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Associazione Culturale Festa dell’Agricoltura - Palio dei 7 Comuni

Festadell’

agricoltura Palio dei 7 Comuni

COMANO TERME - SAN LORENZO DORSINO - BLEGGIO SUPERIORE - FIAVÉ - STENICO

DAL 10 AL 15 AGOSTO2017 VIGO LOMASO - DASINDO COMANO TERME www.festadellagricoltura.it

25 ANNI DI FESTA!

25 anni di impegno, divertimento, lavoro, scambio di idee e di opinioni, di rispetto e aiuto reciproco vissuti con semplicità

25 ANNI DI AMICIZIA!


Nelle Valli Giudicarie, in Trentino, abbiamo un segreto.

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agricoltura Palio dei 7 Comuni

ASSOCIAZIONE CULTURALE FESTA DELL’AGRICOLTURA - PALIO DEI 7 COMUNI in collaborazione con

UNIONE ALLEVATORI GIUDICARIE ESTERIORI CO.P.A.G. COMUNE DI COMANO TERME AZIENDA PER IL TURISMO TERME DI COMANO DOLOMITI DI BRENTA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO ASSESSORATO ALL’AGRICOLTURA TURISMO E PROMOZIONE ASSESSORATO ALLA CULTURA, COOPERAZIONE E SPORT organizza la tradizionale

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agricoltura

Palio dei 7 Comuni Voglio quindi ringraziare chi nel passato si è impegnato tanto per rendere possibile tutto questo, lasciandoci una importante eredità da alimentare e portare avanti permettendoci di realizzare di anno in anno questo evento fino ad essere qui oggi a festeggiare tutti insieme i “primi 25 anni”. Un grazie di cuore va naturalmente a tutti i miei collaboratori, i volontari che dedicano gran parte del loro tempo ed energie in maniera disinteressata alla buona riuscita della Festa e in particolare quelli - e sono tanti- che lo fanno da 25 anni!

E‘ con onore ed orgoglio per me quest’ anno presentare insieme a tutti gli organizzatori la Festa dell’Agricoltura palio dei 7 Comuni giunta alla speciale edizione del suo 25o anniversario . In questi venticinque anni di attività sono naturalmente cambiate molte cose: le iniziative proposte, le modalità in cui vengono svolte, le persone che le animano come è naturale e giusto che sia ma immutato è rimasto lo spirito con cui i volontari si impegnano in tutto questo e soprattutto i valori che li animano. Solo in questo modo si è reso possibile portare avanti un progetto diventato negli anni il punto fermo delle estati Giudicariesi. Valori semplici della condivisione, dello stare insieme, del fare gruppo, valori genuini e sempre attuali come la solidarietà, la beneficenza, il volontariato, la voglia di creare qualcosa unendo gli sforzi per riuscire a dare un contributo all’intera comunità che seppur in paesi piccoli come i nostri non è affatto cosa scontata. Per questo serve l’impegno di tutti dagli adulti che devono dare l esempio ai più giovani che con la vitalità e l’entusiasmo sopperiscono alla mancanza di esperienza.

… e un buon divertimento a tutti gli ospiti ai quali sono rivolti tutti i nostri sforzi, troverete in questo libretto un nutrito programma con tantissime novità, attività e iniziative che saranno proposte nell’arco delle giornate per questa edizione speciale! Vi aspetto e Buon divertimento e buon ferragosto a tutti.

Il presidente Mario Dalponte

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Fabio Zambotti Sindaco di Comano Terme

COMUNE DI COMANO TERME

dei commercianti, artigiani, albergatori e attività di agriturismo della Valle che trovano in questo appuntamento un momento di visibilità, promozione e condivisione. Mi riferisco in particolare alle innumerevoli associazioni coinvolte nell’organizzazione che negli anni hanno contribuito a realizzare questo importante evento insieme al comitato e ai suoi volontari, unendo forze e professionalità al fine di valorizzare le competenze di tutti. Mi piace ribadire che tutto prende vita da un comune sforzo di volontari e mi congratulo quindi con tutti coloro che sono riusciti con la loro iniziativa e con impegno a realizzare e presentare questo importante evento arricchendolo di idee, novità iniziative e proposte; e per la grande forza che sta nella capacità di creare insieme e con disinteresse qualcosa di veramente buono e utile per una intera Comunità, che a maggior ragione mi sento fiero di rappresentare. Buon ferragosto!

In qualità di Sindaco del Comune di Comano Terme ringrazio e saluto tutti i partecipanti, sia ospiti che organizzatori in questa speciale occasione del 25esimo anniversario della Festa. Premetto che essendo fra gli storici fondatori del Comitato non posso che guardare con soddisfazione questa manifestazione, conoscendone bene il percorso e la storia. Nata per promuovere le attività principi della nostra zona: allevamento e agricoltura. Si è poi sviluppata e arricchita di eventi e novità ma sempre coerente all’obiettivo originale, di dare risalto alle svariate attività e ai prodotti del meraviglioso ambiente in cui viviamo, nel rispetto e valorizzazione del nostro territorio. L’agricoltura infatti è il settore che storicamente ha sostenuto lo sviluppo della Valle e rappresenta anche oggi uno dei settori trainanti dell’economia di zona ma non è il solo, insieme alle nostre Terme di Comano, all’attività

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Iva Berasi Presidente Apt Terme di Comano Dolomiti di Brenta accanto ai bambini nelle incombenze domestiche; quando calava il silenzio e tutti dormivano loro erano ancora operative. Un grazie a tutte le nonne e le mamme che hanno faticato in campagna e nelle stalle e alle donne di oggi che ci ritornano con un approccio più consapevole del loro ruolo. Sono proprio le aziende agricole al femminile che contano la maggior crescita in aziende e addetti, il che dimostra un ritorno alla terra delle donne, accanto a tanti giovani,portatrici di una nuova consapevolezza, quella del piccolo è bello, di alimenti genuini e biologici, di animali allevati in un rapporto che recupera l’antica riconoscenza per l’animale e l’ambiente. Grazie alle tante donne rurali, contadine di ieri e di oggi e grazie a tutti i volontari che ogni anno fanno di questa festa un appuntamento atteso anche dai turisti ospiti della valle.

Come dire qualcosa di nuovo e non banale alla venticinquesima edizione di questa importante e splendida festa dedicata all’Agricoltura che caratterizza la nostra valle? Una manifestazione attesa, che mantiene viva la sua capacità di attirare persone e di proporre riflessioni importanti su temi che riguardano tutti noi, perché quello che mangiamo garantisce la nostra salute. Allora vorrei dedicare quest’anno un pensiero alle tante donne occupate in Agricoltura come imprenditrici di se stesse o accanto a uomini con i quali condividono la passione, perché quella serve per scegliere la campagna e condividono la fatica che caratterizza il coltivare la terra o allevare animali. Nella tradizione erano proprio le donne che si occupavano anche degli animali: galline, conigli e mucche da latte; la loro giornata iniziava alle prime luci del sole e terminava con il buio, per riprendere in casa

Mario Tonina Consigliere della Provincia autonoma di Trento

PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

ristico rappresentato in questa zona, principalmente, dalle Terme di Comano. Tante sono le riflessioni su “La nostra agricoltura” arrivate in seguito alla bellissima iniziativa promossa quest’anno dagli organizzatori: ciò ha permesso a molti di soffermarsi a pensare cosa possa rappresentare l’agricoltura anche per il nostro territorio. Questa festa diventa in tal modo motivo di approfondimento per un settore economico che riveste un ruolo di prim’ordine. Un sentito grazie in particolare a tutte le Amministrazioni comunali delle Giudicarie esteriori per continuare a credere e sostenere questo importante evento, al comitato organizzatore e a tutti i volontari che hanno collaborato con passione e si prodigano per la buona riuscita dell’evento e di tante altre iniziative che hanno luogo durante il corso dell’anno.

La festa dell’agricoltura che da ben 25 anni ha luogo nella piana del Lomaso è un appuntamento importante per noi giudicariesi ed è anche un’occasione per riflettere su un mondo che mi sta particolarmente a cuore: quello agricolo. A mio modo di vedere bisogna evidenziare, sempre di più, l’importanza del presidio del territorio di montagna che, oltre ad essere coltivato e mantenuto anche a beneficio delle popolazioni della pianura, deve poter continuare ad offrire servizi e nello stesso tempo garantire sviluppo economico. Destinare risorse per la montagna non vuol dire creare privilegi, ma significa invece evitare lo spopolamento e garantire al contempo una prevenzione a livello ambientale; ricordiamo anche che un territorio gestito e curato è anche garanzia di competitività per il settore tu-

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Tiziano Mellarini Assessore alla cultura, cooperazione, sport e protezione civile della Provincia autonoma di Trento

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che serve proprio a ricordare e celebrare il legame, forte e indissolubile, tra uomo e territorio, dando un senso al luogo e mettendo in campo una pluralità di esperienze in un momento in cui il settore agricolo e quello della cooperazione sono chiamati a sfide importanti. L’auspicio è quindi che anche da questa edizione della Festa dell’agricoltura emergano ancora una volta momenti di riflessione e avvicinamento della gente a queste tematiche, alla conoscenza dell’attività dei nostri contadini e allevatori, alla scelta dei prodotti locali e all’approfondimento di aspetti legati alla cooperazione. Un ringraziamento e un augurio di buona riuscita vanno fatti agli organizzatori e ai tanti volontari che si spendono per la riuscita di questo evento, così pieno di iniziative e ricco di significativi.

Questa Festa dell’agricoltura è divenuta nel corso degli anni un appuntamento molto atteso e apprezzato, che sensibilizza e avvicina la comunità e i turisti alle tematiche della cura dei campi e della salubrità dei prodotti. Una grande manifestazione, dove tradizione rurale, trasmissione dei “saperi” e prospettive di sviluppo si combinano in modo virtuoso, coinvolgendo anche le nuove generazioni con momenti culturali e ludici. Ne deriva una importante azione di valorizzazione e promozione dell’immagine economica delle attività di questa parte delle Giudicarie Esteriori nonché motivo di rivalutazione e scoperta di antiche tradizioni, con un ricco programma impreziosito da aspetti culturali come escursioni guidate nel sito archeologico di San Martino, mostre e iniziative di conoscenza del patrimonio artistico. Un evento

PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

Michele Dallapiccola Assessore all’Agricoltura, foreste, turismo e promozione, caccia e pesca della Provincia autonoma di Trento ecosostenibile, più integrata con i ritmi della natura in un contesto locale, ma ben rapportabile con le vocazioni di altri territori e vallate. Sono ormai 25 anni che con instancabile passione e costanza il comitato organizzatore – che qui ringrazio pubblicamente – si vede dunque impegnato nell’offrire un variegato programma di eventi, capace di riversare l’amore che i nostri avi hanno trasmesso per coltivare e rendere così prezioso il territorio e i suoi prodotti. Auguro quindi buona festa e buon divertimento a tutti gli ospiti e a quanti danno il loro generoso contributo per una riuscita sempre indimenticabile.

La Festa dell’Agricoltura e il Palio dei 7 comuni, entrambi attesi momenti di festa per le comunità di Vigo Lomaso e Dasindo, costituiscono un’occasione per far conoscere anche ai turisti il patrimonio storico, culturale delle Valli Giudicarie, promuovendone al contempo l’immagine delle principali attività economiche, in particolare agricole. Una Festa, dunque, che rispecchia quell’autenticità e quei valori propri della vita in montagna che oggi rappresentano certamente un valore aggiunto. Festa e Palio, infatti, sono manifestazioni ormai collaudate per incoraggiare, anche verso l’esterno, un’idea della qualità della vita più rispettosa degli equilibri ambientali, più

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SocietĂ Cooperativa Agricola Via Longa 1 - 38072 Sarche Tel. 0461564168 - www.toblino.it

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La Nostra Agricoltura Volevamo che nel libretto di quest’anno ci fosse qualche stimolo per cimentarsi nell’insolita attività di “pensare l’agricoltura”. Ci siamo riusciti!

per sé cosa uno dice, ma è interessante il fatto che tra tutto quello che si poteva scrivere ci si sia concentrati proprio su quei temi lì, anziché altri.

È stato chiesto di scrivere una frase, riguardo l’interpretazione che ognuno fa di queste tre parole: “LA NOSTRA AGRICOLTURA”. Una sorta di brainstorming allargato alla Comunità. Fin da subito abbiamo garantito che ogni frase non sarebbe stata ricondotta all’autore, questo per due motivi: un po’ per lasciare libertà d’espressione, ma soprattutto per evitare pregiudizi. Detta così sembra semplice…

C’è chi parla del passato, chi di futuro. Chi di figli, d’ambiente, di rispetto, di prodotti, di turismo, di finanza, di sacrifici, di salute, di vino, ecc... Chi punta il dito verso gli altri, chi verso sé stesso. Chi piange e chi sorride. Chi vede buio e chi tanta vita. Ma a questo punto... la nostra Agricoltura di chi è? A chi appartiene? È giusto darle confini amministrativi? Queste domande sono scaturite dalla nostra voglia di avere un “esame di realtà” efficace. A quel punto la domanda che ci siamo fatti è stata: chi siamo noi per escludere qualcuno dal dire la sua? Così abbiamo chiesto di condividere il più possibile il progetto, anche e soprattutto attraverso i social network. Abbiamo raccolto più di cento frasi in circa tre settimane!

L’idea ci è venuta per caso, l’abbiamo strutturata in pochi minuti e siamo partiti. Non avevamo idea di quanto sarebbe stato condiviso il progetto, così abbiamo dovuto aggiustare il tiro strada facendo. Inizialmente ci siamo limitati a pochi contatti per conoscenza personale, sia operatori del settore agricolo che cittadini sensibili al tema dell’agricoltura. Poi abbiamo chiesto loro di interpellare altre persone che avrebbero avuto piacere ad esprimersi (questo per non vincolarci alle nostre conoscenze personali).

Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato.

La filosofia che c’è dietro è questa: dare un tema estremamente ampio, da descrivere in poche parole. Questo porta ogni individuo a concentrarsi sui temi che gli stanno più a cuore. Perciò non è interessante di

C’è chi ci vede una casa, chi una fabbrica, chi un prato, chi niente… e chi come noi vede nella terra il ciclo della vita, il susseguirsi delle stagioni scandite dai cicli vegetativi. L’agricoltura è sussistenza, immensa ricchezza di saperi tramandata di generazione in generazione… è dura, come la terra a dicembre, piega la schiena, sporca le mani, arde d’estate e ghiaccia d’inverno ma ogni primavera come la più premurosa delle madri culla i nuovi germogli generando nuova vita ricompensando con i suoi frutti gli sforzi di un anno intero.

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Nota dell’autore: “Nostra” e “Agricoltura” hanno scaturito un grande interesse che nessuno si aspettava. Ma la cosa più bella è “LA”. La nostra agricoltura è UNA sola. C’è, ad esempio, chi vive nel farla, chi protesta nel subirla e chi gode nel cibarsene... ma queste sono interpretazioni di un unico concetto. “LA” è anche la nota musicale con la quale si accordano tutti gli strumenti. Con questo progetto e con il con-

vegno di quest’anno, vorrei dare il via ad una nuova stagione del “pensare l’agricoltura”. L’appuntamento di ferragosto, in questa valle ad altissimo tasso di diversità delle produzioni, si candida così a diventare nei prossimi anni un punto di riferimento per la progettazione condivisa dell’agricoltura di montagna. Luca Riccadonna Comitato Festa dell’agricoltura – Palio dei sette comuni

Gli autori che hanno contribuito: ALBERTO IORI, ALBERTO PELLEGRINI, ALBINO DELLAIDOTTI, ALDO COLLIZZOLLI , ALDO GOTTARDI, ALESSANDRO CALDERA, ALESSANDRO FRANCHINI, ALESSIO CHISTÈ, ALICE SPERANZA, ANGELO CARLI, ANGELO ZAMBOTTI, ANITA CICCOLINI, ANNA BERASI, ARIANNA BONAVIDA, BARBARA DELLA GABURRA, BRUNA CUNACCIA, BRUNO MATTEI, CLAUDIA FARINA, CRISTIAN MALACARNE, DANIELE BONAPACE, DANIELE BONAVIDA, DENIS CARLI, DONATO RICCADONNA, EMILIANA ANTENUCCI, ENRICO FAES, FABIO MAFFEI, FABIO PARISI, FABIO ZAMBOTTI, FABRIZIO BOSETTI, FLAVIO FRANCESCHETTI, FRANCESCO IORI, FRANCESCO POGGIALI, FRANCO BRUNELLI, GABRIELE CHISTÉ, GIANCARLA TOGNONI, GIANNA DIPRÉ, GIANSANTO FARINA, GIORGIO CORRADI, GISELLA ZAMBITO, GIULIA FUSTINI, GIULIANO PREGHENELLA, GIUSEPPE MATUELLA, GRAZIANO RICCADONNA, KARIN MALACARNE, LEONARDO AZZOLINI, LEONARDO PISONI, LISA PARISI, LORENZO ZADRA, LUCA ARMANINI, LUCA MARCONCINI, LUCA ONORATO, LUCA RICCADONNA, LUDOVICA SERAFINI, LUIGI BONAVIDA, MANUEL COSI, MARCO BURATTI, MARCO CARLI, MARIA GRAZIA SOTTINI, MARINA CLERICI, MARIO ANTOLINI “MUSON”, MARIO CARLI, MARIO DALPONTE, MARIO TONINA, MASSIMO GIORDANI, MATTIA GOTTARDI, MAURO BENETTI, MAURO IORI, MICHEL DALPONTE, MICHELA LUISE, MICHELE BOMBARDA, MICHELE SUSAT, MIRTA FRANZOI, MOIRA DONATI, MONICA MATTEVI, NICOLA CORDESCHI, NICOLA ZAMBOTTI, NICOLETTA ANDREIS SOLASNA, OMAR BERNARDI, OSCAR CHEROTTI, PAOLO DALLA VALLE, PAOLO SERAFINI, PATRICK UCCELLI, PATRIZIA GIONGHI, PATRIZIA PEDERGNANA, PIERLUIGI SPERANZA, RENATO ZAMBOTTI, ROBERTA CARESANI, ROBERTA DALPONTE, SABRINA CARLI, SABRINA TOSI, SAMUEL LITTERINI, SEVERINO RICCADONNA, SIMONE BRONZINI, STEFANIA BUSATTI, STEFANO CARLONI, STEFANO DALPONTE, STEFANO DELUGAN, STEFANO MONSORNO, STEFANO ZANONI, TIZIANO BIANCHI, VALENTINA ZOTTA, VALENTINO ZAMBOTTI, VALERIO DUCHI, VITTORIO FACCHINI, WALTER KASWALDER.

