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Dal Salmo 50 (51)

Ritornello: PERDONACI SIGNORE: ABBIAMO PECCATO

PIETÀ DI ME, O DIO, NEL TUO AMORE; NELLA TUA GRANDE MISERICORDIA CANCELLA LA MIA INIQUITÀ. LAVAMI TUTTO DALLA MIA COLPA, DAL MIO PECCATO RENDIMI PURO.

PARROCCHIA MADONNA di LORETO – CHIVASSO Mercoledì delle Ceneri

Oggi è il primo giorno di Quaresima, oggi inizia il cammino che durerà 40 giorni e ci porterà a celebrare la Pasqua del Signore. È un tempo propizio per guardare dentro al nostro cuore e decidere di vivere in modo diverso per diventare davvero amici di Gesù. PRIMA LETTURA (Gl 2,12-18) Dal libro del profeta Gioele Così dice il Signore: «Ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e lamenti. Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore, vostro Dio, perché egli è misericordioso e pietoso, lento all’ira, di grande amore, pronto a ravvedersi riguardo al male». Chi sa che non cambi e si ravveda e lasci dietro a sé una benedizione? Offerta e libagione per il Signore, vostro Dio. Suonate il corno in Sion, proclamate un solenne digiuno, convocate una riunione sacra. Radunate il popolo, indite un’assemblea solenne, chiamate i vecchi, riunite i fanciulli, i bambini lattanti; esca lo sposo dalla sua camera e la sposa dal suo talamo. Tra il vestibolo e l’altare piangano i sacerdoti, ministri del Signore, e dicano: «Perdona, Signore, al tuo popolo e non esporre la tua eredità al ludibrio e alla derisione delle genti». Perché si dovrebbe dire fra i popoli: «Dov’è il loro Dio?». Il Signore si mostra geloso per la sua terra e si muove a compassione del suo popolo. PAROLA DI DIO. RENDIAMO GRAZIE A DIO

 Ritornate a me: Dio è un Padre misericordioso e buono; solo Lui può cambiare il nostro cuore… perché tutto è possibile all’Amore di Dio.  Digiuno: non si tratta solo di evitare di mangiare troppo ma di rinunciare alle cose inutili per dedicarsi all’ascolto della Parola di Dio amando i fratelli.

La Quaresima inizia con Le Ceneri, segno della nostra fragile condizione umana. Hai già visto le ceneri? Questa polvere grigia sono gli ulivi dello scorso anno che vengono bruciati: è una polvere grigia difficile da pulire, che sporca. Hai mai pensato che le tue mani sono uno strumento meraviglioso che Dio ci ha donato per fare il bene: lavorare, applaudire, scrivere, accarezzare, giocare, curare, offrire, pregare… Con le mani esprimiamo i nostri sentimenti, idee, sogni. Anche Gesù si è servito delle mani per benedire, curare, condividere il pane. Ma talvolta i nostri gesti e le nostre parole non sono come quelli di Gesù…anzi! Sono parole e azioni, che sporcano il mondo come le ceneri. Le ceneri ci ricordano l’impegno a cambiare vita, a cambiare il nostro cuore. È un atto penitenziale, dove noi riconosciamo di aver bisogno di Dio per vivere veramente felici. Troppo spesso abbiamo sciupato i doni di Dio, ma oggi vogliamo vivere per Cristo, con Cristo e in Cristo. Vogliamo rinascere a nuova vita dalle ceneri dei nostri peccati…

SÌ, LE MIE INIQUITÀ IO LE RICONOSCO, IL MIO PECCATO MI STA SEMPRE DINANZI. CONTRO DI TE, CONTRO TE SOLO HO PECCATO, QUELLO CHE È MALE AI TUOI OCCHI, IO L’HO FATTO.

CREA IN ME, O DIO, UN CUORE PURO, RINNOVA IN ME UNO SPIRITO SALDO. NON SCACCIARMI DALLA TUA PRESENZA E NON PRIVARMI DEL TUO SANTO SPIRITO.

RENDIMI LA GIOIA DELLA TUA SALVEZZA, SOSTIENIMI CON UNO SPIRITO GENEROSO. SIGNORE, APRI LE MIE LABBRA E LA MIA BOCCA PROCLAMI LA TUA LODE.

SECONDA LETTURA (2Cor 5,20-6,2) Dalla Seconda Lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi Fratelli, noi, in nome di Cristo, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio stesso che esorta. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio. Poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. Egli dice infatti: «Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho soccorso». Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza! PAROLA DI DIO. RENDIAMO GRAZIE A DIO

Riconciliare: Dio in Gesù perdona gli uomini; Gesù è l’agnello innocente senza peccato che si offre per noi e ci ridona la vita, la pace e la comunione con Dio Padre. I sacerdoti sono ambasciatori dell’amore e del perdono di Dio. 

Un albero pieno di frutti è uno spettacolo meraviglioso. I frutti sono belli da vedere e da gustare. Il frutto è la pienezza dell’albero, realizzazione della bontà della sua anima. Gli alberi per produrre frutti hanno bisogno di acqua, luce, sole e aria buona. Solo così sarà florido e splendido: i suoi rami non seccheranno perché le sue radici si nutrono nella buona terra. Sarà solido e stabile: non temerà la tempesta perché è fondato sulla roccia (cfr Mt 7,24-25). Anche noi siamo come gli alberi: Dio è la nostra forza, la nostra luce; Gesù è acqua, aria e sole della nostra vita. I frutti della nostra vita quotidiana sono verità, giustizia, amore, fraternità… frutti per costruire un mondo più bello, per noi e per tutti. La Quaresima, che ci prepariamo a vivere, è un tempo che ci viene offerto da Dio per incontrarlo in Gesù e vivere di Lui. Gesù, il Dio fatto uomo, ha camminato e cammina ancora oggi con noi. Gesù ha dato la vita per i suoi amici: ogni uomo è “suo amico”. Ma tu vuoi essere “amico di Gesù”? Vuoi conoscerlo e accoglierlo nella tua vita? Il tempo di Quaresima serve anno dopo anno per vivere sempre di più da “figli di Dio”.


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando pregate, non siate simili agli ipòcriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà». PAROLA DEL SIGNORE. LODE A TE, O CRISTO. OGGI NON INDURITE IL VOSTRO CUORE, MA ASCOLTATE LA VOCE DEL SIGNORE. LODE A TE, O CRISTO, RE DI ETERNA GLORIA!

 Ipocrisia: il cristianesimo non è semplicemente una Legge da osservare, ma prima di tutto è una fede da vivere per amore. Non basta sembrare buoni per farci vedere dagli altri, dobbiamo cercare il loro bene perché li amiamo veramente in Gesù.  Elemosina: se io amo il fratello in difficoltà con lui condivido ciò che possiedo.  Preghiera: se io amo Dio desidero la sua compagnia, mi rivolgo a Lui per cercare la verità e fare la giustizia, perché siamo tutti figli di Dio.  Digiuno: cerco di vivere nell’essenzialità perché le cose semplici sono le più belle, quelle che alla fine sono le più grandi.  Ricompensa: se ami Dio e i fratelli la più bella ricompensa è un mondo migliore per tutti, anche per te

La Quaresima ci prepara alla Pasqua e per il cristiano la Pasqua non è solo un giorno sul calendario, una festa come tante: è la celebrazione del più bel dono che Dio ci ha fatto… suo figlio Gesù, morto sulla croce per noi e risorto per donarci una nuova vita. Questo è il centro della fede cristiana. Allora questi 40 giorni servono per preparare bene la casa del cuore alla venuta di Gesù. Come? 1) Pregando il Signore e ascoltando la Sua Parola: per aprire mente e cuore al progetto di Dio. “Convertiti e credi al Vangelo” che è Gesù Cristo. 2) Rinunciando al superfluo e cercando l’essenzialità per aiutare tutti: perché soltanto con un cuore nuovo saremo uomini nuovi che amano senza distinzioni, interessi o egoismi. Bisogna amare gratis come Gesù. La Quaresima inizia con le ceneri e finisce con le acque della veglia pasquale che purificano il cuore. Queste acque sono quelle del Battesimo, segno della vita che risorge, lasciando alle spalle la tristezza del peccato. Gesù è il salvatore del mondo: occorre accoglierlo senza riserve.

Benedizioni Ceneri

Dopo le Ceneri

O Dio che hai pietà di chi si pente e doni la tua pace a chi si converte, accogli con paterna bontà la preghiera del tuo popolo e benedici questi tuoi figli, che riceveranno l’austero simbolo delle ceneri, perché attraverso l’itinerario spirituale della Quaresima, giungano completamente rinnovati a celebrare la Pasqua del Tuo Figlio, il Cristo nostro Signore, che vive e regna nei secoli dei secoli.

Ecco Signore quello che resta: le ceneri della bellezza passata; le ceneri del tuo progetto irrealizzato; le ceneri di una fraternità che era possibile; le ceneri della tua immagine che avevi posto dentro di me. Ma per Te niente è irrimediabile: tu puoi rendere anche alle ceneri la forza di germogliare e di far spuntare la vita. Oggi vengo a Te come un povero: le mie mani sono vuote di risultati e di frutti. Oggi vengo a Te come un pellegrino: la polvere della strada si è attaccata ai miei vestiti, ma soprattutto al mio cuore. Oggi vengo a Te con fiducia: anche dalle mie ceneri Tu puoi far rinascere la mia vita. Amen

FAVOLA: Come è nato il deserto?

(tratto Racconti di Pino Pellegrino)

Gli arabi hanno un bel racconto… All’inizio del mondo era tutto un giardino fiorito. Dio creando l’uomo gli disse: «Io dono a te il mondo meravigliosamente bello, ma attenzione. Ogni volta che compirai una cattiva azione, io farò cadere dal cielo sulla terra un granello di sabbia». Gli uomini pensarono: “Un granello di sabbia è così piccolo… cosa vuoi che sia in un immenso giardino?” E allora cominciarono a fare il male: uno, cento, mille, un milione… torrenti di sabbia ingoiarono il giardino e nacque il deserto, simbolo del peccato degli uomini. Ogni cosa nasce dal piccolo: un fiocco di neve per far nascere un fiume; una goccia per forare una pietra; una stella per illuminare la notte; un fiore per rallegrare il deserto; un centesimo per fare grande un tesoro; un sorriso per illuminare una vita; un “sì”per far nascere un amore. Piccole cose che possono trasformare il mondo in un deserto o in un giardino, in un inferno o in un paradiso. Gesù diceva: “Chi è fedele nel poco, è fedele nel molto” (Lc 16,10). Dalle piccole cose nasce una vita meravigliosa.

Preghiera

OFFERT O RI O

Signore, quando il fuoco si spegne, restano sempre le ceneri. Se le lasciamo per molto tempo senza riaccenderle diventano fredde e nere. Ma tu Signore, Dio della vita, puoi riaccendere il nostro cuore spento e nero, farlo diventare un cuore luminoso dove splende il fuoco grande dell’Amore. Tu sei un Dio straordinario, Signore, che compi ogni giorno meraviglie nella mia vita. Tu giudichi grande e speciale, ciò che è piccolo ed ordinario. Tu niente misuri con il metro dell’efficienza o pesi con la bilancia della apparenza, ma solo e sempre in base al silenzioso e nascosto battito del nostro cuore di figli. Aiutami, Signore, ogni giorno del mio vivere, a donare agli altri sempre il meglio di me, anche se poco, dal momento che non mi chiedi di fare cose superiori alle mie forze, ma soltanto di fare le cose ordinarie del quotidiano con cuore straordinario. Amen

Signore oggi portiamo all’altare queste SPINE simbolo dei nostri peccati, egoismi, pigrizie, di tutte le volte che abbiamo preferito il Male al tuo Amore.

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Nella quaresima cerca un modo per pregare di più e aiutare in famiglia e a scuola con gli amici.

Tel. 011/9101110


Mamma: La tua Luce Signore Gesù illumini il nostro cammino. La nostra vita insieme sia inspirata al tuo Vangelo, perché tutti vedano in noi le tue parole e le tue azioni di bene. Tutti: Benedetto sei Tu Signore luce di amore della nostra famiglia.

Preghiera in famiglia all’inizio della Quaresima (fino a Domenica) Mamma: Oggi inizia il nostro cammino verso la Pasqua, seguendo Gesù… Dio ci rende uomini nuovi, capaci di produrre buoni frutti di amore vicendevole. Papà: Ricevendo le ceneri i cristiani ricevono un invito: “Tornare a Dio Padre” vivere del suo amore. Abbiamo 40 giorni per rinnovare il nostro cuore, affinché produca non più spine ma frutti di bontà, amicizia, pace, fraternità. Figlio: Ogni albero ha bisogno di acqua, di luce e di terra buona per produrre frutti di bene. Benedici Signore il nostro cammino, benedici la nostra famiglia. TUTTI I PRESENTI INTINGONO LA MANO NELL’ACQUA BENEDETTA E FANNO IL SEGNO DI CROCE… IL PAPÀ ACCENDE LA CANDELA DELLA PREGHIERA.

PADRE NOSTRO Papà: Signore rimani sempre con noi. La tua benedizione e la tua protezione scenda su ognuno di noi ed accompagni sempre i nostri passi in questa Quaresima. BENEDICE E FA UN SEGNO DI CROCE SULLA FRONTE DEI MEMBRI DELLA FAMIGLIA

Mamma: Affidiamoci a Maria… AVE MARIA GLORIA AL PADRE…


Dal Salmo 50 (51)

Ritornello: PERDONACI SIGNORE: ABBIAMO PECCATO

PIETÀ DI ME, O DIO, NEL TUO AMORE; NELLA TUA GRANDE MISERICORDIA CANCELLA LA MIA INIQUITÀ. LAVAMI TUTTO DALLA MIA COLPA, DAL MIO PECCATO RENDIMI PURO.

PARROCCHIA MADONNA di LORETO – CHIVASSO 1ª Domenica di Quaresima

La Quaresima è iniziata mercoledì scorso con il rito penitenziale delle ceneri. Oggi Gesù dopo il suo Battesimo ci porta nel deserto del nostro peccato e affronta Satana, il divisore. Il diavolo ha lo scopo di allontanarci dall’Amore di Dio, uccidendo il nostro cuore. PRIMA LETTURA (Gn 2,7-9; 3,1-7) Dal libro della Genesi Il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente. Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l’uomo che aveva plasmato. Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, e l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male. Il serpente era il più astuto di tutti gli animali selvatici che Dio aveva fatto e disse alla donna: «È vero che Dio ha detto: “Non dovete mangiare di alcun albero del giardino”?». Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: “Non dovete mangiarne e non lo dovete toccare, altrimenti morirete”». Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che il giorno in cui voi ne mangiaste si aprirebbero i vostri occhi e sareste come Dio, conoscendo il bene e il male». Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradevole agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò. Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e conobbero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture. PAROLA DI DIO. RENDIAMO GRAZIE A DIO

 Adamo-Eva: rappresentano gli uomini e le donne di tutti i tempi. Noi siamo fatti di polvere; Dio soffia in noi l’alito di vita. Nel giardino di Eden (=piacere, delizia) erano gli amici di Dio. Ma il serpente (= simbolo dell’astuzia del diavolo) ha messo nel loro cuore il dubbio e la paura che Dio non li amasse veramente.  Mangiare dell’albero: scegliere da soli ciò che è bene e ciò che è male senza più ascoltare Dio .  Nudo: senza più l’amore di Dio siamo fragilità e debolezza.

La Quaresima è un tempo di riflessione, di silenzio e di conversione (dal peccato all’amore di Dio). Come Gesù anche noi vogliamo vivere questi giorni donandoci dei momenti in cui soffermarci a pensare all’essenziale della nostra vita, scegliere i luoghi, le occasioni, le amicizie che ci aiutano a scoprire e vivere quello che è buono, bello, vero e giusto… quello che ci rende veramente felici e rende felici gli altri fratelli. Dio ci ama e ci vuole felici. Come Gesù anche noi vogliamo impegnarci ad allontanare dalla nostra vita il male. Per questo scegliamo di stare il più possibile in compagnia del Signore, incontrandolo nella preghiera, nella Santa Messa e nel sacramento della Riconciliazione.

SÌ, LE MIE INIQUITÀ IO LE RICONOSCO, IL MIO PECCATO MI STA SEMPRE DINANZI. CONTRO DI TE, CONTRO TE SOLO HO PECCATO, QUELLO CHE È MALE AI TUOI OCCHI, IO L’HO FATTO.

CREA IN ME, O DIO, UN CUORE PURO, RINNOVA IN ME UNO SPIRITO SALDO. NON SCACCIARMI DALLA TUA PRESENZA E NON PRIVARMI DEL TUO SANTO SPIRITO.

RENDIMI LA GIOIA DELLA TUA SALVEZZA, SOSTIENIMI CON UNO SPIRITO GENEROSO. SIGNORE, APRI LE MIE LABBRA E LA MIA BOCCA PROCLAMI LA TUA LODE.

SECONDA LETTURA (Rom 5,12.17-19) Dalla Lettera di san Paolo apostolo ai Romani Fratelli, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, così in tutti gli uomini si è propagata la morte, poiché tutti hanno peccato. Infatti se per la caduta di uno solo la morte ha regnato a causa di quel solo uomo, molto di più quelli che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo. Come dunque per la caduta di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna, così anche per l’opera giusta di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione, che dà vita. Infatti, come per la disobbedienza di un solo uomo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti. PAROLA DI DIO. RENDIAMO GRAZIE A DIO

Giustificazione: Adamo ha disobbedito a Dio per paura di non essere amato; Gesù manifesta l’amore totale di Dio per l’uomo offrendo la sua vita a noi. Gesù ci ha donato un cuore nuovo: viviamo da “figli di Dio”, per gustare i benefici meravigliosi del suo amore che salva. 

Gesù è il nuovo Adamo, venuto nel mondo per compiere la missione affidatagli da Dio Padre: salvare gli uomini attraverso la via dell’Amore. I frutti dell’amore sono pazienza, benevolenza, mitezza, amicizia, perdono. Gesù con la sua vita, le sue parole, i miracoli ci ha mostrato concretamente che Dio ha cura di ciascuno di noi. Scegliamo di seguire il Signore sulla via della croce, perché Dio in Gesù desidera donarci la felicità e la vita. La CROCE VETROFANIA: in questa quaresima puoi realizzare con l’aiuto dei tuoi genitori un piccolo lavoretto: una piccola croce fatta con immagini che nascono dalla Parola di Dio. 1. Procurati della carta traslucida (tipo carta forno). 2. Ingrandisci il disegno qui a fianco. 3. Con la carta ricalca il disegno oppure realizzalo con la tua fantasia. 4. Colora il disegno e applicalo alla finestra della tua camera. Al termine della Quaresima sulla tua finestra avrai formato una croce di luce e colori come una vetrata antica


In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”». Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”». Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano. PAROLA DEL SIGNORE. LODE A TE, O CRISTO. NON DI SOLO PANE VIVRÀ L’UOMO, MA DI OGNI PAROLA CHE ESCE DALLA BOCCA DI DIO. LODE A TE, O CRISTO, RE DI ETERNA GLORIA!

CONFESSO

CREDO

Confesso a Dio onnipotente e a voi fratelli, che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni, per mia colpa, (si batte il petto in segno di pentimento per i nostri peccati) mia colpa, mia grandissima colpa. E supplico la beata sempre vergine Maria, gli angeli e i santi, voi fratelli di pregare per me il Signore Dio nostro.

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen

Signore pietà. Cristo pietà. Signore pietà.  Spirito: dono che Gesù ha ricevuto nel battesimo. Anche noi nello Spirito diventiamo “figli di Dio, amati da Dio Padre”  Deserto sopra il Giordano: regione montagnosa e arida  Tentazioni: tre modi diabolici per essere Dio. Il primo un Dio self-service, basta chiede delle cose e lui le dona. Il secondo un Dio miracolistico, servirsi di Dio per fare ciò che si vuole. Il terzo un Dio politico, potente che offre potere e ricchezza.  Quaranta: periodo del cammino del popolo ebreo nel deserto guidato da Mosè.  Adorerai: l’invito ad accettare la logica del male, della falsità e del potere. La logica di Dio è amore e libertà

Abbiamo quaranta giorni per voltare le spalle al peccato che ci allontana dall’amore e dalla vita di Dio. Adamo ed Eva avevano tutto ma volevano di più. Il peccato non è tanto fare cose proibite, ma ascoltare e mettere in pratica una “voce”, una parola che non è quella di Dio, ma quella del Diavolo che ci promette “un di più “, ma solo per ingannarci e rompere la nostra amicizia con Dio. Gesù ha voluto essere come noi anche nella tentazione. Subito dopo il battesimo, Gesù parte per il deserto, dove lo attendono prove difficili. Il demonio vuole portarlo sulla cattiva strada: cerca di imbrogliarlo usando anche la Parola di Dio. Ma Gesù non si lascia ingannare, perché sa che solo nella volontà del Padre c’è il vero bene e la vita. Gesù ci mostra che la lotta contro il diavolo è difficile, ma nell’amore di Dio è possibile sconfiggere il male; Gesù ci dona la forza nello Spirito per vincere il male. Il diavolo se ne va e gli angeli scendono per servire Gesù. Anche nella nostra vita quotidiana può capitare di essere tentati di scegliere delle scorciatoie, delle false piste che in realtà sono sentieri verso il baratro. Si sbaglia strada per paura di non essere amati, accettati, accolti; si sbaglia strada per egoismo e superficialità; si sbaglia strada perché non crediamo che Dio ci ama veramente in Gesù. Guarda a Gesù e mettiti al suo servizio per essere felice ogni giorno.

FAVOLA: Il pranzo del diavolo

(tratto Racconti di Pino Pellegrino)

Un giorno il diavolo ebbe fame. Prese con sé un sacco e decise di andare per anime. Voleva però un bocconcino prelibato. Si nascose, dunque, tra le fronde di un albero di fronte alla finestra di un sant’uomo e aspettò. La giornata di quell’uomo trascorreva davvero limpida come un cristallo, tra preghiere, gesti di bontà e sentimenti generosi. Non una sbavatura nell’amore. Non un cedimento nella fede. Tanto che il diavolo lo ammirò e il suo appetito crebbe. Pareva che non ci fosse proprio nulla da fare... Ma un giorno il diavolo, scrutando l’anima di quel santo uomo, notò una piccolissima crepa: verso il tramonto uomo di Dio si affacciava alla finestra a guardare il sole che spariva all’orizzonte e in quel momento provava un breve attimo di malinconia e di tristezza. Al diavolo questo bastò. Concentrò tutti i suoi sforzi in quel momento, dilatò la crepa del cuore e poi quando divenne una buca profonda, vi versò dentro tutti i suoi intrugli più efficaci: prima l’angoscia, poi l’amarezza e infine la disperazione. Così non ebbe che da allungare la mano per fare un ottimo pranzetto La gioia è il secondo nome di Dio. La tristezza è il primo nome del diavolo. “Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. (Gv 15, 11-12)

Preghiera

OFFERT O RI O

Signore Gesù è venuto il tempo in cui liberarci dell’affanno, della paura, del dubbio; è venuto il tempo per purificare il cuore e credere nel tuo amore. Guidaci Tu nel deserto quotidiano delle nostre città, delle nostre relazioni familiari senza dialogo, della nostra vita senza fraternità. Questo è il tempo nel quale diamo spazio all’ascolto della Tua Voce e cerchiamo il Tuo Volto di pace. Signore Gesù il tuo sguardo bruci lo spirito dell’egoismo che non ci permette di vivere insieme. Apri i nostri occhi alle meraviglie del tuo amore. Apri le nostre mani e le nostre braccia al fratello che ci vive accanto e desidera amore. Amen

Signore oggi portiamo all’altare un SASSO simbolo della nostra aridità del cuore, della pesantezza e solitudine nel far di testa nostra senza guardare a Te e alla tua Parola di vita.

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Nel deserto davanti all’altare mettiamo un FIORE viola simbolo del silenzio, della preghiera e della fede in Dio.

Tel. 011/9101110


L’uomo non può essere felice avendo tante cose, ma solo sentendosi amato. Impegnati questi giorni ad amare di più in famiglia, aiutando mamma e papà.


Giochi tratti da “Franca Vitali – Domenica dei piccoli – Paoline”

La CROCE VETROFANIA: in questa quaresima puoi realizzare con l’aiuto dei tuoi genitori un piccolo lavoretto: una piccola croce fatta con immagini che nascono dalla Parola di Dio. 1. Procurati della carta traslucida (tipo carta forno). 2. Ingrandisci il disegno qui a fianco. 3. Con la carta ricalca il disegno oppure realizzalo con la tua fantasia. 4. Colora il disegno e applicalo alla finestra della tua camera. Al termine della Quaresima sulla tua finestra avrai formato una croce di luce e colori come una vetrata antica (Quaresima per i Ragazzi -Emi)


Il Giardino di Pasqua (1° Settimana) Celebrare la Quaresima in Famiglia La Famiglia può fare questa celebrazione in una sera della Settimana Accensione della Candela e preghiera di Benedizione • MAMMA: prende una candela (bianca o colorata-profumata) spenta. L’accende in silenzio e la tiene in mano.

SEGNO di CROCE • PAPA’:pronunciala benedizione della LUCE, alla quale tutta la famiglia partecipa ripetendo insieme il ritornello

Lode e benedizione al nostro Dio, che ha creato ogni cosa per il nostro bene e ci chiama a vivere la Pasqua di Cristo Gesù per vivere liberi dal peccato e dalla morte. Tutti:

Sii Benedetto Signore nostro Dio e Padre, per tutte le tue meraviglie.

Lode e benedizione al nostro Dio, creatore della luce e di ogni cosa bella. Nello splendore del sole dai vita e colore a tutto ciò che ci sta intorno. Tutti:

Sii Benedetto Signore nostro Dio e Padre, per tutte le tue meraviglie.

Lode e benedizione al nostro Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo Amico degli uomini e Salvatore del mondo. Egli è la luce che rischiara i nostri passi e rivela il senso della nostra vita. Tutti:

Sii Benedetto Signore nostro Dio e Padre, per tutte le tue meraviglie.

Lode e benedizione al nostro Dio, per l’amore che hai messo nel nostro cuore con la grazia dello Spirito Santo Mantienici sempre uniti e donaci la gioia di stare insieme come piace a Te. Tutti:

Sii Benedetto Signore nostro Dio e Padre, per tutte le tue meraviglie.

• MAMMA: al termine della benedizione, depone la candela sulla tavola o accanto al luogo del “Giardino di Pasqua”

SEGNO: costruzione del Giardino • BAMBINO: prende alcuni sassi e li mette sulla sabbia o sulla segatura (simbolo del deserto).

PAROLA di DIO: Dal Vangelo secondo Matteo (4,1-11) In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”».

SILENZIO e CANTO: “Alza i tuoi occhi al cielo e vedrai” Cristo Gesù, Figlio di Dio, ad ogni uomo il suo amore mostrò; Egli guarì e liberò, tutto se stesso donò. Sai che Gesù, se tu lo vuoi, i suoi prodigi rinnova per te; senza timor apriti a Lui, ti ama così come sei, come sei. Alza i tuoi occhi al cielo e vedrai / Nuovi orizzonti tu scoprirai Lascia ogni cosa e insieme a noi / Canta al Dio dell’Amor. Apri il tuo cuore a Cristo e vedrai / Nella tristezza più non vivrai Lascia ogni cosa e insieme a noi / Canta al Dio dell’Amor. Cristo Gesù, Figlio di Dio, parole eterne al mondo donò; Egli morì, risuscitò, la croce sua ci salvò. Sai che Gesù, se tu lo vuoi, i suoi prodigi rinnova per te; senza timor apriti a Lui, ti ama così come sei, come sei. Cristo Gesù, Figlio di Dio, ai suoi amici la pace portò; Al ciel salì ma vive in noi con il suo soffio d’amor. Sai che Gesù, se tu lo vuoi, i suoi prodigi rinnova per te; senza timor apriti a Lui, ti ama così come sei, come sei.


PREGHIAMO: (Insieme tenendosi per mano) PADRE NOSTRO • PAPA’ o MAMMA: concludono con l’orazione propria

Dio Padre buono e misericordioso, che sostieni i tuoi figli nelle prove della vita e della storia, donaci speranza e coraggio, perché nutriti con il pane di vita della tua Parola e fortificati dal tuo Spirito intraprendiamo con tutta la nostra comunità il cammino verso la Pasqua. Per Cristo nostro Signore AMEN. Il Signore ci benedica (fa un segno di croce sulla fronte dei figli e abbraccia il coniuge) Ci protegga da ogni male, mostri a noi ogni giorno il Suo Amore Ci conduca alla felicità eterna. AMEN SEGNO di CROCE BENEDIZIONE della MENSA (prima di Cena, ogni giorno)

Ti ringraziamo Signore perché ci riunisci nell’amore intorno a questa tavola e ti prendi cura di ognuno di noi. Fa’ che in nessuna famiglia manchi mai il pane e l’amore. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. AMEN Oppure Benedici Signore la nostra cena familiare. Fa’ che fortificati nel corpo e nello spirito possiamo dedicarci sempre di più agli altri fratelli con gesti di autentica carità. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. AMEN (Preghiera tratta da “Franco Gomiero - Il Giardino di Pasqua – Marcianum Press”)


Dal Salmo 32 (33)

Ritornello: DONACI SIGNORE IL TUO AMORE: IN TE SPERIAMO

RETTA È LA PAROLA DEL SIGNORE E FEDELE OGNI SUA OPERA. EGLI AMA LA GIUSTIZIA E IL DIRITTO; DELL’ AMORE DEL SIGNORE È PIENA LA TERRA

PARROCCHIA MADONNA di LORETO – CHIVASSO 2ª Domenica di Quaresima

La Quaresima passo dopo passo ci porterà a Gerusalemme su un monte, il Calvario, dove contempleremo Gesù sulla croce. Oggi lo vediamo su un altro monte, il Tabor, che mostra ai suoi apostoli la gloria del Suo Amore che salva: “Non temete, amici miei. Io sono il Signore della vita, che vince ogni dolore e sofferenza del mondo”. PRIMA LETTURA (Gn 12,1-4) Dal libro della Genesi In quei giorni, il Signore disse ad Abram: «Vattene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io ti indicherò. Farò di te una grande nazione e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e possa tu essere una benedizione. Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò, e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra». Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore. PAROLA DI DIO. RENDIAMO GRAZIE A DIO  Abram: è al centro della storia di Israele. È l’uomo che dice “sì” a Dio, un Dio che non conosce. Sarebbe vissuto nel XVIII secolo a.C. In origine si chiamava “Abram” = “padre grande” cambiato da Dio in Gn 17,5 in “Abrahàm” = “padre di una moltitudine”, perché considerato il padre di tutte le persone che credono in un Dio unico (ebraismo, cristianesimo e islam).  Vattene: rompendo tutti i legami con la sua famiglia di origine che rimane a Carran, Abramo parte con la moglie sterile Sara (Gn 11,30) per un paese sconosciuto, fidandosi della voce di Dio che non conosceva prima; Dio gli promette una discendenza. Questa migrazione del patriarca da Ur in Caldea (attuale Iraq - Mesopotamia meridionale) verso nord a Carran (importante centro carovaniero dove si adorava il Dio Luna) e poi verso sud- ovest nella regione di Canaan (attuale Siria-Israele-Palestina) possiamo datarla intorno al secondo millennio a. C.

