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A SSOCIAZIONE  DEI   C O MUNI   T OSCANI  

               

Linee  programmatiche  per  l’attività   dell’Anci  Toscana                                    

A PPROVATO DAL     C ONSIGLIO   R EGIONALE   N ELLA     SEDUTA  DEL   1 5   D ICEMBRE     2 009  

F IRENZE –   A UDITORIUM   M ONTI  


Avvertenza

Le presenti linee programmatiche sono frutto di un lavoro compilativo realizzato esclusivamente dalla struttura di Anci Toscana, senza partecipazione, cioè, del “personale politico”, a partire dai documenti delle recenti Assemblee Congressuali nazionale e regionale e che vengono offerte all’attenzione del Consiglio Regionale, all’atto della sua prima seduta d’insediamento. Si tratta di un contributo, quindi, che non ha nessuna intenzione di considerarsi definito ne, tanto meno, definitivo. Un tentativo di riordinare gli spunti e il dibattito congressuale, cercando di declinarlo in sede toscana, con l’intento di orientare nei prossimi mesi il lavoro e l’azione dell’Associazione. Il Consiglio Regionale, nella sua piena autonomia di interpretazione e di valutazione potrà, se lo ritiene opportuno, soprattutto in relazione alla discussione sul bilancio di previsione 2010 dell’Associazione, formulare con maggiore puntualità gli indirizzi di lavoro, compito che gli deriva dalle norme statutarie.

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SOMMARIO

Avvertenza 1. Premessa

La fase difficile per il Paese

Il contesto politico istituzionale

Le risposte che può dare l’associazionismo comunale.

2. Funzioni e linee strategiche

Relazioni con la Regione: la situazione toscana

La rappresentanza politica

Le funzioni di Anci: i servizi e le aziende

Il sistema delle relazioni

La comunicazione di Anci Toscana

Strumenti e attività

3. Le decisioni

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1. Premessa La fase difficile per il Paese La crisi economica generale che si è abbattuta anche sul nostro Paese in maniera senza precedenti ricorda drammaticamente, per i suoi alti costi sociali, la grande depressione economica mondiale del '29. Se la tempesta finanziaria ed economica è passata - provocando danni ingenti al sistema economico, produttivo e sociale - l'attesa ripresa si presenta lenta e fragile. Alcuni dati. Il reddito pro capite medio dell'area Euro registrato nel 2° trimestre di quest'anno è pari a quello del 2° trimestre del 2005. Si sono persi 4 o 5 anni di ricchezza accumulata, di qualità della vita. Ci vorranno altri 10 anni per tornare a livelli di Pil del 2008. I conti pubblici hanno subìto un netto peggioramento: aumento del debito (stimato al 117% nel 2010), crollo delle entrate tributarie (- €11,9 MLD nonostante i €5,3 MLD aggiuntivi prodotti dalle misure adottate), riduzione dell'iva -7,1 % nei primi 6 mesi dell'anno rispetto al 2008, frutto di una flessione dei consumi ma anche dell'aumento dell'evasione. La diminuzione della produzione industriale quotata al – 20% e degli ordinativi scesi del – 30% oltre che dell'esportazione – 24%, si accompagnano alla caduta del -12% degli investimenti e all'aumento del tasso di disoccupazione sino al 9% (dati sole 24 ore). Il quadro economico e finanziario del Paese ci obbliga ad una visione che sappia indicare la strada per affrontare la crisi ed i suoi alti costi sociali. Il contesto politico istituzionale Stiamo vivendo una fase politica ed istituzionale che sta ridefinendo a livello globale i confini tra stato e territorio, tra pubblico e privato. Anche a seguito della crisi economica sta tramontando l'idea sbagliata secondo cui il “pubblico” è di intralcio al libero dispiegarsi del “privato”. Si torna fortemente a considerare il ruolo centrale dello Stato, degli Stati. Questo riposizionamento impone una definizione chiara del ruolo dello Stato, del nostro Stato e dei suoi compiti, all'interno di un sistema di governance che si ponga l'obiettivo di disegnare le nuove istituzioni della repubblica federale. Da decenni è aperta in Italia la questione istituzionale, siamo dentro una “transizione istituzionale infinita” che vede il succedersi di riforme - amministrative, istituzionali, costituzionali - che non portano mai alla chiusura della fase transitoria. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, durante l'udienza con i Sindaci dei giorni scorsi, ha ribadito la necessità di intervenire nel ridisegno delle istituzioni repubblicane. “C'è del troppo e del confuso” ha affermato, auspicando una semplificazione ormai improcrastinabile dell'intero sistema ed ha invitato a procedere con il superamento del bicameralismo perfetto per varare finalmente il senato federale, la camera di rappresentanza delle autonomie. Le riforme della pubblica amministrazione avviate negli anni novanta hanno creato forti potenzialità e di fatto gettato le basi per il pieno svolgersi – sostenuto dalla riforma costituzionale – del ridisegno in senso federalista del nostro assetto istituzionale. Il nuovo titolo V della Costituzione, affermando l'equiordinazione fra i livelli istituzionali, ha ampliato la potestà legislativa delle Regioni spostando la

