Qui Brescia n.ro 177

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ANNO 18 - N° CENTOSETTANTASETTE - GIUGNO 2022 - € 5

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Cover story Stefano Mor, nuovo Direttore Generale di Saottini Auto SpA Josef Mossali, la prima volta al Festival Pianistico Nasce il progetto DOna Brescia Summer Music 2022 Cinquanta volte Monte Rossa PA Social Day RicerChiAmo Onlus Bergamo e Brescia Pride Dossena, dentro alla montagna… appesi al cielo Stravaganze imperiali alle Grotte di Catullo Santa Giulia, la basilica di Teodolinda Jazz on the road

ph. Sergio Nessi


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PARTIRONO IN DUE ED ERANO ABBASTANZA... Queste le parole di una canzone di Antonello Venditti, ma nessuno dei nostri due eroi è nato “sotto il segno dei pesci” come vorrebbe la canzone. Ariete Gori e sagittario Del Bono, hanno avuto l’idea di farsi mezza 1000 Miglia, seduti uno a fianco all’altro, per due giorni di viaggio da Roma a Brescia con lo scopo di promuovere così, lungo il percorso, l’appuntamento del 2023, Bergamo Brescia Capitale della Cultura. Gori al volante (non avevamo dubbi) e Del Bono a fare il navigatore, come se su un’auto del genere ce ne fosse bisogno. Un tempo così lungo insieme per i due sindaci di Bergamo e Brescia che non credo possa ricapitare. Un’impresa che entra nel libro della 1000 Miglia, mai verificatasi prima, irripetibile occasione per i portabandiera delle due città per rendere sempre più visibile la missione come Capitali della Cultura il prossimo anno. Dodici tappe e altrettanti sindaci ad attenderli, tra ali di folla, per apriire il corteo della gara più bella del mondo. Non con un’auto d’epoca, non si poteva pretendere da loro anche il sacrificio fisico, ma su una comodissima e moderna vettura griffata con il logo del 2023. Il Bresciano politico di lungo corso che è già stato onorevole prima di fare il sindaco e il bergamasco che forse spera di diventarlo un giorno. Cosa si saranno detti l’un l’altro nelle lunghe ore trascorse in viaggio? Avranno parlato del loro partito, il PD? Sicuramente... Avranno parlato delle rispettive consorti, non credo. Si saranno a lungo interrogati sul programma della Capitale della Cultura... Probabile. G. - “Io ho le Mura Venete che sono patrimonio dell’Unesco”: D.B. - “Beh, un Castello turrito come il mio te, te lo sogni”. G. - “Si ma io dentro le Mura conservo uno scrigno unico al mondo, voi dentro il Castello ci tenete una locomotiva... D.B. -“Va beh, parliamo di musei. Sì, avete la Carrara antichissimo segno di devozione della città all’Arte, ma noi vi stendiamo con Santa Giulia e la Pinacoteca Tosio Martinengo. Per non parlare del mondo della fotografia dove possiamo vantare tradizione e ben due musei dedicati”. G. - “Beh noi allora abbiamo la Gamec, per l’arte moderna e contemporanea che presto verrà ampliata con un nuovo padiglione”. D.B. - “Però come teatri, a Brescia siamo messi meglio, non c’è dubbio sono di più e più capienti...”. G. - “Sono proporzionati alla popolazione ma lo splendore è identico sia per il Grande sia per il Donizetti, solo che a voi manca un Gaetano che è il nostro asso nella manica”. D.B. - “Anche se la Festa dell’Opera o la Notte della Musica le avete tutte scopiazzate da noi. E che dire dell’Università che a Bergamo è arrivata molto più tardi che a Brescia? Poi, noi abbiamo le Bollicine, un mare di bollicine, da tirar su il morale a milioni di visitatori”. G. - “Milioni di turisti che arriveranno al nostro aeroporto e voi non lo avete...” D.B. - Beh allora calo la briscola. Cosa mettete sulla bilancia per pareggiare il Lago di Garda?” G. - “Noi abbiamo le mucche, le capre e i formaggi più buoni come il branzi o il taleggio.” D.B. - “Ma non hai mai provato il Bagòss? Non ce n’è per nessuno. E comunque noi abbiamo la 1000 Miglia e voi la vedete solo passare ma adesso guarda dove vai e non sbagliare strada che non possiamo arrivare tardi dai dodici sindaci che ci aspettano”. Per una volta i due riescono a stare da soli, chiusi in una vettura, spero senza cimici ad ascoltare i loro discorsi, potendosi così confrontare de visus, lontani da convegni, eventi, consiglieri pedanti, assessori pressanti e, spero per loro, con i celluari spenti. Un tete à tete di cui saremmo davvero curiosi. Ma chissà se lo racconteranno mai... (V.E.Fil’)

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LA PRIMA VOLTA AL FESTIVAL

JOSEF MOSSALI Era una sera d’estate sulla riva del lago a Paratico e, tutti quelli che ascoltavano suonare quel giovane pianista, si resero conto come me che stavamo assistendo ad una performance davvero talentuosa. Non ricordo cosa suonasse ma mi ricordo bene di quel ragazzo che avrà potuto avere setto/otto anni. Finita l’esibizione conobbi il padre che mi confidò che in famiglia nessuno era musicista e che Josef, questo il nome, aveva iniziato quasi per gioco a 5 anni e da allora il pianoforte era diventata la sua vita. Per cui, quando ho saputo del suo debutto al Festival Pianistico Internazionale di Bergamo e Brescia, non mi sono meravigliato che quel ragazzino, che oggi ha 21 anni, sia diventato una star del pianoforte. Finalmente al Festival. Eri emozionato? “Beh sì, dopo tanti anni passati come spettatore ad ascoltare i più grandi pianisti del mondo, trovarmi per la prima volta al loro posto prima al Donizetti a Bergamo e poi al Museo Diocesano di Brescia è stata una forte emozione, una incontenibile gioia come per una promozione. Ma anche una grande paura di non dimostrarmi all’altezza di quel pubblico di grandi amanti della musica per pianoforte. I sessant’anni di questa rassegna hanno formato nel pubblico una sensibilità raffinata e in questi templi della grande musica non si può sbagliare”.

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Cosa fai per concentrarti prima di iniziare un concerto? “Non c’è una tecnica particolare. La prima cosa da fare è prendere confidenza con lo strumento che troviamo e con l’acustica della sala. Dopodichè ci si concentra sul programma e si cerca di estraniarsi da tutto. E poi ci si deve abituare a quella sensazione quasi surreale che si crea quando sei solo sul palco, il pubblico può vederti ma tu non vedi il pubblico”. Come prosegue l’esperienza all’Accademia di Imola? Ho visto il video che hai realizzato con il tuo insegnante e, a dire il vero, non riuscivo molto a capire le sfumature delle sue parole... “Non c’è una lingua verbale ma tante cose riescono a superare anche le barriere linguistiche perchè la musica è un linguaggio universale. Adesso sta volgendo al termine il mio primo anno all’Accademia di Imola ed è stato un anno ricchissimo che ha rivoluzionato il mio modo di pensare la musica grazie al maestro Boris Petrushansky. Devo continuare per due anni e sono sicuro che riuscirò a trarne un grande arricchimento.Voglio comunque ribadire ancora la mia gratitudine nei confronti del M° Massimiliano Motterle, mio insegnante in conservatorio, perché è a lui, dopo tutti questi anni di studio, che devo quello che sono oggi; nei confronti di Marco Giovanetti, mio primo insegnante in conservatorio”. Dici che la cosa che ti piace è personalizzare i pezzi che suoni. Pensi prima a questa personalizzazione o accade mentre suoni? “Sicuramente tutto inizia in fase di studio, quando prendiamo in mano la partitura e iniziamo a studiarla e a decifrarne il codice musicale e, a quel punto, chiaramente le emozioni che il compositore voleva suscitare viene percepita e la personalizzazione avviene quasi spontaneamente, Si deve stare però attenti perché quelle emozioni devono essere percepite anche dagli altri. Deve esserci sempre una condivisione con il pubblico mentre eseguiamo un brano musicale”.

In chiusura della manifestazione abbiamo incontrato Daniela Guadalupi Gennaro Presidente del Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo, giunto alla 59esima edizione. “È il secondo anno da Presidente e sono molto contenta perché era il primo anno con il Teatro Donizetti a capienza piena e direi che sì, siamo tornati in puro stile Festival Pianistico. Il pubblico di entrambe le città è stato particolarmente affettuoso e gli artisti se ne sono accorti, suonando se possibile con più trasporto, anche perché la musica dal vivo non è paragonabile all’ascolto di una registrazione. È stata un preparazione direi parecchio concitata, per me un vero battesimo del fuoco, ma siamo tornati in un regime di semi-normalità, in un momento in cui ce n’era bisogno. Abbiamo ricordato il centenario della nascita del nostro fondatore, il maestro Agostino Orizio, con la responsabilità di volerlo ringraziare in maniera non accademica: volevamo esprimere il nostro grande grazie, grande come l’intuizione geniale di dar vita al nostro Festival. Lo abbiamo fatto a

Brescia con Martha Argerich e a Bergamo con Arcadi Volodos attraverso due concerti di grande bellezza. La grande novità è stata la prima volta di Hélène Grimaud al Festival, una star mondiale che si è dimostrata, conoscendola da vicino, una donna davvero molto semplice. La cosa più bella del mio impegno è il “dopo Festival” che mi dà l’opportunità di conoscere gli artisti nella loro umanità, nella loro semplicità che mi insegna di quanto tutti abbiamo bisogno l’uno dell’altro per andare avanti. Arrivederci all’anno prossimo con la trepidante attesa di tagliare il traguardo del 60esimo Festival. Per celebrarlo abbiamo dato vita a nuove collaborazioni di altissimo livello con l’Università Cattolica di Brescia e l’Università di Bergamo, con le quali stiamo preparando un percorso dedicato ai giovani. Proseguiranno inoltre i concerti sul territorio di Festival e dintorni e la rassegna dei talenti del Conservatorio Luca Marenzio di Brescia e Gaetano Donizetti di Bergamo, che sono una grande opportunità per i giovani musicisti per iniziare ad esibirsi in pubblico”.

Daniela Guadalupi Gennaro Presidente del Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo

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LA PRIMA VOLTA AL FESTIVAL

JOSEF MOSSALI Oggi si produce ancora musica classica? “La musica colta, sacra o profana che nasce nella cultura occidentale, abbraccia approssimativamente un arco di tempo che comincia dall’XI secolo e si estende fino ai giorni nostri e, a seconda dei contesti, il concetto di “musica classica” può includere anche la musica colta contemporanea. Per molti la musica classica è riferita, in senso restrittivo, al periodo musicale dal barocco ai primi del ‘900, ma nel linguaggio comune l’espressione è intesa nel suo significato più ampio, per distinguerla dalla musica leggera e dalla musica popolare. I confini sono comunque sfumati e discutibili, in quanto il titolo di “classicità” viene assegnato dai posteri e la musica che oggi definiamo “classica” non lo era ai tempi in cui venne composta. Il filone di quella che viene detta musica classica, nel ‘900 ha subito varie diramazioni. Da un lato va sotto il nome di musica colta ma di fatto, dal 1945 in poi, viene etichettata come musica contemporanea. Oggi se ne produce però, purtroppo, non è nota al grande pubblico e fa fatica ad entrare nelle sale da concerto”. Il tuo pianista preferito, quello a cui ti ispiri? “Ne ho diversi in realtà. Ma se ne devo dirne davvero solo uno in particolare... beh, anche se non è recentissimo, direi Arturo Benedetti Michelangeli, sia per il repertorio che proponeva, sia per il modo in cui lo proponeva. Ci sono sue interpretazioni che molti considerano un po’ démodé ma che possono essere di grande ispirazione per la qualità del suono e il rigore con cui interpretava le partiture. Credo sia una guida molto importante per un giovane pianista”. Quando hai iniziato a suonare e com’è nata la tua passione? “Un po’ per caso. A cinque anni mi sono iscritto all’Accademia Musicale di Paratico che reclutava giovani allievi e lì ho incontrato la musica che si è presa la mia vita. Al mio debutto al Donizetti mi sono commosso per la presenza in sala di alcune persone importantissime nei miei primi approcci a livello musicale: Maria Grazia Pagani, che non vedevo da dieci anni, e Aksinja Gerbi. Sembra di chiudere uno di quei cerchi che nella vita si creano”. Dentro di te quando hai capito che volevi diventare un pianista? “Che volevo diventarlo l’ho capito molto presto. Dopo due o tre anni che suonavo, a nove anni, sono entrato in Conservatorio con un anno prima di preparazione, per cui, già da allora consideravo la cosa molto seriamente e ci tenevo che questo fosse il binario sul quale incanalare la mia vita. Grazie anche all’incoraggiamento e al sostegno dei miei genitori, nonostante nessuno di loro sia un musicista”.

JOSEF MOSSALI HA DEBUTTATO AL FESTIVAL PIANISTICO INTERNAZIONALE DI BRESCIA E BERGAMO DAVANTI AL PUBBLICO DEL TEATRO DONIZETTI E DEL TEATRO GRANDE

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NELLA FOTO A SINISTRA GIANLUIGI VENTURINI, JOSEF MOSSALI, DANIELA GUADALUPI E PIER CARLO ORIZIO, PRESIDENTE E DIRETTORE ARTISTICO DEL FESTIVAL


Quando ti sarà possibile ti piacerebbe insegnare? “Sicuramente. È un completamento nella nostra professione ma penso che prima si debba avere un grande bagaglio di esperienza dopodiché spero di iniziare a svolgere questa attività”. Cosa ne pensi dell’esclusione degli artisti russi da alcuni teatri nel mondo? “Penso che la musica, in qualche modo, proprio per il suo carattere di universalità, debba estraniarsi dalle vicende politiche umane. L’universalità della musica non può andare d’accordo con le rivalità politiche, di etnia o di religione”. Fra musicisti se ne discute? “La cosa è talmente ovvia che non se ne discute nemmeno”. Sei fidanzato? “Per il momento no; ho parecchie simpatie, una in particolare, ma la musica e l’ambito lavorativo assorbono sia me che lei, quindi per il momento resta tutto in stand-by” (V.E.FIlì)

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Velázquez IL CAPOLAVORO DEL PRADO RESTERÀ IN CARRARA FINO AL 28 AGOSTO

I prestiti nazionali e internazionali, oltre a consolidare l’ottima rete di rapporti con importanti istituzioni nel mondo, sono per la Carrara e il suo pubblico sempre occasioni per rileggere le opere della collezione sotto nuova luce, questa volta in modo particolare, Ritratto della regina Maria Anna d’Austria di Velázquez (1652 -1653, olio su tela, 234,2x132 cm) è accostato a Ritratto di bambino (1650 circa, olio su tela, 34x24 cm)

Prosegue, anche grazie a questo progetto, la collaborazione con Pinacoteca Tosio Martinengo a conferma dell’ottimo rapporto di relazioni tra l’istituzione bergamasca e Fondazione Brescia Musei, verso il 2023 con Bergamo e Brescia Capitali della Cultura. In questa ottica prende avvio il progetto 1 biglietto, 2 musei che permette al pubblico di poter utilizzare l’ingresso in una delle due Pinacoteche per aver accesso gratuito nella seconda. La promozione è valida fino al 28 agosto 2022.

