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comunitĂ religiosa Sacra Famiglia

Scuola secondaria

centro Educativo e Scuola santa Paola Elisabetta Cerioli

piano offerta formativa

pof e Curricolo Scuola Secondaria TERZA PARTE

Pianificazione scolastica

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anno scolastico 2013 - 2014


SALUTO Cari genitori dei ragazzi della Secondaria di I° questo è il nostro Piano dell’Offerta Formativa (=POF), la carta di identità del nostro Centro Educativo e Scuola.

Con il POF vi invitiamo a leggere anche il Curricolo di Scuola attraverso il quale conoscete la programmazione annuale delle discipline scolastiche con le competenze educative e didattiche che devono raggiungere i vostri igli.

Con il POF e con il Curricolo di Scuola è necessaria la lettura del Regolamento di vita della Scuola Primaria, strumento di orientamento educativo ma anche delle regole che soggiaciono alla vita.

Buon anno scolastico!

p. Antonio e p. Luca con la Comunità educante e scolastica Orzinuovi 2 settembre 2013

Santa Paola Elisabetta Cerioli

Af idandoci i vostri igli, le vostre iglie, vi ricordiamo che abbiamo il compito di far apprezzare il valore della cultura e la necessità di imparare; ma ‐e noi lo abbiamo imparato negli anni‐ vogliamo far intuire loro le cose essenziali per vivere: la stima di sé, la collaborazione con gli amici, la solidarietà con i più infelici; e, più in profondità, attrezzarli per vivere la vita. La vita è bella e promettente perché abitata da Dio. Per realizzare tutto questo chiediamo la collaborazione con voi genitori. La nostra proposta è uno strumento per sprigionare le migliori energie dei bambini di oggi, che saranno gli adulti del futuro.

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TERZA PARTE

Scuola secondaria

pianificazione scolastica Le soluzioni di carattere educativo e didattico del Centro educativo e Scuola Santa Paola Elisabetta Cerioli

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PIANO GENERALE POF

fascicolo 1 Progetto educativo della Congregazione fascicolo 2 La Scelta educativa (I parte) Percorsi formativi (II parte) fascicolo 3 Pianificazione scolastica (III parte): pof - Scuola dell’infanzia A pof - sezione Primavera B pof - Scuola primaria pof - Scuola secondaria


4 Santa Paola Elisabetta Cerioli

Questa terza parte del POF riguarda la PIANIFICAZIONE SCOLASTICA nell’individuazione delle soluzioni di carattere organizzativo e didattico. Questo livello corrisponde alle rifiniture di una casa. È la parte più pratica e organizzativa e ha il compito di tradurre in metodologie adeguate e scelte chiare il progetto di fondo. Le diverse parti in cui è strutturata l’intera organizzazione permette di suddividere l’intera proposta formativa. Per evidenziare il carattere unitario della nostra Scuola presenteremo i progetti del POF della Scuola dell’Infanzia (materna), della Scuola Primaria (elementare) e della Scuola Secondaria (media) Questa parte comprende anche la DIMENSIONE VALUTATIVA. Nel progetto di una casa corrisponde da un lato alla soddisfazione di tutte le certificazioni vigenti in ordine alla sicurezza e dall’altro alla interrogazione circa la soddisfazione di colui che l’ha costruita e di colui che la abita. Concretamente vi si trovano i criteri per l’autovalutazione, la valutazione dell’apprendimento e la valutazione dello stesso piano dell’offerta formativa.


Scuola secondaria 5

scuola secondaria


La Scuola Secondaria di I° grado Santa Paola Elisabetta Cerioli è una scuola cattolica, pubblica non statale, legalmente riconosciuta dal 13 maggio 1989 e dall'anno 2000-2001 è scuola paritaria. È gestita dai religiosi della Congregazione religiosa della Sacra Famiglia, fondata nel 1863 da santa Paola Elisabetta Cerioli, una madre di famiglia divenuta educatrice di tanti altri figli. La sua offerta formativa si riferisce concretamente alle intuizioni e alle scelte che animarono l’azione di Paola Elisabetta Cerioli: mettersi al servizio del territorio, con la precisa finalità di istruire, educare ed assistere i ragazzi, per prepararli, anche culturalmente, all’inserimento pieno, maturo e dignitoso nella società. La Comunità religiosa si avvale della competente collaborazione di docenti ed educatori ben istruiti e formati. La scuola è situata a Orzinuovi e inserita in una vasta area verde utilizzata per le attività ricreative e sportive dei ragazzi. Accanto alla scuola sorge un centro sportivo, gestito anch’esso dalla Comunità religiosa, con piscine aperte al pubblico e utilizzate durante l'anno scolastico dagli stessi alunni.

ORARIO DI APERTURA DEL CENTRO EDUCATIVO SCOLASTICO da lunedì a venerdì: 07.30 - 17.30 ORARIO DI APERTURA DELLA SEGRETERIA È aperta ai genitori, docenti e alunni: da Lunedì a Venerdì ore 8.00 - 9.00 ore 12.00 – 13.00 ore 16.00 – 17.00 ORARIO DELLE LEZIONI SCOLASTICHE da lunedì a venerdì: 08.15 - 16.45 ORARIO EXTRASCOLASTICO tempo pre-scuola: 07.30-08.15 tempo mensa: 13.30-14.00 tempo ricreazione: 14.00- 15.00 tempo post-scuola: 16.45-17.30

Santa Paola Elisabetta Cerioli

Con la Scuola dell’Infanzia e la Scuola Primaria, la Scuola Secondaria è frequentata da circa 600 alunni provenienti dal territorio dei paesi distanti fino a 30 Km da Orzinuovi ed inserita nel contesto del Centro educativo.

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I - LA NOSTRA SCUOLA Alunni

anno scolastico 2013-14 Maschi

Femmine

totale

31 33 41 105

31 28 23 82

62 61 64 187

Classi 1^ Classi 2^ Classi 3^ Totale

Scuola secondaria

Docenti

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Religione

p. Luca Ghirardelli

Lettere, Storia, Geogra ia, Cittadinanza e Costituzione

Monassita Aiol i Stefania Bergamaschi Alesia De Martini Elisa Crescini Flavia Gilberti (suppl) Guido Zuelli

Storia, Geogra ia, Cittadinanza e Costituzione Scienze Matematiche

Greta Del ini Paola Grassi Luca Columpsi Ghidinelli Francesca Bettoni Paola Ilaria Gusmaroli

Lingua Inglese Lingua Spagnolo Tecnologia

PierGiovanna Franguelli

Arte e Immagine

Stefania Vei

Ed. Musicale

Francesco Pavesi

Scienze Motorie e Sportive

Tito Costa

Informatica

Andrea Cerioli

Sostegno

Paolo Mondini

Dirigenza scolastica Dirigente scolastico e Gestore della Scuola

p. Antonio Consonni

vice‐preside e Direttore per l’educazione

p. Luca Ghirardelli

Collaboratore didattico

prof. Tito Costa

Responsabile educatori e coordinatore attività extra scolastiche

Manuel Falarti

Segreteria Amministrazione

Giovanna Cavanus Adriana Fusini Padre Michelangelo Moioli Ausilia Costa


CALENDARIO GENERALE 2012-2013 Fes vità nazionali 1 novembre  8 dicembre  25 aprile  1 maggio  2 giugno 

festa di tu  i San   Immacolata Concezione  anniversario della Liberazione  festa del Lavoro  festa nazionale della Repubblica 

Regione Lombardia ai sensi dell’art. 138, comma 1° del D.L.vo n. 112 del 31.03.1998   e dell’art. 4, comma 121 della L.R. n. 1 del 05.01.2000   giovedì 12 se embre 2013   inizio delle lezioni  sabato 02 novembre 2013  Commemorazione dei defun   domenica  08 dicembre 2013  Festa dell’Immacolata Concezione  dal 21 dicembre 2013 al 6 gennaio 2014  vacanze di Natale  dal 16 aprile al 22 aprile 2014  vacanze di Pasqua  Sabato 7 giugno 2014  termine delle lezioni 

Sabato 5 e Domenica 6 o obre   Festa della Scuola e della solidarietà  Venerdì 20 dicembre  S. Messa con scambio d’auguri nata‐   lizi (xsa parr.le)  Giovedì 23 gennaio 2014  Festa santa Paola Elisabe a Cerioli  Lunedì 3‐martedì 4 marzo 2014  Vacanza di Carnevale 

extra scuola   Creativamente Corsi di Musica, Sport, Danza

da o obre a maggio 2014  Esibizioni conclusive a maggio 

Vacanza in montagna di Carnevale Vacanza in montagna di Carnevale da giovedì 27 febbraio   da giovedì 27 febbraio   a lunedì 3 marzo  a lunedì 3 marzo 

Gioco Estate:

dal 16 giugno al 25 luglio 

Gioco Estate d’agosto:

dal 28 luglio all’ 8 agosto 

Vacanze mare

da lunedì16 a lunedì 23 giugno   ragazzi/e v^ primaria, I^‐secondaria   da domenica 6 a domenica 13 luglio  ragazzi/e II^ e III^  secondaria  

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Is tuto Sacra Famiglia

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II - L’ADOLESCENZA, LA NOSTRA SCUOLA, IL SUO CONTESTO 1. Adolescenza e adolescenti. Un’età ‘esplosiva’ della vita 2. Le famiglie dei nostri adolescenti 3. Le Scuole della Congregazione della Sacra Famiglia

Scuola secondaria

4. Il Centro educativo e la Scuola S. P. E. Cerioli.

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5. La Scuola nel contesto socio-culturale ed economico 6. Le Scuole statali e paritarie di Orzinuovi 7. Breve storia della nostra Scuola


1. Adolescenza. Un’età ‘esplosiva’ della vita Gli adolescen  che frequentano la Scuola Secondaria S. P. E. Cerioli  vivono la stagione della (prima) adolescenza.  L’adolescenza è l’età più difficile, un’età esplosiva! Il corpo, il cuore,  l’intelligenza diventano un vulcano.   Anche le relazioni con gli adul  e con Dio vengono a raversate da  questa instabilità e ricerca.   Se l’immagine per  descrivere il tempo  dell’Infanzia  (Scuola dell’In‐ fanzia) è un bambino/a in braccio a sua madre; mentre il bambino  che cammina ‐svincolato da papà e mamma‐ racconta il tempo del‐ la  Scuola  primaria,  l’adolescenza  ha  bisogno  di  diverse  immagini  per essere descri a: primavera, vulcano, navigazione! 

Questa fase dell’adolescenza della vita è importante perché si ma‐ nifesta una legge che pure dovrà essere ricercata come qualificante  per rapporto alla vita umana tu a: la vita non è possibile se non nel  segno della libertà! … Nel segno di una consegna e di una dedizione  all’altro! L’uomo nasce senza scegliere, ma non può vivere se non a  questa precisa condizione: di riprendere la prima nascita mediante  la sua scelta libera.  Noi,  come  Scuola,  di  fronte  a  ques   adolescen   ci  interroghiamo:  Quale Scuola fare?   I nostri orientamen : 1. mo vare allo studio; 2. sviluppare un grup‐ po classe laboratoriale; 3. preparare alla Scuola Secondaria di II e al  futuro.  La domanda non è disgiunta dall’altra: Di quale famiglia ha bisogno  questo adolescente?   1. clima familiare coeso con regole interiorizzate di vita; 2. una sa‐ na  alleanza  con  la  scuola,  nel  bene  e  nel  male;  3.  la  necessità  di  me ersi in ques one e di lasciarsi formare da altri. 

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L’adolescenza è come la primavera in cui tu o sboccia, si rinnova,  cambia. È come un vulcano che sconvolge ‐nel corpo e nell’anima  del ragazzo / della ragazza‐ gli an chi equilibri. È come una naviga‐ zione  in  mare:  sembra  che  non  ci  sia  méta  e  orizzonte  ed  invece  ogni volta l’adolescente sperimenta l’urgenza di una des nazione,  di una guida che sostenga, di amici che lo aiu no. 


C’è un’ul ma domanda sempre rimossa: A quale Dio affidarsi?  SI pensa che la ques one degli adolescen  sia solo emo va o rela‐ zionale. Occorre ripensare invece originariamente alla esperienza di  fede dei figli adolescen , per non tradirli nelle loro a ese.   

2. Le famiglie dei nostri adolescen

Scuola secondaria

Le famiglie  che  portano  i  loro  figli  al  nostro  Centro  e  Scuola  sono  uno ‘spaccato’ delle famiglie del mondo che vivono questo tempo. 

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Ci sono famiglie che vivono un buon clima familiare e sono sostan‐ zialmente unite, anche se molte vivono la ferita della separazione e  del  disagio,  clima  non  certo  favorevole  alla  riuscita  scolas ca  del  proprio  figlio.  Ancora  più  rilevante  il  disagio  che  si  registra  dove  i  figli  vivono  situazioni  di  ro ura  familiare  spesso  seguite  da  for   tensioni  tra  i  due  genitori.  Il  figlio  viene  spesso  conteso  dalle  due  par   più  come  segno  di  vi oria  sull’  ex  coniuge  che  come  scelta  educa va nei confron  del minore.   Si sta imponendo un nuovo modello di ‘vivere la famiglia’, che regi‐ stra il modello di tu a la civiltà occidentale. Dal modello ‘figli con  genitori’ si sta passando al modello ‘coppia con figlio’. In altre paro‐ le: la relazione filiale appare più solida del rapporto spesso instabile  tra i coniugi e dunque la famiglia si va cos tuendo anzitu o in fun‐ zione del figlio. Come dire che i matrimoni (e le convivenze) si rom‐ pono con una certa facilità, ma i bambini restano.   Il  clima  delle  famiglie  di  oggi  è  definito  da  due  profili:  privata  ed  affe va.   Privata, nel senso di sistema camente sequestrata rispe o a quei  sistemi di scambio sociale, ai quali si affida la vita pubblica; a diffe‐ renza di quella tradizionale nella quale era il centro a procedere dal  quale prendeva forma ogni rapporto sociale.   Affe va, nel senso che ingrediente del legame familiare, anzi ten‐ denzialmente esclusivo, diventa appunto l’affe o.  Ques   due  tra   della  figura  della  famiglia  rendono  assai  arduo  il  compito educa vo, perché predispone lo spazio per la lievitazione  della  figura  materna,  a raverso  l’oscillazione  dei  due  comporta‐


men quali  la  rassicurazione  incondizionata  e  il  cosidde o  rica o  affe vo.   Le famiglie che scelgono il nostro Centro educa vo e scuola appar‐ tengano a questo contesto sociale, culturale ed economico. Tu a‐ via le ragioni sono molto variegate: ci sono famiglie che portano i  loro  figli  al  nostro  Centro  per  la  condivisione  di  una  comune  pro‐ spe va ideale della vita: cris anamente impostata e saggiamente  cara erizzata. Pur nella sua spiccata laicità, la scuola rimane forte‐ mente  connotata  dalla  sua  iden tà  cris ana.  Tu avia  la  scuola  è  qualificata significa vamente dal suo essere scuola ca olica, aper‐ ta a tu . 