L’agri-coltura è la coltivazione del campo, gli agricoltori sono i giardinieri della nostra Valle e quindi i primi promotori del nostro territorio. Per fare in modo che tutto ciò sia sempre più un valore aggiunto per addetti e non, però, occorre che all’agri-coltura si affianchi l’agri-cultura, sia da parte dei produttori, sia da parte dei consumatori.

La nostra agricoltura: da un passato nel quale rappresentava una fonte primaria di sussistenza e vita, ai tempi attuali, diventata una eccellenza e “biglietto da visita” dei nostri territori. Un ricco e secolare patrimonio e valore identitario da conoscere, salvaguardare e tramandare. 9


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25 ANNI DI FESTA! 25 anni di impegno, divertimento, lavoro, scambio di idee e di opinioni, di rispetto e aiuto reciproco vissuti con semplicità

25 ANNI DI AMICIZIA! Un po’ di Storia

Quello che “la Festa” è: quei 3 - 4 giorni e molto altro…

Come sappiamo verso la fine degli anni ‘80 si partì con un’iniziativa annuale degli allevatori della Valle Giudicarie che nel mese di luglio decisero di organizzare una giornata per presentare le bovine; appuntamento che proseguì negli anni successivi con altre iniziative volte a coinvolgere una maggiore partecipazione di pubblico e grazie alla buona volontà di un gruppo di volontari che iniziarono a trovarsi ancora in primavera con appuntamenti settimanali si cominciò a pensare a una manifestazione più complessa che unisse la promozione delle attività tipica del nostro territorio con la voglia di stare insieme e proporre momenti di divertimento e svago. Così nel 1992, i 2 Comitati: il “Comitato organizzatore della festa di Vigo” e il “Comitato di Dasindo” riunitosi da qualche anno in occasione della sagra della Madonna di Dasindo e che introdusse la grande novità del Palio, uniscono i loro sforzi per creare una unica Festa dando il via a una serie di novità che hanno notevolmente ampliato il programma della manifestazione. Da quell’anno ha preso ufficialmente il via la Festa dell’Agricoltura Palio dei 7 Comuni conosciuta ora come l’appuntamento di ferragosto che si rinnova da 25 anni, nata per poter offrire alla propria comunità momenti ludici e culturali e per favorire la promozione dell’immagine economica delle attività tipiche della nostra Valle; e diventata nel tempo un importante momento di condivisione, un modo per stare insieme, di proporre e coltivare valori genuini e sempre attuali come la solidarietà, la beneficenza, la voglia di creare qualcosa unendo gli sforzi non per scopo di lucro ma per riuscire a dare un contributo all’intera comunità con la gioia di rendere tutti partecipi. .ma questa è la storia… E tutti la conosciamo.

Per i cinquantenni e sessantenni di adesso… loro sono quelli che l’hanno pensata, creata, fatta nascere e crescere, vivevano praticamente al tendone, nelle 3 o 4 giornate, dalla mattina alla sera, l’intera giornata: prima a preparare, poi a servire, a cucinare, a fare cassa, pulizie, altro che turni! Ma poi si andava al Piano bar… pienone di folla che ballava, divertimento assoluto, del resto quella era la loro vacanza, le ferie le facevano li, il divertimento era faticare e stare insieme agli amici di sempre. Alla festa si sono incontrati, a volte fidanzati, o lasciati, alla Festa invece alcuni sono nati, la Festa è stata come dire un “leit motiv” della loro vita… alla fine si dice sempre peccato passino così in fretta… questi 3- 4 giorni! Per i quarantenni e trentenni di adesso… loro sono quelli che l’hanno “subita”, quelli che i loro fratelli maggiori, o genitori li hanno mandati alla “Festa” datti da fare dicono loro, non possiamo sempre stare davanti “noaltri veci” si son sentititi ripetere, ma anche loro si divertono, si organizzano, lavorano e si danno da fare, oggi sono loro i PROMOTORI… sono bravi, si divertono e lavorano insieme e per un buon risultato l’mpegno ci sta! …alla fine pensano sempre… che passano così in fretta… questi 3- 4 giorni Per i ventenni e i ragazzini… loro erano piccolissimi, molti sono nati quando già c’era la Festa, qualcuno è nato durante la Festa e per loro è normale andarci a Ferragosto, gli tocca andare, e anche lavorare, …ma poi ci prendono gusto, tutto sto lavoro …per poi smontare? dicono i bambini, alla fine chiedono sempre… perché passano così in fretta… questi 3- 4 giorni?!

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ORIZZONTALI

1 Gli anni della festa 2 Quattro numero romano 3 Prima del due 4 Ce né tanta alla festa 5 Treviso 6 Dobbiamo sempre fare i conti con lei 7 Preposizione semplice 8 Non dispari 9 Olio in dialetto 10 Fermo! 11 Sono speciali quelle della nostra festa 12 Dopo 13 Articolo complesso 14 Lo hanno i nostri cantanti del festival 15 In mezzo a fumo 16 European Union 17 Lo sono Assunta e Lorenzo 18 Li fa il Violin dopo una certa ora 19 Io so, tu… 20 Le nostre sono danzanti 21 A qualcuno piace il turno ai… 22 Terzino Destro 23 Lo è un piatto della festa (al contrario) 24 C’è spesso alla festa 25 Cosenza 26 Non qui 27 La nostra provincia 28 Radio Televisione Italiana 29 Unione giudicariese 30 Preposizione semplice 31 Il maschio della vacca 32 Li si intonano al piano bar 33 Due Romano 34 Non io 35 Contrario di si

VERTICALI

1 Paese organizzatore 2 Ne abbiamo anche durante l’anno 3 Totale sullo scontrino 4 metà cucu 5 Lo facciamo per voi 6 Ogni anno cerchiamo di proporle 7 Cavolo cappuccio in dialetto 8 Marca dei pallets 9 Io vengo..lui 10 Aosta 11 Ne mangiamo con il pranzo

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12 La sentiamo tra di noi 13 Inizio di attico 14 Articolo semplice 15 Ne mio ne suo 16 Andare in dialetto 17 Le hanno quelle del festival 18 Lo siamo tutti noi 19 In mezzo all’arte 20 Inizio di flauto 21 Nota musicale 22 Lo è la nostra festa

Abbiamo un po’ giocato, con le fasi della vita, ma dopo 25 anni da qualsiasi punto di vista la guardiamo e in qualsiasi momento dell’età ci troviamo, la Festa è diventata un modo di sentire comune, è qualcosa che ci appartiene, è più di un periodo dell’anno è un momento che si è trasformato in modo di stare insieme, di unire le forze, del fare qualcosa per noi stessi e per gli altri… di vivere il Ferragosto! Certo ci sono stati e ci saranno alti

23 Preposizione semplice 24 Lo è il nostro bar 25 Prime di cassa 26 Telefono casa 27 Paese organizzatore 28 Rieti 29 E in latino 30 Istituto Comprensivo 31 Non noi

e bassi, ci vuole molto impegno perché tutto continui e come si dice.. con niente non si fa niente …e anche per la Festa passano gli anni, ma per ora è ancora “UNA GIOVANE FIGLIA” alla quale dedichiamo tutto il nostro impegno e la nostra attenzione! Infatti siamo ancora tutti qui come una grande famiglia a FESTEGGIARlA! Buon 25o Compleanno! Il Comitato

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Il solo pensiero di alzarsi alla mattina, prima del sorger del sol, per lavorar con cura la propria terra e poi veder dopo giorni, settimane e mesi quel che è nato ti riempie il cuor. Sedersi ad un tavolo con famiglia ed amici e gustare el vin del Gino, el salam del Giova, el formai del Toni, i fasoi della Gianna, le patate della Mariota e la polenta del Beppe, è qualcosa di paragonabile al paradiso. Questa è la nostra agricoltura. La nostra agricoltura

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Patate, mais, mele, uva ed erba. Nella nostra agricoltura vedo: il tentativo di rispondere al bisogno di sfamare persone e animali; il bisogno per molti di trovare un lavoro senza dover andare via. Fatico invece a vedere un legame tra l’agricoltura così com’è e il turismo. Fatico a vedere una sostenibilità ambientale ed una biodiversità e una potenziale ricchezza sia economica che umana.

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La nostra agricoltura


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Il Palio dei 7 Comuni

Appuntamento saliente all’interno della Festa è rappresentato dal Palio, che in occasione di questa speciale edizione dei 25 Anni della Festa è stato completamente rinnovato e presentato in veste nuova. Il Palio come ormai tutti sanno è una gara a cronometro tra cavalli che si sfideranno lungo un percorso di 500

m sulla piana del Lomaso; ricordiamo anche per i più giovani che la gara dei cavalli trova le sue radici in tempi molto lontani nella nostra zona e riprende una antica tradizione delle corse di cui gli anziani del paese ci ricordano l’esistenza anche in tempi molto lontani nelle stesse campagne.

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NOVITÀ E REGOLAMENTO Ma passiamo alla parte più tecnica spiegando le novità introdotte: in base al nuovo decreto emanato dal ministero i cavalli purosangue possono correre solo su tracciati simili agli ippodromi, cioè con terreno soffice e sabbioso e con protezioni laterali, il che rende impossibile per noi l’allestimento di un tale percorso. La gara quindi sarà aperta a tutti i cavalli, purché non siano di razza purosangue. Per decidere quali saranno i protagonisti del Palio, nel pomeriggio si svolgerà un Derby: gara di qualificazione in cui i dieci migliori classificati potranno gareggiare per il Palio. Al termine del Derby si proclamerà comunque il vincitore e si potrà stilare la classifica dei cavalli Haflinger.

Il Palio vuole porsi come rappresentazione della tradizione e della storia della Valle ma ora i Comuni della Valle da 7 sono diventati 5 per questo si è deciso che ad ogni Comune viene abbinata una coppia di cavalli; in serata presso il tendone della CP.P.AG potrete assistere come al solito all’abbinamento tra Comuni e Coppie di cavalli. ASSOCIA

ZIO

E CULT URALE F Terminata la gara il cavallo Nche effettuerà miglior ESTA il DELL’AGR ICOLTUR tempo di gara verrà proclamato “Cavallo Vincitore A - PALIO DEI 7 CO F e MUNI s t a del Palio” mentre sommando i tempi della coppia dell’ di cavalli ai quali ogni Comune è abbinato sarà proclamato il “Comune Vittorioso”. Il vincitore del palio e tutti i partecipanti poi Paliosaranno dei 7 C omuni premiati. 10-11-1 2-13-14 -15 AGO STO 201 7

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Con l’acquisto dei biglietti della lotteria della Festa potrete ambire ai fortunati numeri vincenti della Lotteria. Come ogni anno nell’ ultima giornata della Festa viene abbinato il numero dei biglietti estratti a sorte della lotteria ai Comuni della Valle che gareggiano nella sfida del Palio. Unica differenza rispetto agli anni precedenti è che sarà la coppia di cavalli vincenti a sancire la classifica dei 5 Comuni e del Comune Vincitore determinando di conseguenza la classifica dei 5 biglietti estratti.

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L’agricoltura è come fare l’amore con la Natura: non vi deve essere né violenza né imposizione, ma una profonda intesa fondata sulla conoscenza reciproca. Prima sediamoci attorno ad un tavolo e decidiamo quale sia la “nostra Agricoltura”. Fatta la scelta, probabile che per raggiungere l’obiettivo ci venga da chiedere sostegno pubblico. Allora sediamoci nuovamente per definire le regole affinché’ questi non ci portino nella direzione opposta. Gli esempi non mancano. La nostra agricoltura

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Festadell’

agricoltura Palio dei 7 Comuni

La magia di una notte lunedì 14 agosto - ore 23.00

Notte magica da sempre è quella prima di Ferragosto. Per coronare la 25esima edizione della Festa con qualcosa di altrettanto magico e speciale, vi abbiamo riservato una vera e grande sorpresa: al posto del tradizionale spettacolo dei Fuochi d’Artificio vi proponiamo quello delle Fontane Danzanti.

Spettacolare creazione capace di fondere e sincronizzare come per magia acqua, luce, linee, colore e musica; così da creare un’infinità di giochi di forme, luci e colori che costituiscono uno momento di impareggiabile suggestione. Rimarrete incantati!

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La nostra agricoltura

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Per un settore agro-zootecnico, sostenibile e forte. Con noi si guarda al futuro

studio tecnico associato geom. Maurizio Serafini geom. Stefano Carli

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Io vedo la nostra agricoltura in mio papà che accende il trattore e parte... “digerisce” meglio la pensione grazie al tempo dedicato ai suoi terreni ed animali... una passione fatta di tappe, programmi, sorprese, attenzioni... intanto le stagioni si susseguono... e vedo un uomo, un lavoratore, che tra fatiche e impegno gusta le soddisfazioni che questo mondo riesce a dare… tra i tanti benefici della nostra agricoltura io riporto questo: riempire il tempo e il cuore di chi si occupa di lei.

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La nostra agricoltura


Festadell’

agricoltura Palio dei 7 Comuni

a n i d a t n o c Cena a tema a,

i r g e l l a n o c rosi e m u n o m Vi aspettia tà. i c i l p m e s simpatia e Domenica sera 14 agosto Presso il tendone della CO.P.A.G. il Comitato organizzatore vi invita tutti a partecipare alla cena contadina, serata a tema in cui tutti i commensali dalle 19.00 possono cenare e gustare oltre agli ottimi piatti della tradizione già presenti nel nostro menù anche una ricetta speciale cucinata ad hoc per la serata:

la trippa trentina.

Tutti i commensali potranno se lo desiderano, indossare cappello di paglia e camicia a scacchi/quadretti per immergersi nell’atmosfera contadina “vestiti per l’occasione” e sentirsi protagonisti della serata.

L’Agricoltura è la base per la vita e grazie agli agricoltori abbiamo gli alimenti per vivere e poter gustare il cibo.

Nostra Agricoltura perché la Valle in cui viviamo è cresciuta con l’agricoltura e ancora oggi è l’Agricoltura che tutela la bellezza e l’economia del territorio.

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La Nostra Agricoltura: ricchezza di tutti e base di ogni cosa. Fondamentale come il “La” che nella musica è la nota più importante, da cui sono calcolate le altre: è la nota del diapason! “Nostra” perché anche se non siamo tutti agricoltori, tutti godiamo della dolcezza del paesaggio che l’agricoltura offre e preserva dalla discesa del bosco.

“Un collegamento tra la sussistenza e tradizione delle generazioni passate con i bisogni di indipendenza, identificazione e realizzazione di quelle 2.0”.

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La nostra agricoltura


Festadell’

agricoltura Palio dei 7 Comuni

Convegno:

Le imprese cooperative ed il futuro prossimo della nostra agricoltura SABATO 12 AGOSTO DASINDO - ore 9.00

PROGARMMA: Saluto delle autorità

Quale futuro per l’impresa cooperativa agricola? INTERVENGONO: CO.P.A.G. AGRARIA DI RIVA ASTRO VALLI DEL SARCA FEDERAZIONE PROVINCIALE ALLEVATORI AGRI90 LATTE TRENTO - CONSORZIO SPRESSA CANTINA DI TOBLINO

MODERATORE: Giancarla Tognoni - Presidente Ecomuseo della Judicaria

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Festadell’

agricoltura Palio dei 7 Comuni

40° DELLA CO.P.A.G.: PUNTO DI ARRIVO E PUNTO DI PARTENZA

in maniera duratura nel tempo, deve riuscire a stare sul mercato. La cooperativa agricola, generalizzando sulle varie produzioni, gestisce le fasi di conservazione, trasformazione e commercializzazione del prodotto, inoltre ottimizza gli acquisti. Questa gestione comune viene fatta per garantire il miglior ritorno economico possibile al socio che ha conferito il suo prodotto. In sintesi la cooperativa agricola è un’impresa, che deve stare sul mercato, cercando di remunerare il più possibile i propri “fornitori” che sono anche i sociproprietari della stessa. Da tale premessa si riconosce la difficoltà di coniugare il valore sociale con il valore economico all’interno della cooperativa: per risolvere questo problema, una visione d’impresa lungimirante è indispensabile. L’obiettivo di questo convegno sarà il far emergere questa visione in ogni singola cooperativa. Visto il mercato e le sue variazioni, visti gli investimenti in atto ed i patrimoni, viste anche le peculiarità e le specificità della base sociale... quali sono le scelte che l’impresa in questione si auspica d’attuare per i prossimi anni e soprattutto in che modo i propri soci possono essere attori in prima linea di questi sviluppi?

