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ANNO 26 - N° DUECENTOCINQUANTA - MARZO 2018 - € 3

i n n a i ventise BERGAMO MAGAZINE

SPEDIZIONE IN A. P. D.L 353/2003 (CONV. IN L.27/02/2004 N.46) ART.1, COMMA 1, DCB BERGAMO IN CASO DI MANCATO RECAPITO RESTITUIRE AL MITTENTE - EDITA PERIODICI S.R.L. VIA B. BONO, 10 BERGAMO 24121 - TASSA PAGATA BG CPO

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SOFIA E MICHELA: REGINE DI ORI GLENN STROMBERG: IL BIONDO CHE FECE IMPAZZIRE IL “MONDO”

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LA GAMEC CAMBIA CON LORENZO GIUSTI LE PROMESSE DEI POLITICI ELETTI: MISIANI - GALLONE - BELOTTI BENIGNI - TERZI - SANGA CARNEVALI DONNE IN DIVISA LA PRIMA BMW X2 SGUARDI DI DONNA LA MOSTRA DI SERGIO NESSI XC40 IL COMPATTO DI VOLVO


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Consiglio per gli eletti

PRIMO VERO PROBLEMA: LA DENATALITÀ Se l’uomo rinuncia al futuro della sua progenie, se un popolo rifiuta di continuare a riprodursi deve esserci un problema e deve essere il primo da risolvere. Nessuna tesi economica può reggere se ci confrontiamo con la denatalità del nostro Paese e nessuno ha un futuro se smettiamo di fare figli. Ogni via dovrebbe essere legittima. Quella naturale, che andrebbe incentivata al massimo cambiando la convinzione radicata che avere un figlio comporti sacrifici e rischio di precarietà economica. L’Italia ha bisogno di più figli ma non in astratto e non domani. Oggi! Le donne che sono in grado di poterlo fare dovrebbero essere prese in una diversa considerazione, non lasciate sole con problemi economici e mancanza di servizi come asili nido ecc. Alla notizia di una nuova gravidanza ogni persona dovrebbe trarne nuova energia, qualsiasi gravidanza sia... Anche quelle di natura scientifica che prevedono soluzioni per donne che desiderano avere figli e non possono. Quella dello ius soli sarebbe una bella scorciatoia per dare all’Istat tanti nuovi giovanissimi italiani da inserire nelle liste elettorali ma a qualcuno non piace. Anche il piano sciagurato di ripopolare la penisola con altri popoli più prolifici che chiamiamo migranti è una parte della soluzione ma stiamo vedendo a che costo e con il rischio reale di una islamizzazione della nostra amata civiltà. Quindi, ADESSO, fintanto che la nostra sopravvivenza nell’immediato futuro è legata alle gravidanze “normali”, tutte le donne tra i 20 e i 40 anni vanno salvaguardate e non penalizzate nei percorsi professionali, premiate economicamente in maniera significativa e assistite nel loro percorso di madri in modo che sia pensabile farlo anche una seconda volta. Premiando le aziende che tengono salvi i principi di non discriminazione di genere a causa della possibile gravidanza delle dipendenti. Abbiamo più bisogno di nuovi nati che di ogni altra risorsa. Se il vicino di casa decide di avere un altro figlio non pensate solo ai fastidi che ciò comporterà anche a voi... pensate piuttosto che sarà uno di quelli che vi pagheranno la pensione. (v.e.f.)

A pochi giorni dall’8 marzo vogliamo plaudire l’iniziativa delle panchine rosse che sta contagiando mezzo mondo. è già arrivata a Brescia e presto la vedremo anche a Bergamo

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THE BEST

nelle prossime pagine una intervista con bruno bozzetto realizzata nel ‘95. L’idea di una mostra con le vignette che ha realizzato per noi in questi 25 anni piace e vi terremo informati


Intervista con Bruno Bozzetto pubblicata nel giugno del 1994 Per chi lo conosce da poco è difficile convincersi che Bruno Bozzetto sia così com’è. Due anni fa, all’inizio delle pubblicazioni di questa rivista, grazie ad una preziosa collaboratrice, Anna Nosari, ci siamo conosciuti e non potete immaginare la mia gioia quando accettò di realizzare una vignetta al mese per qui Bergamo; ci incontrammo un pomeriggio sotto i portici del Sentierone e due cose mi colpirono di quell’incontro: la sua immediata cordialità nei miei confronti, io mi aspettavo una persona che facesse pesare di più la sua fama, ed il mio ritrovare, attraverso le sue parole, gli eroi dei suoi fumetti e dei suoi film. Da una regione lontana della memoria riaffioravano in me Supervip e Minivip, West and Soda, Allegro non troppo, Mister Tao e ascoltando le sue parole realizzavo a poco a poco di avere accanto l’autore di quell’omino che ogni giorno ci accompagna con realismo e ironia attraverso le disavventure quotidiane. Lui, proprio il mitico e immutabile Signor Rossi. “Capacità di sintesi? - ci racconta Bruno Bozzetto - questa era davvero la grande dote di mio padre. Spesso quando ero confuso e frastornato gli chiedevo di consigliarmi e, sempre, dopo aver parlato con lui, capivo cosa fosse giusto fare. Sapeva con grande lucidità ordinare le vicende della vita nella giusta scala di priorità, aiutandomi sempre ad individuare fra mille, le cose davvero importanti. Razionale e geniale. Come un inventore”. E il padre di Bruno, inventore lo era davvero; uno di quelli che studiano il congegno per chiamare il servizio in tavola premendo un pulsante sotto il tappeto oppure il sistema di luci psichedeliche che si attivava al suono del campanello d’ingresso, realizzato quando ormai su con l’età, era diventato un tantino duro d’orecchi. “Una volta - continua il racconto di Bruno - con un vecchio asse da stiro costruì una strana apparecchiatura per consentirmi di fissare con la macchina da presa i disegni che realizzavo, un fotogramma alla volta, per creare in quel modo i miei primi disegni animati”. La recente scomparsa del papà, rende ancora Bruno soggetto all’emozione e, mentre ne parla, gli occhi tradiscono il grande vuoto lasciato da Umberto. Umberto Bozzetto, milanese, industriale, ingegnoso per natura, montanaro per passione. Un figlio, l’unico che avrà, che fin dalla prima adolescenza passa ore ed ore a disegnare. Duecento o trecento fogli al giorno pieni di disegni, non impensieriscono papà Bozzetto che per il momento ritiene la cosa un passatempo, particolare sì, ma niente di più. Finiti gli studi, Bruno viene in qualche modo invitato dal padre a cercarsi una collocazione all’interno dell’azienda dove egli stesso lavora. Ma non sembra che il giovanotto si appassioni gran che all’industria chimica; ciò che davvero lo divora è invece la passione per la macchina da presa. Organizza veri e propri set in casa con amici e parenti che devono sottostare alle sue direttive e non smette di produrre le centinaia di disegni che monta poi uno dopo l’altro nei suoi lungometraggi animati. Quello che lo spinge fin dall’inizio, come lui stesso dice oggi, è la curiosità di veder muovere le cose che gli stanno intorno. Papà Umberto non contrasta il figlio, per il quale stravede, ed i risultati dell’incoraggiamento paterno non si lasciano attendere. Al Festival del Cinema di Cannes, dove Bruno Bozzetto presenta un cortometraggio di dieci minuti dal titolo “Tapum”, riceve un consenso di critica inaspettato. A casa, insieme ai telegrammi di congratulazioni, piovono offerte di lavoro in campo pubblicitario. Il suo primo film West and Soda, realizzato pochi anni più tardi, fu un successo tale da far parlare di lui tutti i giornali del mondo. Da allora non ha smesso mai di disegnare e di inventare storie fantastiche con il suo lavoro. Ecco parliamo del suo lavoro. Qual’é il mestiere di Bruno Bozzetto? Regista? Disegnatore? Vignettista? “Forse un po’ di tutto questo, nel senso che ho fatto tutte queste cose passando da una all’altra con la stessa curiositò di cimentarmi sempre in qualcosa di nuovo. Ho iniziato facendo film come regista ma ero un fanatico del montaggio.


I lungometraggi di disegni animati sono una delle cose che mi divertono di più ma è un settore molto difficicile. Questo tipo di produzioni non solo risentono della crisi del cinema ma anche di una crisi propria. Una crisi al quadrato, dovuta a fattori vari che hanno a che vedere spesso con una ristretta interpretazione del disegno animato, visto solo come prodotto per bambini. Per quel pubblico il mercato è in mano alle grosse multinazionali dei cartoons ed è difficile cambiare questo modo di ghettizzare il cartone animato pensandone una fruizione esclusiva da parte di un pubblico di bambini. In pubblicità le cose vanno un po’ meglio e non è raro trovare disegni animati in campagne promozionali rivolte agli adulti”. “Purtroppo, la produzione di lungometraggi a disegni animati è ancora costosissima ed anche l’avvento dei computers non ha ridotto i costi, anzi. Non essendoci una cultura del disegno animato per adulti è molto rischioso fare films che possono costare svariate centinaia di milioni. Questa “non massificazione” del disegno animato ne consente però una vita lunghissima. Il colossal dell’anno, il filmone americano fa un sacco di incassi e milioni di persone lo vanno a vedere nel giro di pochi mesi. Il prodotto viene consumato velocemente e diventa vecchio subito; invece i miei film continuano ad essere proiettati, magari in sale frequentate da ristrette cerchie di appassionati, ma non è raro che qualcuno oggi mi incontri e mi faccia i complimenti per aver visto un mio lavoro di dieci anni fa”. Come stai a Bergamo? “Bene, lavoro spesso a Milano ma qui è tutto meno caotico anche se devo dire che Bergamo non riesce, da un po’ di tempo in qua, a trovare se stessa. Forse non capisce ancora che città vuole diventare e, nell’indecisione, il tempo passa e i quesiti restano”. La cosa più curiosa nei bergamaschi? “Il loro anteporre a tutto le conoscenze. È raro trovare in altre città quel modo di affrontare qualsiasi cosa cercando di collegare tramite amicizie o parentele i personaggi protagonisti di ciò di cui si parla. Esempio: Bruno sai il Luigi... il Luigi, figlio dell’Andrea che aveva sposato una Pasinetti, quelli che avevano quell’azienda di tra- sporti vicino al Giuseppe, che sta di casa sotto il Curnis nel palazzo dell’architetto Pezzetta nipote del Mario che non è mica tanto che gli è morto il padre. Il Luigi no?”. Un tuo ricordo legato al lavoro? “Una volta stavo salendo un ripido pendio e davanti a me con passo sicuro e cadenzato mio padre, grande amante della montagna, che mi ispirò il personaggio di un film; l’omino che sale sulla montagna e, giunto sulla cima prosegue verso una nuvola, poi verso la successiva, passo dopo passo arriva sino a Dio, lo raggiunge e lo oltrepassa con noncuranza, continuando a salire nel cielo”. Cosa ne pensi del momento che stiamo attraversando in Italia? “La cosa che mi preoccupa di più è come vengono discusse le divergenze di opinione tra gli esseri umani. È diffusa la pessima abitudine di demonizzare chi la pensa diversamente da noi; le dispute non vertono più sul dimostrare di aver ragione ma sulla capacità di trovare i torti degli altri. Lo trovo distruttivo”. È vero che il signor Rossi è ispirato ad un personaggio bergamasco? “Questa è una cosa che mi sono distrattamente lasciato sfuggire con qualcuno e devo ammettere che c’è del vero”. Il signor Rossi è bergamasco.Vive in questa città e chissà quante persone lo vedono tutti i giorni in carne ed ossa senza accorgersi di lui, salvo poi ritrovarlo quotidianamente all’angolo della strada, sui tram, sul Corriere della sera o sulle pagine di qui Bergamo. (V.E.Filì)

Intervista con Bruno Bozzetto pubblicata nel giugno del 1994


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REGINE DELLE NEVI


in questo numero

MAGLIFICIO SCAGLIONE ECCO LA PRIMAVERA

GLENN STROMBERG: IL BIONDO CHE FECE IMPAZZIRE IL “MONDO” FASHION: UN UOMO RE IN CASA PIGNA LE PROMESSE DEGLI ELETTI IN PARLAMENTO

LE NOTE DEL CUORE LA MUSICA DELL’ANIMA LORENZO GIUSTI: LA GAMEC CAMBIA

MAX BONFANTI E MAC AFFETTUOSO JACK RUSSEL

F1 IS COMING

FESTIVAL DONIZETTI OPERE

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LE PROMESSE DEGLI ELETTI

Testo Elena Pagani

TRE DOMANDE AD ALCUNI DEI BERGAMASCHI ELETTI IN PARLAMENTO CIRCA I LORO IMPEGNO PER IL PAESE E PER IL TERRITORIO CHE LI HA ELETTI LE PROMESSE CHE TERREMO A MENTE ANTONIO MISIANI, Partito Democratico 49 anni, eletto Senatore.

1

SU COSA HA FOCALIZZATO LA SUA ATTENZIONE IN CAMPAGNA ELETTORALE?

2

a cosa promette di dedicarsi in parlamento?

3

COME INTENDE OPERARE PER IL SUO TERRITORIO?

In campagna elettorale mi sono occupato principalmente di politica e finanza pubblica. La mia focalizzazione è principalmente sul lavoro, con l’obiettivo di introdurre un salario minimo legale per i lavoratori senza contratto collettivo nazionale, ridurre ulteriormente il costo del lavoro a tempo indeterminato e introdurre la buonuscita per i lavoratori a termine che non vengono stabilizzati.

DANIELE BELOTTI, Lega 50 anni, eletto Deputato Mi sono dedicato con particolare attenzione al territorio delle Valli dove io ero candidato. Lì hanno dato un forte segnale a favore dell’autonomia della Lombardia in occasione del referendum dello scorso 22 ottobre. Questo processo è stato portato avanti da Maroni, ma ora va completato dal nuovo presidente della Regione e dal nuovo Governo a Roma, con il supporto fondamentale del Parlamento. Su questo aspetto non possiamo proprio permetterci di mollare!

Con il ritorno dell’uninominale, il parlamentare ha come prima competenza il proprio territorio. Le materie vengono dopo, o I temi concreti ai quali intendo meglio vanno considerate tutte, dedicarmi, oltre al lavoro già citato, perché le esigenze dei vari comusono la famiglia, per la quale vorrei ni spaziano nei settori più diversi. aumentassero gli investimenti in Magari non mi dovrò occupare di scuola e formazione, le pensioni, trasporti marittimi e di allevala sicurezza e le infrastrutture. menti di vongole. È fondamentale garantire delle tutele, come la possibilità di Il collegio delle Valli bergamasche andare in pensione prima per chi è uno dei più grandi di tutta si trova in condizioni particolarla Lombardia, con oltre cento mente bisognose e introdurre una comuni, per lo più piccoli. Se pensione di garanzia per i giovani consideriamo che le province con redditi bassi. sono ormai scatole vuote, ai Sul territorio la sicurezza è una tematica importante, bisogna aumentare il numero di agenti delle Forze dell’Ordine nella nostra provincia, al fine di ridurre al minimo la criminalità. Anche dal punto di vista delle infrastrutture si deve intervenire con nuovi treni per i pendolari, e i tram che colleghino Bergamo - Villa d’Almé e Albino - Vertova, il raddoppio della ferrovia Ponte S.P. - Montello e il collegamento Bergamo- Aeroporto di Orio al Serio. Infine occorre aumentare le riscorse per le strade provinciali.

sindaci serve un collegamento per i rapporti con la Regione e i ministeri. Sono a disposizione, al di là del colore politico delle amministrazioni comunali, per svolgere questo servizio al fine di dare una mano alla nostra gente. Per anni ho fatto il consigliere regionale e l’assessore regionale con la logica di essere sempre sul territorio. Spero di poterlo fare anche da deputato con la stessa passione.

GIOVANNI SANGA, Partito Democratico 56 anni, eletto Deputato In campagna elettorale ho puntato molto sugli interventi infrastrutturali che reputo necessari per il territorio bergamasco e che abbiamo già impostato, progettato e iniziato a realizzare nel corso di questa legislatura. È fondamentale la realizzazione di progetti specifici. In particolare mi riferisco al raddoppio ferroviario Bergamo-Montello e alla realizzazione della nuova fermata presso l’Ospedale Papa Giovanni XXIII. Aggiungo anche la riqualificazione del ponte ferroviario di Calusco, il rifacimento dello svincolo del casello autostradale di Bergamo, il completamento della tangenziale sud e il collegamento ferroviario tra Bergamo e l’aeroporto di Orio al Serio.


STEFANO BENIGNI Forza Italia 30 anni, eletto Deputato. Nel percorso della campagna ho cercato di diffondere la conoscenza della Flat tax perchè intorno ad essa ruotano molte misure importanti come l’aumento delle pensioni minime, gli aiuti alle mamme in difficoltà, un capitolo a cui nessuno dà importanza. Mi impegnerò per la semplificazione del sistema fiscale per far avere più soldi nelle tasche di imprese e famiglie che potranno finanziare investimenti e sostenere i consumi. Allo stesso modo sosterrò una maggiore attenzione nella lotta all’evasione fiscale. Bergamo, come altre città è assediata ma l’immigrazione va governata e non è possibile che i sindaci siano lasciati soli in prima linea insieme con gli insegnanti. Da un lato il rimpatrio sembra la strada percorribile quando possibile ma prima di tutto bisogna ricostruire i rapporti con gli stati da cui partono i profughi Ci vuole un grande lavoro di politica estera aprendo canali con chi governa in quegli stati. Fermare la gente nel loro paese, non dar loro la possibilità di salire sul barcone le tratte sono gestite da varie organizzazioni mafiose che bisogna smantellare. Gestire quelli che ormai ci ritroviamo in casa non è cosa facile e spesso il rimpatrio è impossibile perchè non hanno documenti e nessuno sa da dove vengano davvero. Si possono destinare a lavori socialmente utili ma gli italiani non sopporterebbero discriminazioni al contrario.

CLAUDIA MARIA TERZI Lega 44 anni, eletta Deputata Questa per me è stata una campagna elettorale particolare, visto che ero in attesa di mia figlia Bianca. Non ho quindi potuto essere così presente come invece ho fatto in passato per le altre campagne elettorali. Sono però convinta che quello che conta è ciò che si fa concretamente prima della campagna elettorale. E i miei cinque anni in Regione hanno molto da dire. L’ambiente ha tante sfaccettature e coinvolge molte materie. Sicuramente alcuni degli aspetti che mi stanno più a cuore sono una migliore gestione dei rifiuti e la revisione dell’articolo 35 dello Sblocca Italia. A questo aggiungo temi come la sicurezza soprattutto delle donne e la giustizia: certezza della pena in primis. Non voglio dimenticarmi né del territorio bergamasco né di quello della mia regione. Partendo da questo e guardando l’aspetto nazionale, vorrei che si riuscisse a raggiungere una maggiore assunzione delle responsabilità da parte delle Regioni. Sul tema rifiuti, per esempio, vorrei che ognuno si assumesse le proprie responsabilità in maniera che, in un’ottica di economia circolare, i rifiuti possano essere concepiti non come un problema, bensì come una risorsa. D’altra parte l’azione dei parlamentari bergamaschi non può non tenere conto dei bisogni e delle aspettative della terra orobica. Almeno da parte mia ci sarà un serio impegno in questa direzione.

ALESSANDRA GALLONE Forza Italia 42 anni, eletta Senatrice ELENA CARNEVALI, Partito democratico 55 anni, eletta Deputata Lavoro e famiglia sono sicuramente stati al centro del nostro programma elettorale. Abbiamo infatti l’intenzione di introdurre un salario minimo legale e di abbassare i costi del lavoro fisso, ridurre le tasse per chi ha figli a carico e sostenere le persone non autosufficienti. Europa e ambiente sono sicuramente delle priorità: abbiamo infatti inasprito le pene contro gli ecoreati e le ecomafie. L’obiettivo è rilanciare la Green Economy anche per offrire ai giovani nuove opportunità. Sul territorio bergamasco abbiamo già provveduto a inserire risorse e nuove opere: occorre continuare a investire sulle infrastrutture e potenziare la formazione, per garantire ai giovani una preparazione più qualificata e spendibile.

Ho puntato su temi legati ai diritti dei più deboli che mi sono familiari e che aspettano ancora molte risposte dalla politica Durante la campagna elettorale ho ascoltato molto e messo a fuoco alcune problematiche molto comuni e spesso inascoltate È stata eletta in Senato vorrei occuparmi di due grosse tematiche sociali: la famiglia e l’ambiente. Sono le due Commissioni nelle quali ho già lavorato in passato e che mi hanno dato la possibilità di capire da vicino questioni spesso complesse. Cercherò di riprendere in mano alcuni progetti che non mi risulta nel frattempo abbiano fatto passi avanti come ad esempio quello per una maggiore tutela dei padri separati. A Bergamo come del resto in tutte le aree urbane della Lombardia bisogna con rapidità arrivare alla trasformazione di tutto parco circolante di automobili e autocarri, in veicoli non inquinanti. Il governo centrale deve impegnarsi per favorire la trasformazione del parco circolante con sostanziosi incentivi ed investimenti in infrastrutture.


ICAND

POLIT

aggioni

urizio M O di Ma

COSÌ È... SE VI PARE Finita la tornata elettorale, concluse le Olimpiadi Coreane, raccogliamo i frutti della nostra terra orobica e torniamo alla normalità. Una bella normalità dove vediamo i segnali incoraggianti di un’economia che riprende, seppur pian piano, ma stabilmente, dopo anni di baraonda e di caduta libera; dobbiamo renderci conto di cosa è successo in questo mese di marzo, che pazzerello è stato, sia metereologicamente, che per tutto il resto. Con ordine però: elezioni politiche e regionali 2018. Come avevamo pronosticato e vivamente chiesto al corpo elettorale, ecco che a Bergamo e provincia oltre il 78% degli elettori si è recato alle urne; finito l’assenteismo, ora la gente desidera di nuovo essere partecipe e scegliere il proprio futuro. Quel che sia sia, ma vuole scegliere. Alle politiche vince il Centrodestra, con la Lega in testa: poche idee ma chiare, solida coalizione, ed ecco servito il 36%. È la prima volta in vent’anni che i rappresentanti alle Camere sono del territorio, non dei paracadutati, ma gente giovane, attiva, che ha lavorato, che ha una sua base, ma soprattutto, che ha un partito, anche se leggero, alle spalle. Ciò non fa male, anzi benissimo. Il Centrosinistra sparisce e la gente decide che è finito il tempo di Renzi, delle banche fallite e del doppio pesismo. Martina è ora a capo del PD, e saprà ben cosa fare... gli altri due rappresentanti sono “ripescati”, ma rappresentano bene il territorio, abbasseranno le loro arie e faranno il loro dovere. Anch’essi espressione, però, di partito e del popolo stesso. Allora tutto a posto, la democrazia è ristabilita. Sì, perché il Movimento 5 Stelle non ha sfondato, ma è molto presente, attivo, attento, con ottimi rappresentanti, e

compiti importanti, da non sottovalutare. Ecco i Bergamaschi e le Bergafemmine, hanno dato una ulteriore prova di maturità, competenza, saggezza, concretezza. Elezioni Regionali: un poker? Era questa la partita che si giocava, carte coperte, bluff, rilanci, ed ecco il risultato finale: il Centrodestra è risultato imbattibile, il populismo e il radical chic vengono emarginati rifilando 20 punti di differenza a Gori e più o meno agli altri. Significato? Chi ci ama ci segua, ma sempre con concretezza, ognuno faccia il proprio mestiere, mantenga la parola data e porti a termine il proprio lavoro, poi pensi in grande. Questo è quanto ha detto il popolo, se si desidera imparare si impari, se invece si vuole insistere, lo si faccia, ma non alle spalle della gente. Alla fine di ciò il messaggio è molto chiaro: trovate una soluzione tra di voi, fate ciò che il popolo vi chiede, date soluzioni ai problemi reali del Paese, lasciate fuori il fascismo, il razzismo, la becerità di chi non è di sinistra, ma pensate alla realtà dei fatti, altrimenti la prossima volta sarà ancora peggio per voi, politici politicanti. Ciò è avvalorato dai mercati: senza Governo si sta meglio, non si decide e loro guadagnano e si stabilizzano; dopo il 1° Maggio avremo un governo che si comporrà delle forze primarie e di un appoggio esterno variegato, che ci traghetterà per i prossimi 3 anni, poi si vedrà, cosa succederà. Questo è il senso delle cose, così come il tempo al quale non si comanda. Abbiamo visto tornare l’inverno, la neve, l’acqua ed il giusto freddo, si sono ripresentate le mezze stagioni, quelle che si diceva non ci fossero più, invece!! Bisogna sognare, senza sogni si muore, ma la concretezza è la prima cosa in cui credere, perciò Bentornata Primavera.


