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Tutti ricordano l’undici settembre e la ferita inferta all’America dal terrorismo islamico. Dopo l’angoscia e lo sgomento delle prime ore, il dolore del mondo si riversò su New York, esprimendo in mille modi la solidarietà per le tante vittime dell’attentato. Le candele e i fiori, lasciati per i morti, accanto ai tabelloni con le fotografie di chi non era ancora stato ritrovato. Il terrore negli occhi e sui volti dei sopravvissuti, lo strazio di chi aveva perso uno dei suoi cari che lavorava nelle Twin Towers. Quando le rivedo adesso, in qualche film girato prima del loro crollo, mi rendo conto di quanto manchi la loro bellezza nel panorama di Manhattan, dopo che il folle disegno di una guerra trasversale ha deciso di cancellarle. In Italia, lo slogan più diffuso in quei giorni era: “Siamo tutti Americani” e su questa frase si sono scritti fiumi di parole per spiegarne il significato. La condivisione della cultura occidentale ci faceva sentire un solo popolo attaccato dallo stesso nemico. E, in fondo, tutti lo siamo... un po’ americani. Anche se l’influenza tedesca sulla nostra penisola cerca sempre di farsi spazio, le condizioni nelle quali uscì la Germania dall’ultima Guerra Mondiali hanno consentito ai vincitori di imporre la loro “cultura” su ogni cosa ci riguardi. Ci vantiamo tanto del made in Italy solo perchè qualcuno ha consentito che nascesse e si consolidasse. La Germania, se non avesse perso, avrebbe imposto le sue regole, quelle del Terzo Reich, mentre lo Zio Sam democraticamante ci ha lasciato fare, ci ha fatto sognare e prosperare, incentivando la crescita e il boom economico, a suon di dollari con il piano Marshall per poi venderci la Coca Cola, i detersivi, la benzina, le sigarette, la musica, i film, i blu jeans, le lavatrici ecc. fino ad arrivare ai computers, agli i-phone e ai film porno.

referendum

Dopo Enrico Felli che nel precedente numero ci ha illustrato le ragioni per votare Sì al Referendum sulle riforme costituzionali del 4 dicembre, questo mese, in osservanza della par condicio, è la volta delle ragioni del No, dal punto di vista di Maurizio Maggioni che trovate più avanti.

Quindi, dire che siamo un po’ americani, corrisponde al vero. La cultura d’oltreoceano ha contaminato la nostra in moltissimi aspetti. E non sempre in peggio. Anzi. Adesso però c’è il nuovo Presidente e mi piacerebbe sapere chi ancora si sente di dire oggi di essere americano. Intendiamoci, ognuno ha il Presidente che si merita e a noi tocca Mattarella, che magari potrà non sembrare simpatico come il Trampone, ma non è certo il tipo che tasta il sedere alle ragazze. Però, per gli americani, evidentemente, non è importante il colore del gatto o quello del number one. L’importante è che prenda i topi. Staremo a vedere, nel frattempo non mi sono mai sentito così poco americano. Ma, come cantava il grande Gaber del suo essere Italiano, per fortuna, purtroppo lo sono. (vef)


I GRAFFI DI BRUNO

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Bruno Bozzetto


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n°3 del 22/01/1992

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in questo numero

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Maurizio Maggioni: le ragioni del no

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80 anni Ass. Arma Carabinieri

Cornaro Gioielli: negozio storico

Bergauto e AIRC

Special Edition M3

Festival Organistico Città di Bergamo

In copertina: Andrea Ubbiali

La moda e i grandi fotografi

Scalo Milano: City Style Center

Biava: Moscato di Scanzo e non solo

Paolo Rota: Mr. Maggiolino

Tecnocasa: Aumenta la fiducia

1° raduno Smart Lodauto

Pagano: l’eleganza nella pellicceria

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Fashion: shooting in Villa

Panamera: tecnologie costruttive

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I MOTIVI PER VOTARE NO

Si avvicina la data del 4 Dicembre, quella in cui il Popolo Sovrano sarà chiamato alle urne per decidere con un Sì o con un No se approvare alcune modifiche della Costituzione Italiana. È LA SECONDA VOLTA IN 10 ANNI che ci dobbiamo esprimere in merito, la passata fu nel 2006 dopo la triplice lettura di entrambe le Camere che le votarono a maggioranza larga, ma non qualificata. Il Referendum di dieci anni fa non approvó i cambiamenti voluti del Governo Berlusconi, ora ci prepariamo a votare i cambiamenti del Governo Renzi. DANDO RETTA AL CUORE, VOTEREI SÌ, almeno per tentare un cambiamento, una piccola rivoluzione per far saltare il sistema e poi, magari, ricostruirlo meglio. Purtroppo, lo dico a malincuore, in questi momenti bisogna ragionare, andando a fondo del problema e analizzando il momento storico. LA SIGNORA MERKEL VUOLE CHE VINCA IL SÌ, Barack Hussein Obama anche, i giornali inglesi, il Financial Time in testa, scrivono ogni giorno di eventi catastrofici per l’Italia, ma forse anche per il mondo intero, se vincesse il No! Ci ricordiamo bene cosa sostenevano per la Brexit.... Non ne hanno azzeccata una e sono sempre molto-molto interessati, ai fatti e ai profitti loro. COME NON HANNO AZZECCATO IL VINCITORE delle elezioni statunitensi: Trump ha surclassato Hillary, cioè il nuovo contro il vecchio, l’impossibile contro la restaurazione: i sacchetti di sabbia fuori dalle nostre case non li abbiamo messi, anzi ora tutti plaudono al possibile cambiamento, speriamolo davvero, della politica mondiale. CONFINDUSTRIA È SCHIAVA DEI GOVERNI e degli interessi di bottega, rappresenta sempre meno gli imprenditori e i suoi ultimi presidenti sono stati delle mezze calzette. OBAMA NON NE HA AZZECCATA UNA IN 8 ANNI: è diventato premio Nobel per la Pace e le guerre nel mondo si sono moltiplicate, Guantanamo è ancora aperta e la Middle Class sta sempre peggio. Ha appoggiato, contro le regole consolidate, la Clinton e…. LA MERKEL SI TROVA AD AFFRONTARE TUTTE LE SUE TRUFFE DI STATO, dalla Volkswagen, alla Deutsche Bank, alle piccole banche dei Land, al terrorismo islamico che ha importato, ai profughi emarginati ed il suo bel rapporto con il sultanato turco. E LORO CI DEVONO VENIRE A DIRE COSA DOBBIAMO VOTARE? Facciamoci una bella risata! Amo il mio Paese, ne ho difeso le istituzioni e l’onore, ho sempre creduto che la Costituzione del 1946 sia stata scritta da uomini capaci i quali, dopo la guerra e il fascismo dovevano, fare di tutto per un cambiamento reale. Non me ho mai approvato alcune parti ma che ho sempre rispettato. ORA È GIUSTO CHE DOPO 70 ANNI LA SI AMMODERNI per le giuste necessità, ma non così. Si poteva cambiare con semplici disegni di legge che riducessero il numero dei Parlamentari, 350 alla Camera dei

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I MOTIVI PER VOTARE NO Deputati, 150 al Senato. Questo sarebbe stato un vero risparmio. Il governo doveva intervenire prima con una legge elettorale equa, che definisse un premio di maggioranza alla coalizione, senza doppio turno. A questo punto si “rileggeva” la Costituzione, eliminando definitivamente le Province magari anche molti altri “Enti inutili”, già identificati da 20 anni. DELRIO HA FATTO UNA LEGGE ABOMINEVOLE che ha creato mille problemi, non certo per una riforma economica reale. Si doveva dare al Senato una vera veste “federale”, abolendo i vitalizi, contingentando il numero degli addetti, introducendo il numero massimo di mandati legislativi, dando più poteri al Governo ed esaltando quelli del Capo dello Stato. Infine si dovrebbe introdurre il senso della meritocrazia in tante piccole cose. Solo così si potrebbe pensare ad un cambiamento reale. Ecco che allora ci sarebbe stata una maggioranza qualificata di almeno 2/3 del Parlamento, che avrebbe votato, perciò senza bisogno del Referendum. DEVE VINCERE IL NO per obbligare lor signori che prendono uno stipendio, a fare il loro dovere di pensatori rappresentanti del popolo e non schiavi del partito di maggioranza e da esso trasformati in yes-man buoni solo per schiacciare i bottoni a comando. ALLA SINISTRA STA BENE COSÌ, anche perchè è la sinistra di Unicredit, MPS, De Benedetti, Confindustria; quella dei Benigni di turno (senza patente), di coloro che dalla Leopolda in poi stanno prendendo in giro gli italiani, supportati da una figura di nome Napolitano (il vero re che comanda ancora in Italia), il quale una ne fa e 100 ne inventa. Non potrebbe fare come il mitico Ciampi, cioè ritirarsi a vita privata attendendo la fine dei suoi giorni, godendosi le varie pensioni e i vitalizi di cui è beneficiario, dicono che in totale siano circa 900 mila euro annui. Ora, che ci voglia un cambiamento é vero, ma che si debba votare un quesito irreale e surreale, facendoci passare per stupidi, questo no: è un imbroglio. Il TAR, chiamato a pronunciarsi su esposto dei 5 Stelle, dirà ciò che ha detto la Cassazione a tempo di record, cioè che va bene così, avendo la medesima scritto il quesito! LA GIUSTIZIA A VELOCITÀ VARIABILE È ORMAI SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI. Un altro sospetto mi si presenta agli occhi: che i poteri forti abbiano interessi particolari? Che molti professionisti, avvocati e commercialisti, siano per il Sì pur sapendo che ciò è fuori della legalità e non porterà alcun risparmio economico ma solo ulteriore caos... A chi conviene tutto ciò? Ma ci dovremmo ancora fidare dei loro consigli spassionati?!?! MI SCUSO, LO SO CHE A PENSAR MALE SI FA PECCATO, MA DI SOLITO NON SI SBAGLIA MAI. Poco conta la Democrazia (che non esiste più), poco importa la libertà individuale (che è sempre più compromessa) poco importa fare politica (se non conti, non sei nessuno e devi essere ricco per farla), poco importa fidarsi delle banche (che non esistono più che hanno sempre rubato e continuano a farlo), poco importa se andiamo a votare, tanto hanno già deciso tutto loro e con questo Referendum si creano un nuovo alibi per votare nel 2018 e non prima: Mattarella dixit. VOTIAMO CON IL CERVELLO, riflettiamo su quel che siamo perchè è meglio attendere e cambiare veramente la Costituzione affinchè diventi moderna e matura per i nostri tempi. Non facciamo cambiamenti tanto per fare, concentriamoci e produciamo cose condivise e attente alla necessità del nostro popolo. VOTANDO NO DAREMO PROVA DI MATURITÀ, di libertà e amore verso il cambiamento. Votando sì daremo prova che ci fidiamo di un tweet e di conti truccati, senza risparmio alcuno però. A noi l’ardua sentenza!

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GRAZIE Siamo abituati alla loro presenza in redazione. Ogni mattina, via e-mail, dai vari addetti alla comunicazione dell’Arma dei Carabinieri veniamo informati delle innumerevoli azioni di cui si rendono protagonisti. Oltre alla dettagliata descrizione dei fatti, spesso il comunicato ha in allegato immagini dei militari intenti al sequestro di droga, all’arresto di rapinatori, stalker, pedofili, al pedinamento di sospetti terroristi, alla chiusura dei centri massaggi, ai controllo notturni sulle strade… Una documentazione che da un lato porta alla luce la delinquenza terra terra di vario genere in mezzo alla quale ci troviamo a vivere, dall’altra il faticoso, paziente e coraggioso lavoro dei tutori dell’ordine. L’Associazione, che è apolitica e non persegue fini di lucro, si propone i seguenti scopi: a) promuovere e cementare i vincoli di cameratismo e di solidarietà fra i militari in congedo e quelli in servizio dell’Arma, e fra essi e gli appartenenti alle altre forze armate ed alle rispettive associazioni; b) tener vivo fra i soci il sentimento di devozione alla Patria, lo spirito di corpo, il culto delle gloriose tradizioni dell’Arma e la memoria dei suoi eroici caduti; c) realizzare, nei limiti delle possibilità, l’assistenza morale, culturale, creativa, ricreativa ed economica a favore degli iscritti e delle loro famiglie; d) promuovere e partecipare – anche costituendo appositi nuclei – ad attività di Volontariato per il conseguimento di finalità assistenziali, sociali e culturali.

Quindi, per ringraziarli a modo nostro per quanto fanno per la collettività, pubblichiamo questo reportage realizzato da Federico Buscarino in occasione dei festeggiamenti per l’80° della Fondazione della sezione di Bergamo dell’Associazione Nazionale Arma dei Carabinieri che hanno avuto il momento più emozionante con il Gran Concerto di Melodie Immortali tenuto presso il Teatro Sociale di Bergamo Alta dalla Fanfara dei 3° Reggimento Carabinieri della Lombardia diretta magistralmente dal Maresciallo Andrea Bagnolo e che ha visto la partecipazione straordinaria del tenore Ignacio Encinas, della soprano Daniela Stigliano e del basso Luciano Andreoli. Il programma prevedeva, dopo la Messa celebrata in Santa Maria Maggiore, il concerto al Teatro Sociale presentato dal giornalista Gianmaria Italia, una esposizione in Piazza Mascheroni di alcune auto che sono state protagoniste nella storia dell’Arma dei Carabinieri e, infine, una sfilata di divise storiche della Benemerita accompagnate dalla Fanfara per le vie di Bergamo Alta

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FESTA PER L’80° ANNIVERSARIO DELL’ASSOCIAZIONE ARMA DEI CARABINIERI

FANFARA DEI CARABINIERI

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L’istituzione della Fanfara nell’Arma dei Carabinieri risale ufficialmente al R.D. del 18 giugno 1862, nel quale fu stabilito per il Corpo dei Carabinieri Reali di aumentare la forza degli Stati Maggiori di tutte le Legioni onde impiegare alcuni uomini al servizio di trombettiere e istituire, presso la XIV Legione (corrispondente alla Legione Allievi Carabinieri di Torino) che ha un gran numero di uomini concentrati a Napoli e che occorre talvolta riunire, una fanfara di 24 individui. Carabinieri a piedi e 11 carabinieri a cavallo.


