La Rete racchiude tutte queste caratteristiche, con l’obiettivo di rispondere al meglio alle necessità emergenti e alle nuove sfide imposte dai mercati. Dal punto di vista della membership, l’interesse delle imprese verso la Rete è sempre costante. Quest’anno si è aggiunta al network anche un’interessante location per eventi, la Churrascaria Porto Cervo – Cocktail and Wine Bar, a Liscia di Vacca in Costa Smeralda. Sono numerose, inoltre, le trattative ancora in fase embrionale per nuovi ingressi nella Rete nel corso del 2019». Dalla Rete passiamo alle voci autorevoli di alcuni professionisti dell’accommodation. Brand di più strutture o location singole che fanno la differenza. La prima è l’intervista a Libero Muntoni, direttore marketing Delphina Hotels & Resorts. Delphina Hotels & Resorts si è aggiudicata il podio agli Italia Travel Awards 2018. Quali i fattori che hanno condotto a questo traguardo?

«Scoprire di essere l’unica catena alberghiera italiana finalista ci ha reso davvero orgogliosi. La nostra ricetta è collaudata da oltre 25 anni ed essere sardi, per la precisione galluresi, ci ha permesso di diventare un punto di riferimento per tutti coloro che desiderano trascorrere una vacanza autentica a contatto con la natura del nord Sardegna, con la sua cultura e le sue tradizioni senza rinunciare al comfort e all’eccellenza dei servizi». La catena alberghiera annovera nel suo portfolio strutture diverse e complementari tra loro. Puntiamo i riflettori su quelle Mice-oriented, delineandone le peculiarità? «Molte soddisfazioni ci arrivano dal Resort Valle dell’Erica, cinque stelle di Santa Teresa Gallura, il cui parco di 28 ettari ha una vista a 180 gradi sulle isole dell’Arcipelago di La Maddalena e della Corsica. Una posizione unica, facilmente raggiungibile dall’aeroporto di Olbia e perfetta per meeting ed eventi grazie a un conference centre di 450 posti, ampi spazi per organizzare attività di team building via terra e via mare e servizi esclusivi tra i quali un centro Thalasso di 1.600 metri quadrati. Tra le più apprezzate strutture spicca anche il Resort & Spa Le Dune, quattro stelle di Badesi, ideale per programmare eventi di medie-grandi dimensioni. Fra i suoi punti di forza, l’ottimo rapporto qualità-prezzo, un conference centre da 450 posti e la possibilità di prevedere al suo interno attività sportive e di team building sfruttando gli ampi spazi del resort e la spiaggia di Li Junchi, otto chilometri di fine sabbia bianca».

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Rispetto della natura, valorizzazione del territorio, utilizzo di energia verde e sistemi a basso impatto ambientale fanno parte del protocollo “We are green” di cui si è dotata Delphina Hotels & Resorts. In cosa consiste, esattamente? «L’amore per la Gallura ci ha sempre portato a proteggere questi paradisi naturali. Penso alle strutture immerse nel verde fra piante autoctone, alla valorizzazione delle bellezze di questa terra sia attraverso le escursioni sia a tavola, puntando su una gastronomia sana, FYSRE I KMYWXE& UYIWXE ǻPSWSǻE WM WSRS EKgiunte altre piccole grandi azioni quotidiane a


Perché un evento in... Sardegna

Rotte di unicità Alcune idee per agganciare un evento a percorsi ricchi di suggestione, all’insegna dell’identità della destinazione ✓ Sartiglia ORISTANO Marzo ✓L  a Sagra di Sant’Antioco Martire Aprile Insieme alla festa di Sant’Efisio, è fra le manifestazioni sarde più antiche e coinvolgenti. ✓S  ant’Efisio, la festa della Sardegna CAGLIARI Maggio ✓P  orto Cervo Wine & Food Festival ARZACHENA Maggio La principale rassegna enogastronomica in Sardegna. ✓C  avalcata sarda SASSARI Maggio 2019 ✓G  irotonno CARLOFORTE (Carbonia-Iglesias) Maggio-giugno L’evento avviene nello stesso periodo della pesca del tonno rosso nella tonnara di Carloforte. ✓P  oetto Wine Festival Cagliari POETTO (Cagliari) Luglio Il più grande evento dedicato al vino in Sardegna. ✓A  utunno in Barbagia – Cortes apertas Da settembre a dicembre

favore dell’ambiente, prima fra tutte l’utilizzo di energia cento per cento verde proveniente da fonti rinnovabili – per tutti gli hotel, residence, ville e la sede centrale di Palau – oltre alla scelta di prodotti eco-bio, parabenfree ed ecolabel a cui si aggiunge l’utilizzo di macchine elettriche per gli spostamenti degli ospiti all’interno delle strutture». Quali scenari e novità si delineano in casa Delphina per questo 2019? «La stagione sta diventando sempre più lunga e quest’anno apriremo il Resort Cala di Falco, quattro stelle Superior a Cannigione, il 13 aprile e chiuderemo il 20 ottobre. Prevediamo anche diverse opere di ristrutturazione e restyling, mentre per il segmento lusso abbiamo reso più esclusivo il soggiorno nelle suite arcipelago del Resort Valle dell’Erica con lo “Chef service”: gli ospiti potranno godersi la colazione preparata da uno dei nostri chef direttamente nella terrazza della loro camera». Passiamo ora a Paolo Mancuso, director of projects & business development del Forte Village Resort. Rispettare l’identità del territorio è alla base della mission del Forte Village Resort. Non a caso ha investito circa sessanta milioni di euro per far crescere ed evolvere i 47 ettari di macchia mediterranea nei quali la struttura si sviluppa. Ulteriori programmi per tutelare l’unicità locale? «La valorizzazione delle risorse e la promozione del patrimonio locale sono per noi valori essenziali. In tutte le nostre proposte manteniamo sempre una vasta scelta di elementi che rimandano alla cultura sarda: dal folclore con i

