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ANNO 27 - N° DUECENTOSESSANTASETTE - NOVEMBRE 2019 - € 3

IN COPERTINA LUIGI MARIANI

BERGAMO MAGAZINE

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Michele Marzan FEBBRAIO 2009 qui Bergamo: la sua carta vincente

Quando lo abbiamo incontrato per la prima volta, in redazione siamo rimasti tutti decisamente incuriositi e anche un po’ impressionati. Parlava un linguaggio nuovo e ci prospettava scenari totalmente diversi per la veicolazione della pubblicità. Nel 2009 Michele Marzan era l’apripista in Italia della nuova filosofia del performance based marketing, nelle vesti di Contry manager di zenox, (volutamente minuscolo) rivoluzionaria azienda tedesca che si era addentrata nella cyber zone inventandosi un sistema a cascata, o potremmo dire circolare, per mettere in comunicazione produttori di beni e servizi e potenziali acquirenti. Oggi è un guru della digital advertising e del marketing on-line tra i più apprezzati sulla scena internazionale e dieci anni fa ha iniziato la sua ascesa verso i vertici di aziende sempre più importanti scegliendo qui Bergamo, la carta stampata, per farsi conoscere e per divulgare quell’innovativo sistema per promuovere le vendite. Perché? Perché come tutti i manager del marketing e della comunicazione sanno, il risultato migliore lo si ottiene con un accurato mix di mezzi e di strumenti in modo da raggiungere, nel modo più diretto, chi si desidera raggiungere. “Il nostro business - diceva Marzan nel 2009 - si basa principalmente sul modello dell’affiliate marketing offrendo la possibilità a tutti gli attori del Web, che siano concessionarie di pubblicità, che gestiscano portali o siti verticali, ma anche gestori di siti di nicchia o di blog, oppure agenzie che operano nell’ambito dell’email marketing e dei motori di ricerca, di affiliarsi a zanox per promuovere con noi i nostri clienti. Siamo quindi in mezzo a due mondi il cliente a monte e l’affiliato a valle, diventando per i propri affiliati, una fonte immediata di relazioni commerciali e, la nostra remunerazione da parte delle aziende, avviene solo ad obiettivi raggiunti: siamo gli unici in Italia focalizzati nel performance marketing. È un modello nuovo vincente concreto. Dove sia arrivato il concetto di user generated advertising lo abbiamo davanti agli occhi. Si tratta di forme di pubblicità che si basano su contenuti creati dall’utente ad esempio il blog, il social network, il passaparola”. La sua vision era profetica di quanto abbiamo visto in questi ultimi 10 anni. Lo ritroviamo nel 2015 Chief Executive Officer di una azienda da 100 milioni di fatturato. Nomina importante in casa Teads. Michele Marzan è il nuovo CEO della sede italiana. Dunque, a distanza di nove mesi esatti dal rebranding dell’azienda che ha rappresentato un nuovo posizionamento del progetto sia da un punto di vista di offerta tecnologica che di strategia nel mercato del digital advertising, arriva a guidare la sede di Milano questo 47enne, ex Regional Director Southern Europe di zanox. (da uomomanager.it) Nel 2017 Michele Marzan è Chief Strategy Officer di MainAd, l’advertising technology company specializzata in campagne di retargeting e programmatic advertising Team leader visionario e attivatore, pioniere nell’ecosistema della pubblicità digitale, collegato a livello internazionale con media e agenzie creative, marchi, editori, società di tecnologia pubblicitaria e gruppi commerciali del settore. Sviluppa attività nei mercati di Regno Unito, USA, Italia, Spagna, Francia, Germania, medio ed estremo Oriente e America latina, per lusso, moda, bellezza, turismo, vendita al dettaglio, elettronica, tecnologia avanzata. Inutile dire che siamo orgogliosi di aver avuto tra le nostre cover story Michele Marzan e di aver, seppur in minima parte, contribuito al suo successo. quiBergamo


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alberto bombassei

INTERVENUTO ALLA GIORNATA CONCLUSIVA DEL FESTIVAL CITTÀ IMPRESA ALBERTO BOMBASSEI HA COLTO L’OCCASIONE PER FORMULARE DURE CRITICHE AL GOVERNO E AL SUO OPERATO ALLA PRESENZA DEL VICE MINISTRO ANTONIO MISIANI


Siamo al Kilometro Rosso per l’edizione autunnale di Festival Città Impresa che dal 2008 è luogo di dibattito internazionale sulle questioni chiave dell’economia, dei territori e delle imprese. Viene realizzato in collaborazione con Confindustria Bergamo, Assolombarda e l’Associazione Industriale di Brescia e punta a mettere a fuoco la rivoluzione dei modelli produttivi che le imprese stanno affrontando. Il tema dell’incontro a cui abbiamo assistito il 10 ottobre scorso è stato: Milano-Bergamo-Brescia, quei100 chilometri che fanno la differenza e ne hanno parlato con Dario Di Vico del Corriere della Sera, Alberto Bombassei che non ha certo bisogno di alcuna presentazione, seguito da Stefano Scaglia, Presidente degli Industriali di Bergamo e il suo omologo bresciano Giusepper Pasini. Ospite e ospitato nel cuore del suo Kilometro Rosso, Alberto Bombassei ci ha tenuto a ringraziare tutti gli intervenuti e chi ha organizzato la manifestazione che vede seduti sulla scalinata affollatisima moltissimi studenti. Nell’introdurre il patron della freni Brembo, Di Vico dice che Bombassei è stato definito il padre nobile del manifatturiero... “Quando uno ti definisce padre nobile vuol dire che sei veramente invecchiato per cui non l’ho preso proprio come un complimento. Prima di iniziare sull’argomento di oggi ci tengo a dire che, tra tutti quelli degli illustri relatori intervenuti in questi giorni, mi ha colpito il discorso di Paolo Gentiloni nel quale ho notato un cambiamento di rotta. Prima, la politica italiana piazzava al Parlamento Europeo chi non era riuscito a trovare altra collocazione. Invece pare che finalmente stiamo mandando a Bruxelles persone valide. Bello il suo messaggio per dire che l’Europa è importante mentre è confortante sapere di aver uno come lui o come Calenda, che ci garantiscono che gli interessi del nostro Paese saranno difesi in maniera adeguata”. Ma Alberto Bombassei ha deciso di togliersi anche qualche sassolino dalla scarpa quale che sia il tema del dibattito. “Vista anche la presenza del vice ministro Antonio Misiani, non posso esimermi dal dire quello che penso sul problema dell’ex ILVA, il più scottante che abbiamo. Ho partecipato alla vicenda quando ancora facevo il personaggio romano e devo dire che la trattativa era stata gestita con grande impegno e con grande interesse ed era già stata chiusa dal ministro Calenda, tutto sommato in maniera accettabile. E quindi non avrebbero dovuto esserci sorprese. Ma, cambiato il governo, è arrivato il sig. Di Maio che ha detto ‘fermi tutti, adesso prendo in mano io la cosa’ ed è andato a ritrattare con i francoindiani. La sua nuova trattativa è durata otto mesi. Voi sapete che ILVA perde dei soldi... Tanti, giornalmente. Forse abbiamo ottenuto qualche vantaggio ma, se conteggiassimo quello che si è perso in otto mesi, non avremmo pareggiato i conti. Secondo errore - Misiani non me ne vorrà - quella legge sullo scudo penale che ha cambiato una parte delle regole che erano state fissate non ci voleva. Aver fatto una legge di questo tipo, fortemente voluta dai 5 Stelle e poi approvata in Parlamento è stato un altro errore e oggi è penoso vedere tanti personaggi politici fare a scaricabarile. L’errore sta nel fatto di aver cambiato le carte in tavola. Se giocando a carte si dà un jolly all’avversario, è chiaro che lui lo userà. Hanno dato in mano ad ArcelorMittal una carta importante. Unito alla crisi dell’acciaio che è mondiale, questo mancato rispetto degli accordi ha dato a loro la scusa buona per lasciarci con la patata bollente. Ma non c’è solo l’ILVA, c’è Alitalia, Fincantieri...

senza freni Vito Emilio Filì - Fotografie Paolo Biava


senza freni Purtroppo non siamo capaci di gestire problematiche di portata nazionale che dovrebbero essere affrontate in maniera diversa. Dico comunque ai giovani di essere orgogliosi di essere italiani perchè, con tutti i nostri difetti, con tutto quello che diciamo di noi stessi, l’Italia è comunque una bella realtà. Siamo il settimo Paese più industrializzato del mondo, lo siamo da tanti anni e continuiamo a contare anche se i francesi ci continuano a comprare. Spero che gli imprenditori, quelli veri, quelli che vedono le imprese non solo come macchine per fare denaro, siano mossi da uno spirito nazionale e da quell’orgoglio italico che gli faccia dire: l’azienda non voglio cederla”. “Qual’é un altro Paese dove per 4 mesi, come accade da noi, si discute sulla legge finanziaria. Tutte le finanziarie, anche in passato erano fonte di discussioni, c’erano partiti con interessi diversi ma adesso regna una confusione totale. All’interno dei partiti ci sono anche le correnti e quindi vige un’incertezza diffusa, mai vista come lo è oggi. In un mondo che è radicalmente cambiato, dove tutto è diventato molto più internazionale, molto più globale, diverso con l’informatizazzione, è cambiato anche il modo di operare da parte delle aziende nei rispettivi mercati e il fatto di non avere idee chiare non ci facilita. Sono uscito da una manifestazione dove venivano premiate alcune eccellenze ed è stata una boccata di aria fresca. Quando sembra che tutto va male fa bene sentire di imprese che hanno successo. Ma qualsiasi attività, che sia gestita da privati o dallo Stato, è chiaro che deve avere delle pianificazioni. Dobbiamo cercare una visione, saper immaginare quello che potrà avvenire in futuro, ma come si fa a pianificare quando non c’è certezza sugli elementi fondamentali? Se decidessi di investire nella mia azienda senza conoscere tali elementi farei un pessimo servizio ai miei azionisti. Lo dico perché invece in Italia siamo abituati ad avere governi che durano mesi. Non voglio certo idealizzare il loro sistema però i cinesi hanno ormai da tanti anni delle crescite a doppia cifra ed è chiaro che possono farlo perché contano su una pianificazione a lungo termine. C’è un programma, si chiama Cina 2025, dove c’è scritto tutto quello che quella nazione vuole realizzare entro quella data, e lo stanno puntualmente rispettando.

Come possiamo gestire un Paese che non ha una visione, che non ha neppure una maggioranza stabile, né una pianificazione che indichi cosa possiamo fare. Credo che lo sforzo che farei con grande convinzione, da bravo capofamiglia e capo di un’azienda, sarebbe poter avere un progetto, un programma e una direzione perché questo Paese possa mantenere la sua posizione nel mondo e possibilmente crescere. Se qualcuno nei governi precedenti ha dato buoni risultati, non si cancelli il lavoro fatto solo perchè dell’avversario. Come nel caso del pacchetto di riforme Industria 4.0 che aveva funzionato benissimo e che è stato azzerato... È la trasformazione radicale della classica impresa grazie all’impatto dell’informatizzazione che la coinvolge in tutta una serie di profondi cambiamenti. A suo tempo ho avuto modo di conoscere i primi passi che stavano compiendo le aziende tedesche su questo fronte. Ne rimasi entusiasmato e coinvolsi l’allora Ministro Calenda che comprese immediatamente che era giusto il momento per dare una grande spinta al nostro sistema produttivo. In pratica, a tutte le attività che facevano investimenti, veniva riconosciuto un incentivo fiscale. Questo ha smosso tante imprese le quali, investendo in ricerca e sviluppo, potevano detrarre i costi dalla fiscalità con effetto quasi immediato. Infatti, l’occupazione, soprattutto quella giovanile e qualificata, è decollata. Se fossi stato al governo l’avrei mantenuto... Quando ero a scuola cercavo di copiare dal più bravo. Se il governo che precede ha fatto qualcosa di buono, non si capisce perchè cambiare. Invece hanno cancellato tutto. Ma Alberto Bombassei, incurante del tema del convegno Milano-Bergamo-Brescia, procede impetuoso come gli è consono per la sua strada. “Non parliamo poi di quota cento che è una stupidaggine. Anche perchè, modestamente, a quel tempo, a fianco della firma della Fornero, c’era anche la mia, essendo allora vice presidente di Confindustria. Se da un punto di vista scientifico, sappiamo che, fortunatamente, l’aspettativa di vita si è allungata di vent’anni non è pensabile che, su vent’anni di vita in più, non si possa prolungare il periodo lavorativo di due anni... Poi, purtroppo, la legge Fornero è stata applicata male. Ma è stato un errore cancellarla. Il buon Salvini l’ha definita in ogni modo possibile, mentre “quota cento” è stata venduta all’opinione pubblica garantendo che, in seguito al pensionamento di un lavoratore, ne sarebbe stato assunto almeno un altro. Ma ciò non è avvenuto. Altro errore clamoroso che costa al paese un mucchio di soldi. Altro errore, il reddito di cittadinanza che credo stia funzionando solo al sud dove il disoccupato, dopo aver percepito il sussidio, avrebbe avuto l’opportunità concreta di trovare un lavoro. Non è accaduto niente di simile e oltre a costare carissima, da un mio punto di vista, non serve a nulla”. E il tema Milano Bergamo Brescia? Beh evidentemente c’erano argomenti che Bombassei ha preferito esternare con quella franchezza che da sempre gli viene riconsciuta. (v.e.filì)


FESTIVAL CITTÀ IMPRESA: DOPO ALBERTO BOMBASSEI SONO INTERVENUTI I PRESIDENTI DELLE ASSOCIAZIONI DEGLI INDUSTRIALI DI BRESCIA E DI BERGAMO. UN CONFRONTO DELLE DUE REALTÀ CHE VI PROPONIAMO ATTRAVERSO I LORO INTERVENTI TRA PREOCCUPAZIONI E SPERANZE

GIUSEPPE PASINI Presidente Associazione Industriale Bresciana Giuseppe Pasini classe1961, nel 1979 consegue il diploma di Perito Industriale e nel 1982 affianca il padre Carlo nell’azienda di famiglia, la Feralpi SpA. Oggi con un fatturato di quasi 1 miliardo di euro e oltre 2100 dipendenti diretti e indiretti, il Gruppo Feralpi è uno dei più qualificati produttori di acciaio europei, una realtà industriale che ha fatto della siderurgia al servizio dell’edilizia il proprio core business, allargando successivamente l’impegno anche ad altri settori, quali l’ambiente, l’ecologia, la finanza e l’itticoltura

Brescia “Brescia oggi ha una bilancio positivo con una ricchezza di 8,3 miliardi. Bergamo nei ha 6,4. Parliamo di questi cento chilometri che io però vorrei allargare. Oggi la regione Lombardia potrebbe benissimo essere un land tedesco tra i migliori, se non il migliore. A che cosa lo dobbiamo? Certo, Milano è molto diversa da Brescia: noi siamo una grande filiera, e siamo stati bravi a diventare una grande filiera Siamo una grande filiera nella meccanica, una grande flilera nella metallurgia e una buona filiera nella chimica. Io credo che le filiere siano fondamentali per traghettare le imprese nel fare sistema, nel costruire reti e coinvolgere sempre più attori all’interno di questa filiera. Credo sia la carta vincente di questo territorio. Cento chilometri tra Brescia e Milano passando per Bergamo, ma Brescia confina anche con il Veneto e quei cento chilometri si allungano. Noi guardiamo anche ad est, a realtà come Verona,Vicenza e Padova.


STEFANO SCAGLIA

bergamo “Vorrei provare ad interpretare e spiegare come mai Bergamo è arrivata dove è arrivata e come c’é arrivata anche per capire la sfida che oggi abbiamo davanti in relazione agli altri territori. Mi rifaccio quindi un po’ alla storia e a come veniva descritta Bergamo nei report che venivano inviati alla capitale di allora che era Venezia. Quella bergamasca veniva descritta come una terra caratterizzata dall’industria, labore et frugalitate! Questo carattere che viene da molto lontano devo dire è perdurato nel tempo e ha fatto sì che siamo quello che siamo. Abbiamo sempre pesato molto il valore del lavoro e dell’imprenditoria e, al di là della nostra ritrosia siamo da sempre vocati all’internazionalizzazione. Ma la chiave del nostro successo sta nell’inconscia condivisione dell’obiettivo prioritario che ha unito tutta la comunità e che era la creazione di posti di lavoro. Il lavoro era inteso come giudizio supremo di merito della persona.

Presidente Confindustria Bergamo Stefano Scaglia, 56 anni, sposato e padre di 2 figli, è Amministratore Delegato del Gruppo Scaglia, Fondatore e Amministratore Delegato dell’azienda Scaglia Indeva di Brembilla (BG). Il Gruppo ha un fatturato consolidato di circa 130 milioni di euro e sedi in Europa, USA e Cina. Dal 2005 al 2011 ha ricoperto la carica di Vice Presidente di Confindustria Bergamo con delega all’innovazione, education ed energia.Nel 2006 è stato promotore del Consorzio Intellimech e dal 2012 è Presidente del Cluster Lombardo Fabbrica Intelligente (AFIL)


STEFANO SCAGLIA, PRESIDENTE CONFINDUSTRIA BERGAMO E A DESTRA GIUSEPPE PASINI PRESIDENTE ASSOCIAZIONE INDUSTRIALE BRESCIANA

bergamo C’era un carattere unificante e creare posti di lavoro era l’obiettivo e il fine ultimo. Per cui le istituzioni e le persone tendevano a questo obiettivo. Obiettivo inconscio che ha però funzionato perchè creare lavoro è creare ricchezza e valutare dove siamo arrivati. Questo obiettivo del benessere è naturalmente, e giustamente venuto un po’ meno e parte della nostra comunità si è divisa in particolarismi che hanno iniziato a rompere questa unità di intenti. Credo che sia importantissimo recuperare un obiettivo comune, lo abbiamo proposto come Confindustria Bergamo e ritrovato in una visione di territorio vocato al manifatturiero avanzato, fortemente integrato con i servizi tecnologici e portato ad una forte internazionalizzazione. In passato siamo stati accusati dai rapporti dell’Ocse di essere incapaci di fare sistema e di essere divisi in troppi particolarismi, ma ultimamente abbiamo dimostrato che siamo anche capaci di superarli, per esempio con l’accordo di sistema a cui tutte le associazioni imprenditoriali hanno aderito per il rinnovo dei vertici della Camera di Commercio. Il fatto importante non è tanto che ci siamo accordati sulla governance ma che ci siamo riconosciuti tutti in un programma e sulla direzione da prendere. Andare tutti nella stessa direzione è importantissimo perché gli sforzi convergono e avremo le risorse per connotarci rispetto agli altri territori per quello che siamo. Se non abbiamo una identità forte, se non abbiamo una connotazione, non possiamo essere attrattivi, non possiamo essere identificati come il posto per chi vuole essere nell’eccellenza del manifatturiero avanzato. Questa forte connotazione è quella che ci consente anche di rapportarci con Milano. Perchè, con le nostre imprese, possiamo dare un contributo all’alleanza con i territori vicini, nel momento in cui abbiamo un ruolo rispetto agli altri. Ben venga una pianificazione sovra-provinciale ma è importantissimo che ciascuno parta da una forte presa di coscienza di quello che è e di quello che vuole essere perchè solo così potrà partecipare in modo costruttivo portando il proprio contributo ad un disegno più ampio”.

Brescia Determinate il discorso della filiera che si è sviluppata perchè a Brescia siamo stati bravi soprattutto per quel che riguarda l’esportazione dei nostri prodotti. A Brescia, mediamente, le nostre imprese oggi esportano il 60% di quello che producono, ma ce ne sono anche che arrivano al 90%. È evidentissimo che, se non avessimo avuto come sbocco l’export verso i mercati europei, non saremmo stati in grado di fare questi numeri. Purtroppo quando l’Europa rallenta, perchè rallenta la Germania che rimane comunque la locomotiva del continente, automaticamente si rallenta tutta la filiera e Brescia ne soffre. Come affrontare tutto questo? Metterei al primo punto la formazione e le competenze. Per continuare ad alimentare queste grandi filiere abbiamo bisogno di competenze e di professionalità. Dobbiamo investire sui giovani che dovranno traghettare le nostre imprese verso i prossimi dieci-vent’anni Solo così riusciremo ancora ad essere dei veri competitor e solo così riusciremo ad alimentare le filiere che sono oggi la forza dei nostri territori insieme ai nostri lavoratori. A Brescia abbiamo grandi imprenditori ma abbiamo anche dei grandi lavoratori. Abbiamo persone che danno molto, che si sentono coinvolte nei destini delle imprese e hanno fiducia in quello che fanno. Quello che in queste ultime settimane accade a Taranto, purtoppo non dovrebbe mai accadere. Hanno provocato la sfiducia in un partner internazionale che non trova quel coinvolgimento necessario affinché i suoi investimenti non vengano danneggiati. Purtroppo non si capisce ancora la gravità di ciò che potrebbe accadere se ArcelorMittal dovesse andare via da Taranto. Ci sarebbero 11.000 persone a casa e 11.000 persone non le metti a posto con i parchi giochi, come qualcuno aveva detto tempo fa… Con la produzione ridotta a soli 5 milioni di tonnellate, quell’acciaieria non può reggere gli 11.000 dipendenti che ha per cui ArcelorMittal chiede 5000 persone in meno e, se non verrà accontentata in tutto o in parte, non riterrà più di essere competitiva sul mercato con lo stabilimento di Taranto. Teniamo presente che questo non è un player locale ma mondiale che deve tener presente anche il fattore del clima, della de-carbonizzazione che abbiamo scelto e che inciderà moltissimo sui nuovi obiettivi che ci siamo dati. Così come incide nelle scelte che un player mondiale ritiene convenienti. Abbiamo un tessuto molto sano ma per continuare a coltivarlo dobbiamo rivolgerci ai giovani, alle nuove professionalità che entrano nelle imprese per continuare ad essere competitivi e continuare ad esportare. Perchè se le nostre imprese non sono i grado di esportare, con i consumi interni che ci sono e che ci saranno, è chiaro che molte di esse sarebbero a rischio”.