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Il nuovo appuntamento di Accademia Carrara dedicato ai grandi protagonisti della pittura europea, fino al 28 agosto, presenta Diego Rodriguez de Silva y Velázquez (Siviglia 1599 - Madrid 1660). Grazie allo straordinario prestito dal Museo del Prado di Madrid arriva a Bergamo uno dei capolavori dell’artista spagnolo, un’opera tanto affascinante quanto monumentale a cui viene dedicato uno spazio appositamente progettato e, insieme, un accostamento virtuoso con un’opera della collezione oltre a un approfondimento sulla moda e le usanze del tempo grazie alla collaborazione con Fondazione Arte della Seta Lisio. La prodigiosa ascesa di Velázquez lo porta a essere nominato pittore reale a soli ventiquattro anni. Il maestro avrà la meglio sugli altri artisti spagnoli e trasformerà profondamente il gusto artistico della corte madrilena. I diversi viaggi compiuti in Italia e l’incontro con la pittura veneta lo porteranno a sperimentare rivoluzionarie invenzioni cromatiche e una sorprendente libertà di esecuzione. Su questa linea si collocano i ritratti degli ultimi anni della sua vita come il monumentale Ritratto di Maria Anna d’Austria dei primi anni Cinquanta, simbolo della magnificenza della vita di corte spagnola, eccezionalmente concesso a Bergamo dal Museo del Prado. Il Ritratto di Maria Anna d’Austria porta in città il ricordo della Spagna, conduce nelle stanze dell’Escorial, dove la giovanissima regina faceva il suo ingresso nel 1649, già accolta a Madrid con allestimenti sontuosi e grandiosi festeggiamenti; era da qualche anno che non si assisteva a tanto sfarzo. Re Filippo IV era rimasto vedovo nel 1644 e suo figlio Balthasar Carlos, l’erede al trono, era morto. Fu così che nel 1647 Filippo si sostituì al figlio sposando per procura la nipote Maria Anna, un’Asburgo del ramo tedesco, già promessa in sposa all’infante Balthasar Carlos. “Un prestito eccezionale come quello dell’opera di Velázquez proveniente dal Prado di Madrid, si inscrive ancora una volta nel solco delle iniziative pensate per favorire la scoperta della collezione della Carrara, ponendo l’opera del maestro in dialogo con il nostro grande patrimonio. Attraverso una politica di scambi di questo tipo, non solo la Carrara consolida la propria dimensione internazionale, ma punta a costruire progetti espositivi dedicati, nel tentativo di rivisitare la propria collezione e offrire ai visitatori punti di vista sempre diversi. L’esposizione del capolavoro di Velázquez traghetta i visitatori e il museo verso l’imminente progetto di riallestimento, previsto dalla fine del prossimo agosto. A gennaio 2023 saranno riaperti gli interni della pinacoteca, in estate il giardino, nell’ottica di assicurare nuovi spazi di qualità a servizio della Carrara. Alla riapertura, il museo avrà guadagnato una maggiore flessibilità, in grado non solo di valorizzare al meglio il proprio patrimonio artistico, ma anche di garantire un migliore rapporto tra collezione permanente e percorsi temporanei”. Giorgio Gori, presidente Fondazione Accademia Carrara e Sindaco di Bergamo

“Accademia Carrara in questi anni ha saputo tessere rapporti internazionali con i più importanti musei a livello europeo. Tale sinergia ha permesso la creazione di un format espositivo che prevede che grandi opere provenienti da prestigiosi musei europei arrivino in Carrara, creando così occasioni di dialogo e riscoperta delle opere del patrimonio artistico dell’Accademia. La sontuosa opera di Velázquez del Museo del Prado di Madrid, Ritratto di Maria Anna d’Austria, dialogherà quest’ anno con l’opera della collezione museale della Carrara Ritratto di bambino. Sarà inoltre occasione per avere uno sguardo glamour sulla moda del ‘600”. Nadia Ghisalberti, assessore alla cultura Comune di Bergamo “Il nostro grazie va a Miguel Falomir, direttore del Museo del Prado che sempre riserva ai progetti della Carrara un’attenzione e una collaborazione tanto preziosa da distinguersi nel panorama europeo. L’ospitalità del monumentale dipinto di Velázquez si iscrive nel percorso che il museo ha avviato alcuni anni fa, per richiamare l’attenzione del pubblico sui protagonisti della pittura europea, come con Van Dyck (2017) e Rembrandt (2021). Anche in questa occasione la Carrara coglie l’opportunità per valorizzare un dipinto della collezione museale, Ritratto di bambino, tradizionalmente attribuito a Velázquez, discusso con competenza e finezza da Guillaume Kientz, al quale si deve anche il saggio di apertura in catalogo”. M. Cristina Rodeschini, direttore Accademia Carrara Bergamo “Il rapporto tra Accademia Carrara e Museo del Prado è davvero stretto e rappresenta un eccezionale esempio di collaborazione tra istituzioni museali europee. Nel 2018, il pubblico di Museo del Prado ha potuto contemplare a Madrid tre capolavori di Lorenzo Lotto in occasione della mostra Lorenzo Lotto - Ritratti. A giugno 2022, un nuovo scambio: il museo spagnolo presta ad Accademia Carrara un capolavoro di Velázquez, il Ritratto di Maria Anna d’Austria. Si tratta di un dipinto della maturità dell’artista e sono convinto che il pubblico della Carrara sarà felice di poterlo ammirare a Bergamo”. Miguel Falomir, direttore Museo del Prado Madrid 9


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GRAZIE ENRICO

La serata con Enrico Bertolino è una di quelle che ti lasciano addosso quella bella sensazione che ti prende dopo esserti sgnanasciato dalle risate per due ore. Uno spettacolo che attraversa con leggerezza e ironia alcune delle vicende del nostro passato coinvolgendo un pubblico caloroso come poche altre volte si è visto al Donizetti. Con il ricordo delle canzoni dei Pooh ha scatenato il coro di ben 1200 persone (pochissimi non hanno cantato Tanta voglia di te...) Enrico ha voluto regalare questa indimenticabile serata alla città attraverso la Fondazione ARMR per la ricerca sulle malattie rare che, grazie alla vendita dei biglietti andati a ruba e teatro esaurito in tutti i posti, ha potuto regalare una borsa di studio per un anno ad un ricercatore del Mario Negri. Nelle vesti di bravo presentatore, Beppe Mazzoleni, vice presidente della Fondazione, ha introdotto i ringraziamenti della presidente Daniela Gaudalupi e del Prof. Remuzzi, direttore dell’Istituto Negri, i quali hanno ribadito l’importanza di continuare a sostenere la ricerca nel nostro Paese per arrivare dove lo Stato spesso non può o non vuole. Le donazione o le raccolte fondi, attraverso eventi sempre coinvolgenti, come la serata con Enrico Bertolino o il Red Party che la fondazione organizza ogni anno, consentono, grazie al lavoro dei tanto volontari della fondazione, l’impresa davvero eccezionale di


erogare borse di studio per un drappello di giovani impegnati sui fronti più diversi dove combattono contro malattie trascurate dalle ricerche delle aziende farmaceutiche in quanto afferenti a poche migliaia di persone nel mondo e quindi non in grado di rappresentare un investimento remunerativo. I loro studi però allargano le conoscenze anche di altri ricercatori sparsi per il mondo e in rete con il Mario Negri. 11


Giovanni Soldani, insegnante di religione e attore. Scrive e porta in scena

ciò che scrive, come nel monologo “Sono Stato”, dedicato alla figura di Paolo Borsellino di cui, proprio nei prossimi giorni, ricorre il trentesimo anniversario dal giorno del suo assassinio. I suoi primi spettatori sono studenti e i suoi spettacoli hanno sempre un risvolto formativo e si fanno portatori di messaggi importanti. Il suo è un teatro che si rivolge ai giovani, dove si studia la storia, il senso della giustizia e anche dell’ingiustizia. Lei è un attore o un professore? “Mi si addice una duplice professionalità che mi ha agevolato sempre. Sono un attore e anche un insegnante e tutti i miei progetti teatrali hanno sempre un obiettivo di natura civica, sociale, formativa. Mi sorprende e mi colpisce sempre quella naturale empatia che si crea con i ragazzi, adolescenti delle scuole medie e delle superiori sia in aula, sia dal palco, empatia figlia della credibilità con la quale ti consegni come persona prima e nei contenuti che trasmetti poi”.

Estate del ’92: il giudice Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta trovano la morte in via D’Amelio, a Palermo, vittime di un attentato compiuto dalla mafia. Solo due mesi prima, la stessa fine era toccata al suo amico e compagno di tante indagini, Giovanni Falcone, a sua moglie e agli uomini della sua scorta. Sono passati ormai trent’anni: Paolo e Giovanni non se ne sono mai andati, anzi, sono rimasti a illuminare la strada delle nostre coscienze. Sono Stato vuole essere un omaggio a entrambi, nonostante questa pièce si concentri sulla figura di Borsellino. A lui è toccato incontrare la morte due volte: il 23 maggio nel momento in cui ha tenuto nelle sue braccia fino all’ultimo respiro l’amico Giovanni, e il 19 luglio quando l’ultimo respiro lo ha esalato lui.

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Come è diventato attore? “Ho frequentato prima la scuola di teatro a Milano dei “Teatri Possibili”, e poi sempre a Milano con “Quelli di Grock”; ma il salto di qualità l’ho fatto frequentando i corsi di un grande maestro di teatro della nostra terra: Giovanni Locatelli uno tra i primi tesserati dello storico Teatro delle Grazie nonché fondatore insieme a Umberto Verdoni di Teatro Prova nel 1976. Attraverso Locatelli, ho conosciuto e partecipato ad alcuni corsi di mimo di un altro maestro come Piero Marcellini. Da dieci anni collaboro con Umberto Zanoletti di Teatro Minimo. Dieci anni fa Zanoletti cercava attori per un suo spettacolo e dal lì è nata una bella collaborazione a doppio senso, perché io porto in scena anche testi composti da lui così come lui fa da regista a spettacoli da me scritti. Ormai tenendo conto di tutte le produzioni fatte insieme, le repliche si contano a centinaia”. Ci parli dello spettacolo “Sono Stato” “Questo su Borsellino, è un monologo nel quale interpreto tre personaggi. Il primo è Borsellino che parla di sè in prima persona. Il secondo personaggio sono io, Giovanni Soldani nel mio luglio del ’92. Ho voluto così dare forma e voce a tutte quelle persone che, come me, ricordano esattamente dove si trovavano e cosa stavano facendo quel giorno, il giorno in cui a Palermo fecero saltare in aria il giudice Borsellino. Come accadde per l’undici settembre con le torri gemelle o il giorno dello sbarco sulla Luna, c’è una sorta di memoria civile che ci accomuna e ci fa cerchiare delle date di un calendario comune. Il terzo personaggio, che è un po’ la cifra particolare di questo lavoro, è un nipote di Paolo Borsellino che sta parlando del nonno, come se fosse vivo, oggi che avrebbe 82 anni. Questo particolare personaggio da forma ad un’idea per me fondamentale che è quella per cui, la generosità, l’amore non muoiono mai. Borsellino, così come Falcone e tanti altri come loro, danno una prospettiva con i loro gesti con la loro vita che non tramonta mai e che genera sempre. Gli interventi dei tre personaggi si susseguono in modo tale che riescono in modo scorrevole a mantenere alto il grado si attenzione dello spettatore con risultati sempre molto apprezzati. Dall’estate scorsa abbiamo già fatto una ventina di repliche ed ora ne abbiamo alcune che si stanno naturalmente concentrando intorno alla data del 19 luglio il giorno in cui ricorderemo il trentesimo anniversario della strage di via D’Amelio, dove insieme a Borsellino persero la vita cinque componenti della sua scorta e tra questi Emanuela Loi un agente di Polizia di soli ventiquattro anni. Tra i diversi appuntamenti mi sembra importante ricordare come lo stesso Comune di Bergamo abbia voluto evidenziare e risaltare questo particolare anniversario facendo sì che proprio la sera del 19 luglio sul palco del lazzaretto a Bergamo verrà proposto “Sono Stato”. (V.E.Filì)


GIOVANNI SOLDANI BORSELLINO CHE MORÌ DUE VOLTE


Com’è nata l’idea dello spettacolo su Borsellino? “La passione muove: la passione verso le cose, le situazioni, le persone. Le figure di Falcone e Borsellino mi hanno sempre appassionato, hanno accompagnato la mia adolescenza e la mia giovinezza segnando attraverso il loro esempio il resto della mia vita. Forse scrivere di loro è stato il mio modo di ringraziarli per l’impronta bella che hanno lasciato in me. “Sono Stato” è un lavoro che ho scritto dandomi del tempo, molto tempo; quando scrivi di certe storie, di certe biografie non solo è necessario ma è obbligo prendersi del tempo per incrociare più fonti possibili così da approssimarsi sempre più alla verità”. Perché ha scelto di fare questo tipo di Teatro, potremmo dire impegnato… “Preferisco il termine educativo-formativo. Sicuramente in questo c’entra anche il mio aver avuto sempre a che fare con gli studenti a scuola; mi piace però puntualizzare che teatro impegnato non significhi che non lasci spazio alla leggerezza e all’ironia, elementi che sono sempre presenti nei miei testi. Anche in “Sono Stato”, dove paradossalmente la linea più lieve del racconto ci viene consegnata dalla figura dello stesso Borsellino. Un Paolo Borsellino di cui più leggevo e studiavo e più mi veniva incontro in tutta la sua umanità bella, naturale ed è quella più di altro che ho voluto proporre. Allegro, entusiasta del suo lavoro, appassionato e innamorato di moglie e figli; con un sorriso contagioso che partiva dagli occhi prima che dalle labbra, tutto questo prima di quel tragico 23 maggio, giorno della strage di Capaci, dove venne ucciso il suo grande amico e collega, Giovanni Falcone; da quel giorno lo sguardo si è fatto triste e gli occhi, in qualche modo, si sono spenti insieme a quelli dell’amico.”.

GIOVANNI SOLDANI BORSELLINO CHE MORÌ DUE VOLTE

Sono Stato non è un ricordo di avvenimenti declinati al passato prossimo. Sono Stato è la testimonianza viva di cosa significhi essere uomo di Stato, capace di anteporre gli interessi degli altri ai suoi, fino a sacrificare la propria vita. Sono Stato non è solo uno sguardo di ammirazione a un uomo di Stato, ma è anche un importante invito a mettersi in gioco in ogni momento e fare la propria parte: così da essere per gli altri e con gli altri, comunità, Stato. TEATRO MINIMO COMPAGNIA TEATRALE tel. 338 9872947 - info@teatrominimo.it Giovanni Soldani: cell.3389293558 giovanni.soldani@tiscali.it

Il calendario degli spettacoli viene aggiornato

sul sito www.teatrominimo.it

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Perché lui e non Falcone? “Proprio perché Borsellino è morto due volte. Prima con la morte di Falcone il 23 maggio e poi con la sua 57 giorni dopo. Ci fu, da parte sua, l’accettazione della propria morte, dopo quella del collega, che lo portò ad avere un atteggiamento scostante persino nei confronti della famiglia. Cinque giorni prima della strage in cui avrebbe trovato la morte, venne avvertito che a Palermo era arrivato il tritolo per lui ma, invece di fuggire come avremmo fatto tutti, lui rimase lì; chiamò l’amico sacerdote per confessarsi anche dell’atteggiamento freddo tenuto nei confronti della famiglia dal giorno della strage di Capaci, atteggiamento da lui tenuto così da rendere meno straziante il distacco quando sarebbe avvenuto”.

In questi giorni in molti parleranno del trentesimo anniversario della morte di Borsellino, in molti racconteranno versioni di una vicenda che sempre più si tinge di sporco intrigo tra i poteri mafiosi, quelli politici, evidentemente conniventi e magistrati poco trasparenti se non addirittura coinvolti. Come per molti affari sporchi, in Italia, non si sa mai la verità. Sono Stato, dà una chiave di lettura diversa di Borsellino, non mette in scena il male che lo ha ucciso, bensì il bene che lo ha tenuto in vita e che non potrà mai morire. Come il ricordo di un uomo gioviale, siciliano, raffinato e uomo dello Stato fino in fondo. Se vi capita andate a vederlo


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FUOCHI DI PAGLIA di Giorgio Paglia www.fuochidipaglia.it

ARIA DI TEMPESTA AUTUNNALE La guerra in Ucraina è entrata nel quarto mese e purtroppo la fine non sembra vicina. La Russia ha un esercito nettamente più forte, ma il sostegno, soprattutto in armamenti, di americani ed europei ha reso le cose più complicate ai soldati di Putin. Ora si comincia a parlare insistentemente di pace, ma per raggiungerla servono premesse costruttive e diplomatiche che al momento non sembrano avere uno sbocco concreto. Ma ciò che più preoccupa è l’andamento generale dell’economia, anche se la situazione reale non viene ancora evidenziata da una politica furba, autoreferenziata e soprattutto menzognera. Un solo esempio. All’inizio di giugno Draghi annunciava come un trionfo l’approvazione europea dell’embargo al petrolio russo via nave. Questa sanzione veniva definita letteralmente dal Premier come “un grande successo”. Per chi, non lo si capisce bene. Vediamo nei fatti cosa questo significhi solo per la nostra città siciliana di Siracusa, dove è allocata una delle più grandi raffinerie capace di lavorare il 26% della capacità italiana e, guarda caso, di proprietà della russa Lukoil. Con la prevedibile chiusura di questo polo, tra maestranze dirette ed indotto collegato, perderanno il lavoro circa 10.000 italiani. Questo però l’entusiasta Draghi non lo ha detto. E intanto i carburanti hanno di nuovo superato la soglia di 2 € al litro, ma c’è chi sostiene che potrebbero anche oltrepassare quella dei 4 €. Non è tutto. L’inflazione, a salari fermi, sale al 7%, il livello più alto dall’ingresso nell’Euro 23 anni fa. Con i generi alimentari così cari, persino la spesa per il cibo delle famiglie si riduce. Per non parlare del settore auto che ad aprile 2022 perde il 33% di fatturato rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Tra il silenzio generale dei media compiacenti, lo spread è intorno ai 200 punti, i tassi bancari sono in netta risalita e il debito pubblico nazionale supera il 150% avvicinandosi ai 2.800 miliardi di euro. L’occupazione stenta a ripartire e i dipendenti con un contratto a termine, non a tempo indeterminato, superano abbondantemente i 3 milioni, un record negativo dal 1977. Le aziende italiane sono sempre più in difficoltà, si parla di almeno 700.000 imprese a rischio di 16

insolvenza, perché dopo due anni di pandemia, dove lo Stato si è fatto notare soprattutto per la mancanza di aiuti concreti, l’aumento strepitoso delle materie prime e l’incremento insostenibile dei costi dell’energia, le stanno mettendo in ginocchio. Quindi se la matematica economica non è un’opinione, con le sanzioni alla Russia ci stiamo ulteriormente scavando la fossa e la recessione è alle porte. Se per caso in autunno il Covid dovesse rialzare la testa, come è probabile in questi virus di tipo influenzale, e la guerra russo-ucraina dovesse proseguire, il nostro paese non sarebbe in grado di reggere il colpo. Nel frattempo l’importante è tenere molto calma l’opinione pubblica, far finta che tutto vada bene e che il Governo lavori per la pace nel mondo, anche se manda in Ucraina super cannoni da 30 chilometri di gittata. E allora non c’è da meravigliarsi se l’Italia scende di 17 posizioni, fino al cinquantottesimo posto, nella classifica mondiale della libertà di stampa. La verità purtroppo è un’altra, Draghi o non Draghi al timone. Infatti, tra pochi mesi, l’assenza totale di una seria programmazione su quali possano essere su di noi le conseguenze, a breve e medio termine, delle azioni politiche intraprese durante il Covid e a causa dei ripetuti embarghi alla Russia, porteranno a gravi problematiche, anche di tipo sociale. Perché quando il portafoglio è vuoto, non c’è lavoro, la casa è fredda e l’auto è senza benzina, significa che il nostro è davvero un paese economicamente in macerie. E, se pensate che questo editoriale possa essere stato troppo pessimista o magari esageratamente allarmista, vado a concludere riportando letteralmente ciò che ha detto ai primi di giugno 2022 Jamie Dimon, Ceo di JP Morgan: “Preparatevi per un uragano economico. A causarlo saranno la Fed e la guerra in Ucraina. È meglio che vi prepariate, perché in questo momento c’è un pò di sole, ma quell’uragano è proprio là fuori, in fondo alla strada, in arrivo sulla nostra via”. Mi sono spiegato, brava gente? Alla prossima e in alto i cuori leggeri. Anche su Twitter: @Fuochidipaglia


17 OTTOBRE ORE 20.00

RAFFAELE PE

CONTROTENORE

LA LIRA DI ORFEO

ENSEMBLE BAROCCO

VIRTUOSISSIMO!