In occasione delle celebrazioni per i trascorsi 40 anni di CO.P.A.G. (Cooperativa produttori agricoli giudicariesi), le imprese cooperative agricole della zona si incontrano per presentare, in un contesto di innovativa condivisione, le strategie aziendali dei prossimi anni. Per definizione un’impresa è un’attività economica, professionalmente organizzata, al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi in maniera duratura nel tempo. La differenza fra un’impresa for-profit ed una cooperativa è lo scopo. Per la prima l’obiettivo è distribuire il dividendo ai propri azionisti. Per la seconda l’agire economico è finalizzato al soddisfacimento dei bisogni del socio. Alla base della cooperativa c’è la comune volontà dei suoi membri di tutelare i propri interessi siano essi consumatori, agricoltori, risparmiatori, lavoratori ecc. La cooperativa però è anche un’impresa, che per agire

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La nostra agricoltura

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Mi piacerebbe che la nostra terra venisse coltivata come un padre di famiglia coltiverebbe il suo orto per i propri figli, mi piacerebbe vedere vacche e tori al pascolo sulle pendici della nostra valle fino ai primi fiocchi di neve, mi piacerebbe vedere più amore per gli animali, per la terra, per gli uomini e mi piacerebbe non sentir parlare solo di reddito e di risparmio. Forse sono un sognatore, ma come dice chi veramente capisce qualcosa di economia, “un’economia basata sul risparmio e lo sfruttamento è destinata al fallimento” 25

La nostra agricoltura


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Me piaseria che tornes a eser tut pú semplice... A des ani se neva a segar el prá co’ la BCS e el mais con na fila e se ghe la feva lo stes. Ades ghe vol en trator da dosento cavai e se seita a corer... per cosa? La nostra agricoltura

Un’agricoltura che rispetta la cultura tradizionale del mondo giudicariese valorizzando le peculiarità del proprio territorio offrendo prodotti di elevata qualità al cospetto delle meraviglie naturali del Brenta e Adamello.

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Festadell’

agricoltura Palio dei 7 Comuni

di Luca Armanini Direttore CO.P.A.G.

CO.P.A.G. I primi 40 anni

bili, la conservazione, anche per lunghi mesi, delle patate in maniera completamente naturale grazie a moderne tecnologie di gestione del magazzino, l’installazione di un’importante quantità di pannelli per l’autoproduzione di energia elettrica da fonte fotovoltaica, sono solo alcuni esempi di come il rispetto, la cura e la salvaguardia dell’ambiente e del territorio sia una delle missioni per cui CO.P.A.G. si spende e investe ormai da quarant’anni. Contemporaneamente l’impegno per reperire ai soci scorte agrarie e mezzi tecnici, piante e sementi, di qualità ed al giusto prezzo, la gestione attenta ed accurata di logistica, forniture di attrezzature, la ricerca continua e l’individuazione di clienti più idonei a valorizzare il prodotto sul territorio nazionale, hanno portato, se pur con non poche difficoltà, a sostenere, nella media degli anni, dei valori di remunerazione dei prodotti agli associati che permettessero la sussistenza, la crescita e gli investimenti delle aziende agricole associate. Oggi, a 40 anni di distanza, la base sociale è composta da circa un centinaio di aziende agricole socie, la produzione commercializzata supera i 75.000 q.li di prodotto all’anno, di cui più di 45.000 q.li di sole patate e circa 25.000 q.li di mele, ha un fatturato che supera i 3,5 milioni di euro e distribuisce alle aziende associate oltre 2,5 milioni di euro come valore delle produzioni conferite. Se consideriamo questi dati ci rendiamo conto dell’importanza fondamentale della Cooperativa Produttori Agricoli Giudicariesi sul territorio per la valorizzazione, sia dal punto di vista commerciale che dal punto di vista gestionale, delle produzioni agricole locali. Quarant’anni di agricoltura nelle Giudicarie Esteriori che sono passati dai piazzali e dai cancelli della CO.P.A.G. lasciando sicuramente delle impronte indelebili nel tessuto dell’economia locale, impronte che sono solo parte di un cammino iniziato molti anni orsono, con spirito cooperativo e che sicuramente continuerà ad intersecare le strade dei suoi soci.

Sono passati 40 anni da quando, il 27 luglio 1977, un gruppo di 25 agricoltori decisero di unire le loro forze per costituire la Cooperativa Produttori Agricoli Giudicariesi - CO.P.A.G. Sul nascere degli anni ‘80 iniziarono i lavori per la costruzione di un magazzino idoneo alla conservazione ed alla lavorazione delle produzioni agricole degli associati, in modo particolare delle patate, impegnandosi con i propri soci anche per la diffusione di altre colture. Fin dall’inizio infatti presso la sede della cooperativa sono stati conferite, oltre alle patate, anche le mele dei produttori locali, produzioni che, con il passare degli anni, sono state affiancate anche da ortaggi e da ciliegie e piccoli frutti. Ci sono voluti alcuni anni per organizzare il lavoro e programmare le strategie che avrebbero portato alla crescita della Cooperativa e delle aziende agricole associate negli anni successivi; anni di impegno che si sono concretizzati trasformando la Cooperativa in uno strumento fondamentale di sostegno dell’economia agricola delle Giudicarie Esteriori; permettendo lo sviluppo ed il mantenimento di numerose realtà imprenditoriali sul territorio. Quarant’anni di storia al fianco delle aziende agricole associate hanno portato CO.P.A.G., per mezzo dei propri amministratori che con dedizione si sono susseguiti nel tempo alla guida della realtà cooperativa, a lavorare e a promuovere l’economi di valle in maniera sempre più convinta e decisa, in un’ottica di sostenibilità sia ambientale, per la salvaguardia dell’ambiente e del territorio; che economica, per lo sviluppo e il miglioramento delle aziende. L’adesione volontaria a rigidi protocolli di autodisciplina, l’utilizzo di materiali per il confezionamento dei prodotti completamente ricicla-

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La nostra agricoltura quindi l’agricoltura in una regione montana come il Trentino non è fatta da macchine che sostituiscono l’uomo nell’intero ciclo produttivo ma dietro ad una famiglia di contadini trentini c’è un costante lavoro di manodopera che necessita dedizione, innovazione e molto sacrificio quotidiano per raggiungere un obiettivo che molti non capiscono vedendo il prodotto al supermercato già pronto da portare a casa. La nostra agricoltura è la nostra vita. La nostra agricoltura è il frutto che avete sul tavolo. La nostra agricoltura siete voi. La nostra agricoltura

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I Have A Dream! Vorrei fare l’agricoltore. Però mi dicono che per… “sopravvivere” devo ragionare da imprenditore agricolo. Però mi dicono che per… “guadagnarci” devo ragionare da imprenditore finanziario. Però mi dicono che… devo stare più davanti al computer che in campagna. I Do Not Have A Dream! 29

La nostra agricoltura


La Nostra Agricoltura

Penso che oggi il concetto di agricoltura non sia più quello di una volta, la gente non è più attaccata al territorio, alla cura della propria terra, ai valori contadini. Le piccole stalle si stanno trasformando in agriturismi pronti ad ospitare moltitudini di turisti e non più a sostenere famiglie numerose legate dalla fatica nei campi e nella gestione del quotidiano. Questa trasformazione si vede anche nella “nostra” Agricoltura che anno dopo anno perde di valori e cresce di individualismi, portata avanti ancora da pochi speranzosi, o meglio, nostalgici di ciò che gli aveva legati a questa manifestazione. Riflettiamo sul passato per migliorare il nostro futuro!

La nostra agricoltura… la nostra agricoltura non mi piace più… io ricordo sotto la finestra di casa mia la letamaia… con il letame che profumava di letame… le mucche che sentivano il profumo della primavera che stava arrivando… le sere di inverno con la stalla illuminata dalla lampada a carburo..bianca… ora… prati a primavera Neri di liquami… mucche diventate macchine… rotante che va sotto casa alle dieci di sera… trattori con i fari. Non mi piace più… Non so se si potrà tornare… io ci provo... ma la speranza è poca. Agricoltura è Passione... valore per conoscere e interpretare la nostra terra… è cultura per le origini e avere qualcosa da condividere… è sacrificio è lavoro nel weekend è non avere orari ed è seguire il ritmo delle stagioni… legame al territorio ai nostri valori e alle peculiarità, è confronto per crescere è rispetto per l’ambiente ed è salvaguardia delle biodiversità... è famiglia, insegnamento per dare valore alle “piccole” cose... è tradizione e innovazione... è multifunzionalità è accoglienza e valorizzazione dei prodotti (agriturismo) era sincerità e schiettezza nei rapporti... è convivenza e crescita di giovani con rispetto per i “vecchi”... è futuro se lo vivremo in maniera corretta! è la mia vita!

L’agricoltura per un territorio, se fatta con rispetto e amore, é come il tocco dell’artista che rende un quadro un capolavoro Mi piace quel “nostra”, ma fino a quanto la sentiamo nostra? Finché produce eccellenze? Finché non si parla di tasse, o di inquinamento... Nostra è quando non c’è spregio verso chi la pratica ma stima, altrimenti all’improvviso scatta quel: “la vostra agricoltura” ed allora è il distacco, la freddezza, l’abbandono e la solitudine. Ma la pervicacia data dalla vera passione verso questa professione fa superare questa esclusione e la soddisfazione di un buon raccolto portato a casa fa ritrovare la fierezza di far parte di quel mondo che è: LA NOSTRA AGRICOLTURA.

E quegli anni di giovane spensieratezza passati a saltare sulle palle di fieno, a correre tra il mais, a sentir il profumo dell’erba tagliata, ah quanto mancano! E più cerchi di scappare da Lei, più il desiderio di Lei si fa bramoso, con la Sua natura ricca di odori, sapori, immutabili tradizioni. Ed il tempo si fermò.

Secondo me i nostri agricoltori dovrebbero pensare a qualcosa di più sostenibile anche con meno profitto per lasciare in eredità a chi viene dopo di noi meno veleni e più umanità

La nostra agricoltura. Agricoltura è donna come lo è madre terra, noi donne abbiamo il dovere di trasmettere ai nostri figli l’amore per il nostro lavoro, il rispetto per la vita e l’amore per la natura. Noi donne contadine abbiamo una grande opportunità : attraverso le attività didattiche, possiamo trasmettere a bambini e ragazzi che ci ascoltano la passione per la natura di montagna e l’importanza del benessere psico-fisico dato dal mangiare in maniera sana ed equilibrata. Anche il benessere dei nostri animali è importante, così come il rispetto dell’equilibrio della natura in tutte le sue forme. L’agricoltura è nostra e dei nostri figli.

I continui cambiamenti economici, tecnologici ed ambientali richiedono agli operatori agricoli un’adeguata e specifica preparazione professionale. La formazione e l’aggiornamento risultano quindi fondamentali per migliorare la competitività delle aziende agricole e per garantire alle stesse il necessario grado di innovazione. I normali percorsi scolastici (finalizzata a formare tecnici ed imprenditori) e l’attività di formazione ed aggiornamento permanente rivolta agli adulti, integrate dalle esperienze personali e familiari, possono garantire ai giovani agricoltori le competenze indispensabili per il futuro della nostra agricoltura.

La nostra agricoltura in parte è ancora intensiva ma noi essendo in una valle rinomata dovremmo puntare sulla qualità

Fare agricoltura significa concretezza. Fare agricoltura significa responsabilità. L’agricoltore è l’unico e vero custode di un territorio. La nostra agricoltura deve essere così: concreta, responsabile, custode del territorio e della nostra identità. In una parola la nostra agricoltura deve essere autentica, sapendo rispecchiare i valori della nostra comunità senza cedere alle lusinghe dell’“altra agricoltura” che non appartiene al nostro modo di essere.

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La nostra agricoltura


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La nostra agricoltura la si vede nei campi, in un semplice frutto, nelle mani di ogni agricoltore. In quel semplice frutto è racchiuso un lavoro che dura tutto l’anno, un lavoro fatto di usanze, valori, tradizioni che vengono tramandate di generazione in generazione. Ciò che caratterizza questa attività è la sua capacità di stare al passo con i tempi, di capire quali sono le esigenze di ogni agricoltore, non dimenticandosi però le sue radici. La nostra agricoltura ci permette di mantenere curato l’ambiente affinché non diventi una selva. La nostra agricoltura

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Festadell’

agricoltura Palio dei 7 Comuni

Gara di sfalcio Novità dell’edizione 2017 della “Festa dell’agricoltura - Palio dei 7 comuni”, sarà la gara di sfalcio: taglio a mano dell’erba con l’utilizzo della falce.

SABATO 12 AGOSTO DASINDO - ore 15.30

Uomini partecipate numerosi! Siamo curiosi di vedervi cimentare in questo vecchio e faticoso mestiere!

La gara si svolgerà nel pomeriggio di sabato 12 agosto 2017 sui prati di Dasindo e consisterà nel taglio, da parte di ogni singolo partecipante e in categoria unica, di una superficie di circa 10 metri quadrati di prato erboso. Ad ogni partecipante - e potranno gareggiare fino a 25 persone - verrà assegnato un punteggio in base alla velocità e alla qualità del taglio. Spetterà ad una giuria composta da tre competenti ed equi giudici misurare il tempo impiegato da ogni partecipante per falciare la superficie e ne valuterà omogeneità e pulizia di taglio. Il partecipante che raggiungerà il punteggio maggiore sarà proclamato “CAMPIONE DI SFALCIO”. Le superfici di taglio verranno assegnate ai partecipanti il giorno stesso prima della gara, in loro presenza e tramite estrazione a sorte. Non vengono fatte categorie in base alla lunghezza della lama o al genere del partecipante.

A tutti i partecipanti verrà offerto il pranzo Nessuna quota di iscrizione richiesta Premi per i primi tre classificati Organizzata in collaborazione con Unione Allevatori Giudicarie Esteriori

1987. Stoccolma. Rapporto Brundtland. “Our Common Future”. “Uno sviluppo è sostenibile quando è in grado di soddisfare i bisogni della generazione presente, senza compromettere la possibilità delle generazioni future di poter soddisfare i loro bisogni.” Per informazioni e iscrizioni: APT Terme di Comano di BrentaMa 0465 702626 La nostra agricoltura, benché su piccola scala, deve portarsi ad un livello diDolomiti qualità elevato. attenzione, non solo nel prodotto finito, ma in tutto il suo processo.

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Festadell’

agricoltura Palio dei 7 Comuni

Tre appuntamenti dedicati tutti ai bambini SABATO 12 AGOSTO

ore 14.00

Laboratorio con l’Ass. Alteritas

ore 14.30

Firefight Adventure

ore 17.00-21.00

Giochi gonfiabili

I vigili del Fuoco Volontari del Lomaso organizzano

FIREFIGHT ADVENTURE PERCORSO NON COMPETITIVO PER BAMBINI E RAGAZZI DAI 5 AGLI 11 ANNI

ALTERITAS TRENTINO

Il gruppo degli allievi del Corpo di Lomaso nato nel 2013 è formato dai nostri ragazzi, i nostri giovani dai 11 ai 17 anni che per ragioni di minore età non possono entrare nel corpo effettivo ma possono comunque sperimentarsi e imparare i compiti del vigile del fuoco. Con loro è stato fatto un primo percorso di formazione sulle basi pompieristiche con l’utilizzo di alcuni strumenti che serviranno quando entreranno nel corpo effettivo. Alcuni ragazzi hanno partecipato al campionato provinciale CTIF, campionato che mette alla prova centinaia di allievi Trentini in una manovra e in una staffetta pompieristica. I nostri allievi, in gruppo con altri allievi delle Giudicarie, hanno gareggiato ottenendo buone soddisfazioni e conoscendo altri allievi della nostra valle e anche da fuori valle Il gruppo degli allievi dei Vigili del fuoco Volontari del Lomaso, organizza una gara per tutti i bambini dai 5 anni che vogliono sperimentarsi in un percorso pompieristico. Quest’anno il gruppo degli allievi dei Vigili del fuoco Volontari del Lomaso, è quindi lieto di invitare tutti i bambini dai 5 agli 11 anni a partecipare ad una gara per sperimentarsi in un percorso pompieristico. La gara sarà una specie di gimkana, con ostacoli da superare in velocità ma soprattutto in sicurezza, perché l’importante è insegnare ai ragazzi che prima di tutto viene la propria sicurezza personale e che solo grazie a questa si riesce nel proprio intento: equilibrio, agilità, precisione, caparbietà, coraggio…sono solo alcune delle caratteristiche che dovrete mettere in gioco lungo il percorso. Vi aspettiamo quindi sabato 12 agosto alle ore 14.30 presso piazzale C.O.P.A.G.! A tutti i partecipanti verrà consegnato un gadget ricordo della giornata.