Al di là dello spostamento geografico, Abramo accetta di lasciare le sue convinzioni religiose (fatte di diverse divinità) per dare fiducia a un Dio di cui non conosce neppure il nome. Dio si rivelerà progressivamente a lui.  Benedette: parola che esprime “amicizia, comunione, benevolenza”; attraverso Abramo e la sua discendenza tutti i popoli della terra diventeranno amici del Signore. È significativo che la storia di Abramo inizi con una promessa di benedizione (cf. Gn 18,18; 22,18), che verrà ribadita ai discendenti Isacco (26,4) e poi Giacobbe (28,14) e in loro a tutti gli uomini, che come Abramo nella fede potranno accoglierla o rifiutarla (At 3,25; Gal 3,8). L’esistenza e l’avvenire del popolo eletto dipendono da questo atto assoluto di fede in Abramo (Eb 11,8-9); non si tratta solo di una discendenza carnale, ma di tutti coloro che la stessa fede renderà figli di Abramo, eredi delle promesse, benedetti e nello stesso tempo benedizione per ogni uomo (Rm 4).

La Quaresima è un cammino che ci porta lontano. Come Abramo anche noi dobbiamo fidarci del Signore, metterci in ascolto delle sue Parole, diventare benedizione attraverso gesti di bontà e amicizia nei riguardi degli altri. Partire non è facile (pensa quando lasci i tuoi genitori per i campi estivi), ma poi scopri che davanti a te si apre un’avventura meravigliosa che ti aiuta a crescere, ti aiuta a diventare più grande nel cuore, ti aiuta ad aprire i tuoi orizzonti di vita. In questa quaresima prova ad uscire dal tuo egoismo per andare incontro a persone sole o tristi che hanno bisogno del tuo sorriso benedicente.

L’ANIMA NOSTRA ATTENDE IL SIGNORE: EGLI È NOSTRO AIUTO E NOSTRO SCUDO. SU DI NOI SIA IL TUO AMORE, SIGNORE, COME DA TE NOI SPERIAMO.

ECCO, L’OCCHIO DEL SIGNORE È SU CHI LO TEME SU CHI SPERA NEL SUO AMORE, PER LIBERARLO DALLA MORTE E NUTRIRLO IN TEMPO DI FAME.

SECONDA LETTURA (2 Tm 1,8b-10) Dalla Seconda Lettera di san Paolo apostolo a Timoteo Figlio mio, con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo. Egli infatti ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione santa, non già in base alle nostre opere, ma secondo il suo progetto e la sua grazia. Questa ci è stata data in Cristo Gesù fin dall’eternità, ma è stata rivelata ora, con la manifestazione del salvatore nostro Cristo Gesù. Egli ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita e l’incorruttibilità per mezzo del Vangelo. PAROLA DI DIO. RENDIAMO GRAZIE A DIO  Vocazione: questa chiamata è santa poiché viene da Dio che mettendoci al suo servizio ci strappa al mondo.  Nostre Opere: la redenzione dai peccati, la salvezza, la chiamata alla santità della vita non sono concesse per meriti personali (Rm 9,11; Gal 2,16; Ef 2,8-9) ma elargite gratuitamente secondo il disegno di amore di Dio (Ef 1,4), concepito “fin dall’eternità” (Tt 1,2)

 Manifestazione: il riferimento è alla prima venuta di Cristo nella sua incarnazione.  Vangelo: è Gesù Cristo, il veicolo attraverso il quale diventa realtà l’evento salvifico. L’iniziativa è sempre di Dio: sia nella creazione, sia quando dona la vita all’uomo, sia quando lo salva dal peccato in Gesù. La fede è un dono gratuito di Dio.

Paolo quando scrive a Timoteo è in prigione, abbandonato da tutti: quindi parla per esperienza quando gli raccomanda di soffrire con lui per il vangelo confidando solo nella forza divina. Le sofferenze non impediscono all’apostolo di continuare a proclamare la salvezza, che Dio gratuitamente offre all’uomo in Cristo Gesù. È il dono della vita eterna e della comunione con Dio, che ogni uomo deve accogliere nella fede. In questo tempo di quaresima occorre ravvivare l’invito a tornare a Dio, meditando e ricordando quello che Gesù ha fatto per noi. Gesù è la luce del mondo: non possiamo fare a meno della luce (sole, stelle, candela, fuoco, lampada, illuminazione stradale e fari delle macchine). La luce è necessaria per vivere, ma senza l’amore di Dio che vita sarebbe? Leggi ogni giorno un brano di Vangelo e poi cerca nella tua vita di essere luce portando l’amore di Cristo ad ogni persona che incontri, parlando con i tuoi gesti quotidiani di Lui. Il mondo ha bisogno della sua pace, del suo perdono, del suo amore che dona serenità nei momenti difficili . La CROCE VETROFANIA In questa quaresima puoi realizzare con l’aiuto dei tuoi genitori un piccolo lavoretto: una piccola croce fatta con immagini che nascono dalla Parola di Dio (istruzioni nella 1° Domenica di Quaresima).


DALLA NUBE LUMINOSA, SI UDÌ LA VOCE DEL PADRE: In quel tempo, Gesù prese con sé «Q UESTI È IL MIO FIGLIO, L’ AMATO: ASCOLTATELO!». Pietro, Giacomo e Giovanni suo LODE A TE, O CRISTO, RE DI ETERNA GLORIA! fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo. Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti». PAROLA DEL SIGNORE. LODE A TE, O CRISTO.  Pietro/Giacomo/Giovanni: Gesù ha appena annunciato agli apostoli la sua prossima passione e morte; ma loro non hanno compreso. Sceglie allora tre di loro più intimi e li porta su un monte per mostrare loro che lui non è un uomo come gli altri: è il Figlio di Dio.  Monte: è il Tabor, a sud della Galilea; sul monte cielo e terra si toccano mostrando che Gesù è Signore, in Lui non c’è tenebra, ma solo luce gloriosa.  Volto: mostrandosi glorioso invita gli apostoli a non disperare nei giorni del dolore, quando sul Calvario lo vedranno crocifisso. La croce rappresentò una sconfitta per la fede degli apostoli. Sul Tabor hanno una conferma della divinità di Gesù.  Mosè ed Elia: accanto a Gesù troviamo Mosè, simbolo della Legge data sul monte Sinai, ed Elia, il profeta che legge le cose della vita alla luce di Dio.

 Capanne: richiamo alla festa ebraica 50 giorni dopo la Pasqua che ricorda il dono della Legge.  Nube luminosa: segno della presenza di Dio che accompagna il popolo nel deserto, vicinanza di Dio lungo il cammino della vita quotidiana.  Voce: quella del Padre che aveva già parlato nel Battesimo al Giordano, ma qui sul Tabor aggiunge “Ascoltatelo” (atteggiamento fondamentale della fede). La testimonianza di Dio a favore di Gesù sottolinea la sua obbedienza al progetto salvifico del Padre che passa dalla sua passione, morte e risurrezione.  Li toccò: Gesù libera i discepoli dalla paura e dona la forza per affrontare la sua passione. Il Calvario non è diverso dal Tabor: in entrambi siamo davanti alla gloria dell’Amore di Dio che vince il peccato e la morte, donandoci la vita in Lui.

Gesù si mostra glorioso ai suoi amici più intimi, li invita a credere in Lui andando al di là delle apparenze, vedendo con gli occhi della fede. Questi tre apostoli saranno gli stessi che inviterà vicino a Lui nell’orto degli Ulivi nel momento tragico del Getsemani (26,37), prima di essere messo in croce. Anche noi dobbiamo allenarci ad ascoltare la sua voce : Gesù parla attraverso le pagine del Vangelo, attraverso le persone che incontriamo ogni giorno, attraverso gli eventi tragici o belli della vita, attraverso i sacramenti, nel segreto del nostro cuore… non dobbiamo mai disperare del suo amore. Ascoltare significa seguirlo, fare come Lui, cambiare la nostra vita in meglio. Anche noi siamo chiamati ad essere discepoli della Trasfigurazione, vivendo il Vangelo di Gesù nelle parole e nei gesti quotidiani, prendendo coscienza che non è facile seguire Gesù, soprattutto nella sofferenza, consci delle insicurezze e dei limiti del nostro cuore, avendo però chiaro davanti a noi che la certezza Gesù ha vinto il peccato e la morte, e questo ci basta !

CONFESSO

CREDO

Confesso a Dio onnipotente e a voi fratelli, che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni, per mia colpa, (si batte il petto in segno di pentimento per i nostri peccati) mia colpa, mia grandissima colpa. E supplico la beata sempre vergine Maria, gli angeli e i santi, voi fratelli di pregare per me il Signore Dio nostro.

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen

Signore pietà. Cristo pietà. Signore pietà. FAVOLA: Quando finisce la notte?

(tratto Racconti di Pino Pellegrino)

Un giorno il maestro Abbà domandò ai suoi discepoli da che cosa si può riconoscere il momento in cui finisce la notte e inizia il giorno. Il primo discepolo disse: “Quando si può distinguere un gelso da un fico”. Ma il maestro scosse la testa. Il secondo disse: “Quando si può distinguere da lontano un lupo da una pecora”. Ma il maestro scosse la testa. Il terzo disse: “Quando si sente il canto del merlo”. Ma il maestro scosse la testa. “E allora quando?” dissero insieme i discepoli. Il maestro Abbà sorrise e con calma disse: “La notte finisce quando, guardando il volto di una persona qualsiasi, ne riconosci il volto di tuo fratello e di tua sorella. Fino a quel momento è ancora notte gelida dentro e fuori di te”. Gesù ci esorta ad essere attraverso la nostra vita, un riflesso di quel sole che splende sul suo volto: il volto della fede, della tenerezza, della pazienza, della misericordia e della compassione. Tocca a noi, oggi illuminare il mondo, far finire la notte, dare speranza a chi soffre ed è nel buio del dolore, a causa della cattiveria e dell’indifferenza di tanti uomini di “tenebra”. Non è sempre possibile parlare apertamente di Gesù, ma sempre possiamo rivelare il suo amore attraverso i semplici gesti quotidiani, un sorriso, una carezza, una parola buona. Gesù è vivo in te che credi e ami nel suo Amore !

Preghiera

OFFERT O RI O

Signore Gesù come è bello stare quassù accanto a Te sul monte. Un panorama vasto si apre davanti a me, che mi permette di contemplare la meraviglia del creato. Ogni cosa mi parla del tuo amore benedicente. Tu mi chiedi di credere in Te e di impegnarmi per mettere la mia vita al tuo servizio. Donami il coraggio della fede. Donami la pazienza per cambiare giorno per giorno tanti atteggiamenti e parole che non sono “luce”. Donami la carità per far brillare ancora oggi lo splendore del tuo volto nel mio volto che incontra tanti fratelli e sorelle che vivono nelle tenebre del dolore, della tristezza e del peccato. Amen.

Signore oggi portiamo all’altare una VESTE BIANCA perché nel battesimo siamo diventati figli tuoi nella luce e nel bene, radiosi di bellezza e pace.

www.parrocchiamadonnaloreto.it

Nel deserto davanti all’altare mettiamo un FIORE bianco simbolo del gloria, della luce che si irradia dal volto di Cristo.

Tel. 011/9101110


Il Giardino di Pasqua (2° Settimana) Celebrare la Quaresima in Famiglia La Famiglia può fare questa celebrazione in una sera della Settimana Accensione della Candela e preghiera di Benedizione  MAMMA: prende una candela (bianca o colorata-profumata) spenta. L’accende in silenzio e la tiene in mano.

SEGNO di CROCE

 PAPA’:pronunciala benedizione della LUCE, alla quale tutta la famiglia partecipa ripetendo insieme il ritornello

Lode e benedizione al nostro Dio, che ha creato ogni cosa per il nostro bene e ci chiama a vivere la Pasqua di Cristo Gesù per vivere liberi dal peccato e dalla morte. Tutti:

Sii Benedetto Signore nostro Dio e Padre, per tutte le tue meraviglie.

Lode e benedizione al nostro Dio, creatore della luce e di ogni cosa bella. Nello splendore del sole dai vita e colore a tutto ciò che ci sta intorno. Tutti:

Sii Benedetto Signore nostro Dio e Padre, per tutte le tue meraviglie.

Lode e benedizione al nostro Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo Amico degli uomini e Salvatore del mondo. Egli è la luce che rischiara i nostri passi e rivela il senso della nostra vita. Tutti:

Sii Benedetto Signore nostro Dio e Padre, per tutte le tue meraviglie.

Lode e benedizione al nostro Dio, per l’amore che hai messo nel nostro cuore con la grazia dello Spirito Santo Mantienici sempre uniti e donaci la gioia di stare insieme come piace a Te. Tutti:

Sii Benedetto Signore nostro Dio e Padre, per tutte le tue meraviglie.

 MAMMA: al termine della benedizione, depone la candela sulla tavola o accanto al luogo del “Giardino di Pasqua”

SEGNO: costruzione del Giardino  BAMBINO: prende un lumino e lo accende dalla candela della mamma (simbolo della luce e dell’amore in famiglia).

PAROLA di DIO: Dal Vangelo secondo Matteo (17, 1-9) In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». PAROLA DEL SIGNORE. LODE A TE, O CRISTO

SILENZIO e CANTO: “Alza i tuoi occhi al cielo e vedrai” Cristo Gesù, Figlio di Dio, ad ogni uomo il suo amore mostrò; Egli guarì e liberò, tutto se stesso donò. Sai che Gesù, se tu lo vuoi, i suoi prodigi rinnova per te; senza timor apriti a Lui, ti ama così come sei, come sei. Alza i tuoi occhi al cielo e vedrai / Nuovi orizzonti tu scoprirai Lascia ogni cosa e insieme a noi / Canta al Dio dell’Amor. Apri il tuo cuore a Cristo e vedrai / Nella tristezza più non vivrai Lascia ogni cosa e insieme a noi / Canta al Dio dell’Amor. Cristo Gesù, Figlio di Dio, parole eterne al mondo donò; Egli morì, risuscitò, la croce sua ci salvò. Sai che Gesù, se tu lo vuoi, i suoi prodigi rinnova per te; senza timor apriti a Lui, ti ama così come sei, come sei. Cristo Gesù, Figlio di Dio, ai suoi amici la pace portò; Al ciel salì ma vive in noi con il suo soffio d’amor. Sai che Gesù, se tu lo vuoi, i suoi prodigi rinnova per te; senza timor apriti a Lui, ti ama così come sei, come sei.


PREGHIAMO: (Insieme tenendosi per mano) PADRE NOSTRO  PAPA’ o MAMMA: concludono con l’orazione propria

Dio grande e fedele, che ti riveli a chi ti cerca con cuore sincero, fa’ che possiamo scoprirti nel mistero della morte e risurrezione del tuo Figlio Gesù, perché non dubitiamo mai del tuo amore infinito, neanche nella sofferenza, e non perdiamo il coraggio di seguire il Cristo anche sulla via della croce, testimoniandolo in parole e opere quotidiane, per arrivare insieme a gustare i frutti buoni della Pasqua. Per Cristo nostro Signore. AMEN Il Signore ci benedica (fa un segno di croce sulla fronte dei figli e abbraccia il coniuge) Ci protegga da ogni male, mostri a noi ogni giorno il Suo Amore Ci conduca alla felicità eterna. AMEN SEGNO di CROCE BENEDIZIONE della MENSA (prima di Cena, ogni giorno)

Ti ringraziamo Signore perché ci riunisci nell’amore intorno a questa tavola e ti prendi cura di ognuno di noi. Fa’ che in nessuna famiglia manchi mai il pane e l’amore. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. AMEN Oppure Benedici Signore la nostra cena familiare. Fa’ che fortificati nel corpo e nello spirito possiamo dedicarci sempre di più agli altri fratelli con gesti di autentica carità. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. AMEN (Preghiera tratta da “Franco Gomiero - Il Giardino di Pasqua – Marcianum Press”)

Alla sera della vita saremo giudicati sull’Amore. (San Giovanni della Croce)


Giochi tratti da

Pietro, Giacomo e Giovanni hanno visto il tuo volto di luce, Gesù. Nella loro vita gli apostoli hanno portato la tua luce. Aiutaci, Signore, ad essere ogni giorno luce, in famiglia, a scuola, ovunque per dare lode al tuo amore!

“Franca Vitali Domenica dei piccoli Paoline”


La CROCE VETROFANIA: in questa quaresima puoi realizzare con l’aiuto dei tuoi genitori un piccolo lavoretto: una piccola croce fatta con immagini che nascono dalla Parola di Dio. 1. Procurati della carta traslucida (tipo carta forno). 2. Ingrandisci il disegno qui a fianco. 3. Con la carta ricalca il disegno oppure realizzalo con la tua fantasia. 4. Colora il disegno e applicalo alla finestra della tua camera. Al termine della Quaresima sulla tua finestra avrai formato una croce di luce e colori come una vetrata antica (Quaresima per i Ragazzi -Emi)


1. 2. 3. 4.

Colora con attenzione il disegno Incolla il foglio su un cartoncino spesso Ritaglia lungo i bordi Il puzzle è pronto ! (Tratto da “Mi preparo alla Messa” – Anno A – Effata Editrice)

Gesù e Abramo: la fede apre nuovi orizzonti all’amore


Dal Salmo 94 (95)

Ritornello: ASCOLTATE OGGI LA VOCE DEL SIGNORE: NON INDURITE IL VOSTRO CUORE

VENITE, CANTIAMO AL SIGNORE, ACCLAMIAMO LA ROCCIA DELLA NOSTRA SALVEZZA. ACCOSTIAMOCI A LUI PER RENDERGLI GRAZIE, A LUI ACCLAMIAMO CON CANTI DI GIOIA.

PARROCCHIA MADONNA di LORETO – CHIVASSO 3ª Domenica di Quaresima

Oggi nel vangelo Gesù incontra una donna samaritana, parla con lei, le offre nuove prospettive di vita. Ci dimostra così quanto sia importante andare oltre le apparenze, per guardare al cuore di tutti coloro che incontriamo. Gesù ama e cambia il nostro cuore. PRIMA LETTURA (Es 17,3-7) Dal libro dell’Esodo In quei giorni, il popolo soffriva la sete per mancanza di acqua; il popolo mormorò contro Mosè e disse: «Perché ci hai fatto salire dall’Egitto per far morire di sete noi, i nostri figli e il nostro bestiame?». Allora Mosè gridò al Signore, dicendo: «Che cosa farò io per questo popolo? Ancora un poco e mi lapideranno!». Il Signore disse a Mosè: «Passa davanti al popolo e prendi con te alcuni anziani d’Israele. Prendi in mano il bastone con cui hai percosso il Nilo, e va’! Ecco, io starò davanti a te là sulla roccia, sull’Oreb; tu batterai sulla roccia: ne uscirà acqua e il popolo berrà». Mosè fece così, sotto gli occhi degli anziani d’Israele. E chiamò quel luogo Massa e Merìba, a causa della protesta degli Israeliti e perché misero alla prova il Signore, dicendo: «Il Signore è in mezzo a noi sì o no?». PAROLA DI DIO. RENDIAMO GRAZIE A DIO  Deserto: per gli ebrei è sempre stato un luogo di prova per la loro fede. Nel loro cuore sorge una domanda: Dio li ha forse liberati dall’Egitto per farli morire di sete nel deserto? Il deserto diventa tempo di silenzio, di ricerca, di ascolto: Dio non è assente, ma è presente attraverso modi ed eventi diversi da quelli che gli uomini si aspettano.  Mormorare: il popolo lamentandosi, invoca Dio, perché confermi la sua presenza nel cammino. Nel colmo della sofferenza è naturale il grido di aiuto. Gli ebrei non sono diversi dalla maggioranza degli uomini: vogliono vedere un miracolo per rafforzare la loro fede vacillante. E noi cosa chiediamo a Dio? .  Bastone: è il simbolo della presenza di Dio che libera. Subito dopo il passaggio del Mar Rosso, gli

Ebrei cominciano già a rimpiangere l’Egitto e le sue comodità. Hanno dimenticato la loro condizione di schiavi. Essere liberi non è facile: implica delle responsabilità e delle scelte; significa assumersi dei rischi, giocarsi la vita. E noi vogliamo essere liberi?  Roccia: figura di Dio stesso, solido punto di appoggio (Sal 18,3.47; Nm 20,10; Mt 7,24), su cui è costruito il popolo di Dio e la Chiesa. Paolo riprende l’immagine della roccia a cui bevvero gli ebrei e la applicò a Cristo (1Cor 10,4).  Acqua: Mosè grida verso Dio e Dio risponde. Mosè si fida e colpisce la roccia; scaturisce acqua che disseta. Dio è paziente e misericordioso: dona l’acqua dello Spirito, che vivifica i cuori aridi del suo popolo.  Massa/Meriba: significa luogo di tentazione e lite

Nel cammino di Quaresima abbiamo incontrato il segno dell’ACQUA, universalmente ritenuta fin dai tempi antichi la fonte della vita. Ogni popolo pone l’acqua al centro dei miti della creazione: solo da essa può scaturire, crescere e moltiplicarsi la vita in ogni sua forma. La scienza lo conferma: potremo trovare forme di vita su altri pianeti, solo in presenza di acqua. Per noi cristiani si ricollega al Battesimo.

ENTRATE: PROSTRÀTI, ADORIAMO, IN GINOCCHIO DAVANTI AL SIGNORE CHE CI HA FATTI. È LUI IL NOSTRO DIO E NOI IL POPOLO DEL SUO PASCOLO, IL GREGGE CHE EGLI CONDUCE.

SE ASCOLTASTE OGGI LA SUA VOCE! «NON INDURITE IL CUORE COME A MERÌBA, COME NEL GIORNO DI MASSA NEL DESERTO, DOVE MI TENTARONO I VOSTRI PADRI: MI MISERO ALLA PROVA PUR AVENDO VISTO LE MIE OPERE».

SECONDA LETTURA (Rm 5,1-2.5-8) Dalla Lettera di san Paolo apostolo ai Romani Fratelli, giustificati per fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo. Per mezzo di lui abbiamo anche, mediante la fede, l’accesso a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo, saldi nella speranza della gloria di Dio. La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato. Infatti, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi. Ora, a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. PAROLA DI DIO. RENDIAMO GRAZIE A DIO  Pace: primo effetto della giustificazione (resi giusti). Paolo più che esortare i credenti a cercarla, vuole aiutarli a prendere coscienza che in Gesù Cristo la pace è data loro adesso (Ef 2,14). La pace è un bene messianico e non una semplice disposizione di animo (Lc 1,79). Tale pace nasce dalla comunione con Dio grazie alla mediazione di Cristo. Chi non aderisce a Cristo non può essere in pace (Rm 3,17)  Grazia: è la condizione nuova del credente, salvato gratuitamente in Cristo Gesù (Rm 3,24). Egli è una nuova creatura (2Cor 5,17)  Saldi: a differenza della speranza puramente umana, la speranza radicata in Dio non delude (Sal 22,6; 25,20).

 Amore: l’amore di Dio per noi fa nascere l’amore per lui e i fratelli. Paolo ribadisce la gratuità del dono: un amore preveniente, che raggiunge l’uomo peccatore e lo salva. L’amore di Dio è riversato nei nostri cuori dallo Spirito Santo (Rm 8). Peccatori perdonati, i cristiani possono amare dell’amore di Dio e sperare di aver parte alla sua gloria.  Peccatori: la salvezza è un’ opera trinitaria; Gesù nella sua vita si è sempre seduto a tavola coi peccatori e morendo per noi ci ha dimostrato l’amore gratuito del Padre, che nello Spirito ha infuso il suo amore nei nostri cuori e ci ha salvati. La salvezza è pura grazia immeritata (Rm 6,11; 8,11)

Lo Spirito è “acqua viva” che inonda nell’amore di Dio il nostro cuore arido e trasforma il deserto in un giardino fiorito. Paolo sottolinea questa Ri-creazione che Dio compie nelle nostre vite, grazie al sangue sparso sulla croce da Cristo Gesù. Siamo dei salvati: dobbiamo vivere da “Salvati”, dobbiamo diventare per gli altri “acqua viva” che zampilla buona, fresca e limpida nell’amore di Dio che abita nei nostri cuori. La CROCE VETROFANIA In questa quaresima puoi realizzare con l’aiuto dei tuoi genitori un piccolo lavoretto: una piccola croce fatta con immagini che nascono dalla Parola di Dio (istruzioni nella 1° Domenica di Quaresima).


In quel tempo, Gesù giunse a una SIGNORE, TU SEI VERAMENTE IL SALVATORE DEL MONDO; città della Samarìa chiamata Sicar, DAMMI DELL’ACQUA VIVA, PERCHÉ IO NON ABBIA PIÙ SETE. vicina al terreno che Giacobbe aveva LODE A TE, O CRISTO, RE DI ETERNA GLORIA! dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: Dammi da bere!, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?». Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua. Vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te». Molti Samaritani di quella città credettero in lui. E quando giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo». PAROLA DEL SIGNORE. LODE A TE, O CRISTO. Una donna si reca al pozzo, in un’ora in cui è difficile incontrare altre donne. Non vuole essere giudicata per la sua vita disordinata (ha avuto cinque mariti). Al pozzo la sorpresa di essere attesa. Gesù apre il suo cuore e accoglie quella donna senza giudicarla. Gesù sconvolge la vita e le sicurezze della samaritana (Samaria: regione considerata di serie B dai giudei di Gerusalemme). Si presenta come la vera ricchezza di ogni uomo, dando una risposta sicura alle esigenze più profonde del cuore umano. Gesù offre a tutti noi un’acqua che dà vita, l’acqua dell’amore di Dio, che crea relazioni nuove fondate sull’amicizia e sull’ascolto della Parola di Dio. La donna ascolta, chiede, si lascia coinvolgere, si converte, riconosce in Gesù il Messia e diventa una “testimone” della salvezza che Gesù offre. Nella fede tanti altri uomini di Samaria accoglieranno Gesù nella loro vita. La fede è ciò che Gesù chiede ad ogni cristiano per attuare la sua opera di salvezza. Gesù è l’acqua viva che dona la vita, il pane vivo disceso dal cielo; lui ci dona la comunione con il Padre. Gesù ridona senso alla vita di ogni uomo. Ci libera dalla falsa religiosità ipocrita, dai tabù e dai conformismi religiosi. D’ora in poi in Gesù la vera religione sarà quella di un cuore liberato dal peccato e dalla morte. Noi adoreremo e ameremo Dio Padre in Spirito e verità.

CONFESSO

CREDO

Confesso a Dio onnipotente e a voi fratelli, che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni, per mia colpa, (si batte il petto in segno di pentimento per i nostri peccati) mia colpa, mia grandissima colpa. E supplico la beata sempre vergine Maria, gli angeli e i santi, voi fratelli di pregare per me il Signore Dio nostro.

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen

Signore pietà. Cristo pietà. Signore pietà. FAVOLA: Le maniglie della porta

(tratto Racconti di Pino Pellegrino)

Quando l’artista Holman Hunt espose il suo famoso quadro “Cristo luce del mondo”, raffigurante il Salvatore che bussa alla porta dell’anima (lo si può ammirare anche oggi nella cattedrale di San Paolo a Londra) invitò i critici e gli artisti ad esprimere il loro giudizio. Tutti furono pieni di lode ed ammirazione. Solo un tale si fece avanti e disse: «Scusate, maestro Hunt, ma io trovo un difetto nel vostro quadro: avete dimenticato la maniglia della porta! Come si fa ad entrare?» «Signore» rispose tranquillamente il pittore «la porta alla quale Cristo bussa, è quella del cuore: una porta che si apre solo dal di dentro. Dio entra solo se l’uomo accetta di aprire.» Gesù ti viene a cercare, bussa alla porta del tuo cuore: lasciati trovare e aprigli perché la Sua Luce illumini le tenebre del tuo peccato. Gesù non viene a giudicare, ma nel suo amore ti solleva dalla polvere, ti dona la speranza di una nuova esistenza. “Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me.” (Ap 3,20) Oggi tu puoi iniziare una nuova vita con Gesù: non aspettare ancora!

Preghiera

OFFERT O RI O

Signore Gesù, Tu assetato da sempre dell’amore degli uomini, chiedi a tutti noi: “dammi da bere”. Signore Gesù, Tu assetato di misericordia e compassione, sul legno della croce doni misericordia e compassione all’umanità intera, doni ai nostri cuori dal tuo fianco squarciato l’acqua vivificante dello Spirito. Signore Gesù quando finiremo di cercare lontano da Te sorgenti d’acqua che non dissetano, che anzi trasformano i nostri cuori in deserti.? Signore Gesù quando finalmente ci arrenderemo al tuo amore, per vivere con Te e con Te offrire la nostra vita per portare al mondo l’acqua limpida della tua Grazia che illumina i cuori e dona speranza agli animi affranti? Vieni Signore Gesù!

