Qui Bergamo n.ro 309

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ACCADEMIA CARRARA 1^ IN ITALIA

AL CONCORSO ART BONUS 2024 AMBASCIATORI DI DONIZETTI

LILIANA DONATO: MOBILITÀ E SOSTENIBILITÀ

CHRISTOPHE SANCHEZ MARCO POLETTINI

GLI ACCHIAPPATURISTI

REFLECTIONS ON LAKE ISEO 61° FESTIVAL PIANISTICO INTERNAZIONALE A2A, UN PIANO PER LA GENITORIALITÀ

WELCOME TO VW NEXT GEN

I NUOVI PARCHEGGI DI VIA PORTA DIPINTA

AUTOTORINO PRESENTA ‘TRIBUTO ITALIANO’ COLPACK, PIÙ FORTI PER CRESCERE

STEFANO CAGLIONI, L’INAFFERRABILITÀ DELL’ARTE STRISCIA DI GAZA, CESVI C’È IN COPERTINA

GIORGIO GORI E LAURA CASTELLETTI

INAUGURANO LA CICLOVIA TRA BERGAMO E BRESCIA

CMP BERGAMO ANNO 32 - N° TRECENTONOVE - APRILE 2024 - € 5 STUDIO MEDICI ASSOCIATI BERGAMO PRIMA LA SALUTE
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ACCADEMIA

CARRARA 1^AL

CONCORSO ART

BONUS 2024

AMBASCIATORI DI DONIZETTI

LILIANA DONATO, DIRETTRICE DI ATB: MOBILITÀ E SOSTENIBILITÀ IN COPERTINA

Vito Emilio Filì

Elezioni Comunali: Carnevali - Pezzotta

Bella lotta....

Quella che si va delineando in città è una sfida importante per il futuro di tutti. Elena Carnevali candidata per il Centrosinistra e Andrea Pezzotta per il Centrodestra. Quest’ultimo è l’uomo nuovo uscito un po’ a sorpresa, con il mantra del cambiamento, dal cilindro di Franco Tentorio, in barba a chi pretendeva candidature più marcatamente politiche specie in Forza Italia.

GIORGIO GORI

E LAURA CASTELLETTI

SI INCONTRANO A METÀ DELLA

CICLOVIA BRESCIA BERGAMO

D’altro canto la continuità di un’amministrazione di Centrosinistra che, guidata da un manager non politico, ha saputo cambiare il volto di Bergamo sotto innumerevoli aspetti che abbiamo in qualche modo riassunto sul numero scorso (le 50 cose fatte in 10 anni).

Questo depone a favore di Elena Carnevali, storica esponente del Partito Democratico, in politica da 25 anni, con un trascorso nelle file del volontariato. È stata a Palazzo Frizzoni sia in Giunta, come Assessore ai Servizi Sociali nell’amministrazione di Roberto Bruni, sia all’opposizione. Viene per due volte eletta in Parlamento dove si fa conoscere per l’impegno in importanti battaglie sociali come, ad esempio, la legge “dopo di noi” per la tutela di orfani portatori di gravi handicap.

BG-BS INTERVISTA ALLO SPECCHIO CHRISTOPHE SANCHEZ (VISIT BERGAMO)

MARCO POLETTINI (BRESCIA TOURISM):

GLI ACCHIAPPATURISTI NELL’ANNO

DOPO LA CAPITALE DELLA CULTURA

Dopo due legislature in Parlamento, anche per via della riduzione del numero dei parlamentari, viene candidata in un collegio dove nessuno la conosce e non viene rieletta.

EVA GEVORGYAN

ALL’APERTURA DEL FESTIVAL PIANISTICO INTERNAZIONALE BRESCIA BERGAMO

Dal giorno successivo il suo nome circola come la più carismatica pretendente a succedere a Giorgio Gori, con buona pace di Sergio Gandi, vicesindaco e, fino ad allora, quotatissimo futuro primo cittadino.

Elena Carnevali ha capacità di ascolto e di sintesi, la politica è il suo mestiere, si dimostra sempre molto affabile e dalla sua ha anche il vantaggio di genere, visto che in molti luoghi chiave oggi vengono elette sempre più donne. Sarà anche solo una tendenza ma se vi guardate intorno, lontano o vicino, troverete tantissime donne con cariche prestigiose.

Inoltre, la sua investitura da parte del protagonista assoluto della scena cittadina degli ultimi dieci anni, che l’ha indicata come ideale prosecutrice dei progetti già in cantiere, è tanta roba... Molto del resto è stato già messo nel “sacco” e alla nuova amministrazione toccherà per forza di cose andare comunque nella direzione intrapresa dalla premiata ditta Gori-Zenoni-Valesini visto che il Piano Regolatore è stato blindato nei giorni scorsi e il mega Master Plan di Porta Sud lo è già da tempo… con un partner sempre più presente sulla scena cittadina e sempre più giallo.

Contro l’ipotetica Sindaca c’è il vento, che a livello nazionale, tira da destra. Inoltre, si verifica la concomitanza con le elezioni europee che a livello mediatico sovrasteranno quelle locali e potrebbero portare acqua al mulino della concorrenza, cioè dell’avvocato Andrea Pezzotta che con un coraggio da leoni e un aplomb che più british non si può, ha accettato, sicuramente sotto tortura psicofisica, di raggruppare ciò che resta del centrodestra cittadino, ancora intento a leccarsi le ferite dopo le due dure lezioni inferte da Giorgio Gori... (segue a pagina 43)

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PROTAGONISTI

NOVITÀ IN CASA

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PRESENTATE AL GRES-ART 671 DI VIA SAN BERNARDINO

BANCA VALSABBINA AL FIANCO DI ERRE ZETA

I NUOVI PARCHEGGI DI VIA PORTA DIPINTA

AUTOTORINO

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ITALIANE DENOMINATO PRESS SERVICE SIAMO

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DI STEFANO CAGLIONI

ROBERTO VIGNOLA: STRISCIA DI GAZA, IL CESVI C’È

ITALIANO SULLA GENTILEZZA

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DORMIRE CON IL CANE

Un francobollo di poesia

RUIT HORA

Domani vedrai, domani vedrai il lucore dell’iridescenza

ripeti al pellegrino assetato di assoluto quando già fugge l’ora e si consuma il futuro. Quando ormai ogni dopo sembra confinare nel nulla i bagliori e i lustri delle gemme più preziose.

Nel giusto ritmo del cosmo dove ancora respira la natura rivive invece il ciliegio e sfida la gravità della terra tra l’esultanza dei prati. Con i suoi rami festosi liberi dal peso del profitto è grato alla transitorietà del cielo effuso nella luce di primavera.

Benito Melchionna - aprile 2024

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ACCADEMIA CARRARA PRIMA IN ITALIA AL CONCORSO ART BONUS

ACCADEMIA CARRARA VINCE IL CONCORSO ART BONUS 2024

NELLA CATEGORIA “BENI E LUOGHI DELLA CULTURA” CON UN NUMERO STRAORDINARIO: 26.585 VOTI. UN TRAGUARDO COLLETTIVO RAGGIUNTO GRAZIE AI TANTI SOSTENITORI E AMANTI DELL’ARTE. UNA VITTORIA CHE È MERITO DELLE TANTISSIME PERSONE CHE HANNO DIMOSTRATO AFFETTO, AMMIRAZIONE E APPARTENENZA VERSO ACCADEMIA CARRARA E, IN PARTICOLARE, AL PROGETTO DI RIALLESTIMENTO PROTAGONISTA DEL 2023

Giunto alla sua ottava edizione, il Concorso Art Bonus 2024 è una iniziativa del Ministero della Cultura (MiC) e di ALES S.p.A in collaborazione con Promo PA Fondazione. Istituito nel 2016, Art Bonus prevede un credito d'imposta per le erogazioni liberali in denaro con il fine di sensibilizzare i cittadini del paese a sostenere le istituzioni culturali e a diffondere la cultura della donazione a favore di importanti progetti nell'ambito della cultura. Ogni anno sul portale governativo Art Bonus vengono selezionati i progetti che nell’ultimo anno hanno chiuso con successo una propria raccolta fondi Art Bonus. I partecipanti vengono successivamente inseriti nella pagina del sito dedicata al concorso dove avvengono le votazioni nella prima fase, cui segue una finale sui canali social di Art Bonus. L'edizione 2024 ha coinvolto 381 progetti, 40 dei quali hanno partecipato all'ultima votazione sulle pagine Facebook e Instagram, per un totale di 224.239 voti.

“Vincere un premio nazionale è di grande soddisfazione. Più ancora lo è constatare i due aspetti che, a mio parere, lo motivano. Il primo è che Fondazione Accademia Carrara ha costruito una rete di donatori mecenati autentica, robusta e partecipe alla vita del museo. Il secondo sta nei numeri altissimi della vittoria. Questo museo è amato. In questi anni abbiamo costruito intorno a lui una rete di relazioni e amicizie che qui vivono progetti e azioni con adesione direi familiare, da team coeso. La Fondazione che guida il museo è un valore prezioso che ne rafforza identità e patrimonio e l’Art Bonus è un’opportunità straordinaria per chi ha nel suo DNA il sostegno ai luoghi della cultura. Identikit di personalità che non mancano in Carrara e che possono ancora aumentare anche grazie a questo premio”.

Gianpietro Bonaldi, General Manager Accademia Carrara

“Accademia Carrara è il prestigioso scrigno d’arte della nostra città, con uno sguardo sul mondo. Essere al suo fianco è un onore e un piacere. La sua capacità di creare relazioni anche con il mondo dell’impresa è coinvolgente e ci ricorda come la bellezza sia un valore universale e come sia motivante, e doveroso, prendersene cura”.

Ruggero Barzaghi, Presidente Metano Nord

“Sostenere Fondazione Accademia Carrara è per noi un atto di responsabilità e passione. La responsabilità di concorrere alla valorizzazione della storia di questa Istituzione e la passione di sostenerne l’azione presente. A questo abbiniamo l’entusiasmo di una partnership che trova ogni giorno il modo per rinnovarsi facendoci sentire all’interno di un grande progetto, attraverso la capacità di costruire legami intelligenti col mondo dell’impresa”.

Attilio Brambilla, Vicepresidente Alfaparf Group

“Siamo immensamente orgogliosi che Accademia Carrara abbia ricevuto il premio Art Bonus 2024, un traguardo che testimonia l’eccellenza e l’impegno bergamasco per la valorizzazione del patrimonio culturale italiano. Questo successo è anche frutto del sostegno e della collaborazione di Confartigianato Imprese Bergamo e dei suoi 13.000 associati, simbolo del legame indissolubile tra Arte e Artigianato, due mondi che si fondono nella creazione di bellezza e valore. Confartigianato Imprese Bergamo rappresenta con orgoglio le imprese artigiane, custodi di un sapere che, come l’Arte, si tramanda e si rinnova contribuendo in modo essenziale al nostro patrimonio artistico, culturale ed economico. La nostra partecipazione alla Fondazione è espressione di questa sinergia, che ci vede impegnati a promuovere la Cultura e l’Arte come pilastri della nostra identità e del nostro futuro”. Giacinto Giambellini, Presidente Confartigianato Imprese Bergamo

“Siamo davvero orgogliosi di questo primato raggiunto insieme nella categoria “Beni e luoghi della cultura”. Come Humanitas crediamo nel valore dell’arte e della cultura quale rafforzamento della nostra identità e come elemento di" promozione del territorio e della comunità. Una condivisione di intenti che, ricordiamo, si è tradotta anche ne “La Carrara in Humanitas” e i progetti “La cura e la Bellezza” e “Opere in Parole”: per la prima volta in Italia e non solo, i dipinti del Museo sono ‘usciti’ dalle loro sale e entrati nei nostri ospedali Gavazzeni e Castelli attraverso ingrandimenti di dettagli a tutta parete che consentono una immersione emozionale nel dipinto. L’arte e la bellezza sono infatti uno strumento per migliorare la salute e il benessere delle persone e contribuiscono a sostenere i percorsi di cura”.

Alessandro Liguori, Amministratore delegato e Direttore generale Humanitas Gavazzeni e Castelli

Piazza Giacomo Carrara, 82, Bergamo

Tel: 035 234396

www.lacarrara.it

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ACCADEMIA CARRARA PRIMA AD ART BONUS 2024

GLI AMBASCIATORI DI DONIZETTI

SOLO 74 POSTI, A RAPPRESENTARE IL COMPOSITORE BERGAMASCO E LE OPERE CHE HA SCRITTO, DESTINATI AD AZIENDE E PROFESSIONISTI PER SOSTENERE LE ATTIVITÀ E MANTENERE LO STESSO LIVELLO PRODUTTIVO RAGGIUNTO NEGLI ULTIMI ANNI DALLA

FONDAZIONE TEATRO DONIZETTI

Accanto alla raccolta per il restauro dell’edificio, la svolta principale è stata la nascita e la valorizzazione del festival Donizetti Opera che ha catalizzato un ampio gruppo di sostenitori, diventati nel tempo promotori della riscoperta di valori condivisi e veri e propri “ambasciatori” dell’arte di Donizetti e dell’identità di Bergamo. Prima della nascita del festival nel 2015 e poi degli Ambasciatori di Donizetti la produzione artistica del Teatro non raccoglieva alcuna risorsa privata. Il successo della formula è stato sancito anche da due importanti riconoscimenti nazionali, il Premio Cultura+Impresa 2019/2020 e il Premio Speciale 2023 del Concorso Art Bonus – ideato da Ales Arte Lavoro e Servizi spa, società in-house del Ministero della Cultura e da Promo PA – come istituzione arrivata alla fase finale del contest che più di tutte si è distinta per la qualità dei risultati della campagna di mecenatismo Ambasciatori di Donizetti e per il coinvolgimento nel concorso del tessuto civile ed economico cittadino.

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PROGETTO
SI RINNOVA IL
DI MEMBERSHIP

I RECENTI RISULTATI OTTENUTI DAL TEATRO DONIZETTI – DAL RESTAURO ALLA QUALITÀ E QUANTITÀ DELLA PRODUZIONE ARTISTICA DI OGNI SETTORE, DALLE STAGIONI AI FESTIVAL E ALLA RIPRESA POSTI PANDEMICA – SONO IN PARTE MERITO DI IMPORTANTI CAMPAGNE DI RACCOLTA DI RISORSE PRIVATE CHE SI SONO SOMMATE AI FONDI PUBBLICI

Nell’ultimo decennio sono stati raccolti infatti oltre 15 mln di euro (soprattutto in Art Bonus, lo strumento governativo per favorire il sostegno dei privati al finanziamento della cultura, con agevolazioni fiscali del 65% in tre anni) con un costante aumento annuale. Di questi, 9,6 mln sono stati destinati al restauro del teatro stesso, mentre circa 5,5 mln di euro sono andati all’attività artistica, didattica e di ricerca. Un risultato raggiunto grazie al ruolo fondamentale del presidente della Fondazione Teatro Donizetti Giorgio Berta e a una struttura articolata e finalizzata a questo scopo, che ha pochissimi uguali in Italia tra i Teatri di Tradizione (categoria ministeriale cui appartiene il Donizetti)

Nel 2022 e nel 2023 il Teatro ha beneficiato poi di una serie di contributi speciali legati a Bergamo Brescia Capitale della Cultura che hanno permesso di raggiungere significativi traguardi di qualità e progettualità artistica, oltre che di quantità produttiva.

Così, dopo questi anni di successi e per adattarsi alle nuove necessità e ai nuovi ambiziosi obiettivi, il progetto degli Ambasciatori di Donizetti si rinnova e chiama a raccolta tutti gli imprenditori della bergamasca per poter garantire alla produzione della Fondazione Teatro Donizetti gli stessi livelli (dell’ultimo biennio) e forse ancora di più.

Per la cultura a Bergamo si investe in Art Bonus 10 volte di più rispetto alla media nazionale

Il traguardo è ambizioso ma i dati diffusi dal Ministero della Cultura legati alle donazioni Art Bonus fanno ben sperare. In Italia, dal 2014, sono stati raccolti 914 milioni raccolti da 40.000 mecenati per 2.600 Enti culturali. La Lombardia è al primo posto in Italia per la raccolta Art Bonus, seguita da Veneto, Piemonte e Toscana. A Bergamo sono stati i raccolti circa 21 milioni di euro, pari al 2,3% nazionale. Città di pari dimensione raccolgono in media 10 volte meno. Quindi le istituzioni culturali bergamasche raccolgono 10 volte di più rispetto alla media nazionale. Alcuni ulteriori dati sulla città rivelano che accanto ai 5,4. Milioni di euro i raccolti in Art Bonus dalla Fondazione Teatro Donizetti per la produzione, ci sono 2,6 milioni della Gamec, 1,8 milioni dell’Accademia Carrara e i 600 mila euro del TTB.

PER TUTTE LE AZIENDE CHE ADERIRANNO È PREVISTO UN PROGRAMMA DETTAGLIATO DI FACILITAZIONI E OPPORTUNITÀ ESCLUSIVE

LEGATE AL TEATRO DONIZETTI

Nient’altro però comunica il made in Italy come l’opera lirica, linguaggio universalmente riconosciuto. Sostenere la Fondazione Teatro Donizetti in questa fase di radicale innovazione significa sostenere tutta la comunità bergamasca nella quale coesistono grandi aziende internazionalizzate e una grande potenzialità turistica non ancora emersa. Per un’azienda, aderire al sodalizio significa non solo legare il proprio brand al mondo della cultura ma investire in un progetto di social responsibility per la città e in comunicazione internazionale per Bergamo e le sue imprese. La membership Ambasciatori di Donizetti rimane naturalmente legata al più celebre Bergamasco nel mondo, come simbolo dell’operosità cittadina, ed è “a numero chiuso”: ci sono infatti soltanto 73 posti disponibili (uno per ogni opera composta da Donizetti) oltre quello del “Maestro”, con quattro livelli di adesione annuale:

• Maestro: oltre 100mila euro. Unico e primo, il Maestro è una figura ideale a cui si ispirano gli altri mecenati. La sua azienda dà il via alla membership e insieme agli altri ambasciatori ne garantisce la crescita continua.

• Capolavori (massimo 3 ambasciatori): oltre 50mila euro. Hanno una funzione di advisory nei confronti del miglioramento continuo dei rapporti fra la Fondazione e gli altri donatori. Consigliano sulle strategie di raccolta fondi e di comunicazione.

• Pietre miliari (massimo 20 ambasciatori): tra 21mila e 50 mila. Suggeriscono le azioni da intraprendere e, insieme al Maestro e ai Capolavori, possono segnalare nuovi membri da invitare.

• Rarità (massimo 50 ambasciatori): da 10 a 20 mila euro. Sono le fondamenta del progetto. Grazie all’adesione si distinguono per aver creduto nel più grande progetto di social responsability dedicato a un compositore d’opera. Gli aderenti hanno sempre diritto di prelazione sul rinnovo annuale rispetto a richieste di nuovo ingresso.

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GLI AMBASCIATORI DI DONIZETTI

MOBILITÀ E SOSTENIBILITÀ

COME CAMBIA IL TRASPORTO PUBBLICO A BERGAMO

Liliana Donato opera nel trasporto pubblico dal 2000 e dal 2010 è in ATB con incarichi sempre più importanti e di maggiore responsabilità. Sotto la sua guida ATB sta cambiando pelle in termini di transizione digitale ed energetica.

ATB come incentiva l'uso del trasporto pubblico?

“In un momento in cui sostenibilità e ambiente sono sempre basilari, incentiviamo l’utilizzo del trasporto pubblico garantendo all’utenza un servizio che si basa su tre principi cardine: regolarità del servizio, frequenza adeguata e velocità. Per poter garantire queste tre caratteristiche ci avvaliamo di un sistema tecnologico chiamato AVM (Automatic Vehicle Monitoring) che ci permette di avere sotto controllo, in tempo reale, tutti i nostri mezzi dandone immediata informazione all’utenza”.