Queste ragioni  non  impediscono  alla  nostra  proposta  di  farsi  pro‐ posi va  e  interpellante  la  coscienza  dei  genitori.  Per  noi  rimane  certo che primi educatori dei figli ‐poiché hanno offerto e con nua‐ no ad offrire il contesto di vita‐ sono i genitori.   

3. Le Scuole della Congregazione della Sacra Famiglia 1. Il tragi o della vita di santa Paola Elisabe a Cerioli è la realizza‐ zione di un ideale: esprimere maternità, crea vità, generosità pri‐ ma  verso  i  suoi  figli  e  dopo  la  perdita  dei  figli  propri,  verso  i  figli  degli altri, poveri e senza avvenire. E rintracciare in tu o questo il  compiersi della ‘volontà di Dio’.  2. La Congregazione custodisce questo metodo educa vo. Dal pic‐ colo gesto di accoglienza di una bambina orfana nacque la Congre‐ gazione  dei religiosi (4 novembre 1863) e delle religiose (8 dicem‐ bre 1862) della Sacra Famiglia che, evangelizzando a raverso l’edu‐ cazione, con nuano il sogno di madre Paola Elisabe a Cerioli: fare 

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Ci sono, invece, famiglie che scelgono la scuola perché entrambi  i  genitori  lavorano.  Esso  appare  senza  dubbio  uno  dei  mo vi  che  spinge  le  famiglie  a  scegliere  un’is tuzione  che  perme e  una  cu‐ stodia  qualificata  del  bambino  per  l’intera  giornata.  La  mo vazio‐ ne,  spesso  ben  esplicitata  al  momento  dell’iscrizione,  perme e  di  recuperare il senso della collaborazione della scuola con la famiglia,  non in senso vicario, sos tu vo, ma nello spirito di un’alleanza co‐ stru va. 


Scuola secondaria

del mondo  la  famiglia  di  Dio,  dove  genitori  ed  educatori  fossero  come un ponte verso la paternità e maternità di Dio.  

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3. Un’idea  fondamentale  della  nostra  esperienza  è  che  per  evangelizzare  dobbiamo  innanzitu o  lasciarci  evangelizzare  dalla  Parola  di  Dio,  dal  carisma  e  dalla  vita  dei  poveri.  Evangelizzare  educando  è  stato  lo  slogan  sinte co  della  nostra  esperienza  educa va. «Il nostro essere manda  ad evangelizzare i poveri» (Lc  4,18)  passa  inesorabilmente  e  primariamente  nell’impegno  a  formare  le  coscienze  delle  giovani  generazioni.  In  questo  senso  l’educazione  appare  sopra u o  come  la  forza  più  potente  ed  efficace  in  grado  di  fornire  l’accesso  per  tu   alla  ci adinanza  terreste in una comunità planetaria.   

4. Il nostro Centro educa vo e la Scuola santa Paola Eli‐ sabe a Cerioli. La Scuola Secondaria S. P. E. Cerioli si pone all'interno di una real‐ tà stru urale ed educa va più ampia che è il Centro Educa vo sco‐ las co preesistente alla Scuola stessa, avviata nel 1989.  Il Centro Educa vo scolas co è un ambiente forma vo sicuro, fami‐ liare, ben organizzato ed inserito in una vasta area verde che inten‐ de  andare  incontro  alle  varie  esigenze  delle  famiglie.  Per  questo  prevede anche tempi e servizi che vanno al di là dell'offerta mera‐ mente scolas ca.  La scuola all'interno del Centro Educa vo scolas co è a vata con  finalità ben precise:  ‐ tenere aperta una finestra sul mondo interiore di tu  i ragazzi per‐ ché ciascuno sia artefice del proprio sviluppo;  ‐ tenere aperta una finestra sul mondo complessivo di tu  i ragazzi  del mondo con par colare a enzione per i più sfortuna , senza av‐ venire ed impedi  di abitare il mondo;  ‐ soccorrere le esigenze delle famiglie del territorio che chiedono  aiuto educa vo nella ges one della crescita dei propri figli;  ‐  tes moniare,  con  il  profilo  specifico  della  cultura  antropologica  cris ana, che il benessere  psicofisico  e  spirituale  di  ogni  persona 


sta nella possibilità di crescere il più serenamente possibile in una  famiglia e/o in luogo educa vo che si affianca ad essa per sostene‐ re, illuminare e soccorrere il suo sforzo forma vo.   

5. La scuola e sul contesto socio ‐ economico ‐ culturale. La Scuola Secondaria ‐insieme alla Scuola dell’Infanzia e alla Scuola  Primaria‐ è ubicata nel Comune di Orzinuovi. Il Comune appar ene  geograficamente all’area della Bassa Bresciana e presenta i vantag‐ gi e i limi  della vita di una piccola realtà provinciale.  All’interno  di  questo  quadro  socio  economico  culturale,  l’utenza  della  scuola  secondaria  è  cos tuita  da  alunni  provenien   dalla  scuola Primaria della nostra Scuola e dai Comuni del Territorio. 

La Scuola S. P. E. Cerioli ha iniziato ad operare nel Comune di Orzi‐ nuovi, con una modalità par colare a par re dal 1925.  Con l’anno scolas co 2000 ha saputo rinnovarsi nel tempo per ren‐ dere sempre a uale la propria offerta forma va e culturale, e per  rispondere in modo efficace e per nente alla domanda di istruzio‐ ne e di formazione dell’intera Comunità di Orzinuovi e del Territo‐ rio della Bassa Bresciana.   Nel tempo la Scuola Secondaria di I grado ha voluto e saputo inte‐ ragire  con  altre  is tuzioni  territoriali  (famiglie,  en   locali,  chiesa,  mondo  del  lavoro  e  del  volontariato)  precorrendo  e  realizzando  quanto  le  norme  nel  tempo  avrebbero  via  via  codificato  (DPR  n.  235/2007).    

6. Le scuole statali e paritarie di Orzinuovi Le Scuole del Comune di Orzinuovi sono queste:  >    ’ :   statale (a Coniolo, frazione di Orzinuovi);  

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La preparazione  scolas ca  pregressa  è  mediamente  acce abile,  anche se negli anni si è riscontrato un aumento di alunni fortemen‐ te svantaggia  sul piano sociale e culturale, altri con handicap par‐ colarmente grave o con DSA.  


Scuola secondaria

comunale (Garibaldi);   paritaria (Canossiane);  >    :     >       1°  :     >   S    G  C    . Liceo scien fico  . Liceo linguis co  . Is tuto tecnico   Inizia ve  a  favore  della  famiglia  e,  in  par colare,  dei  minori  sono  ges te dalla Parrocchia e dalle Amministrazioni comunali del terri‐ torio. 

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7. Breve storia della nostra scuola Le tappe  che  hanno  portato  alla  cos tuzione  del  nostro  Centro  educa vo  e  Scuola  s.  Paola  Elisabe a,  da  tu   conosciuto  come  ‘Andreana’ sono queste:  1921,  23  se embre:  don  Giuseppe  Musle ,  na vo  di  Orzinuovi  e  parroco  di  Ovanengo,  esprime  il  desiderio  di  lasciare  tu o  il  suo  patrimonio  alla  Congregazione  della  Sacra  Famiglia  perché  venga  aperto,  possibilmente  nel  Comune  di  Orzinuovi,  un  Orfanotrofio  per raccogliere, allevare e istruire ed educare orfani poveri   1925, 11 novembre: a nome e per conto della Congregazione della  Sacra Famiglia, padre Francesco Tomasoni con fratel Giovanni Ca‐ pister,  due  suore    e  un  gruppo  di  ragazzi,  prende  possesso  della  Possessione Landriana.    1926:  l’Is tuto  Andreana  s’avvia  ad  accogliere  circa  35‐40  ragazzi  che hanno frequentato le prime classi elementari a Mar nengo e la  classe  quinta  a  Villacampagna.  Impegna   nell’a vità  agricola,  i  giovani  migliori  seguono  i  corsi  di  scienze  agrarie  e  zootecnica  te‐ nu  dal prefe o d’agraria fratel G. Capister.   1932‐33:    viene  avviata  la  Scuola  Agraria  serale.  Fratel  Omobono  Pezzoli insegna agraria e zootecnia, mentre il maestro Branchi e il  professor Gardoni cultura generale.   


1941, giugno: i dieci allievi migliori vengono invia  ad Orzinuovi per  sostenere  gli  esami  del  Secondo  Corso  presso  il  Regio  Corso  d’Avviamento Professionale  di Tipo Agrario.   1946,  o obre:  riapre  la  Scuola  di  Avviamento  serale  con  l’is tuzione del Terzo Corso.   1954,  8  se embre:  viene  inaugurato  il  nuovo  grande  padiglione  con dormitorio, refe orio e officina meccanica agraria.    1955‐56, o obre: l’Is tuto Andreana accoglie anche ragazzi esterni  che  hanno  terminato  il  ciclo  elementare,  come  convi ori  o  semi  convi ori per il periodo scolas co che frequentano il corso trienna‐ le di Avviamento Professionale Industriale.   1957,  o obre:  approntate  nuove  aule,  la  palestra  e  il  laboratorio,  l’Is tuto Andreana o ene l’autorizzazione ad ospitare una sezione  staccata  dell’Avviamento  Professionale  Industriale  Statale  di  Orzi‐ nuovi.  

1963‐64: soppressa la Scuola d’Avviamento Professionale, l’Is tuto  Andreana  ospita  una  sezione  staccata  della  nuova  Scuola  Media  Unica di Orzinuovi.   1974, 1 se embre: il  complesso scolas co dell’Andreana ospita la  sezione staccata dell’Is tuto Tecnico “Don Primo Mazzolari” di Ve‐ rolanuova.   1989, 13 maggio: il decreto ministeriale concede il riconoscimento  legale  alla  Scuola  Media  “P.E.Cerioli”  con  decorrenza  dall’anno  scolas co  1988‐89.  Il  Ministero  della  P.I.  riconoscerà  lo  status  di  Scuola Media Paritaria con decreto 28 febbraio 2001.   2000, 14 se embre: autorizzata dal Dirigente Scolas co del Circolo  Dida co di Orzinuovi, s’avvia la Classe Prima della Scuola Primaria  ‘P.E.Cerioli’.   Con  decreto  27  febbraio  2003  il  M.I.U.R.  riconosce  lo  status  di  Scuola Primaria Paritaria. 

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1960, 1 o obre: l’Is tuto Andreana ospita una sezione coordinata  dell’Is tuto  Professionale  Industria  e  Ar gianato  “More o”  di  Brescia (I.P.S.I.A.), l’an ca Scuola Tecnica.  

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2003, 11 se embre: avvio del primo anno della Scuola dell’Infanzia  “P.E.Cerioli”.  2005,  Con  decreto  28  novembre  il  M.I.U.R.  riconosce  lo  status  di  Scuola dell’Infanzia.  2005, gennaio: inizio lavori di ristru urazione della Piscina. 

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2006, 2  o obre:  avvio  del  C.I.S.  /  Consiglio  d’Is tuto  della  Scuola  per  custodire  e  far  crescere  la  con nuità  e  la  collaborazione  tra  religiosi, docen , genitori delle tre sezioni della Scuola.  2007,  2  o obre:  avvio  del  movimento  delle  famiglie  per  l’Educazione e la Famiglia. 

Perché il nome Andreana alla nostra scuola Generalmente, i cascinali della pianura padana prende‐ vano denominazione dal cognome della famiglia pro‐ prietaria, oppure da una particolare emergenza natura‐ le: un dosso, un bosco, una pianta, …. Verso la metà dell’800, il gruppo familiare Gossalli‐Moretti‐Legnani fa costruire sul Campo La Vigna, posto nella contrada della Madonnina dell’Oglio, una vasca per la macerazione del lino, ibra allora molto richiesta sul mercato lombardo. Per utilizzare una derivazione della Roggia Mezzarola, la struttura viene interrata tanto da richiedere una sca‐ letta in mattoni per accedervi. E cosı̀ infossata da richia‐ mare le buie androne dei centri urbani, il che le merita la denominazione di L’andruna, che si estende al terre‐ no che la ospita e più tardi alla cascina che su di esso nel 1881‐83 vi farà costruire il proprietario Enrico Salini, nativo di Soncino e farmacista in Milano.

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Per la prima volta, nella mappa catastale del 1898 la Ca‐ scina Landruna è uf icialmente segnalata come Cascina Landriani, evidente interpretazione burocratica dell’in‐ decifrabile toponimo originario. Per altre fantasiose contaminazioni popolari, di qui seguirà Cascina Landria‐ na e inalmente L’Andreana.


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III - LE INNOVAZIONI. LA NOSTRA QUALITA’ 1. Continuità didattica ed educativa comune

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2. Il Curricolo di Istituto e il Curricolo della Secondaria

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3. I pilastri fondamentali: imparare ad imparare, alleanza con la famiglia e con il territorio, solidarietà e coscienza multiculturale 4. Bisogni Educativi Speciali (=BES) e, in esso, il Piano didattico personalizzato (DSA) 5. L’accompagnamento scolastico 6. Innovazione educativa, didattica e relazionale. La didattica con l’iPad


1. CONTINUITÀ DIDATTICA ED EDUCATIVA COMUNE Quando una  famiglia  chiede  di  iscrivere  un  figlio  presso  la  nostra  Scuola a par re dai 2 anni, noi immaginiamo e proge amo il suo  percorso fino ai 14 anni.  Ciò impegna la Scuola ‐dall’Infanzia, alla Primaria, alla Secondaria di  I* e alla Secondaria esterna di II*‐ a proge are e verificare una rea‐ le con nuità dida ca ed educa va.  Il confronto con una Scuola Superiore qualifica ancora di più la con‐ nuità interna.    2. IL CURRICOLO DI ISTITUTO e IL CURRICOLO DELLA SCUOLA. CHE COSA CONTIENE?

Con l'autonomia, alla scuola vengono riconosciu  ampi margini, pur  in un quadro unitario dei sàperi, nella determinazione dei percorsi  dida ci fonda  sulle necessità e sui bisogni degli alunni. 

