Molini d'Italia Giugno 2022

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ITALMOPA ASSOCIAZIONE INDUSTRIALI MUGNAI D’ITALIA WWW.ITALMOPA.COM

ANTIM ASSOCIAZIONE NAZIONALE TECNICI DELL’INDUSTRIA MOLITORIA

Molini THE ITALIAN MAGAZINE FOR THE MILLING INDUSTRY

d’Italia

LA RIVISTA ITALIANA PER L’INDUSTRIA MOLITORIA

06 Anno LXXIII June

Giugno 2022

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IN QUESTO NUMERO IN THIS ISSUE

Andrea Valente eletto alla presidenza di Italmopa Andrea Valente elected to the presidency of Italmopa L’European Flour Millers Congress disegna il futuro del grano tenero The European Flour Millers Congress outlines the future of soft wheat Cereali antichi e grano duro: le differenze qualitative delle farine Ancient cereals and durum wheat: qualitative differences in flours

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ORGANO UFFICIALE

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PROPRIETARIO

Associazione Industriali Mugnai d’Italia Via Lovanio, 6 - 00198 Roma

Associazione Industriali Mugnai d’Italia

DIRETTORE EDITORIALE Andrea Valente

DIRETTORE RESPONSABILE Claudio Vercellone

DIRETTORE TECNICO Lorenzo Cavalli Presidente Antim

COMITATO TECNICO EDITORIALE Carlo Brera Esperto in sicurezza alimentare Marina Carcea Ricercatrice per gli alimenti e la nutrizione; CREA - Roma Giuseppe Maria Durazzo Avvocato, esperto in diritto dell’alimentazione Maurizio Monti Miller’s Mastery - Tecniche di macinazione Luigi Pelliccia Responsabile Ufficio Studi, Mercato e Ufficio Stampa di Federalimentare Giovanni Battista Quaglia Tecnologie alimentari Andrea Villani Qualità cereali, mercato e strumenti di commercializzazione

COMITATO DI REDAZIONE Piero Luigi Pianu Tullio Pandolfi Laura Pierandrei

RELAZIONI INTERNAZIONALI Alfredo Tesio

REDAZIONE

ufficiostampa@avenue-media.eu

PUBBLICITÀ

Massimo Carpanelli - carpa@avenue-media.eu EDIZIONE, DIREZIONE, REDAZIONE, PUBBLICITÀ E AMMINISTRAZIONE

Edizioni Avenue media® Viale Aldini Antonio, 222/4 - 40136 Bologna

Tipografia MIG - Moderna Industrie Grafiche Via dei Fornaciai, 4 - 40129 Bologna

Summary SOMMARIO N. 06 June GIUGNO 2022 Editorial EDITORIALE LA PERSISTENTE INCERTEZZA DEI MERCATI CEREALICOLI Persistent uncertainty in cereal markets di A. Valente

Features ARTICOLI Events Eventi

EUROPEAN FLOUR MILLERS CONGRESS TRA INNOVAZIONE, RESILIENZA E SVILUPPO European Flour Millers Congress between innovation, resilience and development

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a cura della Redazione

Research Ricerca

FARINE DA CEREALI ANTICHI E GRANO DURO COLTIVATI IN BIOLOGICO E IN CONVENZIONALE Flours from ancient cereals and durum wheat grown organically and conventionally

58

di C. Fares et al.

Agri-food market Mercato agroalimentare

FOCUS SUL MERCATO EUROPEO DELLA SOIA Focus on the European soya market

72

di D. Caccioni

Departements RUBRICHE

Fact & News FATTI E NOTIZIE WORLD NEWS Laws & Rules PANORAMA NORMATIVO Focus on economics FOCUS ECONOMIA Food rules DIRITTO ALIMENTARE Grain stories STORIE DI GRANO Cultural corner L’ANGOLO DELLA CULTURA Supplier news LE AZIENDE INFORMANO Trade fairs FIERE

Registrazione Tribunale di Bologna del 31 luglio 1992 n. 6129

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AGENDA

13 19 23 29 39 78 85 87 92 94

Trattamento dei dati personali ai sensi del Regolamento Ue 679/2016. L’informativa Privacy è disponibile sul sito di Avenue media www.avenue-media.eu alla pagina “Informativa Privacy Editoria” www.avenue-media.eu/informativa-privacy-editoria

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Editorial EDITORIALE

La persistente incertezza dei mercati cerealicoli Persistent uncertainty in cereal markets T

he recent war has exacerbated a number of difficult situations in the food world. Food insecurity is indeed mainly due to the soaring prices of raw materials, but also to new market dynamics, new players, smaller harvests, and the recent hot weather that has halved harvest results, at least in Italy. This widespread uncertainty related to the cereal market outlook is keeping several countries in check and the fact that we no longer hear about the PNRR funds (The National Reform and Resilience Plan) for food supply chains leads to fears that those funds will not be granted.

I RISCHI PER L’ITALIA POTREBBERO ESSERE ENORMI: È QUINDI UTILE TORNARE A DISCUTERE DI COME INVESTIRE EFFICACEMENTE LE RISORSE DEL PNRR THE RISKS FOR ITALY CAN BE di Andrea Valente HUGE: IT WOULD THEREFORE Presidente Italmopa BE USEFUL TO DISCUSS HOW TO INVEST EFFECTIVELY THE RESOURCES OF THE NATIONAL REFORM AND RESILIENCE PLAN (PNRR)

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econdo il Programma alimentare mondiale, il numero di persone chiamato ad affrontare un’insicurezza alimentare acuta è più che triplicato tra il 2017 e il 2021, e potrebbe aumentare di un ulteriore 17%, attestandosi nel 2022 a 323 milioni di persone, quale conseguenza della guerra in Ucraina. L’impennata dei prezzi dei generi alimentari iniziata a metà 2020, che costituisce la principale causa dell’insicurezza alimentare, è stata determinata da diversi fattori: la ripresa della domanda dopo la crisi pandemica, gli impatti meteorologici avversi sull’offerta, un numero crescente di restrizioni commerciali sui prodotti alimentari e il violento aumento dei costi di input, in particolare energia e fertilizzanti. Una situazione che, pertanto, trova le sue origini prima

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Editorial EDITORIALE

LA GUERRA IN UCRAINA HA CONTRIBUITO A STRESSARE ULTERIORMENTE UN CONTESTO GIÀ IN FORTE TENSIONE

ancora dell’avvio del conflitto tra Russia e Ucraina, che ha solo contribuito a stressare ulteriormente un contesto di forte tensione già presente nelle varie catene di approvvigionamento. Purtroppo, le prospettive a breve e medio termine sull’andamento dei mercati cerealicoli internazionali appaiono ancora fortemente incerte, non tanto per le previsioni di raccolto 2022, complessivamente in linea, per

quanto riguarda i volumi, con quelle degli anni precedenti, quanto per i nuovi equilibri geopolitici mondiali le cui conseguenze sono solo in parte prevedibili. La globalizzazione, così come l’abbiamo conosciuta fino a oggi, è destinata a mutare velocemente, mentre l’interconnessione e l’interdipendenza dell’economia globale saranno sicuramente oggetto di significativi passi indietro, a favore dello sviluppo di politiche protezionistiche in grado di minacciare una crescita economica che si preannuncia, nel migliore dei casi, particolarmente fragile. In questo contesto rinnovato o, meglio, in via di definizione, i rischi per il nostro Paese - ormai strutturalmente caratterizzato da stagnazione economica, instabilità politica, assenza di riforme pregnanti e alto debito potrebbero essere enormi, tanto più se le risorse del PNRR non saranno tradotte in investimenti efficaci anche nelle filiere alimentari, le cui criticità sono spesso riconducibili a un settore primario in forte difficoltà competitiva. E il silenzio che, in questi ultimi mesi, è piombato in materia non lascia presagire nulla di buono. Andrea Valente

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Fact & News FATTI E NOTIZIE

ANDREA VALENTE NUOVO PRESIDENTE ITALMOPA

A

ndrea Valente è il nuovo Presidente di Italmopa. Succede a Emilio Ferrari, che ha ricoperto tale ruolo negli ultimi sette mesi subentrando al compianto Silvio Grassi. L’Associazione e il neo Presidente rivolgono a Emilio Ferrari il più sincero ringraziamento per il grande senso di responsabilità con il quale ha svolto il suo incarico. “Sono particolarmente onorato di poter ricoprire il ruolo di Presidente di Italmopa e ringrazio tutte le aziende molitorie associate per la fiducia”, queste le prime dichiarazioni di Andrea Valente, che sarà coadiuvato nelle sue funzioni da quattro vicepresidenti: Alexander Rieper (Rieper A.) ed Emanuela Munari (Munari F.lli) per la Sezione Molini a frumento tenero, Enzo Martinelli (Candeal Commercio) e Umberto Sacco (Moderne Semolerie Italiane) per la Sezione Molini a frumento duro.

FRANCESCO VACONDIO AI VERTICI DELL’EUROPEAN FLOUR MILLERS

L’

Assemblea generale dell’European Flour Millers, l’Associazione che rappresenta l’industria molitoria europea a frumento tenero (3.800 molini e 47 milioni di tonnellate di frumento tenero trasformate all’anno), ha eletto Francesco Vacondio dei Molini Industriali di Modena alla presidenza dell’Associazione per il biennio 2022-2023. Francesco Vacondio sarà affiancato da due vicepresidenti: Jan Cordesmeyer (Germania) e Gary Sharkey (Gran Bretagna). “L’elezione di un nostro rappresentante ai vertici dell’industria molitoria europea”, evidenzia Piero Luigi Pianu, direttore di Italmopa, “costituisce motivo di grande orgoglio per il nostro comparto, la cui leadership è frutto dell’incredibile capacità dei nostri mugnai di individuare, selezionare, miscelare e trasformare le migliori varietà di grano in farine di impareggiabile qualità”.

IN CALO LA PRODUZIONE DI GRANO IN ITALIA

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ell’anno della grande crisi alimentare, con il grano bloccato nei porti dell’Ucraina per la guerra, la produzione italiana segna il passo a causa della siccità. Secondo le prime stime, per via del caldo torrido anticipato e della prolungata assenza di piogge, la produzione italiana di grano potrebbe scendere quest’anno dal 10 al 30% a seconda delle zone. Nel dettaglio, in Emilia Romagna e Veneto le previsioni parlano di una diminuzione intorno al 10%, mentre per le regioni centrali la flessione potrebbe attestarsi al 15-20%. La forbice si allarga al Sud, con una un calo tra il 15 e il 30%, più marcato nelle Isole. Non sono solo numeri lontani da quelli dell’annata record dello scorso anno, ma anche da quelli di un’annata ordinaria. Male le rese, quindi, ma non benissimo nemmeno le semine: i dati sulle superfici coltivate a cereali, secondo le ultime rilevazioni Istat, che però non tengono conto delle semine tardive di numerose regioni, vedono il frumento tenero attestarsi a poco più di 500 mila ettari (+1% rispetto al 2021), mentre il grano duro è fermo a 1,21 milioni di ettari (-1,5% rispetto al 2021).

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Fact & News FATTI E NOTIZIE

PROSEGUE LA PIZZA BIT COMPETITION

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ono terminate il 16 maggio in Puglia le nove tappe regionali di Pizza Bit Competition, il concorso ideato da Molino Dallagiovanna e dedicato ai pizzaioli professionisti. Dei 180 pizzaioli iniziali, attraverso le selezioni regionali che hanno preso il via a febbraio, sono rimasti in 27 i pretendenti al titolo di “Dallagiovanna Pizza Ambassador 2023”, volto ufficiale del molino per il settore pizza in Italia e nel mondo. I concorrenti, che si sono sfidati sulla pizza tonda classica al piatto, sono stati giudicati da giurie tecniche composte da esperti del settore, blogger e giornalisti, tra cui i rappresentanti del Gambero Rosso. I tre semifinalisti, provenienti da ogni tappa regionale, sono risultati i migliori in base a: ricetta dell’impasto, presentazione del piatto finale, assaggio, professionalità del candidato. La gara continuerà a giugno e luglio con le tre semifinali sulle spiagge di Calabria, Abruzzo ed Emilia Romagna. A giudicarli, in aggiunta a quella tecnica, anche una giuria popolare.

SEME CERTIFICATO, TUTTA LA FILIERA COMPATTA NEL SOSTENERNE IL VALORE

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l seme certificato svolge un ruolo fondamentale per il Made in Italy e rappresenta un prezioso strumento per garantire la qualità e la tracciabilità delle produzioni agricole. Ad affermarlo sono le organizzazioni professionali Confagricoltura, Cia-Agricoltori Italiani e le associazioni di rappresentanza dei trasformatori Assalzoo, Assitol e Italmopa, che hanno preso parte al convegno “Perché il Made in Italy ha bisogno del seme certificato?”, organizzato da Convase, il consorzio per la valorizzazione delle sementi. «La tracciabilità delle filiere non può prescindere dal seme certificato, eppure per alcune produzioni simbolo dell’Italia, come il grano duro, l’impiego di seme non certificato supera il 50% delle superfici coltivate», ha dichiarato Eugenio Tassinari, Presidente di Convase e Assosementi.

PRODUZIONE MANGIMISTICA DA RECORD PER IL SECONDO ANNO CONSECUTIVO

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econdo anno consecutivo da record per la produzione mangimistica italiana. Nonostante il persistere delle difficoltà legate alla pandemia, nel 2021 il settore mangimistico ha toccato un nuovo picco storico di produzione. A renderlo noto è Assalzoo (l’Associazione nazionale tra i Produttori di alimenti zootecnici), in occasione dell’Assemblea annuale tenutasi il 9 giugno a Bologna. Dagli stabilimenti sono usciti 15 milioni e 625 mila tonnellate di alimenti per animali, con un incremento del 3,8% rispetto al 2020, che già aveva fatto segnare un altro importante aumento del 2,7%. Anche il fatturato ha registrato un considerevole rialzo. Infatti, il giro di affari del comparto in Italia sfiora i 9,7 miliardi di euro (+21%), di cui 6,5 miliardi per i mangimi, 1,1 miliardi per le premiscele e 2 miliardi per il pet food, tutti valori in crescita rispetto al 2020. A spingere in alto il fatturato è stato anche l’aumento dei prezzi alla produzione, la cui variazione media tra il 2020 e il 2021 è stata di ben il 42%. Quest’impennata si spiega se si considera l’incremento delle quotazioni delle materie prime utilizzate per la produzione di mangimi, un fenomeno che persiste nel 2022 e che continua a preoccupare tutta la filiera agrozootecnica.

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Fact & News FATTI E NOTIZIE

UNICREDIT E SACE SUPPORTANO LA CRESCITA DEL BRAND ARMANDO ALL’ESTERO

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ond Food Mezzogiorno” è il programma di emissione di minibond lanciato da Unicredit e SACE per finanziare i piani di sviluppo di medio-lungo termine legati alla crescita sostenibile e internazionale delle imprese del Sud appartenenti al settore agroalimentare. Di recente, SACE ha garantito un prestito obbligazionario da 5 milioni di euro e della durata di 7 anni sottoscritto da Unicredit ed emesso da De Matteis Agroalimentare per supportare la crescita del brand Armando sul mercato statunitense e del Nord Europa. Con l’emissione del prestito obbligazionario, De Matteis Agroalimentare, grazie al supporto di Regenerative Design Company Nativa in qualità di Sustainability Advisor, si è posta significativi e ambiziosi obiettivi in chiave ESG. Primo fra questi, l’incremento della produzione di pasta con certificazione “Metodo zero residui di pesticidi e glifosato”.

