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Abruzzo Impresa il mensile del manager • MARZO 2013 • numero 75 • anno VIII • www.abruzzoimpresa.it • Copia Omaggio

numero

75


Sede di Castiglione M. Raimondo Viale Umberto I 64034 Castiglione M.R. (TE) Tel. 0861/9941 Fax. 0861/994215

Filiale di Rosciano Via Roscio da Montechiaro 65020 Rosciano (PE) Tel. 085/8509142 Fax. 085/8509853

Tesoreria di Città S.Angelo C.so Vittorio Emanuele II 65013 Città S.Angelo(TE) Tel. 085/969343 Fax. 085/9699748

Filiale di Pianella Piazza De’ Vestini 65019 Pianella (PE) Tel. 085/972626 Fax. 085/971456

Tesoreria di Villa Bozza Viale Risorgimento 64030 Montefino (TE) Tel . 0861/996300 - Fax. 0861/996273

Filiale di Elice Contrada Sant’Agnello, 193/2 65010 Elice (PE) Tel. 085/9609006 Fax. 085/9609825

Filiale di Piane di Castiglione M. R. Fraz. Piane di Castiglione M. R.. 64034 Castiglione M.R. (TE) Tel. 0861/909150 Fax. 0861/909818

Filiale di Penne Circonvallazione A. Moro 65017 Penne (PE) Tel. 085/8278386 Fax. 085/8210200

Filiale di Marina Città Sant’Angelo Via Tito de Caesaris, 4 65013 Marina Città S. Angelo (PE) Tel. 085/9506431 Fax. 085/9506824

Filiale di Cerratina Via Trieste, 12 - 65010 Cerratina (PE) Tel. 085/9771919 - Fax. 085/9772234 Filiale di Loreto Aprutino Via Mameli - 65014 Loreto Aprutino (PE) Tel. 085/8290611 - Fax. 085/8509853 Filiale di Silvi Marina Via Roma, 285 - 64029 Silvi Marina (TE) Tel. 085/9359724 - Fax. 085/9354798 Filiale di Pineto SS. 16 - C. De Titta 64025 Pineto (TE) Tel. 085/9493471 - Fax. 085/9493374


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in copertina il Cda di Citra Vini foto di Denia Di Giacomo

MARZO 2013 n°75 anno VIII numero chiuso in redazione il 16 marzo 2013

direttore responsabile

Eleonora Lopes

redattori Denia Di Giacomo, Laura Tinari, Marcella Pace EDITORIALISTI Fausta Emilia Clementi hanno collaborato a questo numero Luigi Carunchio, Simone D’Alessandro, Antonio Teti, Filippo Paolini, Alessio Pelusi, Lorenzo Pierfelice, Andrea Bonanni Caione, Alfredo Primante, Alessandra Simonetti, Barbara Gambacorta, Mariantonietta Firmani, NICOLA BOSCHETTI, Pietro campanaro, Anna Cutilli di Silvestre, Mauro Di Pietro, carolina Pierfelice, Chiara Strozzieri, piero vittoria

art director

Marcello Starinieri _ visualadv.it

ufficio grafico

Vincenzo Sulpizio

ufficio fotografico

Pietro Ferrante

Coordinatore web-TV

Gianluigi Tiberi

stampa

Printergroup Italia Srl - NA

editore

Fabio De Vincentiis _ editore@eccoitalia.it

sito WEB

www.abruzzoimpresa.it

e-mail:

redazione@abruzzoimpresa.it grafica@abruzzoimpresa.it commerciale@abruzzoimpresa.it

indirizzo

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servizio abbonamenti e servizio arretrati

Tel. 085 9508161 e-mail: abbonamenti@abruzzoimpresa.it e-mail: arretrati@abruzzoimpresa.it

Abruzzo Impresa è registrato con il n. 04 del 07/04/2006 presso il Tribunale di Pescara. La 1a pubblicazione mensile è del mese di maggio 2006. GRUPPO Impresa S.r.l. è iscritto al Registro degli Operatori di Comunicazione al numero 17047. Copyright© 2006/2013 tutti i diritti riservati. GRUPPO IMPRESa srl - Pescara - Italia Nessuna parte della rivista può essere riprodotta in qualsiasi forma o rielaborata con uso di sistemi elettronici o diffusa, senza l’autorizzazione scritta da parte dell’editore. Manoscritti e foto inviati al giornale, anche se non pubblicati, non si restituiscono. Gruppo Impresa S.r.l. P. IVA 01996590681 S. P. Lungofino complesso Ibisco B 5/6 - 65013 Città Sant’Angelo - Pescara Gruppo Impresa S.r.l. è iscritta al Registro degli Operatori di Comunicazione al n° 22296 e iscritta in sezione ordinaria del Registro delle Imprese di Pescara in data 13/01/2012 con il numero Repertorio Economico Amministrativo 145381

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sommario _ anno VIII n°75 _ marzo 2013

opinioni&rubriche finoaquituttobene

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Hasta la non victoria siempre

editoriale

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Gocce d’inchiostro

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Tendenze fatti persone

Abruzzo che produce

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lavoro in corso

65

assicuriamoci

67

messa in sicurezza

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Camera di Commercio dell’Aquila: 150 anni di rappresentanza degli interessi economici L’Art. 18 dello Statuto dei lavoratori tra nuove regole e vecchi problemi In crescita i mancati pagamenti tra le imprese italiane nel 2012 Modelli di organizzazione e gestione: l’Organismo di Vigilanza

20

in primo piano 20

Politiche 2013, lo Tsunami Grillo travolge anche l’Abruzzo

territorio

24

Un porto per il mondo

lavoro

29

Lavoro, il 68% delle aziende sono irregolari

università

30

Di Ilio, un rettore in tempo di crisi

elezioni

24

in copertina citra vini

34

Citra Vini, da 40 anni, la forza di un gruppo

incarichi&carriere api/prefettura/ confesercenti/cdl

43

fnp cisl/cisl scuola/ ance/provincia chieti

45

29

Roberto Riga / Giuseppe Guetta Lido Legnini / Paolo Palomba Rodolfo Fabi / Elisabetta Merico Angelo De Cesare / Angelo Radoccia

storie&persone nunzia salvatorelli

46

Nunzia Salvatorelli una donna ai vertici

73

tematiche d’impresa fisco

49

La gestione degli ammortamenti in una fase di chiusura dei bilanci in perdita

ict

53

Dal Cyberspazio, nuove minacce per l’Italia

creatività

57

I “Perchè” di Spaemann

norme&leggi

61

Riforma forense, cosa cambia

76

141 78 7


sommario _ anno VIII n°75 _ marzo 2013

credito&finan a carispaq

69

Bilancio CARISPAQ, 2012 si chiude in utile

fira

73

“Start Up Start Hope”

ambiente

74

Ecologica Valtrigno, l’ambiente è il futuro

storie

76

Politica e cinema. Le passioni di Marco Rapino

cultura

78

Premio Fondazione ARIA

associazionismo

80

Un pegno d’amore per L’Aquila

82

seminari&convegni confindustria

82

White Information: vince il progetto “Biosansa” dell’abruzzese Michele Chiodi

sicurezza

86

Formazione e sicurezza: un binomio necessario

sisma

88

L’Aquila-Roma nel cuore della nuova Italia

86

eventi formazione

93

I 5 sensi di AIDP

cultura

94

Pescara celebra i 150 anni dalla nascita di Gabriele d’Annunzio

motori

97

Occhi puntati sulla nuova MINI Paceman

88

97 segue a pagina

99

la vita è bella

94

108 97 9


finoaquituttobene Âť di Lorenzo Pierfelice

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editoriale

/ gocce d’inchiostro

Eleonora Lopes _ direttore

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i chiudono con il mese di marzo le elezioni più attese del 2013. Sono stati infatti eletti: nuovo Papa Francesco I, il cardinale George Mario Bergoglio, e per il Parlamento, alla presidenza della Camera Laura Boldrini e a quella del Senato l’ex procuratore antimafia Pietro Grasso. Certamente, elezioni completamente differenti tra loro, da non accostare l’una all’altra, ma unite da uno stesso filo conduttore, quello dell’attenzione verso chi ha più bisogno. A tutti noi hanno colpito le parole del Papa, che già dal nome che ha voluto attribuirsi, ha dato da subito un segnale del ritorno della Chiesa ai veri valori cristiani, dichiarando che vorrebbe una “Chiesa povera e per i poveri”. La Boldrini, ex portavoce dell’Onu, nel suo discorso ha detto “L’Aula sia la casa degli ultimi”. Ed infine le parole di Grasso, “Il Paese ha bisogno di concordia e pace sociale”. Le premesse per un cambiamento che metta al centro del comportamento del nuovo Governo l’etica, l’impegno e l’attenzione per i più bisognosi ci sono tutte, l’auspicio è che queste belle parole non restino solo belle parole.

S

i conclude, forse, con l’acquisizione da parte di un’azienda tedesca, la vertenza sindacale più importante della nostra regione. Micron Technology e LFoundry hanno stipulato un accordo per l’acquisizione, da parte di LFoundry, del sito produttivo Micron ad Avezzano. Secondo l’accordo, Micron assegnerà a LFoundry il contratto di fornitura di quattro anni, attualmente in essere con Aptina, per la produzione di sensori per immagine a 200 millimetri. Prevista anche la concessione, limitata negli usi, delle licenze tecnologiche di Micron. I dettagli finanziari della transazione, che dovrebbe concludersi entro questa primavera, non sono stati resi noti. Il sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, ha voluto allertare i colleghi e le istituzioni, a tutti i livelli, per vigilare su quello che ha definito “l’intempestivo passaggio dello stabilimento marsicano alla società tedesca. L’obiettivo è che questo accordo sia all’insegna del rilancio del sito e della salvaguardia dell’intera forza lavoro”. I lavoratori restano in attesa di risposte certe e concrete fino ad oggi negategli.

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ecord negativo per la provincia di Teramo. Un recente studio, la colloca infatti al secondo posto come numero di fallimento di imprese. Tra le 10 province italiane a maggiore densità di fallimenti di società di capitali verificatisi tra il 2009 e il 2012, si posizionano dietro a Pordenone (5,9%), Teramo (5,3%) e Ancona (4,9%). Tra il 2009 e il 2012 sono fallite più di 45 mila imprese italiane. Quasi la metà operano nel terziario, in oltre 10 mila casi hanno dichiarato bancarotta aziende edilizie, mentre i fallimenti nell’industria ammontano a più di 9 mila. Con l’altissima pressione fiscale, i costi fissi dei dipendenti, in Italia è diventato quasi impossibile fare impresa. E’ vero, un passo importante l’ha compiuto il nostro governatore che è riuscito ad abbassare l’irap del 30%, ma non è sufficiente. Bisogna agire subito con serietà e impegno sull’erogazione del credito, sulla riduzione della pressione fiscale e sullo sblocco dei pagamenti alle aziende da parte della pubblica amministrazione, le tre note più dolenti per gli i prenditori. direttore@abruzzoimpresa.it

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“DALLA TERRA UNA NUOVA VITA”. PARTE IL PROGETTO DI SOGGIORNO PROPOSTA È stato presentato ufficialmente “Dalla terra Nuova Vita”, il progetto volto all’inclusione lavorativa di giovani che hanno effettuato un percorso comunitario o carcerario, promosso dall’associazione onlus “Soggiorno Proposta”. Grazie ai contributi raccolti con Carta E, la carta del Gruppo Unicredit, che senza alcun costo aggiuntivo per il titolare, destina il 2 per mille di ogni spesa effettuata a un fondo per iniziative e progetti di solidarietà, verranno stanziati 40 mila euro per la formazione di professionalità legate alla coltivazione di prodotti agricoli biologici in serra. Alla presentazione hanno preso parte don Luigi Giovannoni, presidente dell’Associazione, Gianluca Coletti, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Ortona e Marcello Impagnatiello, sociologo dell’associazione Soggiorno Proposta Onlus. «Il programma rappresenta una risposta concreta alla mancanza di strutture - ha commentato don Luigi Giovannoni - e contesti di reinserimento lavorativo per tutti i soggetti svantaggiati che hanno effettuato un percorso comunitario o carcerario». «Questo progetto – ha dichiarato Tiziana La Monaca, area manager per l’Abruzzo di UniCredit, presente all’iniziativa – mira ad offrire una nuova opportunità a giovani che hanno vissuto esperienze particolarmente difficili».

OMBRINA MARE, IL FERMO NO DI LEGAMBIENTE Non usa mezzi termini Legambiente, nel giudicare “scandaloso” il parere favorevole espresso dal Ministero dei Beni Culturali nell’ambito della procedura di valutazione di impatto ambientale sul progetto di sviluppo del giacimento Ombrina Mare da parte della Medoilgas. «Nel recente passato il Ministero dei Beni Culturali ha espresso parere sfavorevole sul progetto di parco eolico offshore a 10 Km di distanza dalle coste abruzzesi e molisane – spiega Angelo Di Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo – ma parere favorevole alla piattaforma petrolifera con annessa nave di stoccaggio di 350 metri di lunghezza e 17 km di gasdotto a 6,5 km dalla costa teatina. Una posizione contraddittoria che, oltre a penalizzare le fonti energetiche rinnovabili rispetto a quelle fossili, pone seri dubbi sulla giusta valutazione ambientale e paesaggistica dell’opera. La partita, comunque, non è ancora chiusa – continua Di Matteo – . Prima del rilascio dell’autorizzazione, il Ministero dello Sviluppo Economico dovrà convocare la conferenza dei servizi, nella quale saranno sentiti, così come dice la norma, i pareri degli enti locali posti nel raggio di dodici miglia dalle aree marine e costiere interessate». Nel frattempo, il consiglio Regionale ha approvato all’unanimità una risoluzione contro la piattaforma.

NUOVO ACCORDO TRA INTESA SANPAOLO E PICCOLA INDUSTRIA Facilitare l’accesso e la continuità al credito per le piccole e medie imprese. Con quest’obiettivo è stato sottoscritto un nuovo accordo tra IntesaSanpaolo e Piccola Industria Confindustria, che stanzia 10 miliardi di euro di cui 200 milioni di euro per progetti innovativi di nuove imprese. Il programma ha centrato il focus su tre ambiti strategici: sviluppo del business internazionale, crescita dimensionale, nuovi progetti imprenditoriali di qualità. Rafforzare la relazione impresa-banca, valorizzando il ricorso al credito agevolato; stimolare la domanda di credito delle imprese che hanno programmi di sviluppo sono gli altri obiettivi di un progetto che coinvolgerà 25mila aziende per facilitazioni creditizie e 10mila imprese esportatrici. Si tratta della quarta fase di un percorso che Piccola Industria Confindustria e IntesaSanpaolo hanno intrapreso a partire dal 2009, per uno stanziamento totale di 35 miliardi di euro. «Con l’accordo - ha dichiarato Vincenzo Boccia, presidente Piccola Industria di Confindustria- si mettono a disposizione del sistema soluzioni formative, consulenziali e finanziarie per le start up e le imprese interessate a una loro adozione con il duplice obiettivo di supportare nascita e sviluppo di nuove attività e far crescere l’innovazione all’interno delle PMI». «Con questo accordo - ha proseguito Enrico Cucchiani, consigliere delegato e CEO di Intesa Sanpaolo - il nostro Gruppo si conferma Banca di riferimento per sostenere la crescita delle imprese italiane. In quest’ottica, Intesa Sanpaolo, prima banca per presenza nel Paese, è pronta a dare ulteriore sostegno alle PMI che rappresentano il tessuto connettivo e vitale dell’industria e del futuro dell’economia italiana».

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tenden e fatti persone

PRIMO CONCORSO LETTERARIO AMICO MEDICO, PREMIATI IN SEI Si è svolta il 10 marzo, presso l’Auditorium Petruzzi a Pescara, la premiazione della Prima Edizione del Concorso nazionale di narrativa e poesia “Amico Medico”. Il Premio, promosso dall’Associazione “Amico Medico”, presieduta da Paolo Angelucci, ed il cui ricavato il sarà destinato ai progetti che l’associazione porta avanti in collaborazione con il reparto di Oncoematologia pediatrica dell’Ospedale “Santo Spirito” di Pescara, ha visto la partecipazione anche di altre regioni, come il Piemonte, il Friuli Venezia Giulia, il Lazio. Sei i primi premi (tra adulti e bambini), distribuiti nelle sezioni di poesia o narrativa, decretati da una giuria di poeti, scrittori, letterati e medici. Ennio Orgiti con la sua “Compagna discreta” e Francesco Gallina con “L’essenza di un sorriso”, per la sezione a tema libero. Roberta Iacobucci con “Gli uomini non sanno volare” e Gaetano Renna, con “La missione del medico” per la sezione dedicata al rapporto tra il medico ed il piccolo paziente. Tra i bambini, invece, si sono distinti alcuni lavori singoli (Flaminia Tauro, Francesca Stella, Francesca Scampoli, Carlo Ammazzalorso dell’Istituto Ravasco di Via Italica. Gianluca Cum, Marta Schaerf, Edoardo Calienno, Gaia Fattori della Scuola primaria “Di Toppo-Wassermann di Udine), ma anche lavori eseguiti da intere classi (V A dell’Istituto Comprensivo Pescara 4, IV B e IV A dell’Istituto Comprensivo Pescara 2, IV A della Scuola Primaria “Padre Lais” di Roma). Nella sezione speciale, dedicata ai medici, infine, vincitori di “Amico Medico Poeta” ed “Amico Medico Scrittore” rispettivamente il dottor Franco Casadei con “Notti di guardia in Ospedale” ed il dottor Vincenzo Giuliani con “Alessandro il Grande”. L’iniziativa si inserisce nell’importante attività, condotta dall’Associazione, per migliorare il rapporto tra medico e paziente e per una sempre maggiore umanizzazione all’interno dei reparti ospedalieri, in particolare per ciò che riguarda la fascia pediatrica.

AUTOMOTIVE, LA ETA SERVICE AGGIUDICATA DALLA FEMA SRL La Eta Service S.r.l. di Bellante, società specializzata nella produzione di macchinari per il settore dell’automotive, messa in vendita dal liquidatore Raul Costantini, è stata acquisita dalla Fema S.r.l di Federico Razzani e Marco De Flavis. La Eta nasceva due anni fa per sostenere il gruppo Mta Service in procedura concorsuale. Nel maggio 2009, il giudice delegato, Flavio Conciatori, nominò Walter Strozzieri, professionista specializzato in ristrutturazioni aziendali, che convocò l’assemblea dei soci per la messa in liquidazione della Eta Service, la quale stabilì di continuare l’attività produttiva per un cavillo emerso a chiusura del bilancio. Nel 2010 si avvia un processo di ristrutturazione aziendale durante la quale Federico Razzani viene nominato responsabile delle vendite, oggi aggiudicatario dell’azienda. Grazie poi ad un patto con i dipendenti e con i sindacati e agli incentivi messi a disposizione dalla Banca Tercas, l’azienda diventa un’eccellenza nella costruzione di macchinari per l’industria automobilistica mondiale.

IL LIONS CLUB PESCARA HOST FESTEGGIA 60 ANNI Ha raggiunto un traguardo di prestigio il Lions Club Pescara Host che il 1 marzo ha festeggiato, nella meravigliosa Villa Sirio a Francavilla, 60 anni dalla sua fondazione. Il Club, 6° italiano e 1° del Distretto 108/A, che nasce nel 1953 per volontà di una trentina di illustri personalità della città ha perseguito la solidarietà come obiettivo prioritario. I festeggiamenti dell’anniversario al quale hanno partecipato numerose autorità Lionistiche, civili e i rappresentanti del Club di Lugano e Ravenna Host, gemellati con quello pescarese, sono stati aperti con la solenne cerimonia degli Inni, americano, europeo e italiano, durante i quali i Leo (la sezione giovanile dei Lions) hanno sfilato con le relative bandiere. A seguire la benedizione officiata da don Marco Pagniello, direttore della Caritas Diocesana con la quale il club, presieduto da Giuseppe Pace, ha scelto di collaborare facendosi carico dell’arredamento del dormitorio femminile, in allestimento nel centro di accoglienza di via Alento a Pescara. Il presidente ha poi esordito elencando i nomi dei soci fondatori del Club «per attribuire a ciascuno di essi il giusto tributo per la loro opera e per aver reso possibile con il loro agire, le loro idee, la loro operosità e il loro esempio lo sviluppo del Club». La manifestazione è proseguita con la cena che è stata allietata dalla voce di Candida D’Aurelio che ha proposto un repertorio di canti della tradizione abruzzese e del fado portoghese.

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s EULER HERMES, MIGLIORE ASSICURATORE CREDITI SECONDO LA GLOBAL FINANCE “Migliore assicuratore crediti globale per il 2012”. E’ questo il riconoscimento che l’azienda Euler Hermes, il gruppo mondiale di assicurazione crediti, in Abruzzo con sede anche ad Alba Adriatica, ha ricevuto dalla rivista Global Finance, nella categoria «Migliori Fornitori Globali di Soluzioni nella Gestione dei Rischi». L’azienda è stata selezionata da una commissione composta da 14 rappresentanti del mondo finanziario ed esperti di gestione del rischio di grandi società con sedi in diverse aree geografiche e sulla base di un sondaggio presso i lettori della rivista, valutando innovazione/ creatività, capacità, politica dei prezzi e termini di copertura, solvibilità e stabilità finanziaria, raggio d’azione e prestazione di servizi pre e post sinistro. «L’assicurazione crediti è uno strumento prezioso per la gestione finanziaria; essa permette alle imprese di individuare i migliori clienti e proteggere così il cash flow, indispensabile per il buon funzionamento e la sostenibilità delle attività -, ha dichiarato il presidente del gruppo Euler Hermes, Wilfried Verstraete -. Siamo onorati che i colleghi industriali di tutto il mondo abbiano riconosciuto il valore del nostro approccio incentrato sui servizi e sui bisogni della clientela». «Siamo certi che questo risultato avrà effetti positivi, in quanto aiuterà i nostri lettori, impegnati a valutare i propri requisiti in materia di assicurazione e gestione dei rischi, ad individuare i migliori fornitori di soluzioni assicurative ai quali indirizzarsi nei prossimi mesi» ha dichiarato Joseph D. Giarraputo, presidente ed editore di Global Finance.

Siglato l’accordo tra Imprendion spa e Ital Confidi Imprendion Spa, la società di mediazione creditizia controllata dalla Banca D’Italia ai sensi della legge 141 del 2010 dopo aver conseguito lo scorso dicembre a Milano in presenza di Debora Rosciani del Sole 24 Ore il primo premio come Miglior Rete per la Consulenza Bancaria alle aziende, ha siglato un accordo per lo sviluppo commerciale con il consorzio di garanzia Ital Confidi. Ital Confidi è uno dei primi Consorzi fidi costituiti in Abruzzo. Opera dal 1977 in favore delle PMI accompagnandole nel proprio sviluppo. A fine 2011 si è fuso con il Confidi di Confindustria L’Aquila rafforzando il proprio patrimonio e la presenza in tutta la regione. Il ruolo di Ital Confidi in questi anni, in cui il sistema bancario ha fortemente ridotto la concessione di finanziamenti alle imprese, è risultato molto incisivo nel favorire l’accesso al credito  in favore dei propri soci. Imprendion Spa svolge la consulenza bancaria  in maniera innovativa eseguendo la pratica elettronica di fido allineata a tutto il sistema bancario italiano, inoltre si occuperà anche di istruire la garanzia del Medio Credito Centrale per Ital Confidi che a sua volta emetterà garanzia a favore delle Pmi Abruzzesi al fine di garantire totalmente le linee di credito erogate dal sistema bancario. L’ad della Imprendion Spa è Sandro Margaroli ed il responsabile nazionale dello sviluppo della rete è l’abruzzese Fiorenzo Trotta.

CONCILIA CON UN CLIC Il Corecom Abruzzo, nell’ottica della continua ottimizzazione delle proprie attività, al fine di conformare sempre più la propria azione alla politica dell’economicità, dell’efficacia, della pubblicità e della trasparenza, ha voluto dedicare una maggiore attenzione al servizio riferito ai tentativi di conciliazione fra utenti e operatori di comunicazioni elettroniche. «Vogliamo avviare nelle prossime settimane la fase sperimentale del software che gestisce il “Concilia Clic”, d’intesa con tutti gli operatori del settore –ha detto il presidente del Corecom Abruzzo, Filippo Lucci– Il supporto informatico garantirà, agli utenti abilitati, tutte le funzionalità di accesso per inoltrare le istanze e gli allegati e consentirà di seguire, on-line, l’iter delle procedure, riservando loro la possibilità di scaricare la documentazione di propria pertinenza. In questa fase sperimentale, si è ritenuto opportuno coinvolgere, in prima battuta, tutte le associazioni dei consumatori, con le quali il Corecom condivide l’univoco scopo di tutela dei propri diritti. Confidiamo, anche in questa circostanza, della proficua collaborazione delle associazioni, infatti, si sta procedendo a costituire un valido supporto per la messa a punto di questo nuovo strumento che il Corecom, a regime, metterà a breve a disposizione di tutta l’utenza».

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tenden e fatti persone

2MLN PER LA FORMAZIONE NEL SETTORE SPETTACOLI Pubblicato l’avviso del progetto Backstage, finanziato con 2mln di euro del Fondo Sociale Europeo - Piano Operativo 2012/13. L’avviso prevede la realizzazione di due progetti di formazione per 80 ragazzi della durata di 18 mesi per la creazione di nuove opportunità di inserimento lavorativo o di nuove imprese nell’ambito dei settori dello spettacolo, anche attraverso l’autoimprenditorialità o l’autoimpiego. La televisione, il cinema, il teatro, la danza e la musica possono offrire uno sbocco professionale interessante per tanti abruzzesi desiderosi di affermarsi grazie ai loro talenti. I due progetti dovranno prevedere oltre alla formazione (fase d’aula) anche tirocini formativi, project work e azioni di accompagnamento e di matching lavorativo. Le candidature possono essere presentate da ATS nella cui compagine siano presenti un organismo di formazione accreditato per la macrotipologia “Formazione Superiore”, in qualità di capofila/ mandatario e un ente/associazione/impresa di produzione artistica operante nei settori dello spettacolo in grado di produrre un’opera sul territorio abruzzese. La presentazione delle domande scade il 30 aprile. L’avviso è pubblicato sul sito della Regione Abruzzo

TERREMOTO EMILIA, PC REGIONALE ALLA GIORNATA DI RINGRAZIAMENTO La Protezione Civile regionale ha partecipato a Bologna alla manifestazione “Una giornata per dire grazie” ideata dalla Regione Emilia Romagna quale riconoscimento verso tutti i volontari che hanno partecipato all’emergenza post-sisma dell’Emilia. L’evento si è tenuto alla presenza del capo Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, Franco Gabrielli, del presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, e dei rappresentanti del sistema nazionale di Protezione Civile. A recarsi in Emilia una rappresentanza di 50 volontari abruzzesi appartenenti alle associazioni maggiormente impegnate nella gestione del “Campo Abruzzo” di Cavezzo. Il filo conduttore della giornata è stato il sentimento di gratitudine della popolazione emiliana e del Capo del DPC nei confronti del volontariato per l’eccezionale impegno profuso in occasione dell’evento sismico del maggio scorso. Il “Campo Abruzzo”, considerato tra i più attrezzati da Gabrielli, si sviluppava per una superficie di 2.200 mq ed era composto da 63 tende climatizzate e ombreggiate, 2 cucine mobili, 10 moduli bagni, 3 tensostrutture, 1 lavanderia, 1 modulo ufficio, 1 ponte radio, 1 modulo per le attività ludiche, 1 canile e una sala operativa mobile. Sono stati serviti circa 250.000 pasti tra colazioni, pranzi e cena e registrate un totale di circa 11.000 presenze di volontari abruzzesi.

LA CORTE DEI CONTI RIPRENDE LA POLITICA Un Abruzzo in cui vi è corruzione sistematica, troppi debiti fuori bilancio e necessità di un ritorno della politica all’etica è stato disegnato durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario contabile. A leggere le relazioni il procuratore regionale della Corte dei Conti, Fausta Di Grazia, e il presidente della sezione giurisdizionale per l’Abruzzo della Corte, Luciano Calamaro. «Recuperare le risorse erariali pubbliche significa maggiori servizi alla collettività, ed è quanto la Corte dei Conti, seppur tra difficoltà economiche, cerca di portare avanti», ha detto Di Grazia. Calamaro ha invece evidenziato come sia «viva la domanda di giustizia verso amministratori o dipendenti pubblici che, con comportamenti gravemente colposi, o addirittura dolosi, abbiano cagionato danni alla pubblica amministrazione. C’è un forte interesse della collettività alla trasparente ed economica gestione del pubblico denaro, certo rafforzato dall’attuale situazione economica». Di Grazia ha poi rivolto un richiamo alle istituzioni che si occupano della ricostruzione: «I giovani non possono aspettare all’infinito opportunità di lavoro e ancor più difficile è per gli anziani l’attesa di rientrare nelle loro case. A fronte di una situazione eccezionale e del flusso di denaro pubblico che l’emergenza richiede sarebbero necessarie forze straordinarie, uomini e mezzi dello Stato per garantire il corretto uso delle risorse».

