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ITALMOPA ASSOCIAZIONE INDUSTRIALI MUGNAI D’ITALIA WWW.ITALMOPA.COM

ANTIM ASSOCIAZIONE NAZIONALE TECNICI DELL’INDUSTRIA MOLITORIA

Molini THE ITALIAN MAGAZINE FOR THE MILLING INDUSTRY

d’Italia

LA RIVISTA ITALIANA PER L’INDUSTRIA MOLITORIA

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Anno LXXI

November  Novembre

2020 Mensile Poste Italiane Spa Spedizione in abbonamento postale - 70% CN/BO D.L. 353/2003 (conv. L. 46/2004) art. 1 c. 1 DCB Bologna Aut. Trib. Bo n. 6129 del 31/7/1992

YEARS

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Molini THE ITALIAN MAGAZINE FOR THE MILLING INDUSTRY

d’Italia

LA RIVISTA ITALIANA PER L’INDUSTRIA MOLITORIA

IN QUESTO NUMERO IN THIS ISSUE

Record di vendite per i cibi biologici Record sales for organic food La gestione del personale ai tempi del Covid Staff Management in Covid times Nelle emergenze servono leggi Ue a misura di Stato In time of crisis State-oriented EU laws are needed


Innovations for a better world.


Al vostro servizio, sempre Bßhler dispone di un’ampia rete di assistenza tecnica ed assistenza post-vendita in Italia, specializzata nella manutenzione di macchinari per l’industria molitoria, mangimistica, della panificazione, della selezione ottica, della lavorazione del cacao e della produzione di pasta. I nostri esperti sapranno fornirle servizi di assistenza, contratti di manutenzione programmata, parti di ricambio originali, revisione rulli e stacci, retrofit di macchine obsolete, consulenza e molto altro. Ci contatti per qualunque informazione: service.italy@.buhlergroup.com


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AIR INTERNATIONAL ALLA CONQUISTA DELL’EUROPA CON MILLY4.0® Il piano industriale dell’azienda di Bergamo piace all’Europa e si candida per lo SME Instrument.

Air International consolida la sua leadership nel settore del mercato molitorio rappresentando oggi una fonte di innovazione costante che getta le basi di un prestigioso piano industriale di crescita ed occupazione. 680 nuovi progetti per molini sopra le 200 T/giorno con un turnover di 15 milioni di euro entro il 2025, 15 nuove assunzioni, EBIT> 20%, questi sono alcuni dei target consolidati dall’azienda di Bergamo e presentati alla commissione Europea che ha il compito di individuare i progetti considerevolmente innovativi per il settore industriale in cui vengono presentati. Air International ha investito particolare attenzione a comprendere la valutazione dei rischi, gli studi di mercato, il coinvolgimento degli utenti, la gestione della proprietà intellettuale, lo sviluppo della strategia di innovazione, la ri-

cerca di partner, la fattibilità del concept per stabilire un solido progetto di innovazione ad alto potenziale allineato alla strategia aziendale e con una dimensione europea. “Air International ha sviluppato un progetto che affronta una specifica sfida e dimostra un elevato potenziale in termini di competitività e di crescita, il tutto sostenuto da un business plan strategico - spiega Gianluigi Piccini, CEO di Air International - Le fasi si sono concentrate sulle attività di innovazione come dimostrazione, sperimentazione, prototipazione, impianti pilota, scaling-up, design e market replication con l’obiettivo di portare un’idea innovativa di prodotto, di processo e di servizio alla prontezza industriale e alla maturità per l’introduzione nel mercato molitorio.” Il risultato di tutto questo è Milly4.0: il più innovativo

prodotto di Air International ormai installato da diversi mesi presso alcune delle più importanti realtà molitorie italiane. Milly4.0 consente un’ottimizzazione dei costi di gestione generali del molino e un aumento della resa tecnica dello stesso oltre ad un miglioramento dei parametri qualitativi del prodotto misurabili nella purezza della vostra farina. Milly4.0 è studiato per rispondere alle esigenze normative più selettive e soddisfa le norme di igiene alimentare più richieste. La cabina di trattamento aria Milly4.0 è flessibile e totalmente personalizzabile. Può essere installata sia al suolo che sul tetto del molino e viene interfacciata allo stesso attraverso dei condotti di recupero espulsioni e di mandata aria ai piani. Milly4.0 diverrà l’unico punto di immissione dell’aria ai locali.

È dimensionata per gestire la portata d’aria del molino e per garantire una pressurizzazione interna positiva. L’unità di trattamento aria è dunque composta da una prima sezione di recupero emissioni, costituita da uno scambiatore di calore e da un insieme di serrande in grado di gestire automaticamente i flussi di aria, al fine di permettere il controllo della temperatura interna. L’aria, riscaldata o esterna, viene fatta passare per depressione attraverso un filtro rotativo autopulente che, grazie a una filtrazione meccanica, riduce sensibilmente l’ingresso di contaminanti nel molino. L’aria filtrata viene poi spinta attraverso un miscelatore aria/ acqua che, grazie a un sistema di lavaggio ad alta pressione, ripristina il tasso di umidità relativa desiderato. Tale sezione, equipaggiata con speciali accorgimenti tecnici, oltre a


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garantire una purificazione ulteriore dell’aria consente, in estate, un abbattimento della temperatura dell’aria in ingresso al molino. L’utilizzo di Milly4.0 nel vostro molino consente di ridurre la variazione termica tra estate e inverno, di controllare il tasso di umidità relativa dell’ambiente e di facilitare una valutazione preventiva con successiva correzione sulla perdita di peso tra “il grano in B1 e i prodotti finiti” Inoltre uniformando la distribuzione dell’aria ai piani e stabilizzando le condizioni igrometriche; risulterà molto più semplice eliminare o ridurre le condizioni ottimali alla proliferazione di muffe e funghi, così da garantire da un lato una purezza maggiore della farina prodotta e dall’altro di ridurre le spese di manutenzione e pulizia. Non ultimo l’implementazione di Milly4.0 nel vostro

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ORGANO UFFICIALE

ANTIM ASSOCIAZIONE NAZIONALE TECNICI DELL’INDUSTRIA MOLITORIA

Molini THE ITALIAN MAGAZINE FOR THE MILLING INDUSTRY

Summary  SOMMARIO N. 11 November NOVEMBRE 2020

d’Italia

LA RIVISTA ITALIANA PER L’INDUSTRIA MOLITORIA

PROPRIETARIO

Associazione Industriali Mugnai d’Italia Via Lovanio, 6 - 00198 Roma

Associazione Industriali Mugnai d’Italia

DIRETTORE EDITORIALE Cosimo De Sortis Presidente Italmopa

YEARS

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d’Italia

Claudio Vercellone

LA RIVISTA ITALIANA PER L’INDUSTRIA MOLITORIA

DIRETTORE TECNICO Lorenzo Cavalli Presidente Antim

Carlo Brera Dip. di Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare; Reparto OGM e Micotossine; Istituto Superiore di Sanità - Roma Marina Carcea Ricercatrice per gli alimenti e la nutrizione; CREA - Roma Giuseppe Maria Durazzo Avvocato, esperto in diritto dell’alimentazione Maurizio Monti Miller’s Mastery - Tecniche di macinazione Luigi Pelliccia Responsabile Ufficio Studi, Mercato e Ufficio Stampa di Federalimentare Giovanni Battista Quaglia Tecnologie alimentari Andrea Villani Qualità cereali, mercato e strumenti di commercializzazione

COMITATO DI REDAZIONE Piero Luigi Pianu Tullio Pandolfi Laura Pierandrei

Editorial EDITORIALE

RESPONSABILE PUBBLICITÀ

Massimo Carpanelli - carpa@avenue-media.eu

Edizioni Avenue media®

Health emergency  Emergenza sanitaria

LA GESTIONE DEI LAVORATORI AI TEMPI DEL COVID-19 How to manage operators who might be positive to the virus

Trend

IN AUMENTO I CONSUMI DI FARINA E PASTA BIO Organic flour and pasta consumption on the rise

Economy Economia

Abbonamento annuale (12 numeri)

Registrazione Tribunale di Bologna del 31 luglio 1992 n. 6129 Poste Italiane Spa Spedizione in abbonamento postale - 70% CN/BO D.L. 353/2003 (conv. L. 46/2004) art. 1c. 1 DCB Bologna Informativa ex D.Lgs 196/2003 (tutela della privacy) Trattamento dei dati personali ai sensi del Regolamento Ue 679/2016. L’informativa Privacy è disponibile sul sito di Avenue media www.avenue-media.eu alla pagina “Informativa Privacy Editoria” www.avenue-media.eu/informativa-privacy-editoria

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a cura della Redazione

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Italia € 45,00 - Copia € 4,50 Estero € 96,00 Copie arretrate (se disponibili) € 9,00 cad. esclusa spedizione

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a cura della Redazione

Viale Aldini Antonio, 222/4 - 40136 Bologna

Tipografia MIG - Moderna Industrie Grafiche

Sergio Criminisi comic strip  LA VIGNETTA DI SERGIO CRIMINISI Fact & News  FATTI E NOTIZIE WORLD NEWS Laws & Rules PANORAMA NORMATIVO Focus on economics FOCUS ECONOMIA Food rules DIRITTO ALIMENTARE

Features ARTICOLI

REDAZIONE

EDIZIONE, DIREZIONE, REDAZIONE, PUBBLICITÀ E AMMINISTRAZIONE

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Departements RUBRICHE

ufficiostampa@avenue-media.eu

MISURE ANTI-COVID: I CONTRACCOLPI PER L’INDUSTRIA MOLITORIA Anti-covid measures, possible repercussions for the milling industry di C. De Sortis

RELAZIONI INTERNAZIONALI Alfredo Tesio

ASSOCIAZIONE NAZIONALE TECNICI DELL’INDUSTRIA MOLITORIA

Molini

DIRETTORE RESPONSABILE

COMITATO TECNICO EDITORIALE

ANTIM

THE ITALIAN MAGAZINE FOR THE MILLING INDUSTRY

IL PIANO NAZIONALE PER LA RIPRESA: UTOPIA O REALTÀ? A national recovery plan: utopia or reality?

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di V. Sipari

BUYER’S GUIDE Supplier news  LE AZIENDE INFORMANO AGENDA Advertisers list  ELENCO INSERZIONISTI

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Editorial  EDITORIALE

Misure anti-Covid: i contraccolpi per l’industria molitoria Anti-covid measures, possible repercussions for the milling industry LE NUOVE RESTRIZIONI ALLA RISTORAZIONE E IL RALLENTAMENTO DELL’EXPORT CREANO PREOCCUPAZIONE

di Cosimo De Sortis

THE CLOSURE OF RESTAURANTS AND THE SLOWING DOWN OF EXPORT DO NOT HELP

Presidente di Italmopa

The repercussions of the new partial lockdown and the antiCovid restrictive measures affect the entire milling and food sector. Demand on the e-commerce channel is increasing, whereas consumption outside the home is decreasing. Italian milling companies continue to work to ensure the production of food tradition symbols, but the severe blows inflicted to the catering and hospitality sector as well as the export slowdown could have negative economic impacts. The Government is being asked to take exceptional measures to give companies breathing space and Italmopa continues to express the companies’ demands, making itself available for dialogue with the institutions and for the identification of shared solutions in order to face the current difficult situation and the obstacles at the end of the health emergency.

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contraccolpi del nuovo parziale lockdown e delle ulteriori strette anti-Covid si stanno facendo inevitabilmente sentire sul comparto molitorio e, più in generale, sull’intero settore alimentare che, più di tutti, ha costituito un punto di forza per il nostro Paese anche in occasione della prima ondata dell’emergenza sanitaria. A creare preoccupazione,

al momento, sono soprattutto le conseguenze delle nuove chiusure a carico della ristorazione, oltre alle ricadute sull’export e all’evolversi della situazione nel nostro Paese e nel resto del mondo. In un quadro già piuttosto incerto, si sommano poi alcuni cambiamenti significativi, intervenuti nei

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Editorial  EDITORIALE

SERVONO MISURE CREDITIZIE E FISCALI ECCEZIONALI PER SOSTENERE LE AZIENDE comportamenti dei consumatori che, anche a causa dell’implementazione dello smart working e delle chiusure imposte nelle ultime settimane, hanno notevolmente diminuito i consumi fuori casa. Al contempo, si è assistito a uno sviluppo progressivo del canale e-commerce anche per i prodotti alimentari. Certamente questa seconda fase di emergenza sanitaria ha reso ancora più evidente l’importanza del nostro settore per la tenuta del sistema Paese. Le aziende molitorie italiane, infatti,

continuano ad operare con grande senso di responsabilità, per garantire sulle nostre tavole la presenza dei prodotti simbolo della nostra tradizione alimentare, quali pane, pasta, pizza e prodotti dolciari, e soprattuto un po’ di normalità, messa anch’essa a dura prova dalla continua emanazione di misure e restrizioni che nel consumatore possono facilmente provocare un comprensibile smarrimento. Proprio questo disorientamento sociale ha portato, nelle ultime settimane, a nuovi episodi di accaparramento per acquistare beni alimentari di prima necessità come, appunto, gli sfarinati di frumento, già avvenuti nel corso dei mesi di marzo e aprile. La nostra Associazione ha provveduto, fin da subito, a rassicurare i consumatori sul fatto che saranno garantiti alla distribuzione i normali approvvigionamenti di farine e semole, senza che si verifichino rallentamenti o interruzioni.

