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SAV E T H E DAT E 2020 2 APRILE

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Air International presenterà i suoi prodotti in concomitanza con un evento BUHLER

BRNO R E P U B B L I C A C EC A

VA N TAG G I E SVA N TAG G I N E L MO L I N O Air International interverrà alla Giornata Tecnica organizzata da ANTIM illustrando i benefici dei propri sistemi di trattamento aria

I S O L A D E L P I A N O (P U) Monastero di Montebello

IL PARTNER GIUSTO PER ARIA DI QUALITÀ Air International è un’azienda italiana all’avanguardia che progetta, realizza e installa unità di trattamento aria specifiche per l’industria molitoria. Grazie al know-how maturato sul campo Air International vanta il maggior numero di installazioni in Italia e diverse importanti installazioni all’estero. Filtrazione, umidificazione, recupero del calore, raffrescamento e pressurizzazione sono per l’industria molitoria parametri chiave per ottenere miglior qualità e produttivi-

P RO G E T TA Z I O N E FO R N I T U R A I N STA L L A Z I O N E MANUTENZIONE P O ST V E N D I TA

tà. I nostri sistemi possono essere facilmente integrati su nuovi impianti oppure in edifici o impianti esistenti. Il prodotto Air International consente quindi, oltre a un’ottimizzazione dei costi di gestione generali del molino e un aumento della resa tecnica dello stesso, anche un miglioramento dei parametri qualitativi del prodotto, misurabili nella purezza della vostra farina. Le cabine Air International sono studiate per rispondere alle esigenze normative più selettive e soddisfano le norme di igiene alimentare più richieste. Analizzando i benefici ottenuti dalle installazioni effettuate, si può stimare che il rientro sull’investimento è di circa 2 anni. La cabina di trattamento aria UNIPACK è flessibile e totalmente personalizzabile. Può essere installata sia


CONTROLLO INFESTANTI Umidità temperatura

Ingresso aria controllato

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Minori costi di manutenzione

RIDUZIONE ACCUMULI DI CALORE

UNIPACK

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AUMENTO RESA TECNICA DEL MOLINO

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Compartimentazione zone Molino

RISPARMIO ENERGETICO

Minore formazione di muffe

RIDUZIONE COSTI DI PULIZIA

M A N T E N I M E N TO CO STA N T E D E L L’U M I D I TÀ

M I G L I O R E Q UA L I TÀ D E L P RO D OT TO E D E L L’A M B I E N T E

AU M E N TO DELLA P RO D U T T I V I TÀ

al suolo che sul tetto del molino e viene interfacciata allo stesso attraverso dei condotti di recupero espulsioni e di mandata aria ai piani.

contaminanti nel molino. L’aria filtrata viene poi spinta attraverso un miscelatore aria/acqua che, grazie a un sistema di lavaggio ad alta pressione, ripristina il tasso di umidità relativa desiderato. Tale sezione, equipaggiata con speciali accorgimenti tecnici, oltre a garantire una purificazione ulteriore dell’aria consente, in estate, un abbattimento della temperatura dell’aria in ingresso al molino.

uniformare la distribuzione dell’aria ai piani e stabilizzare le condizioni igrotermiche; risulterà molto più semplice eliminare o ridurre le condizioni ottimali alla proliferazione di muffe e funghi, così da garantire da un lato una purezza maggiore della farina prodotta e dall’altro di ridurre le spese di manutenzione e pulizia.

UNIPAK diverrà l’unico punto di immissione dell’aria ai locali. È dimensionata per gestire la portata d’aria del molino e per garantire una pressurizzazione interna positiva. L’unità di trattamento aria è dunque composta da una prima sezione di recupero emissioni, costituita da uno scambiatore di calore e da un insieme di serrande in grado di gestire automaticamente i flussi di aria, al fine di permettere il controllo della temperatura interna. L’aria, riscaldata o esterna, viene fatta passare per depressione attraverso un filtro rotativo autopulente che, grazie a una filtrazione meccanica, riduce sensibilmente l’ingresso di

AIR INTERNATIONAL Srl

L’utilizzo di UNIPACK nel vostro molino consente di ridurre la variazione termica tra estate e inverno, di controllare il tasso di umidità relativa dell’ambiente e di facilitare una valutazione preventiva con successiva correzione sulla perdita di peso tra “il grano in B1 e i prodotti finiti”. Inoltre, avendo la possibilità di mitigare la temperatura invernale ed estiva, è possibile

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Non ultimo l’implementazione di UNIPACK nel vostro molino garantirà una sovrappressione interna. Tale funzionalità vi permetterà di lavorare in ambienti chiusi e compartimentati limitando così il diffondersi di eventuali infestazioni oltre a garantirvi un risparmio economico sia sulla spesa elettrica che sulle spese manutentive dell’edificio stesso.

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ITALMOPA ASSOCIAZIONE INDUSTRIALI MUGNAI D’ITALIA WWW.ITALMOPA.COM

ORGANO UFFICIALE

ANTIM ASSOCIAZIONE NAZIONALE TECNICI DELL’INDUSTRIA MOLITORIA

Molini THE ITALIAN MAGAZINE FOR THE MILLING INDUSTRY

Summary  SOMMARIO N. 05 May MAGGIO 2020

d’Italia

LA RIVISTA ITALIANA PER L’INDUSTRIA MOLITORIA

PROPRIETARIO

Associazione Industriali Mugnai d’Italia Via Lovanio, 6 - 00198 Roma

Associazione Industriali Mugnai d’Italia

DIRETTORE EDITORIALE Cosimo De Sortis Presidente Italmopa

YEARS

ITALMOPA ASSOCIAZIONE INDUSTRIALI MUGNAI D’ITALIA WWW.ITALMOPA.COM

ANTIM ASSOCIAZIONE NAZIONALE TECNICI DELL’INDUSTRIA MOLITORIA

Molini

DIRETTORE RESPONSABILE

THE ITALIAN MAGAZINE FOR THE MILLING INDUSTRY

Claudio Vercellone

d’Italia

LA RIVISTA ITALIANA PER L’INDUSTRIA MOLITORIA

DIRETTORE TECNICO Lorenzo Cavalli Presidente Antim

COMITATO TECNICO EDITORIALE

Carlo Brera Dip. di Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare; Reparto OGM e Micotossine; Istituto Superiore di Sanità - Roma Marina Carcea Ricercatrice per gli alimenti e la nutrizione; CREA - Roma Giuseppe Maria Durazzo Avvocato, esperto in diritto dell’alimentazione Maurizio Monti Miller’s Mastery - Tecniche di macinazione Luigi Pelliccia Responsabile Ufficio Studi, Mercato e Ufficio Stampa di Federalimentare Giovanni Battista Quaglia Tecnologie alimentari Andrea Villani Qualità cereali, mercato e strumenti di commercializzazione

COMITATO DI REDAZIONE

Editorial EDITORIALE

Alfredo Tesio

Departements RUBRICHE

LA VIGNETTA DI SERGIO CRIMINISI Sergio Criminisi’s comic strip

Fact & News  FATTI E NOTIZIE

WORLD NEWS

Focus on economics FOCUS ECONOMIA

Food rules  DIRITTO ALIMENTARE

Delia Maria Sebelin - ufficiostampa@avenue-media.eu

The emergency Covid-19  L’emergenza Covid-19

VACONDIO: «NON MORIREMO DI FAME...» «We will not die from starvation»

Economy  Economia

EDIZIONE, DIREZIONE, REDAZIONE, PUBBLICITÀ E AMMINISTRAZIONE

Edizioni Avenue media® Tipografia MIG - Moderna Industrie Grafiche Via dei Fornaciai, 4 - 40129 Bologna

Abbonamento annuale (12 numeri)

13 19 23 31

38

di D. M. Sebelin e A. Tesio

Massimo Carpanelli - carpa@avenue-media.eu

Viale Aldini Antonio, 222/4 - 40136 Bologna

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Features ARTICOLI

COORDINAMENTO REDAZIONALE RESPONSABILE PUBBLICITÀ

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di C. De Sortis

Piero Luigi Pianu Tullio Pandolfi Laura Pierandrei

RELAZIONI INTERNAZIONALI

LA “RIVINCITA” DELLA FARINA The “revenge” of flour

LE PROSPETTIVE DELL’ALIMENTARE DOPO IL LOCKDOWN The future of food sector after the lockdown

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di D. Casati

Italia € 45,00 - Copia € 4,50 Estero € 96,00 Copie arretrate (se disponibili) € 9,00 cad. esclusa spedizione

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di P. Guerra, A. Cagnola e L. Süss

Registrazione Tribunale di Bologna del 31 luglio 1992 n. 6129 Poste Italiane Spa Spedizione in abbonamento postale - 70% CN/BO D.L. 353/2003 (conv. L. 46/2004) art. 1c. 1 DCB Bologna Informativa ex D.Lgs 196/2003 (tutela della privacy)

BUYER’S GUIDE

Trattamento dei dati personali ai sensi del Regolamento Ue 679/2016. L’informativa Privacy è disponibile sul sito di Avenue media www.avenue-media.eu alla pagina “Informativa Privacy Editoria” www.avenue-media.eu/informativa-privacy-editoria

Supplier news  LE AZIENDE INFORMANO

AGENDA

Advertisers list  ELENCO INSERZIONISTI

May  MAGGIO 2020

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imeco


Editorial  EDITORIALE

La “rivincita” della farina The “revenge” of flour

With the current lockdown in place, everyone is at home making bread, pizza and fresh pasta. Therefore, the coronavirus pandemic helped to wipe out some prejudices about wheat flour that had put it, over the years, on the list of foods whose consumption is supposed to be harmful to health, according to low-carb diets. With the pandemic, wheat flour is back again as the top seller for crowds of consumers. Never before had flour shelves been emptied so quickly.

And now, the mistreated flour is back to play the role it has always played in the history of the Western countries, as the main ingredient for the basic products of our diet. Flour has thus regained its central role and a dignity that seemed to be lost. Consumers consider it again for what it really is: an ingredient obtained by simply milling wheat through a process that has remained unchanged over the centuries, even though today it relies on the most advanced technologies.

CON L’EMERGENZA SANITARIA È TORNATA “LA PIÙ AMATA DAGLI ITALIANI”

di Cosimo De Sortis Presidente di Italmopa

IN TIME OF EMERGENCY, IT IS ONCE AGAIN THE MOST LOVED BY ITALIANS

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ausa lockdown, tutti a casa a fare pane, pizza e pasta fresca. L’epidemia da coronavirus ha contribuito, se non a nobilitarla, a ridimensionare o a spazzare via alcuni pregiudizi sulla farina di grano che, nel corso degli anni, l’avevano impropriamente inserita nell’elenco

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Editorial  EDITORIALE

LA FARINA SI È RIPRESA IL RUOLO CHE LE SPETTA degli alimenti il cui consumo appariva dannoso per la salute dei consumatori, seguendo il filone sostenuto dalle diete low carb. Una notizia falsa, smentita da medici e nutrizionisti, tuttavia di appeal verso coloro che, sensibili a una certa disinformazione, avevano iniziato a non metterla più nel carrello della spesa. Questa “attenzione” era rivolta soprattutto nei confronti della farina bianca che, dal 2010, per via di una a dir poco fantasiosa esternazione di un signore diventato successivamente l’icona di un manipolo di presunti salutisti, era ormai salita, senza volerlo e senza far nulla per arrivarci, sul gradino più alto nella gerarchia dei “veleni” inventati dall’uomo. Con la pandemia il prodotto principe

LA MOLITURA MODERNA UNISCE TRADIZIONE E INNOVAZIONE

dell’Arte bianca è tornato in voga, protagonista assoluto degli acquisti da parte dei consumatori (tra i quali, molto probabilmente, si nascondevano anche numerosi e temporaneamente pentiti seguaci del “guru” salutista). Mai prima d’ora gli scaffali si erano svuotati così in fretta. Ed ecco che la tanto bistrattata farina si è ripresa il ruolo che ha sempre avuto nella storia dell’Occidente: quello di ingrediente dal quale derivano prodotti alla base della nostra alimentazione. E ha così riacquistato una dignità che sembrava persa. Questa “rivincita” non si è però tradotta in un aumento dei prezzi che, infatti, hanno subito variazioni marginali, riconducibili solo ai maggiori oneri, trasporti e imballaggi in primis, sostenuti dopo l’avvio dell’emergenza. Ma si è concretizzata “nell’animo del consumatore”, che è tornato a considerarla quello che realmente è: un prodotto ottenuto dalla semplice macinazione del grano, attraverso un processo rimasto inalterato nel corso dei secoli pur avvalendosi, oggi, delle più avanzate tecnologie. Un ingrediente senza il quale il pane, ovvero l’alimento che porta con sé memorie, valori simbolici, tradizioni, non sarebbe stato sulle nostre tavole in un momento drammatico come questo. Cosimo De Sortis

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Sergio Criminisi’s comic strip  LA VIGNETTA DI SERGIO CRIMINISI

Non facciamoci schiacciare dalle bufale! SERGIO CRIMINISI

Let’s not be overwhelmed by hoaxes!

We are overwhelmed by fake food news guiding consumer choices. “Refined flour is a poison”, ”read makes us fat”: fake news can be a danger for our well-being and our health. Doctors and nutritionists highlight the need for reliable sources to work to disseminate correct information in the field of nutrition. So much so that the National Institute of Health (Istituto Superiore di Sanità) has created the website www.issalute.it which dispels false myths about nutrition and health. It is the very first step to raise consumers’ awareness about the truth.