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l’Abru

o che produce

Fausta Emilia Clementi Segretario Generale Camera di Commercio Dell’Aquila

Camera di Commercio dell’Aquila:

150 anni di rappresentanza degli interessi economici

I

centocinquantanni della Camera di Commercio dell’Aquila hanno riproposto, in termini più perentori, il tema della vocazione delle Camere di Commercio che, oggi più che mai, sono chiamate con insistenza ai compiti che le vicende storiche del nostro Paese hanno assegnato loro. Vicende che fanno delle Camere di Commercio entità che mediano le realtà privatistiche delle imprese con il profilo pubblico dell’interesse generale. La realtà della nostra Camera di Commercio, che ha alle spalle l’esperienza medievale della corporazione fiorentissima dell’Arte della Lana, si pone più che mai il problema da un lato del supporto da fornire alla rinascita spontaneistica delle imprese e dall’altro della realizzazione di una iniziativa pubblica con interventi mirati e solidi. E’ pertanto necessario rendere vitale il principio di far convergere l’interesse individuale delle imprese con quello dell’utilità generale. Sarà necessario realizzare, attraverso gli Enti camerali, quella che Piero Bassetti ha definito “democrazia degli interessi”. Quindi nelle Camere di Commercio si realizza la sintesi delle volontà economiche senza peraltro tentazioni di volontà corporativistiche di triste memoria, poiché prevalente dovrà essere la sostanziale democrazia che mira alla realizzazione di una motivata “volontà generale”. Perché nella Camera ed attraverso la Camera si realizzi la “democrazia degli interessi” occorre che la vocazione privatistica e pubblicistica non entrino in collisione, ma che, viceversa, sinergicamente

collaborino. Per uscire dal generico, cerchiamo di produrre esempi di interventi. Li traiamo da quella valida esperienza che è la Rassegna degli Ovini che costituisce un impegno coinvolgente della nostra Camera. È chiaramente questo solamente un esempio metodologico. Lo spontaneismo della nascita di alcune imprese armentizie che sono costrette a vivere una realtà quasi ostile fatta di pressioni fiscali insostenibili, di una legislazione che, per ragioni igieniche, quasi le mortifica (i nostri pastori non possono più produrre formaggio), la concorrenza delle carni ovine importate che straccia i prezzi, ebbene tutte queste situazioni rischiano di impedire lo sviluppo di tale spontaneismo. Che fare? Si tratterà di alleggerire la pressione fiscale per queste imprese. Si tratterà di fornire criteri metodologici di produzione, di favorire con adeguate procedure l’ingresso nella produzione di giovani. Si tratterà di favorire la cooperazione. È questo solo un esempio dei numerosissimi compiti che attengono all’attività della Camera. Senza dilungarci nel produrre esempi operativi, siamo convinti, inoltre, che essi dovranno confluire nella risposta che sapremo dare alla domanda: che fare di una città e di una provincia dapprima sconvolta dalla recessione e poi dal disastroso evento del sisma? Una risposta che dovrà essere frutto di una cooperazione operosa di tutte le forze e le entità che istituzionalmente e non sono responsabili del nostro futuro

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in primo piano

» di Marcella Pace

Politiche 2013, lo Tsunami Grillo travolge anche l’Abruzzo

Gli eletti al Senato e alla Camera, nella tornata elettorale del 24 e 25 febbraio scorsi

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oto utile, giusto, di protesta, di scambio, di pancia o di testa. L’unico voto che ha avuto la meglio in questa ultimissima tornata elettorale, caratterizzata da un’affluenza, in Abruzzo, del 75,02%, con un calo del 5% rispetto al 2008, è senza dubbio il voto nuovo. Quello a 5 stelle del Movimento fondato da Bebbe Grillo. In Abruzzo è proprio il partito dell’ideatore dello “Tsunami Tour” che è riuscito a causare quell’onda anomala che ha spazzato via nomi storici del governo italiano, a trionfare le po-

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litiche del 24 e 25 febbraio scorsi. Alla Camera, i grillini sono divenuti il primo partito della regione, portando sulle poltrone romane volti completamente nuovi. Stessa sorte al Senato, seppure non superando il totale raggiunto dalla coalizione del centrodestra. Come il resto d’Italia anche l’Abruzzo conta i suoi esclusi eccellenti. Primo fra tutti l’ex presidente del Senato Franco Marini, seguito da Marco Pannella e dai candidati per Rivoluzione Civile, Carlo Costantini e Alfonso Mascitelli, già, rispettivamente, deputato e senatore


GLI ELETTI AL SENATO Pdl, totale coalizione 29,62%, 210.291 voti, quattro seggi Gaetano Quagliariello, nato a Napoli, ha una laurea in Scienze politiche. Ha mosso i primi passi in politica nel Partito Radicale e ha aderito a Forza Italia fin dai suoi esordi. Senatore con il Pdl in Toscana nel 2006 e poi nel 2008, è vicepresidente vicario del partito. Paola Pelino, imprenditrice dei confetti sulmonesi, è stata eletta alla Camera nelle liste di Forza Italia alle elezioni politiche del 2006. Nel 2008 è stata rieletta nelle file del Popolo della Libertà. Antonio Razzi, di origini abruzzesi, vive in Svizzera. Alle politiche del 2006 è stato eletto alla Camera dei deputati nella lista dell’Italia dei Valori nella Circoscrizione Estero - Europa e confermato alle elezioni politiche del 2008. Federica Chiavaroli, pescarese, consigliere regionale per il Pdl, è anche coordinatore del partito alla Provincia di Pescara. Imprenditrice attiva nel settore dell’istruzione privata e della formazione, è stata presidente dei Giovani industriali di Pescara. La Chiavaroli subentra a Berlusconi, candidato al Senato in tutte le regioni. Movimento 5 stelle, 28,36%, 201.328 voti, due seggi Enza Blundo, nata a Castel di Sangro, vive a L’Aquila. Insegnante nella scuola primaria di primo grado e attivista civica dal 2009 del Movimento 5 Stelle, si candida portavoce sindaco per le amministrative 2012 di L’Aquila con la lista M5S. Gianluca Castaldi, vastese, classe ‘70, è agente di commercio e arbitro. Diventa attivista nel movimento di Grillo dal 2007 e si candida alle Comunali 2011 con la Lista M5S Vasto. Pd, totale coalizione, 28,08%, 199.354 voti, un seggio Stefania Pezzopane, originaria di Onna, è assessore alla cultura, alla ricostruzione partecipata, alle politiche abitative, educative e scolastiche al comune de L’Aquila dal 2010, quando risulta la più votata tra i candidati di tutte le liste. Presentatasi alle elezioni provinciali, viene sconfitta da Antonio Del Corvo.

GLI ELETTI ALLA CAMERA Movimento 5 Stelle, 29,87%, 232.542 voti, tre seggi Gianluca Vacca, nato a Roma nel 1973, è docente di di lettere e latino, presso la scuola media di Castiglione Messer Raimondo di Teramo, ma vive a Spoltore. Attivista del Movimento 5 stelle a Pescara, partecipa nel 2009 alle amministrative di Pescara e nel 2012 a Spoltore. Andrea Colletti, trentunenne di Montesilvano, è avvocato civilista dal 2010, con una predilezione per la difesa dei casi contro la malasanità. E’ stato tra i fondatori del Movimento 5 Stelle di Montesilvano. Daniele Del Grosso, nato a Chieti 32 anni fa, ma residente a Cepagatti, è socio amministratore della Del Grosso Immobiliare Srl per la costruzione e vendita di abitazioni eco-sostenibili. Si è candidato sindaco per Cepagatti.

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Pdl, totale coalizione 29,53%, 229.883 voti, tre seggi Filippo Piccone, nato a Celano è un politico e imprenditore italiano. Coordinatore regionale del Pdl, sindaco della sua città natale prima nel 2004, poi riconfermato nel 2010, è stato senatore della Repubblica dal 2006 al 2008. Paolo Tancredi, teramano doc, figlio del deputato Antonio Tancredi, nel 2008 diventa senatore della Repubblica. Nel 1996 è cofondatore della Banca di Teramo di Credito Cooperativo. Fabrizio Di Stefano, nato a Casoli, è vicecoordinatore regionale del Pdl. Nel 2008, dopo trascorsi nelle fila di Alleanza Nazionale, viene candidato ed eletto nelle liste per il Senato del Popolo della Libertà.

Partito democratico, totale coalizione 26,24%, 204.285 voti (Pd, 22,60%, sei seggi, Sel, 2,06%, un seggio), sette seggi Giovanni Legnini, classe 1959, è avvocato cassazionista specializzato in diritto dell’impresa e della pubblica amministrazione. Al Senato, nel gruppo dei DS dal 2004, dell’Ulivo dal 2006 e del PD dal 2008, è stato costantemente componente della Commissione Bilancio e Programmazione Economica. Antonio Castricone, nato a Popoli nel 1974, è consigliere per il gruppo PD alla Provincia di Pescara, dove dal 2004 al 2009 ha ricoperto il ruolo di assessore di giunta per i DS. Alle primarie del Pd abruzzese, l’attuale segretario provinciale del Pd è stato il più votato a Pescara. Tommaso Ginoble, nato a Roseto degli Abruzzi, dove risiede, è stato assessore regionale alla Protezione Civile, ai Trasporti ed alle Politiche Regionali per la Mobilità Sostenibile. Eletto per la prima volta alla Camera nel 2008, è componente della commissione Ambiente. Maria Amato, primario di Radiologia al “San Pio”di Vasto, è consigliere comunale dal 2011. Esponente dell’Associazione Vasto Viva, è alla prima esperienza alla Camera dei deputati. Yoram Gutgeld, direttore della società di consulenza McKinsey, è il guru economico dell’amministrazione di Matteo Renzi. Nato in Israele, sposato con un’italiana, da anni Gutgeld collabora con il sindaco di Firenze. Vittoria D’Incecco, medico pescarese, è stata eletta alla Camera per il Pd già nel 2008 ed è componente della commissione Affari Sociali. In occasione delle primarie del Pd, la parlamentare, con 1.844 preferenze, è stata il secondo candidato più votato nel Pescarese. Gianni Melilla (Sel), presidente del Consiglio regionale dal 1995 al 1997 e del Consiglio comunale di Pescara, dal 2003 al 2008, è segretario regionale abruzzese di Sinistra ecologia libertà. Già segretario regionale della CGIL Abruzzese, è stato deputato dal 1992 al 1994. Scelta Civica con Monti per l’Italia, totale coalizione 8,88%, 69.158 voti, un seggio Giulio Sottanelli, assicuratore, già vice sindaco di Roseto degli Abruzzo e vice presidente della Provincia di Teramo, è presidente della Banca del Vomano in attesa di autorizzazione e di Italia Futura Abruzzo, il movimento di Luca Cordero di Montezemolo

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» di Alfredo Primante

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foto di Gianfranco Daccò

Un porto

per il mondo Per la prima volta uno scalo marittimo abruzzese collegato alle rotte transoceaniche, grazie a un servizio di feederaggio con Trieste. La nave, ogni mercoledì, farà scalo a Vasto per i container in arrivo e partenza. Un risparmio per le aziende e un vantaggio per l’ambiente, con la riduzione del traffico su gomma

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L’incontro con tutti gli attori che hanno contribuito alla realizzazione del progetto

elocità, economicità, attenzione all’ambiente. Sono questi i punti di forza del nuovo servizio di feederaggio che consentirà, ai container pieni di merce delle aziende dell’alta Puglia, Molise e Abruzzo di raggiungere, dal porto di Punta Penna di Vasto, le navi transoceaniche in partenza da Trieste. L’iniziativa, voluta fortemente da Confindustria, si avvale della collaborazione di importantissimi partner: la Frittelli Maritime Group (società che opera da anni con la sua consociata Agenzia Marittima Vastese sullo

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scalo abruzzese) che per il porto di Ancona movimenta oltre 100mila container l’anno; la Trieste Marine Terminal, società che gestisce il Terminal container del Porto di Trieste; la Maersk line, leader mondiale tra i carrier con una flotta di 500 navi; l’Ufficio Circondariale Marittimo di Vasto e la Dogana. La dimostrazione che, quando si riesce a fare sistema, l’Abruzzo scopre una forza propositiva di grande valenza e riesce a recuperare competitività. La porta cointainer Dirhami, scelta per solcare il


La nave che farà scalo a Vasto per i container in arrivo e partenza

mare Adriatico per il servizio di linea di feederaggio, arriva e parte dallo scalo vastese ogni mercoledì. Il referente dell’Agenzia Marittima Vastese ha spiegato: «Il servizio, qui a Vasto, si pone come obiettivo una media di 120-150 container al mese, sia in esportazione che in importazione. Oltre alla Maersk line, incaricata di fare da apripista presto potrebbero aggiungersi altri carrier di livello internazionale per offrire maggiori opportunità alle imprese». Traguardi sicuramente ambiziosi, raggiungibili soltanto attraverso una risposta positiva delle aziende. Il servizio, in via prioritaria, rivolge il suo sguardo al retroterra del Porto di Vasto, dove insistono la zona industriale di San Salvo e quella della Val di Sangro, distretti caratterizzati dalla presenza, nello spazio di pochi chilometri quadrati, di grandi multinazionali e di una costellazione di piccole e medie imprese. Per questo le grandi aziende non sono il solo target a cui si rivolge il servizio. A Vasto si vuole far convergere buona parte del traffico merci del centro sud, movimentato proprio dalle piccole e medie aziende, quelle che spesso incontrano le maggiori difficoltà nel processo di internazionalizzazione. «L’arrivo in Porto della Dirhami è il culmine di un anno di duro lavoro frutto di una iniziativa tutta privata» ha dichiarato Paolo Primavera, presidente di Confindustria Chieti. «Sulla voce costi della logistica, questo servizio consentirà un risparmio complessivo per le aziende di svariati milioni di euro l’anno».

Il primo approdo della nave Dirhami è stata l’occasione per la presentazione ufficiale del servizio di feederaggio a istituzioni e alle imprese non solo abruzzesi. Proprio dal mondo imprenditoriale sono arrivate richieste precise di adeguamento della infrastruttura portuale al fine di renderla conforme alle esigenze di trasporto e stoccaggio di materiale deperibile. Esigenze che si aggiungono alla necessità di implementare l’intermodalità. In questo senso l’approvazione del nuovo Piano Regolatore Portuale, il cui iter è già in fase molto avanzata, dovrebbe spianare la strada all’espansione dello scalo marittimo; passaggio obbligato il prolungamento della ferrovia, in modo da consentire alle merci di entrare all’interno del Porto di Punta Penna, senza l’ausilio del canonico trasporto su gomma, costoso e più impattante. «Siamo pronti a supportare qualsiasi richiesta in arrivo dall’utenza» ha affermato il comandante dell’ufficio Circondariale Marittimo di Vasto Giuliano D’Urso, che con estrema soddisfazione ha seguito tutte le operazioni di approdo della nave Dirhami alla banchina di Vasto. Da sottolineare l’impegno corale di tutte le Istituzioni che hanno collaborato, in maniera fattiva, per l’istituzione del servizio a partire dai responsabili della Dogana: «Ci aspetta un compito delicato -ha spiegato il responsabile degli uffici di Vasto, Amico Ricci- ma dialogando con tutte le altre strutture, deputate al controllo e alla gestione dei vari servizi, siamo sicuri che sapremo rispondere al meglio e garantire, in maniera tempestiva, tutte le

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attività». Un altro punto di forza del nuovo servizio di feederaggio è senza dubbio l’eco-compatibilità. Infatti, sfruttando la modularità dei container, si possono eliminare dalla strada centinaia di camion, diminuendo drasticamente l’impatto ambientale della logistica merci e liberando strade e autostrade da moltissimo traffico veicolare pesante. «L’eco-compatibilità è uno dei vantaggi offerti dal servizio» ha spiegato Marco Zollia, responsabile commerciale di Trieste Marine Terminal. «Il feederaggio è una opportunità per Vasto e per l’Abruzzo per collegarsi ai corridoi europei ed internazionali delle merci, senza doverle prima portare lontano dal luogo della produzione per poterle imbarcare. Il porto adriatico di Trieste - ha concluso Zollia – è in grado di offrire servizi competitivi sopratutto per il Far est, per il middle est e per il mediterraneo, anche se nulla vieta di raggiungere le altre zone del mondo». Sulla stessa lunghezza d’onda anche il manager Maersk line, Enrico Cau: «L’eco sostenibilità è uno dei pilastri della strategia Maersk line, assieme alla affidabilità ed alla facilità di fare business. Far

Questo progetto è la dimostrazione che, quando si riesce a fare sistema, l’Abruzzo scopre una forza propositiva di grande valenza e riesce a recuperare competitività

viaggiare la merce via mare la toglie dalla strada contribuendo ad abbattere non solo i costi economici per l’azienda, ma anche quelli ambientali per la collettività». L’Abruzzo, dunque, con questo servizio di feederaggio di linea ha l’opportunità di aprirsi al mondo intercettando la rotta mediterranea del traffico merci via mare da cui per troppo tempo è stata esclusa. Una occasione in più per sfruttare al meglio la naturale posizione baricentrica che la regione riveste lungo la costa adriatica. Da Punta Penne guardando a tutto il mediterraneo e ad oriente si stanno gettando le basi per un nuovo modo di concepire l’impresa, che per resistere alla crisi, senza paura, si apre alla competizione globale con strumenti, innovativi, veloci ed economici

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» di Marcella Pace | Fonti Direzione territoriale del lavoro di Pescara

Lavoro, il 68% delle aziende sono irregolari

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I dati emersi da un anno di monitoraggio della Direzione Territoriale del Lavoro di Pescara

occa i 68 punti la percentuale di irregolarità media stanata dalle ispezioni della Direzione Territoriale del Lavoro di Pescara nel 2012, l’articolazione periferica del Ministero del Lavoro, erede del vecchio ispettorato. Un numero preoccupante destinato a salire vertiginosamente nel settore edile, con punte addirittura dell’84%. Insomma la fotografia scattata nelle aziende oggetto di un anno di ispezioni in materia di lavoro, legislazione sociale e sicurezza nei luoghi di lavoro non è per nulla rincuorante. Sulle 1230 imprese controllate, delle quali il 59% appartenente al settore terziario, il 36% all’edilizia, il 4% all’industria e l’1% dell’agricoltura, ben 840 sono risultate irregolari. Complessivamente sono state comminate 5.369 sanzioni per violazioni amministrative e formulate 256 notizie di reato trasmesse alla Procura della Repubblica, per un totale di 2184 ipotesi di reato. In questo panorama, le irregolarità riscontrate incrementano rispetto al 2011 in materia di forme contrattuali atipiche con 907 rapporti di lavoro formalmente qualificati in gran parte come collaborazioni coordinate a progetto ma in realtà riconducibili a veri e propri rapporti di lavoro subordinati, di violazioni prevenzionistiche e di lavoro sommerso, con 562 lavoratori in nero rispetto ai 280 del 2011. Il 56% delle 3831 posizioni lavorative verificate, infatti, è risultato irregolare e di queste il 26% era completamente sconosciuto alla Pubblica Amministrazione. Le maggiori percentuali di irregolarità dei lavoratori in relazione alle posizioni verificate si riconducono al settore dei pubblici esercizi del turismo e dei Servizi con il

77%, con una maggiore percentuale di irregolarità per le posizioni lavorative femminili. Seguono le irregolarità nel settore dell’industria, al 63% e del terziario che si ferma al 59%. Guai più grossi per il settore edile. L’attività di vigilanza eseguita nello scorso anno dalla Direzione Territoriale del Lavoro ha riguardato 393 cantieri con un incremento del 35% rispetto al 2011 e 563 aziende (+40% rispetto al 2011). Di queste sono addirittura 476 (e quindi l’84%) quelle risultate irregolari, per un totale di 791 violazioni riscontrate in materia di salute e sicurezza. I compiti della direzione territoriale del lavoro non si fermano però alla sola ispezione. Altra mission del Servizio delle Politiche del Lavoro, seconda anima della direzione, è la materia di conciliazioni collegiali. In merito agli strumenti di tutela civilistica dei lavoratori (conciliazione monocratica e diffida accertativa), le somme complessivamente recuperate ai lavoratori o per le quali è stato costituito titolo esecutivo in loro favore ammontano a 620.121,93 euro. L’imponibile contributivo evaso accertato ammonta a 9.569.260 euro, per un totale di recuperi contributivi pari a 3.804.604 euro. Gli importi sanzionatori effettivamente introitati all’erario ammontano a 1.223.936 euro. Sono state emesse 564 ordinanze di ingiunzione per un importo complessivo di 1.639.822 euro, mentre le somme iscritte a ruolo ai fini della riscossione coattiva ammontano a 1.215.262 euro. Notevole anche l’incremento del contenzioso giudiziario radicato dalle aziende in opposizione all’emanazione di ordinanze ingiunzione, con 71 nuove cause e 53 sentenze su 56 già definite, favorevoli alla Direzione

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» di Eleonora Lopes

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foto di Denia Di Giacomo

Di Ilio, un rettore in tempo di crisi In esclusiva per Abruzzo Impresa, il magnifico rettore dell’Università degli Studi di Chieti-Pescara, racconta che nonostante le difficoltà che sta attraversando l’Ateneo più grande della nostra regione, la didattica e le ricerca devono restare al centro di tutto

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i origine molisane, ma nato a Pescara 64 anni fa, Carmine Di Ilio è il nuovo magnifico rettore dell’Università degli Studi di Chieti-Pescara da giugno 2012. Nel 1972 si laurea in Scienze Biologiche all’Università degli Studi di L’Aquila, ricercatore dal 1981, nel 1991 diventa professore ordinario di Biochimica Sistematica Umana alla facoltà di Medicina e Chirurgia Università “G. d’Annunzio”. Nel 1993 consegue il PhD

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in Biotechnology Cranfield Biotechnology Center alla Cranfield University, in Inghilterra. Nel 1997 viene nominato preside della facoltà di Medicina e Chirurgia. Dal 2005 è rettore vicario. «Il mio percorso di crescita –ci racconta il rettore- professionale è parallelo a quello dell’Università d’Annunzio che nel 1982 da Libera Università diventa Statale». Disponibile e cordiale, ci spiega con quali strumenti è possibile gestire un ateneo in tempo di crisi...


Carmine Di Ilio

magnifico rettore dell’Università degli Studi di Chieti-Pescara

Lei è stato eletto rettore a giugno del 2012, in che stato ha trovato l’Ateneo d’Annunzio? «Dal punto di vista amministrativo, ho trovato l’Ateneo con i conti in regola ed un bilancio sano. Dal punto di vista istituzionale/organizzativo, questo 2013 sarà per me un anno accademico particolarmente impegnativo, non soltanto perché è il primo del mio mandato rettorale, ma soprattutto perché è il primo anno in cui troverà piena attuazione il nostro nuovo statuto, in riferimento al modello di governo cui dobbiamo sottoporre il nostro Ateneo, conseguenza della necessaria applicazione della legge di riforma 240/2010 meglio conosciuta come Legge Gelmini. Una riforma complessa, controversa e con molte criticità che auspico andranno adeguatamente corrette nei prossimi anni. Una riforma calata sulla testa dell’Università senza un coinvolgimento attivo da parte di chi nell’Università vi lavora e soprattutto senza la minima considerazione di chi vi dovrà lavorare negli anni a seguire». Cosa intende fare durante gli anni del suo mandato? «Le Università in generale stanno attraversando una fase di cambiamento radicale, bisogna ridurre le spese senza abbassare la qualità della didattica e della ricerca, il che risulta davvero complicato. Il merito è diventato un elemento importante nella valutazione dello stanziamento dei fondi, che sono sempre più risicati. Abbiamo avviato una serie di interventi che dovranno concretizzarsi in un articolato riassetto della macchina burocratica-amministrativa per renderla più moderna e più efficiente, unitamente all’at-

tuazione di alcuni regolamenti che serviranno a garantire uno sviluppo ordinato della vita della comunità accademica, puntando a ridurre la spesa corrente. Anche se in un periodo di ristrettezze economiche non è semplice, intendo mantenere alta l’offerta formativa per i circa 32.000 studenti dei corsi di laurea triennali e magistrali. Tra le esigenze individuate c’è quella di migliorare i servizi per gli studenti, i docenti e per il personale tecnicoamministrativo». Che consiglio si sente di dare ai giovani che si apprestano ad iscriversi all’Università? «Le Università stanno attraversando crescenti limitazioni dei finanziamenti pubblici e le disposizioni ministeriali in materia di turnover di personale, avranno un impatto dirompente sulla vita degli Atenei. Nei Paesi OCSE il 40% della popolazione giovanile, tra i 25-34 anni ha almeno una laurea. La percentuale sale e supera il 55% in grandi paesi alquanto diversi tra loro come Canadà, Russia e Giappone. Si attesta

ultimi anni le iscrizioni sono diminuite e continueranno a diminuire poiché molte Università pubbliche correranno il rischio di chiudere o quantomeno ridimensionarsi. Nonostante questi dati sconfortanti, il mio appello ai giovani diplomati è quello di iscriversi all’Università di frequentarla con serietà e impegno perchè questo è il luogo dove si formano le coscienze e i sapere degli uomini». Qual è la sua opinione in merito alla eventuale fusione dei tre Atenei abruzzesi di cui si è tanto parlato sulla stampa? «Sono numerosi gli incombenti derivanti dalla riforma Gelmini e da una continua e pressante emanazione di disposizioni e adempimenti che hanno un impatto decisivo sul futuro delle nostre Università, tutto ciò richiede una continua e sfiancante modifica nella organizzazione della gestione interna degli Atenei, ma non una fusione come è stato riportato dalla stampa. Non è vero che in Italia il numero delle Università è elevato, che la spesa per mantenerle

«La riforma Gelmini è calata sulla testa dell’Università senza un coinvolgimento attivo da parte di chi nell’Università vi lavora e soprattutto senza la minima considerazione di chi vi dovrà lavorare negli anni a seguire»

intorno al 63% nella Corea del Sud. L’Italia ha un misero 20% in quella fascia di età, percentuale destinata a scendere considerando che negli

è eccessiva e che pertanto bisogna ridurne il numero per risparmiare. Bastano pochi dati per dimostrarlo. In Italia vi sono 1,6 Università

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per milione di abitanti, dato molto simile alla Spagna (1,7). Nel Regno Unito il rapporto Università per milione di abitanti sale a 2.3, nei paesi bassi a 3.4, in Germania a 3.9, in Francia a 8.4, negli stati Uniti a 14.5. Per spesa universitaria in termini di % di prodotto interno lordo l’Italia si pone al 32° posto su 37 nazioni. Con l’obbiettivo di dar vita a iniziative didattiche e di ricerca che da sole non possono essere realizzate, siamo disponibili ad identificare forme di stretta collaborazione con gli altri Atenei abruzzesi, al fine di rendere più competitivo il sistema universitario regionale e siamo pronti a rimodulare, riorganizzare, razionalizzare ma non fondere il nostro Ateneo con gli altri due».

riguardanti il trasferimento tecnologico, i brevetti e gli spin-off. Ma a tal proposito abbiamo bisogno anche del sostegno della politica».

Che rapporto ha il suo Ateneo con il territorio? «Sono convinto che sia fondamentale interagire con il nostro territorio, perchè il suo sviluppo passa anche attraverso la nostra Università che costituisce per le Province di Chieti e Pescara e per l’intera regione un’eccellenza. E’ importante anche rafforzare la collaborazione tra la nostra Università e le altre principali istituzioni amministrative, culturali, imprenditoriali, ponendoci come strumento strategico per la promozione economica e sociale del nostro territorio. E ancora, un aspetto a cui tengo particolarmente è una partnership concreta con le aziende abruzzesi che dovrebbero contribuire alla crescita dello studente attraverso ad esempio l’offerta di stage o tirocini. E affinchè il rapporto con il imprese si possa rafforzare, ho voluto nel nostro cda la presenza di un rappresentante di Confindustria. Inoltre abbiamo messo in campo diverse iniziative per avvicinare gli studenti al mondo del lavoro e ci siamo attivati per avviare attività

Purtroppo il fenomeno del precariato è sempre più radicato nelle Università italiane.... «Il sistema formativo e di ricerca universitario ha subito tagli onerosi sui dottorati, sulle borse di studio, sui fondi per la ricerca, su quelli per l’internazionalizzazione e per l’acquisizione di attrezzature didattiche e di ricerca. L’effetto più grave di questa stretta finanziaria si abbatte proprio sul capitale umano. Il blocco del turnover di personale comporta la rinuncia ad assumere più di una generazione di giovani studiosi che dopo aver percorso con grandi sacrifici tutte le tappe di un lungo e faticoso precariato universitario attraverso il conseguimento del dottorato di ricerca gli viene offerto il nulla o quasi o comunque altro precariato. Ci tengo a dire che la maggior parte della ricerca che le Università italiane oggi sono capaci di produrre è merito proprio di questi precari che con impegno e sacrificio, nonostante una retribuzione non adeguata, continuano a credere nel proprio lavoro».

