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BERGAMO METTE LE ALI Adesso un paio di ali farebbero comodo per tornare a volare. Per volare nei cieli del mondo verso mete esotiche, finalmente in vacanza, ma anche per tornare a volare in quelli della speranza e di un ritrovato entusiasmo per la vita. Bisogna mettere le ali a questa città che non vede l’ora di dimostrare che, quel che si dice di noi, gente forte, coraggiosa, pronta a resistere e a risorgere, è tutto vero. Rinascerai, rinascerò dice la canzone... Bene adesso il futuro diventa il presente e ci auguriamo si possa dire presto che sei rinata! Molto si muove sotto la cenere, in primis il nuovo Piano di Governo del Territorio che Giogio Gori presenta in questi giorni in giro per i quartieri, e di cui trovate la presentazione dalle parole dello stesso sindaco, il quale si accinge alla grande inaugurazione del Teatro Donizetti restaurato. I lavori allo Stadio riprenderanno presto, Chorus Life, dove troverà posto la struttura per sport e spettacoli, sta crescendo a vista d’occhio; per le caserme qualcosa si muove e la nuova GAMeC che sarà insediata nella struttura dell’attuale Palazzetto della Sport, di cui presentiamo il progetto, sarà una vera chicca per la città. Anche il bunker sotto Piazza Dante sarà presto ultimato e lì... sarà tutta una sorpresa. Si vorrebbe anche chiudere e pedonalizzare tutto il Piazzale Matteotti, dove ci sono il Comune e gli Uffici comunali, ma in molti chiedono prima la realizzazione di un parcheggio sotterraneo del quale da tempo si parla. Sono in corso grandi e piccoli lavori ovunque. Vie cruciali chiuse al traffico, scavi, riasfaltature, ristrutturazioni... Insomma un bel movimento che dovrebbe far tornare il sereno mettendo in circolazione soldi e opportunità di lavoro. Nubi cupe invece su Boccaleone dove si prefigura un braccio di ferro tra le Ferrovie della Stato, intenzionate a raddoppiare la linea che attraversa il quartiere, e i cittadini imbufaliti per tale decisione presa senza nessun confronto con la popolazione. Dal Comune si fa sapere che quel progetto era previsto nel programma elettorale e nessuno si era opposto. La guerriglia è arrivata a Roma sperando di convincere i vertici del Ministero e di Ferrovie a mitigare diversamante il progetto presentato, interrando la linea ferroviaria come del resto avvenuto in altre situazioni simili in giro per il Paese. Insomma tanta carne al fuoco anche in previsione del fatidico anno come Capitale della Cultura insieme con Brescia. Sarà utile però dare una grande mano ai ristoratori, di tutte le categorie, per sostenerli in vista del 2023, anno in cui si riverseranno in città frotte di turisti affamati di cultura sì, ma non solo e ai quali bisognerà pur dare un’accoglienza di cui si debbano ricordare... in modo positivo. Mettiamoci tutti le ali e cerchiamo di spiccare il volo. Dall’alto, con gli occhi di un uccello il mondo si vede diversamante. (V.E.Filì)


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Responsabile redazione: Tommaso Revera redazione@qui.bg.it

www.editaperiodici.it www.qui.bg.it Aut. Tribunale di Bergamo n°3 del 22/01/1992 Direttore responsabile: Vito Emilio Filì Direttore editoriale: Patrizia Venerucci venerucci@editaperiodici.it

Redazione eventi: Valentina Colleoni redazione.chicera@qui.bg.it Hanno collaborato: Lorenzo Boccardini Glauco Boniforti Bruno Bozzetto Manuel Bonfanti Maurizio Maggioni

Giuseppe Mazzoleni Benito Melchionna Giorgio Paglia Camilla Peverelli Fotografie di: Paolo Stroppa Federico Buscarino Sergio Nessi Stampa: Euroteam, Nuvolera (Bs)

Pag. 4 Riapre il Teatro Donizetti restaurato

Pag. 8 Il piano di Gori Il nuovo PGT

Pag. 13 In che mani

Pag. 14 Claudia Ratti Presidente A.Ri.Bi.

Pag. 16 Maserati Levante Trofeo cuore Ferrari

Pag. 20 Audi Q4 e-tron Zero pensieri

Pag. 24 La nuova squadra di Confartigianato

Pag. 25 UBI: Giorgio Jannone aveva visto giusto

Pag. 27 Contrasti urbani

Pag. 28 Al via il Festival Pianistico Bs-Bg

Pag. 32 Politicando

Pag. 33 Summer Revolution tra Brescia e Bergamo

Pag. 35 #On the Beach con Intimo di Gio’

Pag. 40 Belli Ribelli

Pag. 42 Philippe Léveillé, Chef Miramonti l’altro

Pag. 44 Alberto Nacci: gli studenti ed il Covid

Pag. 46 Hip-pop culture by Porsche

Pag. 48 Fuochi di Paglia

Pag. 49 Le fotografe italiane

Pag. 52 Moroni 500: i grandi restauri Fondazione Creberg

Pag. 56 Indimenticabile Germano Celant

Pag. 60 Com’è la scuola nuova di Stefano Boeri

Pag. 68 Il Pitbull nelle mani giuste

Pag. 70 Musei che hanno riaperto in Lombardia

Pag. 42 In copertina Chicco Cerea, Chef Da Vittorio: enogastronomia strategica per il 2023

Pag. 64 Milano, come cambia Piazzale Loreto

Pag. 65 La festa delle Guardie Giurate


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DONIZETTI RIAPRE D’INCANTO DA VENERDÌ 28 MAGGIO UN MESE DI FESTEGGIAMENTI FRA VISITE GUIDATE, SPETTACOLI E CONCERTI NEL SEGNO DELLE DIVERSE FORME D’ARTE CHE ANIMANO LA PROGRAMMAZIONE DEL TEATRO CITTADINO

È trascorso quasi un anno da quando si sperava di riaprire al pubblico le porte del Teatro Donizetti di Bergamo restaurato: un anno segnato da accadimenti inaspettati e imprevedibili. Nonostante tutto, la Fondazione Teatro Donizetti ha continuato a lavorare e produrre quando possibile (ad esempio il festival Donizetti Opera tutto in streaming nel novembre 2020) nell’attesa di accogliere finalmente il pubblico in sala. Adesso le condizioni per ricominciare le attività di spettacolo sembrano essere più propizie e, da venerdì 28 maggio, il pubblico potrà visitare il Teatro restaurato e partecipare alle prime attività, un festival di riapertura lungo un mese che costituisce la summa delle diverse espressioni che hanno casa su questo palcoscenico. 4

“Finalmente possiamo annunciare la riapertura del Teatro Donizetti - sottolinea Giorgio Gori, sindaco di Bergamo - si riaccende un pezzo fondamentale della nostra città e della sua vita culturale, dopo un lungo e meticoloso restauro, frutto dell’impegno di tanti soggetti e della proficua collaborazione tra pubblico e privato. Vorrei ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questo risultato, gli uffici del Comune di Bergamo, la Fondazione Teatro Donizetti, gli sponsor e i partner pubblici e privati, le imprese che hanno mantenuto, nonostante l’emergenza pandemica, le aspettative sui tempi di conclusione del cantiere. Dopo il Donizetti Opera 2020, che ha segnato, anche se solo in streaming e senza pubblico, la ripartenza degli spettacoli nel nostro più importante Teatro, ora siamo pronti a riaprire alla città: in calendario ci sono già moltissime iniziative, per consentire ai bergamaschi - da sempre grandi appassionati di teatro - di tornare a godere delle atmosfere del rinnovato Donizetti. Lavoriamo anche per migliorare lo spazio pubblico del nostro centro città intorno al teatro e questo 2021 sarà anno di profondo rinnovamento per lo spazio del Sentierone, un sistema del quale il Donizetti si candida a essere cuore pulsante. Speriamo che la situazione pandemica continui a migliorare e che si possa, in tutta sicurezza, riportare gradualmente il pubblico nei teatri del nostro Paese: la cultura può davvero essere la chiave per elaborare il lutto e il dolore della pandemia del nostro territorio e rilanciare Bergamo, con il grande appuntamento della Capitale italiana della Cultura 2023, condiviso con i cugini di Brescia, a fare da stimolo e orizzonte per questo settore così colpito nell’ultimo anno. Bentornato Teatro Donizetti”.


“D’incanto” è il titolo del percorso di riapertura che comincia

quindi con un weekend (28, 29 e 30 maggio) caratterizzato da un programma continuativo di visite guidate teatralizzate, originali e immersive, denominate Donizetti On - Live da un’idea, testo e regia di Francesco Venturi. Un’audioguida fa sì che sia il teatro stesso a parlare - in italiano l’attore bergamasco Maurizio Donadoni, in inglese la voce di Claire Dowie - e a far scoprire ai visitatori storie, segreti, novità in cui non mancheranno le sorprese dal vivo. “Donizetti On” continuerà lungo tutto il periodo di riapertura, con un calendario che si svilupperà intorno alle attività in programma. Quindi si susseguiranno una serie di spettacoli (tutti con inizio alle ore 19) che rappresentano le diverse anime della Fondazione Teatro Donizetti guidata dal presidente Giorgio Berta e dal direttore generale Massimo Boffelli: MERCOLEDÌ 2 GIUGNO il sipario si alzerà su Donizetti Revolution vol. 7 la conferenza spettacolo di Francesco Micheli, direttore artistico del festival Donizetti Opera con la partecipazione dei soprani Caterina Sala e Carmela Remigio con il pianista Michele D’Elia che presenteranno l’edizione 2021; quindi VENERDÌ 4 E SABATO 5 GIUGNO sarà la volta della prosa – la cui stagione è diretta da Maria Grazia Panigada – con il nuovo reading Novecento di e con Alessandro Baricco con le musiche di Nicola Tescari e la scenografia di Tommaso Arosio ed Eleonora De Leo; VENERDÌ 11 GIUGNO toccherà a Bergamo Jazz – direttrice artistica Maria Pia De Vito – che presenta in prima assoluta un quartetto composto da Michael League (basso elettrico), Lionel Loueke (chitarra), Bill Laurence (pianoforte) e Jeff Ballard (batteria) con una musica aperta anche a influssi pop e africane; venerdì 18 e sabato 19 giugno nuovo appuntamento con la prosa con Trascendi e Sali di e con Alessandro Bergonzoni che firma anche la regia con Riccardo Rodolfi e le scene; venerdì 25 giugno ancora jazz con Danilo Rea (pianoforte) impegnato prima in veste solistica e poi in un inedito incontro con Gianluigi Trovesi (sax alto), il più internazionale dei jazzisti bergamaschi. “Siamo felici e orgogliosi di poter finalmente inaugurare e riaprire al pubblico il nostro Teatro: sin dal termine dei lavori di restauro abbiamo atteso questo importante momento” - ha dichiarato Giorgio Berta, Presidente della Fondazione Teatro Donizetti - Momento che è il punto di arrivo di un lungo e non facile percorso che ha visto l’impegno costante di numerose persone. A tutte loro, ma in primo luogo a chi ci ha consentito di effettuare i lavori e a chi ora ci sostiene nella ripartenza, va la mia profonda gratitudine. Il Teatro Donizetti tornerà quindi presto con la sua varietà di proposte di spettacolo e culturali riprendendo il suo ruolo propulsivo e propositivo nel cuore della Città”.

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Il percorso di festa sarà quindi arricchito dai concerti del 58° Festival pianistico internazionale di Brescia e Bergamo e

da una serie di altri appuntamenti organizzati dalla Fondazione Teatro Donizetti che saranno annunciati prossimamente. Secondo le attuali disposizioni, il Teatro Donizetti avrà un capienza di 500 spettatori. Tutti gli spettacoli avranno inizio alle ore 19. I biglietti sono disponibili online da lunedì 11 maggio. A breve sarà comunicato un calendario specifico con i giorni di accesso e acquisto anche in biglietteria. Inoltre, nell’ambito delle riapertura concesse dalle nuove disposizioni sanitarie, dal weekend del 5 e 6 giugno, riaprirà al pubblico anche la Casa natale di Gaetano Donizetti in Borgo Canale (sabato ore 14-18; domenica ore 10.00-13.00 e 14.00-17.00; biglietti da 2 a 7 euro) e il Teatro Sociale, che si potrà visitare con prenotazione obbligatoria ogni primo fine settimana del mese (sabato ore 14-18; domenica ore 10.00-13.00 e 14.00-17.00; biglietti da 3 a 7 euro).


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I lavori di restauro del Teatro Donizetti sono cominciati il 5 febbraio 2018; il progetto è stato ideato dallo Studio Berlucchi di Brescia, mentre l’appalto è stato affidato alla ditta Fantino Costruzioni Spa (Capogruppo) in ATI con Notarimpresa Spa. I costi iniziali complessivi, stimati a 18 milioni di euro, sono stati rispettati e la copertura è stata garantita sia dagli enti pubblici, sia da un significativo apporto di privati pari a circa 9.5 milioni di euro, attraverso l’Art Bonus. I lavori hanno interessato tutta la struttura e sono stati finalizzati principalmente alla realizzazione di sale per l’orchestra nella zona sotto platea, della buca orchestrale mobile, di un nuovo corpo edilizio per i camerini, nuova biglietteria, bar e bar per il pubblico della galleria, nuovi uffici nel corpo ovest, sala prove, sale per catering e attività per il pubblico, e naturalmente al restauro dei palchi, del soffitto di platea e del foyer. Un lavoro davvero imponente pensato per fare del Donizetti un teatro moderno, in linea con le più recenti normative di sicurezza, ma soprattutto un luogo di aggregazione indipendente dagli spettacoli in scena, vivibile tutto l’anno dalla città in spazi diversi.


IL PIANO

DI GORI

PER IL FUTURO

DI BERGAMO

È scattata la grande operazione

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nuovo Pgt. Ogni dieci anni vengono riviste le linee guida tracciate per fare da cornice allo sviluppo futuro della città. È il momento più importante dell’Amministrazione Gori che getta le basi per la Bergamo di domani, ma anche quella di dopodomani... Sostenibilità, riuso dell’esistente, stop al consumo di suolo e un nuovo welfare urbano. Questa la sua visione, che ha spiegato e continua a spiegare negli incontri organizzati in ogni quartiere, per fare in modo che tutti possano esprimere giudizi in merito alle scelte del nuovo Piano di Governo del territorio che, questa volta più che mai non riguarda solo gli spazi dove costruire ma attiene ad un diveso modo di intendere la città. Non dite poi che non ve lo avevano detto e che non ne sapevate nulla. La partecipazione e la condivisione delle scelte è importante per chi governa e per chi è governato. Comunque, vi riportiamo il discorso del Sindaco registrato durante una delle sue recenti presentazioni.

Foto Sergio Nessi

IL NUOVO PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO

“Il percorso sarà particolarmente inclusivo e abbiamo lavorato per predisporre, a lato degli strumenti urbanistici, anche un percorso di partecipazione. L’amministrazione non si sottrae alla responsabilità di dare il là a questo processo e di esprimere le proprie posizioni di carattere strategico. Del resto tutto corrisponde con le linee di mandato e con il programma che abbiamo esposto alla città quando ci siamo sottoposti al voto lo scorso anno. Il nuovo PGT compie i suoi primi passi in un momento molto particolae per alcune riflessioni sulle città. Gli ultimi anni sono stati dominati da cambiamenti significativi anche nella sensibilità pubblica e, avendo alle spalle studi di urbanistica, sono particolarmente motivato e coinvolto”

IN PRIMO LUOGO IL CLIMA “Il primo dato che definisce la nuova agenda delle città è la condivisione della rilevanza dei mutamenti climatici che non è più una preoccupazione di pochi ambientalisti ma è ormai una consapevolezza molto diffusa. Da questo deriva una delle principali linee guida di questo nuovo Piano. Da lì scaturisce un’ulteriore riflessione sulla mobilità che sarà, a questo punto, necessariamente sostenibile. La seconda voce di questa nuova agenda della città è la riduzione del consumo di suolo che è una risorsa scarsa e, negli anni scorsi, pesantemente saccheggiata. Quindi, il riuso della città esistente diventa uno degli elementi più riconoscibli del nuovo Piano di Governo del Territorio. La terza voce deriva da una preoccupazione di natura sociale. La nostra città, come tutta la società italiana, ha conosciuto negli ultimi anni dinamiche che hanno accentuato le diseguaglianze tra le persone e quindi, l’inclusione sociale, cioè la necessità di tenere unita la comunità nel suo complesso, diventa assolutamente prioritaria. Un nuovo welfare urbano infatti è al centro del nostro programma politico.


E poi è arrivato il Covid che ci ha costretto ad aggiornare tante decisioni e che abbiamo già affrontato con un documento “2020 strategie di adattamento e rilancio”e che ha messo in evidenza la dimensione del quartiere: è un elemento di cui non possiamo non tenere conto. Il nuovo PGT promuove una visione di città che fa sintesi di questi temi”. TRE PUNTI DI PARTENZA PER UNA VISIONE DI CITTÀ “Il primo è la fine del primato del territorio costruito rispetto al territorio aperto. Fino ad oggi quando si è parlato di PGT si è pensato alla costruzione, all’aspetto fisico, tridimensionale e lo spazio aperto era il luogo della conquist, un retino grigio sulle mappe da andare via via a colonizzare. Non è più così e la rilevanza della dimensione ambientale di questo Piano è nella conferma dell’abizioso progetto della Cintura Verde. Secondo punto di partenza già accennato è la rigenerazione della città già costruita. Il Piano lavorerà principalmente su quello che già esiste, tendendo a migliorarlo, a renderlo più vivibile, in una visione circolare. Di solito si parla di economia circolare, in questo caso proviamo anche a parlare di “città circolare” cioè una città dove, ogni volta che si parla di sviluppo, partiamo in realtà dalle opportunità non sfruttate, del capitale fisico sociale, già esistente. Concretamente da qui nasce l’idea di un migliore e più intensivo utilizzo delle infrastrutture e delle attrezzature collettive già presenti in città e nei quartieri e l’idea di uno sviluppo per “densificazione”.

SVILUPPO PER “DENSIFICAZIONE” “Per molto tempo l’urbanistica ha praticato l’idea di uno “zoning” molto rarefatto, in cui bisognava lasciare aria tra gli edifici. Adesso invece abbiamo consapevolezza che la sensazione di vivere la città l’abbiamo soprattutto laddove la città è densa. In questi anni abbiamo già cercato di evitare che la città si smembrasse e perdesse dei pezzi. Abbiamo fatto delle scelte anche controverse. Pensate a quella di tenere lo stadio in città. Per molto tempo si era parlato del trasferimento dello Stadio altrove, invece abbiamo ritenuto di confermarlo nella sua posizione, con una variante urbanistica e processi molto complessi, forse però qualificanti dell’idea di una città che si stringe intorno ai suoi cittadini. Il terzo elemento di partenza è la riflessione sul capitale urbano non utilizzato e quella sul welfare urbano e pensiamo a due cose in particolare”. L’USO DELLE SCUOLE “Le scuole sono in tutti i quartieri e sono utilizzate per poche ore al giorno per accogliere gli studenti nelle ore della mattina e poi sono per lo più vuote. L’ipotesi è che le scuole vengano utilizzate, che siano aperte alle comunità di quartiere ma anche a forme di imprenditorialità sociale, culturale e al lavoro condiviso, per un diverso utilizzo di quello che già esiste in altre ore della giornata, dando spazio all’innovazione nei settori della cultura, nei luoghi luoghi della cultura. La nostra convinzione è che una città costruita su queste basi possa trovare una strada di sviluppo e di innovazione. Il concetto è abbastanza semplice: Bergamo scommette sul rilancio della qualità della vita perché è un fattore attrattivo che può far decidere a nuovi cittadini di venire a vivere o a lavorare in questa città e si pone come fattore vincente per una nuova stagione di crescita”. INSIEME PUBBLICO E PRIVATO “Alla base c’è un concetto che ha contraddistinto il mio mandato: il pubblico e il privato devono lavorare insieme. Il soggetto pubblico non può fare tutto da sé, sarebbe presuntuoso e velleitario. Come sperimentiamo in vari settori dell’amministrazione, anche parlando di urbanistica, il ruolo dell’iniziativa privata è fondamentale e nel nuovo piano tendiamo a rendere più facile il lavoro di questi ultimi, ovviamente dentro una cornice di regole e di interesse pubblico, attraverso la semplificazione amministrativa e l’indifferenza funzionale, già sperimentata con successoed nel PGT di Milano, che è un principio che si apre alla valorizzazione del patrimonio privato”.

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IL CONTESTO DEL NUOVO PGT “Il piano del 2010 è nato in un periodo molto diverso e si era ancora in presenza di una fase espansiva del settore immobiliare, quindi il dimensionamento della città, in termini di infrastrutture e servizi era molto orientata alla crescita. In questi anni però le città, non solo la nostra, hanno sostanzialmente smesso di crescere sia per numero di abitanti sia per ricchezza accumulata e sono invece purtroppo aumentate le fratture all’interno del corpo sociale. Sono quindi nate nuove agende, per la sostenibilià, la consapevolezza dello spreco edilizio e l’urgenza di arrestare il consumo dei suoli, la coscienza delle disparità e quindi di un welfare per far fronte ai nuovi bisogni”.

Nuove forme dell’abitare: l’edificio costruito in social housing in via Angelo Maj

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VARIABILE COVID “Il fattore Covid entra come variabile non del tutto determinata perchè siamo ancora in ballo e non abbiamo ancora idee precise su quali conseguenze rimarranno in modo permanente, al di là dell’attuale fase emergenziale che cambia purtroppo la nostra vita quotidiana”. DEMOGRAFIA “Bergamo negli ultimi 15 anni è rimasta sostanzialmente costante come numero di abitanti con tassi di crescita contenuti e solo negli ultimi 4 anni la città ha ripreso a crescere a ritmi più sostenuti. Più del 2% all’anno ed è interessante che ciò sia avvenuto in controtendenza rispetto alla provincia. Questa dinamica demografica si caratterizza per un ritorno in centro della popolazione. Non solo a Bergamo, ma anche a Milano dove il fenomeno ha avuto un andamento impetuoso nella crescita della popolazione, della ricchezza, nella capacità di attrarre giovani e fattori produttivi.

