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TOTO SINDACO

LO SFIDANTE SI RINCORRONO LE VOCI MA NEL CENTRODESTRA ANCORA NON C’È UN CANDATO CONDIVISO

Acque agitate all’interno del Centrodestra cittadino per la scelta del candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative in programma nella primavera 2018. Nella parte avversa, la Giunta di Centrosinistra che amministra Brescia da quasi cinque anni, non c’è stata alcuna discussione e si è optato da tempo

per la ricandidatura di Emilio Del Bono così da dare continuità alla sua azione di governo tesa più che mai alla “soluzione dei problemi di Brescia”. Invece, tra le forze che siedono oggi all’opposizione, in buona sostanza Lega e Forza Italia, non c’è ancora accordo su chi sarà lo sfidante. Ci sono una serie di nomi sul tavolo ma le trattative sono ancora in alto mare...

Sicuramente, gli attriti creatisi a livello nazionale tra i leaders del Centrodestra, in vista delle elezioni politiche in calendario con le consultazioni locali, non contribuiscono di certo a favorire accordi sul nome di chi dovrà sfidare l’attuale sindaco del capoluogo bresciano. Prima dell’estate si era insistentemente fatto il

nome di Fabio Rolfi, attuale Consigliere regionale della Lega il quale, a fianco di Adriano Paroli di Forza Italia, era stato vicesindaco dal 2008 al 2013. Sembrava che il suo nome potesse andar bene a tutti anche nello spirito di una alternanza al comando tra forze che costituiscono il centrodestra a livello locale. Rolfi, che attualmente riveste la carica di Presidente della Com-

missione sanità della Regione Lombardia, ai tempi della sua amministrazione con Adriano Paroli, essendo quest’ultimo spessissimo nella capitale per il doppio ruolo che rivestiva come primo cittadino e deputato al Parlamento, ne faceva le veci a 360°. Ha così avuto modo di farsi una discreta esperienza in Loggia sul

funzionamento della macchina amministrativa e in qualche modo ne rappresenta la continuità. Ma, all’inizio di settembre, sono iniziati i mal di pancia.


MARIASTELLA

FABIO

CHI SARÀ IL CANDIDATO CHE SFIDERÀ DEL BONO Salvini e Berlusconi non si risparmiano frecciate nella rivendicazione del primato nel Centrodestra a Roma, e in Piazza Loggia, pedina importante nello scacchiere nazionale, Forza Italia si è messa di traverso alla candidatura leghista con una contro candidatura. Salvini strempia e rassicura che il prossimo sindaco di Brescia sarà espresso dalla Lega ma non ha ancora voluto “bruciare” l’annuncio ufficiale sul nome e rimanda a dopo il referendum lombardo. I giochi non sono ancora fatti… anzi. Nel sottobosco della politica che si intreccia dai comuni, alle Regioni, su su, fino al Parlamento, si stanno ipotizzando alleanze a geometria variabile. Dipende molto dalla legge elettorale con la quale si andrà al voto e se la stessa obbligherà i partiti alle coalizioni. Se sarà fatta la pace tra Salvini e Berlusconi, si diraderà la nebbia anche sul fronte delle coalizioni locali. Potrebbe anche però accadere che Forza Italia e Lega si presentino con due candidati differenti al primo turno, con il rischio di spaccare l’elettorato e favorire i concorrenti.

MAURO


ADRIANO

VIVIANA

ALLA CARICA DI SINDACO DI BRESCIA? Ma questo non piace a nessuno. Fermo restando che il candidato, da qualsiasi partito provenga, dovrebbe avere le credenziali per riusicre a battere Emil io Del Bono. Insomma non importa di che colore è il gatto... l’importante è che prenda un voto in più dell’avversario. I nomi che sono sul piatto, oltre a Fabio Rolfi, sono quelli di Alberto Cavalli, che fu Presidente della Provincia e Viviana Beccalossi, attualmente Assessore regionale, perchè anche Fratelli d’Italia rivendica spazio. Gira addirittura il nome di sua eccellenza Maria Stella in persona. La Gelmini, grazie, alle ottime credenziali presso il Cavaliere, ha una notevole influenza su larghe frange del partito berlusconiano in città e in provincia e di certo sarà cruciale nella difficile trattativa per la scelta del “number one” per i prossimi cinque anni a Brescia. Ma allora perchè non Mauro Parolini, ottimo attuale assessore in Regione? Potrebbe essere una scelta vincente e in grado di mettere tutti d’accordo ma... non lo sa nessuno, nemmeno lui.

ALBERTO


I GRAFFI DI BRUNO

Bruno Bozzetto


IN QUESTO NUMERO

qui BRESCIA www.qui.bs.it autorizz. Tribunale di Brescia n°18 del 22/04/2004

qui BERGAMO

Chi sfiderà Del Bono?

Metrobus: il grande buco

La Festa dell’Opera

Valtrompia Cuore

Salone Nautico di Genova

i 100 anni di Fra Armando

Urban show a Brescia

Fashion a Crespi d’Adda

Motomondiale:Vai Dovi

Nuova smart elettrica

Fracce Tricolori sul Lago d’Iseo

In Copertina:Vittorio Moretti

www.qui.bg.it autorizz. Tribunale di Bergamo n°3 del 22/01/1992

EDITA PERIODICI srl Via Bono 10 Bergamo tel 035.270989 fax. 035.238634 www.editaperiodici.it Direttore responsabile: Vito Emilio Filì Direttore editoriale: Patrizia Venerucci venerucci@editaperiodici.it Responsabile redazione: Tommaso Revera redazione@qui.bg.it Responsabile pubblicità: Roberto Maestroni roberto.maestroni@editaperiodici.it Redazione eventi: Valentina Colleoni redazione.chicera@qui.bg.it Hanno collaborato in redazione: Alice Bonanno, Bruno Bozzetto, Lisa Cesco, Franco Gafforelli, Maurizio Maggioni, Giorgio Paglia, Valentina Colleoni, Roberto Maestroni Fotografie di: Federico Buscarino, Sergio Nessi, Paolo Stroppa, Elisabetta Del Medico, Daniele Trapletti Stampa: Euroteam Nuvolera Brescia


FAR FISCO

INCENTIVI PER LA PUBBLICITÀ

L’articolo 57-bis del Decreto legge n. 50/2017, introdotto in sede di conversione in legge (Legge n.96/2017), prevede incentivi fiscali agli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani e periodici. In particolare prevede l’attribuzione di un credito di imposta in favore di imprese e lavoratori autonomi che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica, nonché sulle emittenti televisive e radiofoniche locali il cui valore superi almeno dell’1% quelli, di analoga natura, effettuati nell’anno precedente. Il credito d’imposta – che è utilizzabile esclusivamente in compensazione (art. 17 del d.lgs. 241/1997), previa istanza al Dipartimento per l’informazione e l’editoria – è fino al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, nel limite massimo di spesa stabi-

a far data dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge, incrementali rispetto a quelli, di analoga natura, effettuati nell’anno precedente”. La definizione delle ulteriori modalità e criteri di attuazione del credito d’imposta è demandata ad un Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, che dovrà essere adottato, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge. Beneficiari: imprese e lavoratori autonomi che investono in campagne pubblicitari sulla stampa quotidiana e periodica. Requisito di accesso: investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica, nonché

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PUBBLICITÀ

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lito annualmente. Il credito è aumentato al 90% nel caso di investimenti pubblicitari effettuati da piccole e medie imprese, microimprese e start-up innovative. Il contributo previsto, sotto forma di credito d’imposta, sarà attribuito a partire dal 2018, relativamente agli investimenti effettuati a far data dall’entrata in vigore della legge di conversione, ossia dal 24 giugno 2017, incrementali rispetto a quelli di analoga natura, effettuati nell’anno precedente. Gli investimenti incrementali agevolabili nel primo anno di vigenza della norma sono quelli effettuati nel periodo intercorrente tra la data di entrata in vigore della disposizione (24 giugno 2017) e il 31 dicembre 2017 (incrementali rispetto a quelli di analoga natura effettuati nell’anno precedente): la realizzazione di tali investimenti incrementali costituisce il necessario requisito per l’attribuzione del beneficio nel corso del 2018. Infatti, un ordine del giorno (G/2853/218/5), accolto dal Governo in sede di esame del disegno di legge di conversione del decreto legge n.50/2017, impegna il Governo a chiarire che “il credito d’imposta in oggetto si attribuisce, nel 2018, relativamente agli investimenti pubblicitari effettuati

sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, il cui valore superi almeno dell’1% quelli, di analoga natura, effettuati nell’anno precedente. Forma: Credito d’imposta utilizzabile esclusivamente in compensazione. Importo: fino al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati. Elevato al 90% per le microimprese, piccole e medie imprese e strat up innovative. Nel rispetto del limite di spesa, che costituisce tetto di spesa, stabilito annualmente dal DPCM di ripartizione del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, utilizzato per la copertura della misura. Decorrenza: attribuzione a partire dal 2018, relativamente agli investimenti effettuati a far data dal 24 giugno 2017, incrementali rispetto a quelli di analoga natura, effettuati nell’anno precedente (in tal senso l’ordine del giorno accolto dal Governo in sede di esame del ddl di conversione del decreto legge). A chi va richiesto: con istanza diretta al Dipartimento per l’informazione e l’editoria. Regole operative: Un DPCM, entro ottobre, stabilirà modalità e criteri di attuazione.


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IL GRANDE BUCO Che sarebbe stato complicato e costoso mantenere il metrobus, lo si era capito anche prima di iniziarne la costruzione, ma, una incredibile coincidenza di intenti (e di interessi) espressa dai partiti in quell’occasione, fece in modo che il buon senso venisse messo a tacere. Infatti, l’idea nata nelle file del centrosinistra già dal lontano 1986, aveva poi avuto nel corso degli anni l’appoggio anche delle opposizioni (tranne la Lega) e, dall’amministrazione di Corsini che ne fu uno strenuo sostenitore e ne iniziò i lavori per passare in seguito la mano a Paroli che ne ha visto la conclusione. Chi andava dicendo che i numeri avrebbero sconsigliato quell’investimento venne tacciato di essere dalla parte di chi dice di no a tutto, che non vuole il progresso e preferisce che il traffico strangoli il centro cittadino. Adesso, dopo qualche anno dall’inaugurazione dei quasi 14 chilometri di tracciato, i conti sono in grave sofferenza, anche più delle peggiori aspettative.


IN QUESTE PAGINE LE IMMAGINI SCATTATE DURANTE I GRANDI LAVORI NECESSARI PER ATTRAVERSARE IL SOTTOSUOLO DI BRESCIA E CREARE IL TUNNEL PER IL PASSAGGIO DELLE CARROZZE DEL METROBUS foto di Matteo Biatta


IL GRANDE BUCO Vantarsi di essere la più piccola città d’Europa ad avere una metropolitana, nascondeva il timore che la struttura sarebbe stata sovradimesionata per le dimensioni di Brescia e non si sarebbe mai ripagata. L’obiettivo di arrivare a 40 milioni di passeggeri in un anno è lontanissimo dall’essere raggiunto (ad oggi se ne contano 16-17 milioni) con il risultato che i costi sono tre volte maggiori dei ricavi ed il passivo che ne deriva arriva a circa 40 milioni di euro. Dieci servono per pagare i mutui contratti nella costruzione al netto degli interessi che vanno a finire nella spesa corrente. In questo modo ogni cittadino del capoluogo si trova a dover sborsare ogni anno oltre trecento euro per mantenere il metrobus. Vi sono termini di paragone molto precisi, la linea 5 di Milano e la struttura di Torino, del tutto simili e coetanee alla nostra. La prima arriva a 50 milioni di passeggeri l’anno e la seconda supera i 40. Conclusione? Qualcuno ha sbagliato le previsioni basandosi su un bacino d’utenza che non esiste a meno di collegare il metro ad una rete di altre linee provenienti dalla Provincia che adesso non esistono.


IL GRANDE BUCO


Inoltre, pur di riuscire a convincere la gente ad utilizzarlo, sono stati praticati sconti pesanti sugli abbonamenti, affossando ancor di più la già scarsa redditività. Il futuro? Finchè il Comune, con i proventi di A2A, riuscirà a tappare la falla, resta solo il rammarico per non aver utilizzato diversamente quel mare di denaro che si è reso necessario per pagare l’opera che adesso drena grandi risorse per potersi mantenere senza aver effettivamente risolto gran che. Infatti, l’inquinamento da polveri sottili rimane lo stesso di prima. Potremmo leggervi un colossale business voluto dalla politica che a queste cose ci ha abituato come quando vengono realizzate autostrade che non sarebbero state necessarie, che si è innestato sulla grandeur che pervadeva Brescia e i bresciani prima della grande crisi e ci ha resi tutti un po’ orgogliosi di avere la Metropolitana come le grandi città pur essendo la più piccola. Adesso ci costa un occhio ma domani chissà... Forse saremo contenti di aver iniziato prima degli altri il “primo tratto” di un nuovo rivoluzionario “sistema” di trasporto urbano.


UN NUOVO, GRANDE, SUCCESSO PER LA FESTA DELL’OPERA, EDIZIONE 2017 AGENZIA REPORTER PH. UMBERTO FAVRETTO


Una festa colta e popolare che accompagna grandi e piccini, melomani e non, in suggestivi percorsi nel mondo dell’Opera e che anche quest’anno, dall’alba alla mezzanotte, ha fatto risuonare l’intera città di Brescia sulle note delle più celebri melodie della tradizione operistica. Per la sesta edizione dell’evento, centinaia di artisti e oltre 50 luoghi della città, pubblici e privati, hanno accolto i suoni e le voci dell’Opera in un caleidoscopio di emozioni e meraviglie.


