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ANNO 26 - N° DUECENTOCINQUANTATRE - GIUGNO 2018 - € 3

i n n a i ventise BERGAMO MAGAZINE

IN COPERTINA LUANA PIAZZALUNGA E GIUSEPPE CASTAGNETO MARTINA DELLAMUZIA MISS BERGAMO DA GRANDE FESTA 204° ANNIVERSARIO CARABINIERI CHRISTIAN PRESCIUTTI SEMPRE IN VASCA ROSLANDY ACOSTA: A BERGAMO PERCHÈ MI SENTO AMATA ROTARY CITTÀ ALTA E IL RITROVATO MANTEGNA

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SPEDIZIONE IN A. P. D.L 353/2003 (CONV. IN L.27/02/2004 N.46) ART.1, COMMA 1, DCB BERGAMO IN CASO DI MANCATO RECAPITO RESTITUIRE AL MITTENTE - EDITA PERIODICI S.R.L. VIA B. BONO, 10 BERGAMO 24121 - TASSA PAGATA BG CPO

IL TORNEO DELL’ACCADEMIA DELLO SPORT PER LA SOLIDARIETÀ

Fotografia Paolo Stroppa


H A PPY D I A M O NDS


La lezione bresciana Sembrava essere a portata di mano la vittoria sul sindaco uscente di Brescia Emilio del Bono, da parte della sfidante del centrodestra, vista la recente straripante rimonta della Lega ed il naufragio del Partito Democratico a livello nazionale, partito a cui Del Bono appartiene. Evidentemente sondaggisti, opinionisti ed altri veggenti non avevano considerato il particolare momento storico che vede Lega e Forza Italia distanti, la seconda a fare l’opposizione e la prima al governo del Paese con i 5Stelle. È probabile infatti che, la vittoria clamorosa di Emilio del Del Bono sia stata anche favorita dal “non voto” dei leghisti, comprovato da un elevato astensionismo. Probabilmente anche perché Matteo Salvini aveva promesso al suo popolo che, a Brescia, il prossimo candidato sindaco sarebbe stato sicuramante uno della Lega ed era anche insistentemente circolato il nome di Fabio Rolfi, che fu già vicesindaco con Paroli e oggi assessore regionale. Ma oltre a questi fattori bisogna evidentemente ammettere che l’Emilio non è dispiaciuto ai bresciani per il suo lavoro a capo dell’amministrazione di Brescia negli ultimi 5 anni i quali lo hanno premiato con un secondo mandato ottenuto già al primo turno. Questo dovrebbe far riflettere anche per ciò che riguarda il futuro di Bergamo che eleggerà il nuovo sindaco la prossima primavera in concomitanza con le elezioni europee. Anche qui, l’attuale sindaco Giorgio Gori, teme una valanga di voti al centrodestra che potrebbero trasformarsi per lui in una nuova cocente sconfitta come quella patita alle regionali ma, il risultato di Brescia, potrebbe cambiare le prospettive. Infatti, la gente ha capito che nel caso di elezioni amministrative ciò che conta è l’uomo e le sue capacità piuttosto che l’appartenenza ad un partito. Animo quindi per Gori perchè il suo disegno di prolungare la permanenza a Palazzo Frizzoni potrebbe stare in piedi nonostante il clima sfavorevole al PD. Dipende davvero da quanto sarà in grado di farsi apprezzare dai bergamaschi in questo ultimo scorcio di mandato oltre, ovviamente, alla caratura dei suoi futuri sfidanti. All’orizzonte si profila la candidatura di Giacomo Stucchi, un leghista della vecchia guardia che dopo una super carriera da senatore e deputato era approdato alla direzione del Copasir, il comitato di controllo parlamentare sui servizi di informazione che era stato prima di lui presieduto nientemeno che da Massimo D’Alema. Alle elezioni di questa primavera non è stato ricandidato al Parlamento e per lui si potrebbe prospettare un incarico come candidato sindaco a Bergamo, sempre che non sogni per sè stesso una molto più prestigiosa e comoda poltrona a Bruxelles. Vincente? Difficile dirlo anche perchè bisognerebbe avere una sfera di cristallo per capire se, come a Brescia la Lega ha fatto lo sgambetto alla candidata di Forza Italia a Bergamo, viceversa, un candidato leghista potrebbe non essere votato da quelli di Forza Italia. Una spaccatura che favorirebbe l’attuale primo cittadino. (v.e.filì)

emilio del bono rieletto sindaco di Brescia al primo turno con un risultato che ha sorpreso tutti

giorgio gori sindaco di bergamo titubante circa una sua ricandidatura nella prossima primavera

giacomo stucchi indicato come il candidato che sfiderà giorgio gori per la carica di sindaco di bergamo


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I GRAFFI DI BRUNO

Bruno Bozzetto


BERGAMO

in questo numero

www.qui.bg.it

autorizz. Tribunale di Bergamo n°3 del 22/01/1992

BRESCIA

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autorizz. Tribunale di Brescia n°18 del 22/04/2004

amitiè sans frontières: divertirsidonando

EDITA PERIODICI srl Via Bono 10 Bergamo tel 035.270989 fax. 035.238634 www.editaperiodici.it Direttore responsabile: Vito Emilio Filì Direttore editoriale: Patrizia Venerucci

Roslandy del Valle Acosta Alvarado: resto perchè mi sento amata

venerucci@editaperiodici.it Responsabile redazione: Tommaso Revera redazione@qui.bg.it Responsabile grafica: Paolo Biava grafica@qui.bg.it Redazione eventi: Valentina Colleoni redazione.chicera@qui.bg.it

martina dellamuzia: miss bergamo da grande

Hanno collaborato in redazione: Bruno Bozzetto, Lisa Cesco, Maurizio Maggioni, Franco Gafforelli, Giorgio Paglia, Valentina Colleoni, Elena Pagani Fotografie di: Federico Buscarino, Sergio Nessi, Paolo Stroppa, Daniele Trapletti, Paolo Biava Stampa: Euroteam Nuvolera Brescia

in Copertina luana piazzalunga e giuseppe castagneto amministratori della Piazzalunga srl


in questo numero

Christian Presciutti campione di pallanuoto

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CARABINIERI IN FESTA PER I 204 ANNI DELL’ARMA

I GIOIELLI DI ROBERTO COIN DA CURNIS WHITE WHITE NIGHT NIGHT IN IN “JOY” JOY

PORSCHE: BUON 70° COMPLEANNO

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IN MOSTRA A DALMINE: PAUSA PRANZO

MARINELLA MACARIO E FOULIS IL GATTO CHE VOLEVA VIVERE

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SUCCESSO PER LA MOSTRA IN RICORDO DI GILBERTO REGGIANI


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NNAagani O D P IO SPAZa di Elena a cur

la (in)capacità delle donne di essere individualiste Le donne sono esseri meravigliosi e meravigliosamente complessi. Non occorre che intervenga la scienza per dimostrare quanto esse siano più complicate rispetto agli uomini... Una consapevolezza che mette d’accordo entrambi i sessi. Sono multitasking, termine alquanto utilizzato oggi in ambiti differenti, sanno essere mogli, madri, amanti, professioniste, figlie, nuore e un sacco di altre cose. La donna è per natura altruista: pensate che a seguito di un’azione in grado di portare benefici sull’altro, le donne, a livello neurologico, ricevono una sensazione più gradevole e gratificante rispetto agli uomini. Il solo fatto di essere predisposte ad accogliere in grembo un figlio e a donare la vita attesta e avvalora questa tesi. Tuttavia, proprio per il loro essere imprevedibili e spesso insondabili, le donne stesse sono in grado di smentire anche la scienza e il loro altruismo, la loro generosità si sciolgono come neve al sole di fronte a membri del loro stesso sesso! Nemico numero uno: le altre donne. Quante volte si sente dire: “se solo fossimo capaci di creare sinergie”, “gli uomini sanno fare squadra, noi no”, “lavorare tra donne e andare d’accordo è un’impresa” - affermazioni difficili da smentire. Le donne sanno essere tremendamente dure nei confronti delle loro colleghe, siano esse in ambito lavorativo o in altri contesti. Anche nei riguardi di personaggi femminili famosi che narrano sui social la loro quotidianità, sono quasi sempre le donne a sferrare i commenti più duri e crudeli, rivelando talvolta una perfidia ingiustificabile. Se l’invidia, uno dei sette peccati capitali, fosse personificata, sarebbe certamente di sesso femminile. Sarà un comportamento che trae le sue origini da un istino profondo, dal fatto che nei secoli (e tuttora) le donne abbiano dovuto lottare per la loro posizione, conquistandosi il proprio ruolo. Qualsiasi siano le ragioni di questo atteggiamento, dovrebbe far riflettere: l’invidia non è solo un peccato, ma un germe in grado di distruggere la bellezza e la serenità dei rapporti. È involontaria, s’insinua come una serpe, manovrando le azioni di chi la prova. Impedisce di creare unione e sinergia, porta all’individualismo estremo. Se poi il suo oggetto d’interesse e causa scatenante è un uomo, è in grado di creare un putiferio. Care donne, concentratevi sulla vostra felicità piuttosto di voler distruggere quella altrui, siate ambasciatrici della bellezza, del garbo, della gentilezza del vostro sesso, ne uscirete sempre e comunque vittoriose, voi che donate la vita, che amate incondizionatamente, che siete il motore del cambiamento.

Giorgia Wurth e Silvia Delfino rivali in scena in “Due donne e un delitto” scritto da Valentina Capeci per la regia di Massimo Natale.

Due donne si affrontano sul palcoscenico in cerca del colpevole di un omicidio, si affrontano da rivali e antagoniste costrette da un rapporto che le lega a questo fatto di sangue e che ripropone al pubblico in modo intrigante, ma spesso anche molto divertente l’eterno dilemma della rivalità tra due donne.


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IL RE È NUDO, C.V.D.

Finalmente tutte le cose stanno tornando al loro posto, non poteva che essere così, dopotutto. Ora sappiamo che la nostra sovranità è limitata, veramente, che quanto successo dal 2011 ad oggi è stato confermato e vidimato dal Colle, Napolitano era più furbo e dall’altra parte c’erano i Dem che sono ben navigati, ora c’é Mattarella che alla fine è un bravo ragazzo, navigato anche lui, ma democristiano e non comunista, legato, ma slegato dalla poltica orribilis delle finzioni. Nulla è perduto, il Popolo Sovrano ora sa che se vuole veramente contare qualcosa dovrà farlo con una maggioranza schiacciante e dovrà sopportarne le conseguenze, qualunque esse siano. Le rivoluzioni si fanno solo a pancia vuota e solitamente nel sangue, oggi, nel terzo millennio si fanno con la Borsa, la pancia piena ed il debito pubblico che non sarà mai ripianato (di consociativa pentapartitica memoria). Nulla di grave, la vita continua, i giovani avanzano e saranno il nostro futuro, i Dem rimarranno sulle loro barricate avendo sprecato un’altra gloriosa occasione, avranno anche messo a nudo il sistema, cosa che a loro piace (e anche a me molto), ma scenderanno ancora alle prossime votazioni e i poteri forti di Renzi (Londra etc,) non lo sorreggeranno più, come già avevano dimostrato nel recente passato. La lega e i 5 stelle, hanno fatto un vero gioco di squadra che ha rivoluzionato il sistema, una piccola rivoluzione senza sangue, se non quello scorso metaforicamente sui social contro Mattarella, ma che cosa si vuole di più? Il blocco del traffico alla brasiliana? Gli scioperi alla francese? La dicotomia governativa alla spagnola? L’empasse alla belga? L’austerità da noi pagata alla tedesca? Il fallimento economico della Grecia? Ci sarebbe da dire molto, moltissimo su questa Europa e Comunità Europea, ma si è detta lei stessa tutto, e di più. Allora andiamo avanti fiduciosi che le cose miglioreranno e cambieranno entro qualche mese; abbiamo voluto accelerare i tempi per il nuovo governo; sbagliatissimo. Ci volevano ancora almeno due mesi di decantazione, nessuna corsa contro il tempo, i mercati andavano bene, l’acqua scorreva sotto i ponti, gli italiani andavano in vacanza, gli spagnoli tremavano per il cambio di maggioranza e i francesi, che ancor si incazzano, avrebbero trovato nuovi clandestini eroi da naturalizzare e, allora tutto si sarebbe realizzato senza traumi. Invece i media, avanti tutta, non avendo altro da dire, la nazionale non è ai mondiali e allora di che parlare? La Merkel ha bisogno di nemici esterni per difendere le sue nefandezze e debolezze interne, ecco servitovi il piatto! Il sistema cambia, la gente pensa veloce e non riflette, mangia ma non degusta, abbiamo voluto questo mondo?? Becchiamocelo.

Trump gestisce il pianeta come se fosse una azienda, perchè è così che il mondo si è trasformato, in una azienda, che ti licenzia dicendo che non sei più una risorsa utile, che ti lascia gestire la Giustizia sotto una tenda come il Tribunale di Bari (e poi vogliamo combattere l’illegalita’, “ Ma mi faccia il piacere” diceva Toto’). Incredibile ma vero, ma non disperiamo siamo italiani e faremo ben vedere al mondo chi siamo, sì perchè noi faremo un grande passo in avanti e aiuteremo veramente il vecchio continente a capire gli errori in cui siamo occorsi, davvero, credeteci. Anche a Bergamo stiamo vivendo una piccola rivoluzione, dal Papa Buono che è tornato a trovarci per dare quella mossa d’entusiasmo che cominciava a mancare nella nostra vita religiosa e sociale: gli oratori cominciano a diminuire, il seminario di Città Alta si spopola e la piscina chiude, e via un’altra parte di vita di quartiere che si spegne, solo perchè nessuno investe ed il Comune se ne frega, però si trova il tempo per litigare sul nostro Presidente della Provincia, un altro Matteo, che dona il suo tempo alla comunità, che lavora indefessamente per noi, che è garante di un patto politico, ma che non può sedere in un CDA per prendere un piccolo gettone mentre i sindaci hanno stipendio, e lui non lo ha, gli amministratori di Sacbo sì, ex sindaci ed ex consiglieri regionali, quelli nelle fondazioni sì e… gli altri no! E come Gesù disse ai Farisei…”I furbi a iè sempre chei”. Chi lavora deve essere retribuito, chi ci rappresenta deve essere pagato o meglio rimborsato del tempo dedicato, facciamo sì che la politica riprenda veramente ad essere politica al servizio della comunità, non nascondiamo le necessità, affrontiamole. A Bergamo tra poco ci sarà un’occasione più unica che rara, il rinnovo delle cariche amministrative locali, le elezioni nazionali, le prossime elezioni europee, guardate che tutto questo non è molto lontano, è dietro l’angolo ci si deve preparare, così come 50 anni fa, sembra un’eternità ma è pochissimo, si è creduto in un sogno che si chiama Università!!! Nel suo significato etimologico, di Università, i grandi del nostro popolo orobico di allora hanno creduto, dai politici lungimiranti, agli imprenditori che hanno investito, ma soprattutto da quei docenti illuminati e sognatori che hanno creduto in questo sogno: la cultura e la scienza per combattere l’isolamento ed il cretinismo endemico, il terrorismo. Grazie davvero a tutti, potrei citare i cognomi, ma meglio i nomi di battesimo, come Carlo, Giancarlo, Andrea e……. tantissimi altri. È morto il Re, Viva il Re. (che non si gongoli troppo qualche mio caro amico, è solo un modo di dire, non altro).