Interazione tra i popoli Da qualche anno l’associazione culturale Alteritas Trentino è presente nelle Valli Giudicarie con attività e proposte legate al tema dell’archeologia, della storia del territorio e dell’educazione al Patrimonio. Attraverso il confronto tra discipline apparentemente lontane e slegate tra loro, e specialisti, altamente qualificati, mirano a far emergere punti di vista alternativi per rivalutare in chiave moderna e quotidiana l’archeologia e la storia del territorio. In questa ottica Alteritas Trentino propone, all’interno della Festa dell’agricoltura, un laboratorio didattico per bambini (indicativamente a partire dai 5 anni), volto a far conoscere l’evoluzione delle colture della valle, tra passato e presente. Utilizzando cereali e piante del territorio, ogni partecipante potrà divertirsi a creare paesaggi o fantasie diverse per realizzare un quadretto originale e personalizzato secondo i propri gusti. L’appuntamento è quindi per sabato 12 agosto presso la festa dell’agricoltura per conoscere e gustare le delizie del territorio!

www.alteritastrentino.wordpress.com 34


FERRAGOSTO 2017

DASINDO - COMANO TERME

BimbinFesta Alla scoperta dei prodotti agricoli delle Giudicarie esteriori T

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parole che raccontano la storia della nostra agricoltura. Cercale!

MAIS - CILIEGE - MELA - PATATE LAMPONI - FRAGOLE SEGALE FRUMENTO - MIELE SEMINARE - FALCE AGRICOLTURA - CAVOLO - ARTE - OLIO SACCHI - LOMASO - BLEGGIO - SILOS FIENO - SALUMI - PALIO - MOSTRA TERRITORIO - SEME - FATTORIA

Esperimenti in cucina Vuoi preparare con mamma o papĂ un dolce fantastico per fare il pieno di energia tra un gioco e l’altro? Segui questa semplice ricetta! Il successo è assicurato đ&#x;˜ƒđ&#x;˜ƒ

In una tazza capiente mescola con cura 125 ml di acqua tiepida, 50 gr di olio di semi, una noce di burro e un cucchiaio di aceto di mela. Impasta poi il tutto con 250 gr di farina e un pizzico di sale, cercando di ottenere una pasta liscia, simile a quella della pizza. Sbuccia 2 mele della valle e tagliale a fettine sottili, versale in una terrina con due confezioni di frutti di bosco a piacere; irrora il tutto con il succo di un limone e due cucchiai colmi di zucchero. Stendi la pasta con un mattarello creando una sfoglia sottile di forma quadrata che potrai farcire con alcuni cucchiai di marmellata, la frutta scolata e, se ti piace, con nocciole tritate. Chiudi la pasta come fosse un “pacchettoâ€? regalo, bucandola con i rebbi di una forchetta; spennella infine la superficie con del burro sciolto e cospargi con zucchero semolato. Cuoci in forno a 200 °C per circa 15 minuti. Puoi gustare il tuo strudel con lamponi e panna montata a parte đ&#x;˜‹đ&#x;˜‹

Non solo buone!

Le patate, tagliate a metĂ , possono diventare dei fantastici timbrini

Una mela al giorno‌ Ăˆ sicuramente il frutto piĂš famoso al mondo: la mela è presente in Italia con oltre 1000 varietĂ

Coloranti naturali

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LA SFOGLIA

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LA COTTURA

125ml di acqua, 50gr di olio di semi, una noce di burro, un cucchiaio di aceto di mele, un pizzico di sale, 250 gr di farina

2 mele, 2 confezioni di frutti di bosco, il succo di un limone, 3/4 cucchiai di marmellata, di granella di nocciola e 2 di zucchero

in forno statico, 200°C per 15 minuti circa; panna montata e frutti di bosco per decorare il piatto prima di servire in tavola

Il succo dei frutti di bosco può diventare un efďŹ cace colore ad acquarello per i tuoi

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Pagina a cura di:


DOLCE… PLAY SKOOL Nel corso di questi quattro anni, l’attività di Play Skool è cresciuta e oggi ne fanno parte non solo bambini della zona del Lomaso, ma anche di quella del Bleggio e del Banale, coinvolgendo tutta la valle nella realizzazione di un progetto che vive soltanto grazie all’impegno volontario dei giovani animatori e al sostegno dei genitori.

Se durante la settimana vi capitasse di passare vicino all’oratorio di Vigo Lomaso, potreste scoprire una trentina di bambini che svolgono insieme i compiti estivi o giocano con simpatici animatori: si tratta del gruppo di “Play Skool”, un’iniziativa nata nel 2014 grazie all’associazione ASFESC (Amici di San Francesco e Santa Chiara) e al contributo di giovani ragazzi volenterosi supportati da un gruppo di genitori disponibili, che hanno deciso di offrire loro la possibilità di mettersi in gioco. Tre mattine a settimana, per tutto il periodo estivo (dalla fine di giugno ai primi di settembre), i ragazzi si ritrovano per aiutare bambini di elementari e medie nello svolgimento dei compiti assegnati per le vacanze, o per realizzare uno spettacolo teatrale che andrà in scena negli ultimi giorni di attività. Non mancano momenti ricreativi in cui i bambini, divisi in squadre, si cimentano in simpatici giochi: un classico del campo estivo che qui, grazie alla fantasia di tutti, diventa il momento più atteso della mattinata.

In occasione delle giornate della Festa dell’Agricoltura Palio dei 7 Comuni le persone coinvolte in questa attività si sposteranno al tendone presso uno spazio dedicato questa volta per una iniziativa diversa: vendere a tutti squisite fette di torta e poter raccogliere quindi qualche contributo a favore di questa attività che si svolge presso l’Oratorio così come per altre ad essa collegate ma sempre frutto dell’iniziativa e del lavoro di volontariato. Il vostro contributo quindi sarà davvero prezioso..e le torte sono orttime! Vi aspettiamo al tendone! Le organizzatrici

E’ il filo conduttore della nostra storia: è passato, presente e futuro! Per questo deve essere sempre di più valorizzata e incentivata in modo sostenibile e concreto da parte di ognuno; ciascuno con le proprie competenze e responsabilità.

Un insieme di piccole cose e di cose molto piccole che insieme vanno direttamente all’origine della nostra storia trentina.

La nostra agricoltura

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La nostra agricoltura è un tassello fondamentale e insostituibile del tessuto socio-economico di queste valli. Potrà guardare serenamente al futuro se saprà identificarsi e distinguersi con lo straordinario territorio che rappresenta. Dovrà quindi gestirlo, averne cura e a volte difenderlo da opportunismi o scelte sbagliate, in un’ottica di miglioramento continuo del contesto ambientale in cui opera.

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La nostra agricoltura


Festadell’

agricoltura Palio dei 7 Comuni

Perchè Sanremo è Sanremo! VENERDI 11 AGOSTO CO.P.A.G. - ore 21.00

Dasindo, 13 luglio 2017 Carissimo pubblico, iamo tra profili voglio invitarvi con questa lettera che purtroppo non si usa più scrivere (ormai ci districh questo mezzo veri e falsi, Email e Whatsapp) ma visto che sono una “nostalgica” mi sembrava bello usare e speciale per invitarvi tutti alla serata di venerdì 11 agosto presso il Piazzale della CO.P.A.G., edizion per i 25 Anni della Festa, dal Titolo “ Perché Sanremo è Sanremo” rio come per Sanremo è sempre stata una vera e proprio istituzione nel mondo della Musica italiana…prop e da festa noi la “Festa dell‘Agricoltura”, qui non ci sono però le poltrone costosissime…ma delle panchin costano l’occhio campestre... non ci sono presentatori pagati col canone e non ci sono scenografie mobili che della testa. Noi siamo per la semplicità e per l’amore nelle piccole cose. ne ma vuol Semplicità non vuol dire accontentarsi, stare ad un livello inferiore quanto a gusto ed emozio buona volontà e dire unione di forze utilizzando gli strumenti che si hanno a disposizione e tutta la l’impegno nel preparare e raggiungere un obiettivo. Il lavoro è tanto: di Federica a cominciare dai preparativi per la scenografia, come sta facendo la squadra di lavoro to con amore, Valenti, Ilaria Baldracchi e Daniela Murara; all’allestimento del palco nuovo prepara ci proviamo e perché vogliamo stupirvi e ogni anno desideriamo superare le aspettative; o perlomeno Daniel Sansoni modestamente è quello che conta! Menzione particolare ai presentatoti: Roberta Dalponte, massimo senza e Stefano Dalponte…bravi, belli e preparati che vi fanno sempre divertire e che danno il mai perdere le redini di una corretta e giusta presentazione su un palco. delle cose… Lo spettacolo non è solo la regia bensì un insieme di elementi che incastri per la buona riuscita dare il meglio Ci sono i cantanti: ognuno di loro sceglie la canzone che metta in risalto sè stesso per affinchè la serata sia una grande serata. ad un’ottima Ricordiamo infine che tutti i nostri sforzi oltre che per il divertimento del pubblico sono volti causa ossia la beneficienza a favore di Suor Pierina e alla sua missione. correre tra Amici non mi resta che salutarvi con affetto e come ogni anno, prima dello spettacolo mi vedrete so che aspettate i banchi, per definire le ultime cose…come sempre…e come sempre conto su di voi…perché come me con piacere l’arrivo di questa data… A presto, vi aspetto tutti! Con grande affetto

Gisella Zambito

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Noi vogliamo rendre l’ospitalità e la condivisione tra le persone un’esperienza unica per le famiglie, le persone che lavorano, le coppie, i gruppi con un’alimentazione sana, veloce in un’ambiente scelto per ogni esigenza. NOI PER VOI! 38079 Ponte Arche - Terme di Comano (TN) - tel. 0465 702041 - Fax 0465 701921 www.pizzeriadonpedro.it - info@ pizzeriadonpedro.it La nostra agricoltura rispecchia perfettamente la nostra comunità. scagli la prima pietra chi di noi non è moderatamente individualista, ancorato al recente passato più che alle tradizioni, un po’ pavido e proiettato ad un futuro che è poco futuro e tanto presente? Siamo certamente per lo più brave persone ma questo non può e non deve bastare.

Devo eser stà pròpi pìciol alora perchè vardevo en su me zio parlar con me mama… “…si si pòpa, i n’ha l’ha dit anca quei da Trent che le stale piciòle, o le se sgranda almen a zento vache o le va a morir. Devo vender prima de finir mal pòpa…” Eh si, devo eser sta pròpi pìciol… e ades che ghò zinquantaset ani vedo amò i disastri fati “da quei da Trent…” 39

La nostra agricoltura


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FATICA, COSTANZA, SCONFORTO, SODDISFAZIONE, GIOIA queste poche parole racchiudono l’essenza del mondo contadino. Abbiamo il privilegio di lavorare immersi nella natura e poter essere gli “autori” del nostro territorio avendo nelle nostre mani un grande talento. Sta ad ognuno di noi trasformarlo in ricchezza non solo per sé stessi ma anche per l’intera comunità.

La nostra agricoltura

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La Nostra Agricoltura

Un connubio tra passato e futuro, tra tradizione e innovazione. Una terra lasciataci in eredità dai nostri nonni e presa in prestito dai nostri figli. Una terra che in passato è stata lavorata con sacrifici ma anche tanto amore. L’agricoltura fa del contadino un artefice del miracolo della creazione ma anche un prezioso giardiniere del territorio.

L’agricoltura è pazienza, sopportazione, duro lavoro e amore; amore incondizionato perché non sai se darà i frutti, non sai se arriva la grandine… e tu intanto ami: Ami ogni angolo del tuo terreno fertile che curi con maestria perché te l’ha insegnato tuo padre, tuo nonno... L’amore per la terra, quel profumo inconfondibile quando si bagna, quell’odore che sopporti quando concimi, quella terra che dà i suoi frutti aspettando pazientemente… e con amore… si l’amore... l’amore per la terra, l’amore per l’agricoltura!

Le parole dell’agricoltura: Terra odori sapori crescita responsabilità innovazione ricerca tradizione salute. Le azioni dell’agricoltura: Tramandare scoprire sperimentare lavorare faticare attendere formare e formarsi. Le speranze dell’agricoltura: Dignità riconoscimento rispetto guadagno tempo condivisione consenso. Le mie speranze per l’agricoltura: Conoscere e riconoscete Esserci sostenere mangiar sano e mangiar bene far crescere l’economia mantenere il territorio preservare le risorse.

Agricoltura non è un semplice lavoro. È passione e dedizione quotidiana. Agricoltura è il passato, il presente e il futuro. Colora i nostri campi e arricchisce le nostre tavole. Agricoltura è amore, agricoltura è vita. I sassi l’e’ i polmoni dela tera

Sono in campagna. L’olfatto è inebriato “dall’odore” dei mucchi di grasa nei quali si intravedono i resti del fieno, e dal fieno stesso che sta seccando nei prati appena tagliati. La vista è estasiata dal mosaico di colori dei campi e dalle mucche che pascolano nei prati. Vorrei che questa sensazione di pace dei sensi fosse “La Nostra Agricoltura”.

1 Il conferitore, che vede nel pieno del magazzino la fine del suo lavoro, soffre di un’amnesia culturale raccapricciante. 2 Il mangiatore industriale, inghiotte il portafogli del contadino e vomita sulla sanità pubblica. 3 Il consumatore consapevole ha fame di onestà e l’ignoranza fra i denti. 4 l’agricoltore attento a tutta la filiera s’asciuga la fronte con la burocrazia e annusa il commercio. Se 3 si lava i denti e tappa il naso a 4, assieme risolvono tutti i problemi... Ma all’interno del 5% che rappresentano. Qualunque tu sia fra questi, te lo chiedo per favore, parla con TUTTI gli altri, ma soprattutto ascoltali. - Tuo figlio -

Quando penso ad Agricoltura la prima cosa che mi salta alla mente è un’immagine del passato benché io sia nata in un’epoca in cui l’agricoltura era già sviluppata e se si può dire “meccanicizzata”. Probabilmente questo feedback è anche dovuto al fatto che ultimamente si sta cercando di ritornare un po’ alle origini per diminuire l’impatto ambientale che hanno provocato alcuni tipi di coltivazione: come si dice “per andare avanti a volte bisogna tornare indietro”!! Direi che per quel che concerne la nostra valle si sta avendo un riscontro positivo soprattutto per la valorizzazione di prodotti locali, avvicinandosi sempre più ad un’agricoltura biologica. Basti pensare al ritorno della produzione del grano, oppure alle noci e ai piccoli frutti. Diciamo che l’agricoltura sta apportando benefici anche agli altri settori e la prova solo le varie associazioni che sono nate ultimamente il cui scopo è far conoscere i nostri prodotti locali ma anche il potenziale della nostra zona puntando sempre più alla QUALITÀ e non alla QUANTITÀ.

La nostra agricoltura è passione, è gioia, è determinazione, è caparbietà, è divertimento, è tradizione, è innovazione, è intergenerazionale, è condivisione, è pazienza, è resistenza, è impegno, è resilienza, è iniziativa… è vita! La nostra agricoltura deve e dovrà essere rispettosa della terra (Terra), unica nostra fonte di Vita (finora). Signore pietà, patate no sem fà, fasoi amò de men, no seca gnánca el fem.

La nostra agricoltura. Nostra. Non credo più che sia nostra. Persone, associazioni, movimenti culturali, media, mode, diete, industria, politica… ormai è di tutti, tutti che ti dicono come e cosa fare, “come si fa”… tutti esperti, tutti tuttologi. Gente che non sa cosa vuol dire vivere di agricoltura e che neanche ascolta. Forse prima bisognerebbe provare a fare. Sicuramente c’è da migliorare, ma anche la mentalità della gente deve cambiare.

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Agricoltura nel 2017 vuol dire sapersi guardare indietro (molto indietro) ma anche in avanti (molto in avanti). Ma chiacchierare poco o niente ed invece trovarsi attorno a un tavolo (come nei filò) a “discutere” ossia “a parlàrghene sóra” perché solo studiando e cercando il meglio si riesce “a vegnérghen fò; él témp de le ciàcere e dei discorsi l’è finì: adèss l’è óra dé fàr”. La nostra agricoltura

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Per me agricoltura, la nostra, è un’immagine: mani sporche di terra, le rughe di mio nonno, la pelle segnata da fatica, sole e vento. È memoria e futuro: senza avere consapevolezza che siamo stati tutti figli di vacher e contadin non saremo mai consapevoli fino in fondo di chi siamo diventati. 42


Festadell’

agricoltura Palio dei 7 Comuni

L’arte nel Borgo

Dal 12 al 15 agosto – dalle ore 10.00 alle 22.00 Piazza di Vigo Lomaso condividere esperienze è confluita nell’Associazione che fin dal suo inizio ha prodotto un alto numero di mostre collettive (almeno tre all’anno) dimostrando una vitalità insospettabile in un gruppo nato in una bella valle, ma periferica e con pochi abitanti. Ed anno dopo anno i risultati si sono visti: da semplici dilettanti allo sbaraglio, molti di loro si sono trasformati in artisti veri e propri, anche con buone soddisfazioni da parte del pubblico che li “osserva”.

