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DEL POPOLO

LAVOCE Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art.1, Comma 1, DCB (Brescia) - € 1,00

n° 43

Gratuità di Francesca Bernacchia

Gratuità: è questa la condizione che informa il legame tra creato e Creatore. Che cosa se non l’esubero di sé può spingerlo a generare? Nessuna necessità, nessuna condizione né restituzione, al di là della gioia dell’evento generatore e del desiderato “altro”. Chi ci ha creato ci ha preferiti alla non esistenza! Senza altra ragione che la propria natura amante. Sergej Bulgakov scrive: «L’amore non conosce un perché razionale. La creazione è l’assoluto-libero, che ha un senso e un fondamento solo in se stesso, un movimento assoluto e originale dell’amore divino. (…) Con la follia dell’amore, Dio vuole un “amico” (un altro) [in russo “amico” e “altro” hanno la stessa radice, n.d.r.], ma questo amico può essere solo l’uomo» (“La luce senza tramonto”, Lipa, 208-209). Ecco il sogno di Dio, cui noi abbiamo risposto in molti modi; talora non abbiamo risposto. Un sentimento possibile, umile e umano, è quello della gratitudine. Tutto ti pronuncia il suo grato esistere, legato al filo assoluto della tua Voce.

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SETTIMANALE SETTIMANA NALE DIOCESANO

FEDE - LEALTÀ - CORAGGIO

BRESCIA 12 NOVEMBRE 2010

Sagrada familia

Molte delle parole pronunciate da Benedetto XVI in Spagna sono risuonate anche a Milano dove si è tenuta la seconda Conferenza nazionale sulla famiglia


sommario Il fatto

Non si vive se non il tempo che si ama (Claude Adrien Helvetius)

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Iniziazione cristiana. Una risposta comunitaria alla domanda: “e dopo?” 04

A2A e Aprica Spa sono state premiate per il progetto di riduzione rifiuti

a cura di Massimo Venturelli

Popoli e continenti Medio Oriente. Un calcio e la convivenza si fa possibile

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a cura di Massimo Venturelli

Ecclesia Il Papa in Spagna. Coscienza umana e coscienza cristiana

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di Fabio Zavattaro

Paesi e parrocchie Brescia. L’attenzione sulla Settimana della carità

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di Luciano Zanardini

Berlingo. Nel novero dei “Comuni virtuosi”

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di Francesco Uberti

Avanti, c’è posto

39

di Laura Di Palma

Viaggi. Tunisia. Il fascino della fede nella terra di Agostino

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di Mauro Toninelli

Economia e lavoro La Giornata del ringraziamento. Nel 2010 lievi segnali di ripresa

«

Corsivo di Angelo Onger

Cultura e comunicazione Respingimenti: naufragio dei diritti

Dalla green economy arriva una risposta alla crisi. Sono, infatti, sempre più numerose le imprese nazionali che hanno saputo coniugare qualità ambientale e competitività industriale e tra queste figura Aprica Spa, segnalata per il settore rifiuti nell’ambito del premio Sviluppo sostenibile 2010. Il premio è stato consegnato a Rimini nel corso di Ecomondo, la manifestazione sulla sostenibilità divenuta da alcuni anni un appuntamento fisso per gli operatori del settore green. “Queste imprese e tutte quelle che, numerose, hanno partecipato a questa seconda edizione del premio – ha sottolineato Edo Ronchi, presidente della Fondazione – dimostrano che ormai c’è molto verde nel motore dell’Italia. Nonostante la crisi, la green economy ha continuato a marciare e gli stessi numeri lo confermano. Nel 2009, infatti, le rinnovabili, per potenza installata, sono aumentate dell’11%; sempre nello stesso anno l’industria del riciclo è avanzata con un tasso medio di riciclo del 64%, 128 Comuni hanno deciso di installare pannelli solari negli edifici pubblici e il fatturato complessivo della green economy è stato valutato in 10 miliardi di Euro. L’ industria italiana ha capito che il fattore ambiente è una straordinaria occasione di sviluppo e di progresso”. Il Premio per lo sviluppo sostenibile ha già riscosso un grande favore tra le aziende che innovano e si sforzano di mettere sul mercato prodotti eccellenti e compatibili con l’ambiente: un riconoscimento per chi mette a disposizione intelligenza, sudore artigianale e finanziamenti per una ricerca d’avanguardia. Dietro la parola magica “green economy” c’è il lavoro appassionato di chi, certo alla ricerca di un profitto, crede anche che sia necessario cambiare radicalmente il modo con cui si pensa l’impresa. Ecomondo e la Fondazione proseguono dunque con l’iniziativa consci che un premio simile, dall’alto valore simbolico, sia anche un piccolo sprone a fare di più e meglio.

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di Massimo Venturelli

“Manovali stranieri sono qua per fare un lavoro che avrebbe potuto svolgere la comunità locale. Abbiamo perso cinquecento posti in questo fazzoletto di terra nel solo mese di dicembre. E invece sfruttano gli stranieri. Oggi sono 93, ma ne arriveranno 400. Li fanno dormire in quattro in una stanza, li portano in cantiere al mattino, li riportano a pranzo a casa, poi ancora in cantiere fino a sera. E poi non li fanno uscire”. “Quanto sta succedendo darà la sveglia a questo Governo e metterà fine all’invasione di stranieri a prezzi di saldo”. “Non c’è lavoro per noi e ci tocca darlo a questi immigrati”. Scommetto la mia reputazione (per sé di non grande valore) che molti lettori penseranno che ho fatto un collage di proclami leghisti e dintorni. Era possibile, ma queste reazioni vengono dall’Inghilterra e sono contro gli italiani.

Una storia targata 2009, quando un’impresa italiana (di Siracusa) ha vinto un appalto in una raffineria a Lindsey nel Lincolnshire e ha portato lassù una parte dei suoi dipendenti. Per dire, banalmente, che tutto il mondo è paese. Il che non giustifica l’ignoranza di chi continua a ripetere luoghi comuni senza fondamento. Durante il 2009 gli italiani sono diminuiti di 75mila persone. Nel 2050 la vita media di un uomo in Italia sarà di 83,6 anni (dai 78,8 di oggi) e di una donna di 88,8 anni (dai 84,1 attuali). Queste cifre dipingono un Paese che sta invecchiando sempre di più e una popolazione anziana comporta più spese di welfare, più pensioni da pagare, meno produttività. L’anno scorso gli stranieri che vivono in Italia sono aumentati: 343mila persone in più nell’arco del 2009, permettendo alla popolazione

Sport Calcio. Ancora tour de force di tre gare

LA VOCE DEL POPOLO

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di Mauro Toninelli

Cara Voce

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Buone notizie

editoriale

di Guido Costa

Basta, finiamola Gavardo, “Don Primo Mazzolari: bresciano d’animo” e pastore di anime

“Don Primo Mazzolari: bresciano d’animo”: è questo il titolo di una mostra che viene inaugurata sabato 13 novembre alle ore 17 nel chiostro del Monastero della chiesa di Santa Maria. È un’iniziativa della parrocchia e della Scuola parrocchiale di Gavardo. Si tratta di una mostra itinerante voluta dalla Fondazione civiltà bresciana e dall’Ufficio di Pastorale sociale e del lavoro della diocesi. La mostra illustra con immagini, documenti e commenti i momenti salienti della vicenda biografica di don Primo Mazzolari, mettendo in risalto i temi centrali del suo apostolato: i lontani, i poveri, la pace, l’ecumenismo, la passione per la Chiesa e per il Vangelo, il rinnovamento della Chiesa e della parrocchia. Una particolare attenzione viene posta ai rapporti che don Primo ha avuto con i bresciani. Nella mostra vengono ripercorsi gli anni giovanili che don Primo ha trascorso a Verolanuova e a Pralboino. Viene illustrata l’influenza che sul parroco di Bozzolo hanno esercitato due vescovi bresciani: mons. Bonomelli, che per 40 anni fu vescovo di Cremona, e mons. Gaggia. Si parla poi di alcuni dei suoi più cari amici e delle molte persone che a Brescia seguivano con interesse la sua attività: da Stefano Bazoli e Andrea Trebeschi ai padri filippini della Pace, in particolare padre Bevilacqua, padre Manziana, padre Caresana e padre Acchiappati; dalle canossiane alla famiglia Tosana di via Moretto; da don Giovanni Barchi, parroco di Gambara, a mons. Giorgio Bazzani, parroco di Gussago; dalla famiglia di Lodovico Montini a don Ferruccio Scalmana, parroco di Bagnolo Mella; da don Guido Astori di Carpenedolo ai sacerdoti bresciani che firmarono la “Lettera ai vescovi della Val Padana” . Nella mostra si ricorda anche che a Brescia don Primo Mazzolari ha potuto pubblicare le sue prime opere. La mostra rimane aperta fino a venerdì 26 novembre. Si può visitare tutti i giorni dalle 9 alle 18. L’ingresso è libero.

totale residente in Italia di crescere di 295mila persone. Questa crescita degli stranieri che potrebbe ‘salvare’ welfare e pensioni in Italia e soddisfare la domanda dei lavori che gli italiani non vogliono più svolgere. Nonostante questo l’avversione verso gli immigrati resta forte e porta molti voti, perché anche da noi si pensa, fra l’altro, che rubino il lavoro agli italiani perché accettano condizioni da schiavi (vedi sopra la stessa opinione degli inglesi). Allora bisogna prendere in mano i dati reali per scoprire dove sta la verità. Nell´Italia la disoccupazione giovanile è oltre il 25%, eppure ci sono posti di lavoro che restano ‘vuoti’ perché nessuno li vuole fare. Manca di copertura il 26,7% delle assunzioni programmate (sei punti in più rispetto al 2008). Eppure negli ultimi due anni la crisi ha picchiato forte soprattutto sulle generazioni che si affacciano al mercato del lavoro: nella fascia che va dai 15 ai 34 anni ci

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sono 216mila disoccupati in più. Alle imprese italiane servono installatori di infissi e serramenti: quest´anno, assicura la Confartigianato, le aziende erano pronte ad assumerne 1.500, ma nell´83,3% dei casi non hanno trovato quello che cercavano. Stesso problema per i panettieri e i pastai (manca il 34%), i gelatai e i pasticceri (29%), tagliatori di pietre, marmisti (29%), addetti all’edilizia (32%), falegnami, cuochi, sarti, tessitori.... insomma 68 mestieri (tanti ne elencano gli artigiani) che hanno posti di lavoro scoperti. C’è anche una questione di formazione: lo stesso rapporto della Confartigianato fa notare che due giovani su tre (oltre nove milioni) non hanno contatti con il mondo del lavoro durante il periodo degli studi, solo il 4% ha alle spalle esperienze di stage o tirocini. In tutto questo gli stranieri non hanno colpe. Anche se non mi illudo che qualcuno cambi idea. I pregiudizi sono invincibili, come la stupidità.

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Centro diocesano per le comunicazioni sociali

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Associato

FEDERAZIONE ITALIANA SETTIMANALI CATTOLICI

VOCE•MEDIA

Basta. Per favore, finiamola. Basta bugie, richieste assurde, promesse illusorie. Basta ricatti, parole usate come pietre. Soprattutto, basta con la propaganda a buon mercato ed eroismi malintesi. Attorno alla gru di via San Faustino, sulla pelle di poveri cristi a cui è rimasta solo la disperazione, si sta scrivendo un capolavoro di cinismo: quello di chi li ha spinti prima sulla gru e poi in un vicolo cieco di pretese che il Ministero dell’interno non prenderà mai in considerazione, e quello di politici che sembrano conoscere soltanto gli uni il vocabolario dell’intolleranza – accontentandosi di rappresentare umori insofferenti e pregiudizi che loro stessi hanno alimentato e continuano ad alimentare – gli altri la grammatica della saccenteria. La divisione e la contrapposizione non faranno fare un solo passo in avanti al bisogno vero di integrazione e di cittadinanza degli stranieri, regolari e irregolari, che vivono nella nostra città e nella nostra provincia. Secondo le stime dell’Osservatorio della Regione Lombardia, oggi gli stranieri presenti nel bresciano sono 171mila, ma tra soli vent’anni – l’elaborazione è dell’Ismu, l’ente scientifico più autorevole in tema di immigrazione – saranno 310mila. Il fenomeno dell’immigrazione è ormai strutturale, è una realtà positiva che non può essere affrontata con i criteri dell’emergenza. Una realtà che ha bisogno di scelte politiche più lungimiranti di quelle messe in campo fino ad oggi dal Governo. La drammatica situazione che si è venuta a creare a Brescia è stata determinata da azioni che sono fuori dalla legalità che in alcun modo possono essere giustificate, ma non si può non dire che a monte di queste risposte sbagliate ci sono leggi restrittive e penalizzanti per tutti gli stranieri. Nascono da queste politiche i ritardi estenuanti nelle procedure di regolarizzazione, la miope gestione dei decreti flussi, un insensato accanimento di parti del pacchetto sicurezza, il depotenziamento degli uffici immigrazione che inevitabilmente si ripercuote sui tempi di espletamento delle pratiche, il mancato prolungamento dei permessi per la ricerca di nuova occupazione e di accesso alle politiche attive per il lavoro. La sfida dell’immigrazione è una questione culturale, riguarda la nostra capacità di pensare l’altro, di cambiare il paradigma delle relazioni, di respingere la logica della paura, quella che arriva a negare agli immigrati il diritto di essere persone. “Un immigrato è un essere umano, differente per provenienza, cultura e tradizioni – ha detto qualche mese fa papa Benedetto XVI facendo riferimento a episodi di intolleranza verso gli stranieri – ma è una persona da rispettare, con diritti e doveri, nell’ambito del lavoro ma anche nell’ambito delle condizioni concrete di vita”. Non si rispettano le persone illudendole. Qualcuno lo ha fatto, colpevolmente, nella storia che si consuma all’ombra della chiesa dei Patroni della città. Non a caso c’è chi chiede alla magistratura di aprire indagini circa le truffe e le irregolarità che hanno portato numerosi lavoratori a essere beffati da parte di soggetti disonesti nel percorso di regolarizzazione previsto lo scorso anno per colf e badanti. In parallelo va riaperto però un canale di dialogo per attenuare le tensioni e indirizzare gli sforzi di tutti verso soluzioni possibili e non illusorie, perché la solidarietà è autentica se si realizza nella verità e nella giustizia. Stare dalla parte degli immigrati significa anche mettere a loro disposizione gli strumenti di comprensione necessari per non isolarsi e partecipare alla vita della società che li accoglie.


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Il fatto

LA VOCE DEL POPOLO 12 NOVEMBRE 2010

Iniziazione cristiana Un convegno

Una risposta comunitaria alla domanda: “e dopo?” Sabato 20 novembre il PalaBrescia teatro di una giornata di riflessione sull’itinerario di fede dei ragazzi che hanno ricevuto i sacramenti. L’esperienza di alcune zone della diocesi

I

a cura di Massimo Venturelli

Il cammino di iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi è ormai avviato in tutte le comunità della diocesi. A fianco di realtà esaurito il cammino di preparazione ai sacramenti della cresima e della comunione hanno ormai avviato quello successivo, ve ne sono altre (come si legge in queste stesse pagine) che stanno ancora affrontando il cammino percorso quinquennale dell’iniziazione cristiana. Tutte le parrocchie bresciane si sono misurate con la fatica, ma anche con le soddisfazioni, generate dala progettualità adottata nei primi anni 2000. Perché se è vero che il cambio di prospettiva nei percorsi per l’iniziazione

cristiana qualche fatica l’ha creata è indubbio che questa, risultati alla mano, non ha risparmiato soddisfazioni. Anche in quelle comunità in cui, per mille motivi, più impegnativo è stato avviare un progetto che investiva più di prima la responsabilità dei genitori i frutti non si sono fatti mancare. Se, come affermano parroci e curati che insieme a tanti laici sono impegnati in prima linea, è difficile valutare in termini numerici i risultati prodotti sul cammino di fede, è immediatamente riscontrabile la presa di coscienza a cui sono giunti i genitori circa l’importanza loro riservata nel cammino di iniziazione cristiana. Partecipano

L’amministrazione della cresima

agli incontri non tanto come un atto dovuto, ma con la consapevolezza di doversi rimettere in gioco, di doversi confrontare con un cammino di fede personale e familiare molto spesso interrotto al momento in cui sono usciti di chiesa dopo la celebrazione del matrimonio o del battesimo dei figli. Una ripartenza faticosa, dunque, ma per questo ancora più ricca di soddisfazione. Oggi che il cammino di iniziazione cristiana sta giungendo praticamente a termine in tante zone della diocesi si va, però, profilando all’orizzonte una nuova domanda che riguarda soprattutto i ragazzi. Sacerdoti, catechisti e genitori si chiedono “E dopo?”. Terminato l’“effetto traino” dei sacramenti, quali sono le possibilità di continuare l’itinerario di fede dei ragazzi, come fare loro capire che sono parte attiva della comunità cristiana e che la stessa si preoccupa della loro fede? Come far comprendere loro che ricevuti i sacra-

menti non si apre la stagione del “fuggi fuggi” ma il tempo della mistagogia, in cui sono chiamati a vivere pienamente da cristiani. “Uno stile di vita, un nuovo modo di essere che trasforma tutta la loro personalità − si legge nei sussidi messi a punto dall’Ufficio catechistico della diocesi − e rende possibile un nuovo modo di vivere e agire, più bello e virtuoso nei confronti di Dio e dei fratelli”. La ricerca di questo stile rende attuale la domanda “e dopo?” Qualche zona della diocesi se l’è già posta, altre cominciano a prenderla in considerazione. La diocesi, attraverso il suo ufficio catechistico, ha pensato a un momento comunitario, un convegno in cui riflettere proprio sulla pastorale degli adolescenti. L’appuntamento è, come ricordato anche in queste pagine, per sabato 20 novembre al Palabrescia dove alla presenza del vescovo Monari si cercherà una risposta corale.

Le zone della diocesi

Lo stato attuale di un cammino avviato nel 2004 Il convegno in programma al PalaBrescia sabato 20 novembre è un’occasione importante per fare il punto su un cammino che non tutte le zone della diocesi hanno avviato simultaneamente. La realtà è variegata: accanto a zone che hanno già avviato il cammino per preadolescenti e adolescenti ve ne sono altre che sono ancora alle prese con il percorso di iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi. Questo, a oggi, è lo “stato dell’arte” in diocesi: le tre zone partite col settembre 2004, quella XVII dell’Alto Garda, la XVIII dell’Alta Valle Sabbia, e la VI della Franciacorta, hanno terminato il primo percorso di Icfr e incominciano quest’anno il cammino di fede dei preadolescenti-adolescenti. Sei, invece, sono le zone che, partite nel settembre del 2005, hanno da poco avviato il tempo della mistagogia. Si tratta delle zone V del Sebino, XIV della Bassa Orientale del Chiese, XVI del Garda, XIX della Bassa Valle Sabbia, XXII della Valgobbia e XXIV Su-

burbana II. Le 17 partite nel settembre del 2006 (le cinque della città, le quattro della Valle Camonica, VIII della Bassa Occidentale dell’Oglio, IX della Bassa Occidentale, XII della Bassa Centrale Est, XIII della Bassa Orientale, XV Morenica del Garda, XX dell’Alta Valtrompia, XXIII Suburbana I, e la XXVII Suburbana V affrontano il 5° anno dedicato al tema “Lo Spirito Santo, la Chiesa e i sacramenti dell’Iniziazione cristiana” per celebrare i sacramenti della cresima ed eucaristia. Le quattro zone partite col settembre 2007 (la X della Bassa Centrale Ovest, la XI della Bassa Centrale, la XXI della Bassa Val Trompia e la XXV Suburbana III affrontano in questo 2010-2011 il 4° anno del percorso dedicato al tema “La storia della salvezza”. Chiudono l’elenco le due zone partite nel settore 2008 (la VII del Fiume Oglio e la XXVI Suburbana IV) con il terzo anno del percorso centrato sul tema “La scoperta del Dio di Gesù: il Padre”.

Foto di gruppo dopo la cresima


LA VOCE DEL POPOLO 12 NOVEMBRE 2010

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Franciacorta Don Gian Mario Chiari

Dalle emozioni alle motivazioni “Ad oggi circa l’80% dei ragazzi che per primi hanno sperimentato il nuovo percorso di iniziazione cristiana continuano a frequentare le iniziative loro proposte”. Non è questa percentuale, per altro più significativa rispetto a quelli che erano i numeri del dopo cresima del passato, a far esprimere a mons. Gian Mario Chiari, parroco di Rovato e vicario della zona V della Franciacorta che nel 2004 ha aperto la strada della nuova iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi, un giudizio positivo che si allarga anche all’anno della mistagogia. “Quello che mi preme sottolineare − afferma − è che questi ragazzi, adeguatamente motivati, forniscono un valido apporto alla vita della parriocchia”. Se un limite si deve trovare, è il pensiero del parroco, questo deve essere rinvenuto nella comunità parrocchiale che non sempre riesce a trovare a questi ragazzi occasioni per rendere concreto quel passaggio, tipico della mistagogia, dai sacramenti celebrati a quelli ricevuti. “È un passaggio − sottolinea ancora mons. Chiari − che richiede un dialogo preciso, intenso e continuativo tra educatori, adulti e ragazzi. Per questo è più che mai necessaria la presenza di adulti motivati, capaci di trasmettere entusiasmo ai ragazzi che hanno ricevuto i sacramenti”. In questa prospettiva continuano a mantenere una grande importanza gli incontri con i genitori. “Anche se non così frequenti come negli anni dell’iniziazione cristiana − afferma ancora il parroco di Rovato che dopo aver vissuto l’anno della mistagogia ha dato al cammino per i preadolescenti − continuano a essere parte integrante nell’educazione alla vita di fede dei loro figli”.