Come funziona?

“La centrale operativa, attraverso il sistema AVM, monitora costantemente il tragitto di ogni mezzo verificandone i cambi di percorso o ritardi dovuti al traffico o ad incidenti e ne dà comunicazione in real time ai cittadini attraverso i monitor installati alle pensiline e tramite la nostra app. Ma non solo: sempre su questi monitor è possibile sapere quanti posti disponibili ci sono su ogni mezzo grazie a un evoluto sistema di conta passeggeri installato su ogni autobus che dà una rendicontazione reale dei posti liberi”.

LILIANA DONATO

LILIANA DONATO, DIRETTORE

GENERALE DI ATB MOBILITÀ SPA, SPIEGA COME CAMBIA IL TRASPORTO PUBBLICO A BERGAMO IN UN PERIODO IN CUI SOSTENIBILITÀ E AMBIENTE SONO

FONDAMENTALI. AUTOBUS DI NUOVA GENERAZIONE, BIGLIETTERIA ELETTRONICA, MONITORAGGIO DEI MEZZI, PER UN SERVIZIO CHE MIRA AD ABBATTERE L’USO DELL’AUTO

di Tiziana Genise ph. Paolo Stroppa

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MOBILITÀ E SOSTENIBILITÀ

È stato anche introdotto il biglietto elettronico... “Negli ultimi 5 anni abbiamo sviluppato un progetto per l'implementazione del sistema di bigliettazione elettronica alla cui base c'è la tecnologia AVM. “AtBip”, il nuovo sistema di bigliettazione elettronica per muoversi su tutte le linee di autobus, tram e funicolari, rende Bergamo la prima città lombarda ad inserire in maniera così ampia questo sistema di pagamento dicendo addio ai biglietti cartacei”.

La tecnologia AVM ha rivoluzionato il sistema dei trasporti di ATB?

“Sì perché AVM monitora secondo per secondo la posizione degli autobus permettendo così, sia dal punto di vista della programmazione del servizio che del controllo dello stesso, di avere sempre un quadro d'insieme. Se, ad esempio, sul tragitto che un autobus deve percorrere ci dovese essere un incidente dalla cabina di regia della sala operativa parte un ordine di servizio perché l’autobus possa evitare l'ostacolo per poi riposizionarsi lungo la normale linea cercando di creare il minor disagio all’utenza”.

LILIANA DONATO 14

ATB copre anche la provincia?

“Siamo un vettore che esercita all'interno di un ambito territoriale che è quello del Comune di Bergamo e dei 28 comuni limitrofi della prima e seconda fascia intorno alla città di Bergamo. È, quindi, necessaria una sinergia tra i Comuni perché, per rendere il servizio appetibile per l’utenza, questo deve poter essere efficiente e rispettare i tre punti regolarità, frequenza e velocità. Questo è possibile solo se i nostri mezzi non restano imbottigliati nel traffico. Per questo, come ATB, stiamo lavorando con le amministrazioni del territorio per sviluppare nuove infrastrutture con l’obiettivo che il cittadino, malgrado il traffico e le fermate obbligatorie, sappia di poter arrivare a destinazione all'orario desiderato. Con le amministrazioni comunali e la Provincia stiamo portando avanti il progetto dell’e-BRT, un progetto nuovo in Italia il cui acronimo sta per Electric Bus Rapid Transit: si tratterà di autobus che circoleranno su corsie preferenziali dalla parte bassa di via Moroni fino a Verdellino passando per la strada 525. Siamo nella fase di progettazione esecutiva di questo nuovo impianto in cui verranno create corsie preferenziali dove il calibro della strada sarà tale da permettere la realizzazione di altre due corsie mentre, dove non si avrà lo spazio, si creeranno coprendo, come nel caso della strada 525, parti della roggia che scorre parallela alla strada. Dove invece sono presenti vincoli fisici stringenti verrà data una referenziazione semaforica. Questo progetto è finanziato completamente dal PNRR il che implica, tra gli altri, l’acquisto di 15 autobus elettrici e il collaudo entro il 30.06.2026 con la messa in funzione il 01.07.2026”.

Come vede il futuro della nostra città?

“Le città europee saranno sempre più popolate con un chiaro aumento del traffico e dell’inquinamento, per questo abbiamo l’obiettivo di sostituire la nostra intera flotta entro il 2030, con mezzi a metano ed elettrici. Abbiamo iniziato la trasformazione del nostro parco mezzi due anni fa grazie anche a finanziamenti ministeriali e regionali di circa 30 milioni di euro per un investimento complessivo di oltre 50 milioni. Questo ci permetterà di sostituire gli autobus diesel con quelli a metano ed elettrici.

I mezzi elettrici hanno un costo molto alto, per questo abbiamo dovuto fare una scelta che prevede sia autobus elettrici sia a metano”.

Brescia Mobilità si può definire il vostro riferimento?

“Brescia Mobilità è una nostra cugina e lavoriamo molto insieme quindi direi che siamo un po' il riferimento l’una dell’altra”.

RITORNO AL FUTURO

Tra poco dovremo recarci ai seggi per decidere due importanti possibili cambiamenti e il 2024, anche se anno bisesto, rischia di passare alla storia come un anno epocale per i cambiamenti. Se proprio desideriamo pensare in grande, quest’anno vedrà la fine della guerra in Ucraina a seguito dei colloqui di pace di Ginevra, che inizieranno a giugno... Incredibile ma vero: si discuterà la pace in un paese ormai non più neutrale, schiavo degli americani e che ha mandato armi a favore del governo ucraino... Poi finirà la guerra attiva in medio Oriente e il mondo si dividerà in pro Palestina e pro Israele, ma la politica, speriamo, ha preso coscienza che ci vuole davvero poco per innescare una reazione a catena senza possibilità di ritorno.

I palestinesi di Gaza dovranno rinnegare Hamas ed Israele si annetterà indirettamente l’area, formando tre stati sovrani, ma subalterni al Mondo… inteso come gli stati non belligeranti ma garanti dello status. L’Iran sarà meno isolato, ma dovrà scendere a patti... Gli stati arabi stanno godendo del benessere che hanno creato, come a Dubai, sulla pelle dei tanti derelitti sfruttati per costruire le loro oasi perfette, e ringraziando gli occidentali per essere tornati al petrolio, hanno capito che gli israeliani sono pronti a tutto. Ognuno ha fatto la sua parte, in quelle che sembrano le prove generali di una guerra totale. Ma torniamo al futuro: partenariato internazionale, nuova Yalta e controllo dell’industrializzazione bellica... et volia’!

Poi abbiamo le elezioni europee, che si collegano a quanto detto prima, si virerà verso il centro destra-destra e finalmente si bloccherà, lo si spera, la burocraticizzazione e la pazzia sinistrorsa del falso green e di tutto il resto. Parlavamo male di Gentiloni circa sei mesi fa, anche di più e, lo abbiamo visto: inutile ed inconcludente. Se verrà cassata Ursula e sostituita con un vero politico allora forse migliorerà tutto… Staremo a vedere, ma i sondaggi dicono che le sinistre sono in ritirata. Andiamo a votare ed esprimiamo con serenità il nostro parere: cambiare o morire d’inedia? Arriviamo ora alle elezioni interne, italiane in primis, con gli scandali pugliesi, i giornaloni corrotti, gli Agnelli fraudolenti, etc etc. La sinistra non ha più il senso della moralità, non sono più i depositari del vero e del puro. L’avevano protetta con e da mani pulite, ma il diavolo fa le pentole e non i coperchi, per cui anche qui sterzata a destra, nelle varie regioni in cui si è votato, esclusa la Sardegna perchè l’ottusità politica ha scelto di perdere con il candidato sbagliato. A Bergamo siamo davanti ad un bivio, mi raccomando teniamo ben a mente che non vi è nulla contro i candidati dei due maggiori schieramenti, persone d’alto livello, di ottima moralità, di gran competenza professionale, soggetti a cui affiderei il mio portafoglio e o le mie persone più care.

Detto ciò la città ha bisogno di un altro cambio di passo: 10 anni di re Giorgio sono impossibili da dimenticare. Grazie per tutto quello che ha fatto, grazie per la grande spinta propulsiva, grazie davvero, ma ora pensiamo un poco alla politica.

Ogni tanto ci si deve fermare per consolidare ciò che si è ottenuto, progredire nei progetti da portare a termine e pensare di raddrizzare le storture che vi sono state.

Quali? Ad esempio, il traffico. Deve essere migliorata la viabilità senza preconcetti, quello che non va, deve essere cambiato (e già un po’ sta succedendo), la vivibilità del centro e di città alta deve essere armonizzata ed integrata.

Le abitazioni sfitte devono esse affittate e non affidate… Sì agli indigenti ma soprattutto ai giovani... Non si può organizzare il futuro a breve, finiamo ciò che abbiamo in corso e pensiamo ad una Bergamo grande che coinvolga le aree perimetrali alla città, idea questa dei primi anni ‘90 come quando si iniziò a parlare del nuovo ospedale.

Dobbiamo cambiare dopo 10 anni di centrosinistra? A mio parere, per il senso di democrazia, dovrebbe essere così, ma la destra ne sarà capace? 10 anni di opposizione hanno insegnato qualcosa? Per esempio a rivedere i rapporti con la Curia se ve ne sono... Quante domande, quanti dilemmi. La Sindaca in pectore si sgancerà da preconcetti organizzativi del PD per andare incontro alla città o rimarrà invischiata tra i tanti cespugli che le potrebbero essere indispensabili per vincere? Il suo avversario galopperà velocemente verso il traguardo riuscendo ad amministrare i rapporti con i partiti che lo sostengono o dovrà attuare le scelte secondo il manuale Cencelli? Andranno a votare i bergamaschi? E se sì, il voto sarà dei giovani o come sempre degli elettori più maturi? I programmi sono entrambi seri, come sempre, le macchine da guerra sono pronte, una, la sinistra ben più lubrificata e ricca, sia economicamente che di partecipazione.

L’altra, la destra, è pronta allo scatto finale, con il vento in poppa per effetto del governo nazionale, della presidenza del G7, dell’inconsistenza della sinistra e delle sue spaccature a livello nazionale. Tutto questo potrebbero spingere alla vittoria, una vittoria possibile, ma che non risulti essere quella di Pirro.

Al voto, al voto! Mi raccomando, scegliete soprattutto coloro che penseranno alla sicurezza della nostra vita quotidiana, coloro che non ragioneranno per partito preso, coloro che penseranno in grande ma attuando le piccole cose di tutti i giorni.

Che non vengano a parlarci di ciò che non è attuabile e da cui non si può tornare indietro... Ecco perché mi sento di dire che ci vuole “un ritorno al futuro”.

Ad Majora

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POLITICANDO di Maurizio Maggioni
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EVVIVA LA CICLOVIA

GIORGIO GORI E LAURA CASTELLETTI, SINDACI RISPETTIVAMENTE DI BERGAMO E BRESCIA, HANNO INAUGURATO LA CICLOVIA CULTURALE CHE COLLEGA BRESCIA A BERGAMO

È stata aperta il 13 aprile, la Ciclovia culturale Bergamo Brescia, l’ultimo tassello della grande esperienza che è stata Bergamo Brescia Capitale italiana della cultura 2023. Come per il cammino La Via delle Sorelle, anche la Ciclovia resterà in eredità come legame fisico fra i due territori che proseguiranno il percorso di progettazione comune in ambito turistico.

Il percorso che unisce le due città è composto da un itienrario principale di 76 chilometri e che attraversa ben 34 centri storici e borghi, 872 beni di interesse storico-culturale, 3 parchi regionali, 3 parchi locali e una riserva naturale.

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La Ciclovia culturale Bergamo Brescia è stata studiata con l’intento di coinvolgere il più ampio repertorio di siti di interesse culturale lungo il tracciato: il percorso principale ha una lunghezza complessiva di 76 km, di cui 39 in provincia di Brescia. La ricchezza storico-paesaggistica del territorio attraversato ha fatto sì che nel progetto siano stati inseriti alcuni “anelli ciclabili” che permettono di raggiungere luoghi di grande interesse, poco distanti dal tracciato principale, oltre a collegamenti necessari per raggiungere altre ciclovie, futuri sviluppi di itinerari e stazioni ferroviarie. Gli anelli ciclabili e i collegamenti si sviluppano per una lunghezza totale di 103 km, di cui circa la metà in provincia di Brescia: il percorso bresciano ha quindi un’estensione complessiva di circa 90 km. Il percorso della Ciclovia è stato studiato perché possa essere alla portata di tutti. Dai più sportivi alle famiglie sino alle persone con fragilità: chiunque potrà godere del percorso fra le bellezze culturali e naturalistiche delle due province. Anche chi utilizza l’e-bike, troverà lungo la strada numerosi punti di ricarica.

75 km

Il percorso in provincia di Brescia si congiunge con la parte bergamasca sul ponte tra Sarnico e Paratico. Il paesaggio del lago nei pressi di Paratico è connotato da insediamenti marcatamente turistici, dove l’affaccio al lago è caratterizzato da passeggiate, mentre immediatamente alle spalle si sviluppa un insediamento lineare lungo la strada provinciale. Il percorso piega, quindi, verso l’interno, nelle aree caratterizzate dalle torbiere del Sebino, area naturalistica e Sito di Interesse Comunitario. Il percorso prosegue nei territori ondulati della Franciacorta, caratterizzati da un fitto susseguirsi di vigneti, castelli, cascine e piccoli borghi storici ben conservati. Il paesaggio si fa più aperto e meno densamente urbanizzato, ed è possibile attraversare tratti di campagna ben curata e ricca. Fra Gussago e Cellatica il tracciato tocca insediamenti nuovamente connotati da un paesaggio più marcatamente periurbano: si alternano borghi storici a paesaggi produttivi, vigneti e nuovamente infrastrutture stradali e quartieri residenziali a bassa intensità.

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3
Bergamo
EVVIVA LA CICLOVIA

01. NATURA DEL PERCORSO

INQUADRAMENTO

La Ciclovia culturale tra Bergamo e Brescia. A destra l’affettuoso incontro a metà strada tra Laura Castelletti e Giorgio Gori

L’ingresso a Brescia avviene attraverso il quartiere residenziale Abba, caratterizzato da un’edilizia residenziale di piccole palazzine e villette degli anni ’60. Il tracciato attraversa la periferia industriale ovest di Brescia, costeggia gli stabilimenti Iveco e la caserma Randaccio, poi affianca il vecchio fossato ed entra nel centro storico attraverso il vecchio decumano, fino ad attraversare il cuore monumentale della città e raggiungere i resti romani e il monastero di Santa Giulia.

Nella provincia di Brescia, il percorso si snoda dalla città di Brescia passando per Cellatica, Gussago, Paderno, Passirano, Rodengo Saiano, Iseo, Provaglio, Cazzago San Martino, Capriolo e Paratico. Nell’iter di progettazione sono stati coinvolti anche il Parco dell’Oglio, il Parco delle Colline, il Parco delle Torbiere e Terre di Franciacorta.

Nella provincia di Bergamo i Comuni attraversati dalla Ciclovia sono, oltre a Bergamo, Bagnatica, Brusaporto, Carobbio degli Angeli, Castelli Calepio, Chiuduno, Costa di Mezzate, Credaro, Gorlago, Grumello del Monte, Montello, Orio al Serio, Sarnico, Seriate e Villongo.

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Brescia Iseo

GLI ACCHIAPPATURISTI

INTERVISTA ALLO SPECCHIO

PER I DUE PERSONAGGI CHE

HANNO RESO POSSIBILE IL

SUCCESSO TURISTICO DI BERGAMO E BRESCIA CAPITALI

DELLA CULTURA 2023

Testo Tiziana Genise

CHRISTOPHE SANCHEZ RACCONTA BERGAMO DOPO L’ANNO CAPITALE DELLA CULTURA

L’AD DI VISIT BERGAMO

RACCONTA COME LA

CITTÀ SI È TRASFORMA-

TA CON L’ANNO CAPI-

TALE DELLA CULTURA, IL

PRESENTE E IL FUTURO

DI UNA CITTÀ CHE

DIVIENE SEMPRE PIÙ IN-

TERNAZIONALE E PUN-

TO DI RIFERIMENTO PER TURISTI CHE HANNO

VOGLIA DI CONOSCERE

UNA CITTÀ DAL RICCO

PATRIMONIO ARTISTICO E CULTURALE

Christophe Hubert Sanchez, Amministratore Delegato di Visit Bergamo, entra nell’Agenzia per lo sviluppo e la promozione Turistica della Provincia di Bergamo nel luglio 2016 dopo una lunga esperienza nel mondo dell’intrattenimento televisivo e un’esperienza politica come Capo di Gabinetto del Sindaco Giorgio Gori. Dopo l’anno che ha visto Bergamo Capitale della Cultura 2023, gli abbiamo chiesto la sua opinione sulla città, sul presente e sul futuro nella scena culturale e turistica italiana.

Com’è la città dopo l'anno Capitale della Cultura?

“L’anno appena concluso ci ha lasciato una vivacità culturale a tutto tondo: mi riferisco alla cultura in senso stretto ma anche cultura d'impresa, cultura nella sanità e nella sostenibilità. È rimasta la voglia e la consapevolezza di non interrompere questo percorso con la conseguente e necessaria ricerca di nuove modalità con cui proseguirlo senza, ovviamente, più poter contare su un budget che era stato stanziato per l’anno della cultura. Abbiamo capito che le due città sono diventate, in un raggio di 200 km, un centro di attrazione importante e le aspettative dei turisti sono ancora molto alte.”

Progetti per mantenere accesi i riflettori sulla città?

“L'attenzione rimane alta e la cabina di regia Bergamo Brescia esiste. I due Comuni continuano a lavorare insieme nella prospettiva di continuare questa grande esperienza che si sintetizza nel claim, dell’anno Capitale della Cultura, “crescere insieme” per affrontare le grandi sfide, anche, attraverso grandi progetti culturali.

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Marco Polettini viene nominato Presidente di Bresciatourism nel 2018 dopo una lunga esperienza nel settore del turismo come Presidente del Consorzio albergatori di Desenzano, consigliere in camera di Commercio in rappresentanza del settore turismo, vicepresidente nazionale Confesercenti e presidente provinciale di Assohotel. Polettini ha vissuto l’anno Capitale della Cultura con la preparazione di chi sa come affrontare un avvenimento di questa portata e così, ci siamo fatti raccontare come vede il presente e il futuro della Leonessa d’Italia tanto cara a Carducci.

Come è cambiata Brescia dopo l'anno capitale della cultura?

“L’anno Capitale della Cultura per Brescia si è inserito in un momento in cui la città aveva avviato un processo di promozione non facendosi così trovare impreparata: si era già svelata al turismo internazionale. Nel 2023 abbiamo avuto oltre 6 milioni di turisti, un incremento di oltre 2 milioni rispetto all’anno precedente e, considerato il solo centro storico, un +108% sul 2022. L’anno della Capitale della Cultura si è dimostrato un passaggio fondamentale e i numeri ci confermano l’importanza avuta anche per le attività commerciali e ricettive della città oltre che per gli stessi cittadini. Brescia ha moltissime opportunità sul panorama internazionale, sa e può porsi in modo vincente facendo leva anche sull’offerta che ha intorno a sé a partire dai laghi ma ora il paradigma è cambiato: è la città stessa la vera attrazione, con un bacino internazionale di visitatori. Una boutique destination nel Nord Italia”.

