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Bloq Magazine - il quindicinale di Aversa e dell’agro aversano - Distribuzione Gratuita

ANNO IV - N. 06 del 27 Marzo 2011

Aversa: per soddisfare le richieste di “poltrone” ci vorrebbe Aiazzone

Affidereste il nucleare a chi ha già gestito l’affaire “monnezza”? “Sfida all’Ok Corrall” tra l’architetto Nicola Golia e Antonio Di Santo Aversa Normanna: “Siamo scioccati per l’atteggiamento del Napoli” Sant’Arpino, la tensostruttura nel Parco “Rodari” si farà! il prossimo numero sarà in distribuzione domenica 10 aprile 2011


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Aversa: per soddisfare le richieste di “poltrone” ci vorrebbe Aiazzone Capasso: “L’Amministrazione Ciaramella è giunta al capolinea” Il futuro del centrosinistra aversano è ancora incerto Nicola Golia e Antonio Di Santo: “sfida all’Ok Corrall” Salvatore De Gaetano: consigliere comunale, imprenditore e cuoco Sant’Arpino, la tensostruttura nel Parco “Rodari” si farà! Strisce blu, la Prefettura rigetta alcuni ricorsi degli automobilisti Sugli schermi l’autobiografia non autorizzata del Cavaliere Un ospite indesiderato: il Punteruolo rosso delle palme Fumetti: Intervista a Pasquale Qualano della Marvel Rubrica di “tuttologia pratica”: Ditelo a Zio Sisino Aversa Normanna: “Siamo scioccati per l’atteggiamento del Napoli” Laudante è campione italiano di lancio del disco invernale

EDITORE: Associazione di promozione sociale Articolo Nove - Viale Olimpico - 81031 AVERSA (CE) BLOQ MAGAZINE - REGISTRAZIONE: Tribunale di Santa Maria Capua Vetere n. 708 del 03.07.2008 DIREZIONE - REDAZIONE - AMMINISTRAZIONE - Viale Olimpico - 81031 AVERSA (CE) tel. 339.499.88.55 - 33.88.87.27.09 - www.bloq.it “BLOQ MAGAZINE” E “PROSPETTIVE”: PROGETTO GRAFICO: Giuseppe Cristiano - TUTTI I DIRITTI RISERVATI - © STAMPA: Centro Stampa Tuccillo s.r.l. - ROMA - PUBBLICITA’: Associazione Articolo Nove - tel. 339.499.88.55 Marketing e Pubbliche Relazioni - tel. 338.887.27.09 - 339.499.88.55 DIRETTORE RESPONSABILE: Giuseppe CRISTIANO - redazione@bloq.it - 338.887.27.09 REDAZIONE: Gianluca Cristiano, Maria Botta, Valeria Aiello, Nicola Carobene, Umberto Cascella, Giusy Clausino, Maurizio Coda, Enzo D’Agostino, Francesco Damiano, Raffaele De Biase, Franco Della Volpe, Umberto De Santis, Giuseppe Diana, Antonio Di Grazia, Michele Docimo, Antonino Fiorino, Rocco Graniero, Pino Imperatore, Antonia Magnotta, Vincenza Marino, Gabriella Mazzoni, Gianluca Montebuglio, Katia Muscariello, Giuseppe Nappa, Giuseppe Oliva, Mirko Rambone, Nicola Rosselli, Magda Russo, Antonio Zacchia. Altre firme: Livia Fattore, Serse Cugia Toppini, Giuseppe Lauria, Simonetta Morandini, Pia Pangese, Ugo Persice Pisanti, Fabiana Del Mese. La direzione di Bloq Magazine e Bloq.it non risponde del contenuto degli articoli e delle inserzioni. Si declina ogni responsabilità per le opinioni espresse nei singoli articoli e per le inserzioni trasmesse da terzi, i quali se ne assumono ogni responsabilità di fronte alla legge. I diritti di proprietà letteraria ed artistica sono riservati. Non è consentita la riproduzione, anche se parziale, di testi, documenti e fotografie senza autorizzazione scritta dell’Associazione ARTICOLO NOVE. La collaborazione è aperta a tutti, ma in nessun caso instaura un rapporto di lavoro. Qualsivoglia tipo di collaborazione è da intendersi sempre a titolo gratuito e di puro volontariato. ANNO 4 - Numero 06 - 27 Marzo 2011

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EDITORIALE TORNA LA POLEMICA PER IL NUCLEARE. DOPO IL DISASTRO IN GIAPPONE COSA DOBBIAMO FARE?

E’ di Antonio Di Grazia

Corrispondente Bloq Magazine redazione@bloq.it

Vi rammentiamo che in edicola potete trovare “PROSPETTIVE” un’imperdibile raccolta di stampe artistiche e cartoline raffiguranti i luoghi più caratteristici della città di Aversa. Le stampe sono in vendita anche singolarmente a euro 0,50 l’una.

per molti impensabile la possibilità che l’Italia possa ritornare a produrre energia con impianti nucleari. Nonostante il malcontento del popolo italiano, accentuato dalla disgrazia che ha colpito il Giappone, alla Camera si continua a parlare di nucleare; ricordiamolo, abolito nel 1987 grazie ad un referendum. Attualmente gli stati esteri hanno miracolosamente sensibilizzato la propria coscienza e stanno ripensando di limitare l’utilizzo di centrali nucleari. Ma i popoli adesso si stanno risvegliando, e non sono disposti ad accettare semplici affermazioni o promesse come spesso si usa fare nella “splendida” e “sincera” arte della politica. Ormai tutti lo sanno, passato il pericolo e il fermento generale tutto ritornerà come prima e il pericolo sarà presto dimenticato. Mentre all’estero cominciano a sorgere dubbi, cosa sceglieranno di fare i politici italiani? Sicuramente cercheranno di appoggiare le scelte prese in considerazione dagli altri stati (tanto noi l’abbiamo già abolito il nucleare) e cercheremo di convincere gli altri stati a fare la stessa cosa. E invece lo sapete cosa pensano di fare i maestri? “Reattori nucleari di terza generazione sono quelli scelti per la politica energetica del nostro paese”! Ecco cosa annunciano i telegiornali. Alle università vengono tagliati i fondi e i ricercatori sono costretti ad abbandonare gli studi dopo anni ed anni di sacrifici per l’amore del sapere e, come infallibile rimedio, in Italia nascono nuovi esperti e scienziati, uno di questi è Stefania Prestigiacomo, ministro dell’ ambiente, tutela del territorio e dell’ambiente. L’ “esperta” si è improvvisata un infallibile tecnico nucleare dicendo: “L’impatto del nucleare sul clima sarà assolutamente positivo perché l’energia nucleare è un’ energia pulita che non ha emissione di CO2 (anidride carbonica) l’impatto sui costi sarà senz’altro vantaggioso per il nostro sistema di imprese, perché l’energia nucleare ci fa risparmiare il 20 % rispetto alle energie prodotte con gas e con petrolio.” E continua il 14 marzo 2011 dicendo: “I programmi del governo non devono essere modificati e non saranno modificati, noi andremo avanti con il nostro programma consapevoli che la nostra agenzia per la sicurezza nucleare abbia contemplato tutte le più avanzate legislazioni, dobbiamo evitare però che su una tragedia immane (terremoto in Giappone) si pensi di fare delle macabre speculazioni.” Ebbene si, per la Prestigiacomo riflettere sui pericoli immediati e durevoli nel tempo che il nucleare può comportare, in relazione alla catastrofe nipponica, siano “delle macabre speculazioni.” È come dire che la democrazia, la libertà di parola e di pensiero siano delle orrende limitazioni al sopravvento di chissà quali interessi che cercano di persuadere il popolo italiano. I politici ed i clown sono la stessa cosa, distraggono il pubblico in qualche maniera, tanto alla fine dello spettacolo sanno di essere retribuiti dallo Stato. Infatti è naturale che possano sorgere dei ragionevoli dubbi sulla questione. Come può un politico in una situazione del genere, dopo l’abrogazione del 1987 e dopo i drammatici eventi che hanno scosso l’estremo oriente, proporre il nucleare? Nessuno si azzarderebbe con così tanta sfrontatezza a portare un’idea del genere in Parlamento. C’è sicuramente ben altro. Chissà, molto probabilmente l’attuale Ministro dell’ambiente è rimasto affascinato di qualche centrale nucleare francese in perfetto accordo ed armonia con la natura circostante. Il premio nobel italiano per la fisica, Carlo Rubbia, ecco cosa ha affermato qualche tempo fa: “Il nucleare è un’attività che può essere effettuata soltanto con termini di tempo molto lunghi. Per costruire una centrale nucleare occorrono dai 5 ai 10 anni. Per far fruttare l’investimento occorre un periodo di 50 anni. Un altro problema è che il nucleare non abbassa affatto il costo dell’elettricità, perché in paesi diversi la spesa per l’uranio, che sta crescendo, e per lo smaltimento delle scorie, richiede un contributo, oltre al fatto che nelle centrali lavorano numerose persone che vengono pagate dallo Stato. Per costruire centrali nucleari occorrono ovviamente delle garanzie per le condizioni che si verranno a creare. Subentra a questo punto un grande problema che è quello delle scorie, se lo stato non riesce a risolvere il problema dell’immondizia, come può sperare di smaltire le scorie radioattive”? Letto questo non resta da aggiungere altro. Ciò che conta è che le persone siano consapevoli degli enormi rischi che si possono correre con il nucleare, ed è bene essere preparati soprattutto ora che ce n’è bisogno.

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ANNO 4 - Numero 06 - 27 Marzo 2011


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PRIMOPIANO

Per soddisfare le richieste di poltrone ci vorrebbe Aiazzone

R di Livia Fattore

Corrispondente Bloq Magazine redazione@bloq.it

Nella foto: Elia Barbato

impasto rinviato: troppe richieste di poltrone”. Questo il titolo che si legge qualche giorno fa su un quotidiano a tiratura nazionale e che ha richiamato la nostra attenzione perché sembra essere stato fatto su misura per Aversa, dove gli appetiti assessoriali sono tanti e si rischia, alla fine, come saggiamente sta tentando di fare, anche se non lo dice apertamente il sindaco Mimmo Ciaramella, di non toccare assolutamente nulla. Invece, quel titolo, ovviamente, riguardava il governo nazionale dove i vari “responsabili” che hanno salvato il premier Silvio Berlusconi ora reclamano il loro strapuntino governativo. In sedicesimi, però, nella città normanna siamo nella stessa situazione. Oramai, in vista delle oramai prossime elezioni amministrative per il rinnovo del consiglio comunale, in programma per la primavera del 2012, gli aspiranti assessori che chiedono un “posto al sole” per avere maggiore visibilità sono tantissimi, tanto che si dovrebbe parlare, almeno per gli assessori di nomina del Popolo della Libertà di un completo rinnovamento se si volessero accontentare tutti. Ma, andiamo per ordine. A reclamare poltrone assessoriali sono: Michele Galluccio, Carlo Amoroso, Mario Tozzi e, sotto sotto, anche il capogruppo consiliare Tonino De Michele. Per non parlare, poi, di Elia Barbato che, di fatto, si comporta già come se fosse il candidato a sindaco designato della coalizione di centro destra, provocando non pochi risentimenti tra i suoi stessi compagni di partito. Michele Galluccio e Carlo Amoroso affermano di aver fedelmente servito il Popolo della Libertà per nove anni, senza chiedere nulla ed ora vorrebbero fare questa nuova esperienza. Il primo, però, dimentica che il problema gli è stato creato dal suo ex compagno di partito (Alleanza Nazionale) Giampaolo Dello Vicario che, “coerentemente”, non si è dimesso dopo aver dichiarato che lo avrebbe fatto in cambio dell’ottenuta candidatura per le provinciali dello scorso anno; inoltre, sempre Galluccio ha da sempre carta bianca, più di un assessore, in tema di politiche giovanili. Carlo Amoroso, invece, sempre come racconta “radio pidiellina”, avrebbe combattuto per ottenere una poltrona in giunta per Alfonso Oliva che non era stato eletto consigliere nemmeno in Forza Italia, ma in una lista civica di centro destra. Una volta ottenuto questo posto (e il proprio distacco alla Provincia, aggiunge qualche maligno), avanzerebbe, oggi, nuove pretese. Mario Tozzi ha già calcato le scene dell’esecutivo in precedenza e c’è chi dice che il partito lo abbia accontentato anche in altre richieste, per cui, anche se è il pupillo del primo cittadino, anche per lui semaforo rosso. Elia Barbato, da parte sua, non chiede di entrare in

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giunta, ma vorrebbe la delega ai lavori pubblici, pur da semplice consigliere comunale. Ma anche qui, a parte la legittima opposizione dell’assessore Isidoro Orabona, al quale dovrebbe andare la delega, si registra una netta opposizione degli altri consiglieri “perché Elia ha già avuto la candidatura alle provinciali e la scelta del difensore civico. Inoltre, mira anche a succedere a Mimmo Ciaramella”. DA PARTE SUA LUCIANO LUCIANO DIFENDE IL PROPRIO OPERATO E RIVENDICA IL DIRITTO A PROSEGUIRE NEL PROPRIO LAVORO “Non ho mai perorato la mia posizione, né difeso a denti stretti la poltrona come qualche consigliere comunale del mio stesso partito va affermando”. Luciano Luciano, assessore all’igiene urbana, che diversi consiglieri comunali vorrebbero fuori dall’esecutivo guidato dal sindaco Mimmo Ciaramella per far posto ai rampanti Galluccio, Amoroso e Tozzi, non ci sta a passare come colui che è legato alla carica e non se ne vuole dividere. Da qui una garbata polemica con i suoi stessi amici di partito, il Pdl, ai quali ricorda che: “Sono stati i vertici del nostro partito ad evidenziare a più riprese che io sarei inamovibile per quello che ho prodotto nel mio settore ed in questo senso, visto l’opportunità che mi viene offerta, voglio evidenziare che Aversa è uno dei pochi comuni del casertano che non sta assolutamente soffrendo di alcun disagio in tema di raccolta e smaltimento rifiuti da quando è partito il servizio in gestione a terzi”. Insomma, l’assessore che è riuscito a dare un minimo di tranquillità ad Aversa in tema di raccolta rifiuti, anche se la differenziata spinta attende ancora tempi migliori, difende il suo operato e conclude: “Per quanto, poi, riguarda, l’ipotizzata delega all’igiene urbana come consigliere comunale, nel caso in cui non dovessi più ricoprire la carica di assessore, credo che da consigliere si debba fare il consigliere e c’è molto da fare per chi vuole lavorare, indipendentemente dalle velleità assessoriali. Comunque, sono a disposizione del partito”. SULL’ARGOMENTO INTERVIENE ANCHE CARLO AMOROSO CHE DISPENSA BACCHETTATE A DESTRA E A MANCA AI SUOI COLLEGHI DI PARTITO “Negli ultimi giorni quasi quotidianamente mi capita di leggere o di commentare delle problematiche relative a dei possibili cambi nell’esecutivo per dare nuova linfa a quest’ultimo scorcio di consiliatura. A tal proposito vorrei chiarire il mio personalissimo punto di vista per quello che possa valere, in quanto principalmente “ uomo di partito” e come tale pronto ad accettare qualsiasi decisione venga fuori sia dal gruppo consiliare che dal partito stesso”. Carlo Amoroso ompe gli indugi e decide di parlare apertaANNO 4 - Numero 06 - 27 Marzo 2011


PRIMOPIANO mente sulla querelle che lo vede tra quanti chiedono di entrare in giunta. Un Amoroso al vetriolo che non risparmia critiche e bacchettate tra i propri compagni di partito. “Credo –continua Amoroso- sia stato male interpretato qualche mio commento fatto al riguardo dell’assessore Dello Vicario, nei confronti del quale nutro una grandissima stima a livello personale e politico, durante qualche riunione di partito tenutasi, tra gli altri, alla presenza del sindaco e del coordinatore cittadino del mio partito, in quanto ho solamente commentato un suo impegno politico che aveva assunto in una riunione circa un anno fa e non ho certo dimenticato che nel 2007 è risultato il consigliere comunale eletto con più voti di tutti e della ottima elezione al Consiglio Provinciale. Pertanto se il partito ritiene che Dello Vicario oggi sia inamovibile per me va benissimo in quanto ha dimostrato di essere un vincente e per tale motivo soggetto politico fortemente da tutelare e sicuramente da tenere in considerazione per un dopo Ciaramella anche in considerazione dei nomi che circolano e di coloro che si stanno proponendo”. Insomma, come a dire: è vero che Dello Vicario ha promesso di dimettersi in caso di candidatura alle provinciali, ma se il partito la pensa diversamente va bene; anzi, lo vedo bene anche come candidato a sindaco per le comunali del 2012. “Sempre durante dette riunioni –continua Amoroso che vuole dare la propria versione dei fatti- si era ipotizzata la possibile uscita dall’esecutivo da parte dei nostri assessori cosiddetti “non eletti” e non mi pare che anche in tale occasione si siano avuti dei dissenzienti, senza particolare distinguo tra i destinatari e senza entrare nel merito dell’operato in quanto avrebbe potuto creare qualche imbarazzo, anche se a me non crea alcun problema evidenziare l’ottimo lavoro svolto ad oggi e lo stile del dottore Lanzetta, mentre l’Ass. Luciano fino ad ora mi risulta aver operato, quasi da consigliere delegato, esclusivamente nel settore dell’igiene urbana, creando un vuoto nelle altre deleghe a lui conferite ed impedendo di fatto che si possa arginare qualche settore critico dell’Amministrazione quale il contenzioso, anche se risulta oggi problematico operare in detto settore in quanto l’unico legale del Comune oggi riveste anche l’incarico di Dirigente e, sinceramente, ignoro cosa possa essere in grado di fare”. “Ripeto, -conclude Amoroso- sono solo un “uomo di partito” che interpellato in un certo contesto ha dato la disponibilità ad assumere un incarico nell’esecutivo qualora il partito lo ritenga e, quanto meno, alla pari di tutti coloro che hanno dato la stessa disponibilità e convinto di non farne un dramma se ciò non dovesse accadere, in quanto la cosa veramente importante è quella di cercare di dare delle risposte immediate alle immancabili richieste dei cittadini tali da onorare la fiducia riposta nel nostro partito nel 2007 e che tra qualche mese andremo a chiedere di rinnovare ai nostri elettori”. DAL GRUPPO DELLA LIBERTA’ UN INVITO AL PDL AD ABBASSARE I TONI E LAVORARE SENZA PENSARE AL RIMPASTO “Credo sia inutile dare vita all’ennesimo rimpasto a pochi mesi dalle elezioni amministrative”. E’ un giudizio lapidario quello di Nicla Virgilio, capogruppo consiliare del Gruppo della Libertà, che continua, quasi a voler seppellire del tutto le velleità assessoriali dei colleghi consiglieri comunali: “A chi può giovare? Non serve alla città né alla coalizione, ma solo a qualcuno in cerca di estrema visibilità. Chi vuole lavorare può farlo (e bene) anche da consigliere comunale. Il problema, come sempre, è un altro: evidentemente, ci sono ancora troppi problemi nel Popolo della Libertà. Non facendo parte di questo partito non so ANNO 4 - Numero 06 - 27 Marzo 2011

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quali siano, ma è evidente che ci sono”. Da questa considerazione la Virgilio passa ad un auspicio. “Come alleata spero che si metta definitivamente fine a queste fibrillazioni interne che hanno accompagnato tutta questa consiliatura non portando alcun beneficio alla città”. In precedenza la battagliera consigliera di maggioranza aveva affermato sempre sullo stesso tema: “Siamo in una fase in cui tutti sognano di fare i generali. Il problema reale è che di fronte ad una consiliatura costellata da fibrillazioni, liti interne, c’è stato chi ha cercato di lavorare nell’interesse comune. Ma i messaggi che sono pervenuti sono stati sempre gli stessi ed hanno messo in difficoltà l’intera maggioranza e lo stesso sindaco Ciaramella, assolutamente incolpevole in questa fase, da buon padre di famiglia, ha dovuto rallentare il ritmo dell’amministrazione per dare retta ai desiderata di molti, troppi colleghi consiglieri”. Un parlare chiaro quello di Virgilio che porta anche ad “esprime solidarietà al nostro sindaco che quotidianamente è costretto a sostenere pressioni che sono praticamente inutili e velleitarie”. La capogruppo del partito del vice sindaco De Chiara passa, poi, ad esaminare con più attenzione la situazione e sottolinea come non si possano creare tanti gruppi di due consiglieri e rivendicare poltrone in giunta. “Altrimenti, -afferma Virgilio- noi con tre consiglieri quanti assessori avremmo dovuto avere? E non ci si venga a dire che abbiamo avuto la nomina del dirigente. Questo tipo di rapporto è fiduciario e l’ingegnere Di Santo sta portando avanti egregiamente il proprio compito. Inoltre, voglio concludere sottolineando che davanti alla scrivania ci sono sempre consiglieri comunali e assessori di maggioranza….”. Insomma, un’analisi lucida che ricalca quanto in molti sono portati a pensare: lasciamo che tutto rimanga così e andiamo avanti in questa ultima parte di consiliatura per fare ancora qualcosa a favore della città. ANCHE L’UDC CON PRIVITERA ESPRIME PERPLESSITA’ MA AFFERMA: SE CI SONO PROBLEMI MEGLIO RISOLVERLI “Credo che ogni partito abbia diritto ad aggiustare i propri equilibri interni in ogni momento”. Il capogruppo consiliare dell’Udc Gilberto Privitera difende il diritto di ogni partito a perseguire un mantenimento degli equilibri interni. “Se c’è una crisi in seno ad un partito per mancanza di equilibri –continua Privitera- questa si riflette per forza di cose anche sulla coalizione della quale questo partito fa parte, per cui mi auguro che si ponga fine al più presto a questo stato di cose”. “Nel momento conclusivo di una consiliatura –continua l’esponente del partito di Casini- non si sarebbe proprio dovuto parlare di una vicenda di questo tipo, ma se c’è il problema meglio affrontarlo e risolverlo con il rimpasto richiesto o come il Popolo della Libertà crederà più opportuno. Fatto sta che, al momento, non si può non dare atto che esiste una vicenda che crea instabilità nell’intera coalizione, fosse solo per i comportamenti”. Ed a questo proposito, Privitera ricorda “l’atteggiamento tenuto dal capogruppo consiliare De Michele in occasione dell’ultima seduta di consiglio, quando si discuteva del piano casa. In quella occasione De Michele ha criticato apertamente il sindaco provocandone la reazione. Un episodio che ha messo in imbarazzo non solo gli esponenti del PdL, ma tutti noi facenti parte della maggioranza di centro destra”. Insomma, quale deve essere l’atteggiamento dei dirigenti locali del PdL di fronte a questo tipo di atteggiamento? “Non c’è dubbio –conclude Privitera- che il problema esiste e va affrontato, ma bisogna anche avere il coraggio di dire no se si ritiene che le richieste siano inappropriate o inopportune in questa fase della consiliatura”. Potete commentare gli articoli visitando il sito: www.bloq.it