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MARTINA DELLAMUZIA OLTRE LA CORONA C’È DI PIÙ! Testo Valentina Colleoni - Fotografie Eleonora Patti

A TU PER TU CON MARTINA DELLAMUZIA, EX MISS BERGAMO, VOLTO DELLA NUOVA CAMPAGNA PUBBLICITARIA DI OTTICA CATTOZZO E RAGAZZA DALLE MILLE SORPRESE Martina, qualche giorno fa hai ceduto la tua corona alla neo eletta Miss Bergamo. Come è andata? “Un po’ dispiaciuta ma comunque emozionata nel vedere la felicità della nuova ragazza incoronata. Due anni fa ero al suo posto e quindi so come si sentiva in quel momento”. Come sono stati questi due anni da Miss? “Molto belli! Essere la Miss della tua città dà tantissima felicità e soddisfazione. In più ho avuto modo di provare esperienze sia su set fotografi che per spot pubblicitari. Mi sono molto divertita!”. La tua vita è cambiata? “Non più di tanto perché fin dall’inizio decisi di considerare tutto come un bel gioco destinato a finire. Inoltre non avendo superato le selezioni regionali sapevo già che a certi livelli di ingaggio non era possibile arrivare. Ma questo non è stato un problema in quanto i miei obiettivi sono altri”. Ovvero? “Fin da piccola ho sempre avuto un grande sogno: essere investigatrice. Un obiettivo che sto materialmente perseguendo dapprima con una laurea in Psicologia ed ora con una laurea specialistica in Psicologia Giuridica. Ne seguirà un tirocinio di tre anni in un’agenzia investigativa riconosciuta e successivamente altre specializzazioni. Una strada lunga ma io sono determinata ad arrivare fino in fondo”.


Quindi quella della Miss è stata solo una parentesi? “Sì, a dire il vero non volevo presentarmi ma poi l’agente provinciale insistette e così decisi di buttarmi in questa avventura. La vittoria fu inaspettata”. Oltre agli occhi stupendi di colore blu - in primo piano anche nella campagna di Ottica Cattozzo - sfoggi anche un fisico perfetto. Come ti mantieni in forma? “Non ho mai praticato sport particolari. Solo da tre anni mi sono data a gag e palestra. Diciamo che il mio fisico è frutto di una fortunata genetica”. Il mito della bellezza e della perfezione spinge oggi tante ragazzine verso il tunnel dell’anoressia. Cosa ne pensi? “Penso sia una grave piaga della nostra società, condizionata anche da media e social. Sono sempre più le bellissime ragazze che cadono in questo tunnel rovinando per sempre la loro salute. A loro vorrei dire di mangiare, divertirsi e sorridere sempre”. Un consiglio di bellezza? “Lo stesso che ho dato alle ragazze che hanno partecipato all’ultima elezione di Miss Bergamo: vestitevi del vostro miglior sorriso! Non vi è nulla come questo per attirare gli sguardi e consensi”. Martina tra 10 anni sarà… “Investigatrice, moglie e sicuramente mamma di almeno 3 bimbi”.


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DIVERTIRSIDONANDO Fotografie Federico Buscarino

SERATA BENEFICA PER AMITIÉ SANS FRONTIÈRES Justice, tolèrance e amitié: con questi tre valori Amitié Sans Frontieres dal 1991 è attiva a livello mondiale per perorare cause di massima importanza per la tutela dell’umanità sia essa in termini di libertà, lotta contro soprusi o condizioni disagiate di interi popoli. Alla sua guida il Presidente Onorario principe Alberto di Monaco, di recente insignito della medaglia Europea della Tolleranza con il massimo riconoscimento di Tony Blair e dell’imprenditore e filantropo Dr. Moshe Kantor per il suo impegno umanitario davanti al Consiglio Europeo per la Tolleranza e la Riconciliazione. A Bergamo, la cui presenza si unisce alle altre 14 sedi sparse in tutto il territorio italiano, la determinazione dei soci di ASF non è certo in questo anno stata da meno, proprio come è stato illustrato dal presidente Dott. Alessandro Mano la sera del 25 maggio scorso: sua l’ideazione de “Divertirsidonando” una serata di grande importanza, durante la quale tutti i membri di ASF di sono riuniti nell’elegante giardino del Bobadilla di Dalmine, per discutere circa i service di questo 2018, tra un gustoso aperitivo ed una cena placeè nel locale interno.


CHI C’ERA

DIVERTIRSIDONANDO Ricercato ed elegante l’allestimento floreale creato per l’occasione da Madama Fiori, in linea con la livrea rossa dei colori monegaschi. Un dettaglio scelto come omaggio alla casa madre del Principato, del quale il Club bergamasco è membro, nonché per la presenza di due ospiti speciali M.me Règine Vardon-West Presidente del Club Internazionale e la presidente ASF Italia Avv Giuseppina lo giudice. Qui la serata è poi proseguita con una lotteria (resa ancora più benefica dagli oltre 3’ premi messi in palio dai numerosi donatori) e dalle danze orchestrate dal cerimoniere Andrea De Sabato, giornalista di RTL 102,5. Incisive per la raccolta fondi della serata le donazioni dei main sponsor Banca Aletti, Montello spa e SIAD spa che hanno così permesso di dare impulso ai service locali di questo 2018 quali: Dinamico, un supporto all’ospedale di Bergamo per la creazione di ambienti domociti per bambini disabili, Sosteniamole, un progetto a sostegno delle donne maltrattate in ambiente familiare, MT25 con la distribuzione di beni a famiglie in difficoltà e UILDM attiva per la lotta contro la distrofia muscolare. Non da meno l’intervento internazionale con supporto constatate alle popolazioni del Bangladesh. Una serata di grande spessore quindi durante la quale gli altri 200 ospiti hanno riconfermato il massimo impegno verso tutti gli obiettivi preposti con i quali, passo dopo passo, in tutto il mondo ASF dona aiuto e sostegno ai più deboli.

Ph. Federico Buscarino - Puoi vedere tutte le immagini dell’evento su www.qui.bg.it


ALLA SERATA ERANO PRESENTI ANCHE LE BELLISSIME MOTOCICLETTE DI PEREGO BMW MOTORRAD


di Giorgio IA L G A P I D I H C FUO

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I POPOLAR POPULISTI Lo scorso 2 giugno non solo era la festa della nostra Repubblica, ma ha coinciso anche con la formazione del nuovo governo giallo-verde. Nei tre mesi trascorsi dal voto del 4 marzo, ne sono successe di ogni, ma sicuramente il momento di maggior tensione si è appalesato quando il presidente Mattarella non ha accettato la nomina del prof. Savona a Ministro dell’Economia e ha rimandato al mittente l’avv. Conte, premier in pectore. Dopo tutto quello che è successo, i recenti sondaggi danno una Lega in forte crescita superiore al 25%, un Movimento 5 Stelle che tiene intorno al 30%, Forza Italia in calo vistoso sotto il 10% e un PD che stenta ad arrivare al 20%. In pratica, i primi quattro partiti più Fratelli d’Italia della Meloni, al momento, ottengono quasi il 90% dei consensi elettorali, ma Lega e M5S insieme vanno oltre il 50%. Ovviamente la cosa non va giù ai poteri forti e all’establishment consolidato, per non parlare della fibrillazione della troika europea. I giallo-verdi sono in effetti una vera rivoluzione che, se dovesse funzionare, potrebbe cambiare tutti gli schemi dei vecchi equilibri politici e finanziari. Un rischio che chi gestisce il passato non vuole correre. Eggià, perché il mondo è in mano a pochi soggetti tradizionalisti e ricchissimi, che si celano dietro ai colossi multinazionali, ai fondi di investimento, alle grandi banche speculative e alle fondazioni particolari. Questi potenti soggetti sono in grado, in ogni momento, di cambiare il destino mondo alle spalle di 7 miliardi di persone, che disunite non contano quasi niente. I mutamenti in atto erano però stati annunciati, già da tempo, da segnali facilmente interpretabili. In Francia è diventato presidente uno sconosciuto Macron, ex dirigente della potentissima banca Rothshild. In America vince le elezioni il tycoon Donald Trump, un uomo di affari che non aveva mai fatto politica. Poco prima un referendum popolare decide che la Gran Bretagna debba uscire dalla UE. Il primo ministro ungherese Orbàn alza muri anti immigrazione, mentre l’Austria vuole addirittura schierare l’esercito al Brennero e in Slovenia ha vinto le elezioni di inizio giugno un comico nazionalista. Allora chi non vuole mollare il potere consolidato tenta di difendersi e comincia a parlare di neo fascismo, di pericolo nazista, di rigurgiti sovranisti, di razzismo dilagante e di populismo imperante. In realtà non si è voluto capire, o si è fatto finta di non capire, l’umore vero della gente, messo a dura prova dalla crisi economica e dalle restrizioni europee per contenere i debiti pubblici delle nazioni più deboli. Insomma, sacrifici invece che benessere, restrizioni invece che espansioni. Così, mentre lo Stato continuava a mantenere i suoi privilegi e le sue leggi capestro, milioni di persone si ritrovavano in difficoltà.

Una situazione che provoca, non solo malcontento, ma anche una voglia eclatante di cambiare le cose. E la storia passata insegna: dalle crisi economiche spesso nascono le rivoluzioni. I vecchi partiti, nei 20 anni precedenti, non hanno portato a nulla di nuovo. Solo tanti proclami e moltissime promesse mancate. Il debito pubblico ha continuato a crescere e nel quinquennio Renzi-Gentiloni è aumentato di quasi 200 miliardi di euro. Ma i sacrifici sono stati chiesti solo ai semplici cittadini, in particolare a quelli dei paesi europei conciati economicamente peggio, che sono già oppressi da tasse stratosferiche e da balzelli medioevali. Per capire meglio, è sufficiente leggere le nostre bollette della luce e del gas, dove il costo dei consumi effettivi corrisponde a un terzo dell’importo dell’intera bolletta, perché i restanti 2/3 sono composti da servizi e accise. Semplicemente assurdo, per chi non riesce a far quadrare i conti a fine mese. Poi, ad inizio anno le autostrade sono aumentate di oltre il 15%, senza che nemmeno si conoscano i termini dei relativi contratti di appalto tra pubblico e privato. E cosa dire di un’immigrazione dall’estero incontrollata e aperta indistintamente a tutti coloro che si mettono, o sono messi, su un gommone? Da noi è così nato, quasi in silenzio, il proficuo business delle cooperative per la gestione dei migranti, con un grande fatturato che può contare su finanziamenti di 5 miliardi di euro all’anno, tutti stanziati dal precedente Governo. Infine la percepita mancanza di sicurezza nelle case e nelle strade italiane, con i delinquenti che dopo 24 ore di fermo, se ne tornano liberi e belli, e dove la vittima non può neanche difendersi, pena un processo immediato per eccesso di legittima difesa.Tutto questo malessere non è stato né capito, né correttamente interpretato da una certa parte della nostra politica, che si è affrettata subito a tacciare di razzismo e di becero populismo coloro che osavano protestare. Così il cambiamento ora viene osteggiato duramente dai soliti poteri forti, con in testa quasi tutti media nazionali e i molti rosiconi consolidati, che cercano di bloccare un nuovo mondo che sta avanzando. Forse questo governo guidato da Conte, non sarà capace di trasformare la nostra società, forse commetterà una serie di errori grossolani, sicuramente andrà a scontrarsi contro una serie di nemici fortissimi, ma almeno ha avuto il coraggio e la curiosità di provare. E le elezioni europee del prossimo anno dimostreranno che questo cambiamento non si può più fermare. Perché è diventato veramente popolare e non populista. Capito, gente? Anche su Twitter: @Fuochidipaglia


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Fotografie Federico Buscarino

È STATO IL COLONNELLO PAOLO STORONI, COMANDANTE PROVINCIALE DEI CARABINIERI DI BERGAMO, AD ACCOGLIERE IL 5 GIUGNOSCORSO GLI OSPITI INVITATI ALLA TRADIZIONALE FESTA PER LA CELEBRAZIONE DEL 204°ANNIVERSARIO DALLA FONDAZIONE DELL’ARMANELLE PROSSIME PAGINE UN REPORTAGE DELLA MANIFESTAZIONE

204 ANNI TRA LA GENTE La scelta della location per l’annuale festa dei Carabinieri, quest’anno è caduta sulla base del Nucleo Elicotteri stanziata ad Orio al Serio negli spazi che una volta furono dell’Aeronautica Militare. Solita perfetta organizzazione all’arrivo dei convenuti, che hanno trovato ad accoglierli un comodo parcheggio all’interno della caserma. Gli ospiti di riguardo, tra cui abbiamo visto il Prefetto, il Vescovo, il Questore, il Presidente del Tribunale, e poi i sindaci di tutti i Paesi dove l’Arma dei Carabinieri ha una caserma, erano seduti all’interno dell’hangar dove sono solitamente ricoverati gli elicotteri mentre sul piazzale antistante si svolgeva la tradizionale parata dei mezzi in servizio compresi quelli verdi (novità) dell’ex Guardia Forestale, oggi accorpata nella Benemerita. Il Colonnello Comandante ha parlato della grande dedizione dei suoi uomini, per 365 giorni all’anno al servizio delle persone più indifese, dei più deboli ma anche dell’ambiente e della nostra salute. Accenna ad atti di grande altruismo e di indubbia abnegazione, al numero degli interventi e alle tante volte in cui gli autori di reati vengono assicurati alla giustizia per il coraggio e le capacità investigative dei Carabinieri. Al discorso del Col. Storoni hanno fatto seguito le premiazioni e le onorificenze per meriti di servizio consegnate dalle va rie autorità presenti.


rie autorità presenti. Il numeroso pubblico, per lo più composto dai familiari dei militari e dalle autorità arrivate ad Orio per rendere omaggio ad una delle istituzioni fondamentali per il Paese, è stato poi intrattenuto con una finta azione di intervento su un’auto in fuga con alcuni trafficanti di droga. La cattura dei malavitosi da parte della pattuglia e, il successivo intervento dell’Unità Cinofila dei Carabinieri, stanziata anch’essa presso l’Elinucleo di Orio al Serio, che ha rinvenuto il pacco con la droga, gli spari e l’assalto dei cani, sono stati verosimili e divertenti. All’ammaina bandiera che ha simbolicamante rimandato tutti al prossimo 205° compleanno è seguito un apprezzatissimo rinfresco.

Ph. Federico Buscarino - Puoi vedere tutte le immagini dell’evento su www.qui.bg.it


BUON COMPLEANNO PORSCHE! 70 anni di fascino delle vetture sportive Testo Valentina Colleoni - Fotografie Paolo Biava

Era il 1948 quando in Germania l’ingegner Ferry Porsche affermò: ”All’inizio mi sono guardato intorno, senza riuscire a trovare l’auto dei miei sogni. Così ho deciso di costruirmela da solo”. Questo l’inizio del mito Porsche che in questo 2018 soffia sulle prime 70 candeline, dopo avere per decenni emozionato quanti nelle sue “curve pericolose” hanno trovato una passione indiscussa. Al Centro Porsche Bergamo, questa importante ricorrenza non poteva che essere celebrata con un evento unico, un Open Day che coinvolgesse tutti gli amanti del cavallino di Stoccarda e le rispettive famiglie. E così il 9 giugno scorso tutta la concessionaria è stata invasa da oltre mille persone che con entusiasmo hanno partecipato al fitto programma della giornata, dalle prime luci dell’alba fino al tramonto. Per iniziare le danze, coinvolgente l’esperienza di guidare una Porsche con simulatori di guida di ultima generazione per gli adulti mentre per i più piccoli divertentissima la Kids Driving School, grazie alla quale hanno potuto cimentarsi nella guida di go kart e Porsche 911 a pedali, per imparare le prime regole del codice della strada sotto la supervisione di un pilota Porsche Driving Experience. Un’esperienza unica, la stessa che attendeva tutti gli ospiti all’interno dell’officina, dove grandi e piccoli hanno potuto scoprire tutti i segreti racchiusi nella parte meccanica delle due posti di Stuttgart-Zuffenhausen (sede della casa madre) grazie alla dimostrazione di un’ispezione completa e della relativa diagnosi di una Porsche 911 da parte di meccanici specializzati.


BUON COMPLEANNO PORSCHE! 70 anni di fascino delle vetture sportive

A seguire, impossibile mancare alla spiegazione di verifica batteria e spessimetro gomme, utilissime per tutti coloro che amano vivere a 360 gradi la loro passione Porsche. E, dopo un piccolo break, nel pomeriggio tutti gli ospiti hanno proseguito con le prove di guida con simulatori, aspettando nell’officina altre due importanti dimostrazioni: l’esecuzione di un controllo generale di una 911, la verifica e cambio olio motore e per concludere il controllo e la sostituzione delle pastiglie freni. Un open day ricco di contenuti per una full immersion nel mito Porsche, a ricorrenza del quale non potevano certo mancare alcuni tra i più famosi modelli del brand quali Porsche 356 (1948-1957), 911 T (1958-1967), 911 2.2 E (1968 – 1977), 911 Turbo mod. 930 (1978 -1987), 911 Turbo (1988 – 1997), Carrera GT (1998 – 2007) e 918 Spyder (2008 – 2018) che con la loro presenza hanno reso ancora più entusiasmante questa importante celebrazione.


