Molini d'Italia Luglio 2022

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ASSOCIAZIONE NAZIONALE TECNICI DELL’INDUSTRIA MOLITORIA

Molini THE ITALIAN MAGAZINE FOR THE MILLING INDUSTRY

d’Italia

LA RIVISTA ITALIANA PER L’INDUSTRIA MOLITORIA

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Anno LXXIII July

Luglio 2022

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Molini THE ITALIAN MAGAZINE FOR THE MILLING INDUSTRY

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LA RIVISTA ITALIANA PER L’INDUSTRIA MOLITORIA

PROPRIETARIO

Summary SOMMARIO N. 07 July LUGLIO 2022

Associazione Industriali Mugnai d’Italia Via Lovanio, 6 - 00198 Roma

Associazione Industriali Mugnai d’Italia

DIRETTORE EDITORIALE

Editorial EDITORIALE

Andrea Valente

DIRETTORE RESPONSABILE Claudio Vercellone

DIRETTORE TECNICO Lorenzo Cavalli Presidente Antim

AL VIA IL CORSO DEDICATO AI TECNICI DELL’INDUSTRIA MOLITORIA It is time for a course dedicated to milling industry technicians

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di A. Valente

COMITATO TECNICO EDITORIALE Carlo Brera Esperto in sicurezza alimentare Marina Carcea Ricercatrice per gli alimenti e la nutrizione; CREA - Roma Giuseppe Maria Durazzo Avvocato, esperto in diritto dell’alimentazione Maurizio Monti Miller’s Mastery - Tecniche di macinazione Luigi Pelliccia Responsabile Ufficio Studi, Mercato e Ufficio Stampa di Federalimentare Giovanni Battista Quaglia Tecnologie alimentari Andrea Villani Qualità cereali, mercato e strumenti di commercializzazione

COMITATO DI REDAZIONE Piero Luigi Pianu Tullio Pandolfi Laura Pierandrei

Features ARTICOLI Interview Intervista

GESTIONE ISTITUZIONALE, ATTIVITÀ INFORMATIVA E COMUNICATIVA: ECCO IL PERIMETRO OPERATIVO DELLA MIA PRESIDENZA Institutional management, information and communication activities: this is the scope of operations of my presidency

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a cura della Redazione

Events Eventi

L’ENERGIA NEI MOLINI: COSTI, SPRECHI E SOLUZIONI Energy for mills: costs, waste and solutions

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di A. Massacesi

RELAZIONI INTERNAZIONALI Alfredo Tesio

REDAZIONE

ufficiostampa@avenue-media.eu

PUBBLICITÀ

Massimo Carpanelli - carpa@avenue-media.eu EDIZIONE, DIREZIONE, REDAZIONE, PUBBLICITÀ E AMMINISTRAZIONE

Edizioni Avenue media® Viale Aldini Antonio, 222/4 - 40136 Bologna

Tipografia MIG - Moderna Industrie Grafiche Via dei Fornaciai, 4 - 40129 Bologna

Departements RUBRICHE

Fact & News FATTI E NOTIZIE WORLD NEWS Laws & Rules PANORAMA NORMATIVO Focus on economics FOCUS ECONOMIA Food rules DIRITTO ALIMENTARE Cultural corner L’ANGOLO DELLA CULTURA Supplier news LE AZIENDE INFORMANO AGENDA

11 17 21 27 35 64 66 70

Registrazione Tribunale di Bologna del 31 luglio 1992 n. 6129 Trattamento dei dati personali ai sensi del Regolamento Ue 679/2016. L’informativa Privacy è disponibile sul sito di Avenue media www.avenue-media.eu alla pagina “Informativa Privacy Editoria” www.avenue-media.eu/informativa-privacy-editoria

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Editorial EDITORIALE

Al via il corso dedicato ai tecnici dell’industria molitoria It is time for a course dedicated to milling industry technicians T

he second course under the “Scuola Tecnici Industria Molitoria” (Milling Industry Technician School) initiative promoted by Italmopa, in collaboration with Antim - Association of Milling Industry Technicians, Unione Parmense degli Industriali, (Parma Union of Industrialists), University of Parma and Cisita Parma, will start on September 22, 2022. The training activity offered as part of this second course includes lessons on Thursdays and Fridays, biweekly, and includes a 70-hour common path, aimed at providing general notions on milling technology and relevant legislation, as well as two specialized paths: analysis and quality control (40 hours) and production planning and maintenance (84 hours). The training offer, with very professional and high-quality teachers, will be aimed at personnel already employed by the company. Applications must be received no later than September 2, 2022.

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CONTINUA IL PERCORSO PER LA RICERCA E LA FORMAZIONE DI PERSONALE QUALIFICATO OUR COMMITMENT TO LOOK FOR AND TRAIN QUALIFIED PERSONNEL CONTINUES

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artirà il prossimo 22 settembre il corso per “Tecnico dell’Industria Molitoria”, secondo percorso formativo proposto nell’ambito della più ampia iniziativa “Scuola Permanente Tecnici dell’Industria Molitoria”, promossa da Italmopa in collaborazione con Antim (Associazione Nazionale Tecnici Industria Molitoria), Unione Parmense degli Industriali, Università degli Studi di Parma e Cisita Parma.

di Andrea Valente Presidente Italmopa

Prosegue dunque con successo, ma anche con entusiasmo e un pizzico di orgoglio, il lavoro svolto dalla nostra Associazione alla luce dell’esigenza più volte manifestata dalle aziende del settore, di prevedere percorsi specifici volti alla formazione di personale qualificato. Un’esigenza che necessitava di una risposta concreta ed efficace e che ha ispirato l’ideazione già di un primo corso tenutosi lo scorso anno.

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Editorial EDITORIALE

UN ULTERIORE PASSAGGIO VERSO L’ISTITUZIONE DELLA “SCUOLA PERMANENTE TECNICI DELL’INDUSTRIA MOLITORIA” L’attività proposta nell’ambito del secondo percorso formativo prevede, nello specifico, una prima parte caratterizzata da un numero di ore e di materie di insegnamento comune a tutti gli iscritti, volta a fornire nozioni di carattere generale sulla tecnologia molitoria e la legislazione in materia. L’offerta formativa include poi due percorsi specialistici riguardanti, in particolare, l’analisi e il controllo della qualità e la programmazione della produzione e manutenzione degli impianti. Si tratta di moduli ideati per le figure maggiormente richieste dalle imprese molitorie, cioè il tecnico di laboratorio e il responsabile della

Corso per: “Tecnico dell’Industria Molitoria”

Corso di formazione sulle tecniche e sulle tecnologie innovative in campo molitorio

programmazione e manutenzione degli impianti. Tengo a sottolineare che per ogni materia oggetto di insegnamento è stato effettuato un attento lavoro di individuazione di docenti qualificati e di assoluta competenza. Inoltre, al fine di agevolare la corretta partecipazione degli iscritti alle lezioni, è stata nuovamente prevista la possibilità di seguirle sia in presenza sia online.

Così come accaduto in occasione del corso precedente, i moduli formativi saranno destinati a personale già inserito in azienda. Si tratta di un ulteriore passaggio propedeutico all’istituzione, presumibilmente nel 2023, di una scuola vera e propria, la “Scuola Permanente Tecnici dell’Industria Molitoria”, che includerà tra i propri iscritti anche persone prive di qualsiasi tipo di esperienza nel settore. Nelle scorse settimane è partita la campagna di informazione e comunicazione riguardante il secondo corso di formazione, anche tenuto conto dei tempi piuttosto stretti per l’invio delle iscrizioni (inizio settembre), una campagna che ha già dato i suoi frutti: tantissime, infatti, le adesioni pervenute all’ente di formazione Cisita Parma, che ringrazio per il prezioso supporto in tutta la fase organizzativa. Un successo che conferma quanto anche questa iniziativa, portata avanti con convinzione da Italmopa, fosse attesa dagli operatori del settore. La scuola che prevediamo di avviare il prossimo anno andrà ovviamente nella stessa direzione, allo scopo di assicurare la giusta continuità a una professione preziosa che però oggi fatica a trovare nuove leve di cui, invece, le aziende molitorie hanno assoluta necessità. Andrea Valente

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Fact & News FATTI E NOTIZIE

RACCOLTO NAZIONALE 2022: TENERO AI MINIMI STORICI, DURO IN CONTRAZIONE MA DI BUONA QUALITÀ

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econdo le ultime stime di Italmopa, il raccolto 2022 di frumento tenero nazionale, ormai in fase di completamento, dovrebbe collocarsi a circa 2,5 milioni di tonnellate, con una riduzione del 15% rispetto ai volumi produttivi registrati nel 2021, contro un fabbisogno dell’industria molitoria a tenero di circa 5,3 milioni di tonnellate. Come evidenziato da Andrea Valente, neo presidente dell’Associazione, il nuovo calo è ascrivibile a una flessione, pressoché generalizzata in tutte le principali aree produttive italiane, delle rese per ettaro, mentre rimangono sostanzialmente invariate le superfici. Per quanto concerne l’aspetto qualitativo, la produzione nazionale 2022 è caratterizzata da un contenuto proteico elevato ma da valori reologici non del tutto soddisfacenti, in particolare per i frumenti teneri di forza utilizzati nella produzione di farine destinate a prodotti a lunga lievitazione. La produzione nazionale 2022 di frumento duro è invece prevista in circa 3,5 milioni di tonnellate, in calo di oltre il 10% rispetto ai volumi produttivi segnati nel 2021, a fronte di un fabbisogno dell’industria molitoria a duro stimato in 5,5 milioni di tonnellate, destinate essenzialmente alla produzione di semole

per l’industria pastaria italiana. A detta di Enzo Martinelli, presidente della Sezione Molini a frumento duro di Italmopa, la qualità della granella sembra molto soddisfacente, con buoni livelli proteici registrati in tutti gli areali del territorio nazionale e assenza di malattie fungine.

MOLINI PIVETTI PRESENTA IL PRIMO REPORT DI SOSTENIBILITÀ

BRUXELLES DÀ L’OK ALL’AUMENTO DI PRODUZIONE DEI CEREALI

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olini Pivetti ha pubblicato il primo report di sostenibilità con l’obiettivo di condividere il suo percorso di crescita, attraverso uno sviluppo virtuoso, verso un’economia circolare. Il documento sintetizza i risultati e le azioni intraprese da Molini Pivetti che si fondano - così come tutte le attività al centro dell’impresa di Renazzo (Fe) - su quattro pilastri fondamentali: agricoltura, territorio, responsabilità e squadra. Quattro elementi imprescindibili e concatenati l’un l’altro: da un continuo e proficuo legame con chi coltiva ogni giorno la terra a una forte presenza locale di siti produttivi e di stoccaggio; dalla produzione all’innovazione tecnologica fino al concetto di “squadra”, declinato sia all’interno dell’azienda sia all’esterno, grazie al supporto di agronomi esperti impegnati a collaborare a stretto contatto con gli agricoltori.

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ia libera dalla Commissione europea alle deroghe per aumentare la produzione di cereali, semi oleosi e colture proteiche, con l’esclusione di mais e soia. Le deroghe avranno una durata temporanea e limitata alle domande che gli agricoltori presenteranno l’anno venturo per ottenere gli aiuti di base al reddito previsti dalla Pac. Secondo le anticipazioni fornite dalla Commissione, accogliendo la richiesta avanzata da un gruppo di Stati membri - tra cui l’Italia - le deroghe riguarderanno la rotazione obbligatoria dei seminativi e la coltivazione dei terreni destinati a finalità non produttive (il 4% dei seminativi nelle aziende con più di 10 ettari) e consentiranno di rimettere in produzione circa 1,5 milioni di ettari rispetto alla situazione attuale.

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Fact & News FATTI E NOTIZIE

DA BARILLA UNA NUOVA PIATTAFORMA DIGITALE PER LA SOSTENIBILITÀ DELLA FILIERA

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l Gruppo Barilla annuncia lo sviluppo di Barilla Farming, una nuova piattaforma digitale nata per promuovere filiere sostenibili e accompagnare, entro il 2023, le 2.600 aziende europee aderenti al disciplinare di agricoltura sostenibile “Carta del Mulino” in un processo di ottimizzazione della filiera, per migliorare il lavoro degli agricoltori e promuovere la sostenibilità produttiva. Barilla Farming, disponibile sia su mobile sia su desktop, permette una gestione completa della filiera perché aiuta gli agricoltori a monitorare e a migliorare ciò che avviene in campo, e i responsabili di filiera e i tecnici dei molini ad avere sotto controllo i dati aggregati delle aziende agricole e a confrontare i principali parametri e indicatori aziendali. La piattaforma consente poi il pieno controllo della sostenibilità attraverso il monitoraggio di quattro parametri ambientali: impronta carbonica e idrica, eutrofizzazione e acidificazione.