Fotografie di Federico Buscarino


CORNARO

STORICO E ATTUALISSIMO RENZO CORNARO: LA GIOIELLERIA CHE PORTA IL SUO NOME DA MEZZO SECOLO È STATA INSIGNITA DEL TITOLO DI “NEGOZIO STORICO” “Con la vostra laboriosità siete riusciti a durare nel tempo e, da più di cinquant’anni, avete saputo unire tradizione e innovazione, creando con il vostro servizio un valore duraturo per le comunità, i quartieri e le città in cui operate” (Mauro Parolini, Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Lombardia).

LA NOSTRA STORIA?

VERA PASSIONE! Nel cuore di Bergamo, in via Camozzi 44, Cornaro Gioielli, dal 1964 è indiscusso protagonista di una storia fatta di amore e passione per i gioielli. Una tradizione che ha fatto dello stile, della creatività e del lusso le caratteristiche fondamentali del suo successo. Questo successo è dovuto in gran parte alla professionalità, ma sopratutto alla profonda volontà di soddisfare i desideri dei propri clienti con grande entusiasmo nell’impegno di migliorare e migliorarsi... Per far continuare a sognare... Perchè sognare è vivere!

IL NEGOZIO DI CORNARO A BERGAMO IN VIA CAMOZZI 44

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Per questa visione della vita e del lavoro che lo ha portato al traguardo dei 50 anni di attività Renzo Cornaro è stato premiato ed insignito dell’ambita qualifica di Negozio Storico durante una cerimonia avvenuta presso la sede della Regione Lombardia accompagnato dalla moglie Sig.ra Sandra


NELLA FOTO A SINISTRA MAURO PAROLINI ASSESSORE DELLA REGIONE LOMBARDIA AL CENTRO DELLA FAMIGLIA CORNARO: LA FIGLIA GIOVANNA, PAPA’ RENZO, MAMMA SANDRA E L’ALTRA FIGLIA MARIA LUISA

Il riconoscimento a Renzo Cornaro, circondato dai famigliari, è stato conferito, il 14 novembre scorso all’Auditorium Testori presso il Palazzo della Regione a Milano. Insieme a lui sono stati premiati i titolari di altri 130 “Negozi storici” della Lombardia in un’edizione da record che ha raggiunto il numero più alto di partecipanti da quando è stato istituito il premio, confermando il grande interesse che si è sviluppato negli anni attorno a questa iniziativa. È un premio che, come nel caso di Renzo Cornaro, riconosce l’impegno, la storia e il valore che alcune attività imprenditoriali del commercio sono riuscite a conservare fino ad oggi. Con la laboriosità e la passione per il lavoro che lo hanno sempre distinto, coadiuvato fin dall’inizio dalla moglie, sig.ra Sandra, e dalle figlie Marialuisa e Giovanna, entrambe gemmologhe, nonchè da fidati collaboratori, da più di cinquant’anni, ha saputo unire tradizione e innovazione, creando un valore duraturo per la comunità e la nostra città. È dal 2004 che la Regione Lombardia, in accordo con Enti locali e le associazioni di categoria, ha istituito questo riconoscimento proprio per tenere viva la memoria e premiare la professionalità di intere generazioni di commercianti, dove si celano storie di vita significative, che raccontano un modo di fare attività economica in grado di durare nel tempo, nonostante i morsi delle crisi e i rapidi cambiamenti imposti dal mercato.


CHI C’ERA Ph. Sergio Nessi

ENERGIA, QUALE VALORE? SI È CHIUSA LA SETTIMANA DELL’ENERGIA, UN’INIZIATIVA DI CONFARTIGIANATO IMPRESE BERGAMO GIUNTA ALL’OTTAVA EDIZIONE Sette giorni di eventi, seminari, e visite guidate per promuovere la cultura del consumo responsabile, approfondire gli aspetti tecnici e normativi della green economy, creare occasioni di aggregazione e riqualificazione professionale attraverso l’offerta di nuovi servizi: questo quanto avvenuto dal 17 al 22 ottobre scorso. Nel reportage che vi proponiamo, gli scatti inerenti l’incontro svoltosi presso l’Aula Magna Ex Chiesa S. Agostino durante il convegno “Il valore di Expo, da Milano 2015 ad Astana 2017”. Un ponte tra Expo Milano 2015 e il prossimo Expo internazionale, interamente dedicato all’energia e alla sostenibilità, che si terrà l’anno prossimo ad Astana in Kazakhstan. L’obiettivo? Favorire le opportunità di lavoro e di business per le imprese bergamasche che operano nel settore della green economy e valorizzare le competenze del Made in Italy. Un incontro di alto livello dedicato alle imprese, agli addetti ai lavori e alle istituzioni che ruotano intorno alla green economy al quale hanno partecipato, tra gli altri, Angelo Carrara, presidente di Confartigianato Imprese Bergamo, Sergio Cavalieri, Prorettore Università degli Studi di Bergamo, Claudia Maria Terzi, assessore all’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile di Regione Lombardia, Fabrizio Grillo, segretario generale del padiglione Italia di Expo Milano 2015, Dimash Dossanov, amministratore delegato “KazTransOil” JSC, Angelo Consoli, direttore dell’Ufficio europeo di Jeremy Rifkin,Yerzhan Myktybayev, manager department of content and event organization di Expo Astana, Giorgio Merletti, presidente nazionale di Confartigianato Imprese, Graziella Leyla Ciagà, assessore all’Ambiente, Politiche Energetiche, Verde Pubblico del Comune di Bergamo e l’on. Antonio Misiani, componente della commissione bilancio alla Camera.

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NUOVA PORSCHE PANAMERA Lo Spazio ALT, un’area industriale restaurata, sede di un'importante collezione di Arte Contemporanea, ha accolto il Centro Porsche Bergamo per celebrare l'opera d'arte più coraggiosa di casa Porsche: la nuova Panamera. Gli oltre trecento ospiti intervenuti hanno vissuto una serata davvero unica, all’insegna del claim scelto dalla Casa di Stoccarda per lanciare la nuova Panamera: il coraggio cambia tutto. Coraggio come “filo rosso” dell’evento interpretato a partire dalla suggestiva scenografia del luogo, lo Spazio ALT, e dalle opere di artisti come Balla, Duchamp, Pistoletto, Abramovic, Cattelan, Boetti, che hanno sfidato i canoni dell’arte del tempo proponendo linguaggi e registri nuovi. Il coraggio della voce folk di Aba, all’anagrafe Chiara Gallana, beniamina dell’edizione 2013 di XFactor, il music talent più popolare in Italia, dove si è affermata per la sua voce calda, potente e una forte presenza scenica. Il coraggio, ancora, della Special guest Giusy Versace, atleta paralimpica e conduttrice televisiva che, con forza d’animo e audacia di spirito, ha saputo trasformare la propria disabilità in un’opportunità da cogliere e valorizzare. Presentatore della serata, Francesco Rapetti Mogol, musicista e conduttore, figlio d’arte del celebre paroliere di Lucio Battisti, Caterina Caselli e molti altri cantautori italiani. Simona Bonaldi, Amministratore delegato Centro Porsche Bergamo Gruppo Bonaldi ha commentato “Il coraggio è una virtù che ci appartiene, è nel nostro DNA e ci sentiamo di interpretare con grande coerenza: il coraggio del fondatore Lorenzo Bonaldi che ha saputo dare vita ad un Gruppo come il nostro, in crescita e orientato ad investimenti importanti; il coraggio di un marchio come Porsche che guarda al futuro con la forza dell’innovazione senza dimenticare la tradizione. Il coraggio, infine, della nuova Panamera, la seconda generazione di una vettura straordinaria, interamente rinnovata, ancora più tecnologica, armonica, elegante tanto da arrivare ad essere la lussuosa berlina-coupé più sportiva del mercato. Non si può fare a meno di notare che, nel design, la nuova Panamera ha tratti fortemente imparentati con la 911, l’icona del marchio, molto apprezzata dagli appassionati Porsche”.

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CHI C’ERA Ph. Sergio Nessi - Tx. Valentina Colleoni

AIRC & LARIO BERGAUTO Era il 1996 quando, Carla Pancaldi Bergamini e Fiorella Ferrario, organizzarono a Bergamo il 1° torneo di tennis doppio misto a favore della ricerca contro il cancro. Oggi, vent’anni dopo, la popolarità e l’importanza di questa competizione benefica hanno raggiunto livelli altissimi, coinvolgendo ogni anno più di mille tennisti, proprio come è accaduto per l’edizione 2016 iniziata ad aprile e conclusasi a settembre, con la consueta cena conviviale. Location scelta per questa edizione la Tenuta Colle Piajo che, la sera del 9 novembre scorso, ha ospitato tutti i partecipanti al torneo, le organizzatrici e la testimonial della serata, Lea Pericoli, ex campionessa di tennis, affiancata dalla ex olimpionica di sci Lara Magoni (oggi consigliere della Regione Lombardia e vicepresidente della commissione ambientale). Fondamentale anche la presenza della Dott.ssa Raffaella Giavazzi, ricercatrice AIRC e Dirigente del laboratorio di Biologia e Terapia delle Metastasi Tumorali dell’Istituto Mario Negri, che ha esposto le finalità ed i progetti AIRC in corso. Un aspetto fondamentale questo in quanto oggi, grazie alla ricerca, il 70% dei tumori risultano curabili, così come lo step successivo sarà quello di diagnosticare la predisposizione al cancro solo attraverso le analisi del sangue. Risultati raggiunti grazie ad anni di assidua ricerca, possibile grazie ai fondi raccolti ed agli sponsor che, ogni anno, sostengono tornei come il Circuito di tennis quali Beachcomber Hotel, Faip, Ovet, Gestimoda, Pokennex, Art House e Lario Bergauto Bergamo, presente alla serata con la stupenda BMW i3, l’elettrica migliorata in termini di autonomia, grazie al potenziamento della batteria che consente ancora migliori prestazioni. Lario Bergauto, da sempre attenta al sociale sul territorio dove opera, sostiene attivamente la serata finale, così come il Torneo AIRC, conclusosi anche quest’anno con un cospicuo incasso che verrà interamente dedicato alla battaglia contro la malattia del secolo.

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SPECIAL EDITION


30 ANNI M3 NON È ANCORA CALATO IL SIPARIO PER I FESTEGGIAMENTI DEI 100 ANNI DI BMW CHE GIÀ C’É UN NUOVO ANNIVERSARIO: I 30 ANNI DI MOTORSPORT, LA LETTERA “M” CHE CONFERISCE, AI MODELLI CHE LA PORTANO, ASSOCIATA ALLA NUMERAZIONE CLASSICA DI BMW, TUTTE LE INNOVAZIONI TECNOLOGICHE E LE CAPACITÀ PRESTAZIONALI DELLE VETTURE CHE CORRONO SUI CIRCUITI DI TUTTO IL MONDO. PER QUESTO ANNIVERSARIO ARRIVA UNA SERIE 3 DAVVERO SPECIALE

BMW ha lanciato una edizione speciale della sua berlina più leggendaria. Si tratta della BMW M3 30 Jahre Edition, dedicata ai 30 anni dall’esordio della prima M3, che dispone di una serie di dettagli che la rendono ancora più esclusiva come la tiratura limitata a soli 500 esemplari… Ne parliamo con Stefano Airoldi, responsabile “M” presso la concessionaria BMW Lario Bergauto, dove ci attende accanto alla fiammante M3 special edition della quale ci pare subito molto fiero. “Sono passati 30 anni - ci racconta - da quando BMW ha dato vita alla sua prima M3 e visto che si tratta del modello più famoso della gamma M, non si poteva non renderle omaggio con una edizione speciale che ha preso il nome di 30 Jahre Edition” Chi desidera una vettura così? “Chi vuole guidare un’elegante berlina... da corsa.” Airoldi sorride e prosegue: “Sono poche le auto che riescono ad unire l’eleganza e la praticità nell’utilizzo quotidiano con dotazioni da autodromo. La lettera M, in casa BMW, contraddistingue da oltre 30 anni le vetture sportive della casa di Monaco, derivate da berline di serie. La discrezione nel non mostrare più di tanto la muscolatura, la rendono coerente con i paesaggi urbani contemporanei dove generalmente viene tenuta “al guinzaglio”. Ma alcuni particolari ti ricordano continuamente che lei è sempre pronta a scatenarsi e a trasformarsi in una vettura da corsa, pronta per la pista. Non solo per i cavalli sotto quel cofano leggermente bombato per un’immagine decisamente promettente ma assetti e controlli elettronici sull’equilibrio della vettura,


All’inizio, la Motorsport non era che una piccola divisione che contava solamente otto componenti, compreso il fondatore, Jochen Neerpasch, un ex-pilota BMW dalla grande esperienza in fatto di motori. La Motorsport fu voluta dalla Casa bavarese come appoggio per la realizzazione di vetture sportive, sia stradali che da competizione, visto il grande successo dei suoi modelli su entrambi i fronti negli ultimi dieci anni.