Alto Garda

Un percorso nuovo e salutare Le comunità che fanno parte della zona pastorale XVII dell’Alto Garda sono state fra le prime, nel settembre del 2004, ad intraprendere il nuovo percorso di iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi. Sei anni dopo si trovano così ad avere già sperimentato l’anno dedicato alla mistagogia. Con l’avvio del nuovo anno pastorale hanno avviato anche il cammino per i preadolescenti. Un tale percorso rende questa zona pastorale testimone attendibile di come possa essere pensato quell’“e dopo?” da cui prende le mosse il convegno del 20 novembre. “Nel procedere a questa prima valutazione − afferma don Vigilio Zanelli, parroco delle quattro comunità parrochiali di Tremosine − è necessario dividere quella che è stata la risposta dei ragazzi (che nella quasi totalità hanno proseguito nel cammino loro proposto anche dopo i sacramenti), da quella dei genitori, determinante, però, anche per la prima”. Circa il 60% degli interessati partecipa agli incontri messi in calendario. “Si tratta di numeri molto importanti − afferma il sacerdote − soprattutto se raffrontati con il vuoto che c’era prima”. Se queste percentuali di frequenza non dicono, come mette in evidenza don Zanelli, quanto il percorso di iniziazione cristiana abbia inciso sul cammino di fede dei singoli genitori, è altrettanto vero, però, che provano la loro voglia di mettersi in discussione nella loro vita di fede che si riverbera anche su quella dei figli. Genitori convinti sono, insomma, i migliori educatori dei figli. Buoni frutti ha prodotto anche la metodologia di invito messa a punto dal parroco e dai catechisti: non più l’invio in famiglia di inviti e promemoria scritti, ma una vera propria visita alle famiglie per dire dell’importanza che la comunità attribuisce al cammino con i genitori. “Per concludere − afferma ancora il parroco − non posso dimenticare che la nostra zona avendo fatto da apripista al progetto di iniziazione cristiana ha potuto godere anche di un accompagnamento particolare da parte dell’Ufficio catechistico che ha reso meno pesante la fatica”.

Il programma del convegno

Una giornata, due finalità Si tiene sabato 20 novembre con inizio alle 9 presso il PalaBrescia di via Ziziola il convegno diocesano sulla pastorale dei preadolescenti e degli adolescenti. L’appuntamento, come evidenzia don Renato Tononi, nella sua veste di direttore dell’ufficio catechistico, è duplice. “Prima di tutto − afferma − intende presentare in forma ufficiale il testo delle Linee diocesane mostrando il senso del documento e di alcune scelte di fondo”. La seconda finalità, invece, è quella di far superare lo scoraggiamento educativo nei confronti dell’età della preadolescenza e dell’adolescenza, offrendo motivi per credere ancora con fiducia nelle possibilità e nelle capacità educative della comunità. Il convegno è stato pensato avendo come punto di riferimento, così come è stato per il cammino di iniziazione cristiana, la zona pastorale. Dopo l’accoglienza è previsto, alle 9.30, l’intervento del vescovo Luciano Monari a cui farà seguito

la presentazione delle scelte di fondo delle già citate Linee diocesane. Alle 10.45 don Nico Dal Molin, direttore dell’Ufficio nazionale vocazioni, proporrà la relazione “Essere preadolescenti e adolescenti oggi e possibilità educative per la comunità cristiana”. Le domande dei presenti e la successiva replica del Vescovo chiuderanno la mattinata. Il convegno riprenderà alle 14.30 con la suddivisione dei partecipanti in gruppi ristretti per consentire una più agile riflessione sulle Linee diocesane. Cinque sono le linee tematiche scelte per la suddivisione in gruppi: le persone, gli ambienti, il modello educativo, le buone pratiche, la spiritualità del preadolescente e dell’adolescente. Alle 15.45 verranno riprese in sede assembleare le domande emerse nei lavori di gruppo. Alle 16.30, infine la conclusione. Al convegno sono stati invitati anche rappresentanti di associazioni, di realtà ecclesiali e di altre istituzioni educative.


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LA VOCE DEL POPOLO 12 NOVEMBRE 2010

Opinioni

di Giuseppe Mari

Famiglia

Famiglia cristiana e vita buona I Vescovi italiani hanno pubblicato i lineamenti del prossimo decennio pastorale dedicandoli alla “sfida educativa” che il testo della Cei collega alla “vita buona” come frutto della fede in Cristo. Si tratta di una felice intuizione che prende sul serio, affronta e respinge la convinzione da cui ha preso origine il nichilismo e continua ad alimentarsi il pregiudizio anticristiano a esso correlato: che la fede in Cristo renda l’essere umano meno capace di affrontare l’esistenza. Il cristianesimo, in realtà, introduce nella “vita buona”, come avevano chiaro i primi cristiani quando chiamarono la loro fede “via”, intendendo sottolineare che recava in se stessa – oltre al dono della salvezza eterna – un concreto e fruttuoso stile di vita, capace di far fiorire la persona già in questo mondo. Sul piano educativo, quindi, il cristianesimo ha qualcosa da dire, come peraltro dimostrano i venti secoli di storia che abbiamo alle spalle. E questo vale anche per la famiglia e per la pratica educativa che – tra evidenti difficoltà – si svolge in casa. Il documento della Cei conferma il “primato educativo” della famiglia (nn. 36-38), discendente dal fatto che i genitori sono depositari della prima e fondamentale responsabilità formativa rispetto ai figli. I Vescovi invitano i genitori alla “fortezza”, virtù quanto mai indispensabile oggi quando tutto sembra fluido, quindi fragile e volubile. Ma da dove trarre la fiducia indispensabile per affrontare l’“emergenza educativa” già denunciata da Benedetto XVI? Vorrei segnalare solo una delle pregevoli indicazioni offerte dagli orientamenti pastorali per il prossimo decennio. Si tratta del n. 25, in cui – prendendo le mosse dall’incontro tra Cristo e i due discepoli di Giovanni Battista che si uniranno a lui – il testo della Cei mostra la sapienza pedagogica delle parole di Gesù. Nella tradizione educativa cristiana si è a lungo insistito sulla presenza – soprattutto all’interno del Nuovo Testamento – di insegnamenti utili alla pratica educativa. Negli ultimi decenni, quella che veniva chiamata con espressioni come “pedagogia del Vangelo” oppure “pedagogia di Cristo” è stata messa da parte non per cattiva volontà ma perché si è fatta largo una legittima domanda di scientificità. Sennonché si è caduti nell’equivoco di accreditare unilateralmente la scientificità di ciò che non reca riferimenti confessionali, proprio quando – sul piano epistemologico – è diventato chiaro che non esiste alcuna conoscenza che prescinda da una qualche fede. Forse ora si tratta, anche dietro impulso dei Vescovi, di riprendere in mano alcuni vettori educativi non per cancellare quello che si è conquistato perseguendo una pedagogia “scientifica”, ma perché ci siamo ricordati che il fine della scienza non è la conoscenza, ma la persona.

di Alberto Zaina

Beni culturali

Il memento mori dei monumenti Crolla per incuria la Casa dei Gladiatori, a Pompei e giustamente si stigmatizza il fatto. Ma, ci si può chiedere se, di fronte agli altissimi costi del “recupero” il gioco valga la candela: cioè se per opere che comunque decadranno sempre più e spariranno un giorno, non sia quasi meglio che rimangano polvere visto che il destino finale è che ogni cosa ritorni “polvere”. Non è solo una “provocazione”: la teoria-principe del restauro (elaborata da Cesare Brandi negli anni Settanta del secolo scorso) recita che anche nei casi migliori, non si può che arrestare provvisoriamente l’inevitabile processo di degrado. In passato “restaurare” significava praticamente ridipingere, o ricostruire praticamente ex-novo. Da tempo (non più di mezzo secolo), nelle tecniche del restauro si esclude il “ripristino” delle condizioni iniziali, che non si conoscono, ma si possono solo presupporre. Ci si può chiedere oggi se non sia più opportuno produrre svariate ipotesi di ricostruzione virtuale delle condizioni iniziali dei monumenti invece dei costi elevatissimi per operazioni che talvolta producono un vero “accanimento terapeutico” per il monumento, cosa che – mi sia consentito esprimere una personalissima opinione – ritengo sia accaduto per l’”Ultima cena” di Leonardo. Nell’applicazione pratica la teoria del restauro può produrre esiti differenti. Se in un dipinto c’è una “mancanza”, non si tenta di “ricostruire” la parte mancante; l’intervento del restauratore, sotto il controllo della Sovrintendenza, si limita a dipingere con colori reversibili (ad acquarello) e con il tratteggio a righe (il cosiddetto “rigatino”) le “mancanze” secondo la brandiana “teoria della lacuna”. Lo scopo è di ottenere un effetto in cui si possa ridare l’effetto di insieme, dove però le parti “ricostruite” siano distinguibili, per i toni “abbassati”. Ma è a questo punto che sorgono le controversie: non c’è preciso criterio sulla dimensione della “lacuna” e tutto diventa opinabile, soprattutto per le lacune medio-piccole; per quelle grandi si lascia un colore neutro (grigio), mentre per quelle piccolissime quasi microscopiche, il restauro viene condotto con interventi altrettanto quasi microscopici avendo come esito un insieme di segni e colori più vivi: ciò è avvenuto nel caso dei restauri degli affreschi tardotrecenteschi nella controfacciata della Pieve della Mitria a Nave; però, nello stessa chiesa, nei restauri della famosa cappella di San Francesco, anche là dove non vi sono vistose lacune, il tono del colore è stato lasciato “leggero”, sbiadito, sollevando proteste e polemiche. Frutto di diverse opinioni nell’ambito di una stessa teoria.


LA VOCE DEL POPOLO 12 NOVEMBRE 2010

Popoli e continenti venturelli@lavocedelpopolo.it

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Società I timori di p. Mario Toffari

Dalla protesta all’insofferenza il passo è breve È questo il rischio più grande per il direttore dell’Ufficio migranti in prima linea nella gestione della delicata questione

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L’auspicio è che la protesta inscenata dai sei immigrati che sono saliti sulla gru del cantiere della metropolitana in San Faustino per protestare contro il manmcato rilascio del permesso di soggiorno termini il più presto possibile che il clima di tensione e di divisione possa finalmente sciogliersi lasciando il posto a una lettura della protesta svincolata da forzature e strumentalizzazioni. Il montare della tensione ha fatto passare in secondo piano il fatto che gli immigrati che stanno protestando avevano interpretato erroneamente quanto previsto dalla

a cura di Massimo Venturelli

regolarizzazione per colf e badanti. Il trascorrere dei giorni è stato caratterizzato, come molti temevano, dalla crescente contrapposizione fra le parti che se ha avuto il suo picco negli scontri tra forze dell’ordine e manifestanti si è alimentata anche di tante altre piccole spigolosità. Una su tutte le chiusura in merito ai rifornimenti di cibo ai dimostranti. Al divieto delle forze dell’ordine di mandare sulla gru cibi preparati da chi è vicino ai dimostranti si è contrapposto il no a quanto avrebbero messo a disposizione le istituzioni. Persino la mediazione affidata

alla Caritas (che ha dato mandato a p. Mario Toffari di provvedere fisicamente alla consegna dei generi alimentari da inviare sulla gru) ha incontrato più di una resistenza. Così come segnata dalle difficoltà è stata la discesa (nelle ore che hanno preceduto la stampa di questo numero di “Voce”) dalla gru di uno dei manifestanti per motivi di salute. Al no deciso delle forze dell’ordine alla richiesta di far salire sulla gru un medico si è in prima battuta contrapposta una risposta negativa alla discesa dell’immigrato in evidente stato di sofferenza fisica. Il muro contro muro ormai è totale, dopo il rifiuto per altro documentato anche sullo scorso numero del settimanale, di un primo tentativo di mediazione affidato con il consenso delle istituzioni e dei sindacati a padre Toffari. “Quello che più preoccupa − afferma lo stesso direttore dell’Ufficio migranti − è il crescente clima di insofferenza che sta montando in città. Anch’io sto incontrando difficoltà sempre maggiori nel trovare volontari che mi aiutino in questa vicenda”. Il rischio è alto, a tal punto che più di una realtà, dal sindacalismo alla politica, sta chiedendo a tutti un

passo indietro e un ritorno della ragionevolezza che non si faccia condizionare dalla piazza. Consapevoli del clima sempre peggiore si moltiplicano, come si legge anche in questa pagina, gli appelli di diverse espressioni della società civile. Padre Toffari, quotidianamente a contatto con la comunità straniera che vive e lavora a Brescia, da conto del disagio, della preoccupazione che sta venendo a galla anche in questa parte della popolazione. “I cittadini stranieri − afferma al proposito lo scalabriniano − temono di essere tirati nel mezzo di una polemica che appartiene soltanto a una piccolissima percentuale di immigrati”. Perché se è vero che i dimostranti sono sulla gru per chiedere il permesso di soggiorno per loro e per quegli altri 1700 che si sono visti rigettare la domanda, è altrattanto vero, prosegue padre Toffari, che ve ne sono altri che hanno scelto le vie previste dalla legge per rivendicare le loro ragioni. Sanno, gli immigrati, che una città ostile non fa differenza tra chi ha scelto di battere le strade previste dalla legge e chi, invece, ha optato per pratiche che vanno ben oltre i limiti della legalità.

Gli appelli della società civile

Continuare a praticare la strada del dialogo La protesta degli immigrati che si sono asserragliati sulla gru in via San Faustino sta procurando a Brescia una crescente insofferenza in una porzione sempre più consistente della popolazione. Dopo i primi giorni di concitazione in cui si è cercata la via della mediazione molte espressioni della società civile si sono rese conto che oltre alla dovuta attenzione per chi aveva scelto una via tanto clamorosa per dare voce alle proprie ragioni, era necessario pensare anche alla città perché non cogliesse l’occasione offerta dalla protesta per allargare ultieriormente la frattura nel suo tessuto. Si sono così moltiplicati gli appelli e i documenti. Nelle ultime ore alcune realtà dell’associazionismo cattolico hanno messo così a punto un appello (che proprio nelle ore in cui questa edizione del settimanale va in stampa è frutto di letture e approfondimenti per un allargamento della sua condivisione, ndr:) in cui dopo aver preso atto di come la protesta della gru abbia messo in luce, con dramma-

ticità ed efficacia, sia sul piano locale che nazionale, l’esistenza di una vera e rilevante questione riguardante l’accertamento ed il riconoscimento di diritti, l’assegnazione dei permessi di soggiorno o le istanze di regolarizzazione, si evidenzia però la necessità di “esprimere un forte impegno per individuare e praticare le strade più corrette per una positiva soluzione di legalità”. Pienamente consapevoli del clima di chiusura che sembra segnare la vicenda gli estensori dell’appello (partito dalle Acli) chiedono di “riaprire i canali di un dialogo anche con la costituzione di un Tavolo sociale ed istituzionale per un confronto sulle problematiche aperte e sulle auspicabili proposte concrete da individuare, per proporre una soluzione dignitosa per lavoratori che sono già impegnati nelle attività lavorative a Brescia”. Anche le parrocchie dell’unità pastorale del Centro storico che in queste ore stanno vivendo gli ultimi appuntamenti della Settimana della carità hanno rivolto il loro pensiero alla

situazione drammatica in corso all’ombra della basilica di San Faustino. In uno scritto pubblicato su un foglio edito dalla parrocchia dei Santi Patroni i sacerdoti dell’unità pastorale sottolineano “la necessità, in questo conflitto, di eliminare ogni soluzione che presupponga la forza, la violenza, l’ostracismo e la chiusura totale al dialogo”. “Rifiutiamo − continuano − ogni forma di strumentalizzazione ideologica della protesta, sia da parte di chi usa il disagio degli stranieri e le loro attese per perseguire ben altri obiettivi, sia da parte di chi usa il disagio provocato dagli stranieri ai bresciani per operare scelte che imboccano la strada opposta alla integrazione, alla educazione alla legalità e al rispetto reciproco nella comune osservanza dei doveri e applicazione dei diritti”. Un pensiero, però, è dedicato anche ai cittadini bresciani perché non dissipino “con poche scelte sbrigative un patrimonio umano e cristiano di idee e di opere che è sempre stato fonte di serenità, pace, prosperità”.


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Popoli e continenti Mondo

LA VOCE DEL POPOLO 12 NOVEMBRE 2010

Medio Oriente Un’esperienza insolita

Un calcio e la convivenza si fa possibile Nelle scorse settimane la seleçao dei sacerdoti italiani ha accolto l’invito per un incontro di calcio a Betlemme con la nazionale palestinese. Tra i convocati per la manifestazione anche i bresciani don Jordan Coraglia e don Sergio Contessi

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E se fosse un pallone ad arrivare laddove anche i più imponenti sforzi della diplomazione fanno fatica a giungere? La domanda, ascoltando il racconto di don Jordan Coraglia e di don Sergio Contessi, appare legittima. I due sacerdoti bresciani sono stati infatti tra i convocati della “seleçao” dei preti italiani che nei giorni scorsi ha preso parte a “Un goal per i bambini senza confini”. I sacerdoti sono infatti volati a Betlemme per contendere alla Federazione calcio della Palestina la conquista della prima edizione di un trofeo calcistico promosso dalla Fondazione Giovanni Paolo II, dall’As-

a cura di Massimo Venturelli La squadra dei sacerdoti schierata allo stadio di Betlemme

sociazione Oasi di pace, dalla Custodia della Terra Santa e dalla Footbal Academy, realtà che da fronti diversi operano per dare un futuro di pace a quest’area particolarmente tormentata. Obiettivo prioritario della manifestazione non è stato certo quello di mettere a confronto due diverse esperienze calcistiche ma di evidenziare come lo sport possa essere veicolo per il superamento di tante barriere che si frappongono al dialogo di pace. “L’iniziativa −ricorda don Jordan Coraglia − era già stata messa in calendario due anni fa, ma difficoltà di varia natura avevano fatto saltare il

viaggio”. L’esperienza si è concretizzata nelle scorse settimane quando la squadra dei sacerdoti ha potuto compiere il viaggio e incontrare una realtà profondamente diversa da quella raccontata solitamente dai grandi mass media. “Abbiamo avuto modo di incontrare − hanno raccontato i due sacerdoti bresciani − una realtà in cui musulmani e cristiani convivono pacificamente e, insieme, patiscono gli effetti dell’isolamento imposto da Israele”. In questo contesto lo sport, come hanno testimoniato i responsabili della federcalcio palestinese alla squadra italiana, diventa una delle vie

per rompere questo isolamento e per costruire nuovi ponti. I sacerdoti italiani sono stati accolti con tutti gli onori. “Betlemme − continuano − aspettava l’evento sportivo e alte erano le attese”. La seleçao è stata trattata come una vera e propria rappresentanza sportiva e ha potuto incontrare non solo i vertici calcistici locali, ma anche il primo ministro palestinese che ha rimarcato anche il peso politico di questa presenza. La partecipazione al trofeo palestinese non pare aver fatto bene solo alla realtà locale che ha accolto i sacerdoti italiani. Qualche reazione il viaggio l’ha provocata anche

Un momento carico di significati

La partita più importante continua a essere quella per la pace Quella a Betlemme è stata per la squadra dei sacerdoti italiani la prima esibizione all’estero dopo 112 incontri disputati in lungo e in largo per l’Italia. La trasferta è durata dal 25 al 29 ottobre scorso e ha portato i sacerdoti partecipanti a vivere anche importanti momenti religiosi oltre alla pure affascinante sfida calcistica con la nazionale palestinese giocata allo stadio Al-Khader di Betlemme. Nei giorni di permanenza in Terra Santa la compagine italiana non ha dimenticato la sua particolare composizione è così c’è stato anche tempo per compiere una sorta di pellegrinaggio sui luoghi simbolo della religione cristiana. “Anche questi appuntamenti − concordano i due sacerdoti bresciani che hanno fatto parte della spedizione, − ci hanno aiutato a comprendere un po’ di più la realtà locale”. Una realtà che vede la parte (senza distinzione tra musulmani e cristiani) palestinese della popolazione vivere senza precisi punti di riferimento e in balia di una politica, quella adottata da Israele, che in nome della sicurezza non presta grande attenzione ad alcuni diritti ele-

mentari. Una mancanza di certezze, ricordano i sacerdoti, che non risparmia nemmeno chi ha fatto dello sport la propria professione e che per certi versi può essere considerato un privilegiato. “Nonostante la federcalcio palestinese sia riconosciuta dalla Fifa e dall’Uefa − raccontano − vive una costante situazione di incertezza”. Nei mesi scorsi, per esempio, il presidente dell’Uefa Michel Platini ha inviato in Palestina divise e attrezzature per avviare al calcio i più piccoli, ma difficoltà burocratiche israeliane tengono il tutto ancora fermo in dogana. “Allo stesso modo – continuano i sacerdoti bresciani – incontrano spesso difficoltà a rispondere alle convocazioni della loro nazionale anche molti dei calciatori palestinesi che militano fuori dalla Palestina stessa”. Nonostante questi limiti il calcio continua a essere un importante ponte che, sopratutto fra i più giovani, consente di scavalcare ostacoli e barriere. “Le persone che abbiamo avuto modo di incontrare nel corso dell’esperienza vissuta in Terra Santa – è ancora la testimonianza di don Jordan Coraglia e

don Sergio Contessi – ci hanno chiesto di portare in Italia, nelle nostre comunità proprio questo messaggio di grande universalità che lo sport può aiutare a trasmettere in realtà per altri versi profondamente dilaniate”. Il compito loro assegnato non resterà lettera morta. I calciatori che hanno preso parte alla trasferta in Palestina hanno già pensato di organizzare in Italia una serie di incontri per macro aree per presentare l’esperienza vissuta. I due sacerdoti bresciani sono già al lavoro per organizzare un incontro per gli oratori bresciani, bergamaschi e veronesi nel quale raccontare di un viaggio che ha avuto nel momento calcistico soltanto una, per altro importante, parentesi. “C’è poi un sogno nel cassetto della nostra squadra – affermano –: quello di poter rinnovare la sfida calcistica con la nazionale palestinese (anche per riscattare l’8 a 1 finale, ndr.) e riuscire a organizzare magari un triangolare con una squadra isrealiana”. Se ciò fosse possibile sarebbe la prova che sulla strada della pace più di tanti atti della diplomazia può, forse, un calcio a un pallone.


