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Rivista informativa a cura dell’Associazione Vi.Re.Dis. onlus - Anno 1 - Numero 0 - Maggio 2017
VIRTUAL REALITY FOR DISABILITY ONLUS
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L’ Associazione Vi.Re.Dis. Onlus per sostenere i progetti in corso ha bisogno anche di te!
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Un ringraziamento speciale a Denise Pezzotta. Anima e cuore di questa rivista.
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Anno 1 - Numero 0 Maggio 2017 Reg. Trib. Bergamo
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Editore e Redazione Associazione Vi.Re.Dis. Onlus Via CĂ Barile, 587 24030 Pontida (BG) Segreteria / Tesoreria +39 347.0322073 progetto-viredis-onlus.org viredis2012@gmail.com
ONLUS
Direttore Responsabile Dott. Antonio Consorti Comitato di Redazione Antonio Consorti Sara Frigerio Denise Pezzotta Hanno collaborato Fiorella Guerini Andrea Bettini
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Clotilde Ruggeri Ornella Stucchi Erika Longhi Ivonne Scalvi Patrizia Noris Pier Angelo Morbis Giovanni Biella Daniel Baldessarelli Laura Ferrari
Sara Frigerio Adriano Luciano Ivan Francesca Pedrini Progetto grafico Duemilacom.it - Calcinate (BG) Stampa Grafiche La Passa - Calcinate (BG)
editoriale “Anche colui che deve compiere un viaggio di 5.000 miglia, lo comincia ponendo un piede davanti all’altro. Ma Dio ama dello stesso amore il piede che, con coraggio, compie il primo passo quanto la terra che, con amore, sempre lo sosterrà” (Lao Tzu Tao de Ching)
di questi ragazzi e delle loro famiglie. Credo che il nostro primo compito sia quello di togliere questi meravigliosi individui dalle cantine delle loro vite per portarli in piazza e palesare la loro straordinaria unicità, facendo sì che diventi motore di cambiamento per chi, a ragione o torto, si ritiene “normale”. Abbiamo molto da imparare da questi ragazzi, dal loro approccio sincero e semplice alla vita, privo di tutte quelle false necessità che ammorbano e avvelenano le nostre esistenze. Vi.Re.Dis onlus nasce non da un credo religioso o politico, ma dalla riflessione di un papà di famiglia, un cittadino che si è determinato a dare risposte laddove il sistema si è dimostrato lacunoso, perché la realtà si cambia e si trasforma attraverso la bontà delle nostre azioni e non aspettando soluzioni che arrivino dall’alto.
Ogni uomo deve portare un sogno nel cuore, perché un sogno è vita, è una tensione profonda e vitale alla ricerca di qualcosa che va oltre noi, è il desiderio intimo di gettare il proprio cuore al di là della barricata, in un territorio sconosciuto che ancora non ci appartiene, ma di cui, intimamente, conosciamo la direzione.
Noi siamo diversi, vogliamo essere diversi, per forma e per sostanza. Il nostro motto è “Emotiviamoci” perché, attraverso le emozioni e il gioco (la prima forma di apprendimento umana), cerchiamo di dare nuovo significato e speranza alla vita di molte famiglie. Accogliere, comprendere, consolare, costruire: sono i quattro pilastri su cui poggia tutta la nostra azione.
Nelle vostre mani avete un pezzo di sogno, un sogno che ha come protagonista la meraviglia delle “umanità fragili”, umanità uniche per forma e per sostanza, che ci obbligano ad affrontare le nostre paure e a buttare il nostro cuore oltre quella barricata.
Abbiamo scelto di essere trasparenti, chiunque può venirci a trovare e partecipare ai nostri laboratori. Ascoltiamo sinceramente i bisogni delle persone e ci piace condividere allegramente la nostra vita sia all’interno degli spazi terapeutici che in quelli della Festa della Luce, delle Kinewiiadi e di Giocabile. Non ci importa piacere a tutti, ma fare ciò che è giusto per il bene delle persone che a noi si affidano. Usiamo tecnologie del futuro per fare emergere la parte più nobile dell’animo umano: il mondo delle emozioni.
Vi.Re.Dis. onlus è un grande sogno, di cui sono stato origine, di cui mi sento padre e, vista la mia barba bianca, anche un po’ nonno; un sogno che ha raccolto e contiene i sogni di tante persone: bambini, ragazzi, adulti, anziani, terapisti, volontari ed amici e che sta cercando una sua identità matura.
Per noi non è importante vincere, ma chiunque si mette in gioco viene considerato un campione. Antonio Consorti
Abbiamo deciso di raccontarvi in modo semplice chi siamo, cosa facciamo e cosa intendiamo fare per cambiare la realtà
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I quattro pilastri
ACCOGLIERE
COMPRENDERE
perché ogni uomo ha il diritto di essere accolto nella sua sofferenza, al di là del suo credo, della sua forma e del colore della sua pelle.
perché la sofferenza è un cammino comune a tutti e attraverso di essa ci scopriamo capaci di cogliere l’unicità degli altri, abbracciandola senza pregiudizi e senza paure. Comprendere che la diversità non è un limite, ma una grande opportunità di crescita personale e sociale.
