Qui Brescia n.ro 179

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ANNO 18 - N° CENTOSETTANTANOVE - SETTEMBRE 2022 - € 5

BRESCIA

CMP BERGAMO

SPEDIZIONE IN A. P. D.L 353/2003 (CONV. IN L.27/02/2004 N.46) ART.1, COMMA 1, DCB BERGAMO IN CASO DI MANCATO RECAPITO RESTITUIRE AL MITTENTE - EDITA PERIODICI S.R.L. VIA B. BONO, 10 BERGAMO 24121 - TASSA PAGATA BG CPO

MAGAZINE

Marcello Peli, Presidente di Brescia Infrastrutture Porsche Drive, la sportività a portata di click Freccianera Mystic Night Che #filtro mettiamo? Nuovo progetto culturale Diletta Carminati: uno lo stile oltre le tendenze Ettore Prandini, Coldiretti: rischiamo il crack Al Memorial Stoppani tornano le Frecce Tricolori Ciclabile della Cultura: in bici da Bergamo a Brescia A Mario Botta il premio Vittoriale 2022 Castrezzato: Porsche Festival in pista


17 OTTOBRE ORE 20.00

RAFFAELE PE

CONTROTENORE

LA LIRA DI ORFEO

ENSEMBLE BAROCCO

VIRTUOSISSIMO!

MUSICHE DI GEORG FRIEDRICH HÄNDEL, ANTONIO VIVALDI, LEONARDO VINCI, RICCARDO BROSCHI 23 OTTOBRE ORE 11.00

ENSEMBLE DEL TEATRO GRANDE

MUSICHE DI CLAUDE DEBUSSY, TORU TAKEMITSU, GABRIEL FAURÈ, DANUSHA WASKIEWICZ 25 OTTOBRE ORE 20.00

FULVIO LUCIANI

VIOLINO

MASSIMILIANO MOTTERLE

PIANOFORTE

MUSICHE DI FRANZ SCHUBERT, ARVO PÄRT, MARIO CASTELNUOVO-TEDESCO, WOLFGANG AMADEUS MOZART, JOHANNES BRAHMS 3 NOVEMBRE ORE 20.00

TAKE OFF

MUSICHE DI MAURO MONTALBETTI 14 NOVEMBRE ORE 20.00

INTENDE VOCI ENSEMBLE MIRKO GUADAGNINI

La Grande Danza 3 DICEMBRE ORE 20.00

ROTTERDAM PHILHARMONIC ORCHESTRA LAHAV SHANI DIRETTORE YEFIM BRONFMAN

PIANOFORTE

MUSICHE DI LUDWIG VAN BEETHOVEN, ANTON BRUCKNER 13 DICEMBRE ORE 20.00

NIKOLAY KHOZYAINOV PIANOFORTE

MUSICHE DI MAURICE RAVEL, IGOR STRAVINSKIJ, ERIK SATIE, MANUEL DE FALLA 20 DICEMBRE ORE 20.00

CORO E ORCHESTRA CREMONA ANTIQUA ANTONIO GRECO

DIRETTORE

CONCERTO DI NATALE

MUSICHE DI GEORG FRIEDRICH HÄNDEL

I progetti speciali

27 OTTOBRE ORE 20.00

EMANUEL GAT DANCE LOVETRAIN2020

23 NOVEMBRE ORE 20.00

CAMILLA MONGA EMANUELE MANISCALCO SULL’ATTIMO

25 NOVEMBRE ORE 20.00

TRAVIS S C-KNIGHT E JAMES PETT | MOONWALK PRODUCTION IMAGO

1 DICEMBRE ORE 20.00

SABURO TESHIGAWARA_ RIHOKO SATO | KARAS ADAGIO

PRIMA ITALIANA

5 NOVEMBRE ORE 15.00

IL GRANDE PER I PICCOLI

TENORE E MAESTRO CONCERTATORE MUSICHE DI DOMENICO SCARLATTI, ALESSANDRO SCARLATTI, HERBERT HOWELLS

Biglietti on line e in Biglietteria dal 24 maggio Biglietti in vendita on line su teatrogrande.it, vivaticket.com e presso la Biglietteria del Teatro Grande. Orari di apertura della Biglietteria del Teatro Grande: dal martedì al venerdì dalle 13.30 alle 19.00 e il sabato dalle 15.30 alle 19.00. Chiusura domenica, lunedì e festivi.

STAGIONE SETTEMBRE . DICEMBRE 2022

EMANUEL GAT DANCE - LOVETRAIN 2020 - PH. © JULIA GAT

La Grande Musica


Impossibile non ironizzare sul volantino che da settimane promuove uno spettacolo che si tiene sotto i tendoni di un circo e che sta facendo il tour delle città italiane. Non credo che chi ha dato il nome allo spettacolo abbia pensato al parlamento italiano dove il povero (si fa per dire) Prof. Draghi è rimasto vittima dei dinosauri dei partiti, di quei partiti che non avendo le capacità di imporsi sugli avversari nelle battaglie elettorali recenti, hanno avuto bisogno dei premier “tecnici” che potessero metterli d’accordo con inciuci, cambi di casacca, voltafaccia ecc. Quei partiti che, pur di mantenere poltrone e potere, non hanno esitato a far fuori l’unico che poteva continuare ad avere la fiducia dei partner europei e di quelli che comprano il nostro mostruoso debito di stato. Un vero leader per un paese smarrito, incaricato dal Presidente di prendere in mano una situazione catastrofica quando nessuno pareva poter governare il panico derivante dalla pandemia. Con lui, il Generale Figliuolo ha dato vita ad un’operazione di salvataggio nazionale portando l’Italia ad essere uno dei Paesi con più vaccinati al mondo. Con lui sono arrivati soldi a tutti. Sempre pochi ma qualcosa si è visto. Grazie alla sua figura avevamo ritrovato stabilità ed equilibrio. Grazie alla sua credibilità i fondi compravano ancora titoli di stato italiani. Adesso molto meno. Infatti, i loro rendimenti sono saliti e trovare acquirenti ci costa montagne di soldi in più di interessi che si sommano al debito già elevato, dando forza all’inflazione. Sconfessando i partiti votati solitamente, la gente potrebbe spingere per il ritorno del Prof. Mario Draghi alla guida dell’esecutivo. Non votare per i partiti che ci hanno portati a questa instabilità significa bocciare il loro comportamento e far capire ai vari leader che non siamo un popolo di pecore. Quelli che hanno provocato la caduta di Mario Draghi non amano l’Italia, né tantomeno amano il popolo italiano che di tutto ha bisogno ma non certo di promesse fasulle, di dichiarazioni di ribellione alla UE o di vecchie solfe sul ritorno del servizio militare, la revisione della legge sull’aborto, l’omosessualità come malattia da curare, la liberalizzazione della cannabis e la riapertura dei bordelli. C’è una nazione che a suon di cannonate sta minacciando la nostra stessa civiltà, la nostra stessa cultura e in momenti come questi si devono superare gli steccati e decidere con determinazione da che parte stare veramente. E anche su questo non possono esserci ambiguità. O si sta con le dittature o con le democrazie. Aspettiamo come voi con trepidazione l’esito del voto nella speranza che, come al solito, non cambi nulla e che, tra trappole, inciuci, litigi, tradimenti e nuovi amori temporanei, il saggio Mattarella si trovi costretto a ridare un mandato a Mario Draghi il quale a dire il vero non ha mai smesso di lavorare e governare nemmeno per un giorno. L’Italia ha impegni che non possono essere disattesi, pena niet soldi del PNRR di cui lui stesso ne è stato il garante. L’Italia deve andare avanti, nonostante questi qui siano in giro a fare cene elettorali per comprare consensi. Francamente anche da parte della sig. ra Meloni sarebbe un bel colpo, dopo che - come ormai sembra scritto - avrà vinto le elezioni, richiamare Draghi al servizio del Paese per fargli mandare avanti la baracca, senza la presunzione di essere migliore e soprattutto più esperta di lui. È uno dei pochi di cui si potrebbe fidare. Almeno per qualche mese. (V.E.Filì)


Marcello Peli, Presidente Brescia Infrastrutture

PROGETTARE, REALIZZARE, IMPLEMENTARE E CURARE

2 Tx Tommaso Revera - Ph. Matteo Marioli


DUTTILE E DINAMICA: INSIEME AL PRESIDENTE, ING. MARCELLO PELI, RIPERCORRIAMO L’EVOLUZIONE DI BRESCIA INFRASTRUTTURE CHE, IN QUESTI DIECI ANNI, HA CAMBIATO PELLE DIMOSTRANDOSI UNA SOCIETÀ MOLTO VERSATILE

Brescia sta cambiando paradigma di sviluppo e, deindustrializzandosi, sta riscoprendosi una città più sostenibile e più vivibile, luogo di servizi e residenza. In questo contesto Brescia Infrastrutture - società pubblica in house del Comune di Brescia che quest’anno celebra il 10° anniversario dalla sua nascita - oltre alla gestione del patrimonio immobiliare e infrastrutturale del Comune, fra cui la metropolitana leggera automatica ed i parcheggi in struttura, si occupa anche di progettazione e realizzazione delle infrastrutture di proprietà della città di Brescia. Possiamo considerarla lo strumento, ‘il braccio operativo’, del Comune per l’attuazione di alcune tra le più significative politiche di sostenibilità quali: l’incentivazione al trasporto pubblico attraverso lo sviluppo della metro, il potenziamento di pedonabilità e ciclabilità, le politiche urbanistiche di limitazione dell’espansione quantitativa per intervenire sul già costruito, riassumibili nella cosiddetta “rigenerazione urbana” e il risanamento delle ferite ambientali della città attraverso la rinaturalizzazione di aree produttive. Ripercorriamo insieme al Presidente del Consiglio d’Amministrazione, l’Ing. Marcello Peli, le tappe salienti della sua storia che l’hanno vista dapprima affermarsi nelle cosiddette ‘attività di cura’ e poi, col passare degli anni, a conquistare un ruolo strategico nel panorama bresciano nella progettazione e realizzazione di grandi opere. Presidente Peli ci descriva l’excursus di Brescia Infrastrutture trasformata in dieci anni da società preposta alla manutenzione della metropolitana a società di architettura e ingegneria per la produzione di servizi tecnici… “Brescia Infrastrutture è nata 10 anni fa come società patrimoniale controllata dal Comune, ovvero come veicolo finanziario per pagare l’ingente investimento per la metropolitana leggera automatica (il cui ammortamento è oggi coperto in larga parte dai proventi derivanti dall’affitto delle infrastrutture del suo patrimonio), nel tempo la società ha saputo sviluppare funzioni sempre più utili alla città. L’idea originaria era creare una società di investimento in grado di occuparsi non solo delle manutenzioni delle infrastrutture ma anche del loro miglioramento e sviluppo dando vita a rilevanti investimenti (quali ad esempio: la copertura stazioni, il collegamento con la Stazione FS, i parcheggi coperti di interscambio a S. Eufemia e il futuro da realizzarsi al Prealpino). Negli anni la natura di questa realtà si è evoluta, cambiando pelle e mostrando una duttilità davvero apprezzabile. Dal 2017 è diventata anche una società di progettazione (ingegneristica) che, negli ultimi anni, ha sviluppato oltre 80 commesse per il Comune di Brescia, ritagliandosi anche un ruolo di supporto alle politiche culturali cittadine attraverso la gestione e cura di Palazzo Martinengo Colleoni (oggi sede del progetto MO.CA)”. Quali sono i progetti più significativi di cui vi state occupando? “L’espansione e al contempo il miglioramento qualitativo sul fronte dell’innovazione tecnologica del servizio Metro rappresentano per noi la priorità. Certamente la realizzazione del parcheggio multipiano di interscambio nei pressi della fermata Prealpino (opera dal valore di circa 15 milioni di euro), il completamento della riqualificazione di via Milano e degli spazi ad essa connessi, le pedonalizzazioni di via X Giornate e via Musei, i lavori di rifunzionalizzazione dell’autostazione in via Solferino, così come gli interventi di conservazione e valorizzazione di Palazzo Martinengo Colleoni sono tra i progetti più importanti a cui stiamo lavorando”. Ed uno in particolare portato a termine con un certo orgoglio? “La riqualificazione ambientale e naturalistica delle cave ex Nuova Beton (oggi Lago Gerolotto) nel Parco delle Cave a Brescia, un progetto dal valore di oltre un milione di euro, grazie al quale abbiamo attuato lungimiranti politiche di recupero ambientale di ambiti produttivi dismessi e degradati”. Ci illustri l’architettura del sistema della mobilità pubblica cittadina “Il funzionamento del sistema si basa su due società: Brescia Mobilità che si occupa dell’esercizio e Brescia Infrastrutture che detiene la concessione degli impianti e si occupa della manutenzione straordinaria e dello sviluppo del sistema di mobilità pubblica. Una responsabilità non indifferente anche dal punto di vista economico: nell’ultimo piano degli investimenti recentemente approvato per il prossimo triennio, infatti, abbiamo stanziato ben 45 milioni di euro (26 coperti da finanziamenti pubblici), di cui 13 per la manutenzione straordinaria della metro e 32 per interventi di potenziamento ed implementazione di questa infrastruttura. Investimenti significativi che possiamo sostenere anche grazie all’importante opera di recupero di quote di finanziamento pubblico residuali perpetrata in questi anni rispetto ai finanziamenti ottenuti per la realizzazione della metropolitana leggera automatica”.


PROGETTARE, REALIZZARE, IMPLEMENTARE E CURARE In 10 anni la mobilità è cambiata radicalmente… “Sono avvenuti rilevanti cambiamenti nel settore della mobilità ma non solo. Si pensi all’entrata in funzione della metropolitana nel 2013 che ha portato nel 2019 ad un dato eclatante: da 40 milioni di passeggeri all’anno del trasporto pubblico si è passati quasi a 60 milioni, un trend in forte ascesa rallentato purtroppo solo dalla pandemia. Se a questo sommiamo ciò che accadrà tra 6/7 anni, quando ci sarà il tram in funzione, ci si accorge come dal punto di vista della mobilità pubblica - che è lo strumento grazie al quale si controllano buona parte delle emissioni inquinanti - Brescia sia davvero all’avanguardia. Ma Brescia è stata teatro di altri importanti cambiamenti.Vorrei qui rimarcare due ambiti: il primo riguarda la politica urbanistica della città, grazie alla quale si è posto un freno all’espansione incontrollata del consumo di suolo per orientare tutti i processi verso il riuso del costruito (ponendo al centro il tema della rigenerazione) e il secondo inerente le bonifiche (per il quale non abbiamo un ruolo diretto ma siamo chiamati al recupero delle aree dismesse) grazie al quale si stanno risanando le ferite ambientali della città. In entrambi i casi, Brescia Infrastrutture ha giocato un ruolo importante: in particolare, nel primo caso (cioè le politiche di rigenerazione), abbiamo contribuito alla riqualificazione di via Milano, ambito in cui ha trovato collocazione il nostro progetto del Teatro Borsoni, uno dei progetti dal punto di vista architettonico più belli che la città abbia prodotto negli ultimi 20 anni, che speriamo di vedere realizzato entro l’estate 2023”. Risale a cinque anni fa la nascita all’interno di Brescia Infrastrutture della società di Ingegneria, un upgrade che ha riscosso sin da subito grandi apprezzamenti… “Proprio così e nel giro di pochi anni, oltre ad aver raddoppiato il nostro personale (da 15 ad oltre 30 risorse, tutte altamente qualificate e con un’età media di 37 anni) abbiamo sviluppato molte commesse per il Comune di Brescia in virtù di un contratto di servizio della durata decennale. Oggi la nostra società di ingegneria conta un team di 15 risorse (fra architetti, ingegneri e geometri) suddivisi in due unità operative che sono in grado di seguire lo sviluppo dell’opera pubblica dallo studio di fattibilità, alla realizzazione sino al collaudo”. Anche in ambito di politiche di recupero del patrimonio storico-culturale Brescia Infrastrutture riveste un ruolo rilevante, è corretto? “Il lavoro che la società sta sviluppando in ambito di recupero e valorizzazione del patrimonio storico-culturale è importante ed occuparci dei beni di rilievo storico artistico della città rappresenta per noi una grande responsabilità oltre che un motivo di orgoglio. Per farci trovar pronti in vista del prossimo anno, quando Bergamo e Brescia saranno Capitali della Cultura 2023, abbiamo una serie di scadenze da rispettare. Ci stiamo occupando della riqualificazione di via Musei e via X Giornate (la ripavimentazione, l’arredo urbano e l’illuminazione sono figlie della progettazione degli uffici di Brescia Infrastrutture), del restauro di Palazzo Martinengo Colleoni, il palazzo sede dell’ex tribunale ed oggi casa del progetto culturale MO.CA e della riqualificazione della Palazzina Ufficiali in Castello, luogo che sarà dedicato all’accoglienza dei visitatori”. A livello regionale ci sono altre esperienze territoriali simili a quella di Brescia Infrastrutture? “La più vicina a noi, quella a cui guardiamo con maggior interesse è MM SpA, la società partecipata dal Comune di Milano che opera in settori affini ai nostri e presenta al suo interno anche un asset di società di progettazione, oltre a sviluppare attività di manutenzione della metropolitana e molto altro. È una realtà a cui guardiamo spesso anche per capire la direzione da intraprendere”. 64

Il logo scelto per il decennale di Brescia Infrastrutture


Marcello Peli, Presidente Brescia Infrastrutture

TRA LE PRIME 500 AZIENDE BRESCIANE

22 milioni di ricavi, un patrimonio di 800 milioni e un piano di investimenti per il prossimo triennio di 45 milioni: numeri lusinghieri che collocano Brescia Infrastrutture tra le prime 500 imprese bresciane

Quali sono le prospettive di sviluppo di Brescia Infrastrutture? “Di recente il Sindaco ci ha stimolato molto rispetto ad uno degli obiettivi di potenziale interesse per Brescia Infrastrutture ovvero la gestione dell’edilizia residenziale pubblica, la cui consistenza immobiliare oggi ammonta a oltre 3.300 alloggi pubblici gestiti con difficoltà da Aler. Un’eventualità sulla quale stiamo ragionando attraverso valutazioni dettagliate sotto il profilo della sostenibilità economica e finanziaria perché, in ambito di facility management, la nostra società ha maturato un know how non indifferente”. Quali sono le strategie adottate per attenuare gli attuali rincari dei costi dell’energia che gravano sulle infrastrutture? “Stiamo cercando di ridurre l’acquisto di energia attraverso interventi mirati non solo a limitare i consumi ma, soprattutto, orientati all’autoproduzione di energia. Nel primo caso limitando i costi energetici della metropolitana con consumi maggiormente regolati grazie al progetto (già realizzato) di parzializzazione delle luci delle stazioni e al progetto di sostituzione di tutti i neon presenti nelle gallerie con i led che si concretizzerà nei prossimi mesi. Nel secondo caso, invece, operando verso la realizzazione di impianti fotovoltaici preposti all’autoproduzione dell’energia. Presso il deposito della metropolitana a Sant’Eufemia si realizzerà, infatti, un importante impianto di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili”.