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POLITICA

Capasso: “L’Amministrazione Ciaramella è giunta al capolinea”

S di Livia Fattore

Corrispondente Bloq Magazine redazione@bloq.it

Nella foto: Rosario Capasso

ono diversi giorni che pedissequamente si legge sui quotidiani locali, che continua inesorabilmente il tam tam della maggioranza per accaparrarsi una poltrona in giunta ( si intaglia alla perfezione il ritornello di quella famosa canzone: aggiungi un posto a tavola che c’è un amico in più). Personalmente, ritengo che l’Amministrazione targata Ciaramella è giunta al capolinea”. Rosario Capasso, capogruppo consiliare di Futuro e Libertà per l’Italia attacca quella che fu la sua maggioranza. “Non posso non costatare –continua il finiano- lo stato di quiescenza totale nel quale versa l’Amministrazione. Si litiga solo per poltrone di giunta e/o poltrone di dirigenti. Nei giorni scorsi, in via informale, siamo stati convocati (io e il consigliere Marrandino), dall’assessore all’urbanistica, persona a modo e dabbene, ma con la fissa delle zone G, chiedendoci, quale era la nostra posizione su queste stesse zone. Nel corso dell’incontro ci ha chiesto che tipo di opposizione fosse la nostra: costruttiva e/o strumentale. Come se non fossimo stati abbastanza chiari analitici ed esaustivi in Consiglio, quando abbiamo discusso la mozione sulle G. In quel Consiglio, chiedevamo di stabilire principi di ordine generale, che si ponessero regole certe tese al soddisfacimento di tutti e non dei pochi fortunati ( soliti noti) di turno. Ma ci veniva risposto picche”. Dopo aver ricordato quell’episodio, Capasso passa all’attacco: “Oggi, per converso, in camera caritatis, si vuole tracciare un perimetro di catalogazione delle zone G, per comparto e con sotto titolo. E’ di palmare evidenza la difficoltà dell’Amministrazione. Quando abbiamo chiesto il riequilibrio delle zone G, il censimento, come suggerito nella relazione illustrativa al PRG dal prof. Vittorini, ci hanno tacciato quasi come degli eretici contemporanei. Oggi invece nell’ombra, la maggioranza vuole fare quello che noi abbiamo chiesto nelle sedi istituzionalmente preposte e alla luce del sole. Non vorrei che ci fosse qualche interesse particolare, privatistico. Lungi da me pensarlo. Ma la domanda sorge spontanea, la maggioranza nel Civico Consesso boccia la mozione sulle zone G, con argomenti pretestuosi e infondati; poi, dietro le quinte ripropone quello che noi abbiamo detto. Delle due lune, o non hanno avuto il coraggio politico di approvare la nostra mozione in quanto proveniva da FLI, oppure ci sono interessi che non si comprendono. E, che non hanno ritenuto opportuno portare alla luce del sole nel Civico Consesso. Personalmente, ritengo che delle due lune l’ipote-

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si giusta è il mancato coraggio politico di questa pseudo maggioranza, che pur condividendo un argomento non ha avuto la capacità e/o la forza politica, di approvarlo solo perche tg. FLI. Sarebbe cosa buona e giusta, rimettere il mandato nelle mani dei Cittadini, anticipando la scadenza naturale del mandato”. Immediata la risposta dell’assessore all’urbanistica Giuseppe Mattiello che ha affermato: ““Sorprendono le dichiarazioni , pur garbate , del giovane consigliere comunale del Fli, che strumentalizza l’iniziativa che sto avviando di consultare e coinvolgere preventivamente le forze politiche di maggioranza e opposizione, sulla problematica delle zone G, quando fu proprio il consigliere Capasso a presentare una mozione in consiglio su questa problematica”. “Inoltre –continua l’ingegnere aversano- sia Capasso che il consigliere Marrandino hanno pubblicamente apprezzato, spero in maniera sincera, a questo punto, il nuovo modo di fare politica in occasione del Piano Casa, approvato all’unanimità in Consiglio Comunale, che ha visto il coinvolgimento di tutti , maggioranza e opposizione, sin dall’inizio”. Mattiello evidenzia, poi, come proprio in sede di assise cittadino avesse già dichiarato che “vietare non basta bisogna regolamentare , in quest’ottica, l’invito che ho rivolto ai due rappresentanti del Fli è teso a conoscere i loro intendimenti su come incentivare e garantire l’utilizzo, per servizi pubblici utili alla città, delle aree destinate a zona G, per salvaguardarle dallo strumento del Piano Casa che, per legge, va in deroga al PRG “. Insomma, si corre il rischio che, a fronte del Piano Casa e di una richiesta da privati, si rischia di non poter dire di no. Da qui la necessità di attivarsi. Ed allora ulteriori spiegazioni da parte di Mattiello: “Tutto questo, mirava e mira ancora, sempre nell’ambito di un confronto pubblico, al massimo coinvolgimento delle forze politiche, di maggioranza e di opposizione, nelle decisioni importanti che riguardano lo sviluppo. Il confronto sul tema è iniziato, e spero possa continuare, proprio con i finiani aversani perché penso di trovarmi di fronte ad interlocutori privilegiati e non accecati dall’opposizione ideologica, preventiva, a meno che non stia commettendo un errore di valutazione, dimenticandomi che più dell’ideologia può il livore personale con il quale, in politica, non si costruisce alcunché di utile, anzi viene rallentata la crescita di un territorio, se così fosse cambierò atteggiamento nel rispetto dei ruoli”. ANNO 4 - Numero 06 - 27 Marzo 2011


POLITICA

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Il futuro del centrosinistra aversano è ancora incerto

G

uardando il panorama politico locale cittadino e, in particolare, i due raggruppamenti di centrodestra e centrosinistra che, in teoria, sarebbero chiamati a rappresentarlo, sarebbe il caso di ricorrere alla famosa espressione “Se Atene piange, Sparta non ride”. Se, infatti, il centrodestra che, al momento, esprime l’amministrazione comunale, appare ingessato da maggioranze sempre mutevoli e da verificare, il tutto a seguito di contrapposizioni, spaccature et similia, il centrosinistra non sembra andare oltre quella veste di cantiere a cielo aperto che lo caratterizza per la verità da molto, troppo, tempo. Sulle difficoltà, politiche e non, del centrodestra è stato detto molto, ed in effetti si potrebbe scrivere un libro a partire dalle risalenti schermaglie tra l’ex consigliere regionale pidiellino Peppe Sagliocco e il sindaco Ciaramella, passando per la frattura con i cosiddetti dissidenti, oggi in gran parte, come Sagliocco, esponenti di Futuro e Libertà, sino, da ultimo, alla querelle che ha visto protagonisti il segretario cittadino del Pdl, nonchè vicepresidente dell’Ente Provincia, Nicola Golia e il dirigente dell’area lavori pubblici Antonio Di Santo (vicino al Gruppo della Libertà del vicesindaco De Chiara). Detto questo, qual è, invece, lo stato di salute del centrosinistra o meglio di quei partiti che per retaggio ideologico e culturale si ascriverebbero a quest’area? Come i rapporti di forza “impongono” iniziamo a considerare lo stato dell’arte del Partito Democratico aversano che, guidato ormai da quasi tre anni dal prof. Mariano D’Amore, al di là di qualche sporadica iniziativa(tarsu- differenziata – Più Europa) appare un po’ asfittico, sia sul piano della proposta che della critica, misurandosi la sua attività complessiva sull’abnegazione dei pochi soliti noti, Francesco Del Franco, Gennaro Errichiello e qualcun altro, a dispetto del numero ben più ampio di iscritti e di pseudo simpatizzanti . Tra l’altro praticamente inesistente anche la possibilità di incidere in una qualche misura nel civico consesso, essendo ivi la sua rappresentanza limitata al solo Francesco Gatto. Al partito di alternativa all’attuale governo cittadino,inoltre, pare non riescano a fare da pungolo neanche i due big locali del partito di Bersani : Stefano Graziano e Nicola Caputo, rispettivamente parlamentare e consigliere regionale. Più propositivi , impegnati sui temi più disparati: dalla sicurezza degli uffici pubblici( casa comunale, biblioteca), ai lavori pubblici in strade e parchi , alle problematiche legate alla salubrità ambientale (raccolta differenziata, risparmio energetico e da ultimo la spinosa questione sul nucleare)gli esponenti di Sinistra e Libertà che, a dispetto dell’assenza in consiglio comunale e nonostante i pochi iscritti , cercano di sfruttare al massimo tutti i canali, tradizionalmente mediatici e non, per esprimere la propria linea politica. La rappresentanza aversana di Sel potrebbe svolgere un ruolo di collante in quella che dovrebbe essere la coalizione di centrosinistra alle prossime elezioni. Per poterlo fare in maniera efficace Sinistra e Libertà dovrebbe, però , progredire sul piano del proselitismo. Ancora troppo pochi i volenterosi della sede di via Rossini, espressione in gran parte

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della vecchia componente vendoliana di di Rifondazione Comunista con l’ag- Raffaele giunta di qualche socialista liberale e De Biase riformista. Proseguendo a sinistra, ad Aversa si registra la presenza della Fe- Corrispondente derazione della Sinistra (sigla che unisce Bloq Magazine Comunisti italiani e Rifondazione Comunista) che, pur vantando riferimenti redazione@bloq.it storici illustri (pensiamo ad Angelo Maria Jacazzi) trova ancora la sua unica, per quanto limpida e forbita, cassa di risonanza in Luca de Rosa, preziosa risorsa e nel contempo, però, spia inequivocabile di un movimento che non è riuscito in maniera definita e convincente ad esprimere altro. Infine, a proposito di cantiere a cielo aperto, fisiologica, al momento, tale condizione per l’Italia dei Valori nuovo corso targata Lorenzo e Gennaro Diana. I Diana sono alle prese con la costruzione del partito ad Aversa dopo che i precedenti, pochi, esponenti locali del partito di Antonio Di Pietro hanno preso altre strade. Questo compito vedrà impegnato in prima linea soprattutto Gennaro Diana (secondo qualche maligno ancora impegnato nel processo di emancipazione dallo stato di “figlio di”) nominato commissario cittadino dal segretario provinciale Pino Crispino sino al prossimo congresso.

Disinfestazione e derattizzazione delle scuole comunali aversane

Lo scorso 18 marzo è stata effettuata la disinfestazione e derattizzazione in tutte le scuole di proprietà comunale, ovvero nelle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado. L’assessore all’ambiente Luciano Luciano, ha dichiarato: “Per consentire a tutti gli alunni, docenti e personale non docente di lavorare in un ambiente salubre, è stato predisposto questo intervento”. “Come di consueto con l’avvento della stagione primaverile – conclude l’assessore Luciano – abbiamo predisposto questi trattamenti essenziali per garantire la salubrità degli ambienti scolastici”. Un plauso all’intervento di Luciano è arrivato dal sindaco Ciaramella: “La nostra amministrazione è sempre stata, e continuerà ad esserlo, attenta al mondo della scuola ed alle problematiche ad essa legate. L’intervento di disinfestazione e di derattizzazione, quindi, non può che incontrare il mio favore e quello di tutta l’amministrazione. Vogliamo che i piccoli alunni aversani ed i docenti possano trascorrere in un ambiente sano le ore scolastiche”. Noi della Redazione di Bloq ci auguriamo anche che nonostante i tagli selvaggi della Gelmini gli alunni possano godere anche delle sedie per sedersi, degli insegnanti ben pagati, dei laboratori attrezzati, delle segreterie dotate almeno di carta per le fotocopie, di mense organizzate, di carta igienica nei bagni...

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AVERSA

Nicola Golia e Antonio Di Santo: “sfida all’Ok Corrall” Cronaca di un violentissimo litigio (solo verbale) tra il dirigente dell’area tecnica Antonio Di Santo e Nicola Golia coordinatore cittadino del PDL

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ome se non bastasse il problema rimpasto, un’altra grana piomba sul sindaco di Aversa Mimmo Ciaramella che non potrà non affrontarla al momento del suo ritorno all’attività politica dopo il riposi forzato di questi giorni causato dai problemi di di salute che lo hanno colpito: un violento, violentissimo (solo verbale) litigio tra il diJacopo rigente dell’area tecnica Antonio Di SanAversano to (già assessore di una precedente giunta guidata dallo stesso Ciaramella ed attualCorrispondente Bloq Magazine mente dirigente con incarico fiduciario) e Nicola Golia, coordinatore cittadino del redazione@bloq.it Popolo della Libertà, nonché vice presidente dell’amministrazione provinciale di Caserta. I due, incuranti della presenza di diverse persone, tra cui anche diversi consiglieri comunali di maggioranza che hanno tentato di portare, vanamente, la pace tra i due contendenti, hanno iniziato, nei corridoi della casa comunale, dapprima a discutere animatamente, poi, alzando alquanto il tono di voce, a scambiarsi epiteti irripetibili ed offensivi. La discussione si è conclusa con una sorta di minaccia da parte di Golia che avrebbe gridato all’indirizzo del tecnico – politico ( Di Santo è esponente del Gruppo della Libertà al quale fa capo anche il vicesindaco Nicola De Chiara): “Ti sei fatto la valigia. Non appena tornerà il sindaco tu te ne andrai”. Non è dato sapere i contenuti dell’animata discussione, ma pare che Golia si fosse recato presso gli uffici del comune di Aversa per conoscere lo stato di una pratica che lo interessava e che, al diniego di Di Santo di approvarla, non si sa se per motivi tecnici o meno, abbia avuto inizio una vera e propria bagarre che ha messo a rumore l’intera casa comunale. Insomma, una vera e propria dichiarazione di guerra da parte del segretario cittadino del Popolo della Libertà che va ad aggiungersi alla polemica nata tra il capogruppo consiliare del Gruppo Unico delle Autonomie Paolo Santulli e lo stesso Di Santo. Il primo aveva auspicato la nomina di un tecnico con determinati requisiti quando andrà in pensione, il 31 marzo prossimo l’attuale dirigente all’urbanistica Elio Florio. Una richiesta alla quale ha risposto piuttosto piccato Di Santo con una serie di considerazioni tra il politico e il tecnico. Da qui la replica di Santulli che ha ricordato al dirigente di essere un dipendente dell’amministrazione comunale e non un politico, a meno che non vivano in lui entrambi i ruoli in una commistione pericolosa. E, a quanto pare, all’uscita dalla casa comunale Nicola Golia ha incrociato proprio Santulli ed Potete commentare gli articoli visitando il sito: www.bloq.it

insieme avrebbero commentato l’accaduto concludendo che Di Santo non può rimanete al proprio posto. Ora la questione passa sul tavolo politico e gli addetti ai lavori, pur non volendo intervenire direttamente, sono pronti a scommettere che per la maggioranza è tempo di tempesta con la possibilità che la coalizione scoppi prima della fine naturale della consiliatura. LA VERSIONE DI DI SANTO: AVERSA HA UN PADRE PADRONE CHE SI SENTE SUPERIORE AGLI ALTRI “Vi spiego il vero, triste, misero e squallido motivo di litigio tra il sottoscritto e il coordinatore cittadino del Pdl e vicepresidente dell’amministrazione di Caserta, Nicola Golia”. Inizia così la spiegazione Di Antonio Di Santo sull’argomento e continua: “L’architetto Golia presentava al Comune di Aversa una pratica edilizia a sua firma, per conto di un cliente. Successivamente, con continue telefonate, chiedeva che gli rilasciassi quanto da lui richiesto. Spiegavo che il fascicolo con la pratica non era ancora pervenuto in ufficio per problemi momentanei e di ristrutturazione del protocollo. Spiegavo, inoltre, che non era il caso di ‘raccomandarsi’, perché, non essendoci pratiche arretrate, l’autorizzazione sarebbe stata, previa istruttoria, rilasciata velocemente. Golia telefonava al vicesindaco Nicola De Chiara, lamentandosi del sottoscritto e parlando di un mio allontanamento dall’incarico che ricopro. La sua impazienza diventava ira. La pretesa del mio allontanamento cominciava a diventare un mantra per l’architetto Golia, che informava l’intero mondo politico cittadino. Immediatamente venivano organizzate le ‘truppe giovani e forti’ per la ‘spedizione punitiva’ nei confronti di un impertinente, semplice impiegato comunale, che fa attendere il ‘padrone’ della città. Mi sfuggiva il particolare che ad Aversa esistono due categorie di cittadini: quelli ‘normali’ e l’architetto Golia. Venerdì 18 marzo partiva la spedizione: Golia si presentava

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AVERSA nel mio ufficio e, con voce ferma, profonda e perentoria, in nome del partito tutto, ordinava di esibire tutte ‘le carte dell’ufficio’, per una verifica generale del mio operato. Intimidito, guardavo i miei inquisitori e nel contempo ero abbagliato dalla sua personalità, fermezza, fierezza e determinazione. Nonostante ciò mi rifiutavo di soddisfare tale richiesta, ritenendola non solo irrituale ma strumentale e ritorsiva e, di contro, spiegavo ai presenti che il motivo di tale ‘spedizione’ fosse dovuto al fatto che non avevo espletato la pratica nei tempi voluti e stabiliti da Golia. Spiegavo, inoltre, che tale fascicolo mi era stato consegnato quella mattina stessa dall’ufficio protocollo e recava la data del 18 marzo, coincidente col ‘raid punitivo’”. “Sono mortificato e addolorato. – conclude Di Santo – L’architetto Golia non ha gradito il mio comportamento. Ora non rimane che mestamente sgomberare i cassetti, salutare i miei colleghi e andare via. Pagherò, ahimè. Sarò messo al bando. Cacciato dal ‘padrone’ per colpa e in nome del mio essere un uomo libero, e non già servo come qualcuno. Del resto si è servi nell’anima. Preferisco essere ‘disoccupato’ piuttosto che sacrificare la mia libertà e la mia dignità. La ‘disoccupazione’ è il prezzo che pagherò per il rispetto dei cittadini aversani e perché non ho avuto riguardo di un prepotente o di un partito di prepotenti”. Per Golia si tratta, invece, di una macchinazione. Non intende intervenire più di

tanto, ma nega di essere andato quella mattina in comune per affari privati e di essere stato insieme ad altri cinque consiglieri comunali del Popolo della Libertà presso Di Santo a chiedergli conto di attività amministrative in generale. Nega, inoltre, di aver intimidito Di Santo con la minaccia di fargli fare le valigie non appena il sindaco si rimetterà dalle complicazioni di salute che lo hanno colpito nei giorni scorsi. Querelle Golia-di Santo, interviene il Sindaco: «Non giustifico nessuno, deve finire subito questa inutile polemica» Sulla querelle interviene il Sindaco Ciaramella, per il tramite del suo Vice De Chiara. «Il Sindaco Ciaramella – dichiara il Vice Sindaco – che mi ha chiamato al telefono, mi ha pregato di rendere pubblica questa sua dichiarazione: «Non mi è piaciuto che tutto questo sia capitato durante un delicato momento delle mie condizioni di salute, cosa che mi costringe – per ordine dei medici – a stare ancora lontano dalla Casa Comunale. Non giustifico nessuno. Il Dirigente non doveva assolutamente entrare in polemica con i politici. Avrebbe dovuto aspettare il mio ritorno per far valere le sue ragioni. I politici, a maggior ragione, se pensavano di dover avere dei chiarimenti dal Dirigente, dovevano aspettare il mio ritorno. Invito, perciò, tutti a sospendere questa inutile e sterile polemica, nella certezza che nelle sedi competenti ci sarà tempo e modo per chiarire tutta la vicenda.