AGROALIMENTARE: UN’AZIENDA SU DIECI RISCHIA LA CHIUSURA

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incari dell’energia, crisi delle materie prime, aumenti record del carburante e dei trasporti: i costi di produzione della filiera agroalimentare sono cresciuti del 14% su base annua, un incremento che di fatto mette in crisi il già delicato bilancio economico di diverse aziende che operano nel settore. Stando le stime di Coldiretti, calcolate sui dati Istat, più di un’azienda agricola su dieci versa in una situazione così critica da valutare la cessazione dell’attività; mentre un terzo del totale complessivo sta lavorando in condizioni di reddito negativo a causa dei rincari dei costi di produzione. NOME CAMPIONE:

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WORLD NEWS

World News è la rassegna delle notizie dall’Europa e dal mondo sull’agroalimentare. Un punto di vista aggiornato e puntuale su quanto accade in sede comunitaria ed extra-comunitaria, per essere sempre informati sulle dinamiche internazionali in ambito politico, economico e scientifico. Brevi flash che possono risultare di interesse per la filiera - italiana ma non solo - della trasformazione dei cereali.

UCRAINA: SI TENTA L’EXPORT DA POLONIA E ROMANIA

L’

Ucraina cerca ogni strada per poter riprendere l’esportazione di grano e ha creato due corridoi terrestri attraverso la Polonia e la Romania. Ad annunciare la potenziale soluzione al blocco di almeno una parte della distribuzione è stato il vice ministro degli esteri di Kiev, Dmytro Senik, sottolineando che la sicurezza alimentare globale è a rischio perché la Russia ha bloccato le esportazioni di grano dal Mar Nero. L’Ucraina è in trattativa anche con alcuni Stati baltici per aggiungere un terzo corridoio per le esportazioni alimentari. La crisi del grano ucraino sarà di nuovo al centro dei contatti tra Ankara, Kiev e Mosca: il governo turco, infatti, nelle prossime settimane si proporrà nuovamente come mediatore tra i due Paesi.

AGLI AGRICOLTORI AFRICANI UN SOSTEGNO PER INCREMENTARE PRODUZIONE ALIMENTARE

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on l’Africa alle prese con un’eccezionale carenza di prodotti alimentari a causa della guerra tra Russia e Ucraina, in particolare per quanto riguarda grano, mais e soia importati da questi Paesi, la Banca africana di sviluppo, un’istituzione finanziaria non-profit avente lo scopo di aiutare lo sviluppo economico e il processo sociale delle nazioni africane, ha approvato uno stanziamento da 1,5 miliardi di dollari per contribuire a incrementare la produzione di generi alimentari nel continente. La Banca ha dichiarato che tale strategia porterà alla produzione di 11 milioni di tonnellate di grano, 18 milioni di tonnellate di mais, 6 milioni di tonnellate di riso e 2,5 milioni di tonnellate di soia grazie alla fornitura a 20 milioni di agricoltori africani di sementi certificate, fertilizzanti e strumenti vari.

LE TEMPERATURE ELEVATE RIDUCONO LE PREVISIONI DEL RACCOLTO DI GRANO IN INDIA

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causa delle alte temperature, l’India ha abbassato le previsioni della produzione di grano per la campagna 2022-2023 da 110 milioni di tonnellate a 99 milioni di tonnellate. Nella campagna 2021-2022 si stima che il Paese abbia prodotto 109 milioni di tonnellate di grano. Oltretutto, gli agricoltori e i commercianti locali stanno trattenendo livelli di scorte superiori al normale, in previsione di un aumento dei prezzi nei prossimi mesi. Anche le stime sulle esportazioni sono state riviste al ribasso (6 milioni di tonnellate) a causa del divieto entrato in vigore lo scorso 13 maggio. Il governo indiano consentirà le esportazioni di grano solo verso i Paesi vicini, tra cui Bangladesh, Nepal, Sri Lanka, e altri Paesi ritenuti vulnerabili dal punto di vista della sicurezza alimentare.

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WORLD NEWS

PREVISIONI IN CALO PER LA PRODUZIONE MONDIALE DI GRANO

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membri dell’International Grain Council si sono riuniti il 6 giugno a Londra per la sessione consigliare annuale dell’organizzazione. L’incontro è stato presieduto da Taras Kachka, Vice Ministro per lo Sviluppo economico, il commercio e l’agricoltura dell’Ucraina. Considerati i raccolti in calo di frumento, mais e sorgo, si prevede che la produzione totale di cereali dovrebbe diminuire, nel 2022-2023, di 40 milioni di tonnellate, attestandosi a circa 2,251miliardi di tonnellate. Nonostante un consumo previsto in lieve flessione rispetto all’anno scorso, le scorte globali di cereali a fine stagione sono destinate a calare. Per quanto riguarda le importazioni di leguminose, la domanda mondiale è stimata in calo del 2% nel 2022, dal momento che le maggiori spedizioni verso l’Asia orientale sarebbero controbilanciate da minori consegne verso l’Unione europea, l’Africa e le Americhe.

CIMBRIA CELEBRA 75 ANNI DI ATTIVITÀ

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imbria festeggia i 75 anni di attività con la prospettiva di chiudere l’anno con il record di vendite, traguardo ottenuto attraverso una strategia industriale ancora più mirata, che le ha garantito un solido portafoglio ordini per il 2022. Cimbria, gruppo leader nella lavorazione, movimentazione e stoccaggio di sementi e cereali, è cresciuta costantemente grazie alla forte attenzione al proprio core business, alla conoscenza del mercato e alla capacità di soddisfare le esigenze dei clienti. Nel 2016 è entrata a far parte di AGCO Corp. e ora può vantare sedi e stabilimenti produttivi in Danimarca, Italia, Repubblica Ceca e Austria, oltre a rivenditori in tutti i continenti. Per il futuro Cimbria prevede di sviluppare prodotti e servizi digitalizzati mirati a ridurre le perdite di materie prime negli impianti dei suoi clienti.

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Laws & Rules PANORAMA NORMATIVO

a cura di Tullio Pandolfi Italmopa

Risoluzione del Parlamento europeo sul piano d’azione della Commissione Ue per il futuro dell’agricoltura biologica

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l 19 luglio 2021 il Consiglio dei Ministri europei ha espresso il suo sostegno sia al piano d’azione per lo sviluppo della produzione biologica presentato dalla Commissione, sia alle conclusioni del Consiglio riguardanti tale piano. Molte delegazioni hanno preso la parola per mettere in luce una serie di aspetti del piano, tra cui la necessità di stimolare la domanda di prodotti biologici sensibilizzando i consumatori e incoraggiando le istituzioni pubbliche, ad esempio le scuole, a fornire alimenti biologici nelle loro mense. Sono state inoltre segnalate le diverse situazioni di partenza degli Stati membri e l’esigenza di tenerne conto. Nella risoluzione sul Piano d’azione dell’Ue per l’agricoltura biologica, adottata lo scorso 3 maggio con 611 voti favorevoli, 14 contrari e 5 astensioni, i deputati del Parlamento europeo hanno sottolineato che l’agricoltura biologica è un elemento chiave per il raggiungimento degli obiettivi ambientali e climatici, chiedendo, al contempo, uno sviluppo orientato dal mercato del settore biologico, approcci nazionali e regionali, nonché il sostegno alla ricerca nell’agricoltura biologica. La risoluzione adottata evidenzia i molti vantaggi dell’agricoltura biologica per la mitigazione dei cambiamenti climatici, la biodiversità e la protezione del suolo. Se, da un lato, il testo sottolinea che lo sviluppo e la crescita del settore biologico devono essere guidati dal mercato, allo stesso tempo richiede anche un sostegno adeguato per gli agricoltori dai fondi della Politica Agricola Comune. La risoluzione rimarca poi il ruolo fondamentale per l’agricoltura biologica della filiera, che dovrebbe essere corta, locale, sta-

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gionale e intelligente. Richiede quindi che siano effettuati investimenti per facilitare lo sviluppo delle filiere alimentari corte. Riconoscendo il ruolo svolto dal settore privato nello stimolare la domanda di prodotti biologici, i deputati sostengono che gli Stati membri dovrebbero incoraggiare le catene di vendita al dettaglio a promuovere il consumo di prodotti biologici. Secondo quanto riportato nella risoluzione, non esiste un unico modello agricolo che si adatti a tutti i Paesi e a tutte le Regioni europee. Gli Stati membri dovrebbero pertanto definire le proprie strategie nazionali o regionali per l’agricoltura biologica. Tali strategie dovrebbero includere procedure di appalto pubblico per promuovere le catene di approvvigionamento locali e appalti pubblici verdi volti a un’alimentazione più sana e rispettosa dell’ambiente nelle istituzioni pubbliche e alla riduzione degli sprechi di prodotti biologici. Secondo i deputati del Parlamento europeo, la ricerca e l’innovazione nelle produzioni animali o nel garantire la disponibilità di alimenti zootecnici proteici, delle vitamine e dei prodotti fitosanitari necessari sono fondamentali per la sostenibilità del settore dell’agricoltura biologica. Quindi, si incoraggia sia un approccio basato sulla scienza e l’innovazione in materia di nuove fonti di nutrienti vegetali, sia la ricerca sulle sementi biologiche. Dopo le osservazioni generali, nell’ambito della risoluzione sono stati evidenziati e sviluppati i seguenti capitoli: stimolare la domanda e acquisire la fiducia degli operatori; stimolare la riconversione e rafforzare l’intera catena del valore; migliorare il contributo dell’agricoltura biologica alla sostenibilità.

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Laws & Rules PANORAMA NORMATIVO

Limiti massimi di residui di antiparassitari: varato il Programma coordinato di controllo pluriennale dell’Unione europea per il 2023, il 2024 e il 2025

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ulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea L 137 del 16 maggio 2022 è stato pubblicato il Regolamento di esecuzione (Ue) della Commissione 2022/741 del 13 maggio 2022 relativo a un programma coordinato di controllo pluriennale dell’Unione per il 2023, il 2024 e il 2025, destinato a garantire il rispetto dei livelli massimi di residui di antiparassitari e a valutare l’esposizione dei consumatori ai residui di antiparassitari nei e sui prodotti alimentari di origine vegetale e animale, e che abroga il Regolamento di esecuzione (Ue) 2021/601. Come è noto, il Regolamento (Ce) 396/2005 fissa i livelli massimi per i residui di antiparassitari nei e sui prodotti alimentari di origine vegetale e animale. L’articolo 29 del Regolamento prevede che la Commissione elabori un programma comunitario coordinato di controllo pluriennale dei residui di antiparassitari, istituito per la prima volta con il Regolamento (Ce) 1213/2008. Nell’Unione i principali componenti della dieta sono costituiti da 30/40 prodotti alimentari. Visto che l’utilizzo di antiparassitari subisce notevoli cambiamenti nel corso di un triennio, è opportuno monitorare gli antiparassitari in tali prodotti alimentari nell’arco di vari cicli triennali al fine di poter valutare l’esposizione dei consumatori ai residui di antiparassitari e l’applicazione della normativa dell’Unione. Sulla base di una relazione scientifica in materia di valutazione del disegno concettuale del programma di controllo degli antiparassitari, l’Efsa ha concluso che selezionando 683 unità di campionamento per un minimo di 32 diversi prodotti alimentari, da ripartire tra gli Stati membri in rapporto ai dati demografici, con un minimo di 12 campioni l’anno per ciascun prodotto, si potrebbe stima-

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re un tasso di superamento dei livelli massimi di residui superiore all’1%, con un margine di errore dello 0,75%. Per garantire che la gamma di antiparassitari compresa nel programma di controllo sia rappresentativa degli antiparassitari utilizzati, sono stati presi in considerazione i risultati analitici dei precedenti programmi di controllo ufficiali dell’Unione. Per quanto riguarda le procedure di campionamento è opportuno applicare quanto disposto dalla direttiva 2002/63/Ce della Commissione (articolo 2, comma II). Il lotto da sottoporre a campionamento è scelto a caso (articolo 2, comma I). È necessario verificare il rispetto dei livelli massimi di residui relativi ai campioni di alimenti destinati ai lattanti e ai bambini e a quelli dei prodotti dell’agricoltura biologica per individuare gli antiparassitari indicati nell’allegato I del Regolamento in oggetto, tenuto conto unicamente delle definizioni di residui di cui al Regolamento (Ce) 396/2005. Una specifica ulteriore è prevista per la valutazione dei livelli massimi di residui negli alimenti destinati ai lattanti e ai bambini. Per quanto riguarda le metodiche mono residuo, gli Stati membri dovrebbero poter ottemperare agli obblighi di analisi ricorrendo ai laboratori ufficiali che già dispongono dei metodi convalidati richiesti. Gli Stati membri trasmettono i risultati delle analisi dei campioni esaminati nei tre anni indicati, entro il 31 agosto di ogni anno, nel formato elettronico previsto dall’Efsa. Il Regolamento (Ue) 2021/601 della Commissione, che viene abrogato dal nuovo Regolamento in vigore dal 1° gennaio 2023, continuerà a essere applicato ai campioni esaminati nel 2022 e, quindi, sarà applicabile fino al 1° settembre 2023.

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Laws & Rules PANORAMA NORMATIVO

ul sito del Ministero delle Politiche Agricole (www.politicheagricole.it) è stato pubblicato, nella sezione dedicata all’ICQRF, il report sulle attività svolte dall’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari nel 2021, che contiene il dettaglio dell’attività svolta dall’Ispettorato nella repressione delle frodi, delle usurpazioni, dei fenomeni di Italian sounding, di contraffazioni a danno del made in Italy di qualità e dei consumatori, nonché nel contrasto alla criminalità agroalimentare. I controlli antifrode eseguiti nel 2021 sono stati 61.756 (di cui 49.511 ispettivi e 12.245 analitici). Gli operatori verificati sono stati oltre 33 mila e i prodotti controllati circa 62 mila. Le irregolarità rilevate hanno riguardato il 15,9 % degli operatori, l’11,6 % dei prodotti e il 9,0% dei campioni con esito analitico irregolare. I controlli hanno interessato tutta la filiera agroalimentare. Con riferimento ai singoli comparti agroalimentari segnaliamo, in particolare, i 3.411 controlli relativi a “cereali e prodotti derivati”. A livello internazionale e sul web, in qualità di Autorità ex officio per i prodotti Dop/Igp, l’attività dell’ICQRF di tutela del Made in Italy agroalimentare ha raggiunto risultati molto significativi. Su internet, in particolare, l’ICQRF, grazie alla continua collaborazione con i principali web market places (Alibaba, Amazon, eBay e Rakuten), ha ottenuto risultati di rilievo sulle piattaforme di commercio elettronico con un’elevata percentuale di successi. Nel complesso gli interventi effettuati, all’estero e sul web, sono stati 5.373. Va segnalata anche l’attività dell’ICQRF nell’ambito del sistema dell’agricoltura biologica (6.097 controlli di cui 4.574 ispettivi e 1523 analitici), dove sono stati sottoposti a verifica 3.355 operatori e 5.040 prodotti.

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Attività operativa dell’Ispettorato Centrale Repressione Frodi (ICQRF) nel 2021

a cura di Tullio Pandolfi

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Focus on economics FOCUS ECONOMIA

Ancora in crescita i prezzi alla produzione dell’alimentare Food producer prices still rising T

he impact of raw material and energy costs led the food industry to an average increase in producer prices of +2.4% compared to the previous month. Of course, the industry production was also higher compared to the same month of last year, at the same time

costs for consumers increased. Not to mention that inflation is also rising, both in the US and in the EU. This article illustrates the current economic situation and the near future of the domestic food and milling industry, with up-to-date and comprehensive data, as usual.