PORSCHE DRIVE,

LA SPORTIVITÀ A PORTATA DI CLICK

A breve o a lungo termine Porsche Drive offre un servizio di mobilità flessibile e conveniente per adattarsi alle tue esigenze. Prova l'esperienza di guida di una Porsche, a portata di click. Dove il tuo sogno si trasforma in realtà. Il Centro Porsche Brescia fa parte dei Centri Porsche Drive selezionati, con i più elevati standard di qualità e di servizio, dove potrai trovare la Porsche che hai sempre desiderato. Requisiti minimi • 30 anni di età per tutti i modelli; • Patente di guida conseguita da almeno 5 • Deposito tramite carta di credito (a partire da € 2.500,00 variabile a seconda del modello scelto); • N.2 carte di credito. 6 6


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Viale Sant’Eufemia, 94/b Brescia Tel. 030 3695621


FUTURA EXPO 2022

Manca poco a FUTURA EXPO! Moltissime sono le proposte che l’organizzazione e le imprese hanno approntato per coinvolgere il grande pubblico nel racconto di una città diversa, migliore, sostenibile. Si potrà provare un’auto a guida autonoma – che muovendosi grazie all’intelligenza artificiale, ridurrebbe in città traffico, impatto ambientale e rischio di incidenti, offrendo nel contempo servizi di mobilità più flessibili e su misura; partecipare a laboratori pratici di robotica e a sfide di gamification tecnologica; provare esperienze immersive con oculus e filmati in 3D per scoprire il funzionamento di una torre di depurazione o per provare un’escursione in E-BIKE, o l’esperienza del “clima in una stanza” dedicato al clima del nostro pianeta, a quello delle nostre case e a come conciliare il benessere di entrambi. Per i più piccoli proposte speciali per imparare divertendosi, perché la sostenibilità passa anche attraverso la cultura: l’app game “Geronimo Stilton. Brescia Musei Adventures” sarà a disposizione per scoprire, attraverso la realtà aumentata, ogni minimo dettaglio di splendidi pezzi da museo e l’autore di fumetti GUD, “papà” di Timothy Top, terrà dei laboratori pratici di fumetto, che divertiranno anche i meno piccoli…

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LA RIVOLUZIONE GREEN È INIZIATA. IN PROGRAMMA AL BRIXIA FORUM DAL 2 AL 4 OTTOBRE L’EXPO BRESCIANA PER LA TRANSIZIONE ECOLOGICA DELLA CITTÀ


FUTURA EXPO si terrà il 2-3-4 OTTOBRE 2022 dalle ore 8.30 alle 19.30 presso il Brixia Forum a Brescia. La partecipazione a FUTURA EXPO è gratuita con iscrizione online sul sito futura-expo.it o alle biglietterie. Gli eventi sono a ingresso libero senza prenotazione e fino ad esaurimento dei posti disponibili. Tutti i visitatori sono invitati a portare con sé una borraccia che potrà essere rifornita in EXPO grazie ad appositi dispensatori.

FUTURA EXPO, L’EXPO SOSTENIBILE DI BRESCIA, VOLUTO DALLA CAMERA DI COMMERCIO DI BRESCIA E PROBRIXIA, VEDRÀ LA PARTECIPAZIONE DELL’INTERO TESSUTO SOCIALE BRESCIANO CHE SI CONFRONTERÀ E CERCHERÀ NUOVE SOLUZIONI PER RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO DI UNA CRESCITA ECONOMICA DAVVERO SOSTENIBILE.


FUTURA EXPO 2022

‘PATTO PER LA SOSTENIBILITÀ BRESCIA 2050’

Brescia 2050 è la nostra promessa! Un obiettivo ambizioso ma necessario. Questo è lo spirito degli oltre 60 imprenditori (in avvio exhibitor di FUTURA) che hanno deciso di impegnarsi, “mettendoci la faccia”, per rendere Brescia una città più green e sostenibile entro il 2050. Il ‘Patto per la Sostenibilità Brescia 2050’ è una promessa che tutto il mondo imprenditoriale, protagonista attivo della transizione ecologica, è chiamato a fare. Un impegno a condividere una visione di futuro in cui basse emissioni, economia circolare ed ecosistemi che rispondano al benessere dei cittadini siano le carte vincenti per uno sviluppo economico equilibrato e rispettoso di uomo e ambiente. Agli imprenditori bresciani è richiesto di impegnarsi in prima persona e affrontare, con il coraggio, la determinazione e la visione che li contraddistingue, la sfida della transizione.Tutti gli imprenditori e i professionisti che vorranno fare parte di questo progetto lo potranno fare a FUTURA EXPO, in un’area totalmente dedicata, dove potranno sottoscrivere il Patto per Brescia 2050 e scattare la fotografia “mano sul cuore”. Tutti i firmatari appariranno su di un grande ledwall e le loro fotografie verranno pubblicate su sito e social network di FUTURA. Tutti, imprenditori, artigiani, commercianti e professionisti, sono quindi invitati a venire a FUTURA EXPO e a unirsi al ‘Patto per la Sostenibilità di Brescia 2050’.

Fra le proposte più curiose il caffè sospeso, offerto e preparato con la caffettiera più grande del mondo, realizzata in alluminio interamente riciclato, o il “Museo in valigia”, una grande e bellissima valigia che come un micro Museo, permetterà ai visitatori di guardare la storia da vicino e rimanerne affascinati grazie a materiali innovativi, reperti originali, scientificità dei contenuti. Sempre nell’ottica dell’economia circolare ci sarà la possibilità di giocare con il virtual tour della plastica, seguendo da una postazione gaming tutto il percorso della plastica, dal cestino a risorsa. Spettacolare sarà vedere dal vivo la monoposto FERRARI, ma ancor più sorprendente sarà l’allestimento di FUTURA EXPO, inaspettato e immersivo, in cui il visitatore si ritroverà ospite e insieme protagonista di un’esposizione pensata per riprodurre un ambiente naturale e per presentare i prodotti come in una galleria d’arte. In EXPO si potrà imparare, capire, conoscere. Identificare le impronte degli animali del bosco, capire perché l’idrogeno verde potrebbe essere il combustibile del futuro, come trasformare gli scarti in risorse o utilizzare droni e sensori per ottimizzare l’uso di acqua in agricoltura. Affiancate alle proposte per il grande pubblico si svilupperanno numerosi appuntamenti tecnici e di aggiornamento e studio, convegni e tavole rotonde dedicate ai temi portanti dei padiglioni: Green Building, Transporti e Mobilità, Innovation, Agricoltura e territorio e Turismo, Start up e Finanza.

ECO2AIR® TOWER è una torre di purificazione dell'aria di oltre 7 metri di altezza e larga più di 3, disegnata e prodotta da Fervo, Gruppo italiano operativo nel settore del Facility ed Energy Management che, grazie a filtri realizzati in materiale organico e riciclabile (fra cui fondi di caffè), aspira l’aria dalla sua sommità e la restituisce filtrata degli inquinanti e dalla CO2. L’anidride carbonica raccolta non viene rilasciata nuovamente nell’ambiente, ma viene invece trattenuta per essere riutilizzata in nuovi processi, trasformandosi così in nuova risorsa. 10


Il programma è davvero fittissimo ed è visibile sul sito futura-brescia.it Tra gli ospiti più popolari spiccano Alessandro Baricco (3 ottobre / ore 16,30-18,30 / Padiglione Innovazione), Marco Paolini (4 ottobre / ore 14,00 -16,00 / Padiglione Green Buildings), Leonardo Manera e Alessandro Milan (2 ottobre / ore 17,45 -19,15 / Padiglione Transport & Urban Mobility), Paolo Manocchi (4 ottobre / ore 9,00 - 11,00 / Auditorium), Ermete Realacci (4 ottobre / ore 11,30 -12,30 / Padiglione Transport), Roberto Battiston (4 ottobre / ore14:00 – 16:00/ Padiglione Innovation). Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, parteciperà alla tavola rotonda “Selvatici e Buoni” di Domenica 2 ottobre / ore 15,15 - 16,15 / Padiglione Agricoltura; mentre Jeffrey Sachs, sarà presente Domenica 2 ottobre / ore 15,15 - 16,15 / Padiglione Green Buildings insieme a Angelo Riccaboni e Maurizio Tira per discutere dei nuovi approcci necessari per realizzare uno sviluppo sostenibile.Lunedì 3 ottobre /ore 11,30 13,15 / Padiglione Turismo si parlerà di turismo lento e di cammini. Fra i molti temi trattati: la finanza sostenibile, la nuova mobilità pubblica e privata, l’economia circolare, i nuovi trend dell’edilizia sostenibile, la problematica energetica, l’innovazione tecnologica e la forza propulsiva di rinnovamento delle start up.

“Il palinsesto di Futura riunisce in un evento straordinario centinaia di ospiti di fama nazionale ed internazionale, tra cui personaggi dello spettacolo, imprenditori, politici, docenti universitari e scienziati.Tutti contribuiranno a trattare una tematica sempre più attuale ed importante, quale la sostenibilità ed il cambiamento climatico, analizzandone i risvolti dal proprio punto di vista. Sarà un’occasione unica per il pubblico per incontrare numerose personalità e per assistere a tanti eventi di così alto livello”, ha affermato Ludovico Monforte, Project Manager di Futura.

NEXT GEN: i giovani invitati speciali a FUTURA EXPO. “Il futuro è per definizione l’habitat dei giovani. Oggi ci troviamo a dover modificare drasticamente il nostro modo di vivere, di vedere il mondo e di utilizzare le risorse naturali, e lo dobbiamo fare in tempi molto brevi. Le nuove generazioni saranno coloro che dovranno far proprio questo nuovo paradigma ed evitare di ripetere gli eccessi del passato” dichiara Roberto Saccone, Presidente della Camera di Commercio di Brescia e Azienda Speciale ProBrixia. FUTURA EXPO sarà una straordinaria occasione di incontro e contatto fra giovani e imprese, alla scoperta delle professioni che potranno cambiare il mondo del lavoro e dell’economia italiana: nuove professioni “sostenibili” alla luce dell’AGENDA ONU 2030 per lo Sviluppo. A potenziare questo contatto la stretta collaborazione con SMART FUTURE ACADEMY, l’importante progetto rivolto alle scuole superiori che ha come obiettivo aiutare gli studenti a comprendere cosa vorrebbero fare “da grandi” attraverso il contatto con figure di eccellenza dell’imprenditoria, della cultura, della scienza e dell’arte. L’edizione 2022 di SMART FUTURE ACADEMY, intitolata “SPECIALE SOSTENIBILITA’”, si svolgerà nei giorni di lunedì 3 e martedì 4 ottobre prevedendo per ogni mattinata due momenti integrati: Speech Smart Future Academy Speciale Sostenibilità nel PalaLeonessa A2A e visita a FUTURA EXPO nel Brixia Forum.


FRECCIANERA MYSTIC NIGHT Un viaggio tra sonorità, misticismo e gusto del Made in Italy

Nella cinquecentesca cor-

nice dei giardini della Casa delle Colonne, la storica tenuta della famiglia Berlucchi a Borgonato (Bs), la cantina Fratelli Berlucchi ha organizzato lo scorso sabato 17 settembre un evento esclusivo, all'interno del programma del Festival Franciacorta in Cantina 2022. Si è trattato di una open night dalle scenografie ipnotizzanti, attraverso un percorso visivo e emozionale tra costumi, performance, fuoco e colori, cornice inedita per la degustazione dei premiati Franciacorta Freccianera. Il deejay Ulisse Marciano ha curato la scelta delle sonorità, dando ritmo e coordinamento artistico all'evento. www.fratelliberlucchi.it

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CHE #FILTRO METTIAMO? STUDIO40 PORTA A BRESCIA UN NUOVO PROGETTO CULTURALE E QUESTA VOLTA TI INVITA A GUARDARLO DA DIVERSE PROSPETTIVE È “FILTRO” il nome scelto per la seconda tappa del percorso intrapreso nel 2021 da Studio40, per sostenere e promuovere il progetto - Brescia e Bergamo capitali della cultura - iniziato con la mostra dello street artist Fabio Weik: “Le trasmissioni riprenderanno il prima possibile”. FILTRO è un insieme di persone e di idee con un punto di vista extra-ordinario. Incontro di antiche tradizioni e nuove contaminazioni, di ingredienti locali e di elementi insoliti. La filosofia e il modello di FILTRO sono sostenute dal desiderio di creare - attraverso un viaggio di esplorazione e di interpretazione - nuovi dialoghi tra arte, design e architettura con l’obiettivo di guardali con la curiosità di un primo incontro. FILTRO sarà un luogo - non luogo di aggregazione, una destinazione bespoke dalla dimensione internazionale per esperti del settore, collezionisti, galleristi, giornalisti e appassionati che qui possono scambiare idee e suggestioni creative. FILTRO come elemento di depurazione e di rigenerazione visiva e sensoriale che ci permetterà̀ di vedere in modo diverso il mondo dell’arte e dell’artigianato. La sensazione positiva e rigenerante che accompagna un’esperienza che mancava da troppo è del resto nutrita dalla forza dei contenuti. L’arte da ammirare, interpretare con occhi sempre nuovi. Il design da toccare, collezionare, vivere.

L’architettura da respirare, amare, riscoprire. E poi il confronto: quella socialità che è scambio, crescita personale e professionale. In un momento storico in cui la parola “experience” è all’ordine del giorno, FILTRO mischia le carte in tavola. Il dialogo con l’artista è l’esperienza. Il “toccare con mano” ciò che si “vede con gli occhi” è l’esperienza. Provare, sperimentare. L’ex fabbrica Ferro Bulloni che si affaccia su Piazza della Repubblica a Brescia è la cornice post industriale dell’evento. Una destinazione strategica che ripristina il concetto di agorà greca portandola al presente: una piazza nella piazza, zona di frontiera e di passaggio, cuore culturale e commerciale. “L’arte ha bisogno di leggerezza” ha dichiarato l’ideatore del progetto Nicola Falappi, founder di Studio40. E poi ha aggiunto: “La cultura non è solo arte, l’arte è quella che viene percepita agli occhi degli altri”. FILTRO ci permetterà̀ quindi di vedere alcune cose, ma non altre, di assumere prospettive diverse nel guardare una stessa cosa. FILTRO sarà uno spazio vivo, aperto alla città dal 7 al 16 Ottobre, dalle ore 10:00 alle ore 22:00, dove si potrà trascorrere del tempo in compagnia, bere un caffè, fare un aperitivo o assistere a conversazioni dedicate alla cultura a 360° e dialogare con personalità provenienti dal mondo dell’arte, del cibo e del design. Una selezione di ospiti e designer tra cui Davide Monaldi, Duccio Maria Gambi, Isabella Garbagnati, Fabio Frau, Maurizio Galimberti, Martino Cappai , Jan Van Lierde, Angelo Filomeno, Marta Pirobon: ogni artista trova nella location il suo habitat naturale. Si interseca, si integra, tra parallelismi e nuove simbiosi. L’evento include personalità del calibro di Francesca Montinaro - artista e scenografa italiana -, gli architetti Flore & Venezia - punto di riferimento per il territorio di Ostuni -, i Sindaci di Brescia e Bergamo Emilio del Bono e Giorgio Gori, il fotografo contemporaneo italiano Maurizio Galimberti, Lorenzo Bises - milanese d’adozione - che nella vita fa il “divulgatore artistico” o – come lui si definisce - “uno che sta su Instagram” e molti altri amici. Ognuno di loro ha una sua personalissima storia da raccontare, fatta di in ci di vita e di scelte, ma un’unica passione comune: quella per la “nostra” bellezza. Spazio Ferro-Bulloni - Piazzale della Repubblica - Brescia Dal 7/10/2022 al 16/10/2022 Vernissage: Apertura al pubblico il 7/10/2022 ore 18:00 Orari: Dalle ore 10:00 alle ore 22:00 https://filtro.place/

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Nuova nomina per Anna Maria Gandolfi

Inaugurata la nuova Gioielleria Veschetti nel cuore della città Una

Anna Maria Gandolfi, Consigliera di parità Regione Lombardia e dirigente scolastica, lo scorso 7 settembre è stata nominata componente dell’Assemblea e Comitato tecnico scientifico dell’Osservatorio nazionale per l’integrazione delle politiche per la parità di genere, costituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. L’Osservatorio, che ha durata triennale, è composto da un Comitato Tecnico-scientifico presieduto da Lella Golfo, da Daniela Carlà, Marilisa d’Amico, Elsa Fornero, Paola Profeta, Ersilia Vaudo e dall’Assemblea. Quest’ultima è composta da 38 persone designate in rappresentanza delle amministrazioni centrali ossia dei vari ministeri, da Organizzazioni sindacali e datoriali oltre che a rappresentanti del mondo universitario e rappresentanti di varie associazioni femminili. Lo scopo dell’Osservatorio sarà quello di monitorare sul territorio ogni situazione che rilevi eventuali squilibri di genere non solo per rappresentanza ma anche di diversa tipologia, di monitorare le ricadute sul territorio delle applicazioni dei vari decreti legislativi (come per esempio la Certificazione della parità di genere o gli investimenti sull’Imprenditoria femminile) e, più in generale, di vigilare sul mercato del lavoro femminile.

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grande casa-boutique in pieno centro storico: Veschetti ha aperto le porte della nuova gioielleria e del negozio Rolex di corso Palestro al civico 10/A in seguito ad una laboriosa e complessa operazione di restyling del palazzo cinquecentesco che ospitò la bottega del maestro Lattanzio Gambara, di cui conserva anche vari affreschi. Il 13 settembre scorso è stata inaugurata una nuova grande boutique che riunisce la storica sede di corso Magenta con il nuovo spazio Rolex, capace di valorizzare al massimo la sinergia tra i marchi: 550 mq di lusso e comfort nel palazzo cinquecentesco che ospitò la bottega del maestro Lattanzio Gambara, di cui conserva anche vari affreschi.

Conf Industries, 61 anni di storia e un nuovo passo in avanti Conf

Industries, eccellenza bresciana che opera nel settore Medical&Surgical in Italia e all’estero, ha celebrato quest’anno il 60° anniversario presso la rinnovata sede di Travagliato, gioiello di tecnologia e modernità. All’evento erano presenti i più importanti buyer di tutto il mondo nonché cariche istituzionali di organi di rappresentanza provinciali e regionali. L’azienda, nata dall’ingegno e dalla visione dei fondatori, Giuseppe Ferrari e Giuliano Bettoni, nacque allo scopo di produrre ceste in plastica per lavanderie industriali ed oggi conta 5 divisioni di prodotti molto diverse fra di loro, tutte unite però da un denominatore comune di

Nuova sede per la Carolina Zani Melanoma Foundation

La Carolina Zani Melanoma Foundation ha una nuova casa, “Corte Carolina”. È in via F. Parri 9, a Passirano (BS), la nuova sede operativa della Fondazione bresciana che vuole combattere il melanoma e aiutare concretamente chi si trova coinvolto nella difficile lotta. La Fondazione - istituita in ricordo di Carolina, prematuramente scomparsa a soli 27 anni a causa di un melanoma - nasce a fine 2020 con l’obiettivo di sostenere attivamente chi ogni giorno affronta sfide per combattere il melanoma e lo fa attraverso attività di diversa natura: sostenendo la ricerca, diffondendo la cultura della prevenzione, aiutando i malati e le loro famiglie ad avere la migliore assistenza. La nuova sede, una struttura luminosa ed accogliente, si trova all’interno dell’ampio complesso denominato “Corte Carolina”: un ampio spazio appositamente ristrutturato nell’ultimo anno, che comprende una reception, gli uffici operativi e quelli direzionali con un’ampia sala riunioni ed un’aula didattica. La struttura, circondata da un esteso parco sensoriale, racchiude anche molti altri spazi pensati per i numerosi progetti futuri della Fondazione, come gli interventi assistiti con gli animali, per i quali è stata strutturata un’area dedicata alla cura e al ricovero degli animali e un orto, spazio in cui vivere un rapporto simbiotico con la natura.


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Ph. Paolo Stroppa

DILETTA CARMINATI UNO STILE OLTRE LE TENDENZETENDENZE

Capelli corvini, occhi verdi vivissimi. Diletta Carminati è una giovanissima im-

prenditrice. Dotata di un quid indecifrabile, ha fatto della passione per la moda il suo lavoro. Girando il mondo, osservando, mixando tecniche di grandi stilisti e intuito, ha imparato a non fermarsi all’apparenza, ma a creare tutto quanto c’è dietro a quel che appare. Dopo dieci lunghissimi anni di studio rigoroso in vari Paesi e di lavoro per i brand più famosi della fashion, ha inventato un particolare modello di retail e ha dato vita a LOOP, uno store in piazzetta Santagiuliana, nel cuore del centro storico di Treviglio, città in cui è nata e vive ancora. Come per Diletta non c’è una sola definizione – imprenditrice, creativa, influencer, personal shopper – anche il suo negozio non è solo un negozio, ma un luogo dove è possibile scoprire le parti più nascoste della personalità, quelle sepolte dalla convenzione e dai luoghi comuni, per esprimere il meglio di sé, con sicurezza e personalità, a qualsiasi età. LOOP è … una cabina armadio.

