

Quaderni del volontariato
Edizione 2024
Cesvol
Centro Servizi Volontariato Umbria
Sede legale:
Via Campo di Marte n. 9 - 06124 Perugia
tel 075 5271976
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Edizione settembre 2024
Coordinamento editoriale di StefaniaIacono
Stampa Digital Editor - Umbertide
Per le riproduzioni fotografiche, grafiche e citazioni giornalistiche appartenenti alla proprietà di terzi, l’editore è a disposizione degli aventi diritto non potuti reperire. È vietata la riproduzione, anche parziale e ad uso interno didattico, con qualsiasi mezzo, non autorizzato.
ISBN 9788831491754
I QUADERNI DEL VOLONTARIATO
UN VIAGGIO NEL MONDO DEL SOCIALE PER COMUNICARE IL BENE
I valori positivi, le buone notizie, il bene che opera nel mondo hanno bisogno di chi abbia il coraggio di aprire gli occhi per vederli, le orecchie e il cuore per imparare a sentirli e aiutare gli altri a riconoscerli. Il bene va diffuso ed è necessario che i comportamenti ispirati a quei valori siano raccontati. Ci sono tanti modi per raccontare l’impegno e la cittadinanza attiva. Anche chi opera nel volontariato e nell’associazionismo è ormai pienamente consapevole della potenza e della varietà dei mezzi di comunicazione che il nuovo sistema dei media propone. Il Cesvol ha in un certo senso aderito ai nuovi linguaggi del web ma non ha mai dimenticato quelle modalità di trasmissione della conoscenza e dell’informazione che sembrano comunque aver retto all’urto dei nuovi media. Tra queste la scrittura e, per riflesso, la lettura dei libri di carta. Scrivere un libro per un autore è come un atto di generosa donazione di contenuti. Leggerlo è una risposta al proprio bisogno di vivere il mondo attraverso l’anima, le parole, i segni di un altro. Intraprendendo la lettura di un libro, il lettore comincia una nuova avventura con se stesso, il libro viene ospitato nel proprio vissuto quotidiano, viene accolto in spazi privati, sul comodino accanto al letto, per diventare un amico prezioso che, lontano dal fracasso abituale, sussurra all’orecchio parole cariche di significati e di valore. Ad un libro ci si affeziona. Con il tempo diventa come un maglione che indossavamo in stagioni passate e del quale cerchiamo di privarcene più tardi possibile. Diventa come altri grandi segni che provengono dal passato recente o più antico, per consegnarci insegnamenti e visioni.
Quelle visioni che i cari autori di questa collana hanno voluto donare al lettore affinché sapesse di loro, delle vite che hanno incrociato, dei sorrisi cui non hanno saputo rinunciare. Gli autori di questi testi, e di tutti quelli che dal 2006 hanno contribuito ad arricchire la Biblioteca del Cesvol, hanno fatto una scelta coraggiosa perché hanno pensato di testimoniare la propria esperienza, al di là di qualsiasi tipo di conformismo e disillusione. Il Cesvol propone la Collana dei Quaderni del Volontariato per contribuire alla diffusione e valorizzazione della cittadinanza attiva e dei suoi protagonisti attraverso la pubblicazione di storie, racconti e quant’altro consenta a quel mondo di emergere e di rappresentarsi, con consapevolezza, al popolo dei lettori e degli appassionati. Un modo di trasmettere saperi e conoscenza così antico e consolidato nel passato dall’apparire, oggi, estremamente innovativo.
Salvatore Fabrizio Cesvol Umbria
Versi ControVersi
AssociAzione nuovA AlbA
Introduzione
La Comunità Nuova Alba, con sede in Agello nel comune di Magione, ospita soggetti adulti con disabilità fisiche, psichiche e sensoriali che necessitano di assistenza continuativa tendente a restituire ai soggetti ospitati la massima autonomia possibile rispetto alle condizioni di partenza. Presso la struttura sono ospitati oltre 21 soggetti ed è dotata di laboratori dedicati alle attività, servizi di ristorazione, infermeria, fisioterapia, lavanderia. La sede è situata in un antico casolare umbro con terreno annesso di circa 9 ettari con uliveti e vigneti di proprietà della famiglia Tondini Emanuele che ha provveduto ad eseguire i lavori di adeguamento.