MUSICHE DI GEORG FRIEDRICH HÄNDEL, ANTONIO VIVALDI, LEONARDO VINCI, RICCARDO BROSCHI 23 OTTOBRE ORE 11.00

ENSEMBLE DEL TEATRO GRANDE

MUSICHE DI CLAUDE DEBUSSY, TORU TAKEMITSU, GABRIEL FAURÈ, DANUSHA WASKIEWICZ 25 OTTOBRE ORE 20.00

FULVIO LUCIANI

VIOLINO

MASSIMILIANO MOTTERLE

PIANOFORTE

MUSICHE DI FRANZ SCHUBERT, ARVO PÄRT, MARIO CASTELNUOVO-TEDESCO, WOLFGANG AMADEUS MOZART, JOHANNES BRAHMS 3 NOVEMBRE ORE 20.00

TAKE OFF

MUSICHE DI MAURO MONTALBETTI 14 NOVEMBRE ORE 20.00

INTENDE VOCI ENSEMBLE MIRKO GUADAGNINI

La Grande Danza 3 DICEMBRE ORE 20.00

ROTTERDAM PHILHARMONIC ORCHESTRA LAHAV SHANI DIRETTORE YEFIM BRONFMAN

PIANOFORTE

MUSICHE DI LUDWIG VAN BEETHOVEN, ANTON BRUCKNER 13 DICEMBRE ORE 20.00

NIKOLAY KHOZYAINOV PIANOFORTE

MUSICHE DI MAURICE RAVEL, IGOR STRAVINSKIJ, ERIK SATIE, MANUEL DE FALLA 20 DICEMBRE ORE 20.00

CORO E ORCHESTRA CREMONA ANTIQUA ANTONIO GRECO

DIRETTORE

CONCERTO DI NATALE

MUSICHE DI GEORG FRIEDRICH HÄNDEL

I progetti speciali

27 OTTOBRE ORE 20.00

EMANUEL GAT DANCE LOVETRAIN2020

23 NOVEMBRE ORE 20.00

CAMILLA MONGA EMANUELE MANISCALCO SULL’ATTIMO

25 NOVEMBRE ORE 20.00

TRAVIS S C-KNIGHT E JAMES PETT | MOONWALK PRODUCTION IMAGO

1 DICEMBRE ORE 20.00

SABURO TESHIGAWARA_ RIHOKO SATO | KARAS ADAGIO

PRIMA ITALIANA

5 NOVEMBRE ORE 15.00

IL GRANDE PER I PICCOLI

TENORE E MAESTRO CONCERTATORE MUSICHE DI DOMENICO SCARLATTI, ALESSANDRO SCARLATTI, HERBERT HOWELLS

Biglietti on line e in Biglietteria dal 24 maggio Biglietti in vendita on line su teatrogrande.it, vivaticket.com e presso la Biglietteria del Teatro Grande. Orari di apertura della Biglietteria del Teatro Grande: dal martedì al venerdì dalle 13.30 alle 19.00 e il sabato dalle 15.30 alle 19.00. Chiusura domenica, lunedì e festivi.

STAGIONE SETTEMBRE . DICEMBRE 2022

EMANUEL GAT DANCE - LOVETRAIN 2020 - PH. © JULIA GAT

La Grande Musica


NASCE IL PROGETTO DOna FONDAZIONE NADIA TOFFA E ROTARY CLUB BRESCIA SUD OVEST MACLODIO, INSIEME PER SOSTENERE CONCRETAMENTE LA RICERCA CONTRO IL CANCRO A tre anni dalla sua scomparsa, il suo ricordo non si deve spegnere, così come non si può dimenticare lo spirito del suo operato. Per perseguire questi obiettivi, la Fondazione Nadia Toffa e il Rotary Club Brescia Sud Ovest Maclodio, hanno annunciato l’iniziativa DOna, in memoria della giornalista stroncata da un tumore cerebrale nel 2019 all’età di 40 anni dopo una lunga e coraggiosa lotta contro la malattia. La raccolta fondi, strutturata su un progetto multicanale, ha l’obiettivo benefico e solidale a sostegno della diagnosi e delle cure oncologiche, da raggiungere grazie al supporto e alla solidarietà di tutti: 183 mila euro. Nel solco dell’impegno di Nadia, da sempre interprete di un giornalismo rivolto al supporto dei più fragili, le donazioni serviranno a sostenere la diagnosi precoce, accostando l’operato quotidiano degli staff medici degli Spedali Civili di Brescia. Al nosocomio cittadino, infatti, verrà donato un sistema innovativo per l’identificazione di neoplasie neurologiche in pazienti adulti e bambini: si tratta di un ecografo e neuronavigatore, destinato al reparto di neurologia oncologica. “Dotarsi di un sistema innovativo che coniughi ecografo e neuronavigatore è molto importante per essere ancora più precisi nell’identificare il tumore e il resto della corteccia cerebrale durante l’operazione e nell’interconnessione con le immagini pre-operatorie - ha sottolineato Marco Maria Fontanella, Direttore Neurochirurgia degli Spedali Civili di Brescia. In sostanza, per essere ancora più sicuri di asportare in modo completo il tumore preservando le funzioni cerebrali. Voglio ringraziarvi per quanto già donato ma vi chiedo lo sforzo di crederci, perché noi medici ci crediamo che possiamo fare di meglio di più, che queste lesioni possiamocombatterle meglio”. “La Fondazione Nadia Toffa è nata nel 2019, poco dopo la sua scomparsa - commenta la madre di Nadia, Margherita. Il suo obiettivo è stato quello di dare continuità al suo impegno, sostenendo le sue idee basate sull’aiuto verso ogni forma di fragilità o ingiustizia. Non abbiamo il suo sorriso, né la sua energia, ma condividiamo i suoi valori e ciò ci muove, ogni giorno. Questa iniziativa vuole rappresentare una mano tesa nei confronti dei malati oncologici, verso i quali ormai tutti sappiamo quanto la diagnosi precoce possa rappresentare lo spartiacque tra la vita e la morte. Stiamo raccogliendo fondi per un progetto importantissimo per regalare agli Spedali Civili di Brescia un

ecografo fondamentale per la prevenzione e le operazioni. Donate perché è una cosa meravigliosa quella che state facendo e farà del bene a tutti noi alla fondazione e renderebbe felice Nadia: fare del bene e continuare a fare del bene è il nostro obiettivo Per questo auspico che, ancora una volta e come già accaduto in altre nostre iniziative precedenti, nel ricordo di Nadia, in molti aprano il loro cuore per raggiungere, insieme i 183mila euro necessari all’acquisto della strumentazione diagnostica che potrebbe salvare molte vite”. “Il Rotary ha come unica missione il sostegno verso l’altro e l’impegno verso un cambiamento a beneficio della comunità - ha commentato Davide Frizza, Presidente del Rotary Club Brescia Sud Ovest Maclodio. Per questo ci siamo fatti promotori insieme alla Fondazione Nadia Toffa dell’organizzazione di questa raccolta fondi: ne condividiamo la missione e l’urgenza di adoperarsi per l’altro. Nella serata di venerdì 10 giugno, tutta la comunità rotary ha dato testimonianza del proprio impegno e della propria vicinanza all’obbiettivo e ai valori della Fondazione. Questo sostegno proseguirà poi in altri modi anche per tutto il resto della campagna, partendo dalla messa a disposizione di ogni membro come professionista che può dare il proprio contributo al raggiungimento dell’obbiettivo finale”. L’obiettivo dell’operazione solidale è una raccolta fondi per l’acquisto di un sistema innovativo composto da ecografo e neuronavigatore per il reparto di neurochirurgia oncologica. Sostieni il progetto “DOna”: ad oggi sono stati raccolti (grazie a donazioni di privati e aziende) 140mila euro dei 183mila necessari. Il progetto si conclude il 30 giugno. Per informazioni: https://www.fondazionenadiatoffa.it/ progetto-dona/ La memoria di Nadia Toffa è ancora viva in molte personalità del mondo dell’informazione e dello spettacolo. Non è un caso se il 10 giugno scorso, giorno in cui avrebbe compiuto 43 anni, nella suggestiva cornice del Museo di Santa Giulia, si è registrato il tutto esaurito per il charity party solidale a lei dedicato condotto da Juliana Moreira e Edoardo Stoppa con interventi, musica e saluti di Jovanotti, Francesco Renga, Piero Chiambretti, Saturnino, Giorgia Palmas, Giuliano Sangiorgi e Omar Pedrini. Un’iniziativa di grande successo che vi documentiamo attraverso questo reportage fotografico…


NADIA TOFFA

La Fondazione Nadia Toffa nasce nel 2019 per volontà della famiglia di Nadia. Attualmente ha otto progetti attivi e oltre 1.7 milioni di follower su Facebook. Le finalità del suo operato sono quelle di promuovere la raccolta fondi da destinare alla ricerca per la cura del cancro e altre malattie, fornendo sostegno a persone bisognose e implementando progetti di sostentamento e di sviluppo in zone svantaggiate, principalmente del territorio italiano.

Una raccolta fondi attraverso un progetto multicanale, che comprende diverse iniziative, per raggiungere, insieme, i 183 mila euro necessari per l’acquisto di apparecchiature dedicate alla diagnostica da destinare al reparto di Neurochirurgia oncologica degli Spedali Civili di Brescia


STEFANO MOR

CAMBIO AL VOLANTE

IL MANAGER BRESCIANO STEFANO MOR È STATO NOMINATO NUOVO DIRETTORE GENERALE DI SAOTTINI AUTO SPA: SUCCEDE AD ALESSANDRO BETTINONI, AMICO E COLLEGA, A CUI CEDE IL TESTIMONE DI VERONA IN SEGUITO ALLA NOMINA DI DIRETTORE GENERALE DELLA VICENTINI SPA Tommaso Revera - Ph. Sergio Nessi


Avvicendamento importante all’interno del Gruppo Eurocar Italia: Stefano Mor è stato nominato nuovo Direttore Generale di Saottini Auto Spa. A pochi giorni dal suo insediamento, conosciamo più da vicino il successore di Alessandro Bettinoni che, invece, ha percorso sempre l’A4 ma in direzione inversa (destinazione Verona) dove ha preso il posto proprio di Stefano diventando il nuovo Direttore Generale della Vicentini Spa. Buongiorno Stefano il suo più che un arrivo è un ritorno a Brescia viste le sue origini… “Proprio così e ne sono molto felice. Esclusa qualche esperienza lavorativa maturata in gioventù, infatti, ho sempre lavorato lontano da Brescia. A 27 anni ero già a Milano e, in seguito, ho maturato significative esperienze professionali a Roma, Bologna e Verona. Il mio approdo qui a Brescia è certamente un segnale importante di come il nostro gruppo intenda consolidare il rapporto di vicinanza sin qui intrapreso con il territorio”. Una scelta per certo versi atipica per una multinazionale ma che denota grande sensibilità nei confronti della propria clientela, non è così? “Nonostante si tratti di un un gruppo multinazionale controllato al 100% da Porsche Holding, la volontà di rimanere molto vicini al territorio da sempre gioca un ruolo assolutamente centrale nelle politiche intraprese. Chiedere ad un bresciano di presidiare il mercato di Brescia, dunque, è un segnale inequivocabile di quanto si voglia dare a questo distretto una connotazione estremamente territoriale pur potendo contare, comunque, su una struttura unica nel suo genere per dimensioni e ampiezza della gamma. Il Gruppo Eurocar Italia, infatti, è nel nostro Paese il più grande gruppo di vendita ed assistenza per i marchi del Gruppo Volkswagen, potendo contare su circa 1.800 collaboratori distribuiti in 44 sedi: oltre che in Lombardia, è presente anche in Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino Alto Adige, Toscana, Piemonte, Liguria e Emilia-Romagna”. Dopo una carriera nell’automotive vissuta in diverse realtà italiane, torna nella sua Brescia. Che situazione eredita e quali aspettative nutre per il futuro? “Da quando Saottini Auto Spa è passata sotto il controllo del Gruppo Eurocar Italia è stato fatto molto: vi è stata un’importante riorganizzazione aziendale ed una non banale transizione da una gestione imprenditoriale/privata ad un’impostazione multinazionale. Ho un buonissimo rapporto con il mio predecessore, Alessandro Bettinoni, a cui, tra l’altro, ho passato il testimone a Verona. Uno switch il nostro che contribuirà sicuramente ad arricchire il nostro bagaglio di conoscenze professionali favorendo un reciproco e proficuo interscambio di competenze. Vogliamo procedere e accelerare nel percorso intrapreso ma, al tempo stesso, intendiamo radicarci sempre di più al nostro territorio di competenza. L’obiettivo è che Saottini diventi per il territorio bresciano il punto di riferimento sull’eccellenza non solo per il marchio Porsche ma anche per Audi, Volkswagen, Skoda, Seat e Cupra nell’ambito non solo delle vendite ma anche dei servizi e della relazione con il cliente perché credo che quest’azienda, un po’ per la sua storia, un po’ per le persone che la compongono, possa nutrire questa ambizione per il futuro. Chiaramente è un percorso lungo, non semplice, però l’affronto con molto entusiasmo: mi fa un certo effetto intervenire sul territorio in cui vivo e che conosco molto bene ed è certamente un mandato molto gradito che accolgo con grande trasporto”. Prima dello ‘switch’ c’è stata una telefonata tra lei e Alessandro Bettinoni per il rituale passaggio di consegne? “A dire il vero, essendo grandi amici, abbiamo un continuo confronto. Alessandro è una persona di cui ho una stima infinita sia dal punto di vista personale che professionale. La scelta dell’azienda è stata dettata anche da questo aspetto: entrambi daremo continuità al lavoro impostato cercando di metterci del nostro in ciò che deve essere portato avanti o che va sviluppato ex novo.


CAMBIO AL VOLANTE È stato stimolante ‘scambiarsi’ le aziende: abbiamo lavorato fianco a fianco per oltre un mese così da capire reciprocamente da dove ripartire. Eurocar, del resto, è una realtà che consente di avere una managerialità forte in chiave locale e questo ci permette sperimentazioni non necessariamente applicabili a tutte le sedi. Un punto di forza non indifferente per una multinazionale che, invece, tende spesso a standardizzare tutti i processi”.

Lo ‘switch’ in casa Gruppo Eurocar Italia contribuirà da un lato ad arricchire il bagaglio di conoscenze professionali dei due manager, favorendo un reciproco e proficuo interscambio di competenze, e dall’altro a custodire una connotazione Un legame, quello tra Saottini Auto e il territorio, ulteriormente rafforzato territoriale ritenuta strategica e dagli ultimi eventi organizzati presso il Porsche Now (recentemente aperto indispensabile dalla multinazionale in Areadocks) nella settimana della 1000 Miglia, non è così? controllata da Porsche Holding “Scelte di questo tipo denotano l’interesse di mantenere un rapporto attivo con il territorio. Lo abbiamo dimostrato da un lato con l’apertura all’interno di Areadocks, uno dei locali di riferimento della città, del primo Porsche Now d’Italia - uno spazio studiato nei dettagli, dal design innovativo e moderno grazie al quale acquistare una vettura, configurarla o programmare un test drive - e dall’altro vivendo attivamente la 1000 Miglia, l’evento per antonomasia della città, attraverso la programmazione di eventi ed iniziative collaterali distribuite su tutta la settimana della manifestazione alle quali hanno partecipato, tra gli altri, anche personalità di spicco del mondo Porsche come Valentina Albanese, Responsabile del reparto Motorsport Porsche Italia, e Massimiliano Cariola, Marketing Director Porsche Italia. Un modo concreto per cogliere al meglio le potenzialità di questa vetrina internazionale, non solo per le tante analogie che ci accomunano alla corsa più bella del mondo, ma anche per porre l’accento sulla recente inaugurazione del PEC, il Porsche Experience Center Franciacorta, e del Porsche Now. Anche se temporaneo, nel periodo di attività è diventato velocemente un punto di riferimento. Magari si potrebbe pensare di replicare il format all’interno del Gruppo”. A Brescia è già di casa per cui può spiegarci quali sono gli aspetti che distinguono il cliente bresciano dagli altri che ha avuto il piacere di conoscere durante la sua carriera professionale? “Il cliente bresciano ha carattere e personalità ma è fondamentalmente un cliente fedele: nel momento in cui trova nel suo interlocutore trasparenza, correttezza e disponibilità, infatti, tende a legarsi molto. L’acquisto di un’auto, poi, per noi bresciani riveste un’importanza diversa rispetto a quanto avviene in altre città: se a Roma e Milano, senza generalizzare, ho conosciuto tanti clienti che nutrivano un forte interesse unicamente verso la mobilità, qui si coltiva ancora un interesse verso il prodotto e non solo verso la mobilità”. Le sfide che attendono il mondo dell’automotive sono diverse ed estremamente stimolanti: dall’elettrificazione alla guida autonoma, dalla digitalizzazione al concetto di perdita di possesso sino alla relazione con i clienti… “A causa delle difficoltà più recenti, l’intero comparto dell’automotive stava già attraversando una fase molto complessa. Stavamo affrontando quattro sfide non da poco: la digitalizzazione, l’elettrificazione, il concetto di perdita di possesso e la guida autonoma che, tra non molto, stravolgerà abitudini e comportamenti. Oggi chiaramente queste sfide rimangono perché, di fatto, rappresentano un cambio di paradigma non indifferente ma a queste si aggiunge un mondo che ci mette di fronte a cambiamenti continui. La difficoltà, quindi, non è solo legata all’ideazione di una pianificazione a lungo termine ma anche alla capacità di plasmare un’intera organizzazione per riuscire a cambiare continuamente il suo assetto in maniera duttile e tempestiva. Un allenamento mentale certamente significativo: se non si dispongono delle persone e dei posti giusti, tutto diventa estremamente faticoso. Questo è il motivo principale per cui Saottini Auto è alla ricerca di talenti. Il nostro è un settore che, pur essendo in continua evoluzione, paradossalmente, attrae poco i giovani ma nel nostro mondo si incontrano delle complessità e delle dinamiche interessanti che ben si prestano alla mente lucida e creativa dei ragazzi di oggi. L’opportunità di entrare in contatto con figure professionali non necessariamente provenienti dal settore automotive, quindi, ci interessa moltissimo”.