Malgrado questo, non possiamo dimenticare che, nel mezzo di una situazione così allarmante, i duri colpi inferti al settore della ristorazione e dell’accoglienza, senza scordare il notevole freno dell’export (tranne per il prodotto pasta che continua a registrare buone performance), non potranno che avere conseguenze economiche estremamente negative. Siamo davanti a una crisi che non passerà in fretta e dalla quale, sicuramente, faremo fatica a uscire. Anche per questo motivo chiediamo al Governo misure eccezionali che possano dare respiro alle aziende, ad esempio dal punto di vista creditizio e fiscale, per poter far fronte alle molte criticità in atto. La situazione che stiamo vivendo non ha precedenti e agire tempestivamente con misure incisive e correttamente dimensionate è indispensabile per alimentare la ripresa. Dal canto suo, Italmopa, come rappresentanza del settore molitorio nazionale a frumento duro e a frumento tenero, continuerà ad operare al fianco dei propri associati, fornendo aggiornamenti tempestivi e facendosi, oggi ancor di più, portavoce delle istanze delle aziende. Siamo altresì disponibili a dialogare con le istituzioni per individuare insieme soluzioni condivise che possano predisporci, fin da ora, ad affrontare nel modo più efficace possibile non solo la difficile situazione attuale, ma anche gli ostacoli che, inevitabilmente, incontreremo al termine, speriamo prima possibile, dell’emergenza sanitaria in corso. Cosimo De Sortis

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Pasta my love

On Sunday 25 October, the XXII edition of WorldPastaDay was celebrated. According to the latest figures from the International Pasta Organization, world production reached around 16 million tons in 2019. Italy firmly maintains its world leadership with th

about 3.51 million tons of pasta produced every year, ahead of the United States (2.00), Turkey (1.78), Egypt (1.20) and Brazil (1.11). As to per capita consumption, Italy, with 23.1 kg, is ahead of Tunisia (17 kg), Venezuela (12 kg) and Greece (11.4 kg).

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o scorso 25 ottobre si è celebrata la XXII edizione del World Pasta Day, ricorrenza internazionale che quest’anno ha coinciso con i 10 anni dal riconoscimento della dieta mediterranea quale Patrimonio Unesco. Un connubio perfetto, poiché la pasta costituisce il simbolo per eccellenza della buona e salutare dieta mediterranea. Gli ultimi dati diffusi dall’International Pasta Organisation rilevano che la produzione mondiale di pasta ha raggiunto, nel 2019, circa 16 milioni di tonnellate. L’Italia mantiene saldamente la leadership con circa 3,51 milioni di tonnellate di pasta annualmente prodotte, davanti a Stati Uniti (2,00), Turchia (1,78), Egitto (1,20), Brasile (1,11), Russia (1,08), Nigeria (0,70) e Iran (0,56). Nella classifica mondiale - e limitandoci ai Paesi aderenti all’Ue - la Germania occupa la 12a posizione (0,33), la Francia la 14a (0,24) e la Spagna la 16a (0,19). Per quanto riguarda, invece, il consumo pro capite, l’Italia, con 23,1 kg, precede la Tunisia (17,0), il Venezuela (12,0), la Grecia (11,4), il Cile (9,5), il Perù (9,3), gli Stati Uniti (8,8) e l’Argentina (8,6); nei principali Paesi dell’Unione europea il maggior consumo pro capite si registra in Francia (8,3), seguita dalla Germania (7,9), dalla Polonia (4,2), dalla Spagna (3,6) e dal Regno Unito (3,5).

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Fact  &  News  FATTI E NOTIZIE

ALLARME ITALMOPA PER IL RIALZO DEI PREZZI DEL TENERO

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onostante la produzione mondiale 2020 sia risultata ampia, le quotazioni del frumento tenero hanno fatto registrare, nel corso degli ultimi mesi, incrementi particolarmente rilevanti. Secondo Italmopa, l’aumento dei prezzi va dal 15% al 30% rispetto a luglio, a causa sia di fenomeni di accaparramento da parte di alcuni Paesi che paventano possibili difficoltà di approvvigionamento laddove si dovesse verificare, su scala globale, un peggioramento della situazione sanitaria, sia di posizioni di ritenzione adottate dai detentori della materia prima in attesa di possibili ulteriori rialzi. «La situazione è decisamente preoccupante per il comparto molitorio nazionale - evidenzia Giorgio Agugiaro, presidente della sezione Molini a frumento tenero di Italmopa - Occorre infatti tener presente che il costo del frumento rappresenta oltre il 70% del fatturato delle nostre imprese, i cui margini di redditività sono tra i più bassi, se non addirittura negativi, dell’intero sistema alimentare nazionale, questo anche alla luce del nostro ruolo sociale, che deriva dall’importanza di alcuni prodotti ottenuti dalle nostre farine, pane e pizza in particolare, nell’alimentazione quotidiana e soprattutto in quella dei ceti più esposti ai venti di crisi economica».

Per questo Italmopa ritiene doveroso richiamare l’attenzione dei nostri policy makers sulla necessità che non siano ignorate le numerosi criticità di una filiera che merita e pretende pari dignità rispetto alle altre filiere alimentari nazionali.

PREMIO IMPRESE PER LA SICUREZZA 2020

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l 30 ottobre è stato pubblicato il nuovo regolamento con il quale viene prorogato al 21 dicembre prossimo il termine per la presentazione delle domande di partecipazione al concorso dedicato alla sicurezza nelle imprese. La VII edizione del “Premio Imprese per la Sicurezza” - promosso da Confindustria e

Inail con la collaborazione tecnica di Apqi (Associazione premio qualità Italia) e Accredia (Ente italiano di accreditamento) - è destinato a tutte le aziende produttrici di beni e servizi operanti in Italia, per offrire un significativo contributo al processo di diffusione della cultura della sicurezza, che coinvolge tutto il sistema produttivo del nostro Paese. Scopo del Premio è creare una business culture in tema di salute e sicurezza e di promuovere le prassi migliori attraverso il benchmarking attivabile tra i partecipanti, premiando le imprese che si distinguono per l’impegno concreto in materia di salute e sicurezza e per i risultati gestionali conseguiti verso il miglioramento continuo su questi temi. Ogni impresa partecipante riceverà, al termine del concorso, un rapporto di valutazione sintetico con il risultato raggiunto e il proprio posizionamento rispetto alle altre aziende che hanno partecipato alla fase di selezione, individuando così punti di forza e aree di miglioramento. La premiazione, contestuale a un evento conclusivo, è fissata, indicativamente, a giugno 2021.

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Fact  &  News  FATTI E NOTIZIE

IN ITALIA E NEGLI USA CRESCE IL MERCATO DEI GRISSINI

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on accenna a diminuire, in Italia e nel mondo, la passione per i grissini, considerati alimento leggero, gustoso e ricco di proprietà benefiche. Gli ultimi dati di mercato registrano un costante aumento dei consumi negli Stati Uniti dove, secondo le stime di una recente ricerca del Global Market Insights, i grissini raggiungeranno 3,6 miliardi di dollari a valore nel 2026 all’interno del comparto del pane confezionato, di cui rappresentano il 15% del venduto. Comparto che sta crescendo del 2,5% l’anno e che dovrebbe superare i 24 miliardi di dollari a valore nello stesso periodo. In Italia il trend è in linea, come dimostrano i dati dell’ultimo rapporto Italmopa relativi alla richiesta di farina di frumento tenero per la produzione di sostitutivi del pane, cresciuta di 6 mila tonnellate nel 2019.

FILIERA GRANO DURO-PASTA UNITA SU QUALITÀ E PREMIALITÀ

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compatto il mondo della filiera grano duro-pasta, che punta sulla premialità per promuovere prodotto italiano di qualità e rilanciare i contratti di filiera. È il messaggio lanciato da Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, Assosementi, Cia-Agricoltori Italiani, Compag, Confagricoltura, Copagri, Italmopa e i pastai di Unione Italiana Food, le associazioni firmatarie del protocollo d’intesa “Filiera grano duro-pasta di Qualità”, alla presentazione dei risultati della campagna 2019-2020 elaborati da Fruclass, un sistema innovativo messo a punto dall’Università

della Tuscia che ha raccolto e analizzato dati quali-quantitativi del grano duro stoccato in più di 40 centri ubicati in 19 provincie, in grado di restituire uno spaccato in tempo reale della produzione nazionale. I risultati hanno evidenziato che il 76% del grano duro venduto nell’ambito dei contratti di filiera rientrava nei parametri di qualità, a fronte del 42% non commercializzato con questo tipo di contratto. Nonostante i fattori ambientali avversi, che in alcuni casi hanno contribuito a ridurre la disponibilità di grano con parametri qualitativi adatti a soddisfare le premialità richieste, le produzioni interessate dai contratti di filiera sono riuscite a far fronte a queste riduzioni in maniera più consistente e strutturata. Analizzando i dati quali-quantitativi di quasi 160 mila tonnellate di grano duro è stato possibile, per la prima volta in Italia, individuare classificazioni qualitative basate su criteri e valori uniformi, destinate a riconoscere e premiare coloro che tutelano e garantiscono l’approvvigionamento di materia prima nazionale di qualità. Il grano entra far parte dell’area della qualità, e quindi della premialità prevista dai contratti di filiera, quando il conferimento presenta valori di grado proteico del 13% o superiore e peso specifico pari ad almeno 78 kg/hl.

TASTE, IL SALONE DEL GUSTO SLITTA AD APRILE

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itti Immagine ha fissato le date della XV edizione di “Taste: in viaggio con le diversità del gusto”, evento dedicato alle eccellenze gastronomiche italiane, che presenta le novità di oltre 400 aziende: nel 2021 si svolgerà da sabato 10 a lunedì 12 aprile, slittando di un mese rispetto al consueto appuntamento di marzo, e per la prima volta si terrà alla Fortezza da Basso di Firenze. «Dopo lo stop imposto dall’emergenza sanitaria nel 2020, torniamo a lavorare a questa nuova edizione con grande entusiasmo e con profonda consapevolezza del momento che stiamo attraversando - spiega Raffaello Napoleone, a.d. di Pitti Immagine - Per questo abbiamo ritenuto necessario compiere alcune scelte di fondo a tutela della salute di espositori e visitatori». Innanzitutto, la sede: Taste lascia la Stazione Leopolda e si sposta alla Fortezza, dove spazi espositivi e aree comuni garantiscono il necessario distanziamento. Poi le nuove date, a primavera inoltrata, archiviando così i mesi invernali e incentivare la partecipazione. Infine, anche per gli espositori di Taste verrà attivata la piattaforma digitale Pitti Connect, così da poter aumentare le possibilità di incontro con buyer e operatori anche non presenti fisicamente in fiera.

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WORLD NEWS

World News è la rassegna delle notizie dall’Europa e dal mondo sull’agroalimentare. Un punto di vista aggiornato e puntuale su quanto accade in sede comunitaria ed extra-comunitaria, per essere sempre informati sulle dinamiche internazionali in ambito politico, economico e scientifico. Brevi flash che possono risultare di interesse per la filiera - italiana ma non solo - della trasformazione dei cereali.

L’UE PROPONE IL RINVIO DELL’ENTRATA IN VIGORE DELLA NUOVA NORMATIVA SUL BIOLOGICO

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a Commissione europea ha proposto di posticipare di un anno, dal 1° gennaio 2021 al 1° gennaio 2022, l’entrata in vigore della nuova normativa sul biologico. Ad annunciarlo è stato il commissario europeo all’agricoltura, Janusz Wojciechowski, lanciando una consultazione pubblica su un nuovo piano d’azione per l’agricoltura biologica. La proposta dovrà ora essere approvata dal Consiglio e dall’Europarlamento. Il Regolamento Ue sul biologico, approvato nel 2018 a oltre 11 anni dal primo, prevede infatti l’adozione di numerose e complesse norme tecniche, con conseguenze importanti per la produzione, la certificazione e i controlli nel settore. Soddisfazione è stata espressa da Eduardo Cuoco di Ifoam Organics Europe, l’organizzazione che rappresenta le produzioni bio in Europa: «Rinviare è una decisione saggia che consentirà di terminare adeguatamente il lavoro sul diritto derivato».

TROVATI I SUPERLIEVITI PER IL PANE DELLA SALUTE

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uperlieviti e farine da grani speciali, anche blu, sono gli ingredienti del pane della salute così come selezionati nei laboratori delle Università di Pisa e Torino. La particolare ricetta emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports del gruppo Nature. I ricercatori dell’Università di Pisa hanno individuato 39 superlieviti a partire da 139 diversi ceppi. La scelta

si è basata sull’attività lievitante, sul contenuto in polifenoli e sulla capacità di neutralizzare i fitati, composti contenuti in varie farine di cereali che inibiscono, ad esempio, l’assorbimento del ferro. «Rispetto al convenzionale lievito di birra prodotto industrialmente - spiega la professoressa Manuela Giovannetti dell’Università di Pisa - i superlieviti hanno conferito agli impasti, durante la fermentazione, una più elevata capacità antiossidante e un maggiore contenuto in polifenoli e antocianine». Da Torino sono invece arrivate le farine speciali: di farro, di orzo e di tre varietà di grano (una convenzionale, una a seme giallo ricca in carotenoidi e una a seme blu ricca in antocianine). Queste farine sono state scelte e caratterizzate nei laboratori torinesi anche per il loro contenuto in luteina e per la loro capacità antiossidante. L’analisi degli impasti fermentati con i diversi ceppi di lievito ha quindi permesso di selezionare la combinazione migliore fra lieviti e cereali. «Attualmente assistiamo a una crescente richiesta di prodotti da forno che presentino caratteri funzionali benefici per la nostra salute - sottolinea la professoressa Monica Agnolucci del team pisano - e per questo sono necessari studi sui lieviti naturalmente presenti negli impasti tradizionali, al fine di selezionare i ceppi con le migliori caratteristiche pro-tecnologiche, nutrizionali e nutraceutiche». La ricerca è stata condotta da Michela Palla, Arianna Grassi, Debora Giordano, Cristina Sgherri, Mike Frank Quartacci, Monica Agnolucci e Manuela Giovannetti per l’Università di Pisa, Amedeo Reyneri e Massimo Blandino per quella di Torino.

