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Quindicinale Indipendente

Anno III n. 73

PANETTERIA FRANGILLO MARCELLO

18 LUGLIO 2009

di FRANGILLO NADIA

PANE E PRODOTTI TIPICI SALENTINI SANTA CESAREA TERME via Roma c/o Mercato Coperto

SOPPRESSIONE DELLA SCUOLA INFERMIERISTICA A TRICASE Reazioni a catena... di Laura Longo

POLITICA E SOCIETA’

In questo numero

L’accoglienza dei migranti

LA PRIVAZIONE

di Annibale Elia

“Il forestiero dimorante fra voi lo tratterete come colui che è nato fra voi; tu l’amerai come te stesso, perché anche voi siete stati forestieri”. Così il libro del Levitico(19,34). E nel Nuovo Testamento

ancora più esplicitamente Gesù ci ricorda che l’incontro con lui passa anche attraverso la misericordia riservata allo straniero: “Ero straniero e mi avete accolto”(Matteo 25,35). Continua a pag.

Rischia di chiudere i battenti la scuola per infermieri di Tricase. Il Comune ha immediatamente dichiarato con un comunicato stampa la sua posizione contraria e sono scesi in campo numerosi appelli bipartisan per attuare un cambio di rotta: dal presidente consigliare del Pd, Antonio Maniglio, a Antonio Buccaliero, vice segretario nazionale dell’Udeur fino a Antonio Gabellone presidente della Provincia. di Lucio Vergari Continua a pag. Nessuno potrà affermare: “Io non lo sapevo”, nessuno dovrà permettersi di chiamare la nuova emergenza rifiuti un caso improvviso, perché è dall’8 gennaio (La pace sia con voi) scorso, da quando si riunì un’assemblea straordinaria di Rita Lia per affrontare il problema immondizia, che tutti erano Ancora non si è spenta l’eco delle ultime ed eravamo a conoscenza che il 30 giugno avrebbe elezioni democratiche in Iran. Anche se la chiuso i battenti la discarica di Burgesi a Gemini. stampa ha subito un duro colpo alla propria Continua a pag. autonomia, il grande e magico mondo di internet continua a darci notizie più o meno dettagliate su ciò che sta accadendo nel paese Una storia mai conclusa arabo che, insieme alla di Ermelinda Placì Corea del Nord, più La Rivoluzione francese delle donne” l’ha docupreoccupa i paesi occiden- costituisce un evento epo- mentata (G. Bock, Le dontali. Ormai è chiaro a cale, segnando con i suoi ne nella storia europea, tutti che l’elezione di rivolgimenti e le sue istan- Laterza, Roma-Bari 2006; Ahmadinejad è stata ze di liberazione, per molti G. DUBY – M. PERROT a cura una farsa ben congeniata dallo stesso, aven- versi, l’inizio di una fase di, Storia delle donne, Ladola lui stesso definita la “più democratica nuova della storia umana. terza, Roma-Bari 1990mai avvenuta in Iran” come se la democrazia Accanto, tuttavia, ad una 1992), una Rivoluzione, potesse avere gradi minori o maggiori a se- Rivoluzione fatta dagli che vide protagoniste dicondo del momento storico che uno Stato si uomini, esiste e negli ulti- rette proprio le donne. trovi a vivere! Continua a pag. mi decenni la “storiagrafia Continua a pag.

a pag. 4 UN MONDO “MONEY”

DA

a pag. 5 LE MARINE Intervista al Salve

sindaco

di

a pag. 6 LA SCHIUMA? MUCILLAGINE. LA CAUSA? LE ALTERAZIONI CLIMATICHE?

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NUOVA EMERGENZA RIFIUTI

LAVORI IN CORSO AL CIOLO

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ASSALA’MU LA’KUM

a pag. 7

CASTRO E LE MACERIE

a pag. 7 PALIO DELLE CONTRADE

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MADAME DE GOUGES E LA “RIVOLUZIONE DELLE DONNE”

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ora è su...

LA SALUTE? BASTA UN CLICK

a pag. 8 NUOVA SEDE, “NUOVA VITA” PER INTEGRA ONLUS

a pag. 8 CALCIO DA: TRICASE, GALLIPOLI E RACALE

a pag. 9 COZZE GRATINATE

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SOPPRESSIONE DELLA SCUOLA INFERMIERISTICA A TRICASE Reazioni a catena...

di Laura Longo Nessuna dichiarazione rilasciata da Vendola o dai suoi delegati. Il motivo di questa decisione? La risposta ufficiale è che il numero dei formandi è notevolmente diminuito. La Regione Puglia ha confermato che per l’anno accademico 2009/2010, il fabbisogno del mercato è di 900 infermieri professionali, rispetto all’anno precedente che si attestava intorno ai 1020. In più i tagli dei finanziamenti imposti dal governo nazionale si fanno sentire sempre più in periferia e si sta procedendo con la cancellazione o l’accorpamento di diversi corsi di laurea. Da qui si prevede la fusione del plesso di Tricase con quello del Vito Fazzi. C’è chi suppone che soffia vento di “baricentrismo”. Probabilmente già i primi segnali c’erano stati: nella scuola del “Fazzi” ci sono solo docenti di Bari. C’è da chiedersi perché l’Università di Bari ha deciso di sostituire docenti con esperienza più che decennale e, contemporaneamente, di spendere di più. La scelta di chiudere la scuola di Tricase porterà inevitabilmente a eliminare una scuola di eccellenza, danneggiando il futuro dei molti ragazzi che non potranno accedere alle professioni mediche. Non tutti avranno la possibilità di studiare a Bari e ci sarà una sorta di scrematura/selezione naturale di tipo economico. C’è chi preferirà altre località d’Italia: prevista quindi dietro l’angolo la fuga dei cervelli. Cadranno anche definitivamente le speranze di chi sognava di lavorare nella propria terra di origine. Ci stupisce perché l’attuale vicepresidente Loredana Capone, fresca di nomina regionale, non dica nulla a proposito o non batta i pugni contro questa scelta scellerata che infrangerà le aspettative di molti giovani e della stessa comunità che perderà l’occasione di avere nel proprio territorio un centro di sviluppo e di alta formazione. La scuola per infermieri di Tricase in questi anni è nota per aver formato una schiera di professionisti nel comparto della sanità che ha pochi eguali sul resto del territorio nazionale. Un fiore all’occhiello che rischia di essere smantellato dall’oggi al domani. Curiosa perciò la scelta di Vendola di sopprimere un centro di formazione universitaria in virtù della scusa -spreco. Gli sprechi sono ben altri e tagliare verso questa direzione significa non conoscere il territorio e applicare azioni territoriali alla carlona. Scelte politiche che nulla hanno a che vedere con l’efficienza, l’efficacia e l’economicità delle decisioni assunte. La soppressione del nucleo formativo dell’azienda ospedaliera di Tricase penalizzerà fortemente il Salento già più volte depredato negli anni precedenti con la soppressione di altri corsi come i “tecnici di radiologia” e i “tecnici di laboratorio”. Non resta che affrontare la situazione di petto e rimboccarsi le maniche e trovare delle soluzioni: sindacare con l’università di Bari e trovare una risoluzione a favore del plesso di Tricase e laddove l’Università non fosse disponibile a incontrare le esigenze del territorio del Capo di Leuca, stipulare convenzioni con altre università della regione o extraregionali.

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NUOVA EMERGENZA RIFIUTI

Lucio Vergari

Ora, alla felicità degli ugentini, più che condivisa, va ad aggiungersi la preoccupazione di ogni singolo abitante salentino, che in questi giorni ha visto crescere a dismisura i sacchi di spazzatura vicino ai cassonetti del proprio paese, oltre ad assistere agli atti incendiari di qualche balordo.

