comunitĂ religiosa Sacra Famiglia
Scuola secondaria
centro Educativo e Scuola santa Paola Elisabetta Cerioli
piano offerta formativa
pof e Curricolo Scuola Secondaria TERZA PARTE
Pianificazione scolastica
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anno scolastico 2013 - 2014
SALUTO Cari genitori dei ragazzi della Secondaria di I° questo è il nostro Piano dell’Offerta Formativa (=POF), la carta di identità del nostro Centro Educativo e Scuola.
Con il POF vi invitiamo a leggere anche il Curricolo di Scuola attraverso il quale conoscete la programmazione annuale delle discipline scolastiche con le competenze educative e didattiche che devono raggiungere i vostri igli.
Con il POF e con il Curricolo di Scuola è necessaria la lettura del Regolamento di vita della Scuola Primaria, strumento di orientamento educativo ma anche delle regole che soggiaciono alla vita.
Buon anno scolastico!
p. Antonio e p. Luca con la Comunità educante e scolastica Orzinuovi 2 settembre 2013
Santa Paola Elisabetta Cerioli
Af idandoci i vostri igli, le vostre iglie, vi ricordiamo che abbiamo il compito di far apprezzare il valore della cultura e la necessità di imparare; ma ‐e noi lo abbiamo imparato negli anni‐ vogliamo far intuire loro le cose essenziali per vivere: la stima di sé, la collaborazione con gli amici, la solidarietà con i più infelici; e, più in profondità, attrezzarli per vivere la vita. La vita è bella e promettente perché abitata da Dio. Per realizzare tutto questo chiediamo la collaborazione con voi genitori. La nostra proposta è uno strumento per sprigionare le migliori energie dei bambini di oggi, che saranno gli adulti del futuro.
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TERZA PARTE
Scuola secondaria
pianificazione scolastica Le soluzioni di carattere educativo e didattico del Centro educativo e Scuola Santa Paola Elisabetta Cerioli
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PIANO GENERALE POF
fascicolo 1 Progetto educativo della Congregazione fascicolo 2 La Scelta educativa (I parte) Percorsi formativi (II parte) fascicolo 3 Pianificazione scolastica (III parte): pof - Scuola dell’infanzia A pof - sezione Primavera B pof - Scuola primaria pof - Scuola secondaria
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Questa terza parte del POF riguarda la PIANIFICAZIONE SCOLASTICA nell’individuazione delle soluzioni di carattere organizzativo e didattico. Questo livello corrisponde alle rifiniture di una casa. È la parte più pratica e organizzativa e ha il compito di tradurre in metodologie adeguate e scelte chiare il progetto di fondo. Le diverse parti in cui è strutturata l’intera organizzazione permette di suddividere l’intera proposta formativa. Per evidenziare il carattere unitario della nostra Scuola presenteremo i progetti del POF della Scuola dell’Infanzia (materna), della Scuola Primaria (elementare) e della Scuola Secondaria (media) Questa parte comprende anche la DIMENSIONE VALUTATIVA. Nel progetto di una casa corrisponde da un lato alla soddisfazione di tutte le certificazioni vigenti in ordine alla sicurezza e dall’altro alla interrogazione circa la soddisfazione di colui che l’ha costruita e di colui che la abita. Concretamente vi si trovano i criteri per l’autovalutazione, la valutazione dell’apprendimento e la valutazione dello stesso piano dell’offerta formativa.
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scuola secondaria
La Scuola Secondaria di I° grado Santa Paola Elisabetta Cerioli è una scuola cattolica, pubblica non statale, legalmente riconosciuta dal 13 maggio 1989 e dall'anno 2000-2001 è scuola paritaria. È gestita dai religiosi della Congregazione religiosa della Sacra Famiglia, fondata nel 1863 da santa Paola Elisabetta Cerioli, una madre di famiglia divenuta educatrice di tanti altri figli. La sua offerta formativa si riferisce concretamente alle intuizioni e alle scelte che animarono l’azione di Paola Elisabetta Cerioli: mettersi al servizio del territorio, con la precisa finalità di istruire, educare ed assistere i ragazzi, per prepararli, anche culturalmente, all’inserimento pieno, maturo e dignitoso nella società. La Comunità religiosa si avvale della competente collaborazione di docenti ed educatori ben istruiti e formati. La scuola è situata a Orzinuovi e inserita in una vasta area verde utilizzata per le attività ricreative e sportive dei ragazzi. Accanto alla scuola sorge un centro sportivo, gestito anch’esso dalla Comunità religiosa, con piscine aperte al pubblico e utilizzate durante l'anno scolastico dagli stessi alunni.
ORARIO DI APERTURA DEL CENTRO EDUCATIVO SCOLASTICO da lunedì a venerdì: 07.30 - 17.30 ORARIO DI APERTURA DELLA SEGRETERIA È aperta ai genitori, docenti e alunni: da Lunedì a Venerdì ore 8.00 - 9.00 ore 12.00 – 13.00 ore 16.00 – 17.00 ORARIO DELLE LEZIONI SCOLASTICHE da lunedì a venerdì: 08.15 - 16.45 ORARIO EXTRASCOLASTICO tempo pre-scuola: 07.30-08.15 tempo mensa: 13.30-14.00 tempo ricreazione: 14.00- 15.00 tempo post-scuola: 16.45-17.30
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Con la Scuola dell’Infanzia e la Scuola Primaria, la Scuola Secondaria è frequentata da circa 600 alunni provenienti dal territorio dei paesi distanti fino a 30 Km da Orzinuovi ed inserita nel contesto del Centro educativo.
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I - LA NOSTRA SCUOLA Alunni
anno scolastico 2013-14 Maschi
Femmine
totale
31 33 41 105
31 28 23 82
62 61 64 187
Classi 1^ Classi 2^ Classi 3^ Totale
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Docenti
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Religione
p. Luca Ghirardelli
Lettere, Storia, Geogra ia, Cittadinanza e Costituzione
Monassita Aiol i Stefania Bergamaschi Alesia De Martini Elisa Crescini Flavia Gilberti (suppl) Guido Zuelli
Storia, Geogra ia, Cittadinanza e Costituzione Scienze Matematiche
Greta Del ini Paola Grassi Luca Columpsi Ghidinelli Francesca Bettoni Paola Ilaria Gusmaroli
Lingua Inglese Lingua Spagnolo Tecnologia
PierGiovanna Franguelli
Arte e Immagine
Stefania Vei
Ed. Musicale
Francesco Pavesi
Scienze Motorie e Sportive
Tito Costa
Informatica
Andrea Cerioli
Sostegno
Paolo Mondini
Dirigenza scolastica Dirigente scolastico e Gestore della Scuola
p. Antonio Consonni
vice‐preside e Direttore per l’educazione
p. Luca Ghirardelli
Collaboratore didattico
prof. Tito Costa
Responsabile educatori e coordinatore attività extra scolastiche
Manuel Falarti
Segreteria Amministrazione
Giovanna Cavanus Adriana Fusini Padre Michelangelo Moioli Ausilia Costa
CALENDARIO GENERALE 2012-2013 Fes vità nazionali 1 novembre 8 dicembre 25 aprile 1 maggio 2 giugno
festa di tu i San Immacolata Concezione anniversario della Liberazione festa del Lavoro festa nazionale della Repubblica
Regione Lombardia ai sensi dell’art. 138, comma 1° del D.L.vo n. 112 del 31.03.1998 e dell’art. 4, comma 121 della L.R. n. 1 del 05.01.2000 giovedì 12 se embre 2013 inizio delle lezioni sabato 02 novembre 2013 Commemorazione dei defun domenica 08 dicembre 2013 Festa dell’Immacolata Concezione dal 21 dicembre 2013 al 6 gennaio 2014 vacanze di Natale dal 16 aprile al 22 aprile 2014 vacanze di Pasqua Sabato 7 giugno 2014 termine delle lezioni
Sabato 5 e Domenica 6 o obre Festa della Scuola e della solidarietà Venerdì 20 dicembre S. Messa con scambio d’auguri nata‐ lizi (xsa parr.le) Giovedì 23 gennaio 2014 Festa santa Paola Elisabe a Cerioli Lunedì 3‐martedì 4 marzo 2014 Vacanza di Carnevale
extra scuola Creativamente Corsi di Musica, Sport, Danza
da o obre a maggio 2014 Esibizioni conclusive a maggio
Vacanza in montagna di Carnevale Vacanza in montagna di Carnevale da giovedì 27 febbraio da giovedì 27 febbraio a lunedì 3 marzo a lunedì 3 marzo
Gioco Estate:
dal 16 giugno al 25 luglio
Gioco Estate d’agosto:
dal 28 luglio all’ 8 agosto
Vacanze mare
da lunedì16 a lunedì 23 giugno ragazzi/e v^ primaria, I^‐secondaria da domenica 6 a domenica 13 luglio ragazzi/e II^ e III^ secondaria
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Is tuto Sacra Famiglia
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II - L’ADOLESCENZA, LA NOSTRA SCUOLA, IL SUO CONTESTO 1. Adolescenza e adolescenti. Un’età ‘esplosiva’ della vita 2. Le famiglie dei nostri adolescenti 3. Le Scuole della Congregazione della Sacra Famiglia
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4. Il Centro educativo e la Scuola S. P. E. Cerioli.
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5. La Scuola nel contesto socio-culturale ed economico 6. Le Scuole statali e paritarie di Orzinuovi 7. Breve storia della nostra Scuola
1. Adolescenza. Un’età ‘esplosiva’ della vita Gli adolescen che frequentano la Scuola Secondaria S. P. E. Cerioli vivono la stagione della (prima) adolescenza. L’adolescenza è l’età più difficile, un’età esplosiva! Il corpo, il cuore, l’intelligenza diventano un vulcano. Anche le relazioni con gli adul e con Dio vengono a raversate da questa instabilità e ricerca. Se l’immagine per descrivere il tempo dell’Infanzia (Scuola dell’In‐ fanzia) è un bambino/a in braccio a sua madre; mentre il bambino che cammina ‐svincolato da papà e mamma‐ racconta il tempo del‐ la Scuola primaria, l’adolescenza ha bisogno di diverse immagini per essere descri a: primavera, vulcano, navigazione!
Questa fase dell’adolescenza della vita è importante perché si ma‐ nifesta una legge che pure dovrà essere ricercata come qualificante per rapporto alla vita umana tu a: la vita non è possibile se non nel segno della libertà! … Nel segno di una consegna e di una dedizione all’altro! L’uomo nasce senza scegliere, ma non può vivere se non a questa precisa condizione: di riprendere la prima nascita mediante la sua scelta libera. Noi, come Scuola, di fronte a ques adolescen ci interroghiamo: Quale Scuola fare? I nostri orientamen : 1. mo vare allo studio; 2. sviluppare un grup‐ po classe laboratoriale; 3. preparare alla Scuola Secondaria di II e al futuro. La domanda non è disgiunta dall’altra: Di quale famiglia ha bisogno questo adolescente? 1. clima familiare coeso con regole interiorizzate di vita; 2. una sa‐ na alleanza con la scuola, nel bene e nel male; 3. la necessità di me ersi in ques one e di lasciarsi formare da altri.
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L’adolescenza è come la primavera in cui tu o sboccia, si rinnova, cambia. È come un vulcano che sconvolge ‐nel corpo e nell’anima del ragazzo / della ragazza‐ gli an chi equilibri. È come una naviga‐ zione in mare: sembra che non ci sia méta e orizzonte ed invece ogni volta l’adolescente sperimenta l’urgenza di una des nazione, di una guida che sostenga, di amici che lo aiu no.
C’è un’ul ma domanda sempre rimossa: A quale Dio affidarsi? SI pensa che la ques one degli adolescen sia solo emo va o rela‐ zionale. Occorre ripensare invece originariamente alla esperienza di fede dei figli adolescen , per non tradirli nelle loro a ese.
2. Le famiglie dei nostri adolescen
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Le famiglie che portano i loro figli al nostro Centro e Scuola sono uno ‘spaccato’ delle famiglie del mondo che vivono questo tempo.
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Ci sono famiglie che vivono un buon clima familiare e sono sostan‐ zialmente unite, anche se molte vivono la ferita della separazione e del disagio, clima non certo favorevole alla riuscita scolas ca del proprio figlio. Ancora più rilevante il disagio che si registra dove i figli vivono situazioni di ro ura familiare spesso seguite da for tensioni tra i due genitori. Il figlio viene spesso conteso dalle due par più come segno di vi oria sull’ ex coniuge che come scelta educa va nei confron del minore. Si sta imponendo un nuovo modello di ‘vivere la famiglia’, che regi‐ stra il modello di tu a la civiltà occidentale. Dal modello ‘figli con genitori’ si sta passando al modello ‘coppia con figlio’. In altre paro‐ le: la relazione filiale appare più solida del rapporto spesso instabile tra i coniugi e dunque la famiglia si va cos tuendo anzitu o in fun‐ zione del figlio. Come dire che i matrimoni (e le convivenze) si rom‐ pono con una certa facilità, ma i bambini restano. Il clima delle famiglie di oggi è definito da due profili: privata ed affe va. Privata, nel senso di sistema camente sequestrata rispe o a quei sistemi di scambio sociale, ai quali si affida la vita pubblica; a diffe‐ renza di quella tradizionale nella quale era il centro a procedere dal quale prendeva forma ogni rapporto sociale. Affe va, nel senso che ingrediente del legame familiare, anzi ten‐ denzialmente esclusivo, diventa appunto l’affe o. Ques due tra della figura della famiglia rendono assai arduo il compito educa vo, perché predispone lo spazio per la lievitazione della figura materna, a raverso l’oscillazione dei due comporta‐
men quali la rassicurazione incondizionata e il cosidde o rica o affe vo. Le famiglie che scelgono il nostro Centro educa vo e scuola appar‐ tengano a questo contesto sociale, culturale ed economico. Tu a‐ via le ragioni sono molto variegate: ci sono famiglie che portano i loro figli al nostro Centro per la condivisione di una comune pro‐ spe va ideale della vita: cris anamente impostata e saggiamente cara erizzata. Pur nella sua spiccata laicità, la scuola rimane forte‐ mente connotata dalla sua iden tà cris ana. Tu avia la scuola è qualificata significa vamente dal suo essere scuola ca olica, aper‐ ta a tu .