costumi e le maschere tradizionali dell’artigianato passando per l’enogastronomia con il ristorante Sardo, che rappresenta uno dei nostri fiori all’occhiello. Gran parte dei prodotti usati quotidianamente dai nostri chef, infatti, sono forniti da produttori locali e la nostra Hotel Business School ha contribuito negli anni a formare tantissimi giovani sardi che ora ricoprono ruoli di responsabilità in rinomati alberghi a cinque stelle nel mondo». Lei è alla plancia di comando dell’ufficio commerciale di una struttura che è uno dei fiori all’occhiello della destinazione. Ci delinea il background che l’ha condotta a questa cabina di regia? «Ho studiato in Svizzera nella scuola di Les Roches, considerata una delle più prestigiose nel settore. In passato, ho lavorato presso l’Intercontinental di Ginevra per poi passare al Le Meridien Piccadilly di Londra in qualità di room division manager. Nel 1998 ho avuto la fortuna di entrare a far parte della squadra del Forte Village guidata da Lorenzo Giannuzzi e, sempre sotto la sua supervisione, mi sono occupato del Chia Laguna come direttore generale per poi gestire l’apertura dell’hotel e yacht club de La Maddalena e di Castel Monastero. Adesso ci accingiamo ad aprire un nuovo gioiello a Cagliari, il primo hotel della Leading Hotels of the World in città con 71 camere, una food court con cinque ristoranti, spa e un centro congressi che potrà ospitare fino a settecento persone». La clientela del Forte Village Resort è a due flussi, leisure e business. Qual è il valore aggiunto del resort nel contesto della meeting industry? «La flessibilità e la versatilità rappresentano il

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vero valore aggiunto del Forte Village. Senza peccare di presunzione, possiamo dire che il resort presenta un’offerta Mice senza eguali in Europa e forse oltre. A prescindere dalla possibilità di ospitare diversi eventi in contemporanea, possiamo accogliere aziende in esclusiva o organizzare meeting privati per i loro top executive. Vorremmo sfatare il mito che il Forte Village sia troppo costoso per gli eventi: in realtà offriamo un ottimo rapporto qualitàprezzo. Se si considerano le innumerevoli possibilità che la struttura offre, spesso il nostro resort può risultare più conveniente rispetto a destinazioni cittadine o che non richiedono il trasporto aereo». La qualità del servizio è il primo punto di forza del Forte Village Resort. Quali scenari si pro-

spettano per la struttura nel 2019? «Negli ultimi quattro anni abbiamo portato avanti uno straordinario progetto di total restyling e upgrading di tutte le camere e tutti i servizi, grazie a un investimento di oltre sessanta milioni di euro. Tutte le camere sono state rinnovate e ridimensionate, per renderle ancora più spaziose. Una nuova meeting room con pareti in cristallo – immersa in una suggestiva pineta – e una nuova sala che si affaccia sulla piscina centrale andranno presto ad ampliare la già vasta offerta di spazi. A queste, si aggiunge la Sky Suite, inaugurata nel 2018, caratterizzata da una vista mozzafiato su tutto il resort. Un altro spettacolare nuovo progetto è, infine, la copertura telescopica rimovibile della Forte Arena, l’imponente anfiteatro all’aperto, con una capacità per cinquemila persone».

Paolo Mancuso, director of projects & business development del Forte Village Resort. Nella pagina accanto, trasparenze turchesi del mare dalla spiaggia di Cava Usai a Villasimius. Sopra, il fascino del nuraghe Oes, nel territorio comunale di Giave. A lato, Tavolara, da circumnavigare o esplorare

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Perché un evento in... Sardegna

Per Pullman Timi Ama Sardegna, ecco quanto ci racconta Patrick Recasens, general manager della struttura.

Patrick Recasens, general manager di Pullman Timi Ama Sardegna. In alto, Il castello di Pedres, vicino a Olbia e sotto l’egida del Mibac

Lei è stato insignito del premio Hotel Manager Italiano dell’anno 2018, assegnato da Ehma Italia. Quali motivazioni hanno condotto a questo prestigioso riconoscimento? «Si è trattato del riconoscimento più importante e sentito della mia carriera. Il fatto di essere stato votato prima dalla maggioranza dei miei stessi colleghi della “famiglia” Ehma” – che colgo l’occasione di ringraziare ancora una volta per l’immenso attestato di stima – e successivamente da una giuria esterna di autorevoli personalità… Non può che rendermi orgoglioso. Ho molto apprezzato le parole che Ezio Indiani, delegato nazionale Ehma, ha voluto spendere nei miei confronti: “Ancor prima delle sue straordinarie doti professionali, quello che però emerge dal percorso del nostro vincitore è il messaggio che consegna ai colleghi e alle nuove generazioni di manager: un messaggio che riflette, in un’epoca di inaridimento culturale e sociale, le peculiarità di un mestiere che rinviene ancora nella persona, prima che nelle tecnologie, la sua pietra angolare”. Al di là di queste bellissime parole, credo che il respiro internazionale della mia carriera sia stato uno degli elementi predominanti, il fatto di aver lavorato in cinque diversi continenti e di aver sempre operato nel segmento dell’up-scale è stato determinante per quella che è oggi la mia cultura dell’ospitalità».

Pullman Timi Ama: un ampio ventaglio di plus per la meeting industry che sceglie di ambientarvi gli eventi. Per esempio? «Il Pullman Timi Ama gode di una posizione spettacolare e di una serie di spazi – soprattutto esterni – che si prestano a essere lo scenario ideale per qualsiasi meeting. La nostra esperienza in ambito food & beverage è sicuramente un altro dei punti di forza, poi grande qualità, fantasia sconfinata e location da Eden, condite da un team che vanta un’esperienza ultradecennale in questo settore. Grande merito è anche ascrivibile al brand di cui ci fregiamo ormai dal 2009, Pullman, un marchio che rispecchia l’innovazione, la tecnologia, la connettività e che permette ai nostri clienti di riuscire a trovare qualsiasi risposta alle loro necessità e molto spesso permette anche di offrire soluzioni a bisogni che l’azienda non sapeva neanche di avere. E il vero punto di forza sono i nostri ragazzi: un personale coeso, motivato e appassionato del proprio lavoro e che desidero ringraziare pubblicamente». Effervescenza di idee e azioni contraddistinguono il suo operato così come novità ed esperienze inedite spiccano fra le richieste del Mice. Cosa ha in serbo per questo 2019? «Sono arrivato a dirigere quest’albergo nel 2002 e dell’albergo che io ho conosciuto allora oggi non ce n’è più traccia. Anno dopo anno siamo intervenuti su tutte le aree di miglioramento, creato nuovi outlet ristorativi e nuovi bar, aree dapprima inesistenti, creato spazi espositivi e commerciali e implementato nuovi servizi.