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Un convegno a Brescia

Volontari per l’intercultura

in chi aveva una conoscenza mediata di questa realtà. “Personalmente − afferma don Sergio Contessi − il viaggio a Betlemme mi ha aiutato a rivedere alcune opinioni sulla realtà palestinese che si è rivelata profondamente diversa da come la dipingono i mezzi di comunicazione”. Non è, insomma, quello palestinese un popolo lacerato da integralismi. “È invece una realtà − continua il sacerdote − in cui l’integrazione è via praticata nella quotidianità”. Una via che trova nella presenza cattolica (con scuole, accademie sportive e altre realtà ancora) un importante punto di riferimento.

Nata nel 2005

Quando i preti giocano da Dio La Seleçao sacerdoti calcio nasce come associazione no profit nel 2005 per partecipare ad eventi e partite di calcio a scopo benefico in giro per l’Italia. “I motivi che hanno spinto noi sacerdoti a dare vita a questo progetto della seleçao – afferma il capitabo don Enrico Nespoli – sono stati il desiderio di portare il vangelo in ogni ambiente, la comune passione per il calcio e la disponibilità a collaborare alle iniziative di solidarietà a favore di associazioni e onlus”. Compatibilmente con gli impegni pastorali, i sacerdoti della squadra accolgono sempre volentieri l’invito a partecipare alle manifestazioni a scopo benefico. Sono un centinaio i sacerdoti che costituiscono la rosa della seleçao. Arrivano da un po’ tutte le diocesi italiane e sono coordinati dal toscano Moreno Buccianti. Quattro sono, attualmente, i sacerdoti bresciani a fare parte della squadra. Oltre a don Jordan Coraglia e a don Sergio Contessi che hanno preso parte alla “trasferta” palestinese partecipano alle attività della squadra anche don Giuseppe Albini e don Alberto Boscaglia. Direttore generale della seleçao sacerdoti (che ha anche un proprio sito internet www.sacerdoticalcio.it) è don Antonio Mazzi.

Trascorrere alcuni mesi oppure un anno intero all’estero per studiare è sicuramente un’esperienza unica e arricchente per un giovane, così come può essere significativo ospitare nella propria famiglia un ragazzo straniero che viene a studiare nella nostra città. Ma come avvicinarsi a questo tipo di proposte? Come avere suggerimenti ed indicazioni in merito? Per informarsi sui programmi di studio all’estero o sulla possibilità di accogliere uno studente ci si può rivolgere, anche a Brescia, all’associazione Afs-Intercultura. “Intercultura” è un’organizzazione internazionale di volontariato che promuove e organizza, dal 1955, scambi ed esperienze interculturali, inviando ogni anno quasi 1500 ragazzi delle scuole secondarie a vivere e studiare all’estero ed accogliendo, nel nostro Paese, altrettanti giovani di ogni nazione che scelgono di arricchirsi culturalmente trascorrendo un periodo di vita nelle nostre famiglie e nelle nostre scuole. “Intercultura”, inoltre, organizza seminari, conferenze, corsi di formazione per presidi, insegnanti e volontari sul tema degli scambi culturali. Ogni anno l’associazione mette a disposizione, tramite bando di concorso, delle borse di studio per gli studenti interessati ad intraprendere questo tipo di percorso. Lo scorso fine settimana, dal 5 al 7 novembre a Brescia si è svolto il 63° Congresso nazionale di “Intercultura”: diverse e molto interessanti le iniziative e le riflessione proposte. In particolare, venerdì 5 novembre, nella sala congressi del Museo di Santa Giulia, si è tenuta una tavola rotonda sul tema “Internazionalizzazione della scuola e scambi scolastici interculturali”. Ha introdotto i lavori Annarita Marini, presidente del centro locale di Brescia di Intercultura, che ha ricordato il lavoro svolto dalla sezione in questi anni. Sono seguiti i saluti dell’assessore all’Istruzione del Comune di Brescia, Andrea Arcai, del consigliere della Fondazione Asm, Daniela Maffoni e del presidente nazionale di Afs-Intercultura Francesco Favotto. Tra i relatori: Donatella Paloma presidente della Sicese (Sezione italiana della Comparative Education Society in Europe), Massimo Spinelli dell’Associazione nazionale dirigenti e altre professionalità della scuola, Sergio Pecorelli rettore dell’Università degli Studi di Brescia, Morena Modenini dell’Ufficio scolastico regionale e Roberto Ruffini, segretario generale di Intercultura. Diversi ed importanti gli argomenti approfonditi tra cui: il ruolo della scuola nell’intercultura, la diffidenza di molti insegnanti verso gli scambi e i soggiorni all’estero degli studenti, la difficoltà di valutare gli alunni che rientrano dopo lo scambio culturale, l’internazionalizzazione della scuola e il programma di valutazione internazionale dello studente fondato sulle competenze. Tutti i relatori hanno rimarcato la necessità di fare rete tra i vari attori coinvolti negli scambi e l’opportunità di promuovere maggiormente questo tipo di esperienze. Nella corso dell’incontro sono stati illustrati i risultati della ricerca “Internazionalizzazione della scuola, scambi e dialogo interculturale. Il ruolo degli insegnanti” curata da Donatella Paloma. Lo studio ha messo in evidenza il nodo problematico costituito dal ruolo e dall’atteggiamento degli insegnanti rispetto agli scambi scolastici, con particolare riferimento agli scambi individuali di lungo periodo e nella prospettiva di una crescente internazionalizzazione della scuola, con particolare interesse alla valenza formativa e di acquisizione di competenze e conoscenze di natura curricolare. Per maggiori informazioni sull’attività di “Intercultura” è possibile consultare il sito www.interculturabrescia.it .

Un momento del convegno


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Popoli e continenti Europa

LA VOCE DEL POPOLO 12 NOVEMBRE 2010

Bruxelles Una tavola rotonda

“Inclusione attiva” Non è una ricetta miracolistica, ma soltanto una via proposta da una Raccomandazione europea nella lotta alla povertà prevista dal piano “Europa 2020”

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Paolo vive ad Anversa. Ha cinquanta anni, ama stare con i suoi amici e discutere di attualità politica e sportiva. Paolo è handicappato mentale e si batte per gli interessi delle persone disabili affinché siano prese in maggiore considerazione dalle autorità pubbliche. Le sue difficoltà motorie e di linguaggio non gli hanno impedito di invitare il sindaco di Anversa a una presentazione sulle difficoltà di accesso al lavoro delle persone con disabilità. Il suo coraggio e la sua determinazione hanno portato frutto. Il sindaco lo ha assunto nella sua squadra per una politica comunale più inclusiva. Il caso di Paolo è stato al centro di una tavola rotonda che si è svolta a Bruxelles nelle scorse settimane per discutere un documento pubblicato dalla Commissione europea nel mese di ottobre 2008: la raccomandazione “Inclu-

di Guillame Frison

sione attiva”. La Raccomandazione si propone una strategia globale per far uscire le persone dalla povertà, attraverso l’applicazione di tre pilastri: lo sviluppo di un mercato del lavoro inclusivo, la determinazione di un reddito minimo e l’accesso a servizi di qualità. Organizzato dalla Commissione europea e dalla Presidenza del Consiglio dell’Unione europea − il Belgio in questo semestre − la Tavola rotonda su povertà ed esclusione sociale tenta ogni anno dal 2002 di portare il tema dell’esclusione sociale nell’agenda politica. Dal 2009, si concentra sull’attuazione della raccomandazione. La sfida per l’Ue è enorme: far uscire 20 milioni di persone dalla povertà entro il 2020 (Strategia “Europa 2020”). Provenienti da tutta Europa, gli esperti si sono ritrovati a discutere in sei workshop. Mentre i primi

quattro si sono centrati sui pilastri della Raccomandazione (un gruppo di lavoro ha affrontato specificamente il caso particolare della povertà infantile), il quinto workshop ha invece messo a tema la questione della governance e il sesto laboratorio ha parlato della Strategia di “Europa 2020”. È stato lanciato un appello generale alla Commissione europea affinché sviluppi una politica più attiva in modo che il testo della Raccomandazione non rimanga lettera morta. Il salario minimo è una delle priorità della Presidenza belga. A questo proposito gli esperti hanno raccomandato alla Commissione di garantire che tali entrate di reddito siano accessibili al maggior numero di persone, non siano discriminatorie e soprattutto siano adeguate alle necessità dei poveri. In particolare, gli esperti hanno sottolineato la necessità di coinvolgere direttamente

le persone nella definizione di questi criteri. Infatti, la definizione di povertà (coloro che hanno un reddito al di sotto del 60% rispetto al reddito medio nazionale) non riflette la diversità delle situazioni. Essa cioè fa riferimento solo alla povertà finanziaria, senza prendere in considerazione altri aspetti della povertà come l’accesso ai servizi. Coinvolgere direttamente le persone che vivono in condizioni di povertà, permette di correggere la visione generale del ‘povero’ e ampliare la comprensione del fenomeno. Sulla base di questa richiesta, la Presidenza belga ha già annunciato l’intenzione di attuare una procedura di revisione del bilancio edha affermato che sottoporrà le sue conclusioni agli altri Stati membri alla fine di novembre, sperando di stimolare il dibattito tra i governi e la società civile.

I dati di Eurostat

Ancora in crescita il numero dei disoccupati nell’Europa dei 27 Rimangono elevati i livelli di disoccupazione nell’Unione europea e in gran parte dei Paesi aderenti la situazione del mercato del lavoro non accenna a migliorare. L’instabilità finanziaria mondiale, trasformatasi oltre due anni fa in crisi economica, si riflette sui dati dell’impiego, colpendo soprattutto le realtà nazionali più esposte, le regioni periferiche e quelle già meno sviluppate, e i giovani. Nei giorni scorsi Eurostat ha reso noti i livelli della disoccupazione nell’Ue, i quali hanno raggiunto la media del 10,1% nella zona euro. Nell’Ue27, invece, il dato medio è di poco inferiore: 9,6% (dati settembre 2010). Secondo le stime dell’ufficio statistico dell’Unione, le persone senza impiego sono così salite a 23 milioni e 109mila (quasi 16 milioni nella sola zona dell’euro). A livello nazionale, Paesi Bassi (4,4%) e Austria (4,5%) confermano i dati più

contenuti, mentre le realtà più preoccupanti sono ancora quelle di Spagna (20,8%), Lettonia (19,4), Estonia e Lituania. Ma la disoccupazione è sopra la media Ue anche in Bulgaria, Portogallo, Ungheria, Grecia, Irlanda e Slovacchia. In Germania il dato è del 6,7%, in Francia del 10,0, nel Regno Unito del 7,7, in Italia dell’8,3 e in Polonia del 9,6%. Rispetto alla precedente rilevazione, alcuni Paesi hanno visto una leggera contrazione della disoccupazione (fra cui Germania, Austria, Ungheria), mentre il mercato del lavoro è peggiorato nelle repubbliche baltiche e in Grecia. Analizzando i dati di medio e lungo periodo appare evidente come la perdita dei posti di lavoro sia da attribuire direttamente alla recessione: i livelli più bassi di disoccupazione si erano infatti verificati tra la fine del 2007 e la prima metà del 2008: poi, con l’arrivo in Europa

della crisi generatasi negli Stati Uniti (estate 2008), sono giunti i licenziamenti e altri simili provvedimenti da parte delle imprese europee ormai in crescente difficoltà. Eurostat registra fra l’altro l’incremento della disoccupazione femminile: 9,6% nell’Ue27. Il dato per i giovani s’è ulteriormente aggravato: nell’Ue27 è al 20,3%. “I tassi di disoccupazione su scala regionale presentano forti disparità nell’Ue27”: è questo un ulteriore aspetto sottolineato da Eurostat, che ha analizzato la situazione lavorativa nei 271 territori in cui si suddividono amministrativamente gli Stati Ue. Il dato più contenuto si segnala, come c’era da aspettarsi, nella regione olandese dello Zeeland, con 2,1% di senza lavoro; sul versante opposto, la disoccupazione raggiunge il 27,1% nel dipartimento francese d’oltremare della Réunion.


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Francia

Un anno di riflessione sulla famiglia La Chiesa cattolica di Francia apre un anno di riflessione e mobilitazione sulla famiglia con il lancio di un blog tematico e una serie di eventi in varie città che culmineranno nel 2011 con un colloquio a Parigi su “Famiglie 2011: una forza di umanizzazione, un’arte di vivere” e un incontro nazionale delle famiglie e Lourdes in ottobre. A dare il via all’anno è stato il Consiglio episcopale Famiglia e società nell’ultima Assemblea plenaria dei vescovi francesi con il lancio del blog tematico, www.blogfamilles2011.fr. In un dossier per la stampa, i promotori spiegano così il motivo dell’iniziativa: “Oggi le famiglie hanno assunto volti molteplici. Famiglia classica, famiglia ricomposta, famiglia monoparentale: gli aggettivi, divenuti inevitabili, mostrano che la parola famiglia ricopre ormai realtà molto differenti”. E aggiungono: “a causa di tutti questi cambiamenti, i legami della famiglia sono divenuti fragili”.

Consiglio d’Europa

La presidenza della Turchia

Una piattaforma condivisa Nel corso della tavola rotonda tenuta a Bruxelles si è anche dibattuto della creazione di una piattaforma di lotta contro la povertà. L’idea è abbastanza nuova, in quanto la si trova tra le sette iniziative-chiave previste per l’attuazione della strategia “Europa 2020”. Si tratta però ora di capire come organizzare questa piattaforma. La prima proposta mira a sviluppare un approccio globale alla povertà e all’esclusione, integrando tra loro aspetti quali la salute, lo sviluppo economico, i giovani, l’ambiente e anche le regioni. Ciò richiede però l’adozione di una strategia d’insieme, in grado di dare slancio all’azione e al coordinamento. Secondo gli esperti, un importante strumento di coordinamento potrebbe essere dato da una valutazione sistematica dell’impatto delle misure di politica sociale. Già previsto in Europa nel trattato di Lisbona, una tale analisi avrebbe il vantaggio non solo di tenere maggiormente conto della situazione dei poveri (soprattutto in questi tempi di crisi economica e finanziaria), ma anche di cambiare gradualmente la mentalità dei politici. Un altro strumento proposto dagli esperti è lo sviluppo di piani d’azione nazionali. Questi piani permetterebbero di stabilire strategie coerenti ed efficaci, a patto però che siano in grado di coinvolgere gli attori della società civile e − ovviamente − coloro che sono direttamente interessati dal problema. Questi piani nazionali, però, richiedono un coordinamento europeo perché la lotta contro la povertà possa realmente eliminare le disparità tra Stati membri. In una Unione senza confini, non è realistico credere di poter risolvere la povertà nel Nord, senza diminuirla anche al Sud; di vincerla a Est e non a Ovest. Le migrazioni vanificherebbero gli sforzi nazionali e ciò favorirebbe il radicalismo dell’estrema-destra. La lotta alla povertà deve quindi essere coordinata a livello europeo. Alla Commissione europea spetterà sempre più il compito di guidare e coordinare le linee direttrici che orientano l’azione degli Stati membri per combattere povertà ed esclusione sociale.

È avvenuto il 10 novembre il passaggio di consegne per la guida semestrale del Consiglio d’Europa. La presidenza del Comitato dei ministri, organo decisionale del CdE, affidata alla ex Repubblica jugoslava di Macedonia, ha consegnato il testimone alla Turchia che lo terrà sino al maggio 2011. Il ministro degli affari esteri e presidente uscente, Antonio Milososki, ha presentato i risultati registrati dalla presidenza del suo Paese; quindi Ahmet Davutoglu, ministro turco degli esteri, ha esposto le priorità della nuova presidenza per i prossimi sei mesi. Il Comitato dei ministri è composto dai titolari dei dicasteri degli esteri dei 47 Stati membri o dai loro rappresentanti diplomatici a Strasburgo (sede dell’organizzazione); si tratta di un’istanza governativa, “nel cui ambito si possono discutere su un piede di parità i vari approcci nazionali relativi ai problemi che devono fronteggiare le società dei Paesi europei”.

Aiccre

Più ruolo per le regioni “Un ruolo sempre più centrale” dell’Aiccre nella politica nazionale ed europea. È la prospettiva espressa nel corso della direzione nazionale, dai dirigenti dell’associazione, sezione italiana del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa (Ccre), realtà che raggruppa gli amministratori di oltre 100mila enti territoriali in 26 Paesi dell’Unione europea, dell’Europa centrale e orientale e di Israele. Tra le iniziative promosse recentemente a ridefinizione degli obiettivi del Forum delle città dell’Adriatico e dello Ionio (Spalato, 21-22 ottobre 2010) con l’impegno a far nascere la macroregione dell’Adriatico-Ionica nel 2014; la partecipazione alla 19ª sessione del Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa; l’impegno per la creazione di una Confederazione tra le diverse associazioni di autonomie locali. “Il nostro obiettivo – hanno commentato i dirigenti dell’Aiccre – è quello di costituire un sempre più autorevole punto di riferimento per i poteri locali il cui ruolo in Europa è ancora più forte con il Trattato di Lisbona. In questo modo possiamo continuare quel percorso verso l’Europa unita e solidale intrapreso dai padri costituenti”.


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LA VOCE DEL POPOLO 12 NOVEMBRE 2010

Jacopo Negretti detto Palma il Giovane (Venezia 1548 ca-1628) Allievo e continuatore dell’opera di Tiziano è tra i maggiori artisti del Rinascimento veneto. La sua opera, ben attestata anche nel Bresciano, è stata alla base della pittura di diversi interpreti locali tra i quali Francesco Giugno e Antonio Gandino. “Martirio dei santi bresciani”. Brescia, Santuario di Sant’Angela Merici (già Sant’Afra).

La misura dei tempi di Giuseppe Fusari

Il Vangelo della domenica XXXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO Dal Vangelo secondo Luca (21, 5-19) In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio e delle belle pietre e dei doni votivi che lo adornavano, Gesù disse: “Verranno giorni in cui, di tutto quello che ammirate, non resterà pietra su pietra che non venga distrutta”. Gli domandarono: “Maestro, quando accadrà questo e quale sarà il segno che ciò sta per compiersi?”. Rispose: “Guardate di non lasciarvi ingannare. Molti verranno sotto il mio nome dicendo: ‘Sono io’ e: ‘Il tempo è prossimo’; non seguiteli. Quando sentirete parlare di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate. Devono infatti accadere prima queste cose, ma non sarà subito la fine”. Poi disse loro: “Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno, e vi saranno di luogo in luogo terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandi dal cielo. Ma prima di tutto questo metteranno la mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagòghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome. Questo vi darà occasione di render testimonianza. Mettetevi bene in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò lingua e sapienza, a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere, né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e metteranno a morte alcuni di voi; sarete odiati da tutti per causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo perirà. Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime”.

