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ITALMOPA ASSOCIAZIONE INDUSTRIALI MUGNAI D’ITALIA WWW.ITALMOPA.COM

ANTIM ASSOCIAZIONE NAZIONALE TECNICI DELL’INDUSTRIA MOLITORIA

Molini THE ITALIAN MAGAZINE FOR THE MILLING INDUSTRY

d’Italia

LA RIVISTA ITALIANA PER L’INDUSTRIA MOLITORIA

07 Anno LXXII July  Luglio

2021 Mensile Poste Italiane Spa Spedizione in abbonamento postale - 70% CN/BO D.L. 353/2003 (conv. L. 46/2004) art. 1 c. 1 DCB Bologna Aut. Trib. Bo n. 6129 del 31/7/1992

IN QUESTO NUMERO IN THIS ISSUE

“I cereali biologici”: il primo Quaderno tematico di Ismea “Organic cereals”: the first thematic notebook by Ismea Il processo della tempra nell’essiccazione dei cereali The tempering process in cereal drying Sviluppo rurale, benefici e opportunità per l’agricoltura italiana Rural development, benefits and opportunities for Italian agriculture


Innovations for a better world.


Sicurezza alimentare prima di tutto Sicurezza alimentare prima di ogni altra cosa. Oggigiorno le micotossine infestano circa il 25% del mais raccolto, ponendo a rischio la salute di persone e animali. Anche l’impatto economico delle contaminazioni è molto alto. Le innovazioni tecnologiche di Bühler possono ridurre la contaminazione da micotossine lungo l’intera catena del valore, garantendo elevati standard di sicurezza alimentare e conseguentemente, proteggendo la salute di consumatori ed animali d’allevamento. Per maggiori informazioni www.buhlergroup.com


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ITALMOPA

ORGANO UFFICIALE

ASSOCIAZIONE INDUSTRIALI MUGNAI D’ITALIA WWW.ITALMOPA.COM

ANTIM ASSOCIAZIONE NAZIONALE TECNICI DELL’INDUSTRIA MOLITORIA

Molini THE ITALIAN MAGAZINE FOR THE MILLING INDUSTRY

Summary  SOMMARIO N. 07 July LUGLIO 2021

d’Italia

LA RIVISTA ITALIANA PER L’INDUSTRIA MOLITORIA

PROPRIETARIO

Associazione Industriali Mugnai d’Italia Via Lovanio, 6 - 00198 Roma

Associazione Industriali Mugnai d’Italia

Editorial EDITORIALE

DIRETTORE EDITORIALE Cosimo De Sortis Presidente Italmopa

DIRETTORE RESPONSABILE

Claudio Vercellone

UN’INTENSA ATTIVITÀ DI INFORMAZIONE “RICOSTRUTTIVA” An intense “reconstructive” information activity

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di C. De Sortis

DIRETTORE TECNICO Lorenzo Cavalli Presidente Antim

COMITATO TECNICO EDITORIALE

Carlo Brera Dip. di Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare; Reparto OGM e Micotossine; Istituto Superiore di Sanità - Roma Marina Carcea Ricercatrice per gli alimenti e la nutrizione; CREA - Roma Giuseppe Maria Durazzo Avvocato, esperto in diritto dell’alimentazione Maurizio Monti Miller’s Mastery - Tecniche di macinazione Luigi Pelliccia Responsabile Ufficio Studi, Mercato e Ufficio Stampa di Federalimentare Giovanni Battista Quaglia Tecnologie alimentari Andrea Villani Qualità cereali, mercato e strumenti di commercializzazione

COMITATO DI REDAZIONE Piero Luigi Pianu Tullio Pandolfi Laura Pierandrei

RELAZIONI INTERNAZIONALI

Departements RUBRICHE

Fact & News  FATTI E NOTIZIE

WORLD NEWS

Laws & Rules PANORAMA NORMATIVO

Focus on economics FOCUS ECONOMIA

Food rules DIRITTO ALIMENTARE

Features ARTICOLI

Focus

UNA GUIDA DEDICATA AI CEREALI BIOLOGICI A guide for organic cereals

Drying Techniques Tecniche di essiccazione

REDAZIONE

LA TEMPRA AUTOMATIZZATA DEI CEREALI (PARTE I) Automated tempering of cereals (Part I)

RESPONSABILE PUBBLICITÀ

Edizioni Avenue media®

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di F. Pedrotti

Massimo Carpanelli - carpa@avenue-media.eu EDIZIONE, DIREZIONE, REDAZIONE, PUBBLICITÀ E AMMINISTRAZIONE

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a cura di Ismea

Alfredo Tesio

ufficiostampa@avenue-media.eu

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Agricultural policies Politiche agricole

Viale Aldini Antonio, 222/4 - 40136 Bologna

Tipografia MIG - Moderna Industrie Grafiche

OBIETTIVO PAC: TREND E FINALITÀ DELL’AGROALIMENTARE 68 CAP target: trends and goals of the agri-food sector di A. Massaccesi

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Abbonamento annuale (12 numeri)

Italia € 45,00 - Copia € 4,50 Estero € 96,00 Copie arretrate (se disponibili) € 9,00 cad. esclusa spedizione Registrazione Tribunale di Bologna del 31 luglio 1992 n. 6129 Poste Italiane Spa Spedizione in abbonamento postale - 70% CN/BO D.L. 353/2003 (conv. L. 46/2004) art. 1c. 1 DCB Bologna Informativa ex D.Lgs 196/2003 (tutela della privacy)

BUYER’S GUIDE

Suppliers News LE AZIENDE INFORMANO

AGENDA

Advertisers list  ELENCO INSERZIONISTI

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Trattamento dei dati personali ai sensi del Regolamento Ue 679/2016. L’informativa Privacy è disponibile sul sito di Avenue media www.avenue-media.eu alla pagina “Informativa Privacy Editoria” www.avenue-media.eu/informativa-privacy-editoria

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Editorial  EDITORIALE

Un’intensa attività di informazione “ricostruttiva” An intense “reconstructive” information activity

di Cosimo De Sortis Presidente di Italmopa

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efending corporate interests, carrying out an intense “reconstructive” information activity, re-establishing a constructive dialogue between the Government and the millers’ category and creating a strong identity bond for the associated companies were the main aims pursued and achieved by President De Sortis. The editorial traces

the key moments of the last four years, especially the last one marked by the covid emergency that led the President to listen even further to the urgent needs of member companies. Distinguished guests joined the Italmopa General Assembly that took place on July 6 with a round table to discuss the new CAP and the future of institutional and supply chain relations.

PROSEGUIRE CON LE AZIONI DI CORRETTA INFORMAZIONE E DI RAPPRESENTANZA PROPOSITIVA CONTINUING WITH THE ACTIONS OF CORRECT INFORMATION AND PROACTIVE REPRESENTATION

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ei quattro anni del mio mandato, che si sono conclusi con l’Assemblea Generale Italmopa del 6 luglio, sono state numerose le sfide a cui è l’industria molitoria si è trovata a far fronte e che, con l’ausilio della struttura e della squadra di presidenza, abbiamo affrontato con passione e

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determinazione. Penso alla norma sull’etichettatura, ai temi sulla sicurezza alimentare, alle politiche inter-associative e di filiera. Nell’ambito dei rapporti con la pubblica amministrazione abbiamo cercato di difendere al meglio gli interessi della categoria, meritandoci una rinnovata

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Editorial  EDITORIALE

disponibilità all’ascolto e preparando le condizioni affinché la nuova presidenza di Italmopa possa operare con ancora maggiore efficacia. Da parte mia, è stato emozionante presiedere l’ultima Assemblea del mio mandato, evento che abbiamo voluto organizzare a Roma in presenza, proprio perché sentivamo tutti l’esigenza di ritrovarci dopo un lungo periodo di incontri e riunioni obbligatoriamente “a distanza”. La relazione 2020 è stata incentrata, inevitabilmente, sull’impatto del Covid nell’industria molitoria, lungi dall’essersi esaurito, come testimonia la persistente debolezza della domanda industriale e dei consumi in generale. Ma abbiamo anche voluto organizzare, nell’ambito della parte pubblica dell’Assemblea, una tavola rotonda in cui discutere della nuova Pac e del futuro dei rapporti istituzionali e di filiera, con gli interventi del presidente di Federalimentare, Ivano Vacondio, del presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, e del sottosegretario al Mipaaf, Gianmarco Centinaio. Così come ho ribadito nel mio intervento alla tavola rotonda, io e la mia squadra siamo stati chiamati a svolgere un’intensa attività di informazione che ho definito “ricostruttiva”, volta cioè a ristabilire la verità rispetto ai temi sui quali, da sempre, la categoria è oggetto di attacchi strumentali: le importazioni, la sicurezza alimentare delle materie prime importate e i rapporti con la produzione primaria. L’effetto più dannoso della cattiva informazione si è manifestato con l’incremento della pressione normativa sulle aziende del settore, attraverso l’introduzione di una sequenza di provvedimenti quali i costi minimi di produzione, il registro importatori e - da ultimo - il registro di carico e scarico che, di fatto, hanno determinato nelle aziende un clima di sfiducia, perché hanno percepito questi provvedimenti come una forma di “commissariamento” lontanissima dai principi del libero mercato e dagli obiettivi di semplificazione da più parti sbandierati. Nella circostanza, abbiamo chiesto al Governo di ristabilire un confronto costruttivo con la nostra

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CHIEDIAMO AL GOVERNO DI RISTABILIRE UN CONFRONTO COSTRUTTIVO CON LA NOSTRA CATEGORIA categoria, recuperando il modello del tavolo di filiera grano-pasta istituito nel 2018 proprio dall’onorevole Centinaio quando ricopriva il ruolo di titolare del Mipaaf, invito immediatamente raccolto dal sottosegretario, che ha confermato l’impegno a riconvocare il tavolo di filiera subito dopo la pausa estiva. La presenza di relatori così autorevoli conferma che Italmopa è cresciuta in visibilità e oggi rappresenta l’interlocutore centrale su tutti i temi che riguardano la filiera industriale frumento tenero e frumento duro. Non posso non ricordare, nel corso del mio mandato, l’elezione dell’amico e past president Ivano Vacondio a presidente

di Federalimentare, prima volta per un imprenditore del settore molitorio. Resta fortissimo il legame identitario delle aziende associate che, unitamente alle qualità umane e professionali della direzione e di tutta la struttura che ho avuto modo di apprezzare ulteriormente vivendo l’Associazione con la responsabilità della massima carica, occorre preservare con ogni energia affinché Italmopa continui a essere la casa di tutti i mugnai. Ma siamo ai saluti. Mi guardo indietro e sono orgoglioso del lavoro svolto. Ringrazio di cuore Giorgio Agugiaro, Francesco Divella e Andrea Valente per avermi accompagnato in questo bellissimo viaggio e i tanti colleghi a cui sono legato da sinceri rapporti di amicizia; al neo presidente - Silvio Grassi - confermo il mio sostegno al servizio dell’Associazione e della nuova squadra, con l’augurio che anche per lui la presidenza Italmopa possa rappresentare un’esperienza entusiasmante. Cosimo De Sortis

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Fact  &  News  FATTI E NOTIZIE

SILVIO GRASSI ELETTO PRESIDENTE ITALMOPA PER IL BIENNIO 2021-2022

È

Silvio Grassi il nuovo Presidente di Italmopa, eletto in occasione dell’Assemblea Generale dell’Associazione, tenutasi il 6 luglio a Roma. Grassi - titolare dell’omonimo molino di Parma - succede a Cosimo De Sortis, che ha ricoperto tale ruolo con grande entusiasmo e profondo senso di responsabilità. “Nei miei quattro anni di mandato - ha dichiarato De Sortis - che si concludono con questa Assemblea, sono numerose le sfide a cui è stata chiamata l’industria molitoria e che, con l’ausilio della struttura e della squadra di Presidenza, abbiamo affrontato con passione e determinazione”. Il neo Presidente sarà supportato da quattro vice Presidenti: Andrea Valente (Nova) ed Emanuela Munari (Munari F.lli) per la Sezione Molini a frumento tenero, Enzo Martinelli (Candeal Commercio) ed Emilio Ferrari (Barilla G. & R. Fratelli) per la Sezione Molini a frumento duro. Valente e Martinelli svolgeranno altresì la funzione rispettivamente di Presidente della Sezione Molini a frumento tenero e Presidente della Sezione Molini a frumento duro. “È con grande piacere e orgoglio che raccolgo l’importante lavoro svolto dal mio predecessore, che ringrazio sinceramente per quanto fatto sino a oggi. Con la squadra che mi affiancherà nei prossimi anni, cercheremo di proseguire con la stessa determinazione lungo la strada intrapresa e di sviluppare tutti i temi all’ordine del giorno”, questo il commento del nuovo Presidente Italmopa.

RACCOLTA GRANARIA 2021: PRODUZIONE IN CALO

Silvio Grassi, nuovo Presidente di Italmopa

DISCUSSIONE ANCORA APERTA SUL GLISOFATO

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C

on l’arrivo dell’estate sono iniziate in Italia le operazioni di trebbiatura del nuovo raccolto di grano. La produzione 2021 è stimata in calo del 10% nonostante l’aumento delle superfici coltivate, a causa di un clima insolito caratterizzato da una primavera fredda e da un inverno mite. Tali condizioni hanno provocato una riduzione delle rese, con un raccolto che dovrebbe attestarsi intorno ai 6,5 miliardi di chili a livello nazionale, su una superficie totale di 1,769 milioni di ettari coltivati a grano duro e tenero. Le stime mensili dell’International Grains Council (Igc) relative all’Italia prevedono una produzione 2021 di 4,2 milioni di tonnellate, circa 200 mila tonnellate in meno rispetto alla precedente. Una minore produzione che si inserisce in un contesto di aumento della domanda di grano tricolore, spinto dal record storico delle esportazioni di pasta, che nel 2020 hanno fatto registrare un balzo del 15% a volume, per un valore di 3,1 miliardi di euro.