SFRUTTARE LA BUONA PRODUZIONE 2022 DI ORZO

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ontinua, anzi si aggrava, il fenomeno della mancanza di disponibilità in Italia di materie prime destinate all’alimentazione animale e all’industria di trasformazione. Lo scenario è molto preoccupante anche a causa della carenza di fertilizzanti che, in seguito al conflitto tra Russia e Ucraina e al conseguente aumento del gas, sono stati interessati dalla chiusura di diversi stabilimenti produttivi in Europa e dall’aumento vertiginoso dei prezzi. Di recente Compag ha raccolto le considerazioni dei propri associati in merito alla campagna cerealicola in corso e notato uno sviluppo interessante: qualche speranza può essere riposta nell’orzo, cereale con un ciclo più breve rispetto ad altri e che si presta a essere coltivato anche in regioni fredde o aride; inoltre, le tecniche colturali e antiparassitarie sono molto simili a quelle adottate per il frumento. In base alle prime valutazioni degli operatori del settore, la produzione italiana 2022 di orzo sta registrando buoni risultati, addirittura superiori alle aspettative soprattutto a livello qualitativo.

L’ALLARME SICCITÀ METTE A RISCHIO IL RACCOLTO DI MAIS

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ome noto, la produzione nazionale di mais è concentrata principalmente nelle regioni del Nord e il suo ruolo nella mangimistica è fondamentale. Ora, se non dovesse piovere in maniera copiosa e regolare entro metà luglio, ma al momento le previsioni lo escludono, la produzione nazionale di mais rischia di essere irrecuperabile. Cia-Agricoltori italiani ipotizza un crollo del 50%, con rese di 40-50 quintali per ettaro, come in quel 2003 che sembrava destinato a rimanere un anno unico e sfortunato. Se il raccolto dovesse essere di questa portata, avrà un impatto decisamente negativo: il livello di autosufficienza nazionale calerebbe al 30%, con conseguenze a valanga per l’alimentazione del bestiame negli allevamenti.

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Fact & News FATTI E NOTIZIE

A SANATECH 2022 UN’AREA DEDICATA A IMPRESE E IMPRENDITORI AGRICOLI

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all’8 all’11 settembre, all’interno di Sana, torna nel quartiere fieristico di Bologna Sanatech, il salone professionale dedicato alla filiera della produzione agroalimentare, zootecnica e del benessere, biologica ed ecosostenibile, per rafforzare il proprio ruolo di area dedicata agli imprenditori agricoli che possono trovare nella manifestazione un’importante occasione per presentare le proprie novità, avviare nuove partnership e aggiornarsi sugli ultimi trend della filiera. Si tratta di un’area smart unica in Europa, dove gli imprenditori agricoli possono fare matching con facilità, scambiarsi informazioni, pareri e trovare consulenze adeguate ai loro specifici bisogni. Quest’anno Sanatech dedicherà ampio spazio ai nuovi temi della sostenibilità, come la gestione delle risorse idriche (trattamento acque, irrigazione, gestione degli sprechi e dei filtraggi) e l’efficientamento energetico. Sempre in tema di novità, non mancherà uno spazio dedicato all’agricoltura di precisione e ai mezzi tecnici, anche robotizzati, sempre più presenti in agricoltura biologica. NOME CAMPIONE:

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WORLD NEWS

World News è la rassegna delle notizie dall’Europa e dal mondo sull’agroalimentare. Un punto di vista aggiornato e puntuale su quanto accade in sede comunitaria ed extra-comunitaria, per essere sempre informati sulle dinamiche internazionali in ambito politico, economico e scientifico. Brevi flash che possono risultare di interesse per la filiera - italiana ma non solo - della trasformazione dei cereali.

STIME IN CALO PER IL RACCOLTO DI GRANO TENERO IN FRANCIA

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ella sua prima previsione sul raccolto 2022 di grano, FranceAgriMer stima una produzione di frumento tenero a 32,895 milioni di tonnellate, in calo del 7,2% rispetto allo scorso anno. L’inizio anticipato del raccolto, che nelle regioni meridionali ha preso avvio nel mese di giugno, ha portato a una resa inferiore alla media, soprattutto a causa del caldo. All’inizio di luglio gli agricoltori francesi avevano già raccolto il 14% di grano tenero, contro il 5% di una settimana prima. La previsione desta, come ovvio, molta preoccupazione, perché la Francia è il primo esportatore di grano dell’Ue e il quarto al mondo con quasi 20 milioni di tonnellate esportate nel 2020.

L’INDIA METTE LO STOP ANCHE ALL’EXPORT DI FARINE

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ome noto, da maggio in India le esportazioni di grano sono sottoposte a severe restrizioni e devono essere preventivamente autorizzate dalle autorità pubbliche. Da luglio la stessa procedura si applicherà anche all’export di farina. Lo ha annunciato la Direzione generale del Commercio con l’estero, precisando che la decisione è stata presa a causa delle interruzioni di approvvigionamento globale di grano e farine, che ha generato forti fluttuazioni dei prezzi e possibili problemi di qualità. Nel 2021 la produzione di grano in India ha toccato il livello record di 109 milioni di tonnellate, di cui 7 milioni di tonnellate destinate ai mercati esteri. Quest’anno, a causa delle elevate temperature specie nei mesi di marzo e aprile, la produzione è diminuita del 5%, suscitando i timori del governo per quanto riguarda l’approvvigionamento del mercato interno e il rialzo dei prezzi al consumo.

LE PREVISIONI SUL RACCOLTO DI GRANO DURO INVERNALE IN KANSAS

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e mietitrebbie stanno ultimando il raccolto di grano duro invernale nel nord ovest e nel centro nord del Kansas, primo Stato per produzione di frumento negli Usa. Considerato anche l’andamento meteorologico, l’amministratore delegato di Kansas Wheat, Justin Gilpin, ha riferito che il raccolto 2022 sarà inferiore a quello del 2021, oltre che al di sotto del 15-20% rispetto alla produzione media totale degli ultimi anni. Inoltre, sembra presentare un peso specifico di oltre 60 libbre per bushel, mentre dal punto di vista qualitativo le proteine sono stimate nella media, quindi leggermente superiori al 12%.

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WORLD NEWS

SERBIA: PRODUZIONE GRANO TENERO IN PICCHIATA

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a siccità colpisce anche la Serbia, dove il raccolto di grano tenero fa registrare una flessione del 30% a causa delle scarse precipitazioni e delle alte temperature, che avrebbero determinato una resa media più bassa, compresa tra le 2,5 e le 3,5 tonnellate per ettaro nelle zone più colpite dalla carenza idrica. A incidere, però, sarebbero stati anche gli aumenti dei prezzi dei fertilizzanti, che avrebbero provocato una serie di ritardi nelle operazioni di concimazione e portato a un ulteriore calo dei volumi produttivi. Il presidente dell’Unione delle associazioni degli agricoltori serbi, Dragan Kleut, ha sottolineato che, nonostante i forti aumenti del prezzo del grano sul mercato globale, di fatto i produttori non riusciranno a realizzare alcun tipo di profitto a seguito dell’incremento dei costi di produzione.

LA CINA IMPORTERÀ MENO SOIA

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econdo un rapporto del Foreign Agricultural Service dell’Usda, a causa di una crescita economica più lenta, dell’impennata dei prezzi e delle restrizioni legate al Covid, le previsioni sulle importazione di soia dalla Cina sono in calo, stimate a 94 milioni di tonnellate per il 2021/2022 e a 98 milioni di tonnellate per il 2022/2023. La domanda di farina di soia e di olio vegetale dovrebbe invece aumentare nel 2022/2023, ma una maggiore produzione interna ridurrà le importazioni. Infatti, questa è prevista a oltre 18,4 milioni di tonnellate grazie a una maggiore superficie coltivata (circa 9,35 milioni di ettari, pari a un aumento dell’11%), conseguenza sia degli incentivi governativi sia delle scelte colturali degli agricoltori, che sono passati dal mais, e in misura minore dal riso, ai semi di soia e all’adozione dell’intercropping di mais e soia.

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Laws & Rules PANORAMA NORMATIVO

a cura di Tullio Pandolfi Italmopa

Idrocarburi aromatici degli oli minerali (MOAH): evoluzione dei lavori a livello europeo e posizione di FoodDrinkEurope e delle Associazioni europee

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inizio 2017 la Commissione europea ha adottato la Raccomandazione (Ue) 2017/84 sul monitoraggio degli idrocarburi di oli minerali nei prodotti alimentari e nei materiali e negli oggetti destinati a venire a contatto con prodotti alimentari. Gli idrocarburi di oli minerali (Mineral oil hydrocarbons - MOH) sono composti chimici derivati principalmente da petrolio greggio, ma anche sintetizzati da carbone, gas naturale e biomassa. La presenza di MOH nei prodotti alimentari può derivare da contaminazione ambientale, lubrificanti utilizzati nelle macchine per la mietitura e la produzione alimentare, coadiuvanti tecnologici, additivi alimentari e materiali a contatto con i prodotti alimentari. I prodotti contenenti MOH di qualità alimentare sono trattati in modo che il tenore di idrocarburi aromatici degli oli minerali (Mineral oil aromatic hydrocarbons - MOAH) sia ridotto al minimo. Nel 2012 il gruppo di esperti scientifici sui contaminanti nella catena alimentare (gruppo CONTAM) dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), ha individuato due tipi principali di MOH di interesse per la sicurezza alimentare, gli idrocarburi saturi e quelli aromatici, concludendo che il potenziale di impatto di alcuni gruppi di sostanze tra i MOH sulla salute umana varia sensibilmente. I MOAH possono agire da cancerogeni genotossici, mentre taluni idrocarburi saturi degli oli minerali (Mineral oil saturated hydrocarbons - MOSH) possono accumularsi nei tessuti umani e provocare effetti avversi sul fegato. Dal momento che alcuni MOAH sono considerati mutageni e cancerogeni si era ritenuto importante organizzare il monitoraggio dei MOH al fine di comprendere meglio la presenza relativa di MOSH e MOAH nei prodotti alimentari che contribuiscono in misura prevalente all’esposizione alimentare. Per assicurare l’attendibilità dei dati analitici ottenuti, gli Stati membri avrebbero dovuto garantire la disponibilità di apparecchiature di analisi adeguate e acquisire esperienza sufficiente nell’analisi della presenza di MOH sia nei prodotti alimentari, sia nei materiali a contatto con essi, prima di elaborare i risultati delle analisi. Con il coinvolgimento attivo degli operatori del settore alimentare e degli addetti alla produzione, alla lavorazione e alla distribuzione di materiali a contatto con gli alimenti, nonché di altre parti interessate, gli Stati membri avrebbero dovuto svolgere un’attività di monitoraggio della presenza di MOH negli alimenti nel periodo 2017-2018. Tale attività di monitoraggio dovrebbe riguardare, tra gli altri, pane e panini, prodotti da forno fini, cereali da colazione, cereali destinati al consumo umano, nonché i materiali a contatto con gli alimenti utilizzati per i prodotti. Gli Stati membri dovrebbero inoltre eseguire il campionamento

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dei prodotti alimentari conformemente alle disposizioni del Reg. (CE) n. 333/2007 della Commissione. Il campionamento dovrebbe includere un numero proporzionato di alimenti preconfezionati. Per quanto riguarda gli alimenti preconfezionati, il livello di MOH dovrebbe essere determinato sia negli alimenti, sia nei materiali a contatto con gli alimenti, qualora siano sospettati di essere la fonte dei MOH rilevati. Particolare attenzione dovrebbe essere prestata alle differenze esistenti tra MOSH e MOAH e all’interpretazione dei risultati dell’analisi al fine di garantire che i dati generati risultino affidabili e comparabili. Per quanto possibile, le indagini dovrebbero riguardare i sistemi impiegati dagli operatori del settore alimentare che potrebbero avere un effetto sulla contaminazione o limitarla (ad esempio: metodi di produzione e lavorazione, analisi dei pericoli e punti critici di controllo - HACCP - sistemi e misure simili attuati allo scopo di prevenire tale contaminazione). Qualora i MOH fossero rilevati o abbiano origine nei materiali a contatto con gli alimenti, gli Stati membri dovrebbero raccogliere i dati su tali materiali e svolgere ulteriori indagini presso gli stabilimenti degli addetti alla produzione, alla lavorazione e alla distribuzione di materiali a contatto con gli alimenti, per determinare quali sono i sistemi in atto nelle imprese interessate. Nel corso degli ultimi anni la preoccupazione riguardo la contaminazione da oli minerali negli alimenti è sempre stata molto forte, evidenziata da campagne di analisi realizzate da alcune organizzazioni per la tutela dei consumatori. Le fonti di contaminazione che destano maggiore preoccupazione sono i materiali per il con-