L’Arte del Borgo, galleria di opere d’arte, torna anche quest’anno per la decima volta, durante la Festa dell’Agricoltura, a proporre ed esporre numerose opere in un caratteristico Vòlt nella pizza di Vigo Lomaso. Le opere, degli artisti appartenenti all’associazione A.G.E., Artisti Giudicarie Esteriori, spaziano dalla pittura alla scultura, in vari stili, dal naif, al classico e al moderno. L’associazione Artisti Giudicarie Esteriori ha appena rinnovato il direttivo per il triennio 2017-2019. Al confermato presidente Alessandro Togni si affiancano il vicepresidente Zanon Flavio, la segretaria Litterini Nadia, il cassiere Caldera Piergiorgio, il revisore dei conti Onorati Erina e i consiglieri Alimonta Michela, Caliari Clelia, Grossi Luigi, Iori Fausto, Martinelli Lorenzo, Monelli Massimo e Tomasi Loretta. L’A.G.E. nasce nel 2011 ed è formata da gente comune che, nel tempo libero si dedica a forme di esperienze artistiche, considerate “fuori moda” dall’attuale società in continua corsa e competizione, ma che invece permettono di riflettere, di pensare, in poche parole di rilassarsi. L’esigenza di tali persone di incontrarsi, confrontarsi e

Gli artisti: Azzolini Rosalinda, Bortolotti Lucia, Bortolotti Maria Teresa, Bosetti Luigi, Brunelli Stefano, Buratti Lina, Caliari Clelia, Carli Rosella, Chemotti Mario, Conzatti Mariagrazia, Cozzini MariaAlbina, Donati Bruna, Donati Gianfranco, Donati Vigilio, Franchi Valentina, Fusari Ada, Grossi Luigi, Iori Fausto, Litterini Nadia, Marchetti Amedeo, Marchiori Modesto, Martinelli Lorenzo, Michelini Ornella, Monelli Massimo, Nella Margaret, Orlandi Aldo, Orlandi Flavia, Parisi Riccardo, Rocca Laura, Rocca Nicola, Salizzoni Valentina, Serafini Giuseppe, Sottini Mariagrazia, Togni Alessandro, Tomasi Loretta, Trentini Giorgio, Trentini Massimo, Zanon Flavio.

Giuseppe Serafini

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La nostra agricoltura è composta da due fattori inscindibili: la Natura e l’Uomo. Il cuore generoso della Natura più la fatica e l’amore dell’uomo. Unico neo! Tanti non comprendono il valore di questo, pensano sia tutto dovuto. La nostra agricoltura

La nostra agricoltura deve cercare di comprendere le leggi sagge della natura, la natura è il nostro primo aiutante, solo così possiamo ottenere prodotti di qualità e un territorio più ricco, biodiversificato.

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Spero in una agricoltura locale che comprenda profondamente e assecondi la natura, invece che combatterla anche quando non sarebbe il caso. Comprendere e assecondare permetterebbe anche di adattarsi rapidamente a grandi e piccoli cambiamenti ambientali e sociali.

Un lavoro splendido ma faticoso per molti piccoli contadini, un enorme affare per pochi e grossi imprenditori.

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La nostra agricoltura


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La nostra agricoltura: ogni giorno persone capaci e disponibili si alzano, presto al mattino, per arricchire terreni in colture e colture in paesaggi. Per capire cos’è, proviamo a pensare a cosa sarebbe il Trentino senza la nostra agricoltura. Fermiamoci, tutti, dieci secondi, ad occhi chiusi, e proviamo ad immaginare tutto quello che vediamo... ma senza tutto quello che vediamo. Ecco, la grandezza delle cose si percepisce provando ad immaginarne l’assenza… e più penso al Trentino senza agricoltura, più ne capisco la sua importanza. La nostra agricoltura

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La nostra agricoltura


Festadell’

agricoltura Palio dei 7 Comuni

Programma GIOVEDÌ 10 AGOSTO ore 17.30

“NOTTE DI STELLE, LUCI E STORIA” - ESCURSIONE GUIDATA al sito archeologico di

San Martino e alla Malga di Vigo in occasione della notte di San Lorenzo.

VENERDÌ 11 AGOSTO

ore 20.45 Piazzale CO.P.A.G. FESTIVAL DI BENEFICENZA “PERCHÉ SANREMO È SANREMO” L’amore per la musica verrà accostato al valore della solidarietà, poiché ancora una volta le offerte raccolte verranno devolute in beneficienza ai missionari locali suor Pierina e Padre Tullio

ore 23.30 Piazzale CEIS NEW GENERATION PUB Dasindo Fever

SABATO 12 AGOSTO ore 9.00 Piazzale CO.P.A.G. CONVEGNO

“Le imprese cooperative e il futuro prossimo della nostra agricoltura”

ore 10.00 Dasindo MOSTRA MERCATO

missionaria decanale (aperta tutti i giorni)

ore 10.00 Vigo Lomaso “L’ARTE NEL BORGO” (XII

edizione). Mostra di artisti locali. Apertura tutti i giorni della festa fino alle 22.00

ore 10.00 Piazzale vicino alla CO.P.A.G. apertura della “FATTORIA DEGLI ANIMALI”. Apertura

tutti i giorni della festa fino alle 21.00

ore 12.00 Piazzale CO.P.A.G. PRANZO CON PIATTI TIPICI ore 13.00 Piazzale CO.P.A.G. PRANZO SPONSOR, AGRICOLTORI E PARTECIPANTI AL CONVEGNO ore 14.00 INTRATTENIMENTO PER BAMBINI e adulti con i Vigili del

ore 15.30 GARA DI SFALCIO ore 17.00 GIOCHI GONFIABILI per bambini fino alle 21.00

ore 17.00 VISITA GUIDATA alla Pieve di

Vigo Lomaso

ore 18.30 Piazzale CO.P.A.G. CENA CON PIATTI TIPICI LOCALI ore 21.00 Piazzale CO.P.A.G. ORCHESTRA SPETTACOLO GIANNI & RAFFAELLA ore 22.30 Piazzale CO.P.A.G. SPETTACOLO INTRATTENIMENTO CON ARCO IRIS DANCE ore 22.00 Piazzale CEIS NEW GENERATION PUB Fluo Party

Per tutta la durata della manifestazione funzionerà spaccio con servizio cucina.

Fuoco e l’Associazione Alteritas

www.festadellagricoltura.it 48

Per il dettaglio delle varie iniziative vedi pagine dedicate all’interno del giornalino.


Festadell’

agricoltura Palio dei 7 Comuni

DOMENICA 13 AGOSTO

ore 9.00 Piazzale CO.P.A.G. APERTURA MANIFESTAZIONE con stand

prodotti locali

ore 10.00 Vigo Lomaso “L’ARTE NEL BORGO” (XII

edizione). Mostra di artisti locali. Apertura tutti i giorni della festa fino alle 22.00

ore 10.30 Pieve di Vigo Lomaso SS. MESSA nella Pieve di Vigo

Lomaso in onore del patrono San Lorenzo

ore 12.00 Piazzale CO.P.A.G. PRANZO CON PIATTI TIPICI ore 14.30 MAGNACORTA dei

Pancelonghe del Lomas

ore 18.30 Piazzale CO.P.A.G. CENA CON PIATTI TIPICI LOCALI E ore 19.00 CENA CONTADINA A TEMA CON TRIPPA ore 20.00 Piazza Dasindo SPETTACOLO DI BURATTINI ore 21.00 Piazzale CO.P.A.G. ORCHESTRA SPETTACOLO PAOLO BONELLI ore 22.00 NEW GENERATION PUB Musica Live con Balloom Party

LUNEDÌ 14 AGOSTO

ore 17.00 VISITA GUIDATA alla Chiesa

di Dasindo

ore 18.00 Chiesa di Dasindo CONCERTO D’ARCHI della

ore 12.00 Piazzale CO.P.A.G. PRANZO CON PIATTI TIPICI ore 14.30 Dasindo PROCESSIONE DELL’ASSUNTA

ore 18.30 Piazzale CO.P.A.G. CENA CON PIATTI TIPICI LOCALI

ore 15.30 QUALIFICAZIONI PER IL PALIO DEI 7 COMUNI – NUOVO REGOLAMENTO A seguire SPETTACOLO CON LE AMAZZONI DELL’APOCALISSE

ore 21.00 Piazzale CO.P.A.G. ORCHESTRA SPETTACOLO ALEX TOSI

ore 17.00 Piazza di Vigo Lomaso RITROVO E PARTENZA DEL CORTEO STORICO

ore 21.00 Pieve di Vigo Lomaso CONCERTO DEL CORO CIMA TOSA

ore 17.30 Sagrato della chiesa di Dasindo CERIMONIA ABBINAMENTO DEI CAVALLI AI COMUNI con la

famiglia Rigotti e poesie locali

ore 22.00 NEW GENERATION PUB 25 anni di Festa dell’Agricoltura ore 23.00 SPETTACOLO FONTANE DANZANTI

MARTEDÌ 15 AGOSTO

ore 10.00 Vigo Lomaso: “L’ARTE NEL BORGO” (XII

edizione). Mostra di artisti locali. Apertura fino alle 22.00

ore 10.00 Piazzale CO.P.A.G. APERTURA MANIFESTAZIONE con stand prodotti locali

ore 10.30 Chiesa di Dasindo SS. MESSA a Dasindo

in occasione della Sagra dell’Assunta

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partecipazione del gruppo storico antico Rango

ore 18.00 ESTRAZIONE BIGLIETTI LOTTERIA abbinati ai cavalli ore 19.00 PALIO DEI 7 COMUNI ore 18.30 Piazzale CO.P.A.G. CENA CON PIATTI TIPICI LOCALI ore 21.00 Piazzale CO.P.A.G. ORCHESTRA AVANTI E ‘NDRÉ ore 22.00 Piazzale CEIS NEW GENERATION PUB Closing Party


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“Rispetto” è una parola che mi piace molto. Noi dobbiamo rispettare la terra sulla quale viviamo e che ci sfama e dobbiamo rispettare e remunerare adeguatamente il contadino che coltiva la terra con onestà e dedizione, premuroso verso l’ambiente in cui vive e lavora. Il contadino deve rispettare gli animali che alleva e pensare sempre al loro benessere, e deve rispettare il consumatore che ha diritto a prodotti buoni e sani. Ma se la questione suona così semplice, perché mai l’agricoltura moderna ha preso tutta un’altra strada? La nostra agricoltura

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“Noi agricoltori dovremmo pensare bene come agiamo, troppe volte il cibo e prodotto per esser venduto e non mangiato... A volte bisogna proprio pensare che quello che produciamo viene mangiato… e quell’energia e amore in cui metti nel coltivare viene passata in quel piatto in cui mangi...” rifletti.

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La nostra agricoltura


In occasione del 25esimo anno della Festa dell’Agricoltura, anche la Festa al New Generation Pub soddisferà le aspettative dei più giovani e degli amanti della notte. Tanta musica, cocktails, feste a tema, saranno gli ingredienti di serate esilaranti per festeggiare fino all’alba insieme allo staff.

le 5 notti TOP dell’estate

N O W I E N ERAEITS UB P C N E E L A G PIAZZ

Saranno somministrati alcolici fino alle 2.00 fino alle 2.45 bevande analcoliche. Chiusura ore 3.00

FROM 22.00 / TO 03.00

11 12 13 14 15 Venerdì

Sabato

Domenica

DJ: New Generation DJs SPECIAL GUEST: DJ from Bolzano

DJ: Ale C Stefano del Santo Snoopy Johnny Lombardi VOICE: Oskar from Radio DIGI-ONE

GRUPPO LIVE: Teddy Pilchards DJ: New Generation DJs VOICE: Oskar from Radio DIGI-ONE

Dasindo Fluo Fever Night

Balloon Party

Lunedì

Martedì

dal ‘92 al 2017 DJ: New Generation DJs SPECIAL GUEST: Carlito DJ

RANDOM DJs “Sei un DJ e hai voglia di metterti in gioco? Presentati sotto al palco con CD e cuffie e dimostra quanto vali!

25 anni di Festa dell’ Agricoltura

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Closing Party


La Nostra Agricoltura

L’agricoltura è per noi un microcosmo agri-CULTURALE e rivive nella massima di Hans Jonas “Agisci in modo che le conseguenze delle tue azioni siano compatibili con la permanenza di un’autentica vita umana sulla terra”. La nostra convinzione è che una vita nell’intreccio rispettoso della storia, delle tradizionali culturali e agricole possa continuare ad esistere e possa offrire spazi per un senso pieno e vero dell’esistenza, in controtendenza con un’economia del profitto che omologa l’essere, l’ambiente e la cultura.

L’agricoltura in questi decenni è altamente cambiata. Sono variati i metodi di allevamento e le pratiche agricole. Con lo sviluppo sono stati introdotti molti parametri e requisiti da rispettare in materia di salute e benessere animale, sicurezza alimentare e condizioni agronomiche ed ambientali. In molti oggi, parlano di agricoltura riferendosi alla PAC, che a mio parere si è rivelata, sotto molti aspetti, fallimentare, in quanto non è a favore al 100% degli allevatori. Gli aiuti PAC devono essere destinati a chi fa in PRIMO agricoltura, a chi gestisce REALMENTE il territorio, e non a persone che speculano su questi benefici.

L’agricoltura dovrebbe essere l’unica attività ad avere ancora a cuore la nostra terra, la nostra vita, le nostre radici. L’unico settore che garantisce prodotti alimentari di qualità, un’attenta gestione delle risorse naturali e uno sviluppo equilibrato del territorio. Purtroppo le pratiche agricole si sono altamente sviluppate, diventando troppo intensive, come se andassero contro natura. La nostra agricoltura non può competere con uno sviluppo così accentuato. A mio parere in campo agricolo bisogna rallentare, mettere un freno a tutto questo potenziamento ed industrializzazione. Non dimenticate che coltivare la terra e allevare animali sono la base della nostra vita!

Agricoltura è: un’agricoltura sostenibile, un motore per la tutela dell’ambiente e del territorio in tutte le sue forme che rappresenta un alto valore esistenziale e una preziosa eredità per le generazioni future. La bellezza e l’armonia di una natura integra e ben tutelata dalle nostre mani, possono apportare un benessere psico fisico e stimolare emozioni e sentimenti unici. Quando ero piccolo mi ricordo i castighi della maestra quando scrivevo agricUltura e non agricOltura, ora ho capito che la maestra non aveva capito niente… perché l’agricoltore alla pari di un poeta o di un pittore valorizza il territorio, il paesaggio e tutto ciò che ci circonda, pertanto non vale meno di chi valorizza o ha valorizzato in passato il suo territorio attraverso la cultura e la storia

“O VOSTRA?? “ Negli anni ho sentito più volte etichettare con questo aggettivi l’agricoltura della mia Valle. NOSTRA, quando la vedo rigogliosa, ordinata nella varietà delle sue coltivazioni, preservatrice del territorio e del patrimonio naturalistico. VOSTRA quando vedo monocolture “sterili” conseguenza/ complemento di una zootecnia forse poco lungimirante, o semplicemente prevaricante del vivere quotidiano. Ma qualcosa sta cambiando, il nostro/vostro non sono poi così agli estremi; giovani agricoltori cercano di armonizzare il rapporto tra AGRICOLTURA e Valle. É la strada giusta per VOI e per noi. Voglio crederci. Quindi da questo “sentiero” togliamo le suggestioni (belle ma illusorie) procediamo a passi, anche piccoli, ma CONCRETI (uso il plurale perché in questa AGRICOLTURA, vorrei riconoscermi un po’ anch’io).

La nostra agricoltura è soprattutto la vostra agricoltura. Perché noi agricoltori ed allevatori lavoriamo per dare a voi,a noi ed ai nostri figli latte carne frutta verdura patate prodotti con la massima attenzione alla qualità,alla salubrità ed al rispetto dell’ambiente e del territorio. Proprio perché tutto quello che noi produciamo è strettamente legato al nostro territorio,riuscendo così a produrre degli alimenti che possiamo mangiare con assoluta garanzia sanitari, gustandone così anche la vera bontà. Essendo (senza esagerare)tra i prodotti più controllati,analizzati e garantiti al mondo.

La mia agricoltura: cura della terra rispetto di quanto abbiamo ricevuto e quanto dobbiamo lasciare a chi verrà dopo di noi!

Senti che spùza. La nostra agricoltura molto diversificata e variegata rende la nostra valle unica e stupenda.

L’agricoltura è Passione, è Impegno, è soddisfazione che non si ha in nessun altro ambito! Per fare agricoltura vera bisogna averla dentro e nascere fin da piccoli con la buona volontà Di fare, di lavorare e non guardare le ore impegnate nel svolgere l’attività e il proprio lavoro! L’unica. Cosa bisognerebbe che premiassero di più. Chi fa VERA AGRICOLTURA! E non quelli che sfruttano l’agricoltura!!!

La nostra agricoltura

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Molti agricoltori trentini che oggi lamentano poco reddito dovrebbero ricordarsi più spesso che se per anni il settore ha potuto registrare soglie di alta rimuneratività, il merito è soprattutto della nascita, all’inizio dello scorso secolo, dei consorzi e delle cooperative agricole. Tornare competitivi sul mercato attraverso queste realtà, oltre che possibile, sarebbe da dimostrazione per il resto del paese che crescere in unità e legalità è la scelta più vincente e più coraggiosa.

