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Rivista informativa a cura dell’Associazione Vi.Re.Dis. onlus - Anno 1 - Numero 1 - Ottobre 2017

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olimpiadi virtuali dedicate 1 alla diversa abilità VIRTUAL REALITY FOR DISABILITY ONLUS

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L’ Associazione Vi.Re.Dis. Onlus per sostenere i progetti in corso ha bisogno anche di te!

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Anno 1 - Numero 1 Ottobre 2017 Aut. Tibunale BG 12/17 del 3/7/2017

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Editore e Redazione Associazione Vi.Re.Dis. Onlus Via CĂ Barile, 587 24030 Pontida (BG) Segreteria / Tesoreria +39 335.6580168 progetto-viredis-onlus.org viredis2012@gmail.com

ONLUS

Direttore Responsabile Dott. Antonio Consorti Comitato di Redazione Antonio Consorti Sara Frigerio Denise Pezzotta Hanno collaborato Fiorella Guerini Daniel Baldessarelli

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Sara Frigerio Davide Iacchetti Nicola Consorti Marco Dognini Laura Correggia Denis Pezzotta Viola - Sofia - Mariella Ingrid - Alice - Laura

Progetto grafico Duemilacom.it - Calcinate (BG) Stampa Grafiche La Passa - Calcinate (BG)


editoriale

“La nostra più grande paura non è quella di essere inadeguati, la nostra più grande paura è quella di essere potenti al di là di ogni misura. E’ la nostra luce, non la nostra oscurità che più ci spaventa. Agire da piccolo uomo non aiuta il mondo... Non c’è nulla di illuminante nel rinchiudersi in sé stessi, così che le persone intorno a noi si sentiranno insicure. Noi siamo nati per rendere manifesta la gloria che c’è dentro di noi! Non è solo in alcuni di noi, è in tutti noi! Se noi lasciamo la nostra luce splendere inconsciamente, diamo alle altre persone il permesso di fare lo stesso. Appena ci liberiamo dalla nostra paura, la nostra presenza automaticamente libera gli altri. ”

Ci onoriamo di avere all’interno della rivista un articolo del dott. Davide Iacchetti: un uomo dalla umanità rara che ha speso la sua vita nella realizzazione dello sport per i disabili, e una serie di articoli legati alle attività svolte dalla nostra onlus. Da non perdere l’intervista al campione in carica delle Kinewiiadi: il nostro Marco, e la testimonianza dei primi campioni “papà e mamma Kinewiiadi“; un articolo dedicato alla gita a Strasburgo, che ha visto la partecipazione di ragazzi, terapisti, genitori ed amici della onlus: tre giorni di spensieratezza ed allegria. Un articolo, poi, sulla cena di raccolta fondi effettuata preso il Cocca Hotel nel mese di giugno, e alcuni contributi dei nostri volontari della Festa della Luce che si è tenuta a maggio; un articolo dedicato alla nuova tecnologia introdotta nei laboratori “Nintendo switch”, indicazioni su come accedere ai nostri laboratori ed, infine, la presentazione del progetto Giocabile.

(Nelson Mandela)

Cari amici, eccoci arrivati al nuovo appuntamento della nostra rivista dedicato all’evento più atteso da tutti i nostri ragazzi: le Kinewiiadi. Una giornata dedicata all’amicizia, al fairplay e a far emergere la meraviglia di ognuno di loro attraverso una competizione onesta ma intensa.

Troverete, inoltre, come nel precedente numero, due pagine dedicate al nostro progetto più importante: la realizzazione della Casa della Luce: un luogo dove accogliere, comprendere, consolare e costruire insieme nuovi progetti di vita.

E’ un esempio di meravigliosa civiltà, dove nessuno è discriminato o emarginato, ma la sua diversità è motivo per spronare l’altro a dare il meglio di sé. Ci auguriamo che molti di voi abbiano la possibilità di partecipare o di assistere a questo magico momento e di lasciarsi travolgere dalla forza vitale dei nostri “atleti”.

Buona lettura. A presto.

Antonio Consorti

Presidente Vi.Re.Dis. Onlus

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ACCOGLIERE

COMPRENDERE

perché ogni uomo ha il diritto di essere accolto nella sua sofferenza, al di là del suo credo, della sua forma e del colore della sua pelle.

perché la sofferenza è un cammino comune a tutti e attraverso essa ci scopriamo capaci di cogliere l’unicità degli altri, abbracciandola senza pregiudizi e senza paure. Comprendere che la diversità non è un limite, ma una grande opportunità di crescita personale e sociale.