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e fake news sull’alimentazione ci piovono addosso e troppo spesso condizionano le nostre scelte d’acquisto di generi alimentari. Dal sondaggio di Italmopa “I nuovi trend di consumo del pane - I driver che orientano la scelta del consumatore”, è emerso che i principali canali di informazione su questo tema sono i social (61%), i consigli di parenti e amici (33%) e gli endorsement di testimonial e influencer (11%), mentre solamente il 22% si affiderebbe ai canali tradizionali (televisione, radio, quotidiani). “La farina raffinata è un veleno”, “Il pane fa ingrassare”: sono tante le fake news che possono rappresentare un se-

rio pericolo per il nostro benessere e la nostra salute. Medici e nutrizionisti sollecitano da tempo la necessità che fonti autorevoli si adoperino per diffondere una corretta informazione in campo nutrizionale. E le istituzioni hanno preso atto del problema, tant’è che l’Istituto Superiore di Sanità ha creato il sito www.issalute.it allo scopo di sfatare i falsi miti in tema di alimentazione e salute, dimostrandone l’infondatezza attraverso studi scientifici. È un primo importante passo che segna la strada per instaurare un canale diretto con i consumatori, affinché possano reperire informazioni affidabili e operare scelte d’acquisto consapevoli.

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Fact  &  News  FATTI E NOTIZIE

IL LOCKDOWN DELL’HORECA FA CROLLARE LE VENDITE DI FARINA

I

l settore molitorio sta registrando, dall’inizio dell’emergenza Covid-19, una contrazione senza precedenti dei volumi di vendita di farina di frumento tenero. «Le notizie relative al forte aumento delle vendite di farina a scaffale per uso domestico sono corrette. Tuttavia, queste rappresentano meno del 5% dei volumi totali di prodotto, complessivamente pari a 4 milioni di tonnellate annue», dichiara il presidente della sezione Molini a frumento tenero di Italmopa, Giorgio Agugiaro. «A fronte di un incremento nelle vendite delle confezioni da 1 kg destinate ai consumatori, che hanno riscoperto il piacere del pane o della pizza fatti in casa, abbiamo registrato, purtroppo, un crollo delle richieste provenienti dal canale Horeca (ristoran-

ti, pizzerie, bar, alberghi...) e dalla pasticceria, oltre a una riduzione della domanda da parte della panificazione. L’export, inoltre, dopo un più che positivo trend decennale, frutto dell’insuperabile qualità e versatilità delle nostre farine, è purtroppo quasi completamente fermo». Secondo Italmopa, dall’inizio di marzo le vendite di farina hanno accusato un calo del 25% rispetto allo stesso periodo del 2019. Poche le speranze per un’inversione di tendenza a breve: «Un recupero nei prossimi mesi appare improbabile - sostiene Agugiaro - tenuto conto che l’Horeca sconterà, anche dopo il periodo di emergenza, una contrazione riconducibile alle necessarie misure di cautela»

INDICAZIONE DI ORIGINE DEL GRANO DURO, ITALMOPA PLAUDE ALLA PROROGA

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i auguriamo che la proroga del Decreto sull’indicazione dell’origine del grano duro e della semola sulle confezioni di pasta possa costituire un incentivo per i produttori italiani ad incrementare la produzione di grano duro di qualità rispondente alle esigenze dell’industria di trasformazione». Così Italmopa plaude alla decisione del Governo di rinviare al 31 dicembre 2021 l’attuazione del Decreto del 2017. «L’industria molitoria italiana trasforma annualmente 5,7 milioni di tonnellate di frumento duro per la produzione di semole destinate ai pastifici, rispetto a una produzione nazionale di 4 milioni di tonnellate di grano. Le importazioni, peraltro onerose,

sono quindi indispensabili - precisa il presidente di Italmopa, Cosimo De Sortis - ed è giusto evidenziare come il loro contributo sia stato determinate durante la pandemia per garantire continuità nella produzione e nella disponibilità di pasta».

CONFINDUSTRIA: LA CADUTA DEL PIL? UN’OCCASIONE PER CAMBIARE L’ITALIA

C

arlo Bonomi, salito al vertice di Confindustria per il mandato 2020-2024, esprime tutte le sue preoccupazioni sul dopo lockdown: «La voragine del Pil è tremenda. Dobbiamo metterci in condizioni operative tali per affrontare con massima chiarezza ed energia l’enorme sfida che è davanti a noi. Occorre riaprire le produzioni ma evitare una seconda ondata di contagi». Bonomi è però fiducioso perché «in un momento drammatico abbiamo forese l’occasione per dare quelle modifiche strutturali di cui il nostro Paese ha bisogno. Credo però che la strada di

far indebitare le imprese non sia quella giusta, anche perché i tempi di accesso alla liquidità non sono nemmeno immediati. La politica ci ha esposto a un pregiudizio fortemente anti-industriale. Non pensavo di sentire più l’ingiuria che le imprese sono indifferenti alla vita dei propri collaboratori. Credo che dobbiamo rispondere con assoluta fermezza». Nato a Crema nel 1966, Bonomi è imprenditore nel settore biomedicale. E’ presidente di Synopo e delle aziende manifatturiere da essa controllate: Sidam e BTC Medical Europe.

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Fact  &  News  FATTI E NOTIZIE

STUDIO INAPP: IL LOCKDOWN PIEGA LE MICROIMPRESE

F

atta eccezione per il comparto agricolo, in Italia un’impresa su due è stata costretta a interrompere la propria attività a causa delle misure di contenimento adottate dal Governo per fronteggiare la diffusione del Covid-19. In totale, 2 milioni 100 mila aziende, corrispondenti a poco meno della metà delle imprese attive (47,3%). Micro e piccole imprese le più colpite. A fotografare questo scenario, lo studio “Covid-19: misure di contenimento dell’epidemia e impatto sull’occupazione” curato dall’Inapp, l’Istituto nazionale per l’analisi delle Politiche pubbliche, che analizza l’impatto del lockdown sulle imprese e sui lavoratori a tempo indeterminato, determinato e con contratti di somministrazione, in base alle disposizioni emanate dal Governo fino al Dpcm del 10 aprile scorso. «Le misure di sospensione delle attività produttive hanno agito maggiormente su quei settori caratterizzati, più di altri, dalla necessità di svolgere la prestazione lavorativa sul luogo di lavoro, come la gran parte delle imprese manifatturiere, mentre in buona parte dei settori rimasti attivi il lavoro ha caratteristiche tali da permettere uno svolgimento in modalità remota, telelavoro o lavoro agile - ha spiegato il professor Sebastiano Fadda, presidente di Inapp - Dai dati analizzati si ricava che sono soprattutto le micro e piccole imprese ad essere più colpite dalle misure di sospensione dell’attività produttiva. Queste, peraltro, per molte ragioni, incontreranno maggiori difficoltà nel sopravvivere a un periodo prolungato di assenza di fatturato». La quota di imprese sospese decresce in rapporto alla loro dimensio-

ne: a fronte di una incidenza complessiva delle aziende la cui attività è stata interrotta pari al 47,3%, quelle senza addetti risultano sospese in ragione del 66,7%, mentre solo il 33,8% delle grandi imprese con oltre 250 addetti risultano interessate dalle misure di restrizione. Le imprese artigiane, che hanno caratteristiche dimensionali e settoriali specifiche, risultano sospese in percentuale superiore al totale (55,3%). «La quota elevata di micro e piccole imprese interessate dal fermo delle attività è preoccupante - commenta ancora il presidente di Inapp - dal momento che le aziende di dimensioni minori hanno generalmente una capacità più bassa di fronteggiare shock esogeni e inattesi che incidono notevolmente sulla dinamica della domanda e sul fatturato».

ARRIVA LA BEVANDA A BASE DI PANE

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al pane bianco invenduto a una bevanda che, pare, sia anche dolce e frizzante. A realizzare questo riciclo, i ricercatori della National University of Singapore, che hanno brevettato l’unica bevanda probiotica al mondo a base di pane. Gli scienziati ne parlano come di un prodotto dal gusto gradevole che può essere conservato a temperatura ambiente per un massimo di sei settimane, mantenendo alto il numero di probiotici vivi al suo interno. Il gruppo di ricerca ha testato diversi tipi di pane, ma si è poi concentrato su quello bianco perché più facilmente reperibile. La bevanda è frutto di una miscela con acqua e di un percorso di pastorizzazione realizzato con l’aggiunta di batteri probiotici e lievito. La miscela viene poi lasciata fermentare per un giorno.

TASK FORCE DEL GRUPPO BUREAU VERITAS ITALIA PER CERTIFICARE LE MATERIE PRIME IMPORTATE

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a qualità dei più significativi prodotti alimentari italiani, come la pasta, dipende dalla qualità del grano che viene importato in particolare da Canada e Stati Uniti e poi miscelato a quello italiano (insufficiente a soddisfare la domanda nazionale). In un momento di pandemia, la qualità è ancor di più una parola d’ordine. In quest’ottica, il Gruppo Bureau Veritas Italia ha potenziato il suo presidio sui porti e sul settore marittimo, predisponendo veri e propri emergency team dedicati ai controlli nelle stive delle navi destinate al trasporto del grano e di prodotti come mais, soia, riso, crusca e avena, ma anche leguminose e oli vegetali, importati attraverso i porti nazionali. Gli sbarchi di granaglie oggi si concentrano nei porti dell’Adriatico, ma la presenza dei team di Bureau Veritas, coordinati attraverso la divisione Commodities Inspectorate Italy, è assicurata in tutti gli scali italiani sia su input degli importatori che degli esportatori, in quanto anche elemento centrale di garanzia dei contratti.

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Fact  &  News  FATTI E NOTIZIE

UN ITALIANO SU CINQUE COMPRA SENZA GLUTINE

I

l free from del senza glutine e del senza lattosio traina le vendite. Il trend di consumo emerge, sulla base delle rilevazioni Eurispes, con la nascita di “Free From Hub”, una serie di appuntamenti dedicati al business free from all’interno delle principali piattaforme fieristiche internazionali di BolognaFiere. Sulla base delle rilevazioni BioBank 2019, il free from sarebbe una delle caratteristiche dominanti nelle tendenze dei prodotti bio, che rappresentano una fetta rilevante dei consumi sia per numero di referenze (18,6% degli alimenti in commercio), sia per valore delle vendite (6,8 miliardi di euro). A trainare le vendite di questo segmento sono, in particolare, i prodotti senza glutine e senza lattosio, seguiti da quelli senza soia, uova, zuccheri aggiunti, sale, lievito, arachidi e olio di palma. Da notare che i prodotti “senza” sono sempre più rappresentati con un paniere che sfiora i 12 mila prodotti (Oi Osservatorio Immagine Nielsen GsI Italy).

LA ZECCA DELLO STATO ONORA LA PIZZA

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inque euro in versione moneta per celebrare la pizza, uno dei simboli della cultura gastronomica italiana. Questa dedica all’eccellenza della tradizione artigianale made in Italy è arrivata dalla Zecca dello Stato. La moneta, in versione fior di conio con elementi colorati realizzata dall’artista incisore Maria Carmela Colaneri, è stata emessa il 21 aprile e fa parte della serie “Cultura Enogastronomica Italiana-Pizza e Mozzarella” della Collezione Numismatica 2020. È prevista una tiratura di 8 mila pezzi ed è visionabile sul catalogo pubblicato sul portale www.shop.ipzs.it.

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WORLD NEWS

World News è la rassegna delle notizie dall’Europa e dal mondo sull’agroalimentare. Un punto di vista aggiornato e puntuale su quanto accade in sede comunitaria ed extra-comunitaria, per essere sempre informati sulle dinamiche internazionali in ambito politico, economico e scientifico. Brevi flash che possono risultare di interesse per la filiera - italiana ma non solo - della trasformazione dei cereali.

LA COMMISSIONE UE PUBBLICA IL DOCUMENTO “COVID-19 AND FOOD SAFETY”

©EU 2020

U

n documento ufficiale per rispondere ai forti dubbi sul Covid-19 e sulla sicurezza alimentare. Si chiama “Covid-19 and food safety” (https://ec.europa.eu/food/sites/food/files/safety/docs/biosafety_crisis_covid19_qandas.pdf) e risponde a domande specifiche sul rischio di infezione attraverso alimenti e mangimi giunte dall’analisi di tutti i feedback ricevuti da stakeholder e Stati membri. Ad oggi, nonostante la vasta portata della pandemia, non è stata segnalata alcuna trasmissione di Covid-19 attraverso il consumo di alimenti o mangimi e, pertanto, come già affermato dall’Efsa, non ci sono prove che gli alimenti rappresentino un rischio per la salute pubblica in relazione al Covid-19.

NUOVE MISURE UE A SOSTEGNO DEGLI AGRICOLTORI

L

a Commissione europea ha adottato due nuove misure per aiutare gli agricoltori. La prima aumenta il flusso di cassa, mentre la seconda riduce gli oneri amministrativi sia per le autorità nazionali e regionali che per gli agricoltori stessi. Nello specifico, la Commissione: • aumenterà gli anticipi dei pagamenti diretti (dal 50% al 70%) e dei pagamenti per lo sviluppo rurale (dal 75% all’85%). Gli agricoltori inizieranno a ricevere tali anticipi a metà ottobre. Per garantire maggiore flessibilità, gli Stati membri potranno pagare gli agricoltori prima di finalizzare tutti i controlli in loco;

• ha ridotto dal 5% al 3% il numero di controlli di ammissibilità fisici in loco per la parte prevalente del bilancio della Politica agricola comune, considerato che, nelle attuali circostanze, è fondamentale ridurre al minimo i contatti fisici tra gli agricoltori e gli ispettori; • offre flessibilità per quanto riguarda la tempistica dei controlli. Gli Stati membri, inoltre, potranno utilizzare fonti di informazione alternative per sostituire le tradizionali visite alle aziende agricole, ad esempio immagini satellitari o fotografie geo-referenziate, per dimostrare che gli investimenti sono stati effettuati.