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La nostra agricoltura


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La tradizione e l’innovazione ...la tua casa Non sono del settore per dare un giudizio consapevole sull’agricoltura nella nostra valle oggi. Da mamma e cittadina però vorrei che oggi si cominciasse a lavorare con più convinzione e perseveranza all’agricoltura che domani potrà garantire un futuro sereno per il nostro territorio e i nostri figli. Penso che le parole chiave siano: sostenibilità, biodiversità, qualità, autoconsumo, amore per il territorio sopra ogni altro interesse.

La nostra agricoltura

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L’uomo da quando ha iniziato a coltivare ed allevare a sempre avuto come finalità la produzione di cio’ che serve per alimentarsi e per i propri fabbisogni, questo deve essere e rimanere il ruolo dell’agricoltura. Oggi si assiste ad un cambio di questo modello base ma ad una tendenza in particolare nelle nuove aziende a perseguire azioni e attività per assicurarsi contributi o aiuti senza finalità produttive o comunque la produzione messa in secondo piano. La nostra e l’agricoltura trentina la vorrei sempre piu impegnata e organizzata a produrre prodotti di qualità nello stesso tempo con rispetto dell’ambiente e legate al nostro territorio visto il valore che la sua unicità puo dare e contemporaneamente esercitare un azione di recupero e conservazione del territorio aiutati da diverse forme di contributo pubblico importanti e indispensabili in un territorio di montagna dove non sempre è facile fare agricoltura. La nostra agricoltura 57


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VIGO LOMASO (TN) | Via Nazionale, 7/a Tel. 0465.701751 La mia agricoltura non è la mia agricoltura. La mia agricoltura è la nostra agricoltura. E’ un agire quotidiano che vive e si declina nell’esperienza collettiva. Dentro il territorio. Senza il noi, l’agricoltura è solo un modo per sopravvivere. Ma la nostra agricoltura, invece, è un modo per vivere. E per guardare l’orizzonte. Magari faticosamente. Ma dentro il territorio. Il nostro territorio. Perché il territorio siamo noi. E noi siamo il nostro territorio. La nostra agricoltura

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Festadell’

agricoltura Palio dei 7 Comuni

serata con i burattini

Visto il grande successo della scorsa edizione, Domenica 13 agosto alle ore 20.00 presso la Piazza di Dasindo sarà riproposto un interessante appuntamento rivolto a tutti bambini ..piccoli e grandi: Il bellissimo spettacolo di burattini a guanto e bastone in baracca con burattini della tradizione. Grazie alle mani esperte del burattinaio, i burattini prenderanno vita e si animeranno per presentare divertenti scenette o fiabe! Vi aspettiamo curiosi e numerosi

COMPAGNIA CENTRO TEATRALE CORNIANI presenta:

LINO IL TOPOLINO CORAGGIOSO

domenica 13 agosto ore 20.00 piazza Dasindo

Un modo diverso e non banale di parlare di ambiente, del rispetto della natura, della bellezza della natura e delle meraviglie che ci circondano. Un linguaggio pensato per i bambini più piccoli in una storia che ricorda la fiaba per riflettere sull’ipotesi che, un domani, questa terra potrebbe essere soffocata dalle nostre abitudini. Un topolino curioso e coraggioso affronterà la montagna mostruosa per cercare di liberare il bosco e la valle dalla discarica che inquina e distrugge l’ambiente. Il fiume si sta prosciugando, i pesci si stanno modificando, l’aria è irrespirabile, la terra non ne può’ più’ di assorbire liquidi inquinanti, nella discarica

i vari materiali ammucchiati si ribellano perché vogliono essere separati e recuperati. Grazie al coraggio e all’astuzia il piccolo topolino, aiutato da un magico folletto, sconfiggerà la discarica riportando pace e serenità nella foresta. L’uomo rapito dalla frenesia del consumismo e dal guadagno produce e non utilizza un’infinità di rifiuti, inquinando e soffocando l’ambiente. Un chiaro messaggio di allarme per aiutarci a riflettere sui danni arrecati alla natura dall’inquinamento che soffoca, trasforma e distrugge tutto cio’ che ci circonda. Tra poco saremo circondati da discariche, biscariche, triscariche,.. anzi lo siamo già!

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“La mia agricoltura è fatta di miseria e desiderio di riscatto; la posso leggere, come un libro, tra le pagine della terra. È composta da migliaia di storie che si intrecciano nei meandri del tempo: racconti di uomini e donne di montagna che con sudore e immensa fatica si aggrappavano alla vita strappando al bosco le terre migliori per piantare grano, lino e qualche legume.”

La nostra agricoltura

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Il lavoro dell’agricoltore è al servizio di una comunità e di un territorio rurale, abbiamo preso in prestito la terra dai nostri figli per ridargliela in condizioni si spera migliori... Purtroppo negli anni l’interazione comunità-agricoltore si è affievolita creando incomprensioni e distacco tra due entità non separabili... Si sono formate comunità simil cittadine individualiste in ambienti rurali e agricoltura produttiva simil industriale in ambiente montano... Ciò porta a comunità che non sanno neanche che esista l’agricoltura e agricoltori che si curano dal tenersi lontano la comunità …

La nostra agricoltura? No, non è vostra è anche mia! Perché usate la terra che è di tutti, influite sull’ambiente che non è certo vostro, modificate l’aria che respiriamo... e perfino ci ricavate ciò che mangiamo! Ma soprattutto impattate sulla vita di chi verrà dopo di noi. Ecco perchè la “vostra” agricoltura deve far rima con la “nostra” cultura. Cos’è l’agricoltura? Per questa domanda esistono molteplici risposte, positive e/o negative, che possono basarsi su vari argomenti quindi ci vorrebbero 12 pagine per una domanda di questo calibro. Penso che la risposta più sintetica ma concreta è: per me l’agricoltura è benessere

La nostra agricoltura deve tornare a essere di comunità, di territorio in modo da essere fortemente identitaria aperta al mondo ma capace di differenziarsi adattandosi a territori e comunità mai uguali nonostante la globalizzazione

Sacrificio, pazienza e conoscenza sono fondamentali per il nostro lavoro!! Mi sento di dire che siamo custodi di un territorio che rende la nostra agricoltura un’attività importante e dignitosa... per questo vanno valorizzati i prodotti della terra affinché non si perdano le origini.

Tanti tanti sacrifici... Pensiamo al latte trentino che arriva nelle nostre case. Grazie agli allevatori che con lo sfalcio e la cura dei terreni di montagna, con la cura delle mucche dei loro piccoli della loro alimentazione con la pulizia delle stalle con la mungitura. Grazie al Caseificio che con la raccolta il trasporto le analisi la conservazione la lavorazione il confezionamento per tipo di latte la consegna e la distribuzione sul territorio permette di farci trovare alla mattina presto il latte nei negozi ed esercizi pubblici di tutto il Trentino. Un piccolo grande miracolo per le nostre famiglie!!!! TUTTO IN 24 ORE

L’agricoltura ha sempre portato in sé un bagaglio di saperi e di sensibilità per il territorio che hanno dato origine ad un paesaggio e una cultura, che sono patrimonio collettivo. L’agricoltura deve però produrre anche reddito, perché se non garantisce una buona qualità di vita a chi vi si dedica, viene abbandonata e con lei le colture. La sfida cui è chiamata la nostra agricoltura è quella di far coincidere anziché confliggere i due ruoli che le sono attribuiti, garantendo un giusto benessere a chi la pratica e allo stesso tempo la difesa e la conservazione di un ambiente integro e della tradizione.

“Agricoltura”: impossibile definirla in una frase senza tralasciare niente. Un insieme di colori e profumi, gioie e dolori, fatiche e soddisfazioni. L’agricoltura per chi la pratica giornalmente è soprattutto sacrifici... Ma quando alla fine della giornata, stagione o annata agraria, si pensa al passato... Resta solo tanta soddisfazione, gioia e grinta, per proseguire più carichi che mai.

Agricoltura è FARE a volte senza PENSARE a volte pensando TROPPO… AGRICOLTURA È COLTIVARE LA TERRA… È SAPIENZA tramandata A volte male INTERPRETATA… È SFRUTTAMENTO di essa Agricoltura è NUTRIMENTO… È altruismo È sudore È fatica È risorsa È cibo È vita È futuro...

la nostra agricoltura... Deve sempre più unire territorio, tradizione ed accoglienza per dare alle nostre comunità una possibilità di crescita sostenibile. Rispettosa dell’ambiente e della biodiversità

C’era una volta Agri che passeggiava con Tura. Ti ricordi, disse Agri, quando 8.000 anni fa si coltivavano i primi cereali? Certo, rispose Tura, allora si rispettavano i cicli circolari delle stagioni e la fine corrispondeva con l’inizio. E’ da un po’ di tempo che questo non succede più e si va avanti in linea retta verso un punto all’orizzonte che non si raggiunge mai, dissero insieme Agri e Tura. Si guardarono ridendo e dissero flik e flok! esprimendo un desiderio… che non si dice altrimenti non si avvera.

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La nostra agricoltura


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SARCHE - Tel. 0461 564167 TRENTO - Tel. 0461 826171 Il paesaggio cambia, si trasforma, viene plasmato da chi lo abita e quindi lo progetta gradualmente. Il paesaggio diventa un libro che racconta di noi e delle nostre trasformazioni. La nostra valle è un libro che racconta di un’agricoltura riscritta diverse volte negli ultimi decenni. Il capitolo di oggi racconta un mondo agricolo che vuole rimettersi in gioco, che vuole valorizzare il piccolo, l’eccellenza, il lavoro dell’uomo e la natura come protagonista. Forse è un capitolo in contrasto con tante scelte fatte nei capitoli passati, ma penso sia l’unica via per un lieto fine. La nostra agricoltura

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Riscoprire l’amore e il rispetto verso un territorio, che se valorizzato al meglio offre delle potenzialità enormi. Un’agricoltura più a misura d’uomo e attenta all’ambiente è sinonimo di qualità e salubrità dei nostri prodotti che deve essere percepita dal consumatore finale.

Evanescente.

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La nostra agricoltura


Festadell’

di Mario Carli Presidente Unione Allevatori Giudicarie Esteriori

agricoltura Palio dei 7 Comuni

Unione Allevatori Giudicarie Esteriori rappresenta perciò il collegamento tra la Federazione Provinciale ed i singoli soci dislocati su tutto il territorio trentino. Essa costituisce quindi il punto di riferimento per i soci della vallata impegnandosi ad organizzare varie attività di informazione, formazione e promozione del settore dell’allevamento. In quest’ottica da sempre esiste una stretta collaborazione con il Comitato Festa dell’Agricoltura Palio dei 7 comuni nell’organizzare lo storico evento ferragostano: varie, infatti, sono le attività di promozione ed intrattenimento che si pongono l’obiettivo di informare le persone (turisti e non) riguardo al ruolo strategico che ricopre la presenza di allevamenti nelle Giudicarie Esteriori per il mantenimento del territorio nonché per la produzione di alimenti locali di qualità.

L’Unione Allevatori Giudicarie Esteriori è una associazione locale con poco più di 60 soci che allevano bestiame, principalmente bovini da latte e carne. Ogni vallata in Trentino ha una propria unione allevatori, le quali tutte assieme costituiscono la Federazione Provinciale Allevatori di Trento. Esse hanno un proprio consiglio e un presidente al quale spetta di diritto un posto come consigliere d’amministrazione nel cda della Federazione Provinciale. La formazione delle unioni allevatori nelle vallate trentine ha ricoperto negli anni un ruolo fondamentale nella diffusione all’interno del mondo contadino e degli allevatori dei valori dell’associazionismo e della cooperazione permettendo di avviare importanti fasi di progresso tecnico, economico e sociale. L’unione allevatori di valle

…alla scoperta di nuove realtà Molto interessante, quest’anno nel mese di marzo, è stato il viaggio-studio organizzato dall’Unione Allevatori in Alto Adige e in Austria nel Tirolo. A questo viaggio sono stati invitati gli amministratori locali che hanno aderito entusiasti ed interessati. L’obbiettivo di questo viaggio era di conoscere la realtà zootecnica di montagna in Tirolo in un’ottica di sempre maggior collaborazione politico-economica tra il Tirolo, Alto Adige e Trentino (Euregio). Grazie alle relazioni ed ai contatti stretti con il Bauernbund Tirolese e la Camera dell’Agricoltura del Tirolo da parte di Luca Marconcini, giovane laureando in Economia Agraria a Vienna e grazie al sostegno organizzativo della Federazione

Provinciale Allevatori, l’Unione Allevatori Giudicarie Esteriori è partita in direzione Innsbruck per una due giorni dal programma molto intenso di visite: all’impianto di biogas consortile Viptahl, al caseificio sociale di Vipiteno, ad una stalla che conferisce a Vipiteno, al caseificio privato dello Zillertahl, ad un’azienda zootecnia con robot di mungitura e trasformazione di parte della produzione, incontro con il presidente della regione Tirolo Van Staa presso la sala consigliare del palazzo regionale e per finire visita della città di Innsbruck . Il tutto per trarre spunti di interesse e ragionare sulle opportunità dell’Euregio.

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“Mio nonno mi raccontava che ogni mattina “el neva a monger e a taiar el fegn”… adesso tutto o quasi si è ridotto a una produzione semi industriale inadatta alla nostra valle… forse la rinascita della nostra agricoltura sta nel piccolo, nel tradizionale… nella qualità… qualche segno di questo cambiamento c’è… incentiviamolo”

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La nostra agricoltura


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Nel nostro territorio sono state coltivate passioni, come è stato coltivato l’amore per la terra, da sempre fonte di risorse indispensabili per il nostro vivere. L’agricoltura unisce questi due aspetti in egual modo rendendolo un mestiere nobile e rispettoso verso la natura. Non bisogna perdere questa devozione verso tutto ciò che ci circonda, così da non rovinare quello che ci regala la natura.

Agricoltura è dicotomia, il lento che deve mutare al passo con i tempi, l’agricoltura é l’arte del paesaggio che indirettamente forma anche la mentalità della citta. Futuro passione e vocazione, dove tutte e tre le cose convergono nascono realtà vincenti. La nostra agricoltura

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PonteArche - Comano Terme (Tn) A come Agricoltura. La storia dell’agricoltura conosce numerose trasformazioni. All’inizio dell’età moderna (Seicento) arrivano in Europa le nuove colture, grano saraceno, granoturco, gelso, tabacco e la patata, prima del mais, sempre legate al ciclo vitale. Attualmente però ha preso potere un tipo di agricoltura “padana”, di tipo quantistico e consumistica. Tra tradizione comunitaria e mercato, riuscirà l’agricoltura del Duemila a mantenersi fedele alle proprie origini? 67

La nostra agricoltura


Festadell’

agricoltura Palio dei 7 Comuni

PRENDI IL TUO ZAINO E VAI RIEMPILO DI EMOZIONI Magnacorta dei Pancelónghe del Lómas Passeggiata fra natura, storia, tradizioni e sapori dei borghi contadini Dasindo, domenica 13 agosto 2017

1 // DASINDO. INIZIO DEL PERCORSO CON SUCCO DI MELA BIO E DOLCI TIPICI

5 // PIAZZALE CO.P.A.G., DASINDO. PATATE LE MONTAGNINE E FORMAGGIO 2 // VIGO LOMASO. CARNE SALADA DELLA FEDERAZIONE PROVINCIALE ALLEVATORI, VINO LAGREIN DELLA CANTINA TOBLINO E PANE

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Festadell’

agricoltura Palio dei 7 Comuni

Iscrizioni

Dalle ore 14.00 di domenica 13 agosto 2017 presso la piazza di Dasindo

PARTENZA: Ore 14.30 dalla piazza di Dasindo QUOTA DI PARTECIPAZIONE : Gratis per i bambini fino a 6 anni Euro 4,00 per i bambini da 7 a 14 anni / Euro 8,00 dai 15 anni in poi PERCORSO: 4,4 km ca. su strada asfaltata e/o sterrata Consigliate scarpe comode INFO: Teresa 340 3397067 - Patrizia 329 6491160 - APT Terme di Comano Dolomiti di Brenta 0465 702626

“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi” (Marcel Proust)

4 // CAMPO LOMASO CONVENTO. SALAME ALLE NOCI DI SALIZZONI MAURIZIO, PANE ALLE NOCI DEL PANIFICIO CERES CON VINO “REBO” DELLA CANTINA TOBLINO 3 // LOC. “SASAN”: YOGURT DEL CASEIFICIO “FONTANEL”, MIELE “DELL’AZIENDA AGRICOLA CÀ DE MEL” E LAMPONI

“Un viaggio di mille miglia comincia sempre con il primo passo”

(proverbio cinese)

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Il profumo della terra, il sudore e le fatiche, le mani sporche e temprate dal lavoro, le preghiere per un tempo buono, la speranza nella clemenza della natura. Ma anche innovazione, tecnologia, importanti realtà imprenditoriali, decenni di storia con lo sguardo fisso verso il futuro e tanto, tantissimo impegno e passione. Tutto questo per coltivare ogni giorno la nostra terra, produrre genuine eccellenze enogastronomiche, rendere e mantenere il paesaggio della nostra valle la fantastica cartolina dalla natura che ogni giorno ognuno di noi, residenti ed ospiti, può ammirare! La nostra agricoltura

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La terra è l’origine. Il mantenimento della sua naturale fertilità e vitalità è un dovere. La produzione di vini più naturali possibili è l’obiettivo.

La nostra agricoltura è l’arte di vivere e trasformare una terra amara in un connubio di gioie e grandi soddisfazioni, che ci ricorda quanto nella sua semplicità sia così ricca di emozioni.

