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Commercio globale delle uova

Il clima nell’allevamento avicolo

Bronchite infettiva: virus classici e varianti

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2019

Zootecnica International – Ottobre 2019 – POSTE ITALIANE Spa – Spedizione in Abbonamento Postale 70%, DCB Firenze


Nuove tramoggette della serie «Gió» Appositamente realizzate per grandi allevamenti, grazie alla facile regolazione della quantità di mangime e all'assenza della griglia (che impedisce ai pulcini di rimanere intrappolati), le tramoggette Gió presentano numerosi vantaggi: semplici da usare e veloci da pulire, portano ad una notevole riduzione dei costi di lavoro. CODAF Poultry Equipment Manufacturers • Via Cavour, 74/76 • 25010 Isorella (Brescia), ITALY Tel. +39 030 9958156 • Fax: +39 030 9952810 • info@codaf.net • www.codaf.net


EDITORIALE La questione tecnologica è sempre stata oggetto di attenzioni e di critiche da parte degli apparati istituzionali e dell’opinione pubblica. Negli ultimi anni il processo tecnologico si è evoluto in modo rapido e convulso, invadendo tutti i settori, ma eludendo la consapevolezza sociale di ciò che stesse realmente accadendo. Ciò ha inevitabili ripercussioni sull’uomo e sull’ambiente: basti pensare a ciò che è successo in Giappone, a Fukushima. Purtroppo di esempi simili c’è ne sono tanti da formare un lungo elenco. Naturalmente la questione riguarda soprattutto i Paesi industrializzati e sono proprio quest’ultimi i maggiori responsabili di ciò che accade. Tuttavia, fino ad oggi, ben poco è stato fatto per mettere concretamente a punto un programma internazionale di cooperazione per affrontare il problema. Quando si discute di nuove tecnologie, e a maggior ragione quando si parla della loro accettazione sociale, spesso si cade in ambiguità o in un’interpretazione equivoca dei termini a portata di mano. Il ruolo dei media nella sfera delle informazioni, e quindi alla portata della sensibilizzazione pubblica, è molto importante. D’altronde, ben pochi operatori del settore hanno l’accesso privilegiato alle informazioni scientifiche. Il resto delle notizie è spesso selezionato e divulgato in maniera distorta. A questo punto dobbiamo distinguere tra comunicazione di massa e divulgazione scientifica. Dobbiamo anche considerare che, purtroppo, molte informazioni non sono diffuse al pubblico. Pertanto è necessario che ogni persona divenga consapevole di questo problema. Ognuno deve sapere che esiste un tipo di informazione che tende solo a sollevare impressioni o tensioni emotive a un certo livello, mentre ci sono anche altre modalità che vanno oltre le impressioni immediate. Il reale consenso sociale consiste precisamente nel processo di interiorizzazione. Il nostro grado di consapevolezza non dovrebbe dipendere da dati informativi, ma piuttosto dai valori ai quali ognuno di noi può fare riferimento interiormente.


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SOMMARIO ATTUALITÀ................................................................................................4 LE AZIENDE INFORMANO...................................................................8 PRIMO PIANO

Prevenire i cali produttivi causati dalle tossine Fusarium.................................. 14

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Cellule di pollo modificate geneticamente, capaci di resistere al virus influenzale in laboratorio.................................................................... 18

REPORTAGE

La Sicilia protagonista della 38a Festa FACCO................................................ 20

INTERVISTA

Neutralizzare i β-mannani presenti negli alimenti per proteggere la salute intestinale degli animali.................................................................... 22

DOSSIER

La perdita di peso dell’uovo durante l’incubazione........................................... 24

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FOCUS

La vista negli avicoli....................................................................................... 28

MARKETING

Commercio globale delle uova: analisi secondo il grado di sviluppo dei Paesi...................................................................................... 30

TECHNICAL COLUMN

Il tenebrione negli allevamenti........................................................................ 38

MANAGEMENT

Il clima nell’allevamento avicolo...................................................................... 42

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NUTRIZIONISTICA

Microalghe nella dieta delle ovaiole ............................................................... 48

VETERINARIA

Bronchite infettiva: virus classici e varianti...................................................... 52

MARKET GUIDE................................................................................. 60 AGENDA................................................................................................ 63 GUIDA INTERNET............................................................................. 64


ATTUALITÀ

Antibiotici, filiera avicola modello virtuoso

©id-vet.com

Negli allevamenti avicoli affiliati a Unaitalia (il 90% della produzione nazionale) l’utilizzo di antibiotici è stato volontariamente ridotto di più dell’80% in soli 7 anni, dal 2011 al 2018.

Oggi, meno di un pollo su cinque viene trattato con antibiotici e solo se strettamente necessario per la salute dell’animale stesso e dietro attento controllo veterinario. È importante sottolinearlo in questi giorni, vista la rinnovata attenzione sull’uso degli antibiotici negli allevamenti italiani e sul fenomeno dell’antibiotico resistenza. Un fenomeno che – ricordiamo – è un problema globale e multifattoriale, non riconducibile solo all’uso del farmaco negli allevamenti convenzionali. Nella riduzione dell’uso di antibiotici l’avicoltura italiana è dunque un modello virtuoso certificato anche dalla Commissione Europea che ha riconosciuto l’impegno del settore nel recentissimo report “Measures to tackle Antimicrobial Resistance through the Prudent Use of Antimicrobials in Animals”. Secondo la Commissione, infatti, l’industria avicola è un caso virtuoso perché ha ridotto drasticamente l’uso di antibiotici, contribuendo a sensibilizzare, formare e coinvolgere veterinari, agricoltori e altre categorie interessate. In questa prospettiva, l’avicoltura italiana è certamente un’eccellenza in campo zootecnico e tra i Paesi dell’Unione: tale impegno nella razionalizzazione dell’uso del farmaco, pur non essendo stato ancora fotografato a pieno dai i dati a disposizione, sarà ancora più evidente negli studi dei prossimi anni. Inoltre, le carni avicole che arrivano sui piatti degli italiani non contengono mai residui di farmaco, poiché gli allevatori, qualora il veterinario ravvisi la necessità di un inter-

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vento curativo, rispettano sempre il tempo di sospensione prescritto in ricetta, rispetto confermato anche dai risultati costantemente negativi dei controlli a campione, effettuati periodicamente dalle autorità sanitarie. La ricetta elettronica, obbligatoria dall’aprile di quest’anno, ma già da prima ampiamente utilizzata volontariamente nel settore avicolo, consente inoltre di incrociare i dati con quelli dell’anagrafe avicola nazionale e verificare l’effettivo rispetto dei tempi, nonché di monitorare le prescrizioni da parte dell’Autorità sanitaria. Il benessere degli animali (dall’adozione delle disposizioni presenti nelle normative europee e nazionali all’avanguardia nel mondo) e la sicurezza alimentare sono gli obiettivi principali che la filiera avicola italiana e la sua associazione di rappresentanza perseguono con tenacia, in un processo di miglioramento continuo, puntando in particolare sulla figura protagonista della filiera: l’allevatore, o meglio il “nuovo allevatore”. Tra le azioni messe in campo per favorire la diffusione delle buone pratiche dal 2017 Unaitalia ha anche indetto il Premio “Avicoltore dell’anno”, destinato a promuovere e dare un riconoscimento alle migliori esperienze del settore avicolo italiano, incluse quelle che puntano alla riduzione nel consumo degli antibiotici.

- attualità -

Fonte: Unaitalia


ATTUALITÀ

IZSLER, medici e veterinari nelle indagini sui focolai di malattie a trasmissione alimentare Il Ministero della Salute, il Centro di referenza nazionale per i rischi emergenti in sicurezza alimentare dell’IZSLER e l’ISS (Istituto Superiore di Sanità), hanno organizzato un programma nazionale di formazione per accrescere la consapevolezza sul tema e sulle metodologie risolutive più recenti. Le infezioni a trasmissione alimentare si manifestano nella popolazione in forma sporadica o come gruppi di casi associati a una comune sorgente di contaminazione. Per rafforzare la consapevolezza e la collaborazione tra le figure professionali coinvolte i tre enti sopra citati hanno predisposto uno specifico programma di formazione nazionale per tutti gli addetti al sistema di prevenzione e controllo dei focolai. Gruppi di casi di infezione alimentare associati a una comune sorgente di contaminazione costituiscono i cosiddetti focolai di infezione. Molte volte è il fattore socio-economico che determina il verificarsi di focolai così ampi e così numericamente rilevanti da costituire vere e proprie crisi sanitarie. E una delle necessità è quella di limitare sia l’impatto sanitario che quello socio-economico dei focolai di infezioni alimentari. Il risultato atteso dell’iniziativa è l’accrescimento della cultura dell’integrazione medico veterinaria nei servizi sanitari e della consapevolezza della necessità di migliorare gli interventi di indagine dei focolai come strumento di prevenzione sanitaria e di miglioramento dei sistemi di sicurezza alimentare.

29 JANUARY / 1 FEBRUARY 2020

L’AVICOLTURA ITALIANA NEL 2020 È A VERONA AREA ZOOTECNIA - SALONE VERTICALE

Fonte: Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna

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- ottobre 2019 -

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13/06/19 16:10


ATTUALITÀ

Fondi Ue al settore avicolo, pubblicato il Regolamento di esecuzione È stato pubblicato il Regolamento di esecuzione (UE) 2019/1323 della Commissione relativo a misure eccezionali di sostegno del mercato nei settori delle uova e delle carni di pollame in Italia.

sottotipo H5 rilevati e notificati dall’Italia tra il 10 ottobre 2017 e il 30 giugno 2018. L’importo massimo della partecipazione finanziaria dell’Unione è di 32.147.498 euro e le spese ammissibili alla partecipazione finanziaria dell’Unione solo: a. per il periodo di applicazione delle misure veterinarie e di polizia sanitaria indicate nella legislazione dell’Unione e in quella italiana di cui all’allegato e relative al periodo di cui all’articolo 1; e b. per le aziende avicole che sono state soggette alle misure veterinarie e di polizia sanitaria e sono ubicate nelle zone indicate nella legislazione dell’Unione e in quella italiana di cui all’allegato («zone regolamentate»); e c. se sono state versate ai beneficiari dall’Italia al più tardi entro il 30 settembre 2020. Non si applica l’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento delegato (UE) n. 907/2014; e d. se l’animale o prodotto, per il periodo di cui alla lettera a), non ha beneficiato di alcun indennizzo tramite aiuti di Stato o assicurazioni e non ha ottenuto alcun contributo finanziario dell’Unione ai sensi del regolamento (UE) n. 652/2014.

L’Italia procederà quindi a controlli amministrativi e fisici, verificando in particolare: a. l’ammissibilità di chi presenta domanda di sostegno; b. per ciascun richiedente ammissibile: ammissibilità, quantità e valore dell’effettiva perdita di produzione; c. che i richiedenti ammissibili non abbiano ottenuto finanziamenti da altre fonti per compensare le perdite di cui all’articolo 2 del presente regolamento. Il regolamento disciplina le modalità con le quali l’Unione europea erogherà i fondi – in cofinanziamento al 50% – per coprire le spese delle imprese italiane atte a sostenere il mercato delle uova da cova, delle uova da consumo e delle carni avicole gravemente colpito dai 45 focolai di Influenza Aviaria ad alta patogenicità del

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Ai richiedenti ammissibili per i quali sono stati completati i controlli amministrativi, gli aiuti possono essere versati senza attendere la conclusione di tutti i controlli, in particolare quelli sui richiedenti selezionati per i controlli in loco.

- attualità -

Fonte: Unaitalia


Migliorato Le Performance

ATTUALITÀ

Il pollo moderno è biologicamente più efficiente. Per 1 kg di peso vivo, ha bisogno di

215g

di mangime in meno e produce

69g

Utilizzato meno Energia Il miglioramento del peso, un periodo di crescita più breve e una minore domanda di mangime e trasporto =

di filetto in più

16%

pur migliorando, grazie alla selezione bilanciata, la vitalità, la sanità ed il benessere animale

Minor utilizzo di energia

Utilizzato Meno Acqua

Ridotto l’impatto sul riscaldamento globale Miglioramento della conversione e un periodo di crescita più breve =

15

%

in meno

di produzione di gas serra

Ridotto il potenziale di inquinamento

Il miglioramento della conversione alimentare significa anche riduzione del consumo di acqua

Conversione migliore = migliore utilizzo dei nutrienti

1L

Produzione Sostenibile

in meno di acqua

per ogni pollo da 2,5 kg Minor consumo di acqua = Migliore sanità intestinale Migliore lettiera Migliore sanità plantare

20 %

in meno

di escrezioni di Nitrati / Fosfati

Rispetto al 2003, il pollo Aviagen del 2018 ha…

Un utilizzo dell’acqua più

efficiente / sostenibile

Ridotto l’uso di terra Il miglioramento in vitalità ed in efficienza alimentare = un pollo da 2.5 kg consuma

0.5 kg meno mangime

Aviagen and the Aviagen logo are registered trademarks of Aviagen in the US and other countries. All other trademarks or brands are registered by their respective owners. © 2019

Data based on current and 2003 performance objectives. For further information, contact info@aviagen.com.

37%

in meno

di terra coltivabile

richiesta per la produzione di mangime per polli

- ottobre 2019 -

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10%

in meno

di capannoni per lo stesso numero di polli

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LE AZIENDE INFORMANO

Hubbard lancia la riproduttrice Efficiency Plus Sostituendo l’attuale offerta convenzionale, la nuova riproduttrice offre all’industria un’efficienza eccezionale per tutta la catena di produzione. Forte supporto alla ricerca e sviluppo Per anni Hubbard ha investito in ricerca e sviluppo per attuare miglioramenti continui al proprio programma di selezione. Dopo che Hubbard è stata acquisita dal Gruppo Aviagen ®, nel febbraio 2018, sono stati investiti ulteriori 10 milioni di dollari per potenziare il centro Hubbard di Walpole, N.H. (US), dedicato a ricerca e sviluppo di linee convenzionali.

Hubbard Efficiency Plus.

“La nostra strategia di sviluppo di una femmina convenzionale ci ha permesso di intensificare l’attenzione su criteri di selezione specifici per offrire ai clienti prestazioni migliori in tempi più rapidi”, ha affermato Olivier Rochard, Amministratore delegato globale Hubbard. “Questo approccio a lungo termine, insieme a investimenti in ricerca e sviluppo, oltre all’ implementazione di tecnologie avanzate, ha portato al conseguimento del prodotto Hubbard Efficiency Plus.”

Hubbard lancia una nuova femmina riproduttrice convenzionale, la Hubbard Efficiency Plus. È disponibile in commercio a partire da quest’estate. Parte di una strategia di ricerca e sviluppo a lungo termine, questa femmina offre efficienza a basso costo in tutte le fasi produttive.

Con il motto “Your Choice, Our Commitment”, il team Hubbard è orgoglioso di offrire prodotti che rispondono alle esigenze specifiche dei clienti a livello internazionale, sia per i mercati Premium, sia per i segmenti di mercato convenzionali.

“La nostra strategia di sviluppo di una femmina convenzionale ci ha permesso di intensificare l’attenzione su criteri di selezione specifici per offrire ai clienti prestazioni migliori in tempi più rapidi” – Olivier Rochard, AD Hubbard Efficiency Plus Hubbard Efficiency Plus rappresenta una miscela perfetta di prestazioni avanzate sia a livello riproduttivo che come polli da carne. I clienti trarranno vantaggio da caratteristiche quali: elevato numero di uova e pulcini, importante e sano accrescimento dei broiler, alta produzione di carne commerciabile e di buona qualità. Inoltre, l’eccellente conversione alimentare comporterà vantaggi economici per gli allevatori e sostenibilità per l’ambiente.

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“La femmina Hubbard Efficiency Plus riunisce i tratti che l’industria cerca in un singolo prodotto dalle molteplici potenzialità, con efficienza sia delle prestazioni tecniche che economiche a tutti i livelli produttivi. Concentrarsi su una femmina riproduttrice convenzionale, aiuta a garantire la disponibilità dei riproduttori di qualità alla nostra clientela globale”, ha aggiunto David Fyfe, Direttore vendite e marketing globale di Hubbard. Per ulteriori informazioni, si prega di contattare il rappresentante di vendita regionale o scrivere a: marketing.hubbard@hubbardbreeders.com

- le aziende informano -


LE AZIENDE INFORMANO

Inaugurati i nuovi uffici Roxell a Maldegem

Uno spazio di lavoro nuovo, moderno e confortevole per un’azienda in crescita Roxell, leader nella produzione di sistemi automatici per la distribuzione del mangime, per il riscaldamento e per nidi, ha di recente inaugurato una nuova struttura a Maldegem, in Belgio. L’elegante edificio fungerà da quartier generale internazionale. mondo. Anche il benessere degli animali sta diventando sempre più importante. Roxell offre le soluzioni perfette per tutte queste richieste. L'azienda affronterà le prossime fasi del suo sviluppo da queste nuova sede ultra funzionale. Il piano aggiuntivo offre spazio per crescere, mentre gli uffici soddisfano le esigenze dei dipendenti”.