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l glifosato è una sostanza chimica ampiamente utilizzata nei prodotti fitosanitari, principalmente in agricoltura e orticoltura, per il controllo delle erbe infestanti che competono con le colture. Attualmente è approvato per l’uso nell’Ue fino al 15 dicembre 2022, ma quattro Paesi membri adesso ne chiedono la proroga. Infatti, Francia, Ungheria, Paesi Bassi e Svezia hanno inviato all’Efsa e all’Echa una corposa valutazione del glifosato, l’erbicida più utilizzato al mondo. Secondo tale documento, il prodotto in questione non è cancerogeno, mutageno e tossico per la riproduzione: questo vale sia per gli utilizzatori, sia per i consumatori. Resta da valutare la presenza di residui in caso di applicazione delle rotazioni colturali. Efsa e Echa completeranno la valutazione del documento e le conclusioni sono attese tra maggio e giugno del prossimo anno. Sulla base dei pareri, la Commissione europea dovrà preparare una proposta legislativa da presentare ai Paesi membri.

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Fact  &  News  FATTI E NOTIZIE

IL MIPAAF CON PADIGLIONE ITALIA ALL’EXPO DI DUBAI

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l 24 giugno è stato siglato il Protocollo d’intesa tra il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali e il Commissariato italiano per la partecipazione all’Esposizione universale di Dubai al via il prossimo ottobre. L’accordo è stato sottoscritto dal Commissario Paolo Glisenti e dal Ministro Stefano Patuanelli durante l’evento preparatorio di Maker Faire Rome - The European Edition “Buono! Storie italiane di agricoltura, territori e cibo sostenibili”. Il Protocollo mira a valorizzare la partecipazione dell’Italia all’Expo di Dubai attraverso la promozione di modelli innovativi al servizio del cibo per comunicare bellezza e sostenibilità, in linea con il claim che caratterizza la partecipazione italiana a Dubai “La Bellezza unisce le Persone”. “Con l’accordo di oggi - ha affermato il Ministro - vogliamo portare anche all’Expo di Dubai i tre pilastri che reputo necessari per far compiere al settore primario un passo avanti verso l’innovazione, chiave di volta per la sostenibilità della produzione agroalimentare: educazione, protezione del sistema agroalimentare e ambiente. Promuovere verso le nuove generazioni un approccio salutare alla cultura del cibo, alla dieta mediterranea e alla sostenibilità è una sfida che non possiamo perdere”.

RAGGIUNTO L’ACCORDO SULLA RIFORMA DELLA PAC

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l Commissario Ue all’agricoltura, Janusz Wojciechowski, ha annunciato che le istituzioni europee hanno raggiunto un accordo sulla riforma della Pac. Dopo le perplessità dello scorso mese, Europarlamento, Consiglio Ue e Commissione sono arrivate a un compromesso in merito al regolamento sui piani strategici nazionali della nuova Pac, il più importante dei tre che compongono il pacchetto di riforma. Le istituzioni Ue hanno stabilito una maggiore integrazione tra Pac e Green Deal e sulla destinazione - con flessibilità - a pratiche agronomiche rispettose dell’ambiente del 25% delle dotazioni nazionali per i pagamenti diretti 2023-2027, pari a quasi 49 miliardi di euro in 5 anni. L’Europarlamento chiedeva il 30%, gli Stati membri il 20%. Il negoziato è poi continuato su due punti controversi: il funzionamento della riserva di crisi per gli agricoltori e il livello dei residui massimi di pesticidi nei prodotti importati. Anche su questi temi la discussione è andata a buon fine.

PRODUZIONE UE IN AUMENTO PER I SEMI OLEOSI

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a produzione di semi oleosi nell’Unione europea è prevista in aumento del 6% rispetto all’anno scorso, a fronte di rendimenti stimati superiori alla media e dell’aumento delle superfici totali, che nel 2021/2022 dovrebbe crescere dell’1%. La direttiva Ue sulle energie rinnovabili (REDII) richiede che tutti i biocarburanti, sia prodotti in Ue, sia in un Paese terzo, soddisfino i criteri di sostenibilità attraverso la certificazione di conformità. Già nel 2019, la Commissione europea aveva riconosciuto il programma dell’industria della soia statunitense che ne certificava la conformità. Grazie a questo riconoscimento, la soia proveniente dagli Usa ora può essere utilizzata per la produzione di biocarburanti nell’Ue.

SOSTENIBILITÀ E DIGITALE PER L’AGROALIMENTARE

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l recente report di Deloitte Italia “Future o Food” ha delineato trend di mercato e opportunità di crescita per le realtà dell’agrobusiness a livello nazionale e internazionale, evidenziando come la pandemia abbia reso ancora più urgente la necessità di sostenibilità e digitalizzazione. Se sul primo aspetto l’obiettivo è, come noto, favorire la mitigazione dell’impatto ambientale delle aziende, sul secondo occorre invece accelerare la trasformazione delle imprese. In che modo? Stimolando l’utilizzo di tecnologie avanzate come lo IoT (per la tracciabilità dei prodotti e la collaborazione tra operatori della filiera), la blockchain (per ridurre le asimmetrie informative e migliorare l’operatività delle aziende) e l’intelligenza artificiale, che introduce innovazione e logiche predittive nei processi.

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WORLD NEWS

World News è la rassegna delle notizie dall’Europa e dal mondo sull’agroalimentare. Un punto di vista aggiornato e puntuale su quanto accade in sede comunitaria ed extra-comunitaria, per essere sempre informati sulle dinamiche internazionali in ambito politico, economico e scientifico. Brevi flash che possono risultare di interesse per la filiera - italiana ma non solo - della trasformazione dei cereali.

WHEAT INITIATIVE AL MACS-G20

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al 15 al 16 giugno si è svolto il G20 Meeting of the Agricultural Chief Scientists (Macs-G20), iniziativa istituita per supportare e coordinare lo scambio internazionale di idee, risorse e capacità per migliorare la produzione sostenibile di grano di alta qualità. All’evento ha partecipato anche Wheat Initiative, rappresentata da Peter Langridge (Presidente del Comitato Scientifico) e Teresa Saavedra (Programme Manager). Uno delle principali proposte di Wheat Initiative è il costante miglioramento genetico del grano combinato con interventi agronomici, poiché tale azione rappresenta la maggiore opportunità per affrontare l’adattabilità delle colture e la ridotta dipendenza da input esterni di fertilizzanti, pesticidi e acqua di irrigazione. Così, per una produzione di grano sostenibile in condizioni di maggiore stress climatico, è necessario l’accesso alle migliori e sicure tecnologie nell’allevamento, nell’agronomia, nella nutrizione delle piante e nella protezione da agenti patogeni e parassiti.

L’UE RIPRENDE LE IMPORTAZIONI DI GRANO DAGLI USA

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S Wheat Associates e National Association of Wheat Growers plaudono l’amministrazione Biden e la rappresentante per il commercio degli Stati Uniti, Katherine Tai, per aver risolto la disputa con l’Organizzazione mondiale del commercio in merito alla vertenza Boeing-Airbus, che aveva generato l’introduzione di tariffe doganali ritorsive molto penalizzanti per le esportazioni di grano statunitense verso l’Unione europea. Durante la controversia, l’Ue aveva imposto dazi doganali sul grano americano che, di fatto, erano andati a tagliare le importazioni medie annue di oltre 538 mila tonnellate di grano rosso duro primaverile e parte del grano rosso duro invernale statunitense. Tre mesi fa, gli Stati Uniti e l’Unione europea hanno deciso di sospendere per cinque anni tutti i dazi e le importazioni sono riprese quasi immediatamente.

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WORLD NEWS

COCERAL: “L’UE POTREBBE DIVENTARE IMPORTATORE NETTO DI CEREALI”

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econdo una valutazione d’impatto di Coceral, l’Unione europea, con la sua nuova strategia “Farm to Fork”, potrebbe registrare una riduzione della produzione di cereali e, quindi, diventare un importatore netto. Come è noto, tale strategia mira a contenere l’impatto ambientale dell’agricoltura, fonte di pressione più frequentemente segnalata sugli habitat e sulle specie animali europee, responsabile del 10% delle emissioni di gas serra dell’Ue. Durante la presentazione online di Coceral del 23 giugno relativa alla nuova politica, che propone di espandere la produzione biologica al 25% dei terreni agricoli dall’attuale 8% e di ridurre l’uso di pesticidi, le parti interessate hanno voluto sottolineare anche altri aspetti. Nella sua valutazione, Coceral ha affermato che gli obiettivi ambientali dell’Ue potrebbero ridurre la produzione di grano dagli attuali 128 milioni di tonnellate previsti a 109 milioni di tonnellate entro il 2030. L’Associazione ritiene poi che gli obiettivi in materia ambientale potrebbero far aumentare anche la dipendenza dell’Ue dalle importazioni di semi oleosi a causa della riduzione della coltivazione di colza.

LIFELINE FOODS FESTEGGIA VENT’ANNI DI ATTIVITÀ

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ifeLine Foods, terzo produttore di mais negli Stati Uniti, a giugno ha festeggiato il suo ventesimo anno di attività. Fondata nel 2001, l’azienda opera in uno stabilimento di produzione di 780 mila piedi quadrati a St. Joseph, nel Missouri, impiega 180 dipendenti ed è di comproprietà di oltre 650 agricoltori situati in quattro stati del Midwest e della Icm Biofuels di Colwich, in Kansas. Gli ingredienti prodotti da LifeLine Foods si trovano in un’ampia gamma di alimenti come corn dog, bignè di mais, tortillas, tortilla chips e birra. La società afferma che, essendo parte della Global Food Safety Initiative, utilizza un modello specifico per produrre non solo cibo ma anche carburante, così da garantire che ogni prodotto generato venga totalmente utilizzato e non provochi rifiuti.

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Laws  &  Rules  PANORAMA NORMATIVO

a cura di Tullio Pandolfi Italmopa

Modifiche al certificato di conformità alla produzione biologica

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ulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea L. 222 del 22 giugno 2021 è stato pubblicato il Regolamento delegato (Ue) 2021/1006 della Commissione che modifica il Reg. (Ue) 2018/848 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda il modello del certificato che attesta la conformità con le norme relative alla produzione biologica. Queste modifiche, riportate nella Parte I (elementi obbligatori) dell’allegato IV del “Modello del certificato” del Reg. (Ue) 2018/848, relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici, riguardano il metodo di produzione, che può essere: • produzione biologica, eccetto durante il periodo di conversione; • produzione durante il periodo di conversione; • produzione biologica con produzione non biologica.

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Tali indicazioni vengono applicate ai seguenti prodotti: • animali e prodotti animali non trasformati; • mangimi; • vegetali e prodotti vegetali non trasformati, compresi sementi e altro materiale riproduttivo vegetale; • alghe e prodotti di acquacoltura non trasformati; • prodotti agricoli trasformati, inclusi prodotti di acquacoltura, destinati a essere utilizzati come alimenti; • vino; • altri prodotti di cui all’allegato I del Reg. (Ue) 2018/848 o non rientranti nelle categorie precedenti. Il regolamento sarà in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea, quindi dal 18 luglio p.v., e si applicherà a decorrere dall’1 gennaio 2022.

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Laws  &  Rules  PANORAMA NORMATIVO

Controllo dei contaminanti agricoli e tossine vegetali: il monitoraggio 2020-2021

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edatto a cura del Ministero della Salute, il piano sul controllo dei contaminanti agricoli e tossine vegetali e/o alimenti, non compresi nel Reg. (Ce) 1881/2006, fornisce indicazioni alle Autorità regionali e alle Province autonome sulla base delle informazioni ottenute dai monitoraggi condotti a partire dall’anno 2017. Si tratta di contaminanti e tossine per le quali l’Efsa ha espresso pareri sui rischi per i consumatori e che sono in discussione, per la gestione dei rischi, a livello di Commissione europea. In particolare, il piano indica attività di campionamento focalizzate su specifiche sostanze e alimenti che hanno evidenziato, negli scorsi anni, livelli tali da causare potenziali rischi. Periodo di riferimento del piano è il biennio 20202021. Esso è articolato nel seguente modo: • piano nazionale di monitoraggio (alimenti) per contaminanti agricoli e tossine vegetali naturali non inclusi nel Reg. (Ce) 1881/2006 (anni 20202021); • allegato 1 - programma di campionamento di contaminanti agricoli e tossine vegetali non regolamentati; • allegato 2 - status metodi di analisi: contaminanti agricoli e tossine vegetali naturali non compresi nel Reg. (Ce) 1881/2006; • allegato 3 - sostanze incluse nei “gruppi di sostanze” di cui all’allegato 1.