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IL BIONDO CHE HA FATTO IMPAZZIRE IL “MONDO” Testo Tommaso Revera

A TU PER TU CON L’ANGELO BIONDO GLENN STROMBERG PER PARLARE DI ATALANTA, DELLO SPAREGGIO MONDIALE CHE HA SANCITO L’ELIMINAZIONE DELL’ITALIA DAI MONDIALI E DELLA TECNOLOGIA APPLICATA AL MONDO DEL CALCIO Glenn Stromberg, 58 anni compiuti lo scorso 5 gennaio, resta un idolo per la tifoseria atalantina. A Bergamo dal 1984, quando in serie A militava gente del calibro di Maradona, Rummenigge, Socrates, Hateley e Junior, ha disputato ben 219 partite con la maglia dell’Atalanta siglando 18 gol. Oggi ‘il vichingo’ lo ritroviamo in veste di apprezzato commentatore sportivo e affermato imprenditore culinario: la passione per il mondo del calcio, però, pare immutata così come la simpatia per i colori nerazzurri. Ciao Glenn, piacere di risentirti. Partiamo dalla sfortunata eliminazione dell’Atalanta in Europa League. Un vero peccato, sei d’accordo? “Era una partita molto aperta nei 180’: poteva andare bene o andare male. Il Borussia non ha rubato nulla, il rimpianto più grosso è aver preso un gol al 90° a Dortmund ed un altro a 7 minuti dalla fine nella gara di ritorno a Reggio Emilia. Peccato perché l’Atalanta è andata davvero vicinissima al passaggio del turno…”. L’avresti mai pensato che l’Atalanta potesse diventare una squadra di caratura europea? “Sinceramente no.Vedendo il girone di qualificazione in cui era finita, ho pensato fosse molto difficile passare il turno. Poi, però, partita dopo partita, l’Atalanta si è comportata alla grande mostrandosi all’altezza di ogni avversario. Il Borussia Dortmund ho avuto modo di vederlo spesso ed è una squadra abituata giocare ad alti livelli: la squadra di Gasperini se l’è giocata alla pari dimostrando una grande organizzazione”.

GLENN STROMBERG OGGI: MOGLIE, FIGLIE, CUCINA E... ATALANTA ANCORA NEL CUORE


La cosa che ti ha più colpito al di là del gioco? “È stato bellissimo vedere il nome dell’Atalanta circolare in tutta Europa. A Madrid, Londra e a Manchester si parlava dei nerazzurri: tanti hanno speso parole di apprezzamento per il gioco e per i giovani che militano in prima squadra. Tanti mi chiedevano curiosità e informazioni sulla squadra ed io ne sono stato orgoglioso. Il rammarico per l’eliminazione dei bergamaschi ha accomunato i tanti tifosi ma anche tanti altri simpatizzanti in Italia e all’estero. Mi ha ricordato il mio trascorso con la maglia nerazzurra durante la semifinale di Coppa delle Coppe contro il Malines (20 aprile 1988) in cui tifano per noi davvero in tanti e non solo i nostri abituali sostenitori”. Hai smesso da tanti anni di giocare ma resti ancora un idolo per la tifoseria atalantina. Quale aspetto del tuo carattere credi sia stato determinante per diventare il beniamino di un’intera città? “Credo che tutto questo affetto sia dovuto a quanto ho fatto dentro e fuori dal campo negli anni in cui ho militato nell’Atalanta. Essere ricordato sia come uomo, sia come calciatore, credo sia estremamente gratificante, il modo più bello e più sincero”. È vero che prima di intraprendere la carriera calcistica giocavi a tennis tavolo? “Sì, vero”. Qual è stata la molla che ti ha fatto propendere per il calcio? “Due sono state le motivazioni: la prima perché preferivo uno sport di squadra ad uno

individuale (gioia e dispiaceri sono sempre e solo sulle tue spalle); la seconda è che, pur avendo raggiunto ottimi livelli con il tennis tavolo già in giovane età, ho preferito proseguire la carriera calcistica partendo dall’ultima categoria fino ad arrivare al calcio che conta”. Oggi da apprezzato commentatore televisivo di eventi sportivi cosa ne pensi dell’introduzione della tecnologia nel calcio? “Credo ci siano tanti pro e contro. Il calcio, a mio avviso, è il più bel sport al mondo: ha sempre avuto le sue regole e credo non sia il caso di far diventare una partita lunga 5/6 ore per rivedere gli episodi dubbi. Non sono tanto favorevole, quindi, all’introduzione del VAR. Credo che, nel calcio, la cosa più importante sia determinare con esattezza un gol da un non gol in particolare durante una partita del Mondiale o dell’Europeo. E, in questo senso, la tecnologia introdotta, che è in grado di dare un riscontro in 1 o 2 secondi, è assolutamente ben accetta. Il resto è superfluo. In campionato, infatti, credo che in 38 partite gli episodi, alla fine, si compensino”. Come hai vissuto lo spareggio mondiale Italia-Svezia? Eri combattuto o sei stato contento? “No tifavo la Svezia e sono stato contento. Prima di questo spareggio avevo detto non sarebbe stato facile per l’Italia e così è stato. In pochi ci credevano ma alla fine ci avevo visto lungo. La Svezia, da generazioni, è una squadra forte capace di adattarsi ad un’altra squadra forte e a limitarla molto. Siamo or-

ganizzati, rigorosi, tatticamente avanti: caratteristiche che compensano un tasso tecnico inferiore rispetto a tanti altri avversari. Contro le grosse squadre la Svezia fa generalmente bene non dovendo fare la partita; contro avversari più modesti, invece, in cui c’è da produrre gioco, fatica ancora enormemente”. C’è un giovane talento svedese su cui scommettere a tuo avviso? “Diciamo che nella squadra di oggi ne spicca uno in particolare: Emil Forsberg che milita in Germania nel Lipsia. Un ragazzo dotato di grande tecnica e che avrà, in prospettiva, un futuro assicurato. Dopo Zlatan Ibrahimovic, però, non c’è ancora nessuno pronto per una grande squadra: il segreto della Svezia di oggi è il collettivo”. Ultima prima di chiudere: chi l’ha spunterà nel testa a testa Juve e Napoli? Ed, infine, l’Atalanta tornerà in Europa League già quest’anno? “Juve e Napoli è un bel duello: conterà moltissimo lo scontro diretto a Torino. Penso sia una corsa aperta: Napoli è sostenuta da un’intera città e questo può essere determinante contro una Juventus che, oltre ad essere più attrezzata, è più abituata a vincere. Anzi, dovesse passare il turno in Champions, potrebbe avere ancor più energia non tanto sul piano fisico quanto mentale. L’Atalanta, invece, può dire la sua anche quest’anno: la concorrenza è agguerrita, non sarà facile, ma è possibile che la squadra possa trovare nuovi stimoli pensando, perché no, a quanto è stata bella la partecipazione che l’ha vista protagonista quest’anno”.


TERZA EDIZIONE A BERGAMO DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DONIZETTI OPERA 2018

Corrado Rovaris

Francesco Micheli

Jessica Pratt Daniela Barcellona

Mariella Devia


Carmela Remigio

A BERGAMO DONIZETTI OPERA 2018: PER LA TERZA EDIZIONE DEL FESTIVAL DAL 20 NOVEMBRE AL 2 DICEMBRE UN PROGRAMMA UFFICIALE ANCORA PIÙ RICCO DI APPUNTAMENTI CON DUE TITOLI OPERISTICI, LA MUSICA SACRA, LE GRANDI VOCI E UN OMAGGIO A ROSSINI Debutto per il direttore musicale Riccardo Frizza, Jessica Pratt artista in residenza, l’atteso ritorno di Carmela Remigio e Corrado Rovaris, un concerto di Mariella Devia, e ancora l’Orchestra Nazionale della Rai con Daniela Barcellona, Sonia Ganassi, Alessandro De Marchi e l’Academia Montis Regalis

Riccardo Frizza

Saranno due settimane ancora più intense e piene di appuntamenti rispetto agli anni precedenti, quelle della terza edizione a Bergamo del festival internazionale Donizetti Opera 2018, dedicato al compositore bergamasco: il programma - preparato dal direttore artistico Francesco Micheli - si snoderà dal 20 novembre al 2 dicembre sempre al Teatro Sociale e in altri luoghi simbolici della città lombarda. La formula del festival rimane identica a quella della precedente edizione: due i titoli operistici da riscoprire con nuove produzioni che si intrecciano fra loro nei due fine settimana intorno al Dies natalis (29 novembre) e una serie di appuntamenti quotidiani, dalle prove aperte per gli under30, allo spettacolo per bambini, ai concerti di musica da camera, a quelli dedicati al repertorio sacro, ai concerti vocali che compongono il ricco programma musicale festivaliero. Inaugurazione il 22 novembre (Teatro Sociale, ore 20.30) con un Concerto di gala dedicato, oltre che a Donizetti naturalmente, a Rossini nel 150° anniversario della morte: protagonista il direttore musicale del festival Riccardo Frizza che debutta a Bergamo sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, con il Coro Donizetti (maestro del coro Fabio Tartari) e un gruppo di solisti vocali di eccezione fra i quali il mezzosoprano Daniela Barcellona e il soprano Jessica Pratt, nominata quest’anno artista in residenza del Festival. Il titolo operistico legato al progetto #donizetti200 è Enrico di Borgogna (23, 25 novembre – 1 dicembre, anteprima under 30 il 20 novembre), “ingresso in società” per il giovane compositore bergamasco, in scena per la prima volta a Venezia nel 1818 per l’apertura di quello che è oggi il Teatro Goldoni. Per questo nuovo allestimento – coprodotto con il Teatro La Fenice di Venezia – la regia è di Silvia Paoli mentre Alessandro De Marchi e la sua Academia Montis Regalis saranno responsabili della lettura musicale secondo la revisione critica di Anders Wiklund. Per questa rarità il festival può vantare interpreti vocali di assoluto livello come Anna Bonitatibus, Sonia Ganassi, Levy Sekgapane e Luca Tittoto. Coro Donizetti Opera diretto da Fabio Tartari; scene di Andrea Belli, costumi di Valeria Bettella, luci di Fiammetta Baldisseri. Molto alta l’attesa per l’altro titolo operistico in programma, Il castello di Kenilworth (24, 30 novembre – 2 dicembre, anteprima under 30 il 21 novembre), prima delle tre opere che Donizetti dedica ad Elisabetta I d’Inghilterra (anche per questo spesso identificata come “Elisabetta al castello di Kenilworth”). Per questo appuntamento con un’opera considerata “mitica” dagli appassionati – nella nuova revisione sull’autografo a cura di Giovanni Schiavotti – salirà sul podio il direttore musicale Riccardo Frizza; la regia è invece affidata a Maria Pilar Pérez Aspa. Interpreti vocali, due dive del belcanto come Jessica Pratt (nel ruolo di Elisabetta) e Carmela Remigio (in quello di Amelia) già protagoniste nelle precedenti edizioni del festival di spettacoli di grande successo; quindi nei ruoli tenorili Xabier Anduaga (in alternanza con Francisco Brito) e Stefan Pop. Le scene sono di Angelo Sala, i costumi di Ursula Patzak, le luci di Fiammetta Baldisseri. L’Orchestra è la Donizetti Opera e il Coro Donizetti è sempre guidato da Fabio Tartari. Le due opere saranno registrate e distribuite su dvd/bluray grazie all’impegno di Dynamic. “Il Festival DO, variegata ed entusiasta festa di compleanno per il nostro Gaetano” – ha sottolineato il direttore artistico Francesco Micheli – rivive e celebra il percorso umano artistico del compositore: 200 anni fa, seguendo le orme di Arlecchino, Donizetti giungeva a Venezia per poter dare prova del suo talento operoso: Enrico di Brogogna è un debutto che segna un’altra inaugurazione, la nascita del Teatro Goldoni che lo ospita. Un evento da ricordare. Due decenni dopo, Donizetti fa debuttare una incredibile primadonna: con il Castello di Kenilworth il compositore si dedica per la prima volta al grandioso personaggio di Elisabetta I di Inghilterra; di più, quella è la prima opera in cui due primedonne si fronteggiano in una rivalità inedita… perché solidale.“Largo ai giovani” e “spazio alle donne” potrebbero essere i due motti che sospingono il DO 2018. Un parterre di dive abiterà Bergamo a novembre, ma mi piace omaggiare qui due artiste che siamo felici di ospitare per la prima volta: le due registe Silvia Paoli e Maria Pilar Pérez Aspa. Due consumate attrici dalla profonda e riconosciuta intelligenza scenica: da loro ci aspettiamo la capacità di dare spazio ai drammi di donne maiuscole che reclamano, urlano – di più – cantano il loro bisogno di vita e di spazio. Buon compleanno, Gaetano!”. Le opere andranno in scena grazie al coinvolgimento in prima linea anche della sezione scientifica della Fondazione diretta da Paolo Fabbri, impegnata costantemente verso una sempre più approfondita codificazione musicologica dell’identità musicale del compositore.


CHI C’ERA

EMERGENZA SIRIA: I NOSTRI CUORI BATTONO ANCORA Esistono limiti che non vanno valicati, soprattutto quando in discussione ci sono valori profondi come la vita. Ma non tutti sono consapevoli di tutto questo ed ecco il perché di gravi situazioni nelle quali vertono paesi come la Siria. Qui, dove tutto ormai è macerie e distruzione, la popolazione, primi tra tutti i bambini, vivono nel terrore, nella paura e nelle lacrime, in condizioni disumane sia sotto il punto di vista della salute che della mancanza di cibo. Unicef, da anni attivo per la difesa degli innocenti, ha implementato i suoi sforzi, cercando di diffondere ancora di più il messaggio di sensibilizzazione al mondo per correre in aiuto dei bambini siriani. A Bergamo il comitato Unicef si è fatto promotore lo scorso 9 marzo di un evento all’insegna della solidarietà “per ogni bambino in pericolo” presso la bellissima location del Loverini Cine Teatro. “Insieme per l’UNICEF” il titolo scelto per uno spettacolo in cui musica, danza e cori si sono susseguiti grazie all’importante collaborazione artistica delle scuole Fuoridanza, Coro Piccole Note Insieme e gruppo Saltin’Palchi. Prezioso l’impegno di Carlo Paganessi, presentatore della serata, della direttrice artistica Lidia Salvatoni e della presidentessa Elisabetta Paganessi, sempre in prima linea, con grande determinazione, per sostenere gli obiettivi prefissati da Unicef. Toccante la parte iniziale della serata che ha visto la riproduzione al pubblico del video realizzato in Siria intitolato “I nostri cuori battono ancora”: tra le macerie, centinaia di bambini intonano un canto che parla di speranza, di sorrisi, di voglia di essere felici e di un futuro di pace. Un grido, un appello innocente al mondo intero che, a volte, pare dimenticarsi di loro: ma loro, quei bambini, non perdono la speranza e nella strofa “Vogliamo cancellare la paura ed essere il cambiamento, vogliamo gridare forse tutto è possibile” esprimono tutta la forza dei loro cuori per un futuro di pace. E Bergamo, con il suo piccolo contributo, ha voluto anche per quest’anno dimostrare tutto il sostegno verso questa grande ed importante battaglia.

Ph. Sergio Nessi - Puoi vedere tutte le immagini dell’evento su www.qui.bg.it


rgio Paglia

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FUOC

E ADESSO CHE SI FA?

È stata la più brutta campagna elettorale che si ricordi, in uno scontro frontale condito da vari improperi, accuse, offese, ingiurie e promesse mirabolanti. Il “Rosatellum” dove favorire le coalizioni e invece ha provocato lo scontro frontale delle fazioni e dei leaders di partito. Una vera presa in giro, ma alla fine il 4 marzo l’Italia ha votato. E scrivo queste righe proprio il giorno dopo le elezioni. Perciò alcune cose potrebbero già essere accadute e chiarite, quando tra qualche settimana leggerete il nostro mensile. Tra l’altro, le urne hanno detto che il secondo partito è stato quello degli astenuti, oltre il 27%, che non hanno più voglia di votare, perché sono convinti che tanto non cambi niente e perchè non si riconoscono in nessuna proposta elettorale, ritenuta ormai inaffidabile. Come biasimarli? Ne abbiamo viste troppe e abbiamo dovuto sopravvivere a otto anni di crisi economica durissima che ha colpito milioni di persone. In realtà qualcosa si è notato in questi anni in Parlamento: voltagabbana, legislatori impreparati, mentitori incalliti e i tanti che hanno pensato più al proprio interesse che a quello della nazione intera. Mentre i problemi della gente sono rimasti sempre gli stessi: lavoro, sicurezza, tasse, burocrazia e giustizia. Ma sono da tempo irrisolti e da decenni sembra pure impossibile poterli affrontare concretamente. Ora il paese è diviso in due: da Roma in su ha vinto la coalizione di centro destra con un navigato Salvini nuovo capo indiscusso, invece da Roma in giù ha stravinto il Movimento a 5 Stelle con un giovane Di Maio pronto a tutto. L’unico dilemma è che, con il Rosatellum, una maggioranza di governo sulla carta non c’è. A meno che non nascano nuove coalizioni. Infatti dai primi dati si evince che il M5S ha pescato un bel pò di voti anche nel moribondo PD. D’altro canto, Renzi è riuscito nella straordinaria operazione di portare il suo partito ai minimi storici. Neanche il Berlusconi degli anni migliori era stato capace di tanto. La scoppola è stata davvero potente e lascerà segni indelebili sul vanitoso fiorentino e sui suoi sodali. Un PD senza Renzi potrebbe però appoggiare un governo penta stellato e garantire oltre il 50% dei seggi alle due Camere.

Questa incertezza, che comunque il Presidente Mattarella è chiamato a risolvere, potrebbe durare settimane, o addirittura mesi, così come è accaduto in molti paesi europei, Germania in testa. Di sicuro il voto ha dimostrato che in Italia non esiste un rigurgito neofascista, così come molti organi di informazione hanno provato a sostenere per incutere una certa paura nell’elettorato, e i partiti di estrema destra hanno portato a casa solo lo zero virgola. Un’incertezza che sta pesando anche sulla Borsa italiana e sul nostro spread. Detto ciò, ora gli eletti devono lavorare per davvero in un processo di reale rinnovamento costruttivo del sistema partitico e politico italiano. Perché questo non è stato un voto di protesta per distruggere qualcosa, ma è una forte speranza per realizzare in futuro una nuova alternativa di governo. Ora il popolo cerca insistentemente delle risposte alle tante domande e delle soluzioni ai molti problemi. I vecchi tromboni della politica, ovattati da privilegi e dalle scorte di palazzo, non hanno capito cosa stava succedendo nelle strade e nelle piazze, e sono andati avanti coi soliti proclami inconcludenti. Bastava solo saper ascoltare intere comunità! Insomma dai seggi è uscito un clamoroso vaffa a tutto ciò che rappresenta il vecchiume consolidato e colluso con i soliti centri di potere, più o meno occulti. Vero, cara Emma Bonino, dove, nonostante una costosa campagna elettorale (finanziata da chi?), la tua Più Europa si è fermata al 2,5%? Poi, sono lì a dimostrarlo i siluramenti elettorali dei vari Franceschini, Minniti, D’Alema e Boldrini, e lo scarso risultato di Liberi e Uguali, che nonostante un apparato mastodontico, ha raccolto un miserrimo 3%, col presidente Grasso nemmeno eletto nell’uninominale a Palermo. Questo è il vero messaggio che il voto del 4 marzo ha appalesato. E far finta di niente, significa non aver capito quanto gli italiani siano particolari, ingovernabili e coraggiosamente pronti a tutto. Ma solo nel segreto dell’urna, o dietro un’anonima tastiera. Anche su Twitter: @Fuochidipaglia


LA CHE VERRÀ la galleria d’arte moderma e contemporanea nei programmi del nuovo direttore Lorenzo Giusti


Dal 7 giugno 2018 la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo si rinnova. Entra infatti a pieno regime il lavoro avviato a inizio gennaio, con il suo insediamento, dal neo Direttore Lorenzo Giusti, che per la Galleria di Bergamo ha immaginato una programmazione densa e diversificata, aperta alla sperimentazione dei linguaggi del contemporaneo e alla multidisciplinarietà, e allo stesso tempo ancorata alle radici dell’istituzione e al suo patrimonio, materiale e immateriale. Una programmazione costruita partendo dal DNA della GAMeC stessa, dai suoi asset, e dai cardini che da sempre ne hanno caratterizzato il lavoro: valorizzazione delle collezioni, vocazione alla ricerca, attenzione al dialogo tra le discipline, sostegno ai talenti artistici e curatoriali emergenti, internazionalità. Il tutto consolidando l’innata apertura della Galleria alla collaborazione, nel senso più ampio del termine, tra istituzioni pubbliche e private, e su scala cittadina, nazionale e internazionale. “Per gli artisti e curatori della mia generazione la GAMeC è stata uno dei principali punti di riferimento per il contemporaneo in Italia – ha sottolineato il Direttore della Galleria Lorenzo Giusti – un’istituzione dalla forte vocazione sperimentale, audace per scelta e inclusiva per attitudine, innovativa nel suo essere libera, partecipativa e collaborativa. Il suo ruolo e il suo peso sono stati determinanti nello sviluppo di un sistema del contemporaneo nel nostro Paese, grazie anche alla capacità di trasformare in punti di forza le sue dimensioni contenute e il fatto di essere decentrata rispetto ai grandi poli nazionali. Ora che lo scenario in cui ci muoviamo è mutato e si è arricchito di molti e importanti nuovi attori, sono partito proprio da quelle parole chiave che ho sempre associato a questa Istituzione per delineare il percorso dei prossimi anni, raccogliendo il testimone della direzione con forte senso di responsabilità. La GAMeC ora si rinnova, come è fisiologico che sia, ma la valorizzazione di un’eredità così viva sarà il fulcro per raggiungere nuovi e ambiziosi obiettivi di crescita e centralità nazionale e internazionale”. Mostre innovative, progetti sperimentali attorno alla Collezione, attività didattiche, un calendario di incontri pubblici sono quindi alla base del programma che prende avvio il prossimo giugno e che vede la GAMeC protagonista di nuove e inedite collaborazioni. LE NUOVE MOSTRE, TRA LE MURA DELLA GAMeC E IL CUORE DI CITTÀ ALTA Tra le maggiori novità in programma, la realizzazione, nei prossimi tre anni, di una serie di eventi nel cuore della Città Alta: nel periodo estivo la Sala delle Capriate di Palazzo della Ragione diventerà, infatti, una sede esterna della Galleria, strettamente legata al calendario espositivo dell’istituzione. Come sottolinea Nadia Ghisalberti, Assessore alla Cultura del Comune di Bergamo: “L’intesa culturale che il Comune sta costruendo con la GAMeC affinché anche Palazzo della Ragione diventi luogo espositivo di arte contemporanea rientra nel progetto di rilancio ideato dal neo Direttore Lorenzo Giusti che, pur nel segno della continuità, in-

tende dare un diverso indirizzo alla politica culturale dell’istituzione. Non sarà un evento isolato, ma un progetto pluriennale di rilievo internazionale che non solo porterà le arti visive contemporanee nel cuore di Città Alta ma che saprà anche costruire una connessione tra Piazza Vecchia e Piazza Carrara, polo dell’arte a Bergamo”. Il primo progetto pensato per la Sala delle Capriate è la mostra Il diletto del praticante, prima personale in Italia dello scultore americano Gary Kuehn (Plainfield, New Jersey, 1939), a cura di Lorenzo Giusti. Una selezione di opere di grande formato dialogheranno con l’affascinante architettura dello spazio, per l’occasione svuotato di tutti gli arredi, enfatizzandone la peculiare bellezza e trovando qui la dimensione ideale per la loro collocazione. Le serie storiche prodotte dall’artista negli anni Sessanta offriranno ai visitatori una visione d’insieme, esaustiva del primo fondamentale decennio creativo e introduttiva alla seconda parte della mostra, ospitata nelle sale della GAMeC. Al primo piano della Galleria l’allestimento punterà sulla relazione dialettica tra sculture, pitture e disegni, sia storici sia recenti, facendo emergere i nuclei tematici alla base della produzione dell’artista, attraverso una suddivisione basata su tre fondamentali “contrasti” indagati da Kuehn nel corso della propria ricerca: adattamento/deformazione, connessione/separazione, libertà/limite. Parallelamente lo Spazio Zero della Galleria ospiterà la mostra Enchanted Bodies / Fetish for Freedom, a cura di Bernardo Mosqueira, vincitore della nona edizione del Premio Lorenzo Bonaldi per l’Arte, riconoscimento che dal 2003 sostiene la ricerca di un curatore under 30. Il progetto riunirà opere di 16 artisti internazionali ispirate alla forza del corpo migrante e del soggetto straniero che porta con sé una cultura, affinché resista, riviva e si rapporti ad altre culture nello spazio e nel tempo. Tutti gli artisti coinvolti – da Abbas Akhavan a Tania Bruguera, da Danh Vxx ad Haegue Yang – sono accomunati dall’esperienzadella lontananza dal luogo di nascita, in quanto migranti temporanei, nomadi oppure profughi, deportati o esiliati. L’apertura della mostra sarà preceduta dalla presentazione dei due progetti vincitori della sezione Scuole curatoriali del Premio, che metteranno in relazione i lavori di artisti contemporanei con alcune opere chiave della Collezione della Galleria. Siate Misteriosi di Luca Gennati, centrata sull’opera Le uova sul libro di Felice Casorati, e Linee di forza + varie sensazioni di Martina Sabbadini, che prende spunto dall’opera di Giacomo Balla Linee forze di paesaggio, saranno ospitati nello Spazio Caleidoscopio da marzo a maggio 2018. Sempre in estate il secondo piano della GAMeC ospiterà il primo appuntamento de La Collezione Impermanente, una piattaforma di ricerca, espositiva e laboratoriale che andrà a costituire allo stesso tempo uno strumento di ricerca sul patrimonio custodito, uno spazio di riflessione sul collezionismo e sulle politiche istituzionali di acquisizione e un terre.


no di sperimentazione curatoriale propedeutico all’apertura della nuova sede del museo, prevista per il 2022, e all’acquisizione di nuovi nuclei di opere per la città. Il lancio della piattaforma, che impegnerà la Galleria nei prossimi anni, sarà affidato all’artista rumeno Dan Perjovschi, invitato dalla GAMeC a progettare una provocatoria campagna pubblicitaria per gli spazi cittadini e per i canali social della Galleria, orientata alla riflessione sulla crisi del modello tradizionale di museo legato alle collezioni e, al contempo, sulla problematica trasformazione delle istituzioni culturali in spazi per eventi spettacolarizzanti. Il primo degli appuntamenti in programma alla GAMeC, a cura di Valentina Gervasoni e Fabrizia Previtali, racconterà il costituirsi e l’evolversi della Collezione, presentando una selezione dei principali nuclei della raccolta in relazione al loro periodo di ingresso al museo. Un progetto che vedrà convivere autori moderni, maestri del Novecento e opere d’arte contemporanea, fotografie, incisioni e sculture, assecondando in questo modo la complessa articolazione del patrimonio della GAMeC, comprensivo anche del capitale librario conservato nella biblioteca della Galleria, resa per la prima volta accessibile al pubblico direttamente dalle sale del museo. Continua inoltre la partecipazione della GAMeC ad Artists’ Film International, il prestigioso network internazionale dedicato alla videoarte che, dal 2008, coinvolge alcune tra le più importanti istituzioni internazionali d’arte contemporanea. Per questa decima edizione – il cui tema è la “verità”, nelle sue connotazioni più ampie e diversificate – le curatrici Valentina Gervasoni e Sara Fumagalli hanno selezionato l’artista Elena Mazzi (Reggio Emilia, 1984) e l’opera I’m Talking to You (2016), che aprirà il calendario delle proiezioni.

