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buono e bello il nuovo mensile d’Abruzzo... campagna abbonamenti 2008

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anno 3°

21

n° maggio 2008 numero chiuso in redazione il 08 maggio 2008

PREMIO ALLA COMUNICAZIONE DI QUALITÀ PER AGENZIE E UTENTI

ORO

in copertina Alfiero Marcotullio presidente Ecoesse foto di Andrea Straccini

XX EDIZIONE 2007

NUTRIAMO LA STESSA PASSIONE direttore responsabile coordinatore di redazione collaboratori di redazione hanno collaborato:

direttore editoriale art director ufficio grafico ufficio fotografico controllo responsabile spedizioni responsabile pubblicità impaginazione stampa editore web e-mail

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Tommaso Di Rino Eleonora Lopes Massimo Avenali, Lucia Mancini, Alessandra Vallera Davide Acerra, Alessandro Addari, Nicola Boschetti, Federica Ceci, Roberto Ciardulli, Giuseppe D’Amico, Daniele Franco, Francesco Mancini, Stefania Migliori, Anna Morgante, Filippo Paolini, Cinzia Piatti, Andrea Prencipe, Franco Silvi, Marco Taglieri Mauro Di Pietro Marcello Starinieri Vincenzo Sulpizio Andrea Straccini, Simone Cerio Danilo Martorelli Giuseppe Ciavattella Ecco Italia srl - Loredana Evangelista DVF srl D'Auria spa Ecco Italia srl - Fabio De Vincentiis www.abruzzoimpresa.it redazione@abruzzoimpresa.it commerciale@abruzzoimpresa.it grafica@abruzzoimpresa.it Ecco Italia srl - Strada Lungofino - C.c. Ibisco Comp. B 5/6 65013 Città S. Angelo (Pe) 085 9508161 085 9508157 Ecco Italia srl _ Loredana Evangelista tel. 085 9508161 arretrati@abruzzoimpresa.it Registrazione n. 04 del 07/04/2006 Tribunale di Pescara

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capitano d’impresa

Alfiero Marcotullio

lo sport

Non posso che nominarli entrambi: sci e calcio. Con una differenza, lo sci lo pratico fin da ragazzo, il calcio lo seguo. Due sport ovviamente differenti, ma che richiedono la stessa energia e lo stesso entusiasmo.

la passione

Mi piace l’arte a tutto tondo. Non solo come forma d’espressione canonica, ma anche intesa come design, come mezzo per arredare gli spazi. Il mio ufficio, infatti, è tempestato di stampe d’arte moderna e di oggetti ricercati.

l’hobby

Adoro la montagna. Ci sono cresciuto. Mi piace camminare per chilometri e chilometri e sentire i suoi profumi, i suoi colori. Trovo che sia un luogo rilassante e distensivo.

Ecoesse, la testa tra le montagne Alfiero Marcotullio nasce a Roccamontepiano 49 anni fa, nel cuore pulsante della Majella. Oggi vive ancora in questo piccolo paese del teatino con sua moglie Bambina e la loro figlia Chiara. E questo non è affatto un caso. Alfiero Marcotullio ama profondamente la sua regione, il suo territorio e tutte le bellezze di cui dispone. Un uomo che è riuscito a fare delle proprie passioni il suo lavoro. Prima con il consorzio Ecoesse, che a sedici anni dalla sua costituzione, è diventato un punto di riferimento a livello nazionale per i settori dell’ecologia, dell’ambiente e del turismo. Poi nel 2005 con Maiella SpA di cui è l’attuale presidente, un’azienda nata per rilanciare il turismo e l’economia di questa favolosa regione. Ma non è finita qui, tifoso del calcio fin da bambino, da questa stagione, Marcotullio ha iniziato una nuova avventura: la presidenza del Chieti Calcio insieme a Marcello La Rovere. Anche qui, ennesimo successo, il Chieti vince il campionato. Insomma Alfiero Marcotullio è un uomo concreto, ma anche riservato, però parlandoci, viene fuori tutto il suo entusiasmo, lo stesso che mette ogni giorno sul lavoro.

la tecnologia

Non posso fare a meno di usare il cellulare e il computer. Ma lo faccio esclusivamente perché il lavoro me lo impone. Chi come me ama così tanto la natura, non è molto attratto dalla tecnologia.

l’auto

Da anni oramai uso sempre i fuori strada. Sono auto ideali per girare in montagna. Pratiche e sicure, sono in grado di raggiungere qualsiasi posto, anche i sentieri più tortuosi.

5


sommario _ anno 3° n°21 maggio 2008

editoriale

9

Pmi bocciate nell’utilizzo dei fondi europei

il punto

11

L’Abruzzo che non dialoga dice no

confi... denzialmente

13

In Abruzzo si naviga a vista

l’Abruzzo che produce

15

Servizi Innovativi per imprese d’eccellenza

18

in primo piano Ud’A facoltà di Economia

16

La nascita e lo sviluppo del sistema produttivo avanzato

Confindustria Abruzzo

18

L’insostenibile peso della «regolazione»

azienda con il segno + ecoesse

28

tematiche d’impresa ricerca& innovazione

28 «La persona più in gamba non lavora per me»

ricerca& innovazione

30 L’intangibile che fa la differenza

norme&leggi

hai bisogno di agevolazioni 32 Se non puoi fare a meno del DURC

marketing

38

22 Ecoesse,la testa tra le montagne

sviluppo locale energia economia

34 Strutturare un piano marketing «su misura» 36 Le «zone franche» del rilancio socio-economico 38 Quant’è bella la luce del Sole 40 Dimmi quanto vali…

storie&persone paolo primavera

40

credito&finanza siac caripe bls

46

6

convenienza 46 La di assicurare i crediti

49 Caripe, un bilancio ricco di soddisfazioni 51

And the winner is… BLS!

azienda partner mec system

52 Mec System: lo spazio razionale

sia

da dieci anni 54 Sia: al servizio dell’industria teatina

marketing service

54

il decollo della regione 42 «Per c’è bisogno di programmazione»

58 La comunicazione che seduce


seminari&convegni fondazione mirror export confindustria Pescara settore terziario politiche di sviluppo

il 2008 in programma 60 «Per più di 800mila euro di investimenti» abruzzese, 65 L’agroalimentare la tipicità che conquista

66 Basilea 2, meno rischi e più trasparenza

76

68 Diffondere l’innovazione per generare sviluppo 70 Il business viene dal mare

eventi vinitaly ecotour extra group elco group

dalla critica, 76 «Premiato apprezzato dai consumatori»

90 Il turismo fa affari tra le antiche mura Elco Group 94 La fa shopping in Francia

salone del mobile

salone del mobile 96 Al trionfa il «made in Abruzzo»

terziario avanzato

“modello” Roman Style 104 Il un esempio da imitare

università d’annunzio

90

92 Extra Group, trasferimento con party

di economia e banche 107 Aconlezione i capitani d’azienda

104

111

la vita è bella 114 117

passione motori

Mazda 6 wagon: lo sport nel DNA focus hi-tech

Navigare il mondo non è mai stato così sicuro e divertente

119

divudi

121

tempo rubato

Ascesa e caduta di un American Gangster

Il responsabile delle risorse umane

annata 123 un’ottima L’affaire brunello e le vere frodi alimentari con gusto 124 adagio Tutelare la biodiversità è un dovere

uscita di sicure a

113

Copenhagen, a luglio sole e jazz non si spengono mai 7


editoriale

PMI BOCCIATE NELL’UTILIZZO DEI FONDI EUROPEI P

ur essendo la patria delle piccole e medie imprese, nella capacità di accedere ai Fondi tematici Ue veniamo dopo Malta, Lettonia, Estonia e Lituania. Impietosi i dati a consuntivo del Sesto Programma Quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico diffusi dal Censis: l’Unione Europea ha accolto solo il 13,1% delle domande di finanziamento riguardanti interventi a sostegno delle PMI. Il numero di progetti presentati, nel periodo 2002-2006, non è stato esiguo. Anzi. Se si considera la sola parte del Sesto Programma Quadro relativa alle «Attività specifiche per le PMI», l’Unione ha finanziato per 430 milioni di euro progetti di ricerca per il miglioramento dei prodotti e dei processi produttivi e per stimolare le imprese ad attivare percorsi di innovazione attraverso partnership con altre aziende o laboratori di ricerca. Ma l’Italia di certo non brilla. Al punto che il presidente del Censis, Giuseppe De Rita, può dire che «Sui fondi per le PMI noi non esistiamo. E proprio in un momento in cui l’Unione ha Tommaso Di Rino _ direttore un’attenzione spasmodica per le PMI, nella convinzione che è con le piccole imprese che si vince la sfida della nuova economia». È evidente secondo De Rita che «Non abbiamo capito come opera Bruxelles». Una cosa è certa: se si analizza quanto accade nei Paesi europei capaci di utilizzare appieno le risorse finanziarie disponibili –ad esempio Olanda, Belgio, Irlanda, Gran Bretagna- scopriamo che hanno prodotto uno sforzo più concentrato su meno progetti, su iniziative più mirate rispetto alle linee di indirizzo comunitario. Il segreto del loro successo sembra dipendere sostanzialmente dalla qualità complessiva dei contenuti, dal carattere innovativo della business idea. Un’altra evidenza che emerge è il ruolo guida delle università e dei centri di ricerca. Un ruolo, da noi, ancora «poco pregnante» rispetto alla stesura e alla promozione di un progetto. Ancora: le istituzioni italiane pubbliche e private fanno fatica a fare lobbying in Europa, salvo qualche eccezione. A Bruxelles gravitano 6.500 persone tra funzionari, rappresentanti di interessi, professionisti e parlamentari. Altri Stati europei hanno meno persone, ma più efficienti. E attraverso un’azione di lobbying strutturata e strategica ottengono risultati importanti. La modernizzazione dell’Italia non può che basarsi su una migliorata capacità di gestire i finanziamenti comunitari e di influenzare il processo decisionale europeo. E sulla evoluzione dei milioni di piccole imprese, sulle quali si è basata la storia economica del Paese, ma che ora sono chiamate a vincere un’altra sfida: affinare la propria capacità competitiva, dotarsi di una solida capacità organizzativa –anche affrontando il passaggio generazionale- non dissipare idee e risorse finanziarie

direttore@abruzzoimpresa.it

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il punto

L’ABRUZZO CHE NON DIALOGA DICE NO I

l no dilaga in Abruzzo ed è senza se e senza ma, ovvero non è foriero di posizioni alternative. Si dice no al Centro oli di Ortona, si dice no ai termovalorizzatori; tuttalpiù si può arrivare a caldeggiare posizioni referendarie, ma il no è un principio. Dati gli interessi in gioco, prima che la sindrome esploda, forse è meglio dialogare. L’universale problematica Nimby, acronimo inglese che sta per not in my back yard, letteralmente, non nel mio cortile, indica un atteggiamento - una sindrome appunto - che si riscontra in forme protestatarie contro opere di interesse pubblico verso le quali si nutrono timori o anche semplici sospetti. Il caso Ortona, evidentemente, non è solo argomento riducibile ad una valutazione di rapporti di forza tra costo al litro del Montepulciano e di quotazione al barile di greggio. La battuta del governatore Del Turco sul prezzo dell’oro nero schizzato alle stelle, e, dunque, della sua crescente necessità, c’entra poco o niente con la decisione di ospitare un’attività dell’Eni. Scelte strategiche di questa levatura forse richiederebbero analisi ben più approfondite perché si discute dell’intero sistema economico e sociale dell’Abruzzo. Allora il punto è questo: da una parte c’è il diritto all’attività di impresa, richiamato anche in una lettera aperta da Calogero Marrollo, presidente di Confindustria Abruzzo, dall’altra ci sono i comitati e le associazioni Mauro Di Pietro _ direttore editoriale Ecco Italia che alzano gli scudi per tutelare le ragioni del territorio e della salute. Un nodo così cruciale per lo sviluppo e la crescita non può ridursi ad una irriducibile contrapposizione tra le parti. Di tutto c’è bisogno, tranne che di rendere ancora più immobile questa immobile regione. È giusto, quindi, che ognuno si impegni, fino in fondo, e faccia la sua parte. Chi decide e promuove il progresso, in nome della crescita socioeconomica, ha il dovere di comunicare con maggiore incisività i programmi. Più che di boutade c’è bisogno di ragionamenti e prese di posizioni assertive, in grado di spazzare via ogni ragionevole dubbio. L’investimento va favorito e sostenuto in maniera responsabile, rendendo compatibili gli interessi e proficue le collaborazioni. In proposito Giovanni Moro, nel recente libro “Anni Settanta”, può essere illuminante: «Sotto lo stigma di azioni di tipo Nimby in Italia si è usi mescolare al rifiuto anche violento della creazione di discariche nel proprio territorio per smaltire i propri rifiuti, fatti del tutto differenti. Per esempio, la difesa di una falda acquifera o di un rilevante patrimonio paesaggistico, oppure l’opposizione alla collocazione di una discarica su un terreno franoso, scelto per motivi puramente speculativi; o ancora la destinazione di rifiuti pericolosi decisa senza la minima consultazione o informazione delle comunità locali. In molte di queste azioni di cittadini non c’è affatto egoismo, quanto difesa di diritti o beni comuni minacciati, elusi o semplicemente ignorati». Dobbiamo auspicare, quindi, che la classe dirigente trovi forza e competenza per promuovere una progettualità e una programmazione organica di sviluppo, in grado di favorire al massimo la competitività del territorio, ottenendone attrattività. Non è più consigliata la navigazione a vista: il governo delle emergenze non sarà mai considerato un buon governo. Diamo all’Abruzzo una vera programmazione, che guardi oltre, che sappia apprezzare le idee nuove e le traduca in provvedimenti di riforma. Meglio se condivisi, in nome del tanto sospirato sì

maurodipietro@eccoitalia.it

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Area Legno TEL. +39 085 82501 FAX: +39 085 9506545 info@arealegno.it Via Lungofino, 149 65013 Città Sant’Angelo (PE)

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confi... den ialmente

IN ABRUZZO SI NAVIGA A VISTA S

i parla spesso dei «costi» della politica, intesi non tanto e non solo come costi diretti ma soprattutto come incapacità di assumere le decisioni utili al bene comune. Non pochi provvedimenti vengono assunti sotto la spinta di pressioni emozionali e demagogiche, in spregio a qualsiasi criterio orientato alla crescita socio economica del territorio e in totale assenza di qualsiasi progetto di pianificazione organica di sviluppo. Un esempio recente è dato dalla legge regionale n. 2/08 Provvedimenti urgenti a tutela della costa teatina, che con lo scopo a mio avviso molto discutibile di bloccare il c.d. Centro Oli di Ortona, di fatto impone a tutto l’Abruzzo, e non limitatamente ai comuni della costa teatina, un fermo a tutti i nuovi investimenti produttivi e non solo a quelli tipicamente industriali. La legge, che si dimostra per questo anche paradossale, recita infatti che tutti i terreni coltivati sono soggetti a divieto di qualsiasi diversa destinazione. Parimenti, anche nelle aree a diversa destinazione urbanistica ma limitrofe a quelle agricole, sono vietate tutte le attività economiche, ancorché già autorizzate ma non realizzate, come spiega l’allegato del DM 5 settembre 1994. Un allegato che, di fatto, include tutte le attività produttive, non solo tipicamente industriali, compresi l’allevamento di animali, le stalle per il bestiame, scuderie e maneggi, depositi di formaggi, distillerie, ecc. Vengono paralizzate, così, anche le stesse attività agricole o connesse Giuseppe D’Amico _ direttore Confindustria Abruzzo che la legge dice di voler tutelare. In sostanza, in modo del tutto sorprendente, sotto la pressione dei soliti «comitati del NO a prescindere», la classe politica regionale che finora non ha sicuramente brillato per intraprendenza legislativa a sostegno dello sviluppo regionale, ha deciso che questa regione potrà fare a meno di nuovi investimenti produttivi, in attesa che l’ARTA prima (con la definizione delle linee guida) e la Regione, le Province, i Comuni e finanche le Comunità montane poi, pervengano, nell’ambito della formulazione dei propri piani, alla preventiva valutazione sugli effetti ambientali derivanti dalla loro attuazione. Lasciamo giudicare al lettore sulle possibili tempistiche di tutte queste procedure tra loro concatenate, anche in considerazione della nota efficienza della nostra amministrazione pubblica. Sono anni che le organizzazioni di categoria, e Confindustria in primis, chiedono al Governo regionale provvedimenti in materia di innovazione, riforma degli enti strumentali, pianificazione economica, riforma e semplificazione della pubblica amministrazione, programmazione energetica ed ambientale. La politica deve assumersi finalmente la responsabilità di riattivare una seria riflessione sullo sviluppo della regione. Da troppo tempo si naviga a vista e si governa solo l’emergenza, lasciando l’Abruzzo orfano della necessaria programmazione a lungo termine e dei provvedimenti strutturali di riforma necessari. Non è più tempo di indugi, ma di scelte condivise e lungimiranti

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l’Abruzzo che produce

Servizi Innovativi per imprese d’eccellenza A

nno dopo anno i servizi innovativi hanno aumentato la loro presenza e importanza. Per Confindustria Abruzzo sono oggi il punto di riferimento delle più avanzate e importati aziende dei settori di consulenza direzionale, ingegneria, marketing e comunicazione, nonché informatica e telecomunicazioni, consulenza per la qualità, per le risorse umane e per le normative tecniche. Una specifica tipologia di imprese, circa 4.000 in Abruzzo secondo una nostra recente indagine, formate principalmente da personale di alta scolarità ed elevata specializzazione nelle competenze più avanzate dell’economia occidentale che si fonda oggi principalmente sul know how, sulla tecnologia, sull’informazione per mantenere alto il vantaggio competitivo verso le economie emergenti del resto del mondo. Ed è proprio in questo campo che Servizi Innovativi di Confindustria Abruzzo rilancia le sue azioni prioritarie. Tra i primi impegni c’è quello di qualificare le commissioni di gara creando un registro di esperti accreditati, in special modo per i settori innovativi. Conseguentemente si dovrebbero basare le gare pubbliche sulla qualità e non sul massimo ribasso che, se indiscriminato, esclude la qualità e il rispetto delle regole. C’è poi da mettere in campo iniziative per superare Silvi l’emergenza formativa che caratterizza tutto il sistema scolastico in Italia. Il gap Franco presidente servizi innovativi di Confindustria Abruzzo non è trascurabile e l’ «emergenza» riguarda sia il numero di laureati in generale (il 13% in Italia, la metà rispetto all’Europa e meno di un terzo che negli Usa e in Giappone), che il numero dei laureati nelle materie scientifiche dove il gap con l’Europa aumenta: nel 2005 il 7,0%, contro la media UE27 2005 di 10,4% (dati Eurostat). Altro aspetto è quello di agevolare lo sviluppo e l’adeguamento delle reti, ed in particolare di quelle per le comunicazioni digitali a banda larga sia in tecnologia wireline che wireless, presupposto infrastrutturale strategico per l’economia e la società della nostra Regione. Si dovrebbe arrivare a un sistema che, in tempi brevi, elimini negli enti pubblici la pratica degli affidamenti diretti (in house) nei servizi a rilevanza economica. Superare l’in house vuole dire anche puntare decisamente sulle esternalizzazioni (outsourcing) a soggetti privati. Si tratta di individuare un nuovo modello di regole contrattuali per il settore dei servizi per favorire la crescita delle imprese e dell’occupazione. Nei Servizi gli schemi tradizionali, basati su tempi e lavorazioni, vengono superati da modelli in cui conta il risultato e la valorizzazione qualitativa (e non la quantificazione temporale). Si deve, quindi, arrivare ad un nuovo Contratto Nazionale dei Servizi che valorizzi la risorsa professionale in termini di meritocrazie ed efficienza. Di fondamentale importanza è promuovere un marchio di qualità dei servizi made in Abruzzo quale eccellenza delle nostre imprese che alla competenza affiancano la passione di chi vive e lavora nella nostra regione. Al tempo stesso, vanno abolite tutte quelle misure fiscali che gravano negativamente sul settore dei servizi e che costituiscono un’anomalia se confrontate con i sistemi fiscali degli altri Paesi europei, ponendo al primo posto il problema della tassazione IRAP, particolarmente grave in Abruzzo, in quanto pesa fortemente sulle imprese il cui asset principale sono le risorse umane altamente professionalizzate. Non ultimo, vanno incoraggiati gli istituti di credito ad adottare nuovi strumenti finanziari che abbiano alla base criteri di rating che guardino al futuro basandosi non tanto sul valore delle aziende quanto sulla loro capacità di produrre valore. Confindustria Abruzzo - Servizi Innovativi è un interprete privilegiato della fase economica che stiamo vivendo: una vera rivoluzione del nostro stile di vita, trainata dal sapere e dall’innovazione tecnologica

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in primo piano » di Anna Morgante

LA NASCITA E LO SVILUPPO DEL SISTEMA PRODUTTIVO AVANZATO L’evoluzione dei modelli organizzativi di produzione: dal «just in case» all’impresa «flessibile», capace di adattarsi ai cambiamenti del mercato con rapidità e a basso costo 7a Parte

T

ra il 1900 e il 1960, l’obiettivo fondamentale delle imprese industriali era ottenere elevate quantità di prodotto a basso costo. Trovandosi in una posizione di forza nei confronti del mercato, avevano la capacità di imporre i propri prodotti agendo esclusivamente sul prezzo. Le strutture produttive erano ottimizzate in funzione di un prodotto specifico: qualsiasi variazione del prodotto comportava un aggravio di costi. I sistemi produttivi erano caratterizzati dalla specializzazione delle macchine e della manodopera; dalla sincronizzazione delle fasi successive del processo produttivo, in modo da evitare interventi che potessero determinare un calo della produttività globale; dal frazionamento delle operazioni e dall’incremento della semplicità delle singole attività, sia manuali che meccaniche. Questi sistemi, che costituiscono l’applicazione concreta delle teorie tayloristiche, assicurano la massimizzazione della produttività, ma non ammettono cambiamenti. Sono sistemi rigidi, finalizzati ad un obiettivo unico, che si suppone costante nel tempo. Un sistema di questo tipo tende a massimizzare la produttività al fine di conseguire

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economie di scala. La struttura dei costi si sposta sempre più verso la componente fissa, e ciò ovviamente fa aumentare i rischi legati a variazioni negative della domanda. Il modello di gestione è quello orientato alla produzione che si pone come obiettivo il migliore equilibrio tra volumi realizzabili ed entità delle risorse disponibili. L’impresa, non risentendo del vincolo di mercato, concentra i suoi sforzi sul miglioramento delle tecniche di lavorazione e sull’affinamento delle politiche di produzione. Si avvale di strutture di tipo funzionale sulle quali predomina la funzione tecnico-produttiva. L’organizzazione della produzione è basata sul sistema Just-in-Case (in caso che) definito come: una sequenza razionalizzata di operazioni produttive, o di fasi di montaggio, nelle quali sia i lavoratori che le macchine appaiono altamente specializzati, in una sola fase del processo produttivo. L’assunto di base di questo sistema è che niente deve interrompere la continuità della produzione: qualsiasi interruzione crea diseconomie legate al mancato utilizzo delle macchine ed all’aumento dei tempi morti. Sono previsti, quindi, lunghi cicli di lavorazione che richiedono ingenti scorte di magazzino sia di materie

prime che di semilavorati. Inoltre, poiché il sistema funziona per poter far fronte ad eventi imprevisti (in caso che) l’impresa produce in base a previsioni di vendita destinando la produzione al magazzino. Nella prima metà degli anni ‘60, il rapido sviluppo economico fa aumentare il reddito dei consumatori e di conseguenza i consumi, soprattutto voluttuari. La domanda generica, tipica di un mercato in espansione, diventa domanda di sostituzione che chiede prodotti con caratteristiche precise. Di fronte a questo cambiamento qualitativo della domanda, le imprese potenziano la funzione di marketing al fine di ampliare le quote di mercato. Gli investimenti sono concentrati sulle innovazioni di prodotto che diventano strategiche per le imprese per rimanere sul mercato. Il modello di gestione che si afferma è quello orientato al mercato, finalizzato all’aumento dei volumi di vendita e al dominio della concorrenza. Questo tipo di gestione si presenta particolarmente aggressiva ed è guidata dall’obiettivo del fatturato a tutti i costi: le tecniche e le politiche di vendita si affermano rispetto a quelle delle altre aree funzionali. Alla fine degli anni ‘70 si pone per le imprese quello che è stato


Ud’A facoltà di Economia

definito the productivity dilemma (Abenarthy 1978); cioè scegliere la produttività, irrigidendo le strutture produttive, oppure scegliere la flessibilità, sacrificando in parte la produttività. Ciò significa operare una scelta tra una utilizzazione monovalente o una polivalente delle attrezzature. Nel primo caso, l’impresa può operare una scelta strategica di leadership di costo, realizzando la massima saturazione dell’impianto, oppure una strategia di nicchia, individuando una particolare fase del processo produttivo o un certo mercato, in cui specializzarsi. Nel secondo caso, l’impresa può attuare una strategia di differenziazione dell’offerta. In presenza di fattori, quali la crescente instabilità dei mercati, l’azienda non può limitarsi alla produzione di un unico prodotto: la produzione deve avvenire su una gamma differenziata di prodotti con la possibilità di modificare rapidamente il mix produttivo, senza eccessivi aggravi di costo. Il modello gestionale che si afferma è quello dell’impresa orientata al cambiamento, visto come fatto sostanziale e non come aggiustamento, o parziale ammodernamento, di schemi di gestione prevalentemente ripetitivi. L’obiettivo strategico è quello di cercare lo sviluppo mediante l’innovazione di processo e una maggiore efficienza organizzativa. La rigidità strutturale crea problemi alla gestione che deve affrontare un ambiente socio-economico sempre più imprevedibile. Il fattore di successo per l’azienda non è più la capacità di produrre elevati volumi a prezzi competitivi, ma, al contrario, è la capacità di adattarsi rapidamente, e a basso costo, a situazioni in continua evoluzione: il sistema produttivo deve quindi essere flessibile.

L’azienda deve possedere un’elevata capacità di adattamento ai cambiamenti del mercato, al fine di realizzare economie di scopo legate alla possibilità di variare velocemente la produzione e di minimizzare il costo di un mix produttivo che muta continuamente. Ciò comporta una modifica delle tecniche di produzione e della configurazione degli impianti e una trasformazione nella gestione e nell’organizzazione dell’azienda. Le tecnologie flessibili permettono di produrre una varietà di prodotti con minimi tempi di riattrezzaggio e di riprogrammazione delle macchine. La modifica dei programmi è molto rapida in quanto essi sono prepara-

ti fuori linea, su un sistema computerizzato, e trasmessi poi elettronicamente al sistema di produzione: in tal modo non è necessario interrompere la produzione. Lo stesso accade per il riattrezzaggio delle macchine: la sistemazione degli utensili avviene fuori linea, il set-up è simultaneamente sostituito al precedente non appena un pezzo del nuovo lotto è in posizione per la lavorazione. Un processo automatizzato flessibile può modificare i suoi atti produttivi per variare quantitativamente e, soprattutto, qualitativamente la produzione: in tal modo è possibile contrapporre alla riduzione del ciclo di vita del prodotto l’estensione del ciclo di vita dell’impianto

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in primo piano » di Francesco Mancini

L’INSOSTENIBILE PESO DELLA «REGOLAZIONE» Lavoratori e imprese hanno bisogno di un quadro di regole semplici, accettate e rispettate in un clima di fattiva collaborazione. Sono invece oppressi dall’incessante e disorganica stratificazione di una miriade di decreti e circolari. Emblematico il caso dell’apprendistato

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Confindustria Abru

S

i dubita ancora, e non solo nei settori più ideologizzati della politica, del sindacato e della società, della scarsa sensibilità ed attenzione nel nostro Paese alle ragioni dell’impresa e dei valori del mercato. Eppure basterebbe guardare a quanto avviene nelle altre economie per evidenziare la quantità di vincoli e di ostacoli che comprimono inutilmente l’azione delle nostre imprese anziché incoraggiarla. L’ultimo Rapporto Annuale della Banca Mondiale che classifica 178 economie in funzione della facilità di fare impresa, ci colloca al 53° posto. Lontani anche da molti altri Paesi europei che ben figurano tra le top 25: Irlanda e Regno Unito, come era facile prevedere, ma anche tutti i Paesi nordici e poi ancora Olanda, Austria, Germania e Belgio; avanti a noi anche Spagna, Francia e persino Romania e Bulgaria. Ciò che è più preoccupante è che il ranking della Banca Mondiale non prende in considerazione fattori “ambienta-

o

li”, quali la qualità delle infrastrutture, la percezione degli investitori esteri, il livello di criminalità/illegalità, il tasso di lavoro nero e irregolare; il rapporto compara piuttosto i vincoli normativi e regolatori all’iniziativa economica, tra cui le norme protettive della legislazione del lavoro, la tutela ed esigibilità dei contratti, l’accesso al credito, i tempi di apertura di una azienda e i tempi necessari per ottenere licenze e autorizzazioni pubbliche. Siamo, dunque, nel campo di quelle riforme di mera semplificazione, tendenzialmente a costo zero, e che pure non vengono intraprese vuoi per una concezione ancora pubblicistica dei rapporti economici e sociali, vuoi per una più o meno dichiarata diffidenza verso l’impresa e i valori che essa incarna. Emblematica, in questo senso, è la legislazione del diritto del lavoro che infatti ancora contempla una miriade di vincoli, divieti e adempimenti burocratici che oltre a non dare alcuna sicurezza a chi lavora, intralcia inutilmente il dinamismo dei processi produttivi e l’organizzazione del lavoro.

