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Bloq Magazine - il quindicinale di Aversa e dell’agro aversano - Distribuzione Gratuita

ANNO IV - N. 20 del 11 DICEMBRE 2011

Mio padre ha detto: “C’è la crisi, niente più ghiaccio nei Mojito!”

All’interno: Le “transazioni facili” al Comune di Aversa Intervista al sindaco di Frignano avv. Gabriele Piatto

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IN QUESTO NUMERO Perché Mario Giordano parla male dei coniugi Monti? Perché sì!

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Presentato il Cartellone di “Natale ad Aversa - 2011”

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Una serie di eventi da non perdere: “Frammenti di stelle Illuminano” La Confesercenti di Aversa ha presentato il progetto “City4bike”

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Abbiamo intervistato il sindaco di Frignano l’avv. Gabriele Piatto Intervista a Pasquale Buonpane, responsabile locale del Nuovo Psi

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Il WWF declina l’invito per la visita all’inceneritore di Acerra Visita alle grotte dell’agro aversano, veri e propri scrigni di storia e sapori

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Romanticismo al cinema: il ritorno di Woody Allen e di Fabio Volo Al Bellini il sogno shakespeariano (quasi infranto) di una notte d’estate

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Capasso, Ciaramella, Oliva e le transazioni facili al Comune di Aversa

Tornano punti e serenità in casa dell’Aversa Normanna Rubrica umoristica: “Si vendono GINZ non di marca”

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ANNO 4 - Numero 20 - 11 dicembre 2011


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EDITORIALE

I di Giuseppe Cristiano Direttore Responsabile Bloq Magazine redazione@bloq.it

L PESO DELLE PAROLE Negli ultimi giorni m’è capitato più volte d’ascoltare in televisione dei giornalisti, alcuni tra i più noti e capaci del piccolo schermo, mentre annunciano con una certa nonchalance che “…si è riunito il Parlamento della Padania…”. Con mio stupore notavo che nessuno, dico nessuno, dei suddetti giornalisti anteponeva il termine “cosiddetto” alla parola parlamento e “inesistente” a padania. Nessuno si rendeva conto di essere stato manipolato e, a sua volta, di manipolare l’informazione. Era bastato un comunicato stampa della Lega Nord che annunciava la riapertura del fantomatico parlamento e oplà, il gioco era fatto: tutti a farneticare di parlamenti celtici. Le parole, invece, hanno un peso e come tutte le cose “pesanti” possono far male, molto male. Usarle senza il benché minimo senso critico è un grave problema dell’informazione italiana. Nessuno degli anchorman televisivi sembra rendersi conto che a furia di parlare di parlamento padano e di padania, la gente potrebbe credere davvero che esista una nazione chiamata Padania, con un parlamento regolarmente eletto. Se la pagliacciata di Bossi e compagni non fosse pericolosa e offensiva per l’intelligenza delle persone, questa “disattenzione” resterebbe confinata nell’ambito dell’informazione di scarsa qualità. Il problema, invece, è che a furia di parlare di parlamenti, padanie e secessioni, qualche scalmanato possa mettere in atto gesti inconsulti che potrebbero causare seri danni a cose e a persone. Le parole dette in televisione vanno soppesate una a una. E’ assolutamente necessario che i Direttori dei telegiornali nazionali tengano sotto controllo quello che scrivono e dicono i loro redattori/speaker. Non è possibile, ad esempio, che un semplice ladro di galline, per il solo fatto di essere affiliato a un clan sia definito “boss”. Bisognerebbe ricordare ai distratti colleghi dell’informazione televisiva che un boss, nell’ambito di un’organizzazione criminale è un esponente di grande potere non un semplice affiliato o peggio ancora un pregiudicato da strapazzo. In campo sportivo, ad esempio, vi siete mai chiesti che influenza può avere sulla mente degli ultras (completamente ottenebrata dal tifo) il linguaggio disinvoltamente guerresco, utilizzato nei vari “salottini” televisivi, tipo: “I nostri hanno combattuto e perso la battaglia…”, “La partita si è trasformata in una vera e propria guerriglia…”, “Il sangue scorrerà a fiumi…” e altre “amenità” del genere? Di recente ho discusso della questione con alcuni addetti ai lavori. Ho riscontrato che tra le false credenze che circolano ancora nell’ambiente giornalistico, continua a esserci quella che i mass media sono lo “specchio fedele” di quello che accade nella società. Secondo alcuni, il compito dei giornalisti sarebbe solo quello di limitarsi a raccontare freddamente ciò che accade. Nulla di più falso! In verità i mezzi d’informazione sono loro stessi artefici della realtà che ci circonda. Con la scelta degli argomenti da proporre al pubblico, l’adozione del linguaggio da utilizzare e la scelta più o meno ponderata delle parole, in realtà i media condizionano pesantemente la società nella quale viviamo. Ecco perché bisogna superare la visione convenzionale che molti hanno del linguaggio dell’informazione. L’essere o apparire neutrale per un giornalista non è la stessa cosa. Se non si analizzano e “commentano” adeguatamente le notizie che si danno e le parole che si adoperano si corre il serio rischio di imitare solo il linguaggio “burocratese”. Chi di noi non ha mai ascoltato o letto che: l’urto è stato violentissimo, il prodotto è esclusivo, il matrimonio è del secolo, il viaggio è favoloso, l’aula del tribunale è un bunker, la panchina dell’allenatore scotta, l’assassino ha infierito sulla vittima, il delitto è agghiacciante, gli inquirenti mantengono il massimo riserbo… Il ruolo di chi fa informazione, invece, dovrebbe essere quello di dire: “Guardate che non esiste alcun Parlamento Padano”. Primo, perché un Parlamento per definirsi tale deve essere appositamente eletto. Secondo, perché non esiste nessuna nazione che si chiama Padania. Ecco perché il ruolo di noi della carta stampata non è quello di andare dietro il linguaggio della televisione, o addirittura di tentare d’imitarlo. Oltre ad essere un terreno infido poiché si gioca in svantaggio, correremmo il rischio di dimenticare qual è il nostro ruolo: approfondire gli argomenti e chiarire gli eventuali retroscena delle notizie. In un pianeta dove c’è, ormai, un’inflazione di dati, una ridondanza di mezzi d’informazione quello che dà più valore aggiunto al prodotto è la riflessione, il commento ponderato e lo schierarsi apertamente a favore della verità, non dell’apparente, e sempre sbandierata a casaccio, imparzialità.

Scrivete a: redazione@bloq.it

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PRIMOPIANO

Perché Mario Giordano parla male dei coniugi Monti? Perché sì!

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a cattiveria e la piccineria si sprecano; la stampa può essere anche questo. E può esserlo soprattutto su un giornale che si denomina organo di stampa per antonomasia: “Il Giornale”, e hai detto tutto … un medium della filiera di di Gutenberg la cui equaDon Zeno nimità ed obiettività informativa trova suOgasti periori custodi in conCorrispondente siglieri di amministraBloq Magazine zione che si chiamano Alessia Berlusconi, Paredazione@bloq.it olo Berlusconi, Luna Berlusconi e … tiè!, mi voglio rovinare, Fedele Confalonieri. Acidità ed acrimonia hanno dunque un marchio che le spiega. Ma che l’articolo che parla di Mario Monti neo-premier e della sua signora porti la firma di Mario Giordano veramente meraviglia e intristisce. È una recriminazione piena di livore, forzata e infantiloide: mi neghi (o mi togli …) il lecca lecca? E io ti dico brutto! Non appartieni al mio gruppo? Mi basta per trattarti da barbaro e/o selvaggio. Eppure tra i “fondamentali” della professione giornalistica ci dovrebbe essere la basilare disposizione ad evitare ciò che gli Inglesi chiamano rude personal remarks; osservazioni pesanti sulla persona a prescindere dal comportamento, dalle idee e dalle azioni. A Giordano, di Monti e consorte non piace niente, e passi: libero di pensarla come vuole (se pensa con la propria testa …), ma pigliarsela con il nuovo capo del governo perché manca di senso dell’umore sembra fuori luogo. Del resto, un primo ministro arrivato dove è arrivato per rimediare alla catastrofe a cui non è estraneo il divo Silvio, ha l’obbligo di evitare l’umorismo barzellettiere e da caserma al quale il già primo operaio d’Italia pretendeva di assuefare i sudditi italiani. E poi – detto tra noi – non brilla certamente di sapidità ironica lo stesso Giordano: “… a dodici anni parlava al Tempio di riforma delle pensioni … (…) porta sempre un abito grigio, roba che quando c’è la nebbia in Val Padana rischiano di confonderlo con un paracarro (…) poi, quando è in forma, pensate un po’, apre il suo bloc-notes e si mette addirittura a scrivere. Roba rara, si capisce (…) a Bruxelles, i coniugi Monti li chiamavano coniugi Findus …”. No, l’egregio Giordano non è certo di quelli che per senso dell’umore possano scrivere testi per la televisione. Umorismo no, ma cattiveria quanta ne vuoi. Niente bon ton, anzi,

qualche punta di cafonaggine che fa capolino e si impone, specie a proposito della signora Monti: “tra un punto a croce ed una protesi dentaria la proporranno per la beatificazione: Santa Elsa del lifting perduto. (…) La first chic crocerossina griffata Curiel (…) che passa il tempo a organizzare tornei di burraco…”. E ci fermiamo qui, nella fondata certezza che Giordano non fa onore né a se stesso, né alla sua professione, né al suo giornale. Il Giornale che, sempre nella dimensione della serenità e dell’equilibrio, al taglio basso della prima pagina, nello stesso giorno dell’articolo di Giordano, pubblica un articoletto di Marcello Veneziani. Veneziani, che definisce il suo scritto “di tenera allucinazione”, parla di una caramella d’orzo venuta da chissà dove tra i libri che stava mettendo in ordine. La caramella, una di quelle che il padre gli dava spesso quando era bambino, gli appare come “un asteroide d’affetto”, come “un cenno d’amore piovuto da lontananze celesti”. Tenerezza filiale; trionfo della sensibilità poetica; rispetto e culto dei ricordi e della memoria … ebbene, sapete come comincia l’articolo? Comincia così: “Per distrarci dalla crisi d’autunno e dal grigiore di Monti, vi racconterò …”. Volontà del giornalista o iniziativa invasiva di qualche capo-redattore prepotente? Peggio dei peggiori cavoli a merenda. Mah! Intanto, per colmo d’ironia, siamo costretti a sorbirci in televisione (al TG1) l’ineffabile ex direttore Feltri, che parla di “stampa e politica italiane inginocchiate alla figura di Monti e alla sua politica”. Da che pulpiti (e da quali inginocchiatoi …) vengono certe prediche!...

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PRIMOPIANO

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Fervono i preparativi per un anno “ricco” di lacrime e sangue

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iminuiscono le tredicesime e aumentano i costi da sostenere, ma avremo più tempo per ritrovare i valori che ci aiuteranno a subire meno la “crisi”. Diminuiscono le tredicesime (per chi ne percepisce una), aumentano i costi da sostenere, sono sempre più bassi gli importi a disposizione per regali e cenone di Natale: è pressappoco questa la situazione in cui versano le tasche dell’italiano medio. Gran parte dell’importo complessivo delle tredicesime, circa l’80% secondo Federconsumatori, sarà destinato al pagamento di Rc auto, prestiti, canone Rai, mutui, bolli, bollette ed utenze varie. Solo il restante 20% entrerà realmente nelle tasche di lavoratori e pensionati, ma nonostante l’ISTAT certifichi che a novembre la fiducia dei consumatori sia aumentata, c’è da scommettere che gran parte di questi soldi saranno destinati al risparmio, anziché a cenoni e regali di Natale. I consumatori dovranno fare i conti con la realtà, una realtà fatta di stangate e manovre, che di certo non induce i consumatori a fare acquisti, ma a puntare al risparmio. Secondo l’indagine previsionale dell’O.N.F. (Osservatorio Nazionale Federconsumatori), esclusivamente per gli acquisti relativi alle festività natalizie, i settori in calo saranno: abbigliamento e calzature

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(-11%), arredamento ed elettrodo- di mestici (-14%), profumeria e cura Umberto della persona (-5%), giocattoli e artiDe Santis coli sportivi (-1%); Alimentare (-1%) e il settore turistico. In controtenden- Corrispondente za si riscontra un lieve aumento delle Bloq Magazine vendite per l’elettronica di consumo (+2%) e per l’editoria (+1%). Sarà redazione@bloq.it un Natale durissimo per tutte le parti sociali, ma potrebbe anche essere l’occasione giusta per riappropriarsi del senso stesso della ricorrenza e riscoprire i valori fondanti di una festa diventata da alcuni anni solo l’espressione più alta del consumismo. Probabilmente dovendo limitare la corsa ai regali, le classiche abbuffate e le grandi feste a base di alcool, impareremo a resistere a quella finta atmosfera da centro commerciale che ci accompagna da svariate settimane e, forse, avremo più tempo per riscoprire vecchi valori come la gioia dello stare insieme e il calore che emana, la giustizia sociale, la solidarietà, la famiglia. Valori sicuramente più utili di quelli consumistici a fronteggiare lo scenario da “lacrime e sangue” fatto di ben altre “manovre”, speculazioni e rincari in cui ci troveremo “magicamente” immersi dall’inizio del nuovo anno.

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POLEMICHE

Capasso, Ciaramella, Oliva e le transazioni facili al Comune di Aversa

Q a cura della Redazione

Bloq Magazine redazione@bloq.it

Nelle foto: Mimmo Ciaramella, Rosario Capasso e Alfonso Oliva

esto che segue, è il resoconto dettagliato della polemica che ha visto protagonisti da una parte l’Avv. Rosario Capasso e dall’altra il Sindaco Ciaramella e l’Avv. Alfonso Oliva. Oggetto della diatriba? La facilità - secondo Capasso - con la quale si procederebbe a liquidare le richieste di risarcimento danni al Comune di Aversa. Prima puntata - la denuncia di Capasso Basta una generica richiesta di risarcimento danni al comune di Aversa per vedersi liquidare, grazie ad un transazione ad hoc, una somma in via transattiva. “Bisogna, però, essere amico dell’amico…”. “Al Comune di Aversa – continua Capasso – c’è sempre stata una legge non scritta ma sempre rispettata: ovverosia che difficilmente quasi mai si autorizzano transazioni per controversie giuridiche. Si è sempre preferito aspettare le decisioni dell’autorità giudiziaria prima di transigere. Ebbene, questo principio, che sembrava di ordine generale, ultimamente, per voler di qualcuno, viene disatteso. Come se a tratti ci fosse un figlio legittimo ed uno adottivo”. Poi la segnalazione di Capasso diventa ancora più dura: “Alcuni dei dirigenti o pseudo tali si elevano a giudici di turno e sentenziano che bisogna porre fine a controversie che trovasi ancora nella fase embrionale, basta solo una richiesta di risarcimento danni generica dove il legale di controparte evidenzia una apparente responsabilità dell’Ente con clausole di mero stile, che per voler del Tizio di turno perché il legale è amico dell’amico o vuoi perché la controparte possa essere parente e/o amica di qualche politico di turno, che subito si innestano le procedure tese a transigere le problematiche”. Da qui la promessa del consigliere indipendente: “Questa città non può consentire atteggiamenti compiacenti con alcuni soliti noti e chiusure restrittive per altri, cioè la gente comune. Bisogna porre fine a questo andazzo poco professionale e molto discrezionale. Bisogna stabilire regole certi e generali che valgono per tutti. Senza iter preferenziali. Comunque, guarderò con attenzione queste procedure e non farò sconti a nessuno. Nessuno può fare il bello e il cattivo tempo a suo piacimento a danno dell’Ente e a spese dei cittadini”.