STEFANO MOR

E, a proposito di talenti, come vede il tema delle risorse? “Siamo un settore, come altri, che sta vivendo un processo di digitalizzazione che viaggia in maniera spedita però, in un momento di grande complessità e cambiamento come questo, è sempre il capitale umano a fare la differenza. Il nostro obiettivo è investire moltissimo sulle nostre risorse, conoscerle e offrire loro gli strumenti di cui hanno bisogno. E al tempo stesso il territorio e la relazione con le persone che lo vivono abitualmente rimane ancora una priorità assoluta. Sono felice di aver trovato un gruppo di colleghi giovani e molto preparati che lavorano con energia e motivazione: sono certo che ci toglieremo delle belle soddisfazioni”. I progetti più importanti all’orizzonte? “Abbiamo in programma la realizzazione del nostro Cupra Garage, una nuova sede, più consona alla grandezza di un marchio straordinario, che sarà pronta all’inizio del prossimo anno. A proposito di Cupra, sono tornato pochi giorni fa da Barcellona e posso confermare che i nuovi prodotti sono incredibili: quello che sono riusciti a fare in soli pochi anni è davvero notevole. In seguito amplieremo l’officina Audi per aumentare la nostra capacity a dimostrazione di come per noi sia fondamentale non solo vendere una vettura ma anche assistere adeguatamente la nostra clientela. Ma non sono gli unici progetto a cui stiamo lavorando: sono arrivato con dei mandati precisi che includono ulteriori sviluppi ma ne parleremo in corso d’opera…”.


BRESCIA SUMMER MUSIC 2022

Undici date da segnare in agenda, dodici artisti di alto livello e due location uniche pronte ad accogliere la più grande musica italiana. Il 2 luglio parte in città il Brescia Summer Music, il festival di musica live patrocinato dal Comune di Brescia e organizzato da Cipiesse, che quest’anno si arricchisce di una serata cabaret. Un appuntamento, sempre molto atteso in città, che porterà sul palco dell’Arena Campo Marte numerosi artisti. Gli eventi di luglio inizieranno alle 21,30, quelli di settembre alle ore 21 e si terranno anche in caso di pioggia. Le vendite dei biglietti sono già aperte nei circuiti Vivaticket e Ticketone. Per maggiori informazioni: CIPIESSE, tel. 030 2791881, www.cipiesse-bs.it www.bresciasummermusic.it


ANDREA PUCCI – SABATO 2 LUGLIO 2022 RKOMI – MARTEDI’ 5 LUGLIO 2022 IL TRE E GIANMARIA – MERCOLEDI’ 6 LUGLIO 2022 ACHILLE LAURO - VENERDI 8 LUGLIO 2022 MAHMOOD – SABATO 9 LUGLIO 2022 TOMMASO PARADISO – DOMENICA 10 LUGLIO 2022 ERMAL META - MERCOLEDI 13 LUGLIO 2022 MARRACASH - VENERDI 15 LUGLIO 2022 GEMITAIZ - SABATO 16 LUGLIO 2022 IL VOLO – VENERDI’ 2 SETTEMBRE 2022 VENDITTI E DE GREGORI – LUNEDI 5 SETTEMBRE 2022

LA GRANDE MUSICA LIVE ALL’ARENA CAMPO MARTE E IN PIAZZA LOGGIA


1972 • 2022

CINQUANTA VOLTE MONTE ROSSA Ridere, sognare, cantare, vincere, amare. Sono solo alcuni dei verbi che rappresentano da sempre la filosofia di Monte Rossa. Si trovano insieme a conquistare, viaggiare, piacere, scoprire e nascere sulle capsule dei Franciacorta della Cantina, il primo punto di contatto con chi sceglie di brindare con Monte Rossa. Negli anni le capsule, spesso insieme all’iconico tappo in sughero, sono divenute amuleti che ricordano a chi le conserva o colleziona la magica ritualità del brindisi che accompagna i momenti più felici. La storia di Monte Rossa ne è costellata sin dagli esordi, quando Paola Rovetta e il marito Paolo Rabotti giunsero in Franciacorta, sognatori e pionieri di una storia che la loro famiglia sta ancora scrivendo. Era il 1972 quando si trasferirono a Monte Rossa, nella villa storica posta sulla cima della collina che domina Bornato, e la Signora Paola con tenacia inizia a produrre Franciacorta inteso come Metodo Classico trasmettendo la sua grande passione a tutta la famiglia. Passano solo pochi anni, Paolo Rabotti nel 1978 ha già chiari i confini di quella che al tempo era solo una visione: “Io sono, se noi siamo”, è l’incipit del sistema Franciacorta. Un concetto divenuto realtà nel 1990 con la creazione del Consorzio Franciacorta, del quale Paolo Rabotti è eletto come primo presidente. Nel frattempo in Monte Rossa muove i primi passi il figlio Emanuele, seconda generazione e oggi patron della Cantina, che dai genitori ha ereditato tenacia e passione alle quali si aggiunge il suo grande

estro che ha consolidato Monte Rossa come brand ambasciatore di positività, divertimento e piacere. “Un vino buono nasce, prima che in vigna, da un’idea che solo il tempo, l’esperienza e la passione possono realizzare” con queste parole Emanuele Rabotti sintetizza il pensiero che da sempre guida Monte Rossa che con una produzione di 500.000 bottiglie all’anno e 70 ettari di vigneti governati si conferma una Cantina di riferimento per il livello qualitativo dei Franciacorta prodotti, un aspetto da sempre ritenuto un prerequisito imprescindibile da chi ne gestisce l’intera filiera. “49, 50 o 51 anni... l’importante è fare il vino buono” così sempre Emanuele Rabotti, primo garante dell’eccellenza dei suoi vini. Collaboratori storici e nuove leve lavorano quotidianamente fianco a fianco con entusiasmo e dedizione alla coltivazione, realizzazione e promozione di una gamma di vini Franciacorta ricercati, apprezzati e premiati; attualmente le referenze di Monte Rossa sono Prima Cuvée, Flamingo, Sansevé, Coupé, Salvàdek, P.R. Brut. Una speciale dedica per i primi 50 anni della Cantina coinvolge proprio quest’ultimo, il P.R. Brut: referenza storica già intitolata ai fondatori Paola Rovetta e Paolo Rabotti, lo storico Brut Blanc de Blancs è impreziosito per l’occasione da un bollo celebrativo che riprende la data di fondazione e quella del 50° anno di attività. Fanno parte della grande famiglia di Monte Rossa e si uniscono quindi ai festeggiamenti della casa madre il brand Cabochon e il Vigneto Pusterla con il vino Bastione.


CABOCHON La costellazione Cabochon nasce da un desiderio: la ricerca, iniziata negli anni 80 da Emanuele Rabotti, di una selezione più attenta dei cru della collina di Monte Rossa e di un nuovo sistema di vinificazione che introduceva la barrique per la prima fermentazione del mosto. Cabochon è il punto di arrivo di un percorso emozionante e virtuoso, il desiderio che unito alla determinazione si è trasformato in un luminoso firmamento in cui oggi brillano Cabochon Brut Millesimato 2014, Cabochon Doppiozero Brut Nature 2016, Cabochon Fuoriserie Rosé N°06, Cabochon Fuoriserie N°023 e il Cabochon Stellato. Con un nome che evoca la preziosità dei gioielli, un’etichetta unica incisa in argento dall’orafo Gianmaria Buccellati e una storia che parla di tempo ed eccellenza, Cabochon è più di un vino. Una filosofia di vita, un’esperienza di gusto, una ricerca di perfezione costellata da eventi straordinari. Su tutti l’incontro nel 1992 con Frank Sinatra e il cortometraggio “Cabochon” di cui è protagonista prodotto da Emanuele Rabotti. VIGNETO PUSTERLA Alle pendici del Castello si estende il vigneto Pusterla che con i suoi quattro ettari vitati è il più grande vigneto urbano d’Europa. Il Pusterla ha origini antiche, era il 1037 e il monastero regio di Santa Giulia coltivava uva sulle pendici del Cidneo; da luglio 2020 è di proprietà della cantina Monte Rossa. Il forte legame con Brescia, la voglia di prendersi cura di uno dei suoi “monumenti” più affascinanti e la passione per la viticoltura di Emanuele Rabotti sono alla base di questa avventura: “Sono davvero felice di aver aggiunto un gioiello così prestigioso alla nostra collezione. Il Pusterla non rappresenta per me solo un vigneto, ma è anche una dichiarazione personale di orgoglio bresciano. Riqualificazione e valorizzazione saranno le parole chiave dei prossimi mesi, voglio regalare a Brescia un vigneto-giardino unico e curato. Una bella sfida!” racconta Emanuele Rabotti. Nell'estate 2021 il Vigneto Pusterla ha ospitato l'opera di land art La Plage di Pascal Martin Tayou, centinaia di ombrelloni colorati allestiti in collaborazione con Bellearti. Il vigneto Pusterla è un raro esempio di agricoltura produttiva urbana con una coltivazione estesa di sola uva Invernenga e un terroir inimitabile. La composizione e la pendenza del suolo assicurano il drenaggio, mentre le correnti provenienti dal monte Guglielmo mantengono l’aria pulita e salubre e l’esposizione permette all’uva di essere baciata dal sole perfettamente, dall’alba al tramonto. Il risultato? Il Bastione, il vino di Brescia e dei bresciani.


PAsocialDAY LA COMUNICAZIONE DIGITALE COME OPPORTUNITÀ DI NETWORK ph. Matteo Marioli

Martedì

7 giugno 2022, presso l’Auditorium del Gruppo Brescia Mobilità di via Leonida Magnolini 3, si è svolto il ‘PA SOCIAL DAY LIVE’, un evento formativo incentrato sulla comunicazione digitale come opportunità di network nella pubblica amministrazione. Per l’edizione 2022, infatti, Brescia è stata tra le città italiane selezionate per ospitare questo evento, svoltosi in contemporanea in altre 18 città (Alghero, Aosta, Arezzo, Bari, Bologna, Campobasso, Capo d’Orlando, Padova, Penne, Perugia, Procida, Reggio Calabria, Roma, Savona, Torino, Trento, Trieste, Urbino): un’iniziativa ideata allo scopo di offrire un momento di riflessione sul tema della comunicazione e dell’informazione digitale via web, social, chat, intelligenza artificiale, un’importante occasione di crescita, confronto, partecipazione e scambio di buone pratiche. Tantissimi gli argomenti approfonditi da un ricco parterre di ospiti e personalità per un confronto aperto sul mondo digitale: a far gli onori di casa l’Ing. Marco Medeghini, Direttore Generale di Brescia Mobilità, insieme a Federico Manzoni, Assessore alle politiche della Mobilità e ai servizi istituzionali del Comune di Brescia. Tanti gli spunti emersi nel corso di una mattinata densa di interventi, riflessioni, confronti. Durante il primo panel, dedicato alla comunicazione social nel settore della mobilità, si è parlato dell’evoluzione dei social media negli ultimi dieci anni, sia dal punto di vista del cambiamento degli strumenti e dei canali, sia della modalità di impiegarli come mezzo di comunicazione da parte delle società, sia – ed è l’aspetto più interessante – dal punto di vista della trasformazioni delle modalità di utilizzo: il digitale da opportunità è diventato quotidianità per quasi tutti, e la platea degli utenti presenti sui mezzi social è divenuta enorme, ma anche più complessa da gestire; le esigenze, prima basilari (esser informati) si sono evolute e trasformate, richiedendo in primis ai gestori di questi mezzi un importante salto di qualità. Nel secondo panel protagonisti sono stati i Comuni, che in questi anni hanno davvero compiuto un grande sforzo per rispondere in modo efficace alla domanda di una comunicazione nuova, più diretta, più tempestiva, più chiara, da parte dei cittadini. Si è parlato dell’importanza dell’integrazione di più canali, e dell’inclusività

7 giugno 2022

La comunicazione digitale come opportunità di network PA SOCIAL LOMBARDIA ore 9:00-14:00 Brescia, Via Magnolini 3 Auditorium  Gruppo Brescia Mobilità

BRESCIA

CIA

in 19 città italiane e in diretta su Facebook, YouTube, LinkedIn, Twitch e www.pasocial.info

Ore 9:00  Saluti iniziali coordinamento Pa social lombardia marco medeGhini  Direttore Generale Brescia Mobilità federico manzoni  Assessore alle politiche della Mobilità e ai servizi istituzionali Comune di Brescia riccardo sorrentino  Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia

Ore 9:30  Panel 1

Ore 11:10  Panel Live La digital trasformation nel panorama nazionale Modera: Gabriele Palamara  Digital and Web Communication Intervengono: alessandro lovari  Ricercatore Università degli Studi di Cagliari


digitale un tema particolarmente importante e di attualità, poiché compito delle pubbliche amministrazioni è anche quello di dare risposta a tutti, e di mettere tutti nelle condizioni di utilizzare dei servizi, compreso quello di informazione rappresentato dai canali social. Il terzo panel era collegato in diretta con PA social day nazionale, e ha visto gli importanti interventi di Alessandro Lovari dell’Università degli Studi di Cagliari, di Stefano Epifani, presidente della fondazione Digital transformation Institute, di Michela Troia dell’Istat, e di Giacomo Biraghi, responsabile dell’area innovazione di Confindustria Bergamo. Il convegno si è concluso con uno sguardo alle molteplici realtà del territorio per le quali la comunicazione social e digital diventa elemento essenziale del servizio erogato alla comunità: è così per il settore socio- sanitario, che è stato messo a durissima prova dalla pandemia, non solo nei suoi servizi essenziali ma anche nella modalità di rapportarsi ai clienti-pazienti, ma che nella grande crisi ha dovuto e saputo reinventarsi; ma è così anche per il settore delle acque pubbliche, per le Università, per gli operatori culturali. In ogni ambito vi sono peculiarità specifiche, ma in tutti è forte e vibrante lo sforzo per dialogare in modo continuo, attivo e interattivo con il pubblico o i pubblici. Il PA Social Day è ideato e organizzato dall’associazione PA Social e realizzato grazie ai partner L’Eco della Stampa, Binario F, Hootsuite, alpenite, Reelevate, Centro Studi Enti Locali, Open Comunicazione. Al PA Social Day 2022 si è potuto assistere anche in diretta su Facebook, YouTube, LinkedIn e Twitch con aggiornamenti costanti sui profili social dell’associazione con hashtag #pasocial. Una diretta dalle 9 alle 19 con collegamenti, interventi, contributi e approfondimenti da tutta Italia e con il coinvolgimento di manager, amministratori pubblici, professionisti del digitale, giornalisti, comunicatori, social media manager, rappresentanti di enti, aziende pubbliche, associazioni, imprese e aperto alla partecipazione di tutti.



RICERCHIAMO SUCCESSI E PROSPETTIVE PER LA ONLUS IMPEGNATA NEL SOSTEGNO ALLA RICERCA SUI TUMORI DELL’APPARATO DIGERENTE Tommaso Revera - Ph. Edita Aiutare la ricerca scientifica ad individuare cure efficaci per le neoplasie dell’apparato digerente: questa la mission di RicerChiAmo Onlus, l’Associazione senza scopo di lucro nata nel 2016. Le neoplasie dell’apparato digerente (esofago, stomaco, fegato, pancreas, colon e retto), rappresentano circa il 25% di tutti i tumori solidi e condizionano pesantemente non solo la speranza di vita di chi si ammala, ma anche la qualità della vita del paziente stesso e dei suoi familiari. La ricerca scientifica è uno strumento formidabile, duraturo e universale per aumentare il numero di coloro che di tumore guariscono.


Tutti, soprattutto quando siamo toccati personalmente, vorremmo che questa attività di ricerca fosse più veloce e più efficace. L’Associazione presieduta da Paola Masserdotti, Lidia Beltrami e da Gian Luca Baiocchi (anche Responsabile Scientifico) si batte per far sì che questo desiderio non rimanga un sogno. Per questo scopo lavora quotidianamente e con dedizione perché le cure sui tumori dell’apparato digerente diventino una realtà al più presto e per tutti coloro che ne hanno bisogno. Il 7 giugno scorso, presso le Cantine Berlucchi, è andata in scena l'Assemblea degli Associati di RicerChiAmo Onlus: dopo gli interventi del Presidente, Dott.ssa Paola Masserdotti e del Prof. Gianluca Baiocchi, si sono susseguiti numerosi ospiti autorevoli che hanno dato vita ad un confronto aperto e molto costruttivo con discorsi molto stimolanti che sarebbe un peccato venissero dimenticati! Di seguito il link per rivedere l'intera conferenza: https://vimeo.com/717856171



LE COSE CAMBIANO, E NOI

CAMBIAMO CON LORO.

ph. Sergio Nessi

Bergamo Pride e Brescia Pride, il primo si è svolto agli inizi di giugno, per il secondo dobbiamo aspettare il 7 luglio. Con il loro passaggio le città si colorano, si sentono cori e slogan che chiedono una maggiore attenzione per le persone diverse. E, se fino a qualche anno fa i cortei dei Pride erano spesso palcoscenico per esibizioni estreme di corpi liberati, ultimamente il clima si è attenuato mentre si è notevolmente estesa la piattaforma dei dirittti che vengono rivendicati con leggi adeguate non solo per i diversi sessualmente, ma anche per ogni persona che sul pianeta viene discriminata per il colore della pelle, per la sua etnia, per la sua provenienza, per una cultura diversa da quella dominante. In questo reportage i volti e gli striscioni del Bergamo Pride che pubblichiamo unitamante al Manifesto del Brescia Pride che ci è sembrato particolarmente chiaro.