E fortuna che si è potuto godere della benevolenza e del grande senso civico degli amministratori di Conversano e Mola di Bari, i quali hanno permesso il trasferimento dei rifiuti dell’Ato Lecce 3 nei loro siti di stoccaggio. Partendo dal presupposto che la raccolta differenziata non riesce proprio a spopolare, restando ferma ad una soglia del circa 15%, facendo nascere i dovuti dubbi sulla nascita e sulla giusta efficacia del biostabilizzatore di Ugento, ora si torna a parlare di selezione, compostaggio, per non parlare, poi, di inceneritori e termovalorizzatori. Ma perché solo oggi, perché le varie amministrazioni non hanno pensato per tempo a delle soluzioni tampone, come hanno fatto i sindaci di Tricase e Casarano sfruttando dei terreni comunali vuoti, in attesa che venissero attuati dei veri appianamenti al problema? E’ incredibile! Dopo un anno di recessione, di grave crisi economica, tutto il Salento puntava dritto sul turismo per alleviare una situazione disastrosa ed ecco che oggi, proprio il turista, si trova a dover cenare sul proprio balcone di casa con un “profumino maleodorante” recapitato dai cassonetti stracolmi a pochi metri o a dover fare il bagno in un mare che presenta una strana colorazione “marrognola”

dovuta chissà a cosa o una schiuma che, a quanto sembra, non è solo riconducibile a mucillagine. E’ un colpo al cuore lo sporco che hanno registrato i nostri mari in questi giorni, ripuliti solo grazie al vento di tramontana che ha spostato i vari liquami lontani dalle nostre coste... ma non si risolvono così i problemi. Partiamo dai depuratori di Corsano e Santa Cesarea! Funzionano realmente a dovere? Se sì, perché si riversano i rifiuti nel nostro mare? E il depuratore di Santa Maria di Leuca’ Perché non è stato mai messo in funzione? Non dimentichiamo che il 99% delle abitazioni esistenti nelle nostre località balneari “scaricano” direttamente nel mare, hanno un attacco diretto alla fogna bianca e i vari pozzi neri sappiamo tutti a cosa portano. E i camion addetti allo spurgo? Dove vanno a svuotare il letame raccolto? Una volta c’erano le campagne ad accogliere questo concime naturale, oggi tutto fa pensare che sia il mare a darne ospitalità; supposizioni, per carità, ma sarebbe il caso di usare le “ronde” anche per questi tipi di controlli e credo proprio che se ne vedrebbero delle belle. Quindi è arrivato il momento di dire basta! Dal 6 luglio il depuratore di Corsano non scaricherà più in mare, ma perché non farlo prima? E da settembre cosa succederà? Cerchiamo di non trovare sempre e soltanto soluzioni tampone, che alcuni sindaci e amministratori sfruttano solo per farsi battere le mani e scalare poltrone, sforziamoci, innanzitutto, di raggiungere noi tutti un forte senso civico e, chi ha il compito di farlo, cerchi di risolvere il problema rifiuti e inquinamento, perché vogliamo vivere una vita pulita, vogliamo un mare pulito, vogliamo le nostre strade pulite.


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ASSALA’MU LA’KUM (La pace sia con voi)

Rita Lia

La realtà è che Ahmadinejad predica, per meri fini politici, la rivoluzione sciita in tutto il mondo partendo dal Medioriente. Questo vuol dire costruzione di un arsenale atomico per fini militari e finanziamento a pioggia per milioni di dollari delle cellule di Hezbollah in Libano e di Hamas in Palestina. Oriana Fallaci alcuni anni fa riteneva che vi fosse un pianificato tentativo del mondo musulmano di islamizzazione dell’Occidente teso a portare le due civiltà ad uno scontro definitivo. La posizione della Fallaci, grande conoscitrice del mondo arabo, era così chiara e netta da farla indignare alla notizia della costruzione di una moschea in Toscana :” non voglio vedere un minareto di 24 metri nel paesaggio di Giotto, quando io nei loro paesi non posso neppure indossare una croce o portare una Bibbia”. Il problema è proprio questo: chiedono a noi occidentali di essere rispettosi della loro religione e dei loro costumi, ma non hanno alcun rispetto per quelli degli altri. In diritto internazionale è buona regola e norma la reciprocità, ma questo non interessa i conoscitori del Corano. Il governo iraniano garantisce uguali diritti a musulmani, cristiani ed ebrei, ma nei fatti li discrimina: niente insegnanti o magistrati che non siano musulmani, per non parlare delle discriminazioni di carattere amministrativo, civile e penale. Nel mondo arabo gli omosessuali vengono messi in carcere solo per essere tali, tranne che in Turchia dove però vengono perseguitati al limite della legge. I cristiani non sanno se riusciranno ad uscire vivi dalla Chiesa dove si recano a pregare, sono emarginati dalla società araba a tal punto che lo stesso papa Benedetto XVI, nel suo ultimo viaggio in Terrasanta, si è ritrovato a parlare ad una popolazione cristiana minacciata, in fuga e spinta all’emigrazione. Per non parlare dei sempre perseguitati Ebrei nei cui confronti le violazioni dei diritti dell’uomo sono pari al loro pianificato sradicamento dall’area Araba. Se a questo aggiungiamo le dichiarazioni di Gheddafi sul gentil sesso che nel mondo arabo: ”è come un mobile che si può cambiare quando vuoi e nessuno ti chiederà il perché”, ci si chiede a gran voce se il mondo occidentale non sia un po’ troppo lascivo nei confronti di questa grande e antica civiltà che sembra aver però perso il senso della ragione a favore di un bieco estremismo religioso. I nostri amici arabi dovrebbero, al di là della religione, ricordare che il saggio muta consiglio mentre lo stolto resta sempre della sua opinione: il rispetto è dovuto a tutti senza limiti di razza, origine o religione.

MADAME DE GOUGES E LA “RIVOLUZIONE DELLE DONNE” Una storia mai conclusa

Ermelinda Placì

Così, mentre in questi giorni ricordiamo l’anniversario della presa della Bastiglia (14 luglio 1789), simbolo dell’assolutismo monarchico francese, con la quale iniziava la fase “popolare” e più “viva” della Rivoluzione francese, dopo quella aristocratica e borghese, vale la pena ricordare: Olympe de Gouges. “Chi è costei?”. Olympe de Gouges è autrice della Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina (1791), con la quale avrebbe preso avvio tutta una serie di rivendicazioni da parte delle donne e un percorso di “lotta”, tortuosa, tormentata e ricca di contraddizioni per la conquista dei diritti di cittadinanza (politici, sociali e civili), che mai giunta a conclusione, si protrae ancora oggi fino a noi. Accanto ai famosi Cahiers de doleance, sia pure in “quota” ridotta, per usare un termine caro alla politica odierna, la stampa settecentesca vide il proliferare di tutta una serie di Cahiers de doleances des femmes, in cui le donne rendevano pubbliche le loro rimostranze nei confronti degli uomini e rivendicavano la loro uguaglianza e libertà rispetto ad una lunga storia fatta di “schiavitù” e “sottomissione”, l’allargamento del principio di rappresentanza ancora troppo “parziale”, comprensivo del solo sesso maschile, la messa in discussione di una antica concezione della donna, considerata per sua “natura” impulsiva, nel migliore dei casi alla pari con i bambini, nel peggiore, simile agli idioti ed esclusiva proprietà dell’uomo (padre o marito che fosse). Principio questo ribadito poi dal Codice napoleonico del 1804 e confluito nello Statuto albertino. L’intento era ottenere per la donna il riconoscimento di individuo dotato di diritti e doveri alla stessa stregua dell’individuo maschio adulto della Dichiarazione dell’uomo e del cittadino dell’ 89. Dopo Olympe de Gouges, ghigliottinata per giudizio di Robespierre nel 1793, il “movimento delle donne” avrebbe proseguito la propria azione, sotto altre vesti, con intenti divergenti tra Paesi di tradizione anglosassone e quelli invece dell’area continentale e con risultati non sempre positivi. Così mentre in Inghilterra e negli USA le donne avrebbero conquistato il diritto al voto attorno agli anni Venti del Novecento, in molti Paesi dell’area mediterranea e in Italia per ottenere il suffragio universale, non solo più maschile, ma esteso finalmente anche alle donne, occorrerà attendere la fine della Seconda guerra mondiale. Nel 1948 veniva approvata dall’ONU la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, che ancora potrebbe nascondere nei termini equivoci di matrice maschilista, e che sarebbe preferibile definire perciò umani, a garanzia del riconoscimento dell’uguaglianza di ogni individuo, al di là delle differenze di sesso, di razza, di religione, di cultura, ecc., così PERIODICO ISCRITTO AL NR. 1005 DEL come contemplato anche REGISTRO DELLA STAMPA DEL all’articolo 3 della nostra Costi- TRIBUNALE DI LECCE IN DATA 26.11.2008 tuzione. Ma ciò che più conta è Direttore Editoriale che, malgrado queste importanSalvatore Giannuzzi ti enunciazioni di principio, il d.editoriale@diciamo.it riconoscimento di questa uguaRedazione glianza “formale”, ancora per molti decenni la donna ha dovu- Salvatore D’Elia, Cesare Lia, Barbara Ferrari, Rita De Iaco, Antonio Baglivo, Daniele Baglivo, to continuare a lottare per vede- Vito Accogli, Rosanna Mastria, Rocco Chirivì, re riconosciuti e rispettati i proMaria Soledad Laraia, Roberto Molentino, pri diritti e ancora è costretta a Francesca Cesari, Annibale Elia, Laura Longo, farlo in molta parte del mondo, Donato Nuzzaci, Lucio Vergari, Pietro Russo, e non solo in Paesi come Salvatore Errico, Carlo Pasca, Attilio Palma, Francesco Elia. l’Afganisthan dove la donna, Stampato c/o Associazione Culturale Diciamo obbligata a indossare il Burka, è in Tricase, alla via G. Garibaldi, 60 quotidianamente deprivata della Tel./Fax: 0833/784126 propria individualità, femminiliredazione@diciamo.it tà, autonomia e capacità di auDistribuito gratuitamente todeterminazione, ma anche in in una tiratura di 20.000 copie quei paesi cosiddetti “civili”, collaborazione a questa rivista sotto qualsiasi dove è tutt’ora oggetto di vio- La forma è gratuita. La direzione si riserva di rifiutare lenze nella f a m i g l i a , insindacabilmente qualsiasi testo e qualsiasi inserzionell’ambiente di lavoro e ne. Foto e manoscritti, anche se non pubblicati, non si restituiscono. l’elenco potrebbe continuare.