È un avvertimento: non bisogna lasciarsi ingannare dall’ansia della fine. È nel cuore dell’uomo il sentimento che la fine di tutto debba coincidere con la propria fine personale. È una specie di bisogno, una necessità psicologica, quella di immaginare che non ci possa essere futuro senza di noi. Ed è così radicato questo bisogno che spesso lo proiettiamo come ansia, desiderio e, in fondo, come speranza. La fine. Così ha presa il messaggio della fine, il sentimento del tempo ultimo. Ma è un’idea deformata perché non è il compimento dell’attesa ma il bisogno che il compimento soddisfi la nostra paura del futuro. Gesù dice di non lasciarci ingannare: prima è necessario il tempo dell’attesa e della testimonianza. Fino alla testimonianza estrema. In questo modo si scontrano due misure diverse del tempo, anzi dei tempi: quella del nostro limite e quella del futuro di Dio. Il nostro limite chiede la fine; il futuro di Dio chiede la nostra testimonianza. La tentazione del volere la fine è risposta alla nostra limitazione; la speranza del futuro di Dio chiede piuttosto la testimonianza. Che è testimonianza come antidoto alla paura perché spiega i segni che accadono e che non sono segno della fine ma del bisogno di allinearsi al futuro di Dio. Non ci sono segni che parlano da soli: ci sono segni, anche terribili, che possono essere letti alla luce della fede. Ed è questo che è richiesto a chi crede. La testimonianza passa attraverso i segni perché li spiega e diventa indizio per capire il futuro di Dio. Ciò che conta

allora non è la fine e quello che potrebbe sembrare la fine. Le catastrofi non sono la fine, così come le voci di chi vuole confondere e far credere presente quello che è solo futuro. Questa è la coscienza del cristiano, il suo compito e la sua grandezza. Non ci sono tribunali o giudici che possano zittire questa testimonianza. E proprio questa testimonianza che non accetta di fermarsi al presente, alla paura, all’attesa terrorizzata della fine è la prima voce che si leva per dire che Dio è attesa, e che nostro compito è tener viva questa attesa. I tempi di Dio si misurano così: sulla durata dell’attesa di Lui. Come di quello che si ama. Perché non c’è attesa sufficiente a far desistere l’innamorato; non c’è tempo più lungo ma altrettanto così pieno come quello nel quale si attende quello che si ama. Gesù dice di concentrarsi su questo tempo e non sul tempo chiuso della fine, sulla claustrofobia del nostro volerci eterni e del nostro percepirci mortali. Il tempo dell’attesa che diventa testimonianza è il tempo che sconfigge la paura della fine perché apre la nostra dimensione mortale alla sconfinata presenza di Dio. Che è futuro perché spinge verso il futuro e non si accontenta dei meccanismi che caratterizzano il nostro bisogno di piccole sicurezze. Perseverare. È questa la parola finale e il senso dell’apertura. Perseverare è non aver paura di quello che si aspetta, perché in fondo all’attesa c’è la certezza che colui che si aspetta verrà. È testimonianza nel presente di un futuro che non ci può mancare.


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Benedetto XVI Il Papa in Spagna

Ecclesia onger@lavocedelpopolo.it

Coscienza umana e coscienza cristiana

È

di Fabio Zavattaro

È come un sogno realizzato solo a frammenti, la Sagrada Familia di Barcellona; come una vita a metà in cui l’ultima parola non è stata ancora scritta. Ma, d’altra parte, era proprio Antoni Gaudì a ripetere che il suo cliente non aveva fretta. E così la costruzione dell’unica cattedrale europea ancora in cantiere è avventura dal sapore medioevale tra interruzioni, guerre e riprese. Eppure la parola ultima è già scritta e la ritroviamo proprio nella realizzazione di questa chiesa che, per volontà di Gaudì, doveva essere un’omelia di pietra. Un linguaggio originale, che si rivolge in modo particolare alla gente comune, al popolo di quella zona, sobborgo emarginato di Barcellona, che vive la crisi del modello economico dell’Ottocento. Gaudì vuole che la chiesa sia opera loro, che cresca e si edifichi con il loro contributo; con un linguaggio evangelico potremmo dire che ai finanziamenti pubblici preferisce l’obolo della vedova, proprio come le chiese che il popolo, i lavoratori del porto, gli artigiani hanno voluto costruire, spesso con le loro mani, nella Barcellona del quattordicesimo secolo. Ispirato dall’ardore della fede cristiana e dalla devozione alla Sacra famiglia di Nazaret, ricorda papa Benedetto all’Angelus, pronunciato davanti alla facciata della natività della Sagrada Familia, “il genio di Gaudì

riuscì a trasformare questa chiesa in una lode a Dio fatta di pietra”; una lode che “così come avvenne per la nascita di Cristo, avesse come protagoniste le persone più umili e semplici”. Gaudì visse coerentemente il messaggio che proponeva con la realizzazione della chiesa; dedicò l’intera sua vita, vivendo come un monaco nel deserto della città, trasformando la sua stessa esistenza: cristiano coerente, dice di lui il Papa, “la cui fiaccola della fede arse fino al termine della sua vita, vissuta con dignità e austerità assoluta”. Il messaggio che il Papa propone, nella seconda giornata del suo viaggio in Spagna, è appello alla famiglia perché sia aiutata e difesa; è invito a “superare la scissione tra coscienza umana e coscienza cristiana, tra esistenza di questo mondo temporale e apertura alla vita eterna, tra la bellezza delle cose e Dio come bellezza”. E la bellezza, afferma, “è la radice dalla quale sorgono il tronco della nostra pace e i frutti della nostra speranza. La bellezza è anche rivelatrice di Dio”. Un Dio il cui volto è amore; un Dio “di pace e non di violenza, di libertà e non di costrizione, di concordia e non di discordia”. Le parole di papa Benedetto sono un forte appello agli Stati perché difendano la vita dal concepimento alla morte naturale e aiutino le famiglie nate dal matrimonio tra un uomo e una donna, che della vita rappresentano il fondamento. Oggi, ha affermato nell’omelia, “le condizioni di vita sono cambiate e con esse si è progredito enormemente in ambiti tecnici, sociali e culturali”, ma non possiamo accontentarci di questi progressi. “Con essi devono

essere sempre presenti i progressi morali, come l’attenzione, la protezione e l’aiuto alla famiglia, poiché l’amore generoso e indissolubile di un uomo e una donna è il quadro efficace e il fondamento della vita umana nella sua gestazione, nella sua nascita, nella sua crescita e nel suo termine naturale”. Una questione non solo di fede ma anche di democrazia dunque, perché “solo laddove esistono l’amore e la fedeltà, nasce e perdura la vera libertà”. Per questo ribadisce, nella Spagna di Zapatero, dove le politiche su coppie e adozioni gay, divorzio e aborto hanno suscitato la fiera opposizione delle gerarchie cattoliche, che “la Chiesa invoca adeguate misure economiche e sociali affinché la donna possa trovare la sua piena realizzazione in casa e nel lavoro, affinché l’uomo e la donna che si uniscono in matrimonio e formano una famiglia siano decisamente sostenuti dallo Stato, affinché si difenda come sacra e inviolabile la vita dei figli dal momento del loro concepimento, affinché la natalità sia stimata, valorizzata e sostenuta sul piano giuridico, sociale e legislativo. Per questo la Chiesa si oppone a qualsiasi forma di negazione della vita umana e sostiene ciò che promuove l’ordine naturale nell’ambito dell’istituzione familiare”. È Cristo stesso, afferma ancora il Papa all’Angelus, che “protetto da Giuseppe e Maria, nel silenzio della casa di Nazaret, senza parole ci ha insegnato la dignità e il valore primordiale del matrimonio e della famiglia, speranza dell’umanità, nella quale la vita riceve accoglienza, dal suo concepimento fino al suo termine naturale”.

Riprendendo il genio di Gaudì

La fede risponde alle sfide L’aveva detto incontrando i giornalisti sull’aereo. La basilica della Sagrada Familia è uno straordinario esempio di fede viva. Attualizza, in modo assolutamente moderno, il canone della cattedrale. È l’espressione di questa “sintesi tra continuità e novità, tradizione e creatività”, che rappresenta la cifra dell’impegno dei cattolici oggi, in particolare qui in Europa e nei Paesi di antica cristianità. Con la stessa pregnanza la basilica ripropone proprio l’idea della famiglia, luogo dell’incarnazione di Gesù Cristo. Non poteva non esserci, proprio nell’omelia, un forte richiamo alla realtà della famiglia, alla centralità del matrimonio e della vita. In Spagna il secolarismo ha molto battuto, qui è necessario ritrovare il senso di quell’“incontro tra fede e laicità”, oggi necessario per lo sviluppo del tessuto di civiltà. Non possiamo accontentarci dei “progressi in ambiti tecnici, sociali e culturali. Con essi devono essere sempre presenti i progressi morali, come l’attenzione, la protezione e l’aiuto alla famiglia, poiché l’amore generoso e indissolubile di un uomo

e una donna è il quadro efficace e il fondamento della vita umana nella sua gestazione, nella sua nascita, nella sua crescita e nel suo termine naturale”. La vera libertà, ricorda Benedetto XVI, nasce e perdura solo “laddove esistono l’amore e la fedeltà”. Il fermo, ripetuto “no” a “qualsiasi forma di negazione della vita umana” e di stravolgimento dell’“ordine naturale nell’ambito dell’istituzione familiare” è espresso così in forma positiva. Il Papa invoca adeguate misure per promuovere la parità tra uomini e donne, a sostenere matrimonio e famiglia, a valorizzare e promuovere la natalità. Servono interventi efficaci di promozione “sul piano giuridico, sociale e legislativo”. Il Papa parla in un contesto, quello “zapaterista”, caratterizzato da un marcato indirizzo radicale. “La fede risponde alle sfide”, ha detto il Papa, con il metodo della libertà e della testimonianza. Perché la speranza e il futuro passano, come testimonia il genio di Gaudì, dalla continuità di un deposito di fede e di umanesimo e dal suo continuo rinnovarsi.


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Brescia Il 15 novembre l’inaugurazione ufficiale

È nata l’Accademia cattolica In apertura la lectio magistralis del Vescovo su “Fede e cultura. Dalla separazione al dialogo”

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di Silvia Zavoli

L’Accademia cattolica si presenta alla città lunedì 15 novembre alle ore 18 presso l’episcopio in via Trieste 13, con una lectio magistralis del vescovo Luciano Monari sul tema “Fede e cultura. Dalla separazione al dialogo”. Martedì 16 novembre presso l’Archivio storico diocesano, sito in via Gabriele Rosa 30, alle ore 18, il prof. Silvio Ferrari, ordinario di Diritto canonico presso l’Università di Milano, aprirà il percorso di riflessione dei tre anni dell’Accademia con una relazione su “Religione e convivenza civile nell’ebraismo, nel cristianesimo, nell’islam”. Con questi due eventi si presenterà all’opinione pubblica bresciana una nuova istituzione. Sull’origine, sui programmi e sui fini dell’Accademia, abbiamo po-

sto alcune domande alla presidente Francesca Bazoli. Come è nata l’idea di fondare un’Accademia cattolica a Brescia? È frutto della volontà di proporre nella nostra Città qualcosa di simile alle accademie che esistono in Germania, in particolare quella di Monaco di Baviera. Quest’ultima è un’istituzione molto radicata e consolidata nel tempo, con un patrimonio che consente di svolgere un’attività intensa. Lo specifico che ha attirato la nostra attenzione è la libertà con cui in quella sede viene sviluppato il confronto fra il mondo cattolico e la cultura contemporanea. Lì hanno avuto luogo, fra l’altro, i colloqui fra papa Ratzinger e il filosofo Habermas. Questo per affermare la volontà del mondo cattolico di aprirsi e confrontarsi con spirito totalmente libero con le istanze avanzate dalla cultura contemporanea. Vogliamo ripetere, con umiltà, quella esperienza. E questo avviene non a caso a Brescia perché è tradizionalmente un luogo di gran-

de apertura culturale nel confronto tra mondo civile e cultura cattolica. Senza la presunzione di sovrapporsi alle mille istituzioni culturali esistenti, ma con l’intento di portare avanti una nostra specificità. Immagino che la fondazione sia stata preparata da una proposta rivolta alla Città. Che riscontro avete avuto? L’idea è stata fatta propria da un gruppo di laici che hanno messo insieme un piccolo capitale, indispensabile per avviare un’associazione di carattere nazionale. Accanto a questi laici c’è il Vescovo come socio fondatore, perché mons. Monari ha condiviso positivamente il progetto e perché il nostro proposito è di promuovere un dialogo stando dentro la Chiesa. Non è cosa di tutti i giorni che un’associazione annoveri tra i suoi fondatori un Vescovo, che inoltre ha concesso in comodato gratuito un ambiente dell’Archivio diocesano come sede dell’Accademia. Dal punto di vista del calendario

quando è stata pensata e poi avviata l’iniziativa? L’elaborazione è avvenuta nell’estate e la fondazione nel dicembre 2009. Quali sono gli interlocutori cui vi rivolgete? Intendiamo offrire spunti di riflessione a tutti quelli che saranno invitati alle conferenze pubbliche. E poi fornire degli strumenti di coscienza critica a dei ragazzi che sono già stati formati, come i dottorandi. Il nostro impegno è di mantenere un alto livello scientifico. “Religioni e convivenza civile” è il tema sul quale il Comitato scientifico ha programmato il lavoro dei prossimi tre anni. Qual è la motivazione di questa scelta? È nata dalla convinzione che nel nostro Paese, come in genere nei Paesi occidentali, si sta profilando una trasformazione epocale, nella quale l’incontro tra le religioni gioca un ruolo determinante per la costruzione di una convivenza pacifica tra culture diverse.

Il tema dell’anno

Il rapporto tra religioni e convivenza civile Per l’anno 2011-2012 si intende focalizzare l’attenzione sulle interpretazioni teoriche del rapporto tra religioni e convivenza civile con particolare riferimento a studiosi del calibro di R. Rorty, J. Rawls, J. Ratzinger, J. Habermas, R. Guardini. Nel corso del terzo anno (20122013) il dibattito si incentrerà sull’evolversi e sull’elaborazione di un modello di convivenza plausibile per il nostro Paese. I seminari prenderanno avvio il 26 novembre con la guida del prof. Alessandro Ferrari. Il secondo seminario si terrà il 14 gennaio con la guida del prof. Roberto Mazzola. Il terzo sarà il 3 marzo con la guida della prof.ssa Emel Huber che aiuterà a comprendere cosa si stia facendo in Germania per l’integrazione dei turchi. Il 17 maggio una tavola rotonda pubblica offrirà elementi di riflessione sul rapporto tra appartenenze religiose e convivenza civile. Segnaliamo che i soci fondatori sono: Luciano Monari, Giacomo Canobbio, Ilario Bertoletti, Mario Taccolini, Giuseppe Bernardi, Giovan-

ni Bazoli, Francesca Bazoli, Francesco Passerini Glazel, Giuseppe Pasini, Giacomo Gnutti, Enrico Minelli, Enrico Broli, Gregorio Gitti, Attilio Franchi, Flavio Pasotti, Franco Polotti, Renzo Capra. I membri del comitato scientifico sono: Giacomo Canobbio (direttore scientifico), Rosino Gibellini, Ilario Bertoletti, Mario Taccolini, Enrico Minelli, Gregorio Gitti, Franco Dalla Sega, Letizia Cariello, Francesco Tomasoni, Lucia Mor, Francesco Bestagno, Alberto Albertini, Evasio Pasini. Infine i membri del consiglio d’amministrazione sono: Francesca Bazoli (presidente), Giuseppe Bernardi, Enrico Broli, Renzo Capra, Danila D’Inca, Chiara Grazioli, Luigi Morgano, Francesco Passerini Glazel, Flavio Pasotti, Renato Camodeca (quest’ultimo revisore dei conti). Il logo è ispirato al dipinto di Raffaello dedicato alla Scuola di Atene. In esso si vedono Platone e Aristotele che puntano il dito il primo verso l’alto e il secondo verso il basso, a indicare il cielo e la terra cioè i due punti culturali di riferimento dell’Accademia.


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Centro pastorale Paolo VI 25 novembre

Giammancheri, sacerdote e intellettuale A cinque anni dalla morte, il direttore di “Tv 2000” Dino Boffo e il teologo Rosino Gibellini ricordano la figura del prete bresciano

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Nella tarda mattinata del 4 novembre 2005, cinque anni fa, nel suo ufficio all’Editrice La Scuola,  dove quotidianamente prestava il suo servizio, si spegneva mons. Enzo Giammancheri, figura esemplare di prete al quale non solo la città di Brescia e l’Editrice La Scuola, ma anche la pedagogia italiana e il mondo della cultura cattolica devono moltissimo. Bresciano, classe 1927, sacerdote a 23 anni, laureato in filosofia con Gustavo Bontadini e Sofia Vanni Rovighi, poco dopo l’ordinazione, nonostante i numerosi incarichi in diocesi, fu chiamato da mons. Angelo Zammarchi a collaborare con l’Editrice La Scuola, venendo poi ad assumervi ruoli istituzio-

nali quale membro del Consiglio d’amministrazione e del Comitato di redazione, e, soprattutto entrando in contatto con personalità d’eccezione del mondo cattolico, come – oltre al citato mons. Zammarchi – don Peppino Tedeschi, Marco Agosti e Vittorino Chizzolini. Da questo suo osservatorio privilegiato presso la nota istituzione bresciana, Giammancheri intervenne pure nell’ampio dibattito sviluppatosi in Italia nell’ultimo mezzo secolo: sul piano educativo, scolastico e culturale. Consultore della Congregazione pontifica per l’educazione cattolica, direttore delle riviste “Pedagogia e Vita”, “La Famiglia”, condirettore di “Scuola Italiana Moderna”, Giammancheri è stato anche il regista discreto di “Scholé”, appuntamento che ogni anno chiama a raccolta a Brescia i più autorevoli pedagogisti di area cattolica. Sempre a lui si deve l’intuizione originaria che sta alla base dell’Istituto Paolo VI, fondato

all’indomani della morte di papa Montini su iniziativa dell’Opera per l’educazione cristiana di Brescia, lo strumento culturale più significativo per lo studio della personalità e del pontificato di Paolo VI, che, grazie a mons. Giammancheri, è stato supportato sin dall’inizio con un rigoroso approfondimento scientifico. Autore di importanti volumi (si ricordano qui ad esempio “Educazione e senso della vita” , “Profilo spirituale di Vittorino Chizzolini”, “La Santa Sede e l’Editrice La Scuola”, per i tipi dell’Editrice La Scuola),  mons. Giammancheri  poco prima di morire ottenne il “premio Graham Greene” all’interno del Concorso Premio Capri S. Michele, con il volume “Alla scuola di Paolo VI” (Editrice La Scuola). Nella motivazione ufficiale di quel premio si parla nei termini più convincenti non solo di quell’opera, ma di tutta la sua attività “di singolare finezza critica, di memoria affettuosa, di profonda sintonia con l’umanità e

la fede di Paolo VI, testimonianza della personalità dell’Autore, che congiunge libertà e talento dello scrittore con la dignità del sacerdote”. Sacerdote e intellettuale dalla vasta sensibilità pastorale e pedagogica, mons. Enzo Giammancheri verrà ricordato questo mese, il 25 novembre, alle  17, presso il Centro pastorale Paolo VI, in un’iniziativa promossa dall’Editrice La Scuola nella quale porteranno le loro testimonianze il neodirettore della rete televisiva della Cei “Tv 2000” Dino Boffo e il teologo Rosino Gibellini. Dopo il volume a più voci “Enzo Giammancheri. Fede, cultura, educazione”, pubblicato dall’Editrice La Scuola tre anni fa (un primo contributo alla ricostruzione del pensiero di mons. Giammancheri attraverso le voci di studiosi che ne apprezzarono la grande sensibilità) si attende ora un nuovo volume dedicato alla sua intensa attività di studioso e uomo di fede.

Museo diocesano

“Vere Dignae” fino al 2 dicembre “Vesti e oggetti utilizzati per le celebrazioni liturgiche sono di grande importanza, ma è fondamentale ricordare che non sono essi i protagonisti della liturgia, bensì il Signore, i sacerdoti e i fedeli; in quest’ottica, dunque, vesti e oggetti devono esprimere le loro potenzialità all’interno delle celebrazioni stesse”. Con queste parole si è espresso mons. Giancarlo Santi, presidente dell’Associazione dei Musei ecclesiastici italiani, in occasione dell’inaugurazione della mostra “Vere Dignae”, presso il Museo diocesano di Brescia. Dalle sue parole, si evince quindi quanto sia importante che i paramenti sacri, come i camici, le casule, le stole, ma anche i calici, le patene, le ampolle, gli ostensori e gli arredi in generale usati per la liturgia, siano in piena sintonia con lo spirito delle celebrazioni liturgiche e non soltanto esteticamente belli e moderni.