IL PIANO

DI GORI

Questa dinamica è quella più soggetta alla verifica del post Covid. Sarà confermata, sarà smentita? Molti preconizzano una nuova fase di “superamento” delle grandi città con migliori opportunità per le medie. Altro aspetto importante è l’invecchiamento della popolazione. Riguarda l’Europa, l’Italia e anche la nostra città dove abbiamo il 31% di residenti con più 65 anni. Il dato cresce meno che in provincia e questo vuol dire che la città ha saputo essere più attraente per tanti giovani, che sono aumentati e per gli stranieri, attratti dai posti di lavoro nella manifattura e dai buoni servizi”. ECONOMIA DELLA CITTÀ “Abbiamo vissuto tra il 2008 e il 2010 due crisi economiche che hanno interrotto il processo di crescita e solo dal 2014 abbiamo assistito ad una ripresa, bruscamente interrotta nel 2020 per il Covid. C’è il tema del ruolo egemone rivestito da Milano in questi anni e di che opportunità possano esistere per città come la nostra: può proporsi come polarità autonoma o deve invece attivare connessioni con altre città di medie dimemsioni? Non è comunque in discussione il ruolo trainante dell’economia della conoscenza e del valore aggiunto immateriale. Se vogliamo crescere, determinare valore economico e creare posti di lavoro, dobbiamo puntare sull’economia della conoscenza e sulle nostre agenzie di formazione. Tutto questo si raccorda con gli obiettivi tecnici e politici che questa amministrazione si è data fin dalla campagna elettorale. Allora ci eravamo posti dieci obiettivi e alcuni di questi tornano in particolare evidenza nel nuovo Piano. Il primo quello di una città sempre più inclusiva, poi il decentramento dei servizi amministativi e sociali, il welfare dei quartieri e le nuove forme dell’abitare”. UNA NUOVA FRUIZIONE DEGLI SPAZI PUBBLICI Il progetto di piano aggiunge due riflessioni. La prima sulla rigenerazione di strutture di servizio pubblico esistenti, scuole ma anche biblioteche e centri sportivi che diventato cardini di una rete capillare che si irradia nei quartieri. Poi, innescato dal Covid, un nuovo modo di pensare lo spazio pubblico. Vi ricordate l’estate scorsa come abbiamo usato le piazze e i marciapiedi quando dovevamo consentire le attività di somministrazione e di ristorazione con la priorità di garantire la salute della gente ed evitare occasioni di assembramento? Quella situazione che si è tradotta concretamante nell’ampliamento o la creazione ex novo di duecento dehor in città. Il secondo punto che si raccorda perfettamante con gli obiettivi di mandato è la Bergamo più sostenibile. Nel programma puntavamo sulla salvaguardia del perimetro della cintura verde, sul piano


del verde e l’interconnesione con gli spazi verdi di quartiere, il piano di adattamento ai cambiamenti climatici e quello per la mitigazione dell’impatto ambientale dell’Aeroporto. Il nuovo Piano si muove in coerenza con questo disegno generale e vi ritrovremo la salvaguardia della cintura verde, la riduzione del consumo di suolo, le nuove infrastrutture ambientali e l’intervento sulle strutture dorsali del trasporto pubblico. Perchè un trasporto pubblico più sostenibile che riduce la quota di quello privato a motore contribuisce in modo significativo alla sostenibilità complessiva. Quindi, l’idea di una nuova linea di trasporto eletrica ad impatto zero sulla tratta aeroporto Città Alta,1e nuove infrastrutture ferroviarie, il collegamamto con Orio, il raddoppio della tratta da Ponte a Montello passando per Bergamo e la nuova tranvia che dalla Stazione andrà verso la Valle Brembana. Il terzo punto riguarda altri obiettivi strategici. Quando parlavamo di Bergamo più nuova e più dinamica, puntavamo ad una crescita dell’accessibilità e dell’attrattività della città e tra gli obiettivi mettevamo in risalto il progetto di Bergamo Sud, la rigenerazione di alcune aree dismesse rimaste in città, come quella dell’ex Gres, l’ex Reggiani e l’ex Fervet. Il Piano aggiunge l’idea di connettere queste trasformazioni delle aree dismesse ripensate e riportate a nuova vita, con le infrastrutture del trasporto pubblico.

terribile ondata di Covid. Ci sono inoltre progetti molto concreti contenuti nelle linee di mandato che ritroviamo nel Piano come la costruzione del polo della cultura e del tempo libero intorno alla caserma Montelungo, la trasformazione del Palazzetto dello Sport, con il percorso di collegamento ciclopedonale con il centro, il polo culturale di Piazza Vecchia costruito su Casa Suardi e sul nuovo utilizzo di San Michele all’Arco, la prossima inaugurazione del polo culturale di via Daste e Spalenga e l’uso multifunzionale delle biblioteche e dei centri socioculturali di quartiere, perchè crediamo ad un’idea di cultura diffusa che coinvolge i cittadini Da tutto questo nascono i tre principi guida del Piano. Bergamo attrattiva, sostenibile, inclusiva.

LA CULTURA È UN GRANDE MOTORE DI SVILUPPO Abbiamo reso concreto questo concetto quando abbiamo puntato sulla cultura nel momento in cui dovevamo ripartire dopo la prima

LA NUOVA GAMeC

Trasformare il Palazzetto dello Sport di via Pitentino in un museo di arte moderna e contemporanea, in grado di intercettare i nuovi linguaggi e le nuove forme dell’arte, senza eseguire demolizioni radicali e con una visione ambiziosa del futuro culturale della città: è pronto il progetto preliminare della nuova GAMeC di Bergamo, la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea della città, da anni ormai alla ricerca di una nuova sede che le consenta di adeguarsi, a 30 anni dalla sua nascita, alle esigenze dell’oggi, profondamente diverso rispetto al lontano 1991. Entro metà giugno sarà pubblicato il bando per affidare la progettazione definitiva ed esecutiva, oltre alla direzione lavori, ma il percorso di realizzazione del nuovo museo sta prendendo lentamente forma e diviene sempre più concreto. Il cantiere si aprirà non appena sarà pronta la nuova Arena per lo sport della città di Bergamo, attualmente in fase di realizzazione nello spazio di Chorus Life, l’avveniristico quartiere che Grupedil sta realizzando tra via Bianzana e via Serassi: il nuovo Palasport sarà pronto – secondo le previsioni – nel settembre 2022 e, dopo tale data, sarà possibile avviare l’iter per il cantiere della nuova GAMeC. L’intervento avrà un costo complessivo intorno a 10 milioni di euro (con IVA e spese tecniche si arriva a circa 13 milioni di euro): 6 milioni provengono da un finanziamento, annunciato nel 2017 e confermato nei mesi scorsi all’Amministrazione comunale, di Fondazione UBI Banca Popolare.

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BERGAMO CENTRO

LA PROPOSTA DELLA LEGA: PARCHEGGI SOTTERRANEI E POI PEDONALIZZAZIONE

L’aspirazione

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a trasformare Bergamo in una città di respiro europeo passa anche da una nuova idea di mobilità. Questo sostengono i Consiglieri della Lega Luisa Pecce e Alberto Ribolla che criticano le scelte dell’Amministrazione perché non offre immediate ed adeguate soluzioni alternative al blocco del traffico nel centro cittadino. Un centro felicemente pedonalizzato può essere attrattivo e addirittura di stimolo per la vitalità della città e del commercio se ricalca quanto ci insegnano tante realtà urbanistiche di ridenti città francesi, svizzere o tedesche. Parcheggi sotterranei in pieno centro sono la soluzione e non il problema perché non attirano maggior traffico ma offrono un servizio che impedisce il congestionamento e l’inquinamento. Si parla da anni di un parcheggio sotterraneo in Largo Belotti ma l’Amministrazione è molto titubante e possibilista a fasi alterne (forse per paura di scatenare le reazioni degli ambientalisti contrari per principio ai parcheggi in centro?). Timidamente si pensa di realizzare in futuro un solo piano ipogeo dedicato ai lavoratori degli uffici pubblici (un parcheggio “non attrattivo” secondo l’Assessore Valesini). Siamo convinti che un multipiano sarebbe molto più logico e fruibile, oltre che più democratico, anche in vista di nuovi negozi di media dimensione come previsto dalla “variante 10”. La Lega invita l’Amministrazione a rompere gli indugi e a progettare e realizzare un’opera che, oltre che essere un ottimo affare, davvero potrebbe togliere le auto in superficie e dare nuovo respiro. Inoltre, riservare ai dipendenti del Comune parte degli stalli del parcheggio di via Borfuro, come sembra sia intenzione in un prossimo futuro, vuol dire togliere spazi ai cittadini che quotidianamente saturano l’impianto. Ribolla e Pecce invitano a pensare in grande e a riflettere sul tema prima di partire con il terzo lotto di restylig del Centro Piacentiniano. Perché, non realizzare un parcheggio sotterraneo proprio davanti a Palazzo

Come diventerà il Sentierone tra Palazzo Frizzoni e quello degli Uffici Comunali. Bellissimo ma da molte parti si chiede di realizzare un grande parcheggio sotterraneo

Uffici che tra l’altro permetterebbe di risolvere anche il problema dei parcheggi intorno al monumento di Vittorio Emanuele. Solo così si può parlare di pedonalizzazione del centro senza danneggiare il commercio cittadino, trasformando finalmente Bergamo in una città europea, dove mezzi pubblici, mobilità dolce, auto e pedoni coesistono, rendendo vivo il centro cittadino con i loro negozi, uffici, ristoranti e residenze.

IL BUNKER IN PIAZZA DANTE

Se non fosse stato già abusato per chiamare altri locali pubblici, “il Bunker” starebbe proprio bene al nuovo spazio che sta per essere realizzato sotto Piazza Dante là dove si trovava il rifugio antiaereo poi riconvertito nell’Albergo Diurno che solo i meno giovani ricordano. La motivazione che ha portato al suo recupero è da leggere nelle intenzioni dell’Amministrazione comunale che spinta dal voler rivitalizzare il centro città ha lasciato che i privati si accollassero l’acquisto del vecchio sotterranaeo per procedere anche ad un restyling di Piazza Dante che ha dovuto rinunciare ai suoi maestosi alberi, abbattuti in una triste mattina non senza le rimostranze di molti concittadini in difesa delle povere piante tagliate a pezzi e poi del tutto sradicate. Per poter ritornare agibile l’ex rifugio aveva bisogno di rifare la copertura, cioè la volta superiore e per questo si è dovuto scoperchiare completamante la piazza con buona pace di piante e fontana che pare comunque sarà ricollocata al suo posto. Quello della fotografia è il tetto della struttura così come appare prima del suo sotterramento.


IN CHE

MANI

ATTILIO FONTANA

Nessuno avrebbe voluto essere al posto suo in questi ultimi quindici mesi. Nessuno poteva prevedere che la città, che lui stava cercando di rivoltare come un calzino, sarebbe diventata l’epicentro del cataclisma, famosa nel mondo per le foto delle bare portate via dai camion dell’Esercito. Giorgio Gori è stato rieletto sindaco in un periodo che, pur segnato da una certa stagnazione, lasciava spazio ad orizzonti di sviluppo e a margini di miglioramento in molti settori dell’amministrazione ma, dopo il capodanno del 2020, ogni piano, ogni progetto così come l’ordinaria amministrazione, hanno dovuto cedere il passo all’emergenza sanitaria che ancora persiste e che lascerà conseguenze terribili. Gori non si è mai tirato indietro, ha sempre affrontato con coraggio la più brutta situazione dal dopoguerra ad oggi, incitando tutti a non mollare, ad essere responsabili e adoperandosi in prima persona su ogni fronte per andare in GIORGIO GORI aiuto a chi si è trovato in difficoltà. Ha approntato servizi per le persone isolate e presso famiglie in condizioni critiche e ha ottenuto risorse a fondo perduto per le piccole imprese. Si è davvero prodigato, come del resto molti altri sindaci del nostro Paese, per cercare di supportare al meglio la gente travolta dalla pandemia.

Intanto, la città vuole dare una spinta forte alla propria attrattività e sono molte le gru che svettano nel panorama cittadino. Tra nuove costruzioni, riconversioni e ristrutturazioni anche favorite dai bonus, è un gran fiorire di cantieri. Riapre il Donizetti, rimesso a nuovo e procedono lavori per il restyling del Centro, con Piazza Dante e il Sentierone che vivranno una vera rinascita. Il grande complesso di ChoLa sua immagine è uscita a pezzi dalla vicenda dei rus Life comicia a prendere forma... C’è chi dice che la popolazione in città subirà un camici “donati” alla Regione e il subentro alla direzio- calo e chi invece, evidentemente, scommette sul contrario. ne delle operazioni al Welfare lombardo di Madame PERICOLO BOCCALEONE Moratti, nominata anche Vice di Fontana dopo le dimissioni di Gallera, lo ha ulteriormente indebolito la- La spina nel fianco di Gori, oltre a quella ormai storica del parcheggio della Fara, sciando pensare che LadyMilano potrebbe prenderne adesso si chiama Boccaleone, dove un comitato di cittadini molto agguerrito, si oppresto il posto. Un fattore di grande debolezza per pone al progetto delle Ferrovie dello Stato che hanno pianificato il raddoppio del Salvini che ha messo Attilio Fontana su quella poltrona binario che già divide il quartiere, anche in ragione della costruzione della tratta che raggiungerà l’Aeroporto di Orio. e che ha già le sue gatte da pelare per via dei milioOvviamente il comitato si appella all’intervento del sindaco che si è sempre schieni volatilizzati dalle casse di via Bellerio, degli aspetti rato in favore delle periferie ma, in questo caso, Gori è relativamante tagliato fuori inquietanti della vicenda Film Commision, per non par- dalle decisioni prese dai Ministeri e dalle Ferrovie, il cui piano di sviluppo è ritenuto lare dei processi in corso per sequestro di migranti... strategico anche a livello europeo. La Val di Susa insegna che la pianificazione di Il rientro a testa bassa della Lega nel governo Draghi queste grandi infrastrutture passa sopra agli interessi delle popolazioni locali che la dice lunga e, dopo il tradimento del centrodestra, vedono il loro habitat spesso devastato da autostrade o ferrovie. l’alleanza con i cinque stelle e il governo con il Pd, A Brescia, l’ampliamento delle linee ferroviarie e il transito dell’alta velocità hanno riadesso Salvini e la Lega sono diventati i primi fans chiesto lo sventramento di un intero quartiere. Ci sono state proteste, gente incatedi Draghi, coprifuoco a parte. È solo una facciata, un nata alle case, rassicurazioni e mediazioni ma alla fine le ruspe hanno avuto la meglio. tragico gioco delle parti al quale il segretario leghista è In buona sostanza, il quartiere di Boccaleone chiedeva l’interramento dei binari in un costretto per non rimetterci la faccia del tutto e spera- tunnel, ricavando, sulla copertura dello stesso, un percorso verde con piste ciclabili, giardinetti, ecc. Si è anche realizzato un progetto molto articolato e la vicenda è fire di non finire davvero sotto processo. nita anche in Parlamento dove si chiede che l’opera possa accedere ai finanziamenti Fontana appare sempre meno... e sempre più appe- del Recovery Fund. Sì, perché, come sempre, è anche una questione di quattrini che santito (si fa per dire...). Poverino, dopo il disonore di Ferrovie dello Stato non ha in previsione di spendere per questo intervento. vedersi sciorinati gli affari suoi e della sua famiglia, Oltre al budget non previsto, da Ferrovie fanno inoltre sapere che ci vorrebbero tre messi in piazza strani accordi con il cognato e i soldi anni di lavori che costringerebbero a bloccare la linea per un tempo insostenibile dal nei paradisi fiscali... pare essersi un filo depresso. sistema. Inutile ribattere che altrove costruiscono colossali viadotti in pochi mesi. Lo Della politica a cui ha dato tanto e dalla quale tanto potrebbero fare anche qui ma... è sempre una questione di soldi. ha avuto, pare gli importi ormai gran poco e forse pre- La soluzione che Ferrovie ha previsto è un muro di barriere anitrumore alto sette ferisce ipotizzare una onorevole uscita di scena maga- metri lungo il percorso e la chiusura del passaggio a livello di Via Rovelli. ri in cambio della clemenza delle corti che dovranno Un quartiere già particolarmente vessato per via della Fiera, di Orio Center, del viadotto di Via delle Valli e della ferrovia, potrebbe diventare esplosivo anche da un chiedergli, prima o poi, conto di un po’ di cose... punto di vista politico. Forse i tempi si allungheranno per via delle ostinate opposiUn vero problema che rischia di mettere sabbia negli zioni del comitato di quartiere e la vicenda potrebbe diventare “scomoda” in vista ingranaggi del Pirellone in un momento in cui servi- delle elezioni del successore di Gori a Palazzo Frizzoni. rebbe molto olio per farli funzionare come si deve. Ci Conviene che Gori riesca ad influenzare le scelte del Ministero e quelle di Ferrovie resterà sempre il dubbio di sapere come se la sarebbe dello Stato, dando fondo alle tante amicizie che può vantare, per riuscire a trovare cavata Giorgio Gori che a quella poltrona aveva pun- le risorse e impedire così di rendere Boccaleone un quartiere diviso in due, irrimetato, perdendo contro Fontana. diabilmente devastato da consegnare al declino. (V.E.Filì)

“POVERO” PRESIDENTE... POVERI NOI!


LA BICI CI DÀ UNA MANO TORNATA PREPOTENTEMENTE DI ATTUALITÀ, LA BICICLETTA VIVE UNA STAGIONE D’ORO. LE DIFFICOLTÀ NELLO SPOSTARSI CON I MEZZI PUBBLICI HA INDOTTO MOLTI A RISPOLVERARE LA VECCHIA DUE RUOTE O, GRAZIE AI BONUS DEL GOVERNO, A COMPRARNE UNA NUOVA, MAGARI ELETTRIFICATA. IN CITTÀ SONO COMPARSE OVUNQUE LE PISTE CICLABILI, ARRIVERÀ PRESTO LA VELOSTAZIONE IN PIAZZALE MARCONI E I BERGAMASCHI, CHE DA SEMPRE LA AMANO, LA UTILIZZANO SEMPRE DI PIÙ. INTERVISTA A CLAUDIA RATTI, PRESIDENTE DI A.RI.BI, L’ASSOCIAZIONE PER IL RILANCIO DELLA BICICLETTA

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Esiste una mappa delle piste ciclabili della città? “Esiste la mappatura sul sito del Comune. Non esiste una mappa cartacea ma A.Ri.Bi. ci sta pensando. Tra pochi giorni avrò quella della provincia con gli itinerari cicloturistici, che adesso non esiste”. Le ultime piste ciclabili tracciate in sede viaria sono utili? “Io le uso e mi sento un po’ più sicura. Di sicuro, hanno fatto capire a chi sta in auto, che sulla strada esistono anche le biciclette. Certo, non sono un grande incentivo ad usar di più la bici perché la sicurezza, non essendoci cordoli di protezione, è sempre un po’ precaria. Mandare un figlio a scuola in bici, percorrendo le corsie ciclabili, non è il massimo, però a Bergamo esiste una volontà precisa, spesso ribadita dall’Amministrazione, di provvedere a ricucire le varie piste ciclabili soprattutto quelle che “non si parlano”. La volontà però c’è e c’è anche un assessore, Stefano Zenoni, che ci tiene tantissimo. È uno che in bicicletta ci va da sempre ed è il miglior esempio che si possa avere. Non ci sono mai tanti soldi da spendere su questo fronte ma c’è un progetto che deve andare a creare queste ricuciture. Poi ha è arrivato il Covid e tutti hanno pensato a come far muovere più persone possibile in bicicletta, dato che sui mezzi pubblici i posti sono dimezzati. La bici è diventata una risposta e non poteva esserci miglior assessore. Nel momento giusto, l’assessore giusto che ha colto l’opportunità della riforma del Codice della Strada ed è riuscito a far tutto quello che si poteva fare. E lo sta ancora facendo. Gli va dato atto. Si possono anche non condividere certe scelte di questa Amministrazione ma, per quanto riguarda quello che sta facendo Zenoni, gli sono grata”. Avete legami con i negozianti di biciclette? “La bicicletta è antica e così anche la maggior parte dei commercianti che a Bergamo la vendono... Negli ultimi quindici mesi hanno lavorato come non mai e ringrazio tra loro il sig. Gamba di via Maj che è un nostro “punto iscrizione”. Ci sta sostenendo la PMI, l’azienda che ha chiamato Aribina una sua linea di biciclette e ad ogni acquirente viene regalata l’iscrizione alla nostra associazione”.