SPECIAL EDITION Una BMW 3.0 CSL “Batmobile” con strisce adesive Motorsport Appena fondata, alla Motorsport fu assegnata la messa a punto e la realizzazione della BMW 3.0 CSL, utilizzata anche in gara, dove vinse su tutti i fronti. Nacque così anche la versione “Batmobile” di tale modello, così chiamata per le vistose appendici aerodinamiche. La versione stradale, prodotta in serie limitata, portava la firma Motorsport visibile attraverso l’utilizzo di strisce adesive di color rosso, viola e azzurro, i colori ufficiali Motorsport.


sulla struttura degli ammortizzatori e ogni altro elelmento che sia destinato alla leggerezza, alla guidabilità. La dinamicità eccezionale farebbe pensare a chi poi ci corre in pista. E in effetti abbiamo molti clienti che nei fine settimana ne godono le notevoli doti in autodromo.” Non solo per le prestazioni... “Negli ultimi anni le vetture M sono sempre più un elemento di distinzione di un automobilista molto esigente, non esibizionista e che dietro al volante vuole provare emozioni forti. Ci sono auto decisamente blasonate con tanti cavalli ma sollitamante poi non sono adatte alla guida quotidiana. La M3 è una vettura docile da guidare per andare a prendere i bambini a scuola ma che poi può cambiare pelle in un attimo sfoderando performance che non hanno niente da invidiare a quelle delle BMW che corrono nei campionati DTM (Campionato Tedesco Turismo)”. A Bergamo viene apprezzata tanta discreta energia? “Il cliente bergamasco ne è innamorato da sempre. In un contest fra tutti i concessionari M siamo arrivati primi a pari merito ed è una soddisfazione grandissima perchè ci sono piazzze molto più importanti che sullo specifico prodotto M non hanno i nostri risultati. Piazze come Milano Torino, Roma sono dopo di noi. Siamo quindi molto orgogliosi di avere in anteprima nazionale la prima arrivata di cinque destinate per ora al mercato italiano”. In cosa si distingue questa Speciale edition? “Al Competition Pack, già previsto per la serie normale, si aggiungono i cerchi da 20 ed altri 19 CV ai 431 per un totale di 450 CV –  sospensioni adattive M, ammortizzatori specifici. L’estetica è stata curata con le colorazioni Macao Blue metallizzato, in onore della colorazione che vide il debutto della BMW M3 nel 1986, decorata con l’aggiunta di badge che riportano il nome dell’edizione speciale “30 Jahre”. Stessi dettagli che si ritrovano nell’abitacolo e sulla plancia, insieme ai sedili in pelle bicolore con inserti in fibra di carbonio un po’ ovunque. Grazie all’aggiunta di potenza, la BMW M3 30 Jahre guadagna un decimo nello 0-100 con 4 secondi netti anziché i 4,1 della versione normale, sia con il cambio manuale che con quello automatico con doppia frizione e sette rapporti. Non resta che provarla... “Sarò lieto di far conoscere più da vicino la nuova M3 Special Edition con una prova che ne faccia apprezzare tutte le peculiarità di questo modello davvero eccezionale”

Lario Bergauto Concessionario BMW Via Campagnola 50 Bergamo Tel. 035 4212211


Via Brescia, 78 - Grumello del Monte (BG) â&#x20AC;&#x201C; Tel. 035 830914 www.lariobergauto.it


FESTIVAL ORGANISTICO GRANDI INTERPRETI E GRANDE SUCCESSO Il 28 ottobre si è concluso in S. Maria Maggiore il 24° Festival Organistico Internazionale “Città di Bergamo” con un concerto straordinario di Ludger Lohmann, in occasione del centenario della scomparsa di Max Reger. Nonostante la contemporaneità di una serata donizettiana nel vicino Teatro Sociale, la chiesa era ancora una volta gremita da un pubblico attento e curioso, per la maggior parte giovane. Per noi non è stata una novità: abbiamo seguito in questi anni molte delle serate organizzate dall’Associazione Vecchia Bergamo e ogni volta restiamo piacevolmente ammirati per la rara commistione fra la qualità degli interpreti - tutti al top del concertismo mondiale - e l’originalità delle proposte, con la bellezza degli strumenti e dei luoghi, ogni volta sottolineata dalla presenza di un auditorio impensabile per un settore musicale, quello organistico, che ancora molti si ostinano a considerare di nicchia, e che di nicchia non è. Proprio l’esperienza ultraventennale del nostro Festival cittadino ha dimostrato quanto la musica per organo possa essa assai popolare ed attrattiva per un pubblico eterogeneo, amante del bello e dell’arte in generale. Le carte vincenti si chiamano improvvisazione (un’arte dimenticata in Italia per molto tempo e riscoperta proprio a Bergamo), educazione all’ascolto (abbiamo letto note ai programmi di grande efficacia) ma soprattutto costante ricerca di novità nel panorama internazionale. Quest’anno, per esempio, l’inaugurazione del Festival è stata affidata ad un fuoriclasse come Thomas Trotter, city-organist di Birmingham, un musicista dedito alla valorizzazione e divulgazione della musica organistica per sale da concerto, con l’esecuzione di mirabolanti trascrizioni come quella del ‘Apprendista Stregone’ di Paul Dukas (si, avete letto bene, proprio il poema sinfonico utilizzato da Walt Disney per il film Fantasia…). Che dire poi delle fantastiche improvvisazioni, su temi scritti al momento dal pubblico, di Simone Vebber e delle Grazie di


Hayo Boerema sullo sgargiante organo Serassi di Pignolo? Ma la vera chicca della 24a edizione è stata certamente la serata di venerdì 14 ottobre, in Cattedrale, ove la trascrizione organistica del ‘Carnevale degli Animali’ di Saint-Saens, a cura di Ursula Heim, ha trovato ‘empatia’ con i disegni ‘live’ di Jon Wirthner, proiettati su uno schermo gigante che nascondeva l’intero abside. Si trattava del lavoro vincitore di “E.C.H.O. Children Project”, concorso dedicato ai migliori progetti per far conoscere in modo accattivante il magico mondo dell’organo ai più piccoli. Vedere il Duomo pieno di bambini e adolescenti festanti, accompagnati da nonni e genitori, è stato un vero spettacolo nello spettacolo. Il prossimo anno il Festival, supportato dalle più importanti istituzioni del territorio, taglierà il traguardo delle nozze d’argento con la città che lo ha ispirato, e di cui porta con orgoglio il nome nel mondo: un vero fiore all’occhiello per Bergamo, Città d’Arte meta di un turismo internazionale sempre più qualificato ed esigente.


Ph. Paolo Stroppa

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ANDREA UBBIALI:

COME BLOGGER Valentina Colleoni


CELEBRATING A FASHION STAR!

A sinistra la copertina del libro scritto da Andrea Ubbiali “I am Andrea - Storia di un Fashion Blogger di successo” da gennaio in libreria

Quando la passione per la moda ti scorre nelle vene non puoi che lasciare prenda il sopravvento in ogni minuscola parte della tua vita. Proprio così Andrea Ubbiali ha voluto fosse e, dai primi anni della sua carriera, passando attraverso l’esperienza di curatore di sfilate nella Milano tutta lustrini e paillettes, è arrivato oggi ad una visibilità indiscussa sia in materia di fashion che di make up. Non a caso tutto questo successo in quanto, oltre alla passione, dedizione ed impegno, lo hanno aiutato nel prendere il volo nel dorato mondo della moda. Due i percosi formativi: la Naba di Milano, dove consegue il suo diploma di make up styling e quello presso l’Istituto Marangoni che lo consegna al mondo dei Fashion Media and New Communication. Anche se in questo ambito Andrea aveva già un posto in prima linea in quanto il suo blog www.dollareyeoffashion.com (sponsorizzato da brand quali Mercedes, L’Oreal, DHL, Etihad) conta oggi quasi 100.000 followers attivi nonché richiestissima la sua linea di abbigliamento SoChic. Non da meno le collaborazioni attive con brand quali Mac (con un recente tour per le città dedicato al make up), Fontana Contarini (in qualità di blogger e make up artist), Dior, Moschino (per il quale è stato protagonista con altri bloggers di una campagna dedicata ai giovani talenti), l’Ente Fiera di Bergamo e l’Istituto di Moda Luisa Scivales. Una vera e propria corsa senza sosta quella di Andrea che, in soli pochi anni, lo ha condotto sotto i riflettori, non solo in Italia, ma anche all’estero, attirando l’attenzione di Vogue Uk, Marie Claire Uk e Ihola.


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ANDREA UBBIALI:

COME BLOGGER

Meris Angela Dolores mamma di Andrea Ubbiali

(ph.Paolo Stroppa)

Motivi questi che, a breve, lo vedranno tra le prime file dell’evento riservatissimo di Victoria’s Secret Fashion Show a Parigi e dei London Fashion Award, dove riceverà un meritato riconoscimento. Perché produrre una linea di abbigliamento ed accessori che in poche ore va sold out non è da tutti, come nemmeno ricevere centinaia di like a post che, va sottolineato, entrano in profondità della materia “moda”. Perché parliamoci chiaro, ad esser blogger seguitissimi possono essere bravi tutti (o quasi) ma quanti sanno con occhio critico (fonte di studi ed esperienza) trattare con competenza temi quali look, tendenze, ecc? Pochi sicuramente! E qui entra in gioco lui, Andrea Ubbiali, con quel suo modo diretto e spontaneo di impartire lezioni di stile e consigli di make up o semplicemente di descrivere un pezzo che poi si scoprirà destinato a diventare best seller di una collezione. Esperienza e competenza, due ingredienti che siamo sicuri non mancheranno di portare Andrea ancora molto, molto lontano non solo come blogger ma anche come make uper, consulente d’immagine, agenzia di comunicazione firmata TheDollarEyeofFashion, stilista e tanto, tanto altro ancora. Tutto questo credendo sempre fermamente in una massima: “Style is a way to say who you are without having to speak”.

“Ho sempre creduto nelle capacità di Andrea e nella sua attitudine verso il mondo della moda. Ecco perché in questi anni l’ho sostenuto e spronato ad andare avanti, lottando e credendo fermamente in se stesso, mettendo a frutto le sue qualità. Oggi i risultati sono arrivati e ne arriveranno ancora. Una grande soddisfazione per me sia come mamma che come sua assistente in zona Bergamo e provincia: una mansione che mi ha permesso di conoscere gente nuova, allargare i miei orizzonti ed essere anche contattata come testimonial per una nota azienda cosmetica bergamasca”.


ANDREA UBBIALI: LA FESTA DI LAUREA. 100% BLOGGER, 100% STILE Una cena intima e riservata ma sicuramente très chic quella organizzata da Andrea Ubbiali la sera del 15 ottobre scorso presso il ristorante “A tavola con Ciccio” di Entratico, un posto che dona atmosfere piacevolissime, per cene romantiche a lume di candela e per serate tra amici ritrovati. Una serata durante la quale, attorniato da alcune tra le persone a lui più care, ha festeggiato con grande felicità e soddisfazione il raggiungimento della sua laurea in Fashion Media and New Communication, conseguita presso il prestigioso Istituto Marangoni di Milano, fucina di talenti per la moda italiana e mondiale. Un punto di arrivo inteso più come punto di partenza per un futuro di successo già tracciato grazie a importanti risultati già raggiunti in questi anni come blogger e make up stylist. E così la sera dell’evento, avvolto in una elegantissima giacca Balmain, Andrea ha accolto tutti i suoi graditi ospiti quali il famoso chirurgo plastico ricostruttivo ed estetico Dottor Fabio Toffanetti (fondatore e proprietario del rinomato studio medico di via Borfuro a Bergamo) con la compagna Patricia Rodrigues, il Dottor Giampietro Sonzogni otorinolaringoiatra con la moglie Cristina Poma, la Dottoressa Silvia Farina con il marito Gianluca Marinelli, la Dottoressa Monica Nossa, Export Area Manager e architetto. Assenti alla serata per motivi di lavoro, ma presenti comunque con messaggi di auguri da ogni dove, la responsabile della sezione cosmetica della maison Dior, le collaboratrici della Mac Cosmetics, la Rettrice dell’Istituto di moda Luisa Scivales ed il Direttore commerciale (nonché amico) di Fontana Contarini Cosmetics, Andrea Bottazzi. Alla serata non potevano certamente mancare le colonne portanti della vita e carriera di Andrea, ovvero il papà Giorgio Ubbiali e la mamma Meris Angela Dolores, oggi manager su Bergamo di TheDollarEyeofFashion, ai quali Andrea non ha certo mancato di dedicare i ringraziamenti durante il suo discorso tenutosi alla fine della squisita cena. La consegna di una ricercata bomboniera (realizzata per l’occasione da Alex’s dream, il sogno di Alessandra Cereda che nell’elegante punto vendita propone bomboniere dei migliori brand) e un brindisi hanno concluso a notte inoltrata una serata ricca di gusto, classe e ricercatezza. In perfetto stile TheDollarEyeofFashion!


LA MODA VISTA DAI GRANDI FOTOGRAFI LA NUOVA MOSTRA TEMPORANEA VISIBILE AL MA.CO.F. CENTRO DELLA FOTOGRAFIA ITALIANA

A cura di Renato Corsini testo di Sara Polotti


LA MODA VISTA DAI GRANDI FOTOGRAFI


Le gonne a ruota degli anni Cinquanta di Federico Garolla e le icone del cinema di Gian Paolo Barbieri; Gian Butturini disteso in pose cool alla “Blow Up” che guarda (con l’obiettivo) sotto alle minigonne delle modelle di Londra e i set costruiti ad arte da Maria Vittoria Backhaus; le prime audacissime donnine in pantaloni di Brescia di Oreste Alabiso e il glamour più patinato di Giovanni Gastel e Carlo Orsi: passeggiare nei corridoi della mostra “Di moda - fotografie dal 1950 al 2000” è un po’ come fare un salto nel passato, ma anche nel futuro. Poiché se è vero che il secolo è ormai trascorso, è anche innegabile che è proprio su quella moda, su quelle fotografie e su quegli stili che la moda, odierna e futura, si fonda. Le immagini esposte in mostra fino al 15 gennaio al Ma.Co.f (via Moretto 78, biglietto d’ingresso 5 euro) vogliono puntare gli occhi degli spettatori su un mondo che frivolo non è, per quanto così lo si possa pensare. Di frivolo nella professionalità di questi fotografi (da Barbieri a Gastel, da Gianni Turillazzi a Alfa Castaldi) c’è ben poco, e le immagini proposte dal curatore Renato Corsini sanno riportare il pubblico nel ventesimo secolo, fatto di innovazione e fashion ma anche di sperimentazione fotografica: camminando tra le immagini si vede la moda, ma si gode anche del cambiamento del mezzo che l’ha immortalata, delle mutazioni delle personalità dei fotografi di moda, che da reporter si fanno interpreti e che da semplici “fotografanti” divengono firme eccelse e personalità fondamentali non solo dell’arte, ma anche di quel mondo che impressionano sulle loro pellicole. Non solo: un’ultima, speciale sezione raccoglie anche quella moda che non è stata immortalata come tale, ma che spunta qua e là negli scatti dei più importanti e conclamati fotoreporter (da Gianni Berengo Gardin a Carla Cerati, da Uliano Lucas a Mario De Biasi), in reportage sociali che testimoniano come il fashion non sia solo un fenomeno di costume fine a se stesso, ma integrato appieno nella storia del mondo. A completare l’esposizione ci pensa poi Roberta Valentini, alias Penelope, che per la gioia dei fashion-curiosi ha finalmente aperto le porte del suo archivio, fatto di pezzi unici e capi iconici che hanno segnato la storia del costume dagli anni Sessanta, periodo durante il quale aprì la sua boutique cittadina, fino ad oggi. Così, in una passerella iniziale e intervallando le magiche fotografie appese alle pareti, Yohji Yamamoto,Vivienne Westwood, Comme des Garçons, Moschino e gli altri grandi nomi selezionati da Penelope accompagnano lo spettatore nel viaggio nel fashion, con outfit che fanno sgranare gli occhi ed emozionare i fedelissimi. Guardando la mostra ci si rende conto che se da una parte il Made in Italy per la moda è ormai un’eccellenza consolidata, altrettanto non succede per i fotografi, che, rivendicando una loro autonomia creativa, meritano certamente un riconoscimento altrettanto importante dal punto di vita artistico e professionale.


lei


Via della Resistenza, 5/A, Trescore Balneario BG


lui


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CITY STYLE


DISTRICT UN NUOVO FORMAT CHE UNISCE IN UN SOLO LUOGO IL MEGLIO DI FASHION, DESIGN E FOOD Inaugurato e aperto al pubblico, che lo ha fin da subito preso d’assalto, il City Style District “Scalo Milano”, a Locate di Triulzi, nella zona a sud del capoluogo lombardo, sorto per iniziativa del Gruppo Lonati e di Promos, che ne cura anche la gestione. Il progetto, nella sua veste attuale, che è frutto di un investimento di oltre 200 milioni di euro, 25 milioni dei quali destinati ad opere di riqualificazione ambientale e al potenziamento delle infrastrutture a supporto del territorio, rappresenta un unicum nel panorama commerciale italiano, per la collocazione territoriale, l’architettura e il mix di offerta, capace di aggregare le grandi eccellenze del Made in Italy: la moda, il buon cibo, il design e un tocco d’arte. “Per Scalo Milano – ha affermato Carlo Maffioli, Presidente di Promos – abbiamo lavorato su progetto architettonico immobiliare pensato e adattato, in ogni sua forma, alle necessità di chi lo vivrà, creando così, non solo un luogo d’eccellenza dal punto di vista commerciale ma anche offrendo spazi belli e accoglienti. L’architettura, infatti, deve contribuire concretamente alla valorizzazione del contesto urbano e al miglioramento della vivibilità del territorio”.