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Lei è un’appassionata di moda. Perché una cabina armadio e non un atelier? “Volevo creare uno spazio accogliente e protetto in cui qualsiasi donna si sarebbe sentita a proprio agio come in casa propria, in un’atmosfera intima e riservata. La cabina armadio è il riflesso del luogo più intimo di una donna. E la mia idea è stata quella di ricreare questa intimità, questo ambiente sicuro”. Anche negli arredi… “L’idea è nata a Natale del 2019 in collaborazione con i professionisti dello Studio 2046. Avevo in mente l’arredo che avrei voluto nel negozio, ma quando in modo del tutto casuale, a casa di uno degli architetti coinvolti, ho visto l’armadio, tutto ha preso forma; dovevo averlo in negozio perché quell’armadio rappresentava e rappresenta il mio concept store in cui chi entra non vede abiti ma look abbinati, combinazioni di capi diversi e personalizzati che attraggono anche la cliente che non ha piacere di essere servita, ma che può muoversi in autonomia, nella massima libertà”. Anche i colori non sono casuali: rosso e viola. Intensi, con forte personalità…”. “Sono ispirati al film Grand Budapest Hotel di Wes Anderson, un regista che amo moltissimo. È tutto collegato al concept: arredo, spazi, camerino, esposizione dei capi. LOOP non è semplicemente un negozio, ma un punto di ritrovo, un luogo dove è possibile venire a prendere anche solo un caffè, fare due chiacchiere e guardare le ultime collezioni. Ovviamente spero che chi entra compri sempre, ma mi interessa di più che si senta a casa, libera di esprimere anche i desideri più repressi”.


DILETTA CARMINATI UNO STILE OLTRE LE TENDENZE Quindi lei instaura una relazione con le sue clienti? “La relazione diretta è fondamentale e imprescindibile. Io accolgo le mie clienti, mi impegno a comprenderle e cerco di entrare nella loro psicologia, di creare un’empatia, di farmi conoscere e, offrendo loro la mia esperienza nel campo della moda, propongo un total look che le faccia sentire meglio. LOOP è soprattutto un’esperienza, non solo un retail per acquistare abiti, profumi o accessori con servizio personalizzato”. Che cosa intende per servizio personalizzato? “Per usare una sola frase: sono a diposizione delle mie clienti, sempre, a qualsiasi ora, di persona o da remoto. Le faccio degli esempi. Ho clienti dall’estero che mi seguono sui social e che comprano sul sito. Mi sono chiesta: come faccio a dedicarmi a chi non può venire in negozio? La risposta è stata: posso dialogare con le dirette video, durante le quali creo dei look rispondendo alle domande in tempo reale. Nel sito sono stati attivati tutti i sistemi di messaggistica che mi permettono di dare risposte tempestive e di tenere sempre aperto il canale di comunicazione. Questo è un modo per parlare e coccolare le clienti che fisicamente non possono venire a Treviglio. Ma ci sono altri servizi personalizzati. Nel raggio di 5 o anche 10 chilometri io vado a casa delle mie clienti con una selezione di capi, ascolto la cliente e con lei creo quegli abbinamenti che avrei potuto creare in negozio. È il servizio di concierge, una consulenza a domicilio”. Ma quanti capi può portare a domicilio per soddisfare una cliente? “Prima di andare a casa di una cliente c’è un confronto, un dialogo, si avvia una relazione. La cliente, entrando nell’aria riservata del sito, può compilare un breve questionario in cui mi dice che cosa le serve, per quale occasione, che capo preferisce, se gonna, abito intero o pantalone, giacca lunga o corta. E io vado a casa con quella selezione di capi che mi permetteranno di comporre i look che mi ha chiesto”. Ci riesce sempre? “È una questione di intuito. Se si instaura una buona relazione, se nasce quel feeling, sì, ci riesco”. Altri servizi che sono un mix tra fisico e virtuale? “Lo shopping su appuntamento. Se una cliente non può venire in negozio negli orari canonici, allora può fissare un appuntamento e può farlo sia nel sito sia chiamandomi. E poi ho un’idea che vorrei mettere in pratica a breve: il decluttering. Riordinare l’armadio, tenere i capi che valorizzano la persona che si è diventati oggi, lasciare da parte quelli che appartengono al passato e accettare i cambiamenti del tempo e non subire il tempo che passa. Significa dare spazio alla donna che sì è nel presente, dare valore alla propria personalità e al proprio modo di essere”. Gli antropologi e i sociologi del secolo scorso hanno definito la moda non solo una produzione merceologica ma la rappresentazione del sé. È d’accordo? “D’accordissimo. La nostra persona è il biglietto da visita della nostra personalità e dei nostri valori. È vero che non bisogna fermarsi all’involucro, ma se una persona è trasandata nel vestire lo è anche nel pensiero. Se una persona è attenta a sé stessa sarà sicuramente una persona attenta anche agli altri. Se una persona si veste con carattere e originalità, è una persona speciale per sé e per gli altri”.


Perché non ha fatto la stilista? “Magari un giorno disegnerò una linea di abiti, ma oggi preferisco entrare nella psicologia della mia cliente e creare un look solo per lei, specificamente per la sua personalità. Non si tratta solo di tendenze e stili, si tratta di inventare per singole donne, mixando codici, colori, tessuti e tagli di diverse collezioni, per creare stili originali all’insegna dell’eleganza. Fare una collezione è un po’ impersonale, io vorrei mettere a disposizione tutto quel che sono e che ho imparato al servizio delle altre donne che condividono i valori di libertà e di originalità di LOOP”. Che cosa si trova nel suo store? “Soprattutto cappotti, giacche e abiti, e poi profumi, scarpe e borse. Tutti prodotti di brand rigorosamente Made in Italy, che hanno grande attenzione alla qualità dei tessuti, dei materiali e al rispetto per l’ambiente. I profumi sono l’altra mia grande passione e per questo vendo solo profumi di nicchia, non industriali. Così come un abito è il biglietto da visita esteriore di una persona, io credo che il profumo sia il nostro biglietto da visita invisibile. Ognuno di noi ha una nota del cuore, ovvero l’essenza che ci caratterizza”. Cosa si fa ad individuare la “nota del cuore”? “Facendo dei test. Ma occorre conoscere il mondo delle essenze e per riuscire occorre studiare. E io lo sto facendo”. Che importanza hanno i profumi nell’offerta di LOOP? “I profumi sono fondamentali come gli abiti, come lo spazio di incontro e di confronto con le clienti. Nei miei progetti a medio termine ci sono LOOP Parfum, LOOP Cafè, LOOP Arte… per amplificare l’esperienza immersiva in un ambiente dove tutto è piacevolezza, serenità, eleganza e ci si può sentire a proprio agio”. Diletta, chi sono le sue clienti? Sono le donne che si vogliono bene. Qualche esempio? Mi vengono in mente alcune clienti, diventate amiche. Per esempio, Giusy, un’imprenditrice di lungo corso. Lei si vestiva sempre di bianco, di beige e di grigio. Piano piano dentro di lei, all’alba dei 60 anni, ha sentito il bisogno di cambiare. E LOOP l’ha aiutata in questo percorso. Innanzitutto, ha verificato che nel mio negozio ci sono tessuti di alta qualità, dalle fantasie anche stravaganti non facili da trovare. Poi ha influito sicuramente la personalizzazione del servizio e l’attenzione al dettaglio. Piano piano è nato un bel rapporto di conoscenza reciproca. Lei oggi ha un look completamente nuovo, dal colore dei capelli a quello degli abiti. È ringiovanita di dieci anni e io sono felice di averla accompagnata in questo percorso di cambiamento. Potrei citarne tante… Adriana, una delle cinque première di una famosissima casa di alta moda, a capo della sartoria che realizza abiti su misura da centinaia di migliaia di euro. O Elisa, impegnata anche lei nel campo della moda per top brand. Le mie clienti sono tante e diverse tra loro, ma tutte donne che lavorano, manager, imprenditrici, professioniste… giovani o meno giovani. Donne che si vogliono bene.

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Audi in Formula 1 dal 2026

Audi entra nella classe regina del motorsport. Dal 2026, la Casa dei quattro anelli parteciperà al Campionato mondiale FIA di Formula 1 con una power unit appositamente sviluppata. Il progetto avrà come centro nevralgico il Competence Center Audi Motorsport di Neuburg, nei pressi di Ingolstadt. È la prima volta da oltre dieci anni che un propulsore di Formula 1 viene realizzato in Germania.

Leonardo3 Museum, il museo dedicato a Leonardo da Vinci

Leonardo3 è un innovativo centro di ricerca che integra lo studio dei manoscritti, la ricerca tecnologica, la ricostruzione di macchine e la sperimentazione nel campo dell’edutainment. Il frutto di tutto questo viene proposto al pubblico nell’esposizione “Il Mondo di Leonardo”. Il team di ricerca di L3 ricostruisce in anteprima macchine e invenzioni che contribuiscono a scoprire un Leonardo assolutamente inedito. La missione di Leonardo3 è quella di studiare, interpretare e rendere fruibili al grande pubblico i progetti vinciani, impiegando metodologie e tecnologie sviluppate internamente. Ogni contenuto diventa quindi un’occasione unica di approfondimento, di grande impatto per il pubblico, grazie a contenuti di alto livello scientifico e alle modalità coinvolgenti. Sia i laboratori di ricerca sia tutte le produzioni L3 (modelli fisici e tridimensionali, libri, supporti multimediali, documentari, mostre e musei) dedicati all’opera di Leonardo da Vinci hanno ottenuto risultati di rilievo mondiale. Dal primo prototipo funzionante dell’Automobile di Leonardo, alla ricostruzione del Grande Nibbio e della Clavi-Viola, al primo modello fisico della Bombarda Multipla, al Grande Organo Continuo, oltre a interpretazioni virtuali e fisiche di innumerevoli altre macchine del genio vinciano. Info www.leonardo3.net/it/museo-di-milano/ 22


Discover Qatar: In con gli squali balena

Qatar Tourism / Jason Boswell

Ogni anno, in estate, gli squali balena si riuniscono nelle acque del Qatar per cibarsi di uova di tonno e per godere delle acque più fresche del Golfo Arabico. Il DMC Discover Qatar ha lanciato i tour “Whale Sharks of Qatar”, escursione di un giorno intero che includono la presenza di un esperto di squali balena a bordo della nave, oltre a una lezione interattiva sul pesce vivente più grande del mondo.


RISCHIAMO IL CRACK ALIMENTARE, ECONOMICO E OCCUPAZIONALE Tommaso Revera

ETTORE PRANDINI Se da un lato si preannuncia un autunno in cui saremo costretti a far i conti con il freddo per il

contenimento dei consumi, dall’altro sarà caldissimo sul fronte dei prezzi di gas, energia, prodotti alimentari e carburanti. Tra la guerra in Ucraina e l’insediamento del nuovo governo, non mancano le preoccupazioni per l’intero comparto agricolo. Ne parliamo insieme ad Ettore Prandini, Presidente nazionale di Coldiretti.

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Si preannuncia un autunno caldissimo per via degli spaventosi rincari dell’energia. Recentemente ha affermato che ‘rischiamo il crack alimentare, economico e occupazionale’. Come possiamo difendere l’autonomia alimentare che le imprese agricole italiane sono riuscite a conquistarsi con dedizione e sacrificio? “Mai come in questo momento, con una guerra alle porte dell’Europa e con una campagna elettorale in corso, credo sia fondamentale continuare a lavorare con questo governo come se dovesse lavorare anche per i prossimi mesi. Questo perché alcuni provvedimenti possono essere adottati e per questo ci attendiamo delle risposte. È vero che vi sono questioni da affrontare più di carattere europeo, come stabilire il tetto sul prezzo del gas, ma è pur vero che ce ne sono altre più di pertinenza nazionale, come per esempio la possibilità di scorporare il costo del gas da quello dell’energia o propendere per un nuovo, inevitabile, scostamento di bilancio per investire tutte quelle risorse che derivano dall’extra gettito che lo Stato ha incamerato, in virtù dell’aumento dei costi di gas, energia e carburanti, per calmierare costi divenuti per molte imprese insostenibili.

Secondo Ettore Prandini, Presidente nazionale Coldiretti, mai come ora è opportuno agire. Scorporare i prezzi di gas ed energia e reinvestire a sostegno del lavoro le risorse derivanti dall’extra gettito che lo Stato ha incamerato dall’aumento vertiginoso delle bollette sono due misure attuabili dal governo uscente


Mai come ora vanno fatte delle scelte: se non sosteniamo le imprese, le famiglie andranno sicuramente in difficoltà. Vanno bene gli aiuti sotto forma di bonus ma, purtroppo, nel quotidiano incidono poco; la perdita di un posto di lavoro, al contrario, pesa molto di più. Sostenere il lavoro diventa la prima vera forma in termini di risposta anche su temi di carattere sociale”. A rischio una stalla da latte su 10. Nell’immediato cosa potrebbe arginare questa emorragia che mette a rischio un’intera filiera produttiva? “Vi sono imprese energivore e gasivore, ovvero quelle aziende che per svolgere le proprie attività necessitano di grandi quantità di energia elettrica o di gas, e quelle che, al contrario, hanno consumi più ridotti. Per entrambe queste due tipologie vanno studiati interventi di carattere economico e sociale. Intervenire sulla filiera agroalimentare significa dare una risposta concreta per contenere il prezzo dei prodotti agroalimentari che finiscono sugli scaffali e vengono acquistati dai consumatori. Il nostro settore, inoltre, rispetto ad altri comparti produttivi, non può usufruire di ammortizzatori sociali come la cassa integrazione per i propri lavoratori non solo perché siamo esclusi ma soprattutto perché un’azienda agricola non si può fermare ed eventualmente riaprire a posteriori”. Stando ad una vostra indagine recente, un italiano su due sta già tagliando il carrello della spesa. Quali sono i prodotti alimentari che hanno risentito maggiormente di questa tendenza? “Frutta e verdura hanno risentito maggiormente degli effetti dei rincari: c’è stata una contrazione dei consumi molto significativa. Il rischio, però, è andando avanti non solo assisteremo ad una selezione per tipologia di prodotti ma che gli aumenti spingano addirittura i consumatori a comprare prodotti di bassa qualità pensando che costino meno. Scelte di questo tipo, però, impattano non solo sulla qualità della vita ma anche sulla salute dei cittadini stessi che saranno poi chiamati a curarsi sostenendo costi ben più elevati. C’è un altro dato meritevole di riflessione che in pochi sottolineano: quando si parla di carrello della spesa, se noi guardiamo quello che viene acquistato in un supermercato, solo il 30/35% riguarda la spesa alimentare; più del 65% riguarda prodotti per la cura del corpo e l’igiene domestica. La spesa agroalimentare, dunque, incide molto meno rispetto a quello che si crede. Tagliare la spesa alimentare, pertanto, garantisce al consumatore il risparmio più contenuto che si possa avere”. La filiera del falso cibo italiano è un altro tema su cui Coldiretti si batte con fermezza. Quali sono i migliori risultati raggiunti sino ad ora per contrastare le imitazioni come quelle statunitensi in ambito lattiero-caseario? “Mi fa piacere rispondere a questa domanda. Stiamo affrontando una crisi senza precedenti che, inevitabilmente, ci porterà a nutrire delle preoccupazioni significative in vista del prossimo autunno e del prossimo inverno. Negli ultimi decenni si è perseguita una linea che ci ha portato a ragionare solo ed esclusivamente in termini di emergenza che ha prodotto interventi sporadici a sostegno delle filiere: questo senza riflettere su interventi più strutturati, lungimiranti e pensati sul medio lungo periodo. In virtù di questo aspetto, sono sicuro che non dovremo disperdere nemmeno un centesimo delle risorse che verranno stanziato con il Piano nazionale per


gli investimenti complementari. Saranno di fondamentale importanza per colmare, una volta per tutte, quel gap infrastrutturale digitale ma anche materiale (trasporto su rotaia, collegamento portuale, centralità del Mediterraneo, ecc.) che pone l’Italia un gradino sotto rispetto ad altre nazioni. Se non sapremo sfruttare al meglio quest’opportunità, ne beneficeranno altri Paesi e il ritardo potrà divenire incolmabile. Far viaggiare i nostri prodotti in tutto il mondo, pur non potendo essere competitivi sulle quantità, ci consentirebbe di rappresentare la nicchia dell’eccellenza. Ad oggi, infatti, nonostante lo scenario tutt’altro che incoraggiante, le esportazioni agroalimentari continuano a registrare un trend soddisfacente (+20%) che fa ben sperare in vista del futuro. Accanto a questo, però, non va trascurato il tema della formazione: dobbiamo creare competenza in modo organizzato e coordinato, favorendo un sistema nazionale che apra le strade di possibile contatto con i canali della distribuzione mondiale senza più agire come singoli alla conquista di un determinato mercato. Se riuscissimo a mutuare quanto fatto dai francesi in tutti i propri settori produttivi, sarebbe già una grande conquista”. Rispetto ad altri settori produttivi sembrano che i giovani stiano tornando nei campi. Una risorsa su cui Coldiretti punta molto, non è così? “I giovani sono di fondamentale importanza per due aspetti: in primis perché fanno una grande innovazione (robotica, digitalizzazione e molto altro) contribuendo ad una maggior sostenibilità ambientale e, in secondo luogo, perché i giovani innovano in termini di testa, sono più orientati all’internazionalizzazione, al confort con gli altri mercati, al voler viaggiare nel mondo… Questo diventa un acceleratore per far crescere il valore che porta la redditività. Come i giovani si avvicinano, però, se ne vanno per cui se grazie al loro apporto accresco il valore della mia azienda agricola, divento più attrattivo non solo per i giovani che si affacciano al nostro mondo ma anche e soprattutto per il mercato. In quest’ottica, però, è bene attualizzare anche il metodo di insegnamento: è importante certamente conoscere radici e storia perché altrimenti non ci sarebbe futuro ma, al tempo stesso, andrebbero mostrati e conosciuti gli strumenti tecnologici che oggi le imprese ci mettono a disposizione. In tante filiere, per esempio, vantiamo una robotica molto avanzata ma non vi è personale in grado di utilizzarla. Non è vero che i ragazzi non hanno voglia, vanno solo più coinvolti e va spiegata loro dove sta la verità senza lasciarla solo ai social perché rappresentano una grandissima opportunità che può ricadere sui nostri settori produttivi”. Ci siamo lasciati alle spalle un’estate dominata dal grande caldo e dalla siccità. Se da un lato la stagione dei funghi è partita bene lo stesso non si può dire del miele il cui raccolto si è dimezzato… “Vero anche se concorrono una serie di problemi legati alla scarsa produzione del miele: la siccità, senz’altro, che ha prodotto un aumento esponenziale dei costi per le imprese, ma anche la drastica eliminazione di barriere, siepe ed alberi, posti a protezione dei campi che a mio avviso andrebbero ripristinate e che rappresentano un valore sul medio lungo periodo. Una scelta che, invece, molti imprenditori agricoli hanno compiuto per conseguire vantaggi più nel breve periodo avendo la possibilità di coltivare una fila di mais in più. Nello specifico la mappa italiana del miele registra crolli che vanno dal -15% della Calabria al -60% delle Marche, passando dal -50% di Lazio, Sardegna, Umbria, Abruzzo e Valle d’Aosta e arrivando al -80% della Basilicata. Sensibili diminuzioni (-30%) anche in Toscana, Sicilia e Molise, del 35% in Emilia Romagna e Puglia, mentre Veneto e Piemonte hanno perso il 30% della produzione. In Lombardia e Friuli, infine, è stato tagliato un quarto (25%) del raccolto mentre in Trentino Alto Adige è stato registrato un calo del 20%”. Bergamo e Brescia si apprestano a diventare Capitale della Cultura Italiana nel 2023. Sono previste iniziative particolari da voi promosse in vista del prossimo anno? “Assolutamente sì, il cibo è cultura. Stiamo lavorando sia con Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, che con Emilio Del Bono, Sindaco di Brescia, oltre che con Fabio Rolfi, Assessore all’Agricoltura di Regione Lombardia, per proporre una serie di iniziative in entrambi i capoluoghi di provincia. Brescia e Bergamo, del resto, rappresentano la quasi totalità delle filiere agroalimentari con una biodiversità talmente variegata purtroppo poco conosciuta in primis dai bresciani e bergamaschi stessi. Un’occasione unica per rimarcare la centralità della cultura abbinata al comparto agroalimentare e per aprirci al mondo delle scuole”. 26