Intesa Conferenza Stato-Regioni sulle nuove linee guida inerenti la gestione operativa del sistema di allerta per alimenti e mangimi

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a Conferenza Stato-Regioni ha sancito l’intesa sulle “Linee guida per la gestione operativa del sistema d’allerta per alimenti, mangimi e materiali destinati a venire a contatto con gli alimenti”. Le Regioni e il Ministero della Salute hanno infatti aggiornato il funzionamento del sistema di allerta nazionale applicabile agli alimenti e ai mangimi per la salute umana, animale e per la salubrità dell’ambiente. Il 5 maggio scorso, la Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera a un nuovo protocollo operativo (linee guida) applicabile a ogni rischio dovuto ad alimenti, mangimi e “Moca” (materiali od oggetti destinati a venire a contatto con alimenti). Per l’individuazione del livello di rischio e, quindi, per l’attivazione dell’allerta, le linee guida fanno riferimento ai criteri definiti dalla Commissione europea, ai quali si accompagnano alcune indicazioni utili all’autorità competente nella corretta gestione del sistema. Rientrano nel campo di applicazione delle linee guida anche eventuali riscontri provenienti dall’autocontrollo a livello aziendale. Se un alimento o un mangime a rischio fa parte di una partita, di un lotto o di una consegna di alimenti/mangimi della medesima classe o descrizione, si presume che tutti gli alimenti o mangimi contenuti in quella partita, in quel lotto o in quella consegna siano a rischio, a meno che, a seguito di una valutazione approfondita, risulti infondato ritenere che il resto della partita, lotto o consegna sia a rischio. Non rientrano nel campo di applicazione delle linee guida soltanto i criteri microbiologici di igiene di processo e le frodi

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commerciali che non rappresentano un rischio effettivo o potenziale per il consumatore. Nel corso degli anni il sistema di allerta rapido europeo (Rasff) è stato oggetto di numerosi interventi normativi per il suo corretto funzionamento, anche di fronte a casi di rischio meno grave, ma che richiedono comunque scambi informativi (sotto forma di segnalazioni/notifiche) fra gli Stati membri. Le linee guida adottate con l’intesa del 5 maggio scorso concorrono a rendere più chiare e uniformi le procedure utilizzate dalle autorità competenti italiane. I tre regolamenti europei di riferimento sono il 178/2002, il 625/2017 e il 2019/1715.

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Laws  &  Rules  PANORAMA NORMATIVO

Misure urgenti sulla disciplina sanzionatoria in materia di sicurezza alimentare

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ulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, serie generale n. 121 del 22 maggio 2021, è stata pubblicata la legge 21 maggio 2021, n. 71, che ha convertito in legge, con modificazioni, il D.l. 22 marzo 2021, n. 42, recante misure urgenti sulla disciplina sanzionatoria in materia di sicurezza alimentare. L’intervento del Governo si era reso urgente e necessario con riferimento alla materia regolata dalle disposizioni nazionali abrogate dal D. lgs. controlli ufficiali (D. lgs. 27 del 2 febbraio 2021 - Disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Reg. (Ue) 625/17 ai sensi dell’art. 12, lett. a), b), c), d) e) L. 4 ottobre 2019, n. 117) in vigore dal 26 marzo u.s. Le norme introdotte dal D.l. avevano lo scopo di evitare un effetto abrogativo di tutte le disposizioni sanzionatorie di carattere penale e amministrativo di cui alla legge n. 283 del 30 aprile 1962, nonché di alcuni articoli del decreto del Presidente della Repubblica del 26 marzo 1980, n. 327 (Regolamento di attuazione della L. 283/62) in materia di disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande. L’emanazione del D.l. era stata quindi finalizzata a evitare che rilevanti settori della produzione e della vendita di prodotti alimentari e bevande restassero privi di tutela sanzionatoria penale e amministrativa, con pregiudizio per la salute dei consumatori. Oltre a confermare le modifiche del D. lgs. n. 27/2021

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Laws  &  Rules  PANORAMA NORMATIVO

sopra menzionate, convalidando quindi quanto ripristinato dal Governo con il D.l. in materia di disciplina sanzionatoria, il Parlamento è intervenuto apportando correttivi su altri due aspetti di particolare rilevanza: • le modifiche di alcuni commi degli artt. 7 e 8 dello stesso D.lgs. 27/2021; • la diffida amministrativa, istituita con il D.l. 24 giugno 2014, n. 91, poi convertito nella legge 11 agosto 2014, n. 116, di recente modificata dal c.d. D.l. “Semplificazioni”. Relativamente al primo aspetto, l’intervento incide sulla nuova disciplina (amministrativa) della controperizia e della controversia, concernenti il prelevamento di campioni da parte delle autorità amministrative di controllo al fine del loro esame, la garanzia di poter svolgere analoghi esami in sede di controperizia da parte degli interessati e la procedura da seguire in caso di contestazione degli esiti del controllo. Relativamente all’istituto della diffida nel settore agroalimentare, è stato sostituito il comma 3 dell’art. 1 del D.l. n. 91/2014 che, nella nuova formulazione, in sostanza prevede l’estensione del campo di applicazione della diffida anche alle violazioni in materia di sicurezza alimentare per le quali è prevista l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria. Al contempo, viene reintrodotto il vincolo che consente all’Organo di controllo incaricato di applicare la diffida solo in caso di primo accertamento della violazione. Pertanto non si potrà applicare la diffida nei casi di violazione reiterata. Il termine entro cui l’operatore economico deve adempiere alle prescrizioni contenute nel provvedimento di diffida passa da novanta a trenta giorni

dalla data di notificazione dell’atto di diffida, così come viene meno la possibilità di eliminare le violazioni sanabili anche tramite comunicazione al consumatore. Infine, non sarà più possibile applicare la diffida ai prodotti già posti in commercio. Le modifiche introdotte dalla Legge di conversione sono in vigore dal 23 maggio u.s. Tullio Pandolfi

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Focus on economics  FOCUS ECONOMIA

Le prospettive a breve dell’economia italiana The short-term outlook for the Italian economy W

hat is the outlook for the Italian economy? How is the international market doing? If China and US economies are bouncing back very strongly, it should take only two years for Italy to get back 8.9 points of GDP left on the ground in 2020. Forecasts for 2021 and 2022 are strongly linked to the substantial support measures for public and private investments envisaged by the National Reform Plan. As far as the food sector is concerned, the expected expansionary cycle of exports should take shape in 2022, while the milling sector seems to be far from these recovery profits. The “fault” lies downstream, with pasta production and - to a lesser extent biscuits comeback, after conspicuous counter-trend signs recorded by these sectors in 2020.

DATI ESSENZIALI CONFORTANTI E MIGLIORANO LE ATTESE SULLA RIPRESA REASSURING KEY DATA BETTER RECOVERY EXPECTATIONS

A

giugno l’Istat ha diffuso una nota sulle prospettive economiche 2021-2022 del Paese, elaborata grazie al sofisticato modello econometrico neokeynesiano dell’Istituto, dotato di 66

di Luigi Pelliccia Responsabile Ufficio Studi e Mercato di Federalimentare

equazioni stocastiche e 91 identità contabili con frequenza annuale. Ne è uscita una rappresentazione del sistema economico italiano mediante equazioni di comportamento per i principali operatori del sistema economico (Famiglie, Imprese, Amministrazioni Pubbliche e Resto del mondo). A seguire qualche dato essenziale.

Lo scenario internazionale Il Pil mondiale, arretrato del -3,4% nel 2020, è stimato in crescita del +5,6% nel 2021 e del +4,3% nel 2022. I Paesi emergenti, che nel 2020 sono calati in minor misura (-2,5%), dovrebbero assistere a un rimbalzo del Pil più accentuato, con un +6,2% nel 2021 e un +4,4% nel 2022. L’ambito dei Paesi avanzati dovrebbe registrare, dopo il calo del Pil 2020 a -4,5%, rimbalzi del +5,0% nel 2021 e del +3,9% nel 2022. Al suo interno, spiccano le

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scorso decennio, nel confronto fra il 2007 (ultimo anno pre-crisi Lehmann Brothers) e il 2019. Le prospettive dell’export nazionale nel suo complesso vedono, dopo il calo del -13,8% accusato nel 2020, rimbalzi del +9,6% nel 2021 e del +7,9% nel 2022. Le previsioni per il biennio 20212022 sono fortemente legate alle ingenti misure di sostegno agli investimenti pubblici e privati previste dal Pnrr. Infatti, dopo la flessione del -9,1% accusata nel 2020, gli investimenti dovrebbero recuperare ampiamente, proprio per i primi effetti del Recovery Fund, con un +10,9% nel 2020 e un +8,7% nel 2021. Tale evoluzione permetterebbe anche un deciso rilancio dell’incidenza degli investimenti sul Pil, che salirebbe di quasi 2 punti percentuali, dal 17,8% del 2020 al 19,6% del 2022. Sul fronte dei consumi delle famiglie, per il 2021 l’Istat prevede un incre-

PERFORMANCE DI CINA E USA IN FORTE RISALITA performance di Usa e Cina: gli Usa, dopo la flessione del -3,5% del Pil 2020, dovrebbero segnare, secondo le ultime proiezioni, una risalita del +7,0% nel 2021 e del +3,8% nel 2022; la Cina, invece, dopo il +2,3% del 2020, dovrebbe riaccelerare con un tasso del Pil del +7,9% nel 2021 e del +5,4% nel 2022. Il commercio mondiale, infine, dopo essere sceso in volume del -9,0% nel 2020, è previsto in risalita del +8,7% nel 2021 e del +6,1% nel 2022.

La situazione in Italia I dati essenziali relativi al nostro Paese sono abbastanza confortanti e migliorano le attese sulla ripresa precedentemente delineate dallo stesso Istituto, dal Fmi e dall’Ocse. Per il Pil nazionale vengono infatti previste risalite pari al +4,7% nel 2021 e al +4,4% nel 2022. Ne emerge, in sostanza, che all’Italia potrebbe bastare un biennio per recuperare gli 8,9 punti di Pil lasciati sul terreno nel 2020. La scommessa successiva riguarderà il recupero degli ulteriori 3,9 punti persi e, colpevolmente, non ancora recuperati durante lo

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L’EXPORT MOLITORIO - I TRIMESTRE 2021 PAESI MONDO Francia Germania Stati Uniti Spagna Regno Unito Belgio Arabia Saudita Polonia Paesi Bassi Israele Austria Svizzera Australia Danimarca Slovenia Grecia Svezia Portogallo Malta Brasile Romania Canada Russia Repubblica Ceca Croazia Irlanda

MILIONI DI EURO

VARIAZIONE % I TRIMESTRE 2021/2020

93,1 14,6 14,5 7,8 7,0 4,6 3,7 3,2 3,0 2,9 2,4 2,3 2,1 1,8 1,7 1,5 1,4 1,3 1,0 0,9 0,8 0,8 0,8 0,8 0,7 0,7 0,6

-9,0 7,4 -0,7 -21,2 -3,8 -38,6 16,2 64,5 50,5 17,2 -6,4 3,5 -17,0 -15,7 18,1 11,5 10,1 -0,9 -16,2 -7,2 10,1 -6,9 -53,7 46,2 9,5 14,2 -16,9

Fonte: Istat

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mento in termini reali del +3,6%, mentre nel 2022 il progressivo miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro, congiuntamente a una più decisa riduzione della propensione al risparmio, dovrebbe delineare una crescita di maggiore intensità (+4,7%). Nel 2021 il tasso di variazione del deflatore della spesa delle famiglie è previsto salire, in media, al +1,3% dopo il -0,2% nel 2020. Con la previsione dell’Istat circa il carattere transitorio delle pressioni al rialzo dei prezzi delle materie prime e una stabilizzazione a breve delle quotazioni del petrolio e dei cambi, nel prossimo anno la dinamica dei prezzi è prevista in parziale decelerazione. In media 2022, il deflatore della spesa per consumi delle famiglie dovrebbe infatti assestarsi sul +1,1%. Per il 2021 il tasso di disoccupazione è stimato in aumento (+9,8%), mentre è attesa una riduzione nel 2022 (+9,6%). Nel biennio di previsione l’aumento delle retribuzioni per unità di lavoro dovrebbe evolversi in linea con l’aumento dei prezzi, registrando un +1,0% in entrambi gli anni.

L’industria alimentare In questo contesto, il settore alimentare, avendo sofferto comparativamente meno nel 2020 rispetto alla media manifatturie-

ra, si pone fuori dalla logica dei “rimbalzi” sul fronte della produzione e dell’export, per inserirsi in quella del “recupero” dei trend segnati prima del 2020. Non sembra azzardato affermare che la produzione alimentare, dopo il +3,4% registrato nel primo quadrimestre 2021, dovrebbe

consolidare questo andamento, per spingersi attorno al +4,0% in chiusura d’anno. Il consuntivo trimestrale dell’export dell’industria alimentare ha registrato, d’altra parte, una quota di 8.937,7 milioni di euro, con una variazione del -0,5% sullo stesso periodo del 2020. È un trend significativo che conferma le previsioni e colma sostanzialmente il gap di inizio anno, che si era concretizzato nel -9,2% di gennaio e nel -4,6% del bimestre. Da aprile dovrebbe quindi delinearsi l’atteso ciclo espansivo dell’export alimentare, facilitato, oltre che dalla ripresa congiunturale di molti Paesi, dal progressivo superamento di problemi come il caro-noli e la rarefazione dei container che hanno gravemente penalizzato la logistica internazionale nel passaggio 2020-2021.