MARCO POLETTINI, PRESIDENTE DI BRESCIATOURISM, RACCONTA COME LA CITTÀ DI BRESCIA HA SAPUTO ACCOGLIERE UN INCREDIBILE NUMERO

DI TURISTI NELL’ANNO

CHE L’HA VISTA PROTAGONISTA SULLA SCENA

CULTURALE ITALIANA E COME STA MANTENENDO UNA TENDENZA

POSITIVA IN QUESTO 2024

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DOPO LA CAPITALE
MARCO POLETTINI: LA LEONESSA D’ITALIA
L’ANNO

A Bergamo progettualità ce n’è: abbiamo avuto la bellissima mostra di Yayoi Kusama che ha portato Bergamo a un livello internazionale ed è una strada che sicuramente cercheremo di ripercorrere perché abbiamo dimostrato che la città e il territorio sono in grado di accogliere artisti di altissimo livello e la città è pronta ad accogliere il pubblico degno di questi artisti”.

. L’afflusso turistico continua ad avere un trend positivo?

“Il trend rimane positivo, abbiamo un turismo internazionale - più del 75% dei turisti che pernottano a Bergamo è straniero – anche se noi lo definiamo “turismo di prossimità” perché con l’aeroporto che collega ben 119 destinazioni con Bergamo, li sentiamo un po' come fossero i nostri vicini. Continua a crescere anche il turismo intercontinentale che rispetto al 2019 ha segnato un +20% portando in città, tra gli altri, turisti americani, cinesi e indiani. Quest’ultimo è un mercato a cui porre grande attenzione perché gli indiani, che spesso si recano in Svizzera per villeggiare nella natura, trovano nella nostra città e nelle nostre colline altrettanto piacere ad un prezzo maggiormente competitivo”.

Come è cambiata la percezione di Bergamo rispetto ai laghi e alle città più vicine?

“Oggi non siamo più la città da visitare vicino al Lago di Garda, a Verona o a Milano ma siamo una città incantevole in cui soggiornare e dalla quale, facendovi base, andare a visitare in auto o in treno ciò che c’è intorno. Questo ci pone al centro del Nord Italia come destinazione competitiva anche perché, il nostro, è un turismo giovane, i nostri operatori turistici non hanno la cultura di generazioni nel turismo e la loro accoglienza è ancora molto onesta e pulita. Questo è stato dimostrato anche da un’indagine condotta con l’aeroporto che ha evidenziato che il 35% delle persone che hanno scelto Bergamo l'hanno scelta, certamente per la promozione fatta, ma, anche, per il passaparola di amici e conoscenti che ci avevano visitato”.

Come proseguire su questa strada?

“Insegnando ai giovani che vogliono lavorare nel turismo che il turista va trattato bene, va rispettato e che non bisogna approfittarsene: abbiamo un rapporto qualità prezzo in città molto competitivo e questo va mantenuto. Bisogna continuare a migliorarsi, studiare e educare la cittadinanza all’arrivo di un numero sempre maggiore di turisti vedendolo come un’opportunità e non come un impedimento”.

Dopo l’anno Capitale della Cultura si farà ancora sinergia con Brescia?

“Siamo uniti a Brescia attraverso due importanti opere infrastrutturali che sono La Via delle Sorelle e la ciclovia, un’esperienza bike, quest’ultima, sempre più importante nel settore turistico. Entrambe sono la manifestazione fisica del legame di due città che hanno lavorato molto bene durante l'anno della Capitale”.

Quale augurio si sente di fare a Bergamo?

“Le auguro di crescere ulteriormente dal punto di vista turistico perché c'è marginalità di crescita; di avere e di curare il più possibile le esperienze e le opportunità per i nostri ospiti in modo da trattenerli sul territorio; di lavorare sempre insieme agli altri territori perché per essere attrattivi bisogna essere grandi e presentarsi sul mercato con una pluralità di esperienze da offrire. Inoltre, continuerei a lavorare per rendere Bergamo il punto di riferimento di un viaggio, la base da cui spostarsi per visitare altro ma poi rientrare qui. Per fare tutto ciò, noi dobbiamo continuare a migliorare la nostra ospitalità ed educare gli ospiti al rispetto della città e delle sue regole”.

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CHRISTOPHE SANCHEZ GLI ACCHIAPPATURISTI

Il flusso di turisti, quindi, sta mantenendo un trend di crescita?

“Sei milioni di turisti avuti lo scorso anno sono una cifra da capogiro, non ci aspettiamo quest’anno aumentino con questo andamento ma il trend è comunque positivo in questi primi mesi del 2024. Lo scorso anno abbiamo assistito all’apertura di molte nuove case vacanze e, in generale, di un maggiore numero di strutture ricettive. È aumentato il turismo internazionale e quest’anno restiamo una destinazione importante per gli stranieri che ricercano nuove destinazioni che abbiano un patrimonio artistico e culturale di rilievo”.

Quali sono i Paesi da cui provengono i vostri turisti?

“La Germania rappresenta la fascia più importante seguita da Francia, Spagna, Svizzera e Inghilterra ma non mancano i turisti indiani, americani e cinesi. I nostri visitatori vogliono conoscere tutti gli aspetti della città, dall’offerta culturale, a quella gastronomica passando per lo shopping. Un importante cambiamento in atto è quello che vede gli americani, prima molto orientato al Lago di Como, spostarsi sul Garda e sulla nostra città. Dopo aver dialogato con Nord America e Medioriente, i due maggiori mercati alto spendenti al mondo, l’obiettivo di Brescia è aumentare l’afflusso di turisti da queste aree.

Ci sono dei progetti per mantenere alto l’interesse su Brescia?

“Da anni Brescia e Bresciatourism fanno attività di promozione del territorio per dare forma ai contenuti della promozione turistica internazionale mettendo in primo piano la Franciacorta, il Garda, le valli, la montagna, la città e i laghi. Si tratta di una spinta costante e continua che attinge da tutti gli appuntamenti che ci sono, come, ad esempio, quelli di Brescia Musei, delle pinacoteche e dal parco archeologico. Sono molto soddisfatto che si avvii la riqualificazione del Teatro Romano, per noi un fiore all’occhiello che una volta pronto sarà sicuramente una grande attrattiva storico-culturale per la città. Per continuare nel progetto di valorizzazione della città e della provincia abbiamo presentato un Piano di promozione turistica e valorizzazione territoriale del valore di 2 milioni di euro”.

Ci saranno nuove sinergie con la città di Bergamo? “Sinergia e fare rete sono un sistema che mi appartiene totalmente perché immaginare la promozione rilegata solo in un ambito ristretto non è positivo per nessuno. Dobbiamo valorizzarci, sostenerci e presentare un paniere di offerte appetibili per i nostri turisti. Ci troviamo tra Milano e Venezia, due pilastri, in mezzo c'è la nostra provincia che con la Franciacorta e il Garda ci trasforma in un importante hub di destinazione del Nord Italia rispetto alle provenienze dall'estero. Tutto questo anche grazie ai visitatori di Bergamo che arrivano qui atterrando all’aeroporto di Orio al Serio. E nella direzione di fare rete, abbiamo partecipato sul Lago di Como alla terza edizione della ‘Borsa Internazionale dei Laghi del Nord Italia’ che ha visto la promozione dell’offerta delle destinazioni turistiche sugli specchi d’acqua dolce”.

Cosa augura a Brescia per il futuro?

“Brescia ha un’enorme opportunità di crescita che avrà come diretta conseguenza l’aumento dei posti di lavoro a beneficio della cittadinanza ma anche del mantenimento del nostro patrimonio che è tanto ricco ma altrettanto fragile e complesso. Dobbiamo trasmettere alle generazioni future l’importanza di una buona promozione turistica, l’impegno e le opportunità per rendere la città sempre più attrattiva”.

EMILIO DEL BONO CON GIORGIO GORI ALLA FESTA PER L’INAUGURAZIONE DELL’ANNO

IN CUI BERGAMO E BRESCIA

SONO STATE CAPITALE ITALIANA

DELLA CULTURA

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MARCO POLETTINI

Riflessi di Ieva

GIOVANE FOTOGRAFA INNAMORATA DEL LAGO D’ISEO ESPONE LE SUE FOTOGRAFIE

AL PARLAMENTO EUROPEO PER UN PROGETTO CON L’ISTITUTO MARIO NEGRI

REFLECTIONS ON LAKE ISEO Fotografa Ieva Astrauskaite

Parlamento Europeo, Strasburgo

Swan Bar Area, 22-25 aprile 2024

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L’arte di Ieva Astrauskaite, fotografa lituana di fama internazionale di casa sul Sebino e la ricerca da parte degli studiosi dell’Istituto Mario Negri di Milano per tutelare il Lago d’Iseo. L’esposizione fotografica intitolata “Reflections on Lake Iseo”, nata in parallelo al progetto “Come sta il lago d’Iseo”, diventa di respiro europeo, grazie alle lenti fotografiche della giovane ma già provetta fotografa, che per la prima volta espone al Parlamento Europeo. Le immagini scattate da Ieva Austrauskaite saranno protagoniste nella Swan Bar Area, in occasione dell’ultima seduta plenaria a cui parteciperà il presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen. L’iniziativa è stata proposta dall’Europarlamentare Danilo Oscar Lancini, che ha fortemente voluto la presenza dell’artista Sebino-Lituana che, tramite i suoi scatti analogici, ha raccontato non solo lo specchio d’acqua bresciano e bergamasco, ma anche le sue genti, le sue attività, la sua attrattività e la necessità di attuare pratiche sostenibili, in armonia con l’ambiente e la natura.

LA MOSTRA REFLECTIONS ON LAKE ISEO

La mostra fotografica "Reflections on Lake Iseo", realizzata in collaborazione con Eventificio, è stata presentata per la prima volta nel novembre 2023 attraverso una conferenza stampa tenutasi presso il Porsche Experience Center in Franciacorta. Successivamente, ha aperto le porte al pubblico nel suggestivo contesto del Centro Culturale Sebinia di Sarnico e all'interno delle sale del Castello Oldofredi, gentilmente messe a disposizione dal Comune di Iseo.

Prima di approdare a Strasburgo, Ieva ha esposto le sue opere presso il prestigioso Palazzo Pirelli, sede del Consiglio Regionale Lombardo, ricevendo un grande riscontro e apprezzamento da parte del pubblico. La mostra è composta di una ventina di fotografie scattate con metodo analogico.

Promotori del progetto:

Istituto di Ricerche Farmacologiche

Mario Negri – IRCCS

Paris College of Art

Eventificio

Partner:

Italian Institute For Planetary Health

Fipsas Bergamo- Brescia

Con queste premesse arte e scienza risultano così complementari, perché comunicano gli stessi messaggi ma a pubblici differenti con linguaggi diversi, essendo riflessioni del e sul medesimo soggetto: il Lago d’ Iseo.

CHI È IEVA AUSTRAUSKAITE

Ieva Austrauskaite, 27 anni, di origini lituane, ma con esperienze di vita in diverse parti del mondo, è laureata al Paris College of Art. “Fotografo per documentare il mondo che mi circonda. La mia più grande ispirazione per creare questa esposizione e per partecipare al progetto dell’Istituto Negri è stata la popolazione locale, che non manca di esprimere solidarietà e accoglienza. È la prima cosa che ho notato quando tre anni fa mi sono trasferita sul Lago d’Iseo. Le semplici interazioni quotidiane e le persone che lavorano insieme aiutandosi a vicenda sono uno dei punti salienti del mio lavoro. Durante il progetto ho potuto constatare l’importanza delle acque del lago e come vengono impiegate ogni giorno dalle persone che vivono qui: dall’agricoltura alle grandi aziende, passando per la preparazione del pane fino alla creazione di splendidi natanti. Il mio obiettivo è mostrare l’importanza delle acque del Lago d’Iseo nelle attività quotidiane”.

LA RICERCA DELL’ISTITUTO MARIO NEGRI

E LA COLLABORAZIONE CON IEVA

La ricerca scientifica dell'Istituto Mario Negri e l'arte di Ieva, convergono sullo stesso tema. Entrambi hanno l'obiettivo di valorizzare l'importanza, la profondità e le interazioni del lago con le comunità locali e i territori circostanti. Inoltre, entrambi sottolineano l'urgente necessità di preservare il lago, le sue tradizioni, la sua cultura e le sue acque, affinché questo prezioso patrimonio non vada perduto. L’istituto Mario Negri si è occupato della raccolta di campioni e dell’analisi delle acque lungo le sponde del Lago d'Iseo coinvolgendo le scuole del territorio. Centotrentotto studenti delle scuole delle sponde bergamasca e bresciana del lago, di Iseo e Predore, hanno effettuato i campionamenti dell’acqua del lago con l’obiettivo di realizzare una ricerca scientifica sull'inquinamento ambientale da plastica. Gli studenti, con il supporto dei sub della Fipsas (Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee), hanno campionato l'acqua alla ricerca delle microplastiche, minuscole particelle più piccole di 5 millimetri, causate dal processo di degradazione della plastica stessa. Nei medesimi luoghi, negli stessi mesi, l’obiettivo analogico di Ieva ha catturato le persone, i luoghi, le emozioni e l’essenza del lago.

I RISULTATI

DELLA RICERCA

DELL’ISTITUTO

MARIO NEGRI

Nei campioni raccolti lungo la riva, sono stati individuati vari materiali plastici, tra cui nylon, cellophane e PET. Inoltre, è stata registrata una bassa concentrazione di microplastiche per litro d'acqua, relativa a ciascuno di questi polimeri. In tutti i campioni raccolti, in profondità e in superficie, sono state rilevate anche particelle di dimensioni più grandi appartenenti a tre polimeri comuni: polietilene, polistirene e PET. I valori più elevati sono stati riscontrati nei campioni prelevati lungo la riva e in profondità. Degradandosi, le microplastiche presenti nell’acqua del lago entrano nel ciclo alimentare e mettono seriamente in pericolo la salute di tutti gli esseri viventi. Le analisi sono state condotte, per le particelle più piccole fino a 5 micron (un millesimo di millimetro), con la microscopia infrarossa (micro-FTIR) per l’identificazione delle microplastiche; mentre per le particelle più grandi, fino a 500 micron, è stata impiegata la spettrometria di massa, una tecnica analitica molto potente che permette di misurare e identificare la presenza di determinate molecole all’interno dei campioni analizzati.

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EVA GEVORGYAN

Nata nel 2004 a Mosca, di cittadinanza armena e russa, Eva Gevorgyan è vincitrice fin da giovanissima di premi in più di quaranta concorsi pianistici internazionali negli Stati Uniti, Europa e Russia. Tra questi spiccano il primo premio al Cleveland International Piano Competition for Young Artists nel 2018, il primo premio al Concorso Pianistico Robert Schumann di Düsseldorf, il secondo premio e premio della stampa al Van Cliburn Young Artist Competition nel 2019. Più recentemente, ha ricevuto il Prix du Bern in Svizzera nel 2023, il Gran Premio al Russia National Orchestra Competition nel 2021, il premio ICMAInternational Classical Music Award nella categoria “Discovery of the Year” nel 2019, ed è stata la più giovane tra i finalisti del Concorso pianistico internazionale Chopin a Varsavia nel 2021.

VIENNA SKYLINE OMAGGIO AD ANTON BRUCKNER
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L’inaugurazione di Vienna Skyline ci trasporterà subito nell’atmosfera viennese e sarà anche l’occasione per omaggiare Anton Bruckner, compositore austriaco mai eseguito al Festival, di cui nel 2024 ricorrono i 100 anni della nascita. Accanto alla monumentale Sinfonia Romantica, eseguita dagli Stuttgarter Philarmoniker diretti da Dan Ettinger, uno dei più amati concerti di Mozart, il Concerto K 488, con solista Eva Gevorgyan. Già ospite lo scorso anno in recital, la pianista Eva Gevorgyan (classe 2004) è stata la più giovane finalista del Concorso Chopin di Varsavia nel 2021, oltre che primo premio al Cleveland International Piano Competition for Young Artists nel 2018 e al Concorso Pianistico Schumann di Düsseldorf, secondo premio e premio della stampa al Van Cliburn Young Artist Competition nel 2019.

Appuntamento venerdì 26 aprile alle ore 20.30 al Teatro Donizetti di Bergamo e sabato 27 aprile alle ore 20 al Teatro Grande di Brescia.

61° FESTIVAL PIANISTICO INTERNAZIONALE DI BRESCIA E BERGAMO

Anton Bruckner Arcadi Volodos © Marco Borggreve Sony Classical-2 Haochen Zhang @Benjamin Ealovega Grigory Sokolov Ph. Roberto Mora Martina Filjak Ax Emanuel Andras Schiff Pietro De Maria

A2A LIFE CARING:

Già oggi l’Italia è tra gli Stati con il più alto numero di anziani e nel 2050 le persone oltre i 65 anni rappresenteranno il 34,5% del totale. Il calo dell’indice di natalità è il riflesso di scelte personali, ma anche la risposta a cambiamenti nelle condizioni culturali, economiche e sociali. Lo studio Bocconi-A2A analizza queste dinamiche e l’impatto delle politiche sui trend demografici. Precedenti studi censiti dal Rapporto hanno stabilito che interventi aziendali a favore della genitorialità in contesti non italiani sono associati a un aumento medio del 12,7% nelle intenzioni di fecondità dei dipendenti. Si apre dunque lo spazio per un contributo del settore privato attraverso l’introduzione di iniziative virtuose.

“Il crollo demografico è una delle sfide più urgenti e complesse che l’Italia deve affrontare - ha affermato Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato del Gruppo, durante il recente convegno organizzato da A2A su questo tema - e siamo consapevoli che le aziende hanno una responsabilità sociale a cui non possono sottrarsi e per questo, nel nostro nuovo Piano Strategico al 2035, abbiamo stanziato 120 milioni di euro per sostenere i nostri colleghi nel percorso di crescita dei propri figli, o nei loro progetti futuri di genitorialità. Ad esempioha proseguito Mazzoncini - abbiamo previsto un contributo annuale fino a 3.250 euro per i primi 3 anni di vita del bambino. Per il futuro del Paese è importante che realtà come A2A contribuiscano a supportare la pubblica amministrazione nel portare avanti politiche che garantiscano le migliori prospettive alle persone. L’auspicio è che la nostra esperienza possa essere di esempio per favorire un cambio culturale su questi temi.

A2A Life Caring, è un programma articolato, frutto di un importante accordo con le rappresentanze sindacali, e riconosce che l’essere genitori comporta sfide materiali e immateriali, soprattutto in termini di gestione del tempo e di impiego di risorse economiche. La creazione di un ecosistema lavorativo all’avanguardia, in cui le persone non sono chiamate a scegliere tra famiglia e professione, influisce anche positivamente sulla capacità di un’azienda di attrarre e trattenere i talenti. Il piano prende in considerazione tutte le dimensioni della genitorialità e si sviluppa lungo tre direttrici: Tempo, Supporto economico e Cultura. L’accordo prevede per tutte le mamme un mese aggiuntivo di maternità retribuito al 100% e un mese di congedo retribuito al 100% per tutti i neopapà. Il Gruppo inoltre contribuirà alle spese sostenute dai dipendenti per servizi relativi all’istruzione dei figli - come libri, tasse scolastiche, asili nido, baby sitter - differenziate per fasce di età e fino al compimento dei diciotto anni.

Per favorire la diffusione di un nuovo approccio al tema della conciliazione vita-lavoro, senza precludere la crescita professionale, A2A ha definito percorsi di sensibilizzazione rivolti al management e ai neo-genitori, che si aggiungono alle attività di divulgazione interne già in corso su fertilità e procreazione, sui risvolti medico-psicologici nei percorsi di maternità/paternità, sull’importanza di operare scelte consapevoli. Con questa iniziativa il Gruppo promuove una nuova visione di impegno sociale attivo da parte delle aziende con l’obiettivo di contribuire concretamente al benessere delle persone e alla crescita sostenibile del Paese anche attraverso il contrasto all’“inverno demografico”.