Quando ha avuto la sua prima bicicletta? “Ero piccolissima e, da via Rovelli dove abitavo, andavo a scuola, all’oratorio, a trovare amiche, sempre in bici. Quando ho iniziato a lavorare in Viale Vittorio Emanuele ci andavo sempre in bici. Sono andata a vivere a Scanzorosciate e venivo in città tutti i giorni in bicicletta. L’ho sempre usata. per me è quello il mezzo di trasporto. Poi il primo figlio nel seggiolino e, per via di un caschetto, ho intercettato l’A.Ri.Bi. che non sapevo neppure esistesse. In quegli anni organizzavano la Bimbinbici, con tanti bambini intorno allo stadio dove, ai miniciclisti, regalavano il caschetto. Da allora sono una assoluta promotrice dell’uso del caschetto protettivo in bicicletta. In seguito ho conosciuto l’Avv. Maineri, l’allora presidente di A.Ri.Bi. che... mi ha tirato dentro”. A Bergamo le bicicletta vanno a ruba... “Ieri, entrando nel palazzo dove abitano i miei genitori, una signora mi ha chiesto se poteva mettere la bici nel cortile dicendo che le avevano già rubato 29 biciclette. È una piaga e la bicicletta è il bene più rubato nella nostra città. Rubano di tutto: nuove, vecchie, elettriche... Arriverà presto la velo-stazione in Piazzale Marconi dove sarà possibile lasciare le biciclette al sicuro mentre in giro per la città dovrebbero essere posizionate delle strutture per poterle lasciare in modo super sicuro”. Quali sono le attività di A.Ri.Bi.? “Monitorare e fare pressione sulle amministrazioni comunali perché non si dimentichino mai della bicicletta e dei ciclisti. Ci occupiamo dell’educazione stradale nelle scuole, a tutti i livelli e in tutta la provincia. Poi organizziamo le pedalate e, a parte questo periodo difficile, c’è sempre un ritrovo in centro, il sabato mattina. Si fa un giro fino alle due del pomeriggio, mentre la domenica si organizzano gite fuoriporta anche di più giorni. Per festeggiare il 40° pensavamo di andare a Copenaghen, la città della bicicletta dove abbiamo anche “copiato” quelle rastrelliere che ci sono in giro per Bergamo che abbiamo comprato noi e che ti consentono di legare una bici in più punti, sono quelle ad arco non con le sbarre.


Pare che ora il Comune troverà un po’ di risorse proprio per espandere il numero degli stalli. A Palazzo Frizzoni sono consapevoli del fatto che mancano i posti dove parcheggiare le bici. Tra breve il Comune attiverà un’APP pubblica che consentirà ai cittadini di indicare dove sono necessari i posti per le bici. Ho chiesto anche di sensibilizzare al tema gli amministratori dei condomini dove di solito è vietato introdurre biciclette. Se uno lavora in un palazzo in città dovrebbe essergli consentito, dove possibile, di ricoverare la bicicletta all’interno dei cortili. Direi che si sta muovendo tanto intorno al mondo della bicicletta...”. Cosa pensa dei monopattini? Come la bicicletta, sono sicuramente una risposta agli spostamenti sostenibili. È una micromobilità che va incentivata però, secondo me, l’idea di dare bonus per monopattini e biciclette insieme, è stato un errore perché non eravamo ancora “preparati” per quel tipo di mezzo. Non vanno solo a 25 Km/h ma molto di più. Sono assimilati ai velocipedi, ma sono molto più veloci e non sono normati quindi anche meno controllabili. Se lo usa un adulto per il tragitto casa lavoro va bene ma sono finiti tutti in mano ai ragazzini che ci salgono in due o in tre. Devono andare veloci perché, stando sulla strada, non devono ostacolare il traffico, come le biciclette elettriche, ma di sicuro vanno usati con il casco e soprattutto con quello che sta sotto il casco”. Lei ha una bicicletta elettrica? “Ne abbiamo acquistate alcune per l’Associazione ma io preferisco una city bike o una montain bike. Ultimamente mi sono data molto alla MB che è molto più divertente”. Tempo fa il quotidiano cittadino ha pubblicato una sua lettera dove criticava aspramente la cafonaggine degli automobilisti nei confronti dei ciclisti, a cui sono seguiti commenti roventi contro ciclisti accusati di non rispettare le regole, specie quelli che con la bici fanno sport e procedono zigzagando con le loro variopinte tutine tra le auto fregandosene dei semafori dei sensi vietati ecc ecc. ... “Come in ogni contesto sociale esistono persone educate che sanno stare alle regole e altre che invece non le rispettano. I prepotenti esistono da entrambe le parti ma bisogna sempre ricordare che un ciclista è sempre più indifeso e, per le leggi della fisica, in equilibrio precario, mentre da un’auto è difficile cadere e ancor meno farsi male in un incidente con una bicicletta”. (V.E.Filì)

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L’A.Ri.Bi., Associazione per il Rilancio della Bicicletta, è nata nel 1981 per “studiare le soluzioni atte a sollecitare e favorire l’uso della bicicletta come strumento di svago, di locomozione alternativa urbana ed extraurbana e per promuovere la loro realizzazione”. Era un periodo in cui la crisi petrolifera imponeva la ricerca di mezzi di locomozione più “sostenibili” rispetto all’ambiente: meno benzina, meno inquinamento, meno spazio occupato dalle auto, meno traffico, città più vivibili. Ecco perché occorreva rilanciare la bicicletta! Da allora molto è stato fatto: sia nelle abitudini dei singoli, che in molti casi si sono resi conto della necessità di cambiare stili di vita, sia nelle scelte politiche e amministrative. Certamente siamo ancora lontani da un risultato soddisfacente: le strade sono piene di auto che si paralizzano da sole, il trasporto pubblico non è sufficientemente sviluppato né su ferro né su gomma; le abitudini dei singoli sono dure a cambiare anche perché le alternative nella mobilità sono poco praticabili, poco sostenute.

A.Ri.Bi..si fa promotore dell’uso della bicicletta per l’utilizzo sia in ambito urbano per i piccoli spostamenti sia come mezzo per la pratica sportiva e cicloturistica per scoprire il nostro territorio. Con il nostro gruppo tecnico di soci preparati, collaboriamo con istituzioni, enti ed associazioni durante la progettazione e lo studio di nuove infrastrutture per i ciclisti. Per i nostri soci e non, organizziamo pedalate di gruppo alla scoperta delle migliori ciclabili e per scoprire nuove mete turistiche grazie all’utilizzo della bicicletta


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MASERATI LEVANTE TROFEO

VENTO POTENTE


Cosa le piace di più di quest’auto?

“Sicuramente il motore. Ha una coppia impressionante e sentire i 580 cavalli che strappano da terra questo imponente Suv, regala sensazioni uniche di grande potenza”. Questo il pensiero di Sergio Turani, uomo Maserati della Scuderia Blu di via Stezzano 51, con il quale abbiamo avuto il privilegio di condividere il test drive della nuova Levante Trofeo. Sotto l’elegante vestito blu, inconfondibilmente Maserati, troviamo un “intimo” decisamente stuzzicante. Sollevato il grande cofano con una leggera pressione, vi trovate davanti due bancate di tubi rossi che fuoriescono dalle testate degli otto cilindri, quattro per lato, disposti a V. Inconfondibile allure Ferrari sotto il marchio del Tridente che monta un generoso propulsore costruito appositamente. Una vera chicca che rende questo modello un pezzo da collezione. Un matrimonio che di certo né Enzo Ferrari, né Alfieri Maserati avrebbero mai potuto immaginare. Loro, entrambi prima piloti e poi costruttori di auto da corsa, sempre in competizione tra loro, ritrovano i loro nomi insieme, Tridente e Cavallino rampante per un risultato fuori dal comune sotto ogni punto di vista. L’eleganza da sempre irraggiungibile di Maserati, con i suoi interni accoglienti e funzionali, le linee toniche, muscolose ma morbide, con un cuore che batte come pochi. “Si sente la differenza, anche nel sound” - ci dice Turani. L’orario della pausa pranzo con strade libere ci consente di provare a spingere in modalità di guida sportiva. Il cambio lavora benissimo ma se vi volete divertire un po’ giocate con le leve ai lati del volante e la Trofeo si trasforma in un’auto da corsa.

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VENTO POTENTE

“È perfetta nell’inserimento in curva e, anche quel poco rollio che si avverte con la modalità di guida normale, sparisce e vi trovate incollati all’asfalto e al sedile. La Levante Trofeo che prende la strada come se fosse uno skateboard, si fa apprezzare per la grande docilità dei comandi, in particolare lo sterzo che è un vero capolavoro”. Sergio Turani non è di molte parole, preferisce lasciar cantare la Levante che, infatti, si spiega benissimo. È agile anche sul percorso cittadino e volendo non ha rivali ai semafori. Ci fermiamo per qualche foto e ne approfitto per avere qualche informazione in più. “In sintesi - ci ha spiegato Turani - il motore è, come dicevamo, made in Ferrari ed è un otto cilindri a V per 3,8 litri di cilindrata che mette a terra 580 cavalli. Da zero a cento km/h in 4,1 secondi mentre la veolocità mentre la velocità massima supera la soglia dei 300 km/h. Considerata la stazza sono numeri significativi. “Una coppia mozzafiato e, per tenerla ben piantata sull’asfalto, c’è la trazione integrale Q4 che consente di avventurarsi anche in fuoristrada impegnativi, sempre che siate disposti a rischiare qualche graffio alla levigata livrea, più adatta ad una serata a teatro che ad un rally. Ma se ci sono da tirar fuori le unghie la Levante non si fa certo pregare su qualsiasi terreno”.

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Se affondi il pedale dell’acceleratore, il fiato si ferma. Ma la spinta viene “cullata” dall’abitacolo. La strada è sempre troppo corta e, solo su un rettilineo, ci possiamo anche sorprendere di una guida rilassante nonostante la velocità sostenuta. Tutto a bordo è ben studiato e i comandi sono intuitivi, la posizione di guida è davvero dominante con il poderoso anteriore che dà una reale sensazione di protezione. Il resto è al top di un marchio che ha fatto del raffinato buon gusto la firma dei suoi interni. Dalle pelle dei sedili agli inserti in carbonio, dal cielo in Alcantara fino all’immancabile orologio analogico ovale al centro della plancia. Nella Levante più potente di sempre si legano alla perfezione avanguardia tecnologica e il tradizionale fascino made in Italy. Qual è il profilo dell’acquirente tipo di una Maserati Levante? “A parte questa particolare versione destinata ad un pubblico con un piglio decisamente sportivo - ha affermato Turani - il nostro Suv lo sceglie il professionista o l’imprenditore che vuole guidare un nome di prestigio che non vuole solo dire cavalli sotto il cofano ma la tradizione di auto nate per essere sempre al top in tutto”.

MASERATI LEVANTE TROFEO Motore: Cilindrata: 3.799 cc; potenza: 580 Cv; coppia: 730 nm; cambio: automatico a 8 rapporti; trazione: integrale intelligente Q4. Dimensioni:  lunghezza: 5.003 mm; larghezza: 1.968 mm; altezza: 1.679 mm; peso: 2.170 kg. Prestazioni:  accelerazione 0-100 km/h: 4,1 secondi; velocità massima: 300 km/h. Consumi dichiarati dalla casa Urbano: 16,2 l/100km Extraurbano: 11 l/100km Misto: 13,2 l/100km Emissioni co2: 313 g/km Pneumatici anteriori: 265/45 ZR20 Pneumatici posteriori : 295/40 ZR20


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Consigli per l’approccio a questa superlativa Levante? “Qualunque sia lo stile di guida, il suggerimento è quello di mantenere sempre attivo il controllo delle trazione. La struttura della Trofeo è stata modificata per supportare il notevole aumento di potenza e di coppia, la gestione è ad opera della trazione integrale intelligente Q4. In condizioni ideali, la coppia motrice è inviata al 100% sulle ruote posteriori e l’elettronica di gestione, intuendo scarsa aderenza, può modificare l’erogazione per un 50:50 in soli 150 millisecondi. Una ripartizione ideale che assicura il massimo controllo. Lasciando inserito il controllo della trazione, è sufficiente una lieve pressione del pedale del freno per far sì che l’auto si riallinei, annullando pericolose situazioni di sovrasterzo o sottosterzo. Un aiuto per gli automobilisti che possono viaggiare senza troppe preoccupazioni anche su strade innevate, percorsi viscidi o senza troppe ansie per situazioni di aquaplaning. Il margine per divertirsi è molto elevato e anche il conducente più esperto e capace non avrà di che lamentarsi sull’intervento dei sistemi elettronici di sicurezza”.

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AUDI Q4 e-Tron ZERO EMISSIONI

ZERO PENSIERI

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Entro il 2025, Audi ridurrà del 30% le emissioni di CO2, per diventare carbon neutral entro il 2050. Adesso conta come arrivarci.

Con Audi Q4 e-tron e Q4 e-tron sportback, la Casa dei quattro anelli rivoluziona il modo di intendere la mobilità grazie a due vetture completamente elettriche e, allo stesso tempo, completamente Audi. Performance inconfondibili rese ancora più eccezionali da una tecnologia in perfetta armonia con l’ambiente. Benvenuti nell’era e-tron. Benvenuti in un futuro elettrizzante.

Arriverà a giugno alla concessionaria Bonaldi di Bergamo la nuova Audi Q4

AndreaBassoli, Bassoli,Audi AudiManager ManagerBonaldi BonaldiAndrea Gruppo Eurocar Italia

e-tron, un modello su cui il Gruppo tedesco punta in maniera particolare per l’ampia fascia di utenti a cui si rivolge e per gli innovativi contenuti tecnologici. Elettrica pura, è decisamente apprezzabile sia sul versante della motricità, sia per le innovative formule di fruizione. Ma davvero finalmente un’elettrica ha risolto gli inconvenienti dovuti ad autonomia e rapidità di ricarica? Per avere più informazioni, a pochi giorni dalle prime consegne, ne parliamo con Andrea Bassoli, Audi Manager delle concessionarie di Bergamo, Lecco e Sondrio del Gruppo Bonaldi, da oltre dieci anni in azienda. “Proprio oggi - esordisce - è stato pubblicato il listino della nuova Q4 che include anche una versione peraltro già annunciata: la Q4 50 con motorizzazione al top e trazione integrale Quattro”. Pare che lo sforzo principale del marketing di Audi sia nel far capire che, con questo modello, si sono superati tutti i problemi legati all’elettrico... “È proprio così. Il modello 40 della Q4 vanta fino a 520 km di autonomia. Inoltre Audi, ha pensato a sistemi di ricarica ad hoc. Acquistando la vettura con la formula e-tron Bridge sarà tutto compreso: il modulo per la ricarica casalinga e il sistema Charging service per ricaricare in tempi rapidissimi anche su strada.


L’elettronica di bordo prende in considerazione tutti i punti

RICARICA RAPIDA È possibile “fare il pieno” alle batterie dell’Audi Q4 e-tron sia in corrente alternata (AC), che continua (DC), con potenze rispettivamente sino a 7,2 kW (AC) e sino a 100 kW nel caso della 35 e-tron con batteria da 55 kWh, arrivando a 125 kW per le varianti con batteria da 82 kWh. Secondo la casa in 10 minuti è possibile ripristinare energia a sufficienza per percorrere 130 km.

di ricarica lungo il tragitto, il tempo di ricarica necessario e i dati sul traffico che aggiorna in tempo reale, riuscendo a pianificare qualsiasi viaggio in tutta tranquillità e alla massima velocità tenendo sempre presente che il cliente, nei suoi spostamenti, preferisce sempre risparmiare tempo. Per l’utilizzo quotidiano, avendo il caricatore di una potenza di 7,2 kWh fornito in collaborazione con Enel, la vettura può essere caricata tranquillamente a casa. Serviranno al massimo un paio di ricariche a settimana considerando il chilometraggio medio giornaliero degli italiani. Quindi serenità massima nella guida”. Quali sono le caratteristiche da evidenziare della Q4 e-tron? “È nata per essere elettrica quindi non è un’Audi elettrificata. Condivide con altre vetture del Gruppo una piattaforma di dimensioni esterne compatte ma con un’abilità importante dovuta al grande passo. Questo suv trasmetterà prestigio e attenzione all’ambiente e, con la modalità e-tron Bridge, il costo diventa accessibile, per poter meglio apprezzare i vantaggi di un’Audi elettrica. Una nota: le Audi e-tron 35 e 40 possono essere guidata anche da neo patentati in virtù del rapporto peso potenza quindi è una vettura che può essere utilizzata da tutta la famiglia”. La versione al top ha un motore più potente? “Sì eroga fino a 299 cv e sarà dotata della trazione Quattro mentre la 35 e la 40 hanno trazione posteriore”. Differenze tra la 35 e la 40? “Sono differenti l’autonomia e le prestazioni. Ma questa vettura richiede un approccio nuovo alla mobilità, quella elettrica. Quello che propone Audi con questo modello è dare una svolta nel mondo dell’automobile anche con un servizio di noleggio che si chiama e-tron Bridge, che offre al cliente un servizio a 360°, cioè tutto compreso. Dall’installazione del modulo per la ricarica casalinga, ai servizi di ricarica durante i viaggi, dall’assicurazione alla manutenzione… Tutto compreso in una rata mensile e il cliente non dovrà più pensare a nulla, solo a godersi la guida della sua Q4 e-tron. Al resto pensa Audi”. Grande attenzione alla mobilità quindi? “Sì è un diverso concetto di guida da cui si ricava un risparmio di tempo, tanto... Tutto quello che si doveva dedicare alla gestione della vettura. In questo modo non si dovrà più pensare a nulla, una rata al mese all-inclusive, tutto compreso”. Come procede la diffusione delle colonnine di ricarica a Bergamo e dintorni? “Direi ottimamente, operano vari fornitori e la copertura è in rapida crescita.Tramite l’app Audi si possono vedere quante colonnine di ricarica ci sono e dove sono. Questo per tutte le tipologie di colonnine. Stanno iniziando a diffondersi anche quelle ad alta velocità che sono il futuro”.

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AUDI Q4 e-Tron ZERO EMISSIONI ZERO PENSIERI

Da settembre sarà disponile anche in versione Sportback, che si caratterizza per una silhouette più dinamica e slanciata per effetto del tetto spiovente e della coda alta, la nuova crossover elettrica ha potenze da 170 a 299 CV, con autonomia fino a 520 km. L’arrivo è previsto a giugno 2021. L’Audi Q4 e-tron è la prima suv di medie dimensioni elettrica della casa dei quattro anelli.

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C’È ANCHE PIÙ SPORTIVA Saranno disponibili una serie di optional che comprendono l’assetto sportivo (incluso nella variante S line edition), che riduce l’altezza di 15 mm, e il pacchetto dinamico che prevede il controllo della dinamica di marcia Audi Drive Select (di serie su Q4 Sportback e-tron) con diversi profili di guida e sterzo progressivo. Con il pacchetto dinamico plus sono poi disponibili le sospensioni regolabili con ammortizzatori elettroidraulici

Audi Q4 e-tron sfoggia linee muscolose e non nasconde i tratti che distin-

guono la casa dei quattro anelli, come la calandra frontale con la cornice cromata o i sottili fari a led. Nel frontale sono presenti anche due generose prese d’aria laterali oltre a quella centrale. Il profilo è caratterizzato da superfici lineari interrotte dalla bombatura presente sulle ruote posteriori. Il posteriore è dominato dal design dei fanali che si sviluppano orizzontalmente, raccordati da una banda luminosa a led. Verrà offerta in otto diverse tonalità, comprese le inedite Viola Aurora metallizzato e Blu Geyser. Disponibili su richiesta le configurazioni Advanced ed S line che si caratterizzano per la presenza di dettagli sportivi sia esterni che all’interno. I cerchi disponibili sono da 19 a 21 pollici. QUATTRO LIVELLI DI POTENZA Al top si posiziona la 50 e-tron da 299 CV con doppio motore elettrico (uno all’anteriore e uno al posteriore) e una batteria da 82 kWh, in grado di scattare da 0 a 100 km/h in 6,2 secondi e di raggiungere la velocità massima di 180 km/h (autolimitata). Appena sotto troviamo la 40 e-tron da 204 CV e la 35 e-tron con 170 CV, entrambe dotate di trazione posteriore e batteria da 82 kWh che, nel caso della 40 e-tron, assicura fino a 520 km di autonomia. La entry level 35 e-tron ha una batteria da 55 kWh.


SPAZIO BEN ORGANIZZATO PER TUTTO Interni eleganti e molto curati, caratterizzati da materiali di elevata qualità. Grande spazio all’interno grazie alle tante soluzioni per riporre gli oggetti come la consolle che integra due porta bevande e un vano da 4,4 litri dotato di chiusura e il phone box per la ricarica wireless dello smartphone. Generoso anche il bagagliaio da 520 litri (lo stesso valore della più grande Q5), che diventano quasi 1500 abbattendo gli schienali del divano posteriore. A richiesta il pacchetto vano bagagli che include il piano di carico adattabile su due differenti altezze.

Audi Q4 e-tron è dotata della strumenta-

zione digitale Audi Virtual Cockpit, visibile su un pannello lcd di 10,25” e il sistema multimediale MMI touch con lo schermo di 10,1 pollici e risoluzione di 1540x720 pixel inglobato al centro della plancia (optional quello da 11,6” con risoluzione di 1764x824 pixel). Quest’ultimo, è orientato verso il conducente, incastonato nella plancia sullo stesso livello delle bocchette di aerazione e alla medesima altezza della strumentazione digitale.