ETTORE PRANDINI:

RISCHIAMO IL CRACK “Intervenire sulla filiera agroalimentare significa dare una risposta concreta per contenere il prezzo dei prodotti agroalimentari che finiscono sugli scaffali e vengono acquistati dai consumatori”



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BENTORNATA Ph. Paolo Biava


Giorgio Gori

LA FIERA DI SANT’ALESSANDRO SI CONFERMA UN APPUNTAMENTO DI RIFERIMENTO PER IL SETTORE PRIMARIO E UNA GRANDE FESTA PER I SUOI TANTI APPASSIONATI: 40MILA ALLA FIERA DI BERGAMO

La Fiera di Sant’Alessandro di Bergamo si conferma un appuntamento imperdibile per gli operatori del settore Primario e per i suoi tanti appassionati. La rassegna regionale organizzata in Fiera Bergamo da Bergamo Fiera Nuova e Promoberg, dopo l’ottima partenza registrata sin dall’apertura nel primo pomeriggio giorno, durante tutto il weekend ha continuato a richiamare il pubblico delle grandi occasioni e ha chiuso i battenti con numeri che la confermano tra gli eventi di riferimento nel panorama regionale. Dopo la buona crescita (+5%) del numero d’imprese - 172, provenienti da tredici regioni italiane, per una ventina di categorie merceologiche che ben hanno rappresentato tutto il comparto; e poi oltre 500 animali, tra cui 250 cavalli e 220 capi bovini - è arrivata anche la bella risposta del pubblico: 40mila le persone che hanno partecipato alla kermesse (nel 2021 erano state 35mila), animando con tanto interesse ed entusiasmo i 50mila metri quadrati complessivi (14mila al coperto) dedicati alla rassegna. Un percorso che ha armonicamente proposto un ‘giro d’Italia’ tra le cose buone e belle dell’agroalimentare, della zootecnia, dei macchinari (sempre più hi-tech e importanti per lavorare in sicurezza), del settore equestre. Inoltre, una nutrita agenda di eventi collaterali, tra i quali citiamo la storica rassegna zootecnica, i concorsi internazionali ed europei dedicati al cavallo purosangue arabo, gli appuntamenti formativi dedicati ai cambiamenti climatici, alla sicurezza (sui luoghi di lavoro, degli alimenti e della loro tracciabilità), e all’anagrafe degli equini. Molto soddisfatti gli organizzatori, per un risultato che è frutto di una costruttiva collaborazione.


BENTORNATA

GIUSEPPE EPINATI, AMMINISTRATORE UNICO DI BERGAMO FIERA NUOVA SPA PROPRIETARIA DELL’IMMOBILE DELLA FIERA LE SUE PAROLE ALLA PRESENTAZIONE DELLA FIERA DI S.ALESSANDRO

“Dopo aver superato con grande impegno la dura prova della pandemia, mettendo

a disposizione la struttura per vitali scopi sanitari e sociali evidenziati dai media di tutto il mondo, la Fiera di Bergamo da quest’anno è tornata nel pieno delle sue attività, garantendo spazi flessibili, funzionali e moderni. Il nostro polo fieristico è tornato ad essere un fondamentale luogo d’incontro e confronto tra il mondo delle imprese e del lavoro, tra gli operatori dei vari settori economici e il grande pubblico, formato spesso da intere famiglie, come nel caso della Fiera di Sant’Alessandro, da noi organizzata con la preziosa collaborazione di Promoberg. In tale contesto, ho dato con molto piacere il benvenuto al nuovo presidente di Promoberg, Luciano Patelli, subentrato nel luglio scorso al dott. Fabio Sannino. Ringraziando Sannino per il lavoro svolto, con la nomina di Patelli usciamo dalla fase transitoria (protrattasi anche a causa della pandemia) per intraprendere il percorso tracciato dai 19 soci di Promoberg, espressione dell’intero mondo economico associativo bergamasco.Trasmetto a Patelli gli auguri più sentiti di buon lavoro, garantendogli tutta la massima collaborazione di Bergamo Fiera Nuova, con l’auspicio che il rapporto tra le nostre due realtà si rafforzi sempre di più, nel solco di una sinergia leale e costruttiva, per conquistare insieme nuovi importanti traguardi a sostegno dell’economia e della promozione del nostro territorio in Italia e nel mondo: se facciamo rete, possiamo davvero raggiungere degli obbiettivi di alto profilo. Abbiamo lavorato molti mesi per accogliere nel miglior modo possibile le imprese e i visitatori della Fiera di Sant’Alessandro. Anche quest’anno i dati della rassegna confermano la bontà del progetto e l’ottima collaborazione con Promoberg: 50mila metri quadrati di superficie, oltre 170 imprese provenienti da 13 regioni, circa 500 animali (tra cui 220 bovini in rassegna e oltre 250 cavalli, tra cui un centinaio in concorso). Desidero ribadire i punti cardine del mio mandato: garantire tutta la sicurezza necessaria agli utenti della Fiera e rispettare le normative, che vanno monitorate e gestite con le necessarie competenze e portate avanti con adeguati interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Il nostro polo fieristico è un’eccellenza di Bergamo; un patrimonio importante per lo sviluppo e la promozione della Bergamasca in Italia e nel mondo. Una fiera, probabilmente l’unica in Italia, che confina con un aeroporto internazionale, il terzo scalo in Italia per numero di passeggeri: una risorsa che va utilizzata nel migliore dei modi, per far diventare la nostra fiera e il nostro territorio, sempre più internazionali. Oltre a Promoberg, ringrazio tutte le imprese che hanno creduto nella nostra manifestazione e le tante realtà che, a vario titolo, hanno reso possibile allestire anche quest’anno una vetrina d’eccellenza del

settore Primario”. IN CHIUSURA DELLA MANIFESTAZIONE “Speravamo in un successo, in particolare per le imprese coinvolte: la risposta del pubblico è stata davvero molto positiva, andando oltre le nostre previsioni più rosee. La partecipazione di oltre 170 imprese arrivate da ben tredici regioni, sommata a quella dei rappresentanti delle istituzioni (intervenuti numerosi all’apertura della manifestazione) e delle associazioni del settore, confermano la fiducia che c’è nei confronti della nostra Fiera e del nostro modo di operare. Riteniamo importante valorizzare ulteriormente il nostro polo fieristico in chiave internazionale, grazie anche al confinante aeroporto internazionale di Orio al Serio, che collega la nostra città con tutta Europa, per sostenere ulteriormente le imprese e il territorio”.

LUCIANO PATELLI, NUOVO PRESIDENTE DI PROMOBERG

Luciano Patelli, presidente di Promoberg Srl: “Pur essendo già stato impegnato attivamente negli ultimi tre anni nelle vesti di vice presidente di Promoberg, il mio debutto da nuovo presidente della società che gestisce le attività della Fiera è stato molto emozionante e gratificante, con risultati di imprese e pubblico davvero molto significativi.Visto la difficile situazione in atto da molti mesi, non è stato per nulla semplice allestire una manifestazione con così tante imprese e un programma di eventi davvero ampio e incentrato sui temi più sentiti da parte degli operatori e delle famiglie. Grazie ad un ottimo gioco di squadra, la Fiera di Sant’Alessandro è stata quest’anno più che mai un’importante opportunità per le imprese di fare business e presentare le loro attività, fondamentali per la nostra economia, ma anche per gli stili di vita di tutti noi, improntati sempre di più sulla qualità, sulla tutela e sulla sostenibilità alimentare e ambientale. La FdSA ha dato una mano a far ‘ripartire’ sia il settore Primario sia le attività a pieno ritmo di Promoberg, sempre in prima linea per sostenere lo sviluppo e la promozione del nostro territorio anche a livello internazionale”. 30


TUTTI IN FIERA APPASSIONATAMENTE Un bel numero di autorità e personaggi politici non ha voluto disertare l’appuntamento con l’inugurazione della tradizionale Fiera di Sant’Alessandro, stante anche la campagna elettorale. Presenti candidati, paracadutati altrove e non, ricandidati e segati, ancor prima di poter essere giudicati dagli elettori. Grande delusione nella Lega per la non ricandidatura a Roma di Belotti e Ribolla. Anche nel loro partito i posti se li sono accaparrati i più marpioni. Nel PD Misiani e Carnevali candidati altrove per la paura di perdere nel loro territorio, la Senatrice Gallone rischia, dopo il cambio di casacca, di perdere quell’elettorato di destra che l’ha sempre sostenuta.

Ph. Paolo Biava


BENTORNATA Tra gli eventi più attesi della manifestazione, la rassegna zootecnica che

ha avuto il suo culmine nella giornata conclusiva con l’incoronazione delle tre ‘Regine di razza bovina’. Come sempre la commissione dei giudici composta da Giulio Campana, Gualtiero Bassani, Sergio Borella, Claudio Fasolini, Giuseppe Oberti e Massimo Zenoni - ha analizzato nei minimi dettagli tutte le caratteristiche che rendono i capi degni di tale importante riconoscimento (con il classico campanaccio al collo e la pergamena per i proprietari). Grande interesse anche per la decima edizione del concorso internazionale di Bergamo del Cavallo purosangue arabo, a cui si è aggiunto quest’anno il campionato europeo per gli esemplari di linea egiziana (Egyptian event Europe). Infine, oltre le attese anche la partecipazione ai diversi momenti informativi e formativi promossi da Coldiretti, con il sostegno della Camera di Commercio, industria, artigianato e agricoltura di Bergamo e dell’associazione BergamoScienza; dall’Azienda di tutela della salute (Ats) di Bergamo, in collaborazione con Regione Lombardia e Inail.

Ph. Paolo Biava


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PORSCHE FESTIVAL

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UN CIRCUITO DI EMOZIONI LUNGO UN WEEKEND DALL' 1 AL 2 OTTOBRE


Il Porsche Festival, giunto alla sua settima edizione, si prepara a prendere il via il primo weekend di ottobre (sabato 1 e domenica 2). Ad ospitare l’evento il Porsche Experience Center Franciacorta che, con i suoi 60 ettari, è pronto ad accogliere migliaia di Porschisti e appassionati da tutta Italia. Il ricco programma del weekend prevede numerose esperienze in pista con le sportive della Casa di Zuffenhausen, percorsi off-road, taxi drive a bordo delle GT3 Cup guidate dai piloti della Porsche Carrera Cup Italia, una Drifting Academy per momenti di adrenalina sulla pista a bassa aderenza e grandi celebrazioni nel segno della condivisione e del piacere di stare insieme. A partire da quest’anno anche le persone con disabilità avranno la possibilità di vivere l’emozione di guidare le sportive Porsche in pista grazie all’ausilio di un dispositivo di guida installato sulle vetture del parco auto del Porsche Experience Center Franciacorta.

“Il

Porsche Festival è un appuntamento fisso nel calendario di tutti gli amanti del nostro Marchio. Durante questa due giorni di evento migliaia di Porsche appartenenti ad ogni epoca e altrettanti clienti e appassionati si ritrovano in un unico spazio che si anima della genuina passione per le nostre vetture.” - racconta Massimiliano Cariola, Direttore Marketing di Porsche Italia. “Quest’anno il Porsche Festival sarà anche teatro di importanti festeggiamenti: dai 50 anni della Carrera RS al 70°anniversario dei Porsche Club, che celebreremo con la presenza di esemplari che hanno fatto la storia del nostro brand”.


Il Porsche Village ospiterà diverse aree tematiche tra cui l’Area Innovation con la gamma Taycan, l’Area Classic dedicata ai modelli storici Porsche, le aree dedicate alle community Porsche Sci Club e Porsche Green Club, la Motorsport Area e un intero salone a cielo aperto Porsche Approved per chi non vuole lasciarsi scappare l’occasione di tornare a casa con una Porsche. Grandi e piccini potranno inoltre intrattenersi con attività ludiche come il minigolf, il basket, il ping pong e il simulatore del surf allestiti all’interno del boulevard del Porsche Experience Center, dove si troverà anche l’Area Food. All’interno del Customer Center, l’iconica struttura ad archi del Porsche Experience Center Franciacorta, ci saranno le aree Exclusive Manufaktur, l’area Kids per il divertimento dei più piccoli e l’Area E-Kart per una sfida tra amici a bordo di kart elettrici con diverse mappature di velocità; mentre il Porsche People Excellence Center, il centro training del PEC Franciacorta, aprirà per la prima volta le porte al grande pubblico.

PORSCHE FESTIVAL

2022

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Un intero spazio sarà dedicato anche ai Porsche Club che quest’anno festeggiano al Porsche Festival il 70° anniversario con l’esposizione di 70 modelli iconici. Saranno inoltre esposti modelli storici provenienti dal Porsche Museum di Stoccarda ed esclusivi esemplari moderni, alcuni dei quali ripercorreranno la storia della Carrera RS, che quest’anno celebra il 50° anniversario. Una delle grandi novità del programma del Porsche Festival 2022 sarà la premiazione del Concorso di Restauro, giunto anch’esso alla sua settima edizione e tradizionalmente ospitato dalla Fiera Auto e Moto D’epoca di Padova. Durante il weekend verrà infatti svelato il podio delle vetture finaliste, ovvero i migliori lavori di restauro di Porsche Classic eseguiti durante l’anno dai Centri Porsche e i Centri Assistenza Porsche. Le due giornate culmineranno nelle tradizionali parate sul circuito del Porsche Experience Center Franciacorta, con l’obiettivo di battere il record di auto presenti in pista stabilito lo scorso anno. Per scoprire il programma del Porsche Festival 2022 visita: https://eventi.porscheitalia.com/evento/porsche-festival-2022/

PORSCHE EXPERIENCE CENTER FRANCIACORTA COMPIE UN ANNO Nel suo anno di debutto il Porsche Experience Center Franciacorta ha ospitato più di 22.000 visitatori da tutto il mondo. L’ottavo dei nove Experience Center esistenti è stato infatti pensato per un pubblico italiano ma sono ben 54 le nazionalità di provenienza di coloro che lo hanno visitato nei suoi primi 12 mesi di attività. Ad attrarre il grande pubblico di clienti e appassionati non solo i programmi di guida offerti ma la combinazione vincente tra posizione geografica e location, esperienze di brand e offerta lifestyle. Oltre alle 5 piste disponibili - dalla velocità all’off-road, dalla bassa aderenza all’area dinamica - il Porsche Experience Center Franciacorta coniuga l’eccellenza dell’automotive con l’eccellenza dell’italianità. “Il Porsche Experience Center Franciacorta ha avvicinato più persone al nostro Marchio, anche chi non è da sempre un appassionato Porsche” – racconta Pietro Innocenti, Amministratore Delegato di Porsche Italia. “C’è chi viene al PEC per spingere al massimo la propria Porsche ma anche chi viene per vivere una giornata fuori dall’ordinario all’interno di uno spazio esclusivo che offre esperienze memorabili. Dai nostri pacchetti di guida in pista ma non solo: il Ristorante Speedster, la pista di go-kart elettrici, la piccola collezione di vetture che hanno fatto la storia del nostro Marchio.”


IL COMMERCIALISTA DEI 4000 MASSIMILIANO SERRA NELL’ESCLUSIVO CLUB DI CHI HA SCALATO 30 CIME DELLE ALPI OVER 4000

"Lo scioglimento dei ghiacciai è il segnale più eclatante dello stravolgimento climatico che stiamo vivendo. Dobbiamo cambiare rotta in fretta".

La cresta del Rochefort

La cresta del Nadelhorn La cima del Monte Bianco

La traversata del Breithorn

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La croce sulla cima del Cervino


C’è un Club che ha sede presso il CAI di Tori-

no che in pochi conoscono. È molto esclusivo e vi hanno accesso solo gli alpinisti che hanno scalato almeno 30 delle 82 cime delle Alpi che superano i 4000 mila metri, come risulta dall’elenco ufficiale UIAA (Unione Internazionale Associazioni Alpinistiche). Da qualche mese ne fa parte anche il bergamasco Massimiliano Serra che raggiungendo la vetta del Monte Nadelhorn, alto 4327 mt. nelle Alpi Bernesi, accompagnato dalla guida valdostana Edmond Joyeusaz, ha raggiunto l’obiettivo di entrare nel prestigioso Club.

Come nasce questa incredibile collezione di vette oltre i 4

mila metri? “Mio padre mi ha trasmesso fin da bambino la passione per la montagna. Ho iniziato con le vie di roccia sulle Dolomiti negli anni in cui frequentavo il Liceo Sarpi ed è lì che ho intrapreso un lungo e impegnativo percorso, camminando sopra le nuvole, oltre i 4000 metri, nelle montagne che si dividono tra la Valle d’Aosta, la Francia e la Svizzera. L’elenco delle vette conquistate comprende, oltre al più alto, il Monte Bianco, la famosa cresta dei Lyskamm, il Dente del Gigante, l’Aiguille de Rochefort... ma il ricordo più emozionante è sicuramente legato al Cervino che ritengo sia la ‘montagna perfetta’, così come la disegnano i bambini”. La montagna sta cambiando? “Lo scorso anno ho raggiunto Punta Penia sulla Marmolada dalla via normale e la recente tragedia mi ha particolamente scosso ed è un monito su come abusiamo delle risorse del pianeta. La mia esperienza in alta montagna mi ha mostrato come, di anno in anno, stiano morendo i ghiacciai, ed è l’avvertimento che deve farci cambiare in fretta rotta, il segnale forse più eclatante di uno stravolgimento climatico davanti a noi tutti”. Cosa fa quando non è sopra le nuvole? “Sono un commercialista e faccio la spola tra gli studi di Bergamo e di Milano. Insieme ad Alberto Manaresi e Romina Rossi, abbiamo costituito lo Studio SMR a Bergamo con sede in via Mazzini. Abbiamo poi raddoppiato il nostro impegno e i nostri servizi e siamo ora presenti, con uno studio in viale Sondrio 5, anche a Milano, la città italiana più europea, che sta guidando la crescita economica e culturale del Paese. La mia attività si concentra nella consulenza ai passaggi generazionali nellle aziende e alle operazioni straordinarie e societarie. Coordino anche un team di avvocati penalisti e di consulenti aziendali, dedicato alla redazione dei modelli di organizzazione e gestione 231. L’esperienza professionale mi ha fatto considerare l’adozione del modello 231 soprattutto come un’opportunità per le aziende di dotarsi di procedure e di organizzazione utili all’ordinaria gestione e non solo nelle criticità patologiche”.