UN PIANO PER LA GENITORIALITÀ

A2A RAFFORZA I PIANI DI WELFARE

A BENEFICIO DELLE PROPRIE PERSONE CON IL PROGETTO “A2A LIFE CARING”, UN PIANO A SUPPORTO DELLA GENITORIALITÀ DEI DIPENDENTI CHE

PREVEDE INVESTIMENTI PER 120 MILIONI DI EURO AL 2035. UN PROGRAMMA AMPIO, COMPLETO E TRASVERSALE CHE TESTIMONIA L’IMPEGNO CONCRETO DEL GRUPPO NEL SOSTEGNO ALLA NATALITÀ IN UNA FASE STORICA

CARATTERIZZATA DAL CONTINUO CALO DEMOGRAFICO DEL PAESE.

IL LENTO MA COSTANTE DECLINO DELLA POPOLAZIONE ITALIANA È OGGETTO DEL RAPPORTO “LA NATALITÀ E LE SFIDE DELLA GENITORIALITÀ IN ITALIA: IL RUOLO DELLE AZIENDE PER UN NUOVO MODELLO DI WELFARE

SOSTENIBILE”, REALIZZATO DALL’UNIVERSITÀ BOCCONI CON IL SUPPORTO DI A2A, DAL QUALE È EMERSO CHE NEL NOSTRO PAESE LA FECONDITÀ È AL MINIMO STORICO E CHE NEL 2080

I RESIDENTI SCENDERANNO FINO A 45,8 MILIONI.

120 MILIONI DI EURO AL 2035 PER LE MAMME E I PAPÀ DEL GRUPPO
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RENATO MAZZONCINI, AMMINISTRATORE DELEGATO DEL GRUPPO A2A

Qualificatasi da oltre 40 anni nel campo della gelateria, Puntogel oggi si dedica in maniera capillare anche ai segmenti attigui, grazie allo stimolo di numerose aziende produttrici del settore che l’hanno scelta come partner per la diffusione dei loro saperi e dei loro prodotti. Oggi Puntogel è in grado di fornire un servizio a 360° anche agli operatori dell’arte bianca, portando in dote le caratteristiche che le hanno permesso, in questi anni, di contribuire attivamente alla crescita del mondo del gelato artigianale. La formazione rimane tra le sue prerogative, così come il costante aggiornamento: la filosofia è pensare in modo dinamico, conoscere i prodotti, gli ingredienti e quindi il mercato, puntando alla qualità e al benessere diffondendo conoscenza, consapevolezza e BUON GUSTO!

IL GELATO A PRIMAVERA

Con il ritorno dell’ora legale, il clima è tornato ad essere piacevolmente caldo e le persone, risvegliate dal torpore invernale, hanno riscoperto il piacere di socializzare stando all’aria aperta. A beneficiare in particolare di questa situazione sono tutti gli operatori afferenti al distretto del gelato: il rito del gelato è un classico della bella stagione, un momento di piacere a cui in pochi sanno davvero resistere!

Per Puntogel Aprile è da sempre un mese estremamente strategico. Nonostante l’azienda guidata da Aurora Minetti sia riuscita con successo a ‘destagionalizzare’ la propria offerta, rivolgendosi ai segmenti attigui, l’avvio della stagione del gelato rappresenta da sempre uno dei periodi più intensi dell’anno, sia per l’apertura dei battenti delle gelaterie (non più a mezzo servizio ma a tempo pieno), sia per le richieste sempre più crescenti provenienti da clienti esigenti, attenti alla qualità e alle novità.

“Le aree preposte alla produzione di cialde, coni, premiscelati, ci ha raccontato il dott. Diego Zanoli, Amministratore Unico di Ostificio Prealpino, una delle aziende di produzione del gruppo- costituisce una parte integrante del nostro DNA. Va da sé che con l’avvio della bella stagione l’azienda impegnata nella distribuzione specializzata, Puntogel, sia fortemente in prima linea per dar seguito alla propria vocazione, nata nel 1938 grazie a Franco Minetti e allo straordinario lavoro fatto da Arnaldo Minetti, protagonisti di un’evoluzione che non ha mai tradito i valori fondanti che da sempre caratterizzano quest’attività”. Aprile, inoltre, coincide con la stagione di matrimoni, cresime e comunioni per cui anche tutto ciò che attiene al comparto ristorazione, panificazione e catering registra una decisa impennata di richieste.

Un periodo che di fatto ha per certi versi contraddistinto la trasformazione di Puntogel degli ultimi anni: oggi l’azienda orobica, forte di un’esperienza quarantennale nel campo della gelateria, è in grado di offrire anche agli operatori dell’arte bianca (panificazione, pizzeria, ristorazione) numerosi servizi pensati su misura con un’attenzione particolare dedicata all’area del dessert.

“Negli ultimi anni - ci ha spiegato Aurora Minetti - ci siamo impegnati molto per destagionalizzare la nostra offerta sia in termini di produzione che di distribuzione, e questo lavoro ci ha consentito di ritagliarci un ruolo importante sul mercato anche nel comparto pastry non solo in termini di fornitura di prodotti, ma anche in ambito formativo con l’organizzazione di corsi dedicati e specifici”.

Puntogel soddisfa le richieste, in modo preciso e puntuale, di oltre 2000 clienti in tutte le provincie della Lombardia, gestendo consegne anche fuori regione e all’estero. Gli ordini vengono raccolti con cadenza settimanale dalla sua forza di vendita, composta da 16 agenti specializzati e dislocati sul territorio che si avvalgono di strumenti utili a tramettere in tempo reale ordini e richieste alla sede. Puntogel vuole quindi essere non solo un fornitore ma soprattutto un PARTNER affidabile in grado di garantire un servizio a 360° ai propri clienti.

Via G. Rossini, 6/A - Bergamo - Tel. 035 260360 - info@puntogel.com - www.puntogel.com
VIAGGIO NEL BUON GUSTO

Lo scorso 20 marzo, nella nuova location gres art 671, in via S. Bernardino 141 a Bergamo, si è celebrata l'unione tra l’innovazione automobilistica e la bellezza artistica, coniugate con il fascino della storica Fabbrica del Gres, oggi recuperata a spazio sociale. Aprendo le porte di una location esclusiva, temporaneamente chiusa al pubblico, si è voluto offrire un'esperienza unica che accomunasse cultura, intrattenimento e passione per le auto.

È questo l’obiettivo che ha mosso Bonaldi - Gruppo Eurocar Italia, gruppo di concessionarie automobilistiche con una consolidata presenza a Bergamo, Treviglio, Milano, Lecco e Sondrio, nell’organizzazione dell’evento "WELCOME TO VW NEXT GEN".

ARTE IN MOVIMENTO: BELLEZZA E TECNOLOGIA CONVERGONO NEL CUORE DI BERGAMO
WELCOME TO VW NEXT GEN

gres art 671

Dopo un graditissimo aperitivo, Gianmaria Berziga, Direttore Generale di Bonaldi - Gruppo Eurocar Italia, è intervenuto per sottolineare l'impegno del Gruppo nell'integrare la bellezza e l'arte nel contesto automobilistico:

“Tengo a spiegarvi - ha detto - il motivo per cui abbiamo scelto di realizzare questo evento proprio presso gres art 671: è un esempio dell’incredibile capacità di Bergamo e dei bergamaschi, di ripensare un ex stabilimento industriale, ora ristrutturato, per ospitare mostre d’Arte Moderna ed eventi come quello di questa sera. Una struttura meravigliosa, che mi ha lasciato senza parole fin dalla prima volta che l’ho vista, e che apre per voi stasera, in esclusiva. Quale posto migliore per presentare la nuova gamma Volkswagen?”.

Sono state quindi svelate ai presenti la Nuova Tiguan, la Nuova Passat e la ID.7, presentate da Andrea Rossi, Brand Manager Volkswagen per Bonaldi - Gruppo Eurocar Italia, che ha illustrato le vetture come un connubio tra arte, tecnologia e futuro, offrendo una prospettiva unica sul marchio e sui suoi prodotti: “È un vero onore - ha affermato nel suo intervento - presentare la nuova generazione Volkswagen, un momento emozionante che svela tre modelli di eccezionale portata. Questa rivoluzione non riguarda solo le auto, ma anche l'integrazione di tecnologie all'avanguardia come il sistema infotainment 4.0 e l'assistente vocale, proiettando il futuro dell'automobilismo verso un livello completamente nuovo di personalizzazione e connettività”.

Ottima la performance dal vivo della Bigoyday Band, un ensemble composto da un batterista e da sette musicisti con strumenti a fiato, che hanno fatto vibrare l'atmosfera e riempito il grande ambiente di gres art con un repertorio gradevole e ben eseguito. Serata proseguita con la cena a buffet con specialità gastronomiche curate dal catering di Antoniazzi, che si è anche prodotto in uno showcooking per deliziare i palati più esigenti.

art 671
gres

Una serata trascorsa immersi nella suggestione unica di gres art con tanta buona musica per tenere a battesimo le nuove versioni di Tiguan e Passat e della nuova ID7 di Volkswagen. Tutte vetture destinate ad un vasto pubblico che non è mancato all’appuntamanto per poterle vedere da vicino.

Volkswagen Bonaldi Gruppo Eurocar Italia

Via 5 Alpini, 8 - Bergamo

Telefono: 035 453 2711

www.bonaldi.it

ERRE ZETA S.R.L. EMETTE UN MINIBOND PER 2,5 MILIONI DI EURO

BANCA VALSABBINA ANCHOR INVESTOR DELL’OPERAZIONE

LE RISORSE RACCOLTE SARANNO DESTINATE AL LANCIO DI UN NUOVO E STRATEGICO PUNTO VENDITA IN PROVINCIA DI BERGAMO

Erre Zeta S.r.l., società attiva dal 2009 con sede legale in Milano, ha annunciato l'emissione di un minibond per massimi 2,5 milioni di euro, con l’obiettivo di supportare le iniziative di espansione aziendale della realtà, attraverso l’apertura di un nuovo store sul territorio di Bergamo, destinato alla vendita di ferramenta, porte e finestre, analogamente a quanto già avviene nella struttura principale di Vaiano Cremasco. L’iniziativa, riferibile ai fratelli Roberto e Giacomo Zanesi, opera infatti oggi nella sede inaugurata nel 2018 di oltre 15.000 mq in Vaiano Cremasco (CR) ove sono presenti uffici, magazzini e show room. Nel corso degli anni Erre Zeta è divenuta un punto di riferimento in Lombardia per la realizzazione e commercializzazione di complementi, accessori e soluzioni per porte, finestre e nella ferramenta altamente specializzata. Il minibond, con durata 60 mesi ed assistito dalla garanzia del Medio Credito Centrale (MCC), è stato sottoscritto da Banca Valsabbina, la quale ha agito anche in qualità di Anchor Investor, unitamente all’investitore Finlombarda, società Finanziaria di Regione Lombardia.

La sede di Erre Zeta di oltre 15mila mq a Vaiano Cremasco inaugurata nel 2018

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Opstart ha svolto il ruolo di Arranger dell’operazione, DWF LLP ha operato in qualità di advisor legale mentre BFP Commercialisti Associati di Crema, con il Partner Claudio Boschiroli, ha agito nel ruolo di advisor finanziario dell’Emittente.

"Siamo soddisfatti di aver supportato Erre Zeta nella strutturazione di questa operazione - ha dichiarato Hermes Bianchetti, Vice Direttore Vicario di Banca Valsabbina - Crediamo nel potenziale di crescita dell’azienda e siamo certi che le risorse raccolte attraverso questo minibond le consentiranno di raggiungere gli obiettivi preposti. Un’altra operazione - prosegue Bianchetti - che conferma l’importanza degli strumenti di finanza alternativa per sostenere la crescita delle PMI e dell’economia del territorio, a valere su forme di credito complementari rispetto a quelle tradizionali ed ordinarie. Come Banca investiamo nell’economia reale e sosteniamo nel concreto le nostre aziende anche con strumenti innovativi ed evoluti”.

Roberto Zanesi, Presidente operativo di Erre Zeta S.r.l. ha dichiarato: “Con estremo orgoglio posso confermare che il nostro progetto di espansione e di copertura del mercato della Lombardia e di tutto il Nord Italia sta proseguendo nella direzione che ci siamo prefissati, questo percorso è frutto di una pianificazione attenta e ponderata in cui le risorse generate dai nostri successi sono state reinvestite per creare valore e servizio, sia per il mercato che per i nostri dipendenti. Siamo fieri che Banca Valsabbina ci abbia supportato in questo progetto dandoci l’opportunità di avere accesso a finanza “complementare” che ci permette di proseguire nella direzione di una crescita organica e costante. Il nostro auspicio è quello di affermarci sempre più come leader nel settore porte, serramenti e ferramenta tecnica, utilizzando anche queste partnership per integrare i nostri progetti futuri”.

Banca Valsabbina è una Società Cooperativa per Azioni, fondata nel 1898. È la principale Banca popolare di Brescia e da centoventicinque anni sostiene la crescita e lo sviluppo economico del territorio, ponendosi come interlocutore sia per le famiglie che per gli artigiani, le piccole attività economiche e le PMI. Opera attraverso una rete territoriale che conta 71 filiali, di cui 43 in provincia di Brescia, 8 in provincia di Verona e 3 a Milano. Impiega più di 845 dipendenti, gestisce masse per 11 miliardi di euro e vanta un solido patrimonio, con il CET 1 Ratio al 15% ed il Tier Total al 17%.

Nel Gruppo Banca Valsabbina rientrano inoltre Integrae Sim - società di intermediazione leader tra gli Advisor e Global Coordinator per numero di quotazioni sul mercato Euronext Growth Milan e prima società di consulenza focalizzata sul segmento Mid-Market – e Prestiamoci, che gestisce una piattaforma digitale per prestiti personali a privati e partite iva - posizionandosi come prima piattaforma Italiana nel comparto consumer e circa al decimo posto in Europa - con più di 8 mila clienti e un erogato che supera i 100 milioni.

BERGAMO

Viale Papa Giovanni XXIII, 38

Tel: 035 235178

www.bancavalsabbina.com

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BERGAMO CITTÀ ALTA

PARCHEGGIO di PORTA DIPINTA

In via Porta Dipinta sono in fase di ultimazione i lavori per la realizzazione di 27 autorimesse sotto il livello stradale. Previsto anche un luogo di ritrovo.

QUEST’ESTATE SARANNO DISPONIBILI NUOVE AUTORIMESSE NEL PIENO CENTRO STORICO DI CITTÀ ALTA.

UN PROGETTO DI GRANDE IMPORTANZA PER LA CITTÀ DI BERGAMO ED UN SICURO INVESTIMENTO IMMOBILIARE UNICO NEL SUO GENERE

L’intervento si colloca in via Porta Dipinta in Bergamo Alta, posizione logisticamente ottimale per il comodo transito veicolare ed il facile raggiungimento di gran parte delle abitazioni situate in Bergamo Città Alta. Il sito è contraddistinto da una forte sensibilità storico – simbolica in quanto il parcamento andrà ad insediarsi all’interno delle antiche mura venete della città di Bergamo, l’opera prevenderà il ripristino dei reperti archeologici esistenti per la loro fruibilità e la realizzazione delle opere di forte valenza pubblica. Il progetto prevede la realizzazione di 27 autorimesse private interrate dislocate in 4 piani sotterranei in prossimità del bastione che affaccia sulle Mura attraverso la diramazione a fondo chiuso di via Porta Dipinta tramite un montauto meccanizzato a scomparsa volto a mantenere inalterato il paesaggio ed a recuperare lo stato di fatto dei luoghi (Le strutture di sbarco e movimentazione non saranno visibili all’esterno). I parcheggi consentiranno di rispondere ad una forte domanda dei residenti, eliminando l’utilizzo di spazi di sosta a raso, senza inficiare l’attuale flusso di traffico di via Porta Dipinta, date le modeste dimensioni ed esclusivamente destinato ai residenti. Verrà effettuato un intervento di risanamento conservativo dei manufatti di epoca romana rinvenuti nel sottosuolo recuperando il muro originale, nonchè verrà recuperata la cisterna di cocciopesto che sarà resa visibile tramite serramenti in acciaio ed un camminamento.

L’accesso delle auto avverrà tramite ascensore che prevede la scomparsa della botola di entrata.

CONSEGNA ESTATE 2024

Disponibile cessione recupero fiscale pari al 50 % del costo di costruzione delle autorimesse. Immobili acquistabili anche per investimento (da soggetti non residenti) con l’obbligo di locazione degli stessi a residenti nell’area di città alta. Immobile non soggetto all’obbligo di certificazione energetica. L’azienda che ha effettuato le opere è la SMV Costruzioni – www.smvcostruzioni.it Maggiori informazioni ed il book fotografico possono essere consultati nella sezione VETRINA BERGAMO del sito.

Il restauro di alcuni ambienti seminterrati (se ne ipotizza un uso ad enoteca letteraria) fornirà informazioni utili inerenti la storia e la tradizione enogastronomica del territorio bergamasco, creando un ambiente suggestivo debitamente illuminato con ripristino dell’area verde terrazzata con vista della città che verrà resa accessibile tramite scalette e percorsi pedonali rendendola fruibile. Non più uno spazio statico da visionare ma uno spazio attivo da vivere in cui arte, cultura e tecnologia si legano armonicamente tra di loro, mantenendo lo stato dei luoghi con la propria identità caratterizzante e, al contempo, renderlo stimolante visivamente e funzionale. Saranno disponibili autorimesse singole e doppie a partire da mq 18,10 (lunghezza 6,20 metri, larghezza 2,92 metri) fino a mq 31 (con diverse dimensioni interne), le autorimesse saranno raggiungibili tramite comodo ascensore con conducente a bordo. Non possono essere posteggiate automobili alimentate a metano o Gpl.

STUDIO IMMOBILIARE VALLE Flaminia S.r.l.

Real estate and investments

Bergamo, V.le Vitt. Emanuele II n. 65

Tel. 035 231588

WhatsApp: 392 0190070

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info@studio-valle.com

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CARNEVALI - PEZZOTTA

BELLA LOTTA...

SEGUE DALLA PRIMA

E, guarda caso, a volere più di chiunque altro l’avvocato Pezzotta come candidato Sindaco di Bergamo per il Centrodestra è stato l’ex Sindaco Franco Tentorio, che lo aveva voluto come Assessore nella sua giunta. Evidentemente Franchissimo è ancora in grado di influenzare le scelte nell’area del Centrodestra - e dei Tremaglia - comprensibilmente desideroso di una rivincita, anche per interposta persona.

Dopo il fulmine a ciel sereno di Gori che mise nell’angolo Tentorio dieci anni fa, dopo il flop della Lega nel 2019, dopo che un altro manager televisivo si era proposto di capeggiare il Centrodestra, suscitando stupore ma null’altro, dopo il balletto dei vari possibili candidati di Forza Italia, Saffioti, Jannone, Ceci e Gallone, si è preferito scegliere una persona al di fuori della mischia, un apprezzato avvocato, discreto sassofonista, mai chiacchierato, mai implicato, mai in mostra. Davvero un Bergamasco DOC, di quella borghesia liberale diventata quasi nobile, alto-locata, solo un pelo kennediana, benpensante e snob. Un tipo che potreste facilmente incontrare alla camera alta del Parlamento inglese, quella dei Lord. E allo stesso tempo a suonare con un’orchestrina jazz in un pub della city.

Tenere fede ad una tradizione di famiglia? Non saper dire di no di fronte ad una specie di chiamata della Patria… Certo, un po’ per ambizione personale, per ricalcare le orme del famoso zio che fu a sua volta Sindaco… Chissà davvero cosa ha spinto Andrea ad accettare questa impegnativa candidatura ma la città lo ringrazia per il coraggio.

Mettersi in sella per lui non sarà facile, si troverà trincee e muri che i perdenti lasceranno in eredità in caso di sconfitta. Molti dei “dossier” che Gori ha accumulato in questi ultimi dieci anni mettendo a ferro e fuoco la città necessiteranno di una impegnativa lettura per poter essere all’altezza di eventuali alternative alle scelte urbanistiche più importanti.

