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Octopus Edizioni Šby CircumnavigArte Ass, Culturale 25015 Desenzano del Garda (Bs) prima edizione: febbraio 2015 immagine di copertina:

i diritti di riproduzione e traduzione dell’opera sono riservati

ISBN

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Di fossato in fossato Silloge poetica di Rossella Gallucci e Ciro Pinto

Octopus Edizioni 5


La silloge,, Di Fossato in Fossato, Fossato nella sua iniziale struttura, ovvero le prime quaranta poesie, ha ricevuto la Segnalazione della Giuria al IX Premio Letterario Internazionale “Gaetano Cingari� 2014, sezione inediti.

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Breve prefazione a due mani Rossella Gallucci È che a volte ti prende quella smania, quell’urgenza di scrivere. E allora condensi tutte le emozioni e, goccia a goccia, le lasci evaporare. Qualcuno dice che la poesia non debba essere spiegata, ché altrimenti perde il suo alone di mistero. In parte sono d’accordo. Certe sensazioni, certe emozioni non si possono spiegare, arrivano e basta. La poesia è un’intuizione, un modo di vedere le cose che ti circondano. È un alone che confonde la realtà, come una nebbiolina di prima mattina. A volte è un pugno allo stomaco, un moto rabbioso, altre un sentimento languido. È guardare un paesaggio lontano attraverso un vetro su cui scivolano goccioline di pioggia. È respirare l’erba appena tagliata mentre ci cammini sopra a piedi nudi. La ricerca, la sofferenza che provoca, ma anche l’improvviso sgomento, è come metafora della vita, è in se stessa poesia, ed è un elemento che accomuna in modo particolare il mio sentire a quello del mio co-autore Ciro. Siamo partiti da qui, da queste disperate domande che a volte ci aiutano, altre ci travolgono, e da qui è scaturito il desiderio di scrivere prima un romanzo e poi una silloge a quattro mani. A mio padre che ha deciso di partire pochi mesi fa, a lui che è dedicata “in ogni spazio di assenza.” Rg

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Ciro Pinto Perché scrivere poesie? Perché in due poi? Rispondere alla prima domanda è difficile, ancora più difficile che trovare il perché ci si innamora, perché si lotta per le proprie idee, perché si vive, alla fine. Personalmente scrivo poesie da pochissimo tempo, direi poco più di un anno. Scrivo in prosa, in verità, da tre anni. Ho iniziato con i racconti, poi il mio primo romanzo e poi il secondo e non mi fermo più... Ho iniziato a poetare, mi si perdoni l’ardire, per esercitarmi, lo ritenevo un ottimo modo di allenare la scrittura evocativa, quella che ti svuota l’anima, senza condizionamenti, senza mire particolari. Poi succede che non riesci più a smettere, che qualunque nube si affacci nel tuo cielo o qualunque raggio lo accarezzi, metti giù dei versi, senza costruire, senza correggere: un prodotto puro dell’anima! La poesia è l’ultima frontiera del genuino, del naturale? In un mondo costruito, imbellettato e artefatto? A me piace pensare di sì! Perché con Rossella? Forse per condividere la stessa avventura che ci unisce nella narrativa: il nostro Subway, un romanzo metropolitano, dove il buio regna ma non riesce mai ad annientare la luce, la speranza. Forse perché nell’infinita ricerca che l’anima ci spinge a compiere, saltiamo gli stessi fossati. Forse per una sensibilità affine, un modo di sentire le cose in maniera simile. Oppure semplicemente per condividere un’emozione.

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A mio padre, per quei quaderni che mi hai preso e letti in segreto, per dirmi che, sÏ, dovevo scrivere... A mia madre, mi hai sempre detto che avrei fatto lo scrittore da grande! Forse ora lo sono un po’ troppo... Ora non siete piÚ con me ma dentro di me, spero vi arrivi comunque la mia voce. Cp

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Di fossato in fossato

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Rossella Gallucci

E ancora sa di rose il tuo cammino Il vuoto che ho di te è un passo arrotolato nelle maniche mentre si svolge a ritrovare strade già battute. La neve ha i tuoi occhi e le mie orme lasciate a disegnare il bianco dietro me mentre i fiocchi dal cielo lentamente ne coprono i contorni e i miei passi di ritorno avvolgono l’impronta dei tuoi angoli. Non tornerai e anche il vento tace il tuo profumo. E ancora sa di rose il tuo cammino.