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regolamentazione di significative materie in ambito regionale. Questo processo ha portato i Comuni ad essere protagonisti paritari, assieme allo Stato, alle Regioni ed agli altri enti locali del sistema repubblicano. In virtù dell'art.118 della Costituzione i Comuni sono diventati titolari di tutte le funzioni amministrative. Si tratta – se pienamente posto in pratica - di una sorta di ribaltamento del vecchio modello di Stato, che rende i Comuni organizzazioni comunitarie responsabili delle politiche nazionali insieme alle altre istituzioni repubblicane. All'interno di questo scenario e con queste premesse, la stagione politico-istituzionale attuale è caratterizzata ancora dall'attesa di un cambiamento dell'assetto delle relazioni fra stato e autonomie locali e dalle continue, ripetute delusioni motivate da atti che, di fatto, disattendono le aspettative e preludono ad un ritorno indietro per l'intero sistema. Risulta evidente come le forti accelerazioni del Governo in materia di fiscalità e pubblico impiego (per citarne solo due) mettono sotto pressione il mondo degli enti locali già stressato dai vincoli ormai insostenibili del patto di stabilità. Se si pensa poi alla volontà a livello nazionale di portare avanti provvedimenti legislativi relativi alle funzioni fondamentali, alle città metropolitane, ai piccoli Comuni, alla polizia locale, al codice delle autonomie, appare indispensabile rafforzare il ruolo dell'Associazione dei Comuni per renderla maggiormente adeguata alle sfide dei prossimi anni, che si preannunciano determinanti per la tenuta di tutto il sistema pubblico locale. Le risposte che può dare l'associazionismo dei Comuni. In questa prospettiva di governance rinnovata un ruolo qualificante spetta all'Anci, in quanto titolare della rappresentanza politico istituzionale esclusiva dei Comuni, sia a livello centrale che regionale. Il presidente Chiamparino a Torino durante il Congresso nazionale dello scorso 7 ottobre, ha chiesto espressamente l'inserimento di una norma nel Codice delle Autonomie che sancisca questo ruolo di Anci come soggetto istituzionalmente deputato alla rappresentanza dei Comuni nei confronti di Stato e Regioni. Anci deve candidarsi ad essere luogo di creazione e diffusione di processi di innovazione, il più pregiato e il più efficace, rivestendo i panni di Agenzia per lo sviluppo dei Comuni, in grado di sostenerli nella piena attuazione delle riforme istituzionali e organizzative. 2. Funzioni e linee strategiche dell’Associazione Relazioni con la Regione: la situazione toscana Il rapporto con la Regione (le Regioni) è l’elemento che ha accresciuto di più lo spazio politico e le responsabilità (i poteri) delle Anci regionali nell’ultimo decennio. Il rapporto con la Regione Toscana rappresenta l'ambito inevitabilmente strategico sia dal punto di vista istituzionale che dal punto di vista delle risorse che possono essere intercettate a supporto di progetti e attività a favore dei Comuni e dell'Associazione. Anci Toscana partecipa attivamente al Tavolo di concertazione istituzionale e al Tavolo di concertazione generato dal Patto per lo sviluppo e collabora inoltre attivamente ai lavori del Consiglio delle autonomie locali. Rapporti diretti sono intrattenuti con vari dipartimenti e assessorati della Regione Toscana, rapporti finalizzati all’approfondimento di tematiche specifiche e alla collaborazione per singole iniziative e progetti di governo locale. Rappresentanti di