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Perché un evento in... Sardegna

Giovanna Palimodde, general manager Su Gologone Experience Hotel di Oliena. In alto a sinistra, La Pelosa a Stintino: sabbia bianca finissima e mare turchese; a destra Punta La Marmora, la vetta più alta della Sardegna, nel gruppo del Gennargentu. In basso a sinistra, Palau, incastonata in un’insenatura riparata dalla tramontana; a sinistra, disegni di grotte a Cala Luna, una delle meraviglie del golfo di Orosei

Possiamo annoverare fra i nostri clienti Mice numerosissime aziende leader dei più disparati settori, ma a testimoniare quanto la nostra struttura possa andare incontro alle esigenze della clientela è il fatto che la massima parte delle aziende che hanno organizzato al Timi Ama un evento, nell’arco dei successivi due anni ne organizza almeno un altro. Per questa ragione, annualmente vogliamo offrire delle novità: ci sembra la dovuta ricompensa per la fiducia che ci viene mostrata scegliendo ripetutamente la nostra struttura. Nel 2018 abbiamo aperto un nuovo ristorante gourmet, rinnovato il ristorante a bordo piscina e ospitato una galleria d’arte. Il 2019, invece, sarà l’anno delle aree del pergolato e abbiamo inoltre una grande novità che riguarderà la spiaggia. Per il momento preferisco non svelare troppo, però vi invito dal 20 aprile a venire di persona a scoprire le ulteriori novità».

negli ottimi cibi preparati da mani sapienti, ai profumi e ai suoni di Barbagia che sono ovunque, all’attenzione e alla dedizione del personale, per il quale il cliente sta vivendo una vera esperienza. Ogni anno presentiamo qualche novità, che può essere uno spazio o una stanza allestita in maniera diversa, una nuova collezione alle Botteghe d’Arte o altro ancora. Siamo sempre riusciti a creare un connubio ideale tra tradizione e innovazione, nel rispetto di antiche usanze, con un occhio rivolto al futuro». Nomen omen: nell’era dell’esperienziale, il Gologone Experience Hotel prelude a successi a partire dalla sua denominazione. Ci delinea alcune delle opportunità che il Mice può vivere nella sua struttura? «Un convegno o un incontro a Su Gologone

Il segreto del successo non risiede “solo” nella spettacolarità della destinazione. Qual è il messaggio che vuole lanciare alle nuove generazioni di manager? «Due parole: passione e curiosità. Passione per il lavoro più bello del mondo e per il cliente e curiosità per un mondo in continua evoluzione e per le tendenze che arriveranno». Esperienzialità a tutto tondo con l’intervista a Giovanna Palimodde, general manager Su Gologone Experience Hotel di Oliena. Gli esordi della struttura risalgono agli anni Ottanta, a quando era l’albergo di famiglia. Oggi è un’icona di territorialità e spicca più volte fra i vincitori degli Excellence Awards. Quali i fattori che hanno condotto a questi riconoscimenti? «A Su Gologone trionfano senza dubbio l’autenticità e la valorizzazione del territorio. Penso ai sapori tipicamente sardi, ottenuti con prodotti a chilometro zero, che si ritrovano

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tradizione e della storia si tocca con mano».

non può che definirsi “originale”: la struttura congressuale è decisamente affascinante e si colloca all’interno di un ambiente che vuole raccontare l’arte e l’artigianato sardo a partire dagli Anni 30 fino agli Anni 90. Accoglienza e arte si fondono per ospitare meeting e incentive nei quali l’ospite viene a contatto con la realtà sarda: dalle visite alle cantine del paese agli incontri con personaggi del posto, corsi creativi per imparare arti e tradizioni sarde, corsi di cucina o escursioni alla scoperta delle bellezze naturali. Inserito in un contesto naturale spettacolare, la vicinanza alle sorgenti Su Gologone, al Supramonte, al Corrasi, ai siti archeologici di Lanaitto e Gorropu, per non parlare delle spiagge bianche e l’acqua cristallina del mare sardo, famoso in tutto il mondo, Su Gologone è senz’altro una destinazione dove il senso della

Albergo-museo, botteghe d’arte, artigianato di design. Tre fra le innumerevoli opportunità che al Su Gologone Experience Hotel sono di casa. Entriamo nei dettagli? «Su Gologone offre cinquanta experience per tutti i gusti, da un tramonto sul Corrasi a una notte in un’abitazione di pastori sardi o un picnic sulla spiaggia, o ancora corsi di decorazione, pittura e ricamo; degustazioni di vini, olio o mieli tipici e serate passate a osservare le stelle con esperti astronomi. Per gli sportivi, lezioni di arrampicata, escursioni in Mtb, trekking e kayak sul fiume Cedrino. Ci tengo particolarmente a menzionare le Botteghe Su Gologone Style: ogni oggetto esprime un legame con la mia terra, la selvaggia e forte Barbagia. Con l’aiuto di abili collaboratrici, che lavorano su disegni fatti da me, le creazioni delle Botteghe Su Gologone Style diventano oggetti preziosi, con la possibilità di creare prodotti su misura. Tutto questo è pensato per chi ama la Sardegna e per chi la vuole scoprire nella splendida cornice dell’Experience Hotel Su Gologone». Ogni inizio d’anno conduce a nuovi progetti e idee. Quali sono i suoi per questo 2019? «In una società dove tutto sembra puntare alla frenesia, vogliamo riscoprire il piacere di ritrovare il contatto con la natura e di prenderci cura di noi stessi. E così via a corsi di yoga, reiki e meditazione, con istruttori qualificati, percorsi di disintossicazione con un esperto nutrizionista, abbinati a esercizi specifici. Su Gologone è costruito nel pieno rispetto della natura e mi piace pensare che anche i miei clienti possano apprezzarne il valore».