MASSIMILIANO SERRA Laureato nel 1995 in Economia Aziendale presso l’Università Bocconi dove ha successivamente frequentato il Master in diritto tributario per l’impresa diretto dal prof. Uckmar e nel 2019 in Scienze dei Servizi Giuridici presso la facoltà di Giurisprudenza di Milano Bicocca con una tesi sul Modello 231. Attualmente è sindaco e revisore di diverse società, fondazioni ed onlus. È stato Vicepresidente di COBE Direzionale Spa e sindaco di TEB Tramvie Elettriche Bergamasche Spa. È presidente del Collegio dei revisori della Fondazione di religione e culto Battaina. È Consigliere comunale a Bergamo dal 2014, capogruppo del Partito Democratico, componente dell’Ufficio di Presidenza e della Commissione Bilancio. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti

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20° MEMORIAL MARIO STOPPANI

TORNANO LE FRECCE TRICOLORI NELL’ALTO SEBINO CON IL 20° MEMORIAL MARIO STOPPANI Nell’Alto Sebino nei giorni di sabato 10 e domenica 11 settembre si è svolto il 20° Memorial

Mario Stoppani. Un’edizione indimenticabile che ha visto come protagonisti i tre Comuni di Lovere, Costa Volpino e Pisogne uniti insieme per accogliere il sorvolo della Pattuglia Acrobatica Nazionale. Grazie al grandissimo lavoro dell’ASD Comandante Mario Stoppani insieme alle Amministrazioni Comunali, all’autorità di Bacino e all’Aeroclub di Sondrio il 20° Memorial Stoppani la manifestazione, dopo due anni di stop forzato, è tornata in scena con un programma ricco di iniziative tra cui: mostre, convegni, villaggio aeronautico, festival degli aquiloni, voli in idrovolante, mongolfiera ed elicottero che insieme a tanti aerei, amici piloti di idrovolante e acrobati hanno animato le due giornate di festa. L’evento che è culminato con il passaggio delle FRECCE TRICOLORI che alle ore 15.00 hanno squarciato i cieli dell’Alto Sebino con un bellissimo tricolore, unica comparsa delle PAN nella bergamasca. Le Frecce Tricolori hanno eseguito un maestoso sorvolo in formazione sul lungolago di Lovere per ricordare Mario Stoppani, il più grande pilota di idrovolanti di tutti i tempi, e salutare tutto il pubblico di appassionati che ogni anno si raccoglie sulle sponde del lago in occasione del raduno aereo a lui dedicato. La partecipazione della PAN a questa edizione è il massimo traguardo per poter ricordare il loverese Mario Stoppani, asso dell’Aviazione della Prima Guerra Mondiale, che venne decorato con due Medaglie d’Argento al Valore Militare e successivamente collaudatore di oltre 100 aerei, nonché trasvolatore del Mediterraneo e dell’Atlantico e detentore di numerosi record mondiali sulla distanza per gli idrovolanti. Il pubblico è rimasto estasiato anche dalla manifestazione area acrobatica che ha visto protagonisti dei cieli, dopo le FRECCE TRICOLORI, i piloti Andrea Pesenato (CAP-231) campione italiano 2022 di acrobazia aerea, Maurizio Costa (PITTS), Livio Consonni e Luca Fratini (Pattuglia Autogiro Magni), Luca Ballerio (Elicottero 206), Graziano Mazzolari (SuperBingo), 46 Aviation con Danielle the Walking Wings. Ph: Alfredo Stella

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Ph: Germano Fedriga

Ph: Germano Fedriga


20° MEMORIAL MARIO STOPPANI

Il programma della manifestazione ha anche toccato la sfera cultura con due appuntamenti nella giornata di sabato 10 settembre: il convegno “D’ANNUNZIO E STOPPANI: UNA AMICIZIA VOLANTE” tenutosi presso l’Accademia Tadini di Lovere con ospiti d’eccezione quali l’Assessore all’Autonomia e Cultura di Regione Lombardia, Stefano Bruno Galli e Bianca Capello, storica e critica del gioiello e l’appuntamento con il Sapiens Festival 2022 a Costa Volpino con l’Ospite Ilaria Ziglioli, avvocato dell’ESA (European Space Agency). Mario Caroli, Presidente dell’ASD “Comandante Mario Stoppani” e ideatore della prima edizione del Memorial Stoppani nel 1995, ha sottolineato come fra gli obiettivi dell’Associazione vi sia proprio la promozione e valorizzazione della cultura aeronautica sul lago d’Iseo e in Valle Camonica. Per questo motivo, in occasione di questo Memorial Stoppani è stato inaugurato il progetto delle prime due idrosuperfici del lago d’Iseo nelle acque antistanti i Comuni di Marone e Lovere. Un progetto quelle delle idrosuperfici che si sposa con Mario Stoppani grande pilota e collaudatore di idrovolanti e che finalmente potranno aprire la strada verso il tema dell’avioturismo. Un Memorial indimenticabile per tutto il territorio che ha messo d’accordo tutti sotto la stessa bandiera del tricolore. Un appuntamento unico e memorabile.

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TORNANO LE FRECCE TRICOLORI NELL’ALTO SEBINO CON IL 20° MEMORIAL MARIO STOPPANi

IL PROGETTO IDROSUPERFICI DEL LAGO D’ISEO Da oltre 10 anni si cercava di smuovere le acque per realizzare delle idrosuperfici sul Sebino, finalmente nel 2019 grazie

alla lungimiranza del nuovo Presidente dell’Autorità di Bacino dei Laghi di Iseo Endine e Moro, Alessio Rinaldi e dei suoi consiglieri Federico Baiguini e Francesca Bertolini, si è avviato inarrestabile l’iter per creare due idrosuperfici una a Marone ed una a Lovere. Lo studio generale sulla fattibilità ha coinvolto tutti gli enti preposti ed è stato coordinato dall’arch. Giuseppe Ferrari che ha poi curato nello specifico anche il progetto di Marone, mentre il progetto dell’idrosuperficie di Lovere è stato curato dall’Arch. Bellogini. Per entrambi gli studi è stato coinvolto per la parte legata al volo ed alle caratteristiche dei velivoli interessati, Max Barro, Vicepresidente della Scuola di Volo Vittoria Alata e pilota di idrovolante VDS, rappresentante dell’Aviazione Marittima Italiana sul lago d’Iseo. Una idrosuperficie non è altro che uno spazio acqueo pubblico che non viene interdetto al traffico se non nelle fasi di decollo ed ammaraggio dei velivoli. In fase di flottaggio (spostamento in acqua del velivolo), l’idrovolante diventa a tutti gli effetti un natante con le stesse regole valide per le imbarcazioni. In Italia sono attivi una decina di Idrovolanti da 4 a 6 posti di Aviazione Generale ed una ventina di Idrovolanti VDS a due posti. Pertanto il traffico su queste idrosuperfici sarà molto limitato e non disturberà sicuramente le normali attività da diporto del lago o chi pacificamente passeggia sul lungolago. Sicuramente ogni volta che ammarerà un idrovolante sarà una grande festa poiché tutte le persone presenti sul lungolago, in particolar modo i bambini, osserveranno queste splendide macchine trasformarsi da aereo in barca e viceversa. Come in una gita in moto o barca, gli idrovolantisti si recheranno per turismo a Marone e Lovere, ormeggeranno l’idrovolante e dopo aver mangiato in un ristorante e fatto divertire le persone sul lungolago, riprenderanno la via di casa.


Partenza da Città Alta, discesa sulla direttrice di Borgo Palazzo, Seriate, Brusaporto, Bagnatica

LA CICLOVIA DELLA CULTURA Sarà

un tratto ciclabile lungo 75 km che collegherà le mura di Bergamo con il complesso San Salvatore-Santa Giulia e il Capitolium di Brescia. A questi 75 km si aggiungeranno altri 11 anelli ciclabili per un totale di altri 70 km: un progetto ambizioso quindi che tende a valorizzare territori di grande bellezza, perfetti da godersi in e-bike. Ideata e presentata da Christian Novak e Mariasilvia Agresta del consorzio Poliedera del Politecnico di Milano, è la prima ipotesi del percorso, già verificata con diversi sopralluoghi. Partendo da Bergamo, si collegherà la ciclovia del Parco del Serio per passare dai borghi di Brusaporto, Costa di Mezzate e Montello.

Il percorso prosegue

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Il tratto di Gorlago-Chiuduno sarà distanziato rispetto la strada provinciale mentre tra Grumello del Monte e Castelli Calepio sarà possibile di percorrere due giri ad anello.Per quanto riguarda il lago d’Iseo varrà raggiunto seguendo il percorso ciclabile della Rosta.


Il percorso prosegue alla pagina accanto da sinistra.

La Riserva Naturale delle Torbiere sarà la protagonista del primo tratto della ciclovia, che collegherà poi la bellissima Franciacorta passando dai borghi di Provaglio d’Iseo, Borgonato e i Castelli di Passirano, Bornato e Paderno Franciacorta. Il percorso prosegue alla pagina seguente


LA CICLOVIA DELLA CULTURA Da qui la ciclovia continuerà per la via dei meravigliosi vi-

gneti tra Gussago e Cellatica per poi addentrarsi nella città di Brescia.

“Essendo le due ciclovie provinciali già sostanzialmente attive, i comuni hanno già realizzato diversi tratti ciclabili ma spesso questi non hanno la qualità adatta per un percorso cicloturistico di livello internazionale, perché molto minimali e deteriorati nel tempo. – ha spiegato Christian Novak del Politecnico di Milano – La cosa più importante che questo progetto farà è un’opera di manutenzione straordinaria molto diffusa sui tratti ciclabili esistenti. La stima è che ci saranno circa 10-20 km di piste nuove da realizzare, ma bisogna soprattutto usare i tracciati già presenti e riqualificarli”. Il progetto incrocerà poi altre importanti piste ciclabili, come quella dell’Oglio, la Monaco-Milano o quella della Valle Seriana, in modo da creare una rete di collaborazione per tutta la ciclabile europea. Un progetto per TUTTI, da fruire in SICUREZZA • Un progetto culturale deve essere fruibile a tutti: bambini e adulti, persone fragili e in forma, in bicicletta, a piedi e in handbike • Un percorso protetto su piste ciclabili, tracciati campestri a traffico limitato, nei centri storici a traffico locale Saranno installate, inoltre, segnaletica stradale e cartelloni- • Un percorso che si distanzi dove possibile da stica informativa, così da valorizzare e rendere chiari i per- fonti di inquinamento • Un percorso con intersezioni sicure corsi. • Un percorso con materiali di fondo confortevoli, sicuri e Un bellissimo progetto che sancisce una sinergia impor- a basso impatto ambientale tante, oltre che per i due comuni, per tutto il Nord Italia, • Alcune infrastrutture strategiche per teso a promuovere il rilancio socio-economico e culturale superare in sicurezza e con bellezza punti dell’area e alla valorizzazione del patrimonio culturale del critici e valorizzando le opere esistenti territorio. Il percorso della ciclovia culturale toccherà circa 800 beni di interesse storico-culturale, 3 parchi regionali, 3 parchi di interesse sovracomunali, la riserva naturale delle Torbiere del Sebino, le affascinanti colline del Franciacorta e i meravigliosi paesaggi del lago d’Iseo.

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La valenza culturale del percorso come guida del progetto. Un filo che permette di fare una esperienza di immersione nel paesaggio culturale fra le due città • Patrimoni UNESCO (mura venete di Bergamo città fortificata, Complesso di San Salvatore e Santa Giulia e area archeologica del Capitolium) • Castelli, monasteri, ville, centri storici, borghi, cascine • Sitemi museali, grandi musei e musei del territorio • Insediamenti di archeologia industriale, filande, mulini, dighe • Aree naturali, siti natura 2000, ambiti fluviali, torbiere del Sebino (in punta di piedi) • Archeologia del territorio e riscoperta delle antiche strade di collegamento (via Gallica), vie medioevali e ferrovie storiche • Patrimoni immateriali (tradizioni, espressioni orali, arti dello spettacolo, rituali, eventi festivi, artigianato, pratiche agricole) • Paesaggi enogastronomici, vigenti, uliveti, terrazzamenti, cantine, agriturismi • Paesaggi lacunari, navigazione, imbarchi, lungo laghi


BERTONE RUNABOUT 1969

TROPPO AVANTI

LA FUTURISTICA RUNABOUT DELLA COLLEZIONE ASI BERTONE CONQUISTA IL TROFEO GRAN TURISMO AL CONCORSO D’ELEGANZA DI PEBBLE BEACH

La futuristica concept-car Autobianchi Runabout del 1969 proveniente dalla Collezione ASI Bertone ha conquistato il prestigioso Trofeo Gran Turismo nell’ambito del Concorso d’Eleganza di Pebble Beach, svoltosi domenica 21 agosto sulla costa californiana di Monterey, USA. Il Presidente dell’ASI, Alberto Scuro, ha condotto la vettura sulla passerella più importante del mondo ed ha ritirato il premio visibilmente emozionato per il significativo riconoscimento ottenuto. “Sono tre volte orgoglioso – ha dichiarato Scuro al termine della premiazione – prima come Presidente ASI, poi come appassionato di motorismo storico e naturalmente come italiano. ASI si è fatto nuovamente portabandiera della cultura motoristica italiana di fronte al gotha mondiale del collezionismo e degli esperti di settore. La Runabout è stata selezionata per partecipare al Concorso di Pebble Beach grazie alle sue peculiarità stilistiche e alla sua unicità, le stesse caratteristiche che hanno portato alla sua tutela e protezione da parte del Ministero della Cultura, così come per tutti gli altri esemplari della Collezione Bertone acquisita dall’ASI nel 2015 e divenuta patrimonio del nostro Paese e di tutti gli italiani”. La Collezione ASI Bertone, infatti, si è riconfermata attrazione di interesse mondiale e gli esemplari unici che la compongono vengono sempre più richiesti dagli eventi più esclusivi, come il Concorso d’Eleganza di Pebble Beach, che per la 71^ edizione ha inserito la Bertone Runabout nella categoria “Postwar Preservation” dedicata alle auto del dopoguerra conservate. Come “Best of Show” del Concorso è stata eletta la Duesenberg J Figoni Sports Torpedo del 1932.


La Bertone Runabout, esposta insieme agli altri 78 esemplari della Collezione ASI Bertone presso il Museo Volandia di Malpensa, venne presentata al Salone dell’Automobile di Torino del 1969 nello stand della Carrozzeria Bertone. Si trattò di un esercizio di stile ad opera del designer Marcello Gandini che non rimase fine a se stesso, perché da questa “concept car” sarebbe nata, tre anni dopo, la piccola sportiva Fiat X1/9. La Runabout ha uno stile di ispirazione nautica: il piccolo parabrezza, la mancanza delle porte e il rollbar alle spalle dei sedili ne sottolineano il carattere sportivo e l’essenzialità votata al puro piacere di guida. Elementi di spicco sono i proiettori anteriori montati lateralmente sul rollbar, che lasciano completamente sgombro il frontale a cuneo. La parte posteriore mette in evidenza la coda tronca e lo sbalzo oltre le ruote praticamente nullo. Anche l’abitacolo è votato all’essenzialità, con il solo tachimetro sulla plancia anch’esso di foggia nautica.

L’architettura meccanica della Runabout prevede il motore 4 cilindri di 1.116 cc della coeva Fiat 128 montato in posizione posteriore-centrale. La vettura sfoggia il marchio Autobianchi, poiché originariamente pensata come variante sportiva dell’utilitaria A112.


UNA CAPITALE AL KILOMETRO ROSSO, ACCADEMIA CARRARA DI BERGAMO E PINACOTECA TOSIO MARTINENGO DI BRESCIA, INSIEME, PER IL 2023, NEL NOME DI RAFFAELLO

Il 2023, anno in cui Bergamo e Brescia saranno Capitale Italiana della Cultura, è sempre più vicino e le Pinacoteche delle due città, Accademia Carrara e Pinacoteca Tosio Martinengo, proseguono le loro iniziative congiunte questa volta come promotori di un progetto speciale dedicato al pubblico «di passaggio» e non solo. I due musei, per la prima volta, portano sul territorio e su grande scala le immagini di due capolavori di Raffaello, simboli delle rispettive collezioni - San Sebastiano (1501-1502 circa) del museo bergamasco e Cristo redentore benedicente (1505-1506 circa) del museo bresciano - attraverso gigantografie applicate ai portali di Kilometro Rosso, che corrono paralleli all’autostrada A4.

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UNA CULTURA PENSANDO AL 2023 LE DUE ISTITUZIONI, GRAZIE A KILOMETRO ROSSO, LUNGO LA TRATTA AUTOSTRADALE TRA LE PIÙ FREQUENTATE D’ITALIA, INCURIOSISCONO IL PUBBLICO CON DUE GIGANTOGRAFIE CHE SUPERANO I 75 MQ CIASCUNA. DUE CAPOLAVORI, DUE OPERE SIMBOLO E UN MESSAGGIO PER TUTTI: VI ASPETTIAMO!

Kilometro Rosso - tra i principali distretti europei di innovazione, centro di incontro tra ricerca e impresa volto a generare sinergie tra attività imprenditoriali, laboratori, servizi professionali e alta formazione – è stato individuato come luogo d’elezione, anche per la qualità del design di Jean Nouvel, per ospitare il progetto culturale attraverso le riproduzioni delle due opere che salutano i viaggiatori, chi passa e potrà incuriosirsi o, infine, le persone che vivono Kilometro Rosso come luogo di lavoro. La realizzazione dei pannelli, della misura di oltre 75 mq ciascuno, è stata possibile grazie ad Haltadefinizione, società specializzata nella digitalizzazione e riproduzione di opere d’arte. Le immagini dei capolavori di Raffaello sono state ottenute con una tecnica di acquisizione in gigapixel per garantire altissimi livelli di qualità, dettaglio e fedeltà cromatica nelle due gigantografie.


CON L’AVVIO DEI LAVORI, IL MUSEO PROMUOVE UNA SERIE DI STRUMENTI E AZIONI PER CONDIVIDERE GLI AGGIORNAMENTI SULLE VARIE FASI DI RINNOVAMENTO DEGLI SPAZI, E PREPARARE LA STRADA AI GRANDI PROGETTI ESPOSTIVI DEL 2023 Accademia Carrara ha dato avvio ai lavori di rinnovamento degli spazi

interni ed esterni del museo, in vista della riapertura del 26 gennaio 2023, nell’anno in cui Bergamo con Brescia sarà Capitale Italiana della Cultura. Un importante progetto di restyling che, da un’approfondita riflessione maturata negli scorsi anni sul futuro del museo, sul suo ruolo e sulle tante necessità e opportunità contemporanee, passa ora alla fase operativa, mettendo in atto il progetto architettonico studiato da Antonio Ravalli e dal suo team. Sin dai primi stadi dei lavori della nuova Carrara, il museo intende costruire un percorso di continuità e comunicazione, mantenendo, anche a porte chiuse, il contatto con il pubblico, condividendo aggiornamenti costanti sulla trasformazione del museo, dalle fasi iniziali di disallestimento fino a quelle conclusive in vista della riapertura. In quest’ottica, la cancellata del museo da elemento di chiusura diventa una finestra su ciò che succede dietro le quinte, e preludio di ciò che attenderà i visitatori nel 2023. Un QR code posizionato al centro dell’allestimento sulla cancellata che affaccia su Piazza Carrara permette di collegarsi, tramite smartphone, a una pagina web dedicata specificatamente ai lavori di rinnovamento museale (Verso il 2023), che comprenderanno anche l’apertura de I Giardini di PwC a giugno 2023, mentre dei pannelli informativi anticipano i tre grandi progetti espositivi previsti per l’anno della Capitale Italiana della Cultura: Cecco del Caravaggio. L’allievo modello (26 gennaio > 4 giugno 2023), Vette di luce. Naomi Ishikawa sulle Alpi Orobie (23 giugno > 3 settembre 2023), Tutta in voi la luce mia. Pittura di storia e melodramma (28 settembre 2023 > 14 gennaio 2024). Anche i canali social (Instagram, Facebook, Twitter) di Accademia Carrara faranno da ponte con il pubblico, grazie a un programma editoriale di contenuti dedicati sia ai lavori in corso sia al "museo che verrà". “La nuova Carrara - ha dichiarato Giorgio Gori, sindaco e presidente della Fondazione Accademia Carrara - punta a tre distinti obiettivi: valorizzazione del patrimonio, flessibilità e attrattività dell’offerta espositiva e sostenibilità gestionale. Il progetto di riallestimento si prefigge di dare maggiore evidenza al prezioso cuore della collezione, e, al tempo stesso, di guadagnare la flessibilità necessaria a realizzare diverse e frequenti focalizzazioni su specifiche parti del patrimonio, così da rendere sempre diversa l’esperienza di visita. Il nuovo allestimento favorirà una migliore sinergia tra la collezione permanente e le mostre temporanee che si succederanno nel tempo, all’interno dell’unica e storica sede. L’intenzione è quella – nella prospettiva dei prossimi anni – di assicurare piena sostenibilità alla Fondazione, così da poter dedicare una crescente quota di risorse alla progettualità artistica ed espositiva. Infine, Accademia Carrara aggiunge un importante tassello in vista dell’appuntamento Bergamo Brescia Capitale della Cultura 2023, ovvero l’apertura di oltre 3.000 metri quadrati di patrimonio verde di pertinenza del museo, finora inaccessibili e che per la prima volta saranno aperti al pubblico. Una Carrara, quindi, che si rinnova profondamente, non solo all’interno delle sale, ma anche all’esterno”.