IL COMPARTO MOLITORIO SI CONFERMA AI VERTICI DEGLI AUMENTI MILLING SECTOR CONFIRMS TOP INCREASES

di Luigi Pelliccia Responsabile Ufficio Studi e Mercato di Federalimentare

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el mese di aprile l’impatto dei costi delle materie prime e dell’energia ha spinto l’industria alimentare a una variazione media dei prezzi alla produzione del +2,4% rispetto al mese precedente, che ha portato la crescita del settore al +13,2% sullo stesso mese del 2021. Una variazione ben sopra le due cifre, che raddoppia esattamente, in appena quattro mesi, il +6,6% registrato a dicembre. A fianco, il totale industria ha segnato, sempre ad aprile, un aumento dei prezzi alla produzione sul mese di marzo decisamente contenuto, pari al +0,2%, che ha consentito di “assestare” il tendenziale di aprile del grande aggregato sul +35,3%, dopo il +36,9% di marzo. Siamo comunque su livelli di aumento vertiginosi, superiori a un terzo e ben più alti del +27,8% di dicembre. Peraltro, gli indici diffusi dall’Istat sono calcolati sulla base riferita al 2015. È perciò facile confrontare l’attuale evoluzione dei prezzi alla produzione con quella degli ultimi sette anni. Ebbene, l’industria alimentare e il totale industria mostrano tendenziali, sugli ultimi dodici mesi, prossimi a quelli mostrati nel corso degli ultimi sette anni. Nello specifico, dal 2015 ad aprile 2022 i

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Focus on economics FOCUS ECONOMIA

prezzi dell’industria alimentare sono aumentati del +18,6% rispetto al +13,2% dei dodici mesi, mentre quelli del totale industria crescono del +42,5% contro il +35,3% dei dodici mesi. Ne esce quindi la conferma che la repentina accelerazione emersa a cavallo del 2021-2022 è piombata su un periodo precedente caratterizzato, per il settore e per tutta l’industria nazionale, da un passo evolutivo decisamente contenuto. Nel confronto fra aprile e marzo 2022, il settore alimentare presenta i maggiori spunti di crescita sul fronte della “lavorazione e conservazione di carne, escluso i volatili” (+8,5%), della “produzione di margarina e di grassi commestibili simili” (+5,4%) e della “lavorazione delle granaglie” (+5,2%). Sull’arco aprile 2022-2021, i comparti alimentari che mostrano i tendenziali più vistosi sono la “lavorazione e conservazione di carne di volatili” (+51,0%), la “lavorazione delle granaglie” (+44,4%), la “produzione di margarina e grassi commestibili simili” (+30,6%) e i “mangimi per l’alimentazione degli animali da allevamento” (+25,0%).

Gli effetti dell’inflazione

denziale di aprile dei prezzi alla produzione del settore (+13,2%) è infatti ben più marcato del +6,8% registrato dai prezzi al consumo dell’“alimentare lavorato” nel successivo mese di maggio. Con queste tensioni è facile prevedere forti e prolungati rimbalzi sul carrello della spesa. La forte inflazione e l’ipertrofico, aggiuntivo aumento dei costi dell’energia asciugano la capacità di acquisto dei consumatori. Negli Usa l’inflazione è arrivata al

Il molitorio, quindi, si conferma ai vertici degli aumenti sia sul passo corto, sia su quello tendenziale dei dodici mesi. E questo la dice lunga sugli equilibri complessi e rischiosi che sta vivendo il comparto. Va peraltro sottolineato che la spinta dei prezzi alla produzione dell’industria alimentare non si è ancora scaricata compiutamente sui prezzi al consumo. Il ten-

LE TENSIONI SUI PREZZI FANNO PREVEDERE FORTI RIMBALZI SUL CARRELLO DELLA SPESA

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+8,5%: una soglia alla quale quella italiana si sta pericolosamente avvicinando e che impatta inevitabilmente anche sulle politiche monetarie e sul costo del danaro sulle due sponde dell’Atlantico. È molto difficile, infatti, mantenere politiche lassiste a fronte di spinte inflazionistiche così marcate. D’altra parte, il drenaggio della capacità di acquisto del consumatore innescato dall’inflazione inciderà sul valore aggiunto richiesto alla filiera alimentare che, oltre a rappresentare una bandiera del “food and beverage” nazionale, fa capienza per l’utile, per cui il fenomeno contribuirà a ridurre i margini anche sotto questo profilo. In ogni caso, man mano che ci si inoltra nel 2022, risulta sempre più evidente l’effetto distorsivo dell’accelerazione inflazionistica sui principali parametri dell’industria alimentare. In questo senso sono sintomatici gli ultimi dati sul fatturato diffusi dall’Istat, che si fermano a marzo ma sono sufficienti a focalizzare i fenomeni di surriscaldamento in atto: in termini quantitativi la produzione alimentare di marzo è cresciuta con un tendenziale del +7,0%, mentre i prezzi alla produzione del settore sono aumentati, in parallelo, del +10,7% (prima di arrivare al già citato +13,2% di aprile). Ne esce che il fatturato di marzo dell’industria alimentare ha segnato un tendenziale del +22,7%, decisamente superiore alla somma dei delta delle due componenti, ovvero i 7 punti di produzione e i 10,7 punti dei prezzi franco fabbrica sopra menzionati. La forbice è di 5 punti. Eppure, fino a novembre 2021 la somma dei trend mensili di produzione e dei prezzi alla produzio-

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Focus on economics FOCUS ECONOMIA

ne del settore si era sempre posta addirittura “sotto” la dinamica dei trend paralleli di fatturato. A dicembre, però, c’è stato il giro di boa, con un fatturato che, fino a febbraio, ha registrato aumenti di alcuni decimali di punto superiori alla citata sommtoria. E poi a marzo, di colpo, la forbice è arrivata a 5 punti.

Il commercio estero Va detto che il trend accelerato del fatturato di marzo ha in qualche modo anti-

cipato il passo di aprile, che sarà sicuramente influenzato dal picco del +13,2% raggiunto nel mese dal tendenziale dei prezzi alla produzione del settore. Una cosa è certa: il marcato clima inflazionistico generale ha un forte effetto drogante, tale da forzare e distorcere gli equilibri della catena del valore del settore. Il fenomeno non è, e non può essere, isolato: infatti, impatta anche sul fronte del commercio estero. Il valore unitario dei prodotti alimentari esitati oltre frontiera (frutto indicativamente del dif-

ferenziale fra i trend all’export in valuta e in quantità) è salito dai 9,3 punti della media 2021, ai differenziali fra i 13 e i 15 punti del primo bimestre 2022 (ultimo periodo disponibile). Il problema è che questo apprezzamento è puramente monetario e non coinvolge i sottostanti margini aziendali che, invece, sono in sofferenza. Ne fanno fede i differenziali o, se si vuole, i valori unitari di febbraio dei prodotti esportati di alcuni comparti particolarmente esposti all’accerchiamento delle quotazioni delle commodi-

PREZZI ALLA PRODUZIONE DELL’INDUSTRIA ALIMENTARE - APRILE 2022 VARIAZIONI % SU INDICI 2015 = 100

PRODOTTI

Variazione % aprile 2021/ media anno 2015

Variazione % aprile/marzo 2022

TOTALE INDUSTRIA 42,5 0,2 TOTALE INDUSTRIA ALIMENTARE 18,6 2,4 Lavorazione e conservazione di carne e prod. di prodotti a base di carne 25,3 4,9 Lavorazione e conservazione di carne (escluso volatili) 32,8 8,5 Lavorazione e conservazione di carne di volatili 42,1 -0,8 Produzione di prodotti a base di carne (inclusa la carne di volatili) 14,2 2,8 Lavorazione di pesce, crostacei e molluschi 20,4 3,0 Lavorazione e conservazione di frutta e ortaggi 13,9 2,7 Lavorazione e conservazione delle patate 22,8 2,6 Produzione di succhi di frutta e ortaggi 23,2 1,1 Altra lavorazione e conservazione di frutta e ortaggi 11,7 3,0 Produzione di oli e grassi vegetali e animali 48,4 2,9 Produzione di oli e grassi 47,5 2,6 Produzione di margarina e di grassi commestibili simili 55,2 5,4 Industria lattiero-casearia 13,7 2,3 Industria lattiero-casearia, trattamento igienico, conservazione del latte 13,6 2,4 Produzione di gelati 14,5 0,6 Lavorazione delle granaglie, produzione di amidi e di prodotti amidacei 45,7 5,1 Lavorazione delle granaglie 46,9 5,2 Produzione di amidi e di prodotti amidacei 39,0 4,2 Produzione di prodotti da forno e farinacei 12,9 1,7 Produzione di pane; prodotti di pasticceria freschi 8,5 1,7 Produzione di fette biscottate e di biscotti; produzione di prodotti di pasticceria conservati 14,7 0,8 Produzione di paste alimentari, di cuscus e di prodotti farinacei simili 15,9 2,7 Produzione di altri prodotti alimentari 11,0 0,5 Produzione di zucchero 32,5 1,8 Produzione di cacao, cioccolato, caramelle e confetterie 9,9 0,1 Lavorazione del tè e del caffè 8,1 -0,6 Produzione di condimenti e spezie 7,0 0,3 Produzione di pasti e piatti preparati 8,1 -0,6 Produzione di preparati omogeneizzati e alimenti dietetici 6,6 -1,4 Produzione di altri prodotti alimentari nca (*) 14,0 2,4 Produzione di prodotti per l'alimentazione degli animali 31,5 2,4 Produzione di mangimi per l’alimentazione degli animali da allevamento 34,7 2,6 Produzione di mangimi per l’alimentazione degli animali da compagnia 20,2 1,7 Industria delle bevande 6,9 1,0 Distillazione, rettifica e miscelatura degli alcolici 7,9 1,0 Produzione di vini da uve 9,7 2,0 Produzione di sidro e di altri vini a base di frutta 14,8 1,7 Produzione di altre bevande fermentate non distillate 4,8 -0,7 Produzione di birra 7,8 0,1 Industria delle bibite analcoliche, delle acque minerali e di altre acque in bottiglia 1,1 -0,6 (*) nca = non classificati altrove Fonte: elaborazione Federalimentare su dati Istat

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Variazione % aprile 2022/ aprile 2021

Variazione % dicembre 2021/ dicembre 2020

35,3 13,2 17,0 20 51,0 7,7 8,0 9,1 8,4 8,6 9,2 22,9 22,1 30,6 8,7 8,7 7,8 43,1 44,4 34,3 11,1 7,0 7,7 19,9 7,6 12,2 3,2 7,2 7,5 5,6 4,6 12,3 22,4 25,0 12,3 5,9 3,6 7,4 7,8 4,0 2,7 5,3

27,8 6,6 6,6 9,9 11,7 2,2 1,2 3,2 -3,1 4,5 27,8 6,6 6,6 9,9 11,7 2,2 1,2 3,2 -3,1 4,5 2,0 10,1 3,5 1,5 1,4 2,2 4,7 1,4 4,6 6,8 15,7 17,4 6,2 1,9 0,1 3,7 -0,2 0,5 0,5

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Focus on economics FOCUS ECONOMIA

L’INFLAZIONE E I COSTI ENERGETICI ASCIUGANO LA CAPACITÀ DI ACQUISTO DEI CONSUMATORI ty alimentari e dei costi energetici, dove svettano l’alimentazione animale (37,9 punti), lo zucchero (26,1 punti), il lattiero caseario (25,4 punti), il caffè (23,4 punti), l’alcool etilico (21,8 punti) e il molitorio (19,7 punti).

Il mercato interno In questo quadro fluido e sofferto, a marzo il mercato interno ha mostrato un calo tendenziale delle vendite alimentari in valore del -0,5% malgrado la crescita dei prezzi al consumo del comparto e, soprattutto, quello parallelo del tendenziale in volume del -6,0%, dato senza alcun pre-

cedente recente. A fianco, sempre a marzo, le vendite del perimetro “non alimentare” hanno evidenziato variazioni tendenziali a due cifre, pari al +11,6% in valore e al +10,4% in volume. Salta all’occhio la differenza con i trend dell’alimentare e spicca altresì la compressione del fattore prezzi in questo ambito, con “so-

li” 1,2 punti di forbice fra trend in valore e volume. Bisogna chiedersi perché un settore solido e anticiclico come l’alimentare mostri, in avvio 2022, tendenze di mercato decisamente peggiori del mondo non alimentare. Da un lato, si ha ragione di ritenere che il mondo non alimentare dei primi mesi del 2022 abbia

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Focus on economics FOCUS ECONOMIA

L’ALIMENTARE NAZIONALE SEMBRA AVERE UNA SOLA VIA D’USCITA: L’EXPORT attraversato un periodo di recupero dopo la compressione sofferta durante la fase acuta del Covid (da cui l’alimentare è stato quasi esente sul fronte domestico, perimetrando le proprie ferite soprattutto nella fascia del “fuori casa”). Dall’altro, il calo del “food and beverage” è un campanello d’allarme sulla situazione della fascia più debole della popolazione, cioè quella in cui il comparto rappresenta ben più del 19,5% di incidenza media sul paniere di spesa degli italiani censito dall’Istat, che si traduce in un’accentuazione della polarizzazione del mercato. Significa, in sostanza, che la minore capacità di acquisto si riscontra maggiormente nei precari, nei pensionati, nei disoccupati, insomma nella fascia più sof-

ferente, “border line”, colpita più di altri strati sociali dal caro-bollette e della forte spinta inflazionistica generale. Il galleggiante per il nostro “food and beverage” sembra essere pertanto rappresentato, ancora una volta e più che mai, dall’export, soprattutto da quello dell’area extra-Ue, più lontana dal conflitto bellico e meno coinvolta dalla crisi energetica legata al gas russo. In ogni caso, è indispen-

sabile un export remunerativo, non drogato dal fattore prezzi. E nemmeno dai rischi di frenata che, a breve-medio termine, potrebbero investire anche questo fronte, potenzialmente fiaccato dall’incancrenirsi del fattore prezzi e della conseguente decelerazione della congiuntura internazionale. Luigi Pelliccia

“Produzione mondiale di grano: 2.287 milioni di tonnellate anno”

“Protagonisti del valore del grano”

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Food rules DIRITTO ALIMENTARE

Chi è il “whistleblower”? Who is the ‘whistleblower’? W

histleblowing is a measure for corruption prevention in the Public Administration, referred to in Article 54-bis of Legislative Decree 200/165, mentioned in the National Anti-Corruption Plan. The subject of the report is information, including wellfounded suspicions, concerning actual or potential breaches that have occurred or are very likely to occur in the organisation with which the reporter has come into contact, as well as attempts to conceal any breaches. ‘Concerns’ and suspicions can also be reported. This article explains to whom the rule is addressed, but, above all what, the critical aspects of this rule may be.

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collaboratori di giustizia, più noti come “pentiti”, sono quanto di più lontano dalla nostra realtà quotidiana, apparendo soprattutto nelle cronache giudiziarie o nella finzione cinematografica. Il “pentito” della salmonella, della micotossina, di un errore in un’etichetta, di un Ogm, di un bio o di un’origine non corretta non è appartenuto, finora, al mondo alimentare.

