I giovani Raccontano il volontariato

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sociale Centro Servizi per il Volontariato Umbria


Quaderni del volontariato 4

Edizione 2021


Cesvol Centro Servizi Volontariato Umbria Sede legale Via Campo di Marte n.9 06124 Perugia tel 075 5271976 www.cesvolumbria.org editoriasocialepg@cesvolumbria.org

Edizione marzo 2021 Coordinamento editoriale di Stefania Iacono Stampa Digital Editor - Umbertide

Per le riproduzioni fotografiche, grafiche e citazioni giornalistiche appartenenti alla proprietà di terzi, l’editore è a disposizione degli aventi diritto non potuti reperire. È vietata la riproduzione, anche parziale e ad uso interno didattico, con qualsiasi mezzo, non autorizzato.

ISBN 9788831491112


I QUADERNI DEL VOLONTARIATO UN VIAGGIO NEL MONDO DEL SOCIALE PER COMUNICARE IL BENE I valori positivi, le buone notizie, il bene che opera nel mondo ha bisogno di chi abbia il coraggio di aprire gli occhi per vederlo, le orecchie e il cuore per imparare a sentirlo e aiutare gli altri a riconoscerlo. Il bene va diffuso ed è necessario che i comportamenti ispirati a quei valori siano raccontati. Ci sono tanti modi per raccontare l’impegno e la cittadinanza attiva. Anche chi opera nel volontariato e nell’associazionismo è ormai pienamente consapevole della potenza e della varietà dei mezzi di comunicazione che il nuovo sistema dei media propone. Il Cesvol ha in un certo senso aderito ai nuovi linguaggi del web ma non ha mai dimenticato quelle modalità di trasmissione della conoscenza e dell’informazione che sembrano comunque aver retto all’urto dei nuovi media. Tra queste la scrittura e, per riflesso, la lettura dei libri di carta. Scrivere un libro per un autore è come un atto di generosa donazione di contenuti. Leggerlo è una risposta al proprio bisogno di vivere il mondo attraverso l’anima, le parole, i segni di un altro. Intraprendendo la lettura di un libro, il lettore comincia una nuova avventura con se stesso, dove il libro viene ospitato nel proprio vissuto quotidiano, viene accolto in spazi privati, sul comodino accanto al letto, per diventare un amico prezioso che, lontano dal fracasso del quotidiano, sussurra all’orecchio parole cariche di significati e di valore. Ad un libro ci si affeziona. Con il tempo diventa come un maglione che indossavamo in stagioni passate e del quale cerchiamo di privarcene più tardi possibile. Diventa come altri grandi segni che provengono dal passato recente o più antico, per consegnarci insegnamenti e visioni. 3


Quelle visioni che i cari autori di questa collana hanno voluto donare al lettore affinché sapesse di loro, delle vite che hanno incrociato, dei sorrisi cui non hanno saputo rinunciare. Gli autori di questi testi, e di tutti quelli che dal 2006 hanno contribuito ad arricchire la Biblioteca del Cesvol, hanno fatto una scelta coraggiosa perché hanno pensato di testimoniare la propria esperienza, al di là di qualsiasi tipo di conformismo e disillusione Il Cesvol propone la Collana dei Quaderni del Volontariato per contribuire alla diffusione e valorizzazione della cittadinanza attiva e dei suoi protagonisti attraverso la pubblicazione di storie, racconti e quant’altro consenta a quel mondo di emergere e di rappresentarsi, con consapevolezza, al popolo dei lettori e degli appassionati. Un modo di trasmettere saperi e conoscenza così antico e consolidato nel passato dall’apparire, oggi, estremamente innovativo. Salvatore Fabrizio Cesvol Umbria

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I giovani raccontano il volontariato Esperienza del Presidio del Volontariato “Insieme si può” Istituto di Istruzione Superiore “Italo Calvino” Città della Pieve dal 2010 al 2017 e integrazione 2018 - 2020 Ricordi e riflessioni dal Presidio del Volontariato Istituto Omnicomprensivo “Rosselli-Rasetti” Castiglione del Lago

a cura di Ivonne Fuschiotto

I. I. S. “Italo Calvino” Città della Pieve

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Indice Gruppo Ecologista “Il Riccio” - Città della Pieve Nota della curatrice: Ivonne Fuschiotto Servizio Volontariato e Scuola - Cesvol Perugia dott.ssa Serena Colaianni Presìdi del Volontariato: istruzioni per l’uso Presidio del Volontariato L’esperienza dell’Istituto Calvino di Città della Pieve Il Dirigente Scolastico - prof.ssa Maria Luongo Presidio del Volontariato L’esperienza dell’Istituto “Rosselli-Rasetti” di Castiglione del Lago Il Dirigente Scolastico - prof.ssa Eleonora Tesei Esperienza di Città della Pieve Prima coordinatrice del Presidio del Volontariato “Insieme si può” - prof. ssa Ivonne Fuschiotto Passaggio del testimone: una staffetta di solidarietà Seconda coordinatrice del Presidio del Volontariato Città della Pieve -prof.ssa Miranda Farnetani Nascita e sviluppo del Presidio del Volontariato di Castiglione del Lago “Gim’ ch’è bulo!” - prof. Mariano Centomo Il Presidio del Volontariato “visto” dal Cesvol Umbria - Sede territoriale del Trasimeno - dott.ssa Sara Belvedere I giovani scrivono sull’esperienza - Il Presìdio del Volontariato “Insieme si può” - Città della Pieve Il Presidio del Volontariato “Gim ch’è bulo!” - Castiglione del Lago Gli studenti hanno scritto sulle varie attività - Stralci di articoli del Presidio del Volontariato “Insieme si può” - Città della Pieve Galleria di immagini

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p. 7 p. 8 p. 9 p. 10 p. 15

p. 16 p. 18 p. 22 p. 24 p. 29 p. 33 p. 56 p. 62 p. 225


Gruppo Ecologista “Il Riccio” - Città della Pieve Il Gruppo Ecologista “Il Riccio” ha partecipato al bando 2017 Editoria Sociale del Cesvol di Perugia proponendo la pubblicazione di questo lavoro in quanto ha collaborato per anni con il Presidio del Volontariato “Insieme si può”. L’Associazione ha condiviso la sede con il Presidio che ha contribuito a rimodernarla e a fondarvi, con il supporto di INTRA - Associazione Biblioteche dei Libri Salvati, un Caffè Letterario con annessa Biblioteca: “Un fiume di parole tra letteratura e ambiente”, nonché di un angolo per conferenze, presentazione libri, proiezione film, documentari… Il Presidio ha anche partecipato all’ideazione del Progetto “Giardino dei Frutti riTROVAti”, uno spazio comunitario su terreno comunale, nei pressi della Fonte Trova, in cui nel corso degli anni sono stati piantati numerosi alberi da frutto, diventando luogo didattico per le scolaresche e di interesse per il C.C.R.R. - Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze. Rappresentanti del Presidio hanno partecipato con l’Associazione, al programma televisivo di RAI TRE Umbria “Buongiorno Regione - Dalla parte degli altri” condotto da Cecilia Porro e andato in onda il 13 gennaio 2016. Alle sede de “Il Riccio” il Presidio ha organizzato corsi ed incontri di formazione per i suoi componenti, su tematiche varie, dalla salute, all’ambiente, alle moderne tecnologie, tanto per fare alcuni esempi. La collaborazione tra “Il Riccio” ed il Presidio è stata fruttuosa e reciprocamente stimolante. Vicepresidente del Gruppo Ecologista “Il Riccio” Ivonne Fuschiotto 7


Nota della curatrice: Ivonne Fuschiotto La decisione di scrivere questo libro è nata dal desiderio di lasciare memoria delle esperienze significative sul protagonismo e sul volontariato giovanile, di riflettere sull’importanza della peer education, sulla necessità di stimolare il protagonismo positivo nelle giovani generazioni, per trasmettere esempi costruttivi, buone pratiche. Dopo la pensione, maturata il 1° settembre 2014, per tre anni ancora, su espressa richiesta della scuola, ho continuato ad occuparmi, in maniera assolutamente volontaria, del Presidio e della redazione giornalistica online d’Istituto “Notizie dalla Scuola” - Alboscuole. Nell’ottobre del 2017 ho lasciato il testimone ad una docente in servizio. Continuo a collaborare con il mondo della scuola in qualità di componente, o più semplicemente come collaboratrice, di varie Associazioni di Volontariato locali e regionali: Gruppo Ecologista “Il Riccio”, A.L.I.Ce., Telethon, Libera, AIRC, AVIS, Accademia “Pietro Vannucci”, Comitato per la Vita “Daniele Chianelli”. Durante i lavori di revisione della pubblicazione, nella logica di rete che caratterizza il territorio del Trasimeno, è sembrato opportuno aggiornare la storia del Presidio del Volontariato di Città della Pieve con le annualità 2018 e 2020 ed accennare all’esperienza decennale del Presidio “Gim ch’è bulo!” dell’Istituto Omnicomprensivo “Rosselli-Rasetti” di Castiglione del Lago.

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I presìdi del volontariato “Insieme si può” e “Gim ch’è bulo!” raccontati dai protagonisti Servizio Volontariato e Scuola - Cesvol Perugia dott.ssa Serena Colaianni - Coordinatrice Presìdi per Cesvol Perugia fino al 2013 I “Presìdi” del Volontariato sono gruppi di studenti e studentesse delle Scuole Secondarie di Secondo Grado, che si organizzano come micro-associazioni indipendenti all’interno del proprio Istituto. L’obiettivo che fin dal 2008 il Cesvol di Perugia si è posto è stato quello di credere e sostenere le scelte dei ragazzi nel mondo della cittadinanza attiva, con la convinzione che solo una scelta autonoma porti i ragazzi ad interiorizzare il vero credo del fare volontariato. All’inizio di questo cammino, si è individuato per ogni gruppo un percorso motivazionale che aiutasse questi giovani a sentire le responsabilità e le immense soddisfazioni del “fare” per gli altri. Negli incontri di ogni presidio hanno preso vita iniziative, collaborazioni con associazioni di volontariato locale, corsi di formazione proposti dai ragazzi per acquisire competenze nel sociale. Abbiamo constatato con soddisfazione che ogni Presidio è riuscito nel tempo ad acquisire una profonda identità, si è mosso su percorsi diversi l’uno dall’altro e questo testimonia una spinta autentica nel fare volontariato, che rispetta le motivazioni, i valori e gli interessi di ciascun gruppo. L’educazione delle nuove generazioni alla solidarietà e al volontariato, può attivare quel circuito positivo in grado di riempire vuoti motivazionali ed attivare un sano senso 9


di protagonismo dei ragazzi nella comunità di riferimento. Soprattutto i percorsi di cittadinanza attiva, portati avanti da ragazzi molto giovani, rappresentano l’unica vera via d’uscita nei momenti di crisi, sia personali che sociali. Presìdi del volontariato: istruzioni per l’uso A chi è rivolto - Agli Studenti degli Istituti di Istruzione Superiore di Secondo Grado, che possono partecipare a percorsi di educazione alla solidarietà ed alla cittadinanza attiva e responsabile. - Alle Scuole, che possono favorire la realizzazione di percorsi didattici integrati che consentano ai partecipanti l’apprendimento di contenuti soprattutto relazionali ed esperienziali che migliorino, attraverso l’attenzione all’altro, l’autostima e la capacità di gestire proficuamente il proprio tempo libero. È importante che l’adesione al Progetto sia concordata e condivisa dal Collegio Docenti e dal Consiglio di Istituto, in modo da coinvolgere attivamente un maggior numero di docenti e facilitare la realizzazione di quelle iniziative che occasionalmente richiedono un impegno anche durante l’orario scolastico. - Alle Associazioni, che possono attivare un dialogo non estemporaneo o eventistico con i giovani e la scuola, al fine di favorire il consolidamento di efficaci relazioni di tipo continuativo. Di che si tratta I “Presìdi del Volontariato” sono stati pensati per sensibilizzare i giovani al volontariato e per promuovere efficacemente l’incontro tra Scuole, Associazioni ed altri Enti e Soggetti del territorio. 10


La partecipazione alle attività dei Presìdi permette agli studenti una serie di sperimentazioni, come per esempio assumere dei ruoli identificabili e riconosciuti, far nascere un gruppo informale, dandogli continuità; condividere con altri soggetti, spazi, tempi, obiettivi, attività che mettano i ragazzi in condizione di essere responsabili delle proprie azioni e di essere altresì riconosciuti nel proprio ruolo anche esternamente. Tutto questo costituisce una vera e propria “palestra di democrazia” per i giovani che imparano ad organizzarsi ed a relazionarsi con gli altri nel rispetto dei vincoli e delle regole che stanno alla base della convivenza civile. Ogni Presidio, dopo una prima fase di orientamento e formazione, sceglie i propri obiettivi da perseguire durante l’anno scolastico. Il macro obiettivo per tutti gli studenti e le studentesse dei Presìdi è quello di arrivare all’autonomia di scelta rispetto al mondo della cittadinanza attiva, in un percorso che possa stimolarli e spingerli a divenire adulti responsabili nei propri confronti e in quelli dell’“altro”. Un po’ di storia… I primi Presìdi del Volontariato sono stati attivati nell’anno scolastico 2009-2010 su proposta e con il supporto della psicologa e psicoterapeuta dott.ssa Serena Colaianni, allora coordinatrice del Progetto a livello provinciale del Cesvol Perugia. Il Presidio del Volontariato è un gruppo informale di studenti e studentesse che decide liberamente di partecipare all’attività, di norma in orario extrascolastico, riunendosi con una cadenza temporale che varia non solo da Presidio a Presidio ma anche dall’attività in programma. Durante ogni incontro è presente almeno un docente di 11


riferimento che segue lo svolgimento delle attività e, laddove possibile, anche di referenti e collaboratori Cesvol. In alcuni casi e in accordo con i componenti del Presidio, sono invitati a partecipare anche volontari e rappresentanti delle Associazioni, nonché operatori e professionisti di Enti e Istituzioni, ecc. La partecipazione degli studenti viene registrata su appositi fogli di presenza e la frequenza regolare comporta il rilascio da parte del Cesvol di un attestato valido ai fini del riconoscimento dei crediti scolastici e utilizzabili nel curriculum vitae dello studente. Ogni Istituto Scolastico utilizza una diversa modalità per l’autorizzazione alla partecipazione all’attività del Presidio da parte dei minorenni, comprendendo anche la liberatoria all’utilizzo delle immagini solo ed esclusivamente a fini promozionali ed in contesti strettamente collegati al Progetto stesso. In particolare attraverso la peer education il Presidio favorisce il bisogno di protagonismo dei giovani e porta a scoprire il valore della responsabilità e della corresponsabilità rendendosi davvero efficace nella diffusione di buone prassi. Per quanto riguarda il territorio del Trasimeno, la metodologia applicata nel Presidio rientra a pieno titolo nei principi riconosciuti all’interno del Protocollo di Intesa in materia di Integrazione e Sperimentazione di interventi inerenti alla Promozione della Salute nelle Comunità Scolastiche, hanno fatto e fanno. (1) Pertanto gli studenti rappresentanti dei Presìdi hanno fatto e fanno parte integrante del processo di Promozione della Salute, dando il loro contributo anche alle operazioni di costruzione e/o revisione dei vari Protocolli. (1)

https://www.uslumbria1.it/notizie/il-protocollo-in-materia-di-integrazione-e-sperime

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Come si comincia: Nelle Scuole in cui i Presidi sono già attivi dagli anni precedenti è stata verificata maggiore efficacia quando sono gli studenti stessi a presentare l’attività nelle classi all’inizio dell’anno scolastico ed a raccogliere le adesioni. Ogni Istituto si organizza autonomamente rispetto alla fase di costituzione, di norma si riprende la cronologia delle attività svolte nell’anno scolastico precedente, alla quale si aggiungono le nuove proposte nate all’interno del gruppo o presentate da soggetti esterni (Associazioni, Istituzioni, Enti, privati cittadini, ecc.). Ciascun Presidio del Volontariato ha scelto una propria denominazione e un logo che lo rappresenta. Ogni anno si procede al rinnovo delle cariche e delle funzioni come per esempio: - Presidente - Vicepresidente - Segretario - Addetto stampa e grafica - Organizzatori eventi - Addetto Facebook - Amministratore gruppo WhatsApp Qualora ci siano più plessi all’interno di ogni Istituto si procede alla nomina di un referente. Le attività La partecipazione alle attività proposte dal Presidio è aperta volontaristicamente a tutti gli studenti e le studentesse dell’Istituto, ma anche, su autorizzazione della scuola, a studenti provenienti da altri Istituti ed ai docenti che ne fanno richiesta. La partecipazione alle iniziative è estesa alle Associazioni, alle Istituzioni e alla Comunità in generale. 13


I Presìdi del Volontariato scelgono di avvalersi dello sportello territoriale del Cesvol per il supporto logistico e per la promozione degli eventi. Monitoraggio I docenti referenti condividono con i colleghi l’andamento delle attività del Presidio durante i Collegi Docenti. Nei territori nei quali è esistente e funzionante la Rete di Scuole, l’attività dei Presìdi del Volontariato è monitorata e condivisa anche durante i Tavoli di Parivisione, cioè incontri, ogni 45 giorni circa durante l’anno scolastico, fra i docenti referenti della Promozione della Salute dei singoli Istituti Scolastici ed i referenti del Gruppo Integrato di Promozione della Salute (USL Umbria 1 - Unione dei Comuni - Cesvol). Quest’ultimo collabora attivamente e proficuamente con i Presìdi del proprio territorio per la ideazione, formazione, realizzazione e diffusione di iniziative condivise in particolare sul tema della Promozione della Salute, avvalendosi del supporto tecnico di operatori specializzati sulle singole progettualità che i ragazzi scelgono di affrontare. Valutazione finale Al termine dell’anno scolastico, i partecipanti al Presidio del Volontariato compilano un breve questionario che rileva il gradimento e raccoglie suggerimenti e pareri utili per l’attività dell’anno scolastico successivo. La relazione finale, a cura del docente referente, viene condivisa non solo all’interno del Collegio Docenti, ma anche con i soggetti coinvolti significativamente nello sviluppo del progetto.

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Presidio del Volontariato - L’esperienza dell’Istituto Calvino di Città della Pieve Dirigente Scolastico - prof.ssa Maria Luongo Il Presidio del Volontariato “Insieme si può” è attivo nell’Istituto Calvino da ben dieci anni. Col tempo la sua azione si è sviluppata e consolidata coinvolgendo un elevato numero di allievi. Le attività del Presidio interessano settori diversi e vedono la collaborazione tra il nostro Istituto e molte Associazioni - locali e nazionali - e le Istituzioni. L’idea di utilizzare anche il Presidio per rafforzare le competenze chiave di cittadinanza attiva dei ragazzi si è dimostrata vincente. Non a caso le attività proposte attraverso il Presidio costituiscono uno dei punti di forza del nostro Piano Triennale dell’Offerta Formativa. Esse si sposano perfettamente con la definizione data all’interno del documento tecnico che accompagna la riforma dell’obbligo scolastico - alle competenze chiave di cittadinanza attiva, con particolare riferimento a due di esse: “Collaborare e partecipare: interagire in gruppo, comprendendo i diversi punti di vista, valorizzando le proprie e le altrui capacità, gestendo la conflittualità, contribuendo all’apprendimento comune ed alla realizzazione delle attività collettive, nel riconoscimento dei diritti fondamentali degli altri. Agire in modo autonomo e responsabile: sapersi inserire in modo attivo e consapevole nella vita sociale e far valere al suo interno i propri diritti e bisogni riconoscendo al contempo quelli altrui, le opportunità comuni, i limiti, le regole, le responsabilità.” Le attività del Presidio hanno consentito e consentono tuttora ai nostri giovani di sperimentarsi in contesti di cittadinanza attiva e di esprimere le proprie potenzialità con modalità diverse da quelle richieste normalmente dalla scuola ma 15


che con esse si integrano perfettamente. Le studentesse e gli studenti mettono a disposizione le loro competenze e il loro tempo, per provare a rendere la società un posto migliore in cui vivere. Il nostro Istituto vuole contribuire a gettare quelle solide fondamenta necessarie a sostenere le donne e gli uomini che domani avranno un ruolo fondamentale nella società, anche favorendo le azioni di solidarietà che possono fornire ai giovani un bagaglio di esperienza fondamentale sia per l’oggi che per il domani. Il Presidio è un’occasione per conoscere se stessi, le proprie potenzialità e attitudini, un luogo di confronto e scambio ma anche un modo costruttivo per impiegare il tempo libero che può trasformarsi in “tempo solidale”. Presidio del Volontariato - L’esperienza dell’Istituto “Rosselli-Rasetti” di Castiglione del Lago Dirigente Scolastico - prof.ssa Eleonora Tesei Ho ricevuto l’assegnazione in questa scuola nell’anno scolastico 2012/2013 e fra le progettualità già in atto ho trovato la realtà strutturata e consolidata del Presidio del Volontariato. Il progetto, partito presso l’Istituto Omnicomprensivo “Rosselli-Rasetti”, fin dall’anno scolastico 2008/2009, è stato promosso dal Centro Servizi per il Volontariato di Perugia (Cesvol) dando formalizzazione alle collaborazioni già in atto con alcune Associazioni. Il numero di adesioni volontarie degli studenti iscritti al Presidio è cresciuto esponenzialmente, tanto da comportare il suo inserimento nel PTOF (Piano Triennale dell’Offerta Formativa). Nell’anno 2014, essendo il nostro un Istituto Omnicompren16


sivo, ho proposto che si potesse aprire in maniera sperimentale la partecipazione, secondo il principio della continuità, anche agli alunni delle classi terze della Secondaria di Primo Grado, che hanno aderito in maniera sempre più significativa. I nostri studenti e le nostre studentesse sono i protagonisti di un’avventura che ha coinvolto Associazioni ed Istituzioni, appropriandosi di una capacità decisionale in merito alle attività da realizzare tramite il Presidio del Volontariato, che consente loro di scoprire anche le proprie capacità e potenzialità, acquisendo una maggiore autostima e affinando una comunicazione più efficace. Progetti come questo, rendono la scuola sempre più una porta aperta sul mondo, tramite la quale i nostri alunni hanno la possibilità di costruire spazi di crescita umana e civile. Tutte le progettualità innovative ormai consolidate nell’Istituto, ed in rete con gli altri soggetti presenti nel territorio, sono diventate una solida base per un’educazione alla solidarietà, al dialogo, all’impegno responsabile e solidale, allo sviluppo dell’interculturalità, a stili di vita sani e corretti e alla prevenzione di ogni forma di dipendenza. Il Presidio del Volontariato è diventato in questi anni un laboratorio permanente di cittadinanza democratica, condivisa e partecipata. Un ringraziamento a coloro che si sono impegnati in questa meravigliosa impresa e che credono nel valore aggiunto del Presidio.

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Esperienza di Città della Pieve - prof. ssa Ivonne Fuschiotto Prima coordinatrice del Presidio del Volontariato “Insieme si può” Il Presidio del Volontariato, chiamatosi per volere degli studenti, “Insieme si può”, dell’Istituto di Istruzione Superiore “Italo Calvino” di Città della Pieve, ha mosso i suoi primi passi nell’anno scolastico 2010 - 2011, quando il Progetto fu presentato dalla dott.ssa Serena Colaianni, nelle mie classi quarte dell’Istituto Professionale per i Servizi Commerciali, del “Calvino”, con lo scopo di individuare bisogni, ricercare soluzioni, socializzare e diffondere il volontariato e corretti stili di vita, attraverso il sistema della peer education, naturalmente previa formazione dei suoi componenti. Le classi accolsero con entusiasmo l’idea e così nacque il Presidio del Volontariato “Insieme si può” che da subito ha dato inizio alle attività. Una delle prime fatiche in cui gli studenti del Presidio si sono cimentati è stato uno spettacolo teatrale in risposta alla proposta dell’Accademia “Pietro Vannucci”, dando vita, insieme ad alcuni studenti del Liceo, al “Laboratorio Teatro giovani ben-essere e solidarietà” che portò alla realizzazione di uno spettacolo teatrale sulla prevenzione all’alcol, ideato e scritto dagli studenti con l’ausilio di esperti teatrali, di personale USL Umbria 1 e Cesvol, dal titolo “C’era una vodka… Divieto di eccesso”, preparato totalmente in orario extra-scolastico, presentato, al Teatro “Pavone” durante la “XIVa Giornata dell’Arte e Creatività Studentesca” svoltasi a Perugia, replicato per la cittadinanza e per le scuole al “Teatro degli Avvaloranti” di Città della Pieve. Il successo di questo progetto fece sì che l’anno successivo lo spettacolo fosse riproposto all’interno del programma del corso di formazione “Laboratorio formativo promozione alla salute nella scuola”, organizzato da USL Umbria 1 e Cesvol, 18


e rivolto ai docenti delle scuole di ogni ordine e grado del Trasimeno ed agli operatori. Il compito che il Presidio si è dato, fin dal suo inizio, ha riguardato un’intensa attività di sensibilizzazione dei compagni all’interno del proprio Istituto e delle altre scuole del territorio, realizzata attraverso una serie di comunicazioni e volantini su tematiche quali: la violenza, la corruzione, la pena di morte, l’AIDS, i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, la memoria ed il ricordo, la salvaguardia dell’ambiente, la festa della donna, l’aiuto alimentare, le azioni concrete di solidarietà a favore di: Telethon, AIRC, Comitato per la Vita “Daniele Chianelli”, Unicef, adozioni a distanza; azioni di cui l’Istituto si occupava da anni ma alle quali il Presidio ha saputo dare nuovo impulso ed alle quali si è poi aggiunto anche Telefono Azzurro. Il Presidio ha curato inoltre numerosi progetti e laboratori, anche con l’aiuto di esperti, legati soprattutto alla solidarietà, alla salute ed allo star bene a scuola, alla formazione. Vari i progetti extra-scolastici portati avanti dal Presidio, dai corsi di giocoleria, di lettura, di educazione alla salute ed all’ambiente, alle collaborazioni con numerose Associazioni di Volontariato pievesi e non, con le scuole di grado inferiore, tanto per citare alcuni esempi. Descrizioni, impressioni, giudizi, emozioni sono riportate sugli scritti degli studenti che si trovano più avanti continuando a leggere il libro. Tempo è stato dedicato, su proposta della USL Umbria 1 e Cesvol Perugia, alla formazione di peer-educator, anima dei Presìdi, con successo manifesto da parte degli studenti. L’interesse, la dedizione, la voglia di fare, l’inventiva degli studenti ha fatto lievitare le proposte del Presidio che è diventato così parte rilevante nelle attività dell’Istituto. I riconoscimenti tributatigli da parte delle Associazioni e delle 19


Istituzioni hanno incoraggiato gli studenti a proseguire ed anzi ad intensificare le proposte. Gli attestati ricevuti per le attività di interesse sociale promosse dal Presidio hanno permesso ad alcuni giovani di risultare vincitori nelle graduatorie del Sevizio Civile Volontario. Vari inoltre i ragazzi e le ragazze che, durante il corso degli studi o finito il percorso scolastico, hanno continuato a fare volontariato a livello personale ed in Associazioni a loro più consone, questo è un aspetto particolarmente importante che dà maggiore valore ai Presìdi. Nel corso degli anni gli studenti del Presidio hanno realizzato vari video su tematiche di interesse, hanno ricevuto riconoscimenti, sono entrati a far parte della redazione del Giornale online d’Istituto, attivo dall’anno scolastico 2005-2006, “Notizie dalla Scuola”, in collaborazione con Alboscuole - http://www.alboscuole.it/113542/, lavorando con vero impegno e contribuendo ai numerosi riconoscimenti nazionali, pervenuti nel corso degli anni. La redazione del nostro Istituto, unica in Umbria, nel 2006-2007 entra, con tre articoli, nell’Annuario Giornalismo Scolastico, con altri 67 Istituti italiani. In qualità di responsabile di questo giornale scolastico, sono nominata Cavaliere Benemerito 2018 del giornalismo scolastico, ancora una volta unica redazione umbra, inserita, insieme ad altre 52 redazioni, nell’Albo d’oro del Giornalismo Scolastico 2018, per le pubblicazioni realizzate fino ad ottobre 2017. Gli studenti del Presidio hanno inoltre contribuito alla stesura di due pubblicazioni, edite dal Cesvol di Perugia: la prima “Il bosco e suoi abitanti” storie per bambini, distribuita a scuole, biblioteche, ambulatori pediatrici e rappresentata da due compagnie teatrali, “Rinoceronte Teatro” ed “I Macchiati”; la seconda “Salci nel ricordo dei suoi abitanti”. Entrambi i libri sono stati esposti ad Umbria Libri ed al Salone del Libro di Torino e si possono leggere on line su https://issuu.com/ 20


cesvol e nel sito del Cesvol Umbria www.cesvolumbria.org/ pubblicazioni I ragazzi del Presidio, nell’ambito del progetto Real School - canale RAI SCUOLA, sono stati protagonisti della registrazione di una puntata di RAI Scuola: Scuola eco - A Scuola d’Ambiente all`Istituto “Italo Calvino”, andata in onda il 9 maggio 2012, sulle attività svolte a favore dell’ambiente e dei beni comuni dal Restauro del dipinto del Perugino, all’interno della Chiesa di San Pietro, ed alla valorizzazione dell’Anello delle Fonti, le tre Fonti storiche - Trova, Cannelle, Venella - che circondano Città della Pieve, al lavoro sul risparmio energetico condiviso con tutte le scuole del territorio, parte del Progeto Europeo EGS - Energy Education Governance Schools - sul risparmio energetico che ha portato alla Firma del Manifesto Efficienza Energetica nelle Scuole. Sui due Progetti “Anello delle Fonti” e “Restauro di un’opera: «Sant’Antonio Abate tra i Santi Marcello e Paolo» Chiesa di San Pietro” di Città della Pieve, sono state realizzate due brochure particolarmente interessanti perchè la prima è ricca di aneddoti, frutto di interviste a chi ha frequentato le Fonti nell’epoca del loro maggiore utilizzo, corredata di numerosi utensili dell’epoca sempre legati alle Fonti, valorizzata da una nutrita serie di schede sulla vegetazione presente lungo il percorso; la seconda racconta le fasi del restauro anche con l’ausilio di immagini significative, inoltre, pure in questo caso, sono presenti aneddoti sui precedenti restauri. Le due brochure sono inserite, dal Servizio Editoria Sociale del Cesvol di Perugia, nel sito ISSUU e quindi potranno essere consultati in qualsiasi momento, lungo il percorso come pure di fronte al dipinto. Il Presidio si è occupato, insieme ad Istituzioni, Enti ed Associazioni, anche della sentieristica locale. Molto il lavoro effettuato dagli studenti che si sono susseguiti 21


al Presidio del Volontariato nel corso degli anni, molte le idee diventate realtà e le intese foriere di successo. Un ringraziamento ai Dirigenti Scolastici che, nel tempo, hanno creduto nel Presidio del Volontariato permettendo la sua realizzazione e favorendo la sua costante crescita, i proff. Biagio Pittaro, Lamberto Parrini, Antonio Galati, le prof.sse Rita Albani e Maria Luongo; ai docenti che hanno contribuito al suo sviluppo; ai tanti studenti che hanno operato, al suo interno, sempre con dedizione e senso di responsabilità; al mondo del Volontariato e a quello Istituzionale che, da subito, hanno riconosciuto la valenza dell’iniziativa. Passaggio del testimone: una staffetta di solidarietà - prof.ssa Miranda Farnetani Seconda coordinatrice del Presidio del Volontariato Città della Pieve Da tre anni coordino le attività del Presidio del Volontariato “Insieme si può” e in questo periodo ho acquisito competenze insieme agli studenti e con loro sono cresciuta. Ho iniziato questa avventura con grande entusiasmo ma anche con preoccupazione e forte senso di responsabilità. Il Presidio era nato grazie all’impegno della prof.ssa Ivonne Fuschiotto e io avevo sempre pensato che nessuno avrebbe potuto gestirlo meglio di lei. Grazie alla fiducia ricevuta dalla Dirigente e alla collaborazione con il prof. Mariano Centomo e la dott.ssa Sara Belvedere, ho imparato a conoscere meglio questa organizzazione e in seguito alla collaborazione con gli studenti me ne sono innamorata. Da tantissimi anni mi occupo di promozione della salute ma lavorare con e per i ragazzi del Presidio mi ha fatto vedere le cose da un ulteriore punto di vista. Ho incontrato ragazzi che vogliono essere presi sul serio, essere ascoltati e rispettati per 22


ciò che sono, essere accompagnati nel loro faticoso percorso di crescita ma che desiderano anche rimanere autonomi e liberi di scegliere. Questi ragazzi vogliono averci accanto ma non sentirsi soffocare, vogliono l’appoggio degli adulti ma non desiderano vivere in un mondo ovattato e falso, vogliono fare esperienza, sbagliare e soffrire per i loro errori così come vogliono gioire per i loro successi. Insomma vogliono stare immersi nel “sentire” e non scappare davanti alla realtà. Il Presidio mi ha dato modo di confrontarmi con studenti che mi hanno stupito per la dedizione, l’altruismo, l’interesse dimostrato, la capacità di confronto e collaborazione. Il gruppo è diventato una vera squadra dove ognuno dà ciò che può, per il bene comune. Le attività realizzate prevedono un coinvolgimento personale, un mettersi in gioco che spesso sfocia in una riflessione su se stessi e sul proprio progetto di vita, e questo è in netto contrasto con le opinioni superficiali che troppo spesso gli adulti hanno dei giovani. La mia esperienza mi permette di dire che i ragazzi sono una grande risorsa che ha solo bisogno degli stimoli giusti per emergere in tutta la sua bellezza. Anche per questo il nostro Istituto da molti anni investe in tale scommessa che fino a oggi ha dato frutti fantastici. Tutti mantengono gli impegni presi e le studentesse del Direttivo hanno acquisito anche capacità organizzative che consentono loro di gestire in modo autonomo attività e progetti. Vedere l’effetto che i ragazzi hanno sugli ospiti della Residenza Protetta o sui bambini che incontriamo nei diversi progetti è una gioia grandissima per me così come vedere negli occhi dei volontari la soddisfazione per essere stati capaci di raccogliere dei fondi che saranno utilizzati per aiutare chi è in difficoltà. Questi studenti, forse in balia di una società non adeguata, mi hanno dimostrato che ce la stanno mettendo 23


tutta impegnandosi nei vari ambiti con l’entusiasmo che contraddistingue la loro età. Il gruppo continua a crescere ed è ormai riconosciuto come un valore aggiunto per l’Istituto e il territorio. Ogni anno i volontari più grandi aiutano i più giovani a comprendere il meccanismo di questo progetto e li preparano ad assumere ruoli di coordinamento. È molto bello che questo venga fatto dai ragazzi stessi che dimostrano così di preoccuparsi per il futuro del Presidio garantendone la continuità. Un grazie a tutti coloro che in questi tre anni hanno collaborato con me e un ringraziamento alla Dirigente Scolastica che crede fortemente nel valore formativo del Presidio e che mi concede questa opportunità. Nascita e sviluppo del Presidio del Volontariato di Castiglione del Lago “Gim’ ch’è bulo!” - prof. Mariano Centomo

Il Presidio del Volontariato “Si può fare”, rinominato

successivamente “Gim ch’è bulo!” (Andiamo che è bello), si è costituito ufficialmente presso il nostro Istituto Omnicomprensivo “Rosselli-Rasetti” nell’anno scolastico 2008-2009. L’iniziativa è stata proposta e sostenuta dalle dott.sse Serena Colaianni e Sara Belvedere del Cesvol (Centro Servizi per il Volontariato) di Perugia. In qualità di docente coordinatore, ho seguito i ragazzi sin dagli inizi ed ho visto questo gruppo crescere in modo esponenziale ed aumentare numericamente di anno in anno. Ho potuto vedere e constatare che i giovani hanno un grande desiderio di sentirsi apprezzati ed accolti per quello che sono, che esistono, e che possono portare il loro contributo per una società più vivibile e a dimensione umana. Hanno dimostrato di essere in grado di organizzarsi e di potere gestire in 24


modo autonomo le diverse attività, agendo nel concreto con constante entusiasmo e gioia. Hanno coprogettato e partecipato a corsi di formazione sull’autostima, la comunicazione efficace, l’educazione tra pari, la diffusione della cultura attraverso la riscoperta della cura di sé, degli altri, dell’ambiente e del mondo. Le nuove metodologie apprese sono state in seguito utilizzate dai ragazzi nelle varie attività messe in campo. Ricordo le prime volte, durante la Giornata Internazionale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, dopo una preparazione con la volontaria Brunetta Bellucci di Emergency, hanno condotto un’attività sul tema dei diritti dell’uomo con studenti delle classi terze della Secondaria di Primo Grado, utilizzando il metodo della peer education e ricorrendo a letture, poesie, canzoni e giochi interattivi, erano preoccupati, emozionati, ma anche sicuri di sé e del loro ruolo. Sono sempre ben disposti ad apprendere cose nuove ed importanti attraverso azioni di servizio alla comunità, usando le mani, la mente ed il cuore. Nonostante le paure e le incertezze si sono messi in gioco, dimostrando di essere dei ragazzi maturi per la loro età. Alcuni alunni, dopo il corso di giocoleria con il Mago Dudi dell’Associazione VIP (Viviamo in Positivo) hanno detto: “bellissima esperienza che ci ha permesso di conoscerci, di interagire, di divertirci e far divertire gli altri. Abbiamo creato un gruppo… il mettersi in gioco non è stato facile: la timidezza e la vergogna sono muri da abbattere ma alla fine ce l’abbiamo fatta e siamo riusciti poi con il nostro spettacolo di giochi di altri tempi a far divertire i bambini della Scuola Primaria, gli ospiti di Villa Nazarena di Pozzuolo, gli anziani della Residenza Protetta Brancaleoni USL Umbria 1 di Panicale e i genitori con i loro figli durante la Festa della Famiglia del 15 maggio 2012. Fare volontariato per noi è liberare parte del 25


nostro tempo per impiegarlo in attività di solidarietà.” Donya 2a A ITE afferma: “molti di noi, quando siamo andati a Villa Nazarena che ospita donne con problemi psicofisici gravi, si sono trovati inizialmente a disagio, ma successivamente l’interazione con loro ci ha portato a sentirci più liberi. Ci siamo veramente sentiti persone migliori. All’inizio, devo dire che ho provato molto dispiacere e mi ero pentita di esserci andata, ma poi stando con loro, scherzando e ridendo sono stata davvero bene, mi sono sentita utile nel fare del bene a coloro che hanno bisogno e sono stati meno fortunati di noi. È stata un’emozione unica, indescrivibile, nel vederli più felici e che potevano divertirsi anche loro come fanno tutte le persone ‘normali’. Sono persone davvero stupende. In particolare mi ha colpito un’anziana che non voleva ballare, si sentiva troppo bassa rispetto a me. Ho deciso di starle vicino e chiacchierare con lei. Ho conosciuto una persona piena di vitalità, gioia, amore e voglia di vivere la vita con arte. È una persona che non dimenticherò, mi ha fatto davvero riflettere. Nella vita ci lamentiamo sempre, ma dobbiamo ringraziare per quello che si è e che si ha. Dopo questa esperienza, che spero non sia l’ultima, mi sento migliore, davvero.” Marta 2a A ITE: “mettersi in ridicolo per regalare un sorriso a qualcuno è una cosa bellissima. Oggi ho capito, che non tocca mai abbatterci perché la vita è bella e tocca viverla il più possibile.” La loro esperienza è stata condivisa anche durante scambi europei in occasione dell’Erasmus+ KA2 Giovani 2015-2016, del progetto EGPJ (Etats Généraux de la Participation des Jeunes - Stati generali della partecipazione dei giovani), nato con l’obiettivo di promuovere il ruolo dei giovani coinvolti in attività di volontariato in seno alla Federazione parigina della Lega dell’Istruzione, all’Associazione Laboratorio del Cittadino e all’Istituto “Rosselli-Rasetti” di Castiglione del Lago. 26


Le attività svolte sono rientrate in un progetto globale volto a promuovere l’attivismo civico di giovani europei. Così, nella primavera del 2015, un gruppo di studenti volontari ha lavorato per promuovere l’impegno civico in diversi ambiti: nel vicinato, a scuola, all’interno dell’Associazione confrontandosi sulle iniziative realizzate a Parigi e a Castiglione del Lago. Queste tipologie di attività hanno permesso lo sviluppo di competenze mirate e trasversali: la capacità di negoziare e adattarsi a un ambiente multiculturale, l’autonomia, ma anche la capacità di lavorare in gruppo. Una bellissima esperienza che li ha visti protagonisti addirittura al Parlamento Europeo, e li ha fatti sentire cittadini del mondo. Ogni anno, a settembre, si ricostituisce il gruppo del Presidio, integrando coloro che hanno già sperimentato il percorso, con nuovi alunni desiderosi di impegnarsi concretamente in questa avventura. È un gruppo informale ed autonomo nelle scelte del percorso. Iniziano eleggendo il presidente, il vicepresidente, il segretario, i responsabili di sede, gli addetti stampa e grafica, gli organizzatori di eventi e l’amministratore WhatsApp. In un secondo tempo, tramite un questionario, scelgono le attività che svolgeranno durante l’anno scolastico. Negli anni abbiamo collaborato con innumerevoli Associazioni, quali: Emergency, Banco Alimentare, Telethon, AIRC, Telefono Azzurro, ANT, AULCI, Libera… etc. Sin dall’inizio, si è instaurata una collaborazione stabile ed ormai consolidata con il CSCA (Centro Socio Culturale Anziani “L’Incontro”) di Castiglione del Lago. Due mondi, giovani ed adulti, che si incontrano e collaborano organizzando tornei di briscola e di bocce, con relativa cena sociale, per devolvere i fondi ad opere di beneficenza, scelte direttamente da loro. Al torneo di bocce hanno partecipato anche gli ospiti del Centro Diurno di Piscino che accoglie persone con disabilità: una vera e propria inclusione. 27


Questo canale comunicativo fra generazioni per scambiarsi opinioni, conoscenze, competenze, ma anche idee e saperi, si è veramente rafforzato e consolidato nel tempo. Vedere anziani e giovani collaborare alla progettazione di azioni concrete, progredire nei processi di cittadinanza attiva che rendano entrambi protagonisti, è veramente gratificante e significativo per tutta la comunità. Gli stessi ragazzi hanno messo le loro competenze tecnologiche al servizio degli adulti per aiutarli nell’apprendere le basi dell’uso del computer. I ragazzi del Presidio, prendendo coscienza del loro ruolo all’interno del progetto e, più in generale, della loro posizione di cittadini, hanno messo in campo tutte le loro energie per riscoprire ed approfondire i valori fondanti di democrazia, libertà, solidarietà e pluralismo culturale che la stessa Costituzione esprime. Hanno così acquisito competenze necessarie per una cittadinanza consapevole, fondata sulla conoscenza e sul rispetto delle norme che sono alla base del nostro vivere comune. Un esempio anche per noi adulti che dovremmo avere il coraggio di metterci al loro livello ed ascoltarli. Concedendo loro lo spazio necessario e l’occasione, credendo nelle loro potenzialità, ci hanno dimostrato di ottenere grandi risultati, tanto sul piano umano che formativo. Spero dunque che la scuola possa continuare ad offrire loro spazio e a sostenere questo percorso negli anni a venire. Un grazie a tutti gli alunni che hanno contribuito alle varie esperienze e che perseverano in questo percorso credendo in una comunità migliore, ai Dirigenti Scolastici, i proff. Attilio Materazzi, Sergio Bargelli, Giuseppe Materia e la prof. ssa Eleonora Tesei, che si sono susseguiti e che hanno dato continuità alle tante iniziative, a quei docenti che hanno collaborato con disponibilità, e alla dott.ssa Sara Belvedere del Cesvol Umbria - Sportello Trasimeno sempre a fianco del Presidio e di supporto al gruppo. 28


Il Presidio del Volontariato “visto” dal Cesvol Umbria Sportello del Trasimeno - dott.ssa Sara Belvedere L’esperienza della progettualità dei Presìdi del Volontariato negli Istituti Scolastici Superiori del Trasimeno, ha coinvolto e coinvolge tuttora anche lo Sportello Cesvol territoriale del Trasimeno. A seconda della specificità e del momento storico, infatti, lo Sportello territoriale è stato dapprima un promotore dell’ipotesi progettuale presso le dirigenze scolastiche e di conseguenza nelle classi degli alunni, successivamente, un supporto logistico e di facilitazione anche nei contatti con le Associazioni locali e non, e, nel mentre, un riferimento accessibile direttamente agli studenti partecipanti, in particolare nel caso degli iscritti alle scuole di Castiglione del Lago, poiché lo Sportello ha sede nello stesso Comune. Una volta verificatasi a causa del taglio dei costi, l’impossibilità di mantenere per il Cesvol la figura del riferimento provinciale nonché ideatrice, la psicologa e psicoterapeuta dott.ssa Serena Colaianni, su richiesta delle stesse scuole, è stato scelto di mantenere la progettualità avvalendosi del supporto dello Sportello. Questo ha permesso di non disperdere quanto fatto negli anni, e, nel caso dell’Istituto Omnicomprensivo castiglionese, è stato persino possibile, grazie alla dirigenza unica, attivare una sperimentazione in continuità fra i due livelli scolastici, consentendo la partecipazione, sempre su base volontaria, anche agli alunni delle classi terze della Scuola Secondaria di Primo Grado. Negli anni, il processo osmotico creatosi fra il Cesvol, soggetto titolare del Progetto, e le Scuole ha comportato che queste ultime si sentissero sempre maggiormente coinvolte e protagoniste al punto da rendere il Presidio un Progetto 29


strutturato e facente parte a pieno diritto del Piano Triennale dell’Offerta Formativa. Ormai è prassi consolidata che siano gli studenti stessi, già componenti del Presidio del Volontariato negli anni precedenti, a presentarlo ai propri compagni all’interno delle classi all’inizio dell’anno scolastico, inoltre le attività stesse realizzate all’interno del proprio Istituto sono un ottimo biglietto da visita. Un altro importante riconoscimento formale, ricevuto dal Progetto è stato il suo inserimento all’interno del “Protocollo di intesa in materia di integrazione e sperimentazione di interventi inerenti alla promozione della salute nelle comunità scolastiche” piano triennale ormai giunto al suo prossimo quinto rinnovo, e sottoscritto da: • Distretto Sanitario Trasimeno • Zona Sociale Trasimeno n.5 • Istituti Scolastici del Trasimeno • Cesvol Umbria • Rappresentanti Genitori degli Alunni • Rappresentanti Studenti Scuole Secondarie II Grado del Trasimeno Infatti il Progetto applica in pieno uno degli obiettivi espressi nell’articolo 4, vale a dire: Attivare la promozione delle competenze psicosociali nei bambini/e e negli/nelle alunni/e utilizzando in maniera privilegiata metodi di apprendimento partecipativo, di peer e dispeer education (educazione fra componenti pari per età e per ruolo e fra componenti di età differente ma sempre in ottica circolare) e l’educazione socio-affettiva. Luci ed ombre del Progetto “Presidio del Volontariato” Stilando un primo bilancio delle attività del Presidio in questo primo decennio, fra gli aspetti positivi si segnalano:  la ricaduta significativa per lo sviluppo dell’autostima 30


degli studenti;  la valorizzazione delle loro capacità di scelta e delle loro capacità organizzative;  la loro sperimentazione nel ruolo di cittadini attivi, capaci di poter fare la differenza;  l’esperienza, in prima persona, dei valori di solidarietà, di altruismo, del volontariato che permette di comprenderne a pieno l’aspetto concreto e fattivo;  l’occasione di socializzazione anche con compagni di scuola di altre classi;  la possibilità che, partendo da alcuni punti cardine, il Presidio possa avere un’organizzazione flessibile nel rispetto dell’organizzazione scolastica;  la creazione di un contesto non propriamente didattico ma che consenta ai partecipanti di sperimentarsi in nuove abilità e ai docenti di verificare qualità e competenze che non sempre gli studenti riescono a manifestare nel quotidiano scolastico;  la creazione di importanti reti e contatti con altri Enti e Associazioni non solo locali. Aspetti da rafforzare:  la cooperazione fra docenti per contrastare la “solitudine” del docente referente, spesso unico a gestire numeri importanti di iscritti e variegate attività da organizzare e portare avanti, per poter garantire la continuità del progetto, soprattutto nel caso in cui si renda necessario sostituire il docente referente. Attualmente il Presidio del Volontariato “Insieme Si Può” di Città della Pieve ha cercato di ovviare a tale criticità creando una sorta di Consiglio Direttivo composto dai ragazzi stessi, in cui ognuno segue una delle attività scelte dal Presidio e la docente referente interagisce direttamente con il singolo referente per dare e ricevere aggiornamenti nel merito; 31


 la visibilità interna ed esterna delle iniziative promosse e realizzate dai Presìdi del Volontariato. Le ricadute nella vita degli studenti una volta diplomati La posizione privilegiata offerta dalla postazione territoriale del Cesvol mi ha permesso di ritrovare, spesso proprio qui allo Sportello, anche a distanza di anni, numerosi studenti per i quali le esperienze vissute all’interno del Presidio sono state significative e ne hanno di fatto orientato la formazione, intanto come cittadini ma sovente anche come volontari, talvolta come professionisti del sociale. Infatti alcuni hanno aderito a una, o più facilmente a più Associazioni, altri sono risultati vincitori nelle graduatorie del Sevizio Civile Volontario proprio perché nel loro curriculum formativo, l’esperienza svolta nel Presidio del Volontariato ha costituito l’assegnazione di un punteggio migliore. Sarebbe piuttosto interessante pensare ad un lavoro di ricerca sociale da effettuare tramite interviste per verificare se ciò che viene intuito sia in realtà confermato anche metodologicamente. Non potrei chiudere questo breve excursus senza ringraziare tutti i dirigenti scolastici che negli anni hanno sostenuto il progetto, le studentesse e gli studenti che hanno aderito come protagonisti, il personale ATA pienamente collaborativo nella gestione e pulizia degli spazi scolastici ed i docenti che, prendendosene cura, hanno permesso che il Presidio del Volontariato potesse radicarsi così fortemente in questo territorio: la prof.ssa Ivonne Fuschiotto, il prof. Mariano Centomo e la prof.ssa Miranda Farnetani. Il mio ringraziamento va anche ai docenti dell’Istituto Scolastico Secondario di Magione, la prof.ssa Cristiana Santini, il prof. Daniele Bianchi Buttafuoco e la prof.ssa Maria Luisa Pasquarella, affinché ciò che hanno seminato negli anni della loro referenza possa trovare presto le condizioni per fiorire. 32