L’industria molitoria L’export del comparto molitorio appare invece lontano da questi profili di recupero. Nel primo trimestre la quota si è fermata sui 93,1 milioni di euro, con un -9,0% in valore e un -5,1% in quantità sullo stesso periodo 2020. In aggiunta, il confronto fra i due trend ha evidenziato una perdita indicativa del valore unitario del venduto oltre frontiera di 3,9 punti. Il fenomeno comporta un’inevitabile riduzione

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dei margini di utile, anche perché, in parallelo, i prezzi alla produzione del comparto hanno registrato un +4,5% nel tendenziale di marzo e un +3,0% in quello di aprile, collegati alle tensioni sul fronte delle quotazioni internazionali di alcune commodities agricole. Anche la produzione molitoria appare lontana da una buona intonazione, con il -8,5% registrato dal tendenziale di aprile e il -10,0% segnato sul quadrimestre. La “colpa” va cercata a valle, per il rientro della produzione pastaria e anche, in misura minore, della biscotteria, dopo gli spunti vistosi, in netta controtendenza, registrati da questi comparti nel 2020. Non a caso, la produzione di “paste alimentari” è arrivata ad accusare una vera e propria caduta del -26% nel tendenziale di aprile e una flessione del -14,2% sull’arco del quadrimestre. Mentre la voce “fette biscottate e biscotti, prodotti della pasticceria conservati” ha visto cali di produzione del -8,3%

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ad aprile e del -0,2% sul quadrimestre. Il cavo d’onda verrà certamente recuperato nei prossimi mesi ma, intanto, per il molitorio l’anno è partito con un passo certamente penalizzato.

Il commercio estero Sono poi uscite le anticipazioni Istat (come sempre aggregate) dei dati del commercio estero dello scorso aprile: per la categoria dei “beni di consumo non durevole”, rappresentata in gran parte dall’agroalimentare, si osservano aumenti tendenziali dell’export pari al +47,0% sul singolo mese di aprile e al +8,5% sul quadrimestre. In parallelo, le esportazioni totali del Paese registrano aumenti del +97,6% nel tendenziale di aprile e del +19,8% in quello del quadrimestre. Mentre gli aumenti dell’export complessivo sono ampiamente distorti dal confronto con i dati depressi del 2020 (che ac-

cusavano cali del -41,5% in aprile e del -12,3% nel quadrimestre), quelli specifici dei “beni di consumo non durevole” appaiono molto interessanti. Va ricordato, infatti, che l’anno scorso l’export agroalimentare “teneva” e aveva registrato variazioni del -0,6% nel tendenziale di aprile 2020 e del +5,8% in quello del primo quadrimestre. Gli aumenti 2021 di

ALL’ITALIA DOVREBBE BASTARE UN BIENNIO PER RECUPERARE GLI 8,9 PUNTI DI PIL PERSI NEL 2020

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Focus on economics  FOCUS ECONOMIA

questo aggregato appaiono perciò “sinceri” e significativi, e preludono, con tutte le approssimazioni del caso, a una seconda metà dell’anno molto performante per le esportazioni alimentari del Paese, con auspicabili ricadute positive anche per il molitorio. In ogni caso, per valutare l’impianto e la solidità della ripartenza, sarà necessario verificare durante l’estate, da un lato, lo spessore del rilancio di Horeca a sostegno delle vendite interne (pur perdurando una netta carenza del turismo straniero) e, dall’altro, la spinta sull’export impressa dagli sbocchi strategici, in primis il mercato nordamericano, che per il molitorio ha rappresentato nel primo trimestre il terzo sbocco, con un calo tendenziale del -21,2%. In particolare, se la spinta vicino al +11% attesa da parte dei consumi interni Usa nel 2021 dovesse riverberarsi sulla nostra quota export di “food and beverage” (nel 2020 pari a 4,8 miliardi di euro e a un lusinghiero +5,4% in piena pandemia), ne uscirebbe un incremento in valuta attorno a 0,5 miliardi di euro. Comunque, l’impetuosa ripresa dell’economia statunitense avrà effetti molto importanti sulle espor-

IL SETTORE MOLITORIO STA ACCUSANDO IL RIENTRO DELLA PRODUZIONE PASTARIA DAI PICCHI DEL 2020 tazioni alimentari nazionali, riportandole sicuramente oltre la quota “top” registrata nel 2019. Va aggiunto che la recente decisione di mettere in soffitta per cinque anni le maggiorazioni daziarie applicate sulle due sponde dell’Atlantico a seguito della disputa Boeing-Airbus, contribuirà a migliorare ulteriormente il clima dei rapporti commerciali tra l’Unione europea e gli States.

Un fenomeno anomalo Piuttosto, sul fronte interno, c’è da sottolineare un fenomeno anomalo in questo avvio d’anno: l’ulteriore cedimen-

to dei “prezzi al consumo dell’alimentare lavorato”, che a maggio hanno registrato un calo tendenziale del -1,1%. È pur vero che nel maggio 2020 i prezzi al consumo del comparto avevano segnato un +1,7%, ma questo aumento non giustifica il menzionato rientro, tanto più considerando che i prezzi alla produzione dell’industria alimentare hanno registrato ad aprile (ultimo mese disponibile) un tendenziale del +1,4%. In altre parole, sul fronte del “food and beverage” sono emerse compressioni, in sede di filiera e di catena del valore, che risultano tanto più paradossali considerando che, in parallelo, l’inflazione del Paese è risalita dal -0,2% del 2020 al +1,3% attuale. Sarebbe grave se la conseguente erosione degli utili non venisse recuperata al più presto. All’industria alimentare non possono bastare le proverbiali caratteristiche anticicliche. Con le scommesse che incombono ha più che mai bisogno di margini adeguati per investire in produttività, innovazione, sostenibilità e proiezione internazionale. Luigi Pelliccia

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Food rules  DIRITTO ALIMENTARE

Riflessioni sul progetto di riforma dei reati agroalimentari (parte II) Reflection on the draft reform of agri-food crimes (Part II) I

n this second part, we will reflect on the planned reform of agri-food crimes, trying to examine the rules or draft rules and put them into the real world, figuring how they would work. In this second written text, the last and very dense two points of the above-mentioned draft law will be analyzed. Attention will then be paid to the effect that this reform will have on the milling sector, with all the problems that this entails.

I PUNTI DI MAGGIORE INTERESSE PER IL SETTORE MOLITORIO THE POINTS OF GREATEST INTEREST FOR THE MILLING SECTOR

I

n questa seconda parte si continuerà ad analizzare la progettata riforma dei reati agroalimentari, cercando di esaminare le norme o i progetti di norma,

di Giuseppe Maria Durazzo Avvocato esperto in diritto dell’alimentazione

calarli nel mondo reale e immaginare il loro funzionamento. Vediamo quindi gli ultimi due punti, assai densi, della suddetta riforma.

L’obbligo di vigilanza Punto E. Le principali modifiche in merito alla L. 283/1962 riguardano gli obblighi di formalizzazione e di pubblicità esterna della delega di funzione all’interno dell’impresa alimentare, con l’introduzione esplicita dell’obbligo di vigilanza in capo al “titolare in ordine al corretto espletamento da parte del delegato delle funzioni trasferite”. Insomma, qualunque attività delegata o comunque affidata non sarà adeguata a escludere una responsabilità apicale. Il che, in concreto, potrebbe comportare che per un difetto di una qualsiasi macchina utilizzata nell’azienda o di qualsiasi lotto di prodotto, nonostante la presenza di procedure e organizzazioni per la tutela della conformità sanitaria dell’alimento, anche il responsabile legale sia chiamato a risponderne per culpa in vigilando, seppur

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in presenza di un responsabile delegato. Sembrano molto lontani i tempi nei quali si ragionava del senso giuridico delle procedure di autocontrollo, dei costi che comportano e dell’impegno per il buon funzionamento di un sistema (e non solo direttamente dell’alimento), ora superati da un progetto con un meccanicismo giuridico che non ha la prevenzione al centro del sistema, ma la semplice creazione di multiple figure responsabili e, quindi, condannabili per la non conformità, che diventa la prova giudiziaria che il sistema di prevenzione non ha funzionato. Il sistema agroalimentare non solo deve tendere alla perfezione, ma nel progetto di novella sembra essere chiamato a superare anche i principi più volte enunziati, in tema di responsabilità delegate, dalla Suprema Corte. I molini, per la loro struttura organizzativa e produttiva, necessariamente articolata, dovranno adeguarsi ai nuovi obblighi specie in tema di responsabilità apicali, visto che la riforma incide soprattutto sugli aspetti di natura giuridica. Il nuovo art. 5 della L. 283/1962, che per alcuni versi ricalca il vigente art. 5 della L. 283/1962, ben noto ai molini e sovente contestato, si articola su sei punti. Il primo, relativo a comportamenti amplissimi di non conformità commesse per le finalità del commercio all’ingrosso o della distribuzione a molteplici settori di mercato, prevede, come il secondo, pene di reclusione da uno a quattro anni e la pubblicazione della sentenza di condanna. Se i fatti sono commessi per colpa la sanzione è quella (ridotta) della reclusione da sei mesi a due anni; per il commercio al dettaglio o la somministrazione gli stessi fatti sono sanzionati con una pena fino a un anno e l’ammenda da 3 mila a 30 mila euro. Le fattispecie del punto 1 del novellato art. 5 sono dettagliate in maniera simile al complesso della riforma: “Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque prepara, produce, trasporta, importa, esporta, introduce in custodia temporanea o in deposito doganale, spedisce in transito, detiene per il commercio, somministra o commercializza con qualunque modalità alimenti che, per inosservanza delle procedure o dei (1)

requisiti di sicurezza prescritti da leggi o regolamenti nazionali o dell’Unione europea, oppure per il cattivo stato o l’inidoneità delle condizioni di conservazione, per i trattamenti subiti, l’alterazione, la presenza di ingredienti, componenti, cariche microbiche o additivi vietati o superiori ai limiti stabiliti da regolamenti o disposizioni ministeriali, risultino nocivi o inadatti al consumo umano...”. Il punto 2 dell’art. 5 riformato prevede la punibilità nel caso in cui “a causa della falsità o incompletezza delle informazioni commerciali fornite in relazione a essi, il consumo degli alimenti possa comportare effetti dannosi per la salute anche soltanto di particolari categorie di consumatori”. Ancora una volta incappiamo nella dizione “informazioni commerciali”, con i tanti dubbi che possono sorgere sulla sua definizione, sull’ampiezza di esse (si pensi a una pluralità di supporti utilizzati per le “informazioni commerciali” e le varie declinazioni per lo stesso prodotto), sulla loro capacità di raggiungere i destinatari ecc. Ma l’insidiosità della novella pare risiedere in quelle “particolari categorie di consumatori”. Orbene, le categorie sono quelle note e già oggetto di tutela di legge (ad esempio, i consumatori affetti da malattia celiaca), o anche quelle composte da un numero eventualmente limitato di con-

sumatori affetti da malattie anche rare e non considerate dall’ordinamento giuridico alimentare? L’indeterminatezza della novella pare porre significative criticità sul punto della legalità dell’obbligo. In attesa di un eventuale giudizio di legittimità, la reazione degli operatori economici non potrà che essere l’adozione di informazioni (legali e facoltative) improntate alla propria eventuale futura attività difensiva. Il principio di precauzione, sovente evocato in scritti e convegni fino ad ora in maniera legalmente poco fondata, entra a far parte del diritto interno nazionale come misura e sanzione direttamente applicabile agli operatori economici(1), con l’art. 5-ter che dispone: “Quando le condotte di cui all’articolo 5 riguardano alimenti o sostanze, di cui non è stata definitivamente accertata la pericolosità per la salute, individuati dalle misure che attuano in materia di sicurezza alimentare

I MOLINI DOVRANNO ADEGUARSI AI NUOVI OBBLIGHI SPECIE IN TEMA DI RESPONSABILITÀ APICALI

Il principio di precauzione è già presente nel sistema giuridico nazionale sia per effetto di norme unionali, sia in base a discipline interne, quali il Dlgs. 206/2005, art. 107, 5), ma opera quale strumento a disposizione del potere legislativo o degli organi di controllo.

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il principio di precauzione, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 15 mila a 75 mila euro per le violazioni di cui ai commi 1 e 2 dell’articolo 5, e la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.500 a 15 mila euro per le violazioni di cui ai commi 3 e 4 dell’articolo 5”. Nel diritto Ue (art. 191 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea), il principio di precauzione - che non può mai giustificare decisioni arbitrarie - dal punto di vista sanitario alimentare consiste nell’adottare misure, ad esempio giuridiche, a fronte di un possibile pericolo per la salute umana, animale o vegetale nel caso in cui i dati scientifici non consentano una valutazione completa del rischio; la misura adottata secondo il principio di precauzione deve soddisfare an-

AZIONI DI DANNO REPUTAZIONALE E MANIPOLAZIONI DI MERCATO ATTRAVERSO L’INFORMAZIONE SONO CONSIDERATE DAL LEGISLATORE

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che il principio di proporzionalità (definito all’art. 5 del Trattato sull’Unione europea). Il peculiare principio di precauzione italiano è invece di sanzionare l’operatore alimentare quando “non è (sia, ndr) stata definitivamente accertata la pericolosità per la salute”. Mentre parrebbe forse più significativa l’eventuale sanzione nel caso di mancata adozione di misure di precauzione, laddove essere apparissero, valutate prognosticamente e scientificamente, utili e proporzionali. Dal principio di precauzione a tutela della salute secondo il diritto Ue, il progetto passa (salva diversa lettura del testo) alla sanzione precauzionale senza la necessità che sia accertata la pericolosità dell’alimento. La lavorazione di grandi masse di prodotto espone, come già detto, particolarmente il mondo dei mugnai, che potrebbero essere chiamati ad agire, per il principio di precauzione, sia attraverso blocchi dei prodotti e richiami, ma anche con accertamenti e studi di pericolosità che attualmente non ricadono negli obblighi degli operatori alimentari. Un altro articolo della riforma spicca, a parere di chi scrive, per particolare interesse: si tratta del nuovo art. 12-ter, sempre della L. 283/1962, che introduce la diffida sanzionata. Riguarda “Le contravvenzioni in materia di alimenti, sicurez-

za, tracciabilità e igiene alimentare che non hanno cagionato danno o pericolo concreto e attuale di danno alla salute pubblica e alla sicurezza alimentare e la cui realizzazione dipende da rischi inerenti a un contesto produttivo, organizzativo, commerciale o comunque di lavoro, che possano essere neutralizzati o rimossi”. Non avendo cagionato danno o pericolo concreto o attuale danno alla salute o alla sicurezza e potendo essi essere neutralizzati o rimossi, l’autorità procedente impartisce al contravventore un’apposita prescrizione, fissando per la regolarizzazione un termine non superiore al periodo di tempo tecnicamente necessario e comunque non superiore a sei mesi. Quando risulti l’adempimento della prescrizione, l’organo accertatore ammette il contravventore a pagare in sede amministrativa, nel termine di trenta giorni, una somma pari a un terzo del massimo dell’ammenda stabilita per la contravvenzione commessa, e ciò estingue il reato.