Queste ragioni non impediscono alla nostra proposta di farsi pro‐ posi va e interpellante la coscienza dei genitori. Per noi rimane certo che primi educatori dei figli ‐poiché hanno offerto e con nua‐ no ad offrire il contesto di vita‐ sono i genitori.
3. Le Scuole della Congregazione della Sacra Famiglia 1. Il tragi o della vita di santa Paola Elisabe a Cerioli è la realizza‐ zione di un ideale: esprimere maternità, crea vità, generosità pri‐ ma verso i suoi figli e dopo la perdita dei figli propri, verso i figli degli altri, poveri e senza avvenire. E rintracciare in tu o questo il compiersi della ‘volontà di Dio’. 2. La Congregazione custodisce questo metodo educa vo. Dal pic‐ colo gesto di accoglienza di una bambina orfana nacque la Congre‐ gazione dei religiosi (4 novembre 1863) e delle religiose (8 dicem‐ bre 1862) della Sacra Famiglia che, evangelizzando a raverso l’edu‐ cazione, con nuano il sogno di madre Paola Elisabe a Cerioli: fare
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Ci sono, invece, famiglie che scelgono la scuola perché entrambi i genitori lavorano. Esso appare senza dubbio uno dei mo vi che spinge le famiglie a scegliere un’is tuzione che perme e una cu‐ stodia qualificata del bambino per l’intera giornata. La mo vazio‐ ne, spesso ben esplicitata al momento dell’iscrizione, perme e di recuperare il senso della collaborazione della scuola con la famiglia, non in senso vicario, sos tu vo, ma nello spirito di un’alleanza co‐ stru va.
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del mondo la famiglia di Dio, dove genitori ed educatori fossero come un ponte verso la paternità e maternità di Dio.
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3. Un’idea fondamentale della nostra esperienza è che per evangelizzare dobbiamo innanzitu o lasciarci evangelizzare dalla Parola di Dio, dal carisma e dalla vita dei poveri. Evangelizzare educando è stato lo slogan sinte co della nostra esperienza educa va. «Il nostro essere manda ad evangelizzare i poveri» (Lc 4,18) passa inesorabilmente e primariamente nell’impegno a formare le coscienze delle giovani generazioni. In questo senso l’educazione appare sopra u o come la forza più potente ed efficace in grado di fornire l’accesso per tu alla ci adinanza terreste in una comunità planetaria.
4. Il nostro Centro educa vo e la Scuola santa Paola Eli‐ sabe a Cerioli. La Scuola Secondaria S. P. E. Cerioli si pone all'interno di una real‐ tà stru urale ed educa va più ampia che è il Centro Educa vo sco‐ las co preesistente alla Scuola stessa, avviata nel 1989. Il Centro Educa vo scolas co è un ambiente forma vo sicuro, fami‐ liare, ben organizzato ed inserito in una vasta area verde che inten‐ de andare incontro alle varie esigenze delle famiglie. Per questo prevede anche tempi e servizi che vanno al di là dell'offerta mera‐ mente scolas ca. La scuola all'interno del Centro Educa vo scolas co è a vata con finalità ben precise: ‐ tenere aperta una finestra sul mondo interiore di tu i ragazzi per‐ ché ciascuno sia artefice del proprio sviluppo; ‐ tenere aperta una finestra sul mondo complessivo di tu i ragazzi del mondo con par colare a enzione per i più sfortuna , senza av‐ venire ed impedi di abitare il mondo; ‐ soccorrere le esigenze delle famiglie del territorio che chiedono aiuto educa vo nella ges one della crescita dei propri figli; ‐ tes moniare, con il profilo specifico della cultura antropologica cris ana, che il benessere psicofisico e spirituale di ogni persona
sta nella possibilità di crescere il più serenamente possibile in una famiglia e/o in luogo educa vo che si affianca ad essa per sostene‐ re, illuminare e soccorrere il suo sforzo forma vo.
5. La scuola e sul contesto socio ‐ economico ‐ culturale. La Scuola Secondaria ‐insieme alla Scuola dell’Infanzia e alla Scuola Primaria‐ è ubicata nel Comune di Orzinuovi. Il Comune appar ene geograficamente all’area della Bassa Bresciana e presenta i vantag‐ gi e i limi della vita di una piccola realtà provinciale. All’interno di questo quadro socio economico culturale, l’utenza della scuola secondaria è cos tuita da alunni provenien dalla scuola Primaria della nostra Scuola e dai Comuni del Territorio.
La Scuola S. P. E. Cerioli ha iniziato ad operare nel Comune di Orzi‐ nuovi, con una modalità par colare a par re dal 1925. Con l’anno scolas co 2000 ha saputo rinnovarsi nel tempo per ren‐ dere sempre a uale la propria offerta forma va e culturale, e per rispondere in modo efficace e per nente alla domanda di istruzio‐ ne e di formazione dell’intera Comunità di Orzinuovi e del Territo‐ rio della Bassa Bresciana. Nel tempo la Scuola Secondaria di I grado ha voluto e saputo inte‐ ragire con altre is tuzioni territoriali (famiglie, en locali, chiesa, mondo del lavoro e del volontariato) precorrendo e realizzando quanto le norme nel tempo avrebbero via via codificato (DPR n. 235/2007).
6. Le scuole statali e paritarie di Orzinuovi Le Scuole del Comune di Orzinuovi sono queste: > ’ : statale (a Coniolo, frazione di Orzinuovi);
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La preparazione scolas ca pregressa è mediamente acce abile, anche se negli anni si è riscontrato un aumento di alunni fortemen‐ te svantaggia sul piano sociale e culturale, altri con handicap par‐ colarmente grave o con DSA.
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comunale (Garibaldi); paritaria (Canossiane); > : > 1° : > S G C . Liceo scien fico . Liceo linguis co . Is tuto tecnico Inizia ve a favore della famiglia e, in par colare, dei minori sono ges te dalla Parrocchia e dalle Amministrazioni comunali del terri‐ torio.
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7. Breve storia della nostra scuola Le tappe che hanno portato alla cos tuzione del nostro Centro educa vo e Scuola s. Paola Elisabe a, da tu conosciuto come ‘Andreana’ sono queste: 1921, 23 se embre: don Giuseppe Musle , na vo di Orzinuovi e parroco di Ovanengo, esprime il desiderio di lasciare tu o il suo patrimonio alla Congregazione della Sacra Famiglia perché venga aperto, possibilmente nel Comune di Orzinuovi, un Orfanotrofio per raccogliere, allevare e istruire ed educare orfani poveri 1925, 11 novembre: a nome e per conto della Congregazione della Sacra Famiglia, padre Francesco Tomasoni con fratel Giovanni Ca‐ pister, due suore e un gruppo di ragazzi, prende possesso della Possessione Landriana. 1926: l’Is tuto Andreana s’avvia ad accogliere circa 35‐40 ragazzi che hanno frequentato le prime classi elementari a Mar nengo e la classe quinta a Villacampagna. Impegna nell’a vità agricola, i giovani migliori seguono i corsi di scienze agrarie e zootecnica te‐ nu dal prefe o d’agraria fratel G. Capister. 1932‐33: viene avviata la Scuola Agraria serale. Fratel Omobono Pezzoli insegna agraria e zootecnia, mentre il maestro Branchi e il professor Gardoni cultura generale.
1941, giugno: i dieci allievi migliori vengono invia ad Orzinuovi per sostenere gli esami del Secondo Corso presso il Regio Corso d’Avviamento Professionale di Tipo Agrario. 1946, o obre: riapre la Scuola di Avviamento serale con l’is tuzione del Terzo Corso. 1954, 8 se embre: viene inaugurato il nuovo grande padiglione con dormitorio, refe orio e officina meccanica agraria. 1955‐56, o obre: l’Is tuto Andreana accoglie anche ragazzi esterni che hanno terminato il ciclo elementare, come convi ori o semi convi ori per il periodo scolas co che frequentano il corso trienna‐ le di Avviamento Professionale Industriale. 1957, o obre: approntate nuove aule, la palestra e il laboratorio, l’Is tuto Andreana o ene l’autorizzazione ad ospitare una sezione staccata dell’Avviamento Professionale Industriale Statale di Orzi‐ nuovi.
1963‐64: soppressa la Scuola d’Avviamento Professionale, l’Is tuto Andreana ospita una sezione staccata della nuova Scuola Media Unica di Orzinuovi. 1974, 1 se embre: il complesso scolas co dell’Andreana ospita la sezione staccata dell’Is tuto Tecnico “Don Primo Mazzolari” di Ve‐ rolanuova. 1989, 13 maggio: il decreto ministeriale concede il riconoscimento legale alla Scuola Media “P.E.Cerioli” con decorrenza dall’anno scolas co 1988‐89. Il Ministero della P.I. riconoscerà lo status di Scuola Media Paritaria con decreto 28 febbraio 2001. 2000, 14 se embre: autorizzata dal Dirigente Scolas co del Circolo Dida co di Orzinuovi, s’avvia la Classe Prima della Scuola Primaria ‘P.E.Cerioli’. Con decreto 27 febbraio 2003 il M.I.U.R. riconosce lo status di Scuola Primaria Paritaria.
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1960, 1 o obre: l’Is tuto Andreana ospita una sezione coordinata dell’Is tuto Professionale Industria e Ar gianato “More o” di Brescia (I.P.S.I.A.), l’an ca Scuola Tecnica.
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2003, 11 se embre: avvio del primo anno della Scuola dell’Infanzia “P.E.Cerioli”. 2005, Con decreto 28 novembre il M.I.U.R. riconosce lo status di Scuola dell’Infanzia. 2005, gennaio: inizio lavori di ristru urazione della Piscina.
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2006, 2 o obre: avvio del C.I.S. / Consiglio d’Is tuto della Scuola per custodire e far crescere la con nuità e la collaborazione tra religiosi, docen , genitori delle tre sezioni della Scuola. 2007, 2 o obre: avvio del movimento delle famiglie per l’Educazione e la Famiglia.
Perché il nome Andreana alla nostra scuola Generalmente, i cascinali della pianura padana prende‐ vano denominazione dal cognome della famiglia pro‐ prietaria, oppure da una particolare emergenza natura‐ le: un dosso, un bosco, una pianta, …. Verso la metà dell’800, il gruppo familiare Gossalli‐Moretti‐Legnani fa costruire sul Campo La Vigna, posto nella contrada della Madonnina dell’Oglio, una vasca per la macerazione del lino, ibra allora molto richiesta sul mercato lombardo. Per utilizzare una derivazione della Roggia Mezzarola, la struttura viene interrata tanto da richiedere una sca‐ letta in mattoni per accedervi. E cosı̀ infossata da richia‐ mare le buie androne dei centri urbani, il che le merita la denominazione di L’andruna, che si estende al terre‐ no che la ospita e più tardi alla cascina che su di esso nel 1881‐83 vi farà costruire il proprietario Enrico Salini, nativo di Soncino e farmacista in Milano.
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Per la prima volta, nella mappa catastale del 1898 la Ca‐ scina Landruna è uf icialmente segnalata come Cascina Landriani, evidente interpretazione burocratica dell’in‐ decifrabile toponimo originario. Per altre fantasiose contaminazioni popolari, di qui seguirà Cascina Landria‐ na e inalmente L’Andreana.
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III - LE INNOVAZIONI. LA NOSTRA QUALITA’ 1. Continuità didattica ed educativa comune
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2. Il Curricolo di Istituto e il Curricolo della Secondaria
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3. I pilastri fondamentali: imparare ad imparare, alleanza con la famiglia e con il territorio, solidarietà e coscienza multiculturale 4. Bisogni Educativi Speciali (=BES) e, in esso, il Piano didattico personalizzato (DSA) 5. L’accompagnamento scolastico 6. Innovazione educativa, didattica e relazionale. La didattica con l’iPad
1. CONTINUITÀ DIDATTICA ED EDUCATIVA COMUNE Quando una famiglia chiede di iscrivere un figlio presso la nostra Scuola a par re dai 2 anni, noi immaginiamo e proge amo il suo percorso fino ai 14 anni. Ciò impegna la Scuola ‐dall’Infanzia, alla Primaria, alla Secondaria di I* e alla Secondaria esterna di II*‐ a proge are e verificare una rea‐ le con nuità dida ca ed educa va. Il confronto con una Scuola Superiore qualifica ancora di più la con‐ nuità interna. 2. IL CURRICOLO DI ISTITUTO e IL CURRICOLO DELLA SCUOLA. CHE COSA CONTIENE?
Con l'autonomia, alla scuola vengono riconosciu ampi margini, pur in un quadro unitario dei sàperi, nella determinazione dei percorsi dida ci fonda sulle necessità e sui bisogni degli alunni.