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Seconda puntata - Ciaramella e Oliva rispondono alle accuse “Sebbene il consigliere Capasso faccia parte della commissione consiliare permanente al contenzioso – ha detto l’assessore Oliva – ha presto una svista. Evidentemente Capasso si è distratto. Al Comune di Aversa non si fanno transizioni, anzi il nostro, è un Ente virtuoso. Aspettiamo la sentenza, ed ove possibile, ci appelliamo anche, ed entro 120 giorni dalla notificazione della stessa provvediamo al pagamento per evitare ulteriori spese di esecuzione”. “Invito, però, il consigliere Capasso  – aggiunge l’assessore Oliva – a chiarire le sue dichiarazioni e dire in modo inequivocabile quali sarebbero le cause oggetto di transazione”. Alle dichiarazioni dell’esponente dell’esecutivo normanno, fanno eco quelle del Sindaco Ciaramella che dichiara: “Oramai è diventata la barzelletta del Comune di Aversa, dove ogni giorno si aspetta di leggere sui quotidiani una bufala del consigliere Capasso. Io continuo a dire che il gruppo di cui fa parte il consigliere non è un gruppo di ‘Noi aversani’, ma di Non aversani. Non è la prima volta, infatti, che leggiamo notizie prive di ogni fondamento, tanto per far un esempio, una volta hanno scomodato finanche un docente universitario per fargli preparare un progetto di una nuova apertura di una nuova stazione ferroviaria in via Atellana, quando poi non sapevano nemmeno che quei lavori che volevano progettare erano già in corso e così ancora per tante altre segnalazioni. Oggi leggiamo che l’Amministrazione comunale fa della transazioni con alcuni cittadini aversani. Sono spiacente, ma debbo deludere Capasso che avrebbe voluto che ciò avvenisse per un fatto personale, ma queste cose nel nostro comune non avvengono e come giustamente diceva il consigliere, non sono mai avvenute”. Terza puntata - Capasso controbatte alle accuse Leggo con piacere le dichiarazioni del sindaco e dell’assessore al contenzioso. Mi rassicurano, però, a questo punto, devo ritenere che uno non sa cosa dice e l’altro non sa di cosa parla. Mi dispiace, commenta Capasso ma io parlo solo con cognizione di causa. Sarebbe preferibile che ANNO 4 - Numero 20 - 11 dicembre 2011


POLEMICHE prima di improvvisarsi su alcune argomentazioni gli interessati chiamassero prima i dirigenti preposti, guardassero le carte e, poi, parlassero. Io di quelle documentazioni ne sono in possesso, le ho lette. Sono loro che non sanno di cosa parlano. ‘Comunque, al di là della polemica, - continua il consigliere - quello che mi interessava è che non si facessero delle transazioni personali, (Ciaramella lo può dire a se stesso o a qualcun’altro), per delle controversie giuridiche ancora sub judice. Eventualmente, se hanno difficoltà a reperire la documentazione posta a sostegno della transazione (“preventiva”, che io ho bloccato con questa mia iniziativa), posso produrgliela anch’io. Non ho nessun problema nemmeno a parlarne pubblicamente con documenti alla mano. Sempre con grande cordialità, civiltà e senza offendere nessuno. Confronti civili e democratici. Poi Capasso si rivolge a Ciaramella: “Il sindaco fa riferimento ad alcune mie presunte “bufale mediatiche” che farebbe bene a chiarire, documenti alla mano, in pubblica udienza o piazza. E quanto alla sua battuta che il movimento civico “Noi Aversani” sarebbe da denominare “Non Aversani”, forse il sindaco dimentica che anch’egli è un “non aversano, visto che è nato a Casaluce”. “Comprendo anche che i due siano stati strumentalizzati da qualcun’altro ad entrare in polemica, solo per salvaguardare la propria posizione, senza, tra l’altro, lo ribadisco, documentarsi. Quarta puntata - Capasso non dice il vero “Il consigliere Rosario Capasso – ha detto Ciaramella – riferendosi a me ed all’assessore Oliva dichiara che l’uno non sa cosa dice e l’altro non sa di cosa parla. Questa dichiarazione mi costringe, mio malgrado, a ritornare sull’argomento. Se ho capito bene il consigliere Capasso dice di essere in possesso di una proposta di delibera che gli è stata consegnata dal dirigente Di Santo relativamente ad una presunta transazione legale. Su questa dichiarazione del consigliere Capasso ho da fare due riflessioni: la prima è che il dirigente Di Santo ha detto e dichiarato ufficialmente che non ha mai consegnato nelle mani di Capasso tale proposta che avrebbe dovuto portare all’attenzione della giunta. Ora se è vero quanto dichiarato da Di Santo significa che quei documenti sono stati sottratti arbitrariamente dal consigliere Capasso e fotocopiati. Questo per quanto mi riguarda è un atto gravissimo di un consigliere nei confronti di un “pseudo dirigente” così come l’ha definito il consigliere Capasso”. “La seconda riflessione – continua Ciaramella – è che purtroppo debbo prendere atto che il consigliere Capasso forse non conosce bene la prassi amministrativa per un’operazione del genere. Tutto questo potrebbe essere consentito, e sarebbe grave, a un consigliere comunale ma al Capasso non è consentito perché lui oltre ad essere consigliere comunale, da quello che mi risulta, esercita anche la professione di avvocato. Ed allora si capisce bene che la cosa è ancora più grave. Ora però voglio chiarire a tutti, e soprattutto al consigliere Capasso, come sono andate le cose nel caso specifico. L’architetto Di Santo non è stato il primo dirigente né l’ultimo che pone all’attenzione della giunta una eventuale transazione di una pratica che secondo lui potrebbe essere accettata. Si da il caso, però, che l’Amministrazione Ciaramella, e su questo sfido Capasso a dimostrarmi il contrario, non ha mai approvato in giunta una transazione proposta dai vari dirigenti. Ecco perché mi sono permesso di dire che quella che era staPotete commentare gli articoli visitando il sito: www.bloq.it

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ta dichiarata dal consigliere Capasso era una bufala dato che l’atto proposto dal dirigente non è arrivato nemmeno all’attenzione della giunta. A questo punto – continua Ciaramella -  voglio anche chiarire al consigliere Capasso quali sono le dichiarazioni da lui, e dai suoi colleghi dello stesso movimento civico, inventate. Ci fu contestato che non avevamo provveduto all’apertura della stazione sul lato di via Atellana. Era una notizia falsa perché i lavori sono in corso e sono stati sospesi da Trenitalia solo perché è stato rinvenuto un ordigno bellico. Qualche giorno fa l’avvocato intervenne anche sulla problematica della società Smact Project che gestisce il servizio di sosta in città, ed anche in quell’occasione il consigliere ebbe a dichiarare che il Comune non si era costituito nella causa presso il Tar Campania. Anche questo è stato  dimostrato che è un’altra bufala. Oggi vengono fuori con le presunte transazioni facili”. Concludo – dice ancora Ciaramella – e dico con tranquillità che il consigliere che su tre delle quattro uscite sui quotidiani ha fallito. Ecco perché ogni mattina al Comune ci svegliamo in attesa della ‘Bufala di Capasso’ e con queste dichiarazioni concludo definitivamente la polemica senza più rispondere al consigliere”. Quinta puntata - Replica di Capasso “Non volevo ritornare sull’argomento, per questo ho impiegato qualche giorno a riflettere, prima di rispondere. E per non  passare, come il ‘Pierino’ di turno, ho ritenuto opportuno effettuare un excursus argomentativo con una modalità retrospettiva. In data 24 novembre scrivevo un comunicato stampa agli organi di informazioni territoriali con il quale dicevo che: “Al comune di Aversa c’è sempre stata una legge non scritta, ma sempre rispettata ovverosia che transazioni per controversie giuridiche ancora sub judice non vengono autorizzate. Evidenziavo che purtroppo questo principio di ordine generale ultimamente per volere di qualcuno era stato disatteso. Concludevo affermando che questa città non poteva consentire che alcuni cittadini venivano trattati come dei figli legittimi ed altri come figli adottivi”. A questo mio comunicato mi rispondeva, in pari, data l’assessore al contenzioso, Oliva, asserendo che io avevo preso un ‘abbaglio’, che ero ‘distratto’ e che al Comune di Aversa non si fanno transazioni, che il nostro è un ‘ente virtuoso’, e che ‘aspettiamo la sentenza definitiva ed ove è possibile ci appelliamo anche entro 120 giorni dalla notificazione’. All’assessore faceva eco il sindaco, secondo cui, oramai ero diventato la barzelletta del Comune di Aversa, dove ogni giorno si aspetta di leggere sui quotidiani una bufala del consigliere Capasso. Sempre in tale data, rendendomi conto che entrambi non sapevano quello che dicevano (sempre mediante comunicato stampa), li invitavo a documentarsi prima di parlare, di leggersi le carte e/o, ove mai avessero difficoltà, ad offrirmi volontario per procurargliele. Purtroppo, tale mia divulgazione di informazioni afferente atti pubblici, ha urtato la sensibilità del primo cittadino, che con un comunicato stampa dal titolo eloquente diceva: “Ecco le bufale di Capasso”, facendo riferimento ad una proposta di delibera a firma del dirigente Di Santo che avrei impropriamente ottenuto su una presunta transazione legale. Ebbene, io questa proposta di delibera del dirigente Di Santo non solo non l’ho mai vista, ma della stessa non ho mai parlato. ANNO 4 - Numero 20 - 11 dicembre 2011


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AVERSA

Presentato il Cartellone di “Natale ad Aversa - 2011” Presentato con toni trionfalistici (assolutamente ingiustificati) anche quest’anno il cartellone degli eventi che “allieteranno” il Natale degli aversani

I a cura della Redazione

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l nostro sarà il Natale più bello di tutta la provincia di Caserta”. L’incredibile affermazione è stata fatta dal Sindaco Ciaramella nel corso della conferenza stampa di presentazione del cartellone di ‘Natale ad Aversa 2011’. Di fronte agli stupiti astanti il sindaco ha proseguito con le sue entusiastiche affermazioni: “E’ un cartellone che comprende eventi per tutte le fasce di età. Abbiamo pensato a spettacoli di animazioni per i più piccoli, alla musica rock per i giovani, alla cultura con il Festival di Cimarosa ed agli anziani, insomma a Natale si divertiranno davvero tutti”. Il cartellone del Natale ad Aversa comprende oltre sessanta manifestazioni per un arco di circa trenta giorni, ovvero una media di due manifestazioni al giorno. “Un grazie particolare – ha detto l’assessore al commercio Alfonso Oliva – alla Camera di Commercio che ha finanziato parte del cartellone natalizio ed a tutti i commercianti, nonché alle associazioni sindacali, che si sono impegnati per la buona riuscita degli eventi”. “Sono orgoglioso – ha detto, invece, l’assessore alla cultura Nicola De Chiara – di questo cartellone di eventi, l’ultimo dell’Amministrazione Ciaramella. Come Comune non ci siamo risparmiati (?) ed abbiamo fatto sì che la nostra Città possa essere visitata da numerosi turisti, e speriamo acquirenti, per tutto il periodo natalizio”. Prima di pubblicare l’elenco delle “manifestazioni” credo sia necessario fare una serie di precisazioni. Premetto che non intendiamo entrare nel merito della qualità “artistica” di alcune “manifestazioni”, che chiaramente si basano sul concetto di partecipazione ad uno spirito natalizio che Direttori scolastici, Docenti, alunni e genitori di vari istituti di Aversa hanno concretizzato in spettacoli scolastici che null’altro pretendono se

non di catalizzare le energie positive dei soggetti in questione intorno ad un progetto comune e che mai potrebbero portare “turisti ed acquirenti ad Aversa”, per il semplice fatto che non è, e mai potrebbe essere, questo il loro compito. Tenuto conto che il peso di alcune iniziative va confrontato con le altre e che il tutto va riportato alla dura realtà, ovvero un torneo di boccette non può essere inserito in un elenco dove c’è anche la prima alla Scala (e solo un esempio). Che elencare una serie di iniziative nate e portate avanti da appassionati e/o volontari, chiaramente in maniera indipendente dalla volontà del Sindaco e dell’ineffabile Assessore alla Cultura, non autorizza il Comune, in cambio di una manciata di soldi elargiti per cofinanziare alla Massimo Troisi l’evento (ricordate l’acquisto del televisore? Un milione lo metti tu e cento lire le metto io…) a mettere il “cappello in testa” a queste “manifestazioni”. Che la Sagra della castagna, la presentazione di un libro (seppur scritto da cotanti autori…), il saggio di fine anno di una scuola di ballo, una visita guidata alle “bellezze” cittadine, una mostra di quadri in una galleria privata, c’entrano con un cartellone di eventi natalizi come il cavolo a merenda. Tra l’altro la forzata “pompatura” del cosiddetto cartellone svilisce i veri ed importanti eventi di effettivo respiro culturale e, perché no “natalizio”, quali l’International Flute Festival e il Premio Internazionale Domenico Cimarosa. Anche se per quest’ultimo bisogna dire che ancora una volta il “calendario marziano” in uso al Comune ed in particolare all’Assessorato alla cultura, lo ha

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AVERSA fatto inserire in un cartellone che dovrebbe essere prettamente natalizio (quindi per consuetudine tutte le “manifestazioni” dovrebbero concludersi il 6 gennaio, festa dell’Epifania) e che invece “chiude” i battenti il 16 gennaio, data in cui tutti i cittadini, artisti di strada, genitori, assessori, bimbi, nonni, preti operai, giocolieri e saltimbanchi sono amabilmente tornati da un pezzo alle loro attività. Ma del resto se l’Estate ad Aversa inizia il 2 settembre e finisce a metà ottobre non c’è da stupirsi se Natale cade a ridosso della Santa Pasqua e ferragosto si festeggia il 15 settembre… Quindi caro sindaco e caro assessore alla cultura, meno enfasi, meno entusiasmo fuori luogo e più fatti concreti. Meglio tre “manifestazioni” con i contro…fiocchi che una serie di “tornei di freccette” elencati tanto per fare numero. In ogni caso ecco gli “eventi” ancora in programma: 6 gennaio 2012 l’Associazione «Evergreen» presenta «Il Natale dei bambini e dei nonni» - P.co Balsamo; 14 dicembre 2011 Il Terzo Circolo presenta «Notte di prodigi» - chiesa di S. Spirito – ore 17,30 15 dicembre 2011 l’Istituto Comprensivo «Cimarosa» presenta «Natale: Vita e speranza…e Dio venne in mezzo a noi» - Cattedrale di S. Paolo – ore 19,00 16 dicembre 2011 La scuola di ballo «Bayadere» presenta «Ballet’s Cristmas» - Teatro Cimarosa – ore 20,00 17 dicembre 2011 «Io come tu» - Spettacoli e intrattenimenti musicali a cura della sezione Unicef provinciale – piazza Municipio – ore 16,30 17 dicembre 2011 «Music Sensation» Concerto - Salone S. Francesco – piazzetta Don Diana – ore 21,00 17/18 dicembre 2011 la «Sacra rappresentazione del presepe vivente» a cura dell’Associazione Cattolica Parrocchia SS. Filippo e giacomo – ore 19,00 17/18 dicembre 2011 Evento «Danzare per la Vita pro Telethon» Stage e galà di danza con la partecipazione straordinaria del ballerino Stefano di Martino, star di «Amici» – Palazzetto dello Sport dalle 9,00 alle 21,00 18 dicembre 2011 «Aversa turismo» presenta «Alla scoperta di

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un’Aversa diversa» - raduno in piazzetta S. Paolo 18 dicembre 2011 Concerto di Natale a cura della Cappella Lauretana del Duomo di Aversa - Cattedrale di S. Paolo 18 dicembre 2011 Concerto di Natale del tenore Francesco Di Franco – Chiesa di Costantinopoli – ore 20,00 19 e 20 dicembre 2011 «Aversa è Moda – fashion in the street» - nelle strade dello shopping ore 18,00 20 dicembre 2011 l’Istituto Comprensivo «Cimarosa» presenta «Il Concerto di Natale» - Cattedrale di S. Paolo 21 dicembre 2011 Concerto Gospel «Singin’ Glory Gospel Choir» - Chiesa S. Antonio - ore 18,30 26 dicembre 2011 Concerto di musica classica di Andrea Carnevale e Francesco Virgilio e Simona Marino 27 dicembre 2011 Concerto dei «Neri per Caso» che presentano «Natale per Caso. Magie di canti natalizi e gospel» 28 dicembre 2011 «Aversa Turismo» presenta il Concerto per organo del M° Mauro Castaldo 29 dicembre 2011 L’Associazione Fabricaria presenta «Happy Colours for Happy People» (Aversa Rock Fest) - Palazzetto dello Sport - ore 21,00 29 dicembre 2011 «Il Concerto di Natale» – Chiesa di S. Francesco – ore 18,30 30 dicembre 2011 «Aversa in musica – Talenti nostrani in piazza» - Piazza Municipio – ore 20,00 2 gennaio 2012 Pattinando in piazza V. Emanuele 5 gennaio 2012 l’Associazione Cattolica della chiesa di S. Giuseppe Operaio con il Centro Sociale «G. Della Vecchia» presentano «La befana dell’anziano» - via del Popolo 5 gennaio 2012 l’Accademia Italiana «D. Cimarosa» presenta «Cimarosalive» - chiesa di S. Bartolomeo 6 gennaio 2012 - l’Associazione Borgo e Musica presenta “Voci nuove …in Cristmas”- via Bisceglia 9 gennaio 2012 La Compagnia teatrale «I figli delle stelle» presenta «Nu Bambeniello e tre S. Giuseppe» Teatro Cimarosa 16 gennaio 2012 «Premio internazionale D. Cimarosa» - Terza edizione - Teatro Cimarosa – ore 20,30 il programma completo lo trovate su www.bloq.it

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ASIPS

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Una serie di eventi da non perdere: “Frammenti di stelle Illuminano”

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’Asips ha organizzato una serie di eventi da non perdere assolutamente. Ce ne parla il Presidente Maurizio Pollini. Presidente cos’è l’Asips? “L’Asips è un’Azienda Speciale per l’Innovazione della Produzione e dei Servizi della Camera di Commercio. E’ un organismo al servizio del sistema imprenditoriale di Terra di Lavoro al quale indirizza la propria attività per accrescerne la competitività, facendo leva sulla conoscenza, sulla spinta al cambiamento, sull’innovazione. Quest’ultima, in particolare, viene declinata nelle sua diverse dimensioni e configurazioni: come capacità di trasferire al tessuto produttivo locale i risultati conseguiti nei centri di ricerca presenti sul territorio; come opportunità connesse all’introduzione di nuove tecnologie; come utilizzo consapevole e razionale delle fonti energetiche; come sostegno alla creazione di imprese basate su tecnologie e competenze sviluppate in Ateneo; come formazione e valorizzazione delle risorse umane e dei patrimoni professionali. Ad ognuna di queste voci corrisponde un ambito operativo che l’Asips ha sperimentato con iniziative e progetti capaci di corrispondere a necessità concrete delle imprese, spesso anticipandone le esigenze e segnando percorsi mai praticati in precedenza. Nella sua ormai ventennale esperienza, l’Azienda ha sempre cercato di interpretare le aspettative delle imprese, avendo come unico obiettivo quello di creare occasioni di sviluppo e proponendosi quale punto di riferimento per la realizzazione di processi innovativi indirizzati al sistema economico locale. Proprio al fine di valorizzare le risorse umane, nella convinzione che la diffusione della conoscenza sia indispensabile per accrescere il capitale intellettuale, l’Azienda ha organizzato “Frammenti di stelle Illuminano” territorio, conoscenza innovazione, ospitando in luoghi significativi del territorio performance di studiosi, scienziati e artisti, affidandone i contenuti alla responsabile progetto Paola Servillo. Questa attività si aggiunge, quindi, al novero, già ricco ed articolato, delle iniziative appartenenti alla consolidata tradizione dell’Asips. Quello che emerge è un impegno ad ampio spettro, nel quale l’azienda profonde quotidianamente le migliori energie del presidente, dei suoi amministratori, della direzione, della struttura per dare il proprio contributo alla crescita del sistema imprenditoriale casertano ed allo sviluppo dell’economia locale”. Ci può illustrare i vari eventi che avete organizzato? “L’anima della terra vista dalle stelle” è uno spettacolo di parole e musica con Margherita Hack e Ginevra Di Marco. E’ un viaggio dell’uomo attraverso la terra, uno spettacolo che indaga il rapporto tra noi e l’universo che ci accoglie. L’incontro di due ‘stelle’ nate in Toscana è diventato l’occasione per indagare su alcune tematiche sociali scottanti quali immigrazione/emigrazione, nuove energie, globalizzazione, lavoro, corruzione. Ginevra Di Marco ha interpretato alcune tra le melodie tradizionali più belle su queste tematiche: brani densi di significati, valori e storia; Margherita Hack ha alternato alle canzoni i suoi Potete commentare gli articoli visitando il sito: www.bloq.it

testi di approfondimento, puntualizzando a cura ed espandendo i concetti con la forza della della sua immensa esperienza ed il suo carisma. Redazione Nello spettacolo c’era musica etnica, tradizionale e cantautorato di qualità da tutto il mondo, un viaggio verso tutti i continenti, Bloq Magazine con canti dalla Bretagna, da Cuba, dalla redazione@bloq.it Macedonia, Albania, Italia del Sud, Toscana. Lo spettacolo, si è tenuto il dodici dicembre, nella cornice del Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere. Un documento straordinario di un’epoca magica per Santa Maria Capua Vetere e testimonianza preziosa della cultura tardo ottocentesca di Terra di Lavoro. - continua Pollini - il 14 dicembre a Caiazzo, nella cornice di Palazzo Mazziotti, un imponente edificio del 1400, si è tenuta ‘La musica dei numeri, i numeri della musica’. Una Conversazione matematico-sonora di Piergiorgio Odifreddi, con interventi anche pianistici di Roberto Cognazzo. Mettere insieme un matematico appassionato di musica ed un musicista che con i numeri proprio non se la dice è stata una vera e propria sfida al destino. Ma proprio un destino con la D minuscola, un ‘fatino’ piccolo piccolo ha fatto incontrare qualche tempo fa Piergiorgio Odifreddi e Roberto Cognazzo, torinesi ambedue, ambedue cattedratici (Università e Conservatorio), ambedue di facile parola ed avvezzi alle performances radiofoniche, televisive e teatrali. Mettendo insieme differenze e somiglianze i due amici hanno costruito un concerto numerico che a poco a poco si trasforma in numero concertistico”. Ad Aversa cosa è stato organizzato? “Il 17 dicembre alle ore 20.00 ci incontreremo in piazza Municipio per far levare al cielo 500 lanterne magiche accompagnate dai pensieri di alcuni dei più grandi uomini che hanno dedicato la loro vita alla conoscenza, all’innovazione e al progresso. Le lanterne trasformeranno il cielo della notte in uno scenario unico ed emozionante. Attraverso il coordinamento di tecnici istruttori, il pubblico eseguirà dei fantastici lanci sincronizzati in grado di emozionare e stupire il pubblico che parteciperà e quello che osserverà. Il volo delle lanterne è accompagnato da suggestive colonne sonore. Ai bambini al di sotto dei 14 anni è consentita solo la visione”. A questo punto Presidente la ringraziamo per la sua disponibilità e nel contempo invitiamo tutti gli aversani a partecipare all’evento che si terrà il 17 dicembre a Piazza Municipio. ANNO 4 - Numero 20 - 11 dicembre 2011