COVID-19, PUGNO DI FERRO DEI MINISTRI DELL’AGRICOLTURA DEL G20

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el corso della riunione straordinaria in videoconferenza sull’emergenza sanitaria, i ministri dell’Agricoltura del G20 hanno ribadito che l’adozione delle misure per il contenimento dei contagi non deve pregiudicare la filiera agroalimentare e il settore primario. La loro azione è all’insegna della cooperazione per assicurare una fornitura di cibo adeguata alle esigenze nazionali, senza dimenticare lo spirito di solidarietà. La lotta al virus non deve interferire con la continuità produttiva e l’operatività del settore agroalimentare. L’ha ricordato anche la ministra delle Politiche agricole alimentari e forestali Teresa Bellanova, che ha sottolineato la necessità di lavorare per evitare restrizioni commerciali non giustificate dall’emergenza e ga-

rantire che i mercati siano aperti, trasparenti e prevedibili. Il settore agroalimentare deve essere protetto da limitazioni non giustificate che potrebbero alterare i prezzi sui mercati internazionali e, quindi, compromettere la sicurezza alimentare. Le misure anti Covid-19 devono essere mirate, proporzionate, trasparenti, temporanee e, in accordo con le norme del Wto, non devono creare barriere al commercio né alla filiera agroalimentare. Su tale punto i ministri del Commercio del G20 hanno sottoscritto un impegno alla trasparenza e a riferire alla stessa organizzazione mondiale le misure che potrebbero avere ricadute sulle attività commerciali.

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CONFAGRI ALL’UE: SERVE UN PIANO STRATEGICO PER IL RILANCIO DELL’AGROALIMENTARE

L’

Europa ha bisogno, ora più che mai, di un piano strategico di rilancio del sistema agroalimentare, perché la pandemia ha rivoluzionato tutti gli scenari. È il messaggio lanciato dal presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti (foto). «La proposta attualmente sul tavolo del Consiglio europeo, che prevede un taglio del 12% dei fondi destinati all’agricoltura - precisa Giansanti - fa riferimento a uno scenario profondamente cambiato; oggi l’emergenza sanitaria ha dimostrato che la produzione agroalimentare è un bene pubblico da tutelare e valorizzare». Secondo il presidente, «la Politica agricola comune non può più essere un sistema di regole per la redistribuzione tra gli Stati membri di risorse finanziarie dell’Unione, ma deve diventare uno strumento per rafforzare la sovranità alimentare». E non è una questione di protezionismo, avverte Giansanti, perché «i mercati devono restare aperti al commercio e, al tempo stesso, occorre anche potenziare la produzione di beni essenziali, rafforzando il sistema agroalimenta-

re in Italia e nell’Ue». Da qui l’invito del presidente ad affidarci alla ricerca, perché «se puntiamo su innovazioni tecnologiche, competenze e capacità imprenditoriali, l’aumento della produzione può garantire la sostenibilità ambientale e una maggiore protezione delle risorse naturali».

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Focus on economics  FOCUS ECONOMIA

I consumi alimentari prima e dopo il coronavirus Food consumption before and after coronavirus In January 2020, food sales showed a trend of +1.9% in value and +1.1% in volume. The outbreak of the coronavirus crisis has totally changed this picture in the blink of an eye. The progressive shutdown of the catering industry has removed a very important market outlet. The market has seen a boom in purchases, as it is well known, due to the food hoarding effect triggered by a large part of consumers. However, this will soon turn out to be a bubble. A new fact has emerged: consumers’ renewed interest in convenience stores, particularly greengrocers and butchers, with an aggregate trend increase of +17% compared to 2019. The e-commerce has increased by +57% at the beginning of the coronavirus crisis to reach +97% in the fourth week. On the other side, the closure of the catering industry led to the drop in purchases on the Cash & Carry channel, with -44.7%. In any case, it is clear that, in a completely anomalous phase, the food sector has once again highlighted its anti-cyclical skills, ensuring tightness and ability to secure supplies. In a nutshell, the tumultuous hoarding of food products has raised awareness of the importance of the food industry and the whole supply chain.

IL SETTORE HA ESALTATO LE SUE DOTI ANTICICLICHE E ORA È SOTTOPOSTO ALLE REGOLE DEL “GOLDEN POWER”

di Luigi Pelliccia Responsabile Ufficio Studi e Mercato di Federalimentare

L

THANKS TO ITS ANTI-CYCLICAL SKILLS THE FOOD SECTOR IS NOW SUBJECTED TO THE RULES OF “GOLDEN POWER”

e vendite alimentari di fine 2019 e gennaio 2020 rappresentano il quadro del “prima” dell’emergenza sanitaria: sembrano già storia lontana, con lo shock epocale esploso sui mercati nei mesi successivi. Per la cronaca ricordiamo per-

ciò che, a dicembre, le vendite alimentari avevano segnato tendenziali del +0,0% in valore e del -0,9% in volume, mentre a gennaio erano comparsi dei segni espansivi con tendenziali pari, rispettivamente, al +1,9% in valore e al +1,1% in volume.

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A spingere l’apprezzamento unitario dell’alimentare, legato alla forbice fra le variazioni in valore più marcate rispetto a quelle in volume, non è stato l’allargamento dei margini di utile del settore alimentare, ma la pressione dei costi. I prezzi alla produzione del “Food & Beverage” hanno registrato, infatti, tendenziali in costante crescita, con un +1,4% a dicembre, un +2,1% a gennaio e un +2,2% a febbraio. Mentre il totale industria del Paese è andato in direzione opposta, e si è avvantaggiato nei costi, con variazioni del -3,1% a dicembre, del -3,4% a gennaio e del -3,8% a febbraio. Nello specifico, il settore molitorio - classificato dall’Istat come “lavorazione delle granaglie” - ha registrato tendenziali sempre in aumento pari, a seguire, al +3,5% a dicembre, al +2,3% a gennaio e al +1,7% a febbraio. Sul fronte del mercato, i consumi alimentari 2019 hanno mostrato un andamento a “campana”, con una crescita marginale in valore nel primo semestre e una flessione in quello successivo. I modelli di

IL BOOM DEGLI ACQUISTI È UNA BOLLA CHE SI ESAURIRÀ CON IL FINIRE DELL’EMERGENZA consumo hanno penalizzato, ancora una volta, i consumi alimentari domestici, evidenziando un cambiamento progressivo degli stili di vita a vantaggio dell’Horeca. Si è notata, inoltre, una maggiore disponibilità alla spesa per le bevande (+1,7%) piuttosto che per i generi alimentari (+0,2%). A fare da traino nel 2019 sono stati i prodotti a Largo Consumo Confezionato (LCC), con un +1,9%. Ad essi, infatti, la grande distribuzione ha dedicato sempre più spazio sugli scaffali, mentre per i prodotti freschi sfusi la spesa ha continuato a contrarsi (-3,1%). Tra i comparti, solo carni, ittici e frutta hanno

mantenuto più della metà dell’offerta in formato “sfuso”, mentre per le altre filiere il prodotto “confezionato” ha rappresentato circa i tre quarti dell’offerta. E poi? L’irrompere dell’emergenza legata al coronavirus ha cambiato questo quadro radicalmente e in un battito di ciglia. La progressiva chiusura del canale Horeca, non solo a livello nazionale ma anche internazionale, ad esempio, ha sottratto un canale di sbocco importantissimo che assorbe percentuali rilevanti dei flussi complessivi di export, soprattutto per i prodotti con un posizionamento alto e medio-alto come vino e formaggi. E in prospettiva sembra destinato a scontare difficoltà ancora maggiori. Nelle imprese sono cominciate ad affiorare problematiche legate alla carenza di manodopera e ad esse si sono aggiunte criticità a livello di logistica e trasporti. Inoltre, la paventata chiusura delle frontiere di alcuni Paesi esteri ha messo in luce problemi connessi all’approvvigionamento di materie prime da

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trasformare o di prodotti alimentari finiti per il quale il nostro Paese non è autosufficiente. Il settore molitorio, per le sue forniture cerealicole, è fra i più esposti su questo fronte, come risulta dalla TABELLA sui li-

velli medi di autosufficienza dei comparti alimentari italiani in fatto di materia prima. A marzo e ad aprile, per esempio, mentre sul frumento duro le problematiche logistiche sono state più contenute per l’utilizzo nettamente prevalente del “via mare”, molti nodi sono comparsi in-

LIVELLO MEDIO DI AUTOSUFFICIENZA DEI COMPARTI ALIMENTARI ITALIANI

TABELLA

% materie prime importate su approvvigionamenti destinati alla produzione (*)

COMPARTI

Riso Molitorio Pasta Cioccolatiero Prodotti da forno Gelati Caffè Zucchero Carni preparate Ittico conserviero Trasformazione ortaggi e frutta Lattiero-caseario Oli e grassi Alimentazione animale Vini, mosti, liquori, aceto Birra Acque minerali e gassose

5% 45% 40% 90% 28% 30% 100% 0% 40% 95% 16% 14% 60% 65% 1% 60% 0%

% prodotto finito importato sui consumi totali interni di comparto 2% 1% 1% 5% 2% 1% 1% 80% 5% 50% 5% 45% 1% 1% 4% 34% 1%

vece sul fronte del frumento tenero, affidato soprattutto ai trasporti su gomma dall’area dell’Est Europa. Il mercato ha assistito, come è noto, a un boom di acquisti per l’effetto scorte scatenato da gran parte della platea dei consumatori, che però si rivelerà presto come una bolla e un drogaggio aleatorio. Il trasferimento dagli scaffali alle dispense non rappresenta quasi mai, con tutta evidenza, consumo contestuale e reale. Per cui, anche se nel tempo forse aumenteranno gli scarti, questa fase verrà scontata nei prossimi mesi con l’esaurimento dell’emergenza. C’è da precisare intanto che, con l’avvio della fase più critica dell’epidemia, il Sud, nel primo mese di effetto del coronavirus, è risultata l’area con la crescita tendenziale maggiore. Ha messo a segno, infatti, aumenti medi delle vendite del +21%, con punte del +39%. Il Nord Est ha fatto seguito con il +20%, poi il Centro con il +19%. Ultimo il Nord Ovest con il +16%. La farina è stata fra i prodotti più gettonati e ha primeggiato con punte del +71%, seguita da scatolame, pasta, latte a lunga conservazione, formaggi e

(*) stime con riferimento ai fabbisogni industriali complessivi per soddisfare consumo interno ed export Fonte: Federalimentare, 2020

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via via le altre referenze con vino e alcolici in coda, con variazioni medie attorno al +12%. L’effetto scorte ha provocato una “gobba” di spesa quantificata, nel primo mese, a 750 milioni di euro, soprattutto ad appannaggio della Gdo, cui si è rivolto un quinto dei consumatori. A loro volta, nell’ambito Gdo, i supermercati hanno coperto la fetta maggiore (43%), seguiti dal canale discount (20%). Gli ipermercati sono stati in parte penalizzati dalla chiusura dei centri commerciali e hanno segnato una crescita tendenziale contenuta (+11% ). Ma non finisce qui. È emerso un fatto nuovo: il ritrovato interesse dei consumatori per i negozi di vicinato, in particolare per fruttivendoli e macellerie, con aumenti tendenziali aggregati del +17% rispetto al 2019. La scelta è stata favorita dalle limitazioni sempre più rigide degli spostamenti, ma anche dal fatto che i piccoli negozi di quartiere sono stati ritenuti spesso più sicuri di ambienti molto frequentati come i super e gli ipermercati. Sul fronte della distribuzione al dettaglio, peraltro, è emersa la perdita di peso dei mercati rionali, che in molti casi sono stati chiusi per mancanza di strutture fisse. Il canale e-commerce ha messo a segno una crescita che si è avviata con un incremento del +57% a inizio impatto coronavirus, per arrivare al +97% nella quarta settimana. C’è da aggiungere che tale incremento è stato limitato solo dalla mancata capacità di soddisfare la domanda che, probabilmente, sarebbe andata anche oltre il raddoppio.

Sul fronte opposto, la chiusura del canale della ristorazione ha portato al crollo degli acquisti presso i Cash & Carry, con un -44,7%. Il fermo del canale Horeca (ristorazione collettiva privata e pubblica) a livello nazionale e internazionale ha sottratto uno sbocco fondamentale soprattutto ai prodotti di posizionamento medio-alto. In alcuni Paesi il nostro export di vino è crollato dell’80%. Questo vuoto è stato compensato in modo del tutto marginale dalle consegne a domicilio. In ogni caso è chiaro che, anche in una fase del tutto anomala come quella attuale, il settore alimentare ha esaltato ancora una volta le sue doti anticicliche, garantendo tenuta e capacità di assicurare gli approvvigionamenti. Il suo peso strategico è cresciuto enormemente, al

I CONSUMATORI HANNO RITROVATO INTERESSE PER I NEGOZI DI VICINATO punto da essere inserito tra i settori sottoposti alle nuove regole del “golden power”, che consentono alle autorità di impedire lo shopping di aziende italiane, indipendentemente dalla loro dimensione, da parte di società estere, anche comunitarie, per percentuali di capitale superiori al 10%. Il rischio di avvitamento e il deprezzamento di molte aziende come conseguenza della crisi, potrebbe infatti esporre la filiera a vere e proprie scorrerie internazionali, molto pericolose per la futura indipendenza economica di asset fondamentali del Paese. L’accaparramento tumultuoso di beni alimentari, in sostanza, ha fatto da detonatore per una maggiore consapevolezza del valore e dell’importanza della nostra industria alimentare e di tutta la filiera. Anche il più miope dei policy maker ha perciò dovuto toccare con mano quanto inceppamenti e soluzioni di continuità negli approvvigionamenti alimentari possano mettere a repentaglio un bene prezioso come la stabilità politica e sociale di un’intera comunità. Luigi Pelliccia

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Food rules  DIRITTO ALIMENTARE

Le ambiguità sui rischi emergenti rilevati dall’Efsa Ambiguities about emerging risks detected by Efsa QUANDO LA VIOLAZIONE È FRAUDOLENTA WHEN VIOLATION IS FRAUDULENT

I

rapporti di Efsa sull’attività dell’Agenzia in materia di «rischi emergenti» (doi:10.2903/sp.Efsa.2019.EN-1704 e EFSA-Q-2019-00321, M-2017-0080) rappresentano uno spaccato importante, perché attraversano un po’ tutti gli argomenti dell’alimentare. Il documento del 2018 li cataloga in base al tipo di pericolo: 1) rischio microbiologico; 2) rischio chimico;

di Giuseppe Maria Durazzo Avvocato esperto in diritto dell’alimentazione

Efsa’s considerations on emerging risks make us reflect on a number of points. Efsa expresses concern about additives for food contact materials and possible contaminants related to them. The European Authority stresses the need to assess the type of contact between the new material and food, as for all other materials intended to come into contact with food. As far as food fraud is concerned, Efsa is trying to find a definition which does not yet exist as EU legislation - it would cover cases where there is a violation of EU food law made through an intentional commitment to pursue an economic objective or financial gain by misleading consumers.