Inoltre la sua candidatura, è stata solo apparentemente ben digerita da quelli di Forza Italia che ci avevano sperato fino in fondo. Tra di loro hanno anche indetto un sondaggio da cui risultava vincente Carlo Saffioti, lo psichiatra, primo sull’avvocato Gianfranco Ceci e su Alessandra Gallone. Jannone si era tolto già dalla mischia, forse fiutando come sarebbe andata a finire, visto che, come si è dimostrato, il pallino lo avevano saldamente in mano i Fratelli D’Italia, leggi fratelli Tremaglia. Nata e cresciuta nel grembo della destra, pupilla di Marzio Tremaglia che la convinse ad entrare in politica, adorata da nonno Mirko, fin dai tempi della fiamma tricolore missina, poi in Alleanza Nazionale, amata da Gianfranco Fini e da La Russa, per approdare infine in Fratelli d’Italia. Poi un giorno la scelta di passare il confine lasciando il partito della Meloni per transitare in Forza Italia quando si trattò di dare la fiducia a Mario Draghi che Giorgia Meloni decise negare e stare da sola all’opposizione. La sua dipartita è stata vissuta un po’ come un tradimento dagli esponenti del suo ex partito ma neppure in quello nuovo le cose sono andate bene.

Abbiamo voluto essere buoni e vi mostriamo com’erano, un po’ di anni fa, Andrea Pezzotta candidato oggi per il Centrodestra ed Elena Carnevali, la sindaca designata dal Centrosinistra.

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SEGUE ALLA PROSSIMA PAGINA

CI PIACE LA C

CI PIACE LA C COME CIVICA CARNEVALI.

LE LISTE CIVICHE DIMOSTRANO L’ATTACCAMENTO

DELLA GENTE ALLA TUTELA DEI PRORPI DIRITTI

E DI QUELLI DELL’AMBIENTE

L’on. Alessandro Sorte, che ha fatto una rapidissima carriera nel partito che fu del Cavaliere e diventato responsabile delle candidature in Lombardia, la vede come il fumo negli occhi pensando che forse “cotanta onorevole” possa fargli ombra nelle stanze alte del partito.

Però la posizione ostruzionista nei confronti di Alessandra Gallone manifestata dai vertici di Fratelli d’Italia li ha portati a scartare la candidata probabilmente più adatta per dare l’assalto a Palazzo Frizzoni e competere ad armi pari con l’altra lady di ferro.

Un curriculum simile, quello delle due prime donne della politica locale, esperienza da vendere per entrambe, conoscenze e contatti consolidati nella Roma dei Ministeri. Inoltre, la candidatura di Alessandra Gallone avrebbe azzerato il vantaggio che ha Elena Carnevali nell’essere una donna.

Il duello sarebbe stato molto interessante e sarebbe stata sicura l’elezione di una donna per la prima volta anche a Bergamo, così come accaduto l’anno scorso a Brescia con l’affermazione clamorosa di Laura Castelletti alla guida della giunta della Loggia.

Alessandra comunque se la ride perché grazie alle indiscutibili abilità ha ottenuto importanti incarichi dall’attuale governo. Magari al prossimo giro. L’onorevole è ancora giovanissima.

Chi è risalito sulla giostra è il buon Carlo Saffioti che, dopo gli incoraggianti dati dei sondaggi sulla sua persona, ha deciso di scendere in campo al fianco di Andrea Pezzotta. Cercando ancora di mettersi in gioco e fiducioso di fare il vicesindaco. Una garanzia per competenza ed esperienza

In tutto questo siamo rimasti affranti per Gianfranco Ceci che desiderava tanto arrivare a quella poltrona che aveva per un po’ accarezzato, anche da vicino, come vicesindaco, seduto al fianco di chi oggi gli ha riservato un bel due di picche. Aveva anche minacciato, se non fosse stato candidato, di proporsi capeggiando una sua lista civica ma alla fine ha ceduto alla ragion di parte. Lascia la carriera politica... alla figlia.

E non è l’unica dinastia a perpetuare la presenza dei propri cromosomi in politica. Infatti, dopo la dinastia dei Tremaglia, che non finiranno mai, abbiamo assistito al passaggio di testimone tra Papà Tentorio e la figlia, oggi già in Consiglio Comunale. E dopo questi figli d’arte, ecco in arrivo anche la figlia femmina di Ceci a tenere alta in famiglia la passione per la politica.

(V.E.Filì)

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Alessandra Gallone e Carlo Saffioti
Gianfranco Ceci

Tributo Italiano

Gruppo Autotorino presenta la nuova serie speciale globale “Tributo Italiano” che rende omaggio alle origini del marchio, all’eccellenza italiana e alla sportività caratteristica Alfa Romeo. Per la prima volta, una serie speciale è disponibile a livello globale su tutta la gamma: Giulia, Stelvio e Tonale debuttano così nelle tre tinte del Tricolore Italiano per un feeling emozionale già a primo sguardo. L’intera gamma si rinnova in sportività grazie alla livrea bicolore con tetto nero, bodykit in tinta carrozzeria e tanti piccoli dettagli che rendono la serie speciale un esemplare da collezione, come la bandiera italiana sulle calotte degli specchi. Presso lo showroom Autotorino Alfa Romeo di Bergamo abbiamo potuto vedere dal vivo Tonale “Tributo Italiano”, in colore Verde Montreal che esalta ancor di dettagli di questa serie speciale.

Giulia, Stelvio e Tonale: un Tributo Italiano

Nello specifico, Giulia, Stelvio e Tonale Tributo Italiano rappresentano la versione top delle rispettive gamme e sono proposte esclusivamente nelle tre colorazioni della bandiera italiana (Rosso Alfa, Verde Montreal e Bianco Alfa) in contrasto al tetto nero, che su Tonale può essere anche richiesto apribile come optional.

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ALFA ROMEO TRIBUTO ITALIANO RENDE OMAGGIO AL “SAPER FARE”

Tributo Italiano

Il benessere a bordo è assicurato grazie al climatizzatore bi-zona, volante riscaldato con palette in alluminio solidali con il piantone, dalla piacevole luce ambiente, dal sofisticato sistema di Infotainment, dai sedili anteriori riscaldati, fino all’impianto audio Premium dotato di 14 altoparlanti, con subwoofer. Sono tutte soluzioni progettate per offrire ai clienti un elevato livello di comfort e raffinatezza, sottolineando la convivialità italiana. Infine, su questa serie speciale il portellone posteriore elettrico “handsfree” è di serie. La gamma di motorizzazioni “Tributo Italiano” è diversificata tra i modelli. Per Giulia e Stelvio è possibile scegliere tra il propulsore 2.0 Turbo benzina da 280 CV oppure il 2.2 Turbo Diesel da 210 CV, entrambi con cambio automatico a 8 marce e trazione integrale Q4; disponibile anche il Turbo Diesel da 160 CV a trazione posteriore.

A rendere unico e audace il look esterno della serie speciale contribuiscono alcuni elementi distintivi, come la griglia frontale con inserto “V” (nera per Giulia e Stelvio, in Dark Miron per Tonale) e i nuovi cerchi in lega (di dimensione tra 19 e 21 pollici a seconda del modello), tutti nelle versioni top di gamma ed abbinati alle sportivissime pinze freno Brembo rosse. Inoltre, a conferire un tocco di eleganza alla sportività tipica del marchio, su tutta la gamma e per la prima volta su Tonale, risalta il trattamento del body kit inferiore in tinta con la carrozzeria: inserti laterali paraurti anteriore e posteriore, archi ruota e minigonne. La stessa caratterizzazione sportiva si ritrova anche una volta saliti a bordo dei tre modelli Tributo Italiano. In particolare, nella Tonale esposta nello showroom Autotorino di Bergamo, abbiamo potuto apprezzare i nuovi sedili sportivi che presentano inserti traforati in pelle nera con dettagli in rosso, come l’inedito logo distintivo della serie speciale ricamato sui poggiatesta anteriori. Nuove anche le cuciture rosse su plancia, sedili e pannelli porta. In più, Tonale Tributo Italiano si riconosce per la nuova fascia della plancia “carbon design” con logo Alfa Romeo e il battitacco in alluminio.

Invece, su Tonale Tributo Italiano il cliente può scegliere tra il brillante motore ibrido (benzina/ elettrico) da 160 cavalli con cambio automatico TCT a 7 rapporti oppure l’innovativo propulsore Plug-In Hybrid Q4 da 280 CV che ridefinisce il paradigma di “Sportività Efficiente”, permettendo di accedere nei centri cittadini senza alcuna limitazione; questo propulsore garantisce oltre 80 Km di autonomia 100% elettrica per la massima mobilità quotidiana, per un totale di oltre 600 km di autonomia complessiva per affrontare lunghi tragitti extraurbani; i 280cv di potenza complessiva promettono tutta la dinamica di guida e la sportività Alfa Romeo. “Tributo italiano” offre una grande attenzione anche nella dotazione tecnica di serie.Le sospensioni attive “Dual Stage Valve”, con smorzamento a controllo elettronico, esaltano il carattere sportivo e garantiscono al cliente un’esperienza di guida unica e coinvolgente, nel pieno rispetto della tradizione Alfa Romeo.

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Nello specifico, il sistema AlfaTM Active Suspension si adatta istante per istante alle condizioni di guida permettendo la scelta tra un comportamento più orientato alle prestazioni oppure al comfort. In tema di sicurezza, Giulia, Stelvio e Tonale Tributo Italiano propongono i massimi sistemi di sicurezza per viaggiare sicuri senza rinunciare al piacere di guida. Tra questi, a seconda dei modelli, ci sono gli ADAS per la guida autonoma di livello 2; la telecamera ad alta risoluzione, che offre una vista tipo drone a 360° intorno alla vettura; il Blind-Spot Detector e il Rear Cross-Path Detector; sensori laterali; gli specchietti retrovisori esterni elettro cromici. La serie speciale Tributo Italiano, dunque, racchiude in sé le eccellenze del Marchio – dinamica di guida da prima della classe, soluzioni tecnologiche e motoristiche ai vertici del segmento – e quel fascino estetico, concepito per durare nel tempo, tipico del Design Alfa Romeo. Se, anche tu, vuoi farti affascinare dal Tributo Italiano, non ti resta che raggiungere la filiale Autotorino di Bergamo, in via Zanica 87.

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Via Zanica, 87 - Tel: 035 3230211

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DIARIO SERENO

Mio nonno, ultra novantenne, poco prima di morire mi disse: “Goditi la vita perché passa in un attimo”. Pensai che fosse una “boutade” vista la sua età vetusta, ma oggi, che i due terzi della mia vita li ho già passati, ho capito che aveva mille ragioni. È vero che il tempo è relativo, ma qui sulla Terra continua a scorrere in un modo strano e ambiguo: lento quando si è giovani, sempre più veloce man mano che si invecchia. Ha un diverso peso anche durante i momenti di felicità e di sofferenza, che sono molto differenti in funzione dell’età. Quando sei giovane ti abitui alla routine, fai le stesse cose tutti i giorni senza nemmeno accorgetene. Ti svegli alla stessa ora, fai colazione, spendi tempo per recarti al lavoro, pranzi velocemente, timbri di nuovo il cartellino, poi alla sera ti rimetti in coda per tornare a casa, spesso un semplice bilocale di periferia, ti siedi a tavola per la cena, un po’ di TV e poi a letto in attesa della nuova sveglia. In ufficio o in fabbrica poche parole, sempre uguali e ripetitive, con i colleghi e silenzio assoluto con la tanta gente che incontri per strada, magari senza nemmeno scambiare uno sguardo. Così è uguale ogni giorno e tu sei pure felice di avere un posto fisso, pensando a quanti invece non ce l’abbiano. Non presti attenzione nemmeno a quale sia il tuo vero ruolo all’interno di un’organizzazione rigida in cui, in realtà, sei un semplice numero riportato sul tuo badge. Ti senti un privilegiato, anche se lavori per meno di 1.500 € al mese, per poi far ricco il tuo datore di lavoro. È una “comfort zone” che accoglie la maggioranza di noi. Intanto gli anni passano e qualcosa sembra non tornare più. Il nostro corpo a 25 anni comincia ad invecchiare, la nostra mente 4 anni prima. Ogni giorno il nostro chilo e rotti di cervello deve analizzare oltre 76.000 pensieri automatici e con l’età questa quantità inizia a diventare pesante, viscida e difficilmente ricordabile. Le energie per intraprendere nuove strade iniziano a diminuire e sono bloccate dalla paura per il nuovo perché, quando non si è più giovani, il vecchio appare più rassicurante. Allora nasce spontanea una domanda dentro di noi: “Ma io sono veramente felice?” E qui sorge un altro dubbio: “Cosa è veramente la felici-

FUOCHI DI PAGLIA di

tà?” La risposta più semplice è che è l’opposto del dolore e della sofferenza, ma è una considerazione che non soddisfa e che non crea un obiettivo chiaro. Perché se chiedete agli altri cosa sia per loro la felicità, otterrete o una non risposta o una miriade di risposte diverse. Ciò dipende dalla differente e soggettiva percezione delle soddisfazioni personali che possono essere influenzate da cose esteriori e da cose interiori. Nel diario di una vita, le esteriorità sembrano pesare di più quando si è giovani, mentre da anziani contano maggiormente le interiorità. Ma ogni cosa esterna dice all’individuo che egli è il nulla, mentre ogni cosa interna lo persuade che egli è il tutto. Senza voler troppo filosofeggiare, ciò significa che la sensibilità emotiva aumenta col passare degli anni e da qui nasce la malinconia, una sorta di senile romanticismo, e la nostalgia dei ricordi. Il problema dei problemi è che il tempo porta continuamente sofferenza, per cause molto diverse, che va ad aggiungersi ad altra sofferenza che si è già accumulata nel lungo trascorso. E così le pagine del diario, man mano che scorrono, si riempiono di tanti dolori: dai lutti ai fallimenti, dalla mancanza di denaro ai veleni mentali, dai rimpianti ai rimorsi. Non c’è una regola generale per essere felici in assoluto, ma c’è una strada che può condurre alla serenità. Non è semplice, ma inizia da un percorso interiore che parte dalla consapevolezza dell’impermanenza, che cioè in questo mondo tutto, prima o poi finisce. Terminano le cose belle come quelle brutte. E allora vorrei scrivere nell’ultima pagina del mio diario questa riflessione: il passato non c’è più, il futuro non esiste ancora e l’unica cosa che abbiamo da vivere è il presente. E non è un caso che si chiami come un regalo.

Alla prossima e in alto i cuori leggeri.

Anche su:

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Giorgio Paglia

PRIMA LA SALUTE INFORMAZIONI & CURIOSITÀ

Associati

DIABETE, INQUINAMENTO DA TRAFFICO E ALCOOL: ECCO I FATTORI MODIFICABILI PIÙ DANNOSI PER LA DEMENZA

Diabete, inquinamento dell’aria legato al traffico e abuso di alcool: sono i fattori di rischio per la demenza più dannosi tra 15 modificabili individuati nell’ambito di uno studio basato su scansioni cerebrali, condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Oxford. Dopo aver individuato una regione del cervello, rappresentata da una rete specifica di neuroni, che mostra una degenerazione più precoce in età avanzata e che è particolarmente vulnerabile a schizofrenia e malattia di Alzheimer, il team ha valutato le influenze genetiche e modificabili su questa zona, esaminando esami di imaging cerebrale relativi a 40mila partecipanti over 45 anni, inclusi nella UK Biobank. Il team ha esaminato 161 fattori di rischio per la demenza, classificandone l’impatto sulla rete cerebrale vulnerabile. Tra i fattori modificabili considerati, oltre ai tre più dannosi – diabete, inquinamento e alcol – figurano: pressione sanguigna, colesterolo, peso, fumo, depressione, infiammazione, funzionalità uditiva, sonno, socializzazione, dieta, attività fisica e livello di istruzione. Fonte: Nature Communications 2024

LO STRESS IN GRAVIDANZA LASCIA UN SEGNO

NEL CERVELLO DEL NASCITURO

Secondo una ricerca italiana, appena pubblicata su Molecolar Psichiatry, le complicazioni alla nascita sono associate a un rischio più elevato di sviluppare la schizofrenia, depressione e disturbi affettivi. Alla luce di questa nuova conferma, risulta quindi ancora più importante educare le donne a vivere la gravidanza con la massima attenzione per la loro salute e per quella del nascituro. Fonte: La Repubblica - Salute

ASMA ZERO WEEK

È dedicata in particolare alle persone con asma non controllato l’edizione 2024 di «Asma zero week», l’iniziativa di informazione e sensibilizzazione che, nelle settimane dal 13 al 17 maggio e dal 27 al 31 maggio, offrirà l’opportunità di ricevere delle consulenze specialistiche gratuite in uno dei 40 Centri specializzati di pneumologia e allergologia distribuiti in tutte le Regioni italiane. L’attenzione è rivolta soprattutto ai pazienti con asma grave. I pazienti che volessero aderire possono prenotare una consulenza chiamando il numero verde 800 628989. Fonte: Corriere della Sera - Salute

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ITALIANI BOCCIANO IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

Italiani insoddisfatti del Servizio sanitario nazionale, liste d’attesa insostenibili per circa 9 su 10 (per 88% degli italiani si aspetta troppo per una prima visita, per l’85% per esami diagnostici specifici o per esami di controllo e per l’84% per interventi chirurgici) e difficoltà di accesso alla specialistica; sette italiani su 10 ritengono che il governo debba investire maggiormente nel sistema sanitario pubblico: sono in estrema sintesi i risultati di un’indagine dell’EngageMinds HUB, il Centro di ricerca dell’Università Cattolica di Cremona diretto da Guendalina Graffigna. Di positivo c’è che quasi 6 italiani su 10 si sentono in un buono stato di salute. Fonte: Ansa - Salute

DIETA “SALVAVITA”: ARINGHE E ACCIUGHE

AL POSTO DELLA CARNE ROSSA

Il pesce di piccola taglia al posto della carne rappresenta potenzialmente un salvavita. Lo afferma una ricerca giapponese pubblicata sulla r ivista “BMJ Global Health” che mostra che sostituire la carne rossa con aringhe, sardine, acciughe o altri pesci piccoli potrebbe salvare fino a 750.000 vite l’anno nel 2050 e ridurre significativamente i casi di disabilità da malattie correlate alla dieta. Fonte: TGCom24 - Salute

DODICI MILIONI DI ITALIANI

DORMONO MALE

Dormire almeno 7-8 ore per notte è fondamentale per la salute psico-fisica di ogni individuo. Un sogno quasi irrealizzabile, quello del riposo salutare, per oltre 13 milioni di italiani. Una persona su sette, infatti, soffre di questo problema cronico, una vera e propria patologia, mentre a una su 5 è successo almeno una volta di fare i conti con la difficoltà ad addormentarsi, seppur per un breve periodo di solito legato a particolari momenti della vita (un lutto, una separazione, la perdita del lavoro, ecc.). Fonte: IlSole24Ore - Salute

ALCOL, L’ALLARME DELL’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ: “3,7 MILIONI DI ITALIANI BEVONO FINO AD UBRIACARSI”

In Italia “si registrano 36 milioni di consumatori di alcol”, con “10 milioni e 200mila italiani sopra i 18 anni” che “hanno bevuto alcol quotidianamente. Ma spiccano i 3,7 milioni di ‘binge drinker’ (chi abusa delle bevande fino ad ubriacarsi), soprattutto maschi di tutte le età (104mila sono minori)”. E’ l’allarme che lancia l’Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto superiore di sanità, Ona-Iss, nel report in cui ha rielaborato attraverso il Sisma (Sistema di monitoraggio alcol), anche per il Programma statistico nazionale, i dati della Multiscopo Istat, in occasione dell’Alcohol Prevention Day (Apd). I dati verranno presentati il prossimo 18 aprile, nel corso di un workshop internazionale in programma presso la sede dell’Iss. Fonte: Adnkronos

LINFOMA DIFFUSO A GRANDI CELLULE B, VIA LIBERA AIFA A UN NUOVO FARMACO

Via libera da AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco, a glofitamab, nuovo tipo di immunoterapia per le persone adulte affette da linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL) che sono state già sottoposte a due o più linee di terapia sistemica senza risultati. Si tratta di una terapia chemio-free pronta all’uso e quindi immediatamente somministrabile, quando necessario, che vanta una durata fissa, ovvero 12 cicli da circa 21 giorni ciascuno. Fonte: Il Messaggero

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PIÙ FORTI PER CRESCERE

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Da sinistra: Alessandro Ballan, Gabor Deak, Antonio Bevilacqua, Beppe Colleoni e Renato D’Aprile (ph. NB Agency)

PRESENTATO IL TEAM MBH BANK – COLPACK BALLAN CSB, UN PROGETTO INTERNAZIONALE PER LA CRESCITA DEI TALENTI DEL FUTURO

Il 14 febbraio è stato presentato, presso il Life Source Hotel di Bergamo, il nuovo Team MBH Bank - Colpack Ballan CSB, formazione Continental, che ha annunciato il suo passaggio al professionismo nel 2025. Il team ha una storia ultra trentennale e negli anni ha visto oltre 1500 atleti indossare questa maglia. Il legame con il territorio è forte anche quello con la famiglia Gimondi infatti Norma Gimondi era alla presentazione del team. La novità, che balza agli occhi dalla denominazione è l’ingresso del nuovo partner ungherese MBH Bank, la banca più diffusa in Ungheria e che impiega 9.000 persone.