A spiegare la scelta di allestire una mostra dedicata al design per la liturgia è stato il direttore del Museo diocesano cittadino, don Giuseppe Fusari: “Un tema particolare come il design a servizio della liturgia meritava di essere sviluppato ed esposto”, ha affermato don Fusari. “Per questo, quando mi è stata proposta una mostra proprio sul tema non ho esitato a dare il mio assenso affinché si potesse esporre proprio all’interno di un Museo come il nostro, dove si conservano oggetti antichi ma si è pur sempre aperti alla contemporaneità”. “Il Museo diocesano, infatti – gli ha fatto eco mons. Santi – può e deve essere visto come un luogo di grande importanza: una sorta di laboratorio aperto alla contemporaneità, per favorire ancor più il ritorno a un legame tra liturgia e design, come accadeva secoli fa, seppur su differenti piani”. Il presidente dell’Amei,

inoltre, si è detto più volte convinto dell’importanza di creare un contatto diretto tra gli artisti di ogni ordine e grado e gli esponenti della Chiesa, perché, ha affermato “è solo con il dialogo e il contatto diretto che ci si conosce e si possono creare grandi cose, l’uno al servizio dell’altro”. La mostra “Vere Dignae”, pur non essendo ampia, si avvale di un interessante allestimento che vede i moderni prototipi realizzati da Forma Fluens e le innovative e colorate vesti di Sirio Group accostate a vesti e oggetti tipici delle tradizione cattolica, in una sorta di continuità tra l’antico e il nuovo. Coloro che vorranno visitare in via Gasparo da Salò 13 l’esposizione, quindi, potranno farlo liberamente fino al 2 dicembre prossimo, ogni giorno, escluso il mercoledì, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. (l.d.p.)


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Lourdes Pellegrinaggio Unitalsi

Ritrovare la Grazia di Dio Vi proponiamo la testimonianza di uno dei partecipanti all’esperienza guidata da mons. Giulio Sanguineti

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Sono trascorsi più di 152 anni da quando, in un piccolo paese ai piedi dei Pirenei (Lourdes), la Vergine Maria si è rivelata a una “povera e ignorante”, come la stessa Bernadette si definì. Da quel lontano 11 febbraio 1858, il flusso dei pellegrini che si dirigono in quel luogo definito dal papa Benedetto XVI la “Città della Speranza”, è ininterrotto. Le persone malate, i disabili, la gente sofferente nel corpo e nello spirito sono il “cuore vivo” di Lourdes. La nostra società tende a nascondere la sofferenza, chiunque a Lourdes scopre il contrario. Il primo posto è riservato ai malati Non sono soli, molte persone li accompagnano e sono a loro servizio. Prezioso è il lavoro svolto

di Agostino Compostella

dall’Associazione Unitalsi, volontari della speranza, che vede negli ultimi il volto sofferente di Cristo. Condividono con il sorriso la loro sofferenza. Il cuore dei volontari è toccato a Lourdes da un segno che vale per tutta la vita. Chi va a Lourdes capisce che può cambiare radicalmente la propria esistenza, ma non soltanto per quei giorni del pellegrinaggio, ma può cambiarla sul serio. Ecco perché tanti ragazzi, giovani, tanti volontari tornati a casa non fanno altro che proseguire quello che hanno scoperto a Lourdes. La vita anche dei malati più gravi, di chi ha veramente tanti problemi, di chi soffre in maniera indicibile, ha una dignità tale che non

Alcuni sacerdoti bresciani a Lourdes

può essere oscurata da niente e da nessuno, va solo rispettata e amata. A Lourdes si impara a vivere insieme con persone che soffrono, ognuno con le proprie domande, con la propria ricerca di Dio e nessuno perde la propria individualità. Si cresce solo imparando ad amare fino in fondo, cioè a stare vicino alle persone che soffrono, agli ultimi, ai poveri, aprendo la propria vita. La grotta è il cuore di Lourdes, è un semplice incavo nella roccia dove andavano a ripararsi gli animali. In fondo a questo posto sporco, Bernadette vede una giovane donna vestita di bianco, con una fascia azzurra e una rosa gialla su ognuno dei piedi; tiene un rosario sul braccio. Il 25 marzo dirà a Bernadette, nel dialetto di Lourdes: “Io sono l’Immacolata Concezione” conferma il dogma dell’Immacolata. I fedeli amano baciare e toccare la roccia della Grotta, attestando così che Dio è la roccia su cui possiamo

solidamente costruire la nostra vita. In fondo alla Grotta, a sinistra dell’altare, è possibile vedere la sorgente che Bernadette scoprì scavando il 25 febbraio 1858, dopo una specifica richiesta della Vergine con tanta fede. A destra della Grotta di trovano le piscine dove tutti vanno per bagnarsi. Questo gesto ha tanti significati: segno di umiltà è lo spogliarsi, segno di purificazione è l’immergersi nell’acqua rinnovando il nostro battesimo, segno di penitenza, segno di fede in Colui che può cambiare il nostro cuore. L’acqua di Lourdes è un’acqua del tutto semplice, ordinaria, essa è un segno di cui Maria si serve per ricordarci le parole di Gesù: “Chi ha sete venga a me e beva chi crede in me” (Gv 7,37-39). Bere e lavarsi è ritrovare la Grazia di Dio nel sacramento della riconciliazione e della penitenza, immergersi di nuovo nella vita di Dio che non ha disdegnato di immergersi nella nostra umanità.

In memoria

Brescia

Ghedi

Mons. Silvio Perini

Maria Bernardelli

Giovedì 4 novembre un altro sacerdote bresciano è tornato alla casa del Padre: mons. Silvio Perini. Era nato a Calvagese della Riviera il 21 luglio 1926; ordinato sacerdote a Brescia il 25 giugno 1950, assunse l’incarico di vicerettore del Seminario (1950-1956) e poi vicerettore dell’Istituto C. Arici in città (1956-1962). Nel 1962 venne assegnato alla parrocchia di Chiari come curato e vi rimase fino al 1969, per diventare poi parroco a Lumezzane S.S. (1969-1982). Nel 1980 venne nominato vicario episcopale per l’apostolato

dei laici (1980-1988); quindi vicario episcopale per la vita consacrata (1988-1999). Superiore delle Suore del Buon Pastore in città dal 1986, canonico della Cattedrale dal 2005, è deceduto a Brescia presso la Domus salutis. I funerali si sono svolti sabato 6 novembre ed è stato sepolto nel cimitero di S. Bartolomeo in Città. Pregando, insieme con i parenti e con gli amici, perché Dio l’abbia in gloria, dedicheremo a mons. Perini spazio adeguato in uno dei prossimi numeri del giornale.

È mancata all’affetto dei suoi cari Maria Brigida Bernardelli di 96 anni e residente a Ghedi. Vedova a 40 con 11 figli, esempio di fede ha dedicato la propria vita alla famiglia, ma senza mai chiudere la porta al prossimo che bussava. Due figlie suore, 25 nipoti e 26 pronipoti. Anche la redazione si unisce al cordoglio per la scomparsa di questa fedele abbonata e lettrice da 50 anni.


Ecclesia Agenda

LA VOCE VOCE DEL DEL POPOLO POPOLO LA 12 NOVEMBRE 2010 6 MARZO 2009

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Agenda del Vescovo Venerdì 12 novembre Ore 21 – Brescia – incontro di spiritualità per i giovani presso la Basilica delle Grazie

Sabato 13 novembre

Ore 9 – Brescia – Preghiera di apertura del convegno regionale per i membri degli Istituti secolari presso l’Oasi di Sant’Antonio

Domenica 14 novembre

Ore 11 – Lumezzane Pieve – Cresime e prime comunioni

Lunedì 15 novembre

Ore 18 – Brescia – Incontro inaugurale dell’attività dell’Accademia cattolica

Martedì 16 novembre

Ore 20.45 – Brescia – Incontro con il rabbino Giuseppe Laras presso il salone Bevilacqua dei Padri della Pace

Mercoledì 17 novembre

Ore 9.30 – Brescia – Consiglio presbiterale diocesano presso il Centro pastorale Paolo VI

Giovedì 18 novembre

Visita ai sacerdoti della zona XXII

Annuario diocesano

Segnalare correzioni e integrazioni È in fase di allestimento l’edizione 2011 dell’Annuario diocesano. Eventuali correzioni e integrazioni vanno segnalate al seguente recapito: redazione Annuario diocesano, via Trieste, 13 – 25100 Brescia. Oppure via mail: annuario@diocesi.brescia.it Il termine ultimo è fissato per il 15 dicembre.

Ufficio catechistico

Padri della Pace

Il Vescovo e il Rabbino si confrontano su Dio “Dio dove sei? L’uomo contemporaneo tra indifferenza e invocazione”. Martedì 16 novembre alle 18.15 presso la Sala Bevilacqua dei Padri della Pace, la Ccdc si propone di parlare di Dio. Interrogati da Rosino Gibellini, si confrontano il vescovo Monari e il rabbino Giuseppe Laras. Il tema di Dio è alto. Un discorso, che ha una lunga storia culturale da Platone a Heidegger e Lévinas, ma che viene proposto non in modo dottrinale ma in forma esistenziale, da due oratori di rilievo, con una domanda, che si avvicina all’invocazione, nella consapevolezza dei mali che devastano il mondo. E, del resto, lo scrittore ebraico Martin Buber ha parlato di Dio come “la parola dell’invocazione”. La domanda “Dio, dove sei?” riprende nella sua formulazione invocativa, la domanda formulata da Benedetto XVI, il Papa venuto dalla Germania, nel discorso di Auschwitz, in occasione della sua visita ufficiale all’ex campo di concentramento e di sterminio, il 28 maggio 2006: “Dove era Dio in quei giorni? Perché egli ha taciuto?”. In termini di filosofia e teologia è la domanda della teodicea, che si interroga sul perché del male nella creazione buona di Dio. Il discorso di Auschwitz ha avuto un’eco mondiale. Fra i tanto commenti pubblicati su quel discorso il teologo tedesco di Münster (noto anche in Italia per le sue pubblicazioni), Johann Baptist Metz, ha scritto: “L’interrogativo teologico dopo Auschwitz non suona soltanto: dov’era Dio ad Auschwitz? Esso suona anche: dov’era l’uomo ad Auschwitz?”. La domanda della teodicea incrocia la domanda antropologica, che investe anche l’uomo contemporaneo. L’incontro si svolge su questo nodo di problemi, che sfidano l’apatia e l’amnesia culturale del nostro tempo.

Rinnovamento nello Spirito

“Maschio e femmina li creò” Partendo dalla citazione della genesi, il Rinnovamento nello Spirito Santo organizza, domenica 14 novembre dalle 14.15 alle 19 presso il Centro pastorale Paolo VI, una giornata di riflessione sull’identità sessuale: una ricerca di senso, tra certezze scientifiche e dinamiche relazionali. La relazione (alle 15.45) è curata dal prof. Massimo Gandolfini, presidente di Scienza e Vita; modera il dott. Piero Sebastiano, primario anestesista presso l’Istituto clinico Città di Brescia. Alle 18 don Angelo Cretti presiede la Santa Messa.

Online le schede per i Centri di ascolto L’ufficio Catechistico Diocesano ricorda che sul sito della diocesi (www.diocesi.brescia.it) sono disponibili le nuove schede per i Centri di ascolto, sul tema “La comunità cristiana”. I testi della “fase di approfondimento” sono in parte tratti dalla Lettera pastorale 2010-2011 del vescovo Luciano.

Centro pastorale Paolo VI

Famigliari del clero L’incontro spirituale delle famigliari del clero è martedì 16 novembre presso il Centro pastorale Paolo VI dalle 9 alle 15.

Ancelle della Carità

In adorazione per le vocazioni Mercoledì 17 novembre, dalle ore 15 alle 16, nell’imminenza della solennità di Cristo Re, presso la Cappella del SS. Sacramento delle Suore Ancelle della Carità, in Brescia, via Moretto 35, si terrà un’ora di adorazione per le vocazioni proposta dall’Apostolato della preghiera e dall’Opera della regalità.

Opus Dei

L’anima sacerdotale del cristiano Lunedì 22 novembre alle ore 10.30 presso il Centro pastorale Paolo VI, don Marco Busca, ingegnere e sacerdote milanese dell’Opus Dei, presenterà il suo libro “L’anima sacerdotale del cristiano”. Seguirà un dibattito sulla collaborazione tra sacerdozio ministeriale e sacerdozio comune dei fedeli nelle prospettive aperte dal Concilio Vaticano II.

Interassociativo a Villa Pace

Federalismo e responsabilità Venerdì 19 novembre a Villa Pace di Gussago prosegue la riflessione iniziata con il convegno interassociativo il 23 ottobre su “Sì bella e perduta. La comunità tra nostalgia e profezia”. Il nuovo appuntamento avrà inizio alle ore 18 con una icona biblica; alle 18.30 Massimo Bordignon, docente di Scienze delle finanze all’Università cattolica di Milano, illustrerà il tema “Federalismo e responsabilità”.

Centro Oreb Calino

Bibbia e psicopedagogia Il Movimento Pro Sanctitate propone presso il Centro Oreb di Calino alle ore 20.30 venerdì 12 e 19, martedì 23 e 30 novembre il corso biblico dal tema, “Bibbia e psicopedagogia”, che sarà tenuto da mons Mauro Orsatti, il quale analizzerà alcuni brani della Parola di Dio per scoprire come questa aiuti a capire l’uomo e i suoi meccanismi che regolano la vita.


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LA VOCE DEL POPOLO 12 NOVEMBRE 2010

Immigrati sulla gru: azione illegale, norme da rivedere La questione dell’immigrazione non avrà alcuna soluzione e sarà sempre motivo di scontro finché verrà filtrato attraverso le ideologie che impediscono di affrontare il tema per quello che è: una questione reale che interpella la politica nella compiutezza del termine e in particolare per la responsabilità di progettare e organizzare una società e una comunità. Proprio una vera politica è mancata in questi anni. Gli immigrati sono sfruttati da molti: da chi ne ricava (in un senso o nell’altro) consenso elettorale, da chi li impiega in lavoro nero senza regole o tutele, da chi “vende” fittizi posti di lavoro necessari a ottenere i permessi di soggiorno, da chi affitta catapecchie senza contratto, da chi, come in questi giorni, “cavalca” la protesta con il risultato di impedire di comprendere le vere ragioni della stessa. Il sistema in corso ha portato al fatto che la stragrande maggioranza degli immigrati regolari proviene da un precedente stato di clandestinità, segno che è la stessa legge in vigore a essere responsabile del male che intende combattere. Mcl ritiene illegale una azione, come quella in atto a Brescia, che interrompe servizi pubblici, ritarda lavori, arreca danni alla collettività ma al tempo stesso richiama la politica a un’assunzione di responsabilità affinché le norme in vigore vengano radicalmente riviste così come i tempi di concessione dei permessi. Mcl ribadisce la sua posizione favorevole a che siano gli enti locali a determinare i “flussi” relativi alla presenza di cittadini stranieri per la necessità di garantire un complessivo “equilibrio”.

Mcl

Milano Convegno

Partecipazione, chiave di sviluppo di Antonio Bianchi

“Nell’ultimo ventennio la finanza ha mangiato non solo l’economia, ma anche la democrazia. Il disastro che abbiamo davanti agli occhi viene proprio da questo: dalla disabitudine alla responsabilità e dall’abitudine alla delega”, così Raffaele Bonanni fa eco a Lorenzo Ornaghi che parla di “una fase di forte stagnazione per la difficoltà del ceto politico di svolgere la propria funzione in un quadro istituzionale che non riesce più a governare. Il nodo è la rappresentatività del ceto politico: non è vero che in Italia non c’è rappresentanza, ma è semplicemente spostata sul terreno delle associazioni e dei movimenti”: il luogo è l’Università cattolica di Milano, l’occasione l’ultimo convegno organizzato da Mcl, Eza, Efal (Ente di formazione Mcl) lo scorso 5 e 6 novembre sul tema “Partecipazione come chiave di sviluppo”. “Se non c’è sviluppo la democrazia non cresce”: Ornaghi ha citato i dati Ocse sul rallentamento della crescita, indicando la strada della “partecipazione che è condivisione di responsabilità. La compartecipazione è inoltre probabilmente uno dei pochi antidoti che abbiamo a disposizione rispetto a una nuo-

Tornare a dare un senso al lavoro

va possibile rischiosissima stagione di conflitti sociali”. E Raffaele Bonanni, leader della Cisl, ricorda come “attraverso la partecipazione che è in questo momento catalizzatore di economia e di democrazia, è possibile realizzare il bene comune con il pieno utilizzo delle nostre capacità umane in condivisione con gli altri”. Il presidente Mcl Carlo Costalli evidenzia come “l’associazionismo di ispirazione cattolica nel mondo del lavoro, dovrà mettere in campo la sua capacità di essere realmente una ‘comunità educante’ e rappresentare così una proposta e un’occasione di crescita finalizzata a formare una classe dirigente in grado di affrontare le sfide complesse che il XXI secolo impone, andando oltre il ruolo di supplenza che ha avuto in questi anni. Una supplenza che, comunque, ha evitato tensioni sociali e favorito il dialogo sociale”. Continua Costalli: “la soggettività sociale che incarna il vero sforzo riformista è in grado di valorizzare merito, talento e produttività e rifiuta la falsa alternativa tra conflittualismo e subalternità, sottolineando il tema della partecipazione e rafforzando il proprio ruolo politico anche come capacità di legittimarsi come classe dirigente pronta ad assumersi dirette responsabilità”. di Noè Ghidoni

Intraprendere, responsabilità di tutti Un po’ stupisce, ma al tempo stesso consola, che al termine dell’introduzione ai lavori del gruppo “Intraprendere nel lavoro e nell’impresa” della 46ª Settimana sociale sia proprio un giurista come il prof. Michele Tiraboschi a dire che la prima grande riforma che abbiamo ancora da compiere in Italia e prima di tutte le altre è quella di “tornare a dare un senso al lavoro”, ricordando il valore e la dignità del lavoro, purché fatto con passione e motivazione. Consola, perché è la riprova della bontà del filo conduttore dell’impegno di Mcl che ci ha sempre portato a ritenere che non ci sia azione dell’uomo o fatto che non debba essere ispirato da principi e valori e non ci sia valore che non possa essere applicato nella vita. Inoltre offre sostegno a quanto Mcl aveva indicato nel contri-

buto predisposto per le Settimane sociali e cioè che, riguardo alla necessità di ripresa del nostro Paese (in tutti i sensi), l’intraprendere non sia da considerare un fatto esclusivamente imprenditoriale ma ancor prima umano e che a “intraprendere” non possa essere solo il sistema economico ma l’intero Paese. Il problema è che non si può veramente intraprendere quando le energie morali della nazione sono indebolite, quando serpeggia l’incertezza sui valori fondamentali, quando si guarda al futuro con preoccupazione, quando un sottile malessere mina la buona volontà e la capacità di lavorare e di produrre idee nuove, quando c’è “spaesamento”. Ecco, allora, tornare la questione dei “soggetti” in grado di portarci fuori da questa palude: la famiglia, tanto bistrattata quanto capace di essere

soggetto di sussidiarietà piena se solo avesse la possibilità di dispiegare tutte le sue potenzialità; i corpi intermedi e le realtà associative che devono articolare una rappresentanza “più paritaria e meno asimmetrica” rispetto alle tradizionali forme di rappresentanza politica (L. Ornaghi). Alcune prospettive di riforma sono state ostacolate dalle letture ideologiche e di parte impedendone la stessa conoscenza e, dunque, la possibilità di applicazione e implementazione. L’esempio è quello della legge Biagi, operativa nella parte iniziale ma incompleta per la questione rappresentanza, relazioni industriali, statuto dei lavori e ammortizzatori sociali e coperture previdenziali dei periodi di lavoro “flessibile” in particolare nel mondo giovanile il più penalizzato dalla mancanza di vere riforme.