Liberalizzazione delle aperture per i distributori di carburante

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iberalizzazione delle aperture per i distributori di carburante ad Aversa. La decisione è stata presa dall’assessore alle attività produttive Alfonso Oliva dopo aver ascoltato le ragioni dei 14 titolari delle stazioni di servizio cittadine unitamente ai sindacati provinciali di categoria. Dopo aver sottolineato che era la prima volta in assoluto che i “benzinai” fossero ricevuti dall’amministrazione comunale, i rappresentanti di categoria hanno posto sul tavolo la problematica relativa agli orari di apertura chiedendo una liberalizzazione. Da parte sua l’assessore Oliva, dopo aver evidenziato che l’incontro gli è stato sollecitato dal sindaco Ciaramella e da numerosi cittadini che si lamentavano per i vuoti di apertura in alcuni casi, come il famigerato pomeriggio del mercoledì, si è detto pronto a rivedere gli orari di apertura. Al termine dell’incontro è stato concordato che si procederà, in accordo con le associazioni sindacali di categoria a livello provinciale, a rivedere gli orari di apertura. Ci sarà, di conseguenza, un liberalizzazione sull’orario di apertura, mercoledì pomeriggio compreso. Solo la domenica ci sarà una turnazione per assicurare almeno un giorno di riposo settimanale. A questo proposito, chi sarà aperto di domenica potrà, se vuole, aprire anche il lunedì, al contrario ANNO 4 - Numero 06 - 27 Marzo 2011

di quanto avviene ora. Sulla scia degli altri esercizi commerciali, poi, i distributori di carburante potranno essere aperti, con sospensione dei turni di chiusura, nel periodo delle festività natalizie. “Nei prossimi giorni –ha assicurato Oliva a conclusione dell’incontro- mi farò portavoce presso il dirigente del settore, l’avvocato Nerone, affinchè al più presto si abbia una decisione dell’amministrazione in questo senso”.  

di Livia Fattore Corrispondente Bloq Magazine redazione@bloq.it

Ciaramella dimesso dal ‘Moscati “Grazie a tutti per l’affetto. Ora devo riposare” “Vi ringrazio tutti per l’affetto che mi avete manifestato in un momento difficile della mia vita. Ora, però, per ordine dei medici curanti, anche perché non ho risolto del tutto i miei problemi, ho bisogno di riposo e di cautelarmi da ogni stress per cui vi chiedo con umiltà di non contattarmi se non tramite sms evitando anche di recarvi a farmi visita”. Queste le parole del Sindaco di Aversa, Domenico Ciaramella, dimesso questa mattina dall’ospedale ‘Moscati’ di Aversa dopo essere stato ricoverato per un’aritmia in seguito alla quale è stato sottoposto ad un duplice intervento di angioplastica coronaria. Le condizioni di salute di Ciaramella sono buone, ma ha bisogno di assoluto riposo per superare definitivamente questo momento. La convalescenza del primo cittadino deve essere segnata da riposo e tranquillità, come sottolineato dai medici che in questi giorni lo hanno assistito. Agli auguri ci associamo anche noi della redazione e tutti i nostri lettori. Potete commentare gli articoli visitando il sito: www.bloq.it


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AVERSA

Aversa ha festeggiato il 150° anniversario dell’Unità d’Italia

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nche ad Aversa si sono svolte numerose manifestazioni per festeggiare il 150° anniversario dall’Unità d’Italia”. A farne il riepilogo è il consigliere comunale Michele Galluccio, che continua: “Martedì scorso, vigilia della festa nazionale, il II Circolo didattico ha celebrato l’anniversario dell’Unità nazionale con una manifestazione nel a cura corso della quale i piccoli alunni hanno letto la storia del della nostro Paese e del tricolore. La manifestazione, che ha ottenuto il patrocinio dell’Amministrazione Comunale, è Redazione stata aperta dall’Inno di Mameli”. Un’altra manifestazioBloq Magazine ne patrocinata dall’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Domenico Ciaramella e quella organizzata redazione@bloq.it dal Consorzio ‘Aversa Città’, guidato da Franco Candia, che si è tenuta lo scorso 17 marzo in piazza Municipio. Iniziata con un brindisi tricolore a base dello ‘Jommellino’ un cocktail a base di vino asprinio di Aversa e mela annurca, è diventato il cocktail ufficiale celebrativo dei 150 anni dell’Unità d’Italia. “Ringrazio tutti i cittadini aversani – ha detto il Sindaco Ciaramella- che nei giorni che celebrano il 150° anniversario dell’Unità d’Italia hanno esposto dalle finestre e balconi delle proprie abitazioni il tricolore: il simbolo della nostra Nazione che deve unirci in un comune senso di appartenenza, non solo quando la nazionale di calcio italiana gioca le partite importanti, ma soprattutto in queste occasioni”.

Capasso: sono necessarie misure urgenti in favore del commercio

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isure urgenti in favore del commercio. A richiederle non sono i soliti noti rappresentanti di categoria che da tempo si battono per non far morire definitivamente il comparto del terziario, ma il capogruppo consiliare di Futuro e Libertà Rosario Capasso che se ne è fatto portavoce un’interrogazione rivolta direttamendi teattraverso al primo cittadino. Capasso ricorda “che ad Giuseppe Aversa, purtroppo, il commercio è (quasi) morLauria to; in modo particolare in via Seggio. Ogni giorno, si assiste ad una moria di serrande (negozi), Corrispondente che si abbassano per non riaprirsi più. Anni adBloq Magazine dietro, eravamo, commercialmente parlando, la pietra miliare di tutto l’agro Aversano. Oggi, redazione@bloq.it per converso il cd. Seggio, P.tta Lucarelli, scendendo fin giù a piazza Marconi, sono strade desolate e (spesso) buie”. Da queste considerazioni si passa, poi, a tracciare un quadro reale e desolante, quasi una scenetta disegnata con tratti sobri: “I pochi commercianti rimasti, purtroppo, fanno bella mostra di sè sostando fuori dai rispettivi negozi. Aspettando, che la fortuna li assista e che qualche cliente volenteroso dopo aver faticato a trovare un posto dove parcheggiare la propria autovettura Potete commentare gli articoli visitando il sito: www.bloq.it

si rechi da loro”. “Ebbene, -continua Capasso- questa Amministrazione, non può non intervenire a tutela dei commercianti storici di Aversa. Sarebbe di primaria importanza dare un apporto, anche semplicemente invertendo il senso di marcia attuale, riportandolo come era anni addietro. Ovverosia, facendo risalire le autovetture da piazza Mercato, proseguendo per via Seggio, fin su via Roma. Allo stesso modo, obbligando le autovetture che arrivano all’incrocio di P.tta Lucarelli con via Seggio a farle salire per via Roma. Infine, bisognerebbe invertire il senso di marcia del vicoletto Sant’Andrea. Solo così, incentivando la densità veicolare su queste arterie possiamo contribuire ad agevolare il Commercio in via Seggio”. Da qui le richieste specifiche: “Pertanto, chiedo in primis a questa Amministrazione di invertire il senso di marcia su queste arterie; in subordine, di far conoscere quali sono gli interventi previsti per migliorare lo stato di abbandono nel quale versa il commercio a via Seggio. Non va sottaciuto che il commercio Aversano (comunque) sostiene centinaia, anzi oggi, purtroppo, decine di famiglie locali. E, se continua di questo passo, nel breve medio termine, non ce ne saranno più di questi ultimi coraggiosi commercianti. Per riattivare queste strade dobbiamo far confluire quante più persone e/o auto possibili. Non possiamo esimerci dal prendere iniziative efficienti ed efficaci a sostegno del commercio locale”. ANNO 4 - Numero 06 - 27 Marzo 2011


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Quando sarà nuovamente aperta alla circolazione via Giotto?

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ia Giotto è chiusa al traffico da oltre un mese: questa cosa sta creando notevoli disagi ai residenti sia del Parco Argo che del Parco Coppola. Le buone intenzioni di ripristinare l’impianto fognario ed in particolare la decisione di realizzare un marciapiedi ha portato un po’ tutti… all’inferno, perché il ritardo con cui procedono i lavori arreca non poche difficoltà al già congestionato traffico della zona sud di Aversa. Né ha prodotto grandi benefici la soluzione di aprire al doppio senso di marcia i tratti di via Michelangelo e Via Salvo D’acquisto dal momento che entrambe le strade sono occupate dalle famigerate “strisce blu”, che di fatto limitano le carreggiate e sono causa di ingorghi per le auto che vi transitano. Ma l’aspetto più preoccupante della strana vicenda di via Giotto, è che si è scoperto che il palazzo ad angolo tra via Giotto e via Caravaggio, dove sono in corso i lavori di ristrutturazione, ha una vecchia caldaia di un impianto di riscaldamento a gasolio dismesso, che è interessata da una pericolosa

presenza di amianto! Poiché questo stato di fatto è possibile causa di danno per la salute sia degli abitanti dello stabile che dei residenti in zona, sarebbe quanto mai opportuno ed urgente che il Comune intimasse ai comproprietari di quel palazzo di smantellare a vista quell’impianto. Come si sa la zona è interessata, oltre che ad una rilevante densità di abitanti residenti in loco anche dalla presenza di migliaglia di frequentatori che ogni giorno affollano i tanti uffici e patronati presenti in quei paraggi, senza contare gli uffici professionali, bar e ristoranti e non lontana anche una scuola. Insomma siamo in presenza di un pericolo che tocca la pubblica e privata incolumità anche perché il casotto, dove è sistemata quella caldaia, è una struttura appoggiata al palazzo, che a seguito dei lavori di ristrutturazione fognaria e stradale, presenta vistose crepe e scostamenti dalle mura maestre dello stabile, per cui non è escluso anche un pericolo di crollo. Giuseppe Esposito

Riceviamo e pubblichiamo

Il G.A.S. di Aversa organizza un corso di “agricoltura sinergica”

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Associazione Gruppo Acquisti solidali, (GAS) denominata “ La tavola rotonda” di Aversa da lezione di agricoltura sinergica a San Potito Sannitico (CE) c/o l’azienda agrituristica “ San Cassiano”. Il corso è iniziato il giorno 26 febbraio e proseguirà nelle prossime settimane. Il primo corso di agricoltura sinergica è stato curato dal presidente Nicola Ciccarelli. Alla prima lezione hanno partecipato una decina di aspiranti allievi, i quali hanno realizzato a scopo didattico un orto secondo il metodo dell’agricoltrice spagnola Emilia Hazelip. Questo metodo si basa sul principio di crescita dei boschi naturali dove esiste una perfetta simbiosi tra piante, suolo e microorganismi e non necessita di interventi esterni per rigenerarsi. L’Agricoltura Sinergica si propone di produrre condizioni simili a queste rispettando il suolo e le innumerevoli forme di vita che in esso pullulano sapendo che è proprio la Sinergia tra questi instancabili operatori e le variegate specie di vegetali seminate che consentono la crescita di un orto sano, forte e qualitativamente valido. I prodotti ottenuti con questa pratica hanno una ANNO 4 - Numero 06 - 27 Marzo 2011

diversa qualità, un diverso sapore, una a cura diversa energia e una maggiore resi- della stenza agli agenti che portano malattie. Redazione Attraverso questo modo di coltivare viene restituito alla terra, in termini Bloq Magazine energetici, più di quanto si prende, promuovendo i meccanismi di autofertili- redazione@bloq.it tà del suolo e facendo dell’agricoltura un’attività umana sostenibile e soprattutto salutare. L’iniziativa è stata concordata con il Sindaco Dr. Angelo Conte, persona lungimirante ed artefice di altre iniziative inconsuete, per un piccolo Comune come San Potito Sannitico e consapevole che il futuro stia in una evoluzione coerente con gli equilibri dettati dalla natura. L’Associazione ha in programma di realizzare altri orti e di curarne il governo, possibilmente in Aversa e nell’Agro Aversano od anche in altri comuni disponibili. Per eventuali informazioni gli interessati possono contattare il sito web: www.latavolarotondagas.org o telefonare al seguente numero 331-970.69.83 Potete commentare gli articoli visitando il sito: www.bloq.it


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POLITICA

Le “prese di posizione” e le polemiche del dopo “Piano casa“

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ggi il Consiglio Comunale di Aversa (maggioranza e opposizione) ha dimostrato che di fronte a problematiche che riguardano gli interessi comuni della nostra città, non esistono posizioni dogmatiche ideologiche”. Un visibilmente soddisfatto Giuseppe Mattiello, assessore all’urbanistica, a caldo ha salutato l’approvazione di all’unanimità del civico consesso, conclusosi con un Nicola applauso finale bipartisan, della normativa a livello comunale nell’ambito del Piano casa regionale. Così Rosselli come da copione, il consiglio normanno ha escluso da qualsiasi iniziativa edilizia il centro storico cittadino, Corrispondente mentre ha demandato al consiglio comunale qualsiasi Bloq Magazine trasformazione urbanistica, aree dismesse comprese (ed in queste ricade l’area ex Texas). Unico apporto redazione@bloq.it nuovo l’emendamento presentato dal presidente della commissione consiliare urbanistica Giuseppe Stabile che ha previsto il passaggio in consiglio comunale delle trasformazioni urbanistiche e non anche nell’esecutivo. La mozione era stata avversata dai consiglieri pidiellini Elia Barbato e Tonino De Michele, ma, alla fine, un intervento del sindaco Mimmo Ciaramella ha messo tutti d’accordo, anche se con uno strascico polemico. “Il voto unanime di tutto il civico consesso –ha continuato Mattiello- è una dimostrazione del buono “ stato di salute “ della politica aversana ( sia della maggioranza che dell’opposizione ) che è in grado di deliberare , decisioni importanti , con autorevolezza e credibilità in un momento storico in cui nel resto del territorio Casertano, i rappresentanti della politica democraticamente eletti, hanno abdicato anticipatamente vedi S.Maria C.V. e Caserta. Questo da un lato ci rende orgogliosi dall’altro ci responsabilizza sia per le decisioni future che debbono continuare ad essere partecipate , sia per il ruolo di riferimento che abbiamo, come città, in questo momento di “vuoto politico” nell’ambito del territorio casertano”. Nella foto PER CIARAMELLA SI E’ TRATTATO DI UN RISULTAGiuseppe TO STORICO E SI SPRECA IN RINGRAZIAMENTI A Mattiello DESTRA E MANCA Di risultato storico ha parlato il sindaco Ciaramella che ha aggiunto: “L’opposizione ha capito la bontà della nostra proposta e l’ha sposata grazie anche ad un emendamento del presidente della commissione urbanistica Giuseppe Stabile. A lui, all’intero consiglio comunale, al dirigente, architetto Antonio Di Santo, al segretario generale Anna Di Ronza, all’assessore all’urbanistica Giuseppe Mattiello ed al precedente delegato Fiore Palmieri, va il mio più sentito ringraziamento per il delicato lavoro svolto affinché raggiungessimo questo importante obiettivo. Mai prima di oggi avevamo raggiunto, su temi così importanti e delicati, quale l’urbanistica, il consenso unanime di tutte le forze politiche rappresentante nel civico consesso”. E continua il Sindaco: Potete commentare gli articoli visitando il sito: www.bloq.it

“Sono davvero felice perché l’unanimità di consensi riconosce il lavoro svolto, la bontà della nostra proposta e rappresenta la risposta più evidente a chi temeva eventuali speculazioni sul nostro territorio. Ancora una volta non abbiamo consesso a nessuno di mettere le mani sulla città”. A margine dei lavori il consigliere pidiellino Michele Galluccio, che a febbraio del 2009 aveva votato in maniera difforme dalla maggioranza del civico consesso, concordando, di fatto, su una decisione molto simile a quella attuale, ha dichiarato: “Io e gli altri consiglieri che l’altra volta hanno votato contro la maggioranza del consiglio, ma in linea con quanto deciso nell’allora commissione urbanistica, perché, di fatto, oggi sono stati gli altri a rivedere le proprie posizioni, correggendo l’errore dell’altra volta. Dovremmo ringraziare la Regione Campania che ci ha consentito di porre rimedio al precedente errore”. MA NON SONO TUTTI D’ACCORDO SUL RISULTATO POSITIVO, PER DE MICHELE (PDL) C’E’ IL RISCHIO CONCRETO DI ILLEGITTIMITA’ DELLA DECISIONE VOTATA ALL’UNANIMITA’ DAL CONSIGLIO “Sei un gattopardo!”. Questa la frase – accusa che il capogruppo consiliare del Popolo della Libertà Tonino De Michele aveva rivolto all’indirizzo del proprio sindaco, il pure lui pidiellino Mimmo Ciaramella, quando questi aveva affermato in consiglio comunale che doveva essere accettato l’emendamento del consigliere indipendente Giuseppe Stabile in tema di decisioni sul Piano casa, dando tutto il potere in tema di trasformazioni urbanistiche sul territorio comunale al civico consesso e non anche all’esecutivo. In sede di spiegazioni su quanto avvenuto, il medico cesano ha rincarato la dose affermando: “La mia preoccupazione non è tanto che si cambi idea in corso d’opera, ma anche la tranquillità e la certezza che quanto approvato non possa essere vanificato da qualche ricorso. Mi spiego meglio: la proposta di delibera che abbiamo portato in consiglio comunale, studiata dal dirigente Antonio Di Santo, dall’assessore Giuseppe Mattiello e dalla segretaria generale Anna Di Ronza prevedeva, dopo l’intervento del dirigente, in tema di trasformazioni urbanistiche, il passaggio nell’esecutivo e in consiglio comunale. Quest’ultimo passaggio era per dare una maggiore sicurezza che non vi fossero colpi di mano in stanze buie. Ora, la modifica apportata grazie all’emendamento di Stabile prevede il solo passaggio in consiglio comunale. Il fatto che si esclude il passaggio in giunta, previsto, invece, dalla normativa, potrebbe inficiare non solo la nostra delibera, ma anche successive decisioni del consiglio comunale che andrà a pronunziarsi sulle trasformazioni urbanistiche”. ANNO 4 - Numero 06 - 27 Marzo 2011


POLITICA Insomma, per De Michele, un proprietario che si vedrebbe rigettare dal consiglio comunale una sua richiesta di trasformazione urbanistica, potrebbe impugnare il diniego dinanzi al tribunale amministrativo regionale. “Tutta questa situazione è stata creata –ha continuato il capogruppo del partito di maggioranza relativa- solo perché qualcuno vuole fare il ruolo della prima donna. Ma credo che questa volta si sia solo fatto un danno alla collettività a fronte della mera volontà di mettersi in mostra”. Per quanto riguarda l’epiteto di “gattopardo” rivolto al primo cittadino, De Michele ha precisato che si tratta di un’affermazione spontanea a fronte di un atteggiamento non concordato e che ha visto la maggioranza spiazzata dal suo stesso sindaco. “Purtroppo, -ha concluso- pur giustificandolo per il carattere esuberante e spontaneo della persona, credo che certe decisioni e assunzioni di posizioni vadano adottate con maggiore cautela”. LA VISIONE SULL’ARGOMENTO DELL’ASSESSORE ALL’URBANISTICA GIUSEPPE MATTIELLO Sull’argomento da registrare il punto sulla situazione da parte dell’assessore all’urbanistica Giuseppe Mattiello. “ La Legge Regionale 1/2011 introduce una vera e propria liberalizzazione a tempo determinato nel settore dell’edilizia, consentendo tout court una trasformazione urbanistica senza precedenti. Tutto questo in deroga alla pianificazione comunale, dando per intero l’iniziativa alla proprietà fondiaria, lasciando le Amministrazioni Comunali, cui pure la Costituzione e le leggi conferiscono il potere di disciplinare l’uso del suolo, spettatori impotenti”. Insomma, per Mattiello, l’ente locale perde parte dei suoi poteri nel settore e l’esponente del Gua ne spiega anche i motivi: “Il perché di una liberalizzazione tanto spinta nel settore urbanistico è da cercare, da un lato nel tentativo di contrastare la crisi economica, migliorare la qualità urbana e dare risposta ai bisogni abitativi delle famiglie in condizioni di particolare disagio economico e sociale, dall’altro, probabilmente, per creare i presupposti per spendere i 2.000 milioni di Euro, entro il 2013, di fondi comunitari stanziati per la riqualificazione dell’armatura urbana regionale”. Perché, allora, escludere il centro storico? “Nella nostra città –risponde Mattiello- la prima vittima illustre della deregulation sarebbe il Piano di Recupero del Centro storico che ha il merito di aver affidato saldamente alla mano pubblica la regia del recupero nel nostro tessuto urbano di pregio storico. Inoltre, qualora liberalizzassimo senza restrizioni il Piano Casa, avremmo un incremento di nuovi carichi insediativi abitativi sul nostro territorio già sofferente e congestionato, a discapito degli standard, del verde, degli spazi e attrezzature pubbliche. E’ pur vero però che, mentre nelle altre realtà nazionali ed europee si sono adottati modelli di sviluppo di grande respiro lasciando all’iniziativa dei privati il compito di innovare e rinnovare , pur nel rispetto della salvaguardia del paesaggio,del patrimonio edilizio di pregio esistente, oltre che nel rispetto delle identità territoriali, sia culturali che sociali, nelle nostre aree i “quartieri abusivi “ hanno rappresentato la più determinante trasformazione edilizia”. Cosa fare davanti a questo panorama? “Questo ci impone di riflettere sulla opportunità di dare mere regole restrittive e lasciare un po’ più di respiro alla iniziativa privata sotto il controllo attento del Consiglio Comunale per innovare e rinnovare il nostro patrimonio edilizio con chiare regole di attuazione.Vietare non basta, occorre che la politica si assuma la responsabilità di compiere scelte, a cui devono seguire strategie d’intervento mirate all’attuazione concreta delle decisioni prese. Rispetto a simili considerazioni, per certi versi contrastanti, la riANNO 4 - Numero 06 - 27 Marzo 2011