Il conflitto di interessi Punto F. La visione contenuta nel progetto di riforma, nonostante riconosca implicitamente alla filiera agroalimentare un ruolo molto importante per lo Stato, è totalmente ignara di fronte a temi quali il conflitto di interessi e l’uso illecito di informazioni professionali. La mancanza di trasparenza tra soggetti che forniscono servizi, consulenze, pareri, assistenza e li propagandano sui mass media, anche pubblici, senza dichiarare di essere cointeressati, o adottano posizioni scientifiche senza precisare eventuali conflitti di interesse, costituisce un elemento destabilizzante per i consumatori e, quindi, anche per il mondo produttivo che deve far fronte a questi fenomeni. Collaterali sono poi altri comportamenti che potrebbero essere di interesse del Legislatore: le azioni di danno reputazionale, le manipolazioni di mercato attraverso l’informazione: insomma, tutti quei casi in cui è presente un’interessenza, il più delle volte schermata, dovuta a più ruoli di un soggetto o gruppi di persone non neutrali nelle scelte e nei pareri, senza almeno la necessaria comunicazione verso i consumatori e gli operatori. Di recente, l’Autorità Garante si è

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nuovamente occupata di pubblicità occulta nel quadro dell’“influencer marketing”, fenomeno certamente interessante ma, di fatto, meno insidioso di chi utilizza, ad esempio, mezzi di comunicazione propri, o comunque dove è possibile esercitare un potere effettivo di direzione o condizionamento, orientando scelte pubbliche o private senza dichiarare i propri interessi coincidenti o contrapposti a seconda dei casi. Osservai a suo tempo come anche il fenomeno degli strumenti informatici (App et similia) che consiglino, ad esempio, la bontà nutrizionale di un alimento o altre “qualità”, dovrebbe essere sotto controllo scientifico e ufficiale ed esente da conflitti d’interessi, altro aspetto del tutto ignorato nel progetto. Eppure, la filiera agroalimentare, almeno nella visione del Legislatore della riforma, è di tale rilevanza pubblica da rendere opportuna la costruzione di un’impalcatura sanzionatoria che pochissimi altri settori produttivi o economici possiedono. E ciò avviene non nel quadro di norme Ue, ma per una scelta nazionale che allontana la normativa locale da quella degli altri principali Paesi. La tematica delle informazioni false o dettate da conflitti di interesse è di significativa attualità per i molini, sovente sottoposti a critiche ingiustificate, dalla denigrazione dei loro prodotti, fino alle comparazioni scorrette (si pensi agli aspetti salutistici e nutrizionali, ma anche a quelli ambientali). La carenza di una rafforzata tutela avverso attacchi infondati (ma normalmente ben remunerati o comunque frutto non di iniziative personali e isolate), non qualifica il progetto di riforma.

nabili non solo per comportamenti dolosi o colposi, ma configurati al limite, e forse oltre, della responsabilità oggettiva. Condizione che può annullare l’utilità e la logica delle norme in tema di controlli ufficiali e autocontrolli propri della disciplina Ue e che l’Italia deve comunque adempiere e formalmente rendere applicate. Pare che il Legislatore nazionale prenda poco in considerazione non solo il commercio e l’industria nei suoi rapporti internazionali, e quindi la necessità di adeguarsi a norme diverse, ma anche al fatto che pure navi e aeromobili italiani nei viaggi internazionali imbarchino prodotti che possono essere conformi alla norma

I PRODUTTORI ITALIANI DI SFARINATI POTREBBERO DOVER AFFRONTARE PIÙ DIFFICOLTÀ RISPETTO A QUELLI DI ALTRI PAESI

del Paese di rifornimento, ma non necessariamente a quella di bandiera del mezzo, creando così un vulnus a un settore economico rilevante per lo Stato. Certamente problematico sarà il rispetto degli accordi internazionali, così come l’applicazione del principio di libera circolazione intra-unionale per prodotti che rispondano a norme del Paese produttore o venditore, laddove l’alimento importato non risponda a un criterio o a un meta-criterio nazionale italiano (si pensi alle diverse visioni su temi relativi alla nutrizione, alla qualità, all’origine, tanto per citare alcuni degli argomenti sui quali certamente, a parità di norme formali Ue, non esiste una perfetta equivalenza valutativa nei vari Stati dell’Unione). Oltre all’aumento delle sanzioni e all’ingestibilità delle condanne, con l’adozione dei principali benefici di legge, pare allargarsi la forbice fra il trattamento giuridico nazionale italiano e quello dei Paesi più direttamente concorrenti, nei quali la sanzione penale non solo è di cornice ma è applicata di rado, anche per ipotesi di reato che il Legislatore nazionale italiano, già oggi, tratta con procedimenti penali e sanzioni amministrative signifi-

La responsabilità oggettiva Come ulteriori osservazioni “trasversali” al compendio del progetto di riforma, tra le tante possibili noto che tutto il complesso delle norme che hanno al centro la sicurezza alimentare e che dal punto di vista legislativo si basano sul Reg. (Ue) 2017/625, con le decine di Regolamenti di esecuzione che ne conseguono, piuttosto che sui Regg. (Ce) 852 e 853 del 2004, sfumano di importanza visto che il sistema nazionale italiano, pur essendo una particella del mosaico unionale, con la riforma si incentra su fatti sanzio-

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cative. Il sistema della produzione degli sfarinati si trova, e a maggior ragione si troverà, a competere con maggiori difficoltà rispetto a colleghi di filiera operanti in altri territori. Forse non si sta sfruttando l’occasione per ordinare il sistema, razionalizzarne e ridurne le disposizioni, standardizzarne la nomenclatura secondo i criteri unionali e attivare una protezione del sistema dagli attacchi che provengono da soggetti stranieri più supportati dai propri Paesi.

Conclusioni La difesa, anche strategica, della produzione agroalimentare necessita, a mio parere, di discipline giuridiche che non ne tratteggino un contorno, che a me pare ingeneroso, di una filiera improntata a gravi, frequenti e speciali criticità. L’immagine di un sistema (e di un Paese), come possiamo vedere osservando il comportamento di Stati a noi vicini, è un bene immateriale ma con effetti molto concreti. Il fornire l’immagine di una filiera dai grandi rischi e capace di generare tanta ansietà specie su alimenti fondamentali -

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e gli sfarinati sono tra quelli - per la produzione nazionale, come se la produzione agroalimentare comportasse rischi per il consumatore diversi da territorio a territorio e maggiori in Italia, può danneggiare, in primis, le esportazioni, quindi la

competizione globalizzata, e in secundis la scelta dell’Italia quale Paese dove investire e impiantare nuove attività o ingrandire quelle esistenti. Giuseppe Maria Durazzo

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FOCUS

Una guida dedicata ai cereali biologici A guide for organic cereals

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FOCUS

I

n recent years, organic agriculture has recorded a steady growth in consumer demand as well as a growing interest from the institutions, both at CAP and national level. As the commitment to a new CAP focused on the environmental sustainability of agricultural production continues, the Ministry of Agriculture and Forestry has committed significant resources to support organic

farming, within the National Rural Network and, in particular, agronomic research, operators’ training and the widespread dissemination of industry data. This is the framework in which the ‘Cereals Notebook’ has been created; it is focused on a very important agricultural sector for Italy, given our role not only as producers and processors, but also as exporters and importers.

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N

egli ultimi anni l’agricoltura biologica ha registrato una costante crescita della domanda da parte dei consumatori e un crescente interesse delle istituzioni a livello sia di Politica agricola comune, sia nazionale. Mentre prosegue l’impegno per una nuova Pac incentrata sulla sostenibilità ambientale della produzione agricola, in grado di assicurare un futuro all’agricoltura europea, il Mipaaf ha impegnato notevoli risorse a sostegno del biologico, sia nell’ambito della Rete Rurale Nazionale, sia in particolare per quanto riguarda la ricerca agronomica, la formazione degli operatori e la diffusione capillare dei dati di settore. È in questo contesto che rientra il “Quaderno dei cereali”, uno strumento informativo che prende in considerazione un settore dell’agricoltura molto importante per l’Italia, visto il nostro ruolo non solo di produttori e trasformatori, ma anche di esportatori e importatori. Il Quaderno è dedicato a tutti gli attori che si occupa-

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FOCUS

IL QUADERNO SI FOCALIZZA SUL TESSUTO PRODUTTIVO DEI CERALI BIOLOGICI no, si interessano o guardano con curiosità al mondo dei cereali biologici, fornendo numerosi spunti per una conoscenza più approfondita del contesto produttivo, degli aspetti e dell’andamento dei mercati, senza dimenticare i più recenti progressi della ricerca.

Il tessuto produttivo Per cominciare, il Quaderno si focalizza sul tessuto produttivo dei cereali biologici, la cui analisi considera due ambiti principali: le superfici investite e gli operatori coinvolti, con un dettaglio di approfondimento che arriva al livello regionale. Lo scopo è comprenderne le caratteristiche per rafforzare le capacità strutturali delle singole imprese, tenendo conto delle opportunità e delle peculiarità che ciascun territorio offre, e individuare così dei modelli di filiera che, nelle diverse aree del Paese, riescono a garantire efficienza produttiva ed economica garantendo buoni livelli di cooperazione tra i diversi stakeholders, nonché performance positive in termini di sostenibilità e impatto sull’ambiente e sui consumatori. Per l’analisi dell’evoluzione delle superfici si fa riferimento ai dati

Sinab (Sistema di Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica) al 31 dicembre dell’anno e si è preso in considerazione l’ultimo triennio (2015-2017), quindi il 2010 come anno di confronto. La rilevazione del Sinab risponde alla necessità di ottemperare agli obblighi comunitari in materia di trasmissione delle informazioni statistiche relative all’agricoltura biologica, come definito dall’art. 36 del Reg. (Ce) n. 834 del 28 giugno 2007 e dall’art. 93 del Reg. (Ce) n. 889 del 5 settembre 2008, in quanto gli Stati membri devono trasmettere annualmente alla Commissione le suddette informazioni statistiche. In

riferimento a tali obblighi, il Mipaaf ha elaborato le disposizioni per la loro attuazione attraverso il D.M. 2049 del 2012 e il D.M. 6793 del 2018, in cui all’art. 9 si definisce la trasmissione delle informazioni al Ministero da parte degli organismi di controllo. Il lavoro di indagine sugli operatori è condotto attraverso il numero, la categoria (produttori, preparatori e importatori) e la tipologia di attività (commercializzazione, confezionamento, etichettatura, frigoconservazione, magazzinaggio e trasformazione) in cui chi esegue le preparazioni è coinvolto. L’analisi, realizzata a livello nazionale e regionale, si basa sui dati presenti nel Sistema Informativo Biologico (Sib). Si tratta dei dati amministrativi relativi alla notifica di attività con metodo biologico, ai sensi del D.M. n. 2049 del 1 febbraio 2012.

Superficie nazionale La superficie nazionale a cereali si aggira attorno ai 3,5 milioni di ettari (Istat, 2016) e, di questi, l’8,7% è rappresentato dalle produzioni biologiche. Le superfici a cereali biologici incidono sul totale seminativi biologici per il 39%, con una superficie complessiva di 305.871 ettari, di cui il 29,6% in conversione. A livello compositivo, in relazione ai dati di dettaglio rilevati, le tre colture principali sono: grano (duro

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FOCUS

EVIDENTE IL TREND DI CRESCITA DELLE SUPERFICI BIO A MAIS, GRANO TENERO, FARRO E ORZO e tenero), farro e orzo che, complessivamente, incidono sul totale cereali per oltre il 70%. Il frumento duro raggiunge il 41,8%, il frumento tenero e il farro il 17%, l’orzo il 13%. Il restante 30% è costituito da avena (21.571 ettari), riso (15.407 ettari), mais (15.390 ettari), triticale (4.025 ettari), segale (393 ettari) e da altri cereali (29.464 ettari). L’incidenza delle singole colture biologiche sul totale coltivato evidenzia come orzo e avena sono quelle con il peso maggiore, poco sopra la media si collocano il frumento duro e tenero, mentre sotto la media troviamo riso (6,3%) e mais da granella (2,4%), due colture cerealicole indubbiamente più complesse da ottenere in regime di coltivazione biologica (GRAFICO 1). L’analisi delle superfici investite a cereali biologici evidenzia una rilevante crescita di medio-lungo periodo, a testimonianza dell’interesse suscitato dalla loro coltiva-

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GRAFICO 1

INCIDENZA SUPERFICI BIOLOGICHE SU SAU TOTALE - ANNO 2017

Fonte: dati Sinab e Istat 2016

zione, e solo nell’ultimo biennio osservato si è registrato un rallentamento. L’evoluzione delle superfici nel biennio 20162017 indica, infatti, un incremento contenuto del 2,1%, valore inferiore rispetto all’aumento totale delle superfici biologiche nazionali, che per lo stesso periodo è pari al 6,3%. Nel dettaglio, si riscontra la flessione di importanti colture come il grano duro e il riso, che segnano contrazioni del -6,8% e del -7,2%, mentre è assai

evidente il trend di crescita delle superfici a mais, grano tenero, farro e orzo, con incrementi, rispettivamente del 36,1%, 22,6% e 17,6%. Estendendo l’analisi al periodo 2015-2017, i cereali nel complesso hanno segnato un’espansione di circa 80 mila ettari, pari al 35,3%. In particolare si registrano crescite consistenti per grano duro (+35%), grano tenero e farro (+91,7%), orzo (+33,1%), con un aumento totale di oltre 60 mila ettari. Inol-

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FOCUS

GRAFICO 2

ANDAMENTO DELLE SUPERFICI BIOLOGICHE A CEREALI - ANNI 2015-2017

Fonte: dati Sinab

tre, risultano interessanti anche i rialzi di riso (+24%) e mais da granella (+69%) (GRAFICO 2 e TABELLA 1). A ulteriore dimostrazione della crescita del comparto cerealicolo biologico nazionale, risulta utile il confronto con l’anno 2010. Infatti, nel corso degli 8 anni considerati (2010-2017), i cereali hanno avuto un incremento del 56,9%, che corrisponde a un aumento assoluto di 110.897 ettari (TABELLA 2).