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Food rules  DIRITTO ALIMENTARE

3) rischio diverso o alla causa determinante del problema emergente; 4) attività illegali; 5) nuove tendenze dei consumatori; 6) cambiamenti climatici e nuovi processi o tecnologie. Tra i rischi elencati, quello del cibo nero colorato con elevate quantità di carbone attivo ha interessato qualche operatore a valle dell’industria molitoria, provocando più di una presa di posizione anche da parte del nostro ministero della Salute. Altri rischi emergenti individuati dall’Efsa sono invece più lontani dalla prima trasformazione come, ad esempio, il nuovo cluster genico di neurotossina botulinica identificato nell’Entorococcus, la pressione della fauna selvatica e i relativi effetti sulla sicurezza alimentare, l’uso di collagene da invertebrati nei mangimi, le allergie da pappa reale, miele e propoli, la possibile comparsa di alternative all’olio di palma attraverso l’interesterificazione degli oli, l’anafilassi conseguente all’uso degli integratori alimentari. Ma un paio di temi emergono, a mio parere, come meritevoli di un’approfondita riflessione. Il primo tema è relativo agli additivi per i materiali a contatto con gli alimenti e dei possibili contaminanti ad essi collegati. Il pensiero e la preoccupazione di Efsa sono legati all’idea di evitare nuovi rischi derivanti dalla sostituzione di un materiale con un altro; ad esempio: la sostituzione degli oggetti di consumo di plastica (cannucce, piatti, tazze, bicchieri) con alternative naturali (bambù, papaia, ecc.), anche alla luce dei nuovi divieti in tema di utilizzazione di taluni oggetti a consumo unico. L’Autorità europea sottolinea come sia necessario valutare il tipo di contatto tra il nuovo materiale e l’alimento, come per tutti gli altri materiali destinati ad entrare in contatto con i cibi. I nuovi materiali a contatto e quelli vecchi - utilizzati in maniera diversa o adattati a nuovi impieghi - costituiranno una sfida anche dal punto di vista del mantenimento della sicurezza alimentare. L’imposizione dell’abbandono di alcuni oggetti di plastica, quanto piuttosto l’impiego di contenitori più ecocompatibili, compresi anche i sacchetti sia per il consumatore che per uso professionale, e la scelta dei

colori di stampa, andranno sempre più verso una convergenza sui temi energetici, etici ed ambientali. Ma, in materia alimentare, il fil rouge che non si può interrompere è quello della sicurezza. Nel report del 2019, l’Efsa individua l’adulterazione, la sostituzione dell’ingrediente e la presentazione ingannevole come possibili metodi di frode alimentare e offre una rappresentazione dell’approccio, anche operativo, in una serie di Paesi sia extra-Ue (Nuova Zelanda, Sviz-

I NUOVI MATERIALI A CONTATTO CON GLI ALIMENTI COSTITUIRANNO UNA SFIDA PER LA SICUREZZA ALIMENTARE

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AD OGGI MANCA UNA DEFINIZIONE EUROPEA COMUNE DI FRODE ALIMENTARE

zera), sia all’interno dell’Unione (Germania, Regno Unito e Paesi Bassi). Le preoccupazioni di Efsa sono le stesse di ogni operatore impegnato a garantire la qualità o la sicurezza alimentare (laddove non esiste, o non esiste ancora, una norma giuridica o la valutazione scientifica eseguita dall’Agenzia specializzata). È un paradosso, se vogliamo, ma all’impresa viene chiesto un impegno a tratti più forte di quello che guida l’attività istitu-

zionale di chi deve proteggere la salute pubblica. Altri temi che l’Efsa (ri)propone riguardano la preoccupazione dei consumatori per l’uso massiccio di pesticidi, per la rivalutazione degli additivi e per il nuovo inquadramento dei limiti per i contaminanti.

schi emergenti non tanto per gli episodi difficili da prevedere, quanto per l’idea che tutti gli Stati membri debbano continuare a impegnarsi per limitarla, anche collaborando tra di loro. È in atto, da parte dell’Efsa, il tentativo di arrivare a una definizione di frode alimentare, ancora non contemplata dalla normativa Ue, che riguarderebbe gli episodi nei quali sia presente una violazione della legislazione alimentare dell’Unione, causata dall’impegno intenzionale a perseguire un obiettivo economico o un guadagno finanziario che si avvale dell’inganno del consumatore.

Un argomento su cui è doveroso un approfondimento è quello della frode alimentare, che rientra nel catalogo dei ri-

Ma il rapporto Efsa del 2018 nota che, ad esempio in Ungheria, il concetto di frode alimentare ricomprende l’inosservanza

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dei requisiti di tracciabilità alimentare e i rischi per la sicurezza. Quindi, partendo dai programmi di controllo degli anni passati sulla sostituzione della carne di cavallo, del pesce, del miele e sulla qualità dei prodotti venduti online, l’Autorità europea si è posta l’obiettivo di integrare i risultati delle indagini sulle frodi alimentari con le attività di valutazione del rischio sanitario. Questo tipo di ricerca permetterebbe di classificare le frodi alimentari secondo la potenziale gravità per la salute dei consumatori. Attualmente la classificazione delle frodi alimentari comprende sei gruppi: l’etichettatura falsa o il marchio errato, la diluizione, l’occultamento, la contraffazione, la sostituzione e i miglioramenti non approvati. Si pensi, per chiarire, che il latte con melamina rientra nell’adulterazione, che la carne bovina sostituita con l’equina e le albicocche etichettate con indicazioni non giustificate rientrano nelle false dichiarazioni di etichettatura. La fraudolenza alimentare, come comportamento intenzionale a contenuto economico che determini un rischio per la salute, in assenza di una definizione europea comune e di una semplificazione nazionale, merita di essere monitorato. Anche in termini di sanzioni dove - solo per fare un esempio - l’utilizzo di claim nutrizionali e salutistici falsi ora sanzionato amministrativamente, lo diventerebbe penalmente qualora rientrasse nell’ambito della fraudolenza. Inoltre, il monitoraggio sarebbe auspicabile perché sono pochissimi i casi di esperienza in grado di escludere che un certo comportamento dell’operatore alimentare, che necessariamente agisce in una logica economica, non avrebbe potuto evitare un certo rischio. In pratica, se per individuare la frode fosse sufficiente una qualsiasi valutazione sulla fattibilità di un diverso comportamento mirato a ridurre o annullare il rischio, praticamente tutte le violazioni alimentari ricadrebbero nella fraudolenza. Da qui, la preoccupazione di chi scrive sulla

LA CRISI SANITARIA FA RIFLETTERE SUI REQUISITI DI INFORMAZIONE AL CONSUMATORE necessità di una definizione che determini con esattezza i margini tra colpevolezza e intenzionalità, tra incidente e volontarietà di accettazione del rischio in materia alimentare. L’Efsa, quale meritorio organismo tecnico-scientifico, propone temi e soluzioni che, per essere calate nel mondo produttivo, necessitano di una valutazione giuridica e di fattibilità che la ricerca pura non deve neppure tenere in considerazione. Sul tema fondamentale della frode alimentare, l’Efsa lancia l’allarme in maniera attenta auspicando un’integrazione tra l’analisi dei rischi alimentari con quella delle frodi alimentari; spetterà poi al Legislatore misurarsi saggiamente in merito, ma nel frattempo gli operatori economici sono tenuti, come già fanno tutti i giorni, a vigilare affinché ogni com-

portamento non ricada in un qualche aspetto della poliedrica e incerta figura della frode alimentare secondo il concetto dell’Efsa. La recente crisi dovuta alla pandemia Covid-19, gestita con grande difficoltà al di fuori del settore alimentare, sta portando a una riflessione più generale sui requisiti di informazione al consumatore: non è escluso che, almeno in via transitoria, si arrivi a una semplificazione delle regole, pur mantenendo ferma la posizione sugli aspetti più importanti. A prescindere che si approdi a ciò, o a fissare norme temporanee (come già fatto in un limitatissimo caso dall’amministrazione Usa), o si tenti di delineare i nuovi orizzonti nei quali regolamentare il settore alimentare, in tale evoluzione potrebbe esserci spazio per definire il concetto di frode alimentare, sia per la sua potenziale rilevanza, sia perché da anni la stessa Commissione europea, e non solo l’Efsa, lavora affinché germini una definizione unica di tale idea, non ancora acquisita a livello comunitario. Giuseppe Maria Durazzo

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L’EMERGENZA COVID-19  The emergency Covid-19

Vacondio: «Non moriremo di fame…» «We will not die from starvation»

Il presidente di Federalimentare, Ivano Vacondio

«OTTIMISMO, LAVORO E COOPERAZIONE: CE LA FAREMO», COSÌ IL PRESIDENTE DI FEDERALIMENTARE ALLA STAMPA ESTERA THE PRESIDENT TO THE FOREIGN PRESS: «OPTIMISM, WORK AND COOPERATION: WE WILL MAKE IT» 38

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The emergency Covid-19  L’EMERGENZA COVID-19

«I don’t know what we will die of one day, but we will not die from starvation during this terrible crisis». With this forecast, Ivano Vacondio, the President of Federalimentare, summarizes the current situation of production and distribution in Italy and in the world of Made-in-Italy food products during the health emergency caused by coronavirus. These straightforward words were streamed live for Foreign Press journalists in Italy during the

international press conference that took place through a virtual connection coordinated from the Rome headquarters of foreign media correspondents in Italy. «Despite real difficulties, the Italian food supply chain has never stopped, working up to 75% of its potential, going from two to three 8-hour shifts, Saturday and Sunday included. This industry has shown a strong reaction that is part of most Italians’ DNA». More specifically, as far as the

milling sector is concerned, «if the huge demand for our products has put Italian production capacity to the test, a bubble might be expected after the emergency and there will be a stark drop in demand, due to a reasonable consumption of the stocks that families have hoarded up. Yet, I am optimistic: the reopening of the catering industry will give breath because people will want to hang out, eat out and meet in front of a good dish».

di Delia M. Sebelin e Alfredo Tesio* *Responsabile Stampa Estera in Italia

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on so di che cosa moriremo un giorno, ma durante questa terribile crisi non sarà certo di fame». Con questa riflessione il presidente di Federalimentare, Ivano Vacondio, sintetizza lo stato dell’arte della produzione e della distribuzione in Italia e nel mondo dei prodotti alimentari made in Italy, durante la terribile emergenza sanitaria causata dal Covid-19. Parole schiette, che giungono via streaming ai giornalisti della Stampa Estera in Italia nel corso della conferenza stampa che si è tenuta attraverso un collegamento virtuale coordinato da Roma, nella sede dei corrispondenti dei media stranieri nel nostro Paese. L’humor percepito oltre frontiera è chiaro: non sono passate inosservate le lunghe file fuori dai supermercati italiani nei primi giorni del cosiddetto lockdown, con assalti sconsiderati per accaparrarsi generi di

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The emergency Covid-19  L’EMERGENZA COVID-19

LE MERCI CIRCOLANO IN EUROPA E IL CIBO ITALIANO È GARANTITO OVUNQUE prima necessità. Situazioni nate per gli ostacoli che la Gdo ha incontrato nei trasporti su gomma, mentre le industrie alimentari non riuscivano ad ottenere a-

deguati rifornimenti dai porti per l’approvvigionamento di materia prima. Infatti, i container fermi e pieni di merce non potevano essere scaricati e frenavano la rotazione del loro utilizzo. Fortunatamente, dopo queste iniziali criticità, l’approvvigionamento di cibo nei supermercati è tornato quasi normale. Negli stabilimenti si è fatta poi sentire anche la repentina diminuzione della mano d’opera. Molti addetti sono stati costretti a prendere il permesso genitoriale (vista la chiusura delle scuole), ed è pure mancato l’apporto dei lavoratori stranieri, che

avrebbe in qualche modo compensato l’assenza di quelli italiani. In difficoltà, per vari motivi, soprattutto le Pmi: chi si era ritagliato un mercato con l’offerta di prodotti di alta gamma ha visto un brusco calo degli acquisti, così come quelle attività che riforniscono abitualmente i negozi di paese o i piccoli alimentari (panetterie, pasticcerie), facendo venir meno la liquidità necessaria per saldare anche i minimi affari correnti. In questo clima, Federalimentare si era da subito fatta sentire in sede istituzionale per il timore che le organizzazioni criminali potessero approfittare della situazione di difficoltà delle piccole imprese per aumentare la loro penetrazione nel mercato, offrendo prestiti a tassi da usura. Una preoccupazione reale, su cui Vacondio, durante la conferenza stampa, si è soffermato, rassicurando però i presenti, forte degli ottimi risultati raggiunti dal nostro Food & Beverage.