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CONSOLARE

COSTRUIRE

una passione radicale, assoluta, creativa, vitale, rivoluzionaria, visionaria, potente verso la vita.

un progetto condiviso con le famiglie che abbia come fulcro la meraviglia delle umanitĂ fragili e il loro diritto a realizzarsi serenamente e ad essere riconosciuti nella loro dignitĂ  di persone.

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olimpiadi virtuali dedicate alla diversa abilità VIRTUAL

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CONSOLARE

Kinewiiadi: uno strano nome per un’esperienza fantastica. Siamo arrivati alla sesta edizione delle olimpiadi virtuali delle diverse abilità: le Kinewiiadi, un nome nato dalla fusione dei due strumenti utilizzati nei laboratori di Computer Game Therapy, ovvero X Box 360® Kinect® (Microsoft®) e Nintendo WII®, consolle videoludiche per i più, ma per noi potentissimi strumenti esperienziali, utili a far crescere attraverso il gioco i bambini, i ragazzi, gli adulti e gli anziani che partecipano ai nostri laboratori. Da una prima edizione, in quel di Vanzaghello (MI), siamo di edizione in edizione cresciuti, accogliendo partecipanti provenienti da tutto il nord Italia e da alcune regioni del centro. I partecipanti si sono confrontati su otto discipline sportive virtuali e i vincitori di ogni disciplina hanno disputato un torneo finale che ha decretato i nostri magnifici campioni. Da noi non solo possono partecipare tutti, ma tutti possono vincere: ne è la prova che i nostri campioni sono stati diversi per età, sesso e disabilità. L’edizione 2017 si caratterizza per l’introduzione di un nuovo strumento, la nuova consolle Nintendo Switch® unita al videogioco “1-2 Switch” che, come leggerete nell’articolo dedicato, offre una nuova modalità di interazione, portando i giocatori non più a guardare lo schermo durante l’azione, ma ad agire guardandosi negli occhi. Il videogioco rafforza quindi la relazione tra i partecipanti, portando le Kinewiiadi in una nuova dimensione. 7


Giocare, giocare e... ancora giocare.

dott. Davide Iacchetti psichiatra

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“Dio ha fatto il mondo per gioco”, così scriveva, molti anni fa, un importante teologo tedesco: Jurgen Moltmann. Dunque il gioco è l’occupazione più importante di Dio e conseguentemente dobbiamo considerarlo l’occupazione più importante per tutti gli uomini. Giocare è un’attività densa di significati e di valenze. Tra tutte mi piace ricordare come il gioco ci avvicini alla gioia, alla soddisfazione e in definitiva sia l’icona della felicità, che è l’unico progetto per cui valga la pena di vivere davvero. C’è un giocare che può rimanere un semplice modo per occupare il tempo, per vincere la noia, se non diventa dipendenza. Quando invece il gioco diventa occasione di crescita fisica, tecnica, mentale e spirituale, allora realizza appieno la sua funzione educativa: diventa sport. Alla gioia e alla soddisfazione personale lo sport aggiunge passione, impegno, voglia di migliorare, socializzazione. Così lo sport diventa davvero per tutti e quindi deve essere accessibile e fruibile anche dalle persone con disabilità. Ma lo sport con i disabili è uguale a quello praticato dai cosiddetti normali (che io preferisco chiamare non-disabili)? Se guardiamo ai risultati tecnici indubbiamente le differenze parlano chiaro. Salto in lungo: record del mondo 8,93 mt., record di Gaetano 93 cm; numero di punti realizzati in una gara di basket da Chamberlain: oltre 100, numero di punti realizzati da Ezio: 5. Ma se guardiamo le cose da vicino e non ci fermiamo alle misure, se osserviamo la sostanza, allora che