MANIFESTO BRESCIA PRIDE 2022 Le cose cambiano, e noi cambiamo con loro. In questo Manifesto, riconoscendo l’urgenza e l’importanza di dare spazio e voce all’orgoglio, alle lotte per i diritti e a tutte le identità della comunità LGBTQIA+ in un’ottica intersezionale, transfemminista, queer, antirazzista, antifascista, ecosocialista e collettiva, riportiamo alcuni dei cambiamenti fondamentali che invitiamo lo Stato italiano e la cittadinanza tutta ad attuare. Realizzare una mutazione culturale è necessario, beneficia ogni persona, ma è un processo lento che necessita di azioni concrete e continue su diversi fronti. RICONOSCIMENTO E TUTELA LEGALE Chiediamo il riconoscimento e la tutela legale di ogni persona indipendentemente dal sesso assegnato alla nascita, identità di genere, orientamento d’attrazione o caratteristiche sessuali, e che non venga più richiesta l’assegnazione o lo svelamento delle sopracitate caratteristiche quando non strettamente necessario. Riconoscendo l’esistenza di corpi e identità non ascrivibili alle concezioni sociali e contemporanee di maschile e femminile, esigiamo che queste realtà vengano rispettate socialmente, istituzionalmente e politicamente, senza che l’autodeterminazione personale sia vincolata dall’approvazione esterna.

L’On. Elena Carnevali ha voluto essere presente alla manifestazione per i diritti delle persone diverse

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RICONOSCIMENTO DELLE CARATTERISTICHE PRINCIPALI DI IDENTITÀ SESSUALE IN OTTICA NON BINARIA FAMIGLIE ARCOBALENO CORPI NON CONFORMI E CON DISABILITÀ PREVENZIONE ALLE DISCRIMINAZIONI E CONTRASTO ALLA VIOLENZA CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE CONTRASTO ALL’OMO-BI-TRANS-A-FOBIA DIRITTO ALLA SALUTE E ALLA CURA DELLA PERSONA SISTEMA ASSISTENZIALE TERRITORIALE PREVENZIONE IST (Infezioni sessualmente trasmissibili) GARANZIA DEI DIRITTI ALL’AUTONOMIA DELLE PERSONE GARANZIA DELLA REPERIBILITÀ E DELLA GRATUITÀ DEI SERVIZI MEDICI PER PERSONE TRANS* E NON-BINARIE AGGIORNAMENTO DEL SISTEMA E DEL PERSONALE MEDICO EDUCARE LA COMUNITÀ ALLA CURA COLLETTIVA

LAICITÀ DI STATO E LIBERTÀ DI SCELTA Uno Stato è laico quando è davvero casa di tutti. Quando riconosce, rispetta e valorizza tutte le espressioni autonome, ragionevoli e motivate del corpo sociale. Nell’ottica del pieno riconoscimento del diritto di autodeterminazione dell’individuo, consideriamo fondamentale la necessità di piena applicazione del principio di laicità dello Stato nel rispetto di qualsivoglia confessione religiosa o affermazione di ateismo, agnosticismo e/o razionalismo. Riteniamo imprescindibile l’autonomia concreta dell’autorità civile da quella religiosa, soprattutto nell’ottica di cambiamento e modernizzazione del sistema legislativo alle esigenze di identità, famiglie e contesti che ad oggi risentono dell’ancora forte influenza religiosa, come succede per esempio in ambito di matrimonio egualitario e adozioni, interruzione volontaria di gravidanza e regolazione del fine-vita. 36


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RICONOSCIMENTO DELLE CARATTERISTICHE PRINCIPALI DI IDENTITÀ SESSUALE IN OTTICA NON BINARIA FAMIGLIE ARCOBALENO CORPI NON CONFORMI E CON DISABILITÀ PREVENZIONE ALLE DISCRIMINAZIONI E CONTRASTO ALLA VIOLENZA CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE CONTRASTO ALL’OMO-BI-TRANS-A-FOBIA DIRITTO ALLA SALUTE E ALLA CURA DELLA PERSONA SISTEMA ASSISTENZIALE TERRITORIALE PREVENZIONE IST (Infezioni sessualmente trasmissibili) GARANZIA DEI DIRITTI ALL’AUTONOMIA DELLE PERSONE GARANZIA DELLA REPERIBILITÀ E DELLA GRATUITÀ DEI SERVIZI MEDICI PER PERSONE TRANS* E NON-BINARIE AGGIORNAMENTO DEL SISTEMA E DEL PERSONALE MEDICO EDUCARE LA COMUNITÀ ALLA CURA COLLETTIVA

LAICITÀ DI STATO E LIBERTÀ DI SCELTA Uno Stato è laico quando è davvero casa di tutti. Quando riconosce, rispetta e valorizza tutte le espressioni autonome, ragionevoli e motivate del corpo sociale. Nell’ottica del pieno riconoscimento del diritto di autodeterminazione dell’individuo, consideriamo fondamentale la necessità di piena applicazione del principio di laicità dello Stato nel rispetto di qualsivoglia confessione religiosa o affermazione di ateismo, agnosticismo e/o razionalismo. Riteniamo imprescindibile l’autonomia concreta dell’autorità civile da quella religiosa, soprattutto nell’ottica di cambiamento e modernizzazione del sistema legislativo alle esigenze di identità, famiglie e contesti che ad oggi risentono dell’ancora forte influenza religiosa, come succede per esempio in ambito di matrimonio egualitario e adozioni, interruzione volontaria di gravidanza e regolazione del fine-vita. 36


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GIUSTIZIA CLIMATICA E AMBIENTALE Garantire un futuro sicuro - a noi e alle generazioni che seguiranno - significa fare pressione sociale affinché i governi mondiali riconoscano il danno e pongano rimedio, dando valorizzazione alla comunità scientifica e imponendo la transizione ecologica in primis ai maggiori esponenti in campo di combustibili fossili. Significa anche che ognuno di noi nel proprio quotidiano ha la responsabilità di adottare soluzioni che consentano di avere un basso impatto ambientale, ad esempio informandosi sulle conseguenze delle proprie abitudini e sulle alternative più sostenibili, per dimostrare che siamo pronti a prendere parte al cambiamento. #LeCoseCambiano e con esse i bisogni delle persone. Prendere parte al cambiamento significa guidarlo nella giusta direzione, affinché guardandoci indietro potremo dire che le cose siano cambiate sì, ma in meglio. Speriamo anche grazie a tuttз noi.

APPUNTAMENTO A BRESCIA IL 9 LUGLIO 40 40


Gli animali ringraziano per la concessione di questo spazio. Centro Nazionale Comunicazione e Sviluppo iniziative ENPA

CON TE. SEMPRE. LI SCEGLI, LI PORTI A CASA, ENTRANO A FAR PARTE DELLA FAMIGLIA, DONANO AMORE E CREANO UN RAPPORTO INDISSOLUBILE. SCEGLIERE DI ADOTTARE UN AMICO A QUATTRO ZAMPE È UN ATTO CHE RICHIEDE GRANDE CONSAPEVOLEZZA E RESPONSABILITÀ. NON ABBANDONARLI. MAI. CAUSERESTI LORO UNA SOFFERENZA CHE NEANCHE IMMAGINI.

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ENPA.IT


DOSSENA DENTRO LA MONTAGNA.... Un polo turistico che possa fare da traino per tutta la Valle Brembana. Questo il disegno dell’amministrazione comunale di Dossena, che ha inaugurato per mano del suo sindaco Fabio Bonzi il ponte tibetano e il parco speleologico all’interno delle miniere di Paglio-Pignolino. Il primo ribattezzato ponte del Sole è tra i più lunghi d’Europa con i suoi 505 metri di lunghezza, conduce dall’abitato del paese al Roccolo Corna Bianca ed è stato realizzato con 1200 traverse e 3,5 km di funi d’acciaio.

Fabio Bonzi, Sindaco di Dossena

34 anni dopo la definitiva cessazione delle attività di estrazione mineraria, finalmente le antiche miniere di Dossena sono state riaperte al pubblico, dopo un lungo lavoro di ripristino e messa in sicurezza reso possibile grazie alla coesione di molti volontari, al fine di condividere il proprio patrimonio storico e culturale, offrendo un panorama naturalistico vecchio di milioni di anni che diede avvento alle comunità di Dossena e dei paesi limitrofi sin dai tempi dell’impero romano, fondato appunto sullo sfruttamento delle risorse geologiche.

Risale agli inizi del cinquecento la presenza di Leonardo Da Vinci in questa zona. Su incarico del governatore di Milano, Charles d’Ambroyse, Leonardo tracciò le mappe schematiche della val Brembana e della val Seriana databili al 1509 e conservate alla biblioteca reale di Windsor, Londra. Con l’avvio, nella metà degli anni cinquanta, e il successivo sviluppo dell’attività spaziale, la fluorite veniva inviata in grandi quantità in America, dove era utilizzata come uno dei principali componenti dei combustibili dei razzi vettori (gli Atlas e i Saturno) della NASA per le missioni lunari. 42


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...APPESI AL CIELO

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E APPESI AL CIELO Due anni di lavori, dopo la progettazione affidata all’ingegner Francesco Belmondo della BBE, e un investimento di 660.000 euro, messi a disposizione da Regione Lombardia e Cassa Depositi e Prestiti. Il ponte si percorre indossando una imbracatura, collegata ad una fune continua salva vita, gustandosi l’ebbrezza di una passeggiata sul vuoto con una vista mozzafiato sulle Prealpi Orobiche dove sono visibili il Grigna, il Gioco e l’Alben. Dopo l’inaugurazione ufficiale avvenuta a maggio, il ponte è ora aperto ai visitatori dopo la prenotazione sul sito VisitDossena.it, dove verrà in automatico segnalato il parcheggio per lasciare l’auto. Dalle aree di sosta è previsto un servizio gratuito di bus navetta che collega il parcheggio con il paese. La durata dell’attraversamento è di 40 minuti circa e il costo sarà di 25 euro (età minima 12 anni). Presenti all’inaugurazione il sindaco di Dossena Fabio Bonzi, Lara Magoni, Assessore regionale al Turismo, Marketing Territoriale e Moda, il Presidente della Provincia Pasquale Gandolfi, Jonathan Lobati, Presidente Comunità Valle Brembana, il Presidente del Consorzio Bim Carlo Personeni, l’Onorevole Graziella Leyla Ciagà, il Senatore Antonio Misani, Roberto Anelli, Paolo Franco, Dario Violi, Consiglieri Regione Lombardia, Giampiero Calegari, Presidente Comunità Montana Valle Seriana, oltre a numerosi sindaci e assessori della valle Brembana e al progettista del ponte Francesco Belmondo. 

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Bergamo Brescia La via Mala e il Passo del Vivione

PASSAGGIO ALPINO


Quale futuro per il turismo in Val di Scalve? Prova a capirlo il progetto di ricerca coordinato da Promoserio con la collaborazione di docenti e studenti del Corso di laurea magistrale in Planning and Management of Tourism Systems dell’Università di Bergamo, che tratteggia un nuovo scenario turistico per il Passo del Vivione e la Val di Scalve (Bergamo). Redatto con l’obiettivo di identificare le risorse turistiche della Val di Scalve, gli itinerari e gli interessi dei turisti per migliorare la promozione futura del territorio, la ricerca evidenzia il potenziale del territorio e le parole chiave del processo di sviluppo turistico: cooperazione territoriale, specializzazione, innovazione, sostenibilità.

Valico alpino a quota 1.828 m s.l.m, il Passo del Vivione collega la valle di Scalve alla val Paisco, entrambe tributarie della val Camonica, mettendo in comunicazione la provincia di Bergamo con quella di Brescia. Per localizzazione, geomorfologia e clima è uno dei passi alpini più amati dagli appassionati di due ruote. Ma qual è l’attuale situazione turistica del Passo del Vivione, è ancora un’area solo di ‘passaggio’? Quale la provenienza, l’aspettativa, la prospettiva del turista? Cosa si può fare per migliorare in modo sostenibile la promozione turistica? Per rispondere a queste domande, è stato avviato il progetto di ricerca “Passo del Vivione: porta di accesso alpino del territorio montano bergamasco”, Obiettivo: restituire uno scenario aggiornato sulla situazione del territorio, che a partire dall’identificazione delle risorse turistiche e dall’analisi degli itinerari e degli interessi dei turisti permetta di migliorare la promozione e lo sviluppo del Passo del Vivione e della Val di Scalve come destinazione turistica. La ricerca è frutto dell’attività svolta da un gruppo di studenti iscritti al secondo anno del Corso di laurea magistrale in Planning and Management of Tourism Systems dell’Università di Bergamo (Mia Agostini, Ester Poma, Davide Strucek), all’interno di un tirocinio formativo sollecitato e coordinato da Promoserio e supervisionato dalla Presidente del corso di laurea, prof. Federica Burini. Il progetto è partito dall’analisi delle risorse naturalistiche e culturali del territorio della Valle per proseguire con un’inchiesta partecipativa, finalizzata a comprendere gli itinerari e le motivazioni di coloro che scelgono di transitare dal Passo del Vivione.

“Si tratta di un’attività prevista dal nostro corso di laurea di PMTS che porta gli studenti a cimentarsi con problemi e sfide provenienti dai territori e a confrontarsi con la varietà degli attori territoriali e con i loro bisogni, per imparare a co-progettare sistemi turistici sostenibili. La ricerca ha permesso di analizzare e comprendere da un lato la ricchezza naturalistica e culturale della Val di Scalve, e dall’altro il ruolo del Passo del Vivione come snodo di una rete nazionale e internazionale di visitatori. Entrambi elementi che consentono oggi di promuovere l’intera Valle mediante un turismo diffuso e a basso impatto capace di connettere, mediante percorsi slow, le risorse ambientali e i saperi agro-silvo-pastorali di questo ricchissimo territorio” ha dichiarato la Prof. Federica Burini dell’Università degli Studi di Bergamo. 47


PASSAGGIO ALPINO Dall’identikit del turista del Passo del Vivione alle motivazioni: key point I 337 i questionari, elaborati in italiano, inglese e tedesco hanno definito l’identikit del turista del Passo del Vivione, confermando origine italiana (73% segue origine tedesca per il 14,2% e svizzera per il 6%), provenienza regionale (79,7% Lombardia) e l’essere un motociclista. Hanno inoltre portato alla luce altri aspetti su origine e provenienza su cui sono state elaborate proposte concrete per lo sviluppo turistico della Valle di Scalve. Ad esempio, il 62% degli stranieri non conosceva il Passo del Vivione e si è affidato a guide o tour operator (43% degli intervistati stranieri) per scoprire quest’area, in cui tornerebbe anche per un soggiorno più lungo. La meta è particolarmente apprezzata per il paesaggio alpino e la natura, la strada a curve perfetta per una gita giornaliera in moto ma anche, e soprattutto, per la calma del territorio, meno frequentato rispetto ad altri passi lombardi come il Tonale o il Gavia. Proprio il paesaggio alpino incontaminato, il clima fresco, la flora, la fauna e la possibilità di effettuare numerose escursioni nei paraggi (dalla Via Mala alle Cascate del Vò, da Schilpario alle Miniere, dalla Diga del Gleno al Pizzo Camino) sono gli altri elementi di maggiore attrattività, come la posizione geografica a cavallo tra le province di Bergamo, Brescia e la Valtellina, che rendono il passo del Vivione meta di passaggio perfetta dopo una gita al Lago d’Iseo, al Passo dei Campelli o a Schilpario e tappa di mezzo anche per soggiorni in ValSeriana, Sebino, Valle Camonica e Valtellina. È in queste aree però che il turista sceglie di soggiornare, confermando il Vivione tappa intermedia entro altre destinazioni limitrofe, come la provincia di Sondrio (scelta dal 42,1%), di Bergamo (26,3%) e Brescia (15,8%). Ma il 99,3% degli intervistati è estremamente soddisfatto della visita al Passo del Vivione e il 76,7% afferma di voler tornare in Val di Scalve, trascorrendo in questo territorio più tempo di una giornata.

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IL RIFUGIO AL PASSO DEL VIVIONE

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STRAVAGANZE

IMPERIALI

UNA MOSTRA-EVENTO HA TRASFORMATO LE GROTTE DI CATULLO SUL GARDA IN UN MUSEO A CIELO APERTO DOVE L’ARCHEOLOGIA ANTICA E L’ARTE CONTEMPORANEA SI FONDONO IN UN MAGICO GIOCO DI LUCE E BELLEZZA.