Obiettivo di questa apprezzata iniziativa è aprire l’Opera a tutti, portare il fascino del melodramma a diretto contatto con il pubblico di ogni età anche attraverso contaminazioni con altri linguaggi musicali (jazz, elettronica, swing, pop, rock, musica contemporanea). La Festa dell’Opera, infatti, è un progetto unico, ideato e realizzato della Fondazione del Teatro Grande di Brescia. Per la sua importante valenza educativa la Festa dell’Opera ha ricevuto anche il prestigioso Premio Filippo Siebaneck nell’ambito dei Premi Franco Abbiati della critica musicale italiana.


SBALZER GIOIELLI

TRENT’ANNI

BRILLANTI

Daniela Colosio, Umberto Sbalzer e Micaela Gilberti del negozio di Iseo

Sbalzer gioielli ad Iseo in P.zza Garibaldi, 4 Tel. 030.9821790 - iseo@sbalzergioielli.it

www.sbalzergioielli.it

Festeggeranno i trent’anni dell’attività iniziata dai loro genitori Rita e Luciano, grazie all’esperienza di papà nel settore della gioielleria, dopo molti anni trascorsi come rappresentante. Parliamo di Umberto e Massimiliano Sbalzer i quali entrambi con una laurea in tasca, hanno preferito portare avanti il progetto di famiglia, ottenendo un diploma in gemmologia e consolidando il rapporto di fiducia con la clientela. “La persona che entra in un negozio per scegliere un gioiello, che è molto spesso da regalare a chi si ama, è sempre in un momento felice della sua vita, sia che festeggi un compleanno, la nascita di un figlio o una ricorrenza speciale.” Parole di Umberto, nativo di Brescia, ora felicemente trasferito sulle sponde del Sebino, che ci accoglie nel negozio di Iseo in Piazza Garibaldi dal quale si intravede il porticciolo sul Lago. Perchè aprire un negozio ad Iseo? “Perchè ci è sempre piaciuto il paese, ed abbiamo sempre creduto nelle sue potenzialità commerciali apprezzandone la qualità della vita, convinti, a tutt’oggi, di aver fatto la scelta migliore.” Dato l’ottimo avvio del primo negozio dove lavoravano insieme, i fratelli Sbalzer decidono di provarci altrove. “Ci era capitata un’occasione a Lumezzane dove abbiamo aperto per decidere però poco dopo di estendere al mercato cittadino la nostra


UN NOME E DUE REALTÀ: SBALZER GIOIELLI, PRESENTE NEL CENTRO DI BRESCIA E AD ISEO, FESTEGGERÀ IL 28 SETTEBRE, PRESSO LA CANTINA FERGHETTINA, I PRIMI TRENT’ANNI DALL’APERTURA DEL PRIMO NEGOZIO SULLE RIVE DEL SEBINO

Massimiliano Sbalzer, Patrizia Bersini e Silvia Minini del negozio di Brescia attività, aprendo un negozio nel centro di Brescia.” Lo dice Massimiliano che incontriamo in Contrada del Cavalletto e a cui chiediamo se ci sia differenza tra la clientela di Iseo e quella di Brescia. “La differenza è notevole nonostante la vicinanza. Ad Iseo numerosa è la clientela locale supportata da chi trascorre sulle sponde del lago una sola giornata di relax o dal turista abituale che ha sul Sebino una seconda casa. A Brescia, vi è una clientela più affezionata che si rivolge a noi da tanti anni per ogni occasione tramadando la fidelizzazione in famiglia. In entrambi i negozi molti sono i clienti attratti dalla possibilità di realizzare i propri gioielli su misura.” Oltre alle importanti griffe che trovano posto nelle scintillanti vetrine di Sbalzer, sia a Brescia che ad Iseo, c’è la linea Happy Dream, freschissima e originale... “Da molta soddisfazione - ci confida Massimiliano Sbalzer - proporre anche oggetti nati dalla nostra creatività. Alcune sono idee nostre, altre sono suggerite dai clienti più esclusivi che desiderano qualcosa di unico, creato solo per loro. Noi studiamo il disegno ed affidiamo a laboratori di nostra fiducia la realizzazione dei pezzi che entreranno a far parte della linea Happy Dream.”

Sbalzer gioielli a Brescia in C.da del Cavalletto, 8 Tel. 030.3754865 - brescia@sbalzergioielli.it

Trent’anni davvero brillanti che i fratelli Sbalzer festeggeranno insieme ad amici, collaboratori e clienti il 28 settembre presso la Cantina Ferghettina.

Massimiliano Sbalzer - Patrizia Bersini - Silvia Minini


CHI C’ERA

BRESCIA

VALTROMPIACUORE - FONDO OR.MA.

NUOVO AMBULATORIO DI OFTALMOLOGIA Lo scorso 16 settembre l’Associazione Valtrompiacuore, congiuntamente al Fondo OR.MA, ha presentato presso il Presidio Ospedaliero di Gardone Val Trompia il nuovo servizio oftalmologico specializzato nella chirurgia della cataratta intitolato a Ornella  Basso L’Associazione Valtrompiacuore e OR.MA, Fondo Solidale Sociale Famiglia Mari-Basso, annunciano che presso il Presidio Ospedaliero di Gardone Val Trompia è attivo un nuovo servizio oftalmologico, da essi promosso e fermamente voluto, specializzato nella chirurgia della cataratta. Tale servizio ospedaliero, che finalmente permette di evitare le disagevoli trasferte di tanti pazienti triumplini in altri presidi e ambulatori di città e provincia, è dedicato alla memoria di Ornella Basso. Alla cerimonia inaugurale sono intervenuti numerose personalità istituzionali tra cui Viviana Beccalossi, Assessore al Territorio, Urbanisitica, Difesa del Suolo e Città Metropolitana, e Fabio Rolfi, Presidente della Commissione Sanità e politiche sociale Regione Lombardia.


Ph. Pierpaolo Romano - Puoi vedere tutte le immagini dell’evento su www.qui.bs.it


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La nuova flotta di smart electric drive è arrivata. Completamente elettrica, a zero emissioni locali e con un’accelerazione dinamica che ti farà divertire fin dai primi metri percorsi. A due posti, a quattro posti o Cabrio.

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Versatile come una citycar e confortevole come una berlina, la nuova generazione della Smart che alla Fortwo a due posti ha aggiunto anche la Forfour a 4 posti è, di fatto, la porta di accesso al mondo delle auto con la “stella” sul cofano. La nuova smart, pur mantenendo le dimensioni contenute della precedente variante, 2,69 metri, adotta un telaio molto più orientato al confort di guida. E poi si gira in un fazzoletto, grazie ad un diametro di sterzata di soli 6,95 metri, un record fra le citycar, tanto che sia le inversioni di marcia e le gimcane cittadine non sono più un problema. Rinnovati anche i motori tutti a benzina e a 3 cilindri di 1000 cc da 61 cv, 71 cv e 90 cv oltre ai 109 cv della versione più potente, la Brabus di cui quest’anno si festeggiano i 15 anni dal primo debutto. In alternativa al cambio manuale, poi, è disponibile una nuova trasmissione automatica a doppia frizione. Le versioni di Smart disponibili sono cinque, la youngster, la urban, la passion, la proxy e la prime. Ognuna è diversa sia per lo

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57°SALONE NAUTICO NEL NOME DI

CARLO RIVA DAL 21 AL 26 SETTEMBRE IL CAPOLUOGO LIGURE È TORNATO PROTAGONISTA INDISCUSSO DELLA NAUTICA: 884 I BRAND ESPOSTI, OLTRE 1.100 LE IMBARCAZIONI, ESPOSITORI PROVENIENTI DA BEN 32 PAESI DIVERSI. MA NON È TUTTO: CONVENTI, EVENTI, PRESENTAZIONI E PROVE IN ACQUA ANIMERANNO IL SALONE INTERNAZIONALE QUEST’ANNO DEDICATO A CARLO RIVA Si è chiuso il Salone Nautico Internazionale di Genova con la 57° edizione dedicata a Carlo Riva - maestro indiscusso dell’industria nautica, del design e del Made in Italy - che ha aperto al pubblico con un rinnovato ingresso “La Piazza del Vento”, nato da un’ispirazione di Renzo Pianocome contributo ideale al Salone Nautico e alla città di Genova. Genova è ancora una volta diventata il punto di riferimento per l’intero settore, anche internazionale, dalla costruzione alla produzione di imbarcazioni e accessori, dai servizi fino al turismo, dai media a tutti gli amanti del mare. Ben 884 i brand in esposizione (+ 8% sul 2016), con un aumento del 10% di espositori esteri, provenienti da 32 Paesi. Al Salone è stato possibile ammirare oltre 1.100 imbarcazioni, di


queste oltre 80 le unità in più esposte in acqua rispetto allo scorso anno. La vela, in particolare, ha registrato un aumento di presenze del 3,5%, gli entrobordo il +14% e le imbarcazioni pneumatiche – di cui l’Italia è primo produttore al mondo – un +9%. Rilevante anche l’aumento degli espositori nel settore degli accessori e componenti che quest’anno sono stati l’11,8% in più rispetto al 2016. Dati importanti che testimoniano l’entusiasmo e il dinamismo del mercato. La nautica attualmente è infatti uno dei pochi comparti che possono rimettere in moto lo sviluppo del nostro Paese: le stime di previsione indicano di una crescita dell’industria nautica in Italia a due cifre. Importante e ricco di contenuti è stato il programma dei convegni ForumUCINA, a partire dal convegno inaugurale dal titolo “Nautica: il ritorno, il futuro” che ha affrontato temi quali fisco, normativa, turismo nautico e innovazione. Il 57°Salone Nautico di Genova è stato, soprattutto, il luogo dove condividere la passione per il mare. L’evento più visitato del Mediterraneo – lo scorso anno sono stati 127.190 i visitatori, 33mila dei quali stranieri – è infatti l’unico in grado di coniugare padiglioni e spazi a terra direttamente affacciati sulle Marine, creando lo spazio ideale per l’esposizione e la visita di ogni categoria di prodotto: dai motoryacht dei top brand internazionali, agli accessori e componenti, dalle imbarcazioni a vela al mondo delle motorizzazioni fuoribordo e degli sport acquatici. Ogni visitatore ha potuto vivere la sua esperienza speciale grazie ad un ricco programma di eventi, convegni, presentazioni, dimostrazioni sportive e prove dei principali sport acquatici.


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Le connessioni satellitari sono lo strumento indispensabile per garantire internet a bordo di navi da crociera, navi da trasporto merci, yacht e imbarcazioni da diporto. Ogni categoria necessita di servizi diversi e personalizzati che siano in grado di migliorare l’efficienza operativa a bordo, garantendo al tempo stesso l’utilizzo delle specifiche applicazioni tramite un accesso sicuro e veloce che consenta un’interazione continua con le risorse a terra. Eurona Wavetech è un Service Provider di servizi satellitari terrestri e marittimi a banda larga allo stato dell’arte per proprietari di yacht e imbarcazioni super esigenti. Qual è la sua mission? Lo abbiamo chiesto all’Ing. Alessandro Pianta, Amministratore Delegato. “La nostra mission - ci ha raccontato - è fornire non solo un servizio di classe, ma il servizio che meglio si adatta a ciò di cui si ha veramente bisogno. Siamo un interlocutore unico: ci prendiamo cura della soluzione chiavi in mano, a partire dal provisioning di hardware e di installazione fino al supporto cliente.