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COMMERCIO

La Confesercenti di Aversa ha presentato il progetto“City4bike”

N a cura della Redazione

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asce “City4bike”, una iniziativa della Confesercenti che unisce mobilità sostenibile con una nuova ed efficace forma di marketing per gli esercizi commerciali della città. “Ogni commerciante – ha spiegato il presidente provinciale della Confesercenti, Maurizio Pollini – acquista una o più biciclette di cortesia da noleggiare gratuitamente ai propri clienti e, grazie all’applicazione sul velocipede di due pannelli con brand personalizzato, pubblicizza il proprio esercizio e mette a disposizione di cittadini e turisti un servizio prezioso per i viaggi di prossimità dove i mezzi pubblici non prevedono fermate o, in alternativa, per una semplice passeggiata nel centro della città che non contempli estenuanti (e dispendiose) ricerche del posto auto ed emissioni di smog”. L’aspetto innovativo di City4bike riguarda la possibilità di noleggiare i velocipedi attraverso un

contratto di comodato di uso gratuito e, quindi, senza dover utilizzare schede prepagate o anticipo di contanti per depositi cauzionali. In pratica, i cittadini che desiderino servirsi delle biciclette, non dovranno far altro che lasciare un proprio   documento al commerciante, firmare il contratto di comodato d’uso gratuito e….pedalare. L’iniziativa è piaciuta al Sindaco che subito ha aderito. “Abbiamo previsto l’acquisto, come Comune, di altre venti biciclette. Perché una città dove si lascia a casa l’auto e si pedala di certo sarà una Città più vivibile e sostenibile’. “Siamo contenti che l’Amministrazione comunale sia sensibile al tema proposto e registriamo con grande piacere il contributo della Città di Aversa. Intanto – assicura Giordano – i commercianti aversani hanno accolto con piacere questa novità e ci hanno fatto già prevenire numerose adesioni”.

AVERSA

I commercianti tentano di rilanciare il commercio locale

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coincide con le feste natalizie, il Centro Commerciale Naturale “Il Basilisco” – Borgo Commerciale Normanno ha associato numerose iniziative inserite all’interno dei settanta e più eventi che animeranno la fine del 2011 e tutto il 2012. Ci auguriamo che tutte queste iniziative servano concretamente a rilanciare un comparto che da troppo tempo langue.

empo di Natale al Centro Commerciale Naturale “Il Basilisco” – Borgo Commerciale Normanno. A partire dai primi giorni di dicembre, infatti, le strade di via San Felice e via Del Seggio si sono vestite a festa per offrire a tutti gli avventori più di trenta giorni che facciano respirare la vera aria del Natale tra una passeggiata all’insegna dello shopping, una degustazione enogastronomica, la riscoperta di cultura e tradizione e tanto divertimento per giovani, adulti e bambini. I weekend al “Basilisco” saranno intensi e spensierati e dureranno praticamente un mese intero con i negozi aperti anche la domenica per l’intera giornata. Inoltre, proprio al mese che

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ECONOMIA

Giovanni Bo: “La soddisfazione del cliente è il nostro primo obiettivo”

L a cura della Redazione Bloq Magazine redazione@bloq.it

Nelle foto sopra: un ambiente rivestito interamente di Kerlite Nella foto sotto: Giovanni Bo e lo staff dell’Esagono alla festa per il trentennale dell’azienda

a soddisfazione del cliente è il nostro primo obiettivo”. Questo è lo slogan del Centro Vendite Esagono di Aversa, nato più di trent’anni fa grazie alll’intraprendenza del sig. Giovanni Bo, attuale contitolare dell’azienda. Bo, oltre ad esserne il direttore responsabile, rappresenta il vero e proprio motore, anima e punto di riferimento per un gruppo che, partendo da un solo punto vendita, oggi ne conta ben tre in Campania. I centri espositivi Esagono oltre ad essere tra i più belli della regione, in fatto di ceramiche innovative sono ai primi posti in Italia per assortimento e qualità dei prodotti. E uno dei prodotti di punta del Centro vendite Esagono è la Kerlite. Si tratta di una nuova superficie per l’Architettura che si presenta sotto forma di lastre in gres porcellanato di grandi dimensioni, fino a 3 metri per 1 e con uno spessore di appena 3 mm. La Kerlite può essere usata per rivestire superfici a parete in abitazioni, edifici o locali pubblici, sia in interno che in esterno. E’ un prodotto straordinario (della Cotto d’Este) che presenta una serie di caratteristiche qualitative notevoli come la resistenza agli attacchi chimici, ai solventi organici e inorganici, ai disinfettanti e detergenti. Si pulisce con estrema facilità mantenendo intatte le caratteristiche di finitura superficiali. La Kerlite, tra l’altro, è totalmente compatibile con le sostanze alimentari, in quanto non rilascia elementi in soluzione. Non consente l’insorgenza di muffe batteri e funghi. La Kerlite non contiene materie organiche pertanto resiste al fuoco e alle alte temperature. In caso di incendio non sprigiona fumo e non emette sostanze tossiche. Resiste ai graffi e all’abrasione profonda. Le sue proprietà rimangono inalterate anche dopo un uso intensivo ed una pulizia frequente. Per quanto concerne i colori la Kerlite è un prodotto privo di pigmenti organici. Resiste ai raggi UV e i colori non subiscono nessuna variazione, anche se sottoposti a condizioni climatiche e atmosferiche sfavorevoli. Grazie ad un assorbimento d’acqua prossimo allo zero, Kerlite resiste al gelo e si adatta a tutti i climi. In fatto di robustezza la Kerlite presenta un’elevata resistenza alla flessione. E’ un materiale totalmente naturale ottenuto da materie prime controllate. Nel processo di produzione non vengono rilasciati gas nocivi e polveri sottili dannose per l’ambiente. Le lastre di Kerlite consentono infinite possibilità estetiche. Sono adatte, infatti, a rivestire superfici di ampia dimensione, piatte o concave, nelle soluzioni architettoniche per interni e per esterni. Una caratteristica peculiare delle lastre di KERLITE (di solo 3 mm di spessore) sono l’estrema facilità di lavorazione e posa in opera. Il materiale può essere tagliato,

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sagomato e forato con macchine automatiche e utensili per la lavorazione del vetro e del gres porcellanato. Addirittura si possono ottenere tagli e sagomature eccellenti incidendo la KERLITE con semplici tagliavetro. Per la foratura manuale si possono utilizzare i normali trapani elettrici o avvitatori a batteria. Naturalmente la KERLITE, in tutte le sue versioni, può essere tagliata anche utilizzando dischi diamantati montati su smerigliatrici manuali, elettriche o su banchi da taglio. Caratteristica unica è la possibilità di realizzare una finitura a spigolo in maniera del tutto artigianale con un effetto estetico sicuramente efficace e senza l’utilizzo di profili paraspigolo. Le lastre Kerlite hanno uno spessore di soli 3mm: ciò conferisce loro caratteristiche di flessibilità, leggerezza ed elevato grado di maneggevolezza. Per la sua leggerezza la KERLITE è facilmente trasportabile. Le lastre 100x300 cm di  KERLITE 3mm e KERLITE PLUS possono essere sollevate da una persona. Il peso di una lastra di cm 100x100 è 7,4 kg nella versione KERLITE 3 mm, 7,8 kg nella versione KERLITE PLUS e 16 kg nella versione KERLITE TWIN. Le lastre di KERLITE TWIN devono essere movimentate da due persone. La Kerlite è marcata CE. Una Direttiva Europea sancisce che i materiali da costruzione devono possedere determinati requisiti di sicurezza. Tale marchio garantisce la resistenza al fuoco, alla flessione, agli sbalzi termici, allo scivolamento, all’adesione, all’attrito e alla cessione di sostanze pericolose. Presso i Centri Vendite Esagono si può ordinare uno dei prodotti di punta della Cotto d’Este: la Kerlite Kilowatt. Si tratta di celle fotovoltaiche di ultimissima generazione, abbinate a lastre sottili di gres laminato. Oltre ad essere una delle soluzioni di decoro più accattivanti tra quelle proposte dall’Esagono, in un’ottica di riduzione dei consumi e dell’inquinamento, rappresenta il non plus ultra in quanto, udite udite, consente di produrre energia elettrica. Le lastre fotovoltaiche di Kerlite KW,infatti, affiancando le versioni PLUS e TWIN, sono utilizzabili per realizzare facciate ventilate e coperture in cui gli  elementi destinati alla produzione di energia si integrano perfettamente con quelli decorativi. La libertà di progettazione, la garanzia di affidabilità ed eccellenza estetica, unite alle tecnologie più sofisticate, fanno di Kerlite il primo materiale ceramico polifunzionale, in perfetta sintonia con i dettami degli attuali canoni architettonici. In questo modo l’involucro dell’edificio risponde contemporaneamente a più esiegnze: di isolamento, di durata nel tempo, di riconoscibilità estetica e di produzione di energia elettrica. Crediamo che questi siano elementi più che sufficienti per recarsi presso uno dei tre Centri Vendita Esagono creati dal Sig. Bo. ANNO 4 - Numero 20 - 11 dicembre 2011


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AGRO AVERSANO

L’acqua di casa si può bere: ecco i risultati del progetto Il progetto ha valorizzato l’uso responsabile e intelligente dell’acqua tra studenti e famiglie di San Marcellino, Villa di Briano e San Cipriano d’Aversa

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di Umberto De Santis

Corrispondente Bloq Magazine redazione@bloq.it

i è tenuta, il 29 novembre scorso, nella sala polivalente di piazza Cavour a Villa di Briano la presentazione dei risultati del progetto “Acqua Bene Comune”, intitolata “L’acqua di casa tua si può bere?” Il progetto, finanziato dal CSV ASSOVOCE di Caserta con fondi protocollo d’intesa fondazioni bancarie e volontariato, è stato promosso dall’associazione Scuola di Pace don Peppe Diana, in partenariato con le associazioni Santuario Madonna di Briano e Universo, sita a San Marcellino, ha voluto educare ad un consumo responsabile dell’acqua stimolando la presa di coscienza individuale e collettiva sulla necessità di modificare i comportamenti quotidiani nel rispetto dell’ambiente e degli spazi circostanti. “Acqua Bene Comune” ha voluto valorizzare nelle scuole dei comuni di Villa di Briano, San Cipriano d’Aversa, San Marcellino, ma anche tra le famiglie degli studenti coinvolti, il risparmio, l’uso responsabile e intelligente dell’acqua, mettendo in evidenza i numerosi vantaggi ambientali, monetari, di salute che possono derivare dalla riduzione degli sprechi. Da marzo 2010 allo scorso ottobre, i numerosi volontari hanno sviluppato campagne di sensibilizzazione sul tema, incontri formativi nelle scuole, un calendario realizzato dai bambini delle classi sensibilizzate, distribuito un kit di riduttori di flusso (un semplice dispositivo per il risparmio idrico), monitorato i consumi di un campione di famiglie dei tre comuni e la qualità chimico-fisica, organolettica e microbiologica delle “acque potabili” del territorio. Alla domanda “L’acqua di casa tua si può bere?”, le associazioni promotrici del progetto con l’aiuto degli esperti, che hanno analizzato l’acqua di questi territori dal punto di vista chimico-fisico, microbiologico e organolettico, non possono che rispondere non possono che rispondere con un sonoro SI! Dopo un percorso durato più di un anno e mezzo sono arrivate alla conclusione che “il consumo di acqua in bottiglia non si giustifica né

per ragioni nutrizionali, né igieniche né per ragioni economiche. La maggior parte delle acque in bottiglia in commercio non si distingue in nulla da quelle distribuite dai nostri acquedotti se non per il prezzo: l’acqua in bottiglia in commercio costa da 250 a 500 volte meno di quella in bottiglia!” Quindi l’acqua di tutti e tre i paesi monitorati, San Marcellino, San Cipriano d’Aversa, Villa di Briano, è più che buona e quindi non ci sono motivi per ritenere l’acqua minerale più salutare. Ma siccome di acqua ce n’è tanta però solo una piccola parte è utilizzabile, l’acqua delle condotte urbane non va sprecata, è un bene prezioso e probabilmente lo diventerà ancora più in futuro. Per questo va tutelata e usata consapevolmente. Per contribuire al risparmio idrico, le associazioni partecipanti a “Acqua Bene Comune” hanno distribuito dei riduttori di flusso a 400 famiglie che abitano sui territori di riferimento dell’iniziativa e hanno monitorato i loro consumi prima e dopo l’utilizzo dei riduttori di flusso.

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ISTRUZIONE

Refezione scolastica, il Tar dà ragione al Comune di Aversa

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i chiude la disputa legale tra il Consorzio Valcomino ed il Comune di Aversa in merito alla refezione scolastica. La sentenza del Tar Campania n.05486/2011, infatti, ha respinto il ricorso proposto dal Consorzio Valcomino soc. Coop. Sociale e Società Cooperativa Palmy giudicando corretto l’operato della commissione giudicatrice che ha disposto l’esclusione del consorzio stesso, non per la semplice mancanza di un documento prescritto dalla disciplina di gara, ma per la sua riscontrata inidoneità. “Il Consorzio – ha spiegato la dirigente all’area, dott.ssa Gemma Accardo – che dapprima aveva contestato la bontà del bando di gara, aveva poi partecipato alla gara stessa ed era stato legittimamente escluso per carenza di idonea documentazione attestante i requisiti di solvibilità ritenuti fondamentali. Successivamente il consorzio riammesso alla gara sub judice risultava comunque aggiudicatario provvisorio e ciò a dimostrazione della trasparenza e della obbiettività delle valutazioni della commissione giudicatrice”. E conclude la dirigente: “La sentenza in oggetto, dunque, stabilendo l’esclusione del

consorzio ha in buona sostanza confermato la bontà dell’operato dell’Amministrazione, avallando l’operato della commissione giudicatrice”. La sentenza è stata accolta con favore anche dall’assessore alla pubblica istruzione Michele Galluccio, che ha commentato: “Finalmente oggi con la sentenza del Tar si mette un punto a questa vicenda. Adesso e per i prossimi due anni e mezzo, avremo lo stesso interlocutore. Ed a lui toccherà rendere migliore il servizio a partire dall’informatizzazione del sistema ticket. Noi come Amministrazione – conclude Galluccio – in ogni caso non abbasseremo mai la guardia affinchè ai bambini delle nostre scuole siano serviti pasti genuini e sani”.

a cura della Redazione Bloq Magazine redazione@bloq.it

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LETTERE AL DIRETTORE

Successo del convegno sulla necessaria “Decrescita felice”

L di Pia Pangese

Corrispondente Bloq Magazine redazione@bloq.it

la copertina del libro di Michele Pallante

a partecipazione al “Convegno sulla decrescita felice” è stata una buona occasione per ascoltare proposte alternative all’attuale modello di sviluppo, basato sul prodotto interno lordo. Quando, dopo la intrigante lettura della poesia di Neruda “Ode alla vita”, declamata da Arianna Di Palma, ha cominciato a parlare Maurizio Pallante, nell’Aula Magna della Facolta di Ingegneria, c’erano centinaia di persone ad ascoltarlo con un sorprendente interesse, per cui bisogna dare onore al merito degli organizzatori, che hanno sorpreso la “sufficienza” di qualche incuriosito politico, presente in sala. Qual’è l’aspetto fondamentale della proposta del “movimento nazionale per la decrescita felice”? E’ la convinzione che la crescita illimitata della produzione di merci, a svantaggio dei beni, porterà l’umanità alla catastrofe e la terra alla distruzione. Perciò bisogna affidarsi, da subito, ad un modello economico e sociale alternativo al capitalismo e all’economia di mercato. Questa idea-forza prefigura l’organizzazione di una società fondata su valori e stili di vita completamente diversi da quelli attuali. Secondo il Presidente relatore, l’economia deve essere rimessa al suo giusto posto di semplice mezzo della vita umana e non essere considerata suo fine ultimo. La decrescita mira non solo a preservare l’ambiente, ma anche a ripristinare un minimo di giustizia sociale, senza il quale il pianeta è condannato all’esplosione. Sopravvivenza sociale e sopravvivenza biologica sono, quindi, strettamente legati. I limiti del patrimonio naturale non pongono soltanto un problema di equità intergenerazionale nell’uso delle risorse, ma anche una questione di giusta ripartizione di esse tra gli esseri viventi, con una visione ormai globale, oso dire, planetaria. La decrescita, però, non significa immobilismo conservatore. Secondo Pallante, bisogna rinunziare, soddisfacendo un numero ragionevolmente limitato di bisogni e in armonia con i vincoli naturali, alla credenza che “di più è uguale a meglio”, perché il bene e la felicità possono realizzarsi anche con costi minori. Grazie a questa premessa, la decrescita si dovrà basare su tre pilastri: la sfera personale, quella politica e quella tecnologica. In questo modo, non basta semplicemente scegliere stili di vita, bisogna assolutamente sfruttare le possibilità che la tecnologia offre, riducendo “la nostra impronta ecologica” e sfruttando quelle tecniche mirate al risparmio energetico, sia in ambito privato sia in ambito industriale. Tutto questo perché non basterebbe alcuna risorsa rinnovabile se prima non riduciamo i consumi, limitiamo gli sprechi e “tappiamo i buchi