L’ARTE CONTEMPORANEA APPRODA SUL LAGO DI GARDA, ALLE GROTTE DI CATULLO, COME MAI VISTE PRIMA. 50


Dopo il grande successo di IN WONDER(IS) LAND a Isola del Garda e per il secondo anno consecutivo, approda sul Lago di Garda e presso le magiche rive di Sirmione la mostra-evento “Stravaganze Imperiali”, un progetto artistico multimediale immersivo dell’artista e curatrice Vera Uberti proposto da MAI MUSEUM, con la collaborazione della Direzione Regionale Musei della Lombardia e del Comune di Sirmione. Otto maxi-installazioni luminose multimediali, in dialogo con il paesaggio circostante, accenderanno e faranno emergere l’energia monumentale delle Grotte di Catullo, che ospiteranno la mostra dal 2 giugno fino al 30 luglio 2022. MAI MUSEUM accompagna anche quest’anno il pubblico alla ri-scoperta di un luogo emblematico del Lago di Garda, facendone respirare la magia della sua particolare bellezza in una cornice storica unica come le Grotte di Catullo ma da una prospettiva totalmente inedita e fortemente emozionale; un’esperienza di rivitalizzazione del territorio del lago attraverso un'operazione di valore culturale e artistico. MAI MUSEUM infatti è un open-air museum che combina arte contemporanea e tecnologia multimediale, reinterpretando luoghi pieni di significato sul Lago del Garda e in tutto il mondo. La mostra “Stravaganze Imperiali” non è dunque solo un progetto artistico, ma si presenta come un’iniziativa dai risvolti culturali importanti. Con l’obiettivo, infatti, di valorizzare le bellezze italiane tramite l’arte contemporanea, MAI Museum prende parte all’iniziativa Art Bonus, in cui le società del privato possono concorrere a implementazione e miglioria di enti pubblici legati alla fruizione dello spettacolo. “Stravaganze imperiali” contribuirà ad aiutare l’area archeologica delle Grotte di Catullo a essere conservata e valorizzata attraverso la progettazione di un nuovo impianto luminoso. Per la realizzazione dell'evento, MAI Museum si avvale delle competenze, dell'operatività e dell'esperienza dalla Fondazione Francesco Soldano, motore da più di vent'anni di importanti iniziative culturali sul territorio, che hanno visto la presenza di numerosi ospiti di caratura nazionale e internazionale. L’area archeologica delle Grotte di Catullo è il più importante esempio archeologico di villa romana della prima età imperiale presente nell’Italia settentrionale; conserva infatti al suo interno due ettari dei resti di Villa Catullo, una delle maggiori ville residenziali romane del Nord Italia, circondata da uno storico uliveto che conta più di 1.500 alberi. Collocata su uno sperone roccioso, in una posizione eccezionale sulla punta della penisola di Sirmione, dalla villa è possibile godere di una vista mozzafiato. 51 51


Per la prima volta, grazie alla mostra “Stravaganze Imperiali” le Grotte di Catullo ospitano installazioni multimediali e opere d’arte contemporanea dell’artista Vera Uberti, e un trittico digitale dell’artista David LaChapelle, e sono visitabili durante la sera, dalle ore 20:45 alla mezzanotte, in un’atmosfera unica e irripetibile che permette di ammirarle illuminate come mai viste prima. La mostra è inoltre l’occasione per un’esperienza immersiva a 360 gradi che oltre a far vivere l’arte in modo del tutto nuovo e coinvolgente, sveglia in profondità tutti i sensi: luce, suoni, ma anche gusto e profumi. Una food experience d’autore conclude la serata con un momento conviviale. Il vino è il viatico per questo viaggio nel tempo, alla riscoperta di riti e simbologie romane.

LA CURATRICE E ARTISTA VERA UBERTI Vera Uberti è nata in Brasile nel 1964, vive e lavora tra Italia e Brasile. Le mostre firmate da Vera Uberti nascono dal desiderio di toccare lo stato d’animo e provocare forti emozioni negli spettatori. Luci, suoni e parole dialogano con il paesaggio, trasformandolo e invitando i visitatori a nutrirsi di sogni e fantasia. Magia.Vera concepisce il linguaggio artistico in totale libertà e flessibilità, giocando con le luci, parole, oggetti, trasformando il paesaggio e coinvolgendo il territorio intorno. 52 52


STRAVAGANZE

IMPERIALI

La bellezza dell’antico e del contemporaneo, illuminati insieme in un’esperienza visiva ed emotiva unica. INFO sul sito www.maimuseum.it e www.vivaticket.it Ingresso gratuito per bambini fino ai 6 53


SANTA GIULIA LA BASILICA DI TEODOLINDA SANTA GIULIA, LA LEGGENDARIA BASILICA DI TEODOLINDA, LANDMARK DEL ROMANICO IN LOMBARDIA, SI PRESENTA DOPO IL RESTAURO E DIVENTA LABORATORIO DI CULTURA E BELLEZZA. GRAZIE AL FAI - FONDO PER L’AMBIENTE ITALIANO ETS E A REGIONE LOMBARDIA.

Solo due anni fa, la Basilica di Santa Giulia a Bonate Sotto (Bergamo), la leggendaria “Basilica

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di Teodolinda”, era un gioiello romanico del tutto sconosciuto, in attesa da anni di essere recuperata e riscoperta. Nell’indimenticabile estate del 2018, la Basilica ha spiccato il volo sulle ali della nona edizione de “I Luoghi del Cuore”, il censimento dei luoghi italiani da non dimenticare promosso dal FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano ETS e da Intesa Sanpaolo, classificandosi al 13mo posto nella classifica nazionale e seconda in Lombardia. Un traguardo raggiunto grazie a un progetto articolato, che ha visto la cultura farsi “motore sociale”, coinvolgendo tutta la comunità a supporto della candidatura con la costituzione del “Comitato Santa Giulia La Basilica”. In parallelo, un programma di iniziative speciali tra arte, storia, musica e teatro, promosso dal Comune di Bonate Sotto, ha fatto rivivere Santa Giulia, avviando la sua trasformazione in luogo di aggregazione e palcoscenico di cultura. Interventi teatrali, narrazioni, concerti e visite guidate, anche by night, hanno condotto migliaia di visitatori tra le pietre di Santa Giulia. Nel 2019, FAI e Intesa Sanpaolo hanno premiato per la seconda volta Santa Giulia, classificandola al primo posto nella graduatoria tra i 27 luoghi da recuperare che hanno partecipato al bando “I Luoghi del Cuore” per la selezione di interventi a sostegno dei luoghi votati al precedente censimento. La condizione di degrado e la precarietà della copertura dell’edificio, dei paramenti lapidei e delle absidi condizionavano infatti pesantemente le possibilità di conservazione, utilizzo


e valorizzazione della Basilica. Il contributo di 30.000 euro destinato da FAI e Intesa Sanpaolo all’avvio del progetto di restauro e riqualificazione ha consentito di portare a termine il primo lotto dei lavori, relativo alle operazioni d’urgenza di recupero strutturale, che sarà poi completato con la destinazione al recupero della Basilica di 140.000 euro dei 350.000 euro assegnati al Comune di Bonate Sotto da Regione Lombardia in virtù della Legge Regionale 4 maggio 2020, n. 9 “Interventi per la ripresa economica”. Affidati alla direzione dell’architetto Gianluca Gelmini dello studio CN10 Architetti, i lavori, conclusi nel dicembre 2021, si sono concentrati su: il restauro conservativo delle coperture (tetto a due falde e coni absidali); il restauro conservativo dei paramenti lapidei esterni e interni del corpo alto della Basilica, che rappresenta la fase più delicata e specialistica; il ridisegno dell’ingresso nord, con la realizzazione di nuove soglie in pietra e una nuova cancellata che riprende il tema dell’intreccio presente nelle raffinate decorazioni dei capitelli romanici. Gli interventi consentono già di inaugurare un nuovo capitolo nella storia dell’edificio che da oggi sarà un “laboratorio” di cultura e bellezza, spazio aperto a tutti per vivere storia, arte, musica, poesia e teatro.

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SANTA GIULIA LA BASILICA DI TEODOLINDA

In occasione del restauro e della “riapertura”, il Comune di Bonate Sotto ha realizzato e pubblicato la prima Guida alla Basilica di Santa Giulia, strumento agile ma puntuale nel ripercorrere storia, arte, highlights, presente e futuro del luogo. La proposta di una visita a Santa Giulia all’insegna di natura, misticismo e storia, si rivolge a tutti quei moderni pellegrini – bambini e adulti - che sono alla ricerca di destinazioni ancora poco note al turismo di massa e ai classici circuiti della città d’arte, ma che proprio per questo mantengono intatto tutto il loro fascino antico e misterioso.

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Info > Biblioteca Bonate Sotto, tel. 035.4996028 biblioteca@comune.bonate-sotto.bg.it È con orgoglio che l’Amministrazione porta a compimento questo primo passo nel restauro conservativo della Basilica, frutto dell’amore per il “bello” di tanti volontari, tanto da essere premiata come “Luogo del cuore FAI”. A seconda della stagione diverse sono le sensazioni che può trasmettere al visitatore, arrivando dal paese. Immersa in primavera nel verde dei campi che la circondano, si erge sopra le coltivazioni di grano nel periodo estivo. Compare all’improvviso nelle prime giornate di nebbia autunnali e si illumina quando una coltre bianca la ricopre d’inverno. Qualunque sia il periodo, si rimane affascinati dal luogo e dalle pietre. Un gioiello del romanico dell’Italia settentrionale che attende di essere visitato. Carlo Previtali, Sindaco di Bonate Sotto L’inaugurazione della Basilica di Santa Giulia a seguito dei lavori di restauro è sicuramente una tappa significativa in questo processo di valorizzazione di una delle testimonianze del Romanico più importanti in Lombardia. Il Censimento FAI del 2018 che ha consacrato la Basilica come “Luogo del cuore” è stato il volano per arrivare fin qui, insieme alla tenacia di molti volontari. Questa tappa non vuole essere un traguardo ma il punto di partenza per proseguire questo percorso di promozione e valorizzazione della Basilica. 57 57


SCUOLA D’ARTE ANDREA FANTONI

CORSO POST DIPLOMA TECNICO DEL RESTAURO

RICONSEGNA DEI RESTAURI: 4 DIPINTI PARROCCHIA DI CENATE SOTTO PRESENTAZIONE NUOVO TRIENNIO 2021-2024 58

Più di tre anni di lavoro, 17 allievi coinvolti per un totale di 390 ore e 4 tele recuperate di autori come Antonio Cifrondi e Carlo Ceresa: ecco il risultato di un percorso che ha visto lavorare in sinergia Scuola d’arte Andrea Fantoni, Diocesi di Bergamo e Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia, con la direzione lavori di Vincenzo Gheroldi. Il restauro si è svolto con la supervisione delle docenti restauratrici Silvia Baldis e Greta Medici. Il recupero delle tele, tutte provenienti dalla Parrocchia di San Martino di Cenate Sotto, è stata una delle attività affrontate dai 9 studenti del Corso di Tecnico per il Restauro della Scuola d’Arte Andrea Fantoni del triennio 2018-2021 (9 allievi), concluso in primavera con il nuovo triennio 2021-2024 (8 studenti). In corso d’opera l’intervento conservativo della quinta tela l’Immacolata concezione di Antonio Cifrondi. L’esperienza si colloca nell’ambito di un rapporto ormai consolidato con l’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Bergamo diretto da Don Fabrizio Rigamonti, dove opera anche Wilma Locatelli referente per i Beni Culturali della Diocesi di Bergamo. “Un pensiero di gratitudine – ha commentato Don Rigamonti – va alla Scuola e a tutti coloro che sono stati coinvolti nel progetto. Questa lunga esperienza ha portato gli allievi del corso a maturare competenze, ma anche ad entrare in contatto con la lunga storia di Fede che si lega a questi dipinti.


È grande l’impegno delle parrocchie nel custodire l’ampio patrimonio artistico, questa è certamente una collaborazione virtuosa tra tutti gli Enti. Il nostro territorio si contraddistingue per la lunga tradizione delle botteghe di restauro, questo è un corso importante e mi auguro si trovi presto una soluzione per dargli continuità”. “Il corso - sottolinea il Direttore del CFP della Scuola d'Arte Fantoni Mario Bossi - forma figure di tecnici del restauro che fanno della reale capacità operativa sperimentata, e messa alla prova su beni reali, il loro punto di forza. Per questo il collegamento con le aziende del settore consente alla nostra scuola di inserirli con facilità sia in stage sia nel mondo del lavoro vero e proprio al termine del percorso formativo”. Dopo oltre 20 anni, sorprendentemente, il nuovo triennio (2021-2024) non ha ricevuto il sostegno di Lombardia Plus: «Il lavoro svolto dal 1999 – ha spiegato il direttore del CFP Mario Bossi – ha consentito ai nostri studenti di esercitarsi su beni reali, ma anche alle istituzioni laiche e religiose del territorio di costruire una partnership consolidata con la Scuola, che ha portato al recupero di beni mobili e immobili». Il corso (3000 ore in 3 anni) ha valore nazionale, ma è di competenza regionale: Negli anni oltre 20 siti sono stati recuperati con le attività di cantiere scuola. Nonostante questo – continua Mario Bossi - i finanziamenti per il prossimo triennio non sono stati confermati. La Scuola crede in questo progetto e ha deciso di dargli continuità, ma è chiaro che gli 800 euro della quota annuale di ciascun studente sono insufficienti, si apre dunque la questione sul futuro di una realtà che avrebbe invece bisogno di fondi stabili e continui. La Scuola Fantoni ha investito risorse economiche e umane a vantaggio del corso, creando laboratori, acquistando materiali, fidelizzando professionisti nelle vesti di docenti, superando la difficoltà di finanziamenti giunti da Regione Lombardia sempre dopo molte incertezze. In passato i finanziamenti sono giunti tramite Avvisi di Regione Lombardia, mai specifici sui Beni Culturali nei quali però siamo riusciti ad inserire l’attività. Nonostante le rassicurazioni ottenute dalla Regione e l’invito a proseguire, ora il sostegno è venuto a mancare.Abbiamo già affrontato periodi in cui l’attività non era finanziata, ma mai per un arco di tempo così lungo. Per dare continuità al corso e portarlo alla conclusione della seconda e terza annualità la Scuola è chiamata ad uno sforzo pari circa a 200.000 euro»”. Negli anni la Scuola d'Arte Fantoni ha recuperato sia in città che in provincia decine di dipinti, molti affreschi, ma anche sculture grazie alle attività di laboratorio e di Cantiere Scuola previste nell'ambito del progetto formativo. Grazie al progetto 2018-2021 quattro tele appartenenti alla Parrocchia di Cenate Sotto stanno per tornare da dove sono state prelevate perché bisognose di importanti interventi. Anche in questo caso gli allievi sono stati guidati dalle insegnanti Silvia Baldis e Greta Medici in un lavoro complesso che ha richiesto circa tre anni di lavoro. Si tratta di opere realizzate dalla mano di pittori importanti come Carlo Ceresa S. Antonio con Bambino e angioletti, XVII sec.,(1655-1660), olio su tela cm 165x94, e Antonio Cifrondi Angelo con tromba e flagello, XVII sec. (1691-1692), olio su tela, cm 156x73,5 e un terzo dipinto di autore ignoto raffigurante la Madonna del rosario e Santi, XVIII sec., olio su tela, cm 112x90, una settecentesca Deposizione dalla Croce, olio su tela, cm 109x172 di autore ignoto. Del progetto faceva parte anche un’altra tela di Antonio Cifrondi raffigurante l’Immacolata Concezione, ma in considerazione delle complesse condizioni conservative il restauro di quest’opera è ancora in corso. L’Immacolata Concezione presentava molte e diffuse lacune di preparazione e pellicola pittorica su tutta la superficie e presentava alterazioni particolarmente evidenti della cromia. Nel corso delle attività di restauro è stata svolta un'ampia campagna di indagini diagnostiche non invasive dal falso colore, alla luce radente, alla riflettografia infrarossa. I lavori sono stati condotti grazie alla presenza del docente Thierry Radelet (attivo abitualmente presso il suo laboratorio di analisti e restauro a Torino e per molti anni a Venaria Reale). Silvia Baldis, docente laboratorio tele ha commentato: «Gli allievi sono stati guidati nella conoscenza dell’opera, prima di qualsiasi intervento: dalla lettura artistica, iconografica e iconologica, dei dati frutto delle indagini diagnostiche. Ogni restauro è stato svolto nell’ottica del minor intervento, con materiali innovativi e attenzione alla sostenibilità».

“Sono molteplici - ha spiegato Paola Carminati coordinatrice del corso - i vantaggi di questa operazione: le Chiese possono conservare e valorizzare i loro beni e metterli nuovamente a disposizione delle proprie comunità; gli studenti e i docenti del corso possono sfruttare eccezionali occasioni di esercitazioni su beni reali di grande pregio artistico e mettere le loro competenze al servizio del vasto patrimonio della nostra provincia». Soddisfazione da parte del Parrocco di Cenate Sotto don Giacomo Invernizzi: «Abbiamo riposto fiducia nella Scuola Fantoni e ora con grande sorpresa e soddisfazione riporteremo queste opere nella nostra comunità” Dalla Soprintendenza per l’area di Brescia e Bergamo, la funzionaria Laura Sala che ha partecipato all’ultima sessione di esami scrive: «Passione, competenza e capacità di analisi sono le qualità espresse dalle studentesse della Scuola d’arte Andrea Fantoni in occasione delle prove finali del corso di “Tecnico del restauro di beni culturali” a cui ho avuto il piacere di partecipare come membro della commissione esaminatrice. In un ambito specialistico delicato come la tutela del nostro patrimonio culturale, la scuola Fantoni dimostra di saper ben infondere nelle sue giovani allieve una dedizione e una motivazione non comuni, ottime premesse per un sicuro successo professionale”. 59


TUTTI ALL’OPERA

LA FESTA DELL’OPERA É TORNATA AD INCANTARE BRESCIA: SABATO 11 GIUGNO, DALL’ALBA ALLA MEZZANOTTE, SONO STATI OLTRE 40 GLI APPUNTAMENTI DIFFUSI IN TUTTA LA CITTÀ

La grande kermesse dedicata all’Opera, uno dei progetti identitari, distintivi e più innovativi ideati dal Teatro Grande in termini di creatività e di rinnovamento dell’offerta culturale, capace di coniugare qualità artistica, prossimità, partecipazione e attrattività al di fuori delle mura del Teatro, è giunta alla sua undicesima edizione e finalmente – con le minori restrizioni legate alla pandemia – ha riportato il pubblico anche nei vasti spazi urbani delle piazze e delle strade, nei cortili privati, in alcuni luoghi del sociale e in nuovi contesti che per la prima volta accoglieranno i suoni e i colori dell’Opera nelle sue innumerevoli sfaccettature.