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fezionamento alimentare da cui i MOH possono migrare. In particolare, sono presenti nei contenitori in cartone riciclato e originano probabilmente dagli inchiostri per la stampa. Il report tecnico del JRC (Joint Research Centre) contiene istruzioni specifiche per il campionamento e l’analisi di MOSH e MOAH in alimenti e materiali a contatto con gli alimenti, che possono essere utilizzate da tutte le parti interessate coinvolte nel monitoraggio. Il suddetto documento di orientamento tratta istruzioni specifiche per il campionamento e l’analisi di oli minerali idrocarburici saturi (MOSH), idrocarburi aromatici degli oli minerali (MOAH) negli alimenti e materiali per il confezionamento alimentare (FCM) proprio nel quadro della sopra citata Raccomandazione (UE) 2017/84. Esso fornisce anche una guida sui requisiti minimi di prestazione dei metodi analitici adatti al monitoraggio MOSH/MOAH. La guida dovrebbe essere utilizzata da tutte le parti interessate coinvolte nella determinazione di idrocarburi di oli minerali negli alimenti e FCM, tra cui gli ispettori alimentari, gli addetti al controllo ufficiale, i laboratori, i laboratori dell’industria e i laboratori di organizzazioni non governative. La guida mira a: • facilitare il campionamento armonizzato di alimenti e FCM per l’analisi MOSH e MOAH; • facilitare la comunicazione armonizzata all’EFSA da parte di laboratori che hanno già familiarità con approcci analitici e hanno dimostrato le loro prestazioni analitiche con competenza pertinente; • fornire i requisiti di prestazione essenziali per i metodi da applicare nell’analisi di MOSH/MOAH; • fornire riferimenti agli attuali approcci analitici descritti nella letteratura scientifica per laboratori che non hanno familiarità con la metodologia analitica. Gli sviluppi più recenti registrati in materia passano attraverso alcune riunioni tenutesi nell’ambito di Gruppi di lavoro della Commissione Ue. Dalla riunione del Gruppo di lavoro sui contaminanti ambientali del 14 marzo scorso sono emerse, tra le altre, le seguenti valutazioni: • quando i MOAH si trovano in un prodotto, allo stato attuale vengono spesso esaminati caso per caso. Per questo motivo gli Stati membri ritengono auspicabile un approccio europeo armonizzato in questo settore; • per un approccio armonizzato in tutta l’Ue si propone come concetto di ritirare dal mercato gli alimenti con una concentrazione di MOAH superiore ai LOQ (limiti armonizzati di quantificazione), come stabilito negli orientamenti del JRC; • uno Stato membro ha ritenuto importante sottolineare che gli operatori del settore alimentare (OSA) sono responsabili della sicurezza alimentare dei prodotti alimentari che producono/vendono. La Commissione ha espresso il proprio accordo e valuterà se è necessario e possibile aggiungere un paragrafo al riguardo nella dichiarazione; • uno Stato membro ha sottolineato di voler includere nella dichiarazione che gli OSA devono indagare sulla causa della contaminazione da MOAH nel contesto del Reg. (CE) n. 178/2002 (principi generali della legislazione alimentare). Oltre a designare gli additivi alimentari, un altro Stato membro vorrebbe vedere un riferimento all’art. 3 del Reg. (CE) n. 1935/2004 (materiali a contatto con gli alimenti) anziché all’art. 14 del Reg. (CE) n. 178/2002.

d’Italia

Quando l’EFSA rilascerà la nuova valutazione del rischio, si potrà iniziare a esaminare l’identificazione dei MOAH negli alimenti. Il Comitato Permanente Ue SCoPAAF (Standing Committee on Plants, Animals, Food and Feed - Sezione nuovi prodotti alimentari e sicurezza tossicologica) ha discusso, nella riunione del 21 aprile scorso, di quanto emerso dal rapporto Foodwatch del dicembre 2021 in merito al ritrovamento di idrocarburi aromatici di oli minerali (MOAH) e dell’esame svolto dal Gruppo di lavoro degli Stati membri il 10 dicembre 2021. Gli Stati membri all’unanimità hanno assunto alcune determinazioni relativamente alla fissazione di limiti alla presenza di tali sostanze negli alimenti, in accordo con quanto riportato nelle linee guida del JRC. Durante la discussione sviluppatasi nel corso del Gruppo di lavoro del 10 dicembre 2021 gli Stati membri hanno chiesto di effettuare controlli sui prodotti alimentari e, nel caso di accertata presenza, di eseguire approfondimenti che permettano di risalire alle cause della contaminazione. Nel frattempo, sono scattate alcune allerte RASFF relative a determinati prodotti alimentari. La Commissione ha di conseguenza notificato attraverso il RASFF quanto segue: dato che i MOAH sono possibili cancerogeni genotossici, in caso di loro indiscutibile presenza quantificata (cioè al di sopra del limite di quantificazione determinato dalle linee guida del JRC) confermata da un controllo ufficiale, questi prodotti dovrebbero essere ritirati e/o richiamati dal mercato sulla base dell’art. 14 del Reg. (CE) n. 178/2002. Alcuni Stati membri hanno pertanto chiesto di definire i LOQ per diversi gruppi di alimenti, in modo che siano fissati gli stessi valori limite in tutta Europa. Si sta quindi prospettando la possibilità che la Commissione europea individui indicazioni armonizzate prima dell’aggiornamento della valutazione del rischio dell’EFSA, attesa per la fine del 2022. Le indicazioni potrebbero assumere l’orientamento indicato dallo Standing Committee che, riferendosi alle linee guida del JRC, raccomanderebbe l’applicazione dei seguenti LOQ: • negli alimenti con contenuto di oli/grassi ≤ 4% (ad esempio: pane e panini, cereali per colazione, pasta, prodotti derivanti da cereali ecc.) il LOQ massimo ammissibile è di 0,5 mg/kg; • negli alimenti con contenuto di oli/grassi > 4% (ad esempio: prodotti da forno raffinati, confectionery, cioccolato, cacao, pesce e

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Laws & Rules PANORAMA NORMATIVO

prodotti derivati, semi oleosi ecc.) il LOQ massimo ammissibile è di 1 mg/kg; • negli oli e grassi il LOQ massimo ammissibile è di 2 mg/kg. La Commissione europea ha fatto presente che sono numerosi gli Stati membri che hanno chiesto una dichiarazione per i LOQ relativi agli oli minerali (MOAH), elaborati sulla base degli orientamenti del JRC. È stato preparato un progetto di dichiarazione discusso anche il 14 marzo durante il Gruppo di lavoro sui contaminanti ambientali. Successivamente, e tenendo conto delle osservazioni presentate dagli Stati membri, è stata discussa anche una dichiarazione modificata che consiglia agli Stati membri di condurre controlli e indagini MOAH. La dichiarazione afferma che se le concentrazioni di LOQ vengono superate, il prodotto può essere ritirato dal mercato sulla base dell’art. 14 del Reg. (CE) n. 178/2002. Spetta agli Stati membri stabilire se sia necessario un richiamo; in definitiva, questa è la somma dei MOAH che viene presa in considerazione. Allo stesso tempo, l’EFSA sta attualmente conducendo una valutazione. La data in cui la Commissione pubblicherà la relazione dello SCoPAAF sarà anche quella in cui si applicherà la dichiarazione. Segnaliamo che, nel 2021, FoodWatch ha realizzato un rapporto sull’olio minerale tossico negli alimenti. I risultati dei test di laboratorio pubblicati da FoodWatch negli ultimi sei anni mostrano che il rischio di contaminazione dei prodotti alimentari con MOAH è stato riscontrato anche in prodotti quali riso, pasta, cereali ecc. Nell’ambito del dibattito scaturito a livello Ue, FoodDrinkEurope, in collaborazione con le Associazioni Ue PFP (Primary Food Processors), tra cui EFM, COCERAL e FRUCOM, ha finalizzato una nota

congiunta per la Commissione. In estrema sintesi, fermo restando e premesso l’impegno delle Organizzazioni firmatarie a continuare a lavorare al fianco delle Autorità per individuare le fonti di tali contaminanti e mitigarne il più possibile la presenza nei prodotti finiti, sono evidenziate le criticità di seguito riportate: • emergono incertezze su base giuridica delle decisioni adottate dallo SCoPAFF all’interno di un meeting report; • tale incertezza rischia di riflettersi in interpretazioni e condotte applicative eterogenee da parte degli SSMM; • le determinazioni dello SCoPAFF sono state assunte nelle more dell’adozione del parere scientifico aggiornato dell’EFSA sui MOH, atteso per fine 2022; • con gli attuali metodi analitici ufficiali sarebbe difficile quantificare i MOAH al livello richiesto (da 0,5 a 2 ppm) in alcune matrici alimentari. Inoltre, la fissazione di limiti al di sotto di determinati LOQ e l’applicazione dei medesimi bassi LOQ per la concentrazione totale di MOAH aumenterebbe l’incertezza analitica; • le misure non risulterebbero notificate al WTO e potrebbero creare problemi negli scambi internazionali. La dichiarazione congiunta sui MOAH nell’alimentazione, pubblicata all’interno della sintesi della riunione del 21 aprile e applicabile dal momento della pubblicazione del verbale, si riferisce all’accordo dei Paesi dell’Ue di “ritirare e, se necessario, richiamare i prodotti dal mercato quando la somma delle concentrazioni di MOAH negli alimenti è pari o superiore ai limiti massimi di quantificazione LOQ”, come in precedenza indicati. a cura di Tullio Pandolfi

“Il mare, fonte di energia pulita per le nostre idee”

d’Italia

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Focus on economics FOCUS ECONOMIA

Congiuntura alimentare 2022 al giro di boa Food economy 2022 at the turning point

di Luigi Pelliccia Responsabile Ufficio Studi e Mercato di Federalimentare

T

he current “perfect storm” shows no signs of relenting, actually it is getting stronger. From high energy prices to the problem of Russian gas supply, everything points to a drastic increase in bills for households and businesses. However, among sanctions and cross blackmail, everyone loses the game, especially

L

Italy where the main dangers are represented by two looming and joint factors: uncertainty and inflation. All things considered, food production and milling data are quite positive, although the only actual outlet seems to be export, which could guarantee a fair resilience even in the second half of the year.

a tempesta più che “perfetta”, deflagrata nella sua interezza a metà del primo semestre dell’anno, sul fronte dei costi di imprese e famiglie non mostra segni di cedimento, alimentata da fattori oggettivi e dalla petulante spinta della speculazione. I prezzi di gas ed elettricità sono esplosi dopo la decisione della Russia, il 16 giugno scorso, di tagliare le

d’Italia

LA CRISI DI CONTESTO SI CONSOLIDA E A TRAINARE LA PRODUZIONE ALIMENTARE È SEMPRE L’EXPORT THE CONTEXT CRISIS IS CONSOLIDATING AND FOOD PRODUCTION IS STILL DRIVEN BY EXPORTS

forniture alla Germania e all’Italia. Le ulteriori riduzioni annunciate a inizio luglio da Gazprom per motivi apparentemente “tecnici” hanno appesantito la situazione e sottolineato il rischio di un blocco totale delle forniture. La prospettiva di un tetto al prezzo del gas, proposto insistentemente dal nostro Governo, appare di difficile realizzazione, mentre sembra più pra-

ticabile, ma anch’essa da verificare, quella di stoccaggi comunitari condivisi. La realtà è che al tavolo da poker della crisi (Dostoevskij scrisse che nell’anima russa convivono il giocatore d’azzardo e quello di scacchi) Putin ha due assi nella manica, il gas e il grano, senza considerare il corredo di petrolio, minerali, altri prodotti agricoli, fertilizzanti ecc. E se li giocherà bene

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Focus on economics FOCUS ECONOMIA

fino in fondo per contrastare, con la propria strategia di logoramento, quella speculare, basata sulle sanzioni e l’aiuto bellico all’Ucraina, perseguita dalla Nato nei suoi confronti. Certo, sul passo lungo un Paese come la Russia, con un Pil inferiore del 10% a quello italiano, una manifattura impostata su produzioni di base, povere di valore aggiunto, è destinato a soccombere anche se dispone di immense risorse naturali. Il fatto è che, a lungo termine, fra sanzioni e ricatti incrociati, la partita la perdono tutti e fra i Paesi più esposti c’è proprio l’Italia, gravata da un debito pubblico prossimo ai 2.800 miliardi e da forti dipendenze estere in campo energetico e agricolo. Con connessa esposizione all’impatto di super-prezzi, spesso senza reale giustificazione, innescati dai rally della speculazione. La situazione oggettiva è orientata perciò a un ulteriore, potenziale rialzo delle bollette di luce e gas.