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di Vi. Re.Dis.
CONSOLARE
COSTRUIRE
una passione radicale, assoluta, creativa, vitale, rivoluzionaria, visionaria, potente verso la vita.
un progetto condiviso con le famiglie che abbia come fulcro la meraviglia delle umanitĂ fragili e il loro diritto a realizzarsi serenamente e ad essere riconosciuti nella loro dignitĂ di persone.
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LABORATORI
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La Computer Game Therapy (CGT) è una metodologia riabilitativa teorizzata e applicata dal nostro presidente Antonio e si avvale delle tecnologie informatiche e dei videogiochi per la riabilitazione delle patologie del pensiero, del linguaggio e della relazione. (Per saperne di più: http://www.progetto-viredis-onlus.org/Computer-Game-Therapy.html)
I laboratori sono formati da gruppi eterogenei, diversi per età, patologia e livello comunicativo, è la diversità il vero motore dell’evoluzione. I terapisti che conducono i laboratori sono stati formati in modo specifico dal teorico della CGT e collaborano con lui ormai da anni, sia nei laboratori che in ambito di docenza universitaria. Abbiamo chiesto ad alcuni di loro di raccontarci questa esperienza. I laboratori di CGT si svolgono ogni sabato pomeriggio presso la sala polivalente del Comune di Calcinate e vedono la partecipazione di pazienti che arrivano da tutto il Nord Italia.
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Sin dalla prima volta che ho partecipato ai laboratori di Computer Game Therapy mi sono resa conto che era qualcosa di speciale, è uno spazio in cui si sta bene, si respira gioia e spontaneità e tu non puoi far altro che ricambiare con il tuo amore e il tuo affetto tutta la serenità che i ragazzi ti donano.
I laboratori di Computer Game Therapy sono una combinazione straordinaria di amore, passione, sincerità, naturalezza, spontaneità e libertà.
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Laura VIRTUAL
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Quando entri in quello spazio hai la possibilità di relazionarti con delle umanità autentiche e sincere, che ti accolgono senza giudizi e ti chiedono solamente di essere visti e trattati andando oltre i pregiudizi del nostro tempo e guardandoli per le persone che realmente sono, ricambiandoti con tutto il loro amore e la loro gioia di vivere e di sperimentarsi. Loro ne escono gratificati perché scoprono di essere molto più capaci di quello che per anni la società gli ha fatto credere e tu ne esci ricaricato da un’energia umana che ti fa cambiare e ti mette in contatto con delle emozioni profonde e intense che ti fanno stare bene. I ragazzi che entrano in quello spazio traggono un beneficio evidente dalla terapia, ma anche i terapisti e chiunque sceglie di confrontarsi con loro, se lo fa spogliandosi dalle proprie armature e dai propri pregiudizi ed entrando realmente in contatto con le umanità presenti ai laboratori, si porta a casa un sacco di amore e di benessere.
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Qual è l’unica parola che fa rima con vita?
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Adriano VIRTUAL
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Sono passati ormai cinque anni da quando Antonio mi chiese di partecipare il sabato pomeriggio ad un progetto ambizioso: offrire a persone diversamente abili una migliore qualità di vita utilizzando i videogiochi. Ho accettato pensando che fosse un modo divertente di passare una parte del mio tempo, ma ben presto mi sono reso conto che non era soltanto questo. Sono stati sì anni di duro piallamento e fatica, dove ogni sabato smontavo un pezzo di me, lo limavo e piallavo insieme al gruppo, e lo rimettevo al suo posto pulito e lucidato; ma si sa, una volta messo mano ad un ingranaggio della nostra vita in modo così drastico, si deve sconvolgere tutto il sistema per poter continuare quel cammino. Ora posso dire che partecipare ai laboratori di Computer Game Therapy è per me una grande opportunità: ti costringe a spogliarti del superfluo e ad essere semplicemente te stesso di fronte alle persone che vuoi aiutare, e in questo modo scopri che sono loro ad aiutare te. Ho imparato e sono cresciuto davanti a quello schermo, nelle riunioni, e nelle discussioni che hanno scavato dentro di me come nessuno ha mai fatto. Devo tantissimo alla CGT, ad Antonio, ai ragazzi e alle persone delle equipe di cui faccio parte, che mi hanno insegnato che l’unica parola che fa rima con la vita è la vita stessa, e solo spendendola appieno la si può capire nella sua immensità.
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La mia parola è Gioia.