Christian Presciutti

Fotografia Arnaldo Adda

capitano della AN Brescia Pallanuoto


FOCACCIA INDIGESTA Testo Tommaso Revera - Fotografie Edoardo Perlotti

LA PRO RECCO SI CONFERMA BESTIA NERA DELLE CALOTTINE BRESCIANE: DOPO ESSERSI IMPOSTA NELLA FINALE DI COPPA ITALIA E IN QUELLA SCUDETTO, LA SQUADRA LIGURE CI ELIMINA ANCHE DALLA LEN CHAMPIONS LEAGUE AL TERMINE DELLA LOTTERIA DEI RIGORI… UN RISULTATO, QUESTO, DECISAMENTE SFORTUNATO CHE LASCIA RIMPIANTI E UN PIZZICO D’AMARO IN BOCCA… Niente da fare: la bestia nera si conferma tale! Cala il sipario sulla stagione sportiva 2017-2018 dell’A.N. Brescia, una stagione in cui Presciutti e compagni si sono confermati avversari tosti, sportivamente secondi solo alla squadra più titolata al mondo, la Pro Recco, macinando numeri da grandissima squadra: 23 vittorie su 26 in campionato, finalista di Coppa Italia (titolo sfumato in virtù del 7 a 5 inflitto a Bari dalla Pro Recco) e tra le otto squadre più forti del continente. Pur riconoscendo la squadra ligure di un’altra dimensione per investimenti e risorse, però, resta un pizzico d’amaro in bocca, non tanto per la finale scudetto persa a Siracusa per 8 a 5, quanto per la sfortunata eliminazione in Len Champions League maturata qualche giorno fa, neanche a dirlo sempre con Recco, dopo la lotteria ai calci di rigore che ha sancito la vittoria degli uomini di Vujasinovic per 12 a 10. Una resa a testa altissima, però, per cui congratularsi con la squadra di Bovo per quanto visto in campo: oltre alle indiscutibili doti tecniche, merita un plauso anche l’incredibile forza caratteriale (da vera leonessa) mostrata nella vasca di Sciorba a Genova in casa del ‘nemico’. C’è una Brescia sportiva, dunque, che continua fiera ed orgogliosa il proprio percorso di crescita conseguendo da un lato risultati sportivi all’inizio quasi impensabili e dall’altro conquistando giorno dopo giorno la simpatia e l’affetto di pubblico e critica. Riavvolgiamo il nastro di questa stagione con il capitano, Christian Presciutti, simbolo di una squadra che non si arrende mai… Christian quanto è indigesta questa Reco? Pure nei quarti della Len Champions League hanno avuto la meglio in un quarto di finale memorabile per la determinazione e la generosità che avete dimostrato… “Abbiamo giocato contro tutto e tutti probabilmente contro la squadra candidata a vincere la Coppa Campioni disputando una gara incredibile. È uscita la leonessa che è dentro ognuno di noi ma purtroppo la lotteria dei rigori è un terno al lotto dove può succedere di tutto… Dispiace perché siamo andati vicinissimi ad un’impresa, un risultato per cui ogni giorno ci alleniamo con grande determinazione e costanza. Resta l’amaro in bocca, certo, perché uscire dopo aver pareggiato (e non perso) genera un enorme rammarico”. Rispetto alla finale scudetto persa sempre con la Pro Recco a Siracusa, però, si è vista una squadra più motivata, sbaglio? “Sicuramente. A mio avviso questa formula della finale scudetto è da rivedere: abbiamo disputato una semifinale contro una squadra (Sport Management) molto attrezzata e, dopo neanche 24 ore, ci siamo ritrovati in vasca contro Recco, una squadra ancora più forte, per giocarci il titolo. L’enorme dispendio fisico e mentale credo abbia notevolmente contribuito”.


A livello agonistico la pallanuoto bresciana ha raggiunto probabilmente il massimo. Cosa manca per raggiungere un livello come quello della squadra più titolata al mondo? “Investimenti e fortuna: credo la differenza sia soprattutto quella. In questi anni la società che ho il piacere di rappresentare ha riportato Brescia nell’elite della pallanuoto. Non a caso, quando siamo in giro per il mondo, la gente ci riconosce e si complimenta. Stiamo facendo un grande lavoro: per raggiungere il tetto della pallanuoto sicuramente serve un pizzico di fortuna in più e qualche fuoriclasse nella rosa. Avessimo superato i quarti in Len Champions League avremmo potuto dire la nostra visto che le altre squadre le avevamo incontrate e già battute in precedenza”. Tu a Brescia ormai sei di casa… “Ormai sono nove anni che vivo a Brescia. La dimensione del quartiere in cui vivo, Don Bosco, è veramente eccezionale. Le persone sono umanamente fantastiche, davvero straordinarie: mi fanno sentire come stessi a casa. Un piccolo paesino a sé, a misura d’uomo, dove si conoscono tutti. Quando sono tornato da Rio, per esempio, tutto il quartiere mi ha organizzato una festa. Sono rimasto senza parole”. Negli ultimi anni, complice anche i vostri risultati, la percezione della pallanuoto è un po’ cambiata. Finalmente c’è una riscoperta degli sport cosiddetti ‘minori’, non è così? “Il bresciano da questo punto di vista è incredibile. Tu pensi che la città non sappia niente di te e invece, dovunque vai, sono al corrente anche del tuo ultimo allenamento.

È estremamente gratificante: siamo cresciuti molto anche come società ed oggi vantiamo un vivaio davvero promettente. Vedere tanti ragazzini scegliere il nostro sport ci inorgoglisce enormemente. Il nostro è uno sport che ti fa crescere da tutti i punti di vista, non solo fisicamente: ci sono valori importanti, come il rispetto e la sportività, “merce” divenuta un po’ rara nello sport in generale”. A livello personale hai conseguito molteplici obiettivi ambiziosi sia a livello di club sia in nazionale. Quali sono quelli ti sei prefissato per il futuro? “Sicuramente poter vincere lo scudetto con il Brescia. Sarebbe una gioia indescrivibile, come nel 2003 quando ancora non c’ero, un obiettivo che perseguirò fino a quando resterò in vasca”. È questo uno dei motivi per cui, a fine 2016, hai rinunciato alla nazionale? “Sì è stata una scelta dettata da questo obiettivo per poter dare tutto a questa società e a questo club”. In prospettiva come lo vedi il nostro Settebello? “Quando ho comunicato il mio addio lo avevo detto: lascio una squadra che potrà conseguire grandi risultati perché composta da alcuni giovani forti ed altri molto promettenti. L’orgoglio italiano, poi, non ce l’ha nessun altro Paese e quindi sono sicuro ci regaleranno grandi soddisfazioni”. Forse è ancora prematuro ma, una volta appesa la calottina al chiodo, dove ti vedi? “Sono nato in vasca e morirò in vasca. Adesso ancora non ci penso perché mi sto ancora divertendo ma sicuramente resterò nell’ambiente in veste di allenatore o dirigente…”.


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WHITE NIGHT IN “JOY”

Testo Valentina Colleoni Fotografie Sergio Nessi

Motori e bollicine! Lo scorso 9 giugno presso il nuovissimo JOY drink & restaurant di Curno una serata unica ha preso forma per tutti gli ospiti della concessionaria Lario Bergauto Bergamo, Moet & Chandon e Sport Più Club & Resort Curno, sede dell’evento. Proprio qui, nel giardino esterno dello stupendo club, l’estate bergamasca 2018 troverà la migliore location grazie a musica lounge, cocktails e ovviamente un dehor cool e ricercato nei toni del white.


CHI C’ERA

WHITE NIGHT IN “JOY” Un colore che ha contraddistinto anche la serata Moet & Chandon che per l’occasione ha presentato il suo miglior champagne con una particolarissima bottiglia “vestita” di bianco. Lo stesso per la grintosissima i8 - esposta per l’occasione da Lario Bergauto Bergamo - BMW di ultima generazione, concentrato di tecnologia e libertà, per un piacere di guida ecosostenibile ma senza limitazioni di prestazioni. Questo grazie all’innovativo motore ibrido plug-in in grado di erogare 374 CV e 570 Nm, accelerando da 0 a 100 Km/h in soli 4,4 secondi. Un vero e proprio concentrato di adrenalina, la stessa che tutti gli ospiti della serata hanno potuto percepire tra una bollicina e una prova sulla stupenda coupé BMW, celebrando al meglio l’inizio di questa nuova estate.

Ph. Sergio Nessi - Puoi vedere tutte le immagini dell’evento su www.qui.bg.it


CHI C’ERA

CURNIS E ROBERTO COIN. IN MOSTRA LA CREATIVITÀ LIBERA PRESSO IL PRESTIGIOSO LUXURY STORE CURNIS UN EVENTO PER CELEBRARE LA GRANDE BELLEZZA DELLE CREAZIONI DI ROBERTO COIN “Si tende a definire un brand come tale solo se caratterizzato da pochi segni riconoscibili. Per me questo significa ingabbiare la creatività, che è la forma di espressione più libera del mondo. Non essere riconoscibile al primo sguardo mi ha reso libero di creare, e di essere, qualcosa di diverso dai codici già definiti”. Parole di Roberto Coin ospite della gioielleria Curnis il 7 giugno scorso per una presentazione molto speciale delle sue stupende collezioni: Princess, Animalier, Roman Barocco, Pois Mio e l’esclusiva Sauvage Privè sono i nomi delle collezioni selezionate da Curnis per proporre all’interno del suo luxury store il brand italiano famoso nel mondo per l’emozionante creatività dei suoi gioielli e per il rubino nascosto al loro interno come firma preziosa. Era il 1996 quando, per la prima volta, una collezione di gioielli - si chiamava Appassionata - venne firmata con un piccolo rubino incastonato all’interno di ogni suo pezzo. Questo segnò l’inizio della storia delle creazioni di Roberto Coin, veneziano, amante della vita e dell’arte, sempre impegnato nel trovare nuove sorgenti di ispirazione tra le mille diversità del mondo. Grande è inoltre l’impegno nella sfera etico /sociale: Roberto Coin è oggi nel Board of Director del World Diamond Council, organo che certifica che tutti i diamanti utilizzati nelle creazioni del brand provengano da zone conflict free. Un lusso responsabile quindi, che si proietta nel futuro del settore con un occhio di riguardo per l’uomo. Tante le personalità che hanno voluto partecipare all’evento del 7 giugno: tra queste Cristina Parodi, consorte del primo cittadino di Bergamo.

Ph. Sergio Nessi - Puoi vedere tutte le immagini dell’evento su www.qui.bg.it


LUANA PIAZZALUNGA E GIUSEPPE CASTAGNETO

Fotografia Paolo Stroppa

AMMINISTRATORI DELLA PIAZZALUNGA SRL


Fare di più con meno Testo Tommaso Revera LOGISTICA, MOVIMENTAZIONE E AUTOMAZIONE: SCOPRIAMO PIÙ DA VICINO PIAZZALUNGA, L’AZIENDA DI SORISOLE CHE, ADOTTANDO I PRINCIPI DEL TPS TOYOTA PRODUCT SYSTEM, APPLICA NELLA SUA SPINTA VERSO L’INNOVAZIONE, LA PRODUTTIVITÀ E LA PERSONALIZZAZIONE I PRINCIPI GUIDA DEL TOYOTA WAY

Il Toyota Product System è un metodo di organizzazione della produzione derivato da una filosofia diversa e per alcuni aspetti alternativa alla produzione di massa, ovvero alla produzione in serie e spesso su larga scala basata sulla catena di montaggio di Henry Ford. È nato nel 1953, 17 anni dopo lo sbarco sul mercato della prima auto prodotta da Toyota, e non è solo un metodo di produzione ma è una mentalità culturale che coinvolge tutti i dipendenti e i dipartimenti aziendali al punto da essere definito anche Thinking People System. Alla base del TPS si trova l’idea di ‘fare di più con meno’, cioè di utilizzare le risorse disponibili nel modo più produttivo possibile con l’obiettivo di incrementare drasticamente la produttività della fabbrica. I suoi principali punti di forza sono il rapporto di fiducia che si instaura tra impresa e dipendenti, qualunque posizione occupino all’interno della stessa, la ricerca della qualità totale, la ricerca costante di innovazione e l’immediata risposta alle richieste del mercato. Nell’immediato dopoguerra la Toyota si trovava in gravi condizioni di mancanza di risorse, come peraltro gran parte dell’industria del Giappone, uscito sconfitto e stremato da una guerra devastante. Così, grazie all’intuizione del fondatore Toyota, Kiichirō Toyoda, si diffuse l’idea della produzione Just in time, cosa è necessario quando è necessario. Un nuovo modo di produrre, dunque, ed un nuovo schema organizzativo complessivo diverso dal sistema rigido occidentale, mirato ad aumentare la flessibilità dei macchinari, in modo da produrre lotti in brevi periodi, cercando di rispondere immediatamente alle variazioni di mercato, la produzione sarebbe stata programmata continuamente. La produzione si basa, non più sull’offerta, come la grande impresa fordista-taylorista, ma sulla domanda proveniente dal mercato, e sul continuo miglioramento del prodotto accanto a quello della produzione. Gli obiettivi del TPS sono quelli di eliminare sovraccarichi e inconsistenze e di eliminare gli sprechi. L’obiettivo centrale

è di progettare un processo produttivo capace di raggiungere i risultati in modo semplice. Il modello nipponico è, prima di ogni altra cosa, uno strumento di controllo gestionale dell’efficienza del sistema d’impresa. Ed è proprio questo lo spirito che incarna Piazzalunga e grazie al quale l’azienda di Sorisole si è costruita una posizione di leadership in ambito di logistica, movimentazione e automazione offrendo servizi su misura. Un’esperienza ventennale maturata nel settore della movimentazione merci condita da un’approfondita conoscenza delle diverse esigenze in fatto di magazzino e logistica per rispondere ad ogni esigenza con soluzioni personalizzate. Ne parliamo con Luana Piazzalunga e Giuseppe Castagneto, amministratori di questa intraprendente impresa orobica, costituita negli anni ’80 dal padre fondatore Luigi Piazzalunga. Quali sono i valori aggiunti della vostra azienda? “Qualità dei rapporti umani, massima disponibilità nell’accogliere ed esaudire le esigenze del cliente, correttezza e trasparenza sono valori per noi imprescindibili. La valorizzazione delle persone e la salvaguardia dell’ambiente, invece, sono le nostre più grandi responsabilità”. Qual è la vostra personale visione del mercato? “Vogliamo la nostra impresa etica e sostenibile, lavoriamo per fidelizzare il nostro cliente curando la sua esigenza dal bisogno alla piena soddisfazione e ci adoperiamo per diventare suoi interlocutori privilegiati in soluzioni di movimentazione merci attraverso i servizi di consulenza, progettazione e assistenza”. La vostra mission? “Crediamo che il magazzino sia il nodo strategico dell’impresa e la logistica la sua intelligenza distributiva. Crediamo nell’esperienza di tutti e nella competenza specializzata di ciascuno. Soprattutto, crediamo nel nostro potenziale umano e nella sua capacità di essere fattore differenziante.