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che ha il nostro sistema energetico”. Per fare questo, però, ci vuole un forte contributo della “politica”, che faccia leggi adeguate e assicuri il rispetto delle tante normative già in vigore che molto spesso, sono in realtà lettera morta! Quindi, se quello, della “decrescita felice” appare un messaggio rivoluzionario, si deve convenire, che è, pur tuttavia, una possibile idea di salvezza per il futuro del mondo, che oggi appare fortemente condizionato dal mito della tecnologia, che influenza le due componenti fondamentali del sistema: società e natura. Essendo la tecnologia uno dei più efficaci agenti del cambiamento che si conosca e quella che condiziona i rapporti salubri con l’uomo e sobri con la natura, il suo sovradimensionamento comporta l’effetto negativo di un ambiente artificiale creato dall’uomo, devastante per l’uomo stesso, laddove per lungo tempo si è sviluppato in costante equilibrio con l’ambiente naturale, vivibile fino a qualche centinaio di anni fa. Ma l’incremento della popolazione e l’accelerazione del progresso tecnologico hanno profondamente turbato tale equilibrio e oggi minacciano la struttura stessa dell’ambiente organizzato, che è fortemente influenzato da tutte le quattro componenti che vi si ritrovano stabilmente: uomo, società, natura e tecnologia. Ecco perché c’è da dire che si ha la sensazione di essere alla fine di un ciclo storico, che ci costringerà ad andare alla ricerca di nuove forme di solidarietà. Allora, se le cose stanno così, si tratta di ri-pensare il pensiero, superando la società dell’avere e puntare ad una società dell’essere, vista come mèta quanto mai suggestiva da raggiungere insieme nella società di domani. Ma è possibile realizzare tutto ciò senza individuare preventivamente, facendoli propri, i valori atti a guidare la serena coesistenza ed il graduale passaggio da un sistema all’altro in maniera pacifica, e perciò… felice? La sfida è di proporzioni gigantesche, non solo in termini quantitativi ma anche qualitativi, a causa dell’intrigo della rete di interazioni tra le complessità dell’uomo, il suo ambiente, i suoi prodotti, le sue necessità, l’effettiva volontà di ridimensionarsi. Ci troviamo in una tale situazione: il compito è immenso e consiste in nulla di meno di un cambiamento delle ideologie, delle motivazioni e, quindi, del modo di vivere di almeno qualche miliardo di esseri umani. La speranza è di evitare “la morte a piccole dosi” e armati di “ardente pazienza”, nel mentre aspettiamo che la… decrescita s’intraveda all’orizzonte dell’homo tecologicus, naufrago del terzo millennio. ANNO 4 - Numero 20 - 11 dicembre 2011


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SEGNALAZIONI

Le strade di Aversa non sono praticabili per chi ha una disabilità

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i chiamo G. M. e sono residente in Aversa,   alla via G. Deledda. Mi rivolgo a voi di Bloq  poiché non so più a chi rivolgermi, per ottenere il rispetto ed il decoro della cosa pubblica e la convivenza civile. Cercherò di spiegare il mio disappunto e la mia protesta con questa breve avventura: L’altro giorno è venuto a trovarmi un amico, non deambulante, si muove con le stampelle e ha difficoltà di movimento, è arrivato ad Aversa con il treno delle Ferrovie dello Stato e ci siamo spostati a piedi per via  Atellana, dove panchine non agibili, rami e arbusti pericolosamente sporgenti, non permettevano un libero accesso. In conclusione, quindi, si è costretti camminare per la strada con tanto pericolo e accompagnati dagli strombazzamenti dei “civilissimi” automobilisti. Nella tarda mattinata ci siamo fatti un “giro” per Aversa. Abbiamo attraversato il  vicoletto del liceo (passaggio pedonale per via Corcioni) certamente sarebbe  più agevole attraversare un “bagno pubblico” che quella stradina: escrementi di cani e di persone e in più rami bassi di alberi dei condomini adiacenti, la rendono fatiscente e inaccessibile. Passeggiare per Aversa è stato tutto uno slalom, tra auto sui marciapiedi e suolo pub-

blico chiuso ed inibito al passaggio pedonale e tanto ancora. Di questo degrado ed abbandono, ce ne rendiamo conto,  ancora di più se si è vicino a chi è meno fortunato di noi, dato che, essendo diversamente abile, dovrebbe trovare più accoglienza in una società di giusti e civili, dovrebbe, ma così non è, come ben sappiamo. Di tutto questo ho parlato più volte con chi la persona preposta  a questo tipo di denunce, ma non ho avuto nessuna risposta, nessun intervento. Ora mi rivolgo a Lei come ultima ratio per chiedere aiuto nel risolvere e mi auguro in modo definitivo i problemi che ho sopra esposto, e se non è di sua competenza di indicarmi la strada da perseguire. Queste, sono lettere che non vorremmo mai pubblicare, perché  in una città giusta e civile, come scrive il signor Giovanni, non ci dovrebbero essere questi disagi,  nè per la persone “normali” né, soprattutto, per chi ha problemi a muoversi, in una città civile ci si aspetterebbe  che  venissero tutelati, ma come sempre, chi paga le conseguenze delle cattive amministrazioni sono,  certamente,  i più deboli. Ci uniamo alla denuncia del signor Malomo, augurandoci che qualcuno la prenda in considerazione, che  cerchi di risolvere, al più presto, questa annosa questione delle strade ad Aversa.

a cura della Redazione Bloq Magazine redazione@bloq.it

Se volete segnalarci problemi, carenze, disfunzioni, situazioni di pericolo, inadempienze ecc. inviate una e-mail a: redazione@bloq.it (lasciando se volete anche un recapito telefonico). Sarete contattati il più presto possibile dalla redazione di Bloq Network

Aversa: installate rastrelliere per le biciclette, in tutta la Città “Sul nostro territorio è nettamente migliorata la viabilità”. A dichiararlo il sindaco di Aversa Ciaramella, che continua: - Sono cominciate le installazioni, su tutto il territorio cittadino, di rastrelliere per la sosta di biciclette. Insieme ai vigili ho girato la città in lungo ed in largo e mi sono reso conto di come la situazione, dal punto di vista della viabilità, sia nettamente migliorata. Lo dicevo qualche mese fa quando istituimmo gli stalli di sosta a pagamento e lo ribadisco ora: in nessun modo bisogna interpretare la creazione di nuovi stalli di sosta come un modo per “tassare” i cittadini, bensì come un mezzo per evitare soste selvagge e migliorare la viabilità e vivibilità delle zone in cui sono sorte -. Ciaramella afferma di aver notato “come il traffico in Città fosse più scorrevole, come tanti fossero i posti liberi sia delimitati da strisce bianche (quelli non a pagamento); sia quelli gialle (riservati ad i residenti, in particolari zone della Città e per portatori di handicap) ed, ovviamente, anche quelle blu”. E sulle strisce blu: “Sono nate – spiega il primo cittadino – per evitare soste selvagge e contribuire alla regolamentazione di aree sulle quali da tempo gli stessi residenti chiedevano all’Amministrazione di intervenire per disciplinarne la viabilità e la vivibilità, ma soprattutto affinché tutti i cittadini lascino a casa l’auto ed imparino ad utilizzare mezzi di trasporto alternativi. In tale ottica – continua Ciaramella– con il dirigente del settore, il comandante Guarino, abbiamo deciso di installare in tutta la città, specie nei pressi di uffici pubblici e scuole, rastrelliere per il parcheggio delle biciclette nonché di creare strisce bianche per la sosta dei motocicli. Non dobbiamo dimenticare, inoltre, che sul nostro territorio circolano tre autobus che collegano tutta la città”. Le rastrelliere sono state installate nei pressi del Comune e in prossimità di uffici pubblici. Potete commentare gli articoli visitando il sito: www.bloq.it

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professionisti BUONANNO, di Aversa, ballerini Nicola RISCO e la moglie Annarita ni 2004 nella Italia ioni Camp già , icane o Amer di classe A Danze Standard e Latin posto Treviglio si sono classificati al 1° a mbre nove 19 il balli, 10 Combinata ard organizzata dalla FIDS. Alla gara Stand e Danz Italia a Copp di della 1^ prova i da tutta Italia. hanno partecipato coppie provenient

segretaria nazionale Flai Cgil, VILLA LITERNO - [24 novembre] La del Lavoro di Villa Literno Stefania Crogi, inaugura la Camera

comto il progetto “City byke”. Ogni AVERSA - [25 novembre] Presenta re ggia nole da esia” cort di te “biciclet merciante dispone di una o più in bici per la città e girar ono poss che ti clien ri gratuitamente ai prop

L’Assemblea provinciale di LiVILLA DI BRIANO [25 novembre] contro le mafie riconferma bera Associazioni, nomi e numeri provincia di Caserta. Anla per Valerio Taglione coordinatore idio di Libera Aversa. nunciata la costituzione del pres

Coialmente la collaborazione tra il AVERSA [25 novembre] Nasce uffic per o caric all’in to meri in ura Architett mune di Aversa e la Facoltà di e urbanistico cittadino. zio edili io imon patr del e zion il per la riqualifica

olo di VILLA LITERNO [27 novembre] Spettac dansolo Non tro cen del danza e solidarietà rizio Fab Rai fo ogra core za che ospita il noto Mainini

Potete commentare le foto visitando il sito: www.bloq.it


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AVERSA [27 novembre] Con una doppietta di Pisani l’Aversa Normanna stende il Chieti e torna alla vittoria davant i al suo pubblico.

NAPOLI [2 dicembre] Il Gov ernatore Stefano Caldoro presenta il progetto “Facciamo un pac co alla camorra” nella Bot tega dei sapori e della legalità.

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MARANO - Il magistrato Ant oni Marano Ragazzi Spot Festiva no Ingroia premia i finalisti del l. Il festival nazionale deg li spot di pubblicità sociale realizzati dai ragazzi.

AVERSA [3 dicembre] L’Istitu to Comprensivo ‘De Curtis’ ed il Comune, presentano il musical “Ma saniello”. L’incasso dei bigl ietti della serata sarà totalmente devoluto in beneficenza ai reparti di ematologia e a quello di pediatria e neonat ologia dell’ospedale ‘Moscat i’ di Aversa

AVERSA [4 dicembre] Grande successo per “Le grotte dell’ agro aversano - scrigni di storia e sapo ri”, manifestazione organizza ta dall’assessorato alle politiche sociali del Comune,in collabora zione con ‘Agrisviluppo’- azien da speciale della Camera di Com mercio e dell’ordine degli arch itetti della Provincia di Caserta

GAVORRANO [4 dicembre] L’Av ersa Normanna sfiora il blitz in terra toscana. Per due volte in vantagg io viene raggiunta dal Gavorra no che chiude il match sul 2-2

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MUSICA

Grande concerto di Geoff Farina all’auditorium “Bianca d’Aponte” L’evento organizzato da Fabbricaria ha regalato alla popolazione aversana un respiro di cultura e passione che mancava da un po’ di tempo in città

A di Rolando S. di Martino

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versa come Woodstock? Non proprio, ma comunque ci ha fatto piacere assistere ad una kermesse musicale del genere dopo tanto tempo. Aversa patria di jazz, di musica, di cultura ma che a volte ci ricorda una nobile decaduta a cui interessa solo conservare casato, piuttosto che legittimare la propria nobiltà. E’ stato bello, invece, vedere come in questi giorni si sia invertita la tendenza: Luciano de Crescenzo all’auditorium Caianiello prima e Geoff Farina al d’Aponte poi hanno regalato a questa città un respiro di cultura e passione che mancava da un po’ di tempo. Nel caso dello statunitense, permformer il 25 Novembre all’evento organizzato da Fabbricaria, è d’obbligo accennare almeno un pò del suo curriculum: leader dei Karate sin dalla prima formazione del quartetto di Boston fino allo scioglimento datato 2005, da quando la sua strada si è divisa da quella di Jeff, Eamonn e Gavin ha intrapreso una carriera solista che lo ha portato sui palcoscenici di mezzo mondo, proponendo al pubblico sia il meglio della sua produzione con i Karate sia alcuni progetti nuovi. Alla domanda su come sia stata la separazione dai componenti della band e lo scioglimento della stessa, ai microfoni di radioaversa.com, incalzato da Ferdinando Graziano, ha così commentato “Viviamo in luoghi diversi, Chicago, Boston, etc, ma i rapporti sono ancora buoni; non posso non aver un buon ricordo dei Karate, delle canzoni che abbiamo fatto assieme e delle emozioni che abbiamo trasmesso al pubblico”. Guardando Geoff Farina non si può non pensare al passato, dall’album d’esordio Karate passando per In place of real insight, ma è lui stesso, da vero artista, ad aprirci gli occhi sul suo futuro musicale: “Tra poco uscirà anche qui in Europa il mio prossimo album, dopo esser stato presentato già

in Giappone. Ma tengo tanto anche ad un altro progetto, che spero possa uscire per metà dell’anno prossimo e di cui già abbiamo scritto più della metà dei brani. Ad essere onesto spero di venirlo a presentare proprio in Europa!”. A quanto pare è proprio vero che l’album più importante per un cantante è sempre quello che ancora deve uscire. Prima di lasciare i nostri microfoni per deliziare il pubblico accorso alla festa di Fabbricaria, si è congedato spendendo belle parole per la nostra Aversa: “Sono qui da meno di 4 ore e sono venuto giusto in tempo per il soundcheck e per pranzare velocemente. Ho avuto comunque modo di vedere bella gente: spero di poter tornare magari per divertirmi un pò e conoscere meglio la gente di Aversa, magari per il tour dell’anno prossimo, chissà”. Ha poi imbracciato la chitarra e tenendo stretto il plettro tra le dita ha scandito le note che lo hanno portato, nel corso della sua lunga carriera, da Boston ad Aversa, passando per i migliori palchi del mondo. “Mi aspettavo questa risposta di pubblico, Geoff Farina è un grande”, ha detto Nicola Apicella, presidente di Fabbricaria, l’associazione che ha avuto il merito di organizzare quest’evento, e prima di aggiornarci sui prossimi appuntamenti targati Fabbricaria ha voluto lanciare “un sincero grazie ai ragazzi dell’associazione Bianca d’Aponte, che hanno fatto si che tutto questo fosse possibile. In calendario c’è un prossimo evento il 30 dicembre”. Ancora top secret l’head liner, l’artista di punta della prossima manifestazione, ma se queste sono state le premesse, c’è da aspettarsi belle sorprese. Il nostro augurio, sia per chi ama la musica, sia per chi ama la nostra città, non può essere che quello di trovarci a commentare sempre più spesso manifestazioni del genere. Per la musica, per Aversa, per quel ruolo da protagonista nel mondo dell sette note che la storia e l’impegno ci aveva affidato, e per il nome di prestigio che abbiamo ancora ed è, oggi più che mai, un patrimonio nostrano da difendere.

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EVENTI

L’Ambasciatore Pedata al Rotary

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rosegue puntuale il programma elaborato dal Dr. Guido Verde, Presidente del “ Rotary Aversa Terra Normanna ” che, a chiusura degli incontri di Novembre, ha ospitato il Dott. Domenico Pedata, “già Ambasciatore Straordinadi rio e Plenipotenziario ” ad Abu Dhabi Giuseppe negli Emirati Arabi Uniti, per intrattenere i soci sul tema: “ Dalla tenda del Diana deserto al grattacielo Burj Dubai: un esperimento di globalizzazione nel Bloq Magazine mondo arabo ”. redazione@bloq.it L’illustre relatore è stato introdotto dal Dr. Verde che, partendo da una ostilità preconcetta, insita nel nostro immaginario collettivo verso gli arabi, ha asserito che i musulmani, cioè un miliardo e duecento milioni di persone, “ non possono continuare ad essere degli sconosciuti tra di noi, se si vuole attenuare la paura ed evitare l’acuirsi di tensioni ”. Come la storia insegna, anche quello che sta accadendo oggi nei paesi del nord Africa, ha precisato il Presidente, è causato, oltre che dalla mancanza di libertà, dalla povertà e dalla disoccupazione giovanile, specialmente dalle disuguaglianze sociali. Per fortuna tutto questo non accade negli E.A.U. dove si gestiscono enormi ricchezze petrolifere. Questa circostanza ha portato alla ribalta internazionale un Paese, che negli ultimi decenni ha avuto un tumultuoso sviluppo economico ed ha impiantato una architettura ultramoderna: si pensi all’albergo a sette stelle o alla pista sul ghiaccio. Dimettendo conflitti tra sceiccati e piraterie, proprio sulla cosiddetta “ costa dei pirati ”, a partire dagli anni 50/60, grazie allo sfruttamento del petrolio, gli E.A.U. sono uno degli stati più ricchi del mondo. Ha preso quindi la parola il Dott. Pedata – Dino per i tanti amici di scuola e di Università presenti – che ha ricordato come gli E.A.U. sono l’unico esperimento federativo di

successo del mondo arabo. Costituiti nel 1871, grazie alla lungimiranza e all’intelligenza politica del Sovrano di Abu Dabhi, lo Sceicco Zayed Bin Sultan Al Nahyan, che, anche grazie all’appoggio dell’Inghilterra, riuscì a federare sette emirati, tra i quali il più famoso Dubai. A distanza di cinquanta anni, la città di Abu Dhabi è diventata ricca di verde grazie ai potenti dissalatori realizzati da imprese italiane, ha infrastrutture moderne, skylines di grattacieli di piacevole e varia architettura. Senza contare l’isola di Sadiyyat, trasformata in un distretto culturale, o l’isola di Yass dove c’è il circuito di Formula 1 e la sede dell’Agenzia Internazionale delle Energie Rinnovabili ( IRENA ). Il motore di questa crescita economica del Paese si basa soprattutto sulla ricchezza energetica, che è rappresentata da riserve petrolifere tra le pi�� importanti del mondo, essendo pari a 98 miliardi di barili: cosa che lo colloca al settimo posto. Ma non sono da trascurare le importanti riserve di gas, che sono pari a 215 trilioni di metri cubi. “ L’Italia - ha comunicato il Dott. Pedata, che ha concluso la sua carriera diplomatica come Console Generale d’Italia in Svizzera - ha saputo inserirsi bene e la nostra presenza negli Emirati è salda e gode di un’incondizionata apertura da parte locale, che si aggiunge ad una genuina simpatia umana e culturale ed alla nostra apprezzata solidarietà pro arabi ”. Chi non ricorda il successo della mostra multimediale “Gli Arabi in Sicilia”? Insomma, questo incontro ha fatto comprendere a tutti i presenti che nella politica economica di uno Stato è importante avere un netto orientamento riformista, che metta insieme la saggezza e la solidità della tradizione con gli schemi di sviluppo e la tecnologia più avanzata. Inoltre è importante cooptare le fasce emergenti della società, dando un forte impulso all’ istruzione universitaria e alla formazione di livello superiore dei giovani: in questo modo la ricchezza che viene dalle risorse naturali diventa un utile volano per la stabilità ed il progresso di una Nazione.