LA VOCE DEL POPOLO 12 NOVEMBRE 2010

Paesi e parrocchie zanardini@lavocedelpopolo.it

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Rovato In festa per San Carlo Borromeo

La comunità riconosce le sue radici Sono state benedette dal vescovo di Livorno, mons. Giusti, la nuova sede della Scuola d’arti e mestieri “Francesco Ricchino” e il nuovo Polo della cultura. Consegnato, inoltre, il “Leone d’Oro” ai frati Servi di Maria

Mons. Gian Mario Chiari durante la benedizione della scuola Ricchino

Parla il parroco, don Gian Mario Chiari

Un tessuto vivo Don Gian Mario Chiari, nativo di Cologne, è da otto anni il prevosto di Rovato. Se si vuole capire qualcosa di più della capitale della Franciacorta e della sua comunità cristiana, è d’obbligo quindi passare attraverso la sua persona e la sua esperienza. “Rovato è allo stesso tempo una realtà particolare e normale – esordisce don Gian Mario – . È normale, perché inserita all’interno dei complessi fenomeni del nostro tempo. Fenomeni che coinvolgono da vicino i credenti: dall’immigrazione arrivata qui a superare il 20% alle nuove povertà e marginalità, fino all’aumento generale della popolazione con tutte le ricadute del caso per quanto riguarda il modo autentico di vivere e testimoniare la propria fede”. Perché, dunque, Rovato ha una sua specificità? “Perché – continua don Gian Mario – esistono realtà e storie di grande speranza. Penso all’oratorio San Giovanni Bosco di Rovato centro, con i tanti giovani che lo frequentano e una bellissima realtà di genitori e adulti che seguono sia il cammino di educazione cristiana che la dimensione sociale. Oppure alle moltissime associazioni del territorio che collaborano con noi: dall’Aido, che in questi giorni organizza nella chiesa trecentesca della Disciplina – proprio sotto la Torre Civica – una mostra di immagini religiose di fine ‘800 e inizio ‘900, ai volontari, ai gruppi religiosi e via discorrendo. Sicuramente dimentico qualcuno, ma il dato centrale è che il tessuto sociale e religioso di questa comunità è davvero qualcosa di vivo e a suo modo entusiasmante”. Qual è, invece, il rapporto fra parrocchia e le altre istituzioni? “C’è un bel rapporto di collaborazione – replica il prevosto di Rovato –, sia con il Comune che con gli altri enti o istituti. Un esempio lampante è quanto accade il 4 novembre, giorno di San Carlo, patrono della cittadina. Da alcuni anni questo momento è diventato il giorno in cui tutta la comunità si ritrova e celebra sé stessa e la sua ritrovata unità. Quest’anno, ad esempio, c’è stata la benedizione della scuola d’arti e mestieri “Francesco Ricchino”, l’inaugurazione della nuova biblioteca e la consegna dei “Leone d’Oro” ai rovatesi meritevoli: appuntamenti civili che si sono accompagnati a quelli religiosi, come la Santa Messa per San Carlo e alcune serate di musica e cultura tenutesi sempre nella parrocchia Santa Maria Assunta”. La comunità di Rovato, quindi, prosegue la sua evoluzione, senza però dimenticare le proprie caratteristiche peculiari. “Esatto – conclude don Gian Mario –, abbiamo i piedi piantati nelle nostre radici ma guardiamo al futuro”. Forse anche per questo, l’ultimo editoriale del prevosto di Rovato comparso sul “Bollettino Parrocchiale” si chiude con un appello agli adulti e alle loro responsabilità educative: “un detto orientale – scrive il ‘don’ – suona così: i bambini di tutto il mondo hanno due cose in comune, chiudono gli orecchi ai consigli e aprono gli occhi agli esempi. Mostriamogli che la vita è bella, e che il Vangelo è la regola unica per viverla con gioia e per l’eternità”.

R

Rovato ha celebrato, lo scorso 4 novembre, il proprio patrono, San Carlo Borromeo. La giornata di festa è diventata da alcuni anni il momento clou per tutta la comunità della capitale della Franciacorta in un originale quanto rispettoso connubio di sacro e di “profano”. Primo appuntamento: la benedizione ufficiale della scuola d’arti e mestieri “Francesco Ricchino”, un’istituzione con i suoi oltre 130 anni di storia. La nuova sede di via Spalenza ha ricevuto la benedizione da un ospite d’eccezione: mons. Simone

di Daniele Piacentini

Giusti, vescovo di Livorno, arrivato in Franciacorta su invito del prevosto mons. Gian Mario Chiari. Il prelato labronico, amico di vecchia data di mons. Chiari, ha quindi trascorso l’intera giornata in compagnia della comunità cristiana di Rovato e delle sue istituzioni. Dopo la “Ricchino” è stata la volta del taglio del nastro del nuovo Polo della cultura – Biblioteca “Cesare Cantù”. I lavori, costati poco meno di 4 milioni di euro, hanno trasformato un decadente edificio cinquecentesco (casa Rovati) nella più moderna e tecnologica casa della cultura della Franciacorta. Mons. Giusti ha benedetto la struttura, dicendosi felicemente sorpreso dal numero di presenti, oltre il migliaio. Moltissimi fra loro i bambini, protagonisti di una catena umana che ha condotto gli ultimi 100 libri (su un totale di 40mila volumi) dalla vecchia sede alla nuova struttura. Archiviato l’appuntamento con i libri, la comunità rovatese si è poi trasferita in Municipio per il Consiglio comunale straordinario con la consegna dei “Leone d’Oro”, massima onorificenza civile rovatese conferita a cittadini e organizzazioni distintisi per la loro opera e per i servizi prestati alla comunità. Premiati quest’anno i frati Servi di Maria, del Convento dell’Annunciata sul Monte Orfano, assieme alla scuola “Ricchino” e al suo ex presidente, Silvio Meisso. Infine, alle ore 18.30, l’ultimo appuntamento di rilievo con la Santa Messa in onore di San Carlo celebrata presso la Parrocchia di S. Maria Assunta.


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Paesi e parrocchie Città

LA VOCE DEL POPOLO 12 NOVEMBRE 2010

Brescia Centro storico

L’attenzione sulla Settimana della carità Le nove parrocchie, su iniziativa della Caritas zonale, stanno vivendo alcuni appuntamenti di sensibilizzazione aperti a tutta la comunità

Molti bresciani nascondono le loro povertà, anche quando queste sono molto gravi. Non è facile, quindi, riuscire a intercettarne sempre il reale stato di bisogno. Una volta di più le nove parrocchie del Centro storico esprimono la loro vicinanza a parole e nel pieno spirito cristiano alle persone indigenti che soffrono o attraversano un momento di difficoltà, anche temporaneo. Con questi obiettivi stanno, infatti, vivendo la prima Settimana della carità, una serie di appuntamenti nei quali si invitano le singole comunità ad aprire gli occhi, ad essere antenne

vigili del territorio. Non si parla in questo caso di ronde, ma semplicemente di una sensbilità da far conoscere, crescere e far sviluppare. Conoscere perché in molti casi i servizi già attivi non sono molto noti, si pensi ai corsi di lingua per stranieri o alle proposte per baby sitter e badanti. Parafrasando Paolo VI, don Piero Lanzi ricorda che “non è la Caritas un’espressione di alcuni esperti ma della Chiesa in quanto tale”. Il gruppo Caritas ha, quindi, il compito di stimolare le parrocchie ad essere attente alle povertà sempre crescenti. La Settimana della carità, che

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non nasce dal nulla ma ha seguito un iter lungo due anni di formazione dei singoli gruppi del territorio, abbraccia, senza distinzioni, tutte le fasce di età. Partendo dal tema del mantello di San Martini, i bambini a catechismo sono stati invitati ad elaborare una riflessione sulla carità nei momenti e con le modalità più appropriate attraverso il disegno, il lavoro di gruppo o il gioco. Agli adolescenti e ai giovani è stato chiesto di essere protagonisti nella raccolta dei sacchi di San Martino, che si concluderà sabato 13 con una cena “povera” presso la parrocchia di San Giovanni. I giovani sono, invece, spaventati più che dalle loro povertà, dal futuro “povero” che li attende quando il titolo di studio non è sempre garanzia di un’occupazione. Si sa che il Centro storico ha al suo interno una forte rappresentanza della popo-

AGOSTINO MARCHETTO

lazione anziana che è stata coinvolta. Le parrocchie sono state classificate con i luoghi che testimoniano la carità: la Nuova Genesi con i malati di Aids, l’Hospice, la cooperativa Il Calabrone e le opere di don Pierino Ferrari. Naturalmente sono coinvolti anche i sacerdoti e i religiosi: presso la Casa madre delle Ancelle è stato affrontato un incontro con don Giorgio Cotelli, direttore della Caritas diocesana, e con mons. Cesare Polvara. Il presidente nazionale della Caritas, mons. Vittorio Nozza, chiude la Settimana sulle sfide per la comunità cristiana e per la città, partendo dal dossier Caritas. Quando? Sabato 13 alle 16 in sala Piamarta. Dopo la conferenza, mons. Nozza presiede alle 18.15 la Messa nella chiesa della Madonna del Carmine. Per l’appunto le parrocchie hanno sospeso le rispettive messe prefestive.

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Intervista di Marco Roncalli 2644 - pp. 160, € 9,50 Dopo quasi dieci anni nel dicastero della Santa Sede per la pastorale dei migranti, monsignor Agostino Marchetto presenta il bilancio delle sue battaglie nella fedeltà al Vangelo e ai diritti dell’uomo. Sono molti i temi toccati in queste pagine che riguardano la nostra vita e quella di milioni di immigrati nel nostro Paese e in Europa. Quasi un grido d’allarme nella consapevolezza di tante forme di integrazione mancata.

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LA VOCE DEL POPOLO 12 NOVEMBRE 2010

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Domenica 14 novembre

In piazza per il diabete Come ogni anno l’Associazione diabetici della Provincia di Brescia aderisce alla Giornata mondiale del diabete che si svolge il 14 novembre. Tutti i volontari dell’Associazione diabetici della Provincia, unitamente ai medici e al personale infermieristico delle varie diabetologie, saranno sulle varie piazze per screening gratuiti a tutta la popolazione. Il 14 novembre saranno anche in piazza Loggia dalle 9 alle 18.

Centro bresciano di solidarietà

Contro le dipendenze

Brescia Piazza della Loggia

Ricordato con solennità il IV Novembre

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Dopo la disfatta di Caporetto sembrava che tutto fosse perduto per le nostre Armi. Invece le nostre Armate mirabilmente guidate dal Capo di Stato maggiore dell’Esercito e nuovo comandante supremo generale Armando Diaz si ritirarono, tranne i primi drammatici momenti, in buon ordine attestandosi sulla linea di difesa Altipiani-GrappaPiave. E proprio sul fiume Piave, dopo alterne vicende, si sviluppò una grande controffensiva che obbligò il nemico a ritirarsi su tutto il fronte, creando le premesse per la battaglia culminante e vittoriosa di Vittorio Veneto. E alle 15 del 4 novembre venne così firmato l’armistizio con gli austriaci ormai in rotta e la sanguinosa guerra che ci costò 600mila morti ebbe termine. Brescia ha ricordato quel giorno, ora anche giornata delle Forze Armate e Festa dell’Unità nazionale, con una significativa cerimonia in Piazza della Loggia, presenti le massime autorità cittadine, le rappresentanze delle Associazioni combattentistiche e d’Arma e una

di Franco Panzerini

delegazione di alunni delle scuole bresciane. Schierato nella piazza un impeccabile reparto di formazione con Bandiera di guerra del 6° Stormo e fanfara dei Bersaglieri passata in rassegna dal prefetto Livia Narcisa Brassesco Pace e dal colonnello Claudio Nocente, capo centro documentale di Brescia. Dopo l’Alzabandiera, gli Onori ai Caduti, la lettura dei messaggi augurali del Capo dello Stato e del Ministro della Difesa e la lettura della motivazione della medaglia d’oro al valor militare concessa al generale di Squadra aerea Silvio Scaroni (Prima guerra mondiale), si sono rivolti ai presenti con una breve allocuzione di ricordo e di commemorazione il presidente provinciale della Associazione combattenti e reduci, il Sindaco di Brescia e il Presidente della Provincia. La cerimonia si è conclusa con la restituzione alla famiglia della piastrina di riconoscimento militare del fante Giuseppe Picone, disperso in Russia.

L’associazione Centro bresciano di solidarietà è operativa dal 1984 con un progetto di recupero per tossicodipendenti. Attualmente gestisce una comunità terapeutica residenziale per tossicodipendenti accreditata per 29 posti nella sede di Brescia in via Donatello 105. La proposta si articola in tre tipi di intervento: un modulo di accoglienza, un modulo terapeutico breve e un modulo in appartamento. Il modulo accoglienza dura tre mesi e si rivolge a persone al primo percorso comunitario. Il terapeutico breve ha una durata di sei mesi e interessa gli utenti con precedenti percorsi comunitari. Si può pensare come uno spazio di preparazione a un reinserimento sociale presso l’appartamento autonomia della struttura stessa. L’appartamento è adiacente alla comunità ed è dotato di un ingresso indipendente: gli utenti (sette posti) vi accedono solo quando hanno un’attività lavorativa esterna. L’associazione Cebs fin dalla propria fondazione ha considerato fondamentale il lavoro con le famiglie come risorsa importante contro la dipendenza da sostanze lecite e illecite. Accanto all’esperienza maturata con la comunità terapeutica, il Centro propone, quindi, anche un servizio psicologico e psicoterapeutico per giovani, adolescenti e adulti. L’attività, che può essere individuale o di coppia, è garantita da una équipe di psicologi e psicoterapeuti ed è finalizzata al trattamento e al supporto delle persone che stanno vivendo un disagio connesso con la crescita in relazione a se stessi, ai familiari, al mondo scolastico e lavorativo. Vi si accede tramite appuntamento telefonico. Attraverso il progetto denominato “Euriclea”, il Cebs offre una serie di interventi modulati sulle necessità delle coppie, dei singoli genitori o di altri familiari che vivono uno stato di sofferenza e disorientamento in seguito a gravi conflitti, incomprensioni e carenze comunicative all’interno dell’entourage familiare. In particolare vengono offerte accoglienza, ascolto, sostegno e chiarimento delle tematiche sul disagio giovanile e sulle dipendenze. Come? Attraverso momenti terapeutici individuali o di gruppo con l’assistente sociale, l’avvocato, il medico e lo psicologo. Nel progetto sono attivi alcuni genitori volontari, che a partire dalla loro esperienza hanno dato vita al “Gruppo famiglia” di auto-aiuto dove chi partecipa (ha una cadenza quindicinale) si confronta, rielabora i propri sentimenti e si rivede nei propri atteggiamenti. Si tratta di uno spazio di impegno e di crescita personale. Per informazioni, www.cebs.it o telefonare al numero 0302301290.


UnÕOfferta per tutti i sacerdoti: un grande segno di appartenenza Doniamo con amore la nostra Offerta. ÒUn servizio alla gioiaÓ. Cos“ Papa Benedetto XVI ha definito la missione dei sacerdoti. Pochi sanno che il clero diocesano, dal nostro parroco a quello di una comunitˆ pi piccola o lontana,  affidato ai fedeli stessi. Con unÕOfferta, ogni cristiano pu˜ accompagnarli nella missione. La Giornata del 21 novembre  dedicata allÕOfferta per tutti i sacerdoti. é un grazie a chi ha dedicato la sua vita al Vangelo e al servizio del prossimo. Le Offerte per i sacerdoti sono diverse dalla questua domenicale. E contribuiscono ad assicurare il necessario a tutti i preti diocesani in Italia. Dai giovani sacerdoti al primo incarico, a parroci dÕesperienza, fino ai

preti ormai anziani o malati, che dopo una vita spesa per lÕannuncio della Parola e per gli altri, non possono pi fare la loro parte. E raggiunge anche circa 600 missionari inviati nel Terzo mondo. Dovunque  annunciato il Vangelo, si celebrano i sacramenti e si realizzano progetti di caritˆ, le Offerte sostengono lÕopera di ogni sacerdote diocesano. Sono il segno della fraternitˆ verso i presbiteri, amici lungo tutta la nostra vita. Per il sostentamento si affidano alla libera donazione dei fedeli, come nelle comunitˆ cristiane delle origini, e non pi alla congrua statale. Doniamo con amore la nostra Offerta. E per chi vuole, il dono pu˜ essere ripetuto durante lÕanno.

PerchŽ offro per i sacerdoti: parlano i donatori italiani. PerchŽ si diventa offerenti? PerchŽ si sceglie di donare unÕOfferta per il sostentamento del clero, di qualunque importo, una o pi volte lÕanno? Lo abbiamo chiesto ai circa 134 mila fedeli italiani che donano per il sostentamento dei sacerdoti. E attraverso le pagine del trimestrale ÒSovvenireÓ loro hanno risposto cos“: “La mia Offerta è una goccia in mezzo al mare. Ma è piena di affetto per i nostri preti. Offro perché non riesco a sentire le voci di quanti chiedono aiuto in cerca di qualcuno che tenda loro la mano. E ringrazio i sacerdoti, persone speciali, che tendono loro questa mano e aiutano tanti a risollevarsi. Loro ci ricordano che - come ha detto Gesù - in ogni povero, in ogni sofferente c’è il Suo volto.” Franca C. - Collegno (Torino)

“Siamo due sposi pensionati, e doniamo perché il contributo va al nostro parroco e a tutti i sacerdoti. Il nostro prete è dinamico e le sue scelte sono state una scuola di carità. Deve badare a due parrocchie, ma si dedica alle omelie, sempre belle, e sappiamo che fa visita agli ammalati. Doniamo perché i sacerdoti sanno fare cose meritevoli anche con piccole Offerte. E così ogni anno immancabilmente mandiamo quello che possiamo.” Lettera firmata

“Faccio la mia Offerta nel ricordo di don Giovanni, un sacerdote che è stato vicino alla nostra famiglia tutta la vita. L’avevamo conosciuto durante un pellegrinaggio in Terra Santa. Anche se non c’è più, lo sento sempre vicino a noi, ora che è parte viva del Cielo che ci ha svelato.” Luciana B.

“Potrei raccontare per ore dell’importanza fondamentale che ha avuto il sacerdote amico della nostra famiglia con la sua illuminata presenza. Dico solo che è davvero stato ed è un dono del Signore.” Costantino - Castelsardo (Sassari)

“Ho iniziato a donare per i sacerdoti perché faccio parte di una comunità che si autosovvenziona. Non potevo assolvere le mie responsabilità solo con l’Offerta domenicale. Una spinta in più l’ho ricevuta dai miei parenti emigrati negli Stati Uniti, che con l’autotassazione mantengono le loro parrocchie: mi hanno fatto capire che è nostra e non d’altri la responsabilità del sostentamento dei sacerdoti. Perciò dono con grande gioia quel poco che posso.” Vincenzo V. - Scafati (Salerno)

“Mi pare giusto che i cristiani sostengano i propri sacerdoti, perché siamo tutti membra dello stesso corpo, che è la Chiesa. Per i nostri sacerdoti - quando è possibile - non basta gettare qualche monetina durante la messa. E così provvedo volentieri con un po’ di più. In oltre 70 anni di vita dai preti ho ricevuto tanto. Mi pare giusta un’Offerta fissa, non occasionale.” Sergio S. - Belluno “Dono con gioia a favore di coloro che in ogni occasione mi sono vicini.” Tullio M. - Nettuno (Roma) “Dono per i sacerdoti perché hanno lasciato tutto per il Vangelo e per noi. Per questo provvedo volentieri, secondo le mie possibilità, alla remunerazione dei nostri preti diocesani, che sono il tramite tra la nostra (e anche la loro) fragilità umana e la grandezza incommensurabile di Dio.” Maurizio D. “Perché i sacerdoti danno risposte alla nostra sete di conoscenza e rendono ragione della speranza che viviamo.” Piergiorgio C.

“Ci tengo a donare per i nostri sacerdoti per ringraziarli della mia crescita spirituale. Non sempre nel corso della mia vita ho potuto aiutare la Chiesa facendo volontariato. Con l’Offerta so che dono a chi fa del bene, a chi raggiunge i poveri. E spero che i miei piccoli contributi possano fare molto ugualmente.” Marcello A. - Modena “Li sostengo per la fede ritrovata. Dopo anni vissuti lontano da Dio, sono rimasta colpita dalla morte di Giovanni Paolo II. E poi ho cominciato ad ascoltare con più attenzione anche gli Angelus di Benedetto XVI. All’inizio per curiosità, poi con emozioni sempre più profonde. Allora il Signore mi ha offerto la sua misericordia e la gioia dei sacramenti ritrovati. Per questo dò con gioia il mio modesto contributo. Grazie all’aiuto del sacerdote cui mi sono rivolta, quest’anno ho compreso veramente il significato del Santo Natale e l’ho vissuto con gioia e continuo a viverlo.” Pieraugusta S.