Nel 2019 è stata costituita l’Associazione “Amici di Nuova Alba” che è iscritta al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore e ha ottenuto dalla Regione Umbria l’iscrizione all’Albo Regionale del Volontariato.
L’associazione si prefigge di: -assistere su base volontaria gli ospiti della struttura riabilitativa NUOVA ALBA in Agello di Magione -promuovere iniziative relative all’assistenza e al sostegno ai portatori di handicap fisici e psichici
In particolare gestisce presso la sopraddetta struttura il Laboratorio Teatrale che ha già presentato alcuni lavori presso il teatro della sala parrocchiale di Agello.
Nel 2018 è stato presentato lo spettacolo “La gabbianella ed il gatto” liberamente adattato dall’omonimo racconto di Luis Sepulveda.
Attualmente è inpreparazione un nuovo spettacolo dal titolo significativo “Che bella differenza”.
Oltre all’attività teatrale l’associazione sostiene le potenzialità artistiche e culturali di alcuni ospiti come la pubblicazione di poesie di questo volumetto e, prossimamente, una mostra di
pittura.
Le poesie meritano di essere pubblicate perché sono frutto della sensibiltà dell’autore ed espressione del proprio vissuto.
L’iniziativa, insieme alle altre già citate, potrebbe avere un seguito con effetti positivi anche terapeutici
Gianni Dentini Presidente
“Amici di Nuova Alba”
Per ulteriori informazioni: agelloarte@gmail.com
Antichi orrori
Vi sono momenti nell’animo umano, dove il cuor sussulta di antichi spasmi.
Ove l’anima cela antichi segreti, traboccanti di orrendi e infidi presagi.
L’anima piange al cor sovente, sospirante, desolato e gemente. Come tanti fantasmi nella notte, ch’escono dal pesante portone del tempo.
Traboccanti desideri che nascondono il cuore, come una notte nera come tela di sacco.
Gli antichi orrori della mente umana, vivono e ansimano nei meandri oscuri.
Quando s’accinge il tramonto, il cielo come rosso sangue si tinge. Del sacrificio di tante innocenti vittime, della morte umana che s’accende al sol respiro.
Apocalisse
Quel sole oscurato, da eterne nubi nere come pece.
L’anima mia, nera come tela di sacco.
Squillan le trombe, l’avvento dell’apocalisse.
Tra cori angelici, ecco un tuono.
Il mistero della terra, È avvolto nell’ombra.
Come il soffio del diavolo, ecco s’avvera la tragica profezia.
Bacio immortale
Qual frenesia d’amore, genera l’obbrobrio d’orrore.
S’innalzan le antiche partole, scende l’antico sole.
Quali parole m’accecano il furore, come lamenti in un antica grotta.
Quell’ ingresso ampio e misterioso, funesto agli occhi della virtù segreta.
Nelle tenebre oscure, i candidi demoni.
D’un oscuro e invincibile principe, mi conducono al mio riposo.
Buio… immmenso… oscuro…
Sospiri nella notte, d’un corpo seducente e affascinante.
Un respiro, che non puoi dimenticare nell’oblio.
Cimitero
Si destano i morti, nell’antico sepolcro.
L’antica danza del sabba, la morte intorno al focolare danza.
La livida porta, come un lume impetuoso.
Gli spettri ululano alla notte, s’apre il pesante portone.
L’antica stirpe, d’un antica dimora.
Ancor oggi il viandante, che passi per quella valle.
Attraverso le finestre, illuminate di rosso scorge.
Le limpidi luci, d’antichi fuochi fatui.
La risata stridula, danzano gli scheletri.
E ne ride, ne sorride mai più.
Cipressi
Quella strana canzone, d’una litania infantile. Al cor delle genti, si fa sentire.
Come salici piangenti, querce e imponenti cipressi. Accanto al piccolo cimitero, sovrastano il mio io.
Quante strane sensazioni, e indicibili emozioni.
Come un animo delirante, il cuor mio si sente soffocare.
Deliri Il mio cuore batte, con estrema violenza.
Come in una notte di tenebra, la mia anima spera.
Deliri ed eterni sospiri, m’accingo a ritornare.
Come in uno spazio deserto, d’inquietanti ed eterne galassie.
Orrore e morte, ricadono nel mio spirito.
Esplorando nella mia anima, devastata da innumerevoli dolori.
Desiderio d’amore
Il mio cuore batte, di un suono ritmico.
Sempre sei presente, nei miei offuscati pensieri.