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chiesta comune degli ordini professionali , delle istituzioni universitarie , delle associazioni e di molte forze politiche anche della opposizione, emersa nella serie di incontri avutisi nei giorni scorsi, è quella di correggere il tiro”. In che maniera tutto questo è possibile? “Restituendo all’Amministrazione Comunale il ruolo di programmazione territoriale, per mediare tra l’interesse pubblico e quello privato”, escludendo dall’applicazione del comma 5 dell’art. 7 , tutto il territorio comunale e “Consentendo, l’attuazione delle previsioni contenute negli articoli 4 e 5 su tutto il territorio comunale, fatto salvo la esclusione del Centro Storico per metterlo al sicuro da una disordinata e indiscriminata azione di intervento sull’edificato senza idonea programmazione delle infrastrutture a standard già attualmente sottodimensionate in tale area”. LA NOSTRA POSIZIONE IN UN SETTORE CHE DOVREBBE MIRARE, ORAMAI, SOLO AL RECUPERO, DICENDO NO AD ULTERIORI COSTRUZIONI L’entrata in vigore di ogni provvedimento che interessa il “ governo del territorio “ determina nei cittadini, negli operatori del settore, nei professionisti un’aspettativa che, quasi sempre, non è al livello dell’attenzione che ha determinato. La delusione ha interessato anche la cosiddetta “ legge – casa “ della Regione Campania del dicembre 2009, al punto che la nuova amministrazione regionale, alla luce della scarsa attuazione che aveva ricevuto la prima formulazione, ha ritenuto approvare, con la legge regionale n. 1 del 2011, una serie di modifiche, sperando di raggiungere gli obiettivi che l’accordo Stato – Regione, all’origine delle leggi regionali, si era posto: rimettere in moto l’economia e riqualificare il patrimonio edilizio. Anche ad Aversa la prima stesura della legge – casa ha trovato pochissima applicazione, oltre che per la complessità della norma, per la scelta dell’amministrazione comunale di escludere ogni intervento, pur consentito, sull’intero territorio comunale. Ora, in presenza della nuova formulazione ci si è posto il problema di quali interventi consentire e quali, eventualmente, escludere senza rischiare di violare diritti dei cittadini ma, contemporaneamente, tutelando il poco territorio inedificato rimasto. La metodologia utilizzata dall’Amministrazione Comunale con il coinvolgimento e la partecipazione, anche attraverso pubblici manifesti, della popolazione e degli operatori del settore alle decisioni da assumere è certamente apprezzabile. Purtroppo, al di là di decisioni spot, quello che occorre per la Città di Aversa non è un’attività occasionale attraverso norme eccezionali, ma è una scelta di politica urbana che, da sempre, non si riesce ad ottenere per il territorio comunale, poco vasto e stretto dai comuni contermini, al punto che, ormai, attesa la saturazione dell’intero territorio, non vi è niente più da programmare di sviluppo edilizio ma, al massimo, da riqualificare, anche con interventi di abbattimenti e sottrazione. Con l’approvazione del piano Territoriale Regionale e con l’adozione del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale le scelte di politica territoriale sono definite e resta ai Comuni solo la possibilità di decidere interventi a scala urbana, nei limiti delle scelte effettuate a livello gerarchicamente superiore ( Regione e Provincia ). Certamente ad Aversa non manca solo una scelta di politica urbana ma anche di politica sociale, economico - finanziaria, infrastrutturale, formativa. Insomma, mancano le scelte della Politica. D’altronde, mancando la Politica, ci si deve accontentare solo di ordinaria attività amministrativa. Il che, coi tempi che corrono, è già grasso che cola! Potete commentare gli articoli visitando il sito: www.bloq.it


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SOCIETA’

L’arresto di Giorgio Magliocca dà ragione ad Enzo Palmesano

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arresto del sindaco di Pignataro Maggiore, Giorgio Magliocca, con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e l’intera indagine della Direzione distrettuale antimafia di Napoli e della Squadra Mobile della Questura di Caserta sullo a cura scandalo dei beni confiscati alle cosche della confermano in pieno le mie inchieste giornalistiche sulla pericolosità  del comiRedazione tato d’affari politico-camorristico che tieBloq Magazine ne in pugno l’Amministrazione comunale di Pignataro Maggiore”. redazione@bloq.it Lo sottolinea, in un comunicato, il giornalista Enzo Palmesano, che esprime “soddisfazione” e ringrazia “magistrati e Polizia di Stato per l’attenzione investigativa dimostrata per il territorio di una città tristemente nota come ‘la Svizzera dei clan’”. “Il clan Lubrano-Ligato, grazie anche alle collusioni politiche, istituzionali e imprenditoriali – ha aggiunto Enzo Palmesano –,  è capace di governare non solo le attività criminali ma pure quelle apparentemente legali e ad imporre a certa stampa lo-

cale linea politica e la cacciata di giornalisti scomodi. Sono vari i casi in cui giornalisti pignataresi sono stati censurati, cacciati o messi a tacere perché avevano osato dare fastidio alla camorra o al sindaco Giorgio Magliocca e alla sua Amministrazione collusa. Invito i giornalisti colpiti a denunciare tutto alla Direzione distrettuale antimafia, senza reticenza alcuna, facendo i nomi dei cosiddetti ‘colleghi’ che si siano eventualmente prestati alla bisogna. Un’altra pagina vergognosa è quella delle organizzazioni sedicenti ‘anticamorra’ che a Pignataro Maggiore hanno spalleggiato il sindaco Giorgio Magliocca, contribuendo con le loro sigle a dare coperture alle manovre camorristico-mafiose”. Enzo Palmesano così conclude: “Per quanto mi riguarda, da giornalista investigativo, e credo per quanto riguarda più in generale il giornalismo d’inchiesta che a Pignataro Maggiore ha uno dei suoi più coraggiosi baluardi, non ci fermeremo per timore di un Magliocca qualsiasi e dei suoi sodali nella politica e nella camorra. E sono certo che prima o poi la magistratura farà chiarezza pure su quei vigliacchi che colpiscono i miei innocenti familiari, tali vigliacchi convinti (a torto) che ciò possa servire per mettere a tacere le mie inchieste giornalistiche”.

26 marzo 2011: l’ora della Terra Il WWF spegne le luci per un’ora

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arth Hour - L’ora della Terra è stata un’iniziativa globale del WWF grazie alla quale singole persone, imprese e governi hanno compiuto un’azione simbolica in favore del clima spegnendo, in contemporanea in tutto il mondo, le luci di abitazioni, uffici e monumenti simbolo. a cura Un’ora di buio, dalle 20.30 alle 21.30 del 26 Marzo della 2011, per dimostrare il proprio supporto all’azione globale per la lotta ai cambiamenti climatici. Redazione Ormai alla quarta edizione mondiale, il primo Bloq Magazine Earth Hour è avvenuto a Sydney, il 31 marzo 2007, quando oltre 2 milioni di persone e 2000 impreredazione@bloq.it se in tutta la città spensero luci e apparecchiature elettroniche per un’ora. Dai suoi inizi relativamente umili, il messaggio di Earth Hour ha letteralmente invaso il pianeta. L’obiettivo del 2011 era quello di coinvolgere mille città e un miliardo di persone in tutto il mondo. E tanti, infatti, hanno partecipato. E’ bastato spegnere le luci per un’ora. I volontari dell’associazione “WWF Agro AverPotete commentare gli articoli visitando il sito: www.bloq.it

sano-Napoli nord e Litorale Domizio” sono stati presenti con uno stand “a lume di candela” sabato 26 marzo, dalle ore 18:00, ad Aversa (via Roma), dove sono state spente per un’ora, dalle 20:30 alle 21:30, le luci che illuminano l’Arco dell’Annunziata (Porta Napoli).

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GASTRONOMIA

Salvatore De Gaetano: consigliere comunale, imprenditore e cuoco

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mprenditore e consigliere comunale, ma anche cuoco alla riscoperta delle ricchezze enogastronomiche locali. Stiamo parlando di Salvatore De Gaetano, che è stato ospite della trasmissione tv “Questo l’ho fatto io”, in programma sul canale 411 di Sky, “Gambero Rosso”. Una partecipazione che ha fatto onore ai prodotti alimentari aversani, ma anche allo stesso De Gaetano che con il suo piatto, un risotto ai carciofi arrostiti e caciocavallo di bufala, ha meritato addirittura un 9. “Noi italiani –ha dichiarato l’imprenditore- si è sempre detto parlando di calcio, siamo un popolo d’allenatori, oggi parlando di cucina mi sento di affermare che siamo diventati un popolo di cuochi, questo forse dovuto alla cassa di risonanza delle TV, degli innumerevoli libri, riviste specializzate, alle rubriche che i maggiori quotidiani dedicano al tema anche con interminabili raccolte (il ricordo d’una di queste che mi ha visto impegnato per due anni ancora mi angoscia) e che ha prodotto probabilmente, il fenomeno mediatico tra i più signficativi degli ultimi dieci anni. Di contro il gran merito di tutto ciò è senza dubbio la valorizzazione dei prodotti locali e del territorio che li promuove, con un considerevole ritorno in termini di visibilità soprattutto per quelle località che possono offrire notevoli patrimoni storici-culturali e la città di Aversa è sicuramente tra queste”. “Anche per questo motivo, -continua De Gaetanoistituzionalmente doveroso, che la mia passione per la cucina mi ha portato, attraverso la partecipazione al programma televisivo ”Questo l’ho fatto io“ di Gambero Rosso Channel, a proporre alcuni dei nostri prodotti tipici quali i carciofi arrostiti, la mozza-

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rella di bufala nella sua derivazione in caciocavallo di affumicato, il pane cotto a legna, il vino asprinio Livia quasi tutto condensato in una ricetta, che nel mio Fattore percorso di sperimentazione culinaria mi ha molto gratificato, “risotto ai carciofi arrostiti e caciocavallo Corrispondente di bufala affumicato“ valutata dallo chef Max Ma- Bloq Magazine riola e dalla conduttrice Francesca Barberini (bontà redazione@bloq.it loro) con un 9. In questa mia esperienza “televisiva“ mi sono reso conto come realmente l’attenzione posta dai media alla proposizione di ricette basate sulla valorizzazione e salvaguardia dei prodotti tipici può determinare, attraverso un sano ed intelligente turismo enogastronomico, una notevole spinta propulsiva del nostro territorio in termini di valorizzazione di tutte le sue risorse”. “Spero –ha concluRISOTTO AI CARCIOFI ARROSTITI E so- di aver dato a CACIOCAVALLO DI BUFALA AFFUMICATO tale scopo, attraverINGREDIENTI X 4 persone so la mia ricetta, un Burro 30 gr. piccolo contributo 1 cipolla e come dice un proRiso Carnaroli 320 gr. verbio cinese “man4/5 carciofi arrostiti ½ bicchiere di vino Asprinio di Aversa giare è uno dei 1,5 lt. brodo vegetale quattro scopi della 100 gr. circa di caciocavallo di bufala affumicato vita, quali siano gli ( in mancanza mozzarella di bufala sgocciolata ) altri tre nessuno lo Sale e pepe fresco q.b. ha mai saputo“, soOperazioni preliminari gnare che almeno Sfogliare i carciofi arrostiti avendo cura di tenere da parte uno di questi sia i cuori che taglieremo a pezzettini. Le foglie così separate quello di visitare vanno tagliate. Le parti basse delle foglie (che corrisponAversa, ridefinendono a quelle tenere) verranno finemente tagliate quasi polverizzate. L’altra parte va messa in un colino idoneo a dola “Città delle contenere tutte le foglie dei carciofi. Tagliare finemente il Cento Chiese e dei caciocavallo di bufala (o mozzarella di bufala avendo cura Cento Ristoranti“ è di farle perdere quanta più acqua possibile ). il mio auspicio”. Cottura

In una casseruola ampia e alta sciogliere il burro aggiungendovi la cipolla tagliata anche grossolanamente; appena questa sarà diventata trasparente provvedete con l’aiuto d’un colino a recuperare il condimento e quindi eliminare la cipolla. Versare di nuovo nella casseruola il condimento recuperato riportandolo in caloria quindi e insieme ai cuori dei carciofi tagliati a pezzettini lasciare insaporire e passare alla tostatura del riso sfumando con meno di ½ bicchiere di vino Asprinio di Aversa. Iniziare quindi la cottura filtrando il brodo vegetale ben caldo attraverso il colino dove abbiamo riposto la parte più dura delle foglie di carciofo precedentemente tagliate. A cottura quasi ultimata incorporare la restante parte dei carciofi ( la parte morbida ) ed aggiustare se necessario di sale; spegnere ed iniziare la mantecatura con il caciocavallo sminuzzato finemente, completare con pepe fresco.


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SOCIETA’

Siamo sicuri d’essere tutti “italiani”?

I di Francesco Damiano Corrispondente Bloq Magazine redazione@bloq.it

Nella foto: Borghezio, dopo aver controllato il suo estratto conto di parlamentare ITALIANO, rivolge un “simpatico” saluto a tutti i lavoratori padani... ...o no?

taliani. Noi siamo italiani. E’ italiano Roberto Benigni, il Premio Oscar Benigni. Ed è italiano anche il Premio Nobel per la letteratura Dario Fo. E’ italiano Umberto Eco, uno dei pochi scrittori al mondo a potersi fregiare di titolo come la Legion d’Onore. Ed erano italiani anche Enzo Biagi ed Indro Montanelli, diversissimi maestri di giornalismo. Loro sono italiani. Dei simboli internazionali della Buona Italia. E Dio solo sa quanto abbiamo bisogno, noi tutti, di belle facce, di belle menti a rappresentare la nostra straordinaria Nazione. Nel 150esimo anniversario della nascita della nostra Italia, è sin troppo semplice cadere nella retorica nel decantare le lodi della Patria. Il simbolismo, però, in alcuni casi aiuta a rafforzare questo sentimento di appartenenza ad una comunità. Anche i tifosi della nazionale uniti nelle piazze a festeggiare la vittoria del Mundial 2006 ne sono un esempio. E non può che esserci del sano orgoglio nel sapere che ci sono dei tuoi connazionali che si sono fatti e si fanno valere nel mondo per il loro talento nell’arte, nel cinema, nella letteratura. Orgoglio. Senso di appartenenza. Emozione per i loro trionfi che sono anche i nostri trionfi. Perché sporcare questi simboli? Perché macchiare la loro appartenenza a noi tutti? E’ disprezzo misto a disgusto quello che provo nei confronti di alcuni personaggi della nostra becera destra che, per infimi interessi di bottega, non esita a cercare (inutilmente) di sporcare i pochi simboli positivi che abbiamo. Non bastava la Lega Nord a spiegarci che ”il cadavere di Garibaldi andrebbe fucilato” (Borghezio docet). Ahinoi, la storia dell’Unità d’Italia tra poco sarà riscritta da Renzo Bossi… Il berlusconismo più gretto e volgare si è specializzato in una accusa tanto ridicola quanto idiota: Fazioso! Di parte! Cosi i maggiordomi del sultano chiamano chi esprime un parere, un’opinione invisa al Padrone. Pertanto, anche nei confronti di chi esporta nel mondo un’ immagine positiva del nostro genio, del nostro estro, del nostro talento, si scatena la foga delle offuscate menti di un Cicchitto o di un Bondi qualsiasi. Non arrivano a comprendere costoro del danno che arrecano anche e soprattutto nei confronti dei loro elettori, privati della possibilità di immedesimarsi nell’ immagine dell’Italia migliore. Che triste momento storico stiamo attraversando se, in questa Nazione, per difendere il Sultano Silvio, non ci si esime dal radere al suolo (metaforicamente, per fortuna) tutti i migliori esempi delle eccellenze italiane! L’altra sera, in uno di quei rissosi salotti della tv italica,

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c’era uno degli urlatori professionisti del berluconismo (Gasparri, of course) che è arrivato ad accusare di mafia Carlo Azeglio Ciampi. Il Presidente della Repubblica più amato, il presidente (lui si) di tutti gli italiani, accusato di aver, se pur indirettamente, aiutato i mafiosi del carcere duro con misure più leggere. Quindi, Gasparri, ventriloquo di Berlusconi, accusa Ciampi di collusione con la Mafia. E come se il lupo cattivo della favola accusasse Cappuccetto Rosso di aver mangiato la nonnina. E’ davvero come una guerra santa. Nel tentativo di instaurare la Monarchia Unica di Arcore, i cecchini dell’imperatore, coi fucili, distruggono tutti i vecchi simboli unitari: anche i più amati. Ovviamente, nei fucili di cui sopra non ci sono armi, ma l’inchiostro rosso col quale marchiare agli sguardi della plebe i cattivi, gli infedeli. Non ho dubbi che, se fossero in vita, anche personalità come Sandro Pertini, o Giovanni Falcone verrebbero accusati di faziosità. Riesco perfettamente ad immaginarmi le urla becere della Santanchè di turno contro il Presidente Partigiano comunista, o contro la Toga Rossa che cerca di scoprire i legami mafia-politica. Sì, sarebbero anche loro vittime perfette dell’accusa inventata dal Premier. Paradossalmente, proprio la morte li ha salvati dalle solite, ridicole, invettive: almeno loro ce li hanno lasciati come simboli unitari.Italiani. Siamo Italiani. Ma, a quanto pare, i membri dell’esimio Governo devono immaginarci più come ital-idioti. Eh sì, secondo loro, nel Pantheon della Nazione… altro che Benigni! Vuoi mettere il bel faccione di Barbareschi? Poi, nell’arte e letteratura altro che Dario Fo: via libera alla soave poesia delle liriche di Apicella. E per la saggistica, giù dagli scaffali “ Il Nome della Rosa”! Da domani tutti a leggere i dogmi di sua destrorsità Marcello Veneziani. E l’ultima novità? La sera a cena, con tutta la famiglia davanti alla tv, al posto del (ahinoi) defunto Biagi, quell’ esempio di pacatezza e raffinatezza che risponde al nome di Giuliano Ferrara. Che culo essere italiani nel 2011.

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ASIPS

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ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI DI CASERTA Circoscrizione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere

AZIENDA SPECIALE Camera di Commercio Caserta

CORSO DI SPECIALIZZAZIONE IN PROFESSIONI CONTABILI L'ASIPS, Azienda Speciale per l'Innovazione della Produzione e dei Servizi della Camera di Commercio di Caserta, nell’ambito delle attività volte a sostenere l’occupazione dei laureati di Terra di Lavoro, organizza, in collaborazione con il Dipartimento di Strategie Aziendali e Metodologie Quantitative della Seconda Università degli Studi di Napoli e con l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Caserta, un corso di specializzazione in professioni contabili. Il corso beneficia altresì del supporto di Campus, Ente per la formazione e la ricerca.

OBIETTIVO L’obiettivo dell’iniziativa è di offrire ai partecipanti un bagaglio di conoscenze specialistiche nell’area amministrativocontabile, coerente con le attuali esigenze delle aziende, nonché di assicurare le competenze richieste per l’esercizio della professione. DESTINATARI Il corso è destinato a coloro che risiedono nella provincia di Caserta e sono in possesso di laurea triennale e/o specialistica (o magistrale), conseguita presso una Facoltà di Economia. L’accesso al corso è riservato ai primi 20 candidati che avranno conseguito, alla prova di selezione, il punteggio più elevato. CONTENUTI Il corso, della durata di 348 ore, è articolato in 268 ore di lezioni frontali, teoriche e applicative, da svolgersi presso la sede operativa dell’Asips, e 80 ore di stage da effettuarsi presso aziende e studi professionali della provincia di Caserta. I partecipanti saranno dotati, nello svolgimento delle esercitazioni e/o simulazioni, di specifici software gestionali. Il programma completo del corso è allegato alla domanda di partecipazione. SELEZIONE La prova di selezione consisterà in un questionario e avrà luogo presso l’Asips il 12 Maggio 2011, ore 9.30. Il presente costituisce avviso di convocazione per la selezione. QUOTE DI PARTECIPAZIONE Alla domanda di partecipazione va allegata ricevuta del versamento di € 20.00, IVA inclusa, non rimborsabile, dovuto per la prova di selezione. Coloro che avranno superato la selezione dovranno effettuare un versamento di € 580.00, IVA inclusa, quale quota di partecipazione al corso. ATTESTATAZIONI Al termine del corso sarà rilasciato un attestato di idoneità ai partecipanti che avranno superato con esito favorevole la prova di verifica finale. A beneficio di coloro che dispongono di laurea triennale ed intendono proseguire gli studi iscrivendosi al corso di laurea magistrale in Economia e Management della Facoltà di Economia della Seconda Università degli Studi di Napoli, il suddetto attestato consentirà il riconoscimento di 12 crediti formativi universitari. MODALITA’ E TERMINI DI PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE Le domande di partecipazione, redatte secondo il modello disponibile presso la sede dell’Asips e sul sito internet, www.asips.it potranno essere consegnate a mano e/o inviate a mezzo raccomandata alla sede operativa ASIPS Piazza S. Anna Palazzo ERA – 81100 Caserta, a decorrere dal giorno 24/03/2011 e non oltre il termine del 28/04/2011. Per le raccomandate farà fede la data di spedizione.

Caserta, 24/03/2011

IL DIRETTORE Luigi Rao

IL PRESIDENTE Maurizio Pollini


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SOCIETA’

Convegno sulla criminalità alla SUN

L di Raffaele De Biase Corrispondente Bloq Magazine redazione@bloq.it

a lotta alla criminalità economica delle organizzazioni di stampo mafioso” è il titolo dell’interessante quanto attuale convegno che si svolgerà venerdì prossimo 1 aprile presso la Facoltà di Giurisprudenza della Seconda Università di Napoli, sita a S. Maria Capua Vetere in Palazzo Melzi. I lavori dell’importante simposio, organizzato dal Dipartimento di Scienze Giuridiche e da quello di Discipline Giuridiche Economiche Italiane Europee e Comparate della SUN, col supporto dell’associazione studentesca “Università Moderata”, prenderanno il via alle 9.30 presso l’aula Franciosi. Dopo i saluti di rito del Rettore Francesco Rossi e del Preside Lorenzo Chieffi il convegno si articolerà attraverso tre distinte sessioni. In particolare, come ci illustra il dott. Diego Del Vecchio (ndr. dottorando e componente della segreteria organizzativa) “la prima sessione sarà dedicata al tema dell’evasione, del riciclaggio e dei paradisi fiscali e vedrà sotto la moderazione del prof. Fabrizio Amatucci ( direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche) gli interventi dei professori Alessandro Santoro dell’ Università degli Studi di Milano Bicocca e Giuseppe Marino dell’ Università degli Studi di Milano. La seconda sessione riguarderà i nuovi scenari in tema di misure patrimoniali di contrasto alla cri-

minalità organizzata e gli interventi, moderati dal prof. Stefano Manacorda, vedranno come relatori la prof. Anna Maria Maugeri dell’ Università di Catania e il Dott. Giovanni Melillo della Procura della Repubblica di Napoli. Dopo un lunch break i lavori riprenderanno con la terza sessione prevista per le 14.30 e riguardante l’analisi dei costi e delle diseconomie della criminalità organizzata in Campania. Questa parte verrà moderata dal professor Giuliano Balbi, ordinario di Diritto Penale della Seconda Università di Napoli e si svilupperà attraverso gli interventi del prof. Giacomo Di Gennaro dell’Università di Napoli Federico II, del Procuratore della Repubblica di Salerno dott. Franco Roberti, del Procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere dott. Corrado Lembo, del presidente di CONFINDUSTRIA Campania dott. Giorgio Fiore, dell’amministratore del consorzio Agrorinasce Giovanni Allucci e del Prefetto di Caserta Ezio Monaco “. Un’ occasione di approfondimento dunque da non perdere quella offerta dalla facoltà sammaritana, con un convegno che pone la lente d’ingrandimento su quella che si annuncia come la sfida decisiva nella lotta alla criminalità organizzata: l’individuazione e la confisca dei patrimoni dei clan per il risanamento di un’economia al momento inquinata.

