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Taishi Chi combatte con il Piccolo Conquistatore; Sun Ce abbatte la Tigre Bianca. -----------------------------------------------------Nell'ultimo capitolo è stato detto che Zhang Fei era in procinto di porre fine alla sua vita con la propria arma a Xuyi. Ma Liu Bei si scagliò in avanti e prese Zhang Fei tra le braccia, strappò via la spada, e la gettò a terra. Liu Bei disse, “Gli antichi avevano un detto. 'I fratelli sono come mani e piedi; le mogli e i figli sono come i vestiti. Puoi ricucire gli abiti strappati, ma chi può riattaccare un arto perduto?'1 Noi tre, presso il Giardino di Pesco, abbiamo giurato di trovare la morte lo stesso giorno. La città è perduta, è vero, e così le mie mogli e i miei piccoli, ma non posso sopportare che moriamo prima che il nostro viaggio sia concluso. Inoltre, Xuzhou non era davvero nostra, e Lu Bu non farà del male alla mia famiglia ma cercherà piuttosto di preservarne l'incolumità. Hai fatto un errore, valido fratello, ma è un errore che vale la morte?” E Liu Bei pianse. I suoi fratelli erano molto commossi, e le loro lacrime caddero per empatia. Appena la notizia del successo di Lu Bu nel catturare la regione del suo protettore giunse a Yuan Shu, quest'ultimo gli inviò promesse di regali di valore per indurlo a unirsi a lui in un ulteriore attacco contro Liu Bei. I regali si dice siano stati cinquantamila carri di grano, cinquecento cavalli, diecimila once d'oro e d'argento, e mille rotoli di seta colorata. Lu Bu abboccò all'amo e ordinò a Gao Shun di far avanzare cinquantamila truppe. Ma Liu Bei udì del minaccioso attacco, quindi fece del tempo inclemente un pretesto per muovere i suoi pochi soldati fuori da Xuyi per Guangling, prima che la forza d'attacco arrivasse. Comunque, Gao Shun chiese la ricompensa promessa attraverso Ji Ling, il quale lo convinse ad attendere, dicendo, “Il mio signore è partito. Concluderò io questa faccenda appena potrò vederlo e prendere questa decisione.” Con questa risposta Gao Shun tornò da Lu Bu, che non riusciva a decidere cosa fare. Quindi giunse una lettera da Yuan Shu: “Sebbene Gao Shun sia andato ad attaccare Liu Bei, Liu Bei non è stato ancora distrutto, e nessuna ricompensa potrà essere data finché egli non sarà effettivamente catturato.” Lu Bu ringhiò a quella che chiamava la rottura della fiducia ed era intenzionato ad attaccare lo stesso Yuan Shu. Tuttavia, il suo consigliere, Chen Gong, si oppose a questa manovra, dicendo, “Non dovreste farlo. Yuan Shu è in possesso di Shouchun e ha una vasta armata, ben rifornita. Non siete abbastanza per lui. Piuttosto chiedete a Liu Bei di prendere i suoi quartieri a Xiaopei come una delle vostre ali e, quando verrà il tempo, lasciategli condurre l'attacco, sia a sud che a nord. Quindi Yuan Shu e Yuan Shao cadranno davanti a voi, e diventerete molto potente.” 1 Il detto è tratto dal Libro delle Odi (Shi Jing); la prima raccolta di poesie cinese: comprende 305 poesie scritte presumibilmente nel 1000 a.C. www.treregni.it


Trovando buono questo consiglio, Lu Bu mandò lettere a Liu Bei chiedendogli di ritornare. Dopo la fuga di Liu Bei, Yuan Shu attaccò Guangling e ridusse la forza di Liu Bei della metà. Quando il messaggero inviato da Lu Bu venne, Liu Bei lesse la lettera. Egli era abbastanza contento dell'offerta, ma i suoi fratelli non erano inclini a fidarsi di Lu Bu. “Un uomo così disonorevole deve avere una motivazione,” dissero Guan Yu e Zhang Fei. “Perché mi tratta con gentilezza, non posso far altro che fidarmi,” rispose Liu Bei. Così Liu Bei fece ritorno a Xuzhou. Lu Bu, temendo che Liu Bei potesse dubitare della sua sincerità, rimise al suo posto la sua famiglia, e quando Lady Gan e Lady Mi videro il loro signore, gli raccontarono che erano state trattate con gentilezza e sorvegliate dai soldati contro qualunque intrusione, e le provviste non si erano mai fatte desiderare. “Sapevo che non avrebbe fatto del male alla mia famiglia,” disse Liu Bei a Guan Yu e Zhang Fei. Tuttavia, Zhang Fei non era compiaciuto e non accompagnò i suoi fratelli in città quando andarono a porgere i loro ringraziamenti. Egli andò a scortare le due signore a Xiaopei. Al colloquio Lu Bu disse, “Io non volevo impadronirmi della città, ma vostro fratello si è comportato in maniera pessima, bevendo e picchiando i soldati, e sono venuto a sorvegliarla in caso qualche male dovesse abbattersi.” “Ma era da tempo che desideravo cedertela,” disse Liu Bei. Da quel momento Lu Bu desiderava ritirarsi in favore di Liu Bei che, comunque, non lo avrebbe ascoltato. Liu Bei ritornò e prese possesso dei suoi quartieri a Xiaopei, ma i suoi due fratelli non avrebbero preso la situazione con gentilezza ed erano molto scontenti. Disse Liu Bei, “Ci si deve inchinare alla sorte di un altro. E' il volere del Cielo, e non si può combattere contro il destino.” Lu Bu mandò doni di cibo e oggetti, e la pace regnò tra le due case. A Shouchun, Yuan Shu preparava un grande banchetto per i suoi soldati quando fu annunciato che Sun Ce aveva sottomesso Lu Gang, il Governatore di Lujiang. Yuan Shu convocò il vincitore, che fece un inchino ai piedi della sala delle udienze. Egli, stando seduto, chiese i dettagli della campagna e invitò Sun Ce al banchetto. Dopo l'infelice morte di suo padre Sun Jian, Sun Ce era tornato alla regione a sud del Grande Fiume, dove si era dedicato a fini pacifici, invitando dalla sua parte brava gente e abili studiosi. Successivamente, quando una lite scoppiò tra il fratello di sua madre, il Governatore Wu Jing di Dangyang, e il vecchio Protettore Imperiale di Xuzhou, Tao Qian, Sun Ce spostò sua madre con tutta la famiglia a Que, prendendo servizio presso Yuan Shu, che lo amava e ammirava enormemente. “Se avessi un figlio come Sun Ce,” disse Yuan Shu, “Morirei senza rimpianti.”