I giovani scrivono sull’esperienza Ricordi degli studenti e delle studentesse che hanno operato all’interno del Presidio “Insieme si può” dal 2010 al 2017 Istituto di Istruzione Secondaria di Secondo Grado “Italo Calvino” - Città della Pieve Giulia Croce Al giorno d’oggi la parola Volontariato non è sempre associata all’immagine di giovani ragazzi, spesso studenti che si danno da fare nel sociale. Invece da qualche anno a questa parte proprio all’interno dell’Istituto “Italo Calvino” è nato un Presidio, il nostro Presidio, dedito alle attività di volontariato interamente formato da noi studenti, sotto la guida ovviamente dei nostri pazienti insegnanti e in collaborazione con il Cesvol. Potrebbe nascere immediatamente la curiosità di quali siano le attività che svolgiamo. In realtà nel corso degli anni le iniziative svolte sono state talmente tante che elencarle sarebbe difficile. Alcuni progetti però sono diventati parte di noi e del Presidio e ogni anno vengono puntualmente riproposti con sempre maggiori adesioni. Prime tra tutte le vendite a scopo solidale, soprattutto per finanziare la ricerca in collaborazione con varie Associazioni di Volontariato e Fondazioni presenti nel nostro territorio come AIRC, Comitato per la Vita “Daniele Chianelli”, Telefono Azzurro, Telethon, Unicef. La partecipazione ed il coinvolgimento sono tali che riusciamo spesso a raccogliere un notevole quantitativo di fondi, con i quali incentivare lo svolgimento di progetti, messi in campo dalle singole organizzazioni. Estremamente divertente e interessante è per noi ogni anno andare a trovare gli ospiti della Residenza Protetta di Città della Pieve “Creusa Brizi Bittoni” che adorano passare con noi qualche ora alla settimana, durante il pomeriggio, a giocare a 33


carte, a passeggiare per i meravigliosi giardini circostanti, o semplicemente a parlare di come “si stava meglio quando si stava peggio”. Noi ragazzi del Presidio siamo talmente tanto versatili che riusciamo a passare dalla serietà di un discorso con l’anziana signora Rosa alle prese con la briscola, alle spensierate lezioni di Giocoleria Clownistica con i nostri animatori Donato Bini, detto Dudi, e Andrea Speziale, in arte Monkey, che hanno condotto in maniera magistrale numerosi pomeriggi, insegnandoci a divertirci ma anche a far divertire, a sorridere e far sorridere ma soprattutto a conoscere noi stessi dentro e fuori. Abbiamo anche avuto l’opportunità di sperimentare tutto ciò che avevamo imparato con i simpatici bambini dell’Infanzia e della Primaria, oltre che con gli ospiti delle Residenze Protette del territorio. Per l’Infanzia ci è stato offerto pure un bellissimo corso sulla lettura pediatrica con il quale abbiamo imparato precise metodiche per leggere ai bambini libri naturalmente adatti a loro. Tra pomeriggi in biblioteca e studi pediatrici, abbiamo poi messo a frutto ogni singolo insegnamento appreso. Le ore impegnate in questo genere di attività sono molteplici sia durante le mattinate scolastiche, e a volte è una fortuna, sia soprattutto di pomeriggio. Non è certo facile riuscire a conciliare i propri impegni con le attività del Presidio. Spesso i nostri coetanei che non svolgono nessuna di queste attività, ci chiedono, increduli, “Ma come fate?” “Dove trovate il tempo per studiare?” “Ma non vi annoia fare queste cose?”. Tutto il “meccanismo” che sottende il nostro Presidio è alimentato da una notevole passione per il genere umano e un radicato altruismo personale. Non tutti sono predisposti a svolgere iniziative nel sociale, occorre essere persone sensibili, serie nel portare avanti gli impegni presi, disposte a mettersi in gioco e amichevoli. Certo è che, anche se non si è apparentemente così, quando ci si trova di fronte a persone, 34


situazioni o circostanze differenti dal vivere comune, esce spesso fuori una parte di noi piacevolmente inaspettata; occorre quindi avere di base semplicemente un po’ di buona volontà iniziale e il resto viene da sé. Il fare buone azioni, non solo ti fa crescere ma ti porta in un circolo vizioso di positivismo in cui più fai più sei felice di fare. È importante iniziare fin da giovani a capire che la coscienza civile non piove dall’alto ed è un dovere morale e sociale che dovrebbe appartenere ad ognuno di noi. Il vivere bene, di una società educata e civile parte dal benessere dei cittadini stessi ed è fondamentale fin da piccoli capire quanto sia importante il singolo mattoncino che ognuno di noi posiziona nel mondo. Non dobbiamo sempre aspettarci che gli altri pensino ai più deboli ed inermi perché le persone malate, bisognose di cure, assistenza o semplicemente affetto sono proporzionalmente maggiori al numero di volontari nel mondo. Essere volontari è un modo di vivere e pensare che non delega tutto a chissà chi ma ci rende operai partecipi e attivi del cantiere “Terra”. Lo sconforto più grande per una persona, a mio avviso, è guardarsi indietro e capire che la vita è stata vissuta in maniera egoistica e passiva, pertanto è importante iniziare sin da subito, sin da giovanissimi. Se la scuola con i suoi insegnanti riesce a crearci occasioni quali quella di partecipare ai Presìdi del Volontariato come il nostro, beh!… “Carpe Diem”, è la tua occasione per far vedere al mondo che non sei un egoista, ma ti piace anche pensare all’esistenza altrui. Presìdi come il nostro ti offrono la possibilità di capire quale è l’ambito che più ti si addice: assistenza agli anziani, animazione ai bambini, raccolte fondi… vai e scopriti! Noi ragazzi siamo sempre i diretti protagonisti di ogni progetto proposto e prima di avviare qualsiasi cosa veniamo sempre interpellati su quale sia il nostro interesse, per questo quindi siamo liberi di decidere le attività da svolgere e quelle da tralasciare. Beh! che 35


aggiungere… aver fatto parte del Presidio del Volontariato è stato per noi non solo un’attività extracurricolare che dà crediti scolastici ma bensì è stato adottare un vero e proprio stile di vita e chissà forse in futuro, per qualcuno di noi, potrà diventare anche un lavoro. Melissa Fuccello Ho frequentato l’indirizzo Commerciale dell’Istituto Professionale “Italo Calvino” dal 2010 al 2015. In questi cinque anni di scuola superiore devo dire che, tra le attività che la scuola ci ha proposto come ad esempio gli stage formativi, un ruolo molto importante lo ha giocato il Presidio del Volontariato “Insieme si può”. Grazie ad esso, noi alunni, abbiamo avuto la possibilità di partecipare a vari progetti e, secondo la mia personale esperienza, sono stati decisamente importanti perché, oltre ad avermi lasciato dei bei ricordi, mi hanno fatto capire ancor più, tra le tante altre cose, di quanto sia bello poter contribuire ad aiutare il prossimo e chi, purtroppo, è meno fortunato di noi. Il primo progetto a cui ho partecipato è stato il laboratorio di Clown Terapia o Giocoleria Clownistica - Circo Sociale e, attraverso alcuni incontri pomeridiani con il Clown “Dudi”, abbiamo potuto realizzare uno spettacolo per gli ospiti della Residenza Protetta “Creusa Brizi Bittoni”. Ricordo ancora la mia timidezza ed insicurezza nell’esibirmi di fronte a tante persone, tensione che, però, veniva compensata dai sorrisi, dalle risate degli anziani che si divertivano nel vederci realizzare piccole e divertenti scenette. Altro progetto a cui sono felice di aver partecipato, è stato la raccolta fondi per la Fondazione Telethon che si occupa di finanziare e promuovere la ricerca scientifica per le malattie genetiche rare. Grazie al Presidio, poi, ho avuto la possibilità di contribuire 36


alla realizzazione del libro “Salci nel ricordo dei suoi abitanti” attraverso la raccolta di testimonianze di alcune persone che hanno vissuto in questo stupendo Borgo medioevale, oggi purtroppo in stato di abbandono. Queste sono solo alcune delle attività a cui ho partecipato ma, direi, che sono quelle che mi hanno colpito di più e ho il piacere di ricordare. Cecilia Macocco A distanza di cinque anni da quando ho terminato il mio percorso presso l’Istituto Professionale di Città della Pieve, quando penso al perché ho continuato, in un modo o nell’altro, a fare volontariato mi vengono subito in mente gli ultimi due anni di scuola. La mia mente, così, mi rimanda subito a quella mattina in cui la nostra professoressa di Italiano e Storia, Ivonne Fuschiotto, ci comunicò che si doveva procedere all’elezione dei componenti il Presidio della scuola. Da quelle elezioni uscii con l’incarico di Presidente. Grande gloria, sì, ma a quali e quanti impegni dovevo far fronte? Iniziai un po’ spaventata dal non sapere cosa avrei dovuto fare e dalla paura di non farcela e di deludere i miei compagni. La mia intenzione era comunque di proseguire, forse perché sapevo già che sarebbe stata un’esperienza memorabile. Una delle iniziative a cui ho partecipato e che ancora a distanza di anni è per me un ricordo vivo, fu la Conferenza di Vandana Shiva, attivista e ambientalista indiana, presso la Sala dei Notari a Perugia. Il discorso verteva sul cambiamento climatico e sugli effetti negativi sull’agricoltura, sulla natura, sulla vita ma anche sulle tradizioni e sulla cultura dei popoli. Si è parlato soprattutto del continuo impegno di Vandana e del suo team, per un’agricoltura sostenibile in India non solo per evitare che prodotti chimici vengano utilizzati nelle sementi, ma anche per sostenere i contadini e le piccole comunità rurali. 37


Ho accettato con grande piacere di scrivere della mia esperienza e di cosa è significato e significa per me Presidio, in quanto partecipare attivamente al volontariato durante la vita scolastica mi ha permesso, soprattutto adesso che sono cresciuta, di scoprire la bellezza dell’aiutare l’altro. Far parte del Presidio per me è stata non solo un’opportunità per assumermi delle responsabilità, ma anche occasione per conoscere realtà diverse come la partecipazione alla conferenza di Vandana Shiva, il corso di Clownterapia Giocoleria Clownistica - Circo Sociale, le tante interessanti iniziative organizzate con l’Associazione “Libera - nomi e numeri contro le mafie”. Altro positivo ricordo che mi porto quale “bagaglio” di esperienze dal Presidio è stata la costante sensibilizzazione sollecitata dalla professoressa Ivonne Fuschiotto, referente del Presidio, alla Memoria, al Ricordo, alla commemorazione di numerose giornate dedicate ad eventi, problematiche, situazioni che ci stimolavano a cercare informazioni, a costruire momenti o semplici comunicazioni da condividere con il resto degli studenti e spesso anche con altre scuole. Un gesto semplicissimo, ad esempio, quello di leggere, il giorno della Memoria, anche un sunto di quello che le comunità ebraiche di tutto il mondo subirono sotto il regime nazista, nei campi di concentramento. Questo per me è stato di grande aiuto in quanto, anche a distanza di anni è rimasta in me la voglia di documentarmi, attraverso film e libri, su uno dei periodi più violenti della storia d’Europa. Tengo particolarmente a ringraziare la professoressa per tutte le iniziative a cui ho potuto partecipare e per quelle che sono stata chiamata ad organizzare. In questo contesto ritengo calzante ricordare una delle frasi più conosciute di Madre Teresa di Calcutta: “Quello che noi facciamo è solo una goccia nell’Oceano, ma se non lo facessimo l’Oceano avrebbe una goccia in meno.” 38


Anisa Meca Mi è stato chiesto di raccontare ciò che ha significato per me far parte del Presidio “Insieme si può”, sinceramente non posso limitarmi a ricordare cosa è significato, ma cosa ancora significa, dato che per me è stato parte fondamentale della crescita e del mio essere tutt’oggi. Aiutare chi ci sta attorno aiuta anche noi stessi, con aiutare non intendo un aiuto fisico o monetario ma morale e psicologico, donare un sorriso sincero e puro senza fini di interesse migliora la giornata a chiunque. Il volontariato mi ha aiutato a essere più libera con i miei sentimenti, non ho timore di dimostrare il mio affetto che sia ad un mio coetaneo o ad una persona più adulta. Il tempo che abbiamo a disposizione non è mai abbastanza per dimostrare il nostro affetto, ho imparato ad apprezzare ogni istante che le persone mi dedicano. Per me un semplice “ciao” che mi porgono i conoscenti quando mi incontrano è una dimostrazione di attenzione importante perché in quel “ciao” è nascosto “ehi! io mi ricordo di te! Abbiamo passato momenti insieme anche se qualche tempo fa”; ormai si tende a non dare più importanza alle piccole attenzioni, e il volontariato, se fatto con il cuore, ripaga chi lo pratica rendendolo sempre più ricco interiormente. Ricordare le numerose attività proposte e portate avanti con il Presidio, di cui sono stata anche Presidente, non è cosa facile. L’impegno è stato molto e costante, il piacere di incontrarci, di scambiarci opinioni, di cercare soluzioni, di risolvere problemi me lo porterò sempre con me, come pure la tensione quando dovevamo parlare in pubblico, davanti ai microfoni, ai giornalisti della RAI. Travolgenti i tanti pomeriggi dedicati alla Giocoleria - Circo Sociale. Il tempo impegnato nella formazione aveva un “sapore” speciale, era un imparare per coinvolgere l’altro, per convincere per esempio della bontà di un corretto stile di vita, per sé e per gli altri, come nel caso dei 39


Progetti “Se guido non bevo” oppure quello sulla “Corretta raccolta differenziata a scuola”. Interessante e sicuramente formativo anche individuare in maniera creativa il modo migliore per finanziare le nostre azioni di solidarietà. Per l’adozione a distanza di due bambini in India e per i progetti “Mucche in comodato d’uso” in Etiopia e “Abbanai - dare chi è senza” con l’assegnazione di capre, in Niger, dopo varie proposte si arrivò alla decisione di far realizzare matite con il nome del Presidio, ma come fare per averle e per pagarle? In nostro soccorso, come spesso accadeva, è venuto il Cesvol di Perugia che ha ordinato e pagato in anticipo per noi le matite. Con il ricavato della vendita delle matite siamo andati avanti per vario tempo ed abbiamo sostenuto anche altre iniziative sociali. Con la partecipazione all’attività del Presidio, alcune di noi hanno avuto, con il Progetto LEVER, un riconoscimento Europeo, un portfolio delle competenze acquisite grazie all’attività di Volontariato. Marta Mencobello All’inizio dell’anno scolastico 2010/2011 ci è stato proposto di istituire, all’interno della nostra scuola, il Presidio del Volontariato, con il compito di promuovere iniziative di solidarietà e di sensibilizzazione all’interno e all’esterno della scuola. Senza troppe esitazioni noi delle classi quarte dell’Istituto Professionale - Istituto Statale di Istruzione Superiore “Italo Calvino”, di Città della Pieve, abbiamo aderito alla richiesta, ed è stato così che abbiamo costituito il Presidio del Volontariato “Insieme si può”. Molte delle attività come quelle di solidarietà, sull’ambiente, sul riciclaggio, sul risparmio energetico, erano presenti all’interno della nostra scuola, ma con la nascita del Presidio si dava un nuovo valore alle iniziative, perché ci siamo sentiti, 40


da subito, veri protagonisti. Gli incontri con le classi ci hanno permesso di conoscerci meglio, di allargare la condivisione. Nei mesi da gennaio a giugno siamo stati i promotori di un progetto di educazione alla salute sul tema alcol e guida promosso da USL Umbria 1 e Cesvol in collaborazione con l’Accademia “Pietro Vannucci” di Città della Pieve. Abbiamo pensato che il mezzo migliore per comunicare potesse essere il teatro ed allora abbiamo iniziato la stesura di un testo tale da attrarre l’attenzione e far riflettere sul problema alcol e guida. Dopo mesi di intenso lavoro, che ci ha occupato per numerosi pomeriggi, siamo riusciti a mettere in scena uno spettacolo dal titolo “C’era una Vodka… Divieto di eccesso!”, lo abbiamo presentato in anteprima alla giornata della creatività il 27 maggio al teatro Pavone a Perugia, il 29 maggio per la cittadinanza e lunedì 30 maggio per le scuole presso il teatro degli Avvaloranti di Città della Pieve. L’esperienza è stata piacevole, positivo il riscontro del pubblico, numerosi i complimenti tributatici, lo spettacolo è stato giudicato gradevole ed educativo, traguardi che ci eravamo prefissati, soprattutto riuscire a comunicare qualcosa di educativo ai nostri coetanei. Esperienza sicuramente da ripetere! Nell’ottobre del 2015 la professoressa Ivonne Fuschiotto, ci ha comunicato che il libricino, “Il bosco e i suoi abitanti”, realizzato in occasione della festa dell’albero del 2012, consegnato, in copia stampata dall’Istituto, alle scuole dell’Istituto Comprensivo “Pietro Vannucci” di Città della Pieve era diventato un libro vero e proprio, grazie al Cesvol di Perugia. Alla notizia sono stata colta da soddisfazione e felicità, un nostro scritto era diventato libro, anche perché quando la professoressa ci chiese di scrivere storie per bambini e di illustrarle, pensavamo di non essere in grado di assolvere a questo compito, scrivere in maniera semplice e comprensibile; poi in realtà non è stato così difficile trovare le 41


parole giuste! Il 14 novembre insieme ad una mia compagna di classe, siamo andate alla presentazione del libro a Perugia, nell’ambito della manifestazione Umbria Libri. È stato emozionante sentir raccontare e veder animare, dagli attori di “Rinoceronte Teatro”, le nostre storie ai bambini. Qualche giorno dopo il libro è stato presentato anche a Città della Pieve, ai bambini dell’Istituto Comprensivo “Pietro Vannucci”, questa volta a leggere le nostre storie la Compagnia de “I Macchiati”. Sono davvero contenta di sapere che il Presidio del Volontariato continua dopo anni a svolgere il suo compito, quello dell’educazione fra pari, perché fa crescere e riflettere. Adele Modesti Per me questa è stata una bellissima esperienza che ho potuto condividere con i miei amici coetanei, mi ha resa più aperta al mondo, più disponibile e favorevole al volontariato, mi sembra di essere più ricca dal punto di vista umano, mi ha reso migliore come persona. Sono contenta che sia possibile fare esperienze come questa in ambito scolastico perché forma i ragazzi al volontariato e nell’essere di aiuto... Tra i momenti più belli ricordo i pomeriggi alla Residenza Protetta, i laboratori di Clown-terapia e Circo Sociale con Dudi e gli spettacoli finali, i momenti di intrattenimento con i bambini più piccoli, quelli sul palco nelle serate della “Notte dei Talenti”, ed in particolare l’evento “Insieme si può… ricostruire”, per raccogliere fondi a favore di una scuola di Norcia dopo il sisma, a partire dal grande lavoro di preparazione alla serata. Un impegno, una fatica che comunque ci ha sicuramente aiutato a crescere.

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Giulia Testa Ho iniziato quest’esperienza in quarto Superiore per acquistare crediti formativi, anche se già dal primo incontro ho capito che c’era molto di più da “guadagnare”! È stata un’esperienza unica e di vera crescita. Ricordo gli incontri in gruppo con “Dudi”, il nostro maestro, durante i quali abbiamo appreso diverse tecniche di comunicazione e molti giochi di gruppo e di ruolo per divertirci e socializzare. Siamo inoltre venuti a conoscenza di molte storie di vita raccontateci proprio da Dudi, concernenti la sua esperienza di volontario nei reparti pediatrici degli ospedali, con l’Associazione “Viviamo In Positivo” di Perugia. Ricordo con vero piacere lo spettacolo per gli anziani della Residenza Protetta che ci ha ospitato per i laboratori, momento coinvolgente ed emozionante. Ringrazio la scuola per questa meravigliosa esperienza che mi ha regalato preziosi ricordi. Lia Tozzi Ciao sono Lia e frequento l’ultimo anno del liceo scientifico “Italo Calvino”. Sono entrata a far parte del Presidio del Volontariato durante il secondo anno semplicemente per caso, non sapendo con precisione che cosa fosse o di cosa si occupasse. L’ho scoperto riunione dopo riunione ed evento dopo evento, rimanendone piacevolmente colpita ed affascinata, fatto sta che dopo tre anni ne faccio ancora parte. Il mio primo corso extra scolastico, che corrisponde alla mia prima attività all’interno del Presidio, è stato “Clown Terapia - Circo Sociale”; un corso formidabile, intelligente ed all’avanguardia come coloro, i clown, che lo conducono. La loro arte è tra le più difficili, perché si basa sul divertirsi e soprattutto far divertire, cosa assai difficile se ti trovi davanti ad una persona malata o molto anziana. Questo è solo uno tra i tanti corsi che 43


il Presidio del Volontariato mette a disposizione dei ragazzi. Il filo conduttore è l’altruismo, concetto fondamentale ogni volta che si parla di Volontariato e qualità che si apprende velocemente quando si sta in un ambiente sano. Oltre che aver avuto modo di conoscere persone straordinarie, con le quali altrimenti non avrei mai avuto modo di entrare in contatto, ho potuto sperimentare cosa significhi avere delle responsabilità e delle libertà decisionali, che come tali comportano scelte e soluzioni non facili da prendere ma che sicuramente sono indispensabili per crescere. Vorrei fare un unico ringraziamento, anche a nome di tutti i membri attivi del Presidio del Volontariato di Città della Pieve: il nostro riconoscimento va alla prof.ssa Ivonne Fuschiotto che da anni segue ogni singola attività del Presidio, sempre con grande dedizione, entusiasmo e passione contagiosa che è sicuramente riuscita a trasmetterci. E forse è proprio questo il vero scopo del Volontariato e cioè, così come nella vita, fare ciò che si fa con passione e questo allora non solo non sfuggirà agli altri... ma neanche a se stessi. Ilenia Trincia Volontariato... volontariato... ho pensato molto a cosa potesse significare questa parola e credo che la mia esperienza alle scuole superiori abbia molto a che fare con essa. Scusatemi non mi sono neanche presentata, comunque mi chiamo Ilenia e vorrei cominciare dicendovi che la mia “carriera” scolastica al Superiore è cominciata nel lontano 2012, scherzo non sono poi così vecchia... ma adesso basta scherzare, perché questo libro è una cosa importante e io sto contribuendo alla sua stesura per cercare di farvi capire l’importanza di introdurre il volontariato nelle scuole e far sì che i giovani continuino a praticarlo anche dopo. La prima forma di volontariato con la quale sono entrata in 44


contatto alla scuola superiore di Città della Pieve è stata la vendita di oggetti solidali, per Telefono Azzurro, Comitato per la Vita “Daniele Chianelli”, AIRC, Telethon, UNICEF, all’interno della scuola e fuori, allo scopo di finanziare la ricerca o aiutare, in particolare, bambini in difficoltà. Altra iniziativa di volontariato, la raccolta fondi per le adozioni a distanza di bambini, ma anche l’acquisto di mucche e capre da donare a famiglie povere di paesi quarto mondiali in modo da garantire, con il latte, nutrimento. Il Presidio, con alcune sue attività, ha poi partecipato, alle due edizioni della “Notte dei Talenti”, organizzate dalla scuola, ed ha contribuito a realizzare l’evento “Insieme si può… ricostruire” per raccogliere fondi per scuole terremotate. Durante l’anno scolastico 2016-2017, sono state proposte varie iniziative organizzate dal Presidio ed altre delle quali il Presidio è stato comunque parte attiva, come il Progetto riguardante la raccolta differenziata realizzata in ogni classe e controllata da studenti formati al riguardo. La visita alla Lucart di Lucca, azienda che realizza carta partendo da carta riciclata, viaggio offerto da TSA per le classi vincitrici, è stata oltremodo interessante. Altra esperienza pluriennale organizzata dal Presidio, i laboratori di Clown Terapia o meglio Giocoleria Clownistica, iniziata nel 2012-2013, consistente in incontri pomeridiani con dei Clown professionisti, che ci hanno insegnato alcuni trucchi del mestiere. Ogni anno a maggio, alla conclusione del corso, si realizza uno spettacolo alla Residenza Protetta di Città della Pieve e non solo, dove risiedono numerosi anziani. Esperienza bellissima che ci fa riflettere sull’importanza di donare un sorriso a chi, purtroppo, per varie ragioni, non ha tanta voglia di sorridere. Il Presidio del Volontariato ha, nel corso degli anni, collaborato con numerose Associazioni, tra le quali quella 45


culturale “Bellatrix”. Per me partecipare a tutte queste attività è stato un impegno, sì, non lo nego, perché è più facile tornare a casa appena finite le lezioni, invece che restare anche il pomeriggio per varie iniziative, ma la soddisfazione e il pensiero di poter aiutare gli altri, in qualsiasi modo, sono stati superiori, hanno ripagato, alla grande, dei sacrifici affrontati. Spero di non avervi annoiati e mi auguro abbiate potuto capire che niente è impossibile se lo si vuole veramente e che l’unione fa la forza, sempre. Lorenza Vanni Ho iniziato a fare volontariato in terzo superiore, partecipando a vari corsi ed attività organizzate dal Presidio. Sono partita con semplici laboratori, come Clown Terapia Giocoleria - Circo Sociale, nel quale ci hanno insegnato a stare serenamente in gruppo, a socializzare tra di noi e soprattutto a far ridere e rendere più felici gli anziani e i bambini. Ho partecipato ad iniziative che offrivano aiuto a persone bisognose, ho collaborato con Associazioni come Banco Alimentare, UNICEF, Comitato per la vita “Daniele Chianelli”, AIRC, Fondazioni come Telethon, ma anche tante altre Associazioni benefiche. Durante il mio ultimo anno di scuola superiore sono entrata a far parte attiva del Presidio del Volontariato, con cariche direttive. Questi anni di attività nel volontariato mi hanno aiutata a crescere, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto umano, ma anche a livello psicologico, aprendomi di più al mondo esterno. Il volontariato mi ha resa una persona migliore, mi ha spinta ad andare oltre il pregiudizio, a guardare l’altro con occhi diversi. 46


Penso che ognuno di noi debba fare almeno un po’ di volontariato per cercare di rendere il mondo un posto migliore in cui abitare con maggiore serenità.

A distanza di anni Viola Rubeca Il valore di una scuola, quello vero, quello umano, non è misurato da medie ministeriali, ma dall’umanità degli studenti che la compongono. Il Presidio del Volontariato “Insieme si può” ne è la prova: la passione con cui i membri, presenti e passati, donano il proprio tempo, la loro energia per creare qualcosa di bello, che sia uno spettacolo di clown terapia-circo sociale, una vendita benefica a scuola o in un supermercato o una serata di raccolta fondi, lo rende uno dei ‘fiori all’occhiello’ dell’Istituto “Calvino”. Quando decisi di entrare nel gruppo frequentavo la classe seconda, il trasporto e la sinergia con cui gli studenti collaboravano con la prof.ssa Ivonne Fuschiotto mi colpirono tantissimo. Quell’anno fummo chiamati a dare una mano nella ristrutturazione della sede del Gruppo Ecologista “Il Riccio”, ed ogni anno abbiamo organizzato eventi più coinvolgenti. La serata “Insieme si può… ricostruire” rivolta alla raccolta fondi per l’Istituto “Battaglia” di Norcia, colpito dal terremoto, è stata una delle nostre piccole vittorie, impossibile da realizzare senza l’immenso aiuto della prof.ssa Miranda Farnetani, seppure coadiuvata esternamente della prof.ssa Ivonne Fuschiotto già in pensione, che ha messo tutta se stessa nel progetto, continuando così ad avvicinare al volontariato, anno dopo anno, sempre più ragazzi. Ogni piccola esperienza mi ha permesso di crescere e scoprire ciò che potevo dare al prossimo: ho sconfitto la mia timidezza perché “costretta” a rapportarmi e, soprattutto, a 47


trasmettere ai miei coetanei le motivazioni e le sensazioni che si nascondono dietro la necessità di donarsi all’altro tramite, ad esempio, una lezione come peer-educator, o l’acquisto di una candela a favore di Telefono Azzurro, o di una reticella di arance per AIRC, o ancora condividendo un po’ di tempo con gli anziani della Residenza Creusa Brizi Bittoni. Il Presidio del Volontariato è stato parte integrante della mia crescita personale durante gli anni del liceo e oggi sono certa di essere una migliore versione di me anche grazie a questo. Giulia Croce Mi chiamo Giulia Croce, ho 20 anni e ho terminato il liceo già da due. I miei anni di liceo non sono stati molto facili, ho cambiato vari indirizzi, compagni, professori, materie, ma una cosa non è mai cambiata: la mia partecipazione al Presidio del Volontariato “Insieme si Può”. Ricordo che entrai durante il secondo anno, attirata da una delle numerose attività e per quell’anno mi limitai a non fare niente di più. Devo dire che però rimasi colpita dall’ambiente del Presidio: i molti compagni di scuola che donavano il loro tempo, le loro energie, a volte anche qualche centesimo del loro portafoglio... per ricevere niente di più che un semplice attestato e qualche credito scolastico. Rimasi abbastanza sorpresa che in una società così immersa nell’era del consumismo, del non dare senza prima ricevere, esistessero ancora persone capaci di dare tutto in maniera disinteressata. Credo che fu il momento in cui capii che in un gruppo di persone dove tutti facevano cose solo per il gusto di farle e non per un secondo fine, non sarebbe esistito nessun tipo di limite! Decisi che era il mio turno e dovevo unirmi. Da quel momento iniziò un percorso che modellò una nuova e migliore Giulia, capace di mettersi alla prova. Vedere le lacrime negli occhi degli anziani della Residenza Protetta, che 48


non sapevano come ringraziarci per il tempo che stavamo donando loro, festeggiare i loro compleanni, leggere loro un libro, intrattenerli…; divertirsi, fare conoscenze nuove, scoprire lati nascosti della propria personalità, nel corso di Clown Terapia - Circo Sociale; provare in tutti i modi a penetrare l’anima dei clienti dei supermercati per convincerli a contribuire alla nostra umile Raccolta Fondi per iniziative benefiche; leggere libri a bambini facilmente “annoiabili” durante i pomeriggi di lettura pediatrica, e vederli incantati; e soprattutto cercare in ogni tipo di attività di lasciare una traccia positiva e memorabile nel tempo, tutto questo faceva di noi il gruppo di attività pomeridiane più forte e “figo” di tutta la scuola. Perché questa è la verità: fare del bene nel mondo, lasciare la propria impronta nel cuore delle persone e migliorare la nostra attitudine, non è per niente di moda, però vi assicuro che è estremamente contagioso. Non abbiate paura di essere buoni, amate voi stessi e allo stesso modo fatelo con chi vi circonda, donate qualsiasi cosa possiate donare senza aspettare un premio, siate la vostra versione migliore sempre, curate i dettagli e non abbiate mai paura di chiedere aiuto, perché per quanto questa vita sia difficile e dura INSIEME SI PUÒ, sempre. I racconti degli studenti anni scolastici 2018 - 2020 Presidio “Insieme si può” - Istituto di Istruzione Secondaria di Secondo Grado “Italo Calvino” - Città della Pieve Il Direttivo 2020 Il volontariato è qualcosa di speciale che nel corso di questi anni scolastici nell’Istituto Superiore “Italo Calvino” abbiamo sentito, vissuto e capito sotto aspetti che non avremmo mai 49


immaginato. È un’organizzazione della scuola per noi fondamentale, che ci ha cambiate e che ci lascerà un segno che porteremo dietro per tutta la vita. Per questo siamo qua, per raccontare a tutti il significato speciale della nostra esperienza e la fortuna che abbiamo avuto a viverla. Ecco alcune testimonianze delle studentesse del direttivo del Presidio del Volontariato “Insieme si può” di Città della Pieve. Irene Scarpanti - 16 anni - 4a G Liceo Ricordo ancora quando mi sono iscritta al Presidio in primo superiore, mi sembrava un mondo così sconosciuto ed estraneo a quella che ero io, che però mi ha subito affascinato. L’ho vissuto in molti dei suoi aspetti, dalla “lettura pediatrica” cioè lettura ad alta voce per i bambini, alle vendite per beneficenza e sebbene impegnasse molto del mio tempo ero e sono più che felice di dedicarlo a queste attività. Il volontariato mi ha cambiata, mi ha presa e trasportata in un altro mondo senza egoismo dove è importante solo il bene comune. Mi ha insegnato a dare un enorme valore alla felicità di chi mi circonda, anche di chi non conosco, e sarò sempre grata per questo. Non so quanto mi rimarrà in testa di ciò che ho imparato in questi anni di Scuola Superiore, ma una cosa è certa, nel cuore mi rimarranno queste esperienze vissute. Gioia Cugino - 17 anni - 4a F Liceo Questo è il mio secondo anno nel meraviglioso mondo del volontariato. L’anno scorso mi ha segnato molto perché mi sono sentita partecipe di iniziative che avevo sempre sentite lontane, come 50


per esempio, l’aiuto ai bambini del Brasile che ci mandano foto e ringraziamenti chiedendoci di non abbandonarli. Ogni volta è un colpo al cuore, ti fa capire quanto noi siamo fortunati e sento di crescere ogni volta che riesco a comprendere tutto questo. Un’esperienza unica, ricca di emozioni e riflessioni per me, è stata l’attività di volontariato presso la Residenza Protetta. Vedere quegli anziani spesso soli, mi ha fatto venire un forte senso di responsabilità. Loro si raccontano, si fidano molto di noi. Mi si è “sciolto il cuore” quando M., etichettato come una persona timida e molto introversa, si è completamente aperto con noi, facendoci sempre i complimenti e chiedendoci di tornare presto. Il rapporto che si è instaurato con lui mi ha fatto riflettere su quello che ho con mia nonna che considero la mia seconda mamma, la mia àncora di salvezza. Angela De Ieso - 17 anni - 4a B Liceo Questo è il mio terzo anno all’interno del Presidio del Volontariato. Mi occupo delle vendite per beneficenza e faccio parte del gruppo di “lettura pediatrica” che coordino insieme a Emma. Quando mi è stato assegnato l’incarico di coordinatrice del gruppo non mi sentivo realmente all’altezza del compito, ma dedicando buona parte di me stessa a questo progetto ho capito che chiunque può fare volontariato e che, con la giusta motivazione e il giusto interesse, si possono ottenere grandi soddisfazioni proprio come lo è stato per me. Penso che almeno un’esperienza di volontariato sia molto importante nella formazione di un giovane ragazzo, sia come persona che come membro della comunità. Emma Laurini - 17 anni - 4a B Liceo Questo è il terzo anno che dedico alle attività di volontariato all’interno della scuola. 51


È un’esperienza che sento di consigliare a chiunque poiché divertente e formativa. La nostra scuola ci dà la possibilità di prendere parte a diversi tipi di attività, affinché ognuno possa collaborare a modo suo, dedicandosi a ciò che preferisce. Io, per esempio, mi sono dedicata alla “lettura pediatrica” ispirata dalla mia passione per i libri e per i bambini e sono veramente orgogliosa di ciò che ne ho ricavato per me stessa. Infatti ringrazio molto i professori, la scuola e le organizzazioni esterne per l’opportunità datami di prendere parte a questo progetto, una meravigliosa esperienza che porterò dentro di me anche dopo aver finito il mio percorso scolastico. Sara Buonavita - 18 anni - 5a F Liceo Ho avuto la possibilità di far parte del Presidio del Volontariato nelle vesti di Presidente in questi due ultimi anni di scuola ed è un’esperienza davvero bella che mi ha dato la possibilità di conoscere nuove persone e soprattutto di poter, nel mio piccolo, fare del bene anche semplicemente strappando un sorriso. Mi auguro che questo tipo di attività possa continuare anche negli anni a venire e, secondo me, non solo come iniziativa scolastica. Porterò nel cuore questa piccola ma grande esperienza, grazie. Elena Paladini - 18 anni - 5a F Liceo Faccio parte del Presidio del Volontariato da ben 5 anni ed ho partecipato a tutte le attività promosse con grande entusiasmo e orgoglio. La mia esperienza è stata più che positiva e mi ha aiutato a crescere moltissimo e a rapportarmi più facilmente con gli altri. Ringrazio tutte le ragazze che insieme a me gestiscono il Presidio da due anni in collaborazione con la professoressa 52


Farnetani, sempre disponibile nei nostri confronti e senza la quale il Presidio non avrebbe mai preso piede così tanto. Giulia Mercanti - 17 anni - 4a D Istituto Professionale per i Servizi Commerciali Far parte del Presidio del Volontariato è un’esperienza bellissima perché fa capire quanto sia importante aiutare gli altri e dimostra che con poco si può fare molto. Ne faccio parte da quest’anno e ne sono pienamente soddisfatta. Durante l’anno scolastico svolgiamo attività per aiutare le persone che vivono in situazioni di bisogno e per sostenere la ricerca, per questo collaboriamo a campagne di raccolta fondi come quelle promosse da AIRC e Telethon. Inoltre sono due anni che mi reco alla Residenza Protetta di Città della Pieve per offrire compagnia agli ospiti della struttura ed è, per me, una delle esperienze più belle che ci siano. Si riesce a donare un sorriso soltanto con la nostra presenza a persone meno fortunate, con un passato diverso dal nostro e sicuramente molto più difficile. Dal primo giorno che ho messo piede alla Residenza ho legato fin da subito con Angelica, un’anziana ospite arrivata quello stesso giorno. Con Angelica ho un bellissimo rapporto quando mi vede inizia a sorridere e penso che non ci sia cosa più bella, mi racconta del suo passato, giochiamo insieme... mi emoziona sentirle dire che per lei sono la sua bambina. Finché non lo si prova non si può capire come si sta bene ad aiutare altre persone. Giulia Rossi - 17 anni - 4a D Istituto Professionale per i Servizi Commerciali Credo sia un onore essere parte del direttivo del Presidio del Volontariato, quest’anno composto da sole ragazze. Il Presidio, durante l’anno, mette in atto molte iniziative, ad esempio abbiamo aderito alle campagne di raccolta fondi 53


AIRC e Telethon e con il contributo raccolto durante la vendita, facciamo la nostra parte per la ricerca contro le malattie. Insieme alle mie compagne ci rechiamo regolarmente in visita dagli anziani ospiti della Residenza Protetta di Città della Pieve. Per il secondo anno contribuisco a “strappare un sorriso” a quelle persone un po’ meno fortunate. Mi sembra un gesto molto bello, in particolare fin dall’inizio mi ha colpito un’anziana che non voleva giocare insieme a noi perché pensava di non essere all’altezza. Standole vicino e parlandole, ho conosciuto una persona piena di vitalità, gioia, amore e voglia di vivere. Sicuramente non la dimenticherò, mi ha fatto riflettere molto sul fatto che nella vita ci lamentiamo sempre, ma dobbiamo ringraziare per quello che abbiamo. Ludovica Rauccio - 17 anni - 4a A Liceo La mia esperienza nel Presidio è cominciata durante il mio secondo anno al Liceo e soltanto per pura curiosità. Ammetto che le prime volte non sono state semplici, infatti è necessario capire come porsi con le persone che ti trovi di fronte ma, con il tempo, diventa più naturale. Durante l’esperienza alla Residenza Protetta, ho notato che i “nonnini” a cui faccio compagnia, si sono piano piano affezionati, come io a loro, ed è stupendo vedere quanto con poco è possibile cambiare la loro giornata. Spesso, essendo una persona sensibile, mi emoziono ascoltando le loro storie meravigliose che raccontano con le lacrime agli occhi, avverto un vuoto dentro che mi sprona a godermi la vita al massimo. Uno di loro è ormai diventato il “mio” nonno, parla sempre di me alle infermiere come se facessi chissà che cosa… in realtà è lui che fa una cosa magnifica a me… Ho notato che la serenità di questo ambiente mi tranquillizza, c’è in particolare una nonnina che, accarezzandomi le mani, riesce a rilassarmi tantissimo, anche se non può più parlare lo fa con gli occhi. 54


Il frequentare la Residenza mi ha aiutato a calmarmi e a distrarmi dai problemi personali. Il mio “nonnino” è una delle persone più precise che conosca, è puntuale e estremamente testardo, proprio come me; mi aspetta al solito posto, alla solita ora, mentre bada ai suoi pesci rossi di cui è pienamente fiero. Una volta arrivata, facciamo la nostra passeggiata per i corridoi e infine abbiamo la tappa disegno… ebbene sì, lui colleziona disegni di me e lui circondati da pesciolini ed è incredibile vedere quanto si emozioni con così poco, subito dopo andiamo a posizionarli in camera sul comodino perfettamente combacianti l’uno con l’altro. Quando torno in camera mia, sento anche io il bisogno di mettere in ordine come lui. Un altro fatto che mi fa sorridere il cuore è quando mi chiede come tornerò a casa, preoccupato che vada da sola. Sarà una persona che ricorderò per sempre e alla quale sarò sempre affezionata. Il volontariato è una realtà bellissima ma, a mio avviso, non è mai vero e proprio volontariato, perché ci ritorna sempre qualcosa indietro che arricchisce profondamente noi stessi. Forse è il mio “nonnino” che sta facendo volontariato con me e non il contrario. Per concludere, noi tutte vorremmo fare alcuni ringraziamenti: - alla scuola che ci ha offerto la possibilità di dare il nostro contributo alla società; - alla prof.ssa Farnetani e a tutti i professori che hanno dedicato loro stessi al Presidio; - alle Associazioni di Volontariato che ogni giorno fanno più in grande ciò che noi cerchiamo di fare nel nostro piccolo; - al volontariato in sé e per sé e a tutte le persone che lo mettono in pratica, perché da soli magari non possiamo fare la differenza, ma insieme tutto si può. Speriamo che in futuro altri ragazzi all’interno della scuola e 55


al di fuori di essa seguano le orme da noi lasciate, mettendo loro stessi a disposizione della comunità e dando al bene per il prossimo l’importanza che merita. I ricordi delle studentesse e degli studenti diplomati che hanno operato nel Presidio “Gim ch’è bulo!” - Istituto Omnicomprensivo “Rosselli-Rasetti” - Castiglione del Lago Nadia El Habibi Dopo che il carissimo prof. Centomo mi ha contattata per scrivere qualche riga sulla mia esperienza nel Presidio del Volontariato dell’Istituto Superiore di Castiglione del Lago, ho deciso di rivedere le foto salvate sul mio desktop nella cartella “PRESIDIO”. Ho deciso di vederle perché sono passati circa cinque anni dal mio ultimo anno di Scuola Superiore quindi anche di Presidio ed è partito il momento nostalgia. Potrei descrivere questa esperienza come educativa, unica, divertente e necessaria. Sono stati tanti e diversi i progetti che il professor Centomo e i tutor del Cesvol ci hanno aiutato a sviluppare: il Corso di giocoleria con l’Associazione VIP, il “Gioco dei diritti” di Emergency svolto con gli studenti delle Scuole Secondarie di Primo Grado, i campionati, quelli seri, di bocce e briscola organizzati con gli anziani del CSA, e molti altri. A scuola passiamo molto tempo della nostra vita e ci vengono insegnate tante cose ma, a volte, non rimane il tempo per discutere di argomenti attuali o per approfondire argomenti sociali, a meno che non ci sia qualche professore pronto a “sacrificare” qualche minuto delle sue ore di lezione. Alle Scuole Superiori, soprattutto, dovrebbe sempre esserci 56


uno spazio in cui poter crescere e diventare più consapevoli e anche più empatici per poter forse diventare, in futuro, cittadini migliori. È il periodo della nostra vita in cui ci poniamo infinite domande su di noi, sul mondo e su quello che vorremmo essere da adulti. Investire pomeriggi interi dopo la scuola e anche giornate nel Presidio e nelle sue attività ha avuto effetti positivi sulla mia personalità e su quella dei miei amici. Ho 23 anni e ancora mi sto chiedendo cosa vorrei fare da grande ma non ho sicuramente dubbi sulla persona che voglio essere: consapevole, interessata a ciò che le succede intorno, curiosa, empatica e disponibile ad ascoltare il prossimo. Qualche mese fa, ho incontrato una delle tutor del Cesvol che ci aiutava nelle nostre riunioni di Presidio e mi ha dato una notizia per nulla positiva: i fondi per il Progetto Presìdi non sono più disponibili e, di conseguenza, molti sono stati chiusi anche per il poco valore che viene dato loro da professori e ragazzi. Il Presidio di Castiglione del Lago è tuttora attivo e spero continui per ancora molto tempo. Far parte del Presidio mi ha dato l’opportunità di conoscere molte persone di tutte le età e con diversi background che sicuramente in un contesto quotidiano non sarei mai riuscita ad intercettare. Sono Nadia El Habibi, una studentessa di Economia all’Università di Perugia e sono contenta di poter investire il mio tempo libero anche in eventi solidali, sociali e ambientali. Questo mio interesse è in parte stato influenzato dagli anni passati con Associazioni e persone appartenenti al campo sociale che ci hanno insegnato ad essere attenti e attivi in prima persona.

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Elisa Alberati L’esperienza del volontariato è una di quelle che ricordo con maggior entusiasmo. Nonostante siano ormai passati 5 anni, mi capita spesso di ripensare ai momenti trascorsi insieme con i ragazzi del Presidio del Volontariato, al desiderio di far del bene agli altri e agli attimi di socializzazione. Il progetto di Clownterapia - Circo Sociale al quale ho partecipato è stato uno dei momenti che più mi sono rimasti nel cuore, abbiamo preparato spettacoli per poi esibirci nelle Scuole Primarie facendo sorridere i bambini. Le cene organizzate al Centro Sociale Anziani, le partite a carte con loro e anche i tornei di bocce sono stati momenti di aggregazione con persone che avevano bisogno di compagnia e sono impossibili da dimenticare. C’è poi stata la vendita delle uova di Pasqua e delle piante, il cui ricavato è stato devoluto ad enti di beneficenza tra i quali ricordo la Fondazione ANT, che fornisce assistenza medico-specialistica domiciliare gratuita a malati oncologici terminali. Tra le altre attività ricordo anche i Corsi di Formazione organizzati con Emergency, finalizzati a far conoscere a tutti, in particolare ai ragazzi delle Scuole Secondarie di Primo Grado, le loro attività nei luoghi di guerra in cui operano e il lavoro che ogni giorno svolgono con grande dedizione. Il volontariato ci ha insegnato tanto, ci ha arricchito personalmente, ci ha dimostrato quanto un piccolo gesto può essere importante per far nascere un sorriso e quanto l’impegno di ognuno di noi, anche se minimo, è fondamentale per altre persone. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza il nostro prof. Mariano Centomo, che ha sempre creduto in queste attività e al quale va la mia più sincera gratitudine. Ringrazio anche lo sportello Cesvol Umbria del Trasimeno, che ci ha sempre supportato nelle iniziative. 58


Mi piace ricordare, con un po’ di nostalgia, la frase scritta da noi ragazzi durante il progetto di Clowterapia - Circo Sociale: “E tu quale storia sei venuto a scrivere? Quella che ti impone il mondo o quella che tu desideri per te? Perché ognuno di noi è meraviglioso così com’è, perciò sii quello che sogni di essere, perché se puoi sognarlo puoi certamente anche farlo”. Alex Balhuc Nonostante sia trascorso un bel po’ di tempo dalla mia partecipazione al Presidio del Volontariato “Gim ch’è bulo!”, ricordo davvero con piacere il mio coinvolgimento nelle attività promosse, alcune delle quali sono nate proprio in quegli anni. Ho frequentato l’IPSIA, un indirizzo caratterizzato da classi poco numerose, questo ci consentiva di conoscerci ma non avevamo occasioni per collaborare con i compagni dell’allora ITC. Grazie all’attività pomeridiana del Presidio del Volontariato invece è stato possibile incontrarsi e realizzare alcune iniziative insieme. I nostri piccoli successi ci hanno permesso di migliorare ed incrementare la partecipazione al Presidio, riuscendo a coinvolgere ogni anno sempre più compagni di scuola. Certo qualche volta è stato faticoso convincere alcuni professori della nostra “buona fede volontaria” ma la realtà ha dimostrato che tutto quello che abbiamo realizzato, l’abbiamo fatto davvero con la convinzione di fare la differenza e di essere noi i protagonisti. Sono esperienze formative importanti, perché comprendi il valore delle piccole cose.

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Il racconto di una studentessa del Presidio “Gim ch’è bulo!” - Istituto d’Istruzione Superiore “Rosselli-Rasetti” - Castiglione del Lago (a.s. 2019/2020) Isabella Conciarelli - Classe 3a AS Sono Isabella e frequento il terzo anno dell’Indirizzo Socio-sanitario dell’Istituto “Rosselli-Rasetti”. Quest’anno scolastico 2019/2020 sono stata nominata Presidente del Presidio del Volontariato “Gin ch’è bulo!”, tradotto “andiamo che è divertente”. Per me fare del volontariato, di qualsiasi tipo e natura esso sia, è dare speranza a se stessi, agli altri e alla società, la quale sta diventando sempre più individualista e necessita di un cambio di rotta. L’esperienza svolta finora è stata molto positiva, grazie soprattutto a chi organizza gli eventi e al nostro impegno concreto. Anche quest’anno, noi ragazzi, abbiamo scelto di collaborare con molte Associazioni. La prima iniziativa, in collaborazione con Emergency, è stata quella di mettere in campo una formazione, con l’aiuto della signora Brunetta Bellucci, per poi lavorare, in occasione della Giornata Internazionale per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, con le classi seconde della Scuola Secondaria di Primo Grado utilizzando la metodologia della peer education. È stato un 20 novembre per dire basta a violazioni e disuguaglianze. Il 30 novembre abbiamo partecipato alla Giornata Nazionale della Colletta Alimentare presso il supermercato LIDL. Si è trattato di una proposta di grande valore sociale che ha favorito la tessitura di nuovi rapporti umani basati sulla corresponsabilità, in ottemperanza all’art. 3 della Costituzione Italiana. L’iniziativa ha “messo a tema” l’importanza dell’educazione, della convivenza civile e della solidarietà nella condivisione verso coloro che vivono in condizioni di emarginazione e di bisogno. Alla fine della giornata eravamo 60


stanchi ma felici al vedere tutti quegli scatoloni pieni di viveri. Con Telethon, invece, abbiamo avuto occasione di incontrare il Coordinatore della Regione Umbria, Giuseppe Ruberti, la responsabile del Trasimeno prof.ssa Ivonne Fuschiotto, il dott. Marco Gargaro medico ricercatore che lavora con il gruppo della dott.ssa Francesca Fallarino, che hanno illustrato i metodi di ricerca riguardo alle malattie genetiche rare. Toccante è stata la testimonianza di Gloria, una giovane ragazza affetta da mucopolisaccaridosi. Il nostro successivo impegno per la distribuzione dei Cuori di Cioccolato ed altri prodotti Telethon è stato sicuramente importante per sostenere la ricerca ed ha visto il coinvolgimento congiunto di personale scolastico, alunni e popolazione del luogo. Abbiamo inoltre collaborato con AIRC - Fondazione per la Ricerca sul Cancro, per le Arance della Salute; con ANT - Assistenza domiciliare gratuita per pazienti oncologici, per le uova di cioccolato nel periodo pasquale; con AULCI - Associazione Umbra per la Lotta alle Cardiopatie Infantili, per i biscottini del cuore; con altre Associazioni. Proficua ed intensa è anche l’attività con il CSC - Centro Socio Culturale “L’Incontro” di Castiglione del Lago, con loro organizziamo tornei di briscola e bocce, in collaborazione anche con il Centro di Piscino che accoglie giovani con disabilità. Questi incontri intergenerazionali ci consentono di condividere giochi, esperienze e racconti che aiutano noi a crescere e gli anziani a sentirsi componente attiva del nostro territorio. Fare volontariato è bello ed arricchente.