Le forniture di gas Nel complesso, i flussi di gas russo verso l’Europa, attraverso i tre principali gasdotti (Nord Stream, Yamal e via Ucraina), si sono ridotti di circa il 40% rispetto alla prima settimana del 2022 e del 70% nei confronti di un anno fa. Il calo delle forniture russe è stato in parte compensato dalle maggiori importazioni di GNL, che nei primi 5 mesi del 2022 sono cresciute del 55% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, grazie a una minore pressione della domanda asiatica e a prezzi più alti praticati in Europa a confronto con quelli asiatici. Ciò ha contribuito al riempimento degli stoccaggi europei, con un livello che attualmente oscilla attorno al 65% della capacità. La situazione si è quindi capovolta, con il prezzo del gas che in un anno si è moltiplicato per cinque e con quello del petrolio che è aumentato del 50%, con gli impatti ben noti sui rifornimenti di benzina e diesel. Malgrado l’azione di forte contenimento della crescita dei prezzi energetici, resta ancora evidente la forte differenza di spesa rispetto all’anno scorso, in quanto i prezzi rimangono arroccati su valori elevati. In termini di effetti finali, la spesa per una famiglia-tipo nel periodo compreso tra il 1° ottobre 2021 e il 30 settembre 2022 sarà di circa 1.071 euro, con un +91% nel confronto con l’equivalente periodo prece-

d’Italia

dente. Nello stesso arco di tempo, la spesa di una famiglia-tipo per la bolletta del gas sarà di circa 1.696 euro, con una variazione del +70,7% rispetto agli stessi 12 mesi precedenti.

Incombono incertezza e inflazione Intanto, i pericoli più concreti per il nostro Paese e per il perimetro economico occidentale sono rappresentati da due fattori incombenti e congiunti: l’incertezza e l’inflazione. L’incertezza si radica in gran parte su quanto si è appena sommariamente descritto, a cui vanno aggiunte le impennate e la fluidità delle quotazioni delle commodity alimentari, legate in gran parte alla penuria di offerta sul fronte cerealicolo, soprattutto di soia, semi oleosi e altri prodotti di base, innescata dalla vicenda bellica russo-ucraina, con i connessi nodi logistici che fanno impazzire i prezzi franco destino. Gli sviluppi dell’ultimo trimestre dell’anno su entrambi i fronti, quello energetico in primis, ma anche l’alimentare, appaiono perciò altamente imprevedibili e, in particolare nel settore energetico, potrebbero diventare inquietanti. Sul fronte inflazione va invece ricordato che, nel corso dell’ultimo secolo, tanti fenomeni economici, nel bene e nel male, hanno avuto avvio o sono stati comunque influenzati dalle scelte d’oltre Atlantico. Vogliamo dire, col senno del poi, che ha certamente sbagliato la FED quando, nel novembre scorso, a fronte di un Pil Usa che cresceva al passo del +6,8% e un’inflazione che aveva già raggiunto il

È MOLTO PROBABILE UN ULTERIORE RIALZO DELLE BOLLETTE DI LUCE E GAS 6%, ha valutato il fenomeno inflazionistico “transitorio”, evitando di avviare subito una prima correzione del costo del denaro del +0,25%. Quando l’ha fatto, a primavera, i buoi erano già scappati e tale fenomeno aveva già investito tutte le principali economie occidentali. Fra cui la nostra, che a giugno ha segnato un tasso d’inflazione dell’8%, a ridosso della media comunitaria dell’8,5%.

La produzione alimentare In tale contesto, il dato della produzione alimentare di maggio in termini quantitativi mostra un passo tendenziale del +4,6% e del +4,5% su gennaio-maggio (il molitorio ha registrato un +1,7% nel mese e un +5,0% sui 5 mesi). In parallelo, i prezzi alla produzione del settore alimentare nel suo insieme sono saliti, sempre a maggio, con un tendenziale del +13,9%. La combinazione dei due delta (produzione e prezzi) fa stimare il fatturato di maggio del settore in crescita di circa 18 punti. Un passo importante che, tuttavia, a causa del surriscaldamento inflazionistico in atto, non va interpretato semplicisticamente come un segno di salute. Va ricordato, pe-

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Focus on economics FOCUS ECONOMIA

IL FATTURATO DI MAGGIO DEL SETTORE ALIMENTARE CRESCE DI CIRCA 18 PUNTI raltro, che i prezzi al consumo dell’alimentare lavorato salgono dal +6,8% tendenziale di maggio al +8,2% di giugno, raggiungendo quindi livelli preoccupanti, un filo sopra l’inflazione ma ben sotto i prezzi alla produzione. La forbice fra i due indici di prezzo è sintomo di tensioni che, in parte per l’effetto scorte della distribuzione, non si sono ancora scaricate sui prezzi al dettaglio. Se si guarda alla dinamica costi-prezzi è comunque evidente un fenomeno di base: siamo davanti a una “matriosca” di colli di bottiglia che vede, fuor di metafora, sacrifici diffusi e spesso marcati spalmati sui margini lungo tutta la filiera, al fine di ammorbidire l’impatto sul mercato degli aumenti di prezzo. D’al-

tra parte, troviamo alcuni importanti comparti alimentari che mostrano, su maggio 2022-2021, tendenziali dei prezzi alla produzione davvero vistosi, con la “lavorazione delle granaglie, amidi e prodotti amidacei” in prima linea con un +45,2%, seguita dalla “lavorazione e conservazione di carne di volatili” (+36,3%), dalla “produzione di oli e grassi” (+25,6%) e dai “prodotti per l’alimentazione degli animali” (+21,9%). Sono “micce” destinate a tenere alta la temperatura dell’inflazione alimentare.

Sempre e solo l’export Per fortuna, i dati di maggio dell’export “extra-Ue” diffusi dall’Istat portano buone nuove. Si conferma, infatti, il trend positivo dei “beni di consumo non durevole”, di cui l’alimentare rappresenta la componente preponderante. Il singolo mese registra, per questo segmento, un tendenziale del +26,0%, mentre il confronto 2022-2021 sui primi 5 mesi mostra un +22,5%. Si ricorda che a marzo la spinta dell’export agroalimentare era stata pa-

ri al +18,9%. Si aggiunge inoltre che le esportazioni complessive del nostro Paese nell’area “extra-Ue” segnano, a loro volta, aumenti tendenziali del +26,2% a maggio e del +20,1% sui 5 mesi. Al loro interno, il comparto energetico presenta, nello specifico, incrementi tendenziali vistosissimi (+116,2% a maggio e +96,5% sui 5 mesi). Va pure sottolineato che, al netto di tale segmento, le esportazioni totali mettono a segno un +23,0% a maggio e un +17,8% sui 5 mesi. In definitiva, questi dati, ancorché drogati dal forte effetto prezzi, risultano incoraggianti e prefigurano un passo apprezzabile dell’export alimentare e complessivo del Paese sull’arco, quanto meno, del primo semestre dell’anno, con un “effetto scia” che - si auspica potrebbe mostrare, al netto di possibili avvitamenti della congiuntura internazionale, una discreta tenuta anche nella seconda metà dell’anno. Ce n’è un grande bisogno, perché le vendite alimentari interne hanno segnato un incremento in valore, nel confronto maggio 2022-2021, pari al +4,5% dopo il +5,5% di aprile. Sui 5 mesi il tendenziale sale quindi al +2,9%

CONGIUNTURA ALIMENTARE 2019-2022 - L’EVOLUZIONE DEI PRINCIPALI PARAMETRI VARIAZIONI TENDENZIALI SULLO STESSO MESE/PERIODO ANNO PRECEDENTE

d’Italia

4,4 2,1 17,2 20,4

4,6 3,4

4,5 2,3

13,2 35,3 6,1 5,0 7,8 6,0 5,5 0,8 11,2 9,3 8,4 4,4 59,9 8,3 34,6

10,2 36,7 5,6 4,4 7,5 5,2 2,5 -2,7 10,6 9,8 6,8 4,0

13,9 34,6 7,1 6,8 7,9 6,8 4,5 -2,8 9,1 6,8 7,0 2,7 59,8 8,1 34,8

10,9 36,3 6,4 5,2 8,3 5,7 2,9 -2,8 10,4 9,1 6,8 3,7

6 mesi

8,0 4,2 22,9 22,0

2022 Giugno

5 mesi

Trimestre

Marzo

6,2 -0,9 4,6 1,9 7,0 3,4 11,8 -2,6 3,3 0,4 3,0 1,4 7,8 7,3 14,7 11,1 22,7 15,3 22,6 16,9 20,9 19,0 21,4 19,9 9,8 5,7 12,9 8,5 10,9 22,4 22,6 21,8 10,7 18,6 20,5 18,9 18,0 22,5 22,8 22,7 3,0 8,1 8,8 8,4 10,7 9,3 13,0 41,8 32,8 41,6 36,9 37,2 0,5 3,4 4,6 3,8 5,5 4,6 0,3 2,2 3,1 2,3 3,9 3,1 0,7 5,3 6,9 6,3 8,0 6,9 1,9 4,8 5,7 4,3 6,5 5,2 1,4 2,2 3,1 2,5 -0,5 1,5 0,8 -1,6 -1,9 -1,8 -6,0 -3,3 13,3 14,2 5,6 9,9 11,6 10,5 12,5 14,8 5,0 9,8 10,4 10,0 7,9 8,4 4,3 6,3 5,6 2,5 7,2 7,3 1,9 4,5 6,3 3,9 59,0 59,2 59,6 59,9 9,0 8,7 8,5 8,3 35,1 34,9 34,8 34,5 Fonte: elaborazione Federalimentare su dati Istat

2022 Maggio

-2,5 -11,4 -1,4 -11,5 -0,3 1,0 0,8 -9,8 1,0 -4,4 1,3 0,7 2,4 -0,2 3,7 2,1 -12,2 -12,2 -5,4 -6,2 57,5 11,2 36,5

2022 Quadrimestre

3,0 -1,3 2,3 -1,4 0,0 6,9 5,5 2,5 2,1 0,0 0,7 0,2 1,5 0,6 0,9 0,1 0,7 1,2 0,8 0,8 58,9 10,0 34,5

2022

Aprile

Produzione Industria Alimentare Produzione Industriale Totale Fatturato Industria Alimentare Fatturato Industria Totale Export Primario Export Industria Alimentare Export Agroalimentare Export Totale Prezzi alla Produzione Ind. Alimentare Prezzi alla Produzione Ind. Totale Prezzi Alimentari al Consumo Prezzi al Consumo Alim. Lavorato Prezzi al Consumo Alim. Non Lavorato Inflazione Vendite Alim. Destagion. in Valore Vendite Alim. Destagion. in Volume Vendite Non Alim. Destagion. in Valore Vendite Non Alim. Destagion. in Volume Vendite Totali Destagion. in Valore Vendite Totali Destagion. in Volume Tasso di occupazione Tasso di disoccupazione Tasso di inattività

2019 2020 2021 2022 Anno Anno Anno Gennaio

Bimestre

PARAMETRI

Febbraio

2022

8,8 8,2 9,6 8,0

7,2 6,3 8.4 6,4

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Focus on economics FOCUS ECONOMIA

APPREZZABILE IL PASSO DELL’EXPORT ALIMENTARE NEL PRIMO SEMESTRE DELL’ANNO dopo il +2,5% del quadrimestre. Va però sottolineato che i trend di crescita sopra citati si legano interamente all’“effetto prezzi”. Le dinamiche in volume mostrano infatti un’involuzione dei tendenziali del -2,8% sia su maggio sia sui 5 mesi 2022-2021, che confermano la flessione in atto da molti mesi. Va aggiunto, a dimostrazione delle tensioni e del costante impoverimento del mercato alimentare interno, che i “discount” di settore hanno ripreso slancio, risalendo a maggio su un tendenziale in valore del +9,8%, quando appena 5 mesi prima, a dicembre, erano ancora al +5,0%. Insomma, il galleggiante per il “food and beverage” sembra

essere rappresentato, oggi più che mai, dall’export, soprattutto da quello dell’area “extra-Ue” più lontana dal conflitto bellico est europeo e meno coinvolta dalla crisi energetica legata al gas russo. In questa vastissima area, comunque minoritaria rispetto a quella Ue, con una fetta di export agroalimentare 2021 pari al 42,6% contro il 57,4% comunitario, spicca in modo assoluto lo sbocco Usa, che

nel primo trimestre ha registrato, sia per la trasformazione alimentare sia per l’agroalimentare complessivo, crescite leggermente superiori al +18,0%. La scommessa congiunturale a breve del settore, in altre parole, si giocherà molto, direttamente o indirettamente, sulla tenuta di questo mercato. Luigi Pelliccia

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Le dinamiche dei prezzi degli alimenti: aspetti legali e controlli ufficiali Food prices dynamics: legal aspects and official controls P

rice dynamics characterized by sharp rises in raw materials and energy are also causing damage to the quality of communication aimed at consumers and the choice of raw material quality. This is happening mainly because of the approach taken by various food operators. In fact, more and more frequently,

L’

there is a tendency to debase the product quality by reducing its main ingredients and introducting some others that also reduce product safety. How does the authority take action in the face of this increasingly widespread approach? The author reviews the main elements of this sensitive and little-noticed issue.

attuale dinamica dei prezzi, caratterizzata da forti aumenti delle materie prime e dell’energia, sta provocando danni importanti anche alla qualità della comunicazione (e dell’etichettatura) destinata al consumatore e alla scelta delle materie prime, a causa del controver-

di Giuseppe Maria Durazzo Avvocato esperto in diritto dell’alimentazione

ALCUNI COMPORTAMENTI DELLE AZIENDE NON SONO CONFORMI ALLE NORME SOME CORPORATE BEHAVIORS DO NOT COMPLY WITH REGULATIONS

so approccio di diversi operatori alimentari al riguardo. Preciso che qui non tratto dell’aspetto economico della dinamica dei prezzi al consumo, delle possibili speculazioni che la corrente situazione può di fatto rendere più occultabili, insomma di prospettive assai rilevanti per noi tutti

in quanto consumatori ma estranee alla normativa alimentare. Già mi sono occupato della riduzione delle porzioni e della sgrammatura come misure per rendere apparentemente costante il prezzo agendo sul fattore rappresentato dalla quantità dell’alimento (Misure per il mantenimento dei prezzi di vendita al consumatore, Molini d’Italia, marzo 2022), così mascherando l’aumento del costo che si riversa sul consumatore. Se la sgrammatura è, in linea di massima, un fenomeno giuridicamente accettabile, oggi assistiamo ad altri interventi decisamente meno sostenibili se non addirittura illegali.