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in primo piano

Senza entrare nella delicata problematica della disciplina limitativa dei licenziamenti, si pensi alla sterminata normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro che contempla un approccio complessivamente solo di tipo sanzionatorio piuttosto che per obiettivi e diffusione della cultura della prevenzione e della sicurezza. E pensiamo anche, ad esempio, al nuovo apprendistato, irrigidito da una moltitudine di norme e discipline regionali invasive che impongono adempimenti burocratici e oneri procedurali a scapito della effettiva costruzione di percorsi d’ingresso e formativi di qualità. In questo contesto normativo ostile e inutilmente oppressivo, misure pure apprezzabili, come la riduzione del cuneo fiscale o i reiterati provvedimenti di fiscalizzazione o sgravio degli oneri sociali e contributivi finiscono con il ridursi, paradossalmente, alla stregua di un mero strumento di ammortizzazione dei costi diretti e indiretti della tutela del lavoro controbilanciando il “disincentivo normativo” rappresentato dall’apparato protettivo inderogabile del diritto del lavoro nel suo complesso. Si dimentica infatti di considerare sulla circostanza che il diritto del lavoro è un “diritto della produzione” prima ancora di un “diritto distributivo”, nel senso che senza crescita e sviluppo si comprimono le potenzialità del mercato del lavoro e le tutele dei lavoratori. I lavoratori e le imprese hanno oggi bisogno di un quadro di regole semplici, sostanziali più che formali, accettate e rispettate in quanto contribuiscono a cementare rapporti di fiducia e un clima di fattiva collaborazione nei luoghi di lavoro. Un economia competitiva fondata sulla conoscenza deve cioè poter contare su lavoratori il cui

potere contrattuale poggi sulla loro qualità professionale e capacità di adattamento piuttosto che un sistema di garanzie ingessate, questa è la vera stabilità del lavoro. Una stabilità basata su un sistema di convenienze reciproche piuttosto che su formalistiche imposizioni di legge. Provincialismo e autoreferenzialità sono, tuttavia, i mali antichi del dibattito italiano sulle riforme del lavoro e non solo. Forse ancora più rilevante perché più sottile e meno evidente agli occhi dei non addetti ai lavori, è il peso, divenuto ormai insostenibile, di una regolazione così dettagliata ed inderogabile che, giorno dopo giorno, si complica a causa dell’incessante e disorganica stratificazione di una miriade di decreti e circolari che intralciano inutilmente, in un labirintico formalismo giuridico fonte di smisurati contenziosi, la libertà d’azione degli operatori economici. La triste realtà è che sono sempre più spesso avvocati e giudici del lavoro a gestire dall’esterno l’impresa, costringendo gli imprenditori e gli stessi sindacati a seguire faticosamente modelli organizzativi senza alcuna attenzione alle logiche aziendali e ai contesti produttivi sempre più eterogenei. Così, mentre si approvano leggi, decreti e interpelli che portano a sanzionare pesantemente le imprese per un giorno di riposo non concesso o ritardato o per qualsiasi altro banale inadempimento amministrativo che varia incomprensibilmente da regione a regione (si pensi all’apprendistato), la Commissione europea è netta nel dire che, per creare maggiori e migliori posti di lavoro, serve anche e prima di tutto una drastica sem-

plificazione del quadro normativo. Il nostro resta un diritto del lavoro formalista e di matrice repressiva che nega sistematicamente valori della libertà e della responsabilità degli attori dello sviluppo economico, ponendo di fatto un freno a quanti si fanno carico del rischio d’impresa. Ma così facendo il diritto del lavoro perde non solo di efficacia, ma anche di effettività. Riflettere sul peso insostenibile della regolazione, come sollecitato dalla Commissione europea, potrebbe aiutare a capire le ragioni più profonde del malessere e disagio da cui nascono il lavoro nero e irregolare da troppo tempo oltre il livello di guardia. Dall’assenza di un insieme di regole semplici, sostanziali più che formali, risulta paralizzato e incapace di rinnovarsi autonomamente anche il complesso sistema delle relazioni industriali, proprio a causa delle continue invasioni di campo del legislatore e degli apparati amministrativi dello Stato che ne svuotano e comprimono colpevolmente la delicata funzione di conciliare le istanze di tutela del lavoro e quelle di competitività delle imprese

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» di Eleonora Lopes

Ecoesse, la testa tra le montagne Il consorzio è oggi un punto di riferimento nazionale per il rilancio del turismo e dell’ambiente. Tra i settori in espansione, quello della pianificazione e progettazione di parcheggi e aree attrezzate

U

n consorzio con la vocazione per il benessere e la salute del cittadino, sensibile e pronto a recepire le innovazioni che concorrono a questa missione. Questo è Ecoesse. Alla sua guida, Alfiero Marcotullio, presidente dal 1992, che incarna l’esempio concreto di come una forte passione per la natura, si possa trasformare in lavoro. Il consorzio è nato quasi per gioco nel 1988 da un’idea di un gruppo di giovani universitari amanti della montagna e dell’Abruzzo. Oggi focalizza il suo operato nell’ecologia, nell’ambiente e nel turismo. Nello specifico si interessa di ambiente montano e di promozione turistica. Ma non è finita qui. Ecoesse è attiva spe-

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» foto di Andrea Straccini


cie nella mobilità, nei parcheggi, nell’ingegneria naturalistica, negli eventi, sport e cultura, e nella filiera del legno. Per l’ambiente montano si occupa di forestazione ambientale, monitoraggio e recupero ambientale, sistemazione idraulico forestale, manutenzione verde pubblico, sistemazione sentieri e conversione dei boschi. Per l’ecologia lavora nel rilevamento e inquinamento atmosferico e delle acque, nella manutenzione e conduzione impianti di depurazione e ne l l ’ i n vent a r io dell e

emissioni atmosferiche da processi industriali ed artigianali. E ancora per la promozione culturale, Marcotullio è anche editore della rivista trimestrale “Majella Gente e Luoghi”. Oggi Ecoesse è socia di maggioranza del laboratorio Dacecologia, impegnato nelle analisi chimiche e biologiche. Società specializzata sia in problematiche ambientali che di controllo della qualità, ricerca e sviluppo e piani di sicurezza. Nella sua sede all’interno del centro Dama a Chieti, operano i 9 soci e si avvale di 140 dipendenti, tutti specializzati nel proprio settore d’appartenenza. Figure professionali altamente qualificate in campo forestale, paesaggistico, ecologico-ambientale, marketing e comunicazione. Particolare attenzione è stata dedicata da sempre, alla preparazione di base, anche con la partecipazione a vari corsi di formazione professionale. Nel settore parcheggi, fiore all’occhiello di questo consorzio, diversi sono i progetti all’avanguardia proposti da Ecoesse. Tra questi l’attivazione nei centri cittadini di sistemi altamente tecnologici

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musei multimediali: la mostra del lupo

per il pagamento dei posti auto e non solo. La nuova figura lanciata da Marcotullio e i suoi soci, è l’ausiliare del traffico. Si tratta di uomini formati da agenti di Polizia Municipale che girano per la città con bici elettriche per disciplinare il traffico con la collaborazione degli stessi vigili urbani. Un modo intelligente per combattere lo smog. Un’altra figura in cui il presidente ha creduto e investito molto, è quella del mobility manager, che si occupa della gestione e dell’organizzazione di eventi particolari nel settore del traffico, come ad esempio la cura dei grandi parcheggi ubicati nelle periferie delle città. Ultima nata in casa Ecoesse, M&P, mobilità e parcheggio, un raggruppamento d’impresa di gestione parcheggi e terminal presso L’Aquila. Fondata nel 2005 da un gruppo di imprenditori, Maiella SpA è l’altra creatura di Marcotullio, della quale diventa da subito presidente. Oltre ai capitali privati, a questa società, hanno aderito anche la Regio-

ne Abruzzo e l’Arpa. Una regione splendida l’Abruzzo, ricca di arte e natura, che va preservata, ma che va sicuramente rilanciata e modernizzata nella gestione. Ecco perché nasce Maiella SpA. Tra i progetti più recenti e di maggior rilevanza di questa nuova società, la realizzazione della seggiovia di collegamento tra Passolanciano e Mammarosa per la razionalizzazione del comprensorio. Un investimento di oltre 15milioni di euro. Un amore per la natura a tutto tondo quello di Alfiero Marcotullio, che si esplica anche nella mostra multimediale sul lupo allestita sulla Majella. Due aziende diverse Ecoesse e Mailella SpA, ma con lo stesso fine: migliorare al massimo la qualità di vita del cittadino. Un obiettivo non affatto semplice da raggiungere che richiede professionalità e passione, caratteristiche che Alfiero Marcotullio ha fatto proprie ed è riuscito a trasmettere con entusiasmo a tutto il suo team.

centri sportivi: impianti di risalita

Alfiero Marcotullio in riunione con alcuni dei suoi collaboratori

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A TU PER TU CON ALFIERO MARCOTULLIO PRESIDENTE DI ECOESSE E MAIELLA SPA Com’è nata l’idea di dare vita a Ecoesse? «Tutto è nato dalla passione per l’ambiente e per la natura che ho fin da bambino. L’attività lavorativa è iniziata quasi per gioco. Quando studiavo all’università, con i miei compagni di corso, decisi di fare qualcosa per contribuire al rispetto e alla tutela della natura, partendo proprio dalla mia regione. Abbiamo costituito una cooperativa mirata ad operare nel settore dell’ambiente e del turismo montano puntando sulla Majella. Il consorzio Ecoesse è nato ufficialmente nel 1988. Molti si ricordano di noi come delle “giubbe verdi”, una squadra di operatori che si occupava della pulizia delle riserve e dei sentieri. Poi pian piano, questa attività, iniziata in maniera un po’ pioneristica, ma molto entusiasmante, è diventata negli anni il mio vero lavoro. Ricordo, con piacere, che lo stabilimento della Coca Cola, che allora aveva una sede a San Giovanni Teatino, utilizzava per la storica bevanda l’acqua della Majella che noi tutelavamo. La Coca Cola che ringraziava noi…Che soddisfazione! Da qui ne seguì, con la multinazionale, un contratto di

lavoro per alcuni servizi. Questo fu il vero inizio». In quali settori è concentrato il vostro operato? «Principalmente in tre settori: ecologia, ambiente e turismo. Prima i nostri operati erano concentrati sul versante orientale della Majella, meglio conosciuta come Maieletta. Oggi invece abbiamo focalizzato l’attività sull’altro versante della montagna, verso Gessopalena e Campo di Giove. Proprio su quest’area, abbiamo di recente ripristinato gli impianti sciistici collegando le due piste da sempre separate. Ci tengo a dire che sia come Ecoesse che come Maiella SpA, teniamo molto alla competenza dei collaboratori che sono altamente formati e specializzati. Infatti, tra le nostre attività, sono previsti corsi di formazione privati e finanziati dalla Regione. Di recente abbiamo recuperato due cave dismesse a Rapino. La notizia è stata riportata anche da una prestigiosa rivista nazionale del settore, “Paesaggio urbano”. Ci occupiamo di mobilità e parcheggi, eventi, sport, cultura, ingegneria naturistica e di analisi chimiche e biologiche. Ma anche della ripulitura di boschi, e laddove le macchine non possono arrivare, utilizziamo i muli. È sorprendente vedere questi animali in azione. Uno spettacolo davvero suggestivo, legato a tradizioni antichissime, che aimè, sarà destinato a scomparire con il cambio generazionale». Che progetti avete in campo per il 2008? «Davvero tanti, specie con la Regione, ma ci stiamo concentrando sull’inquinamento atmosferico. Un problema serio e molto attuale. Ecoesse e Maiella SpA sono l’esempio concreto di come privato e pubblico possano cooperare e trovare nuove soluzioni per miglio-

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rare la qualità di vita del cittadino. Come Maiella SpA realizzeremo una nuova seggiovia biposto che collegherà i due sub-bacini di Passo Lanciano e Mammarosa, poi la realizzazione di un nuovo impianto a Roccamorice. Come Ecoesse gli obiettivi futuri importanti sono sicuramente legati all’attività dei parcheggi. A breve ne è previsto uno a Chieti di 650 posti auto nel pieno centro storico, con un investimento pari a 8 milioni di euro, e presto ne realizzeremo altri a Pescara e in altre province abruzzesi». Quali soluzioni proponete per il problema parcheggio? «Con Ecoesse per il parcheggio proponiamo l’attivazione nei centri cittadini di sistemi diversi dal solito, innovativi e moderni. In questo settore operiamo a Chieti, Teramo, L’Aquila, Ortona, Caramanico e a breve anche a Pescara. Pescara è una città difficile. Il traffico è diventato un problema serio. Una soluzione è il parcheggio a multipiani. Ma non basta. Noi abbiamo previsto, già per Chieti, ma lo faremo anche a Pescara, il pagamento del posto auto, inviando un messaggio con il proprio telefonino o attraverso l’uso di una card prepagata che consente

un parcometro multifunzione utilizzato da Ecoesse

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il recupero di biomasse

l’attività di deforestazione

di usufruire anche di altri servizi. Ma la vera novità sarà la tabella dell’indirizzamento che guida l’automobilista al parcheggio con posti liberi in tempo reale. Il problema del traffico e dello smog, in parte, si risolverebbe con l’utilizzo dei mezzi pubblici. Non dimentichiamo quanto in questi casi, incida il fattore culturale. E’ necessario formare i bambini sin dalle scuole, educarli all’uso del mezzo pubblico e offrire al cittadino un buon servizio. Nei prossimi anni è previsto che il numero delle macchine aumenti del doppio. Non sottovalutiamo il problema. Siamo noi che dobbiamo vivere in questo ambiente». In che modo l’Abruzzo deve rilanciare il turismo e quali sono le nostre carenze rispetto al nord Italia? «L’Abruzzo non è inferiore al Nord Italia in termini di risorse. Il problema è che non riusciamo sempre a sfruttarle al massimo. I problemi più grandi sono la mancanza di infrastrutture e la scarsa organizzazione da parte degli enti competenti. Mare e montagna praticamente attaccate, colline e vallate immerse nel verde, borghi, centri storici, fiumi e laghi dove praticare sport. Natura, tradizione e ottima ospitalità da un popolo “forte e gentile”. Ma questo non basta. I nostri limiti rispetto al Nord Italia si indivi-

duano nell’organizzazione e nelle strutture. C’è spesso disorganizzazione nella gestione, ma anche nelle piccole cose, come la semplice accoglienza dei turisti. Roccaraso ad esempio, è la nostra punta di diamante. Ma gli altri paesi non sono messi così bene. Per la stagione invernale bisognerebbe pensare a fare un pacchetto unico per omologare i prezzi in tutta la regione. Un pacchetto di tre giorni, perché la settimana bianca sta scomparendo, competitivo e completo. C’è ancora tanto da lavorare». Presidente di due aziende e del Chieti calcio, come riesce a conciliare tutti questi impegni? «Il calcio mi assorbe molto. L’ho sempre sostenuto e seguito da tifoso, ma sinceramente non credevo fosse così impegnativo il ruolo di presidente. Sono soddisfatto di questa stagione, abbiamo vinto il campionato di eccellenza. Non poteva andare meglio. E’ stata un’esperienza unica, anche il rapporto che si è creato con i tifosi. Per il resto, la mia fortuna è che la passione che ho per la natura e per la mia regione, si è trasformata in lavoro. Non potevo chiedere di più. In ogni caso, sono circondato da collaboratori competenti e qualificati, quindi quando posso delego»


Alfiero Marcotullio, “il” presidente Calcio e impresa, le due passioni dell’uomo che ha riportato il Chieti in serie D » di Marco Taglieri

Ecco a voi Alfiero Marcotullio, o se preferite “il” presidente. Occhio all’articolo determinativo: i tifosi del Chieti Calcio hanno stampato un nuovo, speciale biglietto da visita per il loro massimo dirigente, dove è specificata la carica in senso “univoco”, non generico. Basterebbe questo a far capire l’importanza dell’impresa sportiva realizzata, tra gli altri, anche da Alfiero Marcotullio, co-presidente del Chieti insieme a Marcello La Rovere. La “strana coppia” (come è stata simpaticamente ribattezzata su Abruzzo Sport di giugno) ha guidato la società neroverde all’assalto (riuscito) della serie D, ottenuta dopo un durissimo testa a testa con il Casoli. Calcio che conta? Sì e no, verrebbe da dire. Il progetto Chieti, infatti, è appena iniziato, almeno a sentire le parole di Marcotullio, che di lasciare il calcio non ha nessuna intenzione. “Un’esperienza singolare”: così Alfiero Marcotullio ha definito la co-presidenza, iniziata quest’anno insieme a Marcello La Rovere, già presidente del Chieti. “Spesso abbiamo anche discusso, colpa di caratteri diametralmente opposti, ma tutto sommato va bene così, anche perché se questi sono i

risultati…”. Impossibile, in effetti, dargli torto. Chi lo conosce lo descrive come una persona composta, contenuta, abile nel nascondere le emozioni. Già dirigente nell’ambito dello sci e del ciclismo, Marcotullio ha scelto la città in cui si è affermato come imprenditore, Chieti, per accettare una nuova, entusiasmante sfida sportiva, quella cioè di riportare i teatini nel calcio che conta. Ritiene fondamentale, all’interno della società neroverde, la figura dell’avvocato Antonio Pimpini (“E’ il vero collante tra me e Marcello La Rovere”), si fida del suo staff tecnico e dell’allenatore Cifaldi, crede fermamente che si possa far bene anche l’anno prossimo, quando l’obiettivo sarà ancora una volta la vittoria del campionato. “Magari si andasse in C2 domani…”, confessa scherzosamente Marcotullio, il quale sottolinea però la necessità di operare secondo un budget preciso, delineato: “Sarà la cosa più importante in vista dell’anno prossimo”. Calcio e impresa, due passioni che si intrecciano e si modificano reciprocamente. La convinzione di poter applicare allo sport le regole del mondo imprenditoriale ci spinge inevitabilmente a paragonare Alfiero Marcotullio a Gerardo Soglia. Due grandi personaggi per due rivali storiche. A loro si aggrappa il calcio di Chieti e Pescara per tornare ad amare uno sport che si giochi sul campo, solo sul campo. E a giudicare dallo speciale biglietto da visita regalato a Marcotullio dai suoi tifosi, “la Chieti del pallone” sembra avere già un nuovo idolo: “il” presidente.

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ricerca&innova ione » di Andrea Prencipe

«LA PERSONA PIÙ IN GAMBA NON LAVORA PER ME» È il presupposto del modello di «innovazione aperta», promosso da aziende come Qualcomm, Intel e IBM. Che non si affidano solo ai propri centri di ricerca, ma vanno a caccia di buone idee sul mercato

H

enry Chesbrough, professore e direttore esecutivo del «Center for Open Innovation at Berkeley» ha coniato e promosso il concetto di Open Innovation, alla lettera Innovazione Aperta. L’Open Innovation si basa sull’evidenza che per produrre innovazione le imprese devono combinare conoscenze ed informazioni originate all’interno dei propri centri ricerca con conoscenze ed informazioni generate da altre organizzazioni (grafico «modello aperto», ndr). Chesbrough sostiene pertanto che i manager devono guardare oltre i propri confini ed andare a caccia di buone idee sul mercato: tra concorrenti, centri di ricerca pubblici, fornitori. Partendo dal presupposto che probabilmente «la persona più in gamba non lavora per me!» Secondo il paradigma della Open Innovation, le imprese possono valorizzare le tecnologie sviluppate internamente non solo attraverso la commercializzazione diretta, ma anche attraverso contratti di licenza, formazione di joint ven-

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ture, creazione di imprese spin-off in grado di contribuire con ritorni immediati e significativi all’economia dell’impresa. Questo modello di produzione dell’innovazione si contrappone al modello tradizionale (grafico «modello tradizionale»,

ndr) secondo il quale le imprese si limitano ad utilizzare la conoscenza prodotta internamente a fini innovativi e non cercano di reperire e/o assimilare conoscenza prodotta da organizzazioni esterne. Alcune


MODELLO TRADIZIONALE CONFINI D’IMPRESA

MERCATO

PROGETTI DI RICERCA

SVILUPPO

RICERCA

imprese che promuovono l’Open Innovation sono Qualcomm, Intel, e IBM. Secondo Alberto Di Minin (ricercatore della Scuola S. Anna di Pisa e curatore dell’edizione italiana dell’ultimo libro di Chesbrough), il paradigma dell’Innovazione Aperta è stato adottato da numerose imprese italiane, anche se ciò si è verificato più per necessità che per un preciso disegno strategico. A fronte, cioè, di scarse risorse di-

sponibili per la R&S industriale, in Italia sono sorti degli open innovator ante litteram che, senza conoscere il paradigma dell’innovazione aperta, hanno superato la sindrome del not invented here (non inventato qui) ed hanno cercato nuove tecnologie ideate da altri per svilupparle nei propri laboratori e/o hanno percorso nuovi sentieri per commercializzare progetti più avanzati. Sic et simpliciter!

MODELLO APERTO CONFINI D’IMPRESA

NUOVO MERCATO

PROGETTI DI RICERCA

MERCATO ESISTENTE

RICERCA

SVILUPPO

Per approfondire Chesbrough, H. (2003) Open Innovation, Harvard Business School Press Chesbrough, H. Di Minin, A (2008) Open: Modelli di Business per l’Innovazione, Egea Chesbrough, H., Prencipe A, (2008) Managing Modularity and Network Dynamics, International Journal of Technology and Innovation Management, 5, 3.

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ricerca&innova ione » di Stefania Migliori

L’intangibile che fa la differenza Sempre più aziende affiancano al tradizionale bilancio di esercizio forme di rappresentazione del valore del proprio capitale intellettuale. È nato all’università di Teramo un laboratorio per lo sviluppo di opportune metodologie di valutazione

I

l valore di un’azienda è sempre più legato a risorse di natura intangibile e meno alla gestione dei tradizionali asset materiali. Valutare il proprio capitale intellettuale e comprendere le dinamiche che creano valore, diviene dunque fondamentale per attrarre gli investitori, mantenere i propri talenti, garantire una seria conduzione dell’impresa, così come valutare i rischi ed assicurare

la sostenibilità competitiva dell’azienda. Le dinamiche della competizione tra imprese evidenziano come la capacità nel conseguire un vantaggio competitivo duraturo nel tempo è sempre più legata a fattori quali : il know-how, il capitale delle relazioni esterne, le competenze possedute dalle risorse umane, l’imprenditorialità, la capacità di innovazione, il valore del brand, la cultura aziendale, la soddisfazione

del cliente finale. Queste risorse, che definiscono i tratti distintivi dell’impresa, sono di natura “intangibile” e costituiscono quel patrimonio di conoscenze e competenze definito “capitale intellettuale”. La composizione e l’entità del capitale intellettuale dell’impresa è così all’origine del sensibile divario che si manifesta tra il valore di mercato ed il valore contabile delle azien-

VALORE DI MERCATO VALORE CONTABILE

CAPITALE INTELLETTUALE

CAPITALE UMANO

CAPITALE STRUTTURALE

Organizzativo interno

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Relazionale esterno


IL CONTRIBUTO STIMATO DEGLI INTANGIBILI AL VALORE DI MERCATO DELLE AZIENDE 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10%

1982

1992

1997

2002

0%

Fonte: Kaplan R.S. e Norton D.P.(2004), Strategy maps: converting intingible asset into tangibile outcomes, Harward Business School Press, Boston

de. Ricerche condotte negli ultimi anni dimostrano come, per alcune imprese, caratterizzate da forte innovazione ed investimenti in ricerca e sviluppo, il differenziale può raggiungere anche rapporti di 6 ad 1 o addirittura di 8 ad 1. Risulta, quindi, evidente come il tradizionale bilancio di esercizio, nell’espletamento della sua funzione informativa verso una pluralità di portatori di interesse, incontra forti limiti e, molte volte, non riesce a fornire una corretta evidenza contabile del vero patrimonio aziendale. Un’opportunità che va colta nella sua interezza, se si considera che è proprio sull’attitudine dell’impresa di generare redditività potenziale futura che il mercato e la comunità finanziaria compiono le loro valutazioni strategiche. L’importanza sempre più crescente attribuita alle componenti immateriali, confermata anche dai nuovi orientamenti in materia di standard

contabili internazionali e dalle nuove tecniche di valutazione del rating previste da Basilea 2, spingono verso la necessità di adottare nuove forme di rilevazione e comunicazione del patrimonio intangibile. Molteplici sono le iniziative già avviate a livello internazionale e dalla Comunità Europea nello sviluppo di modelli di reporting o di bilancio del capitale intellettuale e nell’incentivazione delle imprese alla loro adozione. In questo ambito si inserisce il progetto avviato nel nostro territorio, con l’istituzione di un “Laboratorio degli Intangibili” frutto di attività di cooperazione tra il mondo della ricerca universitaria (università degli Studi di Teramo) e aziende caratterizzate da un’elevata intensità di innovazione. La nascita di questo laboratorio testimonia il diffondersi anche nel tessuto produttivo delle pmi abruzzesi, di una esigenza di migliora-

mento e di potenziamento degli strumenti di comunicazione del valore aziendale verso tutti i portatori di interesse. Il Laboratorio, individuando nella ricerca la propria attività principale, si propone di operare nell’ottica del perseguimento di una pluralità di obiettivi tra cui, contribuire allo sviluppo di conoscenze e metodologie utili per affrontare la problematica della rappresentazione e della valutazione delle risorse intangibili costituenti il patrimonio delle imprese. Al tempo stesso si propone di diffondere la cultura dell’adozione di nuove forme di rilevazione, gestione e comunicazione del patrimonio intangibile e fungere da strumento di supporto per le imprese nell’implementazione di modelli di reporting e di valutazione del capitale intellettuale

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norme&leggi » di Filippo Paolini

SE HAI BISOGNO DI AGEVOLAZIONI non puoi fare a meno del durc Le novità in tema di «documento unico di regolarità contributiva». I benefici accessibili, gli istituti tenuti al rilascio della certificazione, la durata

il palazzo sede dell’INAIL a Roma Eur

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U

n imprenditore interessato a godere di benefici contributivi e normativi -in tema di rapporti di lavoro e con riferimento a tutti i settori di attività- non può fare a meno del DURC, vale a dire del documento unico di regolarità contributiva, la certificazione che attesta che la sua impresa è in regola con gli adempimenti previsti dagli istituti previdenziali. Due recenti circolari, del ministero del lavoro e dell’INAIL, hanno fornito importanti chiarimenti elencando -anche se in termini solo esemplificativi- quali sono i diversi “tipi di contribuzione” accessibili solo se in possesso del DURC. Per benefici «contributivi» si intendono le agevolazioni per l’assunzione di lavoratori iscritti nelle liste di mobilità o per i contratti di inserimento. Per «normativi» le agevolazioni patrimoniali al di fuori della contribuzione previdenziale: quelle fiscali o, comunque, le sovvenzioni connesse alla costituzione ed agli sviluppi del rapporto di lavoro; ad esempio, il cuneo fiscale ed i crediti di imposta per le assunzioni. Di fatto il conseguimento del DURC è divenuto un ordinario e necessario adempimento per l’impresa, tenuto conto che, al di là dei benefici contributivi e normativi, continua ad essere il lascia passare per le sovvenzioni comunitarie per la realizzazione di investimenti (art. 1 comma 553 L. 266/2005), per la partecipazione agli appalti pubblici e per l’abilitazione alle esecuzione di appalti privati nell’edilizia (art. 2 D.L.210/2002 e art. 86 comma 10 D.Lgs.276/2003). Un decreto ministeriale emanato il 24 ottobre 2007 ha poi previsto che, in aggiunta ad Inps, Inail e Casse Edili, il documento potrà es-

sere richiesto -in via sperimentale e per due anni- agli Enti Bilaterali. Altra importante novità è quella riferita al caso in cui l’istituto tenuto al rilascio del DURC sia lo stesso che dovrebbe riconoscere il beneficio contributivo: in tal caso, la regolarità viene verificata d’ufficio, senza procedere al rilascio del documento, con un positivo snellimento burocratico per l’impresa. Rimane di 30 giorni il termine per il rilascio del documento, ma nel caso dell’azienda con posizione contributiva non regolare, gli enti potranno sospendere il termine per 15 giorni, comunicarlo all’impresa interessata, che potrà eventualmente adeguarsi e regolarizzare. Oltre alla possibilità di raggiungere un accordo di rateazione, per evitare la scure dell’irregolarità, l’impresa potrebbe anche strategicamente “rifugiarsi” nel contenzioso: la pendenza del ricorso, infatti, impedisce all’istituto di ritenere la posizione irregolare e, quindi, nelle more della definizione, l’azienda può continuare ad usufruire di agevolazioni oppure a partecipare agli appalti. Ed a proposito della partecipazione a gare pubbliche, viene introdotta una sorta di franchigia: la posizione sarà irregolare solo in presenza di uno scostamento -tra il dovuto ed il versato- superiore al 5% o di oltre 100 euro per periodo di paga, fatto salvo l’obbligo di regolarizzazione entro 30 giorni dal rilascio. Cambia la durata della validità del DURC che si riduce ad un mese, salvo che si intenda utilizzarlo esclusivamente per i lavori privati in edilizia, dove rimane la validità trimestrale e dove, come per gli appalti pubblici, il conseguimento del documento diviene obbligatorio anche per i lavoratori autonomi e

per i datori di lavoro privi di dipendenti. In pratica, si è ritenuto opportuno, in risposta alla crescente destrutturazione dei processi produttivi, estendere il controllo preventivo anche alla posizione contributiva del lavoratore autonomo, artigiano e non. Un’ultima nota la merita sicuramente la tutela indiretta della sicurezza sul lavoro: il rispetto della normativa in materia, infatti, è divenuto parametro di regolarità ai fini del rilascio del DURC e l’allegato “A” del D.M. del 24 ottobre 2007 ha individuato -per ciascuna violazione penale ed amministrativa- il relativo periodo di tempo durante il quale non potrà essere conseguito il documento unico di regolarità contributiva

Vademecum normativo

Decreto Ministero del Lavoro 24.10.2007

• • •

Legge 27.12.2006 n.296

• •

D.Lgs. 10.09.2003 n. 276

• •

Circolare INAIL 05.02.2008 n.7

• •

Nota INAIL 09.11.2007 n.8533

Circolare INPS 19.10.2006 n. 116

Legge 23.12.2005 n.266 D.L.30.09.2005 n.203, conv. Legge 02.12.2005 n.248 D.L. 25.09.2002 n.210 conv. Legge 22.11.2002 n.266

Circolare Ministero del Lavoro 30.01.2008 n.5 Circolare Ministero del Lavoro 17.07.2007 n.9503

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marketing » di Federica Ceci

Idee a concorso per il rilancio della Domus Mariae di Pescara

STRUTTURARE UN PIANO MARKETING «SU MISURA» È la sfida raccolta dagli studenti della d’Annunzio per evitare la dispersione di un patrimonio educativo costruito in mezzo secolo di storia

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i discute spesso della lontananza fra mondo del lavoro e università, della difficoltà nel mettere in pratica quello che si apprende sui libri. Anche se terribilmente attuali, le materie studiate appaiono speso scollegate rispetto a quello che ogni giorno avviene in strada, nelle aziende, nelle società di consulenza. Le PMI vedono gli insegnamenti universitari tagliati su esigenze lontane dalle loro e questo vale in particolar modo per una disciplina come il marketing, che sembra scritta sull’esperienza delle grandi imprese e implementabile solamente da aziende con elevati fatturati da investire. In realtà, per sviluppare un piano di marketing non servono capitali ingenti: buone idee e un attento studio del mercato di riferimento è quanto occorre per poter rilanciare un progetto imprenditoriale. Lo dimostra l’esperienza del premio Domus Marketing, l’originale concorso di idee promosso dalla facoltà di Economia dell’università d’Annunzio e dalla scuola paritaria Domus Mariae di Pescara, con il patrocinio dell’Unione provinciale degli Industriali. L’iniziativa, aperta agli studenti iscritti ai vari corsi di laurea di Economia, consiste nella realizzazione di un approfondito piano di marketing che, a partire dall’analisi del contesto dell’istruzione primaria a Pescara e in Abruzzo, individui le migliori strategie per il rilancio, in ambito regionale, del progetto educativo delle Domus. Gli elaborati presentati dai partecipanti, saranno giudicati da un comitato composto da membri della facoltà di Economia e dalle Domus. Come per ogni concorso che si rispetti in cambio un premio: un soggiorno in Inghilterra, finalizza-

to al perfezionamento della lingua inglese. Il Domus Marketing rappresenta una tappa importante nella strategia di rilancio della storica scuola pescarese, nata cinquant’anni fa per iniziativa delle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida de Thouret con l’obiettivo di educare secondo un’impostazione cristiana i figli dei pescatori residenti nella zona della marina a nord del fiume. Una strategia iniziata nella seconda metà del 2007, quando l’istituto, gestito da una cooperativa che mette insieme genitori, insegnanti, la parrocchia e la congregazione, ha deciso di dotarsi di una nuova governance per superare un momento di difficoltà. Una strategia di rilancio culminata nell’intervento dell’imprenditrice Federica Chiavaroli, che ha messo la sua pluriennale esperienza imprenditoriale a disposizione di una scuola desiderosa di non disperdere un patrimonio educativo costruito in mezzo secolo di storia. Il Premio Domus Marketing è anche un modello di collaborazione fattiva tra due realtà educative importanti del territorio e della regione. Ed una ottima opportunità per gli studenti di Economia della d’Annunzio, perché consente loro di confrontarsi su problematiche attuali e concrete. In più dimostra che, per fare marketing, spesso buone idee e attenzione ai dettagli valgono più di ingenti capitali. La sfida che gli studenti hanno raccolto è proprio questa: strutturare un piano di marketing su misura per una realtà locale, sulla base di quanto si è appreso studiando i “grandi”. Alla giuria di esperti il compito di selezionare l’idea migliore, compito che si preannuncia arduo, visto l’impegno profuso dai ragazzi

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sviluppo locale » di Massimo Avenali

LE «ZONE FRANCHE» DEL RILANCIO SOCIO-ECONOMICO Cinque le candidature, tre le possibilità concrete. Anche in Abruzzo vanno definite le aree disagiate del territorio che necessitano di agevolazioni mirate

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untano a contrastare i fenomeni di esclusione sociale e a favorire l’integrazione culturale della popolazione, con particolare attenzione al mondo giovanile. La loro istituzione si accompagna alla concessione di benefici tributari o alla erogazione di speciali aiuti di carattere economico, anche finalizzati al rafforzamento delle attività imprenditoriali. Sono le Zone Franche Urbane (ZFU) e provengono dall’esperienza francese. Adottate in un primo tempo per risollevare quartieri delle grandi aree metropolitane ma anche dei piccoli agglomerati urbani, soffocati dai disagi