UNIVERSITA’ Intesa tra il Comune di Aversa e la Facoltà di Architettura “Luigi Vanvitelli” Nasce, ufficialmente, la collaborazione tra il Comune di Aversa e la Facoltà di Architettura, “Luigi Vanvitelli”, della Seconda Università degli Studi di Napoli, in merito all’incarico per il Rup, per la riqualificazione del patrimonio edilizio e urbanistico. Tale suggello è stato sancito nel corso di una conferenza stampa tenutasi nell’Aula Consiliare del Comune di Aversa. “Come Amministrazione Comunale abbiamo fatto una scelta ben precisa- ha detto il Sindaco Domenico Ciaramella – vogliamo attingere dalla fonte del sapere dell’università non lasciando alcun spazio

ad eventuali equivoci ed inciuci”. Intervenuto in conferenza stampa, anche l’assessore all’urbanistica, Giuseppe Mattiello: “Abbiamo raggiunto un accordo su quanto l’ateneo potrà fare per lo sviluppo e la conservazione urbanistica della città che lo ospita con una spesa, da parte del Comune, davvero irrisoria”. La facoltà di architettura, quindi, metterà a servizio della Città le proprie competenze e conoscenze per il raggiungimento di tre importanti obiettivi: modifica del regolamento edilizio, redazione del Puc e attuazione sul piano. Con grande favore, l’iniziativa è stata accolta dal preside della Facoltà di architettura , il professore Carmine Gambardella, il quale ha sottolineato “che l’università, come fabbrica di conoscenza, metterà a servizio della Città tutte le proprie competenze e conoscenze”.

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INCONTRI D’ARTE

Domenico Bracati ovvero l’arte di trasformare gli elementidellanatura

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ell’epoca delle tecnologie elettroniche solo quegli oggetti “che si trovano ancora vicini al corpo umano, agli occhi, alle mani, in quanto ben costruiti, possono essere ancora belli”. In questo ennesimo “incontro d’arte” ho avuto il piacere di conversare con un’artista napoletano dall’indole artistica camaleontica. Un’artista maturo che trasforma gli elementi che la natura ci offre. Una persona sensibile e raffinata. Schietto e deciso. Sto parlando del professore Domenico Bracati, classe 1959, diplomato presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Attualmente è docente di discipline pittoriche, presso l’istituto statale del Liceo Artistico di Aversa. Domenico (ovvero Mimmo, come amichevolente vuole che io lo chiami) è un artista poliedrico. Bracati muta e modella con la sua insita concretezza, i materiali che la natura offre, adattandoli e plasmandoli a suo piacimento. Gli occhi del visitatore come d’incanto si bloccano su quei legni lisci che grazie alle continue levigature diventano come “illuminati”. Trovare altre parole per descrivere le emozioni di chi si trova di fronte alle opere dell’artista in questione non è facile. Domenico (Mimmo) vive il suo essere artista come una co-

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stante mutazione. E’ davvero un’artista a tutto di tondo. Bracati comunica attraverso l’arte nelle Giuseppe sue molteplici tecniche espressive: dalle tecniDella Volpe che miste agli oli su tela. Dalla xilografia (dove ho potuto ammirare Esperto di dal vivo molti sue in- comunicazione visiva cisioni, accuratamente conservate tenute Bloq Magazine in custodie di plastica redazione@bloq.it separate una dall’altra) alla scultura. Il Bracati, nell’ultimo ultimo periodo della sua ricerca artistica sta sperimentando, con un notevole riscontro da parte del pubblico, il magico mondo degli assemblaggi dei legni. Legni che riesce a trovare un po’ dappertutto. Le sue ultime creazioni sono avulse da qualsiasi confronto con periodi o correnti artistiche del passato o del presente. Sono opere realizzate con uno stile assolutamente personale ed originale. Le sue singolari produzioni lignee possono avere svariate interpretazioni da parte di chi le guarda. Domenico Bracati si è anche cimentato nella creazione di copertine per alcune riviste d’arte come: ”Dioniso l’uomo e l’ambiente” 1990; “Animal Amnesty” 1993; “ Antitox” 1995 e “Simbol” 1996.

Conviene regalare gadget hi-tech a Natale? ene ci siamo. E’ arrivata l’ora di gettarci nei negozi per fare o farci un regalo a Natale. Ma cosa conviene davvero comprare per Natale e/o l’Epi-

fania? Un computer? Una nuova stampante laser? Un Tablet di ultima generazione? Un notebook? Io direi proprio di spostare il nostro interesse altrove. I prodotti sopraelencati andranno sicuramente a svalutare (a parità di caratteristiche) da gennaio 2012. Restiamo, quindi, cauti. Solo, e dico solo, se ci occorrono in maniera urgentissima, allora corriamo a prenderli pure. Ma re-

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almente conviene comprare in questo periodo di feste? Ve lo dico subito: si, ma facendomolta attenzione a cosa e dove si compra. Molti centri commerciali, catene di negozi di hi-tech lanciano offerte stratosferiche mai viste prima… State attenti perché, per alcuni di questi prodotti dopo solo qualche settimana i prezzi crolleranno in modo vertiginoso. Smartphone e piccoli oggetti elettronici sono i maggior candidati al ribasso, così come Console, Videogame e Fotocamere. Quindi se è proprio necessario fatevi un regalo subito!

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SALUTE

Un’esperienza entusiasmante con la “analgesia sedativa”

L’

analgesia sedativa è una tecnica di rilassamento che utilizziamo nel nostro studio. Sono ormai otto mesi che la utilizziamo e abbiamo trattato un numero cospicuo di pazienti. Tutti si sono pronunciati in maniera entusiasta nei riguardi di questa tecnica. Negli anni abbiamo sempre destinato una a cura parte degli utili all’aggiornamento professiodello nale, sia intellettuale che tecnologico, ma mai nessun investimento aveva cambiato il nostro Studio modo di lavorare quanto questa metodica. Odontoiatrico Investire in questa tecnologia ci ha letteralArlotta & mente “cambiato la vita”. Tutti gli odontoiatri vivono lo stress quotidiano della lotta con il Sichel dolore dei pazienti. Sia il dolore imposto dalla patologia che li affligge sia quello provocato, Esperti Bloq Magazine a volte, dalle nostre manovre. Questo sfocia in un senso di frustrazione sia del medico sia dei redazione@bloq.it pazienti che non vedono l’ora di scappare via dalla poltrona. Un anno fa abbiamo deciso di trovare una soluzione a questa problematica ed abbiamo frequentato un corso sull’analgesia sedativa provandola in prima persona. E’ stata una rivelazione. All’improvviso la soluzione delle nostre frustrazioni, ma soprattutto quelle dei nostri pazienti era dinnanzi i nostri occhi. Abbiamo sposato immediatamente questa metodica perchè ci permette di fare fede a due principi del giuramento di Ippocrate, cioè alleviare il paziente dalla sofferenza e quello di non provocarne attraverso le nostre manovre. La proponiamo in maniera routinaria ai nostri pazienti, ai quali oltre l’utilizzo della mascherina profumata offriamo anche una cuffia wireless attraverso la quale potranno ascoltare della musica che li aiuterà a rilassarsi completamente, grazie anche alla possibilità di non udire più i rumori dei nostri strumenti. Suoni che sovente rievocano l’immagine del dolore e della sofferenza. Oggi i pazienti a fine seduta si dicono addirittura dispiaciuti di dover lasciare la tanto odiata poltrona. Questo risultato ovviamente va oltre le più rosee aspettative. Ogni giorno per noi è un’esperienza entusiasmante. La tecnica di analgesia sedativa prevede l’inalazione di una miscela di ossigeno ed azoto, due componenti dell’aria che respiriamo tutti i giorni che non danno reazioni allergiche. Un apparecchio digitale sofisticato miscela i due componenti ed un display riporta la percentuale d’ossigeno e azoto che respira il paziente. www.arlottasichel.it

La percentuale d’ossigeno è sempre compresa tra il 70 e il 30%. Una percentuale superiore a quella dell’ossigeno dell’aria atmosferica (circa 20%). I pazienti asmatici o cardiopatici, non solo possono usarla in tutta tranquillità, ma addirittura ne traggono benefici. La sensazione che si prova è quella di rilassamento corporeo con braccia e gambe pesanti, testa leggera e soprattutto innalzamento della soglia del dolore, che ci permette di effettuare molte delle nostre terapie senza l’ausilio di anestetici locali. Qualora la terapia richiedesse comunque l’anestesia locale, il paziente grazie all’innalzamento della soglia del dolore, non avvertirà neanche la tanto odiata puntura. Gli effetti di questa metodica compaiono circa due minuti dopo l’inizio dell’inalazione, continuano durante tutta la seduta durante la quale la mascherina rimane sul naso del paziente e scompaiono circa due minuti dopo che finisce l’inalazione della miscela. I vantaggi dell’analgesia sedativa sono innumerevoli, tra i più importanti : assenza di dolore, sensazione di benessere, stabilizzazione del battito cardiaco, scomparsa del riflesso del vomito, assenza di brutti ricordi associati alle cure odontoiatriche, scomparsa del senso di ansia che accompagna il paziente, comparsa rapida dell’effetto desiderato, scomparsa rapida di tale effetto a fine seduta con ripresa totale di tutte le capacità compresa guidare e utilizzare macchinari, tecnica priva di effetti collaterali. Non esistono controindicazioni all’utilizzo di questa tecnica. L’analgesia sedativa non è una tecnica destinata solo a chi ha paura del dentista o ai bambini, che notoriamente sono poco collaboranti, bensì è rivolta a tutti coloro che desiderano sottoporsi alle terapie odontoiatriche di cui necessitano senza provare il minimo fastidio . Tanti pazienti mi hanno raccontato in passato di non aver dormito la notte pensando di dover venire il giorno seguente in studio. Quest’ansia potrà, dunque, essere solo un brutto ricordo. I pazienti saranno sempre liberi di scegliere se provarla o meno e potranno decidere in tutta libertà ogni volta che verranno in studio se farne uso o meno, il tutto senza alcun costo accessorio.

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SOCIETA’

Non è più tollerabile che gli animali siano sfruttati nei circhi

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in dall’antichità vi è traccia di rappresentazioni circensi. Spettacoli dal vivo, svolti generalmente in una pista circolare, articolati in varie esibizioni di abilità fisica detti numeri. La rappresentazione ha luogo quasi sempre sotto un tendone e comprende numeri di acrobazie, equilibrismo, giocoleria, comicità e addestramento di animali. Nel Novecento, assume carattere itinerante ed appare come un mondo magico, il cui fascino con i caratteristici odori, le musiche, le luci, gli animali, gli artisti ha accompagnato l’infanzia di generazioni. Da adulti la consapevolezza della realtà, trasforma lo spettacolo straordinario in un tristissimo siparietto, in cui poveri animali fanno i conti con la natura umana. Allontanati dal loro ambiente, nel caso di cuccioli anche dalla madre, posti in un luogo sconosciuto ed ostile, tenuti in gabbie anguste assolutamente non adatte a soddisfare le esigenze etiologiche, spesso incatenati,soggetti al caldo o al freddo. Per molti di essi, il lungo inverno europeo rappresenta un vero tormento e i continui spostamenti creano seri disagi perché avvengono in condizioni durissime ed estenuanti. Gli animali selvatici abituati a vivere liberi nella terra di origine, non hanno commesso alcun cri-

mine che giustifichi la prigionia a vita, il maltrattamen- di to e l’umiliazione durante gli spettacoli. Valeria I circhi di tutto il mondo, si avvalgono degli stessi meAjello todi per piegare gli animali alla volontà dei domatori: l’uso della violenza e punizioni esemplari fino a che Corrispondente l’animale capisce che non ha alcuna possibilità di scam- Bloq Magazine po. D’altra parte come indurre una tigre ad attraversare un cerchio infuocato considerato il terrore atavico per redazione@bloq.it questo elemento? Come convincere un elefante a mantenere il suo peso sulle sole zampe posteriori? Come costringere un orso a ballare al suono di un tamburello o persuadere foche a giocare a palla? Gli animali assumono atteggiamenti derivanti dalla condizione di stress nella quale vivono:ciondolano ossessivamente il capo, smettono di mangiare o al contrario mangiano ossessivamente. Nel nostro territorio nazionale , il circo con gli animali è una realtà ancora molto diffusa, anche se a seguito di denunce per maltrattamento, sono stati aperti molti provvedimenti penali. Al circo non resta altra scelta che adeguarsi a quanto già in corso in altri paesi per salvarsi dall’attuale crisi, altrimenti irreversibile. Molte imprese circensi stanno infatti sempre più velocemente abbandonando l’uso degli animali, valorizzando al meglio la bravura degli artisti. E’ questa la sola strada da seguire, l’unica civile!

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LA TRADIZIONE IN CUCINA

l pranzo della domenica è un rituale a cui non si può rinunciare; è il momento in cui la famiglia si raccoglie per condividere i piaceri della tavola e per distrarsi dalla routine. Dominano pietanze invitanti, risultato di preparazioni che ricordano le cotture lente e corpose dei banchetti medievali; ripensando a questi mi viene in mente il ragù, un sugo denso, fatto di ingredienti poveri e semplici che cuocendo assieme per lungo tempo, finiscono per esaltarsi a vicenda dando come risultato un’armonia di sapori. Per ragù s’intendono diversi tipi di salse, in Italia se ne contano circa venti e non potendo generalizzare troppo a causa delle grandi differenze che li caratterizzano, scriverò di quello a mio parere più interessante: u raù a genuvese (il ragù alla genovese). La genovese nonostante sia fatta solo di cipolle, erbe aromatiche e muscolo di manzo (anche se molti usano il maiale) è un piatto affascinante se pensiamo alle sue origini, non ancora del tutto chiare. Il nome in sé ha fatto credere a molti che questo condimento potesse avere a che fare con la cucina ligure ma in realtà Genova e la Liguria non c’entrano nulla! E’ più giusto pensare che sia la rielaborazione di una salsa ginevrina e quindi svizzera, portata a Napoli da un gruppo di mercenari svizzeri nel 1495. A rendere credibile questa tesi è il fatto che nella cucina ligure di quel tempo le cipolle non erano utilizzate, mentre in quella elvetica erano un ingrediente predominante. Inoltre in Campania nel ‘500 ma anche oggi vi erano estese coltivazioni di cipolla perché era un ortaggio assai consumato dalle famiglie contadine. Ragù alla genovese rinnovato: Fare un soffritto di carote e sedano,aggiungere una manciata di sale e il muscolo di manzo tagliato a bocconcini, far rosolare fino a rendere la carne dorata. Aggiungere la cipolla tagliata a julienne, precedentemente sbollentata in acqua. Mescolare il tutto in pentola alzando la fiamma per circa 3 minuti. Abbassare la fiamma e aggiungere 3 mestoli di acqua. Far ritirare il sugo e aggiungere nuovamente acqua fino a quando la cipolla si sarà amalgamata agli altri ingredienti e la carne non risulti morbida. Aggiustare con pepe , timo e salvia tritata. Il vino in abbinamento arriva dal il Friuli ed è prodotto dall‘azienda vinicola “Le vigne di Zamò“ . Stiamo parlando del Tocai Friulano Vigne 50 anni Doc, un bianco dalla gradazione alcolica molto elevata; un vino di notevole corpo e struttura che non sfigura davanti ad un piatto ben costruito anzi, la sua armonia e la sue note inizialmente morbide che poi finiscono per essere quasi acide non fanno altro che esaltarlo. Curiosità: le cipolle durante le guerre del Peloponneso venivano imbevute nel miele e lasciate fermentare. Se ne otteneva una specie di birra ad alto valore proteico che veniva consumata dai soldati. di Martina Monaco - fotografia di Saverio De Leonardi

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CASALUCE

Rami tagliati e lasciati nel cortile della scuola: i genitori protestano I genitori degli alunni continuano a chiedere interventi agli amministratori per mettere in sicurezza il plesso della Scuola Elementare di via Marconi

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orna a farsi sentire la voce dei genitori degli alunni che frequentano la scuola elementare in via Guglielmo Marconi, a Casaluce, nel centro del paese. Questa volta, a far scattare le proteste, sono gli alberi pericolanti che sono stati tagliati e a cura lasciati nel cortile della scuola. Ecco, quindi di, che i genitori degli alunni continuano a chiedere interventi agli amministratori per Blogger mettere in sicurezza il plesso. Casalucese Interventi che, ricordiamo, erano già stati richiesti circa un mese fa, quando, per l’appunCorrispondente Bloq Magazine to, venne presentato un elenco delle criticità della struttura e tra queste, c’era anche la seredazione@bloq.it gnalazione della presenza di due grossi rami che erano caduti dai pini presenti nell’area della scuola,  e che altri erano in procinto di cadere e che, a detta dei genitori, erano lì a terra da una ventina di giorni senza che nessuno si preoccupasse di rimuoverli. Inoltre, veniva segnalata l’inesistente pulizia delle aree esterne, la presenza in zona di cani randagi e la mancanza di due tubi del sistema antincendio. Una situazione, quindi, quella disegnata dai genitori, abbastanza critica e preoccupante, ma che venne relativizzata dal sindaco Nazzaro Pagano, il quale assicurò che erano già in corso dei provvedimenti e che in breve tutto si sarebbe risolto, anche se, il primo cittadino ebbe da ridire sugli

atteggiamenti di alcuni genitori che, a suo dire, avrebbero fatto bene ad attenersi ai fatti che l’amministrazione sta mettendo in campo e non sottolineare incidenti che avvengono in tutti i posti e che fanno parte della normale amministrazione, ma che, fortunatamente, vengono subito risolti. Purtroppo, così non è stato. Infatti, dopo una settimana dalla denuncia, i genitori degli alunni tornavano a puntare il dito contro l’amministrazione, rea secondo loro, di non aver fatto nulla e che erano ancora in attesa che tutto venisse risolto, ed è per questo che, preoccupati per la sicurezza dei loro figli, ripresentavano la stessa richiesta. Dal canto suo il sindaco Pagano continuava a rassicurare sugli interventi da porre in essere per mettere in sicurezza la struttura e il suo esterno, e faceva sapere di aver già contattato l’Asl e dato mandato ai tecnici comunali per effettuare i rilievi e i lavori necessari. Lavori che, ad oggi, pare siano stati eseguiti, come appunto, quello della potatura degli alberi pericolanti, che ha provocato, però, l’ennesimo disappunto dei genitori, visto che gli alberi sono stati lasciati nel cortile dell’istituto e forse, per qualcuno, chissà per quanto tempo ci rimarranno. Speriamo poco, anche perché, confidando nella bontà, sensibilità e disponibilità finora dimostrate dal primo cittadino in quelle che sono le tante e varie problematiche legate alle scuole del paese, ci auspichiamo che a breve, questi alberi vengano subito rimossi e che si metta una volta per tutte la parole fine a una “querelle” che va avanti, purtroppo, da fin troppo tempo.