Domande e risposte sulle Offerte per i nostri sacerdoti Chi pu˜ donare lÕOfferta per i sacerdoti? Ognuno di noi. Da solo o in gruppo: per esempio, in famiglia o a nome di un gruppo parrocchiale. Come posso donare? CON CONTO CORRENTE POSTALE n.57803009 intestato a ÒIstituto centrale sostentamento clero - Erogazioni liberali, via Aurelia 796 - 00165 RomaÓ. IN BANCA con uno degli 8 conti correnti bancari dedicati alle Offerte. La lista  su www.offertesacerdoti.it, nella sezione ÒLe Offerte Ð Bonifico bancarioÓ. CON UNÕOFFERTA DIRETTA donata direttamente presso la sede dellÕistituto diocesano sostentamento clero della tua diocesi. La lista degli IDSC  su www.offertesacerdoti.it, nella sezione ÒLe Offerte Ð IDSCÓ. CON CARTA DI CREDITO telefonando al numero verde di CartaSi 800-825000 oppure con una donazione on line su www.offertesacerdoti.it Dove vanno le Offerte e a chi sono destinate? Le Offerte vanno allÕIstituto centrale sostentamento clero di Roma. Che le ridistribuisce equamente tra i circa 38 mila preti diocesani. Assicura cos“ una remunerazione mensile dignitosa: da 883 euro netti al mese per un sacerdote appena ordinato, fino a 1.376 euro per un vescovo ai limiti della pensione. Le Offerte sostengono anche circa 3 mila preti ormai anziani o malati, dopo una vita intera a servizio del Vangelo e del prossimo. E raggiungono anche 600 missionari nel Terzo mondo. PerchŽ ogni parrocchia non provvede da sola al suo prete? LÕOfferta  nata come strumento fraterno tra le parrocchie, per dare alle comunitˆ pi piccole gli stessi mezzi di quelle pi popolose. Dal 1984 ha sostituito la congrua statale. Vuol dire che oggi i sacerdoti si affidano a noi fedeli per il loro sostentamento. Senza alcun automatismo. Ma con una libera Offerta da riconfermare ogni anno o pi volte lÕanno. Una scelta di vita importante per ogni cristiano, chiamato anche per gli aspetti economici alla corresponsabilitˆ, nel grande disegno della ÒChiesa-comunioneÓ tracciato dal Concilio Vaticano II. Che differenza cՏ tra Offerte per i sacerdoti e lÕobolo raccolto durante la Messa? Ogni parrocchia dˆ il suo contributo al suo parroco. é previsto infatti che ogni sacerdote possa trattenere dalla cassa parrocchiale una piccola cifra (quota capitaria) per il suo sostentamento. é pari a 0,0723 euro (circa 140 vecchie lire) al mese per abitante. E nella maggior parte delle parrocchie italiane, al di sotto dei 5.000 abitanti, ai parroci mancherebbe il necessario. Le Offerte vengono allora in aiuto alla quota capitaria, e sono un dono significativo perchŽ vi concorrono tutte le circa 25 mila comunitˆ del nostro Paese. PerchŽ donare lÕOfferta se cՏ lÕ8xmille? Offerte per i sacerdoti e 8xmille sono nati insieme. Nel 1984, con lÕapplicazione degli accordi di revisione del Concordato. LÕ8xmille oggi  uno strumento ben noto, e non costa nulla in pi ai fedeli. Le Offerte invece sono un passo ulteriore nella partecipazione alla missione della Chiesa: comportano un piccolo esborso in pi ma indicano una scelta di vita ecclesiale. Tuttora lÕOfferta copre circa il 10% del fabbisogno, e dunque lÕ8xmille  ancora determinante per remunerare i sacerdoti. Ma vale la pena far conoscere le Offerte per il senso di questo dono nella Chiesa. PerchŽ si chiamano anche ÒOfferte deducibiliÓ? PerchŽ si possono dedurre dal reddito imponibile nella dichiarazione dei redditi fino a un massimo di 1.032,91 euro lÕanno.


Paesi e parrocchie Città

LA VOCE DEL POPOLO 12 NOVEMBRE 2010

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Borgo Wührer Inaugurazione

I Punti famiglia a Brescia sono una realtà Giorgio Maione

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di Franco Armocida

In occasione della presentazione del nuovo Punto famiglia a Borgo Wührer, presso i locali dell’Ufficio asili nido del Comune di Brescia, al 55 di viale Bornata, l’assessore ai Servizi sociali Giorgio Maione ha tracciato un bilancio delle attività svolte a favore delle famiglie della città nell’ultimo anno. “Sono state tre le linee che hanno segnato la nostra azione – ha illustrato Maione – a iniziare dalla fornitura di un’ampia serie di servizi che ha superato le settorialità, quali gli anziani, i poveri, i bambini e quante ancora, per

ragionare in termini di famiglia, la struttura base di ogni società, al fine di ricomprendere al suo interno tutti i settori accennati poc’anzi. Basti pensare, per limitare le citazioni, ai bonus per le famiglie a basso reddito o al bonus casa, all’azzeramento delle liste di attesa per gli asili nido o all’accesso al microcredito, al bonus anziani o all’integrazione scolastica degli alunni stranieri. Accanto ai servizi – ha proseguito Maione – richiamo la sinergia con il Forum delle associazioni familiari, che riunisce associazioni, movimenti e or-

L’assessore Giorgio Maione ha colto l’occasione per tracciare un bilancio delle attività svolte dall’Amministrazione a favore delle famiglie

ganizzazioni che svolgono attività di promozione e sostegno delle famiglie, che interloquisce con le istituzioni in ambito di politiche familiari. Oggi l’associazionismo familiare dimostra una presenza di cittadinanza attiva – ha chiosato Giorgio Maione – con una capacità di proposta senza precedenti e uno dei prossimi obiettivi è il potenziamento della domiciliarità degli anziani, perché consentire loro di rimanere in famiglia più a lungo è uno dei passi più importanti per il rafforzamento della coesione sociale”. “Il Forum è una associazione di secondo livello – ha spiegato il suo presidente Nino Sutera – cui fanno capo 19 associazioni, ognuna delle quali con una propria specificità, che si pongono al servizio della famiglia quale punto di ‘ascolto’ dei

suoi bisogni, al fine di poter offrire una risposta concreta – senza alcuna sovrapposizione o sostituzione delle strutture istituzionali – a chi chiede. “A Brescia esistono dieci Punti famiglia e tre Segretariati sociali – ha specificato Giorgio Maione – e ai primi ci si può rivolgere, gratuitamente, per conoscere quali sono i servizi di cui il nucleo familiare può usufruire e dove si è sicuri di trovare il corretto orientamento verso gli stessi, quando non il diretto accompagnamento. Di questi sportelli due sono specificatamente rivolti, per competenza, a disabili e stranieri. Più complessa l’azione dei Segretariati sociali, i cui compiti prevedono la presa in carico delle problematiche dei soggetti con il coinvolgimento diretto delle strutture istituzionali”.

Il Comune di fronte all’area dell’ex Polveriera

Palazzo Loggia aspetta suggerimenti Il Comune di Brescia, dopo aver acquisito dall’autorità militare l’area e gli immobili dell’ex Polveriera di Mompiano – acquisizione che prevedeva la bonifica dagli ordigni bellici avvenuta negli scorsi mesi per opera dei militari – ha ritenuto, prima di avviare qualsiasi progettazione, con i conseguenti lavori, relativa all’intera area, di verificare se vi siano proposte o progetti inerenti la stessa attraverso una “manifestazione di interesse” pubblica. “Siamo di fronte a un’area di 146.510 mq su cui sorgono edifici per circa 3.000 mq – ha detto l’assessore all’Urbanistica e ambiente Paola Vilardi – e prima di prendere una decisione sul suo possibile utilizzo, abbiamo ritenuto di ascoltare qualunque soggetto possa essere interessato all’operazione, con alcuni punti da cui non si debba derogare in alcun modo. I soggetti ammessi a questo, che io amo definire sondaggio – ha continuato Paola Vilardi – possono essere persone fisiche o giuridiche, associazioni senza scopo di lucro, fondazioni, comitati costituiti e cooperative, residenti o con sede a Brescia, che intendano avanzare proposte relative ad ‘attività di supporto al parco, quali strutture ricreative e di ristoro, residenze del personale, uffici del parco, centri di studio e documentazione, strutture agri-

cole’. Vogliamo capire – ha aggiunto Paola Vilardi – chi voglia fare cosa al fine del miglior utilizzo di un’area così importante, di cui, in sede progettuale e successivamente attuativa, è previsto il frazionamento, ma che dovrà confluire in un progetto unitario. Alcuni fabbricati hanno coperture in eternit, alla cui bonifica si provvederà nel momento in cui si saprà cosa fare.” Il bando completo, le planimetrie e ogni dettaglio sono visionabili e acquisibili fino al 7 gennaio 2011, presso gli uffici del Comune in via Marconi 12, dalle 9.30 alle 12 di ogni giorno feriale, dal lunedì al venerdì. “Le ‘manifestazioni di interesse’ dovranno pervenire al Comune di Brescia – Settore Parco delle Colline, delle Cave e Barriere architettoniche in via Marconi 12, 25128 Brescia, entro il 10 gennaio 2011 – ha precisato il responsabile del settore Parco delle colline Benedetto Rebecchi – affinché, in tempi ragionevoli, stimiamo entro la primavera prossima, possa attuarsi la fase esplorativa, cui seguirà quella esecutiva”. “Il coinvolgimento da parte del Comune verso il territorio è il miglior strumento che si potesse adottare – ha detto il vicepresidente della Circoscrizione Nord Marco Gobbi – poiché si tratta di un’area strategica cui nessuno deve pensare se non in forma di pubblico utilizzo”.

Il parco delle colline


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Paesi e parrocchie Bassa

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Berlingo Politiche ecosostenibili

Nel novero dei “Comuni virtuosi” Entra a far parte dell’associazione che comprende 50 Comuni distintisi nel promuovere politiche che migliorano la qualità della vita

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Chiunque fosse passato il 7 ottobre per Berlingo, avrebbe capito che, per il piccolo centro della Bassa, quella non era una domenica come tutte le altre. In una normale mattinata di metà autunno per prima cosa avrebbe notato le bandiere italiane a ogni finestra, prima ancora di sentire il suono della banda accompagnare il corteo diretto in chiesa. Nulla di strano fin qui, una normale celebrazione per ricordare i caduti della Grande Guerra. Al termine della S. Messa, ecco però la cittadinanza dirigersi verso la sala consiliare, dove si tiene una cerimo-

di Francesco Uberti

nia di altro tipo: proprio in questa solenne ricorrenza civile prestano giuramento, davanti al sindaco Dario Ciapetti, due nuovi cittadini italiani, di origine tunisina e pachistana, un giuramento “esigente” nel ricordo dei caduti per la patria. Non è ancora finita: questa festa, nella quale vengono sottolineati i valori della convivenza civile e di una comune storia fatta anche di sacrifici, diventa lo scenario perfetto per tenere a battesimo un’iniziativa che guarda al presente e al futuro della comunità, affrontando una questione ineludibile, quella

Dario Ciapetti

dell’ambiente. Berlingo, infatti, entra a far parte dell’associazione “Comuni virtuosi”, una rete di 50 Comuni che si siano distinti nel promuovere politiche che migliorino la qualità della vita puntando sull’ecosostenibilità. Alla presenza del delegato dell’associazione, Marco Boschini, assessore di Colorno, sono stati presentati alla cittadinanza alcuni progetti portati avanti dal Comune in collaborazione con la fondazione Cogeme onlus. Essi erano già stati esposti nei giorni precedenti in un incontro che vedeva presenti il presidente di Cogeme Gianluca Delbarba e il presidente della fondazione, Giambattista Frassi. Alcuni di essi sono interventi anche molto consistenti sul territorio comunale: la realizzazione di un esteso percorso ciclopedonale, il recupero ambientale di aree compromesse, co-

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me nel caso del Laghetto dei Cigni e del Parco della Macogna, l’adesione al progetto pianura sostenibile per il monitoraggio del territorio e soprattutto la realizzazione di un nuovo polo scolastico-sportivo a emissioni zero su un’area precedentemente utilizzata come discarica abusiva. Altri interventi riguardano una dimensione più sociale, come la raccolta differenziata spinta, l’installazione di un punto-acqua e la rinuncia all’illuminazione natalizia per destinare i proventi ai missionari berlinghesi sparsi nel mondo. Rimane da ricordare quello che è stato definito come “baratto sociale”: il Comune concede alle associazioni presenti sul territorio una sede in ambio della manutenzione dei parchi comunali. No, non è stata una domenica come tutte le altre a Berlingo.


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Gruppo volontari “Solidarietà”

Un’ambulanza in dono Il gruppo volontari “Solidarietà” di Capriano-Fenili-Azzano riceverà in dono un nuovo automezzo. A fare questa donazione è la famiglia di Ignazio e Ivana Torchia di Azzano Mella. “In memoria della loro piccola Sofi, scomparsa lo scorso settembre a 11 anni, i coniugi Torchia hanno voluto compiere questo gesto di generosità” spiega il presidente del gruppo Angelo Giuseppe Zizioli. Trasportano persone bisognose e sprovviste di mezzi propri: a settembre del 2010 (ultima rilevazione) il numero dei trasporti era già a 890.

Montichiari

In gita ai Mercatini

Capriano Iniziativa di Maison Cò

La solidarietà fa tappa in Niger

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La bellezza del corpo ma anche dello spirito: questo è il motto che Maison Cò adotta per promuovere le iniziative di solidarietà per l’anno 2010 nella provincia bresciana, da sempre bacino sensibile a molte iniziative. Promossa dall’organizzazione Operazione Sorriso Servant Onlus, ha assunto il nome di “Operazione Sorriso Servant” la campagna di solidarietà che porta ogni anno in Niger, Sud Sahara, un’équipe di rinomati chirurghi plastici per delicate ricostruzioni del sorriso sul volto di decine di bambini deturpato dal “noma”, patologia diffusa nei Paesi più poveri, che ha come causa la malnutrizione. L’opera infermieristica dell’organizzazione è attiva da ben 15 anni presso l’ospedale nazionale di Niamey in Niger. La seconda iniziativa vede protagonisti l’Associazione abitanti Contrada Cerezzata e il santuario Madonna dell’Avello di Ome che organizzano per domenica 19 dicembre 2010 una Santa Messa celebrata da don Beppino Cò. La messa sarà anima-

di Giovanni De Marco

ta dal gruppo “Roveto ardente” del Rinnovamento carismatico cattolico. Il ricavato sarà devoluto al Ministero di evangelizzazione di don Beppino, già missionario in Laos e Senegal, autore del libro “Signore, apri le mie labbra”: don Beppino è un instancabile proclamatore della Parola di Dio grazie a un sistema di comunicazione via radio che copre tutta la valle intorno alla sua parrocchia. L’ultima iniziativa è fissata per sabato 4 dicembre con la cena di Natale dell’associazione “Cavalli per tutti” con la presenza delle famiglie degli utenti e di tutti i volontari che vi operano. L’associazione, operante a Collebeato all’interno di un’azienda agricola, offre tecniche riabilitative e sensibilizza la collettività in merito alle esigenze di soggetti portatori di handicap, accrescendone l’autonomia e l’autosufficienza. Nella serata di beneficenza seguirà l’estrazione di una ricca lotteria il cui ricavato servirà a sostenere l’associazione, di cui Maison Cò è grande sostenitrice.

Mercatini e altro. Sono molte le proposte che accompagnano il prossimo arrivo del mese di dicembre. Fra questa, segnaliamo l’iniziativa proposta dal Comune di Montichiari. Sarà che ormai i negozi “anticipano” anche di oltre un mese l’atmosfera, sarà che la voglia di vacanze, anche in tempi di crisi, rimane forte, di certo è che il Natale è ad un passo e tante sono le iniziative che, un po’ ovunque, si propongono di festeggiarlo nel migliore dei modi. L’assessorato alle Politiche giovanili e la Commissione Giovani hanno pensato bene, così, di organizzare, come ultima attività dell’anno, una gita ai mercatini natalizi di Trento, città che, assieme a Bolzano, non ha nulla da invidiare alle più famose località austriache sotto questo aspetto. Il viaggio è fissato per domenica 5 dicembre con partenza dal piazzale delle Poste (zona City) alle ore 6.15 in pulman Granturismo. A Trento sarà possibile visitare il Castello del Buonconsiglio, il centro storico con i mercatini ed altri luoghi più significativi della città, il tutto con una guida che illustrerà al meglio le bellezze locali. La giornata si concluderà nel tardo pomeriggio con il rientro a Montichiari previsto intorno alle ore 20. Vista l’attrattiva dell’iniziativa la Commissione Giovani invita ad affrettarsi con le iscrizioni che si possono effettuare chiamando, dopo le ore 18.30 il seguente numero di telefono 334/9720560. Il costo è fissato in 30 euro per i giovani monteclarensi compresi tra i 18 e i 35 anni e in 35 euro per tutti gli altri. (f.m.)

Ghedi

“Canti per tutti i gusti” Anche quest’anno a Ghedi verrà riproposta la rassegna “Canti per tutti i gusti”, una serie di appuntamenti dedicati alla musica. L’iniziativa, giunta alla 17ª edizione, è organizzata dalla Fondazione casa di riposo di Ghedi onlus, in collaborazione con la Corale polifonica Gaydum di Ghedi. Si tratta di quattro appuntamenti dedicati al canto liturgico, a quello popolare e folkloristico e al coro operistico. Il primo appuntamento, programmato per la scorsa domenica, è stato un successo. Ad esibirsi, il coro “Sotto la torre” di Manerbio, diretto dal maestro Claudio Bertolini. Il prossimo appuntamento, previsto dal programma, è per domenica 14 novembre. Ad esibirsi sarà il coro “Gio canto” di Villanuova sul Clisi, diretto dalla maestra Marilena Goffi. Il terzo appuntamento è per domenica 21, con il coro “Renovatio S. Benedetto” di Brescia, mentre l’ultimo incontro musicale è in programma domenica 5 dicembre. A chiudere questa rassegna sarà l’esibizione della corale “Polifonica Gaydum” di Ghedi diretta dal maestro Angelo Orsini, la stessa che ha organizzato questi incontri. I concerti si terranno, come di consueto, nel grande salone della casa di riposo ed avranno luogo alle 16. L’ingresso è libero. (mtm)


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Circolo culturale Aldo Moro a Castenedolo

“Tre giorni nella storia”, dibattito sul libro di Galli Della Loggia Venerdì 12 novembre alle 20.45 presso la Sala Civica dei Disciplini di Castenedolo intervengono l’autore del volume, Ernesto Galli Della Loggia, Dario Franceschini, presidente deputati del Pd, Fabrizio Cicchitto (Pdl), Marco Follini (Pd) e Corradino Mineo (direttore Rai News 24).

Chiari

La cultura attraverso il gioco

Chiari Domenica 14 novembre

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“Colori e sapori d’autunno”

Calato il sipario sulla 7ª edizione del “Fuori tutto” per la soddisfazione degli organizzatori, l’Associazione botteghe di Chiari, in collaborazione con l’assessorato al Commercio e alle attività produttive, mette in campo per domenica 14 novembre un’altra iniziativa: “Colori e sapori d’autunno”.Protagonisti della giornata saranno questa volta prodotti agroalimentari tipici locali,con banchi dislocati in piazza Zanardelli a partire dalle 9.45 sino alle 18. Buona l’adesione dei commercianti che hanno risposto positivamente a questo debutto novembrino. Oltre alla possibilità di acquistare, si potrà anche assaggiare formaggi di produzione propria, salumi, verdura e frutta, prodotti di forneria e pasticceria in tutte le loro declinazioni, il tutto all’insegna di stagionalità, freschezza e tradizione. E a proposito di quest’ultima, l’Associazione bresciana norcini – recente la loro apparizione su Rai1 all’interno della trasmissione “Linea Verde” dedicata alle meraviglie della Franciacorta – sarà pre-

A Chiari, la Fondazione Biblioteca Morcelli-Pinacoteca Repossi, fucina di iniziative culturali, per l’anno scolastico 2010-2011 ha messo in cantiere una serie di laboratori e progetti didattici rivolti a tutte le scuole, dalla materna alle superiori. Lo scopo è di riuscire ad avvicinare giovani studenti a biblioteche e musei presentandoli come contenitori di un sapere al quale ci si può accostare cogliendone l’aspetto ludico. Le proposte della Fondazione sono molteplici e studiate per mantenere vivo l’interesse e l’attenzione dello studente. Visite guidate, dunque, e animate, laboratori, incontri mirati ad approcciare l’arte moderna e contemporanea.

Cigole

“Affido: un gesto di solidarietà” Venerdì 12 novembre, alle 20.45, nel salone al piano terra del palazzo Cigola Martinoni, sede del Municipio, è in programma una serata per illustrare il tema: “Affido: un gesto di solidarietà familiare“. Durante l’incontro con relazione della dott.ssa Eleonora Tita, operatrice dello Sportello InformAffido dell’ambito 9 dell’Azienda territoriale per i servizi alla persona in collaborazione con la Cooperativa Mondotondo, verranno fornite le principali nozioni in materia di affido familiare, visto come intervento in grado di garantire a ciascun minore il diritto inalienabile di avere una famiglia.

di Claudia Morandini

Chiari

Scuole senza confini sente con uno stand presso il quale sarà possibile assistere alla lavorazione delle carni suine secondo la migliore tradizione contadina bresciana. Trattandosi della prima manifestazione agroalimentare di questo genere a Chiari, gli organizzatori guardano alla kermesse con occhio attento. Sagre simili sono sempre più numerose e riscuotono sempre un ottimo successo, segno del legame della gente alle tradizioni e ai buoni prodotti. L’intenzione è che la rassegna diventi appuntamento fisso nel calendario degli avvenimenti clarensi, mentre obiettivi e finalità sono sempre focalizzati sulla rivitalizzazione del centro cittadino e la promozione delle sue attività commerciali. La giornata sarà anche occasione di shopping grazie all’apertura dei negozi in vista delle festività natalizie: i commercianti si stanno preparando ad accogliere al meglio i visitatori con aperture domenicali e momenti d’incontro. Nel corso della giornata, anche una castagnata curata dall’Avis.