Come nascondere l’aumento dei prezzi L’aumento dei prezzi del pescato ha spinto taluni operatori a mettere in vendita prodotto decongelato “dimenticando” di informare che non si tratta di prodotto fre-

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Food rules DIRITTO ALIMENTARE

NEL SETTORE ALIMENTARE QUALITÀ, PREZZO E QUANTITÀ SONO SPESSO VANTATI CONTESTUALMENTE sco o inserendolo nel banco del “pesce fresco”. Dovrebbe inoltre suonare come un allarme l’offerta di prodotti ittici freschi durante il periodo di fermo pesca o quella di un prodotto fresco quando non disponibile, ad esempio, nel mercato ittico all’ingrosso. Nel settore delle carni lavorate accade, non di rado, che non venga specificato trattarsi di prodotti a base di carne con percentuali variabili di altri ingredienti, definendo sempre più spesso quella “carne” con denominazioni non italiane relative a prodotti normalmente di carne. L’apparenza è quella di un prodotto più conveniente, mentre tra acqua, fibre, fiocchi di patate, amidi, leganti proteici e altri ingredienti che non si vedono a occhio nudo o nell’immagine dell’alimento, la percentuale di carne può scendere anche sotto il 50% del totale. Il mono frutto diventa talvolta un misto, dove una parte dell’ingrediente è sostituito da un altro di costo inferiore, mentre il multi verdure vede modificare i rapporti tra gli ingredienti, con la crescita di quelli meno cari e più disponibili. L’ingrediente “ac-

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qua” è aumentato in tanti alimenti. Sempre più buste sono riempite di gas in modo che risultino corposamente piene e non schiacciate intorno a un ridotto contenuto alimentare. Le confezioni si appesantiscono e il contenuto alimentare si riduce pur mantenendo il consueto peso o la consueta dimensione dell’alimento che il consumatore acquista e mette nel carrello della spesa. Le date di consumo preferibile si allungano per ridurre i resi e le vendite a prezzo ridotto a ridosso della scadenza. Il burro, talvolta, è ricavato da concentrato o da recuperi di residui di materia grassa. L’accettazione di prodotti con difetti di tracciabilità, danneggiati o con documenti smarriti apre la strada a non conformità che, di norma, dovrebbero portare al blocco in autocontrollo dell’alimento e al ritiro della derrata già in commercio.

Comportamenti non conformi alle norme In sintesi, alcune aziende stanno riducendo la qualità delle materie prime utilizzate, operazione non scevra di rischi perché una partita di prodotto può comunque risultare regolare, ma quella successiva potrebbe non esserlo rispetto ai numerosi limiti di legge (microbiologici, chimici ecc.). Lo scopo di questa riflessione non è quello di enunciare i tanti approcci al tema di non trasferire l’intero aumento dei costi al consumatore o come farlo in maniera da renderlo meno evidente, quanto far notare che alcuni comportamenti non sono conformi alle norme. Vantare la to-

tale qualità di un ingrediente nell’alimento allorquando di ingredienti se ne contano una pluralità inganna il consumatore che, pur attento, magari non fa un bilancio tra ingredienti, peso totale e messaggi pubblicitari che vantano il 100% di un ingrediente o della sua qualità. L’abbassamento della qualità della materia prima spesso sfugge al consumatore, salvo comportare maggiori rischi sul piano del rispetto costante dei parametri di conformità legale. In questo contesto il pericolo è perdere di vista l’obiettivo principe rappresentato - almeno per l’avvocato - dalla conformità legale; aumenta la distanza tra le aziende che continuano a tendere alla perfezione produttiva e quelle che se ne stanno allontanando (celando le proprie scelte), così creando un temibile fenomeno di concorrenza sleale, oltre modo insidioso in quanto a una visione non attenta da parte del consumatore, un alimento risulterà più caro di un altro apparentemente simile e quindi comparabile. Nel settore alimentare qualità, prezzo e quantità sono spesso vantati contestualmente e un’apologetica social-alimentare ne parla come se gli opposti fossero convergenti e alla portata di tutti. Se fu illusione, errore o inganno qui non interessa, ma il nodo non sciolto porta oggi a nascondere al consumatore la contraddizione esistente, visto che manca l’onestà di dire al cliente-consumatore come stanno le cose. Nel nascondere l’aumento del costo, nell’ambito commerciale certamente l’animus non è quello di offendere chi non ha un potere d’acquisto sufficiente, ma di

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offrire una soluzione, per l’appunto “commerciale”, al problema. Se, in tema di sicurezza alimentare e di una corretta informazione, il rispetto delle norme minime dovrebbe rappresentare un limite insuperabile - cosa che non sempre avviene - non informare il consumatore di una scelta che determina un prezzo più contenuto quando collegata a una diversa ricetta (di minore costo) tentando di illuderlo di avere sempre la massima qualità (o la miglior ricetta), comporta “necessariamente” una componente di ingannevolezza che, però, può non essere rilevante dal punto di vista legale. In Paesi, anche europei, in cui il potere d’acquisto è mediamente più basso, i formaggi sono quasi tutti fusi (venduti in fette sottili), le carni conservate non sono perlopiù prosciutti o simili, ma impasti con carne (paté con varie denominazioni) o aggregati di ritagli di carne, il pesce in scatola è principalmente in briciole compattate o nella forma dei vari surimi (nel caso dei prodotti ittici), il cioccolato e i suoi derivati sono sovente dei surrogati, i succhi sono spesso bevande colorate, lo yogurt talvolta è diluito con acqua, quindi si tratta principalmente di prodotti secondari della trasformazione alimentare o sostitutivi di costo inferiore. Nei suddetti casi il consumatore acquista un prodotto che si pone a un costo strutturalmente minore rispetto alla forma di formaggio di una sola produzione, alla carne di un unico pezzo anatomico, al trancio di pesce (fresco o conservato), avendo un certo grado di contezza sulla ragione della differenza di prezzo. Mentre nell’attuale congerie di frequente il contenimento del costo del prodotto avviene senza la corretta informazione del consumatore. Talune tecniche per rendere meno visibili gli aumenti dei prezzi fanno leva sulla scarsa attenzione del consumatore, visto che viene mantenuto sostanzialmente lo stesso impianto grafico dell’etichettatura che l’acquirente già conosce. E il limite tra un’etichetta (o altre tecniche di informazione) che non attira l’attenzione sulle modifiche e quella che ingenera l’errore è talvolta minimo, ma il criterio per valutarne la conformità legale, seppur con tutte le criticità che la pratica applicazione determina, è quello di verificare se l’atto del venditore sia tale da indurre il consumatore medio ad assumere una decisione di natura commerciale che

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altrimenti non avrebbe preso (art. 22, 1), D.Lgs. 206/2005).

Scelte commerciali, frodi e rischi Taluni approcci, purtroppo, si configurano come vere e proprie frodi che solo un controllore ufficiale dei corpi competenti può smascherare e interrompere. Il consumatore dovrebbe sapere che il contenimento del prezzo è ottenuto in una o in un’altra maniera, sovente modificando, di fatto, l’alimento stesso. Va detto, per non far apparire il quadro attuale solo come un contrasto tra tinte fosche e chiare, che molti processi per il contenimento dei costi si sono realizzati senza informare il consumatore anche in anni meno problematici e, anzi, ora è in atto un recupero parziale di vecchie tecniche. Un esempio su tutti: l’abbandono quasi totale della lievitazione naturale (con pasta madre), oggi mantenuta da rari operatori e talvolta solo finta da diversi soggetti che indicano il lievito naturale nella lista degli ingredienti per giustificare la pubblicità sulla lievitazione naturale, salvo poi far lievitare il prodotto con un lecito agente lievitante. Il momento attuale e le tecniche sopra ricordate mettono in risalto delle, seppure implicite, contraddizioni: le manovre per continuare a rendere accettabile il prezzo di molti generi alimentari dimostrano come il consumatore, nonostante anni di informazione maggioritaria a favore di diversi e nuovi consumi (pensiamo alla tendenza ad abbandonare gli alimenti di origine animale o a base di sfarinati di grano

a favore di quelli a base proteica vegetale) o della riduzione del consumo e delle razioni alimentari con l’obiettivo di un miglior benessere, sia fortemente desideroso di accedere a quegli alimenti deprecati, seppure decisamente rincarati come tanti altri. Oggi il rischio è, da un lato, vedere aumentare i casi di non conformità grave dei prodotti alimentari e, dall’altro, trovare indeboliti dalla concorrenza sleale i soggetti più prudenti e che lavorano meglio. Ciò con possibili conseguenze anche sul fronte dell’immagine internazionale della produzione alimentare italiana, a prescindere dal sopito tema dell’origine dell’ingrediente primario, che non è più ai vertici delle preoccupazioni delle politiche alimentari. Lo Stato, nelle sue varie articolazioni, credo debba impegnarsi con tempestività a monitorare il fenomeno in corso, a sanzionare secondo legge almeno i casi più eclatanti e non escluderei anche la necessità di una maggiore vigilanza da parte del sistema di autodisciplina pubblicitaria, così come degli organismi imprenditoriali che potrebbero ave-

MOLTI PROCESSI ATTI A CONTENERE I COSTI DEI PRODOTTI AVVENGONO SENZA UNA CORRETTA INFORMAZIONE DEL CONSUMATORE

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re un ruolo, perlomeno persuasivo, verso coloro che rischiano di creare gravi danni al sistema. Non sembra peraltro produrre effetti tangibili la coinvolgibilità, ai fini della responsabilità legale, dei vertici aziendali, ai sensi del D.Lgs. 231/2001.

I controlli ufficiali Limitare la gran parte degli sforzi dei controlli ufficiali alla verifica di aspetti minimi e con minori costi di indagine, umilia il ruolo del controllore ufficiale, spesso impegnato nell’accertamento, ad esempio, delle dimensione o della leggibilità di un cartello o di una lavagnetta scritta a mano, a spossanti prassi amministrative o a richiedere l’accesso agli atti per poter rilasciare alla parte controllata copia del verbale favorevole di controllo, o per gestire la novella procedura di controperizia e controanalisi, tanto per citare casi reali. Che esista un’apparente concentrazione su ambiti minimali o puramente burocratici verrebbe anche confermato dalla verifica sintetica dei provvedimenti adottati dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato negli ultimi mesi (rispetto a

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quando scrivo questa nota): il settore alimentare non è stato praticamente oggetto di alcuna decisione. Eppure, se la regolazione del mercato è necessaria per la tutela degli operatori, a fronte di comportamenti largamente distorsivi, in questa fase sembra esserci una certa disattenzione a livello di organismi ufficiali di verifica e accertamento. Proprio il settore pubblico deve fare uno sforzo per controllare il rispetto delle regole da parte del mercato visto che, se ci si attiene alle norme, l’operatore corretto ha pochi spazi per autodifendere il proprio prodotto da quello che in qualche aspetto è modificato o falsificato. Basti pensare alle significative limitazioni alla pubblicità comparativa, ai claim e alla pubblicità negativa. Per cui, ad esempio, l’operatore che, a differenza del concorrente, non ha proceduto all’aggiunta di acqua, degli inevitabili leganti e di conservanti non potrà vantarlo; allo stesso modo, se acidifica con i fermenti lattici e non con l’acidificante, se la lievitazione è effettivamente naturale perché ottenuta esclusivamente con pasta madre e non con l’agente lievitante “nascosto” da un lievito disidratato, se sul suo ban-

LO STATO DOVREBBE MONITORARE IL FENOMENO E SANZIONARE I CASI PIÙ ECLATANTI co del fresco il prodotto è effettivamente tutto fresco (e non solo freddo), se la sua polpetta è effettivamente di carne e non con una certa percentuale di carne, se il peso del prodotto non ricomprende i liquidi di colatura (acqua, olio, grassi) delle carni o dei pesci, se non è ricorso a enzimi o a coadiuvanti tecnologici “nascosti”. L’autotutela legale dell’operatore alimentare, insomma, è estremamente limitata proprio dalla norma che, se rispettata, pone paradossalmente l’operatore corretto in difficoltà rispetto a quello che ha fatto scelte diverse. Giuseppe Maria Durazzo

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L’INTERVISTA The Interview

Gestione istituzionale, attività informativa e comunicativa: ecco il perimetro operativo della mia presidenza Institutional management, information and communication activities: this is the scope of operations of my presidency

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n this interview, Italmopa’s newly appointed president, Andrea Valente, outlines the main goals he sets during his term in office. In a very complex economic situation, Valente believes that the operational perimeter of his office is represented by institutional management, information and communication activities. Basically, he will continue to follow the lines of his predecessors: from his late friend Silvio Grassi to Emilio Ferrari, who carried on Grassi’s goals. Protecting the milling industry is not only a trade union stance, but it means considering the whole supply chain and consumers, who often fall victim to misinformation.