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FRIGNANO

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Abbiamo intervistato il sindaco di Frignano l’avv. Gabriele Piatto

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ei giorni di campagna elettorale Frignano si è destata dal profondo torpore che ha caratterizzato gli anni della precedente amministrazione Santarpia. L’ultima elezione, indubbiamente più vivace, data la particolare presenza di ben quattro liste civiche, ha visto trionfare l’avv. Gabriele Piatto, già consigliere provinciale del Pdl, che col 38,59% dei consensi ha conquistato la maggioranza staccando l’ex sindaco Vincenzo Magliulo al 35,76%, Enzo D’Amore al 20,06% e Maria Pagano al 5,58%. A 7 mesi dall’insediamento della nuova giunta abbiamo intervistato il Sindaco Piatto nel suo ufficio: Sindaco, come ha vissuto questa tornata elettorale e come spiega la lotta politica fra quattro liste civiche in un comune come Frignano che conta meno di 10.000 abitanti? Per me, nonostante sia un veterano nelle competizioni provinciali, quest’ultima è stata un’esperienza completamente diversa, un‘esperienza umana molto forte e più bella delle precedenti data la partecipazione attiva degli altri componenti della mia lista. La competizione elettorale fra quattro liste si spiega con il fatto che c’è voglia di riscatto nella nostra comunità. C’è stata la consapevolezza che per rilanciare questo territorio che ha un ritardo storico notevole è necessario l’impegno forte della cittadinanza intera. Ci sono state delle sorprese, si è presentata una lista rosa per ribadire il ruolo attivo anche delle donne, ma la nostra lista ha avuto più consensi perché ha visto la partecipazione di candidati nuovi, di giovani professionisti che hanno messo da parte le loro attività per dedicare le loro competenze al servizio di Frignano. Dopo 7 mesi è possibile fare un bilancio dei lavori? Adesso, un primo bilancio dei lavori sarebbe chiaramente parziale rispetto a tutto ciò che abbiamo in programma, ma sostanzialmente l’attività svolta in questi primi mesi ha avuto come obbiettivo il ripristino della normalità in alcuni settori strategici. Dopo due mesi di mandato abbiamo iniziato il servizio di raccolta differenziata. Sui cittadini gravava una tassa più alta in virtù del fatto che avevamo una percentuale di raccolta differenziata ferma al 7%. Oggi invece abbiamo già raggiunto un 45% di differenziata, ma per fine anno contiamo di arrivare al 50%, anche perché in questi giorni abbiamo modificato ed integrato il servizio di raccolta differenziata con il servizio di raccolta del vetro porta a porta, abbiamo eliminato le buste nere sostituendole con quelle trasparenti per il secco differenziato, consentendo un controllo maggiore del contenuto, e inoltre abbiamo attivato il servizio porta a porta per i rifiuti ingombranti su prenotazione. Stiamo ancora perfezionando il servizio cercando di recuperare il ritardo storico accumulatosi negli anni per riportare Frignano tra quei comuni virtuosi nell’ambito della raccolta differenziata. Inoltre sin da subito ci siamo adoperati per ripulire il parco Agorà che si era trasformato in una foresta abbandonata e lì abbiamo installato delle giostre per bambini. Oggi il parco è tornato ad essere un punto di incontro per i ragazzi e le famiglie. I lavori nel cimitero sono un punto fondamentale del vostro programma giusto? Certo,abbiamo già migliorato il cimitero in questa prima fase. Il 2 novembre la comunità ha potuto notare come sono stati migliorati i campi di inumazione che erano Potete commentare gli articoli visitando il sito: www.bloq.it

impresentabili, mentre oggi invece sono di un prato fiorito. Inoltre da poco abbiamo Alfonso approvato un progetto di fattibilità per l’ampliamento del cimitero che consen- Garofalo tirà di fornire servizi alla popolazione Corrispondente che ha bisogno di loculi, cappelle e lotti Bloq Magazine di terreno. Quando inizieranno i lavori? Per ora redazione@bloq.it abbiamo posto fine al project financing precedente rilanciando una fase nuova, approvando il nuovo progetto che a breve sarà previsto nel piano triennale delle opere pubbliche. Penso quindi che a fine mandato Frignano avrà un cimitero nuovo e più grande. Secondo lei come mai a Frignano, che vanta una tradizione politica di tutto rispetto, non esiste la sede di un partito di centrosinistra? Non esiste una sede (sorridendo) perché probabilmente sul nostro territorio la sinistra non ha trovato una classe dirigente forte e soprattutto interessata ai problemi dei cittadini o forse perché la classe di centrodestra è fortissima nel catalizzare il consenso dell’intera cittadinanza. La verità probabilmente sta nel mezzo. Lei tutt’ora ricopre anche un ruolo da consigliere provinciale e nel passato è stato vicepresidente della provincia di Caserta. Si è parlato in questi ultimi anni,alla luce della crisi economica, di eliminazione delle province. Qual è la sua posizione a riguardo? Piuttosto che avventurarci nella demagogia, ritengo che bisognerebbe fare delle riflessioni serie su quest’argomento di rilevanza costituzionale. Oggi la ragione per cui le province sembrano quasi inutili è perché sono state svuotate delle competenze. Oggi in ogni provincia ci sono una decina di consorzi inutili, carrozzoni che costituiscono una emorragia di risorse e denaro. Se le competenze dei comuni fossero demandate alle province, queste ultime risulterebbero più utili. Inoltre abbiamo il consorzio idrico che accumula debiti su debiti che potrebbe andare alla provincia, in tal modo si eliminerebbero consigli di amministrazioni, presidenti, revisori dei conti ecc…, come ancora ci sono i vari consorzi di bonifica le cui competenze potrebbero essere demandate agli assessorati all’ecologia o all’agricoltura delle province. Ritengo quindi che le province vadano potenziate nelle competenze con l’eliminazione di tutti questi consorzi frutto del clientelismo che l’Italia ha accumulato in maniera patologica negli ultimi anni. Il nuovo anno è oramai alle porte, quali sono gli obbiettivi della giunta Piatto per il 2012? Sicuramente quello di riportare un po’ di normalità in un comune in cui si vivono emergenze ogni giorno. Vede, oggi i poveri sindaci in Campania si trovano ad affrontare situazioni di emergenza di cui spesso non hanno nessuna responsabilità mentre di fronte si ritrovano una cittadinanza che richiede aiuto e attenzione specie in questo momento storico così difficile. Per il nuovo anno vorrei assicurare i servizi alla mia comunità, spero che la Regione ci dia la possibilità economica di riparare le strade e migliorare le scuole. Nell’anno nuovo sicuramente porteremo a termine la costruzione della piazzetta nell’area Ex-Alifana e la riqualificazione della piazza Area Mercato. ANNO 4 - Numero 20 - 11 dicembre 2011


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TEVEROLA

Intervista a Pasquale Buonpane, responsabile locale del Nuovo Psi

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iovane Avvocato, attivista nel settore sociale con grandi ambizioni nel mondo politico. Alla sua prima apparizione come politico è stato nominato rappresentante della sezione teverolese del Nuovo Psi. E’ consulente legale e socio fondatore dell’“Associazione Italiana Sindrome di Stargardt” (AISSt), di Teverola nonchè segredi tario cittadino del movimento socio-culturale Antonio “Eureka”. Zacchia Perché la scelta del Nuovo PSI? Dopo alcuni anni di esperienza in campo associativo, mi Corrispondente sono reso conto che, purtroppo, non è facile Bloq Magazine realizzare gli obiettivi associativi senza un supporto politico-istituzionale. La proposta di crearedazione@bloq.it re la sezione del Nuovo Psi a Teverola è arrivata proprio nel momento in cui realizzavo che, a causa di giochi politici locali, le associazioni e la gran parte dei movimenti socio-politici teverolesi sono stati “imbavagliati”. La scelta di aderire ad un partito nasce, dunque, dall’esigenza di dare voce “all’altra Teverola”, a quella che qualcuno vorrebbe far tacere. Quanto al Nuovo Psi credo che, al di là dei precedenti storici in Italia, l’idea di trasformare la società in direzione dell’uguaglianza di tutti i cittadini sul piano economico e sociale e i valori del socialismo in generale siano ciò di cui Teverola e l’Italia tutta hanno bisogno in un momento storico come questo. Quali sono i prossimi impegni del partito? Innanzitutto, come già detto, il partito vuole affiancare, incoraggiare e sostenere il lavoro molto difficile e delicato delle associazioni presenti in città, creando una fitta collaborazione tra esse affinché ci sia un unico intento: apportare vantaggi alla nostra città, evidenziando i disagi esistenti e proponendo soluzioni valide. Dobbiamo lavorare con loro affinché la nostra città possa uscire da una stretta che rischia di mettere a repentaglio quel patrimonio di servizi sociali, assistenziali, educativi e di coesione sociale che bisogna offrire alla comunità cittadina. A tal riguardo, anche per incentivare l’occupazione nel nostro territorio, stiamo sostenendo progetti volti all’accreditamento per usufruire del “Servizio Civile Nazionale”, completamente assente in città. Tale servizio premetterà alle associazioni di contare su forze giovani per la realizzazione degli obiettivi associativi e darà la possibilità a studenti o disoccupati di rendersi economicamente autonomi per almeno un anno. Sempre a proposito degli impegni del Nuovo Psi, è sotto gli occhi di tutti quali sono gli effetti devastanti della crisi economica. Senza fare pietismi, ci sono tanti compaesani che non riescono ad arrivare alla fine del mese. Non ho la presunzione di ritenere di avere la soluzione a questo problema, che è più grande di noi. Credo, però, che si possa fare qualcosa per aiutare i cittadini almeno a “mettere un piatto a tavola”. Voglio dire che esistono progetti a livello provinciale volti proprio alla distribuzione agli indigenti di alimenti e generi di prima necessità. Ancora una volta con l’aiuto delle associazioni locali, si sta cercando di coinvolgere la nostra città in progetti del genere. Infine, mi piacerebbe che i cittadini

non vedessero il Nuovo Psi e i partiti in generale solo come entità collegate alle elezioni e allo scambio di “cortesie”, ma piuttosto come un “mezzo” che entri in tutte le case per farsi partecipe delle varie problematiche esistenti. Come giudica l’operato dell’amministrazione Lusini ormai in carica da circa 15 anni? A questa domanda posso rispondere, più che come rappresentante del Nuovo Psi, come cittadino. Non condivido l’operato di questa amministrazione. Voglio precisare che il mio non è un pregiudizio e che non ce l’ho con le singole persone che ne fanno parte. Ma non si può negare che l’operato è veramente molto scarso. Progetti presentati in campagna elettorale non sono stati realizzati a dispetto di “conigli che sono usciti a sorpresa dal cilindro”. È il caso del progetto della piscina comunale che sembra somigliare, più che a un punto ricreativo, all’ennesimo centro commerciale, alla faccia del traffico congestionato, dello svantaggio economico alle attività commerciali già esistenti, di chi aveva proposto un’area verde in quella zona. Alla faccia dei teverolesi, insomma. Nell’amministrazione Lusini, a parte i soliti noti, ci sono giovani membri che conosco personalmente e di cui ho, come persone e come professionisti, una buona opinione. Mi sarei aspettato e mi aspetto qualcosa in più da loro. So che valgono e vorrei che il loro valore lo dimostrassero anche nella compagine politica. So che hanno delle idee: perchè allora non realizzarle?! Perché non dimostrano quel carattere che io conosco?! Ci sono elementi dell’attuale Amministrazione che hanno avuto contatti con il vostro Partito? C’è qualche membro dell’attuale giunta che ci “strizza l’occhio”. Non si è capito se ci vuole coinvolgere in qualcosa di suo o se vuole entrare in qualcosa di nostro. Né abbiamo intenzione di capirlo: è qualcosa che non ci interessa. La peggiore opera di quest’Amministrazione? I programmi non realizzati. Il progetto della piscina che si è trasformato in centro commerciale. La differenziata partita in ritardo, senza strumenti e senza campagna informativa; l’amministrazione si gongola per avere raggiunto il 50%: mi farebbe piacere sapere come è stata rilevata questa percentuale e qual è il campione preso in considerazione. La cattiva gestione della questione “ufficio postale”: le autorità, presenti per farsi fotografare e per rilasciare interviste al momento dell’incendio, si sono dileguate dinanzi ai cittadini che chiedono risposte concrete al problema tuttora esistente. L’avere permesso la realizzazione di sottotetti su sottotetti. In conclusione, vuole lanciare un appello alle varie anime socialiste? Vorrei lanciare un appello non solo alle anime socialiste, ma anche e soprattutto a tutti coloro che sono interessati a dare il loro contributo a quel rinnovamento di cui parlavo prima. Il nostro gruppo è composto da giovani che sono alla loro prima esperienza politica e da persone che mettono l’esperienza già maturata al servizio degli altri. Il partito è uno strumento unicamente finalizzato alla creazione e all’evoluzione di questo gruppo. Se i rappresentanti partitici regionali e provinciali saranno in grado di sostenerci e rispettarci, saremo lieti di proseguire questa esperienza con il Nuovo Psi. Contrariamente, verranno privilegiati tutti coloro che si sono messi in gioco e che credono che il rinnovamento sia possibile, al di là di una compagine partitica. Pertanto, i concittadini che vorranno sostenerci, devono tenere presente che la loro scelta non ricadrà semplicemente su un partito, bensì su persone, da me rappresentate, che credono fermamente nella possibilità e nel dovere di risanare la città.

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AMBIENTE

Il WWF declina l’invito per la visita all’inceneritore di Acerra

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l WWF è stato invitato a partecipare alla visita indetta dalla società dell’inceneritore di Acerra, nel ringraziare chi ci invita – spiega Alessandro Gatto, presidente del WWF Campania – decliniamo gentilmente l’invito e precisiamo che il WWF è fondamentalmente contrario alla politica dell’incenerimento dei rifiuti ed in particolare ci teniamo a sottolineare, partendo dal principio che in natura nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma, che impianti del tipo di Acerra non dovrebbero proprio esistere in una visione moderna ed ecocompatibile del trattamento dei rifiuti. Si dovrebbe attuare, invece, una politica di riduzione dei rifiuti, di raccolta differenziata esclusivamente rivolta al riciclaggio della materia prima seconda, si dovrebbero mettere prioritariamente in funzione gli impianti di compostaggio per la frazione organico/compostabile ed il residuo che ancora oggi ne deriva, da tutto questo processo deve essere ulteriormente selezionato per ricavarne ancora prodotto da riciclare e solo infine

il residuo si dovrebbe avviare a stabilizzazione definitiva. Questo residuo deve essere di  una percentuale sempre più bassa di rifiuto non altrimenti recuperabile, escludendo qualsiasi trattamento “a caldo” (combustione, gassificazione, pirolisi o plasma), proprio per evitare l’inquinamento dell’aria, delle acque e del suolo derivante dalla combustione diretta o dai sottoprodotti della filiera delle combustioni (filtri per abbattimento dei gas di scarico, ceneri volanti e pesanti, ecc.).

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AGRISVILUPPO

Visita alle grotte dell’agro aversano, veri e propri scrigni di storia e sapori Promossa da Agrisviluppo, l’Azienda Speciale della Camera di Commercio, la giornata ha riavvicinato gli over 60 ai luoghi simbolo della storia antica della città.