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La nostra agricoltura


Festadell’

agricoltura Palio dei 7 Comuni

Nelle e dalle antiche “regole” le migliori indicazioni per l’agricoltura di oggi di Mario Antolini Musón

suolo, sul fondovalle e sui declivi della montagna; un insieme di norme utili, adeguate ed insostituibili fonti di un’economia sudata e povera, ma sufficiente a portare avanti le famiglie sempre numerose per numero di figli e di componenti il nucleo familiare. La trasformazione delle tipologie di lavoro, hanno sciolto la famiglia patriarcale, nella quale la compresenza di tutte le generazioni - dai neonati ai nonni - dava la possibilità di trasmettere a voce (e col fare) quelle peculiarità che erano indissolubilmente legate alla cura ed alla salvaguardia del territorio. Cosicché, oggi, sui monti sono quasi del tutto scomparse le malghe, le cà da mónt sono state trasformate in ville, i campi e i prati sono stati invasi dall’edilizia di sfruttamento, i boschi e le selve lasciate nell’abbandono e nell’incuria.

Si ha la strana sensazione che il parlare di agricoltura nei primi decenni del terzo Millennio sia come si parlasse di una “novità”, di un qualcosa da riscoprire, uno scavare affannoso e curioso fra i reperti dell’archeologia. Invece, almeno in Giudicarie, l’agricoltura - i bacàn abbinata all’allevamento del bestiame - i vachér - sono sempre state di casa e vissute con una dedizione ed una passione che ha dato sostentamento e ragioni esistenziali di vita, per secoli e secoli, a tutte le popolazioni giudicariesi di ogni vallata: dal Limarò ad Àndalo e Ballino, da Lodrone a Passo Campo Carlo Magno. Purtroppo, alle nuovi generazioni, è mancato l’aggancio vivo e vivace con il passato, con la mancata conoscenza di quegli “Statuti” - meglio definiti “Regole” - che sono tuttora pregni di territorio, di coltivazioni, di cura dei campi e dei prati, dei boschi, delle selve, di rispetto del

Non sempre “andare avanti” è sinonimo di “progresso”. In un’agricoltura sostenibile e rispettosa dell’ambiente, il vero progresso è “tornare indietro”. Nell’industria questo è impossibile, nell’agricoltura, invece, si può. Riscoprire l’agricoltura di una volta, un’agricoltura di “nicchia” che valorizzi le tradizioni del mondo contadino giudicariese può salvare il territorio. Lo chiede il consumatore moderno attento alla salute e ai sapori genuini e, da un po’ di tempo, anche il mercato alimentare. Tornare indietro è quindi una scelta ecologica ed economicamente vantaggiosa. La nostra agricoltura

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Festadell’

agricoltura Palio dei 7 Comuni

Certamente è conseguente a queste strane ma irrefrenabili circostanze che l’accezione del vocabolo “agricoltura” - una volta impregnato nelle ossa di tutta le gente - è diventato una “novità”: un qualcosa da riscoprire, come quando i pirati si perdevano negli oceani alla ricerca dell’isola del tesoro. Il tesoro da scoprire, oggi, sta proprio sotto i nostri occhi, sotto i nostri stessi piedi: il campo, il prato, la stalla, il bosco! Diventa quasi un imperativo categorico sia per ragioni di inderogabile sussistenza - contro l’imperversare dei prodotti industriali che stanno minando la salute di uomini e donne - sia, soprattutto, per offrire ragioni di vita per tanti giovani che sono senza lavoro ma, in particolare, per gli ancora sempre più numerosi giovani, che sentono un insistente desiderio di non voler rimanere chiusi in un ufficio od in una fabbrica - diventati puri numeri anonimi da solo conteggiare - ma giovani travolti dalla voglia di vivere in libertà e di lavorare con le proprie mani. L’agricoltura e l’allevamento del bestiame, con la meticolosa cura di tutto il territorio in valle ed in montagna, che si può (e si deve) trovare e riscoprire nelle pagine delle antiche “Regole” giudicariesi - ossia nelle Sette Pievi “al di qua ed al di là del Duron et saxa Sténici” (come dice la storia) -, non è che l’esemplificazione e l’indicazione esatta di quello che dovrebbero essere o diventare sia l’agricoltura che l’allevamento anche di oggi. Non vi possono essere iniziative agricole senza regole precise e fisse e da osservare, con convinzione, da ciascuno e da tutti. Il territorio deve risultare monitorato da precise indicazione di coltivazione, di sfruttamento, di razionalizzazione in vista

del presente e del futuro. Questo è lo spirito delle “Regole”: spirito che non è mai morto e che anche oggi - specie per i legislatori ed i programmatori - devono andare a ritrovare per dare ai necessari nuovi provvedimenti giuridici la stessa essenza e solidità di quelli del passato, che sono durati secoli e secoli. Quelle norme - conservate in pagine esemplari e troppo colpevolmente dimenticate - che erano basate sull’essere nate e “costruite” dal basso, dalla gente del luogo e legate ai propri territori, diversi da vallata a vallata non solo delle Giudicarie, ma di tutto il Trentino. Non erano norme calate d’imperio ed imposte dal Principe Vescovo (1027183) o dall’impero austroungarico (1803-1918) ma studiate e raccolte insieme da ciascuna comunità, con precise indicazioni localizzate ed assunte unanimamente da ciascuna “communitas” con un assenso preso di comune accodo sulla pubblica piazza o sul sagrato della chiesa. Uno spirito, pertanto, che diventava adesione e convinzione, e non passiva ubbidienza a leggi imposte dall’alto, ed assunto perché riguardavano il territorio e le cose che la gente sentiva di avere sotto i piedi ed a proprio vantaggio. Coinvolgere e convincere tutti gli interessati alla “nuova rivoluzione dell’agricoltura e dell’allevamento” del terzo Millennio vuol senza dubbio dire lo studiare nuove strategie, nuove legislazioni, nuovi regolamenti, nuove tecniche, nuove forme di aggregazione sociale, nuove strategie economiche. Tutto ciò è indubbiamente necessario; ma - da vecchio 97enne - invito chi lo voglia e chi lo può a rinverdire le radici secolari, ancora capaci di suggere dal vecchio suolo giudicariese una linfa che non ha mai cessato di tenere così produttive le nostre belle vallate bagnate dalla Sarca e dal Chiese, con tanti di quei corsi d’acqua e di rii che dei campi, dei prati, delle cà da mont e delle malghe sono state e sono l’essenziale e provvidenziale eterno alimento di vita.

Il nostro paesaggio, i nostri prodotti tipici, la nostra identità. Questo e’ quello a cui, in una società dove il 4% delle persone lavora nel settore agricolo, possiamo pensare per descrivere la nostra percezione del ruolo dei contadini. Forse oggi il significato di questi beni immateriali, prodotti dal settore agricolo, è molto maggiore di quello del soddisfacimento del fabbisogno alimentare locale. La nostra agricoltura significa oggi cultura della terra, del bel paesaggio e della tradizione dei luoghi. Da questa visione dobbiamo partire, quando pensiamo alla nostra agricoltura. 73

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Dovremmo pensare alla nostra agricoltura come ad una pianta che da buonissimi frutti. Questi buoni frutti sono così rari che tutti li vorrebbero se rimanessero sempre così buoni. E noi li sapremo far crescere così buoni solo se la nostra agricoltura sarà di grande qualità, di grandissima qualità. La quantità non piace a nessuno. La qualità piace a tutti.

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Escursione a S. Martino 10 AGOSTO 2017

Giovedì sera, 10 agosto, nell’ambito della Festa Dell’Agricoltura proponiamo una iniziativa dedicata alla visita del sito archeologico del Monte san Martino con tappa alla malga di Vigo (passeggiata di circa 1.50 h con partenza dalla frazione di Lundo). Quale serata migliore se non la notte delle stelle cadenti per vivere insieme una serata di ricordi ed emozioni!

i rischi, gli strateghi consigliano di sfruttare i luoghi: strettoie, passaggi obbligati, alture poco accessibili, montagne. Si realizzano sbarramenti, si costruiscono avamposti, si impiantano castelli e fortezze. Dal monte la sguardo intercetta valli che dalle Alpi retiche portano alla pianura Padana. Strade, un fascio che accoglie e unisce prima del lago di Garda. Per questo il monte è stato scelto, strategico: una fortezza naturale, possente, aspra con rocce piombanti attorno e pochi i varchi. Abili e ben equipaggiate maestranze l’hanno perfezionata. Molti, coloro che l’hanno usata. Poi i tempi mutano e la fortezza non serve più, diventa inutile, viene abbandonata. Inesorabile, per secoli la storia si fa silenzio, pietre e rovine rimangono sul posto, la foresta le copre e le nasconde, tutto sembra scomparso. Sarà il lavoro e la ricerca a ritrovare le sue tracce, anno dopo anno dal 2004 e ora la fortezza è tornata a vivere, suggestiva e fragile.

Le pietre parlanti di S. Martino

“Le pietre parlano, raccontano: di tempi lontani, di una fortezza imponente, di cavalieri e soldati, di re e servi, di pellegrini e mercanti. Romani, Goti, Longobardi, Franchi: frange di genti disperate, chiedono asilo. Altri, irruenti, saccheggiano e affamano. Capi si affrontano, i re scacciano i re, altri popoli, nuovi domini: la fortezza scompare, il paesaggio cambia, la chiesa continua, perenne come la roccia su cui é costruita. Solitaria: più animali che uomini da queste parti. A Martino é consacrata, sovrana del monte come i suoi fondatori, silenti ma qui rimasti. Pellegrini, viandanti, pastori l’hanno cercata tra i monti, hanno pregato sotto il suo tetto, qui hanno trovato protezione. Secoli, anni fa. E il monte racconta… A ondate irrompono e travolgono i confini, sono centinaia, migliaia e sconvolgono l’Europa. Barbari li hanno definiti chi da qui li guardava e li temeva. Parlano lingue e hanno costumi diversi: chiedono asilo, si impongono con le armi, differenti la cultura, la religione, i modi di vita. Solo più tardi gli storici narrando di loro parleranno di nazioni. Vandali, Burgundi, Unni, Ostrogoti e Visigoti, Longobardi, Franchi: la nuova Europa che nasce. Un impero e un mondo terminano, tragicamente, drammaticamente, inconsapevolmente. Le Alpi, frontiera come mai prima di ora: fortificate ma permeabili, attraversabili, vulnerabili. Per fronteggiare

COME ARRIVARE SUL MONTE DI SAN MARTINO

Il monte è raggiungibile in ogni stagione, con una facile camminata su strada e sentieri forestali, percorribili anche con mountain bike. Raccomandati sono abbigliamento e calzature idonei e…., una borraccia d’acqua. Si consiglia di raggiungere Lundo e, lasciata la macchina, seguire il segnavia SAT 425 con indicazione “monte di san Martino” e “malga di Vigo” (con deviazione per il monte segnalata lungo il percorso). Distanza totale: km 3 ca; dislivello: m 240; tempo di percorrenza: 1,00 circa. Ritorno per la stessa via. Altra via, più impegnativa, è direttamente da Vigo Lomaso, seguendo sempre il segnavia SAT 425 che si imbocca dalla strada provinciale, sulla destra, subito dopo aver lasciato la pieve di san Lorenzo e poco prima della chiesetta di San Silvestro.

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Notte di stelle, luci e storia Un percorso nella natura per rivivere un’antica storia fatta di nuove emozioni

Tornare indietro nel tempo ascoltando il racconto “lontanissimo” di quelli che sono luoghi a noi così vicini, una storia di posti familiari in cui vivevano antiche civiltà, il mistero del passato rivissuto in una magica notte di ricordi, di stelle cadenti, giochi di luce… e molto altro…

PROGRAMMA Ore 18:00 Ore 18.15

Ritrovo nel piazzale di Lundo Camminata verso il Monte San Martino (1 ora circa, dislivello 240 m ca.) non impegnativa su strada sterrata e sentieri ben tracciati, accessibile a tutti. Sono richiesti abbigliamento e calzature idonei per la montagna, obbligatorio dotarsi di frontalino individuale o torcia elettrica per il rientro ed è vivamente consigliato portarsi un binocolo;

Ore 19.30

Visita del sito archeologico accompagnati dalle preziose spiegazioni del Prof. Cavada;

Ore 20.00

Direzione Malga di Vigo (20 minuti circa) qui si potrà fare merenda con i prodotti del territorio; a seguire poi un “incontro con le stelle” insieme con gli Astrologi di Caldonazzo; e per terminare la serata grande finale a sorpresa, potrete vivere una esperienza unica nella notte illuminata dal fuoco. Rientro a Valle (ca. 1,30 h)

Ore 23.30

È prevista una quota di partecipazione di 5,00 Euro a persona da versare alla partenza. (gratis per bambini fino ai 10 anni). L’iniziativa avrà luogo con un numero minimo di 30 persone ed è annullata in caso di maltempo Iscrizioni e informazioni: Azienda per il Turismo Comano Terme Dolomiti di Brenta - Tel. 0465 70626 Omar Tel. 3491368248 (sufficiente nome, cognome e numero dei partecipanti anche con SMS o Whatsapp) 77


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La nostra agricoltura quella fatta di tradizioni, di passione, di riconoscenza negli animali con i quali ogni giorno si condividono le fatiche, l’agricoltura del rispetto per i ritmi della natura è morta. siamo orfani delle nostre tradizioni e figliastri di una speculazione chiamata agricoltura che non ci appartiene più. La nostra agricoltura

Affinché l’agricoltura possa avere futuro nelle nostre comunità, così come lo è stato in passato, dovrà essere in grado di rispondere sempre meglio alle esigenze e alle aspettative dei territori di montagna anche attraverso un forte patto che dovrà nascere tra mondo della Cooperazione, organizzazioni agricole e Politica. 78


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La Nostra Agricoltura ormai è malata, le multinazionali e i poteri forti ce l’hanno rovinata, ci han fatto credere che conta solo il reddito a scapito dei veri valori agricoli di un tempo e quindi di un territorio sano e naturale!

La nostra agricoltura è piccola... la nostra agricoltura è famigliare... la nostra agricoltura è tanta fatica… ma tanta passione per il nostro territorio... che le o en su o en gio... grazie... alla nostra terra.

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Visita guidata alla Pieve di San Lorenzo di Vigo Lomaso SABATO 12 AGOSTO - ore 17.00

Maestosa, severa e solenne, fuori dal centro abitato la chiesa di Vigo Lomaso racchiude un immenso tesoro di arte, di cultura, di storia e di religione. Dopo la recente settimana di analisi e approfondimento da parte del gruppo di studio guidato dal Prof. Cavada l’interesse per questa chiesa è notevolmente aumentato. Dedicata al patrono S. Lorenzo, è costruita su un luogo di culto antico: lo testimoniano alcuni reperti e le piccole are trovate in zona e dedicate a divinità precristiane. Indubbiamente è la prima pieve delle Giudicarie Esteriori ed è l’unica chiesa trentina con battistero esterno. Siamo sicuri della sua antichissima origine, ma non abbiamo ancora date certe: il riscontro di “eleganti resti ornamentali” conferma un ruolo importante della chiesa in epoca longobarda. Il portale ha degli elementi sicuramente altomedievali e probabilmente era preceduto da un piccolo nartece. Si parla poi di una ricostruzione carolingia ad aula unica nel X secolo. Un riscontro documentale certo è del 1207. Nel XIII secolo prese forma la chiesa romanica, a capanna, a tre navate, col tetto a capriate che poggiava direttamente sulle colonne e sui muri perimetrali. Facile immaginare le fattezze della originaria chiesa romanica, la quale doveva corrispondere alla parte in pietra a vista e con contrafforti digradanti, e che ben si differenzia dal resto della facciata facente parte del successivo ampliamento. Non sappiamo quando fu costruita la volta della chiesa, in forme gotiche, in sostituzione delle capriate:

si ipotizza la seconda metà del sec. XV, probabilmente in concomitanza ai restauri dopo il terremoto del 1457. La nuova abside gotica, in sostituzione di quella romanica, è del 1497. Nello stesso periodo si operò un ampliamento, come documentato da una targa nel presbiterio. Si presume che i lavori siano avvenuti per volere del principe vescovo Udalrico IV di Liechtenstein e di Giovanni Weinach capitano di Castel Stenico, come testimoniato dagli stemmi posti in facciata. Nel XVI secolo la chiesa fu ampliata con la costruzione di ulteriori due navate laterali. Nello stesso secolo si operò anche una decorazione a fresco della chiesa, ma poco se ne sa e comunque non ne rimane traccia. Il campanile è stato ricostruito nell’Ottocento. Gli altari lignei, nominati negli atti visitali, furono tutti sostituiti nel corso degli anni dagli attuali altari marmorei. Particolarmente bello doveva essere l’altar maggiore, che nel 1633 era “assai pregevole e ornato”. All’interno della chiesa, sopra la porta centrale c’era una vecchia cantoria in legno con organo a 36 registri. Nella ristrutturazione del 1924 cantoria ed organo vennero rimossi e all’esterno della facciata venne realizzato, quale monumento ai caduti della prima guerra mondiale, il nuovo rosone con i dipinti di Carlo Donati di Verona. Dello stesso pittore e dello stesso periodo sono gli affreschi interni, compresi quelli dell’abside. Autentiche sorprese riserva la visita al battistero. A forma ottagonale, è l’unico battistero, già ad immersione, superstite del Trentino. Addossato alla chiesa è sorto, a quanto sembra, sull’area di un

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tempio pagano, ad opera di maestranze comacine nel XII secolo. Conserva molte reliquie romane fra cui l’ara dedicata al dio Silvano da Lucio Settimio (appartenente alla tribù Fabia di Brescia) e una pietra con il rilievo di un soldato con bipenna (attribuito al II sec. d. C.). L’altare di pietra è ornato da un antipendio scolpito a tecnica piatta (intreccio e simbolo cristiani d’arte paleoromanica), proveniente probabilmente da S. Martino. Notare anche il trittico tardo-gotico di legno scolpito e dipinto (XVI sec.), il crocifisso ligneo (sempre da S. Martino) e la predella dell’ancona proveniente dalla vicina chiesetta di S. Silvestro. Al centro il battistero di pietra datato 1519. Nel 1927 il portale romanico del sec. XIII è stato ricostruito fedelmente con gli elementi ritrovati da scavi adiacenti ed il pavimento, che probabilmente recava al centro una vasca utilizzata per il battesimo ad immersione, è stato rifatto in cotto Dal 1400 al 1702 il Battistero fu anche oratorio della Confraternita dei Disciplini. All’interno, dove i confratelli si riunivano per i loro esercizi di preghiera e penitenza, c’erano delle pitture, cancellate verso il 1870 perché deteriorate, con “diavoli e maschere”, che probabilmente rappresentavano i Disciplini in nere cappe in atto di impugnare il flagello della disciplina.