Come il cuor respira, l’anima mia sospira. Al cor struggente, nei riguardi del tuo cuore.
Come l’alba di un giorno nuovo, che mi conduce al destino.
L’amor perduto, al cuor sospirante.
Desolazione
Ormai piango, oscurato da innumerevoli dolori. lancinanti saette al cuore, che mi trafiggono come spade.
Tante lacrime versate, al tuo compianto capezzale.
La tua anima spinta da venti celesti, ecco……vai a dimorare tra gli angeli.
Sospiri di dannazione eterna, al crepuscolo s’avvera.
Quel cielo tinto di rosso sangue, del sangue di sacrificio di tanti.
L’amore e il profano
Quando il mio cuore sussulta, nell’animo contorto.
Da oscuri presagi e pensieri, quell’immobile fuoco fatuo.
La notte al cimitero è silenziosa, popolata da sinistri personaggi.
D’un’altra epoca e di un altro tempo, qual’immobil virtù.
Oh destino, oh amore, oh profano desiderio.
Amo la sera, amo la notte così perfida.
Eclisse Infinite sensazioni, come onde che s’infrangono.
S’un antica scogliera, mentre il mondo dorme.
Scrutando l’oscurità, d’un immenso color porpora.
Che s’affaccia al crepuscolo, un oceano color del sangue.
Sprofondo come in una favola, d’incantevole bellezza.
Ed estasiante meraviglia, ecco che s’appressa un oscura notte.
Quando i due nastri s’incontrano, la luna secolare oscura il sole.
Una pioggia di stelle, una cometa sfreccia nel buio.
Emozioni
Trasuda dal mio animo, straziato da indicibili sofferenze.
Dolori e angosce invalicabili, la mia realtà s’inabissa nel tempo.
Quell’antico pensiero, d’amor vissuto.
Come un’era di trapasso, m’accingo al sol ricordo.
Quanto t’amai in vita, e t’amo adesso in morte.
Gentil Monica del mio cuore, al dolce trapasso ove sei sepolta.
Sulla tua lapide immacolata, d’un dolore che m’opprime, la mia anima sospirante.
Anelante gemente palpitante.
Dedicata a Monica Stortini
Gli occhi della morte
Quell’occhi verdi, ardenti come fiamme d’argento. Sepolti in un teschio, m’offuscano il cuore.
Gotico Una nebbia, delicata, offuscata. In quella vive l’anima mia, come in un eterna dannazione.
Il mio cuore sospira, la mia anima trema. Come una desolata notte, divorata da incolte stelle.
Sento il respiro degli angeli, ma anche tetri e offuscati lamenti.
Dettata da un insana gelosia, luminosa al chiaro di luna.
I demoni della mente
Oscure creature dimoranti nell’ infinito, tenebre oscure dell’eterno inferno.
Quell’anime dannate d’oscuri presagi, regnano nei meandri oscuri delle menti.
Orrori oscuri delle tenebre, ove i vecchi dei dominano i pensieri.
Offuscati da dissonanti melodie, quell’antico spettro dell’umana comprensione.
Una cometa splendente, illumina il pozzo dell’animo umano.
Ancor oggi è presente l’antico tesoro, che piange e s’onora il decoro.
Il canto della morte
Oh soave il tuo canto, oh madre e sorella morte.
Tenebrosa e altrettanto preziosa, agli occhi della notte sei radiosa.
Oh morte, Scendi silenziosamente.
Come un ladro nella notte, arriva l’anima che porti via.
Il castello
I primi spicchi dell’alba, quando l’oro sorge.
Ecco che appare davanti ai miei occhi, in tutte le sue maestose beltà.
Tomba di tanti miei ricordi, quando il mio cuore adorava vivere.
Ecco che sorge l’antico castello, d’epoca vittoriana in tutta la sua bellezza.
Quella visione sfugge al mio pensiero, come onde del mare or sono.
Timoranti in me al sol respiro, v’è un piccolo cimitero accanto.
Dimora di patrioti e condottieri, che vagano incontrastati.
Nei più oscuri meandri, della mia lucida mente.
Quanto ancora al cuor piango, lacrime d’eterna disperazione e desolazione.
Come in un turbinio di lunghe immagini, striate d’un color rosso porpora.
Ecco si scoperchiano i sepolcri, e i grandi re s’innalzano gloriosi.
La mia anima s’accende allo spavento, ma è solo un immagine tra le immagini.