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Operiamo con uno dei teleporti sat più affidabili, utilizziamo capacità spaziale dai principali operatori, Hispasat, SES e Telesat. Utilizziamo diverse tecnologia di trasporto Newtec Dialog e, iDirect, unite alla sicurezza attraverso le migliori reti firewall, per soddisfare al meglio le richieste del cliente”. L’ultimo arrivato in ordine di tempo è l’OpenSea, l’accesso ad Internet in mare aperto: di cosa si tratta? “Open Sea - ci ha spiegato l’Ing. Pianta - offre tutto ciò di cui avete bisogno per rimanere connessi in mare senza doversi preoccupare della copertura cellulare o delle tariffe di roaming dati. È la risposta di Eurona Wavetech alla necessità di fornire al mondo marittimo una connettività satellitare di ottima qualità ad un prezzo commisurato agli sviluppi tecnologici attuali. OpenSea ha generato una serie di proposte per soddisfare le esigenze del cliente con un unico obbiettivo: fornire a ciascun mercato delle specifiche soluzioni necessarie per lo sviluppo della propria attività ad un prezzo competitivo”. Per questo servizio che tipo di copertura viene garantita? “Una copertura globale. Grazie alla partnership con i principali operatori satellitari offriamo tre diverse soluzioni in base alla area di navigazione: Europe Ku Vsat, Global Ku Vsat e Europe+ Ka VSat. L’offerta di connettività con nuovi servizi di telecomunicazioni satellitari è disponibile sia in profili standard che personalizzabili, modulari e scalabili, adatti alla clientela più esigente. Siamo in grado di offrire la soluzione d’intrattenimento su misura come ad esempio connettività internet, telefonia VoIP, ATM/POS, Streaming video, LAN to LAN su protocolli IP”. La possibilità per equipaggi, proprietà e suoi ospiti di essere costantemente collegati a bordo di yacht, navi da crociera o mercantili è ormai sempre più una pressante necessità piuttosto che un semplice lusso. I servizi di connettività satellitare marittima di Eurona Wavetech sono resi disponibili a bordo di ogni tipo di mezzo


OPENSEA:

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OPEN SEA OFFRE TUTTO CIÒ DI CUI AVETE BISOGNO PER RIMANERE CONNESSI IN MARE SENZA DOVERSI PREOCCUPARE DELLA COPERTURA CELLULARE O DELLE TARIFFE DI ROAMING DATI

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di trasporto marittimo. Quali sono le linee guida che definiscono lo sviluppo della soluzione fornita al cliente? “Si possono riassumere con l’ottimizzazione del rapporto costi/benefici, la flessibilità in termini di architettura, scalabilità, nuove tipologie di servizio, incremento di capacità esistente, elevato livello di affidabilità ed un approccio al servizio in completo outsourcing”. In parole semplici come descriverebbe il servizio OpenSea? “La soluzione sviluppata si basa su connessioni satellitari IP bi-direzionali. La connessione viene instaurata mediante l’implementazione di una stazione satellitare VSAT (Very Small Aperture Terminal) direttamente a bordo della nave che manterrà il collegamento costante con l’hub centrale presso il teleporto. Il router di bordo verrà

poi interfacciato in modo molto semplice con la rete locale eventualmente già presente a bordo del mezzo navale consentendo un collegamento 24 ore su 24 alla proprietà, il suo equipaggio ed i suoi ospiti. Eurona Wavetech è in grado di progettare e realizzare, nell’ottica di un servizio completo a 360°, la diffusione del segnale wireless wi-fi all’interno dei locali della imbarcazioni, con le modalità di autenticazione e di accesso più consone al contesto di applicazione. Nel caso in cui, si voglia poter disporre sempre della massima connettività, quando l’imbarcazione si trova, per esempio sulla costa, in zone coperte dal segnale 3 o 4G, è possibile installare a bordo un router con più SIM dati di operatori diversi, che in automatico commuta la connessione satellitare su operatori terrestri ottimizzando così la connessione. Questa integrazione di reti di telecomunicazione consente di offrire un servizio flessibile e adatto a supportare tutte le applicazioni ed i prerequisiti espressi dal cliente ed un’infrastruttura in grado di supportare gli sviluppi futuri. La scalabilità del servizio è infatti tale da poter realizzare rapidi incrementi di capacità mediante la semplice riconfigurazione da remoto degli apparati già installati, senza impattare sulla funzionalità globale del servizio e senza l’esigenza di doverne ridisegnare le caratteristiche architetturali”. Le caratteristiche di OpenSea sono tali da consentire un’elevata sicurezza dei dati ed una concreta affidabilità della rete, un’indipendenza dalla distribuzione geografica sulle rotte di interesse del cliente , un’omogeneità in termini di apparati e di gestione, una tipologia di collegamento sempre attivo, un supporto dei protocolli IP unicast e IP multicast ed un’ottimizzazione delle risorse di banda.


FESTA AL FATEBENEFRATELLI

CENTO ANNI DI FRA ARMANDO LOMBARDI TX LISA CESCO - PH. MATTEO BIATTA


FESTA AL FATEBENEFRATELLI

100 ANNI DI FRA ARMANDO LOMBARDI


Quando è nato, l’8 agosto del 1917, infuriava ancora la prima guerra mondiale. Il secondo conflitto lo ha vissuto dalle aule del seminario, e poi il dopoguerra con il boom economico, gli anni di piombo, i nuovi assetti geopolitici internazionali, l’arrivo del nuovo millennio. Fra Armando Lombardi ha attraversato con agilità un secolo di storia, e il suo compleanno, celebrato lo scorso agosto, è stato occasione per riunire la comunità dei Fatebenefratelli di Brescia nella comune memoria di una missione condivisa. I suoi cento anni Fra Armando li porta con disinvoltura e semplicità: mentre lo intervistiamo, nel giardino della sede dell’Irccs Centro San Giovanni di Dio Fatebenefratelli di via Pilastroni dove vive insieme alla comunità dei frati, gli occhi chiari e mobili continuano ad osservare, le mani nervose si muovono come in una danza. Da infermiere la manualità, insieme a una grande capacità organizzativa, sono sempre state la cifra del suo operato, nei diversi ospedali dove lo ha portato la sua vita “avventuriera” di missionario. Nato a Lodi, Fra Armando ha emesso la prima professione religiosa come fratello ospedaliero il 20 febbraio 1938 e la professione solenne il 26 ottobre 1941: 80 anni vissuti come testimone di ospitalità nell’Ordine Ospedaliero fondato da San Giovanni di Dio. Dopo gli studi infermieristici richiesti dall’Ordine, ha svolto la sua missione a Milano presso l’ospedale San Giuseppe, a Roma all’ospedale dell’Isola Tiberina, a Gorizia nella casa di riposo San Giusto e a Varese all’ospedale del Ponte. Buona parte della sua vita è stata dedicata all’opera missionaria, dapprima nell’ospedale Sacra Famiglia di Nazareth, in Terra Santa (Israele), dal 1966 al 1972, poi negli ospedali missionari di Afagnan (Togo) e Tanguiéta (Benin), e infine nuovamente a Nazareth fino al 2006, prima del suo rientro in Italia, a San Colombano al Lambro e poi a Brescia come quiescente. I Fatebenefratelli come Ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio sono pre-

senti in 54 nazioni del mondo con circa 300 opere sanitarie e ospedaliere, molte delle quali nei Paesi in via di sviluppo. “Sono sempre stato attirato dai Paesi lontani, la scelta di andare in missione è stata un’idea buona, che ho mantenuto per molti anni”, racconta Fra Armando, ricordando la sua esperienza a Nazareth come caposala dell’ospedale Sacra Famiglia dei Fatebenefratelli. “Un punto di dialogo fra le diverse fedi, frequentato da ebrei, arabi e cattolici”. Lì ha vissuto le stagioni dell’Intifada, ha prestato assistenza ai feriti, visto nascere tanti bambini, superato non poche difficoltà. “Ma non ho mai avuto voglia di mollare – dice – e sono sempre riuscito a sbrigarmela da solo”. A Nazareth l’ospedale dei Fatebenefratelli era l’unico che prestava assistenza gratuita a tutti senza alcuna discriminazione di credo religioso, era l’”ospedale” per antonomasia, un crocevia di fedi in una realtà in perenne conflitto. “Si lavorava all’insegna del dialogo e del rispetto reciproco”, ricorda Fra Armando, tanto che per venire incontro alle sensibilità

degli operatori delle diverse confessioni si era imparato a rispettare il venerdì per le preghiere degli arabi, il sabato per gli ebrei e la domenica per i cattolici. Per queste peculiarità l’ospedale era un punto di riferimento istituzionalmente e politicamente importante, un luogo d’incontro fra le religioni. “Nazareth è un luogo che porto nel cuore”, dice. Anche l’ospedale Saint Jean de Dieu di Tanguiéta è rimasto nel suo ricordo, nel segno dell’ospitalità che rappresenta il carisma dell’Ordine Ospedaliero in tutto il mondo. Fra Armando è stato uno dei primi missionari che hanno fatto vivere il nosocomio, che accoglieva pazienti dalla foresta e dai villaggi lontani, facendo della gratuità un baluardo per i malati, la maggior parte dei quali non dispone di alcuna risorsa. L’ospedale, negli anni, è diventato il centro del villaggio, capace di rispondere ai bisogni di salute di tutto il territorio circostante. “Per le risorse ci si arrangiava, quando si veniva in Italia si raccoglievano le offerte per la nostra opera e poi si ripartiva sulle bananiere, le navi per il trasporto della frutta tropicale, alla volta dell’Africa”. Ovunque Fra Armando è sempre stato un religioso ospedaliero molto attivo, come capo reparto nelle varie corsie di medicina, chirurgia, traumatologia e nelle sale operatorie, distinguendosi per la sua operosità e per la sua fede genuina. Oggi, toccato il traguardo dei cento anni, l’età sembra non pesare. Se gli si chiede il segreto della sua longevità, lascia intuire che l’alimentazione è sempre stata per lui un aspetto da curare con attenzione, preferendo l’equilibrio e la frugalità delle porzioni e dei cibi, secondo uno stile di vita imparato nei suoi lunghi anni di missione. Sobrietà e modestia sono il tratto peculiare di un centenario speciale: se gli si chiede cosa vorrebbe si dicesse su di lui, Fra Armando si schermisce: “Niente – risponde – meglio così, ci pensa il Signore”.


ph. Pierpaolo Romano

URBAN SHOW CHIAMA,

BRESCIA RISPONDE GRANDE SUCCESSO PER LA 1^ EDIZIONE DI URBAN SHOW: OLTRE 8MILA LE PERSONE CHE HANNO SEGUITO COL NASO ALL’INSÙ LE EVOLUZIONI SPETTACOLARI DEI FREESTYLER DABOOT E DEL CAMPIONE INTERNAZIONALE DI SUPERCROSS ANGELO PELLEGRINI

Va in archivio la prima edizione di Urban Show, l’evento che nel weekend del 26 e 27 agosto ha portato in Piazzale Arnaldo uno straordinario spettacolo di moto freestyle e motocross, musica live e spettacoli. Protagonisti assoluti sono stati i Daboot, i più quotati moto freestyler d’Europa guidati da Vanni Oddera, e Angelo Pellegrini, Campione internazionale di Supercross. Oltre 8mila sono state le persone che hanno preso parte con partecipazione ed entusiasmo alle due serate di motori e spettacolo. Un pubblico variegato costituito da giovani, famiglie, appassionati di motori, semplici curiosi e non solo, che ha seguito con trepidazione le spettacolari evoluzioni dei motofreestyler, lanciati sulle rampe per volare oltre i 15 metri d’altezza in una sfida mozzafiato alle leggi di gravità. Un successo non solo per l’evento - organizzato dal Gruppo Wise con la collaborazione del Comune di Brescia e dei locali di P.le Arnaldo - ma anche per la città stessa, che si dimostra ancora una volta pronta ad apprezzare iniziative di qualità e appeal. Urban Show è stata inoltre l’occasione per portare all’attenzione del grande pubblico discipline come il freestyle e il motocross che solitamente si muovono in contesti totalmente differenti, e che, oltre a suscitare forti emozioni, meritano rispetto per la grande preparazione tecnica e atletica necessarie.


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ANTEPRIMA D’AUTUNNO:

ritorno all’eleganza


Ci sono luoghi in cui si respira a fondo la magia di tempi ormai lontani, di atmosfere in bilico tra il sogno e la realtà. Proprio come a Crespi D’Adda, il villaggio patrimonio dell’Unesco alle porte di Bergamo, testimonianza di anni tanto lontani nel tempo quanto vicini nelle tradizioni. Proprio qui è stato ambientato il servizio moda di settembre, numero chiave per scoprire tutte le tendenze della prossima stagione che, anche per questo autunno/inverno, hanno mantenuto una linea ben definita fatta per lo più di eleganza. Una caratteristica che trova da sempre casa in uno dei salotti della moda bergamasca più seguiti, quello di Maurizio Magri Showroom Moda che, anche per questa stagione, ha dato via libera alla sua idea di donna come “unica e contemporanea”. Tutto questo grazie alla definizione di una collezione che annovera brand di livello come Anna Rita N, Liviana Conti, Clips, Christies,Versace Collection, Daniela Dalla Valle, Suprema, Biancalancia, e molti altri punti di riferimento della moda italiana e internazionale. E con queste maison Maurizio Magri ha voluto immortalare in questi scatti la sua visione di donna moderna, iper femminile ma a tratti sbarazzina, con un filo di grunge. Ecco quindi i tagli decisi dell’ampio pantalone a righe, accostato alla blusa smanicata ed alla felpa in maglia con cappuccio, completato ai piedi da uno tronchetto con tacco a cilindro.