A fare gli onori di casa il team manager, Antonio Bevilacqua, che ha così ringraziato ufficialmente Beppe Colleoni, e l’azienda Colpack, per i tanti anni al fianco del team. Presente a Bergamo Gabor Deak, che guida la cordata ungherese che ha avviato il nuovo progetto di sviluppo ciclistico. Un disegno che vede coinvolti anche i corridori ungheresi della categoria Junior, già presenti allo stage di Calpe (Spagna).

IL RINGRAZIAMENTO

“Ringrazio Beppe Colleoni per tutti questi anni insieme. Sia chiaro non è un addio - le prime parole di un emozionato Bevilacqua - e diamo il benvenuto a Gabor Deak (di MBH Bank) nel nostro gruppo. Voglio sottolineare come in questi anni, grazie a Colleoni e gli altri partner ci sia stata data l’opportunità di salire in cima al mondo. Abbiamo ancora negli occhi la vittoria mondiale, in pista, con Filippo Ganna e la Parigi Roubaix U23. Inoltre, il titolo Mondiale U23 strada di Filippo Baroncini ed il Giro d’Italia U23 con Juan Ayuso, nel 2021. Ricordo infine che alle Olimpiadi di Rio eravamo presenti con 3 atleti su 4 del quartetto”.

Beppe Colleoni ha rivissuto alcuni momenti tra le lacrime, dopo aver ricevuto la maglia di Campione Europeo, recentemente conquistata in pista, direttamente da Matteo Bianchi. “Il ciclismo è lo sport che da sempre mi appassiona e Antonio è sempre stato vicino a me ed alla mia famiglia. Lo ringrazio e ci prepariamo alla nuova avventura insieme”.

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MBH BANK

È poi toccato a Gabor Deak : “Siamo fiduciosi che questa partnership rafforzerà la posizione del Team MBH Bank Colpack Ballan CSB in Italia e siamo convinti che avrà anche un impatto internazionale, poiché, grazie alla cooperazione in essere, i ciclisti ungheresi potranno allenarsi e crescere in questa categoria di alto livello, portando così il ciclismo ungherese ad uno step successivo.”

SIMONI E ZOLTAN

Sul palco anche Gilberto Simoni e Zoltan Bebto, che hanno lavorato alla buona riuscita della partnership. In particolare l’ex scalatore trentino sarà il coordinatore del progetto Junior.

BALLAN E CSB

Sono intervenuti anche Alessandro Ballan, della Ballan SPA, e Renato D’Aprile della CSB, Commerciale Siderurgica Bresciana.

“Per noi è il 5° anno - dichiara Alessandro Ballan - ed abbiamo visto crescere tanti talenti. Ci sarebbe piaciuto trattenerli nel team per più tempo, ma il ciclismo ora viaggia veloce. Abbiamo lavorato bene nello scouting e ripartiamo motivati. Ogni anno è una nuova sfida”.

GLI ATLETI A prendere la parola anche le stelle tel team a partire dal capitano Sergio Meris “Punto alle corse dure con tante salite. Per me è un anno decisivo”. Suggestiva l’accoppiata di ruote veloci formata da Samuel Quaranta ed Edoardo Cipollni (figlio e nipote di Ivan Quaranta e Mario Cipollini). Attesa anche per Matteo Ambrosini, vincitore di Capodanno 2023. “Sento di aver lavorato bene, punto alle gare internazionali”.

La stella ungherese è invece Mark Valent, campione nazionale U23 nel 2023: “Non vedo l’ora che arrivi l’inizio delle gare. Gareggiare in Italia è una grande opportunità per tutti noi ungheresi”.

Renato D’Aprile: “Il ciclismo ci ha saputo emozionare e questo è il nostro terzo anno. Un mondo che ci ha pian piano appassionato. La nostra è un’azienda vende materiale siderurgico e potremmo trovare affinità di business con i nuovo partner ungheresi”.

I TECNICI: I Direttori Sportivi Gianluca Valoti, Flavio Miozzo, Davide Martinelli e Beppe Dileo hanno poi introdotto la squadra. “Un gruppo giovane, motivato e completo per competere su tutti i terreni. Faremo un calendario internazionale e ci siamo preparati con scrupolo in visita del calendario internazionale”.

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ROSSELLA DILEO: I ringraziamenti finali sono toccati all’anima organizzativa del team, Rossella Dileo. “Affrontiamo una sfida ambiziosa. Il nostro pensiero è per i ragazzi, che affronteranno una stagione impegnativa e per tutti quelli che ci supportano: sponsor, tecnici, volontari, accompagnatori e tutte le figure professionali che compongono un team”.

PIÙ FORTI PER CRESCERE

GLI OSPITI: La giornata è stata aperta dall’intervento del Presidente della FCI, Cordiano Dagnoni, e dal Commissario Straordinario della Lega Ciclismo, Cesare Di Cintio. In sala anche Norma Gimondi e diversi campioni come Ivan Gotti, Eddy Mazzoleni, Mirko Celestino, Claudio Corti, Davide Cassani, i CT Marino Amadori e Marco Velo. (A cura di V. Visciglio)

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RAFFAELE SICIGNANO

Durante il periodo quaresimale, diversi suoi quadri sono stati affissi nella Chiesa di S. Maria Immacolata di Longuelo.In particolare, in occasione della Domenica delle Palme, è stata presentata per la prima volta al pubblico la tua ultima opera, Passeggiata a Gaza. “Ho raccolto con gioia l’invito di Don Massimo Maffioletti che mi ha rivolto questa proposta, nell’ambito delle settimane della cultura organizzate dalla Diocesi di Bergamo. L’opera inedita che abbiamo esposto sul muro del confessionale della Chiesa è una riflessione sul mondo attuale.

Il titolo prende spunto dalla poesia del 1913 del futurista Aldo Palazzeschi, La passeggiata, nata nel contesto storico antecedente la Prima Guerra Mondiale. Oggi noi viaggiamo - passeggiamo - attraverso il web e i social: io ho catturato le immagini trasmesse della rete e le ho rielaborate attraverso le mie emozioni, per riflettere, interrogare. Perché succede questo? La domanda è retorica, ma mi premeva affrontare questo tema. Il lavoro, tre metri e mezzo di lunghezza per uno e venti di altezza, si compone di più tele e materiali messi insieme, per un totale di trenta tasselli. Lastre di ferro, cocci, pezzi di tessuto, cemento, proiettili sono forme e oggetti che si trasformano, decontestualizzati dalla loro natura originaria, in una sorta di quaderno di viaggio che testimonia l’efferatezza del conflitto. È una passeggiata nella guerra di Gaza ma non solo, è una passeggiata nelle guerre di tutto il mondo”.

La tua è un’arte che riflette sull’attualità. Qual è il pensiero che emerge?

“Come dicevo, la mia ultima opera è una passeggiata nella guerra, che ritrae scene distruzione e di morte, ma credo che non possiamo e non dobbiamo fermarci a quel tipo di morte: è necessario andare al di là e indirizzare lo sguardo verso un sole che si accende, portandoci altrove, denunciando. In qualità di artisti abbiamo l’obbligo e la responsabilità di farci e porre delle domande, dobbiamo dichiarare che ci deve essere un oltre, che può essere la fede o un altro concetto etico”.

Quindi esiste una speranza nell’umanità?

“Assolutamente sì. La mia non è una denuncia negativa. Il senso della vita deve essere sempre positivo, non può essere altrimenti! Quando parlo di positività intendo che dobbiamo avere la bellezza nella mente e davanti agli occhi. Come suggerisce il titolo di una delle mie opere esposte nella chiesa di Pizzigoni, La terra è sorretta da luci: siamo sostenuti dalla bellezza della luce, nonostante le ombre siano molte e facciano male”.

Dalle tue opere traspare sempre la spiritualità cristiana. “È vero, anche se io mi definisco piuttosto un artista rispettoso del dubbio. Per esempio, la serie degli Ex voto è una raccolta nata in un momento difficile della mia vita, quando ho vissuto momenti dove la paura della morte ha bussato alla porta di casa. Ex voto è la materializzazione della mia gratitudine a chi o a cosa ci guarda, come le offerte che si trovano nei luoghi della fede; è un insieme di opere che esprimono la mia personale preghiera e le emozioni provate in quel periodo”.

Qual è la tua poetica?

“Affronto diversi temi ma lo stile formale è sempre lo stesso, è un percorso di ricerca che porto avanti dagli anni ‘90. Tempo fa ho realizzato a Trescore una mostra sul paesaggio,Vibrazione nella visione. La vibrazione è quello che si prova davanti a un tramonto, a uno sguardo…Davanti alle cose belle. Io voglio questo nelle mie opere: trasmettere la bellezza che si percepisce nel corso di una passeggiata al lago, guardando la luce, le trasparenze… Se non abbiamo una bellezza interiore, non riusciamo a esprimere noi stessi”.

Raffaele Sicignano nasce a Pompei nel 1970. Frequenta il Liceo

Artistico di Napoli allievo di Errico Ruotolo e l’Accademia di Belle

Arti di Napoli dove compie gli studi nel 1994. Vive e lavora a Trescore Balneario. Ha al suo attivo molte mostre personali e collettive; si occupa di progettazione artistica e si dedica con passione alla formazione delle nuove generazioni. Le sue creazioni sono molto materiche: terra, sabbia, cenere, fili di tela o di panno o di tappeto, pane, carbone, cocci, chiodi e persino residui bellici, attraverso la rielaborazione dell’artista acquisiscono una nuova vita, fondendosi per trasmettere emozioni, suscitare pensieri, porre quesiti.

Il corpus dei suoi lavori attraversa diversi temi, con un’attenzione al mondo che ci circonda, ma lo stile formale rimane costante, in un percorso che si snoda dai primi anni Novanta ad oggi, alla continua ricerca di un messaggio di speranza e di bellezza.

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Anna Donatini - ph. Paolo Stroppa

TRASMETTERE BELLEZZA

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Come sei arrivato a Bergamo?

“Mi sono trasferito nel 1993, appena finiti gli studi, in seguito al concorso nazionale di calcografia promosso dal comune di Gorlago in cui vinsi il primo premio; un concorso vivo ancora oggi, grazie a persone incredibilmente appassionate d’arte, che ora fanno parte della mia vita. Mi innamorai di questi luoghi e decisi di trasferirmi. Qui ho costruito le mie radici, un altro tema importante per me. Bisogna creare le proprie radici e devono essere profonde. Come? Con un’etica pulita, rispettando le persone e il luogo in cui decidi di vivere. Entrare a far parte di una dimensione collettiva di cui devi sentirti parte attiva”.

Ti occupi anche di progettazione artistica?

“Mi piace molto. Da 13 anni, a Trescore, grazie all’amministrazione comunale, abbiamo dato vita a uno spazio espositivo - Le stanze - dove proponiamo un programma annuale con mostre che coinvolgono artisti di diverse generazioni, chiamando fino ad ora più di trenta tra pittori, scultori, fotografi, performer, incisori, disegnatori. In questo modo ha preso vita un ‘luogo del confronto’, che organizza anche laboratori gratuiti per i bambini delle scuole. L’idea è di offrire alla comunità un ambiente dove assimilare la bellezza e dare uno spazio nel quale i giovani talenti possano esprimersi”.

Lavori a contatto con i giovani e ti impegni molto nella formazione. “Penso che se riusciamo a raccontare ai ragazzi il nostro passato, la cultura, la bellezza, forse quello che succede ora a Gaza non arriverà più, o almeno me lo auguro.

A Trescore proponiamo percorsi educativi dedicati alle nuove generazioni per conoscere l’arte e il nostro territorio, come il progetto dedicato allo scultore Tobia Vescovi (autore delle sculture della Biblioteca Angelo Mai), connesso alla riscoperta della Val Cavallina e del suo Museo; o ancora, il cammino espositivo dedicato alla poetica di Dante, che ha coinvolto 150 ragazzi della scuola secondaria di primo grado e circa 100 bambini della scuola primaria”.

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Il tuo sogno artistico?

“Il mio sogno è trasmettere ai ragazzi la bellezza, dare la possibilità di potersi emozionare, per così dire: davanti a una carezza all'arte, incondizionatamente, nel tempo: come l’amare il domani.

Vorrei realizzare un progetto che rimanga stabile nel tempo, dove educare all’arte le generazioni future; avere uno spazio libero dove tutti, in maniera gratuita, possano disegnare, ascoltare musica, scrivere, esprimere il loro lato artistico: crescere nella coscienza dell’arte”.

RAFFAELE SICIGNANO

Yuri Ancarani

Giulia Andreani

Giorgio Andreotta Calò

Meris Angioletti

Marina Apollonio

Stefano Arienti

Micol Assaël

Vanessa Beecroft

Marco Belfiore

Elisabetta Benassi

Ruth Beraha

Simone Berti

Tomaso Binga

Monica Bonvicini

Lupo Borgonovo

Chiara Camoni

Ambra Castagnetti

Guglielmo Castelli

Maurizio Cattelan

Giulia Cenci

Francesco Clemente

Danilo Correale

Roberto Cuoghi

Enrico David

Patrizio di Massimo

Binta Diaw

Sara Enrico

Chiara Enzo

Alessandra Ferrini

Linda Fregni Nagler

Giuseppe Gabellone

Elisa Giardina Papa

Piero Golia

Massimo Grimaldi

Petrit Halilaj

Adelita Husni Bey

Luisa Lambri

Armin Linke

Lorenza Longhi

Marcello Maloberti

Margherita Manzelli

Diego Marcon

Masbedo

Jacopo Miliani

Daniele Milvio

Alek O.

Adrian Paci

Giulio Paolini

Giuseppe Penone

Diego Perrone

Alessandro Pessoli

Gabriele Picco

Paola Pivi

Maria Rapicavoli

Michele Rizzo

Pietro Roccasalva

Giangiacomo Rossetti

Andrea Salvino,

Arcangelo Sassolino

Alessandro Sciarroni

Marinella Senatore

Elisa Sighicelli

Rudolf Stingel

Grazia Toderi

Patrick Tuttofuoco

Grazia Varisco

Nico Vascellari

Francesco Vezzoli

Sislej Xhafa

Shafei Xia

FONDAZIONE NICOLA TRUSSARDI
70 I NUOVI MOSTRI A cura di Massimiliano Gioni 60
ITALIA

Dall’8 aprile scorso, e per le prossime settimane - in concomitanza con miart, l’Art Week e la Design Week - con il progetto ITALIA 70 - I NUOVI MOSTRI, a cura di Massimiliano Gioni, la Fondazione Nicola Trussardi riporta l’arte nelle strade di Milano diffondendo centinaia di immagini realizzate da 70 artisti.

Era il 2004 quando, con I NUOVI MOSTRI – UNA STORIA ITALIANA, la Fondazione aveva disseminato tra le strade di Milano, dal centro alla periferia, centinaia di poster realizzati da sedici giovani artisti italiani: un’antologia di sguardi sull’Italia e la sua mutevole identità che diventò un’irriverente occupazione degli spazi pubblici.

A vent’anni da quell’esperimento pionieristico – tra le prime incursioni con cui la Fondazione Nicola Trussardi iniziava a portare l’arte contemporanea nei luoghi più inaspettati della città – la Fondazione torna a quel format coinvolgendo questa volta 70 artisti che operano in Italia, tra grandi maestri e talenti emergenti, per un intervento di arte pubblica che sviluppa ed espande l’idea di museo mobile con cui la Fondazione Nicola Trussardi trasforma da tempo la città in un grande palcoscenico per l’arte contemporanea.

I 70 artisti coinvolti sono stati invitati dalla Fondazione a produrre ognuno un’immagine inedita o a scegliere un’opera speciale da riprodurre su centinaia di manifesti: tutte le immagini realizzate saranno dunque protagoniste di una massiccia campagna di affissioni pubbliche che tappezzerà le strade e le piazze e che coinvolgerà addetti ai lavori e curiosi in una caccia al tesoro da un estremo all’altro della città, disegnando una nuova mappa di Milano, dal Cimitero Monumentale al Centro Storico, da City Life a Porta Romana.

Insieme, le immagini di ITALIA 70 compongono una collezione temporanea di arte a cielo aperto: un museo metropolitano, nascosto tra le comunicazioni commerciali, che riflette i desideri e inquietudini dell’Italia di oggi.

SETTANTA ARTISTI ITALIANI HANNO INVASO LE STRADE DI MILANO
Marina Apollonio Patrizio di Massimo Paola Pivi Giulio Paolini
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Alessandro Sciarroni

“Un quadro deve venire al mondo esattamente come un albero. L’albero spinge per se stesso, obbedendo alle leggi della natura, ma non spinge per dare ombra, fiori o frutti. L’ombra, i fiori, i frutti sono risultati naturali. Ma l’albero non bada a loro”.

Vassilij Kandinskij

Stefano Caglioni:

L’INAFFERRABILITA’

DELL’ARTE

di Fernando Noris, scritto in occasione della mostra delle opere di Caglioni presso il Quadriportico del Sentierone nell’ottobre 2008. Le foto della casa del pittore sono di Paolo Stroppa

Che Stefano Caglioni non abbia badato a nient’altro che a sé, avviandosi sul terreno della sua sperimentazione d’artista, è nelle cose e nella sua storia personale. Si è limitato a guardare crescere il suo albero, senza curarsi di altro. O di altri.

L’interesse che i prodotti della sua espressione hanno suscitato, dopo essersi generati a rimorchio di brucianti esperienze mentali e scelte di vita camaleontiche, è sicuramente divergente, e anche di molto, tra quanto gli riserva l’attenzione di un selettivo pubblico e l’indifferenza, apparente, che lui stesso dedica a quanto produce. Mondi assolutamente incomunicanti.

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Alla forza d’urto di una così dirompente individualità, non può corrispondere solo l’alone dello stereotipo di una paternalistica accoglienza, che, di solito, si riserva a quanti ci sfiorano con la loro esistenza di ombre, accettate soltanto se restano confinate nel ben marcato perimetro del loro essersi costituite in icone istranite. Ci deve essere altro in questa furia grafica, gestuale e cromatica di Caglioni, in questa sua estraneità linguistica, così paradossalmente programmatica e divagante.

Il protagonismo del personaggio, condizionato dal luogo comune di una eccentrica visibilità, tende ad attribuire ai risultati del suo lavoro figurativo, sovraccaricanti contraddizioni, che forse esistono solo in letture che gli rimangono del tutto estranee.