Signore oggi portiamo all’altare una BROCCA d’ACQUA perché nel tuo Spirito siamo stati resi “figli del Padre” purificati dai nostri peccati e salvati dal tuo Amore che dona vita e luce.

www.parrocchiamadonnaloreto.it

Nel deserto davanti all’altare mettiamo un FIORE giallo simbolo della vita nuova illuminata dal sole della Grazia

Tel. 011/9101110


Il Giardino di Pasqua (3° Settimana) Celebrare la Quaresima in Famiglia La Famiglia può fare questa celebrazione in una sera della Settimana Accensione della Candela e preghiera di Benedizione • MAMMA: prende una candela (bianca o colorata-profumata) spenta. L’accende in silenzio e la tiene in mano.

SEGNO di CROCE • PAPA’:pronunciala benedizione della LUCE, alla quale tutta la famiglia partecipa ripetendo insieme il ritornello

Lode e benedizione al nostro Dio, che ha creato ogni cosa per il nostro bene e ci chiama a vivere la Pasqua di Cristo Gesù per vivere liberi dal peccato e dalla morte. Tutti:

Sii Benedetto Signore nostro Dio e Padre, per tutte le tue meraviglie.

Lode e benedizione al nostro Dio, creatore della luce e di ogni cosa bella. Nello splendore del sole dai vita e colore a tutto ciò che ci sta intorno. Tutti:

Sii Benedetto Signore nostro Dio e Padre, per tutte le tue meraviglie.

Lode e benedizione al nostro Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo Amico degli uomini e Salvatore del mondo. Egli è la luce che rischiara i nostri passi e rivela il senso della nostra vita. Tutti:

Sii Benedetto Signore nostro Dio e Padre, per tutte le tue meraviglie.

Lode e benedizione al nostro Dio, per l’amore che hai messo nel nostro cuore con la grazia dello Spirito Santo Mantienici sempre uniti e donaci la gioia di stare insieme come piace a Te. Tutti:

Sii Benedetto Signore nostro Dio e Padre, per tutte le tue meraviglie.

• MAMMA: al termine della benedizione, depone la candela sulla tavola o accanto al luogo del “Giardino di Pasqua”

SEGNO: costruzione del Giardino BAMBINO: prende dell’acqua e la versa nella brocca; poi la pone vicino alla candela accesa la scorsa settimana.

PAROLA di DIO: Dal Vangelo secondo Giovanni (4,5-42) In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: Dammi da bere!, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva. Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». PAROLA DEL SIGNORE. LODE A TE, O CRISTO

SILENZIO e CANTO: “Alza i tuoi occhi al cielo e vedrai” Cristo Gesù, Figlio di Dio, ad ogni uomo il suo amore mostrò; Egli guarì e liberò, tutto se stesso donò. Sai che Gesù, se tu lo vuoi, i suoi prodigi rinnova per te; senza timor apriti a Lui, ti ama così come sei, come sei. Alza i tuoi occhi al cielo e vedrai / Nuovi orizzonti tu scoprirai Lascia ogni cosa e insieme a noi / Canta al Dio dell’Amor. Apri il tuo cuore a Cristo e vedrai / Nella tristezza più non vivrai Lascia ogni cosa e insieme a noi / Canta al Dio dell’Amor. Cristo Gesù, Figlio di Dio, parole eterne al mondo donò; Egli morì, risuscitò, la croce sua ci salvò. Sai che Gesù, se tu lo vuoi, i suoi prodigi rinnova per te; senza timor apriti a Lui, ti ama così come sei, come sei. Cristo Gesù, Figlio di Dio, ai suoi amici la pace portò; Al ciel salì ma vive in noi con il suo soffio d’amor. Sai che Gesù, se tu lo vuoi, i suoi prodigi rinnova per te; senza timor apriti a Lui, ti ama così come sei, come sei.


PREGHIAMO: (Insieme tenendosi per mano) PADRE NOSTRO • PAPA’ o MAMMA: concludono con l’orazione propria

Dio misericordioso e generoso, che nell’acqua del Battesimo ci hai fatto incontrare Gesù Salvatore e ci hai fatti diventare tuoi figli in Lui, risveglia in noi la memoria di questo dono e innaffia ancora la nostra vita con l’acqua del tuo Spirito, perché seguendo l’insegnamento e l’esempio di Gesù anche noi diamo il nostro contributo d’amore per la costruzione di un mondo più bello e buono. Per Cristo nostro Signore. AMEN Il Signore ci benedica (fa un segno di croce sulla fronte dei figli e abbraccia il coniuge) Ci protegga da ogni male, mostri a noi ogni giorno il Suo Amore Ci conduca alla felicità eterna. AMEN SEGNO di CROCE BENEDIZIONE della MENSA (prima di Cena, ogni giorno)

Ti ringraziamo Signore perché ci riunisci nell’amore intorno a questa tavola e ti prendi cura di ognuno di noi. Fa’ che in nessuna famiglia manchi mai il pane e l’amore. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. AMEN Oppure Benedici Signore la nostra cena familiare. Fa’ che fortificati nel corpo e nello spirito possiamo dedicarci sempre di più agli altri fratelli con gesti di autentica carità. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. AMEN (Preghiera tratta da “Franco Gomiero - Il Giardino di Pasqua – Marcianum Press”)

“Chi ha sete venga a me e beva chi crede in me; come dice la Scrittura: fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno”. (Gv 7,37-38)


Giochi tratti da

Incontrare Gesù può essere a volte un evento inaspettato e meraviglioso. La donna samaritana è andata al pozzo a mezzogiorno perché si vergognava della sua vita. Gesù le dona l’acqua di un’Amore che disseta il cuore.

“Franca Vitali Domenica dei piccoli Paoline”


La CROCE VETROFANIA: in questa quaresima puoi realizzare con l’aiuto dei tuoi genitori un piccolo lavoretto: una piccola croce fatta con immagini che nascono dalla Parola di Dio. 1. Procurati della carta traslucida (tipo carta forno). 2. Ingrandisci il disegno qui a fianco. 3. Con la carta ricalca il disegno oppure realizzalo con la tua fantasia. 4. Colora il disegno e applicalo alla finestra della tua camera. Al termine della Quaresima sulla tua finestra avrai formato una croce di luce e colori come una vetrata antica. (Quaresima per i Ragazzi -Emi)


Dal Salmo 22 (23)

PARROCCHIA MADONNA di LORETO – CHIVASSO 4ª Domenica di Quaresima: Domenica “LAETARE”

Oggi Gesù guarisce un uomo cieco dalla nascita. È un miracolo! Gesù ancora oggi vuole donarci occhi nuovi e un cuore nuovo per amare Dio Padre e i fratelli. Lasciamo che il Signore compia in noi questa meraviglia di luce; solo in Lui noi saremo felici insieme. PRIMA LETTURA (1Sam 16,1.4.6-7.10-13) Dal Primo libro di Samuele In quei giorni, il Signore disse a Samuele: «Riempi d’olio il tuo corno e parti. Ti mando da Iesse il Betlemmita, perché mi sono scelto tra i suoi figli un re». Samuele fece quello che il Signore gli aveva comandato. Quando fu entrato, egli vide Eliàb e disse: «Certo, davanti al Signore sta il suo consacrato!». Il Signore replicò a Samuele: «Non guardare al suo aspetto né alla sua alta statura. Io l’ho scartato, perché non conta quel che vede l’uomo: infatti l’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore». Iesse fece passare davanti a Samuele i suoi sette figli e Samuele ripeté a Iesse: «Il Signore non ha scelto nessuno di questi». Samuele chiese a Iesse: «Sono qui tutti i giovani?». Rispose Iesse: «Rimane ancora il più piccolo, che ora sta a pascolare il gregge». Samuele disse a Iesse: «Manda a prenderlo, perché non ci metteremo a tavola prima che egli sia venuto qui». Lo mandò a chiamare e lo fece venire. Era fulvo, con begli occhi e bello di aspetto. Disse il Signore: «Àlzati e ungilo: è lui!». Samuele prese il corno dell’olio e lo unse in mezzo ai suoi fratelli, e lo spirito del Signore irruppe su Davide da quel giorno in poi. PAROLA DI DIO. RENDIAMO GRAZIE A DIO  Samuele: è un profeta vissuto 3000 anni fa; chiamato già da fanciullo ad una grande missione (1Sam 3). È l’ultimo dei Giudici che hanno guidato il popolo ebreo dopo l’entrata nella Terra Promessa (il primo fu Giosuè). È l’uomo di Dio destinato ad istituire la monarchia in Israele: il profeta consacra i re, rendendoli strumenti della volontà di Dio.  Iesse: è il padre di Davide , discendente da Booz e dalla straniera Rut (Rt 4,17). Dal tronco di Iesse nascerà il Messia (Is 11,1): Gesù nascerà proprio a Betlemme; come padre adottivo avrà Giuseppe discendente dalla casa di Giuda, di Iesse, di Davide.  Betlemme: significa “Casa del pane”; questa cittadina a 7 km a sud di Gerusalemme , è posta ai bordi del deserto, ma le sue terre sono fertili.  Cuore: Dio non si muove secondo le logiche e le attese umane; egli conduce la storia con criteri a volte incomprensibili. Davide, capostipite della dinastia da cui nascerà il Messia, è il più piccolo dei fratelli: è un

semplice pastore suonatore di cetra (a lui attribuiamo molti salmi). Dio lo sceglie per il suo cuore e non per l’aspetto forte e robusto. Dio non guarda all’apparenza (come facciamo noi) ma al cuore delle persone.  Spirito del Signore: Davide viene unto re e su di lui scende la grazia divina in modo permanente per realizzare nella sua vita l’opera di Dio. Nell’epoca messianica scenderà su tutto il popolo (Ez 39,29): in Gesù noi abbiamo ricevuto lo Spirito che ci ha fatto nuove creature per compiere azioni meravigliose nella nostra vita. Dio ci sorprende sempre: ha chiamato Davide, Maria, Pietro… persone semplici. Oggi chiama anche noi a collaborare con lui per rendere il mondo più bello: vogliamo rispondere dicendogli il nostro SI? Che cosa vede Dio nel fondo del tuo cuore? Verso chi è orientato il tuo Amore? Desideri diventare discepolo di Gesù oggi? Dio sceglie ciò che è debole per far trionfare la gratuità della sua salvezza che passa dalla tua umile vita.

Ritornello: IL SIGNORE È IL MIO PASTORE: NON MANCO DI NULLA.

IL SIGNORE È IL MIO PASTORE: NON MANCO DI NULLA. SU PASCOLI ERBOSI MI FA RIPOSARE, AD ACQUE TRANQUILLE MI CONDUCE. RINFRANCA L’ANIMA MIA.

DAVANTI A ME TU PREPARI UNA MENSA SOTTO GLI OCCHI DEI MIEI NEMICI. UNGI DI OLIO IL MIO CAPO; IL MIO CALICE TRABOCCA.

MI GUIDA PER IL GIUSTO CAMMINO A MOTIVO DEL SUO NOME. ANCHE SE VADO PER UNA VALLE OSCURA, NON TEMO ALCUN MALE, PERCHÉ TU SEI CON ME. IL TUO BASTONE E IL TUO VINCASTRO MI DANNO SICUREZZA.

SÌ, BONTÀ E FEDELTÀ MI SARANNO COMPAGNE TUTTI I GIORNI DELLA MIA VITA, ABITERÒ ANCORA NELLA CASA DEL SIGNORE PER LUNGHI GIORNI

SECONDA LETTURA (Ef 5,8-14) Dalla Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini Fratelli, un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce; ora il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità. Cercate di capire ciò che è gradito al Signore. Non partecipate alle opere delle tenebre, che non danno frutto, ma piuttosto condannatele apertamente. Di quanto viene fatto in segreto [da coloro che disobbediscono a Dio] è vergognoso perfino parlare, mentre tutte le cose apertamente condannate sono rivelate dalla luce: tutto quello che si manifesta è luce. Per questo è detto: «Svégliati, tu che dormi, risorgi dai morti e Cristo ti illuminerà». PAROLA DI DIO. RENDIAMO GRAZIE A DIO  Figli della Luce: ognuno di noi battezzato in Cristo è diventato Luce. La vita in Cristo è una lotta contro le tenebre del peccato: non dobbiamo lasciarci vincere dal sonno della pigrizia e della superficialità; salvati in Cristo dobbiamo produrre i frutti della Luce, cioè vivere nella bontà, nella giustizia, nella verità e nell’amore verso tutti.

 Battesimo: questo sacramento veniva chiamato anticamente “illuminazione”(luce di Cristo Eb 6,4; 10,32; 1Pt 2,9). Paolo esorta i cristiani a diventare sempre di più conformi a Cristo che abita con il suo Spirito nei nostri cuori. Attraverso la nostra vita collaboriamo con Dio per trasfigurare la nostra storia. In questo siamo figli della luce (Gv 12,36) cioè capaci di portare nel mondo la luce di Cristo.  Opere delle tenebre: occorre lottare contro il male con la luce di Cristo (Is 60,1-2; Gv 1,5; 3,20-21)  Svegliati: antico inno cristiano (Is 26,19; 51,17; 52,1; Gv 5,25; Rm 13,11; 2 Cor 3,18; Ef 2,5-6, 3,9).

Il tema di questa domenica è “VEDERE con occhi nuovi” attraverso il segno forte della LUCE : nella 1° lettura Samuele sarà chiamato ad andare oltre le apparenze per vedere con l’occhio di Dio il cuore di Davide e consacrarlo Re; nella lettera agli Efesini Paolo ci invita a diventare “figli della Luce” passando dalle tenebre del peccato alla fede in Cristo Gesù; il cieco nato del Vangelo crede nel Signore ed ottiene non solo la guarigione del corpo ma anche del cuore in una nuova vita di luce. La CROCE VETROFANIA ecco la 4° tessera della piccola croce fatta di immagini da attaccare sul vetro della finestra della tua camera (istruzioni nella 1° Domenica di Quaresima o nei Giochi della settimana).


In quel tempo, Gesù passando vide un IO SONO LA LUCE DEL MONDO, DICE IL SIGNORE; uomo cieco dalla nascita; sputò per terra, CHI SEGUE ME, AVRÀ LA LUCE DELLA VITA. fece del fango con la saliva, spalmò il GLORIA A TE, O CRISTO, VERBO DI DIO! fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori. Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui. PAROLA DEL SIGNORE. LODE A TE, O CRISTO.  Uomo cieco: un caso che sembra impossibile, ma nulla è impossibile all’amore di Dio in Cristo Gesù. Questo brano è un autentica lezione sul nostro battesimo: siamo passati dalle tenebre del peccato alla luce della grazia.  Vide: lo sguardo di Gesù raggiunge le profondità del cuore; Gesù si manifesta come la luce che illumina e guarisce ogni cuore umano; una luce che si propone e mai si impone. La fede infatti è un cammino personale e libero, che ci espone a volte allo scandalo della prova, all’incomprensione degli stessi familiari e amici, alla persecuzione come è capitato allo stesso Gesù.  Fango: Gesù usa la materia primordiale con cui è fatto l’uomo; perciò ricrea nello Spirito donando nuova vita .  Va a lavarti: il cieco crede nelle parole di Gesù; manifesta fiducia ed obbedienza che permette il miracolo  Siloè: Gesù è l’inviato del Padre, il Messia (Is 9,1) che porterà la luce di Dio a coloro che vivono nelle tenebre.  Ci vedo: la luce che ci dona Gesù ci permette di vedere la nostra vita con occhi nuovi; si apre davanti al cieco il cammino arduo della fede, cammino di consapevolezza

su chi è Gesù e su chi siamo noi, illuminati dalla grazia  Quest’uomo non viene da Dio: i Giudei rifiutano Gesù; non vogliono cambiare mentalità e convertirsi. Perciò sono disposti a negare la realtà del miracolo. Sicuri di essere nella verità, di vedere la luce, osservanti fedeli delle prescrizioni della Legge che imponevano al sabato il riposo, per loro è difficile accogliere Gesù come “rivelazione luminosa del Padre”. La loro superbia e presunzione li rende ciechi; così si escludono dalla salvezza. Gesù non può far niente per loro.  Cosa dici di lui: la fede del cieco è molto insicura; non sa chi l’abbia guarito e l’ambiente religioso in cui vive non l’aiuta a riconoscere, ringraziare e seguire quel Dio che in Gesù gli ha donato la vista e ogni bene. Occorre molta umiltà e un lungo cammino di conversione perché gli occhi del cuore vedano.  Credo Signore: in questo brano abbiamo una rapida successione di titoli dati a Gesù, che rivelano sempre più profondamente la sua identità. Questi titoli sono le tappe successive della fede in Gesù: maestro, inviato di Dio, profeta, messia, Figlio dell’uomo e infine Signore, riconoscendo in Gesù Dio stesso. Nel battesimo che ci ha fatto “figli della luce” siamo chiamati a portare nel mondo la luce del suo amore.

CONFESSO

CREDO

Confesso a Dio onnipotente e a voi fratelli, che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni, per mia colpa, (si batte il petto in segno di pentimento per i nostri peccati) mia colpa, mia grandissima colpa. E supplico la beata sempre vergine Maria, gli angeli e i santi, voi fratelli di pregare per me il Signore Dio nostro.

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen

Signore pietà. Cristo pietà. Signore pietà.

FAVOLA: Come sono gli abitanti di questa città?

(tratto Racconti di Pino Pellegrino)

C’era una volta un uomo che stava seduto all’ingresso della città. Un giovane si avvicinò e gli domandò: «Come sono gli abitanti di questa città?» L’uomo rispose domandando: «Come sono gli abitanti della città da cui provieni?» «Egoisti e cattivi» disse il giovane. «Per questo me ne sono andato». «Anche gli abitanti di questa città sono così» disse l’uomo e il giovane se ne andò. Poco dopo arrivò un altro giovane e gli pose la stessa domanda: «Come sono gli abitanti di questa città?» L’uomo domandò: «Come sono gli abitanti della città da cui arrivi?» «Buoni, generosi, ospitali e onesti» rispose il giovane. «Per questo avevo tanti amici e ho fatto fatica a partire». «Anche gli abitanti di qui sono così» rispose l’uomo. Un altro uomo della città aveva sentito tutta la conversazione e chiese: «Come puoi dare due risposte completamente differenti alla stessa domanda?» «Caro amico, ogni persona porta un proprio universo nel cuore che gli fa percepire la realtà. Chi non trovava niente di buono in passato, non troverà niente di buono neanche qui; al contrario chi vedeva il bello in ogni persona, aveva degli amici ed era buono in passato, anche qui troverà degli amici e sarà buono. Le persone vedono il mondo attraverso la luce del loro cuore: se in noi c’è una luce buona tutto sarà bello e buono, e si saprà amare tutti». «Ecco il mio segreto» disse la volpe. «È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi. È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante. Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare». (Antoine de Saint-Exupéry)

Preghiera

OFFERT O RI O

Quando non sappiamo vedere il bello del tuo amore, apri i nostri occhi Signore. Quando sentiamo il dolore e la fatica di amare, apri i nostri occhi Signore. Quando ci sentiamo soli nel cammino della vita, apri i nostri occhi Signore. Donaci il tuo Spirito per credere che tu sei il Salvatore delle nostre vite. Perché credere è vivere, credere è crescere, credere è sapere che tu sei sempre con noi fino alla fine del mondo. Tu sei la luce che illumina i nostri giorni e ci doni la dignità di “figli della Luce” per rendere il mondo bello, buono, meraviglioso come tu l’hai pensato, sognato, desiderato perché tutti siano felici in Te, Dio della vita. Amen.

Signore oggi portiamo all’altare una CANDELA ACCESA perché la luce del tuo Amore ha illuminato le tenebre del peccato dei nostri cuori.

www.parrocchiamadonnaloreto.it

Nel deserto mettiamo un FIORE arancione simbolo della fede nel tuo Amore che illumina di gioia i giorni.

Tel. 011/9101110


Il Giardino di Pasqua (4° Settimana) Celebrare la Quaresima in Famiglia La Famiglia può fare questa celebrazione in una sera della Settimana Accensione della Candela e preghiera di Benedizione • MAMMA: prende una candela (bianca o colorata-profumata) spenta. L’accende in silenzio e la tiene in mano.

SEGNO di CROCE • PAPA’:pronunciala benedizione della LUCE, alla quale tutta la famiglia partecipa ripetendo insieme il ritornello

Lode e benedizione al nostro Dio, che ha creato ogni cosa per il nostro bene e ci chiama a vivere la Pasqua di Cristo Gesù per vivere liberi dal peccato e dalla morte. Tutti:

Sii Benedetto Signore nostro Dio e Padre, per tutte le tue meraviglie.

Lode e benedizione al nostro Dio, creatore della luce e di ogni cosa bella. Nello splendore del sole dai vita e colore a tutto ciò che ci sta intorno. Tutti:

Sii Benedetto Signore nostro Dio e Padre, per tutte le tue meraviglie.

Lode e benedizione al nostro Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo Amico degli uomini e Salvatore del mondo. Egli è la luce che rischiara i nostri passi e rivela il senso della nostra vita. Tutti:

Sii Benedetto Signore nostro Dio e Padre, per tutte le tue meraviglie.

Lode e benedizione al nostro Dio, per l’amore che hai messo nel nostro cuore con la grazia dello Spirito Santo Mantienici sempre uniti e donaci la gioia di stare insieme come piace a Te. Tutti:

Sii Benedetto Signore nostro Dio e Padre, per tutte le tue meraviglie.

• MAMMA: al termine della benedizione, depone la candela sulla tavola o accanto al luogo del “Giardino di Pasqua”

SEGNO: costruzione del Giardino BAMBINO: prende un bastoncino di incenso e lo accende dalla candela battesimale accesa nelle scorse settimane e lo pone vicino alla brocca di acqua. Ogni battezzate deve profumare di “Santità” e deve “illuminare” il mondo di amore.

PAROLA di DIO: Dal Vangelo secondo Giovanni (9,1-41) In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita; sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. Gesù gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui. PAROLA DEL SIGNORE. LODE A TE, O CRISTO

SILENZIO e CANTO: “Alza i tuoi occhi al cielo e vedrai” Cristo Gesù, Figlio di Dio, ad ogni uomo il suo amore mostrò; Egli guarì e liberò, tutto se stesso donò. Sai che Gesù, se tu lo vuoi, i suoi prodigi rinnova per te; senza timor apriti a Lui, ti ama così come sei, come sei. Alza i tuoi occhi al cielo e vedrai / Nuovi orizzonti tu scoprirai Lascia ogni cosa e insieme a noi / Canta al Dio dell’Amor. Apri il tuo cuore a Cristo e vedrai / Nella tristezza più non vivrai Lascia ogni cosa e insieme a noi / Canta al Dio dell’Amor. Cristo Gesù, Figlio di Dio, parole eterne al mondo donò; Egli morì, risuscitò, la croce sua ci salvò. Sai che Gesù, se tu lo vuoi, i suoi prodigi rinnova per te; senza timor apriti a Lui, ti ama così come sei, come sei. Cristo Gesù, Figlio di Dio, ai suoi amici la pace portò; Al ciel salì ma vive in noi con il suo soffio d’amor. Sai che Gesù, se tu lo vuoi, i suoi prodigi rinnova per te; senza timor apriti a Lui, ti ama così come sei, come sei.


PREGHIAMO: (Insieme tenendosi per mano) PADRE NOSTRO • PAPA’ o MAMMA: concludono con l’orazione propria

Dio misericordioso, che nel Battesimo ci hai fatto incontrare Gesù Cristo, luce che non tramonta, apri ancora i nostri occhi perché vediamo la sua luce, che ci mostra il senso della nostra vita, spesa per amore rendendo più bello e luminoso il mondo intorno a noi. Per Cristo nostro Signore. AMEN Il Signore ci benedica (fa un segno di croce sulla fronte dei figli e abbraccia il coniuge) Ci protegga da ogni male, mostri a noi ogni giorno il Suo Amore Ci conduca alla felicità eterna. AMEN SEGNO di CROCE BENEDIZIONE della MENSA (prima di Cena, ogni giorno)

Ti ringraziamo Signore perché ci riunisci nell’amore intorno a questa tavola e ti prendi cura di ognuno di noi. Fa’ che in nessuna famiglia manchi mai il pane e l’amore. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. AMEN Oppure Benedici Signore la nostra cena familiare. Fa’ che fortificati nel corpo e nello spirito possiamo dedicarci sempre di più agli altri fratelli con gesti di autentica carità. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. AMEN (Preghiera tratta da “Franco Gomiero / Il Giardino di Pasqua – Marcianum Press”)

“Fratelli, un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce; ora il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità.” (Ef 5,8-9)


Giochi tratti da “Franca Vitali

Gesù ci dona una “luce nuova” per vedere non solo con gli occhi, ma con il cuore i segni meravigliosi del Suo Amore. Lasciamoci guarire e vedremo che in ogni occasione della vita Gesù c’è sempre stato accanto... anche quando non ce ne siamo accorti.

Domenica dei piccoli Paoline”


La CROCE VETROFANIA: in questa quaresima puoi realizzare con l’aiuto dei tuoi genitori un piccolo lavoretto: una piccola croce fatta con immagini che nascono dalla Parola di Dio. 1. Procurati della carta traslucida (tipo carta forno). 2. Ingrandisci il disegno qui a fianco. 3. Con la carta ricalca il disegno oppure realizzalo con la tua fantasia. 4. Colora il disegno e applicalo alla finestra della tua camera. Al termine della Quaresima sulla tua finestra avrai formato una croce di luce e colori come una vetrata antica. (Quaresima per i Ragazzi -Emi)


Dal Salmo 129 (130)

PARROCCHIA MADONNA di LORETO – CHIVASSO 5ª Domenica di Quaresima

Siamo ormai vicini alla Settimana Santa e oggi il Vangelo ci parla della risurrezione di un amico di Gesù, Lazzaro. In questo segno strepitoso noi possiamo vedere già la vittoria di Cristo sulla morte e sul peccato. L’amore di Dio nella fede ci dona la vita eterna. PRIMA LETTURA (Ez 37,12-14) Dal libro del profeta Ezechiele Così dice il Signore Dio: «Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nella terra d’Israele. Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi farò uscire dai vostri sepolcri, o popolo mio. Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nella vostra terra. Saprete che io sono il Signore. L’ho detto e lo farò». Oracolo del Signore Dio. PAROLA DI DIO. RENDIAMO GRAZIE A DIO  Ezechiele: il brano di oggi fa parte della visione di Ezechiele delle ossa inaridite. Questo profeta era stato incaricato prima dell’esilio (597-538 a.C.) e della caduta di Gerusalemme di denunciare il peccato e l’infedeltà del popolo. Ora invece diventa messaggero di speranza. Dio è sempre accanto al suo popolo.  Sepolcri: durante l’esilio a Babilonia, gli Israeliti perdono ogni speranza di ritornare nella terra dei loro padri. Al sentimento di morte che li invade, risponde la parola del profeta che ricordando la fedeltà dell’amore di Dio annuncia il ritorno in patria. Dio non si dimentica mai dei suoi figli.

Come ha fatto uscire dall’Egitto il suo popolo, così Dio lo farà uscire dalla tomba della disperazione dove sembra sepolto per sempre.  Spirito: Dio è fedele al suo amore e ridona vita. Lo Spirito, che aveva donato vita all’uomo creato con semplice argilla, si dona a un popolo schiacciato dal dolore dell’esilio e dell’oppressione, per farlo vivere libero nella gioia. È il segno di un'altra liberazione ben più importante e universale, con la quale Dio nostro Padre interverrà in favore dell’umanità: la vittoria sulla morte, realizzata in Cristo e donata ad ogni uomo che vive nella paura e nell’angoscia. Ora viviamo per Lui.

Il tema di questa domenica è “VIVERE di una vita nuova” che Dio ci dona in Gesù. Con il brano della risurrezione di Lazzaro si concludono le catechesi battesimali contenute nel ciclo delle scorse domeniche dell’anno A, che ci hanno fatto incontrare la Samaritana e il Cieco nato. A questo brano ci allaccia la prima lettura di Ezechiele (uscire dai sepolcri delle diverse morti che fanno il nostro vivere) e la seconda lettura che ci esorta a vivere non più nei desideri della carne che portano alla morte, ma nello Spirito che dona vita piena e felicità. La CROCE VETROFANIA ecco la 5° tessera della piccola croce fatta di immagini da attaccare sul vetro della finestra della tua camera (istruzioni nella 1° Domenica di Quaresima o nei Giochi della settimana).

Ritornello: IL SIGNORE È BONTÀ E MISERICORDIA

DAL PROFONDO A TE GRIDO, O SIGNORE; SIGNORE, ASCOLTA LA MIA VOCE. SIANO I TUOI ORECCHI ATTENTI ALLA VOCE DELLA MIA SUPPLICA.

IO SPERO, SIGNORE. SPERA L’ANIMA MIA, ATTENDO LA SUA PAROLA. L’ANIMA MIA È RIVOLTA AL SIGNORE PIÙ CHE LE SENTINELLE ALL’ AURORA.

SE CONSIDERI LE COLPE, SIGNORE, SIGNORE, CHI TI PUÒ RESISTERE ? MA CON TE È IL PERDONO: COSÌ AVREMO IL TUO TIMORE.

PIÙ CHE LE SENTINELLE L’AURORA, ISRAELE ATTENDA IL SIGNORE, PERCHÉ CON IL SIGNORE È LA MISERICORDIA GRANDE È CON LUI LA REDENZIONE. EGLI REDIMERÀ ISRAELE DA TUTTE LE SUE COLPE

SECONDA LETTURA (Rm 8,8-11) Dalla Lettera di san Paolo apostolo ai Romani Fratelli, quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a Dio. Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene. Ora, se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto per il peccato, ma lo Spirito è vita per la giustizia. E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi. PAROLA DI DIO. RENDIAMO GRAZIE A DIO Paolo nel capitolo 8 della lettera ai Romani ci parla della vita nello Spirito dei cristiani: ogni credente sperimenta ogni giorno la lotta fra i desideri della carne, che portano alla morte, e i desideri dello Spirito, che portano alla vita.  Carne: rappresenta il nostro egoismo, vivere seguendo la logica di questo mondo, resistere all’opera di Dio.  Spirito: significa vivere seguendo la logica di vita di Cristo, fare propri i sentimenti e gli atteggiamenti di Gesù, anticipare già ora la vita eterna, perché già qui viviamo come Gesù in comunione con il Padre.