Intitolata una piazza di Carinaro a Don Giuseppe Diana Il 16 marzo, nell’ultima adunanza del Consiglio Comunale di Carinaro, c’è stata una grande lezione di democrazia “partecipativa”. Dopo l’inizio con l’Inno di Mameli ed il ricordo, con un minuto di silenzio, dell’immane tragedia del Giappone, si è passati allo svolgimento del Consiglio con la lectio del documento commemorativo dei 150 anni dell’Unità d’Italia approvato all’unanimità. Al secondo punto all’ordine del giorno c’era l’intitolazione di una piazza a Don Giuseppe Diana, in occasione del XVII anniversario del barbaro assassinio avvenuto la mattina del 19 marzo 1994 (solennità di San Giuseppe) nella Parrocchia di San Nicola a Casal di Principe. Dopo la proposta, approvata all’unanimità si è passati al momento

celebrativo vero e proprio. Il consigliere dott. Giuseppe Barbato prendendo la parola ha letto un passo del libro “Gomorra” di Roberto Saviano laddove Don Peppe si scagliava contro il malaffare e le organizzazioni malavitose che gli valsero, poi, la condanna a morte. Momenti intensi, uditorio attento, tutti ad ascoltare quelle parole scritte anni fa da Don Peppe Diana. Ancora più pregnanti se a pronunciarle era la voce di un sacerdote. La cerimonia di intitolazione avverrà il 2 aprile e la piazza scelta è quella che si trova tra l’incrocio di Via Pola con Via Redipuglia. Il consigliere Giuseppe Barbato propose di intitolare una strada a Don Giuseppe Diana durante la seduta consiliare del 23 marzo 2007.


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IDENTIKART

Le opere di Giuseppe Vaccaro sono sospese tra la realtà e la fantasia

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ome: Giuseppe Cognome:Vaccaro Nasce a Caserta il 5 novembre 1972, dove vive e opera in via Tiziano, n. 11. Diplomato all’Istituto d’arte nel 1991, frequenta molti corsi di grafica come decoratore, disegnatore di gioielli e grafico tessile. Le sue prime esposizioni risalgono al 1994 e da allora non si è più fermato. info: e-mail giusvak@live.it cellulare:347.740.24.01 La pittura pulita del Vaccaro ha subito delle metamorfosi col passare degli anni. Da qualche tempo, il suo modo nuovo di comunicare attraverso l’immediatezza e l’istintività, ha fatto si che l’essenza dei suoi colori, si siano fusi tra loro per poi emergere in cromatismi sud americani. La poetica e la sua lucidità lo identifica totalmente. Da qualche anno e approdato alla pop art, un fenomeno artistico della seconda metà del ventesimo secolo, l’arte popolare ovvero la “popular art” del Vaccaro sembra un riproposta del tutto singolare. Si resta sospesi fra la sua realtà e l’irreale fantasia creativa, la sua logica multifunzione d’interpretare il “reale” ci domina misterioso. Si è strettamente connessi tra il tangibile e l’Immaginario, nei suoi luoghi raffigurati si respira aria dominicale, dove l’età non passa nemmeno sui visi. Il pensiero diventa visibile, attraverso un refrain di Napulè, che attrae e avvolge l’esplorato e l’inesplorato, come scommessa da ammirare ancora. Perché tutto ciò che ignoriamo, rimane per sempre estraneo.

di Giuseppe Della Volpe Corrispondente Bloq Magazine redazione@bloq.it

Titolo dell’opera: Napul’è cm 60x120 Olio e acrilico su tela

BLOQ Magazine mette a disposizione di tutti gli artisti aversani e dell’agro uno spazio completamente GRATUITO per far conoscere al grande pubblico le proprie opere. Ogni quindici giorni sarà presentata la scheda di un’artista locale. A fine anno sarà organizzata una grande mostra e tutte le schede pubblicate saranno inserite in un catalogo distribuito GRATUITAMENTE alla cittadinanza. Inviate i vostri dati anagrafici, e foto delle opere e una breve biografia a: redazione@bloq.it ANNO 4 - Numero 06 - 27 Marzo 2011

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RUBRICA

L’implantologia non fa più paura

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alve, mi chiamo Giovanni ed ho 46 anni. Da anni ho perso i due molari superiori e vorrei sostituirli con l’implantologia e mi hanno detto che ho poco osso e che dovrei fare un rialzo del seno mascellare, ma ho una paura tremenda. Volevo sapere se è un intervento che si puo fare tranquillamente in ambulatorio o è necessario eseguirlo in regime ospedaliero? Quali possono essere le controindicazioni? I rischi post-operatori sono tanti?

a cura dello Studio Odontoiatrico Arlotta & Gentile sig. Giovanni, il grande rialzo di seno mascellare è un intervento che può essere tranSichel quillamente eseguito in ambulatorio odontoiatriEsperti Bloq Magazine redazione@bloq.it

co e non c’è alcun bisogno del ricovero. Come ogni tecnica chirurgica ha bisogno di esperienza per essere eseguita in totale sicurezza e senza grossi effetti collaterali. Le moderne tecniche come la chirurgia piezoelettrica e la rigenerazione ossea guidata con biomateriali e PRF (centrifugato di sangue del paziente contenente cellule staminali) ci danno la possibilità di raggiungere una percentuale di successo ormai altissima. Grazie a queste ultime tecniche oggi, inoltre, si riesce ad eseguire in una sola fase chirurgica il rialzo del seno mascellare ed il posizionamento degli impianti con l’enorme vantaggio di elimina-

Hai paura del dentista?

re una seconda seduta chirurgica ed accorciando i tempi per la protesizzazione degli impianti. Per quanto riguarda le controindicazioni sono rappresentate dall’eventuale presenza di cisti del seno mascellare, sinusiti con mancata pervietà del seno (che vanno curate prima di eseguire il rialzo), o la presenza di setti ossei che tenderebbero a rendere lo scollamento della membrana di rivestimento del seno difficoltosa con possibilità di lacerazione della stessa e conseguente sinusite. Per evitare complicanze è di fondamentale importanza l’esecuzione di una TAC dentalscan del mascellare superiore e TAC dei seni mascellari dalle quali l’odontoiatra otterrà tutte le informazioni di cui ha bisogno. I rischi post-operatori sono pressocchè nulli se l’intervento viene eseguito senza problemi e senza lacerazioni della membrana, nei primi giorni tuttavia si osserverà la formazione di un edema ed un ematoma sottocutaneo dovuti all’intervento stesso la cui entità varia da paziente a paziente e che può essere ridotta dall’utilizzo di protocolli preoperatori opportunamente prescritti dall’odontoiatra. Cordiali Saluti

Dott. Fabio SICHEL TURCO

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SOCIETA’

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Le donne: “...tra mente e cuore”

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ella tradizione dell’impegno educativo e sociale dell’Istituto Comprensivo “D. Cimarosa- IV Circolo” di Aversa si è tenuta una Tavola Rotonda dal titolo “….tra mente e cuore…”. L’iniziativa è stata promossa con l’intento di offrire agli utenti interni ed esterni un momento di riflessione critica su quella che è la condizione della donna del 2011, in un contesto di crisi nazionale ed internazionale. La dicotomia delle ragioni del cuore e della mente che vive la donna in ogni sua scelta, è stata

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“osservata” con occhi particolari: quelli a cura di un neuropsichiatra infantile, il dott. della Domenico Bove, che può descrivere Redazione con cognizione di causa, attraverso il suo particolare contatto professionale, la Bloq Magazine difficoltà dei ruoli intra ed extra familiari della donna; quelli della psicologa, redazione@bloq.it la dott.ssa Rosaria D’Alessandro, che ben conosce gli sforzi di mediazione e di conservazione dell’identità di genere a cui la donna è chiamata; quelli di una giovane docente, la prof.ssa Mapì Verona, chiamata a gestire la razionalità e il rigore della sua professione con le emozioni della sua vocazione di attrice; quelli di una professionista impegnata nel sociale, l’avv. Emilia Narciso, che del ruolo e del valore delle donne si occupa, attraverso l’Unicef, a livello mondiale; quelli del capitano dei Carabinieri Domenico Forte, che ha potuto conoscere i compromessi, frutto di una specifica subcultura, che spesso le donne sono obbligate a sottoscrivere a caro prezzo. La tavola rotonda è stata introdotta dal Dirigente Scolastico dott.ssa Cecilia Amodio, ed ha avuto come moderatrice la dott.ssa Ida Iorio, esperta giornalista sempre molto attenta alla realtà femminile. La prof.ssa Patrizia Savarese ha letto particolari brani letterari e poetici oltre ai lavori preparati dagli alunni della Secondaria di 1° grado.

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LETTERE AL DIRETTORE

A scuola non è permessa la libertà di non studiare Appare preoccupante l’invito della prof.ssa Mastrocola che ha scritto un libro dal titolo: “Togliamo il disturbo; saggio sulla libertà di non studiare”

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aro Direttore, non so se è capitato anche a te di sentir dire in giro che “ la scuola dell’obbligo, così come è, sembra aver perso la sua funzione essenziale: insegnare ”. Ancor più preoccupante appare inoltre l’invito della professoressa di Torino Paola Mastrocola che, pur essendo docente di Lettere in un Liceo Scientifico, ha scritto un libro dal titolo: di “Togliamo il disturbo; saggio sulla libertà di Pia Pangese non studiare”. Poiché si registra che nelle Istituzioni scolaCorrispondente Bloq Magazine stiche di ogni ordine e grado, ormai si fanno molte cose “ extracurriculari ” e poche “ curredazione@bloq.it riculari ”, pare che ci sia chi di tutto questo “ extra ” voglia fare a meno per rinforzare l’impegno nella didattica, che oggi sembrerebbe trascurata da altre preoccupazioni, come dire, non funzionali. Non so se sia vero che nelle scuole si fanno tante cose che non sono propriamente attinenti alla trasmissione delle conoscenze, all’arricchimento dei saperi e alla maturazione degli alunni. Tuttavia è da prendere in considerazione il dubbio, non scettico ma metodico, che rinforzare l’attività docente in senso stretto, è da considerarsi un obiettivo sensibile, perché si tratta di potenziare cultura e formazione delle giovani generazioni. Le “ speranze della patria ”, come diceva una mia Professoressa di Liceo, oggi sono sempre più costrette a misurarsi in un contesto nazionale ed in un ambito europeo dove le possibilità occupazionali richiedono competenze di elevato spessore professionale e culturale. Pertanto l’opera educativa che è strettamente legata al momento in cui si realizza, non può non avere come riferimento immediato lo scenario generale in cui si muove. Dal momento che siamo in un “ mondo che cambia ” non si può mantenere nel debito conto urgenze e opportunità, scrutando ( quelli che la Chiesa definisce ) “ i segni dei tempi ” al fine di interpretarli in maniera aderente. Di certo non è trascurabile il dato oggettivo delle grandi difficoltà in cui si dibatte l’azione educativa, costretta a svolgersi in ambienti inadatti, con scarse risorse umane e inadeguati compensi finanziari, visto che “ i tagli ” sono diventati il “ light - motive ” dell’azione ministeriale. Ma, caro Direttore, non credi che una società che non investe in cultura e formazione sia destinata ad impoverirsi irrimediabilmente? Se non si assicurano fondi sufficienti alla ricerca, è possibile immaginare un futuro di progresso ( od almeno di miglioramento ) della condizione umana e sociale della nostra società ? Più in generale, non pensi che una classe dirigente futura, formata e all’altezza del compito non sia la migliore garante delle libertà individuali e collettive e quindi della sopravvivenza della nostra democrazia ? Inoltre una autentica educazione Potete commentare gli articoli visitando il sito: www.bloq.it

e un’efficace formazione non ritieni che siano valori fondanti di un percorso educativo capace di offrire garanzie di crescita delle persone? Insomma, allo stesso modo della sanità, dei trasporti, della sicurezza sociale, della tutela dell’ambiente la scuola non può essere amministrata con criteri rigidamente ragionieristici, dove i conti devono per definizione quadrare anche a costo di non assolvere più al dovere di garantire la funzione pubblica. Se succede il contrario, lo stato non ha fallito i propri compiti fondamentali ? Dice la Mastrocola, dobbiamo liberare non solo quelli che vogliono lavorare ma anche quelli che vogliono studiare. Ma è proprio la libertà oggi, la grande sfida educativa, perché l’uomo può volgersi al bene solo nella libertà, all’interno della quale soltanto può vivere pienamente la sua dignità di persona, affrancata da ogni schiavitù e proiettata verso la soddisfazione del bisogno di significato e dell’anelito alla felicità che riguarda tutti e ciascuno. Per tale via, il compito vero di una sana educazione è quello di diffondere saperi e conoscenze che siano in grado di trasformare il cuore umano (nell’uomo sonnecchia la “ feritas beluina ” ! ), restituendogli ragioni di vita e di speranza, che non va assolutamente rubata ai giovani. Caro Direttore, se come si afferma da più parti, siamo in “ emergenza educativa ” credo che il punto cruciale del problema stia nel superamento di quella falsa idea di autonomia, che induce l’uomo a concepirsi come “ io completo in se stesso ”, laddove invece egli potrà diventare davvero “io” solo nella relazione con il “ tu ” e col il “ noi ” ! Insomma, se lo sviluppo armonico della persona individuale non può fare a meno del “ dialogo ”, perché l’uomo non può svilupparsi solo da se stesso ma ha bisogno di relazionarsi con l’altro, con gli altri, appare fondamentale che non si debba intaccare la funzione docente con tagli alla scuola, accorpamenti di classi, tempo parziale e altre limitazioni, perché si impedirebbe un corretto sviluppo proprio del discente. Solo una completa formazione potrà rendere quel giovane alunno così forte e dotato da non lasciarsi minimamente condizionare, quando sarà adulto, dalla cronaca ma, saprà vivere integralmente la sua storia, perché avrà coscienza di essere al mondo come portatore di una visione della persona che, esaltando verità e libertà, bontà e bellezza, può essere alternativa al sentire comune e non esserne sopraffatto. E chissà che così facendo, la scuola non diventi per davvero “ cucina di talenti ”, dove, grazie all’intelligente azione proprio del docente, il giovane possa prima cercare e poi trovare, facendolo emergere, il suo orientamento e sviluppare un proprio programma di vita, che lo potrà portare anche “ a due passi dal sole ” ! Intanto, caro Direttore, ricevi i miei più interessati saluti… “ extracurriculari”! ANNO 4 - Numero 06 - 27 Marzo 2011


ARTIGIANATO

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La Marlen celebra l’Unità d’Italia con una penna speciale

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ant’Arpino firma l’Italia unita. Nel giorno clou delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, l’azienda santarpinese Marlen presenta una speciale e pregiata penna nata proprio per “firmare” i grandi eventi che accompagnano l’importante ricorrenza. Da circa trent’anni, il laboratorio artigianale atellano dei fratelli Antonio e Mario Esposito è solito salutare gli appuntamenti più importanti del mondo con penne che sarebbe più giusto definire piccoli capolavori della tradizione artigianale campana. Un lungo elenco che spazia dal G8 di Genova all’incontro interreligioso di Napoli, dal 400° anniversario della nascita di Rembrandt alla celebrazione dello straordinario dipinto del Botticelli, dalla rievocazione del mito dell’antica Grecia con una singolare riproduzione di Crise ed Agamennone sulla penna arricchita anche dalla testa di Apollo realizzata dal più grande scultore greco Fidia al ricordo dell’affascinante civiltà Egizia. Una sequenza che potrebbe continuare ancora per molto e che, come si diceva innanzi, si arricchisce di un altro straordinario gioiello da scrittura che entra a far parte della collezione “Italia Unita”. “Da sempre - sottolineano Antonio e Mario Esposito, fondatori dell’azienda casertana - abbiamo caratterizzato la nostra “mission” aziendale con la esaltazione e valorizzazione di valori fondanti della storia umana e civile, celebrando fatti, even-

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ti e personaggi che con le loro gesta hanno segna- di to il progresso della civiltà nel mondo. Elpidio Dunque non potevamo non considerare un anniIorio versario, quale quello dell’Unità d’Italia, che ci tocca molto da vicino e che ha una grande valenza Corrispondente simbolica dal momento che persegue valori irri- Bloq Magazine nunciabili di identità e unità nazionale e testimoredazione@bloq.it nia l’impegno di valorizzare il territorio nazionale come espressione di realtà e peculiarità di tutte le realtà che costituiscono la nostra bella e amata Italia”. Il progetto della collezione “Italia Unita” è nato d’intesa con la Presidenza del Consiglio dei Ministri che ne ha autorizzato la produzione. “Tale progetto - precisano i fratelli Esposito - contribuirà anche all’attuazione del programma di recupero dei “Luoghi della Memoria”. I “gioielli da scrittura” della speciale collezione sono due: la penna “Risorgimento” e l’altra denominata “Italia Unita 1861”, entrambe riprodotte in edizione limitata e precisamente con 150 e 861 esemplari. La penna “Risorgimento”, di particolare pregio artistico, riproduce sul fusto un bassorilievo raffigurante l’incontro di Teano mentre sul tappo riporta la cartina della nostra penisola. “Italia Unita 1861” invece riproduce sul bordo del tappo il logo delle celebrazioni per il 150° anniversario. In entrambi i casi sono stati utilizzati materiali preziosi quali oro, bronzo e argento sapientemente associati alla resina. Potete commentare gli articoli visitando il sito: www.bloq.it


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AGRO AVERSANO

A Teverola sono in corso le prove tecniche di aggregazione Senza idee e strategie le forze politiche propongono candidati attinti da Movimenti ed Associazioni presenti sul territorio teverolese

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E’ passato un anno dall’ultima tornata elettorale. Teverola sembra vagare nell’oblio, ricorrendo il vecchio gioco del rimpasto di partito. Non avendo strategie, le diverse forze politiche spingono nella direzione del “fare apparente” proponendo, in un clima di malsana coscienza politica, l’entrata in campo di potenziali candidature attinte un po’ ovundi que, anche da Movimenti cittadini ed Associazioni Antonio presenti sul territorio. Zacchia Conseguenza a tutto ciò, come in una dinamica a circuito chiuso, del tipo, il cane che si morde la coda, Corrispondente il cosiddetto vecchio “patto per i teverolesi”, sgretoBloq Magazine latosi dal reclamo da lui stesso promosso, perde soci redazione@bloq.it e così, l’iterato processo si ripete. Alcuni cercano di

SANT’ARPINO Bando per sostegno didattico presso l’I.C.S. “V. Rocco”

La Pro Loco di Sant’Arpino sin dalla sua fondazione ha sempre posto un’attenzione particolare ai giovani. Le manifestazioni che in 26 anni di attività sono state promosse, hanno cercato in tutti i modi di offrire opportunità di crescita all’intera Comunità Santarpinese e ai cittadini – individui che la compongono. La conoscenza della storia e delle tradizioni locali è un’opportunità di sviluppo e di progresso per tutti. Da sempre invitiamo i cittadini ad unirsi a noi affinchè, insieme, possiamo intraprendere un percorso di conoscenza altamente formativo. Un invito che rivolgiamo con particolare passione ai giovani affinchè la loro vita sia caratterizzata dall’amore per il sapere e, specificamente, per le radici storiche della propria Comunità. Le identità delle Comunità locali possono essere difese e salvaguardate solo attraverso la conoscenza. Il percorso che si può avviare con e dentro la Pro Loco offre, tra l’altro, anche occasioni di crediti formativi che i giovani possono spendere nell’ambito del proprio percorso di studi. Ciò è possibile grazie anche a delle partnership che nel tempo abbiamo stretto con altre istituzioni locali e non. A tale proposito si segnala il recente accordo concluso con l’Istituto Comprensivo Vincenzo Rocco di Sant’Arpino. L’istituto santarpinese, convenzionato con le Università, infatti, offre la possibilità, a studenti e studentesse, di “Scienze della formazione primaria” e “Scienze dell’educazione”, di fare tirocinio presso la propria scuola. L’impegno consiste nell’assistenza scolastica ai bambini delle classi elementari del suddetto istituto, nelle ordinarie ore di lezioni, che vanno dalle 8:15 alle 13:15 dal lunedì al venerdì; dalle 8:15 alle 11:15 del sabato. In cambio delle prestazioni sarà rilasciato, ai partecipanti, un certificato che attesti il praticantato svolto presso la scuola.

formare nuovi partiti nei modi appena raccontati, altri aderiscono ad Associazioni già esistenti , altri ancora ne formano delle nuove. Ma la neonascita di tutte queste Organizzazioni, spesso prive di una loro genuina identità politica e soprattutto senza iniziative presenti in una propria tradizione storica, quale preciso segno di un orientamento della Potete commentare gli articoli visitando il sito: www.bloq.it

propria corrente ideologica altro non sono che dei Gruppi Misti, custodi solo di vaghi intenti, di microinteressi per i vari soggetti politici e sociali. Questo fenomeno generale di lassismo politico, la mancanza di una stimolante e quanto mai necessaria risposta alle necessità del cittadino con miglioramento dei servizi quotidiani, conduce inesorabilmente non ad un rallentamento ma bensì ad un blocco dell’evoluzione civile nel nostro contesto sociale. Ma chi manovra questo meccanismo ? Sono le famose “Eminenze grigie”. Così son oggi additati alcuni “nostri Figuri”, nonché diversi personaggi in rampante ascesa che dietro mentite spoglie, quali generosi soci di finte associazioni non lucrative, presidenti di finti comitati apartitici, o personalità con incarichi di governo dalla dubbia esistenza, organizzano o partecipano ad eventi per pubblicizzare le loro immagini. Dai profetici slogan con contenuti che richiamano a sensi di responsabilità collettiva, condizionano la psicologia delle masse puntando sulle reali necessità di beni e servizi sociali assenti, strumentalizzando tuttavia, così a proprio vantaggio, le aspettative di coloro che ad essi fiduciosi si rivolgono. Costoro, confidando nella ingenua credulità delle persone, in alcuni casi, pur risultando avversari politici, in accordo, dietro le quinte si scambiano vicendevolmente i discorsi, scritti per loro da appositi esperti, per poi leggerli, all’occorrenza, nelle rispettive Convention di partito. In tali contesti, molti uomini d’affari, giornalisti, intellettuali e professionisti, nonché gli stessi Parlamentari, quali conoscitori degli scritti di Le Bonn e di Nietzsche, fanno sfoggio delle massime di questi ultimi autori, pensando di essere unici detentori di quella cultura, per conquistare il cuore delle masse. Ma la prima qualità dell’UOMO carismatico dall’intensa vita politica, è il prestigio che man mano conquista le folle costruendolo nel tempo con azioni dopo azioni, in quanto, ciò che di buono si realizza nella vita per la propria società, riecheggia per l’eternità. Le ricchezze materiali si lasciano, la gloria te la porti addosso.... C’è una cosa che alcune persone non riescono a capire nonostante le continue lezioni inflitte dalla storia... Pare sia quasi impossibile a loro visualizzare l’abominio che ciclicamente si ripresenta sul palcoscenico del mondo Nel presente, solo pochissimi umili di cuore, sparsi sul suolo teverolese, consapevoli di essere uomini non del popolo, ma per il popolo, sanno assumersi la responsabilità dei propri gesti, di uscire a testa alta e portare i propri concittadini in un futuro migliore. ANNO 4 - Numero 06 - 27 Marzo 2011


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PAGINE ATELLANE

Sant’Arpino, la tensostruttura nel Parco “Rodari” si farà!