Al riguardo, va decisamente rivendicata all’opera d’arte una radicale autonomia, soprattutto rispetto a possibili implicazioni autobiografiche riferite al suo autore: non che esse non debbano esser tenute presenti. Solo devono essere accompagnate dall’avvertenza che nessuna di esse, in nessun caso, nemmeno nei più coinvolgenti fatti esistenziali, esaurisce totalmente la poetica di un autore.

La vicenda artistica di Stefano Caglioni non può esser solo il racconto della sua escalation verso un suo progressivo straniamento di creatore di non luoghi e di non cose.

Inevitabilmente, per il solo fatto di essere stata evocata all’esistenza, questa foresta inestricata di segni e tracciati, diventa un percorso simbolico, quasi da ossessiva fiaba contemporanea. La profondità di questo intenso pathos del vivere, nella sua forse inconclusa consapevolezza, non può non sollecitare una più acuta riflessione sul senso dell’arte, che, al certo, non ha bisogno di farsi soccorre da definizioni o da classificazioni.

Fosse anche solo per la sua insistita provocazione di raccontare alla nostra civiltà, troppo sazia di tutto, anche di immagini, la nostalgia di assenze, pesanti come ricordi rimossi o mai avvertiti. Un “vuoto” da riempire, sembra all’origine dello slancio produttivo antagonista di Caglioni; di un suo dipingere come affermazione della sua identità di esserci.

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Basterebbe scorrere, del resto e anche disordinatamente, un elenco di suoi titoli, per ricostruire un immaginario visionario che racconta di una espressionistica poesia di cose, persone e ambienti. Astrazione del colore nella mente, Alla pittura dell’essere razionale, Al centro del sesso colorato, Lacerazione della luce, Centralità mistica ascetica del Paradiso, Costruzione, Compenetrazione aerogemetrica, Composizione astratta lineare, Tersicore musa della musica, Elisir d’amore, Situazione alcol, Vibrazione colore blu… Si incontrano (e si scontrano) immagini fosfo-rescenti di Città Alta, Porta Nuova e Porta S.Giacomo, con improbabili Grattaceli di New York rigorosamente a finestre cieche; Autoritratti, liquidi di trasparenze frontali (anche quello nelle fattezze di un poverocristo), e figure di donne-madonne come Donna Luna, Donna seduta, Donne velate, o animali come la testa di Cavallo, dallo sguardo sorprendentemente umano o il profilo egizio di una schematica Atalanta. Stracciate nature morte di fiori, superstiti vetri di bottiglie, crocifissioni parenti prossime dei Calvari di Bretagna, città di realtà e di fantasia sono accompagnate, come tutti gli altri dipinti del resto, da vistose firme, con nome e cognome, come a imporre la marchiatura di un territorio precariamente e temporaneamente occupato con il soggetto dipinto. Queste grandi scritte diventano esse stesse elemento figurativo di una presenza, che traduce in pura gestualità, una più recondita gestualità narrativa. Linee rette e circonvoluzioni, dal ritmo consape-volmente musicale, si alternano in un linguaggio governato da una cifra altamente dinamica del colore: segno di una ascendenza, tipica dei vari espressionismi che hanno attraversato l’ultimo secolo di pittura in Italia e in Europa e della lezione di chi ha perifericamente avvertito le suggestioni di una certa pop art, anche casalinga. C’è un dipinto di Stefano Caglioni, che, più di altri, rivela qualcosa di questi misteriosi fenomeni carsici dell’andare e venire di certe forme in pittura. Si tratta di Situazione alcool. Da una caverna di blu elettrici, strappati dal cielo, la visione si apre a una landa di rosso purissimo, solcato da striature fiammeggianti come lampi.

Con le reminiscenze soggettive forse non si fa storia dell’arte. Ma sia lecito affermare, da parte di chi scrive, che in questa visione di lirica dissipazione, c’è molto di quanto è possibile leggere in certi lavori di Mario Schifano. E ciò sia detto, in conclusione, per porre fine, almeno, alla patetica e sconclusionata definizione di Caglioni come “Ligabue bergamasco”.

Abitare un sogno, può liberamente affrancare Stefano Caglioni, dal dovere di rendere conto a chicchessia di condivisioni non richieste. L’ombra, i fiori e i frutti del suo albero non rientrano nell’interesse inafferrabile del suo fare artistico. E del suo vivere. (Fernando Noris)

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Stefano Caglioni: L’INAFFERRABILITA’ DELL’ARTE

AMARCORD

Ogni tanto mi viene in mente qualcosa dei trascorsi di questo giornale. Questa volta, passando da via S. Bernardino diretto al nuovo spazio Gres Art 671, il pensiero è volato a Stefano Caglioni che abitava poco distante e alla sua casa, un appartamento al piano terra in una casa popolare. Ricordo che andai a trovarlo in quella che era la sua casa ma anche lo studio dove dipingeva a getto continuo regalando i suoi lavori a chi gli portava tele colori e bottiglie di Barbera e che oggi si trova tra le mani una piccola fortuna. In mancanza di tele, Stefano aveva affrescato ogni spazio di quella casa che quasi certamente è stata ristrutturata cancellando tutto. Ritrovo in archivio quelle foto, alcune mai pubblicate, e mi viene la nostalgia di andarlo a trovare. Salgo in macchina e dopo dieci minuti sono presso la struttura che lo ospita, ormai da molti anni. C’è un bel raggio di sole dopo giorni di pioggia della Pasqua. Lo trovo nel cortile all’entrata, come se mi stesse aspettando. È più magro rispetto all’ultima volta ma l’aspetto tutto sommato non è male. 74 anni. Mi riconosce e lo accarezzo sulle mani. Qualche risata ricordando quella casa, i santi, le madonne i papi e Padre Pio, come se fosse una cappella privata… E poi i suoi pennelli su tutto ciò che lo circonda in una baraonda di colori, scritte, invocazioni… preghiere. Dipinto il frigorifero, la caldaia, le finestre e mentre ero lì ricordo che dipinse un televisore che qualcuno gli aveva portato…

Ci beviamo un caffè e la cameriera mi informa che ha ricominciato a dipingere. Lo aiuta un volontario che, d’accordo con i familiari di Stefano, vende poi i quadri devolvendo metà del ricavato in beneficenza e metà all’autore ritornato così a mettere su tela i suoi sogni. Chiedo a Stefano se è contento e mi risponde sorridendo: “Certo, guadagno anche un po’… Sai - mi confida - c’è stata una tipa che prima di Natale è venuta a trovarmi, con un po’ di moine mi ha portato in terrazza e, una volta rimasti soli, ha tirato fuori una piccola tela e i colori, chiedendomi di fare il ritratto della figlia di cui mi mostrava una foto… Io stavo al gioco ma la signora è stata scoperta e rimproverata”.

Tra me penso a quale livello di fantasia arriva certa gente per riuscire a possedere una tela firmata dal Cagliù. E anche a quanto si pentirà chi, senza riflettere, ha distrutto gli affreschi di via S. Bernardino che in assoluta esclusiva vi mostriamo in queste pagine insieme alla nota scritta dal Prof. Fernando Noris in occasione dell’esposizione di alcuni quadri di Caglioni avvenuta nel 2008 sotto i portici del Sentierone a Bergamo.

Curiosità: in quell’occasione avevamo ricostruito una delle stanze della casa di Stefano nella quale erano riprodotti gli affreschi che aveva fotografato Paolo Stroppa. Alla fine della mostra vi fu un’asta dei quadri donati da alcuni amici e anche quella casetta venne divisa in quattro, quanti erano i lati della stessa e comprata da altrettanti appassionati che oggi ne possiedono un quarto ognuno. Se per caso qualcuno di loro ci legge, si potrebbe ricomporre quella magica stanza. (V.E.Filì)

Roberto Vignola, vicedirettore generale di Fondazione CESVI

“La situazione nella Striscia di Gaza è catastrofica e continua a peggiorare: la carestia incombe e i bambini muoiono di fame. Mai avremmo immaginato di dover portare alimenti salvavita alle porte dell’Europa”. È l’allarme lanciato da Roberto Vignola, vicedirettore generale di Fondazione CESVI, che ha appena portato 18 tonnellate di Plumpy’Nut nell’enclave palestinese, per salvare i bambini gravemente malnutriti. A quasi sei mesi dallo scoppio del conflitto del 7 ottobre scorso, sono almeno 27 i bambini palestinesi morti per fame e disidratazione, mentre 7 bambini su 10 sotto i due anni soffrono di malnutrizione acuta nella Striscia di Gaza, dove lo stato di carestia è ormai imminente. Nella guerra, i 335mila bambini palestinesi con meno di 5 anni e i 135mila sotto i 2 anni sono coloro che corrono i rischi più gravi a causa della scarsità di cibo. Il 90% dei più piccoli non riceve adeguati allattamento materno e cibo complementare.

Il Plumpy’Nut consegnato da CESVI è un alimento a base di pasta di arachidi arricchita di proteine e sali minerali, usato come cibo terapeutico pronto all’uso per i bambini gravemente sottopeso, nelle situazioni di emergenza umanitaria. È particolarmente adatto alle situazioni estreme, perché non va diluito con acqua e può essere somministrato facilmente in qualsiasi contesto, evitando rischi di contaminazione. Sono 180mila le bustine di cibo terapeutico consegnate da CESVI a diversi ospedali e cliniche mediche di Gaza, che attraverso le proprie équipe si stanno occupando di somministrare la terapia alimentare a migliaia bambini affetti da malnutrizione acuta grave e moderata.

STRISCIA DI GAZA: CESVI C’È

NELLA STRISCIA DI GAZA FAME A LIVELLO ‘CATASTROFICO’

E CARESTIA IMMINENTE: MALNUTRIZIONE ACUTA PER 7

BAMBINI SU 10 SOTTO I 2 ANNI, 27 MORTI PER FAME. “PER

LA PRIMA VOLTA LA FAME ALLE PORTE DELL’EUROPA”: CESVI DISTRIBUISCE 18 TONNELLATE DI CIBO SALVAVITA (PLUMPY’NUT) AI BAMBINI GRAVEMENTE MALNUTRITI

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“Noi di CESVI da quasi 40 anni operiamo per contrastare la malnutrizione infantile in diversi contesti nel mondo, come nel Corno d'Africa, da sempre afflitto da queste problematiche. È la prima volta che ci troviamo a operare nel settore della malnutrizione in un Paese così vicino come Gaza, è qualcosa che non ci saremmo mai immaginati. In questa situazione di gravissima emergenza possiamo portare la nostra expertise sperando di salvare dalla fame il numero più alto possibile di bambini, a cominciare da quelli gravemente malnutriti”, ha aggiunto Vignola.

“A ottobre CESVI ha aderito all’appello urgente per il cessate il fuoco lanciato a livello internazionale, nella speranza di evitare la catastrofe umanitaria nella Striscia di Gaza. Non è accaduto: continuiamo a contare i morti e veder crescere la distruzione”, ha concluso, “intervenire è una responsabilità collettiva, sebbene sia complicato dall’insicurezza sul campo e dalle difficoltà logistiche”.

Lo stato di carestia è ormai imminente nel nord della Striscia di Gaza: se le condizioni non miglioreranno, sarà dichiarato entro maggio (Integrated Food Security Phase Classification IPC dell’Onu ). In generale, nell’intero territorio, entro luglio è destinato a salire a oltre un milione il numero di persone che affronteranno la fame a livello catastrofico. Nel nord, intanto, due terzi delle famiglie ha trascorso interi giorni e notti senza mangiare almeno 10 volte negli ultimi 30 giorni (nel sud è accaduto a un terzo) . Prima dell’escalation nel conflitto, la malnutrizione acuta riguardava lo 0,8% dei bambini sotto i 5 anni d’età, mentre a febbraio quel dato nelle zone settentrionali è aumentato tra 12,4% e 16,5%. Sono ormai almeno 27 i bambini morti per malnutrizione e disidratazione, che si aggiungono a quelli uccisi dalla guerra, oltre 13mila nei dati del Ministero della Salute palestinese. Quando la malnutrizione si combina con malattie e mancanza di cure, come sta accadendo nella Striscia di Gaza, i più piccoli sono fortemente a rischio di infezioni acute, che ne mettono ulteriormente in pericolo la vita. I casi di diarrea sono stati oltre 296mila, per un terzo in bambini sotto i 5 anni . Nel territorio, la guerra ha distrutto le infrastrutture di base, impedendo di rifornirsi di acqua potabile, cibo, carburante, elettricità, farmaci, nonché di ottenere cure mediche, perché solo 12 dei 36 ospedali sono parzialmente funzionanti, oltre che sovraffollati al 327% .

“La situazione è molto critica: ogni ora sentiamo il rumore dei bombardamenti e di continuo un sottofondo di urla e di pianti. È sempre più difficile trovare del cibo e quel poco che c’è è molto costoso e non basta per tutti. Un chilo di farina costa 100 NIS (circa €25) e un chilo di riso ha raggiunto le 55 NIS (circa €15). Quasi nessuno ha tutti questi soldi. Oltre ai bombardamenti dobbiamo temere anche le violenze della criminalità crescente”, hanno dichiarato gli operatori umanitari di CESVI nella Striscia di Gaza.

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CI
13 MILIARDI 68
MALTRATTAMENTI SUI MINORI:
“COSTANO”

Generano una spesa pubblica di oltre 13 miliardi di euro e arrivano a pesare fino allo 0,84% sul PIL: questo è il “conto economico" dei maltrattamenti su minori, senza contare gli impatti sulla salute del bambino e sul suo futuro. Il dato emerge da un’analisi realizzata dal Centro Studi sul Management e il Lavoro per l’Osservatorio Italiano della Gentilezza e del Comportamento, organo del Movimento per la Gentilezza, presieduto da Natalia Re e diretto da Marcello Vitaliti. “L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha da tempo inserito questo filone di ricerca fra gli strumenti fondamentali per le decisioni connesse alle politiche nazionali in favore dell’infanzia e dell’adolescenza” ha dichiarato il prof. Antonio Votino, presidente del Ce.S.Ma.L.

Gli effetti dei maltrattamenti sulla società. “Un bambino maltrattato pesa in modo significativo sui bilanci dei Comuni, sui bilanci delle aziende sanitarie e dei centri di salute mentale, così come sui bilanci della giustizia - ha spiegato il professor Votino. E questo sia oggi, per la sua protezione e tutela, che nel futuro, perché il maltrattamento ha un’alta probabilità di sviluppare in età adulta patologie sanitarie anche gravi (dipendenza, malattie mentali, disabilità, disturbi cardiovascolari, disturbi psicologici etc.), devianze e criminalità, disoccupazione e perdita di reddito, incidendo, dunque, sul bilancio dello Stato e sulla perdita di produttività e di PIL”.

I costi diretti e indiretti dei maltrattamenti su minori. L’analisi, disponibile da oggi online sul sito del Movimento, stima sia i costi diretti che quelli indiretti dei maltrattamenti sui minori. I costi diretti, che in totale valgono quasi 340 milioni di euro, comprendono l’ospedalizzazione (49 milioni di euro), la cura della salute mentale (21 milioni di euro), il welfare (214 milioni di euro), l’affido familiare, gli interventi di polizia e le spese della giustizia (53 milioni di euro). I costi indiretti, che ammontano a circa 12 miliardi e 700mila euro, riguardano l’educazione speciale (209 milioni di euro), la cura della salute da adulti (326 milioni di euro) la criminalità adulta connessa ai maltrattamenti (oltre 5 miliardi di euro), la delinquenza giovanile (152 milioni di euro) e le perdite di produttività sociale ( 6 miliardi di euro).

Maltrattamenti e gentilezza. Lo studio si inserisce in un filone di ricerca che il Movimento Italiano per la Gentilezza ha lanciato qualche mese fa e che ha il suo focus nell’analizzare gli effetti reali della gentilezza sulla società contemporanea, valutando in che modo un ecosistema “più gentile” possa influenzare la generazione di ricchezza. “Il concetto di gentilezza, infatti, è molto più ampio di quello a cui siamo abituati a pensare, va oltre l’empatia e l’educazione, e comprende le basi del vivere comune, il rispetto dell’altro, delle differenze e delle leggi dello Stato, è lo strumento che ci aiuta a vivere e interagire con il prossimo in maniera virtuosa” ha commentato la presidente del Movimento, Natalia Re. “Il nostro scopo è quello di supportare le istituzioni nella definizione delle loro politiche, con dati e strumenti concreti”.

La gentilezza come indicatore di benessere. “La nostra idea - ha spiegato Re - è che se si intervenisse attraverso la gentilezza in maniera preventiva, si ridurrebbero in misura percentuale i costi che, invece, andrebbero sostenuti per riparare i danni del fenomeno”. E conclude la presidente “Come Movimento crediamo nell’effetto della gentilezza anche sui conti pubblici e sulla crescita economica: ecosistemi “più gentili” sono anche più sostenibili, saper convivere con l’altro è un indicatore del benessere socio-economico di una comunità”.

PUBBLICATA LA PRIMA RICERCA DELL’OSSERVATORIO ITALIANO DELLA GENTILEZZA E DEL COMPORTAMENTO. NELLA FOTO SOPRA LA PRESIDENTE NATALIA RE.

“La gentilezza è indicatore del benessere”

L’OIGEC – Osservatorio Italiano della Gentilezza e dei Comportamenti – nasce in occasione della giornata mondiale della gentilezza del 13 novembre del 2023 dalla volontà di Natalia Re, quale Presidente del “Movimento Italiano per la Gentilezza”. Esso è l’organismo di studio e ricerca costituitosi all’interno del MIG; indipendente da governi, partiti o movimenti politici, da confessioni religiose, opera nell’esclusivo perseguimento dei propri fini.

Presieduto dalla presidente e diretto dal vice presidente del MIG Marcello Vitaliti, collabora in partnership con studi legali e di consulenza, con associazioni, con enti pubblici e/o privati, con istituzioni governative ed università, per attuare azioni preventive, di analisi, di monitoraggio, di osservazione, di ricerca e di tutela nei confronti di chiunque ne richieda il supporto e dei fenomeni comportamentali dei singoli quando essi influenzano la collettività.

L’OIGEC si propone anche come sportello di ascolto e di orientamento; può coadiuvare il legislatore al fine di meglio ” codificare” fenomeni sociali e comportamentali per i quali occorrono nuovi dispositivi di legge e si avvale di un team di professionisti in grado di intervenire in ogni contesto, offrendo il proprio intervento in ambito nazionale ed internazionale.

Il lavoro svolto ha l’obiettivo di essere diffuso attraverso convegni scientifici, conferenze, incontri di studio informali e formali, pubblicazioni, podcast e produzioni video. Studi e ricerche (ai quali potranno partecipare soci e studiosi esterni all’Organizzazione), possono essere svolti anche sulla base di incarichi e finanziamenti da parte di soggetti pubblici e/o privati.

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COMEDY WILDLIFE AWARDS

NIKON È PARTNER DEI COMEDY WILDLIFE

AWARDS E ANNUNCIA L’APERTURA DELLE

ISCRIZIONI AL CONCORSO CHE PREMIA LE PIÙ

DIVERTENTI FOTO DELLA FAUNA SELVATICA

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NIKON, IN COLLABORAZIONE CON THE COMEDY WILDLIFE AWARDS, È LIETA DI ANNUNCIARE L’APERTURA DELLE ISCRIZIONI ALL’EDIZIONE 2024 DEL FAMOSO CONCORSO

Il Comedy Wildlife Awards celebra un decennio di condivisione di immagini affascinanti provenienti da tutto il mondo, e quest’anno Nikon è orgogliosa di poter contribuire a questa grande tradizione in veste di partner. Per commemorare questa nuova ed entusiasmante partnership, il concorso è stato ufficialmente ribattezzato “The Nikon Comedy Wildlife Awards”, ma l’obiettivo di incoraggiare il mondo a partecipare al dibattito sulla conservazione attraverso esilaranti immagini naturalistiche rimane lo stesso.

