Page 1


Michele Lecce

Accibbotò

e le altre mie prime parole famose

Quasi un dizionario etimologico delle stravaganti e bizzarre invenzioni linguistiche di un piccolo ma talentuoso neologista


Accibbotò e le altre mie prime parole famose © 2014 by Michele Lecce Managed & arranged by Larini & Lecce Editorial Services info@editorialservices.eu www.editorialservices.eu © 2014 by Borla per il testo in appendice Pratiche e metodi della MusicArTerapia nella Globalità dei Linguaggi Pubblicato con il permesso degli autori e dell’editore che ne conserva integralmente il copyright

EN

B NOT NOR MAL

MODALITÀ NONNO


Il fascino dei bambini consiste nel fatto che per ognuno di loro ricomincia tutto dal principio e l’universo viene di nuovo messo sotto processo. G. K. CHESTERTON


Da nghe ad accibbotò, il cammino dell’umanità in pochi mesi Introduzione di nonno Ben

Chi ha seguito la crescita di Michele, passo per passo, si è davvero reso conto del fondamento della frase di Chesterton posta nelle prime pagine di questo libretto. 1 Con l’irruzione di Michele nella storia non solo ogni cosa è ricominciata daccapo ma abbiamo assistito allo svilupparsi e alla crescita di tante manifestazioni che lo inserivano a pieno titolo nel cammino evolutivo dell’umanità: dalla conquista della posizione eretta, utile per camminare senza stri1

G. K. CHESTERTON (1901), Difesa del culto dei bambini, in Il bello del brutto, tr. it. di P. Sestini, Sellerio, Palermo 1985, p. 85. 7


MICHELE LECCE

sciare, alla scoperta dell’utilizzo del pollice opponibile, straordinariamente vantaggioso per imbracciare con una mano sola lo smartphone; dalla comunicazione a gesti a quella verbale; dallo sguardo trasognato verso la mela morsicata dell’iPhone di mamma Cicilia, durante le prime poppate, alla capacità di distinguere i pulsanti start e stop. E noi tutti, spettatori partecipi delle sue esibizioni, ciascuno con le proprie aspirazioni, aspettiamo ulteriori progressi e mutazioni: che i suoi scarabocchi si evolvano in disegno e in scrittura; che oltre a uno e dui impari tutti gli altri numeri e a dividerli e moltiplicarli tra loro; che il taglio e le inquadrature dei suoi ormai imminenti scatti fotografici siano da subito degni di Avedon, Salgado e nonna Franca; che diventi presto capace di calciare il pallone, con un colpo secco (e con addosso la maglietta con i colori giusti), proprio nel sette della porta. Quanto alla comunicazione, poi, affascinati dalle sue spericolate acrobazie verbali, ci siamo trovati insieme a lui a ripercorrere, in

8


ACCIBBOTÒ E LE ALTRE MIE PRIME PAROLE FAMOSE

un batter d’occhio, il lento cammino dell’umanità, riuscendo ad arrivare al citazionismo postmoderno, partendo dal protolinguaggio dell'Homo erectus. L’abbiamo udito con le nostre orecchie passare da nghe ad accibbotò, ripercorrendo in ventisei mesi un’evoluzione che per l’umanità è durata un milione e mezzo di anni. E così ora Michele sta facendo il suo percorso di scoperta delle regole del linguaggio, da quelle più generali e semplici per arrivare a quelle specifiche e complesse. È venuto al mondo senza sapere quale lingua doveva apprendere ed ora verifica le ipotesi, partendo da quelle presenti nella conoscenza innata del linguaggio. 2 La capacità uditiva e il suo spirito di osservazione lo aiuteranno a imparare a parlare sempre meglio ed, essendo molto curioso, lo farà velocemente, seppure con modalità tutte sue, inconsuete e inedite. Da questo punto di vista Michele ha la grande fortuna di essere circondato da una grande quantità di parenti e di amici che gli parlano e che lo ascoltano: c’è chi gli legge libri ad alta voce e 2!

N. CHOMSKY (1957), Le strutture della sintassi tr. it. di F. Antinucci, Laterza, Bari 1970. 9


MICHELE LECCE

chi gli canta canzoncine e stornelli, c’è chi lo sta ad ascoltare senza interromperlo e chi scimmiotta, ripete e imita le sue frasette. L'acquisizione del linguaggio funziona in modo simile in tutto il mondo, nei primi mesi un bambino cinese si esprime in modo analogo a un bambino italiano con un pianto urlato con rabbia a tutto volume o con sommessi piagnucoli strappalacrime. Con l’andare del tempo la sua comunicazione si fa più elaborata e la lallazione 3 diventa sempre più chiaramente cinese, italiana, giapponese, finlandese, ecc. Tendenzialmente i bambini che vivono in un ambiente dove si parla l'italiano imparano l'italiano e così sta facendo Michele che sta progressivamente imparando a costituirsi la sua propria lingua. 4 Quando, all’inizio del 2014, abbiamo fatto la conoscenza nel nostro campionato di calcio di un nuovo calciatore 3! Si veda, a tal proposito, in appendice, l’interessante testo tratto da S. GUERRA LISI E G. STEFANI, Pratiche e metodi della MusicArTerapia nella Globalità dei Linguaggi, Borla, Roma 2014. 4 ! F. DE SAUSSURE (1916), Corso di linguistica generale, tr. it. di Tullio De Mauro, Laterza, Bari 1967, pp.19-20 10