Grande evoluzione, sia a livello locale che internazionale Spazio di lavoro permanente per facilitare il dialogo, il lavoro di squadra e il benessere 54 dipendenti si sono trasferiti nel nuovo posto di lavoro, un ufficio moderno costruito sul sito dove, fino a maggio 2018, si trovava il vecchio edificio. Ora lo spazio di lavoro a disposizione è ampio e pronto a ospitare i dipendenti. Un sondaggio ha rivelato che i dipendenti Roxell desideravano uno spazio permanente in grado di offrire efficienza e calma. Gli architetti di AIKO hanno così creato un ambiente di lavoro moderno facilitando tre elementi chiave: dialogo, lavoro di squadra e benessere. Il nuovo spazio è suddiviso in base al tipo di lavoro svolto. Roxell ha optato per l’uso di materiali fonoassorbenti che creano una buona acustica. L’ergonomia è stata un altro elemento chiave, con tavoli rialzati negli uffici e nelle sale riunioni per discussioni rapide e informali e per fornire variazioni nella postura di lavoro.

Spazio per crescere “Roxell è cresciuta molto negli ultimi anni, per cui c’era bisogno di ulteriore spazio per gli uffici”, ci ha spiegato Gino Van Landuyt, Amministratore delegato di Roxell. “In qualità di azienda leader nel settore, la ricerca e sviluppo e l’innovazione sono fondamentali per noi. Il nostro mercato è in pieno sviluppo e la domanda di attrezzature per l’allevamento animale di qualità è in espansione in tutto il

Roxell è stata fondata 52 anni fa e da allora ha conosciuto un’evoluzione significativa, sia a livello locale che internazionale. Negli ultimi anni ha investito molto nel sito di

Maldegem. Nel 2011 è stato costruito un magazzino logistico di 800 m² con zone di carico e scarico più ampie. Un anno dopo l’azienda ha aperto un nuovo centro di test e sviluppo – il Roxell Innovations Center. Nel 2011, Roxell ha usufruito in affitto di spazio aggiuntivo presso l’azienda Adegem, acquisita poco dopo. In Malesia, nel 2017, gli uffici sono stati trasferiti in un nuovo edificio aziendale dalla superficie di 6.400 m². Nello stesso anno, Roxell ha ampliato la propria fabbrica negli Stati Uniti. Il sito è stato trasformato in un hub per le Americhe.

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LE AZIENDE INFORMANO

Hy-Line International migliora il progresso genetico con un nuovo allevamento di ricerca Hy-Line International, leader mondiale nella genetica delle ovaiole, ha di recente inaugurato un nuovo allevamento di ricerca. Alla cerimonia del taglio del nastro erano presenti personalità federali, statali e locali. Il presidente Hy-Line International, Jonathan Cade (al centro), celebra l’apertura del centro “Dr.Henry A. Wallace” con dignitari federali, statali e locali, e partner di realizzazione. Da sinistra a destra: Dustin VandeHoef, Assistente speciale per l’agricoltura del Senatore americano Joni K. Ernst; Jake Chapman, Senatore del decimo distretto del Senato dell’Iowa; Mike Naig, Segretario all’Agricoltura dell’Iowa; Adam Gregg, Tenente governatore dell’Iowa; Jonathan Cade, Presidente di Hy-Line International; Adam DoBraska, Direttore regionale del Senatore americano Charles Grassley; Jeff Goodman, Goodman Construction; Dr. Danny Lubitz, Direttore Ricerca e Sviluppo di Hy-Line International; Michael Kidd, Sindaco della City of Dallas Center, Iowa.

Battezzato con il nome del lungimirante fondatore dell’azienda, il Dr. Henry A. Wallace, questo investimento all’avanguardia situato nella zona centrale dello Iowa, negli Stati Uniti, rappresenta un altro passo significativo nel tentativo di accelerare il progresso genetico delle ovaiole Hy-Line, distribuite in più di 120 Paesi in tutto il mondo. “Abbiamo una sostanziale responsabilità nello sforzo di alimentare una popolazione globale in crescita con una fonte di proteine economica ​​ e nutriente: l’uovo”, ha dichiarato Jonathan Cade, Presidente di Hy-Line International. “Il nuovo centro intitolato al Dr. Henry A. Wallace Farm ci consente di continuare l’innovazione e il progresso genetico per raggiungere questo obiettivo.” “Stiamo apportando significativi cambiamenti strategici al programma di selezione Hy-Line per accelerare il ritmo del progresso genetico”, ha affermato la dott.ssa Danny Lubritz, Direttore della ricerca e sviluppo di Hy-Line International. “La produzione di uova e la qualità del guscio mostrano una maggiore variazione genetica in età avanzata. Le razze allevate al centro “Dr. Henry A. Wallace” saranno valutate per questi tratti, tra gli altri, per garantire un progresso genetico continuo nella persistenza e nella resistenza del guscio.”

identificare i soggetti con le migliori prestazioni per la prossima generazione. Una migliore intensità di selezione consente alle varietà Hy-Line di aumentare il numero di uova, la persistenza, la resistenza del guscio, il peso delle uova e l’efficienza di alimentazione.

Hy-Line International Fondata nel 1936 da Henry A. Wallace, Hy-Line è stata la prima casa di selezione ad applicare i principi dell’ibridazione alla selezione commerciale di ovaiole. Oggi, Hy-Line International continua a essere un pioniere nel settore con un proprio team di genetica molecolare interno nonché leader nel settore dell’applicazione della tecnologia basata sul DNA al proprio programma genetico e di selezione. Hy-Line produce e distribuisce ovaiole in oltre 120 Paesi in tutto il mondo e i suoi prodotti sono i più venduti sul mercato americano e a livello mondiale.

Il nuovo allevamento di ricerca “Dr. Henry A. Wallace” consente di incrementare il materiale di ricerca da cui

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- le aziende informano -


Image: Fotolia - © Minerva Studio

LE AZIENDE INFORMANO

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LE AZIENDE INFORMANO

A CEVA Salute Animale S.p.A. il riconoscimento qualitativo del servizio tecnico di vaccinazione in incubatoio Siamo lieti di annunciare che il team Poultry di Ceva Italia, superando con successo gli audits Bureau Veritas, ha ricevuto l’Attestato di Riconoscimento qualitativo del suo programma di assistenza tecnica in incubatoio denominato C.H.I.C.K Program®. Il C.H.I.C.K Program ® (acronimo di Ceva Hatchery Immunization Control Keys) assiste i nostri clienti passo a passo nelle procedure di vaccinazione in incubatoio. Il programma inizia sin dalla formazione degli operatori e dei manager coinvolti nella corretta conservazione, preparazione e somministrazione dei vaccini; prosegue con l’assistenza tecnica regolare da parte di personale Ceva dedicato, e comprende anche la fornitura e la manutenzione di macchinari per la vaccinazione. Si completa infine con incontri e audit frequenti per migliorare l’efficienza e la qualità di tutte le procedure che interessano la gestione del vaccino.

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Con questo riconoscimento Ceva Salute Animale rafforza le basi per una evoluzione dei suoi servizi in campo, al fine di renderli sempre più efficienti, garantendo un elevato standard qualitativo di esecuzione a livello internazionale.

- le aziende informano -

Fonte: Ceva Salute Animale S.p.A.


LE AZIENDE INFORMANO

ATTESTATION OF RECOGNITION Attributed to

Ceva Santé Animale ITALY Viale Colleoni 15 20864 Agrate Brianza (MB) ITALY

BUREAU VERITAS GROUP, Food Industry department France, attests that it proceeded with the above-mentioned body, to an assessment of compliance with the standard

« C.H.I.C.K PROGRAM QUALITY CODE OF PRACTICE » Version 11/09/2018

The result of this evaluation being satisfactory, the attestation of recognition Group Bureau Veritas N°CT814/96969/RE was delivered to Ceva Santé Animale Subsidiary of ITALY for its correct implementation of the standard. Attestation Number : CT814/96969/RE Contract Number : 7203341

Food-Industry Director Jean-Michel Audrain PO

Start Date : 18/03/2019 Expiry Date 14/03/2022

Subject to the continuous satisfactory operation of the quality system, and its supervision by the Food industry department France Control Body : Bureau Veritas Certification France 60, avenue du Général de Gaulle – Immeuble Le Guillaumet – 92045 Paris La Défense

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IN PRIMO PIANO

Feed Safety for Food Safety®

Dr. Bastian Hildebrand (Direttore Tecnico Area Europa sud-occidentale, Biochem Zusatzstoffe GmbH), Pietro Antonio Quaglia (Responsabile Tecnico Vendite Italia, Biochem Zusatzstoffe GmbH), Maik Hinrichs (Responsabile Ricerca e Sviluppo, Biochem Zusatzstoffe GmbH).

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Prevenire i cali produttivi causati dalle tossine Fusarium Le diete, come parte di un efficace sistema di gestione delle micotossine, vengono integrate – in modalità standard o in via occasionale – con sostanze leganti le micotossine, utilizzate principalmente come misura preventiva. Le tossine di Fusarium sono fra le micotossine più critiche, poiché si verificano abbastanza frequentemente e possono deprimere la crescita e la fertilità degli avicoli, anche a concentrazioni molto basse. Inoltre, aumentano l’incidenza e la gravità delle malattie infettive a causa dei loro effetti immunosoppressori. Spesso, nei soggetti, salute compromessa e prestazioni ridotte non sono riconducibili a sintomi chiaramente attribuibili alla contaminazione da mi-

- in primo piano -


IN PRIMO PIANO

Studi in vitro hanno consentito una valutazione di base per confrontare l’efficienza legante di diversi adsorbenti per micotossine. La simulazione delle condizioni fisiologiche del tratto gastrointestinale dell’animale è uno degli aspetti più importanti per le procedure di valutazione in vitro. Soprattutto le variazioni del valore del pH sono importanti, poiché il pH influenza significativamente la capacità di assorbimento superficiale degli agenti adsorbenti. In uno studio in vitro è stato misurato il livello di micotossina libera in soluzione liquida dopo una procedura di incubazione in due fasi. Gli adsorbenti testati sono stati incubati a un tasso di inclusione specifico in presenza di un livello definito di micotossine. Nella prima fase, il valore del pH è stato impostato su 3,0 simulando l’ambiente gastrico. Successivamente, il valore del pH è stato aumentato a 6,5. La capacità legante è stata calcolata sulla base delle micotossine libere in liquido surnatante al termine dell’incubazione. È noto che le singole bentoniti agiscono contro le aflatossine, tuttavia la loro efficacia contro le tossine Fusarium è spesso limitata. L’uso di una combinazione più complessa di diversi agenti adsorbenti consente di legare una gamma più ampia di micotossine come è stato dimostrato in un test specifico (Grafico 1). Le tossine Fusarium zearalenone, T-2 e fumonisina B1 sono risultate legate a un livello maggiore da una miscela di adsorbenti selezionati (B.I.O.Tox® Z, Biochem) rispetto all’uso di una sola fonte di bentoniti pure. Un altro aspetto dell’utilizzo di agenti leganti le micotossine è la scelta del tasso di inclusione. È ampiamente riconosciuto che un livello di inclusione più elevato di sostanze che legano le micotossine fa aumentare il livello di contaminazione da tossine. In un altro studio è stato valutato l’effetto del rapporto tossina-adsorbente sulla concentrazione di tossina Fusarium T-2 libera (non legata). È stato dimostrato che un aumento del tasso di inclusione di una combinazione di adsorbenti (B.I.O.Tox® Farm, Biochem) ha prodotto

100 100 100 100

0.1% B.I.O.Tox® Z 0.1% Bentonite A

83

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Capacità legante [%]

Valutazione in vitro

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0.1% Bentonite B 0.1% Bentonite C

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0

AFB1 (0.5 ppm)

ZEA (2.0 ppm)

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T-2 (0.5 ppm)

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FB1 (20.00 ppm)

Grafico 1 – Capacità legante di diversi adsorbenti delle micotossine con un tasso di inclusione dello 0,1% in presenza di aflatossina B, zearalenone, tossina T-2 e fumonisina B1 dopo l’incubazione a valori del pH di 3,0 e 6,5 in vitro (Medie, n = 3).

una tossina T-2 meno libera (Grafico 2), il che significa una maggiore capacità legante dell’adsorbente verso la tossina. Fondamentalmente questo studio ha confermato l’importanza del rapporto tossina : adsorbente nella valutazione dei leganti in vitro. 100

80 Tossina T-2 libera [%]

cotossine. Le proprietà chimiche e fisiche delle diverse micotossine sono, infatti, estremamente eterogenee e gli agenti leganti sono efficaci solo se adeguati alle diversità delle tossine rilevanti; di conseguenza, devono essere caratterizzati da un ampio spettro di legame.

60

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0 1:0

1:2000

1:4000 1:6000 1:10000 Rapporto Tossina T-2 : adsorbente

1:12000

Grafico 2 – Concentrazione di tossina T-2 libera a diverso rapporto tossina: adsorbenti* dopo l’incubazione a valori di pH 3,0 e 6,5 in vitro (Medie, n = 3, *B.I.O.Tox® Farm).

Efficienza nei polli da carne Ci si chiede tuttavia come le implicazioni dei test in vitro siano rilevanti in condizioni in vivo. La tossina T-2 Fusarium negli avicoli produce effetti negativi quali l’inibizione delle proteine, della sintesi di DNA e RNA, citotossicità,

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©Big Dutchman

IN PRIMO PIANO

“L’approccio in vitro ha dimostrato che la capacità legante per le tossine Fusarium dipende in gran parte dalla scelta del tipo di adsorbenti. Inoltre, sia la considerazione delle condizioni mutevoli del pH che il rapporto tossina : adsorbente hanno svolto un ruolo nel processo di valutazione. Lo studio, effettuato su polli da carne, ha determinato che un’efficienza elevata, misurata in vitro, è risultata positivamente correlata con i dati conclusivi in vivo, dimostrando che l’uso di una miscela allo 0,1% di adsorbenti per micotossina ha permesso di compensare gli effetti negativi della tossina T-2” immunomodulazione, lesioni cellulari nel tratto digestivo, negli organi e nella pelle, disturbi neuronali e basse prestazioni produttive, con un ridotto accrescimento, minore produzione e schiudibilità delle uova. È stato riferito che l’esposizione alla tossina T-2 presente nella dieta a livelli compresi tra 1 e 4 ppm provoca, nei polli da carne, una minore assunzione di mangime e un ridotto accrescimento.

peso corporeo e l’assunzione di mangime, misurati dal 1° al 21° giorno, sono diminuiti significativamente negli animali trattati con tossina T-2 rispetto ai soggetti non trattati (-12,0% e -6,3% rispettivamente; P<0.05). Tuttavia, gli effetti negativi dell’aggiunta di T-2 nella dieta sui parametri delle prestazioni sono stati compensati dall’inclusione dell’adsorbente testato, indipendentemente dal dosaggio utilizzato, compreso tra 0,1% e 0,4% (Grafico 3).

È stato condotto uno studio della durata di 21 giorni per valutare l’efficacia di un adsorbente di micotossina a base di minerali silicati (BIOTox® Farm) in presenza di 2 ppm di tossina T-2 nella dieta di polli da carne, presso l’istituto SAMITEC (Santa Maria, Brasile).

Indagini sulla morfologia intestinale hanno supportato questi risultati. Il rapporto villi digiunali: cripta è stato significativamente più alto negli animali trattati con adsorbente per micotossina rispetto al gruppo di controllo positivo. Un altro organo rilevante per gli effetti tossici della tossina T-2 è il fegato.

360 pulcini maschi di un giorno (Cobb 500), con un peso iniziale medio di 39,1 g sono stati divisi in 6 gruppi in base all’alimentazione. Il test ha dimostrato che l’aumento di

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Sono stati rilevati effetti compensativi dell’adsorbente sia per la proteina plasmatica totale che per l’albumina, indi-

- in primo piano -


IN PRIMO PIANO

cando un minor numero di casi tossici da T-2 sulla sintesi proteica. Si è così concluso da questo studio che un dosaggio dello 0,1% dell’adsorbente per micotossina è idoneo a contrastare gli effetti negativi dell’aggiunta di 2 ppm T-2 sui parametri di salute e produttivi nei polli da carne.