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Perché un evento in... Sardegna

Parola d’ordine, accessibilità Accessibilità fa rima con fattibilità. E per una destinazione, la raggiungibilità è essenziale. La Sardegna spicca il volo verso la destagionalizzazione e incrementa il network con vettori e collegamenti avvincenti

È In alto a sinistra, Alghero, con la Torre di Sulis alla luce della sera; a destra la spiaggia della Pelosa, un’icona della destinazione. Sotto, uno scorcio della spiaggia di Porto Giunco, fra le più belle d’Italia

ufficiale. David Crognaletti, direttore commerciale di Sogaer, ha presentato il network della Summer season Iata 2019 con il programma di voli più ricco nella storia dello scalo: 22 Paesi, ottanta destinazioni totali – di cui venti nazionali – e 14 nuovi collegamenti di linea. Queste le caratteristiche proposte dal CagliariElmas Mario Mameli per la prossima estate. Non solo. Anche l’aeroporto di Olbia Costa Smeralda e l’aeroporto di Alghero-Fertilia sfoderano i loro assi. Entriamo nei dettagli.

Dritti alla meta Maurizio De Pascale, presidente della Camera di commercio di Cagliari – socio di maggioranza della società di gestione dell’aeroporto cagliaritano – ha dichiarato: «Un biennio di crescita coronato da due record di traffico consecutivi non è un caso, piuttosto la dimostrazione dell’eccellente lavoro che Sogaer sta portando avanti per far sì che l’aeroporto di Cagliari abbia un rilievo sempre maggiore sia sul mercato nazionale sia su quello internazionale». Gabor Pinna, presidente di Sogaer, ha sottolineato: «Il 2018 è stato un anno di crescita ma anche di consolidamento di alcuni mercati in cui abbiamo dimostrato di poter superare i limiti della stagionalità proponendo un’ampia offerta di voli anche durante i cosiddetti mesi di spalla. Ci apprestiamo a iniziare una stagione estiva nel segno delle novità: la nuova base di Volotea a Cagliari, nuove rotte nazionali e internazionali e nuovi servizi». Alberto Scanu, amministratore delegato di Sogaer, ha evidenziato che «Quello che proponiamo per la Summer 2019 è un network di destinazioni che vede l’aeroporto di Cagliari connesso con i principali hub europei, oltre che con quelli nazionali, grazie a un numero maggiore di voli e di compagnie rispetto al passato. La scelta per i nostri passeggeri non è mai stata così ampia e il nostro aeroporto è la base di tre vettori, di cui due lowcost a rapidissima crescita».

Stagioni e opzioni E dopo Cagliari, ecco l’aeroporto Olbia Costa Smeralda che durante l’estate 2019 incremente-

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Sulle ali degli eventi Network ricco, quello del 2019, per l’aeroporto di Cagliari. Incremento di rotte e novità, a iniziare da quelle nazionali.

rà l’offerta dei voli del 5,2%, pari a circa 156mila posti in più rispetto alla scorsa stagione. Nell’ultimo triennio l’offerta dei voli è cresciuta del trenta per cento e durante la nuova stagione il Costa Smeralda avrà un network di 116 collegamenti totali – tra vettori di linea e charter – operati da oltre trenta compagnie aeree. Ed è da segnalare la forte crescita dell’offerta durante il periodo di spalla, che nel 2019 farà segnare un incremento di circa 92mila posti offerti rispetto al 2018. Silvio Pippobello, amministratore delegato di Geasar, ha dichiarato: «Il 2019 sarà un anno molto importante per il nostro aeroporto. Oltre agli obiettivi di consolidamento dei risultati ottenuti nell’ultimo triennio, affronteremo importanti sfide sul fronte dello sviluppo infrastrutturale del nostro scalo, in previsione dei volumi e delle tipologie di traffico aereo previsti per i prossimi anni. I numeri dell’estate 2019 confermano le nostre scelte strategiche orientate allo sviluppo del segmento internazionale e alla diversificazione del portafoglio di destinazioni e di compagnie aeree che operano nel nostro aeroporto». Sul fronte domestico, inoltre, è rilevante l’importante aumento in termini di posti offerti da Volotea sulle rotte da e per Bergamo, Napoli, Torino, Palermo e Verona. In quest’ultima rotta, si aggiunge con un prodotto giornaliero il vettore Neos, che dalla scorsa stagione opera già il collegamento da e per Milano Malpensa. Venti di novità anche per Sogeaal, la società di gestione dell’aeroporto di Alghero, che a gennaio ha evidenziato un potenziamento del 4,1% di transiti rispetto allo stesso mese del 2018. Chiuso l’anno col segno positivo – incremento del 3,3% sul 2017 –, Sogeaal è pronta a varare una stagione con i fiocchi. Il partner principale di questa nuova stagione di sviluppo del traffico aereo da e per Fertilia sarà Ryanair: tra voli in Italia e in Europa, la regina dei voli a basso costo tornerà a offrire alla Sardegna nord occidentale 17 collegamenti, ben dieci tratte in più rispetto al 2018. E indiscrezioni ben accreditate portano a credere che la nuova programmazione, avviata con l’estate 2019, sarà confermata anche nell’inverno 2019-2020.

