Carmine Lecce
Carmine Lecce
Colpiva subito nel giovane Carmine una grande maturità umana. Aveva saputo accettarsi e si era costruito una personalità che lo inseriva
Alla mia età Ricordi di un cammino
Torre Orsaia, 18 agosto 2014: Carmine (Torre Orsaia, 27 maggio 1927) con Franca (Maratea 8 giugno 1923-Torre Orsaia, 6 gennaio 2016) e Michele (Roma, 1 novembre 2012)
Nel 1953 venne a insegnare a Torre una signorina di Maratea. La signorina aveva vinto il concorso e doveva scegliere la sede. Essendo presenti a Maratea molti insegnanti, scelse, tra tutti i paesi lungo la ferrovia tirrenica, il paese più vicino dove vi fosse un posto vacante. L’intenzione era quella di poter rientrare a
creativamente nella società con l’apporto
Ricordi di un cammino
di autentici valori. Con la sua fede sincera egli aveva l’opportunità di sperimentare che,
Con un saluto augurale di Antonio Cantisani
seguendo Cristo l’uomo perfetto, l’uomo è più uomo. Ammiravo poi in Carmine l’urgenza che sentiva di portare il messaggio liberante di Cristo in ogni ambiente. La sua Azione Cattolica era veramente “azione” e oggi avrebbe fatto pensare alla Chiesa di papa Bergoglio, una Chiesa costitutivamente missionaria, una Chiesa “sempre in uscita”. Gli stava particolarmente a cuore quel mondo del lavoro che sembrava così
In copertina: la macchina da scrivere Remington e particolari del manoscritto redatto da Carmine. Foto d’epoca delle stazioni ferroviarie di Maratea e di Torre Orsaia
lontano, eppure era così vicino al “Figlio del carpentiere”. (dalla prefazione di mons. Antonio Cantisani)