ANTEPRIMA D’AUTUNNO: RITORNO ALL’ELEGANZA

Un outfit grintoso, proprio come la nuova Suzuki Swift, una delle auto più apprezzate dal mercato per il suo design unico, compatta, dinamica e stilosa al punto giusto, al pari della nostra modella Serena B., neo eletta Miss Garda, perfetta nel secondo outfit, una tuta blu con una profonda scollatura sulla schiena, sexy ed elegante al punto giusto. Più versatile ma sempre ricercato l’accostamento della gonna plissè effetto spalmato, abbinato ad una maglia in pizzo lavorato e caban con maniche a balze. Per impreziosire il look perfetta la scelta dell’anello design “Segui il tuo Cuore”, un quadrifoglio in argento del brand Maria Ielpo Collection, capace di comunicare con le sue linee l’incanto, lo stupore, la gioia, la forza vitale e l’amore per tutto ciò che è gioiello, un porta fortuna da custodire gelosamente. Da un mood bon ton ad uno più ricercato: cambia lo scenario, cambia lo stile che diventa più deciso, diretto, a tratti rock, grazie all’anfibio ed alle trasparenze della gonna in pizzo, addolcite dal lupetto in lurex e dal gilet in pelliccia. E per concludere, perfetto per le occasioni in cui la classe e la ricercatezza si fondono per una visione di massima eleganza, ecco l’abito animalier di seta con lavorazioni in pizzo e paillettes golden, cucite a mano sulla delicata trama del vestito. Un sogno ad occhi aperti firmato Maurizio Magri Show Room, per un autunno/ inverno ancora tutto da scrivere e sognare. (ValCol)


ANTEPRIMA D’AUTUNNO: RITORNO ALL’ELEGANZA Location:Villaggio Crespi d’Adda (Capriate San Gervasio, BG) Dresses: Maurizio Magri Showroom Moda Via Tonale, 3 Albano S.Alessandro (BG) Tel. 035 4521419 - www.mauriziomagrimoda.it - Facebook: showroom Maurizio Magri Jewels: Maria Ielpo Collection – La fortuna da indossare - Gioielli Made in Italy Whatsapp: 391 4731461 - www.mariaielpo.com - info@mariaielpo.com Facebook: Maria Ielpo Collection - MI Collection - Instagram: mariaielpocollection Fashion Car: Suzuki Swift gentilmente concessa da AutoRota Via Campagnola 40, Bergamo Tel. 035 5098042 www.autorota.net - Facebook: Autorota Model : Serena B. Agency: Image Time Brescia


SGARBI RACCONTA

MICHELANGELO MILANO TEATRO MANZONI DAL 4 ALL’8 OTTOBRE Dopo lo straordinario successo dello spettacolo teatrale “Caravaggio”, dove Vittorio Sgarbi ha condotto il pubblico in un percorso trasversale fra storia dell’artista ed attualità del nostro tempo, parte una nuova esplorazione sull’universo “MICHELANGELO”. La stupefacente arte di Michelangelo Buonarroti si farà palpabile alle molteplicità sensoriali, attraversate dal racconto del Prof. Vittorio Sgarbi, contrappuntate in musica da Valentino Corvino (compositore, in scena interprete) e assieme alle immagini rese vive dal visual artist Tommaso Arosio. Verrà così ricomposto un periodo emblematico, imprescindibile ed unico nell’arte, e assieme all’ambizione di scoprire un Michelangelo inedito, non resterà che farci sorprendere. DoppioSenso è un progetto di Valentino Corvino e Tommaso Arosio, dedicato allo studio delle relazioni profonde esistenti tra suono e immagine. Linguaggi, tecnologie e immaginari della contemporaneità rielaborati e messi alla prova nello sviluppo di opere sceniche, performance ed installazioni. Per info: www.teatromanzoni.it


mostre

L’ARTE IN TASCA. CALENDARIETTI, RECLAME E GRAFICA 1920 - 1940 Modena Museo della Figurina fino al 18 febbraio 2018 L’arte in tasca. Calendarietti, réclame e grafica 1920-1940, a cura di Giacomo Lanzilotta, approfondisce una forma d’arte molto diffusa in quel ventennio che intercorre tra la due guerre mondiali e che vede anche la nascita e l’evoluzione dell’Art déco: i calendari da tasca, i cosiddetti ‘calendarietti del barbiere’, rappresentati in mostra da ottanta esemplari, per un totale

di oltre 300 immagini, accanto ai prodotti affini a quel mondo – réclame, etichette, confezioni di profumi, cosmetici e oggetti rari come un curioso apparecchio spruzza-profumo a monete degli anni Trenta – in un percorso espositivo suddiviso per tematiche (dalla profumeria alla seduzione fino al fascino dell’oriente, passando per letteratura e spettacolo) e illustratori.


mostre

TESOR DEI MOGHUL E DEI MAHARAJA Venezia Palazzo Ducale fino al 3 gennaio 2018 Arriva a Venezia, per la prima volta in Italia, la prestigiosa e celebre mostra dedicata alle gemme e ai gioielli indiani, dal XVI al XX secolo, appartenenti alla Collezione Al Thani. Oltre 270 oggetti esposti a Palazzo Ducale ci raccontano cinquecento anni di storia dell’arte orafa legata, per origine o ispirazione, al subcontinente indiano. Gemme splendenti, pietre preziose, antichi e leggendari gioielli, accanto a creazioni contemporanee ci conducono in un viaggio attraverso cinque secoli di pura bellezza e indiscussa maestria artigiana, specchio della gloriosa tradizione indiana: dai discendenti di Gengis Khan e Tamerlano ai grandi maharaja che, nel XX secolo, commissionarono alle celebri maison europee gioielli d’inarrivabile bellezza e straordinaria modernità .


POP ART NELLA SONNABEND COLLECTION DA JOHNS E RAUSCHENBERG A WARHOL E LICHTENSTEIN E A KOONS MUVE di Mestre fino al 5 novembre

fino al 3 gennaio 2018

Sotto la direzione scientifica di Gabriella Belli e a cura di Antonio Homem, la mostra Attorno alla Pop Art nella Sonnabend Collection ripercorre, attraverso un nucleo di oltre quaranta capolavori provenienti dalla Collezione Sonnabend – dal 2012 in deposito a lungo termine presso la Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro – gli straordinari anni Sessanta in America. È durante questo periodo che si afferma negli Stati Uniti, diventati nel frattempo il centro della produzione culturale e artistica mondiale, un nuovo modo di concepire l’opera d’arte, che si misura con la nascente cultura di massa e i nuovi media. Dissacratoria e ironica, ma anche caustica e critica verso quella nuova società, già allora ‘schiava’ dell’industria dei consumi inebriata da quella omologazione che nel corso degli ultimi decenni del XX secolo sarà prologo alla società globale dei nostri tempi, la Pop Art diventerà uno dei movimenti più influenti, noti e persistenti nell’immaginario di tutto il ‘900. Andy Warhol, Roy Lichtenstein, Jasper Johns, Jim Dine, Tom Wesselmann, Claes Oldenburg, Robert Rauschenberg e molti altri autori saranno in mostra con opere-icone come la serie delle Campbell’s Soup Can o le Nine Jackies di Warhol – che firma anche il ritratto di Ileana Sonnabend in apertura dell’esposizione – la bellissima Little Aloha e il famosissimo Hot Dog di Lichtenstein o, ancora, i celeberrimi Combine Paintings di Rauschenberg e il mitico Figure 8 di Johns. I grandi maestri della corrente pop sono presentati a Mestre insieme ad artisti loro contemporanei europei, tra cui Pistoletto, Arman, Christo e Mario Schifano e ad autori di una generazione successiva, come Jeff Koons e Haim Steinbach, che riprendono la Pop Art con un approccio concettuale.

ARRIVANO I PAPARAZZI Torino Centro Italiano per la Fotografia fino al 5 gennaio 2018

La mostra si compone di centocinquanta immagini che raccontano l’epopea della “fotografia rubata”, da La Dolce Vita a oggi, in Italia e nel mondo, dove il mondo è soprattutto, anche se non solo, quello dello scandalo e del gossip. “Sono fotografie che hanno segnato per sempre la percezione popolare dei personaggi pubblici, attori, cantanti, politici – commentano i curatori – Donne soprattutto. ‘Rubate’ dei momenti privati, quando, smessa la maschera del ruolo, ridiventano persone (quasi) qualsiasi.” In mostra, fra i Vip e le Star di ieri e di oggi, troviamo Anita Ekberg, Marilyn Monroe, Jackie Kennedy, Lady D, con scatti di famosi fotografi come Tazio Secchiaroli, Marcello Geppetti, Ron Galella, Lino Nanni e progetti fotografici di artisti contemporanei ome Alison Jackson, Ellen von Unwerth e Armin Linke.


mostre

VIVIANE SASSEN SHE Milano Galleria Carla Sozzani fino al 12 novembre

La Galleria Carla Sozzani - Fondazione Sozzani, presenta “SHE” una mostra delle fotografie di Viviane Sassen. Nata ad Amsterdam nel 1972, da più di vent’anni esplora con il suo lavoro ambiti differenti nella moda, nel ritratto, nelle arti visive, costruendo un suo personale codice visivo. Pervase da atmosfere misteriose, le fotografie di Viviane Sassen sono spesso segnate da ombre lunghe, silhouettes e contrasti netti. In bilico tra realtà e finzione, sembrano suggerire dimensioni stranianti, impenetrabili, ma che nascono dalla vita quotidiana.


PUBBLICITÀ LA NASCITA DELLA COMUNICAZIONE MODERNA 1890-1957 Mamiano di Traversetolo (Parma) Villa dei Capolavori fino al 10 dicembre Volete la salute? Bevete Ferrochina Bisleri! È il 22 giugno 1890 e sulla ‘Tribuna Illustrata’ appare il primo e più antico slogan italiano a cui ne seguirono tanti negli anni successivi come: Bianchezza dei denti Igiene della Bocca …. La vera Eau de Botot è il solo dentifricio approvato dall’Accademia di Medicina di Parigi. Fino al celebre A dir le mie virtù basta un sorriso per il dentifricio Kaliklor (1919) esito felice di un concorso aperto a tutti divenuto una pietra miliare della storia della comunicazione pubblicitaria. Da questi primi passi della storia della pubblicità prende avvio la mostra, a cura di Dario Cimorelli e Stefano Roffi, che, attraverso duecento opere

dalla fine dell’Ottocento all’era di Carosello, si pone l’obiettivo di raccontare la nascita in Italia della pubblicità dalle sue prime forme di comunicazione semplici e dirette, all’introduzione dell’illustrazione come strumento persuasivo e spiazzante per novità e per fantasia, al rapporto tra illustrazione e messaggio pubblicitario attraverso i diversi media, dal più conosciuto manifesto, alla locandina, alla targa di latta e poi al packaging della confezione, fino all’arrivo della radio come strumento di comunicazione di massa.


mostre

NEL SEGNO DI MANARA Bologna Palazzo Pallavicini fino al 21 gennaio Un’esposizione tra le più importanti mai realizzate sulla vasta e celebre produzione artistica del fumettista Milo Manara. Circa 130 opere divisein sette sezioni, che comprendono sia la sua produzione a fumetti, che il suo lavoro d’illustratore per la stampa, il cinema e la pubblicità.


CHAGALL SOGNO DI UNA NOTTE D’ESTATE Milano Museo della Permanente fino al 28 gennaio 2018 Una forma del tutto inedita di vivere l’arte, una grande emozione che mette insieme spettacolo, teatro, musica, tecnologia e arte. Nulla a che vedere con quanto già visto in Italia nelle cosiddette “mostre immersive”: una regia sapientemente costruita da Gianfranco Iannuzzi, Renato Gatto e Massimiliano Siccardi, capace di coinvolgere, travolgere ed emozionare i visitatori. In Francia, unico posto dove è stato realizzato prima d’ora questo progetto, la mostra ha avuto oltre 580.000 visitatori, e non a caso. CHAGALL. Sogno di una notte d’estate è una forma nuova di conoscenza dell’arte, forse quella che più le si addice perché le restituisce la funzione primaria che è quella di raccontare, stupire ed emozionare. Con il Patrocinio del Comune di Milano, la mostra CHAGALL. Sogno di una notte d’estate è promossa dal Museo della Permanente di Milano ed è prodotta in Italia da Arthemisia con Sensorial Art Experience. La regia è di Gianfranco Iannuzzi, Renato Gatto e Massimiliano Siccardi, la colonna sonora appositamente composta è di Luca Longobardi. La mostra-spettacolo è un viaggio per tappe, quelle della creazione artistica di Marc Chagall e della sua vita. Si snodano 12 macro sequenze: Vitebsk, piccolissimo villaggio russo in cui Chagall è nato, La vita, La poesia, I collages, La guerra, Le vetrate, L’Opéra Garnier, Daphnis e Chloé, I mosaici, Il circo, Le illustrazioni per fiabe, La Bibbia. In questo nuovo modo di fruire l’opera il visitatore-spettatore sarà in grado di percepire l’enorme densità e la ricchezza espressiva del mondo onirico di Chagall. Perché l’opera è tutta attorno, a 360 gradi, mentre il racconto e la musica procedono, parte integrante dell’opera stessa, in una nuova, emozionante conoscenza dell’arte. Forse quella che molti artisti hanno sognato e che ha come fine ultimo non solo la meraviglia e la capacità di stupire ed emozionare, ma quella di raccontare coinvolgendo l’immaginazione e i sensi dello spettatore, che diviene attore e protagonista del sogno che sta vivendo.

JOAN MIRÒ CAPOLAVORI GRAFICI Milano Deodato Arte fino al 4 novembre La mostra presenta un significativo nucleo di oltre trenta opere, tra litografie e incisioni realizzate dal grande artista. Di particolare interesse sono i lavori accompagnati da poesie di Jacques Prevert tratti dal libro a tiratura limitata “Adonies” (1975), le cui pagine originali sono esposte alla mostra


mostre

L’ITALIA DI ZAHA ADID Roma fino al 14 gennaio 2018

JAN FABRE Venezia Abbazia di San Gregorio fino al 26 novembre

La mostra presenta, per la prima volta insieme, oltre 40 opere in vetro e ossa, realizzate dall’artista belga in un quarantennio di lavoro, tra il 1977 e il 2017, che innescano una riflessione filosofica, spirituale e politica sulla vita e la morte attraverso la centralità della metamorfosi. A cura di Giacinto DI PIETRANTONIO, Direttore GAMeC, Bergamo Katerina KOSKINA, Direttore EMST, Atene Dimitri OZERKOV, Responsabile del Dipartimento di Arte Contemporanea del The State Hermitage Museum, San Pietroburgo Giacinto DI PIETRANTONIO, Direttore GAMeC, Bergamo Katerina KOSKINA, Direttore EMST, Atenedi Arte Contemporanea del The State Hermitage Museum, San Pietroburgo

Architetto tra i più influenti e visionari del nostro tempo, Zaha Hadid ha ridefinito l’architettura del XXI secolo e catturato l’immaginazione di tutto il mondo. A un anno dalla sua improvvisa scomparsa il MAXXI le dedica la mostra L’Italia di Zaha Hadid. L’esposizione intende evidenziare il suo intenso e produttivo rapporto con il nostro Paese, presentando i progetti e le opere realizzate attraverso i vari strumenti di rappresentazione, ricerca e sperimentazione da lei messi a punto nel corso della sua carriera: dai bozzetti pittorici e concettuali ai modelli tridimensionali, dalle rappresentazioni virtuali agli studi interdisciplinari più recenti finalizzati all’applicazione di nuove soluzioni e tecnologie, in uno sforzo pionieristico di indagine nella progettazione. La mostra presenta un ritratto della multiforme personalità di Hadid, sviluppando un percorso che dalle architetture realizzate o progettate per l’Italia approda al design. Lo sguardo di Hélène Binet, fotografa tra le più attente alla sua produzione nel corso degli anni, interpreta la forza e il dinamismo dell’architettura con una serie di intense fotografie che restituiscono inediti dettagli delle opere di Zaha Hadid. La costante spinta ad una ricerca interdisciplinare di nuove modalità progettuali viene inoltre presentata nelle sezioni dedicate al CoDe (Computational Design) e al ZHA Design DNA, una finestra sul lascito creativo che lo studio ha pienamente raccolto, perché, parafrasando Zaha Hadid, la sperimentazione non conosce fine.