‐ analisi della situazione di partenza  ‐ definizione degli obie vi  ‐ selezione dei contenu   ‐ strategie ed esperienze di apprendimento  ‐ valutazione e verifica    La programmazione curricolare prevede l'integrazione di due esigen‐ ze:  ‐la formazione comune degli alunni  ‐la personalizzazione dei saperi degli alunni  Il lavoro di costruzione del Curricolo d’Is tuto da parte del CD è “un  processo a raverso il quale si sviluppano ed organizzano la ricerca 

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Programmazione curricolare  significa  scelta  di  a vità  e  indirizzi  operata  all'interno  del  contesto  educa vo  ‘Sacra  Famiglia’  e  del  ‘Collegio  docen ’  sulla  base  di  un  proge o che  ene conto  di: 

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e l’innovazione  educa va”.    Definizione  pregnante  se  si  intende  il  Curricolo come “l’insieme delle esperienze che una scuola intenzio‐ nalmente  proge a  e  realizza  per  l’alunno  al  fine  di  conseguire  le  mete forma ve desiderate”.  

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Considerando che la vocazione della scuola, ciò per cui essa esiste,  è  l’apprendimento  di  competenze  di  base  e  di  competenze  per  la  ci adinanza, in un contesto di comunità educante, il curricolo allo‐ ra diviene il cuore della proge ualità della scuola. In questa acce‐ zione, dovendo una buona proge azione contenere anche la misu‐ ra  dei  tempi,  degli  spazi  e  delle  risorse  necessarie  alla  sua  imple‐ mentazione, il Curricolo quasi coincide con il POF o comunque as‐ sume all’interno di esso un peso determinante.   In  ques   anni  sono  state  molteplici  le  elaborazioni  di  Curricoli  di  is tuto  con  uno  sforzo  di  ges one  in  ver cale  degli  stessi,  vista  l’impostazione del testo delle INDICAZIONI NAZIONALI.   Rimangono però, anche nelle realtà più felici e di maggior coinvol‐ gimento del personale, pochi i Curricoli che hanno saputo orientar‐ si  alle  competenze,  ed  ancora  meno  i  curricoli  che  riescono  ad  esplicitare in modo chiaro le modalità della loro rilevazione.   È quindi importante, di fronte a questo periodo di consolidamento  dell'a vità di elaborazione del curricolo, che venga ri‐analizzato il  percorso fa o, che i curricoli vengano sistema zza  defini vamen‐ te;  per  far  ciò  può  essere  u le  cara erizzarli  elencando  alcuni  aspe  imprescindibili.   

3. I PILASTRI FONDAMENTALI A—IMPARARE AD IMPARARE OVVERO IMPARARE UN METODO PER FARE I COMPITI E PER STUDIARE A) IL PROGETTO “IMPARARE AD IMPARARE”. Questo proge o  qualifica la nostra Scuola e dis ngue la sua proposta educa va da  quella delle altre realtà scolas che del territorio. Premessa fonda‐ mentale del proge o “Imparare ad imparare” è la dis nzione e va‐ lorizzazione  del  compito  specifico  degli  alunni,  dei  docen   e  dei  genitori:  l'intero  processo  dida co  è  affidato  al  rapporto  docen‐ alunni, senza per questo escludere l'apporto delle famiglie.  Ai genitori, infa , è richiesta un'a enzione sensibile e costante al 


cammino dei figli, per sostenere e incoraggiare il percorso in a o.  Essi, secondo il cosidde o “Pa o di corresponsabilità”, si impegna‐ no  a  valorizzare  la  vicinanza  e  l’assistenza  della  scuola  ai  ragazzi,  mantenendo  saldi  un  collegamento  fiducioso  ed  un'alleanza  reci‐ proca.  In  questo  senso  viene  garan to  ai  genitori  che  il  compito  dell'insegnamento e dell'apprendimento è sostanzialmente e radi‐ calmente  affidato  al  rapporto  alunno‐insegnante  e  non  a  loro.  In  concreto i genitori non devono occuparsi di fare i compi  dei figli,  bensì  interessarsi  a  come  i  figli  si  dispongono  nei  confron   di  ciò  che la scuola loro propone e richiede. 

Agli insegnan compete la sfida più difficile e delicata: FAR IMPA‐ RARE  AD  IMPARARE.  Questo  semplice  slogan  nasconde  una  com‐ plessità di  mo vazioni, inten , significa  ed obie vi che pare  ne‐ cessario esplicare con chiarezza. La società moderna è cara erizza‐ ta dalla richiesta pressante e inevitabile di flessibilità professionale,  intesa come capacità di ada amento alle necessità sempre in evo‐ luzione e mutamento del mondo del lavoro. Sebbene questo con‐ ce o sia generalmente diffuso e condiviso, alla gente comune risul‐ ta difficile o addiri ura prematuro immaginare alunni di 11‐13 anni  come futuri adul  e ci adini. Proprio in tale prospe va è obie vo  prioritario per noi docen  far acquisire a ques  uomini e donne del  domani abilità meta‐cogni ve che consentano loro una rapidissima  e  tempes va  riconversione  delle  competenze,  ovvero  delle  cono‐ scenze e delle abilità, in modo da adeguarle in maniera assai agile  ai diversi contes  sociali. In questo senso il metodo  più efficace  e  produ vo  di  insegnamento  deve  sì  far  imparare,  ma  sopra u o  “far imparare ad imparare”, ossia fornire gli strumen , le tecniche, 

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Ai ragazzi è  chiesto  di  impegnarsi  e  di  coinvolgersi  a vamente  giorno  dopo  giorno  in  un  lavoro  sereno  e  costante  che  sfru   al  meglio le opportunità offerte nel tempo scuola. Concretamente ciò  significa affidarsi alla guida dell’insegnante, seguendolo passo dopo  passo  nel  compimento  dello  studio  in  classe,  per  evitare  di  dover  poi passare ore a casa a recuperare quanto in realtà poteva essere  svolto con profi o nell'ambiente scolas co.   L’impegno degli alun‐ ni tu avia non si esaurisce solo a scuola; l’eccellenza, la responsa‐ bilità,  la  crea vità  e  sopra u o  l’autonomia  richiedono  una  riela‐ borazione a casa nel tempo che la scuola indica. 


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le conoscenze ed un metodo di studio/lavoro ada abili a qualsiasi  mutamento.  Il fondamento teorico di un proge o così innova vo e lungimirante  è condiviso dall’intero Collegio Docen . Partendo dalla convinzione  che un’azione educa va efficace risieda nella possibilità del singolo  di  compiere  esperienze  che  corrispondano  allo  stadio  di  sviluppo  del proprio pensiero e della propria personalità in con nua evolu‐ zione,  l’ar colazione  del  tempo  scuola  consente  agli  insegnan   di  osservare l’apprendimento dei propri allievi in una prospe va pri‐ vilegiata  e  farne  sempre  tesoro.  Grazie  a  proge azioni  flessibili,  mirate  e  condivise, i docen ‐educatori trasme ono i saperi e  gui‐ dano i ragazzi alla loro assimilazione mediante la collaborazione, lo  studio e l’esercizio. Il metodo “Imparare ed imparare” si basa su un  lavoro d’equipe che inizia dal  collegio docen , coinvolge i vari con‐ sigli di classe, gli educatori ed eventuali specialis  esterni; in que‐ sto  contesto,  la  figura  del  coordinatore  di  classe  assume  un  ruolo  fondamentale come referente e tramite con le famiglie. 

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COMPITI E STUDIO A SCUOLA In che cosa la nostra scuola si differenzia nel servizio offerto alle famiglie? Caposaldo del nostro metodo educa vo ”Imparare ad Imparare” è  lo svolgimento di tu a l’a vità dida ca (lezioni, laboratori, eserci‐ tazioni e compi ) all’interno del tempo scuola;  Perché questo? Considerando che i  nostri alunni, da quando esco‐ no di casa al ma no a quando vi rientrano la sera, sono impegna   nella scuola per oltre 10 ore (impegno richiesto ad un adulto che va  a  lavorare  a  Brescia…),  hanno  tu o  il  diri o  di  essere  stanchi,  di  voler  giocare,  fare  un’a vità  spor va,  col vare  qualche  hobby  e  perché no… non fare più niente e rilassarsi.   Una ricerca di circa 10‐12 anni fa sosteneva che il tempo medio di  a enzione degli alunni davan  ad una lezione frontale è di 20’ la 1^  u.t., 15’ la 2^ e la 3^ fino ai 5’/8’ alla 5^. Per ques  mo vi, il Colle‐ gio docen  ha deciso di o mizzare il tempo scuola per far sì che gli  alunni,  lavorando  qualita vamente  e  non  quan ta vamente,  una  volta rientra  a casa, non siano chiama  a svolgere ulteriore lavoro 


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che si rivelerebbe inu le e improdu vo oltre che pedagogicamen‐ te scorre o. I docen , quindi, rendono le lezioni più acca van  e  laboratoriali con gli alunni come protagonis  principali del proces‐ so di apprendimento.  Tu o  questo  non  significa  abbassare  la  qualità  dell’insegnamento  e/o dell’apprendimento perché, considerando che sono le compe‐ tenze che devono crescere e maturare nell’alunno, è molto meglio  e più reddi zio far lavorare dire amente gli alunni a scuola con la  supervisione dei docen »     L’imparare ad imparare è stata la vecchia carta vincente di questa  scuola ed è ancor più a uale oggi; fare compi  e studiare con i do‐ cen /educatori accanto è certamente  un valore aggiunto oltre che  un prezioso aiuto.   La se mana corta presenta ulteriori vantaggi: viene offerta la pos‐ sibilità ai ragazzi di VIVERE la FAMIGLIA alla sera e nel weekend: in  un  mondo  sempre  più  frene co  e  pieno  d’impegni  (compi ,  cate‐ chismo, a vità spor ve, lavoro domenicale, genitori separa , ecc.)  la famiglia non può e non deve essere sacrificata. Alleanza scuola‐ famiglia vuol dire anche questo.  Dunque: « Compi  e studio* a scuola!» Ovviamente chi vuole rag‐ giungere  l’eccellenza  o  ripassare  per  una  verifica  lo  farà  in  forma  autonoma.   L’eventuale  assegnazione  di    compi /studio  facolta vi  se manali  verranno considera  in fase valuta va come credi  acquisi  in cor‐ so d’opera!  La nostra vuole essere una sfida; ci rendiamo conto che, come tu e  le sfide, fa paura, ma dobbiamo tu  me erci in gioco rivedendo le  abitudini e le credenze radicate nel tempo. Così facendo ci diversifi‐ chiamo  sul  territorio,  rilanciamo  l’a vità  dida ca  e  sopra u o  l’intervento educa vo a favore delle famiglie.            La scuola ga‐ ran sce il tempo necessario per lo studio e lo svolgimento dei com‐ pi   scri   assegna ;    va  da  sé  che  l’alunno  per  svaria   mo vi  (necessità di ripetere ad alta voce, concentrazione maggiore, tempi  più dilui , ma anche per distrazione o scarso interesse), non riesca  ad  ul mare  le  consegne.  E’  quindi  fondamentale  o mizzare  a  scuola il tempo a disposizione evitando così di dover recuperare a  casa  ciò  che  non  è  stato  appreso  durante  il  tempo  scolas co.  I  compi   vengono  svol   durante  le  ore  di  scuola,  siano  esse  ore  di 


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metodologia o curricolari, ore di studio con i docen  o con gli edu‐ catori  per  agevolare,  a raverso  la  supervisione  dell’insegnante/ educatore, l’interiorizzazione del metodo ed il processo di appren‐ dimento autonomo dell’alunno.  Tempo  delle  Esercitazioni/Compi :  queste  u.t.  (metodo  di  studio,  studio personale, 2 u.t. del martedì e del   giovedì pomeriggio), de‐ vono essere u lizzate per lo svolgimento dei compi  somministra   dai docen  di ogni disciplina.  N.B. Durante le vacanze di Natale ed es ve (durante quelle pasqua‐ li, data l’esiguità dei giorni di sospensione della scuola non vengono  assegna   compi )  la  scuola  assegnerà  esercitazioni  obbligatorie  calcolate in base al tempo e proporzionate tra le varie discipline.

B‐ ALLEANZA CON LA FAMIGLIA E IL TERRITORIO OVVERO EDUCA‐ RE INSIEME Educare è possibile in un clima di fiducia, s ma, cura. Ciò è vero per  i genitori nei confron  dei loro figli, ma anche per la Scuola e per lo  Stato.  Crediamo e abbiamo fiducia nella famiglia, nei genitori e chiediamo  alla famiglia, ai genitori di avere la stessa fiducia nei confron  della  Scuola: ciò che facciamo lo facciamo per il bene del figlio a par re  dalla  nostra  tradizione  educa va,  dalla  competenza  educa va  e  professionale  dei  docen ,  dallo  s le  altamente  costru vo  della  nostra azione educa va.  Per  noi  Comunità  educante  della  Sacra  Famiglia  è  il  presupposto  fondamentale per l’accoglienza di un bambino o di un ragazzo nella  nostra Scuola e perché ‐sin dall’inizio‐ le relazioni siano buone.  C‐SOLIDARIETÀ OVVERO CRESCERE IN UNA COSCIENZA MULTI‐ CULTURALE La solidarietà è un sen mento naturale e spontaneo di ogni essere  umano: fa riferimento al bisogno e alla necessità di dare , imparare  a donare qualcosa di sé all’altro, imparare a donare in fine la pro‐ pria vita all’altro. 


La solidarietà nella nostra scuola è una vera e propria a vità scola‐ s ca a raverso la quale la preparazione dei ragazzi si apre alla que‐ s one della globalizzazione e della mul culturalità. In questa disci‐ plina  si  approfondiscono  i  dinamismi  che  regolano  i  rappor   tra  i  popoli nel mondo intero, le cause della povertà e dello sfru amen‐ to dei paesi so osviluppa , le incongruenze del cosidde o mondo  industrializzato.  L'obie vo  della  disciplina  è  di  far  prendere  co‐ scienza delle cause del so osviluppo e di fare chiarezza sui troppi  paesi  ricchi,  quindi  di  suscitare  l'impegno  a  ricercare  e  me ere  in  pra ca, nel quo diano, forme di un uso equo e solidale delle risor‐ se. 

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4. B

E

S

(=BES) , (DSA)

,

P

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La circolare sui BES (=     , 6 marzo 2013), si riferi‐ sce  a  par colari  situazioni di  difficoltà,  per  lo  più  riguardan  patologie e  disabilità di diverso genere. Finora a ‘cer ficare’ tale condizione era l’au‐ torità medica: sulla base delle cer ficazioni prodo e, le scuole potevano  decidere  di  assegnare   un  docente  di  sostegno oppure, nel  caso disturbi  come la dislessia, di introdurre le cosidde e «misure dispensa ve e com‐ pensa ve»  (per  esempio  la  sos tuzione  delle  verifiche  scri e  con  prove  orali oppure la riduzione della mole dei carichi dida ci).     Ora la prospe va cambia: con questa circolare il Ministero dell’Istruzione  invita ad ampliare il raggio di intervento della scuola a favore degli alunni  con  difficoltà,  chiedendo  ai  consigli  di  classe  di  agire  autonomamente,  anche in assenza di cer ficazione medica, sulla base delle proprie osserva‐ zioni  pedagogiche,  proponendo,  in  casi  specifici,  una  personalizzazione  della dida ca, come scrive il documento «nella prospe va di una presa  in carico globale ed inclusiva di tu  gli alunni». Gli inten  alla base della  circolare  sono  ovviamente  condivisibili:  tu   noi  desideriamo  una  scuola  più aperta alle diversità, più a enta ai bisogni dei singoli e, appunto, più  «inclusiva».    Se  da  un  lato  è  bella  l’idea  di  sensibilizzare  sempre  più  la  scuola rispe o all’individualità delle situazioni concrete dei ragazzi, c’è da  esprimere  qualche  perplessità  sull’opportunità  di  caricare  i  Consigli  di  classe di un lavoro e di una responsabilità per i quali non sempre i docen   sono sta  forma  e dota  di opportuni strumen . Comunque ci organiz‐ ziamo.   