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sociali ed economici. Un istituto introdotto in Francia nel 1996, che oggi l’Italia utilizza per aiutare specifiche aree del territorio. Cinque le realtà abruzzesi candidate alla rinascita grazie alla creazione delle zone franche urbane. Ma tre, al massimo, i posti disponibili per ogni regione italiana. Nel complesso dunque non più di diciotto le nuove possibilità di sviluppo. Sarà il Cipe, comitato interministeriale per la programmazione economica, a individuare i criteri di ammissibilità e perimetrazione delle zone franche urbane. Che devono avere una dimensione demografica compresa tra 7.500 e 30.000 abitan-

ti, prendendo a riferimento i dati del censimento Istat del 2001. La popolazione che usufruisce delle agevolazioni non può essere più del 30% rispetto al totale della popolazione del territorio di appartenenza e il tasso di disoccupazione deve essere superiore alla media comunale. Già istituito un apposito fondo di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009. Sono previste agevolazioni fiscali e previdenziali a favore delle nuove attività economiche iniziate dalle piccole e micro imprese nelle ZFU. Tali agevolazioni consistono nell’esenzione dalle imposte sui redditi per 5 anni, dall’Irap, dall’Ici, dal


versamento dai contributi previdenziali. Potranno accedervi anche le piccole e medie imprese già operanti nelle stesse zone. La finalità è riqualificare le aree attraverso l’incentivazione, il rafforzamento, la regolarizzazione delle attività imprenditoriali. Alla Regione spetta il compito di prendere in esame le proposte progettuali avanzate dal singolo Comune. L’osservanza dei criteri di riferimento è essenziale: la valutazione avviene anche rispetto all’indice di disagio economico (IDS), alla compatibilità con poli-

tiche e programmi di sviluppo della zona candidata, alle modalità di co-finanziamento delle stesse. Non mancano però le dovute correzioni che devono essere attuate entrando nel particolare della casistica. Negli incontri Stato-Regioni, così come in quelli tra la Regione Abruzzo e le quattro Province, sono emerse proposte di revisione dei criteri di definizione delle ZFU, anche in relazione ai territori rurali e montani, ai parametri di disagio che tengono conto dei tassi di disoccupazione, di occupazione, di concentrazione giovanile, di scolarizzazione

da sinistra Tiziana Arista, responsabile della Programmazione e Sviluppo della Regione Abruzzo e Valentina Bianchi, assessore regionale alle Attività Produttive e all’Innovazione, durante un incontro promosso dalla Regione Abruzzo con le quattro Province sul tema Zfu

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energia » di Roberto Ciardulli

QUANT’È BELLA LA LUCE DEL SOLE Caratteristiche, incentivi e costi di un impianto fotovoltaico. Cosa occorre per realizzarlo, in quanto tempo si recupera l’investimento

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annelli, generalmente in silicio, per captare la radiazione solare. E «inverter», dispositivi per convertire la corrente continua prodotta in corrente alternata. C’è bisogno di questo, e poco altro, per trasformare l’energia solare in energia elettrica. Ma i vantaggi sono davvero numerosi. Un impianto fotovoltaico installato in una regione del Centro Italia e in una zona con buona esposizione, ha la capacità di produrre annualmente, per ogni kilowatt di potenza nominale, circa 1.200-1.300 kWh di energia elettrica. Per farlo, richiede una superficie di circa 8-10 mq di

Il principio del “conto energia” consiste nell’erogazione, da parte del Gestore dei Servizi Elettrici (GSE), di un contributo economico a fronte di energia elettrica prodotta dall’impianto fotovoltaico. Le tariffe incentivanti, erogate per un periodo di 20 anni -durante il quale rimangono invariate- sono applicate in funzione della potenza nominale dell’impianto e del grado di integrazione architettonica, e variano da un massimo di 0,49 €/kWh per piccoli impianti (integrati) ad un minimo di 0,36 €/kWh per grandi impianti (non integrati). Ulteriore vantaggio connesso alla realizzazione di un impianto foto-

ve agli incentivi statali, ma è stata programmata una riduzione graduale delle tariffe incentivanti: il 2% annuo per il 2009 e il 2010; per gli anni successivi, le tariffe saranno ridefinite con decreto dei ministeri competenti. L’erogazione degli incentivi statali è prevista sino al raggiungimento di una soglia di potenza cumulata pari a 1.200 MW, limite oltre il quale verrà prorogata per ulteriori 14 mesi (24 mesi per i soggetti pubblici). L’iter per la realizzazione di un impianto fotovoltaico, che prevede in prima istanza la consulenza di un professionista del settore energetico, richiede circa 4-5 mesi e

pannelli. Il costo indicativo di un impianto destinato ad utenza residenziale è circa 7mila euro al kW di potenza; per impianti più grandi, il costo può scendere a circa € 5.500/kW. A sostegno di politiche ambientali e per incentivare scelte ecocompatibili da parte di cittadini e imprese, lo Stato ha attivato il meccanismo d’incentivazione in «conto energia» per promuovere la produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici. Con il D.M. 19/02/07, noto come “Nuovo Conto Energia”, vengono semplificate le procedure e introdotti incentivi a favore dell’integrazione architettonica dei pannelli fotovoltaici negli edifici e dell’abbinamento degli stessi ad interventi di riqualificazione energetica.

voltaico è la produzione di energia elettrica. Che può essere destinata all’auto consumo, evitandone quindi l’acquisto dal gestore locale di rete; o venduta sul libero mercato, ricavandone guadagno. Alle attuali condizioni, la spesa iniziale per la realizzazione dell’impianto si recupera approssimativamente in 10 anni. Se si considera che la tariffa incentivante viene garantita per 20 anni e che la durata media di un impianto è di circa 25 anni, l’investimento appare senz’altro redditizio. È chiaro che se si ricorre a forme di finanziamento per coprire, in parte o totalmente, la spesa iniziale, nel conto economico va inserita la voce relativa agli interessi passivi. Non c’è una data di scadenza per la presentazione delle domande relati-

prevede 3 fasi: studio di fattibilità tecnico economica, a seguito di un sopralluogo da parte di un esperto; espletamento delle pratiche con il gestore di rete elettrica e gli enti locali; realizzazione dei lavori e allaccio alla rete elettrica. Il numero degli impianti e la potenza installata sono monitorati ed aggiornati costantemente dal GSE. Al primo aprile, gli impianti entranti in funzione -ai sensi del D.M. 19/02/07- erano 4.758 per una potenza complessiva installata di circa 25,4 MW. Tali dati, reperibili sul sito internet www.gsel.it, testimoniano il successo di questa iniziativa ma, ancora di più, lasciano percepire quali siano le potenzialità di sviluppo del settore

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economia » di Daniele Franco

Dimmi quanto vali… Sono 4 le metodologie con cui gli specialisti effettuano i calcoli per stimare la valenza, in termini monetari, di un’azienda. In ballo le variabili: finanziarie, patrimoniali e reddituali

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siste un metodo per tutto o quasi. Per calcolare l’effettivo valore di un’azienda ne esistono addirittura quattro. Insomma, scoprire l’arcano mistero e rispondere alla domanda, ma quanto vale la mia azienda è un po’ complicato, ma sicuramente non impossibile. Poi, nel corso della vita di un’azienda ci sono momenti in cui necessariamente si devono tirare le somme. Sempre più frequentemente, infatti, l’imprenditore si trova, per diverse ragioni, a compiere operazioni di private equity, venture capital, M&A, IPO e così via. In questi casi rispondere alla domanda è d’obbligo. Ci si affida, quindi, a metodi finanziari, reddituali, patrimoniali e a un metodo misto. Sommariamente i criteri finanziari sono incentrati nella determinazione del valore di mercato dell’azienda sulla base dei futuri flussi monetari disponibili

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all’azionista, così come il reddituale punta sulla capacità di produrre reddito. Il metodo che fa riferimento ai parametri patrimoniali è basato sulla determinazione dei prezzi che dovrebbero essere pagati per poter acquisire i singoli elementi che compongono il capitale dell’impresa. Conseguentemente per metodo misto ci si riferisce ai principi patrimoniali-reddituali e mirano, essenzialmente, ad una sintesi degli ultimi due. La prima condizione necessaria affinché l’impresa abbia vita duratura consiste nell’autosufficienza economica, intesa quale attitudine a remunerare, in modo congruo ed equo attraverso i ricavi, tutti i fattori produttivi, compreso il capitale finanziario, alle condizioni poste dal mercato. L’analisi fondamentale ha come obiettivo la stima del valore intrinseco delle attività finanziarie, cioè

la determinazione del loro prezzo “reale”, ricavato analizzando il business della società e le prospettive di crescita. Applicare l’analisi fondamentale, per esempio in un processo di valutazione di una società quotata sul Mercato Telematico Azionario di Milano, significa dunque valutare il rischio della società che ha emesso le azioni e la sua solidità finanziaria-patrimoniale. Stimare il valore intrinseco di un’azione vuol dire quindi valutare la società emittente, analizzando in primo luogo i dati di bilancio e utilizzando particolari modelli finanziari di valutazione. L’applicazione dei metodi di valutazione permette di identificare, per esempio in sede di quotazione sui mercati azionari regolamentati (IPO), il valore stand alone del capitale economico della società, quello che gli specialisti chiamano Fair Value, a cui tipicamente viene


applicato uno sconto, denominato IPO Discount, in assenza di Equity Story. La misura dello sconto deriva non soltanto dalla capacità dell’azienda di generare risultati positivi in termini prospettici, dalla struttura finanziaria, dalla corporate governance dal track record del management, ma anche dalla congiuntura del mercato azionario e del settore di appartenenza, dalla concorrenza di altre emissioni nel periodo scarcity value, dall’andamento dei titoli recentemente quotati in borsa, dall’entità del flottante, il cosiddetto premio o sconto per la contendibilità, dal contesto economico generale e dal livello di fiducia degli investitori. Quindi, in generale, una valutazione prudente può essere nel lungo periodo più proficua di una valutazione ottenuta grazie a condizioni di mercato e di settore particolarmente favorevoli. In base al metodo finanziario è opinione ormai diffusa, nei processi di valutazione, che un’azienda possa essere valorizzata sulla base dei flussi di cassa che produrrà nel tempo. I metodi basati sui flussi forniscono valutazioni di tipo assoluto, che cioè prescindono dai valori effettivamente espressi dal mercato per aziende simili a quella oggetto di valutazione. In estrema sintesi i metodi basati sui flussi si fondano sul principio che la valutazione di un investimento sia funzione della consistenza e della periodicità dei flussi di cassa che esso genera, attribuendo al tempo il corretto valore finanziario. C’è poi il Discounted Cash Flow. Una metodologia che consente di stimare il valore di un’attività finanziaria in particolare di un’azione o di un’azienda scontando, con un certo tasso di sconto, i flussi di cassa che essa origina durante la sua vita.

Esistono differenti modelli di valutazione che si riconducono tutti al metodo DCF, che differiscono tra di essi a seconda di come sono calcolati gli input inseriti all’interno del modello. La scelta del modello da utilizzare dipende principalmente dalla situazione patrimoniale-finanziaria della società, dalla sua rischiosità, oltre alla valutazione di altre variabili legate al business in cui opera l’azienda. La valutazione del capitale azionario (Equity Valuation). Viene utilizzato prevalentemente nei casi in cui si è interessati a valutare l’azione quotata in Borsa Italiana e quando l’indebitamento non è particolarmente elevato. Vi è poi la possibilità di effettuare valutazione nel suo complesso e non solo del capitale azionario (Firm Valuation), utilizzando i flussi di cassa dopo aver sottratto le spese operative al netto dei costi collegati ai debiti. In ultima analisi c’è la possibilità di valutare l’azienda sulla base dei dividendi (Dividend Growth Model). È simile al modello di equity valuation, ma al posto dei free cash flow to equity prevede l’utilizzo dei dividendi. Viene utilizzato quando l’azienda distribuisce dividendi e quando non è possibile stimare i cash flow. È importante notare che i modelli di equity valuation e firm valuation sono strettamente collegati tra loro in quanto è possibile ottenere la stima del capitale azionario in base al valore complessivo dell’azienda sottraendo, successivamente, il valore del capitale di debito. Insomma, calcolare il valore di un’azienda non è cosa semplice, ma è comunque un’impresa possibile. Magari sarà anche un esercizio fatto di formule matematiche e imbastito di termini tecnici, ma i numeri nell’economia, come nella finanza, sono importanti. In alcuni casi fondamentali

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storie&persone » di Massimo Avenali

«Per il decollo della Regione c’è bisogno di programmazione» Paolo Primavera, attuale presidente dell’ANCE Chieti, parla dell’Abruzzo e delle misure da adottare per sviluppare un sistema economico integrato e sostenibile

Paolo Primavera direttore Ance Chieti

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aolo Primavera è da sempre un infaticabile imprenditore al servizio delle strutture associative. Attualmente è presidente dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili di Chieti. In passato ha ricoperto, a vari livelli, incarichi di primo piano in Confindustria Chieti e ai vertici di quella abruzzese. Ma ha espresso le sue doti umane e professionali anche alla guida di strutture e enti. La sua attività è legata alle costruzioni e il suo obiettivo primario è stato sempre quello di operare a favore della crescita regionale.

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Come nasce la sua storia in campo imprenditoriale? «Fatti gli studi di ingegneria a L’Aquila ho presto capito che avrei potuto mettere le mie conoscenze a disposizione dell’impresa. Mi ha sempre interessato capire le capacità di sviluppo del territorio, in questo senso ha valso molto anche la presidenza dell’aeroporto di Pescara, per la Saga. Ho capito, sulla mia pelle, cosa significhi rappresentare un’azienda pubblica, con tutti gli aspetti positivi, ma anche negativi». Cosa manca alla struttura

aeroportuale pescarese per “decollare”? «Bisogna fare delle scelte coraggiose, per tutto il territorio, o non diverrà mai uno scalo importante. Gli enti per così dire strategici per il rilancio dell’Abruzzo devono funzionare. Abbiamo avuto la possibilità di farlo diventare il terzo scalo romano, ma è mancata una vera politica di coordinamento e ora l’attenzione di Roma si è spostata su Viterbo. Dall’esempio estero vediamo che sono molte le città che hanno aeroporti internazionali anche a molti chilometri di

» foto di Andrea Straccini


distanza, ma ben collegati con le città di riferimento. Qui avremmo avuto un potenziale di due milioni di utenze l’anno, cosa che avrebbe avviato una serie di investimenti e un serio piano di sviluppo per potenziare proprio l’asse RomaPescara. Parliamo di infrastrutture, nuovi sbocchi commerciali, vie di comunicazione, miglioramento del collegamento ferroviario. Quando si parla di una scelta, non si tiene spesso in considerazione che tutto è correlato, che un’economia può esserne positivamente rivoluzionata, con benefici notevoli per tutti, dal cittadino, al commerciante, all’imprenditore». Verso quali Paesi è giusto incrementare i collegamenti? «Certamente verso l’area balcanica, per aprire una porta su nuove rotte. L’est Europa è una grande opportunità di crescita sia per loro che per noi. L’aeroporto sarebbe potuto diventare un riferimento dalla capitale verso quell’area». E quali sono i passi da fare… «Bisogna rilanciare definitivamente il discorso dell’area metropolitana Chieti-Pescara. C’è una divisione fatta da più comuni e due province con programmazioni di sviluppo differenti che non permettono di creare un solo e forte polo metropolitano. Bisognerebbe favorire l’ingresso dei privati in molti di questi discorsi, per non gravare ulteriormente sul pubblico. Parlando come presidente dei costruttori, dico che è necessario fare investimenti sul territorio, fare opere pubbliche. Un esempio viene dal porto di Ortona e dall’idea di farlo diventare un porto industriale. Ma c’è anche una proposta parallela per un parco litoraneo da Ortona a San Salvo. È chiaro che sono visioni poco conciliabili, si rischia un impiego di soldi pubblici per poi avere chiari limiti. Intorno a un

porto industriale gli insediamenti devono essere di grossa logistica, di aziende, non si può pensare anche al lato turistico. Deve essere o l’uno o l’altro, altrimenti si sarà fatta l’ennesima opera dispendiosa e con grossi limiti oggettivi». Cosa deve apportare la politica? «Non abbiamo una politica illuminata. Inoltre il contesto di zavorre fatto di persone che pensano al proprio orticello pone seri freni e non permette di perseguire obiettivi decisivi. E poi siamo ancora legati alla politica del mezzogiorno, volta su altri fronti che non riguardano i nostri interessi. Dovremmo invece legarci al carro delle regioni del centro-nord. Ho visto le realtà estere, la Spagna è un buon esempio, ci sono città che sono cresciute attraverso ottime strategie. Qui ci fermiamo troppo spesso alla contestazione, al malcontento, e la gente si ritrova insoddisfatta, senza quei servizi e quelle possibilità che restano una chimera. Ma bisogna guardare al futuro da subito perché avviare una politica di cambiamento significa raggiungere dei risultati solo tra qualche anno. Nel frattempo altre regioni, altre realtà, ci supereranno, con il rischio di perdere non solo occasioni ma anche le nostre risorse umane che andranno altrove a investire le proprie competenze. Spero vivamente nei rappresentanti che abbiamo, nel nuovo governo, che si faccia una nuova proposta di sviluppo concreto. Non dimentichiamo che Marsica e aquilano potrebbero ben dialogare con l’altro fronte e quindi portare benefici per l’intera regione, con forti migliorie alle infrastrutture e ai collegamenti». Quali le azioni da attuare? «Come dicevo, l’unificazione delle due province di Chieti e Pescara; non ha senso al momento portare avanti due strategie separate, c’è

bisogno di un piano urbanistico e di sviluppo unico o quanto meno di creare una sorta di cabina di regia comune. Altra questione è il taglio agli sprechi, l’eliminazione della burocrazia che assurdamente nonostante l’era dell’informatizzazione va complicandosi. Andrebbero abolite migliaia di leggi che si sovrappongono e che troppo spesso subiscono diverse interpretazioni dai vari enti. Questo è il paese del non diritto, l’imprenditore non ha certezze. C’è bisogno di poche regole ma certe. Bisogna sapere, chiaramente e da subito, se su una determinata area è possibile o meno investire. Gli stessi accordi di programma che hanno caratterizzato l’urbanizzazione fino a oggi, non sono linee certe. È così che poi si finisce in situazioni che diventano poco chiare, in scappatoie che poi diventano la normalità. C’è bisogno di project financing trasparenti, della possibilità di intervento del privato. La grossa anomalia si trova invece nella nascita di società pubbliche che in realtà favoriscono solo certi privati, una strada quindi non credibile, che mina la sana competitività. Ricordiamo che quando rallenta il settore edile si crea un blocco che colpisce quello industriale». Abbiamo fin qui parlato di sviluppo e opportunità, tutti temi che coinvolgono il lavoro. Andando nello specifico, anche in relazione all’ultimo incontro tenuto da Ance Chieti alla Fiera di Lanciano, come si evolve il discorso sicurezza in rapporto alle nuove misure di prevenzione? «La cultura del lavoro e della sicurezza va cambiata a monte, non può essere risolto il problema grave degli incidenti sul lavoro unicamente attraverso un processo dell’inasprimento delle sanzioni. Questo va

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fatto fin dall’interno delle scuole. L’Ance si muove attraverso la Scuola edile e la Cassa edile con incontri, assistenza all’imprenditoria del settore, corsi per operai, tecnici, addetti alla sicurezza. Molte sono le imprese che si sono iscritte e che seguiamo. L’appuntamento di Lanciano è ormai un momento di incontro fisso da anni. Il problema vero è che manca una norma che indichi che l’operaio prima di entrare in un cantiere debba fare un corso di formazione adeguato. Bisogna conoscere come lavorare in un cantiere, come lavorare in sicurezza. Bisognerebbe inserire già nelle scuole pubbliche una materia a riguardo, favorire una nuova cultura predisposta e informata. Si tratta di un approccio diverso al mondo del lavoro. È un discorso valevole sia per l’imprenditore che per il lavoratore. Per quanto

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riguarda le strutture di formazione non si tratta neanche di un aggravio sulle spalle dell’imprenditore, perché noi stessi forniamo i mezzi, già esistono quindi. Tornando al discorso sanzionatorio, è allora inutile colpire l’imprenditore quando l’incidente o addirittura la tragedia si è già verificata. Il problema non viene risolto così. È la prevenzione l’unica soluzione. Chiaro anche che un certo discorso debba comunque restare, ma non si ottiene nulla se si pensa a inasprire senza considerare il problema alla fonte. Così come è necessario portare alla luce le tante micro imprese che operano in nero. Tutto il resto è solo uno strumento politico adottato ora da una parte, ora dall’altra, molto inflazionato nelle campagne elettorali e totalmente inutile alla risoluzione del problema»


credito&finan a » di Massimo Avenali

la convenienza di ASSICURARE I CREDITI Protegge il cash flow attuale e futuro, tutela gli utili, rafforza le relazioni commerciali, contribuisce a migliorare le relazioni con banche e fornitori. In altre parole, consente al management di concentrarsi sullo sviluppo del core business

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isparmiare l’1,38% del fatturato annuale. Vale a dire: 138mila euro nell’ipotesi di fatturato di 10 milioni di euro. Un bel vantaggio competitivo, ma non l’unico garantito alle imprese dalla copertura dei crediti. Vengono protetti il cash-flow attuale e futuro e gli utili e il management può concentrare gli sforzi sullo sviluppo del core business. È questa la principale conclusione di una ricerca sulla gestione del credito, condotta su 2.000 imprese di 10 Paesi europei e realizzata, per conto di Euler Hermes, dal Credit Management Research Centre delGabriella e Carlo Gallucci agenti generali di Euler Hermes

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l’università inglese di Leeds. Assicurare i crediti rafforza le relazioni commerciali delle imprese, contribuendo all’efficacia globale del credit management. Un grosso impatto finanziario si ottiene a livello di maggior quantità di ordini ripetitivi, minore quantità di reclami e controversie commerciali, maggiore redditività delle vendite, flessibilità delle scadenze e puntualità dei pagamenti, livelli più bassi di insolvenza e di frodi e una quota minore di costi globali per la gestione del credito. Le imprese che assicurano il credito fruiscono di informazioni creditizie e di market intelligence di migliore qualità a costi minori, con un risparmio economico per quanto riguarda il reperimento delle informazioni di riferimento e le ricerche di mercato.

Migliorano i rapporti con le banche per il fatto di aver assicurato i propri debiti commerciali. Le relazioni con gli istituti bancari sono più lunghe e stabili (5 anni in più per le imprese assicurate) ed è più agevole l’accesso ai finanziamenti a breve e al capitale obbligazionario, con un costo medio più basso per il capitale liquido. Migliorano anche i rapporti con i fornitori: le imprese assicurate ottengono delle condizioni di pagamento più favorevoli, in media fino a 7 giorni in più. I termini preferenziali concessi dai fornitori, la possibilità di ottenere una maggiore estensione del credito, gli sconti sulle operazioni commerciali ed una rosa di fornitori più ristretta e stabile, sono tutti fattori che contribuiscono a migliorare la stabilità operativa dell’attività

EULER HERMES SIAC È la prima Compagnia d’assicurazione crediti commerciali in Italia, con una quota di mercato superiore al 50% del totale. Euler Hermes SIAC affianca le aziende nel selezionare i clienti, gestire il recupero del credito in caso di mancato pagamento, indennizzare la perdita nei casi di insolvenza accertata. La società appartiene al gruppo Euler Hermes, consociata AGF e membro Allianz, è quotata all’Euronext Paris. Il gruppo e le sue principali società di assicurazione crediti, presenti in 51 Paesi, hanno ricevuto il rating AA- di Standard & Poor’s. In Abruzzo, per i territori delle quattro province, opera l’Agenzia Generale di Pescara di Carlo e Gabriella Gallucci. Il tessuto economico di riferimento, caratterizzato da una forte eterogeneità, rappresenta i settori trainanti del Paese. L’edilizia, la metalmeccanica, l’abbigliamento, le calzature e l’agroalimentare creano poli industriali di eccellenza, caratterizzati da piccole-medie aziende con una forte propensione all’export. Proprio l’esigenza di un mercato sempre più globalizzato impone di innovarsi/trasformarsi per mantere competitività ed efficienza. Settori tradizionali cui si affianca un nuovo interesse per segmenti economici sin’ora inesplorati quali la metallurgia, le risorse energetiche -tra le quali spicca il mercato petrolifero- le materie plastiche.

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credito&finan a

CARIPE, UN BILANCIO ricco di soddisfazioni Nel 2007 forte crescita degli utili e degli impieghi. In aumento anche il settore dei mutui per i privati e per le imprese

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n risultato più che positivo per il bilancio annuale 2007 di Banca Caripe. L’utile lordo si attesta intorno ai 12,3 milioni di euro con un incremento del 85,5 per cento rispetto allo scorso anno e un utile netto di 5,2 milioni di euro. Nel presentare i dati alla stampa il direttore generale Dario Mancini si è detto, comprensibilmente, molto soddisfatto: «La Caripe sta lavorando davvero bene nel nostro territorio –ha affermato- e questo lo dobbiamo anche all’efficienza e alla competenza del personale. La grande crescita degli impieghi è dovuta all’erogazione dei mutui, sia per i privati che per le imprese, sui quali stiamo puntando molto». Nel 2007 sono aumentati anche gli impieghi economici: +18,43 per cento rispetto al 2006. Ed è, di conseguenza, migliorato l’indice di efficienza gestionale: grazie all’incremento dell’utile e del patrimonio netto, il Roe (Return of equity) ha registrato un valore pari a 10,22 per cento, mentre il Cost/income

da sinistra: il vice direttore generale Banca Caripe Franco Coccioli, il presidente Tonino Di Berardino e il direttore generale Dario Mancini

si è attestato intorno al 62,77 per cento. Nel comparto si segnala il buon andamento delle forme tecniche di natura commerciale, ma soprattutto del comparto mutui. La massa amministrativa da clientela ordinaria raggiunge quota 1,830 milioni di euro, con un incremento di 25 milioni di euro rispetto allo scorso

il direttore generale della Banca Caripe Dario Mancini risponde alle domande dei giornalisti

anno. La raccolta gestita raggiunge un valore di 239 milioni di euro, con un incremento di 44 milioni rispetto ai dati di fine 2006 (+ 22,58 per cento); il patrimonio netto incluso l’utile d’esercizio, è risultato pari a 113 milioni di euro (+3,23 per cento). Presenti alla presentazione del bilancio, anche il presidente Tonino Di Berardino e il vice direttore generale Franco Coccioli. «Il nostro atteggiamento –ha detto Di Berardino– di estrema cautela e prudenza ci ha premiati e ci ha permesso di raggiungere questi numeri. Questo bilancio conferma la solidità patrimoniale e reddituale del nostro istituto dopo anni difficili». Obiettivo di Banca Caripe, l’apertura di almeno sette nuove filiali, nel prossimo triennio, nelle Marche e in Molise

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credito&finan a

AND THE WINNER IS… BLS!

L’istituto di credito di Lanciano e Sulmona insignito del “Milano Finanza Global Awards 2008” per la performance patrimoniale di efficienza. Il direttore Serafini: «Un riconoscimento prestigioso che certifica il nostro trend di crescita»

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i brinda ad un anno da record alla Banca Popolare di Lanciano e Sulmona. L’istituto è stato insignito del “Milano Finanza Global Awards 2008” un premio attribuito alle migliori performance registrate nel 2007. In particolare, il premio “Creatori di valore” che ha ottenuto la BLS, è un riconoscimento alle banche che hanno realizzato i migliori risultati patrimoniali di efficienza. Insomma, una banca abruzzese, sul piano della crescita, è riuscita a raggiungere e superare i grandi colossi nazionali. «Si tratta di un riconoscimento importantissimo –ha affermato con orgoglio il direttore generale Guido Serafini– che ci riempie di grande soddisfazione perché testimonia la validità del nostro lavoro. Ovviamente certifica trend di crescita assolutamente positivi in un contesto economico nazionale e internazionale per nulla semplice». La cerimonia di consegna dei premi si è tenuta nel Museo della scienza e della tecnologia “Leonardo Da Vinci” a Milano, nel corso di un evento ideato e coordinato dall’autorevole quotidiano “Milano Finanza”. La serata si è aperta con un messaggio di saluto del governatore della banca d’Italia Mario Draghi, seguito dall’intervento di Nouriel Rubini della “Stern School of Business della New York University”. Più di 200 i protagonisti del

» foto concessa da BLS

il direttore generale della BLS, Guido Serafini

mondo delle banche, della finanza e della comunicazione intervenuti alla cerimonia di premiazione. «Questo premio –ha continuato Serafini– costituisce un ulteriore stimolo a far bene nel 2008. Tra gli obiettivi più importanti, nei prossimi due anni, c’è l’apertura di dieci filiali, a partire dalle Marche fino ad arrivare in Puglia». Un riconoscimento questo che rende orgoglioso tutto il mondo finanziario economico abruzzese. Un esempio di come piccole realtà possano lavorare bene e confrontarsi in maniera vincente con contesti nazionali. Con i suoi 570 dipendenti la BLS è oggi una consolidata realtà anche a livello occupazionale. Gli sportel-

li attivi sono 58 in Abruzzo, 7 in Molise, 1 in Puglia e 1 nelle Marche. Il bilancio approvato lo scorso mese di marzo ha visto un utile di esercizio di 29,9 milioni di euro con un incremento del 27,38 per cento rispetto all’anno precedente. Il patrimonio netto registra una consistenza di 194 milioni di euro con un aumento rispetto al 2006 del 8,42 per cento. «Dati che ci confortano –ha commentato Serafini– ma soprattutto ci spingono a crescere, a guardare al futuro con fiducia, sempre in rapporto al nostro territorio, alle aziende che vi operano, alle famiglie ed agli individui che lo popolano»

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» di Massimo Avenali

MEC SYSTEM: LO SPAZIO RAZIONALE È di Roseto l’azienda specializzata in soppalchi, magazzini e strutture portanti. Una realtà in continua espansione che presto inaugurerà la nuova sede

da sinistra: Giuseppe Del Sole, responsabile tecnico e Patrizio Lupinetti, responsabile commerciale

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rriva dove molti altri devono fermarsi. La Mec System è un’impresa abruzzese specializzata nella progettazione, sviluppo e installazione di sistemi di stoccaggio per magazzini. Un’azienda che ha il suo punto di forza nella capacità di intuizione, nella continua attenzione alle esigenze e alla formazione del proprio personale. Una realtà in grado di soddisfare ogni richiesta espressa dalla clientela. Tecnica e capacità progettuale sono garanzia di professionalità. Alla Mec System la trasformazione di una buona idea, in un buon progetto, è un’opera concreta. Grazie a uno staff di spe-

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cialisti e a un’assistenza che copre ogni fase, sotto la guida di Patrizio Lupinetti, responsabile commerciale, e di Giuseppe Del Sole, responsabile tecnico, è in grado di attuare soluzioni standard, ma soprattutto personalizzate. Oltre ai sistemi di stoccaggio per magazzini, ai porta pallet, alle scaffalature e ai magazzini autoportanti per esterno, l’azienda esegue strutture che sfruttano al meglio lo spazio disponibile, adotta soluzioni automatizzate, realizza soppalchi e strutture portanti. Tra le sue referenze: AS Roma Calcio, Aeroporti di Roma, Alitalia, Impregilo, Montenegro, Estav Centro Distribuzione

Farmaci, Artsana Chicco, Barberini, Hugo Boss, Brioni, Sixty, Mariella Burani, Fater, La perla, Kemon, Procter & Gamble, Saila, Terme di Caramanico, Banca Tercas, Banca d’Italia, Banca di Castiglione Messer Raimondo, Inps. Patrizio Lupinetti, responsabile commerciale ripercorre così le tappe fondamentali della Mec System: «L’azienda nasce quattro anni fa, ma da un’esperienza nel settore di dodici anni sia mia sia di Giuseppe, proprio nel giorno della festa delle donne, un simbolo, questo, dell’attenzione che poniamo verso la persona. Lavorare deve equivalere a crescere insieme nel rispetto

» foto concesse da Mec System


un esempio di personalizzazizione di tutto l’impianto in base alle esigenze del cliente

e nella condivisione di determinati valori. Una cura particolare la dedichiamo alla formazione, alla sicurezza, a porre i nostri collaboratori nelle migliori condizioni di lavoro soprattutto nei cantieri. Nonostante la crisi generale, è un segno positivo e distintivo il fatto che l’azienda abbia costantemente un fatturato in aumento. Attraverso il nostro sito internet, www. mec-system.net, siamo ancora più in grado di raggiungere il cliente, seguirlo, presentare i servizi offerti

che possono interessare: dal magazzino, all’azienda, all’ufficio, alle più disparate realtà come dimostrano le nostre referenze». Sul futuro Giuseppe Del Sole, responsabile tecnico, non ha dubbi: «Bisogna innanzi tutto dire che ogni persona che lavora in Mec System mette creatività, passione, anima. Ci occupiamo dei rilievi sul posto, della progettazione, dell’installazione, senza perdere di vista nessuna delle fasi che portano al lavoro finito. L’azienda, grazie alle

un soppalco con una struttura di scaffalatura a passerella per ottimizzare sia lo spazio pedonabile sia lo stoccaggio di materiale in altezza

risorse umane e tecniche di cui dispone, ha raggiunto importanti risultati con realizzazioni in tutto il territorio nazionale. Ecco perché ha ora bisogno di una nuova e più ampia struttura, di prossima inaugurazione. Un passo importante per l’immagine che andrà a rafforzare la già grande professionalità che ci distingue e la disponibilità per lavori fatti davvero su misura. Ci avvaliamo di esperti, per questo Mec System riesce sempre a esaudire le richieste del cliente»

impianto di stoccaggio medicinali automatizzato

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» di Eleonora Lopes

SIA: DA DIECI ANNI AL SERVIZIO DELL’INDUSTRIA TEATINA Intervista a Gianfranco Esposito, direttore della Servizi Integrati Assindustria, la società di Confindustria Chieti divenuta un riferimento concreto in tema di formazione e internazionalizzazione

Gianfranco Esposito direttore della SIA, Servizi Integrati Assindustria di Chieti

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om’è nata la SIA e come si struttura? «La Servizi Integrati Assindustria è una società promossa e interamente partecipata da Confindustria Chieti, che ha avuto la lungimiranza, quasi dieci anni fa, di comprendere quanto potesse essere utile alle imprese del territorio una società in grado di progettare ed erogare corsi di formazione ed organizzare eventi. La SIA è certificata dal 2002 con il sistema di qualità ISO 9001:2000 proprio per l’erogazione di questo tipo di servizi; ed è stata accreditata nel 2003 dalla Regione Abruzzo in qualità di organismo formativo, nelle macrotipologie della formazione continua e superiore. Può con-

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tare su tre sedi: Chieti, Lanciano e Vasto. Grazie alla SIA l’associato di Confindustria Chieti può disporre di un servizio in più, un servizio a mio avviso indispensabile per la crescita di un’azienda». Quale missione si propone? «Il nostro obiettivo è fornire servizi reali alle imprese in ambito formativo e tecnico-gestionale. Servizi che vengono progettati insieme all’azienda in una logica di partenariato che in questi anni ha confermato la SIA come strumento utile e flessibile per l’azienda. L’attuale sistema socio-economico richiede, infatti, imprese sempre più dinamiche e tecnologicamente avanzate: è essenziale per sopravvivere e crescere nel mercato globale.

