Giovani ambasciatori di salute - storia nr. 23 tratta da "Storytelling di Volontariato"

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Per ripartire Insieme Storia nr.23



incontri Giovani ambasciatori di salute: il volontariato come stile di vita Ho insegnato Economia Aziendale e Tecnica della Comunicazione nei licei tecnici per quasi quarant’anni a stretto contatto con giovani tra i 15 e 20 anni: una fascia di età con molti problemi, alla ricerca di significati, di un “senso”. Con i miei studenti ho sempre dialogato molto e cercato di creare occasioni per fare esperienze insieme anche nel Volontariato. La nostra scuola era capofila della rete di bioetica per i progetti di Educazione alla Salute. E’ stato quindi naturale, quando sono andata in pensione, scegliere di continuare a far parte dell’associazione Bievol come volontaria. In tutti questi anni, sono tantissimi i progetti che abbiamo costruito insieme alle scuole del territorio di Torino e Provincia. Tra i tanti citiamo un progetto europeo “Alle frontiere della vita” che ha permesso ai docenti di confrontarsi con i colleghi francesi e spagnoli e di far lavorare gli studenti su tematiche bioetiche importanti ed il progetto “Salute in tavola”, cofinanziato dalla Compagnia di San Paolo, che ha visto scambiarsi informazioni e buone pratiche sulla corretta alimentazione tra gli Istituti alberghieri della rete ARIAR, permettendo la pubblicazione di un libro che raccoglie i risultati raggiunti. Attualmente, gran parte dell’attività è dedicata al progetto “Giovani ambasciatori di salute”, nato una decina di anni fa, con l’obiettivo di coinvolgere gli studenti del trienno in attività di prevenzione della salute e di tutoraggio verso i compagni. La progettazione avviene per anno scolastico sulla base di un “tema dell’anno” concordato insieme alle scuole nell’assemblea della rete. Quest’anno il tema scelto, dal titolo “Prevenzione primaria: la resilienza alleata per una vita felice” è stato quanto mai impegnativo nelle sue varie declinazioni scientifiche, etiche e socio-economiche. Gli studenti sono stati invitati a partecipare nel mese di novembre ad un corso di formazione con l’obiettivo di approfondire vari 107


incontri argomenti pertinenti la salute e l’innovazione scientifica, anche nelle sue implicazioni bioetiche.

Parallelamente, ogni singola scuola ha costruito percorsi didattici declinati secondo le proprie specificità ed inseriti nel Piano dell’Offerta Formativa. A fine marzo durante la Settimana della Bioetica, una serie di conferenze ed incontri tematici presso alcune scuole hanno completato il percorso. Il modello organizzativo, così costruito per tenere conto dei tempi di lavoro delle scuole, non è stato sempre di facile attuazione, ma ci ha permesso, in questi anni, di portare avanti iniziative importanti che hanno visto coinvolti più soggetti. Se la bioetica è stata definita da V.R. Potter “un ponte verso il futuro”, Bievol, sin dalla sua costituzione, ha cercato di costruire ponti tra il mondo della Scuola e quello della Solidarietà. Con un lavoro di rete effettivo siamo riusciti a mettere insieme risorse ed a creare sinergie importanti. La collaborazione con un gruppo di validi esperti: medici, docenti universitari, delle scuole secondarie e ricercatori, che prestano la loro attività a favore dei giovani, in modo totalmente gratuito, è stata uno dei maggiori punti di forza. 108


incontri La realizzazione delle iniziative descritte è stata resa possibile anche grazie al supporto del Centro Servizi Vol.to che ci ha sempre sostenuto. Se far dialogare fra loro le varie scuole non è sempre stato facile, coinvolgere varie associazioni di volontariato ha rappresentato un’ulteriore sfida perchè, in generale, ogni associazione tende a focalizzarsi sull’ambito specifico del suo intervento e fatica a coordinarsi con le altre. Oltre a raccontarsi bisogna dare ai ragazzi l’opportunità di mettersi alla prova, gettando il seme che, a distanza di tempo, può poi dare dei frutti.