Il cimitero
Come ombre, danzanti nell’oscurità.
La morte domina l’anima mia, e il cuore è infranto.
Come sepolcri scoperchiati, gli scheletri danzano a mezzanotte. Nell’ottenebrata mente, d’un cor infranto.
Il mio cuore avvolto dalla foschia, sull’animo mio.
Che sconsolato s’addensa, nel cimitero dentro di me.
Il colore del sangue
Le gentili creature, d’un oscuro passato. Annebbiano i miei pensieri, come un oscuro mantello.
La morte m’avvolge, tenebre fitte e oscurità oscene.
La mia anima spera, come il frutto della vita che si avvicina.
Il crepuscolo dorato, s’accende la sera.
Ma poi la notte, s’accende nella serena e densa oscurità.
Il crepuscolo
Quando il cielo si tinge di rosso, quel rosso sangue di tanti sacrifici.
D’orrendi sabba di streghe e demoni, quando il crepuscolo si oscura.
Allora dal pesante portone del tempo, gli antichi spettri del passato.
Escono a frotte da quel pozzo nero di tenebre, ottenebrando gli animi umani coi loro lamenti.
Lamenti soffocati e spenti, d’un antico coro maledetto.
Tuttavia vivo, tuttavia palpitante e respirante.
Il cuor spezzato
Un cuore palpitante, spezzato, affaticato.
Da innumerevoli emozioni, che devastano l’animo mio.
Questo cuore, dettato dall’animo.
L’umana pietà, non l’ha mai abbandonata.
Piango nello sconforto e nel mio dolore, e sospiro con furore.
Un respiro come un lamento soffocato, gemente al cuor dolente.
Il dono A volte nei sogni, l’irreale s’avvera. L’amor non perdona, come l’odio oscuro tace.
Come fantasmi nella notte, oscuri demoni danzano nell’oscurità.
Allora il destino muta incessantemente, come il cuore d’una innamorata.
L’immortalità scende nell’animo umano, l’oscuro scheletro dell’uomo.
Come miriadi di scintille, quel senso di fatalità.
Il lato oscuro della luna
S’appressa il tramonto, si ricorda il vecchio giorno. Il cielo si tinge di sangue rosso, l’oscuro manto dell’amore.
L’amore indissolubile ed eterno, domina il manto della morte. Come un soffio di vento, il sospiro gemente.
Il mio sorriso cupo e silenzioso, rammento l’ultimo bacio.
Prima che l’amor morisse, t’amai anche in morte.
Dedicata a Monica Stortini
Il maniero di mezzanotte
S’odono i fruscii del tempo, cancellando ogni sorta di malinconia. L’alba tinge di rosso la collina vicina, si scorgono le rovine dell’antico maniero.
Gli spettri danzano, il loro macabro ballo.
D’un antico sabba festoso, s’appressa a poco il tramonto.
L’antica danza degli scheletri, s’accinge all’unisono.
Come un fiume impetuoso, cantando l’antica canzone.
La morte domina l’orizzonte, nel suo oscuro manto.
Tutt’intorno al maniero, la mezzanotte rintocca il suo suono.
Quattro suoni dopo mezzanotte, le creature del buio.
Ballano intorno al falò, il fuoco di bivacco illumina l’oscurità.
Oscure forme danzanti, si ode il cor battente.
Palpitante nel buio eterno, d’ora innanzi regna il male.
Il sabba delle streghe
Il cielo si tinge di rosso, lo stesso rosso di tanti sacrifici.
Dei bambini morti e immolati, è di nuovo il momento.
Gli astri si congiungono, in un’unica stella ardente.
Brillante e imperiosa, il cielo s’oscura d’un denso nero.
Le streghe danzano, intorno al fuoco sacro.
Con i piedi caprini, gli antichi demoni danzano.
E’ l’ora delle streghe, l’ora del sabba. L’antica maledizione, il demonio l’oscuro re.
Quando si sente il canto del gallo, tutto s’aqquieta.
D’una antica e dissonante armonia, regna tutt’intorno.
Immagini
Come fantasmi, nella notte.
L’anima mia, nel profondo spera.
Quelle soavi immagini, d’una serena beltà.
Puri sentimenti d’amore, mi distruggono il cuore.
Piangevo lacrime, d’eterno dolore.
Il tuo sublime cuore, il mio sentimento.