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POLITICA E SOCIETA’

dalla Prima

L’accoglienza dei migranti Annibale Elia

La nazione italiana, che con il suo governo si professa cristiana, che sente il bisogno ad ogni piè sospinto di ergersi a paladina dei principi che la chiesa afferma, votando il pacchetto sicurezza introduce il reato di clandestinità e prepara espulsioni di massa. Si tratta di un’ “invasione” dalla quale bisogna “difendersi”? Oppure i poveri hanno il diritto, appunto perché poveri, di bussare alle porte delle società benestanti? E’ recente il ricordo di tanti nostri concittadini, compaesani, che hanno dovuto abbandonare i nostri paesi per cercare un lavoro in terra straniera. Tanti di essi hanno trasferito per sempre la loro residenza. Sono diventati svizzeri, tedeschi, belgi. E prima ancora tanti italiani sono diventati argentini, brasiliani, cittadini degli States. Le loro rimesse sono state per lungo tempo una voce importantissima nel bilancio dello stato italiano. Non si può negare che lì dove la presenza dello straniero diventa massiccia, la presenza di elementi estranei cambia lo stile di vita, le usanze, la stessa atmosfera che gli abitanti di una città hanno creato nel corso dei secoli. E’ inevitabile pertanto che la popolazione locale consideri l’immigrazione un fenomeno che rischia di travolgere la situazione esistente e quindi istintivamente si opponga. Ci chiediamo: è questo il modo giusto per affrontare un problema che è planetario e che è da sempre? Se non fosse per la tragicità della situazione che coinvolge, purtroppo, centinaia di migliaia di persone, verrebbe da ridere nell’analizzare la reazione che componenti responsabili della maggioranza che ha votato la legge hanno avuto all’indomani della sua approvazione. Il sottosegretario con delega alla famiglia Giovanardi, ad esempio, si accorge la domenica successiva che circa 500.000 famiglie potrebbero trovarsi nei guai e perdere le badanti. L’approccio al problema non può essere di ordine e sicurezza, fondato sulla paura del diverso. Chiudere le porte è innanzitutto inutile. L’emigrazione dai paesi poveri ai paesi benestanti è un fenomeno inarrestabile, come l’alta marea. Lo spostamento massiccio di persone è un fatto

problematico e complesso, che ha al centro uomini e donne, persone quindi, e impegna a mettere ordine nei rapporti reciproci, facendo di ognuno un collaboratore e un promotore di benessere a mutuo vantaggio. E’ necessario riformulare le politiche di accoglienza con un piano di solidarietà concordata, gestendo il fenomeno con scelte preventive. Gli stati hanno l’autorità sovrana di definire i requisiti di accesso e di permanenza degli immigrati. Non bisogna dimenticare al contempo che la dignità della persona e dei gruppi umani vanno tutelati, così come va rispettato l’altro principio etico : la promozione dell’unità fondamentale del genere umano. Essa suppone che tutta l’umanità, al di là delle distinzioni etniche, nazionali, culturali e religiose, formi una comunità senza discriminazioni tra i popoli, che tendono alla solidarietà reciproca. Benedetto XVI nella sua recente enciclica “Caritas in veritate” ci ricorda come la carità s’adopera per la costruzione della “città dell’uomo” secondo diritto e giustizia. Ma ancora la carità supera la giustizia e la completa. La “città dell’uomo” non è promossa solo da rapporti di diritti e di doveri, ma ancor più e ancor prima da relazioni di gratuità, di misericordia e di comunione. (n.6) E più avanti: la condivisione dei beni e delle risorse, da cui proviene l’autentico sviluppo, non è assicurata dal solo progresso tecnico e da mere relazioni di convenienza, ma dal potenziale di amore che apre alla reciprocità delle coscienze e delle libertà (n.9) Il fenomeno migratorio sta producendo, malauguratamente, nuove schiavitù nelle società opulente, spesso senza valori, dove l’amministrazione pubblica e i servizi sociali talora retrocedono su posizioni di difesa e di gretta chiusura. Noi indichiamo una strada nuova che è quella della differenza nella comunione, perché vi è un’unità di fondo che ci deriva dall’essere persone umane, create da Dio. La differenza è una ricchezza e l’uguaglianza si può realizzare nel rispetto della differenza, purché ci si liberi della categoria del “nemico”, che demonizza e criminalizza il forestiero.

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LA PRIVAZIONE di Francesco Elia

La privazione di qualcosa è un fatto difficile da sopportare. Un malato soffre per non poter continuare la vita antecedente la malattia. E così soffre il genitore che non riesce a soddisfare un bisogno del figlio. La privazione è talmente un’arma pericolosa che i militari ne hanno sperimentato, sin dai tempi del Vietnam, per non parlare del carcere di Abu Grahib in Iraq e di quello di Guantanamo, la sua applicazione concreta in interrogatori “speciali”. Né più né meno che torture legalizzate. Ed in un mondo che discrimina l’individuo sulla base di ciò che esso possiede, e meno possiede di minori diritti gode, e minori diritti equivale a dire cittadini di serie B, in un mondo del genere, non si è, forse, di fronte ad un’altra tortura legalizzata? Se sei in America e non hai un’assicurazione sanitaria, augurati di stare sempre bene in salute, perché in caso contrario potresti rimanere a morire per strada. E non sarai mica così folle da pretendere libertà e diritti d’espressione in Russia o in Cina; se poi non sei musulmano, non metterlo in mostra quando viaggi fra Turchia e Arabia Saudita. Ed in casa nostra? Si è tentato di stabilire che se il genitore non ha il permesso di soggiorno, il figlio no và a scuola. Ma non era ormai assodato che se nasci in un territorio sei cittadino di quel territorio? La Lega ha anche proposto che se non hai il permesso di soggiorno, puoi farti curare in ospedale ma i medici sono tenuti a denunciarti, norma per fortuna poi eliminata. Si sta cercando, forse, per via burocratica, di instillare differenze fra gli stessi abitanti di una nazione? Lo sanno i nostri legislatori che queste discriminazioni suddividono la società in pezzi, forse più evidenti, magari meglio evidenziabili e controllabili, ma non è detto che così si fermi l’immigrazione? Questa burocrazia serve ad erigere muri verso coloro che già ci sono. Sono privazioni inutili, perché, per fortuna, tanti faranno obiezione. Ed invece che cosa ci dovremmo aspettare? Che ci sia un intervento di contrasto alla privazione, in maniera da includere nel nostro corpus quelle espressioni frutto della diversità. Inutile stare a fare la voce grossa agli immigrati, quando interi settori economici si fermerebbero, visto che noi italiani non accettiamo più quei mestieri. Meglio far rispettare in maniera ferrea le regole, che già esistono, sui contratti di lavoro; sugli affitti; sulla regolarità contributiva delle imprese che utilizzano manodopera straniera; sulla sicurezza sul lavoro. Ma la privazione non è solo nei diritti verso gli immigrati. Dei tanti diritti negati a chi non si adegua a trovare fortuna al Nord e prova a rimanere qui a resistere? Ne vogliamo parlare? L’egoismo del ricco Nord, ben rappresentato dalla Lega, ha perfino negato l’esistenza della Questione Meridionale. Abbiamo assistito alla scandalosa sottrazione ad opera del governo dei fondi FAS – fondi Aree Sottosviluppate – destinati al Mezzogiorno a spostati al Nord per la crisi. Poche voci di protesta dell’opposizione, niente dai rappresentanti meridionali della maggioranza. E quando rialzerà la testa la nostra classe dirigente locale? Mica tutto si esaurisce il giorno del voto! Le comunità locali devono farsi sentire, ma soprattutto hanno il compito di rovesciare queste situazioni in cui siamo costretti: i nostri paesi privati delle energie migliori, i nostri ragazzi privati delle possibilità di realizzarsi nella loro terra.