Accrescimento

1400 b

b

1139

b

735

b

1133

1126

b

732

747

668

a

727

1077

b

800 600

b

b

1144

b

1149

1000

Consumo di mangime

a

759

Grammi per soggetto

1200

b

400 200 0 NC1

NC2

PC

BTF-0.1% BTF-0.2% BTF-0.4%

Grafico 3 – Effetto dell’aggiunta nella dieta di B.I.O.Tox® Farm (BTF) sulle prestazioni di polli da carne di 21 giorni (Medie, DS, n = 6); (NC1: no T-2 / no BTF, NC2: no T-2 / 0,4% BTF, PC: 2 ppm T-2 / no BTF, BTF 0,1% / 0,2% / 0,4%: 2 ppm T-2 ciascuno / 0,1%, 0,2% o 0,4% BTF, rispettivamente).

I sistemi Jansen sono noti per la loro qualità e affidabilità. Vengono proposte varie soluzioni, tra cui sistemi a voliera per ovaiole commerciali e svezzamento pollastre, nidi per ovaiole commerciali e riproduttori.

ab Sovrascritte

diverse indicano differenze significative tra i trattamenti (P<0,05).

Conclusioni L’approccio in vitro, sopra descritto, ha dimostrato che la capacità legante per le tossine Fusarium dipende in gran parte dalla scelta del tipo di adsorbenti. Inoltre, sia la considerazione delle condizioni mutevoli del pH che il rapporto tossina : adsorbente hanno svolto un ruolo nel processo di valutazione. Lo studio sopra citato, effettuato su polli da carne, ha determinato che un’efficienza elevata, misurata in vitro, è risultata positivamente correlata con i dati conclusivi in vivo, dimostrando che l’uso di una miscela allo 0,1% di adsorbenti per micotossina ha permesso di compensare gli effetti negativi della tossina T-2.

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Per affrontare la situazione tipica della contaminazione da più tossine in alimenti per uso animale si può ricorrere all’uso di rispettive miscele con un ampio spettro legante per mantenere prestazioni stabili degli animali, come parte di un efficace sistema di gestione delle micotossine. La bibliografia è disponibile su richiesta

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©Simo Centro Analisi Anzio

IN PRIMO PIANO

Cellule di pollo modificate geneticamente, capaci di resistere al virus influenzale in laboratorio In una recente ricerca, alcuni scienziati del Roslin Institute hanno bloccato la replicazione del virus dell’Influenza Aviaria in cellule di pollo cresciute in laboratorio, il che suggerisce che, in futuro, sarà possibile produrre polli in grado di resistere alla malattia. Lo studio è stato finanziato dal Biotechnology and Biological Sciences Research Council, con il supporto finanziario di Cobb-Vantress. L’Istituto Roslin, rinomato centro mondiale di ricerca, ha condotto lo studio lo scorso anno e i risultati sono stati pubblicati in eLife.

specifica molecola, dentro la cellula di pollo, denominata ANP32A, che il virus dell’Influenza utilizza per replicarsi. Dopo la rimozione della sezione di DNA, responsabile della generazione di ANP32A con tale modifica genetica, il virus non è stato più in grado di svilupparsi nelle cellule.

Per inibire la replicazione del virus dell’Influenza Aviaria è stata utilizzata la tecnica del gene editing, per cancellare una sezione di DNA del pollo in cellule cresciute in laboratorio. I ricercatori avevano l’obiettivo di individuare una

I ricercatori dell’Istituto Roslin, in collaborazione con esperti dell’Università di Cambridge, già in precedenza avevano prodotto polli in grado di resistere all’Influenza Aviaria tramite modificazione genetica. Questo nuovo

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- in primo piano -


IN PRIMO PIANO

approccio è unico, perché non richiede l’introduzione di nuovo materiale genetico nel DNA del pollo. “Si tratta di una scoperta importante, che suggerisce che potremmo usare questa tecnica per produrre polli resistenti all’Influenza Aviaria” – ha affermato Helen Sang del Roslin Institute. “Non abbiamo ancora prodotto questi soggetti; dobbiamo prima verificare se le variazioni di DNA abbiano un qualche altro effetto sulle cellule di pollo prima di compiere il passo definitivo.”

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L’Influenza Aviaria rappresenta un rischio globale per la produzione avicola che causa perdite di milioni di soggetti quando si verificano epidemie. Alcuni ceppi, particolarmente gravi, hanno il potenziale di sterminare l’intero gruppo e, in alcuni casi, anche se rari, certi ceppi possono infettare anche l’uomo. Gli sforzi per controllarne la diffusione sono quindi urgenti e necessari. “La resistenza all’Influenza Aviaria, nella produzione avicola, ha un’importanza a livello internazionale” – ha confermato Rachel Hawken, Capo Direttore del dipartimento di genomica e genetica quantitativa di CobbVantress. “Questa ricerca rappresenta un passaggio importante per i nostri obiettivi futuri, ed è stimolante che la Cobb ne faccia parte, esplorando queste nuove tecnologie che potrebbero essere utilizzate per migliorare le selezione e riproduzione avicola in futuro.” La ricerca genomica non è cosa nuova per Cobb, che investe in questo settore da diversi anni, selezionando riproduttori eccellenti, usando le informazioni tratte dai DNA individuali – e non dunque alterazioni del DNA – oltre che i dati sulle prestazioni individuali per ottenere il miglioramento genetico. L’azienda da sempre partecipa alla ricerca incentrata sulle nuove tecnologie, utilizzandole non appena divengono disponibili con l’obiettivo di migliorare la salute e le rese dei riproduttori. “La genomica ha consentito di incorporare nuovi programmi nella nostra ricerca aprendo inesplorate opportunità per migliorare i nostri riproduttori nei mercati futuri. Ci dedichiamo a fornire un servizio eccellente ai nostri clienti, usando la ricerca innovativa per produrre proteine sane e disponibili per tutti” – ha infine concluso Rachel Hawken.

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- ottobre 2019 -

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REPORTAGE

Festa Facco 2019 - la famiglia FINCO al completo.

La Sicilia protagonista della 38a Festa FACCO

“Solo la vera connessione ai nostri mondi e alle nostre persone ci rende globali” Si è svolta venerdì 30 Agosto la tradizionale festa aziendale Facco che quest’anno ha celebrato la sua 38a edizione attraverso il racconto di una regione straordinaria: la Sicilia, dove Facco è presente già dalla fine degli anni ’60 e dove ha sviluppato relazioni e progetti importanti per tutta l’avicoltura nazionale. tura ha storicamente un ruolo fondamentale per Facco.

La Festa Facco Nella sua tradizione, ogni anno la festa Facco viene dedicata a un Paese in cui l’azienda opera, per approfondirne le caratteristiche e peculiarità, in modo che il loro essere presenti in oltre 70 Paesi possa essere condiviso e avvicinare tutte le persone e i collaboratori in un momento di gioia. Quest’anno quindi l’attenzione era tutta sulla Sicilia, perché in questa regione l’avicol-

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- reportage -

“Ogni anno ci focalizziamo su un Paese, un territorio – dice il Presidente Massimo Finco – dove la Facco nel tempo ha messo radici. Vogliamo trasferire a tutti il concetto che noi non andiamo a vendere qualcosa a qualcuno, ma diventiamo nel tempo buoni compagni di viaggio per tanti allevatori, tante persone di cui vogliamo rispettare, e quindi conoscere, i costu-


REPORTAGE

Uno scorcio del grande allestimento a tema Siciliano nella sede dell’azienda.

mi, le tradizioni, le usanze, i desideri e le necessità. Avere per loro le risposte che cercano, l’attenzione, la sensibilità e la gentilezza che meritano. E quindi anche questa festa deve aiutare ad aprire canali di comunicazione, creare ponti, dare la consapevolezza che qui a Marsango non siamo nessuno se non siamo connessi al nostro mondo globale.”

La “grande” famiglia Facco Una serata effervescente, ricca di sorprese musicali e danzerecce, con il gruppo Sicilia nel Cuore che ha allietato i partecipanti con balli tipici, musica e racconti di una terra ricca di storia. Un allestimento tutto dal sapore locale, con agrumi, frutta secca e spezie, preparati su carretti e maioliche, a disposizione delle persone Facco come ricordo della serata. Photobooth per una foto a tema, senza dimenticare i bambini che avevano un’area gonfiabili dedicata e trucca bimbi. Menù ovviamente tutto siciliano in un percorso di sapori, dagli agrumi alla pasta alla norma, dagli arancini alla caponata, fino ai dolci, in un tripudio di fantasia e colori grazie ai partecipanti del concorso di torte a tema. La festa si è conclusa con canti e balli nella gioia di una tradizione di aggregazione ormai imprescindibile per l’azienda, e con il momento di premiazione dei vincitori dei concorsi di disegno per i bimbi e delle torte per gli adulti, con tanti regali a sorpresa per tutta la “grande” famiglia Facco.

Generazioni Importante il focus del Presidente Finco, nel suo discorso, in cui ha dedicato anche una riflessione al tema del passaggio generazionale, che l’azienda e alcuni suoi clienti e fornitori stanno attraversando: “La sfida che abbiamo è rappresentata dal delicato e prezioso innesto tra vecchio e giovane, tra competente e innovatore, tra creativo e operativo. La capacità di farla funzionare richiede attenzione, dedizione e fiducia nelle nostre persone, trasmettendo sempre i valori che ci hanno accompagnato nel viaggio, sapendoli rinnovare e rafforzare nel tempo.” Sul palco con lui tre generazioni della famiglia Finco, tutte coinvolte in azienda, a ricordare l’importanza del coinvolgimento diretto e del grande entusiasmo ed energia ad ogni età. All’evento erano presenti circa 500 invitati tra personale Facco con le proprie famiglie, collaboratori e fornitori, insieme ad alcuni clienti, in particolare la famiglia Laversa, presente con altrettante tre generazioni, Quaresima, Brunello e Martelli, in una sorta di gemellaggio tra Sicilia e Veneto, dove l’ingrediente comune sono sempre le uova, le persone e la famiglia, uniti da valori professionali, ma non solo, che hanno reso possibili queste relazioni così longeve.

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Fonte: Facco Press

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INTERVISTA

Neutralizzare i β-mannani presenti negli alimenti per proteggere la salute intestinale degli animali In questa intervista a Giuseppe Colnago, Poultry Brand Manager di Elanco, andremo a scoprire nello specifico cos’è Hemicell HT, l’enzima brevettato che con il suo particolare meccanismo di azione aiuta a migliorare le performance produttive. Perché i β-mannani influenzano negativamente le performance degli animali?

Per il sistema immunitario innato degli animali i β-mannani rappresentano una minaccia poiché la loro struttura molecolare è molto simile a quella che si trova sulla superficie di molti patogeni. In pratica, il sistema immunitario confonde i β-mannani con patogeni invasori. Pertanto la presenza di una sufficiente concentrazione di β-mannani nel tratto intestinale innesca la cosiddetta cascata infiammatoria: una serie di eventi specifici a protezione degli animali contro le infezioni.

I β-mannani sono sostanze anti-nutritive presenti nelle materie prime di origine vegetale comunemente impiegate per la produzione di mangimi. Sono composti a elevato peso molecolare; tecnicamente sono costituiti da una lunga catena di mannosio con catene laterali di galattosio, impossibili da scomporre naturalmente dall’apparato digerente di avicoli e suini. Il meccanismo d’azione di Hemicell HT (endo-1,4-ß-D-mannanasi) aiuta a migliorare la performance degli animali controllando la risposta immunitaria innata, stimolata dalla presenza dei β-mannani negli alimenti. PM-IT-19-0115

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- intervista -

Questo tipo di risposta immunitaria, consumando inutilmente energia e nutrienti, può influenzare negativamente la salute e la performance produttiva degli animali. Infatti, la reazione infiammatoria nei confronti degli alimenti che contengono i β-mannani impiega risorse critiche (energia e nutrienti) altrimenti impiegate per la crescita, la produzione e il mantenimento dello stato di salute. Che cos’è la FIIR? La FIIR (Feed-Induced Immune Response) è una reazione immunitaria innata che si verifica in presenza di sostanze, come i β-mannani, che il sistema immunitario erroneamente identifica come patogeni. Infatti, questi composti, denominati PAMPs (Pathogen Associated Molecular Patterns),


INTERVISTA

vengono riconosciuti dal sistema immunitario che attiva una risposta infiammatoria che consuma energia e nutrienti sottraendoli alla performance. Che cosa è Hemicell HT? Hemicell HT è un enzima brevettato, prodotto dalla fermentazione del Paenibacillus lentus. Hemicell HT contiene un enzima β-mannanasi (endo-1,4-ß-D-mannanasi) che degrada le molecole dei β-mannani solubili, prevalentemente β-galattomannani e β-glucomannani, presenti negli ingredienti vegetali della razione alimentare. E perché Hemicell HT è diverso dagli altri enzimi? La maggior parte degli enzimi alimentari serve a migliorare la digeribilità degli elementi, degradano il substrato alimentare e aumentano la disponibilità di nutrienti ed energia disponibili per la produzione e la crescita. Hemicell HT, invece, è un enzima che consente di risparmiare energia e migliorare l’integrità intestinale degli animali. Migliora l’integrità intestinale neutralizzando i β-mannani solubili presenti nei diversi alimenti di origine vegetale, sostanze responsabili della FIIR. Degradando queste molecole, Hemicell HT, riduce la perdita di nutrienti ed energia conseguente alla risposta immunitaria nei confronti dei β-mannani. Quanto substrato è necessario perché Hemicell HT sia efficace? Hemicell HT è efficace e conveniente già quando la concentrazione di β-mannani solubili nella dieta è pari allo 0,2%. Ma se la concentrazione di β-mannani solubili è bassa, perché dovrei usare un enzima? In realtà, è necessaria una concentrazione molto bassa di β-mannani (0,2%) per scatenare una risposta immunitaria innata (FIIR) nei loro confronti. Inoltre, i β-mannani sono presenti in tutti gli ingredienti di origine vegetale. I frammenti oligosaccaridi dei mannani, derivati dall’idrolisi dei β-mannani operata da Hemicell HT, sono troppo piccoli perché il sistema immunitario possa riconoscerli. Riducendo la reazione infiammatoria (FIIR) scatenata dai β-mannani è possibile risparmiare preziosi nutrienti che possono, così, essere rein-

dirizzati verso la crescita e la performance produttiva. Cosa differenzia Hemicell HT da associazioni di enzimi contenenti β-mannanasi? Hemicell HT è un enzima originale e brevettato, garantisce una concentrazione minima di attività enzimatica. Ciò assicura che nell’alimento finito ci sia una sufficiente attività β-mannanasi tale da prevenire la FIIR sostenuta da β-mannani solubili. Quando si valutano prodotti contenenti associazioni di enzimi è importante prendere in considerazione solamente l’attività enzimatica con una potenza minima garantita. Quindi, per concludere, quali sono i benefici di Hemicell HT? Hemicell HT esprime al meglio i suoi benefici quando impiegato in animali allevati secondo i moderni standard produttivi. I benefici di Hemicell HT possono essere influenzati da: • Contenuto di β-mannani nella dieta – si raccomanda l’uso di Hemicell HT in diete contenenti almeno lo 0,2% di β-mannani. • Livello di stress. Lo stress generalmente aumenta la risposta nei confronti di Hemicell HT. Lo stress può derivare da diverse fonti, come la temperatura, l’ambiente, la densità degli animali, le infezioni, la gestione dell’allevamento etc. I benefici di Hemicell HT in termini di miglioramento di efficienza alimentare sono direttamente collegati alla riduzione della risposta infiammatoria (FIIR). I benefici si possono misurare in: • risparmio di nutrienti, in genere equivalente a un risparmio di energia metabolizzabile fino a 90 kcal/kg di mangime completo; • miglioramento dell’integrità intestinale, che si traduce in lettiere più asciutte e riduzione delle lesioni podali; • miglioramento dell’uniformità. Per ottenere il massimo risultato dall’utilizzo di Hemicell HT si raccomanda di formularlo in diete con una matrice energetica di valore fino a 90 kcal/kg o 0,375 MJ/kg (o almeno sufficiente per neutralizzare il costo formula del prodotto).

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Bibliografia disponibile su richiesta

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DOSSIER

La perdita di peso dell’uovo durante l’incubazione

Perché è importante e come la misuriamo?