Oltre ai progetti italiani che costituiscono la struttura portante della mostra, viene esposta una selezione di altri lavori che hanno costituito un passaggio significativo nell’evoluzione del linguaggio e della ricerca architettonica di Zaha Hadid, dagli esordi alle ultime realizzazioni ancora in corso. In questa evoluzione i progetti italiani hanno spesso rappresentato un punto di snodo e di svolta verso nuovi orizzonti di ricerca e sperimentazione. Il MAXXI ne è la prova piÚ evidente. In collaborazione con Zaha Hadid Design, Zaha Hadid Architects e la Fondazione Zaha Hadid.


FESTIVAL ORGANISTICO INTERNAZIONALE David Cassan

Ansgar Wallenhorst

Edoardo Bellotti

La presentazione del Direttore Artistico Fabio Galessi Chi l’avrebbe mai detto? Una manifestazione partita senza grandi mezzi, nata da una scommessa fra amici, in un settore fino allora considerato, a torto, di nicchia, che raggiunge 25 anni d’età! E non ci arriva col fiatone, nonostante i tempi difficili per tutti: ci arriva con il vento in poppa, sospinta da uno straordinario mix di consensi da parte di pubblico, istituzioni, sponsor e media, sia a livello nazionale che internazionale.

Non che le idee non fossero ben chiare, quella sera brumosa in un locale di Città Alta, tutt’altro, come del resto le ambizioni, forti e consapevoli. Ma se qualcuno, in quel momento, ci avesse pronosticato che saremmo arrivati sin qui, e in questo modo, avremmo davvero tutti sorriso. Invece, eccoci a celebrare in grande stile le nozze d’argento con la città di cui portiamo fieramente il nome, e di cui siamo profondamente innamorati. Essere oggi così presenti nel tessuto culturale cittadino, dopo un quarto di secolo, è per noi un risultato straordinario, d’inne-

Olivier Latry

gabile valore. Un traguardo di cui andiamo molto orgogliosi, ma che, al contempo, ci richiama alla grande responsabilità di fare in modo che questo piccolo patrimonio di cultura, conoscenza, divulgazione, amore, si preservi, e continui con intelligenza il suo percorso. Saranno forse necessarie nuove forze, magari nuovi obiettivi. Ma una cosa è certa: non mancheranno mai la passione e la qualità che hanno contraddistinto la nostra storia. Per far memoria del cammino che ha permesso di portare Bergamo nell’empireo del concertismo organistico mondiale, abbiamo organizzato un’edizione tutta


CITTÀ DI BERGAMO - 25 ANNI supported by

XXV Edition 2017 Improvisation, mon amour

Comune di Bergamo

International Organ Festival “Città di Bergamo”

PROVINCIA DI BERGAMO

Cathedral - Città Alta Friday, September 29 - 9 p.m. Olivier Latry

Notre Dame de Paris organist (J.S.Bach • F.Mendelssohn • F.Liszt • C.Debussy • G.Fauré • M.Dupré • Symphonic improvisation)

S.Maria Immacolata delle Grazie church Friday, October 6 - 9 p.m. In occasion of the exhibition ‘Lorenzo Lotto - I capolavori della Santa Casa di Loreto’, Palazzo Creberg

Geerten Liefting

First Prize winner at the 51° International Competition of Haarlem 2016 (C.Franck • G.Liefting • J.Alain • H.Andriessen • Improvisations on paintings)

Geerten Liefting

Cathedral - Città Alta Friday, October 13 - 9 p.m. Edoardo Bellotti

Eastman School of Music, Rochester (USA) professor (A.Vivaldi • G.B.Platti • P.Ricci • G.Verdi • Historical improvisations)

S.Alessandro della Croce church in Pignolo Friday, October 20 - 9 p.m. Ansgar Wallenhorst

Ratingen St.Peter and Paul Kantor (J.S.Bach • F.Mendelssohn • Improvisations on Chorales in occasion of 500° Luther Reform)

Alfredo Piatti Hall - Città Alta Tuesday, October 24 - 9 p.m. David Cassan

First Prize winner at the 25° International Competition of Chartres 2016 (Improvisation on a silent movie: ‘The Phantom of the Opera’ by Rupert Julian)

Basilica of S.Maria Maggiore - Città Alta Friday, October 27 - 9 p.m. Jürgen Essl Stuttgart Hochschule Improvisation professor (Improvisations on text: Homer’s Odyssey)

Free Entrance and under patronage of

Jürgen Essl speciale che affronta in modo sistematico ogni possibile sfaccettatura dell’improvvisazione organistica, quell’arte tanto avvincente quanto dimenticata il cui recupero in concerto è stato il ‘focus’ originale che ha reso così popolare ed amato il nostro Festival. Si andrà dall’improvvisazione libera su temi donati dal pubblico, a quella in stile, dal barocco fino al contemporaneo, passando attraverso performance ben più rare come quelle su testi letterari, su immagini, o a commento sonoro della proiezione di un film muto. Non mancherà certo il repertorio tradizionale, ma

Artistic Director: Fabio Galessi Vecchia Bergamo Associazione Culturale Tel. +39.035.213009 www.organfestival.bg.it

President:Maurizio Maggioni Secretary: Pierangelo Serra

sempre funzionale all’argomento trattato. Per far questo abbiamo richiamato alcuni fra i nomi più prestigiosi della disciplina, già presenti al nostro Festival in anni lontani ma impegnati su organi diversi, al fianco dei vincitori di due fra i più importanti Concorsi d’improvvisazione dello scorso anno. Un’edizione quindi sincretica delle 24 precedenti, che vuole suggellare la peculiarità di un Festival unico in Italia. Già, perché oggi, nel nostro paese, l’improvvisazione è tornata in auge da più

parti - e di questo non possiamo che esserne felici - ma quando partimmo noi era proprio una perfetta sconosciuta, una bella, bellissima addormentata nel bosco dell’oblio e dell’ignoranza: un’arte secolare, praticata da sempre a tutte le latitudini, totalmente abbandonata nella liturgia, nei conservatori, in concerto. Una mancanza grave ai nostri occhi, quasi incredibile. Nell’alveo di una materia come la Musica infatti, già di per sé la più effimera fra le Arti per via della sua istantaneità nel generarsi ed altrettanto nello svanire, l’improvvisazione rappresenta l’apice creativo estremo, un procedimento ogni


FESTIVAL ORGANISTICO INTERNAZIONALE CITTÀ DI BERGAMO 25 ANNI CON IL SUPPORTO DI

volta unico ed irripetibile, capace d’esprimere, ‘hic et nunc’, la genialità e l’estro di un’artista in quello specifico momento, influenzato solo dal suo bagaglio culturale, dal ‘vissuto’ personale, dal feeling con ciò che lo circonda in quell’istante, incluso lo strumento a sua disposizione. Ogni volta un qualcosa di diverso, inatteso, sorprendente, non riproducibile, stimolato da tanti fattori, la cui sommatoria è a sua volta senza possibili eguali, né nel passato, né nel futuro: un attimo fuggente ed ineffabile, affascinante e misterioso, che spesso avvicina al trascendente. Per inaugurare questa grande festa, venerdì 29 settembre, alla consolle dell’organo Corna in Cattedrale abbiamo voluto con noi uno degli artisti più famosi ed amati al mondo, Olivier Latry, titolare di ‘Notre Dame’ a Parigi. La sua presenza celebra al più alto livello la grande scuola sinfonica francese, che fa proprio dell’improvvisazione, e della trascrizione, i capisaldi insostituibili della sua tradizione. Ad una prima parte costellata da una miriade di gustose preziosità musicali, adattate all’organo da autori molto diversi fra loro per periodo e provenienza, segue una prestazione estemporanea dai contorni titanici: un’intera sinfonia in quattro tempi, improvvisata su temi dati al momento dal pubblico. Il venerdì successivo, 6 ottobre, presso la Chiesa di Santa Maria Immacolata delle Grazie, avrà luogo l’usuale concerto dedicato al giovane vincitore di Concorso (Haarlem 2016), l’olandese Geerten Liefting, il quale, grazie alla sinergia con la Fondazione Credito Bergamasco, potrà cimentarsi in un’operazione molto seducente: improvvisare sull’onda delle emozioni suscitate dalla visione di alcune opere pittoriche esposte alla mostra “Lorenzo Lotto - I capolavori della Santa Casa di Loreto”, la cui inaugurazione a Palazzo Creberg avverrà il giorno stesso del concerto. Le opere selezionate saranno due: una scelta dagli organizzatori della mostra ed una… dal pubblico! La ricca serata sarà occasione per ascoltare anche il Liefting brillante interprete - attraverso proposte di rara esecuzione come quelle di Andriessen - nonché promettentissimo compositore. Venerdì 13 ottobre si torna in Cattedrale in compagnia dell’antico organo Bossi e di un eccellente musicista italiano, che ha trovato la propria definitiva consacrazione internazionale nell’insegnamento presso la prestigiosa Eastman School of Music di Rochester (USA): Edoardo Bellotti. Splendido è il suo programma, diviso tra barocco, sette ed ottocento italiano con relative improvvisazioni nei rispettivi stili, includendo due digressioni sull’organo Corna: un’improvvisazione iniziale su un frammento Bachiano, e l’esecuzione (prima assoluta italiana) di una composizione di Hans Ola Ericsson, già nostro ospite nel 2010. Il quarto appuntamento, quello di venerdì 20 ottobre in Sant’Alessandro della Croce, prende spunto dal 500° anniversario della riforma Luterana ed è

incentrato su una delle forme musicali più utilizzate nella liturgia, il Corale. A raccogliere la non facile sfida sul monumentale Serassi di Pignolo ci sarà uno dei più geniali improvvisatori della sua generazione, Ansgar Wallenhorst, oggi Kantor a Ratingen e vivace ricercatore di nuovi sentieri espressivi. Partendo dalla Passacaglia di J.S.Bach - la cui esecuzione su questa tipologia di strumenti è già di per sé una sfida musicale - Ansgar proporrà un coinvolgente parallelismo storico-stilistico tra letteratura ed improvvisazione attorno alla forma del Corale, ispiratrice, nei secoli, di straordinarie opere musicali. Anche per David Cassan si tratta di un gradito ritorno a Bergamo. Il giovanissimo fuoriclasse francese negli ultimi tre anni, unico nella storia musicale europea, ha vinto di fila i tre più importanti Concorsi d’improvvisazione al mondo (Haarlem, St.Albans, Chartres). Quest’anno lo ascolteremo in Sala Piatti, martedì 24 ottobre, nell’intrigante ruolo di commentatore musicale di un film muto – ‘Il Fantasma dell’Opera’, di Julian Rupert - una tradizione ancora viva in tutto il nord Europa e nei paesi anglosassoni. Gran finale in Basilica di Santa Maria Maggiore, venerdì 27 ottobre, per affrontare un’altra branca dell’improvvisazione ben poco conosciuta ed esplorata, quella su testi letterari. Jurgen Essl, vero e proprio punto di riferimento oggi in Europa per l’insegnamento, musicista poliedrico, dotato di una creatività compositiva sempre sorprendente, si cimenterà con l’Odissea di Omero, uno dei testi fondamentali della cultura classica occidentale. A seguire, una spruzzata di danze su temi suggeriti dal pubblico, per concludere in modo gioioso quest’intenso mese nei meandri dell’arte d’improvvisare. A corollario del Festival avremo ancora il piacere di collaborare all’organizzazione del concerto d’inaugurazione di uno strumento significativo in provincia di Bergamo. Lo scorso anno fu per il restauro dell’antico Serassi 1737 del Santuario di Sombreno, quest’anno è per il nuovo strumento costruito da Pietro Corna nella parrocchiale di Semonte, che prenderà ufficialmente vita sabato 23 settembre alle ore 20,45 attraverso il magistero di un grande artista come Francesco Finotti. Sotto l’egida di BergamoScienza continuano inoltre le visite guidate agli organi del Duomo, l’attività divulgativa creata per illustrare da vicino, a grandi e piccini, com’è costruito e funziona un organo a canne. Cogliamo infine l’occasione del venticinquesimo anniversario per riunire in un grande abbraccio di ringraziamento tutti quelli che hanno percorso una parte del cammino, anche il più piccolo, insieme a noi. Il mio pensiero va ai nostri generosi volontari, ai dirigenti illuminati che si sono succeduti nelle tante istituzioni sostenitrici, ai parroci, ai diversi assessori, ai nostri meravigliosi sponsor. Ma soprattutto va a voi, che affollate le chiese ogni anno, e che con il vostro affetto avete dato il contributo decisivo a far sì che la scommessa fosse vinta. Ad Majora. (Fabio Galessi)


IL LAGO + ROMANTICO


Credo siano in molti ad avere ricordi molto romantici legati al lago di Endine, detto anche di Spinone, per via del nome di due Comuni che vi si affacciano e che si contendono la nomenclatura. Spesso, correttamente, viene chiamato Lago di Endine - Gaiano per via del nome di un altro piccolo specchio d’acqua che ha trovato spazio poco più a nord. È da sempre una delle bellezze naturali più incontaminate che si possono trovare nel territorio lombardo. Un paesaggio prealpino maestoso e una perla verde-azzurra incastonata al fondo di un’antica valle. Sull’altro lago, quello più grande, si andava a prendere il sole mentre su queste rive da ragazzi si veniva a sognare con la morosa caricata sul sellino della Vespa. In ogni stagione offre degli scorci che lasciano incantati e, in certi tramonti autunnali, risplende nella sua pacata freschezza con colori fiabeschi. Profondamente poetico, inesplorato… qualcuno sostiene che sia collegato al Sebino con un tunnel sottoerraneo e in effetti potrebbe davvero esserlo. I canneti che ne invadono le sponde proteggono coppiette di innamorati che non resistono al richiamo dei sensi a cui qui nessuno può sfuggire.