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pprovato il progetto esecutivo per la realizzazione di una tensostruttura in legno lamellare nel Parco Giochi “Rodari”. Una tensostruttura funzionale allo svolgimento sia di attività fisica per gli alunni della succursale del Liceo Scientifico “Fermi”, sia di attività sociali, culturali, sportive e ricreative per la cittadinanza di Sant’Arpino. Sorgerà nel Parco Giochi “Rodari”, in prossimità della centrale via De Gasperi, a pochi passi dal poliambulatorio, dall’ufficio postale, dall’ex casa comunale. Dopo il preliminare approvato qualche settimana fa, ieri la giunta santarpinese ha varato il progetto esecutivo che di fatto spiana la strada alla realizzazione in tempi brevi dell’importante opera pubblica. A darne notizia sono il sindaco Eugenio Di Santo e gli assessori Elpidio Iorio e Giuseppe Lettera, con deleghe rispettivamente ai lavori pubblici e pubblica istruzione. “La nostra Amministrazione - dichiara compiaciuto il sindaco Di Santo - non perde occasione per dare prova della sua capacità e concretezza. Abbiamo gettato le basi per attuare un altro obiettivo di grande ricaduta sociale. Tale struttura consentirà di utilizzare il Parco Giochi anche d’inverno per diverse attività socio - culturali e sportive. Rendiamo inoltre un servizio importante anche agli alunni del liceo scientifico che potranno svolgere regolarmente le loro attività di educazione fisica. La nostra operatività va incontro alle legittime aspirazioni della gente che, giustamente, reclama servizi e infrastrutture e questo obiettivo risponde ad un altro bisogna della nostra collettività”. “Abbiamo lavorato per diversi mesi - spiega l’assessore Elpidio Iorio - per approntare un progetto che fosse effettivamente in linea con l’ambiente che lo ospita, il parco giochi, e funzionale ai diversi scopi sociali, ludici, educativi, sportivi che saranno praticati nella nascente struttura. Sarà costruita in un angolo del parco, in prossimità della pista di pattinaggio, e sarà di ampie proporzioni proprio per poter ospitare tanta gente. La struttura sarà in legno lamellare, combinata con alluminio effetto legno. D’estate potrà essere scoperta mentre d’inverno sarà chiusa e opportunamente riscaldata. Una struttura che s’inserisce a pieno titolo nel nostro programma di opere pubbliche che giorno dopo giorno si arricchisce di sempre più importanti progetti di particolare rilievo sociale. Un ringraziamento doveroso al responsabile dell’ufficio lavori pubblici Vito Buonomo e all’ing. Domenico Raimo che hanno curato la progettazione dell’opera”. “La tensostruttura - commenta l’assessore Giuseppe

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Lettera - dà una risposta, tra l’altro, alle esigenze della popolazione scolastica, in particolare di quella della succursale del Liceo Scientifico “Fermi” che ospitiamo nel nostro territorio. Una testimonianza ulteriore della grande attenzione che quest’amministrazione ha riservato alle politiche scolastiche. Stiamo infatti dando in questa settore della vita amministrativa risposte non solo “ordinarie” ma anche “straordinarie”, dotando la nostra comunità di importanti infrastrutture scolastiche destinate ad innalzare il livello di qualità dell’istruzione nel nostro territorio”.

a cura della Redazione Atellana Bloq Magazine redazione@bloq.it

SANT’ARPINO Aperta al traffico la “circumvallazione esterna”: un’arteria di circa 6 km che collega il napoletano con il casertano Finalmente ha aperto i “battenti” al transito veicolare la “Circumvallazione esterna”. L’importante arteria pubblica, lunga circa 6 km, collegherà i comuni a nord di Napoli con quelli casertani, fino all’innesto con l’asse di supporto Nola - Villa Literno all’altezza dello svincolo di Succivo. La progettazione dell’opera e i lavori sono stati coordinati dal Comune di Sant’Arpino, in seguito ad un accordo di programma sottoscritto con Sant’Antimo, Cesa, Succivo e Gricignano d’Aversa. Soddisfazione per l’apertura della “circumvallazione esterna” è stata espressa dal sindaco Eugenio Di Santo e dall’assessore ai lavori pubblici Elpidio Iorio. “La grande arteria di collegamento - spiegano il sindaco Di Santo e l’assessore Iorio - i cui lavori sono stati avviati dalla precedente amministrazione, contribuirà non poco ad innalzare il livello di vivibilità nella nostra Comunità, liberando il centro di Sant’Arpino sempre più inghiottito dal caos e dall’inquinamento del traffico. Il lavoro, dunque, s’inserisce a pieno titolo in quelle azioni tese a creare una mobilità sostenibile, in grado di contribuire allo sviluppo economico, occupazionale, turistico e sociale del territorio”. “Per la realizzazione dell’opera - continuano Di Santo e Iorio - in questi ultimi anni abbiamo dovuto superare non poche difficoltà. Sono stati ad esempio attuati in variante al progetto originario una serie di interventi che hanno elevato il grado di sicurezza della strada. Inoltre, d’intesa con Succivo e la Soprintendenza per i Beni Archeologici, si è deciso di non realizzare un parcheggio in prossimità del Casale di Teverolaccio la cui attuazione avrebbe potuto compromettere irreversibilmente tracce del passato presenti nel sottosuolo. Come pure di non poca portata è stato l’iter per arrivare al traforo del ponte ferroviario che collega Sant’Antimo con Sant’Arpino. Si potrebbe proseguire per ore ma la soddisfazione di vedere finalmente aperta la strada ripaga noi amministratori, lo staff tecnico, la direzione dei lavori e le ditte di tutti i sacrifici che abbiamo dovuto patire per arrivare al grande risultato”. “Naturalmente - concludono i due amministratori - il nostro impegno non si ferma qui. Si pone un problema di gestione dell’arteria, nel senso che ciascun comune nell’ambito del proprio tratto di competenza dovrà costantemente monitorare la strada al fine elevarne la sicurezza, lo scorrimento agile e prevenendo con azioni mirate lo sversamento illecito di rifiuti di ogni genere. Infine già sono già in fase di studio avanzato, le realizzazioni di ulteriori opere di mobilità e collegamento che segneranno in positivo lo sviluppo della nostra quest’area”. Potete commentare gli articoli visitando il sito: www.bloq.it


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EDITORIA

La vigilanza comunale sull’attività urbanistica: la lottizzazione abusiva Pubblicato uno studio del Prof. Paolo Tanda che definisce le forme di reato e le relative responsabilità penali in materia urbanistica.

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n materia urbanistica l’esigenza di tutelare il territorio dalle incursioni di speculatori senza scrupoli, è stato uno dei crucci storici della Pubblica Amministrazione. L’interesse del privato ad ottimizzare gli utili è entrato molto spesso in rotta di collisione con l’interesse pubblico non solo di vedersi limitato o vanificato di fatto il potere, riconosciuto daldi la legge, di programmazione territoriale e di Giuseppe predisposizione di opere di urbanizzazione Diana primaria e secondaria ma anche di lasciare gli spazi sufficienti (standard) per insediamenti di Corrispondente uso pubblico. Purtroppo, per la gran parte dei Bloq Magazine cittadini residenti in determinati ambiti territoriali, non sempre i Comuni, anche se dotati redazione@bloq.it di programma di fabbricazione o di piano regolatore generale, hanno fatto prevalere l’interesse della collettività su quello particolare: un comportamento che ha prodotto i risultati devastanti che sono sotto gli occhi di tutti. Perciò le citta sono diventate quasi tutte ammassi di case informi, che fanno scendere la “vivibilità“ a zero ma fanno salire a mille il profitto dei lottizzatori, spesso mascherati, talvolta dichiaratamente abusivi ma quasi sempre in grande… sintonia con amministratori conniventi e dirigenti comunali, distratti e indaffarati, o, peggio, cointeressati. Questi comportamenti hanno realizzato quello che si può definire un vero è proprio “pactum sceleris”, in cui conteressenze di varia natura, specie e quantità hanno comportato, (anche perché reiterate nel tempo, qualsiasi fosse il colore politico al potere, in quanto “in essentia unitas”!), la devastazione dell’ambiente. E’ su questo complesso aspetto dell’attività urbanistico-edilizia che si esprime l’Avv. Prof. Paolo Tanda con una monografia sulla “Lottizzazione Abusiva”, inserita nel volume “Testo Unico dell’Edilizia”, edito da Giuffrè e licenziato alle stampe già nel 2008. Curato da Maria Alessandra Sandulli e con il coordinamento di Salvatore Bellomia e Mario Rosato Spasiano, il contributo è inserito all’interno del Capo Secondo sulle “sanzioni”, che fa corpo con il Titolo IV, relativo alla vigilanza sull’attività urbanistico-edilizia. Si tratta di un denso commento all’art.30 del D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380 e succ. mod. che, corroborato da un’abbondante Bibliografia, ci porta nei meandri di un’articolata previsione normativa. Essa parte da una definizione che, apprarentemente semplice (si ha lottizzazione abusiva di terreni a scopo edificatorio quando vengono iniziate opere che comportino trasformazione urbanistica o edilizia dei terreni stessi in violazione delle prescrizioni degli strumenti urbanistici vigenti o adottati, o comunque stabilite dalle leggi statali o regionali o senza la prescritta autorizzazione; …), ha dovuto trovare una verifica giuridica confermativa in sentenze della Corte Costituzionele e della Corte di Cassazione per stabilirsi che “la fattispecie criminosa realizza un reato in forma libera”, potendo essere realizzato mediante qualunque utilizzazione del Potete commentare gli articoli visitando il sito: www.bloq.it

terreno in violazione della legge o dello strumento urbanistico, finalizzata alla realizzazione di un insediamento edilizio. Passando in rassegna l’evoluzione normativa del “reato di lottizzazione abusiva”, che, già previsto dall’art.17 della legge 10/77, e inasprito dalla legge 47/85, è oggi confermato dall’art.30 del T.U. 380/01, Tanda entra nel merito della fattispece, analizzando sia “la lottizzazione abusiva negoziale” con il relativo contratto preliminare di compravendita e quella “abusiva materiale”, che il “concorso di persone nel reato”, attesa la responsabilità penale del notaio, del geometra e dei soci di una società a responsabilità limitata. Le corpose pagine curate da Tanda, ottimo avvocato penalista e brillante docente di Diritto Amministrativo in una Università di Roma, proseguono con l’analisi della lottizzazione in difformità dall’autorizzazione o con autorizzazione illeggittima, trattenendo il lettore sulla “natura e consumazione del reato”, che definisce “non di danno ma di pericolo”. Quindi troviamo un paragrafo dedicato alla lottizazione abusiva, succesiva ad atti di frazionamento o ad opere già eseguite, un altro centrato su “sanatoria e condono” ed un ultimo che riguarda la “confisca urbanistica”, in vero ….“rara avis”! Questo lavoro di Tanda è l’ulteriore conferma che in materia di insediamenti abitativi il legislatore ha voluto confermare l’inequivocabile intenzione di approntare una forma di tutela anticipata del bene giuridico oggetto dell’ipotesi criminosa: buona intenzione che però, come si dice comunemente, lastrica la via dell’inferno! Pertanto una modificazione edilizia ed urbanistica dei terreni concretizza reato non solo quando si è in presenza di un intervento sul territorio, non autorizzato preventivamente, e capace di incidere sulla definizione dell’assetto preesistente ma anche quando tale attività di trasformazione del territorio non potrebbe essere effettuato, in quanto si pone in contrasto con previsioni di “zonizazzazione” e/o di localizzazione dello strumento generale di pianificazione, che non possono essere mutate da piani urbanistici attuativi specifici. Ciò è tanto più vero se si pensa che il reato di lottizzazione abusiva non si estingue e che sanatoria o condono, anche se rilasciati con successiva autorizzazione, possono escludere soltanto la confisca: un diverso comportamento risulterebbe incompatibile con un provvedimento adottato dall’autorità amministrativa. Insomma, anche qust’ultimo “studio” di Tanda ci conferma che il territorio è un bene di primaria importanza, che va difeso non solo con l’erogazione di sanzioni amministrative ma anche con il deterrente della norma penale, dal momento che la lottizzazione abusiva è un “vulnus” portato alla pianificazione urbanistica: quest’ultima, seppur limitata dalle leggi quanto a discrezionalità dell Pubblica Amministrazione, rischia di essere vanificata dall’azione speculativa di privati senza remore, per i quali, forse, solo il timore, costituito da “reato penale” e dalla “confisca del bene”, può essere tutela e salvaguardia di una programmazione edificatoria alla quale la parte pubblica non può assolutamente rinunziare e che non deve essere ulteriormente compromessa. ANNO 4 - Numero 06 - 27 Marzo 2011


SOCIETA’

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Il futuro della Nazione dipende anche dallo sviluppo di Internet

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Italia? Un paese che appoggia sempre più la tv e meno Internet. Ogni società, qualsiasi sia l’epoca di appartenenza, è caratterizzata da una serie di disuguaglianze che si manifestano tra la popolazione. La lotta a queste disuguaglianze spesso è dipinta come il motore del cambiamento sociale, come una sfida per avvicinarsi sempre più alla tanto amata libertà e uguaglianza. Una delle principali sfide a cui oggi ogni società dovrebbe far fronte è intervenire sul cosiddetto digital divide, il divario digitale. Esso indica il divario esistente tra chi ha accesso effettivo alle  tecnologie dell’informazione  (in particolare  personal computer e internet) e chi ne è escluso, in modo parziale o totale. I motivi di esclusione dipendono dalle condizioni economiche, dal livello d’istruzione, dalle differenze di età o di sesso, dall’appartenenza a diversi gruppi etnici, dalla provenienza geografica, ma soprattutto dalla qualità delle infrastrutture. Sono sicuramente tante le iniziative a livello globale per quanto riguarda la lotta al digital divide, ma l’Italia negli ultimi anni si è distinta per una serie di decisioni che sem-

brano voler disincentivare la Rete. di L’ultima, un emendamento al decreto Umberto Milleproroghe approvato dal Senato De Santis che destina 30 milioni di euro nel 2011 per incentivare il digitale terre- Corrispondente stre. E li prende dai fondi destinati a Bloq Magazine portare la banda larga nelle zone che redazione@bloq.it ne sono prive. Insomma in un paese con qualità delle infrastrutture web abbastanza scandenti e con una percentuale di naviganti abbondantemente al di sotto della media (pari al 65%, mentre i naviganti in Italia sono meno del 50%) si dà sempre più appoggio alla tv e sempre meno a Internet. Forse perché la rete conferisce un ruolo attivo a chiunque vi abbia accesso, forse perché ha un ruolo attivo nella mobilitazione dei cittadini, forse perché la televisione è semplicemente più controllabile. Ed è evidente che chi è in grado di controllarla, diffonde le informazioni e i modelli sociali che più gli fanno comodo, contribuendo alla costruzione di una realtà sociale sempre meno pluralista e libera.

Strisce blu, la Prefettura rigetta alcuni ricorsi degli automobilisti

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a Prefettura di Caserta risponde ad alcuni ricorsi dei cittadini in materia di sosta a pagamento. E rigetta vari ricorsi del Comitato Anti Strisce Blu. Proprio a definizione di un ricorso prodotto dal Comitato, la Prefettura di Caserta ha rigettato lo stesso invocando la non regolarità della sosta sulla carreggiata e mancanza di aree a sosta libera. La Prefettura di Caserta, infatti, ha ritenuto insussistenti le motivazioni del ricorrente e condiviso le argomentazione dell’Organo accertatore, ovvero la Polizia Municipale di Aversa, guidata dal Comandante Stefano Guarino, e ha rigettato ingiungendo il pagamento del doppio della sanzione originaria, ovvero 84,50 Euro contro i 38 Euro originari. In un caso meno recente, risalente al dicembre 2010, la Prefettura di Caserta, sempre in materia di sosta a pagamento, è entrata sulla questione della sosta a favore di residenti solo in alcune zona e della sosta libera, argomento invocato da un ricorrente residente in Via Cavour. In quel caso la Prefettura ha ritenuto di “poter condividere la posizione dell’organo accertatore in ordine alla censura della illegittimità della individuazione di area di sosta a pagamento in mancanza di altra zona limitrofa di parcheggio libero”.