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WORLD NEWS

NUTRISCORE, SI CHIEDE DI ESCLUDERE DOP E IGP

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prodotti Dop, Igp e quelli monoingrediente, come l’olio d’oliva, dovrebbero essere esclusi dall’etichetta nutrizionale europea (il Nutriscore), che deve tenere conto delle linee guida dietetiche di ciascun Paese. Questa la proposta contenuta in un documento che sette Stati membri dell’Unione europea (Italia, Repubblica Ceca, Cipro, Grecia, Ungheria, Lettonia e Romania) hanno presentato al Consiglio europeo. Un’etichetta nutrizionale «armonizzata a livello Ue - si legge nel documento - dovrebbe educare e considerare gli alimenti nel contesto più generale di diete sane ed equilibrate, ed essere volontaria, con la possibilità per gli Stati membri di renderla obbligatoria».

Intanto, da novembre, i produttori tedeschi potranno presumibilmente applicare l’etichetta a semaforo sui prodotti alimentari. Lo ha stabilito il voto positivo del Bundesrat, il Consiglio federale delle regioni, che ha dato il via libera alla misura. L’etichettatura è volontaria e dovrebbe ricalcare il sistema francese che sintetizza in una scala alfabetica da A a E, corrispondente a diversi colori, i valori nutrizionali di un alimento. È contrario all’inserimento del Nutriscore il settore agroalimentare del bio in Germania, che si dichiara penalizzato dal sistema a semaforo. Secondo l’associazione federale per gli alimenti e i prodotti naturali (Bnn), è necessario che il Nutriscore venga migliorato.

SICILIA E PUGLIA AL TOP IN UE PER TERRENI DEDICATI AL BIO

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ra le 35 regioni europee in cui l’agricoltura biologica copre almeno il 15% delle aree coltivate, la Sicilia e la Puglia sono quelle con le superfici più vaste, rispettivamente 375 mila e 194 mila ettari, calcola Eurostat nel suo Annuario delle Regioni. La pubblicazione include un capitolo dedicato all’agricoltura, in particolare alla produzione di latte e cereali e alle coltivazioni biologiche. La regione di Salisburgo, in Austria, è l’unica in Europa dove le superfici bio superano quelle convenzionali (51,8%), ma la Calabria è terza in classifica con quasi il 30%.

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Laws  &  Rules  PANORAMA NORMATIVO

a cura di Tullio Pandolfi Italmopa

Nuove direttive per i prodotti alimentari provenienti dall’area di Chernobyl

C

on Regolamento di esecuzione (Ue) 2020/1158 della Commissione del 5 agosto 2020 - pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Ue L. 257 del 6 agosto 2020 - la Commissione europea riconosce che «alcuni prodotti originari dei Paesi terzi interessati dall’incidente di Chernobyl presentano ancora una contaminazione da cesio radioattivo superiore ai livelli massimi ammissibili». Il considerando 5 del Regolamento ricorda che «studi condotti negli ultimi anni dimostrano come la contaminazione da cesio-137, a seguito dell’incidente di Chernobyl, rimane elevata per un certo numero di prodotti derivati da specie che vivono e crescono nelle foreste e nelle aree boschive. Ciò è dovuto alla persistenza, in tale ecosistema, di livelli significativi di cesio radioattivo e al tempo di dimezzamento fisico di quest’ultimo, pari a 30 anni». Il radionuclide cesio-137 dovrebbe dunque dimezzarsi in 30 anni, secondo quanto riferisce la Commissione europea, che peraltro riconosce come, a 34 anni di distanza, i suoi livelli risultino ancora significativi. E continua perciò a richiederne l’analisi, sia pure su un numero ristretto di prodotti alimentari. Il cesio-134, invece, avrebbe un tempo di dimezzamento fisico di circa due anni. La Commissione ritiene dunque che esso sia «completamente decaduto dall’incidente di Chernobyl» e considera la sua analisi «un onere aggiuntivo», del quale si può fare completamente a meno. In tale ottica non si reputa necessario prescrivere un monitoraggio di base sulle merci in arrivo dalle aree più vicine all’impianto nucleare dismesso. I registri del sistema di allerta rapido che riguardano alimenti e mangimi (Rasff, Rapid Alert System on Food and Feed) sono utilizzati dalla Commissione europea quale base per l’analisi del rischio di radioattività sulle derrate in arrivo da Ucraina, Est Europa e Balcani. Il Reg. (Ue) 2020/1158 riferisce che «negli ultimi 10 anni al sistema di allarme rapido per gli alimenti e i mangimi sono stati notificati casi di non conformità ai livelli massimi relativi a partite di funghi importati da diversi Paesi terzi». I controlli vengono in ogni caso limitati all’analisi del cesio-137, i cui livelli massimi ammissibili cumulativi di contaminazione radioattiva sono espressi in: • 370 Bq/kg per latte, prodotti lattiero-caseari, alimenti destinati ai lattanti e ai bambini nella prima infanzia. I quali sono soggetti al Reg. (Ue) 609/13, articolo 2.2, lettere A e B, senza

previsione di obbligo di etichettatura di origine dei prodotti e delle loro materie prime; • 600 Bq/kg per tutti gli altri prodotti in arrivo dai 13 Paesi indicati in Allegato I. (Reg. Ue 2020/1158) Condizioni per l’ingresso nell’Unione, ai sensi dell’articolo 3, comma 2 del Reg. (Ue) 2020/1158. Conformemente a quanto previsto dall’articolo 3, comma 3, solo per i prodotti di cui all’allegato II del Regolamento è previsto l’obbligo di accompagnare le partite con un certificato ufficiale disciplinato dal successivo articolo 4. L’elenco comprende solo un numero molto limitato di prodotti (funghi, mirtilli rossi, funghi selvatici).

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Revoca delle autorizzazioni sui prodotti fitosanitari contenenti clorpirifos e clorpirifos metile

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ulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue L. 239 del 24 luglio 2020, è stato pubblicato il Reg. (Ue) 2020/1085 della Commissione del 23 luglio 2020 che modifica gli allegati II e V del Reg. (Ce) n. 396/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i limiti massimi di residui di clorpirifos e clorpirifos metile in o su determinati prodotti. L’approvazione delle sostanze attive clorpirifos e clorpirifos metile non è stata rinnovata dal Regolamento di esecuzione (Ue) 2020/18 della Commissione e dal Regolamento di esecuzione (Ue) 2020/17 della Commissione. Tutte le autorizzazioni esistenti dei prodotti fitosanitari contenenti clorpirifos e clorpirifos metile sono state perciò revocate. Si è ritenuto quindi opportuno sopprimere i Lmr fissati per tali sostanze nell’allegato II del Reg. (Ce) n. 396/2005. Secondo quanto riportato, la Commissione ha consultato i laboratori di riferimento dell’Unione europea sulla necessità di adeguare alcuni limiti di determinazione per le due sostanze. Tali laboratori sono giunti alla conclusione che gli sviluppi della tecnica permettono di fissare, per le sostanze clorpirifos e clorpirifos metile, limiti di determinazione pari a 0,01 mg/kg in tutti i prodotti. Nell’ambito del mancato rinnovo dell’approvazione del clorpirifos e del clorpirifos metile, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha pubblicato dichiarazioni sulla valutazione

per la salute umana relative a queste sostanze attive. In tali dichiarazioni ha confermato la neurotossicità di entrambe le sostanze attive nella fase di sviluppo nei bambini e non ha potuto escludere un potenziale genotossico derivante dall’esposizione a residui delle due sostanze negli alimenti. Tutto quanto sopra considerato, la Commissione ha ritenuto opportuno modificare il Reg. (Ce) n. 396/2005, conformemente allo stralcio dell’allegato relativo ai cereali. Il Regolamento è in vigore dal 13 agosto 2020 e si applicherà a decorrere dal 13 novembre 2020.

Cambiamenti climatici e sicurezza alimentare: il progetto Clefsa

I

cambiamenti climatici a lungo termine di temperatura, umidità, precipitazioni e frequenza degli eventi meteorologici estremi pongono sfide significative alla sicurezza alimentare mondiale e stanno già influenzando le pratiche agricole, la produzione agricola e la qualità nutritiva delle colture alimentari. La sensibilità dei germi, dei microrganismi potenzialmente tossici e di altri organismi nocivi ai fattori climatici indica che il cambiamento climatico ha il potenziale di modificare la comparsa e l’intensità di alcune malattie veicolate da alimenti. Inoltre, condizioni mutevoli possono favorire l’insediamento di specie esotiche invasive, dannose per la salute delle piante e degli animali. Un’equipe internazionale di scienziati capeggiata dall’Efsa ha sviluppato una metodologia per individuare e definire i rischi emergenti per la sicurezza degli alimenti e dei mangimi, la salute delle piante, degli animali e la qualità nutrizionale rispetto ai cambiamenti climatici. L’approccio - detto Clefsa (Il cambiamento climatico come motore dei rischi emergenti per la sicurezza degli alimenti e dei mangimi, la salute delle piante, degli

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PANORAMA NORMATIVO  Laws  &  Rules

animali e la qualità nutrizionale) - è descritto in un rapporto che include schede di valutazione che caratterizzano i possibili effetti che il cambiamento climatico potrebbe avere su una ampia serie di questioni relative alla sicurezza degli alimenti. Hanno partecipato al lavoro esperti di numerose organizzazioni e istituzioni e coordinatori di importanti progetti internazionali in materia, tra cui l’Organizzazione mondiale per la salute animale, il Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie, l’Agenzia europea per l’ambiente, l’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura, l’Organizzazione mondiale della sanità, e, per l’Italia, l’Università di Firenze e il Consiglio nazionale delle ricerche. Il gruppo ha contribuito all’individuazione di questioni emergenti e alla progettazione dello strumento di analisi decisionale basata su più criteri.

Attività - Le valutazioni scientifiche del rischio e altre consulenze scientifiche dell’Efsa coprono un ampio spettro di settori correlati alla catena alimentare. Alcune di queste aree sono interessate dai cambiamenti climatici, in particolare, come già sopra evidenziato, la salute delle piante, la salute degli animali, i rischi biologici e i contaminanti. Salute delle piante e degli animali - Il cambiamento climatico è un fattore determinante per la comparsa di nuovi organismi nocivi ai vegetali e per l’aumento dei rischi derivanti da organismi già noti. Nel 2011 l’Efsa ha tenuto un colloquio scientifico sulle interazioni tra organismi nocivi alle piante e cambiamenti globali, che ha esaminato i cambiamenti climatici come motore dei rischi emergenti per la salute delle piante. Gli scienziati hanno trovato evidenze che il cambiamento climatico è stato un fattore che ha portato alla comparsa di diversi rischi da organismi nocivi alle piante. Nuovi parassiti possono arrivare anche a causa del movimento climatico di organismi portatori di malattie (soprattutto insetti e uccelli) noti come vettori. I vettori trasmettono malattie e virus anche agli animali, con conseguenze dannose per il bestiame e la fauna selvatica. La tempe-

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ratura e l’umidità sono fattori chiave per l’abbondanza di questi vettori e per il rischio di una loro ulteriore diffusione.

Malattie - La trasmissione di infezioni o malattie tra gli animali e l’uomo (malattie zoonotiche) è una delle principali fonti di rischi per la sicurezza alimentare. Fattori ambientali come la temperatura, le precipitazioni, i livelli di umidità e il suolo possono contribuire a spiegare la distribuzione e la sopravvivenza di batteri come Salmonella e Campylobacter. Contaminanti - Le valutazioni sui contaminanti ambientali comprendono diverse tossine naturali prodotte da funghi e plancton. L’aumento della presenza di queste tossine e/o la loro comparsa in nuove località geografiche è stato in alcuni casi connesso ai cambiamenti climatici. Talune specie di funghi producono sostanze chimiche - le micotossine - alcune delle quali possono essere altamente tossiche. Esse possono influire sulla salute delle piante infette ed entrare nella catena alimentare attraverso colture alimentari e mangimi contaminati (cereali, legumi, frutta a guscio). La temperatura e l’umidità sono fattori importanti che influenzano la crescita fungina, l’infezione delle colture e la tossicità delle micotossine. Il cambiamento climatico è considerato una delle cause dei recenti cambiamenti nella presenza di micotossine in Europa. Ad esempio, le aflatossine sono micotossine cancerogene prodotte da due specie di Aspergillus, un fungo che si trova in zone caratterizzate da clima caldo e umido. L’aumento delle temperature e dell’umidità legato ai cambiamenti climatici ha probabilmente contribuito alla comparsa delle aflatossine nell’Europa meridionale all’inizio degli anni 2000 e alla loro costante diffusione verso nord. Nel 2012 l’Efsa ha contribuito a sviluppare uno strumento per prevedere la produzione e la diffusione delle aflatossine nel mais, nel grano e nel riso in diversi scenari di cambiamento climatico. Inoltre, le micotossine sono spesso presenti in natura nelle miscele, interagendo potenzialmente e aumentando i rischi per gli animali e gli esseri umani. Gli scienziati coadiuvano la ricerca


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Laws  &  Rules  PANORAMA NORMATIVO

per aiutare a sviluppare approcci flessibili nella modellizzazione della valutazione del rischio per le miscele di micotossine. Ciò include lo studio dell’impatto delle variabili ambientali legate al cambiamento climatico (ad esempio temperatura, attacco di organismi nocivi, disponibilità di nutrienti) sulla produzione di micotossine e sulla loro presenza negli alimenti. Il progetto Clefsa è durato dal 2018 al 2020 e ha contribuito a capitalizzare le precedenti esperienze nella valutazione dei rischi legati al cambiamento climatico e il lavoro delle reti consolidate con partner nazionali e internazionali, con la comunità scientifica e con altri portatori di interesse sui rischi emergenti e i loro fattori trainanti. Ha inoltre esaminato le questioni emerse nel contesto del processo di individuazione dei rischi emergenti da parte dell’Efsa. Il progetto mirava a sviluppare metodi e strumenti per individuare e definire i rischi emergenti legati al cambiamento climatico mediante: • la previsione a lungo termine dei molteplici rischi emergenti utilizzando scenari di cambiamento climatico; • la scansione dell’orizzonte e il crowdsourcing (contributi volontari dal pubblico) per raccogliere segnali da una varietà di fonti di informazione; • l’allargamento della rete delle conoscenze agli esperti delle agenzie internazionali dell’Ue e dell’Onu; • la progettazione di strumenti di “analisi decisionale basata su più criteri” per definire i rischi in materia di sicurezza degli alimenti, sicurezza dei mangimi, salute delle piante, salute degli animali e qualità nutrizionale in genere.