È anche B&B con INTERNI In partnership con lo storico brand il nuovo concept store Da oltre 80 anni, Interni è un punto di riferimento irrinunciabile per la vendita, il design, la progettazione e l‘arredamento della casa e dell’ufficio. Dalla sede di Verano Brianza, storico polo produttivo del mobile “Made in Italy”, agli showroom di Milano e Bergamo, il Gruppo Interni ha legato il proprio marchio alle più prestigiose griffe italiane e internazionali dell’arredamento e del design. All’Arch. Antonio Cazzaniga, titolare insieme ai fratelli, di INTERNI spa, abbiamo chiesto le motivazioni di questo nuovo show room a Scalo Milano, realizzato in partnership con B&B Italia. Un nuovo negozio nell’area milanese... “Lo store che si sviluppa su una superficie di 230 mq, ospita una selezione di arredi con proposte per la zona giorno e notte, riflettendo l’attuale concept espositivo dello showroom nell’headquarter B&B Italia di Novedrate. Da sempre, Milano e la Lombardia rappresentano il polo d’attrazione del grande design. Dai grandi protagonisti del disegno industriale come Castiglioni, Munari o Sottsass, ai luoghi fisici o metaforici come il Salone del Mobile o la Triennale, senza dimenticare autorevoli testate di settore come “Casabella” o “Domus”. Milano ed il territorio circostante hanno sempre mostrato la massima ricettività nei confronti delle nuove tendenze stilistiche e tecnologiche. Logico, quindi, che INTERNI abbia concentrato nella sfera d’influenza del capoluogo lombardo tutti i suoi più importanti showroom”.


Questa volta non è un nuovo esclusivo spazio in città ma all’interno in una struttura che raggruppa molti operatori... “Il nostro Paese ha davvero un grande bisogno di progetti come questo che sappiano unire e valorizzare con un approccio di sistema le numerose eccellenze italiane, proiettandole verso uno scenario internazionale. Un’iniziativa come questa richiede un’idea forte e la capacità di esprimere la propria visione in maniera coerente a tutti i livelli di comunicazione e di relazione tra il Brand e il suo pubblico. Scalo Milano è una straordinaria opportunità commerciale, ma anche un’occasione importante per promuovere la bellezza, la qualità e l’eccellenza che contraddistinguono i prodotti del nostro Paese.”


il nuovo concept store realizzato in partnership da INTERNI e B&B Italia all’interno di Scalo Milano

Lo staff di INTERNI

La filosofia aziendale di Interni fa di ogni ambiente un microcosmo da modellare secondo i gusti e le esigenze di chi lo abita. Un modo di pensare l’arredamento che si traduce nella cura delle esposizioni nei punti vendita del gruppo e in un servizio sempre impeccabile e “su misura”. Offrire al pubblico la “prima scelta” delle migliori aziende del settore. Garantire un servizio su misura dalla progettazione, al montaggio, alla Customer Care. Chi sceglie Interni sceglie la sicurezza di rendere l’ambiente domestico e di lavoro più confortevole, più elegante, più bello. È una scelta di valore, destinata a rinnovarsi nel tempo. Ma la realtà di Interni va molto oltre i confini di Milano: lo dimostrano i lavori realizzati in ogni parte del mondo grazie alla capillare distribuzione e le importanti partnership internazionali.

internionline.it


CITY STYLE DISTRICT

Nato su un’area ex-industriale, senza alcun nuovo consumo di suolo, il City Style District ha volumi ispirati alle fabbriche, icone dell’imprenditoria milanese dell’ultimo secolo, ma vestono facciate contemporanee, con soluzioni e materiali d’avanguardia. Vetro (trasparente e colorato retro smaltato per una superficie complessiva di ben 19 mila mq), superfici riflettenti e acciaio che rispecchiano lo spirito dinamico della città, giocando con i riflessi della luce naturale di giorno ed esaltando la luminosità delle vetrine di sera. Realizzato con l’obiettivo di diventare un vero e proprio nuovo quartiere, fortemente integrato con il tessuto

urbano, Scalo Milano è servito direttamente da passante metropolitano, rete ferroviaria e tangenziali, che garantiscono un collegamento immediato con Milano ma anche con l’intera regione (da Brescia in poco più di un’ora d’auto). Il nuovo City Style District promette un’esperienza di shopping unica: in questa prima fase, sono 130 i negozi che si estendono su una superficie commerciale lorda di 30.000 mq, disposta su un unico piano (ad eccezione della Food Court, concepita come un’arena ribassata rispetto al piano strada) e affiancata da un’area verde di 130.000 mq, ceduta al Parco Agricolo Sud Milano, per la quale è stato studiato un ampio progetto di valorizzazione, con percorsi didattici e spazi fruibili per la collettività. A regime Scalo Milano occuperà oltre 1.500 tra dipendenti diretti ed indiretti e si stima che ospiterà circa 8 milioni di visitatori all’anno.

Giuseppe Sala (sin.) Sindaco di Milano ed Ettore Lonati a capo dell’iniziativa imprenditoriale alla cerimonia d’inaugurazione di Scalo Milano

ROBILANT ASSOCIATI FIRMA IL PROGETTO DI BRANDING PER IL NUOVO CITY STYLE DISTRICT. Porta la firma di Robilant Associati, il progetto di branding per Scalo Milano, il nuovo format dello shopping a pochi minuti dal centro di Milano voluto da Lonati Group e Promos. D’intesa con il management dell’azienda, RobilantAssociati ha concepito e messo a punto l’intera Brand Experience di Scalo Milano, un nuovo format che unisce in un solo luogo il meglio di fashion, design e food: dallo studio del concept al posizionamento, dal nome all’identità, passando per lo sviluppo di un visual language proprietario, la campagna di comunicazione, la progettazione del magazine e del sito web fino alla social media strategy e all’ideazione di un concept architettonico coerente con l’identità di marca, che ha guidato la progettazione degli spazi ad opera del team di architetti.


Da più di dieci anni Zenucchi arredamento mette a disposizione la sua esperienza fornendo un servizio di consulenza e progettazione non solo ai privati ma anche a professionisti. Avvalendosi di un team di progettisti e, dove necessario, di collaboratori esterni, Zenucchi cerca di creare ogni volta ambienti in cui il cliente si possa ritrovare, un paesaggio domestico che non è mai estraneo ma che rispecchi in tutti i dettagli la personalità, le necessità e le abitudini della persona che lo abita. Nella fase progettuale fondamentale è il continuo confronto col cliente per interpretare le sue esigenze e rispondere ai suoi quesiti.


È anche Molteni con Zenucchi In partnership con il Gruppo Molteni il nuovo flagship store Zenucchi Arredamento in collaborazione con Il Gruppo Molteni ha inaugurato il nuovo flagship store all’interno nel nuovo shopping district a Locate Triulzi. Giacomo Zenucchi titolare con il fratello Amedeo di Zenucchi Arredamento ci spiega questa scelta. “Con l’apertura di questo nuovo flagship store all’interno di Scalo Milano, Zenucchi compie un significativo passo avanti della propria rete distributiva. È un nuovo quartiere metropolitano, fortemente integrato con il tessuto urbano, che si propone come il primo shopping district capace di aggregare le grandi eccellenze del made in Italy: la moda, il buon cibo, il design e un tocco d’arte. Abbiamo deciso che non potevamo mancare. Lo spazio, aperto con la collaborazione del Gruppo Molteni, si estende su una superfice di 300 mq e si ispira ad un’architettura domestica. Un progetto che si snoda su un unico piano pensato come una grande casa contemporanea. Lo spazio fluido scorre all’interno di sapienti tagli prospettici. Il visitatore attraversa un percorso sensoriale fatto di luce e penombra, toni delicati e accenti colorati, rigore formale e calore domestico. Elemento di grande impatto sono le trasparenze create dalla vetrata, un segno grafico di Vincent Van Duysen, direttore creativo di Molteni&C e Dada, ormai parte dell’immagine coordinata delle due aziende. Materiali naturali e sofisticati, come il vetro, il legno ossidato e la resina, chiaro scuri dei sabbia e i grigi caldi, si alternano a tocchi luminosi di colore.”


Qual è la filosofia che guida la vostra azienda? “Al centro di ogni scelta è sempre chi abita la casa, il suo stile di vita, le sue necessità, qualunque attività di progetto o applicazione tecnologica deve essere al suo servizio, gestendo le complessità progettuali e costruttive per rendere effettivamente facile, semplice ed appagante abitare la propria casa. Questo è il principio che ci guida e questo è il motivo per cui al centro del nostro interesse e del nostro lavoro è sempre posto la persona ed il confronto con essa, e lo sviluppo di un progetto personalizzato.”

Da sinistra Amedeo Zenucchi, Giovanni Molteni Corporate Manager di Molteni&C e Giacomo Zenucchi Scalo Milano coniuga l’architettura con gli spazi commerciali.... “Esiste un legame stretto ed inscindibile tra progetto di architettura e progetto d’interni. Una catena che lega tra loro oggetti di design, scelti tra tanti, ed il pensiero di chi ha progettato quella casa, per quella precisa persona, creando un paesaggio domestico nel quale è bello ritrovarsi. Un luogo che rilascia, giorno dopo giorno, una piccola, palpabile dose di passione. Un habitat che non ci è mai estraneo ed in cui è bello riflettersi. Al centro di ogni scelta c’è sempre la persona supportata dalla qualità di chi collabora alla realizzazione di un progetto”. Il futuro dell’arredamento? “La casa è cambiata così come sono cambiati i nostri comportamenti ed i modi di abitare, e ciò è ancora più evidente se pensiamo a come si sono modificate le nostre esigenze e come l’evoluzione tecnologica dell’ultimo decennio abbia inciso sul nostro modo di vivere. Da queste semplici considerazioni è nato il progetto H2D, Home Domotic Design, una casa reale, perfettamente funzionante, in cui l’interior design si integra con le più avanzate applicazioni domotiche di Telmotor e Siemens, una casa contemporanea, effettivamente abitabile, un affascinante, unico, progetto architettonico e di interiors.”

zenucchi.it


AZIENDA AGRICOLA BIAVA

MOSCATO DI SCANZO:

SUL TETTO DEL MONDO


FORSE IL TITOLO POTRÀ SEMBRARE UN PO’ ECCESSIVO MA IN REALTÀ POCO CI MANCA DA QUELLA CHE OGGI, 2016, SI PROFILA LA DIFFUSIONE DEL FAMOSO MOSCATO DI SCANZO (E NON SOLO) IN TUTTO IL MONDO. CONSEGUENZA DIRETTA DI UNA GRANDE PASSIONE E DI UN’ESSENZA CAPACE DI FARE INNAMORARE, COME CI HA RACCONTATO LUI, IL TITOLARE, MANUELE BIAVA... Azienda Agricola Biava, un anno dopo. Che è accaduto in questi mesi? “Ricordo perfettamente il nostro ultimo incontro: era il giorno in cui la spedizione di Moscato di Scanzo DOCG2011 era partita alla volta degli USA, precisamente New York, precisamente Manhattan... precisamente Aston Wine & Spirits. Ovvero l’enoteca di riferimento di tutti gli Stati Uniti, sui cui scaffali poggiano i vini più pregiati del mondo. Da quel giorno ad oggi posso dire con soddisfazione essere andato tutto molto, molto bene... (sorride n.d.r.)”. Ovvero? “Ovvero oltre ad avere ricevuto un nuovo ordine, a riconferma del successo del primo, per il prossimo anno le stesse porte si sono aperte anche al resto della nostra produzione ovvero al passito, ai rossi ed alla grappa. E a quanto pare i riscontri positivi stanno già arrivando”. Parlando di riscontri, lo sbarco nella Big Apple ha portato delle conseguenze? “Sì sia in termini commerciali che di immagine. Un accento particolare sulla seconda in quanto il nome “Azienda Agricola Biava” è addirittura finito sul Washington Post. Come? Una sera ricevo richiesta di una visita da parte di un americano e finisco nella mia cantina a degustare con lui moscato all’una di notte. Ebbene il signore in questione era Cole Kandall, famoso giornalista enogastronomico americano del Washington post e blogger di Wine Desorder. In pochi giorni una citazione del suo articolo riguardante il Moscato di Scanzo finì sul famoso press americano.”.  Immagino l’enorme soddisfazione... “Indescrivibile. Ma non è finita li: mesi dopo, ancora inaspettatamente, vengo contattato da una giornalista di Land Lord, una rivista patinata dell’est Europa. Anche in quel caso la soddisfazione non ha avuto limiti in quanto ci ha aperto le porte a nuovi mercati”. 