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cosa c’è di diverso? Amiamo giocare e divertirci allo stesso modo; quando giochiamo, ce la mettiamo tutta per vincere e se perdiamo siamo tristi; ci impegniamo per migliorare le nostre capacità tecniche ma anche per migliorare le nostre capacità di giocare in squadra, di concentrarci, di vincere le paure e le ansie; in squadra stiamo bene, stiamo bene quando abbiamo un gruppo di amici con cui giocare; ci piace anche andare in giro e le trasferte sono per noi un momento molto stimolante e se poi, per gareggiare, stiamo via anche a dormire, tanto meglio; sorridiamo spesso; se possiamo, diamo anche una mano per aiutare chi ha bisogno. E’ logico allora che lo sport, lo sport vero!, lo sport con i disabili ha un unico concreto ed imprescindibile obiettivo: la normalizzazione, dove per normalizzazione VIRTUAL intendiamo che “la diversità è normale “ e la convivenza delle diversità è l’esperienza normale della vita. Nello sport ciò significa un’attività che promuova la coscienza di essere cittadini come tutti, perché si fanno le cose che fanno tutti, nei luoghi di tutti, con la stessa passione e impegno di tutti gli sportivi. I risultati allora diventano del tutto secondari, perché lo sport non si identifica con i risultati, ma nei suoi valori più autentici. Se abbiamo capito che nello sport siamo uguali, allora

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diventa ancora più interessante se svolgiamo la nostra attività e le nostre gare tutti insieme. In categorie diverse certamente, perché le diversità esistono, ma il contesto in cui le attività si svolgono può diventare occasione preziosa per vivere insieme: mangiamo insieme, chiacchieriamo insieme, balliamo insieme, partecipiamo insieme alle cerimonie, facciamo insieme le premiazioni. Questo stare insieme nel fare le attività, pur separati nei momenti della competizione, è particolarmente importante perché riproduce quello che dev’essere la vita: la normalità non è essere uguali, la normalità è essere diversi, ma condividere gli stessi ambienti, le stesse iniziative, la stessa vita. Lo stare insieme tutti, disabili, meno disabili, più disabili, non disabili, non fa altro che realizzare il progetto di una società dove ciascuno vive assieme agli altri, in mezzo agli altri, realizzando se stesso con le sue possibilità, in un contesto in cui la separazione non esiste. Da questo tipo di riflessione sono derivati i cosiddetti sport integrati. Alcuni esempi di attività integrate sono conosciuti. Ad esempio nel ciclismo, ci sono gare in tandem, in cui due corridori, di cui uno cieco, corrono sulla stessa bicicletta. Più recentemente si sono sviluppati il basket integrato-baskin, la pallavolo integrata, il rugby integrato. Si tratta di esperienze che si stanno sempre più diffondendo e la cui caratteristica è di permettere che nella stessa squadra giochino atleti con livelli di abilità diversa.

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Forse lo sport con i disabili ha qualcosa da insegnare allo sport in generale. Il primo insegnamento è sicuramente che la persona, ogni persona non si misura dal rendimento, dal risultato, ma si misura con se stesso, con quello che fa, con l’impegno che mette nelle attività che fa. Inoltre quando si organizza lo sport con i disabili ci si rende conto che le regole non possono avere un valore assoluto, ma che vanno adattate alle necessità delle persone. La terza cosa che non va dimenticata è che nello sport dei disabili i valori finiscono per prevalere rispetto ai risultati. Valori che non possono essere messi in discussione: l’amicizia, il rispetto degli altri, il rispetto delle regole, la solidarietà verso tutti. Arrivare a questo risultato può apparire difficile, ma certamente non si può mirare a qualcosa di meno. Tutto questo ci porta necessariamente a concludere che lo sport con i disabili ha una funzione sociale importante, quella di ricordare che al centro di ogni attività c’è la PERSONA e non l’attività. “Il mondo è stato fatto per gioco” e Dio, come dice Moltmann, si compiace nel vedere che i valori delle persone sono i valori più importanti che vengono realizzati.

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Marco vincitore delle kinewiiadi 2016