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Focus on economics  FOCUS ECONOMIA

Cala la produzione dell’industria molitoria Milling industry production is going down The Italian P&L report for the second quarter of 2020 have been published by Istat, the Italian National Institute of Statistics. It is interesting to note that, while purchasing power goes hand in hand with that of the available income, dropping by around -7%, final consumption expenditure is going down to a much bigger extent, i.e. an additional 10 percentage points. Not surprisingly, this gap matches with the parallel increase in households’ propensity to save between the two quarters of reference. It should be said that the fall in final consumption expenditure, i.e. -17%, is higher than that of retail sales in the quarter (-13%), as final consumption includes the entire world of expenditure. It should be added that the higher provisions linked to the higher propensity to save did not generate an increase in the drive for household investment. In fact, the investment rate lost about two points in the quarterly comparison, confirming that the higher propensity has prudentially set aside provisions to avoid the risks associated with the fluidity and uncertainty of this period. Finally, it should be noted that, while food retail sales appear vigorous due to the well-known stock effect connected to the quarter concerned, food production and exports show negative signs that are far from negligible, even if much less stressed than the general ones.

di Luigi Pelliccia Responsabile Ufficio Studi e Mercato di Federalimentare

IL TREND PROGRESSIVO DEI PRIMI 8 MESI DELL’ANNO SCIVOLA DEL -0,6% DURING THE FIRST 8 MONTHS OF THE YEAR THE PROGRESSIVE TREND DECREASED OF -0.6%

S

ono stati diffusi dall’Istat i conti economici del Paese riferiti al secondo trimestre 2020. A proposito degli andamenti economici recenti, occorre fare attenzione a non cadere nell’effetto ottico del confronto con i mesi o i periodi immediatamente precedenti. Infatti, l’anomalia dell’anno in corso fa sì che, per disporre di dati genuini, sia necessario osservare essenzialmente i tendenziali, ovvero i confronti con gli stessi mesi o periodi dell’anno prece-

dente, in quanto i confronti congiunturali portano a valutazioni distorte sulle situazioni e sul valore oggettivo delle discese e dei rimbalzi in atto. Nella TABELLA alla pagina successiva sono perciò riportate alcune variazioni tendenziali elaborate sui dati Istat relative, da un lato, alla situazione reddituale delle famiglie italiane, dall’altro, ad alcuni parametri congiunturali del secondo trimestre dell’anno in corso, a confronto con lo stesso trimestre 2019.

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Focus on economics  FOCUS ECONOMIA

È interessante notare che, mentre il potere di acquisto va di pari passo con quello del reddito disponibile, con cali attorno al -7%, la spesa per consumi finali cede in misura molto maggiore, con un appesantimento aggiuntivo di circa 10 punti percentuali. Questa forbice coincide, non a caso, con il parallelo aumento della propensione al risparmio delle famiglie fra i due trimestri di riferimento. Si precisa che il calo della spesa per consumi finali, pari al -17%, è superiore a quello delle vendite al dettaglio del trimestre (-13%), in quanto i consumi finali sono comprensivi dell’intero universo di spesa. Si aggiunge che i maggiori accantonamenti legati alla più alta propensione al risparmio, non hanno generato un incremento della spinta agli investimenti delle famiglie; infatti, il tasso di investimento perde circa due punti nel confronto trimestrale, a conferma che la citata maggiore propensione è andata, prudenzialmente, soprattutto in accantonamenti, ad evitare i rischi connessi con la fluidità e l’incertezza del periodo. Va poi segnalato che, mentre le vendite alimentari al dettaglio appaiono toniche per il noto “effetto scorte” connesso al trimestre di riferimento, la produzione e l’export del comparto registrano segni negativi tutt’altro che trascurabili, anche se assai meno accentuati rispetto

II TRIMESTRE 2020 VS II TRIMESTRE 2019

TABELLA

Milioni di euro

Valori correnti

Valori concatenati

Reddito disponibile lordo

69.363

-6,9%

-7,2%

Potere d’acquisto (1)

262.212

-7,0%

-7,2%

Spesa per consumi finali

220.676

-17,2%

-17,4%

Investimenti fissi lordi

12.176

-26,0%

-27,8%

Incremento % nel 2020

Incremento % nel 2019

Propensione al risparmio

22,0

12,3

Tasso di investimento

6,3

8,2

Valori correnti (2)

Vendite totali destagionalizzate

-13,0

Vendite alimentari destagionalizzate in val. correnti (2)

3,1 Quantità (2)

Produzione industriale totale

-25,5

Produzione industria alimentare

-7,1 Milioni di euro

Valori correnti (2)

Export totale

87.722,10

-27,7%

Export industria alimentare

8.314,10

-3,8%

(1) Reddito disponibile lordo in termini reali, ottenuto come rapporto tra il reddito lordo disponibile a prezzi correnti e il deflatore implicito dei consumi finali delle famiglie (Conti economici trimestrali) (2) Media trimestrale basata sui trend dei singoli mesi

a quelli generali. È una ulteriore conferma che i dati progressivi sui sei-sette mesi di questi due parametri edulcorano e attutiscono l’impatto specifico della crisi, grazie alle “medie” connesse alla buona spinta di cui avevano goduto a inizio anno.

Produzione alimentare in calo Vediamo ora, con un trimestre così difficile alle spalle, come si è evoluta successivamente la situazione. Ad agosto si rileva un appesantimento del trend della produzione alimentare, che evidenzia un calo tendenziale del -2,0%, dopo il -0,4% di luglio. Nei primi 8 mesi il tendenziale del settore si assesta così sul -2,5%. Appare significativo, viceversa, il recupero, nello stesso mese, della produzione industriale nel suo complesso, con un tendenziale quasi piatto (-0,3%) dopo le nette cadute dei mesi preceden-

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Focus on economics  FOCUS ECONOMIA

ti. La variazione tendenziale sugli 8 mesi del grande aggregato industriale segna così un -15,4%, in graduale rientro dopo i progressivi precedenti. In questo contesto produttivo, il comparto molitorio perde progressivamente velocità. L’evoluzione dell’ultimo quadrimestre parla chiaro. A maggio, la variazione tendenziale di produzione sui 5 mesi mostrava un progresso del +2,6% contro il -3,0% parallelo dell’industria alimentare nel suo complesso. A giugno, il passo semestrale del comparto scendeva a un tendenziale del +1,7% a fronte del -3,3% dell’industria alimentare in generale. A luglio, il dato sui 7 mesi della produzione molitoria scendeva ancora, con un +0,6% contro il -2,7% dell’intera industria alimentare. Infine, ad agosto, troviamo un dato tendenziale e specifico del singolo mese molto pesante, pari al -8,4% sullo stesso mese 2019. Ne esce una scivolata in negativo del trend progressivo sugli 8 mesi del -0,6%, a fronte del parallelo -2,5% dell’industria alimentare nel suo insieme. Perciò, la forbice premiante per il molitorio fra i due trend si è ristretta a 1,9 punti, quando a maggio raggiungeva 5,6 punti. Significa che il comparto si è smarcato sempre meno, con l’avanzare dell’anno, per mimetizzarsi via via nel flusso della media di settore.

L’export di farine Sul fronte dell’export troviamo invece un andamento del molitorio più omogeneo con quello dell’aggregato del food and beverage. I dati del commercio estero, come sempre, sono arretrati rispetto a quelli della produzione. Troviamo così, nel primo semestre, un trend tendenziale dell’export molitorio pari al -1,6%, contro il +2,6% parallelo dell’aggregato della trasformazione alimentare. C’è da dire in proposito che, anche se il comparto molitorio è scivolato in rosso, in qualche modo ha tenuto meglio dell’industria alimentare nel suo insieme. L’export sul quadrimestre del comparto registrava infatti un +1,1% contro il parallelo +7,2% dell’aggregato. Per cui, in questo confronto, il passo del molitorio ha perso in definitiva 2,7 punti, contro i 4,6 punti del settore allargato.

Le vendite al dettaglio Qualche valutazione generale, infine, sulle vendite alimentari al dettaglio. I dati arrivano ad agosto, mese anomalo per l’effetto recato dai flussi turistici (ancorché esigui quest’anno). Ne escono comunque variazioni tendenziali, nel confronto con l’agosto 2019, pari al +0,6% in valore e al -0,4% in volume, in recupero rispetto a

quelle viste a luglio, rispettivamente pari al -1,1% e al -2,4%. I Discount alimentari mostrano variazioni tendenziali in valore del +4,8% ad agosto e del +6,3% sugli 8 mesi. Sono tassi in leggero rientro rispetto alle spinte immediatamente precedenti, ma comunque assai più elevati di quelli registrati da questo segmento negli anni scorsi, a dimostrazione di un sostanziale impoverimento della spesa. Le vendite non alimentari, viceversa, ad agosto si avvantaggiano nettamente per l’effetto saldi. Evidenziano, infatti, crescite tendenziali del +1,1% in valore e del +0,5% in volume, dopo i cali a due cifre di luglio. Sul progressivo degli 8 mesi la discesa delle vendite non alimentari rimane tuttavia vistosa, con cali pari al -15,3% in valore e al -15,4% in volume. La tenuta palesata in varia misura dal food and beverage e dal molitorio è stata fin qui significativa, considerando il contesto generale del manifatturiero nazionale. Non vorremmo che, dietro l’angolo, nuove ondate e nuovi stress da pandemia attendano l’industria alimentare. Recovery o non Recovery Fund, i danni sul settore e su un Sistema Paese attardato e convalescente come il nostro rischierebbero di essere deflagranti. Luigi Pelliccia

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Food rules  DIRITTO ALIMENTARE

Servono leggi europee a misura di Stato State-specific EU laws are needed If we take the most intense period of the crisis caused by the Coronavirus, from the point of view of food law we remember how many difficulties operators had to face in complying with more rules than ever before. Italy has put in place temporary measures to support businesses, allowing the disposal, for the entire 2020, of labels no longer complying with EU Regulation 2018/775 as of April the 1st. This was quite a surprise because that measure was considered as a specific attention to the food industry, which has long since become accustomed to moderating sanctions or approaches that do not suddenly increase costs further. How have other countries, and therefore competitors, dealt with the emergency in terms of food standards, controls and relations with their own authority? We can see that the pandemic has justified so many national rights. If the law must go back to being a system to regulate and not hinder productive activity, in a short time the national Legislator could act in the national productive interest.

di Giuseppe Maria Durazzo Avvocato esperto in diritto dell’alimentazione

LA FLESSIBILITÀ NORMATIVA DOVREBBE ESSERE SEMPRE APPLICABILE, NON SOLO NELLE EMERGENZE REGULATIONS FLEXIBILITY SHOULD ALWAYS BE GUARANTEED, NOT ONLY IN CASE OF EMERGENCY

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uardando alla crisi determinata dal Covid-19 e alla particolare condizione sanitaria ed economica che si protrae, dal punto di vista della legislazione alimentare osserviamo le tante difficoltà affrontate dagli operatori nel rispettare molte più regole rispetto alle già numerosissime da sempre in vigore: sono stati aggiunti nuovi protocolli, integrato l’Haccp, introdotte discipline e norme sulle riunioni, anche tecniche, tra gli addetti alla sicurezza, trovate faticose forme di collaborazione online anche per funzioni eminente-

mente operative, ecc... Tutti questi nuovi adempimenti, seppure con l’ausilio di approcci innovativi o comunque alternativi, hanno permesso di far fronte alle difficoltà del momento, non sempre superabili con l’uso della tecnologia.

La questione “etichettatura” La quantità di nuove regole imposte dalla condizione attuale si è sommata al dover affrontare, in questo stesso arco di tempo, gli obblighi conseguenti all’entrata in vi-

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Food rules  DIRITTO ALIMENTARE

gore del Reg. (Ue) 2018/775 relativo all’indicazione dell’origine in etichetta che, come norma, comporta scelte aziendali talvolta complesse, oltre che costi per la conversione degli strumenti fisici di informazione del consumatore (etichette e simili). L’Italia, un po’ a sorpresa, con una circolare del ministero per lo Sviluppo Economico del 23 aprile 2020, è intervenuta con misure temporanee di supporto alle imprese, ammettendo lo smaltimento, per tutto il 2020, delle etichette non più conformi, dal 1° aprile 2020, al Reg. (Ue) 2018/775. Ciò ha stupito, perché la misura, seppure con effetti di breve periodo e in via di esaurimento, è stata vista come un’attenzione specifica nei confronti dell’industria alimentare, oramai da tempo disabituata a gesti moderatori delle sanzioni o ad approcci che non aumentino ulteriormente e repentinamente i costi.