Cerchiamo di essere un punto di riferimento certo e professionale, attraverso uno sguardo attento alle problematiche del territorio, alle opportunità del mercato, all’interpretazione dei fabbisogni degli operatori economici». Su quali ambiti focalizzate la vostra attività? «La formazione, l’internazionalizzazione, l’organizzazione di eventi e le attività di coordinamento editoriale. La nostra scelta è stata di lavorare su pochi ambiti, ma in maniera concreta e mirata. Proprio la concretezza è la nostra arma migliore. Oggi è necessario fare formazione in maniera diretta, reale, dentro le imprese, rispondendo a tutte le esigenze avvertite dalle


aziende, al fine di contribuire a renderle più dinamiche e competitive. Quanto all’internazionalizzazione, ci stiamo puntando molto e da diverso tempo, anche in anni in cui se ne parlava poco e si conosceva ancor meno. Organizziamo seminari di presentazione di Paesi stranieri, missioni all’estero ed incontri bilaterali. Ultimamente abbiamo realizzato in Confindustria due Giornate Paese, dedicate rispettivamente all’Argentina ed alla Tunisia. Ambedue gli eventi si sono conclusi con il proposito di proseguire i contatti instaurati attraverso missioni e forum nei relativi paesi: una missione in Argentina ed il Forum di Cartagine. Riguardo all’Argentina, Confindustria nazionale ha proposto alla nostra associazione di collaborare all’organizzazione della missione unitamente ad altre due territoriali del sistema. In merito alla Tunisia invece, per i prossimi 12 e 13 giugno è previsto un forum a Cartagine, promosso dalla FIPA Tunisia, unitamente al ministero dello Sviluppo e della cooperazione internazionale della Repubblica Tunisina. Confindustria Chieti parteciperà a questo evento con una delegazione di imprenditori». In quali aree della formazione siete particolarmente attivi? «Le aziende si trovano oggi ad

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operare in contesti economici caratterizzati da forte dinamicità e instabilità. È quindi fondamentale avere una struttura tecnico-organizzativa flessibile e risorse umane rispondenti alle esigenze di crescita dell’industria. La SIA garantisce alle imprese un’offerta formativa qualificata, articolata nelle tipologie della formazione interaziendale, aziendale, continua e finanziata. In particolare, riguardo a quest’ultima, progettiamo per le aziende corsi che possano avvalersi di finanziamenti pubblici o dell’utilizzo di fondi interprofessionali, quali Fondimpresa e Fondirigenti. Avvalendoci della collaborazione di docenti e consulenti specializzati ed utilizzando metodologie aggiornate, strumenti didattici moderni e metodi di misurazione dell’efficacia dei corsi svolti, eroghiamo corsi nel settore della sicurezza -nel quale rappresentiamo un concreto riferimento per le imprese associate- organizzazione e gestione dell’azienda e del personale, amministrazione e gestione dei costi, lingua straniera, comunicazione, ecc.». Quali sono i progetti che ricorda con particolare orgoglio? «Sicuramente la realizzazione, attraverso Equal, programma comunitario nato per abbattere Gianfrano Esposito durante l’intervista

» foto di Simone Cerio

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le disuguaglianze sociali, di un centro di tele-lavoro per portatori di disabilità motoria. Aver dato l’opportunità a giovani diversamente abili di imparare ad utilizzare, attraverso le tecnologie compensative, il computer come strumento di lavoro ed inserire questi ragazzi nel mondo del lavoro impiegandoli in attività tele-lavorabili mi ha riempito d’orgoglio. L’utilizzo dei fondi interprofessionali per l’organizzazione di corsi di formazione per le imprese, ottenuti partecipando ai bandi nazionali insieme ad organizzazioni sindacali e Confindustria già dalla prima instaurazione dei fondi stessi grazie alla bontà dei progetti presentati. C’è stato anche il progetto di formazione dei dirigenti, realizzato con Federmanager Abruzzo e Molise, valutato al quarto posto tra 40 progetti nazionali. Non dimentichiamo I tirocini formativi (work experience), dedicati esclusivamente a donne, che hanno dato la possibilità a 22 ragazze di partecipare a corsi di formazione ed effettuare stage presso le aziende locali. Stage che, tengo a sottolinearlo, si sono conclusi per molte delle partecipanti in occupazione. E

infine, il Workshop Internazionale della Subfornitura Metalmeccanica organizzato nel 2002 con la Camera di Commercio di Chieti, al quale parteciparono aziende di 17 Paesi stranieri». Il principale obiettivo da raggiungere entro il 2008? «Di obiettivi ne abbiamo tanti. Siamo una società in continua evoluzione, fatta da persone che lavorano nell’ottica del miglioramento continuo. Tra le finalità del 2008, mi sento di evidenziare: un incremento significativo dei corsi di Alta Formazione, che abbiamo già iniziato a svolgere; espandere il raggio dei nostri servizi in ottica regionale e di partenariato con le altre territoriali della Regione; sperimentare nuove metodologie didattiche, creare un consorzio per l’export che possa fungere da supporto reale per quelle imprese che vogliano dedicarsi in termini concreti al commercio internazionale e all’internazionalizzazione. Il consorzio avrà carattere regionale e non provinciale. È auspicabile l’adesione di tutte le territoriali di Confindustria Abruzzo, focalizzando l’attività nel settore specifico dei servizi»

CHI È GIANFRANCO ESPOSITO Dirigente d’azienda, è laureato in Scienze politiche con indirizzo politicointernazionale. Dopo aver ricoperto in passato l’incarico di direttore di un’importante Organizzazione datoriale, è oggi dirigente di Confindustria Chieti, direttore della SIA Srl (società di servizi di Confindustria Chieti e organismo accreditato dalla Regione Abruzzo) e presidente del Consorzio LILE (per la formazione continua). Uomo di grande esperienza, maturata nell’arco di 18 anni spesi all’interno di Organizzazioni di rappresentanza datoriali, ha profuso il suo impegno soprattutto nello sviluppo delle imprese (piccole e medie), nella formazione e nei servizi reali. Da diversi anni si interessa al processo di internazionalizzazione: ha promosso e diretto -in qualità di amministratore unico- un Consorzio di esportazione. Più volte è stato membro di comitati di pilotaggio di progetti comunitari trasnazionali, nazionali e regionali. È stato docente in numerosi corsi di formazione.

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» di Massimo Avenali

LA COMUNICAZIONE CHE SEDUCE Un team di giovani professionisti con solida esperienza al servizio delle imprese e delle loro esigenze d’immagine. L’agenzia Marketing Service Milano è sinonimo di campagne pubblicitarie, progettazione di loghi e marchi, realizzazione di brochure, servizio hostess per ogni tipo di manifestazione

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odici anni di storia alle spalle. E un organico formato da giovani professionisti con elevata competenza. Marketing Service Milano è sinonimo di comunicazione e di pubblicità. L’agenzia realizza campagne pubblicitarie, lanci di nuovi prodotti o consolidamento di prodotti esistenti. Dedica attenzione e professionalità allo studio e alla progettazione di loghi e marchi, così come alla realizzazione di dépliant, brochure e cataloghi di presentazione. Al cliente vengono proposte idee innovative, studiando a priori quali siano le misure necessarie per rispondere in pieno alle sue aspettative e quelle del mercato. La soddisfazione del cliente è al primo posto, in un settore in cui la cura dell’immagine è certamente manifestazione di solidità e professionalità. Le ricerche di mercato vengono effettuate sia dall’agenzia, sia da diversi istituti al fine di ottenere continuamente dati precisi e affidabili. Brochure, cataloghi, pieghevoli, studi fotografici, video industriali, spot pubblicitari e presentazioni multimediali sono strumenti indispensabili per comunicare. Per avere una perfetta corporate identity vanno però integrati con tutte le azioni di marketing e vanno coordinati nell’immagine generale.

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Il mercato di riferimento per un’agenzia del genere è decisamente ampio. In Abruzzo sono molte le aziende che hanno bisogno di un piano marketing o di un progetto di comunicazione non avendo un proprio ufficio dedicato. In un mercato

sempre più difficile dove vi sono agguerriti competitor e margini sempre più assottigliati, per un’azienda è fondamentale destinare una parte delle proprie risorse per uscire dalla massa e avere la cognizione chiara di quale strategia usare e

gli uffici operativi della Marketing Service Milano

» foto concesse da Marketing Service Milano


quale obiettivo raggiungere. La dispersione di forze, oggi, non è più concessa, si avverte il bisogno di pianificare al meglio per ottenere il massimo risultato cercando di mantenere bassi i costi. L’esperienza dettata dagli anni ha fatto sì che i clienti di Marketing Service Milano abbiano oggi matu-

obiettivi aziendali. Ciò implica la continua interazione del processo gestionale e creativo, per garantire il funzionamento fluido dell’insieme. La creatività è una risorsa fondamentale per avere successo e per questo motivo è continuamente ricercata. Le aziende affidano quindi la loro immagine a esperti Sandra Fusco, titolare dell’Agenzia

rato importanti risultati. Professionalità e competenza sono fondamentali. Le difficoltà e i molteplici aspetti che investono un imprenditore non consentono allo stesso di dedicare il giusto tempo per valutare se la strada che si sta percorrendo sia effettivamente la migliore. Attraverso la Marketing Service Milano il cliente si garantisce un ufficio marketing in outsourcing e un vasto staff che quotidianamente lavora per sviluppare le attività definite nel progetto. Per la realizzazione di una nuova identità aziendale non servono unicamente immagini a effetto, è indispensabile una gestione coordinata del contenuto da pubblicare, che deve essere coerente con gli

per realizzare pubblicità sempre più innovative e sorprendenti, ma soprattutto efficaci. Da circa due anni l’agenzia ha ampliato la propria struttura inserendo il servizio divisione hostess e modelle. Con questa nuova divisione la Marketing Service Milano vuole offrire il massimo in termini di qualità e completezza dei servizi offerti. Oggi la divisione hostess e modelle conta oltre 400 iscritte, tutte selezionate per professionalità, bellezza, competenza. L’offerta va a coprire eventi quali fiere e manifestazioni in genere. Questo rende l’agenzia tra le più complete del mercato italiano per soluzioni marketing di ogni tipologia

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seminari&convegni

«PER IL 2008 IN PROGRAMMA PIÙ DI 800MILA EURO DI INVESTIMENTI» In occasione del Mirror Forum, presentati ad Avezzano i risultati raggiunti dalla Fondazione e le idee progettuali per l’immediato futuro. Dal dibattito è emersa con chiarezza la necessità, per lo sviluppo dell’Abruzzo, di un’efficace azione di rete tra istituzioni, imprese e mondo della formazione

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alla formazione allo sviluppo sostenibile, dal sostegno alla neo-impresa all’agro-industria, dall’autonomia energetica al sistema culturale, la Fondazione Mirror continuerà a produrre conoscenza e a progettare sviluppo, attraverso 20 progetti e ricerche». Questo l’orizzonte tracciato da Raimondo Castellucci, direttore generale della Fondazione Mirror al “Mirror Forum 2008 - L’Abruzzo che cresce”, l’incontro annuale dei soci e degli stakeholder della Fondazione Mirror, che si è tenuto il 16 aprile ad

Avezzano, presso la sala convegni di Sviluppo Italia Abruzzo. Oltre 90 protagonisti dell’ampia rete di istituzioni, imprese e mondo della formazione che ha a cuore lo sviluppo dell’Abruzzo hanno condiviso i risultati delle attività 2007 della fondazione e le esigenze, le aspettative e le idee progettuali per il 2008. «Le risorse non saranno solo economiche perché è il capitale umano a fare la differenza» -continua Raimondo Castellucci- in questo ambito le novità riguardano la nuova governance delle relazioni con il territorio, gestite dal neo-

segretario generale Claudio Mari e la possibilità di ottimizzare tutte le competenze del Mirror Team, i sei giovani neo-economisti dello sviluppo, che completeranno entro l’anno un percorso biennale di alta formazione e lavoro». L’azione Mirror potrà quindi contare su una qualificata rete di partnership, da quella ormai consolidata con la Fondazione Alma Mater dell’università di Bologna per la progettazione in ambito comunitario, a quella con Carsa Spa, la nota società abruzzese specializzata in comunicazione integrata, per unire Abruzzo interno e costiero nel

da sinistra: Iride Cosimati, vicesindaco di Avezzano; Raimondo Castellucci direttore generale Fondazione Mirror e Rinaldo Tordera, vicepresidente Fondazione Mirror

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» foto concesse da Fondazione Mirror


il pubblico intervenuto

segno dello sviluppo sostenibile, fino alle collaborazioni con le università regionali, in particolare con l’Ateneo dell’Aquila per progetti nel settore hi-tech. Ad accendere il dibattito l’interrogativo lanciato da Rinaldo Tordera: «L’Abruzzo cresce?». Il vicepresidente della Fondazione Mirror e direttore generale di Carispaq, partendo dal titolo dell’incontro, ha sottolineato come: «Solo gra-

zie a un’efficace azione di rete tra Istituzioni, imprese e mondo della formazione sarà possibile trasformare in realtà ciò che oggi appare un auspicio. Fondazione Mirror è il luogo adatto per sviluppare questo spirito collaborativo». In preparazione del forum ogni invitato ha espresso esigenze e proposte per orientare le attività della Fondazione. Claudio Mari, commentando i risultati dell’audit,

in primo piano: Stefania Pezzopane, presidente della Provincia dell’Aquila

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seminari&convegni

ha affermato: «Le criticità dipendono anche da bassa produttività, burocrazia asfissiante, infrastrutture deficitarie e formazione scadente, responsabilità che investono l’operato di ognuno di noi» e ha proseguito «In questa ottica le 23 proposte di lavoro emerse sono un ottimo segnale della volontà di progettare e lavorare assieme». Tra le autorità hanno preso parte al dibattito, gli assessori regionali Valentina Bianchi e Giovanni D’Amico, la presidente della Provincia dell’Aquila Stefania Pezzopane, il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, il professor Enzo Chiricozzi, della facoltà di Ingegneria dell’università dell’Aquila, il vice sindaco di Avezzano Iride Cosimati, insieme con altri amministratori, imprenditori e docenti, anche delle scuole superiori. L’aspetto più innovativo del Mirror Forum 2008 è nel linguaggio che ha caratterizzato il confronto tra istituzioni, imprese e mondo della formazione e della ricerca. Uno stile essenziale che ha permesso

da sinistra: Raimondo Castellucci e Rinaldo Tordera rispettivamente direttore generale e vicepresidente Fondazione Mirror

di valorizzare i punti di forza del territorio senza risparmiare i fattori critici che ne frenano la crescita, mettendo in luce le responsabilità

di ognuno: L’Abruzzo che cresce è più che mai un modello per persone orientate alla progettualità e all’eccellenza

LA FONDAZIONE MIRROR La Fondazione Mirror per l’impresa della conoscenza è stata costituita nel giugno 2005 su iniziativa di Micron Technology Italia e con l’adesione di importanti soggetti pubblici e privati dell’Abruzzo. La mission è “radicare e sviluppare in Italia ed in particolare in Abruzzo, l’impresa della conoscenza”. I settori strategici sui quali agisce la Fondazione sono risultati da un’inedita analisi territoriale svolta nel 2004 e sono: formazione, neo-impresa, sviluppo sostenibile, autonomia energetica, agro-industria e sistema dei divertimenti. Soci della Fondazione sono soggetti pubblici e privati che concorrono al processo di innovazione e sviluppo sostenibile del territorio abruzzese. Oltre agli organi statutari, la struttura della Fondazione comprende il comitato esecutivo che progetta e dirige l’azione con il supporto del Mirror Team, unità tecnica specializzata in analisi statistiche, socio-economiche e culturali, formata da sei giovani laureati abruzzesi che hanno vinto una borsa di studio biennale per essere economisti dello sviluppo. La Fondazione condivide la conoscenza che produce attraverso pubblicazioni e altri strumenti di comunicazione come i libri Mirror, un modello di lavoro nell’economia della conoscenza e Imagine, la sfida del capitale umano nell’economia della conoscenza (entrambi pubblicati da Il Mulino, Bologna), la Collana Quaderni Editoriali. Nel sito www.fondazionemirror.it sono a disposizione dossier, report e altri documenti di ricerca. LA NOVITÀ La newsletter Mirror pubblica è il nuovo strumento di comunicazione dedicato a chi vuole partecipare alla rete Mirror: un appuntamento mensile con l’informazione e l’approfondimento su ricerche, progetti, iniziative ed eventi speciali promossi dalla Fondazione. Per iscriversi www.fondazionemirror.it.

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seminari&convegni » di Lucia Mancini

L’AGROALIMENTARE ABRUZZESE, la tipicità che conquista

Fiere, Workshop, aperture di Show room, Educational e corsi di formazione per colpire mercati obiettivo. In arrivo una serie di iniziative promosse da Ice, Regione Abruzzo e Arssa

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Abruzzo è sempre più conosciuto all’estero. E non solo per i suoi borghi e per la natura incontaminata, ma anche in virtù del suo ricco patrimonio eno-gastronomico. Proprio per esaltare questo patrimonio, la regione Abruzzo, tramite l’Arssa, ha siglato una nuova convenzione con l’Ice per la programmazione di una serie di attività congiunte con l’obiettivo di promuovere all’estero il comparto agroalimentare regionale -in particolare DOP, IGP, vini DOC/DOCG, produzioni biologiche e pasta secca- assicurando l’ingresso o il rafforzamento della presenza delle imprese regionali in vari mercati obiettivo: nord e centro America, nord ed est Europa, Asia. L’investimento totale previsto è stimato intorno a 1.070.000 euro, con una previsione di 500.000 euro di impegno finanziario da parte dell’Arssa, altrettanti da parte dell’Ice e 70.000 euro circa di contributo proveniente da privati. «La grandissima qualità di rapporto istaurato con l’Ice -ha dichiarato Marco Verticelli, assessore regionale all’agricoltura- ci consente di proseguire sulla stessa linea tracciata negli scorsi anni, imboccando però anche strade nuove. Con questa convenzione, infatti, senza trascurare gli obiettivi tradizionali, guardiamo anche a mercati innovativi come la Romania, il Brasile, l’Asia». Roberto Lovato, dirigente nazionale Ice - Area Agroalimentare ha

da sinistra: il direttore ICE Bucarest, Iaccarino; Donatantonio De Falcis, direttore generale ARSSA; i consiglieri regionali Verini e Di Paolo; il dirigente Area agricoltura Mario Pastore e Marco Verticelli assessore regionale all’Agricoltura

aggiunto: «Posso affermare che la collaborazione con la regione Abruzzo è risultata tra le più virtuose in Italia. Le iniziative intraprese hanno incontrato una buona risposta, sia in termini di partecipazione delle aziende locali, sia per quanto riguarda il feed back ottenuto dagli operatori e dalla stampa estera, che hanno mostrato di apprezzare l’Abruzzo e le sue produzioni tipiche». Le attività che rientrano nella convenzione sono di vario tipo: dalle fiere (Biofach di Monaco e London Wine Fair), per alcune delle quali sono in programma anche attività collaterali di sostegno alla presenza delle aziende abruzzesi (Prowein di Düsseldorf, Summer Fancy Food di New York, Sial di Parigi, Vinitaly China) ai workshop (Bruxelles, Bucarest, Boston, Alberta/Vancouver, San Paolo/Riberao, S. Pietroburgo e Svezia); dalle iniziative di pro-

mozione presso la ristorazione e la G.D.O. in Germania fino ad arrivare ai corsi di formazione sulla cucina tipica abruzzese per chef provenienti da Svezia, Germania, Mumbai (India), Bruxelles (Belgio), negli istituti alberghieri regionali; e infine dagli educational trip rivolti a giornalisti ed operatori originari di Dubai, Svezia, Germania, Romania, Canada, ai corsi di formazione per le imprese locali. Già nel mese scorso, la nostra Regione ha aperto ed avviato a Bucarest le attività dello showroom “By Abruzzo” con lo scopo di aiutare le aziende dell’agroalimentare regionale ad approcciare e consolidare la loro presenza sul mercato romeno, con compiti logistici, di informazione e di promozione delle specificità regionali. Un’ iniziativa che verrà inaugurata a breve anche in Brasile, nelle città di San Paolo e Riberao Preto

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seminari&convegni » di Massimo Avenali

Basilea 2, meno rischi e più trasparenza In arrivo non solo regole restrittive, ma un nuovo modo di concepire le relazioni tra banche e imprese, puntando sulla corretta valutazione del rischio

i relatori intervenuti al convegno, da sinistra: Susanna Ercoli, Paolo Foresta, Franco Coccioli, Mauro Angelucci, Dario Mancini, Enrico Marramiero e Giovanni Bertoli

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l rischio in economia è quella caratteristica legata all’attività tipica che viene svolta e che determina scelte e strategie di un’impresa. Nel rapporto tra banca e impresa è evidente quanto lo stesso rischio in cui la banca incorre debba rispondere a criteri di trasparenza e corretta valutazione. In questo contesto le linee di Basilea 2 vanno a regolare e a standardizzare le modalità di assunzione e valutazione del rischio, la posizione dell’impresa,

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le possibilità della banca di assumersi l’onere, tutti elementi determinanti. Basilea 2 impone, infatti, un salto di qualità nella relazione tra banca e impresa. La disponibilità e la concreta condivisione delle informazioni sono alla base del rafforzamento della relazione. Assicurare una misurazione accurata dei rischi e della dotazione patrimoniale, strettamente commisurata all’effettivo grado di esposizione al rischio, è uno dei punti fondamentali. Così come stimolare

le banche a migliorare le prassi gestionali e le tecniche di misurazione dei rischi o anche valorizzare il ruolo disciplinante del mercato, con l’introduzione di specifici obblighi di informativa al pubblico. Di questa tematica si è parlato nell’ambito di un convegno che si è svolto nella sede di Confindustria Pescara, organizzato insieme a Banca Caripe, che ha visto la partecipazione di: Dario Mancini, direttore generale Banca Caripe, Enrico Marramiero, vice presidente

» foto di Andrea Straccini


Confindustria Pescara, Susanna Ercoli, responsabile del Laboratorio delle imprese di Banco Popolare, Giovanni Bertoli Palomba, organizzazione credito di Banco Popolare, Paolo Foresta, per Humangest, Franco Coccioli, direzione crediti di Banca Caripe. A fare gli onori di casa, Mauro Angelucci, presidente di Confindustria Pescara. L’urgenza che emerge, riguarda la disponibilità messa sul campo dalle banche a instaurare rapporti con le aziende. Importante è la nascita di un Laboratorio delle imprese in cui uomini con forte esperienza aziendale possano unirsi per migliorare assieme un’idea di sviluppo e concretizzarla, azione che proprio il Banco Popolare sta attuando. Il pericolo maggiore è che le aziende italiane più piccole vadano verso il declino in un mercato in cui la competitività è padrona e le imprese più grandi offuscano il futuro di quelle minori. Per affrontare le nuove sfide c’è dunque bisogno di associativismo, unione, una forza collettiva guidata in modo professionale. Il ruolo della banca in tutto questo deve essere attivo e di stimolo. La conoscenza più approfondita di territorio e impresa

diviene così rilevante negli stessi legami che si instaurano tra le varie realtà. In relazione alle disposizioni di Basilea 2, impiegare il sistema avanzato per la misurazione del rischio di credito, che caratterizza l’attività bancaria, è una finalità preponderante. L’introduzione di un sistema affidabile e unico di assegnazione del rating, ovvero del grado di solvibilità di ogni specifico debitore, l’aggiornamento costante di tale valore identificativo e la corretta e costante misurazione dello stesso sta alla base di tutto. Ogni attività posta in essere comporta l’assunzione di un certo grado di rischio. Tale rischio deve essere quantificato e supportato da capitale (patrimonio di vigilanza). Considerazione da fare, è che un miglior rapporto e una migliore gestione del capitale, permette alla banca di poter erogare maggiormente con le conseguenti ricadute in termini economici per tutto il territorio. A tale finalità, mirano i vari istituti, così come esposto da Banca Caripe e Banco Popolare, mettendo sul campo esperti del settore, dialogo e progetti concreti a favore dei piccoli e medi imprenditori

Liberi di rischiare. Rischio e sicurezza. A prima vista, queste due cose non possono convivere: o ti assumi i rischi, oppure scegli la sicurezza. Come imprenditore devi assumerti dei rischi; è necessario per far crescere la tua azienda. Ma per poterti concentrare sui tuoi affari, devi poter controllare il rischio. Con Atradius puoi, facendo coesistere rischio e sicurezza, perfettamente. Con oltre 75 anni di esperienza nella gestione del credito a livello mondiale, Atradius è una delle maggiori compagnie di assicurazione del credito al mondo. Atradius sostiene le imprese come la tua con un’ampia gamma di servizi: dall’assicurazione del credito alle fideiussioni, sino al recupero dei crediti, aiutandoti a bilanciare rischio e sicurezza. Da oggi, puoi sentirti libero di rischiare e di contattarci all’800.343400.

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seminari&convegni » di Lucia Mancini

DIFFONDERE L’INNOVAZIONE PER GENERARE SVILUPPO Confindustria L’Aquila apre al terziario avanzato. Costituita una nuova sezione, per adeguare la struttura di rappresentanza ai rapidi cambiamenti del mercato e raccogliere le sfide dell’economia della conoscenza

I

l settore servizi vale il 60% dell’economia europea. L’Aquila e la sua provincia non sono da meno: i numeri indicano che sono ben 891 le imprese di servizi presenti sul territorio. Ne hanno parlato nella sede di Confindustria L’Aquila, il presidente della sezione Antonio Chiodo - S&T Consulting, i vicepresidenti Francesca Pompa - One Group, e Arcangelo Ciccarelli - Marsica Lavoro e il membro del comitato operativo Gianluca Bucci - Iter Novit.  La crescente presenza di beni pensanti, diviene capitale intellettuale. Il lavoro stesso è fatto di conoscenza, sempre più alla base di ogni attività imprenditoriale, nella piccola, media e grande impresa. Il cosiddetto capitale intangibile, fa ora sentire la propria importanza. I beni divengono la piattaforma per acquisire servizi, per nutrire il terziario. La forma della nuova impresa, in questo senso, assume l’aspetto di

il Comitato della sezione del Terziario avanzato: da sinistra, Gianluca Bucci, Antonio Chiodo, Francesca Pompa e Arcangelo Ciccarelli

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» foto concesse da Confindustria L’Aquila


una rete, un network di aziende per la creazione di innovazione, ricerca, formazione manageriale e organizzativa delle risorse umane. Il terziario assume un ruolo di primo piano. All’interno di Confindustria L’Aquila è stata costituita l’apposita sezione rivolta al settore del terziario avanzato, in una comunione di intenti da perseguire a favore delle varie realtà della provincia. Di primaria importanza, la diffusione della cultura dell’innovazione che deve pervadere l’azienda al passo con i tempi. L’eccellenza sarà il raggiungimento e la materializzazione dell’obiettivo stesso. Una soluzione già attuabile è il patto d’impresa con gli operatori dell’informazione. Stesso discorso per una serie di interventi da effettuare nelle scuole. Sarà possibile svolgere un’attività mirata che darà nel tempo i suoi frutti. Ancora, la definizione di un piano di co-marketing è altrettanto rile-

vante. Le aziende devono svolgere una serie di iniziative di marketing alleandosi fra loro, organizzandosi, facendo diventare la cooperazione una vera e propria spinta che parta da una condizione mentale e di volontà. L’incremento deve riguardare i benefici, i fruitori, la qualità, la visibilità, la diminuzione di costi e rischi. Un importante collegamento deve poi attuarsi con la pubblica amministrazione con cui le aziende già si relazionano. L’obiettivo, in sintesi, è creare nuove opportunità di business per prendere parte alla progettazione dello sviluppo del territorio invertendo l’attuale rapporto di interazione tra politica e impresa. Sono gli operatori economici che devono tracciare le linee della programmazione e i politici, quali rappresentanti degli interessi collettivi, disegnare e trovare gli strumenti adeguati per il raggiungimento degli obiettivi posti

gli studenti dell’Itis dell’Aquila durante la lezione sull’innovazione nella sala congressi di Confindustria L’Aquila

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seminari&convegni » di Eleonora Lopes

Il business viene dal mare In un convegno a Giulianova si è discusso sul ruolo di enti, finanza e credito. Auspicata un’agenzia regionale di gestione dei porti. Al Real estate di Milano posti barca per attrarre investimenti immobiliari. Un futuro con navi “Ro-Ro” per lo scalo merci di Ortona

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l mare mette in comunicazione e spinge l’economia. L’andirivieni delle onde è ininterrotto, come i molteplici interrogativi che pone. Su questi aspetti e, in particolare, sul ruolo degli enti, finanza e credito a servizio dell’economia del mare si è tenuto a Giulianova un convegno di studi. «Se si parla di economia del

mare –ha spiegato Salvatore Florimbi, in rappresentanza della Camera di commercio di Teramo– ci si affaccia su un comparto economico che, nel 2007, ha fatto registrare, nel suo complesso, un volume d’affari di 36,5 miliardi di euro, il 2,7% del Pil. Il sistema dei trasporti marittimi ha totalizzato 15 miliardi di euro, le attività pescherecce 4,5

miliardi, così come quelle legate alle attività logistiche portuali e ausiliarie, mentre il valore della cantieristica navale e diportistica è di oltre 2 miliardi di euro. Numeri che superano il comparto primario dell’agricoltura e che si fanno apprezzare per altri elementi, come quello della spinta nelle esportazioni del nostro paese, così come

il tavolo dei relatori, da sinistra: Bernardo Cardinale, Pierangelo Giudobaldi, Enrico Del Colle, Mauro Di Pietro, Luciano D’Alfonso, Claudio Ruffini, Caludio Di Gennaro e Marco Verticelli

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» foto concessa da Confindustria Chieti


per l’alto numero dei lavoratori che vi trovano occupazione, circa 395 mila unità. Il mare con la sua forza economica è sicuramente un settore con elevata trasversalità e con moltiplicatori superiori agli altri comparti, garantendo una spinta del 2,24% al reddito e di 2,41% all’occupazione». Dunque, la portualità abruzzese è l’avamposto di un sistema economico che ha riflessi sull’intera regione. Tematiche su cui l’esperienza dell’Ente Porto di Giulianova rappresenta una base di discussione: «I lavori che abbiamo avviato –ha dichiarato, nel corso del suo intervento, il presidente Pierangelo Guidobaldi– ci porteranno a realizzare 350 nuovi posti barca da dedicare al diporto. Uno sviluppo in termini numerici che ci consentirà di dare risposta alle istanze di un’utenza attualmente inevasa e, al tempo stesso, garantirà un migliore e più funzionale attracco dei pescherecci e delle imbarcazioni adibite alla piccola pesca. L’assenza della concreta possibilità di contare su un collegamento diretto con la Croazia –ha poi aggiunto– ci ha spinto a organizzare un servizio charter con

una decina di imbarcazioni. Siamo già al secondo anno di Giramare. Grazie all’impegno di alcuni giovani studenti dell’università abbiamo costituito Culturlab, un’associazione che promuove servizi nel turismo portuale. Questo ci ha consentito, per esempio, di promuovere le nostre iniziative nell’ambito della Borsa internazionale del turismo di Milano». Il Presidente ha poi annunciato l’ultima trovata a sostegno dell’attività diportistica: «Con l’amministrazione comunale di Giulianova –ha precisato– parteciperemo al Real estate italiano e del mercato del Mediterraneo. Dal 10 al 13 giugno incontreremo presso il polo esterno della fiera milanese gli operatori del settore italiani ed esteri, le pubbliche amministrazioni e i professionisti del mercato immobiliare. L’idea è quella di proporre l’acquisto di case vacanza in abbinamento a posti barca. Un’iniziativa che per la marina di Ravenna ha rappresentato un incremento del 20 per cento del mercato immobiliare locale. Un modo concreto per attrarre investimenti ai fini dello sviluppo e della riqualificazione territoriale».