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Yuan Shu nominò Sun Ce comandante e lo inviò in varie spedizioni, tutte portate a termine con successo. Dopo questo banchetto per celebrare la vittoria su Lu Gang, Sun Ce ritornò al suo accampamento molto amareggiato per le arie arroganti e spadroneggianti del suo patrono. Invece di ritirarsi nella sua tenda, Sun Ce camminò avanti e indietro alla luce della luna. “Eccomi qui, un perfetto nessuno, eppure mio padre era un tale eroe!” E urlò e pianse nel disprezzo di se stesso. Poi apparve un uomo all'improvviso che disse, ridendo rumorosamente, “Cos'è questo Sun Ce? Mentre il tuo nobile padre godeva della luce del sole, ha fatto libero utilizzo di me. Se suo figlio ha qualche problema di risolvere, perché non lo riferisce anche a me invece di piangere qui da solo?” Guardando l'interlocutore Sun Ce vide che era Zhu Zhi, un nativo di Dangyang, che era stato a servizio di Sun Jian. Sun Ce allora smise di piangere, e loro due si sedettero.

Zhu Zhi

“Stavo piangendo dal rimorso per non essere in grado di continuare il lavoro di mio padre,” disse Sun Ce. “Perché state qui legato al servizio di un maestro? Il Governatore di Dangyang è in crisi. Perché non prendere il comando di un esercito dietro il pretesto di una spedizione per soccorrere Wu Jing? Fuggite dall'ombra di Yuan Shu e prendete il controllo di Dangyang, allora potrete compiere grandi cose.” Mentre questi due stavano parlando, un altro uomo entrò improvvisamente, dicendo, “So cosa state pianificando voi due, nobili signori. Al mio comando c'è una banda di cento ragazzi coraggiosi pronti ad aiutare Sun Ce in qualsiasi cosa voglia fare.” L'interlocutore era uno dei consiglieri di Yuan Shu di nome Lu Fan, da Runan. Loro tre allora si sedettero e discussero la strategia.

Lu Fan

"L'unico timore è che Yuan Shu rifiuterà di darvi le truppe,” disse Lu Fan.

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“Ho ancora il Sigillo Imperiale Ereditario che mi ha lasciato mio padre: dovrebbe essere una sicurezza.” “Yuan Shu desidera molto quel gioiello,” disse Zhu Zhi. “Ti darà di certo le truppe in cambio.” I tre parlarono dei loro piani, impostando gradualmente i dettagli. Non molti giorni dopo Sun Ce ottenne un colloquio con il suo patrono. Assumendo un aspetto di grande contrizione Sun Ce disse, “Non sono stato in grado di vendicare mio padre. Ora il Protettore Imperiale di Yangzhou, Liu Yao, sta affrontando il fratello di mia madre, e mia madre e la sua famiglia sono in pericolo a Que. Pertanto vorrei chiedere in prestito alcune migliaia di uomini per salvarli. Siccome forse, Illustre Sire, potrete mancare di fiducia in me, desidero deporre il Sigillo Ereditario Imperiale, lasciatomi dal mio vecchio padre, come pegno.” “Fammi vedere se ce l'hai,” disse Yuan Shu. “Non voglio il gioiello in realtà, ma puoi lo stesso lasciarlo a me. Ti concederò tremila truppe e cinquecento cavalli. Ritorna appena la pace sarà stabilita. Poiché il tuo rango è appena sufficiente per tali poteri, stilerò un memoriale per ottenere per te un grado più alto con il titolo di Generale Che Stermina i Briganti, e potrai partire subito.” Sun Ce ringraziò il suo patrono molto umilmente e mise subito in moto l'esercito, portando con sé due nuovi consiglieri e i generali di suo padre (Zhu Zhi, Lu Fan, Cheng Pu, Huang Gai, Han Dang, e altri). Quando Sun Ce raggiunse Linyang, egli vide un gruppo di truppe davanti a lui, al loro comando un audace comandante dal bello e raffinato aspetto. Appena questo comandante vide Sun Ce, smontò da cavallo e fece un inchino. Era Zhou Yu da Shucheng.

Zhou Yu

Quando Sun Jian stava affrontando il tiranno Dong Zhuo, egli mosse la sua famiglia a Shucheng dove la famiglia Zhou aveva vissuto. E poiché Zhou Yu e Sun Ce avevano due mesi d'età di differenza, divennero due ottimi amici e fratellastri, Sun Ce il maggiore per via della sua anzianità mensile. Zhou Yu era di strada per visitare lo zio di Sun Ce, il Governatore Wu Jing di Dangyang, quando il felice incontro ebbe luogo. Naturalmente Sun Ce confidò i suoi progetti e le sue recondite idee al suo amico, il quale disse all'istante, “Metterò la mia vita e l'energia per servirvi a raggiungere quel grande obiettivo.” “Ora che sei venuto, il progetto è come fosse già compiuto,” disse Sun Ce. Zhou Yu fu presentato a Zhu Zhi e Lu Fan. Zhou Yu disse, “Conoscete i due Zhang di Guangling? Sarebbero molto utili nel realizzare i tuoi piani.” www.treregni.it


“Chi sono, i due Zhang?” disse Sun Ce. “Sono uomini di un genio trascendente che vivono qui vicino alla ricerca della tranquillità in questi tempi turbolenti. I loro nomi sono Zhang Zhao e Zhang Hong. Perché non li invitate ad aiutarvi, fratello?”