I controlli all’estero Al di là degli aspetti economici, è interessante chiedersi come gli altri Stati membri - e quindi nostri competitor diretti - a parità di situazione pandemica e giuridica, visto che il Reg. (Ue) 2018/775 è nor-

LA FLESSIBILITÀ LEGISLATIVA PUÒ E DEVE ESSERE COMPATIBILE CON QUELLA UE ma comunitaria, abbiano affrontato l’emergenza riguardante le nuove norme alimentari, i controlli e i rapporti con le loro autorità interne. Come sappiamo, nessun provvedimento è stato varato dall’Unione in tema di applicazione o di proroga del Reg. (Ue) 2018/775. Senza considerare che, a breve, direttamente da Bruxelles si attende il rinvio di molte discipline che avrebbero dovuto entrare in vigore il 1° gennaio 2021, in tema di alimenti ottenuti da agricoltura biologica. Ad oggi, risulta che solo l’Italia abbia notificato la propria disposizione volta allo smaltimento delle etichette. Perché solo noi? La cosa non deve trarre in inganno. Su 27 Stati membri, solo 4 non hanno risposto alla crisi modificando il proprio comportamento in materia di controlli, mentre la maggioranza ha scelto un approccio più flessibile. Ma anche quei 4,

tra i quali l’Italia, hanno adottato “misure dolci” di entrata in applicazione del Reg. (Ue) 2018/775. Gli Stati membri che invece hanno adottato un alleggerimento generale dei controlli, orientati alla tutela degli interessi dei consumatori, tralasciando quelli avvertiti come di minore significato, sono stati ben 12. Inoltre, l’approccio soft non riguarda esclusivamente l’applicazione del Reg. (Ue) 2018/775. Sotto un apparente mantenimento della struttura e del funzionamento dell’impianto della legislazione alimentare europea, almeno 16 Stati membri hanno varato misure, più o meno formali, di alleggerimento e 12 limitato i controlli a livelli essenziali. Appare evidente che parlare di flessibilità o di necessità di informare l’organo di controllo delle proprie deficienze di etichettatura, per evitare sanzioni e blocchi di prodotto, rivela parole giustificative differenti per arrivare allo stesso obiettivo.

L’esempio Usa L’eccezionalità di questo periodo non si discute, ma ha dimostrato che le deroghe, come la flessibilità del sistema dei controlli alimentari, non sono di per sé

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DIRITTO ALIMENTARE  Food rules

LA FRAMMENTAZIONE NON GIOVA AL CORRETTO FUNZIONAMENTO DI UN SISTEMA incompatibili con l’architettura legislativa Ue. Il contesto giuridico attuale ha pure dimostrato che sono tollerate le scelte informali adottate da diversi Stati, volte ad evitare il filtro - seppure blando - della procedura di notifica alla Commissione europea secondo i sensi del Reg. (Ue) 2015/1535. Inoltre, l’attuale criticità, dovuta alla pandemia, ha evidenziato come la stessa circolare italiana, che non ha raccolto pareri favorevoli unanimi, di fatto è stata quasi un de minimis rispetto a quanto fatto in altri Stati. Varcando l’Atlantico scopriamo che la FDA (Food and Drug Administration), con una rapidità impensabile dalla nostra parte del mondo, ha previsto deroghe e comportamenti assolutamente vietati in tempi “normali”, come l’apertura di porte e finestre per migliorare l’aerazione nei punti vendita e nella produzione di alimenti, cosa che nel Vecchio Continente avrebbe determinato la violazione di una serie di norme. Stando, invece, nell’ambito dell’Unione, gli Stati hanno reagito,

seppure in ordine sparso, offrendo dei tentativi di risposta ai bisogni dell’industria, contemperandoli con quelli fondamentali del diritto.

La frammentazione del sistema La produzione nazionale di norme o metodi da parte della maggioranza degli Stati membri sta diventato uno strumento normale per adattare il diritto Ue alle necessità interne e per venire incontro a sensibilità politiche particolari, plasmando le norme uniformi di Bruxelles alle situazioni nazionali. Evito di dare giudizi, ma se la flessibilità delle norme esiste sia in tempi “normali” che, a maggior ragione, in tempi eccezionali, dobbiamo ricordarci che l’attuazione non è a carico solo del Legislatore Ue ma, principalmente, di quello nazionale. Dal mio punto di vista di osservatore del diritto, la frammentazione non giova al funzionamento di un sistema, quindi se si aggiungono alle norme europee una serie di varianti “domestiche” qualcosa in efficienza si perde, ma se in quella frammentazione ci sono spazi per migliorare le condizioni produttive e il benessere di chi produce (e quindi del mercato), il non approfittare della flessibilità, almeno nella misura prevista dai Paesi maggiormente concorrenti dell’Italia in materia di produzione

alimentare, costituisce una debolezza. Possiamo osservare come la pandemia abbia giustificato tanti “diritti nazionali”, ma la realtà è che il mosaico dei diritti all’interno di un quadro formalmente armonizzato dall’Unione è un fenomeno che comunque aumenta da anni, senza sostanzialmente trovare ostacoli giuridici nelle sedi preposte (la Corte di Giustizia, la stessa Commissione europea e le Corti nazionali. Eccezione, la recentissima sentenza della Corte, Terza Sezione, 1° ottobre 2020, C-485/18, Lactalis/Premier ministre, Garde des Sceaux, Ministre de la Justice, Ministre de l’Agriculture et de l’Alimentation, Ministre de l’Économie et des Finances circa i limiti che deve rispettare il decreto nazionale francese in tema di indicazione dell’origine del latte). Per concludere, se il diritto deve tornare ad essere un sistema finalizzato a regolare e non a ostacolare l’attività produttiva, in tempi rapidi il Legislatore nazionale potrebbe agire nell’interesse produttivo del proprio Paese. Personalmente vedrei la semplificazione e la riduzione dello spostamento verso il penale di molte sanzioni previste in materia alimentare, come obiettivi utili e significativi. Ma, superati i tavoli tecnici, è il Legislatore che deve scegliere, assumendosi le conseguenti responsabilità politiche. Giuseppe Maria Durazzo

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EMERGENZA SANITARIA  Health emergency

La gestione dei lavoratori ai tempi del Covid-19 How to manage operators who might be positive to the virus I CONSIGLI DI CONFINDUSTRIA PER OPERARE IN SICUREZZA SUL POSTO DI LAVORO CONFINDUSTRIA’S RECOMMENDATIONS TO SAFELY WORK IN THE MILL

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Health emergency  EMERGENZA SANITARIA

What is the behavior that millers, laboratory experts, operators in the milling industry who have come into contact with covid-19 positive people should keep (because they live together for example)? It is necessary to follow the instructions given by the general practitioner and the health authorities, without taking any measure that could adversely affect the path defined by the latter.

It is also useful to know what use will be made of the swabs and what kind of quarantine and isolation procedures will be applied, in order to properly plan the return of the operator, taking into account the provision of the Protocol of 14 March 2020 that regulates the procedures to be applied within the company for those who have tested positive. For this reason, we would like to recall some official recommendations to which the

entrepreneur can refer, in order to stay informed about the initiatives and paths adopted by the health authorities and to act properly. It should be noted that quarantine refers to the restriction on freedom of movement of healthy people for the duration of the incubation period. It is therefore useful to be aware of the treatment that people who may be positive for the virus, whether asymptomatic or not, will undergo.

a cura della Redazione

C

onfindustria ha pubblicato una nota con alcuni suggerimenti per la gestione dei lavoratori potenziali portatori di coronavirus, che può risultare utile anche per gli operatori dell’industria molitoria entrati a contatto con persone positive al Covid-19. In tali casi è ovviamente necessario seguire con estrema attenzione le indicazioni fornite dal medico di base, senza adottare misure che potrebbero ripercuotersi negativamente sui percorsi definiti dalle autorità sanitarie. È inoltre importante conoscere le procedure per essere sottoposti a tampone e il percorso delle quarantene e degli isolamenti, per programmare adeguatamente il rientro dell’operatore, tenendo conto della previsione del Protocollo del 14 marzo 2020 che disciplina le modalità da porre in essere nei confronti di chi è risultato positivo. A questo proposito, grazie al supporto di Italmopa, di seguito riportiamo alcune delle principali raccomandazioni ufficiali ai quali l’imprenditore molitorio può fare riferimento per conoscere le iniziative e i percorsi adottati dalle autorità sanitarie, così da agire in modo appropriato in caso di necessità.

Quarantena e malattia In primo luogo ricordiamo il Messaggio dell’Inps n. 3653 del 9 ottobre 2020, che determina la differenza tra quarantena (che sussiste nelle ipotesi previste dall’art. 26, comma 1, del Dl. n. 18/2020[1]) e malattia (che sussiste nelle ipotesi previste dall’art. 26, comma 6[2]).

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Health emergency  EMERGENZA SANITARIA

La quarantena è prevista in queste quattro ipotesi: a. Art. 1, comma 2, lettere h) e i) del Dl. 23 febbraio 2020, n. 6, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 marzo 2020, n. 13:

bre 2020, dove si evidenzia che la quarantena si riferisce alla restrizione dei movimenti di persone sane per la durata del periodo di incubazione.

h) applicazione della misura della quarantena con sorveglianza attiva agli individui che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva; i) previsione dell’obbligo da parte degli individui che hanno fatto ingresso in Italia da zone a rischio epidemiologico.

Il secondo elemento utile è la declinazione delle ipotesi di “caso” e di “contatto”, definita nel “Rapporto Iss Covid-19 n. 53/2020 - Guida per la ricerca e gestione dei contatti (contact tracing) dei casi di Covid-19 - Versione del 25 giugno 2020”. Caso sospetto: persona con infezione respiratoria acuta (insorgenza improvvisa di almeno uno tra i seguenti segni/ sintomi: febbre, tosse e dispnea) e senza un’altra eziologia che spieghi pienamente la presentazione clinica e storia di viaggi o residenza in un Paese/area in cui è segnalata una trasmissione locale durante i 14 giorni precedenti l’insorgenza dei sintomi; persona con infezione respiratoria acuta grave (febbre e almeno un segno/sintomo di malattia respiratoria - tosse, dispnea) che richieda ricovero ospedaliero (Severe Acute Respiratory Infection), senza un’altra eziologia che giustifichi pienamente la presentazione clinica. Caso probabile: quando il risultato del test per SARS-CoV-2 è dubbio o inconcludente utilizzando protocolli specifici di Real Time Pcr per SARS-CoV-2 presso i Laboratori di Riferimento Regionali individuati o è positivo impiegando un test pan-coronavirus.

b. Art. 1, comma 2, lettere d) ed e), del Dl. 25 marzo 2020, n. 19: d) applicazione della misura della quarantena precauzionale ai soggetti che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva o che entrano nel territorio nazionale da aree ubicate al di fuori del territorio italiano; e) divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte alla misura della quarantena, applicata dal sindaco quale autorità sanitaria locale, perché risultate positive al virus. A questo proposito, si richiama la circolare del ministero della Salute del 12 otto-

Casi e contatti

I LAVORATORI IN QUARANTENA SONO “SANI” MA POTREBBERO EVIDENZIARE LA COMPARSA DI SINTOMI Caso confermato: quando arriva la conferma del laboratorio per infezione da SARS-CoV-2, effettuata nella sede di riferimento nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità o nei laboratori regionali di riferimento, indipendentemente dai segni e dai sintomi clinici. Contatto, definizione generale: qualsiasi persona esposta a un caso probabile o confermato di Covid -19 in un lasso di tempo che va da 48 ore prima a 14 giorni dopo l’insorgenza dei sintomi (o fino al momento della diagnosi e dell’isolamento). Se il caso non presenta sintomi, si definisce contatto una persona esposta da 48 ore prima fino a 14 giorni dopo la raccolta del campione positivo (o fino al momento della diagnosi e dell’isolamento). Contatto stretto: • una persona che vive nella stessa casa di un caso di Covid-19; • una persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un caso di Covid -19 (come la stretta di mano);

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• una persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso di Covid -19 (toccare a mani nude fazzoletti di carta usati); • una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso di Covid -19 a distanza minore di 2 metri e di durata maggiore a 15 minuti; • una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (aula, sala riunioni, sala d’attesa di ospedale) con un caso di Covid -19 in assenza di dispositivi di protezione individuale idonei; • un operatore sanitario o altra persona che fornisce assistenza diretta a un caso di Covid-19, oppure personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso di Covid -19, senza l’impiego dei dispositivi di protezione individuale raccomandati o mediante l’utilizzo di dispositivi non idonei; • una persona che ha viaggiato in treno, aereo o qualsiasi altro mezzo di trasporto entro due posti in qualsiasi direzione rispetto a un caso Covid -19; sono contatti stretti anche i compagni di viaggio e il personale addetto alla sezione dell’aereo/treno dove il caso indice era seduto. Contatto casuale: qualsiasi persona esposta al caso che non soddisfi i criteri per un contatto stretto.

Trattamento dei casi e dei contatti

L’ASINTOMATICO PUÒ RIENTRARE IN AZIENDA DOPO UN ISOLAMENTO DI ALMENO 10 GIORNI DALLA COMPARSA DELLA POSITIVITÀ

la durata del periodo di incubazione, ma che potrebbero essere state esposte a un agente infettivo o a una malattia contagiosa, con l’obiettivo di monitorare l’eventuale comparsa di sintomi e identificare tempestivamente nuovi casi. La circolare del ministero conferma che i lavoratori in quarantena sono “sani”, ma potrebbero evidenziare la comparsa di sintomi (nel qual caso diverrebbero malati). • Casi positivi asintomatici: le persone asintomatiche risultate positive alla ricerca di SARS-CoV-2, possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa della positività, al termine del quale risulti eseguito un test

molecolare con esito negativo (10 giorni + test). • Casi positivi sintomatici: le persone sintomatiche risultate positive alla ricerca di SARS-CoV-2, possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi (non considerando anosmia e ageusia/disgeusia che possono avere prolungata persistenza nel tempo), presentando un test molecolare con esito negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi (10 giorni, di cui almeno 3 giorni senza sintomi + test). • Casi positivi a lungo termine: persone che, pur non presentando più sintomi, continuano a risultare positive al test molecolare per SARS-CoV-2, in caso di assenza di sintomatologia (fatta eccezione per ageusia/disgeusia e anosmia che possono perdurare per diverso tempo dopo la guarigione) da alme-

È quindi importante aver ben presente il trattamento a cui vanno sottoposti i soggetti che rappresentano dei casi, come sancito nella circolare del ministero della Salute “Covid-19: indicazioni per la durata e il termine dell’isolamento e della quarantena”. Rinviando ovviamente alla lettura del documento, si possono però evidenziare le definizioni delle differenti situazioni nelle quali si può venire a trovare la persona e i conseguenti comportamenti attuati dalle autorità sanitarie. • Isolamento dei casi di documentata infezione da SARS-CoV-2: separazione delle persone infette dal resto della comunità per la durata del periodo di contagiosità, in ambiente e condizioni tali da prevenire la trasmissione dell’infezione. • Quarantena: si riferisce alla restrizione dei movimenti di persone sane per

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Health emergency  EMERGENZA SANITARIA

no una settimana, potranno interrompere l’isolamento dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi. Questo criterio potrà essere modulato dalle autorità sanitarie d’intesa con esperti clinici e microbiologi/virologi, tenendo conto dello stato immunitario delle persone interessate (nei pazienti immunodepressi il periodo di contagiosità può essere prolungato). • I contatti stretti asintomatici con infezione da SARS-CoV-2, confermata e identificata dalle autorità sanitarie, devono osservare un periodo di quarantena di 14 giorni dall’ultima esposizione al caso, oppure un periodo di quarantena di 10 giorni dall’ultima esposizione con un test antigenico o molecolare negativo effettuato il decimo giorno. Da ultimo, si evidenzia che la circolare raccomanda, tra l’altro, di: non prevedere quarantena né l’esecuzione di test diagnostici nei contatti stretti di contatti stretti di caso (ovvero non vi sia stato nessun contatto diretto con il caso confermato), a meno che il contatto stretto del caso non risulti successivamente positivo ad eventuali test diagno-

stici o nel caso in cui, in base al giudizio delle autorità sanitarie, si renda opportuno uno screening di comunità. Alcuni casi riferibili alla raccomandazione contenuta nella circolare sono: • il convivente di un operatore il cui collega (con il quale è stato a contatto stretto) sia risultato positivo non deve restare in quarantena né essere sottoposto a tampone; • il lavoratore con il figlio in quarantena (non in quanto positivo ma perché contatto stretto di un compagno di

scuola risultato positivo al Covid-19) non deve restare in quarantena né essere sottoposto a tampone.