A proposito di ricerca, che momento sta vivendo quella italiana? «La politica della ricerca è importante perché la possibilità di ottenere fondi, oltre quelli strutturali, è legata anche alla valutazione dell’attività didattica e scientifica. La capacità scientifica del nostro Ateneo è di buon livello, come testimoniato dalla consistenza della quota premiale ministeriale e dal numero di programmi di ricerca di molti colleghi e giovani ricercatori che sono stati recentemente finanziati sia con fondi ministeriali e della comunità europea sia da associazioni private. Nonostante gli scarsi investimenti in ricerca e sviluppo e il basso numero di ricercatori sul totale degli occupati, l’Italia è 18° sulle prime venti nazioni, la produttività scientifica italiana, secondo “l’International Comparative Performance of the UK Research Base” è superiore a quella di Germania, Francia e Giappone. Dati che testimoniano, l’infondatezza delle critiche sulla nostra qualità scientifica e che confermano che vi sono aree di eccellenza che necessitano di essere salvaguardate, aree importanti nelle quali politiche attente dovrebbero investire»

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in copertina

Gaspare Camiscia

Angelo Baccile

» di Eleonora Lopes

Carmine Rabottini

Angelo Maria Di Giulio

A vele spiegate verso

Dino D’Ercole

Licio Colantuono Valentino Di Campli

Carlo De Iure

Pino Candeloro Carlo D’Agostino

Lorenzo Mancinelli Rocco Di Renzo

Citra Vini, DA 40 ANNI, LA FORZA DI UN GRUPPO

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Fondato nel 1973, Citra Vini raggruppa 9 cantine e rappresenta la realtà produttiva vitivinicola più grande in Abruzzo. Materia prima, unita a tecnologia e professionalità sono, secondo il presidente Valentino Di Campli, gli elementi vincenti

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n nome che racchiude già un forte significato, infatti la parola Citra è un avverbio latino, che significa “al di là”, e tutt’oggi sulle carte geografiche Vaticane, o risalenti al Regno dei Borbone, identificano l’area a sud-est, “al di là”, delle vette del Gran Sasso e della Majella e del fiume Pescara, fino al mar Adriatico, territorio nel quale sono locate le nove Cantine che formano il Consorzio Citra. Il forte legame con il proprio territorio lo si evince già dal nome che i soci fondatori hanno voluto dare all’azienda Citra Vini, la cantina più grande d’Abruzzo che quest’anno compie 40 anni. Tutte le cantine associate di Citra sono collocate nel comprensorio Teatino, dove le uve maturano in località congenitamente vocate e ricche di una imperitura cultura e storia vitivinicola come Torrevecchia Teatina, Tollo, Caldari di Ortona, Crecchio, Rocca S. Giovanni, Lanciano, Paglieta, Pollutri. Qui i vigneti vengono coltivati, amati senza alcuna forzatura, nei poderi di 3000 vignaioli, su un’area estesa di circa 6000 ettari. I soci viticoltori, che Citra chiama “gli instancabili paladini del territorio”, sono il valore umano aggiunto, il vero punto di forza della Cantina abruzzese. Sono coloro che di generazione in generazione lavorano le proprie vigne con energia e passione per dare a Citra il frutto del loro impegno: l’uva. Ogni singola cooperativa opera in base al proprio background di conoscenza. Citra attraverso il proprio assetto organizzativo e gestionale si adopera per valorizzare al meglio le professionalità disponibili e favorire un legame sempre più saldo con le Cantine associate. La 9 cantine sono unite in un CdA guidato dal presidente Valentino Di Campli e dal direttore IL CDA CITRA Filippo D’Alleva. Nome Ruolo interno al cda Fin dalla sua fondazione Citra ha avuto l’obiettivo di raggruppare le più importanti realtà vitivinicole della Valentino Di Campli Presidente provincia di Chieti per selezionarne, controllarne e vaCarlo D’Agostino 1° Vicepresidente lorizzarne la migliore produzione enologica dal punto Lorenzo Mancinelli 2° Vicepresidente di vista della qualità. I tecnici CITRA seguono fin dalle Angelo Baccile Consigliere prime fasi di maturazione le uve che verranno destinate Gaspare Camiscia Consigliere alla vinificazione e gli enologi entrano per primi nelle cantine associate selezionando solo le migliori uve ed il Angelomaria Di Giulio Consigliere miglior vino da destinare all’imbottigliamento. Citra Vini Rocco Di Renzo Consigliere ha sede ad Ortona, nel cuore dell’Abruzzo, immersa Sebastiano Porello Consigliere tra vigneti, uliveti e le profumate vallate circostanti. La Carmine Rabottini Consigliere Majella sovrasta maternamente le timide case e più lontano, sulla linea dell’orizzonte, svetta il Gran Sas-

» foto di Denia Di Giacomo

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in copertina

Un socio vignaiolo

Una delle bottaie

so mentre ad est lo sguardo scopre il luccicare azzurro dell’Adriatico. La certezza di un’economia agraria florida è autentica traduzione di una storia contadina millenaria, arricchita da fatica, desiderio e passione. Il territorio ampissimo, che comprende quasi tutta la provincia di Chieti, rappresenta il vero e più grande valore aggiunto dell’azienda, ossia la possibilità di sfruttare terroir e microclimi differenti tra loro, con peculiarità uniche che donano uve con caratteristiche chimiche ed aromatiche diverse. Ma passiamo ai numeri di questa grande cantina. Grazie al lavoro dei suoi instancabili viticoltori Citra ha dato vita a vini di prestigio e qualità che hanno fatto conoscere l’Abruzzo nel mondo. Complessivamente parliamo di oltre 6000 ettari di vigne distribuite in 80 chilometri di superficie, coltivati soprattutto con vitigni autoctoni: Montepulciano, Trebbiano, Pecorino, Passerina e Cococciola, ma vi sono anche vitigni alloctoni: Chardonnay, Pinot, Merlot, Cabernet Sauvignon e Sangiovese. Citra Vini, attualmente, può vantare una produzione pari a circa 18 milioni di bottiglie, di vini DOP e IGP esclusivamente abruzzesi, provenienti da una rigorosa selezione di oltre un milione di ettolitri di produzione totale dalle cantine associate. La forza di Citra Vini nasce dall’umana passione e dall’acquisita

Grappoli di uve Montepulciano

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Il direttore generale, Filippo D’Alleva e il presidente, Valentino Di Campli

competenza viticola dei 3000 soci delle nove diverse realtà produttive che compongono il Consorzio. Il lavoro dei vignaioli, infatti, si basa su un modello qualitativo che mira ad ottenere uve di altissimo pregio. I tecnici del consorzio, inoltre, seguono costantemente e minuziosamente ogni singola fase produttiva, contribuendo a scegliere l’epoca vendemmiale, selezionando le uve migliori e adattando le operazioni di vinificazione in base alle caratteristiche intrinseche delle uve. Tutta la produzione è controllata dall’occhio attento, il geniale estro, la quotidiana dedizione e la meticolosità degli enologi: Pasquale Caldora e Lino Olivastri, artefici del forte salto qualitativo di Citra Vini, che ha consentito di raggiungere importanti risultati e riconoscimenti internazionali. Molto importanti per questo consorzio sono le certificazioni. Infatti, tutti i processi produttivi CITRA sono certificati: ISO22000 e ISO9001:2008, oltre alle Certificazioni BRC ed IFS, chiave di volta in ottica dei rapporti con insegne della GDO Europea ed internazionale. Citra oggi è uno dei pochi esempi virtuosi di controllo e rappresentatività di tutta la filiera, dalla vigna alla tavola del consumatore finale. Tra le attività di Citra c’è anche un progetto am-

La nuova linea d’imbottigliamento

La cantina Citra


PRESIDENTI Presidente

Cantina

Valentino Di Campli

C.S. Madonna Del Carmine

Gaspare Camiscia

C.S. Rinascita Lancianese

Carlo D’Agostino

C.S. San Nicola

Angelomaria Di Giulio

C.S. Paglieta

Domenico Catabbi

C.S. Cantina Crecchio

Licio Colantuono

C.S. Ccdd Tollo

Mario Marino Della Fazia C.S. San Giacomo Pino Adamo Candeloro

C.S. Sincarpa

Carlo De Iure

C.S. San Zefferino

I NUMERI DI CITRA • Produzione totale in volume (numero bottiglie): circa 18 milioni • Produzione totale in ettolitri di tutte le associate: circa un milione • Percentuale produzione export: 67% • Mercati principali di export: USA, Canada, Germania, Belgio, Giappone e Cina. • Imbottigliamento: 2 moderne linee di imbottigliamento per una capacità di 20.000 bottiglie/ora Il presidente ha tra le mani Wine Spectator, la «Bibbia» del vino mondiale, che ha inserito i vini di tre cantine italiane nella classifica annuale delle 20 migliori cantine del mondo per qualità e affidabilità nei confronti dei consumatori. Le trentine Mezzacorona, Lageder e l’abruzzese Citra sono entrate in quello che è considerato uno dei verdetti più attesi dall’enologia mondiale

bientale che sta indirizzando l’azienda verso la cosiddetta “green economy” attraverso un piano di investimenti che mira all’utilizzo di energie sostenibili. La prima attività che rientra in questo progetto è stata realizzata nel 2011 grazie all’attivazione di un impianto fotovoltaico da 200 KWH ad impatto zero perché installato sul tetto dell’azienda. L’energia prodotta viene riutilizzata internamente per il funzionamento dei processi produttivi.

• Autonomia di stoccaggio: circa 200.000 hl • Bottaia tra le più grandi del Centro-Sud Italia 7.000 hl

LE CERTIFICAZIONI I viticoltori di Citra selezionano ogni anno i migliori raccolti di tutta la produzione e la Cantina ha ottenuto i seguenti riconoscimenti: Certificazione ISO22000 Certificazione ISO9001:2008 Certificazioni internazionali: • BRC Global Standard è una certificazione completa che garantisce la sicurezza del prodotto, la legalità e la qualità, ed è riconosciuta nel Regno Unito e in Europa come punto di riferimento per gli standard alimentari. • IFS è l’International Food Standard è la certificazione che promuovere sicurezza, legalità e qualità dei prodotti a marchio privato imponendo un controllo sistematico di materie prime, semilavorati, prodotti finiti, ambienti produttivi e risorse che interagiscono nei processi, ed è riconosciuta principalmente in Francia e in Germania. Entrambe queste certificazioni hanno il principio comune di soddisfare pienamente gli obblighi legislativi e garantire al consumatore la sicurezza e salubrità del prodotto.

Il CdA riunito in Consiglio

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in copertina

Il CdA di Citra Vini

a tu per tu con il CdA Citra Quali sono i punti di forza di questa cantina? «Citra riunisce 9 cantine di provata esperienza, tutte situate in un territorio dalle straordinarie potenzialità, storica culla del Montepulciano d’Abruzzo e Trebbiano d’Abruzzo. Crediamo che i nostri punti di forza siano essenzialmente tre: il primo è la forza dei grandi unita alla qualità dei piccoli. Citra è la più grande realtà produttiva vitivinicola d’Abruzzo che mette tecnologia, controllo e competenze di una grande azienda a disposizione della qualità e delle peculiarità del lavoro tradizionale dei 3000 soci-vignaioli. Il secondo punto è il vino sempre di alta qualità. Dalla produzione globale di circa un milione di ettolitri derivante dalle cantine associate, gli enologi di Citra ne selezionano la parte migliore per l’imbottigliamento garantendo il

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monitoraggio costante della qualità a tutti i livelli. Inoltre, grazie all’ampia capacità di stoccaggio presente nello stabilimento, Citra riesce a rispondere alle esigenze del mercato offrendo una continuità nella disponibilità di prodotto. E infine i prodotti unici. Citra offre una gamma completa e vasta di vini D.O.P. e I.G.P. con un ottimo rapporto qualitàprezzo». Quindi la cooperazione è il segreto di questi grandi successi? «Sicuramente si. Alla base dei successi raggiunti, ci sono il lavoro ed i sacrifici dei 3000 socivignaioli, che sono la vera anima del Consorzio e che quotidianamente operano sui vigneti per conferire all’azienda uve di primissima qualità. Ma la cooperazione non viene intesa solo in senso mutualistico. Per essere all’altezza dell’agguerrita

concorrenza internazionale, infatti, è molto importante che gli sforzi di tutta la filiera siano coordinati e costantemente orientati al risultato e all’efficienza produttiva. Un esempio di collaborazione è l’ATI che abbiamo costituito con 5 aziende abruzzesi per agevolare il commercio del vino in Cina». Che ruolo ricopre la cooperazione nel nostro Abruzzo? «Fondamentale, basti pensare che in Abruzzo l’82% della produzione vitivinicola proviene dalla cooperazione. Questa percentuale è superiore a quella che, nello stesso settore, si rileva in regioni come l’Emilia Romagna o il Veneto. La possibilità di fare sistema, la flessibilità, il diretto rapporto uomo-territorio sono il cardine della sua organizzazione societaria. La cooperazione è nei vari livelli di


governance un modo intelligente di fare impresa, una soluzione che consente di ottimizzare al massimo le operazioni e gli investimenti sia in fase di produzione in cantina e sia nella vendita del prodotto finito. In questo contesto, auspichiamo che la classe politica ponga un’attenzione diversa nei riguardi di questo sistema che grazie all’unione di tanti piccoli, assicura lavoro sul territorio e crea una ricchezza di cui beneficia in primo luogo il territorio stesso». Come si sta evolvendo il mercato enologico negli ultimi anni? «La vera chiave di svolta per essere all’altezza delle mutevoli richieste dei sempre più preparati consumatori finali è la continua ricerca della massima qualità possibile. Per questo, Citra sta sviluppando dei nuovi prodotti con le caratteristiche di genuinità, salubrità e tipicità

che rispondono sempre di più alle richieste dei clienti finali». Quali sono le future sfide che intendete affrontare? «Citra, già presente in 45 mercati, vuole e deve sempre di più focalizzarsi sulla ricerca di nuovi mercati, importatori e distributori. Nell’era della globalizzazione e della comunicazione a 360°, Citra vuole comunicare la tradizione vitivinicola e il territorio attraverso la cultura del vino, intesa come convivialità e momento di “aggregazione sociale”, da qui l’apertura dell’azienda verso il canale web e, in particolare, verso i social network. Infatti da settembre abbiamo realizzato un sito dedicato all’e-commerce per agevolare l’acquisto on line, e per essere al passo con i tempi, nel nostro blog abbiamo inserito video in cui il nostro enologo e wine educator, Lino Olivastri, guida gli utenti alla

degustazione dei nostri vini». Come si può riassumere la vostra vision aziendale? «La vision di Citra si può così sintetizzare: lavorare con passione, auspicando di portare sulle tavole di tutto il mondo i vini con il forte carattere della terra d’Abruzzo e che sprigionano un fascino intenso che si colloca al di là di ogni moda e del tempo». Vini Citra dicevamo sono presenti un po’ in tutto il mondo... «Anche se i nostri piedi sono ben piantati nella nostra terra, il nostro vino ha una vocazione internazionale. In Italia il mercato enologico è in contrazione, quindi abbiamo deciso di operare anche all’estero dove oggi otteniamo successi incredibili. Citra si apre al mondo approdando con i suoi vini negli angoli più lontani del globo. Sono 45 i Paesi raggiunti

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in copertina

da un’organizzazione distributiva agile e tempestiva guidata dal nostro direttore commerciale Albino Lanci. Si brinda con vini Citra in lussuosi ristoranti da Manhattan a Beverly Hills, in Asia come in Australia, in tutta Europa, in Canada, Giappone, Venezuela, Russia, Cina e sui voli di linea di numerose compagnie aeree, tra cui Lufthansa e Alitalia». Come si compone la gamma dei vostri vini? «La gamma dei nostri vini è variegata, la nostra punta di diamante resta il Montepulciano d’Abruzzo Laus Vitae, ma Citra offre

una completa e vasta gamma di vini D.O.P. e I.G.P., e di recente ci stiamo focalizzando alla riscoperta dei vini autoctoni. Nella bottaia più grande d’Abruzzo, tra le maggiori del Centro - Sud Italia, è possibile provare infinite emozioni». Come è composto il vostro consiglio d’amministrazione? «Il CdA è composto dai delegati delle nove cantine associate, alcuni più anziani e con più esperienza e altri più giovani dotati di grande entusiasmo. Abbiamo un bel rapporto, ci stimiamo e abbiamo fiducia l’uno dell’altro e anche le

discussioni che ogni tanto animano i nostri consigli sono sempre costruttive e con il fine di migliorare la nostra splendida realtà che è l’obiettivo a cui tutti miriamo!» Dove intende arrivare Citra Vini? «Gli obiettivi sono ambiziosi, nei prossimi anni vogliamo rafforzare il legame con tutta la filiera produttiva ma anche a livello commerciale per continuare a portare nel mondo l’orgoglio e la fierezza della nostra appartenenza all’Abruzzo e crescere nei mercati emergenti del Sud America e Sud Est Asiatico»

I RICONOSCIMENTI • Novembre 2012, Medaglia d’Argento al Concorso Enologico Vinitaly 2012 con Laus Vitae Montepulciano d’Abruzzo 2006 Novembre 2012, Award Rosso al Merano Wine Festival 2012 con Laus Vitae Montepulciano d’Abruzzo 2006 e Trebbiano d’Abruzzo 2007 • Maggio 2012, Medaglia d’Oro al Concours Mondial du Bruxelles, con il PALIO Montepulciano d’Abruzzo e n.3 Medaglie d’Argento, con tre vini Montepulciano d’Abruzzo, rispettivamente il SISTINA, il Niro 2009 e il Laus Vitae. • Maggio 2011, Medaglie d’Oro al Concours Mondial du Bruxelles, con il PALIO Montepulciano d’Abruzzo. • Gennaio 2011, la nota ed autorevole rivista “IL MIO VINO” ha assegnato il suo più importante riconoscimento a CITRA, proclamandola: “CANTINA DELL’ANNO 2011”. Addirittura sono ben dieci le etichette premiate, di cui due si sono aggiudicate il gradino più alto del podio: OMEN Cerasuolo e QUID Trebbiano, novità di casa Citra. Medaglia d’Oro con il CAROSO Montepulciano al Concorso Enologico: Selections Mondiales des vins – CANADA, oltre due Medaglie d’Argento con AER Cococciola ed il “i Classici” Pinot Grigio. Medaglia d’Oro con LAUS VITAE Montepulciano al JAPAN WINE CHALLENGE: e 10 Medaglie di Bronzo con i seguenti vini: CAROSO Montepulciano, PALIO Montepulciano, NIRO Montepulciano, PALIO Cerasuolo, PRIMAE LUCIS Spumante Rosé, PALIO Pecorino, AER Cococciola, RUBE Pecorino, CAOS Cococciola, PALIO Chardonnay. • Giugno 2010. Due Medaglie d’Oro al Concours Mondial du Bruxelles, con il CAROSO Montepulciano ed OMEN Cerasuolo, oltre due Medaglie d’Argento con lo Spumante Rosé PRIMAE LUCIS ed il QUIS Montepulciano • Maggio 2010. 9 Diploma di Gran Menzione al Concorso Enologico VINITALY 2010 • Pubblicazione sul “WALL STRETT JOURNAL” – inserito Montepulciano Citra, come vino tra i più piacevoli da degustare e scoprire. • Inserimento nello Special Listing L.C.B.O. (Liquor Control Board of Ontario) del PALIO Cerasuolo, e nel General Listing S.A.Q. (Societé des Alcools du QUEBEC) di tre vini: Pinot Grigio, Sangiovese della Linea Citra “i Classici” e del PALIO Montepulciano. • I vini Citra volano in alto e sono partner delle Compagnie Aeree: Alitalia, Lufthansa, Eurofly-Meridiana. • Citra: top Wine-Brand nella GDO Italia. • Il Montepulciano CITRA è il Vino Rosso Italiano più venduto in Ontario e Québec, dove Citra è stata la prima azienda italiana ad essere insignita del “Collaborative Planning Supplier”. • Citra è la 1° azienda export-vini d’Abruzzo.

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incarichi&carriere

API, RIGA NOMINATO RESPONSABILE ORGANIZZATIVO NAZIONALE

Roberto Riga, vice sindaco del Comune dell’Aquila, assessore alla Protezione civile e Ambiente, è stato nominato responsabile organizzativo nazionale del Partito dell’Api, (Alleanza per l’Italia). Lo ha annunciato il leader del Partito, Francesco Rutelli, a L’Aquila per presentare una serie di iniziative “green” per il rilancio del turismo e più in generale dell’economia aquilana a quattro anni circa dai tragici accadimenti legati al terremoto.

SULMONA, NOMINATO COMMISSARIO PREFETTIZIO

Giuseppe Guetta, vice prefetto vicario della Prefettura dell’Aquila, è stato nominato commissario prefettizio del comune di Sulmona. L’incarico, assegnato dal prefetto dell’Aquila, Francesco Alecci, si è reso necessario per le dimissioni di 11 consiglieri comunali sui 20 assegnati al Comune di Sulmona e la conseguente caduta della giunta Federico. Al commissario va la provvisoria gestione dell’Ente con i poteri del sindaco, della giunta e del Consiglio comunale.

CONFESERCENTI CHIETI HA UN NUOVO DIRETTORE

Lido Legnini, 32 anni, è il nuovo direttore provinciale di Confesercenti Chieti. Attuale vice direttore provinciale e coordinatore regionale dell’area commercio di Confesercenti, Legnini subentra a Patrizio Lapenna, che ha diretto la Confesercenti per 14 anni ed è stato nominato direttore generale del confidi Coopcredito. Fra le priorità del neo eletto, «la battaglia per un turismo sostenibile capace di dare un futuro alle imprese del terziario e dell’artigianato, incompatibile con le piattaforme in mare e sulla terraferma. Il Parco della Costa dei Trabocchi è il nostro petrolio, e da lì bisognerà ripartire».

CENTRO DEMOCRATICO, PALOMBA È IL NUOVO COORDINATORE DELLA PROVINCIA DI CHIETI

Il consigliere regionale Paolo Palomba è stato nominato coordinatore per la provincia di Chieti del Centro Democratico. «Sono grato alla direzione nazionale del partito e al coordinatore regionale Gino Milano, per la fiducia accordatami e per il riconoscimento di un impegno per il territorio della provincia di Chieti che mi vede da anni in prima linea nella battaglia a favore dei miei concittadini – ha dichiarato -. Continuerò ad impegnarmi con ancora più entusiasmo per far crescere il consenso per i giusti principi che animano il Centro Democratico».genze che si accentuano nel territorio terremotato».

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incarichi&carriere

L’AQUILA, FABI RINCONFERMATO ALLA GUIDA DELLA FNP CISL

Rodolfo Fabi è stato riconfermato, per altri 4 anni, segretario generale uscente della Fnp-Cisl, la Federazione pensionati L’Aquila- Sulmona. «È noto a tutti il disagio crescente dei pensionati, che fanno fatica ad arrivare a fine mese – ha dichiarato Fabi– : su questo problema si deve concentrare l’azione comune, nel tentativo di dare un sostegno concreto alle famiglie. Emergenze che si accentuano nel territorio terremotato».

CISL SCUOLA, MERICO NUOVO COORDINATORE PROVINCIALE DI PESCARA

Elisabetta Merico è stata eletta nuovo coordinatore provinciale della Cisl Scuola di Pescara. La nomina è stata decisa nel corso della prima assemblea congressuale alla presenza del segretario nazionale Rosa Mongillo e dei 40 delegati, che hanno eletto il nuovo organismo direttivo. «L’assemblea - sottolineano dal comparto Cisl scuola -ha sancito una svolta importante in termini di riforma organizzativa del sindacato provinciale della scuola perché, a breve, si arriverà alla completa regionalizzazione e al successivo accorpamento con il Molise».

ANCE, DE CESARE VICEPRESIDENTE NAZIONALE E PRESIDENTE CHIETI

Angelo De Cesare, della Impresa Costruzioni De Cesare Ing. Ulrico S.r.l. di Chieti, è stato eletto con oltre il il 92% dei voti vicepresidente Ance con delega alla Opere Pubbliche. Imprenditore di quarta generazione, il neoeletto era stato nel triennio precedente presidente del Comitato per i problemi del Mezzogiorno e delle Isole nonché presidente Nazionale dei Giovani Imprenditori dell’ANCE dal 1997 al 2000. De Cesare è stato eletto anche presidente dell’Ance Chieti, subentrando ad Antonella Marrollo. Nel corso dell’assemblea annuale è stato rinnovato il nuovo consiglio di sezione che rimarrà in carica per il prossimo triennio, fino al 2016. «Assumo questa carica – ha commentato De Cesare – in un momento particolarmente difficile per l’industria italiana delle costruzioni. Sono convinto, tuttavia, che le capacità, le professionalità e la storia del nostro sistema imprenditoriale costituisca non solo un patrimonio fondamentale per il Paese, ma che da queste imprese e dal sistema associativo possano scaturire proposte e progetti in grado di offrire alle istituzioni ed al mondo politico soluzioni per far ripartire il nostro settore traino dell’economia del Paese».

LEGALITA’, RADOCCIA RESPONSABILE DELLA PREVENZIONE ALLA CORRUZIONE

Angelo Radoccia, già segretario generale della Provincia di Chieti è stato nominato, con un decreto a firma del presidente Enrico Di Giuseppantonio, responsabile della prevenzione della corruzione. L’incarico, che non prevede oboli aggiuntivi all’ordinario stipendio da segretario generale, è stato attribuito in attuazione delle disposizioni prevista dalla legge 6 novembre 2012, in tema di prevenzione e repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione in fase di approvazione. «Compiti principali del responsabile – ha spiegato il presidente della Provincia - sono la redazione del piano provinciale triennale di prevenzione della corruzione e del regolamento per la selezione e la formazione dei dipendenti destinati a operare nei settori particolarmente esposti ad essa». Radoccia avrà anche il compito di raccogliere segnalazioni dai comuni cittadini che ravvisino comportamenti scorretti da parte dei dipendenti della pubblica amministrazione.