La sponda di sinistra salendo, quella dove passa la strada che porta fino a Lovere è decisamente trafficata e per godersi il luogo bisogna per forza fermarsi, mentre dalla parte opposta, la strada costeggia il lago in modo meno frenetico e il poco traffico vi lascia gustare la campagna e le sponde e i borghi che si incontrano dove tutti sanno che si mangia bene, ci si rilassa anche sono standolo a guardare (il lago ovviamente non il cibo…) Nessuno può fare rumore con il motore le barche solo tassativamante a remi o a vela… e il silenzio regna sovrano non appena lasciate la strada principale che vi porta fino al valico che vi immette nella valle dell’altro Lago, il Sebino che risalendo alle denominazioni latine dovrebbe derivare dal termine ansa, curva, quindi il nome deriva dalla sua forma. Mentre Spinone deve questo nome alla famosa Fonte Spina di acque molto sulfuree e conosciute fina dall’antichità per le loro capacità terapeutiche per le quali la gente veniva da fuori per rifornirsene. Gaiano è il più bello. deriverebbe proprio da allegro, giocoso, spensierato, Gahi, in lingua Sassone ma anche dal greco Gaio.

IL LAGO + ROMANTICO


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IL LAGO + ROMANTICO

Il lago, incassato nella stretta valle tra alti rilievi, ha conservato pressoché intatto l’ambiente naturale e le sue rive alternano fitti canneti, luogo di riproduzione di una ricca fauna ittica e rifugio per gli uccelli, a piccole spiagge molto frequentate nei fine settimana dai turisti che vi possono consumare la colazione al sacco in aree appositamente attrezzate. Le acque, limpide, tendono ad un caratteristico colore verde scuro e il perimetro del lago è totalmente percorribile, essendo affiancato sul lato est dalla strada che collega Monasterolo del Castello a Endine Gaiano. L’abitato e il territorio circostante non presentano sopravvivenze monumentali di grande rilievo a parte il castello medievale dei Suardi situato a Bianzano, da cui si potevano controllare i traffici sul lago. Vi si praticano gli sport d’acqua (vela, windsurf, canoa e canottaggio), e la pesca. Non è consentito il campeggio libero, né l’uso di barche a motore. Antiche mulattiere da Endine Gaiano e dalla riva destra salgono sino a Ranzanico e da qui a Bianzano. I piccoli paesi rivieraschi hanno chiesette ricche di opere d’arte. Nei giorni più freddi dell’inverno il lago si ricopre di uno strato di ghiaccio e si può percorrere a piedi e in alcuni punti con i pattini o in bicicletta (per quanto vietato dai regolamenti comunali per motivi di sicurezza). La percorribilità invernale del lago ghiacciato era sfruttata fino al XIX secolo per raggiungere da Monasterolo la riva occidentale, attraverso il punto più stretto del lago, là dove il promontorio di Monasterolo, tenuto a parco pubblico, si protende verso Spinone. Fino a qualche decennio fa era tradizione attendere che, al formarsi della crosta di ghiaccio, il parroco di Endine benedicesse la stessa prima che qualcuno osasse avventurarvisi sopra. Pare che la Curia abbia sconsigliato il parroco dell’assumersi le responsabilità connesse a tale azione e, di conseguenza, la cerimonia della benedizione del ghiaccio è stata abolita.


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Ph. Claudia Cavalleri

ANDREA DOVIZIOSO È L’UNICO PILOTA ITALIANO REALMENTE IN CORSA PER IL TITOLO MONDIALE CHE VEDE NELLE PRIME POSIZIONI SOLO PILOTI SPAGNOLI. ITALIA - SPAGNA UN DUELLO CHE DAL CALCIO SI TRASFERISCE AL MOTOMONDIALE


VAI DOVI Mentre il duello per il titolo della Moto GP ha visto restringersi la rosa dei candidati, dopo quanto capitato a Valentino Rossi, costretto a saltare San Marino per l’incidente in allenamento ben noto a tutti i suoi tifosi, il grande e fin’ora unico possibile erede di The Doctor, Marc Marquez, si è riportato in testa alla classifica raggiungendo la vera sorpresa di questo motomondiale: Andrea Dovizioso in sella alla Ducati. La casa bolognese ha indovinato quest’anno il bilanciamento tra la potenza, quasi selvaggia del motore desmo, l’assetto sospensioni-gomme e l’aerodinamica consentendo all’esperto pilota, in squadra già da qualche stagione, di cogliere al meglio il nuovo corso vincente

della Ducati, facendo meglio anche del pilota campione del mondo uscente Jorge Lorenzo al primo anno in sella alla Ducati, caduto rovinosamente nella gara di Misano, quando però stava dando la birra a tutti, Marquez compreso. Adesso che l’aggancio in vetta alla classifica è avvenuto speriamo in un controsorpasso nelle prossime gare, come quelli che siamo abituati a vedere in pista sul filo dei centesimi di secondo, all’ultima curva. Fuori dai giochi il grande 46, adesso il tifo italiano sarà tutto per Andrea, unico pilota a tenere il passo della folta schiera degli spagnoli, due sulla Honda, uno alla Yamaha oltre al tostissimo compagno di squadra.

OMBRELLINE

Vetrina su un palcoscenico mondiale la pit lane della moto GP è sempre animata dalla luminosa presenza delle ragazze che variamente sponsorizzate reggono l’ombrello sulla griglia di partenza prima del via per proteggere dal sole e dalla pioggia i piloti pronti per correre


CARS&DRIVER

SEICENTO 600 A MONTMELÓ I FESTEGGIAMENTI PER IL 60° ANNIVERSARIO DELLA SEAT 600

Porsche presenta la terza generazione della Cayenne. Questo modello di grande successo della Casa automobilistica di Stoccarda è stato completamente rinnovato e offre le tipiche prestazioni Porsche abbinate a un’eccellente praticità per l’uso quotidiano. I potenti motori turbo, il nuovo cambio Tiptronic S a otto rapporti, le nuove tecnologie di regolazione del telaio e l’innovativo sistema di visualizzazione e controllo totalmente connesso assicurano un nuovo livello di sportività e comfort. Al lancio saranno disponibili due nuovi motori sei cilindri: il turbo tre litri da 250 kW (340 CV) della Cayenne eroga 29 kW (40 CV) in più del modello precedente. Il biturbo V6 2.9 litri della Cayenne S, che raggiunge una velocità massima di 265 km/h, arriva a ben 324 kW (440 CV), un incremento di 15 kW (20 CV). Equipaggiata con il pacchetto Sport Chrono a richiesta, la nuova Cayenne S passa da zero a 100 km/h in meno di cinque secondi.

FUTURAUDI

La SEAT ha stabilito un nuovo record mondiale (GUINNESS WORLD RECORD), con il più grande raduno di 600 mai realizzato nella lunga storia del modello, lanciato nel 1957. 787 SEAT 600 (sopranominate “pelotillas”) si sono riunite nel Circuito di Barcellona-Catalonya (Montmeló) durante la cerimonia di chiusura delle celebrazioni del 60° anniversario della SEAT 600. La SEAT ha fatto un appello per rendere quest’occasione un evento di successo, e la risposta entusiasta dei fieri proprietari delle SEAT 600 non si è fatta attendere: il numero massimo di iscrizioni all’evento è stato infatti raggiunto in soli 2 mesi, e un totale di 774 proprietari e oltre 4.000 visitatori da tutto il Paese hanno preso parte al tributo che la Casa spagnola ha voluto dedicare alla vettura che ha messo la Spagna su ruote, chiudendo in bellezza la celebrazione del suo 60° anniversario. Il tutto condito, ovviamente, da una meritatissima torta di compleanno!

FERRARI PORTOFINO DEBUTTO AL SALONE DELL’AUTO TEDESCO PER L’ULTIMA GRAN TURISMO DEL CAVALLINO La Ferrari ha presentato al Salone dell’auto di Francoforte la Portofino, la nuova Gran Turismo V8 del Cavallino Rampante, che si pone al vertice del segmento con una combinazione unica di prestazioni pure e versatilità, unite a un divertimento di guida e un comfort unici. Con i suoi 600 cv e accelerazioni da 0 a 200 km/h in soli 10.8 secondi, la Ferrari Portofino è, infatti, la più potente convertibile a offrire contemporaneamente un tetto rigido retrattile, un baule capiente e una grande abitabilità, arricchita da due posti posteriori utilizzabili per brevi percorrenze. La nuova vettura, che prende il nome di una delle località più suggestive della costa ligure, da sempre sinonimo di esclusività ed eleganza, è il modello più versatile della gamma. Una Ferrari da utilizzare tutti i giorni e in grado di trasformarsi da vera coupé `berlinetta´ a convertibile capace di regalare un sound unico e un coinvolgimento nell’esperienza di guida quotidiana.


NUOVA PORSCHE CAYENNE

Con il visionario concetto di design a cinque porte Audi Aicon, il Marchio dei quattro anelli presenta una vettura a guida completamente autonoma: senza volante e senza pedaliera. Dal punto di vista del design, la quattro porte 2+2 posti osa nelle forme e nelle linee, sia per quanto riguarda gli esterni che gli interni, anticipando la visione dei prossimi decenni. Il concept Audi coniuga in modo visionario innovazioni su trazione, assetto, digitalizzazione e sostenibilità . Anche Aicon è stata progettata per funzionare in modalità esclusivamente elettrica e per percorrere distanze comprese tra 700 e 800 chilometri.


LAMBORGHINI URUS

Urus, il primo SUV di Lamborghini, è in dirittura di arrivo: il prossimo 4 dicembre sarà svelato in anteprima. Nel frattempo, le fonti Web si scatenano nel riportare indiscrezioni e anteprime in merito a quello che rappresenterà, per il marchio di Sant’Agata Bolognese, il primo concreto approccio alla mobilità fuoristrada. Un settore, quello dei veicoli di segmento “Luxury Sport Utility”, sempre più promettente soprattutto in alcuni dei mercati di primo piano a livello mondiale (USA e Cina in primis, ma anche certi Paesi del medio oriente). Di Lamborghini Urus, negli ultimi mesi sono state avanzate numerose anticipazioni: dalle caratteristiche powertrain (650 CV sprigionati dal 4.0 V8 biturbo di origine Audi, adeguatamente “riveduto” dai tecnici emiliani) alla scelta del telaio, che verrà affidato ad una piattaforma di diretta derivazione dal pianale impiegato per costituire l’”ossatura” delle cugine Audi Q7 e Bentley Bentayga. Nuove anticipazioni si avvicendano, ad aumentare l’attesa nei confronti di Lamborghini Urus: secondo “voci di corridoio”, l’imminente SUV e

miliano metterà in evidenza un’immagine in sintonia con il “family-feeling” di Casa Lamborghini. In particolare, la zona anteriore dovrebbe risentire in maniera notevole dell’influsso stilistico improntato per Huracan ed Aventador, nel quale un gioco di angoli e linee nette costruisce un appeal decisamente aggressivo. Come detto, riguardo alla motorizzazione che andrà ad equipaggiare il primo “super-SUV” di Lamborghini si tratterà del 4.0 V8 biturbo (che gli appassionati di vetture high performance conoscono bene per essere l’unità motrice di Audi RS6), dalla potenza portata nell’ordine di 650 CV.

Si tratta di un’unità ottimale, in previsione della versatilità di impiego del nuovo SUV emiliano: forse più, ad esempio, rispetto alle altrettanto performanti ma più sgarbate motorizzazioni V10 e V12 che vengono adottate, rispettivamente, da Lamborghini Huracan e Lamborghini Aventador. “Ovviamente”, il V8 di Lamborghini Urus sarà collocato in posizione anteriore, seppure è lecito ipotizzare che, per motivi di favorevole bilanciamento dei pesi, tale unità possa essere montata più verso il centro del veicolo.