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Gli studenti hanno scritto sulle varie attività Stralci di articoli scritti, nel corso degli anni, dai ragazzi del Presidio “Insieme si può” e pubblicati sul giornale online d’Istituto “Notizie dalla Scuola”, fino al 2017, consultabile sul sito della piattaforma Alboscuole Da - Presidio del Volontariato: “Insieme si può” di Anne Marie Pfaff, Valbona Nesimi, Vittoria Piccini All’inizio dell’anno scolastico 2010 - 2011 si è costituito presso l’Istituto Professionale per i Sevizi Commerciali e Turistici di Città della Pieve il Presidio del Volontariato “Insieme si può” costituito dagli studenti delle classi IV D e IV E. L’iniziativa è stata realizzata su proposta del Cesvol di Perugia e del suo Sportello territoriale che ha sede a Castiglione del Lago e con l’appoggio della USL Umbria 1. Democraticamente gli studenti delle due classi hanno nominato: Presidente,Vicepresidente, Addetti stampa, Addetti Facebook. Compito del Presidio è quello di promuovere iniziative di solidarietà e di sensibilizzazione all’interno ed all’esterno della scuola. Numerose le attività già svolte sia riguardo la solidarietà, come la raccolta fondi per Telethon, la vendita delle arance della salute di AIRC per la lotta contro il cancro; sia rispetto alla sensibilizzazione su tematiche varie in cui numerose iniziative hanno impegnato gli studenti sul fronte della memoria e del ricordo, dell’impegno, del recupero e del riciclaggio come pure riguardo al risparmio energetico. Rispetto a quest’ultimo punto all’interno del Presidio è stato costituito, tra l’altro, il Gruppo di Riferimento per la Politica Energetica della scuola, formato da due studenti, un docente, un rappresentante del personale ATA. Molte le attività ancora da effettuare a partire da un lavoro di sensibilizzazione su “Alcool e guida”, come pure altre iniziative di solidarietà, quali il finanziamento di 62


Progetti Unicef, la vendita delle uova di Pasqua per il Comitato per la Vita “Daniele Chianelli”, l’adozione a distanza di due bambini indiani. Lavorare all’interno del Presidio ci piace soprattutto perché ci sentiamo veri protagonisti, gli incontri a classi congiunte ci permettono di conoscerci meglio, di allargare la condivisione. L’affrontare argomenti specifici ed attuali, il far fronte concretamente a situazioni ci fa crescere in autonomia, ci fa sentire sempre più cittadini consapevoli in quanto capaci di operare concretamente al miglioramento della vita nostra e altrui. L’essere sostenuti ed aiutati dalla scuola, dal Cesvol, dalla USL Umbria 1 ci rende più sicuri e ci fa operare con serenità poiché sappiamo che per qualsiasi problema c’è e ci sarà sempre qualcuno pronto ad ascoltarci e consigliarci. Riteniamo questa iniziativa veramente formidabile e consigliamo ad altre scuole o gruppi giovanili di costituire Presìdi del Volontariato, perché la cooperazione per il bene della collettività arricchisce veramente sotto vari punti di vista. Da - C’era una vodka… divieto di eccesso di Francesco Canuti I ragazzi dell’Istituto di Istruzione Superiore - Istituto Professionale e Liceo scientifico - di Città della Pieve sono stati promotori, nei mesi da gennaio a giugno, di un progetto di educazione alla salute promosso dalla USL Umbria 1 e dal Cesvol in collaborazione con l’Accademia “Pietro Vannucci” di Città della Pieve. La nascita presso l’Istituto Professionale del Presidio del Volontariato “Insieme si può”, sorto con il compito di svolgere attività di sensibilizzazione tra i compagni del proprio Istituto e delle altre scuole del territorio attraverso la peer education ovvero l’educazione tra pari, ha favorito il 63


progetto. L’esperienza ha guidato gli alunni alla ricerca di un sistema adatto a veicolare tra i giovani il rapporto sovente funesto tra alcol e guida; il mezzo migliore è sembrato il teatro ed allora l’impegno è stato rivolto alla stesura di un testo tale da attrarre l’attenzione e da far riflettere sul problema. È nato così il “Laboratorio Teatro giovani ben-essere e solidarietà”, che ha visto la partecipazione anche di alunni con problemi; la sua attività si è svolta di pomeriggio e non solo, per un totale di 16 incontri. Dopo mesi di lavoro i ragazzi sono riusciti a mettere in scena uno spettacolo riguardante il tema alcol e guida, creato interamente da loro, con l’ausilio di un regista, un’attrice ed alcuni dei loro docenti e con la supervisione della USL Umbria 1. Lo spettacolo teatrale dal titolo: “C’era una vodka… Divieto di eccesso” ha avuto molto successo sia tra gli studenti delle scuole pievesi e non solo, sia tra il pubblico adulto. L’attività, al di là dei risultati, è stata piacevole, ha permesso a chi ha fatto l’esperienza di confrontarsi con gli altri ma anche con se stessi e di crescere. Da - Una solidarietà da diffondere di Sarah Maria Pupi Continua l’opera di solidarietà della nostra scuola; numerose sono le iniziative che nel corso dell’anno, come ormai da tempo, vengono messe in atto: per Telethon - raccolta di fondi in occasione della campagna nazionale, a favore dell’AIRC - vendita delle arance della salute, per l’UNICEF - adozione del progetto “Scuole per l’Africa”, a favore del Comitato per la Vita “Daniele Chianelli” - vendita delle uova di Pasqua, per la Croce Rossa Italiana - raccolta dei “tappi” per l’acquisto di macchinari medicali, con i Frati Minori Cappuccini “Giustizia, pace, ecologia” - adozione a distanza di due bambini in India. 64


Siamo sicuri che molte scuole operano a favore della solidarietà e vorremmo che questo sistema venga adottato da un sempre maggior numero di Istituti scolastici, in quanto siamo convinti che impegnarsi per aiutare gli altri è uno dei modi per apprezzare il vero valore della vita. Da - Scuola di solidarietà - La solidarietà si fa anche a scuola di Jenny Cardullo e Alessia Della Ciana La scuola con le numerose attività di solidarietà tende a farci capire l’importanza di aiutare il prossimo, ci insegna che bisogna essere attivi anche in questo campo e ci stimola ad entrare in associazioni di volontariato. Esperienze di questo tipo fortificano socialmente ed eticamente, aiutano a relazionare in modo corretto, stimolano comportamenti legali, abituano a dare spazio agli altri, contribuiscono a ridurre l’orgoglio, l’egoismo, l’esuberanza invadente. Le iniziative di solidarietà che abbiamo intrapreso con la scuola, nel corso dell’anno, sono state varie e sicuramente tutte estremamente educative: hanno spaziato dalla iscrizione come soci fondatori ad una Banca Etica in Madagascar, all’adozione a distanza di due bambini indiani, all’adozione del progetto UNICEF “Guinea Bissau - Nascere e crescere sani”, oltre ai soliti: Telethon, AIRC, Comitato “Daniele Chianelli”. Queste iniziative ci hanno stimolato ad essere utili anche nel nostro territorio ed infatti molti di noi si sono iscritti alla sezione locale dell’AVIS, altri hanno deciso di entrare nella “Misericordia”, Associazione che opera nell’effettivo esercizio della carità dal lontano medioevo. La sua nascita risale al 1244 in una Firenze in preda alle lotte tra Guelfi e Ghibellini; operante a Città della Pieve, allora Castel della Pieve, dal 1321 (data del primo Statuto), la Confraternita della Misericordia pievese risulta la più antica dell’Umbria. La scuola ha, a nostro avviso, tra gli altri anche il compito di aiutare gli studenti a 65


trovare spazio nell’associazionismo locale perché il legame con il territorio è funzionale alla crescita personale degli associati ed alla prosecuzione delle attività di organizzazioni che si occupano del sociale. Da - Estate “libera” 2009 - Esperienza formativa nei campi sequestrati alla mafia di Federica Benservito, Francesca Biribò, Fatima Hrouch, Domizia Vetralla Con la nostra scuola, l’Istituto Professionale per i Servizi Commerciali e Turistici di Città della Pieve, abbiamo aderito all’iniziativa di “Libera Umbria” che permetteva agli studenti, soprattutto se avevano lavorato nel corso dell’anno scolastico ai temi della legalità e della lotta alle mafie, di effettuare un’esperienza di lavoro nei terreni sequestrati alla mafia, presso la cooperativa Valle del Marro a Polistena (Reggio Calabria). Abbiamo risposto in cinque all’iniziativa, completamente gratuita, che si è svolta dal 7 al 13 luglio. È stata una settimana impegnativa, ricca di esperienze, di momenti di riflessione, di vita intensa e partecipata. Abbiamo condiviso quale alloggio una scuola, adibita per l’occasione, e la cucina, dove a turno ci si occupava della mensa, esperienza anch’essa a nostro avviso altamente educativa. Per tutto il periodo siamo stati accompagnati e seguiti da un simpaticissimo ed affabile esponente di “Libera Umbria”, il signor Mario, che avevamo già incontrato a scuola, insieme ai nostri genitori, alla nostra insegnante di italiano, referente del progetto, ed al Presidente di “Libera Umbria”, poco prima di partire. La giornata era così organizzata: la mattinata veniva dedicata ad attività lavorative nei terreni della cooperativa per il recupero dei beni confiscati alla mafia; il pomeriggio eravamo impegnati in attività formativa riguardo a mafia ed antimafia, con l’occasione ci sono stati presentati, tra l’altro, i vari progetti di “Libera”, 66


vi sono stati momenti di profonda riflessione, con esperti e testimoni, e di vivace discussione; la sera venivamo coinvolti nella visione di film e documentari o in momenti di animazione territoriale e sociale, con il coinvolgimento delle comunità locali. Un’esperienza che “Libera Umbria” propone ogni anno, quindi invitiamo tutti coloro che volessero conoscere nuove realtà, approfondire le proprie conoscenze e sviluppare una coscienza di cittadini consapevoli, a riflettere per poi aderire. Siamo certe che non se ne pentiranno. Da - Con “Libera Umbria” a Milano e non solo di Giulia Amodio, Fabio Ciofo, Valentina Medi, Marta Mencobello, Giulio Paggetti, Selene Rocchetti Il 19 marzo alcuni studenti delle classi IIIe e IVe dell’Istituto Professionale per i Servizi Commerciali e Turistici di Città della Pieve, che hanno lavorato e stanno lavorando al Progetto “Legalità”, sono partiti per Milano, accompagnati dalla docente referente, Professoressa Ivonne Fuschiotto, per partecipare alla “XV Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie”, che si è tenuta il 20 marzo. La nostra scuola non è nuova all’iniziativa, già lo scorso anno avevamo partecipato alla “XIV Giornata” che si era tenuta a Napoli il 21 marzo. Abbiamo, come lo scorso anno, aderito all’iniziativa di “Libera Umbria” che ha organizzato il viaggio ed il soggiorno. È stata un’esperienza estremamente positiva. Anche se il tempo non ci ha assistito, in quanto è piovuto, la marcia è stata imponente, ed emozionante seguire le parole di Don Luigi Ciotti e degli altri che si sono susseguiti sul palco istallato in Piazza Duomo. Gli studenti erano stati preparati all’iniziativa con particolare attenzione ed avevano scritto frasi su cartelli riguardanti giustizia, legalità, corruzione, razzismo, classismo, sfruttamento che hanno portato per tutta la manifestazione. Alcune classi dallo scorso 67


anno stanno lavorando a progetti sulla legalità e quest’anno hanno partecipato agli incontri organizzati a Perugia da “Libera Umbria”, su “Ambiente ed ecomafia”, “Memoria” “Integrazione - Cittadinanza multietnica consapevole” nell’ambito del Progetto “Professione cittadino: imparare la democrazia”, una classe ha preparato e quindi presentato un lavoro: “Illegalità migranti”. L’esperienza è stata particolarmente significativa, l’iniziativa è stata seguita con grande attenzione. Gli studenti hanno lavorato anche ad altri progetti sul tema legalità: “La libertà comincia con le parole”, in ricordo di Giancarlo Siani, giornalista ucciso dalla mafia; “Progetto legalità in memoria di Paolo Borsellino e di tutte le altre vittime delle mafie”; Progetto-concorso “Parole di legalità”. Da - Progetto “Siani” - Il giudice Luca Semeraro a scuola di Marta Mencobello e Valbona Nesimi Il 17 aprile il giudice Luca Semeraro, amico di Giancarlo Siani, è venuto a scuola per incontrare gli studenti delle classi terze che lavorano al progetto “La libertà comincia con le parole” sulla figura del giovane giornalista sopra citato, ucciso dalla mafia. L’esperienza è stata estremamente positiva perché dopo i due incontri, tenutesi a Perugia, sulla vita e l’opera di Siani, abbiamo potuto conoscere più da vicino chi ha vissuto con Giancarlo ed avere maggiori particolari sulla figura del giornalista. L’incontro era stato preparato grazie alla lettura di alcuni articoli di Giancarlo e dalla formulazione di domande per l’ultimo incontro, presso il teatro Morlacchi di Perugia, il 24 aprile. L’incontro con il giudice è stato molto proficuo, ha permesso agli studenti di riflettere, di ragionare non solo sul giornalista prematuramente scomparso ma anche sulla mafia, sulla illegalità e sulla legalità. Un ringraziamento sentito da parte degli studenti perché l’iniziativa ha permesso 68


la conoscenza specifica di un giornalista che, per amore della giustizia e della legalità, ha dato la propria giovane vita. Il suo sacrificio non è stato vano se il suo nome ricorda a molti giovani la via della “legalità” e stimola la riflessione sul senso di giustizia e sulla necessità di diventare sempre più “cittadini consapevoli”. Questo obiettivo, per quanto ci riguarda, è stato sicuramente raggiunto. Da - La prima donazione di sangue di Vittoria Piccini Prima donazione del sangue: sapere di essere idonea ti inorgoglisce, e quindi la paura, che è normale per la prima volta, passa in secondo piano. È bello sapere che puoi essere utile, che addirittura puoi, con un piccolissimo gesto, salvare la vita di qualcuno che, tra l’altro, conta sulla tua generosità. L’agitazione prende il sopravvento anche se ti dicono di stare rilassata perché il sangue fluisce meglio; il lettino è comodissimo ed è fatto apposta per facilitare il rilassamento; ti chiedono di chiudere e aprire il pugno continuamente, sempre per facilitare il deflusso del sangue. Donare il sangue è facile e come per ogni cosa, a volte, basta volerlo. Oggi la donazione è sicura per il donatore e per il ricevente. Possono donare tutte le persone sane o rispondenti ai parametri indicati, purché maggiorenni. Sapere che puoi essere di aiuto, che puoi salvare una vita che si sta spegnendo o meno, ti fa sentire utile ed anche importante. Se puoi, fallo anche tu....... e fallo con regolarità, c’è sempre bisogno di sangue. Da - M’illumino di meno - una gioventù illuminata dalla luce di un mondo pulito di Francesco Canuti, Anne Marie Pfaff, Valbona Nesimi Le classi quarte dell’I.P.S.S.C.T. di Città della Pieve organizzate 69


nel “Presidio del Volontariato” hanno dato vita, unitamente all’Amministrazione Comunale e all’Arci locale, ad un evento pubblico, il 18 febbraio 2011 alle ore 18,00 presso il Centro di accoglienza turistica “La Rocca” in piazza Matteotti, sul risparmio energetico e le buone pratiche da mettere in atto. Gli studenti operano, per la terza annualità, al Progetto europeo “EGS: Manifesto per la gestione della sostenibilità nelle Scuole” - “Piano di Azione Energetico Locale - Da un pensiero globale un agire locale”, con lo scopo di rendere efficace il risparmio e di socializzare al mondo della scuola e non solo, esempi concreti di “risparmio” non solo energetico. L’iniziativa “Mi illumino di meno”, alla quale la nostra scuola si è iscritta, è stata lanciata, come ormai da anni, dalla popolare trasmissione radiofonica Caterpillar in onda su Rai Radio 2. La “Festa dell’energia pulita”, così è stato chiamato l’evento alla “Rocca”, ha visto da parte del nostro Istituto la presentazione, con l’ausilio di numerose slide, dell’attività svolta. La serata è stata di estremo interesse in quanto ci ha permesso di venire a conoscenza di innovazioni in campo energetico presentate dall’Amministrazione Comunale, ci ha dato la possibilità di far conoscere le iniziative del nostro “Presidio del Volontariato” e diffondere comportamenti corretti e consapevoli per rendere effettivo il risparmio. Abbiamo piacevolmente scoperto che il nostro ridente paese si sta muovendo e, a quanto appreso, in più fronti, verso l’utilizzo di eco-energie o energie rinnovabili. Lo scopo di tutti è quello di lasciare alle future generazioni un mondo più pulito, in grado di rispondere ancora ai bisogni fondamentali dell’umanità. Da - A Potenza con “Libera” di Cecilia Paradisi Anche quest’anno il nostro Istituto ha risposto all’appello di Libera nel ricordare le tante vittime di mafia; gli studenti delle 70


classi quarte hanno partecipato il 19 marzo alla “Giornata della memoria, della legalità e dell’impegno per ricordare le vittime delle mafie” organizzata da “Libera”a Potenza. L’attività laboratoriale in preparazione della giornata ha guidato gli studenti a riflessioni sul fenomeno e alla realizzazione di frasi, montate su cartelli con i simboli del tricolore in onore ai 150 anni dell’Unità d’Italia, “indossati” durante il corteo. Gli studenti hanno inoltre con orgoglio portato striscioni e bandiere di Libera Umbria; è proprio con questa organizzazione che sono partiti ed hanno condiviso l’intera esperienza. Momenti significativi della manifestazione: la lettura dei nomi delle oltre 900 vittime innocenti morte per mano mafiosa e il discorso di Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera. È stata un’esperienza, per quanto faticosa e in alcuni tratti bagnata, entusiasmante, costruttiva e gratificante. Tra i partecipanti della nostra scuola anche un ragazzo con difficoltà che ha vissuto pienamente ogni momento dell’esperienza, mostrando forza e determinazione che hanno coinvolto anche gli altri. Un grazie va a Libera per il suo impegno nella lotta alle mafie e per la sua capacità di coinvolgimento, a Potenza per la sua ospitalità, a tutti i partecipanti alla marcia per il sostegno alla “legalità”, ma anche a tutti i sostenitori della lotta alla illegalità che non hanno potuto partecipare direttamente a questa giornata. Non bisogna mai dimenticare, non bisogna mai smettere di lottare per un mondo più giusto. Da - Visita al Consiglio Regionale - Presentazione progetto “Turismo responsabile” di Francesco Canuti Il 28 aprile 2011 gli studenti dei quarti e dei quinti dell’Istituto 71


Professionale per i Servizi Commerciali e Turistici di Città della Pieve, hanno effettuato la visita al Consiglio Regionale dell’Umbria; in tale occasione gli studenti hanno presentato un proprio lavoro dal titolo “Turismo responsabile: il turismo che fa la differenza”, sul quale si erano impegnati, con l’aiuto dei docenti di Economia e di Storia, in orario extrascolastico. Il lavoro che presenta esempi concreti, è stato realizzato allo scopo di formare sempre più un cittadino “consapevole”. Il prodotto multimediale è stato presentato al Consigliere Gianfranco Chiacchieroni che ha molto apprezzato il lavoro ed ha invitato gli studenti ad operare per la realizzazione di un turismo diffuso, come da loro ipotizzato, nel borgo di Salci. La proposta del Consigliere ha entusiasmato gli studenti, per questo è già stato contattato l’Ufficio Tecnico del Comune di Città della Pieve e l’Assessore competente che faciliterà il coinvolgimento della Facoltà di Ingegneria per la realizzazione di un vero e proprio Progetto di fattibilità. Il Consigliere regionale ha inoltre consegnato agli studenti un dossier su “Efficacia nel settore alberghiero: strategie di intervento e agevolazioni economiche” con l’invito a visionarlo ed a trovare strategie innovative da sottoporre alla Regione. Cosa che è stata fatta con attenzione da parte della scuola, lavoro apprezzato dalla Regione stessa. Da - Raccolta fondi per Telethon di Francesco Canuti “Ricerca”, una parola composta da sole sette lettere che ricorre spesso in una moltitudine di storie, non semplici racconti, storie vere di migliaia di persone affette da malattie per le quali non esistono cure e che proprio grazie alla ricerca possono sperare di vivere in maniera più degna, più a lungo e con minori sofferenze. Una delle Associazioni che si muove per favorire proprio la ricerca è Telethon, sorta 72


con l’obiettivo di raccogliere fondi da destinare allo studio di malattie genetiche rare per alleviare le sofferenze dei pazienti e delle loro famiglie; la speranza è trovare una cura per malattie ancora oggi incurabili. Telethon ogni anno raccoglie, attraverso eventi televisivi e donazioni da parte di aziende e privati, anche ingenti somme di denaro da impegnare nella ricerca. Da anni è con Telethon anche l’Istituto Professionale per il Commercio di Città della Pieve impegnato nella raccolta fondi. Dallo scorso anno a promuovere la raccolta fondi sono i ragazzi del Presidio del Volontariato “Insieme si può”, che si è venuto a creare all’interno della nostra scuola. Uno sforzo ripagato dalla generosità di compagni, docenti e personale ATA. Il nostro è un piccolo gesto, una piccola goccia nell’oceano della solidarietà, che unita a tante altre gocce può cambiare la vita di molti. Il nostro impegno è anche un segnale nel cammino della solidarietà, dell’aiuto agli altri che è uno dei cardini portanti per un cittadino consapevole ed impegnato nel sociale e sicuramente uno dei compiti della scuola. Cominciare ad attivarsi per gli altri vi assicuro scatena una positiva reazione a catena, che coinvolge anche altri aspetti della vita. Assaporare il piacere di poter fare del bene è stimolante e contagioso. La nostra scuola ha messo in atto, come ormai da anni, altre e numerose iniziative di solidarietà nei confronti dell’AIRC, del Comitato “Daniele Chianelli”, dell’UNICEF, di due bambini indiani adottati ormai da quasi 10 anni. Fare del bene, fa bene… provare per credere. Ricorda sempre che se vuoi puoi, in ogni occasione, in ogni momento. Da - A.L.I.Ce. un mondo di prevenzione di Michela Scarpanti A.L.I.Ce. è acronimo di Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale, è un’Associazione di volontariato libera e non 73


lucrativa, l’unica in Italia formata da persone colpite da ictus, familiari, medici, personale addetto all’assistenza, alla riabilitazione, volontari. Lo scopo di questa Associazione è quello di migliorare la qualità della vita delle persone colpite da ictus cerebrale, dei loro familiari e delle persone a rischio. A.L.I.Ce. è attiva anche a Città della Pieve dal 13 febbraio 2000, fondata ad opera di volontari del luogo e di neurologi. L’Associazione svolge attività di informazione, prevenzione e assistenza al fianco delle strutture sanitarie locali, compresi incontri di supporto psicologico, ed un servizio di trasporto socio-sanitario “Chiamiamo A.L.I.Ce.” rivolto alle persone non autosufficienti. Riguardo l’attività di prevenzione A.L.I.Ce. opera presso l’ospedale di Città della Pieve per due giorni alla settimana con controlli gratuiti per chiunque si presenti al servizio ed è presente, con orari stabiliti, anche in altre zone del territorio oltre ad organizzare giornate particolari di informazione e prevenzione. La sede, comunque, rimane aperta dalle ore 10.30 alle 11.30, tutte le mattine, ad eccezione della domenica, per qualsiasi informazione. L’Istituto Superiore “Italo Calvino” ringrazia sentitamente A.L.I.Ce. che quest’anno ha attrezzato di tutto punto, nei due Istituti Superiori della cittadina, due aule di primo soccorso, segno evidente dell’attenzione di questa Associazione nei confronti dei giovani. La nostra scuola ha già in passato lavorato con A.L.I.Ce. alla prevenzione e continuerà a farlo anche in futuro per il benessere e la formazione degli studenti e delle loro famiglie. Il loro slogan: “Conoscere, avere informazione, spesso, vuol dire prevenire, o, in altri casi, curare meglio...”. Da - Storie di buon esempio di Francesco Canuti, Valbona Nesimi, Caterina Duricchi, Silvia Pistella 74


Da anni ormai il nostro Istituto opera al recupero, al riciclaggio ed al risparmio delle risorse ambientali, ed invita tutti ad adottare azioni virtuose di razionalizzazione dei consumi, sperimentando in prima persona le buone pratiche di: riduzione degli sprechi, produzione di energia pulita, mobilità sostenibile, riduzione dei rifiuti e invito metaforico ad illuminare ciò che conta veramente. Sul risparmio energetico e sulle buone pratiche da mettere in atto, gli studenti del Presidio del Volontariato “Insieme si può” socializzano esempi concreti di “risparmio” non solo energetico. Il Progetto di riduzione dei consumi è per la nostra scuola iniziato ormai da tempo memorabile, la partecipazione per ben tre anni al Progetto “Intelligent Energy Europe - Energy Education Governance Schools” ha consolidato questo modo operativo. All’interno del Presidio per esempio è stato costituito il Gruppo di Riferimento per la Politica Energetica della scuola. Ciò ha portato ad un controllo concreto del consumo energetico del nostro Istituto. L’esame della “Scheda annua dei consumi” fa rilevare un netto risparmio nel metano conseguente ad una riduzione delle ore di riscaldamento. La situazione relativa al consumo specifico della corrente elettrica è più complessa, vanno inoltre considerati i consumi aggiuntivi verificatisi nel periodo di riferimento per: lavori di restauro e adeguamento dell’edificio, cessione di alcuni locali ad una Associazione di volontariato, incremento di attività pomeridiana, tuttavia anche in questo caso si è potuto evidenziare un risparmio. Per far conoscere modalità di risparmio abbiamo predisposto un pratico volantino: “Regole d’oro per un effettivo risparmio” da distribuire, un invito a mettere in pratica azioni virtuose 75


di razionalizzazione dei consumi, sperimentando in prima persona buone pratiche di riduzione degli sprechi, riduzione dei rifiuti - raccolta differenziata, riciclo e riuso, attenzione allo spreco di cibo; esempi di mobilità sostenibile - bici, car sharing, mezzi pubblici, andare a piedi; esempi di produzione di energia pulita, il tutto per favorire un consumo sostenibile e responsabile. Se non ti convince il miglioramento dell’ambiente lasciati convincere dal risparmio economico: cambiare abitudini per migliorare l’ambiente può farti risparmiare fino a 1.000 € all’anno. Meno sprechi più risparmi. Da - Gli studenti promotori di salute di Francesco Canuti, Valentina Costantini, Giada Scortichini, Jessica Pelliccia L’Istituto Professionale per i Servizi Commerciali di Città della Pieve opera da anni, con il diretto coinvolgimento degli studenti, sul fronte della prevenzione e dello star bene. Quest’anno l’attività è stata valorizzata dall’intervento più diretto degli studenti, infatti, il Presidio del Volontariato “Insieme si può”, all’interno del quale sono presenti esponenti del Consiglio d’Istituto, ha deciso di coinvolgere in modo più diretto ed efficace i propri compagni sulla vita scolastica dedicando parte del tempo delle assemblee studentesche a temi della salute e dello star bene in classe. Il primo argomento trattato: la sessualità, ha visto l’intervento della ginecologa Marina Toschi, della psicologa Pamela Raspa, dell’assistente sociale Donatella Cecchetti, del pediatra Michele Mencacci - fino a 16 anni si può far riferimento al pediatra - e l’aiuto della docente referente alla salute Ivonne Fuschiotto. Il lavoro di preparazione è stato intenso ma la risposta delle classi è stata buona. Nelle prime e nelle seconde i ragazzi del Presidio hanno coinvolto la docente di scienze, Silvana Giuli, per pre76


parare gli alunni all’evento. Gli esperti hanno risposto ad una serie di domande raccolte anonimamente nelle varie classi, selezionate e fatte pervenire in anticipo ai relatori che sono stati in grado, in modo magistrale, di coinvolgere interamente l’affollata ed eterogenea platea. Il loro intervento è risultato esauriente e sopratutto interessante, hanno saputo, anche in modo scherzoso, trattare tematiche sensibili e delicate, riuscendo a sdrammatizzare ed ironizzare con un linguaggio accessibile a tutti, pure ai più piccoli che hanno ripagato gli sforzi con attenzione e serietà interagendo con gli interlocutori in modo corretto e responsabile. L’attenzione, oltre alle domande specifiche, è stata portata sull’importanza di saper ascoltare e ascoltarsi, di conoscere bene i propri diritti ed immancabilmente si è arrivati a parlare della legge 194 del 255-78 sulla tutela della gravidanza e quindi sulla maternità, sul diritto anche dei sedicenni a decidere. È stata consigliata la lettura del libro di Adriana Zarri “Dedicato a” sui bambini nati grazie alla legge 194. Numerose le informazioni sulla prevenzione anche di malattie trasmissibili e sui servizi disponibili ad ascoltare ed aiutare. L’esperienza ha avuto un tale successo che se ne è parlato per giorni. Il lavoro sull’argomento è poi continuato, sempre per interesse del Presidio, con tutta una serie di informazioni su protezione e prevenzione dalle malattie sessualmente trasmissibili e gravidanze indesiderate. Il secondo momento, organizzato con lo stesso impegno e rivolto a tutta la scuola, ha riguardato le problematiche relazionali e le dinamiche di classe ed ha avuto quale interlocutore il dott. Nicola Donti. Questo secondo evento ha riscosso ancor più successo, molto probabilmente perché trattava un tema maggiormente sentito: le relazioni sociali, la comunicazione soprattutto tra pari. Il dott. Donti ha posto l’attenzione sulla difficoltà di comunicare, di prestare attenzione al fatto che ciò che si dice sia appreso dall’altro, non a caso comunica77


re presuppone il mettere insieme; spesso purtroppo si parla, non si comunica. Solitamente conosciamo così poco gli altri, gli stessi nostri compagni, che ci facciamo influenzare da stereotipi e pregiudizi, le scorciatoie della conoscenza come lui le chiama, barriere invisibili di cui non ci rendiamo conto, ancora una volta comode scorciatoie per uscire dalla paura, dall’imbarazzo. “È più facile, sostiene Einstein, spezzare un atomo che un pregiudizio”. Mai fermarsi all’apparenza, mai accontentarsi di una prima vista, bisogna guardare bene, cercare altro; la vera conoscenza inizia quando finiscono gli stereotipi. Discriminare è un vero atto di inciviltà, discriminiamo in quanto solitamente abbiamo paura, siamo terrorizzati da ciò che è diverso. È bene ricordare sempre che chi mette muri è consapevole della propria debolezza. L’attenzione degli studenti, la loro volontà di interloquire hanno confermato l’interesse, il piacere di ascoltare, riflettere. Anche questa seconda iniziativa ha fatto parlare a lungo di sé. Di entrambe le proposte sono state richieste repliche per il prossimo anno. Questo è chiaro sintomo che quando l’attività parte dal basso, da un’esigenza degli studenti, solitamente funziona. Da - Il popolo del volontariato: sempre più giovane di Martina Fiordi, Cecilia Paradisi, Vittoria Piccini, Marta Mencobello, Caterina Duricchi, Valbona Nesimi Sono sempre più i giovani che si dedicano al volontariato, negli ultimi anni si parla di un aumento del 27%, e la loro età oscilla tra i 20 e i 24 anni. 650.000 sono i giovani che oggi si impegnano nel volontariato alternandolo allo studio o al lavoro, dedicando almeno 5 ore alla settimana a chi ha bisogno. La Svezia è lo Stato con la percentuale più alta di volontari (59%) mentre la Turchia ha la percentuale più bassa (10%). L’Italia si trova all’incirca a metà della classifica con il 31%. La media dei volontari attivi è del 21,5%. I dati sopra riportati, che testimoniano un avvicinamento della gioventù 78


all’attività di volontariato, provengono da una ricerca del CSVnet, una rete di centri servizi di volontariato. Anche nella nostra scuola si coltivano numerose iniziative di volontariato, dall’iscrizione all’Associazione Donatori Sangue o alla Protezione Civile ed alla Misericordia, alle numerose raccolte fondi. Per essere più attivi e soprattutto maggiormente organizzati ed incisivi è nato, a scuola, il Presidio del Volontariato “Insieme si può”. Numerose e differenti le iniziative che servono a dare una mano al prossimo che si trova in difficoltà. Le attività di volontariato sono solitamente utili e positive sia per chi le riceve sia per chi le effettua. C’è chi fa volontariato per se stesso e chi per gli altri, chi fin da piccolo sente il bisogno di aiutare gli altri chi dopo aver fatto un’esperienza, resta comunque il fatto che tantissime persone si dedicano al volontariato. Come mai tanti giovani si avvicinano al volontariato? Vari possono essere i fattori: la televisione; Internet e i Social Network, due dei massimi output d’informazione per i giovani; la scuola che fin dalle prime classi s’impegna a far capire l’importanza di aiutare il prossimo; il trovarsi spesso a contatto con chi ha più bisogno; le stesse associazioni che cercano di coinvolgere i ragazzi. Non bisogna pensare che aiutando il prossimo si toglie tempo a se stessi perché anzi è un’esperienza che rende più responsabili ed insegna molto regalando gioia. Per aiutare gli altri spesso non servono diplomi, lauree ma semplicemente la volontà ed il tempo, il desiderio di un futuro migliore per tutti. Occuparsi gratuitamente degli altri è un modo per contare di più e per rendere più utile la propria vita: fare compagnia ad un anziano rimasto solo, aiutare persone diversamente abili, far parte di Associazioni a scopo benefico, insegnare la lingua italiana agli stranieri, adottare un bambino anche a distanza, ospitare un bambino/ragazzo straniero che ha bisogno di 79


cure, ma anche salvaguardare l’ambiente, aiutare un animale. L’attività del volontario, in qualsiasi settore sia impegnato, può cambiare la vita di molti e spesso e volentieri non costa nulla. Per riflettere sull’importanza di questo settore può bastare immaginare la vita di quei tanti senza l’impegno del volontario. Destinare parte del proprio tempo libero al volontariato vuol dire crescere come persona e come membro della società. Sarebbe opportuno che i mass media e comunque i mezzi di comunicazione e formazione diano spazio maggiore alle “buone pratiche”, propongano più spesso esempi concreti positivi. L’esempio vale molto più di mille parole e a volte si sente affermare dai giovani volontari: “Non ci interessa dimostrare che siamo buoni ma ci interessa contare”. Il sentirsi utili a qualcuno o a qualcosa spesso fa la differenza. Da - Cos’è il Volontariato - I perché del volontariato di Giada Scortichini e Cecilia Macocco All’interno del Presidio del Volontariato “Insieme si può”, costituitosi, qualche anno fa, nel nostro Istituto, il Professionale per i Servizi Commerciali di Città della Pieve, ci siamo più volte interrogati su cos’è il volontariato e siamo sempre arrivati alla conclusione che il volontariato prima di tutto fa bene a chi lo fa. È un modo per essere cittadini attivi e responsabili, sentirsi parte attiva della società, contribuire a migliorare la propria e l’altrui realtà, anche se con piccole “cose”, con azioni di poco impegno. Tutti possono fare volontariato, perché ci sono molti modi per essere di aiuto agli altri, a bassissimo costo e con un grosso ritorno come soddisfazione. “Provare per credere” è il nostro motto, è lo slogan con cui tentiamo di invogliare il maggior numero possibile di giovani a provare, ad entrare in un gruppo, in un’associazione che si 80


occupa degli altri. Nella nostra scuola per esempio molti sono quelli che, arrivati al diciottesimo compleanno, si iscrivono all’AVIS e che regolarmente vanno a donare. L’esempio dei più grandi è sicuramente stimolante Da - Una giornata dedicata al volontariato di Presidio del Volontariato “Insieme si può” L’Istituto Professionale per i Servizi Commerciali di Città della Pieve, ed in particolare il Presidio del Volontariato “Insieme si può”, organizza, per la prima volta, per sabato 10 novembre 2012 “La giornata del volontariato” unitamente alle Associazioni legate alla scuola. In un incontro congiunto sono state fissate le attività che saranno proposte, in quella occasione, agli studenti di tutte le scuole di Città della Pieve e alla popolazione che vorrà intervenire. La giornata ha lo scopo di far conoscere le Associazioni e avvicinare i giovani al mondo del volontariato, oltre a promuovere stili di vita positivi. Le Associazioni sono quelle con cui l’Istituto Professionale ha lavorato nel corso degli anni su progetti riguardanti salute, ambiente, cittadino consapevole. Alla Giornata partecipano 11 Associazioni, ognuna con un programma specifico. Da - Il volontariato in piazza di Presidio del Volontariato “Insieme si può” Sabato 10 novembre, una giornata stupenda dal punto di vista meteorologico, una festa per piccoli e grandi che in Piazza Unità d’Italia e all’interno della Sala Sant’Agostino hanno potuto incontrare numerose Associazioni di volontariato, quelle già note agli studenti del locale Istituto Professionale per i Servizi Commerciali, che con il Presidio del Volontariato “Insieme si può” hanno voluto l’iniziativa. Gli studenti di tutti gli Istituti della cittadina, più di mille, 81


hanno potuto vivere una piazza variopinta ed interessante dove poter soffermarsi con i Vigili del Fuoco e partecipare a coinvolgenti esperimenti ed esercitazioni, con la Protezione Civile per imparare per esempio a montare una tenda da campo, con la Misericordia per osservare esercitazioni di Primo soccorso e prendere dimestichezza con gli strumenti del mestiere. In piazza anche i gettonati clown appartenenti al gruppo VIP - Viviamo in Positivo - che opera tra l’altro nelle corsie dei reparti ospedalieri pediatrici, ed alla cooperativa “La Crisalide” di Città della Pieve, che, aiutati dai ragazzi del Presidio del Volontariato, hanno avuto un bel da fare per truccare e gonfiare palloncini di varie fogge e colori per piccoli e non. All’interno della Sala Sant’Agostino poi, divisi per fasce di età, gli stessi studenti si sono confrontati con il variegato mondo delle “donazioni” e della solidarietà: AVIS, AIDO, ADMO; cordone ombelicale proposto dai Lions Club, unitamente alla raccolta di occhiali dismessi per il terzoquarto mondo; come pure con l’altrettanto interessante e salutare aspetto della prevenzione e della sicurezza con A.L.I.Ce. - prevenzione all’ictus cerebrale attraverso corretti stili di vita e controlli - e i Vigili del Fuoco - sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro. Non ultime le preoccupazioni e le raccomandazioni del Gruppo Ecologista “Il Riccio” che hanno ricordato l’importanza dell’ambiente e di una sana e corretta alimentazione, accennando a Slow Food e all’economista Vandana Shiva, impegnata nella salvaguardia della biodiversità e della giustizia sociale. L’Accademia “Pietro Vannucci” ha infine prestato attenzione allo star bene con il proprio corpo e con il proprio sé, attraverso l’iniziativa Phonè. Una festa anche per i cittadini che hanno voluto rispondere all’invito partecipando ad una giornata sicuramente speciale. Estrema soddisfazione per le Associazioni che hanno giudicato in modo altamente positivo l’iniziativa e 82


certamente da ripetere, una vetrina per il Volontariato che ha potuto relazionarsi sapientemente con fasce d’età estremamente diverse, dai piccoli delle scuole primarie ai prossimi al diploma di scuola superiore. I giovani poi hanno potuto conoscere modi diversi per aiutare gli altri. L’iniziativa, alla quale sono stati concessi i patrocini del Comune di Città della Pieve e della Provincia di Perugia, ha avuto il saluto e l’incoraggiamento del Sindaco e del Dirigente Scolastico dell’Istituto Superiore “Italo Calvino”, che hanno voluto ricordare ai ragazzi l’importanza che assume nella società un cittadino sempre più “consapevole”. Risultati immediati già sono evidenti: sono arrivati i primi occhiali per la raccolta, ed interesse è stato mostrato per i corsi di clown terapia. Un ringraziamento sincero alle Associazioni ed agli studenti che hanno voluto rendere viva questa iniziativa con la propria partecipazione. Da - Un mattino con i clown - I giovani si confrontano con il mondo del volontariato di Jessica Pelliccia, Giada Scortichini, Francesco Rossetti, Michela Cabras, Pamela Sebastiani, Maria Grazia Costantini Nell’ambito della Prima giornata del Volontariato il compito degli studenti del Presidio era soprattutto quello di operare su Piazza Unità d’Italia, dove si svolgevano esercitazioni di Primo Soccorso da parte della Misericordia, dimostrazioni da parte dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile e dove soprattutto operavano due gruppi di clown: i VIP - Viviamo In Positivo e “La Crisalide”, Società Cooperativa Sociale, di Città della Pieve. Centinaia gli studenti piccoli e grandi che con i propri insegnanti si sono riversati sulla piazza, e tutti o quasi hanno avuto palloncini di varie forme e visi truccati. Per noi era la prima volta; consapevoli dell’impegno che dovevamo 83


espletare, siamo arrivati in piazza con un po’ di titubanza. A coinvolgerci e farci passare la paura sono bastati gli scherzi dei primi clown che abbiamo incontrato, in particolare Fragolino, naturalmente nome d’arte, che ha saputo come introdurci nel mondo delle clowneria con scherzi, giochi, bolle di sapone, occhiali giganti, musiche e buffi peluche. Abbiamo capito subito che dovevamo adeguarci, motto della giornata: coinvolgere e divertire. Impresa non facile, per chi non è abituato, ma i “maestri”, tanti e sicuramente eccellenti, hanno saputo darci saggi significativi del lavoro e soprattutto della funzione del clown. Seguendo il loro esempio, abbiamo cominciato con le cose più semplici, giocare con cerchi e birilli, cantare buffe ed allegre canzoncine, gonfiare palloncini; solo dopo un po’ abbiamo cominciato a foggiare cuori, fiori e quant’altro. Siamo poi passati al trucco, cosa che ad alcuni di noi è risultata più facile, e così ci siamo sbizzarriti sui visi dei bambini che abbiamo trasformato in simpatici animali, guerrieri e principesse. L’incontro con il mondo del volontariato è stato ampiamente positivo, sono da apprezzare e da emulare coloro che dedicano parte del proprio tempo ad aiutare gli altri. Questo è sicuramente il modo per avvicinare i giovani al mondo del volontariato, far toccare con mano, in modo concreto il lavoro che svolgono coloro che si sono dati come scopo quello di aiutare gli altri a sorridere come a prevenire ed affrontare calamità ed avversità. È naturale che siamo stati maggiormente attratti dal mondo della giocoleria e quindi abbiamo pensato di darci da fare, con l’aiuto della nostra insegnante, la prof.ssa Ivonne Fuschiotto, per organizzare un corso di formazione clownistica, estendibile anche all’esterno della nostra scuola, spendibile poi nel territorio, con i bambini e, perché no, con gli anziani magari quelli della Residenza Protetta “Creusa Brizi Bittoni” di Città della Pieve, con la quale abbiamo avuto i primi contatti 84


per esperienze di volontariato, come “il salotto del tè” e “le camminate assistite”. Una mattinata ricca di eventi, in piazza e all’interno della sala Sant’Agostino, che ci ha dato molti spunti di riflessione, trasformabili in azioni concrete alla portata di tutti. Da - Esperienze di volontariato a scuola. I Presìdi come laboratori di cittadinanza attiva. Sabato 15 dicembre 2012 - 110caffè - Perugia di Cecilia Macocco, Giada Scortichini Ancora una volta un’esperienza interessante, un incontro tra la scuola, o meglio i Presìdi del Volontariato nati nelle scuole, 18 nella Provincia di Perugia, e le Associazioni di Volontariato, con i loro variopinti mercatini, cui si sono aggiunte, nel pomeriggio, le famiglie con tantissimi piccoli, quando la giornata si è arricchita di animazione per bambini e non, di truccabimbi, palloncini e clownerie. La parte per noi più importante è stata sicuramente il Convegno durante il quale abbiamo esposto le nostre esperienze di volontariato, quelle realizzate e da realizzare nell’immediato, grazie al nostro Presidio del Volontariato “Insieme si può”, e abbiamo ascoltato le esperienze degli altri Presìdi. Abbiamo ricevuto varie lezioni di vita: ci è stato ricordato che oggi viviamo in una società della solitudine, certamente quella cui sono costretti a vivere gli anziani ma anche i giovani, poiché l’attuale società distrugge le loro speranze. In questa solitudine emergono le esperienze di volontariato, importanti dal punto di vista formativo. Esperienze che ci fanno essere persone tra le persone. Volontariato è assumersi le responsabilità dell’altro; volontariato è essere più grandi, più responsabili, più forti, è fonte di ricchezze. Essere parte del volontariato vuol dire prevenire forme inaccettabili di relazione e comportamento, come il bullismo, forme che non possono assolutamente 85


essere tollerate. È sempre più fondamentale capire le esigenze dell’altro, le richieste dell’altro. Dal convegno emerge un’Umbria positiva che è importante far conoscere. I giovani hanno spesso una ricchezza interiore che non sempre viene riconosciuta dal mondo degli adulti. Il Presidente del Cesvol, concludendo la prima sezione, afferma che il cammino del volontariato è solo all’inizio, c’è ancora tanto da fare, il volontariato si fa sempre, ovunque c’è un prossimo. Nuovo appuntamento a fine anno scolastico. Dopo il convegno siamo rimaste, come auspicato dagli organizzatori, per girovagare tra i banchetti del mercatino del volontariato, conoscere realtà diverse e fare acquisti, aiutare a truccare i bambini e a gonfiare i palloncini. Una giornata sicuramente diversa dal solito, vissuta con gli altri e per gli altri. Da - A Città della Pieve il volontariato torna in piazza di Elena Manfrè Sabato 16 novembre, Seconda edizione della Giornata del Volontariato organizzata dall’Istituto Professionale per i Servizi Commerciali e dal Presidio del Volontariato “Insieme si può”. Il nuovo direttivo, costituito dagli studenti della classe quinta, sta lavorando per dare continuità ad una iniziativa che lo scorso anno ha avuto tanto successo tra alunni e docenti delle scuole dei vari ordini e gradi e tra la cittadinanza che ha risposto all’invito. Quest’anno si replica anche se in parte con nuove tematiche. Ci piace che la scuola, gli studenti siano riusciti, anche in questa occasione a mettere insieme ben dieci Associazioni di Volontariato, quelle che solitamente lavorano con la scuola. All’incontro di preparazione alla giornata erano presenti tutte le Associazioni invitate a conferma dell’importanza e del valore che riservano alla scuola ed alle sue componenti. Come lo scorso anno l’iniziativa, patrocinata dalla Provincia di Perugia e dal Comune di Città della Pieve, 86


si svolge all’interno della Sala Sant’Agostino e su piazza Unità d’Italia. Da - Seconda edizione della Giornata del Volontariato di Elena Manfrè e Martina Rossi Sabato 16 Novembre alle ore 9,00 presso la sala Sant’Agostino e contemporaneamente in piazza Unità d’Italia si è svolta la Seconda edizione della Giornata del Volontariato organizzata dal Presidio “Insieme si può”. Le Associazioni presenti sono state introdotte da un video breve ma significativo, preparato dai ragazzi del Presidio, in cui evidenziando il ruolo dei vari “soggetti” grazie ai verbi donare (sangue, midollo, cordone ombelicale, organi, tempo, un sorriso) e tutelare (salute, ambiente, sicurezza, rispetto dei diritti) si è voluto focalizzare l’attenzione sull’importanza della cooperazione. All’interno della sala Sant’Agostino, divisi per fasce di età, gli studenti si sono confrontati con il mondo delle “donazioni”, della solidarietà, della sicurezza, della salute. Il dottor Paolo Angori dell’AVIS ha invitato alla donazione di sangue, midollo, organi, cordone ombelicale; le dott.sse Daniela Castellani e Daniela D’Alessandro, per i Lions Club, hanno invitato alla raccolta di occhiali dismessi, consegnando alle scuole simpatici e colorati contenitori per occhiali usati, ma anche giocattoli inutilizzati per il terzo-quarto mondo ed hanno presentato inoltre tutta una serie di altre iniziative nazionali e internazionali intraprese a salvaguardia della salute e della vita; i numerosi clown dell’Associazione “Viviamo in Positivo” hanno portato una ventata di allegria con il divertente mondo della giocoleria al servizio di chi ha bisogno di sorridere, anziani e malati soprattutto se bambini; i Vigili del Fuoco, con il sig. Maurizio Fattorini, hanno affrontato il non facile tema della sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro con tutta una serie di accorgimenti da mettere 87


in atto e di cattivi comportamenti da evitare; A.L.I.Ce. con il dottor Adriano Cipriani, ha parlato di corretti stili di vita anche allo scopo di prevenire l’ictus cerebrale; il Gruppo Ecologista “Il Riccio”, con la prof.ssa Carmelita Taborgna, il prof. Riccardo Testa e la sig. ra Anna Santarsiere, hanno evidenziato l’importanza di una corretta differenziazione dei rifiuti ed hanno presentato concreti esempi del loro riutilizzo, nonché modelli di salvaguardia ambientale; Donne “La Rosa” hanno focalizzato l’attenzione sul difficile mondo del gioco d’azzardo evidenziando, grazie alla distribuzione di volantini, le regole elementari per fare in modo che il gioco resti sempre un piacere. Contemporaneamente in Piazza Unità d’Italia le Associazioni davano dimostrazione pratica delle loro attività: i Vigili del Fuoco con esercitazioni, la Protezione Civile con le tende da campo, la Misericordia con interventi di primo soccorso, i Clown con l’animazione, A.L.I.Ce. con la misurazione di pressione e glicemia, l’Accademia “Pietro Vannucci” con la presentazione di tecniche di difesa personale da parte di Futura Fitness Club. Un’esperienza sicuramente interessante e, perché no, una festa anche per i cittadini, piccoli e grandi, che hanno risposto all’invito partecipando alla giornata. Il Sindaco di Città della Pieve ha voluto onorare la mattinata con la sua presenza, e nel graditissimo intervento ha osannato l’iniziativa e ringraziato le Associazioni per il prezioso contributo reso alla collettività. Presenti naturalmente i Dirigenti delle scuole coinvolte. Il Dirigente del “Calvino”, l’Istituto Superiore fautore dell’iniziativa, ha riconosciuto la giornata quale esempio di vera comunità educante. Il Dirigente dell’Istituto Comprensivo “Vannucci” si è anche sottoposto alla misurazione della pressione presso lo stand di A.L.I.Ce. contornato da studenti festanti. Le Associazioni e le scuole hanno gradito l’iniziativa e già si 88


augurano una Terza Giornata del Volontariato per il prossimo anno scolastico. Noi ragazzi del Presidio auspichiamo vivamente che in futuro coloro che ci succederanno non vogliano interrompere questa consuetudine. Da - Volontariato… generazioni a confronto - Perugia Rocca Paolina 7 dicembre 2013 di Martina Rossi, Ermes Massoli, Elena Manfrè Nell’ambito delle Giornate del volontariato e della cittadinanza attiva, organizzate dal Cesvol di Perugia nell’incantevole scenario della Rocca Paolina, la cerimonia di premiazione dei più o meno giovani volontari della Provincia di Perugia. Presenti anche i 15 Presidi del Volontariato nati all’interno delle scuole e quindi anche quello dell’Istituto Professionale per i Servizi Commerciali di Città della Pieve, guidato dalla prof.ssa Ivonne Fuschiotto. Numerosi gli interventi e le testimonianze che hanno arricchito il foltissimo pubblico di esperienze positive, di sano vivere, di un eccellente modo di investire il tempo. Abbiamo avuto conferma che l’Umbria è la regione con la media più alta di volontari ed attività di volontariato. Il Presidio “Insieme si può” era rappresentato, oltre che dalla professoressa, da alcuni studenti: il presidente Ermes Massoli, il vicepresidente Elena Manfrè, e uno degli addetti stampa Martina Rossi. Numerose le iniziative messe in atto dal Presidio che quest’anno, in alcuni momenti, coinvolge direttamente anche gli studenti del Liceo interessati alle attività proposte, che hanno collaborato con il Presidio già per la vendita delle candele per Telefono Azzurro e per la raccolta di fondi con e per Telethon, attraverso punti vendita organizzati all’interno di negozi della grande distribuzione alimentare (EMI e CONAD) e sono disponibili a collaborare anche per altre 89