IN AUTUNNO, UN INEDITO DIALOGO TRA MATERIA, ARTE E SCIENZA

In ottobre sarà presentato il primo capitolo di un ambizioso progetto pluriennale – ideato da Lorenzo Giusti e sviluppato insieme a Sara Fumagalli, con la consulenza scientifica di BergamoScienza – che si avvarrà della collaborazione di storici dell’arte, curatori, filosofi e scienziati per affrontare un discorso trasversale attorno al tema della materia, attivando contestualmente un dialogo con la storia delle scoperte scientifiche e tecnologiche e un confronto con lo sviluppo delle teorie estetiche. Black Hole. Arte e matericità tra informe e invisibile, la prima delle tre importanti mostre in programma, contraddistinte dalla presenza di autori e opere di generazioni diverse, dalle avanguardie del Novecento ai linguaggi della più stretta contemporaneità, rivolgerà lo sguardo ai lavori di quegli artisti che hanno interpretato la materia come un elemento originario, come una sostanza primordiale costituente il tutto. In particolare, l’esposizione racconterà questa dimensione attraverso tre diverse restituzioni: quella di chi ha guardato all’elemento materiale, concreto, come a un’entità originaria, precedente o alternativa alla forma; quella di chi ha interpretato la natura umana come parte di un più ampio discorso materiale coinvolgente il tutto; e quella di chi, nel processo di penetrazione della materia, si è spinto nel profondo, ai confini della materialità stessa, cogliendone la dimensione infinitesimale ed energetica.

La mostra si avvarrà inoltre del contributo speciale della Fondazione Meru/Medolago Ruggeri per la ricerca biomedica, già promotrice, con l’Associazione BergamoScienza e la GAMeC, di Meru Art*Science Award, il riconoscimento che tra il 2013 e il 2017 ha premiato i lavori di alcuni artisti internazionali chiamati a presentare un progetto dedicato al legame tra arte e scienza. A partire dal 2018, e per il prossimo triennio, sarà attivo un nuovo programma di ricerca, coordinato da Anna Daneri con Alessandro Bettonagli e Lorenzo Giusti. Meru Art*Science Research Program – questo il nuovo format – finanzierà ogni anno la ricerca di un artista individuato dal comitato scientifico, composto dai rappresentanti delle tre istituzioni insieme a partner internazionali, e la realizzazione di un intervento “site specific” per lo Spazio Zero della GAMeC, nell’ambito del progetto di mostre pluriennali sul tema della materia.

LA NUOVA CORPORATE IDENTITY L’avvio del nuovo corso della GAMeC sarà caratterizzato dalla creazione di una nuova corporate identity, con un logo e una veste grafica aggiornati che andranno a caratterizzare la comunicazione della Galleria in tutte le sue declinazioni, coinvolgendo anche gli spazi espositivi, il cortile e la Piazza Carrara, recentemente riqualificata. Ideato dallo Studio Temp di Bergamo, il progetto si caratterizza per la presenza di una “sovralineatura” che accompagna la tipografia mettendo in risalto una storica peculiarità dell’acronimo GAMeC: la “e” minuscola. In corrispondenza della lettera, infatti, la linea si interrompe, creando un interessante motivo grafico che si ripete per tutte le “e” presenti nei testi. Nella nuova visione del museo, la “e” minuscola rappresenta non soltanto l’elemento di congiunzione tra gli ambiti del moderno e del contemporaneo frequentati dalla Galleria, ma un più generico “altro” o “oltre”, dai tratti indefiniti, verso cui l’istituzione intende rivolgere lo sguardo.


LA CHE VERRÀ

NON SOLO MOSTRE: PROGETTI FUORI SEDE, LABORATORI, CORSI ED EVENTI COLLATERALI

Accanto al denso programma espositivo, un ricco calendario di eventi collaterali caratterizzerà la nuova programmazione, con tanti appuntamenti all’interno della Galleria e in spazi esterni della città. Proposte inedite e attività consolidate coinvolgeranno pubblici diversi, con attività mirate, destinate a fare della nuova Galleria un luogo dinamico, di confronto, approfondimento e integrazione culturale, in continua evoluzione. Un ruolo centrale nella programmazione del 2018 è affidato al progetto Public Program, una nuova piattaforma di incontri, presentazioni, dibattiti e conferenze aperte al pubblico, nato dalla collaborazione tra GAMeC e Accademia di Belle Arti G. Carrara di Bergamo. Il progetto coinvolgerà numerosi protagonisti del panorama artistico nazionale e internazionale, andando a definirsi come uno strategico punto di convergenza tra le politiche formative dell’istituto bergamasco, diretto da Alessandra Pioselli, e le attività della Galleria sul fronte dell’aggiornamento e della mediazione. In particolare, per la prima parte del 2018, il programma sperimenterà il format dell’“artist talk”, aprendosi al contributo di autori di generazioni e provenienze diverse coinvolti nell’attività delle due istituzioni, tra cui Patrick Tuttofuoco, Giuseppe Gabellone, Silvia Calderoni e Ilenia Caleo (Motus), Michel Blazy, Michael Hoepfner, Riccardo Baruzzi e altri, in dialogo con i docenti Claudio Musso, Ettore Favini, Liliana Moro, Fabiola Naldi e Salvatore Falci.


LA CHE VERRÀ Nella seconda parte dell’anno, in occasione della mostra Black Hole. Arte e matericità tra informe e invisibile e in concomitanza con l’apertura del nuovo anno accademico, il Public Program avrà invece carattere interdisciplinare e rifletterà, in maniera trasversale, sul tema della materia e sul rapporto tra arti visive e scienza. Un calendario di eventi collaterali sarà inoltre avviato grazie a consolidate collaborazioni con istituzioni cittadine. Tra questi, la partecipazione nel mese di marzo alla 36a edizione del festival Bergamo Film Meeting, con la presentazione di due film – un corto e un lungometraggio – parte del Fondo Cinematografico Nino Zucchelli della GAMeC: Mlha (Nebbia, 1966) di Radúz Cincera e Tichá radost (Gioia recondita, 1985) di Dušan Hanák, nomi di riferimento della cinematografia cecoslovacca. Una salda collaborazione tra le due istituzioni che, dal 2005, ha portato alla presentazione di percorsi e retrospettive mirate a rafforzare il legame tra cinema e arte. Continua, inoltre, la partecipazione della GAMeC a Domina Domna, il festival multidisciplinare che promuove progetti di teatro, arte, danza e cinema ideati da donne, giunto alla 7a edizione. Tra le attività in calendario nei giorni precedenti l’apertura del festival, in programma all’inizio di aprile, sabato 24 marzo lo Spazio Giovanile L’Hobbit di Bergamo ospiterà un laboratorio realizzato in collaborazione con i Servizi Educativi della Galleria. E ancora, a maggio la GAMeC prenderà parte al programma di ArtDate – l’evento dedicato all’Arte Contemporanea organizzato dall’associazione The Blank – con la terza edizione del Club GAMeC Prize, il riconoscimento ideato dall’associazione degli amici della GAMeC che premia il lavoro di un giovane artista, la cui opera entrerà a far parte della Collezione della Galleria di Bergamo. Per l’edizione 2018, a cura di Manuela Valentini, le opere dei quattro artisti in concorso saranno ospitate negli spazi dell’Ex carcere di Sant’Agata, in Città Alta. Numerose anche le attività promosse dai Servizi Educativi, da più di vent’anni presenti sul territorio e impegnati quotidianamente nell’ideazione di percorsi, progetti, occasioni di avvicinamento all’arte contemporanea, attraverso un’offerta diversificata che possa rispondere alle differenti tipologie di pubblico. Tra gli eventi già avviati, la seconda annualità di Odissea nell’Arte, il corso che fino a dicembre porterà gli iscritti alla scoperta di artisti e movimenti della storia dell’arte dal Quattrocento al Settecento, e che proseguirà il prossimo anno con il terzo e ultimo ciclo. Fino all’estate, una volta al mese, la GAMeC ospiterà i nuovi appuntamenti di Una Notte al Museo, i laboratori per bambini dai 7 ai 12 anni che permetteranno ai piccoli partecipanti di scoprire gli spazi della Galleria in un’atmosfera speciale. Tornerà invece durante le vacanze estive, come di consueto, GAMeC Time, il ciclo di attività che da dieci anni coinvolge piccoli e giovani artisti con un ricco calendario di corsi, percorsi animati e laboratori a tema gestiti da educatori museali e da preparati professionisti. Una squadra che da quest’anno si è ulteriormente arricchita con l’ingresso di nuovi giovani collaboratori, che stanno seguendo un percorso di affiancamento agli educatori “storici” della Galleria per la progettazione delle future attività. Nei prossimi mesi inizieranno infine i lavori preliminari per l’annunciato intervento musivo che Jan Fabre (Anversa, 1958) ha concepito per l’Oratorio dei Morti della Chiesa di San Lorenzo di Città Alta. Promosso dalla Curia Diocesana e dalla GAMeC, con la partecipazione della Fondazione Adriano Bernareggi, il progetto, a cura di Giacinto Di Pietrantonio, permetterà alla città di Bergamo di dotarsi di un monumentale lavoro permanente dell’artista belga. Un intervento con cui la Galleria “intende lasciare un segno permanente dell’arte del XXI secolo nello straordinario contesto storico di Città Alta”, ha affermato Alberto Barcella, Presidente della GAMeC, che ha precisato: “Con la realizzazione dell’opera di Jan Fabre nell’Oratorio di San Lorenzo e il ciclo triennale di mostre sul tema della materia ideato da Lorenzo Giusti, nuove e impegnative sfide attenderanno la GAMeC. Entrambe queste iniziative sono da considerarsi come “tappe di avvicinamento” alla “meta” della nuova sede della Galleria, finalizzate a elevare sempre di più i contenuti espressi dal nostro museo e renderli coerenti e adeguati all’importanza della sua futura casa”.


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aP di Elen A N DON

LA FESTA DELLA DONNA “Noi donne rappresentiamo il 50% della popolazione e le madri dell’altro 50%. Cari uomini, guardatevi intorno: ci sono donne dappertutto. Avete veramente bisogno dell’8 Marzo per ricordarvi che le donne esistono?” Parrebbe di sì! Risponderei così a Lucina di Meco, autrice di quest’affermazione, cooperante che da anni si occupa dei diritti delle donne. La festa della donna ha raggiunto oggi picchi di popolarità mai visti, come d’altro canto lo hanno fatto le altre feste (o festicciole): San Valentino, la Festa della Mamma e del Papà, quella dei Nonni e via discorrendo. Sarà che il consumismo impera come mai prima d’allora, fatto che camuffa le ragioni più “nobili” che stanno alle origini di questa festa. Non è da molti anni che l’universo Donna si sta imponendo con vigore sul Pianeta Terra, da sempre governato tendenzialmente dall’altro genere. Dico tendenzialmente perché dietro le quinte ci sono sempre e comunque state le donne e si sa che perché lo spettacolo abbia successo, il lavoro svolto dietro la scena è fondamentale. L’8 marzo quindi vede moltissime donne che scelgono di festeggiare e festeggiarsi andando a cena, in discoteca, al cinema, ad assistere a spogliarelli maschili, in base ai gusti e alle età. Ciò che conta per una sera è stare lontane da mariti, compagni, amanti, figli, nipoti, dall’universo maschile con il quale si convive, per poi tornare il giorno dopo alla propria quotidianità e al proprio status di sempre. Tuttavia l’8 marzo racchiude aspetti diversi da quelli di una cena con le amiche. Che siate pro o contro i festeggiamenti, la Festa della Donna o International Women Day trae le sue origini da due episodi del secolo scorso che meritano di essere ricordati: il primo risale al 1908 a New York, protagoniste le operaie dell’industria tessile Cotton che decisero di scioperare a causa delle durissime e ormai insostenibili condizioni di lavoro e per ottenere un aumento di stipendio. Questo evento viene spesso preso come pretesto per

la nascita della festa della donna; cambiano le date relative al giorno e al mese, ma pare che nel 1911 all’interno della fabbrica ci fu un incendio che uccise oltre 100 ragazze. Non avvenne probabilmente l’8 marzo, ma la nascita delle proteste femminili fu un segno di rivoluzione, di autoaffermazione e lotta ai soprusi. Il secondo episodio invece riguarda la Rivoluzione Russa: nel marzo del 1917 a San Pietroburgo un corteo di donne guidò una manifestazione per dichiarare la fine della guerra. Fu nel 1921 a Mosca che si tenne una conferenza che fissò l’8 marzo come la data della Giornata Internazionale dell’operaia. America o Russia, nel XX secolo le donne furono fautrici di moltissimi movimenti di protesta e affermazione che hanno contribuito a cambiare il loro ruolo nella storia. Oggi l’8 marzo sembra più un pretesto per indossare abitini attillati e stiletto, cosa peraltro tutt’altro che deprecabile, ma ci sono pareri femminili contrari ai festeggiamenti, donne che reputano quest’esigenza un modo per minimizzare i traguardi di parità raggiunti finora, un ulteriore mero stereotipo da attribuire al gentil sesso. Personalmente condannare la festa della Donna penso non giovi a nessuno. L’idea che gli uomini regalino una mimosa, un fiore qualsiasi, una scatola di cioccolatini alle proprie mogli, madri, sorelle, amiche è tutt’altro che svilente e nulla ha a che vedere con le conquiste femminili. L’essere donna oggi ha assunto un significato ancora in fase di elaborazione: la società 2.0 ha il compito e la possibilità di scrivere una nuova storia con una molteplicità di ruoli parimenti importanti, in cui i veri protagonisti siano le persone con le loro peculiarità e il totale rispetto di genere. Celebrare o no la festa della donna, darle un valore alto o basso è semplicemente una scelta e dopotutto è solo una festa, una convenzione, ma anche un modo carino per far girare l’economia…voi l’avete festeggiata?!


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Coraggiose e determinate, dedite alla professione con spirito di sacrificio, disponibili 24 ore su 24, preparate e competenti, forti ma delicate e sensibili, intimamente convinte e consapevoli di indossare una divisa per svolgere quotidianamente un compito al servizio della comunità. Queste le “Donne in Divisa al servizio della Comunità” che con sorriso fiero, visibilmente emozionate ma altrettanto fermamente decise, ci hanno raccontato le loro esperienze.

GUARDIA DI FINANZA

Passo deciso, sicura stretta di mano, sorriso dolce e disarmante che colpisce sotto il capello delle Fiamme Gialle elegantemente indossato dal Capitano Dott.ssa Maria Luisa Ciancia al Comando della Compagnia Guardia di Finanza Treviglio dal 2015, da 13 nelle Fiamme Gialle. Come ha capito che le sarebbe piaciuto indossare la divisa della Guardia di Finanza? “Da adolescente, durante il liceo, iniziai ad appassionarmi all’idea dell’uniforme e al concetto di appartenenza ad un Corpo militare quando conobbi il mondo delle Accademie, le scuole di formazione degli Ufficiali. Ero affascinata dalle tradizioni che caratterizzano le Accademie militari e dall’opportunità di un percorso formativo rigoroso e di alto livello, che potesse rendermi, un domani, una professionista al servizio dellacomunità. Così, all’età di 18 anni decisi di partecipare al concorso per l’Accademia della Guardia di Finanza, affrontandolo con grande motivazione e determinazione, con il pieno supporto della mia famiglia. Nel 2005 entrai a far parte del Corpo della Guardia di Finanza”. Cosa rappresentata per Lei far parte delle Fiamme Gialle? “Innanzitutto, è per me, ogni giorno, un grande motivo di orgoglio: fiera di appartenere ad un Corpo che annovera, quale principale compito istituzionale, la tutela della legalità economico-finanziaria, nelle sue diverse forme: dalla lotta all’evasione, e alle frodi fiscali, al contrasto degli sprechi di risorse pubbliche, per prevenire e

DONNE

CONDIVISE Testo Sabrina Damasconi - Fotografie Paolo Biava

CAPITANO MARIA LUISA CIANCIA

reprimere gli illeciti che alterano le regole di funzionamento dell’economia, della concorrenza e del mercato, a presidio degli interessi dei consumatori e della collettività. È dunque per me una scelta di impegno quotidiano, in cui credo con fermezza e convinzione”. Quindi incoraggerebbe una giovane verso la professione… “Assolutamente sì. Perché si tratta di una professione stimolante, che arricchisce ogni giorno, offrendo la possibilità di vivere sempre nuove esperienze e consentendo una continua formazione. Pur nella consapevolezza di un percorso certamente non privo di difficoltà e sacrifici, per questo sono determinanti passione ed impegno costanti”. Quali sono state le difficoltà che ha incontrato nel suo percorso? “Le difficoltà ed i sacrifici a cui facevo cenno prima sono connaturati alla vita militare: il rigore del percorso formativo vissuto in Accademia, la lontananza dagli affetti e dal luogo di origine, i frequenti trasferimenti.


Ma tutto ciò è certamente compensato dalla soddisfazione di ogni traguardo raggiunto, dalle esperienze vissute, dalla crescita personale e professionale maturata negli anni. In compenso provo una grande soddisfazione ogni qual volta un cittadino ci ringrazia per il lavoro svolto, apprezzando l’utilità del servizio che rendiamo alla comunità, non vedendoci come “la polizia delle tasse”, ma come tutori di legalità economico-finanziaria e, dunque, di giustizia ed equità sociale”. “La mia storia ruota attorno alla piena convinzione del principio delle pari opportunità e alla fortissima insofferenza rispetto alle resistenze culturali sulla presunta inadeguatezza femminile per determinate professioni, nel tempo ad appannaggio esclusivo del mondo maschile.” - ci ha raccontato Carmen Pirozzi. Maresciallo della Compagnia della Guardia di Finanza di Treviglio. Donna umile e grintosa, non le piace apparire ma ci concede eccezionalmente di conoscere la sua storia che abbiamo ascoltato con interesse. Il vissuto di una donna che, oltre l’uniforme delle Fiamme Gialle, si sente semplicemente Carmen e, soprattutto, mamma della piccola Gaya che le dà tante soddisfazioni e in un tema a scuola l’ha definita “condivisa”, scritto in un’unica parola, proprio perché con la divisa Carmen ci vive e convive destreggiandosi abilmente tra casa e lavoro. “La sintesi delle mie convinzioni l’ho individuata, da ragazzina - ci ha detto - Carmen Pirozzi - quando nel 1992 l’Esercito Italiano realizzò il primo esperimento di “donne soldato”, prendendo in considerazione un campione di 29 ragazze italiane cui fu data la possibilità di vivere 36 ore in caserma, svolgendo normali attività militari di addestramento. Mi piaceva questa idea di servizio che si rende alla collettività, attraverso la difesa della Patria e la promozione dell’immagine dell’Italia all’estero... Un servizio che permette al singolo di mettersi alla prova, imparando una professione ed entrando a far parte di una comunità molto unita… È questo che mi ha portato a fare la mia scelta: per dare un contributo alla comunità. Nello specifico, in termini di tutela dell’economia legale, del corretto impiego delle risorse destinate al benessere della collettività e al sostegno delle politiche di sviluppo economico.”

MARESCIALLO CARMEN PIROZZI Ci sono state o ci sono discriminazioni o pregiudizi all’interno di un ambito professionale costituito, per lo più, di uomini? “Nei miei quasi 16 anni di servizio non ho mai subito discriminazioni di genere, sono sempre stata valutata per competenza ed affidabilità, mai in base al sesso. Per noi in Guardia di Finanza l’integrazione è valorizzazione delle differenze, è interscambio, è impiego delle potenzialità di ciascuno, non è livellamento.” Consiglierebbe ad una giovane la sua scelta? “Ho sempre creduto che questa fosse una carriera potenzialmente aperta a tutti, ma non per tutti, e durante i due anni di formazione presso la Scuola Ispettori e Sovrintendenti di L’Aquila, dal 2002 al 2004, ne ho avuto la piena conferma.

MARESCIALLO ANNALISA MANFREDA Un percorso di crescita incredibile. Un crescendo di esperienze ed emozioni prima, e di gradi poi. Una scuola che ti fortifica dentro, che ti mette costantemente alla prova, che ti insegna il senso della disciplina e dell’autocontrollo, che ti fornisce straordinarie competenze. Ma allo stesso tempo convivenza forzata, ritmi intensi, privazioni, lontananza dagli affetti… Una condivisione di esperienze, di opportunità e di difficoltà che genera ricchezza e crescita. Quindi rispondendo alla sua domanda: si, lo consiglierei! Immagino che le difficoltà non siano mancate..“la passione che nutre la mia determinazione ha trasformato le difficoltà presentatesi, fisiologiche di qualsiasi professione, in occasioni di crescita e miglioramento”.


POLIZIA DI STATO

La Polizia di Stato fu il Corpo apripista nel 1981 dell’arruolamento delle prime donne in divisa, lo sa bene il Sovrintendendente della Polizia di Stato Compagnia di Treviglio Carmela Tulipano che ha sfidato persino la famiglia per il suo grande desiderio di entrare in Polizia. “In giovane età a soli 22 anni, conseguito il diploma, contro la volontà dei miei stessi genitori, ho deciso di entrare a far parte della Polizia di Stato. Perché i genitori erano contrari? “Era l’85, i miei genitori meridionali erano fermamente convinti che la donna avrebbe sempre dovuto fare un lavoro femminile”. Tradizionalisti? “Si tradizionalisti, molto tradizionalisti” Commenta così il suo ingresso nelle forze dell’ordine il sovrintendente Tulipano che confessa timidamente di essere cresciuta con il mito delle Charlie’s Angels. Cosa rappresenta per Lei far parte del Corpo della Polizia di Stato? “Tanto, tutto. Amo questo lavoro, lo svolgo da 32 anni con passione, con tenacia e determinazione. Era il lavoro che più mi appassionava, fin da giovane io già vedevo la Polizia come colei che aiuta i deboli contro i soprusi, la Polizia che dà l’aiuto necessario e garantisce la Sicurezza con la S maiuscola. È un orgoglio ora far parte da 32 anni della Polizia di Stato della famiglia della Polizia di Stato”. Consiglierebbe alle nuove generazioni questo percorso professionale? “Si, se però disposti a metterci tanta pazienza e la grande voglia di affrontare i tanti sacrifici che si possono presentare, giorno per giorno, senza avere timore, perché se ci sono la passione e la determinazione si può riuscire. Se non c’è passione per svolgere questo lavoro non si va avanti”.