R. Keith Bramwell, MS, PhD Responsabile Incubazione Jamesway Incubator Company.

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La tecnologia d’incubazione, così come le procedure e le attrezzature impiegate sono in continua evoluzione a livelli non disponibili fino a ieri, il che ha permesso un monitoraggio e un controllo migliore dell’ambiente in cui si sviluppano gli embrioni. Il moderno incubatoio, in particolare il mono-stadio, offre un controllo e una flessibilità straordinari durante l’incubazione e lo sviluppo embrionale; persino il monitoraggio della camera e

- dossier -


DOSSIER

dello scarico esterno è più semplice. Inoltre, nuove tecnologie e pratiche di gestione nella conservazione e nel trasporto delle uova hanno permesso ai produttori di migliorare la schiusa, a volte anche in condizioni non ideali. I risultati sono facilmente riscontrabili nei pulcini e nei tacchinotti di qualità prodotti oggi. Tuttavia, esistono diversi “metodi tradizionali” di monitoraggio e valutazione delle operazioni di incubazione che non sono solo utili, ma che dovrebbero essere considerati necessari. Uno di questi è stabilire un programma di diagnosi embrionale di routine che possa fornire informazioni straordinarie in grado di aiutare gli addetti a regolare i parametri di incubazione per migliorare la schiusa e, soprattutto, la qualità dei pulcini o dei tacchinotti. Un altro di questi strumenti “tradizionali” per monitorare e valutare l’incubazione è la misurazione della perdita di umidità nelle uova durante l’incubazione. Nessuno di questi strumenti “tradizionali” di gestione si basa su una tecnologia nuova o moderna, tuttavia essi possono fornire informazioni estremamente preziose per valutare le prestazioni d’incubazione. Misurare la perdita di umidità è relativamente semplice ma molto utile.

verso una a bassa concentrazione. Si tratta di un movimento naturale o passivo guidato da gradienti fino a quando entrambe le concentrazioni diventano uguali (ovvero l’umidità dall’interno dell’uovo si sposta all’esterno e nell’aria nell’incubatrice). Questo movimento avverrà con gas, liquidi e miscele (ovvero perdita di umidità durante l’incubazione, scambio di ossigeno-anidride carbonica, Figura 1). Quindi, in altre parole, il fattore predominante che controlla la perdita di umidità di un uovo è l’umidità percentuale nella camera d’incubazione in relazione al contenuto di umidità dell’uovo. Più bassa è l’umidità durante l’incubazione, maggiore sarà la differenza tra i componenti dell’umidità dell’uovo e l’ambiente circostante quindi ci sarà una maggiore perdita di umidità dall’uovo in quanto l’uovo e l’am-

Ovviamente, ci sono altri fattori che contribuiscono al processo, come lo spessore del guscio, la temperatura dell’aria, il movimento dell’aria, ecc. In natura, lo spessore e la porosità della membrana dell’uovo e del guscio variano notevolmente tra le specie secondo l’ambiente nativo originario. Si tratta di un meccanismo biologico per controllare la perdita di umidità durante l’incubazione che si cerca di emulare durante l’incubazione artificiale. La temperatura dell’aria influenzerà anche il tasso di perdita di umidità, con temperature più basse che rallentano il tasso di perdita di umidità, ad esempio durante lo stoccaggio delle uova. Il flusso o la ventilazione dell’aria contribuiscono anche allo scambio gassoso, poiché la mancanza di movi-

Temperatura Umidità relativa

Qualità dell’aria

Stoccaggio in incubatoio

Incubazione

Posizione delle uova

Evaporazione

Rotazione delle uova

Convezione

Perdita di umidità nelle uova Le uova perdono peso durante l’incubazione principalmente sotto forma di perdita di umidità attraverso il guscio e la membrana del guscio. La perdita di umidità dalle uova segue la “Legge della Termodinamica”, in quanto la diffusione molecolare, o semplicemente diffusione, è il movimento netto di molecole o atomi da un’area ad alta concentrazione

biente circostante lavorano per raggiungere un equilibrio.

Radiazione

O2

Conduzione Qualità delle uova

Trasporto uova

H2O CO2

Stoccaggio in allevamento

Disinfezione

Età dei riproduttori Frequenza della raccolta

Figura 1 – Gli scambi fisici delle uova con l'ambiente durante l'incubazione (trasferimento di calore, perdita di acqua e scambio di gas) dipendono dalle caratteristiche dell'uovo (dimensioni, composizione, spessore e guscio d'uovo, porosità e conduzione di calore, vapore acqueo), dal tasso di metabolismo dell'embrione e dalle condizioni fisiche di incubazione, ma anche da quelle di pre-incubazione. (Boleli, 2016)

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DOSSIER

Peso giorno 0 = Peso uova giorno 0 + Peso vassoio Peso iniziale Peso giorno 18 = Peso delle uova giorno 18 + Peso del vassoio Sottrarre il peso del vassoio Calcolo

Peso delle uova giorno 0 - Peso del vassoio = Peso delle uova giorno 0 Peso delle uova giorno 18 - Peso del vassoio = Peso delle uova giorno 18 (Peso giorno 1/Peso giorno 0) - 1 = % di perdita di peso delle uova

mento dell’aria all’esterno dell’uovo creerà un effetto alone nell'ambiente tra l’uovo e il resto dell’aria e ridurrà lo scambio gassoso.

per i tacchini e le anatre, è necessario rimuovere i vassoi etichettati e pesare le uova sullo stesso vassoio su cui sono state pesate all’inizio. Si

il peso finale per il peso iniziale e sottrarre 1. Questo vi darà la perdita di peso avvenuta durante l’incubazione. È importante ricordare di sottrarre il peso del vassoio prima di calcolare la perdita di umidità. Per i polli e i tacchini negli incubatoi multi-stadio, l’ideale è un valore di perdita di umidità dell’11-12% al momento del trasferimento, mentre per l’incubazione a stadio singolo è richiesta una perdita di umidità

“La tecnologia avanzata fornisce un controllo maggiore dell'embrione in via di sviluppo e la sua implementazione è sicuramente la direzione verso cui tutti i produttori dovrebbero orientarsi. Tuttavia, anche se l'incubazione si basa sulla scienza e sull'esperienza di ricercatori e manager, serve anche una certa sensibilità e un’arte per incubare e produrre soggetti di qualità” Misurazione della perdita di umidità (peso) delle uova Determinare la perdita di peso delle uova durante l’incubazione è relativamente semplice, ma fornisce informazioni preziose che possono aiutare a stabilire quale sia l’ambiente di incubazione ottimale.

passa poi a registrare il peso e quindi a trasferire le uova da quel vassoio e pesare nuovamente il vassoio vuoto. Sottrarre il peso del vassoio sia dal peso del giorno 0 che dal peso del giorno 18, quindi dividere

Per determinare il peso dell’uovo o la perdita di umidità, è sufficiente pesare diversi vassoi prima di collocarli nell’incubatrice. È meglio pesare lo stesso vassoio su cui verranno posizionate le uova. Non è necessario pesare le singole uova, è meglio farlo a gruppi e poi bisogna contrassegnare o identificare quali uova sono state pesate in modo che le stesse possano essere ripesate al momento del trasferimento. Al trasferimento, che avviene a circa 18 giorni per i polli e a circa 25 giorni

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- dossier -

del 9-10%. Se il trasferimento non avviene al giorno 18 (giorno 25 per i tacchini), è necessario effettuare degli adeguamenti che tengano conto della differenza, in quanto la perdita di umidità ideale su indicata


DOSSIER

è relativa a un normale tempo di trasferimento, tre giorni prima della schiusa. Quando si ottengono questi valori ideali, è stato dimostrato che anche la qualità dei pulcini risulterà in linea. Il controllo della perdita di umidità, ai valori indicati, aiuta l’embrione a svilupparsi a una velocità normale e l’ombelico a chiudersi correttamente per produrre un pulcino schiuso sano, pronto per essere collocato in pulcinaia.

Utilizzo dei dati sulla perdita di umidità Utilizzando i dati sulla perdita di peso raccolti e le leggi della termodinamica che controllano la velocità con cui l’umidità viene persa dall’uovo, i valori ottenuti possono aiutare ad apportare potenziali adeguamenti alle condizioni di incubazione. Ad esempio, se vogliamo una perdita di umidità del 10%, ma i valori si attestano sul 13%, l’ambiente di incubazione risulta troppo secco. Se vogliamo una perdita di umidità del 10%, ma i valori sono sul 7-8%, allora c’è troppa umidità durante l’incubazione e i pulcini potrebbero avere ombelici aperti o non cicatrizzati. Utilizzando questi dati gli addetti possono quindi apportare le modifiche necessarie ai livelli di umidità durante l’incubazione e procedere agli adeguamenti. Anche con tutte le attrezzature sofisticate presenti in incubatoio oggi, l’utilizzo di questi dati, raccolti direttamente dall’embrione o dal pulcino, è estremamente prezioso. Indubbiamente, la tecnologia avanzata fornisce un controllo maggiore dell’embrione in via di sviluppo e la sua implementazione è sicuramente la direzione verso cui tutti i produttori dovrebbero orientarsi. Tuttavia, anche se l’incubazione si basa sulla scienza e sull’esperienza di ricercatori e manager, serve anche una certa sensibilità e un’arte per incubare e produrre soggetti di qualità. La misurazione dei dati sulla perdita di umidità in incubatoio dovrebbe far parte di un programma di gestione di routine, così come viene utilizzata la diagnosi embrionale degli scarti di schiusa. Utilizzando queste informazioni, combinate con ciò che è noto sulle leggi della termodinamica e della perdita di umidità tramite il guscio d’uovo, e valutando i profili di incubazione, si potrà fornire all’embrione in via di sviluppo esattamente ciò di cui ha bisogno.

- ottobre 2019 -

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FOCUS

La vista negli avicoli La scienza che studia la vista negli avicoli è ancora relativamente nuova e la ricerca è in continuo progresso. Tuttavia, è noto che gli avicoli hanno un sistema visivo altamente sviluppato che funziona in modo molto diverso da quello umano. • Gli avicoli sono in grado di vedere una gamma più ampia di spettro di luce visibile (circa 360-750 nm) rispetto agli umani (circa 410-730 nm). Questa capacità consente loro di percepire la luce ultravioletta-A. Tale importante caratteristica sembra essere fondamentale nei soggetti per riconoscere il loro ambiente, nella ricerca del cibo e nell’accoppiamento (Grafici 2 e 3). • Un’altra differenza principale rispetto agli umani è la presenza di un quarto cono retinico, che consente alle ovaiole di distinguere sequenze visive di 150200 immagini al secondo. Gli umani possono vedere solo fino a 25-30 singole immagini al secondo.

Figura 1 – Visione panoramica delle galline.

Le principali caratteristiche della vista negli avicoli sono le seguenti: • Le galline sono in grado di muovere ogni occhio in modo indipendente e avere una visione panoramica di quasi 300 gradi anche senza girare la testa. (Figura 1).

Farhad Mozafar Lohmann Tierzucht.

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• Oltre alla percezione della luce retinica dell’occhio, le galline possono percepire la luce anche attraverso la ghiandola pineale e ipotalamica.

- focus -

• Gli avicoli possono quindi percepire lo sfarfallio di fonti di luce che funzionano a basse frequenze. Questo provoca effetti negativi sul loro comportamento come nervosismo, plumofagia e cannibalismo. Le fonti luminose che sfarfallano comprendono sia le lampade fluorescenti e incandescenti che quelle a risparmio energetico. È molto importante tenere presente che questo sfarfallio è invisibile agli umani.

Sorgenti luminose Negli allevamenti avicoli si utilizzano diversi tipi di sorgenti luminose, come lampade a incandescenza, neon, lampade a risparmio energetico e, più recentemente, lampade a LED.


FOCUS

• Si consiglia di utilizzare un tipo di illuminazione che sia specifica per gli avicoli. Sono sistemi di illuminazione costosi, ma generalmente regolati per adattarsi alla vista delle ovaiole in termini di spettro luminoso ecc. In generale, si raccomanda di scegliere sorgenti luminose che si avvicinano allo spettro naturale, soprattutto per il periodo di produzione. • A seconda della sorgente luminosa, l’intensità della luce potrebbe essere percepita dagli avicoli in modo molto più elevato rispetto all’occhio umano. Pertanto, i luxmetri convenzionali che sono progettati per la visione umana hanno dei limiti quando vengono utilizzati per misurare l’intensità della luce corretta per gli avicoli. Per esempio, non sono in grado di rilevare la luce UV-A.

Grafico 2

• È necessario un luxmetro specifico per LED per poter misurare la corretta intensità di luce a LED.

Le lampade a incandescenza sono già state vietate in molti Paesi poiché non possono convertire in modo efficiente l’energia elettrica in luce. Ci sono sorgenti luminose, come le lampade a LED, che sono più efficienti dal punto di vista energetico e della durata, e sono quindi ampiamente utilizzate negli allevamenti avicoli moderni. Indipendentemente dai vantaggi e dagli svantaggi di ogni sorgente luminosa, ci sono alcuni fattori fondamentali che devono essere presi in considerazione quando si sceglie l’illuminazione per le ovaiole. • La frequenza della luce emessa dovrebbe essere almeno di 150 Hz per evitare lo sfarfallio.

• Il solo colore della luce misurato in Kelvin sembra essere insufficiente per valutare lo spettro luminoso delle fonti di luce, perché riflette solo la lunghezza d’onda e non l’intero spettro, compreso la luce UV-A. A parte lo spettro, per gli allevamenti avicoli bisognerebbe prendere in considerazione una fonte di luce con colori bianco caldo tra i 2700-3000 Kelvin. • Le fonti di luce per avicoli dovrebbero essere progettate per essere dimmerabili (cioè dotate di regolazione elettronica di potenza). Non tutte le lampade sono dimmerabili e l’oscuramento potrebbe causare sfarfallio o ridurre la durata della vita delle lampade. • All’interno dell’allevamento si dovrebbero sempre evitare luci e ombre dirette e irregolari sugli animali. Quando si usano lampade a LED, possono essere utili i diffusori per evitare la luce diretta.

Lunghezza d’onda (nm)

• Per evitare stress dopo il trasferimento delle pollastre all’allevamento di produzione, è importante assicurarsi che queste si siano già adattate alla luce naturale del giorno, se verranno poi allevate in capannoni con finestre. • Le sorgenti luminose devono essere progettate per consentire una facile pulizia e disinfezione. Foto e grafici per gentile concessione di ©Lohmann Tierzucht Risposta relativa

Traduzione di Zootecnica International Tratto da Poultry News Lohmann, 1/2019

Grafico 3

- ottobre 2019 -

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MARKETING

Dinamiche del commercio globale delle uova fra il 2006 e il 2016 Parte 2 – Analisi a livello dei Paesi secondo il loro grado di sviluppo

L’analisi è stata suddivisa in due parti: nella prima, abbiamo analizzato lo sviluppo dell’import-export del mercato delle uova a livello di Paesi e continenti. In questa seconda parte, verranno presentate le dinamiche del commercio di uova a livello dei Paesi secondo il loro grado di sviluppo, un modello presentato dall’autore durante il convegno IEC, nel 2016, a Varsavia.

Questo modello è stato utilizzato in varie pubblicazioni e dà una buona impressione dei ruoli che i Paesi in via di sviluppo, soglia e di vecchia industrializzazione svolgono nelle esportazioni e importazioni di uova. Hans-Wilhelm Windhorst IEC Statistical Analyst.

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Nella Parte 1 (Zootecnica International n. 7/8, 2019) le dinamiche del commercio glo-

- marketing -

bale di uova sono state analizzate con un metodo “conservativo”. Sebbene la maggior parte dei dati sia stata disponibile in questa classificazione, non è molto soddisfacente, in quanto non mostra i diversi ruoli dei Paesi in via di sviluppo, soglia e industrializzati. Nel 2016 l’autore ha sviluppato un nuovo


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Gruppi di sviluppo Paese: una nuova classificazione La classificazione dei 211 Paesi, per i quali sono disponibili i dati, si basa su diversi parametri, per esempio il PIL, il reddito personale, il potere d’acquisto, l’aspettativa di vita, la mortalità infantile ecc. I Paesi sono stati classificati in base al loro grado di sviluppo (Country Development Group, CDG):

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metodo di classificazione dei Paesi: questa classificazione è stata utilizzata in diverse presentazioni e articoli negli anni seguenti ed è stata ben accettata.