Zhang Zhao

Zhang Hong

Sun Ce non perse tempo nell'inviare lettere e doni, ma entrambi rifiutarono. Allora andò a visitarli di persona, fu molto compiaciuto dai loro discorsi e a furia di grandi doni e molta persuasione, li spinse a promettere di unirsi a lui. Sun Ce li nominò entrambi Consiglieri e Generali. Il piano di attacco sulla Regione di Yangzhou era la successiva questione da discutere. Il Protettore Imperiale, Liu Yao, era di Donglai, un discendente della famiglia imperiale e fratello del Protettore Imperiale di Yanzhou, Liu Dai. Liu Yao aveva governato a lungo a Yangzhou e si era stanziato a Shouchun. Ma Yuan Shu lo aveva costretto a fuggire a sudest del Grande Fiume. Egli si ritirò a Que a ora stava combattendo con Wu Jing a Linyang. Sentendo del meditato attacco su di lui, Liu Yao convocò i suoi generali per prendere consiglio. Disse il generale Zhang Ying, “Prenderò un esercito e mi trincererò a Niuzhu. Nessun esercitò potrà attraversarla, qualunque sia la sua forza.”

Zhang Ying

Zhang Ying fu interrotto da un altro che urlò, “E lasciate condurre a me l'avanzata!” Tutti gli occhi si voltarono verso quest'uomo. Era Taishi Ci il quale, dopo aver aiutato Kong Rong nell'assedio di Beihai, era venuto a servire Liu Yao. Sentendolo offrirsi di occupare l'azzardata posizione di condottiero dell'avanguardia, Liu Yao disse, “Ma sei ancora giovane e non adatto ad una tale carica. Piuttosto stai al mio fianco e attendi i miei ordini.” Taishi Ci si ritirò con disappunto. Subito Zhang Ying condusse la sua armata a Niuzhu, dove erano localizzati i depositi di grano. www.treregni.it


Quando Sun Ce si avvicinò, Zhang Ying gli andò incontro, e i due eserciti si affrontarono l'un l'altro sulle Rapide del Bue. Zhang Ying insultò a ripetizione il suo avversario, e Huang Gai uscì fuori a cavallo per attaccarlo. Ma prima che il combattimento ebbe il tempo di proseguire, suonò un allarme di incendio nell'accampamento di Zhang Ying. Zhang Ying si voltò indietro, e allora Sun Ce avanzò in forze, costringendo il nemico ad abbandonare la propria posizione. Il generale sconfitto fuggì sulle colline. Gli incendiari che avevano portato a questo risultato erano due, di nome Jiang Qin da Shouchun e Zhou Tai da Jiujiang, che in questi tempi turbolenti avevano messo su una banda di spiriti affini e vivevano saccheggiando il paese lungo il Grande Fiume. Conoscevano la fama di Sun Ce di uomo che trattava le persone abili molto generosamente e desideravano unirsi a lui. Così vennero con la loro banda, trecento uomini forti, e lo aiutarono in questo modo per presentarsi. Sun Ce diede loro il benvenuto e diede ai capi dei ranghi. Dopo aver preso possesso di depositi di ogni tipo, abbandonati dai fuggitivi, e inserendo quattromila di quelli che si erano arresi nei suoi ranghi, Sun Ce avanzò per attaccare Shenting. Dopo la sua sconfitta Zhang Ying ritornò dal suo maestro e raccontò della sua sventura. Liu Yao stava per punire il suo fallimento con la morte, ma diede ascolto ai suoi consiglieri, che chiesero pietà per lo sfortunato, e lo mandò a comandare la guarnigione a Lingling. Liu Yao stesso partì per incontrare gli invasori. Si accampò a sud delle Colline Sacre. Sun Ce si accampò sul lato opposto delle colline. Sun Ce chiese ai nativi, “C'è un tempio di Liu Xiu il Fondatore degli Han Posteriori nelle vicinanze?” Dissero loro, “C'è un tempio a sud, sulla sommità delle colline.” “Ho sognato la scorsa notte che Liu Xiu mi chiamava, perciò andrò e lo pregherò,” disse Sun Ce. Ma il consigliere Zhang Zhao gli disse, “Mio signore, non dovreste andare quando il nemico è dall'altra parte, potreste cadere in un'imboscata.” “Lo spirito mi aiuterà: cos'ho da temere?” Così Sun Ce indossò l'armatura, prese la sua lancia e montò a cavallo, portando con sé dodici dei suoi comandanti come scorta. Essi salirono sulle colline, smontarono da cavallo, bruciarono dell'incenso, e tutti loro si inchinarono davanti al tempio. Allora Sun Ce si inginocchiò e fece un voto, dicendo, “Se io, Sun Ce, ho successo nella mia missione e ristabilisco l'autorità del mio vecchio padre, allora ricostruirò questo tempio e ordinerò sacrifici per la quattro stagioni.” Quand'ebbe rimontato a cavallo, Sun Ce disse, “Sto per cavalcare lungo il crinale e perlustrare la posizione nemica.” I suoi comandanti lo pregarono di desistere, ma lui era ostinato, e insieme cavalcarono in quella direzione, osservando i villaggi in basso. Un soldato dell'altro versante che si dirigeva lungo una strada secondaria riferì velocemente la presenza di cavalieri sul crinale, e Liu Yao disse, “E' certamente Sun Ce che cerca di spingerci alla www.treregni.it