CARABINIERI

Maresciallo Ordinario dei Carabinieri Compagnia di Treviglio Dott.ssa Annalisa Manfreda che molto emozionata ha raccontato le grandi soddisfazioni che Le regala la sua professione evidenziando il proprio ruolo di “Donna e Carabiniere nell’Arma del 21° secolo. Non solo indagini….”. Maresciallo Manfreda come e quando ha capito che Le sarebbe piaciuto indossare la divisa? “Questa scelta è maturata in me fin da quando ero ragazzina, mentre le mie coetanee si contendevano poster di cantanti, io invece sui muri della mia stanza avevo i poster della Marina Militare, dei Corazzieri e dei Carabinieri. Fin da piccola mi sono proiettata in questo mondo. Mi sono iscritta all’Università scegliendo il corso di laurea in Sociologia ma la passione per le forze Armate è sempre stata presente. Successivamente ho SOVRINTENDENTE CARMELA TULIPANO vinto un concorso partecipando al 12° corso Ismi conseguendo un Master presso il Centro Alti Studi della Difesa successivamente ho lavorato nella mia regione d’origine e nel frattempo cresceva la voglia di far parte di questo mondo con le stellette che non è mai scemata. Ho provato molti concorsi e a 25 anni, finalmente, sono riuscita ad accedere nell’Arma dei Carabinieri entrando, consapevole, in un contesto maturo rispetto ai miei coetanei. È stato difficile all’inizio ma sono stata felice di coronare il mio sogno di indossare le stellette e di mettermi al servizio della comunità”. Sebbene sia un percorso di sacrifici consiglierebbe ad un giovane di seguire questa scelta? “Ci sono momenti in cui pensi, per oggi ho finito e poi capita l’imprevisto, infatti al di là del prestigio di questa Istituzione, vi è anche la responsabilità del ruolo ricoperto”. Cosa rappresentata per Lei far parte dell’Arma dei Carabineri? “Per me rappresenta la coronazione di un sogno. Noi all’Arma abbiamo una cerimonia nella cerimonia si diventa ufficialmente Carabinieri con la consegna degli alamari sui quali vengono applicate queste stellette, che solitamente un parente o una persona cara appone sulla divisa, .” Il Maresciallo Manfreda ricorda con occhi lucidi quel momento “Io ho scelto mio papà per pormi queste mostrime, ricordo che piansi dalla grande emozione e dalla felicità di coronare finalmente un sogno. Non lo dimenticherò mai”.


DONNE

CONDIVISE

AGENTE SCELTO DANIELA MAURI Treviglio sabato 10 Marzo ha acceso i riflettori su spaccati di vita ed esperienze straordinarie, raccontate direttamente da ospiti di livello e spicco nel panorama locale in rappresentanza dei Corpi delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate. Celebrando la ricorrenza della Giornata Internazionale della donna, il Centro Italiano Femminile Movimento per la Vita di Treviglio, C.I.F. presieduto dalla prof.ssa Pinuccia Barazzetti, ha organizzato un momento di approfondimento “Donne in divisa” al servizio della comunità in collaborazione con la Commissione Pari Opportunità di Treviglio, il Consiglio delle Donne, il patrocinio dell’Amministrazione comunale, la partecipazione del C.R.I. e l’eccezionale intervento di esponenti afferenti ai massimi gradi e vertici della Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Arma dei Carabinieri e Polizia Locale di Treviglio.

POLIZIA LOCALE

Agente Scelto Daniela Mauri della Polizia Locale di Treviglio che è entrata a fare parte della Polizia Locale dopo un percorso di lavoro diverso. “Sono arrivata per caso alla Polizia Locale, ho letto un bando concorso pubblico, vi ho partecipato e l’ho vinto. Devo dire che man mano che studiavo per la preparazione alle prove ho capito che era un ruolo avvincente, le materie mi piacevano e nonostante non fossi partita, fin da piccola, con un’idea chiara di cosa fare da grande, mi sono resa conto che questa è la mia professione. Questo lavoro mi piace e mi appassiona”. Cosa rappresentata per Lei indossare la divisa della Polizia Locale? “È un’istituzione al servizio del cittadino, il nostro ruolo ci vede impegnate in tante attività e funzioni che, magari non si vedono e si conoscono poco, ma sono altrettanto importanti: rilevazione sinistri stradali, il pattugliamento, i servizi serali, i servizi di annonaria e in ambito scolastico con momenti di educazione stradale nelle scuole del territorio. Al di là del lavoro che svolgiamo in strada abbiamo tanto lavoro di back office da svolgere una volta raggiunto l’ufficio in Comando come i rapporti di servizio e altre attività. Sono fiera di far parte dell’Istituzione ogni volta che vengo ringraziata ma ci sono anche tante

giornate difficili in seguito alle quali si torna a casa con un senso di profonda amarezza per gli sfoghi offensivi ricevuti.” In quale occasione si è sentita fiera di indossare la divisa? “È molto gratificante per me il momento di educazione stradale in tutte le scuole cittadine, dalla scuola primaria alla scuola secondaria di primo e secondo grado e talvolta nelle scuole materne. In questo periodo, in collaborazione con l’Aci, ci avvaliamo anche di un simulatore di guida. I ragazzi partecipano, sono interessati e, se capita, mi riconoscono per strada chiamandomi per un saluto”. Si rattrista invece quando ci racconta un episodio difficile.. “Un’occasione in cui mi sono trovata particolarmente in difficoltà è stata in concomitanza di un incidente stradale nel quale è stato coinvolto un minore: deceduto in auto. Mi ricordo di averci messo molto tempo quel giorno, ho dovuto gestire le comunicazioni con il papà, rivedere tutte quelle foto è stato molto difficile per me, anche perché in quel periodo ero appena diventata mamma, quindi ricostruire la dinamica per costruire i fascicoli è stato molto pesante”. In tutte le Forze dell’Ordine e Forze Armate è evidente una scalata sempre maggiore delle donne in divisa che ricoprono ruoli sempre più importanti ordinari e direttivi. Tutte concordi nel fatto che da questa professione si ricevono tante gratificazioni e che, anche nelle difficoltà, riscoprono occasioni di crescita personale e professionale.


SGUARDI DI DONNA, STORIE DI COMMERCIO GRANDE APPREZZAMENTO PER LA MOSTRA FOTOGRAFICA DEDICATA ALLE IMPRENDITRICI DEL COMMERCIO, DEL TURISMO E DEI SERVIZI ORGANIZZATA DAL GRUPPO TERZIARIO DONNA DI ASCOM CONFCOMMERCIO BERGAMO E CURATA DAL FOTOGRAFO SERGIO NESSI

PER LA NOSTRA REDAZIONE È IL FOTOREPORTER DEGLI EVENTI, IL PAPARAZZO DELLE PRESENTAZIONI, L’IMMANCABILE, PUNTUALISSIMO, ONNIPRESENTE FOTOGRAFO DEI CHI C’ERA: SERGIO NESSI. SE USCITE A DIVERTIRVI LO AVRETE INCROCIATO DI SICURO CON LA GIACCA CON IL LOGO DI QUI BERGAMO SULLA SCHIENA, L’INSEPARABILE REFLEX TRA LE MANI E LA SUA INVIDIABILE CALMA. LO CONOSCONO TUTTI E QUANDO LO VEDONO GIÀ SI PREPARANO PER FARSI FOTOGRAFARE. SEMPRE DISPONIBILE, DI BUON UMORE E AMANTE DEL SUO LAVORO. IN QUESTA OCCASIONE ABBIAMO PERÒ MODO DI CONOSCERE IN LUI UN VERO TALENTO NEL FAR EMERGERE IL MEGLIO DI QUESTE DONNE LAVORATRICI CON RITRATTI VERI E APPASSIONATI.

L’ex Ateneo di Città Alta è stata la cornice ideale in cui ospitare un’iniziativa molto apprezzata dedicata alle donne che si è sviluppata dal 3 all’11 marzo scorsi: 30 scatti realizzati dal fotografo bergamasco Sergio Nessi che hanno reso omaggio alla figura femminile per raccontarne lo spirito imprenditoriale, ritraendo le donne al lavoro nei loro negozi, bar, ristoranti, uffici e aziende. L’iniziativa, patrocinata dal Comune Bergamo e dal Consiglio delle donne del Comune di Bergamo, è stata sostenuta dalla Fondazione della Comunità Bergamasca, dall’Ente Bilaterale del Terziario e dalla Cooperativa di Garanzia Fogalco, è stata allestita anche per finanziare un progetto solidale: attraverso il “Centro Antiviolenza Aiuto Donne”, infatti, due corsi professionalizzanti proposti dall’Accademia del Gusto Ascom aiuteranno due donne a proporsi sul mercato del lavoro. “Il modo migliore - ci ha spiegato Sergio Nessi - di rappresentare questo bellissimo progetto fotografico di Ascom è iniziando a raccontare la modalità con cui è avvenuto lo scatto fotografico di ogni singola donna. Aprendo la porta del negozio, dell’ufficio o dell’azienda di ciascuna di esse, si è percorso assieme qualche passo, condividendo racconti esperienze lavorative, storie di vita ed una volta trovato il luogo per loro più rappresentativo ci si è fermati. Lì, io e la mia macchina fotografica, abbiamo fatto il resto, cercando di fissare in un’unica immagine il senso e il significato di alcune vite viste attraverso una lente, la mia. 30 donne, un’esplosione di vitalità, creatività, fantasia, pragmatismo e concretezza: questo è il mondo femminile che ho avuto l’opportunità di osservare e fissare entro una manciata di momenti, unici e irripetibili”. Ritratti in cui, grazie alle abilità di Sergio, al suo modo di fare ‘gentile’ e sempre garbato, la bellezza femminile traspare evidente, sublimandosi in un semplice sguardo. Tante le persone accorse per congratularsi e vivere con lui le emozioni di una ‘prima’ vissuta da protagonista e non, come sempre accade, da ‘inviato’. Un riscontro di pubblico e critica importante che, ne siamo certi, darà seguito ad altre significative iniziative fotografiche grazie alle quali dar voce alle persone che fanno di Bergamo una delle realtà produttive più importanti del nostro Paese.


FOTOGRAFIE D SERGIO NESSI


LE NOTE DAL CUORE,

LA MUSICA DALL’Anima Testo Tommaso Revera e Valentina Colleoni - Fotografie Paolo Biava

UNA SERATA ORGANIZZATA IN COLLABORAZIONE E CON IL SUPPORTO DI FLAMINIA VALLE, CON LE RIFLESSIONI DI DANIEL LUMERA ACCOMPAGNATE DALLE MUSICHE PROPOSTE DAL MAESTRO MARCO GIOVANETTI: SPUNTI PER RIPENSARE MODALITÀ RELAZIONALI… Il pianista Marco Giovanetti, concertista e didatta, ha suonato come solista con diverse orchestre nazionali ed estere e si è esibito in récital e in varie formazioni cameristiche per importanti stagioni concertistiche. Forte dei suoi studi classici, ha sempre coltivato lo studio della filosofia e della storia dell’arte. I viaggi, le esperienze umane, il contatto con il pubblico dei concerti e con studenti di diverse provenienze e culture lo hanno spinto ad aprirsi alla conoscenza di varie ulteriori discipline. È docente di pianoforte del Conservatorio Gaetano Donizetti di Bergamo di cui è stato direttore dal 1997 al 2012.  A lui che abitualmente ha a che fare con i giovani - a margine del concerto di beneficenza ‘Le note del cuore. La musica dell’anima’, di cui è stato uno dei protagonisti offrendo gratuitamente il proprio contributo lo scorso 1 marzo accettando l’invito  ricevuto dall’Associazione culturale Il Volo delle Colombe - abbiamo chiesto se la musica è in grado di offrire spunti per ripensare modalità relazionali che, troppo spesso, creano incomprensione e discordia tra i giovani e adulti.


La musica ci insegna ad ascoltare senza la pretesa di capire: è da questo assunto che bisogna ripartire per far sì che i giovani d’oggi tornino ad ascoltare senza risultare apatici e demotivati? Ci descriva il rapporto con i suoi giovani allievi… “L’insegnamento del pianoforte è individuale. Il rapporto è diretto fra maestro e allievo, anche quando altri giovani assistono alla lezione. L’aspetto forse più difficile sta nel cercare di capire ciascun ragazzo, indagando i suoi punti di forza e di debolezza sia sotto il profilo del carattere che del “talento”. E’ un lavoro che richiede pazienza, disponibilità all’ascolto, rigore e disciplina, ma anche amore, autentico trasporto per gli altri attraverso la ricerca dell’arte. Ci sono fallimenti, risultati deludenti, ma ci sono anche meravigliose (e talora insperate) soddisfazioni”.

SUL PALCO LA SERA DEL 1° MARZO SCORSO SI SONO ESIBITI TRE GIOVANI ALLIEVI DEL MAESTRO MARCO GIOVANETTI: EMANUELE VEGETTI, EDOARDO MOSSALI E SERENA COSTA


Il direttore di orchestra è una professione che, per certi versi, ha anche una funzione sociologica, quella cioè di consentire ad ognuno di esprimere il proprio talento e la propria peculiarità. Non è così? Premesso che non sono un direttore d’orchestra, se rifletto sulla mia esperienza didattica con gruppi cameristici sarei portato a rispondere affermativamente alla domanda. L’orchestra però, essendo una realtà molto più ampia e complessa, ha bisogno di una guida autorevole e non democratica. Il carisma del direttore deve imporsi prima sul piano psicologico e poi su quello artistico: in questo senso non c’è posto per l’individualismo dei singoli componenti del complesso, che sono invece chiamati a dare il meglio di sé al servizio di una interpretazione dettata dall’alto del podio. Quando si compie questo piccolo “miracolo” il risultato artistico è per tutti molto gratificante e il pubblico ne rimane conquistato. La musica è l’arte che può salvarci, il linguaggio che può metterci d’accordo? Per ciascuna forma d’arte c’è chi la pratica e chi la fruisce. Per la musica è lo stesso: chi la scrive e/o la

esegue ha un approccio oggettivamente diverso da chi semplicemente l’ascolta. Credo che la capacità della musica di metterci d’accordo - se con questa espressione intendiamo il superamento delle divisioni e dei conflitti in genere - dipenda principalmente dalla sincerità e dalla disponibilità con cui ciascuno svolge il proprio ruolo. La bellezza che la musica può esprimere ha certamente in sé una grande forza di persuasione, poi sta a noi lasciarci convertire a valori più elevati. Sul palco la sera del 1° marzo scorso si sono esibiti tre suoi giovani allievi, Emanuele Vegetti, Edoardo Mossali e Serena Costa: cosa la rende più orgoglioso della sua professione? La professione dell’insegnante è una delle più nobili. Non si può non esserne orgogliosi, se la si svolge con la passione che esige. Da parte mia, ogni volta che riesco a contribuire anche in minima misura alla crescita sana ed equilibrata di un giovane che possa poi affrontare la vita, anche indipendentemente dalla musica, con fiducia in se stesso e con forti motivazioni interiori significa poter dire a me stesso: “sì, anche oggi hai fatto qualcosa di utile per la società”.

IL PIANISTA MARCO GIOVANETTI, CONCERTISTA E DIDATTA


CHI C’ERA

LE NOTE DEL CUORE, LA MUSICA DELL’ANIMA Quale strumento se non la musica per abbattere barriere, colmare divergenze e farsi portatrice di messaggi come la consapevolezza, la scelta, la responsabilità, la decisionalità ed il perdono. Cinque temi affrontati lo scorso 1 marzo in uno spettacolo tenutosi al cineteatro ConcaVerde, dal titolo “Le note del cuore, la musica dell’anima” promosso dall’associazione culturale Il Volo delle Colombe di Azzano San Paolo, da anni attiva nella divulgazione attraverso corsi, convegni e seminari di tutto ciò che è legato alla crescita personale ed al percorso di risveglio delle coscienze e dell’evoluzione dell’essere umano. Relatore d’eccezione Daniel Lumera, Direttore della Fondazione My Life Design e massimo divulgatore della concezione di perdono inteso in senso laico come elemento fondamentale per la trasformazione degli individui, delle relazioni, della società e per la risoluzione dei conflitti tra stati, popoli, etnie e religioni. Ad intervallare le sue importanti riflessioni, le musiche di alcuni giovani talenti della musica pianistica, diretti dal maestro Marco Giovanetti che, con le loro esibizioni, hanno emozionato tutti i presenti, infondendo ancora più potenza all’importanza delle parole pronunciate. Tutto questo per unire tutte le voci di genitori, figli ed insegnanti, spingendoli ad un confronto profondo, cercando di aprire la strada ad una nuova concezione di dialogo che, come ha dichiarato Viviana Cugini, fondatrice de Il Volo delle Colombe, “la musica è stato l’amplificatore, il mezzo perfetto con il quale il concetto di perdono va più inteso come “per - dono” ovvero il dono: il regalo più grande che possiamo fare è donare noi stessi ed il nostro cuore. Un nuovo modo di intendere questo importante concetto che, così facendo, consente una vera e propria crescita personale, indipendentemente da età e ruolo sociale”. Incisivi ed intensi tutti gli interventi di Daniel Lumera, da anni in prima linea nelle carceri, al fianco dei malati terminali e tra gli adolescenti, per prestare il suo aiuto attivo, analizzando nel frattempo tutte le componenti psicologiche umane, consentendogli così di giungere a tesi concrete, tramutate poi in nozioni pratiche di aiuto, crescita ed evoluzione. “In questa serata come non mai certi concetti sono stati elevati dalla musica che ha giocato un ruolo fondamentale nel toccare le corde più profonde dell’anima, arrivando al nucleo della missione della fondazione My Life Design. Un aiuto concreto, per il quale ringrazio tutti quanti hanno contribuito sia in termini di organizzazione che di presenza”. Un ringraziamento particolare a Flaminia Valle che ha pensato, ideato e insieme a noi coordinato la serata aiutandoci e condividendo il palco. Una serata indimenticabile quindi che traccia la via ad altri eventi, sempre promossi da Il Volo delle Colombe consultabili sul sito www.ilvolodellecolombe.it nei quali i temi portanti del nostro tempo e della conoscenza umana sono posti al centro di grandi riflessioni, senza limiti di età.

Ph. Paolo Biava - Puoi vedere tutte le immagini dell’evento su www.qui.bg.it


ribellarsi oggi. nasce bmw x2

LA X CHE NON C’ERA: RIBELLE, COOL, SPORTIVA, CHE ROMPE GLI SCHEMI. NASCE DIGITALE E CONNESSA, BMW CONNECTEDDRIVE CON REMOTE SERVICES DI SERIE La nuova BMW X2, icona della gamma X. Un’auto dal carattere cool e ribelle che manifesta la volontà di BMW di ridefinire, ancora una volta, le regole di un segmento. Lo fa con un Sport Activity Coupé dalla doppia anima sportiva che abbina ai volumi robusti di un SAV BMW X le linee agili di un Coupé BMW, esprimendo appieno l’indole X-ness: la capacità di generare emozioni estreme in chi la vede, in chi la guida. Giovane, dinamica ed estroversa. La nuova BMW X2 è l’auto più urban della gamma X. Un’auto unica, capace di reinterpretare i valori fondanti del marchio BMW in chiave moderna, eclettica, extra-ordinaria. Proprio questa sua natura innovativa le conferisce il ruolo di brand-shaper. La nuova BMW X2 non segue le regole, ma le stravolge a tal punto da rappresentare un nuovo inizio per il Brand BMW. Grazie a un design di forte personalità e all’assetto sportivo delle sospensioni, BMW X2 aggiunge vivacità alle vecchie abitudini e porta il piacere di guida a livelli fino ad ora mai sperimentati in questo segmento di veicoli. BMW X2 si rivolge soprattutto ai giovani e a chi giovane lo è nello spirito. Si rivolge cioè a una tipologia di cliente che vive in aree urbane, conduce una vita attiva ed è fortemente connesso con il mondo digitale. La nuova BMW X2 è, infatti, la prima auto “nativa digitale” di BMW. Parla la lingua dei Clienti “del futuro” e dei tech-addicted. Attira gli sguardi di un nuovo target, più giovane e attivo sui social network, che vuole rimarcare la sua individualità con tutto ciò che fa.

“X” NON È UNA TECNOLOGIA, MA UNO STATO MENTALE

La gamma X si arricchisce con il primo SAC del segmento di ingresso alla gamma BMW: la nuova BMW X2. Un modello dalle proporzioni dinamiche, manifestazione di sportività urbana. Si distingue grazie al suo design esterno ribelle che punta a stupire e a essere notato. BMW X2 è espressione di un’esperienza di una guida unica: connessa, interattiva, contemporanea.

ROMPE GLI SCHEMI. HIGHLIGHT DEL DESIGN DEGLI ESTERNI

La doppia anima della nuova BMW X2 si manifesta non solo nelle prestazioni e nelle tecnologie uniche sul mercato, ma soprattutto nell’originalità del design che unisce le linee sportive di una Coupé BMW ai volumi robusti di un Suv BMW.


UNA DIMOSTRAZIONE DI STILE. HIGHLIGHT DEL DESIGN DEGLI INTERNI

L’ampia plancia strumenti ospita i comandi in pannelli nero lucido e luci ambiente (optional) che mettono in rilievo modanatura di design e riprendono l’esterno in un perfetto equilibrio di forme. Elemento di spicco della plancia è certamente il sistema INFOTAINMENT con un display informazioni centrale indipendente da 6,6’’ o 8,8’’(optional) perfettamente in linea con il prestigioso ambiente interno della nuova BMW X2. Inoltre, il BMW Head-Up Display (OE) proietta tutte le informazioni importanti direttamente sul parabrezza nella visuale del guidatore. L’esclusivo design della plancia prosegue lungo le porte con linee tese e allungate che trasmettono movimento. L’eleganza funzionale BMW si esplicita in ampi scompartimenti per gli oggetti lungo le portiere, listelli battitacco proiettati verso il posteriore in assetto sportivo e volumi interni che offrono ampio spazio per la testa e le gambe dei passeggeri posteriori. I nuovi rivestimenti (disponibili esclusivamente per la BMW X2) in Micro Hexagon/Alcantara Anthracite sono decorati con una cucitura gialla a contrasto che si abbina perfettamente ai nuovi esterni in colore Galvanic Gold.

BMW X2 sDrive20i 141 kW (192 CV) - Consumo combinato, 5.5.1l/100 km - Emissione di CO2, 126 g/km

Lario Bergauto - Concessionaria BMW

Via Campagnola, 48/50 - Bergamo - Tel. 035 4212211 Corso Carlo Alberto, 114 - Lecco - Tel. 0341 27881 Via Industriale, 97/1 - Berbenno di Valtellina (SO) Tel. 0342 492151 Via Brescia, 78 - Grumello del Monte (BG) Tel. 035 830914 www.lariobergauto.bmw.it


CHI C’ERA

X2: LA NUOVA RIBELLE DI CASA BMW Se la chiamano ribelle un motivo ci sarà! La nuova BMW X2 presentata in anteprima assoluta il 20 febbraio scorso presso la concessionaria BMW Lario Bergauto ha lasciato tutti senza parole. Perché il nuovo SUV coupè compatto della casa bavarese ha tutte le carte in regola per diventare una delle vetture più celebrate di questo 2018, grazie alla linea sportiva e a prestazioni “so good”! GOLD. The Cocktail Party l’incredibile evento organizzato per la presentazione ufficiale della neonata di casa BMW: un concentrato di gusto, arte e creatività declinati in un tema portante “The gold”. Oro, infatti, il colore di presentazione della BMW X2 presente al lancio così come gold è stato il ricercato finger food firmato Vicook, culminato con un risotto allo zafferano spruzzato di polvere d’oro. Non da meno il drink Rebel di un incredibile gold color, una limite edition ideata per l’occasione dai barman Nicola Cottarelli e Daniele Piscitelli dell’open bar di Quality Events. Non da meno l’accompagnamento musicale, grazie alla bravissima cantante e show woman Astou che ha aperto la serata con La vie en rose nella versione ribelle di Grace Jones, accompagnata da Francesco Iacono, pianista del Capogiro, il locale punto di riferimento della movida bergamasca. E se di oro si parlava, non potevano certo mancare i gioielli scultura di Arando che con la loro ricercatezza hanno “abbigliato” d’oro una modella adagiata in una gigantesca coppa da champagne! Dall’eleganza al mood ribelle: dopo la presentazione della macchina i tatuatori di MANOMORTA Tatoo hanno lasciato lo “studio” allestito in concessionaria per tatuare gli ospiti e per realizzare un fantastico “lavoro” sulla ribelle BMW X2. Una serata ricca di colpi di scena quindi, perfetta per condurre tutti i presenti verso una nuova era firmata BMW, nella quale X2 sarà una delle protagoniste indiscusse.