ELETTRICA GO-GO Cigno, scoiattolo, cerbiatto e squaletto sono i simboli delle quattro nuove imbarcazioni “GoGo” prodotte dalla startup trentina GardaSolar e inaugurate sul Lago di Moleve. Ma queste non sono imbarcazioni normali. Invece che gasolio di origine da fonti fossile il motore (elettrico) è alimentato da un pannello solare in grado di generare 320 watt. Una barca quindi ad emissioni zero, rispettosa dell’ambiente e degli animali, visto che oltre a non inquinare l’aria, non avendo vibrazioni rispetta la quiete di pesci e uccelli. È realizzata in polietilene, un materiale riciclabile al 100%, e presenta sedute ampie poste come in un salottino. L’imbarcazione è mossa da un motore elettrico alimentato con batterie, eventualmente integrabile con un sistema fotovoltaico. La velocità che raggiuge è di 5 nodi, 3 nodi quella di crociera. L’autonomia della batteria può variare dalle 3 ore alla giornata completa. Per quanto riguarda le imbarcazioni presenti a Molveno, il consumo è di circa 400 watt all’ora.


franciacorta

in collaborazione con: Dispensa Pani e Vini Cantina Mosnel Cantinc Ca’ del bosco Cantina Ferghettina Cantina Majolini Cantina Bersi Serlini Cantina Bellavista Cantina Castello di Gussago Distillerie Franciacorta Cantina Villa Crespia Cantina Contadi Castaldi

FESTIVAL IN CANTINA 2017 REPORTAGE FRANCIACORTA: CINQUANT’ANNI

DOC

IL CONVEGNO FRANCIACORTA 2017


FESTIVAL IN CANTINA 2017

Lo starter è scattato la sera di venerdì 15 settembre con l’evento organizzato dalla “Dispensa Pani e Vini” a Torbiato sotto il porticato del complesso Umberto I°. Tanti visi sorridenti, una carrellata dei prodotti di moltissime cantine, parecchi i bicchieri degustati di “Franciacorta” che con le sue bollicine ha scaldato anima e corpo in una serata in cui l’aria era piuttosto frizzante.


IL 16 E 17 SETTEMBRE SONO LE DATE DURANTE LE QUALI IL “FESTIVAL IN CANTINA” È RITORNATO ALLA RIBALTA NEL TERRITORIO DELLA FRANCIACORTA. LA SUA ECO GIUNGE ORMAI LONTANA ARRIVANDO A COINVOLGERE CULTORI DELL’ECCELLENZA DEL PRODOTTO, AMANTI DEL “BON VIVRE “ E TURISTI STRANIERI. L’AFFLUSSO ALLE CANTINE È STATO DAVVERO STREPITOSO.

Gli esordi di sabato sono stati sotto una fastidiosa pioggia e nebbia che faceva tornare alla memoria l’antica e bellissima poesia di Carducci San Martino: “La nebbia agli irti colli piovigginando sale......dal ribollir dè tini va l’aspro odor de i vini”. Immersi in questo clima più autunnale che estivo la visita alle cantine è iniziata. L’eccellenza del prodotto Bio gustato alla Cantina Mosnel ci ha condotto a conoscere la realtà di una azienda che ha convertito, a partire dal 2014, la sua coltivazione viticola da tradizionale a biologica L’attenzione sull’impiego dei prodotti “fito” per la produzione delle uve qualifica in maniera inequivocabile la qualità del Mosnel.


FESTIVAL IN CANTINA 2017

Il viaggio è continuato alle Cantine Ca’ del Bosco la cui indiscussa fama mondiale non ha bisogno di ulteriori parole. La visita ci ha regalato l’occasione di ammirare splendide opere d’arte inserite in maniera armonica nei locali adibiti alla lavorazione e trasformazione dell’“uva”. La cantina sviluppata su più livelli si articola in ambienti nei quali la storia e la tecnologia trovano un perfetto connubio.


Passando in cresta alla collina si arriva alla cantina Bellavista. Rimaniamo affascinati dall’imponente “toro rosso” e dalla maestosa “altalena arancione” che sovrasta la sala delle barrique. I tunnel scavati sotto la collina esaltano i sentori propri della vinificazione. La visita ha avuto come coronamento lo show cooking dello chef Roberto Proto del ristorante “Il saraceno” che ha proposto il suo “Risotto in un paesaggio marino”: sapori incredibili accostati a dei superbi Franciacorta Bellavista.


FESTIVAL IN CANTINA 2017 A pomeriggio inoltrato ci ha accolto la Cantina Ferghettina traboccante di visitatori serviti sotto il portico della nuova struttura di recente realizzazione. Un’esperienza gastronomicamente interessante è stata la “verticale” nella quale si confrontano bottiglie dello stesso vino in annate diverse abbinate ad una selezione di carni.


Tra le tante cantine a conduzione più familiare la cantina Majolini ad Ome emerge per la peculiare attenzione all’arte contemporanea. All’arrivo un timido raggio di sole ha illuminato le due sculture poste all’ingresso: I cavalli innamorati di Aligi Sassu e la coda di balena di Mattia Trotta. All’interno il percorso in cantina è scandito dalla mostra delle grafiche giapponese di Tomoko Nagao e dell’esposizione dei Kimono da cerimonia. Il Franciacorta Majolini ha incontrato la cucina giapponese nella cena curata da Chiki Takashima private chef nata a Tokio.


FESTIVAL IN CANTINA 2017

Al Tramonto la Cantina Bersi Serlini si annuncia sin dal vigneto di accesso con musiche e festoso rumore di sottofondo. Accomodati su sedute di vario tipo: panche, sedie, bancali sovrapposti, la corte interna è animata da visitatori di diversa età. I più giovani erano nei passeggini. Spicca all’interno il tavolo più lungo della Franciacorta. L’ingresso esplosivo del “Biondo atomico” alias lo chef Andrea Mainardi coinvolge la proprietaria in un brindisi collettivo lanciato ai presenti salendo sopra un tavolo. La nostra serata si conclude sotto una pioggia che riprende a cadere implacabile!


Eccoci a domenica mattina. L’appuntamento è a Erbusco con artisti improvvisati e amatoriali per dare vita ad “un chilometro di tela”, installazione artistica sviluppata all’interno della vigna di Palazzo Lechi, promossa dalla Cantina Bellavista in collaborazione con Palazzo Reale e l’Accademia di Brera.


FESTIVAL IN CANTINA 2017

Anna e Roberta Gozio delle “Distillerie Franciacorta” e Cantina Castello di Gussago:La Santissima, ci propongono sia l’esclusivo tour della distilleria presso l’antico borgo San Vitale di Borgonato, sia la visita alla Cantina. Tra nuovi e storici alambicchi appare una gigantografia del famoso enologo e gastronomo Luigi Veronelli che con un suo sguardo domina la sala di degustazione. La selezione dei vini Franciacorta prodotta dalla Cantina completa in modo raffinato il progetto di “bere in modo consapevole” sostenuto dall’adesione al progetto Ita.ca.


FESTIVAL IN CANTINA 2017

Gli impianti di Villa Crespia ci raccontano di una volontà imprenditoriale su larga scala che prevede una produzione vinicola importante. La prospettiva, a lungo termine, è di raggiungere significativi risultati nell’imbottigliamento, con l’obiettivo di incrementare ulteriormente l’esportazione, che già rappresenta una quota significativa del fatturato aziendale, senza perdere di vista la qualità di un Franciacorta d’eccellenza.

Finale scoppiettante nell’ultima cantina visitata. Siamo ad Adro presso Cantina Contadi Castaldi, all’ingresso volti giovani e sorridenti. La visita all’interno dei cunicoli di quella che fu la fornace Biasca, nucleo originario della cantina, è ricco di fascino. Approdati al termine nello spazio interno denominato “La piazza”, sopraelevato rispetto al livello d’ingresso, siamo piacevolmente catapultati in un universo giovane ed effervescente. La console del deejay diffonde una musica di sottofondo che scalda l’ambiente arricchito dalla presenza di food track per street food. L’atmosfera si completa con l’abbondanza di calici di Franciacorta serviti e degustati sullo sfondo di un tramonto di un weekend da ricordare.


FESTIVAL IN CANTINA 2017


50 ANNI DOC IL CONSORZIO FRANCIACORTA CELEBRA I CINQUANT’ANNI DELLA DENOMINAZIONE D’ORIGINE CONTROLLATA IMMAGINANDO IL PROPRIO DOMANI E QUELLO DELL’INTERA FRANCIACORTA.

#FRANCIACORTA2027 Il Consorzio Franciacorta ha celebrato i cinquant’anni della denominazione d’origine controllata immaginando il proprio domani e quello dell’intera Franciacorta. La ricerca condotta con il sociologo Domenico De Masi, presentata al convegno svoltosi presso l’Albereta il18 settembre scorso, ha tracciato le prospettive da qui al 2027. Moderato da Maria Latella, al convegno hanno preso parte, oltre al Presidente del Consorzio Vittorio Moretti, gli imprenditori Andrea Illy (presidente Altagamma) ed Oscar Farinetti (fondatore e ideatore di Eataly), i docenti Roberta Garibaldi (Università degli Studi di Bergamo) ed Andrea Rea (Università Bocconi di Milano), i giornalisti Federico Quaranta (Decanter - Rai Radio Due) e Karin O’ Keefe (Wine Enthusiast). In rappresentanza delle istituzioni, il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni.Tra il pubblico l’Assessore regionale al territorio Viviana Beccalossi, numerosi sindaci ed imprenditori del settore vitivinicolo. Come sarà la Franciacorta fra dieci anni? Ci saranno sicuramente i vigneti, ci saranno le cantine e ci sarà il Lago d’Iseo. Ma in più ci saranno turisti e percorsi enogastronomici e ci sarà il biologico. Non si tratta di ipotesi, ma per Domenico De Masi è una certezza basata su dati, impressioni e intuizioni di chi il Franciacorta e la Franciacorta li vive ogni giorno. I vigneti, secondo il presidente del Consorzio Vittorio Moretti, hanno ridisegnato non solo il mercato, ma l’intero territorio e le persone che lo abitano. Oscar Farinetti, fondatore di Eataly è altrettanto certo che in vent’anni il mercato del vino è destinato a raddoppiare o a triplicare, toccando paesi ad oggi irraggiungibili. È la motivazione per cui il Franciacorta, deve trovare un modo per distinguersi fra la tutti. A dirlo è Andrea Illy, presidente della Fondazione Altagamma, infatti, punto di forza degli italiani è la cultura del progetto. Nel 2027 il Franciacorta sarà di altissima qualità, biologico ed avrà un forte valore simbolico per gli estimatori del buon bere. Il vino, sarà conosciuto anche da quel 12% di consumatori che, secondo un sondaggio di Federico Quaranta, oggi non sa cosa sia. Il futuro è imprescindibilmente turismo e riqualificazione del territorio. Le cantine organizzeranno visite sette giorni su sette e la collaborazione con la popolazione e le altre attività sarà finalmente una realtà. Secondo Roberto Maroni, la Franciacorta ed il Lago d’Iseo possono puntare a successi come quello ottenuto nel 2016 da The Floating Piers di Christo che ha totalizzato oltre un milione di visite. La Franciacorta è un’area turistica, anche se ancora non lo sa: lo stop al consumo di suolo e la riqualificazione del costruito esistente sarà il motore che ci permetterà, nel 2027, di trascorrere le vacanze tra le vigne, alternando bagni nel lago, visite alle dimore storiche e degustazioni di Franciacorta, ovviamente bio. (FG)


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ANDY CAMICIE Camicie che passione!!! Parte da qui il mondo di Andy Shirt, un concentrato di ricerca sia nei tessuti che nella particolaritĂ dei tagli sartoriali realizzati, capaci di dare vita a pezzi unici ed inimitabili. Righe, pois, jaquard e tanto altro ancora per realizzazioni da amare al primo sguardo. Andy Shirt via Suardi, 67 Bergamo tel. 335.7679176 facebook: andyshirts.bergamo


BEAUTYboutique Orologio per passione, meglio se in versione gold, Nixon

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Il mood perfetto per questo inverno 2018: abito lungo con lavorazioni e applicazioni oro, Stella McCartney

Rosa o cammello? A voi la scelta! L’importante è averlo!!! Lo special hat firmato Virginie Maison

Preziosi e ricercati. Sono i gioielli in perle e brillanti di Miu Miu

Tronchetto in broccato con tacco in rettile. Una delizia per gli occhi firmata Dolce & Gabbana

Stile anni 70 per un outfit degno di nota, Ottodame


È la tendenza più tendenza d’inverno. Lo stilvaletto con tacchetto curvato in tulle lavorato. Plumetis

“All I Need is Love” così dicono Dolce & Gabbana. E noi ci crediamo. Borsa red con scritte fall/ winter Dolce & Gabbana

Bottoni, paillettes e fiori: un mix di dettagli sul bomber trapuntato firmato Dolce & Gabbana

BEAUTYboutique Pezzi tendenza in un solo outfit: camicione a fiori, gonna lunga effetto lucido, pelliccia, stivaletti laminati, Tutto So Allure

Elegantemente Dior. La borsa con impunture e tracolla. Maison Dior Fiori, geometrie e parole insieme in un mood unico firmato Gucci

Anche per LUI: il bomber trapuntato con stampa decò Pierre Louis Masciale

Super tendenza, l’eco pelliccia rosa, da portare con tutto, dai jeans al vestito lungo a fiori. Un po’ anni 70, ma senza dubbio cool. Miu Miu