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Anci Toscana fanno parte di gruppi di lavoro e commissioni promosse dalla Regione, con il compito di istruire posizioni e definire aspetti specifici del governo locale. L'esperienza della concertazione fra le istituzioni, dopo oltre un decennio in cui la Toscana ha fatto da battistrada in Italia, ha bisogno oggi di nuovi meconismi per garantire la qualità di quei pareri che declinano il protagonismo delle autonomie nell'orientamento del governo regionale. Una riforma profonda di questi meccanismi di raccordo fra Regione e autonomie locali, con una legge regionale che sancisca tempi e modalità differenti da quelle disciplinate dal protocollo vigente, è indispensabile. Se vogliamo che il punto di vista dei Comuni agisca in ottica di sussidiarietà nelle funzioni amministrative, con il fine di dare risposte nell'interesse generale delle comunità locali, è necessario superare l'approdo limitante della sintesi politica cui si è finora arrivati alle riunioni dei tavoli di concertazione. Crediamo che sia necessario creare una struttura unitaria di assistenza al tavolo istituzionale che sia “di parte” delle Associazioni delle autonomie e che riqualifichi la nostra partecipazione: l'evidente squilibrio tra i circa 200 dirigenti regionali e la sottigliezza delle associazioni pone oggi un problema di “gerarchizzazione” nei rapporti con la Regione Toscana che va affrontato e risolto. Ulteriore tema posto riguarda la necessità di assicurare una maggiore e più responsabile partecipazione da parte di tutti, in particolare dei livelli politici, nella partecipazione ai tavoli ed alla costruzioni delle posizioni. Il successo o il fallimento delle politiche locali dipendono dalla capacità di ciascun protagonista di assolvere pienamente il proprio ruolo. Inoltre, nell'ottica del perseguimento di un comprensivo ripensamento dell'assetto istituzionale della nostra regione e di una conseguente riflessione su una diversa allocazione delle funzioni e delle competenze, è indispensabile l'istituzione di un coordinamento sistematico e strutturato con il Consiglio delle autonomie locali. La rappresentanza politica Uno dei punti qualificanti del programma di attività che Anci Toscana ha promosso e intensificato, soprattutto in relazione alla nomina del nuovo Presidente Alessandro Cosimi, è la campagna di ascolto e relazione con i Sindaci soci. Obiettivo primario quello di aumentare la capacità di intercettazione e interpretazione degli interessi e delle richieste dei Comuni, allo scopo di massimizzare e portare a sintesi i contenuti delle istanze di rappresentanza, attività primaria questa dall'Associazione. In questo senso poniamo un duplice ulteriore obiettivo, per qualificare l'attività di ascolto: la messa in campo di un “tour ”degli associati - un giro di ascolto strutturato di tutte le città della Toscana - e la sperimentazione di un sistema di consultazione a distanza, supportato tecnologicamente, che faccia da supporto a nuovi processi partecipativi. Le funzioni di Anci: i servizi e le aziende Le funzioni di Anci possono essere così definite: − funzioni di natura istituzionale, di rappresentanza dei Comuni nei confronti della Regione e degli altri attori politico-istituzionali del territorio e del Paese − funzioni di supporto mutualistico - associativo ai Comuni attraverso l'erogazione di servizi specialistici (consulenza, formazione, informazione e assistenza tecnica) La rappresentanza è la funzione prioritaria di Anci Toscana ed il punto qualificante del suo ruolo sul piano politico istituzionale.