 Morto per il peccato/ vita per la giustizia: noi uomini non sfuggiamo alla morte fisica, ma questa morte non è più perdizione nelle tenebre degli inferi, perché Gesù con la sua morte ci ha “resi giusti”, ci ha salvati dalla morte eterna. Colui che si lascia guidare dallo Spirito è liberato dalla triplice schiavitù della carne (egoismo), del peccato e della morte eterna; la nostra morte come quella di Gesù sarà illuminata dalla luce della Pasqua e sarà vita eterna nell’amore e nella comunione del Padre.

LA RISURREZIONE di LAZZARO Siamo giunti quasi al termine del nostro cammino quaresimale. Dopo i racconti della Samaritana e del Cieco nato, ecco il settimo e ultimo segno (miracolo) di Gesù, riportato dal vangelo di Giovanni, che conclude il cammino di iniziazione dei catecumeni. Richiamando Lazzaro alla vita, Gesù decreta la sua condanna a morte (Gv 11,53): si apre per lui l’ora della Passione. La professione di fede di Marta occupa il centro del racconto. Gesù la invita ad andare oltre, a credere che lui è la risurrezione e la vita, perché già qui ed ora egli illumina le nostre esistenze togliendo dai nostri cuori la paura e l’angoscia della morte. Marta riconosce in Gesù colui che fa vivere, Dio stesso: la fede in Dio passa per la fede in Colui che egli ha inviato; in Gesù il credente sa di incontrare la vita “dentro” la morte («Chi crede in me, anche se muore, vivrà» Gv 11,27); in Gesù la risurrezione è già presente e operante nella nostra storia, perché la mia vita offerta nell’obbedienza al Padre diventa fonte di vita, proprio grazie alla morte di Gesù che mi ha donato la forza nello Spirito per morire nell’amore dei fratelli («Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà» Mt 10,39). In questo brano abbiamo un “crescendo” nella fede: gli equivoci e i malintesi che punteggiano i dialoghi con le diverse persone che si rapportano a Gesù (discepoli, Marta, Maria, la folla dei Giudei) ci interpellano personalmente e ci pongono degli interrogativi sul modo in cui comprendiamo le parole e i gesti di Gesù nella nostra vita. Egli è assolutamente tranquillo nel trambusto totale: afferma che Lazzaro “dorme” (come era accaduto nella risurrezione della figlia di Giairo Mc 5,39), cioè offre una nuova comprensione della morte in Dio. Nello stesso tempo “piange”: soffre per l’amico Lazzaro, vive il dolore della perdita di una persona amata, ma in questo pianto c’è anche la sofferenza per tutta l’umanità schiava della morte e del peccato che Lui è venuto a liberare. E tu credi che Gesù possa liberarti dalla morte?


In quel tempo, le sorelle di Lazzaro IO SONO LA RISURREZIONE E LA VITA, DICE IL SIGNORE, mandarono a dire a Gesù: CHI CREDE IN ME NON MORIRÀ IN ETERNO. «Signore, ecco, colui che tu ami è LODE E ONORE A TE, SIGNORE GESÙ! malato». All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Marta, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo». Gesù si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?». Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare». Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui. PAROLA DEL SIGNORE. LODE A TE, O CRISTO.  Sorelle di Lazzaro: amici di Gesù erano Marta e Maria insieme al loro fratello; Gesù è l’amico di ognuno di noi, viene a casa nostra, ma noi vogliamo essere suoi amici, lo ascoltiamo, crediamo in Lui? (Lc 10,38-42).  Gloria di Dio: la morte fisica di Lazzaro permette a Gesù di manifestare che Dio è più forte della morte, perché Dio ci dona la vita nella gloria della croce di Cristo, sacrificio di amore per donare a noi la vita eterna.  Credi questo: Marta va incontro a Gesù e nel dialogo con lui si apre alla fede; scopre che Gesù non solo guarisce ma dona la vita eterna nell’amore di Dio.

 Grotta: rappresenta un grembo nella madre terra dove noi ci prepariamo a nascere a nuova vita.  Pietra: ciò che separa e chiude nelle tenebre della morte; Gesù urla «Vieni fuori» liberando Lazzaro, donandolo nuovamente all’amore dei suoi cari.  Rendo grazie: Gesù manifesta la sua comunione con il Padre, facendoci capire che Dio ci è sempre accanto se noi lo facciamo abitare nella nostra vita, nel nostro cuore; Dio ci salva nella fede e nell’amore  Bende: i segni della morte, le catene del peccato che ci tengono schiavi e non ci permettono di amare.

CONFESSO

CREDO

Confesso a Dio onnipotente e a voi fratelli, che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni, per mia colpa, (si batte il petto in segno di pentimento per i nostri peccati) mia colpa, mia grandissima colpa. E supplico la beata sempre vergine Maria, gli angeli e i santi, voi fratelli di pregare per me il Signore Dio nostro.

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen

Signore pietà. Cristo pietà. Signore pietà. FAVOLA: Le tre parole

(tratto Racconti di Pino Pellegrino)

Un giorno Madre Teresa di Calcutta fu criticata in pubblico da un contestatore: «Che cos’è la sua carità? Cosa crede di poter fare in India? Non potrà salvare tutte quelle persone. Il suo impegno è come una goccia nell’oceano di dolore di questa umanità. Occorre più giustizia e meno vangelo». Madre Teresa sorrise e poi disse: «Ha ragione, ma io sono certa che l’unico salvatore del mondo è Gesù, che ci dona la vita. Desidero vivere il mio impegno in questo mondo come una goccia di acqua pura, che insieme a tante altre danno un po’ di speranza, dissetano il cuore di tanti uomini che vivono nel dolore. Quello che faccio è nulla, ma un giorno per strada ho incontrato un uomo rannicchiato per terra, denutrito e col respiro affannoso. Non potevo neppure muoverlo. Gli ho preso delicatamente il viso tra le mani e gli ho sussurrato all’orecchio: “Ti voglio bene, non ti lascio solo”. Quell’uomo mi sorrise e morì. Aveva ricevuto un dono inaspettato, che ha donato anche al mio cuore speranza. Non dimenticherò mai quel sorriso risuscitato da quelle tre parole». Ci sono parole che uccidono, parole che non avrebbero mai dovuto essere pronunciate. Ma ci sono parole di amore che trasformano una vita, parole di fiducia che rialzano dalla disperazione. Ci sono richiami definitivi, che decidono di un’esistenza e determinano il cammino di una persona. (R. Guelluy) Gesù nella sua risurrezione ci dona la possibilità di vivere già qui ed ora da “risorti”, perché attraverso le nostre parole e gesti quotidiani il mondo sia illuminato dalla luce della Pasqua.

Preghiera Signore Gesù noi sappiamo che la tua risurrezione è molto più grande della risurrezione di Lazzaro, che morirà nuovamente nel suo corpo. Noi però crediamo che da quel giorno di Pasqua tutto nella nostra vita è diventato più bello, luminoso, splendido nell’amore del Padre. Da quel giorno la nostra vita è una vita da “risorti” ed ogni parola e azione quotidiana è trasfigurata dal tuo Amore che abita nei nostri cuori, nello Spirito Santo che dona vita. La paura e l’angoscia della morte non abita più le nostre vite, perché anche oltre il velo della morte del nostro corpo possiamo contemplare la bellezza del tuo volto insieme a tutti i nostri cari defunti. Lode a te Signore della vita. www.parrocchiamadonnaloreto.it

OFFERT O RI O Signore oggi portiamo all’altare un BASTONCINO di INCENSO perché Tu Signore profumi la vita di buono e ci doni lo Spirito Santo per amare come Tu ami.

Nel deserto mettiamo un FIORE rosso simbolo del tuo sacrificio che ci dona la vita eterna per sempre insieme.

Tel. 011/9101110


Il Giardino di Pasqua (5° Settimana) Celebrare la Quaresima in Famiglia La Famiglia può fare questa celebrazione in una sera della Settimana Accensione della Candela e preghiera di Benedizione • MAMMA: prende una candela (bianca o colorata-profumata) spenta. L’accende in silenzio e la tiene in mano.

SEGNO di CROCE • PAPA’:pronunciala benedizione della LUCE, alla quale tutta la famiglia partecipa ripetendo insieme il ritornello

Lode e benedizione al nostro Dio, che ha creato ogni cosa per il nostro bene e ci chiama a vivere la Pasqua di Cristo Gesù per vivere liberi dal peccato e dalla morte. Tutti:

Sii Benedetto Signore nostro Dio e Padre, per tutte le tue meraviglie.

Lode e benedizione al nostro Dio, creatore della luce e di ogni cosa bella. Nello splendore del sole dai vita e colore a tutto ciò che ci sta intorno. Tutti:

Sii Benedetto Signore nostro Dio e Padre, per tutte le tue meraviglie.

Lode e benedizione al nostro Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo Amico degli uomini e Salvatore del mondo. Egli è la luce che rischiara i nostri passi e rivela il senso della nostra vita. Tutti:

Sii Benedetto Signore nostro Dio e Padre, per tutte le tue meraviglie.

Lode e benedizione al nostro Dio, per l’amore che hai messo nel nostro cuore con la grazia dello Spirito Santo Mantienici sempre uniti e donaci la gioia di stare insieme come piace a Te. Tutti:

Sii Benedetto Signore nostro Dio e Padre, per tutte le tue meraviglie.

• MAMMA: al termine della benedizione, depone la candela sulla tavola o accanto al luogo del “Giardino di Pasqua”

SEGNO: costruzione del Giardino BAMBINO: prende un fiore bianco e lo pone vicino alla pietra con i segni delle altre settimane. Gesù è la “Vita” che vince la morte.

PAROLA di DIO: Dal Vangelo secondo Giovanni (11,1-45) In quel tempo, le sorelle di Lazzaro mandarono a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Marta, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo». Gesù si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?». Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare». Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui. PAROLA DEL SIGNORE. LODE A TE, O CRISTO.


SILENZIO e CANTO: “Alza i tuoi occhi al cielo e vedrai” Cristo Gesù, Figlio di Dio, ad ogni uomo il suo amore mostrò; Egli guarì e liberò, tutto se stesso donò. Sai che Gesù, se tu lo vuoi, i suoi prodigi rinnova per te; senza timor apriti a Lui, ti ama così come sei, come sei. Alza i tuoi occhi al cielo e vedrai / Nuovi orizzonti tu scoprirai Lascia ogni cosa e insieme a noi / Canta al Dio dell’Amor. Apri il tuo cuore a Cristo e vedrai / Nella tristezza più non vivrai Lascia ogni cosa e insieme a noi / Canta al Dio dell’Amor. Cristo Gesù, Figlio di Dio, parole eterne al mondo donò; Egli morì, risuscitò, la croce sua ci salvò. Sai che Gesù, se tu lo vuoi, i suoi prodigi rinnova per te; senza timor apriti a Lui, ti ama così come sei, come sei. Cristo Gesù, Figlio di Dio, ai suoi amici la pace portò; Al ciel salì ma vive in noi con il suo soffio d’amor. Sai che Gesù, se tu lo vuoi, i suoi prodigi rinnova per te; senza timor apriti a Lui, ti ama così come sei, come sei.

PREGHIAMO:

Il Signore ci benedica (fa un segno di croce sulla fronte dei figli e abbraccia il coniuge) Ci protegga da ogni male, mostri a noi ogni giorno il Suo Amore Ci conduca alla felicità eterna. AMEN SEGNO di CROCE BENEDIZIONE della MENSA (prima di Cena, ogni giorno)

Ti ringraziamo Signore perché ci riunisci nell’amore intorno a questa tavola e ti prendi cura di ognuno di noi. Fa’ che in nessuna famiglia manchi mai il pane e l’amore. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. AMEN Oppure Benedici Signore la nostra cena familiare. Fa’ che fortificati nel corpo e nello spirito possiamo dedicarci sempre di più agli altri fratelli con gesti di autentica carità. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. AMEN (Preghiera tratta da “Franco Gomiero 0 Il Giardino di Pasqua – Marcianum Press”)

(Insieme tenendosi per mano) PADRE NOSTRO • PAPA’ o MAMMA: concludono con l’orazione propria

Dio buono e misericordioso, che nel battesimo ci hai fatto incontrare Gesù Cristo, mandato nel mondo a portarci la tua Vita che è più forte di ogni morte, ti rendiamo grazie per la tua provvidenza d’Amore e la generosità del donare ogni bene. Fa’ che ci prepariamo a vivere il tempo pasquale ormai vicino con un cuore nuovo e uno spirito nuovo, perché la nostra famiglia sia casa accogliente per Gesù che ci porta il tuo Spirito di vita. Per Cristo nostro Signore. AMEN

“Così dice il Signore Dio: «Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nella terra d’Israele. Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi farò uscire dai vostri sepolcri, o popolo mio.” (Ez 37,12413)


Giochi tratti da “Franca Vitali

Gesù è l’Amico di ogni uomo. Amare è sentirsi attratti da una persona, essere felici di essere al suo fianco, nella gioia e nel dolore, sempre. Dio ama l’umanità: per questo motivo ha donato a noi Gesù. Dio dona a noi tutti la vita di Dio che è Amore.

Domenica dei piccoli Paoline”


La CROCE VETROFANIA: in questa quaresima puoi realizzare con l’aiuto dei tuoi genitori un piccolo lavoretto: una piccola croce fatta con immagini che nascono dalla Parola di Dio. 1. Procurati della carta traslucida (tipo carta forno). 2. Ingrandisci il disegno qui a fianco. 3. Con la carta ricalca il disegno oppure realizzalo con la tua fantasia. 4. Colora il disegno e applicalo alla finestra della tua camera. Al termine della Quaresima sulla tua finestra avrai formato una croce di luce e colori come una vetrata antica. (Quaresima per i Ragazzi -Emi)


PARROCCHIA MADONNA di LORETO – CHIVASSO Domenica di Palme e di PASSIONE

Un passo dopo l’altro Gesù giunge a Gerusalemme. Andiamo anche noi con Gesù e contempliamo la gloria del suo Amore. Servono passi di preghiera, di ascolto, di misericordia, di perdono, di condivisione per vivere ogni giorno del suo Amore. PROCESSIONE (Mt 21,1-11) Dal Vangelo secondo Matteo Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli, dicendo loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito troverete un’asina, legata, e con essa un puledro. Slegateli e conduceteli da me. E se qualcuno vi dirà qualcosa, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà indietro subito”». Ora questo avvenne perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Dite alla figlia di Sion: “Ecco, a te viene il tuo re, mite, seduto su un’asina e su un puledro, figlio di una bestia da soma”». I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero l’asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada. La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava: «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!». Mentre egli entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: «Chi è costui?». E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nàzaret di Galilea». PAROLA DI DIO. RENDIAMO GRAZIE A DIO Il tema di questa domenica è “Donare la Vita perché tutti abbiano la Vita”. Entriamo nella settimana santa, che ci condurrà alla grande luce della Pasqua. Ma prima Gesù manifesta al mondo la “gloria dell’Amore di Dio” lavando i piedi ai suoi discepoli e attraversando per noi la notte oscura del male, della sofferenza, della morte. Sull’albero della croce Gesù dona tutto se stesso per noi: “Vi ho chiamato Amici… Non c’è Amore più grande di questo, donare la vita per i propri Amici.” E tu sei Amico di Gesù? Riconosci che nel suo Amore tu vivi? La CROCE VETROFANIA ecco la 6° tessera della piccola croce fatta di immagini da attaccare sul vetro della finestra della tua camera (istruzioni nella 1° Domenica di Quaresima o nei Giochi della settimana).

PRIMA LETTURA (Is 50,4-7) Dal libro del profeta Isaia Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo, perché io sappia indirizzare una parola allo sfiduciato. Ogni mattina fa attento il mio orecchio perché io ascolti come i discepoli. Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio e io non ho opposto resistenza, non mi sono tirato indietro. Ho presentato il mio dorso ai flagellatori, le mie guance a coloro che mi strappavano la barba; non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi. Il Signore Dio mi assiste,per questo non resto svergognato, per questo rendo la mia faccia dura come pietra, sapendo di non restare confuso. PAROLA DI DIO. RENDIAMO GRAZIE A DIO Dal Salmo 21 (22)

Ritornello: DIO MIO, DIO MIO, PERCHÉ MI HAI ABBANDONATO?

SI FANNO BEFFE DI ME QUELLI CHE MI VEDONO, STORCONO LE LABBRA, SCUOTONO IL CAPO: «SI RIVOLGA AL SIGNORE; LUI LO LIBERI, LO PORTI IN SALVO, SE DAVVERO LO AMA!».

SI DIVIDONO LE MIE VESTI,

UN BRANCO DI CANI MI CIRCONDA,

ANNUNCERÒ IL TUO NOME AI MIEI FRATELLI, TI LODERÒ IN MEZZO ALL’ ASSEMBLEA. LODATE IL SIGNORE, VOI SUOI FEDELI, GLI DIA GLORIA TUTTA LA DISCENDENZA DI GIACOBBE, LO TEMA TUTTA LA DISCENDENZA D’I SRAELE

MI ACCERCHIA UNA BANDA DI MALFATTORI; HANNO SCAVATO LE MIE MANI E I MIEI PIEDI. POSSO CONTARE TUTTE LE MIE OSSA.

SULLA MIA TUNICA GETTANO LA SORTE. MA TU, SIGNORE, NON STARE LONTANO, MIA FORZA, VIENI PRESTO IN MIO AIUTO.

SECONDA LETTURA (Fil 2,6-11) Dalla Lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi Cristo Gesù, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall’aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami: «Gesù Cristo è Signore!», a gloria di Dio Padre. PAROLA DI DIO. RENDIAMO GRAZIE A DIO  Prima Lettura: si tratta del “Terzo canto del servo del Signore”, chiamato a sperimentare la sofferenza. La sua fiducia in Dio e il suo amore per i fratelli gli permettono di affrontare ogni prova con serenità e libertà. È certo di non rimanere deluso, perché Dio è accanto a lui. In questa profezia vediamo i tratti della sofferenza di Gesù: lui è il servo obbediente che compie fino alla fine la volontà del Padre. Gesù non promette vendetta al popolo che lo rifiuta. Nell’icona della croce vediamo un Dio che assume e riscatta l’umanità peccatrice: l’Eletto del Padre si è fatto uomo per salvare quelli che erano perduti; manifesta il suo amore senza limiti e condizioni.

Seconda Lettura: la vita terrena di Cristo, che sfocia nella sua passione e morte, diviene segno dell’umanità nuova. Tratti caratteristici sono la disponibilità, sapersi perdere per ricevere e donare, consegnarsi alla morte per manifestare l’amore nella sua pienezza divina. La consegna volontaria di Cristo inizia nell’amore e sarà l’amore ad avere l’ultima parola. Si è spogliato delle potenzialità divine per mostrare in tutta la sua drammatica evidenza un amore disponibile, fedele, totale che si apre alla gloria del Padre e diventa benedizione irraggiante di bene su tutto il creato. Gesù è per noi via al Padre.


In quel tempo, Gesù comparve davanti PER NOI CRISTO SI È FATTO OBBEDIENTE FINO ALLA al governatore, e il governatore lo MORTE E A UNA MORTE DI CROCE. PER QUESTO DIO interrogò dicendo: «Sei tu il re dei LO ESALTÒ E GLI DONÒ IL NOME CHE È AL DI SOPRA Giudei?». Gesù rispose: «Tu lo dici». DI OGNI NOME. LODE E ONORE A TE, SIGNORE E mentre i capi dei sacerdoti e gli GESÙ! anziani lo accusavano, non rispose nulla. Allora Pilato gli disse: «Non senti quante testimonianze portano contro di te?». Ma non gli rispose neanche una parola, tanto che il governatore rimase assai stupito. A ogni festa, il governatore era solito rimettere in libertà per la folla un carcerato, a loro scelta. In quel momento avevano un carcerato famoso, di nome Barabba. Perciò, alla gente che si era radunata, Pilato disse: «Chi volete che io rimetta in libertà per voi: Barabba o Gesù, chiamato Cristo?». Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia. Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: «Non avere a che fare con quel giusto, perché oggi, in sogno, sono stata molto turbata per causa sua». Ma i capi dei sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a chiedere Barabba e a far morire Gesù. Allora il governatore domandò loro: «Di questi due, chi volete che io rimetta in libertà per voi?». Quelli risposero: «Barabba!». Chiese loro Pilato: «Ma allora, che farò di Gesù, chiamato Cristo?». Tutti risposero: «Sia crocifisso!». Ed egli disse: «Ma che male ha fatto?». Essi allora gridavano più forte: «Sia crocifisso!».Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto aumentava, prese dell’acqua e si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: «Non sono responsabile di questo sangue. Pensateci voi!». E tutto il popolo rispose: «Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli». Allora rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso. Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la truppa. Lo spogliarono, gli fecero indossare un mantello scarlatto, intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra. Poi, inginocchiandosi davanti a lui, lo deridevano: «Salve, re dei Giudei!». Sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo deriso, lo spogliarono del mantello e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero via per crocifiggerlo. Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a portare la sua croce. Giunti al luogo detto Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», gli diedero da bere vino mescolato con fiele. Egli lo assaggiò, ma non ne volle bere. Dopo averlo crocifisso, si divisero le sue vesti, tirandole a sorte. Poi, seduti, gli facevano la guardia.

Al di sopra del suo capo posero il motivo scritto della sua condanna: «Costui è Gesù, il re dei Giudei». Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra. Quelli che passavano di lì lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Tu, che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso, se tu sei Figlio di Dio, e scendi dalla croce!». Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi e gli anziani, facendosi beffe di lui dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! È il re d’Israele; scenda ora dalla croce e crederemo in lui. Ha confidato in Dio; lo liberi lui, ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: “Sono Figlio di Dio”!». Anche i ladroni crocifissi con lui lo insultavano allo stesso modo. A mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Costui chiama Elia». E subito uno di loro corse a prendere una spugna, la inzuppò di aceto, la fissò su una canna e gli dava da bere. Gli altri dicevano: «Lascia! Vediamo se viene Elia a salvarlo!». Ma Gesù di nuovo gridò a gran voce ed emise lo spirito. Ed ecco, il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra tremò, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi, che erano morti, risuscitarono. Uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti. Il centurione, e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, alla vista del terremoto e di quello che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: «Davvero costui era Figlio di Dio!». PAROLA DEL SIGNORE. LODE A TE, O CRISTO. Oggi la Messa è iniziata con i rami di ulivo e di palma distribuiti davanti alla chiesa. Le grida di esultanza della gente si sono cambiate in grida di condanna “Crocifiggilo”. Questi rami di foglie sempre verdi ci ricordano che l’amore del Signore è più grande di ogni tradimento, cattiveria e peccato; la vita di Gesù ha vinto la morte che regnava nel nostro cuore. Ora tutto è possibile nel suo Amore: possiamo vivere come Figli di Dio.

Preghiera Prima i rami d’ulivo stesi a terra, le grida di esultanza…. e poi le grida di condanna, gli insulti e le cattiverie. Gesù come è contraddittorio il nostro cuore: facile al tradimento e alla ipocrisia. Siamo fragili, ma tu lo sai e ci perdoni. Ti abbiamo abbandonato, ma Tu non ci abbandoni mai, sei sempre con noi fino alla fine del mondo. Tutto ti sei donato a noi per donarci la tua vita. Fa’ che non dimentichiamo, fa’ che non perdiamo nell’oblio di questa vita frenetica la dolcezza della pace che tu doni ai nostri cuori inquieti e senza gratitudine. Donaci la sapienza del cuore per vivere del tuo amore ogni giorno, illuminando della luce della tua Pasqua ogni fratello e sorella che ci vive accanto e non conosce quanto Tu ci Ami fino alla fine. www.parrocchiamadonnaloreto.it

OFFERT O RI O Signore oggi portiamo all’altare un RAMO di ULIVO perché Tu sei il Signore il nostro Re. Signore Gesù illumina le tenebre del cuore mio; donaci il coraggio della fede, una speranza solida, una carità senza limiti; donami Te che sei l’amore che illumina il mondo.

Tel. 011/9101110


Qualche giorno prima della grande festa di Pasqua, Gesù arriva a Gerusalemme. Sa che in questa città ci sono persone che vogliono arrestarlo e farlo morire. Sceglie di arrivare semplicemente seduto su un asino: Gesù è re mite e misericordioso. Offre la vita per noi.


La CROCE VETROFANIA: in questa quaresima puoi realizzare con l’aiuto dei tuoi genitori un piccolo lavoretto: una piccola croce fatta con immagini che nascono dalla Parola di Dio. 1. Procurati della carta traslucida (tipo carta forno). 2. Ingrandisci il disegno qui a fianco. 3. Con la carta ricalca il disegno oppure realizzalo con la tua fantasia. 4. Colora il disegno e applicalo alla finestra della tua camera. Al termine della Quaresima sulla tua finestra avrai formato una croce di luce e colori come una vetrata antica. (Quaresima per i Ragazzi -Emi)

Giochi tratti da “Franca Vitali Domenica dei piccoli Paoline”


Il Giardino di Pasqua (Settimana Santa) Celebrare la Quaresima in Famiglia La Famiglia può fare questa celebrazione in una sera della Settimana Accensione della Candela e preghiera di Benedizione  MAMMA: prende una candela (bianca o colorata-profumata) spenta. L’accende in silenzio e la tiene in mano.

SEGNO di CROCE

 PAPA’:pronunciala benedizione della LUCE, alla quale tutta la famiglia partecipa ripetendo insieme il ritornello

Lode e benedizione al nostro Dio, che ha creato ogni cosa per il nostro bene e ci chiama a vivere la Pasqua di Cristo Gesù per vivere liberi dal peccato e dalla morte. Tutti:

Sii Benedetto Signore nostro Dio e Padre, per tutte le tue meraviglie.

Lode e benedizione al nostro Dio, creatore della luce e di ogni cosa bella. Nello splendore del sole dai vita e colore a tutto ciò che ci sta intorno. Tutti:

Sii Benedetto Signore nostro Dio e Padre, per tutte le tue meraviglie.

Lode e benedizione al nostro Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo Amico degli uomini e Salvatore del mondo. Egli è la luce che rischiara i nostri passi e rivela il senso della nostra vita. Tutti:

Sii Benedetto Signore nostro Dio e Padre, per tutte le tue meraviglie.

Lode e benedizione al nostro Dio, per l’amore che hai messo nel nostro cuore con la grazia dello Spirito Santo Mantienici sempre uniti e donaci la gioia di stare insieme come piace a Te. Tutti:

Sii Benedetto Signore nostro Dio e Padre, per tutte le tue meraviglie.

 MAMMA: al termine della benedizione, depone la candela sulla tavola o accanto al luogo del “Giardino di Pasqua”

SEGNO: costruzione del Giardino BAMBINO: prende una piccola croce e la pone vicino ai segni delle altre settimane. Gesù dona la vita per tutti noi, perché noi abbiamo la vita in abbondanza.

PAROLA di DIO: Dal Vangelo secondo Matteo (27,27-54) Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la truppa. Lo spogliarono, gli fecero indossare un mantello scarlatto, intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra. Poi, inginocchiandosi davanti a lui, lo deridevano: ��Salve, re dei Giudei!». Sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo deriso, lo spogliarono del mantello e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero via per crocifiggerlo. Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a portare la sua croce. Giunti al luogo detto Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», gli diedero da bere vino mescolato con fiele. Egli lo assaggiò, ma non ne volle bere. Dopo averlo crocifisso, si divisero le sue vesti, tirandole a sorte. Poi, seduti, gli facevano la guardia. Al di sopra del suo capo posero il motivo scritto della sua condanna: «Costui è Gesù, il re dei Giudei». Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra. Quelli che passavano di lì lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Tu, che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso, se tu sei Figlio di Dio, e scendi dalla croce!». Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi e gli anziani, facendosi beffe di lui dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! È il re d’Israele; scenda ora dalla croce e crederemo in lui. Ha confidato in Dio; lo liberi lui, ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: “Sono Figlio di Dio”!». Anche i ladroni crocifissi con lui lo insultavano allo stesso modo. A mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Costui chiama Elia». E subito uno di loro corse a prendere una spugna, la inzuppò di aceto, la fissò su una canna e gli dava da bere. Gli altri dicevano: «Lascia! Vediamo se viene Elia a salvarlo!». Ma Gesù di nuovo gridò a gran voce ed emise lo spirito. Ed ecco, il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra tremò, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi, che erano morti, risuscitarono. Uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti. Il centurione, e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, alla vista del terremoto e di quello che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: «Davvero costui era Figlio di Dio!». PAROLA DEL SIGNORE. LODE A TE, O CRISTO.


SILENZIO e CANTO: “Alza i tuoi occhi al cielo e vedrai” Cristo Gesù, Figlio di Dio, ad ogni uomo il suo amore mostrò; Egli guarì e liberò, tutto se stesso donò. Sai che Gesù, se tu lo vuoi, i suoi prodigi rinnova per te; senza timor apriti a Lui, ti ama così come sei, come sei. Alza i tuoi occhi al cielo e vedrai / Nuovi orizzonti tu scoprirai Lascia ogni cosa e insieme a noi / Canta al Dio dell’Amor. Apri il tuo cuore a Cristo e vedrai / Nella tristezza più non vivrai Lascia ogni cosa e insieme a noi / Canta al Dio dell’Amor. Cristo Gesù, Figlio di Dio, parole eterne al mondo donò; Egli morì, risuscitò, la croce sua ci salvò. Sai che Gesù, se tu lo vuoi, i suoi prodigi rinnova per te; senza timor apriti a Lui, ti ama così come sei, come sei. Cristo Gesù, Figlio di Dio, ai suoi amici la pace portò; Al ciel salì ma vive in noi con il suo soffio d’amor. Sai che Gesù, se tu lo vuoi, i suoi prodigi rinnova per te; senza timor apriti a Lui, ti ama così come sei, come sei.