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Ci accoglie venendoci incontro con quel suo disarmante sorriso seguito da un sincero potente abbraccio che ti avvolge e ti travolge. Mamma Patrizia, papà Angelo e la sorella Elisa lo hanno sostenuto negli anni superando le loro paure e approdando ad un senso del vivere che a detta loro mai avrebbero potuto scoprire. Eccoci seduti in giardino al caldo sole di una bella domenica settembrina… Marco…pronto per l’intervista? - Certo!!! Com’è stato vincere le kinewiiadi 2016? Bello! Ho vinto una xbox nuova e ho vinto due gare e la finale. Mi piacciono i videogiochi, io ho una xbox e la playstation con cui gioco a calcio e faccio le gare con le macchine e vinco perché sono forte! Abbiamo saputo che fai anche sport… Si, calcio e pallacanestro col Castelleone, coi miei amici… Ma sappiamo che sei anche un campione di atletica, vero? Certo, ho vinto la medaglia d’oro nei sessanta metri di corsa e nel tiro del Vortex e la medaglia d’argento nel salto in lungo…! Che intenzioni hai per le kinewiiadi 2017? - Voglio vincere! Ma tu sai che per regolamento non lo potrai fare, sei disposto a cedere il primo posto a qualcun’altro? - Certo!!! Cosa ti piace delle Kinewiiadi? Mi piace stare con Adriano, Nicola, Daniel e gli altri amici disabili giocando insieme divertendoci! Quando giochi come ti senti? - Io sto bene!!! Alle Kinewiiadi è importante giocare, si può perdere e si può vincere! Ma lo sai che ci saranno due 4C supercar dell’Alfa Romeo alle Kinewiiadi e che potrai farci un giro e anche i tuoi amici? Bello!!! Che figata!!! Mi piace Fast and Furious 8, non ho paura di andare forte e mi fanno impazzire le macchine con le bombole del NOS, io le uso quando gioco e vinco perché vado più forte di tutti! Ci saluta con quel sorriso scanzonato che è un inno alla Vita, chissà se sarà ancora lui a vincere cedendo lo scettro del vincitore, comunque vada… che meraviglia il nostro Marco!

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KINEWIIADI KINEWIIADI olimpiadi virtuali dedicate alla diversa abilitÃ

2016

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Papà Fabrizio e mamma Laura primi vincitori kinewiiadi 2015 della categoria genitori. VIRTUAL REALITY FOR DISABILITY ONLUS

E’ stato fantastico inaspettato emozionante come un colpo di luce in una giornata di pioggia, non solo per la vittoria di coppia, ma anche per il clima atmosfera tifo da finale da palcoscenico. In poche parole bellissimo. Campioniii!!!

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Strasburgo: Fiorella Guerini

mamma di Stefania e vice presidente Vi.Re.Dis. Onlus

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una fantastica esperienza, sia come mamma sia come vicepresidente di questa Associazione. Mi sono trovata così bene che i due ruoli si sono amalgamati insieme e mi sentivo solo una persona felice, felice di esserci. Felice di vedere mia figlia stupirsi delle meraviglie di quei posti mai conosciuti, sentirla urlare di gioia e scherzare con tutto il gruppo di amici, ragazzi, terapisti e genitori, vederla addormentarsi la sera con il sorriso e risvegliarsi con uguale sorriso. Vi.Re.Dis Onlus è un’Associazione diversa da tutte le altre. Sicuramente perché al comando abbiamo un presidente diverso da tutti quelli che abbiamo conosciuto: Antonio Consorti è un presidente che cerca in tutti i modi di far vivere ai nostri ragazzi esperienze mai provate, che tratta i ragazzi cosiddetti disabili nella normalità più assoluta, normalità che persino noi genitori alcune volte facciamo fatica a vedere. Con i laboratori della sua Computer Game Therapy è riuscito a migliorare la nostra vita. Strasburgo è stato solo l’inizio di una straordinaria opportunità di vita. Abbiamo ancora tanti luoghi, progetti e idee da sperimentare e io come Vice sono orgogliosa di far parte di questo sogno. Ringrazio tutti i compagni di viaggio e al mio presidente dico: a forza di farcela ce la facciamo!

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“Gezelligheid” Denise Pezzotta

volontaria e caporedattore Emotiviamoci

Le FAMIGLIE

è un termine della lingua olandese che non ha un corrispettivo in italiano e può essere tradotto con “il calore provato stando con le persone a cui si vuole bene”. Se ripenso alle emozioni vissute durante i tre giorni in Alsazia con gli amici di Vi.Re.Dis, posso ancora sentire quel calore, rimasto vivo insieme ai tanti piacevoli ricordi. Come in ogni viaggio, questa è stata l’occasione per conoscere, incontrare, imparare, insomma per crescere; ma ciò che ha reso questo viaggio un’avventura indimenticabile sono stati gli sguardi felici dei nostri ragazzi verso luoghi e situazioni totalmente nuovi, insieme alla sensazione del loro essere finalmente cittadini del mondo, con la possibilità di vivere al di fuori dei confini, non solo geografici, non solo fisici, che troppo spesso la loro condizione ha imposto. Emotiviamoci Come diceva Saramago, “il viaggio non finisce mai. Bisogna vedere quel che non si è visto, e vedere di nuovo quel che si è già visto. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini”. Noi siamo pronti a ripartire per nuove avventure: se ci incontrerete in giro per il mondo, ci farete felici se vorrete fare un pezzo di strada insieme a noi.