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La Prefettura nella stessa ordinanza ha a cura ritenuto rilevante anche un’altra con- della siderazione contenuta nelle memorie Redazione della Polizia di Aversa: gli atti istitutivi della sosta a pagamento, contestati dal Bloq Magazine ricorrente “non sono stati impugnati innanzi agli Organi competenti (ovvero il Giudice amministrativo) per cui sono assistiti da piena esecutorietà”. In questo caso l’esito per il ricorrente è stato particolarmente oneroso: 8 ricorsi rigettati per l’importo di 85 euro ciascuno. Il Presidente del Comitato ha commentato la cosa precisando che a fronte di pochi ricorsi persi quelli vinti sono molti di più e che la battaglia contro le strisce blu è ancora molto, ma molto lunga. Potete commentare gli articoli visitando il sito: www.bloq.it


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I NOSTRI ESPERTI Dott. Francesco della Volpe Medico di Medicina Generale e-mail: redazione@bloq.it

Le vulvovaginiti: di interesse non esclusivo per le donne

La vulvovaginite può colpire soggetti di qualsiasi età. Le cause più comuni sono le infezioni da germi patogeni come la Candida albicans, il Trichomonas vaginalis e un tristemente famoso parassita del pube ossia la piattola; la scarsa igiene personale; irritazioni chimiche o reazioni allergiche a spray, detergenti, indumenti o carta igienica; l’atrofia vulvare nelle donne in menopausa in relazione ai bassi livelli di estrogeni; la ritenzione di corpi estranei come tamponi o diaframmi. Nella vaginite la secrezione vaginale è comunque abbondante ma si presenta liquida, schiumosa, maleodorante e di colore verdastro se il germe chiamato in causa è il Trichomonas mentre appare densa, biancastra, simile al formaggio fresco se il germe incriminato è la Candida albicans. Le pazienti lamenteranno in ogni caso bruciore, prurito, dolori

alla minzione e nei rapporti sessuali col partner. La diagnosi si pone fa-

cilmente con l’esame microscopico dell’essudato e con una coltura della

Come affrontare le opposizioni dei figli?

dott.ssa Vincenza Marino Specialista in Psicologia Clinica e-mail: marino.vincenza@virgilio.it marinovincenza.myblog.it cell. 333.941.53.15

Salve dott.ssa,sono una mamma di un bimbo di 8 anni e le scrivo per avere dei consigli. Un anno fa io e mio marito ci siamo separati, questo evento ha rotto tutti gli equilibri con mio figlio; infatti, sto avendo molte difficoltà, non accetta nessun tipo di regole, mangia quando vuole, al mattino si alza tardi, passa ore ed ore davanti alla tv o alla playstation. A scuola le maestre si lamentano poiché distrae gli altri alunni, non segue le lezioni e non tollera che gli siano dati ordini. Gentile lettrice, le posso dire che il comportamento di suo figlio, definito in psicologia “oppositivo – provocatorio”, probabilmente, è la punta dell’iceberg del vostro vissuto familiare. Di solito, questo tipo di comportamento sottende una richiesta che spesso si coniuga con un bisogno di attenzione da parte del bimbo; inol-

secrezione vaginale. La causa della vulvovaginite determina il trattamento appropriato. A tal fine, si potranno utilizzare antibiotici orali o topici, pomate antifungine o antibatteriche, antistaminici per lenire il prurito. Impacchi freddi possono dare sollievo nelle vulviti acute, mentre in quelle croniche possono essere utili quelli caldi. Altre terapie comprendono l’esclusione di saponi essiccati o la necessità di indossare abiti leggeri per favorire la circolazione dell’aria e comunque sempre un’attenta igiene locale, soprattutto nelle persone anziane o incontinenti. Infine, se si tratta di un’infezione a trasmissione sessuale è opportuno che anche il o i partners ricevano il trattamento, anche se non presentano sintomi, al fine di evitare una reinfezione continua che può portare alla infertilità della paziente.

tre, molto probabilmente, ci sono una serie di emozioni negative (es. la rabbia, la tristezza, la frustrazione)che suo figlio non tollera e che traduce con queste condotte oppositive. Sarebbe opportuno, per alleviare la condizione di sovraccarico emotivo, che il bimbo facesse dello sport, può andar bene il calcio, così avrebbe meno tempo per stare davanti alla tv o alla playstation,

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avrebbe delle regole da rispettare e da condividere con un gruppo. E’ importante che si utilizzi una comunicazione efficace, devono essere rimproverate le azioni del bimbo e non il bimbo stesso; infatti, è più educativo dire “non mi piace che tu stia sempre davanti alla tv ”, spiegargli il perché e magari fare degli accordi rispetto ai tempi in cui può vederla, che attaccarlo dicendogli “tu sei cattivo, irrispettoso ecc…” poiché, paradossalmente, con queste etichette si sentirà più autorizzato a comportarsi male. Bisogna, invece, sollecitare il suo lato buono e complimentarsi ogni volta che ha accettato una regola motivandolo così a migliorare. Infine, è fondamentale che il padre sia presente nella vita del figlio e in classe bisognerebbe spronarlo dandogli dei ruoli di responsabilità, ad esempio, si può consigliare alle insegnanti di eleggerlo capoclasse.

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FOTOGRAFIA

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Un’esperienza impegnativa: l’arte di fotografare l’arte

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i circonda, ci assedia e spesso ci assilla. Ce la ritroviamo fra i piedi in ogni circostanza e, per confonderci e disorientarci, assume mille forme e mille nomi. Per tutti si chiama “arte” e ad oggi, dopo millenni di dibattiti e diatribe, ancora ci si chiede cosa sia, da dove parta e, marzullianamente, dove voglia arrivare. I suoi confini non sono ancora molto chiari al punto che tutt’oggi, nel terzo millennio, per intenderci cioè quello delle grandi scoperte, dei robot su Marte, degli uomini bionici, delle auto che si guidano da sole e degli “amici” di Maria de Filippi, ancora stiamo qui a cercare di comprendere se un cumulo di sterco ovvero un telo graffiato da un gatto sia semplice provocazione, arte o demenza. Tra scettici e possibilisti il dibattito resta aperto, ci appassiona ma non ci tange perché fondamentalmente qualunque risulti la conclusione potrebbe persino non cambiarci la vita!Proviamo invece a fare un passettino avanti (non nel quarto millennio, Dio ce ne scansi. Il solo pensiero di una versione futuristica di “uomini e donne” è inquietante almeno quanto la situazione mediorientale o del Maghreb) e anziché concentrarci sul fatto che un intreccio di fil di ferro a forma di palazzo sventrato da un’esplosione atomica possa efficacemente rappresentare la condizione femminile in uno stato islamico, pensiamo invece a quale possa essere il modo migliore per fotografarlo. Partendo dunque dal presupposto che per ARTE si potrà intendere davvero qualsiasi cosa che l’autore di quella “qualsiasi cosa” abbia deciso di qualificarla come tale, il problema risiede, come sempre nella fotografia, nel non banalizzarla (anche se talvolta il compito risulta decisamente arduo) o finanche esaltarla. Che si tratti del risultato di una accurata raccolta differenziata messa assieme a mò di “inno alla natura da salvare” o che ci si accosti invece ad “Amore e Psiche” l’approccio non può essere diverso. Bisogna innanzitutto cercare di capire se la scelta giusta sia quella di contestualizzare l’opera o isolarla totalmente in modo da renderla forte

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abbastanza da poter reggere da sola il di peso dell’immagine. Amore e Psiche Salvatore non ha certamente bisogno dei muri Altobelli della sala del Louvre che la ospita e né tantomeno dei cordoni di velluto che Corrispondente la imprigionano per poter emoziona- Bloq Magazine re. Scattare quindi una foto che voglia racchiudere tutto potrebbe sminuirne redazione@bloq.it clamorosamente l’impatto emotivo. Interessante potrebbe essere invece entrare nel dettaglio, nel particolare dell’abbraccio, escludendo tutto ciò che a quell’abbraccio nulla aggiunge. Una piramide invece potrebbe disorientare se fosse decontestualizzata, trascinata via a forza dal suo deserto, dalle sue pietre e da tutto ciò che le accade attorno. Occorre inoltre tutelare l’unicità del soggetto. Provare a fotografare una delle statue dei giardini della Reggia di Caserta porterebbe ad uno sterile esercizio di catalogazione di immagini “simili”. La soluzione potrebbe essere quella di integrare l’opera con componenti più famose o facilmente individuabili (ad esempio la facciata stessa della Reggia che potrebbe fungere da quinta scenica). Infine resta il rapporto tra “soggetto d’arte” e “osservatore d’arte” che il più delle volte risulta essere fondamentale per la riuscita di una foto che altrimenti risulterebbe quantomeno anonima. Nessuna Piramide, nessun Picasso, nessuna Cappella Sistina vale per un fotografo quanto l’espressione sbigottita, ammaliata, perplessa, delusa, sconvolta o affascinata di chi si trova a ad osservare certi capolavori. E’ quella, e solo quella, l’opera d’arte nel suo scatto. Potete commentare gli articoli visitando il sito: www.bloq.it


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CINEMA

Sugli schermi l’autobiografia non autorizzata del Cavaliere

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di Katia Muscariello Corrispondente Bloq Magazine redazione@bloq.it

Nei riquadri un fotogramma del film e la locandina

naspettato e silente. Ma anche polemizzato e dirompente. Sono questi gli aggettivi che, a nostro avviso, meglio descrivono il film Silvio forever – Autobiografia non autorizzata di Silvio Berlusconi, che viene proiettato nelle sale italiane dallo scorso 25 marzo 2011. Diretto da Roberto Faenza (Il caso dell’infedele Klara, I giorni dell’abbandono e Prendimi l’anima) e Filippo Macelloni e scritto dai giornalisti/scrittori Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo (già autori del best seller “La Casta”), il film ha mantenuto finora su di sé un riserbo pressoché inquietante. Nulla infatti si sapeva della messa in opera di questa pellicola che, sin dalla messa in onda del trailer, ha già creato un piccolo “caso”. Ci riferiamo alla polemica, sorta nei giorni scorsi, per la sospensione della messa in onda dello spot sulle reti Rai. Il motivo di tale sospensione risiederebbe nell’utilizzo di immagini di una vecchia intervista alla defunta madre del Premier, come si evince nella dichiarazione della Direzione Affari Legali della Rai: “Lo spot [...] è stato giudicato inopportuno dalle strutture Rai preposte, nella parte in cui riproduce una dichiarazione di una persona scomparsa, piegandone immagini e parole a fini satirici. La Direzione Affari Legali di Rai, limitatamente ai fotogrammi in questione, non ha potuto peraltro escludere rischi di azioni risarcitorie per offesa alla memoria della defunta. Nessun rilievo invece per il resto del filmato, che senza tali immagini potrà essere riproposto”. Nessuna censura e nessuna paura di proiettare materiale “scomodo”, dunque, ma semplice rispetto per i defunti e cautela legale. Forse. Ma torniamo al film. In base alle pochissime

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informazioni trapelate finora, possiamo innanzitutto affermare che non si tratta di un’opera di finzione, non c’è nessun attore ad impersonare il nostro Primo Ministro. Molto più semplicemente e argutamente, invece, Silvio Berlusconi racconterà se stesso, la propria vita, le proprie gesta e i propri pensieri. Berlusconi Forever, infatti, è un film di montaggio che, giustapponendo parte del materiale d’archivio (pressoché infinito) sul nostro Premier, ripercorre le tappe salienti della carriera, ma soprattutto della vita, di Berlusconi: dall’infanzia con mamma Rosa ai festini “hot”, dalle figuracce internazionali alle ospitate “goliardiche” nel salotto di Bruno Vespa e tanto altro ancora. Per quanto riguarda la “voce narrante” del film, sarà lo stesso Silvio, col suo timbro vocale inconfondibile, a raccontare tutto. Come? Grazie a Paolo Guzzanti che, in veste di biografo, aveva registrato ore di conversazione con Berlusconi. La prospettiva era farne un libro. Gli autori del film si sono così appropriati del sonoro e solo quando il deperimento dell’originale non consentiva alternative è stato utilizzato Neri Marcorè, desatirizzato, in veste di supplente. Non vi sono tracce, invece, dell’opposizione “politica”. Nessun D’Alema, nessun Prodi, nessun Bersani, appare nell’arco dei quasi 90 minuti del racconto filmico. Si tratta di una scelta precisa degli autori, visto che l’opposizione a Berlusconi è sempre stata evanescente e inconsistente. Il regista e gli autori hanno preferito dare più spazio ai vari Benigni, Fo e Luttazzi, ritenuti, a quanto pare, i veri oppositori politici del nostro Premier. Ancora tutto da definire, finora, il numero delle sale in cui sarà distribuito il film. La Lucky Red di Andrea Occhipinti (casa di distribuzione che, dopo Il Divo, punta ancora una volta su un film politicamente scomodo) ci sta lavorando proprio in queste ore. ANNO 4 - Numero 06 - 27 Marzo 2011


TEATRO

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Al Teatro Bellini di Napoli: “La Duchessa di Amalfi”

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a Compagnia Schegge di Mediterraneo ha presentato a Napoli la tragedia “La Duchessa di Amalfi” dell’inglese John Webster, nella traduzione e adattamento di Giuliana Manganelli, con regia di Consuelo Barilari ed attrice protagonista Mariangela D’Abbraccio. L’opera è stata sintetizzata in soli due atti, per realizzare l’intento dichiarato in programma di “allontanare totalmente un testo classico dal pericolo della noia”. E in realtà non ci si annoia per niente, dinanzi ad una vicenda la quale, più che essere – come si pretenderebbe dalla regia – “l’esotica parabola delle paure della società” dell’autore (sì, però l’esotismo cosa c’entra?...), offre un plausibile ed efficace spaccato di aspetti amorali e violenti della società rinascimentale e della bestiale e spietata sete di potere dei potenti dell’epoca. La lezione de “Il Principe” di Machiavelli e della a-moralità della politica e del potere è stabilizzata ed assimilata e Webster mette a nudo senza remore e riserve gli eccessi, talvolta spinti all’animalità, della potenza politica e nobiliare che mira a radicarsi e ad estendersi ad ogni costo, soprattutto a danno dei più deboli ed onesti. Ad evidenziare questo costante e impietoso desiderio di ascesa, lo scenografo Federico Valente ha escogitato una struttura metallica che sta tra un trabattello per l’edilizia, un trampolino e la punta estrema di una prua di nave, dotata di due scale che alludono chiaramente al pericolo costante insito nel potere: si sale agevolmente per volontà di potenza, ma il pericolo e la possibilità di una discesa subitanea e rovinosa restano sempre presenti ed incombenti. Questa struttura sembra quasi evocare i personaggi, li sottrae alla routine degli ingressi ed uscite dalle quinte e diventa parte integrante della narrazione e dello sviluppo della vicenda. La D’Abbraccio è impegnata nel doppio ruolo della Duchessa e del fratello Don Ferdinando, quasi a significare l’antitesi di due modi di interpretare la concezione del ruolo nobiliare. E’ una scelta non felice: D’Abbraccio-Ferdinando, nel tentativo di mascolinizzare il ruolo e di abbrutirsi per ben significare la prepotenza e la

violenza ambiziosa, risulta poco credibile di e, non raramente, l’arroganza che vorrebbe Enzo significare si ferma alla forzatura e rischia la sguaiatezza. E peraltro è semplice intuizio- D’Agostino ne che non basta affidare a quella splendida creatura che è la D’Abbraccio uno spadino Critico Teatrale di da manipolare, per cancellarne la prorom- Bloq Magazine pente fisicità e impersonare adeguatamente redazione@bloq.it la cattiveria, violenta fino all’assassinio, del maschio dominatore e del nobile machiavellicamente privo di scrupoli. Come Duchessa, invece, l’attrice è completa: dolce come donna e madre; prudente e decisa come nobile; anticonvenzionale nel rivendicare i diritti dell’amore. Molte sfumature per una interpretazione di grande pregio e rilievo. Toni Bertarelli è un Bosola spione e sicario complesso che riesce compiutamente a dare l’idea del contrasto dei sentimenti e dei pensieri di uno che si trova a giocare “il ruolo dell’attore principale contro la sua natura”. In un mondo che – com’egli dice – “è un canile” e dove c’è chi “prospera nel sangue”, si scopre strumento cieco del male di cui attesta l’irrazionalità, ma del quale si rende comunque schiavo. La regia di Barilari è attenta, efficace e si avvale a dovere della conciliazione tra gli spazi ordinari del palcoscenico e la struttura metallica a scale. I costumi di Guido Fiorato sanno di Carnevale di Venezia: e non è un rilievo negativo, anzi … sono abiti di scena splendidi, ma ridondanti; fedeli all’epoca, ma con quel di più (soprattutto cromatico) che costituisce eccesso e fa pensare al potere che si maschera per proporsi in maniera rutilante, allo scopo di abbagliare ed accecare; ma sotto, c’è il niente dell’inganno. Di non grande levatura, ma più che dignitosi, gli altri attori: Graziano Piazza, Paolo Giovannucci, Alessandro Cangiani e, una spanna più su, Viola Graziosi nel doppio ruolo della governante della Duchessa e dell’amante del Cardinale. Appropriate le luci di Liliana Iadeluca; di grande efficacia e suggestione “i suoni” di Andrea Nicolini.

LA TRAMA “La Duchessa di Amalfi” (titolo originale: “The Duchess of Malfi”) è una tragedia in cinque atti dell’inglese John Webster, le cui date di nascita e morte restano incerte; forse 1580 e 1625. L’opera fu concepita e scritta nel 1614 e data alle scene nel 1623. Anche Lope de Vega scrisse una tragedia con identico soggetto (1618), ma la primogenitura spetta senz’altro a Webster. Lo spunto ispiratore della vicenda è tratto da una novella del Bandello e si svolge nei primi anni del sec. XVI. La Duchessa di Amalfi è rimasta vedova ed i suoi fratelli, il Cardinale e Ferdinando, cercano di impedirle di risposare, nel malcelato intento di ereditarne il titolo e i possedimenti. Tra i cortigiani, spiccano due persone: Antonio (da) Bologna, reduce dalla corte francese, e Bosola, personaggio equivoco e di bassa levatura. Si metterà subito in evidenza per meschinità e bravura nello spiare (per conto di Ferdinando), nel mentre Antonio si farà apprezzare per lealtà e spirito di utile servizio. La Duchessa si innamora di Antonio e lo sposa in via morganatica, avendone un figlio, cui successivamente se ne aggiungeranno altri due. Bosola, pur ignorando il matrimonio, riferisce a Ferdinando, il quale entra nottetempo nel palazzo della sorella e, dopo averla aspramente rimproverata, le affida un pugnale con il quale la donna dovrebbe uccidersi. Impaurita, la Duchessa fugge con Antonio ed i figli a Loreto, dove vengono raggiunti da Bosola. Antonio viene spinto dalla Duchessa a rifugiarsi, con il primogenito, a Milano. Lasciato libero, Bosola strangola la Duchessa e gli altri due figli. Il delitto fa saltare i precari e disonesti equilibri esistenti; Ferdinando prende a vaneggiare e Bosola entra in profonda crisi. Si reca a Milano per proteggere e salvare Antonio, ma finisce con l’ucciderlo per errore. In preda all’ira più incontrollabile, il sicario-spia trafigge il Cardinale e viene poi a sua volta trafitto a morte da Ferdinando che, però, non scampa ai colpi mortali infertigli dal suo ex-amico servitore. La conclusione lascia capire che il primogenito della Duchessa e di Antonio erediterà titolo e possedimenti. Vera e propria tragedia a fosche tinte, questa “Duchessa” che si staglia tra le tragedie di sangue elisabettiane per l’orrore della vicenda, l’impietosa descrizione dei costumi dell’epoca e la problematicità e complessità dei personaggi. ANNO 4 - Numero 06 - 27 Marzo 2011

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ECOLOGIA

Un ospite indesiderato: il Punteruolo rosso delle palme

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(palma da olio). Il Rhynchophorus ferrugineus maschio, attratto dalle palme, produce un ferormone che richiama individui femminili. In seguito all’accoppiamento, le femmine, provocano dei fori nelle piante deponendovi le uova (c.ca 300). Dopo la schiusa, le larve neonate cominciano a nua cura trirsi di tessuti vegetali più teneri, scavando gallerie della dott.ssa molto profonde all’interno delle piante e provoValeria cando un portamento all’apparato fogliare proteso verso il basso, in un’atipica forma ad ombrello ed Ayello infine la morte. Giunti a questo stadio, le colonie di Docente di Ecologia insetti abbandonano in volo la pianta per attaccaralla Seconda ne altre causando in tal modo, infestazioni dai conUniversità di Napoli notati di emergenza fitosanitaria ed ambientale. La lotta al parassita è obbligatoria su tutto il territoEsperta di rio nazionale ed è regolamentata dal Decreto MiniBloq Magazine steriale del 9/11/2007. redazione@bloq.it Le più efficaci misure di controllo sono preventive. L’elevata aggressività del fitofago rende aleatori interventi curativi su piante sintomatiche. Il precoce rinvenimento di un attacco in vivaio, giardino privato, area verde o parco, può essere utile nel tentativo di isolare e circoscrivere il fenomeno. Interventi cesori, nelle Parete, un gufo “asio otus” affidato alle cure del WWF palme in buono stato vegetativo e non infestate, sono assolutamente da E’ stato consegnato al “WWF Agro Aversano - Napoli Nord e Litorale Domizio” un evitare, poiché le ferite offrono siti per Gufo comune (Asio otus) trovato a Parete. Il recupero è stato effettuato da Franl’ovideposizione. cesco Autiero, presidente dell’associazione ambientalista locale, che ha affidato il Le palme, negli anni, sono diventate rapace alle cure di Stefano Franciosi, presidente del WWF lago Patria e dei veterinaelementi architettonici e paesaggistiri del “Centro Sperimentale Avicunicolo” di Tenuta Varcaturo. Il Gufo comune è un ci, considerate una scelta di sicuro rapace esclusivamente notturno; caccia una grande varietà di piccoli animali come successo per incrementare il valore topi, ratti, uccelli ed insetti. Come gran parte dei rapaci, ingoia le prede per intero riimmobiliare dei centri storici e resigurgitando le parti non digeribili come ossa, peli, ecc. sotto forma di pallottole dette denziali. Purtroppo, l’arrivo e la ra“borre”. Durante il giorno dorme sugli alberi, perfettamente mimetizzato dal piupida acclimatizzazione del rincoforo, maggio bruno macchiettato. Ha dei tipici ciuffi sulle orecchie, semplici piume che rischia di stravolgere l’aspetto gradenon hanno nulla a che vedere col vero e proprio apparato uditivo, peraltro finissimo. vole e curato dei quartieri cittadini. Il gufo non può muovere gli occhi, in compenso però riesce a ruotare la testa di ben Pertanto, l’auspicio è uno sforzo siner360°! La specie è inserita dall’IUCN nella categoria di minaccia “a rischio minimo”. gico di tutti i soggetti coinvolti al fine di poter contenere il fenomeno. l Rhynchophorus ferrugineus, meglio noto col nome di punteruolo rosso delle palme, è un coleottero curculionide originario dell’Asia sudorientale e della Melanesia. La rapida e capillare diffusione della specie,nei paesi del bacino del Mediterraneo è stata favorita dal trasferimento di palme infestate, non riconosciute tali e dalla mancata e scorretta eliminazione di quelle già attaccate. L’insetto adulto ha una lunghezza variabile fra i 19 e i 45 mm, presenta una livrea di colore rosso-bruno con macchioline nere nella parte superiore del torace, un capo allungato a forma di proboscide, alla cui estremità è presente l’apparato boccale (rostro) col quale perfora i tessuti vegetali. Il rincoforo, non avendo nel nostro territorio nemici naturali, si è accresciuto in modo incontrollato attaccando incontrastato, numerose specie di Arecaceae (palme) molto diffuse per numero e per varietà, nei paesi del Mediterraneo. Maggiormente colpite, le palme ornamentali: Phoenix Canariensis, Phoenix Dactylifera ma anche specie di interesse economico come le Cocos Nucifera (palma da cocco) ed Eloeis Guineensis

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FUMETTI

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Intervista a Pasquale Qualano

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envenuti, oggi siamo in compagnia di Pasquale Qualano, noto disegnatore campano che ha già lavorato con le alte sfere del fumetto americano: Marvel e Zonescope. Bene Pasquale, passiamo subito alla prima domanda. Cosa ti ha spinto a diventare un disegnatore di fumetti? La passione! Come tutti credo, e anche la voglia di raccontare delle storie con i miei disegni. Leggo fumetti sin da bambino, e la mia è una famiglia di scultori e restauratori, io ho seguito e seguo tuttora le loro orme, aggiungendo il fumetto. Quali lavori hai pubblicato fin ora? Ho lavorato per la Marvel sulla serie di She-Hulk; due numeri di “The One” un fumetto medieval Fantasy, pubblicato anche negli U.S.A, distribuito dalla Diamond per la casa editrice GG Studio, adesso sto lavorando al terzo albo e il lavoro è diventato più serrato dopo la sua prima pubblicazione negli U.S.A. Ho anche realizzato una serie di card ufficiali sulla serie Lady Death. Collaboro come copertinista per la MoonStone e la Zonescope Enterteinment su varie testate, ma principalmente per la serie Grimm Fairy Tales, di questa ultima ho avuto il piacere di conoscere personalmente lo staff al New York Comicon 2010. Com’è stato lavorare a “la casa delle idee”? Fantastico! E’ stato praticamente un lavoro di gruppo con uno staff tutto Napoletano, ovviamente io alle matite, Enzo Acunzo alle chine, e Barbara Ciardo ai colori, seguiti da Giuliano Monni editor della GGstudio e Team coordinator del progetto. Sulla

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storia posso dirti che parla del formarsi di del nuovo gruppo delle Lady Liberetors (She-Hulk, Thundra, Valchiria e Susan Maurizio Storm) che combattono in un paese Coda straniero distrutto da un terremoto conCorrispondente tro un dittatore folle. Il ritmo era stres- Bloq Magazine sante 2 albi di 22 pagine in un mese e mezzo! Ma l’orgoglio di lavorare per la redazione@bloq.it casa delle idee mi faceva essere sempre al massimo e pieno di Adrenalina. Aggiungo anche che She-Hulk è uno dei miei personaggi preferiti sexy e potente allo stesso tempo! So che hai pubblicato un tuo primo artbook, dove è possibile reperirlo? Durante gli incontri, nelle fumetterie o nelle future signing session alle fiere a cui parteciperò. Cosa ti aspetti dal tuo futuro lavorativo? Non so, spero in qualche collaborazione nella realizzazione di videogames, nuove storie da raccontare, oppure una nuova collaborazione con la Marvel! Chissa…Stay Tuned! Dove possono incontrarti i tuoi fans, prossimamente? Proprio nelle vostre zone, presenterò l’artbook il giorno 6 Aprile presso la fumetteria Herozone Comics & Games ad Aversa, li sarà possibile conoscermi, per chi vuole chiedermi l’autografo e farmi tutte le domande che vuole. Bene direi che possiamo chiudere qua, ti ringrazio per il tempo che mi hai dedicato e per finire fai un saluto nostri lettori. Ringrazio te per l’intervista e tutti i lettori di Bloq Magazine.