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storie&persone

N di Denia Di Giacomo

«L’imprenditore deve creare valore nel proprio territorio, impegnarsi ad attuare un circolo virtuoso del benessere che porta il territorio a crescere con le persone che lo vivono»

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on bisogna lasciarsi ingannare dall’aspetto, dietro questa bella donna, dal portamento elegante e dai modi estremamente gentili è ben viva la fierezza di una imprenditrice molto preparata e competitiva, che riesce a portare avanti mille impegni con spirito di sacrificio e professionalità. Parlo di Maria Annunziata Salvatorelli (per tutti Nunzia ndr) amministratore delegato della storica Vastarredo di San Salvo, con mansioni di responsabilità in particolare nell’ambito delle risorse umane e del settore economico- finanziario. La sua lunga carriera nell’azienda paterna comincia a soli 19 anni con una dura “gavetta” nel settore contabilità, ma la caparbietà e la lungimiranza la portano subito a diventare una tenace imprenditrice. Suo padre, il noto imprenditore Remo Salvatorelli, è stato il fondatore della Vastarredo ma anche il promotore della ASSOVASTO, l’associazione che raccoglie le imprese del territorio e della quale Nunzia è da poco diventata vicepresidente. «Nelle aziende famigliari il passaggio generazionale è un momento di fondamentale importanza. – ci racconta Nunzia - E’ necessario che i giovani abbiano lo spazio opportuno per dare nuova energia all’azienda, bisogna cambiare per stare sempre un passo avanti ed in questo mio padre è stato grande». Una convinzione che l’accompagna sempre e che la porta a battersi per le nuove generazioni impegnandosi su mille fronti, sì perché Nunzia è anche membro del collegio dei Probiviri di Confindustria, è tra i fondatori dell’associazione “Amici di Punta Aderci”, che si batte a difesa del territorio, ed è anche impegnata nel direttivo dell’associazione “Crea Lavoro Giovani”, guidata da Claudio Bonasia, per la promozione sociale e lo sviluppo di iniziative mirate a favorire la cultura del lavoro. Ma Nunzia Salvatorelli è anche moglie e madre, sposata con Giancarlo Spadaccini, i suoi due figli sono Andrea e Marianna, il primo impegnato nel ramo aziendale in Emilia Romagna e la seconda studentessa universitaria. Profondamente innamorata della sua famiglia ma anche della sua professione, Nunzia si batte affinché le donne possano infrangere il cosiddetto glass ceiling, il tetto di vetro, che in troppo spesso Italia non permette alle donne di entrare nell’Olimpo dei vertici decisionali: «Cambiare il nostro paese significa anche dare maggiore spazio alle donne, una società per dirsi evoluta porta con sé un sistema in cui uomini e donne hanno le stesse opportunità di crescita e collaborano per un sistema migliore». Con la stessa tenacia porta avanti la convinzione riguardo al ruolo dell’imprenditore: «Il ruolo dell’imprendi-


NUNZIA

una

Salvatorelli

donna

ai

vertici

Conosciamo da vicino la dinamica Nunzia Salvatorelli, imprenditrice grintosa e competente, alla guida della storica azienda Vastarredo tore non deve essere solo quello economico ma anche sociale. L’imprenditore deve creare valore nel proprio territorio, impegnarsi ad attuare un circolo virtuoso del benessere che porta il territorio a crescere con le persone che lo vivono, perché se le persone sono serene tutto il sistema riuscirà a migliorare e noi imprenditori abbiamo il dovere di fare il possibile affinché ciò avvenga». Questa è Nunzia Salvatorelli.

lo staff, solo in questo modo un’azienda riesce ad affrontare sempre nuovi obiettivi, inoltre investiamo molto sulla certificazione dei prodotti e dei sistemi produttivi e sulle energie rinnovabili, anche questo è un modo per stare vicino al territorio che ci ospita e che amiamo molto»

VASTARREDO SRL, 50 ANNI DI ARREDO SCOLASTICO Vasterredo è un solido gruppo industriale da oltre 50 anni impegnato nel settore dell’arredo scolastico con una fitta rete estesa su tutto il territorio nazionale. Fondata dal noto Remo Salvatorelli e da sempre con sede a Vasto, questa grande realtà oggi vanta un fatturato che si aggira sui quindici milioni di euro e un numero di dipendenti e collaboratori che arriva alle 100 unità. In gruppo di cui Vastarredo è capofila è costituito da svariati marchi: ipaplay, comes, scuolarredo, IRAS,ILLSA, refas e community project. Tutte aziende impegnate nel settore arredo scolastico, giochi per l’infanzia, arredo urbano e in generale sistemi di arredo per comunità, asili nido e scuole per l’infanzia. Tra i clienti maggiori la Vasterrdo può vantare il Comune di Bologna, la Provincia di Roma, quella di Napoli e numerosi altri che ormai da mezzo secolo si affidano alla professionalità e alla serietà di questa azienda nata nel cuore della famiglia Salvatorelli e oggi gestita da Nunzia e suo fratello Emidio. «La forza della nostra azienda risiede da sempre nella famiglia, la Vastarredo è la famiglia, è per questo che cerchiamo di dare molto spazio alle giovani generazioni, affinchè rappresentino il futuro, il cambiamento, l’energia nuova». Questo racconta Nunzia Salvatorelli, e prosegue: «Per noi è inoltre fondamentale la formazione del-

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fisco

» di Luigi Carunchio

La gestione

degli ammortamenti in una fase di chiusura

dei bilanci in perdita Una corretta applicazione permette di valutare l’incidenza effettiva della quota di costo da ripartire negli anni derivante dall’acquisto dei beni che concorrono per più esercizi all’attività aziendale produttiva

L’

imputazione dei costi relativi a beni di utilità pluriennale ha da sempre rappresentato un importante strumento per la determinazione del risultato di esercizio. Una sua corretta applicazione permette di valutare l’incidenza effettiva della quota di costo da ripartire negli anni derivante dall’acquisto dei beni che concorrono per più esercizi all’attività aziendale produttiva. Il procedimento tecnico contabile attraverso il quale il valore del bene strumentale viene distribuito nei diversi esercizi d’imposta è definito ammortamento. Esso avviene in proporzione al deperimento e al consumo del bene nell’attività produttiva, considerando la stima della sua vita utile, così come anche definito dal principio contabile OIC n° 16 in tema di immobilizzazioni materiali, che al riguardo si esprime affermando che “il piano inizialmente predisposto deve prevedere un suo riesame periodico per verificare che non siano intervenuti cambiamenti tali da richiedere una modifica delle stime effettuate nella determinazione della residua possibilità di utilizzazione”. Ovviamente l’eventuale modifica dei criteri di ripartizione del valore dei beni comporta necessariamente la modifica del coefficiente di ammortamento. Questa opportunità va comunque considerata con estrema prudenza, posto che lo stesso OIC n° 16 statuisce “l’ammortamento è un costo ricorrente che va registrato nella sua interezza anche se l’impresa ha subito una perdita o se il cespite non è stato sfrutta-

to nei volumi previsti” e ancora “l’ammortamento va calcolato anche sui cespiti temporaneamente non utilizzati. L’ammortamento va sospeso invece per i cespiti che non verranno utilizzati per lungo tempo obsoleti o da alienare“. Quindi l’ammortamento rappresenta la misura del contributo che l’immobilizzazione da al processo produttivo nel rispetto della competenza economica e temporale prevista dalla normativa civilistica, il valore del bene viene trasferito per quote al conto economico gravando sul risultato di esercizio. Da un punto di vista esclusivamente fiscale l’ammortamento dei beni deve essere effettuato in base ad appositi coefficienti ministeriali stabiliti specificamente dal D.M. 31.12.1988 in relazione alla tipologia di bene interessato e al settore di utilizzo del possessore. Se per un dato bene manca, per il settore interessato, il relativo coefficiente, è necessario far riferimento al coefficiente previsto per lo stesso bene con riferimento ad un settore con caratteristiche similari. L’applicazione di tali coefficienti da origine all’ammortamento ordinario. È comunque previsto , dall’articolo 102 comma 2 del DPR 917/86 la possibilità per l’imprenditore di effettuare l’ammortamento in misura inferiore a quella ordinaria. Si tratta del c.d. ammortamento ridotto. L’ammortamento ridotto può essere applicato senza alcun limite minimo, purché ciò avvenga nel rispetto dei criteri civilistici di redazione del bilancio. Vale sia per i ben di nuova acquisizione che per quelli acquisiti

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fisco

in anni precedenti. Anche l’amministrazione finanziaria, con le risoluzioni n. 51 del 22 aprile 2005 e la n. 78 del 17 giugno 2005, riconosce fiscalmente una quota di ammortamento diversa da quella stabilita dai coefficienti ministeriali, accostando, quindi, le disposizioni civilistiche (che dispongono l’ammortamento sulla base della residua vita utile del bene) a quelle a carattere fiscale, preordinate a coefficienti fissati, per l’appunto, con decreto. A seguito dell’approvazione della riforma dell’IRES, D.Lgs. n. 344/2003, la disciplina riguardante l’ammortamento “ridotto” ha subito modifiche nella determinazione del reddito d’impresa, non prevedono più un limite minimo al di sotto del quale l’ammortamento ridotto risulta perso. In altre parole è possibile operare fiscalmente l’ammortamento “ridotto” oltre il 50% rispetto alla quota ordinaria e recuperare integralmente la differenza sotto forma di quote di ammortamento negli esercizi successivi. Con la risoluzione n. 51/2005, l’Agenzia sottolinea che la mancata riproposizione della limitazione nella previgente disciplina, non poteva “essere interpretata quale volontà del legislatore di escludere… la possibilità di applicare coefficienti inferiori rispetto a quelli stabiliti dal D.M. 31 dicembre 1988. Nel sistema conseguente all’entrata in vigore dell’IRES è stato, in effetti, riproposto unicamente il limite massimo relativo alle quote di ammortamento ammesse in deduzione”. Pertanto, anche in assenza del giustificato e documentato minor utilizzo del bene rispetto alla media del settore, la quota relativa all’ammortamento calcolato in misura ridotta oltre il 50% della quota ordinaria è recuperabile integralmente negli esercizi successivi. Per quanto riguarda la quota di ammortamento calcolata in misura inferiore al 50% della quota fissata dalla legge si ricorda che rimane in vigore la disposizione prevista dal comma 4 dell’art. 16 D.P.R. n. 600/73, per cui le quote di ammortamento calcolate in misura inferiore alla metà del valore massimo del coefficiente applicabile, devono essere distintamente indicate nel registro dei beni ammortizzabili. Tale disposizione, tuttavia, nonostante risulti essere ancora vigente, non produce nessun effetto con riguardo alla deduzione del valore della quota di ammortamento calcolata nella misura sopra descritta. Nella risoluzione n. 78/2005, però, l’Agenzia ha rivisto tale posizione, affermando che “…non può ammettersi in via generalizzata la possibilità di calcolare discrezionalmente gli ammortamenti fiscali, in misura diversa dagli ammortamenti civilistici e, quindi, in modo avulso dalle indicazioni di bilancio, state il principio

di derivazione del reddito imponibile dal risultato del conto economico enunciato all’articolo 83 del TUIR”. In pratica l’ammortamento ridotto incontra il limite della disciplina civilistica ed è fiscalmente ammesso nella misura in cui viene imputato al conto economico. In base a quanto precisato nella risoluzione n. 78/2005, gli effetti concreti di tale principio ricadono non tanto sul trattamento delle variazioni in aumento effettuate in un determinato esercizio a fronte di ammortamenti fiscali inferiori a quelli civilistici, del quale argomento si occupa la risoluzione n. 51/2005, quanto sulle conseguenze che ne derivano negli esercizi successivi, “dovendosi in ogni caso escludere la possibilità di dedurre dal reddito dei futuri esercizi il minore ammontare (rispetto a quello civilistico) degli ammortamenti non dedotti in precedenza, attraverso variazioni in diminuzione che non troverebbero legittimità nel sistema delle norme sul reddito di impresa. Quest’ultima possibilità è configurabile, nei casi previsti dalla norma fiscale e, in particolare, nell’eventualità che le variazioni in diminuzione siano correlate a simmetriche variazioni in aumento resesi necessarie a seguito della imputazione al conto economico relativo a precedenti esercizi di ammortamenti calcolati in misura superiore a quella fiscalmente consentita in applicazione dei coefficienti stabiliti dal D.M. 31 dicembre 1988”. In questo senso la citata risoluzione non pone un divieto assoluto ad un ammortamento fiscale inferiore a quello civilistico e poiché lo assimila ad una scelta di mera convenienza, impedisce che l’eccedenza possa essere ammortizzata in futuro ed introduce, così, una nuova disciplina implicita di “quote perse”. La variazione dei coefficienti di ammortamento applicati comporta, sotto il profilo civilistico, anche l’obbligo di un’adeguata informativa, e l’art. 2426 comma 1 del Codice Civile dispone che tali modifiche debbano essere “motivate” nella Nota Integrativa. Il principio contabile nazionale OIC n° 12, invece, dispone “l’evidenza degli effetti derivanti dalla variazione apportata nel piano di ammortamento“

e-mail: info@valoreassociati.it

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ict

» di Antonio Teti

Dal Cyberspazio,

nuove minacce per l’Italia Sono in aumento le minacce all’Italia dal Cyberspazio. Questo è ciò che prevedono i nostri servizi di intelligence, che lanciano un inquietante grido di allarme

“L

a minaccia cibernetica rappresenta, al momento, la sfida più impegnativa dei sistema Paese”. Questo è quanto riportato, a febbraio scorso, nella relazione annuale al Parlamento dei servizi di intelligence italiani, in cui asseriscono che non solo “gli effetti potenziali sono in grado di produrre ricadute peggiori di quelle ipotizzabili a seguito di attacchi convenzionali e di incidere sull’esercizio di libertà democratiche essenziali” ma “gli autori, le tecniche di attacco ed i bersagli mutano più velocemente delle contromisure”, rendendo, di fatto, la guerra al cybercrime una battaglia senza tregua. Le minacce che provengono da Cyberspazio sono molteplici, ma non si basano più come un tempo sulla diffusione di virus in grado di danneggiare gli archivi

di un’azienda o all’impiego di applicazioni in grado di bloccare il funzionamento di un server web. Secondo quanto contenuto nella relazione, “le minacce informatiche, sempre più sofisticate, gravano su tutte le piattaforme, dai sistemi complessi e strutturati dello Stato e delle grandi aziende ai computer e agli smartphone dei singoli cittadini”. Lo scenario mondiale del cybercrime è completamente cambiato. Non si tratta più di fronteggiare le minacce che giungono da “crackers”� desiderosi di distruggere sistemi informatici per perseguire ideologie datate o finalità politiche di dubbia applicabilità. Oggi il prototipo del criminale informatico è quello del “mercenario informatico” o cyber mercenary, cioè del professionista esperto di IT Security che offre le proprie competenze al miglior acquirente dispo-

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ict

nibile sulla piazza. Sono degli autentici “predatori” che colpiscono i sistemi in rete in funzione di precise indicazioni ricevute da molteplici mandanti. Le loro azioni si basano sempre di più sull’utilizzo di software in grado di “penetrare” i sistemi non solo per bloccarli o danneggiarli, ma soprattutto per trafugare le informazioni che vi sono memorizzate. Ad esempio, proprio su queste azioni si basa l’intera operazione denominata “Ottobre Rosso” che ha coinvolto, a partire da ottobre dello scorso anno, numerosi paesi sparsi in tutto il globo terrestre. Sono stati i ricercatori russi del Kaspersky Lab Global Research & Analysis Team, a scoprirlo, mediante un’intensa attività di ricerca ed analisi su alcune minacce provenienti dalla rete. Il nome attribuitogli, così come sottolineato dall’azienda russa, è ispirato dal luogo in cui ha avuto origine il network che ha scatenato le azioni di cybercrime, cioè la Russia, ma molti dei server che si sono resi protagonisti degli attacchi, sono dislocati in altri paesi europei, come ad esempio la Germania. Nella relazione tecnica presentata da Kaspersky, risulta che gli attacchi, effettuati da autentici professionisti del Cyber-spionaggio, si sono estesi a macchia d’olio dall’Asia fino agli Stati Uniti, attaccando principalmente aziende private, strutture istituzionali, governative (le ambasciate in particolare), accademiche e soprattutto centri di ricerca scientifica, ubicati prevalentemente in Europa orientale e in Asia centrale. La mission principale dei cyber-criminali, era finalizzata alla raccolta di informazioni inerenti le diverse tipologie di sistemi informativi, i dispositivi mobili ad essi collegati (notebook, netbook, smartphone, iPad), le varietà di apparecchiature di trasmissione indirizzamento di dati in rete (switch, firewall, router), e non ultimo per importanza, al-

cuni database contenenti informazioni “classificate” memorizzate all’interno dei server collegati alla rete Internet. Ottobre rosso ha indirizzato gli attacchi principalmente verso la Russia ed altre repubbliche ex sovietiche, ma sono state infettati anche molti computer in India, Afghanistan e in particolare in Belgio, dove hanno sede l’Unione Europea e la NATO. Meno infezioni sono state riscontrate negli Stati Uniti, l’Iran, Svizzera e Italia. Non sono state riscontrate infezioni in Cina e in Corea del Nord. È da notare che sono state attaccati centinaia di computer di aziende private che operano nel settore della difesa e aziende che gestiscono infrastrutture critiche, oltre alle ambasciate e alle strutture istituzionali e governative di molti paesi. Il rischio informatico, pertanto, come anche confermato dai nostri servizi di intelligence, da tempo ormai sta occupando sempre di più del settore dell’economia e della finanza, pilastri fondamentali su cui si basa l’intera sopravvivenza dei mercati globalizzati. Per questo motivo è essenziale che anche il nostro Paese riesca, in brevissimo termine, a dotarsi di una infrastruttura di Cyber Defence che abbia come mission principale la difesa del Paese dalle minacce che ci giungono dal Cyberspazio. Esistono già esempi di strutture di questo tipo, come negli Usa, dove è lo U.S Department of Homeland Security negli Stati Uniti, ad occuparsi della difesa del paese dagli attacchi provenienti dalla Rete. Le forze armate, la pubblica amministrazione, le banche, le imprese e i singoli individui ormai dipendono dai sistemi informatici, e colpirli significa trafiggere il cuore pulsante di un intero paese. Come ebbe a dire un grande esperto di intelligence, alcuni anni fa, “Le guerre del terzo millennio si combatteranno a colpi di mouse e di lettere e cifre digitate sulle tastiere”

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creatività

» di Simone D’Alessandro

I “Perchè”

di Spaemann

La conoscenza scaturisce dal “Perché”. Ma l’imprenditore postmoderno si arena nel “Come”. Il filosofo tedesco e la sua teoria

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ome può la teleologia orientare il cammino di un’impresa? Perché un libro di uno dei maggiori filosofi del nostro tempo, Robert Spaemann (Berlino,1927), intitolato Fini naturali, e basato sulla riscoperta del pensiero teleologico (ossia finalistico) dovrebbe instillare, nell’imprenditore, un nuovo modo di ragionare? Per rispondere a tali quesiti è necessario ripartire dal tema del “Perché”. Il Perché è la domanda originale e originaria della comprensione umana. Il bambino, origine dell’adulto, nel momento in cui cerca di comprendere la realtà, pone una serie di interrogativi che non partono dal “come” o dal “quando” o dal “quanto”, ma dal “perché”. Nel perché è presupposta la dimensione intenzionale delle cose, la ricerca della causa e la finalità ultima. Comprendere è un eterno domandare. Ponendo un quesito su di un fenomeno, si cerca un sentiero di orientamento che dia senso all’agire. Tuttavia, ogni domandare fondato sul perché scatena una risposta che determina un altro perché in un

processo ermeneutico illimitato finalizzato a estendere o a circoscrivere la comprensione circa l’oggetto o il soggetto d’indagine preso in esame. Perché costruisco una strada? Per consentire a delle persone di spostarsi agevolmente. Perché spostarsi? Perché agevolmente? Ci si sposta per incontrare altre persone e le si agevola con una strada migliore, per fare in modo che esse arrivino a destinazione faticando meno. Perché incontrarsi e perché la fatica dovrebbe impedire la riuscita di un incontro? Ovvero perché, nella costruzione di una relazione, il facilitare dovrebbe essere meglio dell’ostacolare? Da questo mio breve esempio generativo e ricorsivo del domandare, si possono notare una serie di aspetti. Il primo di essi è che una qualsiasi domanda scatena una serie infinita di risposte che danno luogo a una serie altrettanto infinita di domande (generiche, specifiche o critiche) rispetto al presupposto nascosto nella domanda posta. In secondo luogo ogni risposta iniziale determina un modo di proseguire e di costruire a catena una serie di

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creatività

successive domande e risposte. ché fare” significa, invece, partire In terzo luogo, all’aumentare del dalla pre-fattibilità, chiedendosi domandare, le risposte diventano se è opportuno agire e in vista di più articolate, in quanto devono quale finalità. tener conto del presupposto della Chiedersi il perché fare una cosa, prima domanda collegata alla secambia il modo stesso di farla, inrie successiva di domande-rispocidendo sul processo organizzatiste, altrimenti il rischio è quello vo. Immaginiamo un imprenditore di eludere la domanda principale. che operi nel settore automotive. In quarto luogo, all’aumentare di La sua prima domanda è: come questo processo del “domandare e posso incrementare la produzione del rispondere” accade che, al sendi automobili? Ma la domanda doIl libro Fini Naturali, Storia & Riscoperta so originario, si aggiunga o si sot- del pensiero teleologico vrebbe essere: perché incrementatragga un significato che cambia il re la produzione? E se la limitassi? corso stesso della domanda, eliminando o ampliando Se riconvertissi? Se progettassi una macchina soil presupposto della domanda iniziale. In quinto luo- stenibile assemblata con meno pezzi di prima? Se go, si scopre che si potrebbe iniziare nuovamente costruissi un’insieme di alleanze per fare in modo dalla prima domanda, determinando un nuovo sen- che in un determinato territorio ci sia un solo protiero con il semplice mutare della prima risposta. duttore solido invece di dieci soggetti deboli? Ma Tutto questo scaturisce dal perché, ossia dalla ri- tutto questo in vista di cosa? Ho intenzione di ricerca della finalità che determina il senso dell’agire manere a lungo in questo territorio? Ho intenzione intenzionale di un essere umano. Spaemann dichiara di incrementare il fatturato? Ma per cosa? Per proche: «Dietro la domanda “perché” si colloca il tentati- seguire la vita di sempre? Per farne un’altra? Come vo di integrare ciò che è nuovo in ciò che è conosciuto. faccio a farne un’altra se nel frattempo non so quanSi potrebbe accettare che il nuovo si fondi semplice- do mi libererò dagli impegni attuali? Ogni domanda mente su sé stesso. Ma di solito non lo facciamo, cer- basata sul come (semplice, immediata, superficiale) chiamo piuttosto di individuare una relazione fra ciò scatena dei perché che determinano le vere scelte che è nuovo e ciò che risulta abituale e conosciuto, di un imprenditore. La civiltà del fare sostituisce rendendolo parte costitutiva del mondo famigliare1». l’azione immediata al pensiero. Una civiltà del penQuesto procedimento, tipico non soltanto della mai- sare dovrebbe indirizzare le scelte del fare verso un eutica socratica, ma più in generale dell’arte mil- finalismo. In alcuni casi il non-fare potrebbe deterlenaria della comprensione filosofica che abitua al minare più profitti rispetto al fare, coniugandoli con rigore del pensiero, sembra essere stato del tutto di- la sostenibilità ambientale. La Green Economy, ad menticato dal modo di ragionare tecno-scientifico. esempio, rappresenta una svolta paradigmatica che Forse non è un caso che Heidegger, un altro grande non parte dal “come fare” profitti, ma dal “perché maestro del pensiero tedesco, nella sua opera “Cosa farli” inquinando e investendo molto, quando lo si significa pensare” opponendosi alle cosiddette scien- potrebbe fare limitando i danni ed eliminando proze moderne (scienze del “come”, fondate sul dominio cedure, materiali e costi. Spaemann ci riporta sui tecnico della natura) arrivi a pronunciare un pensie- sentieri del perché. Il perché cambia le prospettive ro scandaloso: «la scienza non pensa2». di ogni forma di conoscenza, anche quella imprenAssistiamo da tempo al trionfo della civiltà tecno- ditoriale, determinando una re-impostazione di panichilista3, dove ogni agire collettivo o individuale radigmi scientifici oltre che esistenziali. Il pensiero sembra essere determinato soprattutto dal come, di Spaemann re-indirizza la conoscenza verso il finanon dal perché. Il “come fare” implica trovare meto- lismo: il come “fa funzionare l’agire”, ma è il perché di e strumenti per mettere in atto qualcosa. Il “per- a “dare senso e motivazione” alla volontà di agire

1. R. Spaemann, R. Löw, Fini Naturali, Storia & Riscoperta del pensiero teleologico, Edizioni Ares, Milano, 2013, p. 45. 2. M. Heidegger, Che cosa significa pensare?, Sugarco Edizioni, Milano, 1996, p. 41. 3. Su questo tema si veda: M. Magatti, Libertà immaginaria. Le illusioni del capitalismo tecno-nichilista, Feltrinelli, Milano, 2009.

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norme&leggi

» di Filippo Paolini

Riforma forense, cosa cambia

Le nuove regole della Legge n. 247 che ha innovato l’ordinamento professionale degli avvocati

È

stata l’ultima legge approvata dal Parlamento nella scorsa legislatura, la n. 247 del 31 dicembre, ed ha innovato l’ordinamento professionale forense, che era ancorato ad un regio decreto del 1933 e che “rischiava” di essere “fagocitato” dalla nuova generale disciplina delle professioni approvata con il famoso DPR 137/2012, normativa dalla quale sono state comunque mutuate molte disposizioni. Rimodulazione del tirocinio, selezione più marcata all’accesso, formazione, obbligo di assicurazione civile e controlli più stringenti sull’operato dei legali: sono questi i punti cardine del nuovo mondo forense. La durata della pratica forense scende da due anni a 18 mesi, sei dei quali potranno “partire” in concomitanza con il corso di studi per il conseguimento della laurea, per gli studenti regolarmente iscritti all’ultimo anno. Oltre al rimborso delle spese, possono essere riconosciuti al praticante avvocato un’indennità o un compenso per l’attività svolta per conto dello studio, commisurati all’effettivo apporto professionale dato nell’esercizio delle prestazioni. Si punta, poi, ad una maggiore selezione all’accesso, nel non celato fine di porre un freno ai numeri elefantiaci degli iscritti agli albi; la novità è una sola, ma sostanziale: all’esame di stato sarà ammessa la sola consultazione di codici non commentati, proprio come avviene per il concorso in magistratura. Non sarà più possibile “arrangiarsi” nel ricercare comodi precedenti giurisprudenziali ed i candidati avvocati dovranno presentarsi con una preparazione completa. Preparazione che dovrà poi essere mantenuta nel

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norme&leggi

corso degli anni attraverso un sistema di formazione continua che sarà disciplinato dal Consiglio Nazionale Forense. In tale ottica, vi sarà pure la possibilità di fregiarsi del titolo di specializzazione, conseguito all’esito di percorsi di formazione dalla durata biennale. Un altro elemento caratterizzante è l’obbligatorietà, a pena di illecito disciplinare, della stipula di una polizza assicurativa a copertura della responsabilità civile derivante dall’esercizio della professione, compresa quella per la custodia di documenti, somme di denaro, titoli e valori ricevuti in deposito dai clienti, nonché a copertura degli infortuni. Il fine chiaro è di “garantire” il cliente per eventuali responsabilità professionali che aprano le porte a pretese risarcitorie. Questo è perfettamente in linea con la sopra citata riforma generale delle professioni, così come lo sono la possibilità di pubblicizzare la propria attività e la possibilità di svolgimento della professione in forma societaria: a tal proposito, tuttavia, sono state introdotte delle specifiche precisazioni, prevedendo che non è possibile l’esistenza di un cosi detto “socio esterno”, vale a dire non iscritto all’albo degli avvocati; è stato altresì stabilito che le informazioni pubblicitarie debbono essere trasparenti, veritiere, corrette e non devono essere comparative con altri professionisti, equivoche, ingannevoli, denigratorie o suggestive.

Ribadita, altresì, la regola della pattuizione, normalmente scritta (preventivo), del compenso tra avvocato e cliente, specificando che, in mancanza, sarà vincolante il riferimento alle attuali tariffe applicate in ambito di liquidazione giudiziaria. Novità in ambito di competenze: la consulenza e l’assistenza legale stragiudiziale, ove connessa all’attività giurisdizionale, se svolta in modo continuativo, sistematico e organizzato, è di competenza degli avvocati. Resta da dire, in ultimo, sulla stretta in campo disciplinare: un nuovo procedimento, un nuovo organo giudicante (non più i singoli consigli dell’ordine, ma i consigli distrettuali disciplina) ed una maggiore tipizzazione delle fattispecie illecite, demandata all’approvazione di un nuovo codice di deontologia, dovranno garantire maggiori certezze nella disciplina della professione. Le reazioni alla novella, che per l’entrata a regime definitiva necessità di almeno due anni, sono state le più disparate: da un lato chi ha visto in quest’ultimo atto del Parlamento la volontà di tutelare la “casta degli avvocati”, introducendo norme più restrittive rispetto alla riforma generale delle professioni, dall’altro, invece, chi ha salutato con favore l’introduzione di norme che impongono ai legali una maggiore professionalità e responsabilità nei confronti del cliente

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lavoro in corso

» di Andrea Bonanni Caione*

L’Art. 18 dello Statuto dei lavoratori tra nuove regole e vecchi problemi

L’

entrata in vigore della riforma del mercato del lavoro, con la Legge n. 92/2012, si caratterizza, tra l’altro, per la modifica apportata, dopo anni di discussioni, all’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori. Una novella sicuramente di grande impatto sotto il profilo della definizione delle regole del sistema, promulgata con l’obiettivo di ammodernare l’intera struttura del mercato del lavoro ed, in particolare, di introdurre misure in grado di favorire la crescita e lo sviluppo del Paese. Nel tentativo di dar corpo a un sistema di regole volto, tra l’altro, ad attrarre maggiormente gli investitori ed a favorire, dunque, un virtuoso processo di crescita, le modifiche si caratterizzano per il superamento della previgente uniformità di sanzione del licenziamento illegittimo, in favore di una graduazione delle tutele, direttamente proporzionata al disvalore che connota il comportamento datoriale da sanzionare. La via scelta dal Legislatore per conseguire il risultato atteso, non è stata dunque quella di agire sui presupposti del licenziamento - che restano ancorati alle incerte nozioni di giusta causa e giustificato motivo - ma sulle conseguenze della eventuale illegittimità del provvedimento espulsivo adottato. Con tale scopo si è quindi introdotto un regime sanzionatorio diversificato, che purtroppo reca con sé ulteriore incertezza applicativa, legata alla necessità di identificare la rilevanza normativa di concetti di labile fondamento giuridico, quali, ad esempio, la nozione di “manifesta insussistenza” o quella di licenziamento “discriminatorio” o determinato da un “motivo illecito determinante”.