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LA CARRARA, UN CANTIERE

"APERTO"

“I musei non sono più torri d’avorio riservati a élite di specialisti, ma si aprono sempre più alle comunità con trasparenza e continuità - ha affermato Nadia Ghisalberti, assessore alla cultura Comune di Bergamo. In particolare tutto il “dietro le quinte” di un museo – quel molteplice sistema di attività di tutela, studio, ricerca e, in questo caso specifico, restauro e allestimento, fondamentali per il suo corretto funzionamento e che richiedono competenze specifiche e approfondite – devono essere rese disponibili e comunicate nel modo più ampio possibile. La cancellata dell’ingresso della Carrara che tramite un QR code consentirà a visitatori e cittadini di seguire le fasi del riallestimento e avere notizie sulle prossime mostre, così come gli aggiornamenti che si susseguiranno in questi mesi tramite il sito e i canali social del museo, sono espressione di questa necessaria apertura verso l’esterno, una finestra aperta sui lavori che fervono al suo interno, alla vita nascosta nel museo, utile a capirne anche la complessità dei meccanismi di funzionamento”.


“La definizione di uno spazio museale - ha sottolineato M. Cristina Rodeschini, direttore Accademia Carrara - è un processo complesso che comporta analisi, ricerca scientifica, progettazione degli spazi in funzione della conservazione e dell’esposizione delle opere e dei dispositivi volti a migliorare la loro fruizione da parte del pubblico. È quello che nelle produzioni culturali si chiama ‘dietro le quinte’. Il pubblico vedrà compiersi la rappresentazione nel corso del 2023, ma nel frattempo viene chiamato ad esplorare le varie fasi e lo sviluppo del progetto. Nel solco di buona parte dei musei del mondo alla Carrara preme spiegare sé stessa e il cambiamento che la sta coinvolgendo”. Da sinistra:

“Sempre di più è “partecipazione” il concetto cardine intorno al quale si sviluppano le progettualità della Carrara - ha puntualizzato Gianpietro Bonaldi, COO responsabile operativo Accademia Carrara. La nostra è una Fondazione di Partecipazione e da sempre applica l’idea di avvicinare, coinvolgere e convincere quante più persone per condividerne visione e obiettivi. In questo senso, attraverso gli appuntamenti “intorno al cantiere” ogni primo mercoledì del mese, intendiamo aggiornare chiunque voglia lasciarsi entusiasmare, ancora una volta, dall’unicità della Carrara e dalla sua caratteristica ineliminabile che qui si rinnova, quella di avere il cuore bergamasco e la testa convintamente nel mondo”.

Gianpietro Bonaldi, COO responsabile operativo Accademia Carrara, Maria Cristina Rodeschini, direttore Accademia Carrara, Nadia Ghisalberti, assessore alla Cultrura del Comune di Bergamo e Giorgio Gori, primo cittadino di Bergamo e presidente della Fondazione Carrara

2023:

I PROGETTI ESPOSITIVI DI ACCADEMIA CARRARA CECCO DEL CARAVAGGIO. L’ALLIEVO MODELLO 26 gennaio > 4 giugno 2023 a cura di Gianni Papi e M. Cristina Rodeschini Accademia Carrara ospita, in un percorso di circa 40 opere, la prima esposizione mai dedicata a Cecco del Caravaggio (1580 – 1630), all’anagrafe Francesco Boneri, il più misterioso tra gli allievi diretti di Caravaggio. Cecco fu non solo seguace ma anche modello, posando per almeno sei dipinti del Merisi (tra questi, per alcuni: Davide e Golia e Amor Vincit Omnia). VETTE DI LUCE. NAOKI ISHIKAWA SULLE ALPI OROBIE 23 giugno > 3 settembre 2023 a cura di Filippo Maggia e M. Cristina Rodeschini, con la collaborazione del Club Alpino Italiano sezione di Bergamo Bergamo e Brescia, come sedi della Capitale Italiana della Cultura del 2023, hanno individuato nella fascinazione delle alte vette una caratteristica e, insieme, un tema d’indagine comune. Brescia con Festival di Fotografia, a partire da maggio, celebrerà la montagna con una serie di esposizioni attraverso lo sguardo di autori internazionali, Accademia Carrara indagherà il tema da un punto di vista pittorico, presentando i dipinti più affascinanti del territorio con autori ottocenteschi, tra i quali Ermenegildo Agazzi, Costantino Rosa,Vittore Grubicy, Camillo Galizzi. I dipinti verranno posti in dialogo con le fotografie contemporanee di Naoki Ishikawa, in una selezione a cura di Filippo Maggia. TUTTA IN VOI LA LUCE MIA. PITTURA DI STORIA E MELODRAMMA 28 settembre 2023 > 14 gennaio 2024 a cura di Fernando Mazzocca A partire dalla fine del Settecento e con il Romanticismo, si va formando un pubblico vasto e partecipe di lettori di romanzi e di frequentatori di teatri ed esposizioni d’arte. Il romanzo storico, il genere della pittura di storia e il melodramma (rivoluzionato grazie a Gioacchino Rossini,Vincenzo Bellini, Gaetano Donizetti e Giuseppe Verdi), alimentano la passione per le vicende storiche, introducendo eroi di una nuova mitologia. Storici, letterati, poeti, pittori, scultori, scenografi e costumisti teatrali cercano di rievocare il passato con la massima fedeltà possibile nella ricostruzione degli ambienti, nella descrizione delle fisionomie, degli atteggiamenti e degli abiti, rendendo allo stesso tempo attuali quei luoghi, quelle vicende, quei personaggi, quei sentimenti. Attraverso capolavori di Francesco Hayez, Michelangelo Grigoletti, Pompeo Molmenti, Francesco Coghetti, Domenico Induno, Alexandre Cabanel, Accademia Carrara intesse un dialogo tra pittura, letteratura e musica, mettendo in scena la vicenda straordinaria di un periodo storico avvincente, anche grazie a un allestimento d’eccezione.


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A MARIO BOTTA IL PREMIO DEL VITTORIALE

IL RICONOSCIMENTO CONSEGNATO CONSEGNATO IN OCCASIONE DELLA FESTA SEMBRA CHE IL “PARENTE” MI ESPRIMA


Si

è tenuta nel contesto della festa Sembra che il “Parente” mi esprima, la cerimonia di assegnazione dell’annuale Premio del Vittoriale, conferito dalla Fondazione a personalità di spicco nei più disparati ambiti del sapere - dal cinema alla scienza, dalla musica alla medicina - che abbiano lasciato, e continuino a lasciare, una traccia importante del loro operato. Ed è stato l’architetto e designer Mario Botta il premiato di questa XIII edizione: alla chiusura del progetto Riconquista - portato a termine nell’anno del centenario -, e in occasione dell’inaugurazione e della prima apertura al pubblico del Portico del Parente appena restaurato, è all’architettura che il Vittoriale sceglie di rendere omaggio, con il dono della riproduzione dell’ormai celebre cavallo blu di Mimmo Paladino - che dall’Anfiteatro veglia sul Lago di Garda. Così il Presidente del Vittoriale Giordano Bruno Guerri, a motivazione della scelta: Il genio di Mario Botta ha diffuso nel mondo il gusto per la bellezza di Gabriele d’Annunzio e l’arte di Gian Carlo Maroni, riuscendo a rendere ancora più bello persino il Vittoriale degli Italiani. Ancora nel 2016 infatti, Mario Botta aveva sancito la sua amicizia con il Vittoriale con il dono della fontana-albero Vittori_ALE, posta tra le cascate e i giochi d’acqua delle Vallette come simbolo contemporaneo, in perenne dinamismo, del panismo dannunziano, e dove già d’Annunzio ne aveva pensata una, ora non più funzionante.


MARIO BOTTA

Il Premio del Vittoriale, istituito nel 2011, è un riconoscimento annuale finora assegnato a: Ermanno Olmi, Paolo Conte, Umberto Veronesi, Giorgio Albertazzi, Alberto Arbasino, Ida Magli, Riccardo Muti, Piero Angela, Samantha Cristoforetti, Marco Bellocchio e Sergio Castellitto. Ai vincitori viene donata un’opera di Mimmo Paladino, la riproduzione del cavallo blu che domina l’Anfiteatro del Vittoriale, completato lo scorso anno con la pavimentazione in marmo rosso veronese, secondo il desiderio di Gabriele d’Annunzio.

Nato il 1 aprile 1943 a Mendrisio,Ticino. Dopo un periodo d’apprendistato a Lugano, frequenta il liceo artistico di Milano e prosegue i suoi studi all'Istituto Universitario d'Architettura di Venezia, dove si laurea nel 1969 con i relatori Carlo Scarpa e Giuseppe Mazzariol. Durante il periodo trascorso a Venezia, ha occasione di incontrare e lavorare per Le Corbusier e Louis I. Kahn. Rientrato in Ticino, nel 1970, apre il suo primo studio a Lugano, città nella quale resterà quarant’anni, fino al 2011, anno del trasferimento definitivo a Mendrisio. Dall’inizio della carriera ha sempre affiancato l’attività progettuale a un impegno didattico e divulgativo con conferenze, seminari e corsi presso scuole d'architettura in Europa, in Asia, negli Stati Uniti e in America Latina. Nel 1996, nell’ambito della creazione dell’Università della Svizzera italiana, si impegna come ideatore dell’Accademia di architettura a Mendrisio, dove ha insegnato fino al 2018 e ha occupato per due volte la carica di Direttore, ricevendo nel 2019 il titolo di Professore Emerito. Il suo lavoro è stato premiato con importanti riconoscimenti internazionali e numerose sono le mostre dedicate alla sua ricerca. Dalle case unifamiliari in Canton Ticino il suo lavoro ha abbracciato tutte le tipologie edilizie: scuole, banche, edifici amministrativi, biblioteche, musei ed edifici del sacro.Tra le sue opere si possono ricordare: la galleria d’arte Watari-um a Tokyo, il MoMA Museum of Modern Art a San Francisco; la cattedrale della resurrezione a Evry; il museo Tinguely a Basilea; la sinagoga Cymbalista e centro dell’eredità ebraica a Tel Aviv; la biblioteca municipale a Dortmund; il centro Dürrenmatt a Neuchâtel; il museo MART di Trento e Rovereto; la torre Kyobo e il museo Leeum a Seoul; gli edifici amministrativi della Tata Consultancy Services a Nuova Delhi e Hyderabad; la chiesa Papa Giovanni XXIII a Seriate; la ristrutturazione del Teatro alla Scala di Milano e l’attuale progetto di ampliamento; la chiesa del Santo Volto di Torino; il centro benessere Tschuggen Berg Oase ad Arosa; il museo Bechtler a Charlotte; la sede Campari e residenze a Sesto San Giovanni; la riqualificazione urbana dell’area ex Appiani a Treviso; l’hotel Twelve at Hengshan a Shanghai; la cappella Granato nella Zillertal, in Austria; la biblioteca e il museo per il Campus della Tsinghua University a Pechino, la struttura ricettiva Fiore di Pietra sul Monte Generoso, il Teatro dell’architettura di Mendrisio, la pista del ghiaccio di Ambrì-Piotta a Quinto (Ticino), le terme Fortyseven° a Baden, la basilica di Nostra Signora del Rosario a Namyang.Tra le opere in corso di realizzazione: due stazioni della metropolitana di Napoli (Tribunali e Poggio Reale), la chiesa di San Rocco a Sambuceto (Chieti), un museo della ceramica a Nanchang e una moschea a Yinchuan.


2 POLITICANDO di Maurizio Maggioni

25 SETTEMBRE September morn, cantava Neil Diamond, che chiede alla

propria amata di rimanere un po’ ancora, di lasciarsi guardare, ammirare, anche se il tanto tempo era trascorso e ormai si conoscevano a malapena. Un po’ come noi ora, ma invece del nostro amore, abbiamo la Politica. Non è possibile, sentendo questa canzone, non pensare al 25 settembre, di solito si considera l’8 il giorno più importante di questo mese, sia perché si ricorda l’armistizio del 1943 di Badogliana memoria e sia perché è più o meno il giorno d’inizio delle scuole di qualsiasi ordine. Quest’anno del Signore 2022, il 25 è uno spartiacque, è domenica e si andrà a votare per le Politiche Nazionali, elezioni tanto agognate per dire e manifestare che sì, siamo ancora in democrazia. Abbiamo avuto la prova che si può e si deve votare in qualsiasi momento sia necessario, che tanto l’ordinaria amministrazione viene garantita dal governo uscente. I dati generali dell’andamento economico migliorano sempre quando non c’è un Parlamento in carica (se non per le urgenze come guerre, morte del Presidente della Repubblica etc, etc…), perché le beghe di cortile non ci sono più e si attua quanto disposto precedentemente. Ora tocca al Popolo Sovrano decidere cosa sia da farsi, chi votare e quale chiara indicazione dare al Presidente Mattarella perché possa dare l’incarico di formare il nuovo Governo a persone legittimate dal voto. La legge elettorale, una vergogna, un’inimmaginabile schifezza, obbliga a scegliere gente soprattutto “paracadutata” ma, se in 10 anni i politici non l’hanno voluta cambiare, ci dobbiamo chiedere il perché!!! Questo è quanto: o si mangia sta minestra o si salta dalla finestra. Va bene, mangiamo la minestra, ma avremmo desiderato degustare degli ottimi casoncelli (cioè una legge elettorale con le preferenze per scegliere i candidati del territorio e una grande legge che tenga conto delle differenze delle Camere, che ormai sono state azzerate dal Referendum). Infatti i diciottenni votano anche per il Senato (e non lo sanno), per cui 400 deputati e 200 senatori, più o meno sono uguali… Ora si deve fare una scelta di campo, a parer mio, vi sono schieramenti minori e/o infingardi che non dovrebbero essere presi in considerazione in questo momento, che non raggiungono la soglia del 3% per essere presenti in Parlamento. I partiti di riferimento vero, importanti e di peso, sono ben delineati, e sono: PD, Movimento 5 Stelle, Azione, Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia. Sei forze politiche che rappresentano la sinistra, il centro e la destra. Non ritengo di dover inserire i partiti locali federali come per la Valle d’Aosta o il Trentino Alto Adige che tanto, essendo inesistenti e prezzolati, stanno sempre con i vincitori. Ecco, il momento è importante, noi elettori dovremmo avere il coraggio di fare scelte chiare e

specifiche, qualsiasi esse siano: dobbiamo essere in grado di pensare al futuro senza farci prendere sia dalla pancia, sia dall’affetto politico che ci ha spinto per una vita. Faccio un caso: se un benpensante di centro destra decide per, diciamo così, Azione, che lo faccia, così come se un popolare grillino o leghista decide di votare a destra, che lo faccia, così come se per caso decidesse di votare PD, certo, assumendosene le responsabilità oggettive, ma che si faccia. L’importante che esca un’indicazione precisa e non frammentata e che finalmente le parti siano ben identificate e chiare. I giovani, dai 18 ai 27 anni, farebbero la differenza, invece nelle intenzioni di voto sembra che non andranno a votare e quelli che andranno daranno un voto di protesta, scegliendo partiti insignificanti. Se sarà così, sarà un vero peccato, avranno perso la loro occasione, speriamo di sbagliarci… Ho visto che i movimenti giovanili dei partiti si sono agitati molto sui social, ma dalle intenzioni al voto, ne passa di acqua sotto i ponti. Letta non buca, anzi sembra che buchi le gomme al suo van elettrico. Conte terrà, pensa che con i suoi voti potrà essere l’ago della bilancia a sinistra. Calenda e Renzi vogliono essere il PSI di ultima generazione, accanto ai Repubblicani e Liberali di antica memoria, con un mix di ex Forza Italia, però hanno riattivato la società civile e molti giovani. Salvini parla alla pancia, riuscirà a tenere i suoi vecchi voti e ad incrementarli un poco? Berlusconi c’è, non so quanto porterà in più di quanto già ha, ma è capace, buca in ogni parte e, incredibile ma vero, pensa in grande per il futuro. Meloni, incrementa ogni giorno (nelle intenzioni) i propri voti, lotta contro i poteri costituiti ed attrae, magnetizza. Bene, non parliamo dei giornaloni di Stato e di Corrente, non parliamo di guerra Ucraina/Russia, non parliamo della speculazione sul gas della Borsa di Amsterdam, non parliamo di Comunismo e di Fascismo, non parliamo di cose che tanto ci toccano ma di cui non possiamo dare risposte se non con il nostro voto. Facciamo girare le rotelle, inspiriamo profondamente e poi pensiamo a questi ultimi 5 anni, a cosa ci è successo, a cosa è successo nel mondo, dalla Cina all’America, dall’Asia all’Africa…. Insomma noi Italiani siamo sicuramente dei fessi in tante cose, ma non stupidi e utili idioti. Scegliamo con scienza e coscienza, scegliamo i più credibili, scegliamo coloro che lotteranno per gli interessi di tutti noi, del Popolo Sovrano. Chi non vota non merita poi di parlare e criticare qualunque sia il risultato, si dovrà fare di tutto per uscire da questo inpasse nel quale siamo finiti, che stranamente abbiamo però voluto. Oppure si decida: non si vada a votare e si dimostri che il 70% del popolo non crede più alla politica così com’è ora. Ne avremmo il coraggio? Le rivoluzioni le ha sempre compiute la borghesia perché il popolo aveva la pancia vuota. Buon Voto a tutti e che vincano i migliori.