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È stato un importante ritorno, un’occasione per condividere nuovamente insieme un tempo e uno spazio, ricostruendo i legami sociali. E la città è così tornata paesaggio comune in cui si è riscoperta la socialità culturale essenziale per sentirsi di nuovo parte attiva di una comunità unita. L’edizione 2022 è stata dedicata alle grandi donne dell’Opera, alle eroine ribelli che con la loro forza e il loro coraggio hanno saputo sovvertire le consuetudini sociali che le vedevano spesso al margine o sottomesse al volere del potere, dell’uomo o della famiglia. Un’edizione che ha posto l’accento su tematiche estremamente contemporanee e che ancora una volta sottolineano quanto l’Opera e i suoi contenuti possano essere attuali.

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OLIVIERO TOSCANI: PROFESSIONE FOTOGRAFO 62

AL PALAZZO REALE DI MILANO, FINO AL 25 SETTEMBRE, LA PIÙ GRANDE ESPOSIZIONE MAI DEDICATA IN ITALIA AL GRANDE FOTOGRAFO IN OMAGGIO AI SUOI 80 ANNI.


La mostra, promossa dal Comune di Milano, prodotta e organiz-

zata da Palazzo Reale e Arthemisia e curata da Nicolas Ballario, propone 800 scatti di Toscani e presenta al pubblico tratti iconici del suo lavoro e opere meno conosciute, raccontando la carriera di un uomo dallo sguardo geniale e provocatorio che negli anni ha influenzato i costumi di diverse generazioni e fatto discutere il mondo sui temi più disparati. Il 28 febbraio 2022, giorno in cui Oliviero Toscani ha compiuto 80 anni, la Città di Milano ha organizzato per festeggiarlo una mostra sui generis: non un’esposizione in una galleria o in un museo, ma una mostra diffusa proprio per Milano, la sua città natale. L’evento, dal titolo “Oliviero Toscani 80”, ha celebrato il grande fotografo per un solo giorno con centinaia di manifesti per la Città, facendo giungere contemporaneamente migliaia di mail allo Studio Toscani che chiedevano di poter vedere l’intera mostra. Essendo un evento temporaneo, la mostra durò giusto le 24 ore del suo compleanno. A qualche mese di distanza il Comune di Milano offre nel suo spazio più prestigioso, Palazzo Reale, la prima grande rassegna dedicata al suo lavoro, in continuità con l’iniziativa del 28 febbraio che era stata fortemente sostenuta dal Comune di Milano-Cultura. La mostra Oliviero Toscani. Professione fotografo raccoglie i lavori da lui realizzati dai primi anni ’60 fino a oggi: immagini e campagne pubblicitarie che lo hanno reso noto e riconoscibile in tutto il mondo. Il tutto inserito in un allestimento particolare e unico, che vedrà le sale di Palazzo Reale vestirsi per la prima volta di manifesti alle pareti, incollati come fossero per strada. Informazioni e prenotazioni: 02 892 99 21 www.palazzorealemilano.it - www.arthemisia.it Orari: Lunedì chiuso Martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 10.00 -19.30 Giovedì 10.00 - 22.30 (la biglietteria chiude un'ora prima) 63 63


La diciannovesima edizione festeggia il Jazz all’interno di una location monumentale. Grazie alla collaborazione tra Fondazione Brescia Musei e l’Associazione culturale Jazz on the Road, il Festival approda al Teatro Romano, luogo storico e simbolo di via Musei e della cultura storica bresciana, set straordinario facente parte della più vasta area archeologica romana del Nord Italia, oggetto di riqualificazione da parte di Brescia Musei. Teatro Romano, Piazza del Foro, La biblioteca UAU, La biblioteca Ghetti e il Parco Caduti Di Nassirya, sono i luoghi dove poter vivere e condividere le emozioni del Festival in città, mentre continua la proficua collaborazione con le location satellite in provincia grazie al Comune di Gussago e al Comune di Padenghe sul Garda. Tantissime le novità quest’anno ad inziare dal numero di concerti, ben 15, suddivisi in tre sezioni dedicate al suono del jazz più tradizionale/codificato, alle evoluzioni contemporanee dei «Suonimpossibili» dove jazz rap, elettronica, Nu soul, si mescolano creando atmosfere inebrianti e danzanti, ed infine le performance «didattiche» con il progetto New Way dedicato alle giovani promesse del jazz in collaborazione con il Conservatorio L. Marenzio di Brescia, nonché il bellissimo progetto Carducci Creative Orchestra, in collaborazione con la Scuola Media Musicale Carducci di Brescia, composto da alcuni alunni della Scuola selezionati e diretti dal Musicista e Professore Carmelo Coglitore. CONCERTI AL TEATRO ROMANO, BRESCIA Nella meravigliosa atmosfera di via Musei, dalle ore 21:30, si svolgeranno i quattro concerti al Teatro Romano (prevendita biglietti e/o abbonamenti su www.jazzontheroad.net). In caso di pioggia i concerti si terranno presso l’Auditorium Santa Giulia. 9 Luglio Alex Sipiagin All Star Band con Alex Sipiagin: tromba, Seamus Blake: sax tenore, Antonio Faraò: pianoforte, Doug Weiss: contrabbasso, Jeff Ballard: batteria. Questo quintetto delle meraviglie si esibirà in anteprima assoluta al Festival Jazz On The Road. Il repertorio di questa All Star Band sarà costituito da composizioni originali scritte appositamente dal leader Alex Sipiagin e da Seamus Blake, in uno stile Modern Jazz newyorkese. 10 luglio Furio Di Castri « Furious Mingus Revisited». Con Furio Di Castri al contrabbasso, Giovanni Falzone alla tromba, Achille Succi al sax alto e clarinetto basso, Fabio Giachino al Pianoforte e tastiere e Mattia Barbieri alla batteria. Un progetto unico e originale con cui il Grande contrabbassista di fama internazionale ha voluto omaggiare in modo del tutto originale il Mitico Charles Mingus proprio nell’anno del centenario della sua nascita. 16 luglio Bobo Stenson Trio. La sua musica equivale a “suonare negli spazi” così è per il pianista indiscusso leader del jazz nord europeo, la perfetta sintesi tra le grandi tradizioni della musica afroamericana e della musica europea. Ad affiancare il Grande panista ci sarano gli straordinari Mats Eilertsen al contrabbasso e John Fält ala batteria. 17 luglio Cello Samba trio feat. Paula Morelenbaum. Nella storia antica del Teatro Romano chiude la rassegna la cultura musicale del Brasile. Al Festival Jazz on the Road avremo l’onore di ospitare il Grande violoncellista Jaques Morelenbaum con il suo storico Cello Samba Trio insieme a Lula Galvao chitarra e Marcio Dinhiz alla batteria e percussioni. Il meraviglioso trio sarà impreziosito dalla grazia della voce di Paula Morelenbaum. 64 64

JAZZ

ON THE ROAD

AGAIN

QUINDICI CONCERTI IN LUOGHI MAGICI E INCANTEVOLI TRA CITTÀ E PROVINCIA.

DICIANNOVE ANNI DI JAZZ. DICIANNOVE ANNI DI MUSICA IN PIAZZE, TEATRI, PARCHI E LUOGHI STORICI. DICIANNOVE ANNI DI FESTIVAL JAZZ A BRESCIA. DAL 7 AL 17 LUGLIO, TORNANO LE SERE D’ESTATE CON JAZZ ON THE ROAD CHE PRESENTA UN CARTELLONE DI 15 CONCERTI.


IL Festival è un progetto dell’Associazione culturale Jazz on the Road, realizzato grazie al contributo e Partnership di: Comune di Brescia, Comune di Gussago, Comune di Padenghe sul Garda, Fondazione ASM, Fondazione Brescia Musei e Fondazione Cariplo. Associazione culturale ARCI Jazz on the Road APS Per info e prenotazioni biglietti: Web www.jazzontheroad.net e-mail info@jazzontheroad.net

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CONCERTI PRESSO LE BIBLIOTECHE, BRESCIA Il primo concerto gratuito del festival inizia alle 21:30 giovedì 7 luglio, in collaborazione con la Scuola Secondaria Giosuè Carducci di Brescia, nel cortile esterno della Biblioteca UAU con le note della Carducci Creative Orchestra Feat. Carmelo Coglitore trio. Il concerto vedrà l’esibizione dell'orchestra della Scuola Media G. Carducci di Brescia proporre un repertorio di brani originali e della tradizione jazzistica che, attraverso la Conduction del Docente Carmelo Coglitore, renderanno la performance sempre originale, creativa e divertente. L’Orchestra, per l’occasione, avrà l’onore di esibirsi con un trio di importanti musicisti professionisti come: Carmelo Coglitore alla direzione d’orchestra e al sax tenore e soprano, Giulio Corini al Contrabbasso e Francesco D’Auria alla batteria. La Carducci Creative Orchestra fa parte dell’associazione «Il jazz va a scuola». Il cortile esterno della Biblioteca Ghetti, invece, il 14 luglio, sempre alle ore 21:30 e sempre ad ingresso gratuito, ospiterà le sonorità contemporanee e d’avanguardia del Pipeline trio con Giancarlo Nino Locatelli al clarinetto, Andrea Grossi al basso e Cristiano Calcagnile alla batteria. In caso di pioggia i concerti delle due biblioteche si svolgeranno all’interno del Teatro Der mast in via G. Carducci e sempre alle ore 21:30.

CONCERTI AL PARCO NASSIRYA, BRESCIA Il parco pubblico di via Carducci ospiterà una tre giorni di concerti gratuiti e di «SuoniImpossibili». Il Jazz si fonde con la contemporaneità del Rap del Soul, del rock e dell’elettronica. I Jazzisti si confrontano con Rapper e le arti performative. Tre sere incredibili di suoni e atmosfere cool, in grado di rivolgersi ad un pubblico più ampio e diversificato rispetto a quello più tipicamente jazzistico 11 luglio ore 21:30 EM4NCIPATION feat. Il rapper americano Yah Supreme. La formazione con Alessandro Rossi alla batteria, Massimiliano Milesi al sax tenore e soprano, Massimo Imperatore alla chitarra e Giacomo Papetti al basso (in sostituzione di Andrea Lombardini), si relazionano in una comunione di intenti, ricerca stilistica e musicale con il Guru della scena musicale attuale di Brooklyn, il rapper Yah Supreme. La formazione preannuncia, peraltro, l’imminente uscita di un nuovo album. 12 luglio ore 21:30 OLIPHANTRE con Francesco Diodati – chitarra, effetti, composizioni, Leïla Martial (astro nascente del Jazz francese) voce, effetti e Stefano Tamborrino – batteria, voce. Le tre meraviglie che lasciano il segno. Tre musicisti leader di nuova generazione, tra i più richiesti in tutta Europa si esibiranno in un live di rara e autentica bellezza. Suggestioni hip hop, sferzanti linee 66 rock e punk, groove e melodici lirismi si mescolano a spontaneità e improvvisazione. 66


13 luglio ore 21:30 Debora Petrina Trio. La tre giorni termina con l’autentica, unica e incredibile arte di Debora Petrina.Vincitrice del Premio Ciampi nel 2007 e produttrice stimata nell’ambito jazz e sperimentale contemporaneo è compositrice, cantautrice, pianista, tastierista, chitarrista, e altresì danzatrice, performer e scrittrice. Un live come uno spettacolo performativo, vitale, con elementi di jazz, rock, musica classica, oltreché di scrittura, dialogo, danza, gesti. Il live set sarà in trio, con Debora Petrina alla voce, synth e tastiere, testi e composizioni; Marco Valerio al basso, chitarra, percussioni e cori; Andrea Davì alla batteria, percussioni, chitarra, synth e cori. CONCERTI NEW WAY IN P.ZZA DEL FORO, BRESCIA Una delle novità dell’edizione 2022 di cui andiamo molto orgogliosi è la collaborazione con il Conservatorio L. Marenzio di Brescia. Il Dipartimento Jazz del Conservatorio, infatti, sarà protagonista dei concerti d’apertura al Teatro Romano presso la suggestiva Piazza del Foro con possibilità di cenare sotto le stelle grazie alla collaborazione con il ristorante Al Fontanone che, per l’occasione allestirà i tavoli proprio in questa splendida location. 9 luglio Ensamble a cura del M° Luca Piana. Con Giorgia Gusmini - voce, Vittoria Izzo - voce, Silvia Giangrossi - voce, Leonardo Azzini - pianoforte, Gabriele Picchioni - contrabbasso, Giacomo Baroncelli - batteria. 10 luglio Ensamble Tribute to Miles Davis, a cura del M° Giovanni Falzone. Con Nicola Tacchini - tromba, Francesco Guarino - sax, Luca Bozzi - chitarra, Cristian Alberti - piano, Lorenzo Cantù - basso, Simone Giustini - batteria. 16 luglio - Ensamble Tribute to Horace Silver, a cura del M° Rosario Giuliani. Fiorella Isola - sax tenore, Andrea Labruna - tromba, Luca Missiti - chitarra, Gabriele Picchioni - contrabbasso, Nicola Mione – batteria, Samuele Belotti – batteria. 17 luglio - quartetto vocale a cura del l M° e Direttore del Dipartimento Jazz, Corrado Guarino. Con Chiara Bertelli - voce, Giorgia Gusmini - voce, Elena Troiano - voce, Irina Antoci - voce. CONCERTO AL PARCO LA TERRAZZA, GUSSAGO Gussago ospita l’8 Luglio per la quarta stagione estiva il Festival jazz on the road nella verdeggiante e suggestiva collina del Parco la Terrazza (in caso di pioggia presso la Sala Civica Togni). Con inizio alle ore 21:30 il concerto gratuito vedrà l’esibizione della cantante, compositrice e polistrumentista Greta Panettieri 4et. Per l’occasione, il quartetto della Panettieri composto da Andrea Sammartino al Piano Alessandro Paternesi alla batteria e Daniele Mencarelli al basso, sarà impreziosito dalla presenza del grande sassofonista Max Ionata. CONCERTO IN PIAZZA D’ANNUNZIO A PADEGHE SUL GARDA Nel centralissima piazza di Padenghe sulle rive del Il Festival è un progetto dell’Associazione culturale Jazz on the Road, realizzato lago di Garda va in scena il 15 luglio ore 21,30 (In caso grazie al contributo e Partnership di: Comune di Brescia, Comune di Gussago, di pioggia Teatro Cinema Oratorio), la tappa lacustre Comune di Padenghe sul Garda, Fondazione ASM, Fondazione Brescia Musei e del Festival con una band di fuori classe capitanata dai meravigliosi Fabrizio Bosso alla tromba e Rosario Fondazione Cariplo. Associazione culturale ARCI Jazz on the Road APS Giuliani al sax con il loro progetto Connection. Un percorso emotivo di ritmo, energia, jazz, improvvisaPer informazioni e prenotazioni biglietti: zione e virtuosismo che nasce dall’incontro umano e Web www.jazzontheroad.net musicale, piu che ventennale, di questi due protagoe-mail info@jazzontheroad.net – comunicazione@jazzontheroad.net nisti assoluti del jazz italiano e internazionale, magistralmente sostenuti da Alberto Gurrisi all’organo e Marco Valeri alla batteria. 67


20 luglio SANGIOVANNI biglietto unico, ore 20.30 29 luglio LA RAPPRESENTANTE DI LISTA biglietto unico, ore 20.30 30 luglio ERNIA biglietto unico, ore 20.30 6 agosto EUGENIO IN VIA DI GIOIA biglietto unico, ore 20.30 2 settembre ROVERE ingresso con formula H.20, ore 20.30 3 settembre TANANAI biglietto unico, ore 20.30 10 settembre DITONELLAPIAGA ingresso gratuito, ore 20.30

Ditonellapiaga ph. chiara glionna

NEXT 68 68

STATION

I cancelli di NXT Station saranno aperti dal lunedì alla domenica dalle 10 alle 23 nei giorni infrasettimanali e fino alle 24 durante il weekend. All’interno dell’area di Piazzale Alpini di Bergamo, uno dei riferimenti del centro cittadino, saranno ospitati momenti di intrattenimento per coinvolgere ogni tipologia di pubblico ed ogni età. Sempre presente e aperto sarà il bar, che supporterà ogni attività proposta nei cinque mesi di programmazione di NXT Station, così come il ristorante, fiore all’occhiello dell’offerta gastronomica della manifestazione di Piazzale Alpini, aperto a pranzo e cena e accessibile, liberamente, anche durante i concerti. Oltre agli eventi in programma, durante questi mesi, NXT Station attiverà sinergie con alcune delle principali manifestazioni artistiche e culturali della città. Concerti, spettacoli e presentazioni saranno ospitati sui tre palchi a disposizione: un palco principale su cui si esibiranno i protagonisti della musica italiana e alcuni ospiti internazionali, un palco più piccolo riservato alle performance musicali del mercoledì e il Palco tenda, collocato a lato della ristorazione pronto a ospitare i protagonisti della stand up comedy italiana.


L’ingresso all’area sarà sempre libero e gratuito, mentre quello agli eventi potrà essere libero o a pagamento, secondo la tipologia di evento proposto. Durante gli spettacoli, in ogni caso, sarà possibile accedere sempre al bar e al ristorante. MUSICA NXT Station è molto più di un festival musicale, anche se gli artisti che ospiterà sul suo palco sono degni del miglior cartellone nazionale. Nomi italiani e internazionali, con un’attenzione particolare alla musica indipendente e alle nuove produzioni, che trasformeranno la piazza nel luogo perfetto per chi ama la musica dal vivo. I concerti saranno annunciati periodicamente, con le specifiche di ogni singolo live. Alcuni saranno gratuiti, altri a pagamento, per altri ancora sarà prevista la formula H.20 ovvero la possibilità di entrare gratis se si accede all’area entro le ore 20 e comunque fino al raggiunto del sold out. Tutti i concerti inizieranno alle 20.30. Biglietti disponibili su Dice e Ticketone. STAND UP COMEDY Sono gli show man del momento. Con un successo crescente, la Stand up Comedy è diventata una forma di performance sempre più apprezzata dal pubblico. Ogni settimana NXT Station accoglierà un artista diverso attingendo al panorama dei migliori stand up comedian, portando quel pizzico di surreale ironia e puro divertimento. Gli spettacoli avranno luogo al Palco tenda a partire dalle ore 21.