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In uno scenario come quello attuale, mentre cresce per i sistemi locali la responsabilità dello sviluppo e del benessere dei territori e sbiadisce la possibilità di incidere sull'attività legislativa e programmatica, i Comuni devono poter rappresentare le loro legittime istanze, devono poter esercitare un’attività lobbistica nelle sedi decisionali. Fare lobby per Anci Toscana non si esaurisce nel presidiare la relazione tra Comuni e Regione Toscana, ma si presenta piuttosto come una fitta rete di relazioni: - con le altre associazioni toscane delle autonomie locali - con Anci nazionale e le altre Anci regionali - con il terzo settore - e in ultima analisi con la società toscana tutta. Portare ad essere davvero un “sistema” questa rete di relazioni è un obiettivo prioritario e assai ambizioso delle attività di Anci Toscana. Per la sua caratterizzazione di associazione dei Comuni e la sua natura pubblica, per il ruolo istituzionale che la vede attiva ai tavoli di concertazione per l'elaborazione della normativa regionale e nazionale, per la capacità di found raising propria di un'associazione di questo tipo, Anci Toscana si propone in modo naturale quale soggetto capace di promuovere e proporre ai Comuni del territorio e a tutte le loro diverse aggregazioni, una serie di servizi di assistenza, consulenza e formazione a contenuto innovativo secondo bisogni ed esigenze rilevate puntualmente. In particolare negli ultimi anni sono cresciute le occasioni per presentare progetti e ricevere finanziamenti finalizzati ad erogare servizi e a realizzare azioni che tendono a fare dell’Associazione una realtà “produttiva”, sempre comunque rivolti ai Comuni soci. Da questo punto di vista vale la pena citare progetti quali il PIUSS di Viareggio, in cui la nostra Associazione è uno dei partners, il progetto per la realizzazione di una banca dati dei comuni toscani, presentato a valere su un bando regionale, il progetto “Comuni in rete tramite le Anci regionali”, cofinanziato da ANCI a valere sull’aumento delle quote sociali 2009 e molti altri progetti ed attività in cui Anci Toscana è copro motore, spesso capofila e in alcuni casi ha manifestato il proprio interesse al proposito presentato. Il quadro dedicato alle aziende ed alle realtà a cui Anci Toscana partecipa o aderisce sintetizza il volume dei servizi erogati. Da questo punto di vista le società partecipate costituiscono lo strumento tramite il quale le iniziative dell’Anci vengono spesso messe in pratica. Un obiettivo che si pone, in funzione delle strategie associative, è una ristrutturazione del sistema delle partecipate, potenziando la funzione di governance del sistema e verificando l'orientamento delle risorse alla luce del fabbisogno dei Soci. Sono considerate “partecipazioni strategiche” di Anci Toscana quelle alle aziende del gruppo Anciutile: − Ancitel Toscana Srl, azienda nata come partner per l’innovazione tecnologica delle amministrazioni pubbliche, si configura come il braccio di Anci Toscana nel presidio della programmazione regionale nei temi dell'e-government. Ma Ancitel non è solo supporto all'innovazione tecnologica: si pone come strumento in grado di sviluppare un ventaglio di assistenza sui temi dell'innovazione. − An.To.s. Srl è una società creata da Anci Toscana e da alcuni soci privati che ha svolto negli ultimi anni un’apprezzata attività di consulenza, accompagnando il processo di crescita dei Comuni. L'ipotesi attuale è quella di procedere all'uscita dalla Società proseguendo l'attività consulenziale e di sostegno agli enti toscani tramite servizi di consulenza erogati direttamente.