Chi é

Emilio Isgrò (Barcellona Pozzo di Gotto, ME, 1937)Considerato tra gli innovatori del linguaggio artistico italiano del secondo dopoguerra, Emilio Isgrò è il padre indiscusso della cancellatura, un atto che cominciò a sperimentare nei primi anni Sessanta e che ancora oggi mantiene la stessa vivacità e audacia creativa. Questa originale ricerca sul linguaggio lo ha reso una figura pressoché unica nel panorama dell’arte contemporanea internazionale, facendone uno dei suoi indiscussi protagonisti. È, infatti, il 1964 quando l’autore inizia a realizzare le prime opere intervenendo su testi, in particolare le pagine dei libri, coprendone manualmente una grande parte sotto rigorose griglie pittoriche. Le parole e le immagini sono cancellate singolarmente con un segno denso e dello scritto restano leggibili soltanto piccoli frammenti di frasi o un solo vocabolo. Nel tempo questo gesto si applica alle carte geografiche, ai telex, al cinema, agli spartiti musicali, anticipa le espressioni più tipiche dell’arte concettuale, si declina in installazioni e, con il passaggio dal nero al bianco negli anni ottanta, arriva a risultati pittorici che si sono rinnovati in questi ultimi anni quando con la cancellatura ha costruito immagini quasi fossero pittogrammi. Il cancellare è un gesto contraddittorio tra distruzione e ricostruzione. Le parole, e successivamente le immagini, non sono oltraggiate dalla cancellatura ma attraverso questa restituiscono nuova linfa a un significante portatore di più significati: l’essenza primaria di ogni opera d’arte. La cancellatura è la lingua inconfondibile della ricerca artistica di Emilio Isgrò che oggi appare come una filosofia alternativa alla visione del mondo contemporaneo: spiega più cose di quanto non dica. Dopo l’esordio letterario con la raccolta di versi Fiere del Sud (Schwarz, 1956), si dedica alla poesia visiva, nel doppio ruolo di teorizzatore e artista. Nel 1966 si tiene la sua prima personale presso la Galleria 1 + 1 di Padova a cui seguono numerose mostre presso la Galleria Apollinaire, la Galleria Schwarz e la Galleria Blu a Milano, La Bertesca a Genova, la Galleria Lia Rumma a Napoli. Nel 1977 vince il primo premio alla Biennale di San Paolo. Nel 1985 realizza a Milano l’installazione multimediale La veglia di Bach, commissionata dal Teatro alla Scala per l’Anno Europeo della Musica, mentre nel 2010 con la mostra Var Ve Yok è presente alla Taksim Sanat Galerisi in occasione di Istanbul Capitale Europea della Cultura. Partecipa alla Biennale di Venezia del 1972, 1978, 1986 e del 1993, quest’ultima con una sala personale. Di inconfondibile rilievo è anche la sua attività di scrittore e uomo di teatro, consolidatasi con L’Orestea di Gibellina (1983/84/85) e con alcuni romanzi e libri di poesia, tra cui L’avventurosa vita di Emilio Isgrò (Il Formichiere, 1975), Marta de Rogatiis Johnson (Feltrinelli, 1977), Polifemo (Mondadori, 1989), L’asta delle ceneri (Camunia,1994), Oratorio dei ladri (Mondadori, 1996) e, infine, Brindisi all’amico infame (Aragno, 2003). In questi ultimi anni sue mostre personali sono state presentate al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato (2008), alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma (2013) e, nel 2016, una grande antologica a cura di Marco Bazzini ha coinvolto Palazzo Reale, Gallerie d’Italia e Casa del Manzoni a Milano. Nel 2019 un’imponente mostra antologica a cura di Germano Celant è stata presentata alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia. Le sue opere sono presenti nelle maggiori collezioni private e pubbliche nazionali e internazionali.

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EMILIO ISGRÒ Ph. Luisa Porta


FINO ALL’8 GENNAIO SI POTRÀ SCOPRIRE IL NUOVO E INEDITO PROGETTO ESPOSITIVO SITE-SPECIFIC DI EMILIO ISGRÒ, TRA I GRANDI PROTAGONISTI DELL’ARTE CONTEMPORANEA, PROGETTATO PER BRESCIA CON FONDAZIONE BRESCIA MUSEI, DIFFUSO TRA BRIXIA. PARCO ARCHEOLOGICO DI BRESCIA ROMANA, IL MUSEO DI SANTA GIULIA E LA STAZIONE FS DELLA METROPOLITANA

Emilio Isgrò rinsalda il legame con la città attra-

verso un nuovo, grande e originale progetto che, fino all’8 gennaio 2023, coinvolge i più importanti luoghi di Brescia: il Parco archeologico di Brescia romana (il più vasto del Nord Italia), il Museo di Santa Giulia con il Chiostro rinascimentale e gli spazi espositivi del museo, il Capitolium, il Teatro Romano, fino alla stazione metropolitana FS.

Il progetto espositivo dal titolo Isgrò cancella Brixia, a cura di Marco Bazzini, è prodotto da Fondazione Brescia Musei e Comune di Brescia in collaborazione con Archivio Emilio Isgrò, Arte Sella, Centro Teatrale Bresciano e Gruppo Brescia Mobilità e pone in dialogo l’archeologia e l’arte contemporanea, la storia e il presente, la cultura classica e la sua persistenza nel nostro tempo. Esso si compone di una mostra di lavori originali allestita negli spazi del Museo di Santa Giulia, installazioni monumentali - fisiche, digitali e performative, alcune permanenti e altre effimere - presso il Chiostro rinascimentale del museo, il Capitolium e il Teatro al Parco archeologico e la stazione della metropolitana FS oltre alla messa in scena di un dramma autografo nel Teatro Romano.

ISGRÒ CANCELLA

BRIXIA BRIXIA COME ATENE ph. Ela Bialkowska Okno Studio

Le installazioni, tutte di dimensioni ambientali, sono state appositamente ideate e realizzate dall’artista per quest’occasione, in stretta relazione con i suggestivi spazi che le ospitano. Insieme alla mostra e allo spettacolo teatrale dimostrano quanto nella produzione di Isgrò siano vive e profonde le radici della grande cultura mediterranea che, con l’antica Roma, fu protagonista anche in territorio bresciano. “Cancellare Brixia”, quindi, è per Isgrò un modo per farla rivivere sotto forme inedite e inaspettate. Il che è possibile perché, in quasi sessant’anni di attività, l’artista siciliano ha saputo trasformare la cancellatura da un semplice atto di distruzione in una complessa esperienza di conoscenza. “Il progetto che abbiamo lanciato viene alla luce dopo una gestazione di quasi tre anni in cui abbiamo lavorato a fianco del Maestro Emilio Isgrò alla creazione di un grande operazione di arte pubblica che valorizza gli spazi del parco archeologico e di Santa Giulia utilizzando sia il linguaggio dell’arte contemporanea sia quello del poesia, grazie alla multiforme capacità espressiva dell’artista e poeta siciliano”, ha commentato Francesca Bazoli, presidente di Fondazione Brescia Musei.

QUESTO GRANDE EVENTO CONDURRÀ LA CITTÀ ALL’APPUNTAMENTO DI CAPITALE DELLA CULTURA 2023


DIDONE ADONAIS DOMINE ph. Serena Pea

ISGRÒ CANCELLA

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BRIXIA


“E così il progetto di "Palcoscenici Archeologici", grazie al quale la Fondazione mette in relazione l’arte contemporanea con il grande patrimonio archeologico romano di Brescia, include oggi non solo, come nell'operazione dedicata a Francesco Vezzoli, l'installazione di opere d'arte, ma anche la messa in scena teatrale nello spazio del teatro romano, uno dei nostri grandi obiettivi di valorizzazione. Il progetto Isgrò cancella Brixia è in effetti uno degli esempi più completi di valorizzazione integrata: installazioni monumentali non solo nel sito espositivo, ma anche nella stazione della metropolitana, un'opera teatrale originale dell’artista messa in scena con un grande regista e con la produzione congiunta dell'ente museale e dell'ente teatrale cittadino e infine una inedita rassegna espositiva più tradizionale, il tutto in un periodo disteso destinato ad anticipare la grande stagione della Capitale italiana della cultura. Il patrimonio antico e archeologico prende vita grazie alle reinterpretazioni fisiche e digitali di un grande artista contemporaneo innamorato della classicità che ambienta in questo luogo i propri sogni e con grande generosità offre alla città un nuovo sguardo sul presente e sul futuro del proprio straordinario patrimonio”. “Isgrò cancella Brixia è un nuovo importante progetto che rinnova la vocazione di Brescia a città capace di trovare spazio per i linguaggi delle arti e di porli in dialogo tra loro, con un risultato che conquisterà il pubblico”, ha affermato Laura Castelletti, vicesindaco e assessore alla cultura di Brescia. “Il format che Fondazione Brescia Musei ha identificato per creare un ponte tra il nostro patrimonio monumentale e l’arte contemporanea riesce a porre nuova luce sulle bellezze della nostra città, che ha l’onore di ospitare i lavori di un grande Maestro dell’arte contemporanea, dimostrando ancora una volta la vocazione di Brescia a città dove la cultura assume un ruolo strategico di connessione tra passato, presente e futuro”. “Cancellare Brixia non significa cancellare realmente una città ma esattamente il contrario” ha dichiarato Emilio Isgrò. “Significa riportare all’attenzione degli italiani e degli europei una comunità culturale e civile che ha dato molto al Paese e che continua a farlo in questi anni veramente difficili. Anni così difficili che anche gli artisti non possono più accontentarsi di essere solo una voce del listino di Borsa, ma uomini e donne in carne ed ossa capaci di amare e di soffrire. La Cancellatura non è fatta per uccidere o censurare, come pretende la Cancel Culture, ma soprattutto per preservare sotto l’inchiostro quelle parole di speranza e di fiducia che oggi mancano al mondo”. Orari di apertura Martedì – domenica dalle 10.00 alle 18.00 Chiuso tutti i lunedì non festivi

LE API DI VIRGILIO ph. Ela Bialkowska Okno Studio


DONIZETTI SUMMER CAMP 2022

GRANDE SUCCESSO ED EMOZIONI PER LE DUE SETTIMANE DI CAMPO ESTIVO NEL NOME DI GAETANO AL TEATRO DONIZETTI Nel mese di luglio 45 bambini e ragazzi hanno vissuto una nuova esperienza fra scene, costumi e le opere del compositore bergamasco

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DONIZETTI SUMMER CAMP 2022

Nelle scorse settimane, per la prima volta, la Fondazione

Teatro Donizetti ha realizzato un progetto estivo dedicato ai bambini e ai ragazzi nel nome di Gaetano: Donizetti Summer Camp 2022, una novità assoluta tra i teatri d’opera italiani. In due settimane distinte, dall’11 al 15 luglio e poi dal 18 al 22 luglio, 45 studenti (34 dalle scuole elementari e 11 dalle scuole medie, provenienti sia da località della provincia che dalla città, tra cui cinque studenti presenti in entrambe le settimane), hanno potuto trascorrere alcuni giorni delle loro vacanze estive tra giochi e formazione, approfondendo la musica, la storia e i luoghi di Donizetti a Bergamo, per poi arrivare anche sul palco del Teatro Donizetti per un originale saggio conclusivo dedicato per il primo gruppo all’opera L’elisir d’amore – fra le più celebri del compositore –, e per il secondo a Chiara e Serafina, opera meno conosciuta che sarà poi in scena durante il prossimo festival. Il Donizetti Summer Camp è stato quindi il ponte ideale fra la scorsa e la prossima edizione del Donizetti Opera. Per il saggio finale di ogni settimana – aperto alle famiglie dei partecipanti – i bambini e i ragazzi hanno realizzato le scene e i costumi, oltre a “mettere in pratica” le lezioni di canto e di regia che hanno cadenzato le attività del Donizetti Summer Camp, alternate a momenti di gioco e attività ludica alla scoperta dei luoghi donizettiani in città. «È con grande soddisfazione che per la prima volta abbiamo proposto questa nuova attività per i più piccoli – sottolinea Massimo Boffelli, direttore generale della Fondazione Teatro Donizetti – un Summer Camp dedicato al personaggio più illustre della nostra città che rappresenta un ulteriore passo avanti della Fondazione nei progetti di formazione, grazie al team specializzato che abbiamo costituito nell’ultimo anno. Siamo certi che è stata un’occasione speciale per far conoscere il nostro bellissimo teatro al pubblico a bambini e ragazzi ma anche alle loro famiglie, con una proposta diversa dal solito che ha fatto vivere la musica e l’opera (oltre che la nostra città) con attività ludiche ma soprattutto formative».

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L’aspetto pedagogico e artistico del Donizetti Summer Camp è stato curato da formatrici specializzate nelle differenti discipline (Paola Rivolta, scene e costumi - Alessandra Giolo, musica - Silvia Briozzo, teatro), affiancate da due educatori certificati di Edoomark.



STORIE AD

ACQUERELLO Luminosa, immateriale, fluida, leggera: l’acquerello è tecnica nobile e ancora poco conosciuta, perfetta per le avanguardie, capace di liberare il gesto per sviluppare le infinite possibilità del colore, ideale complemento visivo di libri e racconti. “L’acquerello emana luce e permette di sperimentare: è uno strumento di narrazione nelle mani dell’artista, che rende possibile il racconto di storie attraverso l’uso di due elementi, l’acqua e il colore. È un gesto semplice ma capace di produrre immagini potenti, in grado di catturare fantasia e reale, astrazione e concretezza. Non è un caso se la prima opera astratta è un acquerello di Kandinskij. E non è un caso se, dipingendo con i colori ad acqua, Rothko vede per la prima volta sciogliersi le sue figure in campi di colore. La leggerezza del tratto, le sfumature di colore e le trasparenze si trasformano in emozione per chi osserva. Le illustrazioni diventano porte su mondi meravigliosi”. Ne è convinta Laura Cortinovis, ideatrice e curatrice del festival, illustratrice bergamasca, freelance e autrice di libri per bambini molto nota in ambito social. DOPO IL GRANDE SUCCESSO DELLA PRIMA EDIZIONE, CHE HA VISTO IL SOLD OUT DI TUTTI I WORKSHOP E GLI APPUNTAMENTI PROPOSTI, TORNA NEL 2022 LA SECONDA EDIZIONE DI STORIE AD ACQUERELLO - ARTEFESTIVAL BERGAMO CHE VEDE PROTAGONISTA L’ACQUERELLO ESPRESSO ATTRAVERSO L’ILLUSTRAZIONE.

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Un Festival esteso dunque, dal profondo valore simbolico oltre che pratico, che offrirà anche nel 2022 suggestioni e punti di osservazione inediti su una disciplina artistica profondamente radicata nell’immaginario visivo.Tra gli artisti che hanno aderito all’edizione 2022, molte conferme e nuovi autori: i premi Andersen Cristina Bellemo, Giovanni Manna, Sonia Maria Luce Possentini e poi Antonio Bonanno, Silvio Boselli, Alice Caldarella, Candia Castellani, Cecilia Cavallini, Laura Cortinovis, Marina Cremonini, Gianluca Garofalo, Margherita Leoni, Laura Manaresi, Gioia Marchegiani, Lorenzo Naia, Chiara Nasi, Eleonora Pace, Anna Paolini, Roberta Ranieri, Richolly Rosazza, Roberta Rossetti, Valentina Scagnolari, Daniel Torrent, Noemi Viola, Daniela Volpari e Ilaria Zanellato. Sabato 24 e domenica 25 settembre si entra nel vivo della manifestazione, articolata in due giornate ricche di appuntamenti e un fitto programma di mostre, incontri, workshop e dimostrazioni. Novità dell’edizione 2022 la giornata dedicata agli incontri con le scuole prevista venerdì 24 settembre e il firmacopie con gli autori (sabato 24 e domenica 25 settembre).

In mostra, le opere di Giovanni Manna e di Sonia Maria Luce Possentini, vincitori negli anni passati del premio Andersen, il più prestigioso riconoscimento italiano attribuito ai migliori libri per ragazzi dell’annata editoriale, ai loro autori, illustratori ed editori. Ma non solo: in esposizione anche un’installazione speciale a cura di Laura Cortinovis e Barbara Ventura che realizzeranno un’opera su carta e acquerello, Michela Taeggi che si occuperà della narrazione fotografica e di Michele Agazzi, che si occuperà della sound experience. Presso SpazioCam sarà allestita anche una mostra collettiva con un’opera per ogni artista presente al Festival. La manifestazione, alla sua seconda edizione, è organizzata anche nel 2022 in collaborazione con I’Mm Spazio Cam – Associazione culturale di Bergamo dedicata all’arte e a corsi di vario genere - e Momarte, lo store online dedicato al mondo dell’arte – ed è aperto a tutti coloro che desiderano immergersi in questa preziosa arte: appassionati, dilettanti ed esperti, adulti e ragazzi dai 16 anni, conoscitori o fruitori, artisti o semplici curiosi.


MIGUEL SORO

IL PITTORE 64 68

DEI CICLISTI


IL FAMOSO ARTISTA DEL CICLISMO MIGUEL SORO HA ESPOSTO LE SUE OPERE AI CAMPIONATI UCI CHASING RAINBOWS OFFRENDO UNA PROSPETTIVA UNICA SULLO SPORT CICLISTICO

L'artista spagnolo Miguel Soro ha esposto una collezione delle sue opere sulle corse in bicicletta durante i Campionati mondiali di ciclismo su strada UCI che si sono tenuti a Wollongong, dal 18 al 25 settembre, nella mostra Chasing Rainbows al Sage Hotel. La mostra comprendeva più di 25 opere d'arte collage originali raffiguranti eroi del ciclismo, e ha offerto una vista unica che non solo cattura le grandi aspirazioni e l'impegno dei protagonisti, ma riflette anche il contrasto tra il microcosmo caleidoscopico del corridore professionista e gli ampi spazi aperti in cui si svolge il ciclismo su strada. Ex ciclista professionista lui stesso, Soro (46) ha esposto in tutto il mondo, ed è stato onorato di mostrare il suo lavoro sia nella celebrazione del centenario di Fausto Coppi in Italia che durante il Tour de France. Questa è la sua prima mostra in Australia. Miguel Soro, afferma di aver acquisito informazioni sul suo lavoro osservando la risposta del pubblico. “È principalmente rivolto al pubblico del ciclismo, ma vedo che coinvolge anche i non appassionati di questo sport, anche quelli a cui non piace. Per me è un grande onore portare il mio lavoro da mostrare al pubblico australiano durante questo evento ciclistico internazionale". Miguel Soro sarà presente di persona per tutta la settimana e sarà disponibile per firmare opere d'arte originali e stampe fine art in edizione limitata.


MIGUEL SORO IL PITTORE DEI CICLISTI

Mark Sleigh, direttore generale di Destination Wollongong, ha dichiarato: “Siamo lieti di dare il benvenuto a Chasing Rainbows a Wollongong come parte dei Campionati del mondo su strada UCI 2022. L'arte e la cultura sono una parte importante del tessuto di Wollongong e avere una mostra d'arte di livello mondiale come parte del più grande evento sportivo che abbiamo mai ospitato è la soluzione perfetta per la città. Non vediamo l'ora di accogliere Miguel e Chasing Rainbows a Wollongong e di dare alla comunità l'opportunità di sperimentare l'arte di livello mondiale come parte della consegna del nostro momento olimpico sulla scena internazionale"

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BNI la più grande organizzazione di business networking e scambio referenze a livello mondiale

OGGI PARLA CON...

BNI Bergamo tra 250 iscritti, oggi ha scelto di presentarvi una donna imprenditrice, Laura Poloni, fondatrice e titolare del Centro Estetico Abbraccio Beauty di Pedrengo

6 ANNI di ATTIVITA’ da 3 in BNI BERGAMO Domanda: È iscritta in BNI Bergamo da 3 anni: quali sono i motivi che la legano a questa organizzazione da così tanto tempo? “Ho trovato un ambiente ricco di opportunità, fondato su valori per me molti importanti; ho stretto relazioni di amicizia profonda e nutro un grande rispetto per i membri di BNI Bergamo che hanno saputo lavorare in squadra, offrendo aiuto e supporto in ogni istante”. D: Quale riscontro ha ottenuto con la partecipazione alle riunioni settimanali? “Con la partecipazione alle riunioni settimanali, sono cresciuta moltissimo; BNI® ti aiuta a migliorare la tua comunicazione: è stimolante ed un allenamento costante; ci metti la faccia quindi ti prepari e cerchi di dare il meglio, in cambio ricevi molta visibilità e fiducia; l’incontro settimanale è determinante per nutrire le relazioni e coltivare le strategie per il miglioramento”. D: Quale è stata la passione personale che ha fatto nascere il Centro Estetico Abbraccio? “Abbraccio nasce dalla passione personale verso il benessere e la natura e da semplici domande che mi sono posta: come stare bene? Come migliorare? Cosa fare per staccare la spina da questo mondo frenetico?”. D: Da quanti anni svolge la sua professione? “Mi dedico a questo a più di 20 anni”. D: Come è evoluta la sua impresa negli anni? “Ho iniziato da sola, ma nel giro di qualche mese mi sono avvalsa di diverse collaboratrici, potendomi così orientare sulla formazione ed insegnare alle estetiste del futuro. È la mia parte di missione in cui trasmetto tutto quello che ho imparato durante le innumerevoli formazioni”. D: I vostri Rituali sono basati sul rigore del metodo scientifico Mei: quali sono le peculia-

rità di queste tecniche e quale garanzia avete trovato nella filiera esclusiva che utilizzate da anni per i prodotti fitocosmetici ed erboristici? “Dico sempre che Abbraccio non è solo un nome, ma un’emozione e attraverso i rituali di benessere viso e corpo si accede ad un senso di armonia profonda; la scelta di utilizzare fitocosmetici e preparati erboristici estratti da piante selvatiche mi garantisce un prodotto veramente naturale, vivo e in grado di dare alla persona un benessere duraturo senza disturbi o effetti collaterali”. D: Abbiamo visto sul vostro sito web che proponete test specialistici gratuiti per la pelle secca: è un test immediato che può offrire soluzioni personalizzate? “Proponiamo sempre una consulenza ed un test gratuito per la pelle, che è immediato e fornisce consapevolezza in merito alla sua salute; inoltre utilizziamo strumenti per prevenire gli inestetismi e forniamo l’accompagnamento all’utilizzo di prodotti adeguati nella quotidianità: questi sono tutti elementi necessari per fare la differenza”. D: Anche il vostro Shop on line è ricco di trattamenti e prodotti, con la possibilità di acquistare anche pratiche gift card: come funzionano? “Negli ultimi anni ho posto particolare attenzione al mio sito www.abbracciobeauty.it a causa delle chiusure forzate e mi sono chiesta come potevo portare benessere a casa e come potevano le persone, a loro volta, regalare benessere? Ecco l’idea di poter entrare nel sito acquistare una Gift Card per qualsiasi occasione, compleanno, Natale, ricorrenza e con pochi click spedire il regalo alla persona desiderata, che potrà acquistare i prodotti on Line o venire direttamente nel centro per ricevere i trattamenti scelti.”