I VANTAGGI OFFERTI DAL TPS RISPETTO ALL’ATTIVITÀ OPERATIVA PROPOSTA IN PIAZZALUNGA SONO ELEVATA QUALITÀ, VALORE RISPETTO AL COSTO, RISPETTO DEI TEMPI DI CONSEGNA, ECO-COMPATIBILITÀ, SALUTE E SICUREZZA. TRADOTTO: PRODURRE ALTA QUALITÀ E A BASSO COSTO, CONSEGNANDO TEMPESTIVAMENTE E RISPETTANDO L’AMBIENTE IN UN CONTESTO DI LAVORO ESTREMAMENTE SICURO

LO STAFF PIAZZALUNGA RITRATTO DURANTE IL FACTORY TOUR DEL 25 MAGGIO SCORSO: UN’OCCASIONE IMPORTANTE PER APPRENDERE I PRINCIPI DEL TPS E METTERLI IN PRATICA NEL LAVORO DI OGNI GIORNO


Crescere per noi significa maturare un concetto di qualità globale. L’obiettivo di Piazzalunga è chiaro quanto ambizioso: consolidare la leadership acquisendo quote di mercato. Obiettivo possibile aumentando la capacità produttiva e l’erogazione di servizi e prodotti che vanno dal carrello elevatore, al noleggio, all’automazione, passando dalla gestione organizzata dei magazzini con moderni sistemi di scaffalature”. In virtù della partnership con Toyota Material Handling Italia, siete un punto di riferimento per tutto quello che riguarda il mondo dei carrelli elevatori, dal nuovo all’usato, passando per il noleggio. Applicate una serie di valori noti con il termine Toyota Way: di cosa si tratta? “La nostra mission è rendere efficienti le attività di material handling dei nostri clienti ed è questo il motivo principale per cui applichiamo i principi guida Toyota. Tra questi ve ne sono alcuni imprescindibili come l’obiettivo di migliorarsi sempre, di avere il coraggio di accettare la sfida, di migliorare il business cercando innovazione ed evoluzione, di cercare dati alla fonte per una decisione corretta, di mostrare sempre rispetto per le persone, di favorire il lavoro di squadra e di basare le decisioni manageriali con una filosofia a lungo termine anche se questo può comportare sacrifici economici a breve termine”. Il Toyota Production System è la procedura che più rappresenta la filosofia di qualità di Piazzalunga. Quali vantaggi comporta? “Produciamo solo quello che effettivamente ci viene ordinato. In questo modo siamo in grado di produrre tutto con il sistema Just in Time, generando un flusso di lavoro omogeneo. Ovviamente, dobbiamo svolgere continui controlli di qualità e migliorare costantemente i nostri processi. I vantaggi che ne derivano sono elevata qualità, valore rispetto al costo, rispetto dei tempi di consegna, eco-compatibilità, salute e sicurezza”. Qualità è un termine che accomuna molteplici ambiti del vostro quotidiano... “La qualità è il nostro modo d’essere.  Una questione di insieme delle risorse, delle strumentazioni e delle procedure.  La qualità del pensiero progettuale. La qualità oggettiva del prodotto. La cura artigianale di ogni dettaglio del processo industriale. Fare di più con meno non aumenta solo la produttività dell’impresa ma, anche, l’innovazione aziendale. L’incremento dell’efficienza, infatti, si ottiene ricorrendo alle più moderne ed efficaci tecnologie, oltre che alla costante formazione delle risorse”.

Grande attenzione ricopre per voi anche l’ambito della formazione, sbaglio? “Se la risorsa umana non ha prezzo, non si può certo risparmiare sulla sua sicurezza. Affidabilità delle attrezzature, quindi, e formazione degli operatori sono per noi prioritari. In tal senso la nostra azienda dispone di docenti certificati e di una sede, con aula e area pratica, abilitata all’erogazione di corsi rivolti agli operatori carrellisti”. Ma non solo perché con Toyota Academy si esce dall’azienda per andare a lezione d’industria.  “Proprio così.Toyota Academy è la Training & Consulting Division di Toyota Material Handling Italia. Guidati dalla filosofia del Toyota Way, esperti conoscitori del metodo Toyota Production System lo trasferiscono e lo declinano nelle diverse realtà aziendali. Toyota Academy opera per la formazione delle risorse umane, per l’efficientamento dei processi attraverso l’analisi e l’adeguamento dei processi esistenti e la riduzione degli sprechi, per la creazione di valore: migliorare la competitività del cliente perché possa ambire al successo e per sostenere nel tempo il risultato attraverso la valorizzazione delle risorse”. Non meno importanti le iniziative riservate alla clientela come, per esempio, i Factory Tour organizzati in primavera… “Esatto. Il 12 Aprile ed il 25 maggio scorsi abbiamo portato dipendenti e alcuni clienti a visitare la fabbrica di Toyota Material Handling Italia s.r.l. a Bologna in cui sono state illustrate diverse peculiarità della linea produttiva T.M.H.I.T. Sono state esperienze molto positive che ripeteremo sicuramente anche in futuro: toccare con mano la cultura, infatti, aiuta il cambiamento. Un ringraziamento particolare va rivolto a Stefano Cortiglioni, Business Development Director South Europe Toyota Academy, e Maurizio Mazzieri, Senior Advisor Toyota Material Handling, ma anche a Confindustria Bergamo, unitamente al direttivo delle PMI, che ha aderito a questo lungimirante progetto non solo partecipando ma anche condividendo questa nuova visione di business”.

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Roslandy del Valle Acosta Alvarado


ROSLANDY ACOSTA RADDOPPIA: LA SCHIACCIATRICE VENEZUELANA, TRA LE RIVELAZIONI DELLA PASSATA STAGIONE, HA SCELTO DI RESTARE IN MAGLIA ROSSOBLÙ “Quando è stato il momento di decidere se restare o cambiare, nella mia testa c’era un solo pensiero: restare”. Perché? “Mi sono piaciuti tutto e tutti nel mio primo anno a Bergamo: lo staff, la società, la gente, i tifosi e poi la città, così calda ma tranquilla. Mi sono sentita a casa. Venire a giocare in Italia è stato un sogno che si avverava, sono stata felice di venire qui. E sono stata felice di avere scelto Bergamo, perché mi sono sentita amata ogni giorno. Avevo lavorato duramente per arrivare qui e voglio continuare a farlo per continuare a meritarmelo: lavorerò duramente ogni giorno per essere all’altezza di questa società”. Sul campo, però, è stato un anno complicato per la squadra… “Ho scelto di restare anche per questo, perché so che abbiamo avuto una stagione difficile, ma sono sicura che la prossima sarà buona e faremo bene. Ora il sogno è quello di fare una buona stagione, di dare alla squadra tutto quello che posso e arrivare ad essere tra i top team del prossimo campionato”.

RESTO PERCHÈ MI SENTO AMATA

La prima novità che troverà sarà quello di un nuovo coach… “Ho sentito tante cose buone su Matteo Bertini e ho visto quello che ha fatto con Pesaro. Ho voglia di iniziare a lavorare con lui”. Prima però un’estate di relax? “Sono stata a Tenerife per qualche settimana in vacanza con la mia famiglia e poi ho fatto ritorno con loro in Venezuela. Trascorrerò l’estate a giocare a beach volley e ad allenarmi, perché voglio tornare a Bergamo in forma!”. ROSLANDY DEL VALLE ACOSTA ALVARADO NASCE A LA GUAIRA, IN VENEZUELA, IL 25 FEBBRAIO 1992. NEL SUO CURRICULUM ESPERIENZE NEL CAMPIONATO UNIVERSITARIO AMERICANO PRIMA DI TRASFERIRSI A PORTORICO, IN FINLANDIA, DOVE VINCE LA SUPERCOPPA NEL 2014, IN SVIZZERA E PER DUE STAGIONI IN GERMANIA. NEL 2017 L’ARRIVO A BERGAMO E IL DEBUTTO IN A1. DAL 2008 FA PARTE DELLA NAZIONALE VENEZUELANA CON CUI HA PARTECIPATO ALLE OLIMPIADI NELLO STESSO ANNO

Le sue Squadre 2011|2013 University of Arkansas (USA) 2013 Velencianas de Juncos (Por) 2014 Kangasala (Fin) 2014|2015 Volley Koniz (Svi) 2015|2016 Vilsbiburg (Ger) 2016|2017 SC Potsdam (Ger) 2017 Zanetti Bergamo A1 Le sue vittorie Supercoppa di Finlandia nel 2014


NASCE ACCADEMIART, L’ACCADEMIA MANAGERIALE PER IMPRENDITORI ARTIGIANI Per condurre al meglio la propria impresa è importante conoscere bene il contesto in cui si opera, capire dove sta andando il mercato, saper delegare e gestire al meglio i collaboratori, usare i giusti stili di comunicazione. Per un’impresa di piccole dimensioni ottenere tutte queste abilità non è facile, né scontato. Così Confartigianato Imprese Bergamo, per aiutare gli imprenditori a diventare perfetti capitani d’impresa, ha lanciato il percorso di alta formazione AccadeMIART – Accademia Manageriale per Imprenditori Artigiani. Il percorso, realizzato in collaborazione con la School of Management dell’Università di Bergamo,  rappresenta lo sviluppo in chiave ancora più attuale dell’esperienza della Sdart, la Scuola Dirigenti Artigiani fondata nel 2006 che nel tempo ha raccolto tantissimi consensi e ha contribuito alla crescita di molti degli attuali dirigenti di Confartigianato Imprese Bergamo. AccadeMIART si svilupperà per un anno e mezzo,  da settembre 2018 a gennaio 2020 in 15 lezioni con cadenza mensile, nella sede universitaria di via dei Caniana a Bergamo. Le lezioni, tenute da docenti universitari, riguarderanno tre temi cardine: Strumenti manageriali, Organizzazione, Contesto. Strumenti manageriali: L’analisi di bilancio – L’analisi dei costi – La gestione dei progetti – La gestione dell’innovazione – Marketing e vendite – Stili di comunicazione e public speaking – Credito e finanza – Internazionalizzazione.

73^ ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA

Organizzazione: Gestione dei conflitti – Leadership, autorità e autorevolezza – Delega e sviluppo delle persone – Gestione del Tutti gli associati sono invitati a partecipare all’Assemblea generale cambiamento – Lavoro in team. dei soci di Confartigianato Imprese Bergamo - Parte pubblica, che Contesto: Scenari macroeconomici – Innovazione e competitività. si terrà Sabato 30 giugno 2018 alle ore 9.00 nella sede di Confartigianato Imprese Bergamo in via Torretta, 12 – Bergamo (Auditorium Calegari). Il programma sarà il seguente: È prevista in questo percorso anche una serie di laboratori, workshop e testimonianze imprenditoriali  che consentiranno di acOre 09.00 Registrazione partecipanti crescere il livello manageriale dei partecipanti. Ci saranno poi al- Ore 09.15 Relazione del Presidente Giacinto Giambellini cuni “incontri di frontiera” rivolti a un pubblico più ampio, dove Ore 09.45 Saluto delle Autorità imprenditori e docenti potranno confrontarsi su temi di stretta at- Ore 10.00 Presentazione Bilancio sociale 2017 a cura tualità per le imprese e avviare riflessioni profonde sul futuro della del direttore Stefano Maroni propria impresa e del territorio. Al termine, gli imprenditori-allievi Ore 10.30 Presentazione del Rapporto sull’Artigianato Bergamasco a cura dell’Osservatorio MPI discuteranno una “tesi” e riceveranno un’attestazione finale. di Confartigianato Lombardia Si tratta di un progetto che tiene conto di tutte le nuove sfide che le imprese odierne devono affrontare, e che si pone l’obiettivo di Ore 11.00 Saluto dei Presidenti dei Movimenti Associativi migliorare le doti manageriali degli artigiani bergamaschi per far Ore 11.30 Intervento del Presidente di Confartigianato Imprese Giorgio Merletti crescere le imprese e il territorio. Tra i partecipanti, poi, potrebbeOre 12.00 Consegna Borsa di studio Intercultura ro anche essere individuati quegli imprenditori qualificati e brillanti Ore 12.10 Consegna riconoscimenti al personale che comporranno la futura classe dirigente di Confartigianato. dipendente con 15 anni di servizio Per ulteriori dettagli è possibile contattare la Segreteria di Direzio- Ore 12.30 Termine lavori ne, tel. 035.274.329 - segreteriadirezione@artigianibg.com

Confartigianato Imprese Bergamo,Via Torretta 12, Bergamo Tel. 035.274111 - Fax 035.274274 - info@artigianibg.com - www.confartigianatobergamo.it


RIBELLIONE E STILE: LA NUOVA BMW X2 IN CASA COIN


CHI C’ERA

RIBELLIONE E STILE: LA NUOVA BMW X2 IN CASA COIN L’eleganza, in ogni sua dimensione. Partendo proprio da questo concetto chiave lo scorso 17 maggio la concessionaria Lario Bergamo Bergamo ha dato vita ad un evento unico in collaborazione con lo storico brand Coin. Proprio nell’elegante store di via Spaventa si è svolta infatti la serata, unica e speciale fin dall’arrivo dei primi clienti, accolti dalla nuovissima BMW X2 presentata per l’occasione nella frizzante versione gold, proprio come avvenuto durante la sua presentazione, perfetto per anticipare l’estate ormai alle porte. Una stagione da affrontare con capi raffinati e cool, dall’alba al tramonto, come le proposte del concept corner esclusivo di Coin, Selezione Uomo, nel quale è possibile trovare un’attenta selezione di marchi tra i più esclusivi dell’eccellenza italiana. Come ha precisato Matteo Barboni, Responsabile Selezione Uomo - Coin Bergamo: “In ogni pezzo e abito tradizione e innovazione si fondono in nome di una sartorialità e di una costante cura dei dettagli. Capi connotati dalla ricercatezza dei disegni e dei materiali tipica del made in Italy, da sempre sinonimo di qualità ed eleganza”. Tratti distintivi di quanti ricercano qualità e perfezione, nella moda così come nei motori ed in questo la new version BMW X2 non teme certo rivali, grazie al suo design d’eccezione, filante ma importante nel contempo, e alla prepotenza di un motore ancora più aggressivo che ne consente prestazioni uniche. Ciliegina sulla torta una tecnologia d’avanguardia che tutti gli ospiti presenti alla serata hanno potuto testare con mano, cedendo all’attrazione di questa “ribelle a quattro ruote”.

Ph. Sergio Nessi - Puoi vedere tutte le immagini dell’evento su www.qui.bg.it


NON DEMOLIRE, RIVESTI CON LA RESINA! Fap Resine è un’azienda a conduzione famigliare che dal 2008 si occupa di realizzazioni in resina e grazie al suo showroom di oltre 800 mq in Bergamo città, offre la possibilità di scegliere tra svariati colori e tipologie. La resina è di facile applicazione e tra i materiali più flessibili nell’utilizzo consentendo di rivestire pavimenti, pareti e diverse altre superfici in soli 3 mm di spessore, evitando i tempi e i costi delle demolizioni. Senza fughe e giunti, la resina permette di rivestire con assoluta omogeneità, risultando compatta ed elastica, totalmente impermeabile, inodore, atossica e di facile pulizia coniugando elevata funzionalità a incredibili qualità estetiche. Fap Resine grazie alla produzione interna dei propri prodotti e alla stesura in cantiere con manodopera specializzata rilascia una garanzia in opera sui propri lavori.


VIA BORGO PALAZZO 103, BERGAMO PIAZZA DUOMO 16, MILANO 035 4243837 - INFO@FAPRESINE.IT WWW.FAPRESINE.IT


CHI C’ERA

Sognando Mauritius Mare, palme e tramonti mozzafiato: in tre parole Mauritius ovvero le magnifiche isole dell’Oceano Indiano meta di un turismo alla ricerca di tranquillità e relax. Proprio qui Beachcomber, catena alberghiera di rinomata qualità, ha realizzato i suoi magnifici Resort & Hotels, ognuno completo di piscine, spa e tutti i confort necessari per una vacanza da sogno. Una meta ambita lo scorso 4 giugno da tutti i partecipanti alle prime nove tappe de “La grande eclettica”, circuito sponsorizzato da Beachcomber Resort & Hotels e Ovet Viaggi. Sede della prima competizione il golf club cittadino “Ai Colli di Bergamo Golf ” che per una giornata ha respirato una vera e propria atmosfera mauriziana grazie ad allestimenti, abiti e musiche tipiche di quella fantastica terra. Ospite della serata Sheila Filippi, Direttore Italia di Beachcomber, che ha premiato i primi arrivati tra le tre categorie preposte alla prima tappa di questo eccezionale circuito di golf. A Settembre alla fine del circuito, Beachcomber offrirà ai primi tre vincitori un soggiorno di sei notti per due persone in uno dei magnifici resorta Mauritius. La General Manager Italia ha inoltre ricordato a tutti i presenti l’impegno di Beachcomber per la salvaguardia dell’ambiente, una tutela per la quale il gruppo ha perseguito con impegno il sistema di riciclo delle acque per l’irrigazione, la realizzazione di pannelli solari e l’installazione di svariate tecnologie di risparmio energetico in ognuna delle strutture del gruppo. Un aspetto molto importante che rende ancora più speciale il sogno di scoprire questa terra lontana unica.