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LA NUOVA SQUADRA DELL’ARTIGIANATO BERGAMASCO GIACINTO GIAMBELLINI È STATO RICONFERMATO PER ACCLAMAZIONE PRESIDENTE DEGLI ARTIGIANI BERGAMASCHI DI CONFARTIGIANATO IMPRESE BERGAMO (LA PRIMA ORGANIZZAZIONE BERGAMASCA DI RAPPRESENTANZA DELL’ARTIGIANATO E DELLE PMI) ANCHE PER IL QUADRIENNIO 2021-2024

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Giacinto Giambellini è stato riconfermato alla guida di Confartigianato Imprese Bergamo per il quadriennio 2021-2024: una decisione sancita dal nuovo Consiglio Direttivo entrato in carica il 30 aprile e riunitosi lo scorso 3 maggio. Una riconferma importante, dunque, per Giambellini, rappresentante provinciale dell’Area Impiantistica, presidente regionale dei Termoidraulici di Confartigianato Lombardia e consigliere nazionale della categoria, oltre che componente della giunta della Camera di Commercio di Bergamo, della giunta nazionale di Confartigianato e del cda del consorzio CEnPI (Confartigianato Energia per le Imprese): “Sappiamo - ha sottolineato il Presidente nel suo discorso di insediamento - che la ripresa che stiamo aspettando sarà basata su temi e argomenti che conosciamo bene e sui quali ci stiamo preparando da molto tempo, come export, green economy e digitalizzazione. Io, il comitato di presidenza, i consiglieri e tutta la capace e preparata struttura di Confartigianato Imprese Bergamo, punto di riferimento riconosciuto dell’artigianato e della piccola impresa bergamasca, siamo a disposizione dei colleghi artigiani per aiutarli, consigliarli ed assisterli nelle necessità quotidiane così come nelle scelte strategiche e per sostenerli e accompagnarli nel percorso che ci aiuterà ad uscire rinnovati da questo impensabile momento di oscurità per tornare ‘a riveder le stelle’”. Per il ruolo di vicepresidente vicario, è stato nominato Lorenzo Pinetti, rappresentante dell’Area Produzione e Subfornitura e già componente del passato Comitato di presidenza dell’Organizzazione di via Torretta. Accanto a loro lavorerà il nuovo Comitato di Presidenza, composto dal riconfermato Angelo Carrara, in passato presidente per due mandati e attualmente rappresentante dell’Area Costruzioni, da Emanuele Zinesi, già vicepresidente vicario nello scorso mandato, rappresentante del Polo di Grumello, presidente regionale e nazionale dei Tappezzieri, e dai nuovi componenti Ivan Morotti, rappresentante del Polo di Albino, Roberto Benedetti rappresentante dell’Area Servizi, e Nadia Palazzi vice-rappresentante del Polo di Bergamo. Ben 10 new entry nel Consiglio Direttivo composto da 27 membri rappresentativi sia delle diverse zone geografiche che delle diverse professioni: la nuova “squadra”, accanto alla riconferma di oltre un terzo dei suoi componenti, ha visto anche l’ingresso di giovani imprenditori. GLI ELETTI NEGLI OTTO POLI TERRITORIALI

Bergamo: vice rappresentante Nadia Palazzi, delegati Gianluca Locatelli, Guido Pedrotti, Luca Tirloni, Valentina Trevaini. Da statuto, il rappresentante del Polo di Bergamo è il presidente di Confartigianato Imprese Bergamo. Grumello del Monte: rappresentante Emanuele Zinesi, vice rappresentante Andrea Bonardi. Albino: rappresentante Ivan Morotti. Calusco d’Adda: rappresentante Marco Rota. Clusone: rappresentante Ermanno Rossetti. Zogno: rappresentante Imerio Ghirardi. Romano di Lombardia: rappresentante Massimiliano Fratus. Treviglio: rappresentante Francesco Ghilardi.

GLI ELETTI NELLE OTTO AREE DI MESTIERE

Costruzioni: rappresentante Angelo Carrara, vice rappresentante Marino Beati, delegato Diego Armellini; Produzione e Subfornitura: rappresentante Lorenzo Pinetti, vice rappresentante Giovanni Borgesi, delegato Stefano Mazzoleni. Impiantistica: rappresentante Giacinto Giambellini, vice rappresentante Cristina Porrati. Trasporto: rappresentante Bruno Dario Mongodi. Servizi: rappresentante Roberto Benedetti, vice rappresentante Ernesto Belotti. Alimentari: rappresentante Andrea Bonati. Benessere: rappresentante Pierantonio Patelli. Immagine-Arte-Comunicazione: rappresentante Andreina Facchinetti.

Confartigianato Imprese Bergamo,Via Torretta 12, Bergamo Tel. 035 274111 - Fax 035 274274 - info@artigianibg.com - www.confartigianatobergamo.it


Cosa davvero ti ha spinto a condurre questa sfida ad uno dei poteri forti della città? “Dopo un mio intervento all’assemblea di UBI Banca, centinaia, anzi migliaia di azionisti, dipendenti e soci hanno iniziato a tempestarmi di mail, telefonate e missive in cui denunciavano episodi inquietanti. Ho un enorme locale segreto, in cui sono archiviati questi dossier. Io, allora, ho semplicemente chiesto ai vertici di UBI, anche nella veste istituzionale di presidente di commissione parlamentare, di rispondere alle gravissime accuse che emergevano da quella documentazione. Mi hanno riservato solo reazioni scomposte e tentativi di eliminarmi. Ho capito che avevo il dovere di arrivare fino in fondo”. Il momento più duro? “L’attacco alle mie aziende a cui sono stati immotivatamente ed improvvisamente cancellati gli affidamenti, le prese di posizione di taluna stampa locale, sempre e comunque supina e sodale con gli imputati, in ogni passaggio processuale. E certamente i tre assalti armati alla mia abitazione allorquando, nel corso della trasmissione “Report” di Rai Tre, ho trattato temi pericolosi come il riciclaggio di denaro, il commercio di armi e di petrolio con i terroristi dell’Isis. Ho temuto il peggio non tanto per me quanto per i miei cari”. Pensi che i bergamaschi ti saranno grati di questa pulizia? “Oggi, dopo gli 84 anni di condanne richiesti dal PM, e dopo i servizi di “Report”, credo che tutti abbiano compreso quanto fosse necessario troncare bruscamente un certo modo dinastico ed autoreferenziale di gestire la banca e di dominare talune istituzioni ad essa connesse. Ho agito da solo contro tutti per otto lunghi anni. Grazie al lavoro di una piccola squadra, composta da quattro giovani fedelissimi, ho smantellato un sistema governato con risorse umane e finanziarie gigantesche. Posso dire di aver rivoluzionato il sistema creditizio italiano. In questi giorni migliaia di persone mi hanno scritto e chiamato per ringraziarmi di questa pulizia. Ma, se dovessi considerare la mole di informazioni di cui dispongo, dovrei dire che siamo solo all’inizio”. Come si legge il passaggio di mano con Intesa Sanpaolo? “Senza la solidità di Intesa Sanpaolo gli azionisti di UBI avrebbero corso rischi di eccezionale portata.

Ho sposato da subito, e ancora una volta solo contro tutti, l’OPA di Intesa perché ero certo, ed ho avuto ragione, che la fusione avrebbe consentito di far recuperare agli azionisti, quindi anche alla nostra comunità, almeno una parte delle ingentissime perdite subite con il disastroso crollo del titolo UBI registrato con le precedenti gestioni”. Si è voluto proteggere la banca da un crollo totale? “Assolutamente sì, i dati erano considerati critici da tutte le istituzioni europee. Il PM ha parlato di 600 milioni di Euro di danni potenziali. Preferisco non indicare la cifra periziata dai miei esperti e dai miei legali…”. Lo rifarebbe? “Mille volte sì. Non ho mai avuto nemmeno un attimo di esitazione, nemmeno nei momenti più difficili, nemmeno quando mi sono sentito solo, senza il minimo sostegno, persino nel mio ambito famigliare. Avevo promesso alle centinaia di dipendenti e di azionisti, alle tante persone semplici che ho visto piangere e disperarsi per aver perduto i risparmi di generazioni, che sarei arrivato sino a qui. Questa immensa vittoria è per loro”. Hai paura di ritorsioni come già hai denunciato di aver subito in passato? “No, ora tutti hanno compreso la realtà dei fatti, è passato il periodo in cui ho dovuto affermare in assemblea, davanti a migliaia di soci: “Se dovessi suicidarmi, sappiate che non sono stato io!”. Aggiungo che un notaio è incaricato di rendere pubblico il mio archivio se dovesse accadermi qualcosa. E ho molta fiducia nelle Istituzioni, nella Guardia di Finanza e nella Magistratura, che hanno portato a termine un lavoro complesso, con grande coraggio e impegno, dovendo agire in contesti in cui erano coinvolte alcune tra le persone più potenti d’Italia. Non a caso, nel corso del processo e delle indagini, sono stati trasferiti tre altissimi ufficiali della Gdf e almeno tre magistrati”. Chiederai i danni per quando chiusero i rubinetti alla Pigna? “Ho accettato di sottoscrivere un accordo transattivo che mi ha ristorato, sinceramente, con piena soddisfazione, dei danni morali subiti. Nelle prossime settimane, con i miei legali, deciderò in merito ad ulteriori, rilevanti azioni che avevamo incardinato. Prevalentemente in ambito civile”. (V.E.Filì)

GIORGIO JANNONE CON LA FIGLIOLETTA LUNA

G.J. AVEVA

VISTO

GIUSTO GIORGIO JANNONE VINCE IL PRIMO ROUND DEL PROCESSO INTENTATO CONTRO I VERTICI DI UBI BANCA PER I QUALI IL PUBBLICO MINISTERO HA CHIESTO CONDANNE PER UN TOTALE DI 84 ANNI. TUTTI DENTRO: BAZOLI, ZANETTI MOLTRASIO, MASSIAH E POLOTTI. UNA GUERRA CHE DURA ORMAI DA ANNI CHE HA PORTATO A GALLA CASI DI MALVERSAZIONI DI VARIO GENERE NELLA GESTIONE DELLA BANCA DA POCO PASSATA SOTTO L’OMBRELLLO DI INTESA SANPAOLO COSA SIGNIFICA PER GIORGIO JANNONE E PER LA CITTÀ

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CONTRASTI

URBANI


La Bergamo del futuro sfreccia su tram elettrici modernissimi, quella del passato resta dimenticata preda del degrado e occasionale rifugio di ogni genere di sbandati. Siamo giustamente orgogliosi di aver riattivato la vecchia linea ferroviaria verso le valli e di vedere le silenziose navette scorrere su e giù da Bergamo fino ad Albino, ma si resta scioccati, appena partiti dal capolinea cittadino, attraversando un paesaggio spettrale. Antichi magazzini, opifici, torri... come una sorta di castello stregato, diroccato e misterioso, dal quale ti aspetti escano fantasmi e vampiri ma che invece sono sempre popolati da sbandati, tossici, senza casa e che trovano qui da decenni un posto dove stare. Invisibili fantasmi che vi giungono col buio e con il buio se ne vanno. Lasciano sporcizia, resti di cibo, bottiglie rotte, siringhe, preservativi... Di tutto di più. Mi chiedo perchè non si possa trasformare questo rudere in una attrazione per scolaresche in cerca di avventura. Poco lontano hanno realizzato un parco dove ragazzini e adolescenti si arrampicano tra alberi e ponti di corde. Questo sarebbe perfetto come castello degli orrori, tipo quello dei Luna Park. ;-)

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BRESCIA E BERGAMO

SI RIABBRACCIANO NEL FESTIVAL DEDICATO A CHOPIN IL PROGRAMMA DELLA 58^ EDIZIONE DEL FESTIVAL PIANISTICO INTERNAZIONALE DI BRESCIA E BERGAMO IN SCENA DAL 24 MAGGIO ALL’11 LUGLIO CON IL RITORNO AL GRANDE E AL DONIZETTI

Il Festival Pianistico presenta la sua

58esima edizione, dedicata a Fryderyk Chopin. Il 2021 è quello che a tutti gli effetti si può definire l’anno dei ritorni: a partire dal periodo, dal 24 maggio all’11 luglio, fino agli ospiti internazionali e soprattutto alle sedi storiche della manifestazione. A Brescia la prima parte del cartellone sarà al Teatro Grande, a Bergamo il Festival fa il suo ingresso al Teatro Donizetti ristrutturato dopo 3 anni.

DANIELA GUADALUPI, PRESIDENTE DEL FESTIVAL PIANISTICO

“Quest’anno sarà un anno fuori

dal comune: nel mio primo Festival da presidente ritorniamo finalmente nelle nostre sedi storiche, al Teatro Donizetti, finalmente restituitoci in tutto il suo splendore, e al Teatro Grande - ha detto la nuova presidente Daniela Gennaro Guadalupi, fresca di nomina dopo 20 anni di presidenza di Andrea Gibellini – In un momento tanto difficile siamo orgogliosi di essere riusciti ad organizzare un Festival dal vivo. L’abbiamo fatto perché crediamo fermamente nei valori fondanti del lavoro e della cultura, valori che contraddistinguono da sempre le nostre terre tanto colpite dalla pandemia. Lanciamo questa 58esima edizione con lo sguardo già proiettato verso il 2023, anno che vedrà il Festival e le due Città protagoniste di un grande progetto culturale per le nostre comunità”.

PIER CARLO ORIZIO, DIRETTORRE ARTISTICO DEL FESTIVAL


JAN LISIECKI

“Siamo felicissimi di ripartire - racconta il Direttore artistico, M° Pier Carlo Orizio - stiamo lavorando da diversi mesi con incognite rilevanti, una su tutte la capienza delle sale. La nostra priorità è quella di poter garantire al numero maggiore possibile di spettatori di poter accedere in sicurezza ai concerti. Abbiamo voluto fare uno sforzo organizzativo per mettere in scena un Festival che artisticamente risenta il meno possibile dell’anno appena passato e che possa dunque soddisfare le aspettative del nostro pubblico”. UNA STRAORDINARIA ROSA DI INTERPRETI DI ALTISSIMO LIVELLO.

Inaugura, il 24 maggio al Grande e il 25 al Sociale di Bergamo, la Filarmonica del Festival diretta da Pier Carlo Orizio con solista Jan Lisiecki, venticinquenne canadese di fama internazionale, già ospite del Festival nel 2013, con in programma la Sinfonia n.2 di Beethoven e il primo Concerto per pianoforte e orchestra di Chopin. Jan Lisiecki è stato il più giovane artista della storia a ricevere un Gramophone “Young Artist” Award, oltre ad un Leonard Bernstein Award dal Festival Musicale dello Schleswig-Holstein.

ANNA KRAVTCHENKO

Un altro atteso ritorno è quello della pianista pugliese Beatrice Rana, considerata ormai una star del concertismo, che sarà protagonista in una duplice veste: in recital con un programma incentrato su Chopin il 15 giugno al Sociale di Brescia e il 16 al Donizetti; e in duo con Massimo Spada per un omaggio ad uno dei massimi compositori del secolo scorso, Igor Stravinskij, il 17 giugno al Sociale di Brescia e 18 in Città Alta al Sociale di Bergamo. Artisti di importanza storica quali Mikhail Pletnev (al Grande l’1 giugno e al Donizetti il 3) e Grigory Sokolov (al Donizetti il 9 giugno e al Grande l’11) si alterneranno con giovani ma affermati pianisti quali Federico Colli e Alexander Romanovsky (al Sociale Bs il 25 giugno e al Donizetti il 28). Torna, questa volta in entrambe le città, anche la talentosa pianista russa Alexandra Dovgan (al Donizetti il 7 giugno e al Grande il 9), ora quattordicenne, che il Festival presentò per primo in Italia nel 2019. Presente nel cartellone bergamasco il 12 giugno al Donizetti Pietro De Maria, primo pianista italiano ad aver eseguito pubblicamente l’integrale delle opere di Chopin in sei concerti.

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Per quanto riguarda le orchestre, Federico Colli è accompagnato dall’Orchestra della Toscana, diretto da Orizio con in programma Schumann e Mendelssohn al Grande il 13 giugno e al Donizetti il 14. Chiude il cartellone la La Fil – Filarmonica di Milano diretta da Marco Seco con la ‘Pastorale’ di Beethoven sabato 10 luglio al Teatro Sociale di Bergamo e il giorno successivo in Piazza Loggia a Brescia.

BRESCIA

Nella seconda parte del cartellone bresciano, al Teatro Sociale, il 21 giugno la pianista Gloria Campaner esegue l’integrale dei Preludi di Chopin, introdotti da un ospite d’eccezione, lo scrittore Alessandro Baricco. Chiude il cartellone nei teatri la Filarmonica del Festival diretta da Orizio con il Concerto n.1 di Šostakovič, solisti il pianista Giuseppe Albanese e il trombettista bresciano Omar Tomasoni.

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LO SCRITTORE ALESSANDRO BARICCO INTRODUCE GLORIA CAMPANER 21 GIUGNO TEATRO SOCIALE BRESCIA

GLORIA CAMPANER

ALEXANDER ROMANOVSKY

ALEXANDRA DOVGAN

BEATRICE RANA

OMAR TOMASONI

PIETRO DE MARIA

MARIANGELA VACATELLO

Non manca il tradizionale concerto in memoria delle Vittime di Piazza della Loggia il 28 maggio. La Filarmonica del Festival diretta da Roberto Misto si esibisce nella Chiesa di San Francesco con il coro I Piccoli Musici con solista Massimo Mercelli. In programma due prime assolute: Four emotions per flauto e orchestra di Cristian Carrara e lo Stabat Mater di Mauro Zuccante. A Brescia viene riproposta dal 20 al 23 giugno la rassegna off teatro dei Concerti nel Chiostro all’interno del Museo Diocesano. Tre appuntamenti en plein air per una vera e propria maratona dedicata a Chopin, in cui si alternano Mariangela Vacatello, Anna Kravtchenko e Theodosia Ntokou. Il Festival esce dai teatri anche nell’ambito degli eventi speciali in collaborazione con il Comune di Brescia per valorizzare la città con due appuntamenti ad ingresso gratuito. Oltre al concerto in Piazza Loggia de LaFil dell’11 luglio, sabato 26 giugno è in programma la conferenza-concerto dal titolo “Affetti e miti nella poetica di Chopin” con Piero Rattalino e Ilia Kim.

MIKHAIL PLETNEV


BERGAMO

Nella prima settimana di luglio la conferenza-concerto “Affetti e miti nella poetica di Chopin” di Piero Rattalino e Ilia Kim e il recital di Josef Mossali con musiche di Chopin e Stravinskij. Si conferma la collaborazione con il Conservatorio Donizetti nella rassegna dei Concerti con i giovani talenti. La Sala Tremaglia del Teatro Donizetti ospiterà 3 concerti dedicati a Chopin, tenuti dai migliori allievi, alle ore 18 di lunedì 21, mercoledì 23 e martedì 29 giugno.

ILIA KIM

Nella provincia di Bergamo torna Festival e dintorni per portare grandi interpreti nei comuni di San Pellegrino Terme,Vertova, Nembro, Mozzo e Cene.Tra gli artisti coinvolti Theodosia Ntokou, pupilla della ‘divina’ Martha Argerich, Mariangela Vacatello, Gloria Campaner, Anna Kravtchenko e Carlo Guaitoli. L’inizio di tutti i concerti è fissato alle ore 20. L’organizzazione non esclude la possibilità di poter posticipare l’inizio degli spettacoli in base alle prossime disposizioni che riguarderanno il coprifuoco. GIUSEPPE ALBANESE

MARCO SECO

CARLO GUAITOLI

FEDERICO COLLI

SOKOLOV

MASSIMO SPADA

ROBERTO MISTO

THEODOSIA NTOKOU

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POLITICANDO di Maurizio Maggioni

SUB LEGE LIBERTAS Ogni qual volta sento le persone e gli amici che mi stan-

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no accanto parlare di giustizia, magistratura, libertà, mi viene un pensiero atroce: ma dove stiamo andando? Sono cresciuto durante gli anni di piombo quando, molti della mia generazione, non vedevano di buon occhio i giudici e la magistratura in genere. Infatti, sia le Brigate Rosse che i Nuclei Armati Rivoluzionari, iniziarono a gambizzare e uccidere coloro che, secondo loro, erano spregevoli servi dello Stato. Servi, significa al servizio di qualcuno per cui, che piacesse o no, questi servitori dello Stato stavano dalla parte del diritto e sancivano con le loro inchieste prima e con le sentenze poi, il Diritto. Piste anarchiche, neofasciste, deviazione dei servizi segreti, azioni terroristiche filopalestinesi, intrighi internazionali, la lunga via verso la caduta del muro di Berlino nel 1989 e poi il 1992. La democrazia che si era rafforzata dal 1970 al 1989, passando dall’attentato a Papa Wojtyla (1980, giusto 40 anni fa), termina con l’arrivo dell’inchiesta illiberale di Mani Pulite. Azione anti-italiana post Sigonella di craxiana memoria? P2 sconfitta? Komunismo liberale in arrivo? Interessi internazionali per mangiare la nostra economia? Chi lo sa? La storia ha bisogno di ulteriori trent’anni per essere scritta, intanto Falcone e Borsellino ed il giudice Beato Livatino, si girano nella tomba. Adesso, anno 2021, un elemento di spicco del pool mani pulite di allora, certo dottor sottile (non Giuliano Amato del PSI) bensì Davigo da Milano il quale, dopo essere andato in pensione e non essere riuscito a rimanere ancora due anni nel CSM, si toglie qualche sassolino dalla scarpa ed inizia una guerriglia di retrovia per destabilizzare ulteriormente quanto già fatto da un certo Palamara, giudice a capo dell’Associazione Nazionale Magistrati, chiamato faccia di tonno da Cossiga, che tutto dispone secondo la logica massonico corporativa dell’amico al posto giusto. I “suoi” lo radiano addirittura dalla Magistratura colpendolo mortalmente ma liberandolo da vincoli specifici e pronto a…. Pensiamo solo un po’ a tutte le sue comparsate in tivù... Mai successo e non ha nemmeno la scorta e lo stipendio: di che vive? Mi sono letto in 4 giorni il libro inchiesta di Sallusti e poi quello di Giorgia Meloni. Entrambi interessanti e veloci da leggere: pongono molte domande, danno pochissime soluzioni, libri riflessivi, acquistateli-leggeteli e poi mi direte.