Ph. Sergio Nessi - Puoi vedere tutte le immagini dell’evento su www.qui.bg.it


Belle, originali, colorate e… super preziose! Sono le borse della nuova collezione primavera/estate 2018 firmate Shop Art. Dove le potete trovare? Da Les Femmes Boutique punto di riferimento per stile ed eleganza di ogni donna. LES FEMMES BOUTIQUE Via Trieste, 13/a Chiuduno. Tel. 035 951400 FB LesFemmesBoutique - Instagram: les_femmes_boutique

Tutti pazzi per il tennis! In particolare per il Challenger Maschile, l’ATP di Tennis che con la sua 13^ Edizione ha ospitato campioni da ogni dove! Andy Shirt non poteva che sostenere questa importante manifestazione che, anno dopo anno, accresce sempre più la visibilità della nostra città. E per l’occasione vetrine a tema, dove non potevano ovviamente non spiccare le stupende polo in maglina, disponibili in diversi colori e misure. ANDY SHIRTS Via Suardi, 67/a Bergamo. Tel. 335.7579176

BEAUTY BOUTIQUE

Da sinistra: clutch di perline optical Maliparmi, mocassino in pelle Sassetti, clutch di perline etno Maliparmi, maglia 100% bio-cotone Scaglione, pantalone fantasia murrine Maliparmi, giacchina in pelle Scaglione. SCAGLIONE Via G. Lochis 12, Bergamo (zona Longuelo) Tel. 035 4373338 - info@scaglione.it - www.scaglione.it Facebook e Instagram: scaglione_cashmere Al via il countdown per la prova costume. Se siete tra coloro che amano la forma fisica perfetta ma si annoiano con i normali sport è approdata a Bergamo un’incredibile novità: il primo allenamento in volo. Una nuova prospettiva, coinvolgente ed appassionante, che vi permetterà di consumare il doppio delle calorie pur svolgendo gli esercizi di sempre. Come? Non vi resta che scoprirlo! AGORA’ PERSONAL FITNESS Via San Francesco d’Assisi, 5/C Bergamo. Tel. 338 1978545 - www.agorafit.it Facebook e Instagram: agorapersonalfitness

Il regno del pesce… in ogni “salsa”. Se siete amanti del buon pesce, cucinato in modo originale ed insolito come mini burger, piatti a cinque colori, zuppette e quant’altro, non potete cerco non farci un saltino. BRACE FISH Via Don Luigi Sturzo, 19 Trescore Balneario Tel. 035 0278805 - Facebook: BraceFish


OHH FREEDOM!!! Se fosse una canzone intoneremmo proprio questa per celebrare tutte, ma proprio tutte, le tendenze moda dei prossimi mesi. Il perché è abbastanza semplice da dedurre anche solo dando un’occhiata alle vetrine della città o sfogliando le pagine che vi proponiamo di seguito: il concetto di libertà assoluta (inteso come linee, materiali e stampe) è stato fonte di ispirazione per tutte le maggiori maison che, ovviamente, hanno influenzato ogni minima sfaccettature dei trend 2018. Avete presente le spalline anni ‘80? Ci saranno! I look più cool degli anni ‘60? Anche. E l’uomo non sarà certo da meno. Che dire del classico indiscusso contrapposto allo sporty chic più estremo? Pure questi non mancheranno. E quindi tra un servizio fotografico ed una rubrica, tra i piccoli suggerimenti della beauty boutique e le tendenze dei migliori hair stylist, ecco come nelle prossime pagine non mancherete di pizzicare tutto il meglio della moda che verrà. Per sperimentare, sognare e ovviamente, fare innamorare!

Valentina Colleoni Responsabile Moda Qui Bergamo


Maglia in cashmere e cotone a coste, scollo a barca e forma a trapezio; canotta in seta crepe de chine


SCAGLIONE VESTE

FEMMINILITà PRIMORDIALI MAGLIERIA UOMO, DONNA E ACCESSORI, TUTTI REALIZZATI ESCLUSIVAMENTE IN ITALIA CON FIBRE NATURALI Contemporanea, sensuale ed esclusiva: sono questi i tratti distintivi delle nuove tendenze primavera/estate 2018 firmate Scaglione. Tutto questo per una collezione i cui capi sono stati concepiti partendo da ispirazioni africane, calde ed ammalianti, fino a spingersi a sperimentazioni uniche, fatte di intrecci di sete, cotone e cachemire. Matrice sono i capi dai colori naturali che richiamano le magiche terre dell’Africa, come l’avorio, il corda, la curcuma,l’ocra, l’argilla, il rosso polveroso, le punte di verde ed il pepe, accesi da intensi lapislazzuli e diaspri. Intrigante il gioco dei colori, capaci di dare vita a reti e righe estive definite da motivi decorativi, così come la magia dei filati più preziosi che si arricchiscono di texture, muovendosi tra leggere coste ed effetti traforati. Di massima ricercatezza i materiali utilizzati, tutti naturali, come il lino ed il cotone che interpretano texture etniche ispirate alla tecnica di decorazione giapponese Shibori e le righe bicolori verticali rese tridimensionali da tocchi di luce dati dai filati in lurex. Questo per capi che mantengono l’indiscusso confort firmato Scaglione, radicato del suo dna, arricchito però da un tocco di sensualità, grazie alla fluidità dei materiali come la viscosa, extra light doppia in bicolore e più strutturata, nella versione in maglia stoffa. Un incredibile incontro di caratteri e materiali differenti capaci di dare vita a stupendi abiti, gilet lunghi e decostruiti e pantaloni over. Oltre a tutto questo non è certo mancato lo spazio alle sperimentazioni, come per le maglie che si mischiano al tessuto di seta e cotone-cashmere per la primavera ed il jersey ed il voile di cotone per l’estate. E anche per questa nuova stagione Scaglione punta dritto al cuore, per emozioni uniche da indossare.

STORIA DEL BRAND SCAGLIONE è una linea di Maglificio R. Scaglione srl, azienda a conduzione familiare fondata negli anni ’60 a Bergamo. Renato Scaglione e la moglie Celsa avviarono il maglificio creando maglieria per i più piccoli fino agli anni ’80, quando il mercato della maglieria per bambini mostrò segni di crisi e passarono a produrre per uomo e donna. L’azienda da allora lavora con i più grandi brand di moda con un’attiva collaborazione nella creazione e sviluppo di maglieria di alta qualità. Da fine degli anni ’90 i figli dei fondatori realizzano la loro collezione chiamandola SCAGLIONE: pochi capi in cashmere caratterizzati da uno stile contemporaneo e da colori decisi e sofisticati. L’azienda è oggi gestita da Giovanni ed Anna, figli dei fondatori, e il brand SCAGLIONE è tra i più apprezzati e riconosciuti del settore. Le collezioni sono caratterizzate da uno stile contemporaneo, pulito e deciso e realizzate con filati naturali della miglior qualità. SCAGLIONE rappresenta la tipica azienda italiana a conduzione familiare: creativa, dinamica e gestita direttamente dai proprietari che con passione e abilità realizzano un prodotto dalle caratteristiche artigianali tipiche del made in Italy. T-shirt in lino stretch, maglia in seta con collo a barca, pantalone in lino.


T-shirt in seta crepe de chine, giacca in viscosa punto milano, pantalone in cotone

Da 50 anni a Bergamo, il Maglificio Scaglione è da sempre simbolo di buona qualità e raffinatezza, gestito dai fratelli Giovanni e Anna con il recente ingresso in azienda di Margherita: tutto viene seguito nei dettagli come insegna la tradizione famigliare.

MAGLIFICIO SCAGLIONE Via G. Lochis, 12 - Bergamo ( zona Longuelo ) Tel. 035 4373338 WWW.SCAGLIONE.IT Seguici su Facebook e Instagram: scaglione_cashmere


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4. Fielmann è oggi presente in Europa con 723 punti vendita di cui 10 in Italia. Nelle sue filiali Fielmann propone oltre 4.000 occhiali di design e grandi marche internazionali con la garanzia del miglior prezzo sul mercato, la possibilità di usufruire dell’esame gratuito della vista senza necessità di prenotazione e 3 anni di garanzia su tutti gli occhiali. Foto 1 e 2 Dettagli delle filiali Fielmann di Bergamo e Brescia Foto 3 e 4 alcuni esempi delle montature della collezione Made in Italy, occhiali che coniugano affidabilità tedesca e manifattura 100% italiana. FIELMANN BERGAMO Via XX Settembre 89 - Bergamo - Tel. 035 0787030 FIELMANN BRESCIA Corso Giuseppe Zanardelli 8 - Brescia - Tel. 030 7825920 WWW.FIELMANN.IT


LA PERFEZIONE

È UN GIOCO DA “RAGAZZI”!

Cambio di prospettive. La moda uomo per la prossima stagione non trova confini in fatto di tendenza, ma va intesa come perfetto equilibrio tra classico e sportivo, linee capaci di fondersi in un tutt’uno, dando vita ad uno stile sempre più unico e personale. Matrice l’eleganza, ben interpretata in questo servizio da Mattia, che veste alla perfezione i casi proposti da Uomo Re, punto di riferimento bergamasco di una moda ricercata, mai banale. Complice la location scelta per l’occasione, la nuova sede delle Cartiere Pigna di Alzano Lombardo che appare in tutta la sua modernità, con l’alternanza di accenni old style, come il museo interno che oggi occupa il primo piano dell’edificio. Qui abbiamo ambientato il nostro servizio moda, partendo proprio da un simbolo per eccellenza delle Cartiere Pigna ovvero la Fiat 500 Giardiniera logata, in accostamento perfetto con il mood elegante del nostro modello, composto da un abito marrone con gessatura in tono firmato La Torre, completato dalla camicia a pois Sonrisa, il cardigan in cotone Kangra, le eleganti scarpe Santoni e tocco di classe, al collo l’ascot firmato Altea.


Più dandy il secondo outfit, spezzato nella lineare ricercatezza dell’abito vichy bianco/blu di Fugato dalla t-shirt RRD, dalla scarpa in camoscio grigio con fondo in caoutchouc e completato dallo spolverino Moorer in tela di nylon blu. Cambio di ambientazione: la moderna scala in acciaio è perfetta nel contrasto con lo spezzato, composto dalla giacca in jersey bianca La Torre, il pantalone PT

01 in lino finestrato, impreziosito dal gilet in lino firmato Tagliatore. Tocco di classe il panama bianco con fascia blu di Altea. Dall’iper eleganza alla mise più sporty: particolare ma ricercato l’abbinamento della giacca multirighe bianca/ blu di La Torre ed il bermuda in cotone lino di Michael Coal. La polo accostata è bianca e di Tagliatore mentre le sneakers blu portano la firma di Santoni.


Via libera poi ad una mise adatta al tempo libero, con una scelta che vede protagonista uno stile versatile ma sempre ricercato proposto da Uomo Re ed interpretato da Mattia con massima disinvoltura: il giubbino da biker in nappa lavata con fodera in seta stampa fantasia di GMS’75, t-shirt rocker RRD, jeans Jacob Cohen e le sneakers very cool di Santoni. Ultimo cambio d’abito: ci vuole la massima eleganza per immortalare Mattia in uno scatto pieno di storia e ricordi delle Cartiere Pigna. Alle sue spalle, infatti, si intravede l’enorme cassettiera numerata con gli anni compresi tra i ‘20 ed i ‘70: in ogni cassetto sono preziosamente riposti i quaderni prodotti dall’azienda nell’anno di riferimento riportato sul cassetto. E così in questo prezioso scatto l’outfit prescelto non poteva che essere un abito da cerimonia in lana micro fantasia rever a scialle in seta blu di Tagliatore, una candida camicia Sonrisa e la galla in seta Fumagalli. Tocco di classe la scarpa su misura DIS ovvero design italian schoes, un prodotto su misura di “casa nostra” che non lascia scampo a confronti in tema di bellezza, qualità e confort. Gli stessi tratti distintivi della moda della prossima stagione che vestirà i nostri uomini in modo semplicemente… perfetto!

Dresses: Uomo Re - Via XX Settembre, 58 - Bergamo Tel. 035 226556 - www.uomore.it Facebook e Instagram: Uomo Re Bergamo Location: Cartiere Paolo Pigna SpA Viale Piave, 5 - Alzano Lombardo - Tel. 035 519111 - www.pigna.it Modello: Mattia C. Agency: Image Time Brescia


LA BELLEZZA DEI CAPELLI

È questo l’obiettivo di RUBENS, parrucchiere di Trescore Balneario. Nel suo salone, minimale e accogliente, il personale qualif icato e discreto regala alla clientela un momento di “RELAX”. Al giorno d’oggi “MODA“ è una parola azzardata. Tutto cambia rapidamente, dal corto al lungo, dal rame al biondo, dal liscio alle onde, con f rangia oppure no. L’importante è avere capelli “BELLI“, che si ottengono grazie al trattamento CELLULA MADRE SEMI DI LINO ALFA PARF MILANO. Il trattamento è estremamente performante ed in questo salone è esaltato da INFRARED THERM che evidenzia il potenziale racchiuso nei capelli, grazie a piccole cellule capaci di rinnovarsi continuamente.

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Testo V.E.F. - Fotografie Michele Stroppa

Massimiliano Bonfanti imprenditore, creativo, amante della buona vita, ci parla di Mac il suo Jak Russel gran macho di quasi dieci anni Perché lo hai chiamato Mac? “Per il computer. Sono malato di tutto ciò che è Macintosh... ho convertito anche tutta l’azienda dai pc ai mac e quando ho preso il cane l’ho chiamato così...”. Primo cane? “In famiglia ne abbiamo avuti altri ma Mac è il primo cane tutto mio. Mi ricordo di Pippo, io ero piccolo lui un cocker dolcissimo. poi ci sono stati 4 pastori tedeschi. quando uno moriva ne prendevamo subito un altro. l’ultimo si chiamava Dylan, Dog... ovviamente. Quando ho deciso di prendere Mac avevo l’Audi TT e un pastore tedesco sarebbe stato troppo ingombrante e il JaCk russel mi ha sempre ispirato simpatia perché rappresenta molto il mio modo di essere energico un po’ schizofrenico ma Affettuosissimo”. Dove vive? “Come ogni lord che si rispetti ha tre residenze. una è quella dove vive E dove passa le notti con me poi di giorno c’è il box con la porticina per uscire in giardino. spesso però a causa di miei impegni è ospite della mia mamma”. Dove dorme? “Fino ad un anno sonnecchiava nella sua cuccia e solo dopo che mi ero addormentato saliva piano piano sul letto infilandosi sotto il piumone accuciandosi in fondo ai piedi. adesso specie quando ho ospiti a casa lo porto da mia mamma. Come un bambino, coccolato a più non posso. Deve dormire sempre coperto ma si copre da solo e quando è nella cuccia non capisce se c’è o no. Poi se gli gira parte e ti viene incontro con tutta la coperta addosso”.

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Ma la mamma gli vuole bene? “Sì lei ha sempre avuto un rapporto un po’ strano con gli animali però lo apprezza perché è il primo cane casalingo”. Che rapporto hai con mac? “Lui é molto affettuoso e non appena mi sistemo da qualche parte lui arriva e mi si incolla addosso. Si lascia coccolare molto volentieri e si abbandona pigramante se gli fai i grattini. generalmente è tranquillo ma se gli gira sembra posseduto dal demonio. COrre, abbiaia, ringhia e sfoga tutta aLla sua immensa vitalità. Cinque minuti poi tutto si calma e arriva come se nulla fosse scodinzolando giulivo”. Socializza con gli altri cani o è aggressivo? “No non attacca mai, stranamente perché il jack russel di solito è piuttosto aggressivo”. hai frequentato con lui le classi di socializzazione? “No l’ho portato sempre in giro in mezzo alla gente e agli altri cani, fin da quando era piccolo. quando non ci sono pericoli lo slego e lui, al massimo, si allontana di trenta metri. Però, appena mi giro per andarmene si preoccupa e torna subito vicino. se lo attaccano allora reagisce ma altrimenti no. muove sempre la coda... però Vuole montarsi un po’ tutti e questo è un viziaccio. Un veterinario e un’addestratrice mi hanno detto che è solo un istinto di possesso. lo fanno anche molte femmine e un linguaggio fisico per dire che ti possiedono. Lui monta tutti”. Che carattere ha? “Ha il suo bel caratterino. Quando esco di casa e apro il cancello lui regolarmente scappa e va a farsi il suo giretto… Se capita che ho fretta e lo richiamo in modo deciso lui inizia a ringhiarmi contro. Allora gli do uno sberlotto sulla coscia e lui comincia a rotolarsi come se lo avessi ammazzato. È un attore nato… Se gli dico con dolcezza di tornare allora scodinzola e fa quel che gli dico. si comporta come una divA e che sta sulle sue.


COSA Mangia? “Crocchette come tutti. cibo secco e non ho mai avuto problemi”. Veterinari? “Dipende chi trovi. A MAc i veterinari non sono particolarmente simpatici. Lo porto in un ambulatorio dove si danno il cambio in tre: Due uomini che hanno paura e lui vorrebbe morderli d’istinto. per fortuna c’è una donna molto dolce che sa come prenderlo”. Cosa hai imparato dal tuo cane? “la leggerezza semplicemente. Io sono uno celebrale, molto sentimentale e anche sempre molto attivo. Mac mi ha insegnato a prendere un po’ quello che viene con più leggerezza e di conseguenza agire. Organizzare meno, Essere meno prevedibili. Loro, i cani, Se la cavano molto meglio di noi e hanno quella capacità non razionale di dare SENZA DOVER PER FORZA RICEVERE QUALCOSA IN CAMBIO. ti danno a prescindere. questo è il loro grande plus valore. Se Lo lascio a casa di mia madre ed esco anche solo per due minuti, quando torno è come se non mi vedesse da due anni. Hanno una diversa cognizione del tempo. mi colpisce anche sempre la loro innocenza: possono fare qualsiasi cosa, anche tornare con un topo in bocca e per loro è normale come tanti altri comportamenti che a noi sono preclusi. nei comportamenti sessuali e relazionali ad esempio sono totalMENte innocenti. C’è una cosa di Mac che lo rende unico? “Ha una passione fotonica per le berrette e le sciarpe. Se trova una sciarpa se ne impossessa e viaggia con la sciarpa in bocca e sono guai per chi vuole sottrargliela. Ha una camminata un po’ da cretino... ed è capace di camminare per lunghi tratti con una gamba sollevata. Riesce a stare anche per cento metri a tre zampe e tutte le sciure che mi chiedono se si è fatto male…. io rispondo di no che è solo un po’ cretino. Tutti i JaCk fanno così e quando ne conosco altri sembrano fatti con lo stampino per i comportamenti identici. Mi pento solo di non averne presi due insieme che si facessero compagnia. Sono molto orgoglioso quando mi dicono che è proprio il cane che mi si addice, che mi somiglia. All’inizio mi offendeva anche un po’ ma alla fine devo riconoscere che spesso cani e padroni finiscono per somigliarsi o forse si sono scelti proprio perchè si somigliano”.

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L’impianto audio top di gamma Harman Kardon è dotato di 13 casse per produrre un suono magnificamente equilibrato e potente.

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Con i suoi 479 litri di volume (fino agli schienali dei sedili posteriori), la Volvo XC40 vanta uno dei più spaziosi vani di carico nella sua classe.

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Nove dinamici design differenti di cerchi in lega con diametro variabile tra 17 e 21 pollici.

360

La telecamera opzionale a 360° facilita le manovre di parcheggio offrendo una prospettiva “a volo d’uccello” della vettura e dello spazio che la circonda.


“IL NOSTRO NUOVO TRE CILINDRI RAPPRESENTA UN’ENTUSIASMANTE NOVITÀ INGEGNERISTICA PER LA XC40 E PER VOLVO CARS IN GENERALE” HA DICHIARATO ALEXANDER PETROFSKI, SENIOR DIRECTOR DEL CLUSTER 40 DI VOLVO CARS. “QUESTO MOTORE DALLA STRUTTURA COMPATTA CI GARANTISCE LA FLESSIBILITÀ DI CUI ABBIAMO BISOGNO PER POTER OFFRIRE ULTERIORI VARIANTI DI MOTORIZZAZIONE AGLI ACQUIRENTI DELLA XC40” Volvo Cars, la Casa automobilistica specializzata in vetture di lusso, oggi amplia ulteriormente la sua offerta di SUV con il lancio della XC40 - il suo nuovo SUV compatto di lusso -, che si terrà a Milano, in Italia. Contestualmente al lancio della XC40, Volvo Cars reinventa anche il modello tradizionale di proprietà dell’auto introducendo il nuovo servizio su abbonamento ‘Care by Volvo’. Grazie a Care by Volvo, introdotto per la prima volta sulla XC40 e disponibile dal lancio, possedere un’automobile diventa facile tanto quanto avere un cellulare. Con un abbonamento mensile a canone fisso si eliminano infatti acconti, trattative sul prezzo e differenze di listino legate al mercato locale. A seconda della disponibilità nel Paese di acquisto, Care by Volvo includerà anche l’accesso a una serie di servizi digitali con ritiro e riconsegna della vettura come, ad esempio, il rifornimento di carburante, il lavaggio dell’auto, il prelievo dell’auto per assistenza tecnica e il recapito alla vettura degli acquisti fatti online. La XC40 con Care by Volvo può essere ordinata online a partire da oggi su alcuni mercati selezionati.

La nuova XC40 è il primo modello realizzato da Volvo Cars sulla base della nuova architettura modulare CMA, che verrà utilizzata anche per tutte le prossime automobili della Serie 40, compresi i veicoli elettrici. Sviluppata in collaborazione con Geely, la CMA garantisce all’Azienda le economie di scala necessarie per questo segmento. “Con la XC40 ci affacciamo per la prima volta al segmento dei SUV compatti, con l’intenzione di aumentare l’attrattiva del marchio Volvo e di orientarlo verso una nuova direzione,” ha dichiarato Håkan Samuelsson, Presidente e CEO. “Il nuovo componente della gamma Volvo spicca per il piglio innovativo, creativo e peculiare. Perciò ci è sembrato naturale lanciare la XC40 in anteprima a Milano, un vibrante polo europeo della moda, dell’arte, del design e di tutto ciò che è lifestyle.”

Volvo XC40 T3 - Consumo combinato, 6,81l/100 km - Emissione di CO2, 156 g/km

I possessori di una XC40 saranno i primi clienti Volvo a poter condividere la propria auto con amici e familiari attraverso il servizio Volvo on Call con nuova tecnologia a chiave digitale. Il car sharing sarà incluso nel pacchetto offerto ai clienti Care by Volvo. Con l’arrivo della XC40, Volvo Cars, per la prima volta nella sua storia, dispone di tre nuovi SUV, distribuiti su tutti i mercati, in quello che viene considerato il segmento in maggior crescita dell’industria automobilistica e getta così le basi per un ulteriore incremento in termini di vendite e redditività.


In fatto di tecnologia, la XC40 estende al segmento dei SUV compatti i pluripremiati sistemi di sicurezza, connettività e infotainment delle nuove vetture della Serie 90 e 60. Al pari dei modelli di livello superiore della gamma Volvo, la XC40 sottolinea l’effetto di trasformazione che queste nuove tecnologie sviluppate internamente hanno determinato a livello di brand e di redditività. Le tecnologie della XC40 fanno di quest’auto uno dei SUV compatti di lusso meglio equipaggiati sul mercato. I dispositivi di sicurezza e di assistenza alla guida della XC40 includono

i sistemi di Volvo Cars Pilot Assist, City Safety, Run-off Road Protection & Mitigation a tutela degli occupanti in caso di uscite di carreggiata e Cross Traffic Alert con assistenza alla frenata e telecamera a 360° per facilitare le manovre di parcheggio in spazi limitati. La XC40 propone inoltre un approccio completamente nuovo per quanto riguarda i vani portaoggetti e gli spazi di carico all’interno della vettura. Un’ingegnosa progettazione degli interni offre a chi guida una XC40, fra le altre cose, vani portaoggetti nelle portiere e sotto i sedili più funzionali, uno speciale allog-

giamento per i telefoni cellulari completo di dispositivo di ricarica a induzione, un gancio a scomparsa per piccole borse e un cestino per i rifiuti estraibile nella console fra i sedili. All’avvio della produzione, la XC40 sarà disponibile con motore Drive-E quattro cilindri D4 diesel o T5 benzina. Altri propulsori, incluse una versione ibrida e una variante tutta elettrica, verranno introdotti in un secondo momento. La XC40 sarà inoltre il primo modello Volvo disponibile con il nuovo motore tre cilindri di Volvo Cars.