battaglia. Ma non andate.” Taishi Ci sobbalzò, dicendo, “Qual migliore occasione di catturarlo?” Così, senza ordini egli si armò e cavalcò attraverso l'accampamento, urlando, “Se ci sono uomini valorosi tra voi, seguitemi!” Nessuno si mosse salvo un comandante di basso rango che disse, “Egli è un uomo coraggioso, e andrò con lui.” Così andò anche lui. Gli altri risero dei due. A questo punto, avendo visto tutto ciò che voleva, Sun Ce pensò fosse ora di tornare e girò il suo cavallo. Ma mentre si stava dirigendo sulla cima, qualcuno urlò, “Fermo, Sun Ce!” Sun Ce si voltò. Due cavalieri stavano venendo a piena velocità dalla collina affianco. Sun Ce si fermò e mise in riga la sua piccola scorta a destra e sinistra, tenendosi pronto con la lancia. “Chi è Sun Ce?” urlò Taishi Ci. “Tu chi sei?” fu la risposta. “Io, Taishi Ci di Laihuang, sono venuto a farlo prigioniero!” “Allora eccomi!” disse Sun Ce, ridendo. “Venite assieme. Non ho paura di voi. Se ne avessi, non mi chiamerei Sun Ce!” “Tu e i tuoi uomini venite, e io non indietreggerò!” urlò Taishi Ci spingendo il cavallo al galoppo e posizionando la lancia. Sun Ce si riprese dal colpo e la battaglia ebbe inizio. Cinquanta colpi vennero scambiati e ancora nessun combattente ebbe la meglio. I comandanti di Sun Ce i sussurrarono l'un l'altro la loro ammirazione e meraviglia. Taishi Ci vide che l'abilità con la lancia del suo avversario non mostrava punti deboli attraverso cui potesse prendere vantaggio, così decise di ricorrere ad uno stratagemma. Fingendo la sconfitta avrebbe spinto Sun Ce all'inseguimento. Taishi Ci comunque non si ritirò per la strada dalla quale era venuto, ma prese un sentiero che conduceva attorno alla colline invece che su di essa. Il suo antagonista lo seguì, urlando, “Colui che si ritira non è un valido soldato!” Ma Taishi Ci pensava dentro di sé, “Lui ne ha dodici alle sue spalle ed io soltanto uno. Se lo catturo, gli altri lo recupereranno. Lo attirerò in un posto segreto e allora proverò.” Così fuggendo e combattendo a turni egli condusse Sun Ce, un solerte inseguitore, giù per la valle. Qui Taishi Ci improvvisamente si voltò e attaccò. Di nuovo si scambiarono una cinquantina di colpi, senza risultato. Allora Sun Ce scagliò un colpo feroce, che il suo avversario evitò afferrando la lancia sotto il suo braccio, mentre egli faceva lo stesso con la lancia del suo avversario. Nessuno dei due fu ferito ma impiegando la massima forza per tirare l'altro giù dalla sella, entrambi finirono a terra.

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I loro destrieri galopparono via, senza che loro sapessero dove, mentre i due uomini, ciascuno gettando la propria lancia, iniziarono una battaglia a mani nude. Presto i loro abiti da battaglia furono ridotti a brandelli. Sun Ce afferrò la corta lancia che Taishi Ci aveva sulla sua schiena, mentre Taishi Ci sfilò l'elmo di Sun Ce. Sun Ce cercò di infilzarlo con la corta lancia ma Taishi Ci parò il colpo con l'elmo come scudo. Poi si sollevò un grande urlo. Liu Yao era giunto con un migliaio di soldati. Sun Ce sembrava ora in difficoltà. I suoi dodici seguaci giunsero, e ogni combattente infranse l'ordine di fermarsi. Taishi Ci trovò in fretta un nuovo cavallo, afferrò una lancia, e montò in sella. Sun Ce, il cui destriero era stato preso da Cheng Pu, montò anch'egli a cavallo, e una confusa battaglia iniziò tra il manipolo di uomini da una parte e un intero migliaio di truppe dall'altra. Essa barcollò e scivolò giù per la collina. Tuttavia, Zhou Yu al comando delle sue truppe giunse presto in soccorso, e appena si fece sera una tempesta mise fine allo scontro. Entrambe le parti si ritirarono e tornarono all'accampamento. Il giorno seguente Sun Ce condusse il suo esercito davanti all'accampamento di Liu Yao, e la sfida fu accettata. Gli eserciti furono schierati. Sun Ce appese la corta lancia che aveva raccolto da Taishi Ci in fondo alla sua, l'agitò di fronte alla linea di battaglia, e ordinò ai suoi soldati di urlare, “Se il proprietario di questa non fosse fuggito, sarebbe stato trafitto a morte!” Dall'altra parte essi appesero fuori l'elmo di Sun Ce, e i soldati urlarono in risposta, “La testa di Sun Ce è già qui!” Entrambe le parti urlarono in segno di sfida, l'una con boria, l'altra con arroganza. Allora Taishi Ci cavalcò fuori sfidando Sun Ce ad un duello all'ultimo sangue, e Sun Ce avrebbe accettato. Ma Cheng Pu disse, “Il mio signore non dovrebbe crearsi problemi. Lo prenderò io.” E Cheng Pu avanzò. “Non sei un nemico per me,” disse Taishi Ci. “Di al tuo maestro di venire fuori!” Questo avvelenò Cheng Pu, che cavalcò verso il suo avversario, ed essi si scambiarono trenta colpi. Il duello fu interrotto dai gong di Liu Yao. “Perché avete suonato la ritirata?” disse Taishi Ci. “Stavo proprio per catturare quel miserabile.” “Perché ho appena udito che Que è stata catturata. Zhou Yu ha condotto un attacco a sorpresa, e Chen Wu era in combutta con lui per tradire la città. Non abbiamo una casa ora. Mi precipiterò a Moling per ricevere l'aiuto di Xue Li e Ze Rong per riconquistare la città.” L'esercito si ritirò, Taishi Ci con esso, senza essere inseguito. Dall'altra parte Zhang Zhao disse a Sun Ce, “L'attacco di Zhou Yu è la causa di questa manovra; non sono dell'umore per combattere. Un attacco notturno nel loro accampamento li finirebbe.” L'armata fu divisa in cinque divisioni per l'attacco a sorpresa e si affrettò verso l'accampamento dove ottennero una vittoria. I loro avversari fuggirono in tutte le direzioni. Taishi Ci da solo oppose www.treregni.it


una determinata resistenza, e poiché non poteva affrontare un intero esercito, fuggì con i dieci cavalieri a Jingxian. Sun Ce acquistò un nuovo alleato nella persona di Chen Wu. Era un combattente di un metro e quaranta d'altezza, di pelle giallastra e dagli occhi rossi, un uomo dallo strano aspetto. Ma Sun Ce nutriva grande stima nei suoi confronti, lo nominò comandante, e lo mise in prima linea nell'attacco di Xue Li. Come Capo dell'Avanguardia, Chen Wu e una dozzina di cavalieri fecero un assalto contro la formazione nemica, dove uccisero una cinquantina di uomini. Perciò Xue Li non volle combattere ma rimase dentro le linee difensive.