Il Signore ci benedica (fa un segno di croce sulla fronte dei figli e abbraccia il coniuge) Ci protegga da ogni male, mostri a noi ogni giorno il Suo Amore Ci conduca alla felicità eterna. AMEN SEGNO di CROCE BENEDIZIONE della MENSA (prima di Cena, ogni giorno)

Ti ringraziamo Signore perché ci riunisci nell’amore intorno a questa tavola e ti prendi cura di ognuno di noi. Fa’ che in nessuna famiglia manchi mai il pane e l’amore. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. AMEN Oppure Benedici Signore la nostra cena familiare. Fa’ che fortificati nel corpo e nello spirito possiamo dedicarci sempre di più agli altri fratelli con gesti di autentica carità. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. AMEN (Preghiera tratta da “Franco Gomiero – Il Giardino di Pasqua – Marcianum Press”)

PREGHIAMO: (Insieme tenendosi per mano) PADRE NOSTRO  PAPA’ o MAMMA: concludono con l’orazione propria

Dio buono e misericordioso, che ci chiami a fare Pasqua con Gesù, fa’ che la nostra famiglia partecipi al grande evento insieme a tutte le altre famiglie della comunità, che vivono nella gioia o nel dolore, nella serenità o nelle preoccupazioni per il futuro incerto, perché liberate dalla schiavitù degli idoli dell’egoismo e della indifferenza ci mettiamo tutti a disposizione del tuo Regno di pace e di vita nuova per tutti. Per Cristo nostro Signore. AMEN

“Il Signore Dio mi assiste, per questo non resto svergognato, per questo rendo la mia faccia dura come pietra, sapendo di non restare confuso” (Is 50,7)


Durante la cena del Giovedì prima di Pasqua, Gesù condivide con gli apostoli suoi amici, il pane e il vino per l’ultima volta. Ma prima di fare ciò lava loro i piedi: Gesù il Maestro si mostra “servo dell’umanità” per amore e ci chiede di amarci come Lui ci Ama, mettendo le nostre vite al servizio del bene dei fratelli. Non c’è amore più grande!

Giochi tratti da “Franca Vitali Domenica dei piccoli Paoline”


PARROCCHIA MADONNA di LORETO – CHIVASSO Giovedì e Venerdì Santo

Sono i giorni dell’Amore che portano alla gloria della Risurrezione: Gesù si fa servo dell’umanità per amore. Ci mostra la strada del servizio ai fratelli. “Non c’è Amore più grande di questo: dare la vita per gli amici”. Gesù si offre a noi. PRIMA LETTURA (Es 12,1-8.11-14) Dal libro dell’Esodo In quei giorni, il Signore disse a Mosè e ad Aronne in terra d’Egitto: «Questo mese sarà per voi l’inizio dei mesi, sarà per voi il primo mese dell’anno. Parlate a tutta la comunità d’Israele e dite: “Il dieci di questo mese ciascuno si procuri un agnello per famiglia, un agnello per casa. Se la famiglia fosse troppo piccola per un agnello, si unirà al vicino, il più prossimo alla sua casa, secondo il numero delle persone; calcolerete come dovrà essere l’agnello secondo quanto ciascuno può mangiarne. Il vostro agnello sia senza difetto, maschio, nato nell’anno; potrete sceglierlo tra le pecore o tra le capre e lo conserverete fino al quattordici di questo mese: allora tutta l’assemblea della comunità d’Israele lo immolerà al tramonto. Preso un po’ del suo sangue, lo porranno sui due stipiti e sull’architrave delle case nelle quali lo mangeranno. In quella notte ne mangeranno la carne arrostita al fuoco; la mangeranno con àzzimi e con erbe amare. Ecco in qual modo lo mangerete: con i fianchi cinti, i sandali ai piedi, il bastone in mano; lo mangerete in fretta. È la Pasqua del Signore! In quella notte io passerò per la terra d’Egitto e colpirò ogni primogenito nella terra d’Egitto, uomo o animale; così farò giustizia di tutti gli dèi dell’Egitto. Io sono il Signore! Il sangue sulle case dove vi troverete servirà da segno in vostro favore: io vedrò il sangue e passerò oltre; non vi sarà tra voi flagello di sterminio quando io colpirò la terra d’Egitto. Questo giorno sarà per voi un memoriale; lo celebrerete come festa del Signore: di generazione in generazione lo celebrerete come un rito perenne”». PAROLA DI DIO. RENDIAMO GRAZIE A DIO Dal Salmo 115 (116)

Ritornello: IL TUO CALICE, SIGNORE, È DONO DI SALVEZZA.

CHE COSA RENDERÒ AL SIGNORE,

A TE OFFRIRÒ UN

PER TUTTI I BENEFICI CHE MI HA FATTO? ALZERÒ IL CALICE DELLA SALVEZZA E INVOCHERÒ IL NOME DEL SIGNORE.

SACRIFICIO DI RINGRAZIAMENTO E INVOCHERÒ IL NOME DEL SIGNORE. ADEMPIRÒ I MIEI VOTI AL SIGNORE DAVANTI A TUTTO IL SUO POPOLO.

AGLI OCCHI DEL SIGNORE È PREZIOSA LA MORTE DEI SUOI FEDELI. IO SONO TUO SERVO, FIGLIO DELLA TUA SCHIAVA: TU HAI SPEZZATO LE MIE CATENE.

SECONDA LETTURA (1 Cor 11,23-26) Dalla Prima Lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi Fratelli, io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la Nuova Alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me». Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga. PAROLA DI DIO. RENDIAMO GRAZIE A DIO DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI

(Gv 13,1-15)

VI DO UN COMANDAMENTO NUOVO, DICE IL SIGNORE: COME IO HO AMATO VOI, COSÌ AMATEVI ANCHE VOI GLI UNI GLI ALTRI. GLORIA E LODE E ONORE A TE, CRISTO SIGNORE! Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto. Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri». Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi». PAROLA DEL SIGNORE. LODE A TE O CRISTO Giovedì santo: gli ebrei prima di essere schiavi in Egitto, erano sempre stati allevatori di greggi di pecore. In primavera, prima di partire verso i nuovi pascoli, facevano una grande festa dove mangiavano un agnello arrostito. Ma successivamente divennero schiavi in Egitto. Dio non abbandonò il suo popolo e lo liberò: la notte prima di partire offrirono al Signore il sangue dell’agnello (simbolo di una vita donata per la libertà) e mangiarono la carne arrostite dell’animale, come nelle antiche feste primaverili. Questo agnello simboleggia la libertà donata dal Signore al suo popolo, ma anche la fedeltà della Parola di Dio, perché “eterna è la sua misericordia”. Molti secoli dopo Gesù manifesta di essere “il vero Agnello pasquale” che si offre per tutti noi per donarci la vita. Gesù ci libera dal peccato e dalla morte: con lui non dobbiamo temere più nulla. Siamo liberi veramente, capaci di amare come egli ci Ama; guardando al suo esempio anche noi ci mettiamo al servizio dei fratelli per rendere il mondo più bello e buono. “L’eucaristia è il compimento dell’incarnazione” (D.M. Turoldo) In Gesù Dio si dona a noi perché noi vivendo del suo Amore portiamo nel mondo la pace e la gioia del suo Amore


PRIMA LETTURA (Is 52,13 - 53,12) Dal libro del profeta Isaia (Quarto Canto del Servo del Signore) Ecco, il mio servo avrà successo, sarà onorato, esaltato e innalzato grandemente. Come molti si stupirono di lui– tanto era sfigurato per essere d’uomo il suo aspetto e diversa la sua forma da quella dei figli dell’uomo –, così si meraviglieranno di lui molte nazioni; i re davanti a lui si chiuderanno la bocca, poiché vedranno un fatto mai a essi raccontato e comprenderanno ciò che mai avevano udito. Chi avrebbe creduto al nostro annuncio? A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore? È cresciuto come un virgulto davanti a lui e come una radice in terra arida. Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per poterci piacere. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia; era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori; e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato trafitto per le nostre colpe, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti… Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce e si sazierà della sua conoscenza; il giusto mio servo giustificherà molti, egli si addosserà le loro iniquità. Perciò io gli darò in premio le moltitudini, dei potenti egli farà bottino, perché ha spogliato se stesso fino alla morte ed è stato annoverato fra gli empi, mentre egli portava il peccato di molti e intercedeva per i colpevoli.». PAROLA DI DIO. RENDIAMO GRAZIE A DIO Dal Salmo 30 (31)

Ritornello: PADRE, NELLE TUE MANI CONSEGNO IL MIO SPIRITO.

IN TE, SIGNORE, MI SONO RIFUGIATO, MAI SARÒ DELUSO; DIFENDIMI PER LA TUA GIUSTIZIA. ALLE TUE MANI AFFIDO IL MIO SPIRITO; TU MI HAI RISCATTATO, SIGNORE, DIO FEDELE.

MA IO CONFIDO IN TE, SIGNORE; DICO: «TU SEI IL MIO DIO,

SONO IL RIFIUTO DEI MIEI NEMICI E PERSINO DEI MIEI VICINI,

SUL TUO SERVO FA’ SPLENDERE IL TUO VOLTO, SALVAMI PER LA TUA MISERICORDIA. SIATE FORTI, RENDETE SALDO IL VOSTRO CUORE, VOI TUTTI CHE SPERATE NEL SIGNORE

IL TERRORE DEI MIEI CONOSCENTI; CHI MI VEDE PER STRADA MI SFUGGE. SONO COME UN MORTO, LONTANO DAL CUORE; SONO COME UN COCCIO DA GETTARE.

I MIEI GIORNI SONO NELLE TUE MANI». LIBERAMI DALLA MANO DEI MIEI NEMICI E DAI MIEI PERSECUTORI.

SECONDA LETTURA (Eb 4,14-16; 5,7-9) Dalla Lettera agli Ebrei Fratelli, poiché abbiamo un sommo sacerdote grande, che è passato attraverso i cieli, Gesù il Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione della fede. Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia prendere parte alle nostre debolezze: egli stesso è stato messo alla prova in ogni cosa come noi, escluso il peccato. Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia per ricevere misericordia e trovare grazia, così da essere aiutati al momento opportuno. [Cristo, infatti,] nei giorni della sua vita terrena, offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito. Pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono. PAROLA DI DIO. RENDIAMO GRAZIE A DIO

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI

(Gv 13,1-15)

PER NOI CRISTO SI È FATTO OBBEDIENTE FINO ALLA MORTE E A UNA MORTE DI CROCE. PER QUESTO DIO LO ESALTÒ E GLI DONÒ IL NOME CHE È AL DI SOPRA DI OGNI NOME. GLORIA E LODE A TE, CRISTO SIGNORE! Essi presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall’altra, e Gesù in mezzo. Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei». Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove Gesù fu crocifisso era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco. I capi dei sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato: «Non scrivere: “Il re dei Giudei”, ma: “Costui ha detto: Io sono il re dei Giudei”». Rispose Pilato: «Quel che ho scritto, ho scritto». I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti, ne fecero quattro parti – una per ciascun soldato –, e la tunica. Ma quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: «Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca». Così si compiva la Scrittura, che dice: «Si sono divisi tra loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte». E i soldati fecero così. Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé. Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.(Qui si genuflette e di fa una breve pausa) Era il giorno della Parascève e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si compisse la Scrittura: «Non gli sarà spezzato alcun osso». E un altro passo della Scrittura dice ancora: «Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto». PAROLA DEL SIGNORE. LODE A TE O CRISTO

Preghiera Qualcuno muore: è come se dei passi si arrestassero e il rumore della vita si fermasse… E se invece fosse una partenza per un altro viaggio, per un nuovo cammino? Qualcuno muore: è come un albero che viene abbattuto o un fiore che viene reciso… E se invece fosse un seme che pur morendo germoglia in una terra nuova? Qualcuno muore: è come una porta che si chiude… E se invece si trattasse di un varco che si apre su nuovi orizzonti? Qualcuno muore: è come un coperchio di silenzio pietoso, una voce che si perde nell’infinito, una luce che svanisce nella notte… E se invece questo silenzio fosse preludio ad un canto, anzi ad un grido di gioia, se proprio da questa notte oscura nascesse l’alba di un nuovo mondo, di pace, di amore, di luce, di bene senza fine? L’ultima parola di Dio è “Amore”. www.parrocchiamadonnaloreto.it

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Dal Salmo 117 (118)

PARROCCHIA MADONNA di LORETO – CHIVASSO Domenica di Pasqua

Questo è il primo giorno della Nuova Creazione: anche questa volta si incomincia in un giardino. Gesù ha vinto la morte, è uscito dal sepolcro, è vivo. Oggi l’intera creazione canta la novità di vita donata a noi tutti da Gesù. La vita è più forte della morte. Il Signore è risorto: viviamo nella gioia dei Figli di Dio. PRIMA LETTURA (At 10,34a.37-43) Dagli Atti degli Apostoli In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui. E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio. A lui tutti i profeti danno questa testimonianza: chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome». PAROLA DI DIO. RENDIAMO GRAZIE A DIO  Pietro prese la parola: estratto del discorso che Pietro tiene davanti a Cornelio di Cesarea e alla sua famiglia per condurli alla conversione e al battesimo. Il nucleo centrale della predicazione apostolica (il “kerygma” primitivo) è sintetizzato nell’affermazione che Gesù, il maestro di Nazaret crocifisso a Gerusalemme dai pagani e rifiutato dai capi del popolo, è risuscitato dai morti e ha ricevuto ogni potere sugli uomini da Dio.  Terzo giorno: affermazione molto frequente nella catechesi primitiva, in stretto rapporto con la concezione giudaica della risurrezione dei morti. I tre giorni indicavano infatti il lasso di tempo necessario perché tutti i morti di Israele potessero risuscitare e giungere a Gerusalemme per il giudizio finale.  Dio lo ha risuscitato: Gesù è risuscitato per l’intervento della potenza del Padre. Con la risurrezione di Cristo, secondo la fede dei cristiani primitivi, è iniziato quel processo di risurrezione

dei giusti chiamati a ricostituire il Regno di Dio. Cristo, il giusto, è risuscitato per primo, perché a lui il Padre ha affidato la guida del nuovo popolo, nato dal suo sacrificio sulla croce.  Testimonianza: Luca situa questo discorso su Gesù, sulla sua morte e risurrezione, proprio nel momento in cui la Chiesa primitiva si rende conto che la salvezza è anche per i pagani. Pietro è il primo e più autorevole interprete della predicazione apostolica. Gli apostoli, che hanno mangiato e bevuto con Gesù e hanno celebrato la sua Pasqua, sono i suoi testimoni e annunciano a tutti il suo Vangelo. Dio salva e dona lo Spirito a tutti: la risurrezione non è un avvenimento limitato agli ebrei, ma una realtà offerta all’intera umanità. E gli apostoli sono i testimoni prescelti da Dio per garantire la verità di questa buona novella. Perdono dei peccati: chi accoglie l’annuncio del Vangelo e vive la vita nuova donata dalla risurrezione di Gesù è salvato da ogni peccato e vive per Dio.

Ritornello: Q UESTO È IL GIORNO CHE HA FATTO IL SIGNORE: RALLEGRIAMOCI ED ESULTIAMO.

RENDETE GRAZIE AL SIGNORE PERCHÉ È BUONO, PERCHÉ IL SUO AMORE È PER SEMPRE. DICA ISRAELE: «IL SUO AMORE È PER SEMPRE». LA DESTRA DEL SIGNORE SI È INNALZATA, LA DESTRA DEL SIGNORE HA FATTO PRODEZZE. NON MORIRÒ, MA RESTERÒ IN VITA E ANNUNCERÒ LE OPERE DEL SIGNORE.

LA PIETRA SCARTATA DAI COSTRUTTORI È DIVENUTA LA PIETRA D’ ANGOLO. QUESTO È STATO FATTO DAL SIGNORE: UNA MERAVIGLIA AI NOSTRI OCCHI.

SECONDA LETTURA (Col 3,1-4) Dalla Lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra. Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria. PAROLA DI DIO. RENDIAMO GRAZIE A DIO Questo messaggio funge da cerniera tra la parte dogmatica (contemplazione del mistero di Cristo) e la parte morale (vita nuova in Cristo). Paolo dopo aver esortato i cristiani a non seguire le pratiche devianti del mondo, che non ci portano a libertà, presenta il battesimo come un’immersione nel mistero del Salvatore, che ci fa entrare in una vita nuova, autentica. Questo brano è la sintesi della vita dei battezzati, dove convive una tensione tra due realtà: tra l’oggi e la tappa finale, tra le cose della terra e le cose del cielo.

 Cercate le cose di lassù: non significa evadere dalla storia ma mantenere lo sguardo fisso al Regno.  Morti/nascosti/nella gloria: il cristiano si trova inserito nelle realtà divine. La sua salvezza gli viene dall’alto, non dal mondo o da capacità umane. L’uomo è in cerca dell’assoluto, di una felicità che gli doni fiducia e sicurezza nelle prove della vita. Inoltre egli crede alla presenza di una persona nella sua vita: lo Spirito di Cristo. L’esperienza autentica della fede invita a scoprire che non si vive più per se stessi, ma che Cristo è la nostra vita. Egli è la nostra forza.

Recitiamo insieme questo antico inno che viene chiamato Sequenza:

«RACCONTACI, MARIA:

ALLA VITTIMA PASQUALE, S’INNALZI OGGI IL SACRIFICIO DI LODE. L’AGNELLO HA REDENTO IL SUO GREGGE, L’INNOCENTE HA RICONCILIATO NOI PECCATORI COL PADRE. MORTE E VITA SI SONO AFFRONTATE IN UN PRODIGIOSO DUELLO. IL SIGNORE DELLA VITA ERA MORTO; MA ORA, VIVO, TRIONFA.

CHE HAI VISTO SULLA VIA?». «LA TOMBA DEL CRISTO VIVENTE, LA GLORIA DEL CRISTO RISORTO, E GLI ANGELI SUOI TESTIMONI, IL SUDARIO E LE SUE VESTI. CRISTO, MIA SPERANZA, È RISORTO: PRECEDE I SUOI IN GALILEA».

SÌ, NE SIAMO CERTI: CRISTO È DAVVERO RISORTO. TU, RE VITTORIOSO, ABBI PIETÀ DI NOI.

Oggi è un giorno di festa: “Rallegriamoci e esultiamo!” La Pasqua sconfigge il nostro peccato: “Riconciliamoci con gioia”. Questo giorno santo frantumi le nostre paure, i nostri dubbi ed incertezze; ci aiuti a vedere dal versante giusto la nostra vita. Il “Golgota” ci apparirà come il Tabor: le croci sembreranno antenne piazzate sulla nostra vita per udire la musica del Cielo; le sofferenze del mondo non saranno più le anticamere dell’agonia, ma le doglie del parto di un “nuovo mondo”; le stigmate di Cristo saranno le feritoie per scorgere le luci del Regno.


CRISTO, NOSTRA PASQUA, È STATO IMMOLATO: FACCIAMO FESTA NEL SIGNORE. ALLELUIA. Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti. PAROLA DEL SIGNORE. LODE A TE, O CRISTO.  Primo giorno: la risurrezione è l’inizio di qualcosa di nuovo. È come se Dio ricreasse il mondo. In Gesù risorto viviamo una nuova vita.  Maria di Magdala: è la prima persona, secondo il Vangelo di Giovanni, a scoprire il sepolcro vuoto e ad avvertire gli apostoli. Maria è mossa dalla “logica del cuore”: l’amore non sopporta di rimanere ozioso, va dove c’era il suo tesoro e non lo trova. L’amore di Maria illumina quel mattino.  Sepolcro: simbolo della morte e della sconfitta.  Era ancora buio: è il buio della fede. Questo passo invita ogni battezzato a fare, come i discepoli, un cammino verso la luce. Soltanto dopo la risurrezione gli apostoli cominciano a capire, sia pur confusamente, ciò che le Scritture avevano profetizzato intorno al Cristo e ciò che Gesù stesso aveva detto loro.  Portato via: Pietro e Giovanni accorrono sul luogo ancora pensando che il corpo del crocifisso sia stato prelevato da qualcuno, ipotesi che viene esclusa nel vedere il sudario per terra. Se qualcuno voleva portare via il corpo di Gesù lo avrebbe portato via con tutto il telo della sepoltura. Una nuova ipotesi allora giunge alla mente: Gesù è risorto secondo le Scritture.

 Correre: è il simbolo del cammino spirituale per giungere alla fede. La corsa ha come origine l’attrazione del Cristo (Gv 12,32; Ct 1,4; Sal 118,32).  Pietro: rappresenta la Chiesa istituzionalizzata, che arriva con cautela sempre per seconda. Considera ciò che vede: i teli posati e il sudario avvolto. La tomba vuota non prova la risurrezione: potevano esserci altre spiegazioni.  Giovanni: rappresenta la Chiesa carismatica che precede, che vede prima.  Non entrò: il carismatico non deve verificare e decretare, è compito di Pietro; ma diventa la sua guida nel leggere i segni della Risurrezione. Vide e credette: è il culmine del racconto. È significativo notare come “l’altro discepolo” veda e creda di fronte ad un’assenza. Ma è proprio qui che rivela la sua originalità: là dove gli altri vedono solo vuoto e assenza, egli sa intuire una nuova presenza di Gesù, il Risorto. La fede implica sempre l’intelligenza della Scrittura senza la quale non ci può essere comprensione dei segni. È una fede che merita la beatitudine di coloro che senza aver visto crederanno e ameranno la vita in Gesù Risorto.

GLORIA

CREDO

Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre; tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi; tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo nella gloria di Dio Padre. Amen.

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen

FAVOLA: Il Conto (tratto da “Piccole Storie per l’anima” di Bruno Ferrero) Preoccupato del Giudizio Finale a cui prima o poi certamente sarebbe andato incontro, un uomo fece un sogno. Dopo la morte, si avvicinò titubante alla grande porta della casa di Dio. Bussò e un angelo sorridente venne ad aprire. Lo fece accomodare nella sala d'aspetto del Paradiso. L'ambiente era molto severo. Aveva il vago aspetto di un’aula di tribunale. L'uomo aspettava, sempre più intimorito. L'angelo tornò dopo un po' con un foglio in mano su cui, in alto, campeggiava la parola «CONTO». L'uomo lo prese e lesse: «Luce del sole e stormire delle fronde, neve e vento, volo degli uccelli e erba. Per l’aria che abbiamo respirato e lo sguardo alle stelle, le sere e le notti... ». La lista era lunghissima. « ... il sorriso dei bambini, gli occhi delle ragazze, l’acqua fresca, le mani e i piedi, il rosso dei pomodori, le carezze, la sabbia delle spiagge, la prima parola del tuo bambino, una merenda in riva ad un lago di montagna, il bacio di un nipotino, le onde del mare ... ». Man mano che proseguiva nella lettura, l’uomo era sempre più preoccupato. Quale sarebbe stato il totale? Come e con che cosa avrebbe mai potuto pagare tutte quelle cose che aveva avuto? Mentre leggeva con il batticuore, arrivò Dio. Gli batté una mano sulla spalla. «Ho offerto io» disse ridendo, «fino alla fine del mondo. È stato un vero piacere!» Dio conosce solo la parola “gratis”. La Chiesa oggi ci presenta la risurrezione di Cristo, come dono per eccellenza che permette la nuova Vita. Aderiamo con amore a questo annuncio: Cristo è veramente risorto. Con questa gioia nel cuore portiamo la ricchezza della Pasqua nella nostra famiglia, agli amici, ai vicini. Viviamo da risorti! Gesù ci fa suoi testimoni; con lui possiamo cambiare il corso e il senso degli avvenimenti umani e dare un significato nuovo alla vita di tutti i giorni. Con la risurrezione di Gesù, Dio ci assicura che anche noi risorgeremo nel corpo e per questo ognuno di noi vale agli occhi di Dio.

Preghiera Signore Gesù Cristo, nell’oscurità della morte tu hai fatto in modo che sorgesse una luce; nell���abisso della solitudine più profonda abita ormai per sempre la protezione potente del tuo amore; nella tua apparente assenza possiamo ormai cantare l’Alleluja dei salvati. Concedici l’umile semplicità della fede, che non si lascia ingannare nelle ore del buio, dell’abbandono, quando tutto sembra problematico: tu sei sempre accanto a noi, anche se non ti vediamo. Siamo esseri che desiderano la luce e quindi viviamo di speranza. La speranza non è un’attesa improbabile di qualche evento lieto, ma un modo serio e determinato di costruire quello che non è ancora svelato, quello che non è ancora stato espresso e vissuto. La speranza ci pone oltre noi stessi, ci fa scoprire le nostre potenzialità, ci fa capire le potenzialità degli altri. La speranza è fatta di tempo, ma ci collega all’eternità. Nasce nel finito e sboccia nell’infinito. Fa’ brillare su di noi il mistero della tua gioia pasquale, come aurora del mattino nei nostri giorni; concedici di poter essere ora e sempre veramente uomini, donne, bambini pasquali. Amen. Alleluja. www.parrocchiamadonnaloreto.it

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Gesù è morto. Il suo corpo è stato deposto in un sepolcro scavato nella montagna. Quando Maria Maddalena e la sua amica arrivano al sepolcro, scoprono che è accaduto qualcosa di straordinario. Gesù non è più là nel sepolcro: è risuscitato! La nostra vita non è più la stessa. Il peccato è morto in noi e noi viviamo per Lui e di Lui, viviamo del Suo Amore.


Giochi tratti da “Franca Vitali Domenica dei piccoli Paoline”


Il Giardino di Pasqua (Risurrezione)

 MAMMA: al termine della benedizione, depone la candela sulla tavola o accanto al luogo del “Giardino di Pasqua”

SEGNO: costruzione del Giardino Accensione della Candela e preghiera di Benedizione  MAMMA: prende una candela (bianca o colorata-profumata) spenta. L’accende in silenzio e la tiene in mano.

SEGNO di CROCE

 PAPA’:pronuncia la benedizione della LUCE, alla quale tutta la famiglia partecipa ripetendo insieme il ritornello

Lode e benedizione al nostro Dio, che ha creato ogni cosa per il nostro bene e ci chiama a vivere la Pasqua di Cristo Gesù per vivere liberi dal peccato e dalla morte. Tutti:

Sii Benedetto Signore nostro Dio e Padre, per tutte le tue meraviglie.

Lode e benedizione al nostro Dio, creatore della luce e di ogni cosa bella. Nello splendore del sole dai vita e colore a tutto ciò che ci sta intorno. Tutti:

Sii Benedetto Signore nostro Dio e Padre, per tutte le tue meraviglie.

Lode e benedizione al nostro Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo Amico degli uomini e Salvatore del mondo. Egli è la luce che rischiara i nostri passi e rivela il senso della nostra vita. Tutti:

Sii Benedetto Signore nostro Dio e Padre, per tutte le tue meraviglie.

Lode e benedizione al nostro Dio, per l’amore che hai messo nel nostro cuore con la grazia dello Spirito Santo Mantienici sempre uniti e donaci la gioia di stare insieme come piace a Te. Tutti:

Sii Benedetto Signore nostro Dio e Padre, per tutte le tue meraviglie.

BAMBINO: prende dei fiori bianchi e li pone vicino ai segni delle altre settimane. Gesù risorge e ci dona una nuova esistenza che nasce dall’amore. Inoltre si pone nel giardino dei lumini che rappresentano i membri della famiglia

PAROLA di DIO: Dal Vangelo secondo Matteo (27,27-54) Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti. PAROLA DEL SIGNORE. LODE A TE, O CRISTO.


SILENZIO e CANTO: “Alza i tuoi occhi al cielo e vedrai” Cristo Gesù, Figlio di Dio, ad ogni uomo il suo amore mostrò; Egli guarì e liberò, tutto se stesso donò. Sai che Gesù, se tu lo vuoi, i suoi prodigi rinnova per te; senza timor apriti a Lui, ti ama così come sei, come sei. Alza i tuoi occhi al cielo e vedrai / Nuovi orizzonti tu scoprirai Lascia ogni cosa e insieme a noi / Canta al Dio dell’Amor. Apri il tuo cuore a Cristo e vedrai / Nella tristezza più non vivrai Lascia ogni cosa e insieme a noi / Canta al Dio dell’Amor. Cristo Gesù, Figlio di Dio, parole eterne al mondo donò; Egli morì, risuscitò, la croce sua ci salvò. Sai che Gesù, se tu lo vuoi, i suoi prodigi rinnova per te; senza timor apriti a Lui, ti ama così come sei, come sei. Cristo Gesù, Figlio di Dio, ai suoi amici la pace portò; Al ciel salì ma vive in noi con il suo soffio d’amor. Sai che Gesù, se tu lo vuoi, i suoi prodigi rinnova per te; senza timor apriti a Lui, ti ama così come sei, come sei.