attività, visto che sono in cantiere la vendita delle arance per l’AIRC, delle uova di Pasqua per il Comitato “Chianelli”. Il Presidio inoltre è impegnato, ormai da anni, al mantenimento dell’adozione a distanza di due bambini indiani, al finanziamento di iniziative di UNICEF, Telethon e Croce Rossa; opera con 10 Associazioni di Volontariato di Città della Pieve, quelle interessate alla salute, all’ambiente, alla solidarietà, alla sicurezza, alle donazioni. È stata realizzata con successo la Seconda Giornata del Volontariato che ha coinvolto gli studenti, e non solo, di tutti gli ordini di scuola della città del Perugino. Si sta pensando di organizzare, sempre presso la locale Residenza Protetta, un nuovo corso di Clown Terapia o meglio di Giocoleria Clownistica estendibile agli studenti del Liceo, a suggellare il legame con gli ospiti di questa struttura. Numerose le sollecitazioni, nel corso dell’anno, rivolte a tutti gli studenti, allo scopo di favorire riflessione ed azione. Dopo aver ricordato alcune delle attività in cui è impegnato il Presidio, vogliamo tornare alla premiazione alla Rocca Paolina: ci siamo trovati, molto piacevolmente, con altre due Associazioni di Città della Pieve con le quali lavoriamo intensamente come scuola, A.L.I.Ce. e Accademia “Pietro Vannucci”, Elza Della Lena e Marcella Binaretti le cui storie di volontarie sono raccolte nella pubblicazione “Storie di volo...” frutto della collaborazione tra Cesvol, Associazioni di volontariato o meglio volontari ed il “Corriere dell’Umbria”. Si sono incontrate alla Rocca Paolina ben tre generazioni, accomunate dallo stesso desiderio, quello di aiutare gli altri e... se stessi. All’interno della famosa cinquecentesca “Fortezza Perugina”costruita per volere del Papa Paolo III, per due giorni, esempi da guardare e soprattutto da imitare, alta forma di educazione, contaminazione positiva tra esperienze diverse, incontro 90


salutare tra generazioni che solitamente sono distanti e gelosi delle proprie identità. Da - Giocoleria ed animazione clownistica: gli studenti del Professionale chiedono un nuovo corso di Presidio del Volontariato “Insieme si può” Dopo l’esperienza estremamente positiva dello scorso anno, svoltasi presso la Residenza Protetta di Città della Pieve, gli studenti tornano a chiedere un nuovo corso. Il corso, promosso dal Presidio del Volontariato “Insieme si può”, ha impegnato, nella seconda metà dell’anno scolastico passato, più di trenta studenti per 12 ore di lezioni pomeridiane, distribuite in sei incontri, sotto la guida di un esperto, Donato Bini, in arte Mago Dudi, proveniente dall’Associazione VIP - Viviamo In Positivo, coadiuvato dalla docente referente del Presidio, Ivonne Fuschiotto. Il costo del corso è stato sostenuto dal Cesvol e dagli studenti partecipanti. L’esperienza ha avuto termine il 7 maggio con uno spettacolo per gli ospiti della Residenza Protetta; quel pomeriggio è stata una festa per tutti, particolarmente gradita dagli anziani presenti all’iniziativa che sono stati, tra l’altro, sapientemente coinvolti dal clown che ha tenuto il corso ed ha gestito insieme ai corsisti lo spettacolo. Il Presidio del Volontariato è d’accordo nel promuovere un nuovo corso, cominceremo presto ad informarci per dare il via all’iniziativa, intanto la Residenza Protetta è felicissima di ospitare nuovamente l’esperienza. Per il momento vogliamo dare voce ad alcuni commenti degli studenti dello scorso anno che hanno seguito il primo corso: Martina Rossi - «Ho deciso di seguire il corso di giocoleria e animazione clownistica perché all’età di tre anni, precisamente nel 1998, sono stata ricoverata presso l’ospedale “Santa Maria della Misericordia” di Perugia per leucemia acuta, e l’unica cosa che mi è rimasta impressa nella mente, oltre 91


naturalmente il dolore, sono quelle persone che riuscivano a farmi sorridere ogni giorno, che mi permettevano di non pensare a ciò che stava accadendo, che mi davano forza e mi mettevano allegria. Riuscivano a fare tutto questo solamente con un naso rosso, ricordo, per l’esattezza, che all’inizio mi incutevano paura, ma appena ho avuto modo di vedere quegli “occhioni”così sinceri puntati su di me, quelle mani così delicate che mi sfioravano per farmi il solletico, la mia bocca ha iniziato a sorridere. Questa la motivazione, sicuramente legittima, che mi ha spinto a frequentare il corso ed a provare ad entrare in quel mondo che allora mi aiutò molto. L’esperienza mi ha insegnato a gettar via quella timidezza, quella paura che mi fermavano ogni volta che dovevo fare qualcosa di fronte a qualcuno. Il “Mago Dudi”, il clown che guidava il corso, è riuscito a far emergere cose che non immaginavo nemmeno lontanamente di possedere; adesso mi sento più sicura, più forte. Ciò che più mi ha colpito, durante lo spettacolo di fine corso, è la semplicità con la quale si può far sorridere anziani e bambini, ma non solo. Questo riempie il cuore di gioia perché fa capire che tutti, con poco, veramente poco, possiamo aiutare chi ha bisogno di sorridere.» Sabrina Baiocco - «Devo confessare che non avevo mai partecipato a corsi e dopo questa esperienza sono propensa a farlo ancora. L’esperienza è stata divertente ed istruttiva, mi ha fatto riflettere molto ed in parte sono riuscita ad aprirmi di più con gli altri. Alla fine del corso abbiamo messo in scena un piccolo spettacolo per gli ospiti della struttura che ci ospitava. È stato emozionante riuscire a strappare un sorriso, semplicemente con piccoli gesti, a chi sicuramente soffre di solitudine e deve lottare con il male e con i dolori per la maggior parte della giornata. Per questo dobbiamo ringraziare il Mago Dudi che ci ha trasmesso tanta energia e simpatia e la prof.ssa Ivonne Fuschiotto che ci sollecita continuamente 92


ad esperienze nuove e significative. Sicuramente, se avrò altre occasioni non me le farò sfuggire, non mi tirerò più indietro a proposte che possono arricchire la mia esperienza, soprattutto se formative, per essere di aiuto al prossimo. Aiutare l’altro è sempre giusto e fa star bene anche il volontario.» Da - Promozione alla salute - un’iniziativa apprezzata dagli studenti dell’Istituto Professionale per i Servizi Commerciali di Città della Pieve. Incontri con il dott. Adriano Cipriani volontario A.L.I.Ce. - Città della Pieve di Michele Volpi, Francesco Rossetti, Alessandro Scricciolo, Francesco Caciotto, Giulia Picchiotti, Sophia Gaeta Gli incontri degli studenti dell’Istituto Professionale per i Servizi Commerciali con il dottor Adriano Cipriani, medico cardiologo responsabile del Centro di Cardiopatie Congenite presso l’Istituto Clinico Ligure Alta Specialità - I.C.L.A.S. Rapallo - Genova, nell’ambito del progetto “Conoscere per prevenire”, in collaborazione con A.L.I.Ce. ed AVIS, hanno riscosso notevole interesse e sono in programma anche quest’anno scolastico, con le classi rimaste fuori anno scorso e con gli studenti nuovi. Tema degli incontri la individuazione di corretti stili di vita, in particolare per la prevenzione delle malattie cardio-vascolari anche legate all’attività sportiva. Alcuni studenti che hanno avuto la fortuna di partecipare all’incontro hanno voluto esprimere il loro parere e ringraziare il dottore. Michele afferma: ci ha messo subito a nostro agio, ha saputo farci parlare in modo naturale dei nostri problemi di fronte a tutti, ci ha fatto riflettere; abbiamo soprattutto capito che la vita è un dono ed abbiamo il diritto-dovere di conservarla, la vita è troppo bella e dobbiamo preservarla per noi e per chi ci sta vicino, pertanto fare attenzione a corretti stili di vita diventa sacrosanto. Si è parlato e soprattutto abbiamo potuto 93


riflettere su una sana e corretta alimentazione, sull’importanza di non bere e di non fumare. Ci ha stimolato a guardarci dentro. Un dottore veramente speciale che dedicandoci due ore del suo tempo ci ha lasciato un’infinità di argomenti su cui riflettere. Da queste due ore siamo usciti veramente arricchiti. Grazie per averci donato il suo tempo. Francesco Rossetti, Alessandro, Francesco Caciotto, Giulia e Sophia: hanno voluto mettere in evidenza quanto il metodo utilizzato dal dottor Cipriani sia stato coinvolgente, quanto il suo modo di fare ha saputo catturare l’attenzione di ogni singolo studente, nessuno escluso. L’esperienza, ribadiscono, ci ha lasciato molto, ci ha dato una spinta a migliorare il nostro stile di vita, ci ha ricordato l’importanza di sottoporci a visite ed analisi cliniche per tenere sotto controllo la nostra salute. È stato un incontro stimolante, utile, estremamente interessante. Il coinvolgimento totale ci ha consentito estrema sincerità; siamo stati chiamati in causa in modo diretto tanto da sentirci pronti ad esaminare problematiche che solitamente non affrontiamo volentieri perché toccano il nostro modo di essere, di operare, di vivere e ci costringono a riflettere e ad ammettere la nostra superficialità e voglia di trasgredire. Un’esperienza da ripetere, da suggerire a chi verrà dopo di noi. Grazie, di vero cuore, dottore per il tempo che ci ha voluto dedicare. Da - Risparmio energetico - M’illumino di meno 2014 di Ermes Massoli Il Presidio del Volontariato “Insieme si può” ricorda che il 14 di febbraio si celebra la giornata del risparmio energetico. Il nostro Istituto ha aderito, come ormai da anni, all’iniziativa di Caterpillar - RAI radio2, giunta alla sua decima edizione. L’invito consueto è quello di aderire ad un simbolico “silenzio 94


energetico”; per questo si invitano tutti, dalle Istituzioni ai privati cittadini, dalle scuole ai negozi, dalle aziende alle associazioni, a rendere visibile la propria attenzione al tema della sostenibilità spegnendo piazze, vetrine, uffici, aule e private abitazioni, tra le 18 e le 19 e 30. Si invita ognuno a riflettere sulla necessità di risparmiare sul consumo energetico, a partire da oggi, per tutti i giorni a venire. Anche piccoli accorgimenti possono far risparmiare a livello ambientale, economico e sociale. Basterebbe modificare il nostro comportamento nel consumare energia per ottenere un risparmio energetico del 20% annuo. Una famiglia di 4 persone che vive in appartamento con un consumo medio annuo di circa 16.000 kwh (termico ed elettrico) ed una spesa di 1.600 euro, può risparmiare 10 kwh al giorno equivalenti a circa 400 euro all’anno = 1 euro al giorno. Anche solo semplici azioni a costo zero, fanno risparmiare, sono facili da realizzare e assicurano lo stesso livello di benessere. L’energia è invisibile ed anche il risparmio è molto difficile da vedere. Comunque considerato che l’unico modo per ottenere un risultato serio è che tutti risparmino, è quindi necessario che ognuno abbia fiducia sul fatto che anche gli altri stiano risparmiando. Da - Un cittadino sempre più consapevole. Risparmio energetico e differenziazione corretta di Ermes Massoli Obiettivo principale del Presidio del Volontariato “Insieme si può” è la formazione di un cittadino consapevole, rispettoso dell’ambiente. Oltre al risparmio energetico alcuni volantini, posizionati in punti strategici della nostra scuola, invitano al risparmio dell’acqua, definito giustamente “oro blu”. L’arrivo di nuovi contenitori per la raccolta differenziata, richiesti alla TSA, permette di migliorare il servizio incentivando 95


una raccolta mirata e corretta. Tutta una serie di volantini estremamente esplicativi, appositamente predisposti dal Presidio, guida studenti, docenti e personale ATA. A scuola si differenziano, con successo carta, plastica, alluminio, tappi per la Croce Rossa di Tavernelle che con il ricavato acquista materiali per l’ambulanza, occhiali usati non più utili per i Lions Club di Città della Pieve che inviano, appositamente sistemati, al Terzo - Quarto Mondo. Forti di un metodo risultato ormai chiaramente infallibile, la peer education, cioè l’educazione tra pari, il Presidio continua a promuovere iniziative da veicolare tra i coetanei e naturalmente per loro tramite a famiglie, amici, conoscenti. Un invito personale a tutti: da’ il tuo contributo per un mondo migliore - contribuisci alla raccolta efficiente - ricorda: un piccolo gesto corretto e ripetuto può salvare l’ambiente. Da - Assurde discriminazioni ed inaudite violenze di Elena Manfrè Il Presidio del Volontariato “Insieme si può”, anima di molte iniziative fiorite all’interno dell’Istituto Professionale per i Servizi Commerciali di Città della Pieve, in occasione della Festa della donna, l’8 marzo, vuol ricordare l’evento, con riflessioni rivolte alla collettività-scuola, e rivivere il percorso intenso e coinvolgente che ha contraddistinto una parte dell’attività dell’anno scolastico: il riconoscimento delle pari opportunità ed un’analisi delle violenze perpetrate ai danni della donna, solo per il fatto di essere tale. L’attività ha avuto inizio con un’analisi della situazione durante la Settimana Nazionale contro la violenza e la discriminazione dal 10 al 16 ottobre, per continuare con la Giornata Internazionale per la Tolleranza, il 16 novembre, ed ancora con la giornata Mondiale contro la violenza di genere, il 25 novembre. In questo itinerario si sono poi inseriti veri e propri progetti: 96


• Progetto sullo stalking e sul femminicidio “Mia o di nessun altro” promosso dalla Croce Rossa Italiana - Comitato Regionale Umbria, al quale la scuola ha partecipato con un interessante video “Ad alta voce”; • Progetto sul Femminicidio e la violenza di genere, promosso dall’Accademia “Pietro Vannucci”, un progetto corposo, rivolto agli studenti delle quinte del “Calvino”, in tutto cinque classi per un totale di 88 studenti, che ha visto l’alternarsi di figure professionali specifiche (Avvocati, Psicologa, Capitano dei Carabinieri) ed ha permesso, in 5 incontri per un totale di 11 ore, di sviscerare alcuni aspetti del fenomeno e di socializzare alle famiglie i prodotti degli studenti; • Partecipazione alla mostra “La donna e la violenza”, organizzata sempre dall’Accademia “Pietro Vannucci”, a Palazzo Corgna, dal 21 novembre al 15 dicembre, grazie alla collaborazione della pittrice Marta Mangiabene e del fotografo Simone Benvenuti; agli studenti dell’I.I.S. il compito di riflettere e far riflettere, con frasi e immagini sulla violenza sulla donna; i visitatori, tra cui molte scolaresche, sono stati chiamati a votare la frase e l’immagine migliore tra le proposte degli studenti, un modo per stimolare osservazione, attenzione, riflessione. Ed il percorso continua, infatti studenti e prodotti saranno a Castiglione del Lago, l’8 marzo alle ore 18 presso la Sala Consiliare, per ricordare la lunga lotta della donna verso l’uguaglianza. Consapevoli che la tolleranza deve essere insegnata, nutrita e comunicata, riteniamo l’educazione, dentro e fuori la scuola, essenziale per rafforzare tale principio e combattere l’odio e la discriminazione. Il fenomeno della violenza di genere purtroppo non tende a diminuire, nel 2013 si sono verificati in Italia 128 omicidi di cui 15 di minorenni. Si è costatato inoltre che il 31% degli 97


uomini che commettono violenza hanno un padre violento. A conferma che spesso violenza nasce da violenza. La scuola, la società, il mondo delle Associazioni, se la famiglia non ne è capace, devono spezzare questo legame, devono abituare a non aver paura, a non nascondere fatti accaduti. Da - Spettacolo di fine corso di giocoleria clownistica di Presidio del Volontariato “Insieme si può” Il corso di Giocoleria Clownistica organizzato dal Presidio del Volontariato “Insieme si può”, unitamente al Mago Dudi, ed aperto agli studenti del Professionale e del Liceo, e non solo, è giunto al suo termine. Tanto il divertimento, pieno il coinvolgimento, buona la formazione. Martedì 6 maggio la conclusione con uno spettacolo..., forse è dire troppo; i ragazzi comunque ce la metteranno tutta per coinvolgere e divertire gli ospiti della Residenza Protetta Creusa Brizi Bittoni di Città della Pieve, dove il corso ha avuto luogo. Appuntamento dunque alle ore 15.00 presso la Residenza Protetta di viale Cappuccini, n°42. Da -Volontari a scuola e per la scuola - Vetrina del volontariato in piazza Unità d’Italia e nella Sala Sant’Agostino Città della Pieve - sabato 22 novembre di Jessica Muça, Gianina Ciosu Sabato 22 Novembre 2014 si terrà a Città della Pieve la Terza Giornata del Volontariato che vedrà scendere in campo moltissime delle Associazioni, tutte intente a far conoscere il loro utile operato. La giornata è stata organizzata dal Presidio del Volontariato “Insieme si può”. L’iniziativa, patrocinata dall’Amministrazione Comunale di Città della Pieve, vede la presenza di 11 Associazioni. La Piazza più ricca e vivace delle precedenti edizioni, in quanto molte Associazioni sono presenti sia all’interno della Sala Sant’Agostino sia sulla piazza, 98


vedrà alternarsi più di mille studenti a partire dai bambini della scuola per l’infanzia, accompagnati dai propri genitori, per procedere con la scuola Primaria, la scuola Secondaria di Primo Grado e per finire con gli Istituti di Istruzione Superiore; oltre 550 gli studenti che parteciperanno, in tre momenti diversi, alle attività proposte dalle Associazioni all’interno della Sala. L’AVIS (Associazione Volontari Italiani Sangue), in Sala, ricorda l’importanza della donazione di sangue, midollo, organi, cordone ombelicale, per sé e per gli altri, mentre sulla piazza procede alla registrazione di nuovi donatori. A.L.I.Ce. (Associazione Lotta all’Ictus Cerebrale), all’interno della Sala, presenta corretti stili di vita e ricorda l’importanza della prevenzione con particolare attenzione alle donne, in piazza misurazione, per i maggiorenni e minorenni accompagnati, di pressione con rilevazione di fibrillazione atriale, glicemia, colesterolo, trigliceridi. I Vigili del Fuoco presentano la “Gestione del rischio” all’interno della Sala e sulla piazza esercitazioni e promozione di comportamenti corretti per la sicurezza personale. L’Associazione “Donne la Rosa” sia sulla piazza sia all’interno della Sala presenta l’attività di “Integrazione” sulla quale lavora da anni. Gli “Amici del Gemellaggio” propongono le città europee gemellate con Città della Pieve e mostrano la propria attività sia all’interno della Sala sia sulla piazza. I V.I.P. (Viviamo In Positivo) - gruppo di clown - presentano alcune iniziative di clown-terapia e circo sociale e soprattutto, per la gioia dei più piccoli, animano la piazza coadiuvati dai ragazzi del Presidio del Volontariato “Insieme si può” e dagli studenti dei corsi di clown terapia e circo sociale. All’interno della Sala Sant’Agostino i Lions Club presentano i Progetti nazionali e internazionali dell’Associazione, mentre il Gruppo Ecologista “Il Riccio” parla di buone pratiche e di “impronta” sostenibile 99


(orti sociali, alberiAmo, elogio della frugalità, felicità e salute nella decrescita, noi e il mondo degli animali), ed ancora l’Accademia “Pietro Vannucci” interviene sul tema “Educare i sentimenti, prevenire la violenza di genere”. In piazza Unità d’Italia invece la Misericordia esegue dimostrazioni di Primo Soccorso, mentre la Protezione Civile effettua dimostrazione di montaggio di tende da campo. Salute, sicurezza, salvaguardia, solidarietà i temi fondamentali di discussione e di azione volti a rendere partecipi giovani di differenti età. La Giornata del Volontariato è emblema di un lavoro all’insegna del bene comune e del vivere sereno. Il motto “Insieme si può” è il filo conduttore che lega le Associazioni che, pur operando in campi diversi, hanno come unico scopo quello di sensibilizzare il prossimo e di rendere quanto più luminoso l’avvenire di tutti noi. Si tratta di civiltà, fratellanza, umanità. Quest’anno nello stesso giorno i ragazzi del Presidio portano avanti anche un’altra iniziativa: sono promotori per Telefono Azzurro (Associazione che si occupa della cura e della salvaguardia di bambini vittime di maltrattamenti e abusi) della vendita di casette illuminate, un nuovo ed originale oggetto che rappresenta molto bene la necessità di dare ascolto e protezione ai bambini. La casetta, in legno, da montare (in modo estremamente facile) è illuminata dall’interno. La scelta del montaggio tende a spingere gli adulti (genitori, nonni, parenti…) a condividere con i bambini un momento di gioco e di gioia. Con il Presidio del Volontariato gli studenti si impegnano, con l’aiuto di molti, a fare una scuola su loro misura, a cercare un modo per abbattere il muro tra scuola e studenti, tra studenti e mondo esterno, ad offrire un aiuto ai giovani ad aprire la mente e pensare non solo a se stessi ma anche alla comunità, 100


ad interagire di più tra loro per poter dare, a loro volta, un aiuto a chi ne ha bisogno, a contribuire ad ottimizzare scuole e società per un futuro migliore, con meno barriere sociali e psicologiche. Vi aspettiamo, intervenite numerosi. Da -Volontari in campo di Giacomo Montagnolo e Charis Tauro Gli studenti del Presidio del Volontariato “Insieme si può” ringraziano i volontari delle undici Associazioni che hanno partecipato alla Terza Giornata del Volontariato svoltasi a Città della Pieve il 22 novembre. La realtà pievese è estremamente ricca di Associazioni che dedicano il proprio impegno agli altri in vari settori. I componenti del Presidio studentesco hanno voluto, anche quest’anno, valorizzare tematiche legate alla salute, alla solidarietà, alla sicurezza, alla legalità, alla salvaguardia ambientale, alla cultura. Una grande festa in piazza Unità d’Italia, complice anche la bellissima giornata dal punto di vista meteorologico. Stands, tende, mezzi di servizio specifici, tavoli, pannelli colorati, clown con i loro nasi rossi hanno animato la piazza e mostrato attività particolari delle singole Associazioni. Soddisfazione da parte di queste ultime che hanno potuto dare, con il loro servizio un contributo ulteriore alla conoscenza e quindi alla cultura dei giovani visitatori e della cittadinanza che ha voluto rendere omaggio all’iniziativa. All’evento sono accorsi gli studenti delle scuole pievesi dalla primaria alla secondaria di primo e secondo grado. Un ringraziamento ai Dirigenti ed agli Insegnanti degli Istituti Scolastici per aver riconosciuto la bontà dell’iniziativa. Quest’anno il Presidio, oltre ad operare sulla piazza, ha introdotto all’interno della Sala Sant’Agostino le Associazioni. 101


Un ringraziamento ancora al Sindaco e all’Assessore ai Servizi Sociali che hanno visitato la piazza intrattenendosi con volontari e studenti, il Sindaco ha poi, all’interno della Sala, ringraziato le Associazioni per l’inestimabile valore della loro opera ed i ragazzi ai quali ha augurato impegno nello studio e nella vita compresa quella sociale. Le numerose proposte emerse da relazioni e dimostrazioni hanno già portato alla intensificazione della collaborazione tra Associazioni e giovani, varie le iniziative di volontariato programmate in cui i ragazzi del Presidio e delle scuole sono protagonisti. Vi terremo informati sugli sviluppi. Da - Accendi l’Azzurro di Giacomo Montagnolo e Charis Tauro Gli studenti dell’Istituto di Istruzione “Italo Calvino” di Città della Pieve riuniti nel Presidio del Volontariato “Insieme si può” hanno aderito alla campagna “Accendi l’azzurro”, evento nazionale organizzato da Telefono Azzurro per raccogliere fondi allo scopo di potenziare le linee di ascolto di questa Associazione e quindi raggiungere sempre più bambini o adolescenti che si trovano ad affrontare piccole e grandi difficoltà e per far sì che non si sentano mai più soli, abbandonati ed inascoltati. Quest’anno, al posto delle candele azzurre, “casette” in legno da montare, illuminate da una luce che cambia colore in modo automatico e ciclico; un oggetto veramente carino. Le “casette”, simbolo del calore, dell’affetto e della speranza che ogni bambino ed adolescente dovrebbero vedersi riconosciute, sono state vendute con estrema facilità. Le settanta ordinate a Telefono Azzurro dal Presidio non sono state sufficienti, per accontentare i richiedenti, ne sono arrivate altre quindici provenienti da postazioni limitrofe. Il tavolo allestito in occasione della Terza Giornata del Volontariato ha riscosso successo. I ragazzi sono stati particolarmente 102


felici di essere al fianco di Telefono Azzurro e, soprattutto, dalla parte dei bambini. Partecipare a momenti di solidarietà, darsi da fare per migliorare la vita degli altri è entusiasmante. Condividere bei momenti è inoltre molto piacevole. Da - La IV E dell’IPSSC “Italo Calvino” di Città della Pieve partecipa alla G.N.C.A. (Giornata Nazionale della Colletta Alimentare) di Alessio Menchetti Un gesto concreto per chi soffre la povertà alimentare oggi in Italia. Mi chiamo Alessio, sono uno studente dell’I.P.S.S.C. “ Italo Calvino” di Città della Pieve, parlando con l’insegnante di sostegno, le ho espresso questa mia preoccupazione: “Lo sai che nei supermercati buttano via i cibi ancora buoni? Per me non è giusto”. La professoressa ha preso lo spunto per propormi un lavoro, da condividere con la mia classe, sul “Banco Alimentare” che si occupa proprio del recupero di alimenti che sarebbero destinati allo spreco. Ma perché si sprecano cibi ancora buoni? I motivi sono vari, ma fondamentalmente di natura commerciale, es. per difetti di confezionamento o perché è vicina la data di scadenza. In questo modo, una quantità impressionante di alimenti viene purtroppo destinata al macero perché, pur essendo perfettamente commestibili, non possono essere messi sul mercato: hanno perso le caratteristiche di prodotto ma non di alimento. Il B.A. (Banco Alimentare) è una rete di organizzazioni senza scopo di lucro che ha come finalità la raccolta delle eccedenze di produzione - agricole, delle industrie alimentari e della Grande Distribuzione - e la ridistribuzione delle stesse ad Enti ed iniziative che, in Italia, si occupano di assistenza e di aiuto ai poveri ed agli emarginati. In questo modo l’eventuale 103


“spreco” della filiera agroalimentare diventa “ricchezza” per chi soffre la fame. Una volta all’anno, l’ultimo sabato di novembre, il B.A. organizza la G.N.C.A. che costituisce una fonte di approvvigionamento atipica poiché i prodotti alimentari donati non fanno parte di eccedenze derivanti da processi di produzione o di distribuzione, sono invece prodotti acquistati direttamente dai cittadini presso i punti vendita della Grande Distribuzione Organizzata. Oltre centoventi mila volontari rendono possibile questa grande giornata, l’evento di solidarietà più partecipato in Italia. Il 29 novembre scorso, 5 mie compagne della classe IV E, Anisa, Elena, Jessika, Fatma, Khrystyna, hanno partecipato alla 18esima G.N.C.A. come volontarie. Al termine delle lezioni si sono recate in due punti vendita della zona, Famila e Lidl di Po’ Bandino, hanno indossato la pettorina gialla e nel corso del pomeriggio hanno invitato i clienti a partecipare all’iniziativa con il dono di un prodotto alimentare, li hanno orientati nella scelta dei generi da acquistare, spiegandone le ragioni, hanno sistemato gli alimenti raccolti negli scatoloni. Io ho partecipato con il dono di un alimento che ho acquistato con la mamma. Con la G.N.C.A. sono state donate e raccolte 9.201 tonnellate di alimenti; nel dettaglio: presso il Famila 637 kg e presso il Lidl 580 kg. Il Banco Alimentare, attraverso me, ringrazia le ragazze per la loro generosa partecipazione Da - Raccolta Telethon di Melissa Fuccello e Brunilda Huqi Come lo scorso anno, la nostra scuola, l’Istituto di Istruzione Superiore “Italo Calvino” di Città della Pieve, ci ha dato l’opportunità di partecipare alla raccolta fondi per la ricerca 104


delle malattie rare organizzata da Telethon. Siamo riusciti a vendere i gadget consegnatici ed abbiamo anche raccolto numerose offerte dai clienti dei supermercati nei quali ci è stato permesso di effettuare l’iniziativa. L’attività si è svolta sabato 13 pomeriggio e domenica 14 dicembre mattina. Il Presidio del Volontariato “Insieme si può” è riuscito ad organizzare in modo perfetto tutti i turni, coprendo ben sei punti vendita (CONAD, EMI, TODIS di Città della Pieve, EMI di Castiglione del Lago, UNICOOP e EUROSPIN di Fabro Scalo), grazie alla disponibilità di 28 studenti impegnati nell’attività: 7 del liceo e 21 dell’Istituto Professionale. L’esito è stato sicuramente positivo, sono stati raccolti ben 1.604,90 euro. Il Presidio ha controllato inoltre lo svolgimento delle attività anche di 11 studenti provenienti dagli Istituti scolastici di Perugia (“Capitini”, “Pieralli”, “Giordano Bruno”, IPSIA di Olmo) che, dislocati nelle due CONAD di Tavernelle e in quella di Pineta, hanno raccolto 572,82 euro. Fa sempre piacere aiutare gli altri, siamo dell’opinione che il tempo dedicato a migliorare la vita di chi ha bisogno è sempre speso bene; la generosità della gente, anche in momenti di crisi, la disponibilità e l’accoglienza dei punti vendita, la presenza di chi ci coordina, ci permettono di operare con tranquillità ed entusiasmo, i risultati ci lusingano. Ci auguriamo che la nostra scuola ed il Presidio del Volontariato continuino a contribuire attivamente a questa, come ad altre, importanti iniziative di solidarietà. Da - Celebration Day - Cesvol Perugia di Presidio del Volonariato “Insieme si può” Montemorcino, Centro Mater Gratiae, Celebration Day nel segno della solidarietà la storia e i racconti di chi rende con il proprio impegno prezioso ogni giorno - 19 dicembre 105


pomeriggio, il Cesvol premia le attività di educazione alla salute ed il volontariato. Chiamate a raccolta varie associazioni e gruppi di volontariato, tra cui A.L.I.Ce. di Città della Pieve, USL Umbria 1 - Distretto Sanitario Trasimeno, Istituti scolastici di ogni ordine e grado del Distretto del Trasimeno, Presìdi del Volontariato di Città della Pieve e Castiglione del Lago. Il Cesvol di Perugia ha, anche quest’anno, voluto riconoscere l’attività di chi dedica il proprio tempo, sotto forma di volontariato, al “bene comune”. USL Umbria 1, Scuole e Presìdi hanno ricevuto il riconoscimento “Welfare and com - Innovare con la rete” in collaborazione con il Giornale dell’Umbria, per il Protocollo d’Intesa sul tema “Educazione alla salute” che ha impegnato Dirigenti e Operatori USL Umbria 1, Dirigenti Ufficio Scolastico Regionale, Capi d’Istituto, Docenti, Studenti, Genitori, Sindaci ed Operatori delle Amministrazioni Comunali, Dirigenti e operatori Cesvol. I Presìdi del Volontariato guidati dal Cesvol, il Presidio del Volontariato “Insieme si può” dell’Istituto di Istruzione Superiore “Italo Calvino” di Città della Pieve ed A.L.I.Ce. - Città della Pieve sono stati premiati per “Storie di volo” - Seconda edizione, in collaborazione con il “Corriere dell’Umbria”. Il Presidio “Insieme si può” ed A.L.I.Ce. non sono nuovi a questo riconoscimento, anche anno scorso erano nella rosa dei premiati. Grande soddisfazione per gli studenti “vecchi” (Martina Rossi) e “nuovi” (Charis Tauro, Giacomo Montagnolo, Anisa Meca) del Presìdio, i docenti, i rappresentanti della USL Umbria 1 e del Cesvol, i rappresentanti di A.L.I.Ce. presenti alla manifestazione. Un grazie, di vero cuore, al Cesvol che con questo evento, ogni anno, dà visibilità a iniziative di formazione e di solidarietà. 106


Da - Museo di Storia Naturale del Territorio - Città della Pieve - progetti e sviluppo di Presidio del Volontarito “Insieme si può” Il Museo di Storia Naturale e del Territorio di Città della Pieve, con sede a Palazzo Corgna, Piano Nobile, comprende raccolte di campioni minerali, rocce, fossili, preparati vegetali e animali e strumenti scientifici, provenienti dalle collezioni di due importanti personalità della città, che vissero tra 1800 e 1900: Antonio Verri (1839-1925), geologo naturalista di Città della Pieve, presidente della Società Geologica Italiana, a cui si devono studi dettagliati sulla struttura del territorio e sull’ambiente e di Paolo De Simone (1859-1906), agronomo e collezionista di campioni di semi ed animali, flora e fauna locale, anch’egli quindi appassionato naturalista, laureato in agraria, trasferitosi a Città della Pieve nel 1886 con la Marchesa Vittoria Spinola, figlia di Vittorio Emanuele II e della “Bella Rosina”, con la quale condivise scelte e attività in ambito produttivo e agroalimentare. Singolare è inoltre, all’interno del Museo, la presenza di campioni naturalistici provenienti dall’Arabia. Il Museo, gestito dal Gruppo Ecologista “Il Riccio” e dall’Amministrazione Comunale, è aperto ogni sabato e domenica dalle 10,30 alle 12,30 e dalle ore 15,30 alle 18,30 grazie anche all’impegno degli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “Italo Calvino”, Liceo ed Istituto Professionale per i Servizi Commerciali, molti dei quali appartenenti al Presidio del Volontariato “Insieme si può”, che hanno scelto di svolgere attività di volontariato proprio presso questo Museo. Il Museo si rivolge a tutti coloro che desiderano conoscere maggiormente la natura del territorio e agli studenti che possono vivere questo luogo come laboratorio di esperienze, ed è anche per questo che si organizzano laboratori didattici 107


per attività inerenti l’educazione ambientale, in particolare per le Scuole Primarie. Da - Un “caffè letterario” dei giovani a Città della Pieve di Presidio del Volontariato “Insieme si può” Un gruppo di giovani studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “Italo Calvino” di Città della Pieve e del Presidio del Volontariato “Insieme si può”, a ridosso delle vacanze di Natale si sono riuniti nella sede del Gruppo Ecologista “Il Riccio”, dove sarà attivo il “caffè letterario”, una volta risistemati i locali, ad opera dei giovani stessi; lavoro peraltro già iniziato da vari ragazzi che guidati dal Prof. Riccardo Testa, membro del Gruppo Ecologista “Il Riccio”, nei giorni delle vacanze natalizie, hanno dedicato tempo e impegno a questa attività. Il “caffè letterario” ospiterà una biblioteca tematica - letteratura ed ecologia - dei “libri salvati” ad opera dell’Associazione INTRA (www.intra-umbria.eu; info@intra-umbria.eu). I primi pacchi di libri sono stati consegnati agli studenti, proprio il giorno del primo incontro, dal Presidente onorario di INTRA, dott. Giuseppe Bearzi. Il Presidio del Volontariato e INTRA sono anche all’interno del Progetto Regionale “In vitro” sull’incentivo alla lettura. La nascita di INTRA risale al 2007 quando alcuni, scandalizzati per i tanti libri che venivano gettati via, hanno cominciato a pensare cosa fare. Condivisero da subito il desiderio di dare ad ogni piccolo paese dei libri in base all’interesse del luogo, tema individuato democraticamente dagli abitanti della zona. Intorno alla tematica possono essere organizzati eventi, per dare visibilità anche ai paesi più piccoli. INTRA ha raccolto libri, li ha catalogati e fatti conoscere attraverso la Rete, tutto grazie al volontariato. Sono stati già raccolti 50.000 libri, create 36 biblioteche, catalogati 30.000 libri. 108


“In Vitro” unisce Associazioni, Istituzioni e Amministrazioni Comunali, tra cui Città della Pieve, su una iniziativa encomiabile: incentivare la lettura ad iniziare dagli zero-sei anni. Le biblioteche dei libri salvati sono naturalmente in Rete per lo scambio di libri ed iniziative. Il mondo del libro è meraviglioso; è bene ricordare inoltre che il libro avrà sempre più valore visto che presto sarà sostituito dall’e-book. INTRA ha raccolto anche 3000 film divisi anch’essi per tema, 2.500 fumetti, 3.000 riviste, DVD, CD, manoscritti, spartiti, come pure si impegna, per quanto possibile, a mettere a disposizione gratuita materiali necessari alle biblioteche come scaffalature, seggiole, tavoli. Un plauso a chi dà impulso alla lettura e lavora per diffondere l’amore per il libro stampato. Da - Di memoria in memoria di Melissa Fuccello Ogni anno il 27 gennaio si ricorda la Shoah, l’olocausto, lo sterminio del popolo ebraico. Anche gli studenti dell’Istituto Professionale per i Servizi Commerciali di Città della Pieve, sollecitati dal Presidio del Volontariato “Insieme si può”, ottemperano a questo dovere. È molto importante non dimenticare quello che è successo ad un numero impressionante di ebrei uccisi dai nazisti solo perché questi ultimi si consideravano “razza superiore” e non accettavano il “diverso”. Non è facile capire il motivo per cui una persona si senta superiore ad un’altra. Forse perché non c’è un motivo plausibile. Purtroppo ancora oggi c’è chi si arroga il diritto di giudicare e di sterminare intere popolazioni di innocenti, come se la storia non sia in grado di insegnare nulla. L’esperienza più toccante lo scorso anno quando Alessia, una nostra compagna diplomatasi da qualche 109


anno, ci ha portato un grande “dono”: l’intervista, raccolta per noi, a Piero Terracina, uno degli ultimi superstiti di Auschwitz. Ci piace condividere con i nostri lettori le parole di questo grande uomo che ha voluto dedicare alla Memoria una parte rilevante della sua vita. “La mia è una doverosa testimonianza. Sono uno dei pochi che possono dire: «Io c’ero ed ho visto con i miei occhi». Sono stato deportato ad Auschwitz quando avevo 15 anni con tutta la mia famiglia: i genitori, il nonno, i miei due fratelli, mia sorella e uno zio e della mia famiglia sono l’unico sopravvissuto. Per noi pochi sopravvissuti all’immane tragedia è un imperativo categorico parlare della nostra terribile esperienza, testimoniare, gridare se necessario, sempre, in qualsiasi occasione perché la gente sappia, perché la memoria di quel terribile passato non vada perduta. Noi abbiamo la grande responsabilità di costituire la testimonianza vivente del massacro e testimoniare ci costa sempre tanta fatica e sofferenza ma il silenzio, la perdita della memoria di ciò che è stato, sarebbe un ulteriore oltraggio nei confronti dei «sommersi», di coloro che in quei tristi recinti hanno trovato la più terribile delle morti, la gran parte per gas e dati poi alle fiamme dei crematori. Credo che il XX° secolo rimarrà per sempre caratterizzato dalla macchia indelebile della Shoah, dalla sua tragedia immane, dal vuoto incolmabile che ha prodotto nella nostra generazione. Auschwitz è quel luogo di vergogna per l’umanità intera, di vergogna del genere umano perché quel disegno di morte, la sua ideazione, la progettazione, la costruzione, l’organizzazione, è stata opera di uomini, uomini come me, come voi, da persone normali molto spesso colte, molto spesso intelligenti, abituate alla vita quotidiana, molti con una famiglia, dei figli, che hanno costruito un universo di morte con lo stesso rigore scientifico, con la stessa razionalità con la quale si costruiscono fabbriche, strutture, forme di vita. Ad essi era stato dato un problema 110


da risolvere e attuare: come costruire Auschwitz, come uccidere ogni giorno una quantità enorme di esseri umani senza lasciare alcuna traccia, e fu risolto con pieno successo. Solo ad Auschwitz/Birkenau, il lager costruito dalle SS per lo sterminio totale del popolo ebraico, si uccidevano per gas - lo zycklon B (acido prussico in cristalli) e venivano date alle fiamme dei crematori, fino a 10.000 persone al giorno e durante tutto il periodo della sua attività, dal gennaio 1942, quando i primi prigionieri arrivarono in quel campo attrezzato con quattro camere a gas e relativi forni crematori, fino al 27 gennaio 1945, quando il lager fu liberato dalle truppe sovietiche, dicono gli storici che furono sterminati 1.500.000 esseri umani per gas, fame, malattie, sevizie, fatica immane. Una ecatombe senza fine. Arrivavano da tutta Europa stipati nei carri bestiame dopo un viaggio allucinante verso il fondo, verso l’abisso. Erano uomini, donne, alcune in avanzato stato di gravidanza, vecchi, bambini, sani e malati. Una fila interminabile che ogni giorno e ogni notte veniva avviata verso quegli orrendi stabilimenti dove entravano, entravano continuamente e non ne usciva mai nessuno. Erano padri, madri, figli, figlie, mogli, mariti, fratelli, sorelle, che lì arrivarono e finirono i loro giorni per la sola colpa di essere nati. Come è potuto accadere tutto questo? È accaduto perché con il fascismo e con il nazismo sono stati stravolti i valori determinanti e i comportamenti, che in una società civile sono fondamentali come il rispetto dell’autorità e la volontà di fare bene il proprio dovere. Le dittature fascista e nazista invece hanno utilizzato questi principi di per sé sani e in nome di essi hanno portato la gente comune a compiere delitti mostruosi. Questo non assolve ogni singola persona dalla propria responsabilità, perché è dovere di ciascuno essere consapevole e nessuno deve prendere per scontato quello che è chiamato a fare, ma deve chiedersi sempre se è in 111


armonia con la propria coscienza e con la morale comune. E se non lo è deve ribellarsi, deve combattere per affermare tutti i valori e in particolare quelli della libertà e della vita, quello che non si è verificato con la Shoah, lo sterminio degli ebrei. Invece il grande delitto della Shoah è stato compiuto con la partecipazione diretta di tanti cittadini e con l’indifferenza di tanti altri, non solo in Germania ma anche qui da noi in Italia, prima con l’emanazione delle infami leggi razziali contro una minoranza che pure tanto aveva contribuito alla civiltà e al progresso del nostro paese, e poi con la caccia all’ebreo per il compenso di 5.000 lire che le SS pagavano per ogni persona, dai neonati agli anziani vicini al traguardo della vita, che veniva loro consegnata per essere mandata a morire nei lager dell’est d’Europa. Fare un elenco di tutti i provvedimenti adottati contro gli ebrei sarebbe troppo lungo e certamente noioso. Furono ben 87 le leggi contro gli ebrei ed ognuna proibiva qualcosa. Li riassumo perciò così come fece in Parlamento l’On. Furio Colombo che fu il primo firmatario del progetto di legge che ha portato all’istituzione del Giorno della Memoria. «Agli ebrei veniva tolto lavoro, diritto, identità, storia, sostegno, passaporto, la possibilità di stare, di uscire, di andarsene, la possibilità di vivere, la possibilità di rappresentare se stessi, di difendersi, di curare, di essere curati, di insegnare, di studiare, di avere una bancarella da venditore ambulante, di avere una cattedra, di possedere un apparecchio radio ricevente, di fare un bagno al mare, di avere un diritto umano di qualsiasi tipo, a qualsiasi livello. Così tutti i varchi venivano chiusi in modo che da nessuna parte, in nessun modo era possibile trovare una via d’uscita». E la carta di Verona del novembre 1943 al punto 7 ordinava la confisca dei beni e l’arresto di tutti gli ebrei senza distinzione di età e di sesso per essere rinchiusi nelle carceri o nei campi di transito come Fossoli, Bolzano e altri e fu proprio sulla base di questa 112


risoluzione che insieme a tutta la mia famiglia venni arrestato, rinchiuso a Fossoli e consegnato ai tedeschi. Il 16 maggio 1944 fummo portati alla stazione di Carpi dove fummo fatti salire e venimmo stipati nei carri bestiame. Quando il carro fu chiuso dall’esterno e sigillato ci contammo: eravamo in 64 persone e 64 persone su un carro non ci stanno. C’era mio nonno dentro quel carro e mio nonno aveva 84 anni, c’erano altre persone anziane, c’erano malati, c’erano bambini, c’erano donne in avanzato stato di gravidanza. Un viaggio allucinante verso il fondo, verso l’abisso. Ben presto il rifornimento d’acqua che avevamo fatto si rivelò assolutamente insufficiente ma d’altra parte non avevamo recipienti a sufficienza. I primi a risentirne furono i bambini e i malati. Il treno si fermava in tutte le stazioni anche per ore sotto il caldo sole della metà di maggio. C’era sempre tanta gente che aspettava i treni sulle banchine, che saliva, che scendeva. Tutti vedevano quel treno carico di disperati, tutti sentivano il pianto dei bambini, i lamenti dei malati, le invocazioni degli adulti che imploravano che venisse data un po’ d’acqua che i prigionieri stavano morendo di sete, ma nessuno poteva fare niente, nessuno poteva avvicinarsi a quel convoglio sorvegliato dalle SS. Ma avemmo l’impressione che alla gente non importasse poi tanto di quello che stava accadendo. Soltanto dopo due giorni di viaggio ci fu fatto fare rifornimento d’acqua. Il treno ripartì, razionammo l’acqua che fu quasi interamente riservata ai bambini, alle mamme che allattavano, ai malati e per gli altri poche gocce. Ancora due giorni di viaggio e arrivammo alla stazione di Monaco est. Furono aperti i vagoni, fummo assistiti dalla Croce Rossa tedesca che distribuì una zuppa calda, ci dette la possibilità di pulire i carri e ci fornì della paglia da mettere sul pavimento. Pensate in che stato eravamo! Avevamo viaggiato per quattro giorni in 64 persone in mezzo alle nostre lordure. Quando la sofferenza raggiunge livelli insop113


portabili si dice è un calvario, forse bisognerebbe trovare una parola che vada oltre perché non credo che possa esserci una sofferenza maggiore di quella dei genitori che non potevano fare niente per lenire le sofferenze dei loro figli. Ancora due giorni di viaggio e il treno arrivò nella stazione di Auschwitz. Sostò tutta la notte e la mattina successiva. Poi si mosse ed entrò nella stazione all’interno del lager. Le SS erano schierate sulla rampa (la banchina della stazione all’interno di Auschwitz/Birckenau), tutte con un bastone in mano ed un cane al guinzaglio. Aprirono i carri e cominciarono subito ad urlare ordini in tedesco che non capivamo, a menare colpi di bastone e ad aizzare i cani contro tutti coloro che si attardavano. Una confusione indescrivibile. L’inferno. Ecco, quello era l’inferno, non quello di Dante o delle religioni da dove nessuno è mai tornato per raccontare. I prigionieri che non capivano gli ordini e che cercavano i loro cari che avevano viaggiato su altri vagoni, che chiamavano, che correvano da una parte all’altra. Fu in questa confusione che incontrai i miei fratelli e insieme andammo alla ricerca di mia madre e mia sorella. Le vedemmo che avanzavano dal fondo del convoglio, si tenevano strette per mano. Corremmo loro incontro, mia madre aveva capito tutto, aveva il volto completamente bagnato dalle lacrime, ci abbracciò tutti, pose le mani sul capo di ciascuno di noi con l’atto di darci la sua benedizione. Poi vide delle SS che avanzavano con i bastoni e con i cani ed ebbe paura per noi e disse: «andate, andate, fate presto; non vi vedrò più», sono state queste le ultime parole che ho udito di mia madre. Iniziò la selezione, iniziò il massacro. Prima le donne, poi gli uomini venivano divisi. Le persone giovani da una parte, avviate verso il campo di lavoro, quelle anziane, malate o soltanto debilitate da sette giorni di viaggio in condizioni spaventose, e tutti i bambini nell’altra fila e subito indirizzate verso le camere a gas e i forni crematori. La 114


sera stessa dei miei genitori e di mio nonno non era rimasta che cenere insieme a quella di altre migliaia di esseri umani. E poi furono assassinati, prima mio zio e poi mia sorella e i miei fratelli. Rimasi disperatamente solo a lottare in un luogo infame dove esistevano soltanto le regole dettate dai carnefici. Non entro nei particolari di Auschwitz ma cercherò di spiegarvi cos’era Auschwitz: era il luogo dell’orrore assoluto dove tutto era violenza, abbrutimento, morte. Dove il fumo e le fiamme di quegli orrendi camini dei crematori sovrastavano tutto e tutti; le fiamme si alzavano alte, si scontravano e ricadevano in miriadi di scintille che si spegnevano come tante stelle cadenti, ma quelle scintille erano i nostri cari. Dove il prigioniero veniva sradicato dal mondo e proiettato in un luogo inimmaginabile, ostile e privato di ogni diritto. Non poteva avere una famiglia, non poteva avere ricordi, anche il ricordo dei propri cari mandati a morire si era affievolito per la necessità, per sopravvivere, di pensare soltanto al momento che si stava vivendo, e questa è una cosa che non ho saputo e potuto mai perdonarmi e che ancora mi angoscia. Il prigioniero non poteva protestare, non aveva più nome, sostituito da un numero tatuato sull’avambraccio sinistro. Alla conta dell’appello i prigionieri venivano indicati come stücke ovvero pezzi, non come uomini o prigionieri, e così finivano per perdere anche la propria umanità. Gli erano stati tolti anche i peli ed i capelli. Non potevano avere speranza e infine veniva tolto loro anche il diritto di vivere. È inutile raccontare il resto: la fame, la sete, il freddo, le percosse, le sevizie e tutte le altre nefandezze del lager. Per rendere compiutamente la mia testimonianza dovrei trovarmi nelle stesse condizioni di allora e questo non è possibile. Come potrei ad esempio raccontare la fame? Quando una persona ha mangiato dimentica la fame e così il resto. 115