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ubicazione: • nel Comune di Città Sant’Angelo • a 8 km da Pescara

descrizione: • capannoni per commercio all’ingrosso, moduli da 634 mq a 10.000 mq

• a 4 km dall’autostrada A-14 uscita Pescara nord

• capannoni per logistica, moduli da 480 mq a 2.400 mq

centro servizi: • sportello bancario • bar e ristorante • sala conferenze • uffici


seminari&convegni

Così come Luciano D’Alfonso, sindaco di Pescara, nel primo impegno pubblico, dopo la sua rielezione, ha auspicato la nascita a breve di un’agenzia regionale dei porti. Un organismo che dovrebbe assicurare una gestione diretta delle infrastrutture evitando, per esempio, la logica dell’emergenza nelle escavazioni dei fondali all’interno dei bacini portuali. Inoltre, nel disegno del sindaco D’Alfonso, l’agenzia dovrebbe occuparsi del coordinamento delle azioni di promozione e sviluppo di progetti transfrontalieri. Proposte condivise anche da Claudio Ruffini, sindaco di Giulianova, che ha confermato l’impegno dell’Amministrazione locale a sostenere lo sviluppo dello scalo giuliese a partire dall’approvazione del suo Piano regolatore generale. Marco Verticelli, assessore regionale alla pesca, ha candidato l’Abruzzo a un ruolo da protagonista legato proprio al mare. «Nel 2010 -ha chiarito Verticelli- il Mediterraneo sarà aperto al libero scambio: attrezziamoci per dare un’idea dell’Abruzzo libera dai luoghi comuni. Bisogna puntare sulla qualità

ambientale evitando di stressare il mare. Pensate -ha evidenziato- che da Pescara a Martinsicuro operano 84 vongolare e da Ortona a Vasto se ne contano 20. Tolti gli spazi destinati ai due parchi marini, le imprese potranno utilizzare appena 500 metri. Tutto questo può far morire il mare e dequalificare tutto il settore e l’indotto». Per contrastare il fenomeno, l’assessore ha annunciato di aver avviato negoziati con l’Unione europea per ottenere specifici finanziamenti per migliorare le attività delle imprese, «magari attraverso una loro selezione coerentemente con gli spazi utilizzabili e le esigenze di tutela del mare». Una pronta risposta è arrivata anche dal mondo bancario dalle parole di Claudio Di Gennaro, vice presidente della Tercas: «Abbiamo il dovere di dare forza a tutte le realtà economiche che traggono dal mare la risorsa primaria. Il territorio va sostenuto attraverso soluzioni e servizi finanziari in grado di rafforzare e consolidare gli investimenti in infrastrutture e iniziative imprenditoriali».

una panoramica del pubblico che ha assistito al convegno di Giulianova

ORTONA A TUTTO “RO-RO” D’accordo infrastrutturare il mare per il trasporto merci, positivo che la Politica si ponga il problema in termini di concretezza, ma chi dice che il porto di Ortona possieda le caratteristiche fisiche per essere lo scalo merci d’Abruzzo? L’interrogativo del professor Piergiorgio Landini, docente all’università “G. d’Annunzio” Chieti – Pescara, introduce nuove argomentazioni sul futuro del porto di Ortona. «Quello che è ritenuto il naturale e scontato scalo merci d’Abruzzo ha limiti fisici -ha dichiarato Landini- legati alla profondità dei suoi fondali e il relativo insabbiamento a causa delle correnti marine». Secondo Landini solo le navi cosiddette Ro-Ro (Roll-on/Roll-off Service), potrebbero approdare con facilità e muoversi all’interno del bacino portuale, ma avrebbero dei limiti volumetrici. Le navi Ro-Ro sono imbarcazioni in grado di caricare contenitori da 20 piedi, automobili, autocarri, merci deperibili, liquidi sfusi travasati in apposite cisterne. Per la movimentazione del carico, tra un ponte e l’altro, dispongono di carrelli mobili elevatori di differente portata che vengono utilizzati anche nelle fasi di carico e scarico. In alternativa, poi, ci sono le navi “Lo-Lo” (Lift-on/Lift-off) che dispongono, invece, di ascensori da carico e scarico. Insomma, navi di ultima generazione che non hanno niente a che fare con le tradizionali e mastodontiche portacontainer. I vantaggi delle “Ro-Ro” e “Lo-Lo” sono nel basso costo di esercizio di queste navi, una rapida risposta alle operazioni di movimentazione delle merci e, non ultimo, pescaggi più bassi, alla portata dei nostri fondali. A Ortona il futuro è “Ro-Ro”. Della Deutsche BanK e il compasso del presidente ne parliamo un’altra volta. (mdp)

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seminari&convegni

Un’assunzione di responsabilità a cui ha fatto eco l’intervento di Piergiorgio Landini, direttore del dipartimento di economia e storia del territorio dell’università degli studi di Chieti-Pescara: «In generale dobbiamo affidarci a una logica pianificatoria concependo, sempre più, un sistema di gestione integrata e combinando il territorio ai servizi. Nel turismo dobbiamo essere bravi a intercettare la nuova domanda di vacanze caratterizzata da brevi periodi, ma ripetuti nel corso dell’anno. Qui è da sfruttare, meglio e di più, il potenziale garantito dal nostro territorio e dalle bellezze naturali, culturali e enogastronomiche. Per il sistema portuale, in particolare, dobbiamo analizzare i nostri limiti fisici e naturali, rapportati alla configurazione morfologica della nostra costa. Penso a Ortona e al suo fondale, così come al porto di Pescara. Inutile pensare a chissà quale soluzione. A Ortona, per esempio, dobbiamo immaginare uno sviluppo di trasporto intermodale di tipo “RO-RO” con navi che non superano i sette metri di pescaggio. Per intenderci sono quel-

le navi Roll-on/roll-off progettate per trasportare i container che viaggiano su ruote come autocarri, oppure vagoni ferroviari. Questo ci dicono gli studi, questa è l’analisi condotta, verificando anche le esigenze dei vettori. Mentre è giusto garantire una adeguata offerta di posti barca per il diporto. A queste idee dobbiamo dare risorse e una speranza di realizzazione. Questo a prescindere da quello che provocatoriamente definisco spoil system territoriale.  Indipendentemente dagli schieramenti politici e dalla genesi dei progetti, dobbiamo garantirne, una volta approvati, la loro realizzazione. La speranza è che anche in Italia vinca la logica del fare e non della contrapposizione politica a tutti i costi». Ecco che la forza inesauribile del mare torna a infrangersi sulla riva. Il rapporto assume i contorni di una baruffa tra innamorati. La voglia di stringere nuovi rapporti si accosta alla ricerca di nuovo sviluppo. L’importante è che il futuro, qualsiasi esso sia, ci trovi pronti: per l’Abruzzo sarebbe imperdonabile sciupare questa occasione

DOTTORI CON LA “BORSA” Il convegno di studi è stato organizzato nell’ambito delle attività del Dottorato di ricerca in Analisi delle politiche di sviluppo e promozione del territorio. Il corso di studi post-universitario si propone un’offerta formativa interdisciplinare con sbocchi professionali nella Pubblica Amministrazione, nel mondo imprenditoriale, nella pianificazione e nella libera professione. L’organismo dell’università di Teramo è coordinato dal docente, Bernardo Cardinale che, grazie alla collaborazione con l’Ente porto di Giulianova, ha istituito borse di studio per tesi di laurea in Geografia e politica economica del territorio. Nel corso della manifestazione il Pro-rettore, Enrico Del Colle e il presidente dell’Ente porto di Giulianova, Pierangelo Guidobaldi, hanno consegnato gli assegni di studio ai due studenti vincitori: Tonino Lucani con La portualità turistica in Italia: il caso della Marina di Pescara e Piermario Fagioli con Turismo nautico e territorio: il ruolo del porto turistico di Giulianova. Alla premiazione ha presenziato Francesco Bonini, direttore del dipartimento di storia e critica della politica dell’ateneo teramano.

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eventi » di Cinzia Piatti

«PREMIATO DALLA CRITICA, APPREZZATO DAI CONSUMATORI» Grandi soddisfazioni dal Vinitaly 2008: il Montepulciano d’Abruzzo conquista premi nei concorsi enologici ed è uno dei vini «Doc» più venduti

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na pioggia di premi e tanto interesse da parte della stampa e dei numerosissimi operatori commerciali in visita presso gli splendidi stand delle 92 aziende vitivinicole, delle 6 aziende di distillati e delle 22 olivicole abruzzesi. Un bilancio molto positivo per Vinitaly e Sol 2008, le due più importanti manifestazioni fieristiche internazionali dedicate al vino e all’olio d’oliva di qualità, conclusesi a Verona lo scorso 7 aprile. Quest’anno più che mai, l’Abruzzo ha dato prova di grande maturità e di grande spirito di gruppo. Regione, Arssa, Camere di commercio, Enoteca regionale, Province, Aptr, associazioni di pro-

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duttori: tutti uniti in nome del marketing territoriale, della promozione di occasioni di crescita e sviluppo per l’intera regione. Ma la kermesse ha riservato grandi soddisfazioni anche per la componente economica: il Montepulciano d’Abruzzo, il nostro fiore all’occhiello, oltre ad essere il più premiato al Concorso enologico internazionale del Vinitaly, per il terzo anno consecutivo, è risultato essere uno dei vini Doc più venduti nella grande distribuzione. È quanto emerge dai risultati dell’indagine realizzata dall’Istituto di ricerca IRI Infoscan, che conferma quanto il nostro vino di punta piaccia alla critica ma anche al mercato. La classifica dei

» foto di Andrea Straccini


lo stand dell’azienda vinicola Farnese

“top five”, riferita ai vini a denominazione d’origine in bottiglia da 0,75 l. (Doc, Docg, Igt) venduti nella distribuzione moderna, vede nell’ordine: Chianti, Montepulciano d’Abruzzo, Nero d’Avola, Bonarda Oltre Po Pavese e Müller Thurgau. Dalla ricerca è emerso come il Montepulciano d’Abruzzo non solo confermi il trend positivo degli ultimi tre anni, ma faccia registrare un aumento di vendite di ben 5,5 punti rispetto al 2006. Superata la quota di 8 milioni di ettolitri venduti, per un valore di 21 milioni di euro e 10,7 milioni di bottiglie. Il prezzo medio è 1,98 euro, a dimostrazione del miglior rapporto qualità/quantità/prezzo rispetto a due competitor importanti e molto aggressivi come Chianti e Nero d’Avola. La ricerca evidenzia la crescente importanza di super e ipermercati come canale di vendita del vino, tanto da rappresentare il 66% del-

le bottiglie vendute in Italia (9 su 10 a denominazione di origine: Doc, Docg, Igt). Nel solo 2007 sono stati venduti quasi 6 milioni di ettolitri di vino, per un valore di 1.318.450.944 euro. Se si aggiunge il dato registrato dal settore discount si arriva ad un totale complessivo di circa 7 milioni di ettolitri e quasi 1,5 milioni di euro. I consumatori hanno acquistato sugli scaffali dei supermercati maggiormente i vini di fascia bassa e quelli di fascia alta: quelli inferiori ai 2 euro sono cresciuti del 9%, i vini oltre i 7 euro hanno incrementato le vendite del 15,1%. Complessivamente, oltre il 60% dei volumi venduti in Gdo è stato acquistato ad un prezzo inferiore ai 3 euro. «È un risultato che esalta la considerazione di “vino quotidiano” da parte dei consumatori –commenta l’assessore regionale all’agricoltura

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l’assessore regionale all’agricoltura Marco Verticelli, Donatantonio De Falcis, direttore generale ARSSA e il giornalista Massimo Di Cintio esperto di enologia presso lo stand dell’enoteca d’Abruzzo

Marco Verticelli– e questo non può che far piacere. Tuttavia la qualità del nostro vino merita un prezzo superiore a quello medio spuntato dalle nostre aziende e dunque occorre aumentare la percezione di questa qualità anche utilizzando la leva della promozione dell’immagine. Proprio questo è l’obiettivo della campagna di comunicazione che abbiamo avviato nei mesi scorsi e che nei prossimi tre anni aiuterà le

nostre aziende ad affermarsi ancora meglio sul mercato». «Il consumatore –aggiunge Dino Di Vincenzo, presidente del Centro Interno delle Camere di commercio d’Abruzzo– va sempre più alla ricerca di vini in possesso dello stretto legame con il territorio di produzione, dunque di forte identità. Dobbiamo investire nella tutela del nostro territorio e del nostro vino e nell’attivare al più presto il sistema

di controlli per offrire la possibilità di rendere tracciabile tutta la filiera, elemento considerato importante e di valore competitivo anche all’estero dove finisce il 50% del nostro vino». Quanto ai premi conquistati, ben 7 le medaglie (1 gran medaglia d’oro, 3 d’oro, 1 d’argento e 2 di bronzo) e 93 i diplomi di gran menzione, riferite alle diverse categorie di vini bianchi, rosati e rossi. «È davvero

VINITALY CIFRE E CURIOSITÀ Vinitaly 2008 si è svolto dal 3 al 7 aprile nei padiglioni della Fiera di Verona. Il bilancio è di 4.300 espositori da oltre 30 Paesi, di un visitatore straniero su due e di oltre 2.700 giornalisti accreditati, provenienti da più di 50 Paesi. Diversi gli appuntamenti di questa edizione: degustazioni di vini internazionali presentati dalle grandi testate di settore; le “verticali” dei tesori dell’enologia italiana, il “Salone Internazionale dell’Olio Extravergine di Oliva” e il banco di assaggio “Grappa & C. Stratus Tasting” che quest’anno ha effettuato 5mila assaggi. E, naturalmente, l’assegnazione di premi e riconoscimenti ai prodotti enologici presenti. L’evento occupa una superficie di quasi 87mila metri quadrati e porta al territorio di Verona un indotto pari ad oltre 200 milioni di euro, portando alto il nome della città scaligera nel mondo. Ben oltre il mese di aprile, perché Vinitaly è un marchio in tour per tutto il mondo, compresa la nuova tappa del Brasile.

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un bel regalo per il 40esimo compleanno della doc Montepulciano d’Abruzzo –commenta soddisfatto l’assessore regionale all’agricoltura Marco Verticelli– che premia l’impegno dei nostri produttori ma anche lo sforzo delle istituzioni». Ma non è finita qui. Nella sedicesima edizione del Vinitaly si è svolta anche la cerimonia di consegna della medaglia “Cangrande” attribuita quest’anno a Marcello Zaccagnini, storico produttore della provincia di Pescara, insignito del titolo di “Benemerito della vitivinicoltura italiana”. Risultati commerciali, pioggia di premi, ma non solo. Il padiglione

abruzzese si è distinto quest’anno per la bellezza degli stand, che non avevano nulla da invidiare alle grandi regioni. Stand moderni, alla moda, dal design impeccabile e curato. Una combinazione perfetta tra glamour e business. L’Abruzzo Vinitaly ha festeggiato la sua Doc con una serie di eventi che hanno visto protagonisti il vincitore del Festival di Sanremo Giò Di Tonno, il presidente del Senato Franco Marini e una degustazione verticale di 4 vini di 4 decenni provenienti da ognuna delle quattro province. L’idea è che da Verona sia venuto fuori un Abruzzo «più forte, più coeso e più competitivo»

L’ELENCO DEI 7 VINI ABRUZZESI PREMIATI AL VINITALY GRAN MEDAGLIA D’ORO Categoria Rosati Montepulciano d’Abruzzo DOC  Cerasuolo “MALLORIO” 2007 Soc. Coop. Agr. Olearia Vinicola Orsogna – Orsogna (CH) MEDAGLIA D’ORO Categoria Rossi Montepulciano d’Abruzzo DOC “CAGIOLO” 2004 Cantina Tollo S.C.A - Tollo (CH) Categoria Rosati Montepulciano d’Abruzzo DOC Cerasuolo 2007 Az. Agr. Vitivinicola Strappelli – Torano Nuovo (TE) Histonium IGT Rosato “VIRD’ VIRD’” 2007 Vitivinicola Del Casale Sergio – Vasto (CH) MEDAGLIA D’ARGENTO Categoria Rossi Montepulciano d’Abruzzo DOC Riserva “CAROSO” 2005 Citra Vini Soc. Coop. - Ortona (CH) MEDAGLIA DI BRONZO Categoria Rossi Montepulciano d’Abruzzo DOC “COLLE MAGGIO” 2004 Azienda Vinicola Torre Zambra S.A.S. – Villamagna (CH) Categoria Rosati Montepulciano d’Abruzzo DOC Cerasuolo 2007 Vitivinicola De Angelis Corvi – Controguerra (TE)

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Âť foto Andrea Straccini

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eventi » di Alessandra Vallera

IL TURISMO FA AFFARI TRA LE ANTICHE MURA In arrivo un finanziamento statale di 40 milioni di euro per la realizzazione del progetto “Le vie dei Vestini” che darà vita al recupero e la valorizzazione dei territori abruzzesi

gli stand della annuale Borsa internazionale del turismo-natura Ecotour

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Ecotour, l’annuale Borsa internazionale del turismo-natura ospitata a Montesilvano, si è parlato della valorizzazione delle dimore storiche. Sull’argomento è stata organizzata una tavola rotonda per esaminare gli elementi di successo di alcune esperienze già avviate in Italia. E il primo dato da cogliere al volo, per la nostra regione, è stato dato da Anna Maria Reggiani, direttrice regionale del ministero dei Beni Culturali, che ha richiamato il

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recente finanziamento statale di 40 milioni di euro per la realizzazione del progetto “Le Vie dei Vestini”, esempio di recupero a fini di valorizzazione turistico-culturale del territorio abruzzese. Le premesse, quindi, per un futuro sviluppo turistico, sfruttando il patrimonio storico locale, ci sono tutte, specialmente dopo aver ascoltato le parole di Giulio Bellemo, presidente dell’associazione “Ville Venete & Castelli”, che ha rimarcato come, in base alla sua esperienza, le di-

more storiche possono rappresentare un business per la presenza di una importante nicchia di mercato italiano e straniero (turismo, congressualità, eventi), che guarda con crescente interesse a questo settore. La diffusione di una specifica cultura imprenditoriale nel recupero, valorizzazione e gestione di tali strutture costituisce l’obiettivo del progetto “I Tesori dell’Adriatico” (ITESA). Uno svariato patrimonio costituito dalle masserie della Pu-


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glia ed i suoi vivaci palazzi barocchi, le storiche dimore rurali del Molise, gli austeri palazzi pontifici di Abruzzo e Marche, i numerosi castelli rinascimentali dell’Emilia Romagna, le affascinanti ville venete e gli imponenti castelli del Friuli Venezia Giulia. Ma anche i borghi veneziani ed i castelli asburgici di Serbia, Montenegro, Croazia ed Albania. Un’unione resa possibile dal mare Adriatico, oggi considerato ponte d’acqua tra le diverse civiltà che vi si affacciano. I partecipanti all’incontro hanno affrontato anche il tema del recupero selettivo dei valori del passato: «Bisogna favorire e diffondere la cultura del recupero, che costituisce un fattore di sviluppo economico –ha affermato Antonio Bini, dirigente del servizio Svi-

luppo del Turismo della Regione Abruzzo– l’esempio di Santo Stefano di Sessanio, dimostra come anche dalla nostra regione, possa venire un progetto di eccellenza ormai riconosciuto in ambito internazionale». Questo antico borgo mediceo, crocevia della lana tra il sud italiano e la splendida Firenze, che fino al XVII secolo ospitava migliaia di residenti, è stato presentato dall’architetto pescarese Lelio Di Zio, autore del progetto Sextantio, nonché vincitore del Premio dell’Unione europea “Europa Nostra 2007” per la conservazione del Patrimonio Culturale. Di Zio ha ribadito che l’etica culturale e l’opportunità di sviluppo sono elementi conciliabili. A suo giudizio «Per l’Abruzzo la marginalità è stata un valore aggiunto, il suo es-

sere al confine del Regno delle Due Sicilie ed essere stata la terra di lupi e briganti per molto tempo, ha creato un notevole disinteresse negli uomini, che però ha preservato una straordinaria armonia tra paesaggio ed edificato, che oggi noi non riusciamo più a ricreare». Ha poi aggiunto: «Bisogna conservare questi luoghi ma bisogna anche ridestinarli, cioè recuperarli trasformandoli in oggetti che oggi siamo abituati a vivere». In questo contesto sono stati proiettati documentari esteri su Santo Stefano di Sessanio e immagini fotografiche degli “alberghi diffusi” nel paese e dei lavori di ristrutturazione delle antiche case, che oggi ospitano numerosi e facoltosi turisti in gran parte stranieri

da sinistra: Giulio Bellemo, Anna Maria Reggiani, Lelio Di Zio, Alba Grossi, Antonio Bini

» foto Andrea Straccini

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eventi » di Alessandra Vallera

EXTRA GROUP, TRASFERIMENTO CON PARTY Cena di gala per 400 invitati organizzata dall’azienda di Claudio Di Giacomo per accogliere clienti e fornitori nella nuova sede di Città Sant’Angelo

Claudio Di Giacomo brinda con i suoi collaboratori all’inaugurazione della nuova sede di Extra Group

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a fatto le cose in grande, organizzando per l’occasione una serata con i fiocchi. Ci tenevano, alla Extra Group di Claudio Di Giacomo, a ringraziare clienti e fornitori e dare il benvenuto a tutti nella nuova, maestosa sede. Lo stabilimento dell’azienda leader nel settore progettazione e costruzione di impianti per l’ecologia è ora in contrada Sant’Agnese, a Città Sant’Angelo. Imponenti gli spazi: 45 addetti per 4mila metri quadrati di officina, 2mila di uffici e 6mila di area esterna. All’evento erano presenti più di 400 invitati, che hanno avuto la possibilità di visitare i nuovi uffici degustando nel frattempo un buon aperitivo. E di ricevere il ben-

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venuto dell’amministratore unico Claudio Di Giacomo, alla vista di splendidi fuochi d’artificio con i colori dell’Italia. Perché «Ci tengo a trasmettervi quanto sono legato al mio Paese e orgoglioso di essere italiano». Durante la cena di gala, l’imprenditore ha avuto parole sentite per i suoi collaboratori. «Ringrazio tutti, in particolare i miei genitori, mio fratello Aurelio e tutto il team. Se siamo arrivati fin qui, il merito è di tutto il gruppo. Il nostro è un successo collettivo, che fa della ricerca e dell’innovazione, il suo motivo d’orgoglio e di crescita». Nel corso dell’inaugurazione sono stati raccolti fondi di beneficenza destinati a sostenere le associazioni locali per i bambini disadattati

e il recupero dei tossicodipendenti. Un modo per ricordare, come ha sostenuto Di Giacomo, che l’impresa deve avere una ricaduta sociale, oltre che economica. La Extra Group è nata nel 2004 dalla Cdg Service, per progettare, costruire e assemblare impianti per lo smaltimento di rifiuti. Oggi la società, che nel tempo ha acquisito un vasto patrimonio di esperienze e competenze, si propone con successo nella risoluzione dei problemi legati alla gestione di rifiuti solidi, liquidi o aeriformi, di natura industriale e civile. Ai clienti offre servizi integrati in singoli pacchetti o la gestione totale chiavi in mano. E studi di consulenza/fattibilità, ingegneria di base e di dettaglio, realizzazione interna e messa in funzione dell’impianto, formazione del personale e degli operatori. La filosofia del Gruppo, come ha più volte ribadito l’amministratore nel corso della serata, è tutta contenuta nei termini che compongono il brand: «Extra» sottolinea la decisa volontà di fornire, ai clienti, soluzioni tecnologiche innovative ed eccellenti per ogni esigenza legata al trattamento di prodotti. «Group» sottolinea il lavorare e il crescere insieme, la volontà di fornire al cliente, la collaborazione tecnica e commerciale necessaria. A capo dell’azienda, un dinamico ed efficiente management che, attraverso le unità produttive, traduce in realtà anche l’obiettivo più difficile

» foto di Andrea Straccini


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LA ELCO GROUP fa shopping in francia L’azienda di Carsoli acquisisce la francese Maine - CI. Un’operazione di grande valore strategico, frutto di un intenso lavoro di relazione con la Multinazionale Bull. Previsti investimenti per 5 milioni di euro nei prossimi due anni. Il presidente Guidetti: «La creazione di valore per il cliente è innovazione»

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embrava gelo tra Italia e Francia. Il funerale dell’Europa dei mercati (Amministratore delegato Enel), la corsa al protezionismo ci fa tornare ad un Europa di Kaiser e zar (Tremonti) erano le considerazioni di quando la tensione tra Italia e Francia sulla questione energetica sembrava aver diviso per sempre i due Paesi. Ma la riprova che il mondo delle grandi imprese nazionali, quelle di Stato si sarebbe detto un tempo, non è tutto il mondo, arriva puntualmente dal business dinamico delle Pmi, che riescono a cercare e a trovare canali nuovi nei quali insinuarsi e segmenti di mercato sui quali competere. E, a quanto pare,

la paura dello straniero non appartiene al dna delle imprese, ma solo alla realtà di una politica distorta, che vuole esercitare il controllo sui vertici e per questo ha bisogno delle grandi imprese nazionali, meglio se parzialmente di proprietà pubblica: un’impresa straniera che entra sul mercato sfuggirebbe al controllo. Ecco l’unico motivo per il quale in Italia, ma anche all’estero, seppur in qualche posto in misura ridotta, non c’è competizione ma si vive in assenza di concorrenza, con l’unico risultato che alcune lobby incassano una rendita a scapito dei consumatori. Eppure, la crescita delle Pmi è inarrestabile, e le regole del gioco de-

da sinistra, Carlo Guidetti, Guy Vautrin direttore generale Maine-Ci e Remy de Ricou

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stinate a cambiare con esse. A dimostrazione di quanto sia possibile entrare in Francia, è l’acquisizione della HiTech MAINE – CI, azienda francese produttrice di circuiti stampati della Multinazionale Bull, da parte della Elco Spa di Carsoli (L’Aquila). La Elco Group già lo scorso anno ha dato prova di grande capacità di internazionalizzazione con l’acquisizione di uno stabilimento in Cina, forte dell’esperienza fortunata sui mercati spagnoli, dove nel 1993 è nata la consorella Elco Europe grazie all’acquisizione di Alzaide S.A. di Cordova (Andalucia). La Elco è un gruppo “di casa nostra”, infatti ha sede a Carsoli dove, con circa 200 addetti in Europa, ha portato a casa, alla fine dello scorso anno, 25 milioni di euro di fatturato: una bella prova di vitalità per un territorio le cui aree interne soffrono la deindustrializzazione e conseguente spopolamento. La ratifica dell’accordo francese reca la data dell’11 gennaio scorso, e rappresenta la chiusura di un intenso lavoro di tessitura, durato oltre un anno, con la Multinazionale Bull: l’operazione prevede un piano di investimenti per complessivi 5 milioni di euro nei prossimi due anni e il mantenimento degli attuali livelli di occupazione. Grazie all’acquisizione del 100% di MAINE

» foto concesse da Elco Group


– CI (80 addetti e un giro d’affari di 7 milioni di euro nel 2007), la Elco integra totalmente nella sua proposta tecnologica i segmenti SBU (Sequentially Build-up: tecnica innovativa che garantisce maggiori possibilità di interconnessione tra gli strati che compongono un circuito stampato permettendone la riduzione delle dimensioni), utilizzando foratura laser e le tecnologie utilizzate nel settore aereospaziale, proponendosi così al mercato globale come uno dei partner più completi e versatili oggi presenti nel mondo PCB. Carlo Guidetti, leggo sulla stampa francese che la Elco è reputata uno dei leader mondiali nei circuiti stampati destinati al mercato militare, dell’aeronautica, dell’industria e delle telecomunicazioni. Ma perché una multinazionale lascia una sua “figlioccia” ed una Pmi estera la compra? Quale speranza di business l’ha spinta all’acquisizione? «Molto spesso una Pmi è più flessibile di una multinazionale, per cui riesce a modificare la struttura in maniera più agevole. Mi spiego. Per Elco cambiare l’impostazione di un’altra Pmi con lo scopo di rimetterla sul mercato è una fatica ed un investimento inferiore rispetto a quello che sosterrebbe Bull. La debolezza delle grandi organizzazioni che operano in contesti di mercatistica fortemente mutevoli può essere la lentezza di risposta ai cambiamenti ambientali: il coordinamento tra le unità organizzative, una riconfigurazione dei processi organizzativi, la continua ricerca di economie nella filiera informativo funzionale-relazionale… non sono sempre facili da attuare se la struttura è grande. Inoltre, richiede tempi lunghi, che non sono quelli rapidi del mercato».

da sinistra: Carlo Guidetti Amministratore delegato Elco SpA e Remy de Ricou presidente Bull sas