LA PANDEMIA POTREBBE CREARE DIFFICOLTÀ ANCHE AL SETTORE MOLITORIO May  MAGGIO 2020

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The emergency Covid-19  L’EMERGENZA COVID-19

UNA BOCCATA D’OSSIGENO ARRIVERÀ CON LA RIAPERTURA DELL’HORECA

Si lavora a pieno ritmo «Nonostante le difficoltà oggettive, la filiera alimentare italiana non si è mai fermata: ha operato al 75% del proprio potenziale aumentando da due a tre i turni

di 8 ore e lavorando anche nel fine settimana. Il comparto ha mostrato quella capacità di reazione che fa parte del Dna della maggior parte degli italiani». «I giornalisti stranieri - fa notare il responsabile della Stampa estera in Italia,

Alfredo Tesio - durante l’incontro online hanno a poco a poco capito la basilare importanza che il settore alimentare riveste nella società e nell’economia del nostro Paese. In pochi sapevano, fra l’altro, che le imprese aderenti a Federalimentare impiegano quasi 400 mila addetti, per un fatturato di oltre 137 miliardi di euro». Un business che ha saputo tirare fuori tutte le sue risorse e che è di esempio in tutto il mondo. «Mi sento di confermare quanto ho già dichiarato al Financial Times: il cibo italiano continuerà ad arrivare sulle tavole di tutti, sia in Italia che all’estero. Ovviamente, dobbiamo mettere in conto i fisiologici rallentamenti dovuti ai controlli alle frontiere e le difficoltà della logistica, ma gli stabilimenti lavorano a pieno ritmo e almeno per ora non vedo particolari problemi». I corrispondenti esteri hanno manifestato preoccupazione per l’andamento dell’at-

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SARÀ SEMPRE PIÙ IMPORTANTE INVESTIRE SULLA QUALITÀ tività negli stabilimenti, che potrebbe frenare se il personale si dovesse ammalare in massa. «Non mi risulta che qualche azienda abbia chiuso o rallentato la produzione per defezioni legate al virus; il congedo parentale ha diminuito in alcuni casi gli addetti, ma le imprese stanno rispondendo alle difficoltà con determinazione e organizzazione».

Esempi virtuosi E’ doveroso ricordare che alcune aziende del comparto, oltre a garantire la salute e lo stipendio al proprio personale, hanno fatto importanti donazioni per sostenere il settore sanitario o il tessuto sociale. Si pensi al Pastificio Rana, che ha devoluto 400 mila euro alle strutture ospedaliere in Veneto per l’acquisto di apparec-

chiature per la ventilazione assistita e approntato un piano di aumenti salariali del valore di 2 milioni di euro a riconoscimento dell’impegno dei propri dipendenti, oltre a un ticket mensile straordinario di 400 euro per le spese di babysitting; ma non basta: ha stipulato anche una polizza assicurativa a favore di tutti gli operatori dell’azienda, compresi quelli in smart working, in caso di contagio da Covid-19, a integrazione del rafforzamento delle procedure di sicurezza e prevenzione già messe in atto dal pastificio per fronteggiare l’emergenza. C’è poi il Gruppo Lavazza, che ha messo a disposizione 10 milioni di euro per la realizzazione di progetti in ambito scolastico e sanitario in Piemonte; mentre Barilla ha donato 2 milioni di euro all’Ospedale Maggiore di Parma e Mutti 500 mila euro all’Azienda ospedaliero universitaria della città emiliana. E, ancora, Amadori, Ferrero e tante altre imprese di diverse tipologie che si sono aggiunte a privati e istituzioni: Brondi, marchio della telefonia, che ha donato mille telefonini alla Croce Rossa per farli arrivare alle

persone anziane isolate; Nastro Azzurro, che ha devoluto 250 mila euro e lanciato #unabirraperdomani, social challenge per raccogliere fondi a favore dei lavoratori di bar e affini in difficoltà; Coop Italia, che ha firmato un protocollo d’intesa con Anci (l’Associazione dei comuni italiani) e Protezione Civile per garantire la consegna della spesa a domicilio alle persone non autosufficienti, oltre a congelare i prezzi su 18 mila prodotti.

Lo spettro del dopo crisi Tornando all’incontro con i giornalisti stranieri, Vacondio ha poi voluto allontanare le nubi oscure che potrebbero aleggiare sulla nostra economia dopo l’emergenza sanitaria. «La crisi non consegnerà le piccole aziende in difficoltà nelle mani di disegni criminosi perché lo Stato, il Governo e noi stessi, saremo vigili più di prima. Dovremo cercare, piuttosto, di favorire la libera circolazione delle persone e delle merci nei Paesi europei, ovviamente con le dovute cautele». E, ancora: «La grande richiesta di prodotti alimentari

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I MOLINI AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

I

vano Vacondio rappresenta un fiore all’occhiello per Italmopa. È stato eletto più volte alla presidenza dell’Associazione e, inoltre, è un grande imprenditore nel settore della trasformazione dei cereali. Ora, ai vertici di Federalimentare, certo non dimentica le sue “origini” e si dice sempre orgoglioso «di essere un mugnaio». Ecco, quindi, le sue considerazioni sull’operato dei molini durante l’emergenza sanitaria. Presidente, cosa pensa delle azioni intraprese dalle industrie molitorie durante la crisi? Le aziende molitorie, come tutto il comparto nazionale dell’industria alimentare, hanno contribuito, insieme ai presidi sanitari e al settore farmaceutico, a tenere in piedi il nostro Paese in questo difficile momento, nonostante certi comportamenti dei consumatori, emotivamente comprensibili ma razionalmente da condannare: mi riferisco all’assalto e alla “razzia” di cibo nei supermercati, in particolare di prodotti come farina e pasta. Abbiamo dato prova di grande forza e capacità imprenditoriale. Ciò è stato possibile perché non solo gli imprenditori, ma tutti i nostri collaboratori, dipendenti, attori della logistica e fornitori hanno dimostrato che questa filiera è molto compatta e con un senso di appartenenza molto forte.

made in Italy è una potente testimonianza dei valori italiani e il fatto stesso di essere qui a rassicurare la stampa internazionale fa capire quanto siamo importanti per il mondo: cercheremo di essere all’altezza delle aspettative. Non è un caso se la cucina italiana è la più apprezzata al mondo. Dietro questo successo c’è tutta la nostra millenaria cultura». Nessun dubbio da parte di Federalimentare che questa crisi non indebolirà il nostro export, aprendo spazi ai produttori esteri che potrebbero scipparci quote di mercato. «La qualità dei prodotti italiani e del made in Italy in generale non teme

All’inizio della pandemia alcuni Paesi europei hanno tentato di screditare il cibo made in Italy, insinuando potesse essere contaminato dal virus… È vero, ci chiedevano anche certificazioni improbabili e non corrette. Devo ringraziare i ministeri competenti per essersi adoperati al fine di rimuovere totalmente tali deprecabili atteggiamenti. È probabile che il dopo crisi metterà a dura prova il sistema delle imprese: nulla sarà più come prima sia in termini di consumi che di stili di vita. Certo, tutta la filiera agroalimentare, e soprattutto quella dell’industria molitoria, dovrà percorrere ancora di più il sentiero della qualità e della salubrità della propria offerta commerciale: non dobbiamo disperdere quel patrimonio

alcun tipo di concorrenza. Il 78% delle nostre esportazioni è costituito da prodotti di marca, se non Dop e Igp. Nessun Paese può scardinare dal podio il nostro cibo, grazie alla sua indiscussa eccellenza. Quando l’incubo terminerà, tutto il mondo tornerà a comprare cibo e vino italiano da mettere a tavola».

I consumi post emergenza I consumi alimentari potrebbero cambiare dopo la crisi? «Di certo ci sarà tanta voglia di consumo, ma le abitudini non cambieranno. Considerando quanto ac-

di valori e di conoscenze che ci rendono unici al mondo. Focalizzandoci su farine e pasta, è innegabile che il lockdown abbia portato a un forte incremento delle vendite a scaffale: tutti a casa a cucinare! Cosa prevede per il dopo Covid-19? Se all’inizio la grande richiesta di prodotti alimentari ha messo a dura prova la nostra capacità di produzione, dopo è ipotizzabile un “effetto bolla”: il calo della domanda sarà vistoso a causa del prevedibile consumo delle scorte che le famiglie hanno accumulato nelle dispense. Ma sono ottimista perché la riapertura del canale Horeca dovrebbe compensare le mancate vendite a scaffale. Ci sarà tanta voglia di uscire, di mangiare fuori, di incontrarsi davanti a un buon piatto.

caduto in questi mesi, la priorità sarà di tornare a godere delle cose belle della vita. Credo che non avverrà subito, ma dopo due o tre mesi dalla fine dell’emergenza». Vacondio ha poi tenuto a precisare: «Le industrie italiane hanno retto in modo encomiabile a questo tsunami e sono pronte a farlo anche in futuro. Sono ottimista, tutto tornerà come prima, e il buon cibo italiano sarà sempre al servizio del mondo intero». Come ha scritto il Financial Times: «C’è sempre pasta per tutti!». Delia M. Sebelin, Alfredo Tesio

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ECONOMIA Economy

Le prospettive dell’alimentare dopo il lockdown The future of food sector after the lockdown

We live dark days and with the relentless spread of the coronavirus the whole world is on a lockdown. Thinking about recovery is key. A huge development and incentive plan for agriculture would be good for Italy in order to increase productivity

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by introducing innovation, which is actually being held back. Investments must be made by using European financial mechanisms. The new CAP must be reshaped after the unexpected return to the past in society, in the economy and in the

Europeans’ lives. We must have the courage to support the primary sector, also for strategic security reasons. The time has come to stop chasing smoky dreams of alternative agriculture as the result of anti-science or shortsighted rules on agricultural practices.


Economy  ECONOMIA

A UN’EUROPA FORTE SERVE UN’AGRICOLTURA FORTE A STRONG EU NEEDS A STRONG AGRICULTURE

V

iviamo giorni cupi: con l’inesorabile avanzata del coronavirus il mondo intero si è fermato chiudendosi in se stesso. Un’informazione martellante non giova alla comprensione di un fenomeno primordiale che colpisce una società che si riteneva al riparo da questo genere di eventi.

di Dario Casati

Professore Emerito di Economia Agraria, Università di Milano

We must return to sustainable and advanced agriculture, supported by true scientific progress. This is how the recovery and the social stability in Italy will be helped. A strong Europe needs a strong agriculture. Those who want to relaunch the

agricultural system have good reasons for that, but they are wrong if they think that we have to lock ourselves up and consume only Italian food, because there wouldn’t be enough and because we would lose export incomes. A protectionist position would have a

double negative effect of making Italian food rarer and more expensive. Finally, let us not forget that if we played Trump’s game, we would provoke retaliations from world’s partners against Italian food gems that we export with pride and profit.

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Economy  ECONOMIA

Crescono anche le preoccupazioni per l’economia, che risente di questa colossale frenata. Cifre e previsioni si diffondono e si sovrappongono. Sarà una crisi diversa dall’ultima, in prevalenza finanziaria, perché questa è reale, cioè nei fatti. Occorre produrre materie prime agricole, trasformarle e distribuirle, tutte attività che non possono fermarsi. Per la ripartenza dell’economia, cessata l’azione del virus, è necessario agire sul comparto agroalimentare. Due questioni importanti da capire: a) quali sono o possono essere le conseguenze della pandemia sul comparto; b) come assicurargli una ripresa rapida quando l’attenzione generale sarà più concentrata sul resto dell’economia e della società e non su chi ci avrà traghettati vivi oltre la crisi.

mondiale nel 2020 a -1,6%, perché la Cina nel secondo semestre potrebbe recuperare, e nel 2021 una risalita al +4,6%. Per l’Unione europea il calo 2020 è al 5,1% e la rimonta al +3,4%. Per l’Italia è prevista una caduta del -6,5% e una ripresa del +3,3%. L’economia italiana, più debole delle altre europee, gravata

L’ECONOMIA ITALIANA È PIÙ DEBOLE RISPETTO ALLE ALTRE EUROPEE

L’economia mondiale in crisi Le previsioni, ancora nei primi due mesi dell’anno, emettevano già segnali negativi per il diffuso rallentamento dell’economia a livello mondiale. Ma la gelata di marzo ha peggiorato la situazione. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, ai primi di marzo il Pil italiano 2020 era al ribasso da +0,5% a -0,6%. La stima di Prometeia indica un calo del Pil

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dal peso di un gigantesco debito, sarà dunque ancora in coda, anche perché dovrà indebitarsi per far andare avanti il Paese ora e nel momento della ripresa.

La sindrome dell’assalto Nel primo mese di emergenza si sono manifestati fenomeni inattesi, emotivi, ben rappresentati dalle lunghe file fuori dai negozi alimentari, come in previsione di una carestia. È la sindrome dell’assalto ai forni citata dal Manzoni. I consumi alimentari sono molto aumentati nelle prime due settimane, per poi ripiegare nella terza e nella quarta, ma rimangono superiori allo stesso periodo del 2019. Secondo GfK (https://www.gfk.com/it/ countries/it/italy/), la spesa sale del 27,8% rispetto al 2019, mentre cala del 17% la frequenza di acquisto. I prodotti più richiesti, secondo Confagricoltura, sono riso

LE COMMODITY DOVREBBERO RESTARE STABILI PER QUANTITÀ E PREZZI

(+33%), pasta secca (+25%), scatolame (+29%), derivati del pomodoro (+19%), sughi e salse (+15%). Il blocco degli esercizi pubblici è stato devastante per la riduzione della domanda. Caso limite il crollo del mercato del latte e derivati, in particolare mozzarella e formaggi freschi, che causa una crisi con soluzioni drastiche ma poco remunerative, come la produzione di latte in polvere e uso energetico del siero. In calo, in parte compensato dalle vendite al dettaglio, i prodotti di IV gamma, che salgono insieme a tutti i freschi confezionati.

Il tema commodity L’offerta delle grandi commodity prima della crisi superava la domanda, anche con il ricorso agli stock a livelli di sicurezza. La crisi rallenta gli scambi e, quindi, i consumi. Occorre valutare, nei Paesi sviluppati, l’effetto del calo della manodopera estera, spesso irregolare, che in Italia è evidente per le orticole, ma pesa anche in altri Stati Ue. In Italia e in Europa altri problemi vengono dall’andamento meteo, con un inverno mite e poi un brusco ritorno al freddo di fine marzo/inizi aprile. Non dovrebbero prodursi impatti quantitativi né sui prezzi che, finita la volatilità

iniziale, rimarrebbero deboli, superiori solo di qualche punto percentuale sull’anno precedente.