Questo giorno lo dedichiamo a fare memoria e ad onorare le vittime di questa terribile tragedia, ma oltre a ricordare e a riflettere dobbiamo trarre insegnamento e speranza dall’esempio di tutti coloro che si sono rifiutati di partecipare al delitto, che si sono opposti, che hanno dato la vita o l’hanno rischiata per aiutare chi era in pericolo. Dobbiamo ricordare le tante persone, per lo più umili, che aprirono le loro case agli ebrei braccati, così come fecero anche molti religiosi che aprirono, per iniziativa personale, i portoni dei loro conventi e delle loro parrocchie. Sono queste persone che noi ebrei chiamiamo «Giusti», che dobbiamo ricordare e onorare perché, come è detto nella tradizione ebraica, «chi salva una vita salva il mondo intero». Se oggi possiamo parlare da uomini liberi, se nel nostro paese la Costituzione repubblicana, nata dalla Resistenza, garantisce la libertà e i diritti dei cittadini è perché nel 1945 con la vittoria degli alleati, delle truppe sovietiche, che furono le prime a liberare i campi compreso Auschwitz, e il contributo determinante delle forze partigiane è nata una nuova Italia libera e democratica. Ma attenzione perché la libertà non è un dono di Dio ma è un prodotto degli uomini e deve essere sorvegliata e difesa in ogni momento della nostra vita perché i nemici della libertà sono sempre in agguato. Ha scritto Primo Levi, mio compagno a Auschwitz: «il morbo di Auschwitz ha contaminato gli uomini e si è diffuso come una pestilenza. Se quando appare non lo si fronteggia subito con energia il contagio diventa inarrestabile». Se rimaniamo in silenzio, se non riusciamo a capire e a far capire che ogni essere umano ha diritto al rispetto, alla dignità, alla solidarietà e alla libertà, se non siamo disposti a lottare per questi valori, si percorre una china in fondo alla quale possiamo trovare il lager. È già accaduto, qui nella civile Europa, potrebbe accadere di nuovo; vi invito a soffermarvi sulle parole di Primo Levi: «Meditate 116


che questo è stato»”. Un grazie infinito a Piero Terracina che ha voluto inviarci questa toccante testimonianza, che resterà scolpita nei nostri cuori, e grazie ad Alessia che ci ha anche consegnato due suoi disegni in ricordo della Shoah, uno dei quali realizzato proprio per Piero Terracina, ed il numero di matricola: A-5506, presente nel dipinto, è quello tatuato sul suo braccio. Il dipinto, ci dice Alessia, rappresenta appunto il suo passato e il suo presente da sopravvissuto. A guardare bene, continua l’autrice, una mano porta i segni della fatica e della stanchezza mentre l’altra è più curata e rilassata: la prima rappresenta il passato, la seconda il presente; il numero passa da una mano all’altra. Quest’anno l’Istituto di Istruzione Superiore “Italo Calvino”, di cui il Professionale è parte, ha organizzato in collaborazione con la Biblioteca Comunale “Francesco Melosio”, la presentazione, con la presenza dell’autore, del libro “Vittime dimenticate” di Giorgio Giannini. Da - Memoria e Ricordo di Presidio del Volontariato “Insieme si può” Il Parlamento italiano ha istituito, ormai da anni, due giorni per non dimenticare: il Giorno della Memoria il 27 gennaio, istituito con la Legge n° 211 del 20 luglio 2000, aderendo alla proposta internazionale, per commemorare le vittime del nazismo ed onorare coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati; il Giorno del Ricordo il 10 febbraio, istituito con la Legge n° 92 del 30 marzo 2004 a memoria della tragedia di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre di istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra. Due pagine nere della storia del Novecento. L’Istituto Professionale per i Servizi Commerciali di Città della Pieve, commemora queste due giornate fin dalla 117


loro istituzione. Il Presidio del Volontariato “Insieme si può”, che dall’inizio dell’anno sottolinea le giornate o le settimane da socializzare ai compagni, evidenzia queste due date, consapevole che conoscere il nostro passato aiuta a capire meglio anche il presente, il doveroso “ricordo” dovrebbe servire da monito per non ripetere certe nefandezze. A 15 e 11 anni dall’istituzione di queste giornate gli italiani forse cominciano a capire cosa è successo più di sessanta anni fa in un’Europa che da tempo si considerava civile. È importante non cadere nell’oblio e nell’indifferenza: è un periodo agghiacciante della nostra storia ed è necessario tenere acceso il ricordo e soprattutto lo studio critico di queste tragedie affinché esperienze di questo tipo non si ripetano mai più. Il 27 gennaio in quanto in questo giorno nel 1945, alle ore 11 e 59, le truppe russe liberarono il campo di concentramento di Auschwitz, in Polonia. Il 10 febbraio perché in questo giorno del 1947 l’allora Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi dovette cedere l’Istria alla Federazione Iugoslava (Trattato di pace di Parigi). Il 10 febbraio non è quindi né la data delle orrende foibe né del Grande Esodo. È storia che ancora una volta non fa i conti con una discussione pubblica del passato. La tragedia delle foibe, cavità carsiche in cui i soldati e i partigiani titini, tra il 1943 e il 1947, occultarono uomini, donne e bambini, alcuni già morti, altri ancora in vita, è, assieme al successivo esodo forzato di numerosi connazionali, allontanati dai territori dalmati e giuliani, uno dei ricordi che maggiormente pesano sulla memoria del Novecento. Alla fine della seconda guerra mondiale, mentre tutta l’Italia grazie all’esercito Anglo-Americano veniva liberata dall’occupazione nazista, a Trieste e nell’Istria (sino ad allora territorio italiano) si è vissuto l’inizio di una tragedia: la “liberazione” ad opera dell’esercito comunista jugoslavo agli 118


ordini del maresciallo Tito. 350.000 italiani abitanti dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia dovettero scappare ed abbandonare la loro terra, le case, il lavoro, gli amici e gli affetti, incalzati dalle bande armate jugoslave. Decine di migliaia furono uccisi nelle foibe o nei campi di concentramento titini. La loro colpa era di essere italiani e di non voler cadere sotto un regime comunista. Trieste, dopo aver subito più di un mese di occupazione jugoslava, “i quaranta giorni del terrore”, visse per 9 anni sotto il controllo di un Governo Militare Alleato (americano ed inglese), in attesa che le diplomazie decidessero la sua sorte. Solo nell’ottobre del 1954 l’Italia prese il pieno controllo di Trieste, lasciando l’Istria all’amministrazione jugoslava. E nel 1975, con il Trattato di Osimo, l’Italia rinunciò definitivamente, e senza alcuna contropartita, ad ogni pretesa su parte dell’Istria, terra italiana sin da quando era provincia dell’Impero romano. “Le foibe - sintetizza lo storico triestino Roberto Spazzali - furono il prodotto di odi diversi: etnico, nazionale ed ideologico. Furono la risoluzione brutale di un tentativo rivoluzionario di annessione territoriale. Chi non ci stava, veniva eliminato” Da - Un laboratorio per la Clown Terapia e il Circo Sociale di Anisa Meca Per il terzo anno consecutivo il Presidio del Volontariato “Insieme si può” ha organizzato il laboratorio di Clown Terapia e Circo Sociale, presso la Residenza Protetta Creusa Brizi Bittoni di Città della Pieve. Quest’anno l’affluenza è stata talmente alta, più di settanta iscritti, che si è reso necessario dividere i corsisti in due gruppi distinti. Clown, il solito versatile Dudi, molto amato da tutti. Per l’ultimo incontro, lunedì 25 maggio, è in programma, come ormai consuetudine, uno spettacolo dimostrativo con e per gli ospiti della Residenza Protetta, che gradiscono sempre molto 119


la presenza, le attenzioni dei giovani e le loro performance. Il laboratorio porta i corsisti a conoscersi meglio, relazionare con maggiore facilità, imparare a sorridere e a far sorridere. Buon lavoro e buon divertimento a tutti. Da - All’Istituto di Istruzione Superiore “Italo Calvino” di Città della Pieve si parla di donazioni di Mariagrazia Costantini Il 10 marzo le classi quinte dell’Istituto, Liceo e Professionale per i Servizi Commerciali, hanno incontrato, presso la Sala Sant’Agostino, i responsabili AVIS dott. Paolo Angori e Serenella Peciotti. Il dott. Angori, ad una platea motivata ed interessata, ha ricordato che dovere di cittadinanza è l’attenzione a chi ha bisogno, il donatore quindi non è assolutamente un eroe, sebbene il gesto del dono è altamente importante. Incontri come questo, prosegue il dottore, promuovono la cultura della solidarietà e del dono, educano alla salute ed a corretti stili di vita, testimoniano i valori di solidarietà, anonimato, gratuità; tra gli obiettivi: la qualità, la sicurezza, l’autosufficienza. Ed ora qualche cifra: l’AVIS dell’Umbria nel 2013 ha fatto registrare 32.665 donazioni, Città della Pieve 615; soci donatori in Umbria sono 42.231, a Città della Pieve 852, mancano ancora, nella nostra regione, 5.000 donazioni per l’autosufficienza. Il donatore di sangue con la propria azione dona globuli rossi, globuli bianchi, piastrine, plasma. Andare a donare è un gesto nobile ma, è bene ricordarlo, permette di controllare anche la propria salute. A 18 anni si diventa maggiorenni, si vota, si prende la patente e, non dimentichiamolo, si diventa cittadini consapevoli. Naturalmente, accanto alla donazione di sangue, i giovani presenti sono stati sensibilizzati al dono del midollo osseo, 120


degli organi, del cordone ombelicale. Per la donazione degli organi è possibile comunicare la propria disponibilità anche al momento della richiesta della carta d’identità. Chi si iscrive per la donazione del midollo sappia che ultimamente è utilizzabile una macchina per aferesi, cioè per il prelievo di cellule staminali dal braccio come per il sangue. Per il cordone ombelicale, ricchissimo di cellule staminali, è opportuno che la donna in stato di gravidanza manifesti al proprio ginecologo l’intenzione di donare; le staminali da cordone ombelicale, una volta tipizzate, vengono congelate e quindi trapiantate, all’occasione. Sono più di 80 le patologie trattate con le cellule staminali del sangue cordonale. Chi scrive è una donatrice e vuol ricordare che qualunque siano i motivi che spingono a donare l’importante è arrivare fino in fondo. Quando, la mattina, ti presenti per la donazione ti meravigli di quanta gente si offre al dono del sangue; in fondo in fondo hai anche un po’ paura ma quando tutto è finito ti rendi conto di quale gesto meraviglioso hai compiuto, di quanta gente puoi salvare anche con una piccola quantità del tuo sangue. Così ti senti una persona migliore perché hai fatto un gesto che ha contribuito al benessere di altri, non soltanto dei malati ma anche dei loro familiari che ti saranno eternamente grati, anche se il dono del sangue è anonimo per il trasfuso. Personalmente è stata un’esperienza fantastica che sicuramente ripeterò perché, il sapere che il mio gesto può aver salvato la vita di qualcuno, mi ha fatto stare bene con me stessa. Mi piace anche rivolgere un ringraziamento speciale a tutte le persone che si occupano del donatore perché fanno di tutto per metterlo a proprio agio, lo “coccolano”, sopratutto se è 121


la prima volta e se capiscono che ha un po’ di paura. Il mio quindi è un invito ad entrare tra la folta, ma mai sufficiente, schiera dei donatori. Da - Libera Vent’anni dopo: la storia/le storie di Anisa Meca Il 14 marzo, presso la Sala Congressi “Capitini” di Perugia, gli studenti della quinta A dell’Istituto di Istruzione Superiore “Italo Calvino” di Città della Pieve ed alcuni rappresentanti del Presidio del Volontariato “Insieme si può” hanno partecipato al terzo incontro organizzato dal Presidio Scuola di Libera Umbria: “Libera Vent’anni dopo: la storia/le storie”, che prevedeva, come ormai consuetudine per esperienze come questa, la presentazione dei lavori delle numerose scuole presenti e, in questo caso, l’incontro con lo storico Franco La Torre, figlio dell’Onorevole Pio La Torre, assassinato dalla mafia il 30 aprile 1982. Per alcuni degli studenti del “Calvino” questa è stata una preparazione alla partecipazione alla XX Giornata della Memoria e dell’Impegno, dal tema “La verità illumina la giustizia”, che si svolgerà a Bologna il 21 di marzo. Chi scrive, insieme a Giacomo, Lorenza e Charis, è convinta che un’esperienza come questa del “Capitini” permette di conoscere meglio il problema mafie e corruzioni, aiuta ad essere cittadini consapevoli, capaci di denunciare le illegalità. È sicuramente interessante vedere l’impegno dei giovani, la voglia di conoscere e di ribellarsi. Coinvolgente è il confronto con altri ragazzi, con altre scuole. Un ringraziamento particolare a Libera Presidio Scuola dell’Umbria che ogni anno riesce a coinvolgere tante scuole, con studenti e docenti, sui temi cari alla lotta alle mafie. I ragazzi del quinto hanno presentato un video “Le rose nere” sulle donne uccise dalle mafie. Francesca, Eleonora, Sofia, 122


per il gruppo autore del video, ci dicono che lavorando per Libera hanno scoperto un mondo purtroppo poco conosciuto, un mondo che alcuni possono immaginare ma che non conoscono profondamente, diverso da quello che i giovani sono abituati a vivere, un mondo duro, che non lascia scampo. L’intervento di Franco La Torre, sollecitato anche dalle domande della platea, è stato estremamente avvincente ed interessante. Il nome di suo padre, Pio La Torre, e purtroppo anche la sua morte, è legato alla Legge Rognoni-La Torre. Prima dell’approvazione di questa Legge, cioè fino all’estate del 1982, afferma il relatore, la mafia non era un reato, la parola solitamente suscitava ilarità, veniva identificata con la sicilianità e soprattutto veniva negata. L’approvazione di questa legge finalmente permette di riconoscere la mafia come reato. Franco La Torre sottolinea il fatto che se vogliamo, oggi, possiamo cambiare le cose, il presupposto per questo è il sapere, lo studio, la conoscenza. Ricorda che suo padre, di famiglia siciliana poverissima, nato tra le due guerre, nel 1927, quando la situazione economica era spaventosa, quando si viveva tutti, soprattutto le famiglie molto numerose, in un’unica stanza condivisa spesso, tra l’altro, con gli animali, comunicò, a cinque anni, ai suoi genitori la volontà di andare a scuola, considerata unica possibilità per cambiare le cose. Arrivato all’Università Pio decide di impegnarsi per il riscatto della sua gente. Proprio lui è la dimostrazione che se vogliamo possiamo cambiare il nostro destino, dobbiamo naturalmente farlo insieme se vogliamo risultati, soprattutto contro le mafie. La mafia è un fenomeno di classi dirigenti - diceva Pio La Torre - di una classe a cui non piace il progresso e soprattutto la libertà, una classe che ama il controllo, il potere sugli altri. Rivolgendosi ai giovani, Franco La Torre, li invita a combattere 123


perché il sapere e la libertà siano per tutti. Continua affermando che il Paese non va avanti se c’è un gruppo di privilegiati che vorrebbe tutti gli altri schiavi, quando questi ultimi vogliono essere liberi. Tornando a ricordare la vita del padre afferma che nel 1969 si trasferisce a Roma. È possibile colpire la mafia, sosteneva l’Onorevole La Torre, nel suo interesse principale, il denaro, e la Legge Rognoni-La Torre con la confisca toglie i beni alla mafia, ciò è molto più pesante per un mafioso della galera, quest’ultima infatti è un punto di orgoglio, “fa curriculum” sostiene il relatore. Prima del carcere duro i mafiosi continuavano a comandare, anche in modo più comodo, dal carcere, ricorda che il penitenziario di Palermo, Ucciardone, veniva chiamato dai mafiosi Hotel Ucciardone. Continuando nel suo intervento, precisa che la mafia imperversa dove le Istituzioni non sono “attente”, la mafia è in tutta Italia e si infiltra soprattutto dove non ci sono leggi che la fermano. La nostra nazione è nota per l’antimafia, i mafiosi vanno dove le condizioni sono più favorevoli, le mafie diventano internazionali, i mafiosi investono in Paesi dove non ci sono le condizioni che limitano il loro operato, dove non c’è coscienza, non c’è consapevolezza. L’Unione Europea nel marzo 2014 ha finalmente approvato la direttiva per la confisca dei beni ai mafiosi, questo è un passo importante, anche se gli Stati hanno tempo trenta mesi per recepire quella legge. In Europa sono attive 3.600 organizzazioni criminali e molte di queste hanno un profilo mafioso. Le classi dirigenti di molti di questi Paesi non accettano il confronto democratico, tendono ad allontanare, ad eliminare chi dà fastidio, chi ricorda la legalità. In Italia abbiamo ben quattro organizzazioni mafiose e nuove ne 124


stanno nascendo. In Europa si muovono tante mafie anche extra europee. Il fondatore di LIBERA, Don Luigi Ciotti, ricorda che mafie e corruzione sono facce della stessa medaglia. Le mafie oggi usano meno violenza fisica ma più violenza psicologica. Dobbiamo spesso combattere con noi stessi per non far riemergere la bestia che ci permette di farci corrompere. La corruzione costa all’Europa 120 miliardi di euro all’anno, l’intero bilancio della Commissione Europea, questi i dati del 2012. Metà di questo importo lo fatturiamo in Italia. La battaglia contro la corruzione è anche una battaglia per lo sviluppo. Il futuro è un’impresa straordinaria, dipende dall’impegno che ci mettiamo. Per superare le difficoltà, gli ostacoli ci vuole impegno, volontà, consapevolezza, autodeterminazione. Se siamo in tanti ce la possiamo fare. Il 20 marzo, il giorno prima della manifestazione nazionale, i familiari delle vittime si incontrano, sono esperienze toccanti, c’è chi riesce a parlare solo molti anni dopo il proprio evento luttuoso. Quest’anno insieme ai familiari delle vittime di mafia saranno presenti anche i familiari delle vittime delle stragi, molte delle quali sono rimaste ancora impunite. Il lavoro “Le rose nere” è visionabile, insieme ai lavori dello scorso anno “Tra mille nomi” - storia di Renata Fonte, “Cash money” - gioco d’azzardo e “Ad alta voce” - stalking e femminicidio, sul sito della scuola, Istituto di Istruzione Superiore “Italo Calvino” Città della Pieve, Educazione alla legalità ed alla cittadinanza, basta poi cliccare sopra il titolo dei video. Da - A Bologna XXsima Giornata della Memoria e dell’Impegno con Libera Umbria di Anisa Meca 125


Il Presidio del Volontariato “Insieme si può” è riuscito ad organizzare un pullman per Bologna, dove sabato 21 marzo, si è tenuta la “XXsima Giornata della Memoria e dell’Impegno per ricordare tutte le vittime delle mafie”. Dopo Napoli nel 2009, Milano nel 2010, Potenza nel 2011, Firenze nel 2013, per gli studenti dell’Istituto Professionale per i Servizi Commerciali questa di Bologna è la quinta partecipazione alla importante e significativa iniziativa di “Libera”. “Libera - Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” nasce nel 1995 per una scelta radicata nella storia di quegli anni, di assunzione di responsabilità, di impegno a costruire e di ribellione al tempo stesso. Da allora la società italiana è passata per scossoni, lotte aspre, rivolgimenti del sistema politico. Ha visto finire sotto attacco, in forma ripetuta e prolungata, proprio i valori della legalità che avevano ispirato la nascita di “Libera” a ridosso della terribile stagione delle stragi del 1992 - 1993. Di recente questa Organizzazione non governativa italiana è stata inclusa tra le prime cento Ong del mondo da costituire la più alta espressione del made in Italy sul piano civile. Una storia lunga venti anni. Quest’anno per la prima volta sono state ricordate anche le vittime delle stragi del Rapido 904, di Bologna, di Ustica. Oltre 1.000, 1.050 per l’esattezza, i nomi delle vittime innocenti delle mafie, semplici cittadini, ma anche vittime appartenenti alle forze dell’ordine, sacerdoti, magistrati, esponenti politici morti per mano delle mafie. In viaggio con i ragazzi del “Calvino” anche alcuni esponenti dell’Associazione Donne “La Rosa” di Città della Pieve e gli studenti dell’Istituto Superiore di Castiglione del Lago, per un totale di 52 persone. Questa marcia, importantissima, unisce ognuno di noi contro la criminalità non solo per ricordare le vittime e stare moralmente vicini ai familiari ma anche nel cercare giustizia. 126


Ancora oggi, infatti, per il 70% delle vittime innocenti di mafie non è stata trovata la verità. Il diritto alla verità spetta a tutti i familiari delle vittime ed ai cittadini, ma potremo sperare di ottenerlo solo con l’unione di tutte le forze. Il 21 marzo mi ha sorpreso notevolmente per la numerosa folla, circa 200 mila persone, arrivate a Bologna con l’esplicito desiderio di dire NO alla MAFIA. Toccanti le parole di Don Ciotti in piazza VIII Agosto gremita fino all’inverosimile. Il fondatore di Libera ha gridato “Non si può andare avanti così, non si possono avere mezze leggi fatte di compromessi e giochi di equilibrio”. Continuando nel suo intenso discorso afferma: “Ci hanno rubato la legalità e il senso della parola antimafia. Le mafie sono tornate veramente molto molto forti, non sono infiltrate ma radicate. Nella lotta alla mafia bisogna avere più coraggio. Non si possono accettare negoziati sulla corruzione. Su corruzione, falso in bilancio, prescrizione ci sono molte proposte, ma non bastano: ci sono troppi che stanno nicchiando. Ci sono aspetti della politica che dimostrano riguardi ed eccessi di prudenza sull’argomento. C’è chi non vuole una legge chiara e radicale contro la corruzione. Siamo qui, - continua Don Ciotti davanti a tantissimi giovani, non solo per commemorare ma per graffiare dentro le coscienze di tutti.” In un altro momento del suo intervento afferma: “Mi fa piacere una Chiesa che sa guardare in cielo ma non si dimentica e non si distrae rispetto ai problemi della terra”. Don Luigi Ciotti ha parlato con forza di necessità di “una nuova resistenza etica, sociale e politica. In un momento in cui si parla tanto di riforme - ha aggiunto - ricordiamoci che la riforma più importante è quella delle coscienze”. Ma ha anche chiesto l’introduzione del reddito di cittadinanza e la cancellazione del vitalizio per i parlamentari condannati in via definitiva. “Bisogna distinguere - ha detto Don Ciotti - perché in politica ci sono i mascalzoni, ma c’è 127


anche tanta bella gente. Il messaggio che Libera, che è libera di nome e di fatto e non vuole essere strumentalizzata, lancia a tutta la politica è quello di avere più coraggio e di fare presto”. Una giornata intensa, emozionante, che non avrei voluto perdere per nessuna ragione al mondo. Da - Cultura della solidarietà - il Presidio del Volontariato e il Comitato “Daniele Chianelli” di Anisa Meca Il Presidio del Volontariato ha fatto della solidarietà una sua bandiera. Da ultima, ma non per ultima, la vendita di uova di Pasqua per il Comitato per la Vita “Daniele Chianelli”, dopo la vendita delle “casette” per Telefono Azzurro, di prodotti vari per Telethon, la raccolta di generi alimentari per il Banco Alimentare, la vendita delle arance per l’AIRC. Sempre lusinghieri i risultati, segno dell’impegno dei ragazzi e della sensibilità dimostrata sia all’interno sia all’esterno della scuola. Restano da fare: una raccolta fondi per l’UNICEF ed una per mantenere l’adozione di due bambini indiani. Per la vendita delle uova di Pasqua il Presidio ha collaborato, con successo, visti i risultati, con i volontari pievesi per il Comitato “Daniele Chianelli”, Guerrino Bordi e Iole La Starza. Sono state vendute dai ragazzi 89 uova raccogliendo 1.068 euro. Il Comitato “Daniele Chianelli” si occupa di portare sostegno e cure alle persone toccate da una delle malattie più gravi e diffuse, ancora oggi purtroppo di difficile diagnosi e soluzione. L’Associazione è stata fondata nell’ottobre 1990 da un gruppo di genitori i cui figli sono scomparsi proprio a causa della leucemia e dedicata a Daniele Chianelli, figlio della coppia che dirige la Onlus; da allora si è sempre occupata di sostenere, psicologicamente e materialmente con la ricerca e l’acquisto di macchinari, i piccoli colpiti da neoplasie infantili 128


e le loro famiglie. Visto lo scopo della nostra attività siamo particolarmente fieri di quanto fatto. Da - Attilio Bolzoni, un giornalista d’inchiesta, a Città della Pieve di Presidio del Volontariato “Insieme si può” Attilio Bolzoni, firma storica del quotidiano “La Repubblica”, sarà a Città della Pieve mercoledì 20 maggio, dove, alla Sala Grande di Palazzo Corgna, alle ore 21, verrà proiettato il suo docufilm “Silencio”, un confronto tra il giornalismo messicano e quello calabrese, un lavoro dedicato alla libertà d’informazione nei Paesi dove alta è la collusione fra poteri legali e poteri illegali; realizzato da un giornalista che da anni si occupa di mafia. Dal 2000 ad oggi sono 80, a Città del Messico, i giornalisti uccisi, 16 le sparizioni, per il “vizio” di raccontare la verità. Dal docufilm emerge con chiarezza il fatto che cambiano nazionalità, storie, assassini e ideologie, ma il motivo di fondo è sempre lo stesso: mettere a tacere per sempre chi si fa testimone di verità. Un video che fa riflettere, e la presenza in sala del giornalista aiuterà a farlo. Ad organizzare l’iniziativa il Presidio del Volontariato “Insieme si può” con la collaborazione di: Amministrazione Comunale, Biblioteca Comunale “Francesco Melosio”, Libera Umbria e ben nove Associazioni di Città della Pieve che in varie occasioni affiancano il Presidio: A.L.I.Ce., AVIS, Gruppo Ecologista “Il Riccio”, Donne “La Rosa”, Accademia “Pietro Vannucci”, Amici del Gemellaggio, Volontari Vigili del Fuoco, Misericordia, Protezione Civile. Da - La droga in Umbria - Presentazione del dossier a cura di Fabrizio Ricci 129


di Presidio del Volontariato “Insieme si può” Un problema rilevante quello della droga in Umbria, che si proverà ad analizzare a Città della Pieve, martedì 26 maggio, a Palazzo Corgna Sala Grande, a partire dalle ore 17 e 30, in occasione della presentazione del dossier “La droga in Umbria - Saggi, inchieste, interviste” da parte del suo curatore, il giornalista Fabrizio Ricci. L’evento è organizzato dal Presidio del Volontariato “Insieme si può” in collaborazione con Enti, Amministrazioni, Associazioni pievesi e non con cui solitamente opera. Un documento nato dalla collaborazione fra Libera e la Regione Umbria che svolge un’analisi completa e sfaccettata della situazione umbra grazie anche alle tante testimonianze raccolte soprattutto fra chi si occupa, da anni, di contrastare il fenomeno e di sostenere le persone con problemi di dipendenza, senza tralasciare quindi una prima panoramica su strumenti e strategie di risposta. Da - Volontari iuvant. Studenti e Residenza Protetta di Presidio del Volontariato “Insieme si può” La collaborazione degli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “Italo Calvino” di Città della Pieve, per il tramite del Presidio del Volontariato “Insieme si può”, e la Residenza Protetta “Creusa Brizi Bittoni” della stessa cittadina, iniziata tre anni fa, grazie alla partecipazione di personale della Residenza ad una Assemblea degli studenti dell’Istituto Professionale per i Servizi Commerciali, è diventata più solida. Oltre ai corsi di Giocoleria Clownistica e Circo Sociale che gli studenti del “Calvino” seguono all’interno della struttura, alcuni giovani effettuano con gli ospiti della Residenza attività di volontariato. Agli studenti dell’Istituto Professionale che già negli anni precedenti hanno effettuato questa esperienza si sono 130


aggiunti quelli del Liceo. Ai ragazzi delle classi terminali, per volontà del Presidio e su richiesta degli stessi studenti, si sono aggiunti quest’anno quelli delle classi iniziali sia riguardo la giocoleria sia rispetto all’attività di volontariato. Le proposte provenienti dalla Residenza Protetta consistono in: salotto del tè, camminate assistite, giochi da tavolo. I giovani possono scegliere quello che preferiscono. Gli studenti che rispondono all’iniziativa sono sostenuti nel loro inserimento dal personale della Residenza, in particolare da: assistente sociale, animatrice, fisioterapista. I volontari sono naturalmente coperti, durante il loro servizio, da una assicurazione appositamente predisposta dalla Residenza. Ogni anno l’attività viene apprezzata dai giovani, dai loro familiari e dalla cittadinanza oltre che naturalmente dalla Residenza e dai suoi ospiti. Per il volontariato svolto e per la partecipazione ai corsi di Giocoleria Clownistica gli studenti ricevono un attestato valido sia all’interno sia all’esterno della scuola. Due studentesse, uscite anno scorso dall’Istituto Professionale, svolgono servizio civile con la Misericordia proprio grazie al possesso di questi attestati. È il caso di dire che il volontariato “paga” non solo nel senso di star bene con se stessi o quale occasione per ricordare che i giovani sono solidali e desiderosi di mettere il loro tempo a disposizione degli altri, ma anche come possibilità di lavoro. Da - Giovani “Clown” allietano la Residenza Protetta di Città della Pieve di Anisa Meca Il laboratorio di Giocoleria Clownistica e Circo Sociale chiude i battenti per il terzo anno consecutivo; anche quest’anno, che ha visto lievitare il numero delle presenze, siamo giunti al termine dell’attività. Gli studenti dell’Istituto Superiore 131


“Italo Calvino” di Città della Pieve, guidati dal Mago Dudi, intratterranno gli ospiti della Residenza Protetta Creusa Brizi Bittoni, presso la cui struttura si è tenuto il laboratorio, e tutti coloro che vorranno intervenire, con uno, a dir poco, esilarante saggio di fine corso, martedì 26 maggio alle ore 15. Parte dei corsisti presenteranno una loro performance anche alla Notte dei Talenti, che si svolgerà a Città della Pieve, per iniziativa dell’Istituto “Calvino”, il 5 giugno. La presenza dei ragazzi con i nasi rossi è richiesta anche durante la festa di fine anno, organizzata dalla Scuola Primaria di Città della Pieve per il pomeriggio del 10 giugno. Il laboratorio è stata una delle importanti iniziative proposte e portate avanti dal Presidio del Volontariato “Insieme si può”. Se volete ridere e divertirvi il primo appuntamento è in Viale Cappuccini, 24. Da - La mafia messicana e quella italiana: un viaggio nei luoghi dove i giornalisti rischiano di Anisa Meca L’incontro con il giornalista di La Repubblica, a Città della Pieve, in occasione della presentazione del suo docufilm “Silencio” realizzato in collaborazione con Massimo Cappello, mi ha spinto ad informarmi su cosa succede in Messico. Dalla documentazione sul lavoro di Bolzoni scopro che i giornalisti uccisi in Messico nel nuovo secolo sono più di quelli uccisi in Iraq, in Vietnam, durante la seconda guerra mondiale. Il titolo già comunica egregiamente il tema: il “silenzio” imposto anche e soprattutto con la violenza, con la morte di chi cerca di parlare. Un silenzio ordinato dai narcos messicani, dai mafiosi italiani. Silencio, come quello che attanaglia la condizione di migliaia di messicani. Silencio, come quello che copre le urla strazianti dei tanti trucidati nel Paese. Un documentario terribilmente reale, che descrive la cappa di controllo imposta dai narcos sui cittadini, sull’informazione. Qui comanda un’organizzazione criminale estremamente 132


violenta dedita soprattutto al traffico di stupefacenti, con legami anche con la nostrana ‘ndrangheta. In Messico ci sono migliaia di italiani, alcuni onesti in cerca di un lavoro, altri latitanti in cerca di un nascondiglio. È in queste condizioni che la nostra organizzazione mafiosa più potente stringe relazioni con i narcos, in un sodalizio tra il Messico e la Calabria ben narrato da Bolzoni nel suo docufilm, con il quale è riuscito a mettere in relazione due realtà molto distanti geograficamente ma vicini per mentalità criminale. Come in Messico anche in Calabria sono la paura, l’impunità a nutrire il silenzio. Il problema spesso non è sapere la verità ma è sapere cosa fare una volta scoperta la verità. Attilio Bolzoni e Massimo Cappello sono volati in Messico per documentare la strage silenziosa di professionisti scomodi per il loro vizio di raccontare la verità. In Messico i giornalisti che cercano di raccontare la verità, decine ogni anno, vengono rapiti e fatti sparire, seviziati e torturati ed i loro corpi lasciati nel deserto come cibo per gli sciacalli. Come loro anche i tanti giornalisti italiani uccisi dalla mafia o resi vittime di intimidazioni e minacce. A uccidere in Messico è soprattutto il potere: trafficanti e governatori fanno affari insieme, pubblici ufficiali assassini, militari corrotti, stragi di mafia e stragi di Stato, tanto per citarne una i 43 ragazzi, colpevoli di voler migliorare la loro società, rapiti, uccisi e bruciati dai mafiosi con la complicità della polizia, su mandato politico. Protagonisti di questo docufilm sono soprattutto giornalisti messicani vivi e morti, ma anche decine di cronisti, di giornalisti e pure di preti calabresi intimiditi dai clan che resistono ai boss o che non resistono. Il lavoro di Bolzoni e Cappello fa riflettere su realtà estremamente pericolose dei nostri tempi dove i giornalisti non possono essere lasciati a loro stessi. In Messico il giornalismo è l’unico mezzo per cercare la verità, per raccontarla ai cittadini, per farla conoscere all’estero. Ma 133


alla gente dei giornalisti ammazzati non importa, nessuno li reclama, le indagini portano alla stessa identica soluzione: sesso e corna. Dopo la visione del docufilm le parole di Attilio Bolzoni ai presenti hanno ulteriormente confermato, con estrema chiarezza la connivenza tra mafia e potere, una realtà non sempre conosciuta ai più ma soprattutto una storia, una realtà che spesso non si vuol vedere, che si preferisce ignorare. È bene ricordare che un cittadino non consapevole è un cittadino complice. Ad uccidere sono gli apparati di Stato, il problema è sempre il potere, le classi dirigenti non le mafie. L’evento non poteva non iniziare con la lettura dei nomi dei giornalisti italiani uccisi dalle mafie e dal terrorismo in Italia ed all’estero e con la denuncia della condizione dei giornalisti messicani. Da - La droga in Umbria di Anisa Meca Dalla presentazione del dossier “La Droga in Umbria - saggi, inchieste, interviste”, dalla chiarissima analisi effettuata dal suo curatore, il giornalista, Fabrizio Ricci, resa ancora più puntuale dagli interventi e dalle richieste del pubblico, anche qualificato, è emersa una situazione complessa e di non facile soluzione, soprattutto a causa di intrecci e connivenze droghe-mafie, mafie-potere. Un problema che interessa e coinvolge il mondo intero tra produttori, spacciatori, consumatori. Un tema sentito in Umbria dove è impressionante il numero di morti per droga in particolare sopra i trenta anni. Il dossier si apre con la presentazione del Presidente di LIBERA, Associazione contro le mafie, don Luigi Ciotti, ed è diviso in quattro parti: la prima parte riguarda i consumatori, il doloroso aspetto delle morti per overdose, avvalendosi del report su “Mortalità per overdose da stupefacenti in 134


Umbria” e del confronto effettuato con i servizi di prossimità, i Sert, le comunità di recupero, con i tossicodipendenti, ma anche attraverso raffronti con la realtà nazionale e con quella internazionale; la seconda parte parla del mercato, ci aiuta a conoscere il profilo dei diversi soggetti coinvolti, sia stranieri che italiani, attraverso la cronistoria di alcune tra le più significative operazioni antidroga degli ultimi anni, e l’opinione di magistrati, forze dell’ordine ed esperti; la terza parte è una raccolta di riflessioni di studiosi dell’Università di Perugia e dell’assessore comunale alle Politiche Sociali e alla Cultura del capoluogo, di associazioni giovanili e di quartiere; la quarta parte affronta il tema degli strumenti e delle strategie di risposta, a partire da una lettura critica della normativa sulle droghe per arrivare ad analizzare le tattiche che la Regione Umbria ha attivato in campo sociosanitario nei confronti delle tossicodipendenze. Per chi vuol saperne di più il testo è scaricabile online ed è disponibile presso la biblioteca Comunale “Francesco Melosio” di Città della Pieve, lasciato in omaggio dal relatore. Quello della droga, connesso a quello delle mafie, è purtroppo un fenomeno non solo umbro, ma nazionale, mondiale; per farlo traballare sono necessari: una vera rivolta delle coscienze, informazione e prevenzione, servizi e politiche sociali. Il giornalista, esponente di Libera, ha informato la platea anche su quanto questa Associazione faccia per informare e formare in particolare i giovani, con numerose attività con e nelle scuole e con i campi estivi organizzati nei beni sequestrati alle mafie anche in Umbria. Essere informati, avere coscienza della situazione, osservare con attenzione cosa succede intorno ad ognuno di noi, tornare ad occupare le strade, oggi spesso deserte, per non lasciarle allo spaccio sono sicuramente modi e mezzi di contrasto. La lotta alla droga come la lotta alle mafie ha bisogno di una rete 135


sempre più forte e ramificata. Il Presidio del Volontariato “Insieme si può” che ha voluto questa iniziativa ed ha coinvolto la Biblioteca e l’Amministrazione Comunale come pure numerose Associazioni del territorio, si propone per il prossimo anno scolastico di portare l’esperienza all’interno dell’Istituto di Istruzione Superiore “Italo Calvino” in cui opera, al fine di interessare alla problematica un elevato numero di giovani, che possono diventare parte attiva nel contrasto alla corruzione ed alla illegalità. Da - Clown - Spettacolo di fine corso di Anisa Meca Il Laboratorio di Giocoleria Clownistica - Circo Sociale, organizzato dal Presidio del Volontariato “Insieme si può” ha per il terzo anno consecutivo chiuso i battenti. Come ogni anno, per ringraziare la struttura che ci ospita, la Residenza Protetta Cresua Brizi Bittoni, ed omaggiare i suoi ospiti, la performance finale si è svolta all’interno della struttura. La conclusione ufficiale in un pomeriggio nuvoloso e ventoso che è stato allietato da una rappresentazione, ricca e particolare nel suo insieme, che ha impegnato gli studenti, sapientemente guidati dal mago Dudi, e divertito gli spettatori. Lo scopo della manifestazione è sì mostrare ciò che i corsisti hanno imparato, ma soprattutto far passare alcune ore diverse agli ospiti della Residenza, tener loro un po’ di compagnia e strappare qualche sorriso. Da - Al “Calvino”continua la prevenzione di Giacomo Montagnolo e Ivonne Fuschiotto La prevenzione iniziata da anni all’Istituto di Istruzione Superiore “Italo Calvino” di Città della Pieve ha continuato anche nel corrente anno scolastico, appena terminato, grazie alla disponibilità dei volontari della locale A.L.I.Ce., 136


all’interessamento di AVIS e Amministrazione Comunale, all’attenzione del Presidio del Volontariato “Insieme si può”, ma soprattutto alla indispensabile e altamente qualificata collaborazione del dott. Adriano Cipriani, cardiologo, volontario per A.L.I.Ce. Due le attività che hanno coinvolto un buon numero di studenti del Liceo e dell’Istituto Professionale per i Servizi Commerciali: lo screening cardiologico e gli incontri di prevenzione sui corretti stili di vita. Lo screening ha interessato gli studenti di tutte le seconde dell’Istituto “Calvino”, autorizzati dai genitori; lo scorso anno l’attività di screening è iniziata in aprile e sono stati visitati 55 studenti. Quest’anno, tra gli studenti delle classi terze residue di anno scorso e le seconde di quest’anno, sono state effettuate ben 114 visite. Tra anno scorso e quest’anno sono 169 gli studenti sottoposti a screening cardiologico. Riguardo alla prevenzione, e quindi ai corretti stili di vita, sono ben 245, in questi due anni, gli studenti coinvolti nell’iniziativa sempre condotta dal dott. Cipriani, tra IPSC, tutte le classi, e Liceo, classi seconde. L’esperienza di prevenzione con il dott. Cipriani è stata estremamente interessante e costruttiva in quanto ha coinvolto molti studenti non perfettamente a conoscenza dei rischi derivanti da stili di vita non corretti, come l’uso di fumo, alcool, cibo spazzatura ed altro ancora, e comunque non consapevoli che, per esempio, l’ictus cerebrale può colpire anche soggetti molto giovani e non è di immediato e facile riconoscimento. Abbiamo capito, e lo consigliamo a tutti, che è importante prestare attenzione alla propria salute sia attraverso l’uso di corretti stili di vita sia con esami e controlli medici; ricordiamoci che si deve andare dal dottore non solo quando si sta male; solo la conoscenza, la verifica, il controllo ci dicono lo stato di salute; il cuore è lo specchio della nostra salute, delle nostre buone o non buone abitudini. La vita 137


ci è stata donata; ad ognuno di noi il compito, per quanto possibile, di custodirla, di preservarla. Purtroppo quando abbiamo la salute non pensiamo alla malattia, la prevenzione si fa da giovani al fine di rimanere sani. Ricordiamo a noi stessi ed anche agli altri di difendere la propria salute; è bene fare attenzione alla familiarità, alla predisposizione genetica e quindi fondamentale diventa l’anamnesi familiare. La prevenzione è nella struttura mentale. Invitiamo tutti a considerare i fattori di rischio ed a controllarsi. Quindi evitare fumo, alcool, eccessiva e/o cattiva alimentazione; dedicare tempo all’attività fisica. È bene ricordare che se non abbiamo cura di noi stessi è facile creare danni e che senza la salute non siamo utili a noi ed agli altri. Alcuni dati per riflettere: ogni anno sono 70.000 i morti per fumo in Italia, facendo un calcolo rapido possiamo immaginare la scomparsa a causa delle sigarette di circa 100 Città della Pieve messe insieme. È incredibile, dal punto di vista etico, che lo Stato lucri sul fumo. L’alcool fa più morti del fumo. Sigaretta e alcool sono più forti della propria volontà se, nonostante i danni, non si riesce a smettere. Sigaretta e alcool creano dipendenza, cosa ben diversa dal desiderio. È difficile uscire dalla dipendenza, a volte è necessario un supporto esterno, ma ce la si può fare, la volontà può molto. Altro problema da tenere sotto controllo, oggi purtroppo molto diffuso anche in Italia soprattutto tra i giovanissimi, è l’obesità: mangiare troppo e consumare poco. Il sovrappeso va curato in età infantile e giovanile. I rimedi: sana alimentazione, bando al cibo spazzatura, equilibrata attività fisica. Dobbiamo difendere la nostra salute e diventare testimoni; la conoscenza ci impone maggiori doveri, non dobbiamo mai dimenticarlo. Appuntamento al prossimo anno scolastico con un altro corposo numero di studenti da sottoporre a screening 138


cardiologico e da formare riguardo alla promozione della salute e alla prevenzione. Da - Al “Calvino” di Città della Pieve consegna attestati validi anche all’esterno della scuola di Presidio del Volontariato “Insieme si può” Mercoledì 10 giugno, ultimo giorno di scuola, ore 9.00 Palazzetto dello Sport - consegna di ben 68 attestati, utilizzabili anche all’esterno della scuola, agli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “Italo Calvino” - Città della Pieve che hanno svolto le seguenti attività, organizzate dal Presidio del Volontariato “Insieme si può”: Volontariato con il Presidio “Insieme si può”, Laboratorio di Giocoleria Clownistica Circo Sociale, Volontariato con Telethon, Volontariato presso la Residenza Protetta Creusa Brizi Bittoni di Città della Pieve. Un riconoscimento a chi ha, nel corso dell’anno scolastico, operato nel sociale e mostrato interesse verso l’altro, vicino o lontano che sia. Un arrivederci al prossimo anno scolastico nella speranza che l’esperienza si ripeta o meglio si fortifichi; un augurio a chi lascerà l’Istituto, in quanto giunto al suo ultimo anno di frequenza, e la fiducia che continui ad occuparsi di volontariato. Da - I ragazzi del Laboratorio di Giocoleria Clownistica Circo Sociale in Piazza Unità d’Italia alla festa di fine anno della Scuola Primaria “Pietro Vannucci” di Giulia Croce 10 giugno in Piazza Unità d’Italia, a Città della Pieve, si è svolta la festa della Scuola Primaria, una simpatica iniziativa organizzata dall’Istituto Comprensivo “Pietro Vannucci” che ha visto coinvolti tutti i bambini delle scuole di Città del Pieve, Moiano e Po’ Bandino. La manifestazione, iniziata alle 15.00, si è svolta all’insegna di spettacoli teatrali, di numerose 139


mostre di progetti scolastici degli alunni, del Progetto Mima e soprattutto è stata allietata da numerosi giochi. L’organizzazione dei giochi ha visto all’opera il laboratorio di Giocoleria Clownistica e Circo Sociale promosso dal Presidio del Volontariato “Insieme si può”. In piazza infatti si sono svolti divertenti e semplici giochi che hanno visto impegnati i bambini, sotto la guida dei giovani Clown, in emozionanti tiri alla fune, giochi con l’acqua, gare con i sacchi, tanto per citarne alcuni, il tutto accompagnato da allegre risate, urla ed euforia. Un ringraziamento particolare a Giuseppe Daniele, docente di educazione fisica, per averci suggerito prima e per aver poi preparato vari giochi popolari. All’interno della Sala Sant’Agostino invece si sono svolti, durante tutto il pomeriggio, spettacoli teatrali molto interessanti, rappresentati dagli studenti delle Scuole Primarie, che hanno coronato finalmente la chiusura di un produttivo anno scolastico. La giornata si è conclusa alle ore 20.00 con i bambini che tornavano a casa felici di aver passato un pomeriggio in compagnia dei loro genitori, dei loro compagni di classe e non e dei divertenti Clown; in fondo basta qualche semplice oggetto e un naso rosso per donare ai bambini infiniti sorrisi spensierati e bei ricordi da conservare. Per noi studenti-clown un’esperienza entusiasmante, è sempre bello poter far ridere e divertire. Ringraziamenti al comitato dei genitori ed ai docenti che hanno voluto coinvolgerci, regalandoci un pomeriggio divertente, diverso, interessante. Da - A Città della Pieve il Volontariato torna in “Piazza”sabato 7 novembre di Anisa Meca Sabato 7 Novembre 2015, dalle ore 8 e 45 alle 12 e 45, si svolgerà a Città della Pieve, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale, la Quarta Giornata del Volontariato. 140


È una festa che fa incontrare il mondo del Volontariato e le scuole, presenta esempi concreti di cittadinanza attiva, offre ai giovani la possibilità di diventare parte di questo funzionale e variegato mondo, che permette di impegnare il proprio tempo in modo costruttivo e salutare. L’esperienza degli anni passati ci fa dire che iniziative di questo genere non cadono nel vuoto, sempre più giovani si impegnano in attività di volontariato e solidarietà. Da - Volontariato con e per i giovani di Anisa Meca La Quarta Giornata del Volontariato, svoltasi sabato 7 novembre a Città della Pieve, per volere del Presidio del Volontariato “Insieme si può” e con il Patrocinio dell’Amministrazione Comunale, è stata un vero successo. Quasi mille studenti, dalla primaria alla secondaria superiore, hanno affollato Piazza Unità d’Italia dove ben dodici Associazioni, compreso il Presidio del Volontariato, erano a disposizione per dimostrazioni, informazioni, spiegazioni. I più affollati i Clown dell’Associazione “Viviamo in Positivo”, che operano in particolare nelle corsie d’ospedale, con bambini ed anziani; la loro vivacità, la capacità di attrarre e di coinvolgere, grazie anche al particolare abbigliamento, ha fatto la gioa dei più piccoli, ma anche degli adulti. A.L.I.Ce. ha eseguito, in poche ore più di cinquanta misurazioni di pressione con rilevazione di fibrillazione atriale, trigliceridi, glicemia e colesterolo, oltre a spiegare ai più piccoli e non solo l’importanza della prevenzione e i “compiti” che l’Associazione svolge sul territorio. AVIS ha effettuato numerose iscrizioni per le “donazioni”. I Lions Club hanno raccolto vari paia di occhiali per i Paesi Terzo-Quarto mondiali e tanti ne arriveranno ancora in quanto la macchina della solidarietà si è messa in moto e già 141


parecchi tra bambini e ragazzi hanno promesso di portarli, cercando anche tra parenti e amici. Hanno inoltre distribuito varie edizioni dei libri “I nonni raccontano”, oltre naturalmente informare sulle attività promosse dall’Associazione. Vigili del fuoco, Protezione Civile, Misericordia hanno dato saggi del loro operato tra sicurezza, primo intervento e primo soccorso; in questo caso anche mezzi e divise hanno attratto l’attenzione soprattutto dei piccoli che si sono soffermati, con curiosità ed attenzione, presso le singole postazioni. Il Gruppo Ecologista “Il Riccio” ha presentato le numerose attività, non ultima l’imminente inaugurazione del “Giardino dei frutti riTROVAti” appunto nei pressi delle scuole. Ma ha anche spiegato l’importanza della salvaguardia ambientale e quindi della salute e del benessere di tutti i viventi, dell’importanza di corretti e salutari stili di vita, fondamentali anche per il pianeta. Il Presidio del Volontariato “Insieme si può” ha pubblicizzato le attività da svolgere nel corso dell’anno ed ha effettuato iscrizioni per il laboratorio di Giocoleria Clownistica e Circo Sociale, Volontariato presso la Residenza Protetta di Città della Pieve e Museo di Storia Naturale del Territorio presso Palazzo Corgna, iniziative di solidarietà a favore di Telefono Azzurro, Banco Alimentare, Telethon, AIRC, Unicef, Adozioni a Distanza, Comitato per la Vita “Daniele Chianelli”. Alla fine della mattinata ogni iniziativa proposta aveva numerosi iscritti con la certezza quindi della buona riuscita delle attività offerte. Grande l’interesse anche per la vivacità delle proposte a partire dalla fattiva collaborazione con varie Associazioni, la Biblioteca per il Progetto “In Vitro”, l’Amministrazione Comunale, Libera - Presidio Scuola, e le scuole cittadine di ogni ordine e grado. I volontari tutti hanno avuto un bel da fare nello spiegare e soprattutto nel rispondere alle tante curiosità. 142


Interessante anche il video “Volontari in azione”, che scorreva continuativamente all’interno della Sala Sant’Agostino, montato dai ragazzi del Presidio del Volontariato con i materiali consegnati dalle singole Associazioni. Un grazie particolare a tutte le Associazioni che da quattro anni rendono possibile questo “meraviglioso” giorno che, ogni anno favorito dal bel tempo, riscuote tanto successo e riempie di soddisfazione per la certezza di aver contribuito a far conoscere il mondo del Volontariato, a far circolare informazioni sulla salvaguardia di salute, sicurezza e ambiente. Appuntamento al prossimo anno. Da - “Il bosco e i suoi abitanti” è ad Umbria Libri di Presidio del Volontariato “Insieme si può” Il libro”Il bosco e i suoi abitanti”, costituito da varie storie scritte dagli studenti dell’Istituto Professionale per i Servizi Commerciali di Città della Pieve, molti dei quali appartenenti al Presidio del Volontariato “Insieme si può”, ha un posto ad Umbria Libri. L’idea è nata quale dono per i bambini dell’Istituto Comprensivo “Pietro Vannucci” della stessa cittadina. La pubblicazione a cura del Cesvol, su richiesta del Gruppo Ecologista “Il Riccio”, ha destato interesse tanto che sabato 14 novembre alle ore 10.30 sarà presentato, presso l’Aula A del Complesso di San Pietro a Perugia, alla presenza dei bambini delle classi seconde della Scuola Primaria di Città della Pieve. All’interno della manifestazione alcune storie saranno animate da “Rinoceronte Teatro”. Lo stesso libro verrà presentato anche a Città della Pieve, il sabato successivo, 21 novembre, nell’ambito dell’iniziativa “Il Giardino dei Frutti riTROVAti”, organizzata dal Gruppo Ecologista “Il Riccio”, per la festa dell’albero. 143