Chen Wu

Mentre Sun Ce stava attaccando la città, una spia venne con la notizia che Liu Yao e Ze Rong erano andati ad attaccare Niuzhu, cosa che fece muovere Sun Ce in quella direzione in tutta fretta. I suoi due avversari erano pronti per la battaglia. “Sono qui!” disse Sun Ce, “Fareste meglio ad arrendervi!” Un generale venne fuori da dietro Liu Yao per accettare la sfida. Era Yu Mi. Ma al terzo colpo Sun Ce lo fece prigioniero e lo trascinò dall'altra parte. Vedendo il suo collega catturato, Fan Neng cadde dalla sella per la paura. Egli si fracassò il cranio e morì. Quando Sun Ce raggiunse il suo stendardo, egli gettò il proprio prigioniero a terra. E anche Yu Mi era morto, fracassato a morte tra il braccio e il corpo del suo carceriere. Così in pochi istanti Sun Ce aveva sistemato due nemici, uno fracassato a morte e l'altro spaventato a morte. Da quel momento Sun Ce fu chiamato il Piccolo Conquistatore2. Liu Yao subì una sconfitta. La porzione maggiore del suo esercito si arrese, e il numero di quelli uccisi superava i diecimila. Liu Yao stesso fuggì a Yuzhang e cercò la salvezza da Liu Biao, Protettore Imperiale di Jingzhou. Un attacco a Moling era la mossa seguente. Appena Sun Ce arrivò al fossato, egli invitò il comandante Xue Li ad arrendersi. Qualcuno fece volare una freccia furtiva dalle mura che ferì Sun Ce alla coscia sinistra così gravemente che egli cadde da cavallo. Gli ufficiali si precipitarono a sollevare il loro comandante e fecero ritorno all'accampamento dove la freccia venne estratta e la ferita curata con le medicine adatte per le ferite da metalli. Sotto l'ordine di Sun Ce fu diffusa la notizia che la ferita era stata fatale, e tutti i soldati iniziarono 2 Xiang Yu, l'arcirivale di Liu Bang, ebbe il titolo di Conquistatore quando era Re di Chu (accanto a Wu). Un leader potente. Xiang Yu quasi conquistò l'impero. Il titolo originale è “Piccolo Re Conquistatore”. La parola “conquistatore” non è un titolo ufficiale come quello di re o duca; conquistatore implica una persona che è salita al potere sconfiggendo i suoi avversari. La parola re o principe è un titolo ufficiale. Xiang Yu iniziò come ribelle contro Qin, ed egli conquistò e inglobò molti altri ribelli sotto la sua bandiera. In seguito egli divenne Re di Chu, che effettivamente consisteva in Jingzhou e una pare delle Terre del Sud. Pertanto, il popolo lo chiamò “Re Conquistatore”. L'ascesa di Sun Ce richiamò il ricordo di Xiang Yu, e poiché era così giovane, lo chiamarono “Piccolo Re Conquistatore”. www.treregni.it


pianti di lamento. L'accampamento fu smantellato. Xue Li, Zhang Ying, e Chen Heng fecero un assalto notturno ma caddero in un'imboscata attentamente preparata. In quel momento Sun Ce in persona apparve a cavallo, e urlava, “Sun Ce è ancora qui!” La sua improvvisa apparizione creò un tale panico che i soldati gettarono via le armi e caddero sui loro volti. Sun Ce diede l'ordine di non ucciderli. Ma i loro comandanti caddero: Zhang Ying per un colpo di lancia di Chen Wu appena si voltò per fuggire via; Chen Heng fu ucciso da una freccia di Jian Qin; e il comandante Xue Li venne ucciso nel tumulto. Così Sun Ce prese possesso di Moling. Dopo aver calmato la popolazione, egli mandò via i suoi soldati a Jingxian, dove Taishi Ci era al comando. Taishi Ci aveva radunato duemila reclute in aggiunta alle proprie truppe con lo scopo di vendicare il suo maestro. Sun Ce e Zhou Yu dall'altra parte si consultarono su come catturarlo vivo. Zhou Yu propose un piano. “Attacca la città su tre lati, lasciando la porta est libera per la fuga. Ad una certa distanza verrà preparata un'imboscata, dove Taishi Ci, con gli uomini affaticati e i cavalli spossati, cadrà vittima facilmente.” Le ultime reclute sotto la bandiera di Taishi Ci erano per la maggior parte montanari e non educati alla disciplina. Inoltre, le mura della città erano miseramente basse. Una notte Sun Ce ordinò a Chen Wu di strappare la sua lunga veste, lasciare le sue armi eccetto una daga, arrampicarsi sui bastioni, e appiccare il fuoco alla città. Vedendo le fiamme diffondersi, Taishi Ci si diresse verso la porta est, appena uscì fuori, Sun Ce lo seguì. L'inseguimento continuò per circa ventiquattro chilometri quando gli inseguitori si fermarono. Taishi Ci proseguì il più a lungo possibile, fino a fermarsi per riposare in un posto circondato da un canneto. Improvvisamente si sollevò un tremendo grido. Taishi Ci stava appunto per partire quando delle corde volarono tutte attorno a lui, il suo cavallo fu gettato a terra ed egli si ritrovò prigioniero. Fu portato indietro all'accampamento. Appena Sun Ce udì la notizia, egli stesso cavalcò fuori per ordinare alle guardie di lasciare il prigioniero, i cui legacci egli sciolse con le sue stesse mani. Poi egli si levò la sua colorita veste e la appoggiò sul prigioniero. Essi entrarono insieme nell'accampamento. “Sapevo che eri un vero eroe,” disse Sun Ce. “Quel verme di Liu Yao non apprezzava uno come te, e perciò è stato sconfitto.” Taishi Ci, sopraffatto da una tale gentilezza e accoglienza, si arrese formalmente. Sun Ce afferrò la sua mano e disse, ridendo, “Se mi avessi preso in quel combattimento che abbiamo avuto vicino al tempio, mi avresti ucciso?” “Chi può dirlo?” disse Taishi Ci sorridendo. Anche Sun Ce rise ed essi entrarono nella sua tenda, dove Taishi Ci fu messo al posto d'onore ad un banchetto. Taishi Ci disse, “Potete fidarvi di me al punto da lasciarmi andare a radunare tanti soldati del mio vecchio maestro quanti ne posso trovare? Sotto il bruciore di questa sconfitta essi si rivolteranno www.treregni.it