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− Comunica Srl è per Anci Toscana la società che gestisce l'attività di comunicazione, una delle principali linee strategiche perseguite negli ultimi anni, ritenendola attività fondamentale e qualificante oltre che il mezzo più efficace per creare una relazione stabile e fruttuosa con i soci. E' appunto attraverso la società Comunica, di cui Anci Toscana è socia, che l'Associazione è in grado di offrire un sostegno in un settore sempre più riconosciuto come strategico per gli enti locali. L'obiettivo è quello di rendere sempre più Comunica una sorta di agenzia di comunicazione cui affidare le attività di comunicazione oltre che di Anci Toscana, anche dei comuni e della pubblica amministrazione regionale. − Ti Forma Srl è una società di servizi fondata da Cispel e dalle public utilities toscane e partecipata da Anci Toscana allo scopo di fornire servizi di formazione finanziata alle aziende associate. Dalla collaborazione tra Ti Forma e Anci Toscana è nata una linea di corsi di formazione diretta ai dipendenti degli enti toscani. Lo sviluppo di questa esperienza, visto il successo registrato, è avviare il procedimento di riconoscimento presso la Regione di Anci Toscana quale agenzia formativa in maniera da poter strutturare direttamente in futuro il servizio di formazione diretto ai soci. Tra le “altre partecipazioni” di Anci Toscana si citano due casi sui quali si intende intervenire: − SPT Holding SpA costituita nel 2002 e controllata da UISP, si occupa di organizzare e gestire attività culturali e sociali oltre che di gestione di strutture polifunzionali. L'entrata di Anci Toscana nel capitale sociale (1,2%) è stata decisa nel 2007 ed è stata funzionale alla gestione di una serie di servizi amministrativi che la Società ha svolto per l'Associazione. Pur continuando ad avvalersi dei servizi dell'azienda, si ipotizza una cessione delle azioni e l'uscita dalla compagine societaria di Anci Toscana, non ritenendo più strategica la presenza dell'Associazione all'interno della Società. − Il C.E.T. (Consorzio Energia Toscana) promosso dalla Regione Toscana, svolge gare annuali e pluriennali per ottenere prezzi vantaggiosi nell'approvvigionamento energetico, grazie alla recente liberalizzazione introdotta nel mercato energetico del nostro Paese. Grazie alla partecipazione di Anci Toscana alla compagine azionaria i Comuni che aderiscono all'accordo possono avvalersi del servizio di fornitura di energia elettrica alle condizioni favorevoli offerte dal Consorzio ai propri soci. Esperienza innovativa da rilanciare con forza ancora nel prossimo futuro ha aperto, di fatto, la strada alla possibilità di entrare nel mercato dell'energia con una massa critica adeguata per la contrattazione di prezzi più bassi per le forniture. Alcune ipotesi di nuove attività di Anci Toscana sono allo studio: La Scuola dei Comuni Toscani è un'idea progettuale che nasce con l'obiettivo di sistematizzare e qualificare l’offerta di percorsi di formazione promosso da Anci Toscana. La costituzione della Scuola dei Comuni intende porsi nel panorama dell'offerta formativa quale vero e proprio centro di alta formazione, incubatore per così dire di buone prassi e qualificazione dell'azione degli Enti Locali della Toscana. Al fine di qualificare al massimo l’iniziativa e le attività della Scuola dei Comuni, Anci Toscana ritiene fondamentale individuare con procedure di evidenza pubblica partnership con soggetti privati, pubblici e del terzo settore che possano apportare