�Bari

Parma

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Roma Ciampino

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Treviso

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Verona

�Milano Malpensa;

Venezia (potenziato)

�Napoli (potenziato)

�Roma Fiumicino (continuità territoriale, in attesa di aggiudicazione definitiva)

Milano Linate (continuità territoriale, in attesa di aggiudicazione definitiva)

Verona

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Milano Malpensa

�Milano Malpensa (nuovo, 8 voli alla settimana, che diventano 14 voli nei mesi di agosto e settembre)

* l’inaugurazione della nuova base consentirà anche l’ampliamento del ventaglio di destinazioni italiane del vettore

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Perché un evento in... Sardegna

Entroterra esperienziale Circuito dei giardini storici, rete dei borghi, cammini minerari, percorsi enogastronomici, di benessere, culturali e spirituali. Routing esperienziali in tutta la destinazione per il massimo dell’emozione

Raccolti e grandiosi Nel circuito dei Borghi più belli d’Italia, un esagono di bellezza. Sarda, ovviamente, e per routing d’autore. ■ Atzara ■ Bosa ■ Carloforte ■ Castelsardo ■ Posada ■ Sadali

Emozioni al galoppo per il Mice alla Sartiglia di Oristano; a destra, idee per lo shopping: i celebri cestini artigianali di Castelsardo

N

ettuno da parte, Rea dall’altra. Ovvero il regno del mare e quello dei monti e delle fortezze. In mezzo, la Res – Rete escursionistica della Sardegna –, le ciclovie, le ippovie, le attività open air, tradizioni, saperi e sapori tutti a disposizione dei meeting planner che in ogni stagione trovano in Sardegna rotte per eventi, incentive e post congress esperienziali.

Intrighi coast to coast Dopo un evento, mungitura e arte casearia. Oppure il giro dei fortini o sere stellate trascorse con un pastore e le sue greggi. Queste alcune fra le proposte esperienziali di Alghero – Nurra e Montiferru-Planargia, da vivere – soprattutto – nei mesi di spalla. Il percorso tra fortini e fortezze è percorribile con un soft trekking o in bicicletta e riguarda la zona di Alghero, mentre i “Sentieri del benessere” prevedono invece trekking naturalistici alla scoperta del territorio e, in particolare, delle erbe, da raccogliere e poi cucinare in sfiziosi team building. Cresce,

intanto, l’appeal del Cammino Santa Barbara: quattrocento chilometri tra sentieri e miniere dismesse, tutti in chiave slow, con un cammino ad anello che parte da Iglesias e ritorna nella città mineraria attraversando 386 chilometri – 407 con le varianti – tra il Sulcis, l’Iglesiente e il Guspinese. Il tutto con un ritmo slow e, imprescindibile, il tempo di fermarsi per “assaporare” il paesaggio. Lentamente, come fosse un vino da meditazione, che diventa a sua volta protagonista di routing a tutto gusto: la Sardegna del vino vanta una ricchezza ampelografica che conta oltre 150 vitigni autoctoni in un susseguirsi di varietà e territori diversi: dalle vecchie vigne allevate ad alberello in zone montuose – che in Barbagia arrivano anche a ottocento metri di altitudine – a vigne a piede franco su sabbia, vicinissime alla costa; e ancora, dai terreni granitici e dai climi miti della Gallura a quelle più calde del Campidano. Via libera, quindi, a percorsi di Bacco iniziando, magari, dal Malvasia di Bosa Riserva – da apprezzare con alcuni formaggi “erborinati” o leggermente piccanti e la pasticceria secca – e il Monica Doc di Sardegna, vino rosso con profumi di ribes e mirtillo dai sentori floreali, superbo se accostato alle empanadas sarde. Sorsi di territorio, unici e irripetibili.

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scelti per voi

Bajaloglia Resort Un boutique hotel nel quale l’attenzione ai dettagli, il comfort e l’esclusività sono ai massimi livelli. Un elisir di Sardegna da segnare in agenda per incentive memorabili

P

oco meno di un’ora di volo da Milano o da Roma e si atterra all’aeroporto di Alghero Fertilia, nello spicchio nord occidentale della Sardegna, in provincia di Sassari. Ad accogliere il Mice, un mosaico di paesaggi naturali nei quali si concentra un compendio di storia, cultura e archeologia. Un territorio ideale per l’organizzazione di qualsiasi tipologia di incentive con un asso nella manica a forte vocazione Mice: Castelsardo, borgo medievale arroccato su un promontorio a picco sul mare, con vista mozzafiato sul Golfo dell’Asinara.

informazione pubblicitaria

19 Dossier Sardegna SX Bajaloglia Resort.indd 19

Ed è qui che sorge il Bajaloglia Resort, adagiato di fronte al mare e raggiungibile, oltre che dall’aeroporto di Alghero Fertilia, anche da quello di Olbia Costa Smeralda. Una posizione baricentrica di sicuro interesse.

Tra mirto e maestrale A poco più di un chilometro dal cuore antico di Castelsardo ecco il resort, una malìa di charme e raffinatezza in binomio con la più avanzata tecnologia, gastronomia gourmet e con uno sguardo attento al benessere dei suoi ospiti. Nettuno

è protagonista, al Bajaloglia Resort Castelsardo, hotel incastonato nella macchia mediterranea e total seafront: le camere, il ristorante e persino la sala meeting, provvista di luce naturale. Dotata di attrezzatura di ultima generazione, la sala è in grado di accogliere un massimo di cento persone. Adiacente, ecco la veranda, perfetta per cocktail e coffee break mentre Bacco e Cerere accolgono gli ospiti nel ristorante L’Incantu, dal design minimal, con ampie vetrate sulle onde e una veranda che percorre l’intero perimetro della location affacciata sul mare. Qui il Mice trova il trionfo di genuinità e prelibatezze in accordo allo scorrere delle stagioni: protagonista è il pesce, declinato in innumerevoli proposte regionali, affiancato da etichette di pregio e da specialità nazionali. È un percorso sensoriale, quello che propone il Bajaloglia Resort, con spazi relax – tatami o gazebo di design – disseminati nella macchia mediterranea e con una piscina idromassaggio vista mare. Una cornice di grande impatto, ideale anche per cocktail a bordo acqua. Contesto di valenza anche nell’accommodation, articolata in camere e suite, tutte arredate con colori caldi e accoglienti.