Intervista di Valentina Colleoni Foto di Paolo Stroppa


MOSCATO DI SCANZO:

SUL TETTO DEL MONDO E a livello italiano?  “Anche in questo caso non possiamo che essere soddisfatissimi, in quanto il 2016 è stato l’anno nel quale il Moscato di Scanzo firmato Biava ha ottenuto la riconferma dei riconoscimenti da alcune tra le più importanti guide presenti nel nostro paese come le Quattro Viti (sulla guida naz. dell’AIS), La Rosa d’Oro, ed inoltre è stato premiato con l’attribuzione della Corona (massimo riconoscimento come vino autoctono) e l’inserimento nella classifica de L’espresso che annovera i 100 migliori vini italiani”.  Vi troviamo spesso anche ad importanti eventi... “Sì, in quasi tutte le regioni italiane siamo stati invitati per degustazioni verticali. L’ultima in ordine di tempo quella avvenuta in Puglia all’Ais Murgia: un’esperienza stupenda! Oltre a questo grandi

MOSCATO DI SCANZO:

SUL TETTO DEL MONDO

soddisfazioni anche per eventi molto “upper” come quello avvenuto alla Pergola di Roma, all’inaugurazione del Gallai e molti altri ancora. Questo in buona parte grazie ad un nostro grande estimatore, Nicola Sarzi Amadè, massimo esperto ed importatore di vini francesi di altissima qualità”.  Dopo tutti questi risultati ha ancora un sogno del cassetto?  “Senza sogni non si può vivere. Pertanto sì! Il mio più grande sogno sarebbe organizzare una verticale, come quella che ho tenuto a Londra (dove siamo molto amati in alcuni Cigar Club) anche a Parigi, la città che più amo. Magari davanti alla Tour Eifell”.  Sogni sinonimo di progetti. I prossimi? “Non si svelano. Quello che posso dire è che ora cerchiamo sempre più di portare il nome del Moscato di Scanzo in luoghi ed occasioni particolari, che  ne innalzino il valore. Ma tengo a precisare che “non solo il moscato”: anche i rossi Guelfo e Ghibellino (perfetti per le carni rosse) e i passiti Exenthia e Giallo sono sempre più blasonati dagli intenditori”.  Una curiosità: tra tutti i vini che produce qual è il suo preferito? “Un padre ama tutti i suoi figli pertanto va da se la risposta. Anche se in verità: Exenthia ha un posto speciale nel mio cuore. Ecco perché nei miei progetti... Ma ora non voglio aggiungere altro e vi lascio la giusta suspance. Fino alla prossima intervista firmata Qui Bergamo”.

Azienda Agricola Biava

Via Monte Bastia, 10, Scanzorosciate BG Tel. 335 349313 - www.aziendabiava.it - e.mail: manuel@aziendabiava.it


Bergamo Via XX Settembre, 50 (passaggio per Via S. Orsola) Tel 035 242576 - www.otticacattozzo.it


Mr. MAGGIOLINO


ARRIVANO DA MEZZA EUROPA PER FAR CURARE IL MAGGIOLINO NELL’OFFICINA DI PAOLO ROTA

Se qualche volta nella vita vi ha sfiorato l’idea di comprarvi un Maggiolino Volkswagen, avrete quasi certamente sentito parlare di lui. Paolo Rota, meccanico dopo gli studi all’Esperia, ha trascorso buona parte della sua vita chinato a curare i suoi amati Maggiolini. Intendiamoci, non ha lavorato solo con le mitiche VW e si può dire che sappia mettere le mani su ogni auto costruita dal dopoguerra in poi, ma la sua passione è sempre stata per la prima geniale creazione di Ferdinand Porsche. Di quell’auto conosce ogni vite, sa ascoltare il particolare rumore del motore come fosse un medico e la sua diagnosi è infallibile, come le sue cure. Per farsi “assistere” da Paolo arrivano da ogni parte d’Europa anche perché non sono molti a conoscere i segreti di una della automobili più razionali mai realizzate. Quando venne progettata non doveva costare più di un anno di stipendio per l’operaio tedesco e dovendo alleggerire di ogni cosa superflua la nuova vettura si arrivò alla produzione di una vettura incredibilmente robusta, adatta ad ogni clima, grazie al raffreddamento ad aria. Un vero mulo inarrestabile con motore posteriore anche questo ridotto al minimo indispensabile. Fuori produzione da pochi anni, dopo aver spopolato negli ultimi decenni in sud America con versioni rivedute ed evolute per renderla più al passo con i tempi, ha una foltissima schiera di innamorati.


Mr. MAGGIOLINO

In ogni angolo del pianeta vi troverete ad incontrarla, simbolo della genialità teutonica e, dove la troverete, ci sarà anche un proprietario appassionato e geloso che quasi mai la vuole vendere. Gli anni passano e Paolo Rota, il mitico meccanico dei Maggiolini, comincia a pensare di mettersi a riposo dopo una lunga vita di lavoro. Questo lascerà nella costernazione i tanti “pazienti” appassionati che ricoverano da lui, dal quale hanno sempre ricevuto amorevoli e sapienti cure il loro tesoro. Sarebbe un vero peccato. La sua conoscenza di quella vettura andrebbe tramandata a qualcuno che riesca ancora a smontarne (facile) e rimontarne (un incredibile gioco di incastri) il cambio. Per fortuna ancora oggi a Paolo brillano gli occhi quando ti fa vedere l’ultima bambina scovata in un fienile e riportata come nuova… Per renderne immortale la sapienza il figlio Flavio con l’amico Alessandro D’Angelo fotografi entrambi, hanno realizzato una serie di immagini che sono state esposte ad ottobre presso l’officina di Via Bono a Bergamo.


CHI C’ERA Ph. Sergio Nessi - Tx. Valentina Colleoni

TECNOCASA BERGAMO, FIDUCIA IN CRESCITA PRESENTATI LO SCORSO 19 OTTOBRE I DATI INEDITI DEL GRUPPO TECNOCASA “Maggiore consapevolezza, giusta valutazione e tassi ai minimi agevolano il mattone”: questo il titolo del convegno promosso dal Gruppo Tecnocasa lo scorso 19 ottobre a Bergamo. Un’iniziativa allestita presso il Palazzo dei Contratti e delle Manifestazioni che ha richiamato l’interesse non sono di molti addetti ai lavori ma anche di numerosi cittadini ingolositi dall’oppor tunità di acquistare un’abitazione in vir tù di condizioni davvero favorevoli. Non è un caso, dunque, se a Bergamo, nel primo semestre del 2016, le quotazioni delle abitazioni di Bergamo sono lievemente diminuite dello 0,5%. Segno che il mercato è comunque attivo grazie al ribasso dei prezzi degli ultimi anni e in vir tù dell’aumento registrato nei finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione che, nel secondo trimestre 2016, hanno collocato la Lombardia al primo posto per totale erogato in Italia. Tra i relatori presenti Mario Medini, Presidente Provinciale Anama-Confesercenti, Marco Anzini, Team Manager Tecnocasa, che si è soffermato sui numeri del gruppo, Carlo Assandri, Consulente Tecnocasa, che ha parlato dell’andamento del mercato Isem 2016, dell’analisi della domanda e dell’offer ta e di un focus sul mercato di Bergamo provincia, Mauro Sabbadini, Affiliato Tecnocasa, che ha parlato del mercato immobiliare di Bergamo città, e Mario Santoni, Consulente del credito e assicurativo, che si è soffermato sull’andamento del mercato creditizio fornendo i dati sui mutui in Lombardia e a Bergamo.

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BERGAMO SI FA SMART SABATO 12 E DOMENICA 13 NOVEMBRE SI È TENUTO IL 1° RADUNO SMART A BERGAMO CON SMART CENTER BERGAMO BY LODAUTO DI ORIO AL SERIO! Un evento tanto atteso dagli amanti della simpatica citycar, ma anche un’occasione unica per vivere la città di Bergamo da un nuovo punto di vista e per trascorrere giornate all’insegna dell’allegria, entusiasmo, scambi di idee ed opinioni. Oltre ai clienti della Concessionaria, hanno partecipato all’incredibile week-end i soci NSC Italia, lo smart Club riconosciuto a livello europeo che rappresenta un punto di incontro per persone che condividono la passione per l’universo smart. Il primo evento in terra orobica si è svolto sabato 12 novembre cominciando con una serata speciale presso lo showroom dello smart Center Bergamo in Via Aldo Moro, 5 ad Orio Al Serio: un PARTY ON THE ROAD live,  andato in onda grazie alla diretta nazionale di Radio Studio Più.  Durante la serata gli ospiti hanno potuto gustare un prelibato buffet e ritirare gadget personalizzati. Domenica 13 novembre, si è dato il via al 1° raduno smart con una ricca colazione offerta presso lo smart Center di Lodauto.  In mattinata, le numerose vetture partecipanti con altrettanti equipaggi, oltre una cinquantina, hanno sfilato lungo le mura di Città Alta non prima di aver fatto il loro ingresso dai Propilei di Porta Nuova attraversando il Sentierone  e l’alberato viale Vittorio Emanuele. Ad attendere gli ospiti, in piazza Mercato del Fieno, esperte guide turistiche che, grazie alla loro professionalità hanno ripercorso un’affascinante viaggio alla scoperta di vicoli del nostro meraviglioso borgo antico, ricco di storia, tradizione, cultura e scorci mozzafiato. Sono seguiti,  il pranzo con menù tipico, presso il Ristorante “La Colombina” e le premiazioni. Vuoi entrare anche tu nell’incredibile mondo smart? smart Center by Lodauto ti aspetta in Via Aldo Moro, 5 Orio Al Serio.

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L’ARTE DELLA PELLICCERIA. A TU PER TU CON ROBERTO PAGANO A tu per tu con Roberto Pagano, direttore della pellicceria Pagano, icona e punto di riferimento della pellicceria italiana. Un amore quello per il suo lavoro ereditato dai suoi predecessori, in particolare dal papà che vive ancora in ogni singola collezione. Un punto di tangenza tra un passato di eleganza, un presente di riconfermato stile indiscusso e un futuro che guarda molto, molto lontano...

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Pellicceria Pagano: eccoci qui tre anni dopo la nostra ultima intervista... “Sì, sembra ieri ma in effetti è già passato un bel po’ di tempo. Allora avevamo appena cambiato la nostra sede, trasferendoci dallo storico negozio di Piazza Dante all’attuale store di Via S.Orsola dove, complice uno spazio più moderno e la riscoperta di nuove sfide, abbiamo introdotto un nuovo segmento di collezione. Una scelta risultata vincente in quanto puntando anche ad una fascia di clientela più young (precisamente la donna giovane e dinamica, sempre alla moda e alla ricerca di oggetti unici), abbiamo esteso in maniera consistente il nostro core business”. Oltre a questo importante cambiamento avete introdotto altre novità? “Da dove cominciare... . Sì, ci sono stati moltissimi cambiamenti: dall’ambiente, più light, fresco e accogliente, alla gestione. Io in prima persona ho deciso di portare avanti il marchio Pagano, fondato da mio padre attorno agli anni 50”. Quindi oggi chi segue le fila di Pagano Pellicceria? “Oggi è in capo a me tutto ciò che concerne la parte stilistica, il laboratorio interno allo showroom e il con-

Creiamo esclusività per la nostra clientela


mente siamo sempre molto legati ed affezionati ai clienti italiani”. Essere imprenditori nella moda nel 2016 cosa significa? “Tanta creatività, determinazione, tenacia e quella voglia di abbracciare le sfide... e vincerle. Sempre!”. Oggi secondo voi l’eleganza in cosa consiste? “Abbiamo sempre vestito donne eleganti, anche molto famose, ma la nostra idea di donna non cambia. L’eleganza non è altro che la bellezza esaltata sottovoce. Attraverso linee, dettagli e particolari che fanno la differenza”. 

L’eleganza non è altro che la bellezza esaltata sottovoce, attraverso linee, dettagli e particolari che fanno la differenza

tatto con la clientela. Un grande aiuto arriva poi da mia figlia Roberta, fashion designer e art director che, collaborando attivamente con importanti brand a livello internazionale legati al mondo della moda, mi affianca per ciò che concerne la parte pubblicitaria e creativa”.  Parliamo di stile. Indiscussa la vostra eleganza: quali sono i tagli e le linee che oggi proponete nelle vostre collezioni?  “Lo stile Pagano rimane sempre indiscusso. L’eleganza è al primo posto, i tagli sono all’avanguardia ed i modelli unici. Ogni capo si distingue dall’altro, dando vita ad una collezione che potremmo definire “limited edition” e questo consente un valore aggiunto indiscusso, in quanto ogni nostra cliente veste un capo che apparterrà solo ed esclusivamente a lei. Un “dettaglio” che ci permette di creare esclusività per la nostra clientela”. Parliamo della vostra “materia prima”... “La vera rivoluzione è avvenuta quando la pelliccia è diventata abbigliamento grazie anche alle nuove tecniche di conceria, tintura e lavorazione che hanno consentito la messa a punto di capi morbidissimi, leggeri e caldi. La qualità delle nostre pelli è altissima, ogni lotto viene acquistato direttamente alle aste piu importanti del mondo, in particolar modo San Pietroburgo, Helsinki, Copenaghen e Seattle. Una particolarità questa che ha sempre contraddistinto la Pellicceria Pagano, rinomata proprio per la capacità e la cura con la quale vengono scelti e selezionati materiali di massima qualità, puntando spesso all’acquisizione delle pelli più esclusive presenti sul mercato, identificate come top lot”.  Oggi nello store Pagano è possibile trovare anche accessori? “Sì, nello showroom di via sant’Orsola la pelliccia, intesa come capospalla, è la protagonista assoluta ma viene accostata ad accessori in pelo esclusivi, come borse, cappelli, colbacchi o simpatici charms, perfetti come idee regalo. Inoltre abbiamo lanciato un’esclusiva collezione PAGANO HOME composta da una vasta scelta di cuscini e coperte, rigorosamente in calda e morbida pelliccia”. Il marchio Pagano oggi è distribuito anche oltre i confini italiani? “Certamente! I nostri capi sono oggi spediti in moltissime nazioni per vestire donne elegantissime: dal Sud-Est asiatico all’Arabia Saudita, dall’America alla Russia, dall’Inghilterra a tutto il Nord Europa e molti altri ancora. Ovvia-

Pagano Pelliccerie e il futuro: progetti, programmi, obiettivi? “I programmi per il futuro sono ottimisti. Stiamo già lavorando ad alcune novità. Roberta in particolare sta studiando un nuovo progetto molto ambizioso”. Un consiglio alle lettrici per essere cool la prossima stagione?  “Consiglio colori delicati e naturali. Capispalla eleganti senza però rinunciare alla praticità. Alla pelliccia tradizionale lunga e pesante, decisamente agé, si preferiscono modelli più leggeri e morbidi. Ho optato per lo zibellino barguzinsky russo, visoni perla, dai toni caldi, colori nude e pastello, anche grigi quali visone zaffiro e silver blue, che affiancano l’intramontabile nero, il bordeaux e varie gradazioni di blu”. 