CONCERTO CORO CIMA TOSA

Lunedì 14 agosto, ore 21.00 Pieve di Vigo Lomaso

CONCERTO D’ARCHI DEL QUARTETTO RIGOTTI. Lunedì 14 agosto, ore 18.00 Chiesa di Dasindo

Subito dopo la visita guidata delle ore 17.00, nella suggestiva cornice del Santuario dell’Assunta a Dasindo, ci sarà un incontro con la musica d’archi del quartetto della famiglia Rigotti (2 violini, 1 viola, 1 violoncello). Una famiglia in sintonia con la musica, un gruppo musicale davvero speciale con un repertorio di musica classica sempre ricco e ricercato. Quest’anno una grande novità: oltre alla musica sentiremo le poesie di Paola Dalponte..

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Visita guidata alla Chiesa dell’Assunta di Dasindo LUNEDÌ 14 AGOSTO, ORE 17.00

Non conosciamo la data di nascita del santuario mariano di Dasindo, ma un documento attesta che esisteva già nel 1251. La piccola chiesetta romanica di allora venne ampliata in epoca tardo gotica e poi assunse le sue dimensioni attuali sul finire del ‘500 ad opera di Giovanni Maria Filippi, che fuse magistralmente elementi gotici e rinascimentali. Il campanile era ed è rimasto romanico. Il bellissimo portale e anche le due cupole semisferiche del transetto rendono unica la chiesa nel Trentino. Il portale è indicato come “opera di eccellenza” di Giovanni Maria, che, in età giovanile lo firmò e lo datò (1596). Giovanni Maria era nato a Dasindo e a lui dobbiamo la grande ristrutturazione che comprendeva, oltre al portale, il transetto con le cupole, l’aggiunta della terza campata ad ovest e la nuova facciata. E’ evidente l’influsso del Palladio nelle caratteristiche finestre semicircolari, come del resto nella purezza stilistica e nell’eleganza delle proporzioni di tutto l’interno. Ma volgiamo subito la nostra attenzione al “tesoro nascosto” della nostra chiesa, in realtà completamente nascosto fino a pochi anni fa: il ciclo di affreschi dell’abside databile attorno al 1540. Un ciclo di affreschi attribuito a Simone II Baschenis: un’opera di alta qualità, una delle ultime prima del suo ritorno nelle valli bergamasche. Ci sono gli Apostoli, i Profeti, i Dottori della Chiesa, ma soprattutto ci sono le “Storie di Maria”, la vita della Madonna dalla nascita alla dormizione. Si nota un uso raffinato del colore ed appare certa nella struttura dell’opera la conoscenza dei nuovi canoni del rinascimento. E’ anche evidente nel ciclo di affreschi del Baschenis la chiarezza dottrinale e l’intento divulgativo. Ammirevole la sensibilità di un pittore che in uno dei riquadri decide di rappresentare la mamma di Gesù che cuce in compagnia di altre donne. Si usavano immagini semplici e suggestive per insegnare la storia sacra al popolo. Nella chiesa dedicata alla Madonna perfino il tema severo dell’apocalisse della volta del transetto ci appare insolitamente equilibrato e sereno, quasi come se la presenza materna di Maria riuscisse a rendere meno tremendo quel “dies irae” ivi rappresentato. Proviamo dunque ad immaginare come era la chiesa

e come è stata per breve tempo con l’abside affrescata ben visibile, prima che la calce ricoprisse i dipinti e venisse eretta l’ancona. E non possiamo non porci l’interrogativo sul perchè dopo pochi decenni il gusto sia improvvisamente cambiato, o del perchè comunque si sia deciso di nascondere gli affreschi. Nel 1675 dunque viene eretta la splendida e maestosa ancona lignea dorata di stile barocco, talmente grande che più grande non si poteva ed è ciò che immediatamente colpisce il visitatore al suo ingresso. E’ un’opera di Cristoforo e Giandomenico Bezzi, degna cornice della ben più antica scultura lignea di Maria, con sulle ginocchia il Bambino Gesù. (è conosciuta anche come Madonna del respiro, venerata per il misterioso potere di richiamare in vita i bambini nati morti, giusto il tempo per battezzarli). A Giandomenico Bezzi viene attribuito anche il grande crocefisso ligneo Molto bella la Via Crucis e anche gli altri altari: Il primo a sinistra è l’altare della Visitazione, del 1606, con ancona lignea dorata. Il primo a destra, dedicato a S. Giovanni Nepumeceno, del ‘700, in marmo policromo. Il secondo a sinistra, dedicato a S.Valentino, del ‘600, con ancona lignea. L’altare del transetto sinistro, con ancona lignea dorata, dedicato alla S.S. Trinità, è del ‘600. L’altare del transetto destro, con ancona lignea dorata, dedicato ai S.S. Girolamo, Rocco e Carlo Borromeo, è del 1623. L’esterno della chiesa è decorato dai recenti graffiti di Giorgio Wender Marini che non paiono disturbare l’armonia rinascimentale della facciata, anche se non tutti sono d’accordo con questa opinione. Finora inesplorati sono i vani funerari sotto il pavimento della chiesa. E’ infine doveroso ricordare che all’esterno della chiesa, sulla parete nord, è collocato il monumento del poeta romantico Giovanni Prati. Infine è giusto ricordare tre pregevoli sculture lignee che erano nella nostra chiesa e che ora sono al Museo diocesano di Arte Sacra: una deposizione, una statua di S. Giovanni Battista e una di S. Giovanni Evangelista. E’ doveroso ricordarle visto che per ora non è esposta nella chiesa alcuna targa o riproduzione che ce le rammenti. E’ anche in atto un dibattito sull’opportunità di un possibile rientro delle sculture nella nostra chiesa. Per ora accontentiamoci dell’emozione che si prova ammirando queste opere in una saletta di un prestigioso museo e siamone pure orgogliosi!

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C’era una volta il convento LA MOSTRA “GIUDICARIE IERI” NEL CHIOSTRO DEL CONVENTO FRANCESCANO DI CAMPO LOMASO

C’era una volta il convento e c’era una volta un mondo contadino che non possiamo dimenticare. E ben si affianca alla “Festa dell’Agricoltura” di oggi la mostra “Giudicarie ieri”, una preziosa raccolta di ingrandimenti fotografici, una vera storia per immagini di quelle che furono le Giudicarie del secolo scorso. Solo per fare qualche esempio vi possiamo ammirare i “mestieri de ‘na volta”, i tetti di paglia delle case, i “pont de l’era” le vecchie fontane, scorci paesaggistici, uomini e donne di un mondo che sembra molto, ma molto lontano... Il chiostro del convento francescano dove è allestita la mostra è l’ambiente ideale per la rassegna, una collocazione quanto mai azzeccata. Un naturale luogo della memoria per la nostra valle, di grande valore storico e simbolico. Il convento, costruito a partire dal 1662, vide l’ingresso dei primi frati nel 1664. Successivamente furono costruiti il chiostro e il refettorio. Il muro di clausura lungo la stradina che porta al castello è del 1679, mentre i capitelli della Via Crucis che vi si affacciano sono del 1725. Nel 1810 il Convento venne soppresso per decreto napoleonico e fu poi venduto all’asta ai De Prez. Qui, nel locale dell’attuale refettorio, nacque il poeta romantico Giovanni Prati il 27 gennaio 1814, che solo nel 1823 si trasferì e crebbe nella sua Dasindo. Nel 1924 i frati ricomprarono il convento e vi fecero ritorno. Dal 1926 al 1972 il convento ospitò il Collegio Serafico e rinacque a nuova vita. Poi lentamente i frati diminuirono, inesorabilmente si arrivò alla chiusura e nel 2008 l’ultimo di loro lasciò il convento. Ma la rassegna “Giudicarie ieri”, nata nel 1972 a cura del Gruppo Ricerca e Studi Giudicariese ha tenuto in vita il convento e forse ne ha evitato il declino e l’oblio. Un gruppo di volontari dunque, che compie il miracolo e che per primo ci indica la via della cultura come futura destinazione del convento. Che la scelta della valorizzazione culturale sia quella giusta è dimostrato anche dal successo delle ancora rare manifestazioni che si svolgono tra le mura del convento. Si pensi per esempio ai concerti, alla declamazione della Divina Commedia e ai “Viaggi dell’Emozione”.

La mostra “Giudicarie ieri” è aperta fino a settembre nei giorni di Martedì, Giovedì, Sabato e Domenica dalle 16.00 alle 18.00. Domenica 6 agosto, ore 17.30: LA DIVINA COMMEDIA (Tony Sartori recita e commenta un canto). Altri eventi culturali nel convento sono segnalati dall’APT.

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Agricoltura, che bella parola, ma quale? Deve essere giusta, etica, sostenibile dal punto di vista ambientale e socio-economico? Conserveremo con gelosia i nostri saperi e tradizioni o ci appiattiremo alle leggi del mercato ed al consumo acritico. La nostra terra ha bisogno di più’ rispetto è nostro compito prendercene cura. Gli animali meritano un benessere visto che ci donano loro stessi. Ora che cosa vogliamo per la NOSTRA AGRICOLTURA, penso che siamo ad un bivio abbiamo la possibilità di cambiare rotta. Alcuni giovani della Nostra Valle ci stanno provando penso che sia un dato positivo e bene augurante, da sostenere ed hanno sicuramente ragione loro, forse l’ultima chance. La nostra agricoltura

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L’agricoltura del nostro straordinario territorio è caratterizzata da una singolare autenticità, presenta innumerevoli potenzialità ed opportunità che sta a noi saperle cogliere e valorizzare nel miglior modo per poterci contraddistinguere. Non manca nulla ai prodotti della nostra terra, dovremmo concentrarci solo su un sottile cambio di mentalità, sia come produttori ma soprattutto come consumatori.”

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La nostra agricoltura


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L’agricoltura è strumento di vita e passione per i contadini e per l’ambiente dove vivono, formato da territori, che sono paesaggi e a loro volta luoghi, plasmati dalle persone, che sono formate da popoli, che a loro volta sono genti e di nuovo uomini, in molti casi agricoltori custodi di quegli ambienti che rendono unico il nostro Trentino. La nostra agricoltura

La nostra agricoltura, la mia agricoltura ė fatta in un territorio segnato da muri e pendii... che ci rendono scarsamente competitivi in quantità... ma straordinari nella qualità.

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In montagna agricoltura è alta qualità, Santorsola, Casolet, Melinda, Puzzone, spumante Ferrari. In montagna agricoltura è turismo, malghe accoglienti, prati in fiore, vacche al pascolo, boschi puliti, prodotti tipici, sorriso; in montagna chiunque si ostini a fare altro è destinato a morire!

Voglio sperare che la nostra agricoltura migliori sempre più grazie all’impegno costante di giovani agricoltori colti, preparati ed interessati in primis a produrre nel modo più naturale possibile ciò che la nostra terra ci offre!

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La nostra agricoltura


Festadell’

agricoltura Palio dei 7 Comuni

TERME DI COMANO UN MONDO DI BENESSERE E RELAX

A SERVIZIO JEEP VAL D’AMBIèZ BRENTAUn piccolo spazio va dedicato a una risorsa importantissima, unica

La Val d’Ambièz è situata nel settore meridionale del Gruppo del Brenta, oggi Patrimonio UNESCO. e preziosa del nostro territorio: le TermeLedi Comano con la montagne si innalzano dal loro fondovalle e sono composte da tipiche rocce sedimentarie calcaree e da diversi tipi di alle Dolomiti di Brenta! acqua miracolosa per la pelle. Le terme rappresentano oltra ad Inizialmente la valle si presenta stretta e incassata per poi aprirsi e vedere Malga Prato fino al Rifugio Cacciatore da r esplorare nuovi percorsi mountainbike e le piste ciclabili del Trentino: ammirare leindispensabile cime delle Dolomiti diper Brenta. Da qui si può raggiunge il Rifugio Silvio Agostini punto di partenza e arriv una fonte di acqua preziosa anche una risorsa più spettacolari, escursioni del Gruppo l’economia della nostra Valle, sia per l’indotto turistico che per del Brenta tra la Cima Tosa e la Cima d’Ambièz.

l’opportunità lavorativa offerta ai residenti e non.E Rappresentano RIFUGI PUNTI SERVIZIO: una risorsa inserita perfettamente nella nostra realtà Bosetti Giorgio RISTORO: Salus il servizio è gratis. tel. 0465 734176 - cell. 333 3198204 prevalentemente agricola che permette alRistoro turista Dolomitididi abbinare Brenta - m. 900 la Margonari Matteo tel. 0465 734052 - cell. 368 7022343 cura termale ad una vacanza nel relax e nella natura incontaminata. tel. 0465 734121 - cell. 333 5909327

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Non poteva mancare a questo punto un ringraziamento particolare all’APT, che tantia anni dil’ambiente! lavoro Grazie ci haa car affiancato noscere nuovi amiciin e aiutarci rispettare valide per raggiungere le Terme di Comano o perdella spostartiFesta; nelle Valliaiutandoci nella promozione a far conoscere a tutti, turisti e residenti it/floota la nostra manifestazione e gli eventi ad essa correlate. Attività quella svolta dalla nostra Azienda di promozione di continua divulgazione e informazione senza la quale e 9.35 Autostazione Ponte Arche in le nostre proposte ù Belli d’Italia” ai piedi delle Dolomiti di Brenta.seppur conosciute a livello di Valle, non avrebbero raggiunto 14.35 Autostazione Ponte Arche in viaggio verso FIAVÉ, un tale riscontro di partecipazione e di pubblico nel corso degli anni. le.

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Numero Verde


Festadell’

agricoltura Palio dei 7 Comuni

Ringraziamenti Rivolgiamo un ringraziamento particolare ai nostri sponsor che con la loro presenza forniscono un fondamentale contributo alla realizzazione della nostra manifestazione in generale e di questo libretto in particolare. Il loro supporto è indispensabile da sempre ma va messo ancora in maggior risalto in occasione di questa 25a edizione e in un momento di difficoltà generale, in cui le vicende che toccano dal punto di vista economico il nostro Paese non possono certo lasciarci indifferenti. I nostri sponsor si sono dimostrati disponibili e generosi confermandoci quindi sia il loro contributo concreto che la loro fiducia nel nostro lavoro, valore aggiunto quest’ ultimo non tangibile ma per noi di grande valore e incoraggiamento. Tutti i volontari che collaborano alle varie iniziative dando il loro prezioso contributo; Vigili del Fuoco Volontari del Lomaso • Carabinieri di Ponte Arche Associazione Nazionale Carabinieri in congedo • La Crocerossa Il Gruppo storico Antico Rango • Comuni delle Giudicarie L’Associazione Culturale Artisti Giudicare Esteriori CO.P.A.G. • C.E.I.S. Azienda per il Turismo Terme di Comano Dolomiti di Brenta Federazione Provinciale Allevatori Trento • Unione Allevatori Giudicarie Esteriori Associazione Cavallo Avelignese … un grazie a tutti i partecipanti alla festa.

Il Comitato Organizzatore

Via G. Marconi, 6 - 38077 Ponte Arche (TN) Tel 0465-702978 - fax 0465-701771

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LARIDO - Tel. 0465.736540 | FIAVÈ - Tel. 0465.736511 | PONTE ARCHE - Tel. 0465.736560 SANTA CROCE - Tel. 0465.736530 | VIGO LOMASO - Tel. 0465.736550

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Kilian Schönberger, fotografo e travel blogger tedesco. Dopo una giornata passata a fotografare boschi, arriva preciso all’ora dell’aperitivo. Perché in Trentino ogni brindisi ha un gusto irripetibile. Scopri l’esperienza di Kilian su visittrentino.info.

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Festa dell'Agricoltura Palio dei 7 Comuni - Ed. 2017  
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