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BREVE ANALISI DI UNA NUOVA FIGURA TRA TESTIMONE E “PENTITO” DELLE VIOLAZIONI AZIENDALI A BRIEF ANALYSIS OF A NEW FIGURE HALF WITNESS AND HALF REPENTANT OF CORPORATE VIOLATIONS A mia memoria ricordo solo qualche caso di dipendente non troppo fedele che, per diversi motivi, ha denunziato più o meno anonimamente la propria azienda o ex azienda. Ma il mondo è cambiato e il Legislatore unionale ha creato uno strumento giuridico ad hoc, la Direttiva Ue 2019/1937, per proteggere il “testimone” che lanci l’allerta su eventuali violazioni

di Giuseppe Maria Durazzo Avvocato esperto in diritto dell’alimentazione

delle norme Ue da parte di un’azienda. Le illegalità possono riguardare alcuni settori d’interesse della nostra materia: salute e benessere degli animali, tutela ambientale, sicurezza e conformità dei prodotti, salute pubblica, sicurezza degli alimenti. Nella Pubblica Amministrazione il principio fu introdotto nell’ordinamento italiano con il D.Lgs. 2001/165, art. 54bis, mentre in alcune aziende private uno strumento simile, ma privo di qualsiasi requisito di obbligatorietà legale, è previsto da taluni sistemi certificati. Fatti salvi il segreto professionale forense, quello medico (e non altri quale quello del giornalista professionista, il che crea un contrasto con la normativa nazionale italiana), quello giudiziario o quello classificato, lo scopo della norma comunitaria è di tutelare il segnalatore di attività illecite nelle materie individuate dalla Direttiva. Oggetto della segnalazione sono le informazioni, ivi compresi i fondati sospetti, riguardanti effettive o potenziali violazioni che si sono (sarebbero, n.d.a.) verificate o, molto verosimilmente, potrebbero verificarsi nell’orga-

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Food rules DIRITTO ALIMENTARE

nizzazione con la quale il segnalante è entrato in contatto, nonché i tentativi di occultare le violazioni. Ma sono pure denunziabili le “inquietudini” e i sospetti.

A chi è rivolta la norma? La norma riguarda i dipendenti, i collaboratori, gli azionisti, i membri dell’organismo di amministrazione, di direzione, vigilanza, anche se non retribuiti, gli appaltatori, i subappaltatori e i fornitori dell’organismo segnalato. Oltre ai segnalanti, la protezione si estende a tutte quelle persone ed entità che potrebbero rischiare ritorsioni, ivi compresi i colleghi del segnalante, i parenti (cosiddetti “facilitatori”), gli stessi soggetti giuridici di cui i segnalanti siano proprietari o per i quali lavorino. La protezione prevista dalla Direttiva scatta anche nel caso in cui la segnalazione, seppur nata come anonima, abbia condotto a identificare chi l’ha generata. La norma prevede la creazione di nuovi obblighi e procedure non solo per gli Stati membri ma anche per le aziende. Nelle imprese con oltre 50 dipendenti deve essere creato un sistema di canali interni, pubblicizzati al meglio tra dipendenti e collaboratori, in grado di raccogliere e convogliare le segnalazioni al responsabile aziendale garantendo, al contempo, la tutela del segnalante, come già previsto nella norma francese d’attuazione della Direttiva (la Legge 2022-401 del 21 marzo 2022).

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Il segnalante può adire anche a canali ufficiali esterni all’azienda: in pratica può informare le autorità preposte dallo Stato a ricevere, sempre con le medesime tutele, le denunzie e dar seguito alle stesse entro termini obbligatori. La protezione del segnalante si concretizza in fattispecie delineate con precisione dalla Direttiva. Tra le altre sono indicati il divieto di licenziamento, di sospensione, di retrocessione, di modifica delle mansioni, di note di demerito, il mancato rinnovo del contratto di lavoro ecc., mentre il sostegno al segnalante può prendere la forma dell’accesso al patrocinio a spese dell’Erario in

LA NORMA COMUNITARIA INTENDE TUTELARE IL SEGNALATORE DI ATTIVITÀ ILLECITE eventuali processi. Tra le principali norme che ricadono nell’ambito della protezione di cui alla novella: la tutela dei consumatori, i servizi digitali, le norme del codice del consumo, le norme in tema di prodotto biologico, il Reg. (Ce) 178/2002 e il Reg. (Ue) 2017/625 in materia di controlli degli alimenti e dei mangimi. La Direttiva lascia aperti molti temi, seppure nel tentativo di porre in essere un sistema giuridico con meritori intenti indicati al considerando 1: “Chi lavora per un’organizzazione pubblica o privata o è in contatto con essa nello svolgimento della propria attività professionale è spesso la prima persona a venire a conoscenza di minacce o pregiudizi al pubblico interesse sorti in tale ambito. Nel segnalare violazioni del diritto unionale che ledono il pubblico interesse, tali persone (gli “informatori/ whistleblowers”) svolgono un ruolo decisivo nella denuncia e nella prevenzione di tali violazioni e nella salvaguardia del benessere della società. Tuttavia, i potenziali informatori sono spesso poco inclini a segnalare inquietudini e sospetti nel timore di ritorsioni. In tale contesto, l’importan-

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Le questioni, non marginali, a livello giuridico Le modalità di acquisizione delle notizie, l’individuazione di nuove esimenti in tema di violazione degli obblighi di riservatezza ed eventuali nuovi obblighi di denunzia, l’utilizzo strumentale della segnalazione, il tema del conflitto d’interessi e della concorrenza, il rapporto con le forme normali e codicistiche di introduzione della notitia criminis, la responsabilità del segnalatore (testimone o “pentito” che sia) non solo nei casi di malafede (calunnia) ma anche di colpa, la relazione tra la commissione di reati da parte del segnalatore o del facilitatore e il riconoscimento della tutela del segnalatore/facilitatore stesso, il rapporto tra protezione del segnalatore e accertamento della fondatezza giuridica del fatto segnalato, sono alcuni dei temi che emergono in tutta evidenza. Così come si debba configurare, o meno, un obbligo di segnalazione a fronte di conoscenze, sospetti o inquietudini circa la regolarità dell’attività aziendale. Quali potrebbero essere, ad esempio, gli effetti dell’accertamento dell’effettiva legalità del fatto denunziato rispetto alla protezione già concessa dallo Stato al segnalatore? Il testimone, nel sistema giuridico penale italiano, si impegna “a dire tutta la verità e a non nascondere nulla

IL SEGNALATORE PUÒ INFORMARE LE AUTORITÀ PREPOSTE DALLO STATO A RICEVERE LE DENUNZIE di quanto è a mia conoscenza” (art. 197 c.p.p.). Mentre la conoscenza che può aiutare il processo che scaturisca dall’attività del “whistleblower” sembrerebbe ampliarsi alle inquietudini del testimone protetto dalla Direttiva Ue 2019/1937, così accettando, il sistema giuridico, il passaggio dal riferire quanto si conosce a quanto crei inquietudine. La segnalazione de-

terminerebbe un effetto di tutela penale, con riduzione della pena o impunità per il segnalatore in parallelo con gli istituti del collaboratore di giustizia, o invece la posizione dell’agente provocatore, o infiltrato, o fictus emptor che si inserisce, prima del delitto, nel sodalizio criminale? Se la segnalazione frutto dell’inquietudine fosse non veritiera, se non nella visione soggettiva del denunziante, quale sarebbe lo strumento di diritto per prevenire ed eventualmente rimediare all’ingiusta denunzia vista la protezione offerta dalla Direttiva Ue 2019/1937 al segnalatore? Parimenti, sarebbe da regolare il rapporto tra la segnalazione del “whistleblower” e il giudizio di assoluzione ai sensi dell’art. 533 c.p.p. nei suoi diversi capi. Ancora più problematica è la tematica del segnalatore che riferisca di elementi dei quali non vi sia elemento oggettivo di prova (si pensi al timore per la non conformità di una partita alimentare o mangimistica che sia stata consumata senza alcuna conseguenza negativa).

Le criticità della norma Insomma, spiace dover annotare come la Direttiva Ue 2019/1937 sia, a mio parere, una delle norme peggio scritte tra quelle applicabili (anche) al settore alimentare. Disciplinare il trattamento del “pentito alimentare” quando neppure le sanzioni sono le stesse nei diversi Paesi dell’Unione e ancor meno sono armonizzati i sistemi procedurali penali (e civili), sembra costruire una nuova infrastruttura giuridica senza che ve ne siano le fondamenta. La Direttiva affida agli Stati membri l’arduo

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Food rules DIRITTO ALIMENTARE

compito di attuare dei recepimenti nazionali che sono e saranno (per i diversi Stati che ancora non ne hanno adottato i testi nonostante l’impianto normativo debba essere pienamente attuato entro la fine del 2023) una sfida in tema di coordinamento normativo, ma anche per l’ordinamento giudiziario. Limitandosi ai soli principi fondamentali di diritto, un recepimento privo di un corollario di amplissime modifiche delle altre norme e di limitazioni dei casi di applicabilità della Direttiva, porterebbe a rischi evidenti di incostituzionalità. La disposizione sembra condurre a una frattura sociale all’interno dell’azienda con l’unica motivazione di far emergere delle possibili irregolarità, ricorrendo alla delazione invece che al funzionamento dei corpi dello Stato, questo a fronte di ipotetiche violazioni che, nell’esperienza dell’industria alimentare, sono prevalentemente poco più che bagatellari e comunque colpose. Il sistema giuridico fondato sul-

la previsione di limiti di accettabilità, divieti e, soprattutto, di autocontrollo igienico-sanitario sembra essere, nei fatti, in via di ridimensionamento (senza un’esplicita dichiarazione in tal senso), se alla fine conta poco l’attrezzarsi, da una parte, dei corpi dello Stato alla gestione della sicurezza e della qualità dei prodotti alimentari e mangimistici e, dall’altra, degli operatori alimentari, quando poi si ricorre alla segnalazione più o meno anonima nelle forme della contemporaneità giuridica che a me ricorda quella specie di buche delle lettere (ormai fuori standard!) che nel 1600 accoglieva le denunzie anonime1. Occorrerà valutare l’approccio nazionale per poter trarre conclusioni più dettagliate ma, allo stato delle cose, la norma appare uno strumento privo di contrappesi tra gli interessi coinvolti (a partire dalla libertà personale a quella dell’iniziativa economica, per passare al diritto alla difesa ecc.), che ben si agglomera con le norme volte a ridurre gli spazi di difesa e di

OCCORRE REGOLARE IL RAPPORTO TRA LA SEGNALAZIONE DEL “WHISTLEBLOWER” E L’EVENTUALE GIUDIZIO DI ASSOLUZIONE indagine sulle ipotizzate non conformità in materia di alimenti e mangimi, al ricorso alle linee telefoniche o alle mail dedicate per denunziare i ritenuti abusi, con gli aspetti sempre più marcati di responsabilità oggettiva e societaria e azioni di classe, emanazioni di un meccanicismo che poco contiene dei principi dello Stato di diritto, oltre che di quelli di diritto alimentare. Giuseppe Maria Durazzo

(1) Ad esempio, nella Repubblica di Genova, in Palazzo Ducale, la buca ove depositare le doglianze anonime riporta: «Avvisi agli Ill.mi Supremi Sindacatori». Nella Repubblica di Venezia prendevano il nome di Bocca di Leone. Appare in questa fase storica poco importante ricordare come Cesare Beccaria vedesse nello strumento della denunzia segreta una causa di disordini o nel Regno delle Due Sicilie vi si ricorresse sono in limitate ipotesi.

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EVENTI Events

European Flour Millers Congress tra innovazione, resilienza e sviluppo European Flour Millers Congress between innovation, resilience and development

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he European Flour Millers’ Congress 2022 took place in Venice, in the beautiful setting of the Hilton Molino Stucky, from 26 to 28 May. A three-day event that brought together all the main companies working in the European flour milling sector. Alongside this very important conference, the general assembly of Italmopa also took place and Andrea Valente (owner of Molini Valente, located in the province of Alessandria) was appointed as new President. Francesco Vacondio, of Molini Industriali in Modena, was appointed as president of EFM during its General Assembly.

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Events EVENTI

SI È SVOLTO A VENEZIA IL CONGRESSO DELL’INDUSTRIA MOLITORIA EUROPEA A TENERO, CHE HA OSPITATO ANCHE L’ASSEMBLEA GENERALE ANNUALE DI ITALMOPA THE EUROPEAN FLOUR MILLERS INDUSTRY CONGRESS WAS HELD IN VENICE, WHICH ALSO HOSTED THE ANNUAL GENERAL MEETING OF ITALMOPA a cura della Redazione

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ondata a Parigi nel 1959, l’European Flour Millers (EFM) ha come obiettivo quello di facilitare lo sviluppo di un ambiente commerciale in cui tutte le aziende molitorie a grano tenero possano soddisfare le esigenze dei consumatori e della società, competendo efficacemente per una crescita sostenibile. È con questo spirito che si è tenuto, dal 26 al 28 maggio, all’Hilton Molino Stucky di Venezia il congresso dell’Associazione, che ha riunito le principali aziende dell’universo molitorio europeo. Si è trattato, di fatto, di un’occasione unica per estendere le reti commerciali ed esplorare nuove opportunità di business. L’evento ha accolto autorevoli esperti che hanno presentato le proprie riflessioni sugli avvenimenti economici e politici, nonché sulle tendenze sociali che, plausibilmente, andranno a definire il mercato dei cereali negli anni a venire: il cambiamento climatico e la biodiversità, l’agricoltura di precisione e l’innovazione per un processo molitorio più sostenibile, ma anche l’energia e l’estrema volatilità delle commodity agricole. Un insieme di temi complesso e variegato, motivato nella sua stesura anche dalle vicende degli ultimi mesi. Va ricordato che l’European Flour Millers rappresenta l’industria molitoria europea del grano tenero, della segale e dell’avena sia a livello europeo sia internazionale, e i suoi membri sono le associazioni nazionali rappresentative di ben 28 Paesi europei. Sicché l’ampiezza e la sfaccettatura dei temi toccati è stata altresì motivata dall’estensione geografica dei partecipanti all’evento. La cornice di Venezia, poi, ha fornito al tutto un’atmosfera di elevatissimo impatto, valorizzato anche da un ricco programma sociale dedicato ai delegati e ai loro accompagnatori, con l’obiettivo di scoprire i meravigliosi luoghi della città lagunare.

L’Assemblea generale di EFM Il congresso ha previsto come incipit della giornata di apertura, giovedì 26 maggio, la riunione del comitato esecutivo dell’European Flour Millers. Ma è nel corso della giornata successiva, quella di venerdì 27 maggio, che si è tenuta la sessione congressuale più corposa. A cominciare dall’Assemblea generale dell’Associazio-

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ne, in occasione della quale è stato eletto alla presidenza di EFM, per il biennio 2022-2023, Francesco Vacondio dei Molini Industriali di Modena, coadiuvato dai vicepresidenti Jan Cordesmeyer (Germania) e Gary Sharkey (Gran Bretagna). L’elezione di un italiano ai vertici dell’industria molitoria europea “costituisce motivo di grande orgoglio per il comparto nazionale, la cui leadership è frutto dell’incredibile capacità dei nostri mugnai di individuare, selezionare, miscelare e trasformare le migliori varietà di grano in farine di impareggiabile qualità”, ha commentato Piero Luigi Pianu, direttore di Italmopa. Al tempo stesso, va sottolineato come tale prestigioso ruolo rappresenti oggi anche un impegno di grande responsabilità a causa delle forti e crescenti tensioni in atto sui mercati delle materie prime cerealicole ed energetiche, che impattano violentemente sulla filiera dei cereali in generale e sull’approvvigionamento e la redditività del settore molitorio in particolare.