In questa occasione i bambini della Scuola Primaria dell’Istituto Comprensivo “Pietro Vannucci” si ritroveranno alle ore 9.00 nella Sala Sant’Agostino, dove Alessandro Manzini dei “Macchiati” animerà qualche storia. Sempre in compagnia dei “Macchiati” alcune classi si recheranno poi presso la Fonte Trova per la piantumazione di alberi da frutto di quello che diventerà il frutteto “comunitario”. Ad entrambe le iniziative saranno presenti anche alcuni dei ragazzi autori delle storie. Da - L’animazione del “bosco” - Rinoceronte Teatro per i bambini di Presidio del Volontariato “Insieme si può” Nella Sala A del Complesso di San Pietro gli alunni delle classi seconde della Scuola Primaria “Pietro Vannucci” di Città della Pieve, accompagnati dalle insegnanti, hanno assistito sabato 14 novembre all’animazione di ben 13 delle 18 storie del “Bosco e i suoi abitanti” scritte, per i bambini, dagli studenti dell’Istituto Professionale per i Servizi Commerciali - I.I.S. “Calvino” della patria del Perugino. L’attenzione dei piccoli, la loro vivacità nei successivi interventi, la commozione comunicata dai docenti, l’emozione espressa dai lettori è sicuramente un grosso complimento per i giovani scrittori, due dei quali presenti in Sala: Marta e Silvia. Ad animare le storie gli attori di “Rinoceronte Teatro”, in particolare i lettori Michele e Stefania ed il musicista Claudio. La loro magistrale interpretazione ha reso più accattivanti le storie rappresentate. Il libro è stato poi presentato facendo riferimento alle motivazioni che hanno spinto gli studenti ed il Presidio del Volontariato “Insieme si può”, nonostante le paure e le titubanze, a cimentarsi in questa “impresa”. Si ringrazia vivamente, per l’organizzazione dell’iniziativa, il 144


Cesvol di Perugia che ha regalato, tra l’altro, ai presenti un simpatico segnalibro che ricorda il libro presentato. Altra occasione di divulgazione delle pubblicazioni del Cesvol, tra cui “Il bosco e i suoi abitanti”, il 13 pomeriggio, sempre ad Umbria Libri, in una gremita Sala Monografie, anche questo momento molto apprezzato. Prossimo appuntamento con il libro e le sue storie a Città della Pieve nella Sala Sant’Agostino, ore 9.00 sabato 21 novembre, quando tutti i bambini della Primaria si confronteranno con Alessandro dei “Macchiati” che animerà gli abitanti del bosco. Da - Le “Casette di luce” di Telefono Azzurro in Piazza Plebiscito a Città della Pieve di Presidio del Volontariato “Insieme si può” Il 21 pomeriggio ed il 22 mattina, i ragazzi del Presidio del Volontariato “Insieme si può” saranno in piazza Plebiscito, a Città della Pieve, con le “Casette di luce” di Telefono Azzurro. Con una piccola offerta di minimo 9 € potrai portare a casa una casetta illuminata per la camera dei più piccoli ma non solo. Un gesto che ti permette di aiutare Telefono Azzurro che da anni si occupa dei bambini che chiedono ed hanno bisogno d’aiuto. Telefono Azzurro è una Onlus nata a Bologna nel 1987, per volere del Prof. Ernesto Caffo - docente di neuropsichiatria infantile all’Università di Modena e Reggio Emilia, con lo scopo di difendere i diritti dell’infanzia, riconosciuti con la Convenzione ONU approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989. Le “Casette di luce” permetteranno di potenziare le linee di ascolto dell’Associazione per garantire a tutti i bambini e agli adolescenti in difficoltà il diritto di essere ascoltati e la possibilità di ricevere aiuto. Nel 2014 Telefono Azzurro ha ricevuto 60.000 chiamate al numero 1.96.96, una chiamata ogni 7 minuti, ed un totale di 3.854 casi con problematiche 145


rilevanti gestiti dagli operatori in tutto l’anno, 11 casi al giorno. Purtroppo si stima anche, che ci sia un numero elevato di casi di violenza subita dai bambini che rimane «sommerso», non denunciato. I volontari del Presidio “Insieme si può” vi aspettano in piazza, arrivate numerosi!!! Unitevi a chi contribuisce a migliorare la vita dei piccoli violati e/o maltrattati. Da - Telefono Azzurro - Vendute tutte le “casette di luce” di Anisa Meca e Lorenza Vanni L’iniziativa di Telefono Azzurro presente in molte piazze italiane, sabato scorso, ha riscosso successo anche a Città della Pieve, gli studenti del Presidio del Volontariato “Insieme si può”, sono riusciti a posizionare le 105 “Casette di luce” che avevano ordinato. Le scuole e la città hanno risposto con generosità; nei giorni scorsi sono stati inviati ben mille euro a Telefono Azzurro per affrontare le difficoltà dei piccoli che, sempre più frequentemente, si rivolgono a questa Associazione. Il prossimo sabato 28 novembre, il Presidio è impegnato in un’altra iniziativa di solidarietà, la XIX Giornata Nazionale della Colletta Alimentare - “Fai la spesa per chi è povero”, organizzata ogni anno dal Banco Alimentare. Punti di raccolta i supermercati cittadini. Da - Impiantato a Città della Pieve il Giardino dei Frutti riTROVAti di Presidio del Volontariato “Insieme si può” 21 novembre, Giornata Nazionale degli Alberi - “L’albero padre del cibo: verso un’alimentazione sostenibile”, il tempo piovoso non ha fermato l’iniziativa del Gruppo Ecologista “Il Riccio”. Puntuali alle ore 9.00 gli alunni della Scuola Primaria del 146


capoluogo hanno riempito la Sala Sant’Agostino, dove Alessandro Manzini della compagnia dei “Macchiati” ha animato le 18 storie del libro “Il bosco e i suoi abitanti” che gli studenti dell’Istituto Professionale, su iniziativa del Presidio del Volontariato “Insieme si può”, hanno scritto per i bambini ed il Cesvol ha stampato su richiesta de “Il Riccio”. L’animazione è stata registrata e resterà a ricordo della giornata. Sotto una pioggerella insistente, hanno collaborato alla piantumazione numerosi studenti in rappresentanza dei vari ordini di scuola del capoluogo, Primaria, Secondaria di Primo e di Secondo Grado, ma anche Associazioni, cittadini e naturalmente rappresentanti dell’Amministrazione Comunale e non ultimi i 14 ragazzi gambiani da poco arrivati a Città della Pieve e qui ospiti per 6 mesi con un programma di alfabetizzazione alla lingua italiana, proprio nella sede del “Riccio”. Sono stati piantati una trentina di alberi da frutto all’insegna della biodiversità. Una festa arricchita dai pensieri e dalle riflessioni dei bambini della Primaria, dalle magliette realizzate dai ragazzi del laboratorio artistico-creativo dell’Istituto Professionale. In questo clima festoso un riconoscimento particolare è andato alla fondatrice del Gruppo Ecologista “Il Riccio”, allora Gruppo Giovani Ecologisti, Carmelita Taborgna, alla quale oltre alla pergamena quale Presidente Onorario, è stato dedicato uno degli alberi del frutteto, il corbezzolo simbolo di tenacia e perseveranza. La giornata è proseguita con gli appuntamenti del pomeriggio, alle ore 17.00 alla Sala Grande di Palazzo Corgna, dopo una doverosa presentazione del Progetto “Il Giardino dei Frutti riTROVAti” ed i ringraziamenti a chi ha reso possibile questo sogno del Gruppo Ecologista, a partire dall’Amministrazione Comunale ed all’Associazione Motoriamente Musical che ha devoluto l’incasso di uno spettacolo teatrale per l’acquisto degli alberi da frutto, la parola è passata al Presidente di Deafal, 147


Organizzazione Non Governativa, che in Italia ed all’estero realizza attività nell’ambito dell’Agricoltura Organica e Rigenerativa. È intervenuto quindi Matteo Mancini, docente di agroselvicoltura presso l’Università della Tuscia, che ha presentato il libro “Manuale di campo”, contenente “ricette” per migliorare il terreno e difendere le piante in modo non invasivo e non inquinante. La serata è stata conclusa da Marco Perli, artista ecologo, che ha scritto la presentazione del libro e ha fatto riflettere sulle origini della fertilità e della “Madre Terra”, presentando la sua installazione in mostra, fino al 28 novembre, alla Sala Rossa di Palazzo Corgna. Una giornata ricca di eventi ed indicativa, anche per il significato che si spera possa rivestire il Frutteto per la collettività. Da - “Trasimeno Young People” a Città della Pieve di Presidio del Volontariato “Insieme si può” In occasione della Giornata mondiale per la lotta all’AIDS, martedì 1° dicembre, gli operatori del progetto Trasimeno Young People saranno all’Istituto di Istruzione Superiore “Italo Calvino” di Città della Pieve per condividere, insieme agli alunni della scuola, informazioni riguardo l’AIDS. L’iniziativa, nata in collaborazione con l’USL Umbria 1, sarà realizzata con l’aiuto dei ragazzi del Presidio del Volontariato “Insieme si può”. I due Istituti, il Liceo ed il Professionale per i Servizi Commerciali, avranno ognuno la propria postazione, di fronte o all’interno dell’atrio delle rispettive scuole, gli operatori avvicineranno gli studenti nei momenti della ricreazione ed all’uscita. I ragazzi dovranno scrivere uno “stato” sulla pagina facebook “Trasimeno Young People” per condividere ciò che sanno sull’AIDS; per questo avranno a disposizione alcuni tablet forniti dagli operatori, ma potranno usare anche i telefonini personali; sarà possibile postare sulla pagina facebook per 148


l’intera giornata di martedì. Un modo interattivo, vicino ai ragazzi, per trasmettere le giuste informazioni. Per facilitare l’accesso all’iniziativa sarà possibile utilizzare anche post-it da attaccare a lavagne appositamente predisposte. Le riflessioni saranno vagliate da esperti del settore che restituiranno l’esperienza attraverso la comunicazione dei risultati, come pure fugheranno dubbi e, fornendo informazioni corrette, dissolveranno false credenze. Risultati e informazioni saranno resi pubblici. Da - Il Banco Alimentare - Esperienza di solidarietà di Anisa Meca e Lorenza Vanni Il Presidio del Volontariato “Insieme si può” che ha partecipato all’iniziativa del Banco Alimentare con 11 volontari, vuol rendere noti alcuni dati forniti dal Presidente per l’Umbria, Valter Venturi: è aumentato quest’anno il numero dei volontari, oltre 1.600 impegnati in Umbria per la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, 147 tonnellate di prodotti alimentari donati a fronte delle 8.990 tonnellate raccolte in Italia; in un tempo di crisi è sicuramente un risultato eccellente. I volontari del Presidio hanno operato, unitamente ai volontari della Croce Rossa Italiana delegazione Valnestore di Tavernelle, nelle postazioni di FAMILA a Po’ Bandino dove sono stati raccolti 603 chilogrammi di alimenti, di EMI e di CONAD a Città della Pieve dove sono stati donati rispettivamente 246 e 557 chilogrammi di beni alimentari. Un grazie particolare a chi ha voluto rendere questa giornata proficua per tutti coloro, e purtroppo sono sempre più numerosi, che non riescono a far fronte alle necessità giornaliere. Quanto raccolto in Italia verrà distribuito nei prossimi mesi alle oltre 8.000 strutture convenzionate con il Banco 149


Alimentare, per sostenere più di 1 milione e mezzo di bisognosi. Ancora un appuntamento per i volontari del “Calvino” di Città della Pieve: il 19 e il 20 dicembre, questa volta, ancora nei supermercati, per vendere i prodotti di Telethon, Fondazione che raccoglie soldi per la ricerca sulle malattie rare, che come tale ha sempre pochi finanziamenti dal settore pubblico. Da - AIDS è bene non abbassare la guardia di Anisa Meca e Lorenza Vanni In occasione della Giornata Mondiale contro l’AIDS, celebratasi il I° dicembre, abbiamo scoperto che di AIDS si parla meno ma questo non vuol dire che non si corrano rischi, tutt’altro soprattutto per la nostra regione; l’Umbria è al quarto posto in Italia per l’insorgenza di nuovi casi rispetto al numero di abitanti, è in compagnia di Lombardia, Lazio e Provincia autonoma di Trento. È bene ricordare che il virus dell’HIV può colpire tutti ed è molto spesso silenzioso, la mancata consapevolezza della propria sieropositività impedisce il trattamento farmacologico che potrebbe rallentare lo sviluppo della sindrome e, aspetto da non sottovalutare, contribuisce alla diffusione del contagio. La modalità di trasmissione dell’infezione è il contatto diretto tra una persona infetta e una sana. Il virus HIV pertanto si trasmette attraverso: rapporti sessuali di qualsiasi genere non protetti da profilattico o con uso non adeguato dello stesso; il sangue e i suoi derivati, lo scambio di siringhe contaminate (per chi si inietta sostanze per via endovenosa), un contatto diretto tra ferite cutanee profonde, aperte e sanguinanti, un contatto diretto del sangue con mucose; le trasfusioni non controllate in laboratorio; madre sieropositiva e figlio durante la gravidanza, il parto, l’allattamento al seno materno. L’utilizzo del preservativo nei rapporti sessuali costituisce il 150


mezzo di protezione più efficace contro l’HIV/AIDS. Per diffondere informazioni, avere un primo confronto sulle conoscenze dei giovani in merito al problema, rispondere poi alle loro curiosità e richiesta di indicazioni, il primo dicembre Trasimeno Young People, progetto promosso dalla Zona Sociale n. 5 in collaborazione con il gruppo integrato di promozione della salute del Trasimeno e con il sostegno del Presidio del Volontariato “Insieme si può”, è intervenuto presso le sedi dell’Istituto di Istruzione Superiore “Italo Calvino”. L’iniziativa ha riscosso un buon successo, gli studenti si sono avvicinati alle lavagne mobili ed ai tablet per rispondere a domande, porre interrogativi, postare il proprio pensiero anche dai propri telefonini, per l’intera giornata. Questo quanto rilevato dagli operatori del progetto “Trasimeno Young People”: la mattinata ha portato buoni risultati e spunti di riflessione. I ragazzi si sono lasciati coinvolgere dall’evento, alcuni con entusiasmo, altri con un po’ di timore, ma comunque con la curiosità e la voglia di partecipare. Il poco tempo a disposizione è stato, nonostante tutto, proficuo. L’evento prevedeva la sensibilizzazione dei ragazzi sull’argomento AIDS e HIV durante la giornata mondiale dedicata alla malattia, attraverso un modo informale di partecipazione. I post-it scritti in totale sono stati 52, un numero sicuramente considerevole, senza contare i ragazzi che nella pagina facebook hanno lasciato il loro post. Dalla revisione e dall’analisi dei post-it si è potuto constatare quello che i ragazzi conoscono, quello che desiderano e sono curiosi di sapere sull’HIV e sull’ AIDS. Molte sono state infatti le domande e le considerazioni fatte su questo argomento. Dall’analisi finale si può costatare che la maggior parte dei ragazzi sa, anche se in modo un po’ sommario, cos’è l’HIV e l’AIDS e sa come potersi difendere e come prevenire la 151


malattia. Purtroppo però molte sono state anche le incertezze e i dubbi al riguardo, alcuni non conoscono la differenza tra HIV e AIDS, o non conoscono proprio l’argomento, altri non sanno che è possibile curarsi per star meglio fisicamente e evitare che ci siano dei peggioramenti, ciò è dovuto, come d’altronde anche per gli adulti, alle scarse informazioni. Interessante è stato notare come invece per alcuni di loro l’evento abbia contribuito a rompere i tabù che ancora oggi purtroppo permangono e che ostacolano il veicolare delle giuste informazioni per una migliore prevenzione. Alle domande degli studenti risponderà la dott.ssa Marina Toschi, ginecologa responsabile del servizio consultoriale del Distretto Sanitario del Trasimeno che ha operato, qualche anno fa, al “Calvino” allo sportello organizzato per i ragazzi e le ragazze nell’ambito del progetto “Star bene a scuola”, portato avanti ed ancora oggi operante, in collaborazione con la USL Umbria 1. Se lo riterremo opportuno l’informativa della dottoressa sarà resa pubblica. Da - Celebration Day - Seconda edizione di Anisa Meca Il Cesvol di Perugia ha riunito le Associazioni di Volontariato, venerdì 18 dicembre alle ore 15 presso l’Hotel Giò, via Ruggero d’Andreotto, per riconoscere il lavoro dei numerosi volontari e permettere la circolazione e la conoscenza di iniziative ed informazioni, per dare visibilità al variegato mondo del volontariato; questo è lo spirito con cui noi del Presidio del Volontariato “Insieme si può” partecipiamo volentieri, certi che la condivisione, la collaborazione o meglio la cooperazione tra Associazioni di Volontariato è ciò che fa la differenza, che rende salda la “rete”. Il confronto permette 152


di conoscere realtà nuove, arricchisce e dà nuove idee per la solidarietà. Anche quest’anno è stato così, abbiamo scoperto che per aiutare chi ha bisogno si possono adottare animali, nella fattispecie mucche e capre per dare sostentamento alle popolazioni africane, e questo è quello che ci proponiamo di fare con nuove nostre iniziative di solidarietà che sono in programma e che aspettavano un destinatario. Abbiamo inoltre risposto con generosità alla richiesta da parte del Centro Internazionale per la Pace fra i Popoli - Assisi ONLUS che ci ha consegnato 150 piccoli babbi natali di cioccolato da vendere ad un euro, per sostenere il progetto “Con il cuore al centro - Mamme per la vita” Oluko, Uganda. Come ogni anno ci siamo trovati con altre Associazioni di Volontariato di Città della Pieve con cui collaboriamo da tempo, quest’anno eravamo in compagnia di A.L.I.Ce. e del Gruppo Ecologista “Il Riccio”. Tre le sezioni in cui si è diviso il pomeriggio: InDONO Giornata del DONO Cerca/Dona/Ama, InLuOGO - premiazione concorso i LuOGHI della solidarietà, InVOLO - Terza edizione di “Storie di Volo... - Quando gli Angeli sono i Volontari”, raccolta delle pubblicazioni dell’anno in corso, sulla pagina apposita del Corriere dell’Umbria. Il nostro Presidio, guidato dalla prof.ssa Ivonne Fuschiotto, ha ricevuto due riconoscimenti: InDONO, per aver contribuito alla raccolta di “Doni” per le Associazioni che ne avevano fatto richiesta; InVolo, per la pubblicazione di articoli sulle pagine del Corriere dell’Umbria, in particolare per quello di Adele, una nostra compagna che sta lottando contro la leucemia, e che alla pubblicazione ha avuto apprezzamenti e riconoscimenti da parte della cittadinanza pievese che ha mostrato interesse e vicinanza alla giovanissima compaesana. Presente alla premiazione il padre di Adele che, con le sue parole, ha emozionato la platea. 153


Nell’ambito della manifestazione è stato più volte ricordato quanto sia particolarmente bello il mondo del volontariato, quanto sia sempre più elevato il numero dei volontari, quanto siano generosi gli umbri e gli italiani in generale. Questo fa onore al nostro Paese. Un sentito ringraziamento al Cesvol di Perugia, uno dei 72 Centri di Servizio per il Volontariato operanti in Italia, che riesce sempre a far sentire “utili” e “speciali” i volontari. Da - Al “Calvino” al via il nuovo laboratorio per la fabbrica del sorriso di Viola Rubeca All’Istituto di Istruzione Superiore “Italo Calvino” di Città della Pieve, subito dopo il rientro dalle vacanze natalizie, prende il via, per il quarto anno consecutivo, l’atteso laboratorio di Giocoleria Clownistica - Circo Sociale. Sorprendente anche quest’anno il numero delle adesioni, otre 50 gli iscritti tra Liceo e Istituto Professionale per i Servizi Commerciali. Il numero, come lo scorso anno, costringe a dividere gli incontri tra studenti del biennio e quelli del triennio. È, da sempre, il progetto più atteso, quello che riesce a richiamare l’interesse di tutto l’Istituto, e come potrebbe essere altrimenti con il Mago Dudi! Questo esperto del “sorriso facile” riesce ogni anno a trasmettere ai corsisti la passione per far sorridere l’altro con estrema semplicità e grande simpatia. Gli studenti alla fine del laboratorio portano solitamente l’esperienza nel proprio cuore! Come ormai consuetudine il progetto prevede un piccolo spettacolo presso la Residenza Protetta “Creusa Brizi Bittoni”, dove vari studenti del “Calvino” effettuano esperienze di volontariato: salotto del tè, camminate assistite, giochi da tavolo, feste di compleanno. Quest’anno in 14 si sono iscritti alle attività proposte dalla Residenza per allietare i pomeriggi 154


degli ospiti. Entrambe le iniziative, insieme a molte altre, sono proposte e seguite dal Presidio del Volontariato “Insieme si può”, gruppo di ragazzi guidati dalla prof.ssa Ivonne Fuschiotto. Da - Al Calvino “sta a cuore” la salute dei suoi studenti di Presidio del Volontariato “Insieme si può” L’Istituto di Istruzione Superiore “Italo Calvino” di Città della Pieve tiene davvero alla salute dei propri studenti! Da anni, infatti, nel piano delle attività di promozione della salute rientra un’importante iniziativa di prevenzione effettuata grazie alla collaborazione con A.L.I.Ce., locale Associazione impegnata nella lotta all’Ictus cerebrale, ed in particolare grazie alla disponibilità del dott. Adriano Cipriani, medico cardiologo meritoriamente impegnato nell’ambito del Volontariato. L’attività prevede che ogni anno gli studenti delle classi seconde vengano sottoposti ad uno screening cardiologico completo e puntualmente anche quest’anno l’iniziativa ha preso il via l’11 dicembre e continuerà, con cadenza mensile. Le classi dell’Istituto coinvolte sono sei e in totale gli studenti che hanno aderito alla proposta sono 85 su 113. A tutti gli studenti delle classi seconde è inoltre rivolto un incontro di formazione in classe con il dott. Cipriani, sul tema dei corretti stili di vita. Da - L’AVIS di Città della Pieve va a scuola di Anisa Meca e Lorenza Vanni Come accade ormai da anni, l’AVIS di Città della Pieve ha incontrato gli studenti, oltre cento, delle classi quinte dell’Istituto di Istruzione Superiore “Italo Calvino”: venerdì 12 gennaio, le ultime ore di scuola sono state all’insegna della solidarietà e della prevenzione. Il dott. Paolo Angori, figura storica tra i volontari dell’AVIS, 155


ha parlato di donazioni: sangue, midollo, organi, cordone ombelicale, spiegando - nella speranza di fare proseliti - chi può iscriversi all’AVIS e quindi chiedere la visita per l’idoneità alla donazione: uomini e donne che abbiano raggiunto il diciottesimo anno di età, di peso non inferiore ai 50 kg. e che si attengano ad un corretto stile di vita, garanzia di buona salute e promessa di sangue sano. Gli uomini possono donare ogni tre mesi, le donne ogni sei; a tutti viene tolta una quantità pari a circa 450 gr. di sangue, che si riproduce in breve tempo. Prima di ogni donazione, il donatore deve, in assoluta onestà e nel più totale rispetto delle norme di privacy, compilare un modulo di autocertificazione a proposito del proprio tenore di vita degli ultimi mesi. L’obiettivo a cui si punta è quello di fare in modo che l’Italia raggiunga l’autosufficienza per il fabbisogno di sangue, questo traguardo è raggiungibile solo a patto di un profondo processo di maturazione dei cittadini. Tuttavia, l’atto di donare è anche un mezzo per controllare lo stato di salute del donatore che viene sottoposto ad una serie di controlli preliminari. C’è bisogno di sangue, c’è bisogno di donatori: in Umbria si registrano 30.000 donatori, il 3% della popolazione totale, per complessive 43.000 sacche, ma non è sufficiente. In Italia ogni anno è purtroppo necessario sottoporre a trasfusione circa 400 bambini. Le cellule ematiche hanno vita breve e chi ha problemi necessita di frequenti trasfusioni, alcuni interventi chirurgici hanno bisogno di numerose sacche ematiche: per un solo trapianto di midollo servono cento donatori e il sangue purtroppo non si produce in laboratorio! Allora bisogna educare i giovani ai valori della cittadinanza attiva e responsabile e donare sangue è un dovere di tutti quelli che possono farlo. 156


Il dott. Angori si è poi rivolto alle ragazze, future mamme, per informarle a proposito della donazione del cordone ombelicale, ricco di cellule staminali, utili alla cura delle leucemie. Le donne in stato di gravidanza che decidono di donare il cordone ombelicale devono tempestivamente avvertire il proprio ginecologo e sottoporsi ad alcuni analisi al sesto mese di gravidanza e ad un altro controllo sei mesi dopo la nascita del bambino. L’essere solidali è un bel modo di essere di cui non ci si pente mai! Da - Con LIBERA al “Capitini” di Anisa Meca e Lorenza Vanni Libera, Associazione contro le mafie, Presidio Scuola, ha incontrato studenti provenienti da tutta la Provincia, venerdì mattina 19 febbraio, presso la Sala Congressi “Capitini” a Perugia, sul tema: “Quale sviluppo? Migranti, mobilità sociale e disuguaglianza”. Il Progetto è da considerarsi uno dei 100 passi verso il 21 marzo in Umbria, XXIesima Giornata della Memoria e dell’Impegno in Ricordo delle Vittime Innocenti delle Mafie che si terrà appunto a Perugia. Una mattinata interamente gestita dagli studenti che sul tema hanno presentato molteplici ed interessanti lavori. La Sala, gremita di rappresentanti da vari Istituti Superiori del capoluogo e della provincia, 700 studenti, ha risposto con calore e partecipazione. La presenza sul palco di migranti provenienti dal Centro Accoglienza Immigrati di Ponte Felcino, accompagnati da Barbara Pilati di Arcisolidarietà “Ora d’aria”, ed in particolare il racconto delle loro diverse storie, ha avvicinato ancor più la platea al fenomeno ed alle sue varie sfaccettature. Presente all’iniziativa anche la quinta A dell’Istituto di Istruzione “Italo Calvino” di Città della Pieve e rappresentanti del Presidio del Volontariato 157


“Insieme si può”. I ragazzi del “Calvino” hanno presentato “Schiavismo in Italia”, una piece multimediale che mescola musica e canto dal vivo ad immagini-video sul tema dello sfruttamento dei migranti impiegati come manodopera nei campi del meridione d’Italia. Il lavoro è visionabile sul sito della scuola in “Educazione alla legalità ed alla cittadinanza”. Intanto al “Calvino” si sta preparando la partecipazione alla manifestazione del 21 marzo. Da - 21 marzo: memoria ed impegno - manifestazione di Libera a Perugia di Lorenza Vanni La XXIesima Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, all’insegna del tema: “Ponti di Memoria - Luoghi d’Impegno” quest’anno per la prima volta si è svolta in più parti d’Italia. Più di 2000 nel nostro Paese i luoghi in diverse città d’Italia, dove sono stati letti i nomi delle oltre 1.000 vittime innocenti delle mafie, a questi vanno aggiunte le città al di fuori del confine nazionale ed europeo. Quest’anno per la prima volta si è unito anche il Messico, dove purtroppo la mafia è oltremodo attiva. Più di 350milla persone, comunica Libera Nazionale, si sono trovate in piazza in diverse città d’Italia, tra cui Perugia con le sue oltre 10mila, di cui più di 4.000 studenti. Più di 40 gli Istituti Superiori e quasi 20 gli Istituti Comprensivi che hanno aderito; ben quaranta pullman sono stati messi a disposizione per le scuole della provincia, comunica Libera Umbria. Tra gli Istituti Superiori anche noi del “Calvino” di Città della Pieve, da dove sono partiti ben tre pullman. Presente alla manifestazione anche il Comune della città del Perugino con il suo Gonfalone. Un lungo variopinto serpentone ha sfilato da piazza del Bacio a piazza IV Novembre, dove anche dei nostri compagni, insieme a molti altri studenti ed adulti, hanno 158


letto i nomi delle vittime. Momento altamente toccante, che ha accomunato molti luoghi e tante persone. Commozione palpabile anche quando è stata data la parola ai familiari delle vittime. La storia di Pino Russo Luzza, giovane innocente ucciso dalla mafia calabrese, testimoniata dal fratello Matteo che è riuscito a parlare di perdono, è possibile leggerla insieme ad altre storie simili su “Onore e dignitudine - storie di donne e di uomini in terra di ‘ndrangheta” di Sabrina Garofalo e Ludovica Ioppolo. La manifestazione di Perugia era in diretta nazionale sulle reti RAI insieme a quella di Messina, “capitale” di questa giornata, e di Torino, ha affermato Walter Cardinali, Presidente di Libera Umbria, che ha ricordato anche come la nostra regione sia stata la prima, nel 2010, a decretare ufficialmente il 21 marzo quale data in ricordo delle vittime di mafia. “Il nostro Paese ha bisogno di ponti che allargano le coscienze e traghettano le speranze”, afferma Don Ciotti, del cui discorso, che abbiamo potuto ascoltare in diretta da Messina grazie al maxischermo sul palco (e che è possibile riascoltare sul sito di Libera Nazionale), abbiamo piacere di ricordare quelle parti in cui invita a non rassegnarsi, a non placare mai la sete di verità e di giustizia, ad avere il coraggio della libertà, costi quel che costi, e a fare in modo che la memoria diventi veramente impegno e che la conoscenza aiuti ad essere persone più responsabili. Il Presidente Nazionale di Libera ricorda in particolare che: “mafia e corruzione non avranno spazio in comunità solidali, inclusive, pronte ad agire quando viene rubato il bene comune e calpestata la dignità e la libertà della persone; quando insieme sapremo vincere l’egoismo, l’opportunismo, l’indifferenza”. Parole di speranza sulle quali invitiamo tutti a riflettere. Libera da sempre si impegna nel tener viva e far crescere, in 159


particolar modo tra i giovani, la cultura della legalità. Da - Festa della Lettura a Città della Pieve dal 4 al 9 aprile: una settimana di incontri ed emozioni con i libri di Presidio del Volontariato “Insieme si può” Per la prima volta a Città della Pieve, per una serie di fortunate coincidenze, è stato possibile organizzare un’intera settimana dedicata alla “Festa della Lettura”. Il neo-costituito Gruppo Lettura l’E.C.O. del “Calvino” è riuscito a creare questo evento in collaborazione con numerose Associazioni ed Istituzioni pubbliche: Gruppo Ecologista “Il Riccio”, Accademia “Pietro Vannucci”, Centro Sociale Anziani, INTRA - Libri Salvati, Presidio del Volontariato “Insieme si può”, Istituto di Istruzione Superiore “Italo Calvino”, Amministrazione Comunale, Biblioteca “Francesco Melosio”, ai quali si è aggiunta la Libreria “Mondi d’Inchiostro” di Città della Pieve che collabora fattivamente ai progetti destinati alla lettura. Da lunedì a sabato gli studenti delle classi prime e seconde del Liceo e dell’Istituto Professionale per i Servizi Commerciali, saranno impegnati, tra mattina e pomeriggio, in attività di lettura, i giovani per il Centro Anziani, ed ascolto su lettura da parte di adulti, come pure di riflessione con personaggi del mondo del giornalismo e della scrittura. In particolare giovedì 7 aprile Mirko Zilahy presenterà il suo libro “È così che si uccide” agli studenti al mattino ed alla popolazione il pomeriggio, presso il Teatro dei Rustici di Monteleone d’Orvieto, alle ore 17.00; venerdì 8 sarà la volta del noto giornalista e scrittore Sergio Rizzo, accompagnato da Franco Travaglini, anch’esso giornalista e scrittore, ad incontrare i giovani al mattino e la cittadinanza il pomeriggio, presso la Sala Grande di Palazzo Corgna a Città della Pieve, alle ore 16.45, sulla tematica di attualità “Economia in agricoltura, cambiamenti climatici ed agroecologia”; sabato 9 Barbara 160


Mastella intratterrà studenti e cittadinanza il pomeriggio, a Palazzo Corgna, alle ore 17.00, con la presentazione del suo libro “L’arco perfetto”. Va ricordato inoltre che con questa iniziativa siamo inseriti nella manifestazione nazionale “Il Maggio dei Libri 2016”. L’obiettivo primario: abituare i più giovani alla lettura ed alla riflessione critica, incentivata pure dal Progetto “Il Quotidiano in Classe” che garantisce, nei due Plessi dell’Istituto “Italo Calvino”, la distribuzione gratuita di varie copie di importanti testate giornalistiche: Il Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, La Nazione, La Gazzetta dello Sport. La partecipazione ai Progetti Lettura “Nati per Leggere” ed “In Vitro” vede gli studenti del “Calvino” impegnati, da vari mesi, nella lettura presso il Centro Anziani di Città della Pieve e lo Studio Pediatrico di Tavernelle, l’esperienza è in partenza anche presso lo Studio Pediatrico di Città della Pieve. Da - Sergio Rizzo e Franco Travaglini a Città della Pieve di Presidio del Volontariato “Insieme si può” Una tematica di interesse planetario quella che affronteranno Sergio Rizzo del “Corriere della Sera” e Franco Travaglini di “Cucina Naturale”: Economia in agricoltura, cambiamenti climatici ed agroecologia. Appuntamento Venerdì 8 aprile, Sala Grande Palazzo Corgna, ore 16.45, a Città della Pieve, nell’ambito della “Festa della Lettura”. Durante una recente puntata della trasmissione “Prima Pagina”, rassegna stampa e filo diretto con gli ascoltatori, Sergio Rizzo, conduttore per una settimana, ci informava che negli ultimi 40 anni abbiamo perso 5.000.000 di ettari di superficie agricola pari ad un sesto dell’intero territorio nazionale e siamo in deficit di circa il 25% delle produzioni agricole necessarie. Siamo a conoscenza inoltre che l’agricoltura industriale è responsabile dell’impoverimento dei suoli come pure 161


dell’aumento di una importante quota di gas serra, circa il 30% su scala mondiale. L’agroecologia, secondo il fisico Fritjof Capra, offre soluzione alla riduzione delle emissioni, la ripresa delle economie agricole locali e il miglioramento della salute dell’uomo, degli animali e delle piante. Franco Travaglini sostiene che per alcuni dei problemi del nostro tempo (cambiamenti climatici, alimentazione salutare, agricoltura sostenibile, giustizia distributiva, capacità dell’agricoltura biologica di nutrire il pianeta) è necessario cambiare il modello alimentare. Con queste premesse sicuramente l’incontro sarà promotore di importanti riflessioni sull’economia-ecologia italiana e mondiale. Da - Gli abitanti di Salci, un paese non più tale, si sono incontrati a Fabro di Presidio del Volontariato “Insieme si Può” Una vera e propria festa: persone che si cercavano, si chiamavano, si meravigliavano, questo quanto avvenuto domenica 17 aprile intorno a mezzogiorno, presso il ristorante Il Focolare di Fabro, dove il ritrovo era stato organizzato dall’impagabile lavoro di ricerca di telefoni ed indirizzi da parte di Simonetta e Patrizia, due salcesi amanti del loro piccolo ma importante paese, che oggi, proprietà privata, è in stato di abbandono. I vecchi abitanti furono costretti ad abbandonare le abitazioni nella metà degli anni ‘70, dopo l’acquisto del paese e dei poderi circostanti da parte dell’attuale proprietario. I vari tentativi per evitare la fine di Salci come paese non hanno portato mai a nulla. I salcesi però hanno continuato a sentirsi, ad incontrarsi anche se mai così tanti. Erano in più di 70 ed alcuni non si vedevano da 55 anni; provenienti da varie parti d’Italia, dove per lavoro o per affetti si sono trasferiti: Torino, Milano, Lucca, Roma, 162


Firenze tanto per citarne alcune. Tra i presenti anche il meteorologo, colonnello Mario Giuliacci, originario di Salci e come tutti i commensali ancora fortemente legato alle sue origini. Tra i ricordi e le foto che giravano per i tavoli, un nuovo lavoro: un libro “Salci nel ricordo dei suoi abitanti”, voluto dai ragazzi dell’Istituto “Calvino” ed in particolare del Presidio del Volontariato “Insieme si può”, che, iniziato sui ricordi di alcuni salcesi, sta ancora raccogliendo esperienze e rievocazioni. Iniziativa altamente apprezzata da tutti i presenti. Il libro verrà pubblicato a breve e sarà fruibile anche come e-book grazie all’interessamento del Cesvol di Perugia, della Regione dell’Umbria, delle Associazioni pievesi Accademia “Pietro Vannucci” e Gruppo Ecologista “Il Riccio”. Presente all’incontro anche il Sindaco di Città della Pieve che ha ringraziato gli organizzatori ed i partecipanti per questo momento indimenticabile. Ha parlato di un eccezionale incontro di “paesani senza più un paese” per un insieme di vicissitudini ed anche di errori commessi. Solo alcuni di loro si erano incontrati ad un altro raduno, questa volta a Città della Pieve, nell’ormai lontano 1995. I salcesi salutandosi si sono promessi altri appuntamenti tra cui sicuramente la presentazione del libro che il Presidio del Volontariato si impegna a far pubblicare. Da - TrasiMenoAlcol - Se guido, non bevo - l’interesse del Presidio del “Calvino” di Anisa Meca e Ivonne Fuschiotto Il Presidio del Volontariato “Insieme si può” ha manifestato l’interesse per il Progetto TrasiMenoAlcol “Se guido, non bevo” voluto da Zona Sociale n° 5, USL Umbria 1 e Cesvol Perugia. Per questo ha voluto svolgere un’attività di formazione tenuta dagli operatori del Sert di Magione, a Città della Pieve presso la sede del Gruppo Ecologista “Il Riccio”, 163


in vista della collaborazione alla diffusione del Progetto, che punta alla sensibilizzazione dei gestori di locali, bar e centri di aggregazione, rispetto alla corretta somministrazione di bevande alcoliche. La guida in stato di ebrezza è ancora oggi causa di elevata mortalità, diffusa è l’opinione killer secondo la quale se bevo, ma non sono ubriaco, posso guidare. È appunto lo stato di ebrezza che inganna in quanto la percezione delle capacità è alta ma la capacità di riflessi è già bassa. È sempre bene ricordare che tutte le attività che richiedono attenzione vanno fatte ad alcol zero. L’alcol, come molte altre sostanze, è a piacere immediato e a dispiacere differito. L’iniziativa TrasiMenoAlcol si sta diffondendo tra gli otto Comuni del Trasimeno, cinque dei quali: Castiglione del Lago, Magione, Panicale, Città della Pieve, Piegaro hanno già approvato la delibera che riconosce il patrocinio a feste ed iniziative solo a chi aderisce a TrasiMenoAlcol; gli altri tre: Passignano, Tuoro, Paciano hanno già manifestato interesse per l’iniziativa e sono in fase di approvazione. Alle sagre è ben accetta l’iniziativa di distribuzione del braccialetto, predisposto appositamente dagli organizzatori e consegnato gratuitamente agli esercenti, che devono a loro volta affidarlo a chi guida con esplicito invito ad astenersi dall’alcol. I guidatori, dalla loro parte, accettano la consegna e ne riconoscono la validità. Ora occorre diffondere l’iniziativa nei bar dove spesso viene manifestata reticenza. Il messaggio che deve passare è non se sono ubriaco non guido, ma se bevo non guido, in quanto avendo bevuto mi sento in un modo, ma in realtà sono in un altro. Oggi essere sobri alla guida è ancora più importante in quanto le regole stradali e quindi le pene per chi è alla guida in stato di ebrezza si sono inasprite e di molto. Sarebbe bene introdurre uno stile diverso di divertimento, promuovere per esempio cocktail analcolici che sono comunque molto buoni; far passare l’assunto che chi beve non guida, non 164


quello secondo il quale chi guida beve meno. Gli incidenti capitano soprattutto ai bevitori occasionali, bastano pochi bicchieri per avere, per esempio, una visione a tunnel, cioè solo frontale, pericolosissima per chi guida. È importante il coinvolgimento degli esercenti di bar e di altri locali pubblici. È bene ricordare che, contrariamente a quanto si pensa, l’alcol non è un alimento. Occorre far passare modelli di divertimento diversi da “NO Martini, NO party”. Anche se oggi il problema alcol più grave risulta essere legato ai giovanissimi, il 20% del bere è mattutino, quindi non legato al divertimento, ma utilizzato per placare ansie e paure, in poche parole uno pseudo-ansiolitico. Anche in questo caso bisogna ricordare che il malessere non si risolve con alcol o sostanze stupefacenti che anzi aggravano e di molto la situazione, ma deve essere affrontato diversamente. Da ricordare altresì che l’alcol potenzia lo stato d’animo momentaneo del bevitore, per esempio se arrabbiato incrementa la violenza. È necessario lavorare con i locali del divertimento, far capire che ci si può divertire senza alcol. Qualsiasi informazione sui sistemi di smaltimento rapido dell’alcol, tipo acqua, caffè con limone, pane, olio, vomito, doccia fredda e quant’altro, sono credenze assolutamente infondate ed a volte anche pericolose. Per esempio in caso di coma etilico è assolutamente necessario chiamare subito il 118 in quanto qualsiasi rimedio “casalingo” è sempre rischiosissimo. È bene ribadire l’importanza dell’informazione, soprattutto nelle scuole, l’importanza dell’educazione inversa, il figlio che educa la famiglia, diffondendo le informazioni ricevute. Da - “Il bosco ed i suoi abitanti” al Salone Internazionale del Libro di Torino di Presidio del Volontariato “Insieme si può” È stata una sorpresa per gli studenti del “Calvino” di Città 165


della Pieve, ed in particolare per quelli del Presidio del Volontariato “Insieme si può”, scoprire che il libro scritto da loro per i bambini della scuola primaria, e stampato dal Cesvol per interessamento del Gruppo Ecologista “Il Riccio”, ha fatto bella mostra di sé al Salone Internazionale del Libro di Torino, ottenendo apprezzamenti da parte del pubblico presente. Una vera soddisfazione, un grazie particolare al Cesvol di Perugia che ha permesso a questo piccolo-grande libro visibilità a livello nazionale. Di particolare c’è che è stato scritto a più mani, da ragazzi per bambini. È stato anche rappresentato da due compagnie teatrali, “Rinoceronte Teatro” e “Macchiati”, per i bambini della Scuola Primaria del Comprensivo “Vannucci” di Città della Pieve. I ragazzi del Presidio stanno realizzando un DVD con tutte le storie rappresentate. In attesa del DVD, il libricino si può trovare presso la libreria “Mondi d’inchiostro” a Città della Pieve. Da - “Con un poco di zucchero la pillola va giù” di Presidio del Volontariato “Insieme si può” Il Presidio del Volontariato “Insieme si può” ed il Comitato per la Vita “Daniele Chianelli”, presentano martedì 31 maggio alle ore 18 alla Sala Grande di Palazzo Corgna a Città della Pieve, il libro “Con un poco di zucchero la pillola va giù”, frutto del lavoro degli ospiti della struttura e del reparto di oncologia pediatrica dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. L’evento, patrocinato dall’Amministrazione Comunale, è svolto in collaborazione con la Biblioteca “Francesco Melosio”, A.L.I.Ce., la libreria “Mondi d’inchiostro” ed il Cesvol di Perugia. L’iniziativa nasce dal desiderio di: - dare ulteriore visibilità, se ce ne fosse bisogno, all’operato del Comitato e del Centro “Daniele Chianelli”; - riconoscere l’impegno degli autori, 166


ragazzi e genitori; - contribuire alla ricerca ed alla cura di leucemie, linfomi e tumori di adulti e bambini. Interverranno all’incontro: Fausto Scricciolo - Sindaco di Città della Pieve, Carmine Pugliese – Assessore Comunale alla cultura ed al turismo, Barbara Paggetti - Assessore Comunale alle politiche sociali, sport e formazione, Franco Chianelli - Presidente del Comitato per la Vita “Daniele Chianelli”, Letizia Cardinali - psicologa e psicoterapeuta del Centro “Chianelli”, genitori e ragazzi autori del libro. Il libro, per chi lo vorrà, potrà essere acquistato durante la presentazione ma anche, nei giorni successivi, presso la libreria “Mondi d’inchiostro” in via Vannucci 39, a Città della Pieve. Il ricavato sarà interamente devoluto al Comitato per la Vita “Daniele Chianelli”. Visti gli scopi dell’iniziativa speriamo in una nutrita partecipazione. I ragazzi vi aspettano numerosi, non deludiamoli… Da - Al “Calvino” si consegnano gli attestati di Presidio del Volontariato “Insieme si può” L’ultimo giorno di scuola, come ormai consuetudine, all’Istituto Superiore “Italo Calvino” di Città della Pieve sono stati consegnati gli attestati delle attività proposte dal Presidio del Volontariato “Insieme si può”: 85 studenti hanno ricevuto 118 attestati a significare l’operosità, nell’arco dell’anno scolastico, del Presidio costituito da studenti e guidato da un docente, ormai in pensione da due anni. Le attività riguardano il volontariato, la solidarietà, la legalità. Gli attestati sono quindi di AVIS, Giocoleria Clownistica Circo Sociale, Telethon, AIRC, Telefono Azzurro, Banco Alimentare, Comitato per la Vita “Daniele Chianelli”, Centro Pace di Assisi, Residenza Protetta Creusa Brizi Bittoni, Museo di Storia Naturale del Territorio, LIBERA, Cesvol e riguardano tra l’altro l’adozione a distanza di due bambini 167


indiani, un progetto UNCIEF, l’adozione in comodato d’uso di una mucca e tre capre rispettivamente per l’Etiopia e il Niger. Un plauso all’impegno dei ragazzi. Da - Il Presidio “Insieme si può” tra i protagonisti della tavola rotonda promossa da Funny Lake di Lorenza Vanni e Anisa Meca Il Presidio del Volontariato “Insieme si può” ha partecipato alla tavola rotonda, “Associazionismo lacustre: un motore di crescita e sviluppo per il Trasimeno”, organizzata, al “Caporali” di Panicale, dal Cesvol e dalla Fondazione Fabbroni - Funny Lake. Il Presidio era, nell’ambito dell’iniziativa, una delle 54 Associazioni provenienti dagli 8 comuni del Comprensorio del Trasimeno, sebbene non vera e propria Associazione. Funny Lake che rappresenta un modello capace di fare dell’arte e della cultura un vero e proprio volano per la crescita del territorio, ha fortemente voluto la presenza degli studenti del Presidio. In effetti tra i molti presenti rappresentavano la fascia più giovane. Al tavolo insieme al Sindaco di Panicale, Giulio Cherubini, l’assessore regionale Fernanda Cecchini, il professor Luca Ferrucci dell’Università degli Studi di Perugia e la rappresentante della Fondazione, Eleonora Fabbroni. A moderare il simpaticissimo Mauro Casciari, con cui le rappresentanti del Presidio si sono poi piacevolmente intrattenute. Per le ragazze che, salendo sul palco, hanno portato le idee del Presidio, una grande emozione ma anche un grande privilegio, quello di potersi confrontare con chi il volontariato lo promuove e lo realizza da tempo. Da Città della Pieve al “Caporali” anche A.L.I.Ce. e il Gruppo Ecologista “Il Riccio” con cui il Presidio e la scuola operano da anni. Il prossimo passo per Funny Lake l’individuazione di testimonial locali tra chi il proprio territorio lo conosce, lo 168


predilige e soprattutto lo vive. Da - Promozione della salute e prevenzione di Lorenza Vanni - Anisa Meca - Ivonne Fuschiotto Il Presidio del Volontariato “Insieme si può”, unitamente a numerose associazioni di volontariato pievesi e non, organizza ed aderisce ad iniziative di promozione della salute e prevenzione. Opera solitamente con USL Umbria 1 - Distretto Socio Sanitario del Trasimeno e Gruppo integrato PEaS (Coordinamento Promozione ed Educazione alla Salute), A.L.I.Ce., AVIS, AIRC, Comitato per la Vita “Daniele Chianelli”, Sert (stop al fumo) e TrasiMenoAlcol (meno alcol), Trasimeno Young People, Gruppo Ecologista “Il Riccio”, Accademia “Pietro Vannucci”, Associazione Donne “La Rosa” ma anche Misericordia, Protezione Civile, Vigili del Fuoco. L’ultima iniziativa, per importanza, ha visto il Presidio ed il “Calvino”, per volere dell’Amministrazione Comunale, a fianco di nuove Associazioni ed Istituzioni: La Lumaca (Associazione pazienti umbri affetti da tumore tiroideo), DAI (Centro trattamento Disturbo Alimentazione Incontrollata), AUCC, Afas (Azienda Speciale Farmacie comune di Perugia e Città della Pieve), AUCCAGD (Associazione Giovani Diabetici), AIC (Associazione Italiana Celiachia). Alla postazione del Presidio del Volontariato e dell’Istituto di Istruzione Superiore ”Italo Calvino”, tra studenti ed adulti si sono avvicinati intorno alle 200 persone, invogliati dalla vivace presenza dei ragazzi del Laboratorio Giocoleria Clownistica - Circo Sociale, attività organizzata dal Presidio, e dalla visibilità di cartelloni attraenti e colorati riproducenti le attività di Presidio e Scuola sulla Promozione della Salute e la Prevenzione. Buono l’interesse dimostrato per le iniziative presentate. Gli studenti impegnati nello stand hanno apprezzato l’iniziativa ed il loro coinvolgimento da 169


parte dell’Amministrazione Comunale. Il trovarsi insieme a molte Associazioni in una piacevole ed interessante giornata, l’essersi potuti sottoporre a screening vari, l’aver conosciuto realtà diverse, l’essersi potuti confrontare, l’aver ritrovato Istituzioni e Associazioni con cui solitamente lavorano, l’aver potuto mostrare una parte della loro attività li ha coinvolti ulteriormente; i ragazzi si sono prodigati per attrarre al loro stand anche semplici passanti. I Clown hanno animato non solo la propria postazione ma anche la piazza ed hanno dato inizio alla campagna “Una matita per la Solidarietà”, raccolta fondi per: - il mantenimento della ormai pluriennale adozione a distanza di due bambini indiani; - l’adozione, in comodato d’uso, di una mucca per l’Etiopia e di tre capre per il Niger; - il contributo per un progetto Unicef. La generosità della gente ha vinto: sono stati raccolte quasi 250 euro. Naturalmente l’iniziativa continuerà a scuola ed in altre sedi, per potere realizzare il “sogno” programmato. Va ricordato che l’idea di realizzare matite per la solidarietà, individuare il fornitore, scegliere le scritte, è venuta proprio dal Presidio ed è stata resa possibile dalla disponibilità del Cesvol a fare da tramite tra il Presidio e la ditta fornitrice. Postazione frequentata soprattutto dai giovani quella di Trasimeno Young People che ha invitato gli studenti presenti a compilare un quiz: il “Trasimeno Young Quiz” che prevedeva, da un lato delle domande inerenti le dipendenze e le sostanze in genere e dall’altro domande e riflessioni su stili di vita salutari. Il giovane era chiamato a scegliere una busta all’interno della quale erano presenti domande riguardanti le sostanze stupefacenti; la risposta veniva fatta scrivere su di un post it da posizionare su una lavagna; parallelamente a questa parte, che aveva lo scopo di indagare su quanto i giovani conoscano le sostanze e le dipendenze a esse collegate, venivano somministrate domande su stili 170