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• LLDC = Ultimi Paesi sviluppati • LDC = Paesi meno sviluppati • NIC = Paesi di recente industrializzazione o soglia • OIC = Vecchi Paesi industrializzati. Tabella 1 – Il contributo dei CDG alla popolazione mondiale, l’inventario di galline ovaiole e alla produzione di uova nel 2016; dati in %. CDG

Numero di Paesi

Popolazione globale

Galline ovaiole

Produzione di uova

LLDC LDC NIC OIC

48 116 10 37

13,1 24,9 47,5 14,5

6,7 19,8 59,0 14,5

2.4 17.3 56.9 23.4

Totale

211

100,0

100,0

100.0

I dati nella Tabella 1 rivelano il notevole squilibrio tra la quota dei quattro gruppi fra la popolazione globale e la produzione di uova. I 164 Paesi in via di sviluppo hanno condiviso il 38,0% nella popolazione mondiale, ma solo il 19,7% nella produzione globale di uova. D’altro canto, i 37 vecchi Paesi industrializzati hanno contribuito solo per il 14,5% alla popolazione, ma hanno condiviso il 23,4% nella produzione globale di uova. Vale la pena notare che i 10 Paesi soglia hanno contribuito per il 47,5% alla popolazione mondiale e il 56,9% alla produzione mondiale di uova. Nella seguente analisi dettagliata, saranno documentati i ruoli mutevoli dei quattro CDG nel commercio globale di uova. Per poter confrontare le dinamiche della produzione con quelle commerciali, sarà necessario rimanere nello stesso sistema di classificazione. Pertanto, una breve panoramica sullo sviluppo della produzione globale di uova a livello di CDG, tra il 2006 e il 2016, precederà l’analisi delle dinamiche commerciali.

I Paesi di recente industrializzazione hanno spinto le dinamiche nella produzione di uova La produzione globale di uova è cresciuta di 15,9 milioni di tonnellate (t), ovvero il 27,5%, tra il 2006 e il 2016. A questa crescita i Paesi di

- ottobre 2019 -

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I OIC hanno dominato l’import-export globale di uova Tra il 2006 e il 2016, le esportazioni globali di uova sono aumentate di quasi 760.000 t, ovvero il 61,6%. A questa crescita, i vecchi Paesi industrializzati hanno contribuito per il 53,1%, seguiti dai nuovi Paesi industrializzati con il 44,0%. Il volume delle esportazioni dei Paesi meno sviluppati è diminuito di 657 t, mentre quello dei Paesi meno sviluppati è cresciuto di 22.832 t. Hanno condiviso solo il 3,0% nell’aumento globale. I dati rivelano che la maggior parte dei vecchi Paesi industrializzati a causa della loro produzione molto efficiente non solo erano in grado di rifornire i loro mercati nazionali, ma anche di esportare notevoli quantità di uova da tavola (Tabella 3). Tabella 3 – Le dinamiche dell’export globale di uova fra il 2006 e il 2016 a livello di CDG; dati in t (fonte: classificazione dell’autore in base a dati FAO). CDG

LLDC

LDC

NIC

OIC

Mondo

2006 2016

840 183

132.609 155.441

243.489 577.325

845.652 1.257.878

1.231.590 1.990.827

Aumento assoluto

- 657

22.832

333.836

403.226

759.237

Aumento in %

- 78,2

+ 17,2

+ 137,1

47,1

61,6

-

3,0

44,0

53,1

*100,0

Quota (%) nell’aumento assoluto

recente industrializzazione hanno contribuito per 10,0 milioni di t, pari al 62,9%, seguiti dai Paesi meno sviluppati con il 21,4% (Tabella 2). Vale la pena notare che i vecchi Paesi industrializzati condividevano solo il 10,7% nell’aumento globale, la metà rispetto ai Paesi meno sviluppati. Con solo il 10,9% avevano anche il tasso di crescita relativo più basso. Tabella 2 – Sviluppo della produzione di uova nei CDG fra il 2006 e il 2016; dati in 1.000 t (fonte: classificazione dell’autore in base a dati FAO). CDG

LLDC

LDC

NIC

OIC

Mondo

2006

972

9.383

32.010

15,581

57,946

2016

1.767

12.792

42.044

17,287

73,890

Aumento assoluto

795

3.409

10.034

1,706

15,944

Aumento in %

81,8

36,3

31,3

10.9

27.5

Quota (%) in crescita assoluta

5,0

21,4

62,9

10.7

100.0

* alcune cifre sono state arrotondate.

La Tabella 4 mostra le dinamiche dell’import global di uova, fra il 2006 e il 2016. Un confronto con i dati nella Tabella 3 rivela alcune differenze evidenti.1 Tabella 4 – Le dinamiche dell’import globale di uova fra il 2006 e il 2016 a livello di CDG; dati in t (fonte: classificazione dell’autore in base a dati FAO). CDG

LLDC

LDC

NIC

OIC

Mondo

2006 2016

43.276 85.034

267.570 698.217

24.923 153.371

818.936 1.169.939

1.204.705 2.106.561

Aumento assoluto

41.758

430.647

128.448

301.003

901.856

Aumento in %

96,5

190,9

515,4

34,6

74,9

4,6

47,8

14,2

33,4

100,0

Quota (%) nell’aumento assoluto

* alcune cifre sono state arrotondate.

1Il

fatto che i valori differiscano è il risultato delle date in cui le esportazioni e le importazioni sono state documentate nelle statistiche nazionali. Inoltre, alcune delle uova in commercio erano ancora in corso alla fine di un anno fiscale, o civile.

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Le importazioni di uova sono cresciute più rapidamente rispetto alle esportazioni e hanno raggiunto un volume di oltre 2,1 milioni di t nel 2016. I Paesi meno sviluppati hanno contribuito con il 47,8% con un aumento di 902.000 t, seguito dai vecchi Paesi industrializzati con il 33,4%. Insieme, questi due gruppi hanno condiviso l’81,2% nell’aumento delle importazioni globali di uova. Il volume delle importazioni dei Paesi con il minor grado di sviluppo, nel periodo analizzato, è quasi raddoppiato. Insieme, i Paesi in via di sviluppo hanno condiviso il 52,4% dell’aumento globale. Contrariamente alle esportazioni di uova, i Paesi di recente industrializzazione hanno contribuito alla crescita globale solo del 14,2%. Mentre i vecchi Paesi industrializzati hanno perso il 16,5% della loro quota precedente, i Paesi meno sviluppati hanno guadagnato il 9,9%, i Paesi di recente industrializzazione il 5,2% e persino quelli con una minima industrializzazione lo 0,4% (vedi Figura 1).

Export

2006

2016

<0.1%

<0.1%

10.8%

7.8%

19.8%

63.2%

Totale: 1.2 mil. t

Totale: 2.0 mil. t

LLDC LDC

Import

NIC

2006

2016

3.6%

OIC

4.0%

22.2% 33.1% 2.1% 72.1%

Dai dati della Tabella 5 è evidente che il predominio dei vecchi Paesi industrializzati è il risultato dell’alta concentrazione regionale di import-export. Nel 2016, i tre principali Paesi esportatori hanno condiviso il 58,8% del volume totale delle esportazioni, e i primi due Stati del gruppo condividono il 54,0% del volume totale delle importazioni.

Paese

Export

Quota (%) Paese

Import

Quota (%)

Pesi Bassi Polonia Germania USA Belgio Spagna Francia Italia Portogallo Lituania

349.726 234.567 155.955 150.368 89.543 77.375 37.220 24.594 20.799 18.888

27,8 18,6 12,4 12,0 7,1 6,2 3,0 2,0 1,7 1,5

Germania Pesi Bassi Singapore Francia Belgio Canada Italia UK Svizzera Rep. Ceca

440.776 190.319 96.278 59.935 55.875 47.679 40.040 29.506 28.445 25.876

37,7 16,3 8,2 5,1 4,8 4,1 3,5 2,5 2,4 2,2

10 Paesi

1.159.035

*92,1

10 Paesi

1.014.729

*86,8

OIC totali

1.257.878

100,0

OIC totali

1.169.939

100,0

* alcune cifre sono state arrotondate.

55.6% 7.3%

Totale: 1.2 mil. t

L’elevata concentrazione regionale nell’import-export di uova nei vecchi Paesi industrializzati

Tabella 5 – I primi 10 Paesi del Gruppo OIC per import-export di uova nel 2016; dati in t (fonte: classificazione dell’autore in base a dati FAO).

29.0%

69.4%

Paesi industrializzati che si sono classificati al primo posto nelle esportazioni di uova. La crescente domanda di uova nei molti dei Paesi meno sviluppati ha determinato il forte aumento delle loro importazioni di uova. Il tasso di crescita relativo più elevato è stato raggiunto nei Paesi di recente industrializzazione, indicando – nonostante il notevole aumento della produzione di uova – che le importazioni erano necessarie per soddisfare la domanda ancora in rapida crescita.

Una lettura attenta alla composizione e alla classifica dei Paesi lo dimostra chiaramente.

Totale: 2.1 mil. t

Figura 1 – Il mutevole contributo dei gruppi alle esportazioni e alle importazioni globali di uova tra il 2006 e il 2016 (FAO; grafico ©A. Veauthier).

La notevole crescita import-export di uova dei Paesi di recente industrializzazione

Un confronto tra le Tabelle 3 e 4 rivela alcuni schemi interessanti. I Paesi di recente industrializzazione hanno dominato nella produzione, vengono seguiti dai vecchi

Tra il 2006 e il 2016 le esportazioni di uova da parte dei Paesi di recente industrializzazione sono aumentate di 333.836 t, ovvero del 137,1%. La crescita è dovuta prin-

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MARKETING

cipalmente al notevole aumento del volume delle esportazioni della Turchia. Nel 2016 era più superiore di 25 volte rispetto al 2006 e ha raggiunto un volume di oltre 289.000 t. Questa forte crescita ha reso la Turchia il secondo Stato più importante nell’export di uova, dopo i Paesi Bassi. Oltre alla Turchia, la Malesia e il Sudafrica sono stati in grado di espandere notevolmente le loro esportazioni. Le esportazioni della Malesia si sono concentrate su Singapore. Al contrario, le esportazioni dell’India sono diminuite di 22.645 t, il 46,1%, principalmente a causa del consumo pro capite in rapida crescita da 38 uova nel 2006 a 66 uova nel 2016. Tabella 6 – Export e import di uova dei Paesi del Gruppo NIC nel 2006 e nel 2016; dati in t (fonte: classificazione dell’autore in base a dati FAO). Paese

Export

Turchia Malesia Cina India Brasile Russia S. Africa Tailandia Messico Filippine

289.364 104.529 98.478 26.425 18.145 15.249 14.504 10.585 40 6

NIC totali

577.325

Quota (%) Paese

Import

Quota (%)

50,1 18,1 17,1 4,6 3,1 2,6 2,5 1,8 < 0,1 < 0,1

Russia Messico Turchia Brasile Tailandia India Malesia S. Africa Cina Filippine

87.915 63.234 1.861 172 121 34 34 0 0 0

57,3 41,2 1,2 0,1 < 0,1 < 0,1 < 0,1 0 0 0

100,0

NIC totali

153.371

*100,0

* alcune cifre sono state arrotondate.

Anche le importazioni dei dieci nuovi Paesi industrializzati sono cresciute considerevolmente nel decennio analizzato. Le importazioni della Russia sono state quasi dieci volte superiori nel 2016 rispetto al 2006, le importazioni del Messico circa quattro volte. Il forte aumento in Russia è il risultato del consumo pro capite, in crescita da 250 uova nel 2006 a 295 uova nel 2016; in Messico numerosi focolai di Influenza Aviaria hanno reso necessarie maggiori importazioni.

Le importazioni dai Paesi meno sviluppati sono aumentate dieci volte più rapidamente delle esportazioni Mentre le esportazioni di uova da parte dei Paesi meno sviluppati sono aumentate solo del 17,2% tra il 2006 e il 2016, le importazioni sono aumentate del 182,0%. Ciò riflette la domanda in crescita in questo gruppo, doman-

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da che non poteva essere soddisfatta dalla produzione nazionale nella maggior parte dei Paesi. Un confronto tra la composizione e la classifica dei dieci principali Paesi esportatori di uova mostra che i Paesi dell’Europa orientale si sono classificati nei primi tre posti, condividendo insieme il 53,6% del volume totale delle esportazioni (Tabella 7). L’Ucraina ha svolto solo un ruolo minore nelle esportazioni di uova nel 2006, ma si è classificata al secondo posto dietro la Bielorussia, nel 2016. Le sue esportazioni sono state quasi ventuno volte superiori nel 2016 rispetto a dieci anni fa. Potrebbe essere stato ancora più elevato a causa della produzione molto efficiente di una grande azienda integrata verticalmente, ma l’instabilità politica e la guerra civile nella parte orientale del Paese hanno interrotto la crescita.

grado di esportare uova e, a causa del loro scarso status di sviluppo, hanno avuto solo un accesso limitato alle importazioni di uova. Tuttavia, una volta raddoppiato il loro volume di importazioni tra il 2006 e il 2016 (vd. Tabella 4).

Sommario Le dinamiche del commercio globale di uova tra il 2006 e il 2016 sono state analizzate a secondo del loro grado di sviluppo (CDG). Nel 2016, i Paesi OIC ha condiviso il 63,2% nelle esportazioni globali di uova e il 55,0% nelle importazioni globali di uova. I 10 Paesi NIC hanno contribuito al 29,0% alle esporta-

“I 48 Paesi LLDC non sono stati in grado di esportare uova, ma hanno quasi raddoppiato il loro volume delle importazioni a causa dell’aumento della domanda, ma solo con piccoli progressi nella produzione interna”

Tabella 7 – I primi dieci Paesi del gruppo LDC nell’import-export di uova nel 2016; dati in t (fonte: classificazione dell’autore in base a dati FAO). Paese

Export

Quota (%) Paese

Bielorussia Ucraina Bulgaria Arabia Saudita Oman Romania Emirati Arabi Pakistan Kuwait Costa Rica

45.282 23.518 14.613 12.730 8.122 7.225 6.115 5.671 4.494 3.240

29,1 15,1 9,4 8,2 5,2 4,6 3,9 3,6 2,9 2,1

10 Paesi

130.010

LDC totali

155.441

Import

Quota (%)

Iraq 263.878 Emirati Arabi 71.275 Qatar 29.451 Siria 16.845 Oman 16.239 Arabia 16.143 Saudita 11.093 Romania 10.333 Ucraina 9.686 Maldive 9.336 Bahrain

37,8 10,2 4,2 2,4 2,3 2,3 1,6 1,5 1,4 1,3

*84,3

10 Paesi

454.279

65,1

100,0

LDC totali

698.217

100,0

zioni di uova, ma hanno condiviso solo il 7,3% nelle importazioni di uova. Il gruppo dei Paesi LDC ha contribuito solo al 7,8% alle esportazioni globali di uova, ma ha condiviso il 33,1% delle importazioni di uova. Come prevedibile, i 48 Paesi LLDC non sono stati in grado di esportare uova, ma hanno quasi raddoppiato il loro volume delle importazioni a causa dell’aumento della domanda, ma solo con piccoli progressi nella produzione interna.

* alcune cifre sono state arrotondate.

Lo stato di sviluppo basso provoca solo un accesso limitato alle importazioni per gli ultimi Paesi sviluppati

In generale, si pu ò notare che molti Paesi OIC e diversi NIC sono stati in grado di esportare uova grazie alla loro industria altamente efficiente, mentre la maggior parte dei Paesi meno sviluppati e LLDC non hanno potuto soddisfare la domanda dalla produzione nazionale e sono stati portati a importare grandi quantità di uova.