‐ analisi della situazione di partenza ‐ definizione degli obie vi ‐ selezione dei contenu ‐ strategie ed esperienze di apprendimento ‐ valutazione e verifica La programmazione curricolare prevede l'integrazione di due esigen‐ ze: ‐la formazione comune degli alunni ‐la personalizzazione dei saperi degli alunni Il lavoro di costruzione del Curricolo d’Is tuto da parte del CD è “un processo a raverso il quale si sviluppano ed organizzano la ricerca
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Programmazione curricolare significa scelta di a vità e indirizzi operata all'interno del contesto educa vo ‘Sacra Famiglia’ e del ‘Collegio docen ’ sulla base di un proge o che ene conto di:
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e l’innovazione educa va”. Definizione pregnante se si intende il Curricolo come “l’insieme delle esperienze che una scuola intenzio‐ nalmente proge a e realizza per l’alunno al fine di conseguire le mete forma ve desiderate”.
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Considerando che la vocazione della scuola, ciò per cui essa esiste, è l’apprendimento di competenze di base e di competenze per la ci adinanza, in un contesto di comunità educante, il curricolo allo‐ ra diviene il cuore della proge ualità della scuola. In questa acce‐ zione, dovendo una buona proge azione contenere anche la misu‐ ra dei tempi, degli spazi e delle risorse necessarie alla sua imple‐ mentazione, il Curricolo quasi coincide con il POF o comunque as‐ sume all’interno di esso un peso determinante. In ques anni sono state molteplici le elaborazioni di Curricoli di is tuto con uno sforzo di ges one in ver cale degli stessi, vista l’impostazione del testo delle INDICAZIONI NAZIONALI. Rimangono però, anche nelle realtà più felici e di maggior coinvol‐ gimento del personale, pochi i Curricoli che hanno saputo orientar‐ si alle competenze, ed ancora meno i curricoli che riescono ad esplicitare in modo chiaro le modalità della loro rilevazione. È quindi importante, di fronte a questo periodo di consolidamento dell'a vità di elaborazione del curricolo, che venga ri‐analizzato il percorso fa o, che i curricoli vengano sistema zza defini vamen‐ te; per far ciò può essere u le cara erizzarli elencando alcuni aspe imprescindibili.
3. I PILASTRI FONDAMENTALI A—IMPARARE AD IMPARARE OVVERO IMPARARE UN METODO PER FARE I COMPITI E PER STUDIARE A) IL PROGETTO “IMPARARE AD IMPARARE”. Questo proge o qualifica la nostra Scuola e dis ngue la sua proposta educa va da quella delle altre realtà scolas che del territorio. Premessa fonda‐ mentale del proge o “Imparare ad imparare” è la dis nzione e va‐ lorizzazione del compito specifico degli alunni, dei docen e dei genitori: l'intero processo dida co è affidato al rapporto docen‐ alunni, senza per questo escludere l'apporto delle famiglie. Ai genitori, infa , è richiesta un'a enzione sensibile e costante al
cammino dei figli, per sostenere e incoraggiare il percorso in a o. Essi, secondo il cosidde o “Pa o di corresponsabilità”, si impegna‐ no a valorizzare la vicinanza e l’assistenza della scuola ai ragazzi, mantenendo saldi un collegamento fiducioso ed un'alleanza reci‐ proca. In questo senso viene garan to ai genitori che il compito dell'insegnamento e dell'apprendimento è sostanzialmente e radi‐ calmente affidato al rapporto alunno‐insegnante e non a loro. In concreto i genitori non devono occuparsi di fare i compi dei figli, bensì interessarsi a come i figli si dispongono nei confron di ciò che la scuola loro propone e richiede.
Agli insegnan compete la sfida più difficile e delicata: FAR IMPA‐ RARE AD IMPARARE. Questo semplice slogan nasconde una com‐ plessità di mo vazioni, inten , significa ed obie vi che pare ne‐ cessario esplicare con chiarezza. La società moderna è cara erizza‐ ta dalla richiesta pressante e inevitabile di flessibilità professionale, intesa come capacità di ada amento alle necessità sempre in evo‐ luzione e mutamento del mondo del lavoro. Sebbene questo con‐ ce o sia generalmente diffuso e condiviso, alla gente comune risul‐ ta difficile o addiri ura prematuro immaginare alunni di 11‐13 anni come futuri adul e ci adini. Proprio in tale prospe va è obie vo prioritario per noi docen far acquisire a ques uomini e donne del domani abilità meta‐cogni ve che consentano loro una rapidissima e tempes va riconversione delle competenze, ovvero delle cono‐ scenze e delle abilità, in modo da adeguarle in maniera assai agile ai diversi contes sociali. In questo senso il metodo più efficace e produ vo di insegnamento deve sì far imparare, ma sopra u o “far imparare ad imparare”, ossia fornire gli strumen , le tecniche,
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Ai ragazzi è chiesto di impegnarsi e di coinvolgersi a vamente giorno dopo giorno in un lavoro sereno e costante che sfru al meglio le opportunità offerte nel tempo scuola. Concretamente ciò significa affidarsi alla guida dell’insegnante, seguendolo passo dopo passo nel compimento dello studio in classe, per evitare di dover poi passare ore a casa a recuperare quanto in realtà poteva essere svolto con profi o nell'ambiente scolas co. L’impegno degli alun‐ ni tu avia non si esaurisce solo a scuola; l’eccellenza, la responsa‐ bilità, la crea vità e sopra u o l’autonomia richiedono una riela‐ borazione a casa nel tempo che la scuola indica.
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le conoscenze ed un metodo di studio/lavoro ada abili a qualsiasi mutamento. Il fondamento teorico di un proge o così innova vo e lungimirante è condiviso dall’intero Collegio Docen . Partendo dalla convinzione che un’azione educa va efficace risieda nella possibilità del singolo di compiere esperienze che corrispondano allo stadio di sviluppo del proprio pensiero e della propria personalità in con nua evolu‐ zione, l’ar colazione del tempo scuola consente agli insegnan di osservare l’apprendimento dei propri allievi in una prospe va pri‐ vilegiata e farne sempre tesoro. Grazie a proge azioni flessibili, mirate e condivise, i docen ‐educatori trasme ono i saperi e gui‐ dano i ragazzi alla loro assimilazione mediante la collaborazione, lo studio e l’esercizio. Il metodo “Imparare ed imparare” si basa su un lavoro d’equipe che inizia dal collegio docen , coinvolge i vari con‐ sigli di classe, gli educatori ed eventuali specialis esterni; in que‐ sto contesto, la figura del coordinatore di classe assume un ruolo fondamentale come referente e tramite con le famiglie.
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COMPITI E STUDIO A SCUOLA In che cosa la nostra scuola si differenzia nel servizio offerto alle famiglie? Caposaldo del nostro metodo educa vo ”Imparare ad Imparare” è lo svolgimento di tu a l’a vità dida ca (lezioni, laboratori, eserci‐ tazioni e compi ) all’interno del tempo scuola; Perché questo? Considerando che i nostri alunni, da quando esco‐ no di casa al ma no a quando vi rientrano la sera, sono impegna nella scuola per oltre 10 ore (impegno richiesto ad un adulto che va a lavorare a Brescia…), hanno tu o il diri o di essere stanchi, di voler giocare, fare un’a vità spor va, col vare qualche hobby e perché no… non fare più niente e rilassarsi. Una ricerca di circa 10‐12 anni fa sosteneva che il tempo medio di a enzione degli alunni davan ad una lezione frontale è di 20’ la 1^ u.t., 15’ la 2^ e la 3^ fino ai 5’/8’ alla 5^. Per ques mo vi, il Colle‐ gio docen ha deciso di o mizzare il tempo scuola per far sì che gli alunni, lavorando qualita vamente e non quan ta vamente, una volta rientra a casa, non siano chiama a svolgere ulteriore lavoro
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che si rivelerebbe inu le e improdu vo oltre che pedagogicamen‐ te scorre o. I docen , quindi, rendono le lezioni più acca van e laboratoriali con gli alunni come protagonis principali del proces‐ so di apprendimento. Tu o questo non significa abbassare la qualità dell’insegnamento e/o dell’apprendimento perché, considerando che sono le compe‐ tenze che devono crescere e maturare nell’alunno, è molto meglio e più reddi zio far lavorare dire amente gli alunni a scuola con la supervisione dei docen » L’imparare ad imparare è stata la vecchia carta vincente di questa scuola ed è ancor più a uale oggi; fare compi e studiare con i do‐ cen /educatori accanto è certamente un valore aggiunto oltre che un prezioso aiuto. La se mana corta presenta ulteriori vantaggi: viene offerta la pos‐ sibilità ai ragazzi di VIVERE la FAMIGLIA alla sera e nel weekend: in un mondo sempre più frene co e pieno d’impegni (compi , cate‐ chismo, a vità spor ve, lavoro domenicale, genitori separa , ecc.) la famiglia non può e non deve essere sacrificata. Alleanza scuola‐ famiglia vuol dire anche questo. Dunque: « Compi e studio* a scuola!» Ovviamente chi vuole rag‐ giungere l’eccellenza o ripassare per una verifica lo farà in forma autonoma. L’eventuale assegnazione di compi /studio facolta vi se manali verranno considera in fase valuta va come credi acquisi in cor‐ so d’opera! La nostra vuole essere una sfida; ci rendiamo conto che, come tu e le sfide, fa paura, ma dobbiamo tu me erci in gioco rivedendo le abitudini e le credenze radicate nel tempo. Così facendo ci diversifi‐ chiamo sul territorio, rilanciamo l’a vità dida ca e sopra u o l’intervento educa vo a favore delle famiglie. La scuola ga‐ ran sce il tempo necessario per lo studio e lo svolgimento dei com‐ pi scri assegna ; va da sé che l’alunno per svaria mo vi (necessità di ripetere ad alta voce, concentrazione maggiore, tempi più dilui , ma anche per distrazione o scarso interesse), non riesca ad ul mare le consegne. E’ quindi fondamentale o mizzare a scuola il tempo a disposizione evitando così di dover recuperare a casa ciò che non è stato appreso durante il tempo scolas co. I compi vengono svol durante le ore di scuola, siano esse ore di
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metodologia o curricolari, ore di studio con i docen o con gli edu‐ catori per agevolare, a raverso la supervisione dell’insegnante/ educatore, l’interiorizzazione del metodo ed il processo di appren‐ dimento autonomo dell’alunno. Tempo delle Esercitazioni/Compi : queste u.t. (metodo di studio, studio personale, 2 u.t. del martedì e del giovedì pomeriggio), de‐ vono essere u lizzate per lo svolgimento dei compi somministra dai docen di ogni disciplina. N.B. Durante le vacanze di Natale ed es ve (durante quelle pasqua‐ li, data l’esiguità dei giorni di sospensione della scuola non vengono assegna compi ) la scuola assegnerà esercitazioni obbligatorie calcolate in base al tempo e proporzionate tra le varie discipline.
B‐ ALLEANZA CON LA FAMIGLIA E IL TERRITORIO OVVERO EDUCA‐ RE INSIEME Educare è possibile in un clima di fiducia, s ma, cura. Ciò è vero per i genitori nei confron dei loro figli, ma anche per la Scuola e per lo Stato. Crediamo e abbiamo fiducia nella famiglia, nei genitori e chiediamo alla famiglia, ai genitori di avere la stessa fiducia nei confron della Scuola: ciò che facciamo lo facciamo per il bene del figlio a par re dalla nostra tradizione educa va, dalla competenza educa va e professionale dei docen , dallo s le altamente costru vo della nostra azione educa va. Per noi Comunità educante della Sacra Famiglia è il presupposto fondamentale per l’accoglienza di un bambino o di un ragazzo nella nostra Scuola e perché ‐sin dall’inizio‐ le relazioni siano buone. C‐SOLIDARIETÀ OVVERO CRESCERE IN UNA COSCIENZA MULTI‐ CULTURALE La solidarietà è un sen mento naturale e spontaneo di ogni essere umano: fa riferimento al bisogno e alla necessità di dare , imparare a donare qualcosa di sé all’altro, imparare a donare in fine la pro‐ pria vita all’altro.
La solidarietà nella nostra scuola è una vera e propria a vità scola‐ s ca a raverso la quale la preparazione dei ragazzi si apre alla que‐ s one della globalizzazione e della mul culturalità. In questa disci‐ plina si approfondiscono i dinamismi che regolano i rappor tra i popoli nel mondo intero, le cause della povertà e dello sfru amen‐ to dei paesi so osviluppa , le incongruenze del cosidde o mondo industrializzato. L'obie vo della disciplina è di far prendere co‐ scienza delle cause del so osviluppo e di fare chiarezza sui troppi paesi ricchi, quindi di suscitare l'impegno a ricercare e me ere in pra ca, nel quo diano, forme di un uso equo e solidale delle risor‐ se.