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The Interview L’INTERVISTA

ANDREA VALENTE, NEO PRESIDENTE ITALMOPA, ILLUSTRA I PRINCIPALI OBIETTIVI DEL SUO MANDATO ANDREA VALENTE, NEWLY APPOINTED PRESIDENT OF ITALMOPA, OUTLINES THE MAIN GOALS OF HIS MANDATE a cura della Redazione

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o scorso 26 maggio, a Venezia, l’Assemblea generale annuale di Italmopa ha eletto Andrea Valente alla presidenza dell’Associazione. Valente è il titolare di Molini Valente di Felizzano (Al), una delle più importanti realtà molitorie italiane a grano tenero. Il neo presidente sarà affiancato nelle sue funzioni da quattro vicepresidenti: Alexander Rieper (Rieper A.) ed Emanuela Munari (Munari F.lli) per la Sezione Molini a frumento tenero, Enzo Martinelli (Candeal Commercio) e Umberto Sacco (Moderne Semolerie Italiane) per la Sezione Molini a frumento duro. Dottor Valente, nella scorsa presidenza - sia sotto il compianto Silvio Grassi, sia in quella di Emilio Ferrari - lei ha ricoperto il ruolo di presidente della Sezione Molini a frumento tenero di Italmopa, quindi conosce già dall’interno le dinamiche dell’Associazione. Anche a fronte di questa esperienza, come intende impostare il suo mandato? Innanzitutto desidero ricordare ancora una volta l’amico Silvio. La costernazione e il dolore per l’inattesa e prematu-

ra scomparsa di un grande imprenditore e di un grandissimo uomo sono tuttora vivi in tutti i suoi colleghi di Italmopa. Parimenti, voglio ringraziare Emilio, che nei sette mesi della sua presidenza ha assicurato, con estrema competenza, professionalità e dedizione, continuità all’operato dell’Associazione in un momento particolarmente delicato, caratterizzato dall’andamento schizofrenico dei mercati internazionali delle materie prime agricole ed energetiche, dalle difficoltà per un corretto e costante

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The Interview L’INTERVISTA

Lo stabilimento di Molini Valente

L’AUMENTO DEI COSTI DI PRODUZIONE NON PUÒ ESSERE ASSORBITO IN TOTO DALL’INDUSTRIA DI TRASFORMAZIONE approvvigionamento dell’industria molitoria e dalla gestione del registro di carico e scarico cereali, che hanno necessitato, nel corso dell’ultimo periodo, di un impegno costante da parte dell’Associazione. Queste saranno ancora, molto probabilmente, le tematiche di maggiore rilevanza che Italmopa sarà chiamata ad affrontare nei prossimi mesi. La gestione istituzionale delle sempre più numerose e complesse emergenze non costituisce, tuttavia, l’unico impegno per l’Associazione. Negli ultimi anni è stata notevolmente potenziata, e lo sarà ancora di più, l’attività informativa, anche attraverso l’organizzazione di webinar sulle principali tematiche di interesse del settore, e quella di comunicazione. A breve, inoltre, Italmopa darà ulteriore spazio all’aspetto della formazio-

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e scarico e la commissione sperimentale nazionale del grano duro? Anche in questo caso intendo procedere, con il supporto del Consiglio di Presidenza, nel segno della continuità rispetto alle decisioni dei miei predecessori, prese alla luce di riflessioni e valutazioni lungamente ponderate e di argomentazioni solide. Nella fattispecie, non si tratta di posizioni di natura sindacale, volte a una difesa tout court degli interessi della nostra categoria. Al contrario, abbiamo responsabilmente illustrato e difeso i motivi inconfutabili alla base della nostra ferma opposizione a iniziative inopportune e propagandistiche, che rischiavano di determinare pesanti pregiudizi politici ed economici per il nostro comparto. Andrea Valente, neo presidente Italmopa

ne, con l’avvio del secondo corso per tecnici dell’industria molitoria riservato alle sole figure professionali già inserite nelle aziende del comparto. In sintesi, il piatto offerto da Italmopa alle aziende associate è sicuramente molto ricco. Come darà seguito all’attività di Italmopa su alcune questioni di carattere nazionale quali il registro di carico

L’attuale situazione pone il settore cerealicolo nazionale e internazionale di fronte a problematiche assai complesse, concatenate eppure sfaccettate. Oltre al dialogo con le istituzioni, quali possono essere le azioni da intraprendere? Il dialogo con le istituzioni deve inevitabilmente rimanere il perno centrale della nostra attività, auspicando peraltro l’assenza, da parte degli interlocutori, di posizioni ideologicamente intrise da un senti-

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The Interview L’INTERVISTA

ment antindustriale, problema che riguarda l’intera manifattura nazionale e anche, incomprensibilmente, quei comparti, quale l’industria alimentare, che sono il fiore all’occhiello del Made in Italy nel mondo. Credo poi fermamente nella necessità di uno sviluppo dei rapporti di filiera non solo a monte del nostro comparto - processo avviato ormai da diversi anni con le Confederazioni agricole più responsabili - ma anche a valle, in particolare con le rappresentanze del retail e della Gdo che, nel corso degli ultimi mesi, in alcuni casi hanno assunto posizioni quantomeno sconcertanti in merito alle conseguenze dei violenti aumenti dei costi di produzione, che non possono in alcun modo essere totalmente assorbiti dagli operatori della produzione primaria o dell’industria di trasformazione. Siamo ormai a fine mietitura e le prime stime prevedono un calo significativo della produzione. Quali interventi è possibile mettere in campo nell’immediato? Le stime, in realtà, non sono ancora del tutto attendibili; la diminuzione dei vo-

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lumi produttivi è certa, ma l’entità è da verificare sia per quanto riguarda il comparto del frumento tenero, sia per quello del frumento duro. È evidente che, per il nostro Paese, un incremento strutturale dei volumi produttivi sarebbe auspicabile, ma i vari strumenti, comunitari e nazionali, che possiamo utilizzare per raggiungere questo obiettivo non sono determi-

L’ITALIA IMPORTA DA SEMPRE MATERIE PRIME CEREALICOLE: L’AUTOSUFFICIENZA È ILLUSORIA

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The Interview L’INTERVISTA

nanti. Siamo, da sempre, un Paese importatore di materie prime cerealicole ed è illusorio pensare di poter ambire all’autosufficienza rispetto alle esigenze quantiqualitative dell’industria di trasformazione. Questo concetto deve essere chiaro e

acquisito da tutti per consentire l’avvio di una riflessione proficua volta a individuare i possibili campi di intervento per rafforzare la produzione nazionale, senza limitarci alla sola, seppur importante, leva del prezzo della materia prima.

LA TUTELA AMBIENTALE HA UN COSTO CHE DOVRÀ ESSERE RIPARTITO SU TUTTI GLI OPERATORI DELLA FILIERA Un altro problema riguarda il calo delle superfici coltivate, e non solo in Italia. Per poter essere resilienti e in grado di resistere agli shock, quali strumenti si possono prevedere a supporto del settore cerealicolo? Il settore cerealicolo nazionale soffre indubbiamente di un gap di competitività rispetto ai competitor di altri Paesi Ue o terzi. La dimensione limitata delle aziende, l’insufficiente aggregazione dell’offerta e l’inadeguatezza degli impianti di stoccaggio e delle infrastrutture costituiscono solo alcune delle criticità da superare per in-

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The Interview L’INTERVISTA

crementare la competitività e la redditività del comparto primario. I cambiamenti climatici in atto hanno poi evidenziato la poca attenzione che abbiamo finora dedicato alla corretta gestione delle disponibilità idriche, aspetto che sta impattando pesantemente sulla nostra agricoltura. Gli strumenti per ovviare a queste criticità esistono e alcuni di loro sono già stati evidenziati nel PNRR. L’importante ora è passare rapidamente dalla fase concettuale a quella progettuale. Biologico e sostenibilità: tematiche oggi molto sentite che a loro volta rappresentano un contenitore di più elementi. Attraverso quali attività Italmopa intende promuovere la corretta comprensione e il giusto valore di tali ambiti? È ormai indispensabile lavorare a un modello di sviluppo in grado di generare benefici immediati per la comunità, ma anche più a lungo termine in favore delle generazioni future. E, in tal senso, il settore molitorio è sicuramente all’avanguardia grazie a numerose iniziative che, con il contributo degli altri operatori della fi-

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liera, hanno generato una sorta di “laboratorio” utile per tutte le altre filiere dell’alimentare nazionale. Tuttavia, il termine sostenibilità viene spesso riferito alle sole tematiche ambientali, lasciando agli altri due pilastri, l’economico e il sociale, un peso quasi residuale. E su questo aspetto bisogna essere molto chiari: la tutela ambientale ha un costo che

dovrà essere ripartito su tutti gli operatori della filiera, consumatori compresi. Un messaggio difficile da veicolare in un momento in cui i prezzi allo scaffale registrano incrementi significativi e, probabilmente, duraturi, ma assolutamente necessario. La Redazione

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L’energia nei molini: costi, sprechi e soluzioni Energy for mills: costs, waste and solutions

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Events EVENTI

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ow to save energy through supply, optimize its use and reduce waste for sustainable management of milling plants. These were the topics addressed on the Antim technical day, June 12. A day dedicated to technical discussion through the experiences and case studies of expert companies, through customized measurements and estimates. By now, sustainability is no longer limited to consumer demand, because high energy prices, combined with rising raw material

costs, are weighing heavily on the management of milling plants. With this meeting and the visit to Molino Casillo in Monfalcone, Antim intended to put a spotlight on the main focuses and solutions that are essential today to ensure mill business continuity both from an economic point of view and for a better resilience operation in favour of resources and the environment, giving priority to the ethical and professional responsibility of companies towards the community.

ALLA GIORNATA TECNICA ANTIM IL PUNTO SULLE STRATEGIE PER FRONTEGGIARE IL CARO BOLLETTA ANTIM TECHNICAL DAY: A REVIEW OF STRATEGIES TO TACKLE HIGH ENERGY BILL

di Alessandro Massacesi

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uasi 36 miliardi di euro di extra costo nel 2022, a tanto ammonta il caro bollette sui bilanci delle imprese italiane. Nell’arco di soli tre anni il costo dell’energia elettrica è più che raddoppiato, senza contare i vertiginosi rincari del gas. Del resto i prezzi delle materie prime energetiche non dipendono solo dal braccio di ferro in atto tra Europa e Russia per la guerra in Ucraina; infatti, le quotazioni di petrolio e gas hanno iniziato una graduale risalita già nel 2019, creando i primi grattacapi soprattutto alle aziende del comparto agroalimentare, dove solitamente si produce sette giorni su sette. Una situazione che ha coinvolto anche i molini, fra le realtà energivore più rilevanti del settore e che devono fare i conti anche con il già significativo impatto degli aumenti delle materie prime cerealicole e della logistica. I costi dell’e-

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nergia incidono per oltre il 50% su quelli industriali complessivi di un molino e ulteriori aumenti sarebbero difficilmente sostenibili. Per questo motivo, alla Giornata Tecnica organizzata da Antim (Associazione nazionale tecnici industria molitoria) lo scorso 12 giugno, il tema dell’energia è stato al centro degli interventi e del dibattito fra addetti ai lavori.