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Cena di beneficenza... Avete mai provato a far sedere allo stesso tavolo persone sconosciute fra loro, farle sentire a proprio agio e accomunate allo stesso fine? Sara Frigerio

volontaria e terapista Senior

Vi.Re.Dis. Onlus è riuscita a farlo in una bella domenica di giugno organizzando per la prima volta una cena di beneficenza. Nella meravigliosa location del Cocca Hotel & Thai Spa con un tramonto mozzafiato sul lago d’Iseo, ottanta persone circa hanno accolto l’invito a partecipare alla nostra cena. È stato bello vedere quante persone, che solitamente non prendono parte alle attività della Onlus, che non hanno persone disabili in famiglia, si sono messe in gioco personalmente partecipando alla serata e coinvolgendo spontaneamente a loro volta altre persone. Il piccolo passaparola è diventato sempre più grande e alla fine in quell’elegante sala condividevano la stessa tavola e gli stessi sorrisi sconosciuti che pareva si conoscessero da molto, disabili e abili, famiglie intere e coppie come fosse la cosa più naturale del mondo; merito anche di Rosa e Roberto, proprietari del Cocca Hotel, che si sono resi disponibili in maniera così generosa e spontanea.

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Ci siamo sentiti, insieme agli ospiti, parte integrante di un flusso di umanità, altruismo, speranza ed ottimismo che a volte sembra scarseggiare e che in questa occasione, invece, ci ha riempiti di coraggio e forza e determinazione per proseguire con i nostri progetti nonostante le difficoltà e la fatica che a volte incontriamo. Sentire le risate, i brindisi, il chiacchiericcio lieve ed il sottofondo musicale di due brave cantanti che hanno regalato il loro tempo e la loro voce per rendere ancora più piacevole la cena, è stato per me, per noi che partecipiamo attivamente all’interno della Onlus un’incredibile spinta energetica per continuare a dedicarci ai veri protagonisti di tutto, i nostri ragazzi disabili che hanno partecipato con emozione (tutti eleganti!) alla serata. Ecco, è in serate come questa che capisco bene il motto della Vi.Re.Dis.Onlus:

“A FORZA DI FARCELA CE LA FACCIAMO!”.

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Cena raccolta fondi Domenica

11 giugno 2017 ore 20:00

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La Festa della Luce

Daniel Baldessarelli volontario e terapista Senior

per me è un evento annuale che sta diventando anno per anno essenziale. Nonostante la grande fatica che so dover affrontare, tutte le volte parto da casa con l’idea fissa che saranno giornate di divertimento e rigenerazione per la mia mente e per il mio spirito; quasi come fossero giornate di vacanza, dove stacchi da tutto e tutti, solo che non è per nulla una vacanza! C’è sempre da lavorare un mondo, tra tavoli da pulire e sistemare, l’area feste da addobbare, ripulire e riorganizzare, cartelli da attaccare per pubblicizzare la festa, materiale in cucina da riordinare, preparare e, specialmente, una montagna di piatti da lavare! Insomma un sacco di cose da fare, lavorando tutto il giorno. Ma, nonostante questo, nonostante si inizi a lavorare alle 9 di mattina e si finisca all’1 di notte, tutto me stesso vede ancora la Festa della Luce come un momento speciale di divertimento, rigenerazione, vacanza; e, quindi, come posso vedere una fatica così grande come un momento così bello? E, soprattutto, perché finite le giornate di festa torno a casa più felice, rilassato e carico di quando sono partito? La mia risposta è che non è importante ciò che fai, ma con chi lo fai.