Bajaloglia Resort Loc.Bajaloglia, 07031 Castelsardo (Ss) Tel. 079 474544 Fax 079 474144 hotel@bajalogliaresort.it www.bajalogliaresort.it

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Perché un evento in... Sardegna

scelti per voi

Hotel Catalunya U

Hotel Catalunya Via Catalogna, 24 07041 Alghero (Ss) Tel. 079 953172 Fax 079 953177 booking@hotelcatalunya.it www.hotelcatalunya.it

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na posizione strategica, quella dell’Hotel Catalunya, a pochi passi dal dedalo di vie del cuore antico di Alghero e dai suoi echi spagnoli. Una struttura top level ed effervescente nelle sue continue sorprese: per questo 2019, ecco che le camere e i corridoi – dal quarto al settimo piano – si presentano rinnovati grazie a un ulteriore restyling, volto a rendere gli ambienti ancora più luminosi. In attesa del 2020, quando questi interventi coinvolgeranno anche i restanti piani dell’hotel e nelle camere vi saranno nuove televisioni e smart Tv di ultima generazione.

Quattro stelle intriganti nelle proposte e nelle sorprese, perfette per il business in alchimia con il pleasure. Vicino al centro di Alghero e con vista mozzafiato sulla baia

Bello e funzionale

consumare una cena informale e diversa dall’ordinario con una ristorazione di qualità. Veri e propri percorsi del gusto si possono vivere anche nel ristorante Maqù – situato al primo piano dell’albergo – che quest’anno si arricchisce di una terrazza-giardino nella quale, durante la bella stagione, sarà possibile ambientare pranzi o cene open air. O godersi un attimo di relax all’aria aperta, in alternativa alla hall. La grande attenzione all’eccellenza dell’Hotel Catalunya si esprime anche con i continui corsi di aggiornamento del personale: nel

Raffinato e spettacolare l’Hotel Catalunya, a iniziare dal suo Blau Skybar & Events, lo spazio panoramico al nono piano della struttura articolato in bar, terrazza coperta e ristorante: una location perfetta per colazioni di lavoro e cene di gala d’atmosfera sino a 150 ospiti. Da qui – e anche dalle camere superior dell’albergo – si catturano con lo sguardo le onde e l’anima di Alghero, soprattutto al tramonto, con la baia e Capocaccia sullo sfondo. Da maggio e sino a settembre il Blau Skybar darà agli ospiti la possibilità di

caso di chef, personale di sala e barman, presso la prestigiosa accademia Casa Puddu. Trionfo di tecnologia all’avanguardia, invece, con una connessione wi-fi eccellente in tutta la struttura e nelle quattro sale meeting dell’Hotel Catalunya. Tutte con luce naturale, sono distribuite al piano terra per un totale di quattrocento posti e possono essere affiancate dalla sala Marina, al primo piano, con una capienza di ulteriori quaranta posti. Pressoché infiniti, infine, i percorsi post congress realizzabili con la concertazione della direzione dell’hotel. informazione pubblicitaria

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Perché un evento in... Sardegna

scelti per voi

Frontemare A

Frontemare Viale Lungomare del Golfo, 150 09045 Quartu Sant’Elena (Ca) Tel. 392 8595243 events@frontemaresardinia.com www.frontemaresardinia.com

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Quartu Sant’Elena, sul magnifico litorale del Poetto, a pochi passi da Cagliari e da tutti i servizi che il capoluogo della Sardegna può offrire, sorge Frontemare, un’oasi di pace in cui organizzare eventi, meeting e congressi dal carattere ricercato ed esclusivo. La struttura, moderna e accogliente, è stata recentemente ristrutturata e offre, oltre a una stupenda vista mare, tutto il necessario per eventi di diverse dimensioni, che possono essere organizzati in ogni stagione. Frontemare mette infatti a disposizione dei propri ospiti una sala interna di cento metri quadrati con una capienza massima di ottanta persone, 310 metri quadrati di area pavimentata esterna e 1.050 metri quadrati di spiaggia privata; inoltre, in caso di necessità, offre la possibilità di aumentare gli spazi al chiuso, grazie all’installazione di tensostrutture, tutte dotate di elettricità, aria condizionata e riscaldamento. Si tratta di spazi accoglienti e confortevoli, ideali per organizzare non solo meeting, workshop, riunioni di lavoro e presentazioni di prodotti, ma anche attività di team building, pensate per migliorare lo spirito di gruppo e rafforzare la co-

Un’oasi di pace a due passi da Cagliari; un luogo elegante sul litorale del Poetto; un ristorante e un lounge bar dai sapori ricercati: Frontemare è la venue ideale per eventi unici

esione tra i diversi membri di una stessa azienda. Frontemare garantisce con grande professionalità tutti i servizi necessari per realizzare un evento di successo, in cui nulla è lasciato al caso: una reception sarà pronta ad accogliere gli ospiti, che saranno guidati nelle loro attività e ai quali sarà dedicato un apposito servizio di ristorazione. Il personale, infatti, sarà lieto di organizzare per i propri clienti sfiziosi aperitivi e coffee break e di preparare nel proprio ristorante ottime pietanze, che sarà possibile gustare

a pranzo o a cena, mentre si verrà cullati dalle onde del mare e dal magnifico scenario che esso offre, in qualsiasi momento dell’anno e a qualsiasi ora del giorno. Inoltre, per chi vuole concedersi una pausa, in un clima moderno, elegante e sofisticato, Frontemare ha pensato il Lounge Bar, un luogo in cui divertimento, incontri, eventi e idee si fondono con una ricercata e ampia selezione di vini, drink, cocktail e long drink, permettendo di godere di un’esperienza unica, in grado di appagare tutti i sensi. informazione pubblicitaria

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Perché un evento in... Sardegna

scelti per voi

Kama Eventi Q

uestione di sincronicità. Ovvero il concetto che sostiene quanto la maggior parte degli eventi, nella nostra vita, abbiano un significato preciso e accadano per una ragione. In altre parole, nulla accade per caso. E proprio “nulla accade per caso” è il claim di Kama Eventi, Dmc di riferimento per la destinazione, certo, ma anche e soprattutto società di organizzazione di eventi a livello internazionale. Analizzare le richieste della committenza partendo dall’analisi delle esigenze e trovare la soluzione più efficace, per Kama Eventi è un piacere quotidiano.