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“Wath a wonderful world” di Louis Amstrong cantata dal coro Ha sollecitato le imprese ad un maggiore lavoro di squadra, I C’ERA del “Secco Suardo” ci introduce all’assemblea molto parteci- anche perché nelle situazioni più critiche si diventa vincenti CHse O • T pata di Confindustria dal titolo “Protagonisti responsabili del c’è unione tra gli imprenditori. futuro. Nelle azioni di oggi le risposte di domani”, che si è Traguardando l’operato del Governo in carica, Scaglia ritiene svolta martedì 12 novembre 2019 presso il Creberg Teatro positivo il non aumento dell’iva e la prosecuzione degli incentiBergamo; più che una canzone sembra un inno all’entusiasmo, vi relativi a “Impresa 4.0”, mentre vede impatti negativi relativaalla fiducia e alla positività. Questi sono elementi fondamentali mente alla “plastic tax”, alla “sugar tax” e alle auto aziendali che che un imprenditore, per essere vincente, deve sempre avere colpiscono la competitività. con sé e deve riuscire a trasmetterli a tutti i suoi collaboratori. Ovviamente ritiene fondamentale la lotta all’evasione fiscale L’imprenditore sa che i mercati, la concorrenza, l’organizzazio- ma senza lo sfondo delle manette a tutti costi; non si risolvono ne non sono tematiche semplici da affrontare; infatti anche il certo così i problemi. Si è parlato molto di sviPresidente di Confindustria luppo sostenibile, di soBergamo Ing. Stefano Scaglia, stenibilità sociale e anche nella sua relazione ci spiega ambientale. che il mondo industriale di Il Sindaco Gori afferma oggi è attorniato da molte che un treno veloce tra insidie: la guerra dei dazi, la Milano e Bergamo è priripresa che è ancora molto orità per la città; è un’olontana, il rallentamento della pera prioritaria indicata produzione industriale tedeanche dal presidente sca, di conseguenza anche Stefano Scaglia, che ha quella italiana e quella della definito “infrastrutture produttiva Bergamo. prioritarie” l’aeroporto Infatti la produzione bergadi Orio al Serio, compremasca ha avuto un rallentaso il collegamento ferromento del -2,4% nel seconviario. do trimestre dell’anno e sta “Non è possibile, ha afristagnando anche nel terzo fermato il Sindaco rivolcon un segno negativo pari a assemblea annuale degli industriali di Bergamo gendosi al presidente di -0,8%. Beppe Mazzoleni - Fotografie Sergio Nessi Confindustria LombarSoffrono i settori dei macchidia Marco Bonometti, nari (-8,4%), dell’elettronica (-5,2%), del tessile (-13,8%) nonché quelli della gomma-pla- che voi da Brescia, che è più lontana, impieghiate 30 minuti stica; questi ultimi legati fortemente al settore automotive che e noi 50”. Il Governo dovrebbe mettere il “lavoro” al centro dell’agenda del Paese Italia, anche se, secondo una ricerca presono in rallentamento su tutto il territorio europeo. Proprio per questi motivi che dobbiamo valorizzare ancora sentata dall’ex Ministro Enrico Giovannini, per gli Italiani imdi più l’articolo 1 della costituzione che testualmente riporta: presa e infrastrutture sono agli ultimi posti nelle priorità da affrontare. Al primo posto c’è il cambiamento climatico. L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. Il nostro obiettivo a cui tendere è il “lavoro”; questa parola Scaglia spiega che gli imprenditori associati a Confindustria apre i lavori con il sindaco Giorgio Gori e li chiude con il Pre- Bergamo hanno generato nel 2018 circa 5,3 miliardi di euro sidente nazionale di Confindustria Vincenzo Boccia che ricorda con un impatto occupazionale di 85.000 posti di lavoro; queche più lavoro porta più crescita ed una riduzione del debito. sto rende evidente come il ruolo dell’impresa sul territorio sia Stefano Scaglia con forza sostiene che occorre ripartire dal fondamentale per il benessere. “lavoro”; per il Presidente di Confindustria Bergamo “l’impresa Ricorda che gli imprenditori, proprio nelle situazioni difficili, è lavoro ed il lavoro produce ricchezza e realizzazione sociale”. svolgono ancora di più il ruolo dei “protagonisti”.


Quando gli scenari sono complessi, pur con la necessaria cautela, gli imprenditori continuano ad operare per evolvere, innovando ed investendo nella propria azienda per cercare di essere ancora più competitivi. Proprio in queste situazioni complesse che l’impresa e l’imprenditore diventano un grande fattore di stabilità per il territorio in cui operano e in tutto il Paese. Il Presidente ci ha parlato di una “matrice di materialità” di Confindustria che rappresenta le priorità di 39 stakeolders territoriali che evidenziano come l’economia circolare sia appaiata alla salute ed alla sicurezza dei lavoratori. Sugli aspetti legati alla politica Scaglia afferma che mancano pensieri e idee, non c’è una visione per una proposta di modello per l’Italia necessaria per affrontare le sfide difficili; infatti il Paese continua a non crescere. Una critica, la sua, senza nomi e cognomi, ma molto esplicita. Parla di provvedimenti costosi e inefficaci come “Quota 100” e “reddito di cittadinanza” che non favoriscono la creazione di lavoro. Di fronte ad una classe politica “irresponsabile” Scaglia contrappone “l’orgoglio della responsabilità” evidenziando che facendo bene il proprio lavoro si può essere protagonisti responsabili del nostro futuro. Quindi l’impressione è che Confindustria reagisca ad un clima culturale non particolarmente vicino alla cultura industriale e alla fabbrica, rimotivando la propria responsabilità verso l’interesse generale. Il Presidente ha criticato il governo senza confondersi con l’opposizione: ha riunito entrambi, distinguendo ciascuno con limiti specifici, nel giudizio negativo. Occorre tornare ai fondamentali: “prima l’impresa e poi le case” come affermavano l’industriale Costa ed il sindacalista Di Vittorio. Con toni coraggiosi, carichi di passione, il Presidente Scaglia ha fatto sì che le parole lavoro, crescita e responsabilità possano essere definite le “Key-Words” dell’assemblea di Confindustria Bergamo.


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SETTANT’ANNI DEDICATI AL MONDO DELL’ELETTRICITÀ

SEDE DI AZZANO SAN PAOLO (BG) «Innovare significa voltare pagina e prepararci per leggere il capitolo successivo, senza dimenticarci di quello che è già accaduto. Sono tanti i successi raggiunti in questi 70 anni di storia, e noi siamo pronti per continuare anche in futuro». Sono queste le parole scelte dal dottor Guido Barcella per raccontare un’azienda che da sette decadi vive e si sviluppa nel territorio bergamasco e non solo. Una storia di innovazione, servizio, eccellenza e qualità, che ha permesso a Barcella Elettroforniture di diventare leader nel settore della distribuzione di materiale elettrico, e punto di riferimento dell’intera filiera produttiva. È proprio sulla capacità di anticipare gli eventi e le innovazioni che Barcella Elettroforniture ha impiegato le sue forze in 70 anni di attività, ottenendo risultati di prim’ordine nel settore dell’illuminazione, domotica, automazione industriale e civile, sicurezza, installazione industriale, risparmio energetico, climatizzazione e della logistica.

IL DOTT. GUIDO BARCELLA, TITOLARE DELLA BARCELLA ELETTROFORNITURE SPA

L’impegno di Barcella Elettroforniture però non si ferma certo qui: motivo d’orgoglio dell’azienda è infatti la particolare attenzione mostrata verso le nuove generazioni. Barcella Elettroforniture crede nei giovani, considerati gli indiscussi protagonisti del futuro aziendale e dell’intero Paese, e vanta una collaborazione di lunga data con l’Istituto Tecnico Industriale P. Paleocapa, una delle principali istituzioni scolastiche del territorio.


Una solida partnership che si concretizza in reali opportunità di crescita, di scambio e di stimoli, volte a incrementare e valorizzare le migliori risorse giovanili disponibili. Ne è esempio la donazione di un innovativo laboratorio di Automazione Industriale che permette agli studenti di sperimentare le più sofisticate tecnologie proprie dell’Industria 4.0.

scia) è presente uno speciale showroom lighting dedicato ai più conosciuti e rinomati marchi nel settore dell’illuminazione di design.

e illuminotecnica e per celebrare i settant’anni di attività. Lo spettacolo conclusivo della manifestazione, Light E-motion, ha regalato emozionanti e indimenticabili performance dal vivo con spettacolari coreografie e speciali giochi di luce; un coinvolgente momento di condivisione dei valori aziendali che, come ha volutamente ricordato con estremo orgoglio il dottor Guido Barcella, passano dall’energia, dalla passione e dal duro lavoro svolto giorno dopo giorno dai collaboratori, dai fornitori e da tutti coloro che da settant’anni costituiscono la grande famiglia Barcella Elettroforniture.

La presenza sul territorio è capillare, vero valore aggiunto di Barcella Elettroforniture; l’azienda è infatti attiva in Lombardia, Veneto e Emilia-Romagna, con 28 centri dedicati alle specifiche richieste dei clienti. Nel punto vendita di Collebeato (Bre-

Centro nevralgico del network Barcella Elettroforniture rimane la città di Bergamo, sede operativa dell’azienda, situata più precisamente ad Azzano S.Paolo, e di Elettricittà, una delle principali fiere della distribuzione di materiale elettrico, vero e proprio punto di riferimento e di incontro per tutta la filiera del settore. Il polo fieristico della città di Bergamo ha ospitato quest’anno la quarta edizione della manifestazione biennale organizzata proprio da Barcella Elettroforniture, con più di cento espositori selezionati tra le industrie produttrici leader nel comparto elettrico, e più di cinquemila partecipanti. Un’occasione unica per presentare le ultime tecnologie in termini di sostenibilità ed energia pulita, “Geometrie di Luce”, la sezione dedicata all’illuminazione di design, “Think Smart”, l’iniziativa volta a far emergere skills e competenze degli studenti dell’ITIS Paleocapa, attraverso la presentazione di progetti legati a mobilità, impiantistica, efficienza energetica

IL NUOVO LABORATORIO DI AUTOMAZIONE INDUSTRIALE DONATO ALL’ITIS PALEOCAPA

IL DOTT. GUIDO BARCELLA PREMIATO CON LA CONSEGNA DEL DIPLOMA AD HONOREM

LO SHOWROOM DI COLLEBEATO (BS)

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THINK SMART, IL PROGETTO DEDICATO AGLI STUDENTI DEL PALEOCAPA

IL MAGAZZINO BARCELLA POTENZIATO DALLA LOGISTICA AUTOMATIZZATA DI SWISSLOG

Le attività e i progetti di Barcella Elettroforniture rivolti ai giovani e al loro futuro sono stati recentemente riconosciuti e premiati dall’Istituto P. Paleocapa con la consegna al dottor Guido Barcella del diploma ad honorem di perito industriale capotecnico, specializzazione Elettrotecnica/Elettronica. Un’occasione di gratitudine e riconoscenza, ma anche di stimolo per i giovani a conseguire i propri sogni senza farsi intimorire dalle difficoltà e dai sacrifici.

Al centro della filosofia di Barcella Elettroforniture si trovano proprio le persone, il principale punto di forza dell’azienda. Una realtà formata da un team di esperti con i quali i clienti instaurano solide relazioni e sinergie a lungo termine, che si basano sui valori di affidabilità e fiducia reciproca, punti cardine dell’intera filiera produttiva. Rispetto, valore e professionalità sono gli ingredienti di una storia di successo iniziata 70 anni fa, nel 1949. Un racconto di un’impresa imprenditoriale ancora tutto da scrivere.

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a gori, Per un’amministrazione comunale non c’è pericolo peggiore di non avere un’opposizione. Quando ciò accade è inevitabile che prevalga l’autoreferenzialità di chi amministra che lo porta a pensare di essere sempre dalla parte giusta, ad autoconvincersi di avere sempre ragione. La democrazia, per la sua stessa esistenza, ha bisogno di forze contrapposte che si contendono il potere e si controllano a vicenda. Per questo esiste, ad esempio, il Consiglio Comunale, per prendere decisioni sulle questioni che interessano la collettività ma anche per dare spazio alle critiche e alle controproposte di chi, non avendo vinto le elezioni, è vero, conta ben poco, ma sta lì perchè è stato delegato a ricoprire un ruolo fondamentale: fare l’opposizione. Per amministrare, basterebbe la giunta. D’altro canto, un’opposizione puntuale, attenta e ben informata sull’operato dell’amministrazione, spinge chi governa ad una maggiore trasparenza. Quindi è indispensabile e la sua assenza, alla lunga, finisce per spegnere anche la vitalità di chi governa e abbassarne l’attenzione. In questa città per il secondo quinquennio, tale fondamentale compito è affidato soprattutto ai tre partiti, Lega, Forza Italia e Fratelli D’Italia che fanno parte a livello locale di un’alleanza, tutto sommato, consolidata nel tempo. I tradimenti e i ribaltoni di Roma non hanno quasi mai avuto grande riverbero sulle alleanze locali tra Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia che hanno portato cinque anni fa alla vittoria di Franco Tentorio. Sono i tre partiti che, coalizzati, questa volta sotto il nome di un esponente della Lega quale candidato sindaco, hanno fallito un obiettivo che lo stesso Matteo Salvini, in visita a Bergamo, aveva dato per scontato solo pochi mesi prima della tornata elettorale. Per cercare di battere Gori, dopo un’infinità di tira e molla, di pseudo candidature, spesso frutto di qualche drink di troppo, è stato scelto un leghista della prima ora il quale, dopo essere stato per vent’anni di fila eletto in Parlamento, era di casa più a Roma che a Bergamo e non ha

avuto il tempo e forse neppure gli strumenti adatti per cercare di organizzarsi e per farsi apprezzare dai bergamaschi più di Giorgino dagli occhi blu che invece, da parte sua, ha avuto tutto il tempo per assicurarsi i consensi con una lunga e ben organizzata campagna elettorale. Giacomo Stucchi non è riuscito a diventare il leader e il portavoce di quel centrodestra cittadino che avrebbe dovuto sostenerlo ma che, dalla sconfitta di Tentorio in poi, non è mai riuscito a risollevarsi... Questo è uno dei motivi che hanno portato alla rielezione dell’esponente del centrosinistra, senza nulla togliere ai meriti di quest’ultimo che gli sono stati riconosciuti anche da buona parte di chi, in altre consultazioni, tendelzialmente vota a destra. Un uno-due senza precedenti che ha messo al tappeto il centrodestra di Bergamo, una batosta dalla quale ancora non sa riprendersi.

Così, Mariastella Gelmini, comandante in capo delle truppe forziste in Lombardia, ha incaricato l’onorevolissimevolmente Alesssandra Gallone di prendere in mano il pallino a Bergamo e ricostruire quella che un giorno si chiamava la casa delle Libertà. Infatti, sono tutti liberi e sparpagliati... L’On. Gallone più volte eletta dai concittadini della borghesia cristiana, moderata - ma pur sempre di destra e anticomunista - ha nella sua lunga carriera ricoperto vari ruoli. Prima Consigliere comunale, sempre sul piede di guerra al fianco dei Tremaglia, poi Assessore all’Istruzione con Veneziani, e infine a Roma prima alla Camera, poi dopo essere stata ferma un giro, rieletta al Senato.

Chi ha capito che in questo momento non c’è trippa per gatti ed è inutile sbattersi più di tanto fa il pesce in barile, tanto se ne riparla tra quattro anni... Molti hanno preferito un cambio di casacca e alcuni esponenti di spicco del centrodestra locale sono passati nel movimento di Toti mentre qualcun’altro salirà di certo sul carro di Renzi. Anche Mauro, il segretario cittadino di Forza Italia, ha mollato il colpo, a braccetto con Sorte e Benigni i quali dopo aver da sempre osannato Berlusconi, gli hanno voltato le spalle per unirsi all’ex giornalista cresciuto alla corte di Mediaset e oggi transfugo verso la Lega.

c’è chi dice no?


Cresciuta all’ombra di altri leaders, ha saputo assicurarsi un suo elettorato senza però mai diventare la numero uno del centro destra di Bergamo. Non è una trascinatrice di popolo, non è una macchina politica, ma è capace di spendersi per le cause giuste. Comunque sia la nostra Alessandra ha centratro due volte l’obiettivo di una poltronissima, una posizione alla quale si è guardata bene di rinunciare, per provare a riorganizzare per tempo, cioè prima della sconfitta di Stucchi, quel centrodestra a cui adesso vuole di rivolgersi. Forse lei stessa avrebbe dovuto scendere in campo e, se non candidarsi, almeno spendersi contro Gori mentre invece ha preferito il suo seggio a Roma dove,a drie il vero, si rende sempre protagonista di azioni encomiabili. L’altro leader del partito, quello indicato da Forza Italia per sfidare Giorgio Gori, l’avvocato Gianfranco Ceci, evidentemente non è mai stato creduto “vincente” e infatti, la stessa On. Gallone prima di “accettare” Stucchi, aveva cercato di coinvolgere altri possibilli candidati alternativi all’ex vicesindaco. È probabile che contro Giorgio Gori avrebbe perso anche Ceci, ma di sicuro, in campagna elettorale, l’avvocato di Forza Italia, sarebbe stato più battagliero, più informato sui temi cittadini e più concreto di quanto non sia stato Giacomo Stucchi. Che piaccia o no, l’avvocato Ceci, è nel centrodestra l’uomo che può vantare la più estesa esperienza in fatto di amministrazione comunale, visti gli anni trascorsi come consigliere di opposizione prima e in giunta poi come vicesindaco e assessore. Sta a Palazzo Frizzoni da oltre vent’anni e dal primo giorno in cui ha messo piede nell’aula consiliare, aspetta con pazienza il suo turno. Nessun altro all’orizzonte, almeno per il momento, in grado di scalfire minimamente l’apprezzamento dell’attuale primo cittadino. Che la borghesia liberale di Bergamo sia in affanno è evidente a tutti. Che abbia perso alcuni importanti punti di riferimento come conseguenza della debolezze di Forza Italia, ma è incredibile che non si riesca a trovare chi possa riprendere il timone della grande barca dei moderati, che non ci sia nessuno in grado di raccogliere l’immensa eredità di voti lasciata dalla Democrazia Cristiana... Anche guardando in casa della Lega la situazione non è delle migliori. Avrebbe potuto esprimere un candidato sindaco amato, conosciuto e spendibile come l’On. Belotti, che con il suo seguito di supporter avrebbe forse potuto mettere in crisi la visione di Gori, magari preparare un programma alternativo... Avrebbe potuto esserci e ci saremmo

anche divertiti di più. Questa volta probabilmente non c’era più nessuna veranda abusiva con cui attaccare Gori come fece l’On. Belotti in occasione della prima campagna elettorale. Anche lui ha preferito il mandato romano al gravoso impegno come possibile sindaco di Bergamo. Anche di lui, a Roma, non si poteva davvero fare a meno... Il grande ritirato dalla politica attiva, l’ex sindaco Franco Tentorio, ha lasciato nella destra cittadina un vuoto che ha le sue radici nella perdita dei Tremaglia figlio prima e padre poi. Un vuoto enorme che Tentorio con grande passione ha cercato di colmare riuscendo a tenere insieme quel centrodestra che lo appoggiava. grazie al suo personale prestigio. Lui era un leader. L’ultimo, visto da queste parti, in quella che fu la grande casa del centrodestra di Bergamo. Purtroppo, il meccanismo delle alleanze tra i componenti delle liste, lo costrinse a mettere insieme una giunta nella quale gli vennero imposti personaggi poco competenti o poco raccomadabili. Come nel caso di Marcello Moro che, preso con le mani nella marmellata, fece fare una figura davvero poco edificante a tutta l’amministrazione. Uscito di scena lui si profila all’orizzonte un nuovo Tremaglia. Andrea, già in corsa, già candidato anche lui. Come dire, un predestinato. Il padre lo hanno detto tutti, aveva un’intelligenza fuori dal comune, il nonno fu capace di cavalcare con grande eleganza due secoli tra fascismo, monarchia e democrazia. Se il terzo Tremaglia davvero intende lanciare il guanto di sfida al centrosinistra del dopo Gori, deve darsi da fare. Studiarsi bene la strategia degli avversari e tentare il colpaccio, sfruttando il fatto che non sarà facile per il centrosinistra trovare qualcuno che possa ereditare la leadership e la capacità di attirare consensi di Gori. Attaccare Gori non è certo facile e una buona opposizione ha bisogno di grande impegno e una dedizione assoluta per trovare, nelle pieghe dei provvedimenti adottati, gli spazi per muovere gli interrogativi politici, cercando di trovare il fianco scoperto dell’avversario per proporre alternative a scelte ritenute sbagliate ma pare che nessuno ritenga utile farlo e l’opposizione si limita a qualche protesta sui balordi che girano in città, il taglio del verde e poco altro. Nel frattempo, come mai accaduto prima, la città sta cambiando volto con progetti espansivi in ogni direzione e in ogni settore, pensati e realizzati dal centrosinistra, mentre il centrodestra sta a guardare leccandosi le ferite, sperando che la prossima volta il candidato avversario sia meno tosto...