Uso dei tamponi Appare poi utile sapere come gli organi sanitari gestiscono i tamponi relativamente ai differenti casi sopra evidenziati. Le indicazioni sono reperibili nella nota tecnica dell’Iss “Test di laboratorio per SARS-CoV-2 e loro uso in sanità pubblica”.

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Health emergency  EMERGENZA SANITARIA

Altrettanto utile, allo scopo di conoscere la gestione dei casi anche dal punto di vista dei tempi della quarantena rispetto all’evoluzione del quadro clinico della persona in quarantena, è la recente circolare della Regione Lombardia “Aggiornamento delle indicazioni per la durata dell’isolamento e della quarantena dei casi confermati di Covid-19 e contatti stretti di casi confermati; utilizzo dei test diagnostici”.

Il rientro in azienda Da ultimo, si ricorda che il Protocollo del 24 aprile 2020 in tema di sorveglianza sanitaria prevede che: In particolare, si evidenzia che: la persona in attesa del risultato del test deve essere posta in quarantena. Se il risultato del test è positivo il dipartimento di Prevenzione prescriverà l’isolamento alla persona interessata e la quarantena ai contatti stretti.

Questa indicazione sembra risolvere una parte delle questioni interpretative relative alla condizione del lavoratore nel periodo di attesa del tampone. Il documento è completato da una tabella sinottica che raccorda le ipotesi di “caso” e “contatto” con il tipo di tampone da prescrivere e la rappresentazione delle finalità dei tamponi molecolare, antigenico rapido e sierologico.

per il reintegro progressivo di lavoratori dopo l’infezione da Covid-19, il medico competente, previa presentazione di certificazione di avvenuta negativizzazione del tampone - secondo le modalità previste e rilasciata dal dipartimento di prevenzione territoriale di competenza effettua la visita medica precedente alla ripresa del lavoro, a seguito di assenza per motivi di salute di durata superiore ai sessanta giorni continuativi, al fine di verificare l’idoneità alla mansione (D.lgs. 81/08 e s.m.i, art. 41, c. 2 lett. e-ter), anche per valutare profili specifici di rischiosità e comunque indipendentemente dalla durata dell’assenza per malattia. Le procedure per il rilascio dell’avvenuta negativizzazione sono da riferirsi alle più recenti indicazioni contenute nelle circolari del ministero della Salute. La Redazione

Note [1] P eriodo trascorso in quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva, di cui all’articolo 1, comma 2, lettere h) e i) del Dl. 23 febbraio 2020, n. 6, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 marzo 2020, n. 13, e di cui all’articolo 1, comma 2, lettere d) ed e), del Dl. 25 marzo 2020, n. 19, dai lavoratori dipendenti del settore privato, è equiparato a malattia ai fini del trattamento economico previsto dalla normativa di riferimento e non è computabile ai fini del periodo di comporto. [2] “Qualora il lavoratore si trovi in malattia”.

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TREND

In aumento i consumi di farina e pasta bio Organic flour and pasta consumption on the rise

In Italy, the consumption of organic food has exceeded the record figure of 3.3 billion euros (Food service industry and Green Public Procurement not included), due to a growth of 4.4% over the last year, thus increasing the overall incidence of organic

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food on Italians’ shopping cart to 4%. The current emergency, combined with a phenomenon that has already been clear for some time, confirms the boost that large-scale retail trade is giving the market, showing an increase in supermarket sales of +11%

during the lockdown. This is what stands out distinctly from the “Bio in figures 2020” Report prepared by Sinab (National Information System on Organic Agriculture), Ismea and Nielsen for Mipaaf (Ministry of Agricultural, Food and Forestry Policies).


Trad TREND

IL RAPPORTO DEL SINAB CONFERMA ANCHE NEL 2020 LA CRESCITA DEL SETTORE SINAB REPORT CONFIRMS THE SECTOR IS HEALTHY ALSO IN 2020 a cura della Redazione

I

consumi di alimenti bio in Italia hanno superato il valore record di 3,3 miliardi di euro (Horeca e Green Public Procurement esclusi) per effetto di una crescita del 4,4% nel corso dell’ultimo anno, che ha fatto salire l’incidenza complessiva del biologico sul carrello della spesa degli italiani al 4%. La situazione emergenziale, unita a un fenomeno già evidente da qualche tempo, conferma la spinta che la Gdo sta imprimendo al mercato del bio, che ha portato, durante il lockdown, a un incremento delle vendite nei supermercati del +11%. È quanto emerge dal Rapporto “Bio in cifre 2020” elaborato da Sinab (Sistema di informazione nazionale sull’agricoltura biologica), Ismea e Nielsen per il Mipaaf.

Categorie di spesa Nel 2020 il 90% dei consumatori italiani ha acquistato più di tre volte un prodotto agroalimentare biologico (+1,4% rispetto

In 2020, 90% of Italian consumers bought more than three times an organic food product (+1.4% compared to 2019); a value that rises to 97% if we consider the families that have done so at least once. The figures show an increase both in packaged FMCG

products - to which more attention was paid in the first weeks of the Covid emergency and in fresh bulk products. Generally speaking, agri-food consumption was less affected by lockdown restrictions than the rest of the production sectors,

despite the delicate moment for the Italian economy which, according to estimates, sees Italy’s GDP fall by -8.3% in 2020. In this scenario, the organic sector continues to show interesting results, particularly in Modern Distribution (+5.7%).

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al 2019); un valore che sale fino al 97% se si considerano i consumatori che lo hanno fatto almeno una volta. I dati evidenziano un incremento sia per i prodotti a largo consumo confezionato, a cui si è maggiormente rivolta l’attenzione nelle prime settimane di emergenza Covid, sia per i prodotti freschi sfusi. A livello generale i consumi dell’agroalimentare hanno risentito meno delle restrizioni imposte dal lockdown rispetto al resto dei comparti produttivi, malgrado la delicata congiuntura economica che, secondo le ultime stime, vede il Pil italiano contrarsi di circa il 10% nel 2020. In questo scenario, il settore biologico continua a evidenziare risultati interessanti, in particolare nella Distribuzione Moderna (+5,7%) (GRAFICI  1 e 2). Le stime sui consumi dell’ultimo anno evidenziano una crescita trasversale a tutta la penisola benché, ancora una volta, a diverse velocità: mentre nel Nord Est i consumi di cibi biologici crescono, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, del +7,2%, nelle restanti aree del Paese si registrano incrementi più bassi, in particolar modo nel Sud (in Sicilia, ad esempio, la spesa cresce solo del +1,4%). Tuttavia, è da tener presente che nelle aGRAFICO 2

GRAFICO 1

DISTRIBUZIONE DELLA SPESA BIOLOGICA PER COMPARTO - ANNO 2020 - INCIDENZA %

* Carni, ittici, miele, salumi, birra, vini, spumanti e altre bevande alcoliche Fonte: elaborazioni Ismea su dati Nielsen

ree del Meridione la Gdo non rappresenta sempre il principale canale d’acquisto dell’agroalimentare biologico. Così come emerge dall’analisi del panel consumatori Nielsen, sono infatti maggiormente diffusi gli acquisti nei negozi indipendenti, nel piccolo commercio al dettaglio e nei mercati rionali: il 77,5% della spesa bio

stimata al Sud passa attraverso il canale tradizionale, mentre al Nord l’incidenza è inferiore al 30% (GRAFICO 3). Molto bene anche i Discount, che nei primi mesi del 2020 crescono del +10,7% pur esprimendo fatturati ancora marginali se confrontati agli altri canali di distribuzione del biologico (9,0% la spesa

INCIDENZA DELLA SPESA BIOLOGICA SUL’AGROALIMENTARE TOTALE ANNO 2020 - INCIDENZA %

Fonte: elaborazioni Ismea su dati Nielsen

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GRAFICO 3

DISTRIBUZIONE DELLE VENDITE DI PRODOTTI BIOLOGICI NELLA GDO PER AREA GEOGRAFICA ANNO 2020 - INCIDENZA %

ne già pronti”, che fanno registrare una crescita ferma al +1,4%, pur rappresentando la principale categoria in fatturato, con un’incidenza del 44% sull’intero comparto. La situazione straordinaria è la causa più probabile anche del decremento complessivo nelle vendite di merendine, spesso associate alla prima colazione o a momenti di pausa (GRAFICO 6).

Prezzi all’origine

Fonte: elaborazioni Ismea su dati Nielsen

biologica che passa per i Discount). Le elaborazioni per l’anno corrente mostrano inoltre un’inversione di tendenza per i Negozi Tradizionali che, dopo alcuni anni di stagnazione, hanno mostrato un aumento del fatturato del +3,2% (GRAFICI 4 e 5). In definitiva, anche il 2020 sembra destinato a premiare la Gdo per fatturato e volumi di prodotti biologici commercializzati. Supermercati e ipermercati continuano a raccogliere i frutti di ingenti investimenti e di un cambio di strategia commerciale ormai iniziato già da qualche tempo, riservando, ad esempio, sempre maggiore spazio al prodotto fresco non confezionato, molto apprezzato dalle famiglie italiane.

introvabile sugli scaffali, a causa delle difficoltà di riassortimento dovute all’inaspettato aumento della domanda e alla mancanza di scorte adeguate. Per questo non stupisce che, all’ottima performance dei preparati e degli ingredienti di base, si contrappongano acquisti stagnanti di “pane e sostituti del paGRAFICO 4

Nel rapporto viene analizzato anche l’andamento del prezzo negli anni di alcuni prodotti biologici e degli omologhi non certificati, così da poter monitorare il valore aggiunto del biologico riconosciuto agli agricoltori. Il confronto analizzato su un paniere di referenze di riferimento per un periodo di cinque anni, conferma come i prezzi all’origine dei prodotti bio siano mediamente più alti del 60%, con alcune sorprese che si rilevano nell’ortofrutta. In questo comparto il gap è più contenuto, al contrario di quanto invece accade con i cereali e altre granaglie da colture seminative (GRAFICO 7). Con il progetto Dimecobio III è stata avviata l’attività di rilevazione continua dei prezzi all’origine delle primarie produzioni vegetali e zootecniche italiane. I prezzi possono essere consultati nell’apposita

DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA DELLE VENDITE DI PRODOTTI BIOLOGICI NELLA GDO E CONFRONTO CON L’AGROALIMENTARE NON BIO ANNO 2020 - INCIDENZA %

Cereali e derivati La spesa in prodotti trasformati dei cereali, analizzata nella totalità dei canali di vendita, cresce di un +2,7%. A trainare i consumi del comparto, in questo particolare anno, sono le farine e le semole, che aumentano del +23,6%. Come già riconosciuto per il canale convenzionale, il lockdown dei primi mesi del 2020 ha stimolato l’acquisto nei supermercati di tutti quegli ingredienti base della cucina italiana indispensabili per la preparazione di “pasti fatti in casa”. Infatti, per alcune settimane la farina è risultata quasi

Fonte: elaborazioni Ismea su dati Nielsen

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TREND

RIPARTIZIONE DELLE VENDITE DI PRODOTTI BIOLOGICI PER CANALE DISTRIBUTIVO - ANNO 2020 - INCIDENZA % GRAFICO 5

Fonte: elaborazioni Ismea su dati Nielsen

sezione di biostatistiche del sito www.sinab.it/ o nella sezione prezzi di Ismea mercati su www.ismeamercati.it/prezzi-agroalimentari.