Ph. Pamela Rovaris - Puoi vedere tutte le immagini dell’evento su www.qui.bg.it


UN’ESTATE… MADE IN TOWN NEL CUORE DELLA CITTÀ IL MIGLIOR SET NEL QUALE AMBIENTARE IL NOSTRO SERVIZIO MODA. COMPLICI IL SOLE SPLENDENTE, UN CIELO AZZURRO ED OVVIAMENTE LA CRISTALLINA BELLEZZA DI SARA ED ALBERTO Flash, trucco e parrucco e tanti sorrisi! Così i nostri modelli Sara ed Alberto hanno catalizzato gli sguardi dei passanti in un tranquillo sabato mattina di città. Complici gli riuscitissimi outfit frutto dell’unione di due partner d’eccezione: Italian Optic, il rinomato store di Piazza Pontida ed Andy Shirt di Via Suardi, piccolo ma accogliente realtà dove la passione della titolare da vita a camicie e abitini su misura. Come si può ammirare fin dai primi scatti dove Sara sfoggia una camicia di seta in tinta flowers, in abbinamento perfetto alla camicia bianca in popeline con gemello “nodo di mare blu” di Alberto. Un dettaglio capace di conferire quel tocco di eleganza in più, proprio come gli occhiali di Italian Optic, che per questo servizio ha deciso di “vestire” i nostri ragazzi con alcuni modelli firmati Maui Jim. Una scelta perfetta per l’estate grazie all’origine hawaiiana del brand, conosciuto a livello mondiale per l’altissima qualità delle sue lenti… e non solo!


Con “Aloha sprit” ovvero la filosofia hawaiana di estendere il calore, la cordialità e la sincerità, questi modelli infondono ancora più happiness a chi li indossa. Basta guadare i sorrisi di Sara e Alberto per capirlo, loro che allegramente trascorrono la loro mattinata in piazza Pontida, sorseggiando un succo o trovando refrigerio alla fontana. Tutto questo indossando una mise jeans, must have anche per questa estate 2018, abbinata a due montature Maui Jim, semplici ed eleganti, con lenti capaci di proteggere al 100% gli occhi dai raggi UV e di eliminare al 99,9% i riflessi.

Ma il centro città non è solo fatto per quattro passi ma anche per un bel giro in bici e così i nostri bei modelli, dopo un veloce cambio d’abiti, indossano un mini abito Andy a quadretti in cotone per lei ed una camicia azzurra in cotone per lui, semplice nel colore ma ricercata nella rifinitura a mano. Per gli occhiali una montatura grande ed elegante per Sara ed una lente nera con montatura nera per Alberto, entrambe polarizzate e con marchio di raccomandazione Skin Cancer Foundation per la prevenzione di occhi e cute.


E dopo un po’ di moto una parentesi di relax nel verde cittadino di Piazza Pesce, scegliendo per combattere il caldo dei tessuti leggeri e naturali come i lini del vestito di Sara e della stupenda camicia di Alberto. Per completare il look lenti a specchio per lui e montatura a tartaruga per lei: due scelte perfette sempre firmate Maui Jim. E così tra i sorrisi dei passanti e lo sguardo enigmatico dei curiosi, i nostri modelli salutano l’estate ormai arrivata con tanto charme ed eleganza. Ovviamente nel segno dell’”Aloha Sprit”. Dresses: Andy Shirts - Via Suardi, 67/a Bergamo Tel. 335 7679176 - Facebook: andyshirts.bergamo Glasses: Italian Optic Bergamo - Largo Nicolò Rezzara, 10 Bergamo Tel. 035.291935 - www.italianoptic.it Facebook: italianopticbergamo Agency: Image Time Brescia Model: Sara e Alberto


AUDI BONALDI FA FESTA CON LA CAMPIONESSA OLIMPICA MICHELA MOIOLI


Velocità, grinta e determinazione. Tre parole che racchiudono in loro il segreto di una grande campionessa: Michela Moioli. Lei, la bergamasca che ha sbaragliato tutti gli avversari facendo incetta di medaglie e riconoscimenti è stata celebrata lo scorso 19 maggio da Audi Bonaldi, in una serata unica, ricca di emozioni e attimi indimenticabili. Un omaggio doveroso, fermamente voluto dagli AD Simona Bonaldi e Gianemilio Brusa sia per l’importanza dell’atleta azzurra che per i tratti comuni alla gamma Audi Sport, esposta per la serata nel magnifico salone di via Gemelli, in particolare con R8, RS3, RS4, RS5, RS6, SQ5. Proprio qui, nel clou dell’evento, l’atleta bergamasca - medaglia d’oro di snowboard cross ai Giochi Olimpici di Pyeongchang 2018 e campionessa del mondo di specialità - ha fatto il suo ingresso su una fiammate Audi RS4 Avant. Insieme alla giornalista Camilla Rocchi, conduttrice della serata, sono stati ripercorsi i momenti più emozionanti della vittoria sulle piste coreane di Michela Moioli, grazie anche allo scorrere di contributi video, veri concentrati di adrenalina. Fondamentale la ricostruzione del legame tessuto negli anni tra gli atleti azzurri della Federazione Italiana Sport Invernali e il marchio Audi che li accompagna dal 2007 nelle più grandi competizioni internazionali.


CHI C’ERA

AUDI BONALDI FA FESTA CON LA CAMPIONESSA OLIMPICA MICHELA MOIOLI Come hanno puntualizzato, infatti, Simona Bonaldi e Gianemilio Brusa: “Grinta, controllo, tecnica, determinazione nell’esprimere sempre il massimo delle performance sono le qualità di un campione sulle piste e di un grande marchio su strada. La festa di questa sera, che vede protagonisti la straordinaria Michela e il marchio Audi, celebra quindi al meglio il gemellaggio tra sport e motori, tra passione agonistica e ricerca costante di prestazioni elevate”. Parole dense di significato come quelle espresse dai racconti della campionessa che davanti a tutti i presenti ha ripercorso la sua giovane ma appagante carriera supportata costantemente da Cesare Pisoni, Direttore Tecnico della nazionale Italiana Snowboard, presente tra gli ospiti. Al termine molto apprezzati i riconoscimenti donati a Michela dallo sponsor Chimiver e da Audi Bonaldi con Andrea Bassoli, Audi Manager del Gruppo. Contributi fondamentali per la perfetta riuscita dell’evento quelli di Neveplast, Chimiver, Framar, Despe, Prelab, indispensabili per la realizzazione della stupenda scenografia e dello squisito buffet ispirato al territorio bergamasco, curato da Mario’s Bakery, Fontanafredda, Niasca Portofino, Anesa, Cà Del Botto, Latteria Di Branzi, Pro Loco Di Parre e Mc Maier’s Brasserie. Una serata indimenticabile a celebrazione di due grandi miti, capaci di sbaragliare ogni limite!

Ph. Paolo Biava - Puoi vedere tutte le immagini dell’evento su www.qui.bg.it


CHI C’ERA

CENTRO MEDICO VALSERIANA DA 25 ANNI PER LA SALUTE DELLE PERSONE La sera del 30 maggio il Centro Medico Valseriana ha voluto celebrare i suoi 25 anni di vita con un convegno dedicato in particolar modo alla prevenzione e alla diagnosi oncologica organizzato presso l’Hotel Excelsior San Marco di Bergamo, anche per evidenziare le dimensioni e la vocazione provinciali della struttura con sede a Vertova. La divulgazione scientifica è una cifra che da sempre contraddistingue il Centro Medico Valseriana, oggi in grado di assicurare visite ed esami di elevato livello grazie alla consolidata collaborazione con alcuni tra i migliori specialisti che operano sul territorio. La serata è stata introdotta dal dr. Francesco Sergio, responsabile del Centro, che ne ha brevemente riassunto la storia sottolineando il grande apprezzamento ricevuto dalla comunità della valle Seriana che ne ha decretato il costante sviluppo e l’indiscusso successo. Il Dr. Sergio ha inoltre voluto ringraziare ad uno ad uno i suoi collaboratori e le collaboratrici, quasi tutti presenti fin dagli albori, riconoscendo a loro il merito di essere arrivati fino ad oggi. Al convegno sono intervenuti anche il Dr. Luca Parimbelli, radiologo, il Dr. Fabrizio Palamara, specializzato in Chirurgia generale e Senologia, il Dr. Maurizio Algeri, specialista in Ostetricia e Ginecologia, il Dr. Antonio Barcella, specialista in Dermatologia, il Dr. Fabio Toffanetti, specialista in Chirurgia Plastica ricostruttiva ed estetica, e la Dr.ssa Valentina Piazzalunga, specialista in Scienze dell’Alimentazione. Dopo il convegno, moderato dal Dr. Cesare Maffeis, omeopata, è stato offerto un rinfresco per brindare al successo dell’iniziativa (sala strapiena) e ai 25 anni del Centro Medico Valseriana.

Ph. Sergio Nessi - Puoi vedere tutte le immagini dell’evento su www.qui.bg.it


La cuCINA che non ti aspetti

UNO SGUARDO VERSO ORIENTE: CONOSCIAMO PIÙ DA VICINO ZHU WEIKUN, CHEF E PATRON DEL KANTON RESTAURANT Testo Tommaso Revera

Da una recente ricerca condotta da Nielsen Italia il 56% degli italiani dichiara di apprezzare almeno una tra le principali e più famose cucine etniche, mentre per il 49% ne esiste addirittura una che può rappresentare una valida alternativa alla cucina italiana. Il 23% degli intervistati preferisce la cucina cinese, il 21% quella giapponese, ideale per una cena tra amici o di coppia, il 21% quella messicana, apprezzata soprattutto dai Millennial. Seguono le specialità turche (11%, ideali per pasti rapidi e veloci) e indiane (7%). Ma quali sono i motivi di questa riscoperta di specialità straniere? Al di là della curiosità, insita in ognuno di noi, al primo posto la possibilità di assaggiare piatti che non si cucinano a casa propria (46%) e al secondo l’apprezzamento per un gusto e un sapore particolare (42%). Orientarsi non è certo facile, visto anche il proliferare di attività ristorative orientali

quanto meno improvvisate, ma è sicuramente possibile. Dove avervi dato una bella dritta per l’indirizzo di un ottimo ristorante giapponese, questa volta ci spostiamo in Cina e vi presentiamo Zhu Weikun, chef e patron del miglior ristorante cinese delle nostre zone. Ciao Zhu, piacere di conoscerti. Qual è la tua personale interpretazione della cucina cinese? “Come tutte le cucine del mondo, la collocazione geografica del territorio ha influenzato maggiormente l’identità della cucina stessa: quella cinese è famosa per la varietà di materie prime e per le tecniche millenarie di una civiltà antica. Noi prendiamo spunto dalle due cucine più popolari della Cina: Sichuan e Guandong. Dalla ricetta originale perfezioniamo bilanciamento, sapori, consistenza, cottura e impiattamento”.


Ricerca e sperimentazione ma in un mix sapiente e soprattutto fedele all’antica cucina tradizionale cinese e le sue millenarie ricette con metodi di cottura d’avanguardia. È questo il tuo approccio? “Sì è sempre meglio avere una base dove partire. Gli strumenti di cucina sono in costante evoluzione. Da un forno in mattone e fango giallo, siamo arrivati a molteplici tipologie di forni moderni estremamente adatti per svariate ricette”. Quali aspetti accomunano i gusti a tavola degli italiani e dei cinesi? “In Italia abbiamo pasta e ravioli come in Cina: in entrambi casi cerchiamo la bontà e i profumi dei ricordi, anche se la preparazione è diversa”. Come valuti la cucina italiana? “La cucina italiana è la migliore insieme a quella cinese secondo il mio punto di vista: entrambe hanno molte sfaccettature grazie alle quali scoprire sempre qualcosa di nuovo. Visitando da città a città e da regione a regione si trovano sempre delle chicche. Anche se, va riconosciuto, in questo momento la diffusione della cultura gastronomica italiana nel mondo è più sinonimo di qualità”. Nel tuo ristorante cosa è “d’obbligo” assaggiare? “Ce ne sono tante: sicuramente consiglio gli assaggi di varie Dimsum (gamberi al pepe di Sichuan) e l’anatra laccata su prenotazione tagliata davanti ai commensali”.


La cuCINA che non ti aspetti

Come vi spiegate il proliferare di ristoranti ‘pseudo’ cinesi che, in un certo senso, danneggiano l’immagine di una cucina millenaria incredibilmente ricca e variegata? “Purtroppo in Italia siamo partiti più tardi rispetto alcuni Paesi del vecchio continente, come Gran Bretagna e Francia, anche se qualitativamente a Londra la cucina cantonese si esprime nella sua forma più alta. In Italia i primi ristoranti cinesi nascono negli anni ’70 per arrivare a scoppiare nel 2000: da li è partito il declino a causa varie fattori (Sars, igiene, varie notizie sui quotidiani ecc.). Da quel momento iniziarono a convertire queste attività in ristoranti di sushi, un’ondata irrefrenabile di cui siamo testimoni anche oggi. Nella maggior parte dei casi, però, sono progetti improvvisati: l’intento è sempre fare numeri a basso costo. Seconda me manca la vera passione del mestiere e, soprattutto, si punta sulla facilità copiando altri ristoranti cinesi che funzionano”. Quali piatti della tradizione culinaria cinese gli italiani apprezzano di più? “Gli italiani apprezzano molto i Dimsum in varie declinazioni (spaghetti saltati nella pentola wok), asciutti ma molto gustosi, così come l’anatra. Amano anche molto il contrasto tra spezie, aromi e materie prima”. Il vostro locale è molto apprezzato anche per l’attenta e scrupolosa selezione delle materie prime: prodotti come l’abalone cinese, il cetriolo di mare, il taro, le punte di felce orientali e i germogli di bambù essicati, infatti, sono davvero difficili da

LA FAMIGLIA ZHU LAVORA DA ANNI NEL SETTORE DELLA RISTORAZIONE CON UN’ESPERIENZA CONSOLIDATA SIA IN CINA, SIA IN ITALIA. NEGLI ANNI ’90 SI È TRASFERITA IN ITALIA PER APRIRE A CAPRIATE SAN GERVASIO IL KANTON RESTAURANT

trovare. Non è così? “Sicuramente è bello scoprire degli ingredienti meno familiari per un italiano. Per me è anche giusto far scoprire la cucina cinese quando c’è effettivamente un’originalità, una buona cucina d’identità e non per forza dover ricorrere al tartufo d’Alba, al foie gras, alla carne Wagyu, ai capperi di Pantelleria, al salmone o tonno perché vanno di moda. In questo modo, infatti, si perderebbe il senso della cultura gastronomia cinese anche perché con i nuovi mezzi di trasporto basta ci sia la domanda e i prodotti arrivano dalla Cina in 24 ore”. Non solo cibo: anche il rito del tè, che abitualmente proponete, simboleggia un momento di amicizia e ospitalità verso i clienti… “La cultura del tè è molto diffusa nel sud della Cina: simboleggia un po’ anche saggezza, serietà dei bevitori. Nella regione di Canton il tè è accompagnato anche durante il pasto: è difficile trovare commensali che, mentre mangiano, bevono l’acqua fredda. Secondo la medicina cinese l’equilibrio della temperatura aiuta la digestione dell’alimento; inoltre il té sgrassa e si ha la percezione di un pasto molto più leggero”. Progetti per il futuro? “L’ambizione al momento è perfezionare e accrescere sempre di più il nostro bagaglio di conoscenza in campo gastronomico. Secondo me il futuro è fatto di impegno e sacrificio con l’auspicio che un giorno quanto fatto possa essere utile a qualcuno”.


pausa

pranzo Cibo, industria, lavoro nel ‘900 VISITABILE FINO AL 21 DICEMBRE 2018

FONDAZIONE DALMINE VIA VITTORIO VENETO DALMINE (BERGAMO)

Fontanella - Fondazione ISEC


pausa

pranzo Cibo, industria, lavoro nel ‘900 VISITABILE FINO AL 21 DICEMBRE 2018

FONDAZIONE DALMINE VIA VITTORIO VENETO DALMINE (BERGAMO)