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4. B
E
S
(=BES) , (DSA)
,
P
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La circolare sui BES (= , 6 marzo 2013), si riferi‐ sce a par colari situazioni di difficoltà, per lo più riguardan patologie e disabilità di diverso genere. Finora a ‘cer ficare’ tale condizione era l’au‐ torità medica: sulla base delle cer ficazioni prodo e, le scuole potevano decidere di assegnare un docente di sostegno oppure, nel caso disturbi come la dislessia, di introdurre le cosidde e «misure dispensa ve e com‐ pensa ve» (per esempio la sos tuzione delle verifiche scri e con prove orali oppure la riduzione della mole dei carichi dida ci). Ora la prospe va cambia: con questa circolare il Ministero dell’Istruzione invita ad ampliare il raggio di intervento della scuola a favore degli alunni con difficoltà, chiedendo ai consigli di classe di agire autonomamente, anche in assenza di cer ficazione medica, sulla base delle proprie osserva‐ zioni pedagogiche, proponendo, in casi specifici, una personalizzazione della dida ca, come scrive il documento «nella prospe va di una presa in carico globale ed inclusiva di tu gli alunni». Gli inten alla base della circolare sono ovviamente condivisibili: tu noi desideriamo una scuola più aperta alle diversità, più a enta ai bisogni dei singoli e, appunto, più «inclusiva». Se da un lato è bella l’idea di sensibilizzare sempre più la scuola rispe o all’individualità delle situazioni concrete dei ragazzi, c’è da esprimere qualche perplessità sull’opportunità di caricare i Consigli di classe di un lavoro e di una responsabilità per i quali non sempre i docen sono sta forma e dota di opportuni strumen . Comunque ci organiz‐ ziamo.
Piano didattico personalizzato (DSA)
« L’apprendimento personalizzato rappresenta oggi uno degli snodi più significativi dell’attuale dibattito educativo e scolastico. Esso offre una via d’uscita per la questione dello svantaggio e per porre ogni allievo nella condizione di realizzare tutto il suo potenziale » (D. Hopkins).
La personalizzazione dell’apprendimento (a differenza della indi‐ vidualizzazione) non impone un rapporto di uno a uno tra docente e allievo con conseguente aggravio del lavoro dell’insegnante, ma
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indica l’uso di «strategie dida che finalizzate a garan re a ogni studente una propria forma di eccellenza cogni va, a raverso pos‐ sibilità ele ve di col vare le proprie potenzialità intelle ve (capacità spiccata rispe o ad altre/punto di forza). In altre paro‐ le, la PERSONALIZZAZIONE ha lo scopo di far sì che ognuno svilup‐ pi propri personali talen » (M. Baldacci). Con il Piano Dida co Personalizzato si è passa dalle semplici indi‐ cazioni di indirizzo ad un percorso per la sua realizzazione pra ca. Che cos’è il PDP? Analizziamo le parole che compongono la defini‐ zione di Piano Dida co Personalizzato: PIANO: è “studio mirante a predisporre un'azione in tu i suoi svi‐ luppi”: un programma, un proge o, una strategia. DIDATTICO: lo scopo della dida ca è il miglioramento: • dell'effi‐ cacia e sopra u o dell'efficienza dell'apprendimento dell‘allievo, che comporta , quindi, una diminuzione dei tempi di studio e del dispendio di energie; • dell‘ efficacia e dell'efficienza dell'insegna‐ mento del docente PERSONALIZZATO: indica la diversificazione delle metodo‐ logie, dei tempi, degli strumen nella proge azione del lavoro della classe (C.M. n 4099 del 05/10/2004 e n. 674 del 10/05/2007 per studen dislessici rt_10_DPR_122_giugno 2009. – Circ. MIUR 28.5.2009) “Con la personalizzazione si persegue l’obie vo di raggiungere i medesimi obie vi a raverso i nerari diversi. Questa strategia implica la messa a punto di nuove forme di organizzazione di‐ da ca e di trasmissione dei processi del “sapere” e del “saper fare” in modo da predisporre piani di apprendimento coeren con le capacità, i ritmi e i tempi di sviluppo degli alunni”. (G. Chiosso, La personalizzazione dell’apprendimento) Il PDP è un contra o fra docen , Is tuzione Scolas che, Is tuzio‐ ni Socio‐ Sanitarie e famiglia per individuare e organizzare un percorso personalizzato, nel quale devono essere defini i sup‐ por compensa vi e dispensa vi che possono portare alla rea‐ lizzazione del successo scolas co degli alunni DSA.
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P . Il PDP, una volta reda o, deve essere consegnato alle famiglie, anche per consen re l’a vazione di indispensabili sinergie tra l’azione della scuola, l’azione della famiglia, l’azione dell’allievo. Tu i protagonis del processo devono potersi applicare al raggiungimento di obie vi comuni e condivisi e secondo modalità integrate, evitando fraintendi‐ men , dispersione di forze, contraddi orietà, improvvisazione. Nella proge azione del PDP dovranno essere indicate le moda‐ lità di accordo tra i docen e la famiglia. Perché le famiglie acquisiscano fiducia nel ruolo della scuola, è di importanza fondamentale, costruire con essa legami significa vi, comunicando ai genitori i progressi (anche minimi) rilevabili solo in un con nuo monitoraggio del processo di apprendimento di ogni studente. Il PDP deve avvalersi quindi della partecipazione dire a della famiglia e dell’allievo, ovviamente in età adeguata, per consen r‐ gli di sviluppare piena consapevolezza delle proprie peculiari mo‐ dalità di “funzionamento” , per renderlo parte a va nel proces‐ so di apprendimento , per dargli la percezione di possedere la ca‐ pacità di poter raggiungere un obie vo ed essere in grado di svol‐ gere un compito. È inoltre di notevole supporto psicologico per le famiglie far com‐ prendere che, per i ragazzi con DSA, è possibile costruire un pro‐ ge o scolas co e di vita di successo (ad esempio la possibilità di con nuare gli studi universitari, d’intraprendere un percor‐ so lavora vo gra ficante nonostante le difficoltà )
6. Innovazione educativa, didattica e relazionale. La didattica con l’iPad IL QUADRO GENERALE. La nostra Scuola ha a cuore il sapere e la sua trasmissione alle giovani generazioni. Non solo! La nostra Fondatrice vuole una «scuola per la vita e per il futuro dei figli affida ». Per cui vita e pensiero sono i pilastri su cui si è costruita il nostro Centro educa vo e Scuola nel corso del tempo. Il sapere e il sapore della vita si trasme e anche con gli strumen più vicini alla vita delle giovani generazioni. Per cui abbiamo sempre valorizzato l’informa ca per i nostri studen . E successi‐
vamente abbiamo costruito –con criteri educa vi‐ il registro informa co. Per cui nell’anno 2007.2008 abbiamo avviato il REGISTRO INFORMATICO per la Scuola Primaria, mentre nell’anno successivo, nella Scuola Secondaria. Tra poco anche alla Scuola dell’Infanzia Con l'anno scolas co 2012.2013 abbiamo costruito l’ipotesi: INNOVAZIONE EDU‐ CATIVA, DIDATTICA, RELAZIONALE per potere fare dida ca con i nuovi media, con l’iPad. E nell’anno 2013.2014 è par to il proge o come Scuola (Infanzia, Primaria, Secondaria I°) . Il tolo indica i pilastri del proge o che può essere semplificato così: come educa‐ tori vogliamo ‘innovare’ (=qualificare) la modalità di fare cultura e di essere Do‐ cen facendo dida ca con l’iPad (e non più libri) e coinvolgendo i genitori per gli aspe educa vi del proge o! Pertanto per i figli di oggi vogliamo fare una scuola vicina alla loro vita e che ‐ secondo le indicazioni della nostra Fondatrice, s. Cerioli‐ li prepari alla vita futura: a trovare un lavoro, a vivere una famiglia e ad abitare il mondo con responsabilità. Questo è il senso per noi di innovazione.
L’innovazione educa va e dida ca sollecita un altro sogge o: la famiglia ‐ i geni‐ tori. Ecco perché innovazione relazionale. Per cui, mentre l’innovazione come Scuola ci spinge a educare, a una nuova modalità di fare dida ca e a saper u liz‐ zare bene lo strumento, a prevenire i pericoli, a lasciarci sfidare dalle sue opportu‐ nità, anche la famiglia è coinvolta in questo processo per i suoi aspe educa vi. Paradossalmente l’opportunità offerta dalla rete è che come fenomeno trasversa‐ le coinvolge tu : reale e virtuale non sono più mondi separa , ma un con nuum e un intreccio.
Nell’anno 2013.2014 nella SCUOLA SECONDARIA DI I°‐ ciascun stu‐ dente delle classi I (62 alunni) ha iniziato l’anno con un iPad pro‐ prio senza più i libri. I Docen durante l'estate hanno completato i loro Corsi scola ci con I Tunes y, dopo un anno di formazione. Lunedì 16 se embre 2013 gli studen delle classi I ‐dopo aver fir‐ mato un PATTO alla presenza della direzione della Scuola, dei geni‐ tori e di un esperto giuridico– hanno iniziato la scuola con l’iPad / senza libri. Ogni Docente della Secondaria I°, Primaria e ogni sezione dell’In‐ fanzia è a rezzato con il proprio iPad avendo la scuola già da diver‐ si anni elaborato un proprio Registro informa co.
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Siamo consapevoli che una innovazione non parte dalle cose, ma dal cambiamen‐ to del cuore e delle mo vazioni, possibile solo in una relazione educa va. La pri‐ ma ‘innovazione’ riguarda perciò la relazione Docente‐Alunno/i che si cara erizza non immediatamente come istruzione/apprendimento, ma come educazione. Come abbiamo potuto sperimentare in ques anni è a queste condizioni che l’in‐ segnamento/apprendimento diventa efficace. L’innovazione dida ca consiste pertanto in una relazione nuova, ma anche in una modalità nuova di fare dida ca ‐più laboratoriale, più di ricerca e meno frontale‐ con uno strumento vicino al mondo dei nostri figli, che è la tecnologia dell’iPad.
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IV- CRITERI DI VERIFICA DEGLI APPRENDIMENTI E VALUTAZIONE DELLE COMPETENZE DEGLI STUDENTI
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1. Valutazione: ideografica, sommativa e formativa 2. Schede di valutazione 3. Rubrica valutativa del comportamento 4. Verifiche e modalità di valutazione
1‐ VALUTAZIONE IDEOGRAFICA, SOMMATIVA E FORMATIVA
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CHE COS’È LA VALUTAZIONE La valutazione è un’operazione inter‐sogge va, cioè in relazione al quadro di valori e di significa entro cui si collocano i criteri di giu‐ dizio di chi valuta. Va pertanto inserita entro un sistema di regole comuni. Le regole devono essere condivise. “La ricerca dell’ogge vità non è solo vana, ma rischia di essere anche dannosa in contes come quello educa vo, qualora si perda‐ no di vista l’iden tà del sogge o valutato e la specificità del conte‐ sto e della relazione educa va” (P. Plessi) Appare quindi evidente come la valutazione dell’apprendimento e dei comportamen non può risolversi nella media matema ca dei risulta delle singole verifiche od osservazioni. Rappresenta per il docente un momento importante per entrare in sintonia con l'alunno, per incoraggiarlo rilevandone i progressi, ma anche per s molarlo ad una riflessione più approfondita su alcuni temi, proponendo nuovi pun di vista, offrendo altre informazioni e suggerendo prospe ve diverse. Rappresenta anche un momento privilegiato per l'alunno che im‐ para ad autovalutarsi e ad assumere la responsabilità della propria crescita. PERCHE’ SI VALUTA? Per i docen e gli studen è chiaro che si valuta: per accertare gli apprendimen , per capire a che punto si è rispe o a degli standard o ai compagni, quali progressi ci sono sta rispe o ad una situazione di partenza, per verificare l’adeguatezza della metodologia. COME SI VALUTA? Occorre costruire percorsi di valutazione metodologicamente cor‐
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re e comunica agli studen e alle famiglie. La indicazione di indi‐ catori e l’elaborazione di prove di verifica non sono mai un’azione neutrale, ma dipendono da scelte pedagogiche culturali e sociali. QUALE RAPPORTO TRA VALUTAZIONE NELLE DISCIPLINE E COM‐ PORTAMENTO? Vi sono alcuni aspe del comportamento ( interesse, mo vazione, partecipazione a va, collaborazione con appor personali) che possono contribuire alla valutazione nelle diverse discipline. Perciò ogni docente dovrebbe: ‐operare in una visione sistemica e forma va, superando la valenza sanzionatoria e la logica del solo controllo per valorizzare i percorsi, le par colarità di ciascun alunno, i suoi cambiamen , la partecipa‐ zione a va, le par colari difficoltà; ‐coinvolgere l’alunno nel momento valuta vo ed accrescere in lui la consapevolezza della propria esperienza di apprendimento (monitoraggio e autovalutazione); ‐non pensare solo in termini di riduzione, rispe o alle situazioni di difficoltà, ma in una logica di integrazione delle differenze, ar co‐ lando le proposte mediante a vità laboratoriali che CONSENTANO A TUTTI di far emergere “almeno un“ valore.