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Sara VIRTUAL
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La ricerca della gioia è, secondo il mio parere, la strada per l’equilibrio perfetto. Non c’è desiderio più elevato dell’essere gioiosi e i ragazzi e bambini che frequentano i laboratori me lo hanno insegnato. La gioia dello stare insieme, la gioia nel riuscire a fare qualcosa che il loro corpo fatica a fare, la gioia dell’averci provato nonostante tutto. Ecco... questo sono i laboratori di Computer Game Therapy per me! Fare il pieno di gioia, sorrisi abbracci e baci. Sinceri, genuini e soprattutto puri. Ogni volta che entro dimentico tutte le fatiche e le difficoltà della mia vita, ritornando al livello giusto del senso della vita.
Amore. Amore perché quando entro in questo spazio viene tutto naturale, perché sono io, perché… non c’è un perché. Amore. Questo è il sabato, questi sono i laboratori, questo sono le nostre meravigliose ed uniche creature. Persone, prima di ogni altra malattia, di ogni altro limite. Creature che hanno solo una richiesta: essere considerate e trattate da normali. Ed è questo che ci impegniamo a fare al meglio delle nostre possibilità e capacità, donarci per farle stare bene. Un bene che ti viene reso in zero secondi, basta sentire la loro voce all’inizio del vialetto, basta guardarli negli occhi, basta chiamarli e ti saltano al collo in un abbraccio da toglierti il fiato.
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Questo succede… amore. ONLUS
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terapeutico sopra citato. Nel frattempo nella mia città ho praticato stage in diverse cooperative sociali, con centri diurni a bassa stimolazione o socio-occupazionali, ho lavorato presso una casa di riposo e poi presso le strutture socio-assistenziale e socio-educativa della cooperativa sociale per la quale lavoro ora. Dopo questi anni e queste mie esperienze posso affermare che, nonostante abbia conosciuto persone estremamente capaci durante gli stage e il lavoro, nessuno è paragonabile ad Antonio Consorti e a coloro che con lui collaborano all’interno di quel progetto straordinario che è la Vi.Re.Dis. Onlus. Da nessun’altra parte ho visto tanti sorrisi di terapisti e assistiti durante la pratica terapeutica e da nessun’altra parte ho visto una crescita tale nelle autonomie e nelle capacità delle persone seguite in terapia. Io per primo posso affermare che da quando ho iniziato a praticare la Computer Game Therapy mi sono evoluto, migliorandomi costantemente e riuscendo ad abbattere quei muri che mi limitavano: ho smesso di avere paura e di pensare di non essere adeguato o abbastanza capace e ho cominciato a credere di essere anch’io speciale come gli altri; allo stesso tempo imparavo a cogliere la magia di cui erano piene anche le persone che assistevo, sia alla Vi.Re. Dis. Onlus sia nel mio luogo di lavoro. Posso affermare, quindi, che questa Onlus non solo aiuta efficacemente le persone assistite, ma rende migliore anche la vita di chi collabora a farlo, formando terapisti che vanno al lavoro col sorriso e lo regalano a tutte quelle persone che assistono e alle loro famiglie, avendo in cambio molto di più. Quindi vi invito a venire a vedere i laboratori il sabato pomeriggio a Calcinate per vivere quest’esperienza straordinaria sulla vostra pelle! Perché lì accadono cose straordinarie che è difficile spiegare, ma facile vivere e condividere.
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Mi chiamo Daniel Baldessarelli, vivo a Rovereto in provincia di Trento. Mi sono diplomato circa 5 anni fa, in un istituto superiore professionale, che forma nel campo del sociale, come tecnico dei servizi sociali. L’ultimo anno di scuola, durante uno dei percorsi formativi professionalizzanti, ho conosciuto Antonio Consorti, fondatore e presidente della Vi.Re.Dis. Onlus.
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Posso affermare che da quel giorno la mia vita è cambiata: all’epoca non avevo idea di cosa fare finiti gli studi, sapevo solo che desideravo lavorare nel settore del sociale, ma non avevo ancora chiara la direzione da seguire. Quel giorno trovai una strada, o forse la strada, per poter aiutare al meglio le persone che avrei assistito. La Vi.Re.Dis. Onlus, infatti, utilizza un metodo terapeutico innovativo ed altamente efficace su vasta scala: la Computer Game Therapy. Nei successivi anni fino ad ora ho collaborato con la Vi.Re.Dis. Onlus venendo formato come terapista e praticando il metodo
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Le FAMIGLIE
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Vi.Re.Dis. tante famiglie, un unico grande sogno! Abbiamo chiesto ad alcune di loro di raccontarci la loro esperienza all’interno della Onlus: come l’hanno conosciuta, perché hanno deciso di condividerne il percorso e come è cambiata la loro quotidianità da quando ne fanno parte.
