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incontri Una lunga storia di attesa Siamo due mamme Caterina e Laura che vivono in completa empatia il lacerante dolore della scomparsa dei loro insostituibili figli: Fabrizio Catalano, figlio di Caterina, scomparso ad Assisi nel luglio del 2005 e Davide Barbieri, figlio di Laura, sconparso ad Orvieto nel luglio del 2008. Vi raccontiamo perché abbiamo deciso di dare un volto nuovo alla nostra angosciante sofferenza, che oggi è diventata battaglia di speranza. Tutto nasce da una telefonata. Per me era il Natale del 2008, il terzo senza mio figlio Fabrizio, squilla il telefono, corro a rispondere, dall’altro capo del filo una voce di donna: si presenta, è Laura, la mamma di Davide, anche lei con un’esperienza simile alla mia, dopo un minimo di conversazione, pensando al Natale che sta arrivando senza di loro, sale ad entrambe il groppo in gola e da una parte all’altra del filo iniziano a scorrere le lacrime, un po’ liberatorie, ma anche emblematiche di una nostalgia struggente che ci assale, è per noi il vuoto, l’abisso, il nulla, il nero, del “dove sono?”. Perché? Oggi, 2019, sono trascorsi molti anni da quella telefonata. Ci siamo incontrate un’infinità di volte, nonostante i circa 700 chilometri che separano le nostre residenze: Caterina a Collegno in provincia di Torino e Laura a Lanuvio in provincia di Rimini, ma ogni volta abbiamo rinnovato e ritrovato la forza dell’essere unite in una sola interminabile battaglia: la ricerca dei nostri figli. Abbiamo condiviso lacrime, risate, eventi, vacanze, riflessioni, idee, lettere, come quelle che spedite a Papa Francesco e al Presidente Mattarella, facendo così da traino ad altre mamme disperate ma, debordanti di infinita speranza come noi. Abbiamo inviato mail di richieste agli organi competenti, fatto trasmettere appelli congiunti, fatto scrivere articoli di giornali, partecipato a trasmissioni televisive, scritto tante cose a quattro mani, tra cui “Storie di attese” pubblicato nel 2016. 9


incontri Abbiamo conosciuto un numero enorme di persone che ci hanno ascoltato ed accompagnato per un pezzo di strada; persone che hanno pianto e riso con noi: alcune passate come lampi, veloci come meteore, altre ancora lì a sostenerci, ad ascoltarci ancora. É per ringraziare tutti loro e soprattutto per voler dare voce a chi non ha voce e per voler essere forza trascinante che, insieme, abbiamo costituito nel 2014, l’Associazione “Cercando Fabrizio e..”, in quell’E c’è Davide e le altre mille persone: figli, padri, madri, sorelle, fratelli, mogli, mariti, nonni, che rappresentano il mondo sommerso degli scomparsi. Qualcuno può chiedersi perché, nonostante ci portiamo sulle spalle un pesante zaino di dolore, abbiamo scelto la via della solidarietà, della condivisione, dell’aiuto agli altri, in una parola la strada del volontariato. Perché il dolore non può e non deve essere egoistico, fine a se stesso, ripiegato e chiuso dentro di noi, ma se lo si condivide è come se si alleggerisse, è come se diventasse più comprensibile, privandoti della cieca disperazione e della muta rassegnazione. Ciò ci spinge a dire, a chi vive la nostra stessa condizione, di parlare di chi non riusciamo più a vedere; così facendo si rendono gli scomparsi ancora volti vivi, persone e non freddi numeri; il pensare a loro non smettendo mai la ricerca deve diventare un dovere civile. Perché abbiamo ritenuto molto importante sensibilizzare i ragazzi ed i giovani, sul problema delle persone scomparse, cominciando dall’angoscia in cui precipita la famiglia, alle innumerevoli difficoltà che si trova ad affrontare: burocratiche, legali, giuridiche, fiscali ed assistenziali; questo però rappresenta anche un’occasione per riflettere sul prezioso supporto materiale e psicologico che, in casi del genere, viene ad assumere la solidarietà. Abbiamo pensato di parlare con loro ed a loro, perché i giovani, sono il nostro futuro, come lo erano i nostri figli, per noi e per la società che li attendeva. Fabrizio aveva 19 anni, Davide ne aveva 27. 10