Pensare adesso al futuro Il punto chiave è pensare alla ripresa disperatamente attesa. Le previsioni parlano di effetti positivi nel secondo semestre, tranne per la Cina che sembra anticipare il resto del mondo. In Italia le fantasiose aspettative di questi giorni sul ritorno all’agricoltura avrebbero comunque un influsso limitato sul Pil, dato che l’incidenza del settore agricolo non supera il 2%. Migliore il peso dell’alimentare sulle esportazioni, al secondo posto dopo l’industria meccanica, rese possibili solo da un consistente ricorso alle importazioni: il grano duro per la pasta, l’olio d’oliva e, in genere, i prodotti zootecnici, il latte, i semilavorati, i formaggi e le carni con capi vivi. Ma anche alimenti per il bestiame, con un deficit che per la soia è del 92% e per il mais, di cui un tempo eravamo autosufficienti, del 40%. Il bene del Paese richiede un vasto piano di sviluppo e di incentivi per l’agricoltura per far crescere la produttività, grazie all’introduzione di metodi innovativi che ora invece sono frenati. Bisogna ricorrere

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Economy  ECONOMIA

DOBBIAMO RICORRERE AGLI INVESTIMENTI SFRUTTANDO I MECCANISMI FINANZIARI EUROPEI guire fumosi sogni di agricolture alternative figlie dell’anti-scienza o di miopi regole sulle pratiche agricole. Dobbiamo tornare a un’agricoltura sostenibile e avanzata sorretta dal vero progresso scientifico. Solo così si aiuterà la ripresa e la tenuta, anche sociale, del Paese. Ad un’Europa forte serve un’agricoltura forte.

Non basta comprare italiano

a ingenti investimenti sfruttando i meccanismi finanziari europei. Ripensare la nuova Pac dopo l’inatteso ritorno al passato nella società, nell’economia e

nelle vite degli europei. Avere il coraggio di sostenere il settore primario anche per ragioni di sicurezza strategica. È giunto il momento di smettere di inse-

Che si debba investire in un’agricoltura 4.0 risulta palese anche a fronte di un’altra considerazione. Durante la prima parte dell’epidemia, quando eravamo noi italiani ad essere considerati colpevoli di aver portato il “male” in Europa, abbiamo assistito a tentativi di mettere al ban-

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Economy  ECONOMIA

È URGENTE SOSTENERE CHI ESPORTA E CHI PRODUCE PER IL MERCATO INTERNO

dal fatto che noi abbiamo già tutto quello che ci serve. Così facendo - secondo molti - si sosterrebbe la nostra vacillante economia e si vivrebbe meglio. Insomma, il messaggio parte dalla difesa dell’Italia e dei suoi prodotti e si conclude con la convinzione che “possiamo farcela”.

do il nostro made in Italy alimentare. Che fosse il nostro cibo un vettore per il coronavirus? Fonti autorevoli come l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), il Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie (Ecdc), l’Istituto federale tedesco per la valutazione del rischio (BfR) e l’Oms lo hanno prontamente e categoricamente smentito. Ciò nonostante, in Italia ci siamo uniti contro un’ingiusta persecuzione nei nostri confronti, da cui è scaturito un invito alla compattezza, a rafforzarsi reciprocamente, a riscoprire antiche virtù, a ricordare i grandi meriti del nostro popolo. Da qui, l’esortazione a comprare solo alimentari italiani prodotti da aziende italiane, evitando quelli esteri, di frequente pessime imitazioni dei nostri, persuasi

L’esortazione ha risvolti psicologici importanti ma, per evitare reazioni controproducenti di fronte alla realtà dei fatti, occorre aggiustare il tiro. L’Italia produce prodotti agricoli e cibi di grande qualità. La sua agricoltura ha caratteristiche uniche che ne fanno una delle migliori al mondo. Siamo, a seconda dei metodi di calcolo utilizzati, la prima o la seconda agricoltura europea come quantità e valore di produzione. Ma non è sufficiente, perché dobbiamo importare un elevato quantitativo di prodotti agricoli e alimentari. La nostra bilancia commerciale è strutturalmente in passivo nonostante sia alimentata da un’agricoltura la cui produttività nel tempo ha continuato ad aumentare, offrendo quantità crescenti di prodotti per soddisfare una popolazione

Aggiustiamo il tiro

più che raddoppiata in un secolo e consumi pro capite che si sono sviluppati del 50% nello stesso periodo. Una corsa difficile da vincere, perché il traguardo si sposta sempre più in avanti. La componente dei prodotti dell’industria alimentare è cresciuta di più e, dopo essere stata per decenni in passivo, dal 2015 è in attivo. Ciò rende sostenibile il passivo della componente agricola, riducendo il saldo in rosso. Le esportazioni di prodotti agroalimentari sono oggi uno dei veri motori della nostra economia.

No al protezionismo Chi vuole rilanciare il sistema agricolo ha buone ragioni, ma sbaglia se pensa che dobbiamo chiuderci in noi stessi e consumare solo “italiano”, perché non ce n’è abbastanza per tutti e non potremmo contare sugli introiti delle esportazioni. Una posizione protezionistica avrebbe il duplice effetto negativo di rendere il cibo in Italia meno abbondante e più costoso. Infine non dimentichiamo che se facessimo i “piccoli Trump” provocheremmo nei partner mondiali gravi ritorsioni verso i gioielli del nostro alimentare, che espor-

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Economy  ECONOMIA

PREPARIAMOCI AL DOPO VIRUS CON POLITICHE DI RILANCIO E DI SUPPORTO ALLE ATTIVITÀ tiamo con grande orgoglio e tanto vantaggio economico. Anche nel settore alimentare, come nel resto dell’industria manifatturiera, la seconda in Europa, di cui l’Italia è geniale trasformatrice di materie prime che non sempre dispone a sufficienza. In molti comparti di punta dell’export alimentare siamo vincolati alle importazioni: acquistiamo olio d’oliva per esportarne a prezzi superiori, grano duro per ragioni tecniche e per supportare l’export di pasta, bestiame, latte, carni e alimenti zootecnici per esportare formaggi e salumi di pregio. Così si forma il valore aggiunto che poi resta in Italia e crea lavoro e ricchezza. Allora difendiamoci, ma non con una rancorosa autarchia da crescita

zero, ma con politiche di rilancio e di supporto alle attività per il dopo virus, quando la nostra Italia dovrà rialzarsi. Per essere pronti subito, mentre piangiamo per i lutti e lamentiamo i danni, occorre sostenere le imprese che producono per l’interno e quelle che esportano, dare impulso alla produttività agricola con l’innovazione e la semplificazione dei vincoli burocratici, creare intese dentro le

filiere per massimizzare l’uso della materia prima nazionale e favorire l’esportazione, stimolare l’innovazione nell’alimentare. Ci difendiamo tutti se ci prepariamo per tempo... e non solo a parole. Dario Casati Ringraziamenti Si ringrazia Georgofili INFO (www.georgofili.info.it) per la preziosa collaborazione

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SISTEMI DI DISINFESTAZIONE Pest management

Protocollo per il collaudo di un entoleter Protocol for testing entoleter

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Pest management SISTEMI DI DISINFESTAZIONE

di Paolo Guerra(1), Annalisa Cagnola(2) e Luciano Süss(3) Nopest®, consulenze per la sicurezza igienico sanitaria e la qualità, Ravenna (2) Laboratorio di Entomologia Applicata Agroblu (LEAA), Milano (3) Già Professore Ordinario di Entomologia Agraria all’Università di Milano

QUESTO STRUMENTO PUÒ SALVARE LE FARINE DAL TRIBOLIUM THIS TOOL CAN SAVE FLOUR FROM TRIBOLIUM

I MOLINO RIEPER – GIORNATA TECNICA ANTIM 2019

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This field test was conducted to evaluate the effectiveness of the impact action of an infestation destroyer, installed in the milling plant right before the flour packaging process, in preventing the hatch of Tribolium confusum (J. DuVal) eggs. Two lots of flour (lot A and B) were both infested with about 2800 T. confusum eggs. Lot A was subjected to treatment at the mill, while lot B remained at the laboratory in controlled conditions (untreated). Lots A and B were incubated for 27 days (27±2°C, 50±10% RH), then the flour was manually sifted, searching for the presence of larvae, pupae or adults of T. confusum. No individuals (neither dead or alive) were found in residues from lot A sifting, while in residues from lot B were found vital individuals, with an eggs hatching percentage of 35,8%. The impact infestation destroyer tested in field at the specific experimental conditions given, including “entoleter” technical characteristics (eg. rpm), velocity of flour flow (ton/h) and device position, has proved to be completely effective in preventing eggs hatch from flour infested by this insect species.

l Tribolium confusum   (FOTO 1) o, più comunemente, Tribolio della farina, è un insetto appartenente all’ordine dei Coleotteri che infesta tipicamente derrate polverulente e ricche di amidi, quali farina, semola e crusca. Si trova spesso nei molini e nelle industrie alimentari, dove attacca prodotti di diverso genere conservati in silos e magazzini. Per eliminare le uova di questo infestante, nei moderni complessi molitori e talvolta anche all’interno di aziende a- FOTO 1 - Adulto limentari di trasformazione, di Tribolium spp.

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Pest management SISTEMI DI DISINFESTAZIONE

vengono utilizzati dei macchinari, gli entoleter (FOTO 2), in cui la farina transita ad alta velocità attraverso una girante costituita da tondini cilindrici in acciaio, subendo un impatto tale da rompere le uova degli insetti potenzialmente presenti. L’impiego di questo macchinario rappresenta un importante pre-requisito igienico sanitario molto apprezzato dall’industria di trasformazione, in quanto garantisce l’assenza o, perlomeno, la minima presenza di uova di insetto che si potrebbero schiudere all’interno del prodotto

(ad esempio durante le fasi di conferimento o di stoccaggio), se poste in condizioni favorevoli per il loro sviluppo. Gli entoleter hanno dimensioni e caratteristiche variabili che devono essere idonee ai processi e alla portata dell’impianto molitorio in cui verranno installati, in quanto un dispositivo sopra o sotto dimensionato non sarebbe in grado di garantire un’adeguata azione ovicida. Al fine di massimizzarne l’efficacia, è necessario valutare il loro utilizzo in un punto strategico del processo di produzione,

FOTO 2

che deve essere stabilito in relazione alla fase produttiva (stoccaggio, confezionamento, ecc.) e a fattori quali il tempo di permanenza del prodotto nei silos e gli spazi disponibili nei locali.

Un protocollo che fa scuola Gli autori, in collaborazione con un primario impianto molitorio italiano specializzato nella produzione biologica, hanno condotto uno studio per testare l’efficacia dell’azione esercitata da una macchi-

- Macchinario a impatto rotante ovicida (entoleter)

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Pest management SISTEMI DI DISINFESTAZIONE

na ad impatto meccanico (entoleter) sulla farina infestata da uova di Tribolium confusum. Il lavoro ha il duplice scopo di: • validare il processo di eliminazione delle uova di questo insetto attraverso la macchina ad impatto inserita all’interno di questo specifico impianto molitorio, dando conferma al molino del corretto posizionamento e dimensionamento dello strumento in relazione alle portate e ai flussi di farina; • proporre un protocollo di collaudo per questi macchinari ad impatto applicabile per validare lo strumento a vantaggio sia dei costruttori che degli impianti molitori che decidano di installarlo, soprattutto nel caso in cui il contesto non permetta il rispetto dei requisiti indicati nelle schede tecniche. La prova sul campo, che pone le basi per la stesura di un protocollo utilizzabile per il collaudo del macchinario, è stata impostata per valutare all’interno del molino l’efficacia ovicida del dispositivo meccanico sulle uova di Tribolium confusum. Per tale motivo è stato studiato il diagramma di flusso di questo impianto, al fine di introdurre un lotto di farina infe-

Il molino e gli impianti sono stati trattati con elevate temperature sette giorni prima della prova

stata, con un numero noto di uova, nei quantitativi e con velocità di immissione tali da simulare la reale portata di farina normalmente utilizzata per la produzione molitoria. La prova è stata condotta prelevando immediatamente il lotto di farina infestata in uscita dalla macchina ad impatto, in modo da evitare la conta-

minazione degli impianti e delle produzioni successivamente alla prova e per consentire di effettuare i controlli e le analisi necessarie dopo il trattamento. La validazione dell’efficacia di un simile strumento deve essere rappresentata in termini percentuali, evidenziando la percentuale di uova schiuse nella farina sot-

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Pest management SISTEMI DI DISINFESTAZIONE

che della prova in modo tale da evitare la schiusa delle uova prima dell’introduzione della farina infestata nell’impianto. Le farine utilizzate per i lotti da testare sono state prodotte nello stesso impianto molitorio e preventivamente disinfestate mediante l’impiego di fosfina (PH3), alle dosi previste dall’etichetta del formulato utilizzato, a base di fosfuro di magnesio. Ciò ha garantito l’assenza di uova vitali su tali matrici.

Preparazione della farina

Le farine sottoposte alla prova sono state prima trattate con fosfuro di magnesio per evitare la presenza di uova

toposta al trattamento, rapportata alla percentuale di schiusa di quelle introdotte nella farina mantenuta in condizioni di laboratorio; per questo motivo è stato necessario utilizzare dei lotti di farina privi di infestazioni pregresse. Le uova presenti nei lotti da testare devono essere esclusivamente quelle inoculate in laboratorio e non quelle eventualmente presenti all’interno degli impianti o nelle farine utilizzate.