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Patrizia Conosciamo e frequentiamo Antonio da 21 anni, per la patologia di Marco; negli anni ci ha parlato molto di questo suo progetto che poi si è realizzato, e in cui abbiamo sempre creduto, quindi possiamo dire che abbiamo visto la Onlus da lui creata nascere e crescere. Io e mio marito Angelo crediamo nei quattro pilastri della Vi.Re.Dis Onlus (Accogliere, Comprendere, Consolare, Costruire) e per questo motivo abbiamo accolto la sua iniziativa con la nostra partecipazione attiva agli eventi. Crediamo che la Onlus possa aiutare molte famiglie in difficoltà come lo eravamo noi quando è nato Marco e che possa essere un punto di riferimento importante dando sostegno morale e professionale. Alla domanda se ci sono stati dei cambiamenti nella nostra quotidianità, posso dire che noi per Marco abbiamo fatto un lungo percorso con Antonio, che va oltre il progetto della Onlus, percorso che si è articolato in anni di terapie ludiche e non solo, quindi nel tempo la nostra quotidianità è cambiata, migliorando, e anche il nostro rapporto con lui è diventato più maturo e completo. Il legame tra Antonio, Marco e noi va oltre quello che è un semplice rapporto terapista-famiglia: Marco si sente parte attiva della Onlus, partecipando insieme a noi agli eventi con molto entusiasmo.
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Erika
Ho conosciuto Vi.re.dis. Onlus quando Antonio, quattro anni fa, è venuto ad incontrare l’associazione di genitori di cui facevo parte. La patologia di mio figlio Fabio lo ha costretto, nei suoi primi tre anni di vita, a continui ricoveri in ospedale; poi, fortunatamente, si è stabilizzato: era più attento e iniziava a riconoscere le voci e le persone. A quel punto io e mio marito abbiamo compreso la possibilità di interagire pienamente con lui. Quando Antonio ci ha parlato della sua terapia, abbiamo trovato grande professionalità e tanta umanità: rispondeva ad ogni nostra domanda portandoci esempi concreti e, soprattutto, metteva sempre al centro Fabio come persona, non lo “etichettava” con la sua patologia. Abbiamo anche partecipato alle Kinewiiadi * e quell’ambiente ci è piaciuto molto: c’era un clima sereno e sia i ragazzi che i genitori… si divertivano! Certamente grazie a questo percorso ci sono stati dei miglioramenti nella nostra quotidianità, perché ci ha permesso di comprendere meglio alcune dinamiche legate alla patologia di Fabio, ma anche perché lui ha fatto continui progressi. Spesso altri medici e terapisti impiegavano tempo a spiegarci tutto quello che Fabio non avrebbe potuto fare e non ci davano molte speranze nei confronti di possibili miglioramenti; con la Computer Game Therapy si dà valore a quello che invece può fare, e ora so con certezza che è un cammino in evoluzione, perché Fabio risponde positivamente agli stimoli che gli vengono proposti.
KINEWIIADI KINEWIIADI KINEWIIADI * KINEWIIADI KINEWIIADI KINEWIIADI olimpiadi virtuali dedicate alla diversa abilità
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Ivonne Ho conosciuto Antonio qualche anno fa, quando è venuto ad incontrare l’associazione di genitori di cui tuttora faccio parte; poi un’amica ha deciso di entrare nel mondo Vi.re.dis. Onlus e, con il suo entusiasmo, ha coinvolto anche me. Da settembre 2016, quindi, ho iniziato a frequentare i laboratori del sabato pomeriggio con mia figlia Silvia. Ciò che mi ha spinto ad avvicinarmi a Vi.re.dis. è stata innanzitutto la curiosità nei confronti della tecnica innovativa utilizzata con la Computer Game Therapy e, poi, la possibilità di dare a Silvia degli strumenti ulteriori che possano aiutarla in un percorso che la renda sempre più autonoma e in grado di comunicare con tutti, non solo con i familiari. Anche se frequento da poco la onlus, valuto molto positivamente questa esperienza, che mi offre stimoli sempre nuovi.
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“Emotiviamoci”, oltre a dare il nome al nostro giornale, è stato anche il titolo del corso che si è svolto nei martedì di gennaio e febbraio a Calcinate e che ha permesso ai partecipanti di conoscere il cervello e i meccanismi sottesi al suo funzionamento, e il potere delle emozioni nella comprensione della realtà, per capirci, comprenderci e vivere una vita più serena con noi stessi e con gli altri.