Politicando di Maurizio Maggioni

MAMMA LI TURCHI!

Effettivamente dire che siamo un popolo molto strano è dire poco, siamo capaci di atti incredibili, come scoprire l’America, per esempio, o produrre il Parmigiano Reggiano, aver Papi e Santi, un sacco di poeti, sommi direi come Dante o D’annunzio e poi ci troviamo ad essere assimilati a dei miserabili che devono pietire ai propri governanti, purtroppo votati dal popolo, che si comportino da veri politici illuminati, dei galantuomini, che invece non sono. Corriamo appresso a dei segnali equivoci che ci vengono mandati dai media prezzolati e che, come già ampiamente detto, tendono a normalizzarci facendo passare in secondo piano le cose gravi e mettendo in prima pagina il Balotelli di turno o la senatrice Segre, che, nulla da dire, ha certamente tutto il nostro rispetto per ciò che ha vissuto, ma dopo 70 anni pensare che il mondo sia lo stesso e continuare a battere sul tasto del razzismo, non fa altro che produrre l’effetto contrario e sappiamo che ogni proibizionismo ha solo generato aberrazioni, in ogni campo. Parliamo di cose a cui non crediamo, nessuno di noi sfilerebbe mai il sabato mattina con aspetto marziale saltando nel cerchio di fuoco gettando il cuore oltre l’ostacolo, ma molti di noi, più di quanto si pensi, desiderano vivere in un mondo fatto ancora di ideali, di gente per bene, che ha voglia di lavorare e condividere esperienze, così come gli Alpini, per esempio, che festeggiano il loro primo centenario, i volontari della protezione civile o delle croci bianche, verdi, rosse e gialle, che tutto fanno per i disagiati e meno fortunati, senza nulla chiedere. Quel mondo in cui noi tutti siamo stati educati ad onorare, credere e donare, senza nulla chiedere, solo per il bene di esserci. Lo vediamo ogni giorno da ciò che viene scritto sui giornali e detto ai telegiornali, che però passa via subito inosservato mente alle notizie brutte, negative, viene dato più risalto e il bombardamento dura giorni e giorni, perchè questo fa vendere di più e allora sbatti il mostro in prima pagina.

Ma noi Italiani non siamo così come ci dipingono, non siamo dei fessi qualunquisti che tendono sempre a fregare lo stato, purtroppo è lo Stato che non si comporta come tale, è forte con i deboli e li vessa (burocrazie e tasse) e debole con i forti (dalle mafie varie alle multinazionali e via discorrendo). Di chi è la colpa? Certamente di un passato recente, ma soprattutto della non capacità di governare con serenità e dovere, ciò a causa dell’inconsistenza degli uomini politici che ci governano, a tutti i livelli. Partiamo pure dall’Europa, dalla Nato, dall’Onu, che non esistono per niente, non pensano ai popoli ma solo agli interessi di bottega delle banche, di alcuni governi “forti”, che non lo sono affatto come Francia e Germania, di organismi che non sanno fare neppure la guerra quando serve. Tutti si muovono secondo loro convenienza, guardando all’oggi e forse al domani, ma più avanti non vedono e, se non vedono, non possono nemmeno provvedere. Ecco perchè non andiamo avanti. Un esempio? Sembrava che dovessimo morire sotto il peso una manovra da 30 miliardi, la classica finanziaria che avrebbe fatto insorgere il popolo, le aziende e che l’europa (volutamente minuscola) non avrebbe accettato dettandoci le sue direttive. Ora invece ne abbiamo una da 55 miliardi, che tocca tutti nel portafoglio, esattamente il doppio di quella prospettata, ma che non migliora nulla e non farà ripartire l’Italia. Cosa dicono tutti? Niente, perchè i giornaloni dicono poco e solo l’indispensabile, Gentiloni commissario EU fa finta di niente e telefona invece di fare proclami, Mattarella tace e lascia correre, la destra urla ma non propone e Renzi fa il pesce in barile e scompiglia i giochi degli amici-avversari aspettando marzo per poi decidere il da farsi.Tutto ciò alle nostre spalle e sulle nostre spalle, che non possiamo usare il contante perchè è meglio controllarci con le carte di “debito”, facendo ingrassare le banche e il grande fratello che ci controlla. Non possiamo far circolare la libera moneta, incredibile, ma vero. Non possiamo telefonare in chiaro perchè se diciamo più volte la stessa parola siamo “attenzionati”; se votiamo per qualcuno non conosciuto magari rappresenta la mafia ed è, magari, anche un radicale. Ma in che mondo viviamo? Usiamo soltanto i social per parlarci, a spizzichi e bocconi, non leggiamo i giornali e i libri per l’ecologia e poi aspettiamo il 5G che non sappiamo nemmeno se farà bene o male con le sue onde ionizzate, anche se ci sono i Gretini che lo impongono, anche se non sanno il perchè. Fermate il mondo voglio scendere, era uno slogan di molto tempo fa, poi ci si beveva un amaro o qualcos’altro e tutto ripartiva alla grande: speriamo possa avvenire al più presto, che ci si renda conto che l’uomo e non la burocrazia, che il cuore e non solo il cervello, prendano in mano il nostro futuro. Il nostro e soprattutto quello dei nostri giovani, che hanno rotto un po’ le scatole con i loro WA, F.B. e soprattutto Instagram, dove tutto dicono ma nulla propongono, se non che tolgano il voto i sessantacinquenni e che la maggior età sia data a 16 anni! Ma che patacca, ci abbiamo abboccato tutti, il Grillo parlante è troppo bravo, pensa di entrare nella storia, ma solo negativamente. Per fortuna non miete vittime come con le Brigate Rosse, ma almeno loro avevano degli ideali, giusti o sbagliati che fossero... In quel caso lo Stato (maiuscolo) capì e si organizzò, adesso no non lo fa e ci lascia in balia degli eventi. Dopo tanto dire finalmente Francesco dà le parrocchie come domicilio ai migranti, urg……! parola non indicata a definire il fenomeno in corso, ma perchè non dà il lascia passare della Città Stato del Vaticano per 24 mesi con relativo sussidio (tipo reddito di cittadinanza) sino al ricollocamento? Questa sarebbe carità cristiana vera reale e leale; poi, se i governi non faranno il loro dovere-lavoro, allora tutti colpevoli e liberi da impegni, rimanderemo i migranti nei paesi di provenienza se si dimostreranno sicuri. Avete sentito Erdogan che tanto abbiamo appoggiato? “I combattenti islamici che arrivano da noi dalla Siria e dal Kurdistan ve li rimandiamo, cosi’ come i tre milioni di rifugiati che sono da noi provenienti dalla Siria, ma anche gli altri che stanno a sud ovest già indirizzati verso la Grecia: o pagate ancora e scendete a patti con noi o vi facciamo invadere da una massa di poveracci e poi arriveremmo noi Ottomani a riportare l’ordine, in accordo con la Casa Bianca ed il Cremlino, che dopo aver gongolato con i dazi ora sperano nell’invasione del vecchio continente per assoggettarlo alle loro regole, concordate con la Cina. Chi vivrà vedrà, ma che ci dicano, i giovani cosa vorrebbero davvero, iniziando con il parlare la loro lingua d’origine in modo corretto e conoscerne la Cultura, quella vera. Aspettiamo, ma non all’infinito!


Luigi Mariani


sono al novantesimo ma spero nei tempi supplementari VORREI ESSERE COME LUI V.E.FILÌ- PH. PAOLO STROPPA

Se potessi chiedere qualcosa per il mio futuro chiederei di diventare come lui. Vorrei conquistare quella sua leggerezza nei confronti della vita e dei tanti problemi che questa ci costringe ad affrontare. Lui dev’essere nato così. E ai suoi tempi, avere anche solo qualcosa da mettere in pentola, significava andarselo a procurare, in bicicletta con la mamma nelle cascine dai contadini, nella pianura immensa che si apre a sud di Seriate. Quante volte in tempo di guerra, avvolti nella nebbia, fino a Romano di Lombardia, cercando nelle cascine qualcosa da portare a casa. Nato nel ‘30 ha vividi ricordi di allarmi aerei, di rastrellamenti, di fascisti e partigiani. Poi, il dopo guerra, la pacificazione, la prima bicicletta, il suo vero primo amore, le corse, il discreto successo nelle scuderie locali, il periodo con la squadra di Baracchi, l’amicizia con Fausto Coppi ma, ahimè anche i doveri di famiglia. Con il babbo ha da poco aperto una piccola officina e dovrà rinuciare alle corse in bicicletta per far crescere il giro d’affari. Le corse in bici, a quei tempi, anche da professionisti, non rendevano più di tanto e, terminati gli studi al Collegio S.Alessandro, si dedica con impegno al lvoro. Un incontro nella sua vita cambierà il suo destino. Quello con Luciano Rumi, l’industriale il quale, vista la sua intraprendenza e avendone fiutato le doti gli propone una collaborazione più ampia, offrendosi di garantire per lui con le banche per avere un finanziamento necessario allo sviluppo dell’officina. Certo è stata una benedizione. L’inizio di tutto. Lavorava quasi solo per la Rumi e pian piano, con grande impegno la sua Elettromeccanica si faceva largo nel difficile mercato delle forniture di apparecchiature per il controllo delle centrali elettriche. I clienti a cui proporre la sua capacità realizzativa erano quindi grandi operatori. Oggi si direbbe player a livello internazionale. A questo punto il lavoro del nostro uomo prende una nuova strada e, da imprenditore locale, si proietta verso i grandi gruppi come Enel, Ferrovie, di cui diventerà un fornitore insostituibile. Il nuovo compito lo vede sempre su e giù tra Bergamo e Roma per incontrare i vertici, spesso pubblici, dei suoi potenziali clienti. Evidentemente, è un vero mastino perché nella vituperata e tentacolare Roma capitale lui si trova perfettamante a suoi agio. Diventa uomo di pubbliche relazioni e le sue frequentazioni sono adesso manager, imprenditori nonché politici e ministri di turno. Fa la spola tra Roma, Milano e Bergamo conoscendo il mondo che conta, il mondo che decide gli investimenti in campo energetico e infrastrutturale.

Le medaglie di Cavaliere, Ufficiale e Commendatore al merito della Repubblica Italiana di cui Luigi Mariani va molto orgoglioso. Mai quanto di Carlo Federica e Alberto, i suoi tre amatissimi nipoti


Nelle foto dall’alto Luigi Mariani con la moglie Marisa Comana,

con Emiliano Mondonico in una battuta di caccia,

con Lorenzo Bonaldi, a cui lo legò una grande amicizia

con il Prefetto Domenico Di Gioia che gli conferisce l’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica,

con il Prefetto Annamaria Cancellieri per il conferimento dell’onorificenza di Cavaliere Ufficiale al merito della Repubblica

con il Prefetto Camillo Andreana il giorno dell’investitura a Commendatore

Luigi Mariani Una vera giungla dalla quale riesce sempre a distinguersi per la sua pacatezza, facendosi apprezzare soprattutto dalle donne, anche per quella sua innocente e sempre gradita galanteria di una volta. La stessa che mette negli affari dimostrando anche grandi capacità di mediazione, unite alla necessaria spregiudicatezza di cui bisogna dotarsi andando a fare affari a Roma. Eppure lui porta a casa contratti sempre più importanti seguendo clienti anche al di là delle frontiere italiane. Spesso è impegnato in giro per il mondo nella realizzazione di immense centrali elettriche, dove porta la genialità e la precisione della manifattura made in Bergamo. Per ricaricarsi sta in mezzo alla natura più che può, pratica lo sci alpinismo e ama la caccia, anche se non ha mai mangiato un volatile. Ne ama il rituale, pretesto per stare in compagnia degli amici migliori tra cui Carlo Rumi, il figlio del suo mentore a cui lo lega grande amicizia da una vita e con il quale si frequenta ancora… Una volta all’anno alla Trattoria Valtellinese per un pranzo fatto di tanti ricordi e pochi grassi. Di lui ammiro la gioia che sprigiona il suo sguardo quando parla dei tre nipoti che la sua unica figlia gli ha dato e quando dice che per lui loro sono tutto. Da sempre tifoso dell’Atalanta ancora oggi, proprio con i nipoti allevati a pane e Dea, come la figlia, non si perdono una partita comprese quelle della Champions. Fuori, sul balcone di casa, lo striscione - GRAZIE RAGAZZI - è esposto dalla fine del campionato… Non so di cosa discutano le altre sere ma la domenica non c’è storia e il processo alla partita diventa virale… Suona il campanello, sono il Luigi Mariani, passavo di qui. C’è il direttore? Le sue mani non sono mai vuote per me. Qualche volta mi regala una delle sue splendide cravatte, di cui possiede una collezione mai vista, oppure un libro, anche dei fiori… La sua è sempre una gradita sorpresa e negli ultimi tempi quella con Luigi è diventata una frequentazione fonte di mille ispirazioni, evocatrice di ricordi e di storie che spesso vi abbiamo raccontato da queste pagine. Dal 2 novembre il nostro Luigi è entrato nel suo novantesimo anno di vita che gli auguriamo dolce e pieno di nuove sorprese…. Perché la vita, come lui, non smette mai di stupirci. Vero Commendatore?


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Buone Feste


Il cantiere Donizetti prende vita con “L’Ange de Nisida”


PRIMA MONDIALE PER L’OPERA RITROVATA MESSA IN SCENA NEL SUGGESTIVO SCENARIO DEL CANTIERE DEL TEATRO DONIZETTI L’intervento di restauro e recupero architettonico del teatro Donizetti procede a passo spedito come documentano le nostre immagini realizzate lo scorso 4 novembre in occasione della visita al cantiere Donizetti. Il restauro – che ha visto l’impegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, il Comune di Bergamo e la Regione Lombardia – è stato possibile grazie anche a un gruppo di donatori privati che hanno contribuito con 9.447.201 milioni di euro su un costo totale di 18 milioni di euro. A questi mecenati così sensibili, agli sponsor del festival Donizetti Opera e agli Ambasciatori di Donizetti, si è aggiunto un gruppo speciale di dieci aziende bergamasche* che ha reso possibile – con lo stanziamento di un contributo complessivo di circa 200 mila euro – la realizzazione dell’Ange de Nisida nel cantiere del teatro. Stiamo parlando di Ambrosini Carni, Automha, Dufry, Faip, Fondazione Pesenti, Framar, Pellegrini, Perrel Utensili Fratelli Magoni, Siad e UBI Banca. Una a prima mondiale in forma scenica dell’opera di Gaetano Donizetti che ha preso vita nel cantiere del teatro il 16 e il 21 novembre scorsi. Una partitura che si credeva perduta dopo il mancato debutto nel 1839 e che invece è stata recuperata e ricostruita da Candida Mantica, giovane ricercatrice calabrese con un dottorato alla Southhampton University, che ha lavorato per otto anni sui fogli manoscritti alla Bibliothèque Nationale de France di Parigi, sparpagliati in 18 contenitori nei quali è riuscita a identificare circa 470 pagine manoscritte di Donizetti, grazie anche alla copia di una bozza del libretto conservata a Bergamo. “È di particolare soddisfazione – ha dichiarato (pochi giorni prima della prima mondiale) Giorgio Berta, presidente della Fondazione Donizetti – annunciare che la musica, come previsto, tornerà a risuonare nel Teatro Donizetti con un progetto nato espressamente per il cantiere. Non poteva esserci occasione migliore che far rinascere un’opera di Donizetti, creduta fino a poco tempo fa irrimediabilmente perduta, nel teatro cittadino. Tutto questo avviene grazie a un prezioso lavoro di squadra, puntuale e meticoloso, e alla collaborazione fra tutti i soggetti coinvolti. Siamo quindi felici di poter condividere i primi momenti dell’allestimento dell’Ange de Nisida con i donatori e con la città attraverso un percorso significativo di prove aperte guidate da Francesco Micheli, che ha il compito di mettere in scena quest’opera sconosciuta”.

Tommaso Revera - Fotografie Paolo Biava


Il cantiere Donizetti prende vita con “L’Ange de Nisida”


PER LA PRIMA MESSA IN SCENA ASSOLUTA DELL’ANGE DE NISIDA, FRANCESCO MICHELI, DIRETTORE ARTISTICO DEL FESTIVAL DONIZETTI OPERA, HA CONSIDERATO L’OCCASIONE, IL LUOGO E LA SITUAZIONE ASSOLUTAMENTE NON REPLICABILE: IL PUBBLICO SI È ACCOMODATO NEI PALCHI E SU UNA TRIBUNA COSTRUITA PER L’OCCASIONE IN PALCOSCENICO; LO SPETTACOLO INVECE SI È SVOLTO SULLO SPAZIO DESTINATO ALLA PLATEA, CON L’ORCHESTRA COME DI CONSUETO IN BUCA. L’INTERA SALA DEL TEATRO È STATA COSÌ COINVOLTA NELLA REGIA E IL PUBBLICO HA POTUTO VIVERE UNA SERATA CERTAMENTE SINGOLARE


L’allestimento della “doppia rinascita” – con la regia di Francesco Micheli, le scene di Angelo Sala e i costumi di Margherita Baldoni – è stato indicato a livello internazionale come un avvenimento imperdibile e ha suscitato l’immediato interesse del pubblico e della critica che è giunta a Bergamo da tutto il mondo. L’Orchestra Donizetti Opera è stata diretta da Jean-Luc Tingaud, con il baritono Florian Sempey nel ruolo di Don Fernand d’Aragon, Federico Benetti come Le Moine, il tenore Konu Kim sarà Leone de Casaldi, il soprano russo Lidia Fridman – giovanissima interprete russa di 23 anni messasi in evidenza la scorsa estate al Festival della Valle d’Itria – che ha vestito i panni della Comtesse Sylvia de Linarès. In scena anche il Coro Donizetti Opera diretto da Fabio Tartari. “In un’operazione così complicata e fuori dal comune – ha spiegato Francesco Micheli – ho sentito il dovere di occuparmi della prima messa in scena: mi è sembrato quindi importante dare vita all’opera che non è ancora nata, nel grembo del teatro dedicato al nostro maestro. Il cantiere del Donizetti è stata la sala parto di Ange, col palcoscenico collocato sulla platea ancora sgombra e il pubblico tutto intorno a questa fragile creatura, come una famiglia che accoglie trepidante un neonato.

Riconoscibili alcune pagine musicali che – dopo il fallimento del Théâtre de la Renaissance e il mancato debutto – Gaetano usò nella stesura della Favorite; in quest’opera ancora sconosciuta però l’atmosfera è più verosimile, i personaggi più umani. È sembrato perciò ancora più bello far muovere i loro primi passi nello spazio in cui normalmente si aggira il pubblico, proprio per farne risaltare l’umanità, la concretezza, la semplicità. Di Ange è significativa anche la storia della sua riscoperta: quella di Candida Mantica, ardimentosa musicologa-ostetrica di quest’opera, che si è immersa fra carte, fogli, documenti sparsi, ricomponendo il bandolo della matassa. Come restituire questa storia incredibile? Mettendo in scena il caos: un mare di fogli, come il mare che circonda l’isola di Nisida vicino Napoli, da cui prendono forma, terza dimensione le melodie e l’umanità di questo dramma davvero potente. Come al solito Gaetano dà spazio a chi normalmente non lo ha: qui tocca a Sylvia, non una cortigiana raffinata e padrona della situazione come Léonor protagonista della Favorite, ma una fanciulla reclusa e violentata. Un dramma che continua a perpetuarsi dell’origine dell’umanità a oggi”.


VIA XX SETTEMBRE, 76 - TEL. 035 211832


TERRAZZA FAUSTI: IL PANORAMICO ROOFTOP LOUNGE BAR E RISTORANTE SUL SENTIERONE DI BERGAMO, FIRMATO TIZIANA FAUSTI

TERRAZZA FAUSTI PER CONDIVIDERE Un sogno? Un desiderio? Un nuovo business? Cos’è per Tiziana fausti la Terrazza? “Più i primi due concetti. È un mondo al quale ti devi dedicare in modo quasi totale e devo dire che mi è venuto incontro… La bellissima terrazza, il locale attiguo che chiude… L’idea del ristorante mi attirava comunque da molto tempo. Mi piaceva l’idea di avere uno spazio accanto alla mia boutique che potesse essere utilizzato per “coccolare” i clienti, per organizzare eventi o per presentare le collezioni. Come aggiungere un po’ di vita. Adesso, visto l’impegno, bisogna farlo funzionare e c’è comunque un risvolto manageriale che mi affascina sempre, anche se l’impegno in prima persona è di mia figlia Lodovica per la quale un locale così è sempre stato un sogno. Cucina benissimo e ha una sensibilità particolare per il cibo e si è gettata in questo lavoro lavoro anima e corpo…”. C’è una forma di affinità tra la moda e la cucina? “C’è la tradizione. In fondo i due pilastri della creatività italiana e della nostra cultura sono il cibo e la moda. Il made in Italy è identificato per questo in tutto il mondo e l’Italia vive di quel mondo. Il cibo è una fonte inesauribile di ispirazione per la moda e viceversa. Lo spirito della ricerca nella moda è alla base e non solo per i grandi marchi. Lo riscontro con il successo del sito internet dove ci tengo a proporre sempre qualcosa di innovativo. La ricerca è indispensabile per stimolare il pubblico, per stuzzicarlo. Per i cibi è lo stesso ed entrambi sono una fonte inesauribile di creatività”. Quale proposta, quindi, per una sosta in Terrazza? “Lo street food è quello che funziona e la formula è perfetta per un veloce brunch a mezzogiorno per il quale proponiamo anche una varietà di verdure, cotte o crude, per una pausa pranzo veloce e sana in un ambiente particolare mentre per la sera abbiamo in serbo molte sorprese come una cena straordinaria dedicata ai bolliti”.