Piano didattico personalizzato (DSA)

« L’apprendimento personalizzato rappresenta oggi uno degli snodi più significativi dell’attuale dibattito educativo e scolastico. Esso offre una via d’uscita per la questione dello svantaggio e per porre ogni allievo nella condizione di realizzare tutto il suo potenziale » (D. Hopkins).

La  personalizzazione  dell’apprendimento  (a  differenza  della  indi‐ vidualizzazione) non impone un rapporto  di uno a uno tra docente  e allievo con conseguente aggravio del lavoro dell’insegnante, ma 


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indica l’uso  di  «strategie  dida che  finalizzate  a  garan re  a  ogni  studente una propria forma di eccellenza cogni va, a raverso pos‐ sibilità  ele ve  di  col vare  le  proprie  potenzialità  intelle ve  (capacità  spiccata  rispe o  ad  altre/punto  di forza). In altre paro‐ le, la PERSONALIZZAZIONE ha lo scopo di far sì che ognuno svilup‐ pi propri personali talen » (M. Baldacci).  Con il Piano Dida co Personalizzato si è passa  dalle semplici indi‐ cazioni di indirizzo ad un  percorso per la sua realizzazione pra ca.      Che cos’è il PDP? Analizziamo le parole che compongono la defini‐ zione di Piano Dida co Personalizzato:  PIANO: è “studio mirante a predisporre un'azione in tu  i suoi svi‐ luppi”: un programma, un proge o, una strategia.  DIDATTICO: lo scopo della dida ca è il miglioramento: • dell'effi‐ cacia  e  sopra u o  dell'efficienza  dell'apprendimento  dell‘allievo,  che comporta  ,  quindi,  una  diminuzione  dei  tempi  di  studio  e  del  dispendio  di energie; • dell‘ efficacia e dell'efficienza dell'insegna‐ mento del  docente  PERSONALIZZATO:  indica  la  diversificazione delle metodo‐ logie, dei tempi, degli strumen nella  proge azione  del  lavoro  della  classe  (C.M.  n  4099  del  05/10/2004    e      n.    674    del  10/05/2007    per  studen  dislessici rt_10_DPR_122_giugno 2009.  – Circ. MIUR 28.5.2009)    “Con  la  personalizzazione  si  persegue  l’obie vo  di  raggiungere  i  medesimi  obie vi   a raverso  i nerari  diversi.  Questa  strategia  implica  la  messa  a  punto  di  nuove forme  di  organizzazione  di‐ da ca  e  di  trasmissione  dei  processi  del  “sapere”  e  del “saper  fare” in modo da predisporre piani di apprendimento coeren  con  le  capacità,  i  ritmi e i tempi di  sviluppo degli alunni”. (G. Chiosso,  La personalizzazione dell’apprendimento)  Il PDP  è un contra o fra  docen ,  Is tuzione  Scolas che,  Is tuzio‐ ni    Socio‐  Sanitarie  e   famiglia  per  individuare  e  organizzare  un  percorso  personalizzato,  nel  quale devono  essere  defini   i  sup‐ por   compensa vi  e  dispensa vi  che  possono  portare  alla rea‐ lizzazione del successo scolas co degli alunni DSA.  


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P . Il PDP,  una  volta  reda o,  deve  essere  consegnato  alle  famiglie,  anche  per  consen re   l’a vazione  di  indispensabili  sinergie  tra  l’azione  della  scuola,  l’azione  della  famiglia,  l’azione  dell’allievo.  Tu   i  protagonis   del  processo  devono  potersi  applicare  al  raggiungimento  di  obie vi  comuni  e    condivisi   e  secondo  modalità  integrate,  evitando  fraintendi‐ men , dispersione di forze, contraddi orietà, improvvisazione.  Nella  proge azione   del  PDP  dovranno  essere  indicate  le  moda‐ lità  di  accordo tra i docen  e la famiglia.   Perché le  famiglie  acquisiscano  fiducia  nel ruolo  della  scuola,  è  di  importanza fondamentale,  costruire  con  essa  legami  significa vi,  comunicando  ai  genitori  i  progressi (anche minimi)   rilevabili solo  in  un  con nuo  monitoraggio  del  processo  di  apprendimento  di  ogni studente.  Il  PDP  deve  avvalersi  quindi  della  partecipazione  dire a  della   famiglia   e dell’allievo, ovviamente in età adeguata, per consen r‐ gli di sviluppare piena consapevolezza  delle  proprie  peculiari  mo‐ dalità  di  “funzionamento”  ,  per  renderlo  parte a va nel proces‐ so di apprendimento , per dargli la percezione di possedere la ca‐ pacità di poter raggiungere un obie vo ed essere in grado di svol‐ gere un compito.  È inoltre di notevole supporto psicologico per le famiglie far com‐ prendere che, per i ragazzi  con  DSA,  è  possibile  costruire  un  pro‐ ge o  scolas co  e  di  vita  di  successo  (ad esempio   la   possibilità   di  con nuare  gli  studi  universitari,  d’intraprendere  un  percor‐ so lavora vo gra ficante nonostante le difficoltà )   

6. Innovazione educativa, didattica e relazionale. La didattica con l’iPad IL QUADRO GENERALE. La nostra Scuola ha a cuore il sapere e la sua trasmissione  alle giovani generazioni. Non solo!  La nostra Fondatrice vuole una «scuola per la vita e per il futuro dei figli affida ».   Per cui vita e pensiero sono i pilastri su cui si è costruita il nostro Centro educa vo  e Scuola nel corso del tempo.  Il sapere e il sapore della vita si trasme e anche con gli strumen  più vicini alla  vita delle giovani generazioni.  Per cui abbiamo sempre valorizzato l’informa ca per i nostri studen . E successi‐


vamente abbiamo costruito –con criteri educa vi‐ il registro informa co. Per cui  nell’anno  2007.2008  abbiamo  avviato  il  REGISTRO  INFORMATICO  per  la  Scuola  Primaria,  mentre  nell’anno  successivo,  nella  Scuola  Secondaria.  Tra  poco  anche  alla Scuola dell’Infanzia  Con l'anno scolas co 2012.2013 abbiamo costruito l’ipotesi: INNOVAZIONE EDU‐ CATIVA, DIDATTICA, RELAZIONALE per potere fare dida ca con i nuovi media, con  l’iPad. E nell’anno 2013.2014 è par to il proge o come Scuola (Infanzia, Primaria,  Secondaria I°) .  Il  tolo indica i pilastri del proge o che può essere semplificato così: come educa‐ tori  vogliamo  ‘innovare’  (=qualificare)  la  modalità  di  fare cultura  e  di  essere  Do‐ cen  facendo dida ca con l’iPad (e non più libri) e coinvolgendo i genitori per gli  aspe  educa vi del proge o!  Pertanto  per  i  figli  di  oggi  vogliamo  fare  una  scuola  vicina  alla  loro  vita  e  che  ‐ secondo le indicazioni della nostra Fondatrice, s. Cerioli‐ li prepari alla vita futura:  a trovare un lavoro, a vivere una famiglia e ad abitare il mondo con responsabilità.  Questo è il senso per noi di innovazione.  

L’innovazione educa va e dida ca sollecita un altro sogge o: la famiglia ‐ i geni‐ tori.  Ecco  perché  innovazione  relazionale.  Per  cui,  mentre  l’innovazione  come  Scuola ci spinge a educare, a una nuova modalità di fare dida ca e a saper u liz‐ zare bene lo strumento, a prevenire i pericoli, a lasciarci sfidare dalle sue opportu‐ nità, anche la famiglia è coinvolta in questo processo per i suoi aspe  educa vi.  Paradossalmente l’opportunità offerta dalla rete è che come fenomeno trasversa‐ le coinvolge tu : reale e virtuale non sono più mondi separa , ma un con nuum  e un intreccio. 

Nell’anno 2013.2014 nella SCUOLA SECONDARIA DI I°‐ ciascun stu‐ dente  delle  classi  I  (62  alunni)  ha  iniziato  l’anno  con  un  iPad  pro‐ prio senza più i libri. I Docen  durante l'estate hanno completato i  loro Corsi scola ci con I Tunes y, dopo un anno di formazione.  Lunedì 16 se embre 2013 gli studen  delle classi I ‐dopo aver fir‐ mato un PATTO alla presenza della direzione della Scuola, dei geni‐ tori e di un esperto giuridico– hanno iniziato la scuola con l’iPad /  senza libri.  Ogni  Docente  della  Secondaria  I°,  Primaria  e  ogni  sezione  dell’In‐ fanzia è a rezzato con il proprio iPad avendo la scuola già da diver‐ si anni elaborato un proprio Registro informa co. 

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Siamo consapevoli che una innovazione non parte dalle cose, ma dal cambiamen‐ to del cuore e delle mo vazioni, possibile solo in una relazione educa va. La pri‐ ma ‘innovazione’ riguarda perciò la relazione Docente‐Alunno/i che si cara erizza  non  immediatamente  come  istruzione/apprendimento,  ma  come  educazione.  Come abbiamo potuto sperimentare in ques  anni è a queste condizioni che l’in‐ segnamento/apprendimento  diventa  efficace.  L’innovazione  dida ca  consiste  pertanto in una relazione nuova, ma anche in una modalità nuova di fare dida ca  ‐più  laboratoriale,  più  di  ricerca  e  meno  frontale‐  con  uno  strumento  vicino  al  mondo dei nostri figli, che è la tecnologia dell’iPad. 


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IV- CRITERI DI VERIFICA DEGLI APPRENDIMENTI E VALUTAZIONE DELLE COMPETENZE DEGLI STUDENTI

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1. Valutazione: ideografica, sommativa e formativa 2. Schede di valutazione 3. Rubrica valutativa del comportamento 4. Verifiche e modalità di valutazione                                


1‐ VALUTAZIONE IDEOGRAFICA, SOMMATIVA E FORMATIVA  

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CHE COS’È LA VALUTAZIONE  La valutazione è un’operazione inter‐sogge va, cioè in relazione al  quadro di valori e di significa  entro cui si collocano i criteri di giu‐ dizio di chi valuta. Va pertanto inserita entro un sistema di regole  comuni.  Le regole devono essere condivise.   “La  ricerca  dell’ogge vità  non  è  solo  vana,  ma  rischia  di  essere  anche dannosa in contes  come quello educa vo, qualora si perda‐ no di vista l’iden tà del sogge o valutato e la specificità del conte‐ sto e della relazione educa va” (P. Plessi)   Appare quindi evidente come la valutazione dell’apprendimento e  dei comportamen  non può risolversi nella media matema ca dei  risulta  delle singole verifiche od osservazioni.   Rappresenta per il docente un momento importante per entrare in  sintonia con l'alunno, per incoraggiarlo rilevandone i progressi, ma  anche per s molarlo ad una riflessione più approfondita su alcuni  temi, proponendo nuovi pun  di vista, offrendo altre informazioni  e suggerendo prospe ve diverse.  Rappresenta  anche  un  momento  privilegiato  per  l'alunno  che  im‐ para ad autovalutarsi e ad assumere la responsabilità della propria  crescita.    PERCHE’ SI VALUTA?  Per i docen  e gli studen  è chiaro  che  si valuta:   per accertare gli apprendimen ,  per capire a che punto si è rispe o a degli standard o ai compagni,  quali progressi ci sono sta  rispe o ad una situazione di partenza,  per verificare l’adeguatezza della metodologia.    COME SI VALUTA?  Occorre  costruire  percorsi  di  valutazione  metodologicamente  cor‐


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re e comunica  agli studen  e alle famiglie. La indicazione di indi‐ catori e l’elaborazione di prove di verifica non sono mai un’azione  neutrale, ma dipendono da scelte pedagogiche culturali e sociali.  QUALE  RAPPORTO  TRA  VALUTAZIONE  NELLE  DISCIPLINE  E  COM‐ PORTAMENTO?  Vi sono alcuni aspe  del comportamento ( interesse, mo vazione,  partecipazione  a va,  collaborazione  con  appor   personali)  che  possono contribuire alla valutazione nelle diverse discipline.  Perciò ogni docente dovrebbe:  ‐operare in una visione sistemica e forma va, superando la valenza  sanzionatoria e la logica del solo controllo per valorizzare i percorsi,  le par colarità di ciascun alunno, i suoi cambiamen , la partecipa‐ zione a va, le par colari difficoltà;  ‐coinvolgere  l’alunno  nel  momento  valuta vo  ed  accrescere  in  lui  la  consapevolezza  della  propria  esperienza  di  apprendimento   (monitoraggio e autovalutazione);  ‐non pensare solo in termini di riduzione, rispe o alle situazioni di  difficoltà,  ma in  una  logica di integrazione delle  differenze, ar co‐ lando le proposte mediante a vità laboratoriali che CONSENTANO  A TUTTI di far emergere “almeno un“ valore.   