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di scoperte o eventi strani, invitati presso programmi televisivi e quindi mica lo vedi per strada o a fare la spesa e siccome Antonio la spesa la fa e lo incontro, tu ti chiedi “vuoi vedere che mi sono perso qualcosa”. Intanto lui finite le presentazioni parla di emozioni, incertezze, timori, paure, fobie e quant’altro e la cosa ti riguarda perché queste sensazioni ci assillano tutti quotidianamente, ma noi, noi badiamo bene a non mostrarle in giro, quasi quasi manco siamo sinceri con noi stessi ed ecco che allora lo ascolti e mentre lui parla lo guardi e in quel momento affiora una strana figura che quasi lo sostituisce, con tanto di tutina e mantello corredato di relativa mascherina il tutto identificabile per i colori accesi e un pochino pacchiani in una figura riconducibile ad un mitico super eroe, sì dopo tutto lui per primo parla anche delle sue debolezze e di come riesce a cacciarle usando un semplice termine eroico “ma anche no”. Gli incontri si susseguono uno dietro l’altro e scopri che le parole di Super Antonio ti portano a ripensare al nostro “essere” e quando ti vengono i dubbi per come la tua visione sia limitata e non ti abbia mai permesso nemmeno di valutarne una versione diversa, in quel preciso momento dici “ho sbagliato tutto” e le immagini dei tuoi cari mentre subivano le tue paturnie le rivedi scorrere una dietro l’altra e lì diventi triste, ma nel frattempo Super Antonio ci presenta altri metodi per essere felici e perdonare a noi stessi il nostro passato, ora capisco perché ha quel titolo importante che sembra una sfida “emotiviamoci” Da oggi guidato dalle nozioni impartite da Super Antonio non sarà per niente uguale a prima “IO NON SONO FRAGILE O TROPPO RIGIDO, IN ME C’E’ TANTA FORZA, GLI ALTRI SONO LA MIA FELICITA’ ED IO DEVO ADOPERARMI PER LA LORO”. Ps. Ho avuto la fortuna di partecipare a questi incontri con mia moglie e mio figlio.
Pier Angelo VIRTUAL REALITY FOR DISABILITY ONLUS
SUPER EROE
Chi si rivede… Antonio il nostro mitico logopedista, che sorridendo ti dice… venite vero agli incontri che sto organizzando per gettarci per bene nelle vostre emozioni e confrontarci con altri partecipanti… si rimane per qualche secondo senza mostrare emozioni ed allora Antonio gioca la carta “conoscete vero la terapia degli abbracci” dieci minuti di abbracci sollecitano le tue molecole facendole vibrare e a quel punto il sorriso te lo senti che tira da una guancia all’altra e con curiosità chiedi informazioni per capire e…. ti ritrovi all’ingresso della sala… parte il primo incontro, tanta gente tra cui alcuni li conosci ed altri no ma con tanta spavalderia perché serve ad entrare in una sala dove puoi dirti “se sono qua magari è perché sono un pochino fragile o troppo rigido…” comunque entri e prendi il tuo posto. Antonio comincia e come un vero trascinatore parte presentandoci una sua biografia descrivendo quello che oggi svolge presso università ed istituti vari definendosi tra le varie cose uno scienziato che ad essere sinceri ci rimani stupito perché nella tua visione “lo scienziato” è un essere impalpabile quasi invisibile se non in casi
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* Durante il corso è stato proposto l’esperimento delle parole evocative di Roberto Assagioli. Per saperne di più: “Roberto Assagioli. La vita e l’opera del fondatore della Psicosintesi” di Paola Giovetti, edizioni Mediterranee 1995 (n.d.r.)
Il corso mi ha permesso di vedere e capire i miei sbagli del passato, i miei giudizi banali, le mie difficoltà e la poca autostima; mi ha fatto trasformare la voracità del bisogno degli altri in constatazione del dare gratuitamente a chi ne ha davvero bisogno. Ho così potuto vedere una nuova luce negli occhi dei miei figli, e nuovi sorrisi, felici di un padre “nuovo”, più coerente, che li fa essere sereni. Questo corso mi ha fatto sentire il desiderio di rinascere e valorizzare ogni gesto, ogni respiro, ogni pensiero, per donarli con sorrisi e trasparenza d’animo a chi sta soffrendo; mi ha permesso di vedere la bellezza di ogni persona presente, percepirne la gioia nell’incontrarsi, la curiosità e la voglia di cambiamento; mi ha dato la libertà di dire quello che penso nel profondo, e la forza di accogliere e affrontare le difficoltà di ogni giorno. Durante gli incontri, ho scoperto le mie potenzialità e ho imparato a conoscermi meglio. La parola evocativa* poi, mi “tormenta” ogni istante, perché mi ha dato coscienza di ciò che mi fa stare bene e ora so quale è il percorso che mi porterà alla serenità. Questa è la mia nuova vita e ringrazio chi mi ha mostrato il cammino giusto per me,che mi permette di vedere un nuovo inizio, una nuova alba.