Intende dire che in una multinazionale manca un moderno concept di marketing management? «No, dico che per una multinazionale ristrutturare una “sua società” è più dispendioso che sostituirla con una già moderna. Tutto qui. Per un Gruppo come Elco, invece, rilevare un’azienda già esistente e riprogettarla risulta comunque conveniente. La Maine era su un mercato che aveva acquisito tanto tempo fa e, quindi, con vecchi modelli gestionali che attengono alla teoria dell’organizzazione di tipo funzionale (punti base su marketing, logistica, produzione, ricerca, sviluppo, finanza). Elco, invece, ha già sperimentato con successo un orientamento nuovo, cioè quello della struttura ampliata, nella quale si tiene come obiettivi non solo efficienza e prodotto, ma soprattutto il mercato e, in particolare, la creazione di valore per il cliente». Lei crede che una multinazionale abbia difficoltà a porre in essere un process re-engineering finalizzato alla soddisfazione del consumatore-obiettivo? «La multinazionale è una costellazione di imprese, fa prima a lasciarne una e ad acquisirne un’altra, piuttosto che mettersi a ristrutturare i modelli interni. Le imprese oggi vivono una competizione particolare, che è quella del riuscire a stare su mercati fortemente instabili, e queste stesse criticità spingono ad un miglioramento continuo, ad un benchmarking selettivo

delle proprie capacità di risposta ai cambiamenti inattesi del mercato. La Elco anche nell’operazione spagnola e in quella cinese ha applicato proprio le nuove tecniche di miglioramento del customer service: risolvere il paradosso del cliente, per il quale da un lato si assiste al culto della qualità del prodotto e, dall’altra, alla sempre minore soddisfazione del cliente… niente di tanto innovativo, in fondo, che però non ovunque è stato tradotto in pratica. Faccio un esempio, che prendo in prestito da un giovanissimo professore: ottimizzazione delle relazioni tra la gestione dei reclami, la riduzione degli errori e la disponibilità del prodotto giusto, consegnato nel posto giusto, nel tempo giusto, nella confezione e condizione giuste, nella quantità giusta, al costo giusto e al cliente giusto». Dunque è tutto basato su nuovi modelli tecnico operativi di coordinamento tra gli attori della supply chain? «Direi di si, infatti, la prima cosa da fare all’interno della Maine, adesso, sarà porre in una situazione di pariteticità i membri e il management della supply chain –cioè tutti gli attori della catena di fornitura– in modo che essi stessi possano concentrare tutte le energie sulla soddisfazione del cliente-obiettivo, partendo dall’idea che un cliente c’è sempre, sia nel mercato intermedio che in quello finale. Tagliando corto, credo che l’innovazione stia tutta qui»

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eventi » di Eleonora Lopes

Per la prima volta Abruzzo Impresa visita il Salone Internazionale del Mobile, settore Ufficio

AL SALONE DEL MOBILE TRIONFA IL «MADE IN ABRUZZO» L’azienda ABF di Teramo ottiene la nomination per gli operativi più innovativi della fiera

lo stand dell’azienda LAS Mobili di Tortoreto

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S

i sono appena chiuse le porte del Salone internazionale del Mobile di Milano. Una delle fiere che attrae più pubblico in assoluto nella capitale dell’economia e della moda. Il Salone Ufficio (ex Eimu) rimane la vetrina d’eccellenza per mobili e accessori per l’ambiente ufficio, banche, istituti assicurativi, uffici postali e comunità, oltre che essere leader nelle soluzioni per l’home office. L’edizione 2008 ha visto 138.000 visitatori italiani e 210.000 esteri, per un’area espositiva di 20.000 metri quadrati per 137 ditte italiane e 24 estere. Abruzzo Impresa ha visitato il Salone dell’Ufficio alla ricerca di tutte le aziende abruzzesi che hanno esposto le linee più esclusive della propria produzione. Ci ha fatto molto piacere scoprire che anche in questa kermesse così importante, l’Abruzzo non ha avuto nulla da invidiare ai grandi nomi che esponevano a Milano. Anzi. La tradizione secolare della produzione del mobile in Abruzzo, specie nella provincia di Teramo, si è fatta sentire in questo salone. Le nostre imprese hanno allestito stand originali e dal gusto raffinato. Un esempio dell’Abruzzo che produce, che si fa conoscere, che cresce, che diventa innovativo, e che soprattutto è in grado di competere

con grandi realtà e grandi nomi internazionali. Camminando per gli stand, si aveva la sensazione di essere assaliti da un’ overdose (piacevole) di mobili, oggetti ed esposizioni. Minimal o sovrabbondante, dark, naturale o essenziale. C’è n’era davvero per tutti i gusti. La kermesse di Milano è un vanto per il “Made in Italy” in cui eccelle per materiali, tecnologia e stile. In primo piano per sei giorni, tutte le tipologie dell’arredo, dal pezzo unico al coordinato e tutti gli stili, dal classico al design moderno, oltre a ciò che sarà trendy per il prossimo anno. Proviamo a scoprire insieme tendenze e stili, attraverso un excursus tra gli stand delle aziende della nostra regione. La Newform ufficio, del gruppo Aran World con sede ad Atri, ha esposto la serie “Simposio”. Un’interpretazione rigorosa dell’ufficio senza rinunciare alla semplicità e alla rappresentatività del luogo decisionale. Una proposta varia che spazia dalla scrivania ai tavoli riunione fino a diversi moduli di madie e librerie, sempre senza perdere la matrice del progetto originario. Il grande Gruppo Pedicone di Tortoreto ha presentato per la Las Mobili i modelli, “Logic”, nel quale i piani non sono più appoggiati, ma sospesi ad elementi verticali, frame

lo stand del Gruppo Barnabei

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Sabato aperti tutta la giornata.


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lo stand Newform del gruppo Aran

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metallici e contenitori, ”‘70’s – Seventies”, leggeri accenni, riportati con equilibrio alle necessità del mondo dell’ufficio contemporaneo, e “i-Meet”, linee e finiture di prestigio, forme e dimensioni modulabili che facilitano la collaborazione e il contatto visivo. Per Forsit il Gruppo ha mostrato le linee “Neo Chair”, la nuova seduta direzionale che interpreta il livello più alto nella ricerca di design e forma. E infine “E-Lounge”, personalizzabile in colori, rivestimenti ed accessori per arredare lo spazio. La divisione Modulo dell’azienda di Tortoreto, ha proposto la linea “d:vision”, perfetto connubio tra luminosità, trasparenza, sicurezza, ed eleganza, unita al design, dalle linee leggere ed aeree al contempo stesso solide e resistenti. La storica azienda di Teramo Abf, in una cornice esclusiva, super hitech, e dalle linee essenziali, ha allestito il “sistema Puzzle”. Una scrivania rivoluzionaria che ha anche ottenuto la nomination per gli operativi di maggior interesse visti al Salone Ufficio. Secondo una rivista di settore, “Puzzle” è stata tra le scrivanie più votate della fiera. L’eccezionalità, sta nel sistema di collegamento tra gambe, trave strutturale e piani di lavoro della scrivania, che vengono tra

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loro bloccati senza viti, e di conseguenza senza l’utilizzo di attrezzi, velocizzando al massimo l’assemblaggio stesso. Il tutto unito alla possibilità di scelta di quattro tipologie di gamba differenti. Oltre al sofisticato “Sistema puzzle” il Gruppo Barnabei ha esposto anche vari sistemi di scrivanie nelle versioni, semidirezionale, direzionale ed executive. Arcadia Componibili del Gruppo Penta di Castelnuovo Vomano ha presentato le ultimissime linee “Hermes”, funzionale e raffinata, “Giove”, pulita ed essenziale, “Compact” e “Sirio Plus” per le soluzioni versatili. La Cosmetal di Francavilla al Mare con sede a Miglianico in un ampio e raffinato spazio ha presentato le linee: “Trend”, essenziale e formale, “Joint postazioni”, caratterizzata da una struttura operativa semplice, “Opus librerie”, con sistemi di contenitori esclusivi e per concludere “Full” per gli ambienti d’ufficio operativi. La Styloffice di Miglianico ha esibito “Xeno” la leggerezza del minimal style e l’innovativo gusto estetico. “Xeno altius” è la collezione d’arredo top manager dalla linee minimaliste e raffinate. “Xeno valens” è quella d’arredo direzionale, caratterizzata da gambe in alluminio ano-


eventi

dizzato e piani in finitura wengè o noce canaletto. Tecnoarredo, di Atri ha proposto una vasta gamma di mobili per ufficio direzionale, operativo, parete, sedute e accessori; tra le novità i modelli “Orion”, “Venus”, “Wing”, “Flower” progettati dal design studio Aguzzi per chi pensa in grande, sceglie il design italiano e ama il gusto. Full Mobili di Martinsicuro ha presentato le linee “Novia” e quella “Contatto” con un restyling completo che va dal materiale della struttura all’ampliamento della gamma di colori. Ma c’era anche la Vastarredo che ha proposto il nuovo concept del gruppo di Vasto: l’eco-compatibilità. Il focus è la presentazione di arredi per la scuola in grado di minimizzare l’impatto sugli ecosistemi e sulla salute umana in età scolastica. L’eco-compatibilità e l’etica sociale rappresentano un nuovo campo d’azione in cui il Gruppo di Vasto si confronta, costituendo una nuova opportunità di mercato e di miglioramento delle capacità produttive. Per concludere, la Time Office di Mosciano Sant’Angelo, fra le diverse novità proposte, ha rimarcato la presentazione di “elite”, un nuovo modello direzionale disponibile in

diverse versioni (laccato – vetro – melaminico) che ha suscitato un notevole interesse riscuotendo unanimi consensi sia da parte della clientela italiana che estera. È straordinario osservare questi prodotti e rimanere impressionati dalla loro estetica e solidità. Apprezzarne ogni minimo dettaglio e intuire quanta attenzione e cura siano state poste ad ogni singolo particolare. Alla domanda rivolta agli imprenditori sul perché è importante esserci, la risposta è stata corale: «Il salone del mobile è la fiera più importante e la più affermata del mondo. Esserci vuol dire innanzitutto confrontarsi con realtà internazionali, in sei giorni a Milano si raduna tutto il popolo del design a caccia di idee ed oggetti, e questo rappresenta di certo una fonte d’ispirazione e un sano confronto con i nostri competitor». Anche il riscontro economico è di notevole importanza. Nonostante il mercato non stia attraversando un buon momento, il Made in Italy è sempre apprezzato all’estero e valutato ad altissimi livelli grazie alla qualità dei materiali. Avere uno stand a Milano, è un mezzo per farsi conoscere ancora di più, ma soprattutto vuol dire acquisire nuovi clienti, specie stranieri

lo stand dell’azienda Cosmetal di Miglianico

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fotogallery

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salone del mobile, settore ufficio 2008

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promosso da

con la collaborazione di

2ÂŞ Convention delle imprese

autunno 2008 Montesilvano _ (Pe)

organizzato da


eventi » di Alessandro Addari

il “modello” roman style un esempio da imitare

I componenti del Terziario Avanzato di Confindustria in visita presso la storica azienda di alta moda di Penne. Una realtà che da oltre 60 anni promuove l’Abruzzo nel mondo, dimostrando l’importanza di una costante attenzione alla «qualità senza compromessi»

C

reare occasioni di incontro e scambio di esperienze con imprenditori operanti in altri settori e visitare le eccellenze del sistema produttivo che hanno fatto grande l’Abruzzo nel mondo. Questo l’intento del nuovo progetto avviato dalla Sezione del Terziario Avanzato di Confindustria Pescara. Una sezione che annovera oltre 70 aziende, operanti su scala regionale, nazionale e internazionale, a stretto contatto con aziende manifatturiere e a supporto del Business. Il ciclo di incontri si è aperto con una punta di diamante del made in Italy nel campo dell’alta moda: la Brioni Roman Style, nella sede principale di Penne. La delegazione di imprenditori, guidati dal presidente della sezione del Terziario Avanzato Francesco Alfieri, è stata accompagnata dal direttore dell’Unione degli Industriali Luigi Di Giosaffatte, che ha sottolineato come il modello di sviluppo della Brioni Roman Style venga studiato nel mondo per la sua unicità. Da oltre sessant’anni rappresenta una icona mondiale, un modello vincente di intuito imprenditoriale e altissimo livello di personalizzazione. Ad accogliere la delegazione, Franco D’Armi e Gabriele Planamente, che hanno raccontato la storia del gruppo e delineato le tappe che lo hanno portato ai vertici mondiali. Visitando i laboratori produttivi si rimane subito colpiti dalla maestria

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dei sarti e dalla grande specializzazione nelle varie fasi di realizzazione dei prestigiosi abiti d’alta moda, che ogni giorno vestono capi di stato, capitani d’azienda e divi di Hollywood, ma anche appassionati della qualità che negli show-room di tutto il mondo scelgono di “indossare Brioni”. Proprio il controllo della qualità, senza compromessi, rappresenta un must imprescindibile. Lo si nota già all’inizio della visita, osservando l’attenzione con cui i tessuti vengono controllati dai responsabili qualità: metro per metro, con l’obiettivo di deliziare il cliente, non semplicemente di soddisfarlo. In ogni ambiente si percepisce la passione, la cura maniacale dei dettagli e la determinazione nel conservare sempre la filosofia che ha fatto grande l’azienda. La formazione è un tassello imprescindibile. Da molti anni i corsi attivati consentono di formare le

nuove generazioni, di insegnare il “mestiere”. Fortissimo il legame con il territorio: la maggior parte dei collaboratori proviene dalla zona. Grande l’attenzione alla soddisfazione dei “clienti interni”, di chi ogni giorno contribuisce a far crescere l’azienda con la sua abilità, motivazione e passione. Per gli imprenditori presenti, il forte messaggio che ingredienti imprescindibili per raggiungere e mantenere nel tempo l’eccellenza, sono la costante attenzione alla formazione e alla soddisfazione dei collaboratori, il radicamento con il territorio pensando in grande, la capacità di ascoltare i bisogni della clientela con creazioni su misura, la coerenza nella politica della qualità e la cura dei dettagli, nel tentativo continuo di stupire un cliente sempre più attento ed esigente. Da tutto questo, la forza di un brand entrato nei sogni di “Vip” e “Nip” di tutto il mondo

la delegazione guidata dal presidente della Sezione Terziario Avanzato Francesco Alfieri accompangata dal direttore dell’Unione Industriali di Pescara Luigi Di Giosaffatte

» foto concessa da Confindustria Pescara


i partner...

F.LLI ADEZIO S.n.c. [anno di fondazione 1963] 66010 Ari (Ch) - Via Ponte di Ari tel. 0871.71156 - fax 0871.718211 www.fratelliadezio.it e-mail: info@fratelliadezio.it

CERTIEURO S.r.l. [anno di fondazione 2004] 65100 Pescara Via San Marco, 3 tel. 085.4312170 - fax 085.88431149 www.certieuro.com e-mail: certieuro@certieuro.com

COMPAGNIA TRASPORTI VOLUMINOSI S.r.l. [anno di fondazione 1994] 66020 San Giovanni Teatino (Ch) Via Aterno, 25 tel. 085.4409074 - fax 085.4465553 www.ctvlogistica.it e-mail: info@ctvlogistica.it

CAMERANO GUIDO [anno di fondazione 1976] 65013 Città Sant’Angelo (Pe) Strada Lungofino, 117 tel. e fax 085.95202 e-mail: g.camerano@telematicaitalia.it

CONFINDUSTRIA ABRUZZO 67100 L’Aquila Nucleo Ind. loc. Campo di Pile tel. 0862.317207 - fax 0862.311929 www.confindustria.abruzzo.it e-mail: info@confindustria.abruzzo.it

IMPRESAFORM [anno di fondazione 2003] 65128 PESCARA Via Raiale 110 bis - 2° piano tel. fax 085.9352852 - tel. fax 085.76637 www.impresaform.it e-mail: info@impreaform.it - roma@impresaform.it

DE NATURA [anno di fondazione2001] 65013 Città Sant’Angelo (Pe) - Via Alzano, 78 tel. e fax 085.960597 - mobile: 3471939305 e-mail: denatura_pe@libero.it

OBIETTIVO LAVORO S.p.A. Agenzia per il lavoro 65100 Pescara Via Trilussa, 79/81 tel. 085.42.19.706 - fax 085.42.19.707 www.obiettivolavoro.it e-mail: pescara@obiettivolavoro.it

SIA Servizi Integrati Assindustria S.r.l. [anno di fondazione 1999] 66100 Chieti - Via F. Viaggi, 7 tel. 0871.3595291 - fax 0871.321605 www.siaservizi.com - e-mail: siaservizi@tin.it

AGRICOLFIDI ABRUZZO S.C.A.R.L. [anno di fondazione 2001] 66026 Ortona - Via Marina, 25 tel. 085.9061118 - fax 085.9064724 e-mail: mirascar@tin.it

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BIENNE S.a.s. di Delli Rocioli Beniamino & C. [anno di fondazione 1999] 65013 Città Sant’Angelo (Pe) Via Crocifisso, 38 tel. e fax 085.960289

IN FIERA S.r.l. [anno di fondazione 1991] 66034 Lanciano (Ch) Via Isonzo, 1 tel. 0872.711929 - fax 0872.711934 www.infiera-ecotur.it e-mail: info@infiera-ecotur.it

IMPIANTI DI SOLLEVAMENTO SPECIALI

SOTAR S.r.l. [anno di fondazione 1993] 66020 San Giovanni Teatino (Ch) Via Bolzano, 16 tel. 085.4463686 - fax 085.4463684 www.sotar.it - e-mail: info@sotar.it

PROGER S.p.A. [anno di fondazione 1953] 66020 San Giovanni Teatino (Ch) Via Po, 99 tel. 085.44411 - fax 085.4441230 www.proger.it - e-mail: proger@proger.it


eventi

A LEZIONE DI ECONOMIA E BANCHE CON I CAPITANI D’AZIENDA La scuola di perfezionamento della d’Annunzio ha l’obiettivo di avvicinare il mondo accademico a quello produttivo

A

lla d’Annunzio sta per ripartire il Corso di perfezionamento in Economia e tecniche della gestione bancaria e finanziaria. Il percorso istruttivo, nato dall’intuizione formativa dell’economista Giuseppe Mauro, riscuote, ormai da anni, un vivo interesse raggiungendo la quarta edizione. Il Corso, nato in maniera pionieristica, ogni anno è riuscito ad evolversi, a partire dalla denominazione, fino ad arrivare ai contenuti, sempre più in relazione diretta con il mondo imprenditoriale e finanziario. Oggi è ritenuto una scuola eccellente, il cui punto di forza è l’importante collegamento che è riuscito a creare tra il sistema universitario, gli intermediari finanziari e il mondo industriale. E sono proprio le testimonianze rese da uomini d’impresa, durante lo svolgimento delle lezioni, a conferire al corso quel “plus” che certo fa la differenza e stimola i corsisti ad apprendere, in maniera finalizzata, la cultura del merito e dell’impegno. Gli obiettivi di questa scuola di perfezionamento sono: formare figure professionali con elevate competenze tecniche e relazionali nelle principali aree della gestione finanziaria delle banche e delle imprese, creare competenze in grado di accompagnare il processo di trasformazione del sistema bancario,

industriale e commerciale e avviare i giovani all’inserimento nel mondo bancario, finanziario ed aziendale. La durata è di 120 ore e le lezioni si svolgono prettamente nei fine settimana, per dare la possibilità di frequentarlo anche agli studenti-lavoratori. La frequenza è obbligatoria. Non potrà essere superato il limite massimo del 30% di assenze. Il Corso si rivolge prevalentemente ai laureati in Economia, Giurisprudenza, Scienze politiche, Sociologia e lauree equipollenti, ma anche a tutti coloro che già hanno un impiego e sono intenzionati ad arricchire le proprie competenze. È articolato nelle aree tematiche creditizia e finanziaria, nelle aree linguistica, economica, commerciale e giuridica. A conclusione del corso è prevista una prova finale consistente nella discussione di una tesina e l’assegnazione di alcuni stage presso le aziende partner che hanno aderito a questa iniziativa. Verrà poi rilasciato a tutti i corsisti un attestato di frequenza ai sensi della normativa vigente. Il modulo della domanda è disponibile presso la presidenza della facoltà di Economia, il dipartimento di Economia e Storia del Territorio o per via telematica al sito internet: www.unich.it/offerta/altricorsi.htm

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i partner...

MAZDA PESCARA [anno di fondazione 2000] 65010 Spoltore (Pe) Via Europa - Villa Raspa tel. 085.4159818 - fax 085.4172723 www.mazda.it - e-mail: info@sisti.biz

ITALVERDE [anno di fondazione 1989] 65013 Città Sant’Angelo (Pe) Str. Vertonica, 1 tel./fax 085.960896 e-mail: italverde2003@libero.it

di D’OLIMPIO MARCO [anno di fondazione 1990] 65128 Pescara Via Tavo, 206 tel. e fax 085.4464548 e-mail: arca.service@virgilio.it

JFG JUNIOR FASHION GROUP S.r.l. [anno di fondazione 2003] 66026 Ortona (Ch) C.da Tamarete tel. 085.905141 - fax 085.9051491 www.jfgroup.it - e-mail: info@jfgroup.it

CONGLOMERATI INERTI CALCESTRUZZI

INERTI VALFINO S.r.l. [anno di fondazione 1978] 65010 Elice (Pe) - C.da Madonna degli Angeli, 132 tel. 085.9609188 - fax 085.9609746 e-mail: inertivalfino@libero.it

CA TECHNOLOGIES AND COMMUNICATIONS [anno di fondazione 2006] 65022 Bussi sul Tirino (Pe) - Via L’Aquila, 29 tel. e fax 085.980131 e-mail: catechnologies@libero.it

SOLUZIONI SOFTWARE S.r.l. [anno di fondazione 1986] 66020 S.Giovanni Teatino (Ch) Via Pietro Nenni, 124 tel. e fax 085.4465221 www.soluzioni-sw.it - e-mail: info@soluzioni-sw.it

CALDORA VINI S.r.l. [anno di fondazione 2004] 66026 Ortona (Ch) Via Civiltà del Lavoro tel. 085.9063651 - fax 085.9067389 www.caldoravini.it - e-mail: caldora@caldoravini.it

Sicurezza Informatica Web Designer Servizi Web Web Hosting

Info Web Consulting Professional Web Solutions

Professional Solutions w w w . i n f o w e b c oWeb nsultin g.it [anno di fondazione 2002] 65010 Nocciano (Pe) cntr. Casali, 181 65010 Nocciano (Pe) tel. 085.847123 - fax 085.8470895 contr. Casali, 181 tel. 085.847123 - fax 085.8470895 www.infowebconsulting.it

BIZARRIE [anno di fondazione 2006] 65013 Città Sant’Angelo (Pe) Via S. Feliciani, 1 tel. e fax 085.96606 www.bizarrie.it - e-mail: info@bizarrie.it

CASITALIA S.r.l. [anno di fondazione 2002] 66010 Giuliano Teatino (Ch) Loc. Arenella, 1 tel 0871.71129 - fax 0871.718881 www.casitalia.biz - e-mail: casagiulia@casitalia.biz

BIOCOPERTURE S.r.l. [anno di fondazione 2005] 65013 Città Sant’Angelo (Pe) C.da Vertonica tel. e fax 085.96629 e-mail: biocoperture@virgilio.it

BERNOCCHI INFISSI S.a.s. [anno di fondazione 1979] 66010 Torrevecchia Teatina (Ch) Via Fondovalle Alento, Km. 3.300 tel. 0871.362526 - fax 0871.362510 e-mail: info@bernocchiinfissi.it

AUTOTRASPORTI ERASMO CORRADO [anno di fondazione 1986] 64030 Villa Bozza di Montefino (Te) Via Fontana, 26 tel. 0861.996418 - fax 0861.996108 www.erasmotrasporti.it - e-mail: info@erasmotrasporti.it

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[anno fondazione 2002]


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L’ETICA DELL’ECCELLENZA Nella sede di Extragroup un corso per comprendere i valori che determinano il successo

il consulente Franco Frascarelli della Mind Consulting durante il corso nella sala riunioni della Extra Group

I risultati migliori si ottengono se le persone all’interno di una società sono in grado di comprendere i propri punti di forza e di debolezza. Extra Group, azienda leader nella progettazione e costruzione di impianti per l’ecologia, ha accettato la sfida. Ora è una delle società più attente alla valorizzazione e alla gestione del proprio personale. Ne sono una concreta dimostrazione l’attivazione di corsi dedicati al miglioramento dell’ambiente lavorativo sotto ogni aspetto, tenuti dagli esperti della Mind Consulting. La Mind Consulting Italia, è un’azienda all’avanguardia nella ricerca e nello sviluppo delle metodologie di management più efficaci per valorizzare i capitali intangibili delle aziende, tramite la motivazione delle risorse umane, il miglioramento della leadership, la diffusione del know how. La forza interiore che consente di valorizzare se stessi. Ogni individuo, trovando le cause dell’insuccesso in determinati ambiti della vita, è anche in grado di raggiungere la giusta motivazione. Se si vuole che le cose intorno migliorino, prima di tutto bisogna essere disposti e in grado di cambiare se stessi. Ognuno possiede mezzi e risorse per far sì che le cose vadano bene. In un contesto lavorativo questo è un aspetto importante, sia per l’autostima e il morale della persona sia per l’azienda che ne trae beneficio in termini di qualità nel lavoro. Per esprimere a pieno il proprio potenziale, vi sono principi fondamentali e comunemente accettati, estremamente validi. Tali principi sono le verità semplici che ognuno conosce e condivide. La loro violazione genera fallimenti, sconforto, appannamento. L’adesione a questi valori conduce al conseguimento degli obiettivi personali e professionali

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i partner...

LOGIMA S.r.l. [anno di fondazione 2004] 63037 Porto d’Ascoli (AP) Via del Lavoro, 34 tel. 0735.753864 - fax 0735.766132 www.logimasrl.it - e-mail: info@logimasrl.it

COMIND s.a.s. [anno di fondazione 1980] 66020 San Giovanni Teatino (Ch) Via Aterno, 42 - Zona Comm. Dragonara tel. 085.4463060 - fax 085.4463556 www.comind.it - e-mail: info@comind.it

SOSTITUZIONE VETRI AUTO E TIR

L.T.A. ABRUZZO S.r.l. [anno di fondazione 1994] 66010 Fara Filiorum Petri (Ch) Via S. Eufemia, sn tel. 0871.79789 - fax 0871.706944 www.ltaabruzzosrl.it - e-mail: info@ltaabruzzosrl.it

Masterglass di Letta Ottorino [anno di fondazione 1997] 65016 Montesilvano (Pe) Corso Umberto I, 590 (int. 74) - Espansione 1 tel. 085.834550 - fax 085.4456174 www.masterglass.it - e-mail: masterglass@inwind.it

confezione abbigliamento maglieria pronto moda

DIEFFE S.r.l. [anno di fondazione 1969] 65013 Città Sant’Angelo (Pe) Loc. Vertonica - C.c. Ibisco comp. D-3/4/5 tel. e fax 085.950563 e-mail: dieffesrl@yahoo.it

MAXI FOODS S.r.l. [anno di fondazione 1997] 65015 Montesilvano (Pe) Via Danubio, capannone B tel. 085.4684079 - fax 085.4684261 www.maxifoods.com e-mail: info@maxifoods.com

MACO S.r.l. [anno di fondazione 1985] 66020 S. Giovanni Teatino (Ch) Via Aterno - Loc. Dragonara tel. 085.4406194 - fax 085.4465923 www.macosrl.com - e-mail: info@macosrl.com

MAZZOCCHETTI LUCIANO [anno di fondazione 1983] 66100 Pescara Strada Vic. Acquatorbida, 17 tel. 085.4462666 - fax 085.4464075 www.lucianomazzocchettitrasporti.191.it e-mail: info@lucianomazzocchettitrasporti.191.it

MAR.COM. MEDICALE [anno di fondazione 2000] 65016 Montesilvano (Pe) Via Verrotti, 25 tel. e fax 085.4492556 www.marcomedicale.biz e-mail: vendite@marcomedicale.biz

SERVILOG PESCARA S.r.l. [anno di fondazione 2006] 66100 Chieti Via E. Piaggio, 21 tel. 0871.570212 - fax 0871.570211

ADRIATICA SERVICE S.r.l. [anno di fondazione 2006] 65016 Montesilvano (Pe) Corso Umberto I, 491 tel. 085.4459921 - fax 085.4450624 e-mail: massimo.toscano.adserv@concessionaria.renault.it

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MECH ENGINEERING S.r.l. [anno di fondazione 2001] 65012 Villanova di Cepagatti (Pe) Via Nazionale, 66/A tel. e fax 085.9774182 e-mail: mechsrl@libero.it

MOBILFINO S.r.l. [anno di fondazione 1973] 65013 Città Sant’Angelo (Pe) Nuc. Ind.le Piano di Sacco, 13 tel. 085.9690145 - fax 085.9690022 www.mobilfino.com - e-mail: infocasa@mobilfino.com

CONCORDE S.r.l. 65126 Pescara Via M. Polo, 73 tel. 085.64154 - fax 085.64433 www.concordeairsea.it e-mail: info@concordeairsea.it


uscita di sicure a

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Copenhagen, a luglio sole e jazz non si spengono mai

la vita è bella passione motori

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Mazda 6 wagon: lo sport nel DNA

focus hi-tech

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Navigare il mondo non è mai stato così sicuro e divertente

divudi

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Ascesa e caduta di un American Gangster

tempo rubato

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Il responsabile delle risorse umane

un’ottima annata adagio con gusto

123 L’affaire brunello e le vere frodi alimentari 124 Tutelare la biodiversità è un dovere


i partner...

distributore prodotti e servizi per l’informatica

INFOMAX S.r.l. [anno di fondazione 1987] 66026 Ortona (Ch) Via Giro degli Ulivi, 3/b tel. 085.9063838 - fax 085.9066336 www.infomaxsrl.it - e-mail: info@infomaxsrl.it

LEONE GABRIELE S.r.l. [anno di fondazione 1967] 65013 Città Sant’Angelo (Pe) C.da Vertonica - c.c. Ibisco F 9/10/11 tel. 085.95165 - fax 085.9508923 www.leonegabrielesrl.com e-mail: info@leonegabrielesrl.com

PELDO S.a.s. di Giovanni D’Ottavio & C. [anno di fondazione 1973] 65013 Città Sant’Angelo (Pe) C.da Vertonica - c.c. Ibisco, comparto C mod. 1/2/3 tel. 085.950579 - fax 085.9500035 www.peldo.it - e-mail: staff@peldo.it

T&D S.r.l. [anno di fondazione 2001] 65013 Città Sant’Angelo (Pe) Via Lungofino, 187 - c.c. Ibisco mod. B/12 tel. 085.959283 - fax 085.9507155 www.tditcompany.it - e-mail: info@tditcompany.it

EUROFLORA S.r.l. [anno di fondazione 1982] 66013 Chieti Scalo (Ch) Via Penne, 37-39 tel. 0871.565569 - fax 085.565180 e-mail: euromaa@virgilio.it

Susa S.p.A. [anno di fondazione 1949] 65013 Città Sant’Angelo (Pe) Strada Prov. Lungofino, 187 tel. 085.9500778 - fax 085.9508781 www.susa.it - e-mail: susape@susa.it

EVANGELISTA LIQUORI S.n.c. [anno di fondazione 1907] 66020 Sambuceto di San Giovanni Teatino (Ch) Via Mazzini, 133 tel. e fax 085.4462801 www.evangelistaliquori.com - e-mail: info@evangelistaliquori.com

FIDES TRADING S.r.l. [anno di fondazione 1966] 66030 Arielli (Ch) Via s.p. Marrucina, 3 tel. 0871.938671 / 085.432461 fax 0871.930329 / 085.4314959 www.fidestrading.it - e-mail: info@fidestrading.it

TRASPORTI ITAL-P.A.D. S.r.l. 65125 Pescara (PE) Via Naz. Adriatica Nord, 563 tel. 085.470701 - fax 085.4718054 www.italpad.it - e-mail: italpad@tin.it

FARNESE VINI S.r.l. [anno di fondazione 1999] 66026 Ortona (Ch) Via dei Bastioni - Castello Caldora Tel. 085.9067388 - Fax 085.9067389 www.farnese-vini.com - e-mail: farnese@farnese-vini.com

FAS TRASPORTI S.r.l. [anno di fondazione 1973] 66020 San Giovanni Teatino (Ch) Via Po, 69 tel. 085.444471 - fax 085.44447210 www.fastrasporti.com - e-mail: info@fastrasporti.com