Superfici regionali a cereali L’analisi della distribuzione per area geografica delle superfici biologiche a cereali in Italia rivela una maggiore concentrazione nel Sud Italia, che detiene il 38% della superficie nazionale con 116.738 ettari, cui seguono, con una distribuzione piuttosto omogenea, il Nord con 65.233 ettari (21%), le Isole con 62.591 (20%) e il Centro con 61.309 ettari (20%). Una di-

TABELLA 1

DURO, TENERO E ORZO SONO I CEREALI BIO STOCCATI DAL MAGGIOR NUMERO DI CENTRI

SUPERFICI BIOLOGICHE (ha) - ANNO 2017

Fonte: dati Sinab

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FOCUS

TABELLA 2

SUPERFICI BIOLOGICHE A CEREALI (ha) ANNI 2010-2017

Fonte: dati Sinab

stribuzione che, d’altra parte, conferma il maggiore orientamento alla produzione cerealicola del Mezzogiorno, soprattutto per quanto riguarda il grano duro. Aggregando le otto regioni del Sud e le Isole emerge che in esse sono coltivati il 59% dei cereali biologici, vale a dire 179.329 ettari. Nel dettaglio, Sicilia e Puglia presentano la maggior parte della superficie biologica a cereali con il 36% del totale, mentre il 45% dei cereali bio è coltivato in sei regioni: Basilicata, Emilia Romagna, Toscana, Lombardia, Marche e Calabria; solo il 5% delle superfici, con 160 ettari, si trova in tre regioni: Trentino Alto Adige, Liguria e Valle d’Aosta. A livello regionale è possibile rilevare che su 100 ettari di superficie coltivata a cereali, in Sicilia, Basilicata e Calabria oltre il 15% sono biologici (con valori superiori al dato nazionale totale del 15,2%). In Puglia, Toscana e Lazio i valori sono compresi tra il 12% e il 14%. In Emilia Romagna, Marche, Campania, Umbria e Abruzzo l’incidenza totale dei cereali è compresa tra 6% e il 9% (con valori prossimi all’8,7% dei cereali biologici totali); mentre si registrano valori

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FOCUS

GRAFICO 3

INCIDENZA SUPERFICIE BIOLOGICA A CEREALI SU TOTALE SAU PER REGIONE ANNO 2017

Fonte: dati Sinab e Istat 2016

di incidenza inferiori al 5% in tutte le altre regioni (GRAFICO 3). Tutto sommato, la serie storica delle superfici coltivate a cereali biologici risulta variabile da regione a regione, con variazioni non sempre positive di anno in anno. Il confronto tra gli anni 2010 e 2017 evidenzia comunque condizioni di crescita per quasi tutte le regioni, eccezion fatta per Liguria, Abruzzo e Sardegna. Infine, come scritto in precedenza, l’espansione di oltre 110 mila ettari ha riguardato per oltre il 70% Puglia, Sicilia, Basilicata, Lombardia, Emilia Romagna e Toscana.

Le varietà di cereali utilizzate in Italia La scelta delle varietà di cereali utilizzate per l’agricoltura biologica è una questione molto complessa, anche perché legata alla possibilità, prevista dal Regolamento europeo, dell’uso in deroga di semente convenzionale. Diversi sono i programmi di ricerca avviati sul tema e il Mipaaf ha istituito un’apposita Banca Dati Sementi per la verifica della disponibilità commerciale di sementi da agricoltura biologica. Il funzionamento della banca dati è supportato da un tavolo tecnico, appositamente istituito, incaricato di predisporre e aggiornare specifiche liste varietali. Nella Banca dati del Crea-Dc, ente che ha gestito il rilascio delle deroghe per l’uso di semente convenzionale, per il 2017 ri-

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sultano richieste di utilizzo in deroga per 128 varietà di frumento duro, 144 varietà di frumento tenero e 72 varietà di riso, escluse le varietà non iscritte, le sperimentali e i miscugli di frumento duro e tenero. Evidenziando le prime 10 varietà in termini di peso in kg di seme sul totale, risulta che le varietà di frumento duro Core, Simeto, Odisseo, Quadrato, Iride, Credit, Opera, Antalis, Miradoux e Marco Aurelio incidono per il 46,1% del totale, mentre le varietà di frumento tenero Bologna, Giorgione, Rebelde, Solehio, Metropolis, Nogal, Pr22r58, Palesio, Bandera e Altamira incidono per il 65,7%. Infine, le varietà di riso Selenio, Centauro, Brio, Ronaldo, Gladio, Onice, Volano, Baldo, Cerere e Carnaroli incidono per il 63,3% del totale.

I centri di stoccaggio dei cereali biologici A corollario di quanto descritto, non può certo mancare una riflessione sui centri di stoccaggio dedicati ai cereali biologici. Nel “Censimento sulle strutture di stoccaggio dei cereali”, effettuato da Ismea nel 2018, all’interno della scheda centri è stata inserito un quesito sui volumi di granaglie biologiche stoccati per ciascun cereale immagazzinato nel centro. Nonostante il settore del biologico sia ormai strutturato, la raccolta di queste informazioni si è rivelata difficoltosa per molti centri che non registrano con precisione tali dati. Ec-

co, nondimeno, alcune considerazioni di carattere qualitativo sulla base dei dati raccolti. I cereali stoccati dal maggior numero di centri sono il frumento tenero, l’orzo e il frumento duro. Relativamente a questi tre cereali, i centri che, al momento del censimento, hanno saputo indicare i volumi di quantità stoccate sono circa 3 su 4 e, tra questi, quelli che hanno fornito anche le quantità di biologico stoccato sono circa 1 su 5. Risalta il farro biologico in quanto stoccato da 1 centro su 2 tra quelli che hanno dichiarato una quantità di farro stoccata. Prendendo a riferimento solo i centri che hanno indicato i volumi di biologico stoccato, risulta una quota di quest’ultimo, rispetto al totale stoccato da questi stessi centri, che oscilla tra il 10% e il 20% circa. I dati del censimento mostrano inoltre che, sebbene i centri che stoccano il mais e che sanno distinguere il biologico siano solo il 6%, per questi complessi la quota di biologico stoccato è in linea con il frumento duro e il frumento tenero. Infine, per girasole, farro, soia, riso e avena, granaglie stoccate in un numero ridotto di centri e con volumi più contenuti, si riscontra una percentuale di biologico stoccato elevata, superiore al 50% nel caso del girasole, del farro e della soia. Caso a sé il sorgo biologico, indicato da un numero ridotto di centri, che presenta una quota minima di stoccaggio rispetto al totale del sorgo immagazzinato. a cura di Ismea

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TECNICHE DI ESSICCAZIONE Drying techniques

La tempra automatizzata dei cereali (parte I) Automated tempering of cereals (Part I) UNA NUOVA FRONTIERA PER L’ESSICCAZIONE A NEW FRONTIER FOR DRYING

di Fabio Pedrotti Amministratore e socio titolare di Pedrotti srl

T

his article focuses on tempering, a counterintuitive technique that allows significant

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improvements to be reached in the process; it is scientifically justified and proven by at least forty

years of experiments and research work from institutes, universities and agronomy laboratories all

over the world. The tempering process, as one might guess from its name, is a two-phase process of

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Drying techniques TECNICHE DI ESSICCAZIONE

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L’AUTORE

FABIO PEDROTTI Fabio Pedrotti nasce a Brescia nel 1980 e cresce accanto all’azienda di famiglia, la Fratelli Pedrotti Srl, fondata più di sessant’anni fa. Lì si è formato fra i vari modelli di essiccatoi, i disegni tecnici e i test effettuati nei piazzali da suo padre, Adriano Pedrotti. Dopo gli studi tecnici e aver appreso le basi dei sistemi progettuali e di disegno, si trasferisce a Bologna dove si laurea alla facoltà di Lettere e Filosofia con il massimo dei voti. Socio titolare e membro del Cda della storica azienda familiare, da più di sette anni si occupa di logica digitale, design e marketing, mentre come responsabile del team R&D della Pedrotti Srl sviluppa progetti innovativi per l’ambito essiccativo, migliorando impatto ecologico, consumi ed efficienza degli essiccatoi di produzione, realizzando sia nuovi metodi di approccio al cereale, sia prototipi di macchine destinati, dopo le intense batterie di test di laboratorio, a entrare nel mercato.

heating and cooling the seed; it is carried out cyclically and takes the seed through one or more phases of hot-air heating and hot-air

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l processo di essiccazione è necessario per uno stoccaggio sicuro del cereale, per evitare la formazione di muffe e il processo di decomposizione che naturalmente si innesca poco tempo dopo la mietitura, e prevede normalmente due fasi: 1) L’erogazione di aria calda, dove il flusso investe il cereale asportando gran parte dell’umidità in esso naturalmente contenuta dopo la mietitura; 2) Il raffreddamento dei semi con aria fredda, per evitare che venga riassorbita l’umidità ambientale in fase di scarico e stoccaggio. Queste fasi sono quelle principalmente impiegate dagli operatori agricoli che si occupano di processi di stoccaggio e conservazione dei cereali. Ma, come vedremo, sono basiche e

interruption. This means that the grain “rests” outside the reach of the hot air, and then resumes drying after a fixed break time. Thanks to this

dispendiose in termini energetici, se paragonate ad altri metodi. Perché, come a volte accade, esistono tecniche apparentemente contro-intuitive, quindi poco conosciute e praticate, che consentono sensibili miglioramenti nel processo, scientificamente motivate e comprovate da almeno quarant’anni di esperimenti e ricerche provenienti da istituti, università e laboratori agronomi di tutto il mondo. Grazie a queste tecniche innovative oggi è possibile ottenere un cereale essiccato con una minore spesa in termini di energia e combustibile utilizzati e, al tempo stesso, garantire una qualità superiore dello stesso, sia per quanto riguarda i principi nutritivi contenuti nel cereale secco, sia di indice di resa (nel riso, ad esempio, rappresenta la quan-

innovative technique, it is now possible to have dried cereals with a lower amount of energy and fuel, yet ensuring a higher-quality product.

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Drying techniques TECNICHE DI ESSICCAZIONE

CON LE TECNICHE INNOVATIVE SI OTTENGONO CEREALI ESSICCATI CON MINORE SPESA DI ENERGIA E COMBUSTIBILE

tità di fessurazioni e rotture all’interno del seme processato stabilendone il prezzo finale), nonché in termini di qualità molitoria e, quindi, della resa di lavorazione delle sementi. In questo articolo ci occuperemo pertanto della principale e più efficiente tra le tecniche di essiccazione meno conosciute: la tempra, detta anche rinvenimento del cereale.

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Cos’è la tempra e come funziona Il processo di tempra, come si può intuire dal nome, è un procedimento bifasico di riscaldamento e raffreddamento del seme effettuato ciclicamente, che lo porta ad attraversare una o ripetute fasi di riscaldamento con aria calda e di interruzione

dell’erogazione della stessa. Tale procedimento, che in ambito metallurgico è ben conosciuto e utilizzato per migliorare la resistenza del metallo prodotto - riscaldandolo e raffreddandolo in modo alternato in acqua fredda più e più volte - trova la sua applicazione anche in ambito di essiccazione cerealicola sebbene con intenti molto diversi quali, appunto, la riduzione dei consumi energetici del processo e l’aumento della qualità finale del prodotto. Per comprendere il meccanismo su cui si basa questo “magico” metodo che promette di migliorare il prodotto finale diminuendo i consumi, occorre ricordare la composizione fisica del seme al suo inter-

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Drying techniques TECNICHE DI ESSICCAZIONE

LA TEMPRA È UN PROCEDIMENTO BIFASICO DI RISCALDAMENTO E RAFFREDDAMENTO DEL SEME no. Da un punto di vista dell’essiccazione, il seme va immaginato come se fosse un corpo doppio: pensate a una palla da bocce che ne contiene una da golf nel proprio nucleo. Quando il seme viene investito dall’aria calda le particelle di acqua che vengono trasportate dal flusso riscaldato sono cedute dalla parte esterna del seme, mentre il “cuore” continua a trattenere l’umidità (FIGURA 1). Questo è il motivo per cui la fase più dispendiosa in termini energetici di ogni processo essiccativo è quella finale, indicativamente a partire dal 18% di umidità in poi. Quindi, se inizialmente il processo di evacuazione di acqua avviene velocemente cedendo all’aria calda direttamente dalla parte più esterna del seme, quella finale è molto più lenta. Sostanzialmente ciò avviene perché l’evacuazione dell’umidità implica necessariamente anche una migrazione delle particelle di umidità dall’interno fino all’esterno del seme, che fino a quel momento ha ceduto con facilità la sua umidità esterna, essudandola, ma che ora deve essere estratta dal centro. Si potrebbe pensare che per essiccare il cereale oltre il 18% sarebbe utile aumentare

FIGURA 1

il flusso di aria calda per velocizzare il processo, ma questo metodo risulta inefficace e addirittura controproducente per diversi motivi. All’ovvio aumento dei consumi che questa scelta comporterebbe, va infatti aggiunto il degradamento delle proprietà sia fisiche sia nutrizionali del seme, che risulta proporzionale all’aumento della portata e della temperatura dell’aria. Non è né evidente né intuitivo, ma essendo la parte esterna del seme già secca a tutti gli effetti, più che estrarre l’acqua dall’interno, un eccesso di aria calda indurisce l’esterno del seme, con la conseguenza di rendere ancor più difficoltosa la migrazione dell’umidità centrale verso la

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Drying techniques TECNICHE DI ESSICCAZIONE

superficie. Quindi, più ci si accanisce nella fase finale di essiccazione, meno si ottengono risultati ottimali. Il seme, infatti, reagendo all’eccessiva aria calda incorre in un fenomeno chiamato “vetrificazione”, che oltre a indurire la pelle rallentando la migrazione delle particelle d’acqua, induce un fenomeno di fessurazione e crepe nella struttura del seme.