Il Signore ci benedica (fa un segno di croce sulla fronte dei figli e abbraccia il coniuge) Ci protegga da ogni male, mostri a noi ogni giorno il Suo Amore Ci conduca alla felicità eterna. AMEN SEGNO di CROCE BENEDIZIONE della MENSA (prima di Cena, ogni giorno)

Ti ringraziamo Signore perché ci riunisci nell’amore intorno a questa tavola e ti prendi cura di ognuno di noi. Fa’ che in nessuna famiglia manchi mai il pane e l’amore. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. AMEN Oppure Benedici Signore la nostra cena familiare. Fa’ che fortificati nel corpo e nello spirito possiamo dedicarci sempre di più agli altri fratelli con gesti di autentica carità. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. AMEN (Preghiera tratta da “Franco Gomiero – Il Giardino di Pasqua – Marcianum Press”)

PREGHIAMO: (Insieme tenendosi per mano) PADRE NOSTRO  PAPA’ o MAMMA: concludono con l’orazione propria

Dio buono e misericordioso, fedele e santo, che hai illuminato questa notte santa e la nostra vita con la luce della risurrezione di Gesù, fa’ che rimaniamo sempre immersi in questa luce, perché tutto quello che facciamo ti sia gradito e tutti possano vedere che siamo tuoi figli e apparteniamo al popolo della nuova alleanza. Per Cristo nostro Signore. AMEN

“Chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome.” (At 10,43)


Dal Salmo 117 (118)

PARROCCHIA MADONNA di LORETO – CHIVASSO 2ª Domenica di Pasqua o della Divina Misericordia

Avere fede in Gesù vuol dire “fidarsi” di Lui dopo aver ascoltato la sua Parola e visto il suo esempio di amore totale; dopo aver detto il “sì” della fede, viene naturale seguirlo con gioia. Tommaso ha però bisogno di vedere e toccare quell’amore. Gesù si presenta a Lui come amico e gli mostra le sue ferite d’Amore. PRIMA LETTURA (At 2,42-47) Dagli Atti degli Apostoli [Quelli che erano stati battezzati] erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere. Un senso di timore era in tutti, e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzando il pane nelle case, prendevano cibo con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati. PAROLA DI DIO. RENDIAMO GRAZIE A DIO  Battezzati: gli Atti degli Apostoli scritti da san Luca descrivono la vita della prima comunità di Gerusalemme; propongono e consegnano ad ogni credente un prototipo di Chiesa, indicato come modello per i cristiani di ogni tempo. Sette sono le caratteristiche che fanno la Chiesa di Cristo: insegnamento e testimonianza degli apostoli; comunione fraterna; frazione del pane; preghiere e frequentazione del Tempio; favore presso il popolo; segni e prodigi; crescita numerica della comunità. Questo sommario ha un valore programmatico: la tradizione ha visto in questo brano lo stato ideale e permanente della comunità (i verbi sono all’imperfetto, indicando un azione che ha effetti anche nel presente); è diventato anche il punto di riferimento di tanti ordini religiosi e della loro missione nel mondo. Ancora oggi le nostre comunità dovrebbero essere fondate su questi presupposti.  Perseveranti: la risurrezione di Cristo è un evento unico, ma bisogna che cambi in modo radicale il nostro modo di vivere; la risurrezione va vissuta ogni giorno in parole e opere nuove, che manifestino la nostra identità di “figli di Dio”

 Comunione: per i primi cristiani il modo più adatto per manifestare la novità di Cristo era la vita comunitaria, che nasceva nella frazione del pane e nell’ascolto dei ricordi e delle testimonianze degli apostoli, in un clima di gioia e di convivialità.  Cosa in comune: questa «comunione fraterna» non si limita al culto, ma si esprime molto concretamente mediante la condivisione dei beni, secondo il bisogno di ciascuno. È una visione ben lontana dal “tutto e subito” che caratterizza i nostri tempi. La “condivisione” nella Chiesa si fonda sulla consapevolezza che tutto noi abbiamo da Dio e a Dio restituiamo nei fratelli. È credere nell’amore di Dio che sfida il tempo e la storia. L’onnipotenza di Dio nasce dal suo amore che permette all’uomo di vincere la paura del “domani”, evitando di accumulare beni solo per se stesso.  Letizia e semplicità: il modo in cui i primi cristiani vivono in comunione fraterna (“unanimemente” che ricorre 10 volte solo negli Atti e una solo volta nel NT in Rm 15,6) produce un atteggiamento diffuso di benevolenza, gioia e concordia, che dovrebbe essere la caratteristica di ogni cristiano.

Ritornello: RENDETE GRAZIE AL SIGNORE PERCHÉ È BUONO: IL SUO AMORE È PER SEMPRE.

DICA ISRAELE: «IL SUO AMORE È PER SEMPRE». DICA LA CASA DI ARONNE: «IL SUO AMORE È PER SEMPRE». DICANO QUELLI CHE TEMONO IL SIGNORE: «IL SUO AMORE È PER SEMPRE». MI AVEVANO SPINTO CON FORZA PER FARMI CADERE, MA IL SIGNORE È STATO IL MIO AIUTO. MIA FORZA E MIO CANTO È IL SIGNORE, EGLI È STATO LA MIA SALVEZZA. GRIDA DI GIUBILO E DI VITTORIA NELLE TENDE DEI GIUSTI: LA DESTRA DEL SIGNORE HA FATTO PRODEZZE.

LA PIETRA SCARTATA DAI COSTRUTTORI È DIVENUTA LA PIETRA D’ ANGOLO. QUESTO È STATO FATTO DAL SIGNORE: UNA MERAVIGLIA AI NOSTRI OCCHI. QUESTO È IL GIORNO CHE HA FATTO IL SIGNORE: RALLEGRIAMOCI IN ESSO ED ESULTIAMO!.

SECONDA LETTURA (1 Pt 1,3-9) Dalla Prima Lettera di san Pietro apostolo Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che nella sua grande misericordia ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una speranza viva, per un’eredità che non si corrompe, non si macchia e non marcisce. Essa è conservata nei cieli per voi, che dalla potenza di Dio siete custoditi mediante la fede, in vista della salvezza che sta per essere rivelata nell’ultimo tempo. Perciò siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere, per un po’ di tempo, afflitti da varie prove, affinché la vostra fede, messa alla prova, molto più preziosa dell’oro – destinato a perire e tuttavia purificato con fuoco –, torni a vostra lode, gloria e onore quando Gesù Cristo si manifesterà. Voi lo amate, pur senza averlo visto e ora, senza vederlo, credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre raggiungete la mèta della vostra fede: la salvezza delle anime. PAROLA DI DIO. RENDIAMO GRAZIE A DIO  Benedetto: la prima parte della lettera (vv.3-5) rimanda a un antico inno battesimale. Si benedice Dio per l’opera di salvezza mediante il Cristo, la quale è per il credente rigenerazione, nella speranza, verso una salvezza piena e totale.  Rigenerati: chi crede in Gesù Cristo risorto dai morti “ritorna a vivere”; come un malato convalescente, egli fa di nuovo dei progetti per l’avvenire, fa i primi passi verso una nuova vita; la morte non lo spaventa più, non offusca più il suo orizzonte. In Cristo tutto torna a vivere: siamo uomini nuovi con progetti, pensieri e azioni nuove.

 Gioia: tesi verso Cristo, loro vita, i cristiani sono fin da ora ricolmi di gioia: fondamento della loro allegrezza è la sicurezza della salvezza. Ma per diventare preziosa come l’oro la fede deve passare dalla prova. Il cristiano è un uomo temprato dalla vita.  Senza averlo veduto: per i cristiani della seconda generazione, che non sono stati testimoni oculari o uditori di Gesù in Palestina, il testo trascrive a modo suo la beatitudine di coloro che crederanno senza averlo visto. La fede cristiana nasce dal nuovo rapporto che si è instaurato tra l’uomo e Dio, anche per coloro che non lo hanno veduto.

Questa Domenica è denominata anche della Divina Misericordia. Fu istituita dal papa Giovanni Paolo II, che proprio oggi verrà beatificato a San Pietro a Roma. Per tutto il tempo pasquale, la liturgia della Parola orienta la nostra riflessione verso un'unica realtà: la Chiesa, comunità dei credenti, nasce dall’amore del Padre, che si manifesta in Gesù, il Dio che si china con misericordia sull’umanità ferita e malata nel peccato. Il “suo amore che è per sempre” salva le n0stre vite dalla morte e ci dona una vita nuova. Rigenerati da Cristo nella sua Pasqua, siamo chiamati a testimoniare a tutti la “lieta novella” di Gesù Cristo risorto da morte, che ci dona la sua Pace .


La sera di quel giorno, il primo della PERCHÉ MI HAI VEDUTO, TOMMASO, TU HAI CREDUTO; settimana, mentre erano chiuse le BEATI QUELLI CHE NON HANNO VISTO E HANNO CREDUTO! porte del luogo dove si trovavano i ALLELUIA. discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome. PAROLA DEL SIGNORE. LODE A TE, O CRISTO.  Primo: la risurrezione è l’inizio di qualcosa di nuovo.  Chiuse: rappresenta la paura e il dubbio degli apostoli. Gesù è più forte di ogni nostra resistenza.  Venne: è una venuta in una forma nuova e piena, una presenza ricca di salvezza. Gesù risorto appare ai discepoli e dona loro la pace e la gioia del Padre. Solo ora essi riconoscono il valore salvifico della sua morte: è dal suo costato ferito e dalle sue mani trafitte che viene a loro la pace dello Spirito.  Stette: è il verbo della vita, di chi è vittorioso sulla morte. Il Risorto resta il maestro che hanno conosciuto e seguito dalla Galilea alla Giudea, ma è una presenza nuova, che dona vita. Le promesse di Gesù si sono compiute nella sua morte e risurrezione. La pace che Gesù dona diventa nel cuore dei credenti sorgente di gioia e di perdono. In Gesù il credente acquista una nuova forza che gli permette di fare le cose di Dio.

 Mani-fianco: sono i segni che definiscono il Crocifisso-Risorto. “Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto” (Gv 19,37)  Pace-gioia-missione: sono le caratteristiche della vita nuova nello Spirito del Cristo Risorto.  Soffiò: è l’avvio di una nuova creazione.  Otto giorni: rappresenta ogni domenica che è il primo giorno nella sua caratteristica di “sorgente di vita nuova” e insieme l’ottavo giorno nella caratteristica di compimento della settimana.  Tommaso: non era presente al primo incontro; rappresenta ognuno di noi che non ha potuto vedere personalmente e fisicamente Gesù, ma che è chiamato a credere nel suo amore che salva.  Mio Signore e mio Dio: professione di fede in Gesù riconosciuto come Dio della vita.  Beati: sono i cristiani venuti dopo gli apostoli.

GLORIA

CREDO

Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre; tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi; tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo nella gloria di Dio Padre. Amen.

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen

Discorso inaugurale del Pontificato di Giovanni Paolo II Il nostro tempo ci invita, ci spinge, ci obbliga a guardare il Signore e ad immergerci in una umile e devota meditazione del mistero della suprema potestà dello stesso Cristo. Colui che è nato dalla Vergine Maria, il Figlio del falegname – come si riteneva –, il Figlio del Dio vivente, come ha confessato Pietro, è venuto per fare di tutti noi «un regno di sacerdoti». Il nuovo Successore di Pietro nella Sede di Roma eleva oggi una fervente, umile, fiduciosa preghiera: «O Cristo! Fa’ che io possa diventare ed essere servitore della tua unica potestà! Servitore della tua dolce potestà! Servitore della tua potestà che non conosce il tramonto! Fa’ che io possa essere un servo! Anzi, servo dei tuoi servi». Fratelli e Sorelle! Non abbiate paura di accogliere Cristo e di accettare la sua potestà! Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa «cosa è dentro l’uomo». Solo lui lo sa! Oggi così spesso l’uomo non sa cosa si porta dentro, nel profondo del suo animo, del suo cuore. Così spesso è incerto del senso della sua vita su questa terra. È invaso dal dubbio che si tramuta in disperazione. Permettete, quindi – vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo. Solo lui ha parole di vita, sì! di vita eterna. (22 ottobre 1978)

Preghiera Sì, Signore, siamo anche noi come Tommaso. Così legati a quello che tocchiamo, vediamo, sentiamo. Così lontani dal credere nell’impossibile dell’amore, così abituati a distinguere tra favole e realtà, così cocciuti nel cercare le prove, nel nutrire i nostri dubbi, nel fidarci soltanto della Scienza e della Storia. Chiunque crede nell’incredibile di Dio è considerato alla stregua di un pazzo, un ingenuo, un credulone. Ma un grande miracolo avviene in lui: è felice! Sì, è felice perché ha capito che non tutto può essere nelle nostre mani, nei nostri occhi, nei nostri sensi. Ha capito che oltre l’orizzonte delle cose certe, c’è Qualcuno o Qualcosa che è presente, è vivo, è per noi. Ha capito che la vita è un dono meraviglioso, troppo perfetto per essere un’illusione, una parentesi, un dono a termine. Tommaso ha avuto un dono più grande, ha visto il miracolo: tu Signore ti sei fatto vicino a lui e gli hai mostrato le piaghe dell’amore. Signore Gesù vieni ancora in mezzo a noi, nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità e donaci la Pace del tuo Amore, che è letizia e gioia del cuore. Amen. Alleluja. www.parrocchiamadonnaloreto.it

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Dal Salmo 117 (118)

PARROCCHIA MADONNA di LORETO – CHIVASSO 3ª Domenica di Pasqua

Gesù è veramente risorto e appare a due discepoli in cammino verso Emmaus… ma non è sempre facile riconoscerlo. Gesù si presenta come un uomo qualunque e cammina accanto a noi. Ci parla dell’amore di Dio, spezza il pane per noi nella santa Eucaristia. Quando ci amiamo Dio è in mezzo a noi e vive in noi. PRIMA LETTURA (At 2,14.22-33) Dagli Atti degli Apostoli [Nel giorno di Pentecoste,] Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò così: «Uomini d’Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nàzaret – uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso fece tra voi per opera sua, come voi sapete bene –, consegnato a voi secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, voi, per mano di pagani, l’avete crocifisso e l’avete ucciso. Ora Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere. Dice infatti Davide a suo riguardo: “Contemplavo sempre il Signore innanzi a me; egli sta alla mia destra, perché io non vacilli. Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultò la mia lingua, e anche la mia carne riposerà nella speranza, perché tu non abbandonerai la mia vita negli inferi né permetterai che il tuo Santo subisca la corruzione. Mi hai fatto conoscere le vie della vita, mi colmerai di gioia con la tua presenza”. Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto e il suo sepolcro è ancora oggi fra noi. Ma poiché era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente, previde la risurrezione di Cristo e ne parlò: “questi non fu abbandonato negli inferi, né la sua carne subì la corruzione”. Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. Innalzato dunque alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire». PAROLA DI DIO. RENDIAMO GRAZIE A DIO  Pietro: l’apostolo non ha più paura. Dal giorno della Pentecoste, la risurrezione del Signore è diventata l’oggetto centrale della predicazione apostolica. Ciò che qui Pietro annuncia con grande determinazione è il nocciolo del Credo dei cristiani.  Accreditato: Dio ha accompagnato Gesù nel corso del suo ministero terreno; l’azione di Dio è presente sia nei suoi insegnamenti sia nei segni e nei prodigi che lui ha compiuto per manifestare la salvezza di Dio.  Disegno: la vita di Gesù compie le Scritture e le promesse divine; in Gesù si manifesta la volontà di Dio

 Crocifisso/risuscitato: innalzato nella gloria di Dio, Gesù risorto ci fa partecipare allo spirito che ha ricevuto in pienezza. La risurrezione è il centro della storia; compito di ogni cristiano è decifrare nella sua vita i segni della vita nuova donata da Gesù.  Testimoni: i discepoli diventano testimoni dopo aver ricevuto lo Spirito Santo (At 2,1-13). Annunciano il “Kerygma” cristologico, il fondamento della fede di ogni cristiano. La vita di ogni credente diventa perciò un “Vangelo” da annunciare con la vita; vivere da risorti e amarsi nel suo nome è testimonianza di fede.

Ritornello: MOSTRACI, SIGNORE, IL SENTIERO DELLA VITA.

PROTEGGIMI, O DIO: IN TE MI RIFUGIO. HO DETTO AL SIGNORE: «IL MIO SIGNORE SEI TU». IL SIGNORE È MIA PARTE DI EREDITÀ E MIO CALICE: NELLE TUE MANI È LA MIA VITA. BENEDICO IL SIGNORE CHE MI HA DATO CONSIGLIO; ANCHE DI NOTTE IL MIO ANIMO MI ISTRUISCE. IO PONGO SEMPRE DAVANTI A ME IL SIGNORE, STA ALLA MIA DESTRA, NON POTRÒ VACILLARE.

PER QUESTO GIOISCE IL MIO CUORE ED ESULTA LA MIA ANIMA; ANCHE IL MIO CORPO RIPOSA AL SICURO, PERCHÉ NON ABBANDONERAI LA MIA VITA NEGLI INFERI, NÉ LASCERAI CHE IL TUO FEDELE VEDA LA FOSSA.

MI INDICHERAI IL SENTIERO DELLA VITA, GIOIA PIENA ALLA TUA PRESENZA, DOLCEZZA SENZA FINE ALLA TUA DESTRA.

SECONDA LETTURA (1 Pt 1,17-21) Dalla Prima Lettera di san Pietro apostolo Carissimi, se chiamate Padre colui che, senza fare preferenze, giudica ciascuno secondo le proprie opere, comportatevi con timore di Dio nel tempo in cui vivete quaggiù come stranieri. Voi sapete che non a prezzo di cose effimere, come argento e oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta, ereditata dai padri, ma con il sangue prezioso di Cristo, agnello senza difetti e senza macchia. Egli fu predestinato già prima della fondazione del mondo, ma negli ultimi tempi si è manifestato per voi; e voi per opera sua credete in Dio, che lo ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria, in modo che la vostra fede e la vostra speranza siano rivolte a Dio. PAROLA DI DIO. RENDIAMO GRAZIE A DIO  Timore: non è la paura di Dio, quanto invece la necessità di non sciupare i doni di amore che Dio ci offre ogni giorno per vivere da risorti. Pietro ci ricorda che Dio è Padre; la fiducia filiale che accompagna i cristiani nel loro pellegrinaggio terreno si fonda sulla certezza che la salvezza è solamente dono di Dio che, già ora, trasforma la vita del credente.  Stranieri: siamo proiettati verso il paradiso di Dio.

 Liberati: il Cristo ha pagato con il suo sangue per liberarci dal peccato e dalla morte che ci teneva schiavi. La sua vita è un bene di valore inestimabile, che non si corrompe. Ora la sua vita è diventata la nostra vita; siamo figli di Dio immortali e gloriosi.  Predestinato: il disegno di Dio è diventato visibile nella croce e risurrezione di Gesù, salvezza per tutti. Cristo è l’unica via per andare al Padre e salvarsi.

I “discepoli di Emmaus” è una pagina del Vangelo di Luca piena di fascino, freschezza e finezza psicologica. Ci ricorda il cammino che i primi discepoli hanno dovuto fare prima di giungere a confessare con assoluta certezza: «Davvero il Signore è risorto». Costoro non capivano perché Gesù, il Messia atteso, aveva dovuto soffrire lo scandalo della croce. Eppure Gesù mentre salivano a Gerusalemme aveva spiegato loro il destino doloroso del Servo sofferente (Lc 9,44-45). Questo vangelo è stato scritto per i cristiani che, non avendo vissuto personalmente gli avvenimenti pasquali, si trovavano nella nostra situazione di sentire l’annuncio pasquale ma di non poter vedere Gesù “vivo”. Per comprendere ciò che è accaduto a Gesù di Nazaret bisogna rifarsi alle Scritture: esse ci rivelano il senso di segni come quello della tomba vuota. La credibilità della testimonianza e dell’insegnamento apostolico, la veridicità della predicazione cristiana di tutti i tempi si fonda sulla coerenza con ciò che è annunciato dalle profezie dell’Antico Testamento. Queste parole rimasero velate fino al momento in cui i primi cristiani, “in memoria di Lui”, non fecero l’esperienza liturgica della “frazione del pane”, cioè della Santa Messa che ancora oggi noi celebriamo, Pasqua settimanale che illumina la nostra settimana. Nell’Eucaristia (“Ringraziamento”) noi partecipiamo alla mensa della Parola (dove comprendiamo il destino tragico di Gesù che ci ha donato la salvezza; su questa Parola fondiamo e orientiamo la nostra vita) e alla mensa del Pane (cibo spirituale che fortifica la nostra esistenza per essere anche noi capaci di offrire la vita per i fratelli nella Chiesa). Meditando la Parola di Dio, sperimentiamo la portata rivoluzionaria della nostra testimonianza, diamo un senso nuovo alla nostra esistenza, sperimentiamo nella comunione fraterna e nel sacramento eucaristico la presenza inafferrabile, meravigliosa e sconcertante di Cristo tra noi, che ci fa Chiesa.


SIGNORE GESÙ, FACCI COMPRENDERE LE SCRITTURE; ARDE IL NOSTRO CUORE MENTRE CI PARLI. ALLELUIA.

Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane. PAROLA DEL SIGNORE. LODE A TE, O CRISTO.  In cammino: la fede ci pone in cammino per capire.  Si avvicinò: Gesù è pellegrino accanto a noi nella vita  Triste: morti dentro parlano di morte; non possono vedere perché hanno perso la speranza del cielo.  Tre giorni: per la concezione ebraica l’anima rimane due giorni nei pressi del cadavere; il terzo giorno viene meno la speranza che torni in vita.  Stolti: un rimprovero e un invito alla fede; guardare oltre le nostre paure che ci tengono prigionieri.

 Bisognava: indica il disegno divino nascosto nella vicenda di Gesù; tutto si è compiuto per la salvezza.  Entrò: Gesù ha fatto entrare i due discepoli dentro le Scritture, svelando il significato nascosto nelle profezie dell’Antico Testamento; ora Gesù entra nelle loro vite.  Prese/recitò/spezzò/diede: sono i gesti liturgici della Santa Messa e del padre di famiglia nelle comunità ebraiche; la Parola indirizza la vita, ma poi occorre fare comunione con il Risorto Gesù, vivere di Lui

GLORIA

CREDO

Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre; tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi; tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo nella gloria di Dio Padre. Amen.

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen

FAVOLA: Le orme e il nome

(tratto da “Racconti per l’anima” di Pino Pellegrino)

 Un arabo accompagnava attraverso il deserto un esploratore francese. Ogni mattina si prostrava a terra verso il sole, per adorare e pregare Dio. Un giorno il francese gli disse: «Tu sei un ingenuo. Dio non esiste; infatti tu l’hai mai visto o toccato?». L’arabo non rispose e si limitò a sorridere. Poco dopo il francese notò delle orme di cammello ed esclamò: «Guarda di qui è passato un cammello». E l’arabo: «Signore, lei è un ingenuo, perché il cammello non l’ha mai visto, né toccato». Il francese arrabbiato disse: «Ma come? Sciocco, non vedi le orme». Allora l’arabo, puntando il dito verso il sole disse: «Dio esiste. Ecco l’orma di Dio, la luce del sole che brilla nel cielo della nostra vita».  Un uomo si accorse di aver dimenticato il suo nome… e triste se ne andava per il mondo cercandolo. Un giorno un mendicante bussò alla porta di una casa e chiese: «Fratello, hai per favore del pane?». Dalla casa uscì un uomo anziano, dalla barba lunga e candida, e gli rispose: «Certo, ecco ciò che chiedi; nel nome di Gesù, Dio ti benedica, fratello» e lo abbracciò. L’uomo senza nome si ricordò in quel momento il suo nome “Fratello” e felice si avviò verso un piccolo cenacolo dove spezzò il pane con gli altri cristiani. A volte capita di cercare una cosa e non ci accorgiamo di averla davanti agli occhi. Noi cerchiamo Gesù, i segni della sua presenza accanto a noi e a volte ci sembra difficile vederli… eppure Gesù è molto vicino e non ce ne accorgiamo. Noi non possiamo vedere il volto di Gesù o sentire il suono della sua voce, eppure nel mondo ci sono le orme della sua presenza. Gesù ha detto: “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri” (Gv 13,35). Gesù ci ha donato lo Spirito Santo, l’orma vivificante della sua presenza fra di noi: “ Voi mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete” (Gv 14,19). Condividendo il suo Pane nella santa Messa e gustando la sua presenza nel nostro volerci bene, noi possiamo vedere Gesù vivo in mezzo a noi. Lui è presente per darci il coraggio della testimonianza e farci sperimentare, già qui, la gioia della sua presenza salvifica.

Preghiera Signore Gesù, viandanti e pellegrini lungo le strade del mondo, a volte la stanchezza e la paura di non farcela ci fanno dubitare della tua presenza. Tristi e stanchi ci rassegniamo agli eventi tragici della storia… ma tu sei l’imprevedibile presenza di un Dio che sempre ci cammina accanto e ci dona la forza di credere oltre l’apparenza superficiale delle cose. Gesù tu ci doni il senso nascosto dei nostri giorni e ci permetti di leggere in ogni evento lieto e triste la storia della salvezza, che insieme ci porterà a vivere nel tuo Paradiso, a godere già qui della tua gioia, nello Spirito Santo che è vita. Amen. Alleluja. www.parrocchiamadonnaloreto.it

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Dal Salmo 22 (23)

Ritornello: IL SIGNORE È IL MIO PASTORE: NON MANCO DI NULLA.

IL SIGNORE È IL MIO PASTORE: NON MANCO DI NULLA. SU PASCOLI ERBOSI MI FA RIPOSARE,

PARROCCHIA MADONNA di LORETO – CHIVASSO 4ª Domenica di Pasqua Nel tempo pasquale celebriamo Gesù risorto, vivente tra noi. Con Lui la nostra vita diventa bella e meravigliosa; in Lui tutto è possibile nell’amore. Gesù è il buon Pastore innamorato del suo gregge: Lui dà la vita per proteggere tutti noi dal male. Per Dio ognuno di noi è una pecorella fragile da difendere ed amare. PRIMA LETTURA (At 2,14.36-41) Dagli Atti degli Apostoli [Nel giorno di Pentecoste,] Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò così: «Sappia con certezza tutta la casa d’Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso». All’udire queste cose si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Che cosa dobbiamo fare, fratelli?». E Pietro disse loro: «Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo. Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro». Con molte altre parole rendeva testimonianza e li esortava: «Salvatevi da questa generazione perversa!». Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno furono aggiunte circa tremila persone. PAROLA DI DIO. RENDIAMO GRAZIE A DIO • Pietro: pieno di Spirito Santo, l’apostolo pronuncia la prima omelia cristiana nella professione di fede pasquale. Il brano di oggi riprende la prima lettura della scorsa settimana. • Gesù: Pietro afferma con forza che è Signore e Cristo. Partendo dalle Sacre Scritture, che tutti gli ascoltatori conoscevano, Pietro afferma con forza la messianicità di Gesù. Le profezie dell’Antico Testamento si realizzano nella sua vita, morte e risurrezione. Dio libera il popolo attraverso Gesù Cristo. Nelle parole di Pietro è riconoscibile uno schema che riassume i punti fondamentali della fede cristiana, e che diventa il modello per ogni predicazione apostolica • Trafiggere il cuore: la forte testimonianza di Pietro raggiunge il cuore degli uditori e lo trasforma (come era già capitato ai due discepoli di Emmaus, quando avevano sentito le parole di Gesù). Di fronte alla predicazione apostolica, gli ascoltatori sono chiamati a prendere posizione, accogliendo l’invito alla conversione.

• Conversione: accogliere la storia di Gesù come punto di riferimento per la propria vita. Alla nostra malvagità Gesù ha contrapposto il suo amore. L’adesione di fede implica la penitenza, nella volontà di abbandonare il male, per iniziare un profondo riorientamento verso Dio. Gesù è vincitore e vuole che anche noi siamo vincitori sul peccato, donando un indirizzo nuovo e decisivo alla nostra vita, accettando il battesimo nel nome di Gesù. • Battezzare: il battesimo diventa il segno di questo rinnovamento radicale della nostra esistenza. Il dono dello Spirito farà sì che lo sforzo umano di conversione venga accolto nella logica della gratuità di Dio. • Promessa: liberato dal peccato e vivificato dallo Spirito, l’uomo è salvato. La fede esige il riconoscimento di Gesù come Messia e Salvatore; nel suo nome si ottiene la remissione dei peccati. • Aggiunte: ultima tappa del processo di conversione è costituito dall’aggregazione alla Chiesa, vivificata dallo Spirito Santo che ci fa fratelli in Dio.

AD ACQUE TRANQUILLE MI CONDUCE. RINFRANCA L’ANIMA MIA.

DAVANTI A ME TU PREPARI UNA MENSA SOTTO GLI OCCHI DEI MIEI NEMICI. UNGI DI OLIO IL MIO CAPO; IL MIO CALICE TRABOCCA. SÌ, BONTÀ E FEDELTÀ

MI GUIDA PER IL GIUSTO CAMMINO A MOTIVO DEL SUO NOME. ANCHE SE VADO PER UNA VALLE OSCURA, NON TEMO ALCUN MALE, PERCHÉ TU SEI CON ME. IL TUO BASTONE E IL TUO VINCASTRO MI DANNO SICUREZZA..

MI SARANNO COMPAGNE TUTTI I GIORNI DELLA MIA VITA, ABITERÒ ANCORA NELLA CASA DEL SIGNORE PER LUNGHI GIORNI.

SECONDA LETTURA (1 Pt 2,20-25) Dalla Prima Lettera di san Pietro apostolo Carissimi, se, facendo il bene, sopporterete con pazienza la sofferenza, ciò sarà gradito davanti a Dio. A questo infatti siete stati chiamati, perché anche Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme: egli non commise peccato e non si trovò inganno sulla sua bocca; insultato, non rispondeva con insulti, maltrattato, non minacciava vendetta, ma si affidava a colui che giudica con giustizia. Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché, non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia; dalle sue piaghe siete stati guariti. Eravate erranti come pecore, ma ora siete stati ricondotti al pastore e custode delle vostre anime. PAROLA DI DIO. RENDIAMO GRAZIE A DIO • Cristo patì: Pietro si rivolge ai cristiani perseguitati ingiustamente e propone loro, per incoraggiarli, l’esempio di Cristo, attraverso la figura del Servo sofferente (Is 53). Il cristiano non sfugge alla sofferenza, ma la trasfigura nella risurrezione di Cristo. Anche nella prova è chiamato alla sequela di Gesù. • Un esempio: stare saldi nella sofferenza è rendere omaggio a colui che ha attraversato la prova ed è stato vincitore. Gesù sulla croce ha manifestato il suo amore per l’umanità, guarendo l’uomo dal peccato e ridonandogli la gioia della comunione con Dio.

• Peccato: Gesù morì ingiustamente. Il peccato del mondo consiste proprio nel fatto di non aver accolto la verità e l’amore di Dio. Nella logica delle cose mondane è naturale che colui che è testimone di Gesù, venga combattuto e perseguitato. Chi vive per il Vangelo è destinato a subire la stessa sorte di Gesù, ma come Gesù sarà vincitore della logica del mondo. • Vivere per la giustizia: il cristiano che si lascia abitare dallo Spirito Santo, vive nella sua carne la vita di Gesù. Le forze del Male non potranno prevalere e nell’amore il credente porta la Luce pasquale di Cristo.

Quando vedi un gregge di pecore hai l’impressione che si assomiglino tutte. Ma un vero pastore guarda le sue pecore in tutt’altro modo: le conosce ognuna per nome. Si accorge subito se manca un agnello o se una pecora è malata. Il bene più prezioso di un pastore è il suo gregge. Ne ha cura come della propria vita. Conduce sempre le sue pecore e i suoi agnellini, dove si trovano meravigliosi pascoli e ricchi torrenti. Nel pericolo difende il suo gregge e lo guida con estrema cura. Se il salmo utilizza oggi questa immagine, è per farci comprendere che il Signore ha una cura infinita per ognuno di noi, lui è il nostro buon Pastore. La relazione che intercorre fra gregge e pastore è di fiducia: le pecore ascoltano la sua voce in un movimento che alimenta il legame affettivo. Gesù utilizza la stessa immagine del salmo: si presenta come un pastore per noi. Ci invita ad ascoltare la sua voce e a seguirlo. Il verbo “condurre fuori” richiama l’esperienza di liberazione dell’Esodo. Ciò che Gesù promette è la salvezza e la vita in comunione con Dio Padre , per sempre. Egli è venuto per dare la sua vita perché noi avessimo vita in Lui. Gesù è l’unico mediatore (porta) che conduce a Dio Padre.