Fatti, non parole

Kama Eventi Via Malpighi, 5 09126 Cagliari Tel. 070 301352 Fax 178 2756080 info@kamaeventi.com www.kamaeventi.com

XXIV | marzo-aprile 2019 24 Dossier Sardegna SX Karma Eventi.indd 24

L’azienda, nata nel 2002, ha sede a Cagliari ed è costituita da consulenti qualificati provenienti dal mondo dell’impresa, dei servizi e della comunicazione: un eterogeneo team di professionisti che hanno maturato competenze nel mondo dell’organizzazione di eventi e nelle pubbliche relazioni. La qualità è il fil rouge delle attività di Kama Eventi che in circa vent’anni è cresciuta anche grazie a tutte le aziende che hanno deciso di affidarsi alla sua esperienza. La perfetta sinergia dei componenti

Ogni evento è unico. Parola di Kama Eventi, un’esperienza quasi ventennale a livello internazionale e la garanzia dell’esclusività

del team della realtà cagliaritana unita alla loro dinamicità rappresentano uno dei motivi per i quali le aziende trovano in Kama Eventi un partner strategico in grado di sviluppare, organizzare e coordinare eventi di grande spessore. Per scoprirne alcuni, abbiamo chiesto a Clara Pili - titolare dell’azienda nonché presidente della sezione Turismo di Confindustria meridionale della Sardegna– di ragguagliarci in merito. «Fra i più importanti ed efficaci eventi da noi realizzati – afferma Pili – citiamo l’Aboca Forum, svoltosi a Madrid in collaborazione con il Consolato Italiano

e l’Università Complutense di Madrid, poi sicuramente il meeting dell’A.r.c.a., organizzato in collaborazione con la Cassa di Risparmio di La Spezia nella splendida cornice di Villa Marigola a San Terenzo di Lerici e nel golfo dei Poeti. Ancora mare con l’evento Sailing & Training, organizzato per il Gruppo Giovani Industriali della Confindustria nazionale, nelle spettacolari acque della Sardegna». E con lo sguardo rivolto al futuro, infine, segnaliamo un evento di grande valenza: l’Italian Clab Network, che si svolgerà in più tappe dall’1 al 16 giugno e percorrerà la Penisola da nord a sud. informazione pubblicitaria

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Perché un evento in... Sardegna

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CPH | Pevero Hotel Loc. Golfo Pevero - Porto Cervo 07021 - Arzachena (Ot) Tel. 0789 907009 info@cphpeverohotel.com www.cphpeverohotel.com

XXVI | marzo-aprile 2019 26 Dossier Sardegna SX Pevero Hotel.indd 26

el cuore della Costa Smeralda, ad appena 250 metri dalle famose spiagge del Grande e Piccolo Pevero e a pochi chilometri dalla piazzetta di Porto Cervo, ecco una location di impareggiabile valenza. È il CPH | Pevero Hotel, già conosciuto come Colonna Pevero: incastonato in una macchia mediterranea punteggiata da mirto, ginepro ed elicriso, un elisir da inspirare a pieni polmoni anche dalle cento fra camere deluxe e suite che prospettano su questo eden naturale.

Cinque stelle che si specchiano nel golfo del Pevero e brillano nella seducente Costa Smeralda. Per un firmamento di eventi glamour

Bellezza a tutto tondo

assi nella manica della struttura, palcoscenico di serate di gala d’atmosfera. Come i tre ristoranti, dalle vetrate panoramiche e con menu pensati per i gourmand più esigenti e con veri e propri percorsi del gusto: ogni piatto è un viaggio sensoriale che appaga vista, gusto e olfatto, accompagnato da etichette prestigiose, dalle principali dell’enologia sarda ai più rinomati vini nazionali e internazionali. L’ordinario è sempre straordinario, al CPH | Pevero Hotel, con numerosi plus fra i quali cinque piscine a sfioro – di cui una con idromassaggio – con cascate su vari livelli che giocano a nascondersi tra la vegetazione.

Agli incontri della meeting industry la struttura dedica grandi spazi che favoriscono l’organizzazione di qualsiasi tipologia di evento ad hoc e on demand. Fra questi vi sono tre sale indoor con un’ammiraglia, la sala Pevero, modulabile e per un massimo di 130 persone. Tutte le sale sono illuminate con luce naturale e sono provviste di tecnologia all’avanguardia. Nel Privé Lounge Bar si possono ambientare piacevolissimi coffee break mentre cocktail con musica dal vivo trovano la loro quinta ideale sulla terrazza che si affaccia sul golfo del Pevero. E sono proprio le terrazze panoramiche uno degli

E a proposito di facility, qui il Mice trova il Pevero Golf Club, tracciato di 18 buche definito dagli esperti “uno dei campi da golf più belli d’Italia” per il suo panorama suggestivo. Fra le numerose opportunità del CPH | Pevero Hotel, inoltre, vi sono anche l’area fitness e, novità di quest’anno, la bike room, con la possibilità per gli amanti della bicicletta di poter utilizzare bici da strada di alta gamma, anche con pedalata assistita. Al CPH | Pevero Hotel la scenografia di incentive e di team building è pressoché infinita. Come il relax e il benessere, da vivere intensamente nel centro Wellness & Beauty, nel quale rigenerarsi e rinnovare energia. informazione pubblicitaria

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Perché un evento in... Sardegna

scelti per voi

Pullman Timi Ama Sardegna U

nico ed esclusivo, il Pull­ man Timi Ama Sardegna è incastonato nell’area marina protetta “Capo Carbonara”, in una macchia mediterranea che conduce a una spiaggia privata di sabbia bianca. La location è ideale per qualsiasi tipologia di evento e, al contempo, è un’oasi di relax per le vacanze della meeting industry grazie alla pluralità di opportunità capitanate dal wellness, una delle skill di qualità della strut­ tura. E proprio in quest’ottica, a maggio verrà inaugurata la Wellness Suite, una camera executive rinnovata e con pia­ cevolezze a tutto benessere. Alcuni esempi? Gli sleep kit, l’attrezzatura sportiva per alle­ narsi in camera e una selezione di prodotti salutari nel minibar. E sempre a maggio, un’altra sorpresa: aprirà i battenti il nuo­ vo ristorante Su Tea Rooftop Restaurant, panoramico e po­ sizionato sulla terrazza al terzo piano. Una quinta esclusiva, con menu gourmet e à la carte.