Il “riposo” del cereale Un metodo che può risolvere questo tipo di inconveniente è appunto la tempra. Con essa il cereale “riposa” fuori dalla portata dell’aria calda, per poi riprendere l’essiccazione dopo una pausa stabilita. È, come si diceva all’inizio, contro-intuitivo, ma il percorso migliore per estrarre le particelle di acqua dal “cuore” del seme è lasciarlo a riposo senza sollecitazioni termiche: si spengono bruciatori e ventole. Solo allora l’umidità sarà naturalmente in grado di migrare verso l’esterno per semplice capillarità e senza che si debba intervenire in altro modo (FIGURA 2). Possiamo infatti immaginare la struttura dell’endosperma del seme come fosse legnosa: in assenza di sollecitazioni l’umidità tende sempre a diventare omogenea in tutto il materiale, distribuendosi capillarmente appena ne ha la possibilità. È dunque chiaro che se si prosegue continuamente a fornire aria calda di essiccazione, senza interruzioni, il processo non porterà a un miglioramento sostanziale della migrazione di acqua, anche se va sottolineato che il riscaldamento del seme per la rimozione degli ultimi punti di umidità - sebbene sia molto dispendioso in termini energetici - presenta tempistiche leggermente più brevi rispetto al processo di tempra. Considerando la concitazione che anima i piazzali in cui viene svolta l’essiccazione,

questo potrebbe essere ritenuto un punto debole per la diffusione del processo, in quanto molti agricoltori preferiranno optare sempre e comunque per la rapidità, piuttosto che puntare sul risparmio energetico e sulla qualità del prodotto, soprat-

LA MIGRAZIONE DELL’UMIDITÀ VERSO L’ESTERNO AVVIENE PER SEMPLICE CAPILLARITÀ

tutto nel settore del mais e delle produzioni intensive. Va comunque detto che diversi report scientifici di ricerca evidenziano, in molti casi, addirittura una coincidenza nei tempi di essiccazione tra un cereale essiccato con la tempra e un’altro essiccato con la classica esposizione costante al flusso di aria calda.

Il gradiente di umidità Ora, i tempi di essiccazione con e senza tempra spesso coincidono. Durante l’essiccazione l’aria calda, investendo la parte esterna del cereale, contribuisce alla formazione di quello che viene chiama-

FIGURA 2

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TECNICHE DI ESSICCAZIONE Drying techniques

to gradiente di umidità, ovvero la differenza di umidità tra interno ed esterno. Più il gradiente di umidità è alto durante l’essiccazione, più forte è il rischio di rot-

ture e fessurazioni del seme, oltre alla diminuzione della qualità del prodotto. La tempra consente quindi di ridurre questa differenza, lasciando il tempo alla parte

esterna già secca di chiamare a sé le particelle di acqua rimaste all’interno ancora umido del seme. In questo modo anziché assistere al processo di “vetrificazione”, vedremo l’esterno del seme che si mantiene più morbido, permanendo in quella fase che nel linguaggio del settore viene definita “gommosa”; in altre parole, si impedisce all’esterno del seme di indurirsi eccessivamente, mantenendolo sempre nella condizione di poter far migrare efficacemente l’umidità centrale per rimuoverla con il minor sforzo possibile. L’interruzione del processo di essiccazione consente dunque il trasferimento dell’eccesso di umidità del centro verso l’esterno, compensando progressivamente lo squilibrio. Per cui, dopo una pausa di durata prestabilita, il flusso d’aria calda viene riavviato e il processo di essiccazione riprende con maggiore efficacia rispetto al periodo precedente l’interruzione. Questo fenomeno avviene però in tempi pari a quelli dell’essiccazione tradizionale solo nelle condizioni ottimali di tempra, che variano in base al cereale trattato. Nella seconda parte di questo articolo vedremo nello specifico come ottenere questi risultati. Fabio Pedrotti

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POLITICHE AGRICOLE  Agricultural policies

Obiettivo Pac: trend e finalità dell’agroalimentare CAP target: trends and goals of the agri-food sector

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Agricultural policies  POLITICHE AGRICOLE

O

n 17 June, the Minister for Agriculture, Food and Forestry Policies, Stefano Patuanelli, and the Deputy Head of Unit of the DG-Agri of the European Commission, Ricard Ramon i Sumoy, anticipated the path that farms and the agri-food sector as a whole will have to take in order to follow the wave that the new CAP

regulation will bring along. They spoke during the webinar “Rural development, benefits and opportunities for Italian agriculture: the success stories of the Rural Development Programmes and the communication of the Rural Network”, promoted by Rete Rurale Nazionale. Last Friday, the Council

and the European Parliament reached a provisional political agreement on the future of the European Union’s Common Agricultural Policy for the period 2023-2027. Although the formal approval has not yet been given by the European Parliament in plenary session, the CAP now seems to be a done deal.

LE STRATEGIE DI BRUXELLES E DEL MIPAAF BRUSSELS AND MIPAAF STRATEGIES di Alessandro Massacesi

C

ambiare il mercato agroalimentare è la parola d’ordine che il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Stefano Patuanelli, e il Vice Capo Unità della DG-Agri della Commissione europea, Ricard Ramon i Sumoy, hanno ribadito lo scorso 17 giugno durante il webinar “Sviluppo rurale, benefici e opportunità per l’agricoltura italiana: le storie di successo dei Programmi di sviluppo rurale e la comunicazione della Rete Rurale”, promosso da Rete Rurale Nazionale. Un evento che ha anticipato di poco l’accordo politico provvisorio dello scorso 25 giugno del Consiglio e del Parlamento europeo sul futuro della Politica agricola comune (Pac) dell’Unione europea per il periodo 2023-2027. 340 miliardi di euro di bilancio europeo saranno destinati alla Pac e, di questi, più di 38, a partire dal 2023, andranno all’Italia.

Strategie e condizionalità L’accordo trovato in sede europea vedrà l’introduzione dei piani strategici nazionali che trasferiranno il potere e le responsabilità di attuazione della Pac da Bruxelles agli Stati membri. La Pac sarà quindi anche uno strumento utile per lo sviluppo di

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strategie che dovranno mantenersi in linea con gli obiettivi dell’Unione, fornendo agli agricoltori procedure di transizione verso un sistema alimentare sostenibile. Questo consentirà a ogni Stato membro di definire il proprio percorso di sviluppo tenendo conto delle condizioni locali e fornire un adeguato feedback delle relative performance all’Unione europea. Gli aiuti, però, non saranno indiscriminati: per beneficiare della Pac saranno richiesti dei requisiti minimi. Le aziende agricole dovranno rispettare obbligatoriamente la regola di dedicare almeno il 3% dei terreni coltivabili alla biodiversità e a elementi non produttivi, con la possibilità di ricevere un sostegno, tramite gli eco-regimi, per raggiungere il 7%. C’è poi il tema della dimensione sociale, una vera e propria condizionalità secondo la quale i beneficiari della Pac dovranno rispettare il diritto sociale e del lavoro per ricevere i fondi europei. Inoltre, gli Stati membri dovranno ridistribuire almeno il 10% di queste risorse a beneficio delle aziende agricole più piccole e descrivere nel loro piano strategico come intendono farlo. Il sostegno al reddito per i giovani agricoltori avrà poi un nuovo livello minimo obbligatorio del 3% dei bilanci degli Sta-

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POLITICHE AGRICOLE  Agricultural policies

IL 25% DEI FONDI PAC È VINCOLATO A PRATICHE DI AGRICOLTURA SOSTENIBILE ti membri. Il Parlamento europeo ha richiesto anche una maggiore trasparenza circa i beneficiari finali dei fondi Pac, stabilendo maggiori sanzioni per chi non rispetterà i requisiti Ue.

Polemiche ed eco-regimi L’accordo sulla nuova Politica agricola comune, che rappresenta nel complesso circa un terzo del bilancio pluriennale dell’Unione, stabilisce inoltre le modalità con cui verranno erogati i fondi (fra il 2023 e il 2027), ossia nella seconda parte del bilancio pluriennale iniziato nel 2021 (fino al 2022 saranno in vigore accordi transitori approvati l’estate scorsa). Il compromesso però non soddisfa tutti e sia il partito dei Verdi, sia le associazioni ambientaliste, lo hanno già etichettato come deludente, al punto che persino il vicepresidente della Commissione Europea, con delega al Green Deal, Frans Timmermans, lo ha giudicato “imperfetto”, pur sottolineandone i passi avanti fatti. Tra le molte novità introdotte, quelle di maggior inte-

resse riguardano i cosiddetti “eco-schemi”, cioè la percentuale dei fondi collegata a pratiche di agricoltura sostenibile. Su queste, inizialmente, il Parlamento europeo chiedeva di vincolare almeno il 30% dei fondi, mentre il Consiglio voleva una quota inferiore al 20%. Il compromesso ha infine stabilito che la quota di vincolo si attestasse al 25%, nonostante le critiche ambientaliste alla presenza di un meccanismo che consentirebbe ai Paesi membri che non spendono tutti i fondi legati all’agricoltura sostenibile di usarli per altri scopi con meno vincoli. Il motivo di tanto discutere è che gli eco-regimi sono lo strumento principale per rag-

Ricard Ramon i Sumoy, Vice Capo Unità della DG-Agri della Commissione europea

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giungere gli obiettivi chiave del Green Deal europeo; si parla, infatti, di quasi 49 miliardi di euro in cinque anni riservati alle pratiche agronomiche rispettose dell’ambiente. Tra queste rientreranno l’agricoltura biologica, le pratiche di allevamento per la salvaguardia del benessere animale e le pratiche agricole a basse emissioni di carbonio. Inoltre, almeno il 35% dei fondi per lo sviluppo rurale sarà destinato a impegni agroambientali finalizzati alla promozione delle buone pratiche ambientali, climatiche e relative al benessere degli animali.

Nuovi focus d’impresa Il dibattito sulla Pac continua ma, aldilà delle posizioni politiche, quali sono gli strumenti che aziende e imprenditori dovranno adottare in questo primo step verso la transizione? L’intervento del Vice Capo Unità della DG-Agri della Commissione europea, Ricard Ramon i Sumoy, al webinar promosso da Rete Rurale Nazionale ha già in parte risposto a tale quesito. “Le opportunità dello sviluppo rurale giocano un ruolo molto importante per il futuro sviluppo del settore. Collegare i diversi attori che operano nel territorio, comunicare meglio l’agricoltura e lo sviluppo rurale, rappresentano una sfida in cui tutti dobbiamo investire nei prossimi anni. Dobbiamo raccontare di più e meglio quello che si fa nel mondo agricolo, quello che fanno le nostre comunità agricole”. Comunicazione, quindi, sia sul piano delle amministrazioni pubbliche, sia in capo al-

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POLITICHE AGRICOLE  Agricultural policies

COMUNICAZIONE, SOSTENIBILITÀ, INNOVAZIONE: I NUOVI MUST DELLA TRANSIZIONE VERDE

le aziende, un aspetto che, peraltro, molte aziende italiane stanno da tempo potenziando. La comunicazione, però, non è il solo focus messo in evidenza. Il Vice Capo Unità della DG-Agri della Commissione europea ha infatti sottolineato come nei prossimi anni l’Ue sarà sempre più orientata sul tema della sostenibilità e sul mercato del biologico, settore in cui l’Italia può già vantare un notevole vantaggio. L’accesso ai fondi Ue dovrebbe privilegiare sempre più questo tipo di pratiche, ma non sarà legato come prima al solo settore della coltivazione agricola, bensì si estenderà, in termini sostanziosi, alla spinta delle buone pratiche lungo tutta la filiera di trasformazione e di vendita dei prodotti. L’altro elemento che il settore agroalimentare dovrà perseguire nei prossimi anni è quello dell’innovazione e della digitalizzazione. Su questo punto Ricard Ramon i Sumoy ha fatto esplicito riferimento a una democratizzazione degli strumenti digitali, ritenendo che il percorso di innovazione tecnica dei prossimi anni non dovrà più limitarsi alle grandi realtà del mercato, ma sarà fortemente richiesto un impegno anche alle piccole e medie imprese. Per favorire la transizione l’Ue s’impegna, oltre che con i fondi dedicati al settore, a creare condizioni di semplificazione e sgravi per le aziende che promuoveranno l’innovazione e la digitaliz-

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zazione, anche grazie all’estensione della banda larga sui territori più svantaggiati.