I lavori congressuali Conclusa l’Assemblea generale dell’Associazione, hanno avuto inizio i lavori congressuali veri e propri, durante i quali si sono succeduti una serie di interventi sul

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SOSTENIBILITÀ E SICUREZZA ALIMENTARE AL CENTRO DEI LAVORI CONGRESSUALI tema portante della costruzione della resilienza nell’attuale contesto di aumento vertiginoso dei prezzi dell’elettricità, del grano e della logistica, proprio mentre il mondo sta uscendo dalle turbolenze provocate dalla pandemia e l’attenzione si sposta sempre più verso il cambiamento climatico. A introdurre i lavori, moderati dal presidente uscente di EFM Gary Sharkey, è stato Michael Scannel, direttore generale aggiunto della Direzione per l’agricoltura e sviluppo rurale (DG Agri) della Commissione europea. Al centro del suo discorso temi “caldi” quali la sostenibilità ambientale e la sicurezza alimentare, soprattutto in relazione all’attuale conflitto bellico che ha portato al blocco delle merci dirette dall’Ucraina all’Europa e all’Africa, provocando un ingente danno alimentare alle rispettive popolazioni. La parola è poi passata a Ian Flagg, vice presidente regionale di US Wheat Asso-

Il neo presidente di EFM, Francesco Vacondio

ciates, che ha presentato una panoramica della situazione del mercato nel contesto della guerra in Ucraina. Come noto, gli eventi bellici producono incertezza in termini di approvvigionamento: nel momento in cui un Paese esportatore viene invaso e ne vengono bloccati i porti, gli Stati che in parte ne dipendono vedono a forte rischio la propria sicurezza alimentare. Di fronte a tale scenario, l’interrogativo principale è se gli Usa saranno in grado di sopperire al gap in termini di importa-

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IN CALO I VOLUMI DI SFARINATI PRODOTTI DALL’INDUSTRIA MOLITORIA ITALIANA NEL 2021

Il presidente uscente di EFM, Gary Sharkey

zione dell’Europa per ciò che concerne, in particolare, i fertilizzanti chimici. A concludere gli interventi della mattinata è stato Alain Taccoen, presidente del Comitato clienti e servizi al dettaglio di Eurelectric - l’Associazione che rappresenta gli interessi comuni dell’industria elettrica a livello europeo - le cui riflessioni si sono concentrate sull’aumento dei prezzi dell’elettricità in Europa, sulle cause e sulle potenziali soluzioni per rendere la stessa meno dipendente da realtà extra-Ue. Di eguale importanza è stata la sessione pomeridiana, incentrata sulle possibili azioni in materia di cambiamenti climatici e la promozione della biodiversità, così da costruire una catena di approvvigionamento più sostenibile. È in questa direzione che stanno andando autorità pubbliche e imprese, che puntano sempre più a zero emissioni di CO2 in tutti i livelli della filiera. L’intervento introduttivo è stato quello di Pierre-Marie Aubert, esperto di IDDRI, istituto di ricerca indipendente sulle politiche sostenibili, che ha trattato del “carbon farming & trading”, ovvero il modello di business per premiare i produttori di cereali che riducono le emissioni di carbonio e proteggono la biodiversità. A seguire, Dominic Meyerhans, Ceo di Meyerans Mühlen AG, gruppo molitorio svizzero, e fondatore della Damn Good Food & Beverages AG, ha illustrato un esempio di lotta allo spreco alimentare dove il

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Ian Flagg, vice presidente regionale di US Wheat Associates

pane invenduto diventa ingrediente primario per due prodotti: una birra e un aceto. Per la birra, il pane viene essiccato e macinato in pangrattato prima di essere immerso nel bollitore con acqua di sorgente, lievito, luppolo e malto d’orzo; nel caso dell’aceto, a un composto di aceto di birra finemente acido viene aggiunto un concentrato di birra di pane fermentato. Insomma, un interessante progetto di economia circolare del settore molitorio. La sessione pomeridiana si è conclusa con

l’intervento di Michele Zerbini, Purchasing Senior Manager di Barilla per grano tenero, farina italiana e Molino di Galliate (No), che ha avuto come tema la celebre Carta del Mulino, un disciplinare per la coltivazione sostenibile del grano tenero nata dalla collaborazione con decine di molini, centinaia di centri di stoccaggio e migliaia di aziende agricole. Dieci regole pensate per portare qualità nei prodotti, supportare il lavoro delle comunità degli agricoltori e proteggere la biodiversità anche grazie alla salvaguardia degli insetti impollinatori. Prima delle conclusioni e della discussione finale, il congresso ha proposto un momento assai stimolante che ha visto alcuni importanti player del settore (Alapala, Omas, Weger Walter e Mulmix) confrontarsi sulla necessità di promuovere l’innovazione per un processo di macinazione più sostenibile. Durante tale sessione è stato esaminato il ruolo della tecnologia nell’offerta di impianti di macinazione per una farina più “green”, così da ottenere migliori prestazioni produttive su tutta la catena. Si è quindi parlato di nuovi modelli di silos, di sistemi di recupero energetico grazie all’applicazione di motori a magneti permanenti sui laminatoi, di ventilazione controllata per l’industria molitoria.

L’Assemblea generale di Italmopa A latere del congresso si è tenuta l’Assemblea generale annuale di Italmopa, dove l’Associazione ha presentato i dati 2021 relativi al comparto molitorio nazionale, caratterizzati da un andamento difforme fra i volumi produttivi del frumento tenero e quelli del frumento duro. Il volume di sfarinati prodotti dall’industria molitoria nazionale nel 2021 è stimato in 7.810.000 t, con una flessione del

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-3,5% circa rispetto al volume del 2020, pari a 8.096.000 t, mentre il volume complessivo dei prodotti dell’industria molitoria italiana - comprensivi dei sottoprodotti della macinazione - avrebbe raggiunto 11.130.000 t (11.550.000 t nel 2020). Sulla base degli indicatori relativi alla produzione e ai prezzi delle diverse tipologie di sfarinati e sottoprodotti della macinazione, il fatturato dell’industria molitoria avrebbe complessivamente raggiunto i 4,288 miliardi di euro, con un incremento del +11,4% rispetto al fatturato 2020 (3,850 miliardi di euro). La crescita del fatturato appare percentualmente molto inferiore rispetto al massiccio incremento dei costi di produzione, in particolare di quelli delle materie prime agricole ed energetiche che ne rappresentano complessivamente l’80%. Il comparto molitorio, che si è fatto responsabilmente carico di una parte estremamente rilevante di tali aumenti, è risultato così spettatore forzato di un andamento schizofrenico dei mercati internazionali che ha travolto il settore e ha minacciato, e sta tuttora minacciando, la sua stessa sopravvivenza. Per quel che concerne il comparto della macinazione del frumento tenero, si è registrato un incremento complessivo dei volumi produttivi di farina pari al +1,1% rispetto al 2020, riconducibile, in particolare, a un aumento significativo della richiesta di farina da parte dei canali biscotteria/lievitati/pasticceria da un lato e produzione pizza dall’altro, che ha compensato la riduzione della domanda del

Michael Scannel, direttore generale aggiunto DG Agri della Commissione europea, in collegamento da Bruxelles

canale vendita al dettaglio, oggetto nel 2020 di una forte crescita dovuta a fenomeni di accaparramento avvenuti nella prima fase dell’emergenza Covid. Positiva la richiesta proveniente dalla panificazione dopo la forte contrazione osservata nel 2020. Tuttavia, non può essere considerata un’inversione di tendenza rispetto a una dinamica flessiva dei consumi di pane in atto da molti anni. Si conferma, infine, l’ottimo trend delle esportazioni di farine, che anche nel 2021 hanno messo a segno una robusta crescita (+16%) rispetto all’anno precedente. Per quanto riguarda il comparto della macinazione del frumento duro, il 2021 ha segnato una riduzione complessiva, rispetto al 2020, del -7,7% circa della pro-

duzione di semole, ascrivibile essenzialmente alla contrazione della domanda di semole destinate alla produzione di pasta. Nonostante la riduzione dei volumi produttivi, nel 2021 l’industria molitoria a frumento duro ha registrato un incremento del +10,4% del proprio fatturato, frutto dell’aumento delle quotazioni delle semole (+19,8%) e dei sottoprodotti della macinazione (+17,4%), quale diretta conseguenza delle tensioni, senza precedenti, sui prezzi delle materie prime, accentuatesi a decorrere dal secondo semestre dell’anno.

La relazione del Presidente di Italmopa L’Assemblea generale di Italmopa è stata caratterizzata, come di norma, dalla relazione del presidente uscente. Emilio Ferrari, subentrato al compianto Silvio Grassi, dopo sette mesi ha concluso il suo mandato. Un periodo di tempo apparentemente breve, ma denso di attività sia a livello nazionale sia comunitario. Le parole di Ferrari si sono concentrate sulle attuali dinamiche del settore molitorio che, sebbene venga considerato “protetto” dalle sue doti anticicliche e dalla anelasticità quantitativa che contraddistingue i consumi alimentari, è stato ed è esposto a più rischi, in modo articolato e spesso congiunto, soprattutto in relazione alle recenti vicende (pandemia e conflitto in Ucraina). Nello specifico, le impennate delle quotazioni delle materie prime e il caro-energia hanno messo in evidenza fragilità di carat-

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tere strutturale destinate inevitabilmente a incidere sulle previsioni economiche del 2022, ma anche su quelle a più lungo termine. Oltre a ciò, Ferrari ha evidenziato la funzione di stabilizzatore sociale del cibo in generale e di quello derivante dalla trasformazione del grano in particolare. In tal senso, la strategia “Farm to Fork” non presenta solo risvolti di carattere ambientale, ma anche la base di nuovi equilibri produttivi e di un forte ridisegno delle catene di approvvigionamento. L’industria molitoria è sempre stata consapevole del proprio ruolo sociale, determinato dall’importanza di alcuni prodotti ottenuti da farine e semole nell’alimentazione (pasta, pane, pizza ecc.), in particolare in quella dei ceti sociali più fragili, facendosi responsabilmente carico di una parte molto rilevante degli aumenti dei costi produttivi. Ferrari si è poi soffermato sulle numerose iniziative promosse da Italmopa nel 2021: dall’organizzazione di webinar su tematiche di diversa natura, ma sempre di grande interesse per l’industria molitoria, all’avvio del progetto di promozione delle farine di frumento sul mercato indiano, alla predisposizione del progetto di promozione di farine e semole bio sui mercati statunitensi e canadesi. Inoltre, Ferrari ha voluto rammentare quanto il 2021 sia stato un anno particolarmente impegnativo per Italmopa su alcune tematiche strategiche per il settore, come l’avvio della Commissione nazionale sperimentale del grano duro, l’allerta per la presenza di allergeni negli sfarinati, la revisione dei limiti di DON nelle materie prime agricole e negli sfarinati e, soprattutto, l’introduzione del registro di carico e scarico cereali e sfarinati. Proprio in merito a quest’ultimo argomento,

ANDREA VALENTE E FRANCESCO VACONDIO SONO STATI ELETTI RISPETTIVAMENTE PRESIDENTE DI ITALMOPA E DI EFM d’Italia

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Ferrari ha voluto sottolineare l’intensa attività istituzionale condotta da Italmopa contro una normativa che, di fatto, istituiva un pervasivo sistema di controllo dei flussi commerciali e produttivi all’interno della filiera, del tutto estraneo alle finalità di un monitoraggio proposto dal legislatore. La situazione appariva di difficile comprensione, ancor più se si considera che gli adempimenti discendenti, sia per le caratteristiche proprie dei processi di trasformazione, sia per le tempistiche di comunicazione dei dati, risultavano materialmente impraticabili, oltre che econo-

micamente insostenibili. Per questo motivo Italmopa ha fin da subito messo in evidenza la necessità che i prodotti trasformati fossero esclusi dal campo di applicazione della norma, limitando ai cereali l’adempimento della comunicazione dei dati. L’azione di Italmopa è stata coronata da successo, in quanto sono state accolte le criticità che si intendono superare nel corso dei prossimi anni, nonostante alcune resistenze anche all’interno della pubblica amministrazione.

L’elezione del nuovo presidente Italmopa Al termine dell’Assemblea generale annuale, le aziende associate hanno proceduto all’elezione del nuovo presidente di Italmopa. Andrea Valente, titolare di Molini Valente di Felizzano (Al), una delle più importanti realtà molitorie italiane a grano tenero, ha ricevuto tale incarico e sarà coadiuvato nelle sue funzioni da quattro vicepresidenti: Alexander Rieper ed Emanuel Munari per la sezione Molini a frumento tenero, Enzo Martinelli e Umberto Sacco per la sezione Molini a frumento duro. Andrea Valente aveva ricoperto, sotto la presidenza di Silvio Grassi prima ed Emilio Ferrari poi, il ruolo di presidente della sezione Molini a frumento tenero di Italmopa.

Andrea Valente, neo presidente Italmopa

La Redazione

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Farine da cereali antichi e grano duro coltivati in biologico e in convenzionale Flours from ancient cereals and durum wheat organically and conventionally culvitated

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Research RICERCA

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n Europe and Italy, ancient cereals attract great interest because they are considered healthier than modern varieties. However, the discussion on the potential health advantage of ancient cereals over modern ones in terms of composition and concentration of bioactive compounds remains open. Among the ancient cereals, the hulled wheats, T. dicoccum and T. spelta represent two suitable specie for organic cultivation. Today these ancient cereals are

only cultivated in small rural areas of Europe for traditional foods. This paper shows the results of a research conducted on nine genotypes (landraces and ancient varieties), belonging to two species of ancient cereals (T. dicoccum and T. spelta) and durum wheat, organically and conventionally cultivated with equal amount of N fertilization. The aim was to assess the differences in terms of quality and phytochemicals characteristics of the corresponding flours.

I RISULTATI DI UNO STUDIO SU NOVE GENOTIPI DI CEREALI PER VALUTARE LA DIFFERENZA QUALITATIVA THE RESULTS OF A STUDY ON NINE CEREAL GENOTYPES TO ASSESS THE DIFFERENCE IN QUALITY

di Clara Fares, Ugo Marciello, Valeria Menga, Salvatore Colecchia Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria - Centro di Ricerca di Cerealicoltura e Colture Industriali (CREA-CI), Foggia

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n Europa e in Italia le varietà di cereali antichi riscuotono grande interesse perché ritenute più salutari delle varietà moderne (Giambanelli et al., 2013). Tuttavia, la discussione sulla potenziale superiorità salutistica dei cereali antichi rispetto a quelli moderni in termini di composizione e concentrazione di composti bioattivi rimane aperta, con diversi studi che evidenziano l’assenza di prove scientifiche a sostegno di tale effettiva superiorità (Shewry and Hey, 2015). Nonostante ciò, la maggior parte dei consumatori è convinta del contrario e alcuni hanno profondamente mutato le proprie abitudini alimentari orientandosi verso alimenti prodotti con specie di grano antiche, soprattutto provenienti da agricoltura biologica. A tal proposito, è doveroso sottolineare che negli ultimi anni la domanda di prodotti biologici è molto cresciuta, poiché è opinione diffusa che siano più sani

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e sicuri di quelli provenienti da coltivazioni convenzionali. Come noto, l’agricoltura biologica differisce da quella convenzionale per il totale divieto di usare fertilizzanti chimici, diserbo chimico e antiparassitari a protezione delle coltivazioni (da insetti o agenti patogeni). Per questo motivo il consumatore nutre maggiore fiducia nei cereali integrali coltivati con metodo biologico rispetto a quelli coltivati con metodo convenzionale. Negli ultimi decenni, inoltre, il consumo di cereali integrali è aumentato notevolmente sotto la spinta dei risultati di studi epidemiologici in cui è stato dimostrato che la presenza nella dieta di almeno 90 grammi al giorno di cereali integrali è associata a una riduzione del 19% di rischio di malattie coronariche, del 12% di ictus e del 22% di malattie cardiovascolari (Adune et al. 2016). Effetti dovuti ai significativi livelli di antiossidanti legati alle fibre contenute nelle farine integrali. Tra i cereali antichi, i frumenti vestiti T. dicoccum (Farro dicocco) e T. spelta (Spelta) rappresentano due specie adatte alla coltivazione biologica, ma attualmente sono coltivati solo in piccole aree rurali d’Europa per la produzione di cibi tradizionali (De Vita et al., 2006). In questo articolo si riportano i risultati di una ricerca condotta su nove genotipi (tra varietà autocto-

d’Italia

ne e varietà antiche) appartenenti a specie di cereali antichi (Dicocco e Spelta) e di grano duro coltivati in biologico e convenzionale con uguali livelli di concimazione azotata (100 unità/ha di origine organica e inorganica), per valutare le differenze in termini di composizione qualitativa e dei fitochimici delle relative farine.