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NUOVA Q2:

UNTAGGABLE! Semplicemente “untaggable” ovvero non classificabile. Così è stata definita la nuova Audi Q2, il crossover metropolitano che segna ufficialmente l’ingresso della casa bavarese in un nuovo segmento. Originalità assoluta durante l’evento di presentazione organizzato da Bonaldi Motori la sera del 10 novembre scorso che, con il massimo del dinamismo, ha coinvolto tutti i presenti con spettacolari colpi di scena. Primo tra tutti la ricostruzione nello Showroom di Bergamo di un’ambientazione in perfetto stile street style, con bancali di legno, bidoni di latta e lampioni industriali. Qui ha trovato spazio ideale l’esibizione di due performer di Parkour, una disciplina metropolitana basata sull’eccellenza e la spettacolarità del movimento sicuro e fluido tra gli ostacoli della città. Una sovrapposizione perfetta con lo spirito della nuova Q2 così coraggiosa, provocante, urbana e fuori dagli schemi. Questo grazie a caratteristiche uniche, come ha sottolineato nel suo discorso Michele Brusa, Responsabile Audi Gruppo Bonaldi: “La Nuova Audi Q2 è una vera rivoluzione per la marca, ma anche per il mercato. Con Q2 Audi entra in un nuovo segmento “B premium” e realizza una vettura perfetta per le avventure off road, ma altrettanto perfetta per l’uso quotidiano e urbano. Audi Q2 rappresenta un nuovo modo di muoversi: caratterizzata dal suo stile giovane e dalle innumerevoli dotazioni high-tech e fin dal primo sguardo si fa apprezzare per il carattere deciso ed originale”. Un vero e proprio mood metropolitano, interpretato anche dalla seconda performance live della serata realizzata da Paolo “Il Baro” Baraldi, artista bergamasco di riferimento nel panorama street che, con la sua arte ha reinterpretato proprio la Q2 su un grande murales di 6x3 metri. Impossibile inoltre non connotare la serata con una visione social che ha trovato il massimo compimento nella premiazione del contest promosso da Bonaldi Motori nelle ultime settimane. Un concorso che invitava tutti i social addicted ad inviare una fotografia che rappresentasse il proprio concetto di “untaggable”. Al vincitore attribuito il premio di un fine settimana a bordo della nuova Audi Q2 mentre a tutti i presenti la sorpresa di poter scattare, stampare e postare i lori scatti live grazie ad una “untaggable photobooth” ovvero una maxi cabina fotografica. Un vero e proprio #untaggable party, quindi, tanto inimitabile quanto frizzante, in perfetto stile Bonaldi Motori.

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CONVIVIALE LIONS DA VICINIA Alimentazione: un tema di grande importanza per tutta l'umanità. Ecco perché, in occasione del suo Centenario, Lions International ha voluto fosse inserito tra uno dei quattro temi sui quali centrare l'impegno di tutti i soci sparsi per il globo. Proprio seguendo questo filo conduttore, il Lions Club S. Alessandro ha organizzato, l'11 novembre, una serata dedicata al cibo ed al corretto stile alimentare. Location perfetta scelta per l'evento il negozio biologico-naturale Vicinia, in via XXIV Maggio, 50 a Bergamo, emblema dell'alimentazione vegan e salutista. Ospite d'onore della serata l'ormai famoso chef Mirko Ronzoni, bergamasco doc, vincitore di Hell's Kitchen e attuale sous chef di Carlo Cracco, nella nuova serie in onda in questi giorni su Sky. La sua arte culinaria ha così deliziato tutti gli ospiti sopraggiunti per degustare uno squisito apericena a base di piatti vegan ricchi di gusto e qualità. La serata è poi proseguita con una conferenza tenuta dal dr. Marco Rado dal tema "Le difficoltà di apprendimento. Un approccio differenziale ad un problema sempre più comune": un argomento di grande importanza in questi tempi moderni nei quali vengono periodicamente registrati aumenti in fatto di dislessia, disgrafia, discalculia, calo di attenzione, iperattività. Patologie che, secondo quanto indicato dal Dr. Rado, dimostrano la correlazione tra alimentazione e problematiche sensoriali, in particolare alla vista e all’udito, e questi disturbi. La serata è stata così un momento importante per dibattere su questi importanti temi, consapevolizzando ancora di più i soci del Lions Sant'Alessandro sull'importanza di essere attivi in un ambito così essenziale. Gli altri temi sui quali saranno impegnati nei prossimi mesi saranno la fame, l'ambiente, i giovani e la vista: tutti argomenti che occupano un posto di riguardo e intorno ai quali verranno senza dubbio sviluppati incontri, iniziative ed eventi di grande rilievo.

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Maurizio Valzania

BUON CAPPOTTO A TUTTI

UN FREDDO DA CAPPOTTO Forse non ne avevamo voglia ma eravamo cer ti che l’inverno da un giorno all’altro ci sarebbe piovuto addosso ma speravamo magari non con questa rapidità, una vera iattura per i golfisti ed i ciclisti ma una gioia per tutti quelli che amano gli spor t invernali e... anche per me che nel mio atelier di abbigliamento ho dedicato una par ticolare attenzione alla scelta dei cappotti perchè questa è la novità per l’inverno: il ritorno del cappotto. Sicuramente non manderemo in pensione il piumino così pratico e caldo che per un decennio ci ha accompagnato nei giorni più freddi e non solo, dato che la tecnologia ci ha offer to la soluzione leggera da usare anche nelle mezze stagioni ma, indossare un bel cappotto è proprio un’altra cosa. E poco impor ta se il tessuto non è prezioso, conta maggiormente il design che dovrà come sempre essere adatto alla persona che lo indossa. Intendo dire che per chi ha una figura minuta sarà meglio non optare per un modello di ispirazione militare, lungo e largo con i tasconi applicati, perchè sembrerebbe ancora più piccolo. Al contrario per un figura decisamente pienotta meglio non scegliere un modello cor to e attillato. Per quanto riguarda la dimensione dei colli, considerato che la moda spazia proponendo tanti modelli, per quelli che hanno le spalle strette sarà meglio scegliere un collo piccolo mentre per quelli che le hanno larghe sarà più oppor tuno un collo proporzionato. Lunghissimo, doppio petto e con le spalle impor tanti, il cappotto di quest’inverno sarà trendy anche nei tessuti double, maxi spigati e quadrettati. Le nuove linee ci meraviglieranno visto che per tanto tempo quei pochi cappotti che si vedevano in giro erano cor ti, essenziali e con le dimensioni ridotte al minimo. Quindi, per concludere, il mio augurio per questo inverno: un buon cappotto a tutti.

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FUOCHI DI PAGLIA

LA VITTORIA DI TUTTI

Giorgio Paglia www.fuochidipaglia.it

A pochi giorni dall’uscita di questo numero di novembre gli elettori saranno chiamati ad esprimersi sul referendum consultativo fortemente voluto da Renzi e dalla Boschi. Mentre scrivo, siamo ancora sub judice e ci sono dubbi circa il possibile spostamento della data del 4 dicembre. E questo la dice lunga su come vanno le cose nell’Italia dei ricorsi e dei tribunali. Per mesi non si è parlato d’altro che delle ragioni del Sì e del No, terremoto a parte purtroppo. Tutto sembra ruotare intorno al referendum e poco importa se i dati della nostra economia fanno intravedere scenari ancora bui. Il paese si è spaccato in due e i 5 quesiti sono passati in secondo piano rispetto alla teorica potenzialità di mandare a casa il Governo e il suo premier non eletto dal popolo. C’è da dire che le domande sulla scheda sono state poste in modo da agevolare smaccatamente il Sì, anche perchè solo un imbecille sarebbe (in via concettuale) contrario ai benefici semplificativi e finanziari che i 5 punti contengono. Sarebbe troppo lungo spiegare dove è l’inghippo e persone molto più preparate del sottoscritto hanno già espresso fiumi di parole sull’argomento. Qual’è il vero problema allora? Che Renzi ha voluto personificare il risultato di una consultazione che, se avesse seguito le normali vie della politica, sarebbe stata probabilmente un plebiscito per il Sì. Un “de ja veu” di recente memoria in Europa: lo stesso identico errore commesso dall’ex premier britannico Cameron con la Brexit. Infatti la appalesata arroganza da vittoria di Renzi, che aveva come secondo fine quello di far definitivamente soccombere la sua opposizione interna, gli ha fatto proclamare più volte che, qualora non avesse vinto il Sì, avrebbe smesso di far politica e si sarebbe immediatamente dimesso. Mai essere troppo sicuri, soprattutto in politica, perché i lunghi coltelli son sempre pronti a volare. Da quando è in carica questo Governo (febbraio 2014), si sono viste un sacco di promesse pirotecniche e annunciate, ma di fatti concreti, suffragati da risultati tangibili, ben pochi. Anche la spesa statale non è stata messa sotto controllo, anzi continua ad aumentare di pari passo col deficit pubblico. Ma il nostro Primo Ministro ha una caratteristica personale che lo rende inviso a tanta gente. Ha un fare da sbruffone, sempre sopra le righe, con una comunicazione che rasenta quella del teleimbonitore. Già il fatto di essere giovane non lo aiuta, ma uno con un pedigree di vita come il suo non può permettersi un’arroganza così palese. Renzi non si esprime, sentenzia. Non parla, proclama promesse futuribili. Sembra essersi dimenticato che in questi due anni la crisi economica ha colpito duro e oggi in Italia ci sono più di 4 milioni e mezzo di persone in povertà. La forza dell’esempio positivo, che viene sempre dall’alto, non è stata una sua caratteristica e allora diventa difficile governare saggiamente un popolo. Ancora. Le bugie hanno le gambe corte e, in un mondo telematico di dati certificati come il nostro, si ha immeditamente il riscontro reale di ciò che si dice. Vi ricordate i ristoranti pieni di Berlusconi? Poi sappiamo bene come è andata a finire. In ultimo, certe frequentazioni e certe scelte di Governo, dove alloggia gente come Verdini e Alfano, hanno fatto storcere il naso anche alla massa idealista della sinistra. Così i nemici e gli oppositori sono arrivati a frotte. Ed ecco il miracolo populista. Non è parso vero al quasi il 70% degli italiani che non vota il PD di poter mandare a casa il premier fiorentino in un colpo solo. Ed ecco che la consultazione è diventata una semplice questione di voto pro o contro Renzi e i suoi sodali. Allora i pronostici cambiano al volo. L’unico dubbio è l’affluenza al voto perché, anche se non c’è il quorum, l’assenteismo pesca di più nel centrodestra (schierato per il No), che nel centrosinistra. Ma cari elettori, esiste una differenza non da poco con l’Europa. Gli inglesi non sono gli italiani e soprattutto Renzi non è Cameron, che si è dimesso il giorno dopo il referendum. Vedrete che, se dovessero vincere i No, verranno sollevati tanti di quei cavilli giustificativi e spaventevoli tali da “costringere” il nostro Primo Ministro a rimanere al suo posto pur di salvare il paese. Con tanti saluti alla coerenza e all’etica comportamentale degli impegni assunti. A meno che qualcuno, d’accordo col Colle, non stia già preparando un bel paio di scarpe nuove al troppo sicuro Matteo. Comunque vada, c’è una certezza: vedremo l’Italia dei soliti ciarlatani, dove tutti avranno vinto a prescindere!   Anche su Twitter: @Fuochidipaglia


è una realtà di multi-brand store che opera nel sistema moda fin dal 1990, dislocata nella provincia di Brescia e nell’area del Lago di Garda ma con punti vendita presenti, oltre che a Molinetto di Mazzano (Bs), Desenzano del Garda (Bs), Concesio (Bs) e Cellatica (Bs) anche a Verona, Madonna di Campiglio (Tn) e Forte dei Marmi (Lu). Alcuni tra i numerosi marchi presenti all’interno dei negozi sono: Alberto Biani, Aviu, I’m Isola Marras, Enza Costa, Jacob Cohen, Liviana Conti, Maurizio Pecoraro, Paul Smith, Ted Baker, Tsumori, Zucca, Z di Zegna, Woolrich, Love Moschino, M-Missoni, 8PM, Class Cavalli, Don Dup, Max Mara, CK jeans, Pinko, Jil Sander, Paoloni, See by Chloé, Ungaro. Ma il vero protagonista dei nostri spazi è il cliente, in quanto siamo convinti che lo shopping debba sempre più diventare un’esperienza emozionale. L’esclusività di Magazzini Firme viene ancor più amplificata dal concetto avant-garde proponendo un’area dedicata al living, che racchiude arredo casa nella sua totalità, spaziando tra stili ed atmosfere sensoriali. Una realtà che non offre solo shopping ma un luogo dove trascorrere del tempo in un ambiente piacevole e rilassante. Alcuni tra i marchi di home dècor sono: Venini, Fornasetti, Alessi, Missoni home, Trussardi, Blumarine, Seletti, Kartell e molti altri. Magazzini Firme esprime alla perfezione lo stile contemporaneo e dedica attenzione ad un buon brand-mix, alternando low cost ad importanti maison abbracciando così una più ampia clientela.

Mood contemporaneo dalle linee essenziali. Il gilet in volpe di Lesnoir impreziosito da profilo in pelle e chiusura mediante ganci in oro, completamente foderato e rifinito da tasche laterali, si fonde con la maglia a costine stretch bicolore di Aviu a maniche lunghe con scollo a V, ricoperta da preziosi fili lurex. I jeans a vita bassa in velluto di Pinko con il fondo a zampa e la borsa Love me tender di Pinko con patch, completano il look per una rivisitazione e un sapore tipico degli anni 70. Calza tricot in mohair e canapa

SHOOTING IN VILLA


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Lo street style incredibilmente femminile dal mood rock. Pantaloni leggings Poetry in pelle dal taglio stretto con chiusura laterale e zip. Maglia morbida silver a maniche corte di London look, un progetto fashion low cost che nasce a Londra tra Oxford street e Camden Town; dalla consapevolezza che il mondo del retail è completamente cambiato, un prodotto fashion, cool e frizzante per un consumatore sempre piÚ trasversale. Bomber Revise in ecopelle ricoperto da scintillanti paillettes multicolor, rifinito da chiusura con bottoni a clip, fondo e polsini arricciati. La scelta assoluta per uno stile rock-elegante è rifinita dalla borsa- marsupio di Pinko con tracolla impreziosita da pietre dorate.