Correlazioni quindi tra fashion e food... “Molti ricordano la grande stilista Elsa Schiaparelli che presentò negli anni ‘30 un semplice abito bianco su quale Salvador Dalì aveva disegnato un’enorme aragosta o la sfilata di Dolce e Gabbana del 2017 che propose abiti con una pizza, degli spaghetti o la salsa di pomodoro. Abiti bellissimi, molto simpatici, forse ironici, ma che davano un forte messaggio di italianità”. Che tipo di pubblico viene in Terrazza? “Devo dire che la Terrazza estiva ha portato un trionfo di giovani che mi hanno gratificato: sono fonte di energia, sono belli da vedere, mettono allegria. Adesso l’ambiente è leggermente più formale, più elegante con i divani di velluto, le lampade di Catellani&Smith tutte d’oro. Il bar che invita a fermarsi per sorseggiare un cocktail. Direi che ritrovo persone della mia clientela di sempre e questo mi piace un sacco perchè per me significa condividere, che è la cosa più intelligente, anche se per condividere bisogna essere un po’ generosi. Qui condivido il mio mondo”.

TERRAZZA FAUSTI È APERTA AL PUBBLICO: 12.30 – 15.00 ; 18.00 – 02.00 DOMENICA 11.00 – 24.00 CON BRUNCH 11.00 - 16.00 MARTEDÌ CHIUSO INGRESSO: PIAZZA VITTORIO VENETO, 15


Tiziana Fausti, imprenditrice eclettica e creativa nel settore della moda, dopo l’entusiasmante esperienza dell’apertura estiva ha riaperto al pubblico, sui Portici del Sentierone,Terrazza Fausti, completamente rinnovata e che completa l’offerta della sua boutique con un raffinato Rooftop Lounge Bar e Ristorante con una vista mozzafiato sulla città. Un locale accogliente e moderno dove sorseggiare cocktail e vini di qualità, con un affaccio unico sul centro di Bergamo. Il risultato è un esclusivo showroom di oltre mille metri quadrati, che mette in relazione l’area dedicata all’uomo, quella per la donna e la nuova boutique Dior, con la Terrazza di oltre seicento metri quadrati. Esaltando l’architettura dello storico edificio dell’Antica Fiera realizzato nei primi del ‘900 dall’Arch. Piacentini, è stato creato un giardino metropolitano, rigoglioso, fiorito e profumato in ogni stagione dell’anno. Questo grazie a graminacee ornamentali e ad erbacee perenni, tra cui spicca l’Amelanchier, che regala una candida fioritura in primavera, bacche rosse in estate-autunno e un ricco fogliame color rubino ad autunno inoltrato. Il tutto ispirato allo stile del plant designer Piet Oudolf, uno dei più importanti paesaggisti contemporanei, firma della famosa High Line di New York, uno dei parchi urbani più visitati al mondo. Dopo la breve chiusura estiva per il restyling dei locali, l’offerta food&drink di Terrazza Fausti è firmata da un nuovo team di professionisti con la direzione di Lodovica Casari, figlia della signora Fausti, e lo chef Alessandro Martinelli che vanta un’esperienza pluriennale presso hotel di lusso quali Four Seasons e Cipriani, e come Personal Chef per businessmen internazionali. Dal 6 ottobre scorso, l’offerta di Terrazza Fausti va dal brunch all’aperitivo sino alla cena e dopocena. Cocktail e prestigiose etichette di vini e champagne di nicchia accompagnano un menù di stuzzichini street-food, di primi e secondi piatti ispirati alla cucina tradizionale italiana rivisitata in chiave moderna. Per aperitivo e dopocena, il barman Paolo Veneziani al bancone dell’American Bar realizzerà signature-cocktails, oltre ai più classici drinks internazionali.

PER ULTERIORI INFORMAZIONI: TIZIANAFAUSTI.COM/IT/TERRAZZAFAUSTI INFO MAIL E PRENOTAZIONI: TERRAZZA@TIZIANAFAUSTI.COM TEL. 035 0075021 - 346 4735732 INSTAGRAM: TERRAZZA FAUSTI


1919 • 2019 CHAMPAGNE COMTES DE DAMPIERRE E BENTLEY MOTORS QUANDO S’INCONTRANO LE ECCELLENZE…

Il comte Audoin de Dampierre, oltre all’amore per lo Champagne, ha sempre avuto una autentica passione per la bella automobile e, negli ultimi anni, non è raro imbattersi in magnifiche auto d’epoca nei vigneti o nelle viuzze di Bouzy. Quest’anno 2019 ha rappresentato per la storica Maison de Champagne un altro traguardo raggiunto nella sua ricerca dell’Excellence… Infatti, la prestigiosa Casa automobilistica Bentley ha scelto Dampierre per festeggiare il suo centenario.

La Maison Dampierre ha così creato una cuvée speciale di Pinot noir e Chardonnay Grand Cru ed è a bordo di una Bentley Continental Gtc fiammante che, il 10 luglio 2019, le prime bottiglie sono state portate dalla cantina di Bouzy a Crewe, sede della Bentley, per aprire ufficialmente le celebrazioni del Centenario. Nei prossimi mesi, tutte le manifestazioni Bentley saranno allietate con la cuvée Dampierre. Inoltre, a testimonianza dell’evento, viene proposto un prestigioso cofanetto, in edizione limitata a 2019 esemplari, contenente il magnifico tappo in metallo prezioso, di oltre 300 gr., direttamente ispirato all’emblema della B alata che adornava le griglie delle più belle Bentley sportive degli anni ‘30, come la sontuosa Bentley 8 litri. Naturalmente, diversi viaggi in Bentley segneranno questo Centenario, tanto per consegnare nel modo più elegante questo pregiato Champagne agli amatori, quanto per ricordare degnamente un secolo di creazioni straordinarie…

L’OR DIVIN • INFO@LORDIVIN.IT • TEL.+39 329 70 76 618 • WWW.DAMPIERRE.COM


1919 • 2019 CHAMPAGNE COMTES DE DAMPIERRE E BENTLEY MOTORS QUANDO S’INCONTRANO LE ECCELLENZE…

IL COFANETTO BENTLEY È PRENOTABILE PRESSO TUTTE LE AMBASCIATE DAMPIERRE IN ITALIA E PER BERGAMO E BRESCIA: Sapori di Vini (Orio al Serio) - Ambassade Dampierre dell’anno Relais San Lorenzo (Bergamo Alta) - Casual Ristorante (Bergamo Alta) - Osteria Mille Storie & Sapori (Bergamo) Le Iris (Bergamo) - Domus (Bergamo) - Wine Bar Savoy (Bergamo) - Caffè di Via Paglia (Bergamo) - Da Vittorio (Brusaporto) Il Saraceno (Cavernago) - Reflexo (Urgnano) - Giò (Seriate) - Il Priore (Cazzago San Martino)

L’OR DIVIN • INFO@LORDIVIN.IT • TEL.+39 329 70 76 618 • WWW.DAMPIERRE.COM


Manuel Bonfanti - Fotografie Paolo Biava

L’arte nel sangue

ANTONIO E CLAUDIA MANGONE

Gentile maestro come si è avvicinato all’arte, ci parla del suo percorso artistico? “Alcuni individui sembrano predestinati a diventare artisti, altri lo diventano per necessità, per disperazione, o semplicemente perché non sanno fare altro; quand’ero piccolo quando mi annoiavo scarabocchiavo e siccome dovevo elemosinare carta e colori, riempivo i pochi fogli sul davanti e sul retro. Devo dire che vivendo a Bergamo alta gli stimoli non sono mancati, ancora oggi vado a rivedere nelle chiese quelle grandi tele che mi hanno affascinato da piccolo”. Più volte abbiamo parlato insieme di Arte informale, di Jean Dubuffet e Mark Rothko, ma anche di Keith Jarrett in musica; perché questi artisti sono stati di suo interesse? “Dubuffet è l’artista che più mi ha influenzato per il suo rifiuto delle convenzioni e di tutto ciò che è precostituito; la sua ribellione l’ha manifestata sempre con molta ironia. Rothko ha portato la pittura a livelli altissimi, nelle sue opere il colore è praticamente l’unico protagonista, è trattato con rigore e grandi abilità tecniche, Rothko annullando il disegno ha dato sostanza al colore. Jarret, come Rothko, sviluppa le proprie composizioni su pochi elementi, selezionati e rielaborati, in Jarret ogni nota è la conseguenza di quella precedente. Questi artisti hanno in comune una grande passione e uno studio rigoroso che li ha portati ad un linguaggio inconfondibile”.


Ha trovato interessante e di ispirazione la letteratura per la sua creatività? In tal caso ci svela quali libri ama leggere? “Seguo molto le opinioni del filosofo Umberto Galimberti, in particolare, per il mio percorso artistico, è stato molto utile il suo saggio “Il corpo”in quanto descrive dettagliatamente come il corpo in ogni epoca è stato maltrattato dalla società, in modo particolare nella nostra epoca l’Economia attraverso la tecnica l’ha ulteriormente mutilato. L’unico vero libro che leggo ogni sera, sono le “Fonti Francescane”, per me è un libro di meditazioni in particolare sull’umiltà, trasferita in pittura significa sincerità, sintesi, spoliazione di tutto ciò che è superfluo”. Tutte le mattine come molti genitori bergamaschi vedo un suo quadro poco dopo il risveglio, alla pensilina del Piedibus, cosa ci dice della sua esperienza da insegnante? “L’insegnamento mi è servito per approfondire la storia dell’arte e la conoscenza delle tecniche artistiche che ho poi trasferito agli alunni, ho cercato di far vivere loro l’arte come un’esperienza piacevole che aiuta a vivere meglio e favorisce le relazioni. Negli ultimi anni per gli insegnanti si è tutto complicato, gli alunni sono sempre più condizionati e manipolati da una società che li vuole a suo uso e consumo; la loro attenzione, capacità di concentrazione, senso critico, sono venute meno, di conseguenza è aumentata l’ansia, l’impazienza. Al giorno d’oggi sono richiesti insegnanti al passo coi tempi ed io analfabeta digitale sono anacronistico”. Cosa è la libertà espressiva? La si può insegnare con la ratio e la didattica, od è un approccio puramente autodidattico ed irrazionale e senza una disciplina? “La sensibilità artistica se non è qualcosa di innato, è comunque una condizione che si sviluppa già nei primi anni di età, ci sono persone particolarmente attratte dai colori, o dai volumi o dai suoni; si può comunque arrivare alla creatività attraverso un metodo, attraverso dei percorsi ben precisi, l’artista Paul Klee l’ha dimostrato: nel preparare le lezioni ai propri alunni al Bauhaus, ha fatto capire che si può arrivare all’arte anche attraverso dei processi logici.


Per anni i libri d’arte scolastici hanno riportato i suoi insegnamenti, purtroppo già in questi tempi hanno sempre minor spazio. Come in qualsiasi disciplina, l’insegnamento dell’arte deve avere una didattica con metodi, percorsi, regole, visto che in una classe di studenti ci sono livelli di preparazione diversi, l’importante è che la didattica non soffochi gli alunni con più capacità creative”. Sua figlia Claudia studia all’Accademia di Brera, deve essere per lei una bella soddisfazione. “Claudia è iscritta al terzo anno di Pittura, al momento è più interessata a forme tridimensionali, in particolare legate al teatro, alla maschera, ha realizzato dei burattini con i relativi costumi e ciò le ha dato la possibilità di fare un tirocinio con la compagnia di marionette dei Fratelli Colla. Mi fa piacere che nella sua produzione continui ad usare le mani; cerco di trasmetterle la passione e il divertimento, spero che un giorno faremo un’esposizione insieme”. Perché il paesaggio urbano, le automobili, una scatola di cerini, sono tra i soggetti o temi che ha dipinto, vuole raccontarci come sceglie le tematiche dei suoi quadri? “Essendo un essere urbano, sono costantemente a contatto con forme urbane, ho un rapporto conflittuale con tutto ciò che riguarda il prodotto industriale, mi affascina per la sua bruttezza, decido di rappresentarlo nel peggiore dei modi e con molta ironia, per me è la condizione migliore per sopravvivere e far diventare positiva una situazione negativa. Paradossalmente non sarei così stimolato in un altro ambiente; dopotutto ritengo sia fondamentale oltre che più semplice partire dal proprio vissuto”.

ANTONIO E CLAUDIA MANGONE - l’ARTE nel sangue

ANTONIO MANGONE È NATO A BERGAMO NEL 1955, DOVE VIVE E LAVORA. SI È DIPLOMATO AL LICEO ARTISTICO DI BERGAMO E HA FREQUENTATO L’ACCADEMIA DELLE BELLE ARTI DI BRERA. È STATO INSEGNANTE PRESSO LA SCUOLA MEDIA CAMOZZI ED ESPONE DAL 1979. PARTECIPA A NUMEROSE MOSTRE E CONCORSI OTTENENDO VARI PREMI E SEGNALAZIONI: CONCORSO NAZIONALE “SATIRARCI” DEL 1992, LA MEDAGLIA D’ORO AL “PREMIO VERTOVA” NEL 2001, LA CLASSIFICAZIONE AL 2° POSTO DEL PREMIO NAZIONALE DI PITTURA “CITTÀ DI NOVARA” NEL 2003, 1° PREMIO FRATELLI GORI NEL 2017 E 1°PREMIO CITTÀ DEL MORONI NEL 2019. DAL 2010 È IN ESPOSIZIONE PERMANENTE NEL PROGETTO THE TUBE ONE, PRESSO L’OSPEDALE GIOVANNI XXIII DI BERGAMO


Quale è la sua opinione del mercato dell’ arte contemporanea di oggi, tra internet, negozi d’arredo, gallerie d’arte, etc.. “Per secoli l’arte si è opposta al Sistema, anche quando si trattava di un’arte al servizio della Chiesa o della borghesia, i più grandi artisti come Michelangelo e Picasso, hanno manifestato questa ribellione. Al giorno d’oggi l’arte, per lo meno quella dei paesi ricchi, va a braccetto col Sistema, è parte del Sistema, è una fonte di guadagno per il Sistema e gli stessi artisti se si uniformano a questo regime possono sperare in qualche vantaggio, dice bene lei quando parla di mercato dell’arte, ancora una volta il mondo economico decide, dà la direzione. Ciò che più mi infastidisce è l’annullamento dell’operosità, come sta succedendo nel mondo del lavoro, dove i mestieri e con essi le passioni sono state cancellate. In questa situazione mantengo con un po’ di fatica la mia identità e il mio giocattolo”. L’ultima sua mostra che ho visto era alla Galleria Cento4, sono rimasto ovviamente colpito dall’uso del colore e dalla sua libertà narrativa ha in programma una nuova esposizione? “Nel mese di marzo terrò una mostra presso la biblioteca di Trescore Balneario, ho realizzato dipinti e sculture con cartoni da imballaggio, fili elettrici, corde, colori, immagini pubblicitarie, ho scelto questi materiali per parlare del consumismo ed in modo particolare dei consumatori, anch’essi si deteriorano con segni evidenti sui propri corpi. Ho anche in progetto una mostra di vignette umoristiche aventi come tema il masochismo, abbiamo una costante capacità a farci del male, anche per questo siamo vittime del consumismo”.


Testo Tommaso Revera

I VERTICI DI NAVIGAZIONE LAGHI HANNO PRESENTATO LO SCORSO 6 NOVEMBRE, A BORDO DELLA MOTONAVE ZANARDELLI ORMEGGIATA PRESSO IL PONTILE DI DESENZANO DEL GARDA I LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE DELLA NAVE, ESPOSTO I DATI DELLA STAGIONE 2019 E INTRODOTTO I PROGETTI FUTURI “La Motonave Zanardelli è uno degli interventi di refitting più importanti che Navigazione Laghi abbia mai fatto in tutta la sua storia. Guardiamo al futuro portando avanti una tradizione che non vogliamo disperdere” ha dichiarato l’Avvocato Alessandro Acquafredda, Direttore Generale Navigazione Laghi e Direttore di Esercizio Navigazione Lago di Garda. L’imbarcazione, che prende il nome dal presidente del Consiglio Giuseppe Zanardelli, è datata 1903 ed è una delle ormai rare navi d’epoca funzionanti sui laghi italiani. L’ex piroscafo, superstite alle due guerre mondiali, negli anni ha subito diversi interventi di manutenzione e questo profondo restauro ne esalta il design d’epoca evidenziando le tradizionali linee liberty tipiche del primo novecento. “Gli interventi di ristrutturazione sono uno dei punti cardini dell’ente governativo” ha sottolineato l’ingegnere Paolo Mazzucchelli, Direttore Tecnico Navigazione Laghi e responsabile dei lavori di restauro dell’ex piroscafo.


“Abbiamo intrapreso scelte innovative attenti anche alla sostenibilità - ha continuato l’avvocato Acquafredda - “il cantiere di Peschiera del Garda è alimentato a fotovoltaico. L’anno prossimo avremo una nuova imbarcazione diesel di ultima generazione sul Garda ed una ibrida sul Maggiore. Stiamo procedendo per la costruzione di altre 3 navi ibride da collocare una su ciascun lago e sono stati avviati i lavori di rimotorizzazione in chiave ibrida di un traghetto sul Maggiore, intervento che contiamo poi di fare su tutti i laghi su cui operiamo”. Un impegno “green” quello di Navigazione Laghi che negli ultimi anni ha posto l’attenzione sull’ambiente con interventi mirati di ammodernamento e la costruzione ex novo di nuove infrastrutture e mezzi della flotta.