ACCIBBOTÒ E LE ALTRE MIE PRIME PAROLE FAMOSE

giapponese, abbiamo tutti scoperto che la fedele pronuncia del cognome era esattamente identica al modo usato da Michele per articolare le parole di due sillabe, con la medesima aspirazione iniziale e con lo stesso accento marcato sulla seconda sillaba. I nostri attoniti telecronisti avrebbero potuto felicemente consultare Michele, invece di interrogare i giornalisti giapponesi inviati al seguito. La nascita di Michele ha portato nelle nostre famiglie una folata di rinnovamento, di gioia, di libertà e di creatività con la riaffermazione della forza creatrice su tutto quel che concorre ad incupire la condizione umana. È un nuovo libero arbitrio che si aggiunge ai liberi arbitri del mondo.5 E speriamo di riuscire, già con queste paginette, a strappare un sorriso anche ai visi più corrucciati. Per il futuro, aspettiamo. Con un figlio non sai mai chi ti metti in casa, diceva Achille Campanile. Pensa che può succedere con un nipote. 5 ! G. K. CHESTERTON (1935), Bebé e distributismo, in Il pozzo e la pozzanghera, Lindau, Torino 2012, p. 158. 11


ACCIBBOTÃ’ E LE ALTRE MIE PRIME PAROLE FAMOSE

Le parole

13


La successione dei vari lemmi nel dizionario segue l’ordine alfabetico e non quello di comparizione. Il numero arabo fra parentesi quadra indica, in mesi, l'età di Michele in cui si è manifestato il fonema. Se il fonema è ancora in uso il numero in parentesi è seguito dai puntini (Es. [18…]. Se, invece, è ormai desueto nella parentesi sono segnati nella parentesi i numeri che indicano il mese di inizio e di fine dell’utilizzo, separati dal segno ↔ (Es. [18 ↔ 20] Le abbreviazioni di questo dizionario sono state ritenute obbligatorie non tanto per contenere i costi della carta, della stampa e il peso finale dell’opera. Servono invece a dare un tono all’opera, per provare a fare assomigliare questo libretto proprio ai dizionari cartacei, imponendo al lettore un maggior sforzo di interpretazione e costringendolo a consultare l'apposita tabella con notevole perdita di tempo e di concentrazione.

≈ Ulteriore significato della parola ↔ Periodo di tempo durante il quale la parola è stata utilizzata ↑ Vedi altra voce all’interno di questo Dizionario n. Nonno, Nonna


ACCIBBOTÒ E LE ALTRE MIE PRIME PAROLE FAMOSE

ACCA Acqua [18…] ↑ anche Brummacca. Acca, indicando la testa, si riferisce al battesimo di un bambino durante la messa in parrocchia. Acca Bau è il bicchierino con beccuccio a forma di cane. Per fortuna Michele è dotato di due AccaBau: uno in largo San Pio V e uno in via Baldo degli Ubaldi.

ACCIBBOTÒ Espressione idionmatica di senso incomprensibile. Quasi uno scioglilingua pronunciato con compiacimento. Dopo ampie consultazioni si è optato per la scrittura con la T finale preferendola a quella con la D.

15


MICHELE LECCE

AH! 1. Ho sete [17…] 2. Qui [21…] Nonna, ah! Per far sedere n. Franca o n. Paola accanto a sé e farsi leggere una storia o fare insieme un gioco. Con n. Ben l’invito diventa ancora più perentorio: Ah, giù 3. Io Brummà, ah! La macchina con la quale vado in giro

ALLAPÀ Bizzarro e virtuosistico scioglilingua onomatopeico che ha accompagnato per molti giorni le passeggiate di Michele per la città. [18 ↔ 23] Anche sottoforma di cantilena Alla-pà, alla-pà, alla-pà, alla-pà… Usato anche nella variante Alla-pà, palla-pà, alla-pà, palla-pà… Varianti sono anche Ballapà e Pallapà

16


ACCIBBOTÒ E LE ALTRE MIE PRIME PAROLE FAMOSE

AMMÈ A me Per precisare la proprietà di un gioco o la destinazione di un’attenione

ANCÒRA Di nuovo Usato con molta insistenza per ripetere un gioco

APIINO Passeggino

17


MICHELE LECCE

APPOTTO A posto Mettere a posto

ATTA 1. Costruzioni alte 2. Cose fatte di più pezzi 3. Alta, alto

AVU Agostino, il suo cuginetto.

18


ACCIBBOTÒ E LE ALTRE MIE PRIME PAROLE FAMOSE

BELLA Inizialmente la pronuncia della parola prevedeva una netta separazione fra le due sillabe con arrotondamento della vocale e e forte accentazione sulla a finale: Bēl-là, usando la parola più come un saluto che come un aggettivo, proprio come succede nell’uso gergale giovanile romano Bella, rega’.

BOTTO Bottone [21…]

BRUMMÀ Variante Mbrummà

19


Stampato a Roma nel mese di dicembre 2014


Profile for Beniamino  Lecce

Accibotò estratto  

Accibotò estratto  

Advertisement

Recommendations could not be loaded

Recommendations could not be loaded

Recommendations could not be loaded

Recommendations could not be loaded