Sostenibilità sociale Biologico e salubrità non sono però i soli cardini della sostenibilità. A margine del suo intervento Ricard Ramon i Sumoy ha, infatti, tenuto a ricordare che oggi la sostenibilità dell’agroalimentare passa anche per quella economica e sociale. La già citata iniziativa per la cosiddetta condizio-

nalità sociale sarà uno dei punti su cui peserà, e molto, la valutazione dell’Unione europea. “Per la prima volta nella storia ci saranno riferimenti precisi al lavoratore del settore agroalimentare. Sarà attivato un meccanismo per garantire che le imprese agricole che prendono i soldi dall’Unione europea siano oggetto di una verifica sia sul rispetto della normativa sul lavoro, sia sulle condizioni di lavoro, strumento che fino a ora non esisteva. Per la prima volta ci sarà un collegamento tra politica agricola e politica sociale”. Alla tutela dei lavoratori e delle condizioni sul posto di lavoro si aggiunge poi un altro focus, quello relativo alle iniziative giovanili. Secondo Ricard Ramon i Sumoy, i giovani riceveranno un altro importante sostegno, oltre ai fondi a loro dedicati per le iniziative di stampo imprenditoriale, mirato a semplificare l’accesso a percorsi che favoriscano la formazione di una nuova classe di imprenditori europei. Questo richiamo ai giovani, tuttavia, non va inteso solo sul piano imprenditoriale, ma implicitamente intende stimolare le aziende a

Stefano Patuanelli, Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali

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Agricultural policies  POLITICHE AGRICOLE

puntare maggiormente sul coinvolgimento professionale delle nuove generazioni. Negli accordi europei sono infatti disposti aiuti per le piccole e medie imprese e per i giovani agricoltori, attraverso l’introduzione di una nuova riserva agricola del valore di 450 milioni di euro per finanziare alcune misure di mercato volte ad affrontare i periodi di crisi.

Mipaaf: 92 milioni di euro all’agricoltura In tutto questo l’Italia non deve rimanere indietro e nello stesso evento del 17 giugno il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Stefano Patuanelli, aveva anticipato come l’Italia si fosse già messa in moto per potenziare e sostenere il settore agricolo e agroalimentare. Il Consiglio dei Ministri, su proposta dello stesso Patuanelli, ha infatti già approvato il decreto legge che istituisce un fondo compensativo a favore delle regioni, per il riequilibrio finanziario fra i territori regionali a seguito del riparto delle risorse relative al Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Fears) per il biennio 2021-2022. Il decreto aggiunge 92 milioni di euro, quale quota di cofinanziamento nazionale, alle risorse Fears già stabilite per le regioni e le provincie autonome, pari complessivamente a oltre 3 miliardi di euro. “Abbiamo superati i criteri storici - sottolinea Patuanelli - e resta confermata la proposta di riparto del Ministero

delle Politiche agricole che prevede, nel primo anno, il 2021, il 90% di criteri storici e il 10% di criteri oggettivi. Il secondo anno, invece, il 70% di criteri storici e il 30% di criteri oggettivi per il riparto”. Ora la palla passa alle regioni e alle province autonome, che dovranno individuare gli interventi da attuare coerentemente ai Piani di sviluppo rurale, evitando lentezze e farraginosità nella spesa. Secondo il Ministro l’aumento di strumenti finanziari non sarà, però, una pioggia di denaro indiscriminata. La delicata situazione che il settore agricolo e alimentare stanno affrontando richiederà una maggiore

PER IL BIENNIO 2021/2022 L’ITALIA HA MESSO A DISPOSIZIONE OLTRE 3 MILIARDI PER L’AGROALIMENTARE attenzione alla spesa, soprattutto sul lato qualitativo. “Abbiamo la possibilità di valutare gli effetti delle diverse misure dei Piani di sviluppo rurale e credo che questa capacità ci porti poi a proporre, anche all’interno del piano strategico nazionale, degli elementi da utilizzare per gestire al meglio le risorse, che comunque avranno le regioni come soggetti centrali per individuare i diversi progetti. Lo dico perché troppo spesso ci si concentra sulla quantità della spesa e forse troppo poco sulla qualità e sugli effetti delle misure che vengono messi in campo. Tutti ci rendiamo conto, ogni giorno di più, di come le risorse risultino sempre limitate rispetto alle esigenze. Monitorare gli effetti delle progettazioni che vengono proposte ai produttori deve essere un elemento centrale per valutare la qualità dei programmi e un obiettivo che ci dobbiamo porre proprio per impostare il piano strategico nazionale, indirizzandolo laddove è necessario investire con più forza”. Alessandro Massacesi

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LE AZIENDE INFORMANO  Supplier  news

Molini Valente e Ocrim: una partnership vincente

Vista dall’alto di Molini Valente

L

o scorso 31 maggio Molini Valente ha collaudato una nuova linea da 3 t/h che prevede lo stoccaggio, il trasporto e il dosaggio di miscele di diversi tipi di cereali per ottenere farine speciali per la produzione di prodotti alimentari di tendenza, anche attraverso la macinazione a pietra. Andrea Valente, presidente di Molini Valente-Nova Spa, ha fortemente voluto questa nuova linea per soddisfare le richieste dei top player mondiali del mercato alimentare e ha scelto Ocrim per realizzarla perché partner storico e “collaudato” da oltre vent’anni. Era, infatti, il 1998 quando Ocrim realizzò per la famiglia Valente un impianto per la trasformazione del grano tenero da 400 t/24h nello stabilimento di Felizzano (Al) che, grazie alla sua versatilità, ha aiutato l’azienda a

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migliorare la sua posizione nel mercato delle farine tradizionali. Già allora l’arguzia e la lungimiranza dei Valente li avevano portati ad affidare a Ocrim la realizzazione di un impianto che prevedesse già diverse soluzioni per eventuali futuri sviluppi. Oggi, una delle idee di allora è diventata un’avveniristica realtà: una linea altamente performante che ha contribuito a rendere l’impianto di Molini Valente unico in Italia per caratteristiche e peculiarità sia da un punto di vista diagrammistico che impiantistico. La nuova linea integrata che, se richiesto, alimenta l’impianto esistente, consente di ottenere numerose tipologie di farine e prodotti assimilabili, anche in virtù della presenza dell’innovativo sistema di macinazione a pietra BioStoneMill e a un sofisticato processo coordinato di miscela-

zione. Molini Valente, in questo modo, è in grado di garantire versatilità e risposte puntuali a un mercato sempre più complesso, articolato, esigente e in continua evoluzione. In occasione di questa nuova installazione, Molini Valente ha deciso di ammodernare l’impianto di automazione del molino e di integrarlo con i sistemi informatici aziendali. Ma la vera rivoluzione dal punto di vista dell’automazione riguarda la nuova linea: infatti, per questa è stato scelto il pacchetto completo managment@mill di Ocrim, portato al top di gamma per gestire in modo preciso la tracciabilità di ogni lotto di materia prima/prodotto. Andrea Valente, il giorno del collaudo, ha affermato: “Nel 2009 abbiamo iniziato un percorso di ricerca e sviluppo sulle farine innovative e nel 2011 abbiamo messo a

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Supplier  news  LE AZIENDE INFORMANO

La nuova linea da 3 t/h realizzata da Ocrim

Macina a pietra BioStoneMill

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punto la linea “Vitala”, che oggi comprende miscele di diversi cereali, erbe, spezie, alghe: solo ingredienti naturali per un mercato sempre più orientato verso prodotti salutari. Da qui la necessità di mettere a punto, insieme a Ocrim, nuove linee di produzione che, interfacciate tra loro e collegate al nuovo impianto di termotrattamento di ultima generazione, ci consentono di produrre maggiori quantità con maggiore flessibilità, così da garantire ai nostri clienti un’ampia possibilità di differenziazione del prodotto in totale sicurezza. Siamo molto soddisfatti dell’impegno profuso da Ocrim per conseguire questi obiettivi”. Alberto Antolini, amministratore delegato di Ocrim, ha aggiunto: “Nel novembre del 2019, quando è stato siglato il contratto per questa nuova linea, abbiamo promesso ad Andrea Valente il massimo impegno per consentirgli di potenziare la presenza della sua azienda in un mercato alimentare di tendenza. Una promessa simile la facemmo anche oltre vent’anni fa in occasione della costruzione del molino, grazie al quale Molini Valente è ritenuto uno dei maggiori player nel mercato delle farine tradizionali. Quindi, siamo certi che, grazie a questo nuovo progetto, nel prossimo futuro si potrà affermare che Molini Valente ha costruttivamente e velocemente ampliato i propri orizzonti e conquistato con merito anche il mercato delle farine alternative”.

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LE AZIENDE INFORMANO  Supplier  news

Siglato un accordo di collaborazione fra AGCO e Ocrim

Alberto Antolini (a sinistra), Ceo di Ocrim, e Stefan Caspari, Senior Vice President AGCO Grain & Protein, visitano il Milling Hub

A

GCO, leader mondiale nella progettazione, produzione e distribuzione di macchine agricole e tecnologia agricola di precisione, e Ocrim, azienda specializzata nella progettazione e costruzione di molini per la lavorazione di grano, mais e cereali, lo scorso 29 giugno hanno annunciato un accordo di collaborazione che andrà a beneficio dei clienti di tutto il mondo, in quanto unisce l’esperienza nell’industria delle se-

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menti, dei cereali e dei prodotti alimentari dei marchi AGCO, Cimbria e GSI, all’elevata qualità degli impianti molitori Ocrim. Cimbria, GSI e Ocrim, grazie alla loro grande esperienza, offrono ai clienti soluzioni “chiavi in mano” per migliorare l’efficienza su tempi e costi durante tutte le fasi della commessa, dalla progettazione all’installazione, fino all’assistenza. La collaborazione tra AGCO e Ocrim semplificherà e migliorerà l’efficienza dei com-

plessi agroindustriali che saranno progettati e offerti con soluzioni tailormade integrate a 360°. Alberto Antolini, Ceo di Ocrim, durante la cerimonia di firma dell’accordo ha dichiarato: “Il mondo sta cambiando e il mercato industrializzato oggi non cerca più solo un fornitore di tecnologia convenzionale. I clienti desiderano un partner affidabile in grado di offrire e fornire molteplici soluzioni su misura. Credo fermamente che

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Supplier  news  LE AZIENDE INFORMANO

Il momento della firma dell’accordo tra AGCO e Ocrim

il futuro sia proiettato verso una soluzione ‘Farm to Fork’ e questa partnership è il pilastro di tale filosofia”. La collaborazione offre soluzioni a valore aggiunto alle aziende che servono il settore molitorio a livello globale. La domanda di impianti di stoccaggio e molitori è in esponenziale crescita, poiché è fortemente aumentata la richiesta di farina soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, come Asia,

Medio Oriente e Africa. Anche la crescita dei prodotti senza glutine e l’aumento del consumo pro capite di farina negli Stati Uniti e in Europa stanno guidando la domanda. Commentando l’accordo, Stefan Caspari, Senior Vice President AGCO Grain & Protein, ha dichiarato: “Siamo entusiasti di annunciare questa nuova collaborazione, che aiuterà a ottimizzare la produttività

dei nostri clienti, migliorare la sicurezza alimentare e la sostenibilità. Inoltre, consentirà la fornitura di soluzioni integrate, personalizzabili in base alle esigenze dei clienti, supportate dalla migliore tecnologia per l’industria molitoria”. Per ulteriori informazioni: www.AGCOcorp.com www.ocrim.it

Il management di AGCO e Ocrim il giorno della cerimonia della firma

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AGENDA

29 agosto/ 2 settembre 2021

LITTLE ROCK (USA)

MOSTRA CONVEGNO ANNUALE IAOM Distretto Nord America

www.iaom.org/annualmeeting

31 agosto/ 3 settembre 2021

PARMA

CIBUS

Salone internazionale dell’alimentazione www.cibus.it

9/12 settembre 2021

BOLOGNA

SANA + SANATECH

Saloni internazionali del biologico e della filiera produttiva www.sana.it

28/30 settembre 2021

NORIMBERGA (GERMANIA)

FACHPACK

Salone internazionale del packaging www.fachpack.de

9/13 ottobre 2021

COLONIA (GERMANIA)

ANUGA

Salone internazionale dell’industria alimentare www.anuga.com

19/22 ottobre 2021

BARCELLONA (SPAGNA)

HISPACK

Salone internazionale dell’imballaggio www.hispak.com

22/26 ottobre 2021

MILANO

TUTTOFOOD E HOST

Saloni internazionali dei prodotti alimentari e dell’ospitalità professionale www.tuttofood.it – www.host.fieramilano.it

25/27 ottobre 2021

ROMA

7TH WHOLE GRAIN SUMMIT

Conferenza online sui cereali integrali www.wholegrainsummit.com

7/9 novembre 2021

DUBAI (EAU)

GULFOOD MANUFACTURING

Salone internazionale delle tecnologie per l’industria alimentare www.gulfoodmanufacturing.com

23/24 novembre 2021

TOURS (FRANCIA)

JTIC

Giornate tecniche per l’industria cerealicola www.jtic.eu

A CAUSA DELL’EMERGENZA CORONAVIRUS LE MANIFESTAZIONI SOPRA CITATE POTREBBERO ESSERE CANCELLATE O RINVIATE AD ALTRA DATA

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