IO SONO IL BUON PASTORE, DICE IL SIGNORE, CONOSCO LE MIE PECORE E LE MIE PECORE CONOSCONO ME. ALLELUIA.

In quel tempo, Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei». Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro. Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza». PAROLA DEL SIGNORE. LODE A TE, O CRISTO. • Recinto: il termine si riferisce all’atrio del Tempio di Gerusalemme. Il brano perciò indica la critica situazione religiosa in cui vive il popolo di Dio, a causa di cattive guide. • Pecore: rappresentano il popolo che non riceve le cure adeguate dai capi religiosi. • Ladro–brigante: identificati nei farisei e nei sadducei che guidavano il popolo, cercando solo il proprio interesse. • Porta: indica Gesù, il solo mediatore per accedere alla vita di Dio. Per entrare nella salvezza occorre far entrare Gesù nella nostra vita. • Pastore: Israele conservava il ricordo del re6 pastore, rappresentato e idealizzato nella figura di Davide, che aveva regnato con mansuetudine 1000 anni prima di Gesù. Nel periodo dei profeti, Ezechiele aveva rivelato la promessa di Dio (Ez 34) di mandare un re saggio che avrebbe governato il popolo con la sapienza di Dio, invece di pascere se stesso come la maggior parte dei re successivi a Salomone. Il popolo attendeva con fede una guida spirituale preoccupata più delle esigenze dei poveri, che non di arricchire i forzieri dei palazzi e profanare con una vita scellerata la casa del Signore. Gesù è il buon pastore promesso e atteso da tutto il popolo ebreo, lui è il Messia.

• Apre: il verbo greco significa “accedere alle cose sacre”. Attraverso Gesù, Parola di Dio, noi accediamo ai tesori meravigliosi della Bibbia, conosciamo il suo progetto di Amore. Solo Gesù può svelare il piano salvifico di Dio. • Chiama per nome: Gesù è il Pastore mandato da Dio, che cammina davanti alle pecore per condurle ai pascoli della vita del Padre. Gesù ci conosce per nome, cioè conosce tutto di noi, le nostre gioie e le nostre tristezze, conosce il nostro cuore: si tratta di una conoscenza intima, personale ed esperienziale. • Ciascuna: Dio in Gesù ci ama personalmente. • Voce: non si tratta solo della parola, ma della presenza di Dio accanto a noi, ogni giorno, in Gesù. Abbondanza: se in Gesù accediamo alla comunione con Dio, il cristiano in Gesù entra nella vita piena e senza fine, una vita totale, non esposta ai pericoli di sprecarla inutilmente. Con Gesù risorto e vivente la nostra esistenza si spalanca sulle meraviglie di Dio. Anche noi guardando a Gesù possiamo diventare dei “buoni pastori”, annunciando con la nostra vita che Dio ha cura di ogni uomo e non si dimentica nessuno. Nella Chiesa viviamo la forte esperienza di essere la Famiglia di Dio, uniti intorno a Gesù buon Pastore. •

GLORIA

CREDO

Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre; tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi; tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo nella gloria di Dio Padre. Amen.

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen

FAVOLA: Il Compagno di viaggio

(tratto da “Racconti “Racconti per l’anima” l’anima” di Pino Pellegrino) Pellegrino)

Una volta una madre disse al figlio ormai diventato adulto: «E’ tempo che tu parta per il difficile cammino della vita. Prima però desidero affidarti ad una guida sicura, che ti accompagni saggiamente nel viaggio». «Chi è?» chiese il ragazzo. La mamma gli bisbigliò il nome all’orecchio. E il figlio partì. Subito incontrò un fantasma che gli domandò: «Mi vuoi come guida?» «Come ti chiami?» disse il giovane. «Sono la gloria». «Questo non è il nome che mia madre mi ha detto». Riprese il cammino e ben presto ebbe un’altra apparizione, che con voce dolce gli domandò: «Mi vuoi come guida?» «Come ti chiami?» «Sono il piacere». «Non è questo il compagno che mia madre mi ha suggerito». Proseguì il suo lungo e difficile viaggio. Con il tintinnio di monete e di musiche gioiose, udì ancora una voce: «Mi vuoi come compagno di viaggio?». «Come ti chiami?» «Sono la ricchezza che appaga ogni desiderio». Il ragazzo subito se ne allontanò, perché sapeva che seducente al cuore era quella voce. Era ormai sera quando una voce forte e vibrante gli disse: «Posso vivere con te?» «Qual è il tuo nome?». «Coraggio della fede». Il ragazzo felice l’abbracciò e disse: «Vieni, fratello, ecco il nome che mi disse mia madre». In compagnia del coraggio della fede, il giovane conobbe anche la speranza e la carità, e divenne un “grande”uomo capace di fare cose strepitose. Gesù familiarizza con le sue pecore, le chiama per nome. Le pecore scoprono nel pastore un maestro e credono in Lui. Nasce una relazione amicale di discepolo e maestro. Il pastore si prende cura delle pecore, le nutre, le porta sulle spalle, le conduce al riparo. C’è un aspetto di tenerezza di Gesù nei nostri riguardi. Prima di condurre anonimamente il gregge, Gesù procede al riconoscimento personale di ogni pecora. Il rapporto personale ha una specie di primato sul ministero. «Io sono la porta delle pecore». Gesù non dice: «Io sono la porta dell’ovile». Gesù parla al cuore delle pecore. Gesù ha un rapporto personale con noi. «Se uno entra attraverso di me…». Bisogna dunque passare per Gesù; bisogna “attraversare” Gesù, adattarsi alle sue dimensioni per accedere a Dio. (Un monaco orientale)

Preghiera Signore Gesù, grazie per la tua presenza amorevole accanto a noi. Ci sei vicino sempre, anche senza telefonino o iPod, cammini davanti a noi e ci proteggi con il tuo amore smisurato. Tu ci conosci per nome, conosci la nostra voce e noi conosciamo la tua voce calda e familiare, che ci conduce passo dopo passo all’ovile del Padre. Tu ci accompagni ai pascoli della pace, della sicurezza, della serenità e della fiducia: nulla ci può mancare con te accanto e nulla dobbiamo temere. Tu parli al cuore di ogni fedele. Tu ci doni la forza e il coraggio per donare la nostra vita nell’amore ai fratelli. Amen. Alleluja. www.parrocchiamadonnaloreto.it

Tel. 011/9101110


Dal Salmo 32 (33)

Ritornello: IL TUO AMORE, SIGNORE, SIA SU DI NOI: IN TE SPERIAMO.

ESULTATE, O GIUSTI, NEL SIGNORE; PER GLI UOMINI RETTI È BELLA LA LODE. LODATE IL SIGNORE CON LA CETRA, CON L’ARPA A DIECI CORDE A LUI CANTATE.

PARROCCHIA MADONNA di LORETO – CHIVASSO 5ª Domenica di Pasqua Gesù ci invita oggi alla serenità del cuore: affidiamo le nostre preoccupazioni e le nostre difficoltà alle sue mani; Lui sa sempre che cosa fare. Fidandoci di Gesù troveremo la strada per essere davvero felici: è Lui la via che ci porta all’amore del Padre. PRIMA LETTURA (At 6,1-7) Dagli Atti degli Apostoli In quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, quelli di lingua greca mormorarono contro quelli di lingua ebraica perché, nell’assistenza quotidiana, venivano trascurate le loro vedove. Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: «Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense. Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico. Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola». Piacque questa proposta a tutto il gruppo e scelsero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola, un prosèlito di Antiòchia. Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani. E la parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli a Gerusalemme si moltiplicava grandemente; anche una grande moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede. PAROLA DI DIO. RENDIAMO GRAZIE A DIO • Aumentando: la comunità in continua crescita sotto l’autorevolezza del ministero apostolico. • Mormorarono: Luca racconta la prima crisi che scuote la comunità cristiana. La Chiesa è una comunità umano divina, in quanto comunità di uomini imperfetti e peccatori guidati dalla luce dello Spirito; perciò è naturale che nascano tensioni e problemi. La presenza dell’autorità è così garanzia e vincolo di unità, fonte dei vari ministeri della comunità (“imposero le mani”), verifica di verità nella fede. • Servire: la vita della comunità cristiana non può essere fondata sulla grandezza o sulla potenza, ma sul servizio. Gesù stesso, il Maestro, lasciandoci un esempio, ha vissuto “in mezzo a noi come uno che serve” (Lc 22,27): in questo modo ha realizzato la nostra salvezza e ci ha manifestato l’amore del Padre. L’amore nella complementarietà fa la Chiesa. Per questo coloro che credono in Gesù devono essere come lui dei “servi per amore”: servi della parola, se annunciano il Vangelo; servi della comunità, quando

come diaconi, catechisti, animatori si mettono al servizio delle diverse realtà parrocchiali. È giusto oggi verificare se serviamo la comunità per amore di Dio e dei fratelli o piuttosto animati da una mentalità diversa, legata al prestigio e al potere. • Incarico: il popolo di Dio, pur essendo uno nell’amore di Cristo, è costituito da diversi soggetti con precisi carismi e diverse disposizioni. Tutti non possono fare tutto, ma tutto può essere fatto da tutti: l’evangelizzazione e la preghiera sono compito di tutta la Chiesa, di ogni cristiano, ma con ruoli e modalità diverse. La comunità cristiana resta una nella molteplicità di esperienze e servizi. Forse anche oggi i diversi carismi e funzioni non vengono sufficientemente rispettati e valorizzati: occorre far conoscere lo Spirito del Vaticano II, che promuoveva una dinamica e vitale collaborazione fra presbiteri e laici, membri attivi della comunità, formati e propositivi, e non soltanto fedeli sudditi di un clero a volte ottuso e prepotente.

ECCO, L’OCCHIO DEL SIGNORE È SU CHI LO TEME, SU CHI SPERA NEL SUO AMORE, PER LIBERARLO DALLA MORTE E NUTRIRLO IN TEMPO DI FAME.

PERCHÉ RETTA È LA PAROLA DEL SIGNORE E FEDELE OGNI SUA OPERA. EGLI AMA LA GIUSTIZIA E IL DIRITTO; DELL’AMORE DEL SIGNORE È PIENA LA TERRA. SECONDA LETTURA (1 Pt 2,4-9) Dalla Prima Lettera di san Pietro apostolo Carissimi, avvicinandovi al Signore, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo. Si legge infatti nella Scrittura: «Ecco, io pongo in Sion una pietra d’angolo, scelta, preziosa, e chi crede in essa non resterà deluso». Onore dunque a voi che credete; ma per quelli che non credono la pietra che i costruttori hanno scartato è diventata pietra d’angolo e sasso d’inciampo, pietra di scandalo. Essi v’inciampano perché non obbediscono alla Parola. A questo erano destinati. Voi invece siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa. PAROLA DI DIO. RENDIAMO GRAZIE A DIO • Pietra viva: Pietro definisce la Chiesa come il nuovo tempio; non più un edificio che ospita la gloria di Dio, ma una comunità di credenti che è “gloria di Dio”, testimoniando la presenza del Signore nella vita di ogni giorno e in ogni luogo. I cristiani sono pietre vive di questo edificio, ma il fondamento è Cristo. Gesù crocifisso e risorto è pietra angolare, colui che vivifica la comunità donando lo Spirito, ma per gli increduli è scandalo e inciampo alla loro vita senza speranza. Ogni pietra ha il suo posto, unico e insostituibile. Ogni cristiano ha perciò un compito specifico nella comunità, una vocazione affidatagli dal Dio Padre.

• Stirpe eletta: in Gesù, fondamento rigettato dal mondo, ma scelto da Dio, ognuno di noi acquista una dignità divina. Cristo pietra angolare, ha aperto all’uomo il passaggio dalla morte alla vita di Dio, affidandogli il compito di testimoniare e proclamare con la vita le meraviglie della salvezza. La Chiesa “edificio spirituale” vivificato dallo Spirito e “sacerdozio” regale e profetico, è capace di offrire sacrifici spirituali, rendendo attuale la salvezza operata da Cristo. Ogni cristiano è necessario: non ci sono pietre più utili e migliori; in conseguenza non ci devono essere differenze tra coloro che fanno la Chiesa.

Il timore della passione imminente è temperato dall’invito alla fede e alla fiducia che Gesù rivolge ai suoi: dopo aver descritto la “meta” del suo e nostro andare (la comunione nell’amore del Padre), Gesù si presenta come la via per arrivarci. Solo attraverso di Lui il Padre si rivela (verità), dona il suo amore (vita) e perciò Gesù è l’unica strada (via) per accedere alla comunione di Dio. Il tema della via introduce l’idea della mediazione di Cristo. La via che conduce al Padre non è qualcosa di esteriore all’uomo, né un arido processo ascetico, dove l’uomo deve sforzarsi per salire a Dio. La via per conoscere e vivere nel Padre è una persona Gesù, l’unica e definitiva via per essere figli di Dio nella vita di ogni giorno e nell’eternità. Gesù per primo ha vissuto come uomo perfettamente unito a Dio, nell’obbedienza e nella verità profonda del suo essere: Gesù diventa il “luogo” visibile dell’alleanza fra Dio e gli uomini. La verità non è più per noi solo un puro e astratto conoscere intellettuale, ma una esperienza di vita: non sappiamo solo di essere “figli di Dio”, ma in Gesù viviamo da “figli di Dio”, nella potenza dello Spirito Santo che trasfigura la nostra vita, ci “cristifica” permettendo a ciascuno di noi di pensare, agire, operare come Gesù ha fatto nella sua vita terrena in mezzo a noi. Dio cammina accanto a noi, vive in noi, opera ancora la salvezza attraverso le nostre umili vite quotidiane.


IO SONO LA VIA, LA VERITÀ E LA VITA, DICE IL SIGNORE; NESSUNO VIENE AL PADRE SE NON PER MEZZO DI ME. ALLELUIA. In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre». PAROLA DEL SIGNORE. LODE A TE, O CRISTO. • Non sia turbato: la croce è un momento difficile per ogni cristiano; Dio sembra assente di fronte al dolore del mondo; la fede vacilla... ma Gesù ci aiuta a vedere oltre l’apparenza; nel profondo del cuore dell’uomo Dio è vivo; l’uomo che vive per Dio porta nel mondo la luce della risurrezione, permette a Gesù di realizzare nell’oggi la sua salvezza per ogni uomo. • Via: Gesù permette ad ogni uomo di entrare in comunione con Dio, di vivere nel suo Amore, di operare con un cuore nuovo, vincendo il male del mondo • Verità: Gesù è la rivelazione perfetta e definitiva del Padre, dal quale ogni cosa ha avuto origine nell’amore; nel Padre noi troviamo il senso della nostra vita, donata per gli altri; nel Padre troviamo l’essenza profonda di ogni uomo “figlio di Dio” amato • Vita: Gesù ci comunica la luce e la vita che muove la storia della salvezza. In Gesù ogni uomo può vivere per Dio, con Dio e in Dio; ogni credente diventa strumento di pace e di comunione con il creato intero

• Dimore: nel cuore di Dio ogni uomo si trova a casa. • Per mezzo: Gesù ci porta al Padre; ogni uomo in Cristo porta Dio nel mondo, attraverso parole, gesti, opere, relazioni personali… noi siamo la lettera di Dio • Vedere: Dio non si rivela più come sul Sinai, a Mosè, attraverso lampi e tuoni, fuoco e terremoto; egli ha preso un volto d’uomo, in Gesù, e d’ora in avanti bisognerà saper scorgere il volto di Dio in quello di Gesù, ma soprattutto in ogni fratello che Dio ci ha posto accanto. Nell’intimo rapporto con il Padre attraverso Gesù, ogni cristiano realizza qui ed ora l’evento pasquale, per trasfigurare il mondo nell’amore che lega il Padre al Figlio nello Spirito Santo. La familiarità con Dio, che lo Spirito ci dona, ci permette di vivere veramente da fratelli. • Compirà le opere: vivendo con Cristo e come Cristo, noi stesso compiremo le opere di Gesù e trasformeremo la nostra vita in un miracolo, “il miracolo di Dio” che ama ogni uomo attraverso di noi

GLORIA

CREDO

Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre; tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi; tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo nella gloria di Dio Padre. Amen.

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen

FAVOLA: Il Gabbiano

(tratto liberamente da Richard Richard Bach “Gabbiano Jonathan”) Jonathan”)

C’era un volta un gabbiano…un gabbiano veramente originale! Lui passava giornate intere, tutto solo, a studiare l’arte del volo: voleva imparare ad usare le ali come nessun altro al mondo. Per la maggior parte dei gabbiani, si sa, volare non conta, conta soltanto beccare e mangiare, mangiando gli avanzi dei pescatori. A quel gabbiano, invece, non importava tanto procurarsi il cibo: importava volare, volare! I genitori erano molto sconsolati. “Perché non vuoi essere un gabbiano come tutti gli altri? Perché non mangi? Sei ridotto penne e ossa”. “Non mi interessa se son penne e ossa, mamma. A me importa solo imparare a volare lassù nei ciel”. Lo studio del volo lo entusiasmava, perché vedeva il mondo meraviglioso da lassù. Era affamato ma felice di “poter vedere e vivere libero nei cieli”. In capo ad una settimana, ne sapeva più lui sul volo, di tutti i gabbiani della terra intera. Saliva a quota trecento, poi a seicento… Nel suo cuore sapeva di essere stato creato per volare: “Voglio vivere ciò che sono! Per me la vita senza volo è niente”. Lassù poteva cabrare, virare, picchiare a piacimento. Tutt’attorno vedeva luce e azzurro. No, no, non avrebbe mai barattato il cielo per nessuna cosa al mondo. Altro che la monotonia della spola tra la sponda e i battelli! Si sentiva vivo, fremente di gioia, fiero d’aver domato la paura. Più in alto volava, più lontano vedeva. Ma un giorno pensò: “Non è giusto che sia felice da solo. Devo trascinare gli altri gabbiani!” Raccolse, allora, le ali, se le strinse al corpo e si gettò in picchiata. “Sveglia, fratelli! C’è un cielo che non finisce mai e voi marcite di noia. Rompete le catene, entrate nell'azzurro!”. Qualcuno cominciò a seguirlo: prima i più giovani che amano l’avventura, e poi i vecchi. C’era chi volava subito in alto, chi un po’ meno. Ma questo non importa. L’importante è che, ormai, tutti volavano. Il cielo si riempì di mille punti allegri come tante note. Di là la musica arrivò alla terra che sussultò di vita nuova! Gesù ci ha fatto conoscere il cielo e invita anche noi a volare fin lassù. Nessuno ha mai visto Dio, ma Gesù ci ha rivelato il suo volto di Padre, che ha un “grande Sogno” per ciascuno di noi: essere liberi e felici nel suo Amore, facendo nuove con la nostra vita tutte le cose di questo mondo. Dio è sempre con noi.

Preghiera Signore Gesù, tu ci riveli il volto amorevole e misericordioso del Padre. Tante volte le difficoltà della vita ci fanno dubitare del tuo Amore, ma tu ci doni lo Spirito Santo per sentirti accanto a noi ogni giorno, per trasformare i nostri pensieri nei tuoi pensieri di pace, i nostri gesti nei tuoi gesti di bontà, le nostre azioni nello spazio infinito della tua misericordia. Donaci un cuore grande per accoglierti nelle nostre famiglie, per fare con Te la Chiesa, famiglia e comunità di credenti, pietre vive per costruire un mondo più giusto, vero e fraterno. Con Te la terra diventa un Paradiso e tutto è possibile. Amen. Alleluja www.parrocchiamadonnaloreto.it

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Dal Salmo 65 (66)

PARROCCHIA MADONNA di LORETO – CHIVASSO 6ª Domenica di Pasqua Gesù oggi ci promette il fuoco dello Spirito che brucia le nostre colpe e scalda la freddezza delle nostre vite. È lo Spirito che ci permette di conoscere e amare Gesù come nostro amico, anche se i nostri occhi non lo vedono. In lui troviamo il gusto della vita in Dio. PRIMA LETTURA (At 8,5-8.14-17) Dagli Atti degli Apostoli In quei giorni, Filippo, sceso in una città della Samarìa, predicava loro il Cristo. E le folle, unanimi, prestavano attenzione alle parole di Filippo, sentendolo parlare e vedendo i segni che egli compiva. Infatti da molti indemoniati uscivano spiriti impuri, emettendo alte grida, e molti paralitici e storpi furono guariti. E vi fu grande gioia in quella città. Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samarìa aveva accolto la parola di Dio e inviarono a loro Pietro e Giovanni. Essi scesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora disceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo. PAROLA DI DIO. RENDIAMO GRAZIE A DIO • Filippo / Samaria: Gesù è risorto ed i discepoli lo annunciano senza paura. Ma la morte di Stefano ha scatenato una violenta persecuzione contro la Chiesa di Gerusalemme. I credenti si disperdono e diffondono ovunque la Buona Notizia. Filippo, uno dei sette diaconi scelti per il servizio delle mense ( 1° lettura della scorsa domenica), scende in Samaria, annunciando Gesù Cristo morto e risorto, ed ottiene un grande successo di conversioni. • Vedendo i segni: la predicazione è accompagnata da miracoli, segni chiari della presenza del Regno di Dio. Si realizza la promessa di Gesù: chi crede in lui compirà opere più grandi delle sue (Gv 14,12). • Pietro e Giovanni: la visita degli apostoli stabilisce un legame tra i nuovi battezzati e la comunità di Gerusalemme. Gli apostoli sono consci di essere alla guida della comunità, ma lo Spirito ricevuto dagli uni e dagli altri, diventa il segno di unità di tutti i membri della Chiesa, legati dal vincolo dell’amore. Lo Spirito Consolatore accompagna la Chiesa dentro la storia e le permette di non lasciarsi vincere dalle persecuzioni e dalle difficoltà che incontra nella sua opera di evangelizzazione del mondo intero.

• Battezzati nel nome di Gesù: quello Spirito che Gesù aveva alitato sugli apostoli la sera di Pasqua, ora era donato agli uomini di tutta la terra, senza ostacoli di razza o tradizioni. Battezzati nel nome di Gesù, ogni credente riceveva lo Spirito Santo del Padre e del Figlio. I cristiani non vivono di idee, non testimoniano teorie o concetti astratti. È la fede in una persona vivente che li abita: Gesù il Cristo che vivifica la comunità e la manda ad annunciare il Vangelo senza paura ovunque. Una fede che si traduce in amore, l’amore di Gesù che ha donato la vita per noi. Lo Spirito fortifica la Chiesa e dona ai cristiani la possibilità di “fare le stesse cose di Gesù” amando i fratelli fino a dare la vita per il Vangelo. Nello Spirito, che è l’Amore vicendevole del Padre e del Figlio, il cristiano trova il coraggio per portare al mondo una testimonianza rispettosa e mite, capace di non ricambiare al male subito con altrettanto male • Grande gioia: vivere nello Spirito dona al cuore serenità, pace e gioia. La fede nasce e cresce nella consapevolezza di essere “amati per primi” da Dio. In questo amore noi viviamo attraverso le parole e i gesti quotidiani che fanno la nostra vita.

Ritornello: ACCLAMATE DIO, VOI TUTTI DELLA TERRA.

ACCLAMATE DIO, VOI TUTTI DELLA TERRA, CANTATE LA GLORIA DEL SUO NOME, DATEGLI GLORIA CON LA LODE. DITE A DIO: «TERRIBILI SONO LE TUE OPERE! A TE SI PROSTRI TUTTA LA TERRA, A TE CANTI INNI, CANTI AL TUO NOME». VENITE E VEDETE LE OPERE DI DIO, TERRIBILE NEL SUO AGIRE SUGLI UOMINI.

EGLI CAMBIÒ IL MARE IN TERRAFERMA; PASSARONO A PIEDI IL FIUME: PER QUESTO IN LUI ESULTIAMO DI GIOIA. CON LA SUA FORZA DOMINA IN ETERNO.

VENITE, ASCOLTATE, VOI TUTTI CHE TEMETE DIO, E NARRERÒ QUANTO PER ME HA FATTO. SIA BENEDETTO DIO, CHE NON HA RESPINTO LA MIA PREGHIERA, NON MI HA NEGATO LA SUA MISERICORDIA

SECONDA LETTURA (1 Pt 3,15-18) Dalla Prima Lettera di san Pietro apostolo Carissimi, adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi. Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza, perché, nel momento stesso in cui si parla male di voi, rimangano svergognati quelli che malignano sulla vostra buona condotta in Cristo. Se questa infatti è la volontà di Dio, è meglio soffrire operando il bene che facendo il male, perché anche Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nel corpo, ma reso vivo nello spirito. PAROLA DI DIO. RENDIAMO GRAZIE A DIO • Ragione della speranza: il cristiano deve trasformare la propria vita in una “lode”, cioè “santificare il Signore nei nostri cuori”. Santificare vuol dire non solo riconoscere che Gesù è il Signore, ma farlo il “nostro Signore”, il maestro che guida i nostri atti quotidiani. Lodare il Signore non solo a parole ma con le opere di misericordia e di perdono che rivolgiamo ai nostri fratelli. Cristo infatti non è solo il Risorto che siede alla destra del Padre, ma è anche colui che vive nei credenti; Gesù vive in noi che facciamo la Chiesa e amandoci gli uni gli altri testimoniamo a tutti il nostro amore per Dio.

• Soffrire operando il bene: non si è cristiani per ricevere applausi o aver successo nel mondo; il vangelo diventa anzi motivo per essere esposti a calunnie, denigrazioni e persecuzioni. Il credente non ha altre armi che la dolcezza, la mitezza, il rispetto dell’altrui opinione, la testimonianza semplice e perseverante della fede. La Chiesa trionfa con l’amore e la non7violenza ad imitazione del suo maestro Gesù. Ognuno di noi nella fede deve cercare di incarnare lo spirito delle Beatitudini. Solo in questo mondo possiamo portare a tutti la luce della verità e della gioia che nascono dall’Amore del Padre in Cristo Gesù

Gesù sta per lasciare i suoi discepoli, ma assicura a loro una nuova forma di presenza di Dio accanto a loro, assicura alla Chiesa e all’umanità il suo Spirito. Il Vangelo parla di “paraclito”: il termine greco si riferisce a colui che è “posto a fianco” per aiutare e difendere. Il senso primo è perciò “avvocato”: non è dato ai credenti solo per spiegare o scusare i loro atti, ma prima di tutto vivifica e motiva la nostra vita cristiana, indirizzandola e fortificandola. Infatti a differenza di un avvocato umano, lo Spirito ci conosce fino in fondo, sa ciò che motiva i nostri atti, i buoni come i cattivi, conosce il cammino della nostra vita, il progetto di Dio su ciascuno di noi… e in questo modo può aiutarci a realizzare il bene massimo per la nostra vita e permetterci di trasformare la nostra esistenza in una “meraviglia” di santità per l’umanità intera. Noi tutti dobbiamo “affidarci” liberamente e serenamente alla sua opera in noi, lasciarci “lavorare” dallo Spirito. Solo attraverso il nostro “Amen” Dio può prendere dimora nei nostri cuori e plasmarci come strumenti di pace e di bene per realizzare nel nostro oggi il Regno di Dio. Nello Spirito non temeremo più nulla, perche nell’amore del Padre tutto ci sembrerà possibile. La nostra stessa vita diventerà annuncio del Vangelo di Cristo. Nello Spirito quello che per il mondo è assenza diventerà presenza: con gli occhi della fede ci sarà facile vedere i segni mirabili dell’amore di Dio, che opera nel mondo per attuare la salvezza di ogni creatura, anche attraverso il nostro umile servizio quotidiano.


SE UNO MI AMA, OSSERVERÀ LA MIA PAROLA, DICE IL SIGNORE, E IL PADRE MIO LO AMERÀ E NOI VERREMO A LUI. ALLELUIA. In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui». PAROLA DEL SIGNORE. LODE A TE, O CRISTO. • Se mi amate: l’amore per Gesù che apre e termina il testo, si incrocia con la comunione di amore che lega Gesù al Padre nello Spirito. Solo la fedeltà alla volontà divina esprime il nostro essere nell’amore del Padre, ad imitazione di Gesù. • Spirito di verità: la rivelazione di Cristo avviene nel nascondimento; Gesù infatti non intende imporsi con la sua signoria divina; egli la propone nell’amore perché chi ha orecchie o cuore per accoglierla diventi suo discepolo e faccia quello che lui ha fatto. Il cristiano vive nella sua carne la manifestazione umile e silenziosa di Dio; ma se è silenziosa non è meno reale. Il credente nel suo amore obbediente, accoglie lo Spirito e prepara il terreno, pone le condizioni perché Dio abiti in lui, trasforma il suo corpo in Tempio dello Spirito Santo che agisce in lui. Attraverso il corpo e la vita dei suoi discepoli ancora oggi Cristo si rivela al mondo, in attesa della parusia. Nelle nostre vite perciò manifestiamo la nostra profonda ed essenziale identità di “figli di Dio” amati dal Padre. La verità di Dio diventa la luce che guida i nostri pensieri e i nostri atti, perché attraverso di noi il mondo veda e creda in Gesù e quindi si possa salvare nel suo amore. • Vedere/ non vedere: l’accecamento del mondo, cioè l’umanità che rifiuta Cristo, è opposto alla rivelazione ai discepoli. Il ruolo dello Spirito è presenza, accompagnamento, svelamento, difesa nella persecuzione e nella prova. Per vedere Gesù e Dio all’opera nel mondo, occorre credere, cioè amare Gesù e mettendosi alla sua sequela, vivendo nella nostra vita il suo Vangelo.