GRAFICO 6

CEREALI E DERIVATI - SPESA PER ACQUISTI DOMESTICI DI PRODOTTI ALIMENTARI IN VALORE DELLA GDO - QUOTE 2020 - VARIAZIONI %

Le superfici coltivate Sappiamo che l’Europa, secondo la strategia “Farm to Fork”, si è posta l’obiettivo di raggiungere, entro il 2050, la neutralità climatica nel Vecchio Continente. Una sfida ambiziosa, che vede l’agricoltura protagonista con un contributo alla riduzione del 50% dell’utilizzo dei fitofarmaci di sintesi e degli antibiotici, nonché del 20% dei fertilizzanti chimici. A tal proposito, Bruxelles vorrebbe che l’agricoltura biologica raggiungesse, come minimo, il 25% della Sau agricola dell’Ue. Un quadro in cui l’Italia sta facendo la sua parte, anche per la sua reputazione in merito alla qualità dei prodotti e alla serietà dei controlli. I dati di “Bio in cifre

Fonte: elaborazioni Ismea su dati Nielsen

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TREND

2020” dimostrano lo stato di salute del settore: dal 2010 il numero degli operatori è cresciuto del 69% e gli ettari di superficie biologica coltivata sono aumentati del 79%. Ciò corrisponde a circa 2 milioni di ettari e segna, rispetto al 2018, un +35 mila ettari, con una crescita contenuta al 2%. Come per l’agricoltura italiana, il livello compositivo resta stabile e definito dai tre orientamenti produttivi che pesano sul totale per oltre il 60%: prati pascolo (551.074 ha), colture foraggere (396.748 ha) e cereali (330.284 ha). Tra i seminativi e le colture ortive, che aumentano di poco più di 12 mila ettari, si confermano in crescita le coltivazioni biologiche a grano duro (6%), orzo (3%), riso (12%); girasole (26%) e soia (15%) (GRAFICO 8 e TABELLA  1).

Le regioni più “green” L’incidenza dell’agricoltura biologica rispetto ai dati nazionali (Istat 2016) indica che, sul totale della superficie coltivata in Italia, il biologico arriva a interessare il 15,8% della Sau nazionale. Per ogni 100 ettari di Sau biologici, la distribuzione è di GRAFICO 7

5,7 ettari nel Nord Ovest; 10,1 ettari nel Nord Est; 21,0 ettari nel Centro; 20,4 nel Sud; 18,7 ettari nelle Isole. L’analisi della

distribuzione geografica conferma che, anche nel 2019, il 51% dell’intera superficie biologica nazionale è localizzata in

PREZZO ALL’ORIGINE DI ALCUNI TRA I PRINCIPALI PRODOTTI BIOLOGICI E CORRISPONDENTI CONVENZIONALI - ANNI 2016-2020 - EURO/TONNELLATA

Fonte: rete di rilevazione prezzi Ismea

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TREND

GRAFICO 8

AGRICOLTURA BIOLOGICA IN ITALIA: SUPERFICI E OPERATORI ANNI 1990-2019 - VALORI IN ETTARI E NUMERO

Fonte: elaborazioni Sinab su dati Mipaaf

quattro Regioni: Sicilia (370.622 ha), Puglia (266.274 ha), Calabria (208.292 ha) ed Emilia Romagna (166.525 ha). Rispetto al 2018 la variazione risulta in calo per la Sicilia (-4%), mentre è positiva per Puglia, Calabria ed Emilia Romagna, nelle quali le superfici crescono, rispettivamente, dell’1%, del 4% e del 7%. Gli operatori biologici in Italia hanno superato, nel 2019, quota 80 mila unità: sono così entrati nel sistema di certificazione per l’agricoltura biologica circa 1.600 nuovi operatori, per un totale di 80.643 imprese registrate, pari al +2% nel confronto con il 2018. Di queste, 58.697 sono produttori esclusivi (aziende agricole), che rispetto all’anno precedente registrano una modesta flessione (-0,4%); 9.576 preparatori esclusivi, che incrementano del +3% il segmento; 11.843 produttori/preparatori, che au-

mentano del +14%; 527 importatori totali, per una crescita del +12%.

Le aziende In Italia le aziende agricole biologiche rappresentano il 6,2% del totale. Nord Est, Sud e Isole si discostano da tale valore con una differenza massima di circa lo 0,5%, mentre il valore di incidenza raggiunge il 4,8% nel Nord Ovest e l’8,2% nel Centro del Paese. I dati relativi alla dimensione media aziendale nel 2019 indicano che quella di un’azienda bio raggiunge quota 28,3 ettari, a fronte del dato nazionale di 11,0 ettari. Anche per il 2019 il valore resta elevato, a causa della differenza tra le incidenze nazionali delle superfici (15,8%) e delle aziende agricole biologiche (6,2%). A livello di aree geografiche, il divario maggiore interessa,

come prevedibile, le aree del Centro e delle Isole, mentre risulta più contenuto, e inferiore al 28,3 nazionale, al Sud, nel Nord Ovest e nel Nord Est del Paese, in cui la superficie media di un’azienda biologica è, rispettivamente, di 24,6, 23,2 e 22,2 ettari.

Importazioni extra-Ue Nel 2019 le importazioni italiane di prodotti biologici da Paesi terzi vedono i cereali (grano duro, grano tenero, mais, riso, altri cereali) come la categoria di prodotto più importata (30,2% del volume totale), seguita dalle colture industriali (pannello di soia, fave di soia, semi di girasole, semi di lino, arachidi ed altre industriali) con il 19,5% e dalla categoria frutta fresca e secca con il 17,0%. Dall’analisi dei dati sulle importazioni di pro-

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TREND

TABELLA 1

AGRICOLTURA BIOLOGICA IN ITALIA: SUPERFICI E OPERATORI ANNI 1990-2019 - VALORI IN ETTARI E NUMERO

* Agli ortaggi sono accorpate le voci fragole e funghi coltivati **La frutta comprende frutta da zona temperata, frutta da zona subtropicale, piccoli frutti *** Superfici forestali e/o superfici di raccolta spontanea (funghi selvatici, tartufi, bacche selvatiche) non pascolate o notificate dall’operatore; altro. Fonte: elaborazioni Sinab su dati Organismi di controllo

dotto biologico proveniente da Paesi terzi, nel 2019 si evidenzia un incremento delle quantità totali del +13,1% rispetto al 2018. A incidere su tale andamento è soprattutto la categoria dei prodotti industriali, con un aumento del +35,2% rispetto al 2018. Le altre categorie di prodotto che mostrano sostanziali tendenze positive rispetto al 2018 sono gli oli ed i grassi vegetali (+15,9%), i cereali (+16,9%) e la categoria che raggruppa caffè, cacao, zuccheri, tè e spezie (+22,8%). Nel complesso, i volumi di ortaggi e legumi ri-

mangono sostanzialmente invariati rispetto al 2018 (+3,1%). Per quanto riguarda i principali mercati di approvvigionamento, nel 2019 la situazione complessiva è rimasta invariata rispetto al 2018: con un volume importato del 18,2% sul totale, la Turchia risulta il primo Paese esportatore, seguita dalla Cina (17,3%) e dalla Tunisia (9,0%). L’Asia e i Paesi dell’Europa non Ue sono le aree geografiche dalle quali vengono importati i maggiori quantitativi di prodotto biologico: rispettivamente il 32,4% e il

25,9% in volume. Nell’ambito di questi Paesi la situazione risulta tuttavia molto diversificata, con un ruolo particolarmente significativo della Cina per quanto riguarda l’importazione di colture industriali (fave e panello di soia in particolar modo) e di Paesi come Pakistan, India e Tailandia per quanto riguarda il riso. La Turchia si caratterizza invece per l’importazione di grano duro e riso, mentre l’Ucraina per le fave di soia e il granoturco. La Redazione

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ECONOMIA Economy

Il Piano nazionale per la ripresa: utopia o realtà? A national recovery plan: utopia or reality? Competitiveness of supply chain contracts in the agricultural sector; investments in logistics infrastructure for the development of SMEs’ export potential; primary sector mechanization; increase in energy produced from renewable sources and prevention of hydrogeological instability: these are some of the main lines of action illustrated by Minister Teresa Bellanova to the sector organizations during a meeting on work in progress for the purposes of the National Recovery and Resilience Plan. A program that responds to the initiative proposed by the European Commission and subsequently approved by the European Council on 21 July 2020, entitled Next Generation EU (Ngeu), currently being examined by the European Parliament, like the Union’s 2021-2027 budget that will then be ratified by national parliaments. After mentioning timing, procedures and contents related to the construction of the overall document, Minister Bellanova, getting to the heart of the matter, said she was «increasingly convinced that the agricultural sector can and must play a crucial role, being aware of the contribution it can give to the relaunch of the country and the process of green and digital transition of the whole economy».

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Economy ECONOMIA

IL MINISTRO BELLANOVA È FIDUCIOSO «PER LA SINERGIA CON IL GOVERNO E GLI ALTRI DICASTERI» BELLANOVA IS CONFIDENTE THAT «SYNERGY WITH THE GOVERNMENT AND THE OTHERS MINISTRIES»

di Vittorio Sipari

C

ompetitività dei contratti di filiera del settore agricolo; investimenti nelle infrastrutture logistiche per lo sviluppo del potenziale export delle piccole e medie imprese; meccanizzazione del settore primario; incremento di energia prodotta da fonti rinnovabili e preven-

zione del dissesto idrogeologico: ecco alcune delle principali linee di intervento illustrate a settembre dalla ministra del Mipaaf, Teresa Bellanova, alle organizzazioni di settore nel corso di un incontro sui lavori in atto per la definizione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

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Economy ECONOMIA

Un programma che risponde all’iniziativa proposta dalla Commissione europea, e successivamente approvata dal Consiglio europeo il 21 luglio scorso, intitolata Next Generation EU (Ngeu), attualmente al vaglio del Parlamento europeo, al pari del bilancio 2021-2027 dell’Unione, per essere poi ratificato dai Parlamenti nazionali.

Il ruolo chiave del settore agricolo Dopo un sintetico passaggio dedicato a tempi, procedure e contenuti relativi alla costruzione del documento complessivo, la ministra, entrando nel merito, si è detta «sempre più convinta che il settore agricolo può e deve giocare un ruolo determinante, consapevole del contributo che può offrire al rilancio del Paese e al processo di transizione verde e digitale dell’intera economia». La ministra ha poi sottolineato la collaborazione interministeriale e le proposte che caratterizzano l’impianto del Mipaaf, confluite nelle schede progettuali di altri ministeri: il Mise per il progetto sulla ban-

Il ministro del Mipaaf, Teresa Bellanova: il Pnrr traghetterà l’Italia oltre la crisi

da larga nelle aree rurali; il Mibact per quello sul recupero dei borghi rurali; il ministero dell’Innovazione per quello sulla digitalizzazione della pubblica amministrazione e dei servizi ai cittadini; la Presidenza del Consiglio per i progetti di osservazione della terra. «Una trasversalità e una connessione non casuali - chiarisce Teresa Bellanova - perché l’interconnes-

sione tra i quadri di conoscenza e i relativi programmi è condizione essenziale della bontà e realizzabilità del Piano più complessivamente inteso».

Gli obiettivi della Strategia Quanto agli interventi indicati nel documento in corso di ultimazione, la ministra

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Economy ECONOMIA

IL PIANO DI RILANCIO

li ha illustrati punto per punto, alla luce dei macro-obiettivi previsti dalla Strategia nazionale per il Sistema Agricolo, Agroalimentare, Forestale, della Pesca e dell’Acquacoltura. Tra i numerosi investimenti, emergono quelli mirati a sostenere i contratti di filiera nel settore agricolo, le infrastrutture logistiche agroalimentari per favorire lo sviluppo dell’export delle piccole e medie imprese agroalimentari italiane,

la meccanizzazione nel settore primario per promuovere una forte accelerazione della transizione verde e digitale (investendo sull’agricoltura di precisione, sulla digitalizzazione, l’interconnessione, il miglioramento delle prestazioni, la riduzione dei consumi e delle emissioni), la sicurezza sul lavoro e la riduzione degli infortuni, l’incremento della produttività e della sostenibilità alimentare.

La produzione energetica da fonti rinnovabili Per il macro-obiettivo relativo alla produzione energetica da fonti rinnovabili, la Strategia punta su progetti tesi allo sviluppo del biometano e alla realizzazione di un Parco Agrisolare sui tetti degli edifici agricoli produttivi, favorendone così l’efficientamento energetico, anche per migliorare il benessere animale. «In questo modo - sostiene la ministra - aumentiamo la competitività delle aziende agricole riducendo i costi di approvvigionamento energetico e contribuendo alla decarbonizzazione del Paese e, soprattutto, ponendo un freno all’ulteriore consumo di suolo: l’Agrisolare consentirebbe di non dover poggiare sul terreno un solo pannello». Infine, sul versante della pre-

PREVISTI INVESTIMENTI PER FAVORIRE L’EXPORT DELLE PMI AGROALIMENTARI November  NOVEMBRE 2020

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Economy ECONOMIA

venzione del dissesto idrogeologico, la Strategia Mipaaf corre lungo due direttrici: la realizzazione del Piano di azione nazionale per aumentare la resilienza dell’agroecosistema irriguo e la gestione forestale sostenibile. Nel primo caso, «la proposta mira a integrare gli investimenti in corso e in programmazione ad opera di altri ministeri sulle grandi reti di accumulo e distribuzione delle acque, con interventi di manutenzione sul reticolo mi-

nore di scolo e di efficientamento della gestione irrigua. Abbiamo già incontrato le Regioni e le autorità di distretto con l’obiettivo di censire il parco progetti su cui concentrare l’attenzione». Per quanto concerne invece la gestione forestale sostenibile, l’impianto tende a «sviluppare una filiera foresta-legno-energia attraverso l’incentivazione dell’utilizzo a cascata del legno nazionale». Tra i punti affrontati dalla Strategia, an-

che il rafforzamento della resilienza e vitalità dei territori rurali, elemento centrale del «lavoro svolto con altri ministeri sui borghi rurali e sulla banda larga in tutte le aree, comprese quelle a fallimento di mercato».