Indissolubile bellezza
Il tuo volto, nell’oscurità.
Il tramonto dell’anima, nelle tenebre danza.
I tuoi soavi occhi, vividi, sinceri, reali.
Una solida realtà, di una divina bellezza.
Inferno
L’immensità dell’anima, imperscrutabile lamento.
Degli spiriti infernali, danzano nell’infinito.
Immutabili eterni, come oscuri presagi.
Del loro infinito ardore, demoni della mente.
Oh oltretomba, dominio dei morti.
Infinito Quanti dolori, inimmaginabili proporzioni.
S’abbattono sull’anima mia,
tace il mio cuore sprofondando nell’oblio, come un turbinio d’emozioni.
Come mille serpenti, che s’attorcigliano in una spirale.
Mi sbarrano il cammino, verso la via della felicità.
Tenebre e desolazione, navigano nell’infinito.
Come pensieri in un sol momento, d’estasiante pace al desiderio.
La mia anima, ha tante facce.
Avvolte in un sudario, d’imperturbabile bellezza d’animo.
L’anima mia
Offuscati pensieri, la mia mente.
Le tenebre offuscanti, l’anima mia si è disgiunta.
Quel cuore, quell’amore, tanto tormentato.
Da pensieri inoffuscabili, in cui il mio animo riposa.
La casa in riva al fiume
Sorge l’alba
un’antica villa coloniale.
Sofffocata….. annegata nel sangue, si odono dei lamenti soffocati.
Urla strazianti, di perversa agonia.
S’avvera il destino , la notte sprofonda nella luce.
Popolata da fantasmi, antichi come lo spettro del tempo.
Un antico cimitero, accanto all’antica villa urlante.
La danza dei morti
L’oscurità s’appressa a venire, il tramonto color porpora. Le tenebre scendono lentamente, l’anima mia trema al sol pensiero.
La mia mente è un turbinio, di oscuri pensieri e tetri pensieri.
Gli ultimi raggi del sole, illuminano la terra.
Il mio cuore s’aliena e spera, nel tetro e silenzioso cimitero.
S’inizia la danza dell’antico sabba, intorno al fuoco di bivacco.
Tremano le anime delle genti, s’aprono i sepolcri e le lapidi cadono. Al suono di una dissonante melodia, l’assediamento dei demoni dell’inferno.
Gli eterni fuochi fatui, esprimono silenziosamente.
Il loro sospiro anelante spira
Eserciti delle tenebre in una sola notte.
La goccia
Qual sentimento d’amore, s’addensa nel cuore.
Una miriade di cristalli, spazzati dal vecchio incantesimo.
La morte cammina, inebrial sospira.
A salvar l’anima dalla fatica, dell’antico ardore.
In sospeso tra le due vie, ho scelto l’amore.
E vive in me la sensazione, della nuova salvezza.
Questa casa mi ha dato vita, colui che avevo perso.
Quando camminavo nelle tenebre, e nel fiume del mio sangue. Una nuova era ha inizio per me, la falce del delirio non mi può toccare. Cammino in mezzo a due vie, la mia via della salvezza.
La mia anima
La mia anima sospira, anela e spera al cor errante.
Come il sole offuscato dalle nubi, il mio cuor comprende il sentimento.
Oh anima mia, che alla morte sospira.
Come una lapide scoperchiata, e il morto è avvolto nel suo sudario.
Che cammina nella notte, come un antica melodia. Che suona nell’ anima mia, al suon struggente.
La nebbia
L’antico cavaliere, cavalca il suo destriero. Nel suo oscuro manto, cala una fitta nebbia.
Così densa, così profonda, che conduce al destino.
Così impenetrabile, alla foschia.
Il mio animo è tormentato, da indicibili pensieri.
Dettati dall’inferno, color rosso sangue del tramonto.
La notte di halloween
I mari si tinsero di rosso, del sangue dei bambini sacrificati. L’oscura notte delle streghe, la festa di nassan.
Tutti noi eravamo maledetti, chiusi dentro le nostre case d’argilla. Mentre l’alba sorgeva dietro di noi, splendente come la luna di un antico tempo.
Non si è mai andati oltre, al dolcetto scherzetto.
I pianti spasmodici, come una melodia frastornata.
La notte
Le tenebre danzano nell’oscurità, il livido manto.
La morte del tempo, attende il sereno.
Il rumore del vento, piange al cupo silenzio.