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UN MONDO DA “MONEY” di Rita De Iaco Ancora una volta si discute sul tipo di società nella quale viviamo e sull’impostazione politica data ad essa. Molti cercano, nelle vecchie formule politiche, l’individuazione della caratteristica più o meno favorevole ad una società di destra o di sinistra della politica governativa e molti, oramai, cominciano a convincersi che centro destra o centro sinistra sono la stessa cosa, hanno le stesse caratteristiche, hanno in fondo le stesse finalità. Dire che la sinistra rappresenti il vecchio sistema di leggi e provvedimenti favorevoli alle classi dei lavoratori dipendenti e dei cosiddetti meno abbienti è falso, dire che la destra rappresenti le posizioni favorevoli ai datori di lavoro ed ai ceti di lavoratori autonomi lo è altrettanto. Non vi è un rosso o un nero di vecchio stampo ma un grigio piatto ed amorfo di difficile interpretazione, di difficile classificazione. Parlando in giro con molti operatori, tutti hanno la convinzione che i vecchi schemi e le vecchie classificazioni sono radicalmente cambiate soprattutto tra i giovani i quali, privi delle antiche ideologie, che riuscivano almeno ad indirizzare verso una qualificazione sociale, non fanno altro che anteporre a tutto l’interesse, il “money” di stampo anglo-americano. Un sistema trasversale alle antiche ideologie, trasversale all’odierno centrodestra e centrosinistra e rivolto al solo interesse immediato della monetizzazione. Monetizzazione nel lavoro, monetizzazione nei servizi, monetizzazione nei rapporti in generale. La situazione, riconosciuta anche dalle principali forze politiche, è talmente deteriorata

che si sta cercando di trovare un nuovo sbocco nella sensibilizzazione delle classi giovanili, attraverso convegni su nuovi schemi di gestione della società e dell’amministrazione pubblica. Verrà recepito il messaggio da parte di una fascia della società che, non avendo conosciuto le antiche impostazioni della politica, dovrebbe essere indirizzata verso un nuovo sistema di interessi sociali e collettivi libero da schemi ideologici e filosofici ovvero preferirà di continuare il nuovo opportunistico e il contingente “che mi dai” di nuova istituzione nella seconda Repubblica? Non è facile! Noi giovani siamo stati abituati ad una società di massimo consumismo, una società nella quale vale l’immediato e non più la professionalità, un mondo nel quale si vive alla giornata e non si programma, non si guarda al futuro. Il Dio denaro sovrasta incontestato e chi ci perde è tutta la società che non riesce a costruire valori di validi e forti, che non riesce ad impostare certezze, che continua a guardare solo al quotidiano sul vecchio adagio, contestato nel passato dai saggi politici ed economisti “…..del doman non v’è certezza”. E’ ovvio che tutto questo non consente di avere un quadro esatto né della politica né della nostra economia. Tutto ruota intorno al provvisorio, all’immediato, all’effimero! Non si può avere classi di professionisti, operai, pubblici dipendenti preposti e vocati a costruire situazioni stabili. Il pericolo è grande se si pensa che ognuno, superati i valori, si pone sul mercato e si “vende” al miglior offerente, che, non avendo se non la prospettiva del “money”, tutto viene ridotto a valori venali, instabili e corruttibili. Questo non può essere uno Stato sicuro e le prime conseguenze già si vedono all’interno dei partiti esistenti. I transfughi diventano sempre più numerosi, alle antiche ideologie, che riuscivano a tenere uniti gli aderenti, si sostituiscono sempre di più gli arrampicatori, e, dovendo avere molte risorse economiche per ottenere l’attenzione dell’elettorato, i rappresentanti del popolo apparterranno sempre di più ad una cerchia di potenti che certamente si impossesseranno delle istituzioni per perseguire non scopi pubblici ma interessi privati e del tutto personali. Lo Stato in cui vivremo rischia sempre di più di diventare la società oligarchica dei potentati e non l’antica società democratica delle classi ove si contrapponevano interessi sociali, morali, economici diversi ma tendenti a rappresentare uno Stato variegato ma unanime nel sostenere il principio della crescita non trascurando quello della solidarietà. Il nostro sarà un pericolo serio che neppure l’Unione Europea riuscirà a far superare perché in essa, attraverso un sistematico comportamento, con antiche radici soprattutto negli Stati anglosassoni, esiste da tempo un simile stato di cose, che ha portato quelle società a gestioni molto diverse dalla nostra ed improntate al “carpe diem” nelle fasce più basse della società. La speranza è che,la mia generazione, riesca ad innescare una marcia diversa e cominci a comprendere che la società basata sul “money” altro non è che una società di paglia, che si incendia al primo cerino che viene acceso. E l’incendiario può essere chiunque!

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dai Paesi - le Marine

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LE MARINE

Intervista al sindaco di Salve Incontriamo il sindaco di Salve e lo intervistiamo sulle sue marine: Pescoluse, Lido Marini, Torre Pali e Posto Vecchio. 8 km di spiaggia mozzafiato e di acque cristalline. Non a caso è stata una delle poche località pugliesi a ricevere il prestigioso riconoscimento della Bandiera Blu. Vincenzo Passaseo ha un curriculum di tutto rispetto: è espressione di una lista civica di centro destra “Uniti per Salve”. Ingegnere edile, ha ricoperto la carica di assessore ai Lavori Pubblici per circa 10 anni, da un anno siede sulla poltrona di primo cittadino della città di Salve. Sindaco, racconti ai nostri lettori come in questi ultimi anni Salve è cambiata. «Nel corso di questi 10 anni Salve ha cambiato la sua economia. Ci siamo lanciati una sfida: passare da un’economica prettamente agricola e artigianale a una prevalentemente turistica. Punto di partenza è stato la tutela e la valorizzazione delle risorse artistiche, storiche e naturali del nostro territorio. Per questa ragione ci siamo indirizzati verso su un turismo ecosostenibile, piuttosto che su un turismo alla “mordi e fuggi”. Ci abbiamo messo dieci anni ma possiamo ritenerci più che soddisfatti, visti i risultati: Salve insieme a Castro sono gli unici comuni ad aver ottenuto la bandiera blu nella provincia di Lecce». Quali sono gli interventi finora attuati durante la vostra amministrazione? «Interventi di qualificazione delle strade e del cordone litorale. Sviluppo delle condotte fognarie lungo le marine (ad eccezione della piccola spiaggia di Lido Marini che non usufruisce ancora del servizio). Spiagge pulite ma soprattutto libere. Installazione a favore dei bagnanti delle torrette. Tenga conto che siamo stati i primi in tutta la Puglia ad aver applicato un sistema di sicurezza in spiagge libere. Da quest’anno abbiamo immesso lungo i litorali delle mini isole ecologiche per effettuare la raccolta differenziata anche sugli arenili. In più con i fondi europei ci siamo impegnati a riqualificare e bonificare la zona del porto di Torre Pali dove i lavori sono giunti quasi al termine. Molto presto il porto avrà la capacità di contenere 150 posti barca tra imbarcazioni private e pescherecci dei residenti». Questione ambiente. Cosa sta facendo la Sua amministrazione al riguardo?