2‐ SCHEDE DI VALUTAZIONE Scheda EDUCATIVA  (valutazione  interquadrimestrale  interna):  in‐ forma la famiglia a metà quadrimestre indicando un profilo socio‐ relazionale e l’andamento dida co dell’alunno.  >  L’impegno  della  nostra  Scuola  S.P.  Elisabe a  Cerioli  è  quello  di  qualificare la con nuità educa va e dida ca tra Scuola dell’Infan‐ zia, Primaria e Secondaria di I°. L’impegno è anche quello di stabili‐ re una con nuità dida ca ed educa va con le Scuole Secondarie di  II grado  del Territorio.  > In questa prospe va si colloca la SCHEDA INTERQUADRIMESTRA‐ LE DELLA VALUTAZIONE DEL COMPORTAMENTO E DELLA DIDATTI‐ CA, consegnata a metà del I° e del II° quadrimestre. I criteri ado a   fanno riferimento all’idea di educazione di S.P.E. Cerioli e alle prassi  educa ve della Congregazione della Sacra Famiglia.  >  La  scheda  ha  un  valore  educa vo  e  non  puni vo.  Se  il  compito 


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dei Docen   è  quello  di  osservare  e  orientare  il  comportamento  dell’alunno, l’alunno ha quello di interiorizzare le indicazioni per un  possibile  ulteriore  miglioramento  (la  rubrica  AREA  SOCIO‐ RELAZIONALE descrive con precisione quanto ci si aspe a dall'alun‐ no in ordine alle diverse dimensioni di cui si cos tuisce il comporta‐ mento  scolas co);il  pagellino  indica  gli  aspe   sui  quali  l’alunno  deve crescere e sollecita il cambiamento in caso di bisogno. Ai  ge‐ nitori spe a il compito di rifle ere con il proprio figlio/ figlia circa  le  indicazioni  date.  Tu o  è  finalizzato  al  raggiungimento  degli  obie vi educa vi.  Il Coordinatore/la Coordinatrice presenta la situazione complessiva  dell’alunno e, insieme agli altri Docen , traccia un percorso perso‐ nale collegialmente.   LA  SCHEDA  È    STRUTTURATA  IN  DUE  PARTI:  AREA  SOCIORELAZIO‐ NALE E AREA DELLE DISCIPLINE.  AREA  SOCIORELAZIONALE:  COMPORTAMENTO  SOCIALE,  RISPETTO  DELLE REGOLE, IMPEGNO  E PARTECIPAZIONE, UTILIZZO DEL MATE‐ RIALE, AUTONOMIA.   GIUDIZI:  PIENAMENTE  RAGGIUNTO;  RAGGIUNTO;  PARZIALMENTE  RAGGIUNTO; ANCORA DA RAGGIUNGERE.  AREA  DISCIPLINARE:    si  considerano  le  valutazioni  raggiunte  per  avere un quadro completo della situazione.  Nel documento è possibile prendere visione delle assenze, del nu‐ mero delle comunicazioni e delle note rela ve al periodo osserva‐ to.  Ques   criteri sono comuni alle tre scuole (Infanzia, Primaria e Se‐ condaria) per visibilizzare la con nuità nella valutazione del proces‐ so educa vo e dida co.    S         I°/II°  .  E   dà  una valutazione forma va delle singole discipline e un giudizio ana‐ li co globale dell’alunno.  La nostra scuola per illustrare alle famiglie le valutazioni conseguite  dai  figli  e  in  coerenza  ai  principi  che  informano  la  propria  azione  pedagogica  ‐e  nello  spirito  della  legge  53/2003  circa  l’autonomia‐  man ene nella propria scheda di valutazione il giudizio anali co sul  livello di maturazione raggiunto dall’alunno (  come recita lo stesso 


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ar colo 3 del DL, 1 se embre 2008, n 137).  Il giudizio è formulato dal Coordinatore di classe, dopo aver raccolto le  indicazioni dei altri Docen , u lizzando gli indicatori approva  dal Col‐ legio  Docen   che  delineano  un  profilo  dell’alunno  sia  nell’area  socio‐ relazionale che nell’ambito dell’impegno e della partecipazione all’a ‐ vità scolas ca.     VALIDITA’ ANNO SCOLASTICO  Come da circolare ministeriale n. 20/11, rela va alla validità dell’anno  scolas co, il collegio definisce il monte‐ore annuale come base di riferi‐ mento per il calcolo dei tre quar  di presenza necessari per l’ammissio‐ ne alla classe successiva e agli Esami di Stato.   Monte ore 1206 u.t  Limite minimo u.t. presenza 905  Assenze consen te 301 (25%)  In merito alle deroghe che il C.D. può stabilire, si è deciso di far riferi‐ mento alle indicazioni fornite dal M.I.U.R. nella circolare stessa:  ‐gravi mo vi di salute adeguatamente documenta   ‐terapie e/o cure programmate  ‐donazioni di sangue  ‐partecipazione  ad  a vità  spor ve  e  agonis che  organizzate  da  fede‐ razioni riconosciute dal C.O.N.I.  ‐adesioni a confessioni religiose (cfr. legge 516/1988 e 101/1989).  Sarà compito dei rispe vi C.C. verificare il superamento del limite mas‐ simo consen to di assenze.  La Direzione scolas ca provvederà a comunicare ad inizio anno scola‐ s co, ad ogni studente e alla sua famiglia, il rela vo orario annuale per‐ sonalizzato, il limite minimo di ore di presenza da assicurare la validità  dell’anno scolas co e le deroghe previste.  Prima degli scru ni intermedi e finali, alunni e famiglie, verranno messi  al corrente della quan tà oraria di assenza accumulate.  C     :  al  termine  del  I°  ciclo  d’istruzione  Alle  famiglie  viene  consegnato  il  modulo  da  allegare  alla  documenta‐ zione necessaria da allegare per l’iscrizione alla scuola secondaria di II°.        


Sa organizzarsi  con  ordine  e u lizza in modo autono‐ mo conoscenze, strumen   e  metodi,  anche  in  conte‐ s  diversi 

Porta puntualmente  il  materiale e lo ges sce con  cura e precisione. 

AUTONOMIA Autosufficienza e indipendenza  nello  svolgimento  delle  conse‐ gne  assegnate  in  ambiente scolas co 

UTILIZZO MATERIALE Capacità di autonomia  nella ges one del materiale 

RISPETTO DELLE REGOLE comprensione,   interiorizzazione  e rispe o delle regole 

Si applica in maniera a va  e  regolare  nell’esecuzione  delle  consegne.  Interviene  in  modo  per nente,  co‐ stante e costru vo duran‐ te le lezioni     Riconosce  e  interiorizza  il  valore  delle  regole  e  le  sa  rispe are  in  contes   di‐ versi 

IMPEGNO E PARTECIPAZIONE capacità di applicazione  e diligenza nell’esecuzione  capacità di intervenire  in modo costante e per nente 

Necessita della  guida  dell’insegnante  per  portare  a  compimen‐ to le consegne  Va guidato e sollecita‐ to  a  portare  il  mate‐ riale  e  spronato  alla  corre a ges one. 

L’impegno nell’esecu‐ zione  delle  consegne  e  la partecipazione duran‐ te  le  lezioni  sono  di‐ scon nui  Conosce  le  regole  e  solitamente le rispe a 

Ha bisogno  di  conferme  esterne per l’esecuzione  delle consegne 

Generalmente ha con sé  il  materiale  anche  se  va  guidato  alla  corre a  ges one. 

Si applica  regolarmente  nell’esecuzione  delle  con‐ segne e interviene respon‐ sabilmente  durante  le  lezioni  Riconosce  e  rispe a  le  regole 

Possiede un buon livello di  autonomia,  che  gli  con‐ sente di portare a termine  le  a vità  in  modo  appro‐ priato,  anche  in  contes   diversi  Ha con sé il materiale e lo  ges sce in modo corre o. 

Va sollecitato  al  ri‐ spe o delle regole 

Va spronato  a  impe‐ gnarsi  maggiormente  e  guidato  a  interveni‐ re in modo per nente  durante le lezioni. 

Va s molato a relazio‐ narsi  corre amente  con adul  e coetanei 

Si relaziona  general‐ mente in modo rispe o‐ so con adul  e coetanei 

Si relaziona in modo colla‐ bora vo  con  adul   e  coe‐ tanei 

ANCORA DA RAGGIUNGERE   

PARZIALMENTE RAGGIUNTO   

RAGGIUNTO   

Santa Paola Elisabetta Cerioli

Si relaziona in modo colla‐ bora vo  e  rispe oso  con  adul  e coetanei 

PIENAMENTE RAGGIUNTO   

COMPORTAMENTO SOCIALE  capacità di relazionarsi  e di ges re le proprie emozioni 

3 ‐ RUBRICA VALUTATIVA DEL COMPORTAMENTO

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Scuola secondaria

4 ‐ VERIFICHE E MODALITA’ DI VALUTAZIONE

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CHE COS’E’ UNA VERIFICA?  Consiste  nell’elaborazione  e  nella  somministrazione  di  prove  per  raccogliere da  misurabili riferi  a precisi obie vi di apprendimen‐ to al fine di rilevare l’acquisizione di conoscenze, abilità e compe‐ tenze.    COME SI VERIFICA?  È importante u lizzare prove di verifica diversificate (non stru ura‐ te /stru urate /semistru urate, orali e scri e…),”valide” (in cui vi  sia  corrispondenza  tra  la  prestazione  rilevata  e  ciò  che  si  intende  misurare) ed “a endibili” (costan  nella le ura della prestazione),  che  si  possano  integrare  per  scandagliare  le  diverse  dimensioni  dell’apprendimento e per consen re a ciascun alunno di esprime al  meglio le proprie potenzialità, in base allo s le cogni vo e al pro‐ prio modo di operare.   

TABELLA DEI VOTI E DELLE PERCENTUALI Percentuali da 95 a 100 da 85 a 94 da 75 a 84 da 65 a 74 da 55 a 64 da 45 a 54 da 35 a 44 da  0 a 34        

Vo 10 9 8 7 6 5 4 3


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V - PROPOSTE FORMATIVE DELLA SCUOLA Didattica 

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   

Linee culturali, educative, metodologiche ed ope‐ rative. Dettagli del progetto “imparare ad imparare” Monte ore Fondamenti dell’attività didattica Attività extrascolastiche

Servizi 

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        

settimana corta compiti e studio all’interno dell’orario scolastico stile educativo e collaborativo con le famiglie educazione all’amicizia, alle emozioni, all’amore possibilità di consulenza pedagogica e psicologi‐ ca mensa scolastica interna libri di testo e i sussidi didattici trasporto BUS corsi di CREATIVAMENTE tempo “E….STATE CON NOI” (GiocoEstate, Vacanze al Mare) 

Ambienti Chiesa della Sacra Famiglia Aula Magna Aula Informatica Aula video


Aula Musica Aula Multimediale Sale giochi Campi da gioco( sintetico e naturale) Joy Bar Palestra Piscina Segreteria  

LINEE CULTURALI, EDUCATIVE, METODOLOGICHE E OPERATIVE

La ‘stagione’  della  sperimentazione  metodologico‐dida ca  (art.  2  del DPR n° 419) e quella di ordinamen  e stru ure (art. 3 del DPR  n° 419) sono state molto ricche e ar colate nelle proposte educa ‐ ve  e  dida che  dell’intero  is tuto:  dall’integrazione  scuola‐ territorio, al tempo pieno, ai modelli sperimentali di schede di valu‐ tazione,  alla  autonomia  scolas ca,  alle  proposte  di  riforma  della  scuola.  Queste le tappe più significa ve, ma nel de aglio molte altre inno‐ vazioni hanno cara erizzato e qualificano tu ora le proposte edu‐ ca ve e dida che della scuola.   Bas  pensare allo sviluppo e all’applicazione delle nuove tecnologie  alla dida ca (laboratori mul mediali; lavagne mul mediali; anten‐ ne paraboliche; uso di video, DVD e di CD‐Rom nella dida ca, ecc)  e  sopra u o,  con  l’avvento  delle  riforme  (legge  n.°53/2003;  d.lgs  n°59/2004; DM 31.07.07), si sta sviluppando/ impulso alla dida ca  laboratoriale. 

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La Scuola Secondaria di I grado S. P. E. Cerioli  ha un ruolo di scuola  leader  nella  Bassa  Bresciana  dopo  il  suo  rinnovamento,  per  il  suo  contesto  educa vo,  per  la  propensione  e  la  sensibilità  dei  propri  dirigen   scolas ci,  dei  docen   e  delle  famiglie  a  ‘sperimentare’  nuovi contenu , nuovi materiali, ‘tempi scuola’ innova vi rispe o a  quelli previs  dagli ordinamen . 


In sintesi  la  proposta  forma va  dell’Is tuto  per  gli  allievi  iscri   e  frequentan  la scuola è cara erizzata da ques presuppos : 

Scuola secondaria

a) La coerenza tra le scelte educa ve e dida che dell’is tuto  con le scelte is tuzionali contenute nella legge di riforma (n° 53 del 28.09.03), nel d.lgs. n° 59/2000 che introduce le INDI‐ CAZIONI NAZIONALI PER I PIANI DI STUDIO PERSONALIZZATI  NEL  SISTEMA  SCOLASTICO  ITALIANO,  il  D.M.  31/07/2007  (INDICAZIONI PER IL CURRICOLO); e i REGOLAMENTI APPENA  PUBBLICATI; 

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b) La funzionalità delle scelte educa ve e dida che al soddi‐ sfacimento dei bisogni forma vi degli allievi: bisogni di cono‐ scenza,  bisogni  di  iden tà  e  di  socializzazione,  bisogni  di  orientamento  tanto  in  campo  scolas co  quanto  in  quello  forma vo  più  ampio  che  supera  il  perimetro  della  scuola;  bisogni di comunicazione e di “padronanza” dei vari linguag‐ gi; bisogni di integrazione nel contesto socio‐culturale; biso‐ gni  di  rassicurazione  e  di  ges one  dell’incertezza  e  dell’im‐ previsto.  c) Il  confronto collegiale e partecipato  tra il  dirigente scola‐ s co,  i  docen ,  il  personale  ATA  e  le  famiglie  nelle  scelte  educa ve  e  dida che,  a raverso  lo  scambio  di  idee  sulle  proposte  e  sull’assunzione  di  precise  responsabilità  in  rela‐ zione alla propria funzione e al proprio ruolo nella scuola.  d) L’uso diffuso delle tecnologie educa ve e dida che quali  strumen  funzionali a promuovere apprendimen  disciplina‐ ri ed  extradisciplinari e per imparare ad  usare nuove forme  di linguaggio (iconico, grafico, mul mediale, ecc).  e)  La  proge azione  di  situazioni  forma ve  che  privilegiano  un  apprendimento a vo  degli  allievi,  a raverso  forme  di  coinvolgimento,  di  responsabilizzazione  e  di  mo vazione  degli allievi su argomen , problemi, compi  di realtà signifi‐ ca vi  per  ciascun  alunno.  Le  situazioni  di  apprendimento,  indicate  nelle  varie  programmazioni  dei  docen ,  prevede‐ ranno momen  di opera vità, affianca  da studio ed elabo‐ razione personali; pertanto molto centrate sul ‘fare’ più che  sul ‘dire’ e il ‘ripetere’. 


Proprio per  questo  nella  scuola  vengono  proge a   e  realizza   ‘prodo ’  che  aiutano  molto  l’allievo  a  riconoscere  i  ‘vuo ’  e  i  ‘pieni’ della sua preparazione. La consapevolezza circa i ‘vuo ’ nor‐ malmente s mola gli allievi a non lasciar perdere ma a completare  il proge o. Par colare importante è data alla documentazione del‐ le esperienze dida che (processi e prodo ).  Accanto a ques  presuppos  teorici, la proposta culturale e forma‐ va della Scuola Secondaria di I grado si avvale anche di un patri‐ monio culturale di notevole rilevanza educa va, sociale e pedago‐ gica che si è andato costruendo e capitalizzando negli anni.   