BEAUTYboutique Riga non amour: è una delle stampe più gettonate dell’anno. Per essere sempre cool ad ogni ora. Space Style Concept

Un po’ college, un po’ tennis ma sicuramente di tendenza. Abito a maniche lunghe Miu Miu

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Colore, colore e colore: l’abito lungo verde smeraldo unico, prezioso, très chic. Miu Miu

Preziosi e ricercati. Sono i gioielli in perle e brillanti di Miu Miu

La ciabatta esce di casa e prende il sopravvento nello street style. Meglio se in pelo antifreddo. Chiara Aggressiva al punto giusto e ricercata in ogni minimo dettaglio. Gucci Da portare sopra abiti, jeans o… quello che vuoi!!!! La sciarpa pop firmata Marella

Il pantalone più chic? Alla caviglia, con inserti laterali e calza a contrasto. Una proposta Pto Torino


DOCTOR MARTY

MISS BERGAMO Martina Dellamuzia, eletta Miss Bergamo 2016 e attualmente ancora in carica, mercoledì 20 settembre si è brillantemente laureata Dottoressa in Scienze Psicologiche presso la relativa facoltà dell’Università Bergamo a dimostrazione che l’avvenenza fisica può benissimo andare

a braccetto con l’intelligenza. Marty, questo il diminutivo con cui la conoscono gli amici, è nativa di Gorle e da grande vorrebbe fare la criminologa. Qui festeggia con amici e parenti presso il ristorante “Le Fontane” di Sale Marasino”.

ph. Eleonora Patti


LOVERE HA RICORDATO MARIO STOPPANI UNO DEI SUOI CITTADINI PIÙ ILLUSTRI: HA CONTRIBUITO IN MODO SOSTANZIALE AL PROGRESSO DELL’AVIAZIONE

L’AVIATOR DEL LAGO


Una storia, quella di Mario Stoppani, quasi romantica, dominata dalla grande passione per il volo e per il perfezionamento nella costruzione di aeroplani. Classe 1895, era nato a Lovere, fin da giovanissimo dimostrò particolare passione per la meccanica e, in quei primi anni del Novecento, per tutto ciò che riguardava la nascente aeronautica. A quindici anni lavorava già in una officina e non vedeva l’ora di crescere per diventare un pilota di aerei. Al compimento del 18° anno si arruolò volontario nel Corpo degli Aviatori del Regio Esercito affascinato dai grandi progressi compiuti dall’aviazione militare in quegli anni. Nel 1915, alla vigilia della Grande Guerra viene inviato alla scuola di volo sul campo di San Giusti vicino Pisa iniziando l’addestramento su un monoplano Bleriot. Dopo sei mesi consegue la nomina a pilota d’aeroplani e viene assegnato alla 3a Squadriglia da ricognizione con base vicino ad Udine, la quale aveva in dotazione i Macchi Parasole. Il sogno di Stoppani era però di poter pilotare aerei da caccia e il suo sogno si concretizzò quando grazie alle sue doti, all’abilità dimostrata e alla preparazione tecnica venne nominato pilota istruttore a Cascina Malpensa e, nel maggio del 1916, trasferito alla 76a Squadriglia da caccia dotata di aerei Nieport “bebè” stanziata tra Veneto e Friuli. Su quell’aereo Stoppani ebbe modo di dimostrare tutta la sua abilità abbattendo ben sei aerei nemici ottenendo due medaglia d’argento e il grado di sergente. Anche grazie a questi successi la sua carriera di pilota da caccia appena iniziata ebbe una svolta imprevista. Lo stato maggiore dell’Esercito decise di “prestare” il giovane pilota agli stabilimenti dell’Ansaldo, impegnata nella costruzio-

ne di nuovi e modernissimi aerei per la nascente aeronautica militare. In breve tempo non solo il suo talento come pilota ma soprattutto la sua preparazione tecnica ne fecero il capo collaudatore che tenne a battesimo innumerevoli modelli che andavano a rinforzare la potenza aerea italiana. Nel corso della sua vita professionale non smise mai di amare il volo. Dopo gli anni da collaudatore fondò una scuola di pilotaggio, per poi tornare come collaboratore presso le più importanti aziende italiane costruttrici di aeroplani di quegli anni impegnate in un’accesa competizione ampiamente finanziata da chi si preparavano alla guerra. Dopo la seconda Guerra Mondiale contribuì con il suo lavoro alla messa a punto di molti idrovolanti che lui stesso pilotava alle manifestazioni aeree alle quali partecipava sempre di persona alla cloche dei suoi veivoli.


FRECCE SU LOVERE


SHOW AERONAUTICO IN RIVA AL LAGO D’ISEO PER LA 15A EDIZIONE DEL MEMORIAL DEDICATO A MARIO STOPPANI

Non poteve esserci modo migliore di un passaggio della Pattuglia Acrobatica Nazionale per suggellare le manifestazioni organizzate a Lovere e sull’alto Sebino per ricordare il grande aviatore Mario Stoppani. Ad attendere le frecce Tricolori erano più di diecimila persone con il naso all’insù sul lungo lago della cittadina che gli ha dato i natali. Oltre alle attesissime Frecce arrivate sula lago dopo aver sorvolato la pista dell’Autodromo di Monza in occasione del Gran Premio di Formula 1, tutta la giornata ha visto avvicendarsi in splendide acrobazie aerei, elicotteri ed idrovolanti che hanno rinnovato il tradizionale appuntamento di fine estate con gli appassionati del volo. In queste pagine, nelle eccezionali immagini di Andrea Capoferri che ringraziamo per questo contributo, i momenti salienti della manifestazione.


Da alcuni anni, quando possibile, le esibizioni della Pattuglia Acrobatica Nazionale si chiudono con la formazione al completo che disegna nel cielo un tricolore lungo cinque km mentre dagli altoparlanti a terra la voce di Luciano Pavarotti intona il finale di Nessun dorma per l’intera durata del passaggio. La prima realizzazione di questa manovra avvenne a Pratica di Mare (Roma) durante la cerimonia di addio all’F-104 Starfighter e questo valse alle Frecce Tricolori il record mondiale per la bandiera nazionale più lunga mai realizzata. Anche per questo motivo, l’8 settembre 2007, sfrecciando nel cielo di Modena, le Frecce Tricolori resero omaggio a Pavarotti del quale si era appena svolto il funerale. Solo i migliori piloti accedono alle Frecce Tricolori: ogni anno se ne selezionano uno o due scelti tassativamente tra chi ha più di 1.000 ore di volo, e una volta entrati devono seguire un programma addestrativo d’inserimento graduale.


FRECCE SU LOVERE


FRECCE SU LOVERE

Alla manifestazione ha partecipato la sqaudriglia acrobatica Blu Circe nata nel 1997 grazie alla passione ed intraprendenza dell’attuale Leader Francesco Martone a cui si affiancó Raffaele Lizzi. Successivamente a Raffaele subentró Giampaolo Locatelli finché nel 2002 i componenti della Pattuglia divennero quattro con l’alternarsi di Massimo Petrolo, Stefano Maggi, Massimo Belloni, Roberto Zomparelli, e l’attuale N°2 Tommaso Raponi. A partire dal 2007 la Blu Circe che risulta essere tra le Pattuglie piú attempate del pianeta, ha adottato l’attuale composizione: N°1 Leader: Francesco Martone - classe 1947 N° 2 Right wing: Tommaso Raponi - classe 1954 N° 3 Left wing: : Gianfranco Siotto - classe 1940 N° 4 Slot: Bruno Servadei - classe 1941


POLITICANDO

SOGNO DI UNA NOTTE D’ESTATE

Ogni estate porta con sè delle riflessioni perché si ha più tempo per pensare, fantasticare, trasformare alcuni progetti in realtà; ma poi, come un’onda, tutti i buoni presupposti si infrangono al termine del loro percorso, potremmo dire di... sublimazione. Nuovi amori nascono sotto il sole e tanti altri finiscono perché ci si rende conto che è meglio la libertà della sopportazione. Statisticamente anche i rapporti lavorativi si interrompono durante l’estate e poi a settembre si riprende a nuova vita. di Maurizio Maggioni Un ciclo “circadiano” espanso direi, dettato sia info@mauriziomaggioni.it dalla meteorologia sia dagli astri, oltre che dagli ormoni, ma soprattutto da quelle spinte compulsive interiori che ognuno di noi ha. Infatti, sino a qualche anno fa, dopo le vacanze ci si aspettava un autunno caldo con crisi sindacali che culminavano ad ottobre in previsione dei rinnovi dei contratti di lavoro, per l’adeguamento della scala mobile, ma soprattutto perché ci si preparava ai cambi di governo che avrebbero integrato quello vigente, solitamente detto “balneare” . Oggi non è più così, non si va a votare per non cambiare l’organico parlamentare, i governi tirano a campare con governi ombra non dell’opposizione, bensì della stessa maggioranza. Non si capisce più nulla ma in questo strano contesto i dati economici migliorano, come quando non vi sono governi (si veda la Spagna nei 2 anni di assenza dell’esecutivo). Che sia meglio non averne, di governi, e lasciare che un qualcosa di non ben identificato decida per noi, oppure trovare la forza di fare un vero Governo che prenda decisioni serie per il proprio Paese? Un dilemma al quale personalmente rispondo che è sempre meglio un governo democraticamente eletto, che può anche sbagliare, ma che governi, piuttosto che questo tirare a campare. Ho sognato, ribadisco sognato, che il primo settembre in un piccolo paesino vicino all’Aquila, se non sbaglio si chiamava Campo Imperatore, casualmente si incontravano Renzi, Berlusconi e Grillo, che con alcuni loro amici avevano deciso dapprima di visitare i luoghi danneggiati dai vari terremoti di questi ultimi anni e poi di rilassarsi sui monti adiacenti facendo lunghe passeggiate meditative. Una sera, dopo una buona cena a base di pietanze locali annaffiata da un buon Otto Skorzeny (1908 – 1975) è stato un vino, i tre insieme, cominciavano a cantare le soldato della Germania nazista, acquistò canzoni degli Alpini una dopo l’altra, scaldangrande notorietà durante la seconda dosi, abbracciandosi, sentendo dentro di loro quell’amore per la Patria che gli stessi Alpini guerra mondiale per aver partecipato alla portavano dentro quando morivano a Capoliberazione di Mussolini dalla sua prigionia retto, sul Don, sull’Adamello ma, soprattutto, del Gran Sasso nel 1943 nei loro cuori quando, ogni volta che serve loro ci sono, per il bene di tutti, senza interessi di parte, nella ricostruzione dopo terremoti o inondazioni, nelle missioni di pace, nei deserti

di mezzo mondo, sempre in prima linea per il bene di tutti. Ecco, ad un certo punto il Lombardo, il Toscano ed il Ligure, decisero che era giusto il momento di cambiare tutto, per il bene dei loro figli e nipoti, ma soprattutto perché era giusto scrivere un nuovo capitolo della Storia d’Italia. Diedero vita ad una Nuova Costituente, lavorarono sodo sia loro sia le delegazioni parlamentari. Il primo gennaio, ancora in odore di feste, le Camere in sessione plenaria, votarono a larga maggioranza le riforme che obbligavano il Governo a favorire una “Grande Coalizione” nel caso nessuno alle elezioni riportasse una percentuale pari al 45% degli elettori. Si prevedevano così governi stabili con elezioni in senso maggioritario corretto dalle coalizioni e due Camere diverse per competenze. Un Presidente della Repubblica eletto dalle Camere congiuntamente ai Presidenti delle Regioni e ai Sindaci dei Capoluoghi di Provincia. Camere, Governo, Presidente della Repubblica, con competenze e poteri specifici ma diversi tra loro. La magistratura con carriere separate e il riordino dei ministeri per reali competenze in numero massimo di 10. La burocrazia dei “mandarini” soggetta alla meritocrazia e alla competenza specifica. Gli eletti alle camere pagati onorevolmente e con contribuzione pensionistica identica al lavoro dichiarato prima dell’incarico e null’altro. Ecco, sembrava un sogno invece era realtà, tutti erano felici, si fecero i festeggiamenti del caso, anche il Papa disse la sua, ma fu l’ultima ingerenza nella politica italiana, avendo la nuova costituzione ben definito i ruoli tra Religione e Stato, oltre i patti Lateranensi firmati da Mussolini prima e da Craxi in seguito. Ero felice, anche la RAI era stata totalmente revisionata, si trasmetteva musica, ballavo con le mie bambine e alla più grande dicevo: “Hai visto Rosamarina? Ad aprile, compirai 18 anni e potrai votare, potrai scegliere per il tuo futuro... noi vecchi più di così non potevamo fare...”. Poi di colpo un sudore freddo mi colse, mi risvegliai e pensai che se ciò non fosse avvenuto i giovani al pari delle mie figlie avrebbero avuto il diritto di chiedere il disconoscimento della patria potestà. A me non rimaneva altro che andar con tutto il Popolo Sovrano a presidiare Campo Imperatore per far sì che la Merkel non mandasse un nuovo Otto Skorzeny (vedi foto e nota a lato) con gli alianti a liberare quei tre disgraziati che ben più danni stavano facendo di colui che nella storia passata era stato definito l’Uomo della Provvidenza. Diceva Freud che i sogni vanno interpretati ed analizzati, per questo ho già chiesto un incontro ad un collega psicologo, sperando che possa aiutarmi e non mi rimandi all’osservazione di uno psichiatra.


PER COMUNICARE USIAMO LA ZUCCA…

NON SOLO AD OTTOBRE

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