«L’impegno su questo fronte è massimo. Morfologicamente il territorio in cui è inserito Salve è “tormentato”, quasi collinare. Possediamo dei grandi canaloni chiamati “Fano” e “Muccio” che fanno parte del nostro patrimonio naturalistico e che per questo stiamo tentando di valorizzare turisticamente. Attualmente sono luoghi in cui vengono effettuati da parte dei nostri turisti escursioni e trekking. Abbiamo costruito un’area verde per tutti i cittadini chiamata il “Parco dei Gigli”: 4 ettari posti tra l’abitato di Pescoluse e l’arenile, una zona libera con centinaia di alberi, dove può passeggiare e rilassarsi. In più da diversi anni abbiamo attivato la raccolta differenziata. Da poco invece il compostaggio domestico. Abbiamo distribuito 100 compostiere gratuitamente a chi ne ha fatto richiesta. Tenga conto che la questione dei rifiuti organici è molto importante perché rappresenta circa 1/3 di tutta la spazzatura. L’utilizzo delle compostiere permetterà di ottenere fertilizzante per le campagne e allo stesso tempo riqualificherà ulteriormente il territorio salvese. Ancora c’è po’ diffidenza ma ci sono ancora 4 anni di amministrazione per educare la cittadinanza a questo nuovo approccio di salvaguardia per l’ambiente». Com’è il rapporto con gli operatori economici nelle marine? «Un buon rapporto. Ci siamo più volte riuniti per discutere su ciò che ancora “manca” nelle nostre marine. Spero che dai nostri incontri esca molto presto qualche buona proposta». Mi parli delle iniziative di tutela storicaartistica effettuate a Salve. «In collaborazione con l’Università del Salento, ovvero del dipartimento dei Beni culturali, sono stati effettuati degli scavi archeologici. Sono stati trovati dei reperti risalenti al 3000 a.C. Immediatamente è stata contattata la sovraintendenza di Taranto e a giorni incontreremo la dottoressa Gorgoglioni per discutere al riguardo. Siamo riusciti a recuperare il “tesoretto di Salve”, ovvero 62 monete risalenti al periodo che va dal III al VI secolo rinvenute intorno agli anni ’30. Le originali sono custodite a Taranto,ma il merito della mia amministrazione è stato quello di ottenere una copia del tesoretto salve-

di L.L. se. Abbiamo poco dopo inaugurato un piccolo museo per permettere ai nostri turisti e ai residenti i tesori della nostra città. In più possediamo l’organo più antico e ovviamente funzionante in tutta la Puglia. Oggi è custodito nella nostra chiesa S. Nicola di Salve. Qualche mese fa siamo riusciti a far parte a una serie di concerti a carattere nazionale per valorizzare il nostro organo parrocchiale. Abbiamo restaurato i nostri palazzi, il “Palazzo Persico”, ex sede municipale, e “Palazzo Ravirez” oggi adibito come centro culturale dove sono stati attivati numerosi servizi: la biblioteca comunale, l’ufficio di informazione turistica, il centro capsda. I lavori comunque sono ancoro in corso: bisogna ancora recuperare 3 o 4 vani dove verranno poi organizzati dei laboratori artistici per i giovani». Quali sono gli ultimi progetti a cui la sua amministrazione di recente ha aderito? «Abbiamo aderito al programma “Salento 2020 - Area vasta sud”. Tra i 62 comuni aderenti all’iniziativa, noi abbiamo il privilegio di far parte dei 20 comuni della cabina regia ovvero dell’esecutivo. L’altro giorno sono stati approvati a nostro favore dei piani di potenziamento del porto di Torre Pali, di valorizzazione dei canaloni e una serie interventi nel centro antico di Salve, specie per la pavimentazione. La nostra intenzione è sostituire l’asfalto con il basalto, recuperare le facciate dei nostri palazzi e l’atmosfera tipica della nostra cittadina. Non a caso viene definita l’operazione tecnicamente “Rinascimento” dei nostri borghi del sud Salento».

Vincenzo Passaseo


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LA SCHIUMA? MUCILLAGINE. LA CAUSA? LE ALTERAZIONI CLIMATICHE? «Basta con le speculazioni. Ora serve solo trasparenza nelle valutazioni». Questo è l’ultimo diktat che i sindaci di Corsano, Alessano e di Tricase hanno lanciato contro gli ultimi campagne . I paesi rivieraschi non si sono persi in ciance e hanno effettuato i primi prelievi lungo le litorali di loro competenza. La scorsa settimana, l’Assessore all’ambiente di Tricase, Giuseppe Cazzato, i delegati dell’Arpa e la Guardia di Finanza hanno eseguito i prelievi lungo gli 8 km della costa tricasina: la Bagnarola, il Lavaturo, il Canale del Rio, Marina Serra, l’Isola, la Rotonda, Tricase Porto. Trasparenza del mare che oscilla dai 7 ai 7,5 metri, temperatura acqua intorno ai 23,5 ° C. Streptococchi fecali 0, assenza di salmonella, colorazione dell’acqua normale. Stesso risultato per la marina di Corsano. I dati dell’Arpa riconfermano: “balneabilità idonea”. E la schiuma? Svelato l’arcano, così pare. Secondo gli esperti Arpa Puglia sarebbe mucillagine. Alias, in termini chimici, glicoproteina composta da carboidrati e sostanza proteiche. Il fenomeno, nel bacino adriatico, sarebbe causato da una degenerazione meteoclimatica della temperatura dell’acqua che avrebbe permesso a questi nutrienti com-

posti da microorganismi morti di risalire a galla. La lunga massa biancastra, avvistata domenica scorsa, non sarebbe altro che uno stato di decomposizione avanzato di questo plancton di origine vegetale e animale visibile a occhio nudo grazie alle correnti marine che ne favoriscono la sua aggregazione. Secondo i referti Arpa, non esisterebbe alcuna presenza di tensioattivo in acqua. Non a caso la dicitura “n.d.” riportata nei dati ufficiali significherebbe “non dosabile” ovvero le particelle dei tensioattivi sarebbero così piccole che nemmeno gli spettrometri dei laboratori riuscirebbero a rilevarle. Ma il problema della schiuma, a quanto pare, non è un “caso” di questa stagione estiva. In una lettera dell’Asl Le/1 datata il 23 novembre 2001 e indirizzata al sindaco di Corsano già gli esperti parlavano del “fenomeno schiuma”. Naturale trarre le seguenti conclusioni: da troppo tempo c’è qualcosa che non va in mare, ma le cause, per il momento, non sarebbero i depuratori, quanto l’alterazione climatica delle acque. Nella giornata di ieri mattina è stata invitata la stampa per fare un sopralluogo presso il depuratore di Corsano. «Un attacco mediatico senza pari che sta distruggendo il nostro mare», ribatte il sindaco Luigi Nicolardi e continua: «chi l’ha detto che i nostri depu-

ratori non funzionano? Tutti “dicono”, ma nessuno mai dimostra ciò quanto afferma». Il depuratore di Corsano è uno dei pochi progetti innovativi di tutta la Regione Puglia perché segue normative ancora più restrittive della tabella 4 previste dal decreto legge n°152. È composto da di due depuratori: uno di adeguamento e filtraggio, l’altro di depurazione con i raggi UV. L’acqua filtrata è collegata a delle condotte che la portano nei campi. L’uso irriguo ufficialmente è partito con la determina del 24 giugno di quest’anno e l’intero progetto è costato 5 miliardi e mezzo per circa 170 ettari di territorio. «Le acque del depuratore sono depurate al 100%» continua il sindaco di Alessano «e chiameremo l’Arpa per farci controllare anche le acque allo sbocco del depuratore per dissipare ogni dubbio sulla sua effettiva buona funzionalità». Tuttavia il primo cittadino di Alessano auspica un tavolo tecnico. Con l’Aqp, la Regione e tutti sindaci della costa adriatica per fare il punto della situazione e individuare soluzioni per il futuro. Nel frattempo promette che sotto la sua amministrazione darà la caccia con ordinanze e sanzioni a chi immetterà abusivamente in mare i propri scarichi domestici e industriali. di Lo.La.

LAVORI IN CORSO AL CIOLO

CASTRO E LE MACERIE

Il bombardamento con le mine (per ora) è terminato. Una parte consistente del vasto costone del “Ciolo”, rinomata località della marina di Gagliano del Capo, ieri mattina durante una delle varie sessioni di lavoro, che da aprile si susseguono, è stata ristrutturata dallo scoppio di microcariche di tritolo appositamente installate dai tecnici i n c a r i c a t i dall’amministrazione comunale, per venire incontro alle esigenze di messa in sicurezza della zona, definita particolarmente sensibile sul piano idrogeologico. L’intervento di carica per la rimozione dei “massi sporgenti” è stato possibile grazie al lavoro di coordinamento di diversi enti tra cui Capitaneria di Porto, Genio Civile, Carabinieri, Polizia di Stato, Vigili del Fuoco, che hanno consentito a tanti curiosi della zona di assistere allo sbancamento, riuscito ma solo in parte, dal momento che per molti testimoni oculari le condizioni di “sicurezza” delle rocce appaiono «sensibilmente peggiorate». E se da un lato il sindaco Antonio Buccarello difende la scelta e l’esecuzione dei lavori (22mila euro il costo complessivo) definendoli un passaggio obbligato utile al consolidamento del costone roccioso e all’eliminazione di un “rischio oggettivo” per l’incolumità di turisti e bagnanti, dall’altro si dichiarano ancora sul piede di guerra gli operatori turistici della zona. Già alcuni giorni fa, gli stessi addetti alla ristorazione avevano segnalato gli «enormi disagi» alle loro strutture causati dal divieto di balneazione esteso all’intera insenatura del Ciolo, per non parlare dell’«approssimazione nella conduzione dei lavori, eseguiti a singhiozzo e senza un criterio logico». «Si è preferito colpire le rocce più deboli, e va bene, - dice Antonio Mauro, ristoratore del luogo - ma perché usare le mine di tritolo sui massi più resistenti all’estrazione manuale? Perché questo accanimento contro il paesaggio e il costone? Mi chiedo se a seguito di queste operazioni le condizioni strutturali della costa miglioreranno. Io personalmente ho seri dubbi». di do.na.