48 ore allo scopo di garantire la mortalità di tutti gli stadi vitali eventualmente presenti. Si può quindi ritenere assolutamente certa l’assenza di uova all’interno dei condotti interessati dal passaggio delle farine infestate. In laboratorio sono stati predisposti gli allevamenti di Tribolium confusum impostando le tempisti-

Per la prova sono state utilizzate uova deposte da adulti di Tribolium confusum allevati in laboratorio in condizione controllate, ad una temperatura di 27±2 ° C e umidità relativa 50%±10. Sono stati utilizzati 10 kg di farina precedentemente sottoposta a trattamento con fosfina. Il campione è stato suddiviso in due lotti da 5 kg ciascuno (lotta A e lotto B), poi sottoposti a infestazione controllata. Per ciascun lotto è stato prelevato un sottocampione di 1 kg di farina (1A e 1B), che è stato infestato (FOTO 3) ponendo nel substrato 200 adulti di Tribolium confusum per 4 giorni. In condizioni di laboratorio, ogni femmina di Tribolium confusum depone in media 7 uova al giorno alla temperatura di 27,5° C con il 70% di umidità relativa (Ahmady et al., 1962). Supponendo che la popolazione introdotta abbia una sex ratio di 1:1, si è stimato che, a fine deposizione, in ciascun lotto sarebbero state presenti circa 2.800 uova. Dopo 4 giorni di incubazione gli adulti sono stati separati dalla farina (FOTO 4) mediante una lenta setacciatura manuale.

Focus sul test Per quanto sopra espresso, la prova è stata eseguita all’interno del molino poco dopo un trattamento straordinario di pulizia e di disinfestazione preventiva dell’intero complesso. La struttura e i relativi impianti, compresi quelli interessati dalla prova di efficacia, sono stati sottoposti a trattamento con calore 7 giorni prima del passaggio della farina infestata, portando la temperatura a 50° C per

- Infestazione della farina dei lotti A e B con adulti di Tribolium

FOTO 3

FOTO 4 - Separazione degli insetti dalla farina mediante setacciatura dopo l’ovideposizione

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Pest management SISTEMI DI DISINFESTAZIONE

FOTO 5

- Miscelazione del lotto A di 5 kg con altri 15 kg di farina eseguita in molino prima dell’introduzione negli impianti

Dal sottocampione 1B di 1 kg è stata prelevata un’aliquota di 100 g di farina infestata (Aliquota 1), che è stata incubata a 27±2° C con umidità relativa 50%±10, al fine di determinare la percentuale di schiusa delle uova.

Al termine della procedura di infestazione, i sottocampioni 1A e 1B sono stati reintrodotti, tramite accurata miscelazione, nei rispettivi lotti originari. Il lotto A (5 kg) è stato destinato alla prova sul campo, mentre il lotto B (5 kg) è stato tratte-

nuto e incubato presso il laboratorio come testimone non trattato alle stesse condizioni sopra descritte. Il campione da sottoporre a trattamento meccanico (lotto A) presso lo stabilimento è stato trasportato in loco all’interno di un imballo refrigerato, in modo da bloccare o rallentare lo sviluppo delle uova fino al momento del passaggio attraverso la macchina ovicida. La farina infestata è stata imballata in una confezione di polistirolo coibentata provvista di ice packs (precedentemente congelati a -20° C) posti non a diretto contatto con il prodotto. All’interno del contenitore è stato inoltre inserito un termometro con sonda, che ha registrato la temperatura durante tutte le fasi di trasporto (andata e ritorno), per verificare che la farina non fosse esposta a temperature critiche (favorevoli o anche eccessivamente sfavorevoli) per lo sviluppo.

La macchina ovicida - Introduzione di 20 kg di farina nell’impianto prima della macchina a impatto entoleter FOTO 6

Nel molino oggetto della prova sul campo sono presenti 2 macchine ad impatto rotante con azione ovicida dotate di un

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Pest management SISTEMI DI DISINFESTAZIONE

rotore da 510 mm funzionante a 2.900 giri/minuto e di un motore da 18,5KW a 2 poli. Lo strumento, per il suo adeguato utilizzo, richiede una portata della farina compresa fra le 6 e le 10 t/h. I due dispositivi ad azione ovicida sono stati collocati: • il primo al termine del processo di macinazione, sul transito della farina (portata di 10 t/h) che giunge ai sili di stoccaggio; • il secondo dopo lo stoccaggio, sul transito della farina (portata di 6 t/h) prima del processo di confezionamento nei sacchetti da 1 kg. Con riferimento alla metodologia Haccp (Hazard Analytics and Critical Control Point), si è stabilito di effettuare la prova di efficacia solamente sul secondo macchinario, ovvero, quello collocato prima della linea di confezionamento, poiché risulta l’ultimo processo a garanzia igienica del prodotto prima dell’immissione al consumo.

Il criterio di introduzione della farina testata, poco più di 1,5 kg/sec, è stato quello di simulare la velocità degli impianti

Esecuzione del test Per rendere rappresentativo il flusso della farina infestata negli impianti, è stato necessario operare con un lotto di farina

di 20 kg, pertanto i lotti A e B infestati sono stati miscelati ognuno con altri 15 kg di farina, anch’essa precedentemente fumigata con fosfina, per evitare di intro-

Buratto di sicurezza spento, a monte dell’entoleter, all’interno del quale è stata introdotta la farina testata

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Pest management SISTEMI DI DISINFESTAZIONE

FOTO 7 - Recupero della farina dagli impianti subito dopo il passaggio nell’entoleter

durre nel sistema sperimentale uova di insetti presenti da infestazioni pregresse. Il lotto A è stato miscelato lo stesso giorno della prova presso il molino (FOTO 5), mentre il lotto B è stato miscelato nel laboratorio. Questa pratica è stata adottata su entrambi i lotti al fine di applicare il medesimo trattamento di miscelazione anche al campione trattenuto in laboratorio. Per valutare se la procedura di miscelazione potesse compromettere la vitalità delle uova, è stata prele-

vata un’aliquota di 100 g dal lotto B (Aliquota 2) giacente in laboratorio. Questa è stata incubata a 27±2° C con umidità relativa di 50%±10, allo scopo di verificare la percentuale di schiusa post miscelazione per valutare le possibili interferenze di questa attività con la schiusura. Nell’impianto molitorio il lotto A è stato introdotto attraverso lo sportello laterale di un buratto di sicurezza spento che porta al dispositivo a impatto meccanico ad azione ovicida, cercando di ot-

- Pesatura della farina recuperata dopo il passaggio nell’entoleter

FOTO 8

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à IT V O N S W E N à IT V O N N OV IT à N E W S TECHNOBINS ha acquisito la rappresentanza in esclusiva per l’Italia di SIMEZA (primaria azienda spagnola per la costruzione di sili ondulati, con sede a Saragozza). Con questa operazione TECHNOBINS è diventata l’unica azienda sul mercato italiano a poter realizzare tutti i tipi di silos metallici per lo stoccaggio di materia prima in grani. La professionalità di TECHNOBINS consentirà di proporre il prodotto più adatto per ogni esigenza.

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Pest management SISTEMI DI DISINFESTAZIONE

FOTO 9

tenere le stesse condizioni di portata della farina in cui lo strumento viene normalmente impiegato. Al fine di simulare le reali condizioni di trasporto della farina all’entoleter, la partita di 20 kg di farina infestata è stata introdotta manualmente (FOTO 6) in 30 secondi (alla velocità di circa 1,66 kg al secondo), in modo tale da rispettare la portata indicata nella scheda tecnica del dispositivo e quella realistica adottata dall’impianto (6 t/h). Subito dopo il passaggio attraverso il macchinario ovicida, il lotto A è stato raccolto (FOTO 7), pesato per verificare che corrispondesse al quantitativo originario (FOTO 8) e spedito al laboratorio nello stesso imballaggio precedentemente descritto, provvisto di termometro (FOTO 9).

- Spedizione al laboratorio delle farine testate nell’impianto molitorio

molino, è stato codificato e suddiviso in 4 aliquote da 5 kg/cad. (FOTO 10), che sono state messe in incubazione per 27 giorni a 27±2° C e umidità relativa di 50±10%. Ogni aliquota è stata successivamente setacciata manualmente e il residuo esaminato allo stereoscopio (FOTO 11). L’aliquota 1 (FOTO 12), prelevata dal lotto B allo scopo di determinare la percentuale di schiusa delle uova deposte nella farina, è stata setacciata manualmente e il residuo sottoposto ad esame allo stereoscopio (FOTO 13) per rilevare l’effettiva

presenza di forme vitali (larve, pupe o adulti) di Tribolium confusum. Anche l’aliquota 2 di farina proveniente dal lotto B non sottoposto a trattamento (FOTO 14) è stata setacciata esaminando il residuo allo stereoscopio (FOTO 15) per verificare la percentuale di schiusa delle uova nel campione dopo l’attività di miscelazione. L’efficacia del passaggio attraverso la macchina a impatto ovicida è stata calcolata esprimendo come percentuale il numero di uova schiuse in seguito al trattamento della farina, in relazione alla

Il controllo in laboratorio Al ricevimento del lotto A in laboratorio, la temperatura registrata dal termometro inserito nel contenitore di trasporto è risultata compresa tra 14,9° e 33,9° C, range pienamente compatibile con lo sviluppo di Tribolium confusum. Il lotto A di 20 kg, miscelato e trattato presso il

FOTO 10 - Uno dei quattro contenitori da 5 kg di farina del lotto A trattata e incubata

- Residuo di setacciatura della farina trattata post incubazione privo di forme vitali

FOTO 11

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Pest management SISTEMI DI DISINFESTAZIONE

percentuale di schiusa delle uova inizialmente introdotte tramite processo di infestazione controllata.

Conclusioni Nella TABELLA 1 è riportato il numero di individui ritrovati nel residuo di setacciatura manuale di ciascun lotto e di ciascuna aliquota di farina infestata da uova di Tribolium confusum. Nel residuo di setacciatura ottenuto da ognuno dei 4 campioni da 5 kg del lotto A sottoposto a trattamento nel macchinario non è stato rinvenuto alcun individuo (vitale o non vitale), pertanto il trattamento è risultato idoneo, alle condizioni note, nell’impedire la schiusa delle uova di Tribolium confusum (percentuale di schiusa del trattato= 0%). Nel residuo di setacciatura delle aliquote di farina del lotto B non trattato sono invece state ritrovate larve e pupe che hanno dimostrato la vitalità delle uova schiuse in condizioni di laboratorio TABELLA 2. È stata calcolata una percentuale di schiusa pari al 58,6% per la farina non sottoposta a miscelazione, mentre per quella miscelata questo è risultato pari a 35,8%. La prova ha quindi permesso di dimostrare come la procedura di miscelazione della farina effettuata in laboratorio, controllata tramite l’estrazione dell’aliquota 2, abbia influenzato negativamente la percentuale di schiusa, compromettendo la vitalità del 22,8% delle uova presenti. A fronte del protocollo di collaudo applicato alle condizioni e con i TABELLA 1

FOTO 12 - Aliquota 1 pre-miscelazione per verificare la vitalità delle uova deposte

FOTO 13 - Residuo di setacciatura dell’aliquota 1 visto allo stereoscopio con larve di Tribolium quale indice per la determinazione del tasso di vitalità delle uova deposte

- Aliquota 2 post miscelazione per verificare l’influenza di questa attività sulla percentuale di schiusa

FOTO 15 - Residuo e pupe di Tribolium, indici della percentuale di schiusa post miscelazione.

FOTO 14

INFESTANTI RITROVATI NEL RESIDUO DI SETACCIATURA MANUALE DI CIASCUN LOTTO E ALIQUOTE DI FARINA INFESTATA DA UOVA DI TRIBOLIUM

SIGLA

FARINA SETACCIATA

A1

5 kg

A2

DESCRIZIONE E TRATTAMENTO

LARVE/PUPE TROVATE

STATO

Miscelazione e passaggio attraverso la macchina a impatto

0

ND

5 kg

Miscelazione e passaggio attraverso la macchina a impatto

0

ND

A3

5 kg

Miscelazione e passaggio attraverso la macchina a impatto

0

ND

A4

5 kg

Miscelazione e passaggio attraverso la macchina a impatto

0

ND

Aliquota 1

100 g

Estrazione dal lotto B di 1 kg non sottoposto a trattamento né a miscelazione

164

Vitali

Aliquota 2

100 g

Estrazione dal lotto B di 20 kg sottoposto a miscelazione ma non a trattamento

5

4 vitali 1 non vitale

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Marzo 2009 / MOLINI

d’Italia


Pest management SISTEMI DI DISINFESTAZIONE

TABELLA 2

INFESTANTI RITROVATI NEL LOTTO NON SOTTOPOSTO A ENTOLETER

LOTTO B: QUANTITÀ TESTIMONE DI FARINA NON TRATTATO CAMPIONATA

NUMERO DI UOVA INTRODOTTE (STIMA)

QUANTITÀ DI FARINA SETACCIATA

NUMERO DI UOVA SCHIUSE

N. INDIVIDUI VITALI NEL CAMPIONE (STIMA)

PERCENTUALE DI UOVA SCHIUSE

Aliquota 1 pre-miscelazione

1 kg

2.800

100 g

164

1.640

58,6%

Aliquota 2 post miscelazione

20 kg

2.800

100 g

5

1.000

35,8%

parametri indicati nel presente rapporto, l’utilizzo del macchinario a impatto rotante ad azione ovicida entoleter (con rotore di 510 mm e correttamente funzionante a 2.900 giri/min.), idoneo per portate di farina comprese fra 6 e 10 t/h e inserito in un processo di lavorazione molitoria con una portata effettiva di 6 t/h in ingresso, è risultato efficace in misura del 100% nell’impedire la schiusa delle uova di Tribolium confusum presenti nel substrato. Prove di validazione simili a quella sopra descritta dovrebbero essere condotte in ogni impianto molitorio in seguito all’installazione della macchina a impatto, tenendo conto che le caratteristiche riportate sullo

strumento devono essere adeguate al processo in cui sono inserite. Deve essere inoltre considerato che le uova appartenenti a differenti specie di insetto possono presentare una diversa resistenza all’azione meccanica del dispositivo ovicida, anche in relazione al tipo e alle caratteristiche del macchinario impiegato; pertanto, i risultati ottenuti utilizzando uova di Tribolium confusum potrebbero differire da quelli ottenuti impiegando, ad esempio, uova di Cryptolestes ferrugineus, Plodia interpunctella o Ephestia kuehniella. Paolo Guerra, Annalisa Cagnola, Luciano Süss

Ringraziamenti Si ringrazia il Molino Sima di Argenta (Fe) e, in particolare, il direttore Giuseppe Ciani per aver cortesemente concesso i propri impianti per la realizzazione della prova, il Sig. Cristiano Vanzini, la Dr.ssa Cristina Vitali e il Dr. Matteo Bertacchini per l’assistenza e la disponibilità mostrate durante l’esecuzione della prova in campo. Nota Il dispositivo testato è il Mod. BSIA510 costruito da Defino & Giancaspro, Gravina in Puglia (Ba)

BIBLIOGRAFIA Abdullah Ahmady, Zainullah Hazim, Najibullah Rahmatzai, Magdi AA Mousa, Ahmed A Zaitoun,1962. Effect of temperature on the biology of flour beetle, Tribolium confusum Jacquelin du Val (Coleoptera: Tenebrionidae) in the laboratory. International Journal of Zoology Studies. Volume 2; Issue 1; January 2017; Page No. 39-42.