Diverse pronunce dei Tribunali di merito, in questi primi mesi, in applicazione del novellato art. 18 , hanno preso posizione sui singoli aspetti di tale complessa vicenda. Il Tribunale di Milano, con pronunzia del 28 novembre 2012, ha ad esempio stabilito che l’eventuale inadempimento del c.d. obbligo di repechage, pur rendendo il licenziamento illegittimo, va sanzionato con la sola condanna al risarcimento del danno. Il medesimo Tribunale, con ordinanza del 28 gennaio 2013, ha anche ribadito come, al fine di confermare la liceità di un licenziamento di natura disciplinare, occorra che il fatto contestato non sia punito con altra sanzione dal CCNL applicabile al rapporto di lavoro. Tuttavia, con particolare riferimento a tale ultima statuizione, non sempre le declaratorie contrattuali pattuite prima della Riforma appaiono sempre così nitide da essere funzionali alla applicazione del principio richiamato. Proprio tale ultima considerazione rende evidente come l’intervento riformatore imponga una vera e propria svolta all’intero ordinamento giuslavoristico, chiamato ad un nuovo sforzo normativo ed interpretativo che sappia conferire al sistema il grado di univocità e certezza che dovrebbe caratterizzare le norme: ciò anche ai fini della auspicata ripresa economica. Ove non si proceda in questo senso, sia definendo le regole contrattuali che tentando una enucleazione univoca delle varie clausole generali utilizzate, il novellato impianto normativo non potrà che disattendere l’obiettivo di favorire la crescita del Paese, e conseguentemente, una maggiore occupazione

*Avvocato - managing partner LabLaw

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assicuriamoci

» di Alessandra Simonetti *

In crescita

i mancati pagamenti tra le imprese italiane nel 2012

Abruzzo: frequenza + 27%, severità + 46%. Rapporto di Euler Hermes Italia, Società del gruppo Allianz specializzata nell’assicurazione crediti

I

l Report sui Mancati Pagamenti è una ricerca trimestrale sugli andamenti dei pagamenti delle imprese italiane. Un’attenta analisi condotta su ogni singola regione, comprensiva di un approfondimento per i diversi settori merceologici che ha come base il monitoraggio giornaliero dei pagamenti tratto dalla banca dati Euler Hermes Italia, costituito da circa 450.000 aziende. I dati annuali del 2012, rispetto al 2011, registrano sul mercato interno la crescita della frequenza (+ 15%), indicatore del numero dei mancati pagamenti, mentre la severità, analisi degli importi medi, decelera invertendo il trend lievemente (- 3%). Il mercato Export, sul fronte della frequenza è stabile nel 2012 rispetto ai valori 2011, mentre, mostra segnali di deterioramento sul fronte degli importi medi dei debiti non onorati: (+ 16%). «I mancati pagamenti in Italia – afferma Andrea Misticoni, direttore Centrale Euler Hermes Italia – proseguono il trend di crescita anche per il 2012. Il forte rallentamento dei consumi privati, le condizioni di accesso al credito restrittive, insieme ad una struttura finanziaria molto indebitata delle imprese italiane, stanno alimentando sul mercato interno la crescita dei debiti non onorati tra le aziende». Molti i settori colpiti nel mercato domestico tra i quali il comparto food, affetto dall’inefficienza della catena distributiva e dalla crescita dei costi per le imprese agricole, i trasporti, fortemente penalizzati dagli elevati costi del carburante, l’automotive, spinto verso il basso dal forte calo

della domanda. Sistema casa, unico comparto con segnali positivi, trainato particolarmente dai nuovi prodotti high-tech che entrano a far parte dei consumi domestici. «Dal lato export – prosegue Misticoni- si evidenzia un peggioramento dei pagamenti soprattutto in termini di importi medi. A incidere su quest’ultimo dato, gli incrementi registrati nei settori chimica, siderurgia, meccanica e commodities. Tra i principali mercati di destinazione, dove è più alta la severità degli insoluti, si segnalano la Francia, la Germania, la Polonia, la Romania e la Turchia». «In Abruzzo – aggiunge Andrea Misticoni – la crisi sul fronte dei mancati pagamenti registra segnali preoccupanti per la frequenza e la severità che crescono a doppia cifra. L’importo medio nel 2012 è infatti lievitato considerevolmente rispetto all’anno precedente. A Teramo segnali di peggioramento dall’abbigliamento dove entrambi gli indicatori evidenziano incrementi mentre l’agroalimentare mostra miglioramenti. Grandi magazzini, edilizia e agricoltura in difficoltà a L’Aquila mentre a Chieti e Pescara la meccanica registra lievi incrementi degli incagli di pagamento. I primi segnali del 2013 – conclude Misticoni- indicano, sul mercato domestico, un trend dei mancati pagamenti ancora in crescita ma con una lieve decelerazione rispetto al trend di fine 2012, mentre, qualche segnale di positività arriva dal mercato Export dove, nel mese di gennaio, il trend degli importi medi ha rallentato la sua crescita nel tessile e nella meccanica»

*Procuratore dell’Agenzia Generale dell’Abruzzo

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credito&finan a » a cura della redazione

Bilancio CARISPAQ, 2012 si chiude in utile Esaminato e approvato il progetto di bilancio al 31 dicembre 2012 della Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila S.p.A con un utile netto di 6,7 milioni di euro

S

i è chiuso con un utile netto di 6,7 milioni di euro e si raffronta con 8 milioni di euro del 2011 (-16%), una diminuzione da ricondurre essenzialmente all’aumento delle rettifiche di valore nette su crediti rispetto al 2011 (+120,34%). Questi i numeri esaminati e approvati dal Consiglio di Amministrazione della Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila S.p.A (facente parte del Gruppo BPER - Banca popolare dell’Emilia Romagna) come progetto di bilancio al 31 dicembre 2012. «Siamo comunque soddisfatti dei risultati raggiunti, tenuto conto della grave crisi economica e finan-

Vittorio Iannucci direttore generale Carispaq

ziaria che ha caratterizzato il 2012 –ha dichiarato il direttore generale, Vittorio Iannucci– la Carispaq ha confermato un risultato positivo e non farà

mancare il suo sostegno alle piccole e medie imprese e alle famiglie, quale banca del territorio anche in questo delicato momento»

Principali indicatori patrimoniali ed economici (Variazione del 2012 rispetto al 2011) Raccolta diretta da clientela: Euro 3.542 milioni (+41,38%)

Margine di intermediazione: Euro 91 milioni (+10,59%)

Mezzi amministrati: Euro 4.514 milioni (+30%)

Rettifiche nette di valore sui crediti: Euro 29,6 milioni (+120,34 %)

Impieghi netti a clientela: Euro 2.626 milioni (+30,32%)

» foto concessa da Carispaq

Utile netto: Euro 6,7 milioni (-16%)

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messa in sicure

a

» di Alessio Pelusi

Modelli di organizzazione e gestione: l’Organismo di Vigilanza

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ome abbiamo visto nell’articolo del mese scorso, il compito di vigilare sul funzionamento e l’osservanza dei Modelli di Organizzazione e Gestione e di curare il loro aggiornamento deve essere affidato ad un organismo dell’ente dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo. Insomma, per quanto ne dica la Commissione consultiva permanente nella Circolare dell’11 luglio 2011, per costruire un efficace ed efficiente MOG, esimente per i reati – nel caso in particolare – riguardanti la sicurezza sul lavoro, bisogna che un’azienda si doti di un Organismo di Vigilanza (ODV). Negli enti di piccole dimensioni questo ruolo può essere svolto direttamente dall’organo dirigente. Mentre nelle società di capitali è possibile incaricare, allo svolgimento di questa funzione, il collegio sindacale, il consiglio di sorveglianza e il comitato per il controllo della gestione. L’Organismo dovrà assolvere diverse attività, come l’analisi dell’adeguatezza del modello, nei termini della sua reale capacità di prevenire i comportamenti vietati (efficacia del modello). Così come gestirne l’effettività: la verifica della coerenza tra i comportamenti concreti ed il modello istituito. Ancora, l’Organismo di Vigilanza si occuperà: del mantenimento nel tempo dei requisiti; dell’aggior-

namento, in caso di adeguamenti e cambiamenti; di diffonderlo, attraverso l’informazione e la formazione; di legittimarlo ed integrarlo nel sistema aziendale e di informare gli organi di governo sullo stato del modello. È un compito specifico dell’ODV quello di segnalare, a chi di dovere, le violazioni che possono comportare l’insorgere di una responsabilità in capo all’ente. Non solo, il rapporto con gli organi societari deve essere continuo e formalizzato, attraverso procedure specifiche. Una caratteristica imprescindibile di un Organismo di questo genere è l’autonomia di iniziativa e controllo. L’ODV dovrà avere libero accesso presso tutte le funzioni aziendali, senza alcun consenso o preavviso, in modo da poter raccogliere le informazioni che riterrà necessarie. Inoltre, potrà avvalersi dell’ausilio delle medesime funzioni aziendali o di consulenti esterni. Le professionalità che compongono un ODV sono tali da consentire lo svolgimento dell’attività assegnata, dunque in grado di presidiare efficacemente i reati per i quali i rischi sono maggiori. Sarà importante formare l’Organismo con soggetti che abbiano conoscenze tecniche specialistiche di tipo giuridico, contabile, statistico e nel caso specifico con competenze in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro

pelusi.alessio@gmail.com

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» di Denia Di Giacomo

“Start Up Start Hope” Presentato il bando regionale per la crescita di imprese innovative. Una risposta concreta al bisogno di sviluppo

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reare un ecosistema regionale, in cui ci Iniziative agevolabili sia spazio per i talenti e per le idee, affinIl Fondo, investe in progetti di specializzazione produttiva e/o di ché l’Abruzzo diventi una Startup Region erogazione di servizio finalizzati ad aumentare la competitività capace di far crescere imprese nuove, di delle imprese. I progetti devono essere funzionali all’innovaziodare fiducia a team imprenditoriali motivati, di attrarre investine sia di prodotto/servizio sia di processo e favorire ricadute menti e di dare una risposta concreta ai bisogni di occupaziopositive sull’occupazione delle imprese in termini di posti di ne”. È questa la vision del bando “Start Up Start Hope” emanato lavoro durevoli e di qualità, anche nella considerazione del dalla Regione Abruzzo, Assessorato allo Sviluppo Economico, in disagio legato ai fenomeni di uscita temporanea dal mondo del coordinamento con la FIRA - Finanziaria Regionale Abruzzese lavoro e disoccupazione. A titolo esemplificativo gli interventi di capitanata da Rocco Micucci. La presentazione ufficiale del partecipazione al capitale di rischio dovranno essere strumenbando è avvenuta presso Sala Petruzzi a Pescara. All’evento tali rispetto alle seguenti finalità: Innovazione di prodotto o di hanno partecipato numerosi ospiti, tra i quali: Gianni Chiodi, servizi, Innovazione del processo, Innovazione organizzativa, presidente della Regione Abruzzo, Alfredo Castiglione, assessoSviluppo sperimentale, Trasferimento tecnologico, Ricerca inre allo Sviluppo Economico, Rocco Micucci, predustriale. sidente Fi.R.A. Spa, Luigi Amati, vice presidente Tipologie di investimento ammesse BAE Business Angel Europe, Emil Abirascid, giorGli interventi, tecnicamente, sono classificati nalista e ceo StartUpBusiness srl, Anna Amati, come: vice presidente Meta Group, Manolo Abrignani, • Seed capital: investimento in capitale di rischio ceo QURAMI SRL, Andrea Risa, ad MainADV srl, concesso prima della fase di start-up; Francesco Cucari, founder&ceo Dizionario dei • Start-up capital: investimento in capitale rifiuti, Donatello Aspromonte, vice presidente GI di rischio concesso a imprese che non hanno Il presidente di Fira, Confindustria Pescara, Marco Tili, direttore GEancora  venduto il proprio prodotto o servizio a Rocco Micucci PAFIN Spa Finanziaria della Regione Umbria. In livello commerciale e non stanno ancora geneuna sala gremita di pubblico la presentazione rando profitto, per lo sviluppo del prodotto e la si è svolta con dovizia di particolari e approfondimenti, nella commercializzazione; certezza che “Start Up Start Hope” rappresenta una grande • Expansioncapital: investimento in capitale di rischio concesopportunità per la nostra regione. so per la crescita e l’espansione  di una società che può o meno andare in pari o produrre utile, allo scopo di aumentare la capacità produttiva, favorire lo sviluppo di un mercato o di un APPROFONDIAMO IL BANDO prodotto o fornire capitale circolante aggiuntivo. Finalità Presentazione delle domande Start Up Start Hope è volto a promuovere la nascita e le prime Le domande di partecipazione al bando possono essere prefasi dello sviluppo di piccole e nuove imprese innovative localizsentate a partire dal 16 aprile 2013 fino al 30 giugno 2015. zate nella Regione Abruzzo che apportino un’innovazione volta Per informazioni è possibile visitare il sito www.starthope.it all’individuazione di un vantaggio competitivo sostenibile nel tempo, in settori sia innovativi che tradizionali.

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» di Denia Di Giacomo

La sede di Ecologica Valtrigno a San Salvo

Ecologica Valtrigno, l’ambiente è il futuro Dinamica azienda di San Salvo impegnata nella gestione dei rifiuti per pubblici e privati. Ecologica Valtrigno si racconta e ci ricorda che l’ambiente è un bene prezioso da cui dipende il futuro di tutti

L’

argomento “corretta gestione dei rifiuti” è di stringente attualità, numerose sono le normative in merito e grande attenzione si pone a questa materia, che rappresenta una delle più sensibili del nostro

tempo. Gestire correttamente i rifiuti significa aiutare nel concreto il nostro pianeta, facendo in modo che ogni materiale venga smaltito nelle modalità più opportune, secondo quanto previsto dalle norme in vigore e soprattutto dal buon senso civico di ognuno di noi, soprattutto se parliamo di realtà aziendali. È questo settore che rappresenta il core business dell’azienda Ecologica Valtrigno con sede a San Salvo. Ecologica Valtrigno nasce nel 1998 da Leonardo Mastrangelo e Claudio Sciartilli, fortemente motivati a dare una risposta

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immediata alle sempre più numerose realtà aziendali che, a prescindere dalle loro dimensioni, sentivano l’esigenza di organizzare al meglio la gestione dei rifiuti prodotti dalla loro attività. Ecco dunque un’azienda che, forte di una pluriennale esperienza maturata nello smaltimento dei rifiuti speciali, ha creato una gamma completa di servizi ecologici in grado di soddisfare le esigenze dei clienti più svariati, dalle micro alle macro aziende, dai privati agli enti pubblici. I servizi della Ecologica Valtrigno sono dunque rivolti sia alle attività produttive industriali che alle diverse realtà presenti sul territorio, come ad esempio la grande distribuzione, aziende metalmeccaniche, officine meccaniche e carrozzerie, attività terziarie incluse parrucchiere estetiste e centri benessere, ristoranti etc… Ogni attività produce una determinata tipologia


Altre immagini dell’azienda di San Salvo

di rifiuti e dovrebbe seguire normative specifiche per il loro smaltimento. A questa necessità risponde Ecologica Valtrigno, unico interlocutore che, in possesso di tutte le autorizzazioni necessarie, riesce e creare la soluzione globale per ogni esigenza. Ecologica Valtrigno solleva i clienti da ogni tipologia di incombenza, provvedendo a soddisfare l’intera catena della gestione rifiuti: dalla raccolta dei rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, alla gestione dei registri di carico e scarico, dal trasporto allo smaltimento autorizzato, fino alla fornitura di consulenze normative e tecniche. Inoltre questa giovane azienda mette disposizione una vasta gamma di contenitori per il corretto deposito temporaneo dei rifiuti presso le sedi aziendali e dispone di numerosi veicoli per la micro e macroraccolta, automezzi con impianti a cassone scarrabile che operano gra-

zie ad accurate e periodiche revisioni nelle migliori condizioni di sicurezza. Naturalmente tutti gli operatori e gli autisti sono altamente qualificati e per quanto attiene l’attività principale di trasporto dei rifiuti, la Ecologica Valtrigno S.r.l. è autorizzata dall’Albo Nazionale Gestori Ambientali con sede a L’Aquila. Insomma una realtà completa e ben organizzata, dove al primo posto ci sono i valori della correttezza, della trasparenza e del rispetto per l’ambiente.

LEONARDO MASTRANGELO: NEL CUORE DELL’AZIENDA Conosciamo più da vicino Leonardo Mastrangelo, titolare della Ecologica Valtrigno e cuore pulsante di questa efficiente realtà.

Intervista a Leonardo Mastrangelo titolare della Ecologica Valtrigno

 Qual è il vostro punto di forza? «Senza dubbio la preparazione. Il nostro staff segue di continuo corsi di formazione e aggiornamento, del resto nella nostra materia non potremmo fare altrimenti, siamo preparati a 360 gradi e i clienti con noi possono sentirsi tranquilli e sempre in regola».  Qual è il vostro mercato di riferimento? A chi vi rivolgete soprattutto? «L’Abruzzo in primo luogo, seguono il Molise, il nord della Puglia, parte del Lazio e ora anche parte dell’Emilia. A noi si affidano ormai da tempo grandi e importanti realtà quali ad esempio la Vodafone, Puccioni, Telecom, Conad Adriatico,TE Connectivity, Rivoira spa…solo per citarne alcuni, ma il vero motore è rappresentato

» foto concesse da Ecologica Valtrigno

dalle piccole realtà aziendali, sempre più numerose e sempre più interessate dalle normative inerenti i rifiuti, è a loro che vogliamo lanciare un forte messaggio, affinché capiscano che l’ambiente è una materia fondamentale per il nostro futuro, non è solo una questione di leggi da rispettare ma soprattutto un problema di condotta civile da tenere».  Qual è la vostra mission? «Crescere in innovazione, aumentare l’utilizzo delle energie rinnovabili di cui ci avvaliamo in azienda, e poi abbiamo una vision più che una mission, quella di aumentare la sensibilità delle persone verso le problematiche ambientali perché il pianeta è il vero unico futuro che dobbiamo curare»

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» di Marcella Pace

Marco Rapino insieme a Maham Mehrabi e altri ragazzi su uno dei set

Politica e cinema.

Le passioni di Marco Rapino Sogni e progetti del segretario regionale dei Giovani Democratici, aspirante imprenditore dell’industria cinematografica

«N

on potrei mai immaginare la mia vita lontana dal tentativo di cambiare le cose». Quella di Marco Rapino, pescarese ventinovenne, laureando in Giurisprudenza, con una grande passione per il cinema, è un’anima politica più che convinta. Forte di, nonostante la sua giovane età, quasi 15 anni di esperienza della cosa pubblica. «I primi passi “politici” li ho mossi al Liceo – ricorda Marco-. Avevo più o meno 16 anni e fui eletto rappresentante d’istituto del Liceo Scientifico “L. Da Vinci” di Pescara. Allora si stava protestando contro la riforma Berlinguer

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e io non esitai nemmeno un istante. Pescara, e io con lei, fu in testa al corteo a Roma contro quella riforma». Il destino di Rapino sembra segnato fin da subito. Dopo una piccola parentesi nel 2000 e una più ferma decisione nel 2005, Rapino si iscrive nell’allora DSG, la sinistra giovanile, divenendone segretario comunale. Poi nel 2009 arriva l’elezione alla guida della segreteria regionale dei Giovani Democratici e un anno fa il secondo mandato, che scadrà al compimento dei suoi trenta anni. Oggi, di fronte allo tsunami Grillo che ha travolto con i suoi “antipolitici” anche il pd Abruzzese, con quello che per Rapino


«non è solo un voto di protesta, ma un evidente segnale del fallimento della politica tradizionale», il segretario dei Gd compie la sua autocritica. «Siamo rimasti spiazzati di fronte al recente risultato elettorale. Il partito in Abruzzo in qualche modo aveva avviato una prima fase di rinnovamento. In queste elezioni abbiamo già schierato il 40% delle donne. Il nostro segretario regionale, Silvio Paolucci, ha soli 35 anni. Eppure anche nella nostra Regione è emersa tutta la stanchezza e il disagio sociale tipicamente italiani. Noi giovani non abbiamo lavoro, i sessantenni hanno sulle loro spalle intere famiglie. E la politica non è riuscita a fare nulla fino ad oggi. È necessario attuare un processo di rinnovamento del partito, cercando nuovi protagonisti, volti completamente diversi da quelli del tradizionale scenario politico, che condividano un progetto chiaro per risolvere realmente i problemi, restituendo innanzitutto la dignità del lavoro ormai perduta e la possibilità di fare impresa. Grillo ha avuto il grande pregio di aver riavvicinato le persone alla politica, riappassionando i giovani, distaccati dalle eccessive ritualità che spesso caratterizzano i partiti». Insomma è lucido e approfondito il mea culpa per questo giovane democratico, la cui aspirazione non è l’incarico o la poltrona, ma «il partecipare al cambiamento della mia regione. Vorrei che l’Abruzzo diventasse una regione di sviluppo. Per farlo è necessario che la nostra generazione pretenda di entrare in contatto con il mondo esterno, mantenendo le specificità della nostra regione. Territoriali e culturali». Ma c’è un’altra grande passione che infiamma Marco Rapino. Da diversi anni, insieme ad «un gruppetto di professionalità talentuose abruzzesi, volontarie», a quella che chiama «una vera e propria crew»- letteralmente equipaggio in inglese, nella cultura hip hop rappresenta un insieme di persone che collabora ad un progetto artistico o culturale, ndr- lavora alacremente alla realizzazione di diversi progetti cinematografici. È lui la mente e il braccio organizzativo per la produzione di cortometraggi, video musicali e spot pubblicitari, creati e diretti dal giovane regista pescarese Maham Mehrabi. «Alcuni sono disponibili on line – racconta Rapino - con altri abbiamo partecipato a dei concorsi e altri ancora li abbiamo realizzati anche solo per imparare. Purtroppo però è molto difficile. Il mondo del cinema è chiusissimo. I finanziamenti sono quasi impossibili da reperire. Mi piacerebbe molto che in Abruzzo si venisse a creare una film commission, come quella piemontese o pugliese. La nostra regione ha delle bellezze naturali e paesaggistiche che dovrebbero essere sfruttate dall’indu-

Marco Rapino, segretario regionale dei Giovani Democratici

stria cinematografica. E invece questo non accade». Nel frattempo Rapino, Maham Mehrabi e la loro “crew” stanno lavorando alla puntata 0 di una “web series”, «una trasposizione del mondo di oggi visto dagli occhi delle menti illuminate del passato, dai gran-

«Voglio partecipare al cambiamento della mia regione. Mi piacerebbe vedere l’Abruzzo parte integrante dello sviluppo, che la mia generazione deve pretendere»

» foto concesse da Marco Rapino

di personaggi della storia che ritornano alla nostra epoca. Nelle prossime settimane diffonderemo on line questa puntata pilota, per tastare il terreno e capire se funziona. Sono convinto che i prodotti cinematografici debbano adeguarsi al mondo dei social network e dei tablet e che anche le regole del cinema cambieranno». Sogno nel cassetto per questo politico dalle aspirazioni imprenditoriali, costruire insieme al suo amico regista «una casa di produzione cinematografica, in grado di realizzare qualunque prodotto audiovisivo. Anche un lungometraggio. Insomma una piccola casa di produzioni di sogni»

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Âť a cura della redazione / In collaborazione con Fondazione ARIA

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PREMIO FONDAZIONE ARIA La prima edizione del premio ha visto la partecipazione di: autori internazionali, imprenditori, studenti, docenti, scuole, università, fotografi, appassionati d’arte e cultura, cittadini. Sono state realizzate: mostre degli studenti in 4 borghi storici d’Abruzzo, al Museo delle Genti d’Abruzzo ed ora presso il Liceo Scientifico di Montesilvano; sono stati realizzati concerti con le scuole di musica. È stata prodotta la mostra Razza Umana di Oliviero Toscani a cura di Achille Bonito Oliva dal 20 luglio al 20 ottobre 2012 in Piazza della Rinascita,dal 26 ottobre 2012 al 20 febbraio 2013 in Aeroporto dal 23 febbraio 2013 all’Università G. D’Annunzio

Seconda Edizione 2012/14 in uscita il nuovo bando per studenti delle scuole superiori e studenti universitari. Saranno realizzati worksoph in collaborazione con le Università degli Studi di Teramo e l’Università G. D’Annunzio di Pescara.

Argomento 2012/14 “Architettura del lavoro” autore di riferimento Gabriele Basilico Achille Bonito Oliva: “Basilico è un fotografo di estrema attualità in quanto porta nella fotografia l’etica di uno sguardo analitico della realtà, capace di restituirci il volto delle città. Questa è una tradizione che deriva dalla pittura dei vedutisti, come quella di Canaletto a Venezia, ma anche dalle visioni della “città ideale” del Laurana, dove la città sembra deserta ma in realtà si avverte la presenza dell’uomo. Come nella tradizione storica, Basilico ha la capacità di restituire le identità direi anche sociali delle città, attraverso le architetture. Basilico è uno storico dell’istante; la fotografia ha stimolato l’arte e l’arte stimola il fotografo: c’è questo scambio e il tempo segna questo passaggio. La realtà oggi esiste se viene riprodotta. Involontariamente tutto si globalizza. Quello che si può rilevare e confermare è lo slogan straordinario di quello che per me è il più grande artista del ventesimo secolo, Pablo Picasso: un’arte puntata sul mondo”. Gabriele Basilico “la città è il teatro dove si svolge il ritmo dell’identità urbana” - “Ho sempre pensato che i miei “ritratti di fabbriche” nascessero dal bisogno di trovare un equilibrio tra un mandato sociale - che nessuno mi aveva dato, ma che era la conseguenza dell’ammirazione che io provavo per il lavoro dei grandi fotografi del passato - e la voglia di sperimentare un linguaggio nuovo, in grande libertà e senza condizionamenti ideologici”. “Riflettendo a posteriori su tutti i miei viaggi, su questi passaggi urbani, questo andar per luoghi, mi sembra che una condizione costante sia stata l’attesa di ritrovare corrispondenze ed analogie. ... significa che in tutte le città ci sono presenze, più o meno visibili, che si manifestano per chi le vuole vedere, presenze famigliari che consentono di affrontare lo smarrimento di fronte al nuovo”. Gabriele Basilico, è stato uno dei più noti fotografi documentaristi europei. Fotografa esclusivamente in bianco/nero e suoi campi d’azione privilegiati sono il paesaggio industriale e le aree urbane. Il suo primo impegnativo lavoro risale al 1982 quando realizza un ampio reportage sulle aree industriali milanesi intitolato: Ritratti di fabbriche (Sugarco). Questo primo lavoro gli dà una notorietà immediata e nel giro di due anni si trova ad essere invitato insieme al gotha della fotografia internazionale alla Mission Photographique de la DATAR tra il 1984 il 1985 e il suo contributo è esposto nella grande collettiva a Parigi nel Palais de Tokyo (1985). Seguono anni di intenso lavoro in cui si alternano commissioni pubbliche e ricerche su numerosissime capitali internazionali, dove analizza e racconta delle aree urbane, dei territori, delle architetture; che sono state raccolte in libri “culto” come: Italia &France (Jaca Book), Bord de Mer (AR/GE Kunst), Porti di Mare (Art&), Paesaggi di Viaggi (AGF), Scambi (Peliti), L’ esperienza dei luoghi (Art&) fino all’esperienza “sconvolgente” della serie realizzata nella martoriata Beirut (Basilico Beyrouth 1994). Le sue opere sono state esposte in innumerevoli mostre personali e collettive di rilievo internazionale

PARTNER: www.almacis.it; www.ecogassrl.it; www.marramiero.it; www.valagro.it; www.polimi.it; www.fiaf.it; www.caldora.it; www.comune.pescara.it; www.fondazionepescarabruzzo.it; www.liscianigiochi.it; www.martintype.it; www.hvillamaria.it; www.bpls.it; www.hiteco.it; www.soalca. it; www.dellaventino.it; www.zeccaonline.it; www.neveroil.it; www.carichieti.it; www.bancacaripe.it; www.bancadellardiatico.it; www.realemutua. it; www.immedil.it; www.publigrafika.it; www.buccella.it; www.abruzzoimpresa.it; www.marteditrice.it; www.parallelo42.it; www.ilcentro.geocal.it

» foto concesse da Fondazione ARIA

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» di Neda Accili

Un pegno d’amore per L’Aquila Scaturita da un’esigenza “etica”, quella di contribuire alla rinascita morale, economica e sociale del capoluogo, torniamo a parlare dell’associazione no-profit L’Aquila Siamo Noi