incontri Ed ecco che nasce l’idea che si è andata via, via concretizzando e continua incessante, con incontri organizzati nelle scuole secondarie con gruppi di classi e con la partecipazione degli insegnanti interessati. Durante gli incontri vengono presentati audiovisivi accompagnati da brevi letture tratte dal libro “CERCANDO FABRIZIO Storia di un’attesa senza resa” che aiutano i giovani a rapportarsi con questo fenomeno ancora così poco conosciuto, ma ahimè, impressionantemente reale. Viene anche presentato il concorso letterario: Si, perché per veicolare al meglio la scomparsa delle persone, ci siamo inventate un premio letterario nazionale dal titolo: “Caro Fabrizio, ti racconto …” E’ un concorso di narrativa aperto a chiunque voglia esprimere in prima persona se stesso, i suoi pensieri, le sue esperienze, rivolgendosi a Fabrizio, che diventa un amico ed un interlocutore speciale, il silenzioso confidente che non giudica, a cui si possono rivelare gioie, dolori, segreti, sogni, pensieri. L’istituzione del concorso, ha anche voluto essere un modo per aiutare i giovani ad approcciarsi alla scrittura e fargli scoprire il “magico” potere del racconto. Cosi dopo il tema libero della prima ediz. 2015, siamo passati alla seconda ediz. 2016 con “Caro Fabrizio ti racconto di un viaggio” e la sezione “Fabrizio inizia io concludo”, poi nel 2017 con il tema “Caro Fabrizio ti racconto di un’attesa” inserendo il racconto illustrato e nel 2018 con “Caro Fabrizio ti racconto di un ritorno”. Quattro edizioni e quasi 1000 racconti! Mille racconti che hanno attraversato l’Italia e hanno coinvolto grandi e piccini. Un successo inaspettato! Siamo così giunti alla quinta edizione 2019 “Caro Fabrizio ti racconto di un sogno” Raccontare, esprimere, illustrare un sogno: sogni ad occhi aperti, sogni realizzati, sogni del cuore, desideri coltivati nel tempo.  Non possimo non rivolgere un pensiero carico di profonda gratitu11


incontri dine a tutti coloro che sono stati protagonisti di questo nostro impervio cammino perché per infinite volte, ognuno, a suo modo, si è avvicinato a slacciarci i pesanti scarponi chiodati, donandoci scarpette da ballerine per proseguire più leggere il nostro peregrinare di ricerca. Un grazie speciale va a Fabrizio e Davide che, in tutti questi anni, ci hanno reso persone migliori. Vi lasciamo sognando il bello, la positività della vita e dei sentimenti secondo Davide e Fabrizio. VAI DELFINO Vai avanti delfino, muoviti negli abissi più profondi del tuo essere; scopri parte di te che non conosci; spazia nei fondi liberi del mare; vedi cose che non hai mai visto, ma che vedrai con occhi stupiti e lucenti. Vai delfino, affronta il mare. Trova in ogni parte di esso un motivo per vivere; trova in ogni cosa un’emozione nuova e positiva. Vai delfino, immergiti nella vita, accumula energia e trasmettila al tuo prossimo come essenza pura di te stesso. Vai delfino, trova in ogni giorno un giorno lieto, un giorno da condividere. Vai delfino, costruisci la tua vita su fondamenta solide e personali. Vai delfino, respira l’aria e fanne vita. Vai delfino, guarda il cielo, guarda il mare, guarda la vita che ti sorride e ti dice vivimi. Vai delfino, fa che le tue radici attingano acqua dalla fonte più pura. Vai delfino, se il mare é burrascoso trova approdo sulla spiaggia e non ti stancare, la bufera finirà. Vai delfino, trova pace nell’amicizia e nell’amore. Vai delfino, vai … (poesia di Davide Barbieri) 12


incontri Filigrana senza valori Sogno, realtà, immagine, la mia mente materializza ogni mio piccolo desiderio, minuziosamente soddisfa ogni mia aspettativa, desiderare, sognare, occhi chiusi, aperti, poco importa…continuare a farlo per tutta la vita… crescere…perché? Lo sguardo di un bambino sarà capace di arrivare là dove l’adulto dovrà fermarsi. (Poesia di Fabrizio Catalano) Caterina Migliazza Catalano e Laura Norma Barbieri Cercando Fabrizio e... L’associazione sostiene la ricerca degli scomparsi per dare voce a chi non ce l’ha

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Profile for Cesvol Umbria Centro Servizi Volontariato

Una Lunga storia di attesa - tratto dal libro "Storytelling di Volontariato"  

Una storia al giorno… …ci fa sentire meno soli In questo particolare momento di “isolamento” il Servizio Editoria di Perugia ha pensato di f...

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