BENTORNATA ZANARDELLI L’ex piroscafo costruito nel 1903 dalla Ditta Escher Wiss di Zurigo, prende il nome dal presidente del Consiglio Giuseppe Zanardelli, scomparso il 26 dicembre dello stesso anno. Durante il secondo conflitto mondiale é stato requisito dai tedeschi e poi dagli alleati ed utilizzato anche per azioni di guerra. Rimodernata nel 1982 e nel 2002, è una delle ormai rare navi d’epoca funzionanti sui laghi italiani ed è dotata di due grandi sale arredate in stile liberty, di zone scoperte a prora ed a poppa con oltre 100 posti a sedere, mentre le cucine assicurano pranzi per più di 150 coperti. Nella sala del ponte superiore si può allestire una zona da ballo. La motonave é stata ripetutamente revisionata nel corso dei decenni con la massima cura, conservando il più possibile intatto non solo l’aspetto ma anche i materiali originali che concorrono a creare in crociera un’atmosfera di romantiche suggestioni. Ditta costruttrice ed anno: Escher Wiss di Zurigo - 1903 Caratteristiche: stazza lorda t. 278,21, lunghezza f.t. m. 49,20, larghezza f.o. m. 6,20, velocità max Km/h 20. Portata: portata massima n. 500 persone, posti a sedere n. 250 di cui n. 150 al coperto. Posti ristorante consigliati: ponte di coperta n. 66, ponte superiore n. 84 Nel 2019 la Motonave Zanardelli è stata totalmente ristrutturata, dotata della più innovativa tecnologia pur mantenendo esteticamente i suoi tradizionali tratti distintivi esaltandone il design liberty dei primi del novecento. Un museo galleggiante, una perla della navigazione italiana.


oney tapiA

IL GUERRIERO ALLEGRO V.E.Filì - Fotografie Sergio Nessi

LO ABBIAMO INCONTRATO ALLA VIGILIA DELLA PARTENZA PER I MONDIALI PARALIMPICI DI DUBAI DAI QUALI ONEY TAPIA TORNERÀ CON UNA MEDAGLIA D’ARGENTO AL COLLO E UN PASS, PER LE OLIMPIADI DI TOKYO

“Quello che ancora oggi mi appassiona nel disco è che il gesto atletico condensa potenza e precisione, forza e concentrazione. E poi comporta un rapporto incredibile con l’attrezzo, una sintonia perfetta, perchè quando siamo in pedana non c’è altro: siamo io e il disco, il disco e io”


Per chi non ricordasse chi è il nostro uomo trovate di seguito una sua biografia. Un ragazzone cubano, atleta a 360°, che ha praticato prima la box, poi il baseball, il rugby e che adesso si dedica con risultati importanti al lancio del disco. È completamente non vedente. L’infanzia nella Cuba della revolution, un padre tra i primi a schierarsi con i rivoluzionari di Fidel Castro, da cui ha ereditato il sangue caliente e una gran voglia di ballare. Da piccolo lavora come manovale e cresce in una famiglia numerosa, in un quartiere dove bisogna imparare a difendersi. Ma Oney è dotato per gli sport, ha un fisico davvero possente e per lui il baseball, sport molto amato a Cuba, diventa il modo per mettersi in luce. Avrà anche la fortuna di entrare nell’Accademia Militare dalla quale però si farà espellere per il suo carattere poco remissivo nei confronti di un sergente molto duro con lui. Come molti cubani sogna di andarsene da quell’isola ma, come tutti i cubani deve avere molto coraggio per farlo. A lui il coraggio lo dà l’amore e si trasferisce in Italia, a Bergamo, dove trova lavoro come giardiniere, mette su famiglia e gioca in una squadra di baseball, sport che in Italia però, come sappiamo, stenta ad avere un seguito importante. Il suo lavoro di giardiniere è una cosa diversa da quello che ci immaginiamo. In realtà quello di Oney è un lavoro acrobatico. Si occupa di tagliare grandi alberi, che siano da potare o da abbattere. Grazie alle sue doti fisiche e all’abitudine ad arrampicarsi sugli alberi sviluppata in gioventù, Oney, in poco tempo, si trova a dirigere una squadra impegnata negli interventi più delicati e pericolosi. Si tratta di salire ad altezze anche di 40-50 metri e, restando sospesi alle funi, imbracciare la motosega e fare a pezzi un albero in modo che, pezzo dopo pezzo, possa essere calato fino al suolo. Quel giorno però qualcosa non ha funzionato e un grosso tronco, gli piomba addosso mentre ancora nelle sue mani gira la motosega. Tutto questo appeso a venti metri da terra.


oney tapia NEL 2017 ONEY TAPIA VINCE LA FINALE DI ‘BALLANDO CON LE STELLE’, NOTO PROGRAMMA TELEVISIVO ACCOMPAGNATO DALLA SUA ISTRUTTRICE VEERA KINNUNEN. SCRIVE ANCHE UN LIBRO MOLTO TOCCANTE DOVE RACCONTA DELLA SUA VITA DA NON VEDENTE DOPO L’INCIDENTE CHE LO HA PRIVATO DELLA VISTA. DI SEGUITO QUALCHE FRASE DAL LIBRO “PIÙ FORTE DEL BUIO BUIO”


Le conseguenze sono devastanti e Oney perde la vista. Completamente. La sua vita piomba nel buio ma dal buio, con una forza incredibile, riuscirà ad uscire, trovandosi ad apprezzare molto di più la vita. Non vedrà nascere la sua terza figlia ma riesce comunque ad essere vicino alla famiglia cercando di non far mai troppo pesare la sua condizione. All’inizio lo shock è forte ma Oney riesce a sviluppare una nuova e imprevista esistenza. Facendo forza sui ricordi di quando vedeva, e con un grande lavoro sulla percezione del buio e sulle mutazioni degli altri sensi, riesce a ricondizionare la sua vita, finendo per considerare la sua disabilità come una possibilità per scoprire un universo, dentro e fuori di sé, che altrimenti non avrebbe mai conosciuto. Quando ne parla sembra che percepisca la sua disabilità, proprio come una benedizione, come un continuo stimolo alla sua grande umanità e alla sua forza erculea. “L’impossibilità di vedere, la condizione di stare sempre al buio hanno sviluppato molto la sensibilità degli altri miei sensi”. La cecità è una condizione che ti impedisce di essere razzista visto che non vedi di che colore è il tuo interlocutore. Sei mai stato oggetto di discriminazione per il tuo colore? “Non ho mai avuto grossi problemi e preferisco non sentire certi discorsi discriminanti”. A quanti anni sei venuto via da Cuba? “Nel 2003, avevo 27 anni e allora giocavo a baseball e a rugby”. Poi il fatidico ramo in faccia e lì inizia la tua seconda vita... “Per certi versi è stata una benedizione. Certo ha provocato un cambiamento pazzesco”. In cosa? “Sia a livello mentale sia a livello fisico. Ad un certo punto cominci a sentire i cambiamenti in te. Gli occhi non ci sono più ma dentro c’è tutta una struttura che si muove. Cambiano le sensazioni a livello dei sapori, a livello della pelle e ti accadono cose che ti spingono a chiederti: sono io o non sono io? Sono qua o non sono qua? Spiegarlo così è strano. Ti accorgi di queste cose quando l’organismo si sente in pericolo e mette in moto le strategie di sopravvivenza, facendo scattare i tanti sensori che solitamante teniamo spenti. Sono come dei radar che ti dicono se le cose vanno bene e cosa succede intorno a te”. Perchè hai scelto il lancio del disco? “Quasi per caso. A quei tempi praticavo judo e con il gruppo sportivo mi hanno mandato a Siracusa per partecipare ad una gara. Lì, per la prima volta, ho preso in mano il disco per provare un lancio e poco tempo dopo facevo il record italiano, imbattuto da tredici anni. Ma quale Judo - tutti mi dissero - meglio coltivare il disco. E lì è iniziato tutto”. Il tuo dev’essere un allenamento completo, braccia, gambe, torace... “Tutto. È uno degli sport più complessi anche a livello tecnico. Perché nel lancio del disco se tu non rispetti tutti i parametri spaziali e non tieni conto esattamente degli angoli, il disco non esce dalla gabbia. Bisogna calcolare perfettamante la rotazione del corpo e curare meticolosamente una serie di movimenti. Grazie al mio allenatore Guido Sgherzi tecnico Nazionale lanci, tutto ciò diventa possibile”. In Italia ti trovi bene? “Si!”. Sei sposato? “Convivo”.

Torni spesso a Cuba? “Ogni tanto per respirare l’aria di casa, staccare un po’ la spina dalle tensioni che vivo qui ma, soprattutto, per stare un po’ con mia mamma che ha sessantasette anni. Quando mi sento troppo stressato vado a fare un giro. Ma questo lo fanno anche tanti altri. Cuba è il posto ideale per rilassarsi e vivere del sole e dell’allegria della gente”. Non è mai venuta in Italia? “Sì è venuta quando ho avuto l’incidente e devo dire che mi è stata di grande stimolo. Lei ha una grande forza d’animo. Figlio mio, mi disse: tu stai benissimo, devi solo imparare a cavartela anche senza la vista, come hai sempre fatto”. E cosa ha detto dell’Italia? “Le è piaciuta ma non è possibile sradicare gente a quell’età dalla loro terra”.

Hai anche degli sponsor? “Per adesso non ne ho ma siamo aperti ad ogni collaborazione. Sempre che non entrino in contrasto con la federazione FISPES. Certo da queste parti c’è un’azienda che con i dischi, quelli dei freni, arriva in tutto il mondo... Potrebbero anche pensarci...”. Figli? “Tre figlie di 14, 12 e 8 anni e stanno qui, sono totalmente bergamasche”. Cosa speri di fare al mondiale? “Portare in Italia almeno una medaglia, non so di che colore, ma sarebbe comunque un grande risultato. Parto con il 50% delle possibilità. Dipende da molti fattori e alcuni come il rumore del pubblico a volte non mi consentono di concentrarmi”. L’Atletica mi permette di muovermi di far uscire tutto quello che ho dentro, di esprimere tutte le mie capacità e dare fondo alla mia energia.


Non è stato facile per Oney Tapia, che gareggia per le Fiamme Azzurre, salire sul podio con una medaglia d’argento al collo. Il brasiliano Alessandro Da Silva e l’iraniano Mahdi Olad non sono stati inferiori alle aspettative che li vedevano protagonosti della finale. 46,10 metri per Da Silva, 42,50 per Tapiò e 41,18 per l’iraniano.

L’Italia è la mia seconda patria e nel momento in cui indosso quella maglietta e quella bandiera la difenderò e la porterò sempre più in alto. Quando ho avuto l’incidente cercavo di tirare fuori quella persona che era dentro di me che era impazzita. Cercavo di trovare un equilibrio spirituale emotivo. Il buio c’era anche prima ed è dentro di noi anche quando dormiamo e chudiamo gli occhi. Il buio fa parte della nostra vita e io vivo nel buio. Ti rendi conto che la luce c’è: c’è la luce del cuore, c’è la luce dello spirito, la luce dell’anima, la luce della mente, la luce dell’immaginazione. Più immaginazione abbiamo e più questa luce diventa grande. Se tu pensi che nel buio c’è la negatività, li la troverai. Troverai la felicità se ce l’hai messa dentro. Ho imparato ad affrontare le cose con forza tirando furori il coraggio perché se non siamo noi i primi che ci diamo la carica non ci salva nessuno. Perchè nel momento in cui dico io voglio affrontare i miei problemi, io voglio vivere e voglio la felicità che mi spetta, io voglio un sogno e voglio viverlo... E questo che ti fa diventare grande, che fa crescere l’autostima giorno dopo giorno, non bisogna avere paura, bisogna affrontarla. Di cosa ti occupi a essere un campione sportivo? “Sto lavorando ad un mio progetto che si chiama TEMPO DI SEMINA, portando la mia esperienza personale e di vita in scuole, aziende e associazioni. Penso che ognuno di noi abbia il potere di cambiare la propria giornata e di conseguenza la propria vita”.

©ph.Matteo Zanga

Per contatti: www.oneytapia.com

Oney Tapia, è nato a L’Avana (Cuba) il 27 febbraio 1976 e vive a Sotto il Monte, in provincia di Bergamo. Oney, “il guerriero” ama godersi ogni cosa bella e fa della sua vita un fiume di passioni: suona il pianoforte per rilassarsi, ama fare passeggiate in montagna, balla salsa, bachata e rumba e tira fuori tutta la sua grinta nello sport. Inizia a praticare sport dall’età di 10 anni, cimentandosi in svariate discipline dalla boxe al baseball. È proprio in quest’ultima disciplina, una delle più popolari a Cuba, che diventa giocatore professionista nel ruolo di lanciatore.  Nel 2003 si trasferisce in Italia dove diventa cittadino italiano e inizia a lavorare come giardiniere. La sua carriera nel baseball prosegue anche nel campionato italiano, giocando per il Montorio Veronese e il Lodi Old Drake. Cinque anni dopo si avvicina anche al rugby. Nel 2011 la sua

subito primatista italiano categoria F11, abbattendo il limite nazionale che resisteva da ben 14 anni. Il 2015 è l’anno delle grandi soddisfazioni per Oney Tapia: ai Campionati Italiani di prove multiple FIDAL a Busto Arsizio si conferma primatista italiano nel lancio del disco con la misura di 37,23. Record tricolore che migliora ancora: ai Campionati italiani a Cernusco sul Naviglio il suo disco arriva a 40,26; misura che lo piazza direttamente al vertice del ranking mondiale 2015. Ma il 2015 è un anno simbolico anche e soprattutto per il debutto con la maglia della Nazionale e la prima partecipazione internazionale ai Mondiali di Doha, dove si classifica 13esimo posto nel lancio del disco, ingannato dall’emozione. Anche il 2016 inizia nel migliore dei modi: alla Gara regionale FIDAL “Invernali Lanci” a

vita, però, subisce un cambiamento drastico: mentre sta potando una pianta, viene colpito in pieno volto da un grosso tronco. Il buio, la corsa in ospedale e poi la brutta notizia: purtroppo Oney non potrà più tornare a vedere. Nonostante lo sconforto e la paura dei primi giorni, tira subito fuori la forza del guerriero. Grazie anche al supporto dell’Unione Ciechi Italiani, una settimana dopo essere uscito dall’ospedale entra a far parte della squadra dell’Omero Runners Bergamo dove si dedica alle discipline del Torball e del Goalball. Con la Nazionale di Goalball partecipa a tre Europei. L’incontro con l’Atletica Leggera Paralimpica avviene casualmente nel 2013. Oney Tapia decide di specializzarsi nel lancio del disco e nel getto del peso. Nell’ottobre dello stesso anno il suo esordio in pedana nel disco nella Coppa Italia Lanci a Siracusa: con un lancio da 30,99 diventa

Milano non delude le aspettative di tutti e ottiene la migliore prestazione assoluta nel getto del peso con un 12,75. Agli Europei di Atletica Paralimpica FISPES di Grosseto 2016 si aggiudica un 5° posto nel getto del peso con 13,31 e una meritata ed attesa medaglia d’oro nella finale del disco, con un lancio da 42,56. Sempre nel 2016 Oney Tapia vince la medaglia d’argento alle Paralimpiadi di Rio con 40.85 e un nono posto nel getto del peso con 12.45. Nel 2018 a Berlino si porta a casa due ori: lancio del disco con 46.07 (primato mondiale) e 12.45 nel getto del peso. Sempre nel 2018 Oney vince il premio Gazzetta dello Sport come atleta dell’anno. NELLA FOTO SOPRA DI MARCO MANTOVANI, ONEY TAPIA FELICE PER LA MEDAGLIA D’ARGENTO OTTENUTA AI MONDIALI PARALIMPICI APPENA CONCLUSI A DUBAI


A cura del Direttore Sanitario Doryan Medicina Estetica Dr. Gianluca Doria

IL PRP IN MEDICINA ESTETICA L’UTILIZZO DEL CONCENTRATO PIASTRINICO (PRP - PLASMA RICCO DI PIASTRINE) PER USO NON TRASFUSIONALE IN AMBITO DI MEDICINA RIGENERATIVA E DERMATOLOGIA, RAPPRESENTA UN’OTTIMA TERAPIA INTRADERMICA PER FAR FRONTE AL DIRADAMENTO DEI CAPELLI CAUSATO SOPRATTUTTO DA ALOPECIA

Grazie alla recente stipula di una convenzione con il Centro Trasfusionale dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII, presso Doryan Medicina Estetica, è possibile sottoporsi ad un innovativo trattamento per la cura delle calvizie. Di cosa si tratta? Lo abbiamo chiesto al Dott. Gianluca Doria, Direttore Sanitario del centro di medicina estetica, nutrizione, psicoterapia e chirurgia plastica di via Mazzini. “Il PRP è un trattamento applicabile non solo alla medicina estetica - sia perché considerato un ottimo rivitalizzante iniettabile in tutto il viso, sia perché coadiuvante nel trattamento laser delle smagliature, degli esiti cicatriziali e delle ulcere in pazienti diabetici - ma anche in ambito di tricologia come trattamento efficace per stimolare la ricrescita del follicolo grazie al quale andare a rinfoltire le zone in cui cuoio capelluto e scalpo sono state maggiormente colpite da alopecia areata o androgenica maschile”. In cosa consiste? “Il plasma ricco di piastrine è un concentrato che si ottiene grazie ad apparecchiature specifiche e assolutamente certificate che prevedono la centrifugazione del sangue autologo, ossia quello prelevato dal paziente stesso. Questo processo di centrifuga dura circa 6-7 minuti e determina la separazione dei vari elementi che costituiscono il sangue, ottenendo così una soluzione di plasma ad alta concentrazione di piastrine vitali da iniettare nelle zone del cuoio capelluto maggiormente diradate”. Come si esegue? “Per prima cosa il paziente programma una prima visita durante la quale si valutano l’entità del suo diradamento, la tipologia di alopecia da cui è affetto, la storia familiare, i fattori di rischio, i trattamenti farmacologici a cui è sottoposto (ce ne sono alcuni, per esempio, non compatibili come la cardioaspirina) e alcuni parametri del

sangue (il quadro dell’emocromo piastrinico, infatti, deve essere compatibile con il prelievo poichè chi è piastrinopenico non può sottoporsi a questo trattamento). Fatto questo, se il paziente è idoneo, viene programmata una seconda visita durante la quale, in seguito al prelievo e alla sua relativa centrifuga, si procede con il trattamento intradermico di piastrine vitali che liberano fattori di crescita (PDGF, TGF-B, VEGF, IGF-1) per un tempo più prolungato attivando i processi rigenerativi della zona interessata. Attraverso punture superficiali del tutto innocue, si inietta il prodotto ottenuto nelle aree maggiormente colpite dal diradamento”. Quali sono i prodotti che impiegate per questo trattamento? “Utilizziamo esclusivamente prodotti certificati svizzeri e seguiamo il protocollo Regen Lab®, grazie al quale disponiamo di un kit a circuito chiuso dall’apertura alle iniezioni, garanzia di successo e sterilità per cui non sussiste alcun rischio per il paziente”. A quante sedute è utile sottoporsi per conseguire risultati soddisfacenti? “In genere si eseguono 3-4 sedute ravvicinate a distanza di un mese e, successivamente, sono sufficienti 1/2 trattamenti annuali di mantenimento”. Quanto dura la procedura e a quali accortezze il paziente deve prestare attenzione? “Il trattamento si esegue in 30’ circa e il paziente, in seguito, non ha alcun tipo di precauzione a cui sottostare se non evitare saune, bagno turco e massaggi del cuoio capelluto per i tre giorni successivi alle iniezioni. Può manifestarsi nelle prime ore un pò di prurito che tende a limitarsi nell’arco di qualche giorno. Più il prodotto ha tempo di agire, evitando frizioni o vasodilatazioni, più è efficace”. Risultati? “I risultati sono ottimi: la maggior parte dei pazienti trattati ottiene miglioramenti evidenti”.

In collaborazione con Doryan Medicina Estetica - Dott. Gianluca Doria Via Mazzini, 4 - Bergamo - Tel. 035 0039228 - www.doryanclinic.com - info@doryanclinic.com


PORSCHE PANAMERA E-HYBRID

C’è un nome, in Porsche, che attira l’attenzione degli appassionati e li induce a riflettere. Perché sanno perfettamente che questo nome è sinonimo di potenza allo stato puro. E che una Panamera, con la sigla Turbo S, è in grado di offrire prestazioni senza eguali. Ma questa volta non si tratta semplicemente di un motore più potente. La combinazione tra motore a combustione e motore elettrico svolge un ruolo chiave: due trazioni che si integrano perfettamente. Il motore a combustione eroga potenza e coppia a un regime crescente. La coppia massima del motore elettrico è subito disponibile. Il risultato? Già a 1.400 giri/min, la coppia di sistema è pari a 850 Nm. Il motore biturbo V8 da 4,0 litri con turbine Twin Scroll eroga una potenza di 404 kW (550 CV), mentre il motore elettrico genera oltre 100 kW (136 CV), per una potenza complessiva di sistema di ben 500 kW (680 CV). L’accelerazione da 0 a 100 km/h avviene in soli 3,4 secondi, mentre i 200 km/h vengono raggiunti dopo appena 11,9 secondi. La velocità massima: 310 km/h. Qualche anno fa, improvvisamente tutto è cambiato nel mondo delle berline. Dimensioni grandi e possenti e spesse imbottiture richiamavano il passato. Ma sulla strada, avanzava una vettura veloce e dinamica: una vettura sportiva. Con 4 posti, una silhouette inconfondibile e prestazioni che solo una Porsche poteva garantire. La Panamera ha cambiato tutto. Ora si spinge oltre. Per i guidatori sportivi e i loro passeggeri, altrettanto sportivi, i nostri ingegneri e designer hanno costruito

la nuova Panamera. Con il coraggio di una nuova generazione. Il coraggio di rielaborare costantemente ogni aspetto e reinventarlo. Di conciliare performance e comfort, dinamica ed efficienza, lavoro e famiglia. Tutto ciò rimanendo fedeli alle radici, ad esempio con il blocchetto di accensione a sinistra e il contagiri al centro. In breve: con il tipico DNA Porsche. Il risultato? Unicità. In stile Porsche. Il nuovo Porsche InnoDrive e gli altri sistemi di assistenza innovativi rendono la guida non solo più sicura, ma anche molto più emozionante. Quindi tipicamente Porsche. Più dinamica che mai, grazie al Porsche Dynamic Chassis Control Sport, al Porsche 4D-Chassis Control, alle sospensioni pneumatiche a 3 camere e, per la prima volta sulla Panamera, all’asse posteriore sterzante. I nuovi modelli Panamera sono completamente connessi alla rete digitale tramite Porsche Connect. LA NUOVA PANAMERA. GLI INTERNI Sono stati completamente rielaborati pur rimanendo tipicamente Porsche. Una novità è rappresentata anche dalla logica dei comandi: il Porsche Advanced Cockpit. Il tunnel centrale con Direct Touch Control è dotato di una superficie effetto vetro con tasti sensibili al tocco per consentire un accesso diretto alle principali funzioni. Al centro si trova la leva selettrice compatta. Nel cruscotto è integrato uno schermo touchscreen da 12 pollici h.r. In combinazione con il climatizzatore a 4 zone è disponibile un ulteriore schermo touchscreen per i passeggeri che occupano la zona posteriore.


I display ad alta risoluzione a destra e a sinistra del contagiri consentono di visualizzare strumenti virtuali, mappe e altre informazioni. Ma gli interni offrono soprattutto molto spazio e comfort elevato. Caratteristiche sorprendenti per una vettura sa essere sportiva per un giro in pista e confortevole per un viaggio in quattro. La sua elaborata ergonomia è concepita in funzione del guidatore e della performance, senza trascurare il comfort dei passeggeri. Importante la possibilità di personalizzazione DESIGN DELL’ESTERNO Profili definiti, muscolatura potente e una pronunciata silhouette da vera sportiva sottolineano la scelta del nuovo design. L’accentuata plasticità della fiancata conferisce una linea e una leggerezza tipicamente Porsche. Un marcato tratto distintivo del frontale: i fari principali a LED con luci diurne a 4 punti, nella Panamera Turbo incluso Porsche Dynamic Light System (PDLS). Elementi caratteristici per tutti i modelli Panamera: la fascia di raccordo luminosa nella parte posteriore e le sottili luci posteriori tridimensionali in tecnica a LED con luci stop a 4 punti. Lo spoiler posteriore estraibile, integrato nella carrozzeria, riduce la portanza all’asse posteriore in caso di velocità elevate.