References Windhorst, H.-W.: A projection of the future dynamics in global egg production. In: Zootecnica International 40 (2018e), no. 7/8,

Circa il 13% della popolazione mondiale viveva nei 48 ultimi Paesi sviluppati. Come previsto, non sono stati in

36

p. 24-26. FAO database: http://www.fao.org/faostat

- marketing -


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TECHNICAL COLUMN

Il tenebrione negli allevamenti Scopri come combattere efficacemente l’infestazione

Newpharm illustra una strategia di pest management moderna ed efficace. Come riconoscerlo Il Coleottero tenebrione Alphitobius diaperinus (Panzer) (Coleoptera: Tenebrionidae) è uno dei principali insetti striscianti presente negli allevamenti avicoli in tutto il mondo. Sia nella fase larvale che allo stadio adulto viene rilevato facilmente nella lettiera del pollame, per questo motivo prende il nome

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I maggiori disagi risultano a carico dei sistemi di allevamento “a terra” sia di ovaiole che di polli destinati alla produzione di carne. In questi ambienti il coleottero si nutre di sterco, mangime, carcasse, uova rotte e altro materiale organico presente. Le larve di A. diaperinus sono inoltre responsabili di ingenti danni alle strutture a causa delle erosioni dei materiali di isolamento per mezzo di un apparato boccale di tipo masticatore. Il bilancio dell’incontrastata attività dell’insetto è un graduale indebolimento strutturale nonché una notevole dispersione termica che si riflette sui costi di climatizzazione. Sebbene aggressioni dirette agli animali siano fortunatamente occasionali, le larve possono provocare lesioni podali e ulcerazioni topiche. Relativamente al ruolo come vettori di germi, merita rilevare l’accostamento a tale infestante, livelli elevati di Escherichia, Salmonella, Bacillus, Pseudomonas, Streptococcus, Aspergillus e Fusarium. Specie diverse di microrganismi infatti, sono state isolate dal corpo del coleottero, specialmente quando adulto.

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di “coleottero delle lettiere”. Le capacità proliferative di questo infestante sono enormi, tanto da spingerlo oltre il contesto zootecnico, provocando spesso infestazioni rilevanti a livello domestico.

- technical column -

Sia gli stadi giovanili che adulti sono soliti frequentare il perimetro interno dell’allevamento e le aree circostanti i dispensatori di mangime e acqua, dove trovano le condizioni ideali. Al momento della rimozione della lettiera, gli insetti risalgono in massa le pareti dei fabbricati nel tentativo di fuga. Molti esemplari, tuttavia, finiscono per es-


TECHNICAL COLUMN

sere asportati con la stessa lettiera che, se non opportunamente gestita, potrebbe rappresentare un serbatoio pericoloso di infestanti, con un conseguente aumento del rischio di colonizzazione di nuovi ambienti.

Il controllo efficace dell’infestante inizia dal monitoraggio Le attuali risorse al servizio della cosiddetta “Gestione Integrata degli Infestanti” (IPM), spingono per la predisposizione di trappole capaci di rilevare la presenza e la densità dell’infestante per meglio predisporre gli interventi antiparassitari soprattutto in termini di “frequenza”. In questo scenario, la trappola professionale Tenedrop rappresenta uno strumento valido per il monitoraggio di Alphitobius diaperinus in qualunque tipologia produttiva. La trappola si attiva introducendovi all’interno del semplice mangime impiegato per la nutrizione degli animali e va collocata opportunamente all’interno della struttura, privilegiando gli angoli dei ricoveri degli animali e i magazzini di materie prime. La trappola oltre a fornire dati oggettivi di monitoraggio offre la possibilità di effettuare catture di massa degli infestanti in pieno accordo con le strategie di lotta integrata.

Lotta mirata ad azione abbattente e lunga protezione da tenebrioni e altri striscianti Il controllo vero e proprio dell’infestante rappresenta un punto cruciale per preservare la struttura e la salute degli animali. Fino ad oggi gli allevatori hanno testato diverse formulazioni nel tentativo di contenere l’Alphitobius diaperinus con risultati talvolta incerti. L’arrivo sul mercato di Alphi® WG a base di Azamethiphos ha reso più semplice la lotta a questo temibile infestante grazie al principio attivo fosforganico dall’indiscussa efficacia e persistenza d’azione.Nebulizzato uniformemente lungo il perimetro interno del fabbricato prima della rimozione della lettiera, dal suolo a una altezza di 50-70 cm, interrompe l’ascesa di larve e adulti, bonificando rapidamente l’ambiente. Oltre a controllare l’A. diaperinus, Alphi® WG risulta efficace contro mosche e scarafaggi.

Infatti, dopo la cattura di pochi esemplari, la liberazione di segnali chimici da parte di questi ultimi, richiama all’interno flotte di adulti che non riusciranno più a uscire dalla trappola.

La persistenza d’azione è certamente il valore aggiunto di Dobol® Microcyp, la nuova formulazione di Newpharm che prevede una sofisticata microincapsulazione della sostanza attiva per conferirle la più elevata persistenza temporale. Il vantaggio legato alla residualità è notevole, specialmente nei contesti zootecnici dove la possibilità di intervenire frequentemente viene vanificata dalla presenza degli animali. Applicato alla stessa stregua dell’Alphi® WG, formando cioè una cintura protettiva lungo la cinta muraria interna dell’allevamento, permette agli operatori di rimuovere la lettiera con tempi meno ristretti. L’azione

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TECHNICAL COLUMN

insetticida del Dobol® Microcyp è altrettanto efficace e contribuisce alla massiccia riduzione della carica infestante sostenuta da tenebrioni o altri striscianti. La formulazione in microcapsule all’avanguardia consente interventi nelle aree esterne con cadenze meno rigide rispetto ad altre soluzioni, salvo dilavamenti a causa di avversità metereologiche. Le applicazioni perimetrali esterne hanno il vantaggio di ostacolare la migrazione di tutta una serie di infestanti che tentano l’insediamento negli spazi interni dove le risorse sono particolarmente abbondanti.

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MANAGEMENT

Il clima nell’allevamento avicolo: come prevenire lo stress termico nella produzione di uova a terra e free range

Jörg Bohnes, Janett Peschel Big Dutchman International GmbH. Pubblicato nell’edizione special DGS 27/2019.

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Temperatura e umidità elevata: in Germania, durante i mesi estivi, si verificano di tanto in tanto brevi periodi in cui la temperatura e l’umidità sono molto alte. L’anno scorso è stato caratterizzato da un numero insolitamente elevato di questi periodi, spesso anche piuttosto lunghi. Secondo il database climatico globale Meteonorm, la Germania ha avuto in passato una media annuale di 1.000 ore di temperature superiori a 20 °C. Nel 2018 questo valore è salito a 1.800 ore. Inoltre, 16 giorni nel 2018 hanno mostrato valori di entalpia di oltre 67 kJ/kg nell’aria esterna (misurazioni Big Dutchman effettuate da una stazione metereologica a Emstek, distretto di Cloppenburg, Germania). Questo numero elevato di giorni può essere considerato un picco assoluto. Di conseguenza, sorge una domanda:

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MANAGEMENT

se in futuro questi periodi di caldo si verificheranno più spesso, cosa possono fare gli allevatori per proteggere i loro animali dalle conseguenze? Come esseri umani, abbiamo sviluppato diverse strategie per rendere la vita più sopportabile durante le ondate di calore. Indossiamo vestiti leggeri, beviamo molti liquidi, rimaniamo all’ombra, riduciamo il lavoro pesante e utilizziamo condizionatori d’aria. Ma che dire delle ovaiole? Quali opzioni hanno per affrontare queste ondate di calore e in che modo questo influisce sulla loro salute e produttività?

Dissipazione del calore in allevamento Per poter rispondere a queste domande è importante sapere che gli animali non possono sudare. A causa del loro piumaggio, perdere calore attraverso il corpo è difficile. Se hanno troppo caldo, abbasseranno le ali o le allungheranno. La dissipazione del calore attraverso la cresta, i bargigli e le zampe è limitata. La maggior parte del calore lo perdono con la respirazione che fa evaporare l’acqua nei polmoni dissipando il calore nel corpo. Questo processo è chiamato termoregolazione tramite raffreddamento evaporativo. Finché gli animali sono nella loro zona termo neutrale, cioè tra i 16 e i 24 °C, va tutto bene poiché la differenza con la loro temperatura corporea di 41 °C è sufficientemente elevata per poter perdere tutto il calore necessario. Tuttavia, la temperatura esterna non è l’unico fattore da considerare: l’umidità relativa gioca un ruolo importante. Se l’umidità va oltre il 70% con una temperatura di 24-26 °C, la differenza di vapore acqueo tra i polmoni e l’ambiente diminuisce e gli animali devono aumentare il loro tasso di respirazione per poter dissipare il calore. Ciò significa che lasciano la loro zona termo neutrale prima, e lo stress termico inizia a temperature piuttosto moderate. Un indicatore molto chiaro sono gli animali ansimanti. L’ansimare è un segno evidente che il calore è eccessivo. Un aumento del tasso di respirazione richiede inoltre più energia per l’alimentazione e quindi una riduzione delle prestazioni.

Prevedere lo stress termico Il Servizio Metereologico Tedesco (Deutscher Wetterdienst DWD, www.dwd.de) fornisce valori di entalpia da

maggio a settembre e spiega: “L’entalpia indica il contenuto di calore totale dell’aria ed è usata come riferimento per lo stress termico degli animali”. Se il Servizio Meteorologico Tedesco prevede valori di entalpia fino a 67kJ/kg e oltre per l’aria esterna, i valori di entalpia nel capannone saranno di circa 72kJ/kg a causa del calore emesso dagli animali. Questo è già un range critico per loro. Se si verificano temperature o valori di entalpia eccessivi per più giorni consecutivi, gli animali reagiscono aumentando il loro tasso di respirazione. Inoltre mangeranno meno per alleviare lo stress sul loro metabolismo. Tutto ciò porterà alle seguenti conseguenze negative: • maggior assunzione di acqua a causa dell’ansimare; • ridotto apporto di mangime per alleviare lo stress sul metabolismo; • minori prestazioni di deposizione; • qualità inferiore del guscio delle uova; • lettiera umida a causa dell’eccessivo apporto di acqua; • aumento della mortalità. Cosa possiamo fare – al momento giusto e a scopo precauzionale – per mantenere il benessere delle ovaiole e quindi la loro produttività durante le ondate di calore?

Aspetti strutturali Alcuni fattori dovrebbero essere considerati già durante la fase di progettazione del nuovo capannone. Il nuovo edificio deve avere un’altezza sufficiente per realizzare un buon volume d’aria e deve avere un buon isolamento. Questo, non solo aiuta d’inverno, ma impedisce che l’aria all’interno si riscaldi durante l’estate, oltre a evitare che le radiazioni solari colpiscano gli animali provocando un ulteriore stress termico. Altro punto focale è l’ombreggiatura del capannone, soprattutto per le finestrelle. Anche le aree asfaltate contribuiscono al riscaldamento dell’aria intorno all’allevamento. Piantare alberi e cespugli contribuirà a raffrescare l’aria in entrata nel capannone.

Ventilazione Per una climatizzazione ideale all’interno degli allevamenti, soprattutto in quelli a ventilazione forzata, è necessario installare un sistema di ventilazione moderno e ampio con la relativa tecnologia di controllo.

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MANAGEMENT

©Big Dutchman

Le odierne razze di ovaiole hanno un potenziale di rendimento genetico molto elevato; è per questo che, oltre alla necessità di autoconservazione, è richiesto loro di fornire elevate performance. Ciò significa che le razze attuali producono grandi quantità di calore, vapore acqueo e anidride carbonica. I tassi di ricambio dell’aria elencati nella norma DIN 18910 sono di solito sufficienti a dissipare il calore corporeo degli animali, ma non nelle calde giornate estive; in tali giorni, per raffreddare sufficientemente gli animali, è necessaria una portata d’aria non inferiore a 4.5 m3 all’ora per kg. Il tasso di ricambio dell’aria deve soddisfare questo requisito. Consigliamo, pertanto, di installare un sistema di ventilazione estiva con ampie prese d’aria (Foto 1).

il capannone raggiungendo la massima velocità, causando il windchill (raffrescamento tramite ventilazione). Questo effetto può essere ottenuto installando gruppi di camini sul tetto (Foto 2, a sinistra) o la torre di scarico (Foto 2, a destra).

Misurazione e percezione non sono la stessa cosa Il fenomeno del windchill è la differenza tra la temperatura misurata dell’aria e quella percepita in funzione della velocità della stessa. Se la temperatura dell’aria è inferiore alla temperatura corporea delle ovaiole, circa 41 °C, gli animali saranno in grado di dissipare il loro calore nell’ambiente. Questa perdita di calore aumenterà con l’aumentare della velocità dell’aria. Di conseguenza, gli animali percepiranno l’aria più fresca di quanto non lo sia in realtà. Se le temperature continuano ad aumentare, il windchill non funzionerà più perché la differenza di temperatura sarà troppo poca. L’aria, ad una temperatura di 40 °C non si raffredda più, ma continua a scaldare gli animali.

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Foto 1 – Sistema di ventilazione estiva con ampie prese d’aria (serrande).

Oggi è una scelta comune aggiungere al sistema di ventilazione prese d’aria a parete per far entrare aria fresca e camini per l’estrazione dell’aria esausta posizionati sul tetto. In questo caso, per almeno due terzi dell’ambiente, il tasso di ricambio d’aria dovrebbe essere progettato come ventilazione longitudinale, poiché quest’ultima crea la maggior parte dei movimenti d’aria (Diagramma).

Foto 2 – Estrazione centrale dell’aria esausta tramite camini (sinistra) ed estrazione tramite la torre di scarico.

Raffreddamento con acqua

Diagramma – Schema dell’estrazione centrale dell’aria esausta tramite camini.

Per i nuovi capannoni, è opportuno installare il cosiddetto sistema di ventilazione CombiTunnel. Se le temperature superano i 25 °C in una calda giornata estiva, il computer climatico passerà dalla ventilazione trasversale a quella a tunnel. Tutta l’aria fresca scorrerà longitudinalmente lungo

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La soluzione tecnica finale da valutare a questo punto è il raffreddamento con acqua. Nelle regioni con clima caldo, il sistema di raffreddamento PadCooling è molto comune. L’aria fresca e calda che entra nel capannone, con la ventilazione a pressione negativa, passa prima attraverso pannelli di cellulosa o di plastica, viene umidificata dall’acqua diventando più umida e fredda, per poi entrare nell’allevamento. In combinazione con il concetto di ventilazione a tunnel, questo porta a un effetto di raffreddamento molto efficiente che garantisce un buon clima nel capannone anche in caso di caldo estremo.

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MANAGEMENT

Un altro sistema per raffreddare l’aria è la nebulizzazione. Questo sistema è già in uso negli allevamenti di broiler. Per le voliere, la tecnologia è ancora ai primi passi, perché si teme che la lettiera e la voliera stessa diventino troppo umide. Tuttavia, non ci sono problemi con l’installazione di questo sistema nei giardini d’inverno. Prima che l’aria fresca proveniente dai giardini d’inverno entri nel capannone, attraverso le finestrelle a parete, sarà raffreddata tramite nebulizzazione.

un sufficiente ricambio d’aria, è essenziale costruire capannoni con giardini d’inverno più alti possibile. Il tetto del capannone e del giardino d’inverno devono essere isolati così che il calore non possa accumularsi nel sottotetto. Anche l’ombra e il verde intorno al capannone possono essere d’aiuto in questo senso. Il free range dovrebbe avere aree ombreggiate sufficienti anche per gli animali. Ha senso anche dare un’occhiata a zone che spesso hanno temperature elevate. In Australia, i capannoni free

Produzione uova free range

Anche in questo caso si raccomanda una ventilazione estiva supplementare, realizzata mediante l’installazione di grandi prese d’aria (serrande) in testata. Per garantire

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I capannoni per la produzione di uova free range devono essere considerati separatamente a causa delle loro differenze strutturali. Un sistema classico a pressione negativa non può essere attuato completamente in quanto non è possibile creare una pressione negativa stabile con gli uscioli. Invece, i sistemi a pressione bilanciata, con camini d’aria fresca, stanno diventando abbastanza comuni.

Foto 3 – Uso di ventilatori per il ricircolo dell’aria in combinazione con sistema di nebulizzazione in un capannone free range in Australia.

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MANAGEMENT

range con ventilazione naturale sono spesso dotati di ventilatori, per il ricircolo dell’aria, posti ad una distanza che va dai 10 ai 15 m. Questi ventilatori creano il windchill semplicemente soffiando aria sugli animali. A partire da temperature di 32 °C viene installato in aggiunta anche il sistema di nebulizzazione.