Il seme della follia, regna in eterno.
Albeggia, la luce inghiotte le tenebre.
E la notte è un oscuro ricordo, nel cupo e misterioso silenzio.
La villa delle urla
Il dolore ha una dimora, la villa fatiscente.
Tarlata dal tempo, consumata da secoli di maledizione.
L’oscurità della notte, domina il buio e i dannati. Come avvolta da un mantello, forme e dolore imperversano.
Morte leggera
Sei tu leggera come l’aria, vasta, infinita.
Eterna e indissolubile, sei come un martirio.
Vieni silenziosa, come una ladra.
Nell’oscura notte, sei dolce e inebriante.
Dolce e armoniosa, frusciante come una foglia.
Il mio cuore ti chiama, quel sentimento che dà il furore.
Oblio Siamo uniti dall’odio, ma l’amore mi lega a te. tra la solitaria strada straripante.
L’immortale cammina ignaro, che il mortale passi accanto a lui. Cingendo con il suo braccio, e avvolgendolo col mantello.
Lo sguardo esanime, il volto pallido e bianco.
E gli fa cenno, s’avvolge tutto il mistero.
Offuscati lamenti
Mi sento in sospeso, in una miriade di emozioni. La mia anima trasuda speranza, d’insinuanti melodie del tempo.
Distorsioni e profondi lamenti, come grida offuscate nella notte. Uno strappo nel tempo, come in un’altra dimensione.
Quello che sento dentro, è un gutturale offuscato sentimento. Come in uno spazio gelido, un infinita ed’eterna gelosia.
Ognisanti
S’allunga fuori un ombra, degli antichi e vecchi demoni. Essi s’accingono a ritornare, l’impetuoso fiume di spettri.
Dominano la mia anima, corrompono il mio destino.
Nel rogo delle streghe, la mia anima s’annega.
Lo spettro del tempo, l’antica melodia.
Il sabba è iniziato, la notte delle streghe.
Onaosi
Tanti vividi ricordi, palpabili, tangibili.
S’affaccciano nella mia mente, e mi pungono l’anima.
Come tanti spilli, con la capocchia arrugginita.
Come di un vecchio tempo, gli anni del collegio.
Tutti in fila, tutti per l’amor di ognuno.
Che mancano alla mia anima, in cui tutto era meraviglioso.
Oscuraa sete
Colui che mi ha fatto, m’ha offerto la coppa dell’altra vita.
Un immensa immortalità, popolata di morte e sangue.
Oh vita mia, quanto anelo il tuo disprezzo.
Odio lo sforzo, per quel che sono.
C’è qualcosa dentro di me, oscuri segni premonitori. Come stelle che brillano nel cielo, s’affaccia una cometa splendente.
Il mio cuore è pieno di dolori, talmente forti... palpitanti.
S’illumina il sereno, nell’ oscuro cielo.
Antiche paure, discordanti emozioni.
Presagi e sentimenti, vagano nell’oscura mente.
Pensieri sfuggenti
La mia anima, candida, levigata. Come scolpita nel tempo, si riflette nello specchio.
Il mio cuore, debole e martoriato.
Ferito da mille spine, sanguinanti ma vive.
Oh terra, oh eterna sofferenza.
Anelante sospiro, al mio desio.
Pensieri
Come stelle cadenti, d’una notte magica.
I miei pensieri divagano verso te, La mia anima piange il cuor tuo.
Il crudel destino ti ha strappato a me, come un ricordo che s’appressa a spegnersi.
Oh Monica mai ti dimenticherò, quei dolci baci d’amor fuggente.
Accecante è il dolore, più di notte che di giorno.
Solo nei miei cupi pensieri, m’aspetto di rivederti.
Dedicata a Monica Stortini
Peste
La morte nera, viaggia nel cupo abisso.
Nel silenzio d’un aura spenta, come fuoco di bivacco nel tempo.
Oscuri lamenti nella notte, l’antico lazzaretto.
Come nebbia s’offusca il mattino, la peste nera offusca il cammino.
Tra Chioggia e Pellestrina, ovattate e offuscate voci.
S’immergono nel pietoso silenzio, tace e non riposa.
Pianto
Oblubinamenti immensi, come in un turbinio d’immagini. Su questo tace il mio spirito, quegli offuscati pianti del mio cuore.
Tetri lamenti, affascinanti e misteriosi pensieri.
Al sol levante, tacque il mio animo.