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Alla festa lavoro con persone meravigliose con cui tutti gli anni instauro dei rapporti bellissimi di collaborazione, gioco, fiducia, complicità e sono proprio tutte queste persone, tutti questi volontari che rendono così bella la Festa della Luce. Un momento di grande lavoro sì, ma anche di gioco, risate, condivisione. Un momento e un luogo dove le persone stanno bene e fanno stare bene! , astiche t n a f e erson o. ciuto p o le ringrazi s o n o c i ho uest ito i giorn a bene, per q perché ho cap t s e u q oIn o stat molto ,sorrid i, n o o a t s t t i u i v t u r nte bac è se con c nonosta cci, i sta mi a e , r f e b h b a c a t il s Que persone Stefy per gli rattutto per o n o s io sop tti che ci Ringraz rozzella, ma nche tu re . a e r e p m o e r n no s gior ua ca lizza sulla s a donato ogni uscirai a rea i r i g i h ri che mi ro che te! Sofia sorriso . Antonio spe mo tutti con i a r i gli alt ande sogno, s gr il tuo

Lavorare è stato un po’ fat icoso ma molto b ello! Grazie a t utti quelli che mi hanno aiutata og ni giorno ad imparar e cose sempre nuo ve, non solo a lla festa ma anche a i laboratori e tante grazie ad Antonio, il dott. T ony! Viola

gno in qualLa Festa Della Luce per me significa impe gioia, dicosa in cui credo, lo stare insieme con vertimento e condivisione. e il progetHo scelto di farlo anche perché mi piac ci metta un to di Antonio e spero che ognuno di noi poterlo pezzettino attivandosi con generosità per Mariella realizzare.

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Costruire insieme... Fin da quando ero bambino ho avuto modo di confrontarmi con realtà umane diverse da quelle cosiddette “normali”.

Nicola Consorti

volontario e terapista Junior

È infatti grazie al lavoro di mio padre e alla mia propensione naturale alle relazioni umane che mi sono lasciato piacevolmente coinvolgere nell’organizzazione e nella realizzazione delle varie edizioni della “Festa della Luce” di Vi.Re.Dis.Onlus. Durante queste giornate ho avuto modo di vivere momenti piacevoli in compagnia dei volontari, dei ragazzi a cui i laboratori della Onlus sono dedicati e delle loro famiglie con le quali nel tempo ho costruito relazioni di amicizia. Partecipare come volontario a queste feste vuol dire essere disponibile a svolgere qualsiasi ruolo dal più umile al più gratificante, lo spirito di collaborazione e l’allegria tengono uniti noi volontari e il nostro impegno consente di regalare uno spazio piacevole e sereno, che dà a chi viene alla festa, la possibilità di essere parte di un grande sogno e alla Onlus la possibilità attraverso la loro generosità di portare a termine i progetti che ci stanno a cuore.

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La festa del la luce è di versa da tut te le altre: un’atmosfera c’è famigliare e sorrisi e ab n o n m a n c ano bracci. Ci s nonostante i ono persone loro problem c h e, i, ti accolg ono con tant energia e ti a fanno sentir Sono stati q e a casa. uattro giorn i fantastici Questo è il a dir poco! secondo anno c h e p a r tecipo come volontaria a lla festa e ringrazio ch l’anno scors i o mi ha coin volta in que sto bellissimo g ruppo di vol Grazie di ve ontari! ro cuore a t utti… siamo fortissima f una squadra atta di pers one fantasti che! Ingrid ni, ante emozio t o r e v v a d uore, Ho provato un grande c n o c e n o s r to pe trovata ho conosciu me. Mi son i s s i c i t a p m sta e si uire su que g e s dolcissime o r p i d tante! e, e spero molto impor è davvero ben e m r e P Alice rso di voi. e v e a d a r t s

Questo è il quarto anno che sono volontaria alla festa della luce. Ho conosciuto Antonio tramite un’amica e appena sono entrata dal cancello è stato tutto così bello e piacevole: c’erano abbracci e sorrisi ovunque. Tutti mi salutavano anche se non mi conosceva nessuno. Mi sentivo a mio agio e stavo benissimo. È una sensazione difficile da spiegare a parole. So solo che ogni anno quando finisce la festa non vedo l’ora che arrivi l’anno dopo per ricominciare. Laura Strabla

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Come è...