Calza a trafori in lurex antico


Parigina in lurex antico con baguette di pizzo

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La naturalezza è la forma più autorevole dell’eleganza. Cappotto di Alberto Biani; La femminilità trova la sua massima espressione nel seducente ed elegante abito in voile di Pinko con scollo a V e maniche ampie, e nella borsa in cavallino maculata di Class Cavalli con catena dorata. L’eleganza nel culto della linea, nella ricerca dei materiali e delle lavorazioni più sofisticati e nel massimo dell’artigianalità Made in Italy.

Villa Mazzucchelli Event & Meeting Center Circondata da un rigoglioso parco secolare,Villa Mazzucchelli è la location ideale per celebrare eventi, meeting e ricevimenti in una cornice di assoluto prestigio. Il suggestivo salone a croce greca, corpo centrale della Villa, e le salette ad esso adiacenti con pavimentazione in antico seminato veneziano e arredi in stile settecentesco, sono ideali per ricevimenti importanti e ricercati. Le antiche cantine della Villa garantiscono un’ambientazione unica a meeting, congressi e incontri di lavoro, in grado di coniugare comfort, efficienza ed eleganza. La collaborazione con eccellenti professionisti del settore, la cura e la dedizione con cui ogni evento viene seguito, consentono di realizzare un evento su misura secondo il gusto e l’esigenza del cliente. Per info e sopralluoghi tel. 030 212421 via G. Mazzucchelli, 2 Ciliverghe di Mazzano (Brescia) www.villamazzucchelli.it

Agency: Image Time Agency - www.image-time.it Model: Valeria Per la location si ringrazia: Villa Mazzucchelli - Event & Meeting Center Via G. Mazzucchelli, 2 - Ciliverghe di Mazzano (BS) www.villamazzucchelli.it Per gli abiti e gli accessori si ringrazia: Lilla S.p.A. International Group Via S. Rocco 71/73 - Molinetto di Mazzano (BS) www.lillainternationalgroup.it Per le calze si ringrazia: Calzificio DéPio Via Tito Speri, 29 - Botticino Sera (BS) www.depio.it


NUOVA PORSCHE PANAMERA

La nuova Porsche Panamera unisce più che mai due peculiarità opposte: la performance di un’autentica sportiva e il comfort di una berlina di categoria superiore. Una Gran Turismo di nuova concezione, completamente rinnovata. La seconda generazione Panamera diventa icona di performance fra le vetture di classe più elevata. Porsche ha sviluppato con coerenza il concept Panamera trasformando la vettura in una quattro porte progettata e rinnovata in ogni minimo dettaglio. Motori e cambi sono stati riprogettati, il telaio perfezionato, la logica dei comandi e dei display reinterpretata in modo avveniristico.


La nuova Panamera amplia i confini fra sportiva ad elevate prestazioni e comoda Gran Turismo grazie a concetti chiave nella dinamica di guida come lâ&#x20AC;&#x2122;asse posteriore sterzante, la compensazione attiva del rollio e le sospensioni pneumatiche con tecnologia a tre camere.


NUOVI STANDARD DI PRODUZIONE

Innovative tecnologie di giunzione, strutture multimateriali ed uso su larga scala di alluminio: il nuovo reparto carrozzeria nello stabilimento Porsche di Lipsia è uno degli impianti più moderni e innovativi del suo genere nel settore automobilistico. Alla produzione della nuova generazione della Panamera operano complessivamente 475 robot e circa 200 addetti per turno seguendo il flessibile sistema di assemblaggio denominato Modular Standard Toolkit (MSB), con una struttura verticale di produzione superiore al 90 per cento. La carrozzeria esterna completa della nuova Panamera è realizzata esclusivamente in alluminio e nel complesso, la carrozzeria è composta per il 45 per cento di alluminio. Questo richiede un altissimo livello di competenza nella realizzazione dell’attrezzatura e nella finitura superficiale. La carrozzeria è costituita da circa 430 parti, assemblate utilizzando processi meccanici e termici che sfruttano tecnologie all’avanguardia e la nuova Panamera, presenta il 50% in meno di punti di saldatura rispetto alla Macan. Per contro, in ogni carrozzeria prodotta sono montate 600 viti FDS. Le viti automaschianti a sezione trilobata formano il filetto necessario durante l’assemblaggio e congiungono acciaio ed alluminio in modo ottimale. Altri processi utilizzati includono ribaditura, saldatura laser e clinciatura dell’alluminio. Quest’ultimo processo permette di unire tra loro lamiere mediante deformazione plastica a freddo. Un ulteriore fiore all’occhiello nella tecnologia di giunzione è l’uso della graffatura per assemblare le fiancate alla carrozzeria. Oltre ad essere uno degli impianti produttivi più innovativi al mondo, lo stabilimento Porsche di Lipsia è anche uno dei più eco compatibili. L’uso sostenibile delle risorse ha giocato un ruolo chiave nella recente espansione della fabbrica. Il nuovo reparto carrozzeria rinuncia all’impiego di aria compressa e utilizza in modo mirato tecnologie di giunzione ad alta efficienza energetica. I pannelli fotovoltaici installati sul tetto di questo reparto, forniscono una parte considerevole del fabbisogno energetico della fabbrica. Dal 2009, anno in cui la Panamera è stata lanciata sul mercato, le carrozzerie sono state prodotte e verniciate nello stabilimento Volkswagen di Hannover, prima di essere trasportate a Lipsia per il montaggio. Ora, la nuova generazione della Panamera viene prodotta completamente a Lipsia. Per ospitare la produzione completa della Panamera, Porsche ha ampliato per la quarta volta il proprio stabilimento di Lipsia. L’ampliamento, costato circa 500 milioni di euro e completato in poco meno di due anni, ha comportato la creazione di nuove strutture, tra cui un nuovo reparto carrozzeria con una superficie produttiva di circa 60.000 metri quadrati. Inoltre, per la realizzazione della nuova generazione della Panamera, Porsche ha creato 600 nuovi posti di lavoro.


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DALÌ EXPERIENCE BOLOGNA – PALAZZO BELLONI FINO AL 7 MAGGIO 2017

UNA MOSTRA CHE SITRASFORMA IN UN’ESPERIENZA CULTURALE INNOVATIVA,“DIFFUSA” E IMMERSIVA

Organizzato da con-fine Art con il patrocinio del Comune di Bologna, l’evento espositivo dedicato al genio intramontabile di Salvador Dalì (Figueres 1904 1989), avrà sede a Palazzo Belloni, prestigioso edificio storico bolognese, fulcro di una manifestazione senza precedenti che coinvolgerà e animerà tutta la città. Circa 200 opere, provenienti dalla Collezione “The Dalì Universe”, una delle più ricche documentazioni della storia artistica di Dalì, saranno protagoniste di un percorso interattivo e multimediale, che invita il visitatore ad un’esperienza coinvolgente e partecipativa. Si tratta di 22 sculture museali, 10 opere in vetro


realizzate alla fine degli anni â&#x20AC;&#x2DC;60 in collaborazione con la famosa cristalleria Daum di Nancy, 12 Gold objects, piĂš di 100 grafiche tratte da 10 libri illustrati e 4 sculture monumentali che saranno posizionate in punti strategici del centro storico. A cura del gruppo creativo Loop, eccellenza italiana nella progettazione di tecnologie interattive applicate allâ&#x20AC;&#x2122;arte e al design,


DALÌ EXPERIENCE

Dalì Experience nasce per avvicinare il grande pubblico agli aspetti meno conosciuti del fantasmagorico artista catalano, con un approccio di ultimissima generazione. I visitatori si immergeranno nel labirinto della mente poliedrica dell’autore per scoprire i risultati creativi della sua infinita immaginazione. Un viaggio attraverso le multi-dimensioni: dalla bidimensionalità delle grafiche, alla tridimensionalità delle sculture, fino alla quarta dimensione virtuale al di là dello spazio e del tempo. Lo spettatore sarà continuamente stimolato a mettere in campo tutti i sensi per interagire con l’Universo Dalì, in cui le opere dialogano con installazioni interattive (animazioni 3d, realtà aumentata, proiezioni immersive) in un tour di continua scoperta e sorpresa, che invita a sperimentare. Nel percorso espositivo si scopriranno le diverse anime del maestro, il cui contributo creativo non è solo associato alla pittura surrealista ma tocca i più diversi e fertili ambiti della cultura del XX secolo: dal cinema alla moda, dal design alla pubblicità, dalla letteratura alla cucina, fino alla psicanalisi, alla fisica delle particelle e alle nuove tecnologie. Sono programmati appuntamenti ed eventi “surreali” a 360 gradi, che si svolgeranno anche a sorpresa e in luoghi imprevedibili, in partnership con istituzioni e realtà locali, in un continuo rapporto fuori-dentro, online-offline, reale-virtuale. Per esempio sarà a disposizione una App di Realtà Aumentata per osservare il paesaggio urbano con lo sguardo di Dalì scoprendo gli strani oggetti del suo mondo distribuiti su tutto il territorio, e fare foto da condividerle sui principali social network, dove la mostra avrà una presenza costante con l’hashtag #daliexperience.


Dalì Experience è, inoltre, la prima tappa di un progetto di ampio respiro e inaugura la centralissima location di Palazzo Belloni, strategicamente posizionata tra piazza Malpighi e piazza Maggiore. Uno spazio espositivo di circa 800 mq al piano terreno che si propone come punto di riferimento per un nuovo modo di fare mostre in senso interdisciplinare, aperto ed esperienziale. Anche il catalogo, realizzato da con-fine edizioni, curato da Claudio Mazzanti e Gino Fienga con la direzione artistica di Patrizio Ansaloni, proporrà stimoli e suggestioni originali, sollecitando il lettore a una nuova complicità. DALÌ EXPERIENCE 25 novembre 2016 – 7 maggio 2017 Palazzo Belloni, Via Barberia 19 Bologna INFO T 051 6555000 info@confineart.com - www.daliexperience.it


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LE CASE MOBILI DELL’ACCADEMIA DELLO SPORT PER LA SOLIDARIETÀ DI BERGAMO ARRIVATE AD AMATRICE: «UN REGALO GRANDISSIMO»

Sono arrivate ad Amatrice, centro più colpito dal terribile sisma del 24 agosto scorso, le tre case mobili donate dall’Accademia dello Sport per la Solidarietà di Bergamo ad altrettante famiglie di agricoltori della cittadina più duramente colpita dal terremoto, un aiuto concreto che dà sollievo. “Sono bellissime, molto confortevoli - racconta Mauro Gianni, uno dei destinatari delle abitazioni provvisorie - Qui viviamo mia suocera, i miei nipotini ed io: con noi c’è anche un bimbo di dieci mesi... sono stati giorni durissimi”. Gianni è un agricoltore, così come le altre famiglie aiutate dall’associazione bergamasca: “Non voglio lasciare questa terra e nemmeno potevo, perché ho le mie bestie e la mia azienda. Dobbiamo ripartire, il ritorno alla vita quotidiana passa anche dal lavoro, dal rianimare l’economia della zona”. Giovanni Licini, anima dell’Accademia, impegnato da diverse settimane a coordinare il progetto, ci racconta: “Ormai con queste persone abbiamo un rapporto giornaliero, ci sentiamo con grandissima frequenza: le abbiamo adottate, siamo quasi un’unica famiglia, a febbraio poi saranno con noi a Bergamo per l’iniziativa in cui doniamo a diverse associazioni del territorio quanto raccolto nei nostri tornei annuali di tennis e golf. È una grandissima soddisfazione vedere che il nostro impegno è concreto: è un lavoro caparbio, è il nostro obiettivo da anni, sapere che le persone possono toccarlo con mano ci riempie d’orgoglio”. Col freddo alle porte, l’ultimo contributo dell’Accademia è prezioso: sono in partenza per Amatrice anche dei termoconvettori e delle stufette elettriche per riscaldare al meglio gli ambienti delle casette. A oltre un mese dalla scossa più devastante, il dolore resta profondo, indelebile, ma altrettanto tenace è la forza di chi vuole ripartire, e ogni aiuto è una spinta verso la serenità. “Per chi ha perso tutto, questo è meglio di un albergo a cinque stelle. Stiamo finendo di collegare i servizi, tra poco sarà pienamente operativa - spiega Massimiliano Guerrini, figlio di Maria Lauretti, imprenditrice agricola che ha ricevuto un’altra delle tre case mobili messe a disposizione dall’Accademia dello Sport per la Solidarietà di Bergamo - “Qui si stabilirà mia madre, io la seguirò con mia moglie e mio figlio. Non vogliamo mollare, vogliamo resistere, questa è la nostra terra. Penso anche a mio figlio... Questi momenti non sono facili da superare, abbiamo avuto un lutto pesante: per lui, cercare di continuare una vita normale è prezioso, anche solamente frequentare la scuola di sempre può essere un conforto. Poi mia madre ha un’azienda agricola, il nostro lavoro è qui”. È la forza di chi sceglie di restare, è la lotta quotidiana dentro una tragedia profonda. Ogni aiuto è fondamentale, quello dell’Accademia è una gioia che riempie il cuore.