Iperauto Bergamo S.p.A. UNICA CONCESSIONARIA VOLVO PER BERGAMO E PROVINCIA

Via Borgo Palazzo 205 - Bergamo - Tel. 035 2924311 - Fax 035 2924212 volvo@iperautobg.it - www.iperautobg,.it


CHI C’ERA

VOLVO XC40: L’INIZIO DI UNA NUOVA ERA Una serata tutto divertimento e motori quella del 23 febbraio scorso presso il Batik di Orio al Serio. Un locale di massima tendenza perfetto per l’anteprima assoluta di un SUV che ha già tracciato la strada verso una nuova era fatta di grinta, versatilità ed eleganza indiscussa: il nuovissimo XC 40 firmato Volvo. Una novità di gamma introdotta dalla casa svedese per soddisfare anche i clienti più esigenti, amanti del lusso e del comfort ma allo stesso tempo in cerca di un motore scattante nonché di dimensioni compatte per la città. Tutte caratteristiche che con la nuova XC 40 Volvo si sono trasformate in realtà, consentendo a questo nuovo SUV di ricevere consensi assoluti da parte di un target giovane ma anche senior. Proprio come è avvenuto durante l’evento organizzato dalla concessionaria Volvo Iperauto Bergamo quando, tra un drink e dell’ottima musica, gli ospiti hanno potuto ammirare per la prima volta il SUV Volvo in tutta la sua compattezza e sicurezza, elementi già di serie nella vettura. Requisiti questi che hanno reso ancora più unica la nuova XC 40, celebrata durante la serata da tutti gli ospiti, accompagnati nella scoperta del nuovo SUV da due vallette d’eccezione, Ludovica Valli e Karina Cascella che, per l’occasione, si sono prestate per foto e tanti sorrisi. Tutto questo per un evento riuscitissimo grazie ad Iperauto Bergamo e all’efficienza senza limiti del brand Volvo.

Ph. Sergio Nessi - Puoi vedere tutte le immagini dell’evento su www.qui.bg.it


ORTODONZIA

BUON COMPLEANNO JOE BRUSH! Quando arrivo a Nembro in Via Carso penso di aver sbagliato indirizzo. La redazione mi ha mandato a intervistare Joe Brush, un castoro supereroe (e questa è già una cosa strana), che abita in un Centro in cui lavorano i dentisti, o meglio è un Centro Odontostomatologico, ma è difficile da scrivere e da pronunciare. L’edificio che mi trovo davanti potrebbe essere un hotel a quattro stelle o un grande centro benessere. No, questo non è un posto da dentisti. Sto per tornare indietro, ma mi accorgo che in giardino c’è la statua di un castoro con un grande spazzolino sulla schiena, come se fosse una spada da samurai, sembra un guerriero. E’ Joe Brush! E io sono nel posto giusto. Entro, ma ancora non credo che il Centro Daina sia un posto in cui curano i denti. L’ingresso sembra proprio la reception di un hotel. Le persone che incontro sono molto gentili e sorridenti (noto subito che tutti hanno denti bianchissimi!), mi dicono che Joe Brush mi sta aspettando al secondo piano. Insomma, tutto è strano, e ancora non ci credo di trovarmi in un posto così, e faccio fatica a credere che adesso vado a intervistare un supereroe che è un castoro!

I SERVIZI DEL CENTRO > PEDODONZIA > ORTODONZIA > IGIENE ORALE > CONSERVATIVA > ENDODONZIA > PARODONTOLOGIA > ODONTOIATRIA ESTETICA > PROTESI > IMPLANTOLOGIA DENTALE > IMPLANTOLOGIA DENTALE IN CARICO IMMEDIATO > CHIRURGIA ORALE > CHIRURGIA OSSEA RIGENERATIVA > CHIRURGIA PRE-PROTESICA > CHIRURGIA PARODONTALE > CHIRURGIA MAXILLO FACCIALE > GNATOLOGIA > LOGOPEDIA > NUTRIZIONE > INDAGINI RADIOGRAFICHE DIGITALI > ANESTESIA TOTALE > SEDAZIONE COSCIENTE > TRATTAMENTO PAZIENTI ODONTOFOBICI E CON GRAVI DEFICIT PSICOFISICI NON COLLABORANTI > DAY-HOSPITAL > LABORATORIO ODONTOTECNICO > CORSI TEORICO PRATICI > CONVEGNI E CONFERENZE

CENTRO DAINA Salute orale dal 1978

INTERVISTA CON JOE BRUSH Domanda: Buongiorno signor Brush. Joe Brush: Chiamami Joe. Domanda: Joe, hai festeggiato il tuo compleanno da poco. Joe Brush: Sì, il 13 gennaio. E’ stata una festa bellissima, c’erano tutti, ma proprio tutti. Un anno. È un anno che abito qui al Centro Daina. Ti piace la mia casa? Domanda: Sì, è bellissima, sembra di stare in una fiaba. Joe Brush: Grazie, questo è il primo e unico parco tematico in Europa dedicato alla prevenzione dentale. In un anno sono venuti a trovarmi più di 1.500 bambini tra i 3 e i 10 anni, qui si divertono e imparano a tenere il loro sorriso sempre sano. Domanda: Signor Brush… Joe Brush: Joe, gli amici mi chiamano Joe.


Domanda: Joe, prima hai detto che alla tua festa c’erano tutti… Joe Brush: Tutti! Siamo partiti da Piazza Libertà, c’era la Banda Musicale di Nembro, abbiamo attraversato il paese e siamo venuti qui, c’erano prestigiatori, clown, gli attori del Teatro Prova e tantissimi amici. Domanda: Chi ha avuto l’idea di creare tutto questo? Joe Brush: Paola e Stefano Daina. Prima ero un sogno e adesso sono una realtà. Tu hai paura del dentista? Domanda: Be’, se devo dirti la verità… un po’ sì. Joe Brush: Se tu hai paura e sei un adulto, figurati i bambini. Per questo Paola e Stefano mi hanno creato. Il dentista è un amico dei bambini e anche degli adulti. Chi vuole la salute del tuo sorriso, può essere cattivo? No. L’unico cattivo qui è Mr Carie. Domanda: Chi è? Joe Brush: Apri la bocca, per favore. Io apro la bocca e Joe Brush con una torcia elettrica guarda dentro. Joe Brush: Mr Carie si nasconde in bocca e aspetta il momento giusto per attaccare i denti. Io combatto contro di lui tutti i giorni. Domanda: Cosa bisogna fare per venire qui a vedere la tua bellissima casa? Joe Brush: E’ la cosa più facile del mondo. Si può venire con la scuola al mercoledì mattina, oppure al sabato mattina con la mamma e il papà. Basta andare sul sito joebrush.it oppure centrodaina.it e si trovano tutte le informazioni.

Via Carso - Nembro, BG Tel. 035.521049 info@centrodaina.it www.centrodaina.it

ORARI Lunedì - Martedì: 8.00 - 19.00 Mercoledì: 14.00 - 20.00 Giovedì - Venerdì: 8.00 - 19.00 Sabato*: 8.00 - 14.00 *sabato chiuso nei mesi di luglio, agosto e settembre APERTI AD AGOSTO

Domanda: Ancora una domanda: Mr Carie è venuto alla tua festa? Joe Brush: Ma certo! E’ venuto! Dove ci sono i dolci, lui arriva sempre. Ma io ho questo. (Joe Brush mi mostra il suo spazzolino), con questo lo caccio via in un attimo. Domanda: Quindi tu vinci sempre? Joe Brush: Sempre. Ma Mr Carie torna e bisogna stare attenti, lui approfitta delle distrazioni. La nostra è una battaglia eterna. Domanda: Grazie, Joe, per l’intervista. Joe Brush: Vuoi già andare via? Vieni con me e vediamo se Mr Carie sta attaccando il tuo sorriso… hai paura? Domanda: No, adesso non ho paura, ci sei tu. “Si tratta di un sogno che è divenuto realtà” - ci ha spiegato il Dott. Stefano Daina che, insieme alla sorella Paola, ha avuto la brillante intuizione di dar vita ad un progetto del genere. Un progetto, quello del parco tematico Joe Brush, nato dalla profonda convinzione che fosse necessario un nuovo approccio al mondo dell’odontoiatria attraverso una formula rivoluzionaria di edutainment creativo. Un approccio che predilige un linguaggio facilmente comprensibile e che, per chi lo ha provato, ha trasformato la figura del dentista in un amico dei bambini capace di insegnar loro come mantenere i denti in salute, di raccontare ciò che avviene durante una seduta e di favorire un rapporto basato sulla fiducia e non sul timore di dover recarsi dal dentista.

Prenota subito su www.joebrush.it

2° PIANO CENTRO DAINA FAMIGLIE SABATO MATTINA Orario turni: 10:00 e 11:00 SCUOLE MERCOLEDÌ MATTINA Orario turni: 9:30 e 10:30 INFO: 035.521049 INGRESSO GRATUITO Prenotazione obbligatoria


CHI C’ERA

CANTINE E MOTORI: FASCINO INDISCUSSO Le emozioni di una quattroruote esagerata, unite alla bontà del vino della Valcalepio è stato il connubio perfetto dell’ultimo, speciale evento firmato Lario Bergauto. Oggetto dei desideri la nuova BMW M5, arrivata in concessionaria grazie ad Alberto Ornago, area manager di BMW Italia, svelata in anteprima lo scorso 10 marzo al termine di una giornata che ha visto clienti possessori di BMW M percorrere la provincia bergamasca fino alla tenuta Le Corne di Grumello del Monte. Dopo un ritrovo mattutino presso la concessionaria di via Campagnola e la consegna agli ospiti della cartina con il percorso, più di 20 performanti vetture BMW M sono partite alla volta della tenuta dove, al loro arrivo, hanno trovato una cantina già allestita per una presentazione in grande stile della nuova BMW M5. Proiezione di un filmato da brividi, un breve ma inciso speach del product manager BMW M Davide Molaro ed al termine il reveal della neonata di casa BMW, presentata in un elegante color bianco, perfetto per esaltare la bellezza delle sue linee e la ricercatezza degli interni. Oltre a questo impossibile non rimanere estasiati dalle incredibili prestazioni dettate da un motore ai massimi livelli e da una tecnologia avanguardista. Tutti elementi che gli ospiti hanno potuto scoprire a poco a poco nel corso della mattinata, tra un quiz con gadget tenuto dal pilota Maurizio Amadori ed una degustazione di vini bio Le Corne e formaggi locali che ha lasciato poi il posto ad un pranzo a base di casoncelli e torta. Al termine doverosa una visita guidata alla cantina, famosa per la produzione del Messernero Le Corne, del quale anche gli ospiti sono stati omaggiati con una bottiglia, impreziosita per l’occasione da una targhetta dedicata in metallo. Un modo originale per ricordare una giornata speciale all’insegna del gusto e della sportiva eleganza firmata BMW M e Lario Bergauto.

Ph. Sergio Nessi - Puoi vedere tutte le immagini dell’evento su www.qui.bg.it


Birreria, ristorazione e design in una delle vie più caratteristiche di Bergamo Alta Fotografie Francesca Perani

ELAV BIRRIFICIO INDIPENDENTE SI VESTE DI UN NUOVO CONCEPT ARCHITETTONICO, UN MARCHIO AUTENTICO E AUTOCTONO, CHE SI DISTINGUE ORMAI DA TEMPO SU TUTTO IL TERRITORIO E IN EUROPA PER LA QUALITÀ E LA CONTINUA RICERCA DEDICATA AI SUOI PRODOTTI


Un’azione mirata di re-branding fa respirare nel locale l’atmosfera del birrificio indipendente di Bergamo: il legame strettissimo con il territorio e le sue maestranze, la presenza della natura e della terra dalla quale vengono tutte le materie prime, la continua ricerca e sperimentazione che ben convivono con la tradizione unica ed identitaria dei luoghi da cui nasce questa azienda in continua evoluzione. Grazie ad un allestimento fortemente scenografico ed accogliente i valori fondanti della produzione Elav sono stati reinterpretati. Il concept di progetto ha voluto integrare gli importanti elementi architettonici già presenti nell’edificio storico, con alcuni elementi chiave tra cui il bancone di “terra”, l’affaccio sulla “corte” e il sistema di spillatrici. La mission del birrificio, strettamente connessa al mondo agri-

colo e rurale, viene rielaborata attraverso la realizzazione al centro della sala principale di un bancone lungo 8 metri, un bancone di “terra”, realizzato con uno speciale rivestimento di resina mista a graniglia e fieno. Questo volume importante, che riporta immediatamente l’immaginazione al mondo autentico dell’agricoltura e dell’artigianalità, è il punto focale dello spazio, che unisce sia la parte di servizio che quella di consumazione mettendo in stretto contatto l’intera sala con i suoi gestori, creando così un’esperienza partecipata. Al centro del bancone si cala un sistema di spillatrici, 7 tubi in acciaio satinato, ognuno dedicato ad una singola tipologia di birra: il “pitone” che, comunemente fa fluire ai clienti la birra servita, si ramifica ed acquista un’immagine multiforme, che oltre a richiamare i percorsi delle tubature dei birrifici si collega agli snodi metallici del sistema di illuminazione.


PROGETTO: ELAV KITCHEN & BEER DI ANTONIO TERZI E VALENTINA ARDEMAGNI LUOGO: BERGAMO TIPOLOGIA: RISTORANTE / BIRRERIA PROGETTISTI: FRANCESCA PERANI ARCHITETTA MARG STUDIO ANNALISA GRASSELLI – MATTEO ROTA COLLABORATRICE: ILENIA PERLOTTI COMPLETAMENTO: GENNAIO 2018


FRANCESCA PERANI ENTERPRISE Via Cappuccini 3, 24021 Albino (Bergamo), Italia - Tel. 035 751241 info@francescaperani.com - www.francescaperani.com MARGstudio (Annalisa Grasselli e Matteo Rota) Viale Bligny 42, 20136 Milano, Italia Tel. 339 472 7165 - www.margstudio.info Francesca Perani Enterprise e MARGstudio sono due studi di progettazione con esperienze di committenza diversificata, dal commerciale, al residenziale, all’allestimento, al design. In questa occasione sono stati affrontati tutti gli ambiti dell’intervento, dalla fase di ideazione del progetto alla direzione dei lavori attraverso la gestione dei fornitori e dei consulenti tecnici, con particolare attenzione alla direzione artistica, e con lo scopo di realizzare un concept innovativo per lo spazio Birreria/Ristorante Elav.

Grazie ad un sistema sospeso di tubature in acciaio zincato che si snoda seguendo la matrice del caratteristico soffitto a cassettoni in cemento armato, la sala principale e la zona pranzo più privata vengono delicatamente illuminate, regalando agli ospiti una luce calda e familiare. Una parete scenografica di fondo appositamente allestita, illumina la sala ristorante, creando un ipotetico affaccio ad una “corte verde”, dove la presenza di una boiserie continua in legno color noce accompagna i clienti nel mondo agricolo dei fienili e delle sue strutture tipiche, suggerendo agli ospiti un contatto ravvicinato con la natura. A corredo dello spazio principale è presente un sistema di griglie metalliche, caratterizzate da una texture geometrica, citazione

evidente del soffitto a cassettoni in cemento; al piano inferiore questi elementi di suddivisione aiutano la separazione tra lo spazio privato e l’ambiente espositivo della zona cantina, dove vengono proposte le 36 tipologie di birra artigianale. Anche la grafica applicata degli ambienti di servizio dimostra la cura dei dettagli dedicata al rinnovo del locale. Sono questi i fattori che hanno dato vita a Elav Kitchen & Beer Bergamo, il locale di via Solata interamente pensato e realizzato su misura dai progettisti Francesca Perani architetta e MargStudio (di Annalisa Grasselli e Matteo Rota) per portare al pubblico un’esperienza unica di ristorazione abbinata alla birra artigianale di qualità

B.G. INOX Via Del Chioso 12 - Mozzo (BG) Tel. 035 462066 - Fax 035 462068 biginox@tiscali.it - www.bginox.com B. G. Inox è stato responsabile di tutte le lavorazioni in ferro ed acciaio. Ha affiancato i progettisti durante l’elaborazione degli spazi interni contribuendo alla realizzazione di elementi su misura, come il sistema in acciaio delle spillatrici, i sostegni delle lampade in appoggio e tutte le grate all’ingresso e nell’area Canteen.

DUE EFFE ILLUMINAZIONE Corso Europa 7 - 15 - Scanzorosciate (BG) Tel. 035 661094 - Fax 035 661094 2effeillumina@virgilio.it www.dueeffeilluminazione.com Tutto il progetto di illuminotecnica è stato adattato all’ambiente esistente con estrema cura, attraverso la scelta di punti luce di fattura altamente tecnica abbinati ad un sistema di corpi illuminanti in vetro prodotti artigianalmente. L’atmosfera che ne risulta è fortemente scenografica ed accogliente, grazie ad una continuità estetica unica in cui si affermano contemporaneità e sapore nostalgico. 

SANTINI PUBBLICITÀ Via Spino, 63 - Bergamo Tel. 035 313114 amministrazione@santini.it - www.santini.it Santini Pubblicità è stato partner nel ruolo di fornitore e problem solving per tutte le lavorazioni riguardanti la produzione degli elementi di comunicazione, sia all’interno che all’esterno del locale. Per le insegne di Birreria Elav sono stati applicati dei vinili adesivi all’esterno della vetrina principale e sulle pareti interne del locale per caratterizzare tutta la comunicazione grafica del brand.


CHI C’ERA

MAS CHILDREN: LA SOMALIA NEL CUORE Solidarietà in prima linea grazie a MAS, l’organizzazione che ogni anno persegue con impegno e determinazione la sua campagna in favore di quella Somalia speranzosa di un futuro di pace e fratellanza. Sorta anni fa grazie all’incontro tra Piero Abruzzese e Mohammed Aden Sheikh (medico ed ex ministro somalo, poi imprigionato per 6 anni dal dittatore Siad Barrè ed infine arrivato a Torino), MAS si fa promotrice di iniziative atte a raccogliere fondi necessari per raggiungere importanti traguardi. Ecco perché la sera del 26 febbraio scorso i membri di Inner Wheel, Rotaract di Treviglio, il Rotary Dalmine Centenario e il Rotary Hospital 1 di Bergamo si sono riuniti in un’importante cena benefica presso Florian Maison, roccaforte dello chef stellato Umberto De Martino e della moglie Monia. Intrattenitore degli ospiti Marco Berry che, grazie alla sua Marco Berry Onlus, affianca costantemente MAS nel perseguimento dei suoi progetti, primo tra tutti il sostegno dell’ospedale edificato prima della morte di Mohammed Aden Sheikh, su sua iniziativa ed in collaborazione con Piero Bruzzese, nella parte “tranquilla” della Somalia, il Somaliland. In questa struttura, ad oggi, oltre 60.000 bambini hanno ricevuto sostegno ed attualmente medici ed infermieri, addestrati per quattro anni da MAS, prestano il loro servizio in un ospedale moderno e di buona qualità. Ma la strada è ancora lunga. E proprio per questo motivo tutto il ricavato della serata, perfettamente organizzata da Angela Bruzzese e dal marito Beniamino, è stato interamente devoluto per lo sviluppo dei reparti di Neonatologia e Chirurgia Pediatrica, già attiva per operazioni nonché per una missione chirurgica pediatrica. Un ringraziamento speciale durante la serata è stato fatto a tutti gli ospiti e a quanti sostengono costantemente MAS che organizza no stop manifestazioni, campagne e raccolte fondi. E così ogni cittadino, in ogni momento, può devolvere il suo contributo semplicemente collegandosi al sito www.marcoberryonlus.org

Ph. Sergio Nessi - Puoi vedere tutte le immagini dell’evento su www.qui.bg.it


anni azzurri A cura del Direttore Johnny Vinella johnny.vinella@anniazzurri.it

BIOTESTAMENTO: ALLA RESIDENZA ANNI AZZURRI UN FOCUS SULLA NUOVA NORMATIVA Alla fine dello scorso gennaio è entrata in vigore la legge sul biotestamento​, approvata al termine di un lungo iter parlamentare. La normativa, che ribadisce l’importanza del consenso informato, sancisce il divieto di accanimento terapeutico e garantisce la terapia del dolore fino alla sedazione profonda, introduce anche le Disposizioni anticipate di trattamento: disposizioni scritte in cui è possibile esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari – che il medico è tenuto a rispettare - in previsione di una propria futura incapacità ad autodeterminarsi. Per approfondire queste tematiche la Residenza Anni Azzurri San Sisto, che opera dal 2014 nell’ambito della terza età e della non autosufficienza attraverso servizi residenziali sul territorio di Bergamo, promuove per il prossimo 20 marzo un convegno Ecm sul “Biotestamento” (legge n° 219 del 22/12/2017), che vede come destinatari tutte le figure sanitarie aventi diritto e gli assistenti sociali. L’iniziativa, di cui è responsabile scientifico Felice Lanzeni, direttore sanitario di Anni Azzurri San Sisto, si inserisce nella filosofia operativa della Residenza, da sempre vicina agli anziani e alle loro famiglie e aperta al territorio e ai temi che interpellano la comunità. “Il convegno è pensato in un’ottica di servizio per fare chiarezza sui punti decisivi della legge 219: tutela della vita e della salute, consenso informato, testamento biologico, accanimento terapeutico, eutanasia, ruolo del medico, stato vegetativo, idratazione e alimentazione”, ha spiegato il direttore della Residenza Anni Azzurri San Sisto, dottor Johnny Vinella. Un appuntamento

che vedrà la partecipazione di relatori di spicco di diverse provenienze e sensibilità, fra cui – solo per citarne alcuni - il magistrato Benito Melchionna, il direttore sanitario di Ats Bergamo Giorgio Barbaglio, il presidente dell’Ordine dei Medici di Bergamo Guido Marinoni, monsignor Giulio Della Vite in rappresentanza della comunità ecclesiale, Barbara Bonvicini, esponente dell’Associazione Luca Coscioni, Michele Fortis, coordinatore del Dipartimento Interprovinciale della rete di Cure Palliative, Emanuela Fonticoli, coordinatrice di “The Focusing Institute” di New York. Il tema del fine vita è un argomento “eticamente sensibile”, oggetto di posizioni differenti fra correnti di pensiero radicalmente contrapposte, che vedono ai loro poli l’eutanasia da un lato e la strenua difesa della vita dall’altro, sottolineano gli organizzatori della giornata. Va inoltre ricordato che l’articolo 32 della nostra Costituzione stabilisce che «nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge», e l’Italia ha firmato nel 2001 la Convenzione di Oviedo sui diritti umani e la biomedicina, ma non sono stati ancora emanati i necessari decreti legislativi previsti dalla legge. Il convegno si svolgerà nella sede della Residenza, a Bergamo in via Colognola ai colli, per l’intera giornata del 20 marzo a partire dalle ore 8,30, con chiusura lavori alle ore 18. La partecipazione agli incontri è gratuita fino ad esaurimento posti, previa iscrizione via mail entro il 16 marzo a: formazione@fondazionemantovani.it

In collaborazione con

Via Colognola ai colli, 8 - Bergamo - Tel. 035 08641 - Fax 035 19909256 - residenzasansisto@anniazzurri.it


PRO CARLO MAGNO VA ALLA GUERRA Le pitture del Castello di Cruet e il Medioevo cavalleresco tra Italia e Francia Palazzo Madama - Museo Civico d’Arte Antica Piazza Castello, Torino FINO 16 luglio 2018 La mostra Carlo Magno va alla guerra, allestita nella Corte Medievale di Palazzo Madama dal 29 marzo al 16 luglio 2018, presenta per la prima volta in Italia il rarissimo ciclo di pitture medievali del Castello di Cruet (Val d’Isère, Francia), una testimonianza unica della pittura del Trecento in Savoia. Dopo una prima tappa a Ginevra nel 2017, l’esposizione giunge con importanti novità a Torino grazie alla collaborazione tra il Museo Civico d’Arte Antica di Torino e il Musée Savoisien di Chambery, nell’ambito delle iniziative della Rete internazionale di musei appartenenti ai territori originariamente parte del ducato di Savoia. A Torino la mostra, grazie alla curatela di Simonetta Castronovo, conservatore di Palazzo Madama, rivolge particolare attenzione all’arredo e alla vita di corte nei castelli di Piemonte e Valle d’Aosta nel 1300, con opere provenienti da Torino, Moncalieri, Montaldo di Mondovì (Cuneo), San Vittoria d’Alba (Cuneo) e Quart (Aosta). Le pitture murali provengono dal castello di Cruet, proprietà dei signori de la Rive, vassalli di Amedeo V di Savoia (1285-1323). Lunghe complessivamente oltre 40 metri, sono state staccate dalle pareti della dimora savoiarda nel 1985 per ragioni conservative e, dopo un restauro concluso nel 1988, sono da allora esposte presso il Musée Savoisien di Chambery. Il ciclo rappresenta episodi tratti da una celebre chanson de geste, il Girart de Vienne di Bertrand de Barsur-Aube, composta nel 1180 e dedicata alle vicende di un cavaliere della corte di Carlo Magno. Raffigura pertanto scene di caccia nella foresta, battaglie, duelli, l’assedio a un castello, l’investitura feudale, la raffigurazione di un banchetto, accanto ad episodi narrativi specifici di questo poema cavalleresco. Presentate in sequenza in Corte Medievale, le pitture ricostruiscono idealmente la decorazione della sala aulica del castello di Cruet grazie a uno scenografico allestimento realizzato dall’architetto Matteo Patriarca con Gabriele Iasi e Studio Vairano. Accanto a queste straordinarie pitture, la mostra presenta una cinquantina di opere provenienti dalle collezioni di Palazzo Madama e da altre istituzioni, con pezzi mai esposti prima al pubblico. Essi arricchiscono il percorso consentendo di immaginare la vita nei castelli medievali della contea di Savoia tra 1200 e 1300. Sculture, mobili, armi, avori, oreficerie, codici miniati, ceramiche, vasellame da tavola, cofanetti preziosi, monete e sigilli documentano i tanti aspetti dell’arte di corte e della cultura materiale dell’epoca.

pOSTA


LA TECNICA AL SERVIZIO DELLA POESIA Testo Tommaso Revera - Fotografie Lido Vannucchi e Francesco Cancarini

PROSEGUE LA NOSTRA RUBRICA DEDICATA AL MONDO DELLA RISTORAZIONE: QUESTA VOLTA ABBIAMO ‘ATTRACCATO’ AL LIDO84 DOVE, TRA CANFORI ED ULIVI, OLEANDRI E BUGANVILLEE, RICCARDO CAMANINI HA DECISO DI RADICARE LA SUA CUCINA DOPO UN PERCORSO DI FORMAZIONE CHE L’HA VISTO CRESCERE AL FIANCO DI GRANDI MAESTRI QUALI, TRA GLI ALTRI, GUALTIERO MARCHESI, RAYMOND BLANC, JEAN-LOUIS NOMICOS E ALAIN DUCASSE Non ama starsene sotto la luce dei riflettori. Nonostante la sua significativa ascesa professionale è rimasto una persona umile, introversa e riservata. Avete capito di chi stiamo parlando?! Non facile, me ne rendo conto. Altri indizi. Il suo ristorante è una bomboniera a bordo lago, ai piedi del Vittoriale che, venendo da Brescia, resta qualche centinaia di metri prima. Uno dei suoi più apprezzati piatti è la cacio e pepe in vescica. Bingo! Sì, sto parlando dello Chef Riccardo Camanini che, in un’uggiosa mattinata di febbraio, mi ha accolto presso il suo Lido84, adagiato sul Benaco con una vista spettacolare sull’Isola del Garda. Partiamo subito con l’intervista e, tralasciando il fisiologico imbarazzo iniziale, comincia

ad aprirsi facendosi conoscere per quello che è, senza mai darmi l’impressione di ritrovarmi di fronte un tipo spavaldo o eccessivamente disinvolto. La prima domanda, ripensandoci, non aiuta a rompere il ghiaccio. Al contrario pare aumentare una distanza, un solco tra due persone che non si sono mai viste prima… Riccardo, piacere di conoscerti. Che tipo di persona sei? “Faccio fatica a parlare così di me - mi risponde. Se ti chiedessi io che persona sei cosa mi risponderesti?”. OK, passiamo oltre perché come dice Riccardo ‘quando qualcuno ti dà lo spazio per poter parlare è sempre e comunque una cosa alla quale rendere giustamente gratitudine”.