contro di lui, e sarebbero un grande aiuto per te.” “Esattamente ciò che più desidero. Farò un accordo con te che a mezzogiorno di domani dovrai fare ritorno.” Taishi Ci accettò e partì. Tutti i generali dissero che non sarebbe mai ritornato. “E' fidato e non romperà la sua promessa,” disse il capo. Nessuno degli ufficiali credeva che sarebbe tornato. Ma il giorno seguente issarono un'asta di bambù all'interno della porta dell'accampamento, e appena l'ombra segnò mezzogiorno Taishi Ci fece ritorno, portando con sé circa un migliaio di truppe. Sun Ce era compiaciuto, e i suoi ufficiali dovettero confessare che egli aveva giudicato correttamente il suo uomo. Sun Ce quindi fece marciare il suo esercito alle Terre del Sud, e i suoi nemici fuggirono o si arresero davanti alla sua potenza. Egli aveva al momento diverse legioni e la zona a sudest del Grande Fume era sua. Egli migliorò le condizioni della gente e mantenne l'ordine cosicché i suoi seguaci e sostenitori crebbero di giorno in giorno. Fu chiamato Sun Ce lo Splendente. Quando l'armata di Sun Ce si avvicinava, la gente fuggiva in preda al terrore; ma una volta arrivata, vedendo che a nessuno era permesso saccheggiare e neanche il minimo attentato era provocato contro le loro case, essi si rallegravano e offrivano ai soldati buoi e vino, per i quali essi erano in cambio doverosamente ricompensati. La felicità riempiva il paesaggio. I soldati che avevano seguito Liu Yao vennero trattati con gentilezza. Coloro che desideravano unirsi all'armata di Sun Ce lo fecero; coloro che preferivano non essere soldati furono mandati a casa con dei doni. E così Sun Ce conquistò il rispetto e l'approvazione di tutti e divenne molto potente. Sun Ce sistemò sua madre e il resto della sua famiglia a Que, mettendo suo fratello, Sun Quan, e Zhou Tai a capo della città di Xuancheng. Dopodiché condusse una spedizione a sud per sottomettere Wujun. All'epoca c'era un certo Yan Baihu, o Tigre Bianca, il quale si autoproclamò Re di Wu Est 3 e governava su Wujun. Le sue armate erano stanziate a Wucheng e Jiaxing. Sentendo dell'avvicinamento di Sun Ce, Yan Baihu mandò suo fratello, Yan Yu, con un'armata contro Sun Ce, ed essi si incontrarono al Ponte Acero.

Yan Baihu

Yan Yu, spada alla mano, prese posto sul ponte, e questa cosa venne riportata a Sun Ce, che si preparò ad accettare la sfida.

3 Wu è uno stato nel periodo di Primavera e Autunno (770-476 a.C.). Localizzato a sudest nella Piana del Grande Fiume. Divenne dominante nel 506 a.C., quando la sua armata sconfisse Chu sotto il comando di Wu Qi. www.treregni.it


Yan Yu

Zhang Hong cercò di dissuaderlo, dicendo, “Per quanto il destino del mio signore sia legato a quello dell'esercito, egli non dovrebbe rischiare un conflitto con un semplice ladro. Prego che ricordate il vostro valore.” “Le tue parole, o saggio, sono come oro e pietre preziose, ma temo che i miei soldati non eseguiranno i miei ordini a meno che io stesso condivida i loro pericoli.” Ciononostante, Sun Ce mandò avanti Han Dang a raccogliere la sfida. Appena Han Dang raggiunse il ponte, Jiang Qin e Chen Wu, che avevano attraversato il fiume in una piccola barca, passarono sotto il ponte. Sebbene le frecce caddero a pioggia sulla riva, i due uomini si precipitarono ed attaccarono ferocemente Yan Yu mentre era sul ponte. Yan Yu fuggì e Han Dang si mise all'inseguimento. Ma Yan Yu attaccò la porta ovest nella quale entrò. Sun Ce assediò Wujun sia dalla terra che dall'acqua. Per tre giorni nessuno uscì ad offrire battaglia. Allora a capo dell'armata, Sun Ce giunse alla porta ovest e convocò il guardiano. Un ufficiale di infimo rango venne fuori e stava con una mano appoggiata su una trave mentre con l'altra indicava, insultandole, le persone. Rapidamente le mani di Taishi Ci afferrarono l'arco e una freccia fu sulla corda. “Guardatemi colpire la mano di quell'uomo.” disse egli, girandosi verso i suoi compagni. Addirittura nel momento stesso in cui la sua voce morì, la corda vibrò, la freccia sfrecciò e si conficcò sulla trave, inchiodando fermamente ad essa la mano dell'ufficiale. Entrambi i lati, quelli sulle mura e quelli al di sotto, si meravigliarono e acclamarono una tale abilità nel tiro. L'uomo ferito fu portato via. Quando Yan Baihu la Tigre Bianca seppe dell'impresa, disse, “Come possiamo sperare di affrontare un esercito con tali comandanti al suo interno?” E i suoi pensieri si rivolsero verso la pace. Egli mandò suo fratello Yan Yu a far visita a Sun Ce, il quale lo ricevette in abiti civili, lo invitò nella sua tenda, e gli offrì del vino. “E cosa propone vostro fratello?” disse Sun Ce. “E' intenzionato a dividere questa regione con voi,” fu la risposta. “Quel ratto! Come osa mettersi al mio stesso livello?” urlò Sun Ce. Sun Ce ordinò di mettere a morte il messaggero. Yan Yu si alzò e sfoderò la spada; ma la lama di Sun Ce spuntò fuori, e l'infelice messaggero cadde a terra. La sua testa venne staccata e inviata nella città da suo fratello. www.treregni.it