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Tutto è cominciato quando un’amica mi ha dato l’invito; l’argomento è il cervello e le emozioni: “interessante, ma non fa per me”, ho pensato. Naturalmente ad un’amica non si dice di no, così ho partecipato alla prima serata. Durante l’incontro il prof. Tony, con un linguaggio semplice e diretto, ci regala la sua conoscenza, documentata dai libri letti e confermata dalla sua esperienza diretta. La serata è volata, condita da qualche risata. Il giorno dopo chiamo l’amica per ringraziarla ed estendo anch’io l’invito: sulla fiducia altre amiche aderiscono alle serate. In questi incontri, grazie alla sincerità del gruppo, è uscita la ricetta della felicità:
1 la conoscenza del cervello 2 la forza dell’abbraccio 3 la sorprendente parola evocativa 4 l’incontro con i bambini speciali 5 sempre tenere al centro l’amore. Tutto questo può sembrare strano, ma ho vissuto un’esperienza unica, da vivere che più spiegare. Quindi auguro a chi legge questo scritto un amico che lo invita a questo corso, come è successo a me.
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* Durante il corso è stato proposto l’esperimento delle parole evocative di Roberto Assagioli. Per saperne di più: “Roberto Assagioli. La vita e l’opera del fondatore della Psicosintesi” di Paola Giovetti, edizioni Mediterranee 1995 (n.d.r.)
Ho ricevuto un invito: “Vieni, c’è il dott. Consorti”. Penso a quello della Festa della Luce, figlio della sig.ra Tina e fratello di Stefania. “Ok, vengo, così lo conosco.” Qualche difficoltà all’inizio c’è, come fare il bagno a giugno: l’acqua è un po’ fredda ma, una volta dentro, non usciresti più. Si parte con parole apparentemente di largo uso, ma proposte in un modo che porta inevitabilmente alla riflessione, profonda al punto da metterti in discussione. La parola evocativa* è stata un colpo allo stomaco, tutti i giorni mi accompagna. Emozioni: saperle riconoscere, positive o negative che siano, porta sempre ad un arricchimento. Il dott. Tony, come lo chiamano i suoi ragazzi, mi ha resa consapevole della capacità di ascoltare me stessa e tutto ciò che mi circonda, e questa è una ricchezza infinita. Siamo tutti dei fiori, diversi ma ugualmente belli, destinati tutti ad uno stesso percorso: si nasce, si sboccia, si fiorisce e si ritorna al punto di partenza. In questo percorso tutti possiamo colorare, abbellire e profumare in modi diversi i nostri giorni. Un grande grazie dott. Tony. Un abbraccio.
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“La casa della Luce” Se mai vi capitasse di passare dalla parti del Lago di Endine e di percorrere la strada interna, potreste imbattervi, in quel di San Felice, in una vecchia casa abbandonata. Sembra, a volerla ben guardare, come quelle vecchie signore sedute fuori dalla porta di casa, coperte dal loro scialle, in attesa di qualcuno a cui raccontare aneddoti della loro vita. È una vecchia centrale elettrica dismessa, di proprietà del Comune di Milano, una bellissima architettura di fine Ottocento, tenuta in piedi dall’abbraccio amorevole dell’edera, con un albero sul tetto. Questo è il sogno che da anni stiamo inseguendo: la Casa della Luce. Un luogo deputato a portare la luce in tutte le case della valle, che ora giace in attesa di portare nuova luce nella vita di tante persone e famiglie. Il nostro obiettivo è trasformare questo luogo in un centro di accoglienza con alcuni miniappartamenti per ospitare le famiglie dei disabili per una settimana di defaticamento in riva al lago, laboratori dove fare la Computer Game Therapy con i disabili del territorio e, al piano terra, una bella osteria gestita dai nostri ragazzi più grandi. Un luogo dove un circuito virtuoso, partendo dai ragazzi più grandi, arriva ai più piccoli generando meravigliose autonomie.
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Come è...
Il caseggiato, ricoperto dall’edera, si presenta in un evidente stato di abbandono. Negli anni è stato depredato dei suoi interni; tuttavia, presenta una meravigliosa architettura “Enel”, famosa per la sua eleganza. Al piano terra, presenta cinque locali e un ampio ingresso con uno scalone ormai crollato. Il primo e il secondo piano sono due loft completamente vuoti che servivano da magazzino. Il nome “Casa della Luce” ben si addice alla luminosità della struttura, dovuta ad ampi finestroni in ferro battuto che permettono una visione a 360° del panorama. In prossimità dell’ingresso vi è poi la vecchia torre distributiva in pietra, ormai collassata, e ricoperta dalla vegetazione. Il tutto è circondato da una recinzione in ferro battuto, ormai quasi completamente divelta.
La Casa della Luce
dove sperimentare l’energia dell’allegria
La Casa della Luce
un’osteria con tanta pappa buona!