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LE AZIENDE INFORMANO  Supplier  news

Cereale sano per farine biologiche di alta qualità

L

a forte richiesta di cereali biologici per la produzione alimentare sta determinando un importante riassetto dell’intera filiera cerealicola. Oggi l’agricoltura biologica italiana gode di ottima salute grazie alla costante crescita della domanda da parte dei consumatori e al sempre maggiore interesse delle istituzioni sia nazionali che comunitarie. Tale scenario è supportato da dati concreti: il SINAB (Sistema d’Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica) stima la superficie nazionale dedicata ai cereali sui 3,5 milioni di ettari e, di questi, circa il 9% sono destinati alle produzioni bio. All’interno di questa quota molto significativa, grano duro e tenero si contendono il primato. Purtroppo anche in questo nuovo ambito i parassiti delle derrate non trovano ostacoli nel danneggiare merci pregiate e dall’indiscusso valore aggiunto; se non vengono intraprese le opportune misure di salvaguardia, le perdite quantitative e qualitative risulteranno molto gravi. Newpharm Cereal Storage sostiene la filiera cerealicola biologica con tutte le soluzioni autorizzate dal Ministero competente, sia per quanto riguarda la gestione ambientale che per la delicata fase della conservazione delle merci.

I parassiti delle derrate I principali responsabili degli attacchi alle granaglie stoccate sono insetti appartenenti all’ordine dei coleotteri e dei lepidotteri. Tra i coleotteri ricordiamo i vari punteruoli (Sitophilus spp.), la Rhyzopertha dominica, i silvani, i triboli e il Prostefano, mentre tra i lepidotteri più del 90% delle infestazioni è causato dalla Tignola fasciata (Plodia interpunctella). Gli entomologi suddividono gli artropodi delle derrate in due macrocategorie: infestanti primari e infestanti secondari. Gli infestanti primari sono gli unici in possesso delle caratteristiche per scalfire la

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1 granella integra e tra questi spiccano i punteruoli, il Prostefano, il Cappuccino dei cereali (Rhyzopertha dominica) e la Tignola fasciata. Gli infestanti secondari, invece, convergono sulla derrata solo in un secondo momento per alimentarsi dei detriti provocati dai primari “apripista” (FOTO 1).

to, nessun insetto o acaro può accedervi per nutrirsi dei detriti o trovare punti di annidamento. In fase di carico il prodotto non deve essere rimosso in quanto non rilascia alcuna tipologia di residuo.

Gestione dei sili di stoccaggio

L’ambiente di stoccaggio può essere costituito da un silos verticale o da un magazzino piano. Le regolari operazioni di pulizia e disinfestazione rappresentano il fulcro dei protocolli preventivi per contrastare la presenza degli artropodi infestanti. Alla vigilia della mietitura, le temperature particolarmente miti favoriranno lo sviluppo degli insetti delle derrate; di conseguenza, la compartimentazione delle eventuali partite di cereale rimaste e la pulizia generale degli ambienti sono operazioni di primaria importanza. Soprattutto l’asportazione delle polveri contribuisce in prima linea a contrastare

Lo stoccaggio delle granaglie avviene sempre più frequentemente all’interno di enormi sili verticali in metallo. Durante il periodo di vuoto è opportuno schermare le pareti dei sili per evitare la colonizzazione da parte degli insetti. Questo effetto “schermante” è assicurato dal ProCrop, una polvere totalmente naturale ed ecocompatibile che può essere applicata all’interno dei sili vuoti attraverso comuni dispensatori di polveri o sistemi di aerazione. Rimanendo attivo per l’intero periodo in cui il silos resta, anche parzialmente, vuo-

La corretta gestione ambientale


Supplier  news  LE AZIENDE INFORMANO

l’insorgenza di infestazioni. Infatti, sono sufficienti pochi grammi di polvere o qualche cariosside confinata negli angoli per sfamare un’intera colonia di insetti. Per una bonifica ottimale degli ambienti di stoccaggio bio, la soluzione di riferimento è sicuramente il Pygrain. Costituito da piretrine naturali di origine biologica, esercita un potere snidante eccezionale e abbatte senza compromessi la carica infestante, acari compresi. Applicato nell’ambiente attraverso normali nebulizzatori manuali, è consigliabile insistere nelle fessure, negli angoli e nei luoghi dove è ragionevole presupporre la loro presenza. Per disinfestazioni che coinvolgono l’intero volume ambientale, il Pygrain può essere applicato per fumigazioni con i nebulizzatori elettrici e anche con i nebbiogeni.

Trattamento diretto della merce in ingresso L’operazione più importante riguarda il trattamento diretto delle granaglie biologiche in ingresso nel sito di stoccaggio. Dopo essere stata sottoposta a regolare pulitura meccanica, la merce biologica può essere sottoposta al trattamento diretto con il Pygrain durante il transito all’interno dei nastri trasportatori. Nonostante contenga esclusivamente piretrine naturali estratte da crisantemi, dunque senza alcuna forma di sinergiz-

zante, il Pygrain non esaurisce istantaneamente la sua attività, ma preserva il cereale per le settimane successive grazie al suo intimo legame con le cariossidi di cereale. Attualmente è l’unico prodotto fitosanitario biologico consentito per il trattamento diretto di tutti i cereali e dei relativi ambienti che li accolgono.

Dai fondali marini una risorsa per ambienti e derrate Di recente hanno fatto il loro ingresso sul mercato diverse polveri inerti di dubbia provenienza per la lotta diretta agli infestanti. L’unica polvere biologica regolarmente iscritta nella banca dati dei fitosanitari registrati per il controllo dei parassiti delle derrate è il SilicoSec (FOTO 2). Questo fitosanitario è costituito esclusivamente da Terra di diatomee, una polvere ricavata dal carapace di alghe unicellulari depositate nei fondali. La Terra di diatomee, a sua volta, è composta per circa il 90% da diossido di silicio e per la rimanente parte da altri minerali, matrice organica, quarzo, calcio e magnesio carbonato. La struttura tridimensionale di questa polvere finissima e amorfa, dall’aspetto simile al talco, evidenzia degli aculei e dei margini piuttosto taglienti che determinano delle abrasioni letali sulla cuticola degli insetti causando una rapida disidratazione. Attivo in particolare su insetti striscianti e acari, agisce meccani-

2 camente e per un tempo indefinito. I dati disponibili in letteratura evidenziano l’efficacia di SilicoSec contro coleotteri quali punteruoli, silvani, triboli e anche su infestanti di dimensioni più ridotte come la Rhyzopertha dominica. SilicoSec presenta una densità molto bassa dovuta alla leggerezza del materiale di cui è costituito e, pertanto, aderisce senza difficoltà al corpo dell’infestante e finisce per depositarsi negli spazi intersegmentali senza lasciargli scampo. Il maggior impiego del prodotto avviene all’interno dei magazzini piani, per i quali sono stati studiati sistemi “ad hoc” per la loro dispersione in fase di pre-stoccaggio. Tuttavia, Newpharm Cereals Storage ha progettato attrezzature all’avanguardia (Dust Cereal San) che applicano la polvere anche all’interno dei nastri di trasporto del cereale, per facilitare il loro trattamento diretto. SilicoSec non deve essere rimosso dal cereale prima dalla macinazione in quanto non rilascia alcun residuo pericoloso (FOTO 3). A differenza del piretro naturale, che esercita un’azione abbattente immediata, la Terra di diatomee richiede un maggiore lasso di tempo per provocare la morte degli infestanti, che risulterà tanto minore quanto saranno rapidi i loro spostamenti. Per approfondimenti: Dott. Stefano Cherubin Dip. Ricerca & Sviluppo Newpharm

3

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LE AZIENDE INFORMANO  Supplier  news

3U VISION: è il momento di cambiare visione

A

ntonio Uzzo (foto) è nel mondo della selezione fin dal 1979; dal 1985 al 2012 è stato titolare e amministratore unico di SEA, azienda leader in Italia nel settore Vision. Nel 2012, quando SEA è confluita nella multinazionale danese Cimbria, Uzzo ne ha ricoperto il ruolo di Ceo fino a dicembre 2018, anno delle sue dimissioni, con eccellenti risultati. Nel 2019, la costante ricerca di soluzioni tecnologiche innovative lo ha spinto a creare un team di professionisti e fondare 3U VISION, di cui è proprietario e amministratore unico, con l’obiettivo di ridefinire ancora una volta gli standard qualitativi del settore. Non è stato facile trovare le persone giuste ma, alla fine, la squadra è stata for-

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mata: professionisti di provata capacità ed esperienza nel campo della visione, che fanno della ricerca il loro modus vivendi. All’interno di questo team non potevano certo mancare i figli di Antonio Uzzo, Andrea e Stefano, che da molti anni operano nel business delle selezionatrici; importanti, poi, le collaborazioni con la facoltà di Biofotonica dell’Università La Sapienza di Roma, con l’Alma Mater Studiorum dell’Università di Bologna e con numerose aziende leader nel settore dei sistemi di visione. La sinergia fra tutte queste componenti ha portato alla creazione di FENIX, la prima selezionatrice quadricromatica al mondo disponibile addirittura con 3 frequenze InGas aggiuntive per risolvere tutti i problemi della selezione: dal colore


Supplier  news  LE AZIENDE INFORMANO

ma un optional piuttosto costoso, nella FENIX è di serie. I settori di applicazione delle tecnologie 3U VISION sono pressoché infiniti: alimentare, minerario, plastico, ambientale e ovunque sia necessario un sistema di selezione del prodotto accurato, affidabile e al top di gamma. I primi prototipi hanno richiesto oltre 6 mesi di test per non lasciare nulla al caso; sono state testate telecamere, led, elettrovalvole, utilizzando solo i materiali migliori e più affidabili. Dal prossimo luglio 3U VISION sarà in grado di iniziare la produzione in serie di FENIX con dimensioni dal singolo canale fino a 10 canali, portate orarie massime vicine alle 100 t/h di grano e un controllo fino a 7 frequenze. Questa è tecnologia e innovazione.

Rendering della selezionatrice quadricromatica FENIX

ai corpi estranei, dalla forma alla trasparenza, fino alle dimensioni. 3U Vision è una realtà nuova e flessibile che si è posta come obiettivo l’offerta di

una qualità senza compromessi, unita a un prezzo competitivo rispetto a quanto proposto da tutti gli altri player di mercato; basti pensare che l’infrarosso, di nor-

Per informazioni: 3U VISION SRL Via U. La Malfa, 20 40026 Imola (Bo) Tel. +39 0542 1881791 E-mail: info@3uvision.com Web: www.3uvision.com

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AGENDA

3/6 settembre 2020

BOLOGNA

SANA

Salone internazionale del biologico www.sana.it

14/17 settembre 2020

BARCELLONA (SPAGNA)

ALIMENTARIA

Salone internazionale dell’alimentazione www.alimentaria.com

21/24 settembre 2020

ALGERI (ALGERIA)

DJAZAGRO

Salone internazionale delle tecnologie per l’industria agroalimentare www.djazagro.com

29 settembre/ 1 ottobre 2020

NORIMBERGA (GERMANIA)

POWTECH

Salone internazionale delle tecnologie per la lavorazione delle polveri e dei prodotti granulari www.powtech.de

7/10 ottobre 2020

SAN PAOLO (BRASILE)

FISPAL TECNOLOGIA

Salone internazionale delle tecnologie per l’industria alimentare www.fispaltecnologia.com.br

18/22 ottobre 2020

PARIGI (FRANCIA)

SIAL

Salone internazionale dell’alimentazione www.sialparis.com

3/5 novembre 2020

DUBAI (EAU)

GULFOOD MANUFACTURING

Salone internazionale delle tecnologie per l’industria alimentare e delle bevande www.gulfoodmanufacturing.com

4/5 novembre 2020

TOURS (FRANCIA)

JTIC

Giornate tecniche per le industrie dei cereali www.jtic.eu

16/18 novembre 2020

ROMA

7TH WHOLE GRAIN SUMMIT Convegno sui cereali integrali www.wholegrainsummit.com

23/24 novembre 2020

VERONA

B/OPEN

Salone del biologico www.b-opentrade.com

A CAUSA DELL’EMERGENZA CORONAVIRUS LE MANIFESTAZIONI SOPRA CITATE POTREBBERO ESSERE CANCELLATE O RINVIATE AD ALTRA DATA

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LA NUOVA LAMPA

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LANDUCCI

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IV copertina

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BECKER

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BORGHI

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BÜHLER

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OCRIM PAGLIERANI

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PARTISANI

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PISA

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