Le 36 u.t. curricolari comprendono oltre al tempo di in‐ segnamento previsto dal Ministero:  esercitazioni;  sono  un’a vità  della  scuola  volte  ad  approfondire  e  consolidare  le  conoscenze  rag‐ giunte dagli alunni nello svolgimento delle a vità  curriculari.  metodo di studio; l’insegnante  indica  le  strategie  di  studio, i passaggi significa vi, le a vità da svolge‐ re per raggiungere risulta  importan . La memo‐ rizzazione  guidata,  l’esercizio  di  verifica,  l’esposi‐

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GLI ASPETTI DEL PROGETTO “Imparare ad imparare” Il tempo scuola è distribuito su 5 giorni, da lunedì a ve‐ nerdì, con 6 u.t. al ma no (8.15‐13.30) e 2  al pomeriggio( 15.05 ‐16.45).    Le 40 u.t. se manali si svolgono nel seguente modo:  ‐ 38 u.t. con la guida dei docen  (36 u. t. curricolari+2 di  esercitazione)  ‐ 2 u.t. il martedì pomeriggio con gli Educatori.   


zione orale ai compagni rappresentano una risposta  immediata  alle  esigenze  dell’alunno.  Il  metodo  di  studio è affidato alla disciplina scolas ca di le ere e  si cara erizza: 

Scuola secondaria

1‐ in I^ come metodo di studio che il docente insegna  agli  studen   perché  possano  meglio  affrontare  la  quan tà maggiore di a vità scolas ca della scuola  secondaria; 

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2‐ in  II^  per  far  crescere  l’autonomia  dell’alunno  aiu‐ tandolo  a  sinte zzare  tes   e  contenu   disciplinari  differen ;  3‐ In III^ per coordinare il lavoro degli studen  in vista  dell’Esame di Stato con la preparazione della tesina  per il colloquio pluridisciplinare.   Informa ca (disciplina a tu nomia scolas ca 53/2003); 

gli effe  in base alla legge sull’auto‐

studio personale; consiste  in  1  u.t.  se manale  all’in‐ terno  della  quale  ogni  alunno,  con  la  supervisione  del  docente,  studia  o  svolge  i  compi   scri   asse‐ gna  nelle varie discipline.  Il martedì e il giovedì risultano facolta vi; in questo modo  si offre la possibilità agli alunni di poter frequentare a vi‐ tà extrascolas che.  È comunque consigliata la presenza a scuola in ques  due  momen   per  poter  sviluppare  l’autonomia  dell’allievo  e  lavorare  con  il  docente/educatore  nei  momen   d’interio‐ rizzazione del lavoro svolto al ma no.  L’orario è stato concepito con l’obie vo di organizzare la  dida ca  nel  modo  più  adeguato  possibile  in  riferimento  alle dinamiche degli alunni. 


Considerando che il carico di lavoro è richiesto dalla pre‐ parazione  delle  verifiche  imposte  dalle  scadenze  inter‐ quadrimestrali  e  di  fine  quadrimestre,  i docen   si  impe‐ gnano a monitorare la programmazione se manale del‐ le  prove  (inserendo  le  date  nell’agenda  even   del  Regi‐ stro informa co) e si pongono come criterio di non asse‐ gnare più di due verifiche al giorno tra le materie di stu‐ dio.  IL MONTE ORE

Questa nostra  modalità  di  fare  scuola  non  vuol  dire  allora  che  deve  fare  tu o  il  docente  in  classe,  ma  che  certamente  con  queste  unità  tempo  a  disposizione egli possa verificare  immediatamente se e quanto il suo in‐ tervento sia giunto a buon segno nei suoi alunni e/o se essi necessi no di  nuove informazioni, s moli e solleci  circa l’apprendimento.  Il numero esteso delle U.T. a disposizione dei docen  e la collaborazione  tra docen  in proge  trasversali e/o di recupero hanno il compito di favo‐ rire gli alunni nell’approfondire la conoscenza delle singole materie in mo‐ do interdisciplinare e offrire occasioni di dialogo e reciproca fiducia nello  svolgimento dei propri doveri scolas ci.  

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Le unità tempo della scuola sono funzionali all’a vità dida ca scelta nello  spirito della legge sull’Autonomia scolas ca 53/2003, perché ado a il ser‐ vizio scolas co del tempo pieno in se mana corta. L’organizzazione is tu‐ zionale scolas ca assunta e lo spirito del nostro servizio dida co, a ento  al contesto a uale delle famiglie e dei loro figli, i nostri alunni, procede nel  solco  del cammino  intrapreso  dalla  nostra scuola di  offrire  un  metodo di  lavoro dida co a ento alla dinamica dell’imparare ad imparare. Una tale  metodologia poiché prevede anche l’occasione di svolgere durante le a ‐ vità dida che, e perciò assis  dai docen , i compi  u lizza un monte ore  par colarmente  esteso.  Tale  necessità  rende  indispensabile  la  partecipa‐ zione  del  corpo  docente  in  piena  collaborazione  e  sinergia  perché  tu   i  nostri alunni possano avere il sostegno ada o nella loro a vità scolas ca  che  confermi  le  conoscenze  acquisite  e  approfondisca  le  abilità  del  sog‐ ge o in vista dei traguardi per lo sviluppo delle competenze.  


Favorire le mo vazioni allo studio è certamente la condizione migliore per  raggiungere risulta  scolas ci posi vi. Il monte‐ore così fa o allora, non  va  inteso  solo  come  occasione  per  svolgere  un  più  esteso  programma  dida co ‐ disciplinare, ma per cos tuire un clima scolas co efficace. 

FONDAMENTI DELL’ATTIVITA’ DIDATTICA

Scuola secondaria

Accanto agli obie vi forma vi vol  a favorire la maturazione di una per‐ sona che sappia coniugare autonomia e libertà, senso cri co e responsa‐ bilità,  autocontrollo  e  collaborazione,  la  scuola  pone  come  fondamen   dell'a vità dida ca i seguen  pun : 

 l'unità del  sapere  che  implichi  coerenza  e  coordinamento  tra  i  vari 

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 la definizione di obie vi sia nell'area dida ca che in quella relazionale 

insegnamen proponendo  s li  educa vi comuni  sia  nell'organizzazio‐ ne degli interven  che nella proposta dei  contenu ; 

 l'analisi preven va della classe e dei singoli alunni per un'impostazione  ogge va  e  scien fica  del  lavoro  che  sia  rapportabile  alla  realtà  del  gruppo e dell' individuo;  e affe va che favoriscano i rappor  interpersonali, la partecipazione,  l'autonomia di lavoro e di pensare in modo cri co; 

 a vità diversificate  per  il  recupero,  il  sostegno,  il  potenziamento  creando un sistema integrato che vuole sollecitare al massimo le pos‐ sibilità di ogni singolo alunno; 

 la funzione forma va delle verifiche e delle valutazioni che, pur diver‐ sificate  nelle  singole  discipline,  trovano  la  loro  unità  negli  obie vi  comunemente e precedentemente defini ; 

 l'organizzazione di a vità che coinvolgono a vamente l'alunno nella  comunità e nella realtà circostante (visite guidate, viaggi d'istruzione,  corsi complementari, forma vi, ecc...).  

 docente di Madre Lingua‐Inglese. Grazie all'apporto offerto dalla mul‐ medialità,  gli  studen   hanno  la  concreta  possibilità  di  avvicinarsi,  conoscere ed approfondire i diversi aspe  della lingua, della cultura e  del ‘mondo inglese’. Per vedere, sperimentare, verificare ciò che altri‐ men  rischierebbe di rimanere pura teoria e per me ere in pra ca ciò 


che si  è  appreso  in  classe,  la  nostra  Scuola,  ormai  da  anni,  organizza  durante le ore scolas che l’esperienza dida ca con la presenza di un  docente madre lingua che collabora con il docente nell’organizzazione  delle  lezioni.  Inoltre  offre  l'opportunità  della  Vacanza  Studio  per  un  esperienza es va in un paese di lingua inglese. 

 A vità motoria. In piscina è prevista un’a vità di  nuoto curricolare  che    si  conclude  con  i  campiona   fra  gli  alunni  di  tu e  le    classi  che  hanno svolto le migliori prestazioni in vasca. ‐ Lo sport all’interno del  Centro  Educa vo  è  visto  e  considerato  come  un  prezioso    mezzo  di  crescita, confronto e socializzazione dei ragazzi. 

 Informa ca. Il  nostro  proge o  scolas co  d’informa ca  si  propone  lo 

 Orientamento: ogni adolescente, al termine della classe III,  è chiama‐ to a prepararsi al suo futuro con la scelta della Scuola Superiore. L’o‐ rientamento nel percorso scolas co abilita ogni studente a compren‐ dere  il  significato  di  fare  delle  scelte  e  imparare  a  vivere  autonoma‐ mente.  La  nostra  scuola  intende  l’orientamento  come  una  ‘modalità  educa va permanente’, un processo con nuato in funzione dell’indivi‐ dualizzazione e del potenziamento massimo delle capacità della perso‐ na  in  crescita.  La  persona  è  l’obie vo  principale,  considerata  come  valore in sé inserita nel suo dinamismo di crescita, aperta alla trascen‐ denza, secondo una concezione spiritualis ca dell’uomo e una visione  cris ana della vita. Si tra a perciò di un orientamento educa vo prima  ancora che scolas co. Esso mira a portare l’individuo alla scoperta di  sé e alla realizzazione del proprio compito. 

 Il sogge o da “orientare” diventa il protagonista di questa ricerca, che  lo porta a costruire un iden tà personale e sociale. 

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scopo non  solo  di  avvicinare  i  ragazzi  al  computer,  ma  anche  e  so‐ pra u o  di  offrire  loro  un  accesso  alla  mul medialità  e  alla  iperte‐ stualità rendendoli partecipi di questo linguaggio. Ogni alunno svolge  un'u.t.  se manale  per  la  durata  dell'intero  anno  scolas co.  L'inse‐ gnante  offre  la  possibilità  di  un  lavoro  interdisciplinare  e  trasversale  con i colleghi di tu e le altre discipline oltre che lavorare col gruppo‐ classe, s molando tra i ragazzi l'interazione, il confronto, la collabora‐ zione. 


Percorsi di approfondimento.                a‐ Il KET= Key English Test è un cer ficato che riconosce il livello di  conoscenza  della  lingua  inglese  rilasciato  dall’Università  di  Cambridge.  Tale  cer ficato  è  riconosciuto  dalle  scuole  superiori  fin  dal  primo  anno  con pun  di credito.               b‐  la no=  in  classe  III  è  possibile  frequentare  il  corso  di  la no  in  vista di un’ eventuale iscrizione in un liceo. 

Scuola secondaria

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Credi forma vi   Al  termine  della  scuola  secondaria  di  I°  ogni  alunno  deve  avere sviluppato diverse competenze; ogni docente è chia‐ mato  a  valorizzare  l’operato  di  ciascuno  studente  asse‐ gnando credi  in riferimento ad a vità o lavori facolta vi  di potenziamento/arricchimento. I credi  matura  durante  l’anno scolas co vengono riconosciu  in sede di valutazio‐ ne  interquadrimestrale  e  quadrimestrale.  Compito  del  do‐ cente è quello di rendere partecipe l’alunno delle modalità  di  a ribuzione  dei  credi   in  vista  della  valutazione  inter‐ quadrimestrale e quadrimestrale.  Valorizzazione delle eccellenze   E’ fondamentale in ambito scolas co ed educa vo eviden‐ ziare  le  eccellenze  come  s molo  per  tu   ad  agire  bene;  siamo più propensi ai gius  rimproveri mentre facciamo più  fa ca a riconoscere il bene che i nostri adolescen  fanno e  a promuoverlo per tu .   Anche  la  nostra  santa  fondatrice  aveva  is tuito  nelle  sue  scuole  la  giornata  dei  premi  come  occasione  educa va   molto  importante.  Noi  abbiamo  ripreso  il  senso  delle  sue  indicazioni per poi calarle nella nostra esperienza educa va  is tuendo così le eccellenze per la crescita dell’adolescente.  Il  raggiungimento  di  risulta   eleva   rappresenta,  nel  ri‐ spe o dell’autonomia delle is tuzioni scolas che, un fa o‐ re  di  qualificazione  del  POF.  Organizzazione,  criteri  e  pro‐ gramma  annuale  vengono  pubblica   nel  sito  della  suola  all’inizio di ogni nuovo anno scolas co. 


ATTIVITA’ EXTRA SCOLASTICHE Per  una  crescita  integrale  dell’adolescente  sono  previste  a vità  extrascolas che, a scelta libera: (cf fascicolo)   

MENSA SCOLASTICA  La scuola offre il servizio di mensa interna. Il menù previsto se ‐ manalmente  viene  approvato  dall’  ASL  bresciana  periodicamente.  Si garan sce una cucina per ogni necessità cer ficata degli alunni e  un servizio personalizzato e curato dal personale.  

SERVIZIO DI TRASPORTO

Gli au s , nel viaggio pomeridiano, sono coadiuva  da un educa‐ tore che ha il compito di garan re l’ordine e la sicurezza, facen‐ dosi interprete delle situazioni di difficoltà.   

AMBIENTI Il Centro educa vo, stru ura accogliente, elegante,  a rezzata ap‐ positamente per le necessità educa ve e dida che dei ragazzi,  è  inserito nel contesto naturale del Parco dell’Oglio; è arricchito dalla  presenza delle piscine con vasche invernali ed es ve, u lizzate non  solo  dai  ragazzi  della  nostra  scuola  ma  anche  dagli  studen   degli  is tu  limitrofi. 

 

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Il Centro Educa vo, per un servizio più qualificato alle famiglie e ai  loro figli, offre un servizio pullman di proprietà della Congregazio‐ ne. Per vivere il viaggio verso scuola o verso casa come momento  educa vo di amicizia e di dialogo all’inizio di ogni anno scolas co si  so oscrive un pa o tra alunno, famiglia e scuola per un buon com‐ portamento.              Il non rispe o delle regole può portare alla  sospensione del servizio di trasporto per un periodo definito dalla  Direzione. 