La Casa della Luce
un luogo dove scoprire la propria unicità
La Casa della Luce
un luogo dove ciascuno è campione della propria vita
La Casa della Luce un incubatore di nuove idee
La Casa della Luce
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un luogo dove progettare il futuro
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La Casa della luce
un contenitore di traguardi da raggiungere
La Casa della Luce
un luogo dove guardare lontano
La Casa della Luce un luogo dove costruire un futuro insieme
La Casa della Luce
un luogo dove ogni individuo è prezioso per la sua sostanza e non per la sua forma
La Casa della Luce un luogo dove comunicare
La Casa della Luce
...Come la sogniamo Il nostro progetto prevede la ristrutturazione della centrale e della torre distributiva, oltre la riqualificazione del terreno adiacente. La casa, nelle nostre intenzioni, dovrebbe diventare un centro di accoglienza per la disabilità, con l’obiettivo di offrire settimane di defaticamento alle famiglie dei disabili di tutta Italia. Il piano terra dovrebbe essere occupato dalla reception e da un’osteria gestita dai nostri ragazzi. Dai due piani successivi, vista l’altezza, è possibile ricavare un terzo piano e destinare il secondo piano ai laboratori di Computer Game Therapy, e i due ulteriori ad alloggi per ospitare i disabili e le loro famiglie. La torre distributiva dovrebbe contenere al piano terra una sala riunioni, al primo piano gli uffici amministrativi, lo studio del presidente e una camera da letto. La torre e il piano dei laboratori dovrebbero comunicare con un corridoio trasparente, a significare l’unione tra il vecchio e il nuovo, il mondo arcaico delle emozioni e le nuove tecnologie che ne favoriscono l’emersione.
un luogo dove produrre ricerca innovativa
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COSTRUIRE
Emotiviamoci
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KINEWIIADI KINEWIIADI olimpiadi virtuali dedicate alla diversa abilitÃ
KINEWIIADI COMPUTER KINEWIIADI V I R T U A LDIR E A L I T Y LABORATORI
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A ROCK 70 -8 ON AT
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Da ricordare
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FESTA DELLA LUCE 2017
Cena di raccolta fondi presso Cocca Hotel di Sarnico.
DOMENICA Presentazione n. 0 rivista Emotiviamoci
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piattaforma culturale sulle diverse abilità
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ROCKABILE rassegna rock per le diverse abilità
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KINEWIIADI 2017 Olimpiadi virtuali
DOMENICA per le diverse abilità
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Sabato
H 19:00 Apertura Bar Cucina Pizzeria H 21:00 Concerto “BARAONDA NOMADE”
20
Maggio
H 19:00 Apertura Bar Cucina Pizzeria H 20:30 Serata di musica caraibica e con Dj Fabrilatino con incursioni di danza del ventre
Tribute Band ufficiale NOMADI
Domenica
14
Maggio
Domenica
21
Maggio
H 12:00 Apertura Bar Cucina Pizzeria H 15:00 Laboratori Computer Game Terapy aperti a tutti H 16:00 con Gabiria H 19:00 Apertura Bar Cucina Pizzeria H 21:00 Spettacolo di danze irlandesi con Gens D’Ys
H 12:00 Apertura Bar Cucina Pizzeria H 15:00 Laboratori Computer Game Terapy aperti a tutti H 17:30 Spettacolo di burattini con Marcello Ricci H 19:00 Incursione del H 19:00 Apertura Bar Cucina Pizzeria H 20:30 Gara di
Info e prenotazioni: viredis2012@gmail.com - 335.6580168
Associazione Vi.Re.Dis. onlus non c’è apprendimento se non c’è divertimento
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UN VIDEOGAME È MEGLIO DI 100 FARMACI È un giorno come molti altri o almeno così sembra. Le prime luci nelle case si accendono. Qualcuno si appresta per una colazione. Qualcun altro, è già sull’uscio della porta pronto ad uscire. È una nuova alba nella provincia bergamasca. Come tale, il motore del “fare” dei suoi abitanti è già ben avviato e pronto a produrre nuovi prodotti per soddisfare stimolati desideri. VIRTUAL REALITY FOR DISABILITY ONLUS
Andrea Bettini
è Storytelling Specialist, vive di storie e si occupa di corporate storytelling.