Qualche volta si deve concedere ai ragazzi di sbagliare in un percorso, in un’ azione, perchè soltanto ripercorrendo alcuni errori poi si capisce e si cresce. Bisogna avere pazienza, non si deve cercare di raggiungere immediatamente il semplice obiettivo di fare delle iniziative con dei risultati immediati, ma si deve fare con loro un percorso, con un programma di formazione, a cui si accompagna un’attività che gli permetta di fare pratica sul campo, solo così i ragazzi si appassionano. 109


incontri Nei giovani c’è sempre fretta di bruciare le situazioni, di arrivare al risultato; è per lo più necessario offrire loro opportunità di provare, di toccare con mano esperienze a breve termine. Bisogna far capire con l’esempio, più che con le belle parole, che non si può disgiungere l’attività di volontariato: quella di alcune ore alla settimana, del sabato pomeriggio all’oratorio o alla casa di riposo, con l’essere volontari tutti i giorni in qualsiasi situazione e con qualsiasi persona. È a queste condizioni che essere volontari rappresenta uno stile di vita ed offre ad ogni persona la possibilità di mettere insieme i propri piccoli e grandi talenti per la costruzione di una società più giusta, inclusiva e solidale. Riportiamo la testimonianza di una giovane rilasciata al termine di uno stage: “Credo sia sempre difficile etichettare un modo di essere, ma racchiudere quello che i giovani pensano in due o tre frasi è quasi impossibile! Quello di cui spero e che vi siate potuti rendere conto, dopo il convegno di ieri mattina al Politecnico, è che noi abbiamo davvero molta voglia di fare. Non è vero che siamo egoisti e pensiamo solo a noi stessi, come a volte sento dire da “voi grandi”; spesso sentiamo dentro l’impulso di fare qualcosa per gli altri, ma non sappiamo come fare. È di voi che abbiamo bisogno, delle associazioni, delle istituzioni; noi potremmo mettere tutta la nostra vitalità, il nostro entusiasmo, le nostre idee un pò pazze, mentre voi potete trasmetterci la vostra esperienza e saggezza. Quello che vi chiedo è se siete davvero disposti ad investire il vostro tempo in progetti che coinvolgano i giovani, se siete disposti a persistere, anche quando la corazza che spesso noi ragazzi ci portiamo addosso, sembrerà inattaccabile e soprattutto: siete disposti a darci la vostra piena fiducia? Io fortunatamente ho incontato persone che a tutte queste domande potrebbero rispondere con un si; loro mi hanno aiutato ad aiutare gli altri. Quello che mi ha più entusiasmato della mia esperienza di volontariato è stato essere catapultata dal mondo della scuola alla realtà vera. Dopo aver studiato per anni le opinioni di Kant, Hegel, Nietzsche e 110


incontri molti altri filosofi sulla morale, finalmente i problemi etici avevano una faccia, un nome, e se a scuola era facile chiudere il libro dimenticandosi dei problemi etici irrisolti contenuti in quelle pagine, mentre facendo volontariato erano di fronte a me e non potevo proprio ignorarli. Grazie per la vostra attenzione.” Purtroppo, per motivi diversi, in questo ultimo anno hanno cessato la loro attività due colonne portanti: la presidente Emma Vanna Garro e il responsabile dei contatti con le scuole, il preside Nicola Sacco. Nonostante le difficoltà, abbiamo deciso di rimboccarci le maniche e di portare avanti le attività programmate tenendo fede ai principi che ci hanno da sempre guidato. La strada da percorrere non sarà facile, ma siamo sicuri che con l’aiuto di tante persone che ci credono e lavorano con entusiasmo e passione ce la possiamo fare. Grazie a tutti! Anna Laura Morra Associazione BIEVOL Si prodiga al servizio della vita, della salute e dell’ambiente

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