2‐ SCHEDE DI VALUTAZIONE Scheda EDUCATIVA (valutazione interquadrimestrale interna): in‐ forma la famiglia a metà quadrimestre indicando un profilo socio‐ relazionale e l’andamento dida co dell’alunno. > L’impegno della nostra Scuola S.P. Elisabe a Cerioli è quello di qualificare la con nuità educa va e dida ca tra Scuola dell’Infan‐ zia, Primaria e Secondaria di I°. L’impegno è anche quello di stabili‐ re una con nuità dida ca ed educa va con le Scuole Secondarie di II grado del Territorio. > In questa prospe va si colloca la SCHEDA INTERQUADRIMESTRA‐ LE DELLA VALUTAZIONE DEL COMPORTAMENTO E DELLA DIDATTI‐ CA, consegnata a metà del I° e del II° quadrimestre. I criteri ado a fanno riferimento all’idea di educazione di S.P.E. Cerioli e alle prassi educa ve della Congregazione della Sacra Famiglia. > La scheda ha un valore educa vo e non puni vo. Se il compito
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dei Docen è quello di osservare e orientare il comportamento dell’alunno, l’alunno ha quello di interiorizzare le indicazioni per un possibile ulteriore miglioramento (la rubrica AREA SOCIO‐ RELAZIONALE descrive con precisione quanto ci si aspe a dall'alun‐ no in ordine alle diverse dimensioni di cui si cos tuisce il comporta‐ mento scolas co);il pagellino indica gli aspe sui quali l’alunno deve crescere e sollecita il cambiamento in caso di bisogno. Ai ge‐ nitori spe a il compito di rifle ere con il proprio figlio/ figlia circa le indicazioni date. Tu o è finalizzato al raggiungimento degli obie vi educa vi. Il Coordinatore/la Coordinatrice presenta la situazione complessiva dell’alunno e, insieme agli altri Docen , traccia un percorso perso‐ nale collegialmente. LA SCHEDA È STRUTTURATA IN DUE PARTI: AREA SOCIORELAZIO‐ NALE E AREA DELLE DISCIPLINE. AREA SOCIORELAZIONALE: COMPORTAMENTO SOCIALE, RISPETTO DELLE REGOLE, IMPEGNO E PARTECIPAZIONE, UTILIZZO DEL MATE‐ RIALE, AUTONOMIA. GIUDIZI: PIENAMENTE RAGGIUNTO; RAGGIUNTO; PARZIALMENTE RAGGIUNTO; ANCORA DA RAGGIUNGERE. AREA DISCIPLINARE: si considerano le valutazioni raggiunte per avere un quadro completo della situazione. Nel documento è possibile prendere visione delle assenze, del nu‐ mero delle comunicazioni e delle note rela ve al periodo osserva‐ to. Ques criteri sono comuni alle tre scuole (Infanzia, Primaria e Se‐ condaria) per visibilizzare la con nuità nella valutazione del proces‐ so educa vo e dida co. S I°/II° . E dà una valutazione forma va delle singole discipline e un giudizio ana‐ li co globale dell’alunno. La nostra scuola per illustrare alle famiglie le valutazioni conseguite dai figli e in coerenza ai principi che informano la propria azione pedagogica ‐e nello spirito della legge 53/2003 circa l’autonomia‐ man ene nella propria scheda di valutazione il giudizio anali co sul livello di maturazione raggiunto dall’alunno ( come recita lo stesso
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ar colo 3 del DL, 1 se embre 2008, n 137). Il giudizio è formulato dal Coordinatore di classe, dopo aver raccolto le indicazioni dei altri Docen , u lizzando gli indicatori approva dal Col‐ legio Docen che delineano un profilo dell’alunno sia nell’area socio‐ relazionale che nell’ambito dell’impegno e della partecipazione all’a ‐ vità scolas ca. VALIDITA’ ANNO SCOLASTICO Come da circolare ministeriale n. 20/11, rela va alla validità dell’anno scolas co, il collegio definisce il monte‐ore annuale come base di riferi‐ mento per il calcolo dei tre quar di presenza necessari per l’ammissio‐ ne alla classe successiva e agli Esami di Stato. Monte ore 1206 u.t Limite minimo u.t. presenza 905 Assenze consen te 301 (25%) In merito alle deroghe che il C.D. può stabilire, si è deciso di far riferi‐ mento alle indicazioni fornite dal M.I.U.R. nella circolare stessa: ‐gravi mo vi di salute adeguatamente documenta ‐terapie e/o cure programmate ‐donazioni di sangue ‐partecipazione ad a vità spor ve e agonis che organizzate da fede‐ razioni riconosciute dal C.O.N.I. ‐adesioni a confessioni religiose (cfr. legge 516/1988 e 101/1989). Sarà compito dei rispe vi C.C. verificare il superamento del limite mas‐ simo consen to di assenze. La Direzione scolas ca provvederà a comunicare ad inizio anno scola‐ s co, ad ogni studente e alla sua famiglia, il rela vo orario annuale per‐ sonalizzato, il limite minimo di ore di presenza da assicurare la validità dell’anno scolas co e le deroghe previste. Prima degli scru ni intermedi e finali, alunni e famiglie, verranno messi al corrente della quan tà oraria di assenza accumulate. C : al termine del I° ciclo d’istruzione Alle famiglie viene consegnato il modulo da allegare alla documenta‐ zione necessaria da allegare per l’iscrizione alla scuola secondaria di II°.
Sa organizzarsi con ordine e u lizza in modo autono‐ mo conoscenze, strumen e metodi, anche in conte‐ s diversi
Porta puntualmente il materiale e lo ges sce con cura e precisione.
AUTONOMIA Autosufficienza e indipendenza nello svolgimento delle conse‐ gne assegnate in ambiente scolas co
UTILIZZO MATERIALE Capacità di autonomia nella ges one del materiale
RISPETTO DELLE REGOLE comprensione, interiorizzazione e rispe o delle regole
Si applica in maniera a va e regolare nell’esecuzione delle consegne. Interviene in modo per nente, co‐ stante e costru vo duran‐ te le lezioni Riconosce e interiorizza il valore delle regole e le sa rispe are in contes di‐ versi
IMPEGNO E PARTECIPAZIONE capacità di applicazione e diligenza nell’esecuzione capacità di intervenire in modo costante e per nente
Necessita della guida dell’insegnante per portare a compimen‐ to le consegne Va guidato e sollecita‐ to a portare il mate‐ riale e spronato alla corre a ges one.
L’impegno nell’esecu‐ zione delle consegne e la partecipazione duran‐ te le lezioni sono di‐ scon nui Conosce le regole e solitamente le rispe a
Ha bisogno di conferme esterne per l’esecuzione delle consegne
Generalmente ha con sé il materiale anche se va guidato alla corre a ges one.
Si applica regolarmente nell’esecuzione delle con‐ segne e interviene respon‐ sabilmente durante le lezioni Riconosce e rispe a le regole
Possiede un buon livello di autonomia, che gli con‐ sente di portare a termine le a vità in modo appro‐ priato, anche in contes diversi Ha con sé il materiale e lo ges sce in modo corre o.
Va sollecitato al ri‐ spe o delle regole
Va spronato a impe‐ gnarsi maggiormente e guidato a interveni‐ re in modo per nente durante le lezioni.
Va s molato a relazio‐ narsi corre amente con adul e coetanei
Si relaziona general‐ mente in modo rispe o‐ so con adul e coetanei
Si relaziona in modo colla‐ bora vo con adul e coe‐ tanei
ANCORA DA RAGGIUNGERE
PARZIALMENTE RAGGIUNTO
RAGGIUNTO
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Si relaziona in modo colla‐ bora vo e rispe oso con adul e coetanei
PIENAMENTE RAGGIUNTO
COMPORTAMENTO SOCIALE capacità di relazionarsi e di ges re le proprie emozioni
3 ‐ RUBRICA VALUTATIVA DEL COMPORTAMENTO
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4 ‐ VERIFICHE E MODALITA’ DI VALUTAZIONE
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CHE COS’E’ UNA VERIFICA? Consiste nell’elaborazione e nella somministrazione di prove per raccogliere da misurabili riferi a precisi obie vi di apprendimen‐ to al fine di rilevare l’acquisizione di conoscenze, abilità e compe‐ tenze. COME SI VERIFICA? È importante u lizzare prove di verifica diversificate (non stru ura‐ te /stru urate /semistru urate, orali e scri e…),”valide” (in cui vi sia corrispondenza tra la prestazione rilevata e ciò che si intende misurare) ed “a endibili” (costan nella le ura della prestazione), che si possano integrare per scandagliare le diverse dimensioni dell’apprendimento e per consen re a ciascun alunno di esprime al meglio le proprie potenzialità, in base allo s le cogni vo e al pro‐ prio modo di operare.
TABELLA DEI VOTI E DELLE PERCENTUALI Percentuali da 95 a 100 da 85 a 94 da 75 a 84 da 65 a 74 da 55 a 64 da 45 a 54 da 35 a 44 da 0 a 34
Vo 10 9 8 7 6 5 4 3
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V - PROPOSTE FORMATIVE DELLA SCUOLA Didattica
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Linee culturali, educative, metodologiche ed ope‐ rative. Dettagli del progetto “imparare ad imparare” Monte ore Fondamenti dell’attività didattica Attività extrascolastiche
Servizi
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settimana corta compiti e studio all’interno dell’orario scolastico stile educativo e collaborativo con le famiglie educazione all’amicizia, alle emozioni, all’amore possibilità di consulenza pedagogica e psicologi‐ ca mensa scolastica interna libri di testo e i sussidi didattici trasporto BUS corsi di CREATIVAMENTE tempo “E….STATE CON NOI” (GiocoEstate, Vacanze al Mare)
Ambienti Chiesa della Sacra Famiglia Aula Magna Aula Informatica Aula video
Aula Musica Aula Multimediale Sale giochi Campi da gioco( sintetico e naturale) Joy Bar Palestra Piscina Segreteria
LINEE CULTURALI, EDUCATIVE, METODOLOGICHE E OPERATIVE
La ‘stagione’ della sperimentazione metodologico‐dida ca (art. 2 del DPR n° 419) e quella di ordinamen e stru ure (art. 3 del DPR n° 419) sono state molto ricche e ar colate nelle proposte educa ‐ ve e dida che dell’intero is tuto: dall’integrazione scuola‐ territorio, al tempo pieno, ai modelli sperimentali di schede di valu‐ tazione, alla autonomia scolas ca, alle proposte di riforma della scuola. Queste le tappe più significa ve, ma nel de aglio molte altre inno‐ vazioni hanno cara erizzato e qualificano tu ora le proposte edu‐ ca ve e dida che della scuola. Bas pensare allo sviluppo e all’applicazione delle nuove tecnologie alla dida ca (laboratori mul mediali; lavagne mul mediali; anten‐ ne paraboliche; uso di video, DVD e di CD‐Rom nella dida ca, ecc) e sopra u o, con l’avvento delle riforme (legge n.°53/2003; d.lgs n°59/2004; DM 31.07.07), si sta sviluppando/ impulso alla dida ca laboratoriale.
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La Scuola Secondaria di I grado S. P. E. Cerioli ha un ruolo di scuola leader nella Bassa Bresciana dopo il suo rinnovamento, per il suo contesto educa vo, per la propensione e la sensibilità dei propri dirigen scolas ci, dei docen e delle famiglie a ‘sperimentare’ nuovi contenu , nuovi materiali, ‘tempi scuola’ innova vi rispe o a quelli previs dagli ordinamen .
In sintesi la proposta forma va dell’Is tuto per gli allievi iscri e frequentan la scuola è cara erizzata da ques presuppos :
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a) La coerenza tra le scelte educa ve e dida che dell’is tuto con le scelte is tuzionali contenute nella legge di riforma (n° 53 del 28.09.03), nel d.lgs. n° 59/2000 che introduce le INDI‐ CAZIONI NAZIONALI PER I PIANI DI STUDIO PERSONALIZZATI NEL SISTEMA SCOLASTICO ITALIANO, il D.M. 31/07/2007 (INDICAZIONI PER IL CURRICOLO); e i REGOLAMENTI APPENA PUBBLICATI;
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b) La funzionalità delle scelte educa ve e dida che al soddi‐ sfacimento dei bisogni forma vi degli allievi: bisogni di cono‐ scenza, bisogni di iden tà e di socializzazione, bisogni di orientamento tanto in campo scolas co quanto in quello forma vo più ampio che supera il perimetro della scuola; bisogni di comunicazione e di “padronanza” dei vari linguag‐ gi; bisogni di integrazione nel contesto socio‐culturale; biso‐ gni di rassicurazione e di ges one dell’incertezza e dell’im‐ previsto. c) Il confronto collegiale e partecipato tra il dirigente scola‐ s co, i docen , il personale ATA e le famiglie nelle scelte educa ve e dida che, a raverso lo scambio di idee sulle proposte e sull’assunzione di precise responsabilità in rela‐ zione alla propria funzione e al proprio ruolo nella scuola. d) L’uso diffuso delle tecnologie educa ve e dida che quali strumen funzionali a promuovere apprendimen disciplina‐ ri ed extradisciplinari e per imparare ad usare nuove forme di linguaggio (iconico, grafico, mul mediale, ecc). e) La proge azione di situazioni forma ve che privilegiano un apprendimento a vo degli allievi, a raverso forme di coinvolgimento, di responsabilizzazione e di mo vazione degli allievi su argomen , problemi, compi di realtà signifi‐ ca vi per ciascun alunno. Le situazioni di apprendimento, indicate nelle varie programmazioni dei docen , prevede‐ ranno momen di opera vità, affianca da studio ed elabo‐ razione personali; pertanto molto centrate sul ‘fare’ più che sul ‘dire’ e il ‘ripetere’.
Proprio per questo nella scuola vengono proge a e realizza ‘prodo ’ che aiutano molto l’allievo a riconoscere i ‘vuo ’ e i ‘pieni’ della sua preparazione. La consapevolezza circa i ‘vuo ’ nor‐ malmente s mola gli allievi a non lasciar perdere ma a completare il proge o. Par colare importante è data alla documentazione del‐ le esperienze dida che (processi e prodo ). Accanto a ques presuppos teorici, la proposta culturale e forma‐ va della Scuola Secondaria di I grado si avvale anche di un patri‐ monio culturale di notevole rilevanza educa va, sociale e pedago‐ gica che si è andato costruendo e capitalizzando negli anni.