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competenze innovative nel campo della formazione sotto il profilo metodologico, sotto quello della strumentazione oltre che naturalmente sotto il profilo dei contenuti, oltre che investimenti utili a far decollare e crescere sotto il profilo delle attività il centro di alta formazione. La sede organizzativa della Scuola dei Comuni Toscani potrà essere collocata sul territorio del Comune di Viareggio, presso Villa Borbone, in conseguenza ad uno specifico protocollo d'intesa siglato con il Comune di Viareggio e finalizzato alla valorizzazione del patrimonio immobiliare di pregio dell'Ente. La Scuola dei Comuni Toscani intende rispondere attraverso la definizione dei suoi servizi e la modalità innovativa della loro proposizione e del loro “confezionamento” alle nuove domande in termini di formazione secondo direttrici che riteniamo rappresentino un tentativo di modernizzare la proposta di formazione finora offerta. Anci Toscana è già oggi partner di “Euro African Partnership for Decentralized Governance” iniziativa promossa dal Dipartimento per gli Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite, dalla Conferenza delle assemblee legislative regionali europee e dal Consiglio Regionale della Toscana. Scopo dell'accordo sostenere il dibattito sulle strategie ed i modelli di decentramento quale strumento per il raggiungimento della pace e dello sviluppo attraverso la diffusione di good governance e la democrazia locale. I Comuni toscani promuovono da tempo alcuni importanti progetti di cooperazione decentrata in molti paese africani e in alcuni casi hanno già avviato significativi rapporti di collaborazione con le istituzioni locali. Alla luce di tale esperienza l'ipotesi allo studio è quella di creare da questa esperienza una fondazione di partecipazione che ne porti avanti gli obiettivi e di cui Anci Toscana sia uno dei principali protagonisti. Si configura inoltre un’ipotesi che Irpet promuova la creazione di una nuova società, da questa derivata, alla quale destinare una mole di attività di studio e ricerca attualmente inespresse e realizzate oltre il programma dell’attività istituzionale. La richiesta di collaborazione da parte dei soggetti più vari, tra cui una parte consistente delle istituzioni, è diventata sempre più una costante per l'Istituto di ricerca della Regione Toscana. L'attuale profilo statutario di Irpet non permette tuttavia di dare risposta in molti di questi casi. L'ipotesi è quella di costituire una sorta di spin off di Irpet dedicato alla ricerca ed alla consulenza. Anci Toscana, che partecipa al Consiglio di Amministrazione, si candida ad essere uno dei primi partner nell'utilizzo degli studi e delle ricerche che la nuova società potrà offrire. Il sistema delle relazioni Anci Toscana ha posto in essere una fitta rete di rapporti sia con soggetti istituzionali che privati. Questo complesso sistema ha dato origine a una mole eterogenea di intese, convenzioni e protocolli che danno la misura di quanto Anci Toscana abbia consolidato la sua posizione e costituisca ormai una realtà interessante nel panorama politico istituzionale ed un interprete delle esigenze della Toscana. La sottoscrizione di un protocollo d'intesa non è certo da considerarsi un punto d'arrivo quanto un mezzo per l'attuazione di politiche condivise. Le attività e gli impegni che ne derivano costituiscono il programma, il percorso dell'Associazione nel breve e lungo periodo. L'insieme delle intese siglate dal 2004 ad oggi - descritte in una recente pubblicazione dedicata - è pari ad un centinaio di documenti ed apre un ventaglio di possibilità in diversi campi dell'agire politico.


Anche con Anci nazionale l'obiettivo è sviluppare e sistematizzare il rapporto di collaborazione già avviato nel campo degli studi, delle ricerche e della formazione. Con Ifel (Istituto per la finanza e l’economia locale) la Fondazione dell’ANCI costituita per legge, è possibile potenziare l'attività di formazione e l'assistenza tecnica agli enti su contabilità e fiscalità locale. Mentre con la Fondazione Cittalia, l’altra “gamba” del settore “studi e ricerche” dell’ANCI, occorre, per la prima volta, aprire un confronto per dare una “lettura” toscana alle loro azioni e alle ricerche oggetto delle loro attività. All’Assemblea congressuale di Torino ad Anci Toscana è stato affidato il Coordinamento delle Anci regionali che, grazie al nuovo art. 22, si protrarrà per tre anni, un tempo congruo per mettere a frutto politiche condivise e rendere possibile un’effettiva coesione fra le diverse e multiformi realtà regionali in cui è ripartita Anci. Contemporaneamente è prevista una partecipazione costante alle sedi nazionali della concertazione interistituzionale, cui Anci è chiamata a partecipare del Presidente dell’Anci Toscana, membro di diritto fra l’altro dell’innovato Ufficio di Presidenza nazionale dell’Associazione. Si tratta di un’interessante occasione di crescita per l’Associazione della Toscana, che potrà cimentarsi con un nuovo e qualificante impegno a disposizione del sistema nazionale delle autonomie locali. Per far questo è necessario che la nostra Associazione regionale si strutturi, sia al proprio interno, sia nel raccordo con la struttura dell’ANCI nazionale e con quelle delle Anci regionali, con le quali vanno condivise scelte e percorsi di crescita e di lavoro. La comunicazione di Anci Toscana La comunicazione istituzionale rientra nelle attività fondamentali di Anci Toscana nei confronti dei soci e di tutti quei soggetti che con la loro opera concorrono allo sviluppo delle comunità locali. Attraverso una corretta politica di comunicazione l'Associazione adempie i doveri di informazione, controllabilità e trasparenza in merito al suo operato, aggiorna sulle attività in corso e sulle possibilità offerte e infine contribuisce alla diffusione di un'immagine di sé chiaramente riconoscibile. In particolare dal 2005 è cresciuto l'impegno di Anci Toscana nella creazione di un sistema di comunicazione integrata, sia all’interno, verso i comuni soci, sia verso la generalità del mondo politico, istituzionale e della società toscana, sistema che punti sulla ramificazione e sul coordinamento di strumenti e attività. Strumenti e attività