Breda - Fondazione ISEC

La mostra, curata dalla Fondazione Dalmine e dalla Fondazione ISEC, in collaborazione con Istituto Luce Cinecittà, nell’ambito del progetto AggiungiPROmemoria, con il contributo di Fondazione Cariplo, ha inaugurato il 17 ottobre scorso presso la Fondazione Dalmine, avviando un calendario di visite guidate, incontri e appuntamenti che si concluderà il 30 Settembre. Pausa pranzo. Cibo, industria, lavoro nel ‘900 propone un percorso sulle origini e le trasformazioni del consumo del pasto nelle industrie italiane, dai primi decenni del ‘900 fino agli anni ’60. Fotografie, oggetti, filmati storici, documenti tratti da archivi di imprese e istituzioni culturali illustrano i luoghi, gli spazi, le attrezzature, le modalità, le atmosfere in cui si svolgeva il pranzo nei reparti, nei refettori e nelle mense delle principali fabbriche. Dal

consumo di cibo portato da casa nella tradizionale schisceta nei pressi della postazione di lavoro, allo stare in fila nelle moderne mense self-service, Pausa pranzo racconta per immagini il rito del pasto quotidiano, che cambia nel suo contenuto, forma, valore e rilevanza nell’ambito delle condizioni di lavoro e dei servizi al personale da inizio ‘900 agli anni ‘60. Pausa pranzo tratteggia per spunti visivi il percorso di un’industria che si trasforma, si modernizza, che organizza in forma sempre più scientifica e pianificata sia il tempo del lavoro che quello della pausa. Con immagini e filmati a Fiat, Pirelli, Olivetti, Falck, Breda e altre imprese fra cui la storica Dalmine (oggi Tenaris), la mostra punta l’attenzione sulla mensa come luogo della pausa e ri-creazione, uno spazio progettato spesso da importanti architetti in modo integra-

to e funzionale a quello della produzione industriale. Il pasto in mensa raccontato da Pausa pranzo è un momento reale e materiale, fatto di oggetti, attrezzature e tecnologie di preparazione, grandi numeri e quantitativi di alimenti, enormi spazi affollati. Ma è anche un momento simbolico, fatto di riposo, di incontro, di confronto, e in alcuni casi di scontro. La particolare importanza attribuita dalle imprese al cibo è testimoniata dal risalto dato alla rappresentazione e interpretazione fotografica e documentaristica, che lascia traccia nelle numerose immagini d’autore conservate negli archivi aziendali. Fra gli altri, Uliano Lucas, Vincenzo Aragozzini per lo Stabilimento fotografico Crimella, Ugo Mulas, Silvestre Loconsolo, hanno ritratto in modi diversi luoghi e momenti della pausa pranzo nel corso del ‘900.


La mostra è visitabile su prenotazione contattando la segreteria della Fondazione AL NUMERO 035 5603418 O consultando il sito per le date di apertura libera

Anche il cinema ha rappresentato questa realtà: le scene nelle grandi e moderne mense sono di volta in volta espressione di un’auspicata armonia fra capitale e lavoro, celebrazione della modernità ed efficienza, tentativo di analisi sociale di una forza lavoro che, negli anni dell’autunno caldo, troverà anche nella mensa la sede delle grandi assemblee sindacali. Pausa pranzo propone anche una sezione dedicata al caso di Dalmine, dagli anni ‘10, quando gli operai consumavano cibo portato da casa nei piccoli e angusti refettori adiacenti i reparti, alla nascita della prima mensa progettata nel 1934 dall’architetto milanese Giovanni Greppi, nell’ambito di un piano urbanistico commissionatogli dalla Dalmine, allora punta di diamante dell’impresa di Stato. In quegli anni Bruno Stefani, fotografo attivo soprattutto nel

Marelli - FondazioneISEC

campo dell’industria, della pubblicità, della moda e del paesaggio, è chiamato a documentare la produzione, i prodotti, gli uomini al lavoro, le architetture e naturalmente anche la mensa, alla quale dedica preziosi reportage esposti in mostra. E poi ancora i documentari e i film firmati da Michele Gandin, che raccontano della mensa come parte integrante di un “villaggio modello” protagonista della propaganda del regime negli anni della guerra e della “minestra rinforzata”. E gli anni della ricostruzione, con il proliferare delle moderne mense nei vari stabilimenti italiani; l’introduzione del primo self-service nella mensa impiegati, parte integrante, insieme a quella operaia, di un sistema di welfare sviluppatosi sostanzialmente a partire dagli anni ‘20 e che ha attraversato, con profondi cambiamenti, il fascismo, il dopoguerra,

il boom, gli anni ‘60. Pausa pranzo sviluppa un’idea avuta nel 2015 dallo storico Giorgio Bigatti, direttore della Fondazione ISEC, che aveva dato luogo ad una prima presentazione, in occasione di Expo, a Sesto San Giovanni. Fondazione Dalmine, che da anni collabora con ISEC su progetti legati alla storia dell’industria e del lavoro, ha integrato il percorso originario con documenti, oggetti, filmati ed immagini del proprio archivio, coinvolgendo anche Istituto Luce Cinecittà, storico partner dei progetti culturali di Fondazione Dalmine. La mostra fa da scenario ad una serie di workshop che sviluppano il tema del cibo, delle mense, del welfare aziendale secondo diversi approcci e punti di vista: i grandi architetti, gli autori della fotografia, la letteratura, il cinema.


CHI C’ERA

BERGAMO, VINO EN PRIMEUR L’Azienda Agricola Le Corne di Grumello del Monte ha ospitato la quarta edizione di “Bergamo, vino en primeur” una manifestazione nata dalla voglia di un gruppo di produttori vinicoli bergamaschi di mettersi in gioco e confrontarsi con un pubblico di settore. L’evento, solo su invito e con accredito, ha visto la partecipazione di tutti quei professionisti legati al mondo del vino: distributori, buyer, ristoratori, titolari di enoteche, sommelier, degustatori, giudici di concorsi internazionali e stampa specializzata. Focus il vino, nello specifico la degustazione “en primeur”, che consiste nell’assaggiare il prodotto dell’ultima vendemmia per comprendere e valutare il vino che verrà. Un’esperienza tecnica e didattica unica, utile per capire l’evoluzione del vino e il lungo percorso verso l’imbottigliamento. Dodici aziende presenti (come per le passate edizioni), dodici terreni ed esposizioni differenti in rappresentanza di quella magnifica fascia collinare che va dall’Adda all’Oglio. Una terra, quella della provincia di Bergamo, che non produce solo il classico taglio bordolese ma anche ottimi vini bianchi frutto di vari vitigni, spumanti, vitigni autoctoni come il Franconia o la Merera in purezza di cui l’unico produttore è la Tenuta Castello di Grumello. In un contesto di così grande qualità professionale non poteva mancare il marchio BMW Lario Bergauto: essere parte di questo evento dedicato alle aziende e ai professionisti, è stata per la concessionaria l’occasione ideale per presentare alcune vetture della gamma business, unitamente alle attenzioni dedicate a questo settore di clientela. La bellezza del luogo, della sua natura e la mitezza del clima hanno fatto dell’evento un appuntamento imperdibile anche per le prossime edizioni.

Ph. Sergio Nessi - Puoi vedere tutte le immagini dell’evento su www.qui.bg.it


CHI C’ERA

SULLE TRACCE DI GILBERTO REGGIANI Per chi non ne conosceva il talento, la mostra che Chicco Reggiani ha voluto organizzare per mettere in risalto un aspetto forse nascosto del padre Gilberto, eclettico architetto scomparso pochi anni fa, si sarà certamente rivelata una piacevole sorpresa. Infatti, l’esposizione che ha chiuso il 27 maggio presso la ex chiesa della Maddalena in via S. Alessandro a Bergamo ha messo in risalto una poetica difficilmente etichettabile o riconducibule ad altri autori. Al primo periodo naif, influenzato sicuramente dal grande Jean-Michel Folon con i suoi personaggi leggeri collocati in paesaggi onirici, è seguito infatti un lavoro più socialmente impegnato con riferimenti a scioperi, manifestazioni di piazza e popoli in rivolta. L’aspetto sociale è sempre al centro dell’arte di Reggiani e i suoi quadri hanno raccontato l’individuo e le dinamiche che lo circondavano negli anni ’70. Inoltre era anche un collezionista di francobolli fin dall’età di sette anni, ed ebbe l’idea di utilizzare in modo creativo il francobollo, come elemento cromatico e decorativo e quindi a far entrare il francobollo in un museo e diventare arte. Ph. Sergio Nessi - Puoi vedere tutte le immagini dell’evento su www.qui.bg.it


Nativo di Quistello (MN) e bergamasco d’adozione è stato impiegato al Genio Civile di Bergamo (Lavori Pubblici della Regione Lombardia) prima come geometra capo e poi, grazie ad una seconda Laurea in Architettura, come dirigente responsabile dell’Ufficio Pronti Interventi e difesa del suolo.


A CASA DEL CAVALLINO RAMPANTE REPORTAGE DELLA GITA ORGANIZZATA DA PANATHLON BERGAMO A MARANELLO IN VISITA ALLA FERRARI Lo scopo del Panathlon è l’affermazione dell’ideale sportivo e dei suoi valori morali e culturali, quale strumento di formazione ed elevazione della persona e di solidarietà tra gli uomini e i popoli. Questo il primo punto dello statuto di questo sodalizio che esiste a Bergamo dal 1955, sempre attivo nella promozione della cultura dello sport e della diffusione delle pratiche sportive, portatrici di valori autentici e del benessere delle persone. La passione per lo sport non è sempre fatica e sudore e quella per le rosse di Maranello si sublima con l’ammirazione dei suoi modelli che sono diventati il sogno dei tanti che almeno una volta nella vita hanno immaginato di scendere in pista al volante di una formula uno con il cavallino rampante sul musetto.


Questo reportage lo dobbiamo a Luigi Mariani, ormai reclutato come collaboratore fisso della nostra rivista, essendo lo stesso anche vicepresidente del Panathlon Bergamo, di cui è presidente in carica l’Avv. Attilio Belloli, che ha organizzato una bellissima incursione in casa Ferrari in quel di Maranello, di cui diamo conto in queste pagine. Emozioni a non finire per il nostro Mariani anche se non era per lui la prima volta a Maranello.


Tra le scintillanti carrozzerie, non solo verniciate di rosso, e i poderosi motori esposti al Museo Ferrari, i soci del Panathlon Bergamo, accompagnati da simpatiche guide, hanno potuto rivivere le gesta di tanti campioni dell’automobilismo e ovviamente l’epopea del fondatore, il grande Enzo Ferrari, che i meno giovani hanno avuto la fortuna di conoscerlo. E siccome, l’Emilia Romagna, oltre che di fantastiche automobili è anche terra di buon cibo e di buon vino, la comitiva ha suggellato l’incontro con la cultura di questa terra nel ristorante di Luciano Pavarotti per una degustazione all’altezza delle Rosse.


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TESTIMONIA! ON

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ABBANDONARE UN ANIMALE NON E SOLO UNA CRUDELTA, MA UN REATO PUNIBILE ANCHE CON L’ARRESTO. SE VEDI COMMETTERLO, CHIAMA I SOCCORSI, SEGNALA E TESTIMONIA. SARAI LA COSCIENZA DI CHI NON CE L’HA.

www.enpa.it

Gli animali ringraziano per la concessione di questo spazio.

E UN REATO.

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Rubis & Trubis

ABBANDONARMI


MARINELLA MACARIO TITOLARE DI SKINCARE CENTER


FOULIS: Il gatto che voleva vivere Testo Patrizia Venerucci - Fotografie Paolo Biava

Siamo amiche da tanto e lei è una splendida donna: nessuno le darebbe mai 60 anni. La sua disponibilità e la sua apertura verso il mondo a quattro zampe, da sempre, la contraddistinguono. Ma oggi parliamo di Foulis, il tripode nocciolino. Foulis è un incontro casuale e vacanziero avvenuto sull’isola di Milos qualche anno fa. Tutto ebbe inizio in quei giorni in cui ci imbattemmo nella solita colonia di gatti che popolano abitualmente le isole greche. Tra i tanti sfortunati gattini prestammo soccorso a lui, un piccolissimo felino nocciolino con gli occhi pieni di pus e ben tre zampe malridotte, che si lamentava come un pazzo… Spinte dalla pietà e dalla compassione verso questo gattino indifeso, lo caricammo sulla nostra auto con l’intenzione di mettere fine alle sue sofferenze. La veterinaria lo chiamò Foulis, dal greco ‘carino’, e ci promise di provare a curarlo in tutti i modi. Dopo un paio d’ore tornammo in attesa di notizie: ebbene Foulis recuperò talmente velocemente che gli occhi erano guariti e le due delle tre zampette ferite tornarono ad essere quelle di prima. Indimenticabili i miagolii uditi in seguito, a testimonianza della sua voglia di vivere urlata al mondo. Prima della fine del nostro soggiorno, però, la veterinaria ci mise di fronte ad una scelta. Se Foulis fosse rimasto sull’isola, infatti, il rischio di ricadute sarebbe stato enorme. Così decidemmo di portarlo con noi in Italia. Ecco questo è l’inizio di un’avventura bellissima intrapresa con Foulis, il nostro terzo gatto e unico maschio di casa. Lui è speciale nel senso che non si sente un gatto, ma come spesso succede in seguito ad un’adozione avvenuta nei primi mesi di vita, si crede un umano. Ora dopo l’amputazione della quarta zampa, che purtroppo era impossibile recuperare, il miciotto dovrà restare a dieta per bilanciare al meglio il peso ed essendo di una taglia grandicella non sarà certo facile.


Siamo felici, però, di averlo accolto a dimostrazione di come la vita riservi sempre sorprese inaspettate. Urrà per Foulis e per chi chiede alla propria vita il meglio, anche se l’avventura non si prospetta semplice. Marinella è l’angelo che ha preso con sé Foulis e gli ha concesso una seconda vita (si sa che i gatti ne hanno 9 a disposizione). È la persona che più gode di questo rapporto abbastanza unico: l’intesa tra loro è sorprendente, si parlano con gli occhi e Foulis emette non dei miagolii ma dei suoni modulati, interagendo splendidamente con lei. Ormai si conoscono alla perfezione e la simbiosi funziona: lei sa quando vuol giocare e quando ha fame anche perché, in quest’ultimo caso, lo fa capire anche agli estranei.Vuole sempre attenzione … insomma che vita sia!


in vacanza da sissi l’hotel imperial a levico terme: una villa che fu residenza estiva degli asburgo Qualunque sia la vostra personalissima idea di come sia una vacanza da sogno, al Grand Hotel Imperial, a Levico Terme, la vostra idea si avvicina, come in nessun altro luogo, alla realtà. Vi piace lasciarvi viziare? Volete che la vostra salute venga mantenuta e preservata con competenza? Ancora meglio! Perché all’gran hotel imperial trovate a vostra disposizione personale qualificato e attrezzature professionali per soggiorni celestiali dedicati alle cure e al benessere. Volete respirare l’atmosfera dello splendore imperiale? Passeggiate volentieri nei sentieri curati del parco? Favoloso! Perché il Grand Imperial Hotel, originariamente costruito come residenza di vacanza della famiglia imperiale austriaca, è impregnato del fascino del passato. Vi emozionate alla vista di laghi blu incastonati in un magnifico scenario alpino? Aria buona e splendide gite risvegliano il vostro spirito di avventura? Fantastico! Allora i superbi dintorni delle Alpi sono perfetti per le persone come voi che sanno come godersi la vita!


Come unico hotel a Levico Terme, il Grand Hotel Imperial vanta l’accesso diretto alle preziose acque termali di Levico e Vetriolo con una propria divisione termale. Per voi, questo significa che venite direttamente da noi a provare i benefici trattamenti termali curativi e medici. L’ hotel offre anche una piscina interna e una all’aperto.