Da lontano il nuovo chiosco copre (almeno un po’) lo strazio da ferita aperta in cui un’intera città e un’intera economia è precipitata da sei mesi a questa parte. Un disastro frutto del lavoro di un tarlo che nel tempo ha lentamente rosicchiato pezzi integrali di roccia piuttosto friabile, concedendo, alla fine dello scavo certosino, agli occhi dello spettatore uno show simile ad una demolizione controllata, fortunatamente non pianificata. Castro ha voglia di riprendersi, ma ancora stenta sul piano dell’operatività e delle soluzioni concrete, per superare quell’obbrobrio di piazza Dante rimasto a simbolo di un’edilizia forse un po’ troppo “galoppante”. L’amministrazione comunale cerca di fare il possibile, e finora ha predisposto alcuni chioschi presso le aree adiacenti al luogo del crollo. Un paio di questi prefabbricati sono stati già occupati dai titolari delle strutture travolte dal cedimento, cioè Lucio Valguarnera dello “Speran Bar” e Antonio Martino Ciriolo (articoli sportivi “Sport Pesca Mare”). Dall’altro lato, al termine della discesa principale che porta alla piazza, Emilio Valguarnera ha ottenuto il lasciapassare per la tabaccheria. Mentre, tra non molto, un’altra costruzione dovrebbe sorgere a due passi dalla rotonda per venire incontro a Marcello Baccaro, titolare del “Delizia”, ma qui un ricorso amministrativo starebbe complicando le operazioni. Sul piano politico lo scontro tra maggioranza e opposizione è sempre aperto. Da un lato il sindaco Luigi Carrozzo si dice “soddisfatto” del lavoro svolto sinora e per quello in itinere. «Il paese sembra dare dei segnali incoraggianti, anche grazie alle iniziative intraprese da parte nostra finalizzate alla riduzione in piazza Dante dello spazio interdetto, al progetto di messa in sicurezza che nei prossimi giorni sarà presentato dall’ingegnere Donato Saracino. Sul piano delle presenze, i ristoratori non si lamentano e se guardiamo i dati della grotta Zinzulusa registriamo un andamento uguale, se non superiore a quello dello scorso anno». Invece Antonio Capraro, capogruppo della minoranza consiliare, parla di «immobilismo e miopia dell’amministrazione che non riesce ancora a predisporre un piano serio di rilancio economico del paese. Non c’è una programmazione, un evento di richiamo, un’iniziativa di forte respiro. I lavori della piscina della Zinzulusa vanno a rilento, così come quelli di altri cantieri nel centro storico della città. Di turisti non se ne vede l’ombra, o quasi, e intanto altrove si rinforzano per accogliere le persone che da Castro sono scappate». di D.N.


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PALIO DELLE CONTRADE

NUOVA SEDE, “NUOVA VITA” PER INTEGRA ONLUS

L'Associazione Ippica Sud Salento, “La Culonna” di Tutino, il “Comitato Festa S. Antonio” di Depressa, il “Centro culturale lucugnanese”, il signor. Renato Elia (S.Eufemia) e l’ Associazione “Oltre” di Tricase, con il patrocinio della Regione Puglia, della Provincia di Lecce e del Comune di Tricase e con la partecipazione della Scuola di cavalleria dell’Esercito Italiano del distaccamento di Lecce, comunicano che per il giorno 19 e 26 luglio si terrà il “Palio delle Contrade”. Un evento che coinvolge l'intera città, dai rioni alle frazioni. Prevista la compartecipazione di oltre 70 figuranti, tra grandi e piccini, in rappresentanza delle vecchie nobiltà perdute. Il palio si svolgerà in due giornate, rispettivamente domenica 19 luglio e 26 luglio. Alle 16,30 il corteo partirà dalla contrada di Depressa per giungere poi nelle diverse contrade di Lucugnano, Tutino, S.Eufemia, Caprarica e nella cittadella Tricase. Lì avverrà il cerimoniale in onore dei principi Gallone e la presentazione del Capitano Spinetta Maromonte che assieme ai capitani delle differenti contrade giureranno fedeltà ai principi di appartenenza. Saranno allestiti in occasione dell’evento banchetti, balli e danze medioevali. Invece per domenica 26 luglio, è previsto l’incontro con le autorità in Piazza Pisanelli. Dopo il cerimoniale ci sarà il corteo e lo svolgimento della gara. Verso le 20,30 è prevista la proclamazione della contrada vincente del palio giunto alla sua III edizione alla presenza di autorità comunali, provinciali e regionali.

Prossimo cambio sede del quartier generale di Integra onlus. Molto presto l’associazione, terminati i lavori di ristrutturazione, si trasferirà presso la “Casa delle Culture Ora et labora” in via Marino Brancaccio, n. 19 a Lecce. «Integra non potrà mai dimostrare abbastanza la sua riconoscenza alla Comunità del Monastero delle Benedettine di Lecce, che, nella persona di Madre Abbadessa Benedetta Grasso, ha voluto rendere possibile la realizzazione di un sogno» – afferma la presidente di Integra, Klodiana Çuka. L’immobile, di proprietà del Monastero, è stato concesso in comodato d’uso all’associazione stessa che si è impegnata ad eseguire a proprie spese - e con l’aiuto di quanti vorranno contribuire - alla realizzazione di una realtà meravigliosa come la “Casa delle Culture Ora et labora”. Integra rimane fedele al motto a cui si ispira (la regola di San Benedetto). «Una casa delle culture» – spiega Klodiana Çuka - «nella quale i cittadini, le mamme e i bambini troveranno una spazio di incontro, di scambio per una reciproca conoscenza e crescita, un punto di informazione e orientamento socio-lavorativo e civico, per facilitare l'accesso ai servizi pubblici e privati che il nostro territorio offre». L’ente no profit opera dal 2003 nelle sedi di Bari, Marche, Lecce e Roma e continua a svolgere la sua attività di solidarietà sociale, di tutela dei diritti civili e di assistenza sociale rivolta prevalentemente agli immigrati presenti in tutto il nostro territorio. Previste innumerevoli iniziative e porte aperte a chi possiede larghe vedute: «La Casa Ora et Labora” sarà un laboratorio, una fucina di idee, di opere di tutti coloro che, nella propria religione e cultura, vorrà dare una mano alla costruzione di una nuova realtà per proseguire nel cammino che Integra ha già iniziato a tracciare con entusiasmo e passione nel 2003». All’interno della struttura saranno organizzate conferenze su temi nuovi o già affrontati nel corso degli ultimi anni di lavoro dell’associazione. E al riguardo la presidente ggiunge:«Saranno presenti psicologi, pedagogisti e tanti altri professionisti in modo da consentire ad Integra di continuare a svolgere la fondamentale funzione di collante tra le varie associazioni di immigrati, ma anche per iniziare a ragionare sulle politiche della famiglia e non solo sulle politiche migratorie, dato che oggi il cittadino di origini straniere e la famiglia immigrata presentano le stesse esigenze e problematiche di ogni cittadino e di ogni famiglia italiani. Tali tematiche, ormai, non possono essere affrontate separatamente dal resto del territorio». di L.L.