Sto riflettendo su cosa potrà succedere nel prossimo futuro, non proprio nel breve, ma prima della fine del settennato di Mattarella. Ritengo che la magistratura e la giustizia non siano mai cadute così in basso, nemmeno dopo il ventennio mussoliniano, mai come dopo il ‘68 e il terrorismo. Nemmeno Craxi pensò mai di denigrarla sino a tal punto ma, con i post-democristiani e l’arrivo dei 5 stelle, eccoci servita la polpetta avvelenata. Nulla si muove pur sapendo tutto, nessuna procura si attiva. Sarà perché si sta studiando la mossa favorevole e si aspetta il famoso diktat dall’Europa quando protremo muoverci con vere riforme oppure quando l’attuale Ministro della Giustizia passerà al Quirinale. Quindi cambierà tutto? Potrei sembrare qualunquista nelle mie considerazioni ma mi sforzo di capire bene le logiche delle parti in causa. È stata lasciata, tutta la questione, per troppo tempo senza soluzioni specifiche; la separazione delle carriere dei giudici, l’esame del profilo psicologico degli addetti al giudizio, la responsabilità civile personale degli stessi giudici, la lentezza della burocrazia e della mancanza di fondi (perché vengono distratti non perché non ci siano), l’eccessivo numero di leggi inutili, l’inquinamento del politicamente corretto e così via. Se la pandemia ha portato qualcosa di buono, nel male che ha fatto, ha messo a nudo la nostra mancata digitalizzazione,, l’incapacità reattiva del governo e delle istituzioni con la mancata applicazione dei protocolli, che sono risultati inesistenti, le cabine di regia che sono doppioni degli stessi ministeri, una sanità bulimica retta da un ministro incapace e senza autorevolezza. Che serva tutto ciò per poter cambiare in meglio in futuro? Speriamo che almeno i Giudici bergamaschi, bresciani, lombardi, si diano davvero da fare per trovare i colpevoli di tale disorganizzazione, a tutti i livelli. Questo potrebbe essere il piede di porco necessario per aprire la saracinesca del potere (aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno è già stato un fallimento, l’ignoranza e l’incapacità sono lì da vedersi). Sappiamo che la giustizia non è di questo mondo, ma se proprio dobbiamo trapassare per averla (e magari non c’è neppure nell’aldilà), allora è meglio tentare di modificarla ora quella Giustizia, maiuscola, che sentenzia: la legge è uguale per tutti, dura legge ma legge e, in nome del Popolo Italiano… emettiamo la sentenza per i posteri! Perchè tutto questo silenzio e passività nei procedimenti per coloro di cui abbiamo parlato prima? È in atto una rivoluzione silenziosa che ci troveremo una mattina riportata dai giornali vicino alle stanze dei bottoni? Mi auguro che ciò avvenga con proposte serie, magari per iniziativa popolare, come la Costituzione permette e vuole: una riforma scritta dal Popolo per il Popolo, ora e sempre.


R E V O L SUMMER T RBBERGAMO E I CS O AI N

LA CULTURA RIPARTE: FINO AL 19 SETTEMBRE IL PALINSESTO ESTIVO DI SPAZIO POLARESCO E CASA MOLLOY

MUSICA DAL VIVO, TEATRO, CINEMA, READING: 120 EVENTI ACCOMPAGNATI DA ESPERIENZE ENOGASTRONOMICHE PER RILANCIARE IL TESSUTO CULTURALE DEL TERRITORIO A LIVELLO NAZIONALE

Bergamo e Brescia ripartono. Dopo l’esperienza di successo del primo anno, si rinnova la collaborazione tra Spazio Polaresco (BG) e Casa Molloy (BS), due realtà di riferimento della scena culturale del nord Italia. Dall’8 maggio al 19 settembre 2021 musica dal vivo, teatro, cinema e sagre enogastronomiche riempiranno l’estate: 120 eventi per rilanciare il tessuto culturale del territorio a livello nazionale, con un occhio di riguardo al target giovanile, sul palco e in termini di pubblico. La rassegna, organizzata da Rete Doc e Yollom, si terrà a Bergamo allo Spazio Polaresco (dal 4 giugno), all’interno del progetto delle politiche giovanili del Comune di Bergamo, mentre a Brescia (dall’8 maggio) prenderà vita negli storici spazi di Latteria e Distilleria Molloy.

CALIBRO 35 MELANCHOLIA PAOLO BENVEGNU BOB ANGELINI CRISTIANO GODANO MODENA CITY RAMBLERS TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI VENERUS DUTCH NAZARI & MAX COLLINI NADA RICCARDO SINIGALLIA OMAR PEDRINI GIORGIO CANALI BIANCO VANARIN ISIDE GULINO CIMINI ORIETTA BERTI CHIAMAMIFARO


LIVE

Calibro 35, Melancholia, Paolo Benvegnù, Bob Angelini, Cristiano Godano, Modena City Ramblers, Tre Allegri Ragazzi Morti, Venerus, Dutch Nazari e Max Collini, Nada, Bianco, Giorgio Canali, Gulino, Omar Pedrini, Riccardo Sinigallia, Chiamamifaro. Sono solo alcuni dei nomi confermati per questa grande estate in musica, che segna la ripartenza di un settore colpito al cuore dalla pandemia. Una line up che coinvolge anche tanti giovani della scena musicale indipendente italiana, come Merifiore e Viadellironia, il cantautore bresciano Alessandro Sipolo, che aprirà la manifestazione dalla Latteria Molloy (BS) l’8 maggio, e ancora Alex Uhlmann, voce dei Planet Funk. Un calendario di concerti che proseguirà fino a metà settembre con le finali del concorso Musica Da Bere. PAOLO BENVEGNÙ

CARA CALMA

CINEMA, TEATRO, READING

Proiezioni cinematografiche, a cura di Lab 80, e stand up comedy si alterneranno agli appuntamenti di musica dal vivo: Luca Ravenna (Latteria Molloy, 16 maggio), Giorgio Montanini e Filippo Giardina sono tra i primi comici confermati. Da non perdere anche i reading. Il 25 maggio, in Latteria Molloy, Maura Gancitano e Andrea Colamedici, filosofi e ideatori di Tlon, progetto di divulgazione culturale, presentano “Prendila con filosofia” (Harper Collins Italia), mentre il 22 giugno, sempre in Latteria, Orietta Berti presenta “Tra bandiere rosse e acquasantiere” (Rizzoli) con Auroro Borealo, nelle insolite vesti di intervistatore. Tra gli altri appuntamenti di giugno da segnare in agenda, l’incontro con la giornalista Jennifer Guerra (Latteria Molloy, 24 giugno) che racconterà il suo “Il capitale amoroso”, edito da Bompiani e pubblicato nella collana “Munizioni” diretta da Roberto Saviano, e quello con Elisa Cuter (Latteria Molloy, 28 giugno), critica cinematografica residente a Berlino che, in uno dei pochissimi eventi in presenza in Italia, presenterà “Ripartire dal desiderio” (Minimum Fax). I reading proseguiranno in luglio con Teresa Ciabatti, il cui “Sembrava bellezza” (Mondadori) è candidato al Premio Strega 2021; Francesco Costa, giornalista, vicedirettore di “Il Post”, esperto di politica statunitense, che presenta “Una storia americana” (Mondadori), e infine Gianluca Gazzoli, celebre conduttore di Radio Deejay, che presenta “Scosse” (Mondadori).

SAGRE

Dalle polpette, alla pizza, dalla birra artigianale alla cucina tipica siciliana, dalla sangria al gin, dagli arrosticini allo gnocco fritto ce ne sarà per tutti i gusti. Sono i più gustosi appuntamenti enogastronomici che accompagneranno gli eventi per tutta l’estate bergamasco-bresciana, a cura di ristoratori locali, tra cui lo chef Sergio Nava e le sagre di Yuba.

34 LUCA RAVENNA

IL RACCONTO

Tutta la manifestazione verrà raccontata da una rivista cartacea, a periodicità mensile, a cura di Freecom HUB, che verrà stampata in 15.000 copie e distribuita gratuitamente nei territori di Brescia, Bergamo e Mantova. Le pagine avranno dei QRcode con rimandi a podcast, videointerviste, contenuti esclusivi di backstage, gallerie fotografiche, aftermovie dei weekend e tanto altro.

PREZZI E BIGLIETTERIA

BOB ANGELINI

Il 75% degli eventi sarà gratuito, il restante comporterà l’acquisto di biglietti di importo massimo 20€, un prezzo speciale per il territorio di Bergamo e Brescia. La biglietteria sarà gestita da DICE.FM Contatti e canali social ufficiali: www.giovani.bg.it Spazio Polaresco: www.facebook.com/spaziopolaresco Casa Molloy: www.facebook.com/LatteriaArtigianaleMolloy

ALEX UHLMANN

MERIFIORE

ALESSANDRO SIPOLO


Voglia di mare, sole e sabbia nei capelli. E delle nuove collezioni beachwear di Intimo di Gio’. Lo store di via Tasso per questa nuova stagione propone costumi e abiti dai toni jungle e dalle fantasie African. Senza dimenticare bagliori e i dettagli chic. Per un total look perfetto, essenziale le proposte eyewear di Ottica Cattozzo che, per questa stagione, punta su forme unconventional a tinte forti. Per stupire… on the beach e non solo.

#2021ON THE BEACH ACH Testo Valentina Colleoni Foto Paolo Stroppa

In alto Borsa in paglia con ricamo nero ad uncinetto ed applicazione fiori Becatò A sinistra Ciabattine mare stampa tiger Emanuela Biffoli

Si ringraziano per la collaborazione INTIMO GIO’ UOMO E DONNA Via Torquato Tasso, 85 Bergamo Tel. 035 242444 OTTICA CATTOZZO Via XX Settembre, 50 Bergamo TEL. 035 242576 www.otticacattozzo.it F: @otticacattozzo IG: otticacottozzo

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36 In alto a sinistra: copri costume con frange verdi

e rosa Connor & Blake (fatto a mano) con ricami in perle Montatura dandy fuxia con bacchette in tartaruga Vanni (Made in Italy) In alto a destra: bikini flower tinte brown Raffaella D’Angelo + copricostume fantasia Raffaella d’Angelo Occhiali rotondi gialli Vanni (Made in Italy) In basso a sinistra: bikini Argento glitter Pin Up stars Occhiali a specchio mascherina Fendi Qui sotto: abito San Gallo Bianco Pin Up Montatura in tartaruga Gemma


Bikini tinta African Miss Bikini Borsa mare Miss Bikini Lux Cappello in paglia Emanuela Biffoli

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Nella pagina accanto centralmente: abito fantasia African Miss Bikini A destra: abito San Gallo Bianco Pin Up Cerchietto Monchafou In store anche taglie e vestiti over Sotto: Ciabattine rosa L’estrosa

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La modella

è Ingrid bergamasca, fotomodella per gioco, nella vita è infermiera in prima linea contro il Covid.

Gli scatti

sono di Paolo Stroppa realizzati nel suo studio polifunzionale e attrezzato per riprese fotografiche e video.


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Belli & Ribelli

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CAPITALI DELLA CULTURA... Interviste di Tommaso Revera

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Senza alberghi e ristoranti? Sono in molti i locali che non riusciranno a superare la crisi legata al Covid. Bar, ristoranti, pizzerie, ma anche alberghi, bed & breakfast e agriturismi. Insomma come sappiamo il settore dell’accoglienza, quello legato ai flussi turistici è in ginocchio ma deve per forza essere avviato alla rianimazione, anche in terapia intensiva, per trovarsi pronto con il grande appuntamento del 2023. Arriveranno molte risorse e saranno organizzati eventi che avranno un’attrattiva internazionale perché lo scopo di tutto un anno di “baldoria” culturale, è di rilanciare Bergamo e Brescia per portare turisti, tanti turisti, si spera tantissimi, a visitare le due città. Ci saranno occasioni per fermarsi sui territori delle due province per un anno intero, eventi di arte, musica e spettacolo riempiranno teatri e piazze. Il problema è che, oltre alla cultura, a tutti questi visitatori bisognerà dare degna accoglienza, cioè luoghi dove pernottare e dove mangiare. Nell’ultimo anno tantissimi ristoranti hanno chiuso per sempre e molti altri sono sull’orlo della rovina così come molti alberghi. Non potrà però esistere alcuna capitale della cultura che non sia anche capitale della buona tavola che sempre cultura è. Quindi il settore malato è da curare con potenti iniezioni di fiducia, leggi e finanziamenti per riaccendere tutti i fornelli spenti. Dalla riapertura in poi, speriamo il più presto possibile, bisogna escogitare un bonus ristorante, fruibile solo a Brescia e a Bergamo per incentivare la gente ad uscire e andare a mangiare fuori, per ravvivare tutte le attività di ristorazione e di accoglienza che saranno strategiche per la buona riuscita della grande opportunità che ci viene offerta. Nella speranza che tutti gli addetti a questi lavori ritrovino il coraggio e l’entusiasmo per ripartire perché in tanta parte è a loro che sarà affidato il successo di tutta l’operazione. Su questo tema abbiamo interpellato due stelle del firmamento gastronomico, due chef famosissimi uno di Bergamo, Chicco Cerea, Chef del ristorante Da Vittorio. e Philippe Léveillé, Chef del Miramonti l’Altro di Concesio (BS). Chi meglio di loro può ispirare progetti e percorsi che permettano di arrivare preparati al 2023 e che rendano la cucina e l’accoglienza di questi territori indimenticabile per tutti i visitatori?

E LA PAPPA?

Quanta importanza hanno la ristorazione e il settore alberghiero nell’anno in cui

Bergamo e Brescia saranno Capitali della Cultura italiane? “Rivestono un peso specifico molto significativo. Questo riconoscimento ritengo rappresenti una grande opportunità: non c’è bisogno di strafare ma semplicemente c’è da mettere in evidenza, valorizzare, ciò che già di buono abbiamo costruito. Più di un’altra cosa, va fatto uno sforzo economico: un’occasione del genere non può non essere sfruttata. Il 2023 è qui dietro l’angolo…”. Pensi che a livello locale dovrebbero essere investite maggiori risorse a favore di questi due settori anche alla luce delle conseguenze drammatiche legate al Covid-19? “Cosa posso dire rispetto a quanto già ampiamente detto?! Informazioni sbagliate producono disorientamento e non solo in Italia che, al contrario di altre nazioni, non ha sfigurato del tutto… Se a decidere ci sono persone inadatte, questi son i risultati. Se tagli i fondi per la sanità, cosa può fare un medico che già zoppica prima della ‘guerra’? Abbiamo la fortuna di avere operatori sanitari in gamba che non si sono mai risparmiati ma se non diamo loro gli strumenti necessari, come pensiamo possano risolvere i problemi? Una situazione metaforicamente paragonabile anche al mio lavoro: se venissi al mio ristorante e non ci fossero sedie o tavoli adeguati o non avessi in cucina le materie prime di qualità, che piatto vuoi che ti prepari?! Ciò che fatico a comprendere è la totale disorganizzazione che, a macchia d’olio ormai, investe ogni settore dell’industria italiana. La gente ha bisogno di leader competenti, ciascuno nella propria materia. Non abbiamo più il tempo di lasciarci guidare dall’improvvisazione: chi tratta un argomento, lo deve conoscere da cima a fondo e chi fa una cosa è perché lo merita e non perché la deve fare. Ci sono troppe persone capaci che non riescono ad emergere e questo è un grande dispiacere. La meritocrazia è il futuro. Dobbiamo cambiare non solo il modo di lavorare ma anche il modo di vivere, di respirare, di aver rispetto dell’ambiente perché altrimenti siamo fottuti! Stiamo massacrando tutto e c’è ancora chi non capisce che lo stiamo facendo contro noi stessi perché, per rovinarci, non abbiamo bisogno di nessuno, lo facciamo da soli con le nostre mani. Ognuno di noi, nel proprio piccolo, deve fare qualcosa: disponiamo di grandissime risorse e allora che aspettiamo?!”. Per rispondere in modo adeguato alla domanda che scaturirà dagli eventi, c’è bisogno di una resurrezione di questi due settori? “Siamo perpetuamente in ritardo su tutto per cui è ora di agire. Se parti in bicicletta per fare il Giro d’Italia o il Tour de France ma hai una ruota bucata, sarà difficile ottenere un buon risultato… Io sarò a disposizione per qualsiasi progetto, sia per il nome che porto che per l’azienda che rappresento, ma anche per far bella figura al territorio in cui lavoro, a patto, però, ci sia una programmazione e non si proceda improvvisando…”. Cosa si potrebbe fare concretamente per risollevare questi asset di importanza strategica nell’ottica di un rilancio dei nostri territori? “Non andrebbero rilanciati ma continuamente sostenuti. Non dobbiamo lasciare andare le cose e per questo occorrono capacità, metodo, programmazione. Occorrono profili giusti, persone in gamba e idee nuove da perseguire sino in fondo e non solo attraverso progetti abbozzati che finiscono nel dimenticato…”.


Philippe Léveillé, Chef Miramonti l’Altro ph. Nicolò Brunelli

Chicco Cerea, Chef Da Vittorio ph. Benedetta Bassanelli

Quanta importanza hanno la ristorazione e il

settore alberghiero nell’anno in cui Bergamo e Brescia saranno Capitali della Cultura italiane? “Per Bergamo e Brescia sarà una grandissima occasione per poter dimostrare al mondo quanto di buono sanno fare in tema di accoglienza, ospitalità e ristorazione e quanto si viva bene in questi territori. Bergamo e Brescia Capitali italiane della Cultura rappresenta un’occasione incredibile per organizzare qualcosa di buono, uno stimolo per fare ancora meglio e un auspicio per ripartire con ritrovato slancio dopo questo brutto periodo”.

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Pensi che a livello locale dovrebbero essere investite maggiori risorse a favore di questi due settori anche alla luce delle conseguenze drammatiche legate al Covid-19? “Assolutamente sì. Ovunque si svolga una manifestazione di questa caratura, sono necessarie risorse economiche, non solo per apportare delle migliorie al settore turistico/alberghiero ma anche per attirare il maggior flusso turistico proveniente da fuori confine. In questo senso sarà imprescindibile contare sull’aiuto delle autorità e delle risorse di cui dispongono”.

Non è stato corretto alla luce del fatto che, al contrario, quando c’è bisogno di rilanciare un territorio, siamo i primi a cui generalmente si appellano”.

Per rispondere in modo adeguato alla domanda che scaturirà dagli eventi, c’è bisogno di una resurrezione di questi due settori? “Da sempre accoglienza e ristorazione sono stati il volano per l’economia agroalimentare italiana e quindi lo saranno anche in questo caso. Ed è per questo motivo che il trattamento e la considerazione ricevuti in questi mesi ci ha deluso e sconfortato. Il criterio dei codici Ateco, in particolare, ci ha rovinato: siamo stati equiparati ad altri settori che non hanno nulla a che fare con noi.

Cosa si potrebbe fare concretamente per risollevare questi asset di importanza strategica nell’ottica di un rilancio dei nostri territori? “Per rilanciare il nostro settore con azioni concrete servirebbero innanzitutto degli sgravi fiscali importanti visto che, fino ad ora, abbiamo bruciato (tutto o in larga parte) il fieno che avevamo messo in cascina. In più credo sia fondamentale creare rete intrecciando vari comparti della nostra economia, dal settore turistico a quello commerciale e industriale, per far sì che il beneficio possa essere ripartito in ugual misura tra tutti. In che modo? Con investimenti mirati, progetti concreti e offrendo la possibilità di lavorare al nostro settore con regolamentazioni più semplici di quelle imposte sino ad ora”.


LA SCUOLA E IL COVID 44

È STATO PROIETTATO IN PRIMA NAZIONALE NELLE SCUOLE BERGAMASCHE ED È DISPONIBILE SU YOUTUBE, AFFINCHÉ TUTTE LE SCUOLE D’ITALIA LO POSSANO PROPORRE AI LORO STUDENTI, IL CORTOMETRAGGIO DEL REGISTA ALBERTO NACCI ‘LA PORTA VERSO IL FUTURO - UN FILM SU SCUOLA E COVID A BERGAMO

ALBERTO NACCI

Nel bergamasco, la visione collettiva del film darà il via a percorsi Il covid ha cambiato le nostre vite. Bergamo è stata travolta dal

di riflessione che proseguiranno con il progetto ‘Cerca la Luce in ogni cosà, elaborato da un gruppo di docenti dell’IISS Majorana di Seriate e promosso dalla Rete SPS ‘Scuole che promuovono Salute’ oltre che dall’Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo.