Ciò ebbe il suo effetto. Yan Baihu vide che la resistenza era senza speranza, così abbandonò Wujun e fuggì. Sun Ce spinse in avanti l'attacco. Huang Gai catturò Jiaxing, e Taishi Ci prese Wucheng. Diverse altre città del sud furono abbattute. Il territorio fu rapidamente sottomesso. Yan Baihu si precipitò verso Yuhang ad est, saccheggiando da tutte le parti, finché una banda di abitanti del villaggio sotto il comando di un certo Ling Cao fermarono la sua carriera di saccheggi. Yan Baihu allora fuggì verso Kuaiji.

Ling Cao

Ling Cao e suo figlio allora andarono ad incontrare Sun Ce, che li prese al suo servizio, e li nominò comandanti come ricompensa per il loro operato, e le forze unite attraversarono il Grande Fiume. La Tigre Bianca, Yan Baihu, radunò le sue forze divise e prese posizione al Guado Occidentale, ma Cheng Pu lo attaccò lì e mise in fuga i difensori, inseguendoli fino a Kuaiji. Il governatore del luogo, Wang Lang, era dalla parte di Yan Baihu e intendeva sostenerlo attivamente.

Wang Lang

Ma, quando Wang Lang propose ciò, uno dei suoi ufficiali si fece avanti, dicendo, “No! No! Sun Ce come capo è umano e retto, mentre la Tigre Bianca è un ruffiano selvaggio. Piuttosto catturatelo e offritelo come offerta di pace a Sun Ce.” Il governatore si voltò furiosamente verso l'interlocutore, che era un ufficiale chiamato Yu Fan da Kuaiji, e gli ordinò di stare in silenzio. Yu Fan si ritirò sospirando profondamente. E il governatore andò a dare aiuto alla Tigre Bianca con cui unì le forze a Shanyin.

Yu Fan

Sun Ce arrivò. Quando entrambe le parti furono schierate, egli uscì fuori a cavallo e si rivolse a Wang Lang, dicendo, “Il mio è un esercito di validi soldati, e il mio scopo è ristabilire la pace in www.treregni.it


questa regione, ma tu dai il tuo sostegno a un ribelle!” Wang Lang rispose, “La tua avidità è insaziabile. Avendo preso possesso di Wujun, vuoi anche il mio territorio. Io vendicherò gli Yan!” Questa risposta fece arrabbiare molto Sun Ce. Appena la battaglia stava per iniziare, Taishi Ci avanzò e Wang Lang venne verso di lui roteando una spada. Prima di fare molti passi, Zhou Xin spuntò fuori per aiutare Wang Lang. Da quel momento Huang Gai cavalcò fuori per rendere le parti più equivalenti. Questi ultimi due stavano affrontandosi quando i tamburi suonarono da entrambi gli schieramenti, e iniziò una battaglia generale.

Zhou Xin

Improvvisamente fu causata confusione nella retrovia dell'armata di Wang Lang dall'assalto inaspettato di un piccolo esercito. Wang Lang galoppò per vedere che gli assalitori erano Zhou Yu e Cheng Pu. Allora fu scagliato un attacco al suo fianco, sicché egli era in una posizione senza speranza, e lui e Yan Baihu e Zhou Xin, combattendo disperatamente per aprirsi un varco, riuscirono solamente a trovare rifugio in città. I ponti levatoi furono sollevati, le porte chiuse, e i preparativi per sostenere un assedio completati. Sun Ce lo seguì fino alle mura e poi divise le sue truppe come per attaccare tutte e quattro le porte. Vedendo che la città veniva ferocemente attaccata, Wang Lang era in procinto di aprirsi una via di fuga, ma Yan Baihu si oppose a ciò in quanto senza speranze contro una potenza così forte fuori le mura. “Possiamo solo rafforzare la nostra posizione e restare dietro il riparo dei bastioni finché la fame costringerà gli assedianti a ritirarsi,” disse Yan Baihu. Wang Lang era d'accordo, e l'assedio continuò. Per diversi giorni venne mantenuto un attacco vigoroso, ma con poco successo. In un consiglio, Sun Jing, che era lo zio di Sun Ce, disse, “Poiché stanno tenendo la città con una tale risoluzione, sarà difficile smuoverli. Ma il grosso delle loro provviste è immagazzinato a Chadu, distante solo quindici chilometri circa. Il nostro piano migliore è catturare questo posto, attaccando così dove il nemico non è preparato, e fare ciò che non si aspettano.”