Quali sono i pregi che ti hanno permesso di arrivare ad un livello di ristorazione così importante? “Lo studio, sicuramente, le tante ore che passo quotidianamente in cucina e i chili di lavoro da sbrigare”. In una delle interviste rilasciate ho letto che trascorri ben 16 ore tra i fornelli. Possibile? “Generalmente ci resto quanto serve. In alcune circostanze anche molto di più…”. C’è qualcuno in particolare a cui sei grato per quello che sei riuscito a diventare? “A mia mamma e mio papà. Non ho mai percepito alcun condizionamento rispetto all’attività professionale di cui mi sarei dovuto occupare. Al contrario mi hanno sempre dimostrato massima fiducia”.

Come te la passi nel bresciano per te che sei originario di Lovere? “Non so, non ci penso. Credo bene”. Lido84 è nato in virtù della tua ricerca di nuovi stimoli, sbaglio? “Mi hanno proposto questo locale e l’ho preso al volo. Non ho avuto tanta scelta ma mi trovo bene”. Sei mesi dopo l’apertura di questo ristorante è arrivata la stella: un esordio col botto! “Sì bhè ma quelle sono cose di cui si occupano gli altri. Io faccio il mio: faccio il cuoco”. A livello di proposta gastronomica sei piuttosto originale: ti ispiri alla tradizione pescando anche dal folclore. Come nasce l’idea di una cacio e pepe come quella che proponi? “Sempre dal caso, mai dalla ricerca. Ci provo, assaggio e se mi piace… va! I tentativi

che sperimento in cucina sono innumerevoli: credo sia così per tutti”. Essere in carta in ristoranti che fanno parte del gotha della ristorazione mondiale (Moma di San Francisco per citarne uno) immagino sia gratificante… “Non ci penso, no. Sono una persona libera”. Ti manca Bergamo o, essendo Gardone Riviera a portata, ti vengono a trovare qui al Lido84? “Sono andato via di casa a 14 anni per cui…”. A quell’età già sapevi che avresti fatto? “Assolutamente no: covavo un odio assoluto verso questo mestiere”. Quando è scoccata la passione per la ristorazione? “Piano piano, strada facendo. Come per tutte le cose. Se vai a sciare, ti piace. Se non sei capace, ti rompi le palle.


Se insisti e magari riesci a fare una curva capisci quanto è bello lo sci. È andata così”. C’è stata un’esperienza particolare che ti ha arricchito più di altre? “Quella al fianco di Gualtiero Marchesi”. Qual è il tuo personale ricordo di Gualtiero? “Una persona di grande cultura, una figura molto paterna”. Ci sono colleghi che ammiri? “ Tanti”. Al contrario di tanti altri chef non sembri proprio una ‘prima donna’ dei fornelli… “Assolutamente. Non ne ho voglia, non ho il tempo e mi annoia tutto ciò che c’è attorno alla cucina. Io amo stare in cucina”. Ogni quanto vari il tuo menù? “Spesso perché mi rompo le scatole facil-

mente di tutto anche dei colori del ristorante. Sono una persona che si annoia frequentemente”. Che ne pensi della consapevolezza acquisita dai clienti in ambito culinario? “È cresciuto tutto in poco tempo. Il pubblico che frequenta il ristorante è tutto mediamente preparato perché l’informazione sulla gastronomia sui vari canali mediatici ha dato tanta informazione. Di questa c’è anche una parte poco chiara, poco veritiera, ma l’importante è che se ne parli perché il parlarne crea confronto e dal confronto le cose migliorano”. Trovi discrepanze tra il palato bresciano e quello orobico? “Sono molto simili. Clienti molto preparati e molto curiosi. Brescia e Bergamo sono due realtà provinciali piuttosto aperte al confronto.

Ci sono altre province italiane dove fare ristorazione con un tocco personale è più difficile. Mantovani e cremonesi, per esempio, tengono molto ai piatti della tradizione e quando escono desiderano mangiare quelle cose. Anche a ragione, per carità, perché sono buonissime e durano da millenni”. Cosa ti rende più felice in cucina? “Quando un piatto mi viene bene. Percepisco un equilibrio interiore che perdura anche qualche ora”. È dura la vita del ristoratore… “Penso sia più dura quando non hai qualcosa da esprimere. Io quanto meno ho una palestra grazie alla quale potermi esercitare. È dura la fatica fisica? Svegliarsi presto o dormire poco? Questo non mi fa paura. Le paure che ho sono ben più profonde”.

FRUTTO DI UNA VISIONE CHE ASSOCIA ALLA PIÙ SQUISITA RAFFINATEZZA UN AMORE SINCERO PER L’OSPITALITÀ, LA CUCINA DI RICCARDO È IMPREGNATA DI SAPORI ANTICHI CHE RIEVOCANO I LUOGHI CHE LO HANNO CRESCIUTO


PRO

pOSTA

“VIZI E VIRTÙ”

16 SCULTURE DI CARLO PREVITALI

Palazzo Creberg (Banco BPM Bergamo) FINO al 30 marzo La Fondazione Credito Bergamasco organizza nel Salone principale di Palazzo Creberg (Banco BPM Bergamo), un’esposizione di opere dell’artista bergamasco Carlo Previtali dedicate alla narrazione artistica dei vizi e delle virtù, tema che ha suscitato in ogni epoca l’interesse dell’etica, dell’arte e della filosofia. “Carlo Previtali – HA spiegaTO Mons. Tarcisio Tironi Direttore del MACS e curatore della mostra - tratta il confronto tra i vizi e le virtù (sette per ciascun gruppo) superando con le sue sculture il predetto numero. Egli, infatti, privilegia il numero “otto” essendo per ciò stesso la cifra della novità dell’inizio, della creazione, della risurrezione finale e di quella anticipata che è il battesimo. L’artista e architetto - che ben ricorda i fonti battesimali medioevali sempre di forma ottagonale - aggiunge quindi ai vizi la “vanitas” e alle virtù la “patientia”. Per questo troviamo in mostra sedici sculture: la simbologia dottrinale del numero otto si rinforza così con il suo raddoppio”. “La mostra dedicata alle Virtù e ai Vizi – con le magnifiche opere realizzate da Carlo Previtali – rappresenta una opportunità seria per una riflessione sull’etica, su valori e disvalori, sulla profondità del pensiero, sulle radici della nostra cultura”. - HA spiegaTO Angelo Piazzoli, Segretario generale della Fondazione Credito Bergamasco e curatore della mostra - “Ha senso affrontare temi etici nell’era dei reality show? Direi di sì; non possiamo tirarci indietro. Seminare germi di speranza è il nostro doveroso tributo alle giovani generazioni. Investire tempo e risorse in iniziative di qualità – che coniughino pensiero e bellezza, estetica ed etica, creatività e razionalità, educando al dialogo inteso come strumento di confronto e di crescita – significa investire nel nostro futuro. L’esposizione costituisce, nel contempo, una boccata di ossigeno, una occasione per “divertirci” in senso etimologico, distraendoci per un po’- attraverso la contemplazione delle splendide sculture - dalle quotidiane, diffuse brutture che la nostra contemporaneità ci riserva. “Carlo Previtali - ha proseguito Don Tarcisio Tironi - rivela in queste opere il costante studio della cultura primitiva e, soprattutto, di quella classica e rinascimentale. La sua scultura è il risultato di esplorazioni perseguite da artista consapevole d’essere tramite di un flusso creativo, nel contempo personale e impersonale. Nelle sedici sculture in mostra egli perviene a una pulizia formale, sintesi di classicità e di modernità, ritrovando nel volto e nel simbolo di ogni vizio e di ogni virtù, la coinvolgente espressione corrispondente. Con calma lasciamoci interpellare dai vizi e dalle virtù, inseparabili nella nostra vita, invitati dalle sculture che, come ogni vero maestro, Carlo Previtali ci consegna in comunicazioni irrisolte e aperte per trasformare la nostra percezione e rivolgere lo sguardo anche dentro di noi. È una modalità per prendersi a cuore, per avere cura di sé, per dare gusto al vivere. Siamo posti dinanzi al quesito: quale o rientamento dare all’esistenza perché dove c’è il vizio, là c’è la virtù che si contrappone”.


AL VIA IL 25 MARZO CON IL GRAN PREMIO D’AUSTRALIA SUL CIRCUITO DI MELBOURNE

Quasi ci siamo. Mancano pochi giorni al primo gran premio del campionato mondiale di formula 1 che accenderà i riflettori su piloti e vetture della stagione 2018 il 25 marzo a melbourne con il gran premio d’australia e con alcune novità sia nel numero delle gare che sarnno 21 (unA IN più dello scorso anno) sia nel regolamento che impone quest’anno meno power unit a disposizione per l’intero campionato (tre invece di quattro). lo stesso per altre componenti. Alcune modifiche anche alle appendici aerodinamiche (spariscono le pinne dorsali) e l’introduzione di una specie di roll bar per la sicurezza della testa dei piloti. Si chiama Halo la cui traduzione più adatta dovrebbe essere aureola, ed è una struttuta assai robusta, del peso di ben 9 kg, fissata sopra l’abitacolo e realizzata in modo da proteggere la testa del conduttore in ogni tipo di collisione, ribaltamento compreso. Molte le critiche da parte dei purusti della linea, ma apprezzamanti da parte di quasi tutti i piloti per questo dispositivo creato per la loro sicurezza e che è diventato un nuovo soggetto attivo nel già complesso sistema aerodinamico delle formula che si trova a dover gestire il cambiamento dei flussi aerodinamici verso la parte posteriore della vettura.

La nuova Alfa romeo Sauber C37 sarà affidata alla guida di due giovani drivers Marcus Ericsson già da quttro stagioni alla Sauber e Charles Leclerc, classe 1997, che l’anno scorso ha dominato il campionato di formula 2 e fa parte della Ferrari Driver accademy. Una vera promessa!

F1 is


coming ALFA ROMEO SAUBER: IL GRANDE RITORNO DEL BISCIONE IN FORMULA 1 La grande novità per il campionato di f1 2018 è il ritorno di una scuderia con i colori dell’alfa romeo, un costruttore che è stato uno dei principali protagonisti della storia degli sport motoristici e della formula 1. Anche il grande Enzo Ferrari iniziò la sua incredibile carriera di pilota prima e di costruttore poi, al volante di un’Alfa ROmeo. assente da trent’anni dai circuiti torna in una forma smagliante a fianco della scuderia svizzera sauber che anche per quest’anno monterà motori ferrari però in versione 2018. Certo c’è ben poco di Alfa romeo sotto la livrea ma i tecnici della piccola scuderia con grandi desideri di rivalsa rispetto ad un 2017 deludente, sembra abbiano fatto un ottimo lavoro con buona pace dei tifosi ferraristi che si trovano un nuovo agguerrito team sulla linea di partenza di melbourne.


F1 is coming OBIETTIVO FERRARI? IL SOLITO: STAR DAVANTI ALLE MERCEDES il mandato di sergio marchionne, a capo della scuderia di maranello, è di spegnere il sorriso sul viso di piloti e dirigenti della mercedes. E questo si ripromettono e sperano i milioni di tifosi delle rosse sparsi in tutto il mondo. la vettura preparata per questa difficile mission dagli ingegneri di maranello si chiama sf71h e la cosa che salta subito agli occhi e il rosso più acceso della sua livrea che si estende su componenti prima bianche o nere. quindi la rossa... Più rossa che mai!

sf71h Ha un musetto nuovo, più stretto in punta e ha subìto un aumento del passo tra gli assi delle ruote per renderla più performante sui circuiti veloci. Si rinnova quindi anche per il 2018 una sfida avvincente e senza risparimio di energie, tra le due scuderie Ferrari e Mercedes che, come sempre accade quando si trovano a competere italia e germania, assume un sapore e un valore del tutto particolare. Riuscire, almeno nelle corse delle vetture di formula 1, a star davanti alle teutoniche frecce d’argento, è una questione di orgoglio nazionale. e, visto che con il calcio siamo davvero stati “sfortunati” e Italia-Germania ai mondiali questa volta la sognamo, speriamo di dare del filo da torcere ai tedeschi almeno sui circuiti di formula 1.


Mercedes w09 amg petronas motorsport Il team campione del mondo è stato il primo ad accebdere un motore per il Mondiale 2018, presentando a Silverstone la macchina di Lewis Hamilton e Valtteri Bottas. Mercedes AMG Petronas Motorsport, un nome lungo, come lungo e pesante è l’elenco dei successi nelle ultime stagioni di Formula 1: 4 titoli per i piloti e altrettanti per i costruttori. Un’epoca che si è aperta nel 2014, con il tronfo di Lewis Hamilton a spezzare quello che fino a quel momento era stato il dominio della Red Bull con Sebastian Vettel. E oggi sono ancora loro i duellanti e principali indiziati per la vittoria nel campionato 2018: Lewis campione in carica, Seb determinato a riconsegnare il titolo alla Ferrari.

L’avvento della nuova stagione di Formula 1 è alle porte e quasi tutte le scuderie hanno annunciato le nuove livree che sfrecceranno in pista nell’imminente campionato. Lunedì 19 Febbraio è stata esibita la RedBull RB14 Special Edition (Daniel Ricciardo, Max Verstappen): nuova livrea dopo la partnership con Aston Martin, in attesa di tornare ai classici colori Red Bull nei test di Barcellona. Il 20 Febbraio la scuderia renault (Nico Hülkenberg, Carlos Sainz Jr.) ha presentato la nuova monoposto R.S.18, pronta a migliorare i risultati dell’anno scorso. Il 23 Febbraio la scuderia McLaren (Fernando Alonso, Stoffel Vandoorne). ha presentato la nuova MCL33. La novità più eclatante è stata il cambio di motore, si è passati infatti da un motore Honda ad uno Renault. non resta che attendere il 25 Marzo all’Albert Park Circuit di Melbourne.


F1 is coming la scuderia renault (Nico Hülkenberg, Carlos Sainz Jr.) ha presentato la nuova monoposto R.S.18 con una livrea tutta nuova.

la RedBull RB14 Special Edition (Daniel Ricciardo, Max Verstappen): nuova livrea dopo la partnership con Aston Martin

la scuderia McLaren (Fernando Alonso, Stoffel Vandoorne) ha presentato la nuova MCL33. La novità più eclatante è stata il cambio di motore, si è passati infatti da un motore Honda ad uno Renault.


MAURITIUS: DOVE I SOGNI NON CONOSCONO CONFINi ESISTE UN’ISOLA FELICE? NON UN’ISOLA DOVE SI PUÒ ESSERE FELICI, MA PROPRIO ISOLA FELICE? FELICE DI PUNTEGGIARE IMMENSI OCEANI, DI RAPPRESENTARE UNO SCAMPOLO DI BELLEZZA NEL MONDO, DI RAPPRESENTARE IL CONCETTO DI SERENITÀ E BIEN VIVRE. FORSE SÌ. E NON PUÒ CHE ESSERE MAURITIUS


Sospesa tra Africa e Oceano Indiano, un caleidoscopio di popoli, culture, paesaggi, profumi, colori e suggestioni. Un paradiso che vi aspetta a braccia aperte per regalarvi una vacanza intrisa di emozioni e experience indimenticabili. Mauritius sa essere unica nella sua sorprendente ecletticità. Non solo 300 km di spiagge di sabbia corallina incorniciate da tutte le sfumature del turchese, ma anche un rigoglioso entroterra tutto da scoprire. Grand Baie, Péyrebère, Roche Noir, Blue Bay, Le Morne, Souillac, Tamarin, Flic en Flac, Trou aux Biches: ecco alcune tra le spiagge più belle di Mauritius, splendide oasi ombreggiate da palme e casuarine, lambite da acque cristalline. La natura di Mauritius è generosa e si esprime nei modi più diversi: una straordinaria barriera corallina, rilievi montuosi che spiccano all’interno creando morbidi contrasti, cascate, laghi vulcanici, radure di ibisco e ylang ylang, piantagioni di tè e canna da zucchero. Natura e armonia si incrociano in luoghi icona come le Terre Colorate di Chamarel, i Giardini Botanici di Pamplemousses, il Domaine de l’Ylang Ylang e il Parco Nazionale del Black River Gorges. A Mauritius regna l’armonia. Le culture creola, indiana, europea e asiatica si mescolano dando vita ad un inedito melting pot in cui etnie e religioni diverse convivono nel rispetto reciproco. E questa speciale fusione si riflette anche in una gustosa e creativa cucina multietnica. A Mauritius vacanza si traduce in un livello di ospitalità e accoglienza di altissimo livello, e trova il suo interprete per eccellenza nel gruppo Beachcomber Resorts & Hotels, considerato pioniere dell’hotellerie mauriziana. Nostro partner da sempre, con i suoi 8 hotel 4 e 5 stelle è in grado di interpretare le aspettative di chi desidera essere coccolato con mille piccole attenzioni che fanno la differenza. Con noi e Beachcomber Resorts & Hotels si può contare su un’organizzazione impeccabile. Le location più spettacolari dell’isola, attentamente selezionate tra le spiagge più belle lungo la costa ovest; l’inconfondibile stile mauriziano, sinonimo di autenticità; hotel ognuno con un’identità personale molto forte che si riconosce nei diversi caratteri architettonici ed elementi dominanti; una vasta selezione di accommodation con soluzioni che rispondono alle esigenze di coppie con formule anche adult-only in particolare al Dinarobin e al Victoria, famiglie, gruppi di amici, luna di miele, golfisti… Una straordinaria qualità del servizio accompagnata dalla leggendaria ospitalità mauriziana e una tradizione gastronomica di altissimo livello. I ristoranti degli hotel Beachcomber, da un minimo di 2 fino a 6 ristoranti in base alla struttura, sono da sempre un punto di riferimento per gli amanti della haute cuisine. Ad essa si aggiunge un’attenzione particolare anche alla sfera del benessere a 360°. Nelle Spa Beachcomber inizierete un indimenticabile viaggio per il corpo e per la mente. Un approccio olistico con una personalizzazione di ogni singolo programma di trattamenti e l’utilizzo di prodotti locali naturali al 100%. B(e) Beautiful è la nuovissima linea di prodotti creata appositamente per Beachcomber. Fonte di ispirazione principale tre elementi: le tradizioni e i segreti di bellezza tramandati di generazione in generazione, uniti alla ricchezza naturale di Mauritius… Zucchero di canna, cocco, miele, oli a base d’erbe, sale marino… Texture impalpabili profumate alla vaniglia, caramello e viola selvaggia diventano la perfetta premessa per momenti di puro relax.


SPECIALE PARTENZE DI APRILE

VOLO MERIDIANA DA MILANO - 9 GIORNI/7 NOTTI - SOGGIORNO PRESSO VICTORIA BEACHCOMBER RESORT & SPA TRATTAMENTO DI PENSIONE COMPLETA CON BEVANDE A PASTI

QUOTA A PARTIRE DA EURO 1890,00 PER PERSONA Gli hotel Beachcomber sono inoltre un punto di riferimento per gli appassionati di golf, che con la novità del Mont Choisy Le Golf, 18 buche a nord dell’isola, arricchiscono la collezione di golf resort. Ai leggendari Paradis e Dinarobin Beachcomber a sud-ovest, si aggiungono il Trou aux Biches e il Canonnier Golf Beachcomber, a poca distanza dal green al nord, servito da un servizio navetta gratuito e con condizioni esclusive per tutti gli ospiti Beachcomber. Cosa ne pensate di preparare la valigia e partire con noi per Mauritius? L’Isola del Sorriso per antonomasia vi aspetta!

COME RAGGIUNGERE MAURITIUS Meridiana è l’unica compagnia italiana a volare direttamente su Mauritius con una frequenza settimanale operativa tutto l’anno. Oppure comodi collegamenti giornalieri con Emirates, Ethiad, Air Mauritius e Air France, che vi daranno la possibilità di scegliere il vostro “tempo” di vacanza, senza l’obbligo del soggiorno settimanale. QUANDO ANDARE Il clima è piacevole tutto l’anno con temperature massime che oscillano tra i 28-30°C da Novembre a Maggio e i 24-26°C nel resto

dell’anno. Nonostante le dimensioni relativamente piccole, ci sono sostanziali differenze tra i due versanti dell’isola, dove la costa ovest per opera degli Alisei risulta senza dubbio quella più protetta, asciutta e soleggiata. DOVE SOGGIORNARE Beachcomber Resorts & Hotels sono una garanzia per il vostro soggiorno e potranno soddisfare a pieno ogni vostro desiderio: strutture per famiglie, coppie, viaggi di nozze (con possibilità di sposarsi sull’isola in contesti da sogno) e amanti dello sport.

DOVE PRENOTARE I Viaggi dello Sciamano Via Tonale e Mendola, 160A - 24060 Endine Gaiano (Bg) Tel. 035.827430 - Fax. 035.827429 www.viaggidellosciamano.com


HARLEY DAVIDSON BERGAMO:

L’INIZIO DI UNA NUOVA AVVENTURA

C’è una grande novità in casa Harley Davidson Bergamo. A dire il vero più di una, ma partiamo nel parlarvi della più importante ed emozionante: l’apertura del nuovo store di San Paolo d’Argon. A distanza di soli pochi chilometri dalla sede storica tutta la famiglia HD Bergamo ha “traslocato” gli oltre vent’anni di storia in un nuovo store, tutto legno, vetro ed acciaio, curato in ogni minimo dettaglio, con un design innovativo, minimale ma al contempo perfetto per catapultare il cliente nel suo miglior sogno “on the road”. Ecco perché il “tutto esaurito” alla due giorni del 24 e 25 febbraio, giorni di apertura ufficiale, durante i quali tutti i clienti, amici e amanti del brand di Milwaukee hanno fatto visita alla nuova struttura, sviluppata in ben 2000 mq e resa negli orari di aperitivo ancora più dandy, grazie a frizzanti cocktail ed al sound del dj Andy Love. Immancabile inoltre la possibilità di testare on the road le nuove moto, create da Harley Davidson per la celebrazione dei suoi 115 anni: modelli ancora più aggressivi, dinamici e dalle prestazioni uni-

che. Proprio questa la seconda novità che gli ospiti hanno trovato nel new store di via Bergamo al numero 18/B, il segnale tangibile di come la magia su due ruote di questo brand non conosca limiti. Per il suo storico traguardo inoltre Harley Davidson ha realizzato una nuova linea di abbigliamento ed accessori ancora più cool, perfetti per accompagnare i biker in ogni loro viaggio. E per dare ancora più emozioni nel nuovo store sarà da oggi possibile trovare anche altri famosi marchi come StylMartin, Shoei e DMD, che arricchiscono la già vasta scelta proposta dalla casa madre americana. Sempre nel nuovo store assistenza e noleggio saranno attivi tutti i giorni dal lunedì al sabato, per un servizio continuativo ed efficiente. Un vero e proprio universo biker quello di Harley Davidson Bergamo che aspetta tutti quanti all’inaugurazione ufficiale del prossimo 14 aprile, dalle ore 17.00 fino a mezzanotte, con musica dal vivo, food dance e tanto altro. Impossibile mancare!