Il caseggiato, ricoperto dall’edera, si presenta in un evidente stato di abbandono. Negli anni è stato depredato dei suoi interni; tuttavia, presenta una meravigliosa architettura “Enel”, famosa per la sua eleganza. Al piano terra, presenta cinque locali e un ampio ingresso con uno scalone ormai crollato. Il primo e il secondo piano sono due loft completamente vuoti che servivano da magazzino. Il nome “Casa della Luce” ben si addice alla luminosità della struttura, dovuta ad ampi finestroni in ferro battuto che permettono una visione a 360° del panorama. In prossimità dell’ingresso vi è poi la vecchia torre distributiva in pietra, ormai collassata, e ricoperta dalla vegetazione. Il tutto è circondato da una recinzione in ferro battuto, ormai quasi completamente divelta.

La Casa della Luce

dove sperimentare l’energia dell’allegria

La Casa della Luce

un’osteria con tanta pappa buona!

La Casa della Luce

un luogo dove scoprire la propria unicità

La Casa della Luce

un luogo dove ciascuno è campione della propria vita

La Casa della Luce un incubatore di nuove idee

La Casa della Luce

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un luogo dove progettare il futuro

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La Casa della luce

un contenitore di traguardi da raggiungere

La Casa della Luce un luogo dove guardare lontano

La Casa della Luce un luogo dove costruire un futuro insieme

La Casa della Luce

un luogo dove ogni individuo è prezioso per la sua sostanza e non per la sua forma

La Casa della Luce un luogo dove comunicare

La Casa della Luce

...Come la sogniamo Il nostro progetto prevede la ristrutturazione della centrale e della torre distributiva, oltre la riqualificazione del terreno adiacente. La casa, nelle nostre intenzioni, dovrebbe diventare un centro di accoglienza per la disabilità, con l’obiettivo di offrire settimane di defaticamento alle famiglie dei disabili di tutta Italia. Il piano terra dovrebbe essere occupato dalla reception e da un’osteria gestita dai nostri ragazzi. Dai due piani successivi, vista l’altezza, è possibile ricavare un terzo piano e destinare il secondo piano ai laboratori di Computer Game Therapy, e i due ulteriori ad alloggi per ospitare i disabili e le loro famiglie. La torre distributiva dovrebbe contenere al piano terra una sala riunioni, al primo piano gli uffici amministrativi, lo studio del presidente e una camera da letto. La torre e il piano dei laboratori dovrebbero comunicare con un corridoio trasparente, a significare l’unione tra il vecchio e il nuovo, il mondo arcaico delle emozioni e le nuove tecnologie che ne favoriscono l’emersione.

un luogo dove produrre ricerca innovativa

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Il paradosso

della relazione 1-2 switch…Nintendo® e il paradosso della relazione. Ti ritrovi tra le mani la nuova consolle videoludica Nintendo Switch®, l’evoluzione della specie e non vedi l’ora di scoprirne le potenzialità da utilizzare con i tuoi bambini nei laboratori di Computer Game Therapy.

Antonio Consorti fondatore CGT

Dopo il successo di Wii® che ti ha permesso di far giocare disabili di ogni età in modo istintivo e coinvolgente e la profonda delusione per Wii U®, troppo complessa ed inaccessibile a disabilità gravi cerchi in questo nuovo paradigma videoludico una nuova strada che permetta a tutti di sperimentarsi ed eccola nelle tue mani… 1 – 2 Switch ti apre ad una nuova dimensione così paradossale da quasi non essere credibile… i giocatori non guardano lo schermo ma si devono guardare negli occhi durante le sfide!

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Ma i videogames, non alienavano le persone impedendo la relazione? Il più grande produttore di videogames al mondo arriva sul mercato con un gioco basato sulla relazione, sul continuo contatto oculare tra i giocatori, il videogame diventa motivo di esperienza condivisa, di gioia istintiva che non conosce età né confini di razza, cultura e forma. Un nuovo importante passo avanti nell’uso dell’intelligenza emotiva in ambiente videoludico e terapeutico, dopo le esilaranti e demenziali sfide del mondo Rayman® e Rabbids® (Ubisoft®) che tanto hanno divertito e spronato i partecipanti ai nostri laboratori in tutta Italia. A settembre abbiamo iniziato la sperimentazione della nuova consolle che diverrà standard in tutti i nostri laboratori migliorando l’esperienza emotiva, affettiva, fisica, cognitiva dei tanti partecipanti! Potrete provarla alle Kinewiiadi 2017… mettetevi alla prova e lasciate che il bambino che è in voi aiuti l’adulto “ingessato” a diventare qualcosa di meglio!