Aut&Aut (Autonomia & Autonomie) Dal settembre 2008 il periodico delle Autonomie, rinnovato nel formato e nella grafica, ha acquistato un nuovo taglio editoriale monografico. Mensilmente viene affrontato un tema particolarmente importante per gli enti locali toscani, ascoltando le diverse voci coinvolte, nell’intento di fornire un approfondimento puntuale sui temi trattati. Accompagnano l’uscita del giornale due approfondimenti: Percorsi di Cittadinanza, sui temi della politica di immigrazione e pace e Plurali, sul mondo del terzo settore in rapporto alle politiche locali. Spedito attualmente a circa 5000 destinatari istituzionali, il nuovo Aut&Aut si pone come un potenziale strumento di diffusione molto più ampia. L'obiettivo di raddoppiare la tiratura si accompagna con la riflessione in corso di aprire alla presenza di inserzioni pubblicitarie che si ipotizza potrebbero coprire interamente i costi di produzione. E' inoltre avviato un confronto con Anci Nazionale per valutare


alcune possibilità di collaborazione con “Anci Rivista”. Anci Toscana dal gennaio 2005 ha una newsletter elettronica settimanale che viene inviata ad oltre 4000 amministratori toscani, una sorta di “periodico virtuale” che aggiorna su tutte le questioni di interesse per i Comuni. Dal gennaio 2009 stiamo inoltre inviando a tutti gli “apicali” degli enti toscani una news letter dedicata al servizio ELIA (Enti locali in azione), che costituisce un supporto professionale a disposizione delle amministrazioni. Anci Toscana si occupa altresì di inviare comunicazioni da parte di alcuni organi regionali e veicolare notizie e informazioni utili per le Autonomie locali toscane.

www.ancitoscana.it rinnovato nel 2008 nella grafica il portale di Anci Toscana necessità ora di un aggiornamento nella modalità di navigazione, per rendere ancora più facile la consultazione delle pagine e la ricerca di informazioni utili. Grazie ad una nuova organizzazione dei contenuti abbiamo cercato di rendere più semplice l’archiviazione dei documenti, la vetrina delle opportunità per i comuni e i molteplici strumenti di relazione con cui stabiliamo un contatto con le amministrazioni locali, in un’ottica di servizio e trasparenza sempre crescente. PA informa, pensata come l'Agenzia stampa dei Comuni toscani, o rete degli uffici stampa dei comuni, è un portale alimentato in tempo reale da referenti locali, sistematizzato da una redazione e che diffonde attraverso tutti i canali disponibili – stampa, radio, mobile, internet, tv i comunicati stampa dei Comuni. Nella logica che lo sottende, PA informa è un network d'informazione non solo dei Comuni ma dei territori. A forte vocazione locale, PA informa si configura come uno strumento di rapporto coi cittadini e di rilancio della visibilità dei Comuni sui media toscani al servizio degli amministratori. Uno strumento di cui potremmo apprezzare l’utilità non appena tutti i Comuni toscani avranno aderito e sarà pienamente dispiegato il suo potenziale di valorizzazione della comunicazione pubblica e di rinnovamento del contesto mediatico toscano. Le pubblicazioni Oltre alla pubblicazione “Aut e Aut”, Anci Toscana condivide notizie, contenuti e materiali con i propri soci e concittadini tramite la realizzazione di varie pubblicazioni, i quaderni dell'associazione, i rapporti sull'attività ma anche interessanti volumi legati al mondo delle autonomie. Tutte le pubblicazioni sono disponibili in archivio e possono essere scaricate dal sito dell'Associazione. Sono strumento per sviluppare e consolidare un efficace sistema di relazione coi Comuni soci e con la realtà politico-istituzionale toscana, costituiscono una ricchezza che l’Associazione deve salvaguardare e qualificare nel corso del mandato 2009/2014, perché costituisce un modello di come gli enti possano orientare le azioni dell’Associazione a seconda delle loro esigenze e di come l’Associazione possa far condividere alle città e ai Comuni di tutto il territorio toscano le posizioni assunte a salvaguardia degli interessi delle istituzioni locali. Dire e Fare, evento annuale dell'Associazione toscana dei Comuni che nel 2009 giunge alla XII edizione, è un appuntamento ormai consolidato come “salone del buon governo locale”. La rassegna dedicata al mondo della pubblica amministrazione, dopo Pistoia Arezzo, Firenze e Marina di Carrara, si tiene ormai stabilmente a Firenze, alla Fortezza da Basso dove, a seguito della recente sottoscrizione di un ulteriore accordo, resterà fino