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C

inque amici, di cui quattro donne, decidono di far conoscere a livello nazionale e internazionale le eccellenze artistiche, artigianali e musicali del territorio, già nel luglio 2009. «L’Associazione è un pegno d’amore per la nostra città, così duramente colpita dal recente terremoto», spiega Valentina Santucci che ne è la presidente, «È un impegno di tutti noi affinché i nostri desideri e le nostre speranze si tramutino in cose belle e tangibili, come la riapertura di attività commerciali e artigianali, la salvaguardia delle nostre migliori tradizioni manifatturiere e la ricostruzione del tessuto sociale e identitario devastato dal sisma» continua Valentina. Questa è la missione dell’associazione L’Aquila Siamo Noi della quale abbiamo già parlato in passato. La sua attività è molto variegata e si esplica essenzialmente su tre filoni: la realizzazione del portale e-shop per la vendita dei prodotti locali, i corsi di formazione per il rilancio delle attività artigianali del territorio e la consulenza per le aziende italiane e straniere. Iniziative quali la partecipazione all’Expo di Shangai, la sfilata del corteo della Perdonanza alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano, l’organizzazione dei concerti del Conservatorio Casella a Roma e a Pescara, hanno riscosso tutte un grande successo. «Occorre salvaguardare le radici della nostra storia,


La copertina del calendario 2013

le eccellenze artistiche e culturali del territorio, perché sono i pilastri del nostro domani» chiosa Alfredo Ranieri Montuori, vicepresidente dell’associazione, «La battaglia per non far dimenticare l’Aquila passa anche da queste operazioni di marketing e dal costante contatto con tutti i tour operator». Sistemare porzioni del centro storico ove ricollocare piccole realtà artistiche e artigianali che possano essere raggiunte tutte insieme dai visitatori e non sparse nelle varie periferie della città, in modo da costituire una specie di “ business center”, è una delle proposte dei soci della onlus. A tale proposito è già presente in Piazza Duomo una piccola rappresentanza di artigiani che nelle graziose casette di legno espongono prodotti tipici, dolci, souvenir, bigiotteria artistica (i gioielli di Marina Corona sono stupendi). Nel centro storico dell’Aquila ci sono almeno 10.000 metri quadri agibili che però restano inutilizzati. Infatti non è possibile immaginare che le attività produttive possano rientrare in centro, senza poter contare su un certo numero di persone che vi abitano. «Siamo certi che tutta la città si può riqualificare con interventi mirati al rientro degli abitanti nei palazzi abbandonati» dice Roberta Gargano, presidente del Consorzio di Piazza della Prefettura che si è strenuamente battuta per l’avvio dei lavori di ricostruzione. Di recente “L’Aquila siamo noi” ha organizzato un evento musi-

» foto concesse dall’associazione L’Aquila siamo noi

cale per portare la solidarietà degli abruzzesi alle popolazioni dell’Emilia colpite dal sisma di quest’anno. Un concerto della Jazz Band del Conservatorio si è tenuto nel mese di luglio a Cento, in provincia di Ferrara. E fra i progetti futuri dell’associazione si colloca la partecipazione all’Expo 2015 di Milano con un’offerta cumulativa delle diverse eccellenze: «Però dobbiamo creare un sistema turistico diffuso, una rete fra le varie componenti del territorio, vincendo magari le resistenze di qualche operatore più individualista» conclude Ranieri Montuori. In occasione dell’anniversario della eccezionale nevicata del febbraio 2012 l’Associazione ha presentato un calendario con le immagini del fotografo Luigi Baglione. I proventi della vendita saranno devoluti all’associazione Africa Rafiki che opera a Nairobi in Kenia, serviranno per la costruzione di un dispensario per la cura dei bambini malati di aids e di tubercolosi

Contatti L’Aquila siamo noi via Scuola della Torretta, 23 - 67100 L’Aquila www.laquilasiamonoi.it - cell. 3486037781

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seminari&convegni » a cura della redazione

Tutti i premiati sul palco di Roccaraso

White Information:

vince il progetto “Biosansa” dell’abruzzese Michele Chiodi Si è conclusa con i vincitori premiati a Roccaraso, la terza edizione della convention dei giovani industriali, ideata dal presidente di Teramo Luca Verdecchia

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l giovane abruzzese Michele Chiodi, 27 anni, originario di Campli si è aggiudicato il primo premio per la migliore idea innovativa all’interno del Meeting delle idee, la competizione organizzata dal Gruppo Giovani Confindustria Teramo nell’ambito di Whi-

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te Information, la convention annuale dei giovani confindustriali svoltasi a Roccaraso. Il progetto di Michele Chiodi, giovane agronomo ed esperto di agricoltura sostenibile, prevede la realizzazione di un processo e una tecnologia innovativi, ad elevata sostenibilità economica

e ambientale, per trasformare la sansa vergine (scarto della lavorazione delle olive) in un nuovo biocombustibile solido (denominato appunto Biosansa) per caldaie a policombustibili per la generazione di acqua calda e calore. «L’innovazione del progetto –ha spiegato il vinci-


La tavola rotonda con i parlamentari neo eletti

tore- è che questo combustibile può essere prodotto e rivenduto direttamente nei frantoi chiudendo così il ciclo produttivo ed evitando i costi di smaltimento. La biosansa rispetto agli altri combustili simili è ecosostenibile, molto economica, circa il 40% in meno, è facile da usare ed ha un elevato potere calorifero. Il progetto è stato oggetto della mia tesi di laurea in Agricoltura sostenibile ed è stato già sperimentato con successo per poter andare sul mercato». L’idea di Michele Chiodi è stata premiata dal presidente dei Giovani di Confindustria Teramo Luca Verdecchia e dal presidente della Fira, Rocco Micucci. Come premio il progetto sarà accompagnato e assistito grazie al supporto del Gruppo Giovani Confindustria Teramo

nella presentazione della domanda per il bando della Fira per il finanziamento delle start up innovative. Al fianco del progetto di Michele Chiodi si sono imposte altre due idee innovative che hanno ricevuto dalla giuria due menzioni. Si tratta del progetto “Smart shell” di Luigi Carbone delle Officine Inovo e di Federica Di Giacinto, ricercatrice dell’Istituto zooprofilattico di Teramo, che ha ricevuto la “menzione per l’innovazione tecnologica” per il suo sistema di allarme precoce biologico per il monitoraggio della qualità delle acque. Il sistema si basa sulla possibilità di rilevare le variazioni di frequenza del movimento di apertura/ chiusura delle valve di un mollusco di acqua dolce. A diffeI relatori della prima tavola rotonda

» foto concesse da White Information

Il presidente dei GI di Teramo Luca Verdecchia con il vincitore Michele Chiodi

renza dei sistemi analitici classici, questo sistema biologico è in grado di rilevare la presenza di un numero indefinito di sostanze e miscele di composti con tossicità sinergica. L’altra “menzione per l’innovazione di prodotto” è andata invece a Gerardo Acampora, imprenditore di Gorizia per il progetto “Hasta la pizza”, si tratta di una pizza sorretta da uno stecco, un prodotto che unisce gusto e comodità ed è stato già brevettato con successo. «Siamo molto soddisfatti –ha commentato Luca Verdecchia– dei progetti vincitori ma anche di tutte le idee finaliste, tutte ad alto potenziale innovativo, così come hanno rilevato i componenti della giuria fatta di esperti, rappresentanti di banche e fondi di investimento nazionali. Organizzare questa competizione di idee nell’ambito di White Information è il nostro contributo per sostenere i giovani e gli aspiranti imprenditori: naturalmente in questo momento di crisi i giovani che intendono fare impresa hanno bisogno di maggiore supporto da parte di tutti, in primis delle istituzioni e del mondo bancario, speriamo che la

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seminari&convegni

Il presidente dei GI di Teramo Luca Verdecchia apre la convention

nostra iniziativa possa dare un segnale di speranza e di ottimismo in questa direzione». La seconda giornata di White Information – organizzata anche grazie al sostegno di sponsor prestigiosi come Vodafone Italia e Techmobile - è proseguita poi con una serie di tavole rotonde. La prima dal titolo “Start up, innovazione e le sfide della competizione globale” alla quale hanno preso parte Emil Abirascid, giornalista, direttore di Innov’Azione e autore di “Startupbusiness”, Augusto Bandera, direttore L’intervento conclusivo del presidente della Regione Gianni Chiodi

Corporate Sales di Vodafone Italia, Rocco Micucci, presidente della Fira spa, Marco Morini, amministratore unico di Techmobile e Giordano Bruno, direttore dell’Isia (Istituto superiore per le industrie artistiche). A moderare i lavori, il direttore del quotidiano Il Centro Mauro Tedeschini. «L’innovazione passa spesso ed oggi ancora di più dalla semplificazione dei processi di un’azienda, piccola o grande che sia -ha spiegato invece Augusto Bandera - in un contesto particolarmente sfidante come quello attuale la tecnologia rappresenta quindi un’opportunità per generare più valore; cambia il modo di lavorare secondo nuovi paradigmi: mobilità, collaboration, social, con la possibilità di ridefinire i propri processi di business, efficientandoli e sfruttando i vantaggi offerti dalle tecnologie mobili. Vodafone è protagonista di questo nuovo modo di fare business, sia attraverso un’offerta integrata di servizi, sia come partner delle aziende per lo sviluppo di mobile applications, fondamentali per realizzare questi cambiamenti».

La seconda tavola rotonda della giornata verteva invece sul tema “Investire nelle idee: sfide e opportunità per le imprese giovani” con la partecipazione di Giovanni De Caro, Investment Manager “Atlante Ventures Mezzogiorno” di Intesa San Paolo, Simona Bielli, Global Operations Coordinatore di “Mind the Bridge Foundation”, Loris Lanzellotti di Venture Capital, Alessio Paolucci, giovane imprenditore ed esperto di start up e Alessandro Massacesi, direttore di Helian Spa, start up tecnologica. Gli interventi sono stati coordinati dal giornalista Rai Nino Germano. A completare la giornata anche un dibattito con i neo parlamentari eletti alle ultime elezioni: a discutere delle prospettive e delle necessità dell’economia abruzzese, moderati dal direttore di Abruzzo Impresa, Eleonora Lopes, sono stati i deputati Paolo Tancredi (Pdl), Giulio Sottanelli (Scelta Civica) e Antonio Castricone (Pd). A chiudere la convention è intervenuto a portare il suo saluto il presidente della Regione Gianni Chiodi

I relatori della seconda tavola rotonda

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seminari&convegni » di Denia Di Giacomo

Da sinistra: Corrado Palestini, HSE di FATER e coordinatore provinciale A.I.A.S. di Pescara; il P.M. Raffaele Guariniello e Marco Belfiglio coordinatore regionale Abruzzo per E.B.A.Fo.S.

Da sinistra: Anthony Vitali, presidente di E.B.A.Fo.S.; Lorenzo Fantini dirigente del Ministero del Lavoro responsabile della promozione salute e sicurezza sui luoghi di lavoro e coordinatore della commissione consultiva e Giancarlo Bianchi, presidente di A.I.A.S. Associazione Italiana Ambiente e Sicurezza

Formazione e sicurezza: un binomio necessario Organizzato da numerosi operatori e con relatori di grande rilievo, si è svolto presso la Fater di Pescara un workshop dedicato alla sicurezza nel mondo del lavoro, con particolare riguardo agli accordi Stato - Regioni

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i è svolto presso la Fater Spa in via Raiale a Pescara un importante e partecipato appuntamento sulla sicurezza, una giornata workshop dal titolo “La formazione sulla salute e sicurezza alla luce degli accordi Stato – Regioni del dicembre 2011 e febbraio 2012”. Alla presenza di circa 150 “addetti ai lavori”, il seminario ha visto il susseguirsi di interventi istituzionali e tecnici in merito agli Accordi Stato-Regioni del 21 Dicembre 2011 sull’articolato tema della formazione salute, sicurezza e politiche sociali, un argomento di stringente attualità che vede ancora aperto il dibattito sotto svariati punti di vista. Il workshop è stato organizza-

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to grazie al contributo operativo di Marco Belfiglio e Marco D’Ettorre della CVP GROUP, di FIRAS-SPP ed EBAFoS, di Corrado Palestini della Fater nonché coordinatore AIAS, di Fabio Di Clemente della Fater e di Domenico Savino di SADG – EBAFoS. «Parlare di formazione nell’ambito della sicurezza diventa sempre più importante – dichiara Marco Belfiglio – è per questo che ringrazio di cuore anche le aziende CVP Group, Honeywell, Fater, Pedevilla, Faraone, Itas Assicurazioni ag. SI.Re.A., Integra, D.E.Ca. System, Ceteas e Schmersal, che hanno reso possibile questo incontro grazie alla sensibilità verso l’argomento». L’evento ha visto impegnato un

gruppo di relatori d’eccezione, tra i quali l’avv. Lorenzo Fantini, responsabile promozione della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro - Divisione III – del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il dott. Raffaele Guariniello, pubblico ministero della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino, il dott. Corrado Palestini coordinatore provinciale A.I.A.S. di Pescara, nonché HSE di Fater e il dott. Antonio Caponetti dirigente SPSAL Pescara. Introdotto e moderato dal dott.  Corrado Palestini, alternato al sig. Marco Belfiglio, il seminario si è aperto  con l’intervento dell’ing.  Giancarlo Bianchi, presidente di A.I.A.S. che ha affrontato l’argomento ambiente e innovazione di pro-


cesso, riferendosi all’evoluzione dell’ “OS&HI Prevention and Protection” con excursus tecnici molto dettagliati riguardo alle strategie dell’educazione continua, allo sviluppo della leadership e della cultura per la sicurezza. Successivamente, ha preso la parola il presidente di E.B.A.Fo.S. l’ing. h.c.  Anthony Vitali, si è discusso sulla formazione e sulla necessità che gli enti bilaterali supportino concretamente le aziende, un intervento che ha preceduto quello dell’avv.  Lorenzo Fantini, che ha illustrato le attuali normative italiane non senza evidenziare forti criticità. «Gli indici infortunistici – ha dichiarato Fantini – ci dicono chiaramente che il senso civico generale in Italia è molto arretrato rispetto, ad esempio, alla situazione diametralmente opposta dei paesi scandinavi». Molto seguito ed interessante anche l’excursus istituzionale del P.M dott.  Raffaele Guariniello, che ha dichiarato alla nostra rivista: «La formazione è uno degli adempimenti più importanti previsti dalla nostra legge, attualmente l’obiettivo è quello di far sì che il lavoratore diventi un soggetto non di protezione ma di prevenzione. Questa è una splendida formula che

rischia di essere un po’ retorica perché in concreto nei luoghi di lavoro vediamo tanti lavoratori che non sono per nulla formati e allora, in mancanza di questa formazione capitano gli infortuni. La formazione non è una cosa che si fa distribuendo dei fogli di carta ma è una verifica dell’apprendimento. Questo è uno dei maggiori difetti del nostro paese, noi abbiamo le leggi migliori al mondo ma poi l’applicazione concreta lascia desiderare». Ma quale potrebbe essere il modo per migliorare questa situazione? «Lo strumento concreto è quello di fare molta più vigilanza – ha proseguito Guariniello - c’è bisogno che gli organi preposti facciano un’azione più intensa e che l’autorità giudiziaria e la magistratura intervengano con più efficacia. Ci sono zone del nostro paese in cui i processi per in materia di sicurezza sul lavoro si fanno con una tale lentezza che alcune volte questi reati cadono in prescrizione. Questo genera l’idea che le regole ci sono ma si possono violare tranquillamente». Intervenuta all’incontro anche Nicoletta Verì, consigliere regionale e presidente della V Commissione Affari Sociali e Tutela della Salute, che ci ha dichiarato: «Oggi è una giornata

Da sinistra Marco D’Ettore, Nicoletta Verì e Marco Belfiglio

» foto concesse da CVP

importante perché si da avvio alla cultura della sicurezza sui luoghi di lavoro che dovrebbe avvenire sin da quando si è piccoli. Per quanto riguarda la Regione sono stati attuati dei piani non solo formativi ma anche di controllo e verifica, ma il punto fondamentale è che le piccole e medie imprese purtroppo spesso non hanno i fondi adeguati per attuare questo tipo di interventi, allora il mio impegno, sia a livello regionale che legislativo, è quello di costituire dei fondi finalizzati per la prevenzione infortuni sui posti di lavoro, perché sono consapevole che le aziende si trovano in difficoltà». Alla domanda inerente al triste trend degli infortuni nel mondo del lavoro in Abruzzo la Verì ci ha confermato che l’aumento è continuo: «Purtroppo assistiamo spesso all’aumento degli infortuni ma soprattutto ad una diversificazione degli incidenti, perché in questo periodo subentrano anche elementi aggiuntivi come ad esempio la depressione e tutta una serie di problematiche psicologiche che certamente peggiorano la condizione dei lavoratori». L’impegno allora deve essere di tutti e anche incontri di questo genere creano cultura delle sicurezza

La sala gremita di partecipanti

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seminari&convegni » a cura della redazione

Salvatore Santangelo e Gianni Alemanno

L’Aquila-Roma

nel cuore della nuova Italia L’Aquila, una delle perle del patrimonio nazionale, non può essere lasciata sola a sé stessa. Il sindaco di Roma Capitale, Gianni Alemanno, è tornato nel capoluogo abruzzese per parlare di ricostruzione e progetti nell’ottica di una sempre maggiore sintonia tra due importanti città del centro Italia

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on dimenticare mai che la ricostruzione non è solo un problema degli aquilani, ma di tutti gli italiani. È partita da qui l’iniziativa “L’AquilaRoma nel cuore della nuova Italia”, promossa dalle associazioni “L’Aquila che rinasce” e “Abruzzo Moderno”, che ha

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costituito un ulteriore momento per ragionare sul tema della ricostruzione, sui progetti già messi in campo, sul come implementarli. «Roma è la più grande città abruzzese d’Italia con una comunità che conta circa 700mila membri», le parole di Arturo Diaconale, presidente del Par-

co del Gran Sasso e Monti della Laga hanno portato subito al tema dell’incontro. Su questo lo stesso sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha esordito «L’Aquila e gli aquilani dovranno essere sempre grati a Gianni Alemanno per quanto ha fatto e sta facendo dal 6 aprile 2009 in termini di azio-


Antonio Centi

ni e progetti tesi a ribadire la vicinanza di Roma alla nostra città e a sostenere il difficile processo di ricostruzione». Un dibattito costruttivo, che ha messo sul tavolo progetti e proposte importanti come il Parco Faunistico realizzato attraverso un protocollo d’intesa tra il Parco del Gran Sasso e il Bioparco di Roma, un progetto che creerà un vero punto di interesse scientifico e turistico sul nostro versante; oppure quello portato avanti dalle Deputazioni Storia Patria che stanno

Il sindaco di Roma Capitale Gianni Alemanno

lavorando alla creazione di un Centro per gli Studi storicogeografici con sede sull’Appenino. Ma lo stesso Cialente ha riproposto L’Aquila come sede di funzioni quali alcuni archivi ministeriali, proposta già accolta da Alemanno, e ricandidanto l’aeroporto di Preturo a terzo aeroporto di Roma. Cialente ha poi ribadito che il percorso tracciato dall’Ocse prevede tre punti fondamentali: rinforzare la presenza universitaria, andando ad incidere anche su una dimensione che

Il pubblico presente all’evento

» foto di Cristian Nuvolone

renda L’Aquila sempre più città di cultura; puntare sull’economia Hi-Tech e sul chimicofarmaceutico; incentivare un turismo che faccia capo soprattutto ai borghi attraverso il sistema dell’albergo diffuso, perché rilanciare il turismo vuol dire ricostruire sicuramente. Come ha ricordato Antonio Centi, presidente Anci Abruzzo, questi borghi sono capaci di produrre valore aggiunto per tutto il territorio e «la cultura può concorrere a disegnare una nuova dimensione del

Gianni Alemanno insieme a Massimo Cialente

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seminari&convegni

Arturo Diaconale

Il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente

rapporto tra L’Aquila e Roma e rilanciare la ricostruzione. Guardate Santo Stefano di Sessanio, ospitando la mostra “Sentimenti ed affetti”, è andato in questa direzione». Idea ripresa anche da Gianfranco Giuliante, assessore regionale al Pianificazione del Territorio, «Uno degli errori che stiamo commettendo è l’atomizzazione delle decisioni prese dai singoli comuni. Decisioni che invece dovrebbero essere utili a territori di area vasta». Infatti, L’Aquila insieme al suo patrimonio artistico, paesaggistico e naturale ricopre per l’intera Italia un’importanza Gianfranco Giuliante

Franco Salvatori

imprescindibile. «Tutti gli aquilani devono tifare la riconferma di Gianni Alemanno a sindaco di Roma, perché mai come con lui lo slogan “L’Aquila-Roma città sorelle” ha acquistato concretezza e profondità», Salvatore Santangelo ha riportato così l’attenzione su uno dei temi che da sempre caratterizza il rapporto tra queste due importanti città del centro Italia. «Mi auguro che nel prossimo Governo continuerà a esserci un ministro con delega alla Ricostruzione, come è stato finora con Fabrizio Barca. Questo sarà un obiettivo attorno

al quale vi invito a coalizzarci», ha esordito così il sindaco di Roma Capitale, Gianni Alemanno, nel suo intervento conclusivo. «Il senso delle nostre azioni -ha poi spiegato- è evitare quella vecchia malattia italiana di occuparsi delle varie problematiche solo quando si è in emergenza. Bisogna coltivare e portare avanti dei progetti, invece, anche quando la questione non è più sotto i riflettori». All’incontro hanno partecipato anche Alessandra Rossi, presidente di Abruzzo Moderno, e Franco Salvatori, presidente Società Geografica Italiana

Salvatore Santangelo e Alessandra Rossi

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eventi » a cura della redazione

Una foto di gruppo alla fine dell’evento

Elisa Antonioni, vice presidente AIDP e Lorenzo Dattoli, ad della Carbotech

I 5 sensi di AIDP

Grande successo per il primo appuntamento “HR in tutti i Sensi – Riflessioni sensate sul nostro lavoro”, promosso ed organizzato da AIDP Abruzzo e Molise

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bbiamo avvistato il nostro futuro”: primo appuntamento 2013 del ciclo formativo “HR in tutti i Sensi – Riflessioni sensate sul nostro lavoro”, promosso ed organizzato da AIDP Abruzzo e Molise. «Aidp ha pensato –ha dichiarato il presidente AIDP A&M Raffaele Credidio- di dedicare 5 dei 13 eventi in programma al tema della leadership e lo fa in modo originale, partendo dall’idea che per essere leader “in tutti i sensi” si devono saper sfruttare le 5 caratteristiche sensoriali: vista/visione, tatto/rispetto, udito/ascolto, olfatto/fiuto e gusto/forma». Primo appuntamento sulla vista/visione al Museo d’Arte Moderna Vittoria Colonna di Pescara. La Vision è la proiezione sul futuro, più riusciamo a vedere lontano più sarà possibile scampare il pericolo o cogliere un’opportunità. Che cosa sia, invece, la Vision e come prenda forma nella quotidianità delle imprese, hanno provato a raccontarlo i direttori HR, soci AIDP A&M, tramite una survey interna. La vision per il 62% degli intervistati è il risultato del mix di etica, cultura, strumenti ed obiettivi aziendali e ben il 54% degli HR interpellati, condivide quella della sua impresa. Per avere una Vision però occorre essere un visionario, che secondo Gianluca Nardone, è «colui che riesce a vedere il futuro credendoci come se fosse presente» e ciò è proprio quello che ha fatto Lorenzo Dattoli managing director di Carbotech, che ha portato la sua azienda da una chiusura già annunciata ad uno sviluppo senza eguali, partendo dal ruolo di dipendente esterno. L’hanno intervistato per AIDP, Elisa Antonioni, vice presidente di

» foto concesse da AIDP

Aidp A&M e Silvia Mattioli consigliere Aidp A&M. Carbotech srl, azienda tutta “made in Italy”, con sede a Martinsicuro, è produttore di spazzole elettriche e sistemi per il mercato automotive e consumer appliance. E’ una chiara dimostrazione che in Europa, in Italia ma ancor più in Abruzzo si può produrre e si può fare impresa. Carbotech, grazie al suo imprenditore, ha saputo rinnovarsi rispetto al passato, applicando una “Vision” che da lì a poco sarebbe diventata realtà. Cosa quindi ha visto Lorenzo Dattoli nel 2009 e come è nata la sua Vision? «E’ nata con un tocco di follia, -racconta il giovane ingegnere- in modo improvviso dopo averla cercata nel tempo. Volevo cercare di costruire un’azienda in cui i collaboratori potessero sentirsi sicuri di lavorare con continuità. Inizialmente ho convocato tre persone di fiducia a cui ho comunicato il mio piano di cambiamento e da lì siamo partiti». Partendo da questo stimolante case history, il presidente Credidio, ha concluso l’evento riportando l’esempio di grandi visionari del passato, allora incompresi: Galileo Galilei che dovette abiurare le sue scoperte scientifiche; Martin Luther King che fu assassinato per aver visto un mondo in cui bianchi e neri potessero facilmente integrarsi; ed in fine Van Gogh, che sfidò la società e la cultura del tempo, sicuro di vincere con la sua pittura rivoluzionaria, morendo solo ed in povertà. Storie di visionari, che hanno deciso di fare la storia del loro tempo piuttosto che viverla bene senza contribuire al cambiamento. Vittime delle “visioni a corto raggio” dei loro contemporanei, sono diventati i riferimenti dei posteri

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eventi » di Marcella Pace

Il sindaco Mascia guidato dalla Soprintendente Lucia Arbace in visita nella casa natale di d’Annunzio

Pescara celebra i 150 anni dalla nascita di Gabriele d’Annunzio Tutti gli eventi della “Settimana dannunziana” dedicata al ricordo del Vate, nato il 12 marzo 1863

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ostre, spettacoli, francobolli, messe solenni, documenti inediti e persino un parrozzo da record. I modi scelti dall’amministrazione comunale di Pescara per celebrare i 150 anni della nascita di Gabriele d’Annunzio sono stati i più vari. Il 12 marzo 1863 nasceva a Pescara il Vate. Scrittore, poeta, drammaturgo, militare, politico e giornalista italiano, fu il simbolo del Decadentismo italiano. Per ricordare una delle eccezionali figure della letteratura e storia italiana, il comune ha organizzato un’intera “Settimana dannunziana”, che si è svolta dal 9 al 17 marzo, nella città allestita appositamente per gli eventi, con la Torre civica del Comune illuminata d’azzurro e tricolori lungo l’intero centro storico. «La “Settimana dannunziana” – ha sottolineato il sindaco Luigi Albore Mascia – rientra ovviamente nella scelta “politica” compiuta dalla mia amministrazione tesa

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alla valorizzazione della figura del Vate, di quell’uomo, quel poeta, quel letterato-soldato che sempre definisco come uno dei “figli più illustri” di Pescara. Nel 2009 legare il nome di Pescara in maniera imprescindibile a d’Annunzio è stata una scommessa nata da un forte convincimento personale: per definire e determinare la nostra città infatti si è stati soliti, per lungo tempo, utilizzare degli aggettivi che in realtà potevano andare bene per Pescara come per qualunque altra città al mondo. Noi abbiamo invece cercato e scelto l’unicità del nostro capoluogo adriatico, una unicità che le deriva proprio dall’aver dato i natali a uno dei personaggi che il mondo più ci invidia, uno dei massimi rappresentanti della cultura internazionale che ha scritto alcune delle pagine più belle e straordinarie della nostra letteratura, e che pure la sua città non ha mai valorizzato a sufficienza». Molti i momenti di rilevanza per la settimana dedicata all’in-


L’atto di nascita del Vate

tellettuale. Sabato 9 marzo le celebrazioni si sono aperte al Museo Vittoria Colonna dove il presidente della Commissione Cultura Augusto Di Luzio, ha allestito una mostra di manoscritti autografi e di foto originali di d’Annunzio, provenienti dalla collezione privata di Licio Di Luzio. Una messa Solenne in suffragio della famiglia del Vate, presso la Cattedrale San Cetteo, officiata dall’arcivescovo di Pescara Monsignor Tommaso Valentinetti, con omaggio alla mamma di d’Annunzio, Luisa de Benedictis, tumulata all’interno della Cattedrale e l’esposizione presso la sala Aternum dell’atto di nascita del Vate, rinvenuto nei sotterranei di Palazzo di città dallo studioso e consigliere delegato al recupero e alla valorizzazione del patrimonio storico del capoluogo adriatico, Licio Di Biase. Grande spazio riservato anche alla riflessione. Il 12 e 13 marzo l’Aurum, ha ospitato l’iniziativa clou della “Settimana dannunziana”, un Convegno Internazionale di studi “d’Annunzio 15”, organizzato dal professor Giordano Bruno Guerri, presidente del Vittoriale, che ha portato a Pescara alcuni tra i massimi esperti di d’Annunzio nel mondo. Le celebrazioni sono state anche l’occasione per presentare in anteprima due programmi televisivi realizzati da Guerri. “Casa d’Annunzio”, 10 puntate per 10 settimane e “L’Amante Guerriero”, uno speciale della durata di un’ora realizzato per Rai Storia, andato in onda il 12 marzo, ma proiettato in anteprima il giorno prima presso il liceo classico d’Annunzio, a Pescara. Sempre il 12 è stata inaugurata presso la Casa Natale d’Annunzio, in corso Manthonè, la mostra “Quando l’Alba s’innammora: l’infanzia di d’Annunzio da Pescara a Prato”, curata dalla Soprintendente ai Beni Culturali, Lucia