I dettagli dello studio Nove genotipi di cereali sono stati coltivati per due anni nell’azienda sperimentale del CREA-CI (Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l’analisi dell’Economia

LA COLTIVAZIONE BIO DEI CEREALI DEVE PREVEDERE UN’ADEGUATA CONCIMAZIONE AZOTATA ORGANICA Agraria-Centro di Ricerca di Cerealicoltura e colture Industriali) di Foggia. Erano costituiti da tre varietà autoctone di Farro dicocco (Umbria, Molisano, Garfagnana), tre varietà di grano duro antiche (Cappelli, rilasciato nel 1920; Grifoni, rilasciato prima del 1960; Trinakria, rilasciato dopo il 1960) e tre varietà di Spelta (Alt Gold Rotkorn, Rouquin e Ostar commercializzate dal 1960). La coltivazione biologica è stata condotta in un campo gestito con metodo biologico da 11 anni, quindi senza impiego di fertilizzanti chimici e diserbanti. Per la concimazione è stato utilizzato un concime organico N (Bioilsa N10: 10% N organico; 10% carbonio organico; 64% sostanza organica), distribuito attraverso un’unica applicazione all’inizio della fase di accestimento. La coltivazione convenzionale ha ricevuto 80 unità/ha di perfosfato e 100 unità/ha di azoto, ed è stato effettuato il diserbo chimico per il controllo delle infestanti. Dopo la raccolta i campioni di Farro dicocco e Spelta sono stati decorticati e poi conservati a 4° C fino all’analisi. Sui semi interi è stato determinato il peso dei 1000

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61


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semi e il peso ettolitrico. Campioni da 50 grammi ciascuno sono stati macinati con un molino da banco per ottenere la farina integrale (granulometria della farina 1,0 mm e 0,5 mm) utilizzata per eseguire le analisi del contenuto proteico, di glutine, indice di sedimentazione in SDS, fibra alimentare, contenuto di β-carotene, polifenoli totali e attività antiossidante (TEAC).

IL VALORE PIÙ ALTO IN FIBRA DIPENDE DA QUELLO PIÙ BASSO DEL PESO ETTOLITRICO

I risultati

mostravano una piovosità media relativa ai mesi della stagione di crescita (da ottobre a giugno) di 357 mm e un intervallo di temperatura media da un minimo di 7,6° C a un massimo di 18,3° C. Il primo anno di coltivazione ha segnato un livel-

I dati meteo delle due stagioni colturali sono stati raccolti da una stazione meteorologica in loco e comparati con i dati a lungo termine (15 anni a Foggia), che

lo maggiore di precipitazioni (539,6 mm), con temperature medie minime e massime simili (7,0° C e 17,8° C). Il secondo anno, invece, è stato molto diverso, con 194,6 mm di precipitazioni in meno (totale 345 mm) nel confronto con il primo anno e temperature medie minime e massime rispettivamente di 2,9° C e 22,9° C. Nonostante questa riduzione dell’apporto di piogge nel secondo anno, durante la levata e la fase di maturazione lattea/cerosa si sono registrate precipitazioni sufficienti per consentire un buono sviluppo delle coltivazioni. La TABELLA 1 riporta le differenze tra specie (Farro dicocco, Frumento duro e Spelta) relativamente alla qualità tecnologica e al contenuto in antiossidanti. L’analisi statistica indica che il metodo di coltivazione ha influenzato quasi tutti i caratteri ad eccezione del peso 1000 semi, del contenuto di β-carotene e dell’attività antiossidante. La coltivazione biologica ha influito positivamente solo sul peso ettolitrico, mentre le caratteristiche qualitative della granella, definite dal contenuto proteico, dal contenuto di glutine e dal volume di sedimentazione (SDS), sono risultate significativamente più basse rispetto a quelle misurate nei campioni provenienti da coltivazione convenzionale. Anche la fibra dietetica è più alta nei campioni provenienti da coltivazione convenzionale. Tuttavia, nonostante il conte-

TABELLA 1 DIFFERENZE

TRA I VALORI MEDI DEI PARAMETRI TECNOLOGICI E DEGLI ANTIOSSIDANTI PER EFFETTO DEL METODO DI COLTIVAZIONE, DELLE SPECIE, DEGLI ANNI E SIGNIFICATIVITÀ DELLE INTERAZIONI Peso ettolitrico (kg)

Peso 1000 semi (g)

Proteine (% s.s.)

Glutine (% s.s.)

SDS (mL)

β-Carotene (ppm s.s.)

Fibra totale (% s.s.)

Biologico

77,5 a

39,8

14,7 b

11,7 b

34 b

5,44

Convenzionale

75,2 b

39,9

18,2 a

12,9 a

44 a

5,77

<0.0001

ns

<0.0001

<0.0001

<0.0001

Farro dicocco

72,6 b

37,9 b

17,0 a

11,9 b

Frumento duro

83,3 a

43,1 a

15,4 b

11,7 b

Spelta

73,2 b

38,5 b

17,0 a

13,3 a

<0.0001

<0.001

<0.0003

2009-2010

74,4 b

40,8

2011-2012

78,3 a

38,9

<0.0001

Fattori sperimentali

Polifenoli (mg FAE g/g s.s.)

Attività antiossidante (µmol TE/g s.s.)

14,6 b

2,020 a

2,41

14,9 a

1,820 b

2,23

ns

<0.005

<0.029

ns

30 c

5,0 b

12,95 b

1,902

1,95 b

38 b

5,82 a

15,8 a

1,807

1,78 b

49 a

5,72 a

15,5 a

1,906

3,24 a

<0.0001

<0.0001

<0.0008

<0.0001

ns

<0.0001

16,3

12,2

38

5,6

14,9 a

1,89

2,05 b

16,6

12,5

40

5,41

14,6 b

1,906

2,60 a

ns

ns

ns

ns

ns

<0.02

ns

<0.0001

Metodo di coltivazione

p Specie

p Anno

p Anno per coltivazione

ns

ns

<0.001

<0.001

ns

ns

<0.002

<0.0001

<0.041

Anno per specie

<0.009

<0.0001

ns

ns

<0.0001

ns

<0.004

<0.01

<0.0016

Coltivazione per specie

<0.01

<0.0001

ns

<0.001

ns

ns

ns

<0.0001

ns

d’Italia

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nuto proteico più basso rilevato nei campioni coltivati con metodo biologico, esso è ancora relativamente alto (14,7 %) e in linea con gli standard per la realizzazione di pasta di qualità. Infatti, i cereali destinati all’industria della pasta devono soddisfare determinati requisiti in termini di contenuto minimo di proteine. Quindi, considerato che il livello base di proteine della granella per pastificazione deve essere almeno pari al 13%, la granella di questi cereali coltivati con metodo biologico può raggiungere e superare questa soglia solo quando le coltivazioni ricevono un adeguato apporto di N attraverso la concimazione, come dimostrato in questa prova (N 100 kg/ha). L’effetto positivo della fertilizzazione azotata organica sulle caratteristiche tecnologiche è supportato anche dal confronto con i dati di un altro studio (Ceseviciene et al., 2012), dove gli autori hanno riportato riduzioni sensibilmente maggiori di proteine, glutine e SDS

NELLE FARINE BIO SI REGISTRA UNA LIEVE TENDENZA ALL’AUMENTO DEL CONTENUTO IN POLIFENOLI

d’Italia

in quattro cultivar di frumento invernale coltivate in biologico rispetto al metodo convenzionale. Nel nostro studio abbiamo osservato una riduzione del 19,2% nel contenuto proteico, del 9,3% nel glutine e del 22,7 % per SDS; nel caso dell’altro studio citato la diminuzione è stata del 31% per il contenuto di proteine, del 96% per il glutine e del 53% per SDS. Pertanto, se la coltivazione biologica di questi cereali è condotta senza un’adeguata concimazione azotata di origine organica, si verifica una forte compromissione del contenuto proteico e di glutine (quantità e forza). Anche un recente studio di Iannucci et al. (2018) è giunto a conclusioni simili, stabilendo che nella coltivazione biologica una gestione efficiente della fertilizza-

zione N organica può ridurre al minimo i rischi di perdite di resa e massimizzare il ritorno economico per gli agricoltori grazie all’elevata qualità della granella. Le tre specie differiscono per quasi tutti i caratteri studiati e in Spelta si osservano i valori medi più alti per gli indici qualitativi; in particolare, ha il più alto tenore di proteine (17,0%), di glutine (13,3%), SDS (49 ml), β-carotene (5,72 µg/g), fibre (15,5%). Anche il Farro dicocco ha lo stesso tenore proteico di Spelta (17,0%), ma un contenuto di glutine inferiore (11,9%), simile a quello del frumento duro (11,7%). Il valore medio del volume di sedimentazione in SDS più basso è stato misurato nel Farro dicocco (30 ml), così come il contenuto di β-carotene (5 ppm) e di fi-

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Research RICERCA

bra (12,95%). Gli effetti dell’anno sono stati significativi solo per peso ettolitrico e contenuto di fibra, sebbene con impatti contrastanti in quanto il valore del peso ettolitrico più alto è stato registrato nel secondo anno, mentre il contenuto di fibra più alto nel primo anno. Peraltro, questi dati sono molto coerenti poiché il valore più alto della fibra dipende dal valore del peso ettolitrico più basso. In altre parole, visto che le cariossidi sono più sottili mostrano un rapporto superficie/volume più elevato e, quindi, anche un contenuto maggiore di crusca.

Differenze qualitative In TABELLA 2 è riportato il dettaglio dei valori medi qualitativi per varietà. Se consideriamo gli indicatori qualitativi più rilevanti e dipendenti dalla concimazione azotata, cioè proteine e glutine, si osserva che in Spelta le tre varietà studiate

non presentano differenze significative tra i due metodi di coltivazione, ma Roquin e Alt Gold Rotkorn hanno evidenziato valori tendenzialmente più elevati rispetto a Ostar in coltivazione biologica. Per il Far-

ro dicocco le differenze tra i due metodi di coltivazione sono invece significative e in biologico le popolazioni autoctone presentano elevati valori medi di proteine e quantità sufficienti di glutine. Si segnala-

TABELLA 2 VALORI

MEDI DEGLI INDICI TECNOLOGICI E DEGLI ANTIOSSIDANTI RELATIVI ALL’INTERAZIONE GENOTIPO PER METODO DI COLTIVAZIONE FARRO DICOCCO

bio Peso 1000 semi conv.

Garfagnana

Umbria

Grifoni

Trinakria

Cappelli

Roquin

Ostar

Altgold

47,0 35,0

41,5 35,8

35,6 32,4

36,8 43,7

41,3 46,0

41,9 49,7

36,3 37,8

37,7 38,4

40,2 40,9

74,6 71,4

84,5 83,3

83,0 82,0

84,2 82,7

72,0 70,4

77,9 77,4

15,2 19,5

12,5 17,3

14,7 17,1

12,9 17,9

16,2 19,3

14 17,2

5,2 5,9

6,1 5,4

6,7 5,4

5,4 5,8

5,9 5,8

5,1 4,9

0,00126 bio conv.

74,8 69,9

75,0 70,0

bio conv.

14,6 19,8

15,3 17,3

bio conv.

4,5 5,5

p Proteine

bio conv.

24,0 32,3

25,0 41

bio conv.

10,4 13,5

11,1 11,8

bio conv.

12,8 12,5

12,8 13,5

bio conv.

1,91 1,91

2,21 1,9

10,2 12,4

12,2 13,0

31,7 33,3

39,5 63,3

9,9 12,5

14,7 14,0

14,6 15,2

1,92 1,69

2,53 2,05

16,3 16,1

ns

47,7 52,0

12,0 12,3

13,7 13,3

ns 15,9 16,8

15,3 15,4

1,57 2,0

1,84 1,57

0,0001 1,86 1,77

39,5 53,3

0,0454

ns 12,8 13,2

5,6 7,0

0,0216

ns

ns

p Attività antiossidante

11,4 13,4

0,046

p Polifenoli

47,0 40,2

ns

p Fibra

41,3 34,5

16,5 18,6

ns

ns 26,2 34,3

71,7 69,8

ns

ns

ns

p Glutine secco

4,3 4,4

ns

ns

0,021

p SDS

ns

ns

p β-Carotene

SPELTA

Molise

p Peso HL

FRUMENTO DURO

15,3 16,0

15,5 15,8

0,0161

0,00127

2,43 1,8

1,94 1,67

0,0044

bio

2,21

1,97

1,84

1,9

2,47

1,36

3,26

2,65

4,07

conv.

1,61

2,37

1,72

1,94

1,38

1,64

3,25

2,87

3,34

p

ns

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0,00331

0,0215

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no Umbria e Garfagnana, anche se i valori di SDS denotano una certa debolezza del glutine. Per quanto riguarda il frumento duro non sono risultate significative differenze tra varietà e metodo di coltivazione; tuttavia, in biologico si segnala la buona risposta di Trinakria, con significativi valori di proteine, glutine, β-carotene e SDS. Per quanto riguarda le caratteristiche degli antiossidanti legati alle fibre, soltanto nel Farro dicocco non abbiamo trovato differenze importanti tra le varietà autoctone allevate in biologico e quelle in convenzionale. Si può però evidenziare una lieve tendenza all’aumento del contenuto di polifenoli e di attività antiossidante nelle farine provenienti da metodo biologico. Per Spelta abbiamo trovato differenze significative tra le varietà nei due metodi di coltivazione. In particolare, Altgold Rotkorn in biologico presenta alte quantità di fibra dietetica e la più alta attività antiossidante, mentre Ostar in biologico si segnala per il maggiore contenuto di polifenoli e fibra. Per il frumento duro sono significative le differenze tra le tre varietà allevate in biologico e in convenzionale. Trinakria in biologico presenta il valo-

d’Italia

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re relativo più alto di fibra dietetica e, in assoluto, quello di attività antiossidante; Grifoni in biologico ha il maggiore contenuto di polifenoli.