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Â

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VI - ORGANIZZAZIONE SCOLASTICA ORARIO GIORNALIERO 08.10 - 08.15

Preghiera sul piazzale e saluto

08.15 - 09.05

1^ unità tempo

09.05 - 09.55

2^ unità tempo

Scuola secondaria

mattino

09.55 - 10.45

3^ unità tempo

10.45 - 11.00

intervallo

11.00 -11.50

4^ unità tempo

11.50 - 12.40

5^ unità tempo

12.40 - 13.30

6^ unità tempo

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pomeriggio

13.30-15.05

pausa pranzo e ricreazione

15.05 – 15.55

7^ unità tempo

15.55 – 16.45

8^ unità tempo


STUDIO PERSONALE

METODO DI STUDIO TOTALE

34

1

U.T. CURRICOLARI 6 2 2 1 3 3 3 2 1 2 2 2 2 1 1

Santa Paola Elisabetta Cerioli

ITALIANO STORIA GEOGRAFIA COSTITUZIONE E CITTADINANZA MATEMATICA SCIENZE INGLESE SPAGNOLO INFORMATICA TECNOLOGIA ARTE e IMMAGINE ED. MUSICALE SCIENZE MOTORIE RELIGIONE

DISCIPLINE D’INSEGNAMENTO

CLASSI I

2

2

U.T OPZIONALI 1 1 ‐                        

ESERCITAZIONI CURRICOLARI       1   1                

ATTIVITA’ EDUCATIVE ‐ DIDATTICHE

52

38

1

4 3 4 2 1 1 2 2 2 1 1

6

TOTALE U.T. 7


STUDIO PERSONALE

METODO DI STUDIO

ITALIANO STORIA GEOGRAFIA COSTITUZIONE E CITTADINANZA MATEMATICA SCIENZE INGLESE SPAGNOLO INFORMATICA TECNOLOGIA ARTE e IMMAGINE ED. MUSICALE SCIENZE MOTORIE RELIGIONE

DISCIPLINE D’INSEGNAMENTO

Scuola secondaria

TOTALE

34

1

U.T. CURRICOLARI 7 2 2 1 3 3 3 2 1 2 2 2 2 1 1

CLASSI II

2

ESERCITAZIONI CURRICOLARI           1                

ATTIVITA’ EDUCATIVE ‐ DIDATTICHE

53 2

U.T OPZIONALI 1 ‐   1                    

38

1

4 3 4 2 1 1 2 2 2 1 1

TOTALE U.T. 8 5


STUDIO PERSONALE

METODO DI STUDIO TOTALE

34

1

U.T. CURRICOLARI 6 2 2 1 3 3 3 2 1 2 2 2 2 1 1

Santa Paola Elisabetta Cerioli

ITALIANO STORIA GEOGRAFIA COSTITUZIONE E CITTADINANZA MATEMATICA SCIENZE INGLESE SPAGNOLO INFORMATICA TECNOLOGIA ARTE e IMMAGINE Ed. MUSICALE SCIENZE MOTORIE RELIGIONE

DISCIPLINE D’INSEGNAMENTO

2

2

U.T OPZIONALI 1 ‐   1                      

ESERCITAZIONI CURRICOLARI       1   1                

CLASSI III

ATTIVITA’ EDUCATIVE ‐ DIDATTICHE

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38

1

5 3 4 2 1 1 2 2 2 1 1

TOTALE U.T. 7 5


II - PROGETTI DELL’ANNO

Scuola secondaria

I proge   che  la  Scuola  a va  sono  a  servizio  dell’apprendimento, della crescita e della ricerca di  senso dello studente. 

55

I Proge sono migliora vi della proposta ordina‐ ria (Indicazioni  nazionali)  con  riferimento  alle  esi‐ genze forma ve degli allievi.  All'interno dello svolgimento delle a vità discipli‐ nari vi è l'approfondimento di a vità trasversali ai  saperi che riguardano l'educazione e la formazione  della  persona  in  tu   i  suoi  aspe ,  fisici,  psichici,  sociali, spirituali e morali quali:  Tu e a cara ere interdisciplinare con l'obie vo di  sviluppare in ogni alunno la capacità di:  conoscere se stesso  conoscere gli altri e la realtà circostante  proge are il proprio futuro  lavorare  agganciandosi  ai  problemi  del  territorio e del mondo in un'organizzazio‐ ne  culturale  che  abbraccia  più  ambi   di‐ sciplinari.  All'interno  del  Collegio  docen   è  stabilita  una  Commissione di insegnan  per il monitoraggio e la  rendicontazione  di  conformità  e  di  efficienza  tra  i 


proge esibi  nel POF e i risulta  concre . 

a- Progetti scolastici Progetto Accoglienza

Progetto Orientamento Orienteering Educazione stradale Educazione agli affetti:

per le classi I

per tutte le classi per le classi II per tutte le classi

Educazione all’amicizia: La rete e il mare

classi I

Educazione alle emozioni: La scoperta del Tesoro classi II Educazione all’amore: La Pietra e il fuoco

classi III

b- Progetti EXTRASCOLASTICI

Corsi di Musica (pianoforte, danza, musical) Corsi di Sport (Rugby) Tornei di pallavolo, basket, calcio

c- Viaggi d’Istruzione e Uscite didattiche Normativa generale Proposte Patto Scuola‐Studenti

d- Estate

GiocoEstate(grest) Vacanze al Mare

56 Santa Paola Elisabetta Cerioli

Progetto Costituzione, Cittadinanza, Mondialità . New Media _ Progetto di Informatica


Scuola secondaria 57


58 Santa Paola Elisabetta Cerioli


VIII - LA COMUNITA’ EDUCANTE

Scuola secondaria

I componenti      

Studenti Religiosi Docenti Collaboratori scolastici Educatori Genitori

I rapporti

a- I RAPPORTI DIREZIONE, DOCENTI, PERSONALE

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b- I RAPPORTI SCUOLA - FAMIGLIA Scuola‐Famiglia Patto Educativo di corresponsabilità educativa Scuola‐Famiglia Quando ci sono dif icoltà …

c- I RAPPORTI SCUOLA - TERRITORIO Scuola‐Territorio Patto educativo di corresponsabilità della Comunità territoriale La Consulta dei Dirigenti Scolastici Progetti comuni (Dialoghi sull’educa‐ zione | Giochi d’Amicizia senza frontiere)


a- RAPPORTI DIREZIONE, DOCENTI, PERSONALE Ques rappor   sono  ges

nello  s le  della  fiducia,  della  s ma  e 

della collaborazione per uno s le adeguato agli alunni.   

b- RAPPORTI SCUOLA - FAMIGLIA

60 Santa Paola Elisabetta Cerioli

Lo s le educa vo della scuola è improntato alla massima disponi‐ bilità  nei  confron   dei  genitori  degli  allievi  che  vengono  coinvol   nelle  decisioni  quando  il  loro  parere  rappresenta  un  ‘passaggio  obbligato’  nella  definizione  di  pra che  scolas che,  nella  elabora‐ zione delle proposte forma ve dell’is tuto e sopra u o nelle fasi  di  scelta  delle  a vità  educa ve  dida che  che  le  leggi  di  riforma  riservano appunto alle famiglie e agli allievi.   Nella vita della scuola ci sono momen  importan  in cui la collabo‐ razione SCUOLA‐FAMIGLIA va ges ta con grande cura:  a)  LA FASE DELLE ISCRIZIONI.  Vengono  organizza   incontri  con  i  genitori  degli  alunni  di  5^  elementare  per  la  presentazione  della  proposta forma va della scuola, sulla base delle indicazioni vinco‐ lan  della legge (n. 53/2003, D.Lgs. n. 59/2004, DM 21/07/2007) e  delle decisioni autonome del Collegio dei Docen , accolte e condi‐ vise dal Consiglio d’Is tuto.     OPEN DAY.  Per facilitare la decisione delle famiglie, in merito all’offerta forma‐ va della scuola, vengono organizza  incontri di consulenza, collo‐ qui orienta vi con famiglie e futuri allievi, allo scopo di favorire le  scelte e anche per renderle più ada e possibili agli allievi a secon‐ da delle loro esigenze e dei loro interessi e/o mo vazioni.    b) LA FASE DELLA FORMAZIONE DELLE CLASSI. La scuola delibera  nelle sedi opportune (Collegio Docen  e Consiglio d’Is tuto) i crite‐ ri per la formazione delle classi.   Nella nostra Scuola Secondaria di I grado S. P. E. Cerioli i criteri per  la formazione delle classi I sono i seguen : 


PIANO ORGANIZZATIVO DELLA CLASSE PRIMA

 indicazioni della Scuola Primaria di provenienza  da  contenu  nei fascicoli personali  livello  di  apprendimento  ‐  risulta   sul  piano  degli  apprendi‐ men  (profi o);  comportamento Scuola secondaria

 preparazione culturale

61

 richieste dei  genitori,  se  mo vate  e  non  contrastan   con  le  situazioni preceden

 fon di rilevazione delle prove di ingresso svolte a giugno e a  se embre

 segnalazioni  e  richieste  par colari  avanzate  dalle  insegnan   della  scuola  primaria  (es.  incompa bilità  tra  allievi  nella  stessa  classe);

 problemi par colari segnala  dalla famiglia ( e valuta  a en‐ tamente dalla Commissione formazione classi). Le prove di ingresso a cara ere trasversale avranno come scopo la  conoscenza  e  l’accoglienza  dei  ragazzi;  verranno    verifica :                   il  grado  di  conoscenza,  la  capacità  di  socializzazione,  le  capacità  cogni ve  a  cara ere  generale(riconoscere,  ordinare,  me ere  in  relazione, ragionare), la conoscenza del lessico per la comprensio‐ ne della lingua orale e scri a.    c)  LA FASE DELL’ACQUISTO DEI LIBRI DI TESTO.  L’assegnazione  dell’alunno/a ad una classe perme e poi alla famiglia di procedere  all’acquisto dei libri di testo.   A ciascuna famiglia viene consegnato l’elenco dei tes  ado a  da‐ gli  insegnan   delle  classi  a  seguito  della  delibera  del  Collegio  dei  Docen . Il criterio di fondo seguito negli anni è quello di ridurre al  minimo  il  cambio  dei  tes   per  evitare  alle  famiglie  cos   eccessivi  per i libri di testo.   


62 Santa Paola Elisabetta Cerioli

D) LA FASE DELL’AVVIO DELL’ANNO SCOLASTICO, Gli alunni di clas‐ se prima, vengono invita  a scuola un giorno prima rispe o ai com‐ pagni  di  II^  e  III^;  nell’arco  di  questa  giornata  vengono  introdo   nella nuova scuola cominciando a prendere dimes chezza con inse‐ gnan  nuovi e modalità nuove rispe o alla scuola primaria.  Per comunicazioni urgen  i genitori possono rivolgersi al Dire ore.  E) LA FASE DI COMUNICAZIONE DEI RISULTATI SCOLASTICI A META’  e FINE  QUADRIMESTRE.  Un momento  par colarmente importante  è la consegna della scheda di valutazione al termine del 1° quadri‐ mestre dopo il ritorno ai vo .   Durante la consegna i docen  fanno il punto della situazione e con‐ cordano  con  le  famiglie  il  da  farsi  per  migliorare  e/  recuperare  eventuali difficoltà. È il momento in cui si cerca si responsabilizzare  l’allievo davan  ad un quadro valuta vo a 360° circa il suo impegno  scolas co  e  i  risulta   nelle  varie  a vità  disciplinari  e/o  trasversali  (es. a vità opzionali aggiun ve e facolta ve).  Forse più delicata è la fase rela va alla conclusione dell’anno scola‐ s co  quando  i  genitori  vengono  invita   dai  docen   a  valutare  a entamente la situazione scolas ca dei propri figli, sopra u o se  i  risulta   sono  problema ci  e  al  di  so o  delle  aspe a ve  dei  do‐ cen  e inferiori alle potenzialità degli allievi. È una fase delicata in  quanto i docen  sono chiama  poi collegialmente ad amme ere o  meno l’allievo alla classe successiva. In caso di risultato nega vo, la  Dirigenza scolas ca convoca i genitori per informarli dell’esito, for‐ nendo loro gli elemen  salien  della decisione collegiale.    F) LA FORMAZIONE.  I genitori degli alunni di I^, così come quelli di II^ e III^, sono invita   durante l’anno scolas co a  momen  di formazione serali e ad altri  appuntamen     secondo  un  calendario  consegnato  a  tu e  le  fami‐ glie.     Prospe ve nel Rapporto Scuola‐famiglia  G) L’AGENDA INFORMATICA. Nel tenta vo di migliorare la comuni‐ cazione  scuola‐famiglia,  anche  a raverso  le  nuove  tecnologie,  è  offerta ai genitori la modalità di accedere ad una banca da  con le  valutazioni intermedie e finali degli allievi nelle varie materie o a ‐ vità  scolas che,  tramite  l’uso  del  PC  sulla  base  di  un  codice/


password che viene fornito dietro richiesta della  famiglia.   

Scuola secondaria

H) PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITÀ EDUCATIVA SCUO‐

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LA‐FAMIGLIA.   1.  Contestualmente  all’iscrizione  alla  singola  is tuzione  scolas ‐ ca,  è  richiesta  la  so oscrizione  da  parte  dei  genitori  e  degli  stu‐ den  di un Pa o Educa vo di Corresponsabilità, finalizzato a defi‐ nire in maniera de agliata e condivisa diri  e doveri nel rappor‐ to tra is tuzione scolas ca autonoma, studen  e famiglie.  2.  I  singoli  regolamen   di  is tuto  disciplinano  le  procedure  di  so oscrizione  nonché  di  elaborazione  e  revisione  condivisa,  del  pa o di cui al comma 1.  3.  Nell’ambito  delle  prime  due  se mane  di  inizio  delle  a vità  dida che, ciascuna is tuzione scolas ca pone in essere le inizia‐ ve più idonee per le opportune a vità di accoglienza dei nuovi  studen , per la presentazione e la condivisione dello statuto delle  studentesse e degli studen , del piano dell’offerta forma va, dei  regolamen  di is tuto e del pa o educa vo di corresponsabilità 

c- RAPPORTI SCUOLA - TERRITORIO Ogni mese la CONSULTA DEI DIRIGENTI DELLE SCUO‐ LE si ritrova per programmare e valutare esperienze  comuni e proprie di ogni Scuola.    In  Orzinuovi le  Scuole  coinvolte  sono  queste:  Scuole  dell’Infanzia  (Pubblica,  Canossiane,  Sacra  Famiglia);  Scuole  Primaria  (Pubblica  e  Sacra  Famiglia);  Scuola  Secondaria  I°  (Pubblica  e  Sacra  Famiglia);  Scuola  Se‐ condaria  II°  (Pubblica  Provinciale  con  1.110  studen‐ ).Ogni  Dirigente  ha  partecipato  fedelmente  ogni  mese all’incontro.    >  Nel  2009‐2010  abbiamo  imparato  a  conoscerci,  a 


64 Santa Paola Elisabetta Cerioli

conoscere le varie realtà scolas che e a proge are al‐ cune esperienze comuni e condivise. Le esperienze co‐ muni sono state queste: per tu e le Scuole: la Se ma‐ na della Musica (1 se mana di maggio); per le scuole  dell’Infanzia:  la  Festa  di  Primavera;  per  le  Scuole  Se‐ condaria:  Giochi  d’Amicizia  senza  fron ere  (23  mag‐ gio);     >  Il  clima  di  rispe o,  fiducia  e  collaborazione  tra  Diri‐ gen  ha fa o maturare il desiderio di coinvolgere nella  ques one  educa va  le  realtà  del  territorio  perché  la  ques one  scolas ca  ed  educa va  fosse  portata  a  co‐ scienza  di  piazza  e,  sopra u o,  fosse  condivisa  nella  vita ordinaria con le varie associazioni culturali, spor ‐ ve e di volontariato del territorio.    > Da questa esperienza è stato approntato un Manife‐ sto per l’Educazione e la firma per un Pa o x l’Educa‐ zione della Comunità territoriale (13 maggio 2012). 