Razionalizzare i consumi “L’energia grava pesantemente sui bilanci dei molini. Abbiamo quindi deciso di organizzare questa giornata per affrontare tale questione e valutare possibili soluzioni che ci permettano di ridurre consumi e sprechi”. Parole del vice presidente di Antim, Massimo Zorzetto, che ritiene ormai impossibile non agire in maniera strutturale e mirata per razionalizzare i consumi energetici nei molini. Su questo aspetto è intervenuto Riccardo Scarcelli, titolare di Ram Elettronica, che si è concentrato sull’efficienza degli impianti molitori: “Non bisogna avventurarsi alla cieca. I confronti fra molini sono rischiosi perché ogni impianto va analizzato nello specifico. Bisogna trovare un equilibrio tra spesa ed efficienza, costi e benefici”. Ricerca, analisi e lettura dello stato dell’arte sono quindi i principali focus quando si parla di ottimizzare i consumi di energia. Che si tratti di migliorare la gestione dell’aria compressa per il movimento del-

L’INCIDENZA DELL’ENERGIA SUI COSTI INDUSTRIALI DI UN MOLINO È DI OLTRE IL 50% le valvole o della temperatura all’interno dei quadri elettrici non fa differenza: ogni molino deve essere visto come una realtà a sé stante. Che non esistono formule magiche per risparmiare è una considerazione condivisa anche da Giorgio Colucci, direttore commerciale di Tecno Energy e di Energy Consulting, che nel suo interven-

to sul monitoraggio e l’uso consapevole e razionale dell’energia ha spiegato: “Comprare energia al giusto prezzo è diventato importante quanto l’acquisto di materia prima di lavorazione. Efficientare i processi produttivi consente di produrre la stessa quantità di prodotto consumando meno”. A oggi, in Italia il costo del kWh viene stabilito soprattutto dal mercato, cioè dai contratti di fornitura offerti da operatori attivi sul mercato tutelato o su quello libero. Questi ultimi possono stabilire il prezzo dei kWh in modo autonomo, con il rischio di pagare cifre molto superiori, vista l’attuale situazione. Secondo Colucci non vanno sottovalutati gli investimenti in energie rinnovabili che, oltre a essere favoriti da finanziamenti europei, in futuro prenderanno sempre più spazio nel mercato energetico.

Manutenzione e sostenibilità Se le voci relative alla razionalizzazione dei consumi energetici e quella dei contratti di fornitura rappresentano due strade già percorribili per ridurre i costi industriali dei molini, oggi si deve guardare anche alla gestione degli impianti in un’ottica complessiva. Ogni aspetto ha la sua rilevanza e la gestione di un molino deve essere in grado di monitorare tutto il processo produttivo per evitare sprechi e anche situazioni ad alto rischio che possono gravare sulle imprese. “Nei molini la manutenzione è molto importante, direi fondamentale - racconta alla Giornata Tecnica Cristian Son, responsabile marketing e relazioni esterne di Aiman (Associazione italiana di manutenzione) - ma que-

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Events EVENTI

IN FUTURO LE ENERGIE RINNOVABILI TROVERANNO SEMPRE PIÙ SPAZIO NEI MOLINI

sto vale per tutti gli impianti industriali. È innanzitutto una questione legata alla “buona” manutenzione. Parliamo di formazione, dedizione e misura. Se non mi-

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suriamo le necessità di un impianto non saremo in grado di conoscerne i rischi”. Dal 1959 Aiman opera come associazione privata senza scopo di lucro svolgendo

attività culturale e scientifica nel campo della manutenzione e aderisce alla Federazione europea delle associazioni nazionali di manutenzione (Efnms). I suoi principali obiettivi riguardano la diffusione della cultura manutentiva, lo sviluppo di norme legate alla manutenzione e la collaborazione con gli organismi di certificazione nella messa a punto di criteri di qualifica dei manutentori, attività che già a fine anni 50 sono state collegate al concetto di sostenibilità e sviluppo sostenibile, orientandosi verso una scelta di terotecnologia (tecnologia della conservazione). Aiman, infatti, promuove da anni l’idea che le imprese possano, attraverso la cultura della manutenzione, modificare gli stili di vita, abbandonando il modello consumistico e del disinteresse, a favo-

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EVENTI Events

re di una società della responsabilità. “La manutenzione oggi ha una doppia valenza - sostiene Fabio Calzavara, responsabile marketing Aiman per la sezione manutenzione e sicurezza - Da un lato consente di tutelare la sicurezza delle risorse umane ed evitare alle imprese costi che, in caso di incidente per incuria, possono risultare molto onerosi. Dall’altro c’è l’aspetto del manutentore, costretto a operare sempre più in condizioni non ordinarie e, quindi, a confrontarsi con contesti più complicati rispetto al passato”.

I vantaggi della lubrificazione Sul fronte dei focus tecnici oggetto di discussione alla Giornata Tecnica, ci si è poi soffermati sulla lubrificazione e i suoi vantaggi in termini di risparmio energetico. “Nel settore industriale la lubrificazione oggi è molto importante - racconta Paolo Pasquini di AP Lube, azienda specializzata nella commercializzazione di lubrificanti speciali - e la riduzione dell’attrito riguarda strettamente l’efficienza energetica, ma non vanno sottovalutati altre voci di risparmio come quelle sui componenti meccanici e i valori termografici. Più in generale, oggi prestare attenzione all’uso corretto di buoni lubrificanti consente risparmi notevoli”. Una considerazio-

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ne ampiamente esplorata, con esempi di casi studio, nel corso dell’intervento “Risparmiare energie attraverso il giusto lubrificante”. L’Unione europea, del resto, si è posta l’ambizioso obiettivo di ridurre i consumi energetici del 32% entro il 2030. La lubrificazione speciale è uno dei possibili driver di questo processo di ottimizzazione, in quanto offre un potenziale di miglioramento efficace e rapido in ter-

L’UE SI È POSTA L’OBIETTIVO DI RIDURRE I CONSUMI ENERGETICI DEL 32% ENTRO IL 2030

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EVENTI Events

mini di payback specialmente nei molini, dove l’attività produttiva segue ritmi piuttosto serrati. Basti pensare che le applicazioni di lubrificanti speciali possono essere ripetute su diverse linee e, molto spesso, in più stabilimenti dello stesso gruppo industriale. Ragionare in meri termini economici può quindi essere fuorviante, perché risultati concreti e duraturi sono difficili da ottenere senza un piano di lubrificazione costruito sulle specifiche esigenze meccaniche e produttive dell’impianto. Capire la tipologia e il contesto in cui utilizzare determinati prodotti richiede infatti analisi specifiche e approfondite. Ad esempio, l’attrito elasto-idro-dinamico (Ehd) dell’olio minerale è superiore a quello degli idrocarburi sintetici (Shc) e dei poliglicoli (Pg); ciò significa che, in alcuni contesti, questi ultimi possono offrire migliori prestazioni in termini di efficienza energetica rispetto agli oli minerali, ma contano anche l’ambito produttivo e le condizioni ambientali.

I consumatori vogliono aziende sostenibili “Oggi abbiamo parlato di un valore importante come l’energia - afferma Gerardo Calvello, tesoriere di Antim - che, come abbiamo avuto modo di constatare, riguarda tanti aspetti del nostro lavoro. Quello che però è emerso con particolare forza

è la necessità di adottare modelli produttivi sostenibili. Penso che la parola chiave sia proprio questa, perché è una richiesta che ci arriva direttamente dai consumatori. Andare verso una riduzione dei consumi energetici è basilare: significa guadagnarsi il rispetto e la fiducia dei consumatori e, al contempo, ci consente di ri-

sparmiare; ma non è solo una questione economica, è una garanzia di sostenibilità e resilienza che deve essere percepita come bene comune». Molte ricerche di mercato stanno sottolineando la crescente attenzione verso il tema della sostenibilità. Nell’ultimo report della società di consulenza Capgemini Research Institute (“Circular economy for a sustainable future: how organizations can empower consumers and transition to a circular economy”), il 72% dei consumatori si è detto disponibile ad adottare comportamenti quali ridurre i consumi complessivi (54%), acquistare prodotti più durevoli (72%), conservare bene e riparare i prodotti per aumentarne la durata (70%). Ma quasi il 50% è convinto che le organizzazioni di tutti i settori non stiano facendo abbastanza per la sostenibilità delle imprese, un segnale che deve tenere alta l’attenzione sulla promozione e la visibilità delle iniziative aziendali che vogliono effettivamente puntare a soluzioni sostenibili. La Giornata Tecnica si è poi conclusa, nel pomeriggio, con la visita al Molino Casillo di Monfalcone (Go), una delle realtà molitorie più importanti del Gruppo Casillo. Alessandro Massacesi

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L’ANGOLO DELLA CULTURA Cultural corner

Il principio di non contraddizione (ARGONAUTA - Atto 3, Capitolo 3)

È IMPOSSIBILE CHE IL MEDESIMO ATTRIBUTO, NEL MEDESIMO TEMPO, APPARTENGA E NON APPARTENGA AL MEDESIMO OGGETTO E SOTTO IL MEDESIMO RIGUARDO Aristotele

M

acinazione a pietra è la dicitura che sempre più si legge sulle etichette dei sacchetti di farina, evidenziando le vecchie (o antiche) tecniche e riportando a noi la memoria di un vecchio mulino. Grande confusione creata da un linguaggio emotivo. In questo frangente, il vocabolario della lingua italiana mi viene in aiuto: l’aggettivo vecchio indica che la cosa è datata, obsoleta, superata e spesso inutilizzabile, mentre l’aggettivo antico dà un valore alle cose, valore dovuto alla cultura e all’esperienza che esse contengono e trasmettono. I vecchi (o antichi?) molini con macine a pietra sono spesso obsoleti e inutilizza-

La nave volante (Carlo Ravaioli)

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bili, soprattutto se ci si riferisce alle attuali disposizioni di igiene e sicurezza sul lavoro, o alle aspettative di performance qualitative. Si generano informazioni camaleontiche, imprecise e spesso fuorvianti, spesso sotto forma di regole (che non significa verità) in molti casi generatrici di ortoressia. Nell’era della comunicazione che porta ad agire e non a CAPIRE, nell’era della comunicazione che porta alla obbedienza e non alla INTERPRETAZIONE, si deve tralasciare l’immaginario bucolico degli spot televisivi ed affidarsi all’arte del discernimento, per sviluppare una visione critica e filtrare tutto quello che arriva alle nostre orecchie. Per fare della buona farina i componenti indispensabili sono la qualità del cereale e la tecnologia applicata alla lavorazione, non limitata alla sola tecnica di macinazione, ma estesa alla preparazione. Fondamentale, infatti, una importante pulizia del cereale stesso, al fine di evitare di mettere in tavola un prodotto contaminato da elementi esterni e micotossine (metaboliti secondari prodotti da funghi delle piante o agenti di ammuffimento delle derrate alimentari) che, se ingeriti, possono essere responsabili dell’eventuale insorgere di patologie acute o croniche. Grano antico o moderno? Le informazioni che ripetutamente ci giungono sono inesatte e spesso fuorvianti. Diverse sono le peculiarità di uno e dell’altro. Le differenze tra i due grani, antico e moderno, sono poco consistenti dal lato pratico, ma decisamente importanti dal lato commerciale, in un contesto mediatico. Tuttavia i grani antichi sono più ricchi di micro ingredienti, quali ferro e zinco, anche se futili in una dieta già ricca di tali elementi. I grani antichi hanno caratteristiche che possono essere valorizzate sulla base di diversi aspetti, tra cui quello agronomi-

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Cultural corner L’ANGOLO DELLA CULTURA

co, quello delle trasformazioni e quello del miglioramento genetico: importante è sapere che i grani antichi non hanno doti miracolose. Il grano antico è il grano antico e null’altro. Il grano moderno è il grano moderno e null’altro. La macina a pietra è la macina a pietra e null’altro. La tecnica di lavorazione è quella antica. Il molino a pietra, o semplicemente macina, oppure molino a palmenti sono sinonimi. La sua specificità è quella di macinare il chicco nella sua interezza, preservandone il gusto e la miriade di elementi che esso contiene, nelle quantità e qualità che la natura da sola (grani biologici) oppure che la natura controllata dall’uomo (grani moderni) ci ha consegnato. La scelta di macinare l’antico o il moderno non implica un accoppiamento inevitabile con il molino a palmenti o a cilindri (rulli). Il laminatoio a rulli è laminatoio a rulli e null’altro. È una tecnica diversa da quella a pietra e la sua caratteristica è quella di svestire il chicco dal suo involucro (crusca), separandolo dal germe, e procedere separatamente alla macinazione per ottenere prodotti (sempre naturali) che poi da soli, o mischiati nelle proporzioni desiderate, possano essere utilizzati per ottenere prodotti specifici. Si parla di numero di giri dell’elemento macinante, macina a pietra in un caso, rulli laminatoio, nell’altro: qualora la cifra sia sovrastimata, con conseguente aumento della temperatura, e vengano superati i 42 gradi centigradi, potrebbe avvenire un indesiderato surriscaldamento delle farine, condizione indesiderata di danneggiamento. La temperatura riflette il movimento delle particelle molecolari durante la macinazione, strettamente correlata all’energia cinetica. Viene spontaneo dedurre che la velocità periferica, la rigatura, la distanza tra i corpi macinanti siano generatrici di calore e quindi, ovviamente, da dimensionare con grande cura. Con i molini a pietra l’aspettativa è il risultato di una farina integra in purezza, dove crusca e germe sono presenti senza essere troppo sminuzzati, senza che ven-