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F.LLI DI DONATO S.a.s. [anno di fondazione 1986] 65013 Marina di Città Sant’Angelo (Pe) Via Mulino del Gioco, 48 tel. 085.950509 - fax 085.959790 www.didonatosas.it - e-mail: info@didonatosas.it

F.lli DI NINO S.n.c. [anno di fondazione 1960] 65010 Spoltore (Pe) C.da Fontevecchia, 69 tel. 085.413146/47 - fax 085.4155023 www.dinino.it - e-mail: dinino@dinino.it

FREE S.r.l. [anno di fondazione 2003] 65015 Montesilvano - Via Verrotti, 142 tel. 085.4451749 e-mail: free_srl@libero.it


COPENHAGEN, A LUGLIO SOLE E JAZZ NON SI SPENGONO MAI

C

irca 700 concerti jazz da ascoltare gratuitamente in locali e club ma anche, e soprattutto, nei cortili, nelle piazze, nei parchi e giardini della più grande e animata città della Scandinavia, Copenhagen. Una magia che si ripete ogni anno, quando le giornate si allungano e la luce del sole sembra non volersi spegnere mai. La città è pervasa dalle note dei tanti musicisti internazionali e delle loro performance, che iniziano fin dal mattino e si concludono a tarda notte. Copenhagen è così la meta ideale

per “un’uscita di sicurezza” all’insegna della musica. Anche quest’anno, dal 4 al 13 luglio, l’edizione 2008 del Copenhagen Jazz Festival promette concerti per gli amanti di ogni tipo di jazz, da quello di New Orleans a quello più d’avanguardia. I club ed i piccoli caffè diventano una parte vitale della manifestazione, divenuta negli anni uno dei maggiori festival europei. Ma molti concerti sono all’aperto: nelle strade e nelle piazze della città e lungo i canali. Con l’aiuto del programma ufficiale si può facilmente pianificare il proprio jazz tour, senza dimenticare di visitare una città cosmopolita, ricca di luoghi di interesse. Un luogo affascinante nel quale convivono in armonia lo spirito metropolitano e lo charme di un piccolo centro. Anche se non si ha molto tempo a disposizione, Copenhagen è facile da visitare: si può coglierne l’atmosfera, visitare i musei, fare shopping. Non dimenticate di passeggiare nello StrØget, il più lungo viale pedonale del mondo e, naturalmente, nella pittoresca zona del canale Nyhaven, famoso per le sue belle case antiche allineate lungo la banchina

Un motivo in più: dormire nel design Di fronte ai Giardini di Tivoli, in pieno centro, c’è uno dei primi hotel di design del mondo, il Radisson SAS Royal. Primo grattacielo di Copenhagen, fu completato nel 1960 e concepito interamente in ogni minimo dettaglio, dalla facciata all’arredamento, dall’architetto danese Arne Jacobson, vera e propria leggenda del design. Le famose sedie Egg e Swan e la lampada Royal furono disegnate da Jacobson proprio per questo hotel. Nel 2000, il SAS Royal è stato interamente ristrutturato, ma la stanza numero 606 è rimasta intatta, così come l’architetto danese la progettò. Riuscire a dormirci vuol dire respirare lo spirito degli anni ’60 e lo splendore del design scandinavo moderno. Agenzia Mondo Azzurro Viaggi _ Via Venezia, 82 _ 65121 Pescara (PE) - tel. 085-4221480 Pacchetti validi dal 30 maggio al 1 giugno 2008 (i prezzi sono suscettibili di variazione) Volo Roma - Copenaghen A/R - Swiss International 2 notti – B&B – Hotel Radisson SAS Royal - 4 stelle prezzo 880,00 euro/2 persone

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passione motori

MAZDA 6 WAGON: LO SPORT NEL DNA Ampia abitabilità interna in un look «atletico». Nella nuova versione, migliorate le sospensioni e la tenuta di strada. Strabiliante il sistema di frenata

S

e fosse una persona sarebbe certamente uno… “sportivo”. È questa la caratteristica dominante della nuova Mazda 6 Wagon: lo spazio associato alla dinamicità. L’appeal da macchina sportiva deriva soprattutto dalla scelta di forme ellissoidali per il design esterno, in particolare nei fari, una delle innovazioni rispetto ai modelli precedenti. Le nuove frontiere implicano sempre più la fusione di comfort sensoriale e piacere di guida: la Mazda 6 non si sottrae al nuovo dogma. Merito di un sistema davvero “chic”, il Welcome Mode Communication, che permette l’accensione in sequenza dei comandi audio e della strumentazione interna: un primo importante

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approccio con il guidatore. Proseguiamo con i rivestimenti dei sedili e col sapiente mix di luci e colori, studiati con cura. Ma la Mazda

non snatura i suoi connotati tipici, come il tetto incurvato e i prominenti archi passaruota. Tridimensionale nel posteriore, fi-


lante sui laterali, la nuova Wagon spicca per l’armonia con cui è stata concepita, nonostante la morbidezza del cruscotto, che crea un leggero contrasto con la solidità del pannello centrale. Semplice e a tratti schematica, la Mazda 6 regala la possibilità di guadagnare un ampio spazio interno, utile per il carico dei bagagli o per l’ulteriore comfort dei passeggeri. Il tutto ottenuto grazie al miglioramento delle sospensioni posteriori e dell’alloggiamento delle ruote che non interferiscono con il piano di carico. Ma il bello sta da un’altra parte… al volante! Una tenuta di strada ancora migliore rispetto alle versioni precedenti, la guida assai elastica e soprattutto silenziosa, sicura. Il controllo dinamico di stabilità è poi determinante nel garantire

adeguati angoli di sterzata e frenata. Pensate alla nuova carrozzeria, che permette esaltanti prestazioni aerodinamiche e riduce addirittura i consumi. Il nuovo motore a benzina sprigiona una potenza da 170 cavalli e una coppia ottimale a regimi medio bassi del motore. Troppi rischi? Per fortuna no, grazie a uno strabiliante sistema di frenata, che si colloca nella “top ten” in quanto a spazi di arresto (bassissimi) con una velocità di 100 km/h. Chi sta all’interno della vettura è comunque protetto dalla carrozzeria più robusta e da cinture di sicurezza provviste di pretensionatori e meccanismo di limitazione del carico. Insomma, salite sulla nuova Mazda 6 Wagon (potete farlo presso la concessionaria Mazda Pescara) e godetevela fino in fondo, vi sembrerà di correre all’aria aperta

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i partner...

PUBLIGRAFIKA S.r.l. [anno di fondazione 1990] 66020 San Giovanni Teatino (Ch) Via Traiano, 25 tel. e fax 085.4460893 - 085.4465558 www.publigrafika.it - e-mail: info@publigrafika.191.it

RICAMI & DINTORNI di Marozzi Isabella [anno di fondazione 2006] 65012 Cepagatti (Pe) Via A. Forlani 70/a tel. 085.974701 www.ricamiedintorni.com - e-mail: info@ricamiedintorni.com

RIZZIERO S.r.l. [anno di fondazione 1936] 65013 Città Sant’Angelo (Pe) Via Saline, 1 tel. 085.950495 - fax 085.950494 www.rizziero.com - e-mail: info@rizziero.com

RTI di Gabriele Federico [anno di fondazione 1988] 65122 Pescara Via Ortona, 1 tel. 085.4173593 fax 085.4156824 www.rtiweb.it - e-mail: info@rtiweb.it

MPIM di MARIO PAPARELLA [anno di fondazione 1986] 66020 Sambuceto (Ch) Via Chiacchiaretta, 37 tel. 085.4461210 - fax 085.4460236 www.mpim.it - e-mail: mario@mpim.it

PIAZZA DELL’AUTO S.r.l. [anno di fondazione 2005] 65129 Pescara Via Tiburtina, 427 tel. e fax 085.4315313 www.piazzadellauto.com e-mail: info@piazzadellauto.com

PIERANGELO AUTOTRASPORTI S.n.c. [anno di fondazione 1972] 66020 San Giovanni Teatino (Ch) Via Aterno, 25 tel. 085.4464808 - fax 085.4464464 www.pierangelotrasporti.it - e-mail: info@pierangelotrasporti.it

PROGETTOGGETTO S.r.l. [anno di fondazione 1999] 66020 San Giovanni Teatino Via Amendola, 212 - Sambuceto tel. 085.4326754 - fax 085.4318915

PROGETTO INFORMATICA S.n.c. [anno di fondazione 1985] 65126 Pescara - Via D’Avalos, 66 tel. 085.63721-67325 - fax 085.4513827 www.proginf.com e-mail: progetto@proginf.com

OTTICA L’IRIDE di Cipressi Antonella [anno di fondazione 1983] 66013 Chieti Scalo Via Colonnetta, 23 tel. e fax 0871.562628 e-mail: otticaliride@interfree.it

Massimo Paolini Agente Capo NADIR di Di Nardo Di Maio Gabriele [anno di fondazione 1979] 65010 Cappelle sul Tavo (Pe) Contrada Fiume Tavo, 71 tel. e fax 085.4470840 r.a. e-mail: gabdinar@tin.it

Massimo Paolini - Sara assicurazioni [anno di fondazione 1968] 66100 Chieti Piazza Garibaldi, 3 tel. 0871.323095 - fax 0871.347316 www.sara.it - e-mail: ag6220@saraagenzie.it

NEW AID SOC. COOP. ARL ONLUS [anno di fondazione 1988] 65013 Città Sant’Angelo Vico Ghiotti, 04 tel. e fax 085.969268 e-mail: newaid@libero.it

PAPER PLAST S.n.c. [anno di fondazione 1979] 65016 Montesilvano Via Egitto, 14 tel. 085.4683939 - fax 085.4684041 www.paper-plast.it - e-mail: info@paper-plast.it

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focus hi-tech

NAVIGARE IL MONDO NON È MAI STATO COSÌ SICURO E DIVERTENTE In uscita due nuovi navigatori della Tom Tom: One e XL. In un design compatto un comodo display, una migliore qualità acustica e la solita grande semplicità d’uso. Due ottimi compagni di viaggio, per guidare con meno stress e meno rischi

T

om Tom lancia i nuovi navigatori satellitari One e XL, con schermo da 4.3’’ per chi preferisce un display più grande in un design compatto, dotati di un comodo supporto pieghevole in grado di offrire la massima portabilità e flessibilità. Disponibili a partire da maggio 2008, presentano una qualità acustica migliorata, un’impareggiabile semplicità d’uso, le mappe più aggiornate e l’esclusiva tecnologia Tom Tom Map Share. Hanno inoltre, tutte le caratteristiche di sicurezza più avanzate nel settore, la possibilità di ricevere informazioni sul traffico, avvisi autovelox preinstallati, la personalizzazione attraverso la piattaforma di condivisione di contenuti Tom Tom Home. Con Map Share è possibile apportare modifiche alle mappe direttamente sul dispositivo e scaricare le correzioni apportate giornalmente dai numerosissimi utenti Tom Tom sparsi in tutto il mondo. I navigatori trovano il percorso più ra-

pido ed efficiente a disposizione. IQ Routes utilizza dati cronologici sulla velocità ricavati da milioni di utenti Tom Tom per calcolare il percorso ottimale per quella specifica ora del giorno. In questo modo è possibile avvalersi di competenze locali su scala globale. I prodotti Tom Tom si distinguono anche per la facilità di utilizzo: i comandi a disposizione sono molto intuitivi. Il dispositivo funziona, da subito, non appena estratto dalla confezione, grazie all’interfaccia touchscreen che non richiede lo studio di complicati manuali. Un design semplificato, che continua a ricevere innumerevoli riconoscimenti da parte di clienti e specialisti. Una curiosità: recenti ricerche indipendenti hanno dimostrato che l’uso di un dispositivo di navigazione Tom Tom garantisce all’utente maggiore attenzione, meno stress e un minor numero di incidenti. Non c’è che dire, davvero un ottimo compagno di viaggio

Puoi trovarli da: PDV Euronics Gruppo Ferri AVEZZANO - Via Nuova, 48 FRANCAVILLA AL MARE - CH - Via Naz. Adriatica, 85 LANCIANO - CH - Via S.Spirito,119 (Centro Comm.le La Fontana) L’AQUILA - S.S.17, N.36 (Zona Pile) PESCARA - C.so Vittorio Emanuele, 190 PESCARA - Via Tiburtina Valeria, 386 (Centro Comm.le Auchan) SAMBUCETO - CH - Via Po, I (Centro Comm.le Centro d’Abruzzo) SAN NICOLO’ A TORDINO TE - Via Galileo Galilei CHIETI - Via Masci, SP Fondovalle Alento (Centro Comm.le Centauro)

Tom Tom One a partire da 127,00 euro (IVA incl.) Tom Tom XLa partire da 187,00 euro (IVA incl.)

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i partner...

COOP CREDITO [anno di fondazione 1986] 66100 Chieti - Via Spezioli, 16 (Theate center) tel. 0871.402598 - fax 0871.404609 www.coopcredito.it - e-mail: chieti@coopcredito.it

UNICAM S.r.l. [anno di fondazione 2006] 65016 Montesilvano (Pe) C.so Umberto I, 372 tel. 085.4491668 - fax 085.4483084

EDILMET S.n.c. [anno di fondazione 1979] 66013 Chieti Scalo (Ch) Via Marino Turchi - Zona Industriale tel. 0871.565191 / 560387- fax 0871.552438 www.edilmet.it - e-mail: info@edilmet.it

AGENZIA C & G S.r.l. [anno di fondazione 2000] 66100 Chieti Via dei Marsi, 92 tel. 0871.321728 - fax 0871.334877 e-mail: cgmincone@tiscali.it

GEKO s.n.c. di Luca & Marco Gialluca 66020 S. Giovanni Teatino (Ch) Via Trigno, 37 tel. 085.4461248 - fax 085.4406171 www.gialluca.it - e-mail: info@gialluca.it

DE.AL. S.r.l. [anno di fondazione 1990] 65010 Elice (Pe) - C.da Bastioni, 118 tel. 085.960091 - fax 085.9600960 www.pacfood.it - e-mail: info@pacfood.it

NORDIMPIANTI SYSTEM S.r.l. [anno di fondazione 1975] 66013 Chieti (Ch) Via Erasmo Piaggio, 19/A - Zona Industriale Chieti Scalo tel. 0871.540222 - fax 0871.562408 www.nordimpiantisystem.com e-mail: info@nordimpiantisystem.com

DF ALLUMINIO S.r.l. [anno di fondazione 1994] 66020 San Giovanni Teatino (Ch) Fraz. Sambuceto - Via Cavour, 59 tel. 085.4465042 - fax 085.4407840 www.paginegialle.it/dfallumin e-mail: dfalluminio@alice.it

ESSE V S.r.l. [anno di fondazione 1996] 66013 Chieti Scalo (Ch) Via Colonnetta, 22/a tel. e fax 0871.577307 www.essev.it - e-mail: info@essev.it

DAP MATIC S.r.l. [anno di fondazione 2006] 65100 Pescara Via Tiburtina, 383/7 tel. 085.4312292 - cell. 338.5024150

LA PANORAMICA [anno di fondazione 1948] 66100 Chieti Via Picena, 52 tel. 0871.344969 - fax 0871.346507 www.gruppolapanoramica.it e-mail: info@gruppolapanoramica.it

SATAM VIAGGI [anno di fondazione 1982] 65121 Pescara Via Chieti, 39/41 tel. 085.4210733 - fax 085.378140 www.gruppolapanoramica.it e-mail: satamviaggi@tin.it

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SAFRA s.a.s. [anno di fondazione 1979] 65016 Montesilvano (Pe) Via Verrotti, 46 bis tel. e fax 085.4452609 e-mail: safra2000@tele2.it

ARCO RICERCA [anno di fondazione 2006] 65020 Alanno (PE) Via Madonna del Carmine, 245 tel. 0871.561740 fax 0871.404035 www.arcoricerca.it e-mail: info@arcoricerca.it


divudi

ASCESA E CADUTA DI UN AMERICAN GANGSTER data di uscita in DVD: maggio 2008 regista: Ridley Scott cast: Denzel Washington, Russell Crowe, Josh Brolin, Cuba Gooding Jr., Chiwetel Ejiofor, Carla Gugino, Ruby Dee, John Hawkes, Edwin Freeman, Jason Furlani genere: drammatico, crimine durata: 157 minuti

trama: All’inizio degli anni Settanta, nella città di New York, la corruzione della polizia era sempre più diffusa. La mafia agiva con la complicità delle forze dell’ordine. Un imprenditore di colore di nome Frank Lucas (Denzel Washington), alla morte improvvisa del suo capo, un signorotto di Harlem, boss del traffico di eroina, sfrutta l’apertura nella struttura del potere per costruirsi il suo impero personale. La filosofia di Frank era semplice e vincente: vendere droga di migliore qualità a metà prezzo. Per farlo si reca nel Vietnam dove riesce ad acquistare, a prezzi bassissimi, l’eroina più pura che sia stata mai spacciata. Richie Roberts (Russel Crowe), poliziotto scaltro e duro, comincia a sospettare che un potente “giocatore” nero sia apparso dal nulla a dominare la scena della malavita newyorchese. I destini dei due uomini si intrecceranno e si scontreranno. Si trasformeranno da nemici giurati in riluttanti alleati dalla stessa parte della legge.

M

ostro sacro del cinema contemporaneo, Ridley Scott regista inglese, mette in scena le gesta di Frank Lucas, un nero di provincia trapiantato ad Harlem, che negli anni ’70 divenne il più grande trafficante di droga di New York, soppiantando il primato delle “famiglie” che fino ad allora avevano avuto il dominio assoluto sul traffico di eroina. Frank è elegante, scaltro, attento a non commettere il minimo errore: «Mai mettersi qualcosa di troppo vistoso se non vuoi farti beccare». Ambizioso e teso con tutto se stesso verso il riscatto da una vita di povertà. Dall’altra parte della barricata, a contrastarlo nelle sue attività, c’è Richie Roberts, un poliziotto integerrimo e ostinato, pronto a tutto pur di portare a termine la sua missione. Richie è sciatto e squinternato, isolato dai suoi colleghi, incapace di impegnarsi in una relazione fissa. Il confronto tra i due, che peraltro si ignorano per tre quarti del film, è tutto da vedere. Espressione di due visioni contrapposte del sogno americano, scopriranno un’etica sorprendentemente comune

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i partner...

Università d’Annunzio - facoltà di economia [anno di fondazione 1965] 65127 Pescara Viale Pindaro, 42 tel. 085.4537626 - fax 085.4537628 www.unich.it - e-mail: preconom@unich.it

C & C S.n.c. [anno di fondazione 1996] 66054 Vasto (Ch) Via Trieste, 5 tel. 0873.365055 - fax 0873.375068 www.kosmowell.it - e-mail: info@kosmowell.it

EFFEMME S.r.l. [anno di fondazione 2002] 65013 Città Sant’Angelo (Pe) Via Colle delle More, 5 tel. e fax 085.9506417 e-mail: effemmesrl@tiscali.it

SI.RE.A. s.a.s. di Di Lizio Renzo & C. [anno di fondazione 1821] 66013 Chieti Scalo (Ch) Via Avezzano, 48 tel. 0871.561039 - fax 0871.572672 www.gruppoitas.it e-mail: agenzia.chieti@gruppoitas.it

Associazione Regionale Pizzerie e Pizzaioli [anno di fondazione 2000] 66034 Lanciano (Ch) Via F. Masciangelo, 26 tel. 0872.719317 - fax 0872.717631 e-mail: info@stelladabruzzo.it

EUROFIL S.r.l. [anno di fondazione 1993] 64035 Castilenti (Te) C.da Cancelli, 11 tel. 0861.99971 - fax 0861.999493 www.eurofil.it - e-mail: eurofil@eurofil.it

GIANSANTE AUTO S.r.l. [anno di fondazione 1949] 66013 Chieti Scalo (Ch) Viale Benedetto Croce, 538 centralino 0871.54531 www.giansanteauto.it

EASY CAR S.p.A. 65124 Pescara Via Enzo Ferrari, 123 (stazione f.s.) numero verde: 800.93.92.93 tel. e fax 085.2059319 www.easycaritalia.it - e-mail: pe1@easycaritalia.it

Attrezzature e personale per il monitoraggio atmosferico e di sicurezza

Servizi Integrati di Sicurezza S.r.l. [anno di fondazione 2000] 65010 Spoltore (Pe) Via Mare Adriatico, 72/E tel. 085.4971521 - fax 085.4973121 www.sisworld.net - e-mail: info@sisworld.net

Attrezzature e personale per la tutela ambientale ed il trattamento delle acque

LANGUAGES FOR COMMUNICATION [anno di fondazione 2006] 65127 Pescara Viale Pindaro, 23 - Piazza Accademia tel. 085.4516231 www.languagesforcommunication.it e-mail: info@languagesforcommunication.it

SIVAM S.r.l. [anno di fondazione 1995] 65010 Spoltore (Pe) Via Mare Adriatico, 72/F tel. 085.4972130 - fax 085.4973667 www.sivam.com - e-mail: sivam@sivam.com

ECOLOGICAMENTE [anno di fondazione 2004] 65010 Villa Raspa di Spoltore (Pe) Via Italia, 1/A tel. e fax 085.4159445 www.ecologicamente.org e-mail: info@ecologicamente.org

Verlicchi Casoli srl [anno di fondazione 1997] 66043 Casoli (Ch) Zona Ind. est tel. 0872.992111 - fax 0872.992154 www.verlicchi.it - e-mail: verlicchicasoli@verlicchi.it

M2MARINUCCI S.r.l. [anno di fondazione 1987] 66023 Francavilla al Mare (Ch) Via Nazionale Adriatica Nord, 57/B tel. 085.4911991 - fax 085.4913453 www.m2marinucci.it - e-mail: info@m2marinucci.it

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tempo rubato Il tempo per leggere è sempre tempo rubato. (Come il tempo per scrivere, d’altronde, o il tempo per amare). Rubato a cosa? Diciamo, al dovere di vivere. Daniel Pennac, Come un romanzo, Feltrinelli Editore

Abraham B. Yehoshua

IL RESPONSABILE DELLE RISORSE UMANE il romanzo in breve Un terrorista suicida si fa esplodere in un mercato di Gerusalemme. Una donna muore. Era straniera, viveva da sola in una squallida baracca di un quartiere di religiosi. Nessuno va a reclamare il suo cadavere all’obitorio. Eppure la donna aveva ancora formalmente un lavoro, come addetta alle pulizie in un grande panificio della città. Un giornalista senza scrupoli sfrutta il caso per imbastire uno scandalo e denuncia la “mancanza di umanità” dell’azienda che non si è nemmeno accorta dell’assenza della dipendente. Tocca al responsabile delle risorse umane, spedito in missione dall’anziano proprietario del panificio, cercare di rimediare al danno di immagine. Ma la sua missione si trasforma in qualcosa di molto più importante. Un viaggio contro il gelo che sembra sceso sul mondo, contro l’egoismo e l’aridità, per recuperare la propria umanità perduta. Ispirato dalla tragica attualità, il romanzo parte dal racconto di un fatto di cronaca inventato, ma fin troppo realistico, per trasformarsi in una profonda riflessione sui valori, i rischi e i timori del mondo di oggi.

le prime trenta righe Nonostante il responsabile delle risorse umane non si fosse cercato questa missione, adesso, nella luce soffusa e radiosa del mattino, ne capiva il significato sorprendente. E quando, accanto al falò ormai moribondo, gli era stata tradotta –e aveva compreso- la richiesta incredibile della vecchia in abito da monaca, aveva provato un fremito di gioia e la Gerusalemme tormentata e ferita da cui era partito una settimana prima gli era riapparsa in tutto il suo splendore: quello dei giorni dell’infanzia. All’origine della missione c’era il semplice disguido burocratico, rimediabile, grazie all’intervento del direttore del settimanale, con una lettera di spiegazioni, magari accompagnata da una breve offerta di scuse. Ma il proprietario dell’azienda, un vecchio autoritario di ottantasette anni, era stato colpito da un’ansia esagerata per la propria reputazione. Una semplice offerta di scuse avrebbe potuto far dimenticare in fretta l’intera vicenda, e questo non gli bastava. Aveva preteso da se stesso e dai suoi dipendenti un vero atto di contrizione, un pentimento esplicito, che aveva dato origine a quel viaggio verso orizzonti lontani. Cos’era stato a turbare il vecchio? Cosa aveva risvegliato in lui quel sentimento quasi religioso? Forse il fatto che i suoi profitti non fossero stati intaccati dai giorni cupi in cui era piombata tutta Israele, e Gerusalemme in particolare? E che davanti alle difficoltà, e persino al tracollo, di altre aziende, il suo successo lo costringesse a tutelarsi ancor di più dal biasimo pubblico che, per somma ironia, sarebbe stato stampato sulla carta che lui stesso vendeva al settimanale? Era vero che quel giornalista, eterno dottorando in lettere ed esponente radicale dei moralisti locali, disinibito dall’atmosfera familiare di Gerusalemme, in un primo tempo non aveva immaginato da dove arrivasse la carta su cui era stampato il suo feroce articolo; ma anche se l’avesse saputo, avrebbe forse addolcito una sola parola? Il direttore del settimanale, nonché suo proprietario, dopo aver letto le bozze del pezzo ed esaminato la foto del cedolino lacero e macchiato scoperto nella borsa della donna uccisa, aveva comunque ritenuto giusto avvisare il proprietario della fabbrica e chiedere un suo commento, o una lettera di scuse, evitando così di cogliere di sorpresa un amico, e di venerdì sera per giunta, con una storia che avrebbe potuto rovinare i loro rapporti.

l’autore

Considerato uno degli autori più interessanti e vivaci del momento, Abraham “Boolie” Yehoshua è israeliano. Le sue opere, accolte da un crescente consenso internazionale, indagano a fondo sul problema dell’identità ebraica. Einaudi ha tradotto in Italia romanzi come Un divorzio tardivo (1982), Cinque stagioni (1987), Ritorno dall’India (1994), Viaggio alla fine del millennio (1997), La sposa liberata (2001).

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NUOVA BULLONERIA S.r.l. [anno di fondazione 1992] 65013 Città Sant’Angelo (Pe) C.da Vertonica - c.c. Ibisco (F/6) tel. 085.9506218 - fax 085.95387 e-mail: nuovabul@nuovabulloneriasrl.191.it

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CONFIDI ABRUZZO DIREZIONE GENERALE 65100 Pescara Via Raiale, 110 tel. 085.4325070 - fax 085.4317426 www.confidi.abruzzo.it e-mail: info@confidi.abruzzo.it

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DUE ELLE S.n.c. di Livi Luigi & C. [anno di fondazione 1980] 66020 San Giovanni Teatino (Ch) Via Treviso, 4 tel. 085.4462832 - fax 085.4460322 www.dueellecucine.it - e-mail: info@dueellecucine.it

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GENERAL SIDER ITALIANA S.p.A. [anno di fondazione 1962] 66013 Chieti Scalo (Ch) Via M. Carboni, 1 tel. 0871.563345 - fax 0871.560959 www.generalsider.com - e-mail: sales@generalsider.com

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ECOLOGICA ANZUCA S.r.l. [anno di fondazione 1994] 66023 Francavilla al Mare (Ch) Via Valle Anzuca, 18/D tel. 085.4917963 - fax 085.4918077 www.ecologicanzuca.it e-mail: info@ecologicanzuca.it

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ACN SERVICE s.n.c. [anno di fondazione 2004] 64034 Castiglione M.R. (Te) C.da Selva tel. e fax 0861.990460 e-mail: acs.01@virgilio.it

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PROSPERI ROBERTO [anno di fondazione 1997] 65125 Pescara Via Caravaggio, 340 tel. e fax 085.4712209 e-mail: roberto.prosperi@yahoo.it


un’ottima annata » di Nicola Boschetti

L’AFFAIRE BRUNELLO E LE VERE FRODI ALIMENTARI

M

ade in Italy è il marchio su cui i nostri avi hanno costruito il futuro del Paese. Con sacrifici, lotte e tante rinunce sono riusciti a far amare nel mondo tutto ciò che, con maestria e continua laboriosità, l’Italia riesce a produrre. E a far sentire più vicini a casa e più orgogliosi di essere italiani i milioni di emigrati sparsi in tutto il mondo. Ora, la globalizzazione e la scarsa attenzione delle istituzioni, sono riuscite a far quasi scomparire molte piccole produzioni, privandole di quella difesa che altri Stati hanno invece adottato. Così, per il potere di qualche multinazionale, ci troviamo auto italiane fabbricate in Cina, vestiti contraffatti e prodotti

alimentari dannosi per la salute. In questi giorni il più nobile dei nostri vini -il Brunello di Montalcino- è stato messo sul banco degli imputati per qualche “arrotondamento di sapore”, ottenuto con l’utilizzo di vitigni più dolci e non con l’austero e lento Sangiovese come il disciplinare vuole. Una notizia che ha fatto scandalo, finendo con il coprire i veri truffatori: chi allunga i mosti con acqua e tante altre sostanze vietate. Su di loro solo qualche raro accenno. Forse perché il Brunello è costoso? Il fatto è che fuori dai confini nazionali non aspettano altro che coglierci in fallo e noi siamo troppo bravi a farci male da soli nei momenti di crisi, trascurando che le

vere frodi alimentari sono altre ed accadono quotidianamente. Pur essendo più gravi non conquistano la ribalta dei mass media perché hanno nomi meno impegnativi. Non difendo il Brunello, ma le tante persone oneste che ogni giorno fanno il loro lavoro con umiltà e che, per colpa di qualche avventuriero, sono ora costrette ad una fatica in più: dimostrare la loro innocenza. Un consiglio: leggiamo meno “luminari” enogastronomici e riscopriamo i tanti piccoli produttori che lavorano nell’ombra. Molte volte custodiscono una qualità immensa, con l’unica colpa di non essere a “5 stelle”

Attenti a questi 2 MONTEPULCIANO D’ABRUZZO CERASUOLO VALENTINI 2005 Parlare di un mito come Valentini è facile, può sembrare azzardato farlo in riferimento ad un Cerasuolo, considerato anche il prezzo. Il Cerasuolo del 2005 ha colore rosa antico con sfumature di zafferano. Zafferano che, dopo averlo ben assaggiato, si percepisce alla grande nel naso, accompagnato da sensazioni di prugne e leggera banana… lunghissimo. Bocca piena, sapida, con sensazioni ancora di giovinezza ma con una struttura che reclama piatti importanti come agnello, baccalà e anche qualche formaggio erborinato. Vino di grande nobiltà che può dare ancora tanto. Si consiglia di berlo fresco, ma non freddo e di caraffarlo. Il maestro Edoardo Valentini non c’è più ma il ricordo vive attraverso i suoi grandi vini e l’opera del bravissimo figlio Francesco. Prezzo € 35,00 Azienda Agricola Valentini Loreto Aprutino (Pescara)

CHIARO DI CALE PINOT NERO IGT TORRE DI CHIETI 2007 Pinot nero in Abruzzo? Impossibile! Eppure, ci fanno ricredere questi due ettari vitati con rese bassissime, che producono a malapena 5mila bottiglie. È curioso trovare in terra di Poggiofiorito questo rosato scarico, color cipolla, vinificato senza bucce. Al naso è però molto ricco: fragola leggermente acerba, pomodoro e qualche nota di pesca.

Buona l’intensità. In bocca è sorprendente: secco, sapido, di buona acidità, con ottimo retrogusto amarognolo e lunghissima persistenza di sapore. Ottimo con asparagi e funghi, piatti estivi di terra e di mare. Da bere fresco e giovane.