Centro Estetico Abbraccio Beauty

Via Piave 8/c - Pedrengo (BG) Tel: 0350631987 E.mail: info@abbracciobeauty.it www.abbracciobeauty.it BNI BERGAMO Via Roma, 71- Gorlago (BG) www.bni-bergamo.it


MANIFESTI ELETTORALI:

NON LE SOLITE FACCE

Nelle attuali campagne elettorali non si usano quasi più: fanno capolino, al massimo, in quelle amministrative (comunali soprattutto), ma per le competizioni su scala nazionale sembrano quasi del tutto scomparsi. Stiamo parlando dei manifesti politici, quei grandi poster che hanno accompagnato le elezioni politiche italiane dal dopoguerra in poi rappresentando, con le loro grafiche e i loro linguaggi, i cambiamenti storici e sociali dei diversi decenni, dagli anni 40 sino ad oggi. Un lungo cammino che la sempre maggiore personalizzazione della politica avviata negli anni ’80 ha modificato profondamente: oggi, passeggiando per le città, se ci si imbatte in un manifesto politico solitamente questo è composto dalla fotografia del candidato (sindaco, consigliere etc…) e poco più. Un mutamento radicale rispetto ai primi manifesti che inondavano le strade nel passato, a partire cioè dal secondo dopoguerra. A questo argomento il professor Edoardo Novelli ha dedicato un libro molto interessante, I manifesti politici. Storia e immagini dell’Italia repubblicana (Carocci Editore). Un volume che, come si evince dal titolo, racconta con dovizia di particolari la storia di questa particolare forma di comunicazione a partire dalle prime elezioni libere (1946), precedute da un campana elettorale inedita e caratterizzata da un uso della comunicazione visiva a tratti innovativa e a tratti ferma ancora ad alcune forme tipiche del ventennio precedente. Nei cartelloni che chiedevano il voto per i diversi partiti in corsa, infatti, l’avversario politico rimaneva il nemico, spesso dipinto come un invasore pericoloso e nefasto, addirittura dai tratti facilmente riconoscibili. I manifesti politici. Storie e immagini dell’Italia repubblicana L’arrivo degli anni ’50 modifica in parte la comunicazione grafica messa in campo dalle forze politiche dell’epoca: se da un lato, infatti, alcuni temi rimangono fissi e sempre presenti (sia come linguaggio sia come grafica), dall’altra fa il suo ingresso una maggiore consapevolezza dell’importanza di questo tipo di comunicazione. L’immagine fotografica, il disegno evocativo, l’uso dei colori e delle scritte (anche la scelta del carattere ha un ruolo importante) sono elementi che vengono valutati sempre più attentamente e che nel decennio successivo assumeranno un ruolo fondamentale. Negli anni del boom economico e delle prime forme di contestazione, sfociate nel ’68 e nell’autunno caldo e tragico del 1969, il realismo dei vecchi manifesti lascia lo spazio a una forma più astratta e simbolica di comunicazione che segue il rapido evolversi della società. Un mutamento che porta con sé anche un nuovo vocabolario visivo e un nuovo linguaggio cromatico, strumenti che vengono fatti propri dai soggetti politici che si affacciano per la prima volta sullo scenario sociale (movimenti, piccoli gruppi etc…).

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La decade successiva, quella degli ’70, è caratterizzata da un vero e proprio “boom creativo”, quello che l’autore definisce “un momento eccezionale nella storia del manifesto politico, sia per il grande utilizzo che ne viene fatto a sostegno di una mobilitazione e uno scontro senza eguali per intensità e durezza nella storia dell’Italia repubblicana, sia per la pluralità dei linguaggi e dei formati utilizzati”. Le nuove istanze sociali che caratterizzano lo scenario politico, abbinate alla durezza e all’asprezza dello scontro (spesso non solo metaforico), si trasformano quindi in un’urgenza comunicativa assolutamente inedita che si palesa nell’uso di nuovi linguaggi grafici (come l’ingresso dei fumetti) e verbali. Un rinnovamento che coinvolge in parte anche i partiti politici classici, ma che solo in parte proseguirà nel decennio successivo. Gli anni ’80, infatti, sembrano perdere quell’onda creativa che aveva caratterizzato gli anni precedenti a favore di un linguaggio e una scel-

ta grafica che risente sempre più della pubblicità (è del 1979 l’introduzione dello spot elettorale) e della crescente personalizzazione (ad esempio manifesti incentrati sul leader del partito con il suo ritratto fotografico). Elementi di comunicazione all’interno di processi sempre più vicini al marketing (con profilazione dei possibili elettorali, target etc…), i manifesti perdono “gran parte dei loro tratti e della loro specificità, risultando perfetti e impeccabili dal punto di vista tecnico e qualitativo, ma comunicativamente e visivamente più poveri”. Il passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica degli anni ’90 influenza ovviamente anche la comunicazione politica che si trova ad adottare un lessico e un vocabolario grafico impoverito e uno stile sempre più vicino a quello marcatamente pubblicitario e televisivo. Sul fronte prettamente sociale, invece, l’affacciarsi di nuove associazioni e soggetti gravitanti nell’ambito dell’ambientalismo, dei diritti umani e dell’animalismo recupera un po’ di quella ironia e di quella provocazione verbale e visiva che aveva caratterizzato gli anni precedente, inserendola in un contesto comunicativo sempre più professionalizzato. La massiccia e rivoluzionaria introduzione della comunicazione digitale degli anni 2000 ha un effetto notevole sul manifesto politico: sicuramente ne ridimensiona il ruolo e l’efficacia con i manifesti ridotti ai minimi termini e incentrati prevalentemente sull’immagine del candidato, risultato di quella personalizzazione politica avviata già negli anni ’80. Pochi però i tentativi di rinnovare una comunicazione politica che sembra ora ferma e appiattita. I manifesti, nel corso dei decenni, hanno affrontato i cambiamenti storici e sociali diventandone espressione e rappresentazione. Una storia, quella ripercorsa da Novelli, che è la storia dell’Italia: dall’entusiasmo crescente del dopoguerra fino alla sensazione di distacco e abbandono degli ultimi anni, passando per la fase più creativa e innovativa degli anni ’70.


ALLA MALPENSATA SI CAMBIA MUSICA!

EVENTI, SERATE MUSICALI E MOMENTI DI INCONTRO GRATUITI PER GRANDI E PICCINI SI SONO SUSSEGUITI NELLA TRE GIORNI ORGANIZZATA DAL 9 ALL’11 SETTEMBRE PER RILANCIARE L’IMMAGINE DI UN QUARTIERE POSTO A DUE PASSI DAL CENTRO MA TROPPO SPESSO CONSIDERATO PERIFERIA

Dal 9 all’11 settembre, il Parco Olmi si è riempito di eventi. Concerti,

spettacoli per grandi e piccini, mercatini, pizze e focacce impreziositi dalla presenza delle bancarelle firmate da Creattiva e di altre realtà dell’artigianato bergamasco: un evento organizzato dalla neonata cooperativa Don Giuseppe Ferrari, in collaborazione con il Comune di Bergamo, pensato per unire e rilanciare un quartiere a partire dal suo cuore verde. E, a giudicare dall’affluenza e dall’entusiasmo mostrato da molti residenti, che ha fatto centro richiamando l’attenzione di tantissime persone e favorendo socialità e partecipazione. “Sono ormai due mesi che il bar del parco, ex Gate ora Ermanno, ha riaperto sotto la gestione della cooperativa e che il Parco viene tenuto aperto tutti i giorni, per tutta la giornata, con la nostra costante supervisione - ha dichiarato Umberto Borsotti, direttore della “Don Ferrari”. Durante questo periodo, il Parco ha anche ospitato molti eventi organizzati dal Comune (tra cui il progetto Legami Urbani) e il primo bilancio per noi è senz'altro positivo. Il quartiere sembra avere risposto bene e l'utenza si è rivelata molto eterogenea sia in termini di etnie che di fascia sociale e anagrafica. In un clima di serenità - ha proseguito Borsotti - abbiamo constatato la presenza di moltissimi bambini che rallegrano l’area giochi, ma anche di giovani e meno giovani che utilizzano le strutture sportive e anziani che hanno potuto godere di un po’ di ombra sorseggiando una bibita o gustando un gelato in questa torrida estate. Indipendentemente dall'età o dalla provenienza, il Parco è frequentato da persone tranquille, civili ed educate”. “La Festa avvenuta dal 9 all’11 settembre - ha aggiunto Claudio Ongis, presidente della Cooperativa - è il nostro modo di ringraziare tutti quelli che in questi primi mesi ci hanno sostenuto e aiutato e l’occasione per fare conoscere a una platea maggiore questo bellissimo Parco che riserverà molte altre sorprese in futuro. Siamo solo all'inizio e non vediamo l'ora di fare sempre meglio per diventare un punto di riferimento e un luogo di aggregazione, condivisione, svago e relax. Un ringraziamento particolare - ha concluso il presidente Claudio Ongis - spetta non solo a tutti coloro che hanno partecipato ma anche a chi ha reso possibile quanto avvenuto: dal Comune di Bergamo ai musicisti di Fabri-

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zio De André (Giorgio Cordini, Ellade Bandini e Mario Arcari, accompagnati da Alessandro Adami, Max Gabanizza, Stefano Zeni, Enrico Mantovani, Alberto Venturini e Diego Maggi), dall’orchestra “Berriband” al “Monster Country Group”, dalla Compagnia Piccolo Canto (Miriam Gotti, Ilaria Pezzera e Francesca Cecala) alla Scuola Kids&Us Bergamo-Language School, dagli artisti circensi internazionali Mr. Dyvinetz, mago Antonio Polli e i trampolieri “Gli altezzosi” all’artista Bruno Vaerini, autore del famoso trittico esposto sul fianco della chiesa del Patronato San Vincenzo, dal Complesso bandistico di Albino sino al contributo culinario offerto dal Bar Ermanno che ha proposto per l’occasione pizze e focacce Angelina (Gruppo Mimmo)”.




Boldini e il mito della Belle Époque Asti, Palazzo Mazzetti 26 novembre 2022 - 10 aprile 2023

La Belle Époque, i salotti, le nobildonne e la moda: è il travolgente mondo di Giovanni Boldini, genio della pittura che più di ogni altro ha saputo restituire le atmosfere rarefatte di un’epoca straordinaria. Letteratura e moda, musica e lusso, arte e bistrot si confondono nel ritmo sensuale del can can e producono una straordinaria rinascita sociale e civile. Dal 26 novembre 2022 al 10 aprile 2023 Giovanni Boldini, uno degli artisti italiani più amati di ogni tempo, viene celebrato con una grande mostra a Palazzo Mazzetti di Asti.

Raoul Dufy il pittore della gioia Roma, Palazzo Cipolla 14 ottobre 2022 - 26 febbraio 2023

La pittura, i soggetti e i colori sgargianti saranno i protagonisti della prima grande esposizione in Italia dedicata al grande artista Raoul Dufy, il pittore della gioia, della luce e del colore che contribuì a cambiare il gusto del pubblico della prima metà del ‘900 adattando le sue innovazioni e la sua vivacità a tutte le arti decorative. Con 160 opere provenienti dalle più importanti collezioni pubbliche e private francesi, la mostra percorre la parabola artistica di uno dei più grandi interpreti della storia dell’arte, a cavallo tra impressionismo e fauvismo.


2 Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare. (Winston Churchill)

LUPUS IN FABULA

Benito Melchionna Procuratore emerito della Repubblica

LIBERTÀ E POTERE 1- La libertà, valore supremo e … “pesante” Nel motto della rivoluzione francese del 1789 la liberté si trova al primo posto. Essa perciò viene prima della egalité, in seguito molto enfatizzata come bandiera, sia dai sistemi liberali, sia dal marxismo teorico, tuttavia per quanto risulta - senza stabili successi per entrambi. La liberté viene anteposta anche alla fraternité, già predicata dal Vangelo, che però non sembra abbia scalfito più di tanto la inquietante eredità di Caino e Abele, di Romolo e Remo e via cianciando di… amore fraterno. Il primato della libertà (insieme alla “dignità”) deriva dal fatto che essa rappresenta la principale delle virtù etico-sociali, quale valore originario supremo distintivo di ogni essere umano; che, non a caso, viene al mondo nudo “di” tutto e separato “da” tutto, e perciò all’evidenza libero. Tuttavia, come annotava Leopardi (1798 –1837) in uno dei suoi celebri ”pensieri”, la stessa libertà originaria incontra molti limiti soggettivi e oggettivi; una sorta di “vestito” che ammanta e spesso limita la libertà istintiva, rendendola “pesante”, appunto sotto il peso della responsabilità morale che accompagna la conoscenza e i condizionamenti sociali. Peraltro, che razza di libertà sarebbe mai quella di chi nasce nudo, senza neppure averlo chiesto, e per giunta nella incapacità di usarla e di sopravvivere da solo? Il primo guaio sta dunque nella solitudine dell’individuo, che già per Platone (428–348 a.C) risultava separato, per atto di superbia, dalla unicità della infinita energia cosmica. Sarebbe allora una bella pretesa quella di volere, da una parte, essere autonomo e gestire la vita in modo anarchico, fruendo nel contempo della rassicurante inclusione nella comunità dei propri simili; senza dall’altra concepire la necessità di assoggettare la propria congenita libertà ai limiti e ai “pesi” fisici, etici, spirituali connessi a tale appartenenza. Perciò la libertà va intesa come palestra quotidiana per allenare la coscienza e il libero arbitrio, al fine di contrastare le lusinghe del consumismo e della dominante sovranità digitale; riflettendo così su ciò che già induceva Dante (1265-1321) a sospirare: “libertà va cercando, ch’è sì cara / come sa chi per lei vita rifiuta”.

2 - The four fredooms Nel celebre discorso rivolto al Senato il 16 gennaio 1941, il presidente USA Franklien D. Roosvelt (foto sopra) enunciò le quattro libertà fondamentali che sostengono la democrazia: - libertà dal chiedere; - libertà dalla paura; - libertà di parola; - libertà di culto. Balza anzitutto in evidenza la distinzione tra le libertà “di” e le libertà “da”. Distinzione che possiamo dedurre anche dal catalogo introduttivo (artt. 13-28) della nostra Costituzione repubblicana; la quale si propone, in primis, di consacrare i valori democratici “inviolabili” della libertà personale, del domicilio e della segretezza della corrispondenza. Richiamando poi i diritti civili “di” fare e “di” non fare, propri della civiltà giuridica affermata dai sistemi liberali dell’era moderna. Invece, muovendoci nella sempre più complessa “realtà effettuale”, già analizzata con qualche spregiudicatezza da Niccolò Machiavelli (1469 – 1527), è certamente più difficile realizzare le molteplici libertà “da”. Ciò perché un conto è cercare di esercitare i diritti positivi riconosciuti, altro è “liberarsi” dalle complessioni esistenziali indotte da paure immotivate e dal bisogno di chiedere… agli altri. Sappiamo infatti che è sempre impresa ardua quella di liberarsi anche con l’aiuto della trasgressione (= andare oltre, non contro) - dalla schiavitù delle varie dipendenze da sostanze e/o da comportamento. Superando anzitutto l’ignoranza, fonte copiosa di pregiudizi e di chiusura verso l’ampiamento della curiosità culturale, oggi uccisa dal nulla cosmico del lassismo e dei modelli cafoneschi dei social e della TV spazzatura. 79


LIBERTÀ E POTERE

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Aut. Tribunale di Bergamo n°3 del 22/01/1992

BRESCIA

MAGAZINE Aut. Tribunale di Brescia n°18 del 22/04/2004

3 - Il potere: un mondo di sbarre Un sapido proverbio napoletano ricorda che “ ’O ccummannà è meglio d’o fottere”, comandare è meglio che fare sesso. Infatti, il potere e il comandare (dal latino, “affidare” la propria volontà affinché sia eseguita) stanno a indicare potenza, energia e forza vitale. Che purtroppo risultano spesso finalizzate a sottomettere al proprio piacere-dominio le diverse entità esistenti, nonché a ridurre gli altri all’obbedienza (rifiutata comunque da chi è ribelle e può nel contempo disporre di … alternative). Dalla citata “fonte” nasce e si afferma dovunque un mondo fatto di arbitrio, di prepotenze, e di mille sbarre, che limitano o addirittura soffocano l’anelito alla piena realizzazione della libertà umana.

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Direttore responsabile: Vito Emilio Filì segreteria@editaperiodici.it Direttore editoriale: Patrizia Venerucci venerucci@editaperiodici.it Responsabile redazione: Tommaso Revera redazione@qui.bg.it redazione@qui.bs.it

Per questo le manifestazioni che coprono di ipocrisia, o anche di semplice convenzionale diplomazia, il potere istituzionalizzato (in famiglia, a scuola, in chiesa, negli ambiti di lavoro e dello scambio …) cercano di legittimare anche il potere arbitrario, invocando l’obbligo di applicare un consistente nucleo di regole etico-sociali e, in particolare, la forza della legge come ufficialmente codificata. Tuttavia le regole e leggi, in particolare nelle democrazie instabili, rischiano spesso di degenerare nella legge della forza; la quale, per sua natura, esprime dittature, sovranismi e sovrastrutture che portano inevitabilmente alla marginalizzazione dei soggetti fragili e dei diseredati. Perciò il potere politico, trasformandosi in meticciato affaristico, tenta di coprire i citati buchi neri rivendicando il primato del principio di autorità; impostando però, nei fatti, una gestione autoritaria, accreditata appunto per imporre e controllare un determinato tipo di ordine sociale, contro la “ingovernabile” confusione delle cosiddette “libertà perverse”. Questi temi meritano comunque ulteriore approfondimento all’esito della tornata elettorale del 25 settembre 2022. Quando cioè sarà possibile analizzare, con più puntale cognizione di causa, le prospettive del prossimo futuro, che però già appare tormentato nel teatrame ideologico di ben 101 partiti-“spezzatino”. Un quadro certamente poco rassicurante, considerata la rissa permanente tra chi si guarda indietro per conservare i privilegi acquisiti e chi - in nome di un vago progressismo - promette una qualità della vita all’insegna del garantismo e della legalità... (B.M.)

Redazione eventi: Valentina Colleoni redazione.chicera@qui.bg.it Fotografie di: Paolo Biava Federico Buscarino Sergio Nessi Paolo Stroppa Elisabetta Del Medico Matteo Marioli Hanno collaborato: Maurizio Maggioni Benito Melchionna Giorgio Paglia Valentina Visciglio Stampa: Euroteam Nuvolera (Bs)

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