Devastato dal lutto, e da perverse ignominie. Inique sensazioni, tragiche emozioni.
Quel vecchio amore, che dimora nel mio cuore. Che rende silenziosa, l’anima mia.
Dedicata a Monica Stortini
Possessione demoniaca
Urla strazianti, evocazioni angoscianti.
S’ode la voce dell’oltretomba, provenire dalla vecchia villa.
Ode l’umano non vi risiede, per l’amor di Dio andatevene.
La morte oh te diletta rinnegata, e il desiderio si va oscurando.
Ancor oggi, chi passi per l’oscuro sentiero.
Sente le risate e gli striduli echi, di colui che abita l’antica dimora maledetta.
Puri sentimenti
Rammento il tuo respiro, profondo… palpitante.
Ma tuttavia vivo e respirante, in un mondo d’agonia e dolore.
Tutti quei puri sentimenti, che alloggiano nella mia anima. Aleggiano in un profondo sospiro, puro… Sentito e indissolubile.
Oh Monica dal cuor soave, il tenero abbraccio del tuo cuore.
Ma il destino ti strappò al tuo antico amore, ora il dolore strazia mio vigore.
Ricordo ancora i tuoi baci, penetranti…sensuali…. inebrianti. Il ricordo del tuo trapasso, m’ha straziato il cuore. Un velo d’agonia, esce dalla mia bocca urlante. Come fulmini e tuoni, devastano l’anima mia.
Cerco una chiave, per tornare al passato.
Alle belle passeggiate, sotto quel sole d’estate che non rivedrò mai più
dedicata a Monica Stortini
Risate infantili
Il suon melodico dellla malinconia, risplende la nobil festa.
D’antiche risate infantili, provenienti dalla vecchia casa a sinistra del cuore.
Le anime dei morti, sovrastan l’infinito. Come immortali respiri, l’affanno regna incontrastato.
Schiavo del tempo
Mi s’addormentano i sensi, un’ondata d’amore.
M’avvolge il corpo, i vecchi pensieri scompaiono.
Siamo uniti dall’odio, scintille di cristalli.
Mi cadono sugli occhi, e m’annebbiano la mente.
Sono schiavo del tempo, candido e levigato.
Scolpito nell’avorio, il mio volto è esamine.
Seduta Spiritica
Un segreto innegabile, una tavoletta su un tavolino.
La plancette che si muove, lentamente formando parole.
Sei un demone?
Domanda l’umano ignaro.
Un tuono risponde lontano, sull’orizzonte del cielo di sangue.
Si dice lo spirito evocato, ma l’anima sua è martoriata.
Da timori è devastato, sento che cammina sulla mia tomba.
Sensibilità
Gli occhi della mente, oscuri pezzi di rubino. Alienano la mia incoscienza, sublimi sensazioni d’amore.
La notte scende, ingoia la luce.
L’oscurità avvolge il mondo, il crepuscolo tinge di rosso il cielo.
Quel rosso sangue, non umano e infantile.
La sensibilità mi sfiora le mani, che sfiorano il destino.
Silenzio
S’allieta l’animo umano, l’offuscato pensiero. La luna copre il tempo, un manto nero oscura il mondo.
Quelle creature angeliche, candide e levigate come il marmo.
Risplendono nella notte, l’eternità si fonde con l’immortalità.
Soave bellezza
Tu oh mia amata, d’un respiro inatteso.
L’ ultimo sospiro, dettato da incomprensibile agonia.
In morte e in vita, s’avvera triste il destino.
Di ricongiungermi a te, come in un sole abbagliante.
I tuoi occhi splendenti, rispecchiano la tua divina bellezza.
D’una incantevole dolce soave carezza, il mio cuore palpita amore.
Sogni notturni
la nebbia della notte, m’annebbia la mente.
Indissolubili e d eterni, come pioggia d’inverno.
Il mio pensiero vaga, in miriadi scintille di cristallo. Come argentei diamanti, luccicano nel mio cuore.
D’eterno amore, piange il mio cuore.
Ottenebrato da tanti pensieri, che attendono il mio spirito.
Sospiranti desideri
T’amo oh cieca passione, che conosci in me l’ardore.
Quella fuggente sensazione, che mi detta l’ispirazione.
L’anima mia, anela al desiderio.
Di quel soffocato lamento, ch’avvolge i miei sensi.
Sospirante desiderio, fuggente e benevolo.