Alcuni documenti inediti in mostra al Museo Vittoria Colonna

» foto di Marcella Pace e Paola Lopes

Licio Di Biase mostra l’atto di nascita di Gabriele d’Annunzio

Arbace, per raccontare l’infanzia del poeta pescarese. Per l’occasione è stato indetto il concorso “Fiocco d’Annunzio”, che ha visto 35 esperte ricamatrici e artigiane del tombolo realizzare i propri lavori. Tantissime anche le celebrazioni ad hoc per i più piccoli, come “A merenda con d’Annunzio, laboratori didattici per bambini e ragazzi” a cura del Museo delle Genti d’Abruzzo. Un percorso interattivo per bambini ed adulti, alla scoperta dei sodalizi del Vate con gli artisti locali, che verrà riproposto nell’antica distilleria di Pescara anche il 13 aprile. Un d’Annunzio ricordato in ogni aspetto della sua attività e personalità. Persino attraverso iniziative particolari. Le Poste Italiane hanno messo in commercio un francobollo da 70 centesimi, speciale da collezione su d’Annunzio, mentre la Zecca dello Stato ha coniato una moneta in argento da 5 euro dedicata al 150°. Spazio al gusto con il parrozzo più grande del mondo, dolce tipico pescarese, di cui d’Annunzio stesso fu il primo assaggiatore per volontà del suo creatore Luigi D’Amico. Per l’occasione la Confederazione Pasticceri italiani ha realizzato il dolce con dimensioni da record iscrivendo Pescara nel Guinness dei primati. Insomma una settimana varia e riuscita. Una vera prova per l’amministrazione comunale, che lo stesso Luigi Albore Mascia ha dichiarato vinta. «Abbiamo creduto nelle potenzialità di una simile sfida e oggi posso dire che quella sfida l’abbiamo vinta. Oggi è evidente che quell’avventura nata con “Pescara città dannunziana” è stata un’operazione di marketing territoriale e di strategia mediatica assolutamente riuscita»

Il sindaco Mascia e il presidente Augusto Di Luzio alla mostra di documenti inediti al Museo Vittoria Colonna

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eventi » a cura della redazione

Occhi puntati

sulla nuova MINI Paceman Tanti i curiosi che non sono voluti mancare alla presentazione in anteprima della nuova MINI Paceman organizzata dalla concessionaria Autoabruzzo

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i alza il sipario su uno dei modelli più attesi dal mercato e dagli appassionati del marchio: la nuova MINI Paceman (R61). La concessionaria Autoabruzzo ha organizzato la presentazione in anteprima della nuova MINI presso il RCK CAFE’ RACER a Montesilvano tra le note del gruppo SPACE BABE che ha riproposto le cover degli U2. Ma passiamo alla caratteristiche dell’auto. Come ormai di consueto, MINI combina l’ampliamento della gamma di modelli con l’ingresso in un segmento automobilistico nuovo: la MINI Paceman rappresenta la prima Sport Activity Coupé (SAC) del mondo nel segmento delle vetture premium compatte e di piccola cilindrata. La nuova MINI Paceman (R61) è disponibile in combinazione con le versioni Cooper S da 184 CV a benzina, Cooper D e Cooper SD da, rispettivamente, 112 e 143 CV, a gasolio. Tutte offrono di serie il cambio manuale a sei rapporti, con l’automatico disponibile in opzione. L’innovativo concetto automobilistico di una Sports Activity Coupé compatta trova la propria espressione in un design

che combina delle proporzioni dinamiche e slanciate con delle forme muscolose, così da rappresentare con autenticità e nel tipico linguaggio MINI le caratteristiche di guida della MINI Paceman. Anche gli interni della MINI Paceman (R61) sottolineano l’esclusività del nuovo modello: il loro design è infatti completamente inedito e si caratterizza di soluzioni uniche. La nuova MINI Paceman è disponibile nella sola variante a 4 posti: i due sedili separati della zona posteriore offrono molto spazio per la testa e le spalle, un’ottima tenuta laterale ed un comfort straordinario. L’atmosfera da “salotto” della sezione posteriore è anche il risultato della presenza dei braccioli nei pannelli laterali posteriori, avvolti da un rivestimento di forma circolare nel colore e materiale dei sedili. La configurazione a due sedili separati viene accentuata inoltre dalle due sagome ricavate nel pannello di copertura del bagagliaio che contribuiscono a creare l’effetto “lounge”. Non vi resta che provarla presso la concessionaria Autoabruzzo

Alcune immagini della presentazione in anteprima della nuova MINI Paceman organizzata dalla concessionaria Autoabruzzo

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hanno collaborato

Luigi Carunchio

Alessio Pelusi

Primo piano | pag. 57

messa in sicurezza | pag. 71

Socio Fondatore dello studio “Valore” Professionisti Associati in Lanciano, struttura associata tra commercialisti che ha creduto sin dall’inizio nell’organizzazione dell’attività professionale in gruppo. Si occupa da sempre delle problematiche di categoria. È stato Presidente Nazionale dell’Unione Giovani Dottori Commercialisti. Attualmente è componente delle Giunta esecutiva nazionale di Confprofessioni in qualità di rappresentante dell’area economica e lavoro con la delega per il fisco e la giustizia tributaria. Si occupa di consulenza per le aziende private ed enti Pubblici in materia di analisi finanziaria, controllo di gestione, diritto societario e tributario. Tra i soci fondatori di Sistemi Locali, ha creduto sin dall’inizio allo sviluppo di una società tra professionisti in ambito regionale nella convinzione che alla base di tutto debba esserci l’alta qualità del servizio offerto ai propri clienti. Fa parte del consiglio di amministrazione.

È scrittore, docente universitario, saggista e copywriter. Autore di opere di carattere scientifico. Dal 1997 è sceneggiatore di spot, cortometraggi e documentari. È Copywriter Senior presso CARSA Spa, agenzia leader nella comunicazione ambientale. Segue un dottorato di ricerca presso la facoltà di Scienze Sociali dell’Università degli Studi G. d’Annunzio di Chieti. Vincitore del premio nazionale di letteratura Parco Majella 2007, del premio letterario nazionale Alceste de Lollis e del premio Manzoni.

Alessio Pelusi è nato a Chieti 32 anni fa, ha una Laurea quinquennale in Scienze della Comunicazione con indirizzo “Comunicazione istituzionale e d’impresa”, presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma. Si è laureato con una Tesi sperimentale sul Knowledge Management. Durante gli studi ha lavorato all’Ufficio Centrale Orientamento e Formazione Professionale dei Lavoratori (UCOPFL), del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Nel 2005 è tornato a Chieti. Attualmente si occupa di Sicurezza e Qualità alla Edilmet Srl, azienda di edilizia metallica e frequenta il Master in prevenzione dei rischi e gestione della sicurezza del lavoro, presso l’Università di Modena e Reggio Emila.

Antonio Teti ict | pag. 53 È responsabile del supporto tecnico informatico della Direzione Generale dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara. Lureato in Economia si è specializzato in Information Technology presso la ELEA Knowledge Integration. È docente di Cyberspace Sciences alla Facoltà di Psicologia dell’Università di Chieti. Esperto di ICT Governance, ICT Security, ha accumulato un’esperienza trentennale in studi, ricerche e consulenze in aziende pubbliche, private e istituzioni governative. È stato docente di Computer Science presso diverse università italiane tra le quali l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, l’Università di Teramo e l’Università della Calabria. E’ stato invited speaker all’Università Politecnica di Valencia con la quale ha collaborato per la realizzazione di master di Informatica. E’ Presidente Onorario della Società Italiana delle Scienze Informatiche e Tecnologiche e Accademico dell’European Academy of Sciences and Arts e della New York Academy of Sciences. Autore di numerosi libri e pubblicazioni scientifiche, collabora con diversi quotidiani, riviste e periodici del settore, e partecipa a convegni nazionali ed internazionali in qualità di opinion leader.

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Simone D’Alessandro

fisco | pag. 49

Filippo Paolini norme&leggi | pag. 61 Nello studio legale di cui è titolare, esercita la professione forense prevalentemente nel ramo del diritto commerciale. È consulente giuridico di diverse aziende, abruzzesi e non, in materia di contratti, diritto societario e crisi dell’impresa. È consulente giuridico, dal 2003, dell’Ufficio Legale Federazione Italiana Giuoco Calcio – A.I.A. Laureato in Giurisprudenza a soli 23 anni, è iscritto dal 2001 all’Albo degli Avvocati presso il Tribunale di Avezzano.

Andrea Bonanni Caione lavoro in corso | pag. 65 Andrea Bonanni Caione è avvocato e il Managing Partner dello Studio Legale LABLAW di Pescara. Entra in LABLAW a ottobre 2011 dopo un’esperienza di 3 anni maturata come partner dello studio legale associato Lamparelli Bonanni Caione e dopo un’esperienza di 8 anni come Partner nell’Associazione Professionale “Carboni-Paolucci”. Si occupa in via esclusiva di tutela giudiziale e assistenza stragiudiziale in favore delle imprese, in materia commerciale, civile e del lavoro. In tale ultimo ambito ha maturato significative esperienze in materia di somministrazione di manodopera ex d.lgs. n. 276/2003, profili giuslavoristici connessi al compimento di operazioni straordinarie (fusioni, scissioni, trasferimenti d’azienda), contrattualistica inerente i rapporti di lavoro subordinato a termine e gestione dei rapporti di agenzia.

Nicola Boschetti Di vino e non solo | pag. 107 Nato a Guardiagrele l’8 maggio 1971, sposato con un figlio di 10 anni, affianca da oltre 22 anni Angela e Peppino Tinari nel ristorante Villa Maiella, con la piacevole responsabilità di occuparsi di una ricca cantina. Molto conosciuto nel mondo del vino, ha ricevuto riconoscimenti sia regionali che nazionali, tra cui la 1° Edizione 2005 del premio “Francesco Di Cintio” dell’Associazione Italiana Sommeliers. Collaboratore di varie riviste del settore (Gambero Rosso, Cucina e Vini, Slow Food), docente dei master sul vino Slow Food, organizzatore di serate a tema. Coadiuvante nei progetti sull’alimentazione riservati ai bambini delle scuole elementari. Fuori dal suo mondo si rifugia nel ciclismo, sport che pratica con passione.

Chiara Strozzieri In cornice | pag. 111 Laureata in Tecnica Pubblicitaria presso la Lumsa di Roma, svolge attività di critico d’arte e copywriter. Ha curato significative rassegne nazionali e mostre d’arte contemporanea e redatto saggi critici per cataloghi. Ha tenuto conferenze in luoghi pubblici di prestigio quali l’Istituto Italiano di Cultura a Vienna, il Collegio Raffaello di Urbino, il Lavatoio Contumaciale di Roma. Dal 2010 fa parte della commissione inviti al XXXVII Premio Sulmona insieme a Vittorio Sgarbi, presidente.


A R T E C U LT U R AC I N E M A L E T T ER AT U R A M U S I C A M O DAV I AG G I T U R I S M O G A S T R O N O M I A A R T I G I A N ATO

L’opera Ror Crack di M&P

» a cura di Denia Di Giacomo

101traparentesi News in pillole 105Divinoenonsolo Tutta colpa della crisi? 109traindevie L’intelligenza dell’adattamento 116Arte&Co. Bruno Paglialonga: il segno, il colore, la forma 119Arte&Co. L’appartamento Lago, sintesi tra arte e design 121Musicamania The Next Day / What About Now

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La forza della dualità 107salus, il cibo per vivere meglio LA FITOMEDICINA: UNA BUONA CURA “ALTERNATIVA”

111Arte&co. / In cornice OMAGGIO AD ADELE GIULIANA DE MATTEIS

121Arte&co. IL RAP ITALIANO È TORNATO

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traparentesi MOBILITA’ SOSTENIBILE

A PESCASSEROLI LE BICI SONO FUTU RISTE

Gci Group (ww w.gci-group.it), soci età leader di mercato nel settore della green mobility, ha realizzato un ciclo post eggio innovativo che assicura mag giore agilità nella presa e consegna delle biciclette, maggiore sicurezza e, graz al riscaldamento della postazione, ie è utilizzabile anche a basse tempera ture. L’innovativo sistema permette inolt re un agevole reinserimento delle bici nel posteggio. Il sistema è in grado di effettuare una ricarica completa 0-100% della batteria a litio in circa 4 ore. Il nuovo ciclo posteggio è già pres numerosi sistemi del sistema bike ente su share di GCI ed è in fase di insta llazione anche presso l’Ente Parco Nazionale d’Abruzzo, in particola re a Pescasseroli, dove GCI GROUP, aggiudicatosi la gara d’appalto, ha reinventato il sistema d’aggancio, adeguandolo al contesto in cui è stato suo staf f di ingegneri, ha applicat inserito: tramite l’ausilio del o modifiche tecniche ed elettroniche al sistema, garantendone così un’elevata affidabilità.

SOLIDARIETA’

“Io ho quel che ho donato”

concorso fotole 2013 sono aperte le iscrizioni al A partire dal 1° mar zo fino a 30 apri che si colloca tà, arie solid alla la sensibilizzazione grafico annuale che l’Avis lancia per il muro del suooltre “Avis ara Pesc CSV e ara Pesc all’interno del progetto 2013 di Avis ita di Gabriele brazioni per il 150enario della nasc no”. L’edizione 2013 si unisce alle cele espressione nota la do citan , ato” don ho che l que unale Ped’Annunzio e ha come titolo “Io ho Com ue) sang ni italia i ociazione volontar del Vate. Organizzato dall’Avis (Ass ed il patrocinio ) (CFC ne azio unic Com e a grafi dell’Associazione Centro di Foto cascara con il supporto organizzativo gratuita e dovrà esprimere, fotografi co è a partecipazione totalmente grafi foto orso del CSV Pescara, il conc . simo , l’altruismo e l’amore verso il pros mente, la solidarietà tra le persone .facebook.com/avis.pescara www su e com INFO: www.avispescara.

EVENTI

SARAL FOOD, EDIZIONE DA GUSTARE! Fiere Service, nell’imponente struttura della Fiera Adriatica del PalaUniverso di Silvi Marina, ha quindi nuovamente ospistato uno degli eventi fieristici più importanti di tutto il centro-sud, dove espositori provenienti da tutta Europa hanno dato vita ad un appuntamento da non perdere per conoscere,  più dall’interno, l’alimentazione, la ristorazione, la gelateria, la pasticceria, la panetteria, le birre, i vini e i distillati, e, soprattutto, per assaggiare prodotti e specialità favolosi. Ad arricchire ancora di più il programma di questa edizione, tra seminari e discussioni e workshop si è tenuto anche il concorso “Drink Coffee” riservato agli operatori del settore e agli allievi delle scuole alberghiere.

A A TUTTO SPIANO FORMAGG1O 2013: MUSIC per band emerLancianoLab organizza il contest

EVENTI

L’associazione ONLUS sua terza edizione. Quest’anno si genti “ForMagg1o 2013”, giunto alla ttro band emergenti e non, abiqua vent sfideranno nei locali di Lanciano che, il Lazio, la Toscana e il Molise, bracciando, oltre all’Abruzzo, le Mar d provenienti da fuori regione. La ban con la partecipazione di quattro gio a Lanciano. Le band suoneranno finale del contest avrà luogo il 1° mag DVD speciale live monografico a un ere per vincere la possibilità di incid la Il secondo classificato, invece, avrà cura della web radio Liberadio.it. e) del mbr sette 16 o (15 rali cent te sera possibilità di aprire una delle due Settembre di Lanciano 2013. di e Fest delle cartellone INFO: lancianolab@hotmail.it

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traparentesi CONCORSi

L’ITALIA STRAVINCE AL SOL D’ORO 2013

vincono alla 13 medaglie su 15, è questo il ricco bottino che gli oli di casa nostra 2013. febbraio 22 scorso lo Verona a manifestazione Sol d’Oro 2013 svoltasi gine d’oliva, extraver oli gli per mondo del nato campio proprio e vero un è L’evento ni di 9 giunto alla sua 11^ edizione, che ha visto in competizione oltre 200 campio , Slovenia e Spagna llo, Portoga Grecia, Libano, y, Urugua Cile, a, Argentin – Paesi ionali Croazia, oltre all’Italia – giudicati da un autorevole panel di giudici internaz riporteranno vincitori oli Gli Italia. e Grecia , Slovenia Cile, , Spagna da nti provenie e l’inconfutabile qualità del prodotto. Tra i sulla bottiglia il bollino “Sol d’Oro” che attesta il premio assegnato rispettivamente il Sol d’Oro e il Sol d’Arricevuto hanno che , aziende 2 o partecipanti abruzzesi premiati troviam di Casoli (Chieti) e l’Azienda Agricola tonio gento per la categoria fruttato leggero, l’ Agricola Tommaso Mascian ). De Antoniis Adele di Garrufo (Teramo

CORSI

COMUNICARE E CAPIRSI, UN CORSO PER VIVERE MEGLIO Sono ape

rte le iscrizioni per il corso “COMUN ICARE BENE... PER CAPIRSI MEGLIO! organizzato e gestito dalla dottores ”, sa Carolina Pier felice, psicoterape uta familiare e di coppia. Il percorso intende dare un sostegno alla coppia e alla famiglia rafforzando la capacità di un corr etto ascolto e di una buona com unicazione all’interno della relazione coniuga le e nel rapporto tra genitori e figli. Un ottimo modo per spendere al meg lio il proprio tempo. INFO: 333. 9821967- tel 0854470203

AMBIENTE

Energie rinnovabili in Abruzzo tra ritardi e potenzialità Crescono innovazione e sostenibilità nel panorama dell’edilizia italiana sono infatti 1.003 i Comuni italiani che hanno modificato i propri regolamenti edilizi per inserire nuovi criteri e obiettivi energetico-ambientali. Tra questi sono presenti solo 14 Comuni abruzzesi: la nostra regione si colloca ancora una volta in una posizione tra ritardi e grandi potenzialità. L’Abruzzo è in ritardo rispetto a quelle norme che promuovono l’edilizia sostenibile, la certificazione energetica, l’uso delle energie rinnovabili, l’isolamento termico, il risparmio idrico. Queste norme porterebbero a soddisfare una percentuale crescente dei fabbisogni di riscaldamento, raffrescamento, elettricità delle nostre abitazioni con grandi benefici ambientali, economici e occupazionali». I Comuni sono: Francavilla a Mare, Casoli, Fossacesia e Fara Filiorum Petri in Provincia di Chieti, L’Aquila, Scurcola Marsicana, Castel di Sangro e Roccaraso in Provincia de L’Aquila, Tocco da Casauria, Città Sant’Angelo, Spoltore e Pescara in Provincia di Pescara, Silvi e Colonnella in Provincia di Teramo.

ARTIGIANATO

Corso di Telaio alla badia Morronese

Presso la sede del Parco Naziona le della Majella, a Sulmona, si terrà il corso di tessitura a telaio tenuto dall’artigiano Stefano Coco. Nell’incantevole scenario della Badia Mor ronese, l’Ente Parco ha infatti mes so a disposizione i locali necessar i affinché, giovani appassionati a quest’antico mestiere, possano risco prine i segreti ed il fascino. L’iniziativa rientra tra le attività del Labo ratorio Permanente sulla Ecosostenibilità della rete Seminavalle che promuove, tra le altre finalità, l’autoproduzione a partire dal terri torio abruzzese. I partecipanti apprenderanno l’uso del telaio, dalle elementari tecniche per la preparazione e montaggio dell’ordito fino alle tecniche di tessitura con filati ecologic disponibili quattro telai da tavolo a i e per l’occasione saranno resi 4 licci in legno completamente resta urati. Il corso, si terrà tutti i mar tedì dalle 15,00 alle 18,00 fino alla fine di Maggio. Per informazioni e iscrizioni: Caterina Palmucci 349.5700875

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SPORT

La Tirreno -Adriatico a Prati Di Tivo

Per la seconda volta la Tirrenoha Adriatico fatto tappa sul Sasso, Gran arrivando da Narni, questo grazie alla collaborazione fra Provincia e Comune di Pieperché la “punpia dop tracamela. Una soddisfazione te voluta dallo men forte stata è o Sass tata” sul Gran ni, il quale, in Veg ro Mau stesso direttore di RCS spor t, tappa è stata la – o ann so scor dello virtù del successo ience più l’aud i, ator pett seguita da un milione di teles ata sul clicc più la tata risul è ed gara alta di tutta la solo ne: azio nizz orga dell’ web – ha “abbattuto” i costi 25 mila euro. le sue difficoltà, è La tappa sul Gran Sasso, proprio per , destinata a gara della nte orta imp più considerata la e è accacom luto asso segnare il destino del vincitore . ego Cun con o ann duto lo scorso

EVENTI

LA PROCESSIONE DI CHIETI Anche quest’anno come da tempo immemore, venerdì 29 mar zo (il venerdì Santo) a Chieti si terrà la famosa processione del  Cristo  mor to, forse la processione più antica d’Italia. La sua origine, infatti, risalirebbe all’842 d.C., anno in cui si concluse ufficialmente la ricostruzione della prima Cattedra le (attualmente la vecchia Cattedrale costituisce la cript a della nuova), che era stata distrutta nell’801 da re Pipino. Organizzata dall’Arciconfraternita del Sacr o Monte dei Mor ti, questa affascinante tradizione si snoda lungo le vie del centro storico di Chieti lungo gli assi ortogonali nord-sud ed est-ovest formando, di fatto, una croce sulla città. Di solito ha inizio la sera del Venerdì santo, verso le 19.00, dalla Cat tedr ale di San Giustino.

EVENTI

LA MADONNA CHE SCAPPA Da non perdere, la rappresentazione sulmonese della Madonna che “scappa”, che si terrà come di consueto il giorno di Pasqua nel centro storico di Sulmona. E’ un evento unico nel suo genere, che ogni anno richiama migliaia di visitatori e fedeli che assistono commossi alla grande rincorsa tra i protagonisti della Sacra rappresentazione pasquale. La mattina alle ore 11 piazza Maggio re è ricolma di gente che aspetta trepidante di vedere schiudersi il portale della chiesa di S. Filippo, nel frattempo dalla parte opposta, sotto l’acquedotto medievale la statua del Cristo risorto rimane in attesa. Ai santi Giovanni e Pietro viene affidato il compito di annunciare alla Madonna la resurrezione del Figlio; essi si dirigono verso la chiesa di S. Filippo e dopo alcuni tentativi di convinc imento, la porta finalmente si apre e la statua della Madonna compare sulla soglia, e quindi lentamente si avvia verso la piazza. All’altezza della fontana monumentale i portatori si fermano, si accordano e poi sollevando la statua della Vergine e cominciano a correre in direzion e del Cristo. Il manto luttuoso cade a terra e al suo posto compare una veste ricamata in oro mentre un volo di colombi sale nel cielo. Informazioni: tel e fax 0864/53276 - iat.sulmona@abruzzoturismo.it

INTRODACQUA LA SANTA PROCESSIONE Adi Intro accoglie una Sandacqua (AQ) il giorno di Pasqua

EVENTI

Anche l’incantevole borgo della Pasqua antiche origini. La manifestazione a. Mentre ta Processione molto sentita e dalle prim e fors o , ‘800 seconda metà del a Introdacqua si ritiene iniziata nella mente la stalenta arire app ecco , dica smo sa spa la piazza è gremita di folla in atte privilegio che portata a spalla da quattro giovani, tua della Madonna vestita a lutto nizzatori della orga i utat dep dei enza pres in blica si acquisisce mediante asta pub za dove c’è in atverso la parte opposta della piaz festa, la Madonna si incammina vede il Cristo Riintra si ndo qua za piaz della metà tesa il Cristo Risorto, all’incirca a ri di mor taretti, spa tra ta Vola inizio alla frenetica sorto i portatori pian piano danno simile a quelto che suona in sottofondo. Un even suono di campane e banda locale e simbolismi. ini orig per ante ante e altrettanto affascin zion emo o men sto que per non lo sulmonese ma -zANOYk /ww w.youtube.com/watch?v=Hmhy Video della Manifestazione: http:/ ail.it  otm Q@h uaA dacq intro il. ua (AQ) - ema INFO. Pagina Facebook/ Introdacq

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divinoenonsolo » di Nicola Boschetti

TUTTA COLPA DELLA CRISI? irando per il Centro Italia percepisco a pelle il senso di disagio e sconforto che tutti i comparti, ma soprattutto quelli legati alla ricettività e ristoro, manifestano ogni giorno. Secondo le stime sembra che nel corso del 2013, oltre il 25% dei locali che oggi soffrono, saranno costretti a chiudere i battenti, con immaginabili ripercussioni sull’occupazione, soprattutto quella giovanile che già è fortemente penalizzata. Rifletto spesso su quali possano essere le cause maggiori di tutto ciò, precisando che il nostro momento politico e strutturale non è dei migliori, ma, analizzando a fondo, forse tutta colpa della crisi non è, anzi a volte fa comodo metterla in mezzo per coprire le lacune professionali e gestionali di molti pubblici esercizi.