Le 36 u.t. curricolari comprendono oltre al tempo di in‐ segnamento previsto dal Ministero: esercitazioni; sono un’a vità della scuola volte ad approfondire e consolidare le conoscenze rag‐ giunte dagli alunni nello svolgimento delle a vità curriculari. metodo di studio; l’insegnante indica le strategie di studio, i passaggi significa vi, le a vità da svolge‐ re per raggiungere risulta importan . La memo‐ rizzazione guidata, l’esercizio di verifica, l’esposi‐
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GLI ASPETTI DEL PROGETTO “Imparare ad imparare” Il tempo scuola è distribuito su 5 giorni, da lunedì a ve‐ nerdì, con 6 u.t. al ma no (8.15‐13.30) e 2 al pomeriggio( 15.05 ‐16.45). Le 40 u.t. se manali si svolgono nel seguente modo: ‐ 38 u.t. con la guida dei docen (36 u. t. curricolari+2 di esercitazione) ‐ 2 u.t. il martedì pomeriggio con gli Educatori.
zione orale ai compagni rappresentano una risposta immediata alle esigenze dell’alunno. Il metodo di studio è affidato alla disciplina scolas ca di le ere e si cara erizza:
Scuola secondaria
1‐ in I^ come metodo di studio che il docente insegna agli studen perché possano meglio affrontare la quan tà maggiore di a vità scolas ca della scuola secondaria;
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2‐ in II^ per far crescere l’autonomia dell’alunno aiu‐ tandolo a sinte zzare tes e contenu disciplinari differen ; 3‐ In III^ per coordinare il lavoro degli studen in vista dell’Esame di Stato con la preparazione della tesina per il colloquio pluridisciplinare. Informa ca (disciplina a tu nomia scolas ca 53/2003);
gli effe in base alla legge sull’auto‐
studio personale; consiste in 1 u.t. se manale all’in‐ terno della quale ogni alunno, con la supervisione del docente, studia o svolge i compi scri asse‐ gna nelle varie discipline. Il martedì e il giovedì risultano facolta vi; in questo modo si offre la possibilità agli alunni di poter frequentare a vi‐ tà extrascolas che. È comunque consigliata la presenza a scuola in ques due momen per poter sviluppare l’autonomia dell’allievo e lavorare con il docente/educatore nei momen d’interio‐ rizzazione del lavoro svolto al ma no. L’orario è stato concepito con l’obie vo di organizzare la dida ca nel modo più adeguato possibile in riferimento alle dinamiche degli alunni.
Considerando che il carico di lavoro è richiesto dalla pre‐ parazione delle verifiche imposte dalle scadenze inter‐ quadrimestrali e di fine quadrimestre, i docen si impe‐ gnano a monitorare la programmazione se manale del‐ le prove (inserendo le date nell’agenda even del Regi‐ stro informa co) e si pongono come criterio di non asse‐ gnare più di due verifiche al giorno tra le materie di stu‐ dio. IL MONTE ORE
Questa nostra modalità di fare scuola non vuol dire allora che deve fare tu o il docente in classe, ma che certamente con queste unità tempo a disposizione egli possa verificare immediatamente se e quanto il suo in‐ tervento sia giunto a buon segno nei suoi alunni e/o se essi necessi no di nuove informazioni, s moli e solleci circa l’apprendimento. Il numero esteso delle U.T. a disposizione dei docen e la collaborazione tra docen in proge trasversali e/o di recupero hanno il compito di favo‐ rire gli alunni nell’approfondire la conoscenza delle singole materie in mo‐ do interdisciplinare e offrire occasioni di dialogo e reciproca fiducia nello svolgimento dei propri doveri scolas ci.
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Le unità tempo della scuola sono funzionali all’a vità dida ca scelta nello spirito della legge sull’Autonomia scolas ca 53/2003, perché ado a il ser‐ vizio scolas co del tempo pieno in se mana corta. L’organizzazione is tu‐ zionale scolas ca assunta e lo spirito del nostro servizio dida co, a ento al contesto a uale delle famiglie e dei loro figli, i nostri alunni, procede nel solco del cammino intrapreso dalla nostra scuola di offrire un metodo di lavoro dida co a ento alla dinamica dell’imparare ad imparare. Una tale metodologia poiché prevede anche l’occasione di svolgere durante le a ‐ vità dida che, e perciò assis dai docen , i compi u lizza un monte ore par colarmente esteso. Tale necessità rende indispensabile la partecipa‐ zione del corpo docente in piena collaborazione e sinergia perché tu i nostri alunni possano avere il sostegno ada o nella loro a vità scolas ca che confermi le conoscenze acquisite e approfondisca le abilità del sog‐ ge o in vista dei traguardi per lo sviluppo delle competenze.
Favorire le mo vazioni allo studio è certamente la condizione migliore per raggiungere risulta scolas ci posi vi. Il monte‐ore così fa o allora, non va inteso solo come occasione per svolgere un più esteso programma dida co ‐ disciplinare, ma per cos tuire un clima scolas co efficace.
FONDAMENTI DELL’ATTIVITA’ DIDATTICA
Scuola secondaria
Accanto agli obie vi forma vi vol a favorire la maturazione di una per‐ sona che sappia coniugare autonomia e libertà, senso cri co e responsa‐ bilità, autocontrollo e collaborazione, la scuola pone come fondamen dell'a vità dida ca i seguen pun :
l'unità del sapere che implichi coerenza e coordinamento tra i vari
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la definizione di obie vi sia nell'area dida ca che in quella relazionale
insegnamen proponendo s li educa vi comuni sia nell'organizzazio‐ ne degli interven che nella proposta dei contenu ;
l'analisi preven va della classe e dei singoli alunni per un'impostazione ogge va e scien fica del lavoro che sia rapportabile alla realtà del gruppo e dell' individuo; e affe va che favoriscano i rappor interpersonali, la partecipazione, l'autonomia di lavoro e di pensare in modo cri co;
a vità diversificate per il recupero, il sostegno, il potenziamento creando un sistema integrato che vuole sollecitare al massimo le pos‐ sibilità di ogni singolo alunno;
la funzione forma va delle verifiche e delle valutazioni che, pur diver‐ sificate nelle singole discipline, trovano la loro unità negli obie vi comunemente e precedentemente defini ;
l'organizzazione di a vità che coinvolgono a vamente l'alunno nella comunità e nella realtà circostante (visite guidate, viaggi d'istruzione, corsi complementari, forma vi, ecc...).
docente di Madre Lingua‐Inglese. Grazie all'apporto offerto dalla mul‐ medialità, gli studen hanno la concreta possibilità di avvicinarsi, conoscere ed approfondire i diversi aspe della lingua, della cultura e del ‘mondo inglese’. Per vedere, sperimentare, verificare ciò che altri‐ men rischierebbe di rimanere pura teoria e per me ere in pra ca ciò
che si è appreso in classe, la nostra Scuola, ormai da anni, organizza durante le ore scolas che l’esperienza dida ca con la presenza di un docente madre lingua che collabora con il docente nell’organizzazione delle lezioni. Inoltre offre l'opportunità della Vacanza Studio per un esperienza es va in un paese di lingua inglese.
A vità motoria. In piscina è prevista un’a vità di nuoto curricolare che si conclude con i campiona fra gli alunni di tu e le classi che hanno svolto le migliori prestazioni in vasca. ‐ Lo sport all’interno del Centro Educa vo è visto e considerato come un prezioso mezzo di crescita, confronto e socializzazione dei ragazzi.
Informa ca. Il nostro proge o scolas co d’informa ca si propone lo
Orientamento: ogni adolescente, al termine della classe III, è chiama‐ to a prepararsi al suo futuro con la scelta della Scuola Superiore. L’o‐ rientamento nel percorso scolas co abilita ogni studente a compren‐ dere il significato di fare delle scelte e imparare a vivere autonoma‐ mente. La nostra scuola intende l’orientamento come una ‘modalità educa va permanente’, un processo con nuato in funzione dell’indivi‐ dualizzazione e del potenziamento massimo delle capacità della perso‐ na in crescita. La persona è l’obie vo principale, considerata come valore in sé inserita nel suo dinamismo di crescita, aperta alla trascen‐ denza, secondo una concezione spiritualis ca dell’uomo e una visione cris ana della vita. Si tra a perciò di un orientamento educa vo prima ancora che scolas co. Esso mira a portare l’individuo alla scoperta di sé e alla realizzazione del proprio compito.
Il sogge o da “orientare” diventa il protagonista di questa ricerca, che lo porta a costruire un iden tà personale e sociale.
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scopo non solo di avvicinare i ragazzi al computer, ma anche e so‐ pra u o di offrire loro un accesso alla mul medialità e alla iperte‐ stualità rendendoli partecipi di questo linguaggio. Ogni alunno svolge un'u.t. se manale per la durata dell'intero anno scolas co. L'inse‐ gnante offre la possibilità di un lavoro interdisciplinare e trasversale con i colleghi di tu e le altre discipline oltre che lavorare col gruppo‐ classe, s molando tra i ragazzi l'interazione, il confronto, la collabora‐ zione.
Percorsi di approfondimento. a‐ Il KET= Key English Test è un cer ficato che riconosce il livello di conoscenza della lingua inglese rilasciato dall’Università di Cambridge. Tale cer ficato è riconosciuto dalle scuole superiori fin dal primo anno con pun di credito. b‐ la no= in classe III è possibile frequentare il corso di la no in vista di un’ eventuale iscrizione in un liceo.
Scuola secondaria
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Credi forma vi Al termine della scuola secondaria di I° ogni alunno deve avere sviluppato diverse competenze; ogni docente è chia‐ mato a valorizzare l’operato di ciascuno studente asse‐ gnando credi in riferimento ad a vità o lavori facolta vi di potenziamento/arricchimento. I credi matura durante l’anno scolas co vengono riconosciu in sede di valutazio‐ ne interquadrimestrale e quadrimestrale. Compito del do‐ cente è quello di rendere partecipe l’alunno delle modalità di a ribuzione dei credi in vista della valutazione inter‐ quadrimestrale e quadrimestrale. Valorizzazione delle eccellenze E’ fondamentale in ambito scolas co ed educa vo eviden‐ ziare le eccellenze come s molo per tu ad agire bene; siamo più propensi ai gius rimproveri mentre facciamo più fa ca a riconoscere il bene che i nostri adolescen fanno e a promuoverlo per tu . Anche la nostra santa fondatrice aveva is tuito nelle sue scuole la giornata dei premi come occasione educa va molto importante. Noi abbiamo ripreso il senso delle sue indicazioni per poi calarle nella nostra esperienza educa va is tuendo così le eccellenze per la crescita dell’adolescente. Il raggiungimento di risulta eleva rappresenta, nel ri‐ spe o dell’autonomia delle is tuzioni scolas che, un fa o‐ re di qualificazione del POF. Organizzazione, criteri e pro‐ gramma annuale vengono pubblica nel sito della suola all’inizio di ogni nuovo anno scolas co.
ATTIVITA’ EXTRA SCOLASTICHE Per una crescita integrale dell’adolescente sono previste a vità extrascolas che, a scelta libera: (cf fascicolo)
MENSA SCOLASTICA La scuola offre il servizio di mensa interna. Il menù previsto se ‐ manalmente viene approvato dall’ ASL bresciana periodicamente. Si garan sce una cucina per ogni necessità cer ficata degli alunni e un servizio personalizzato e curato dal personale.
SERVIZIO DI TRASPORTO
Gli au s , nel viaggio pomeridiano, sono coadiuva da un educa‐ tore che ha il compito di garan re l’ordine e la sicurezza, facen‐ dosi interprete delle situazioni di difficoltà.
AMBIENTI Il Centro educa vo, stru ura accogliente, elegante, a rezzata ap‐ positamente per le necessità educa ve e dida che dei ragazzi, è inserito nel contesto naturale del Parco dell’Oglio; è arricchito dalla presenza delle piscine con vasche invernali ed es ve, u lizzate non solo dai ragazzi della nostra scuola ma anche dagli studen degli is tu limitrofi.
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Il Centro Educa vo, per un servizio più qualificato alle famiglie e ai loro figli, offre un servizio pullman di proprietà della Congregazio‐ ne. Per vivere il viaggio verso scuola o verso casa come momento educa vo di amicizia e di dialogo all’inizio di ogni anno scolas co si so oscrive un pa o tra alunno, famiglia e scuola per un buon com‐ portamento. Il non rispe o delle regole può portare alla sospensione del servizio di trasporto per un periodo definito dalla Direzione.