I cluster del Piano Il settore agricolo rappresenta uno dei pilastri del Piano Nazionale di Ripresa e

LE RACCOMANDAZIONI DELLA COMMISSIONE EUROPEA

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Economy ECONOMIA

MISSIONI: LA COMPETITIVITÀ DEL SISTEMA PRODUTTIVO

LA RICONVERSIONE ECOLOGICA DEVE DIVENTARE TERRENO DI COMPETITIVITÀ

Resilienza, che risulta però estremamente ampio e prevede obiettivi suddivisi in cluster, ai quali saranno indirizzate le risorse messe a disposizione dall’Europa che, per l’Italia, sono pari a 209 miliardi di euro. Questi cluster sono: Digitalizzazione e innovazione; Rivoluzione verde e transizione ecologica; Competitività del

sistema produttivo; Infrastrutture per la mobilità; Istruzione e formazione; Equità, inclusione sociale e territoriale; Salute. Cerchiamo di capire quali sono i target che ciascuno cluster intende perseguire.

Innovazione Modernizzare il Paese vuol dire, anzitutto, disporre di una pubblica amministrazione efficiente, digitalizzata, organizzata e sburocratizzata, veramente al servizio del cittadino. Significa, inoltre, creare un ambiente favorevole all’innovazione, promuovere la ricerca e utilizzare al meglio le tecnologie disponibili per incrementare la produttività dell’economia e la qualità della vita quotidiana.

Transizione ecologica Perseguire il primo cluster è il presupposto per realizzare la transizione ecologica, che dovrà essere la base di un nuovo modello di sviluppo su scala globale. Per avviarla sarà necessario intervenire sia sulla domanda che sull’offerta. In primo luogo occorre ridurre drasticamente le emissioni di

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Economy ECONOMIA

gas climalteranti in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo. Poi bisognerà migliorare l’efficienza energetica delle filiere produttive, degli insediamenti civili e degli edifici pubblici, la qualità dell’aria nei centri urbani e delle acque interne e marine. Nell’ambito delle politiche di transizione ecologica, si ritiene prioritario incentivare una gestione efficace delle aree verdi. La riconversione ecologica può e deve rappresentare anche un terreno di nuova competitività per molta parte del nostro sistema produttivo, anche attraverso investimenti nell’agricoltura sostenibile e di precisione, a partire dal Mezzogiorno. Gioca un ruolo strategico, a tal fine, anche il sistema agricolo e forestale che, tramite il presidio e la gestione sostenibile della maggiore parte del territorio nazionale, è in grado di assorbire una significativa quota di emissioni di gas climal-

teranti del sistema Paese, come ben evidenziato dall’European Green Deal. Per quanto attiene l’offerta, l’Italia deve diventare produttrice di beni e servizi coerenti con la transizione ecologica, quali la produzione di materiali ecocompatibili, la fornitura di tecnologie per la gestione dei rifiuti urbani e industriali, la conversione all’elettrico del settore automobilistico. Si dovrà inoltre investire nella “bellezza” dell’Italia, cioè su quel capillare intreccio di storia, arte, cultura e paesaggio che costituisce il tessuto connettivo del Paese. A tale scopo, è fondamentale rafforzare la tutela del suo immenso patrimonio artistico, culturale e naturale e, al contempo, promuoverne la fruizione, consolidandone le potenzialità e la capacità di attrazione di flussi turistici.

VA GARANTITO UN ACCESSO PIÙ UNIFORME ALL’ISTRUZIONE E ALLA DIGITALIZZAZIONE

Inclusione sociale e territoriale significa ridurre le diseguaglianze, la povertà e i divari che impediscono a tutti i cittadini di partecipare pienamente alla vita economica, sociale e culturale del Paese, e di godere di un tenore di vita e di un benessere considerati accettabili. Serve garantire un livello più uniforme di accesso all’istruzione e alla cultura, con particola-

Riduzione delle diseguaglianze

re riferimento alla conoscenza degli strumenti digitali. Favorire l’inclusione presuppone il miglioramento della qualità della vita nei centri urbani e nelle aree periferiche, con la riduzione del gap infrastrutturale, nonché dell’accesso ai servizi e ai beni pubblici, soprattutto fra Nord e Sud d’Italia. La realizzazione della parità di genere obbliga a intervenire sulle molteplici dimensioni della discriminazione in essere nei confronti delle donne, che riguardano, prioritariamente, la partecipazione al mondo del lavoro, la retribuzione e la qualità del lavoro.

I punti di forza del Paese Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si basa su una valutazione equilibrata dei punti di forza e di debolezza dell’economia e della società italiana. L’Italia è un’economia avanzata con spiccata vocazione manifatturiera e uno dei principali Paesi esportatori europei. Nel 2019 il valore delle esportazioni di merci ha raggiunto 476 miliardi di euro; la spesa dei visitatori esteri in Italia è stata pari a 44 miliardi di euro. Il surplus della bilancia delle partite correnti ha raggiunto i 53,4 miliardi di euro, equiva-

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à IT V O N S W E N à IT V O N N OV IT à N E W S TECHNOBINS ha acquisito la rappresentanza in esclusiva per l’Italia di SIMEZA (primaria azienda spagnola per la costruzione di sili ondulati, con sede a Saragozza). Con questa operazione TECHNOBINS è diventata l’unica azienda sul mercato italiano a poter realizzare tutti i tipi di silos metallici per lo stoccaggio di materia prima in grani. La professionalità di TECHNOBINS consentirà di proporre il prodotto più adatto per ogni esigenza.

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Economy ECONOMIA

lenti al 3% del Prodotto interno lordo (Pil). I prodotti del made in Italy sono apprezzati in tutto il mondo, al pari della cultura e del patrimonio paesaggistico, artistico e archeologico. A fronte di questi indubbi punti di forza, il Paese soffre di un’insufficiente crescita economica, acuita dalla crisi finanziaria globale del 2008 ed ancor più dalla crisi del debito sovrano dell’area euro nel 2011. Tutto ciò ha avuto notevoli ripercussioni sul benessere dei cittadini e sulle disuguaglianze sociali, territoriali e di genere, oltre a causare un deflusso netto di giovani altamente qualificati. Dai primi anni 2000, la crescita del Pil è risultata nettamente inferiore alla media dei Paesi avanzati, in corrispondenza di un basso incremento della produttività. Nel 2019 il Pil reale era ancora inferiore del 4% rispetto al 2007; seppur in recupero negli ultimi anni, il tasso di investimento è rimasto sotto i livelli pre-2008, anche nella componente degli investimenti pubblici; la spesa in ricerca e sviluppo è inferiore alla media Ue, così come lo sono l’innovazione e digitalizzazione; il tasso di partecipazione al lavoro e quello di occupazione sono tra i più bassi dell’Ue.

Gli obiettivi di lungo termine In questo contesto, coerentemente con gli obiettivi enunciati dalla Commissione europea nel formulare la proposta di regolamento del Next Generation EU, nonché con il Piano di Rilancio del Governo, la strategia complessiva di politica economica del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza dovrebbe contribuire al raggiungimento di obiettivi quantitativi di lungo termine, così sintetizzabili: raddoppiare il tasso medio di crescita dell’economia italiana (0,8% nell’ultimo decennio) allineandolo quantomeno a quello della media europea (1,6%); aumentare gli investimenti pubblici fino al 3% del Pil; portare la spesa per ricerca e sviluppo al di sopra della media Ue (2,1%, rispetto al nostro attuale 1,3%); conseguire un aumento del tasso di occupazione di 10 punti percentuali per arrivare alla media attuale dell’Unione (73,2% contro il 63% dell’Italia); elevare gli indicatori di benessere, equità e sostenibilità ambientale, ridurre i divari territoriali di reddito, occupazione, dotazione infrastrutturale e dei

L’AUSPICIO È CHE TALI PROVVEDIMENTI SIANO SUFFICIENTI A FRENARE LA DISCESA DEL PIL

cui la rivista sta andando in stampa, nel nostro Paese i nuovi casi sono in costante aumento a fronte comunque di un numero di tamponi decisamente più alto rispetto al periodo primaverile, epoca della prima ondata.

servizi pubblici; aumento dell’aspettativa di vita in buona salute; migliorare la preparazione degli studenti e la quota di diplomati e laureati; rafforzare la sicurezza e la resilienza del Paese a fronte di calamità naturali, cambiamenti climatici, crisi epidemiche e rischi geopolitici; promuovere filiere agroalimentari più sostenibili e combattere gli sprechi alimentari.

Per evitare scenari molto pesanti e non mettere il sistema sanitario nelle condizioni di non riuscire a garantire un’adeguata assistenza, il Governo è stato costretto ad adottare nuove misure restrittive: la chiusura di ristoranti, bar e locali dopo le ore 18, quella totale di palestre, piscine, cinema e teatri, oltre ad altri provvedimenti tutti contenuti nel Dpcm del 24 ottobre. Insieme a queste restrizioni, il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha anche previsto nuove importanti misure a sostegno delle attività economiche per le categorie più colpite dall’emergenza e già profondamente segnate dal primo lockdown. L’auspicio è che questi aiuti arrivino davvero molto velocemente nelle tasche dei destinatari, per scongiurare ulteriori contraccolpi al sistema economico-produttivo del Paese e garantire a migliaia di imprese e famiglie di sopravvivere a questa terribile pandemia.

La seconda ondata della pandemia Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza potrà quindi risultare sicuramente utile e importante per risollevare la situazione in cui versa il Paese già da diverso tempo, ancora prima dell’emergenza coronavirus che, naturalmente, ha aggravato la situazione, ma bisognerà purtroppo fare i conti con la seconda, pesante ondata della pandemia, che dall’inizio di ottobre ha ripreso, più veloce che mai, la sua corsa in Italia e nel resto d’Europa e del mondo. Nel momento in

I provvedimenti del Dpcm 24 ottobre 2020

Vittorio Sipari

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Supplier  news  LE AZIENDE INFORMANO

Mill Service, un’azienda che da 20 anni nutre il domani

P

er i suoi 20 anni di attività, Mill Service investe nel futuro. Nuove tecnologie per gli impianti molitori di domani, nuove competenze progettuali per lavorare al meglio ogni materia prima e una nuova identità comunicativa che ha coinvolto il brand in tutti i suoi aspetti. Realtà italiana che in questi anni è riuscita a ricavarsi un ruolo da protagonista nel mercato globale della progettazione, realizzazione e rinnovamento di impianti dedicati alla produzione di farine e derivati, Mill Service punta su un’offerta completa che prevede soluzioni per la lavorazione di grano tenero, grano duro, mais, riso e avena, oltre che sullo sviluppo di processi produttivi sempre più rispettosi della salute umana e dell’ambiente. “Il ciclo produttivo perfetto ce lo offre la natura con la sua infinita capacità di evoluzione e trasformazione. E ad essa dob-

biamo ispirarci per guidare i nostri clienti verso il rinnovamento o la creazione del proprio impianto - afferma Luca Giacomazzi, Ceo e co-titolare di Mill Service L’ampiezza della nostra gamma di prodotti e servizi è unica nel mercato, come unico è il pianeta in cui viviamo e che abbiamo il dovere di rispettare e preservare.” Altro pilastro su cui Mill Service poggia la propria crescita è il rapporto con il cliente, sempre messo al centro di ogni decisione. “Ci riteniamo una squadra di specialisti dove il cliente è il vero leader: relazione, condivisione e assistenza sono i capisaldi del nostro lavoro e le fondamenta su cui sviluppiamo ogni progetto - continua Luca Giacomazzi - Fiducia, trasparenza, correttezza, rispetto reciproco e affidabilità, oltre a rappresentare i valori che ci guidano come individui, esprimono ciò che vogliamo tramettere come

professionisti. Il futuro ha fame di competenza, creatività e passione: noi cerchiamo di nutrirlo al meglio delle nostre possibilità.” Dal 2000 a oggi, Mill Service ha realizzato impianti in tutto il mondo, portando la qualità del made in Italy a livello globale. Inoltre, grazie a un network internazionale di uffici e consulenti, l’azienda opera con una presenza costante in moltissimi Paesi, tra cui Russia, Gran Bretagna, Bangladesh, Messico e Filippine, garantendo sempre un rapporto diretto ed efficiente per tutti i propri servizi di progettazione, installazione e manutenzione di impianti nuovi o esistenti. Ora non rimane che visitare il nuovo sito di Mill Service (www.ms-italia.com), per scoprire nel dettaglio tutte le novità che questa realtà dinamica e determinata sta “macinando” per voi.

Luca Giacomazzi (a sinistra) e Luca Michelon, titolari di Mill Service

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Marzo 2009 / MOLINI

d’Italia


AGENDA

21/25 febbraio 2021

DUBAI (EUA)

GULFOOD

Salone internazionale del food & beverage www.gulfood.com

25 febbraio/ 3 marzo 2021

DÜSSELDORF (GERMANIA)

INTERPACK

Salone mondiale dell’imballaggio www.interpack.com

15/17 marzo 2021

RIMINI

SIGEP EXP

Salone internazionale della gelateria, pasticceria e panificazione artigianali www.sigep.it

23/26 marzo 2021

COLONIA (GERMANIA)

ANUGA FOODTEC

Salone internazionale delle tecnologie per l’industria alimentare e delle bevande www.anugafoodtec.com

13/16 aprile 2021

LITTLE ROCK (USA)

MOSTRA CONVEGNO ANNUALE IAOM Distretto Nord America

www.ioam.org/annualmeeting

4/7 maggio 2021

PARMA

CIBUS

Salone internazionale dell’alimentazione www.cibus.it

17/20 maggio 2021

MILANO

TUTTOFOOD

Salone internazionale dell’alimentazione www.tuttofood.it

27/29 maggio 2021

ISTANBUL (TURCHIA)

IDMA AND VICTAM EMEA

Salone internazionale delle tecnologie per l’industria molitoria e mangimistica www.idmavictam.com

16/17 giugno 2021

AMBURGO (GERMANIA)

SNACKEX

Salone internazionale per l’industria degli snack www.snachex.com

16/18 giugno 2021

PORTICI (NA)

CONVEGNO DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA DI SCIENZA E TECNOLOGIA DEI CEREALI www.aistec.it

A CAUSA DELL’EMERGENZA CORONAVIRUS LE MANIFESTAZIONI SOPRA CITATE POTREBBERO ESSERE CANCELLATE O RINVIATE AD ALTRA DATA

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PISA

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