• Non vi lascerò orfani: Gesù ci dona la certezza di non essere soli nel cammino della vita. I nostri smarrimenti, le nostre solitudini, i nostri momenti di dubbio ed incertezza sono consolati da queste parole, che racchiudono tutta la vicinanza di Dio alle nostre fragili vite. Il Dio vicino, che in Gesù ci prende per mano, diventa ancora più prossimo al nostro intimo nel dono stupendo dello Spirito che ci dà Vita. • Io vivo e voi vivrete: “ancora un poco”, un breve spazio ci separa dal Paradiso, dalla comunione con Dio. L’eternità non è più solo una dimensione dopo la morte, quando viene meno il tempo e lo spazio di questo nostro vivere terreno, ma nello Spirito è già qui, adesso, perché il Paradiso è conversione, cambiamento della nostra prospettiva di vita, modo diverso di “essere” perché orientato verso un orizzonte diverso di vita. Lo Spirito ci rende consapevoli che Cristo vive in noi, nelle nostre membra. Egli è il “Veniente” (Ap 22,12) e tutto ciò che in noi era sofferente, chiuso, agonizzante, morto riprende a vivere, ad aprirsi, a lievitare nella letizia al suo venire in mezzo a noi nella gloria della Parusia. Noi viviamo perché Lui è il “Vivente”. • Io sono nel Padre e voi in me: lo Spirito ci pone nella comunione della Santissima Trinità. Noi diventiamo una cosa sola con Dio e fra noi nella Chiesa. La sofferenza che portiamo dentro, la visione del dolore dei fratelli, il mistero del male e la nostra impotenza davanti a chi soffre ed è piccolo, povero, innocente, tutto viene accolto nell’amore che Dio ci dona nello Spirito. È l’amore sofferente di Cristo che vivendo in noi ridona vita al mondo e ci rende beati.

GLORIA

CREDO

Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre; tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi; tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo nella gloria di Dio Padre. Amen.

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen

FAVOLA: La cosa più preziosa

(tratto da “Racconti” “Racconti” di Pino Pellegrino) Pellegrino)

Un giorno due ricchi mercanti decisero di mettersi alla ricerca della cosa più preziosa nel mondo. Si sarebbero nuovamente incontrati quando l’avessero trovata. Il primo non ebbe dubbi e partì alla ricerca della mitica “Gemma di Baldassar”. Attraversò mari e deserti, salì sulle montagne, andò per vaste pianure, visitò diverse città... finché non l’ebbe trovata: era la più splendida gemma che avesse mai rifulso sotto il sole. Tornò allora felice in patria in attesa dell’amico. Passarono molti anni prima che questi arrivasse… era infatti partito alla ricerca di Dio. Aveva consultato i più grandi maestri, aveva letto e studiato su diversi libri, ma Dio non lo aveva trovato. Un giorno, sconsolato, mentre dopo tanto cercare stava seduto sulla riva di un fiume, vide un’anatra che in mezzo ai canneti cercava i piccoli che si erano allontanati da lei. I piccoli anatroccoli erano tanti e birichini, per cui la mamma anitra cercò fino al calar del sole, finché non li riebbe tutti condotti sotto la sua ala protettrice. Allora l’uomo sorrise, vede e comprese… e fece ritorno al paese di origine dal suo amico. Quando l’amico lo vide gli mostrò la sua gemma e poi curioso gli chiese: « E tu che cosa hai trovato di prezioso? Qualcosa di certo magnifico, se hai impiegato tanti anni. Lo vedo dal tuo sorriso…» «Ho cercato Dio» rispose il secondo mercante. « E lo hai trovato?» chiese l’amico sbalordito. «Ho cercato e cercato… ma poi ho scoperto che era Lui a cercare me… e mi son fatto trovare. Ora sono felice» Noi cerchiamo la felicità per mari e monti… senza comprendere che la felicità abita il nostro cuore. Dio ci ha donato lo Spirito per permetterci di vivere una vita pienamente realizzata, trasformare la nostra esistenza in una “meraviglia di amore”. Nello Spirito troveremo la forza per lottare per un mondo migliore per tutti. Liberati dall’angoscia e dalla frenesia del mondo, dal dubbio e dalla malattia, dalle false sicurezze e dalla presunzione di bastare a se stessi, sentiremo il calore caldo e rassicurante di un Amore eterno che ci precede e vivremo una vita totalmente nuova perché totalmente nuovo sarà il nostro cuore. Vivremo di Dio e Dio vivrà in noi, facendo della nostra vita un Paradiso per tutti.

Preghiera Signore Gesù, so di essere una barca in mezzo all’oceano della storia: intorno a me, tempesta di venti e bufera. Il mio cuore si veste di paura... ma tu viene e ti siedi accanto a me, prendi il timone del vascello di questo mondo e lo conduci in porto. Il viaggio della vita diventa meraviglioso quando scegliamo di affidarci alla tua guida: tu vieni ad abitare nei nostri cuori e ci conduci lassù nel cielo, dove brillano le sempiterne stelle. Dio dell’amore e della speranza resta sempre con me e dentro di me, così sarò pronto a testimoniare a tutti che Tu se il Dio vivo che fa vivere il mondo nella pace e nella gioia. Amen. Alleluja www.parrocchiamadonnaloreto.it

Tel. 011/9101110


Dal Salmo 46 (47)

Ritornello: ASCENDE IL SIGNORE TRA CANTI DI GIOIA.

POPOLI TUTTI, BATTETE LE MANI! ACCLAMATE DIO CON GRIDA DI GIOIA, PERCHÉ TERRIBILE È IL SIGNORE, L’ALTISSIMO, GRANDE RE SU TUTTA LA TERRA

PARROCCHIA MADONNA di LORETO – CHIVASSO Ascensione del Signore Oggi celebriamo Gesù che sale al cielo. Ma Cristo non abbandona i suoi amici, non li lascia in balia di se stessi. Salendo al cielo, egli non è più limitato a una zona circoscritta dello spazio e del tempo, ma regna nel Suo Spirito su tutto e su tutti. Egli vive in noi e fra noi. PRIMA LETTURA (At 1,1-11) Dagli Atti degli Apostoli Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo. Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre, «quella – disse – che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo». Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino ai confini della terra». Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand’ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo». PAROLA DI DIO. RENDIAMO GRAZIE A DIO • Teofilo: con questo nome viene indicato ogni cristiano, come “colui che ama Dio”, facendo della sua vita un annuncio evangelico. • Quaranta giorni: rispetto a Lc 24,44 52 l’inizio degli Atti delimita le apparizioni di Gesù risorto in un arco di 40 giorni, necessari a istruire i suoi discepoli. Questa nota è molto importante, in quanto il numero 40 indica un numero di pienezza; perciò si vuole significare che i discepoli hanno ricevuto una completa istruzione da parte di Cristo. Inoltre pare che i rabbini avessero l’abitudine di ripetere quaranta volte il loro insegnamento, dopo di che l’allievo era considerato come istruito e pronto per la vita.

• Testimoni: i discepoli diventano “testimoni”, termine molto importante negli Atti in quanto diventano il “fondamento” della Chiesa. Paolo per Luca non è apostolo (in quanto non ha vissuto nella pienezza la vita terrena di Gesù) ma è testimone. • Elevato in alto: Luca mette l’accento sulla separazione dagli apostoli, e insiste sul fatto che questi lo vedono innalzarsi. Vi è una allusione ad Eliseo che assiste al rapimento in cielo di Elia ed eredita il suo spirito (2 Re 2,1 15); gli apostoli perciò erediteranno lo Spirito del Maestro Gesù e continueranno la sua missione nel mondo. Annunceranno il Vangelo e compiranno i suoi prodigi.

PERCHÉ DIO È RE DI TUTTA LA TERRA, CANTATE INNI CON ARTE. DIO REGNA SULLE GENTI, DIO SIEDE SUL SUO TRONO SANTO.

ASCENDE DIO TRA LE ACCLAMAZIONI, IL SIGNORE AL SUONO DI TROMBA. CANTATE INNI A DIO, CANTATE INNI, CANTATE INNI AL NOSTRO RE, CANTATE INNI. SECONDA LETTURA (Ef 1,17-23) Dalla Lettera di San Paolo apostolo agli Efesini Fratelli, il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi, che crediamo, secondo l’efficacia della sua forza e del suo vigore. Egli la manifestò in Cristo, quando lo risuscitò dai morti ne lo fece sedere alla sua destra nei cieli, al di sopra di ogni Principato e Potenza, al di sopra di ogni Forza e Dominazione e di ogni nome che viene nominato non solo nel tempo presente ma anche in quello futuro. Tutto infatti egli ha messo sotto i suoi piedi e lo ha dato alla Chiesa come capo su tutte le cose: essa è il corpo di lui, la pienezza di colui che è il perfetto compimento di tutte le cose. PAROLA DI DIO. RENDIAMO GRAZIE A DIO • Spirito di sapienza: questa grande preghiera di Paolo collega strettamente il mistero dell’ascensione con il dono dello Spirito; nello Spirito comprendiamo la missione di Gesù, la sua presenza invisibile ma vitale; la nostra vocazione apostolica e missionaria, il suo amore che è per sempre , che ci perdona e ci salva. • Speranza ed eredità: Paolo esorta i fedeli ad una conoscenza più profonda di Dio e dei beni legati alla vocazione cristiana. Lo Spirito di sapienza e di rivelazione, invocato sui credenti, è finalizzato non solo a un sapere puramente intellettuale, ma al cambiamento di vita, alla manifestazione di una esistenza divina in loro, nelle parole e nei gesti quotidiani. Noi manifestiamo nella nostra vita la potestà di Dio, su tutto e tutti, la gloria del suo Amore

• Al di sopra: il mistero della straordinaria potenza di Dio si è manifestato in Gesù Cristo, con la sua risurrezione ed ascensione al cielo. La stessa eredità è riservata a coloro che credono in Lui. • Capo su tutte le cose: Paolo afferma la signoria universale di Cristo. Gesù Cristo non è Signore di tutto perché è capo della Chiesa, attraverso la quale eserciterebbe il suo potere. No, è il Signore dell’universo che viene offerto alla Chiesa quale suo capo. La signoria di Cristo sulla Chiesa è il segno, la garanzia, la testimonianza che Cristo è il Signore dell’universo, di tutto e di tutti. Infine si afferma che la Chiesa è il corpo di Cristo; perciò essa è la garanzia che il giorno viene in cui l’universo sarà contenuto entro le braccia di Cristo, e tutto sarà salvato nel suo amore.

Dopo una vita oscura vissuta in Galilea, ecco l’ora della verità, in cui esplode la gloria di Gesù. Dopo un’esistenza discussa e osteggiata, perseguitato sin dall’infanzia fino alla morte, Gesù manifesta chi è veramente: “il cielo e la terra” sono nelle sue mani. Da ora in poi il mistero di quest’uomo, che Israele non ha saputo riconoscere, appartiene a “tutte le nazioni”. Gesù affida ai discepoli il compito di renderne testimonianza e ad ogni uomo fa sperimentare la sua presenza sempre nuova e vivificante. Grazie allo Spirito Gesù sarà sempre presente: tocca ai discepoli riconoscerlo nella Parola, nei sacramenti, ma soprattutto nei fratelli e negli eventi della vita di ogni giorno. Non si tratta dunque di contemplare il cielo, ma di essere testimoni del Risorto sulla terra degli uomini, collaborando con Lui alla crescita del Suo Regno di Pace.


ANDATE E FATE DISCEPOLI TUTTI I POPOLI, DICE IL SIGNORE. ECCO, IO SONO CON VOI TUTTI I GIORNI, FINO ALLA FINE DEL MONDO. ALLELUIA. In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo». PAROLA DEL SIGNORE. LODE A TE, O CRISTO. • In Galilea, sul monte: questa è l’unica apparizione del Risorto ai suoi discepoli, che ci venga narrata da Matteo (l’altra Mt 28,9 10 riguarda le donne). Essa ha luogo su un monte, non determinato: si ricapitola in esso tutti i monti del cammino della salvezza, a partire dal Sinai (la Legge), il monte delle Beatitudini, il Tabor della Trasfigurazione, il Calvario. È il luogo della “teofania”: qui non è più l’oscuro rabbì di Nazareth a parlare, ma Dio stesso in Gesù, manifestazione gloriosa del Padre. Nel mistero dell’Ascensione il Risorto assicura i suoi che gli è stato dato ogni potere, per sempre; un potere che riguarda il saper amare ed offrire se stesso per la salvezza di chi crede in Lui; un potere che lo rende vittorioso sul peccato e sulla morte. • Si prostrarono/dubitarono: per i dodici non è stato semplice né scontato riconoscere la potenza di Gesù. Alcuni credettero subito (Giovanni), ma altri sperimentarono il dubbio e la paura: la fede per nascere e crescere deve passare dalle tenebre della prova e dell’esitazione. Per aderire a Cristo si deve avere il coraggio di passare a un piano diverso del nostro sentire e vivere, fidarsi di Lui e compiere il passo della fede. Guardando Gesù salire al cielo, è facile avere l’impressione che se ne vada al Padre, lasciando che gli uomini facciano i conti con la loro fragilità. Si fa fatica a pensare che senza la presenza visibile e tangibile di Dio, la nostra povera umanità riesca a trovare la via della pace, della fraternità e della giustizia. Nel cuore dell’uomo per tutta la vita esisterà una dialettica permanente tra fede e dubbio. La fede non è altro che la perpetua vittoria sulla paura; il dubbio è un costante purificatore della nostra fede. Credere non è eliminare in modo permanente il dubbio; la fede cresce nell’affrontare il dubbio e vincerlo in Gesù Risorto nel nostro cuore.

• Andate: il mandato del Signore è di “fare discepoli” fra tutte le nazioni; Gesù non è solo il re dei Giudei, egli è il Signore dell’universo. Ogni nazione ha perciò il diritto di conoscere questa potestà amorevole ed entrare nell’alleanza nuova, nella comunione di Dio attraverso il battesimo. Nell’ascensione Cristo indica ai discepoli non solo il percorso della loro esistenza, ma anche la strada nuova che ha aperto a tutta l’umanità redenta, che egli ha compiuto per primo per salvare tutti. Dio è “disceso” dal cielo per incontrare l’uomo, in modo che l’umanità “ascenda” al cielo per incontrare e vivere nella comunione con Dio. L’esistenza dell’uomo perciò non è solo un cammino “orizzontale”, in avanti, inteso come progresso tecnologico e scientifico, ma è soprattutto un cammino “verticale”, verso l’alto, verso la piena realizzazione umana. La novità del Vangelo sta proprio nel far conoscere all’umanità che l’uomo non è grande per quello che può fare, ma in ciò che Gesù ha fatto e il credente può realizzare fidandosi di Lui. • Battezzate: vivere secondo lo Spirito è frutto di un dono, è farsi accoglienti della grande benevolenza del Padre in favore dei suoi figli. La vita spirituale è entrare in una diversa concezione di vita terrena, con una prospettiva eterna, quella di Gesù, ma non deve essere motivo di alienazione dagli impegni terreni e sociali, che vanno vissuti pienamente con uno spirito che è quello della solidarietà di Cristo. • Io sono con voi: è la piena realizzazione della promessa citata in Mt 1,23, Gesù è l’Emmanuel, il Dio con noi, per sempre. Gesù da uomo terreno, vissuto “là in un determinato tempo”, passa ad essere “qui – ovunque noi viviamo”, senza più limiti di spazio e di tempo, il Dio di ogni uomo fino alla fine del mondo. Cristo perciò presente in ogni uomo sarà capace di rinnovare la storia umana.

GLORIA

CREDO

Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre; tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi; tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo nella gloria di Dio Padre. Amen.

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen

FAVOLA: La partenza del Piccolo Principe

(tratto da Antoine de Saint Exupery) Exupery)

Stavo appunto per annunciargli che, insperatamente, ero riuscito nel mio lavoro! Sarei tornato a casa, ma egli soggiunse: «Anch'io, oggi, ritorno a casa...». Sentivo che stava succedendo qualche cosa di straordinario. Lo stringevo fra le braccia come un bimbetto, eppure mi sembrava che scivolasse verticalmente in un abisso, senza che io potessi fare nulla per trattenerlo... Aveva lo sguardo serio, perduto lontano. Sorrise con malinconia. «Sarà un anno questa notte. La mia stella sarà proprio sopra al luogo dove sono caduto l’anno scorso...» Poi disse: «Quello che e' importante, non lo si vede… È come per il fiore. Se tu vuoi bene a un fiore che sta in una stella, è dolce, la notte, guardare il cielo. Tutte le stelle sono fiorite. Guarderai le stelle, la notte. È troppo piccolo da me perché ti possa mostrare dove si trova la mia stella. È meglio così. La mia stella sarà per te una delle stelle. Allora, tutte le stelle, ti piacerà guardarle... Tutte, saranno tue amiche. E poi ti voglio fare un regalo...» Rise ancora. «Ah! Ometto, ometto mio, mi piace sentire questo riso!» «E sarà proprio questo il mio regalo... sarà come per l'acqua...» «Che cosa vuoi dire?» «Gli uomini hanno delle stelle che non sono le stesse. Per gli uni, quelli che viaggiano, le stelle sono delle guide. Per altri non sono che delle piccole luci. Per altri, che sono dei sapienti, sono dei problemi. Per il mio uomo d'affari erano dell'oro. Ma tutte queste stelle stanno zitte. Tu, tu avrai delle stelle come nessuno ha...» «Che cosa vuoi dire?» «Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse, visto che io riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero. Tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere!» E rise ancora. «E quando ti sarai consolato (ci si consola sempre), sarai contento di avermi conosciuto. Sarai sempre il mio amico. Avrai voglia di ridere con me. E aprirai a volte la finestra, così, per il piacere... E i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo. Allora tu dirai: “Si, le stelle mi fanno sempre ridere!” e ti crederanno pazzo. Sarà come se t’avessi dato, invece delle stelle, mucchi di sonagli che sanno ridere...».

Preghiera Signore Gesù sei salito al cielo, hai vinto la morte, ma poi te ne sei andato… Sì, hai promesso il Consolatore. Ma noi avevamo bisogno di te in carne ed ossa, per parlarci, per assisterci, per consolarci. Eppure tu hai promesso di essere con noi tutti i giorni fino alla fine del mondo. Eppure ci hai ricordato che quando facciamo del bene ad un fratello bisognoso, l’abbiamo fatto a te. Eppure tu sei presente nel Pane spezzato sulla mensa eucaristica. Tu ci sei sempre, Signore. Donaci occhi per vedere e cuore per sentire il tuo amore. Donaci lo Spirito di vita. Amen. Alleluja www.parrocchiamadonnaloreto.it

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Dal Salmo 103 (104)

Ritornello: MANDA IL TUO SPIRITO, SIGNORE, A RINNOVARE LA TERRA.

BENEDICI IL SIGNORE, ANIMA MIA! SEI TANTO GRANDE, SIGNORE, MIO DIO! QUANTE SONO LE TUE OPERE, SIGNORE! LE HAI FATTE TUTTE CON SAGGEZZA;

SIA PER SEMPRE LA GLORIA DEL SIGNORE; GIOISCA IL SIGNORE DELLE SUE OPERE. A LUI SIA GRADITO IL MIO CANTO, IO GIOIRÒ NEL SIGNORE.

LA TERRA È PIENA DELLE TUE CREATURE.

PARROCCHIA MADONNA di LORETO – CHIVASSO Pentecoste: dono dello Spirito di Vita Sono trascorsi cinquanta giorni dopo la Pasqua e oggi festeggiamo la Pentecoste: il dono dello Spirito Santo alla Chiesa. Il soffio dello Spirito fa del gruppo impaurito e dubbioso dei discepoli, dei ferventi testimoni che cantano le meraviglie dell’amore di Dio senza paura. PRIMA LETTURA (At 2,1-11) Dagli Atti degli Apostoli Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi. Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotàmia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frìgia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, Romani qui residenti, Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio». PAROLA DI DIO. RENDIAMO GRAZIE A DIO • Pentecoste: con la discesa dello Spirito Santo ha inizio una nuova alleanza tra Dio e gli uomini. Questa festa era, all’origine, la festa del raccolto del frumento (Lv 23,15!17) che concludeva il tempo pasquale e anticipava il momento del grande raccolto di autunno (festa delle Capanne); successivamente divenne la festa del rinnovamento dell’alleanza del Sinai, tra Dio e il suo popolo. Collocare il dono dello Spirito, all’interno del giorno della Pentecoste giudaica significa allora affermare che ha inizio una nuova alleanza, il tempo della Chiesa, in cui è superata ogni barriera etnica o religiosa. Questa festa cristiana conclude il tempo pasquale che anticipa la venuta del Signore nella gloria: lo Spirito infatti è la potenza del mondo avvenire; rimane una festa della Legge, ma di una Legge scritta nel cuore dell’uomo da Dio stesso

• Vento/ Fuoco / Rumore: i fenomeni accennati nel giorno di Pentecoste ricordano la teofania del Sinai, la potenza della Parola di Dio che vivifica. • Parlare lingua nativa: il Vangelo di Gesù è per ogni uomo; nello Spirito è possibile superare la divisione di Babele, cioè le diversità individuali che non permettono la comunione. Al Sinai era Dio che parlava. Nella Pentecoste sono gli uomini a portare una parola nuova e creatrice da parte di Dio. Lo Spirito permette agli uomini di comunicare l’esperienza del Risorto. Lo Spirito non ci dice cosa dobbiamo fare, ma ci dona la forza e la possibilità di operare con la potenza di Dio. Rende possibile un incontro fra i testimoni (gli apostoli) e gli uomini in cerca di verità; nello Spirito portiamo nel mondo la verità dell’amore di Dio che salva ogni uomo.

TOGLI LORO IL RESPIRO: MUOIONO, E RITORNANO NELLA LORO POLVERE. MANDI IL TUO SPIRITO, SONO CREATI, E RINNOVI LA FACCIA DELLA TERRA.

SECONDA LETTURA (1 Cor 12,3-7.12-13) Dalla Prima Lettera di San Paolo apostolo ai Corinzi Fratelli, nessuno può dire: «Gesù è Signore!», se non sotto l’azione dello Spirito Santo. Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune. Come infatti il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo. Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito. PAROLA DI DIO. RENDIAMO GRAZIE A DIO • Gesù Signore: è lo Spirito che ci dona la fede per aderire a Cristo e salvarci. Lo Spirito ci dona una nuova esistenza e quindi un nuovo modo di essere nel mondo. • Azione dello Spirito: lo Spirito rifiuta la monotonia delle cose prefabbricate e standardizzate; egli dona a ciascuno vocazioni e doni differenti secondo la personalità di ognuno. Ma queste diversità possono condurre i cristiani a sentirsi proprietari dei doni e a stabilire una classificazione di importanza di essi. È un pericolo permanente, oggi come ai tempi di Paolo. Lo Spirito esige l’unità, la quale però si realizza non nel livellamento o nell’omologazione, ma nell’essere diversi, conservando ciascuno la propria unicità per il bene di tutti. Ogni cristiano, animato interiormente dallo Spirito, deve essere unito agli altri cristiani, nella fede, per poter vivere la libertà dei figli di Dio.

• Dio opera: Paolo mette in evidenza tre fattori di unità dei carismi. Prima di tutto sottolinea che tutti sono suscitati dallo stesso Spirito; non c’è perciò ragione per metterli in competizione l’uno contro l’altro. Secondo tutti servono per l’edificazione della Chiesa; fra i diversi carismi c’è complementarietà, come fra le membra del corpo; la Chiesa è il Cristo vivente oggi nel mondo (At 9,4!5). Terzo tutti i cristiani sono battezzati nello stesso Spirito, entriamo a far parte della stessa famiglia di Dio. Le nostre diversità si presentano come ricchezza e rinnovata possibilità per essere insieme costruttori del Regno di Dio nel nostro oggi. Dio opera nei nostri cuori. La logica della comunità deve essere il linguaggio del servizio, della disponibilità e dell’accoglienza. Alla luce della Pentecoste siamo fatti missionari con la vita

Possiamo immaginare così la testimonianza degli apostoli: «Erano passati cinquanta giorni dalla Pasqua ed eravamo chiusi nel cenacolo. Sapevamo che Gesù era risorto, era vivo, era ora sempre con noi… ma non trovavamo la forza per annunciarlo. Improvvisamente venne da cielo un fragore, un vento gagliardo riempì le nostre vite, lingue di fuoco accesero i nostri cuori. Provenivano da Dio. Quel fuoco ci ha trasformati. Avevamo ora la certezza che Cristo fosse realmente con noi e in noi. Avevamo ora la forza per parlare, annunciare senza paura e con tutta franchezza il lieto annuncio. Vedevamo con chiarezza il nostro compito. Improvvisamente abbiamo compreso che la via sulla quale abbiamo camminato con Gesù continuava davanti a noi: questa via portava agli uomini. Nulla ora sembrava più importante che seguire quella via, con Gesù, verso la gente. Non avevamo più paura, perché eravamo un “corpo” con Lui, facevamo con tutti gli uomini la Chiesa, il popolo di Dio dei redenti e dei salvati».


VIENI, SANTO SPIRITO, RIEMPI I CUORI DEI TUOI FEDELI E ACCENDI IN ESSI IL FUOCO DEL TUO AMORE ALLELUIA.

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». PAROLA DEL SIGNORE. LODE A TE, O CRISTO. • La sera del primo giorno: nel quarto Vangelo la prima effusione dello Spirito avviene il giorno di Pasqua. I discepoli vivono chiusi nella paura. Gesù al calar di quel giorno appare in mezzo a loro, vivo, e li saluta donando la pace. La Scrittura precisa le ore in cui accaddero questi avvenimenti, lasciandoci scoprire in un certo senso il mistero racchiuso in quella “sera” e in quel “mattino”. Quello che succede alla sera sembra apparentemente chiaro, ma ecco che al mattino capita l’impossibile. Era sera quando Gesù fu sepolto; sembrava un caso chiuso, archiviato, ma ecco che al mattino la tomba fu trovata vuota, Gesù era sparito. Era sera quando il Risorto è apparso ai discepoli; sembrava tutto finisse lì, nella gioia di rivederlo vivo, nella pace che ci donava, ma ecco che nel mattino di Pentecoste tutto viene rimesso in gioco e nello Spirito donato quel gruppo si riscopre Chiesa, famiglia di testimoni mandati nel mondo per annunciare la presenza di Dio in Gesù salvatore. La Chiesa si scopre in quel mattino “icona”, manifestazione di Gesù risorto che dona la vita. Il mattino rappresenta l’ora dell’impossibile, perché è l’ora della Luce, dello Spirito creatore; è l’ora dell’audacia che nasce da un cuore dubbioso e impaurito, è l’ora della fede che dà forza alla vita; è riconoscere che Gesù è il Signore della vita • Porte chiuse: ricevere lo Spirito è fare esperienza di un incontro, quello del Risorto. Gesù fa crollare i muri che dividono e che imprigionano i nostri cuori. In Lui assaporiamo una pace ed una gioia che colmano la speranza di ogni uomo. Con Gesù troviamo la forza per attraversare le montagne della prova, versare le lacrime della delusione, essere in preda ai dubbi dell’esistenza, ma senza lasciarci sconfiggere dalla vita, con la certezza di risorgere con Cristo.

• Pace a voi: Gesù appena risorto si presenta ai suoi, che l’avevano abbandonato, con un dono che fortifica i loro cuori. È il dono del Padre che nella vita del Figlio dona ad ogni uomo la gioia della comunione nello Spirito, perché tutti gli uomini siano una cosa sola in Dio e fra di loro. Gesù si presenta come “amico” degli uomini e ci permette di essere amici fra noi. Il dono dello Spirito è in realtà un’irruzione del Risorto in mezzo all’assemblea radunata; la pentecoste non è una questione di data, perché è un evento che si riproduce oggi nella Chiesa. Cristo “sta in mezzo a noi” in ogni eucaristia, come in ogni altro sacramento. È al centro del nostro essere Chiesa. Da Lui discende la nostra “pace”: non la pace del mondo, ma quella di Dio che è comunione, riconciliazione, forza per amarci e amare Dio; la sua pace prende dimora nel nostro cuore e orienta la nostra vita verso il Padre; fonda la nostra missione per portare a tutti la pace di Dio nella comunione dei cuori. La pace di Dio non ci lascia in pace, ma ci spinge ad annunciare e a portare a tutti senza paura il Vangelo di Cristo per la salvezza e la libertà di ogni uomo. • Perdonerete: gli apostoli in forza dello Spirito, saranno i portatori di quella salvezza che Gesù, come Agnello pasquale, ha realizzato nella sua passione e che si concretizza nel perdono dei peccati. La pace di Cristo non nasce tramite l’elaborazione di compromessi sapienti con il mondo, ma attraverso l’utilizzo dello Spirito come strumento potente per sanare le ferite del cuore umano nel perdono dei peccati. Attraverso lo Spirito la Chiesa proclama, attualizza e rende efficace per tutti i tempi quella salvezza donata ad ogni uomo da Cristo sulla croce, per rinnovare il mondo.

GLORIA

CREDO

Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre; tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi; tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo nella gloria di Dio Padre. Amen.

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen

SEQUENZA dello Spirito Santo

Vieni, Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce.

Senza la tua forza, nulla è nell'uomo, nulla senza colpa.

Vieni, padre dei poveri, vieni, datore dei doni, vieni, luce dei cuori.

Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina.

Consolatore perfetto, ospite dolce dell'anima, dolcissimo sollievo.

Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò che è sviato.

Nella fatica, riposo, nella calura, riparo, nel pianto, conforto.

Dona ai tuoi fedeli, che solo in te confidano i tuoi santi doni.

O luce beatissima, invadi nell'intimo il cuore dei tuoi fedeli.

Dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna. Preghiera

Voi popolo eletto, creature deboli del mondo, che ogni cosa avete lasciato per seguire il Signore Gesù, camminate dietro a Lui e confondete i forti. Risplendete nel firmamento, splendete su tutta la terra come la luce fulgida del sole. Proclamate nel giorno la Parola della Sapienza. E come la luna e le stelle, annunciate nella notte la Parola della Scienza. Nessuna notte offuscherà la vostra luce. Voi la rischiarerete. Voi siete la luce del mondo: non restate nascosti. Cristo è risorto ed ora esalta voi. Andate ovunque e a tutti portate la salvezza di Dio, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. (S. Agostino). Soffio di vita, Spirito Santo, nostro difensore, noi ti supplichiamo: vieni ancora ad abitare nella nostra terra, vieni a rinvigorire i cuori di tutti i nostri fratelli, perché si estenda ovunque il tuo Regno di pace e di amore. Amen. Alleluja www.parrocchiamadonnaloreto.it

Tel. 011/9101110


Quaresima-Pasqua 2011 bambini