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RUBRICHE

DITELO A ZIO SISINO Rubrica di corrispondenza curata da zio Sisino, esperto in Tuttologia Pratica Universale e Psicopatologia Sociopolitica dell’Agro Aversano. La guerra contro Gheddafi è una guerra giusta? «Nessuna guerra è giusta, neanche quella che si combatte contro un dittatore. Le armi sono strumenti di morte e distruzione, e a pagarne le conseguenze sono soprattutto i civili. Fino a prova contraria, l’articolo 11 della nostra Costituzione afferma che “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. Come mai non si è pensato di fermare in tempo Gheddafi? E perché Berlusconi, invece di baciare le mani al rais e di consentirgli assurde pacchianate quando è venuto in visita a Roma, non ha mai preso le distanze? C’è sotto qualche affaruccio?». Dopo quello che è successo in Giappone, qual è la tua opinione sul nucleare? «Non ero favorevole prima e a maggior ragione non lo sono oggi. Ci sono tante possibili energie alternative, non vedo perché dobbiamo mettere a rischio le nostre vite e quelle dei nostri figli col nucleare. La centrale del Garigliano fu chiusa nel 1982, e a tanti anni di distanza ci sono ancora tracce di contaminazione nell’area. Vogliamo farci del male da soli?». Hai saputo del nuovo episodio di violenza accaduto nell’ospedale psichiatrico giudiziario “Filippo Saporito” di Aversa? «Purtroppo sì, e sono rimasto disgustato. Se dovesse essere confermata l’accusa, e cioè che due agenti di polizia penitenziaria hanno compiuto abusi sessuali su un paziente transessuale, credo che dovremmo scendere tutti in piazza per chiedere, una volta per

tutte, la chiusura di questa struttura. I pazzi più pericolosi sono quelli che stanno fuori, non quelli che stanno dentro». Ti piacciono le corse dei cavalli? Sei mai stato all’ippodromo “Cirigliano”? «No. Con tutto il rispetto per i cavalli, i soldi preferisco “buttarli” in modo più intelligente». Quando sarà aperta la nuova area mercatale di via De Nicola? «Spero al più presto. E spero anche che sia meglio regolamentata e più pulita. La fiera settimanale di via Madre Teresa di Calcutta mi ha sempre fatto una gran pena per la sua disorganizzazione e per le sue pessime condizioni igieniche». Nel suo ultimo libro, “Vieni via con me”, Roberto Saviano ha scritto che al primo posto tra le cose per cui vale la pena di vivere c’è la mozzarella di bufala aversana. Sei d’accordo? «D’accordo? D’accordissimo! Io aggiungerei la “polacca”, un dolce che meriterebbe una maggiore diffusione. Quando la porto ai miei amici che non sono aversani, li faccio consolare». L’Aversa Normanna sta facendo un bel campionato… «Ne sono felice. La squadra meriterebbe di essere maggiormente seguita dai tifosi: sugli spalti del “Bisceglia” continuano a vedersi pochi spettatori. Forza, ragazzi, svegliatevi, è arrivata la primavera!». Hai un serio problema da segnalare? Ti hanno fatto un torto? Sei vittima di un’ingiustizia? Vuoi un consiglio davvero spassionato? Desideri semplicemente sfogarti con qualcuno? Scrivi con fiducia a zio Sisino, il nostro esperto in Tuttologia Pratica Universale e Psicopatologia Sociopolitica dell’Agro Aversano. Zio Sisino, un saggio fino fino ziosisino@yahoo.it

a cura di Nicola Carobene*

Quando si compra un nuovo personal computer si è estremamente entusiasti della velocità di esecuzione dei software e della navigazione sul web. Programmi che schizzano al nostro click dandoci poco tempo per riflettere. Spettacolare diremmo! Passano i primi giorni e colpiti dall’entusiasmo, si installano moltissime applicazioni e giochi proprio perché il computer lo permette sia in termini di velocità che di capienza del disco fisso. Quando però passati 3 o 4 mesi si inizia a non cancellare più quei software che non si utilizzano ormai da tempo, creiamo solo confusione e tanta spazzatura. Da un punto di vista elettronico il calcolatore, quando installa i programmi, li posiziona in uno spazio ben preciso dell’hard disk tenendone tracciabilità tramite delle tabelle definite al momento dell’installazione del sistema operativo. Non approfondendo questo discorso un po’ complicato, si può dire che quando si installa un software, un gioco, un browser o un’utility qualsiasi, il sistema li posiziona in modo random (casuale) sul disco. Tradotto in termini minimi, ciò significa che quando l’hard disk riceve un comando di lettura software, deve andarlo a pescare nella sua posizione originale. Quando però da un programma si vuole passare ad un altro, la lettura dei dati deve passare da una posizione del disco in un’altra. Tutto ciò (anche Potete commentare gli articoli visitando il sito: www.bloq.it

se è invisibile) ha un tempo o latenza. Questo tempo di lettura non è altro che l’attesa dell’apertura del programma. Allora avete capito perché dopo tanto tempo un pc, che prima era velocissimo impiega più tempo del solito per aprire gli stessi programmi? Ovviamente a volte non dipende solo da questo aspetto ma, anche grazie a questo processo c’è effettivamente un certo ritardo nell’esecuzione dei software. Per aiutare il disco a ricompattare tante fettine di programmi scritte nel suo spazio e renderle tra di loro più vicine, ci si serve di una buona utility (in sistemi Microsoft Windows chiamata utilità di deframmentazione dischi. Per attivarla è semplice: cliccare sul tasto Start – Tutti i programmi – Accessori – Utilità di sistema in windows xp, vista, seven. Una volta aperta l’applicazione bisogna lanciare prima l’Analisi del disco e poi la Deframmentazione. Il processo richiederà alcuni minuti ma alla fine vedrete graficamente un vero e proprio accorpamento dei dati scritti nell’hard disk. In questo modo il disco farà meno sforzi fisici per eseguire i programmi. La manutenzione periodica è molto importante perciò alcune operazioni vanno eseguite per mantenere un’ottima salute del pc.

*TechSystems.it info@techsystems.it 338.64.37.850 ANNO 4 - Numero 06 - 27 Marzo 2011


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SPORT

Aversa Normanna: “Siamo scioccati per l’atteggiamento del Napoli”

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a S.F. Aversa Normanna srl è fortemente dispiaciuta e decisamente scioccata dagli atteggiamenti diseducativi tenuti dai dirigenti, dallo staff tecnico e dai calciatori della S.S.C. Napoli durante e dopo il match del girone E, del campionato Berretti, disputato lo scorso 19 marzo presso lo stadio comunale di Lusciano. Il deprecabile atteggiamento tenuto durante e dopo il confronto ha dimostrato un astio incontrollato sfociato in comportamenti talmente lontani da quella sportività che dovrebbe contraddistinguere una società di tal blasone. Una società tifata da milioni di campani che a Lusciano ha deluso tutti coloro che erano accorsi in nome della maglia azzurra e che nel finale hanno, invece, applaudito e gridato a gran voce per i colori granata esaltando la lealtà e la correttezza di staff, calciatori e dirigenza grazie all’intervento della quale gli animi sono stati sedati. Se non si fosse tenuto un comportamento di sif-

fatta classe e sportività davvero si sarebbe potuto assistere ad una brutta pagina del calcio. Del resto, la società S.S.C. Napoli ed il suo settore giovanile non sono nuovi a questo tipo di atteggiamenti come accaduto anche lo scorso ventisei febbraio, durante il torneo di Viareggio, dopo una rissa scatenata al termine del match con lo Spezia dai calciatori e dai tecnici azzurri poi pesantemente sanzionati dal giudice sportivo. Nella nostra Regione, e nello specifico in provincia di Caserta, ci sono società come l’Aversa Normanna che per fortuna hanno uno stile proprio votato interamente all’educazione allo sport ed ai valori che lo pervadono per far sì che le giovani generazioni crescano sane umanamente e calcisticamente.

a cura della Redazione Bloq Magazine redazione@bloq.it

Laudante è campione italiano di lancio del disco invernale

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rriva dal Campo Coni di Viterbo la notizia che ti aspetti, ma che credi sino alla fine essere un bel sogno. Antonio Laudante trova la giornata giusta e sulla pedana del lancio del disco giovanile del Campionato Italiano Invernale Lanci mette subito un 54,33 che cambia la storia. La sua prestazione diventa subito la migliore prestazione stagionale 2011 e lui l’atleta da battere. Ma Antonio continua imperterrito, 53, 52, 50 metri, tutti in rapida successione, quasi a voler far capire a tutti che stavolta il gioco lo conduce lui. E’ così fino alla fine ed arriva per lui il terzo titolo italiano, ma stavolta non nel peso, ma nella specialità che solo qualche anno fa non voleva neanche sentire, il disco. E’ il terzo tricolore della stagione 2011 per i colori dell’Arca, va bene così andiamo avanti. Vincenzo Magliulo ottimo sesto al Gran Prix di Marcia Nazionale di Villa d’Almè Villa d’Almè “val bene una messa” e Vincenzo Magliulo stavolta fa veramente le cose in grande. Viaggio allucinante in treno fino a Milano, quindi Bergamo ed eccolo al via della prima prova nazionale del Grand Prix di Marcia di Villa d’Almè. Lui che aveva chiuso con la marcia, che è tornato a vestire i colori dell’ARCA, che a quasi 35 anni cerca di mettere insieme marcia e lavoro alla catena di montaggio.

ANNO 4 - Numero 06 - 27 Marzo 2011

Magliulo comunque si è ben comportato, a cura nonostante il freddo intenso (circa 4°C) e la della pioggia battente alla fine ha chiuso in sesta Redazione piazza questo suo ritorno su strada, dopo il recente bronzo ai tricolori assoluti indoor Bloq Magazine di Ancona. Per lui un 42.54.7, forieri di redazione@bloq.it cose importanti. Staffetta-Country, arriva il titolo regionale per la 3x1000 Cadetti Arriva da Vasca Castellone l’ultimo titolo regionale di questo lungo inverno 2011, è quello della Staffetta 3x1000 di corsa campestre cadetti. A conquistarlo c’è il terzetto formato da Huri Taras, Alberto Palmiero e Crescenzo Cammarosano, il gruppetto degli “aversani” ha la meglio su Centro Ester, Ideatletica Aurora M e la staffetta B sempre dell’Arca composta da Umberto Petri, Roberto Izzo e Luigi Conte. La tradizione di avere formazioni sempre competitive in questa categoria resta quindi valida. Bravi anche la staffetta 3x1000 Ragazzi che va all’argento grazie a Ismail Fassih, Davide Polowa e Gianluca Guida. Con le gare staffette ci fermiamo qui, anche perché il freddo della giornata e la pioggia intensa hanno certamente ridotto la partecipazione. Potete commentare gli articoli visitando il sito: www.bloq.it


PERIODICITA’: quindicinale GIORNO DI USCITA: domenica PREZZO DI COPERTINA: gratuito NUMERO DI PAGINE: 48/64 PUNTI DI DISTRIBUZIONE: 200 BACINO D’UTENZA: 1.000.000 abitanti NUMERO DI LETTORI AD USCITA: circa 25.000 NUMERO DI LETTORI ANNUI: circa 800.000

AVERSA

Ospedale S.Giuseppe Moscati 1000 Servizi - via Bisceglia, 68 Bar Al Boschetto - via Roma Bar Dilemma - via De Nicola, 9 Bar Pasticceria La Meridiana - Via Modigliani, 98 Bar Pasticceria Pelosi - Via Roma Bar Pois - via E. Corcioni, 80 Bar Roma - piazza Municipio Caffè Normanno - piazza Municipio Caffetteria Le Monde - viale J.F. Kennedy Coffee & Break Tiffany - via E. Fermi Caffè La Brasilena - via Roma, 72/74 CRES - A.S.L. Caserta - Via Santa Lucia Pasticceria Mungiguerra - via Salvo D’Acquisto, 79 Stazione di servizio AGIP - viale della Libertà Stazione di Servizio ESSO - via Vito di Jasi

CASAL DI PRINCIPE

Bar L’incontro - Corso Umberto I° Caffetteria Fuori Orario - Corso Umberto I° Centro d’Arte La Cornice - via Cavour, 214 Simon Caffè - via Vaticale, 11/15

CASALUCE

Bar Memory - via Circumvallazione, 83

CESA - SANT’ANTIMO

Caffetteria Pasticceria Igrò - via del Caravaggio

LUSCIANO

Bar Gabriele - via Giacomo Leopardi Bar Totty - viale della Libertà c/o Stazione servizio ESSO

ORTA DI ATELLA

Bar Tabacchi Maccus - via Toscanini, 14 Immobil Group - via Canonico Lampitelli, 30

PARETE

Bar Cinzia - via Vittorio Emanuele, 102 Caffetteria Ferrara - via Marconi, 13

SAN CIPRIANO D’AVERSA ALTRI PUNTI DI DISTRIBUZIONE:

AVERSA CARINARO CASAL DI PRINCIPE CASALUCE CASAPESENNA CESA FRIGNANO GRICIGNANO D’AVERSA LUSCIANO ORTA DI ATELLA PARETE SANT’ARPINO SAN CIPRIANO D’AVERSA SAN MARCELLINO SUCCIVO TEVEROLA TRENTOLA DUCENTA VILLA DI BRIANO VILLA LITERNO

ALTRI PUNTI DI DISTRIBUZIONE:

EDICOLE PRINCIPALI DEI COMUNI DI:

QUESTI SONO SOLO ALCUNI DEI PUNTI DI DISTRIBUZIONE NEI 19 COMUNI RAGGIUNTI

Real Bar - Corso Umberto I°

SAN MARCELLINO

Bar Pasticceria Blue Moon - viale J.F. Kennedy, 58 Caffetteria Royal Suite - Corso Europa Caffetteria Tony - viale J.F. Kennedy, 150 c/o Q8

SANT’ARPINO

Bar Ducale - via San Giacomo

SUCCIVO

MP Mobil Phone - Corso Umberto I° Tabaccheria Di Foggia - Corso Umberto I°, n. 15

TEVEROLA

Bar Pelosi - via San Lorenzo Caffetteria Centrale - via Roma, 18 Caffetteria Tozzi - via Provinciale Teverola-Casaluce Stazione di servizio ESSO Andreozzi - via Roma Bar F.lli Melillo Snc - via Roma 156/158

VILLA DI BRIANO

Bar Della Corte Biagio - via Provinciale, 120 Bloq Magazine, inoltre, viene distribuito dalle nostre Hostess, nei pressi delle Stazioni della: Metropolitana - Aversa Centro e Aversa Ippodromo; Ferrovie - Aversa - Piazza Mazzini; Linee Ferrotramviarie - Aversa - Variante 7bis.

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primo piano APPARTAMENTI

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APPARTAMENTI

RIF. 54 Aversa Prossimità Via Roma Appartamento completamente ristrutturato, doppio ingresso e ottima esposizione. Mq 200 composto da salone doppio, cucina ab., sala pranzo con camino, 2 camere letto più soppalco di mq 40 e doppi servizi. Terrazzino e Posto auto interno al palazzo. Zona centralissima e servita da tutte le attività commerciali, scuole, banche, chiese e a pochi metri dalla metropolitana.

APPARTAMENTI

FITTO

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Appartamento Duplex, mq 230 complessivi, finemente ristrutturato. Giardino di pertinenza di mq 260 circa, cantina e doppio accesso. Posto Auto Interno. Trovasi al centro di Via Roma, corso pedonale.

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RIF. 60 Aversa Ospedale In p.co signorile, recente costruzione, soluz. bifamiliare, 2 appartamenti indip.ti, di cui p. terra di mq 100 oltre patio di 80 mq e giardino di 500 mq e 1° piano mq 75 circa oltre terrazzo a livello. La soluzione è corredata di 2 posti auto di esclusiva proprietà, tre garage nel seminterrato e area coperta nel proprio giardino esclusivo per altri 4 posti auto. Zona servita a ridosso asse mediano, centro commerciale. Ospedale e a mt 200 dalla metropolitana.

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Appartamento in parco ben tenuto, mq 100, piano 3°, ristrutturato. Composto da Salone, Cucina abitabile, 3 camere da letto e servizi. Riscaldamento autonomo e con climatizzatori. Tripla esposizione, luminoso con ampi balconi. Posto auto e box auto.

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RIF. 20 Aversa Sud Via Modigliani Cessione attività Pub notturno: Cornetteria, Kebab, Panini e somministrazione Bevande. Mq 70, due ambienti più servizi e tre punti luce su strada. Attività ben avviata. Licenza occupazione suolo pubblico per area esterna. Sito in zona di passaggio e nelle vicinanze di bar, tabacchi, ristoranti e sale giochi.

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RIF. 46 Aversa sud traversa Via Pastore Villa su 2 livelli più taverna e cantina mq 580 complessivi e area esterna di mq 350 dotata di camini. Ampio Patio esterno coperto e giardino. Costruzione in Tufo con impiantistica a norma. Terrazzi a livello anche ai piani superiori. Possibilità di renderla Bifamiliare. Ambienti interni ampi e luminosi.

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RIF. 8 Trentola adiacente C.C. Jambo

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APPARTAMENTI

RIF. 40 Aversa Corso Pedonale

RIF. 9 Aversa Sud

Appartamento in parco, immerso nel verde di recente ristrutturazione, Mq 120. Piano panoramico, molto luminoso con doppia esposizione e ben distribuito. Composto da Salone doppio con Camino, Cucina ab., 3 Camere da letto, doppi accessori, riscaldamento autonomo e condizionatori. Box auto e posto auto. A pochi metri dalla metropolitana e dall’asse mediano.

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RIF. 426 Aversa Pross.tà Teatro Cimarosa Villa a schiera, 260 mq su 3 livelli, Patio all’ingresso e sul retro. Piano terra: salone, cucina, bagno; Piano 1°: 3 letto, 2 servizi di cui 1 con vasca idromassaggio e terrazzi a livello; Piano mansarda: unico ambiente, possibilità di camino, predisposto cucina e bagno. Garage mq 100. Climatizzatori in ogni ambiente, impianto d’allarme, rivestimenti est. in cotto fiorentino. Rifiniture: materiale di prima scelta.

ATTIVITA’

CESSIONI

RIF. 45 Aversa Variante Cessione Attività: locale di mq 60. Ristrutturato corredato di vetrine antisfondamento, scaffalatura, deposito, 2 spogliatoi e un servizio. Impianti a norma. Location ottimale, in prossimità della metropolitana e dalla stazione ferroviaria, strada commerciale e di collegamento.

tel. 081.813.09.13


BLOQ MAGAZINE 27 MARZO 2011