PORSCHE PANAMERA 4 E-HYBRID È FUSIONE TRA PERFORMANCE E MOBILITÀ ELETTRICA PLUG-IN MA SENZA RINUNCIARE AL PIACERE SPORTIVO Porsche Panamera 4 E-Hybrid 340 kW/462 CV - consumo combinato 3,3 l/100 km - emissioni di CO2 combinato 76 g/km


PORSCHE CAYENNE COUPé

PLASMATA DALLA PERFORMANCE: NUOVA CAYENNE COUPÉ Essere pronti in pochi istanti alle situazioni più diverse. Per raggiungere questo risultato bisogna essere agili e avere lo scatto di uno sportivo. Per questo la nuova Cayenne Coupé è dotata di uno spoiler posteriore estraibile in modo adattivo. Un’ulteriore garanzia di performance è poi la sua silhouette iconica, la flyline 911: come un muscolo dalla forma perfetta. I sedili sportivi anteriori a 18 vie e i sedili sportivi posteriori, ad esempio, offrono un eccellente sostegno durante qualunque manovra. Con il tetto panoramico fisso in vetro, che include un tendalino avvolgibile, avrete sempre bene in vista la vostra meta. E per tutti gli sportivi attenti a ogni grammo, i pacchetti Sport in struttura leggera consentono alla coupé di perde fino a 22 kg, a seconda del modello, ad esempio grazie a un tetto profilato in carbonio. Ogni atleta ha bisogno dell’outfit giusto. Ottimo quindi poter scegliere tra diverse opzioni, come i 3 pacchetti Sport in struttura leggera, che si fanno apprezzare non solo per le loro qualità estetiche. Ognuno di essi, infatti, porta in dote alla coupé un tetto profilato in carbonio e sontuosi cerchi da 22 pollici GT Design. Anche negli interni, sono molti i dettagli vincenti che propiziano la vittoria. La fascia centrale dei sedili in tessuto dal classico motivo pepita, il cielo rivestito in Alcantara® e il volante sportivo proiettano la coupé direttamente nei circuiti di gara. Le performance sportive possono poi essere facilmente registrare con il cronometro analogico del pacchetto Sport Chrono. Un design senza compromessi incontra le massime performance. E viceversa. Affinché la Cayenne Coupé potesse dispiegare tutto il suo potenziale performante, gli ingegneri hanno messo in discussione tutto. Hanno reinventato e messo a punto in modo ottimale ogni particolare. Il risultato è la dimostrazione che anche gli sport di potenza richiedono un lavoro di squadra: motore e telaio lavorano insieme come un’unità indivisibile. L’aerodinamica e il design dell’esterno si fondono in una simbiosi totale, per dare vita a una vettura sportiva che assicura potenza assoluta in qualunque istante. Una potenza che si riflette anche nei pacchetti Sport. Oltre al tetto profilato in carbonio e ai cerchi da 22 pollici GT Design, dettagli in carbonio sulle parti superiori degli specchi retrovisori esterni, sugli airblade e sul diffusore posteriore trasformano in sostanza l’obiettivo principale: plasmare la forma attraverso la performance.

CAYENNE TURBO COUPÉ Motore biturbo V8 da 4,0 litri con turbocompressore twin scroll e controllo cilindri adattivo 404 kW (550 CV) Coppia massima: 770 Nm tra 2.000 e 4.500 giri/min Da 0 a 100 km/h in 3,9/3,9 secondi1) CAYENNE S COUPÉ Motore biturbo V6 da 2,9 litri e 324 kW (440 CV) 550 Nm a 1.800–5.500 giri/min Da 0 a 100 km/h in 5,0/4,9 secondi1) CAYENNE COUPÉ Motore V6 turbo da 3,0 litri con turbocompressore twin scroll 250 kW (340 CV) Coppia massima: 450 Nm tra 1.340 e 5.300 giri/min Da 0 a 100 km/h in 6,0/5,9 secondi1).


PACCHETTO SPORT CHRONO Il Pacchetto Sport Chrono comprende, oltre al cronometro analogico sulla plancia portastrumenti, un interruttore Mode sul volante multifunzione, che consente di selezionare 4 impostazioni: Normal, Sport, Sport plus e Individual. Con un semplice gesto, si può modificare la messa a punto dell’assetto e il dinamismo del sistema di propulsione. I dati relativi alle accelerazioni longitudinali e trasversali vengono visualizzati sulla strumentazione, mentre nel Porsche Communication Management (PCM) è integrato un indicatore di performance per i tempi sul giro. TIPTRONIC S A 8 RAPPORTI Siete voi a decidere quanta sportività desiderate a bordo di questa coupé. Ciò che conta è che il Tiptronic S a 8 rapporti di nuova progettazione tenga il vostro passo, consentendo anche una riduzione dei consumi e un miglioramento del comfort. VELEGGIAMENTO Per ridurre i consumi, in determinate situazioni di guida è possibile usufruire della cosiddetta funzione “veleggiamento”. Il motore viene disaccoppiato e il regime portato al minimo.

INCREMENTARE LE PERFORMANCE? Con un coaching perfetto. Con il Porsche Communication Management (PCM) e Porsche Connect amplierete le funzioni dei nuovi modelli Cayenne Coupé con servizi e app intelligenti, che vi assisteranno in tempo reale fornendovi informazioni aggiornate sul traffico, trovando ristoranti e indicandovi i parcheggi disponibili nel luogo di destinazione. In più potrete utilizzare Apple ® CarPlay. MY PORSCHE Sapere tutto sulla propria vettura ancora prima di mettersi al volante: utilizzate il portale My Porsche, ad esempio, per inviare i vostri percorsi al sistema di navigazione, per verificare il livello del serbatoio o per controllare se le porte e i finestrini sono chiusi. ORA NON VI RESTA CHE VENIRLE A PROVARE! È UNA FORMA UNICA! ESISTE DA MOLTI ANNI ED È L’ICONICA FLYLINE DELLA 911. È STATA ALLUNGATA, SOLLEVATA, ABBASSATA, PUR RESTANDO SEMPRE FEDELE A SE STESSA. TUTTI LA CONOSCONO E LA RICONOSCONO. DI NOTTE, NELLA NEBBIA, A OCCHI CHIUSI...

CENTRO PORSCHE BERGAMO Via 5 Alpini, 8 - Bergamo - Tel. 035 4532911

porsche@bonaldi.it - www.bergamo.porsche.it Porsche Cayenne Coupé 250 kW/340 CV - consumo combinato 12,7 l/100 km - emissioni di CO2 combinato 289 g/km


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III Conferenza Energia Eusalp GRANDE PARTECIPAZIONE PER L’INIZIATIVA ORGANIZZATA DA CONFARTIGIANATO IMPRESE BERGAMO LO SCORSO 22 OTTOBRE NELL’AMBITO DELLA SETTIMANA PER L’ENERGIA EDIZIONE 2019 PRESSO L’AUDITORIUM I.LAB DI ITALCEMENTI BERGAMO Dal 21 al 26 ottobre si è svolta l’undicesima edizione della Settimana per l’Energia, la manifestazione ideata e promossa da Confartigianato Imprese Bergamo per sensibilizzare la collettività sulle tematiche energetiche e ambientali. Sei giorni di eventi, seminari e visite guidate per promuovere la cultura del consumo responsabile, approfondire gli aspetti tecnici e normativi della green economy, creare occasioni di aggregazione e riqualificazione professionale attraverso l’offerta di nuovi servizi.Tra le iniziative proposte anche la terza Conferenza sull’Energia EUSALP, la macroregione Alpina dell’Unione Europea che riunisce 48 regioni di sette Paesi europei, che si è svolta a Bergamo il 22 ottobre scorso. L’incontro, dedicato a imprese dell’area casa, operatori ed istituzioni, intitolata “Come promuovere gli investimenti per l’efficienza energetica nella Macroregione Alpina: la leva della ristrutturazione degli edifici pubblici” ha visto la partecipazione di rappresentanti del mondo della politica, ricerca e sviluppo, fornitori di energia, associazioni imprenditoriali e professionisti del settore ed è stata utile per delineare i passi necessari per migliorare l’efficienza energetica nelle Alpi, in linea con gli obiettivi di protezione del clima, partendo proprio dagli edifici pubblici.

Ph. Paolo Biava - Puoi vedere tutte le immagini dell’evento su www.qui.bg.it

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Vesti l’inverno di stile con la moda firmata Belli e Ribelli! Giubbini, gonne, maglie, camicie dei migliori brand dedicati alla moda young coloreranno le fredde giornate e renderanno ancora più frizzanti i vostri bimbi e ragazzi. Da Belli & Ribelli - Via Piemonte, 105 Urgnano (Bg) - Tel. 035 896903 Facebook: @belliribelliabbigliamento Instagram: @bellieribelli

BEAUTYboutique

Nasce la nuova serie LEGO® Originals™ con la minifigure esclusiva in legno in scala 5:1 per celebrare il patrimonio storico del brand. La nuovissima Minifigure 853967 in legno LEGO® Originals nasce dalla collaborazione tra LEGO Group con i designer di Room Copenhagen, e sarà la prima di una nuova serie di prodotti dedicati ai fan che desiderano tornare alle origini del marchio, ma anche oggetti di interior design ispirati al mondo dei mattoncini LEGO. Per info: www.lego.com/it-it

SCOPRI LA NATURALE MAGIA DI TEA TREE Interpretare le aspettative della clientela e tradurle in qualcosa di concreto per garantire capelli sani e belli, lucenti e vitali. Questa la mission del salone per capelli La Dolce Vita di Roberta Elena Belotti. Un obiettivo raggiungibile solo grazie ad uno staff professionale e all’utilizzo di prodotti sicuri, di altissima qualità, sani e di provata efficacia come la linea Tea Tree proposta da Paul Mitchell, di cui La Dolcevita è rivenditore: ideale per chi ama gli ingredienti naturali e per i consumatori ecoconsapevoli che cercano un’esperienza sensoriale olistica. La Dolce Vita,Via Martiri di Cefalonia, 4/A - Bergamo. Tel. 035 242242 - FB @Ladolcevita at Paul Mitchell www.ladolcevitacconciature.com


Nuova Forester e-BOXER.

No ordinary drive.

La prima Subaru Ibrida è arrivata. Dimentica i luoghi comuni. Preparati a vivere una nuova esperienza di guida fuori dall’ordinario. Prenota il tuo test drive su subaru.it SEGUI SUBARU ITALIA SU

SUBARU CONSIGLIA

FORESTER e-BOXER ciclo misto WLTP: consumi 8,1 (l/100km); emissioni CO2 185 (g/km). Ciclo combinato NEDCcorr: consumi 6,7 (l/100km); emissioni CO2 154 (g/km).


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Rossera in festa Giorno di festeggiamenti al “Golf Club Rossera” di Chiuduno. Il 15 novembre è stato inaugurato il Ristorante Rossera, completamente rinnovato, che da quest’anno passa sotto la gestione diretta della famiglia Milesi, proprietari del Golf dal 2014. L’inaugurazione dei nuovi locali destinati alla ristorazione e all’organizzazione di eventi, gestiti in collaborazione con MC Events, è stata preceduta dal battesimo del nuovo campo pratica coperto. Il Golf Rossera con le sue 9 buche è incastonato su un’area verde di circa 250 mila metri quadri: un meraviglioso contesto per tutti gli appassionati di golf e avventori. Maurizio, Michele Milesi e Giovanni Gambarini hanno fatto gli onori di casa tagliando il nastro e introducendo i numerosi ospiti allo Show Cooking condotto per l’occasione dall’eclettico chef Emanuele Poli, specializzato nell’innovativa cucina con l’azoto liquido. Tanti gli sponsor storici del club affiancati da partner come Bersi Serlini, Mille Luci, Canus, Mediolanum Private Banking, ai quali nel corso dei prossimi mesi verranno dedicate serate ed esperienze a tema.

Ph. Sergio Nessi - Puoi vedere tutte le immagini dell’evento su www.qui.bg.it

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il nuovo ed emozionante evento firmato BMW Lario Bergauto e Batik Una presentazione speciale come il suo nome The 1 ovvero la definizione di un’auto che da sempre rappresenta la visione più compatta e scattante di casa BMW. Stiamo parlando della nuova Serie 1 che ritorna in una nuova versione ancora più grintosa nelle prestazioni e ricercata nelle linea. Location scelta per la presentazione cittadina, organizzata nei minimi dettagli da Lario Bergauto Bergamo, il locale Batik di Orio al Serio, punto nevralgico della movida bergamasca. Una meta di tanti giovani che ogni sera lo scelgono per la qualità del servizio, la ricercatezza dei cocktails e dell’arredo che si ispira al vero concept americano degli anni ‘90 - e per la musica sempre giusta. Tutti ingredienti che hanno reso perfetta anche la serata BMW The 1, dove tutti gli ospiti hanno potuto ammirare fin dal loro arrivo due stupende BMW M 135i xDrive e BMW 120d, posizionate da star su un vero blue carpet. Ad accogliere gli ospiti le bellissime hostess di MBF Agency al desk Lario Bergauto, alle quali era possibile lasciare il proprio nominativo per un test drive organizzato il weekend successivo presso la sede della concessionaria di via Campagnola. Un’opportunità non indifferente per scoprire tutta la grinta della nuova BMW Serie1, nuova interpretazione della modernità e del design futuristico del gruppo BMW, grazie alle sue linee filanti e decise, alla calandra a doppio rene, che diventa un elemento distintivo e immediatamente riconoscibile del marchio che conferisce al frontale un look accattivante. Per la versione M135i, invece, la particolarità della calandra presenta una struttura a griglia «Mesh Effect» rendendola ancora più grintosa, proprio come un’auto da corsa dalla quale eredita appunto questa particolarità. Tutti dettagli unici che hanno catturato attenzioni e consensi dei tantissimi ospiti presenti che, tra drink, foto e sorrisi, hanno reso speciale questa presentazione tutta bergamasca.

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Apre KangrA. Ed è subito stile Artigianalità e qualità dei filati: due caratteristiche che rendono oggi il brand Kangra un’eccellenza nel settore moda. Questa storica realtà, famosa per la qualità del suo cashmere, approda a Bergamo aprendo l’ottavo store monomarca dopo Firenze, Bologna, Bormio, Courmayeur, Ortisei, Mantova e Cortina. Un successo che rispecchia non solo la qualità del prodotto ma anche il dualismo che esprime il dna delle collezioni, suggerendo una nuova visione del lusso abbinato al comfort. Tutti elementi apprezzati dai tanti ospiti presenti lo scorso 26 ottobre durante l’inaugurazione ufficiale dello store Kangra, al civico 5c di Via Sant’Alessandro, nel cuore di Bergamo. Rapiti dalla bellezza dello spazio, elegante e raffinato, gli ospiti hanno ammirato la ricercatezza del layout, pensato per creare un gioco di contrasti tra chiaro e scuro, liscio e ruvido, caldo e freddo. Durante l’evento, alla presenza dell’A.D. Gionata Reverberi e del team del nuovo store, gli ospiti hanno potuto apprezzare la filosofia del marchio Kangra attraverso le collezioni uomo-donna realizzate con materiali di pregio ed una manifattura che ne esalta la purezza dei filati e l’artigianalità delle lavorazioni.

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nuova casa per la fondazione a.r.m.r. Non è un punto di arrivo ma vuole certamante essere un nuovo punto di partenza per i tanti sostenitori e volontari che da anni si prodigano nella raccolta fondi per aiutare la ricerca sulle malattie rare. La nuova sede di ARMR in Via Salvioni a Bergamo inaugurata da Daniela Gennaro Guadalupi, presidente della Fondazione, insieme con Silvio Garattini, che ne fu l’ ispiratore, il 15 ottobre scorso consentirà alla Onlus di essere più vicina alla città ed avere un punto di ritrovo per il coordinamento delle attività di raccolta fondi che hanno il loro fine nell’annuale cerimonia della consegna delle borse di studio ai giovani ricercatori che avviene alla fine di novembre.

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Donizetti EXPO LO SCORSO 7 NOVEMBRE, PRESSO IL PADIGLIONE EXPO DI BREMBILLA, È STATA ORGANIZZATA UNA SERATA ALLESTITA DALLA FONDAZIONE TEATRO DONIZETTI CON IL ROTARY CLUB BERGAMO SUD IN COLLABORAZIONE CON ROTARY CLUB SARNICO E VALLE CAVALLINA E ROTARY CLUB BERGAMO OVEST La rivoluzione donizettiana esce da Bergamo per arrivare nel Comune di Val Brembilla, secondo appuntamento dell’autunno in Val Brembana voluto da Francesco Micheli, originario di Sedrina. Giovedì 7 novembre, il direttore artistico del festival Donizetti Opera ha messo in scena nel Padiglione Expo di Val Brembilla “Donizetti EXPO”, spettacolo creato per l’occasione con le storie e le musiche più significative del bergamasco più famoso nel mondo, da Lucia di Lammermoor all’Ange de Nisida. Un appuntamento organizzato da Rotary Club Bergamo Sud e Valle Cavallina e Rotary Club Bergamo Ovest, con il contributo di UnipolSai (agenzia di Rovato). “Il mondo ha bisogno di Gaetano Donizetti oggi più di ieri! – ha esclamato Francesco Micheli. Le opere del compositore bergamasco racchiudono una varietà di elementi che le rendono innovative e rivoluzionarie. I personaggi sono carichi di sentimenti estremi, giovani, vitali e mai arrendevoli, spesso vengono da paesi lontani e ci fanno scoprire come l’Italia si osservi il resto del mondo». Simbolo della creatività donizettiana e di queste caratteristiche è Lucia Lammermoor titolo operistico romantico per eccellenza immerso fra le nebbie, i castelli e i cimiteri di una Scozia medioevale dilaniata dalle lotte fra i clan, narra la storia d’amore tenera e sincera di due adolescenti cresciuti troppo in fretta che si trasforma in tragedia”. “Continua l’impegno di Rotary Club Bergamo Sud nella progettazione di interventi e iniziative all’avanguardia, sostenibili e solidali – ha spiegato Maria Grazia Arditi, presidente Rotary Club Bergamo Sud per l’anno rotariano 2019/2020 – a favore del territorio e di tutte le sue componenti sociali, nell’ottica dell’inclusione dei giovanissimi e dei non più giovani nella fruizione di arte, cultura e servizi sanitari. È in questo contesto che abbiamo deciso con Fondazione Teatro Donizetti di offrire al territorio di Val Brembilla lo spettacolo ideato da Francesco Micheli “Donizetti EXPO”. Gaetano Donizetti va in provincia raccontando la storia della giovane Lucia attraverso un percorso di immagini, parole e musica pensato anche per chi non è appassionato d’opera”.

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“Mi rende felice sapere che diversi gruppi Rotary di Bergamo supportino la Fondazione Donizetti – ha dichiarato il sindaco di Val Brembilla, Damiano Zambelli – ed in particolare il direttore Francesco Micheli nella promozione di un’arte ed un artista tanto nobile quanto affascinante per tutte le stagioni della vita. In tempi di tanta superficialità e di realtà apparenti, la possibilità di un contatto diretto con chi sa trasmettere emozioni e riflessioni su di sé e sulla vita è una importante opportunità per tutti. Come sindaco sono grato ed orgoglioso che sia stato scelto il Padiglione di Val Brembilla per rappresentare e regalare alla gente delle Valli questa serata donizettiana, a dimostrare che l’arte arriva ovunque, anche nelle periferie e magari scoprire che è proprio in questi angoli di mondo si possa trovare la sensibilità e la disponibilità di ascoltare ed apprezzare l’arte e gli artisti. Invito tutti a partecipare con entusiasmo a questa iniziativa per dimostrare che ciò che dico è vero”.