Misure di gestione Se tutti i parametri relativi alla tecnologia costruttiva e climatica sono stati considerati e ottimizzati, ci sono alcune misure di gestione che l’allevatore può adottare per ridurre al minimo lo stress termico degli animali. 1. Azionare la ventilazione al massimo livello durante la notte Se le temperature scendono durante la notte o la mattina presto, arieggiate bene il capannone che, in questo modo, può raffrescarsi; gli animali saranno così in grado di dissipare il calore del proprio corpo all’aria molto più fresca e rilassarsi. 2. Controllare quotidianamente l’aria fresca e quella esausta Assicurarsi che tutte le prese d’aria, i ventilatori e i camini funzionino correttamente ogni giorno. I depositi di polvere, le foglie o le ragnatele davanti alle prese d’aria aumentano la pressione per i ventilatori e quindi diminuiscono la portata d’aria. 3. Controllare quotidianamente il peso degli animali Durante le ondate di calore, è del tutto normale che gli animali riducano il loro apporto alimentare da 130 grammi a soli 120 grammi. Questo può portare a una riduzione del peso delle uova e a un leggero calo delle prestazioni di deposizione. La perdita di peso, tuttavia, può causare problemi. Questo può accadere se le prestazioni di deposizione non ritornano alla normalità anche dopo la fine dell’ondata di calore. Tenete d’occhio il peso degli animali fin dall’inizio in modo da risolvere il prima possibile. Installate la bilancia per pesare gli animali nel capannone, in modo che sia sufficiente un’occhiata al computer di produzione per sapere con certezza cosa stia accadendo. Se notate pesi più bassi è possibile spostare la fase di alimentazione durante le prime ore del mattino. Le temperature a quest’ora del giorno sono un po’ più basse e gli animali saranno più affamati. Controllate la composizione

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del mangime e aggiungete vitamine se necessario. Il vostro consulente alimentare sarà sicuramente in grado di aiutarvi. 4. Controllare quotidianamente il consumo di acqua La prossima misura di gestione riguarda l’assunzione di acqua che, con la rispettiva tecnologia, è facile da misurare. Nelle giornate calde, il consumo di acqua è maggiore; ciò significa che deve essere disponibile una quantità sufficiente di acqua fresca. È un’idea buona e sensata quella di investire in un sistema di risciacquo automatico. I batteri e altri germi tendono a proliferare nell’acqua stantia. Il consumo di acqua è di solito di circa 200 ml a capo al giorno. Se questo valore aumenta significativamente gli effetti possono essere negativi. Oltre a giocare di più con l’acqua, gli animali possono anche bere troppo, il che porta a escrementi quasi liquidi. Un rapporto mangime/acqua di 1:1,8 è normale, ma può salire a 1:4 sotto stress termico. Gli spruzzi d’acqua e la pollina umida, con un contenuto di materia secca di appena il 18% causano tuttavia lettiera umida, aumentando le emissioni di ammoniaca e l’umidità generale nel capannone. Dovrete utilizzare tassi di ventilazione elevati per cercare di asciugare il più possibile. 5. Regolare il programma di illuminazione L’alimentazione, l’approvvigionamento idrico e la deposizione possono essere controllati, almeno in parte, con un programma di illuminazione configurato appositamente per i mesi estivi. Usando un moderno computer di controllo è possibile modificare i ritmi degli animali alle prime ore del mattino.

Conclusione Guardando indietro alla scorsa estate, possiamo dire che, soprattutto negli allevamenti più recenti, tutto è andato bene – questa volta. Nella maggior parte dei casi, le temperature sono state molto elevate, ma l'umidità relativa è stata relativamente bassa. Gli allevatori che utilizzano la ventilazione a tunnel hanno riferito che “...le prestazioni di deposizione sono state un po' più basse, e la bolletta elettrica due volte più alta. Ma la mortalità non è aumentata e i nostri animali hanno resistito abbastanza bene al caldo”. Per essere preparati bene per la prossima estate, ricordate il motto “ogni grado conta”! Pensate anticipatamente a ciò che voi, come allevatori, potete fare per affrontare la prossima estate rendendola priva di stress per gli animali.

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MANAGEMENT

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©Craigard Croft

NUTRIZIONISTICA

Microalghe nella dieta delle ovaiole per creare uova funzionali e ricche di DHA Gli alimenti funzionali sono diventati sempre più richiesti nell'industria alimentare, per la domanda di alimenti più sani sui banchi dei supermercati. Secondo la Academy of Nutrition and Dietetics, un alimento funzionale viene definito come “un alimento che ha benefici aggiuntivi, in grado di ridurre rischi di malattie e di promuovere la salute”.

C. Chadha, A. Naylor, A. Tsappis.

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Le uova possono essere commercializzate come alimento funzionale, poiché sono considerate sempre più parte di una dieta sana. Quelle arricchite consentono di aumentare il livello di assunzione di micronutrienti utili per la salute, senza dover modificare in modo significativo le proprie abitudini alimentari. Il consumatore, infatti, acquista, cucina e mangia le uova nello stesso modo delle altre, semplicemente sceglie un marchio arricchito.

- nutrizionistica -


NUTRIZIONISTICA

Il DHA è un acido grasso omega-3 essenziale Gli omega-3 PUFA (acidi grassi polinsaturi) sono noti per i benefici alla salute. La famiglia degli acidi grassi essenziali fornisce all’ospite un beneficio sanitario. Nella famiglia degli omega-3 esistono 3 tipo di acidi grassi: alfa linolenico (ALA), eicosapentaenoico (EPA) e docosaesaenoico (DHA).

L’olio di pesce è il supplemento più noto di omega-3 a lunga catena PUFA, ma è insostenibile, a causa dell’eccesso di pesca (in area australiana, ndr) che sta causando svuotamenti delle riserve ittiche di pesce, portando alla crescente ne-

cessità nel settore di trovare nuove fonti. Ma tale necessità deve essere anche sostenibile per l’ambiente e usare risorse naturali in modo efficiente. La sicurezza del consumatore è stata evidenziata dai media quando livelli di policlorobifenili (PCB), associati al cancro, sono stati ritrovati in alcuni supplementi.

Alghe come fonte di PUFA Le alghe stanno acquistando maggior considerazione per il loro utilizzo nell’industria del mangime e come alimento dell’uomo, poiché

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Ciascuno di questi acidi grassi omega-3 è considerato essenziale. Non tutti però gli omega-3 sono creati uguali. DHA è il più importante dei 3, ed è responsabile dei benefici che di solito sono associati al cibo con omega-3, e ai supplementi. ALA è a catena corta, è fonte di energia e fa parte della costruzione di EPA e DHA. Solitamente deriva dal seme e dall’olio di lino nelle diete zootecniche, e quindi viene spesso promosso come omega-3 negli alimenti, in gran parte per il basso costo e la disponibilità abbondante. Mentre questo funge da fonte energetica, la sua relativa incapacità di essere convertita dall’organismo in DHA significa che i suoi benefici per la salute sono minimi. L’EPA è un acido grasso omega-3 a catena lunga, importante per la salute generale. Gli esseri umani hanno una limitata capacità di convertire nella dieta l’ALA in EPA e DHA cruciale, tuttavia l’efficienza della conversione è molto bassa – meno del 1% – e l’assunzione dietetica di EPA, e in particolare DHA, è necessaria per mantenere quantità sufficienti nel corpo. DHA è omega-3 essenziale, e lo si trova frequentemente in pesci selvatici (come salmoni e sgombri) che si cibano di alghe marine. La forma attiva di omega-3 essenziali, in par-

ticolare DHA, nelle diete umane, gioca un ruolo importante durante la gravidanza e lo sviluppo precoce del bambino. Negli adulti, livelli bassi di DHA ed EPA sono stati associati a tassi minori di malattie coronariche, aritmie, aterosclerosi, infiammazione, diabete e cancro (come quello del seno, prostata e colon).

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NUTRIZIONISTICA

sono una fonte molto sostenibile di proteine e DHA. Inoltre, il contenuto di omega-3 nei pesci ha origine dal consumo diretto delle alghe o di altre creature che si nutrono di quest’ultime. Le alghe sono un gruppo diversificato di organismi semplici, che vanno dalle forme unicellulari a forme pluricellulari, come il Kelp gigante. L’uso di alghe, come fonte di PUFA, sta aumentando a livello globale e nuove ricerche valutano i potenziali benefici per la farmacologia e l’alimentazione umane. Le microalghe comprendono diverse alghe microscopiche, che crescono nell’ambiente marino o nelle acque fresche, e che convertono acqua e anidride carbonica in biomassa e ossigeno, in presenza della luce solare. La maggior parte della produzione commerciale di microalghe avviene in modo auto-trofico, in piste o stagni circolanti all’aperto. In condizioni di sviluppo autotrofico, le microalghe usano l’energia solare per fissare il diossido di carbonio, loro fonte, in idrocarburi con ossigeno e prodotti di scarto, come prodotto finale. Comunque, tali sistemi sono soggetti a diversi svantaggi, quali la contaminazione aerea e ricontaminazioni di filiera. La crescita dello zooplancton e altre specie, sono ugualmente in gra-

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do di inquinare e spoliare tale sistema aperto. L’altro metodo di produzione commerciale nella produzione di alghe è il sistema eterotrofo. Le specie eterotrofe ottengono la loro energia dai composti organici del carbonio. Eliminando la luce dal processo di produzione, qualsiasi fermentatore (come quelli utilizzati per la produzione di medicinali, bevande e additivi alimentari) può essere utilizzato per la crescita eterotrofica delle alghe. Il metodo eterotrofico mantiene un sistema controllato chiuso che fornisce un prodotto più coerente, tracciabile e puro. Manipolando le proprietà fisiche e chimiche del mezzo culturale, diverse specie di microalghe possono produrre e accumulare livelli più elevati di acidi grassi specifici. Varietà specifiche di microalghe a crescita eterotrofica contengono quindi grandi quantità di acido eicosapentaenoico di alta qualità (EPA) e acido docosaesaenoico (DHA).

Produzione di uova omega-3 DHA Diversi studi internazionali hanno esaminato il miglioramento della composizione in acidi grassi, nutrendo le

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NUTRIZIONISTICA

ovaiole con diete che contenevano la microalga Schizoctrium (All-G-Rich®). Tali studi sono stati eseguiti per dimostrare la capacità di migliorare il contenuto in DHA nelle uova, per animali, allevatori, consumatori e ambiente. L’aggiunta di una fonte di DHA nelle diete animali può aumentare naturalmente i livelli di DHA nei prodotti alimentari, fornendo ai consumatori un modo per aumentare l’assunzione giornaliera di DHA per sostenere la salute e il benessere generale della persona. La fornitura dietetica di All-G-Rich® può influenzare il contenuto di DHA dell’intero uovo, consentendo alle uova di avere un contenuto di DHA di circa 2,5 volte superiore alla norma. Sono stati fatti due studi presso la Kentucky University. Il primo ha utilizzato Hy-Line 288 di 36 settimane di vita, con 12 repliche e 6 soggetti per unità. Le uova sono state campionate dopo 4 settimane, con controllo e monitoraggio delle performance per 16 settimane. Il trattamento ha incluso una dieta a base mais-soia commerciale, con 0, 0,5, 1 e 2% di All-G-Rich®. Il contenuto in DHA rilevato in questa prova ha coinciso in modo lineare con l’aggiunta dietetica di All-G-Rich®. Nel secondo test, si è usato Hy-Line 120 di 36 settimane, con 6 repliche di 5 soggetti per unità. Le uova sono state campionate a 4 settimane. I trattamenti hanno incluso diete commerciali mais soia più 0, 1, 2 o 3% All-G-Rich ®. Le performance delle ovaiole, misurate durante questo test, non hanno portato ad alterazioni dal trattamento. Le variazioni della composizione in acidi grassi delle uova arricchite DHA, non alterava le qualità sensoriali o di conservazione delle uova. Le uova sembravano, alla cottura e all’assaggio, come quelle convenzionali, con un aroma sensibilmente migliore nelle valutazioni sensoriali.

Non si è notata riduzione di efficienza nella produzione di uova arricchite DHA, rispetto alle uova convenzionali. Le uova arricchite DHA, possono quindi essere vendute come fonte alternativa al pesce. La capacità di arricchire le uova con DHA, consente all’industria avicola l’opportunità unica di produrre uova innovative, di qualità, e con valore aggiunto. Il concetto coreano di YaShikDongWon correla alimento e medicina alla medesima origine. Tale nozione non è mai stata così importante come oggi, e sottolinea l’importanza di cibi funzionali per scopi di prevenzione e terapeutici, correlati alla salute. I concetti di salute e benessere in tutto il mondo stanno accelerando dalla convergenza globale all’aumento delle importazioni e delle esportazioni di ingredienti. Gli alimenti funzionali hanno fatto parte di tutto questo e i progressi nel cibo moderno, supportati da test scientifici, hanno ottenuto l’approvazione pubblica.

Conclusioni La richiesta del consumatore di prodotti alimentari di qualità è aumentata, e l’interesse nelle uova arricchite di DHA omega-3 polinsaturi fa parte di questo processo. Questa è un’ottima soluzione per valorizzare le uova per il consumatore attento. Le alghe stanno acquisendo attenzione per la loro applicazione nelle industrie alimentari, come fonte sostenibile di proteina e omega-3 DHA. La bibliografia è disponibile su richiesta Tratto dai lavori del 2019 Australian Poultry Science Symposium

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VETERINARIA

Bronchite infettiva: virus classici e varianti

Epidemiologia, diagnosi e strategie di controllo

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Dopo l’Influenza Aviaria e la malattia di Newcastle, il virus della Bronchite infettiva aviaria (IBV) è una delle cause principali di malattie respiratorie. Questo virus causa anche infezioni renali, riproduttive, e insieme ad altri patogeni, può portare a forme più gravi. I danni ai sistemi respiratorio, riproduttivo e renale portano a perdite economiche a causa del cattivo stato sanitario, produttivo e di benessere dei soggetti. Le perdite da IBV vengono controllate con vaccini vivi e inattivati.

K. Ganapathy – University of Liverpool, Institute of Infection and Global Health & School of Veterinary Science.

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- veterinaria -


VETERINARIA

Il virus della Bronchite infettiva aviaria (IBV) continua a essere un pericolo per l’industria avicola mondiale, specialmente quando emergono ceppi varianti. Questo articolo vuole sottolineare alcuni aspetti importanti dell’epidemiologia della IBV, le variazioni nella malattia causate da vari ceppi, lo stato delle metodiche diagnostiche disponibili e le strategie attuali per controllare e prevenire il virus a livello globale.

Per il controllo delle perdite produttive causate da IBV, sono disponibili vaccini sia vivi che inattivati. Anche se lo sviluppo di nuovi vaccini vivi crea condizioni ideali per l’emergere di nuovi ceppi varianti di IBV, ancora non è possibile farne per le singole varianti. Vaccini vivi più usati al mondo sono il Mass, 793B, D274 , QX, pochi vaccini regionali, e vaccini inattivati di M41, D274 e QX.

Introduzione La IBV causa malattia respiratoria, renale e riproduttiva, portando al peggioramento del benessere dei soggetti oltre a perdite economiche e produttive. Con le tecniche tradizionali e molecolari, sono state identificate diverse varianti in tutto il mondo, oltre ai noti ceppi classici. In genere, i virus IBV possono essere divisi in 3 categorie principali: • ceppi classici; • ceppi varianti di importanza globale; • ceppi varianti di importanza regionale. Le ragioni della nascita di così tanti genotipi sono poco chiare ma pare che l’RNA abbia dei punti di mutazione, o ricombinazione, che consentono l’emergere di nuovi genotipi. Oltre al virus Massachusetts (Mass), i ceppi a impatto globale attualmente sono 793B, QX e Q1. Quasi ogni Paese ha la propria tipo di IBV, ricordiamo per esempio: Arkansas, Delaware e California, in USA; IS/885/00 e I/S1494 (variante 2) sono frequenti in Medio Oriente; BR1 e BR2 in Brasile; It-02, D1466 e B1648 in Europa; genotipo I, II e III in Corea; LDL, BJ e LDT3 in Cina.

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VETERINARIA

“In generale, la gravità della malattia varia a seconda della virulenza e del dosaggio del ceppo, agenti secondari, età del gruppo, stato immunitario dell’ospite, da fattori di gestione e ambientali.” È stato sperimentato che un insieme di vaccini, classici e varianti, sono capaci di aumentare e allargare la protezione, sia verso ceppi classici che verso varianti di IBV. In attesa che la biotecnologia studi dei nuovi vaccini, vengono utilizzate vaccinazioni strategiche con ceppi eterologi classici e varianti vivi, insieme a vaccini spenti. A oggi, questa è considerata la migliore opzione per molti allevatori.