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Accompagna le aziende nell’applicazione di processi narrativi ai loro linguaggi di comunicazione. Amante dell’innovazione e delle nuove tecnologie è contributor per Che futuro! Lunario dell’Innovazione, Nòva – Il Sole 24 Ore e Corriere Innovazione. Il suo sito web: AndreaBettini.me
È l’inizio degli anni ’90 e quella mattina però succede qualcosa di inusuale almeno per lui, almeno per Antonio Consorti. Lui giovane logopedista mentre cammina sul marciapiede per dirigersi al suo lavoro ad un tratto si ferma davanti ad un’edicola. Non è il titolo rumoroso di qualche quotidiano ad attrarre l’attenzione di Antonio, ma la copertina di una rivista. Un uomo con una scatola in testa. La dicitura non lascia interpretazioni: “Le nuove frontiere della realtà virtuale”. Per Antonio è come aver premuto il tasto dell’acceleratore del suo pensiero. Accelerazione che trova una nuova spinta, quando di lì a poco, assiste ad una conferenza che parla della “Società della mente” di Marvin Lee Minsky, co-fondatore del MIT. Per Antonio lo scenario si fa sempre più chiaro. Aggiunge letture di Howard Gardner, teorico della presenza di intelligenze multiple. Affianca a queste la visione e la teoria di Daniel Goleman sull’intelligenza emotiva. Tutto ciò sembra perfettamente rispondere agli interrogativi professionali di Antonio Consorti – “Perché la terapia deve essere sempre triste? Come può la tecnologia aiutare in questi percorsi riabilitativi?” – domande di chi già, come lui, da tempo lavora nella riabilitazione delle patologie del pensiero, del linguaggio e della relazione. Antonio Consorti inizia un lungo percorso di ricerca, di studio, di affiancamento a specialisti che gli permettono di portare avanti un protocollo medico a basso costo, ma dai risultati invidiabili. Nel
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non c’è apprendimento se non c’è divertimento
1999 viene realizzato presso la sede dell’Istituto Palazzolo di Grumello del Monte, in provincia di Bergamo un primo laboratorio guida ad alta tecnologia per la pratica della Computer Game Therapy, con soggetti disabili e persone anziane e poi, dopo il primo corso pubblico sulla sua metodologia, un inaspettato invito a collaborare con la Fondazione Don Gnocchi di Milano che applicherà il suo metodo in molte delle sue sedi. Oggi questa è diventata una metodologia applicata in molte realtà pubbliche e private. Ecco che l’intelligenza emotiva, unico vero motore evolutivo dell’uomo, emerge nei pazienti grazie al rapporto gioioso e paritario con gli operatori sanitari e allo stesso modo, è strumento di maturazione della relazione con i loro famigliari, migliorando la qualità di vita dei pazienti stessi. Il primo assioma della Computer Game Therapy è “che non c’è apprendimento senza divertimento”, da questo presupposto si fonda l’uso del computer in modo innovativo. Il videogame uno strumento di esperienza, di coinvolgimento emotivo ed affettivo basato sulla relazione dinamica tra operatori e persone diversamente abili. Oltre a ciò l’introduzione di nuove console che prevedono una forte interazione con l’ambiente circostante, ha permesso la sperimentazione di nuove esperienze virtuali anche in presenza di gravi handicap motori. Antonio Consorti ha costituito anche un’Associazione la VI.RE.DIS. (Virtual Reality for Disability) ONLUS, attraverso la quale si erogano anche terapie gratuite di Computer Game Therapy
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oltre che divulgare i principi di questa metodologia applicata, sempre attraverso i quattro pilastri che contraddistingue l’Associazione: accogliere, comprendere, consolare e costruire. Tra le diverse iniziative interessanti organizzate da VI.RE.DIS. ci sono le “Kinewiiadi”, le olimpiadi virtuali, che quest’anno giungeranno alla loro terza edizione e “Gioc-abile”, la piattaforma culturale che si propone di affrontare il tema della “divers-abilità”, della riabilitazione, dell’educazione e del gioco in modo trasversale, partendo da un punto di vista positivo, costruttivo ed informale. Ma la storia di Antonio Consorti non finisce qui. C’è un altro progetto. Si chiama “La casa della Luce” e si tratta del recupero della centrale elettrica distributiva dismessa di Pura di Gaiano sul Lago di Endine, sempre in provincia di Bergamo. In questa struttura Antonio vuole creare il primo centro di accoglienza gestito dai disabili per i disabili, con mini appartamenti per ospitarli insieme alle loro famiglie durante i cicli di Computer Game Therapy erogati gratuitamente. È un sogno e sicuramente Antonio con il suo entusiasmo e la sua professionalità riuscirà a trascinare altri sognatori in questo progetto, in modo tale che “La casa della Luce” diventi una straordinaria realtà. D’altronde se il computer e i videogame hanno un ruolo importante in questa storia, il ruolo dell’uomo rimane quello di essere il costruttore attivo del pensiero e della conoscenza. Andrea Bettini @ILBETTA
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e domani
Antonio Consorti presidente direzione
Fiorella Guerini vice presidente direzione
Laura Ferrari segreteria
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Francesca Pedrini tesoreria
Mariella Albanese consigliere
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UNA FIGLIA SPECIALE Chi non ha una figlia speciale non sa volare Chi non ha una figlia speciale non sa cosa vuole dire rinunciare Chi ha una figlia speciale sa solo amare per non farsi del male Chi ha una figlia speciale deve osare Chi ha una figlia speciale ogni tanto trova anche il coraggio di ricominciare Con una figlia speciale si incontrano anche persone strane ma con sogni uguali Io ho una figlia speciale che mi ha insegnato a non essere normale ma fenomenale! Guerini Fiorella
VIRTUAL REALITY FOR DISABILITY ONLUS
Associazione Vi.Re.Dis. onlus - infoviredis@gmail.com i n f o : 3 3 5 6580168 36 - 347 0322073 VIRTUAL
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