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I nuovi equilibri del mercato immobiliare e creditizio IL 22 OTTOBRE SCORSO, PRESSO IL CENTRO CONGRESSI DI VIALE PAPA GIOVANNI XXIII, HA AVUTO LUOGO LA TRADIZIONALE CONFERENZA STAMPA DEL GRUPPO TECNOCASA INCENTRATA SULL’ANDAMENTO DEL MERCATO IMMOBILIARE E CREDITIZIO TRA SOSTENIBILITÀ ED ETICA Nei primi sei mesi del 2019 il mercato immobiliare di Bergamo ha registrato una contrazione dei prezzi dell’1,1% con la zona centrale della città che fa gola sia ad acquirenti di prima casa, sia ad investitori. In lieve ribasso, invece, i valori immobiliari a Bergamo Alta che da quando è stata dichiarata Patrimonio Unesco nel 2017 ha visto aumentare in modo considerevole i turisti. La domanda di prima casa è in calo mentre cresce quella per investimento. In flessione i valori immobiliari a Borgo Pignolo a causa della vetustà delle abitazioni. Una futura rivalutazione è probabile in seguito alla riqualificazione dell’ex caserma “Montelungo”. Il progetto prevede il recupero funzionale di parte degli edifici esistenti e la realizzazione di nuovi fabbricati per servizi universitari (residenze universitarie e centro sportivo), funzioni residenziali, terziarie, commerciali e servizi. Sono stabili i valori immobiliari nella zona sudorientale della città: il loro allineamento con la disponibilità di spesa dei potenziali acquirenti ha determinato la diminuzione dei tempi di vendita. Ad acquistare sono prevalentemente famiglie del posto ma, negli ultimi anni, si sono realizzate anche compravendite ad uso investimento indirizzate o su piccoli tagli (investono 60-80 mila €) da affittare con contratti a canone concordato oppure su tagli più grandi da destinare a B&B. Quotazioni invariate nell’area di Borgo Santa Caterina dove acquistano prevalentemente famiglie in cerca dell’abitazione principale. Tornano gli investitori che comprano per mettere a reddito oppure per frazionare e rivendere. Questo, in sintesi, il quadro che emerge dal tradizionale studio condotto dal Gruppo Tecnocasa e presentato lo scorso 22 ottobre da Marco Anzini e Carlo Assandri, rispettivamente Team Manager Tecnocasa e Consulente di rete, insieme all’affiliato Tecnocasa, Andrea Vecchiarelli, e ad Andrea Sciarillo, Consulente Senior Kìron Partner SpA. La tipologia più richiesta nella nostra città è il trilocale con il 58,3% delle preferenze. La disponibilità di spesa dei potenziali acquirenti, invece, si concentra nella fascia più bassa, quella che arriva a 119 mila € (45,4%), a seguire la fascia compresa tra 120 e 169 mila € (27,5%). Pressoché stabile il mercato delle locazioni che nel primo semestre 2019 registra una lieve crescita dei canoni dei bilocali (+0.5%) mentre sono in leggera contrazione i canoni dei trilocali (-0,4%). Il primo semestre 2019 chiude con compravendite in aumento a doppia cifra rispetto al primo semestre 2018. In città, infatti, il numero delle compravendite è in crescita +14,2% rispetto al primo semestre 2018 ma anche in provincia dove si è registrato un confortante +10,6% rispetto allo stesso periodo. Ph. Sergio Nessi - Puoi vedere tutte le immagini dell’evento su www.qui.bg.it

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VINCERE PER LA RICERCA Giovedì 14 novembre si è svolta la cena di premiazione del 20° Circuito Intersociale di Tennis Doppio a favore di Fondazione AIRC. La dedizione di Carla Pancaldi e Fiorella Ferrario ha reso possibile anche quest’anno una cospicua raccolta fondi grazie ai giocatori di 7 Tennis Club bergamaschi e di altri 3 in provincia di Lecco, Milano e Monza Brianza. Ai piedi del suggestivo viottolo che porta alla Cantina della Tenuta Casa Virginia a Villa d’Almè, la concessionaria Lario Bergauto ha esposto la nuova BMW Serie 3 Touring e l’ibrida BMW 330e, presentate durante la cena dal BMW Genius, Simeone Giuliani. La concessionaria BMW Lario Bergauto è da sempre vicino alla Fondazione AIRC sponsorizzando ogni anno le cene di premiazione del torneo di tennis AIRC Lombardia. Gli ospiti sono stati accolti con un ricco buffet di amuse-bouche, salumi e formaggi, innaffiato con i vini della Tenuta Casa Virginia. Successivamente si è tenuta la cena ispirata all’autunno e alla terra del Parco dei Colli nel grande salone a capriate dell’Agri-ristorante. La serata è stata presentata dall’elegante Federica Sorrentino che ha affiancato le padrone di casa Fiorella Ferrario e Carla Pancaldi. Ospite d’onore nell’ambito del tennis è stato Giacomo Paleni, coach internazionale GPTCA di categoria A tra i più conosciuti ed apprezzati nel mondo del tennis in Italia e all’estero. Ad illustrare i progressi nella ricerca oncologica è stata la Dott.ssa Raffaella Giavazzi, Coordinatrice delle Ricerche dell’Istituto Mario Negri, sede di Milano, e la Dott.ssa Roberta Mortarini, Dirigente Sanitario di Oncologia Sperimentale della Fondazione Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. La serata si è conclusa con un simpatico intrattenimento di un sosia di Adriano Celentano - stessa voce, verve e simpatia dell’originale - e con la soddisfazione espressa dagli ospiti per la splendida accoglienza ricevuta da Antonio Lecchi, dalla sorella Patrizia e dalla moglie Floriana, ottimi padroni di casa.

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PASTICCERIA SAN FRANCESCO È UN VERO PUNTO DI RIFERIMENTO A BERGAMO PER TUTTI GLI AMANTI DI PRODOTTI DI PASTICCERIA E MIGNON PREPARATI COME SI FACEVA UN TEMPO

LO STAFF DELLA PASTICCERIA SAN FRANCESCO VI METTE INOLTRE A DISPOSIZIONE UN’ACCURATA SELEZIONE DI PREPARAZIONI SALATE E STUZZICHINI PER ACCOMPAGNARE GUSTOSI APERITIVI A BASE DI COCKTAILS, BIRRE ARTIGIANALI E VINI LOCALI DOC


PASTICCERIA SAN FRANCESCO DAL 1965 LA QUALITÀ A BERGAMO Tommaso Revera - Fotografie Paolo Biava

DANILO BONORA, TITOLARE PASTICCERIA SAN FRANCESCO AMPIO ASSORTIMENTO DI MIGNON E PASTICCERIA ITALIANA A BERGAMO

Dal 1965 lo staff della Pasticceria San Francesco vi accoglie in un’atmosfera familiare garantendo un servizio di caffetteria eccellente, dolci tipici e pasticceria artigianale preparata nel laboratorio interno. Il rispetto per la tradizione dolciaria locale, l’amore per gli ingredienti genuini e un ampio assortimento di mignon e prodotti caratterizzano questa realtà conosciuta e apprezzata non solo dai residenti del quartiere Santa Lucia. Artigianalità, materie prime genuine, ingredienti freschi, servizio di catering e consegne a domicilio: questi i tratti distintivi della Pasticceria San Francesco che dispone di un laboratorio artigianale interno presso il quale vengono realizzati prodotti dolciari d’eccellenza dal 1965. I mastri pasticceri creano torte personalizzate, dolci su ordinazione, panettoni artigianali e molto altro. Questa storica insegna di via IV Novembre si distingue per la capacità di fornire un ampio assortimento di torte per tutti i gusti, gelato artigianale, panettoni, uova al cioccolato, dolci della tradizione bergamasca, oltre ad un servizio di bar caffetteria d’eccellenza.

Ma non solo: Pasticceria San Francesco è specializzata anche nella realizzazione di dolci natalizi e pasquali, pralineria e biscotti per tutti i gusti offrendo un apprezzato servizio di cake design artigianale per torte personalizzate e da cerimonia in base a ogni esigenza. Grazie alla pluriennale esperienza nel settore, lo staff della Pasticceria San Francesco, sapientemente guidato dalla professionalità e dall’esperienza di Danilo Bonora, mette a disposizione il servizio di catering offrendo buffet dolci e salati, torte personalizzate e stuzzicheria artigianale di qualità. Presso il laboratorio artigianale interno, inoltre, vengono realizzati dolci e torte con l’utilizzo della farina integralbianco: un autentico alleato per la conservazione degli elementi nutritivi e un ridotto impatto glicemico. LA FILOSOFIA DI QUESTA INSEGNA STORICA È QUELLA DI UTILIZZARE SOLO MATERIE PRIME GENUINE E INGREDIENTI FRESCHI PER LA PRODUZIONE DI DOLCI E PASTICCERIA ARTIGIANALE D’ECCELLENZA, GARANTITI DAL 1965

PASTICCERIA SAN FRANCESCO

Via IV Novembre, 2 - Bergamo - Tel. 035 259522 ORARI D’APERTURA Lunedì 7.45 - 13.30 - Mar - Dom 7.45 - 20.00 www.pasticceriasanfrancesco.com

pasticceriasanfrancesco@virgilio.it


fuochi di paglia di Giorgio Paglia www.fuochidipaglia.it

ESSERE O NON ESSERE UMANI?

Le cose in Italia, si sa, non vanno benissimo. Ci sono interi settori che ancora risentono di una profonda crisi economica che ormai dura da 11 anni. Pensiamo al solo comparto dell’edilizia, dove sono stati persi centinaia di migliaia di posti di lavoro e dove il valore degli immobili è calato di quasi un 30% nell’ultimo decennio. La classe media è stata falcidiata e il suo potere d’acquisto si è inesorabilmente eroso. A ciò va ad aggiungersi un debito pubblico spaventoso di circa 2.500 miliardi, a fronte di un prodotto interno lordo che non supera i duemila miliardi di euro all’anno. Questo debito grandioso ci costa un’enormità, quasi 65 miliardi di euro all’anno di interessi che sono da aggiungersi ai 2.500 miliardi di prima, ed è in grado di far fallire, bilanci alla mano, una qualsiasi impresa pubblica o privata che sia. La crescita poi, quando non è stagnante, si attesta intorno ad un modestissimo zero virgola e ci colloca agli ultimi posti in Europa. Insomma un vero e proprio macello economico-finanziario italiano. Chiunque vada al Governo deve perciò inventarsi delle vere e proprie alchimie per tenere in piedi i conti dello Stato. L’unico modo per sopravvivere, anche per rispettare i parametri europei, sembra quello di aumentare in continuazione le tasse, invece di ridurre i costi e di aiutare una possibile ripresa con una vera programmazione di investimenti. Ma questa malsana operazione di prelievi fiscali taglia ulteriormente i consumi e soprattutto fa perdere tanto elettorato. La tornata giallo rossa ha allora inventato le cosiddette micro tasse, tante piccole e micidiali supposte che colpiscono un’infinità di beni: dallo zucchero alla plastica, dalle sigarette alle autovetture e via dicendo. Il concetto è simile a quello delle bombe a grappoli: non sono grosse come un unico ordigno, ma si spezzettano in tante microesplosioni, che però fanno più vittime delle prime. Ed in effetti l’italiano medio non ce la fa più. Allora si tenta di colpire gli evasori, minacciando un oscuro tintinnare di manette, dimenticandosi che in Italia l’evasione è spesso di mera sopravvivenza. Infatti una vecchia regola dice che più è elevato il regime di tassazione e più il cittadino è invogliato a fregare lo Stato vampiro. Purtroppo, oltre l’aspetto economico, sta montando un preoccupante problema psico-sociale. Il presupposto è piuttosto semplice: la carenza di denaro rovina i rapporti anche nelle migliori famiglie, figuriamoci in una nazione intera! Quindi alle normali contrapposizioni politiche si stanno sommando gli scontri di genere, di ceto, di ideologie, di razza e di religione. Niente di più pericoloso, socialmente parlando. Così la sinistra, che arranca ad ogni elezione, dipinge coloro che votano la destra come nazisti, sovranisti e fascisti. Si ergono millantate barricate morali, dove anche il senso della verità viene travisato. Un recente giornale ha pubblicato una vignetta per spiegare come mai in Emilia Romagna stiano aumentando i consensi verso la Lega: perché in quella regione c’è una forte presenza di maiali. E’ normale un ragionamento del genere, secondo voi? Quindi il bene e il male soggettivamente si separano, a prescindere, solo a causa dell’appartenenza politica o meno a una parte. Cioè se voti una fazione allora sei buono, umano, intelligente, altruista, se voti l’opposta sei un cattivo, un barbaro, un criminale. Non importa come tu sia in realtà e quali siano le vere motivazioni del tuo voto. Vieni etichettato unilateralmente, tra rosso o nero, e non hai alcun diritto di replica. Ciò scatena le opposte fazioni in scontri sempre più duri, anche non solo verbali. La società si va frammentando in populisti e in statalisti, i quali, da barricate opposte, bombardano di insulti un nemico acerrimo, che in realtà nemico vero non è.

Gli uomini perdono la salute per fare soldi e poi perdono i soldi per tentare di recuperare la salute. Pensano tanto ansiosamente al futuro dimenticando di vivere il presente. Così facendo non riescono a vivere nè il presente nè il futuro. Vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto. Dalai Lama Essere umani o non essere umani, pare questo il falso dilemma di una società allo sbando. Tutto il resto non conta. La finanza, la filosofia, la ragione, il progresso economico, non vengono affrontati oggettivamente per quello che sono, ma suddivisi in dogmi esistenziali. Allora la politica scivola verso il suo aspetto peggiore e non ha più bisogno di grandi statisti al suo interno, ma semplicemente di scarsi ciarlatani da mostrare alle folle plaudenti. Servono squallidi personaggi che sappiano arringare un popolo in difficoltà e nutrirlo quotidianamente con inutili speranze. E dove andremo a finire con questi presupposti? Difficile dirlo, ma le grandi crisi economiche, se non affrontate seriamente e con capacità operative, non hanno mai portato a nulla di buono. Soprattutto se l’uomo arriva a preferire l’apparenza delle ideologie all’essenza delle cose reali. Anche su Twitter: @Fuochidipaglia


Ascom: Un premio alle

imprese storiche Tommaso Revera - Fotografie Sergio Nessi

ASCOM CONFCOMMERCIO BERGAMO FESTEGGIA LE IMPRESE CHE HANNO ADERITO AL CIRCUITO “RETE IMPRESE STORICHE DI BERGAMO”: 85 ATTIVITÀ, DI CUI 26 IN CITTÀ, CON PIÙ DI 25 ANNI DI “VITA” SONO STATE PREMIATE PRESSO LA SEDE DI VIA BORGO PALAZZO 137 E HANNO RICEVUTO L’ATTESTATO E LA VETROFANIA DEDICATA Domenica 10 novembre Ascom Confcommercio Bergamo ha festeggiato le imprese che hanno aderito al circuito “Rete imprese storiche di Bergamo”: 85 attività, di cui 26 in città, con più di 25 anni di “vita” sono state premiate presso la sede di via Borgo Palazzo 137 e hanno ricevuto l’attestato e la vetrofania dedicata. A fare gli onori di casa c’erano Giovanni Zambonelli e Oscar Fusini, rispettivamente presidente e direttore di Ascom Confcommercio Bergamo, a cui sono seguiti gli interventi di Sergio Gandi, vice sindaco di Bergamo, Ezio Deligios, consigliere della Provincia di Bergamo, e Alessandro Riva, referente “Negozi storici” di Ascom Confcommercio Bergamo.

Da Nasti Pizzaria

Sergio Gandi

Ezio Deligios

Giovanni Zambonelli

Oscar Fusini

Giorgio Puppi


rete imprese storiche Il progetto “Rete Imprese storiche di Bergamo” è rivolto a tutte le imprese del commercio, turismo e servizi bergamasche con più di 25 anni di attività ed è stato creato da Ascom Confcommercio Bergamo per tutelare e valorizzare le imprese longeve della città e della provincia. Le attività che partecipano al circuito vengono segnalate sul sito con una pagina dedicata contenente recapiti, fotografie, presentazione dell’attività e in alcuni casi anche un video di presentazione. Le attività che ricevono il marchio, inoltre, possono richiedere servizi di assistenza e consulenza su misura. Il riconoscimento di impresa storica e l’adesione al progetto sono gratuiti. È richiesta la continuità familiare e imprenditoriale nello stesso settore, pur con imprese diverse. Tutte le aziende sono sul sito www.reteimpresestoriche.it

Le 85 imprese premiate 1. Alba Eletronic - Pedrengo 2. Albergo Al Milano - Bossico 3. Albergo Antica Locanda - Clusone 4. Albergo Centrale - San Pellegrino Terme 5. Alimentari e Tabacchi Scainelli - Parre 6. Antica Osteria dei Camelì - Ambivere 7. Merceria Antignati - Treviglio 8. Autosalone Epis - Scanzorosciate 9. Bar 90 - Ponte San Pietro 10. Bar Birreria del Belvedere - Bergamo 11. Bar Borghetto Giornali e Tabacchi - Curno 12. Bar Commercio - Osio Sotto 13. Bar Europa - 1916 Spirano 14. Bar Pizzeria La Fenice - Serina 15. Beretta Il Fornaio - Spirano 16. Bosio Lina Sport - Clusone 17. C&D Elettronica - Bergamo 18. Cafè Roma - Mozzanica 19. Carminati Lucia - Romano Di Lombardia 20. Casa Del Formaggio - Clusone 21. Casa Gherardi - Ponte San Pietro 22. Gioielleria Cornali - Bergamo 23. Cornaro Gioielli - Bergamo 24. Da Nasti Pizzeria Capri - Bergamo 25. Del Rosso Vernici - Bergamo 26. Donatella Sonzogni - Zogno 27. Donazelli Angelo Tabaccheria - P.zza Brembana 28. Ristorante Antico Drago - Oltre Il Colle 29. Emporio Ferramenta Montanari - Bergamo

Puntogel srl

Giancarlo Belleli Verderosa

30. Ferramenta & Casalinghi Gualini - Trescore Bal. 31. Ferramenta Casalinghi Cottinelli - Lovere 32. Foto Ottica Skandia - Bergamo 33. Fuselli Sport - Almè 34. Galleria Previtali - Bergamo 35. Gastronomia Le Delizie - Osio Sopra 36. Gelateria Biffi - Credaro 37. Gioielleria Recalcati Davide e figlio - Bergamo 38. Gioielleria Zanetti - Ciserano 39. Gioielli Argenti Antichi Riva - Bergamo 40. Giopì e la Margì - Bergamo 41. Grc di Roberto Martinelli - Rogno 42. Hotel Cappello d’Oro - Bergamo 43. Idea Regalo Facchinetti - Dalmine 44. Il Pianone - Bergamo 45. Ristorante Il Sole - Bergamo 46. Isola di Zio Bruno – Albino 47. La Bottega di Pepo - Caravaggio 48. La Primavera - Lovere 49. La Staletta - Zogno 50. Longines Ruggieri Gioielleria - Bergamo 51. Macelleria Gastronomia Carminati - Treviolo 52. Merletti Fiori - Almenno San Salvatore 53. Nocenti Pierino – Bergamo 54. Omnia Language Solutions - Bergamo 55. Orobie Alps Resort - Roncobello 56. Ottica Claseri - Ponte Nossa 57. Ottica Garufi - Bergamo 58. Panificio Casati Francesco - Brembate

Ottica Claseri

Birreria del Belvedere

59. Panificio Cornago - Dalmine 60. Panificio Finazzi - Treviolo 61. Panificio Fratelli Goisis - Cologno Al Serio 62. Panificio L’antico Forno - Costa Valle Imagna 63. Panificio Stuani - Caravaggio 64. Panificio Testa - Treviglio 65. La Pasqualina - Almenno San Bartolomeo 66. Ristorante La Romanella - Ranzanico 67. Pub 2001 - Bergamo 68. Puntogel - Bergamo 69. Ristofante - Alzano Lombardo 70. Ristorante Pizzeria Arlecchino - Bergamo 71. Ristorante Pizzeria Gennaro e Pia - Bergamo 72. Ristorante Pizzeria La Ciotola - Bergamo 73. Ristorante Posta - Sant’Omobono Terme 74. Ristorante Pizzeria Da Sandro La Busa - Alzano L. 75. Rota Commerciale - Ponte San Pietro 76. Rota Commerciale - Brembate di Sopra 77. Salumeria Rossetti Carlo Francesco - Caravaggio 78. Spa Hotel Parigi 2 - Dalmine 79. Taverna 800 - Sant’Omobono Terme 80. Torri Angiolina Abbigliamento - Costa Volpino 81. Trattoria La Conca Verde - Trescore Balneario 82. Trattoria Pierì - Gandosso 83.Verde Vivo - Bergamo 84.Verderosa - Bergamo 85.Vergani - Fara Gera d’Adda

Bar Commercio di Carissimi Carla

Casa Gherardi

Hotel Ristorante Vergani


Zanoletti Anna Maria Albergo Antica Locanda

Bar Pizzaria La Fenice

C&D Elttronica srl

Enrico Giudici Casa Del Formaggio

Da Nasti Pizzaria

Albergo Centrale di Scanzi Paolo &C snc

Silvano Mangili Bar Europa

Autosalone Epis srl

Bruno Beretta Il Fornaio

Caffè Roma Mozzanica

Carminati Lucia

Renzo Cornaro Gioielli Cornaro

Del Rosso Vernici

Battista Azzola AB Alba Elettronics

Sonzogni Donatella Maria

Paolo Maurizio Antico Ristorante Drago


Tullio Garufi Ottica Garufi

Francesco Casati Panificio Casati

Panificio F.lli Goisis di Pierangelo & C snc

Abbigliamento Torri di Torri Angiolina

Alex Finazzi Panificio Finazzi

La Pasqualina

Pub 2001

Ristorante Pizzeria La Ciotola

Luciana Cornago La casa del Pane

Ristorante Pizzeria Arlecchino

Rota Commerciale

Trattoria La Conca Verde

Verdevivo di Crotti Alessandro

Ristorante La Romanella

Ristorante Pizzeria Gennaro e Pia

Hotel Parigi 2 srl

Trattoria PierĂŹ di Belotti Gianfranco

Rossetti Carlo Salumeria Rossetti

Trattoria La Busa Zanardi Sandro Tobia


Andrea Gualini ferramenta & casalinghi

Zanetti Gioielli di Zanetti Danila

Foto Ottica Skandia

Riva Gioielli

Fuselli Pierluigi Fuselli Sport

Gastronimia Le Delizie

Marco Recalcati Gioielleria Recalcati Davide e figlio

Maria Recanati Labottega di Pepo

Severino Facchinetti Idee Regalo

Isola Zio Bruno di Testa Mansueto

Giupì e la Margì

Roberto Martinelli GRC

Hotel Cappello d’Oro

Dario Ruggeri Ruggeri Gioielli

Nocenti Pierino

Omnia Language Solutions srl

Simone Angelo Carminati macelleria gastronomia

Merletti Fiori dei f.lli Capelli

Orobie Alps Resort


perchè io valgo

Ranica (BG) Via G. Zopfi, 18


Dopo la grande impresa che ha portato alla chiusura definitiva del Cinodromo di Macao, il peggiore nel mondo, avvenuta il 21 luglio 2018, e alla salvezza di 550 greyhound, Pet levreri, Anima Macau e GREY2K USA Worldwide lanciano la campagna internazionale “Save The Greyhounds and Galgos of Portugal”. L’obiettivo è quello di mettere fine alle corse con i galgo e i greyhound in Portogallo. Le tre organizzazioni antiracing si avvarranno del supporto e della collaborazione della rete delle associazioni, dei gruppi e dei rifugi locali che aderiranno alla campagna, nonché di una vasta rete di organizzazioni di protezione degli animali distribuite in tutto il mondo. Lo scopo è quello di realizzare un vasto network antiracing internazionale di associazioni e organizzazioni per lavorare insieme con l’unico obiettivo di ottenere una cultura di condanna civile, leggi di tutela, pene certe e severe per chiunque sfrutti, maltratti, abbandoni e uccida greyhound e galgo nel racing, nel coursing e nella caccia a vista in Portogallo. In Portogallo, infatti, nonostante l’articolo 13 del trattato di Lisbona dichiari che gli animali sono esseri senzienti, l’industria delle corse con i levrieri è autorizzata ed è un’attività sistematica con rilevanti interessi economici. I greyhound e i galgo vengono trattati come oggetti, usati per le scommesse, maltrattati e poi scartati, abbandonati o uccisi senza alcuna pietà quando non ‘servono’ più. Ognuno di loro viene importato, acquistato e poi venduto per migliaia di euro. In Portogallo ci sono oltre venti centri di allevamento e addestramento da corsa dove grey e galgo vengono allevati, addestrati e destinati al racing e al coursing. Vengono trattati in modo disumano, viene negata loro l’assistenza medica, sottoposti all’uso di doping e di collari elettrici e poi abbandonati o soppressi quando non più utili. Alcuni vengono ritrovati dalle organizzazioni animaliste ma non sono sempre in condizioni fisiche tali da essere salvati.

non vorresti

Adottare un Greyhounds?