LA SALUTE? BASTA UN CLICK Tricase – Finalmente diremo addio alle pile di cartelle cliniche ammucchiate nei cassetti impolverati degli ospedali e ai leggendari libretti sanitari con la propria cronistoria medica. D’ora in poi ogni paziente avrà il suo “conto corrente sanitario” in formato digitale. Niente di più di innovativo è stato mai attuato a Tricase. Ogni cittadino potrà infatti godere del servizio della “Banca della salute”. Un progetto sperimentale attuato in tutto il contesto nazionale e che rappresenta un decisivo passo in avanti della sanità pubblica. A chi ne farà richiesta, sarà distribuito un supporto magnetico, una pen drive usb dove saranno contenuti le informazioni essenziali relativamente alla salute del cittadino (anagrafica, gruppo sanguigno, allergie, intolleranze, patologie croniche, etc.) e la sua storia sanitaria (prescrizioni, referti, radiografie, TAC, ECG, EEG, etc.) in formato digitale. L’apporto della tecnologia per la gestione delle informazioni sanitarie, sia per il singolo individuo che per le strutture sanitarie, è la soluzione ideale alla metodologia di archiviazione delle cartelle cliniche. Un approccio per evitare eventuali smarrimenti cartaceo che si accumulano negli anni. Il servizio mira a un miglioramento del sistema di prevenzione, in particolare all’efficacia nell’intervento d’urgenza e alla riduzione dei tempi di diagnosi. La presentazione inizierà ufficialmente mercoledì 22 luglio 2009 presso la Sala del Trono di Palazzo Gallone, a Tricase. Parteciperanno all’evento l’assessore alla sanità, Antonio Scarcella, il direttore sanitario Asl Le/1, dott. Francesco Sanapo, il presidente dell’ordine dei medici, on. Luigi pepe, il sindaco, Antonio Musarò, l’assessore all’innovazione tecnologica, Vito Zocco, il presidente del gruppo I&T, Salvatore Lia e il referente del servizio banca della salute, Pasquale Gnoni.

COMUNICATO STAMPA COSTA DEL SOLE : OTRANTO - S. MARIA DI LEUCA CONVEGNO PRESENTE E FUTURO DEL NOSTRO MARE Martedi 21 Luglio 2009 ore 19.00 Palazzo Gallone Sala del Trono Programma: Saluti Dott. Antonio Musarò - Sindaco di Tricase Presentazione Geom. Giuseppe Cazzato - Ass. all' ambiente - Tricase Relatori: Dott. Massimiliano Boldini - Direttore industriale Soc. AQP PURA Dott. Nicola Piero Tegola - Responsabile AQP PURA Settore impianti Area Sud Salento Dott. Grazia Africa - tecnico prevenzione ambiente - ARPA Puglia Dap Lecce Dott. Giancarlo Pasanisi - Biologo -Ospedale C. Panico Tricase Conclusioni: Prof. Ferdinando Boero - Università del Salento Moderatore: Prof. Oronzo Russo. Sono invitati a partecipare : i Sindaci della Costa del Sole, le associazioni, i turisti, i cittadini.


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L’ATLETICO TRICASE CAMBIA FACCIA

Sport

Sarà un Atletico Tricase forte, rinnovato radicalmente e soprattutto giovane sotto ogni aspetto. Michele Dell’Abate traccia con questi termini l’essenza della nuova esperienza nel massimo campionato regionale di Eccellenza che sarà - spiega il presidente - «un impegno e un omaggio doveroso ai tifosi e all’intera città di Tricase, che merita di non essere avvilita nuovamente, anzi merita rispetto e massima considerazione». «Quelli di giugno, racconta Dell’Abate, sono stati giorni intensi di discussione tra tutti i componenti della dirigenza e del settore tecnico e altre personalità di diverse squadre salentine che di volta in volta hanno avanzato proposte di acquisto del nostro titolo. Devo dire, alla fine di questo andirivieni, che se non fosse stato per l’aiuto anche finanziario del nostro senatore Salvatore Ruggeri, quasi sicuramente avrei ceduto alle lusinghe esterne e avrei mollato. Invece no, - prosegue il massimo dirigente tricasino ho pensato e ripensato alla promessa ai tifosi che feci subito dopo la conquistata permanenza in Eccellenza e tutti insieme abbiamo deciso di non arrenderci e di lottare ancora. Di tutto ciò devo dire grazie al sindaco Antonio Musarò, al quale dedico questa rinascita, e all’amministrazione comuna- Il D.S. Roberto Zocco le». «Ricominceremo dai ragazzi del settore giovanile del Tricase e delle giovani promesse del Basso Salento, continua Michele Dell’Abate - e l’entusiasmo in città comincia già a farsi sentire, imprenditori e non hanno cominciato a lanciarci dei segnali positivi». Direttore sportivo sarà ancora Roberto Zocco. di D.N.

A RACALE SI FA SUL SERIO

Nuova proprietà e nuova guida tecnica. E un mercato da big In poco più di un mese a Racale è scoppiata una vera e propria rivoluzione. Da qualche settimana il timone dell’ASD Racale, formazione militante nel girone B di Promozione, è passato dalle meni di Fulvio Alfarano a quelle dell’imprenditore Salvatore De Lorenzis che con l’ausilio del nuovo Direttore Sporivo Silvio Allegro, proveniente dal Sogliano, ha messo su una corazzata sulla carta già promossa in Eccellenza. L’allenatore innanzitutto: Francesco Rollo, nome di punta del calcio salentino con un passato importante nelle giovanili del Lecce e sulla panchina del Nardò. A Rollo il tandem De Lorenzis – Allegro ha affidato un’autentica macchina da guerra, una rosa di calciatori in grado di centrare a occhi chiusi il salto diretto nella Premier League pugliese. Partiamo dal portiere: Davide Leone, numero uno di grandissima esperienza proveniente dal Casarano dove era il secondo di un certo Alessandro Leopizzi. A Leone la società affiancherà un portiere giovane e si fa con insistenza il nome di Frassanito, fresco vincitore del campionato di promozione con la maglia granata del Taurisano. Nel reparto arretrato spiccano i nomi di Mimmo Oliva, garanzia di rendimento e di carisma, (anche lui proveniente dal Taurisano), l’ex tricasino Kouyo (la trattativa non è ancora definita me siamo oramai ai dettagli) e del terzino del Sogliano Marco Ingrosso. Grandi acquisti anche nella zona mediana del campo: De Razza è già arruolato, così come Francesco Morleo, il vero e proprio botto di mercato, proveniente dalla serie D e nello specifico da Francavilla. In fase di definizione la trattativa che porterà a Racale anche Christian Mortari del Sogliano. In attacco, infine, è stato confermato Quarta, reduce da una buona stagione nelle fila biancazzurre, e sono arrivati il bomber Galati, Feliciano Cosma e Alessandro De Matteis. Tanto lavoro è stato fatto anche nel completamento della rosa con il tesseramento degli under: sono stati ingaggiati il difensore sinistro Daniele Miggiano, classe 1991, prelevato dal Muro Leccese, del difensore destro Gabriele De Luca, classe 1991, che faceva parte del Racale nel periodo della gestione di Fulvio Alfarano, dell’attaccante Yuri De Santis, classe 1990, che nella scorsa annata si è messo in mostra con il Novoli, dimostrando di avere buon fiuto del gol, del centrocampista Simone Donato, classe 1990, reduce da un’esperienza nell’Eccellenza abruzzese. Il Racale vuole sorprendere. Ma vuole soprattutto vincere. E i colpi, c’è da scommetterci, non sono ancora finiti. di C.P.

GIORNI DECISIVI, DA DENTRO O FUORI

A Gallipoli ancora bocce ferme ma è questa la settimana decisiva di Carlo Pasca E’ ancora incerto il futuro del to a costruire una squadra bellissima, affidata a Giuseppe Gallipoli. La formazione giallorossa del Presidente Vincenzo Giannini per l’approdo tra i Barba, che appena due mesi fa cadetti. Già in altre occasioni il primo tifoso del Gallipoli ha ha conquistato la prima storica promozione in serie B, sta afminacciato il disimpegno, ma frontando il peggior momento mai come in quest’occasione ha manifestato una simile condella sua storia, con un futuro vinzione. Alcune circostanze ancora poco chiaro e con la Il preidente Barba nuove e problemi dalla difficipaura che il sogno si tramuti nel peggiore degli incubi. Le parole del le soluzione stanno certamente spingenPresidente sono inequivocabili: se nes- do Barba in questa direzione: la questiosun imprenditore decide di affiancarlo ne stadio innanzitutto. A due mesi dalla nella gestione finanziaria della società lui fine dello scorso campionato nulla è stametterà il titolo sportivo del Gallipoli to ancora fatto per consentire al Gallipoli nelle mani del Sindaco Venneri. Finora, e di avere una struttura degna di tale nosiamo ormai alle battute finali di questa me e di poter disputare all’interno della triste vicenda, nessuno si è fatto avanti Città jonica almeno uno spezzone del in maniera concreta. Ad eccezione di prossimo torneo di serie B. E così il Gallo Attilio Caputo, responsabile della catena dovrà affrontare buona parte della staCaroli Hotels, che ha offerto il proprio gione al Via del Mare a Lecce, con tutto sostegno a Barba per l’attività del florido ciò che questo comporta. E mentre Barsettore giovanile giallorosso. Un passo ba è impegnato nella ricerca di soci in avanti, certamente, ma ancora poco per grado di supportarlo nella guida della far recedere il Presidente da una posizio- squadra, ancora tutto tace sul fronte ne ferma e chiara. Poco per ridare a Bar- mercato. La grana maggiore è quella riba lo smalto e la passione di sempre, guardante la scelta del nuovo tecnico. quella carica che un anno fa lo ha porta- Dopo i saluti di Giannini diversi tecnici