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Ciro Pinto

Alla fine del tempo Un tempo infinito come una linea grigia che curva tra i monti dove si perde il cielo. Tempo di lune fredde e anemoni pallidi, ghiacci sottili tra le mani stanche. Le dita scorrono sagge un rosario di grani stinti e consunti dalla speranza. Ore che fuggono sui declivi rugosi di visi spenti dal buio che s’appresta. Persino le castagne tremano tra foglie gialle che più non sfidano il vento. Un tempo infinito che sprofonda nel lago imbrigliato tra monti indifferenti. Portasti gemiti sopiti e preghiere soavi, sognavi mondi luccicanti come palle di Natale, sfere di sogni e scaglie di luce, e finisti in croce. Un tempo infinito che pure s’arresta per ogni vita tutte le volte. Non v’è misura che riesca a catturare quella minima unità che sempre scorre. Yoctosecondo, fermati! Dimmi che sei tu il germe più piccolo. Fraziono all’infinito ogni mio attimo, implodo la mia vita per non morire!

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Rossella Gallucci

Vestivo i tuoi silenzi Vestivo i tuoi silenzi di fragili parole sentenziando le tue intenzioni. Eri di un giorno opaco il riflesso argenteo della luna. Mi chiamasti a nutrire il tuo cielo sbiadito e a ricamare il mio nome. E io sostavo immobile dentro la tua pelle scucita e lo stridio dei tuoi passi ignari. E ancora mi respinge il sonno la tua mano tesa alla mia corda.

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Ciro Pinto

Dove sei? Sei nel cesto di mele rosse, tra aghi di pino e foglie? Sei nell’odore del vento che sempre mi tormenta? Sei nella luce ancora grigia, di un mattino già stanco? Sei nei rumori del silenzio come nenia nel pianto? Dove sei? Sei nel verso stento e roco di un gabbiano che non vola? Sei nell’ambra opaca e dura tra le rocce di sale e tufo? Sei nei rivoli di fiumi spenti, tra le mura di pietra e malto? Sei tra i rami ormai nudi di piante curve sul selciato? Accidenti! Dove sei? Sei nel posto più lontano, nello spazio più nascosto, nella fossa più profonda, nell’idea più sbagliata. Sei dentro di me!

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Rossella Gallucci

Vincitori e Vinti Ecco. Siamo compagni d’uggia. Ci ritroviamo nei vicoli di pane arrampicandoci sui tetti per cercarlo. Forse se il giorno ci dissetasse di uomini e cose usate potremmo rivolgere lo sguardo altrove in un parlare sommesso che avesse il tono della sazietà . Di fronte a promesse bigotte nessuno è salvo. Tranne chi ha il colpo in canna.

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Ciro Pinto

Infiniti spazi Lo sguardo si perde nel cielo di una notte buia e senza tempo. Vibra l’anima sgomenta e sola, segue ali di ombra e voli misteriosi. Ode echi come lamenti nei fumi di nebbia che salgono dal mare. Segue il vento ma non c’è via che porti dove ogni anelito sospinge. Vaga nella ricerca vana e cede goccia a goccia la sua speranza. Dio, celi il volto a ogni sguardo. Sei solo, tra gli infiniti spazi.

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Di fossato in fossato, di Rossella Gallucci e Ciro Pinto anteprima  

Una raccolta di poesie scritta e compilata a distanza da Rossella Gallucci che è nata con la poesia, e da me che con i versi convivo da poco...

Di fossato in fossato, di Rossella Gallucci e Ciro Pinto anteprima  

Una raccolta di poesie scritta e compilata a distanza da Rossella Gallucci che è nata con la poesia, e da me che con i versi convivo da poco...

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