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Â
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VI - ORGANIZZAZIONE SCOLASTICA ORARIO GIORNALIERO 08.10 - 08.15
Preghiera sul piazzale e saluto
08.15 - 09.05
1^ unità tempo
09.05 - 09.55
2^ unità tempo
Scuola secondaria
mattino
09.55 - 10.45
3^ unità tempo
10.45 - 11.00
intervallo
11.00 -11.50
4^ unità tempo
11.50 - 12.40
5^ unità tempo
12.40 - 13.30
6^ unità tempo
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pomeriggio
13.30-15.05
pausa pranzo e ricreazione
15.05 – 15.55
7^ unità tempo
15.55 – 16.45
8^ unità tempo
STUDIO PERSONALE
METODO DI STUDIO TOTALE
34
1
U.T. CURRICOLARI 6 2 2 1 3 3 3 2 1 2 2 2 2 1 1
Santa Paola Elisabetta Cerioli
ITALIANO STORIA GEOGRAFIA COSTITUZIONE E CITTADINANZA MATEMATICA SCIENZE INGLESE SPAGNOLO INFORMATICA TECNOLOGIA ARTE e IMMAGINE ED. MUSICALE SCIENZE MOTORIE RELIGIONE
DISCIPLINE D’INSEGNAMENTO
CLASSI I
2
2
U.T OPZIONALI 1 1 ‐
ESERCITAZIONI CURRICOLARI 1 1
ATTIVITA’ EDUCATIVE ‐ DIDATTICHE
52
38
1
4 3 4 2 1 1 2 2 2 1 1
6
TOTALE U.T. 7
STUDIO PERSONALE
METODO DI STUDIO
ITALIANO STORIA GEOGRAFIA COSTITUZIONE E CITTADINANZA MATEMATICA SCIENZE INGLESE SPAGNOLO INFORMATICA TECNOLOGIA ARTE e IMMAGINE ED. MUSICALE SCIENZE MOTORIE RELIGIONE
DISCIPLINE D’INSEGNAMENTO
Scuola secondaria
TOTALE
34
1
U.T. CURRICOLARI 7 2 2 1 3 3 3 2 1 2 2 2 2 1 1
CLASSI II
2
ESERCITAZIONI CURRICOLARI 1
ATTIVITA’ EDUCATIVE ‐ DIDATTICHE
53 2
U.T OPZIONALI 1 ‐ 1
38
1
4 3 4 2 1 1 2 2 2 1 1
TOTALE U.T. 8 5
STUDIO PERSONALE
METODO DI STUDIO TOTALE
34
1
U.T. CURRICOLARI 6 2 2 1 3 3 3 2 1 2 2 2 2 1 1
Santa Paola Elisabetta Cerioli
ITALIANO STORIA GEOGRAFIA COSTITUZIONE E CITTADINANZA MATEMATICA SCIENZE INGLESE SPAGNOLO INFORMATICA TECNOLOGIA ARTE e IMMAGINE Ed. MUSICALE SCIENZE MOTORIE RELIGIONE
DISCIPLINE D’INSEGNAMENTO
2
2
U.T OPZIONALI 1 ‐ 1
ESERCITAZIONI CURRICOLARI 1 1
CLASSI III
ATTIVITA’ EDUCATIVE ‐ DIDATTICHE
54
38
1
5 3 4 2 1 1 2 2 2 1 1
TOTALE U.T. 7 5
II - PROGETTI DELL’ANNO
Scuola secondaria
I proge che la Scuola a va sono a servizio dell’apprendimento, della crescita e della ricerca di senso dello studente.
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I Proge sono migliora vi della proposta ordina‐ ria (Indicazioni nazionali) con riferimento alle esi‐ genze forma ve degli allievi. All'interno dello svolgimento delle a vità discipli‐ nari vi è l'approfondimento di a vità trasversali ai saperi che riguardano l'educazione e la formazione della persona in tu i suoi aspe , fisici, psichici, sociali, spirituali e morali quali: Tu e a cara ere interdisciplinare con l'obie vo di sviluppare in ogni alunno la capacità di: conoscere se stesso conoscere gli altri e la realtà circostante proge are il proprio futuro lavorare agganciandosi ai problemi del territorio e del mondo in un'organizzazio‐ ne culturale che abbraccia più ambi di‐ sciplinari. All'interno del Collegio docen è stabilita una Commissione di insegnan per il monitoraggio e la rendicontazione di conformità e di efficienza tra i
proge esibi nel POF e i risulta concre .
a- Progetti scolastici Progetto Accoglienza
Progetto Orientamento Orienteering Educazione stradale Educazione agli affetti:
per le classi I
per tutte le classi per le classi II per tutte le classi
Educazione all’amicizia: La rete e il mare
classi I
Educazione alle emozioni: La scoperta del Tesoro classi II Educazione all’amore: La Pietra e il fuoco
classi III
b- Progetti EXTRASCOLASTICI
Corsi di Musica (pianoforte, danza, musical) Corsi di Sport (Rugby) Tornei di pallavolo, basket, calcio
c- Viaggi d’Istruzione e Uscite didattiche Normativa generale Proposte Patto Scuola‐Studenti
d- Estate
GiocoEstate(grest) Vacanze al Mare
56 Santa Paola Elisabetta Cerioli
Progetto Costituzione, Cittadinanza, Mondialità . New Media _ Progetto di Informatica
Scuola secondaria 57
58 Santa Paola Elisabetta Cerioli
VIII - LA COMUNITA’ EDUCANTE
Scuola secondaria
I componenti
Studenti Religiosi Docenti Collaboratori scolastici Educatori Genitori
I rapporti
a- I RAPPORTI DIREZIONE, DOCENTI, PERSONALE
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b- I RAPPORTI SCUOLA - FAMIGLIA Scuola‐Famiglia Patto Educativo di corresponsabilità educativa Scuola‐Famiglia Quando ci sono dif icoltà …
c- I RAPPORTI SCUOLA - TERRITORIO Scuola‐Territorio Patto educativo di corresponsabilità della Comunità territoriale La Consulta dei Dirigenti Scolastici Progetti comuni (Dialoghi sull’educa‐ zione | Giochi d’Amicizia senza frontiere)
a- RAPPORTI DIREZIONE, DOCENTI, PERSONALE Ques rappor sono ges
nello s le della fiducia, della s ma e
della collaborazione per uno s le adeguato agli alunni.
b- RAPPORTI SCUOLA - FAMIGLIA
60 Santa Paola Elisabetta Cerioli
Lo s le educa vo della scuola è improntato alla massima disponi‐ bilità nei confron dei genitori degli allievi che vengono coinvol nelle decisioni quando il loro parere rappresenta un ‘passaggio obbligato’ nella definizione di pra che scolas che, nella elabora‐ zione delle proposte forma ve dell’is tuto e sopra u o nelle fasi di scelta delle a vità educa ve dida che che le leggi di riforma riservano appunto alle famiglie e agli allievi. Nella vita della scuola ci sono momen importan in cui la collabo‐ razione SCUOLA‐FAMIGLIA va ges ta con grande cura: a) LA FASE DELLE ISCRIZIONI. Vengono organizza incontri con i genitori degli alunni di 5^ elementare per la presentazione della proposta forma va della scuola, sulla base delle indicazioni vinco‐ lan della legge (n. 53/2003, D.Lgs. n. 59/2004, DM 21/07/2007) e delle decisioni autonome del Collegio dei Docen , accolte e condi‐ vise dal Consiglio d’Is tuto. OPEN DAY. Per facilitare la decisione delle famiglie, in merito all’offerta forma‐ va della scuola, vengono organizza incontri di consulenza, collo‐ qui orienta vi con famiglie e futuri allievi, allo scopo di favorire le scelte e anche per renderle più ada e possibili agli allievi a secon‐ da delle loro esigenze e dei loro interessi e/o mo vazioni. b) LA FASE DELLA FORMAZIONE DELLE CLASSI. La scuola delibera nelle sedi opportune (Collegio Docen e Consiglio d’Is tuto) i crite‐ ri per la formazione delle classi. Nella nostra Scuola Secondaria di I grado S. P. E. Cerioli i criteri per la formazione delle classi I sono i seguen :
PIANO ORGANIZZATIVO DELLA CLASSE PRIMA
indicazioni della Scuola Primaria di provenienza da contenu nei fascicoli personali livello di apprendimento ‐ risulta sul piano degli apprendi‐ men (profi o); comportamento Scuola secondaria
preparazione culturale
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richieste dei genitori, se mo vate e non contrastan con le situazioni preceden
fon di rilevazione delle prove di ingresso svolte a giugno e a se embre
segnalazioni e richieste par colari avanzate dalle insegnan della scuola primaria (es. incompa bilità tra allievi nella stessa classe);
problemi par colari segnala dalla famiglia ( e valuta a en‐ tamente dalla Commissione formazione classi). Le prove di ingresso a cara ere trasversale avranno come scopo la conoscenza e l’accoglienza dei ragazzi; verranno verifica : il grado di conoscenza, la capacità di socializzazione, le capacità cogni ve a cara ere generale(riconoscere, ordinare, me ere in relazione, ragionare), la conoscenza del lessico per la comprensio‐ ne della lingua orale e scri a. c) LA FASE DELL’ACQUISTO DEI LIBRI DI TESTO. L’assegnazione dell’alunno/a ad una classe perme e poi alla famiglia di procedere all’acquisto dei libri di testo. A ciascuna famiglia viene consegnato l’elenco dei tes ado a da‐ gli insegnan delle classi a seguito della delibera del Collegio dei Docen . Il criterio di fondo seguito negli anni è quello di ridurre al minimo il cambio dei tes per evitare alle famiglie cos eccessivi per i libri di testo.
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D) LA FASE DELL’AVVIO DELL’ANNO SCOLASTICO, Gli alunni di clas‐ se prima, vengono invita a scuola un giorno prima rispe o ai com‐ pagni di II^ e III^; nell’arco di questa giornata vengono introdo nella nuova scuola cominciando a prendere dimes chezza con inse‐ gnan nuovi e modalità nuove rispe o alla scuola primaria. Per comunicazioni urgen i genitori possono rivolgersi al Dire ore. E) LA FASE DI COMUNICAZIONE DEI RISULTATI SCOLASTICI A META’ e FINE QUADRIMESTRE. Un momento par colarmente importante è la consegna della scheda di valutazione al termine del 1° quadri‐ mestre dopo il ritorno ai vo . Durante la consegna i docen fanno il punto della situazione e con‐ cordano con le famiglie il da farsi per migliorare e/ recuperare eventuali difficoltà. È il momento in cui si cerca si responsabilizzare l’allievo davan ad un quadro valuta vo a 360° circa il suo impegno scolas co e i risulta nelle varie a vità disciplinari e/o trasversali (es. a vità opzionali aggiun ve e facolta ve). Forse più delicata è la fase rela va alla conclusione dell’anno scola‐ s co quando i genitori vengono invita dai docen a valutare a entamente la situazione scolas ca dei propri figli, sopra u o se i risulta sono problema ci e al di so o delle aspe a ve dei do‐ cen e inferiori alle potenzialità degli allievi. È una fase delicata in quanto i docen sono chiama poi collegialmente ad amme ere o meno l’allievo alla classe successiva. In caso di risultato nega vo, la Dirigenza scolas ca convoca i genitori per informarli dell’esito, for‐ nendo loro gli elemen salien della decisione collegiale. F) LA FORMAZIONE. I genitori degli alunni di I^, così come quelli di II^ e III^, sono invita durante l’anno scolas co a momen di formazione serali e ad altri appuntamen secondo un calendario consegnato a tu e le fami‐ glie. Prospe ve nel Rapporto Scuola‐famiglia G) L’AGENDA INFORMATICA. Nel tenta vo di migliorare la comuni‐ cazione scuola‐famiglia, anche a raverso le nuove tecnologie, è offerta ai genitori la modalità di accedere ad una banca da con le valutazioni intermedie e finali degli allievi nelle varie materie o a ‐ vità scolas che, tramite l’uso del PC sulla base di un codice/
password che viene fornito dietro richiesta della famiglia.
Scuola secondaria
H) PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITÀ EDUCATIVA SCUO‐
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LA‐FAMIGLIA. 1. Contestualmente all’iscrizione alla singola is tuzione scolas ‐ ca, è richiesta la so oscrizione da parte dei genitori e degli stu‐ den di un Pa o Educa vo di Corresponsabilità, finalizzato a defi‐ nire in maniera de agliata e condivisa diri e doveri nel rappor‐ to tra is tuzione scolas ca autonoma, studen e famiglie. 2. I singoli regolamen di is tuto disciplinano le procedure di so oscrizione nonché di elaborazione e revisione condivisa, del pa o di cui al comma 1. 3. Nell’ambito delle prime due se mane di inizio delle a vità dida che, ciascuna is tuzione scolas ca pone in essere le inizia‐ ve più idonee per le opportune a vità di accoglienza dei nuovi studen , per la presentazione e la condivisione dello statuto delle studentesse e degli studen , del piano dell’offerta forma va, dei regolamen di is tuto e del pa o educa vo di corresponsabilità
c- RAPPORTI SCUOLA - TERRITORIO Ogni mese la CONSULTA DEI DIRIGENTI DELLE SCUO‐ LE si ritrova per programmare e valutare esperienze comuni e proprie di ogni Scuola. In Orzinuovi le Scuole coinvolte sono queste: Scuole dell’Infanzia (Pubblica, Canossiane, Sacra Famiglia); Scuole Primaria (Pubblica e Sacra Famiglia); Scuola Secondaria I° (Pubblica e Sacra Famiglia); Scuola Se‐ condaria II° (Pubblica Provinciale con 1.110 studen‐ ).Ogni Dirigente ha partecipato fedelmente ogni mese all’incontro. > Nel 2009‐2010 abbiamo imparato a conoscerci, a
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conoscere le varie realtà scolas che e a proge are al‐ cune esperienze comuni e condivise. Le esperienze co‐ muni sono state queste: per tu e le Scuole: la Se ma‐ na della Musica (1 se mana di maggio); per le scuole dell’Infanzia: la Festa di Primavera; per le Scuole Se‐ condaria: Giochi d’Amicizia senza fron ere (23 mag‐ gio); > Il clima di rispe o, fiducia e collaborazione tra Diri‐ gen ha fa o maturare il desiderio di coinvolgere nella ques one educa va le realtà del territorio perché la ques one scolas ca ed educa va fosse portata a co‐ scienza di piazza e, sopra u o, fosse condivisa nella vita ordinaria con le varie associazioni culturali, spor ‐ ve e di volontariato del territorio. > Da questa esperienza è stato approntato un Manife‐ sto per l’Educazione e la firma per un Pa o x l’Educa‐ zione della Comunità territoriale (13 maggio 2012).