Ormai si sa, vi sono cambiamenti nei consumi fuori casa, cambiano i modi e i tempi, le nuove generazioni sono più dinamiche, aumenta la conoscenza e la ricercatezza del prodotto, con un occhio al prezzo, ma soprattutto alla qualità e al servizio offerto. Trovo inutile fare una gara al prezzo più basso per offrire un pasto tutto compreso sotto i 10 euro. Il consumatore fa la spesa ogni giorno e quindi conosce i prezzi della qualità, è sciocco pensare di attirarlo con saldi enogastronomici. Bisogna cambiare, quello che è stato non torna più, come giusto che sia, rinfreschiamo i nostri locali, diamo novità e professionalità, basta con persone stanche e anziane che ti fanno un caffè in camicia e maglione (non me ne vogliano le mamme e i nonni che in buona fede, aiutano i figli nei locali), formiamo i giovani, motiviamoli e retribuiamoli giustamente, perchè loro

sono il nostro miglior veicolo pubblicitario, essendo i nuovi consumatori che nulla hanno a che vedere con i consumi di massa degli anni ‘80. Chiediamo alle istituzioni locali la possibilità di servizi per le famiglie, manifestazioni sportive e culturali che le coinvolgano, eliminando le molteplici e a volte inutili sagre che nel tempo non portano nessun benessere. Non bisogna essere dei maghi della finanza, per capire che per far muovere le famiglie bisogna offrire servizi a bambini e ragazzi. Prendiamo esempio da chi ha avuto il coraggio di osare e cambiare il suo modo di lavoro, e alla fine capiremo che forse non è tutta colpa della crisi. Da qualche parte si deve pur cominciare, e le nostre lamentele non ci aiuteranno a ripartire se non ci crediamo. “Si può e si deve fare”, forza tutti insieme

COCOCCIOLA CUVÉE BRUT FANTINI Che il gruppo Farnese Vini sia una realtà a livello mondiale è riconosciuto da tutti, ma a tutti quegli scettici che pensano che la quantità non sia sinonimo di qualità, consiglio di provare questa meravigliosa bollicina, che nulla ha da invidiare ai prosecchi DOCG più blasonati. Bottiglia dal vestito meraviglioso, il colore paglierino brillante, naso ricco di frutta fresca, mentuccia suadente e fiori, tipo margherite di marzo. In bocca è sorprendente, fresco sapido e lungo, il suo elegante perlage solletica le nostre papille, e ci istiga alla bevuta. Favoloso come aperitivo, ma anche a tutto pasto con piatti delicati, che siano di terra o di mare. Un vitigno povero ma autoctono della nostra meravigliosa regione, e la fantini vini ci ha creduto. Ottima anche la versione rosè che da il meglio di se con il nostro baccalà al sugo e desserts a base di frutta e creme. I prodotti verranno presentati ufficialmente al prossimo vinitaly. Prezzo indicativo in enoteca Euro 14,00

info_ FARNESE VINI PALAZZO FARNESE ORTONA

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Spesso la vita frenetica e il lavoro sedentario ci inducono verso un’alimentazione del tutto sbagliata, frettolosa e non corretta per il nostro corpo. Seguendo la giornata tipo di un manager, ecco alcuni consigli di un esperto nutrizionista

salus, il cibo per vivere meglio » di Pietro Campanaro

LA FITOMEDICINA:

UNA BUONA CURA “ALTERNATIVA” Recenti statistiche parlano di aumento delle cure non convenzionali, con larga soddisfazione di chi ne usufruisce, la fitomedicina è una di queste

rmai è un dato certo, la medicina ufficiale o allopatica per quanto resti sempre valida è in crisi, lo dimostrano recenti statistiche che evidenziano come l’utilizzo delle medicine “alternative” è sempre più frequente; il rapporto EURISPES 2012 ha messo in evidenza che il 14,5% degli italiani fa ricorso a terapie alternative quali omeopatia, fitoterapia e agopuntura tra le principali, con una percentuale di soddisfazione molto alta. Tra le varie medicine non convenzionali (MNC) la fitoterapia, che più correttamente andrebbe definita fitomedicina intesa come branca della medicina ufficiale con millenni di storia scientifica, ha sicuramente un ruolo di primaria importanza. Nei secoli gli estratti di erbe e piante sono state le prime “medicine” che l’uomo ha assunto per curare un malessere e con la ricerca e l’evoluzione tecnologica siamo arrivati alla fitomedicina attuale che non è fatta più di pozioni, tisane, decotti e polverine ma di sostanze estratte dalle piante (che prendono il nome di fitocomplessi) che le rendono farmaci a tutti gli effetti con i relativi benefici terapeutici e rischi se non assunte correttamente. Purtroppo in questo settore è molto diffuso “fai da te” che può portare a danni per la salute; spesso ed erroneamente la fitomedicina viene considerata innocua “tanto sono erbe e non fanno male”, inoltre in Italia non esiste una corretta regolamentazione del settore per cui possiamo trovare potenti sostanze, tranquillamente vendute sugli scaffali dei supermercati come semplici integratori, con il rischio che una errata assunzione possa procurare danni anche gravi alla salute (per esempio l’aglio ha spiccate proprietà antiaggreganti e può essere pericoloso se assunto da persone già in terapia con farmaci

antiaggreganti nelle malattie cardio-vascolari). Occorre quindi una “cultura” sulle fitomedicine, non basta solo conoscere le proprietà terapeutiche di una pianta ma bisogna conoscere anche i suoi potenziali effetti collaterali, per questo occorre informare in maniera chiara e corretta con diversi canali di comunicazione e tra questi internet può dare molta informazione ma anche tanta disinformazione. Per questo motivo fin dal 2001 è attivo il progetto www.fitomedicina.it a carattere scientifico-divulgativo, aperto a tutti coloro che “coltivano” il campo della fitomedicina e nel corso degli anni si sono ampliati anche portali quali www.fitovigilanza.it per la sicurezza dei prodotti naturali e la corretta informazione sull’interazione tra erbe e farmaci. Solo sulla base di questi presupposti le medicine “alternative” possono essere considerate efficaci e sicure, e la fitomedicina una valida cura alternativa ad alcune patologie. Alcuni esempi? I policosanoli (estratti dalla canna da zucchero) diventano una valida “alternativa” alle statine per il trattamento dell’ipercolesterolemia, l’iperico agli antidepressivi e la valeriana agli ansiolitici, l’uva ursina e il mirtillo rosso agli antibiotici nelle infezioni urinarie, l’arnica montana ed il gambo di ananas agli antinfiammatori, il mirtillo nero, la centella asiatica e l’ippocastano ai farmaci per problemi di circolazione, il cardo mariano, il tarassaco ed il carciofo a quelli per il fegato, l’arpagofito e la boswellia ai farmaci antireumatici, l’echinacea a quelli per stimolare il sistema immunitario, la papaia ai farmaci per la digestione, la perilla ed il ribes agli antistaminici per le allergie, la serenoa ai farmaci per l’ipertrofia prostatica e gli isoflavoni di soia a quelli per la menopausa. Ma sono solo alcuni esempi, si potrebbe continuare ancora per molto con altre valide cure “alternative”

info_ Dr. Pietro Campanaro Medico-Chirurgo Nutrizionista, Specialista in Scienze dell’Alimentazione, Fitoterapeuta Giulianova - Teramo - Pescara - Ascoli Piceno - Fermo www.fitomedicina.it - info@fitomedicina.it gruppo su Facebook: Nutraceutica e Fitomedicina

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traindevie » di Carolina Pierfelice

L’INTELLIGENZA DELL’ADATTAMENTO Mai come in questo periodo storico essere intelligenti potrebbe voler dire essere capaci di adattarsi a nuove situazioni

efinire cosa sia l’intelligenza non è impresa facile. Gli studiosi passati e presenti hanno scritto fiumi di parole a riguardo e sono stati protagonisti di lunghe e faticose diatribe. Esperimenti con topi, scimmie, esseri umani, in particolare gemelli, hanno tentato di sostenere la natura innata dell’intelligenza o, di contro, la sua stretta dipendenza dall’ambiente. Sarebbe oltremodo riduttivo, quindi, in questa sede, occuparmi in senso lato dell’intelligenza. Tuttavia di essa, in modo particolare in questo momento storico, mi intriga il suo aspetto di capacità di adattamento all’ambiente, ed è di questo che voglio argomentare in questo breve spazio. Non senza aver prima dato qualche ragguaglio sul significato del termine. L’intelligenza è l’insieme di tutte le funzioni psichiche che permettono ad un soggetto (individuo o animale) di capire cose ed eventi, scoprendo le relazioni che intercorrono tra di essi ed arrivando ad una conoscenza concettuale e razionale (ovvero non percettiva o intuitiva). Nell’essere umano il linguaggio ha un ruolo fondamentale nell’intelligenza: senza di esso, senza termini associati a dei significati, non ci sarebbero la concettualizzazione, la comunicazione verbale e la comprensione di messaggi e informazioni che vanno oltre il qui e ora, tantomeno ci sarebbe la trasmissione del sapere e della conoscenza nella forma scritta. L’intelligenza si manifesta anche come capacità di comprendere, adattarsi e far fronte con successo a nuove situazioni perciò può essere concepita come una capacità di adattamento all’ambiente. Essa può essere anche considerata come la disposizione ad individuare e risolvere problemi attraverso la gestione e l’elaborazione di informazioni di partenza, dunque la capacità di rispondere in modo congruo alle sollecitazioni e alle richieste che le situazioni e la vita impongono. Qualche giorno fa ho rivisto il bel film “Cast

info_ Carolina Pierfelice Psicologa - psicoterapeuta CarolinaPierfelice@libero.it

away”; il protagonista, un manager alle vette del successo, è l’unico superstite di un disastro aereo. Deve trovare le risorse personali necessarie a sopravvivere su un’isola deserta e ostile, e non potranno venirgli in soccorso tutte le competenze maturate nel suo mondo, né le conoscenze apprese al college, né le nuove tecnologie: solo la sua capacità di adattarsi a questo nuovo mondo, a questa nuova vita, ai nuovi pericoli, alle impensabili difficoltà, alla solitudine gli daranno la possibilità di salvarsi. La situazione presentata in questo film ci mostra chiaramente la dimensione dell’intelligenza come capacità generale di cogliere ed affrontare il mondo, una capacità globale che consente all’individuo di comprendere la realtà, di interagire in modo congruo e pertinente con essa, di individuare i problemi e di trovare le modalità di risoluzione. Traslando questi concetti al momento critico che stiamo tutti vivendo, il messaggio mi sembra chiaro: di questi tempi il più intelligente non si misura a colpi di test, né di voti, né di titoli accumulati attraverso corsi, stage e quant’altro. Il più intelligente sarà colui che saprà dare una lettura obiettiva del contesto in cui vive, saprà individuarne le criticità e saprà affrontare e risolvere i problemi nel modo giusto. Il più intelligente saprà adattarsi, rinnovarsi, riciclarsi. Se necessario saprà anche ricominciare da zero, con coraggio, forza e ottimismo. Proprio come il protagonista del film

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arte&co.

/ incornice

» di Chiara Strozzieri

OMAGGIO AD ADELE GIULIANA DE MATTEIS

È scomparsa la regina del colore

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arte&co.

o conosciuto Adele Giuliana De Matteis nel 2009, in occasione di una sua personale presso la New Follin Gallery di New York. Questa artista aquilana (per l’esattezza originaria di Fagnano Alto), che da anni viveva ad Alba Adriatica, dove aveva messo in piedi una casa-studio a sua immagine e somiglianza, mi contattò per avere una testimonianza sul catalogo in preparazione. Non si trattava dell’ennesimo talento nostrano in cerca di fortuna all’estero, ma di una mente creativa completa, che si era formata e affermata tra Europa e Stati Uniti, e per questo aveva sviluppato un linguaggio artistico universale. Del resto la sua ricerca, durata per oltre quarant’anni, ha inizio a Bruxelles, dove si trasferisce da giovanissima e si diploma presso l’Accademie Royale de Beaux Arts. Qui l’incontro con il maestro Géo De Vlamynck, che le tramanda una concezione dell’arte assolutamente democratica, senza sfide tra arte pura e arte applicata. Non solo va bene attingere dalla decorazione, ma si impara da questa a generare uno spazio costruttivo, fatto di tanti elementi diversi incastrati tra loro in una vera e propria forma architettonica. De Matteis adotta un metodo personale di lavorare alle proprie architetture e sceglie come strumento principe del dipingere la spatola. Così si stendono fluidamente tutti i colori con le espressioni dell’animo che essi portano con sé, così ricchi geometrismi non sono altro che astrazioni per lasciare dialogare fra loro emozioni differenti. I quadri di Giuliana De Matteis sono delle sferzate energetiche che mettono in moto un vero e proprio microcosmo, di cui successivamente entrano a far parte anche piccole sculture in bronzo. In questo caso si sente il ritorno alla storia delle avanguardie italiane, i cui strascichi accolgono il rientro in Italia dell’artista alla fine degli anni ’60. Nascono da un desiderio di sintesi delle scoperte fatte in pittura quelle figure cosmiche, che ancora una volta ci parlano di rapporto con lo spazio, uno spazio ritmato dai piani compenetrati e dalle superfici dentellate. Le statuette dalle sembianze antropomorfe ci introducono allo spirito ironico e scanzonato dell’artista, che non ha mai tenuto per sé la gioia di vivere, l’urgenza di fare, la passione accesa per l’arte. È

/ incornice

solo omaggiandola a qualche mese dalla scomparsa che posso ripagarla dell’entusiasmo trasmesso e ora il compito di perpetuarlo all’infinito è giustamente affidato alla sua opera

In queste pagine alcune opere dell’artista

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arte&co. » di Mauro di Pietro

La forza della dualità

L’opera Ror Crack di M&P

Alessandro Monticelli e Claudio Pagone dal 1999 un “doppio d’artista”, propongono una pittura sull’onda dei test psicologici del professor Hermann Rorschache e sono tra gli animatori culturali di Sulmona, dove vivono e lavorano onticelli e Pagone sintetizzano l’arte che si sdoppia e vive, nello stesso spazio, più significati, tecniche e forme espressive. Ogni opera manifesta il vigore della differenza che si tramuta nella lettura e nell’interpretazione di più contenuti. Gli artisti sulmonesi mutuano dai test psicologici del professor Hermann Rorschach le macchie simmetriche e riescono a provocare l’osservatore stimolandolo in un’indagine interiore. I due artisti combinano le loro forme espressive in un tutt’uno che riesce a creare quel

Rorschach Re Evolution

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Rorschach Re Evolution

sottile e affascinante dialogo tra opera e spettatore. Nell’ammirare le opere di Monticelli e Pagone quello che si avverte, immediatamente, è proprio la contrapposizione fra realtà corporea e il mondo delle idee. Non è un caso che proprio Aristotele, contrapponendo anima e corpo, introdusse il concetto di “sostanza”, evitando un dualismo ontologico. I lavori manifestano ciò che vi è in più, rispetto al concreto e visibile dove le scoperte, frutto del conscio, sono assolutamente condizionate dall’inconscio.

Rorschach Re Evolutio for Ceres 2009 4 moduli tecnica mista su tela


«Creare la differenza per creare la vita, perché la differenza crea tutto –sintetizza Alessandro Monticelli, che offre una chiave di lettura delle opere– dove non c’è differenza non accade niente». Mentre per loro l’arte è una forma espressiva che va vissuta a tutto tondo, al punto che una loro mostra è innanzitutto un avvenimento, con performance che danno l’essenza e l’anima a ogni quadro. Il protagonista è spesso lo stesso Claudio Pagone che si ritrae, tanto da creare una vera e propria congiunzione tra l’opera bidimensionale e il suo autore manifestando la volontà di abolire ogni limite imposto dai linguaggi figurativi. Proprio su questo aspetto è

giusto rimarcare il pensiero di Claudio Pagone: «Mi piace sottolineare che noi siamo i primi spettatori, per noi è impossibile lavorare senza tenerlo in conto – e aggiunge – le nostre creazioni sono realizzate per sensazioni che devono arrivare con assoluta determinazione a chi le contempla, senza dimenticare che avere le stesse idee ed essere in due a realizzarle sembra una cosa apparentemente semplice, ma non è sempre così». La dualità non ha confini e produce con Monticelli e Pagone “un lavoro complesso, da cui scaturisce un risultato di sicuro interesse…” per dirla con le stesse parole della pittrice e estimatrice Adriana Torregrossa

Monticelli & Pagone… in arte M&P Alessandro Monticelli (1973) e Claudio Pagone (1976) lavorano insieme dal 1999 con la sigla M&P. Vivono e lavorano tra Sulmona e Roma e, in poco meno di quindici anni, hanno esposto in svariate mostre collettive e personali, un po’ in tutta Europa e Canada. Diversi loro lavori sono catalogati nell’archivio “arte del XXI secolo” della soprintendenza speciale per l’arte contemporanea (Roma), nell’archivio di arte contemporanea ”VIA FARINI” (Milano) e nell’archivio di arte contemporanea “FUTURO” (Roma).

Tre provocazioni… La Venere dell’Immondizia (2008) una rivisitazione della notissima opera di Pistoletto dove al posto degli stracci sono collocati cumuli di spazzatura simbolo del “consumismo consumato” ottenendo un terzo elemento artistico, quello olfattivo. Un’installazione da ammirare toccare e annusare… 500 Multe a Regola d’Arte (2008) una Fiat 500 L tappezzata con 500 verbali di contravvenzione, tutti originali e pare appartenenti ai due autori. L’opera esposta a Bologna catturò l’attenzione di Lucio Dalla, grande appassionato d’arte contemporanea e gallerista… La Carta Igienica del Critico (2011) Monticelli & Pagone, a distanza di quasi 50 anni, propongono una rivisitazione dell’opera multiplo “Merda d’Artista” di Piero Manzoni. I 90 rotoli di carta igienica, con i volti dei più noti critici d’arte italiana e internazionale, si contrappongono alle 50 scatolette messe in vendita da Manzoni, all’equivalente del prezzo in oro di 30 grammi di feci. Un modo per ribadire la degenerazione e la decadenza che l’arte contemporanea sta attraversando…

» foto archivio M&P

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arte&co.

» di Anna Cutilli Di Silvestre

Mediorilievo in rosa e blu 1984

BRUNO PAGLIALONGA: il segno, il colore, la forma Accademico di merito dell’Accademia di Belle Arti di Perugia, Bruno Colalongo, artista di Fracavilla al Mare, è incisore, pittore e scultore, un artista a tutto tondodedito anche alla scrittura

e Hans Sedlmayr ritiene che l’arte moderna non sia più in grado di assicurare qualcosa di fondamentale e duraturo, questo non si può dire di Bruno Paglialonga che dell’arte calcografica ha fatto una ragione della sua vita, una ricerca continua, un anelito verso la perfezione, una tensione a migliorare l’antica tecnica dell’incisione su rame. Egli è accademico di merito a vita dell’Accademia di Belle Arti di Perugia ed è autore di un testo, “La calcografia” (1985), utile sia al principiante perché molto accessibile, sia a chi voglia impa-

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rare anche i segreti del mestiere. Nel suo studio, nella stanza delle incisioni, egli trascorre ore ed ore tra bulini, punzoni, puntesecche, punte d’acciaio, raschietti e lastre di rame. Vi è anche una cassetta per l’acquatinta, da lui ideata, che rende equilibrata la caduta della polvere sulla lastra permettendo una granitura regolare. Bruno Paglialonga utilizza ancora il punteggiato quattrocentesco così “da arricchire l’immagine incisa di un delicatissimo gioco chiaroscurale” che richiede molta attenzione e concentrazione. Nell’attuale società dell’usa


Dalla natura, la geometria, 1986

Foglie e geometria, 1982

e getta, le incisioni che richiedono tanta pazienza e precisione diventano oggetti preziosi, ricercati, di pregio. Prima dell’avvento della fotografia l’incisione aveva le caratteristiche della normalità perché era l’unico modo per ottenere copie di un disegno e serviva per la comunicazione a distanza di un progetto architettonico, ad esempio, o per far conoscere le fattezze di una principessina ad un’altra famiglia reale, in vista di un matrimonio. Con l’invenzione e quindi la diffusione della fotografia, per la rapidità ed economicità dei mezzi certo non paragonabili al procedimento dell’incisione, questa è ristretta al solo campo dell’arte dove già aveva attinto livelli di grande espressività e bellezza con Durer e con Goya. Una serie di incisioni di Paglialonga è intitolata i “Broccati”. L’antico tessuto di lusso utilizzato per l’abbigliamento elegante o per l’arreda-

Concerto di cromie e segni, 1989

mento raffinato, è reso dal nostro artista in modo mirabile: si vede l’effetto velluto delle parti a rilievo. Una caratteristica delle opere di Paglialonga è la contraddizione che spesso notiamo quando ragioniamo sulle cose. Ad esempio in “Dalla natura, la geometria” (1986), vediamo scelte opposte e incompatibili come l’eleganza e la nonchalance. Infatti nella parte superiore, volute sinuose e fluenti, eleganti e ricercate che evocano il Liberty; nella parte inferiore invece, angoli quasi coperti dalla polvere, che denotano trascuratezza. Altra contraddizione è nell’ironico ex libris “Bacco e il vino” (1991). Vi si riporta la scritta “Liber (=Bacco) nocet cui non bibit”. Paglialonga è anche pittore e preferisce lo stile dell’astratto informale. Caratteristica comune ai suoi dipinti, la particolarità delle tinte: mai urlate o casuali, sempre pacate e bene intonate. In alcune pitture il giallo ocra e, a volte una voluta, sono citazioni di Gustav Klimt e la scelta coloristica è al massimo. Si crea una luce che dà fulgore all’opera. Invece le sculture di Paglialonga hanno una forma scabra, essenziale, minimalista. Oltre ad essere artista a tutto tondo, Paglialonga è anche scrittore. Ha pubblicato diversi libri di cui tre su Margarita d’Austria, figlia naturale di Carlo V. Possiamo definire questo artista, uomo dal multiforme ingegno

L’ARTISTA Incisore, pittore, scultore e saggista. Vive e lavora a Francavilla al Mare. E’ storico della Deputazione di Storia Patria degli Abruzzi. Tante le mostre e molti i premi ricevuti. Studio: via Cesare De Lollis, 9 66023 Francavilla al Mare. Tel. 085-4981605 cell. 333.1259360 bruno. paglialonga@gmail.com Fior di broccato, 1984

» foto concesse da Bruno Paglialonga

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arte&co. » di Marcella Pace

L’appartamento Lago,

sintesi tra arte e design Dal 30 marzo, la tenant Sabrina Zimei ospiterà una personale dedicata al fotografo Alessandro Falco

a crasi perfetta tra arte e design». A parlare così dell’Appartamento Lago di Pescara è Sabrina Zimei, trentunenne architetto pescarese, tenant/proprietaria di casa. Nata nel 2009, al Fuorisalone di Milano come showroom dei mobili prodotti dall’azienda di design, l’esperienza degli Appartamenti Lago si diffonde rapidamente da Brera a molte città italiane come Milano, Torino, Venezia, sconfinando fino ad Alicante. Dallo scorso dicembre, anche Pescara ha il suo Appartamento Lago, proprio grazie alla caparbietà e alla professionalità di Sabrina Zimei. Dopo la laurea e l’abilitazione come architetto e una breve esperienza in uno studio, Sabrina decide di coltivare l’altra grande passione della sua vita, il mondo dell’arte, seguendo un master in Curatore di Eventi Museali di Arte Contemporanea e curando Personali dedicate al padre pittore, Antonio Zimei. Ma è quando vede per la prima volta l’Appartamento Lago che trova la dimensione perfetta. Ciò che lei stessa definisce «un esperimento abitativo/culturale aperto al mondo dell’arte. Un’occasione per esportare i nostri artisti fuori dal contesto locale». All’interno 15, di corso Vittorio Emanuele II, 10, in quello che i

» foto concesse da Sabrina Zimei

pescaresi conoscono come palazzo UZA, dà vita ad uno showroom che è al tempo stesso una galleria d’arte, un palcoscenico teatrale, di eventi performativi gastronomici e sede dell’Associazione Culturale “Interno 15” che allestisce laboratori creativi e didattici per bambini, curati dalla docente Giovanna Diodati. In questo regno del design, progettato da lei stessa seguendo «la sintassi Lago», ospita mostre di artisti abruzzesi che poi esporta nella sede di Brera. Così è stato per la mostra UNCOMMONTIME di Jacopo Pasqui, fotografo pescarese, vincitore del Premio Leica Talent 24x36 2012, che ha battezzato l’appartamento pescarese con le sue foto, esposte poi a Milano, in una mostra a cura della Zimei. E così sarà con la prossima esposizione in programma. Il 30 marzo verrà inaugurata a palazzo UZA, la mostra di un altro talento locale che in poco più di due anni di attività vanta già esposizioni in gallerie internazionali. Si tratta di Alessandro Falco, classe 1986, fotografo concettuale, sperimentale e documentaristico, concentrato principalmente sul rapporto tra uomo e natura nella società moderna

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arte&co. » di Mauro Di Pietro

Una foto dei Fogprison

La copertina di Petnothal

IL RAP ITALIANO

È TORNATO

I Fog Prison giovani artisti marchigiani lanciano il loro nuovo disco “Pentothal” l rap italiano torna a farsi sentire. Erano ormai anni che “certa musica” non si sentiva più, colpa di inutili pregiudizi e reticenze che ne hanno pregiudicato un’adeguata diffusione nel nostro Paese. Per questo il genere rap è sempre stato archiviato e relegato alle piccole nicchie musicali. Ultimamente invece la grande industria musicale ci ha puntato sopra intravedendo, a ragione, una buona possibile speculazione commerciale; ma per ogni grande artista che “sfonda”, bisogna pensare alle centinaia di piccoli gruppi che si muovono, con fare operaio, nel loro mondo. Uno di questi ve lo presentiamo oggi. I Fog Prison sono tre giovani artisti marchigiani, di Ascoli Piceno. Già insieme dal 2002, Braka, Ide e Pablo hanno girato in lungo e largo in locali, contest e radio della zona facendosi le ossa e l’esperienza necessaria. Dopo decine di lavori il 2006 sancisce la prima uscita ufficiale con il disco “Porta alla pazzia”, seguito subito nel 2007 da “Osotogari” con la collaborazione dei giovani rapper della zona. I dischi funzionano e permettono ai Fog Prison di girare di locale in locale e far sentire i loro pezzi, subito riconosciuti come poco scontati nella musica e sempre originali nei testi. Nel 2009 esce “Monolinea” terzo disco ufficiale che raggiunge le 1000 copie vendute consacrando il gruppo a essere identificati come riferimento della musica Rap locale. Brano dopo brano, il 2011 vede l’uscita del nuovo lavoro:

“Fiero Prigioniero” che questa volta conta su partecipazioni di artisti nazionali come Maxi B, Dj Yaner, DARGEN. Ormai Braka, Ide e Pablo sono in corsa e la loro musica piace a tanti; non solo ai fans locali. La conferma arriva a dicembre 2012 quando il gruppo marchigiano viene premiato come vincitore del concorso nazionale di Radio Deejay con il miglior jingle “La radio nel pallone”. È il momento migliore per i Fog Prison che, a testa bassa, nonostante i consensi della critica e del pubblico decidono di fare un altro disco. Si, perchè il Rap è una voglia incontenibile e scrivere diventa un’esigenza, non puoi farne a meno. Così, rime, terzine e quartine, sinth, cassa e bpm diventano l’aria che accompagna giorno dopo giorno i ragazzi fino all’uscita dell’ultimo disco del 2013 “Pentothal” prodotto dall’etichetta indipendente UDEDI di Nereto e distribuito da Audioglobe. Pentothal è rap. Fiumi di parole messe in sequenza una dopo l’altra scelte con minuziosa cura alla ricerca del “senso”. Misurate, ponderate su millimetriche basi che accompagnano, colpo dopo colpo, il saliscendi delle voci. Quindici tracce, anche questa volta con feauturing eccellenti del mondo rap italiano, come Tormento, Maxi b, il Generale, Sandro (Scisma Baby) che portano il marchio della maturità musicale dei Fog Prison. Pentothal è una promessa che vale tutto il lavoro dei tre giovani rapper e ripaga il costo del disco che vi consigliamo di ascoltare

Il disco è in vendita in tutti i punti vendita Feltrinelli, Ricordi, Mediaworld e Saturn, e acquistabile on line sui principali store come iTunes, Amazon, PlayMusic, ecc.. - www.udedi.it - www.audioglobe.it

» foto concesse da Fog Prison

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musicamania » Piero Vittoria

THE NEXT DAY

WHAT ABOUT NOW

Il trionfale ritorno di David Bowie dopo 10 anni di assenza

Il dodicesimo album in studio dei Bon Jovi

Senza mezzi termini The Next Day di David Bowie è sin da ora il disco dell’anno. Questo è infatti un album che rasenta la perfezione assoluta, fra i migliori della sua lunghissima carriera. Il camaleontico artista inglese si reinventa per l’ennesima volta, grazie anche alla preziosa opera di uno dei suoi collaboratori storici, Tony Visconti. The Next Day va ascoltato con grande attenzione: sembra essere quasi una summa di tutto ciò che Bowie ha rappresentato, ci sono le sonorità della trilogia berlinese, quelle degli anni ’80 alla Let’s dance, ma anche l’innata voglia di sperimentazione che torna ad essere grande protagonista. Funky, pop, rock, punk, black music e tanto altro: modernità e passato si incontrano a meraviglia in un disco che non fa rimpiangere il glorioso passato del Duca Bianco. Si parte con le chitarre 80s della title track, per poi passare alla sorprendente Dirty Boys impreziosita dal suono del sax. I due singoli apripista, Where Are We now e The Stars (Are Out Tonight), sono lontani anni luce fra loro: il primo dalle atmosfere rarefatte, il secondo più orecchiabile e rockeggiante. Love Is Lost è la traccia più “spinta”: la voce di Bowie graffia come ai bei tempi. Da Valentine’s Day in poi il disco assume un piglio più duro. If You Can See Me colpisce per le chitarrone e la voce rauca e tagliente, ma è indubbiamente I’D Rather Be High l’episodio migliore dell’album, il cui testo parla di un militare che torna dalla guerra scioccato dalle atrocità che ha vissuto. Si sconfina nel funky con Boss Of Me, Dancing Out In The Space riporta al Bowie dei primi anni ’80. Il sound tirato di (You Will) Set the World On Fire è un altro dei tanti momenti alti. Si chiude con la magia ammaliante di You Feel So Lonely You Could Die e la drammatica Heat. La deluxe edition comprende altri tre brani, curiosa la copertina, che è un riadattamento della storica cover di Heroes. The Next Day è un ritorno trionfale.

What About Now è il dodicesimo album in studio dei Bon Jovi, tradizionalmente in linea con tutti i precedenti lavori della band del New Jersey. Poco o nulla di nuovo all’orizzonte, ma un’assoluta certezza: Jon e compagni hanno confezionato un disco che, pur non aggiungendo molto alla loro storia, regala uno stuolo di ottime canzoni arrangiate, suonate e cantate con certosina perfezione. Ci sono tutti gli stilemi cari ai fans: melodie “american hard rock”, le chitarre di Richie Sambora sempre grandi protagoniste, ballate romantiche già pronte a scalare le classifiche, arrangiamenti a tratti anche forse troppo patinati ed attenti alla radiofonicità, ma proprio per questo assolutamente impeccabili. Le sonorità rock convivono con le liriche che passano dal romanticismo alla situazione sociale non proprio idilliaca del mondo americano di oggi. Indovinata la scelta del primo singolo, l’anthem Because We can. La title track è già pronta a diventare un “inno” da concerto, come del resto anche That’s What The Water Made Me. Amen è la perfetta ballad bonjoviana, la più bella dai tempi di Always. L’acustica The Fighter è un omaggio a certe atmosfere alla Simon & Garfunkel. Altro rassicurante rockettone è Beautiful World. Nella deluxe edition trovano spazio tre ulteriori brani, fra cui l’ottimo These Two Hands. What About Now farà felice i fans dell’ultimo Bon Jovi, perché troppo lontano da capolavori hard rock degli esordi (Slippery when wet e New Jersey rimangono inarrivabili). È comunque un ottimo disco, che conferma i Bon Jovi punta di diamante del rock mondiale.

VOTO 8

VOTO 10

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Marzo 2013