di vita salutari così da stimolare i giovani ad un pensiero positivo riguardante la loro vita. Le risposte corrette non sono state svelate durante la giornata ma postate sulla pagina facebook “Trasimeno Young People” accanto ai post it scritti dai ragazzi. Ancora una volta il progetto Trasimeno Young People, ha messo in atto il suo modus operandi, la scelta di proporre un approccio teso al coinvolgimento dei giovani rispetto al un intervento frontale e unidirezionale. Bene pure il Convegno: “La promozione della salute, un percorso che coinvolge tutti” che, grazie all’intervento mirato di Associazioni, Enti e Istituzioni coinvolte, ha saputo dare ai presenti giuste e semplici informazioni sulla Promozione della Salute ed indicazioni sulla Prevenzione. Esperienza sicuramente da ripetere per l’interesse della popolazione ed in particolare per il messaggio che vuol far passare. Da - “Con un poco di zucchero la pillola va giù!” - Ricette di Coraggio, Amore e Vita in oncoematologia pediatrica di Adele Modesti e Ivonne Fuschiotto «Mi chiamo Adele. Erano i primi giorni del mese di febbraio 2016, momento in cui ero sopravvissuta ad un periodo doloroso post-chemio, quando la psicologa di reparto, dottoressa Letizia Cardinali, mi propose una data in cui presentare il libro “Con un poco di zucchero la pillola va giù!”, a Città della Pieve: 31 maggio. “Che ne pensi Adele?” - mi chiese la dottoressa. Feci cenno di sì con il capo perché confermare con la voce mi veniva difficile, data la paura di non poter arrivare a questo giorno in salute. Invece eccoci qua a presentare questo piccolo-grande libro, seduta accanto alla dottoressa Letizia Cardinali, alla prof.ssa Ivonne Fuschiotto, all’Assessore alla cultura ed al turismo Carmine Pugliese, a Barbara Paggetti, Assessore alle politiche sociali, sport e 171


formazione, al Sindaco Fausto Scricciolo, ai genitori di Irene, mia grande amica di battaglia, a Lucia Olivi, in arte Caracol, clown di corsia, che sacrifica le domeniche pomeriggio per far ridere i giovani ospiti dell’ospedale, a Massimo Neri, infermiere pievese del reparto, che mi è stato sempre molto vicino. Anche se la Sala Grande di Palazzo Corgna, che ospitava l’evento, non era gremita come mi aspettavo, sono sicura che siamo riusciti a sensibilizzare i presenti a comprare il libro ed a pubblicizzare il suo acquisto. È veramente un gesto d’amore, il ricavato viene devoluto al Comitato per la Vita “Daniele Chianelli”, che si impegna a soddisfare le esigenze dei bambini ricoverati presso il reparto di oncologia pediatrica dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia e delle loro famiglie e favorisce inoltre la ricerca riguardo le malattie del sangue. Un testo, quello presentato a Città della Pieve, in cui ogni bambino ricoverato racconta un po’ di sé e regala una o più ricette di cucina, visto che il mangiare è uno dei piaceri più belli della vita. Durante la proiezione di alcune diapositive e il racconto della storia del Comitato “Chianelli” ho letto, negli occhi dei presenti, tanta commozione, per questo sono certa abbiano compreso quanto duro e lungo sia il percorso di bambini e ragazzi come me che, nonostante tutto, parlano della malattia come “maestra di vita” e non perdono mai la speranza di raggiungere la guarigione. Ringrazio tutti coloro che ci sono vicini, che hanno compreso che il segreto per stare accanto a chi soffre è l’empatia, ma anche la sincerità e il coraggio di vivere fino in fondo le proprie emozioni, perché ci si chiede il significato e il valore della vita solo nel momento in cui si è malati e mai come nella malattia si vede quello che vale un individuo. Un grazie sincero anche da parte di tutti i bambini e ragazzi del 172


reparto di oncoematologia pediatrica di Perugia, i “coniglietti bianchi”». Dopo le riflessioni e i sentiti ringraziamenti di Adele, anche per rassicurarla sulla sensibilità dei suoi compaesani, vogliamo ricordare che la sera della presentazione sono stati venduti 37 libri e che due librerie di Città della Pieve: “Mondi d’inchiostro” e “La Tartaruga” si sono offerte di tenere in conto vendita e senza proventi varie copie del libro di cui ne sono già state vendute oltre 30; tutto il ricavato verrà consegnato al Comitato “Chianelli”. Ci piace presentare, sebbene non ce ne sia assoluto bisogno, la storia e alcune delle iniziative su cui il Comitato “Chianelli”, si impegna in modo particolare. Cominciamo con il dire che è un’Associazione senza scopo di lucro nata a Perugia, il 26 ottobre 1990, per volontà di diciotto genitori che, avendo vissuto in prima persona l’esperienza della malattia dei propri figli, hanno sentito l’esigenza di intervenire in maniera diretta nel realizzare attività di supporto alla struttura pubblica e di essere al fianco degli operatori che quotidianamente sono impegnati nella lotta per la Vita. Il Comitato può contare sul supporto di circa 20.000 soci, con ben 34 sezioni dislocate in tutto il territorio nazionale. Gli scopi principali dell’Associazione sono il sostegno all’attività dei reparti di Oncoematologia Pediatrica ed Ematologia adulti dell’Ospedale “Santa Maria della Misericordia” di Perugia, che si traduce concretamente nell’acquisto di presìdi, arredi e materiale indispensabile ad offrire la più alta qualità della cura a piccoli e grandi pazienti; vengono investite ingenti somme per favorire la ricerca scientifica nel campo di leucemie, linfomi e tumori solidi, con borse di studio a giovani ricercatori, e attraverso l’acquisto di macchinari di ultima generazione, che permettono all’Istituto di Ematologia dell’Università di Perugia di essere considerato un centro di riferimento a li173


vello internazionale. Nel 2006 è stato inaugurato il Residence “Daniele Chianelli”, una struttura bella e funzionale, adiacente all’ospedale, costituita da trenta appartamenti messi a disposizione dei malati e loro familiari, senza alcun costo di affitto, che trovano nel residence il calore e l’accoglienza di una grande famiglia. Nella struttura si ha la possibilità di usufruire degli stessi confort e della stessa intimità della propria casa, ma allo stesso tempo di godere dei coloratissimi spazi in comune, come la sala giochi a disposizione dei più piccoli, la palestra, la sala musica, la corte interna e il meraviglioso Parco del Sorriso (realizzato dal Comitato nel 2012) che sorge proprio di fronte al Residence, il tutto caratterizzato dall’animazione e dal sostegno degli instancabili volontari dell’Associazione “Chianelli”. Dal 2010 il Comitato finanzia progetti che garantiscono la presa in carico globale dei bisogni dei pazienti in cura presso il centro perugino, strutturando un’équipe multidisciplinare di professionisti della cura della persona come psicologi, assistenti sociali, musicoterapisti, arte-terapisti, mediatori culturali, volontari e clown di corsia che, al fianco di medici, infermieri e fisioterapisti, e ad altri operatori come le insegnanti della scuola in ospedale, e dei cappellani del servizio religioso ospedaliero, lavorano quotidianamente per assicurare alla persona malata una presa in carico complessiva dei suoi bisogni fisici, psicologici, sociali, spirituali e relazionali. La realizzazione di questi importanti progetti avviene esclusivamente grazie alla solidarietà, alla sensibilità e all’impegno delle persone che sostengono il Comitato attraverso donazioni, tramite la raccolta dei fondi legata a manifestazioni sul territorio nazionale come la stella e l’uovo della speranza, cene, eventi teatrali e musicali e con la donazione del 5 per mille. Dalla sua nascita ad oggi il comitato ha donato 14.522.000 euro, così distribuiti: 5.900.000 per la ricerca, 3.950.000 per il Residence “Chianelli”, 4.212.000 174


per strumenti ed apparecchiature, 460.000 per inizio lavori Centro Trapianti Andrea Fortunato e Progetto C.R.E.O. Prossimi obiettivi: ampliamento Residence con altri 15 alloggi e costruzione di un asilo nido per i dipendenti universitari ed ospedalieri. Da - L’AIRC incontra gli studenti del “Calvino” di Città della Pieve di Presidio del Volontariato “Insieme si può” Al “Calvino” di Città della Pieve gli studenti di alcune quinte hanno incontrato un’esponente di AIRC, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro: la dott.ssa Roberta La Starza, pievese, ricercatrice del Laboratorio di Medicina Molecolare, Istituto di Ematologia, dell’Università degli Studi di Perugia. La dottoressa spiega con enfasi il lavoro del ricercatore, ricorda che la ricerca è un lavoro di équipe e che quella legata al campo biomedico è sempre più gestita da donne. Il tema dell’incontro: “Biologia applicata alla diagnosi e cura dei tumori: medicina personalizzata”. Il cancro insorge perché ad un certo punto una cellula dell’organismo impazzisce, prolifera incontrollatamente, sopravvive a lungo, e invade uno o più organi. La ricerca ha fatto registrare immensi progressi ma non sempre è facile individuare l’errore, la mutazione genetica, che porta all’insorgenza del tumore, lo stesso metabolismo del paziente può essere una causa come pure l’inquinamento ambientale e lo stile di vita. Il suo lavoro, continua la ricercatrice, consiste nello studio di neoplasie del sangue, degli errori del DNA che fanno impazzire le cellule del nostro sangue. Esistono tumori e leucemie di mille forme diverse, è necessaria una ricerca personalizzata. Occorrono all’incirca 40 anni di indagini per scoprire un farmaco intelligente. Ogni scoperta, ogni nuovo elemento di 175


conoscenza è frutto di intenso lavoro. Oggi, ad esempio, la leucemia mieloide cronica, una delle prime neoplasie umane ad essere stata caratterizzata, è curabile in più del 90% dei pazienti utilizzando una molecola che inibisce la crescita delle cellule tumorali poiché contrasta l’errore responsabile della malattia. Questa nuova terapia, definita molecolare o “target” è rivoluzionaria rispetto alla chemioterapia in quanto agisce selettivamente ed esclusivamente contro la cellula malata. La prevenzione riduce il rischio, la diagnosi di precisione con l’identificazione di marcatori molecolari fa la differenza; finalizzare la ricerca al malato, alla cura specifica, questa l’ultima sfida. La ricercatrice continua parlando di leucemia a cellule capellute, una malattia neoplastica molto rara, un’incognita fino al 2011 quando una metodica innovativa di sequenziamento DNA, grazie all’utilizzo di nuovi approcci tecnologici, ha consentito di scoprire una mutazione puntiforme a carico di un gene che, alterato, causa l’insorgenza della neoplasia. Anche in questo caso poi è stata prodotta una molecola che inibisce specificatamente l’effetto di questa mutazione consentendo un ottimo controllo della malattia. Per sconfiggere il cancro sono sempre più necessarie diagnosi precise e terapie personalizzate. Oggi in ematologia ed oncologia i farmaci agiscono sempre più in maniera specifica. Spesso si procede con approcci di cura combinata. Va ricordato comunque che la ricerca farmacologica di malattie rare non è facile, le case farmaceutiche non investono su malattie rare. In questo caso le onlus aiutano molto. Per la prevenzione occorre riconoscere l’importanza della familiarità, per esempio il melanoma è una neoplasia familiare. Fondamentali per la ricerca risultano le basi di bioinformatica. Importante che la ricerca si avvicini alla scuola ed agli studenti. 176


Alto il coinvolgimento e l’interattività dei ragazzi, molti dei quali interessati in quanto già orientati verso facoltà mediche e biologiche. Finito l’incontro, a suggellare l’interessamento dei discenti, la ricercatrice è stata letteralmente circondata e chiamata a rispondere a specifiche domande finalizzate all’orientamento universitario. Presente all’incontro anche una volontaria AIRC, Ivonne Fuschiotto, che ha voluto sottolineare l’importanza di iniziative come questa per indirizzare sempre più studenti alla ricerca, indispensabile per rendere il cancro sempre più curabile. Si è naturalmente voluto ricordare le tante iniziative messe in atto dall’Associazione per raccogliere fondi, mai troppi, da impegnare nella ricerca, come pure ringraziare soci, sostenitori e volontari AIRC. Più volte all’anno i volontari scendono in piazza per eventi a livello nazionale (arance, azalee, cioccolatini). Ci sono poi una miriade di iniziative locali per la raccolta fondi, da quelle sportive a quelle culinarie, a quelle culturali, tanto per citare alcuni esempi. Tra i volontari anche Il “Calvino” con il Presidio del Volontariato “Insieme si può” che si impegna, ormai da tanti anni, nella distribuzione delle Arance della Salute. Anche quest’anno sono state vendute 196 reticelle per un incasso di 1.827 euro. Alcuni studenti hanno commentato l’esperienza con parole assolutamente positive: Giacomo Lanzi “è entusiasmante e molto interessante vedere come le nozioni scientifiche che studiamo tutti i giorni possano essere utili per la risoluzione di problemi come le leucemie”; Luca Tittarelli “molto educativa e propedeutica all’assimilazione di una parte della scienza che solitamente risulta di non facile comprensione”; Lorenzo Chianella “veramente interessante, sono riuscito a capire come funzionano certe malattie e come vengono curate. La parte relativa alle mutazioni, in particolare modo, mi è 177


piaciuta molto, anche perché il mio percorso di studio mi ha aiutato a comprendere meglio”. Un grazie particolare ad AIRC che alle sue attività ha voluto unire anche l’incontro con gli studenti. Da - Giocoleria Clownistica e Circo Sociale di Anisa Meca e Lorenza Vanni Anche quest’anno con estremo piacere abbiamo frequentato un interessante, sebbene alcune volte affollato, laboratorio di Giocoleria Clownistica e Circo Sociale, tenuto dal solito impareggiabile Dudi, che opera con noi ormai da sei anni, ed organizzato dal Presidio del Volontariato “Insieme si può”. Per noi è stato l’ultimo anno in quanto con gli esami di Stato abbiamo concluso questo ciclo di studi. Sicuramente porteremo con noi ricordi indimenticabili, ci mancherà in modo particolare questo laboratorio dove il confronto era elemento fondamentale; il trovarci insieme, anche se non sempre, studenti dal primo al quinto ci ha arricchito ed entusiasmato. Insieme abbiamo preparato varie iniziative che hanno portato sorrisi ad anziani e bambini. Ci piace ricordare, anche perché ci permette di rivivere esperienze piacevoli, i momenti salienti di quest’ultimo laboratorio, le varie uscite con i nostri “spettacoli” su Città della Pieve ed anche oltre: il 17 maggio a Panicale presso la Residenza Protetta “Olindo Brancaleoni”, il 31 maggio a Città della Pieve alla Residenza Protetta “Creusa Brizi Bittoni”, il 4 giugno partecipazione alla Notte dei Talenti, il 10 giugno in Piazza Unità d’Italia animazione con i bambini della scuola per l’Infanzia del Comprensivo “Vannucci”. Un caro augurio a chi vorrà e potrà partecipare il prossimo anno a questa coinvolgente esperienza.

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Da - La lettura fa bene a tutte le età di Presidio del Volontariato “Insieme si può” Leggere è un passatempo salutare si sa, ma troppo spesso è un’attività che non coltiviamo. I Progetti nazionali “Nati per leggere” e “In vitro” si sforzano di avvicinare, con varie iniziative, giovanissimi e meno giovani alla lettura. Il Presidio del Volontariato “Insieme si può”, parte attiva all’interno del Progetto “In vitro”, su sollecitazione della pediatra dott.ssa Ilaria Porro che nel suo studio di Tavernelle promuove la lettura ed ha predisposto un angolo con vari libri per i piccoli pazienti in attesa, ha risposto all’invito di diventare lettori per i bambini ed ha esteso la proposta ad altri studenti del proprio Istituto. La classe III F, con la prof.ssa Maria Carla Mancini responsabile del Progetto Lettura per l’Istituto, ha risposto alla richiesta. Il 2 marzo, grazie alla disponibilità di sette studentesse si è partiti con questa nuova iniziativa. Alla dottoressa Ilaria Porro ha fatto seguito anche il dott. Michele Mencacci che ha richiesto il servizio per il suo studio pediatrico di Città della Pieve, quattro le studentesse che sempre volontaristicamente si sono rese disponibili e l’attività è iniziata il 14 aprile. La III F, ancora con quattro studentesse, già stava operando dal 25 febbraio, sempre con attività di lettura, presso il Centro Sociale - AUSER di Città della Pieve, su richiesta della sua Presidente Marcella Binaretti. Promuovere la lettura come pure il suo ascolto è molto importante, per questo si è già stabilito, dal prossimo anno scolastico, di educare gruppi di studenti per la lettura a bambini e ad anziani; studenti che saranno appositamente preparati da esperti formatori, in quanto l’arte del leggere ad altri ha bisogno di una guida soprattutto iniziale che 179


fughi dubbi e paure ed insegni ad attrarre l’attenzione. Si ringraziano le bravissime ragazze che hanno voluto, quest’anno, dare inizio a tale esperienza e che speriamo di avere anche in futuro, a pieno titolo, tra i lettori “patentati”. Da - Giornata del Volontariato - quinta edizione di Presidio del Volontariato “Insieme si può” Il Presidio del Volontariato “Insieme si può” ha organizzato, con il Patrocinio dell’Amministrazione Comunale, per il quinto anno consecutivo la Giornata del Volontariato in Piazza Unità d’Italia. Le 15 Associazioni, ognuna con la sua prerogativa, sono disposte nella grande piazza cui i vari ordini di scuola fanno da cornice. Centro pulsante il Presidio, con la sua freschezza, il suo entusiasmo sempre crescente e coinvolgente. Circa 1.000 gli studenti che, divisi in quattro turni nell’arco della mattinata, aggirandosi tra le Associazioni potranno scoprire un mondo particolare e sicuramente affascinante, quello del volontariato che si impegna senza altri fini se non la solidarietà, l’aiuto a chi ha bisogno, il desiderio di sentirsi utile. È appunto respirando questo clima che bambini e adolescenti, dalle Primarie all’Istituto di Istruzione Superiore, si immergono per alcune ore, nel variegato mondo associativo assaporando il gusto della solidarietà. Ampio il ventaglio delle proposte. Da - 25 novembre: per non dimenticare, per non perpetrare di Presidio del Volontariato “Insieme si può” In occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza Contro le Donne, 25 novembre, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il Presidio del Volontariato “Insieme si può” ha coinvolto il proprio Istituto e l’Istituto Comprensivo “Pietro Vannucci”, della stessa città, nel ricordo delle tante donne che hanno subito e subiscono 180


violenza da parte degli uomini. Coadiuvati da Trasimeno Young People, Officin’arte di Città della Pieve e Cesvol di Castiglione del Lago, gli studenti dell’Istituto di Istruzione Secondaria di Primo Grado ed alcune classi del “Calvino” organizzano, i primi in Piazza Unità d’Italia ed i secondi in piazza Plebiscito, a partire dalle ore 11 e 30, momenti di riflessione sulla giornata, sul rispetto e sulla tolleranza. Il tema della violenza alle donne è particolarmente sentito, anche se purtroppo il problema è in continuo aumento. Un obiettivo difficile da realizzare: rendere le violenze sulle donne sempre meno accettabili socialmente. Nessuna donna deve più sentirsi dire “Se l’è cercata”. È chiaro infatti che, indipendentemente dal grado di sviluppo economico dei Paesi, gli abusi sulle donne sono più diffusi là dove, per affermare l’autorità maschile all’interno della coppia, le norme culturali tendono a giustificare il ricorso alla forza. Da - Violenza contro la donna: una maggiore consapevolezza di Lia Tozzi e Ivonne Fuschiotto 25 novembre: la pioggia ha permesso agli studenti del “Calvino” e del “Vannucci” di effettuare dei flash mob in Piazza Plebiscito e in Piazza Unità d’Italia; attività seguite e apprezzate dalla popolazione e dagli studenti delle classi non coinvolte. Il Presidio del Volontariato “Insieme si può”, ideatore dell’evento, ringrazia le docenti Monica Barzanti e Marina Ferrando, per il lavoro svolto con le classi, e le Associazioni che hanno collaborato con gli studenti, in particolare Officin’arte. Il problema della Violenza alle donne è una piaga che non si riesce a fermare, le statistiche parlano purtroppo di una vittima ogni due giorni. In Italia oltre 3 181


milioni e mezzo di donne all’anno subiscono violenza. Ci sono stati in Italia, dall’inizio dell’anno, oltre 30 femminicidi, nella maggioranza dei casi l’assassino è un familiare o una persona con cui la vittima ha avuto una relazione. Oltre 330 donne sono state uccise, dal 2000 a oggi, per aver lasciato il proprio compagno. Nella violenza di genere molto rimane ancora sommerso, anche se aumentano le donne che denunciano; il numero nazionale da digitare è 1522. Fondamentali per combattere il fenomeno sono i Centri Antiviolenza. A Città della Pieve un punto di informazioni, ascolto e consulenza, con attivazione di raccordo con i servizi operanti nel territorio, facente capo a ROSA (Rete Operativa Sostegno Antiviolenza), è stato inaugurato il 27 novembre scorso, grazie alla collaborazione tra Centro per le Pari Opportunità della Regione Umbria, Comune di Città della Pieve e Associazione Donne “La Rosa”; è aperto lunedì e giovedì dalle 15.00 alle 18.00 tel. 0578 291317, attivo dalle 9 alle 21, da lunedì a sabato, è poi il 3457107440 ma si può anche scrivere a larosapda@ gmail.com Per le emergenze attivo 24 ore è il numero 800861126. Il primo “Punto di ascolto contro il maltrattamento e la violenza sulle donne e sui loro figli minori del Trasimeno” è stato inaugurato invece a Magione il 29 novembre 2015 grazie alla collaborazione tra Centro per le Pari Opportunità della Regione Umbria, i comuni di Castiglione del Lago, Città della Pieve, Magione, Tuoro sul Trasimeno, Usl Umbria 1 - Distretto Sanitario del Trasimeno - e Accademia “Pietro Vannucci” di Città della Pieve. Il Punto di Magione è aperto martedì ore 15.30 - 18.30 e giovedì ore 9.30 - 11.30 e risponde al numero 075 8473063. L’apertura di questi due Punti di ascolto per la violenza di 182


genere fa seguito alla firma del Protocollo d’Intesa tra i 4 Comuni sopra citati, il Centro per le Pari Opportunità della Regione Umbria e la USL Umbria 1 avvenuta il 19 febbraio 2013 nella Sala Consiliare del Comune di Magione. Ascolto quale arma capace di abbattere il muro di isolamento che stringe fino a soffocarle tante donne che subiscono ogni giorno violenze fisiche e psicologiche. Insieme si può sconfiggere la solitudine assordante delle percosse e delle parole che ledono l’autostima e la dignità di chi ogni giorno subisce in silenzio l’ira rabbiosa del violentatore. Con le donne anche i bambini verso i quali madri disperate veicolano l’insopportabile sofferenza; molto spesso la donna vittima di violenza non riesce a proteggere i propri figli, piccoli innocenti che avranno tutta la vita segnata da un’infanzia negata. Da - Il Presidio ringrazia le Associazioni e le Scuole di Giulia Croce e Ivonne Fuschiotto La quinta Giornata del Volontariato, a Città della Pieve, quest’anno per la prima volta ha dovuto competere con la pioggia. In piazza Unità d’Italia, priva dell’abituale movimento che la animava in occasione delle precedenti puntate tra studenti ed Associazioni, era visibile qualche mezzo solitario: il camion dei Vigili del Fuoco che con i suoi giochi di acqua era stato una simpatica attrazione negli anni precedenti, il pulmino di A.L.I.Ce., il fuori strada della Protezione Civile, l’ambulanza della Misericordia. Poi pioggia, solo tanta pioggia. Le Associazioni sono state ospitate nella palestra dell’Istituto di Istruzione Secondaria di Primo Grado, richiesta, come sempre, in caso di emergenza mal tempo. Nonostante questo gli studenti di tutti gli ordini di scuola, dalla primaria alla secondaria di primo e secondo grado, 183


degli Istituti “Vannucci” e “Calvino”, sono arrivati, come da programma, a frotte: poco meno di mille in palestra, naturalmente in momenti diversi e più di 800, in quattro turni, all’interno della Sala Sant’Agostino, dove il Liceo Musicale del “Calvino” ha realizzato con la sua prima classe di venti alunni, uno spettacolo di musica e parole dedicato alla Giornata del Volontariato e alla Giornata per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Il programma, ripetuto per i vari turni di studenti, ha esordito con la cult music del premio Nobel Bob Dylan, con “Blowing in the wind”, per proseguire con “Metti in circolo il tuo amore” di Ligabue, a seguire una composizione di musica elettronica e video realizzata da un effervescente alunno sul tema dell’emigrazione ieri ed oggi, una presentazione sui diritti dei bambini con letture dei principali articoli, e di nuovo il complesso dei ragazzi del liceo musicale, tre chitarre, basso e batteria, con alcuni virtuosismi, nei pezzi dei Metallica, “Nothing else matters”, per finire con gli intramontabili Pink Floyd con “Another brick in the Wall” con il coro di tutta la classe e marching band. Inutile citare il gradimento di tutti gli alunni che hanno spesso accompagnato i brani battendo a ritmo le mani. Un grazie particolare agli studenti ed ai docenti che li hanno aiutati: Yuri Angeli e Danilo Cicioni. Il problema più grande lo spazio in palestra tanto che i clown di “Viviamo in Positivo”, dopo un primo momento di esibizione, sono stati inviati alla Scuola Primaria per la gioia dei bambini che, in parte, non sono dovuti uscire sotto la pioggia ed hanno potuto godere con un tempo sicuramente più diluito l’attenzione dei vari clown. All’interno della palestra, dove erano stati portati dei tavoli, si sono ritrovate varie Associazioni con le loro interessanti proposte tra cui alcune novità: - il Progetto Pedibus - Città della Pieve cammina, progetto realizzato in collaborazione 184


con l’Amministrazione Comunale, che prevede passeggiate in città; - la caratteristica iniziativa, una novità per i piccoli centri, delle bibliocabine - vecchie cabine telefoniche adibite a biblioteche - dislocate a Città della Pieve ed in ogni frazione con molti libri anche per bambini e pure in lingua inglese, francese, tedesca; - il sorprendente laboratorio di illustrazione di Officin’arte. Il tavolo più affollato quello del Presidio del Volontariato dove sono state raccolte adesioni per le numerose attività proposte dallo stesso dal laboratorio di Giocoleria Clownisica e Circo Sociale, al volontariato presso la Residenza Protetta ed il Museo di Storia Naturale del Territorio, alla donazione di sangue, all’attività di lettura presso studi pediatrici e Centro Sociale AUSER, e le consuete numerose iniziative di solidarietà, e dove è avvenuta la vendita delle candele di Telefono Azzurro e delle Matite della Solidarietà. Un bilancio comunque positivo nonostante le avverse condizioni atmosferiche, grazie soprattutto all’impegno delle varie Associazioni. Da - Un incontro ravvicinato con l’Africa - Città della Pieve 20 dicembre di Presidio del Volontariato “Insieme si può” Il Presidio del Volontariato “Insieme si può” invita all’incontro “Solidali con l’Africa” che si terrà martedì 20 dicembre 2016 alla Sala delle Muse di Palazzo Corgna alle ore 14.30. Interverranno: Ortoudo Bermo per Progetto “ABBANAI - dare a chi è senza - Un futuro per il popolo Wodaabe” - Niger a cui sono state donate in comodato d’uso 7 capre; Guido Monacelli per Progetto “Mucche in comodato d’uso” - solidarietà in Etiopia a cui è stata donata 1 mucca. Capre e mucca sono state acquistate con la vendita, da parte dei ragazzi del Presidio del Volontariato, delle matite della 185


Solidarietà. In Niger il Progetto, a cui hanno aderito gli studenti del “Calvino”, è stato realizzato dal Gruppo di Solidarietà Internazionale composto da Comune di Perugia, Regione dell’Umbria, Associazione Assolint, Circolo Culturale “primomaggio”, Cooperativa sociale Asad, Kaouritel - partner estero - associazione umanitaria con sede a Niamey, capitale del Niger, ed ha come obiettivo l’acquisto di animali, per i Wodaabe, piccolo popolo di pastori nomadi a cui, a causa dei cambiamenti climatici, sono morte le mandrie di bovini che avevano. La scelta su quali animali comperare tra dromedari, capre, asini è caduta sulle capre in quanto: estremamente resistenti a quelle condizioni climatiche, producono latte buono per l’alimentazione, si riproducono velocemente, non hanno particolari esigenze alimentari, il loro costo è inferiore ai dromedari ed agli asini, è possibile dare ad ogni famiglia più capre femmine per il latte ed un maschio per la riproduzione. L’impegno per questo popolo risale al 2005 ed ha già portato alla realizzazione di un pozzo d’acqua e di una piccola scuola. Ortoudo Bermo, rappresentante dei Wodaabe è anche membro dell’Assemblea nazionale del Niger. Il Progetto “Mucche in comodato d’uso”, è un’iniziativa di solidarietà in Etiopia e prevede l’assegnazione di mucche a famiglie in difficoltà. Il progetto è il frutto di una forte sinergia fra le associazioni “In missione con noi” di Bologna e “Centro Studi Nutrizione Umana” di Gubbio ed ha come referente in Etiopia il dott. Stefano Cenerini e come responsabile padre Labena. La forza del Progetto sta essenzialmente nel non creare dipendenza nei beneficiari e nella regolare supervisione che il responsabile locale esegue nei confronti degli utilizzatori delle mucche, riducendo quindi al minimo gli sprechi, ogni capofamiglia che prende in consegna l’animale si impegna tra l’altro a non maltrattarlo o macellarlo. 186


Anche se nelle città le recenti aperture economiche di stampo occidentale hanno fatto crescere in modo evidente la piccola industria e il settore terziario, l’Etiopia è ancora prevalentemente un paese agricolo. Pertanto, nelle zone rurali il contadino “medio” lavora il suo lotto di terreno, come agricoltura di sussistenza, partendo dalle ordinarie difficoltà naturali: la scarsità di acqua che nella grande maggioranza dei casi è solo piovana, l’assenza di macchinari, le tecniche di coltivazione di una volta. In questo contesto, che per molto tempo a venire non è destinato a subire rapidi mutamenti, la presenza di una mucca è un bene di grande valore. Questa fornisce latte, è adatta al lavoro nei campi, produce letame e può partorire vitellini. L’esperienza di oltre 10 anni di programma, in cui sono stati affidati quasi 500 capi, ha mostrato che una mucca può fare la differenza per una famiglia contadina. A tutto ciò va aggiunto che la formula del comodato d’uso, non della donazione, conferisce dignità al beneficiario, che non si pone nella posizione di mendicare. I criteri con i quali vengono scelte le persone sono i seguenti: vedove, donne con orfani, donne con bambini handicappati, famiglie molto numerose, famiglie che vivono in zone molto isolate, a patto ovviamente che siano prive di mucche. Da - Un interessante incontro con la cultura nomade di Ilenia Trincia e Ivonne Fuschiotto Il 20 dicembre gli studenti del “Calvino” ed in particolare quelli impegnati nel Presidio del Volontariato “Insieme si può”, con alcuni rappresentanti delle Associazioni Gruppo Ecologista “Il Riccio”, Donne “La Rosa”, A.L.I.Ce., hanno potuto incontrare, attraverso la testimonianza diretta e con l’aiuto di immagini, i popoli che hanno ricevuto in comodato d’uso 7 capre ed una mucca, rispettivamente i Wodaabe, nomadi del Niger, e i villaggi poverissimi di Basketo in 187


Etiopia. I Wodaabe, piccolo gruppo etnico di circa 45.000 persone, non esistono per il Niger, uno dei paesi più poveri del mondo. Il loro nome significa “gente del tabù” ed infatti non si sono mai mescolati con gli altri gruppi etnici, ciò ha permesso loro di mantenere l’originalità della cultura e la purezza delle tradizioni, le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Lottano per sopravvivere alla logica aggressiva che li circonda, da migliaia di anni attraversano l’area desertica del Sahel sempre alla ricerca di pascoli per il loro bestiame. La presenza di Ortoudo Bermo rappresentante dei Wodaabe nonché membro dell’Assemblea nazionale del Niger, accompagnato da Luigino Ciotti presidente del Circolo Culturale “primomaggio” che ha descritto il Progetto ABBANAI ed ha introdotto economia, usi e costumi di questo popolo, è stato sicuramente il “valore aggiunto”. Le parole di Bermo, essenziale la traduzione della professoressa del “Calvino” Paola Ceccarelli, hanno toccato i punti deboli da tenere in considerazione per comprendere i problemi del suo popolo: la fame insieme alla siccità ed al conseguente avanzamento del deserto, il terrorismo dei paesi limitrofi, la crisi politica della Libia, il problema della colonizzazione e dello sfruttamento selvaggio, la scolarizzazione. Quest’ultima ha avuto inizio solo nel 2001 grazie al contributo di Associazioni e Progetti esteri; Ortoudo stesso, quarantasettenne, si definisce analfabeta in quanto non ha potuto frequentare alcuna scuola. Le nuove generazioni arrivano anche a frequentare il liceo, ma occorre spostarsi e i costi sono altissimi; nella capitale Niamey, c’è un’Università ma i prezzi sono proibitivi. Le distanze tra i villaggi e la capitale sono enormi se si considera che non ci sono mezzi di trasporto; tutto ciò che può sottrarre dall’isolamento è a centinaia di chilometri di distanza. Ricorda che sua madre di recente è dovuta andare in ospedale e per raggiungerlo ha 188


impiegato quattro giorni. Afferma che occorre una politica di infrastrutture che purtroppo non c’è. Rispondendo alle domande dei presenti ricorda che importante per la sopravvivenza del suo popolo è il bestiame che trattano con grande rispetto in quanto è la loro vita, ma anche l’adozione a distanza, infatti sebbene siano un popolo nomade i bambini rimangono al villaggio, ma c’è bisogno di strutture, di mense, se queste non sono garantite i bambini in età scolare vengono impegnati nella pastorizia. Fondamentale è la sopravvivenza di questo popolo in quanto il rischio di avanzamento della desertificazione è maggiore quando nessuno resta a presidiare il territorio, e quando non si riesce a sopravvivere si tende a spostarsi in città con conseguente perdita di identità e cultura. Situazione ugualmente disastrosa è quella dell’Etiopia, con problematiche molto simili per isolamento e povertà. L’economia di Basketo si è sempre basata su un’agricoltura di sussistenza che non è mai riuscita a svilupparsi e rafforzarsi; in questa zona, a 578 km a sud di Addis Abeba, vivono circa centomila persone. Al termine dell’incontro siamo sempre più convinti che il valore della solidarietà sia essenziale. Essere solidale significa sostenere qualcun altro, condividendone opinioni ed idee, ma è anche qualcosa di più profondo: un sentimento d’amore e di vicinanza che proviene dall’interno di ciascuno di noi. Aiutare chi è in difficoltà fa sentire migliori. Determinante è diffondere il valore della solidarietà poiché il mondo ne ha bisogno. Da - Incontro con Piero Terracina di Eleonora Sportellini In occasione della Giornata della Memoria è doveroso ricordare l’incontro emozionante con Piero Terracina. 189


“Non vi racconterò dell’inferno narrato da Dante e nemmeno quello delle religioni, io vi parlerò del vero inferno, quello di Auschwitz-Birkenau, io ci sono stato ed ho anche avuto la fortuna di essere uno dei pochi ad uscirne vivo e se vorrete ascoltarmi ora vi racconterò la mia storia e quella di tanti altri deportati come me”. Esordisce così Piero Terracina il 28/09/2016 al Teatro degli Avvaloranti di Città Della Pieve dove ha tenuto un incontro pubblico molto speciale; lui, uno degli ultimi sopravvissuti della seconda guerra mondiale è venuto a parlare del suo inferno patito ad Auschwitz-Birkenau. Manifesta subito il piacere per i molti giovani presenti in quanto li reputa depositari della memoria. Dichiara la propria sofferenza ogni volta che è chiamato a testimoniare: più di 70 anni fa la sua famiglia fu sterminata. Comincia con il ricordare la sua vita prima delle leggi razziali; fa un breve passaggio sul Manifesto della razza per dire ai giovani che esiste una sola razza, quella umana. Ricorda come gli ebrei, presenti in Italia da 22 secoli, furono costretti a fare i conti con leggi inumane. Nel 1938 avrebbe dovuto iniziare la classe quinta elementare, sempre con la stessa maestra dalla prima, maestra che gli aveva voluto molto bene, eppure, all’inizio di quell’anno scolastico, senza nessuna emozione, gli disse che le nuove leggi non gli permettevano di stare a scuola. Da quel momento frequenterà, come tutti gli altri ragazzi ebrei, una scuola ebraica. Con le leggi razziali gli ebrei avevano perso anche il lavoro ed era difficile andare avanti. Ricorda le tante promesse in cambio di soldi o preziosi, promesse mai mantenute. Come quando dopo l’occupazione di Roma da parte dei tedeschi, Kappler chiese il versamento di 50 kg. d’oro in sole 36 ore, pena la deportazione di 200 ebrei romani se alla scadenza l’oro non fosse stato consegnato. 190


Oro nelle famiglie ebraiche non ce n’era e fu trovato grazie all’aiuto di tanti non ebrei. Ricorda una signora che vendeva le caldarroste vicino alla sinagoga la quale, vedendo un certo trambusto, chiese cosa stesse succedendo, le risposero che si raccoglieva l’oro per gli ebrei, sentito questo si avvicinò alla sinagoga e consegnò i suoi orecchini, l’unica cosa che aveva. Poco dopo, il 16 ottobre 1943, il rastrellamento del ghetto di Roma, vennero prelevate 1.259 persone di cui 689 donne, 363 uomini e 207 tra bambini e bambine, 237 furono rilasciate perché di religione cattolica, 1.022 gli ebrei deportati a cui si aggiunse un neonato, infatti il giorno dopo un’ebrea, Marcella Perugia, dette alla luce un bimbo. Il 18 ottobre dalla stazione Tiburtina furono fatti partire per ignota destinazione. Ad Auschwitz, il 23 ottobre 1943, solo 154 uomini e 47 donne vennero mandati al lavoro, i restanti furono subito gasati e bruciati. Con la sua famiglia riuscì a scampare al primo rastrellamento grazie all’aiuto di un carissimo amico, di cui poi non ha saputo più nulla, che, a rischio della propria vita, riuscì a nasconderli. In quel periodo, aveva 13 - 14 anni, ricorda che lui e i suoi fratelli ogni mattina invece di andare a scuola andavano in piazza a racimolare qualche soldo e qualcosa da mangiare. Mancava tutto, c’era fame, si arrivò in questo modo al 7 aprile 1944, giorno della Pasqua ebraica; quella sera bussarono alla porta, erano le SS accompagnate da un italiano. Concedevano loro solo 20 minuti di tempo per raccogliere le proprie cose, espressamente oggetti di valore e qualche indumento. Furono portati a Regina Coeli, ricorda quanto traumatici fossero stati i rituali di immatricolazione, ma soprattutto ha ancora in mente le raccomandazioni di suo padre: “ragazzi possono accadere cose terribili, qualsiasi cosa accada siate uomini, non perdete la dignità”. 191


Difficile non perdere la dignità quando si ha fame, quando si è disperati, il commento che si lascia andare a seguito dell’esperienza vissuta. Del carcere ricorda l’umanità da parte degli altri detenuti. Dopo qualche giorno furono deportati. Il viaggio verso Birkenau fu lungo e difficile, privazioni di ogni genere, morte, desolazione ma anche esempi di solidarietà tra deportati; si presentarono pure occasioni per scappare ma nessuno tentò di rendere concrete le opportunità in quanto si sapeva che per ogni fuggitivo sarebbero stati uccisi 10 ebrei. Il 1° maggio a Fossoli, confessa Terracina, imparai come si muore: una SS urla in tedesco, nessuno comprende, si avvicina ad un prigioniero e gli spara alla testa, non si capisce il perché, il malcapitato portava un berretto in testa e forse la richiesta del tedesco riguardava proprio il copricapo, in particolare l’ordine di toglierlo. Il treno si fermava alle stazioni, benché ci fosse molta gente, nessuno sentì le loro richieste di acqua, nessuno fece nulla. Il 23 maggio l’arrivo a Birkenau, le SS, con cani e bastoni, gridavano in tedesco, nessuno capiva nulla tranne il linguaggio universale, quello del bastone che colpiva i più anziani, i più deboli. Vennero formate due file: uomini e donne, che di nuovo selezionati venivano inviati a destra o a sinistra. Sulla fila di destra, sia per gli uomini sia per le donne, finivano i bambini piccoli, i neonati con le mamme, gli anziani, i malati, era la fila dello sterminio immediato. Da questo momento ricorda di non aver visto più nessuno della sua famiglia. Rammenta che in circa settanta furono portati alla sauna, una baracca dove nudi come vermi, vennero rasati e disinfettati; un italiano, che era lì da prima, gli chiese l’età, rispose 15 anni; gli raccomandò di mentire, di dire che aveva 18 anni, era molto importante. 192


La sua scheda riporta il cognome errato Piero Terracione, anni 18, numero A5506, lo stesso tatuato al braccio che bisognava imparare a memoria in tedesco e non era facile, pena smisurate crudeltà. Subito dopo entrarono nel lager e furono messi immediatamente al lavoro, la costruzione di canali per far defluire l’acqua fino al fiume. Era estate ed era caldo, per avere l’acqua infilavano una cannuccia nel muro del canale da dove, goccia a goccia, cadeva in una ciotola insieme alla terra. La sveglia era alle 4 e 30, alle latrine era un’impresa, il sapone si cambiava con un pezzo di pane, già scarso, non c’era nulla per asciugarsi ed in inverno con 20° sotto zero era un problema. Si usciva al passo con la banda, chi non ce la faceva veniva ucciso. Chi moriva al lavoro doveva essere portato all’appello. Eravamo considerati “pezzi” non uomini. La domanda che ci ponevamo in continuazione era se saremmo arrivati a sera. Al lager, ricorda, nascevano forti amicizie, nomina quella con Sami Modiano, un altro sopravvissuto ancora vivente. Al campo anche la solidarietà tra deportati faceva la differenza, ricorda che un giorno la suola di una sua scarpa rimase attaccata al fango, restò quindi senza una calzatura, un altro prigioniero, Mario Spagnoletto, gli procurò un altro paio di scarpe. Il 27 gennaio del 1945 gli ultimi prigionieri furono liberati. Pesava 38 chili, vedevano i propri corpi rispecchiati negli altri. Solo 15 uomini e una donna sono riusciti a tornare, alla fine, a casa. La donna, Settimia Spizzichino, ha cominciato da subito a gridare al mondo le nefandezze che erano stati costretti a subire, dello scempio che uomini avevano compiuto nei confronti di altri uomini. Lui, come altri, ha cominciato a parlare molto dopo, nessuno però, confessa, è mai riuscito a raccontare tutto. Sono stati gli amici che lo hanno aiutato a vivere, una volta stati all’inferno non si può più essere una 193


persona normale. Non è possibile giustificare; una spiegazione, una giustificazione non c’è. Coloro che hanno fatto ciò che hanno fatto non erano pazzi, se li dichiarassimo tali li giustificheremmo. Si accusano i tedeschi, ma con i tedeschi c’erano anche gli italiani e comunque erano conniventi. Ricorda soprattutto ai giovani quanto già affermato da Primo Levi: “comprendere è impossibile, conoscere è necessario” e continua “oggi io mi affido soprattutto a voi giovani perché la memoria è la cosa più importante di questo mondo per evitare che fenomeni come questo possano ripetersi in futuro! Per favore ragazzi non fate prevalere il silenzio e l’indifferenza come purtroppo oggigiorno si sta facendo, di nuovo, con il problema degli immigrati, perché è proprio questo che uccide le persone”. Tutti i testimoni mettono in guardia sul fatto che se l’uomo lo ha fatto una volta lo può rifare anche un’altra volta. Il messaggio che non ci deve mai abbandonare è non dimenticare, perché la memoria è una sentinella che fa stare sempre attenti, perché sai che nell’uomo ci sono grandezze infinite ma c’è anche il male che può sempre venire fuori in ogni momento, se è successo una volta bisogna vegliare attentamente perché non succeda altre volte. Palpabile l’emozione creatasi all’interno del teatro, emozione di cui i giovani hanno sempre più bisogno. Grazie Piero per quello che continui a fare affinché la memoria non si spenga, perché si rifletta sui mali della storia, della vita. Da - I Giovani e Piero Terracina - Impressioni raccolte a caldo di Presidio del Volontariato “Insieme si può” Eleonora Sportellini: di fronte ad un tale testimone ho provato una grande emozione, il potergli parlare, l’avvicinarlo è stato 194


per me molto importante, la grande differenza di età non era affatto un problema, mi sono sentita legata a lui con estremo rispetto ma anche con affetto, come una nipote fa con un nonno. La commozione, il turbamento, l’eccitazione era tale che tremavo tutta. Sentir raccontare dalla viva voce di un protagonista, uno degli ultimi protagonisti, è stato per me un privilegio. Ho potuto apprendere molto, informazioni che mi rimarranno impresse per tutta la vita grazie anche al trasporto con cui Piero Terracina ha saputo trasmettere la sua dolorosa esperienza; lo ringrazio in particolare soprattutto perché il ricordare lo fa star male ancora oggi. Alessia Della Ciana: con grande piacere ho tenuto per anni i rapporti tra la mia scuola, l’Istituto Professionale per i Servizi Commerciali di Città della Pieve, e Piero Terracina, più volte sono stata a trovarlo a Roma; è per me un carissimo amico. È un enorme regalo, una grande emozione averlo potuto rivedere proprio nella mia città. Le sue parole, che conosco benissimo, hanno il potere di scuotere le coscienze. Samuele Perugino: penso che ciò che ha raccontato il signor Terracina sia un modo per far riflettere tutta l’umanità. Il suo racconto è quello della sua vita, carica di dolore e di angoscia per ciò che ha passato in quella terra oscura, piena di nemici della ragione e di assassini sterminatori di persone innocenti. Se dobbiamo costruire un futuro migliore, dobbiamo farlo grazie alle nostre diversità e non con esseri umani “perfetti”. L’amore e la ragione sono la chiave per impedire che certi terribili eventi si ripetano. Da - Invito alla donazione di Presidio del Volontariato “Insieme si può” Gli studenti della classi quarte e quinte dell’Istituto “Italo Calvino”, grazie alla collaborazione tra la scuola e l’AVIS di 195


Città della Pieve, sabato 1° aprile alle ore 10.40, nella Sala Sant’Agostino, potranno incontrare rappresentanti del Liceo “Francesco Cecioni” di Livorno e l’AVIS Comunale della stessa città, per un momento di formazione e sensibilizzazione alla donazione del sangue. L’AVIS di Livorno con i suoi quasi 7.000 soci, tra cui molti giovanissimi, e le sue 10.000 donazioni annue è una delle sezioni più efficienti a livello nazionale. Il gemellaggio con la sezione di Città della Pieve sarà sicuramente l’inizio di una proficua collaborazione riguardante soprattutto la campagna di sensibilizzazione, ritenuta estremamente necessaria in momenti come l’attuale in cui il calo delle donazioni è un problema locale e nazionale. Gli studenti saranno stimolati alla donazione e potranno essere loro stessi stimolo per altri. L’iscrizione all’AVIS e la collaborazione con la sezione pievese è da anni tra le proposte del Presidio del Volontariato “Insieme si può”, ma negli ultimi tempi purtroppo le adesioni scarseggiano; ci si augura che questo confronto possa ridare nuova linfa e vitalità a questo importante settore del volontariato. Da - AVIS: il gemellaggio ha funzionato di Ivonne Fuschiotto e Giulia Croce In una Sala Sant’Agostino gremita di studenti, 194 dei quarti e dei quinti dell’Istituto “Italo Calvino” di Città della Pieve, l’AVIS di Livorno, gemellatasi con quella di Città della Pieve, ha fatto colpo. In 60 si sono iscritti all’Associazione, un risultato sperato ma sicuramente superiore alle più rosee aspettative. Gli avisini livornesi si sono serviti di nove video, molti realizzati da ragazzi alcune su testimonianze dirette, sempre toccanti, per attrarre l’attenzione e stimolare la riflessione degli studenti presenti. I video, che hanno riguardato la donazione non solo di sangue ma anche di organi (AIDO) e di midollo osseo (ADMO), a detta dei molti 196


presenti, hanno fatto scattare la molla alla “donazione”. La sapiente capacità oratoria, anche nella semplicità, del giovane Presidente, Matteo Bagnoli, e l’accento toscano hanno fatto la differenza. Una mattinata all’insegna del dono, della sua importanza, della necessità di preservare la propria salute con corretti stili di vita se si vuol essere “buoni” ed assidui donatori. Alle molteplici Associazioni, ai vari tipi di donazione, al loro valore il dottor Paolo Angori, dell’AVIS locale, ha aggiunto l’ADISCO, Associazione Donatrici Italiane Sangue Cordone Ombelicale. Il sangue del cordone ombelicale è ricco di cellule staminali, identiche a quelle presenti nel midollo osseo, capaci di generare globuli rossi, globuli bianchi e piastrine: gli elementi fondamentali del nostro sangue. Circa il 40/50% dei pazienti affetti da leucemie e linfomi, per i quali è necessario il trapianto di midollo osseo, non dispone di un donatore compatibile nell’ambito familiare o nei registri internazionali dei donatori volontari di midollo osseo. Il sangue del cordone ombelicale può sostituire il midollo per il trapianto, questo a suggellare la funzionalità di tale donazione purtroppo ancora poco praticata. L’incontro, promosso dalla collaborazione tra il liceo Scientifico “Francesco Cecioni” di Livorno e l’Istituto “Italo Calvino”, è stato ricco di sensazioni, di emozioni, di informazioni. Un grazie particolare a chi, in rappresentanza dell’AVIS e del Liceo, ha percorso chilometri per convincere i giovani alla donazione. La prima uscita ufficiale del nuovo e giovane Presidente della sezione pievese, Giuseppe Peciotti, che ha sostituito l’ormai storica Serenella, è stata un vero successo. Ottenuto il primo importante risultato il gemellaggio tra le due AVIS potrà dare ancora i suoi frutti, considerando l’importanza dello scambio sui metodi di sensibilizzazione. 197