L a cura della Redazione Bloq Magazine redazione@bloq.it

Nella foto: i partecipanti al tour

a giornata del 4 dicembre scorso è stata dedicata alla riscoperta delle antiche grotte di Aversa e dell’agro aversano. Una giornata che ha riavvicinato gli over 60 ai luoghi simbolo della storia più antica della città. Promossa da Agrisviluppo, l’Azienda Speciale della Camera di Commercio di Caserta, con la collaborazione dell’Assessorato alle politiche sociali del Comune di Aversa e dell’Ordne degli Architetti, la giornata ha rappresentato il punto d’incontro intergenerazionale nei luoghi in cui si svolgevano i più significativi momenti della vita quotidiana e che, per secoli, hanno rappresentato i siti naturali di conservazione dei cibi. Tutto ciò senza dimenticare che la riscoperta della propria identità può avvenire anche attraverso la riproposizione delle antiche tradizioni culinarie e la valorizzazione della cultura contadina nella produzione di due prodotti a marchio, indissolubilmente legati all’agro aversano, quali l’Asprinio di Aversa DOC e la Mozzarella di Bufala Campana DOP. E così l’evento, che si è sviluppato tra la città di Aversa e l’Agro Aversano, ha consentito agli anziani di impossessarsi di nuovo delle proprie radici

culturali e della propria terra. L’auspicio degli organizzatori è che possano trasferire queste radici alle nuove generazioni. Ed é proprio a queste ultime che la manifestazione ha rivolto particolarmente lo sguardo. Attraverso nuove forme espressive quali, ad esempio, il cocktail “Jommelino” che ha accompagnato le degustazioni dei prodotti, tra musiche e antiche danze. Del resto anche queste ultime espressioni d’arte testimoniano nel mondo l’eccellenza della storia aversana. In particolare, per quanto concerne la musica, non dimentichiamo l’epoca d’oro del settecento. Sulla base di tali considerazioni il programma delle visite prevedeva la partenza da Piazza Municipio per la prima tappa rappresentata dalla visita alle grotte dell’Enoteca Il Vino. Successivamente la visita all’Azienda vinicola I BORBONI. Poi la visita allaTavola del Barone con la degustazione dell’aperitivo “JOMMELLINO”. Dopo il pranzo a buffet, stanchi ma felici i partecipanti hanno fatto ritorno a Piazza Municipio. L’organizzazione dell’evento è stata curata da Donatella Cagnazzo.

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EDITORIA

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“Per l’Amore più grande” le lettere dalla Cina di Padre Carbone

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er l’Amore più grande”, Lettere dalla Cina, è il titolo del libro, edito da Kritios edizioni, per la Collana di Saggistica “Antares”, finito di stampare nel settembre 2010, che si pone l’obiettivo di illustrare la personalità di Padre Giovanni Carbone, missionario del Pime di Ducenta, che dal 1947 al 1953 ha vissuto in Cina, dando vita ad un complesso di opere assistenziali, caritative, culturali e ricreative, preoccupandosi di evangelizzare le popolazioni locali, nonostante pressioni, umiliazioni e torture, che evidenziano la crudeltà inaudita delle persecuzioni religiose perpetrate dal governo comunista dell’epoca. Il libro, dal titolo emblematico “Per l’Amore più grande”, raccoglie, a cura di Francesca Musumeci Caruso e Fortunato Orazio Signorello, le “lettere” inviate dalla Cina alla “carissima mamma”: sono pensieri che, come rileva Angela Accarìa nella prefazione, per la tipologia di scrittura privata, ci rendono partecipi del travaglio psicologico, emotivo e umano di un giovane sacerdote, che con l’entusiasmo che gli proveniva da una profonda vocazione, da un forte senso di umana solidarietà e dall’amore per le anime, che voleva conquistare al cristianesimo, non si cura di violenze, processi e duro carcere, che affronta senza batter ciglio. Pur di testimoniare, anche fino allo stremo della resistenza fisica, la sua autentica, entusiasta ed appassionata coerenza al Vangelo, declinata nell’amore di Dio e per il prossimo, p. Carbone si trasforma in portatore di un messaggio chiaro: senza lo spirito di Dio anche le più perfette forme religiose rischiano di diventare gusci vuoti. Questo ci pone, come annota nella postfazione padre Salvatore Camilleri, in una mistica gratitudine verso questa grande anima, che ci comunica un messaggio di umanità fuori dal comune e ci offre un patrimonio di inestimabile valore, per non farci smarrire la rotta e permetterci di districarci al meglio nel groviglio degli ingannevoli sentieri della vita, guidandoci verso l’infallibile via del Cielo, con la stessa tensione spirituale del missionario, che vive il tempo assegnato non solo per amore ma per l’Amore più grande: portare la buona novella a tutti i popoli della terra. A scorrere le pagine di questa sorta di diario di vita quotidiana, ci si accorge di trovarci di fronte ad uno spirito intriso di fede e di amore per il prossimo, che gli consente dedizione e costanza nei doveri, capacità di sacrificio, serenità, ottimismo, umiltà, pazienza, distacco dalle cose terrene e fiducia assoluta nella Provvidenza. Poiché siamo in presenza della Grazia, che, come si sa, sdegna le misure umane, non preoccupiamoci troppo di capire ma studiamoci di essere riconoscenti, auspicando che tanti altri seguano il luminoso esempio di padre Carbone, il quale partiva da quella visione di fede e di amore, che gli faceva vedere in tutti l’uomo, creato da Dio a sua immagine e somiglianza. Siamo, quindi, al cospetto di una fede biblica che gli ha consentito di sentirsi strumento della ProvviPotete commentare gli articoli visitando il sito: www.bloq.it

denza, al punto che , ideale sacerdote di di Cristo, punta verso le terre infedeli Giuseppe con l’idea di parlare alla gente con il Diana loro linguaggio, in nulla risparmiandosi per procurare la gloria di Dio e sempre Corrispondente spargere lungo il cammino semi, che Bloq Magazine non sono caduti invano. Operando con lo spirito della più asso- redazione@bloq.it luta cristiana lealtà e carità, il missionario della carità e della bontà, nelle lettere, ci rimanda i gemiti della sua anima in una sorta di involontaria autobiografia, che trova nelle virtù apostoliche l’ideale di perfezione e l’itinerario di tutta la sua vita di apostolo, che ha incarnato l’imitazione di Cristo: “ come il Padre ha mandato me, così io mando voi,” perciò “ euntes docete” ! Questo testo, confortato da una prosa semplice, senza orpelli e senza pretese d’arte, si inserisce a pieno titolo, per chi cerca la perfezione nei contributi della spiritualità cattolica, in quanto, congeniale al “De sacerdotio” di S. Giovanni Crisostomo, propone la fedeltà più pura al sacerdozio, che è missionario per essenza e per definizione. Impegnato alla conquista delle anime a Cristo e ispirato dallo Spirito, avverte che le istituzioni storiche umane sono mezzi, strumenti e non fini, e perciò superabili, quando si tramutano in ostacoli. Per tale via p. Carbone realizza la sua completa adesione alla santità canonizzata, che, attraverso l’ubbidienza, la povertà, lo spirito di sacrificio, il distacco dalla famiglia del sangue e l’umiltà, offre un profondo respiro alla sua anima e garantisce l’armatura irrinunziabile del sacerdote - missionario, intriso di una profonda spiritualità mariana, che , passando attraverso un forte rapporto con la madre terrena, va verso la Madre Celeste. Pertanto, si può dire che, avendo posto la sua vocazione missionaria sotto l’ala protettrice di Maria, ebbe larghezza di carezze dalla madre di Dio, la quale è – e resta – la via centrale e diritta per arrivare a quel Cristo, che gli ha dato la forza di seminare di rosari gli oceani, fin nella lontana Cina, dove, per non rendere fatale il marxismo di Mao, o la furia delle Guardie Rosse e, prima ancora la crudeltà disumana dei Boxer, trovò terreno di coltura per affascinare i cristiani, in vista dell’immenso compito di trasfigurare in Cristo e in pienezza divina anche la verità di Confucio. Insomma padre Carbone, mostrando di avere la vista aguzza, necessaria a far cogliere e far prevalere quelle forze dello spirito, che, sole, creano il progresso civile nella diversità delle culture, arriva quasi a realizzare un’utopia, che è in realtà soltanto il frutto della sua passione apostolica e del suo grande amore, che gli consentono di giungere all’Amore più grande! Questo è possibile in quanto, come dicono i teologi, lo Spirito è sempre una sorpresa, perché la parola che fa risuonare dopo è sempre una parola mai udita prima! ANNO 4 - Numero 20 - 11 dicembre 2011


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CINEMA

Romanticismo al cinema: il ritorno di Woody Allen e di Fabio Volo

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egola fondamentale di un buon soggetto romantico è la scelta di un posto romantico. E se Fabio Volo si sposta a New York, capitale cinematografica della commedia sentimentale per eccellenza (da Colazione da Tiffany, a Henry ti di presento Sally, alla blasonaKatia tissima Sex and the city), il Muscariello regista Woody Allen, il cui amore per Manhattan resta Corrispondente indiscusso, riparte da una Bloq Magazine capitale europea, Parigi. redazione@bloq.it Volo mette in scena il suo romanzo pubblicato nel 2007, Il giorno in più, con la regia di Massimo Venier ed è stesso lui ad interpretare Giacomo, single trentaseienne milanese con la maturità sentimentale di un adolescente. L’uomo vede quotidianamente sul tram una giovane donna (Isabella Ragonese), con cui si scambia occhiate furtive. Classico colpo di fulmine e lui, che prima scappava dagli impegni a lungo termine, si ritrova travolto dal fascino di lei. Solo che Michela ha deciso di trasferirsi a New York per lavoro. Privato di quell’unico piacere giornaliero, dopo un periodo di dubbi, Giacomo decide di rincorrerla a New Nelle foto York. Lei non sembra così contenta di rivederlo, ha le immagini fatto di tutto per tagliare i ponti con l’Italia e gli uodei film mini italiani. Ma durante il tempo passato insieme di Allen e Fabio Volo si lascerà andare. Una generazione un po’ troppo stereotipata quella che racconta Volo, che ancora una volta calca la mano sull’incompletezza dei rapporti moderni, sull’incertezza e sulle poche aspettative che lo caratterizzano. Ma siamo davvero diventati dei Peter Pan alimentati dal cinismo e dalla disillusione o

piuttosto non ci è data la possibilità di crescere e di prendere un posto nel mondo? La precarietà dei nostri rapporti probabilmente deriva anche dalla precarietà in tutti gli altri aspetti della nostra vita, da un futuro “non catalogabile”. Fabio Volo appare sinceramente un po’ ridondante nei temi trattati nei suoi romanzi e forse volutamente troppo complesso. Woody Allen ritrova invece l’ispirazione per una nuova storia tutta sognante ambientata a Parigi. Midnight in Paris è un “ritorno al futuro” con protagonisti Gil e Inez (Owen Wilson e Rachel McAdams), una giovane coppia statunitense ormai prossima al matrimonio che va in vacanza a Parigi e la magia della metropoli francese opera una profonda trasformazione su entrambi. L’arrivo della notte, come per magia, trasforma la città nel favoloso passato che ognuno avrebbe voluto vivere e permette di incontrare gli scrittori e le persone che per tutta la vita hanno sognato di conoscere. Il sogno del protagonista è lo stesso sogno di Allen, la dimostrazione finale di un’immortalità corporea e ideale allo stesso tempo che si nasconde dietro ogni suo film. Il gioco sulla presunta Età dell’Oro, vissuta da ogni personaggio in maniera completamente diversa, è un gioco riuscitissimo e il film diverte e fa ridere di gusto, soprattutto il pubblico di una certa cultura, amante dell’arte in tutte le sue forme, a cui evidentemente si rivolge.

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PROSCENIO

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Al Bellini il sogno shakespeariano (quasi infranto) di una notte d’estate

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illiam Shakespeare scrisse “A Midsummer Night’s Dream” (“Sogno di una notte di mezza estate”) nel 1595. Il povero “bardo” ebbe sogni tranquilli perché confidava nel rispetto delle generazioni a venire e nella conservazione delle sue idee. Si illudeva. Carlo Cecchi, grande attore di indiscutibile bravura, ha incominciato con limare il titolo, trasformando la mezza estate in estate piena. In veste di attore-regista, ha diretto e coadiuvato (non bene) un valido gruppo di giovani dell’Accademia “Silvio D’Amico”, inquadrati sotto l’egida del Teatro Stabile delle Marche. La trama del “sogno” è complicatissima: ad Atene, devono essere celebrate le nozze tra Teseo e Ippolita, regina delle Amazzoni. Per l’occasione, il vecchio Egeo vorrebbe che la figlia Hermia sposasse Demetrio; ma Hermia ama Lysander e decide di fuggire con l’amato, anche perché Teseo le ha imposto di corrispondere alla volontà del genitore entro quattro giorni, pena la morte. Su questa fuga si innesta una serie di equivoci, incontri nel bosco, interventi soprannaturali, scambi di persona. Il re degli Elfi, Oberon, incarica il folletto Puck, simbolo della capricciosità dei sentimenti, di versare l’umore prodigioso di un certo fiore sugli occhi dei giovani, per favorire la nascita dell’amore: chi riceve l’umore miracoloso si innamora, d’incanto, del primo essere che incontra al risveglio. Accade così che Titania, regina delle Fate, “irrorata” erroneamente dell’elemento miracoloso, si innamora di Bottom, capocomico da strapazzo che sta nel bosco a provare, con una compagnia raccogliticcia, una tragicommedia su Piramo e Tisbe, ed al quale Puck ha trasformato il capo in una bella testa d’asino. Si verificano altri innamoramenti “dirottati” dall’incorreggibile e distratto Puck; ma, alla fine, non manca il “dénoûment” conclusivo. Oberon mette le cose a posto, correggendo gli errori del folletto, ed arriva poi il perdono risolutore

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di Teseo ed Egeo, che consentono di la celebrazione di nozze secondo i Enzo sentimenti e i desideri dei giovani. D’Agostino La conclusione è affidata a Bottom ed ai suoi pseudo-attori, che rappre- Corrispondente sentano grottescamente le vicende Bloq Magazine degli sfortunati Piramo e Tisbe. Nello sviluppo delle vicende, Cec- redazione@bloq.it chi si ritaglia un doppio ruolo: quello di Bottom capocomico e quello, di marca pirandelliana, di una sorta di guida dei suoi giovani attori: presenza dai significati tutt’altro che chiari, che appesantisce e talvolta infastidisce lo sviluppo dell’azione. Il Bottom cecchiano è un personaggio male interpretato e poco riuscito. Vorrebbe essere il simbolo di un teatro raffazzonato e frainteso da chi non ha sensibilità artistica. Ma l’attore non riesce a dargli vigore, prescegliendo una interpretazione “contaminata”, che sta a mezzo tra quella che darebbe un Oreste Lionello modello Bagaglino e un Walter Chiari che simula i De Rege. La musica che integra diverse scene è usata con criteri insondabili; qualche volta sono gli stessi attori che, smettendo di recitare, vanno agli strumenti. Notata una canzonetta-filastrocca che i protagonisti intonano sul modello Jovanotti anni ’90 ed una non gradevole banalizzazione della “Ninna-Nanna” di Brahms. Le scene sono di una scarnezza che probabilmente è necessitata dai correnti tempi di crisi e di indigenza: schermi bianchi sui lati e sul fondo del proscenio, sostenuti da grossi mollettoni rossi. I costumi sono vari, pertinenti a diverse epoche, per significare probabilmente l’eternità del valore dell’interpretazione nel corso del tempo. Però c’è troppa plastica. Di plastica sono i mantelli, di plastica alcuni costumi. Anche qui ci sarà qualche lodevole intenzione e qualche riposto significato: ma la plastica è sgradevole e ingessa e inanima tutto quello che ricopre. Infine, i giovani attori: tutti mediamente bravi, con qualche menzione aggiuntiva per l’interprete di Puck, veramente calata nel ruolo e di grande sicurezza scenica e verbale. Come si chiamano gli attori e chi è la ragazza che veste i panni di Puck?... Non è dato saperlo! Il Bellini non ha fornito una brochure, un volantino, una qualsiasi informazione. E per di più, ad un mese dall’inizio delle rappresentazioni, non sono ancora arrivati i programmi… Povero e nudo vai, teatro mio… ANNO 4 - Numero 20 - 11 dicembre 2011


42 di Alfonso Garofalo Corrispondente Bloq Magazine

MUSICA

Le note della storia

frase “don’t be/long” (non fare tardi/non appartenere) sopra un perpetuo tappeto di organo Hammond a tratti trafitto da un allucinato violoncello. Che dire allora di All You Need Is Love,(da non confondere con “quella di Stranoamore”) l’inno all’amore cantato dai Beatles nella prima diretta televisiva mondiale via satellite davanti a 500 milioni di persone? Strawberry Fields Forever e I Am the Warlus sono le composizioni che forse più d’altre testimoniano la genialità creativa di Lennon. Nella prima il cantautore racconta con nostalgica voce i luoghi mentali della sua infanzia dove “nothing is real”, accompagnato dal suono fantasmagorico del mellotron, antenato del sintonizzatore, che nell’inciso lascia spazio ad una massivo arrangiamento orchestrale di archi e percussioni. Meno delicata è sicuramente la maniaco-psichedelica I Am The Warlus dal testo non-sense, canzone nella quale si fondono elementi classici, rock, pop, psichedelici grazie all’utilizzo di tecniche di registrazione poco conosciute tanto che lo stesso John commentò “E’una delle mie canzoni preferite ha tantissime cose che saranno ancora interessanti tra 100 anni”.Con M.M.T si chiuderà la fase sperimentale iniziata con Rubber Soul e maturata con Sgt.Pepper ma non finirà la capacità dei MagicFab di stupire ancora negli ultimi anni della loro storia. Tracce: Magical Mystery Tour; The Fool on the Hill; Flying; Blue Jay Way; Your Mother Should Know; I Am the Walrus; Hello Goodbye; Strawberry Fields Forever; Penny Lane; Baby You’re a Rich Man; All You Need Is Love.