Rovere

Sangiovanni ph. A. Treves

Tananai

Ernia @fabrice gallina

LRDL 3 ph. G.Giussani

BOOK NXT Station ospiterà presentazioni letterarie coinvolgendo alcuni degli scrittori più importanti del panorama nazionale. RISTORANTE Il cuore pulsante di NXT Station è il ristorante, aperto a pranzo e cena. Un doppio servizio giornaliero con una capienza di 150 posti e una cucina che differenzia stile e proposta a seconda delle occasioni. Tavola calda durante il pranzo, ristorante a cena e i sapori del fast food a disposizione durante i concerti per il pubblico dei live. La prenotazione è sempre consigliata dal sito www.bergamonxtstation.it SAGRE Il gusto e la scoperta sono al centro di NXT Station anche grazie agli eventi gastronomici previsti durante tutti i cinque mesi di programmazione. Omaggi al carciofo, il festival dell’hamburger, l’ode al cous cous e al gnocco fritto, così come lo street food, avranno il loro momento dedicato all’interno della programmazione. Durante le sagre il ristorante di NXT Station non si fermerà, continuando a proporre i propri piatti con i consueti orari di apertura. La prenotazione è sempre consigliata dal sito www.bergamonxtstation.it INFORMAZIONI FB https://www.facebook.com/BergamoNXTstation IG https://www.instagram.com/bergamonxtstation/ HASHTAG: #BergamoNxtStation - #BgNxtStation EIVDG ph. Paolo Pettigiani No Panic Agency

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AUDI A2

Il progetto W10, relativo alla “piccola” di casa Audi, venne avviato all’inizio del 1996. In pochi mesi trapelarono bozze e indiscrezioni, tra cui il massiccio uso della lega di alluminio per la carrozzeria, soluzione fino ad allora impiegata solo nell’ammiraglia A8 che avrebbe portato a una significativa riduzione di peso e, quindi, di consumi.

PICCOLA INCOMPRESA


AUDI A2

PICCOLA INCOMPRESA

Nel 1997 venne presentata al Salone di Francoforte la concept AI2 (il cui nome si rifà al simbolo dell’alluminio), già vicina in aspetto al modello definitivo, con cui la Audi annunciò l’inserimento nella gamma di un motore a gasolio che avvicinasse la soglia dei 3 litri di carburante ogni 100 km (progetto in fase di sviluppo anche per la Volkswagen Lupo). La vettura di pre-serie venne presentata a Francoforte nel settembre 1999 e la produzione iniziò nel mese di novembre presso lo stabilimento di Neckarsulm, con avvio della commercializzazione tra primavera ed estate 2000 (a seconda dei mercati) con il nome A2.

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CARATTERISTICHE DESIGN E INTERNI La A2 era una monovolume lunga 3,82 m, poco più della sua principale concorrente, la Mercedes-Benz Classe A, con un ampio lunotto interrotto da uno spoiler posteriore, quindi senza tergicristallo. Lo spoiler segnala il focus sull’aerodinamica, che ha comportato un Cx di 0,28, inferiore allo 0,30 della Classe A[8], ma anche un tetto più basso che in quest’ultima per i passeggeri posteriori (soltanto due: a differenza della Classe A, infatti, il quinto posto era optional[8]). Lo stile mostra, in dettagli come i fari anteriori e la silhouette frontale, richiami alla contemporanea Audi TT. Il bagagliaio aveva una capacità di 390 litri con il divano in posizione. Quest’ultimo era abbattibile e (nella versione a 4 posti) frazionabile a metà, ma non regolabile in lunghezza. Abbattendolo completamente, la capacità del bagagliaio diventava 1085 litri. STRUTTURA, MECCANICA E MOTORI Lo schema utilizzato per la realizzazione della scocca era lo stesso ASF (Audi Space Frame) già impiegato per la A8, ripensato per dimensioni più compatte. Il telaio era costituito da una gabbia in profilati estrusi e pesava appena 75 kg, pur garantendo un’elevata rigidità (che le guadagnò 4 stelle nel crash test dell’EuroNCAP del 2002). I montanti erano costituiti da elementi pressofusi, mentre per l’intelaiatura del tetto venivano impiegati profilati di varie sezioni. I pannelli carrozzeria erano anch’essi tutti in alluminio. Grazie al suo massiccio uso, la A2 pesava 200 kg meno di una Classe A di motorizzazione analoga. Le sospensioni erano piuttosto convenzionali, con un avantreno di tipo MacPherson e un retrotreno con ponte torcente ad U. L’impianto frenante era misto, con freni a disco sull’asse anteriore e freni a tamburo sull’asse posteriore. Presenti comunque anche i dispositivi elettronici per la gestione di frenata (ABS), controllo di trazione (ASR) e antislittamento (EDS). La A2 debuttò con due motorizzazioni, una a benzina ed una a gasolio: 1.4 16v: un quattro cilindri da 1390 cm³ e 75 CV di potenza; 1.4 TDI: un tre cilindri da 1422 cm³, con iniezione diretta e iniettore-pompa, anch’esso da 75 CV. Per entrambe la trazione era anteriore ed il cambio manuale a 5 marce.

A fine 2003, di fronte a vendite inferiori alle previsioni, la A2 ricevette un lieve restyling (con, come unica differenza estetica, una differente griglia frontale) e un nuovo motore 1.4 TDI, basato sul 1.4 TDI già presente, che affiancò senza sostituire, ma con potenza portata a 90 CV. La produzione terminò nel luglio 2005, con la commercializzazione conclusa progressivamente entro la fine dell’anno, con 176.377 esemplari prodotti. La successiva Audi compatta, la hatchback Audi A1, venne presentata nel 2010.

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VALLI BERGAMASCHE REVIVAL INTERNAZIONALE

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UN MAREdiMOTO


Stephane Peterhansel e Cyril Esquirol: basterebbero i nomi di questi due campionissi-

mi (il primo “insignito” del titolo di pilota di maggior successo nella storia della Dakar, conquistata addirittura 14 volte fra le partecipazioni in sella o al volante; il secondo detentore del record di vittorie, addirittura quattro, nella Gilles Lalay Classic, la gara di enduro ritenuta in assoluto la più dura del mondo) saliti sui due gradini più alti del podio della Valli Bergamasche Revival Internazionale per “raccontare” quanto leggendaria sia considerata ancora oggi questa competizione che ha fatto di Bergamo una delle capitali mondiali della motoregolarità. Un revival, quello andato in scena il 18 e 19 giugno, capace di portare a Bergamo, provenienti da mezzo mondo, 277 piloti pronti a lanciarsi, divisi per categoria di cilindrata, nelle prove speciali di Cross test a Bergamo, di accelerazione ad Alzano Lombardo, di Cross test a Selvino e di Enduro test al Monte Poieto, offrendo al numerosissimo pubblico uno spettacolo unico. Ma, allo stesso tempo, una "due giorni" che, nella nuova “formula" ridisegnata dagli organizzatori della Scuderia Norelli, con in testa il presidente Massimo Sironi, ha saputo diventare qualcosa di ancora più grande e importante di un viaggio nella leggenda, trasformandosi in un'occasione per mettere sotto i riflettori l'intero pianeta moto, per "far salire in sella l’intero territorio".

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Perché, come è stato ribadito più volte nel corso del convegno organizzato nell’atto dell'evento, “le due ruote possono diventare fondamentali, attraverso il mototurismo, per la ripartenza dell'economia, in particolare dei borghi montani più piccoli e “dimenticati”. Ma anche perché la moto “può essere strumento di controllo del territorio, favorendone la sicurezza, senza dimenticare la possibilità di cancellare montagne di Co2 nell'aria, dimostrando che su due ruote la sostenibilità accelera”.

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Informazioni, riflessioni, emersi nel corso del “dialogo” avviato proprio nel convegno ospitato a Sant’Agostino con l’obiettivo di guardare a queste nuove opportunità cancellando troppi pregiudizi ideologici e che ha lasciato intravedere nuove possibili iniziative. Prima fra tutte la possibilità per Bergamo, di avere in futuro un nuovo grande campo d'allenamento (magari realizzato in una cava dismessa) che possa addirittura riportare sul territorio un “mondiale”. Una prospettiva, quest’ultima, illustrata da Daniele Belotti, parlamentare della Lega Nord ospite del convegno insieme con il presidente nazionale della Federazione motociclistica italiana, Giovanni Copioli, Ivan Bidorini, presidente del comitato regionale lombardo della federazione, Paolo Magri, presidente di Ancma, Associazione nazionale ciclo motociclo accessori, l’assessore regionale al Turismo Lara Magoni, l’assessore allo Sport del Comune di Bergamo Loredana Poli, il presidente della Comunità montana Valle Seriana Giampiero Calegari, il comandante del Gruppo Carabinieri Forestale di Bergamo Giorgio Deligios e il direttore di Ascom Confcommercio Bergamo Oscar Fusini. Un progetto, quello di un nuovo maxi campo d’allenamento e da gara, che ha fatto brillare gli occhi a Massimo Sironi, presidente del Moto Club Scuderia Fulvio Norelli promotore dell’evento, e che potrebbe far riaccendere, fra i giovani, l'entusiasmo per il fuoristrada, “costruendo una “nicchia” destinata a portare nuovi ospiti sul territorio, perché, come ha concluso Oscar Fusini, “proprio nuove proposte di nicchia hanno fatto in molti casi la fortuna di tanti centri, e Bergamo potrebbe seguire l'esempio proponendo una delle sue grandi “specialità: lo spettacolo delle due ruote”. Spettacolo che nel 2023, come ha affermato un commosso Massimo Sironi, potrebbe ripartire da una “ Valli Bergamasche revival Internazionale” ancora più grande e affascinante, unendo Bergamo e Brescia, già gemellate dal ruolo di capitali della cultura, in una nuova straordinaria iniziativa. Una 1000 miglia su due ruote da abbinare a quella su quattro già diventata leggenda. Come, del resto, la “Valli Bergamasche”...

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2 Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare. (Winston Churchill)

LUPUS IN FABULA

Benito Melchionna Procuratore emerito della Repubblica

L’IDENTITÀ UMANA NEL TEMPO NUOVO 1.- Legalità, diritto e giustizia

2.- La riforma della giustizia

Il 23 maggio 2022 un po’ in tutte le scuole sono state organizzate - con striscioni e video inneggianti alla legalità - meritorie manifestazioni in ricordo del trentennale della strage di Capaci, che causò la morte del giudice Giovanni Falcone, di sua moglie e degli uomini della scorta. Al di là di taluni svigoriti cerimoniali, rinnovare la memoria di quel tragico evento è certamente utile per rinsaldare il fermo ripudio dei contesti mafiosi che provocarono quelle e altre stragi collegate. Va tuttavia notato che, in tutte le citate commemorazioni, non risulta che sia stato spiegato agli studenti che non è sufficiente invocare in modo ritualistico il rispetto di una legalità non conforme a giustizia; proprio perché il dovuto ossequio alla legge si fonda su regole ragionevoli e serventi rispetto al sentimento di giustizia. Cosa succede perciò quando ci vengono imposte regole oggettivamente e all’evidenza contrarie ai diritti umani e alla giustizia? È questo un interrogativo antico, che nasce dall’esperienza storica dei totalitarismi che si perpetuano sin dalle origini della civiltà, come ci ricorda Antigone, tragedia greca di Sofocle (442 a.C.), che evoca l’eterno conflitto tra la legge umana e quella divina. È noto infatti che nelle dittature … fino a Putin! vige la legge della forza (anziché la forza della legge), cioè un non-diritto che mira a reprimere la dignità e le libertà dei sudditi, la indipendenza della magistratura e i corretti rapporti diplomatici con gli altri Stati sovrani. Fortunatamente, nei sistemi improntati allo stato di diritto, le garanzie di libertà codificate nel complesso dell’ordinamento giuridico trovano riscontro anzitutto nella autonomia-indipendenza dei giudici. I quali sono posti così nella condizione di interpretare e applicare le leggi alla luce delle virtù cardinali della giustizia e della prudenza (giurisprudenza), utilizzando al meglio l’analisi delle fonti normative e gli studi della dottrina forense. Purtroppo però, anche nelle democrazie stabilizzate, tende ad insinuarsi la malapianta della decadenza morale, che certamente poco spazio concede al valore della giustizia quale ideale etico e filosofico. Ah, la Giustizia! Quella da sempre iscritta nella coscienza umana, non a caso simboleggiata dalla donna cinta da corona turrita, che reca da un lato la spada vindice dell’ordine violato, e dall’altro la bilancia della equità (dal latino, uguale), che tiene conto anche delle concrete circostanze non previste dalla legge.

Sentiamo di continuo invocare con veemenza la riforma della giustizia. In realtà, ad avere bisogno di rinnovamento non può essere di per sé l’idea di giustizia, che è (o dovrebbe essere) immutabile secondo la suprema voce del cuore. A ragion veduta, il cantiere delle innovazioni resta invece sempre aperto alla riscontrata necessità di aggiornare e migliorare gli strumenti destinati appunto a realizzare i fini di giustizia. Ossia le leggi, le procedure e le strutture giudiziarie - umane e materiali - che da lungo tempo non riescono a dare precedenza all’etica rispetto alla politica. Si avverte perciò la necessità di organizzare un rinnovato ordinamento giuridico, posto davvero a servire la giustizia, e quindi orientato al buon governo dei concreti interessi individuali e collettivi, mentre essi mutano nel corso del tempo sotto la spinta di una rinnovata cultura. Intanto, le gravi emergenze della attuale epoca di transizione (digitale, ambientale, educativa, politica…) hanno impresso una forte accelerazione all’urgenza di revisionare l’intero catalogo normativo. Ciò al fine di incarnare finalmente i valori recati dalla Costituzione del 1948, in coerenza con le esigenze dell’intelligenza tecnologica del mondo nuovo, passato ormai dall’homo sapiens al phono sapiens. Si teme però che la convulsa e frammentata velocità dei cambiamenti in atto possa offrire ulteriore spazio a sempre più numerosi mercanti del diritto, affaccendati nel portare avanti solo riforme fittizie, ignorando anzitutto il monito dantesco di “togliere dalle leggi il troppo e il vano”. Non è questa la sede per approfondire le innumerevoli iniziative governative e/o parlamentari volte ad adeguare il vigente impianto normativo, a cominciare dalle riforme del processo civile e di quello penale, riforme già avviate grazie agli investimenti previsti dal Pnrr. È poi opportuno attendere la sua definitiva approvazione in Senato per una più puntuale disamina della riforma che prende nome dalla ministra della giustizia Marta Cartabia. Si tratta di riforma complessa che affronta, tra non poche criticità, la revisione dell’ordinamento giudiziario (carriera, valutazione e disciplina dei magistrati), nonché il connesso riordino del Consiglio Superiore della Magistratura (Csm), per restituirgli la credibilità offuscata da recenti vicende sfavorevoli (v. caso Palamara). In proposito, si registrano tuttavia critiche da parte della stessa magistratura associata (Anm), che ritiene la riforma “inutile e dannosa, in quanto non velocizza i processi, non assicura una giustizia di qualità e presenta forti profili di incostituzionalità” (v. sciopero dei magistrati del 16/5/22). 79


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Con il plebiscito (dal latino, decisione della plebe) i Romani chiamavano il popolo ad approvare o disapprovare un fatto che riguardava la struttura dello Stato o del governo. Il referendum (dal latino, riferire, rimettere al popolo) è a sua volta previsto dall’art.75 Cost., nell’ambito del procedimento di formazione delle leggi, soltanto “per deliberare la abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge”. Si tratta di un istituto di democrazia diretta (v. anche gli artt.71,123,132 e 138 Cost.), che dà voce direttamente al popolo, in quanto detentore della sovranità, da esercitare tuttavia “nelle forme e nei limiti della Costituzione” (art.1 Cost.). I costituenti, avvertiti dall’esperienza di demagogia (dal greco, demos, popolo e agogòs, capopopolo) fascista, ritennero di concepire e disciplinare i citati casi di democrazia diretta con prudente distacco; ciò al fine di evitare di trasformare l’elettore (da qualcuno definito “sovrano muto”) in legislatore e governatore di se stesso, sostituendosi alle rappresentanze istituzionali (altro che populismo!). Con sentenze 16 febbraio - 8 marzo 2022, la Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibili cinque dei quesiti proposti di referendum abrogativi sulla giustizia, estromettendo invece i quesiti sulla responsabilità civile dei magistrati, insieme a quelli sulla eutanasia e sull’uso della cannabis. In base al citato art.75 Cost., il referendum (ora fissato per il 12/6/2022) è approvato se ha partecipato la maggioranza degli elettori alla Camera dei deputati, e “se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi”. La partita dei referendum, sui quali pesa -per il suo forte risalto tecnico- il pronosticato mancato raggiungimento del quorum, si intreccia tra l’altro con l’inevitabile impatto rispetto agli stessi temi sostanzialmente affrontati dalla riforma Cartabia sull’ordinamento giudiziario. Infatti i quesiti riguardano: le funzioni dei Consigli giudiziari, il sistema delle “correnti” nella magistratura, la separazione delle “funzioni” giudicanti e requirenti (PM) dei magistrati, la sospensione della custodia cautelare in determinati casi, e l’abrogazione della legge Severino (D.Lgs. n.235/2022) in materia di sospensione, incandidabilità ed ineleggibilità di politici condannati.

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