Ch’allietan gli animi, dal tenebroso soffrire.
Sospiri
La mia distesa di tenebra, ove il sole non scruta i tuoi occhi.
E l’anima mia è stravolta, chiusa nella sua spirale innocenza.
Lì prendono forme, le forme più gotiche e assurde.
Oscuri tormenti di una oscurità intensa, nei meandri più oscuri della natura.
Eterni sospiri e lamenti, s’aprono come squarci nell’eternità.
Gridi d’angoscia e sospiri d’agonia, ottenebrano la mia mente.
Offuscata da strani presagi, e delicati pensieri. La mia bocca esprime, parole di dolcezza.
Quell’antico e indissolubile amore, per le cose vane del mondo.
S’appressa nella mia mente, una fuga dal dolore.
Spirito
Qual’immensità, d’un ardore innegabile. Spirito indistruttibile, insinua innegabile.
Subconscio
La paura, aliena la mente.
È il sogno di tutti i sogni, partorisce i mostri.
Quando s’offuscano i pensieri, il terrore sopravvive.
Come in un fiume di sangue, il male cova oscuri desideri.
Suspiria Pensieri, tremanti palpitanti. Viventi e assurdi, tremano nella mia anima.
Il mio spirito, anelante e sospirante.
Al suono d’un coro angelico, sospira al cor tremante.
La mia anima, come in un impetuoso viaggio.
In un mondo fatato, popolato di spettri.
Tempo oscuro
Quando le tenebre, scrutano la mente.
Nei suoi più oscuri meandri, inghiottendo spazio e tempo.
Io attendo con disumana pazienza, quell’antica forza.
Che presto si scatena, quello che sarà innominabile.
Tutto questo arriverà, quando i tempi saranno maturi.
Allora la morte arriverà, a saziare le bocche dei maledetti.
Terre desolate
Vi è un immenso emisfero, popolato d’antichi mostri. Come vivono d’incanto, sfuggevoli momenti di distrazione.
Terre desolate, enormi stagnanti, un lampo nel cielo.
Un tuono rompe il silenzio, l’anima mia piange al desio.
Frammenti di pioggia, come scintille di diamanti.
Piovono nella mia anima, come immortal respira.
Tutto in una notte
Al crepuscolo, nei suoi antichi colori. La mia anima si trasforma, cala il buio sui desolati pensieri.
Ma offuscati, vivi, respiranti, tutt’attorno a me è solo tenebre.
Uno spicchio di luna, illumina i miei tetri pensieri.
Pensieri così cupi e fantasiosi, che non oso confessare.
Alla piangente anima mia, distrutta da lutti offuscati.
Un luogo
Un luogo
dove il dolore è cancellato.
Sono arrivato qui solo, senza nessuno e senza amore
l’amor pervade il mio cuore, stretto in un turbinio di dolore.
Quando questa stella luccica, vedo un cosa che m’angoscia.
Adesso che sto per andar via, questa speranza.
Sgorga dal mio cuore, come una fiamma ardente.
Vampiri
Dal profondo delle tenebre, nascono al crepuscolo.
Orrende creature della notte, ma anche bellissime e affascinanti.
La notte è il loro regno, il sangue il loro nutrimento.
Come l’oscuro manto delle tenebre, il vampiro s’è desta al sorgere dell’alba.
In sembianze di nero lupo, esso insegue colui che cerca di fuggire.
Nosferatu l’inestinto, la maledizione oscura durerà. Fino alla fine dei tempi, la maledizione del vampiro Nosferatu. Un essere contro natura concepito, che deve obbedire a certe leggi naturali. Che l’ostia consacrata può sbagliargli il cammino, che il segno della santa croce lo ferma.
E se una donna pura di cuore, Farà sì che egli si dimentichi del canto del gallo.
La prima luce del giorno, lo potrà annientare
Visioni
Riflesso nello specchio, il mio triste cuore.
Annebbiato oscurato e afflitto, sospeso nel tempo antico.
Si muove e s’inebria come la marea, d’un oceano di sangue.
Delle antiche generazioni, s’insidia il riflesso delle ombre.

L’Associazione Amici di Nuova Alba sostiene e promuove le potenzialità artistiche e culturali degli ospiti della Comunità Nuova Alba; questo libro di poesie nasce proprio da questo intento.
La poesia stimola la creatività e spinge a pensare alla vita in modo originale.