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Tempo, coraggio e giustizia (Davide Conti)

ga riscaldata (preservandone i valori nutrizionali) e senza che il colore venga modificato. I prodotti che ne derivano sono di qualità e ricchezza elevata, grazie alla maggior concentrazione di sostanze nutritive, come vitamine, proteine, magnesio, calcio, sali minerali, fibre, oli essenziali ed enzimi. La tecnica applicata è sempre la stessa di un tempo: il frumento viene convogliato al centro delle due mole e da qui, passandovi attraverso, viene macinato. La costante alimentazione del cereale alle mole, la perfetta rigatura delle mole stesse, la loro sagoma, il loro diametro e per ultima, ma non per questo di minor importanza, la distanza presente tra una e l’altra, sono i parametri che garantiranno il successo della macinazione. Poco a poco, le macine a pietra hanno riacquistato dignità e ci sono oggi ancora ampie possibilità di impiego, sia per farine biologiche, che speciali o di nicchia. Con i

mulini a cilindri le aspettative, essendo il processo finalizzato alla macinazione separata dei 3 prodotti appartenenti al chicco (crusca, germe e farina o semola per il grano duro), i parametri di macinazione sono variabili in funzione del prodotto finale desiderato. Anche in questa applicazione, la velocità periferica e la rigatura dei rulli macinanti, oltre alla lunghezza macinante, sono le linee guida per ottimizzare il prodotto finale, con l’ausilio dei setacci di abburattamento, chiave per la separazione granulometrica e densimetrica dei 3 elementi citati, crusca, farina e germe. La verità è che oggi si sta diffondendo la versione moderna dei vecchi molini a palmenti, nobilitati con le ultime tecnologie meccatroniche, per garantire il perfetto controllo dei parametri di macinazione ed assicurando aspettative elevate. ...il principio di non contraddizione. (Platone)

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LE AZIENDE INFORMANO Supplier news

Bühler Networking Days 2022: come affrontare insieme le sfide globali

A

dimostrazione dell’impegno delle imprese a essere in prima linea nell’affrontare la crisi climatica, proteggere la natura e la biodiversità, colmare il divario nella distribuzione della ricchezza, 1.000 rappresentanti delle principali aziende mondiali di 95 Paesi si sono riuniti presso il quartier generale di Bühler a Uzwil, in Svizzera, per discutere sulla necessità che le imprese si uniscano per accelerare la transizione verso la sostenibilità. In rappresentanza di aziende che sfamano 4 miliardi di persone nel mondo e ne muovono 2 miliardi, i delegati che hanno partecipato, il 27 e 28 giugno, ai Bühler Networking Days 2022, hanno ascoltato

illustri accademici, manager, imprenditori e innovatori su come le aziende possono affrontare le sfide globali di oggi. Aprendo l’evento, il Ceo del Gruppo Bühler, Stefan Scheiber, ha accolto gli ospiti ricordando che, nonostante abbiano recentemente affrontato moltissimi ostacoli, gli esempi della ricerca sui vaccini, i progressi della digitalizzazione e lo sviluppo della comunicazione su larga scala dimostrano che tutte le imprese hanno la capacità di affrontare le sfide globali. “Abbiamo sperimentato il potere della scienza e dell’innovazione con le industrie che collaborano su una nuova scala”, ha affermato Scheiber. “Nei nostri settori - quel-

lo dell’alimentazione animale, del food e della mobilità - il tasso di innovazione non è mai stato così alto e ciò ha un forte impatto perché abbiamo bisogno di nuove tecnologie e di un’ampia collaborazione per affrontare le nuove sfide e, allo stesso tempo, garantire il futuro delle nostre imprese in modo responsabile. Abbiamo bisogno di tecnologie, abbiamo bisogno di collaborazione e di una leadership responsabile per plasmare il futuro”. I Bühler Group Networking Days sono stati lanciati nel 2016 e si tengono ogni tre anni. L’evento del 2022, con il motto “Accelerare l’impatto insieme”, si è concentrato su leadership, necessità di strate-

Stefan Scheiber, Ceo di Bühler, ha aperto i Bühler Networking Days 2022

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Supplier news LE AZIENDE INFORMANO

1.000 rappresentanti delle principali aziende mondiali di 95 Paesi si sono riuniti presso il quartier generale di Bühler a Uzwil, in Svizzera, in occasione Bühler Networking Days 2022

gie aziendali, istruzione, tecnologia e innovazione, insieme a esempi di come le aziende stanno sfruttando la tecnologia per proteggere la biodiversità, migliorare la sicurezza alimentare e promuovere l’uguaglianza sociale. La prima sessione dell’evento è stata caratterizzata dagli interventi di Ranjay Gulati, professore di business management alla Harvard University, che ha parlato di come le aziende dovrebbero approcciare i temi sociali in questo periodo particolarmente turbolento, del presidente di Dole Sunshine Company, Pier Luigi Sigismondi, che ha illustrato alcune delle azioni recentemente intraprese dalla multinazionale agricola fondata nel 1851, dell’imprenditore svizzero e proprietario di CN & Partners AG, Christoph Nyfeler, che si è soffermato sull’apertura della prima malteria commerciale con sede in Svizzera da 90 anni. In una sessione su come è necessaria una buona leadership aziendale per mitigare il cambiamento climatico, Satya Nadella, Ceo di Microsoft, ha affermato che in tem-

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pi incerti le qualità di leadership possono essere sintetizzate in tre elementi chiave: capacità di generare energia, ottenere risultati imponendo limitazioni e creare chiarezza quando non esiste. Nella stessa sessione, il relatore principale, Christian Klein, Ceo di SAP, la multinazionale tedesca di software con oltre 400 mila clienti in tutto il mondo, ha parlato della necessità che i dirigenti aziendali comprendano a fondo il loro settore e il loro business, soprattutto quando si tratta di affrontare criticità all’interno delle catene di approvvigionamento. La platea ha poi ascoltato con grande interesse gli interventi dei vertici di tre startup che guidano la sostenibilità attraverso i progressi dell’alta tecnologia nell’agricoltura cellulare, il monitoraggio satellitare dei progetti di restauro e la rimozione del carbonio: Stephanie Michelsen, co-fondatrice e co-Ceo di Jellatech, azienda che produce collagene e gelatina animal free in laboratorio; Clara Rowe, Ceo di Restor, una startup non-profit che utilizza le immagini satellitari per monitorare

gli interventi di restauro a livello mondiale; Christoph Gebald, co-fondatore e coCeo di Climeworks, che ha descritto come la sua azienda rimuove la CO2 dall’atmosfera e la immagazzina permanentemente nel terreno per aiutare a invertire il cambiamento climatico. Allo scopo di raggiungere gli obiettivi di cambiamento climatico e per arrivare a soluzioni che riducano energia, rifiuti e acqua del 50% nelle catene del valore dei propri clienti entro il 2025, Bühler ha annunciato di aver valutato l’impatto delle sue diverse soluzioni su rifiuti, energia, consumo di acqua, uso del suolo e emissioni di gas serra, e di come i progressi tecnologici incidano sugli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e sui benefici per l’economia circolare. Bühler utilizza anche nuove soluzioni tecnologiche per monitorare le emissioni di gas serra ed è in grado di fornire ai clienti un servizio per quantificare la loro footprint. In uno degli speech a cura degli esperti presenti all’evento, Sujit Pande, Bühler Global Marketing e Product Manager per

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LE AZIENDE INFORMANO Supplier news

La conversazione tra Stefan Scheiber e Satya Nadella, Ceo di Microsoft

Rice Solutions, ha descritto le complessità associate alla lavorazione del riso, viste le migliaia di varietà e le condizioni meteorologiche in cui questo cereale viene coltivato: “Si stima che il riso nutra circa la metà della popolazione mondiale, ma rispetto ad altre fonti energetiche come grano, mais, orzo e sorgo, costituisce circa un quarto delle fonti energetiche globali”, ha spiegato Pande.

I principali rappresentanti delle istituzioni accademiche intervenute all’evento hanno sottolineato la necessità di un maggiore apprendimento esperienziale per gli studenti e hanno invitato le imprese a collaborare con le istituzioni accademiche per valutare come raggiungere questo obiettivo. Il presidente e Ceo del World Business Council for Sustainable Development, Peter Bakker, ha poi descritto le tre maggiori

Ranjay Gulati, professore di Business Administration alla Harvard University

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sfide del nostro tempo: emergenza climatica, perdita della natura, crescente disuguaglianza. Riguardo la necessità di migliorare la diversità tra i nuovi imprenditori, Izzy Obeng, Ceo di Foundervine, un acceleratore di startup dedicato alla rimozione delle barriere sociali ed economiche, ha presentato al pubblico dei Networking Days 2022 alcune statistiche inconfutabili: solo un centesimo per euro di finanziamento in capitali di rischio è andato a team di sole donne nel 2020, mentre 15 centesimi per euro è andato a team di genere misto. In confronto, 84 centesimi per euro vanno a gruppi di imprenditori uomini. Solo 38 imprenditori neri sono riusciti a raccogliere fondi di capitale di rischio tra il 2009 e il 2019, che rappresentano solo la metà del capitale totale allocato in 10 anni. A conclusione dell’evento, Stefan Scheiber ha dichiarato: “Questi due giorni hanno dimostrato quanto sia enorme il potenziale per arrivare a un cambiamento significativo in tante aree importanti del mondo. Sono molto fiducioso visti le innumerevoli interazioni e il desiderio comune di accelerare il nostro impatto, in tutti i settori e su scala globale. Insieme possiamo, e lo faremo, creare un mondo migliore, più sostenibile e più equo per le generazioni future”.

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Supplier news LE AZIENDE INFORMANO

S.com festeggia i suoi 60 anni “frantumando” tutto!

I

l marchio Sicom nasce nel 1962 dall’intuito e dall’abilità di alcuni bravi pionieri. Oggi, per festeggiare i suoi 60 anni di vita, S.com ha ideato una nuova macchina: un rompitutto adatto a polverizzare una grandissima quantità di prodotti granulari, che risponde alle moderne esigenze dell’industria alimentare.

Derivato dal vecchio molino frantumatore, di cui ha già preso il posto per la macinazione degli scarti di pulitura, il nuovo rompitutto è stato specificatamente concepito per frantumare la pasta corta, sostituendosi in molti casi ai ben più costosi laminatoi e ai pre-rompitori utilizzati nella macinazione degli scarti e sfridi di pasta.

Particolare dello switch di sicurezza dello sportello

Il nuovo rompitutto di S.com

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È talmente potente da poter essere impiegato anche con la pasta corta intera, come nel caso della rimacinazione degli sconfezionati, senza alcuna necessità di ridurre la granulometria del formato. Può essere utilizzato anche per tutti i cereali allo stato naturale, per i cereali tostati e per i legumi secchi. Ottimo inoltre per ottenere farine impalpabili dedicate alla produzione di alimenti “emergenti” come la pasta a base di ceci, lenticchie, piselli, fagioli, che incontrano i gusti di un sempre maggior numero di consumatori con problematiche di allergie al glutine o, più semplicemente, attenti alla loro salute e alimentazione. Perfettamente rispondente alle normative esistenti, consente il lancio del prodotto in uscita, così da agevolare il suo trasporto nell’impianto. Il nuovo rompitutto di S.com è adattissimo anche nel settore mangimistico per produrre morbide farine da miscelare nel cibo destinato all’alimentazione animale. Una macchina robusta, compatta, sicura e versatile in linea con le richieste delle nuove generazioni. S.com: sempre un passo avanti nell’innovazione con un occhio alla tradizione.

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AGENDA

6/8 settembre 2022

COLONIA (GERMANIA)

ANUGA HORIZON

Salone internazionale per l’industria alimentare www.anuga-horizon.com

7/9 settembre 2022

BANGKOK (TAILANDIA)

VICTAM ASIA

Salone internazionale delle tecnologie per l’industria mangimistica www.victamasia.com

8/11 settembre 2022

BOLOGNA

SANA + SANATECH

Salone internazionale del biologico e del naturale www.sana.it

18/20 settembre 2022

LIONE (FRANCIA)

NATEXPO

Salone internazionale del biologico www.sana.it www.natexpo.com

27/29 settembre 2022

NORIMBERGA (GERMANIA)

POWTECH

Salone internazionale delle tecnologie per la lavorazione delle polveri www.powtech.de

12/13 ottobre 2022

DIJON (FRANCIA)

JTIC

Giornate tecniche delle industrie cerealicole www.jtic.eu

15/19 ottobre 2022

PARIGI (FRANCIA)

SIAL

Salone internazionale dell’alimentazione www.sialparis.com

25/26 ottobre 2022

PARMA

CIBUS TEC FORUM

Mostra convegno sulle tendenze delle tecnologie alimentari www.cibustecforum.it

26/29 ottobre 2022

BOLOGNA

FROM SEED TO PASTA IV

Conferenza internazionale sul grano duro www.fromseedtopasta.com

8/10 novembre 2022

DUBAI (EAU)

GULFOOD MANUFACTURING

Salone internazionale delle tecnologie per l’industria alimentare www.gulfoodmanufacturing.com

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