Da - Il Presidio del “Calvino” con i bambini dell’Infanzia di Giulia Croce e Ivonne Fuschiotto L’8 maggio i ragazzi del Presidio del Volontariato “Insieme si può” rispondendo all’invito delle docenti della locale Scuola per l’Infanzia, hanno potuto fare un’esperienza nuova, raccontare con immagini ed azioni l’attività del Presidio. Questo incontro, spiegano le insegnanti, è inserito nel progetto di plesso “La bellezza è negli occhi di chi guarda” il cui nucleo tematico è l’espressione artistica, ma non solo; la bellezza non è presente solo nell’arte, se andiamo infatti a sollecitare l’aspetto profondamente emozionale la si trova in fondo ai nostri cuori. L’arte del “donare” è un gesto semplice e spontaneo che rende felice chi lo riceve, ma anche chi lo fa. È questo l’aspetto più significativo che i ragazzi del Presidio hanno voluto raccontare ai piccoli alunni, centrando pienamente il tema, aiutati dai loro nasi rossi da clown, che utilizzano anche per portare un sorriso laddove non c’è. Obiettivo di non poco conto quello affidato loro: far capire ai bambini il significato della parola “Dono”. Attraverso semplici immagini sono state illustrate ai piccoli le molteplici attività svolte dal Presidio, nato nel 2010 e potenziatosi nel corso degli anni. I bambini si sono mostrati attenti e partecipi con le loro divertenti e semplici affermazioni. Hanno poi dimostrato la loro formidabile bravura ad imitare gli animali durante il momento di lettura, coinvolgente e formativa, effettuata da una delle ragazze del Presidio. Il lieto pomeriggio si è concluso tra sorrisi e bolle di sapone e l’inaspettata consegna da parte dei bimbi di un dono davvero speciale: un braccialetto, da loro realizzato, affiancato da una citazione di Madre Teresa di Calcutta, sorprendentemente riassuntiva di tutto il lavoro svolto dai ragazzi del Presidio: “Non possiamo fare sempre grandi cose nella vita, ma possiamo fare piccole cose con 198


grande amore”. Un grazie particolare alla Dirigente ed alle insegnanti della Scuola per l’Infanzia - Istituto Comprensivo “Pietro Vannucci” - che hanno voluto con questo invito consentire al Presidio una nuova importante esperienza. Da - Insieme si può... ricostruire di Ivonne Fuschiotto e Giulia Croce 9 giugno 2017. Tutto è pronto, le numerose Associazioni e i molti volontari sono al loro posto, sul palco gli ultimi preparativi e nella piazza si respira fermento. È arrivato il momento di dare il via all’iniziativa “Insieme si può... ricostruire” organizzata dai ragazzi del Presidio del Volontariato “Insieme si può” naturalmente in collaborazione con la scuola e grazie al contributo di Banca Credito Cooperativo Umbria, AVIS e A.L.I.Ce. di Città della Pieve. Per mesi, gli organizzatori dell’iniziativa, si sono dati da fare per programmare tutto. Dopo una tragedia come quella del terremoto i ragazzi non potevano rimanere a guardare e si sono buttati a capofitto, per volere della scuola, in una coinvolgente raccolta fondi per l’Istituto Omnicomprensivo “De Gasperi- Battaglia” di Norcia. L’intento: fornire agli studenti Tablet per fini didattici in quanto ormai, come ci è stato raccontato, molti studenti hanno perso i propri libri di testo sotto le macerie e utilizzare uno strumento digitale come un Tablet è il modo più veloce per riconsegnare ad ogni alunno il diritto allo studio. La serata è iniziata alle ore 20.15 con Sbandieratori e Musici di Città della Pieve, che riescono sempre ad incantare, per proseguire poi con un coloratissimo flash mob organizzato da ben 40 studenti, che ha lasciato tutti piacevolmente stupiti, proseguendo poi con un frizzante dj set di Edoardo Croci. Spettacoli anche all’interno della Sala Sant’Agostino con 199


le esibizioni degli alunni del Liceo Musicale e del Coro “Musicalvino”, entrambi seguiti con interesse ed attenzione. In Piazza è poi salita sul palco la rockettara band “Know Physics” conosciuta nel panorama castiglionese che ci ha fatto ascoltare il suo ultimo disco e alcuni nuovi pezzi. Dopo un buon rock, il microfono è passato ad Amilcare Biancarelli, operatore USL Umbria 1, che insieme ad alcuni studenti del Presidio ha portato avanti, per TrasiMenoAlcool, una motivante campagna di sensibilizzazione che raccomanda a tutti gli autisti l’importanza della sobrietà alla guida, per questo i primi di giugno sono stati distribuiti ai bar pievesi i braccialetti “Se guidi non bevi”. Biancarelli ha accennato poi al successo del corso per smettere di fumare svoltosi al “Calvino”, che verrà replicato il prossimo anno. Si è esibita quindi, Margherita Bonucci, ragazza prodigio dalla voce angelica, arrivata settima a Sanremo giovani ma rimastane fuori a causa della sua giovane età, che ci ha allietato prima con due esibizioni da solista, poi con l’accompagnamento di Rachele Spingola, professoressa all’Istituto Professionale nonché talentuosa suonatrice d’arpa. Il suono melodioso dell’arpa e la voce di Margherita sulle note di “Imagine” ci hanno fatto venire i brividi ricordandoci la forte impronta “umana” dell’evento. Se si parla di umanità non si possono non citare le numerose Associazioni di Volontariato e non solo che si sono alternate sul palco con i propri rappresentanti (Telethon, AVIS, Residenza Protetta “Creusa Brizi Bittoni”, Terziere Casalino, Officin’Arte, Clown, Gruppo Ecologista “Il Riccio”, Presidio del Volontariato “Inseme si può”), consegnando gadget e attestati ai tanti studenti della nostra scuola che anche quest’anno, come ormai consuetudine, hanno dedicato il loro tempo agli altri. Sono stati 153 gli attestati consegnati, agli studenti del “Calvino”, per le varie e molteplici attività organizzate dal Presidio. Un dato per capire il lavoro 200


dei ragazzi nel settore solidarietà: sono stati raccolti complessivamente € 8.600, andati a Telefono Azzurro, Comitato per la Vita “Daniele Chianelli”, AIRC, Adozioni a distanza, Telethon, UNICEF; restano fuori il Banco Alimentare in quanto le derrate raccolte dagli studenti non sono quantificabili e la raccolta fondi per i terremotati. Altro aspetto istituzionale la consegna di attestati e premi da parte di TSA per il Concorso FantaRiciclo sul corretto riciclaggio e di A.L.I.Ce. per “Una rosa... rinascerà” riconoscimento a studenti che si sono distinti nel campo della solidarietà. Dopo un momento così solenne e formale il palco è stato lasciato alla sensualissima esibizione di ballo latino americano degli studenti Giulia Mencobello e Alessio Cincarelli che hanno poi coinvolto tutto il pubblico in due sfrenati balli di gruppo. Non è stata da meno la performance dei Clown, studenti che durante tutto l’anno hanno partecipato, sotto la guida di due animatori d’eccezione Donato Bini - Dudi e Andrea Speziali - Monky, al laboratorio di Giocoleria Clownistica - Circo Sociale, che ha regalato sorrisi e risate a tutti, bambini e non. La serata si è poi conclusa con il dj set dello studente Leonardo Nenci. Durante tutto l’arco della manifestazione il bordo della piazza era costellato da piccoli stands presieduti dalle Associazioni di Volontariato e non solo (A.L.I.Ce., AVIS, Accademia “Pietro Vannucci”, Centro Sociale Anziani “L’Ombra del Nocciolo”, Associazione “Amici del Gemellaggio”, Gruppo Ecologista “Il Riccio”, TrasiMenoAlcol, Associazione Culturale Bellatrix, Presidio del Volontariato “Insieme si può”, Street Book “Calvino”, Laboratorio Artistico-Manuale-Creativo “Calvino”, Distaccamento Volontario Vigili del Fuoco, Unità Volontaria di Protezione Civile, Confraternita di Misericordia, Genitori del “Calvino”) e da due truck di street food. Il ricavato della serata è andato ad aggiungersi alla somma 201


precedentemente raccolta durante gli eventi, organizzati dal “Calvino”, che si sono susseguiti a partire dal mese di maggio ed alla raccolta fondi all’interno dell’Istituto. L’incasso totale, comprensivo del contributo del Centro Sociale Anziani “L’Ombra del Nocciolo”, ammonta a € 3.500; l’Accademia “Pietro Vannucci” si è occupata, per tutto il periodo, della raccolta fondi, un compito delicato e gravoso al tempo stesso che ha in parte condiviso soprattutto con gli studenti che presenziavano alle manifestazioni. Grazie a chi ha donato, contribuendo alla realizzazione del “Nostro Sogno”, grazie agli studenti organizzatori, alla scuola ed alle numerose Associazioni che hanno creduto fino in fondo nel motto “Insieme si può”. Da - Parliamo di AIDS di Presidio del Volontariato “Insieme si può” L’ANLAIDS, Associazione Nazionale per la Lotta contro l’AIDS, nata in Italia nel 1985 da un gruppo di medici, ricercatori, giornalisti, attivisti e volontari mossi dalla necessità di “fare rete” per fermare la diffusione dell’infezione da Hiv, ha una sede anche in Umbria. Oggi, come allora, l’obiettivo di Anlaids, condiviso con la comunità internazionale, è: zero nuove infezioni da Hiv, zero morti per Aids, zero discriminazioni. Per perseguire questi obiettivi, l’azione di Anlaids si concentra in quattro aree: informazione, prevenzione, ricerca, tutela dei diritti. Occorre infatti condividere le informazioni scientifiche, sociali e sanitarie più aggiornate sull’Hiv per individuare le strategie più efficaci; è necessario che tutti, soprattutto i più giovani, possano avere a disposizione conoscenze e strumenti idonei per evitare di contrarre l’Hiv; è fondamentale migliorare le conoscenze scientifiche e sociali su questa malattia, le sue cause e le sue conseguenze, in quanto aiuta le persone con 202


Hiv a vivere meglio ed è un’arma potentissima per ridurre la diffusione dell’infezione; va sottolineato inoltre che nessun successo stabile nel tentativo di fermare la diffusione dell’Hiv può essere raggiunto senza il rispetto della persona umana e dei suoi diritti fondamentali. È bene ricordare che in Italia le persone affette dall’Aids e anche quelle sieropositive sono prevalentemente giovani in età compresa fra i 18 e i 50 anni e che il numero dei casi è aumentato progressivamente negli ultimi tempi. Quanto a incidenza, il nostro Paese è al dodicesimo posto nell’Unione europea. L’Istituto Superiore della Sanità comunica che in Italia sono oltre tremila i nuovi casi di Hiv. L’Umbria in particolare è la terza regione in Italia con maggior numero di nuovi casi di Aids conclamato ogni anno, dopo Lombardia e Lazio; l’ultimo dato riporta, per la nostra regione, 70 nuovi casi. Il maggior numero dei contagi avviene in conseguenza a rapporti sessuali non protetti. Il 23% delle nuove infezioni riguarda le donne. Nella nostra nazione il virus colpisce maggiormente gli uomini e i giovani tra i 25 e i 29 anni. L’Hiv non accenna ad arretrare. Dall’inizio dell’epidemia nel 1982 a oggi sono stati segnalati nella penisola oltre 67 mila casi di Aids, con circa 43 mila decessi. La maggior parte dei pazienti, 9 su 10, è seguita presso i centri clinici di malattie infettive ed è sottoposta a terapia antiretrovirale. Fino a 30 anni fa Aids era sinonimo di morte. L’obiettivo è bloccare il contagio, la scarsa consapevolezza rende difficile il suo raggiungimento. In Europa 122.000 persone, un sieropositivo su sette non sa di esserlo. In Italia da 40.000 a 100.000 sieropositivi non sanno di esserlo. Il problema più grave: ogni 2 minuti un adolescente si contagia, per questo è importante la prevenzione nelle scuole. Dal 1981 l’Aids ha ucciso oltre 25 milioni di persone, diventando una delle epidemie più distruttive che la storia 203


ricordi. Aumenta il numero delle persone che si ammalano di Aids e lo scoprono troppo tardi e le diagnosi tardive fanno lievitare la catena delle infezioni. Nel mondo il 40% di tutte le persone con Hiv, 14 milioni di individui, non sa di essere sieropositivo. In Italia un individuo su 6 con Hiv non è a conoscenza del proprio stato. Dai dati dell’Istituto Superiore di Sanità emerge che chi ha scoperto di essere sieropositivo è nel 77% dei casi maschio e l’età più frequente è di 39 anni, 36 anni per le donne. Nel mondo sono più di 18 milioni le persone Hiv-positive in cura, ma altrettante non riescono ancora ad accedere alle terapie, in gran parte perché non consapevoli della propria sieropositività. Milioni di persone con Hiv restano ancora escluse dal trattamento salvavita, che può anche prevenire la trasmissione del virus ad altri. Fra i mezzi che l’Oms annovera per combattere la patologia è presente il test fai-da-te che può essere fatto, in un ambiente privato con risultati nel giro di 20 minuti o meno, utilizzando della saliva o una goccia di sangue ottenuta pungendo un dito. In caso di esito positivo è necessario ripetere il test in una struttura specializzata sia per confermare il risultato sia per iniziare subito la terapia. L’auto-test apre le porte della diagnosi a molte più persone. È possibile comprarlo in farmacia senza ricetta. Ma occorre comunque un’azione combinata in grado di assicurare a tutte le persone sieropositive, ovunque si trovino, un accesso adeguato ai test per la diagnosi dell’infezione e l’avvio al trattamento di qualità. L’Oms raccomanda che vengano messe a disposizione informazioni e rapidi riferimenti ai servizi di prevenzione, cura e assistenza. È importante sensibilizzare e promuovere la prevenzione, l’educazione alla salute e l’aderenza alle cure. Anche se sempre nuovi farmaci hanno trasformato una malattia mortale in malattia curabile, è comunque da tenere sotto controllo. Importante è far capire 204


a giovani, e non, qual è il problema e renderli consapevoli che un rapporto sessuale protetto può salvare la vita. La Giornata mondiale contro l’AIDS, indetta ogni anno il 1º dicembre, è dedicata ad accrescere la coscienza della epidemia mondiale di AIDS dovuta alla diffusione del virus HIV. Il Presidio del Volontariato “Insieme si può” ha organizzato anche nel 2016 un evento per il 1° dicembre, un incontro con la ginecologa, dottoressa Marina Toschi responsabile Servizio Consultoriale del Distretto Sanitario del Trasimeno, e l’ostetrica, Morena Germini, con gli studenti dell’Istituto Professionale, sul tema: “AIDS - aumentare la consapevolezza, bloccare il contagio”. Appuntamento preparato in precedenza da una serie di domande degli studenti inviate alla dottoressa e dall’analisi delle risposte. Dall’incontro emerge in modo chiaro che nei rapporti sessuali bisogna sempre usare la testa e le conoscenze per non aver paura di brutte sorprese. Se non curato il virus può causare anche problemi di sterilità. È meglio non arrivare alle malattie. Bisogna conoscere il proprio corpo, ma soprattutto occorre ricordare che va sempre rispettato. È importante sapere, avere conoscenza, essere consapevoli che nell’amore, come nella vita, il rispetto di se stessi e degli altri è fondamentale. Alle donne è bene ricordare che il profilattico femminile è più sicuro, non si rompe, è un modo per affermare l’autodeterminazione femminile e proteggersi completamente dalle gravidanze indesiderate e dalle infezioni. Si vuol ricordare infine che “Vita di donna”, un portale femminile dedicato alla salute della donna ma anche a quella degli uomini, è il sito più completo per informazioni e soluzioni. Da - Educare alla legalità, formare un cittadino consapevole di Presidio del Volontariato “Insieme si può” 205


Educare al riconoscimento ed alla lotta alla corruzione questo lo scopo che da anni porta avanti l’Associazione “Libera, nomi e numeri contro le mafie” con i suoi numerosi Presìdi e le scuole associate. L’Istituto “Calvino” di Città della Pieve ed il Presidio del Volontariato “Insieme si può” hanno sposato da decenni questa causa. L’adesione alle attività di Libera risale ai primi anni del 2000, anche se un’attività più capillare ed una formazione più mirata è iniziata intorno alla metà del primo decennio. Nel 2009 un gruppo di studenti dell’Istituto Professionale partecipa al campo estivo di Polistena, quando i beni confiscati alla mafia ed assegnati alle cooperative erano ancora pochi. Oggi beni confiscati sono presenti anche in Umbria, 69 e ancora da destinare; Col della Pila a Pietralunga, primo bene, tra l’altro di grande estensione, destinato al recupero nella nostra Regione, è, da anni, centro di formazione per molti giovani provenienti da tutta Italia, durante i campi estivi. Sei le marce della memoria a cui la scuola ed il Presidio hanno partecipato: Napoli, Milano, Potenza, Firenze, Bologna, Perugia. Decine i progetti su cui gli studenti hanno lavorato e che hanno poi condiviso con tante altre scuole della Provincia, alla Sala Convegni del “Capitini” di Perugia. Tra le attività del Presidio “Insieme si può” con Libera Umbria, l’Amministrazione Comunale, la Biblioteca “Francesco Melosio” e altre Associazioni della città del Perugino, anche la promozione di iniziative a Città della Pieve, tra l’altro molto apprezzate dalla popolazione, come l’incontro con il giornalista d’inchiesta Attilio Bolzoni e la proiezione del suo docufilm “Silencio”, ed ancora la presentazione del dossier “La droga in Umbria” con il suo curatore, nonché esponente di Libera, Fabrizio Ricci. Questa estate, per casualità lo stesso giorno, il 10 luglio, in cui con un atto vile e squallido è stata danneggiata a Palermo la statua di Falcone di fronte alla scuola che porta il suo nome, 206


in occasione dei 25 anni dagli attentati ai giudici Falcone e Borsellino, l’Amministrazione Comunale e la Biblioteca, hanno organizzato un incontro con il Presidente del Senato, Pietro Grasso, per la presentazione del suo ultimo libro “Storie di sangue, amici e fantasmi - Ricordi di mafia”, un libro facile da leggere, denso di storia e di significato. Una carrellata di notizie sulla mafia, prima e dopo il maxi-processo, ma anche un racconto di una parte della vita dell’autore con semplicità e trasporto. Libro scritto, confessa Pietro Grasso, per i ragazzi del ‘92 che non sanno chi erano Falcone e Borsellino, per coinvolgere la gente ed invogliarla a capire, a sapere sempre di più su queste due figure che hanno dato la vita per lo Stato e per i suoi cittadini. Storie che rappresentano l’affermazione dei valori e degli ideali di tutta una vita. Ricordi ed esperienze significative e toccanti da parte di chi le ha vissute in prima persona. Cronaca, confessioni intime, riflessioni su una delle pagine più buie della storia d’Italia. Quella mafia, continua l’Onorevole Grasso, non solo fenomeno criminale ma collegata alla politica, all’economia, ai professionisti, ai cittadini è stata messa in carcere, perlomeno in buona parte. Oggi c’è un’altra mafia, meno riconoscibile, più subdola, capace di usare meno l’intimidazione ma molto di più la corruzione. Oggi esiste tutta una rete di Contatti difficile da colpire. Una vera e propria lezione sulla mafia quella che l’Onorevole Grasso ha voluto darci con le sue parole ed ancor più con i suoi libri. Non è mancato un accenno alla scuola ed agli insegnanti, all’importanza della formazione di coscienze integre, di cittadini consapevoli e responsabili. Da - I Clowns: una proposta per Città della Pieve di Giulia Croce e Ilenia Trincia Da sei anni all’interno della nostra scuola, Istituto Superiore “Italo Calvino”, è attivo un curioso corso pomeridiano: quello 207


di Giocoleria Clownistica - Circo Sociale. Già dal primo anno le partecipazioni sono state numerose ma con il passare del tempo i ragazzi iscritti hanno superato le 60 unità. Il corso è stato sempre gestito dal clown Donato Bini, il famoso Mago Dudi, ma l’ultimo anno è entrato in scena anche un altro simpatico animatore Andrea Speziali con il nome di clown Monky. Entrambi provengono dal panorama perugino della clown terapia, molto praticata negli ospedali, alle feste, sulle strade, alle residenze protette. A Città della Pieve ha attecchito solo a seguito della loro importazione. Ma cos’è la clown terapia? La clown terapia anche chiamata terapia del sorriso, è una terapia d’appoggio praticata da clown formati a lavorare in vari ambiti, che donano il loro tempo per far trascorrere qualche ora di svago a chi di spensieratezza ne ha ben poca. Il Clown è colui che si occupa di portare un sorriso e spesso far tornare a sorridere chi, purtroppo, non lo fa più come dovrebbe. Le ragioni della perdita del sorriso possono essere diverse, ma la cosa importante è che qualcuno sia capace di ricordare a tutti che anche se la vita è fatta di momenti felici e tristi, di gioie e dolori, il sorriso è l’arma migliore per affrontare i momenti negativi, anche quando tutto sembra perduto. Si parte dagli anziani nelle case di riposo, ai bambini ricoverati in reparti oncologici, alle case famiglia... insomma per chiunque abbia bisogno di un sorriso i clown sono pronti a dispensarne. È stato scientificamente provato come affrontare situazioni difficili con il sorriso si riveli produttivo ed efficace. Fino a 18 anni non è possibile diventare un clown a tutti gli effetti, ma certamente i ragazzi dei corsi di Città della Pieve non sono da meno. Durante i laboratori si sono cimentati in giochi e riflessioni atte a migliorare la loro relazione con se 208


stessi e il mondo circostante per poi arrivare alla fine dell’anno scolastico a partecipare a pomeriggi di intrattenimento nelle case di riposo di Città della Pieve e Panicale, in giochi di piazza con i bambini dell’Istituto Comprensivo, come pure alla scuola per l’Infanzia di Città della Pieve. Tanti i sorrisi così come la soddisfazione dei ragazzi nel vedere quanto basti poco per far felice qualcuno. L’attività di Clown Terapia favorisce anche chi la pratica, a detta di molti, aiuta a cercare la forza per affrontare i momenti più duri ed a superarli. La frequenza del Laboratorio di Giocoleria Clownistica Circo Sociale è un consiglio che ci sentiamo di dare, perché sorridere e far sorridere è importante. Dudi e Monky, dopo anni di esperienze laboratoriali come esperti esterni consigliano agli aspiranti clown di Città della Pieve di costituire un gruppo in grado di autogestirsi, e promettono la loro collaborazione. Da - Per il Presidio del Volontariato “Insieme si può” un anno di formazione di Giulia Mencobello, Ilenia Trincia, Giulia Croce Gli studenti del Presidio del Volontariato hanno seguito corsi di formazione per essere più consapevoli e capaci di svolgere un’attività mirata. Il primo corso, il 21 ottobre 2016 presso il “Centro Socio Culturale L’Incontro” a Castiglione del Lago, “Sente-Mente Project” - “Educare alla felicità”, curato dalla responsabile Letizia Espanoli con lo scopo e il desiderio di portare una luce nuova nel mondo socio-sanitario-educativo. Per i ragazzi del Presidio è stata un’esperienza nuova e particolare, in quanto sentir parlare, a questa età, di educazione alla felicità può sembrare strano, ma dall’incontro si è appreso che la felicità può essere costruita, che c’è correlazione tra 209


felicità e salute, tra felicità e successo. Lo scopo di Letizia Espanoli è quello di far “reinnamorare” la gente alla vita, e questo, per chi ha una situazione grave di salute, è molto difficile, in quanto generalmente si pensa che la vita finisca con la diagnosi! Molto spesso si sente parlare di demenza e di malattia cronica in modo negativo e drammatico, come se la vita di una persona finisse veramente, proprio questo è ciò che viene trasmesso ai familiari che vivono anticipatamente la perdita del loro caro, come se da quel momento in poi la persona che conoscevano non esistesse più. È vero che la demenza porta via ricordi, memorie, capacità, ma abbiamo potuto apprendere che la persona esiste ancora e soprattutto SENTE ed è viva in lei un’intelligenza EMOTIVA. Grazie a questa intelligenza è possibile relazionarsi ancora con lei, vivere momenti di gioia, trovare vie di comunicazione nuove (relazioni sociali, danza, musica, esercizio fisico, risata). Vari studi scientifici dimostrano come la capacità di provare emozioni e percepire quelle di chi gli sta accanto rimane intatta. Espanoli ha sostenuto che il rapporto tra mente e corpo è bidirezionale, anche agendo sul corpo possiamo arrivare alla mente. Ci ha fatto capire che occorre guardare la malattia con occhi diversi, che il “felicitatore” per primo deve intraprendere un percorso di studi; ad esempio gli studi di neurocardiologia di Heartmath, dimostrano che nella comunicazione, soprattutto quando interagiamo con qualcuno, non bisogna dimenticare che il corpo, la mente e il cuore generano un campo elettromagnetico che influisce in modo positivo o negativo su chi ci sta accanto. Altri studi come quelli di Seligman dimostrano che è possibile allenare la mente ad avere una visione positiva, capace di vedere nella difficoltà della malattia ancora la possibilità di amare. Per comunicare è importante il “con-tatto” fisico, l’abbraccio, la 210


carezza, il massaggio, la capacità di relazionarsi con dolcezza, delicatezza, tenerezza, gentilezza e volontà di prendersi cura dell’altro con autenticità. È un potente strumento terapeutico ed è un diritto per la persona, dobbiamo avere il coraggio di cambiare ed essere unici nel farlo. Abbiamo potuto scoprire un mondo nuovo, sappiamo ora che ci si può allenare alla consapevolezza emozionale, che saper gestire la rabbia è possibile; essere arrabbiati per più di 5 minuti diminuisce l’efficacia del sistema immunitario per 6 ore, la rabbia va canalizzata positivamente, siamo invece bravi ad alimentarla, al contrario un’emozione positiva, il sapersi apprezzare per più di 5 minuti aumenta per 6 ore l’efficacia del sistema immunitario. Allenare il cervello ad essere positivo. La felicità è credere che possiamo cambiare. Essere in grado di tirar fuori i talenti che abbiamo dentro, per noi e per aiutare gli altri a farlo in modo da aumentare l’autostima. Il bravo educatore è quello che trova poco ma fa emergere molto. Dobbiamo scegliere di investire su noi stessi, imparare a guardarci allo specchio. Fare propria l’esortazione di Gandhi: “sii tu il cambiamento del mondo”. Educare alla felicità diventa un dovere. Seguendo gli insegnamenti di Danilo Dolci non dobbiamo smettere di sognare, se vogliamo far crescere qualcosa dobbiamo sognarla. Per trasformare l’impossibile in possibile, a volte basta poco: un guardare negli occhi, un battere il cinque. Bisogna evitare di stare nei problemi, bisogna passare alle soluzioni. Vincere l’impotenza diventando creatori di vita e di possibilità, moltiplicatori di momenti felici, maghi della relazione, del con-tatto, dispensatori di sorrisi e risate, giocolieri dell’educazione. Ognuno di noi può fare la differenza. Un sorriso ha sempre un grande valore, dobbiamo sorridere anche quando va male. Si può scegliere di essere felici, la felicità viene dall’interno del proprio sé, non ce la 211


può dare nessuno. È bene imparare a riscoprire la bellezza che è intorno a noi, a meravigliarsi. Ricordiamo di donare noi, per primi, quello che desideriamo. Siamo sempre grati di ciò che abbiamo e di ciò che siamo. Ricordiamo il potere degli abbracci: maggiore ossigenazione del sangue e dei tessuti, calo della pressione sanguigna. È fondamentale diventare responsabili della propria vita, non è necessario piangersi addosso, bisogna avere la risata sempre in tasca, ridere ci dà la forza di cambiare il mondo. La risata è il motore con cui l’individuo accresce la propria intelligenza emotiva ed aiuta ad attraversare il dolore. Sviluppando lo spirito interiore della risata impariamo a metterci in connessione con gli altri e con l’universo assistenziale. Questa connessione permette di capire che niente è perfetto ma tutto è in continuo miglioramento, quindi l’importante è AGIRE per generare un cambiamento. Uno degli obiettivi di questa esperienza: comprendere i “disturbi del comportamento” come forme di linguaggio. Nel momento in cui alcune funzioni del pensiero si “spengono” la persona ricerca altre vie per comunicare. La persona che “definiamo” aggressiva, agitata, arrabbiata o piangente potrebbe “re-agire” ad un bisogno, una richiesta, un’emozione o un disagio che non sa comunicare, che non riesce ad esprimere. La soluzione: riuscire a traghettare dall’impotenza all’auto-efficacia. La giornata si è conclusa, il tempo è trascorso velocemente; un’esperienza unica, interessante, su argomenti che i giovani generalmente trattano con superficialità. Altra formazione a dicembre: ci siamo incontrati di nuovo questa volta studenti, docenti, operatori USL, sempre a Castiglione del Lago, all’Istituto Omnicomprensivo RosselliRasetti, per due intere giornate: il 13 e il 14, tema la peer education, l’educazione tra pari: “YAPS Young and Peer School - Peer Education Parieducazione”. Siamo molto grati 212


della opportunità che ci è stata data di poter partecipare anche in numero rilevante, sebbene non sia stato possibile esaudire tutte le richieste. Queste due intense e piacevoli giornate hanno contribuito indiscutibilmente alla nostra formazione culturale personale. Il corso, guidato dal dottor Lamberto Scali, aveva lo scopo di fornire agli operatori, a vario livello, elementi essenziali di conoscenza e competenza per gestire gli aspetti metodologici della peer education. Già l’inizio ci ha sorpreso: il formatore ci ha chiesto di presentarci attraverso una metafora: “se fossi una pianta sarei...”, inoltre la disposizione utilizzata non era quella solita, la frontale, ma eravamo disposti in cerchio. Il dottor Scali ha condotto il dibattito nel cerchio in modo egregio, facendoci restare sempre concentrati sullo scopo principale. Oltre al metodo del “cirle time” ha utilizzato anche il “brainstorming” per definire i significati di promozione della salute e di prevenzione. Abbiamo trattato temi come l’alcol e il fumo; la discussione è stata particolare in quanto il dottor Scali si immedesimava, a nostra insaputa, nelle patologie dei suoi pazienti facendole passare per personali, provocando anche momenti di insofferenza in alcuni dei nostri professori; solo in seguito ha rivelato il modo provocatorio del suo intervento, rasserenando così gli animi di tutti. Abbiamo lavorato in gruppi collaborando anche con studenti di altre scuole. Il secondo giorno è stato focalizzato soprattutto su attività di gruppo, con la realizzazione di progetti su temi precisi. I progetti elaborati da studenti, collaboratori USL e docenti, sono stati esposti e discussi animatamente, evidenziando in particolar modo i vari aspetti negativi o positivi. Gli studenti dell’Istituto “Italo Calvino” sono rimasti molto soddisfatti, è stata gradita l’opportunità di un confronto 213


diverso con i professori e non solo; grazie a questa formazione si sono sentiti pronti e impazienti di intraprendere il percorso di parieducazione in qualità di peer educator. Quest’ultima formazione doveva essere infatti propedeutica ad una esperienza da fare a scuola, è stato quindi effettuato un ulteriore incontro, alla presenza di operatori USL e docenti, per la scelta di un tema con cui mettere in atto effettivamente la peer education. Si è optato per una corretta raccolta differenziata: il progetto-concorso “FantaRiciclo” - Campionato d’Istituto di Raccolta Differenziata e cura dell’ambiente, ideato da un gruppo di studenti del Presidio del Volontariato “Insieme si può” in collaborazione con la T.S.A. - Trasimeno Servizi Ambientali. Individuati 25 peer educators che hanno operato in classi diverse dalle proprie, sono stati effettuati ulteriori tre incontri di formazione: uno con la TSA per informazioni sulla corretta raccolta differenziata e due con formatori USL per la metodologia migliore da mettere in atto per la riuscita dell’iniziativa. Il progetto-concorso aveva il nobile scopo di istruire le classi alla corretta differenziazione: plastica, carta, lattine ed indifferenziato in contenitori differenti presenti in ogni classe. I peer educators avevano il compito di verificare il corretto svolgimento del progetto-concorso e assegnare punti di buona condotta a ciascuna classe. Le classi vincitrici, una per il liceo ed una per il professionale, alla conclusione del progetto hanno effettuato un viaggio a Lucca, a spese della T.S.A., presso la Lucart, gruppo industriale italiano di respiro internazionale tra i principali produttori a livello europeo di carta a partire dal prodotto riciclato. L’esperienza è stata molto interessante, è stato possibile toccare con mano l’importanza del riciclo, in questo caso della carta, allo scopo di limitare l’abbattimento 214


di alberi. Con la collaborazione della popolazione si può, partendo dal rifiuto, creare nuovi prodotti ecologici. Altri incontri di formazione hanno riguardato la lettura ai più piccoli. Esperienza questa iniziata lo scorso anno ma di cui si sentiva la necessità di una formazione, il corso “Silenzio… si Legge”, guidato da un’esperta di “Nati per Leggere”, la professoressa Maria Rita Boccanera, iniziato a dicembre è terminato a marzo. Gli studenti hanno potuto fare esperienza diretta presso le Biblioteche e gli studi pediatrici di Tavernelle e Città della Pieve. Anche questa iniziativa è stata apprezzata dagli studenti come pure dai docenti, dagli addetti alle biblioteche, dai pediatri, dai genitori e naturalmente dai bambini. Da - Raccolta differenziata: un’esperienza tra pari di Giulia Croce Un gruppo selezionato di ragazzi di differenti classi dell’Istituto Superiore “Italo Calvino” ha partecipato al corso di formazione con il dott. Scali sull’innovativo metodo di apprendimento: la peer education. La tecnica “educazione tra pari” prevede la trasmissione di messaggi e informazioni da studente a studente e non da insegnante a studente. È prevista un’approfondita formazione su un argomento specifico per un ristretto gruppo di studenti che poi, tramite differenti modalità interattive, cerca di trasmettere il messaggio ai propri coetanei. Nell’Istituto “Italo Calvino” si è voluto incentivare questa modalità educativa e il gruppo di ragazzi guidati da alcuni insegnanti che avevano anch’essi partecipato alla formazione, hanno ritenuto funzionale verificare l’efficacia del metodo partendo da un argomento importante, basilare e semplice: la raccolta differenziata. Di differenziazione e del suo obbligo si parla e si scrive da 215


vari decenni ma solo negli ultimi anni ha preso piede nelle nostre case. Tuttavia molti non fanno ancora in maniera corretta la raccolta differenziata e neanche i ragazzi che avrebbero dovuto attuare la tecnica peer, si sentivano sicuri di fare tutto in maniera esatta. È stata così chiesta alla TSA una specifica formazione sull’argomento ed in breve tempo una educatrice ecologica ha fugato gli interrogativi e i dubbi dei peer educators. La formazione è stata piena di sorprese, curiosità e novità e i ragazzi sono usciti sicuri di aver appreso ogni singola informazione. Si sono successivamente riuniti per stilare un vero e proprio protocollo su come fare la raccolta differenziata e sopratutto per concordare le modalità con le quali avrebbero potuto far apprendere a tutto il resto della scuola ciò che avevano imparato. Sono stati assegnati ad ogni classe due ragazzi-tutor ed è stata operata una breve ma incisiva formazione, aula per aula, tramite la lettura delle regole, la visione di un video e il lancio di una gara per la classe più pulita e con i rifiuti meglio differenziati. I nostri ragazzi hanno svolto settimanalmente il ruolo di controllori verificando che ogni classe avesse recepito le corrette modalità di raccolta. A fine anno quasi in tutta la scuola la raccolta differenziata è diventata sorprendentemente un automatismo. Pochi ragazzi sono stati formati ma, tramite un’interattiva reazione a catena, siamo riusciti ad ottenere una scuola nettamente più pulita, attenta all’ambiente, qualche centinaio di futuri cittadini con una coscienza civile più responsabile. Missione compiuta! Da -“Il Riccio” si racconta di Presidio del Volontariato “Insieme si può” Gli ultimi anni di attività del Gruppo Ecologista “Il Riccio” di Città della Pieve sono stati dedicati in buona parte alle 216


giovani generazioni, varie le iniziative che hanno coinvolto i piccoli, a partire dalla scuola per l’infanzia. Ma andiamo per ordine. Il primo interesse è stato rivolto al Presidio del Volontariato “Insieme si può”. La sede de “Il Riccio” viene condivisa anche dal Presidio e, negli ultimi tempi, pure dal ricostituito Gruppo giovanile pievese Bellatrix. Il Presidio ha svolto alla sede de “Il Riccio” corsi di formazione su ambiente e salute e con il Presidio sono stati organizzate varie iniziative, dalla istituzione della biblioteca dei libri salvati, alla pubblicazione di libri, all’incontro con RaiTre, alle proposte informative e formative per giovani e meno giovani. Si ricorda, per citarne una, la doppia conferenza, al mattino con le scuole ed al pomeriggio per la cittadinanza, con Sergio Rizzo del “Corriere della Sera” e Franco Travaglini di “Cucina Naturale” su “Economia in agricoltura, cambiamenti climatici ed agroecologia”. Agricoltura, alimentazione, cambiamenti climatici e dissesto idrogeologico i problemi ambientali più frequenti ed inquietanti. Come non citare poi la realizzazione de “Il Giardino dei Frutti RiTROVAti” un progetto che lega il territorio, le sue risorse idriche e la cittadinanza. Il Giardino è per le scuole un angolo di sperimentazione, con i bambini della scuola primaria, luogo di piantumazione, di lezioni sulla vegetazione, sui sistemi di innesto e di potatura, sulle acque vista la prossimità della Fonte Trova. “Il Riccio” ogni anno organizza due incontri, in autunno ed in primavera, su progetti che coinvolgono già nel corso dell’anno alunni ed insegnanti. L’anno scolastico appena trascorso oltre alla consueta Festa dell’Albero il 21 novembre con la usuale piantumazione, gli alunni del locale Istituto Comprensivo sono stati impegnati nel GeoEvento il 20 ottobre che ha permesso loro di fare un’esperienza sicuramente particolare, la visita alla Spiaggia di San Lazzaro a Fabro - un’area fossili del pliocene, dove hanno potuto osservare, sotto la guida di 217


esperti del settore, gli affioramenti dei resti fossili di animali marini e le caratteristiche geologiche dei sedimenti. Di ritorno dall’escursione hanno partecipato al convegno sul tema a Palazzo Corgna, sede del Museo di Storia Naturale e del Territorio. Dal 28 febbraio al 3 marzo tutte le classi della Scuola Primaria di Città della Pieve hanno inoltre effettuato un’altra singolare esperienza con l’esperto Mario Morellini, presso il locale Museo di Storia Naturale e del Territorio su temi scelti dalle classi su una ricca rosa di proposte: Ornitologia, Teriologia, Mineralogia generale, Invertebrati. “Il Riccio” è ancora a scuola, con l’Infanzia e la Primaria per la Festa di Primavera, il 20 marzo, in programma “Bimbi in bosco” un’attività giocosa con l’esperta Manuela Bruno ed una lezione di potatura presso il “Giardino dei Frutti riTROVAti” da parte del Presidente de “Il Riccio”, Riccardo Testa. Il ringraziamento pervenuto a “Il Riccio” da parte delle insegnanti della Scuola Primaria di Città della Pieve per le attività svolte con gli alunni considerate significative, coinvolgenti e stimolanti ad approfondire la conoscenza del territorio e quindi ad amarlo e rispettarlo e l’auspicio a continuare una proficua collaborazione, ci ha fatto naturalmente molto piacere. Siamo pronti a ripartire e quest’anno ci proponiamo di coinvolgere maggiormente gli studenti della Scuola Secondaria di Primo Grado. Da - Bullismo e Blue Whale di Giulia Croce e Ivonne Fuschiotto Dal 7 febbraio 2017, prima Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo a scuola - “Un Nodo Blu - le scuole unite contro il bullismo” promossa dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nell’ambito del “Safer Internet Day - Giornata Europea della Sicurezza in Rete” indetta dalla Commissione Europea e giunta alla sua 218


XIV edizione, per far riflettere le ragazze e i ragazzi sull’uso consapevole della Rete; iniziative sono state realizzate anche al “Calvino” di Città della Pieve. Numerose classi hanno dedicato tempo al tema del bullismo e del cyberbullismo soprattutto con modalità peer to peer, con discussioni guidate, riflessioni, condivisione di esperienze personali, dimostrando sensibilità per l’argomento. L’attenzione è caduta soprattutto sul fatto che il fenomeno del bullismo è solo apparentemente individuale, infatti, il bullo senza un “pubblico”, senza un gruppo che lo spalleggia e che “gode” o si diverte nel vedere umiliare fisicamente o psicologicamente la vittima prescelta, non è nient’altro che un semplice violento, una persona che ancora non ha imparato a gestire le proprie emozioni e che sfoga il suo dolore, la sua insicurezza, la sua rabbia riguardo le problematiche che lo affliggono creando dolore, umiliazione e vergogna nell’altro e nascondendo così a se stesso la vera natura dei suoi problemi. L’interesse degli studenti è caduto in particolare sull’orizzonte del cyberbullismo e della violenza verbale in rete, che esperiscono e vivono sui social che frequentano quotidianamente. È emerso in particolare il ruolo negativo del social «ask», contro il quale i giovani si sono scagliati, analizzando natura e mezzi del “bullo informatico”, avvezzo ad attaccare le sue vittime in forma completamente anonima, ma potenzialmente continua e mirata. Il cyber è un mondo virtuale con effetti reali. Dietro uno schermo si abbassa il senso di colpa in quanto ci si sente protetti ma non è così. La Polizia Postale può comunque arrivare agli autori, la rete non dimentica! Gli atti di bullismo non sono uno scherzo, lo scherzo dura poco, il bullismo è martellante. Il bullo vive nel buio, se si riesce ad accendere la luce, cioè se si vince la paura e se ne parla, scompare. Gli adulti devono essere più attenti, i ragazzi vanno ben osservati, il disinteresse da parte dei grandi 219


nei confronti dei casi di bullismo non fa altro che aumentare il fenomeno, questo viene raccomandato dall’Associazione di Volontariato “Basta il cuore” che a Perugia combatte il bullismo, il cyberbullismo e tutte le discriminazioni. Negli ultimi cinque anni il tasso di suicidi è cresciuto del 200%. Il numero è imponente e inquietante, 4.000 suicidi all’anno, è la prima causa di morte tra i 15 e i 24 anni, l’80% dei suicidi interessa soggetti sani. Molte vite si potrebbero salvare solo se ci si accorgesse in tempo del forte disagio che vivono giovani e bambini. Chi si suicida solitamente non vorrebbe farlo. L’isolamento sociale è la causa principale e si può essere isolati anche nel sociale. I pensieri suicidali sono sempre più pervasivi. Il bullismo è un fenomeno assolutamente complesso sul quale purtroppo c’è ancora molta disinformazione. I giovani vanno ascoltati, compresi, aiutati. Bisogna educare ad un maggior senso di responsabilità, sollecitare una migliore socializzazione. Le tre parole chiave anche per questo fenomeno sono: informazione, educazione, formazione. Bulli non si nasce, a volte il bullo non sa di essere tale. Non bisogna mai banalizzare i gesti poco corretti, al contrario è bene fermarli. Le vittime del bullismo si vergognano della propria debolezza, di non saper reagire, di essere “quello che sono”, di essere il bersaglio preferito di quei ragazzi che tutti considerano dei leader, per questo non parlano di quello che subiscono. Bisogna fare attenzione e riconoscere i segnali di disagio dei giovani per evitare che diventino vittime o bulli. Lavorare sull’affettività, sull’empatia fin dall’infanzia è l’elemento chiave. Il 7 febbraio 2017 a Perugia nell’ambito delle manifestazioni per la Prima Giornata contro il bullismo nelle scuole e della Giornata Europea per la sicurezza in rete, è stato firmato un protocollo d’intesa tra Istituzioni, Garante per l’Infanzia, Forze dell’Ordine, USR Umbria, USL Umbria 1, Associazioni 220


di riferimento per la prevenzione e la lotta ai fenomeni di bullismo, cyberbullismo, e devianza giovanile. L’8 settembre 2017 sempre a Perugia altro appuntamento sul bullismo, il convegno “Piccole Tracce” durante il quale si è cercato di analizzare ancora una volta il fenomeno da vari punti di vista: psicologico, giuridico, pedagogico. Dalla giornata emerge che i giovani d’oggi senza social non esistono. L’appiattimento a cui siamo arrivati è purtroppo spaventoso. Manca senso etico, manca empatia affettiva. Senza emozioni non c’è possibilità di relazione; le emozioni si possono imparare ma bisogna riconoscerle dentro ognuno di noi. Se è mancata l’esperienza di essere ascoltati e contenuti, c’è la tendenza a sentirsi invasi ed inerti dinanzi alle emozioni ed allora l’onda emotiva può diventare uno tsunami. Le emozioni non vanno soppresse ma riconosciute. La consapevolezza emotiva deve andare di pari passo con quella intellettiva. Bisogna insegnare a gestire le emozioni, acquistare buona stima di sé, rispettare l’altro, gestire ed elaborare il dolore, la rabbia. Il 20 settembre, sempre a Perugia, è stato presentato il progetto pilota di formazione, che in 10 incontri, con un approccio learning by doing e con il supporto di un team multidisciplinare: psicologico, pedagogico e giuridico, cercherà di fornire metodi e strumenti ad insegnanti, genitori e studenti per rapportarsi in maniera dinamica con questi fenomeni sempre più dilaganti. Secondo l’ISTAT circa il 50% degli adolescenti è vittima di bullismo e 1 su 10 tenta il suicidio. Il problema è particolarmente sentito dai giovani tanto che i Rappresentanti degli Studenti delle Scuole Secondarie di II Grado del Trasimeno nel quarto rinnovo, 2017-2020, del Protocollo d’Intesa USL-Scuola-Regione-Comuni in materia di integrazione e sperimentazione di interventi inerenti alla promozione della salute nelle comunità scolastiche, hanno 221


dichiarato di impegnarsi, unitamente alla componente genitori sul tema del bullismo e cyberbullismo. Per rispondere alle richieste degli studenti è in programma una formazione su queste tematiche per i giovani degli Istituti Superiori del Trasimeno ed in particolare per quelli che hanno parte attiva nei Presidi di Volontariato, funzionanti all’interno di dette Scuole. Debolezza, paura, incapacità di emergere e timore... questi sono i sentimenti provati da ogni singola vittima di bullismo. Ormai non è più, per nostra fortuna, un fenomeno sconosciuto. Ne parlano giornali, televisione, riviste, blog in tutte le salse, denunciando a gran voce cosa subisce chi voce non ha. Il bullismo è caratterizzato sempre dalla presenza di due protagonisti: un persecutore che trova piacere nel generare violenza e minacce fisiche e psicologiche nei confronti di una vittima che solitamente mostra segnali di debolezza e forte vulnerabilità rispetto agli altri e sentendosi isolata non osa riferire mai a nessuno degli episodi che subisce. Il carburante del bullismo è proprio il silenzio, il silenzio e la speranza che prima o poi tutto si riaggiusti. Il 75% di chi è sottoposto a bullismo non ne parla. Se la vittima, ma anche lo stesso bullo, parlasse dei propri disagi, si potrebbe risolvere, con l’aiuto di qualcuno, il problema. Nulla è risolvibile nel caso in cui la vittima decide di isolarsi e chiudersi in sé. Mentre vari anni fa ragazzi e bambini avevano molta più forza per affrontare i problemi, al giorno d’oggi basta una piccola difficoltà per abbatterli totalmente, per annientarli. Basta una battuta infelice, una condizione fisica o psicologica non al passo con i tempi che subito, per la vergogna, si arriva ad emarginarsi o ad essere emarginati. Un mondo nel quale ogni bambino moderno si sente al sicuro è quello digitale. Ed è proprio nell’oceano del web che navigando spesso si incappa in giochi come quello della Blue Whale. Il “gioco” dell’orrore che ha 222


già ucciso oltre 250 adolescenti in Russia. La Blue Whale, che letteralmente significa balena blu, dura 50 giorni e ha regole ben precise provenienti dalla Russia, spinge ogni iscritto, quasi sempre bambini e adolescenti, a sottostare alle atroci sfide di un curatore. In tutto sono 50 le regole da superare. Si parte da banali sfide per arrivare a livelli più difficoltosi che richiedono sempre più impegno, come saltare un certo numero di scalini di una scala di condominio, rubare un oggetto specifico, tirare uno schiaffo a qualcuno, chiedere l’elemosina… tutto sempre come gioco. Può non sembrare, ma pur eseguendo missioni spesso moralmente discutibili i ragazzi prendono fiducia in loro stessi e chi davvero entra nella mentalità del gioco è pronto a compiere qualunque altra missione. Ed ecco che si arriva in un batter d’occhio all’ultima missione la numero 50: raggiungere l’ultimo piano del palazzo più alto della propria città e, dopo essersi scattati un selfie, buttarsi. Già centinaia le morti registrate apparentemente proprio per questo motivo. Le ragazze, perché - ahimè! - parrebbero proprio le femmine le più disposte alla partecipazione rispetto ai maschi, lasciano un breve messaggio prima di dire addio al mondo che tanto pare le abbia maltrattate. Il Blue Whale è un “gioco” che si inizia per evadere dai propri problemi reali, per darsi coraggio e dimostrare a se stessi e agli altri di essere persone migliori di quello che gli altri dipingono; purtroppo la mente delle persone negli ultimi tempi è debole e i giocatori spesso vengono risucchiati in un vortice di emozioni che li spinge ad un vero e proprio bisogno di autoaffermarsi, fino purtroppo a conseguenze tragiche. La debolezza, la fragilità sono una feroce piaga della società moderna che avvolge con sé in un tornado di smarrimento bambini, adolescenti e adulti rendendoli incapaci e non reattivi alla risoluzione delle normali difficoltà della vita. La colpa è di una società troppo o poco presente. 223


Immagini del Presidio “Insieme si Può” Istituto d’Istruzione Superiore “Italo Calvino” Città di Città della Pieve

Clown del “Calvino” alla Residenza Protetta di Città della Pieve

Il “Calvino” con l’Amministrazione Comunale alla Marcia di Libera a Perugia 224


Il “Calvino” alla Marcia di Libera a Bologna

Il Presidio del Volontariato “Insieme si può” alla Scuola per l’Infanzia - Città della Pieve 225


Il Presidio “Insieme si può” con INTRA e Gruppo Ecologista “Il Riccio”

Laboratorio Giocoleria Clownistica - Primo spettacolo alla Residenza Protetta di Città della Pieve 226


Il Presidio “Insieme si può” alla Residenza Protetta di Panicale

Il Presidio “Insieme si può” in azione con l’iniziativa “Casette di luce” di Telefono Azzurro 227


Clown in piazza Unità d’Italia - Giornata del Volontariato

Il Presidio “Insieme si può” alla Giornata della Salute organizzata dall’Amministrazione Comunale 228


Presidio “Insieme si può” - restituzione lavoro di gruppo al corso di formazione sulla peer education

Presidio “Insieme si può” alla Scuola per l’Infanzia Città della Pieve 229


Il Presidio “Insieme si può” incontro con Ortoudo Bermo, per il popolo Wodaabe - Niger

Il Presidio “Insieme si può” Biblioteca Intercomunale Tavernelle momento di lettura 230


Celebration Day di Cesvol Perugia Rocca Paolina: Presidio “Insieme si può” e A.L.I.Ce.

Presidio “Insieme si può” con Telethon - Campagna di Natale 231


Presidio “Insieme si può” alla Notte dei Talenti - Istituto Superiore “Italo Calvino”

25 novembre Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza Contro le Donne Istituto “Calvino” e Comprensivo “Vannucci” Flahs mob piazza Plebiscito e piazza Unità d’Italia 232


Immagini del Presidio “Gim ch’è bulo!” Istituto Omnicomprensivo “Rosselli-Rasetti” Castiglione del Lago

Il Presidio alla Scuola Primaria… giocando con i nostri nonni

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I. I. S. “Italo Calvino” - Città della Pieve