Il progetto, che coinvolge studenti di ogni ordine e grado, si propone - viene spiegato - di favorire la consapevolezza e l’espressione di emozioni e vissuti a tratti traumatici attraverso elaborati differenziati per fasce d’età che saranno esposti l’ultimo giorno di scuola nei rispettivi istituti. “Dalla bergamasca, terra simbolo della tragedia del Covid, vogliamo lanciare uno sguardo di fiducia e speranza verso il futuro - spiega la Dirigente dell’Ufficio Scolastico di Bergamo Patrizia Graziani -, invitando tutte le scuole d’Italia a guardare questo cortometraggio come atto di memoria collettiva, non fine a sé stessa ma come stimolo e ‘pontè verso un futuro migliore”. PATRIZIA GRAZIANI, DIRIGENTE DELL’UFFICIO SCOLASTICO DI BERGAMO

virus e anche la comunità scolastica (gli studenti e tutto il personale della scuola) ha vissuto in modo drammatico i mesi in cui le sirene delle ambulanze erano la colonna sonora delle lunghe giornate in lockdown. La scuola è uno spaccato della società, il luogo in cui convivono persone provenienti da tutte le fasce sociali e su questo territorio il virus ha mietuto vittime in molte famiglie. Attraverso le voci di docenti, studenti e della DS dell’IISS Ettore Majorana di Seriate (BG) in 12 minuti ho cercato di raccontare come il mondo della scuola abbia vissuto questo terribile periodo in cui allievi e insegnanti hanno condiviso paure, ansie, preoccupazioni... ma anche la consapevolezza che questa esperienza abbia fatto scoprire cose nuove: una ragazza dice “...non avevo mai notato il volto stanco dei miei genitori, la sera, al ritorno dal lavoro; quante discussioni, quante liti in questi anni; se potessi tornare indietro li amerei e basta!”, e un docente “grazie agli studenti ho imparato a guardare in modo diverso la mia vita e questo mi fa sentire “in cammino”, alla ricerca di cose nuove, in un continuo ripensamento di me stesso...”. Il mondo della Scuola è rappresentativo della nostra società e con questo cortometraggio (nel mio ultimo anno di insegnamento di Matematica) voglio rendere omaggio a questa Istituzione con la speranza che la terribile esperienza che abbiamo vissuto offra nuove opportunità di cambiamento e di dialogo fra giovani e adulti. (Alberto Nacci)


“Non è facile parlare di Covid e scuola. L’età della formazione scolastica è una fase di vita talmente delicata per i ragazzi, che solo in punta di piedi se ne possono indagare le relazioni in un periodo di distacchi e di fratture come quello determinato dall’attuale pandemia. Alberto Nacci raccoglie in questo film testimonianze di persone e scorci di luoghi che appartengono al vissuto condiviso della comunità scolastica dell’IISS Majorana di Seriate (BG). Unendo la sua esperienza di docente e il suo occhio di regista, Nacci confeziona una toccante narrazione di volti, pensieri, note, interni ed esterni in bianco/nero, fatta di levità di atmosfere e di intensità di affetti. Parole e immagini catturate con la sua consueta sensibilità artistica ci restituiscono con pudore l’intimità del sentire degli studenti e dei loro insegnanti in merito agli effetti di lungo corso del contagio sulla loro vita di ogni giorno. Sogni e dolori si fondono nelle voci spontanee e negli sguardi degli adolescenti, senso di responsabilità e di riconoscenza si intrecciano nei contributi incisivi dei loro docenti, sul filo di un’emozione appena trattenuta. Tra i ritmi rock a tutto volume di un duo di studenti chitarristi e avvolgenti cadenze pianistiche toccate in background, scorrono in dissolvenza le corse in palestra dei ragazzi, flash delle attività di classe, istanti di trasferimento da un’aula all’altra, il consueto dis/ordine della scena scolastica - quotidiana cornice delle emozioni e degli apprendimenti in tempi di “normalità”. Nell’attesa che si possa tornare alla scuola, alle libertà e ai doveri di un mondo definitivamente post-covid, questo film ci parla, con poesia e concretezza, di come ripensare se stessi e provare ad attraversare strade non tracciate. Soprattutto, ci invita a ripartire dalla scuola per condividere l’ipotesi di una società migliore. E a capire che soltanto insieme si può andare avanti senza cedere alla tentazione dello sconforto e della rinuncia”. (Stefania Burnelli)

ALBERTO NACCI Nato a Trapani nel 1957, vive e lavora a Bergamo dal 1982. Già docente di Progettazione Sonora alle Accademie di Belle Arti di Bergamo e Brescia, dopo una lunga attività di musicista jazz con numerose produzioni discografiche e una ricca attività concertistica si é dedicato alla produzione di documentari di arte e cultura, filmati industriali e didattici e opere di videoarte con numerosi riconoscimenti in Europa, Usa e Asia. Ha realizzato numerose opere filmografiche in collaborazione con artisti fra cui Mario Benedetti, Philip Corner,Viveka Assembergs, Jill Mathis, Chris Gilmour,Trento Longaretti, Paolo Ghilardi, Dietelmo Pievani, Roberto Ciaccio, Maura Cantamessa, Giovanna Bolognini, Manuel Bonfanti e con gli architetti Mario Botta e Paolo Belloni. Il suo filmato Il Giardino della Pace é stato presentato nel Padiglione Italia nella 14^ Biennale Architettura di Venezia. Dal 1996 é titolare di ajpstudios specializzato nella produzione di docufilm di arte e cultura e progetti filmografici su temi sociali.


HIP-HOP CULTURE BY PORSCHE

Insieme al giornalista musicale #nikohuls, #porsche presenta un 46

nuovo libro: Hip-Hop Culture - A Road Trip through Europe. Parte della serie di contenuti “Back to Tape”, la guida turistica e culturale di 212 pagine è pubblicata come edizione Christophorus da Delius Klasing Verlag e fa luce sullo sviluppo della cultura giovanile hiphop urbana nelle città europee. Presenta 17 artisti provenienti da Germania, Paesi Bassi, Regno Unito, Francia, Spagna e Danimarca, che hanno tutti dato un contributo significativo allo sviluppo della cultura hiphop negli ultimi 25 anni. Il libro è disponibile online per 24,90 euro e #porsche e #nikohuls devolveranno tutto il ricavato delle vendite all’organizzazione no profit Viva con Agua.

“Questo libro è un invito a incontrare la cultura hip-hop europea con tutta la sua diversità in modo aperto e positivo”, ha affermato Hüls, editore della rivista hip-hop Backspin. Nel 2018 e nel 2020, ha intrapreso un viaggio con il produttore di auto sportive con sede a Stoccarda in Germania e in tutta Europa, approfondendo le scene creative di città come Berlino, Parigi, Barcellona, Copenaghen ​​ e Londra. L’approccio di storytelling integrato include due documentari cinematografici e contenuti di social media su misura su Instagram, Twitter, TikTok e Spotify. Finora, la collaborazione ha vinto più di 20 prestigiosi premi di comunicazione e media. Ora #porsche e #nikohuls iniziano il prossimo capitolo.


La guida turistica e culturale combina ritratti di star dell’hip-hop come Kool Savas (Berlino), Lord Esperanza (Parigi), Edson Sabajo (Amsterdam), Falsalarma (Barcellona), Lars Pedersen (Copenaghen) e Flying Steps (Berlino) con destinazioni che ogni appassionato di hip-hop e road trip in Europa dovrebbe visitare. Il libro è arricchito da interviste e storie sull’influenza della cultura giovanile sulla società europea, la lingua tedesca, gli stili di abbigliamento e il costante sviluppo del rap e dell’hip-hop come controparte del razzismo quotidiano e della xenofobia. Il libro si concentra sulla connessione con valori come il rispetto, lo spirito pionieristico e l’integrazione. “Hip-hop e #porsche: a prima vista, questa può sembrare una combinazione sorprendente”, afferma #sebastianrudolph, Vicepresidente Relazioni pubbliche, stampa, sostenibilità e politica di #porsche AG. “Ma questa coppia è sinonimo di diversità e valori culturali. Con il progetto Back to Tape condividiamo spunti interessanti sulla cultura hip-hop europea e sulle persone che ci stanno dietro”.

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2 FUOCHI DI PAGLIA di Giorgio Paglia www.fuochidipaglia.it

UN MONDO NUOVO

Quando si diventa anziani i ricordi prendono il sopravvento sui

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pensieri futuri. È normale, anche se l’esistenza dovrebbe essere radicata sempre nel presente, perché il passato è solo memoria e il futuro è pura immaginazione. Come è normale che sia, il mondo cambia ogni giorno, i costumi si evolvono e la tecnologia avanza inesorabile. Tra qualche decennio l’intelligenza artificiale (AI) supererà quella umana e forse i robot la faranno da padroni. Anche i sentimenti sembrano mutare e le relazioni interpersonali oggi sono diverse da quelle di qualche tempo fa. Molte sono le cose che hanno contribuito a farli cambiare. Di sicuro la più importante è stata l’apparenza che ha preso il posto dell’essenza. Oggi non è importante ciò che si è, ma ciò che si ha, a partire dal numero dei followers o dai cuoricini likosi sui vari social. Ma tutto sta evolvendo rapidamente e soprattutto stanno cambiando i costumi della nuova modernità. In passato se facevi un apprezzamento ad una bella donna eri un rubacuori, oggi sei tacciato di catcalling o di stalkeraggio. Ed è meglio non andare oltre, perché il rischio di essere denunciati per abuso sessuale in un attimo può diventare una dura realtà penale. Un consiglio perciò nasce spontaneo: meglio farsi rilasciare una dichiarazione scritta di consenso prima di ogni rapporto, soprattutto se occasionale. Per non parlare poi del problema razzismo, che in verità risale alla notte dei tempi. Oggi è stato così estremizzato che la parola “negro”, che vuol dire nero, è diventata addirittura impronunciabile, perché viene intesa come termine spregiativo e discriminatorio. Sembra diventare più interessante l’effetto sonoro che la sostanza dei fatti, quindi negro no, ma nero sì, poi poco importa come la si pensi realmente. Siamo ormai arrivati ai voli pindarici del politicamente corretto e tra poco un bianco sarà definito come un “non nero”. Provate a pensare al notissimo slogan “Black lives matter”, cioè le vite delle persone nere contano. Ma cosa significa un’affermazione così scontata? Perchè invece la vita delle persone bianche, gialle o rosse, non vale? In verità è l’esistenza di ogni uomo che conta, imprescindibilmente da quale sia il colore della sua pelle: questa è l’essenza.

Altrimenti in automatico si instaura un’altra forma di razzismo al contrario. Dicevo i costumi cambiano, e così esplode di pari passo la caccia all’omofobo. In pratica lo sta diventando ogni etero che esprima un pensiero meramente mascolino. Perciò, se dovesse capitare di litigare con un uomo, è meglio chiedergli anticipatamente se eventualmente sia gay. In caso affermativo ci potrebbero essere tutte le aggravanti previste dalla neonata legge Zan, che non è un cinese, ma semplicemente un deputato veneto. E concludo con una notizia incredibile di questo mese di maggio. Ve la ricordate Biancaneve, la bella fanciulla nata dalla penna e dalla fantasia di Walt Disney? Il noto parco divertimenti americano di Disneyland è stato appena rinnovato e ha da poco riaperto al pubblico dopo la pandemia. Ebbene, in una giostra c’è un pannello che raffigura il Principe che bacia Biancaneve, distesa senza sensi dopo aver mangiato la mela avvelenata. È il bacio dell’eterno amore, penserete voi, ma siamo in un mondo nuovo e allora apriti cielo. Infatti il The San Francisco Gate (www.SFGATE.com) ha lanciato i suoi strali contro la Disney per il cattivo insegnamento che dà alla gioventù. Infatti, essendo Biancaneve addormentata, il bacio non è consensuale e può trattarsi di vero amore solo se l’altra persona sa cosa sta succedendo, non se viene limonata mentre dorme. Secondo il vecchio Walt, il Principe la baciava timidamente per risvegliarla, ma il gesto non è politicamente corretto: avrebbe dovuto chiamare un medico rianimatore e poi procedere all’atto amoroso solo se autorizzato. E questo è uno dei tanti esempi dei nostri tempi moderni. Non so se ce ne rendiamo conto, ma di questo passo stiamo finendo nel labirinto della mente perversa, dove le maggioranze diventano minoranze, dove i diritti si trasformano in dittature e dove il rispetto ostentato diventa sopruso. Gente, forse è meglio guardare al passato, anche solo per la sua semplicità. Alla prossima e in alto i cuori. Anche su Twitter: @Fuochidipaglia


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LA PRIMA DOCU-SERIE DEDICATA ALLE FOTOGRAFE ITALIANE Guia Besana, Ilaria Magliocchetti Lombi, Sara Lorusso, Carolina Amoretti, Maria Clara Macrì, Roselena Ramistella, Zoe Natale Mannella, Simona Ghizzoni DA LUNEDÌ 24 MAGGIO ALLE 21.15 SU SKY ARTE DISPONIBILE ANCHE ON DEMAND IN STREAMING SU NOW

È

la nuova serie Sky Original che parte lunedì 24 maggio alle 21.15 su Sky Arte (canali 120 e 400) e disponibile anche on demand e in streaming su NOW. È la docu-serie, creata e diretta da Francesco G. Raganato e prodotta da Terratrema Film in collaborazione con Seriously, interamente dedicata a otto fotografe italiane che trattano temi legati al femminile. Ogni episodio è dedicato a una fotografa, al suo originale punto di vista e a un tema specifico - dall’amore alla sessualità, dal ruolo della donna nella società al body positivity - uniti dalla concezione della fotografia come strumento di indagine, di racconto e di espressione artistica.


MARIACLARA MACRÌ SIMONA GHIZZONI

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ROSELENA RAMISTELLA

GIULIA BESANA

Le protagoniste - Guia Besana, Ilaria Magliocchetti Lombi, Sara Lorusso, Carolina Amoretti, Maria Clara Macrì, Roselena Ramistella, Zoe Natale Mannella e Simona Ghizzoni - non affrontano solo temi strettamente femminili, ma svelano mondi complessi in cui ognuna porta avanti la sua ricerca, cresce nel suo lavoro, afferma la sua presenza nel contesto della cultura visiva, contribuisce a cambiare e arricchire l’immaginario fotografico italiano. LE FOTOGRAFE è una serie antologica, ma non retrospettiva: in ogni episodio le protagoniste sono ritratte nell’atto di creare qualcosa di originale, con uno sguardo rivolto sempre al presente e al futuro. Alcune di loro scattano l’ultima foto di un progetto lungo anni, altre ne cominciano uno nuovo, tutte, nel corso delle riprese, hanno prodotto fotografie che arricchiranno il loro portfolio. All’inizio di una carriera, in fase di crescita o già affermate, queste otto professioniste portano sullo schermo le loro specificità, umane e professionali.

ZOE NATALE MANNELLA


ILARIA MAGLIOCCHETTI LOMBI

Guia Besana mette in scena situazioni e problematiche delle donne contemporanee; Ilaria Magliocchetti Lombi, fotografa rock dei grandi della musica italiana e internazionale, racconta il ruolo delle donne nella società; la giovanissima ritrattista Sara Lorusso racconta la sua generazione, alla ricerca di un posto nel mondo; Carolina Amoretti ha creato Fantagirl, una community di donne che promuove la body positivity; Maria Clara Macrì con i ritratti a ragazze di mezzo mondo ambientati nella loro stanza, promuove l’importanza di indipendenza e autodeterminazione; Roselena Ramistella racconta la potenza delle donne della sua isola, la Sicilia; la giovane fotografa di moda Zoe Natale Mannella ritrae l’amicizia e l’intimità tra ragazze della sua generazione; Simona Ghizzoni usa l’autoritratto per raccontare con sguardo delicato, temi difficili come i disturbi alimentari o la violenza sulle donne. È una produzione Sky Original, creata e diretta da Francesco G. Raganato e realizzata da Terratrema Film in collaborazione con Seriously, in onda su Sky Arte dal 24 maggio.

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SARA LORUSSO

CAROLINA AMORETTI


‘MORONI 500’ - I GRANDI RESTAURI

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Con questi interventi salgono a 16 le opere moroniane recuperate nel corso degli anni: polittici, pale d’altare, opere per la devozione privata (per un totale di 30 dipinti, considerando le singole opere componenti i polittici)

Crocifisso con i santi San Bernardino da Siena e Antonio da Padova olio su tela, cm. 227x134 Chiesa di San Giuliano Martire, Albino

NELL’ANNO DEL 500° ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DI GIOVAN BATTISTA MORONI, LA FONDAZIONE CREDITO BERGAMASCO HA ANNUNCIATO 6 NUOVI “GRANDI RESTAURI” RIGUARDANTI IMPORTANTI DIPINTI DEL PITTORE ALBINESE

Monitoraggio, manutenzione e restauro sono operazioni fondamentali per assicurare una

accurata, adeguata ed efficace opera di salvaguardia del nostro patrimonio storico artistico. In un anniversario importante come i Cinquecento anni dalla nascita di Giovan Battista Moroni, tali attività diventano fondamentali nell’intento di consentire la corretta lettura delle opere da parte del pubblico che - pandemia permettendo - parteciperà agli eventi organizzati in occasione delle celebrazioni e si muoverà tra i vari luoghi che conservano le sue preziose testimonianze. Nell’ambito della risalente programmazione volta al ripristino di opere bisognose di cure,Angelo Piazzoli - Presidente di Fondazione Credito Bergamasco e Direttore del progetto


“Grandi Restauri” – e Marina Fratus, Vice Presidente di Fondazione Creberg e Amministratore Delegato di Nettuno srl, hanno annunciato oggi nuovi restauri su 6 importanti opere di Moroni. Gli interventi saranno conclusi entro il prossimo mese di settembre e porteranno a 16 le opere del grande pittore che la Fondazione ha recuperato negli anni sotto la guida delle rispettive Soprintendenze (se si contano singolarmente le opere dei polittici si arriva a 30 dipinti riportati all’originario splendore). “Moroni 500” - I nuovi interventi di Fondazione Creberg riguardanti Capolavori di Giovan Battista Moroni nell’ambito del progetto “Grandi Restauri” “Nella Sala Consiliare del Palazzo Storico, dal 2008 ad oggi sono transitate oltre venti opere d’arte bisognose di cure, ripristinate in modo rigoroso da professionisti qualificati sotto l’autorevole direzione dei funzionari della Soprintendenza preposta” […] Assunzione di Maria Vergine olio su tela, cm. 245x154 Chiesa di San Leone Papa, Cenate Sopra

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Le parole di Angelo Piazzoli – estrapolate dal testo di apertura del catalogo della mostra organizzata nel 2015 al Museo Bernareggi – inducono ad una riflessione: se dal 2008 al 2015 erano stati eseguiti 20 restauri su opere di autori diversi, ben si comprende quanto gli sforzi su questo versante siano stati incrementati in modo esponenziale negli anni successivi, considerando che oggi il numero delle opere restaurate e in corso di restauro è arrivato a 87 (123 dipinti se singolarmente considerati). La nuova campagna di restauri – programmata da Fondazione Creberg nel corso del 2021 – è rivolta al completamento del percorso virtuoso sulle opere di Giovan Battista Moroni che sfocerà nelle celebrazioni del cinquecentenario. Nell’iniziativa Fondazione Creberg è affiancata da Nettuno srl, che prosegue la sua collaborazione con la Fondazione iniziata nel 2017 con il ripristino di capolavori di Andrea Previtali, poi proseguita negli anni seguenti (2018/2019) con i restauri di monumentali opere di Antonio Campi e Simone Peterzano, tutti realizzati a Palazzo Creberg.

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“Per noi è motivo d’orgoglio supportare la Fondazione Credito Bergamasco in progetti di così significativo interesse culturale, volti alla conservazione del patrimonio artistico e alla diffusione della sua conoscenza” ha commentato Marina Fratus, nella sua qualità di Amministratore Delegato di Nettuno srl. “Crediamo nel valore dell’arte, e sostenerla significa anche restituire questa ricchezza al territorio di appartenenza, in una forma di responsabilità sociale che si declina in creazione di valore per la comunità tutta, non solo quella di riferimento”. Il sostegno di Nettuno è stato utilizzato dalla Fondazione per il restauro della Crocifissione di Bergamo (appartenente alla Congregazione delle Suore di Carità), dedicandolo alla memoria di un illuminato imprenditore bergamasco, Giancarlo Fratus, scomparso nel 2018. Le 6 opere, il cui restauro verrà completato nei prossimi mesi, provengono da chiese delle valli bergamasche, da Bergamo città e dal suo hinterland:•


‘MORONI 500’ I GRANDI RESTAURI

Nella pagina accanto in alto: Assunzione, olio su tela, cm. 313×200 Chiesa di San Giovanni Battista, Palazzago Centralmente: Crocifisso tra i Santi Francesco d’Assisi e Antonio da Padova olio su tela, cm. 240x170 circa Cappella della Congregazione delle Suore di Carità delle sante Capitanio e Gerosa, Bergamo Nella pagina accanto in basso: Crocifisso con i Santi Crisogono, Cristoforo, Francesco d’Assisi e un Santo martire, olio su tela, cm. 250×160 Chiesa del Santissimo Redentore, Seriate

• Madonna con il Bambino in trono tra i Santi Vittore e Fidenzio, Gaverina Terme, Chiesa di San Vittore martire (restauro affidato ad Andrea Lutti con la collaborazione di Sabrina Moschitta); • Assunzione di Maria Vergine, Cenate Sopra, Chiesa di San Leone Papa (restauro affidato ad Andrea Lutti con la collaborazione di Sabrina Moschitta); • Crocifisso con i Santi Crisogono, Cristoforo, Francesco d’Assisi e un Santo martire, Seriate, Chiesa del Santissimo Redentore (restauro affidato a Gianbattista Marco Fumagalli); • Assunzione, Palazzago, Chiesa di San Giovanni Battista (restauro affidato a Gianbattista Marco Fumagalli); • Crocifisso tra i Santi Francesco d’Assisi e Antonio da Padova, Bergamo, Cappella della Congregazione delle Suore di Carità delle sante Capitanio e Gerosa (restauro affidato a Delfina Fagnani – Sesti Restauri); • Crocifisso con i santi Bernardino da Siena e Antonio da Padova, Albino, Chiesa di San Giuliano martire (restauro affidato ad Antonio Zaccaria).

In attesa di scoprire novità e dettagli sulle opere di cui sono in corso gliinterventi in vista della consueta esposizione autunnale “Grandi Restauri” – che ci si augura si possa tenere, per parte, a Palazzo Creberg – è doveroso segnalare che l’esposizione verrà comunque attuata – nel rispetto delle normative di accesso ai luoghi, al tempo vigente – attraverso una specifica messa in luce di ciascun dipinto nel luogo di provenienza in una “esposizione diffusa” di tutte le opere moroniane restaurate nel tempo. La mostra – che consentirà di cogliere appieno, fisicamente, l’ampiezza di questa attività pluriennale di recupero dedicata a un grande artista delle nostre terre – toccherà teoricamente ben 13 luoghi d’arte (Sovere, Ranica, Roncola, Fiorano al Serio, Romano di Lombardia, Gaverina Terme, Cenate Sopra, Seriate, Palazzago, Albino, Bergamo Museo Bernareggi, Bergamo, Sant’Alessandro della Croce, Bergamo, Congregazione delle Suore della Carità) – vale ovviamente per gli Enti che vorranno aderire – e permetterà ai visitatori di contemplare le opere negli storici siti di appartenenza secondo gli orari e le modalità di apertura al pubblico degli stessi. Con questo e con gli altri progetti precedentemente solo accennati, Fondazione Creberg partecipa e sostiene, quale partner principale, il progetto di valorizzazione territoriale “MORONI 500. ALBINO 1521 – 2021”. L’iniziativa, promossa dal Comune di Albino – coordinata da PromoSerio – coinvolgerà l’intera comunità albinese, seriana, bergamasca e regionale da giugno 2021 alla primavera 2022, con una fitta programmazione che sarà a breve divulgata dagli Enti promotori e organizzatori.