sono stati accostati al sodalizio giallorosso: il salentino Roberto Rizzo, il suggestivo Zeman, Braglia e Nevio Orlandi, nella passata stagione sulla panchina della Reggina. E proprio l’ex amaranto sembra il favorito di questa rosa, sempre che Barba non ci sorprenda ancora una volta e non richiami a Gallipoli il tecnico più amato dalla piazza giallorossa: Beppe Giannini. Piazza che non si ferma e che, spaventata dalla possibilità di veder crollare il castello messo su con tanta passione, si organizza per aiutare in qualche maniera il Presidente Barba. Nei giorni scorsi si è tenuta un’assemblea dei tifosi allargata agli imprenditori locali con l’obiettivo di stimolare un loro ingresso nella società giallorossa. Qualcosa è stato realizzato: a margine dell’assemblea il Presidente Barba ha annunciato che si impegna a coprire l’80% dei costi di gestione del Gallipoli e che cerca soci in grado di garantire il restante 20. Basta poco, solo un 20%. E’ quella ora la percentuale mancante per mettere la parola fine a questa brutta storia. E per iniziare a scriverne un’altra, molto più bella ed avvincente.


Che passione la cucina! Le ricette di Francy a cura di Pietro Russo

Ingredienti: • • • • • • • • •

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COZZE GRATINATE

per 4 persone

IL PIATTO PRONTO

1 kg e ½ di Cozze; mezzo bicchiere di vino bianco; Acqua di cottura delle cozze; Prezzemolo tritato; Due o tre spicchi d’aglio; Pane grattuggiato; Olio d’oliva; Sale; Pepe.

Tempo di preparazione:

SONO UN OTTIMO ANTIPASTO DI PESCE. LE COZZE IN QUESTO PERIODO SONO PIENE E SAPORITE.

circa 25 minuti

PREPARAZIONE 1. Pulite le cozze: lavatele e raschiate la parte esterna

Tempo di cottura: Gratinare in forno: per 5 o 10 minuti circa col Grill

Difficoltà: Facile

Scrivete a redazione@diciamo.it per dare un giudizio alle ricette pubblicate e per contribuire alla rubrica con le vostre ricette.

delle valve (i gusci). 2. Aprite le cozze al vapore: mettetele in tegame in un tegame sufficientemente grande, irroratele con mezzo bicchiere di vino bianco e cuocete a fuoco alto, per farle aprire più rapidamente. 3. Quando saranno aperte toglietele dal fuoco e filtrate l’acqua rimasta dalla cottura delle cozze. 4. Staccate e buttate le metà vuote delle valve e mettete le metà piene (con la cozza vera e propria, per intenderci) in un vassoio piano adatto al forno, disponendole una accanto all’altra. 5. Preparate un trito di prezzemolo ed aglio, conditelo con pangrattato, sale, pepe ed olio. Versate il tutto sulle cozze che avete disposto nel vassoio, versate anche il liquido che avete ricavato dalle stesse e filtrato precedentemente, insieme ad un filo d’olio. 6. Mettete il vassoio, così preparato, nel forno e gratinare, col Grill inserito, per circa 5 o 10 minuti, poi togliete dal forno e servite.

Alla PIZZERIA “JONICA” del PICCHIOHOTEL di Marina di Pescoluse di Salve OGNI SERA OTTIME PIZZE A prezzi eccezionalmente contenuti. Il venerdì sera voi pagate le bevande ed il Picchio vi offre gratuitamente la PIZZA Si consiglia di prenotare al numero telefonico 0833.711096


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DICICRUCI di S. Laraia Orizzontali 1. Al G8 dell'Aquila, si sono resi protagonisti di una storica stretta di mano; 14. Incontro di vocali; 15. Venne sottoscritto tra Stato e Chiesa l'11 febbraio 1929; 17. Organo di volo; 18. Quadrato di stoffa che avvolge la testa; 19. Trasformano cento in cemento; 20. Sigla dei Paesi Bassi; 21. Sandro, Ministro delle attività culturali; 23. Il decibel (simbolo); 24. Adesso..partenopeo; 25. Lo è un atteggiamento melodrammatico; 28. Cingere d'assedio; 29. La parte centrale del vano; 30. Per quattro, nel perimetro del quadrato; 31. Sono simili n Grecia ed Asia; 32. Il regno del leggendario Ulisse; 33. Tifoso fanatico di una squadra; 34. Brad, star di Hollywood; 35. Centro..di inizio; 36. Le ragazze in dialetto lombardo; 38. Vincenzo, poeta e drammaturgo; 39. Nè mia nè sua; 40. Scaldacqua..anglosassone; 42. Comune in provincia di Ferrara; 43. Fanno parte del corredo di uno scolaro; 46. Figlio di Eracle e di Onfale; 47. Enna, sigla; 48. Articolo romanesco; 49. E' dei Legionari, l'Aeroporto di Gorizia; 51. Finali in danze; 52. E' inversa nei depuratori d'acqua; 55. Così è la Vida per Richy Martin; 57. Grosso proboscidato estinto; 59. In Asia è Saudita; 60. Ne fanno parte Polinesia e Micronesia; 61. Particella negativa. Verticali 1. L'attuale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio; 2. A New York, la Carnegie è un tempio della Musica; 3. Il Beta di Disney; 4. Il tenore può emetterlo di petto; 5. Pianta erbacea perenne; 6. Vi si lavora l'acciaio; 7. Uno degli States; 8. E' squisito il suo patè; 9. Daniele, difensore milanista; 10. Altare pagano; 11. Simbolo del mendelevio; 12. Doppia in panda; 13. Si tenta di azzeccarla nel gioco del lotto; 16. Il Turner della CNN; 18. La Derek di Ten; 21. Aperture di modeste dimensioni; 22. Sono chiamati alle urne; 24. Patriarca antidiluviano; 26. A te; 27. Il ramo più semplice della matematica; 29. Centro peschereccio nel catanese; 34. In un secondo tempo; 37. Il fuori nel Tennis; 40. Prefisso per prodotti coltivati in modo naturale; 41. Città pakistana sul fiume Ravi; 44. Quello del caffè si diffonde per tutta casa; 45. Pesti, sminuzzati; 50. Celentano ne aveva uno tutto suo; 52. Il fiume di Bottego; 53. Per i francesi, una situazione senza sbocchi è un cul de ..; 54. Splende ..sulle spiagge di Miami; 56. Storico Network statunitense; 58. L'ettaro. Sotto le soluzioni del cruciverba del numero precedente con cui è stata premiata la sig. Luciano Palumbo 1

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REGOLAMENTO Il primo, che da martedì 21.07.2009 dalle ore 9.00, invierà a: redazione@diciamo.it la soluzione del cruciverba, riceverà in premio un buono pizza e birra per 2 persone offerto dal PICCHIO HOTEL di Pescoluse. Non sono ammessi gli stessi vincitori per almeno 3 concorsi consecutivi.

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Le soluzioni sul prossimo numero con il nome del vincitore

AVVENNE 14 luglio 1789 - La popolazione parigina assalta la Bastiglia, la prigione simbolo del potere Monarchico. È uno dei momenti cruciali della Rivoluzione che porterà alla caduta della monarchia e alla conquista delle libertà da parte del popolo. 18 luglio 1918 - Nasce Nelson Mandela, personaggio centrale nella lotta all’apartheid in Sudafrica e contro tutte le ingiustizie inflitte nel mondo in nome della razza e della religione. Nel 1993 ricevette il premio Nobel per la pace. 25 luglio 1943 - Il Gran consiglio del fascismo mette in minoranza Mussolini e ne chiede le dimissioni. Re Vittorio Emanuele III ne ordina l’arresto. 28 luglio 1750 - Muore a Lipsia Johann Sebastian Bach, organista e compositore tedesco, uno dei più grandi musicisti di tutti i tempi.


Diciamo n°73 del 18.07.09 - Il Quindicinale Indipendente