Averlo visto sul sito, come sempre si fa prima di andare in un hotel, in questo caso non vi darà neppure lontanamente l’idea di quello a cui vi troverete davanti salendo lungo il parco secolare che vi conduce all’entrata del palazzo che oggi si chiama Hotel Imperial. C’è una stanza che fu dell’imperatrice Sissi, la più amata, la più ammirata imperatrice che gli Asburgo d’Austria abbiano mai avuto. Da lei, dal fascino suo tempo, dalla sobria eleganza di ogni particolare, verrete catturati in un’esperienza dei sensi e della memoria che vi sorprenderà. La hall, preceduta dalla rampa per le carrozze era certamente adatta a ricevere i nobili e le teste coronate d’Europa che qui venivano, alla corte degli Asburgo, per trascorrere salutari vacanze italiane nell’adorata Valsugana. Siamo a Levico Terme che, oltre ad avere l’unicità di un’acqua termale, preziosa e rara per talune patologie, si specchia in un laghetto alpino color verde smeraldo con deliziose spiaggette e assolati barettini. Perché venirci? Per resettare. Per una settimana di coccole, aria purissima, acque e fanghi termali con proprietà speciali, personale professionale, accogliente e, dalla colazione alla cena, una delizia dopo l’altra per il palato, grazie ad una cucina attenta alla massima qualità degli ingredienti e con la rara capacità di unire con armonia piatti tradizionali a proposte decisamente più creative. Altro? Intorno a voi una miniforesta da fiaba, famosa per essere sede di ricercati mercatini natalizi, una volta scenario di passeggiate al chiaro di luna o alla ricerca di frescura nelle giornate più calde. Intorno montagne dalla bellezza mozzafiato vero paradiso di scalatori e sciatori. L’edificio, dopo essere stato dimora estiva degli Asburgo, ha attraversato i secoli diventando all’inizio del ‘900 un grande hotel dove soggiornare per godere anche di un’acqua termale preziosa che sgorga da un monte poco distante e che viene concessa in uso all’Hotel Imperial con una sorta di esclusiva. In un laboratorio ancora attivo e

il lago di levico terme a due passi dall’hotel imperial


in vacanza da sissi

intatto da quando sono nate le Terme, una comune argilla viene mescolata all’acqua e lasciata maturare anche anni. In questo modo l’acqua trasferisce le sue proprietà curative, al fango che spalmato caldo sul corpo le rilascia, attraverso i pori della pelle. Nelle sale del piano termale tutto riporta a una sobria architettura decorata con piastrelle di ceramica. Dopo la visita medica e una volta capito come affrontare i trattamenti, potete mettervi nelle mani di chi renderà la sessione un vero piacere. A seguire piscina riscaldata con vasca idromassaggio, bagno turco, sauna, tisane, massagi da parte di personale altamate qualificato e... tanto relax. Passeggiata nel parco, profumi del bosco, aperitivo in piscina, cena anche all’aperto e il piacere di una serata degustando i piatti del bravissimo chef che, oltre a preparare un bouffet di antipasti deliziosi, dalla cucina farà arrivare sulla vostra tavola le portate del menù preparate con particolari abbinamenti di sapori. E, se apprezzate il vino questa è zona di Marzemino. Niente stress, una vacanza immersi nel fascino di una location carica di ricordi e di storia dove hanno soggiornato, principi granduchi e contesse dove le stanze non sono le impersonali camere di un moderno hotel e vi regaleranno una full immersion in un periodo del nostro passato che vale la pena di conoscere ed apprezzare, quando il tempo scorreva più lento,


LIVE YOUR ROAD…

LIVE YOUR HARLEY Se avete sempre sognato di cavalcare la strada in sella ad una fiammante Harley oggi è possibile farlo anche solo in formula “Part-time”. Decisione della casa di Milwaukee, infatti, quella di concedere agli amanti del brand made in USA l’opzione del noleggio che non vincola al 100% l’amante Harley in un acquisto ma che in ogni caso lo tutela sotto tutti i punti di vista, dandogli la possibilità di vivere infiniti viaggi in Harley. Requisiti necessari avere almeno 21 anni compiuti, il versamento di una caparra del 30% dell’importo totale con possibilità di modificare la data di prenotazione fino a 15 giorni prima, patente in corso di validità e una carta di credito con € 900,00 disponibili per il deposito cauzionale. E se siete curiosi di conoscere i costi resterete sorpresi nell’apprendere quanto comunque siano contenuti: 90,00 euro per i modelli Sportster, 120,00 euro per i modelli Softair e 140,00 euro per i modelli Touring; inclusi nel contratto chilometraggio illimitato, casco e tuta

antipioggia per il guidatore, assistenza stradale 24 ore e assicurazione kasko con scoperto 900 euro+Iva. Dettagli da considerare sono invece il noleggio minimo fissato in un giorno e gli orari che si attestano tra le 10.00 a.m. fino alle 9.00 p.m, un anticipo all’atto della prenotazione ed un saldo alla data di noleggio. E se aveste imprevisti che impediranno il vostro Harley day? Nessun problema! Avete fino a 15 giorni antecedenti al giorno del noleggio per disdire (a patto che non si tratti di raduni internazionali). Ultima precisazione degna di nota… Lo SPECIAL FOR YOU ovvero se hai meno di 30 anni o è il giorno del tuo compleanno avrete subito uno scontro del 10% sull’importo totale. Super opportunità… super esperienze con Harley Davidson Bergamo! Per info e prenotazioni visita il sito www.harley-davidson-bergamo.com o chiama il numero 035 958567.

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CHI C’ERA

50 ANNI PER IL ROTARY CLUB BERGAMO CITTÀ ALTA Un compleanno indimenticabile quello vissuto dal Rotary Club Bergamo Città Alta, destinato a rimanere negli annali per la spettacolarità dei Services che hanno accompagnato questo importante traguardo. Grazie ai membri dell’ormai storico Rotary infatti la sera del 23 maggio scorso il famoso dipinto la «Resurrezione di Cristo» del Mantegna, conservato da oltre due secoli nei depositi dell’Accademia Carrara, è stato riportato alla luce, aggiudicandosi l’attenzione non solo di tutta la città e del Paese ma addirittura del “The Wall Street Journal” che ha dedicato un intero articolo a questa importante scoperta. Un’iniziativa che rende fieri tutti i membri del Rotary a partire dal presidente Carlo Saffioti: “Cinquant’anni fa la fondazione del nostra Rotary fu accompagnata da un “service col botto” - come titolarono i giornali dell’epoca - grazie alla scoperta della collocazione della salma del Colleoni. Oggi festeggiamo con un altro grande risultato al quale si aggiunge un altrettanto importantissimo service ovvero l’uscita del catalogo completo dei «Dipinti Italiani del Trecento e del Quattrocento» dell’Accademia Carrara. Due obiettivi che ci rendono fieri dei valori che animano il nostro Club”. Parole senza dubbio importantissime che tracciano le linee del Rotary Club Bergamo Città Alta, secondo Club fondato in tutta la bergamasca nel lontano 1968, da un gruppo di professionisti legati da un forte legame d’amicizia e da ideali che con il tempo hanno cementato la loro unione e le sfide intraprese e raggiunte. Professionalità, consapevolezza di avere un ruolo nella società e il desiderio di fare di questo dono un plus per la comunità, i punti fermi che in questi anni hanno portato all’istituzione di numerosi Services quali la borsa di studio ad alunni meritevoli dell’Istituto Musicale Donizetti, le borse di studio ad alunni meritevoli della Scuola d’Arte Fantoni, una borsa di studio ai giovani meritevoli dell’Istituto Alberghiero di San Pellegrino e, da quest’anno, il premio al miglior Carabiniere distintosi per disponibilità e professionalità. Non solo: dallo scorso anno importantissima l’Istituzione della “Cena Sospesa” a favore della Caritas Bergamasca nonché il finanziamento per il primo master sull’autismo. E i progetti futuri non vedono limiti né a livello locale, con il restauro delle lapidi ai caduti di tutte le guerre all’interno della Rocca (grazie alla collaborazione con tutti gli altri Rotary della città), né a livello internazionale grazie alla lotta alla siccità in alcune zone dell’Africa e alla battaglia contro la poliomelite, ormai vinta. Tanti quindi i fronti sui quali i membri del Rotary Club Bergamo Città Alta sono oggi attivi, tutti guidati da dedizione e responsabilità; tra di essi importante ricordare Billy Savarin, sostenitore attivo della creazione del catalogo della Carrara, il past president Marco Bertoli, il consigliere Alessandra Giani, il presidente in coming Andrea Lombardini ed il Governatore Pietro Giannini, alla cui memoria è andato il ricordo di tutti i presenti alla serata, dalle autorità a tutti gli amici del Club che con lui hanno reso questo Rotary un punto di riferimento per la nostra città. Ph. Sergio Nessi - Puoi vedere tutte le immagini dell’evento su www.qui.bg.it


CHI C’ERA

NUOVA MINI: CONNESSIONE RIUSCITA! MINI ritorna a fare parlare di sé e questa volta lo fa lasciando tutti a bocca aperta. Il perché è molto facile! Prendi un’auto che già porta con sè il giusto connubio di grinta e versatilità, aggiungi un design ancora più filante e novità tecnologiche di connessione evolute ed il risultato è un’auto capace di emozionare fin dal primo sguardo. Questo quello che è accaduto il weekend del 19 e 20 maggio presso l’esclusivo Ego Club di Misano di Gera d’Adda, palestre, piscine e family club, dove la concessionaria MINI Lario Bergauto di Bergamo, Lecco, Sondrio e province (dall’ottobre 2015 unica ufficiale MINI per il territorio di Treviglio e paesi limitrofi), per due giorni ha organizzato un imperdibile test drive per clienti e amici. Tutto questo per provare l’incredibile “bellezza” delle nuove MINI, sfrecciando tra la strada Rivoltana e le città di Treviglio e Caravaggio. MINI Cabrio Cooper S e MINI Cabrio John Cooper Works le più gettonate, anche se il resto della gamma non è stato da meno in quanto tutte contraddistinte dalla nuova tecnologia Matrix LED e dalla funzione Cornering Light LED, con regolazione adattamento alla luce ed il nuovo MINI Connected, capace di fornire informazioni sul traffico, riconoscimento vocale, Concierge Service e una connessione diretta con lo smartphone. In attesa della prova “MINI on the road” tutti gli ospiti hanno potuto gustare caffè, drink e tutte le leccornie di Biffi Alimentari di Calvenzano, comodamente seduti sui salottini posizionati a fianco delle palestre, rinfrescati dai particolari refrigeratori di Termar 3000 di Pontirolo Nuovo, partner ufficiale, come APM Piscine di Misano. Coinvolto nell’evento anche Gino Bigatti che, per l’occasione, ha ospitato le MINI presso il nuovo Salone Gino Bigatti di viale De Gasperi di Treviglio, comunicando l’evento grazie ad un totem personalizzato. Organizzatore della due giorni lo Studio Forlani Marketing e Comunicazione di Treviglio che con le sue PR ha contribuito alla perfetta riuscita dell’evento.

Ph. Sergio Nessi - Puoi vedere tutte le immagini dell’evento su www.qui.bg.it


Può essere rosa o azzurro, lilla o verde. Di cosa stiamo parlando? Stavolta non di moda ma di una delle nuove squisitezze in centro città! Si chiama Flower Burger ed è il nuovo Hamburger Gourmet capace di farvi innamorare al primo morso! Una delizia imperdibile per tutti i palati sopraffini!

Summertime! Un gioco di fantasie e tutta l’allegria Disney nella linea costumi MC Saint Barth. Un mondo dedicato ai più piccoli, per le loro giocose giornate in riva al mare.

FLOWER BURGER Via Torquato Tasso, 46 Bergamo Tel. 035.215811 - www.flowerburger.it Facebook: flowerburger.bergamo

IL MONDO DI SOFIA Via Tonale, 1 - Albano Sant’Alessandro Tel. 035.582457 - Facebook: IlmondodiSofia2014

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Da sinistra: jeans Diesel, maglia in rete di lino Scaglione, t-shirt rigata in jersey di lino e scaldacuore in cotone e lurex Scaglione. SCAGLIONE Via G. Lochis 12 - Bergamo Tel. 035 4373338 - info@scaglione.it www.scaglione.it - Facebook: scaglionecashmere

Il ritorno agli anni ’70 e delle geometrie che hanno fatto storia. Così Maurizio Magri, nel suo elegante showroom, propone il brand Monica Magni: un concentrato di stile ed eleganza, perfetto per coloro che vogliono vestire con classe senza passare inosservate. MAURIZIO MAGRI SHOWROOM Via Tonale, 1 Albano Sant’Alessandro Tel. 035.4521419 Facebook: ShowRoomMaurizioMagriModa


sempre in campo Fotografie Foto San Marco

ANCHE QUEST’ANNO SI È RIPETUTO IL SUCCESSO DEL TORNEO DI TENNIS DELL’ACCADEMIA DELLO SPORT PER LA SOLIDARIETÀ NELLA FOTO LO STAFF CHE HA ORGANIZZATO LA MANIFESTAZIONE

max Blardone christof innerhofer, valerio staffelli, edoardo stroppa L’EDIZIONE 2018 DEL TORNEO DI TENNIS DELL’ACCADEMIA DELLO SPORT PER LA SOLIDARIETÀ INCORONA I VINCITORI. DAMIANO ZENONI CHE INFILA LA DOPPIETTA E BISSA IL SUCCESSO NEL SINGOLARE IL DOPPIO MASCHILE È DI LUCA CHIESA E PAOLO AGNELLI

DALLA NOSTRA INVIATA ELENA PAGANI

La doppietta di Damiano Zenoni è la ciliegina sulla torta delle finali del Tennis 2018, disputate sulla terra rossa del Centro «Mongodi» di Cividino. L’ex atalantino trionfa nel singolare maschile A dedicato alla memoria di Giacinto Facchetti, bissando il successo ottenuto lo scorso anno: per l’ex calciatore l’ultimo atto è il trionfo per 7-5 6-7 9-4 su Filippo Carrara, al termine di un match intensissimo.Va agli imprenditori Luca Chiesa e Paolo Agnelli il 27° Trofeo Achille e Cesare Bortolotti di doppio maschile: la gioia finale arriva grazie al 9-3 sull’imprenditore Antonio Viscardi e l’ex bomber Beppe Savoldi. La Coppa Accademia dello Sport di doppio misto è appannaggio della coppia formata dall’imprenditore Andrea Schillaci e Simona Befani, volto noto di Bergamo Tv, che alza il trofeo imponendosi per 9-4 sul duo composto da Oscar Magoni, ex calciatore di Atalanta e Napoli, e Cristina Radici, presidente di PLAY Sport Academy. Sfida tra professionisti per il 5° Torneo Franco Morotti di singolare maschile B: il trofeo è dell’avvocato Massimo Buzzanca, capace di superare per 9-5 l’imprenditore Roberto Paratico. Nel torneo di singolare maschile per classificati Fit, vittoria finale per l’imprenditore Luca Chiesa contro l’assicuratore Ciro Bresciani. Gioia collettiva per il team Lendl capitanato dall’imprenditore Antonio Viscardi, che arrivano

al successo nella Coppa Banca Mediolanum (competizione a squadre). Un’ospite a sorpresa è arrivata nel «Villaggio» di Cividino: Petra Vlhová, sciatrice slovacca classe 1995 con un argento mondiale nel proprio palmares, quinta in classifica generale nell’ultima Coppa del Mondo. Nella serata di venerdì 8 giugno l’avventura del Tennis 2018 si è conclusa nei locali della Fiera di Bergamo appositamente allestiti per accogliere oltre 500 ospiti. Oltre alle premiazioni dei tornei, è avvenuta la consegna dei Golden Vip, i tradizionali riconoscimenti che l’Accademia assegna a personalità di rilievo: il Golden Vip per l’imprenditoria premia Olivo Foglieni, a capo del Gruppo Fecs, holding bergamasca da 300 milioni di fatturato e sette stabilimenti produttivi in Italia e all’estero; il Golden Vip per l’eccellenza medica è per la dottoressa Giovanna Mangili, direttore della Patologia neonatale dell’ospedale Papa Giovanni di Bergamo; il Vip d’Onore alla memoria di Luciana e Gianni Radici sarà assegnato a Michela Moioli, la snowboarder di Alzano campionessa olimpica a Pyeongchang 2018. Premi speciali anche per Carlo Nicora, direttore generale dell’Asst Papa Giovanni XXIII, e per Emilio Bellingardi, direttore generale di Sacbo, la società che gestisce l’aeroporto di Orio al Serio.