Qui sopra: Madonna con il Bambino in trono tra i Santi Vittore e Fidenzio olio su tela, cm. 213x161 Chiesa di San Vittore Martire, Gaverina Terme

www.fondazionecreberg.it

Un’ulteriore novità, di cui Fondazione Credito Bergamasco è particolarmente fiera, sarà la presentazione, in autunno, del “Catalogo Generale” dell’opera di Giovan Battista Moroni, curato da Simone Facchinetti. Come ha sottolineato Angelo Piazzoli, “da tempo siamo impegnati su questa opera omnia che rappresenta una vera e propria prima assoluta, non esistendo infatti un lavoro così diffuso e analitico sul Moroni. La pubblicazione (edita da Officina Libraria di Milano) e l’attività di ricerca di Simone Facchinetti (curatore inoltre di due mostre internazionali dedicate al Moroni alla Royal Academy of Arts, Londra nel 2014 e alla Frick Collection di New York nel 2019) sono state sostenute dalla nostra Fondazione. Un’impresa che si è protratta nel corso di molti anni, necessari a raccogliere le informazioni relative alle oltre 200 opere del pittore, non solo conservate nel territorio bergamasco ma disseminate nei principali musei europei e statunitensi, oltre che in molte collezioni private. Abbiamo previsto la “prima assoluta” ad Albino, proprio per sottolineare il suo ruolo di “Capitale” moroniana”.

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ILANO VICINA

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INDIMENTICABILE CELANT

Germano Celant all’interno della mostra / Germano Celant in the exhibition Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918-1943, Fondazione Prada, Milano, 2018 Photo by Ugo Dalla Porta

GERMANO CELANT THE STORY OF (MY) EXHIBITIONS

Ad un anno dalla sua scomparsa Silvana Edito-

riale in collaborazione con Studio Celant pubblica uno degli ultimi lavori del celebre critico d’arte: un volume imponente, a cui stava lavorando da tempo, dedicato a 34 mostre da lui progettate e curate tra il 1967 e il 2018 562 pagine, oltre 300 immagini di cui molte inedite, una ricca raccolta di documenti e testi critici: The Story of (my) Exhibitions – uno degli ultimi imponenti lavori editoriali di Germano Celant, pubblicato da Silvana Editoriale in collaborazione con Studio Celant – testimonia il percorso storico e critico di 34 mostre da lui progettate e curate tra il 1967 e il 2018. “Celant stava lavorando da tempo a un progetto editoriale che fosse la sintesi della sua ampia indagine critica e questo volume, di cui ha seguito tutte le fasi di lavorazione, ne rappresenta l’esito. In ognuna delle mostre presentate al suo interno è possibile riconoscere il metodo curatoriale attraverso il quale, avvalendosi di diversi linguaggi e media differenti nell’accostare opere d’arte e materiale documentario, giungeva alla creazione del dispositivo ‘mostra’. Lo Studio Celant ha lavorato insieme all’editore Silvana Editoriale per fare in modo che la pubblicazione fosse realizzata seguendo la sua idea originale”. (Studio Celant)

Arte povera più azioni povere, Arsenali dell’Antica Repubblica, Amalfi, 1968.Veduta della mostra / Exhibition view, opere di Michelangelo Pistoletto Photo by Bruno Manconi Courtesy Archivio Lia Incutti Rumma © Archivio Pistoletto


Art or Sound, Fondazione Prada, Ca’ Corner della Regina,Venezia, 2014.Veduta della mostra / Exhibition view Photo by Attilio Maranzano Courtesy Fondazione Prada, Milano

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Il volume racconta la logica dell’esporre che ha caratterizzato il lavoro di Celant, la

metodologia della ricerca e le diverse tipologie di allestimento utilizzate di volta in volta, presentando una selezione di mostre in ordine cronologico che riflettono la complessità del suo contributo alla storia delle esposizioni. Si parte dal 1967 con la prima definizione dell’Arte Povera, per poi dedicarsi alle vicende contemporanee internazionali con Conceptual art Arte povera Land art (1970) alla Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, per approdare nel 1976 alla grande mostra sul tema Ambiente/Arte, alla Biennale di Venezia. L’excursus continua coprendo diversi ambiti di ricerca, presentati nelle più importanti sedi espositive e museali italiane e internazionali nei decenni successivi: dalla ripresa e rilettura in chiave storica dell’Arte Povera in mostre come Coerenza in coerenza (1984) alla Mole Antonelliana di Torino, The Knot Arte Povera at P.S.1 (1985) a New York, Arte Povera 2011 in varie sedi, alle vicende dell’arte italiana del Novecento in mostre come Identité italienne. L’art en Italie depuis 1959 (1981) al Centre Georges Pompidou di Parigi, Arte Italiana. Presenze 1900-1945 (1989) a Palazzo Grassi a Venezia, Italian Metamorphosis 1943-1968 (1994-95) al Solomon R. Guggenheim Museum di New York. The Story of (my) Exhibitions rivela la ricchezza di uno straordinario percorso umano e professionale, in cui una costante tensione culturale, alimentata dal rigore scientifico, si risolve nella spettacolare messa in scena delle opere d’arte, capaci di suggestioni e sensibilità ad ampio spettro: una dicotomia che rivela la profondità del lavoro di Celant, traccia il perimetro della sua eredità scientifica e ne rappresenta un vivo testamento intellettuale.

Identité italienne. L’art en Italie depuis 1959, Centre Georges Pompidou, Parigi, 1981. Veduta della mostra / Exhibition view, opere di Jannis Kounellis Photo by Nanda Lanfranco, Genoa © Estate of Jannis Kounellis

“Per cinquant’anni ho praticato diverse scritture: la teorica per la stesura saggi, l’editoriale per la costruzione di libri e di cataloghi, e infine l’espositiva [...]. The Story of (my) Exhibitions tenta di portare l’attenzione su quest’ultimo tipo di scrittura”. Germano Celant


INDIMENTICABILE CELANT

E ancora il tema della contaminazione tra linguaggi come arte e moda in esposizioni come Il Tempo e la

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Moda (1996) alla Biennale di Firenze, arte e architettura come in Arti & Architettura 1900-2000 (2004) a Genova, arte e musica in Art or Sound (2014) alla Fondazione Prada di Venezia, o ancora arte e cibo nella mostra Arts & Foods (2015) alla Triennale di Milano. Al tema del reenactment, infine, sono dedicati progetti espositivi come When Attitudes Become Form. Bern 1969/Venice 2013, alla Fondazione Prada di Venezia e Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918-1943 (2018) alla Fondazione Prada a Milano. Una panoramica da cui emerge l’evoluzione della pratica curatoriale di Celant, dall’interpretazione personale all’attenzione per il documento storico, con lo sguardo sempre rivolto verso i media non tradizionali (libro, disco, fotografia) e verso gli sconfinamenti tra i diversi linguaggi (arte, architettura, design).

Art or Sound, Fondazione Prada, Ca’ Corner della Regina, Venezia, 2014.Veduta della mostra / Exhibition view Photo by Attilio Maranzano Courtesy Fondazione Prada Milano


Arte Povera International, 2012, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli Exhibition view with / veduta della mostra con opere di Luciano Fabro, Mario Merz Photo by Paolo Pellion Courtesy Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino © Archivio Fabro

Nella Pagina accanto Arte Povera 1967-2011, 25 October 2011 29 January 2012, Triennale di Milano Exhibition view with / veduta della mostra con opere di Alighiero Boetti, Pino Pascali, Giovanni Anselmo, Photo by Marco Curatolo © Alighiero Boetti, by SIAE 2021 Courtesy Archivio Anselmo

IL VOLUME È DISPONIBILE IN LIBRERIA E ONLINE. GERMANO CELANT THE STORY OF (MY) EXHIBITIONS 20 X 24 CM 557 PAGINE 325 ILLUSTRAZIONI EDIZIONE BILINGUE ITALIANO/INGLESE

Studiò all'Università degli Studi di Genova, dove fu allievo di Eugenio Battisti. Nel 1967 coniò la definizione di “arte povera” per designare un gruppo di artisti italiani: Alighiero Boetti, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Giulio Paolini, Pino Pascali ed Emilio Prini, esposti nella prima mostra alla Galleria La Bertesca di Genova, destinati a riscuotere un grande successo internazionale negli anni successivi. Sempre alla Bertesca di Genova presentò in contemporanea Im-Spazio (Bignardi, Ceroli, Icaro, Mambor, Mattiacci, Tacchi). Questi artisti, secondo la presentazione del critico nel catalogo, operavano in una “nuova dimensione progettuale che mira ad intendere lo spazio dell’immagine, non più come contenitore ma come campo di forze spazio-visuali. Le loro opere presentano una strutturazione aperta di frammenti visivi, formano imspazio a circolo aperto, a tempo reale (...) che agisce con e sullo spettatore”. Celant delineò la teoria e la fisionomia del movimento attraverso mostre e scritti come Conceptual Art, Arte Povera, Land Art del 1970. Dopo la mostra Off Media, svoltasi a Bari nel 1977, iniziò a collaborare col Museo Guggenheim di New York, del quale divenne in seguito senior curator.

Sempre al Guggenheim allestì nel 1994 la mostra Italian Metamorphosis 1943-1968, nel tentativo di avvicinare l’arte italiana alla cultura americana. L’intendimento di internazionalizzare l’arte italiana aveva già caratterizzato le mostre al Centre Pompidou di Parigi (1981), a Londra (1989) e a Palazzo Grassi a Venezia (1989). Nel 1996 curò la prima edizione della Biennale di Firenze Arte e Moda, evidenziando un concetto di arte in costante evoluzione, strettamente connesso con la cultura contemporanea intesa come espressione dinamica di una creatività globale. Nel 1997 venne nominato direttore della 47ª Biennale d’Arte di Venezia. Collaboratore di note riviste fra le quali L’Espresso e Interni, Celant, dopo aver realizzato a Genova la grande mostra Arti & Architettura (2004), fu dal 1995 al 2014 direttore e successivamente sovrintendente artistico e scientifico della Fondazione Prada a Milano; dal 2005 curatore della Fondazione Aldo Rossi a Milano e dal 2008 della Fondazione Emilio e Annabianca Vedova a Venezia. Inoltre organizzò la mostra Arts & Foods alla Triennale di Milano, in occasione di Expo 2015’. Nel 2016 fu Project Manager dell’opera di Christo The Floating Piers sul Lago d'Iseo.

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M STEFANO BOERI: ILANO VICINA

L’AULA DEL FUTURO

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ADATTABILITÀ DEGLI SPAZI, TECNOLOGIA E SICUREZZA: I TRE PRINCIPI CHIAVE PER LA RIPARTENZA. OBIETTIVO: INDIVIDUARE UNA FORMULA INNOVATIVA E SCALABILE SUGLI EDIFICI ESISTENTI PER GARANTIRE SPAZI MULTIFUNZIONALI E FACILMENTE ADATTABILI, NEL RISPETTO DEGLI STANDARD D’IGIENE. L’INIZIATIVA SI CONCRETIZZERÀ NELLA DONAZIONE DELL’AULA PENSATA DA STEFANO BOERI INTERIORS AD UNA DELLE 8.000 SCUOLE DEL PROGETTO “IGIENE INSIEME”

Ridisegnare il paradigma della scuola in Italia, ripensando gli spazi e adattandoli ad una nuova realtà nella quale le buone norme d’igiene

apprese e diffuse nel periodo di pandemia e il rispetto dell’altro non potranno più essere dimenticate: è questa la ragione alla base della collaborazione tra Napisan e Stefano Boeri Interiors, nata nell’ambito dell’iniziativa “Igiene Insieme”, che porterà allo sviluppo di un progetto innovativo in grado di innestarsi fin da subito su una realtà esistente, quella degli edifici scolastici. Con l’obiettivo di individuare una formula concreta, applicabile e adattabile fin da subito a questa realtà, Napisan ha scelto Stefano Boeri Interiors elaborare il concept di una nuova visione di scuola che, attraverso il rispetto di standard di igiene sempre più rigorosi e non esclusivamente legati a Covid-19, potrà permettere alle persone di vivere spazi non più a sé stanti ma sempre più versatili, fondendo le attività didattiche con quelle ludiche e di intrattenimento e determinando un utilizzo continuo, anche oltre i classici orari d’insegnamento.


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Una vera e propria svolta, quindi, che punta tutto su un ambiente scolastico innovativo, multifunzionale e aperto, che permetterà agli studenti di vivere l’aula come mai prima d’ora. Una soluzione che garantirà vita continua alla struttura scolastica, nella quale tutti gli spazi potranno essere adattati in base agli usi e alle necessità e nella quale anche gli adulti, che di questo mondo non fanno più parte, potranno svolgere diverse attività, rendendo la scuola cuore sempre più pulsante della comunità. Il progetto vivrà una prima fase di applicazione nella seconda metà del 2021, con l’assegnazione del primo prototipo ad una delle 8.000 scuole italiane che hanno partecipato al progetto “Igiene Insieme”. IL PROGETTO DI STEFANO BOERI INTERIORS: I PRINCIPI CHIAVE Adattabilità dello spazio, per garantire diverse possibili configurazioni a seconda delle pratiche di insegnamento adottate e delle funzioni svolte; Tecnologia, per permettere l’espansione delle opportunità di apprendimento oltre i confini della classe; Sicurezza, per fornire uno spazio d’insegnamento sicuro e sano: sono questi i principi chiave del progetto pensato da Stefano Boeri Interiors. Un nuovo paradigma, quindi, nel quale sfruttare nuovi spazi, applicare diverse e sempre più dinamiche modalità di insegnamento e assicurare agli studenti un ambiente di crescita sano, sicuro e, appunto, igienizzato. Una nuova linfa per il panorama delle strutture scolastiche in Italia, che nell’incontro con la realtà odierna non possono più evitare di confrontarsi con le problematiche che l’hanno accompagnata negli ultimi decenni, ma che hanno invece il dovere, e la possibilità, di fare un passo in avanti, innovandosi per abbracciare un futuro migliore.


La realtà scolastica italiana, il suo patrimonio e lo stesso concetto di aula come luogo di apprendimento, ancora oggi non trovano spazio all’interno del dibattito pubblico: l’immagine dell’aula, infatti, rimane legata a quella dei banchi allineati di fronte alla cattedra dell’insegnante, rispecchiando il modello ormai superato della società industriale, focalizzata sull’individualità e su una metodologia di apprendimento esclusivamente passiva, in cui l’obiettivo era una scolarizzazione di massa. La sfida di Stefano Boeri Interiors consiste nel ragionare su modelli di ambienti educativi che permettano la sperimentazione e favoriscano la partecipazione. La luce, i colori, la tecnologia e gli arredi sono tra i protagonisti di questo nuovo modo di pensare i confini dell’apprendimento: spazi flessibili che cambiano e si adattano ad ogni esigenza, diventando all’occorrenza anche sale per la musica, laboratori artigianali e scuole di danza, modificandosi nel corso della giornata. Una scuola libera ed aperta ad ogni forma di apprendimento, al servizio della socialità e della comunità intera.

COME CAMBIA LA SCUOLA? L’IDEA DI STEFANO BOERI INTERIORS

“Stiamo ragionando su modelli di spazio educativo che permettano la sperimentazione. Stiamo immaginando spazi che possano essere adattabili a modelli di insegnamenti differenziati, magari nella stessa aula, con pareti mobili che permettano di modulare lo spazio su diverse esigenze”. Stefano Boeri, Co-Founder di Stefano Boeri Interiors L’aula del futuro è l’occasione per rendere noti e concreti questi principi, dimostrando che lo spazio della didattica può adattarsi al meglio ad un sistema scolastico in continua evoluzione. L’aula diventa uno spazio capace di espandersi verso il corridoio o verso l’esterno, dotato di sofisticati sistemi di pareti attrezzate che permettono di contenere il materiale scolastico e gli arredi stessi. “Credo sia doveroso ampliare il nostro sguardo, guardare in profondità ed avere un approccio integrale. L’aula del futuro è lo spazio dai molteplici paesaggi educativi, un luogo che concorre al benessere psicofisico e sociale di chi lo abita, che possa offrire tempi e modi d’uso di differenti funzioni”. Giorgio Donà, Founding partner & Director di Stefano Boeri Interiors. Ogni superficie concorre alla definizione di funzionalità e flessibilità: il pavimento facilita studenti e insegnanti nella configurazione dello spazio necessario, ricreando ogni volta il layout adatto allo specifico momento della giornata: lavoro a piccoli gruppi, lezione frontale, didattica informale, ecc. Un approccio progettuale utile anche per stimolare dei processi metacognitivi, dove lo studente è stimolato ad una riflessione autonoma sui propri processi di apprendimento.

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L’aula è inoltre dotata di sistemi tecnologici avanzati e studiati per migliorare la qualità della didattica a distanza, nonché la qualità dell’ambiente stesso, elemento fondante che concorre al miglioramento dei processi di apprendimento e di appartenenza. Educazione all’igiene, distanziamento sociale, dispositivi di pulizia dell’aria, attività di pulizia ordinarie e ricerca di materiali lavabili e antibatterici, sono temi cardine per una ripartenza consapevole e per ripensare il concetto di igiene e inquinamento indoor. “Scuola aperta significa, da un lato, permettere a chi impara di poter avere accesso a luoghi esterni, una scuola pubblica nel vero senso della parola. Ma anche permettere a chi lavora in questi luoghi esterni di tornare nello spazio della scuola e svolgere attività con riverbero sulla vita di quartiere”. Stefano Boeri, Co-Founder di Stefano Boeri Interiors

STEFANO BOERI: L’AULA DEL FUTURO

IL PROGETTO “IGIENE INSIEME” Con l’obiettivo di rendere sempre più diffuse le buone pratiche di igiene tra i più piccoli, il progetto “Igiene Insieme”, fortemente voluto da Napisan fin dai primi mesi della pandemia nel 2020, ha infatti visto il brand molto attivo al fianco del mondo della scuola, attraverso un nuovo e concreto impegno dettato dalla volontà di “essere presenti” e di portare un reale contributo ad un settore che forse più di tutti ha subito la diffusione della pandemia. Nel periodo compreso tra settembre 2020 e marzo 2021, infatti, il brand ha concretizzato il suo impegno attraverso la donazione alle scuole coinvolte finora nel progetto di materiale didattico e informativo realizzato con l’Università Vita-Salute San Raffaele, oltre a kit per l’igienizzazione personale e delle superfici, per un impegno economico superiore ai 2 milioni di euro. Inoltre, è stata offerta a tutti gli insegnanti coinvolti la possibilità di partecipare a un corso di formazione a tema igiene - sviluppato anche questo con la consulenza scientifica dell’Università Vita-Salute San Raffaele e distribuito ai docenti attraverso La Fabbrica – riconosciuto dal MIUR e utile all’assolvimento dell’obbligo formativo. Le iscrizioni al progetto, rivolto alle scuole d’infanzia e a quelle primarie, sono ad oggi ancora attive, e lo saranno anche nei prossimmesi, con l’obiettivo di garantire una sempre più crescente importanza e diffusione al tema dell’educazione all’igiene personale, che una volta appresa ha poi riflessi molto positivi nei contesti familiari.


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ILANO VICINA

TUTTO NUOVO PIAZZALE LORETO

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Andrea Boschetti

L’obiettivo

di Loreto Open Community, vincitore del bando, è quello di trasformare il più caotico snodo di traffico della città in uno spazio green destinato alla comunità, rendendolo allo stesso tempo nuovo simbolo della Milano olimpica del 2026 È stato presentato oggi Loreto Open Community, il progetto che si è aggiudicato la gara per il rinnovamento di Piazzale Loreto, e il cui obiettivo è quello di trasformare il più caotico snodo di traffico della città in una grande agorà verde, anello di congiunzione tra corso Buenos Aires e via Padova, rendendolo allo stesso tempo nuovo simbolo della Milano olimpica del 2026. Alla città verranno restituiti 24.000 metri quadrati di spazio pubblico pedonale, di cui oltre 12.000 nella piazza (69% dell’area), a fronte dei 2.484 mq utilizzabili oggi. Il masterplan è stato presentato da un team multidisciplinare con capofila Ceetrus Nhood e realizzato con Arcadis Italia, Metrogramma Milano, Mobility In Chain, Studio Andrea

MILANO, PRESENTATO IL PROGETTO PER IL NUOVO PIAZZALE LORETO: SARÀ UN’AGORÀ VERDE

Caputo, LAND, Temporiuso e Squadrati. I lavori prenderanno il via nel 2023. L’investimento previsto è stimato in 65 milioni di euro ed è stato calcolato un ritorno pari a 250 milioni.Vincitore della seconda edizione di Reinventing Cities, il bando internazionale indetto dal Comune insieme a C40 per la rigenerazione urbana in chiave sostenibile, LOC prevede la realizzazione a Piazzale Loreto di una grande agorà verde destinata alla vita di comunità. Un piano ribassato sarà la piazza anfiteatro, flessibile e adattabile a diversi usi temporanei pubblici come concerti, manifestazioni, mercati, attività sportive e occasioni di aggregazione. Il traffico verrà posto ai margini del piazzale per favorire gli spostamenti ciclabili e pedonali all’interno dell’area e la penetrazione tra i diversi assi stradali, la cui connettività sarà mantenuta. La circolazione verrà modulata secondo le nuove geometrie della piazza. Circa 300 alberi verranno piantati nel cuore del piazzale, lungo via Padova e viale Monza. I tetti degli edifici si configureranno come giardini rialzati aperti al pubblico e gestiti in sinergia con le attività commerciali sottostanti. Questo porterà la riduzione delle isole di calore in particolare nei picchi estivi e la creazione di un micro-clima con una temperatura di 6-7° inferiore alla temperatura percepita, contribuendo alla riduzione complessiva di C02 nell’area. Le architetture che si pongono ai lati della piazza sono realizzate con strutture ibride in legno e materiali eco-compatibili. Il progetto prevede infine interventi sulle vie che confluiscono a Piazzale Loreto, su tutte via Padova, ma anche via Porpora e via Doria.