Pullman Timi Ama Sardegna Viale dei Ginepri, 3 09049 Villasimius (Ca) Tel. 070 79791 Fax 070 797285 H3040-CG@accor.com www.pullman-timiama-sardegna.com

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Energia agli eventi La struttura invita il Mice nel suo istituto di talassoterapia Thalassa Sea & Spa comple­ tamente rinnovato e ampliato, perfetto per rigenerarsi – in

Una location d’eccellenza per il Mice, che la sceglie anche per i suoi soggiorni leisure. Cinque stelle in uno scenario mozzafiato e con sale per eventi di successo

ben mille metri quadrati di su­ perficie – con trattamenti di ta­ lassoterapia, ma non solo. Un must è la piscina con acqua di mare a 34 gradi centigradi così come il Percorso Sensoria­ le perfetto per un totale relax dopo gli eventi di lavoro. Alla meeting industry che ama alle­ nare mente e corpo, il Pullman Timi Ama Sardegna dedica la palestra: cento metri quadrati nei quali trovare attrezzature di ultima generazione. Nel contesto degli eventi la parola d’ordine è eccellenza: quattro sale per una capienza complessiva sino a 350 perso­ ne, tutte con accesso wi-fi gra­ tuito e possibilità di utilizzare

la Connectivity Lounge nel corso dell’evento. Gli organiz­ zatori possono fare affidamen­ to su un IT Solutions Manager e su un Event Manager dedi­ cati per eventi chiavi in mano. E quando è ora di rilassarsi, ecco i Chill-Out Spaces: con­ fortevoli sale impreziosite da un caleidoscopio di colori can­ gianti e da una vasta gamma di possibilità di utilizzo: dall’in­ trattenimento per chiacchiera­ te informali alla iPod docking station per ascoltare musica, passando per la biblioteca con libri in diverse lingue. Un luogo per tutti i gusti, oltre che sede ideale per serate a tema, hap­ py hour e degustazioni. informazione pubblicitaria

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Perché un evento in... Sardegna

scelti per voi

Hotel Regina Margherita R

efresh, innovazione e attenzione ai dettagli sono alcuni fra i tratti distintivi dell’Hotel Regina Margherita, sempre pronto a riservare sorprese ai suoi ospiti. Per il 2019 appena iniziato, la protagonista è la ristorazione interna di qualità: un bistrot riservato, per raccolte colazioni di lavoro e un massimo di venti persone. Nella location il Mice può apprezzare una raffinata gastronomia accostata a pregiate etichette di Bacco regionali e nazionali, con circa cento referenze diverse. Per un numero maggiore di ospiti, al bistrot viene affiancata un’ulteriore sala per una capacità massima di 150 persone sedute (300 per uno standing buffet).

Innovazioni e certificazioni

Hotel Regina Margherita viale Regina Margherita, 44 09124 Cagliari Tel. 070 670342 Fax 070 668325 booking@hotelreginamargherita.com www.hotelreginamargherita.com

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Strategicamente posizionato nella via che dal quartiere fortificato di Castello scende verso l’elegante passeggiata davanti al porto, l’Hotel Regina Margherita è attorniato da locali antichi, di tendenza e da negozi griffati e consente una spettacolare vista sul mare e sulla città. Soprattutto dall’accommodation, articolata in cento camere, nelle quali è stato – ulteriormente – implementato il room service: le “manager in rosa”, infatti, non pagano la ristorazione servita

Nel cuore di Cagliari, un hotel che è un connubio di charme e prestigio, storia e design, elisir territoriali e certificazioni di qualità green a livello europeo

in camera. Agli eventi l’Hotel Regina Margherita dedica sette sale modulari concepite per accogliere complessivamente quasi seicento persone e si rivela location ideale per incontri raccolti così come per simposi sino a trecento persone in contemporanea. Le meeting room possono essere allestite tailor made e in pochi minuti, variando il numero dei posti. Attento alle innovazioni, l’albergo presenta un upgrade di connessione fibra ad altissima velocità, perfetta per videoconferenze di elevata qualità. Design, tecnologia e ospitalità ricercata sono il tris

d’assi di questa struttura che sulla scia dell’eccellenza inserisce anche la certificazione Iso 9001:2000, la Ecolabel Ue – marchio di qualità ecologica europea – e, dal prossimo anno, anche la Iso 14.000, rivolta alla protezione dell’ambiente. Dettagli di valenza tutti fruibili dal Mice, che qui trova anche la Terrazza la Cascata: un gazebo per un massimo di 180 ospiti, completamente chiuso da vetrate panoramiche e ubicato in una zona piantumata dell’albergo, con tanto di giardino e cascata d’acqua che si tuffa da un’altezza di cinque metri. informazione pubblicitaria

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TRANSFORMATION THROUGH CO-CREATION IS IN OUR DNA IMEX in Frankfurt is an inspiring and dynamic melting pot where the global meetings, events and incentive industry flocks to do business, disrupt, innovate and thrive. Creative collisions WILL take place with: A whole world of suppliers – Gen up on the USPs of emerging and mid-sized destinations to co-create truly unique and authentic experiences for your delegates. Influencers and educators – Be it event tech, megatrends or experiential eye-openers – meet the future of your events. Our industry partners – MPI, PCMA, ICCA, AIPC, Destinations International and many more will be reaching out to play a big part in your IMEX experience and career. Event professionals like you – In-house, agency and association planners all come to IMEX and grow stronger through peer to peer learning and networking. So, embrace co-creation and cultivate your own transformation @ IMEX in Frankfurt this May.

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Meeting e Congressi - Mar Apr 2019  

Meeting e Congressi è la prima rivista nel settore congressuale e incentive in Italia. Da 40 anni si prefigge lo scopo di informare e aggior...

Meeting e Congressi - Mar Apr 2019  

Meeting e Congressi è la prima rivista nel settore congressuale e incentive in Italia. Da 40 anni si prefigge lo scopo di informare e aggior...

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