Come accaduto per i greyhound di Macao occorre un’opera di sensibilizzazione per far conoscere e comprendere il dramma di questi cani e per creare una rete forte di persone che possa ottenere anche in Portogallo la fine di una pratica non degna di un paese civile ed evoluto. Per questo è necessario l’aiuto di tutti. Interrompere una cultura che distorce quelli che dovrebbero essere i veri valori di una comunità sana e solidale dovrebbe diventare l’impegno di tutti coloro che considerano gli animali come parte integrante della società e non come oggetti da usare per i propri interessi e da gettare via quando non riescono più a far ottenere un tornaconto economico. Per saperne di più e avere maggiori informazioni è possibile consultare il sito: www.petlevrieri.it/adozioni/ e la pagina Facebook: @petlevrieri


MOULIN ROUGE 2000

Punta di diamante della moda, del fotogiornalismo e della ritrattistica, Kirkland ha lavorato per le riviste più rinomate del mondo, catturando le più celebri star di Hollywood: più di 50 anni di carriera che lo hanno consacrato tra i più importanti fotografi dell’era contemporanea.


DOUGLAS KIRKLAND: “THE ICONS” Testo Tommaso Revera

LA GALLERIA PACI CONTEMPORARY, LO SCORSO 25 OTTOBRE, HA INAUGURATO LA PRIMA GRANDE MOSTRA DEDICATA AL LEGGENDARIO FOTOGRAFO DOUGLAS KIRKLAND CHE RESTERÀ APERTA SINO AL PROSSIMO 31 GENNAIO

La mostra, suddivisa in diverse sezioni, intende ricostruire attraverso un’imperdibile sequenza di scatti l’intera produzione dell’artista, accostando ai suoi lavori più noti alcuni inediti progetti presentati qui in anteprima.


MARILYN MONROE


Fulcro dell’esposizione sono le celebri icone, “The Icons”, ritratti ineguagliabili delle più famose star del cinema, artisti del calibro di Audrey Hepburn, Brigitte Bardot, Paul Newman, Jack Nicholson, Sophia Loren, Angelina Jolie… Indimenticabili risultano essere gli scatti dedicati alla diva Marilyn Monroe, immortalata in uno studio nel cuore di una notte passata alla storia, ancora oggi tra le più belle immagini di sempre dell’attrice.


PAUL NEWMAN

COCO CHANEL

MICHELLE WILLIAMS

AUDREY HEPBURN

Non mancano le rappresentazioni dedicate al mondo fashion, tra cui le fotografie della grande Coco Chanel e i suoi nudi più noti.

“DOUGLAS KIRKLAND: THE ICONS“ FINO AL 31 GENNAIO 2020

Infine, in anteprima assoluta, è stato presentato l’ultimo lavoro di Douglas Kirkland, legato ad una reinterpretazione in chiave fotografica e decorativa dell’alfabeto, progetto realizzato insieme alla moglie Françoise, proposto nella sua interezza in una straordinaria ed imperdibile installazione.

GALLERIA PACI CONTEMPORARY

La mostra è accompagnata da un inedito volume, realizzato a cura della galleria Paci contemporary, con introduzione di Walter Guadagnini e di Douglas & Françoise Kirkland, pubblicato da Silvana Editoriale, incentrato sull’intera produzione dell’artista.

VIA BORGO PIETRO WUHRER, 53 BRESCIA WWW.PACICONTEMPORARY.COM


Nato a Zwolle (Olanda) nel 1944 Ton Koopman ha compiuto studi classici e studiato organo, clavicembalo e musicologia ad Amsterdam. Ha ricevuto il Prix d’Excellence per entrambi glistrumenti. Attratto in modo naturale dagli strumentistorici e affascinato dalla prassi filologica, ha concentrato i suoi studi sulla musica barocca, con particolare attenzione a J.S.Bach, divenendo presto una figura dispicco nel movimento della interpretazione della musica antica. Come organista e clavicembalista, TonKoopman è apparso nelle più prestigiose sale da concerto del mondo ed ha suonato gli strumenti più belli e storici d’Europa. A 25 anni, ha creato la sua prima orchestra barocca; nel 1979 ha fondato l’Amsterdam Baroque Orchestra seguita nel 1992 dal Coro Barocco di Amsterdam. Combinato come l’Amsterdam Baroque Orchestra&Choir, l’ensemble ha presto guadagnato fama mondiale come uno dei migliori ensemble con strumenti d’epoca, esibendosi in tutto il mondo. Tra i progetti più ambiziosi di Ton Koopman spicca la registrazione di tutte le cantate di Bach, una grande impresa per la quale è stato insignito del Deutsche Schallplattenpreis “EchoKlassik”, il BBC Award, il Premio Hector Berlioz ed è stato nominato per il Grammy Award (USA) e il Gramophone Award (UK). Oltrea Bach, Koopman è stato a lungo un sostenitore della musica del predecessore D.Buxtehude e, dopo il completamento del progetto Bach, nel 2005 ha iniziato a registrare la Buxtehude-Opera Omnia. L’edizione comprende 30 CD. Koopman è presidente della International Buxtehude Society. Nel 2006 ha vinto il Bach-Prize della città di Lipsia, nel 2012 il Buxtehude Prize della città di Lubecca, e nel 2014 ha ricevuto il Bach Award della Royal Academy of Music di Londra. Nel 2016 ha ricevuto una cattedra honoris causa dalla Musikhochschule Lübeck ed èdiventato consigliere artistico onorario del Guangzhou Opera House. Negli ultimi anni è stato molto attivo anche come direttore ospite, collaborando con le più prestigiose orchestre al mondo. La sua vasta attività è testimoniata dal impressionante numero di dischi registrati per varie case editrici, tra cui Erato, Teldec, Sony, Deutsche Grammophon, Philips, e lasua“Antoine Marchand”. Koopman ha pubblicato moltis aggi e testi critici: ha curato l’integrale dei Concerti per organo di Händel per Breitkopf & Härtel e ha da poco pubblicato le nuove edizioni del Messia di Händel edelGiudizioUniversalediBuxtehude per Carus Verlag. È professore all’Università di Leiden, membro onorario della Royal Academy of Music di Londra e direttore artistico del Festival “Itinéraire Baroque”.

Signor Barocco Fotografie Sergio Nessi

applauditissimo

tom kopman

al concerto di chiusura del festival organistico internazionale città di Bergamo


Chiesa di Sant’Alessandro in Croce affollata per il concerto di chiusura del Festival Organistico Internazionale Città di Bergamo. Alla tastiera del prestigioso Serassi della Chiesa Tom Kopman ritenuto uno dei più importanti organisti sulla scena mondiale. Il grande Maestro olandese ha letteralmente incantato gli appassionati con gli autori a cui è più affezionato come Bach e Buxtehude. Una fantastica occasione per riconciliarsi con la musica antica suonata in uno dei suoi luoghi di elezione. Un arrivederci alla prossima edizione GRAZIE ALLA COLLABORAZIONE E AL SOSTEGNO DI


BARCHETTE FERRARI: LE AUTO CHE HANNO CREATO IL MITO

La Ferrari 166MM nella foto fu quella che si meritò il soprannome di Barchetta da Gianni Agnelli, il quale al cospetto di quelle forme levigate, ebbe ad esclamare “Ma questa non è una macchina; è una barchetta!”.

ESSENZIALI, VELOCI, BELLISSIME: LE “BARCHETTE” FERRARI SEGNANO GLI ESORDI DEL CAVALLINO NELLE CORSE.


LE ROSSE

IN ABITO DA CORSA

Essenziali, veloci, bellissime, le “barchette” appaiono sul finire degli anni 40: spider da corsa leggere, senza capote né fronzoli e con un parabrezza minuscolo per ridurre al minimo l’impatto con l’aria. Una ricetta efficace che permette di dominare negli anni eroici della Mille Miglia, della Targa Florio e di tante altre gare epocali. Per definizione le barchette sono auto da competizione estrema, prodotte in pochissime unità, ciascuna delle quali oggi fa storia a sé per i trascorsi sportivi e non solo. Ferrari, in particolare, lega gli esordi della sua storia sportiva a queste vetture eccezionali, e proprio alle barchette del Cavallino è stata dedicata la mostra “Le Rosse in abito da corsa” ospitata ad Auto e Moto d’Epoca a Padova alla fine di ottobre. La più “anziana” tra quelle esposte a Padova era la Ferrari 166 Mille Miglia carrozzata Touring del 1950 che fu di Gianni Agnelli, poi venduta in Belgio e, in seguito, portata in gara da Olivier Gendebien. Successivamente di proprietà del grande collezionista Ferrari ed ex pilota di Formula 1 Jacques Swaters, l’auto è stata esposta al MoMA di New York e alla Nationalgallerie di Berlino come modello di design italiano. Nel 2015 è una delle vedettes del Concorso d’Eleganza di Villa d’Este. Si tratta di un modello particolare anche perché è legato alla nascita stessa del nomignolo “barchetta”. È infatti proprio Agnelli, al cospetto delle forme levigate della 166MM esposta al Salone di Torino del 1948, ad esclamare “Ma questa non è una macchina; è una barchetta!”.


LE ROSSE IN ABITO DA CORSA FERRARI 857 S SUL VIALE ALL’ENTRATA DI VILLA FENAROLI A REZZATO (BS)


Ferrari 40 MM Spider Vignale

Ferrari 500 Mondial

Ferrari 550 Barchetta Un commento che venne prontamente registrato dal giornalista sportivo Giovanni Canestrini (uno dei creatori della Mille Miglia) e poi ripreso da Bianchi Anderloni (patron della Carrozzeria Touring di Milano) per definire la versione scoperta della 166 MM, realizzata per la Mille Miglia del 1949. Da allora iltermine “barchetta” è entrato nella storia dei motori finendo per indicare l’intera categoria delle scoperte da corsa, ed è stato ripreso in tempi recenti per modelli esclusivi prodotti in serie limitata. All’estremo temporale opposto della mostra era esposta una delle ultimissime Ferrari Barchetta, la SP Monza, capostipite di un nuovo concetto di serie limitata made in Maranello denominato ‘Icona’ e ispirato alle leggende degli anni 50, fondendo tecnologia avanzata e design evocativo. Ferrari 375 Barchetta Pininfarina


candide presenze sul lungolago di sarnico

rossetti design park


A Sarnico, fino alla fine di novembre, passeggiando sulle sponde del Sebino è possibile immergersi nel magico mondo del Rossetti Design Park. Realizzata da Stefano Rossetti, l’installazione di sculture e arredi urbani ha linee morbide e sembrano ritagliate in un foglio di carta.

Stefano Rossetti è un designer e artista milanese con un background internazionale. I suoi lavori sono poliedrici e i suoi interessi spaziano tra arti visive, scultura e design. Progetta opere di forte impatto emotivo e con il Rossetti Design Park ha dato vita a installazioni-evento in Italia e nel mondo. Designer e artista, è fondatore dell’agenzia creativa PEPE nymi, con sede a Milano nel quartiere Isola. Nella sua arte dà forma a un mondo altro, a una dimensione in cui tutto è simbolo in una sintesi narrativa di archetipi e immaginario contemporaneo. Il suo Design Park ha debuttato durante la Design Week 2018 e nel corso dell’ultimo anno è stato protagonista di eventi di grande successo e di forte impatto visivo ed emotivo, tra cui la recentissima installazione al MUDEC di Milano a marzo 2019. Durante la Design Week 2019 ha lanciato il suo nuovo lavoro “Ci vuole un fiore!” con un’installazione nel parco “Biblioteca degli alberi”. Di recente il Design Park ha fatto il suo debutto internazionale con un’installazione a Helsinki in Finlandia e una nelle Antille Francesi. L’installazione di Rossetti per la design Week a Milano

Guido Bertazzoli, che prima di fare il sindaco di Sarnico era insegnante di letteratura, è l’ispiratore e il promotore delle molte iniziative culturali che contribuiscono a fare del paese affacciato sul Sebino un’attrazione continua. Le mostre, i concerti, la riscoperta delle bellissime ville in stile Liberty, una pinacoteca di un certo spessore e in futuro il museo dedicato a Carlo Riva e ai suoi irripetibili motoscafi.


GUY HARLOFF

Alchimie e sinestesie a cura di Serena Redaelli Centro Culturale di Milano Largo Corsia dei Servi, 4 fino al 5 dicembre. Simbolismo, filosofia ed esoterismo, ma anche arte, musica e cinematografia: tutto questo compone il multiforme universo del poliedrico artista Guy Harloff, autore di spicco del secolo scorso a cui è dedicata la mostra “GUY HARLOFF (1933-1991). Alchimie e sinestesie” presentata al Centro Culturale di Milano fino al 5 dicembre. L’importante rassegna, curata da Serena Redaelli, è organizzata dallo Studio d’arte Nicoletta Colombo, sede dell’Archivio Guy Harloff, e si avvale dei prestigiosi patrocini di Commissione Europea, Regione Lombardia, Comune di Milano. Il percorso espositivo nelle sale del CMC offre al pubblico oltre quaranta opere su carta realizzate dalla metà degli anni Cinquanta fino a tutti gli anni Ottanta, in dialogo con i più stimolanti temi culturali e artistici coltivati da Guy Harloff a testimonianza dell’evoluzione della sua complessa quanto inconfondibile poetica, espressa in un trentennio attorno ad alcuni soggetti prediletti: i mandala, le lettere dell’alfabeto, i vascelli del Grande Viaggio, i libri della conoscenza, gli ampi tappeti persiani, il cuore, l’Albero della Vita, l’alchemica Voie Royale, accompagnati da locuzioni, scritte e datazioni volte a rafforzarne il profondo messaggio. Avvicinatosi alla Beat Generation, il “mite gigante, pittore e alchimista” - come lo definì Dino Buzzati - si dedica alla pittura, tra collage e chine colorate che, all’insegna dell’accumulazione neo-barocca di segni, seguono un’ispirazione simbolica da miniaturista moderno, giocata sull’ibridazione surreal-simbolista e neo-dadaista con l’allegoria ebraica, orientale e araba. Per una più completa comprensione del “pianeta” Harloff, la mostra propone inoltre fotografie di Roberto Masotti, importanti ritrovamenti dall’Archivio Lelli e Masotti che ritraggono l’artista sul suo galeone a Chioggia e in occasione dell’apertura della personale alla Permanente di Milano, quando l’amico sassofonista e compositore Ornette Coleman, con la sua band, allestisce un memorabile concerto jazz. E ancora si possono ammirare cover di dischi jazz disegnate da Harloff, foto documentarie, libri e cataloghi particolarmente rari, un prezioso esemplare di tappeto caucasico (courtesy Mirco Cattai FineArt&AntiqueRugs, Milano), a confronto con i Tapis harloffiani, ed una serie di riletture pittoriche dell’opera di Guy Harloff realizzate dalla giovane artista Linda Caracciolo Borra, in arte Linda Orbac. L’esposizione prevede, infine, la proiezione di due cortometraggi realizzati da Harloff, appassionato cinefilo, finora rimasti inediti e concepiti dall’autore come integrazione della sua produzione pittorica. L’anima da apolide, la vastità degli interessi, gli spostamenti ininterrotti tra Parigi, New York, Milano, il Marocco e l’Iran, hanno portato Guy Harloff a studiare il mondo del jazz, del cinema, della filosofia - è stato cultore di alchimia, tantra, sufismo e cabala ebraica - della letteratura e della critica d’arte, e ad avvicinarsi ad esponenti del grande collezionismo e dell’arte internazionale, come Peggy Guggenheim, Philip Martin, Alberto Giacometti, Francis Bacon. Tra le sue amicizie si ricordano i musicisti Ornette Coleman e Charles Mingus, gli scrittori Giovanni Arpino ed Henry Miller, il poeta Alain Jouffroy, lo storico dell’arte Franco Russoli, il curatore Harald Szeemann e i critici Michel Tapié e Patrick Waldberg, oltre alle collaborazioni con l’attore Vittorio De Sica e l’artista Arsenije Jovanović. L’attuale esposizione al Centro Culturale di Milano, che segue le recenti mostre milanesi alla Galleria San Barnaba del 2016 e alla Galleria Anna Maria Consadori del 2018, prosegue quindi il progetto di riscoperta dell’articolata figura dell’artista-filosofo di fama negli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso. Orari lunedì-venerdì ore 10-13; 14-18.30 | sabato ore 15.30-19 Ingresso gratuito


GIORNATA O.N.U. PER L’ELIMINAZIONE DELLA VIOLENZA MASCHILE CONTRO LE DONNE

pink floid

contro la violenza sulle donne

“Shine on Project”in concerto i grandi successi dei Pink Floyd

PalaCreberg | 25 novembre 2019 | Ore 20.45 La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza maschile contro le donne è stata istituita dall’Assemblea generale dell’ONU che ha designato il 25 novembre come data e ha invitato i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG a organizzare attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica in quel giorno. Questa data fu scelta in ricordo del brutale assassinio nel 1960 delle tre sorelle Mirabal considerate esempio di donne rivoluzionarie per l’impegno con cui tentarono di contrastare il regime di Rafael Leónidas Trujillo (1930-1961), il dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell’arretratezza e nel caos per oltre 30 anni.nIl 25 novembre 1960, infatti, le sorelle Mirabal, mentre si recavano a far visita ai loro mariti in prigione, furono bloccate sulla strada da agenti del Servizio di informazione militare.Condotte in un luogo nascosto furono torturate, massacrate a colpi di bastone e strangolate, per poi essere gettate in un precipizio, a bordo della loro auto, per simulare un incidente.

Tutto questo è Shine on Project! La passione di un gruppo di musicisti bergamaschi per l’opera musicale dei Pink Floyd... Il sogno di poter rendere omaggio a una modernità senza tempo…Questo è il progetto che, a partire dal 2013, si concretizza con la nascita del gruppo SHINE ON PROJECT. I componenti del gruppo provengono da differenti percorsi musicali che spaziano dal classico al rock al cantautorale, fino ad arrivare alla musica sacra; generi che, potremmo dire, trovano sintesi proprio nella musica dei Pink Floyd. La scelta stilistica non è propriamente quella del “tributo”, quanto

quella di una fede le esecuzioni dei brani che lascia, però, un piccolo spazio a personali interpretazioni. Il repertorio attinge all’immensa produzione dei Pink Floyd, e privilegia i brani più conosciuti, senza però tralasciare le classiche “chicche” per intenditori. La cura dei dettagli e lo studio quasi “maniacale” dei suoni sono caratteristiche imprescindibili del lavoro delgruppo, e non potrebbe essere diversamente, considerando i grandi musicisti cui si fa riferimento. Suoni, voci, immagini... l’essenzialità di uno spettacolo che ha come centro assoluto la musica senza tempo dei Pink Floyd.

Concerto gratuito con offerta libera devoluta all’Associazione Aiuto Donna organizzazione


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Qui Bergamo n.ro 267  

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