al 2014. Ampliata e specializzata l'offerta di incontri e approfondimenti tematici: qualità della vita, protezione civile, innovazione tecnologica e giovani cittadinanze, gli ultimi temi, mentre torneranno nel 2010 la Biennale sul paesaggio (a 10 anni dalla firma con UE) e la Biennalina sull'infanzia. Una quattro giorni di incontri e dibattiti, seminari e formazione, laboratori, mostre e premiazione finale dei progetti più innovativi, Dire e Fare ha acquistato una visibilità importante nel panorama nazionale. La televisione digitale terrestre (TDT) è ormai una realtà in veloce diffusione sul territorio nazionale. La tecnologia digitale televisiva trasforma la televisione in una piattaforma di comunicazione che permette di informare e di erogare servizi interattivi in maniera molto “amichevole”. Il telespettatore può accedere ad una serie di servizi nuovi ed interagire con i contenuti tramite il telecomando in modo più avanzato di quanto fatto sinora con il tradizionale televideo.

3. Le decisioni Condivise le linee sopra espresse, Il Consiglio Regionale esprime apprezzamento generale per l'andamento della XIV Assemblea congressuale regionale di Firenze che ha espresso, per contenuti, strumenti e partecipazione, un alto tasso qualitativo e di maturità politica. In questo senso è da valorizzare il consolidamento di unità interna espressa, presupposto per garantire autonomia politica dell'Anci, sia nazionale, sia toscana, dalle tensioni del mondo politicoistituzionale, sfociata nell'applicazione dell'accordo politico nazionale che, in Toscana, è potuto essere declinato senza conflittualità, ma anzi con spirito di condivisione e unanime apprezzamento. Richiamato il ricco dibattito che si è svolto alla XIV Assemblea Congressuale dell’Anci Toscana, il Consiglio Regionale, all’atto del suo insediamento condivide la relazione politica svolta dal residente Alessandro Cosimi e i seguenti documenti diffusi e dibattiti al congresso: − −

Il Rapporto sull'attività svolta nel periodo 2004-2009; Il Documento politico proposto dal Consiglio Direttivo uscente.

Pertanto ciò non richiede di tornare a discutere o ad approfondire proposte già contenute nell'elenco di cui sopra, che si dà per condiviso, così come sono assolutamente apprezzati gli ordini del giorno approvati alla XXVI Assemblea Congressuale dell’ANCI ed in modo particolare la Carta di Torino, che costituisce il documento di indirizzo approvato all’Assemblea Congressuale nazionale dell’ANCI, e che raccoglie il frutto della discussione assembleare tenutasi durante i lavori congressuali nazionali. Punto chiave della “Carta di Torino” è l'impegno a realizzare una forma più nuova e avanzata di unità della Repubblica, basata sulle comunità locali per far sì che l'assetto istituzionale in senso federale e autonomista del Paese si fondi sull'attuazione del principio di sussidiarietà, partendo dai Comuni e dalle città.

Piano di lavoro 2010  
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