NOLEGGIA IL TUO SOGNO Prova alcuni degli ultimi modelli

Harley-Davidson con il noleggio ufficiale Harley-Davidson-Bergamo NUOVA SEDE HARLEY DAVIDSON BERGAMO È A SAN PAOLO D’ARGON IN VIA BERGAMO, 18/B - TEL. 035 958567 WWW.HARLEY-DAVIDSON-BERGAMO.COM


RUTA DE LA PLATA Dal 27 e il 30 aprile, 150 motociclette parteciperanno al 1° rally turistico Ruta de la Plata

ESTREMADURA, PLASENCIA (CÁCERES) LOS BARRUECOS

ESTREMADURA, HERVÁS (CÁCERES) BARRIO JUDÍO

ASTURIAS, GIJÓN. ESCULTURA ELOGIO AL HORIZONTE DE CHILLIDA


Sarà un evento non competitivo, organizzato da Travelbike, un’agenzia specializzata in viaggi in moto. Il suggestivo percorso si snoderà attraverso la storica N-630 (e A-66) da Siviglia a Gijón e i partecipanti potranno godere delle innumerevoli attrazioni naturali, storiche, artistiche e gastronomiche offerte da uno degli itinerari più spettacolari della penisola iberica, con un itinerario su misura per gli amanti dei viaggi in moto. Il percorso si svolge per quasi mille chilometri attraverso quattro regioni: un itinerario molto interessante che attraversa diverse città considerate Patrimonio Mondiale, passi di montagna dal sapore mitico, innumerevoli testimonianze artistiche e monumentali di prim’ordine. Tutto questo è accompagnato da una natura mutevole che va dai campi dell’Andalusia alle alture dei Monti Cantabrici, attraversando i prati e le foreste di querce e la boscaglia in Estremadura, per passare agli orizzonti pittorici dell’altopiano castigliano. Allo stesso modo, saranno previste escursioni in punti di interesse che, pur abbandonando temporaneamente la N-630, arricchiranno le giornate di viaggio, aggiungendo spunti per l’avventura alla già affascinante Ruta Vía de la Plata. Per maggiori informazioni: www.rutadelaplata.com

ESTREMADURA, PLASENCIA (CÁCERES). CATEDRAL DE SANTA MARÍA Y RÍO JERTE

SEVILLA - CATEDRAL DE SANTA MARÍA DE LA SEDE Y LA GIRALDA (PATRIMONIO DE LA HUMANIDAD)

ASTURIAS, GIJÓN. PLAYA DE SAN LORENZO

MÉRIDA, BADAJOZ - TEATRO ROMANO. PROSCENIO Y FRENTE ESCÉNICO


20QUATTRO ORE DELLE ALPI 2018

24 ore, 1.192 chilometri, 26 passi alpini, oltre 10mila curve e una temperatura minima di -14°C. Numeri da capogiro per la terza edizione della 20quattro ore delle Alpi, la gara d’endurance ideata e sviluppata da Audi Italia. Una competizione ad alto tasso d’adrenalina che ha visto protagonista la nuova RS 4 Avant, la famigliare compatta high performance della gamma Audi Sport, impegnata tanto su strada quanto in emozionanti prove d’abilità su ghiaccio. Giunta alla terza edizione, la 20quattro ore delle Alpi, unica gara italiana di endurance condotta con vetture di serie, dopo la partenza da Corvara, avvenuta il 15 febbraio, si è conclusa a Cortina d’Ampezzo. Al volante delle cinque RS 4 Avant si sono alternati altrettanti team. Ogni giornalista è stato affiancato da un pilota professionista e il percorso, suddiviso in tratte che prevedevano il rispetto di velocità e tempi di percorrenza con uno scarto di 10 secondi, è stato caratterizzato da controlli orari, timbrature sul road book e il monitoraggio continuo mediante tracciatura GPS. Novità dell’edizione 2018, una prova d’abilità su fondo ghiacciato ha caratterizzato ciascuna delle quattro tappe. Un contesto estremo dove è emersa l’efficacia della trazione integrale quattro con differenziale centrale autobloccante di serie, caratteristica tecnica di spicco di Audi RS 4 Avant. La prima tappa ha portato gli equipaggi da Corvara, in Alta Badia, a Madonna di Campiglio, Home of quattro d’eccellenza, attraverso un percorso costellato di valichi tra i quali il Passo Rolle e il Passo Lavazè, balconi panoramici sulle Dolomiti. Da Campiglio, le Audi RS 4 Avant si sono mosse in direzione di St Moritz, dove l’arrivo è avvenuto nel cuore della notte. Una tappa che ha incluso il Passo del Bernina, “Cima Coppi” della manifestazione con i propri 2.328 metri slm. Dopo il cambio di equipaggio, i 450 CV della Avant Audi hanno scalpitato in direzione dell’Alta Badia, affrontando due dei tratti più tortuosi e probanti della gara, vale a dire il Passo del Forno e il Passo Nigra. Da Corvara, le RS 4 Avant si sono dirette verso Cortina, località partner Audi, e affrontando otto passi alpini, dei quali ben cinque oltre i 2.100 metri slm, hanno portato gli equipaggi a tagliare il traguardo alle ore 12.00 del 16 febbraio. Mossa da un V6 2.9 TFSI biturbo da 450 CV e 600 Nm di coppia, la Audi RS 4 Avant è stata indiscussa protagonista con accelerazioni brucianti, tenuta di strada da riferimento e trazione ai massimi livelli grazie alla tecnologia quattro. La wagon Audi Sport, il cui motore non è mai stato spento durante la manifestazione, rifornimenti inclusi, ha consentito ai cinque team di adottare uno stile di guida decisamente sportivo pur viaggiando in totale sicurezza, assistiti dal controllo elettronico della stabilità con tre setting e dalla tenacia dei freni carboceramici. In 24 ore e 1.200 km tra asfalto, ghiaccio e neve non si è verificato alcun inconveniente tecnico.


La 20quattro ore delle Alpi 2018 in sintesi: Numero vetture coinvolte: 30 Km totali percorsi dalle 30 vetture coinvolte nell’evento: 30.550 in 30 ore Km totali percorsi dalle cinque RS 4 Avant in gara: 5.960 Altitudine massima raggiunta: 2.328 m slm (Passo del Bernina) Numero passi affrontati: 26


ID VIZZION

È IN CORSO IL CONTO ALLA ROVESCIA: A PARTIRE DAL 2020 LA VOLKSWAGEN LANCERÀ SUL MERCATO, IN RAPIDA SUCCESSIONE, UNA SERIE DI VEICOLI ELETTRICI DI NUOVISSIMA CONCEZIONE, CARATTERIZZATI DA GRANDE AUTONOMIA E DESIGN VISIONARIO: LA NUOVA I.D. FAMILY. TRE MODELLI SONO GIÀ STATI SVELATI SOTTO FORMA DI CONCEPT CAR, OVVERO: LA COMPATTA I.D., IL SUV I.D. CROZZ E IL VAN I.D. BUZZ. IN OCCASIONE DEL SALONE INTERNAZIONALE DELL’AUTOMOBILE DI GINEVRA CONCLUSO IL18 MARZO, LA CASA DI WOLFSBURG HA PRESENTATO IN ANTEPRIMA MONDIALE LA NUOVA PROTAGONISTA DELLA I.D. FAMILY: LA I.D. VIZZION. UNA LIMOUSINE DELLA CLASSE SUPERIORE DI PROSSIMA GENERAZIONE. GUIDA AUTONOMA. MANOVRABILE TRAMITE COMANDI VOCALI E GESTUALI. PER LA PRIMA VOLTA CAPACE DI APPRENDERE GRAZIE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE. LA I.D. VIZZION PORTA IL CARISMATICO DNA STILISTICO DEI MODELLI I.D. IL DESIGN DELLA MOBILITÀ ELETTRICA VOLKSWAGEN NEL SEGMENTO DELLE BERLINE DI GRANDI DIMENSIONI. IN QUESTO CASO, IL RISULTATO È FRUTTO DELL’INTERPRETAZIONE, NUOVA E INTELLIGENTE, DEI CONCETTI DI VIAGGIO E SPAZIO. AL RIGUARDO, LO SPAZIO INTERNO MOBILE VIENE INTERAMENTE RIPENSATO, AL FINE DI RIUSCIRE A SFRUTTARE IL TEMPO IN MODO PIÙ INTENSIVO E FLESSIBILE DURANTE GLI SPOSTAMENTI QUOTIDIANI, LUNGHI O BREVI CHE SIANO.

LA VOLKWAGEN DI DOPODOMANI VIAGGIO E SPAZIO REINTERPRETATI EX NOVO


UNA AFFASCINANTE VOLKSWAGEN CHE APRE UNA PORTA VERSO IL FUTURO

L’INTERAZIONE CON LA I.D. VIZZION AVVIENE VIRTUALMENTE CON L’AUSILIO DELLA REALTÀ AUMENTATA (AR). LA CONNETTIVITÀ A 360° REGALA UN INTERESSANTE VIAGGIO NEL 2030: UN MONDO IN CUI QUASI TUTTO SARÀ CONCEPIBILE E POSSIBILE IN TERMINI DI MOBILITÀ. LA TECNOLOGIA DI COMUNICAZIONE DELL’AUTO SI EVOLVE DUNQUE IN UN ASSISTENTE VIRTUALE IN GRADO DI APPRENDERE E REAGIRE IN MODO EMPATICO. MA LA I.D. VIZZION OFFRE SOPRATTUTTO UN ALTRO IMPORTANTE VANTAGGIO: PIÙ SPAZIO E TEMPO PER NOI. PERCHÉ È UNO SMART DEVICE SU RUOTE CHE NON NECESSITA DI GUIDATORE, TRASFORMANDOSI COSÌ NEL NOSTRO AUTISTA. PERCHÉ È COLLEGATO IN RETE IN MODO COSÌ COMPLETO DA ESSERE PARTE INTEGRANTE DEL MONDO DIGITALE. PERCHÉ METTE A DISPOSIZIONE DI TUTTI GLI OSPITI UNO SPAZIO LIBERO IN CUI RILASSARSI, COMUNICARE, LAVORARE E DEFINIRE LA DESTINAZIONE DELLA I.D. VIZZION MENTRE SI È IN VIAGGIO.


Per Jaguar Classic i festeggiamenti per le celebrazioni dei 50 anni della XJ iniziano con una commessa speciale per il batterista e grande appassionato di vetture Jaguar “Nicko” La XJ6 del 1984 di Nicko presenta una serie di personalizzazioni ispirate ai cinque decenni di produzione della XJ e al patrimonio heavy metal di McBrain

La XJ “Greatest Hits” nasce dalla collaborazione tra Nicko, gli ingegneri ed i maestri artigiani di Jaguar Land Rover Classic Works e Wayne Burgess, Jaguar Design Studio Director


UNA JAGUAR XJ PER

NICKO MC BRAIN MICHAEL HENRY MCBRAIN È UN BATTERISTA BRITANNICO, MEMBRO DEL GRUPPO HEAVY METAL IRON MAIDEN DAL 1983. IL SOPRANNOME NICKO GLI DERIVA DA QUELLO DELL’ORSETTO DA CUI DA PICCOLO NON SI SPARAVA MAI

La XJ “Greatest Hits” nasce dalla collaborazione tra Nicko, gli ingegneri ed i maestri artigiani di Jaguar Land Rover Classic Works e Wayne Burgess, Jaguar Design Studio Director. al Motor Show di Ginevra, Jaguar Classic ha presentato non senza un certo orgoglio, la Jaguar XJ “Greatest Hits” personalizzata per il batterista degli Iron Maiden, Nicko McBrain, per la celebrazione del 50° anniversario della XJ. Questa speciale commessa nasce dalla collaborazione tra Nicko, gli ingegneri e i maestri artigiani del Jaguar Land Rover Classic Works di Coventry e Wayne Burgess, Jaguar Design Studio Director. Per completare il progetto sono state necessarie più di 3.500 ore di lavoro, con oltre 4.000 componenti ridisegnate, rifinite e riposizionate. Diversamente da qualsiasi altra XJ antecedente al 1984, questa vettura dispone di sostanziali modifiche agli esterni, agli interni, alla trasmissione e alle sospensioni, in modo da soddisfare tutte le richieste e i desideri di Nicko. Tim Hannig, Jaguar Land Rover Classic Director, ha dichiarato: “Dare vita alla XJ “Greatest Hits”, così come all’intero processo per la realizzazione del sogno automobilistico di qualcuno, è qualcosa di straordinariamente gratificante per il team di Jaguar Classic. Lavorare con Nicko è stato un vero piacere e siamo ansiosi di vedere le reazioni a questo progetto”. Nicko McBrain, batterista degli Iron Maiden, ha dichiarato: “Questa è la mia terza XJ che ho chiamato affettuosamente “Johnny 3”. Quello con Jaguar Classic è stato un lavoro svolto con pura passione. Sono davvero entusiasta del risultato finale e soprattutto di poterla mostrare al Motor Show di Ginevra. Questa vettura è realmente una versione Greatest Hits e per me esprime tutta l’essenza della XJ. Un grande merito per la sua riuscita va al team Jaguar Classic. Siamo riusciti a terminare appena in tempo per l’inizio dei festeggiamenti del 50° anniversario della XJ, che rimane la mia favorita tra tutte le Jaguar”.


Galleria Campari presenta Art & Mixology L’UNIVERSO CAMPARI ATTRAVERSO TOUR TRA ARTE E MIXOLOGIA, CON EXPERIENCE DI DEGUSTAZIONE FINALE Galleria Campari presenta il programma Art & Mixology, una modalità inedita di raccontare il museo attraverso visite guidate serali condotte a due voci da uno storico dell’arte e da un mixologist. Dal primo appuntamento, il 6 marzo scorso, i manifesti e i bozzetti pubblicitari dalla Belle Époque ai giorni nostri, i libri d’artista, i documenti storici e gli oggetti vintage del mondo bar all’interno del museo, sono stati presentati attraverso due punti di vista diversi ma complementari, sottolineando come magia, ricerca, intuizione, siano alla base di ogni processo creativo, sia esso finalizzato alla creazione di un dipinto o di un cocktail. Dalla storia dell’aperitivo e la nascita dei cocktail più iconici; passando per l’evoluzione tecnica degli attrezzi del mestiere come shaker e sifoni; per le «polibibite futuriste» o gli speakeasy degli anni ‘30, il visitatore viene accompagnato alla scoperta di un viaggio dietro le quinte dell’universo Campari, ricco di arte, storia e curiosità. A conclusione di ogni tour, per rendere totale l’immersione nel mondo Campari, viene organizzata un’experience di degustazione a cura di Campari Academy. Con questa nuova formula, Galleria Campari rende ancora più intensa l’esperienza all’interno del museo aziendale, puntando sulla dimensione creativa e insieme scientifica che accomuna arte e mixologia. ART & MIXOLOGY 10 aprile; 8 maggio; 5 giugno; 3 luglio; 11 settembre; 2 ottobre; 6 novembre; 4 dicembre. Ore 20.00. Su prenotazione e a pagamento (25€ a persona). Fino esaurimento posti. Per un pubblico maggiorenne. Per info e prenotazioni: galleria@campari.com


Galleria Campari La Galleria Campari, aperta nel 2010 in occasione dei 150 anni di vita dell’azienda, è un museo aziendale di nuovissima concezione: uno spazio dinamico, interattivo e multimediale, interamente dedicato al rapporto tra il marchio Campari e la sua comunicazione attraverso l’arte e il design. Il progetto nasce nell’ambito della riscrittura architettonica e funzionale dello storico stabilimento di Sesto San Giovanni, fondato da Davide Campari nel 1904. Tra il 2007 e il 2009 il complesso è stato interamente trasformato, con un progetto dell’architetto Mario Botta, per la realizzazione dei nuovi Headquarters del Gruppo Campari e del museo aziendale. La Galleria Campari deve la propria forza all’unicità e alla ricchezza dell’Archivio storico, vero e proprio giacimento culturale trasversale, che raccoglie oltre 3.000 opere su carta, soprattutto affiche originali della Belle Époque, ma anche manifesti e grafiche pubblicitarie dagli anni ‘30

agli anni ‘90, firmate da importanti artisti come Marcello Dudovich, Leonetto Cappiello, Fortunato Depero, Franz Marangolo, Guido Crepax e Ugo Nespolo; caroselli e spot di noti registi come Federico Fellini e Singh Tarsem; oggetti firmati da affermati designer come Matteo Thun, Dodo Arslan, Markus Benesch e Matteo Ragni. Quella di Campari è una storia fatta di brillanti intuizioni, di campagne pubblicitarie raffinate, di una strategia comunicativa all’avanguardia che ha vestito il prodotto di arte e design e ha saputo associarlo alla cultura e alla creatività italiane: la visita alla Galleria Campari è una totale immersione sensoriale nei principi di vitalità e proiezione verso il futuro che da sempre hanno caratterizzato il marchio. Le opere sono esposte sia in originale sia in versione multimediale, rielaborate da giovani Interaction Designer (Cogitanz) utilizzando modalità digitali quali un video-wall con

15 schermi dedicati ai caroselli dagli anni ‘50 agli anni ‘70, 8 proiettori in alta definizione che proiettano su una parete di 32 metri manifesti d’epoca animati, video dedicati ad artisti, immagini tratte dai calendari Campari e spot pubblicitari dagli anni ‘80 a oggi. Infine un tavolo interattivo con 12 schermi touch screen consente di fruire gran parte del vasto patrimonio artistico dell’azienda. La Galleria offre servizi di prestito a musei ed esposizioni; di consulenza storico-critica a sostegno dei progetti curatoriali che includano materiale della collezione Campari; di visite guidate per privati, studenti ed esperti del settore. Galleria Campari è uno spazio suggestivo ma anche un centro di ricerca e produzione culturale, che riassume in sé molto di ciò che ha fatto grande Milano e il nostro Paese: l’arte, il design e la capacità di fare impresa, dove l’innovazione poggia sulle solide basi offerte dalla tradizione.


CHI C’ERA

SOROPTIMIST: QUANDO LA SOLIDARIETÀ È DONNA Quando le donne scendono in campo la partita è sempre vincente. Lo hanno dimostrato ancora una volta le Soroptimist di Bergamo che, nel giorno della festa della donna, hanno dato vita ad un evento beneficio speciale in collaborazione con Slow Food, durante il quale il gusto e la tradizione culinaria hanno rapito tutti i presenti. Sede dell’evento il suggestivo Museo della Pentola di Casa Agnelli di Dalmine, dove tutti gli ospiti si sono riuniti per un aperitivo a base di assaggi delle eccellenze bergamasche e, a seguire, una cena nella incantevole Sala Conviviale. Cuoche d’eccezione per la serata Cinzia, dell’emergente ristorante Nasturzio di Albino, Paola di RistOrobie dei Piani dell’Avaro, e Alessia del ristorante Al Gigianca, mentre per i vini perfetto l’accompagnamento di alcune etichette di produzione de Le Donne dei Vini.Tanti i consensi raccolti dagli ospiti sia per gli squisiti piatti proposti, sia per le eccellenze alimentari provenienti da produttrici sostenute dal Soroptimist Club Bergamo con il progetto “C&C - La Cultura delle Donne per una Coltura ecosostenibile”. In occasione della giornata internazionale della Donna, una serata quindi all’insegna dell’impegno femminile, a supporto anche di importanti iniziative di solidarietà: il ricavato della serata, infatti, è andato a favore di due progetti condivisi da altri Club di Servizio e Associazioni. Il primo a nome “Prossimità e Sostegno ai grandi anziani” rivolto ad anziani ultra ottantenni per le più donne fragili e sole della Valle Brembana (un’area geografica dove l’indice di vecchiaia è ai massimi livelli della provincia) attivato dalla Comunità Montana con ATS e volontari appositamente preparati dalla Croce Rossa di San Pellegrino, mentre il secondo denominato “Orto in Africa”, inserito nell’ambito dell’iniziativa Slow Food 10.000 orti in Africa, ideato allo scopo di finanziare un orto per sviluppare l’agricoltura sostenibile familiare. Due progetti di grande importanza, quindi, per i quali la solidarietà femminile ancora una volta ha lasciato il segno.

Ph. Sergio Nessi - Puoi vedere tutte le immagini dell’evento su www.qui.bg.it


Internazionali di Tennis:

la passione a fior di rete COMPIE TREDICI ANNI IL PIÙ FAMOSO APPUNTAMENTO DELLA NOSTRA CITTÀ (E NON SOLO) CON IL TENNIS Non solo calcio, potremmo dire. Se si parla degli Internazionali di Tennis, Bergamo oggi ha la possibilità di vantare una delle manifestazioni più seguite a livello italiano. Una grande soddisfazione per quanti da ben tredici anni hanno contribuito alla crescita di questo sogno che, ogni dodici mesi, porta nella nostra città nomi di rilievo del panorama tennistico nazionale e internazionale, un pubblico in continua crescita ed un’attenzione mediatica di grande rilievo. Tutto questo per un totale di 12.000 persone coinvolte che, per due settimane, animano il Pala Norda di Bergamo ed il Palazzetto di Alzano Lombardo, seconda sede dell’evento. E così anche per questo 2018 l’adrenalina è salita hai massimi livelli, con una full immersion di match dal 17 al 25 febbraio, proprio come ci ha raccontato uno dei punti di riferimento degli Internazionali di Tennis Bergamo, Glauco Merelli. “L’edizione 2018 ha siglato per il nostro torneo l’ennesima riconferma di un successo in termini di presenze e visibilità che ci accompagna ormai da tredici anni. Quest’anno con una novità in più: la trasformazione dei campi di gioco in Greenset che, per le sue caratteristiche, consente un gioco più lento per il tipo di rimbalzo della palla e quindi più spettacolare per gli spettatori”. Tutto questo amplificato ovviamente dalla presenza nel corso delle 13 edizioni di nomi di rilievo del panorama tennistico internazionale come Santoro, Mahut, Muller, Rosol, Beck, Paire, Herbert e molti altri ancora, mentre a livello italiano partecipazione massima di talenti tra i quali il vincitore di questa edizione, Berrettini che, fino all’ultimo, si è conteso il titolo con Napolitano, altra promessa azzurra”. Una grande soddisfazione quindi per il tennis italiano che, come puntualizza ancora Merelli “questa edizione ha registrato una presenza massima di talenti italiani, come mai forse si era visto. Un fattore che ha entusiasmato sia noi che il pubblico che da anni ci segue costantemente per ammirare campioni del nostro Paese e stranieri come Troicki, Carreno Busta, Schuttler, Janowycz che hanno permesso di ammirare un tennis spettacolare, come l’indimenticabile Dustin Brown che, proprio a Bergamo, siglò uno dei colpi più belli ed indimenticabili della storia del tennis”. E così ancora una volta la nostra città fa storia, diventando punto di riferimento di uno sport capace di appassionare e fare innamorare alla follia, proprio come accadde ai fondatori di questa spettacolare manifestazione Gabriele Merelli e l’attuale presidente Marco Fermi, che, nel lontano 2006, diedero inizio a tutto ciò che oggi con tanta passione e determinazione è seguito assiduamente anche da altri coordinatori come appunto Glauco Merelli, la sorella Dafne e Silvana, moglie dell’attuale direttore del torneo, che insieme coordinano centinaia di volontari che ogni anno si prestano per rendere spettacolare questa manifestazione. Un tassello fondamentale quello dei volontari, senza i quali nulla sarebbe possibile. Lo stesso per il simpatico contributo degli oltre 60 bambini coordinati da Cinzia Fabiani che si prestano come diligentissimi raccattapalle. Il giusto inizio per imparare ad amare questo sport, osservando nel mentre fior fiore di campioni, sognando un giorno il podio. E se tra loro si nascondesse un Federer o un Nadal? Un interrogativo che lasciamo ai posteri che, di sicuro, al di là di tutto, continueranno a seguire questa grande manifestazione. Perché una cosa è certa BERGAMO LOVE TENNIS!


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