Conclusioni La ricerca ha dimostrato che il metodo di coltivazione impatta sulle caratteristiche qualitative e il contenuto di antiossidanti delle tre specie di cereali antichi. Con la coltivazione biologica il contenuto medio di proteine, glutine e SDS è diminuito rispetto alla coltivazione convenzionale, ma con un’adeguata concimazione a base di azoto organico si ottengono valori di contenuto proteico e di glutine idonei per la produzione di pasta e pane. Dal confronto fra le tre specie, Spelta presenta i valori medi degli indici tecnologici più elevati. Dai dati, poi, non emergono elementi sufficienti per dimostrare effetti significativi della coltivazione biologica anche sul contenuto di antiossidanti, ma solo su quello di polifenoli. Clara Fares, Ugo Marciello, Valeria Menga, Salvatore Colecchia

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BIBLIOGRAFIA • Adune D., Keum N., Giovannucci

E., Fadnes N.T., Boffetta P., Greenwood D.C., Tonstad S., Vatten L.J., Riboli E. and Norat T., Whole grain consumption and risk of cardiovascular disease, cancer, and all cause and cause-specific mortality: systematic review and dose-response meta-analysis of prospective studies, British Medical Journal, 353: i2716 (2016); • Ceseviciene J., Slepetiene A.,

Leistrumaite A., Ruzgas V. and Slepetys J., Effects of organic and conventional production system and cultivars on the technological properties of winter wheat, Journal of the Science of Food and Agricolture, 92, pp. 2811-2818 (2012). • De Vita P., Riefolo C., Codianni

P., Cattivelli L., Fares C. (2006), Agronomic and qualitative traits of T. turgidum ssp. dicoccum genotypes

cultivated in Italy, Euphytica, 150, pp. 195-205; • Giambanelli E., Ferioli F., Koçaoglu

B., Jorjadze M., Alexieva I., Darbinyan N. and D’Antuono F.L., A comparative study of bioactive compounds in primitive wheat populations from Italy, Turkey, Georgia, Bulgaria and Armenia, Journal of the Science of Food and Agricolture, 93, pp. 3490-3501 (2013). • Iannucci A., Fares C. and Codianni

P., Influence of nitrogen level on bio-agronomic and quality traits of tetraploid wheats under organic farming, Annals of Applied Biology, doi: 10.1111/aab12429 (2018) 10. • Shewry P. and Hey S., Do “ancient”

wheat species differ from modern bread wheat in their contents of bioactive components?, Journal of Cereal Science, 65, pp. 236-243 (2015).

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MERCATO AGROALIMENTARE Agri-food market

Focus sul mercato europeo della soia Focus on the European soya market

I

t is well known that the European Union imports around 90% of its vegetable protein needs. It is mainly soya for animal feed, which is imported from the USA as well as South America (Brazil, Argentina, Paraguay etc.). The European Union’s soya imports amount to around 33 million tons: the Old Continent is the world’s second largest importer after China. In recent years, the European Union’s soya imports have been on the rise and come mostly from Brazil. This article highlights several drawbacks that the EU experiences from importing soya, but also various advantages that its cultivation would bring to the entire EU and to the health of the planet.

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Agri-food market MERCATO AGROALIMENTARE

LA COMMISSIONE EUROPEA STA CERCANDO DI INCENTIVARE LA COLTIVAZIONE DI COLTURE PROTEICHE THE EUROPEAN COMMISSION IS TRYING TO STIMULATE THE CULTIVATION OF PROTEIN CROP di Duccio Caccioni Direttore Marketing & Qualità e Vice Direttore di Mercato Caab Spa, Direttore scientifico Fondazione Fico

L’

Unione europea importa circa il 90% del proprio fabbisogno di proteine vegetali. Si tratta principalmente di soia destinata all’alimentazione animale, che viene importata soprattutto dagli Usa e dal Sud America (Brasile, Argentina, Paraguay ecc.) per circa 33 milioni di tonnellate: l’Unione europea è il secondo importatore mondiale di soia dopo la Cina. Negli ultimi anni le importazioni di soia dell’Ue sono aumentate (+3,9% a valore a gennaio-ottobre 2021 rispetto allo stesso periodo del 2020) e arrivano per la maggior parte dal Brasile (fonte: Commissione Ue/ Eurostat). Come si evince dal GRAFICO sotto riportato, nel 2016/2017 la domanda di proteine vegetali nell’Ue è stata di circa 27 milioni di tonnellate di proteine grezze.

Utilizzo e origine delle proteine vegetali nell’Ue nel 2016/2017 (in milioni di tonnellate di proteine grezze) Fonte: Commissione Ue. Nota: il termine “complesso” comprende le farine e i semi

d’Italia

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Agri-food market MERCATO AGROALIMENTARE

Gli svantaggi dell’importazione di soia I principali Paesi europei importatori di proteine vegetali sono l’Olanda (che però ne riesporta grandi quantità), la Spagna, la Germania e l’Italia, che ne importa circa 4 milioni di tonnellate. Nel nostro Paese l’importazione di prodotti destinati all’alimentazione animale genera un deficit commerciale di circa 1,8 miliardi di euro con tendenza all’aumento. L’incidenza maggiore è rappresentata da mais (1 miliardo di euro) e soia (0,7 miliardi di euro) (fonte: ISMEA). Secondo diversi studi scientifici, la crescente coltivazione di soia, in particolare in Sud America, causa deforestazione e danni ambientali diretti e indiretti, provocando l’accumulo di gas serra. Con un nuovo regolamento presentato a novembre 2021, la Commissione europea ha disposto che i prodotti provenienti da aree disboscate dopo il 31 dicembre 2020 siano banditi dalle importazioni nell’Ue (a tal fine è stato previsto un sistema di tracciabilità che dovrebbe entrare in vigore entro il 2023). Oltre ai temi legati al disboscamento, è comunque da considerare che il trasporto con lunghissimo cabotaggio delle commodities agricole ha sempre un impatto ambientale molto alto, soprattutto per effetto delle grandi quantità di energia necessarie per affrontare viaggi di oltre 10 mila km dal campo di produzione al punto di consumo. Le co-

siddette “food miles” contribuiscono fortemente al riscaldamento globale per effetto della produzione di gas serra e inquinanti generati dai mezzi di trasporto.

I vantaggi della coltivazione di soia Al contempo, non bisogna dimenticare che la produzione di soia contribuisce a fissare l’azoto dall’atmosfera al suolo, favorendo il miglioramento del sistema edafico e lo stoccaggio carbonico. A prescindere dai provvedimenti sulle merci di importazione, la Commissione europea ritie-

LA CRESCENTE COLTIVAZIONE DI SOIA IN SUD AMERICA STA PROVOCANDO NOTEVOLI DANNI AMBIENTALI ne che la coltivazione di soia in territorio europeo può comportare grandi vantaggi ambientali e climatici, oltre che economici per gli agricoltori e i produttori di alimenti e mangimi. La coltivazione di soia nell’Ue ha incontrato, negli ultimi decenni, alcune difficoltà dovute a condizioni agronomiche e climatiche non sempre ottimali: la redditività della coltura era ritenuta insufficiente e spesso le proteine prodotte nell’Ue non erano competitive rispetto a quelle importate. Inoltre, si è registrata una forte concorrenza nell’utilizzo dei seminativi (anche irrigui) e il materiale genetico selezionato idoneo nelle varie condizioni non sempre è stato disponibile. La Commissione europea sta comunque cercando attivamente di incentivare la coltivazione di colture proteiche.

La coltivazione di soia nell’Ue L’area coltivata a soia nell’Unione europea è più che quadruplicata negli ultimi 12 anni, passando da 1,2 milioni di ettari

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Agri-food market MERCATO AGROALIMENTARE

UN SISTEMA DI TRACCIABILITÀ DELLA SOIA DOVREBBE ENTRARE IN VIGORE ENTRO IL 2023 a 5 milioni di ettari, a rappresentare circa l’1,7% del totale della Superficie Agraria Utile (SAU) dell’Ue. Un recente studio pubblicato sulla rivista “Nature” da due enti di ricerca francesi (AgroParisTech e INRAE), ha stabilito che, per raggiungere un certo grado di autosufficienza, l’Unione europea dovrebbe destinare l’11% della propria SAU alla coltivazione di soia. Secondo tale studio è possibile produrre quantità adeguate di soia nell’Ue con una resa media di circa 2 tonnellate per ettaro, che a causa dei cambiamenti climatici previsti fra il 2050 e il 2090 sarebbe destinata a crescere; le proiezioni hanno anche stabilito che, nello stesso periodo, le aree più idonee alla produzione si sposterebbero da Sud verso Nord e poi ver-

d’Italia

so Est. Per i ricercatori francesi l’espansione della coltivazione di soia avrebbe la capacità di ridurre il consumo complessivo di fertilizzanti azotati nell’Ue fino al 17%. La mutevole situazione geopolitica, insieme alla tendenza dei maggiori blocchi economici mondiali ad acquisire una

crescente autonomia alimentare, potrebbe ulteriormente spingere verso un incremento della produzione proteica nei nostri campi, fenomeno che già oggi appare più chiaro. Duccio Caccioni

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STORIE DI GRANO Grain stories

«[...], più che ‘l dolor, poté ‘l digiuno» «[...], hunger did what sorrow could not do»

I

taly was self-sufficient in its own wheat production for a short period of time at the turn of the 1930s. Today, it is well known that Italy import more than fifty per cent of its cereal raw material requirements with a worrying trend of an even greater structural deficit for protein-rich and oleaginous crops. Unlike other commodities, cereals are characterized by low bulk density and their handling mainly depends on ships and port logistics. Challenging these two factors - especially in strategic geographic areas for production or transit - causes serious difficulties to the market. What could be the new scenarios? The authors try to reflect on the current circumstances.

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Grain stories STORIE DI GRANO

LE DIFFICOLTÀ DEL MERCATO DEI CEREALI TRA ROTTE MARITTIME E PACE: DUE FATTORI NON PIÙ SCONTATI

di Gianni Baccarini1 e Andrea Villani2 2

1 Consulente agroalimentare Laboratorio Greit Analytical , Bologna

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THE DIFFICULTIES OF THE CEREALS MARKET BETWEEN SEA ROUTES AND PEACE: TWO FACTORS NO LONGER TAKEN FOR GRANTED

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i sono traguardi di cui un Paese impara a non andare fiero. Ciò accade solitamente quando chi li ha raggiunti viene sconfitto dalla storia e quando il risultato viene sommerso dall’orrore che è conseguenza dell’errore. L’Italia è stata autosufficiente nelle proprie produzioni di grano per un breve periodo a cavallo degli anni ’30 del secolo scorso. Fu l’esito della “battaglia del grano” che il regime fascista volle fortemente per ridurre un disavanzo commerciale insostenibile e affermare l’idea, velleitaria, di potenza europea. La “battaglia” ebbe in sé alcuni elementi di modernità in quanto basata sullo sviluppo e l’implementazione dei fattori produttivi - dalla genetica all’agronomia - più che sull’aumento del fattore terra, che pure venne perseguito con le ultime opere estensive di bonifica e il tentativo utopistico di fare concorrere all’exploit agricolo anche i territori del neo proclamato “Impero” africano. Da allora le cose, sotto ogni punto di vista, sono molto cambiate. L’Italia perse una guerra disgraziata, si risollevò grazie al lavoro dei nostri padri, al Piano Marshall e a una favorevole posizione strategica negli anni della “guerra fredda”. Visse il miracolo economico, un diffuso benessere e divenne tributaria dall’estero per una quota sempre crescente di materie prime. Oggi, come noto, importiamo più del 50% del nostro fabbisogno di materie prime di filiera cerealicola, con una preoccupante tendenza all’aumento del deficit strutturale, che è ancora più marcato per le colture proteolaginose. Ci siamo distratti o abbiamo fatto delle scelte? Evidentemente è stato deciso che la vocazione produttiva non era prioritaria e abbracciato una

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Grain stories STORIE DI GRANO

visione di trasformazione in cui sono stati raggiunti risultati d’eccellenza. Forse non poteva essere altrimenti per un Paese che ha la maggior parte del suo territorio in quota “alpina” o “appenninica” e solo in parte minoritaria è pianeggiante. E nelle pianure, come quella Padana, ha costruito progressivamente aree urbane, industriali e viabilità con una sottrazione alle superfici agricole che, da tempo, ha raggiunto livelli preoccupanti.

Commercio e trading globale Il commercio e il trading globale sono attività importanti e remunerative. Per svolgersi con regolarità e continuità richiedono, allo stesso tempo, alcuni fattori di contesto molto importanti: il controllo delle rotte marittime e la pace. Un vecchio detto geopolitico afferma che “Chi controlla i mari controlla il mondo” e, in effetti, molti imperi del passato (da Roma alla Gran Bretagna) e superpotenze del presente hanno basato e basano la loro egemonia sulla supremazia navale e sulla relativa rete di basi portuali situate in punti strategici per il controllo delle rotte. Ciò è particolarmente valido per un mare chiuso - con accessi oceanici e intermedi controllati posti a cavallo fra due continenti - come il Mediterraneo e la sua co-

stola orientale del Mar Nero/Mare di Azov. Le marine mercantili, alla fine dei conti, non possono operare quando la sicurezza delle loro rotte non è garantita dalle marine militari e dalla loro proiezione. A differenza di altre merci, i cereali sono commodities a bassa densità di massa la cui movimentazione dipende in gran parte

LA “BATTAGLIA DEL GRANO” SI BASÒ SU SVILUPPO E IMPLEMENTAZIONE DEI SISTEMI PRODUTTIVI dalle navi cargo (più o meno grandi a seconda delle tratte) e dalle logistiche portuali (magazzini e apparati di carico). Mettere in discussione questi due elementi soprattutto in aree geografiche strategiche per le produzioni o per i transiti - mette il mercato in grave difficoltà. Per lungo tempo abbiamo pensato che uno degli effetti collaterali più positivi della globalizzazione fosse proprio la pace. Che il maggiore interscambio, la reciproca dipendenza economica, i marchi planetari avrebbero unito i popoli là dove storia e cultura avevano fallito.