Prezzo: € 10,00 Azienda Agricola Terre di Poggio Poggiofiorito (Chieti)

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adagio con gusto » in collaborazione con Slow Food Abruzzo

TUTELARE LA BIODIVERSITÀ È UN DOVERE L’impegno di Slow Food in favore di un’agricoltura sostenibile, rispettosa dell’ambiente. Le attività della Fondazione per la salvaguardia del patrimonio alimentare, contadino ed artigiano dei vari Paesi del mondo. L’Arca del Gusto e i Presìdi » di Davide Acerra

L

a biodiversità è un elemento di basilare importanza per la sopravvivenza e il sostentamento degli ecosistemi. Un dovere e una necessità tutelarla perché se in un secolo si sono estinte trecentomila varietà vegetali e continuano a estinguersi, al ritmo di una ogni sei ore,

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se un terzo delle razze autoctone bovine, ovine e suine è già estinto o in via di estinzione, se il 75% delle riserve di pesce del pianeta è a rischio, non si può più aspettare. Se a questo si aggiunge il fatto che, solo negli Stati Uniti, il percorso medio di ogni prodotto per raggiungere un supermercato è di 1288 km e che d’inverno la lattuga viaggia dalla California a Londra e le carote raggiungono la Svezia dal

Sud Africa, ci si rende conto di quale rischio si sta correndo. Per questo Slow Food da anni è impegnato in una battaglia per un’agricoltura sostenibile, rispettosa dell’ambiente, e per questo nel 2002 è nata la Fondazione Slow Food per la Biodiversità. Figlia di Slow Food, ma con una propria autonomia statutaria, economica e amministrativa, finanzia i progetti realizzati per la tutela della bio-

diversità, come l’Arca del Gusto, i Presìdi e il Premio, e sostiene progetti in tutto il mondo con un occhio di riguardo per i Paesi più poveri, dove difendere la biodiversità non significa soltanto migliorare la qualità della vita, ma garantire la vita stessa. Come si legge nel suo statuto “Il fine della Fondazione è quello di sostenere e diffondere la cultura della biodiversità come fattore di

in questa e nelle altre pagine, contadini di tutto il mondo a “Terra Madre” 2006

» foto archivio Slow Food

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adagio con gusto

crescita umana, civile e democratica. La Fondazione opera per tutelare il diritto personale al piacere ed al gusto, favorendo la costituzione di un armonico rapporto con la natura nel rispetto delle tradizioni e dell’identità economica, gastronomica ed agroalimentare del territorio di ogni singolo paese. La

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Fondazione studia e promuove una nuova e differente cultura dello sviluppo, della convivenza civile e dei tempi di vita, adoperandosi per la diffusione di prodotti di qualità nel rispetto dell’ambiente rurale e naturale, e dei diritti dei consumatori. La Fondazione opera per diffondere l’educazione allo studio

ed alla salvaguardia del patrimonio alimentare, contadino ed artigiano di ogni paese, a tutela delle sue caratteristiche e della sua tipicità”. Un lavoro sviluppato attraverso l’Arca del Gusto che cerca, cataloga e segnala sapori quasi dimenticati di tutto il mondo, come il violino di capra della Valchiavenna, il caffè


delle Terre Alte di Huehuetenango in Guatemala, la vacca Kerry, l’ultima razza vaccina autoctona irlandese oppure la fava di Cantorini, prodotti a rischio di estinzione ma ancora vivi, con reali potenzialità produttive e commerciali. Dopo varie esperienze nazionali, nel 2002 nasce una commissione internazionale che mette in rete le esperienze nel mondo. I Presìdi sono il passo successivo, ma non necessariamente automatico, alla catalogazione dell’Arca. Per valorizzare un prodotto occorre riunire i pochi produttori rimasti e renderli visibili, aiutarli a comunicare l’eccellenza gastronomica della loro produzione e a spuntare prezzi più remunerativi. A volte servono interventi strutturali: costruire un macello, ristrutturare un forno o i muretti a secco di un vigneto. Un solo progetto non è sufficiente: ne servono tanti quanti sono i prodotti, ognuno studiato per sostenere una determinata filiera produttiva. I Presìdi sono questo: progetti mirati sul territorio. Possono coinvolgere anche solo un casaro (magari l’ultimo depositario della tecnica per produrre un formaggio) oppure riunire migliaia di contadini. In Italia i Presìdi sono 200 e tutelano i prodotti più disparati: dalla vacca burlina al pane di patate della Garfagnana, dalla pitina friulana alla manna delle Madonie. Con l’avvio di oltre 100 Presìdi internazionali l’universo di Slow Food si è allargato alla biodiversità del mondo: dal riso bario in Malesia alla vaniglia di Mananara nel Madagascar, dal caffè guatemalteco al formaggio polacco oscypek. Perché le situazioni di marginalità dei contadini di Alpi e Appennini sono le stesse dei campesiños del Chiapas o degli ultimi eroici caseificatori a latte crudo d’Inghilterra

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Iniziativa della Condotta Slow Food di Francavilla al Mare

prodigi sotto le stelle Dalla mezzanotte del 23 giugno fino all’alba del 24 percorsi gastronomici, esibizioni teatrali, performance musicali e la rievocazione di riti tradizionali di Davide Acerra

La notte di San Giovanni è una notte speciale, dicono che sia la notte propizia per leggere il futuro e per raccogliere erbe officinali, che, nei pressi del solstizio d’estate, sono, come non mai, cariche di aromi e vitalità. La tradizione ci dice che, sin dal Medioevo, proprio in questa notte, le streghe si dessero appuntamento sotto ad un noce per compiere riti magici.

INFO Il numero dei posti è limitato. Saranno accettate centoventi prenotazioni. Per informazioni e prenotazioni: Tel. 085.4910426 – 329 1461631, info@slowfoodfrancavilla.it “LA COMPARANZA” Una volta, ci si voleva bene a tal punto che, quando non si era uniti da legami di parentela, ci si imparentava attraverso il rito della comparanza, o della commaranza. Si diventava, insomma, compari e comari giurandosi rispetto, sostegno, solidarietà. E il rito si celebrava, abitualmente, nella cripta della basilica di S.Giovanni in Venere. Al termine della cerimonia, venivano scambiati, a suggello del patto appena concluso, anche dei doni, o delle ramaglie (minuscoli cestini tessuti con gli steli del grano e contenenti delle foglioline di mentuccia, iberico, erica e verbena – venivano chiamati, in dialetto, li ramajette). Da quel momento, i due contraenti (o le due contraenti), ogni volta che si incontravano, si salutavano con dei rituali «Buon giorno, compare», o «Buon giorno, comare». E, a significare la sacralità di quel legame, si usava dire «Tra nu’ ci sta lu Sangiuvanne!»

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l’alba sul litorale di Francavilla al Mare

all’alba del 24 si mette in scena da cinque anni un itinerario in riva al mare di circa 500 metri (nella zona antistante la scuola Media Michetti e fin oltre la Rotonda Michetti) dove quattro famiglie di pescatori allestiscono e servono presso i propri chioschi (progetto attraverso il quale la città ha ottenuto il premio Cittaslow) un menù frutto della tradizione marinara della città, con grande spazio alle tipicità locali e al pesce “povero” e di retina. Gastronomia, ma non solo: l’inizia-

tiva prevede rievocazioni di riti tradizionali, come lo scambio de “lu ramajetto” per il comparaggio, il bagno purificatore all’alba, e il rinnovo di un antico tipo di pesca “la sciabica”, praticato con una rete particolare la “schiazze” con il lancio dalla riva e il suo ritiro. Ad animare la “notte” e a scandire le ore che portano all’alba sono, inoltre, le esibizioni teatrali che rievocano le leggende legate alla magia della notte di San Giovanni e le performance musicali dal vivo

La Guida al Vino quotidiano Una guida preziosa per bere bene tutti i giorni. Pubblicata dal 1994, contiene una selezione della migliore produzione enologica italiana, in base al miglior rapporto qualità/prezzo. Un ampio repertorio di vini di qualità che si possono acquistare in cantina a non più di 8 euro. Circa 2mila le cantine recensite, 540 i vini giudicati eccellenti. L’Abruzzo si presenta con 66 aziende recensite, 134 vini selezionati, 18 dei quali hanno meritato l’etichetta. Numeri di tutto rispetto che evidenziano i notevoli progressi dell’enologia regionale e le enormi potenzialità che il territorio abruzzese è in grado di esprimere.

SLOW FOOD EDITORE

La notte della vigilia di San Giovanni era appunto una notte magica e di prodigi: attorno ai falò accesi sulle colline e sui monti (poiché da sempre, con il fuoco, si mettono in fuga le tenebre e con esse gli spiriti maligni) si danzava e si cantava. Nella veglia, tra la notte e l’alba, i fiori bagnati di rugiada brillavano come segnali; allo spuntar del sole si sceglievano e raccoglievano in mazzi per essere benedetti in chiesa dal sacerdote. Bagnarsi nella rugiada o lavarsene almeno gli occhi al ritorno della luce era per i fedeli cristiani un gesto di purificazione prima di partecipare ai riti in chiesa. E sono sempre il fuoco e l’acqua, gli elementi che contraddistinguono la “notte di San Giovanni” di Francavilla al Mare, un evento giunto alla quinta edizione organizzato dalla Condotta Slow Food di Francavilla al Mare in collaborazione con il Comune ed il Consorzio della “Piccola pesca Sirena”. L’acqua, il mare, la spiaggia ne rappresentano la splendida cornice mentre i falò e le torce ne dettano il percorso, il tutto in un affascinante spettacolo fatto di suoni, di gusti e di visioni. Dalla mezzanotte del 23 giugno fino

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Iniziative Slow: primo maggio a Teramo per il «Gioco del Piacere»

LE «VIRTÙ» INSEGNANO CHE LA BUONA TAVOLA È UN LUSSO ALLA PORTATA DI TUTTI » di Tommaso Di Rino

«Non è mica necessario spendere fior di baiocchi e pasteggiare a foie gras e Sauternes tutti i giorni! Il gastronomo ricerca la carne migliore, il pane migliore, l’olio migliore, conscio di cosa sta comprando, da dove proviene e che trasformazioni ha subito. Ha rispetto del prodotto e del produttore, tant’e vero che paga il giusto… perché sa che per fare le cose bene gli sforzi produttivi costano. Ma non è il caso di svenarsi, credetemi. Semmai è il caso di tornare a considerare il cibo come una cosa preziosa, tornare a dargli il giusto valore, a capire cosa

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comporta in termini di costi ambientali, sociali e culturali. È una cosa che dovremmo fare tutti, dal contadino all’industriale, alla massaia, al gourmet». Resta attuale e carico di significati l’intervento del presidente internazionale di Slow Food, Carlo Petrini, pubblicato su La Stampa di qualche anno fa. E ispira iniziative come il «Gioco del Piacere sulle Virtù», organizzato dalla Condotta Val Vibrata, Giulianova e Teramo lo scorso primo maggio presso il salone della Fratellanza Artigiana a Teramo. Un’iniziativa tutta incentrata sulla degustazione

di cinque modi diversi di preparare le Virtù, ricetta leggendaria della gastronomia teramana. Nella tradizione contadina, il primo maggio era l’inizio di quel drammatico momento dell’anno chiamato “la costa di maggio”, a significare le asperità del tempo intermedio tra il periodo invernale, segnato dall’esaurimento delle provviste, e quello estivo, caratterizzato dall’ansia per l’attesa dei nuovi raccolti. Il rituale vuole che il cibo venga preparato in abbondanza, per esorcizzare il periodo della fame e della carestia e rompere le


regole della dura frugalità annuale. Le Virtù, pur nella semplicità dei componenti, sono un piatto incredibilmente ricco, che coniuga i rimasugli della madia invernale con le primizie primaverili: ceci, lenticchie, e fagioli secchi, piselli e fave fresche, carote, zucchine, patate, bietole, indivia, scarola, lattuga, cavolo, cavolfiore, rape, borrace, cicoria, spinaci, finocchi, misericordia, aglio, l’indispensabile annit dall’acutissimo odore, salvia, maggiorana, la mitica pipirella, sedano, prezzemolo, carciofi, uova, prosciutto, olio, cotenne di maiale, manzo, lardo, noce moscata, pepe, chiodi di garofano, formaggio, farina, pasta di grano duro di varie qualità. Ogni ingrediente deve

essere cotto separatamente e poi gradualmente assemblato in una esaltazione di odori, sapori e colori di grande suggestione. Cinque le osterie Slow Food che si sono cimentate nel Gioco del Piacere, preparando la loro versione delle Virtù: Borgo Spoltino di Mosciano S. Angelo, L’Arca di Alba Adriatica, Pervoglia di Castel Basso, La locanda del Pompa di Campli e Zenobi di Colonnella. La degustazione è stata accompagnata da vini della DOCG Colline Teramane. Gli 80 presenti hanno stilato ciascuno la propria personalissima classifica senza conoscere quale ristorante aveva preparato il piatto e hanno proclamato vincitrice la versione cucinata dalla Locanda

del Pompa, storica osteria insignita anche quest’anno della «chiocciola», il riconoscimento attribuito ai locali più in sintonia con la filosofia di Slow Food. Al termine, tornavano alla mente le parole di Petrini ed anche la considerazione che differenziare i consumi in base al territorio e alla stagionalità può dare più forza anche alle economie locali. Mangiando «locale» si fanno viaggiare meno le merci, si riducono i consumi e gli sprechi (ricordate l’Italia bloccata dai Tir qualche mese fa?) e si degustano meraviglie gastronomiche come le Virtù. Non facciamoci sempre sedurre da prodotti che arrivano da lontano, mangiamo l’Abruzzo. Migliorerà anche il conto in banca

LE INIZIATIVE IN ABRUZZO Condotta di Lanciano

giovedì 15 maggio: Seminario sul pane - ore 19.30 ristorante “La Castellana”, in Contrada Castellana, 5 a Treglio. La serata sarà aperta da Bruno Scaglione, agronomo, con una riflessione sull’emergente scarsità di cibo, in particolare di cereali, sul mercato mondiale. Il seminario sarà condotto dal tecnologo Osvaldo Legnini, rappresentante dell’associazione Panificatori della provincia di Chieti, che illustrerà i diversi tipi di farina, impasti, lievitazione, cottura, difetti e conservabilità del pane, con uno sguardo attento anche alla cultura ed alle tradizioni della panificazione. A seguire avranno spazio le domande e le richieste di chiarimenti o consigli da parte di coloro che si dilettano a preparare il pane in casa. A conclusione dell’iniziativa, un laboratorio di assaggi di pani diversi, per farine e lavorazioni, da degustare in abbinamento ad olio extravergine, salame, formaggio e fave. Quota di partecipazione: euro 15 per i soci e 25 per i non soci. Per informazioni: Silvana Pasquini, tel. 333/6790006, silvana.pasquini@yahoo.it

Condotta di Pescara

Venerdì 16 maggio: incontro con i vini dell’azienda Collestefano, produttrice di Verdicchio di Matelica, presso il Caffè Letterario Pietro Barberini, via

delle Caserme 22, Pescara. Eccezionale serata in due momenti: degustazione, guidata dal produttore, di varie annate del Verdicchio di Matelica DOC. A seguire, cena con piatti in abbinamento al Verdicchio di Matelica 2007. dal 21 al 25 maggio: Slow Food Francoforte incontra Slow Food Pescara. I soci del Convivium di Francoforte saranno coinvolti in un intenso programma di esperienze Slow: preparazione della pasta alla chitarra e del brodetto, visita a Cantine, Frantoi, Pastifici ed Osterie. Per informazioni: fiduciario Slow Food Remo Bellucci tel. 3472985577.

Condotte di Torano Nuovo, Val Vibrata-Teramo-Giulianova

da lunedì 19 maggio: “Master of Food – Vino” corso di degustazione in sei lezioni. Relatore: Valerio Chiarini. Quota di iscrizione: 170 euro per i soci e 195 per i non soci. Comprende: una borsa degustazione con 6 bicchieri, il libro e il manuale di degustazione. da mercoledì 11 giugno: “Master of Food – Birra”, corso di degustazione in quattro incontri, tenuto da Leonardo Di Vincenzo, produttore di Birra di Borgo Rose. Quota di iscrizione: 100 euro per i soci e 125 per i non soci. Le lezioni di entrambi i Master si svolgeranno presso Le terre del gusto di

Mosciano Sant’Angelo Stazione, dalle ore 20 alle 22. Per prenotare: tel. 085/8071068.

Condotta di Francavilla al Mare

lunedì 23 giugno: Notte di San Giovanni. A Francavilla al Mare, dalla mezzanotte fino all’alba del 24 un itinerario in riva al mare di circa 500 metri, dove quattro famiglie di pescatori allestiscono e servono presso i propri chioschi un menù della tradizione marinara. L’iniziativa prevede anche rievocazioni di riti tradizionali, esibizioni teatrali e performance musicali dal vivo. Il numero dei posti è limitato. Saranno accettate centoventi prenotazioni. Per informazioni e prenotazioni: tel. 085/4910426-329/1461631, info@slowfoodfrancavilla.it.

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HONEYWELL TURBO TECHNOLOGIES [anno di fondazione 1991] 66041 Atessa (Ch) Zona Industriale Saletti tel. 0872.891614 - fax 0872.889015 www.honeywell.it

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DANIVA S.r.l. [anno di fondazione 1999] 65013 Città Sant’Angelo (Pe) Strada Lungofino - c.c. Ibisco comp. C 19 tel. e fax 085.959192 www.daniva.eu - e-mail: info@daniva.eu

MANZONI S.r.l. [anno di fondazione 1992] 67031 Castel di Sangro (Aq) Via Ponte Nuovo, 52 tel. e fax 0864.840302 e-mail: centrostudi.manzoni@tin.it

SICUR SERVICE Maravalle S.r.l. [anno di fondazione 1987] 65122 Pescara - Via Firenze, 52 tel. e fax 085.293133 - 085.295172 r.a. www.sicurservicemaravalle.it e-mail: info@sicurservicemaravalle.it

MONDO CAR D’AMBROSIO s.a.s. [anno di fondazione 1991] 65013 Città Sant’Angelo (Pe) Strada Lungofino - c.c. Ibisco comp. B/8 tel. 085.9506217 - fax 085.9500073 www.dambrosiosas.com e-mail: info@dambrosiosas.com

MONDO CAR S.r.l. [anno di fondazione 2006] 66013 Chieti Scalo Via Tiburtina tel. 0871.574752 - fax 0871.574027 e-mail: info@mondocarsrl.it

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SAPI S.r.l. [anno di fondazione 1989] 66020 San Giovanni Teatino (Ch) Via Aterno, 83 Tel. 085.4461045 r.a. - Fax 085.4461046 www.sapisrl.com - e-mail: info@sapisrl.com

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SEM INDUSTRIALE S.r.l. [anno di fondazione 1987] 66020 San Giovanni Teatino (Ch) Via Aterno, 18 tel. 085.4465888 - fax 085.4465892 www.sem-industriale.it - e-mail: info@sem-industriale.it


i partner...

SASTE S.r.l. [anno di fondazione 2001] 67051 Avezzano (Aq) Via Mazzini, 52 tel. 0863.21314 - fax 0863.21312 www.sastesrl.it - e-mail: info@sastesrl.it

SETRA S.r.l. [anno di fondazione 1988] 66026 Ortona (Ch) C.da S. Elena - Zona Industriale tel. 085.9032026 - fax 085.9032027 e-mail: dilullo.setra@tiscali.it

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SEA IMPIANTI - DI GIACINTO S.n.c. [anno di fondazione 1999] 64025 Pineto (Te) Via V. Alfieri, 10 tel./fax 085.9495281 e-mail: pirfeliceluciano@virgilio.it

SITVAL PESCARA S.r.l. [anno di fondazione 1986] 66100 Chieti Via E. Piaggio, 21 tel. 0871.560249 - fax 0871.575597 www.sitvalsrl.it - e-mail: dematteis@sitvalsrl.it

SFERA S.r.l. [anno di fondazione 2003] 65016 Montesilvano (Pe) Corso Umberto I, 372 Tel. 085.4458839 r.a. - Fax 085.4483084 www.sferapescara.it - e-mail: posta@sferapescara.it

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SO.DI.FARM. S.r.l. [anno di fondazione 1976] 66020 San Giovanni Teatino (Ch) Via Adige, 5 tel. 085.4461437 - fax 085.4461192 www.sodifarm.it - e-mail: info@sodifarm.it

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CESAR di Barbarossa Enio & F.lli s.r.l. [anno di fondazione 1976] 65013 Città Sant’Angelo (Pe) Strada Lungofino, 189 tel. 085.950091 - fax 085.95009323 www.acquaesapone.com


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• M2 Marinucci srl • Nadir di Di Nardo Di Maio Gabriele • New Aid scarlonlus • Nordimpianti System S.r.l. • NRG Italia spa • Nuova Bulloneria srl • Obiettivo Lavoro spa • OCM srl • OMA Group • Opifer srl • Ormi Computers srl • Ottica L’Iride srl • Ovrema estintori sas • Paesaggio Prossimo srl • Pantalone srl • Paolini Massimo - ass. Sara • Paper Plast snc • Passeri srl • Pattara Consulting sas • Pavoni Auto • Peldo sas • Pharmapiù srl • Piazza dell’Auto srl • Pierangelo Autotrasporti snc • Pizza d’Abruzzo Doc • Premi Sport • Proel spa • Proger spa • Progettoggetto srl • Progetto Informatica snc • Publigrafika srl • Pubblivision arl • Putipù di Ceci Sabrina • R & D di Marozzi Isabella • Rete 8 srl • Rizziero srl • RTI di Gabriele Federico • Safra sas • Sapi srl • Saste srl • Satam Viaggi • Savini srl • Sborgia Ascensori • Sciarra Rossano snc

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ITALBANDIERE Group [anno di fondazione 1985] 64020 Villa Vomano (Te) S.s. 150 km 21, 90 tel. 0861.329566 - fax 0861.319516 www.paginegialle.it/ITALBANDIERE e-mail: a richiesta per contatto

COCCO FERNANDO S.r.l. [anno di fondazione 1973] 65013 Città Sant’Angelo (Pe) C.da Vertonica - c.c. Ibisco C 13/14 tel. 085.959505 - fax 085.959435 www.coccofernando.it - e-mail: info@coccofernando.it

WTC ABRUZZO S.r.l. [anno di fondazione 2006] 65127 Pescara Viale Pindaro c/o Condominio “P.zza Accademia” tel. e fax 085.6921092 www.wtcpescara.com e-mail: info@wtcpescara.com

Az. Agr. ZANOTTI [anno di fondazione 1996] 65100 Pescara Via Aterno, 61 tel. 085.4460224 - fax 085.4460214

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STYLE PARQUET di Roberto Ciabarra [anno di fondazione 2002] 65013 Città Sant’Angelo (Pe) C.da Fonte di Moro, 29 tel. e fax 085960542

ICSA S.r.l. [anno di fondazione 1988] 66016 Guardiagrele (Ch) Loc. Giardino tel. 0871.84744 - fax 0871.801436 e-mail: a.colasante@studioicsa.it

LA TUA AZIENDA GELSUMINI S.r.l. [anno di fondazione 1890] 65013 Città Sant’Angelo (Pe) Strada Lungofino - c.c. Ibisco comp. C/8 tel. 085.950525 - fax 085.9506775 www.gelsumini.it - e-mail: info@gelsumini.it

LA TUA AZIOENDA CAP - Comune (Prov.) Indizizzo, n. telefono - fax www.sitodellatuaazienda.it

BANCA GENERALI S.p.A. [anno di fondazione 1997] 65122 Pescara Via Milano ang. Via Trento tel. 085.441341 www.bancagenerali.it e-mail: pescara@pf.bancagenerali.it

HERMES s.a.s. [anno di fondazione 1982] 65013 Città Sant’Angelo (Pe) Via Lungofino - c.c. Ibisco tel. 085.9506345 - fax 085.9506594 e-mail: hermesriocci@libero.it

VALMUSIC S.r.l. [anno di fondazione 1998] 65012 Villanova di Cepagatti (Pe) Via Nazionale, 66 tel. 085.9774538 - fax 085.9772059 www.valmusicgroup.com - e-mail: info@valmusicgroup.com

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Franco Silvi | abruzzo che produce | pag. 15 Dal 1983 opera nel settore Informatica con particolare attenzione alle applicazioni software in ambito aziendale. Vive e lavora a Pescara. In Confindustria, presso l’Unione degli Industriali di Pescara, sezione Terziario Avanzato, ricopre negli anni diversi incarichi. Nel 2006 viene nominato presidente della consulta regionale Terziario Avanzato, oggi di Servizi Innovativi di Confindustria Abruzzo. Laureatosi all’università dell’Aquila in Scienze Matematiche, ha conseguito la specializzazione in Informatica industriale aziendale, presso la facoltà di Statistica dell’università La Sapienza.

Anna Morgante | primo piano | pag. 16

Preside, dal 1999, della facoltà di Economia dell’università G. d’Annunzio, Chieti – Pescara, nella quale insegna Tecnologie dei cicli produttivi e di recupero e riciclo dei materiali. È stata direttore del dipartimento di Scienze e del dipartimento di Metodi Quantitativi e Teoria Economica. Ha iniziato la carriera accademica all’università di Bologna sotto la guida del prof. Walter Ciusa. È autore di oltre 100 pubblicazioni scientifiche. Fa parte, come fondatore, dell’Editorial Board dell’International Journal of management Literature.

Francesco Mancini | primo piano | pag. 18 È componente del Comitato nazionale Relazioni Industriali e Affari Sociali di Confindustria e consigliere delegato regionale per le Relazioni Industriali e Politiche del Lavoro di Confindustria Abruzzo. Imprenditore, laureato in Scienze Politiche. È presidente del C.d.A. della Da Fran Srl, consigliere d’amministrazione della Easy Leaving S.p.A., presidente del C.d.A. della Soc. Consort. Chietino-Ortonese a r.l. (l’agenzia di sviluppo dell’omonimo Patto Territoriale). In passato ha ricoperto la carica di presidente delle PMI e vice presidente di Confindustria Chieti e coordinatore regionale del Distretto Industriale dei Servizi di Pescara. E’ stato consigliere incaricato a Bruxelles per i G.I. di Confindustria per le Politiche Sociali e del Lavoro e, a Roma, per le Riforme Istituzionali. E’ componente di numerosi Comitati e Commissioni tecniche della Regione Abruzzo, nonché autore di pubblicazioni in materia di politica industriale ed economica.

Andrea Prencipe | ricerca&innovazione | pag. 28 È Professore Straordinario di Economia e Gestione delle Imprese presso la Facoltà di Economia dell’Università G. d’Annunzio, Chieti – Pescara ed è Visiting Professor presso lo SPRU dell’università del Sussex. Dopo la laurea in Economia e Commercio presso la facoltà di Economia della d’Annunzio ha poi conseguito il Master in Management dell’Innovazione presso la Scuola Superiore S. Anna di Pisa, il Master in Gestione dell’Innovazione Tecnologica ed il Ph.D. in Strategie Tecnologiche presso lo SPRU. È stato Visiting Scholar presso la Harvard Business School e la Michigan Business School. È docente in corsi di Master e PhD (Scuola Superiore S. Anna, università Bocconi, università di Lecce, università del Sussex, ed università di Trento). Svolge attività di ricerca sui temi della gestione strategica dell’innovazione tecnologica ed organizzativa, apprendimento organizzativo nei contesti project-based. Ha pubblicato su questi temi articoli su riviste nazionali (L’Impresa) ed internazionali (Administrative Science Quarterly, Organization Science, Research Policy, Industrial and Corporate Change) e con case editrici nazionali (Franco Angeli) ed internazionali (Oxford University Press).

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hanno collaborato

Stefania Migliori | ricerca&innovazione | pag. 30 Ha recentemente pubblicato L’avviamento nell’evoluzione degli standards contabili internazionali, (Giappichelli, 2007) e L’acquisizione delle attività immateriali secondo gli IAS: un confronto tra generazione interna e operazioni di business combinations (Rirea, 2007). Dottore di ricerca in Economia delle Aziende e degli Intermediari Finanziari, attualmente è borsista presso l’università “G. d’Annunzio” di ChietiPescara. Docente a contratto per l’insegnamento di Economia, Analisi e Programmazione dei Sistemi Turistici presso l’università di Teramo, nonché cultore nelle discipline economico aziendali presso la facoltà di Scienze Manageriali della G. d’Annunzio.

Filippo Paolini | norme&leggi | pag. 32 Nello studio legale di cui è titolare, esercita la professione forense prevalentemente nel ramo del diritto commerciale. È consulente giuridico di diverse aziende, abruzzesi e non, in materia di contratti, diritto societario e crisi dell’impresa. È consulente giuridico, dal 2003, dell’Ufficio Legale Federazione Italiana Giuoco Calcio – A.I.A. Laureato in Giurisprudenza a soli 23 anni, è iscritto dal 2001 all’Albo degli Avvocati presso il Tribunale di Avezzano.

Federica Ceci | marketing | pag. 34 Insegna in master e corsi di perfezionamento presso diverse università italiane. I suoi interessi di ricerca riguardano le teorie d’impresa, la gestione dell’innovazione, l’analisi delle implicazioni sulle competenze e sui confini d’impresa delle soluzioni integrate. Laureata in Economia e Commercio e ricercatrice presso l’università D’Annunzio, ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Ingegneria Economico - Gestionale presso l’università di San Marino. Durante gli anni di dottorato, è stata visiting student presso il centro di ricerca Spru (università del Sussex) e la London Business School (UK) ed invited student presso l’università di Linkoping in Svezia ed il centro di ricerca INGENIO presso l’università Politecnica di Valencia in Spagna. Ha partecipato a conferenze internazionali (AOM 2007, Informs Annual meeting 2006, DRUID Tenth Anniversary Summer Conference 2005, European Accademy of Management 2005, DRUID Academy Winter 2005 PhD Conference). È “ad hoc reviewer” per le riviste International Journal of Technology Management; International Studies in Management & Organization, Industrial and Corporale Ch’ange e ha pubblicato su Journal of Management and Governance e Industry & Innovation.

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hanno collaborato

Roberto Ciardulli | energia | pag. 38 È fermamente convinto che l’efficienza energetica, oltre ad essere uno dei principali strumenti per l’attuazione di uno sviluppo sostenibile, rappresenti un’ottima opportunità per aziende private ed enti pubblici per ridurre le spese gestionali e limitare il proprio impatto sull’ambiente. Ingegnere meccanico, laureatosi nel 2001 a 24 anni presso il Politecnico di Torino, dopo significative esperienze lavorative a Milano e all’estero è tornato in Abruzzo, terra d’origine a cui è sempre stato legato. Iscritto all’ordine degli Ingegneri di Pescara, esercita la libera professione in qualità di progettista di impianti e consulente energetico in ambito pubblico e privato. Dopo aver seguito un corso di specializzazione per Energy Manager tenuto dall’ENEA, ha continuato ad approfondire le proprie conoscenze nel settore delle energie rinnovabili lavorando su progetti ad alto contenuto tecnologico.

Daniele Franco | economia | pag. 40 Direttore finanziario di un’azienda quotata in Borsa. Dopo il suo corso di studi con laurea in Economia e Commercio, università La Sapienza, di Roma ha seguito un corso di specializzazione in Sistemi Economici, Dipartimento di Economia dello stesso ateneo. Come ufficiale di Guardia di Finanza si è occupato di verifiche tributarie ed è stato docente di Diritto Tributario, Diritto Penale e Procedura Penale per la scuola di specializzazione della Guardia di Finanza. In passato ha ricoperto a vari livelli importanti incarichi in campo amministrativo e commerciale, occupandosi della gestione credito, finanze e area legale.

Nicola Boschetti | un’ottima annata | pag. 123 Nato a Guardiagrele l’8 maggio 1971, sposato con un figlio di 10 anni, affianca da oltre 22 anni Angela e Peppino Tinari nel ristorante Villa Maiella, con la piacevole responsabilità di occuparsi di una ricca cantina. Molto conosciuto nel mondo del vino, ha ricevuto riconoscimenti sia regionali che nazionali, tra cui la 1° Edizione 2005 del premio “Francesco Di Cintio” dell’Associazione Italiana Sommeliers riservata ai giovani professionisti. Ha avuto l’onore di essere il sommelier del pranzo ufficiale riservato all’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, durante la visita a Chieti nel settembre 2005. Collaboratore di varie riviste del settore (Gambero Rosso, Cucina e Vini, Slow Food), docente dei master sul vino Slow Food, organizzatore di serate a tema. Coadiuvante nei progetti sull’alimentazione riservati ai bambini delle scuole elementari. Fuori dal suo mondo si rifugia nel ciclismo, sport che pratica con passione.

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Maggio 2008