The Magical Mystery Tour Artista :Beatles redazione@bloq.it Pubblicazione: 8 dicembre 1967 Produttore: George Martin Formazione: John Lennon - chitarra ritmica, voce, armonica; Paul McCartney voce, basso, pianoforte,flauto dolce,mellotron; George Harrison - chitarra solista, voce, armonica,swordmandel; Ringo Starr - batteria, cori. Fra tutti gli album del quartetto liverpooliano The Magical Mystery tour è sicuramente quello più pregno di dietilamide d’acido lisergico (LSD) ma anche quello più atipico sia perché contiene canzoni pubblicate come single precedentemente sia perché nasce come colonna sonora del film omonimo. Fu di Paul McCartney l’idea di girare questo film alquanto bizzarro costruito su un collage di sketch e scene psichedeliche,oniriche, umoristiche che vedeva come protagonisti i stessi Beatles viaggiare su un misterioso Classifica FIMI pullman attraverso l’Inghilterra(senza Federazione Industria una destinazione)in compagnia di altri eccentrici personaggi. “Ma chi si creMusicale Italiana dono di essere questi Beatles, ora sono pure registi?” Fu questa la reazione dei Album e Singoli critici quando venne trasmessa la pellicola sulla Bbc. Il film, forse perché Laura Pausini è la regina di questa trasmesso in bianco e nero non fu un classificala Fimi degli album più successo anche se più tardi Spielberg venduti con il suo Inedito, mentre dichiarò che fu notato quando studiava la britannica Adele continua a doalla scuola di cinema. Tutt’altri onori inminare incontrastata con Someone vece accolsero la pubblicazione dell’lp Like You , in basso invece troviamo anch’esso, seguendo la stessa struttule new entry : Mario Biondi si piazra del film, costruito su un collage di za direttamente al quinto posto “resti” musicali frutto dell’esperienza con Due, i REM entrano in settima orchestro/sperimentale di Sgt.Pepper. posizione con il greatest hits Part In America l’album restò in vetta per Lies, Part Heart, Part Truth, Part 8 settimane consecutive,ma di ciò non Garbage 1982-2011, mentre Anbisogna meravigliarsi o forse si. Nel puldrea Bocelli è decimo con il Conlman misterioso troviamo infatti alcune certo One Night in Central Park. tra le più celebri(quali non lo sono?) e originali canzoni di un epopea,quella 1. Inedito – Laura Pausini beatlesiana, che a distanza di 40 anni 2. 21 – Adele sembra non tramonti mai. Si parte allora 3. Mylo Xyloto – Coldplay con la squillante The Magical Mystery 4. Christmas – Michael Bublè Tour colonna sonora del film; seguono 5. Due – Mario biondi le pulite ballate da pianoforte di Paul 6. A foot in the door – Pink Floyd McCartney come The Fool On The Hill 7. Part Lies, Part Heart, Part Truth, o la più autobiografica Penny Lane che Part Garbage 1982-2011 – REM percorre luoghi di infanzia tra banche, 8. Colosseo – Biagio Antonacci fermate del tram e barbieri. Trova il suo 9. Dietro le apparenze – Giorgia spazio un Geroge Harrison oramai ma10. Concerto One Night in Centuro con la straordinaria Blu Jay Way tral Park – Andrea Bocelli che ripete come un mantra indiano la Segnalazioni, critiche, argomenti che vorreste fossero trattati? Scrivete a: redazione@bloq.it

Classifica FIMI Federazione Industria Musicale Italiana Singoli più “scaricati” Nella classifica Fimi dei singoli più scaricati in Italia invece continua l’ascesa di L’Aura Abela, settima questa settimana con il suo Eclissi del cuore feat. Nek, mentre scendono i Maroon 5 e Laura Pausini, noni con Moves Like Jagger e decima con Bevenuto.

1. Someone like you – Adele 2. La differenza tra me e te – Tiziano Ferro 3. We Found Love – Rihanna 4. Papi – Jennifer Lopez 5. Without you – David Guetta feat. Usher 6. Paradise – Coldplay 7. Eclissi del cuore – L’Aura 8. I won’t let you go – James Morrison 9. Moves like Jagger – Maroon 5 feat. Christina Aguilera 10. Benvenuto – Laura Pausini ANNO 4 - Numero 20 - 11 dicembre 2011


I NOSTRI ESPERTI

COSA SIGNIFICA AMARE?

dott.ssa Vincenza Marino Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo comportamentale in formazione e-mail:marino.vincenza@virgilio.it http//marinovincenza.myblog.it// cell. 333.941.53.15

Salve dott.ssa, le scrivo per il mio rapporto di coppia, sono sposata da 12 anni e ho due figli, ma con mio marito le cose non vanno bene come prima, io sento che il mio amore verso di lui è diverso ma soprattutto non tollero più i suoi difetti e vorrei che lui mi capisse di più. Gent.le lettrice un rapporto di coppia è caratterizzato da una prima fase che è l’innamoramento dove l’elemento chiave è il desiderio di fondersi con l’altro, ma in breve tempo se il rapporto si evolve rendendosi stabile; quest’aspetto va a scemare e si passa a costruire un sentimento che viene etichettato come amore. Molte sono le idee irrazionali che si alimentano intorno al mito dell’amore, se si pensa all’amore come eterno non esiste, se si pensa come un’azione d’amore può durare per sempre, questo significa che va costruito giornalmente, condi-

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videndo con il partner progetti, idee , accettandolo in tutte le sue caratteristiche e per farlo è importante sottolineare che pensare che esiste un partner perfetto è sbagliato, ogni essere umano tende alla realizzazione di se stesso ed amare significa fare quando è necessario un passo indietro per permettere all’altro di avanzare verso di noi quasi come se si stesse ballando un tango, per cercare di ricostruire ogni pezzo ogni qualvolta quest’ultimo sembra frammentato. E’ errato aspettarsi che

poiché ci si ama dovrebbe essere tutto facile è esattamente il contrario, coltivare questo sentimento significa anche tollerare i periodi “no” è impossibile sempre vivere in accordo con un altro essere umano. Potrebbe superare questo momento, parlando con suo marito ed esponendogli tutte le sue amarezze spesso questa è la strada giusta per trovare dei piccoli compromessi e ripartire da dove vi eravate fermati. Decidendo quindi, di rimanere insieme e cambiare ciò che può essere cambiato, o può essere il momento in cui si accorge che rimanere insieme a lui significa anche accettare ciò che non può essere cambiato o infine può essere il momento in cui lei si accorge che voi due non volete andare più nella stessa direzione e per quest’ultima ipotesi si può decidere di rimanere insieme arrendendosi all’infelicità o si può valutare di porre fine alla relazione. 

VECCHIONI FA DIETROFRONT, NESSUN COMPENSO DAL FORUM DELLE CULTURE

Lino Banfi tornerà ad essere nonno Libero?

Il nome di Roberto Vecchioni è stato proposto espressamente dal sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, che in occasione del Forum delle Culture potrà contare sull’apporto fattivo del cantautore italiano. Il professore salirà in cattedra nel 2013, quando la città partenopea accoglierà in occasione dell’evento mondiale migliaia di persone provenienti da tutto il mondo. E’ senza dubbio l’occasione giusta per restituire alla cittadinanza l’orgoglio di un tempo. Su Napoli si può parlare male, ma alla fine le cose positive sovrastano sempre quelle negative. Questo è l’ennesimo biglietto da visita che può essere utilizzato per risollevare l’immagine della città. Una città di sole, di mare e di cultura. Voci incontrollate hanno avanzato l’ipotesi che il vincitore della scorsa edizione del Festival di Sanremo potesse percepire una cifra intorno ai duecentomila euro. L’organizzazione avrebbe dovuto sborsare questa cifra come corrispettivo per il contributo artistico del paroliere monzese nelle vesti di presidente del forum. Vecchioni, per porre fine a queste critiche ha deciso, in piena sintonia con il primo cittadino napoletano, di non pretendere alcun tipo di retribuzione. E’ stata una scelta dettata dal cuore, dal rispetto che egli prova nei confronti di Napoli e dei napoletani, sempre pronti a far sentire il loro entusiasmo in queste irripetibili occasioni. Il Forum delle culture si preannuncia, sin dalle primissime anticipazioni, come un vero salto di qualità per la città. Staremo a vedere. di Antonino Fiorino

Questa è la domanda che si stanno ponendo tutti i fans di “Un Medico in Famiglia”. Come diceva nonno Libero: “Una parola è poco e due sono troppe”, ma a tutti i fans basterebbe un semplice “si” alla domanda “Ma Lino Banfi ritornerà sul set di Un Medico in Famiglia 8?”. Davvero uno spiacevole addio è stato quello di nonno Libero, alias Lino Banfi, che ha abbandonato, speriamo non definitivamente, la settima serie preferendo dedicare il resto dei suoi giorni all’agriturismo aperto in America. Questa sua assenza “temporanea” fa sperare in un suo prossimo ritorno, in caso contrario gli autori della serie avrebbero scelto sicuramente un altro modo per far uscire definitivamente l’attore dalla scena. Cosa che è successa, infatti, a Guido Zanin alia Pietro Sermonti. In qualche modo quindi si è riaccesa la speranza da parte dei fans di rivedere Banfi/nonno libero di nuovo in onda su Raiuno e, perché no, proprio in occasione del matrimonio di suo figlio Lele con Bianca. A dichiararlo è stato proprio l’attore Lino Banfi in occasione dei suoi 50 anni di carriera: “Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano mi ha chiesto di rifarlo, perché anche lui è un fans di Libero Martini e questo mi riempie di orgoglio”. Insomma non ci resta che aspettare l’ottava serie per vedere di nuovo Lino Banfi interpretare nonno Libero in Casa Martini. di Giuseppe Nappa

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FOTOGRAFIA

C’è chi in nome del risparmio a tutti i costi sta uccidendo la fotografia

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volte mi chiedo se Picasso, in qualche momento di sbandamento o di difficoltà economica, abbia mai pensato di vendere un suo quadro insieme ad un pacchetto all inclusive che prevedeva oltre alla sua opera anche qualche bel di viaggio ed un paio di cene in ristoranti Salvatore alla moda. Me lo chiedo non perché sono comAltobelli pletamente impazzito (o almeno non www.salvatorealtobelli.it solo) o perché in tutta onestà non ho altro a cui pensare (credo...) ma perché Corrispondente vi sono ottime probabilità che se lui Bloq Magazine fosse vissuto ai giorni d’oggi avrebbe dovuto inserirsi in un mercato dell’arte redazione@bloq.it quanto meno assurdo e che dimentica totalmente la qualità a vantaggio d’altro. La crisi del gusto è talmente evidente da poterla ritrovare ovunque, che sia architettura (penso alle case faidate dove la presenza di un tecnico qualificato è optional perché tanto basta ò mast che alza i muri ed il progetto vien fuori dalla strabiliante fantasia del committente di turno), sia nello spettacolo e in tv (non credo vi sia bisogno di esempi) e sia, ovviamente, in pittura e fotografia (tutti quelli che hanno un pennello e una tela e che la domenica scarabocchiano si sentono grandi maestri al pari di quanti hanno comprato una fotocamera reflex e si spacciano per fotografi...E la gente ci crede!!!). Per ovvi motivi, e trattandosi di una rubrica di fotografia e non televisiva (altrimenti mi sarebbe toccato parlare della De Filippi e questo, temo, mi avrebbe incattivito non poco) mi limiterò ad affrontare il problema in chiave fotografica e mi risparmierò autotorture masochiste tendenti all’autoflagellazione psico-fisica. Le mie riflessioni nascono un triste giorno di settembre quando, purtroppo, m’imbatto in un cartello pubblicitario di un “fotografo” (il virgolettato è d’uopo) che propone un’offerta spose irrinunciabile: “Servizio completo (e già detta così...) con tanto di video (e insisti...?) con 3 album e 5 per i testimoni + anteprima + prova truccosposa + cena + VIAGGIO DI NOZZE in crociera = 4000€”. Inizialmente ho pensato ad

uno scherzo ma poi indagando ne è venuto fuori che la proposta era più che reale. Non so chi abbia potuto aderire a questa offerta da Discount matrimoniale ma vi garantisco che la cosa mi ha creato un certo imbarazzo, non fosse altro per il fatto che un servizio fotografico “professionale” difficilmente lo si trova a meno di 3000€ se fatto con un certo impegno. E se una crociera per viaggio di nozze la paghi sui 6000€ (considerando che gli scafisti dalla Libia e dall’Albania non prendono meno di 2000€ a persona per portarli a lampedusa in viaggi che certamente non saranno tutto incluso) e ci aggiungi poi la cena e la prova trucco (che non credo sia una cena al Mc Donalds ed il trucco fatto dalla signora del piano di sopra...) io proprio coi conti non riuscivo a rientrarci. Cosa mi sono perso? Ad oggi, sinceramente, non ho ancora capito il segreto di tale offerta però ho capito che vi sono persone disposte a “rischiare”. Perché? Semplicemente perché il giorno dopo, preso dall’entusiasmo ho pensato anch’io di provocare gli sposini con un’offerta altrettanto allettante. Anzi, di più: “Servizio Fotografico Completo di Video (meglio specificare il tipo di servizio...) + 3 album + 1 album per ogni invitato + Crociera intorno al Mondo di 80 giorni e soggiorno a Dubai di 3 settimane + trucco sposa con truccatrice presente per tutta la durata del viaggio di nozze + anteprima alle maldive + ballerine di CanCan + “eunuchi con foglie” addetti alla ventilazione e climatizzazione naturale degli sposi = Totale 500 euro. Ma i 500 € li regaliamo noi agli sposi da poter spendere per souvenir ad amici e parenti che li aspetteranno al loro ritorno grazie ad un pulmann messo a disposizione dallo studio”. Ebbene, tra l’ilarità generale e le polemiche di quelle che, come me, erano (sono) un po’ scettici sul modo di svendere così clamorosamente la propria professionalità in cambio di un pranzo a ristorante il giorno del matrimonio offerto dagli sposi, c’è stata una coppia che, contattandomi in privato, mi ha confessato di essere interessata seriamente all’offerta. Ma che possibile avrebbero voluto cambiare la destinazione del viaggio di nozze. E vi giuro che non era uno scherzo...

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AVERSA NORMANNA

Tornano punti e serenità in casa dell’Aversa Normanna

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versa Normanna sull’ottovolante. Dopo la sconfitta al “Marcello Torre” di Pagani gli uomini di Nicola Romaniello sono tornati alla vittoria nella gara interna contro il Chieti trascinati dal “mago” Grieco e dalle reti di Pisani che con una doppietta ha liquidato gli abruzzesi con un sonoro 2-0. Al 4’ del primo tempo i normanni erano già in vantaggio grazie a Grieco che con uno splendido assist serviva in area Pisani che scavalcava la difesa ed a tu per tu con Feola con freddezza lo trafiggeva con un violento tiro insaccando la palla. Al 34’ della ripresa, invece, da un lungo rinvio di Gragnaniello, la palla giunge a Feola, il portiere ospite sbaglia il rinvio colpendo Pisani che si trova a pochi passi, con un rimpallo, l’attaccante si smarca e calcia a porta vuota mettendo in rete per la seconda volta e facendo guadagnare punti preziosi alla squadra aversana per tenere a debita distanza la zona play out. Una vittoria che fa tirare un sospiro di sollievo alla società di via Riverso che rivede il sereno dopo le prestazioni un po’ offuscate delle gare precedenti. Intanto la stampa si occupa dei normanni per via di un macchinario di ultima generazione in dotazione al club: l’ “Eurogol 1000” una macchina che spara palloni con bordate fino a 150 chilometri orari. Lo strumento, di proprietà del preparatore dei portieri Pietro Parascandalo, è unico in Italia ed è utilizzato solo allo stadio Rinascita. Alcuni grandi club di serie A hanno modelli simili ma meno avanzati. Nella traferta in Maremma i ragazzi di Nicola Romaniello tentano il colpo gobbo contro il Gavorrano. Per due volte in vantaggio si fanno rimontare dai grossetani allenati dall’ex Juventus e Fiorentina, Renato Buso. I granata sono in formazione fortemente rimaneggiata, con un centrocampo letteralmente reinventato, ma sembrano tenere botta dettando, anzi, i tempi della gara. Al 28’ del primo tempo i normanni vanno in vantaggio grazie ad una prodezza di Grieco che dal limite dell’area, servito da Mattera, lascia partire un esterno destro che, a fil di palo, si insacca alla sinistra di Addario. Pareggio al 40’ del Gavorrano: cross dalla sinistra di Menichetti, Campanella posizionato davanti al

di Michele Docimo Corrispondente Bloq Magazine redazione@bloq.it

portiere probabilmente toglie la visuale a Gragnaniello che interviene in maniera scoordinata sulla sfera che carambola in rete. Al 9’ del secondo tempo di nuovo una prodezza del “mago” Grieco: dopo essere stato atterrato da Miano ed aver ottenuto il calcio di punizione, Grieco va alla battuta infilando la sfera all’incrocio dei pali, lasciando immobile l’estremo difensore toscano. La partita sembra chiusa qui con gli aversani che finalmente sfatano il tabù della vittoria in trasferta ma al 90’ c’è la beffa: sugli sviluppi di un calcio piazzato e con una palla sventagliata in area di rigore, Fioretti cade a terra ottenendo dal direttore di gara il penalty. Dal dischetto si porta lo stesso Fioretti che spiazza Graganniello e acciuffa con i capelli la partita che poteva essere il primo successo esterno per i ragazzi allenati da Romaniello. A fine gara amareggiato il mister “Non è possibile trovarci in vantaggio, anche di uomini, e non sfruttare al meglio le occasioni che capitano. Secondo me anche per un po’ di egoismo da parte di qualcuno che cercava a tutti i costi la conclusione personale. Ho questo rammarico di non aver portato a casa l’intera posta in palio”. La prossima gara attende i granata in Sicilia per la sfida contro il Milazzo allenato da Catalano per la penultima giornata del girone d’andata.

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Romaniello: “Non è possibile trovarci in vantaggio, anche di uomini, e non sfruttare al meglio le occasioni che capitano. Secondo me anche per un po’ di egoismo da parte di qualcuno che cercava a tutti i costi la conclusione personale...”

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HUMOR

Sono un tip o sveglio, io. Mi trov ate pure su Fessboo k.

e possano Cerco esperti ch o ricostruire l’alber ia m ginecologico della famiglia.

Grande viaggio a Mosca: visiteremo anche il Palazzo del Cremino!

Squadra di calcio dilettantistica cerca centropanchista.

Vendo un bell’apprezzamento di terreno.

Contate sulla m ia imparzialità. Son o una persona super pa rtner.

Di pomeriggio riposate,fatevi un bel pisellino!

Stasera grande spettacolo comico con Picarra & Figone!

Sono una donna bellissima, senza falsa molestia...

Medio

one Per 2 pers hetti g a p s . r g 200 igate r e n n e p i od ghe n u l e n a z 2 melan a 150 gr. fet lina o i l g o f e h qualc esca r f a t n e m di basta o t n a u q e pep riggere f r e p o i l O

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primo piatto

Pasta con melanzane feta e menta Procedimento: Friggete le melanzane a tocchetti. Fate bollire la pasta e, una volta cotta e scolata, rimettetela in pentola con la feta a pezzetti. Mescolate brevemente su fuoco dolce affinché la feta raggiunga una consistenza cremosa. Spegnete il fornello, aggiungete le melanzane fritte e le foglie di menta fresca. Non occorre aggiungere sale al condimento dato il sapore particolarmente gustoso della feta. Aggiungete una spolverata di pepe alla fine. Servite il piatto ancora caldo. BUON APPETITO da Simonetta Vannucci

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