Un nuovo scenario Poi, il 24 febbraio, ci siamo svegliati prendendo coscienza che quello che si dava per scontato forse non lo era più tanto e che il cibo - proprio i cereali - potevano

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Grain stories STORIE DI GRANO

LA MOVIMENTAZIONE DEI CEREALI DIPENDE IN GRAN PARTE DALLE NAVI CARGO diventare attori in un conflitto. Anche il concetto di sicurezza alimentare ha preso un nuovo tono, più complessivo, muovendosi da un principio di garanzia di igiene degli alimenti (regolamentata dall’insieme di leggi, norme e comportamenti mirati a fornire le necessarie garanzie di salubrità e sicurezza di un alimento) alla definizione elaborata al World Food Summit del 1996, per la quale c’è sicurezza alimentare quando “tutte le persone, in ogni momento, hanno accesso fisico, sociale ed economico ad alimenti sufficienti, sicuri e nutrienti che garantiscano le loro necessità e preferenze alimentari per condurre una vita attiva e sana”. Non più solo il mantra del “safety”, ma anche la “security” diventa importante quando il grano (o il mais, il girasole ecc.) rischia di mancare soprattutto a chi potrebbe non avere abbastanza soldi per pagarne l’aumento di prezzo. Non è ancora il nostro caso, per fortuna. Però quest’anno scrutiamo con maggiore interesse tutte le previsioni: da quelle del tempo a quelle di semina. Scopriamo così che certi cicli non cambiano con la rapidità che vorremmo. Il cambiamento climatico non diverrà più favo-

revole perché ne abbiamo bisogno, così come le superfici cerealicole nazionali non potranno aumentare più di tanto. Un po’ perché la coperta è corta, un po’ perché l’agricoltura ha le sue rigidità strutturali e

anche - forse - perché gli agricoltori hanno imparato a essere prudenti con il mercato. Il caso del mais, le cui superfici sono in ulteriore calo, è emblematico di una coltura “regina” che ha visto le produzioni dimezzate in un decennio per cause climatiche, sanitarie e mercantili che, forse, potevano essere gestite diversamente. Per contro, con una agenda dettata più dagli eventi che da una programmazione strategica, aumentano le superfici destinate a girasole. Siamo alluvionati da stimoli e informazioni non sempre coerenti. Questo è uno dei prezzi che occorre essere disposti a pagare per vivere nelle società libere in cui crediamo. In questi giorni potrebbe essere utile riflettere sulle parole che Dante fa pronunciare, fra i tormenti dell’inferno, al Conte Ugolino della Gherardesca. Alla fine, in molti casi: “[...], più che ‘l dolor, poté ‘l digiuno”. G. Baccarini, A. Villani

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Cultural corner L’ANGOLO DELLA CULTURA

Un mestiere che diventa arte artiere o artista? (ARGONAUTA - Atto 3, Capitolo 2)

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n chicco di frumento è caratterizzato da una struttura molto complessa, con diversi involucri e membrane e per di più con caratteristiche variabili da raccolto a raccolto, determinate dal terreno e dal clima. Rendere accessibili i nutrienti contenuti nel chicco di grano fu esigenza umana sin dalla scoperta del frumento; occorreva perciò lavorarlo, cominciando proprio con la molitura. Una vera e propria arte quella molitoria e quello del mugnaio un mestiere molto particolare, che racchiude in sé una serie di competenze vastissime. Il mugnaio deve essere botanico, perché tenuto a conoscere e distinguere la materia prima, i cereali che macina; il mugnaio deve essere chimico e biologo, perché gli serve analizzare le materie che usa ed i prodotti che crea; il mugnaio deve intendersi di meccanica e di idraulica, per la conduzione dei macchinari. Tutto ciò rende il mugnaio artigiano ed imprenditore allo stesso tempo. Le prime tecniche di macinazione, dalla

preistoria all’età romana, si limitano alla triturazione del cereale, schiacciandolo tra due pietre levigate che vengono fatte ruotare dalla sola forza muscolare di persone o animali. Dalla semplice triturazione si giunge alla molitura, cioè alla tecnica per ottimizzare il processo di macinazione al fine di ottenere farine qualitativamente eccellenti, diverse in relazione al loro utilizzo finale. Tale risultato è imputabile all’esperienza del solo mugnaio, che un tempo controllava i risultati affidandosi alla vista ed al tatto. Oggigiorno, in aggiunta alla ritualistica manuale, si confida nei risultati di laboratorio, dove vengono impiegate sofisticatissime attrezzature atte a rilevare le peculiarità fisiche dei prodotti ottenuti. Il rito manuale, un gesto di attenzione e di cura, che richiama la carezza della madre al figlio, come se il tocco dovesse influire sulla personalità della farina prodotta, vedeva un tempo, e vede tuttora, il mugnaio immergere la mano sotto l’incipiente flusso del macinato in uscita, per sentire la fa-

rina ed agire di conseguenza, educando il meccanismo di regolazione delle macine. Le particolari cure di un tempo, a cui il mugnaio si doveva dedicare, sono similari alle odierne, ovviamente riviste in virtù di tecnicismi e tecnologie ora utilizzati. Ecco il ripetersi della regolazione della distanza intercorrente fra le due macine, per ottenere una farina della finezza voluta senza bruciarla, ribattere periodicamente i solchi delle macine per ravvivarne e riaffilarne i bordi, tenere pulite le opere idrauliche asportando la vegetazione infestante e rimuovendo i detriti trasportati dalle acque: gesti antichi di un tempo, rinnovati ancora oggi.

Mani (Filippo Manfroni)

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sciando un report automatico al termine della sessione. L’analisi in ELISA è eseguita senza distrazioni/difformità da una macchina creata per rispettare un rigoroso protocollo di validazione messo a punto per eliminare tutti i potenziali errori, garantendo un notevole risparmio di tempo pur mantenendo la precisione dei risultati finali. La soluzione è completamente chiavi in mano, verificata e validata: tutto è trasferito dagli Application Specialist di Eurofins Tecna durante l’installazione, lasciando uno strumento pronto per essere usato in routine. Per informazioni visitare il sito web http://tecna.eurofins-technologies.com o inviare una email a support.et.trieste@ eurofins.com

BOLTTM: analizzatore automatico ELISA con pc per l’inserimento dei dati dei campioni e da cui leggere, salvare e scaricare il report finale

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LE AZIENDE INFORMANO Supplier news

Si apre una stagione futuristica per Ocrim

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l 7 maggio scorso Ocrim ha lanciato la nuova piattaforma www.oparts-shop. com, un portale e-commerce con cataloghi interattivi per l’acquisto online di ricambistica per impianti molitori. Nei mesi precedenti il lancio, Ocrim ha comunicato l’idea innovativa alla base del progetto Oparts attraverso un racconto spaziale, visual e narrativo, ambientato in un mondo intergalattico, con l’obiettivo di trasmettere il valore di Oparts: un progetto avveniristico che, al contempo, affonda le sue radici nella storia e nell’identità dell’azienda, racchiuse simbolicamente nel logo.

Nella O è incluso tutto: O come Ocrim, come origine, come presente e futuro, come Terra e Spazio. La nuova strada e il nuovo progetto dell’azienda cremonese proiettano nel futuro, ma sono il frutto della storia e dell’identità di Ocrim. L’Universo nel quale è ambientata la campagna comunicativa di Oparts rappresenta il punto di contatto fra due tempi: storia e futuro, uomo e macchina. L’alta tecnologia Italian Made e il saper fare molitorio si uniscono

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e prendono vita nella macchina, espressione della storia e del futuro dell’azienda. Le macchine assumono così una nuova forma e da prodotto diventano il mezzo che, sottoforma di nave spaziale, traghettano Ocrim e il suo know-how in un nuovo mondo: Oparts. Il linguaggio utilizzato, persuasivo e coinvolgente, è veicolo della portata e della novità del progetto. L’intero sito è stato studiato mettendo al centro il cliente, allo scopo di garantire la miglior user experience in termini di navigabilità, velocità e intuitività. Il sito www.oparts-shop.com è fruibile in tutto il mondo con la possibilità di acquistare h24 articoli per il comparto molitorio tramite circuiti di pagamento internazionali e certificati. Il portale è strutturato in due parti: una piattaforma di e-commerce B2B in grado di garantire l’acquisto immediato e diretto di articoli per impianti molitori aperta ai nuovi utenti e una sezione personalizzata per i clienti con cataloghi interattivi. In quest’ultima verranno caricati i cataloghi delle macchine del cliente, con relativa matricola, tavola e distinta per individuare e ordinare ricambi specifici e customizzati. Accedere è facile e veloce: è sufficiente andare sul sito www.oparts-shop.com

e inserire i propri dati personali e aziendali. Il customer service di Ocrim è sempre a disposizione per dare il benvenuto sulla nuova piattaforma. L’area riservata è stata appositamente progettata per i clienti storici con l’obiettivo di ottimizzare il flusso delle informazioni e migliorare il servizio per l’acquisto di ricambi specifici per macchine Ocrim. I cataloghi, consultabili in diversi modi, facilitano e velocizzano il processo di ordine limitando la possibilità di errore e agevolando l’individuazione dello specifico componente. Con Oparts acquistare ricambi è un gioco da ragazzi: in pochi click il cliente può scegliere e ordinare le parti di ricambio selezionandole direttamente sulla tavola e inserendole nel carrello. Ma non finisce qui: all’interno della MyArea ciascun utente può visionare le promozioni a lui dedicate e tenere costantemente monitorati i propri carrelli con relative richieste e ordini. Con Oparts acquistare ricambi per l’industria molitoria è facile, veloce e sicuro. Oparts: il mondo di Ocrim a portata di click.

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Supplier news LE AZIENDE INFORMANO

Omas: reinventare per essere sostenibili

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ivere il cambiamento come una missione quotidiana perché più le soluzioni per gli impianti molitori saranno performanti, più diventeranno davvero sostenibili. Ecco perché già oggi Omas opera per creare la fabbrica 4.0, un luogo in cui la digitalizzazione delle macchine e dei processi di lavoro può migliorare l’attività delle persone, ridurre i costi operativi, ottimizzare la produzione e aiutare la crescita dei mercati emergenti in modo sostenibile sia per le persone, sia per l’ambiente. Risparmio energetico, basso impatto ambientale, tempi e costi di manutenzione ridotti, ottimizzazione dello spazio nell’impianto, performance elevate; gli impianti molitori Omas nascono sostenibili principalmente grazie a due innovazioni: • L’eliminazione di cinghie e pulegge dal laminatoio sostituite da motori Direct Drive (FOTO 1). • L’inserimento della tecnologia DST (Dry Scrubbing Technology) nella fase di pulitura (FOTO 2).

Direct Drive System Accoppiando i motori a magneti permanenti direttamente sui rulli macinanti Omas ha raggiunto i seguenti obiettivi: • Ridotto il consumo energetico fino a 15

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kW/t attraverso il recupero dell’energia inutilizzata. Conferito massima flessibilità al processo di macinazione grazie alla possibilità di cambiare indipendentemente in pochi secondi la velocità e il senso di rotazione dei rulli macinanti, che permette di adattare il laminatoio a ogni tipologia di cereale o di ricetta che si desidera ottenere. Ridotto in modo drastico la manutenzione eliminando la trasmissione tradizionale a cinghie. Aumentato la sicurezza dell’operatore che non sarà più messo in pericolo da organi di trasmissione in movimento. Eliminato un intero piano motorizzazione riducendo così i tempi di costruzione di un nuovo impianto e i relativi costi (Economy in building layout).

to dell’acqua. Ciò riduce drasticamente i tempi di bagnatura del grano e, soprattutto, gli agenti che inficiano sulla qualità della farina. Nello specifico, diversi test di laboratorio hanno dimostrato una diminuzione del 50% di DON/Vomitoxina, del 70% di funghi e batteri, del 4% di ceneri e un generale miglioramento delle condizioni di igiene dell’impianto molitorio. La tecnologia DST aumenta anche la resa di prodotto finito sino all’1%. Per informazioni: www.omasindustries.com

FOTO 1

Dry Scrubbing Technology La tecnologia Dry Scrubbing Technology (DST) è un particolare processo di pulitura messo a punto dall’R&D di Omas che prevede l’eliminazione della parte impermeabile del chicco per favorire un maggiore e migliore assorbimen-

FOTO 2

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FIERE  Trade fairs

Grande successo per Ipack-Ima 2022

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l ritorno in presenza di Ipack-Ima, prima fiera internazionale del comparto processing e packaging nel 2022, ha rappresentato la sintesi delle migliori soluzioni tecnologiche in termini di ricerca e innovazione. Soluzioni rimaste negli stabilimenti per anni e finalmente svelate a Fiera Milano a un pubblico internazionale che ha risposto positivamente in termini qualitativi e quantitativi. Ipack-Ima 2022 segna il successo di un modello fieristico basato sulla cross-contamination tra discipline, applicazioni ed ecosistemi di business affini, che conferma la manifestazione come imprescindibile momento di confronto a livello internazionale. Si è rivelato vincente l’approccio di marketing focalizzato sulla specializzazione in business communities accuratamente disegnate per garantire agli operatori dell’industria un’esperienza efficace nell’individuazione della migliore risposta alle proprie esigenze. Sostenibilità e digitalizzazione sono i macro-trend emersi da questa edizione di Ipack-Ima, nell’ambito della quale sono state presentate oltre 2 mila innovazio-

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ni di prodotto e di processo che disegneranno le dinamiche produttive dei prossimi anni in ambito food e non-food. Contenuti e innovazione anche nelle proposte degli oltre 25 eventi di aggiornamento e networking, tra i quali spiccano il forum internazionale Packaging Speaks Green, che ha fatto il punto sulla rivoluzione verde del comparto dell’imballaggio e confezionamento, i premi all’innovazione Best Packaging e il World Star Awards, il più importante contest a livello internazionale per il settore, oltre alla Smart Factory di Ipack-Ima e a Ipack-Ima Digital che hanno accompagnato il visitatore nell’esperienza produttiva del futuro. “Vedere gli stand dei nostri espositori animati da visitatori provenienti da tutto il mondo, motivati nel chiedere informazioni su tecnologie innovative, presentare i propri progetti e confrontarsi sulle necessità produttive per l’alimentare, il beverage, il dolciario, la pasta, ma anche per i prodotti chimico-farmaceutici, i beni industriali e durevoli, è stata una grande soddisfazione”, dichiara Rossano Bozzi, Ceo di IpackIma Srl. “Considerando il percorso che ci

ha portati in fiera, Ipack-Ima è andata oltre le migliori aspettative: con 1.166 espositori, di cui il 24% esteri, circa 60 mila operatori professionali in visita da oltre 122 Paesi e quasi 400 giornalisti di settore a livello internazionale accreditati, possiamo dire di avere raggiunto un risultato importante in termini di innovazione, sostenibilità, opportunità di business e trasferimento tecnologico, in linea con la mission di Ipack-Ima che, non dimentichiamolo, affonda le sue radici nella tradizione industriale italiana. È dagli anni ’60 che catalizziamo creatività e innovazione dei nostri imprenditori, per spingere il mercato verso soluzioni sempre all’avanguardia e capaci di anticipare i trend, rispondendo alle esigenze di clienti in costante evoluzione in tutto il mondo”. Ipack-Ima sarà nuovamente parte del progetto The Innovation Alliance e si svolgerà anche nel 2025, dal 27 al 30 maggio, a Fiera Milano in contemporanea con le manifestazioni Print4All, GreenPlast e Intralogistica Italia, per rappresentare l’intera filiera produttiva con un unico evento dalla forte attrazione internazionale.

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Transizione ecologica in agricoltura ida L a gu uare e la d g p e r a o n e ag ri co i ne duz l a p ro a tra n s iz i o l l a a gic e co lo

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AGENDA

6/7 luglio 2022

AMBURGO (GERMANIA)

SNACKEX

Salone internazionale per l’industria degli snack www.snackex.com

6/8 settembre 2022

COLONIA (GERMANIA)

ANUGA HORIZON

Salone internazionale per l’industria alimentare www.anuga-horizon.com

7/9 settembre 2022

BANGKOK (TAILANDIA)

VICTAM ASIA

Salone internazionale delle tecnologie per l’industria mangimistica www.victamasia.com

8/11 settembre 2022

BOLOGNA

SANA + SANATECH

Salone internazionale del biologico e del naturale www.sana.it

18/20 settembre 2022

LIONE (FRANCIA)

NATEXPO

Salone internazionale del biologico www.sana.it www.natexpo.com

27/29 settembre 2022

NORIMBERGA (GERMANIA)

POWTECH

Salone internazionale delle tecnologie per la lavorazione delle polveri www.powtech.de

12/13 ottobre 2022

DIJON (FRANCIA)

JTIC

Giornate tecniche delle industrie cerealicole www.jtic.eu

15/19 ottobre 2022

PARIGI (FRANCIA)

SIAL

Salone internazionale dell’alimentazione www.sialparis.com

25/26 ottobre 2022

PARMA

CIBUS TEC FORUM

Mostra convegno sulle tendenze delle tecnologie alimentari www.cibustecforum.it

26/29 ottobre 2022

BOLOGNA

FROM SEED TO PASTA IV

Conferenza internazionale sul grano duro www.fromseedtopasta.com

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✓ gli imprenditori, gli operatori e i tecnici della prima e seconda trasformazione dei cereali ✓ i produttori di farine e semole ✓ gli esperti della panificazione e del dolce ✓ i produttori di pasta ✓ gli esperti della mangimistica ✓ i costruttori di macchine e impianti ✓ i tecnici alimentari ✓ i fornitori di materie prime ✓ i ricercatori ✓ i tecnici di laboratorio

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