CONTRIBUTO SCOLASTICO

Scuola secondaria

L’importo è stabilito ogni anno dal Consiglio di Amministrazio‐ ne.

65

• Considerando che l'educazione e la crescita di un iglio, di una iglia in famiglia e la vita in un buon contesto educativo sono il miglior investimento per il futuro dei genitori e della società . Per gli Alunni della Scuola Secondaria e Primaria la Regione Lombardia continua ad erogare il contributo chiamato DOTE SCUOLA; con il suddetto intervento, la retta scolastica verrà ri‐ dotta in proporzione del contributo regionale assegnato ad ogni alunno, a seguito della richiesta on‐line fatta dal genitore. (www.regionelombardia.it) . • Fondo di Solidarietà ed Educazione. "Un iore per Elisa': La no‐ stra Scuola vuole continuare ad essere aperta a tutti. Questo Fondo di Solidarietà sovviene alle esigenze delle famiglie più bisognose e alle opere scolastiche delle Scuole dove lavorano i nostri confratelli (Brasile e Mozambico). E' alimentato dalla Co‐ munità religiosa e da genitori solidali. Primo dovere delle famiglie e base d'ogni educazione è aprire la mente ed il cuore dei igli a conoscere, amare e servire il Signo‐ re, Dio e Padre nostro, ‐ come del resto tutti ne abbiamo l'obbli‐ go ed il dovere‐, ma con una fede senza pregiudizi, soda e since‐ ra. ISCRIZIONE Per l’iscrizione alla classe prima è necessaria la richiesta scritta del genitore, con l’autocerti icazione su moduli forniti dalla se‐ greteria della scuola. Viene inoltre richiesta la irma del genito‐ re sul Patto Formativo consegnato a settembre.


tutto il Centro Educativo OTTEMPERA ALLE NORMATIVE IN MATERIA DI SICUREZZA SUL LAVORO (d.lgs. 81/08 ) con l’in‐ tervento di una ditta esterna e la programmazione annuale di numero 2 prove di evacuazione antincendio degli ambienti sco‐ lastici. V

POF

Il P ’O F è oggetto di valutazione con‐ tinua da parte dei Docenti e trova nelle Commissioni costituite all’interno del Collegio Docenti e del Consiglio di Istituito gli or‐ gani competenti per una analisi e per la sua attualizzazione.

VALIDITA’ Il presente P.O.F. è stato approvato dal Collegio Docenti per la parte didattica il 3 settembre 2013 e dal C.I.S. per la parte organizzativa

Santa Paola Elisabetta Cerioli

Per quanto non espressamente previsto nel presente documen‐ to, vale il riferimento alle norme vigenti.

66


DECALOGO DEL GARANTE DELLA PRIVACY PER LA SCUOLA ECCO IL DECALOGO DEL GARANTE DELLA PRIVACY PER LA SCUOLA. FORNITE REGOLE E INDICA-

Scuola secondaria

ZIONI PER LA TUTELA TRA I BANCHI.

67

(DIRE - Notiziario minori) Roma, - Obbligo del consenso per video e foto sui social network. Scrutini e voti pubblici. >Sì alle foto di recite e gite scolastiche. No alla pubblicazione on line dei nomi e cognomi degli studenti non in regola coi pagamenti della retta. Su cellulari e tablet in classe l'ultima parola spetta alle scuole. E' tempo di ritorno in classe e il garante per la protezione dei dati personali ha ritenuto utile fornire a professori, genitori e studenti, sulla base dei provvedimenti adottati e dei pareri resi, alcune indicazioni generali in materia di tutela della privacy. TEMI IN CLASSE - Non lede la privacy l'insegnante che assegna ai propri alunni lo svolgimento di temi in classe riguardanti il loro mondo personale. Sta invece nella sensibilità dell'insegnante, nel momento in cui gli elaborati vengono letti in classe, trovare l'equilibrio tra esigenze didattiche e tutela della riservatezza, specialmente se si tratta di argomenti delicati. CELLULARI E TABLET - L'uso di cellulari e smartphone è in genere consentito per fini strettamente personali, ad esempio per registrare le lezioni, e sempre nel rispetto delle persone. Spetta comunque agli istituti scolastici decidere nella loro autonomia come regola-


mentare o se vietare del tutto l'uso dei cellulari. Non si possono diffondere immagini, video o foto sul web se non con il consenso delle persone riprese. E' bene ricordare che la diffusione di filmati e foto che ledono la riservatezza e la dignità delle persone può far incorrere lo studente in sanzioni disciplinari e pecuniarie o perfino in veri e propri reati. Stesse cautele vanno previste per l'uso dei tablet, se usati a fini di registrazione e non soltanto per fini didattici o per consultare in classe libri elettronici e testi on line. RECITE E GITE SCOLASTICHE - Non violano la privacy le riprese video e le fotografie raccolte dai genitori durante le recite, le gite e i saggi scolastici. Le immagini in questi casi sono raccolte a fini personali e destidesse pubblicarle o diffonderle in rete, anche sui social network, è necessario ottenere il consenso delle persone presenti nei video o nelle foto. RETTA E SERVIZIO MENSA E' illecito pubblicare sul sito della scuola il nome e cognome degli studenti i cui genitori sono in ritardo nel pagamento della retta o del servizio mensa. Lo stesso vale per gli studenti che usufruiscono gratuitamente del servizio mensa in quanto appartenenti a famiglie con reddito minimo o a fasce deboli. Gli avvisi messi on line devono avere carattere generale, mentre alle singole persone ci si deve rivolgere con comunicazioni di carattere individuale. A salvaguardia della trasparenza sulla gestione delle risorse scolastiche, restano ferme le regole sull'accesso ai documenti amministrativi da parte delle persone interessate.

Santa Paola Elisabetta Cerioli

nati ad un ambito familiare o amicale. Nel caso si inten-

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TELECAMERE - Si possono in generale installare telecamere all'interno degli istituti scolastici, ma devono funzionare solo negli orari di chiusura degli istituti e la loro presenza deve essere segnalata con cartelli. Se le riprese riguardano l'esterno della scuola, l'angolo visuale delle telecamere deve essere opportunamente delimitato. Le immagini registrare devono essere can-

Scuola secondaria

cellate in generale dopo 24 ore.

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INSERIMENTO PROFESSIONALE - Al fine di agevolare l'orientamento, la formazione e l'inserimento professionale le scuole, su richiesta degli studenti, possono comunicare e diffondere alle aziende private e alle pubbliche amministrazioni i dati personali dei ragazzi. QUESTIONARI PER ATTIVITÀ DI RICERCA - L'attività di ricerca con la raccolta di informazioni personali tramite questionari da sottoporre agli studenti è consentita solo se ragazzi e genitori sono stati prima informati sugli scopi delle ricerca, le modalità del trattamento e le misure di sicurezza adottate. Gli studenti e i genitori devono essere lasciati liberi di non aderire all'iniziativa. ISCRIZIONE E REGISTRI ONLINE, PAGELLA ELETTRONICA - In attesa di poter esprimere il previsto parere sui provvedimenti attuativi del ministero dell'Istruzione riguardo all'iscrizione on line degli studenti, all'adozione dei registri on line e alla consultazione della pagella via web, il Garante auspica l'adozione di adeguate misure di sicurezza a protezione dei dati. – VOTI, SCRUTINI, ESAMI DI STATO - I voti dei compiti in classe e delle interrogazioni, gli esiti degli scrutini o


degli esami di Stato sono pubblici. Le informazioni sul rendimento scolastico sono soggette ad un regime di trasparenza e il regime della loro conoscibilità è stabilito dal ministero dell'Istruzione. E' necessario però, nel pubblicare voti degli scrutini e degli esami nei tabelloni, che l'istituto eviti di fornire, anche indirettamente, informazioni sulle condizioni di salute degli studenti: il riferimento alle ‘prove differenziate’ sostenute dagli studenti portatori di handicap, ad esempio, non va inserito nei tabelloni, ma deve essere indicato solamente nell'attestazione da rilasciare allo studente. TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI - Le scuole devono rendere noto alle famiglie e ai ragazzi, attraverso un'adeguata informativa, quali dati raccolgono e loro attività quotidiana dati delicati - come quelli riguardanti le origini etniche, le convinzioni religiose, lo stato di salute - anche per fornire semplici servizi, come ad esempio la mensa. E' bene ricordare che nel trattare queste categorie di informazioni gli istituti scolastici devono porre estrema cautela, in conformità' al regolamento sui dati sensibili adottato dal ministero dell'Istruzione. Famiglie e studenti hanno diritto di conoscere quali informazioni sono trattate dall'istituto scolastico, farle rettificare se inesatte, incomplete o non aggiornate.

Santa Paola Elisabetta Cerioli

come li utilizzano. Spesso le scuole utilizzano nella

70


Scuola secondaria

COORDINATORI ‐ SEGRETARI 2013 – 2014

71

Clas si I A   I B   II A   II B   III A  

Coordinatori

Segretari

prof.ssa Delfini

prof.ssa Gusmaroli

prof.ssa Aiolfi

prof.ssa Vei

prof.ssa DeMar ni

prof.ssa Franguelli

prof. Grassi

prof. Pavesi

prof.ssa Bergamaschi ( Gilber ) 

prof.ssa Ghidinelli

III B  

prof. Zuelli  

prof. Be oni

III C  

prof. Columpsi

prof.ssa Crescini


72 Santa Paola Elisabetta Cerioli


Scuola secondaria

LA SCUOLA E LE SUE ATTREZZATURE

73

La scuola è una struttura accogliente, elegante, attrezzata appositamente per le necessità educative e didattiche dei bambini. Ogni aula è spaziosa, ben illuminata e insonorizzata, dotata di banchi a norma e con altezza adeguata alla struttura fisica del bambino. Ogni aula ha con PC con possibilità di accesso al registro informatico, alla rete intranet e collegamento ad Internet. La Scuola inoltre dispone di 2 sale con 30 PC, ciascuna collegati in rete con accesso ad Internet. Possiede inoltre una discreta biblioteca multimediale e numerosi software didattici e di utilità. Dispone inoltre di una palestra attrezzata per l’insegnamento della motoria e l’animazione psico-corporea, particolare attività ricreativo-formativa avviata in modo sperimentale presso la nostra scuola. Inoltre ha una nuova sala multimediale per l’attività musicale-vocale-visiva denominata “AULA DEI SUONI” per l’educazione all’immagine; aule per la manipolazione, per il teatro e la danza.


EDILIZIA S INFANZIA 

PRIM

4 Aule con bagni 

sezi

Sala Docen  

Aule | 10

Spazio gioco Esterno 

Aula

Spazio gioco Interno 

Aula

Mensa ‐ Aula 

Spazio G Spazio G

Aule | 10

       

Inf 74 Santa Paola Elisabetta Cerioli

Criteri per l’u lizzo degli spazi  □ Ogni spazio della scuola è organizzato  in modo funzionale per un u lizzo an‐ che polifunzionale.  □ Nei corridoi e negli spazi comuni non  è consen to svolgere giochi pericolosi  per la propria e altrui incolumità  □ Le turnazioni nelle aree comuni  (Informa ca, Palestra, Piscina) vengono  concordate all'inizio dell'anno scolas ‐ co.  □ II materiale è tenuto con cura da  diversi responsabili.  □ Le aule abilitate a laboratori vengono  u lizzate per lo svolgimento di a vità  specifiche e, durante le ore in cui non  sono previste tali a vità, diventano  aule per altre a vità.    La Scuola è a rezzata con una mensa  interna di o ma qualità. Il menù previ‐ sto se manalmente è  approvato  dall’ASL bresciana. Per i bambini con  cer ficato medico per allergie o intolle‐ ranze alimentari è previsto il menù  adeguato. 

M

spazi per l’a vità di  mento e c

uffi Coordinatore

Superamento barriere archite oniche  Piano di evacuazione | Illuminazione Impianto ele rico | an ncendio | acus co   

S Tu o il  Centro  Educa vo  OT‐ TEMPERA  ALLE  NORMATIVE  IN  MATERIA  DI  SICUREZZA  SUL   LAVORO  (d.lgs.  81/08  )  con  l’in‐ tervento  di  una  di a  esterna  e  la  programmazione  annuale  di  numero  2  prove  di  evacuazione  an ncendio  degli  ambien   sco‐ las ci. 

       


SCOLASTICA  

MARIA

SECONDARIA

SPAZI COMUNI 

sezioni A / B / C 

Aula Magna 

Aule scolas che| 7 su un piano 

Laboratorio Informa ca 

Aula  Docen   Aula mul mediale 

Laboratorio Mul mediale Musica 

Sala Educatori 

Biblioteca

GIOCO Interno  Gioco Esterno 

Spazio Gioco interno 

Palestra

0 su due piani 

Spazio Gioco Esterno 

Piscina

Infermeria

Mensa

Bagni

BAR

 

 

Mensa 75   

Mensa

Segreteria

 

 

ioni A / B 

0 su due piani 

a Docen  

Scuola secondaria

Educatori

Bagni ermeria 

a rezza    spazi a rezza    recupero, potenzia‐ per l’a vità di recupero, potenzia‐ onsolidamento  mento e consolidamento 

cio per il   e A vità educa ve 

ESTERNO

ufficio per il   Coordinatore A vità educa ve  

Campi di Calcio | 6 

Chiesa Sacra Famiglia 

Campo Pallavolo 

 

Campo Pallacanestro 

 

Campo Calce o 

 

Spazio Giochi Bambini 

 

Ampio Parcheggio 

La Casa accoglie per le feste di com‐ pleanno. 

| an sismica 


Piano Offerta Formativa (=POF) strumento per la vita della Comunità educante e scolastica

* Curricolo di Scuola per la programmazione e l’apprendimento delle discipline scolastiche

Regolamento per crescere come Comunità di vita nel rispetto di ciascuno

buon anno di scuola! Sacra Famiglia / andreana centro Educativo e Scuola santa Paola Elisabetta Cerioli

Santa Paola Elisabetta Cerioli

*

76

Piano offerta formativa - Secondaria 2014  

Piano offerta formativa - Secondaria 2014 - Centro Educativo e Scuola santa Paola Elisabetta Cerioli

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