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Come accedere

ai laboratori della Computer Game Therapy.

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Potete accedere ai laboratori di Computer Game Therapy del sabato pomeriggio a Calcinate telefonando ai seguenti numeri: 3356580168 – 3487137091 – 3470322073. Potete partecipare ai nostri laboratori come spettatori o per provare lo spazio in previsione dell’inserimento di un vostro caro.

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L’inserimento dei vostri cari nei laboratori ha un percorso così definito: • Due sedute di prova da concordare telefonicamente • Un colloquio dei genitori o dei parenti con il dott. ONLUS Consorti • Una seduta di valutazione singola • L’inserimento nel gruppo più idoneo. I gruppi sono totalmente eterogenei, per età, disabilità e livello comunicativo. La definizione dei gruppi di C.G.T è decisa dall’equipe terapeutica in base alle rilevazioni delle valutazioni precedenti ed è mirata al massimo beneficio di ogni partecipante.

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L’efficacia del percorso nei Laboratori di CGT è condizionata dalla continuità di frequenza, per cui vi esortiamo ad essere costanti per il bene del vostro caro.

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Consideriamo la diversità una meravigliosa opportunità per tutti, un terreno dove nutrire, coltivare, realizzare, sostenere i nostri sogni. Abbiamo deciso di raccontare la disabilità, quella che non si è arresa al “ lei non potrà mai…” e ha scelto di lottare, sognare, costruire una forma nuova alla propria vita al di là di ogni muro buttando il cuore con coraggio oltre la barricata! Se sei un disabile, un genitore di un disabile o conosci una storia da raccontare che possa essere d’ispirazione a chi ONLUS vive nella paura di tentare nuove strade, nuove prospettive uscendo allo scoperto e manifestando la propria “diversa” meraviglia alla luce del sole, lontano dalle cantine buie della vita abitate da limiti, paure e divieti, scrivici la tua storia o raccontala in un breve video ed invia tutto a infoviredisonlus@gmail.com o a giocabile@gmail.com o chiamaci al 335.6580168 o 348.7137091. La tua storia potrebbe divenire parte di un lungometraggio dedicato a chi ce l’ha fatta e sprona gli altri a farcela!!! Le vostre vite sono preziose! Il vostro esempio speranza!!! I vostri sorrisi forza per chi è convinto di non potercela fare!!!

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KINEWIIADI

Festa estiva presso l’area feste di Calcinate con ottima cucina, tanta musica e sano divertimento per tutti. La Settembrina, due giorni full immersion a contorno delle Kinewiiadi.

FESTA KINEWIIADI della luce

Olimpiadi Virtuali per la disabilità. Dieci sfide epiche, tanti disabili agguerriti, un solo vincitore. Una giornata all’insegna del Fair Play e dell’allegria.

KINEWIIADI

A ROCK 70 -8 ON AT

90 0-

Rassegna musicale settembrina. Tanta buona musica dal vivo a contorno della Festa della Luce di fine settembre.

COMPUTER GAME THERAPY MA R

Laboratori presso la nostra sede di Calcinate - BG Bambini, adulti e anziani in una gioiosa tribù che cresce giocando e divertendosi con i videogames.

LABORATORI DI KINEWIIADI

VIRTUAL REALITY FOR DISABILITY ONLUS

Piattaforma culturale dedicata alla disabilità come opportunità di crescita personale e sociale.

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KINEWIIADI

da: “Il circo della farfalla” (The Butterfly Circus) cortometraggio diretto da Joshua Weigel

VIRTUAL REALITY FOR DISABILITY ONLUS

Associazione Vi.Re.Dis. onlus - infoviredis@gmail.com i n f o : 335 6580168 - 348 7137091 VIRTUAL

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FOR

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EMOTIVIAMOCI - VI.RE.DIS. ONLUS - Numero 1  

Rivista informativa a cura dell’Associazione Vi.Re.Dis. onlus - Anno 1 - Numero 1 - Ottobre 2017

EMOTIVIAMOCI - VI.RE.DIS. ONLUS - Numero 1  

Rivista informativa a cura dell’Associazione Vi.Re.Dis. onlus - Anno 1 - Numero 1 - Ottobre 2017

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