Sun Jing www.treregni.it


Sun Ce approvò, dicendo, “Il piano di mio zio è ammirevole e schiaccerà i ribelli.” Così egli ordinò di accendere fuochi di segnalazione a tutte le porte, e lasciare le bandiere issate per preservare l'apparenza che i soldati fossero in posizione mentre la spedizione andava a sud. Zhou Yu venne a pronunciare un avvertimento, “Quando tu, mio signore, andrai via, gli assediati sicuramente verranno fuori e ti seguiranno. Potremmo preparare una sorpresa per loro.” Sun Ce rispose, “I miei preparativi sono completi, e la città verrà catturata stanotte.” Così l'armata partì. Wang Lang udì che gli assedianti erano andati, e salì sulla torre per perlustrare. Vide i fuochi scintillare, i fumi salire, e i pennoni oscillare nella brezza come al solito ed esitò. Zhou Xin disse, “Se n'è andato e questo è solo uno stratagemma. Andiamo fuori e colpiamoli.” Yan Baihu disse, “Se è andato via, è per attaccare Chadu. Inseguiamolo.” “Quel posto è la nostra base di rifornimenti,” disse Wang Lang. “e deve essere difesa. Voi due fate strada, ed io vi seguirò con le riserve.” Così Yan Baihu e Zhou Xin andarono avanti con cinquemila soldati e si avvicinarono al loro nemico verso l'una, a undici chilometri dalla città. La strada conduceva verso una densa foresta. Allora improvvisamente i tamburi batterono e torce accese spuntarono da tutte le parti. Yan Baihu era spaventato, girò il suo cavallo e iniziò la ritirata. Immediatamente un comandante apparve davanti e in lui, alla luce delle torce, egli riconobbe Sun Ce. Zhou Xin si precipitò verso di lui ma cadde sotto la sua lancia. Gli uomini si arresero. Comunque, Yan Baihu riuscì a trovare una via di fuga e fuggì a Yuhang. Wang Lang udì presto della sconfitta e, non osando ritornare in città, fuggì in tutta fretta verso le regioni costiere. E così Sun Ce prese possesso della città di Kuaiji. Avendo ristabilito l'ordine, alcuni giorni dopo un uomo venne portando la testa della Tigre Bianca come offerta a Sun Ce, costui era nativo della contea. Era un metro e sessanta d'altezza, con una faccia quadrata a un'ampia bocca. Il suo nome era Dong Xi. Sun Ce lo nominò comandante. Dopo ciò, la pace regnò in tutto il sudest. Sun Ce mise suo zio Sun Jing a comando della città e nominò Zhu Zhi Governatore di Wujun. Poi ritornò al proprio posto, a sud del Grande Fiume.

Dong Xi

Mentre Sun Ce era assente, una banda di briganti improvvisamente attaccò Xuancheng, lasciata in custodia di suo fratello Sun Quan e del comandante Zhou Tai. Poiché l'assalto ebbe inizio da tutte le parti allo stesso tempo, e nella notte, i briganti conquistarono una posizione vantaggiosa. Zhou Tai prese il giovane tra le sue braccia e montò a cavallo; ma quando i predoni vennero con le spade ad www.treregni.it


attaccarlo, egli scese, e pur senza maglia, andò incontro ai predoni a piedi e li uccise al loro avvicinarsi. Quindi giunse un cavaliere armato di lancia, ma Zhou Tai afferrò la sua lancia e lo trascinò al suolo. Poi montò sul cavallo del predone, e colpendo a destra e a manca con la lancia si conquistò una via di fuga. Così Sun Quan fu messo in salvo, ma il suo salvatore aveva ricevuto più di una dozzina di ferite. Ciononostante, i banditi andarono via.

Zhou Tai

Sun Quan

Essendo queste ferite causate dal metallo non guarirono ma si allargarono enormemente, e la vita del coraggioso soldato era sul filo del rasoio. Sun Ce tornò e fu profondamente addolorato. Allora Dong Xi disse, “Una volta in uno scontro con alcuni pirati costieri, ho ricevuto molte ferite da lancia, ma un certo saggio di nome Yu Fan raccomandò un chirurgo che mi ha curato in due settimane.” “Deve trattarsi certamente di Yu Fan di Kuaiji,” rispose Sun Ce. “E' lui; è così che si chiama.” “Sì, un uomo davvero saggio. Vorrei ingaggiarlo.” Così Sun Ce mandò due ufficiali a invitare Yu Fan, ed egli venne all'istante. Egli fu trattato in modo molto amichevole e nominato ufficiale immediatamente. Quindi fu posta la questione del trattamento del ferito. “Il chirurgo e un certo Hua Tuo da Qiao, che ha una perfetta abilità medica. Lo farò venire,” disse Yu Fan. In breve il famoso Hua Tuo arrivò, un uomo dalla carnagione di un giovane e una barba canuta. Sembrava più un santo che aveva attraversato le porte di questa vita. Fu trattato con molto calore e portato a vedere le ferite del generale malato. “Il caso non è difficile,” disse il chirurgo. Ed egli preparò certe droghe che curarono le ferite in un mese. Sun Ce riconobbe la sua cura e abilità, e gli fu permesso di partire con ricche ricompense. In seguito Sun Ce attaccò i briganti e li distrusse, ristabilendo così la completa tranquillità nelle Terre del Sud. Dopo questo egli posizionò delle guarnigioni in tutti i punti strategici del vecchio stato di Wu, e fatto questo, comunicò ciò che aveva fatto al trono. Egli giunse ad un compromesso con Cao Cao e mandò lettere a Yuan Shu chiedendo la restituzione del Sigillo Ereditario Imperiale che aveva lasciato in pegno. Ma Yuan Shu, nutrendo segretamente i più ambiziosi disegni, scrisse una lettera di scuse e non restituì il gioiello di stato. Nella sua postazione egli convocò rapidamente circa trenta dei suoi www.treregni.it


ufficiali a consiglio. Tra loro c'erano il consigliere Yang Dajiang e i generali Zhang Xun, Ji Ling, Qiao Rui, Lei Bo, e Chen Lan. Yuan Shu disse, “Sun Ce ha preso in prestito un'armata da me ed è partito in una spedizione che lo ha reso padrone delle Terre del Sud. Ora lui non parla affatto di un rimborso ma chiede il segno del suo pegno. E' davvero un villico, e quali manovre posso intraprendere per distruggerlo?” Yang Dajiang rispose, “Non potete far nulla contro di lui, perché è in una posizione troppo forte, il Grande Fiume come scudo. Dovete prima di tutto eliminare Liu Bei come vendetta per avervi attaccato senza motivo, e poi potrete pensare a Sun Ce. Ho un piano per mettere il primo in mano vostra in tempi brevissimi.” Yuan Shu andò non a distruggere la tigre, ma Contro un drago la sua armata fece avanzar. I mezzi che Yang Dajiang impiegò saranno chiariti nel prossimo capitolo.

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