CONTRIBUTO SCOLASTICO
Scuola secondaria
L’importo è stabilito ogni anno dal Consiglio di Amministrazio‐ ne.
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• Considerando che l'educazione e la crescita di un iglio, di una iglia in famiglia e la vita in un buon contesto educativo sono il miglior investimento per il futuro dei genitori e della società . Per gli Alunni della Scuola Secondaria e Primaria la Regione Lombardia continua ad erogare il contributo chiamato DOTE SCUOLA; con il suddetto intervento, la retta scolastica verrà ri‐ dotta in proporzione del contributo regionale assegnato ad ogni alunno, a seguito della richiesta on‐line fatta dal genitore. (www.regionelombardia.it) . • Fondo di Solidarietà ed Educazione. "Un iore per Elisa': La no‐ stra Scuola vuole continuare ad essere aperta a tutti. Questo Fondo di Solidarietà sovviene alle esigenze delle famiglie più bisognose e alle opere scolastiche delle Scuole dove lavorano i nostri confratelli (Brasile e Mozambico). E' alimentato dalla Co‐ munità religiosa e da genitori solidali. Primo dovere delle famiglie e base d'ogni educazione è aprire la mente ed il cuore dei igli a conoscere, amare e servire il Signo‐ re, Dio e Padre nostro, ‐ come del resto tutti ne abbiamo l'obbli‐ go ed il dovere‐, ma con una fede senza pregiudizi, soda e since‐ ra. ISCRIZIONE Per l’iscrizione alla classe prima è necessaria la richiesta scritta del genitore, con l’autocerti icazione su moduli forniti dalla se‐ greteria della scuola. Viene inoltre richiesta la irma del genito‐ re sul Patto Formativo consegnato a settembre.
tutto il Centro Educativo OTTEMPERA ALLE NORMATIVE IN MATERIA DI SICUREZZA SUL LAVORO (d.lgs. 81/08 ) con l’in‐ tervento di una ditta esterna e la programmazione annuale di numero 2 prove di evacuazione antincendio degli ambienti sco‐ lastici. V
POF
Il P ’O F è oggetto di valutazione con‐ tinua da parte dei Docenti e trova nelle Commissioni costituite all’interno del Collegio Docenti e del Consiglio di Istituito gli or‐ gani competenti per una analisi e per la sua attualizzazione.
VALIDITA’ Il presente P.O.F. è stato approvato dal Collegio Docenti per la parte didattica il 3 settembre 2013 e dal C.I.S. per la parte organizzativa
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Per quanto non espressamente previsto nel presente documen‐ to, vale il riferimento alle norme vigenti.
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DECALOGO DEL GARANTE DELLA PRIVACY PER LA SCUOLA ECCO IL DECALOGO DEL GARANTE DELLA PRIVACY PER LA SCUOLA. FORNITE REGOLE E INDICA-
Scuola secondaria
ZIONI PER LA TUTELA TRA I BANCHI.
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(DIRE - Notiziario minori) Roma, - Obbligo del consenso per video e foto sui social network. Scrutini e voti pubblici. >Sì alle foto di recite e gite scolastiche. No alla pubblicazione on line dei nomi e cognomi degli studenti non in regola coi pagamenti della retta. Su cellulari e tablet in classe l'ultima parola spetta alle scuole. E' tempo di ritorno in classe e il garante per la protezione dei dati personali ha ritenuto utile fornire a professori, genitori e studenti, sulla base dei provvedimenti adottati e dei pareri resi, alcune indicazioni generali in materia di tutela della privacy. TEMI IN CLASSE - Non lede la privacy l'insegnante che assegna ai propri alunni lo svolgimento di temi in classe riguardanti il loro mondo personale. Sta invece nella sensibilità dell'insegnante, nel momento in cui gli elaborati vengono letti in classe, trovare l'equilibrio tra esigenze didattiche e tutela della riservatezza, specialmente se si tratta di argomenti delicati. CELLULARI E TABLET - L'uso di cellulari e smartphone è in genere consentito per fini strettamente personali, ad esempio per registrare le lezioni, e sempre nel rispetto delle persone. Spetta comunque agli istituti scolastici decidere nella loro autonomia come regola-
mentare o se vietare del tutto l'uso dei cellulari. Non si possono diffondere immagini, video o foto sul web se non con il consenso delle persone riprese. E' bene ricordare che la diffusione di filmati e foto che ledono la riservatezza e la dignità delle persone può far incorrere lo studente in sanzioni disciplinari e pecuniarie o perfino in veri e propri reati. Stesse cautele vanno previste per l'uso dei tablet, se usati a fini di registrazione e non soltanto per fini didattici o per consultare in classe libri elettronici e testi on line. RECITE E GITE SCOLASTICHE - Non violano la privacy le riprese video e le fotografie raccolte dai genitori durante le recite, le gite e i saggi scolastici. Le immagini in questi casi sono raccolte a fini personali e destidesse pubblicarle o diffonderle in rete, anche sui social network, è necessario ottenere il consenso delle persone presenti nei video o nelle foto. RETTA E SERVIZIO MENSA E' illecito pubblicare sul sito della scuola il nome e cognome degli studenti i cui genitori sono in ritardo nel pagamento della retta o del servizio mensa. Lo stesso vale per gli studenti che usufruiscono gratuitamente del servizio mensa in quanto appartenenti a famiglie con reddito minimo o a fasce deboli. Gli avvisi messi on line devono avere carattere generale, mentre alle singole persone ci si deve rivolgere con comunicazioni di carattere individuale. A salvaguardia della trasparenza sulla gestione delle risorse scolastiche, restano ferme le regole sull'accesso ai documenti amministrativi da parte delle persone interessate.
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nati ad un ambito familiare o amicale. Nel caso si inten-
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TELECAMERE - Si possono in generale installare telecamere all'interno degli istituti scolastici, ma devono funzionare solo negli orari di chiusura degli istituti e la loro presenza deve essere segnalata con cartelli. Se le riprese riguardano l'esterno della scuola, l'angolo visuale delle telecamere deve essere opportunamente delimitato. Le immagini registrare devono essere can-
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cellate in generale dopo 24 ore.
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INSERIMENTO PROFESSIONALE - Al fine di agevolare l'orientamento, la formazione e l'inserimento professionale le scuole, su richiesta degli studenti, possono comunicare e diffondere alle aziende private e alle pubbliche amministrazioni i dati personali dei ragazzi. QUESTIONARI PER ATTIVITÀ DI RICERCA - L'attività di ricerca con la raccolta di informazioni personali tramite questionari da sottoporre agli studenti è consentita solo se ragazzi e genitori sono stati prima informati sugli scopi delle ricerca, le modalità del trattamento e le misure di sicurezza adottate. Gli studenti e i genitori devono essere lasciati liberi di non aderire all'iniziativa. ISCRIZIONE E REGISTRI ONLINE, PAGELLA ELETTRONICA - In attesa di poter esprimere il previsto parere sui provvedimenti attuativi del ministero dell'Istruzione riguardo all'iscrizione on line degli studenti, all'adozione dei registri on line e alla consultazione della pagella via web, il Garante auspica l'adozione di adeguate misure di sicurezza a protezione dei dati. – VOTI, SCRUTINI, ESAMI DI STATO - I voti dei compiti in classe e delle interrogazioni, gli esiti degli scrutini o
degli esami di Stato sono pubblici. Le informazioni sul rendimento scolastico sono soggette ad un regime di trasparenza e il regime della loro conoscibilità è stabilito dal ministero dell'Istruzione. E' necessario però, nel pubblicare voti degli scrutini e degli esami nei tabelloni, che l'istituto eviti di fornire, anche indirettamente, informazioni sulle condizioni di salute degli studenti: il riferimento alle ‘prove differenziate’ sostenute dagli studenti portatori di handicap, ad esempio, non va inserito nei tabelloni, ma deve essere indicato solamente nell'attestazione da rilasciare allo studente. TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI - Le scuole devono rendere noto alle famiglie e ai ragazzi, attraverso un'adeguata informativa, quali dati raccolgono e loro attività quotidiana dati delicati - come quelli riguardanti le origini etniche, le convinzioni religiose, lo stato di salute - anche per fornire semplici servizi, come ad esempio la mensa. E' bene ricordare che nel trattare queste categorie di informazioni gli istituti scolastici devono porre estrema cautela, in conformità' al regolamento sui dati sensibili adottato dal ministero dell'Istruzione. Famiglie e studenti hanno diritto di conoscere quali informazioni sono trattate dall'istituto scolastico, farle rettificare se inesatte, incomplete o non aggiornate.
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come li utilizzano. Spesso le scuole utilizzano nella
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COORDINATORI ‐ SEGRETARI 2013 – 2014
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Clas si I A I B II A II B III A
Coordinatori
Segretari
prof.ssa Delfini
prof.ssa Gusmaroli
prof.ssa Aiolfi
prof.ssa Vei
prof.ssa DeMar ni
prof.ssa Franguelli
prof. Grassi
prof. Pavesi
prof.ssa Bergamaschi ( Gilber )
prof.ssa Ghidinelli
III B
prof. Zuelli
prof. Be oni
III C
prof. Columpsi
prof.ssa Crescini
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Scuola secondaria
LA SCUOLA E LE SUE ATTREZZATURE
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La scuola è una struttura accogliente, elegante, attrezzata appositamente per le necessità educative e didattiche dei bambini. Ogni aula è spaziosa, ben illuminata e insonorizzata, dotata di banchi a norma e con altezza adeguata alla struttura fisica del bambino. Ogni aula ha con PC con possibilità di accesso al registro informatico, alla rete intranet e collegamento ad Internet. La Scuola inoltre dispone di 2 sale con 30 PC, ciascuna collegati in rete con accesso ad Internet. Possiede inoltre una discreta biblioteca multimediale e numerosi software didattici e di utilità. Dispone inoltre di una palestra attrezzata per l’insegnamento della motoria e l’animazione psico-corporea, particolare attività ricreativo-formativa avviata in modo sperimentale presso la nostra scuola. Inoltre ha una nuova sala multimediale per l’attività musicale-vocale-visiva denominata “AULA DEI SUONI” per l’educazione all’immagine; aule per la manipolazione, per il teatro e la danza.
EDILIZIA S INFANZIA
PRIM
4 Aule con bagni
sezi
Sala Docen
Aule | 10
Spazio gioco Esterno
Aula
Spazio gioco Interno
Aula
Mensa ‐ Aula
Spazio G Spazio G
Aule | 10
Inf 74 Santa Paola Elisabetta Cerioli
Criteri per l’u lizzo degli spazi □ Ogni spazio della scuola è organizzato in modo funzionale per un u lizzo an‐ che polifunzionale. □ Nei corridoi e negli spazi comuni non è consen to svolgere giochi pericolosi per la propria e altrui incolumità □ Le turnazioni nelle aree comuni (Informa ca, Palestra, Piscina) vengono concordate all'inizio dell'anno scolas ‐ co. □ II materiale è tenuto con cura da diversi responsabili. □ Le aule abilitate a laboratori vengono u lizzate per lo svolgimento di a vità specifiche e, durante le ore in cui non sono previste tali a vità, diventano aule per altre a vità. La Scuola è a rezzata con una mensa interna di o ma qualità. Il menù previ‐ sto se manalmente è approvato dall’ASL bresciana. Per i bambini con cer ficato medico per allergie o intolle‐ ranze alimentari è previsto il menù adeguato.
M
spazi per l’a vità di mento e c
uffi Coordinatore
Superamento barriere archite oniche Piano di evacuazione | Illuminazione Impianto ele rico | an ncendio | acus co
S Tu o il Centro Educa vo OT‐ TEMPERA ALLE NORMATIVE IN MATERIA DI SICUREZZA SUL LAVORO (d.lgs. 81/08 ) con l’in‐ tervento di una di a esterna e la programmazione annuale di numero 2 prove di evacuazione an ncendio degli ambien sco‐ las ci.
SCOLASTICA
MARIA
SECONDARIA
SPAZI COMUNI
sezioni A / B / C
Aula Magna
Aule scolas che| 7 su un piano
Laboratorio Informa ca
Aula Docen Aula mul mediale
Laboratorio Mul mediale Musica
Sala Educatori
Biblioteca
GIOCO Interno Gioco Esterno
Spazio Gioco interno
Palestra
0 su due piani
Spazio Gioco Esterno
Piscina
Infermeria
Mensa
Bagni
BAR
Mensa 75
Mensa
Segreteria
ioni A / B
0 su due piani
a Docen
Scuola secondaria
Educatori
Bagni ermeria
a rezza spazi a rezza recupero, potenzia‐ per l’a vità di recupero, potenzia‐ onsolidamento mento e consolidamento
cio per il e A vità educa ve
ESTERNO
ufficio per il Coordinatore A vità educa ve
Campi di Calcio | 6
Chiesa Sacra Famiglia
Campo Pallavolo
Campo Pallacanestro
Campo Calce o
Spazio Giochi Bambini
Ampio Parcheggio
La Casa accoglie per le feste di com‐ pleanno.
| an sismica
Piano Offerta Formativa (=POF) strumento per la vita della Comunità educante e scolastica
* Curricolo di Scuola per la programmazione e l’apprendimento delle discipline scolastiche
Regolamento per crescere come Comunità di vita nel rispetto di ciascuno
buon anno di scuola! Sacra Famiglia / andreana centro Educativo e Scuola santa Paola Elisabetta Cerioli
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