Epidemiologia globale Nel 1936, l’agente causale di forma respiratoria è stato denominato virus della Bronchite infettiva (IBV) del ceppo Mass. Da allora, diversi ceppi di IBV, divergenti dal Mass, sono stati identificati, tramite la sieroneutralizzazione, in

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nuove classi e sierotipi (Connecticut, Arkansas, D388). Negli anni ’90, la disponibilità di tecniche molecolari ha consentito di fare anche una genotipizzazione. La facilità di uso, velocità, sensibilità e specificità dei test consente oggi una genotipizzazione di IBV a livello globale. IBV è un virus a singola elica di RNA, con envelope e 4 proteine strutturali: lo spike (S), le glicoproteine di membrana (M), una piccola proteina di envelope di membrana (E), e la proteina del nucleocapside interno (N). La proteina S consiste di due subunità, la S1 ed S2. La S1 ha un ruolo importante nell’induzione e nel rilascio di anticorpi neutralizzanti e inibenti l’emoagglutinazione (HI). A oggi, più che tutto S1 o la sequenziazione completa del genoma, la maggior parte dei laboratori di ricerca

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VETERINARIA

esegue solamente l’amplificazione e il sequenziamento delle parti del gene S1 utili per la genotipizzazione. Grazie all’epidemiologia, questi risultati hanno una notevole applicazione pratica e qui ci concentriamo sulla distribuzione globale dei ceppi IBV. Sulla base della sierotipizzazione e genotipizzazione, la popolazione attuale di IBV può essere raggruppata in 3 segmenti principali: • ceppi classici: di base Mass correlati e presenti a livello globale; • ceppi varianti: anche questi, diffusi globalmente (come QX e Q1);

riproduttive più gravi di altri. Vi sono state solo poche eccezioni: alcuni ceppi isolati tendevano a dare sintomi e patologie in tessuti diversi da quelli tradizionali. Per esempio, IBV 729B causa miopatia pettorale profonda; OX è associato a proventricolite; altri studi hanno associato IBV con la sindrome della testa gonfia ed enterite. In generale, la gravità della malattia varia a seconda della virulenza e del dosaggio del ceppo, agenti secondari, età del gruppo, stato immunitario dell’ospite, da fattori di gestione e ambientali.

Confronto fra diagnosi tradizionale e molecolare La diagnosi clinica di IBV è difficile, poiché sintomi e patologie sono simili a quelli prodotti da altre malattie. Anamnesi, valutazione clinica e patologica vanno valutate insieme a un’appropriata raccolta di campioni per dimostrare la presenza di antigeni o anticorpi. Per rilevare l’antigene, si prova a trasmettere il virus in uova embrionate SPF, o su coltura da trachea. In anni recenti, il mezzo più usato per rilevare il virus IBV è stata la PCR.

varianti regionali, importanti in certe regioni o Paesi (Arkansas, California e quanto sopra elencato); le ragioni principali della nascita di questi ceppi varianti sembrano la mutazione o le ricombinazione, quando più di un genotipo infetta la stessa cellula.

Cambiamento nella manifestazione (o gravità) della malattia La prima descrizione della malattia da IBV fu fatta da Schalk nel 1913, con sintomi e patologia riguardanti prevalentemente la respirazione. Successivamente, negli anni ’60, si iniziarono a scoprire patologie renali. Nelle ovaiole alcuni ceppi possono portare a un calo di deposizione e di qualità delle uova. In seguito, diversi studi, che usavano differenti isolati di IBV, hanno scoperto patologie assai simili. Le uniche differenze evidenziate sono state il tropismo dei nuovi ceppi isolati: alcuni di questi hanno causato malattie respiratorie, renali o

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“Nel controllare la protezione verso i ceppi virulenti di IBV, pare che le IGA lacrimali e la popolazione di CD8 della trachea siano stati identificati come importanti indicatori dell’immunità. Per una diagnosi efficiente, nelle regioni e negli allevamenti endemici, la cosa migliore è usare un insieme di sierologia e rilevazione di virus mediante PCR, isolamento e genotipizzazione” Successivamente, il derivato della PCR è stato analizzato, per determinare il genotipo. In molti casi, ciò consente l’identificazione del genotipo, e di differenziare, fino ad un certo punto, virus vaccinali rispetto a quelli selvaggi. L’evidenza di risposta immunitaria è confermata tramite la rilevazione di anticorpi umorali, grazie al test ELISA e all’inibizione di emoagglutinazione (HI); si è usato poi anche la virus-neutralizzazione. Nel controllare la protezione verso i ceppi virulenti di IBV, pare che le IGA lacrimali e la popolazione di CD8 della trachea siano stati identificati come importanti indicatori dell’immunità. Per una diagnosi efficiente, nelle regioni e negli allevamenti endemici, la cosa migliore è usare un insieme di sierologia e rilevazione di virus mediante PCR, isolamento e genotipizzazione.

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Misure preventive Esistono 3 elementi principali per il controllo e la prevenzione delle perdite da IBV: gestione, biosicurezza e vaccinazione. Le prime due sono basilari, poiché un ambiente deve essere esente da virus IBV e, soprattutto, consentire la crescita di gruppi sani e con buona immunità. Una volta che questo aspetto è stabilito, si forma uno scudo immunitario nel gruppo (o nei gruppi) di riproduttori, ovaiole e broiler, attraverso l’uso appropriato di vaccini vivi o inattivi. Per un programma di vaccinazione IBV efficiente, si dovrebbe collegare la protezione immunitaria dei gruppi di riproduttori a quello di ovaiole e broiler. È essenziale ricordare che ciò che fornisce protezione verso le perdi-

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1 Ikegami, S., Tsuchihashi, F., Harada, H. et al. 1990. “Effect of Viscous Indigestible Polysaccharides on Pancreatic-Biliary Secretion and Digestive Organs in Rats.” Journ. of Nutrition. 120: 353-360. 2 Geniec, N.O., Alei, F., and Klasing, K. 2015. “Effect of Hemicell HT Enzyme on the Immune System of Chickens and their Performance.” International Poultry Scientific Forum. 3 Elanco Animal Health. Data on file.

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te causate da IBV è lo sviluppo immunitario del gruppo. Nell’induzione di questo sviluppo, vanno considerati due fattori: • la protezione verso i ceppi di IBV; • il tipo di vaccino vivo e inattivo che può indurre tale immunità. Per quanto riguarda la valutazione delle vaccinazioni verso IBV, seguendo le vaccinazioni e le infezioni, la maggior parte degli studi si concentra su come dimostrare l’essenza dalla malattia (ovvero sintomi clinici e lesioni microscopiche), perdite di produzione e riduzione della concentrazione dell’antigene. Gli studi a tutt’oggi hanno dimostrato che le vaccinazioni eterologhe strategiche portano a una maggiore protezione, sia verso i virus classici che varianti. Chabra ha dimostrato che l’incremento della protezione derivava principalmente dalle IgA nelle lagrime e nelle cellule CD8 nelle sezioni tracheali.

Conclusioni Storicamente la maggior parte degli apparati colpiti da virus classici e varianti restano i medesimi: respiratorio e urinario. Comunque, la gravità della malattia varia a se-

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conda del genotipo e alcuni hanno un impatto più grave su alcuni sistemi. Pare che l’emergere delle varianti IB-Vs sia inevitabile, poiché IBV è un virus RNA, che tende a subire mutazioni puntiformi e possibili eventi di ricombinazione. Ciò viene incoraggiato dai complessi sistemi di produzione del soggetto, e spesso da un uso inappropriato dei vaccini e dei programmi vaccinali che forniscono solo un’immunizzazione parziale. I miglioramenti gestionali e di biosicurezza, che sono essenziali, devono essere integrati da appropriate strategie vaccinali. È consigliabile l’inclusione di più di un genotipo di vaccino, sia vivo che spento. Un ceppo vaccinale strettamente correlato al IBV circolante andrebbe sempre incluso nel programma vaccinale, per avere una risposta più precisa. Il controllo della IBV tramite la vaccinazione va coordinato, poiché i programmi dei riproduttori sono quelli che hanno la maggiore influenza sui vaccini e le strategie scelte successivamente, sia nelle ovaiole che nei broiler. Ad oggi, la vaccinazione IBV si basa ancora sui vaccini convenzionali, sia vivi che inattivi, e ciò continuerà fino a che l’innovazione biotecnologica non garantirà esiti e protezione maggiori. Bibliografia disponibile su richiesta Tratto dei lavori del 25° World Poultry Congress, 2016

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AGENDA 2019

5 ~ 7 dicembre AgriLivestock Myanmar Livestock, Feed and Agriculture Industry Exhibition and Conference Myanmar Expo Hall, Yangon Myanmar Per informazioni: AMB TARSUS MYANMAR PTE LTD Unit 805, 8th Floor, Hill Top Tower, Hninzigone Street,  Ahlone Township, Yangon, Myanmar  Contatto: Ms. ThuThu Tel.: 01-2301311/12 (Ext - 2075)  Email: thuthu@ambtarsus.com

Abu Dhabi National Exhibition Centre Khaleej Al Arabi Street, Abu Dhabi, Emirati Arabi

Email: panadda@vnuexhibitionsap.com Zhenja Antochin Tel.: +31(0)6 8379 9693

Per informazioni: VIV worldwide VNU Exhibitions Europe P.O.Box 8800 - 3503 RV Utrecht, Paesi Bassi Tel.: +31 (0) 30 295 2999 Email: viv.mea@vnuexhibitions.com

Bangkok International trade

Abu Dhabi National Exhibitions Company Khaleej Al Arabi Street - P.O. Box 5546 Abu Dhabi, Emirati Arabi Tel.: 800 23632 and international: Tel.: +971 (0) 2 444 6900 Fax: +971 (0) 2 444 6135 Web: www.adnec.ae

and Exhibition Centre (BITEC) 88 Bangna-Trad Road, Bangna, Prakanong, Bangkok 10260 Tailandia Tel.: +66 (0) 2 726 1999 e

+66 (0) 2 366 9797

Fax: +66 (0) 2 726 1939 (Sales Office) Web: www.bitec.net

25 ~ 27 marzo 7° Mediterranean Poultry Summit Cordova, Spagna Per informazioni: Mr C. Garcés Narro Universidad Cardenal Herrera - CEU

2020 16 ~ 19 febbraio 31° Annual Australian Poultry Science Symposium Sheraton on the Park, Sydney The University of Sydney, Australia 456P+HW Camperdown, Nuovo Galles del Sud, Australia

17 ~ 19 marzo

C/ Tirant Lo Blanc, 7

49° annual Midwest Poultry Federation (MPF) Convention

Spagna

Minneapolis Convention Center Downtown Minneapolis, Minnesota, USA

Email: cgarces@uchceu.es

Per informazioni: Lara Durben Email: ldurben@midwestpoultry.com Web: www.midwestpoultry.com

16 ~ 20 agosto

24 ~ 26 marzo

9 ~ 11 marzo

Trade show & forum focusing on feed, pharma & genetics in the animal protein production Bitec, Bangkok, Tailandia

ADNEC

World's Poultry Congress 2020 Palais de Congrès Paris, Francia Per informazioni:

Per informazioni: Jo Ann Geist Tel.: +61 (0) 2 93511656 Email: jo-ann.geist@sydney.edu.au

VIV-MEA International trade show from feed to food for the Middle East and Africa

46115 Alfara del Patriarca (Valencia)

VICTAM Asia and VIV Health & Nutrition Asia 2020

Per informazioni: Panadda Kongma Tel.: +662 670-0900 Ext. 204

Email: wpsafrance@wpsa.fr Web: www.wpcparis2020.com

17 ~ 20 novembre EuroTier 2020 Hannover Exhibition Grounds Hannover, Germania Per informazioni: Web: www.eurotier.com/en/contact


GUIDA INTERNET Albitalia infotecniche@albitalia.com www.albitalia.com ABVista alessandro.schienoni@garzantispecialties.it www.abvista.com Agritech agritech@agritech.it www.agritech.it Ali Lohmann info@lohmann.it www.alilohmann.com Aviagen info@aviagen.com www.aviagen.com Aviagen Turkeys Ltd turkeysltd@aviagen.com www.aviagenturkeys.com Aza International info@azainternational.it www.azainternational.it Babolna TETRA tetrakft@babolnatetra.com www.babolnatetra.com Barbieri Belts info@barbieri-belts.com www.barbieribelts.com Bayer HealthCare www.bayer.com Big Dutchman italia@bigdutchman.com www.bigdutchman.it Biochem info@biochem.net www.biochem.net Carfed Headquarters info@carfed.ch www.carfed.ch Carfed Italian Branch info@carfed.it www.carfed.it Cizo info@cizo.it www.cizo.it/it/home-it Cobb Europe info@cobb-europe.com www.cobb-vantress.com Codaf info@codaf.net www.codaf.net Corti Zootecnici s.r.l. info@cortizootecnici.com www.cortizootecnici.com DSM Nutritional Products info@dsm.com www.dsm.com Elanco italia_elanco@elanco.com www.elanco.com EuroTier eurotier@dlg.org www.eurotier.com Eurosilos SIRP contatti@eurosilos.it www.eurosilos.it Facco Poultry Equipment facco@facco.net www.facco.net FIEM fiem@fiem.it www.fiem.it Fiera di Forlì info@fieravicola.com www.fieravicola.com FierAgricola Verona info@veronafiere.it www.veronafiere.it Gasolec sales@gasolec.com www.gasolec.com GI-OVO B.V. sales@gi-ovo.com www.gi-ovo.com Giordano Poultry Plast info@poultryplast.com www.poultryplast.com Hendrix Genetics info@hendrix-genetics.com www.hendrix-genetics.com Hubbard contact.emea@hubbardbreeders.com www.hubbardbreeders.com Hy-Line International info@hyline.com www.hyline.com Impex Barneveld BV info@impex.nl www.impex.nl Intracare info@intracare.nl www.intracare.nl Jansen Poultry Equipment info@jpe.org www.jpe.org Lubing System info@lubing.it www.lubingsystem.com Marel Poultry info.poultry@marel.com www.marel.com/poultry-processing Mbe Breeding Equipment info@mbefabriano www.mbefabriano.it MS Technologies sales@MSTegg.com www.MSTegg.com Newpharm info@newpharm.it www.newpharm.it Officine Meccaniche Vettorello luciano@officinevettorello.it www.officinevettorello.com Omaz srl omaz@omaz.com www.omaz.com Pas Reform info@pasreform.com www.pasreform.com Petersime N.V. info@petersime.com www.petersime.com Prinzen BV info@prinzen.com www.prinzen.com Roxell info@roxell.com www.roxell.com Reventa info@reventa.de www.reventa.de Schropper office@schropper.at www.schropper.at Sime-tek info@sime-tek.com www.sime-tek.com Ska ska@ska.it www.ska.it Space info@space.fr www.space.fr Specht Ten Elsen GmbH & Co. KG info@specht-tenelsen.de www.specht-tenelsen.de Sperotto info@sperotto-spa.com www.sperotto-spa.com Tecno Poultry Equipment info@poultryequipment.com www.poultryequipment.com Tezza tezza@tezza.it www.tezza.it TPI-Polytechniek info@tpi-polytechniek.com www.tpi-polytechniek.com Tri.Vi.Ta. info@tri-vi-ta.com www.tri-vi-ta.com U.S. Poultry & Egg Association info@uspoultry.org www.uspoultry.org Valli info@valli-italy.com www.valli-italy.com Val-co intl.sales@val-co.com www.val-co.com Ventilazione Industriale info@amboso.com www.ventilazioneindustriale.it VDL Agrotech info@vdlagrotech.nl www.vdlagrotech.com Vencomatic info@vencomatic.com www.vencomaticgroup.com Victoria victoria@victoria-srl.com www.incubatricivictoria.com VIV Europe viv@vnuexhibitions.com www.viv.net Wolf System mail@wolfsystem.it www.wolfsystem.it

Direttore responsabile Lucio Vernillo Redazione (zootecnica@zootecnica.it): Tania Montelatici, Giulio Pieraccini Amministrazione Marianna Caterino (amministrazione@zootecnica.it) Ufficio Zootecnica International Via Ugo Foscolo 35 50018 Scandicci (FI) Italia Tel.: +39 055 2571891 Fax: +39 055 2571897 Web: w ww.zootecnicainternational.com Registrazione Registrazione Tribunale di Firenze n.3162 Spedizione in A.P. Art.2 comma 20/B legge 662/96 - Filiale di Firenze ISSN 0392-0593 Abbonamento (1 anno / 11 numeri): Italia Euro 26 Abbonamento con Carta di credito o Paypal www.zootecnicainterantional.com Abbonamento con bonifico bancario: 1. Zootecnica International, via Ugo Foscolo, 35 50018 Scandicci (FI) Italia; banca: UNICREDIT, BIC: UNICRITM1OU9 Iban: IT 81 H 02008 38083 000020067507 Art Direction e impaginazione Laura Cardilicchia - ellecigrafica.com Copertina © Denise Vernillo Stampa Nova Arti Grafiche, Firenze

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