I partecipanti sono invitati a presentare un lavoro che non solo abbia il potere di far sorridere le persone, ma che sia anche espressione della fauna selvatica in tutte le sue forme e dimensioni, per promuoverne la conservazione e la difesa degli habitat con un messaggio umoristico e positivo.

La rosa dei candidati sarà giudicata da una giuria di fotografi leader del settore, che per la prima volta comprenderà anche dei Nikon Creator, come Cameron Whitnall, Lara Jackson e Roxy Furman, tutti accomunati da una profonda comprensione e da una grande passione sia per la fotografia naturalistica sia per la difesa della natura. Faranno parte della regolare giuria di giudici esperti, che annovera tra le sue fila rinomati fotografi naturalistici e Nikon Ambassador quali Daisy Gilardini e Charlie Hamilton James.

La partecipazione al concorso è gratuita e si potrà accedere ad esso fino al 31 luglio 2024. La rosa dei candidati verrà annunciata a settembre, mentre i vincitori finali verranno annunciati a novembre di quest’anno.

I lavori presentati nelle varie categorie avranno la possibilità di vincere premi straordinari, da un safari irripetibile nel Masai Mara in Kenya a una fotocamera Nikon Z 30. Tra gli altri premi vi sono un kit Nikon Z 8 e un nuovissimo iPad con il più recente software di editing Affinity Photo, che andrà al vincitore del concorso Nikon Young Photographer.

APERTE LE ISCRIZIONI PARTECIPAZIONE GRATUITA

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Stefan Maier, General Marketing Manager di Nikon, ha affermato: “Siamo entusiasti per questa collaborazione con il team di The Comedy Wildlife, da cui quest’anno nascerà The Nikon Comedy Wildlife Awards. Approfittando dell’affinità naturale tra i nostri marchi, vogliamo celebrare la fauna selvatica di tutto il mondo, nella speranza di generare una consapevolezza profonda sulla conservazione. Da oltre un secolo Nikon è all’avanguardia nella tecnologia dell’immagine e aiuta fotografi e videomaker di tutto il mondo a perfezionare il loro lavoro. Siamo entusiasti all’idea di unire le nostre forze e di offrire ai creativi di talento una piattaforma per raccontare storie capaci non solo di far riflettere, ma anche di far sorridere”.

Paul Joynson-Hicks, fondatore del concorso, ha dichiarato: “È con grande entusiasmo che, per il nostro decimo anniversario, abbiamo deciso di stringere una partnership con Nikon, uno dei marchi di fotocamere leader a livello mondiale. È un anno molto speciale per noi, in quanto celebriamo migliaia di immagini divertenti presentate da fotografi di tutto il mondo, un anno reso ancor più speciale dalla presenza di un marchio iconico come Nikon. Diamo il benvenuto a Nikon per un futuro glorioso insieme: celebrare la fauna selvatica di tutto il mondo, celebrare le persone che scattano fotografie e incoraggiare il mondo a partecipare al dibattito sulla conservazione attraverso immagini naturalistiche divertenti”.

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COMEDY WILDLIFE AWARDS

Le categorie in concorso sono:

• Alex Walker’s Serian Mammals

• Spectrum Photo Birds

• ThinkTANK Fish and other Aquatic Species

• Insects

• Reptiles/Amphibians

• Nikon Young Photographer (fino a 25 anni)

• Nikon Junior Category

Categoria Nikon Junior) (fino a 16 anni)

• Amazing Internet Portfolio Category

• Video Category

• Affinity Photo People’s Choice Award

Informazioni:

www.comedywildlifephoto.com

CALDO E MORBIDO COMPAGNO DI SOGNI

DO RMIRE CON UN PET: PRO E CONTRO SECONDO GLI ESPERTI

In Italia oltre il 50% delle persone che convive con un cane o un gatto ha scelto di condividere il letto con il proprio fedele amico a quattro zampe. Ma siamo sicuri che sia la scelta più adatta? Una delle pratiche più diffuse tra i pet parents è quella di dormire con il proprio cane o gatto. Una decisione che divide, ma che riflette un legame profondo tra umani e animali domestici. Ma è veramente la cosa giusta? Questa è la domanda che molti si pongono. Ma la verità è che la relazione tra uomo e animale è complessa e unica, così come le dinamiche del sonno condiviso. Ultima Petfood – la marca esperta nell’alimentazione di gatti e cani – ci presenta, con il prezioso contributo della sua esperta Gabriella Tami, Medico Veterinario ed Etologa, i pro e i contro che possono scaturire da questa consuetudine.

Pro: dormire con un pet riduce ansia e stress e allevia la sensazione di solitudine I lati positivi possono essere molteplici tra cui il semplice contatto fisico con il nostro fedele compagno che può ridurre notevolmente ansia e stress, garantendo un risveglio più rilassato e piacevole. Questa vicinanza aiuta anche a ridurre la pressione sanguigna, facilitando il sonno e garantendo una sensazione di benessere al mattino. Per molte persone la presenza del proprio animale domestico offre un sostegno prezioso e un fantastico rimedio naturale allo stress post-traumatico e agli incubi notturni. In questi casi possono essere di grande aiuto i cani addestrati a svegliare la persona quando riconoscono gli indizi di un incubo incipiente, trasformando il letto in un rifugio sicuro e accogliente. Se è vero che “chi dorme non piglia pesci” è provato che dormire con il nostro amico a quattro zampe riduce la sensazione di solitudine, contribuendo a mantenere una routine di riposo e allontanando i pensieri ansiosi. Inoltre, cani e gatti possono diventare importantissimi elementi di transizione per i bambini che si stanno abituando a dormire da soli, offrendo conforto e sicurezza senza interruzioni significative del sonno.

Contro: condividere il letto con il proprio pet può provocare disturbi del sonno Dormire con il nostro pet può essere terapeutico sotto molti punti di vista, ma allo stesso tempo può essere anche causa di alcune “criticità”. Il pet, infatti, potrebbe interferire con l’efficienza del sonno della persona che dorme al suo fianco, causando sonno intermittente e, così, un senso di stanchezza al risveglio. Per questo alcuni pet parents trovano che condividere il letto con un cane o un gatto non sia rilassante né rassicurante. Inoltre, gli animali domestici hanno una temperatura corporea più elevata rispetto alla nostra, con i cani che possono raggiungere circa 38,9°C e i gatti 39,2°C, e questo può causare un eccessivo surriscaldamento della zona riposo e interrompere così il sonno di chi sta dormendo con loro. Infine, i nostri amici a quattro zampe possono diventare delle vere e proprie sveglie mattutine. Se infatti il cane o il gatto scopre che svegliando il proprio padrone otterrà una ricompensa (bella passeggiata o colazione), l’effetto sveglia sarà assicurato.

Indipendentemente dai pro e dai contro, Ultima e la Dottoressa Gabriella Tami ci lasciano un decalogo per godere dei vantaggi di dormire con il proprio pet riducendo al minimo gli inconvenienti. Assicurandosi di seguire alcune regole semplici, come mantenere un’igiene rigorosa delle lenzuola e del pelo dell’animale, realizzare attività durante il giorno per farlo stancare e favorire così il riposo notturno, seguire una routine di preparazione al sonno, come per esempio una breve passeggiata prima di coricarsi, rispettare le norme igieniche, e non abituare il pet a giocare sul letto è possibile condividere il sonno con il proprio amico peloso in modo sicuro e piacevole.

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ADDIO A ROMEO, LA TIGRE SIBERIANA NATA A VALBREMBO

PARCO FAUNISTICO LE CORNELLE 76

SI È ADDORMENTATO PER L’ULTIMA VOLTA ALCUNI GIORNI FA, CIRCONDATO DAI KEEPER CHE PER TANTI ANNI SI SONO OCCUPATI DI LUI, ROMEO, LO SPLENDIDO ESEMPLARE DI TIGRE SIMBOLO DEL PARCO FAUNISTICO LE CORNELLE DI VALBREMBO (BG)

Nato l’11 maggio del 2010 all’interno del Parco da mamma Saylon e papà Eru, Romeo era un esemplare di tigre siberiana che è stata allevata a mano dai keeper per compensare la mancanza di latte materno. Così Romeo è cresciuto in compagnia degli uomini verso i quali ha sempre dimostrato grande affetto e confidenza.

Le cause della sua scomparsa sono da ricondurre a una malattia tumorale e all’età avanzata. Alcuni mesi fa, Romeo aveva insospettito i suoi keeper con comportamenti insoliti, subito la situazione è stata riferita ai veterinari che dopo accertamenti medici avevano diagnosticato un tumore alla milza. Nel giro di pochi giorni è stato organizzato un intervento salvavita presso l’Ospedale Veterinario Universitario di Milano. L’intervento era andato bene, regalando a Romeo alcuni mesi in ottime condizioni. Purtroppo però il tumore aveva già dato metastasi al momento dell’intervento e pochi giorni fa Romeo aveva dato ancora segni di malessere. Nonostante gli sforzi dei veterinari e dei keeper, questa volta la malattia era troppo diffusa e non esistevano più possibilità di intervento. Così Romeo si è addormentato provocando in tutto lo staff del Parco un grande dolore.

“La scomparsa di Romeo è stata un duro colpo per tutti noi – hanno commentato Nadia ed Emanuele Benedetti, titolari del Parco Faunistico - Nato e cresciuto all'interno del nostro Parco, da 14 anni era come se fosse parte della famiglia! Con il suo temperamento gentile ma deciso, ha lasciato un'impronta indelebile nei cuori dei keeper che l’hanno accudito e delle migliaia di visitatori che l’hanno “incontrato”. Il suo ricordo continuerà a vivere attraverso il nostro impegno costante nel preservare e proteggere la meravigliosa biodiversità che lui tanto bene rappresentava”.

Dopo la scomparsa di Romeo, nel Parco sono ospitate cinque tigri e due tigri dell’Amur Obelix, Beatrice, Giulietta, Fuyu, Burma, Iris e Ina.

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1. Mafia e dintorni

Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare

bisogna cambiare.

(Winston Churchill)

LUPUS IN FABULA

Benito Melchionna

Procuratore emerito della Repubblica

CRIMINALITÀ ORGANIZZATA

Le cronache odierne fotografano spesso i veloci cambiamenti di rotta che la criminalità organizzata va assumendo adattandosi allo sviluppo economico e sociale delle civiltà moderne. Infatti, quanto più risulta complessa e tecnologizzata la società globale nelle sue varie articolazioni, tanto più aggressiva e diffusiva diventa la criminalità mondiale.

Del resto, visto che nell’era digitale siamo tutti interconnessi ma viviamo peggio, la malavita trova il suo brodo di coltura appunto nei varchi delle patologie che affliggono l’attuale intero sistema socio-economico e politico-culturale. Tanto più che, a differenza della criminalità comune (furti, rapine, baby gang, ecc.), la criminalità organizzata - così definita in quanto costituita da pericolosi stabili sodalizi - è caratterizzata da organizzazioni criminali rigide dedite in tutto il mondo a realizzare ingenti affari illeciti.

La libertà di associazione è riconosciuta e regolata dall’art. 18 della Costituzione nel quadro del nostro sistema democratico. Ma tale libertà non è ovviamente tutelata per chi persegue finalità contrarie alla legge, con specifico riferimento ai sodalizi che hanno l’obiettivo di avvelenare la stessa democrazia, attraverso il male, il sopruso e finanche la lupara bianca (rapimento e scomparsa definitiva di soggetti non affiliati) Basta qui ricordare le famose “3 sorelle”, sorte in particolari contesti geografici e culturali: la Mafia (dall’arabo, “millanteria”) nota come “Cosa nostra” in Sicilia, la Camorra in Campania, la ‘Ndrangheta in Calabria e la Sacra Corona unita in Puglia; anche se nell’area del Gargano e del Foggiano si è ora affermata la c.d. “Quarta mafia”. La quale controlla in particolare la filiera commerciale ittica, l’inquinamento ambientale causato dallo sversamento di rifiuti illeciti e pericolosi, ecc.

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2. Evoluzione delle organizzazioni criminali

L’art. 416-bis del Codice penale, introdotto con la legge Rognoni-La Torre n.646/1982 a seguito del grave allarme sociale suscitato dall’omicidio del prefetto di Palermo, generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, stabilisce che: “l´associazione è di tipo mafioso quando coloro che ne fanno parte si avvalgono della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri, ovvero al fine di impedire od ostacolare il libero esercizio del voto o di procurare voti a sé o ad altri in occasione di consultazioni elettorali” (il c.d. voto di scambio).

La forza di intimidazione, sulla quale si fonda il potere mafioso, consiste quindi nella capacità che il vincolo associativo ha di incutere timore presso gli associati e i soggetti esterni, in forza della sua predisposizione ad esercitare sempre nuove forme di coazione violenta.

La criminalità mafiosa, che ha assunto nel tempo una vocazione prettamente imprenditoriale, si è dunque inserita in diversi settori dell’economia, quali il ciclo dell’edilizia, il settore della logistica, i servizi di sicurezza, gli esercizi pubblici di ristorazione e bar, la gestione dei rifiuti ed il traffico di droga e di armi, i cui ingenti proventi sono il principale business delle cosche

Anche i fondi del Pnrr dell’U.E. next generation hanno da ultimo scatenato gli appetiti delle organizzazioni mafiose, per cui alta dovrà essere l’attenzione e il controllo degli apparati dello Stato contro l’appropriazione illecita delle ingenti risorse messe a disposizione dal Piano europeo

A questo riguardo, la relazione della Direzione Investigativa Antimafia (DIA), riferita ai dati dell’anno 2023, offre una lettura aggiornata del fenomeno criminale mafioso, che risulta oggi ancora più complesso e pericoloso.

Essendo poi ben radicati e incardinati nella vita sociale dei territori “occupati”, gli affiliati (famiglie, cosche, clan e affini) riescono a fare “rete” attraverso collaudati sistemi di pubbliche e private relazioni, usando la strategia della violenza e del ricatto, e reinvestendo quindi in modo diretto o indiretto i proventi illeciti delle loro attività criminali nel circuito dell’economia e dei flussi finanziari legali.

Le ricchezze così accumulate vengono infine riciclate e reimpiegate per incrementare il traffico della droga, nonchè per inquinare le economie correnti e le istituzioni pubbliche in Europa e nel resto del mondo.

Infatti, la criminalità organizzata si è ormai trasformata come una sorta di piovra presente, con nomi diversi, in tutti i Paesi del mondo. Ed è in grado cogliere velocemente anche le trasformazioni tecnologiche e i fenomeni economico-finanziari su scala mondiale, sfruttando in tal modo tutte le opportunità di profitto. Ciò rende nel contempo necessario adeguare anche gli strumenti tecnologici di cui dispongono le Agenzie di sicurezza, per rispondere efficacemente alle nuove sfide nel contrasto alla criminalità organizzata, in particolare acquisendo competenze aggiornate anche a livello internazionale. Tutto ciò per incrementare la capacità di penetrazione nel metaverso, nelle comunicazioni criptate e più in generale nel web (inteso come rete internet e dark web).

È pertanto necessario investigare a fondo nel mondo delle piattaforme virtuali “seguendo il flusso dei soldi”, come già aveva suggerito da par suo il giudice Giovanni Falcone prima di finire assassinato.

In ogni caso, la lotta alle organizzazioni mafiose non può prescindere, oggi più di ieri, da una concreta fattiva collaborazione tra tutte le Istituzioni interessate. Anche perché la cultura mafiosa (o forse meglio dire il “sentire” mafioso), persistono tuttora nell’immaginario popolare. Pertanto, come raccomanda il citato ultimo Rapporto della DIA: “occorre che il contributo del mondo della politica, della cultura dell’informazione e, infine ma non per ultimo, del mondo del lavoro, liberi i cittadini dal bisogno di ‘protezione’ per poter soddisfare i bisogni primari, nonché per liberarsi dal timore di dover sottostare a pressioni ed intimidazioni.”

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3. Eco-mafia e “antimafia sociale

L’attività criminosa ai danni dell’ambiente è tra le più redditizie della criminalità organizzata internazionale, con gravi ripercussioni negative per la natura, la salute umana e degli altri esseri viventi.

Anche per questo, nel 2022 è stato modificato l’art. 9 Cost. inserendo finalmente l’ambiente tra i principi fondamentali di rango costituzionale; stabilendo appunto che la Repubblica “tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”. Si tratta di una scelta importante a difesa del “creato”, indicando così un nuovo modo di concepire e di vivere la sostenibilità dell’intera biosfera.

Tanto più considerato che, secondo alcune recenti stime, la criminalità ambientale è da considerare presente in mezzo mondo quale fonte principale di reddito per le organizzazioni criminali, unitamente al traffico di droga e di armi e alla tratta di esseri umani. Peraltro, nel 2022 risultano rilevate oltre 334.000 mila tonnellate di rifiuti illecitamente trafficati, oltre a molte specie di flora e di fauna selvatiche abbandonate. A sua volta l’UE, con la Direttiva 2008/98/CE (successivamente modificata con la Direttiva 2018/851/CE), ha delineato un quadro giuridico uniforme per il trattamento dei rifiuti, sottolineando l’importanza di adeguare tecniche di gestione, riutilizzo e riciclaggio degli stessi, in base al noto principio “chi inquina paga” (cfr., al riguardo, la legge n. 137/2023, già operativa in Italia).

Da ultimo, la Direttiva CE del 16 novembre 2023, da recepire dagli Stati membri entro due anni, si propone l’obiettivo di incrementare, attraverso più severe sanzioni, l’efficacia dell’azione di contrasto nei confronti della criminalità ambientale, meglio definita eco-mafia.

Tra i nuovi reati sono stati quindi inseriti il commercio illegale di legname, il riciclaggio illegale di componenti inquinanti di navi e le gravi violazioni della legislazione in materia di sostanze chimiche. Inoltre sono stati classificati come “reati qualificati” quegli illeciti che portano alla distruzione di un ecosistema, e pertanto, paragonabili all’”eco-cidio”, come ad es. si verifica con gli incendi boschivi su vasta scala, con l’inquinamento diffuso di aria, acqua, suolo, ecc.

Infatti, le eco-mafie - dando il primato alla eco-nomia selvaggia - non si occupano solo di rifiuti causando disastri ambientali, ma anche di incendi boschivi, abusi edilizi, traffico di animali selvatici e di ogni altra attività connessa ai reati che mettono a rischio l’ambiente.

Le leggi tuttavia non bastano, considerato che la lotta alle eco-mafie parte necessariamente dalla più diffusa cultura della legalità, da trasmettere in particolare ai giovani attraverso l’educazione familiare e l’istruzione scolastica.

In altre parole, prima delle leggi e dell’azione di polizia e di magistratura, per sconfiggere ogni forma di criminalità mafiosa (e non) occorre diffondere una sorta di “antimafia sociale”. La quale per definizione richiede la partecipazione attiva dell’intera società; per cui ogni cittadino non può pensare di “tirarsi fuori” girandosi dall’altra parte dinanzi ai fatti criminosi. Al contrario, ciascuno di noi deve indursi a denunciare con coraggio qualsiasi illecito riscontrato, collaborando e testimoniando, con responsabilità civica, per l’intervento efficace del sistema - giustizia.

In sostanza, dovrà essere questa la bussola necessaria a orientarsi e a districarsi nell’attuale era della “cattiva complessità” e dell’”incertezza”, che sembra stiano mandando il mondo alla malora (guerre, comunicazione deviata, cambiamenti climatici, ecc.).

Si dovrà intanto cominciare ad impedire l’ulteriore degenerazione della stessa democrazia, oggi più che mai compromessa dal riscontrato fenomeno del “consociativismo”, che lega tra loro, in una sorta di perversa comunità di destino, la criminalità mafiosa e parte del complessivo sistema mediatico-politico-economico.

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