oscar damiani

luca ariatti

Massimo carrera

moreno morello

luca facchetti

Moreno Morello inviato di Striscia la Notizia, programma che vanta diversi collaboratori presenti al torneo che, come abbiamo visto è in grado di unire personalità appartenenti a mondi e ambiti differenti: sport come il calcio, il nuoto, lo sci, spettacolo, comicità, moda e cinema. Com’è quest’esperienza dal suo punto di vita? “Molto positiva, non è il primo anno che vengo, sono venuto tre anni di fila in un crescendo tattico che ormai è inarrestabile. Mi diverto sempre di più, trovo sempre più amici e sono sempre tutti molto bravi nell’organizzazione e soprattutto nel perseguire le finalità”. Cosa pensa del rapporto tra sport e solidarietà? “Facendo questo lavoro da tanti anni mi è capitato di incontrare molte iniziative, questa è una di quelle che ormai raccoglie un affetto incondizionato e dimostra di avere un’organizzazione veramente impeccabile”. Un’ultima domanda che sto ponendo a sportivi e non, che voto si dà nel tennis, visto che di un torneo di tennis si tratta? “Un voto che mi do nel tennis… dal 5 al 6, quasi sufficiente! Però sono partito dal 3 quando sono arrivato la prima volta, quindi, direi che ho già compiuto grandi progressi!”.

roberto sottocornola

cristina radici

filippo carrara

gianluigi viscardi

graziano innocenti, massimo carrera, giovanni licini, roberto sottocornola, marino magrin -- sergio porrini, angelo carrara, luca facchetti -- michele magrin, roberto bonetti, giuseppe ghisleni, damiano zenoni


sergio porrini

gianpaolo bellini

ciro bresciani

Nome completo Nelsos Jesus Silva, conosciuto da tutti con lo pseudonimo Dida, campione del mondo 2002 con il Brasile, considerato uno dei migliori portieri al mondo degli anni 2000. Il Torneo di tennis 2018 ospita un vero e proprio fuoriclasse, pronto a cimentarsi in una pratica sportiva che non gli appartiene, ma che sicuramente lo diverte molto. È la sua prima esperienza, e dopo una diretta televisiva con Mediaset Premium, mi concede l’intervista con il garbo e la cortesia che contraddistingue i veri campioni. Come considera questa esperienza? “È la mia prima volta e... non sono molto bravo a giocare a tennis, ma è per me veramente una grande soddisfazione essere qua. È un’esperienza davvero bella, l’ambiente stimolante e sono tanti gli ex calciatori che si muovono volentieri per la solidarietà”. Quindi secondo lei che rapporto dovrebbero avere sport e solidarietà? “Dovrebbero essere due realtà che camminano insieme. Tutti i campioni a loro modo fanno qualcosa, quando hanno tempo dedicano spazio alla beneficenza e alla solidarietà. È giusto che sia così”. La soddisfazione più grande durante la sua carriera? VINCERE! Sicuramente vincere! Noi lavoriamo per quello. Vincere i mondiali e vincere la Champions sono emozioni che non dimenticherò mai!”.

gianpaolo bellini, giovanni licini, nelson jesus silva (DIDA) -- luca ariatti, ermanno viscardi

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roberto sottocornola, damiano zenoni

edoardo stoppa

cristiano doni

nelson jesus silva (DIDA)

jimmY ghione

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jimmi ghione, lorenzo beccati, giovanni licini


domenico fioravanti Domenico Fioravanti, ex nuotatore, primo campione olimpico italiano nel nuoto in corsia. Non è la sua prima edizione del torneo, lo incontro prima della partita, con la racchetta in mano, pronto a giocare e divertirsi. Mi può descrivere questa esperienza? “Sono già diversi anni che partecipo, lo faccio sempre con molto piacere, con Giovanni (Licini) c’è un bel rapporto e il fine è importantissimo. Abbiamo la possibilità di staccarci qualche ora dalla routine giornaliera e dare un piccolo contributo per un grande obiettivo”. Il voto che si dà nel tennis? “Un 5, a me piace, ma non sono un tennista e gioco una volta all’anno”. Quanto conta il divertimento nello sport? “Credo sia fondamentale, soprattutto da piccoli, la componente divertimento dev’essere sempre spiegata da allenatori e istruttori. Lo sport anzitutto deve essere divertimento. Il nuoto ad esempio, dove muovi tutto il corpo, fa bene al fisico ma ci vuole anche un po’ di follia, il divertimento deve accompagnare l’obiettivo che ciascuno vuole raggiungere: campionato regionale o nazionale, poco conta, è il percorso che rappresenta una grande scuola di vita”. Quindi a un giovane che vorrebbe cimentarsi nel nuoto a livelli agonistici cosa consiglia? “Consiglio di avere tanta forza di volontà, di non abbattersi di fronte alle prime difficoltà, che inevitabilmente ci saranno perché lo sport è anche questo: cadere e rialzarsi. C’è da capire con quanta forza ci si vuole rialzare”. È tifoso di calcio? “Sí, sono un romanista del nord”. E l’Atalanta? “Mmm…io vivo a Brescia. Ma al di là del tifo della propria città bisogna dare atto che l’Atalanta sta facendo un grande lavoro, quindi complimenti!

ettore trezzi, patrizio picozzi, francesco rocca, mattia casse

alberto almici, giovanni licini, marco morotti

alberto almici, giovanni licini, pinuccio mauriello jimmy ghione, lorenzo beccati, giulio bosca, walter girardi

aldo ghislandi, filippo carrara

graziano innocenti, tiziano gabbiadini


ottavio missoni Ottavio Missoni Jr., l’erede del noto brand di moda fondato dal nonno, primogenito di Vittorio Missoni, alla sua prima edizione del torneo di tennis presso il campo Mongodi. Sorridente, prima della partita, fisico atletico, pur non appartenendo al mondo dello sport, ci rilascia l’intervista in attesa di giocare. Descrivici questa esperienza, come la consideri? “Premesso che io non sono un tennista di quelli “settimanali”, gioco una o due volte al mese, però mi ha fatto molto piacere essere stato invitato, anche perché nel ‘95 ha partecipato mio nonno, quindi è un po’ una tradizione. Lui però era un vero tennista, giocava molto più di me, io gioco in maniera più amatoriale. L’organizzazione è davvero molto bella, mi avevano parlato benissimo di quest’evento e quindi eccomi qua!”. Sei uno sportivo? “Assolutamente sì, gioco a pallacanestro, sono un cestista”. E per il tennis che voto ti dai? “Dipende chi è da10… mi darei una sufficienza... sono abbastanza portato per gli sport”. Cosa ne pensi delle iniziative, che coniugano sport, solidarietà e beneficenza? “Dovrebbero essercene di più, anche se il problema secondo me è un altro: troppe iniziative “dicono” di fare ma poi “non fanno”. Quindi, quelle che effettivamente “fanno” si trovano in difficoltà. La formula sport-solidarietà è sicuramente vincente, la migliore, io stesso ho già partecipato a diverse iniziative sportive per scopi benefici”. So che non ami vivere nelle grandi città. A Milano, ad esempio, sei resistito pochi mesi, Bergamo la conosci? “La conosco bene, ho tantissimi amici, pratico enduro e ho amici enduristi locali. Da piccolo venivo spesso in vacanza nelle valli bergamasche e posso dire di conoscerla molto bene”. L’Atalanta, la segui? “La seguo perché ho amici che la seguono e anche perché mio fratello è amico di alcuni calciatori della squadra”. Un’ultima curiosità, visto che abbiamo citato l’Atalanta, sei tifoso di calcio? “Sono tifoso, ma non da stadio. Sono juventino, ma giocando a pallacanestro ho un po’ il dente avvelenato nei confronti degli sport maggiori. Mi piace invece il movimento degli sport minori: tennis, basket, pallavolo, meritano molta più attenzione di quella che hanno.

cristina radici,franco lamera, anneris nicoli, annamaria gazzaniga, petra vlhovà, g.licini, luciana oprandi, alessandro masera, ezio chiesa, livio magoni

luca chiesa, paolo agnelli, giovanni licini, gianluigi viscardi, mario ielpo

luca Facchetti, giorgio mastropasqua

cristian schillaci, simona befani, cristina radici, oscar magoni


marino magrin Marino Magrin, classe 1959, allenatore con un passato da centrocampista, ha giocato nell’Atalanta dal 1981 al 1987, vivendo sul campo i passaggi della squadra dalla serie C alla serie A. Lo incontro dopo la partita, scambiamo qualche battuta sulle fotografie appena scattate”. Ci descriva questa esperienza. “È già tanti anni che partecipo. Mi chiamano ogni anno, ma anche se non lo facessero verrei comunque per divertirmi”. È bravo a giocare a tennis? Io giochicchio, ma non sono così forte per arrivare in finale. Tuttavia per solidarietà giochiamo, ci divertiamo, contribuiamo nei confronti delle organizzazioni e questa è la cosa migliore”. Quanto è importante il legame sport-solidarietà? “Io sono nato in un paesino di Bassano del Grappa, avevamo bisogno anche per l’aspetto familiare.Tante persone ci hanno aiutato, sono rimasto orfano di mio padre che è morto quando avevo 6 anni e so cosa vuol dire. Dico sempre che “la pagnotta è dura”, se posso aiutare il prossimo lo faccio”. Una battuta sull’Atalanta di oggi? L’Atalanta è sempre grande!”.

graziano innocenti, mauro bottega, barbara facchetti, luca belingheri, simone salviato

maurizio neri, roberto bosco

francesca vitali, alessandro masera

luca facchetti, andrea pucci, ermanno viscardi, alessandro vanoi

marco mancin, giovanni danesi

paolo agnelli, luca chiesa, umberto bortolotti, g.licini, antonio viscardi, beppe savoldi italo terzi


la foto da incorniciare nelson jesus silva detto dida e gigi pizzaballa: due generazioni di grandi numeri uno aiuto al neonato, una delle organizzazioni che beneficeranno della raccolta fondi dell’accademia dello sport per la solidarietĂ

bortolo mutti, tiziano gabbiadini, mauro tavola, alessandro budel

gedeone carminati, guido pedrinelli

damiano zenoni, cristian zenoni, giovanni licini, gian piero gasperini, Paolo ribolla

giorgio lamberti, domenico fioravanti

nathalia de sousa, fabio bosatelli

roberto paratico, marco morotti, massimo buzzanca

claudio chiappucci, luca fusi

mario previtali, carlo pellegatti


paola rudelli, carlo perrone, giuseppe galderisi

pier gallivanoni, elena gamba, elena masera, gianangelo cattaneo

oscar magoni, cristina radici, elisa persico, antonio viscardi

stefano rondi,

cesare pisoni, cristina radici, bibiana perez, roberto sottocornola

andrea brighenti, stefano lucchini, andrea schillaci, adriano latini

gian maria gabbiani, lorna paisley, silvia speranza, silvano de rui

davide panciera, stefano cristini

luca sacchi, emanuele merisi

danilo rizzi, g.licini, luca percassi, cristina radici, ezio chiesa, franco lamera

moreno morello, claudio chiappucci, giovanni licini, andrea masiello, federico manzo


pinuccio mauriello, g.licini, igor cassina, mike maric, maurizio bucarelli - ermanno viscardi, alessandro vanoi, ettore trezzi, tiziano picozzi - gianluigi viscardi, mario ielpo, alessandro masera, gianangelo cattaneo

max blardone, cesare pisoni, cristina radici, sofia belingheri, michela moioli, g. licini, christof innerhofer

igor barbazza, linda collini, roberta midali, MARINO MAGRIN

daniele fortunato, luca fusi, rolando bianchi, francesco testa

luca galtieri, daniele fortunato, g. licini

adriano latinii, andrea schillaci, g.licini, cristian raimondi, giorgio frezzolini - olivo foglieni, bruno mazoleni

massimo di munno, gianluca grigoleti, lorenzo beccati, pinuccio mauriello


CHI C’ERA

TENNIS, MOTORI E SOLIDARIETÀ… La solidarietà che non si ferma mai. Se dovessimo trovare un giro di parole per tratteggiare l’Accademia dello Sport per la Solidarietà di Bergamo di sicuro quelle appena citate sarebbero le parole perfette! Anche per questo 2018, infatti, tantissimi sono già stati i traguardi raggiunti e, tra di essi, primeggia il Tennis Vip Cividino, punto di riferimento per quanti la passione per lo sport equivale a possibilità di “fare del bene”. Un fattore ben conosciuto anche da LARIO MI AUTO, Concessionaria Land Rover a Grumello del Monte, presente in veste di Sponsor al Centro Mongodi di Cividino , per schierarsi al fianco di attori, calciatori, sportivi ed imprenditori coinvolti in questo ormai storico torneo. Un segnale importante per LARIO MI AUTO che rappresenta da oltre 15 anni i marchi Jaguar e Land Rover, con sedi a Milano, Lecco e Grumello del Monte (in provincia di Bergamo) ed offre in tutte le filiali servizi di Vendita ed Assistenza. Con l’occasione la Concessionaria ha deliziato tutti i presenti, i giocatori e i loro supporter con la presenza della magnifica Range Rover Velar, di recente insignita del titolo di World Car Design of the Year, nell’ambito del World Car Awards 2018. Un riconoscimento che esalta ancora di più questo speciale SUV, unico in termini di design, prestazioni, motorizzazioni (sia diesel che benzina) e tecnologia. Gli ospiti del Tennis Vip, anche solo per un momento, hanno così distolto lo sguardo dai tanti campioni presenti come Michela Moioli, Christof Innerhofer, Luca Sacchi, Cristian Raimondi e personaggi dello spettacolo come Valerio Staffelli ed Edoardo Stoppa, per dedicarsi, anche solo per qualche minuto, alla stupenda Range Rover Velar.

Ph. Sergio Nessi - Puoi vedere tutte le immagini dell’evento su www.qui.bg.it


CHI C’ERA Cow Party 2018: divertimento e solidarietà

C’è un evento imperdibile che ogni anno segna l’inizio della stagione estiva: Il Cow Party. Un punto di riferimento da oltre 15 anni per tutti coloro che vogliono contribuire con atti di solidarietà verso importanti cause, associando anche la possibilità di trascorrere una piacevole serata tra musica ed allegria. Perché quello che il Lions Club Bergamo Sant’Alessandro, in collaborazione con il Leo Club Bergamo Host, hanno come obiettivo è proprio questo: unire due aspetti all’apparenza lontani ma in realtà vicini come il divertimento e la solidarietà. Un progetto riuscitissimo anche per questo 2018 con la magnifica serata organizzata il 26 maggio scorso. Location riconfermata la suggestiva Cascina Carlinga di Curno dove tutti i partecipanti si sono dati appuntamento per una grigliata aperta ai soci con famiglie e amici, proseguendo poi sul tardi con musica e danze per un pubblico di più giovani. Ad animare la serata selezionati deejay, tra i più gettonati della bergamasca come Teo Sartori e Luciano Bombardieri mentre al servizio Bar il seguitissimo Tassino Eventi. Risultato un sold-out degno di nota, che ha permesso di raccogliere una cospicua cifra a favore di due progetti rivolti al territorio di Bergamo: un GRANT di ricerca sul diabete all’Istituto Mario Negri di Bergamo ed il sostegno a progetti internazionali Lions Club quali Lions Quest, cani guida, “Libro Parlato”, scambi giovanili ed il progetto Martina.Tutti obiettivi importantissimi per i quali tutti quanti possono donare il proprio contributo visitando il sito: www.lions108ib2.it


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Marco 20 anni, aveva grandi ambizioni. Grazie al colloquio fatto in un’agenzia Tecnocasa e dopo un periodo di formazione altamente qualificata che gli ha permesso di ottenere l’abilitazione al ruolo agenti affari in mediazione, è riuscito, trascorso circa 1 anno, a diventare responsabile d’agenzia. Con grandi soddisfazioni professionali, dopo 2 anni Marco apre la sua prima agenzia affiliata Tecnocasa e diventa un imprenditore. Se ti identifichi in Marco prova anche tu a fare un colloquio con noi.

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