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COME SAN GIORGIO CONTRO IL DRAGO SAN GIORGIO MARTIRE, LA GRANDE FESTA DELLE GUARDIE PARTICOLARI GIURATE

Sorveglianza Italiana Spa ringrazia tutti gli intervenuti: Lara Magoni, assessore regionale, i volontari della Croce Rossa Italiana sezione di Dalmine, i volontari della protezione civile di Dalmine, l’associazione paracadutisti di Bergamo, l’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo di Dalmine e Verdello, l’Associazione Nazionale della Polizia di Stato, il Medagliere provinciale, i Bersaglieri della sezione di Dalmine e di Bergamo e le Guardie Venatorie del Parco del Brembo.

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Una celebrazione per festeggiare San Giorgio Martire, patrono delle Guardie Par-

ticolari Giurate. Una messa, quella che si è tenuta sabato 24 aprile presso la chiesa parrocchiale di Brembo di Dalmine, voluta e organizzata da Sorveglianza Italiana, l’istituto di vigilanza che da più di 100 anni tutela la sicurezza dei beni privati dei cittadini e quelli degli enti pubblici. Presenti alla funzione, presieduta nella parrocchia del “Sacro Cuore Immacolato di Maria” da Don Diego Berzi, molte autorità locali, civili e militari, che, insieme ai vertici e alla dirigenza di via della Clementina, hanno voluto rendere omaggio ad un corpo, quelle delle Guardie Giurate, che da sempre si spende a favore del bene comune. Tra gli intervenuti il questore di Bergamo Maurizio Auriemma - presente insieme a Mirella Pontiggia, vice Questore aggiunto e capo della Polizia Stradale di Bergamo - che nel suo intervento ha voluto ricordare un aneddoto relativo alla sua infanzia: “Questo Santo mi è molto caro – ha raccontato il Questore – perché la parrocchia che frequentavo da ragazzo era intitolata proprio a San Giorgio Martire. Quando ero in servizio a Trieste, tra i miei compiti, c’era anche quello di firmare i decreti e investire le guardie giurate della loro divisa, nel momento del loro giuramento. Ho sempre guardato con grande ammirazione e con affetto l’impegno, la dedizione, l’onore e la passione con cui recitavano la formula a memoria, come a sottolineare la grande serietà con cui si facevano carico dell’impegno e del ruolo che sarebbero andati a ricoprire. Grazie alla mia esperienza professionale ho potuto toccare con mano l’impegno che questi uomini impiegano quotidianamente nel loro operato: un contributo sostanziale, continuativo e significativo per garantire la sicurezza di tutti”.

SI NARRA CHE SAN GIORGIO FU PRIMA UN UFFICIALE DELL’ESERCITO E IN SEGUITO UN PROTETTORE DEI DEBOLI E IN QUESTA SUA VESTE SCONFISSE IL DRAGO


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GLI AGENTI DI VIGILANZA ITALIANA PREMIATI PER L’IMPEGNO DURANTE LA PANDEMIA

Anche Claudia Maria Terzi, assessore regionale alle Infrastrutture, dopo aver

portato i saluti del Presidente lombardo Attilio Fontana, ha voluto ribadire l’importanza del ruolo ricoperto dalle tante pattuglie che si spendono giornalmente sul territorio: “L’impegno e la dedizione delle guardie giurate è vivo e palpabile tutti i giorni. Ne ho avuto la prova in primis da cittadina e anche quando ricoprivo il ruolo di sindaco. Trasmettere e far percepire sicurezza, oltre che lavorare per garantirla, sono solo alcuni dei tratti principali della professionalità delle guardie giurate: l’hanno dimostrato negli anni, lo dimostrano oggi e sono certa lo faranno anche nel futuro. Il filo rosso che unisce il territorio a questo corpo è vivo e più che mai saldo, da sempre basato sul dialogo, sull’intesa e sull’unità di valori”. Il Sindaco di Dalmine Francesco Bramani ha rimarcato anche il senso del dovere dimostrato nel delicato periodo della pandemia: “A tutte le guardie giurate, e in particolare a quelle di Sorveglianza Italiana con cui l’amministrazione collabora, va il mio grazie. Grazie per l’instancabile lavoro e per la passione e la dedizione con cui ogni giorno si prendono cura della nostra sicurezza e dei beni comuni e per le tante ore che hanno dedicato, da volontari, al nostro territorio. Sono state le GPG di Sorveglianza Italiana ad organizzare volontariamente il presidio notturno al campo di sanificazione delle ambulanze allestito nell’area feste durante la prima ondata della pandemia e sono sempre loro, oggi, che monitorano giorno e notte l’hub vaccinale del Cus. Sapervi vicini è rincuorante e garantisce a me, come cittadino prima ancora che come sindaco, la sicurezza di essere tutelati e protetti”. Emanuele La Ferla, dirigente di Sorveglianza Italiana, a nome dell’azienda, ha chiuso la celebrazione, salutando i presenti con un caloroso ringraziamento: “Porto i saluti del prefetto Enrico Ricci e ringrazio tutti per questa bellissima celebrazione, nella quale cogliamo l’occasione per festeggiare anche i nostri 101 anni di vita. Il mio grazie va, in particolar modo, alle guardie particolari giurate Rossi, Cornelli, Benini e Battista per essersi prodigati, in collabiorazione con l’Arma dei Carabinieri di Dalmine, nel ritrovamento del giovane mancato da casa la scorsa settimana”.

MIRCO ROSSI, ANIMA DELLA FESTA

Nella home page del sito internet di Vigilanza Italiana c’è una sezione dedicata al profilo umano e professionale di questo indomabile personaggio arrivato per i suoi meriti al massimo grado tra gli agenti operativi: il Maresciallo Mirco Rossi del quale altre volte vi abbiamo narrato le gesta. Quando smetterà la divisa e deciderà di raccontare le sue memorie scopriremo di aver avuto accanto una specie di angelo custode, coraggioso e tenace, sempre dalla parte dei buoni e sempre a caccia dei cattivi. Ha sventato borseggi, furti nei negozi e nelle abitazioni, è intervenuto in casi di rapina e ha affrontato varie sparatorie. Sono in tanti a Bergamo che gli devono molto, qualcuno anche la vita. I suoi interventi in sella alla imponente moto erano tempestivi e quando c’era un’allarme che suonava lui era il primo a catapultarsi sul posto. La città ha avuto in lui un protettore, con le fisic du rol, uno a cui rivolgersi se ci si trovava nei guai. Lui c’era sempre e sapeva come muoversi e chi allertare. È nato per fare quel mestiere che lo ha portato a collezionare encomi e attestati di benemerenza per i tanti gesti di supporto alla popolazione e alle persone più deboli. Nel tempo libero (ma lui in realtà è sempre in servizio) fa volontariato spendendosi in questo periodo come supporter ai centri vaccinali. Ed è lui che ogni anno si prende cura di organizzare la festa di San Giorgio, patrono delle Guardie Giurate.

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NELLE MANI GIUSTE La campagna, che ha come ambassador l’autrice di Uomini e Donne Raffaella Mennoia, ha il fine di informare le persone su questo particolare cane, con una pagina dedicata e la possibilità di confrontarsi con il Dog Trainer LNDC specializzato in questi molossi, e adottare quelli disponibili nei rifugi LNDC in tutta Italia

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Il Pitbull è lo specchio del suo compagno umano, come accade per gli altri cani. Questo il concetto cardine della campagna di sensibilizzazione “Nelle mani giuste” lanciata da LNDC Animal Protection con due chiari obiettivi: da un lato fare chiarezza, e informazione, su chi sia davvero questo molosso per viverlo al meglio, dall’altro incentivare l’adozione, a casa o a distanza, di questa tipologia di cane per sgretolare, una volta per tutte, la cattiva ed erronea fama che troppo spesso lo precede. In questo anno LNDC ha soccorso 3.558 Pitbull, ne ha curati e accuditi nei propri rifugi 1.236 e ha impegnato in questo progetto oltre 600 volontari. Volto e testimonial del video teaser della campagna #nellemanigiuste quello della nota autrice tv Raffaella Mennoia, responsabile di redazione del programma di Maria De Filippi “Uomini e Donne”, di “Temptation Island”, di “C’è Posta per Te” e, ultimo ma non meno importante, compagna di vita innamorata del proprio Stanfordshire Bull Terrier di nome Saki, molosso molto simile al Pitbull nonché affettuosissimo protagonista, insieme a lei, del girato.

Sensibilizzare persone e opinione pubblica su un cane forte e fragile ghettizzato dalla cronaca nera e, al contempo, spingere l’adozione (anche a distanza) di quelli presenti nei rifugi della Lega Nazionale per la Difesa del Cane che, quest’anno, ne ha soccorsi oltre 3.500: questi i due obiettivi della campagna di sensibilizzazione #nellemanigiuste che porta il volto della storica autrice di Maria De Filippi. Attivata una speciale pagina dove scrivere al dog trainer LNDC o adottare uno dei molossi in cerca di casa

“Ogni cane assomiglia al proprio compagno umano», afferma l’autrice televisiva, «e se amato, rispettato ed educato, diventa a prescindere da razza o genere l’amico di vita più affidabile, generoso e amorevolmente attento che ci sia, come lo è il mio Saki”, ha spiegato la Mennoia: “Questa tipologia di cane ha certamente un temperamento energico, ma non necessita per questo di essere dominato, quanto piuttosto accolto, con responsabilità e autorevolezza. Liberiamo davvero i Pitbull, e ogni altro cane simile, da ogni pregiudizio. Possiamo essere attenti, premurosi, affettuosi ma il cane ci supererà sempre. Con il suo amore è capace di regalarci un sorriso inatteso, un conforto e un sostegno nelle giornate amare che la vita riserva. E se sapremo ascoltarlo davvero, se riusciremo a vincere la debolezza di volerlo dominare, farà di noi capitani coraggiosi, bambini stupiti, ingenui saggi. Al cane, a ogni tipo di cane, non manca la parola», conclude la Mennoia, «ma piuttosto ce la toglie. Perché davanti a lui non possiamo che rimanere in silenzio, colmi di pace, amore e meraviglia”.

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In occasione della campagna di sensibilizzazione “Nelle mani giuste” è stata attivata una landing page ad hoc sul sito LNDC Animal Protection, visibile a questo link, e sulla quale è possibile acquisire informazioni sul Pitbull, chiedere consigli, chiarire pensieri o sfatare idee scrivendo al dog trainer LNDC, specializzato in queste tipologie di cani. Al medesimo link, inoltre, è possibile conoscere le storie di cani salvati da abbandono e maltrattamenti, a oggi curati, assistiti e protetti dai volontari di LNDC, nei Rifugi di tutta Italia gestiti dall’associazione. Tanti di loro sono adottabili, pronti per essere accolti in casa, mentre tanti altri, quelli che ancora portano i segni delle sofferenze subite possono essere adottati a distanza. Per questi animali LNDC ha attivato dei percorsi rieducativi, in particolare modo per gli ex combattenti, seguiti da esperti e da volontari qualificati. “Questi sensibili e possenti animali sono tanto forti fisicamente quanto fragili caratterialmente”, ha spiegato infatti Piera Rosati, presidente di LNDC Animal Protection, che approfondisce: “Si sottomettono completamente all’umano e, se nelle mani sbagliate, possono diventare davvero macchine da guerra. Chi conosce e ama gli animali sa che non esistono ‘cani cattivi’, esistono cattivi uomini, cattivi ‘padroni’ che usano il cane come uno status symbol e prendono i pitbull o il cane che gli assomiglia di più, senza distinzione, per sembrare dei duri e senza preoccuparsi di trattarlo con il rispetto e l’amore che merita. Questi cani, come gli altri ma forse più degli altri, non hanno bisogno di un padrone che li domini ma di una guida che li sostenga, non cercano un branco dove vige la legge del più forte ma una famiglia che sappia accoglierli. Con questa campagna», continua la presidente, «vogliamo dire alle persone che questo cane va conosciuto superando i pregiudizi che lo hanno attanagliato per troppo tempo, e noi ci stiamo impegnando per realizzare questo. Parliamo di un cane davvero affidabile e affettuoso se nelle mani giuste, come testimonia anche Raffaella Mennoia. Ora il compito spetta a noi”. Se il Pitbull è uno specchio del proprio compagno umano, quindi, il lavoro più importante sta davvero a noi.

Lega Nazionale per la Difesa del Cane Milano www.legadelcane.org Facebook: facebook.com/legadelcane Youtube: youtube.com/c/legadelcane


HA RIAPERTO ANCHE.... MAGARI NON LI AVETE MAI VISTI OPPURE CI SIETE STATI TANTI ANNI FA. PER TUTTI, QUESTI LUOGHI SONO SEMPRE UNA FONTE DI EMOZIONI, UN’INIEZIONE DI BENESSERE PER IL CORPO E PER LA MENTE. ANDATECI, ADESSO HANNO RIAPERTO E HANNO TANTO DESIDERIO DI ACCOGLIERVI CON LA MEDICINA MIGLIORE

MUSEO DELLA CERTOSA DI PAVIA

Orario di apertura al pubblico: venerdì 9.00-11.30 (ultimo ingresso alle 11.00), sabato e domenica 9.00-11.30 (ultimo ingresso alle 11.00) e 14.00-18.00 (ultimo ingresso 17.30) Chiusura: lunedì-giovedì Prenotazione obbligatoria nei fine settimana Max 20 persone ogni 30 minuti

CENACOLO VINCIANO (MILANO)

Orario di apertura al pubblico: martedì-sabato 9.45-19.00 (ultimo ingresso 18.45), domenica orario in via di definizione Chiusura: lunedì Prenotazione obbligatoria Max 15 persone ogni 15 minuti dal 4 al 9 maggio Max 18 persone ogni 15 minuti dall’11 maggio RIAPERTURA DALL’8/5

70 PARCO NAZIONALE DELLE INCISIONI RUPESTRI

LOC. NAQUANE (CAPO DI PONTE) Orario di apertura al pubblico: martedì-domenica 8.30-19.00 (ultimo ingresso 18.30) Chiusura: lunedì Prenotazione obbligatoria nei fine settimana Max 50 persone ogni 30 minuti

PARCO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DEI MASSI DI CEMMO (CAPO DI PONTE)

Orario di apertura al pubblico: martedì-domenica 8.30-19.00 (ultimo ingresso 18.30) Chiusura: lunedì Max 3 persone contemporaneamente nell’area di fronte ai massi

MUSEO NAZIONALE DELLA PREISTORIA DELLA VALLE CAMONICA (CAPO DI PONTE)

Orario di apertura al pubblico: venerdì-domenica 14.00-18.00 (ultimo ingresso 17.30) Chiusura: lunedì-giovedì Prenotazione obbligatoria nei fine settimana Max 14 persone ogni ora. Max 2 persone contemporaneamente nelle sale a piano terra


CASTELLO SCALIGERO (SIRMIONE)

Orario di apertura al pubblico: martedì-sabato 9.00-19.15 (ultimo ingresso 18.30), domenica 9.00-13.45 (ultimo ingresso 13.00) Chiusura: lunedì Prenotazione obbligatoria al link www.midaticket.it/garda Max 40 persone ogni 45 minuti Mastio e darsena chiusi

GROTTE DI CATULLO (SIRMIONE)

Orario di apertura al pubblico: martedì-sabato 8.30-19.30 (ultimo ingresso 18.50), domenica 14.00-19.30 (ultimo ingresso 18.40) Chiusura: lunedì Prenotazione obbligatoria al link www.midaticket.it/garda Max 60 persone ogni 20 minuti Antiquarium chiuso

VILLA ROMANA (DESENZANO DEL GARDA) Orario di apertura al pubblico: martedì-sabato 8.30-19.30 (ultimo ingresso 19.10), domenica 14.10 -19.30 (ultimo ingresso 19.10) Chiusura: lunedì Prenotazione obbligatoria al link www.midaticket.it/garda Max 20 persone ogni 20 minuti Antiquarium chiuso

PALAZZO BESTA (TEGLIO)

Orario di apertura al pubblico: martedì-sabato 10.15-12.45 (ultimo ingresso 12.15) e 14.10-16.50 (ultimo ingresso 16.15) Chiusura: domenica e lunedì Prenotazione obbligatoria nei fine settimana Max 12 persone ogni 30 minuti. Stua verde e sala della Creazione max 6 persone contemporaneamente

CAPPELLA REALE ESPIATORIA (MONZA)

Orario di apertura al pubblico: martedì-giovedì e domenica 9.00-14.00 (ultimo ingresso 13.30), venerdì-sabato 9.00-19.00 (ultimo ingresso 18.30) 2° e 4° giovedì del mese prolungamento dell’apertura fino alle 19.00 (ultimo ingresso 18.30) Chiusura: lunedì Prenotazione obbligatoria nei fine settimana Max 10 persone. Nel sacello max 3 persone contemporaneamente

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DELLA LOMELLINA (VIGEVANO) Orario di apertura al pubblico: martedì-sabato 9.00-14.00 (ultimo ingresso 13.30) Chiusura: domenica e lunedì Prenotazione obbligatoria nei fine settimana Max 25 persone ogni 30 minuti

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FONDAZIONE A.R.M.R. AIUTI PER LA RICERCA SULLE MALATTIE RARE

DONARE È PIU’ BELLO CHE RICEVERE

Ing. Giuseppe Mazzoleni Fondazione ARMR

Donare significa “Dare ad altri liberamente e senza compenso cosa utile o gradita” (definizione tratta dalla Treccani) ma spesso il gesto del donare è mosso da molti sentimenti consci e inconsci che abitano l’animo umano. Secondo Erich Fromm nel libro l’Arte di Amare:“Dare è la più alta espressione di potenza. Nello stesso atto di dare, io provo la mia forza, la mia ricchezza, il mio potere. Questa sensazione di vitalità e di potenza mi riempie di gioia. Mi sento traboccante di vita e di felicità. Dare dà più gioia che ricevere, non perché è privazione, ma perché in quell’atto mi sento vivo.” È bello ricevere, perché vuol dire che qualcuno ti vuole bene, pensa a te, ti fa sentire importante; è bello anche donare, perché provi la gioia di far felici altri, perché così puoi dire con i gesti che vuoi bene ad una persona. Donare e ricevere sono due gesti molto frequenti nella vita quotidiana e forse, proprio per questo, non si riflette mai abbastanza sulla loro importanza e su quanto possano essere d’aiuto alle persone e al rapporto che s’instaura tra loro. Donare è un gesto semplice, spontaneo che rende felice chi lo fa ma anche chi lo riceve. Un regalo fatto ad un amico ci riempie di gioia al solo pensiero di quando lo scarterà, un gesto affettuoso, un sorriso ad una persona cara ci allarga il cuore e, allo stesso modo, un dono ricevuto, un aiuto di un amico ci dà piacere e ci fa star meglio. Da oltre 27 anni tantissimi volontari delle molteplici “Delegazioni” della Fondazione A.R.M.R. sparse su tutto il territorio nazionale donano tempo, capacità e denaro. Il loro impegno è divenuto un circolo virtuoso perché il loro “donare” diventa lavoro per i ricercatori e ritorna come “dono” ai malati di malattie rare. I numerosi soci e volontari che, attraverso le nostre Delegazioni da ogni parte d’Italia ci supportano e concorrono fattivamente con le loro donazioni e con loro impegno a raggiungere il nostro obiettivo, ci chiedono sempre di aumentare il numero di interventi a favore della Ricerca. Ora vorremmo continuare a far crescere le attività di ricerca anche con il tuo contributo del 5 per mille e questo è uno splendido modo di contribuire alle attività della Fondazione A.R.M.R. Onlus e che non costa nulla. La Fondazione A.R.M.R. Onlus per lo sviluppo di attività di ricerca dedicate, per l’acquisto di apparecchiature elettroniche e materiale da laboratorio, nell’ultimo triennio ha donato 720.000 euro.

SOSTIENI ANCHE TU LA FONDAZIONE A.R.M.R (AIUTI PER LA RICERCA SULLE MALATTIE RARE), SOSTIENI LA RICERCA DONANDO IL 5 X 1000 Carissimi Amiche e Amici chiediamo anche a voi di partecipare alla creazione di un futuro migliore devolvendo il 5 per mille nella propria dichiarazione dei redditi. Coinvolgi anche i tuoi amici per donare il 5 X 1000 alla Fondazione A.R.M.R. Non mancare a questo importante appuntamento! La Ricerca ti aspetta!!

DONA IL TUO 5×1000 A FONDAZIONE A.R.M.R. CODICE FISCALE 02 452 340 165


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I valori indicativi relativi al consumo di energia e alle emissioni di CO₂ sono rilevati dal Costruttore in base al metodo di omologazione WLTP (Regolamento UE 2017/1151 e successive modifiche e integrazioni). I valori di emissioni CO₂ nel ciclo combinato sono rilevanti ai fini della verifica dell’eventuale applicazione dell’Ecotassa/Ecobonus, e relativo calcolo. Eventuali equipaggiamenti e accessori aggiuntivi, lo stile di guida e altri fattori non tecnici possono modificare i predetti valori. Per ulteriori informazioni sui predetti valori, vi invitiamo a rivolgervi alle Concessionarie Audi e a consultare il sito audi.it. È disponibile gratuitamente presso ogni Concessionaria una guida relativa al risparmio di carburante e alle emissioni di CO₂, che riporta i valori inerenti a tutti i nuovi modelli di veicoli.

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