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A cura del Direttore Johnny Vinella

RESIDENZA SAN SISTO: DUE AMICI A QUATTRO ZAMPE

Se è vero che il cane è il migliore amico dell’uomo, l’interazione con l’animale può avere anche un importante valore terapeutico sotto il profilo cognitivo, emotivo e relazionale. Con questa finalità, dallo scorso mese di aprile, la Residenza Anni Azzurri “San Sisto” di Bergamo ha attivato un progetto di Pet therapy rivolto ai propri ospiti, grazie alla collaborazione con il Centro Cinofilo Liberi Insieme. “Il progetto ha per noi un’importanza fondamentale, e rientra nelle terapie non farmacologiche che trovano ampio spazio nell’assistenza e nella cura dei nostri ospiti”, afferma il direttore della Residenza Anni Azzurri San Sisto, dottor Johnny Vinella. Dharma, un flat coated retrivier, e Karenin, un pastore australiano, sono ormai diventati una presenza costante e attesa per gli ospiti

del pelo è mezzo di stimolo per muovere parti del corpo, in un’interazione che può generare emozioni più o meno intense, provocare piacere, stimolare il ricordo e le memorie passate. C’è poi tutta l’attività legata alla cura dell’animale: nutrire il cane, dissetarlo, spazzolarlo stimolano negli ospiti l’empatia, il prendersi cura dell’altro. Sentirsi utili, inoltre, accresce i livelli di autostima. Il gioco è un’altra importante dimensione della Pet therapy, per stimolare l’entusiasmo e il benessere degli ospiti nell’interazione con l’animale domestico, attraverso l’utilizzo di piccoli pupazzi e palline. C’è poi l’aspetto della mobilità: mediante un lavoro di stimolo sul cane vengono effettuati movimenti indicati per potenziare la mobilità dell’ospite. Anche la stimolazione sensoriale offerta dal cane è fon-

della struttura: due veri amici a quattro zampe che offrono agli anziani stimoli sempre nuovi e occasioni di interazione. Il progetto si svolge due giorni alla settimana e si divide in incontri di gruppo e individuali, che permettono di raggiungere anche quegli ospiti che a causa della loro patologia sono costretti a letto o le persone più compromesse che possono trarre un enorme beneficio da questi incontri. Nella struttura - che accoglie anziani autosufficienti e non autosufficienti per soggiorni di lungo periodo o temporanei - le attività con gli animali rivolte agli ospiti vengono di volta in volta proposte in base agli stimoli ottenuti e si dividono in diverse tipologie: la Pet therapy, infatti, comprende un ampio ventaglio di interazioni, a partire dal contatto con l’animale. Accarezzare il cane, percepirne la morbidezza

damentale: la “sperimentazione” sensoriale per mezzo dell’animale porta a scoprire superfici, colori, profumi, suoni e sapori in modo diverso e sotto una nuova prospettiva. Se l’obiettivo primario della Residenza Anni Azzurri San Sisto, come ricorda il direttore Vinella, “è quello di offrire ai nostri ospiti servizi e assistenza ottimali per una migliore qualità di vita supportata dal calore umano”, anche i due amici a quattro zampe della struttura contribuiscono a creare un clima accogliente e familiare, perché utilizzano un codice di comunicazione non verbale che fa perno sull’empatia, e suscitano la fiducia degli anziani. La Pet therapy ha anche importanti risvolti motivazionali e ricreativi, in quanto facilita la comunicazione con gli altri, migliora la percezione di sé, le abilità sensoriali e l’affettività.

In collaborazione con

Via Colognola ai colli, 8 - Bergamo Tel. 035 08641 - Fax 035 19909256 residenzasansisto@anniazzurri.it johnny.vinella@anniazzurri.it


CASA DI CURA BEATO PALAZZOLO

U.O. DI ORTOPEDIA UNA RISPOSTA ALLE NUOVE ESIGENZE DEL PAZIENTE IL PROGRESSIVO MIGLIORAMENTO DELLE CONDIZIONI SOCIO-ECONOMICHE (E QUINDI DELLA QUALITÃ&#x20AC; DELLA VITA), I RISULTATI CONSEGUITI NEL CAMPO DELLA RICERCA BIOMEDICA E LE CONSEGUENTI RICADUTE POSITIVE SULLE CURE EROGATE HANNO PROGRESSIVAMENTE MODIFICATO LA RICHIESTA DI PRESTAZIONE SANITARIA


Come ci ha spiegato il Dr. Pierluigi Ciceri, Direttore del Dipartimento chirurgico e Responsabile del reparto di Ortopedia e Traumatologia della Casa di Cura Palazzolo, “oggi vengono richieste cure di eccellenza, liste di attesa accettabili, tempi di ricovero ridotti e confort durante la degenza”. Pierluigi Ciceri è alla guida di un reparto dove si eseguono circa 5.000 visite ambulatoriali e oltre 1.500 interventi chirurgici ogni anno e dirige una Unità Operativa dotata di 21 posti letto accreditati.


U.O DI ORTOPEDIA UNA RISPOSTA ALLE NUOVE ESIGENZE DEL PAZIENTE

Come si concilia Dr. Ciceri la necessità di una alta 'qualità' di cura e assistenza con le risorse disponibili sempre più limitate? “È innegabile l’impatto socioeconomico sulle scelte chirurgiche in ortopedia. Il compito del Responsabile è quindi quello di contenere i costi pur garantendo elevata la qualità degli interventi. A questo scopo: 1) La Casa di Cura ha ritenuto indispensabile l’attivazione di un sistema di qualità diffuso a tutti i livelli organizzativi. Eccellenza delle prestazioni e sicurezza dei pazienti rappresentano gli obiettivi strategici prioritari del piano della qualità; 2) La condivisione delle scelte in termini di risorse e materiali delle migliori società del commercio ha creato una fattiva e corretta interazione tra personale medico e amministrativo permettendo di raggiungere una massima valorizzazione delle risorse professionali di ciascun operatore; 3) L’istituzione del dipartimento chirurgico, oltre a rappresentare un effettivo strumento di integrazione professionale, ha creato una ottimizzazione delle risorse e un importante contenimento dei costi”. Quali sono i principali interventi effettuati nella vostra Unità Operativa? “Chirurgia protesica di anca e di ginocchio sia con tecniche tradizionali, sia con tecniche innovative, come la chirurgia miniinvasiva e la navigazione computer assistita.

Chirurgia con mini accesso e tecniche artroscopiche per riparazione delle lesioni della cuffia dei rotatori e della lussazione recidivante di spalla; artroscopia di ginocchio dedicate a trattamento di rotture meniscali, legamentose e cartilaginee; chirurgia per la cura della sindrome del tunnel carpale e delle tenosinoviti della mano; chirurgia per correzione di alluce valgo e deformità acquisite delle dita del piede; chirurgia del piede piatto-valgo-pronato nei bambini”. Nell’arco di vent’anni vi è stato un progressivo aumento del numero degli interventi nella vostra Unità Operativa. Quali sono i motivi di tale risultato? “Sono molteplici i fattori che ci hanno permesso di raggiungere questi obiettivi: 1) Il paziente viene seguito in tutto l’iter diagnostico-terapeutico dal medico specialista di riferimento;

2) Il reparto ortopedico si avvale di personale di pluriennale esperienza in continua formazione proveniente dalle principali realtà ospedaliere e altamente qualificato (8 specialisti in Ortopedia e Traumatologia, 4 assunti e 4 liberi professionisti); 3) Una equipe costante nel tempo ed abituata a lavorare insieme, che ha raggiunto risultati di eccellenza, dimostrandosi sempre pronta ad acquisire tutto ciò che la moderna tecnologia mette a disposizione; 4) Personale sanitario di reparto e sala operatoria che contribuisce in modo determinante al nostro successo impegnandosi a creare un clima oltre che di professionalità, di dialogo, dando confort e sollievo ai pazienti durante la degenza; (Foto di reparto e di sala operatoria) 5) Reparto e sala operatoria recentemente ristrutturati con interventi che rispondono ai più moderni criteri di progettazione di ambienti ospedalieri; 6) Possibilità di usufruire del servizio di riabilitazione specialistica dopo interventi di protesi di ginocchio e anca”.


Obiettivi per il futuro? “1) Interventi di chirurgia mini-invasiva, quando portino effettivi vantaggi ai pazienti. Si ottiene così: la riduzione del dolore post operatorio; una migliore e più rapida ripresa post-operatoria; la riduzione delle complicanze post-operatorie (in particolare riduzione del rischio di infezioni); un minore traumatismo tissutale e un minore danno estetico. 2) Dimissioni precoci, quindi potenziamento della attività di Day Surgery, ovvero la “Chirurgia in un giorno”, una modalità di ricovero ospedaliero programmato che consente di effettuare interventi chirurgici su pazienti che presentano patologie di piccola e media gravità, in anestesia locale o generale, con degenza breve e dimissione il giorno stesso dell’intervento. L’intervento in Day Surgery viene eseguito su pazienti giudicati clinicamente idonei dall’Ortopedico e dall’Anestesista dopo una preventiva visita ambulatoriale. In prospettiva, il reparto ortopedico necessiterà di un minor numero di posti letto per l’assistenza dei pazienti in ricovero ordinario, a fronte di un previsto incremento significativo delle attività in Day Surgery e di un potenziamento dei servizi ambulatoriali”.


mettetevi comodi

presenta

LE CASE PIÙ BELLE DEL MONDO INTERIOR D’AUTORE SULLE SPONDE DEL LAGO DI COMO Sofisticate ambientazioni dallo stile classico attualizzato La suggestiva cornice del lago di Como, la luce onnipresente, insieme all’atmosfera di eterea quiete, sono gli elementi che caratterizzano il nuovo progetto realizzato da Turati Boiseries per una residenza le cui stanze sono arredate sartorialmente, su misura, come un prestigioso abito. Creare una cornice sobria e rigorosa da un lato, ma anche accogliente e confortevole dall’altro, è stata la richiesta della committenza, per la quale la maison di Mariano Comense ha messo in scena un progetto hand made nel rispetto della storicità dell’edificio, simulacro di un concetto d’abitare che non si altera negli anni. Qui, il significato della parola “lusso” è sinonimo di ottimizzazione degli spazi e valorizzazione degli ambienti dove l’anima del legno raggiunge la sua massima espressione in pareti in pannello dalle tinte avvolgenti, impreziosite da finissime lavorazioni artigianali che esaltano i colori pastello. Il legno infonde grande eleganza alle stanze; sapientemente armonizzato a dettagli preziosi, da vita a maestose pareti dal fascino eterno, a pre-


LE CASE PIÙ BELLE DEL MONDO giati intarsi e a complementi d’arredo in grado di rispondere alle esigenze più elevate. Le realizzazioni su misura si traducono così in un gusto classico tipico di Turati. Nonostante ciò le boiseries e gli elementi iconici della maison di Mariano Comense si alternano nelle stanze con effetti diversi, delicati e misteriosi, poiché ognuna di esse ha un suo tema distintivo. È qui, sulle sponde del lago manzoniano, che l’eredità della tradizione mobiliera di Turati si fonde al valore del presente nell’arredamento con pezzi d’autore che siglano uno stile lontano da inutili eccessi, vicino all’essenza dello spazio progettuale, che dura nel tempo. L’allure della zona giorno anticipa uno stile austero e al contempo accogliente che si può ripercorrere nei diversi ambienti della residenza comasca. Nella zona living la scelta cromatica e gli arredi realizzati dai maestri ebanisti di Turati Boiseries si orchestrano magistralmente negli spazi, dove la luce diffusa dona una sensazione di grande armonia compositiva. Questo tassello interpretativo del progetto costituisce un elemento di continuità nelle altre stanze: passando alla zona notte il concept cromatico cambia pur mantenendo una continuità compositiva con l’immagine precedente. La dialettica tra identità definita di questo ambiente e la naturale esigenza di contemporaneità si celebrano attraverso l’accostamento di dettagli e finiture realizzati a disegno, emblema di come da necessità nasca l’estetica. www.turatiboiseries.com


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ILLY ART COLLECTION

EMILIO PUCCI PER


Emilio Pucci e illy, due leader dell’eccellenza italiana, hanno dato vita alla loro prima collaborazione. Il marchio di moda fiorentino e l’azienda di caffè triestina si sono uniti per la creazione di una nuova collezione di tazzine da caffè decorate. Le tazzine, che entreranno a far parte della celebre serie illy Art Collection, comprendono sei esclusive stampe Pucci “Cities of the World”, disegnate a mano e raffiguranti paesaggi caratteristici dei luoghi a cui sono dedicate, inclusa la stampa Battistero creata dal Marchese Emilio Pucci nel 1957. “È la prima volta che collaboriamo con un marchio di moda” ha dichiarato Carlo Bach, Direttore Artistico e Creativo di illy. “Ma Emilio Pucci era in realtà un artista, dunque aveva assolutamente senso dare vita in questa collezione alla sua visione duratura e al suo stile inconfondibile.” “Mio padre disegnava, dipingeva e creava continuamente,” afferma Laudomia Pucci, figlia del Marchese e attuale Direttore Immagine del marchio. “In un certo senso, è sempre stato un artista e un sarto, quindi è meraviglioso vedere il suo lavoro insieme a quello di un gruppo di artisti contemporanei molto riconosciuti.” Dal suo esordio nel 1992, la illy Art Collection ha visto la collaborazione di centinaia dei maggiori artisti contemporanei, tra cui figurano icone quali Marina Abramović, Robert Rauschenberg, Jeff Koons, Julian Schnabel, Anish Kapoor e Daniel Buren. Ognuno ha lasciato la propria creatività e segno personale sulle tazze illy, creando un ricco gruppo di oggetti da tavola da collezione. La tazza da espresso in sé, disegnata da Matteo Thun nel 1991, è un oggetto onnipresente in Italia e nel resto del mondo, un simbolo immediato di alta qualità e attenzione dedicata. Emilio Pucci illy Art Collection comprende sei stampe diverse su tre tipi di tazze, che includono i formati espresso, cappuccino e mug. Con illustrazioni di Firenze, Roma, Milano, New York, Londra e Parigi, le estrose stampe sono state selezionate dalla popolare collezione Pucci “Cities of the World”. La storia di queste iconiche stampe inizia nel 1957 quando il Marchese Emilio Pucci disegna l’ormai iconica illustrazione Battistero, un disegno speciale che raffigura Piazza Santa Maria del Fiore a Firenze con toni accesi e vibranti di giallo limone e arancione tangerino, di rosa “Emilio” e fucsia intenso. Originariamente


realizzata per i suoi pregiati foulard in twill di seta, la stampa è stata pensata come una cartolina da collezione; una lettera d’amore alla città natale del Marchese e un souvenir che i clienti potevano indossare e custodire come ricordo della città. Disegnate a schizzo e con colori vivaci, queste stampe rappresentano lo stile inconfondibile tipico di Pucci e sono diventati la base per le altre città poi disegnate a mano dall’atelier della Maison. Il set di tazzine della illy Art Collection Emilio Pucci sarà contenuta in una confezione Pucci appositamente realizzata, sulla cui superficie i vari paesaggi della serie “Cities of the World” si uniscono per formare un unico e immaginario orizzonte sopra uno sfondo di colori. Arricchite dalla dimensione artistica, le tazze diventano molto più che oggetti del desiderio. Sono state elevate alla sfera di piccole opere d’arte da gustare, ammirare e usare ogni giorno. Numerate e firmate, tutte le tazze fanno parte di una serie in edizione limitata, venduta attraverso canali selezionati quali: i monomarca illy, negozi di design selezionati, nei flagship Pucci e sul sito www.emiliopucci.com in Europa.


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