“Schools without borders”(scuole senza confini) è il titolo del documentario che la giornalista e documentarista clarense con cittadinanza canadese, Irene Zerbini, ha realizzato in collaborazione con il producer Carlos Basilone. Commissionato dal Comune di Novellara (Reggio Emilia), dove la presenza di studenti stranieri nelle classi raggiunge il 36%, il lungometraggio documenta i metodi utilizzati nelle scuole torontine per agevolare l’integrazione linguistica degli immigrati. La metropoli canadese pare abbia saputo risolvere il problema dovendo gestire etnie, modi di vivere e culture in un unico ambiente con bambini che, rispetto agli adulti, si presentano molto più duttili e ricettivi. “Lo straniero non è percepito come una minaccia, ma al contrario, viene visto come una risorsa sulla quale investire” ha detto la Zerbini in una intervista. Si incoraggiano gli studenti a coltivare la lingua madre perché un giorno sarà una risorsa per il Paese ospitante. Sulle pareti delle scuole ci sono scritte in tutti gli idiomi, si tengono giornalmente corsi intensivi di lingua inglese per i nuovi arrivati in modo da facilitarne l’ingresso nelle classi. Non esistono scuole differenziate per gli stranieri, e l’idea di classi ponte non è proprio contemplata. A Chiari, dati al 31 marzo 2010, i cittadini registrati erano 18.619 di cui 2934 stranieri, il 15,5% circa della popolazione.


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Paesi e parrocchie Valle Camonica

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Borno Società Impianti Borno

La neve non è più un problema La nascita della nuova Società ha riattivato l’interesse del mondo sportivo, degli sci club e delle associazioni della montagna

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Anche la prima neve sta salutando le novità che potrebbero essere davvero positive, legate al mondo dello sci dell’Altopiano del sole. Borno potrebbe lasciarsi alle spalle un periodo decisamente difficile, caratterizzato da incertezze sul futuro, ma con un’unica sicurezza: gli Enti pubblici, soci di maggioranza della Società Funivia Boario Terme – Borno Spa non potranno più sottoscrivere azioni della propria società. Anzi: dovranno dismettere quelle possedute, ammesso che trovino un acquirente. I tagli della Legge finanziaria sono drastici, le disposizioni in ma-

di Franco Garattini

teria altrettanto, la mancanza di fondi propri da parte degli Enti pubblici è ormai un problema di sopravvivenza per la stessa gestione corrente. Insomma: sono passati gli anni grassi e ora le varie Società partecipate devono fare i conti senza più il sostegno di alcuni azionisti di riferimento. È quanto accaduto alla Società che da ben 36 anni a Borno ha costruito la cultura dello sci e della neve, degli sport invernali e delle professioni a esse legate. Per continuare a vivere, fare impresa, creare occupazione e indotto, ecco dunque la necessità immediata, a brevissimo, di

avere un sostegno concreto da parte di privati, imprese e cittadini, professionisti e investitori. Idea non nuova: ma per Borno oggi si presenta una occasione che nell’immediato potrebbe risolvere il nodo della partenza della stagione invernale. La notizia della nascita della Società impianti Borno (Sib srl) ha riattivato l’interesse del mondo sportivo, degli sci club, delle associazioni della montagna e della neve, della stessa Federazione sport invernali. La Società attualmente comprendente 12 azionisti che hanno versato tutti la stessa quota, ha come scopo sociale le attività più disparate nel mondo dei servizi e delle attività anche turistiche. Una Società con le carte in regola per diventare, di fatto, una struttura di servizio alla comunità, con tutte le caratteristiche di un’impresa “profit”. A lanciare l’idea e

guidare la cordata è il finanziere franco-polacco Romain Zaleski, cittadino onorario di Borno dal 2006, azionista di spicco, tra i privati, della Società Boario Borno attuale. Il ragionamento di Zaleski è semplice e immediato: l’attuale società va aiutata togliendole la spina irritativa della gestione, sostenendo con interventi progressivi, modulati e oculati, il peso finanziario che l’ha portata praticamente alla paralisi. Con una “New-Co”, leggera, snella, senza pesi alle spalle, si può dar vita a una gestione della stazione sciistica di Borno, affiancando l’attuale società, permettendole di rientrare dall’emergenza in cui si trova. Intanto la società attuale sta approntando gli impianti e le piste per dar inizio alla stagione invernale in previsione dell’apertura del tradizionale lungo ponte festivo dell’Immacolata.


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Pubblicazione

Sonico e la Grande Guerra “Se avrò grazia di ritornare – Sonico e la Grande Guerra” è il titolo del libro (edito dalla Tipografia Camuna), molto articolato, di Giacomo Fanetti che ripercorre le vicende della Prima guerra mondiale. A Sonico ha avuto una delle sue retrovie più importanti, dove venivano immagazzinate le munizioni e vi erano aree idonee all’addestramento delle reclute. La guerra lasciò ben più dolorosi ricordi marcati dai vuoti delle 31 vittime.

Casa del Parco dell’Adamello

L’Anno delle foreste

Cemmo Fondazione Cocchetti

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I giovani espongono le loro tesi

Ritorna “Spazio Giovani”, ovvero la Valle Camonica nella voce dei suoi laureati. Un’iniziativa promossa dalle istituzioni e ospitata a Cemmo, presso la fondazione “Cocchetti” delle suore Dorotee. Venerdì 19 novembre 2010, alle ore 18, presso l’auditorium del convento, Giovanni Gregorini, della sede bresciana dell’Università cattolica del Sacro Cuore, farà da “chairman” alla presentazione dei lavori di ricerca discussi dai giovano neo-dottori. Le tesi di questa tornata sono 13: Margherita Francesca Bazzana (“Sviluppi territoriali del museo della Guerra Bianca in Adamello”); Stefania Boniotti (“L’origine: Ombre rupestri”); Alessandro Breda (“Analisi pluriennale – 1999-2008 – dell’effetto dell’instabilità di versante sull’integrità ecologica dei corsi d’acqua montani”); Pietro Castelnovi (“Analisi e recupero tecnico-funzionale del complesso di San Lorenzo in Berzo Inferiore”); Cristina Chiudinelli (“Stratificazione e tipologia dei toponimi nella bassa Valcamonica”); Mariagiovanna Erba (“Caratte-

di Ermete Giorgi

ristiche temperamentali e relazione educatrice-bambino: associazioni con l’adattamento socio-emotivo di bambini dell’asilo nido”); Laura Ferrato (“Studio igienico-sanitario sul latte di capra bionda dell’Adamello”); Luca Mariotti (“Infrastrutture e paesaggio della Valcamonica: metodi per la valorizzazione del territorio”); Cristina Rebaioli (“Il complesso monumentale del colle di San Lorenzo a Berzo Inferiore: progetto di conservazione”); Gian Paolo Scalvinoni (“Testori visto da Brescia: l’eco dell’opera del letterato milanese sulla stampa e sugli studiosi locali”); Laura Scenini (“Caratterizzazione fluvio-morfologica dei torrenti Brandèt e Campovecchio della riserva naturale regionale delle valli di Sant’Antonio”); Silvia Diletta Tempini (“Il rifugio alpino: analisi delle evidenze progettuali: ipotesi di recupero e valorizzazione impianto Vertice Q-lago d’Arno”); Manuela Zanetta (“La roccia di Campanine di Cimbergo nel quadro dell’arte rupestre della Valcamonica”).

L’assemblea generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 2011 “Anno internazionale delle foreste”, per supportare l’impegno di favorire gestione, conservazione e sviluppo sostenibile delle foreste di tutto il mondo. A fronte di questa considerazione nasce l’idea del Parco dell’Adamello di proporre un progetto di educazione ambientale mirato a sensibilizzare i più giovani e a promuovere una maggior conoscenza degli ecosistemi forestali dell’area protetta. Gli obiettivi che il piano di lavoro intende perseguire sono: approfondire la conoscenza degli alberi, degli animali e dell’ambiente “bosco”; proporre situazioni che suscitino curiosità e piacere della scoperta; stimolare l’interesse e il rispetto per la natura; valorizzare il patrimonio boschivo locale e la sua gestione, mettendo in risalto le principali peculiarità naturalistiche. Il progetto generale di educazione ambientale s’intitola: “Il bosco e i suoi mille volti”. In funzione della diversa età degli alunni/studenti coinvolti vengono proposte quattro diverse iniziative appositamente studiate; nella scuola dell’infanzia la tematica affrontata sarà: “Nel bosco tra animali, piante e fantasia”; nelle elementari (I e II): “Piccoli esploratori del bosco”; nelle classi III, IV, V: “Il bosco osservato con una lente d’ingrandimento”; nelle secondarie di primo grado: “L’ecosistema bosco”. Per maggiori informazioni e per iscrizioni contattare: Casa del Parco dell’Adamello di Vezza d’Oglio, via Nazionale,132.

Distretto culturale

“Tam tam” online Abbiamo fatto cenno, tempo fa, all’uscita del numero uno della rivista “Tam tam”, magazine del Distretto culturale di Valle Camonica. Adesso Sergio Cotti Piccinelli, direttore dell’organizzazione che fa capo alla Comunità montana, annuncia che il periodico esce anche nella versione on line. “Il tutto all’insegna dello scambio di idee – scrive Simona Ferrarini, assessore alla Cultura dell’ente comprensoriale – e della contaminazione tra arti e saperi, mediata dai linguaggi della fotografia, della grafica, del video e dal nuovo modo di esprimersi della comunicazione multimediale e interattiva”. Come nella versione cartacea, in quella elettronica, i contenuti vogliono infatti esprimere il forte desiderio di innovazione e di apertura di cui “Tam tam” si è fatto portavoce: uno strumento in costante evoluzione e pronto ad accogliere e valorizzare tutti i contributi che possono arrivare dall’esterno, dal cuore pulsante della vallata dell’Oglio. Tra i vari apporti di questo primo numero segnaliamo un’intervista a Moni Ovadia di Valentina Romeo, “Sulle tracce di re Carlo, oltre la leggenda” di Giorgio Azzoni, “L’intervista ideale: incontro con l’antropologo Italo Sordi”.


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Paesi e parrocchie Valtrompia

LA VOCE DEL POPOLO 12 NOVEMBRE 2010

Lodrino Con gli Amici di padre Remo

Una raccolta per volare Da L’Aquila e da Lodrino ad Hardemann in Bolivia: l’impegno delle Suore missionarie

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Da L’Aquila e da Lodrino ad Hardemann in Bolivia e ritorno alla città colpita dal terremoto: è il percorso di generosità che vede coinvolti ormai da quasi 25 anni le Suore missionarie della dottrina cristiana con Casa Madre nel capoluogo abruzzese e la onlus Amici di Padre Remo diffusa in Valtrompia e provincia. L’ultima iniziativa è una raccolta di fondi particolare (un gesto di affetto) lanciata in aiuto proprio delle suore che hanno visto distrutte le loro tre case nel centro storico, costrette a una diaspora in loro strutture distanti anche 30 km dalla città dove tornano ogni giorno per il loro apostolato e l’insegnamento ai più piccoli. Era il 1986 quando padre Remo Prandini, originario di Lodrino si trovava ad Hardemann, in Bolivia, villaggio

di Edmondo Bertussi

di campesinos bisognoso di tutto. Chiese aiuto alle suore della Dottrina cristiana: partirono suor Albina, suor Maria Grazia e suor Pierina. Pochi mesi dopo padre Remo scomparve nel pomeriggio di Natale mentre guadava un fiume portando sulla sua bicicletta i regali ai ragazzi dei diversi villaggi Le suore rimasero: dicono che lo sentono vicino in ogni momento ad aiutarle e proteggerle. A Lodrino nasceva l’onlus nel nome del religioso. In Bolivia fiorivano ininterrotti i “miracoli” (così li chiamano) di padre Remo: scuole, case di accoglienza, un intero villaggio (32 case unifamiliari), finanziate dai sostenitori degli Amici , privati o associazioni come il Rotary, con il contributo (aree ecc.) dei campesinos. Ultimamente hanno

aperto un ospedale aiutate dai locali. “Ci siamo sentiti anche noi colpiti dal terremoto – racconta il presidente degli Amici Vigilio Bettinsoli – sentendo la superiora madre Nazzarena di Paolo: sono in Abruzzo dal 1890, hanno perso tutto quanto realizzato all’Aquila, non avevano più niente come padre Remo in quel 1986. Siamo stati laggiù: abbiamo sentito il dovere di un gesto di affetto e anche riconoscenza per quanto da loro fatto per padre Remo. Vogliamo subito aiutarle a ricostruire una loro casa, la meno danneggiata, perché abbiano di nuovo una loro comunità, vicina alle tre scuole prefabbricate nei villaggi di periferia dove sono già strenuamente impegnate come hanno ribadito anche in un colloquio con il ministro Mariastella Gelmini”. L’inizia-

tiva è stata presentata in un incontro con oltre un centinaio di sostenitori a Lodrino proprio al centro sportivo “ Padre Remo Prandini”. Da l’Aquila è venuta suor Nazarena con suor Maria Grazia, una delle tre con padre Remo nel 1986 e l’architetto Claudio Mazzoli impegnato per dare spazi di gioco ai bambini nella periferia prefabbricata. Col piglio da “generale” ha raccontato accorata la tragedia del centro storico, un buco nero di 180 ettari , una “Nuova Pompei”, la voglia di rinascere, i bambini che hanno voluto ritrovarsi a scuola e han fatto rimanere i genitori, la necessità dell’aiuto perché “... L’Aquila torni a volare”. Come partecipare? Con il conto corrente intestato agli Amici Padre Remo, codice Iban per bonifico IT48C0839655520000000201495.

Brevi

Sistema museale

Nave

Gli educational tour per i docenti

Sei nuovi ambulatori

Anche gli insegnanti non finiscono di imparare. Ecco spiegato il senso degli educational tour, itinerari guidati in alcuni musei della Valtrompia riservati ai docenti delle scuole bresciane di ogni ordine e grado. Organizzati dal Sistema museale in collaborazione con l’Ecomuseo “La montagna e l’industria”, si svolgono in tre giornate: mercoledì 17 novembre presso il Borgo del Maglio di Ome (iscrizione entro venerdì 12) con laboratori sulle tecniche di incisione e stampa a mezzo torchio, visita all’attiguo Museo Il Maglio Averoldi e alla Casa Museo Pietro Malossi. Mercoledì 24 novembre (iscrizione entro venerdì 19) alla fattoria didattica Catena Rossa di Sarezzo per l’approfondimento su “Bosco racconta”, presentazione del progetto “Agricoltura racconta” e delle attività che rientrano in “Mappa di Comunità”. Infine, giovedì 2 dicembre (iscrizioni entro venerdì 26), I Magli di Sarezzo con i tre pacchetti e la proposta della fucina-ludoteca. Info sul sito web http://cultura.valletrompia.it (cultura@cm.valletrompia.it, tel. 0308337490).

Con il mese di novembre piazza Giovanni Paolo II si arricchisce di importanti strutture sanitarie: sei nuovi ambulatori per i medici di base, che vanno ad aggiungersi al presidio Asl, alla guardia medica e alla farmacia comunale. “L’intervento per gli ambulatori – spiega il vicesindaco Cesare Frati – è stato preso in carico (circa 180mila euro di spesa) dalla ‘Nave Servizi’, società partecipata totalmente dal Comune”. I locali sono stati dati in comodato gratuito ai medici di base di Nave (sei), Bovezzo (quattro) e Caino (uno) con una convenzione di 12 anni e con gli stessi medici che effettueranno una turnazione di almeno un’ora ciascuno a settimana, coprendo quella fascia oraria in cui la Guardia medica non è in servizio.


LA VOCE DEL POPOLO 12 NOVEMBRE 2010

La Voce di Palazzolo palazzolo@lavocedelpopolo.it

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Sanità Un nuovo servizio alla “Richiedei”

Insieme per combattere l’alcol Una collaborazione tra più realtà per la prima struttura bresciana per la cura delle patologie connesse all’uso delle sostanze alcoliche. Dieci i posti letto realizzati nel nuovo reparto

Un’esibizione del Corpo musicale “Città di Palazzolo”

Dopo il rinnovo del consiglio direttivo

Gli impegni del Corpo musicale Il Corpo musicale “Città di Palazzolo” ha recentemente rinnovato i propri assetti con la nomina di un nuovo consiglio direttivo, apportando così una ventata di aria nuova a tutta la compagine associativa, all’attività di insegnamento e di formazione con un nutrito calendario di esecuzioni e perfomance. Il nuovo consiglio, rinnovato nei componenti e rimotivato nella sua finalità, nelle relazioni interne ed esterne e nella volontà di rappresentare un ruolo da protagonista sulla scena musicale del nostro territorio, ha riconfermato alla direzione artistica il maestro Giuseppe Orizio. Si tratta di una importante garanzia di continuità pedagogica e per un costante miglioramento del livello artistico dei vari ensemble musicali. Anche il Centro di formazione musicale “Riccardo Mosca” ha riaperto con successo i corsi, con un’offerta più ampia e articolata di espressioni per intercettare e incontrare i gusti e le scelte artistiche dei giovani. È anche in fase di realizzazione una rete di collaborazioni e di scambi con altre realtà musicali del territorio ed è sempre più consolidata la collaborazione con l’Amministrazione civica e sinergie con altre realtà cittadine, prima fra tutte le scuole con le quali si stanno approntando programmi interessanti per diverse manifestazioni. Il rinnovo dei propri assetti “societari” non ha distratto il Corpo musicale “Città di Palazzolo” dagli impegni artistici. Detto dell’avvio dei corsi dell’accademia da quest’anno dedicata a Riccardo Mosca, deceduto nel corso di un incidente stradale nei mesi scorsi, il Corpo musicale si appresta a dare vita ad alcuni momenti tradizionalo quali la festa di Santa Cecilia, in programma per domenica 13 novembre, e il Concerto di Natale. In calendario anche qualche intermezzo festivo a sorpresa. Per il Corpo musicale palazzolese sono queste ore di vigilia per la festa di S. Cecilia. Si tratta ormai di un appuntamento tradizionale e sentito, dove i musicisti grandi e piccoli, di lungo corso e principianti, si trovano tutti insieme per sottolineare l’importanza e il valore della musica come momento di aggregazione, oltreché di elevazione e cultura. Diventa così anche l’occasione per incontrare in modo informale, appunto festeggiando, la città, i rappresentanti delle Istituzioni, i diversi collaboratori e sostenitori, simpatizzanti e musicisti di altri gruppi e associazioni, a conferma del valore di pacificazione, solidarietà e positività dell’esperienza e della pratica della musica. Il programma messo a punto per quest’anno prevede alle 18 di sabato 13 novembre l’animazione liturgica della Santa Messa nella parrocchiale di Santa Maria Assunta, a cui farà seguito la cena sociale. Per domenica 14 novembre, sempre nella stessa parrocchiale, con inizio alle 20.30, si terrà un concerto sinfonico e vocale del corpo musicale “Città di Palazzolo” diretto da Giuseppe Orizio.

N

Nel centro medico Richiedei di Palazzolo è stata inaugurata nelle scorse settimane la prima struttura sanitaria in provincia di Brescia per la cura delle patologie connesse all’uso di alcol. Si tratta di un importante servizio per la popolazione che vede la collaborazione tra l’Asl di Brescia, la Fondazione Richiedei, l’Azienda ospedaliera “Mellino Mellini” di Chiari e il Comune di Palazzolo. La creazione di dieci posti letto nel presidio ospedaliero di Palazzolo rappresenta una risposta al fenomeno dell’alcolismo che emerge sul territorio e che si manifesta in continua crescita. Fausto Gardoni, presidente della Fondazione Richiedei, ha ricordato le importanti scelte decise dal nuovo consiglio d’amministrazione della Fondazione, accompagnate da rilevanti investimenti anche per il Centro medico di Palazzolo che, dopo aver potenziato il servizio di radiologia, ospita ora anche l’unica struttura sanitaria in provincia per le patologie da alcol. Il prossimo passo sarà l’implementazione dei servizi presenti sul territorio per renderli operativi e proficui. Dopo gli interventi delle numerose autori-

Una veduta dell’ospedale

di Luciano Demasi

tà presenti è stato il direttore generale dell’Azienda ospedaliera “Mellino Mellini”, Fabio Russo ad affermare che il reparto di Alcologia è in linea con l’orientamento regionale in materia di sanità e che bisogna prendersi cura del paziente, non solo curarlo per via farmacologica. La dottoressa Luigina Scaglia, responsabile del nuovo servizio ha illustrato gli spazi: camere da letto per un massimo di 15 pazienti, una sala per il colloquio individuale, una stanza per le attività motorie, un’altra per gli incontri con le famiglie e una sala-soggiorno. Nel suo intervento ha spiegato come lo spirito del reparto debba essere quello di portare i pazienti a riprendere in mano la vita e la quotidianità che hanno perso. L’obiettivo, attraverso le tre settimane di terapia, la prima esclusivamente farmacologica e le ultime di psicoriabilitazione, è quello di arrivare alla disassuefazione dall’alcol. Il nuovo reparto di Alcologia non intende fornire ai pazienti solo cure mediche, ma assicurare loro un collegamento con il territorio che sia il punto di partenza per una nuova vita.


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La Voce di Palazzolo

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Alpini Importanti appuntamenti

Penne nere: un anno intenso Nell’ottobre 2011 si terrà un raduno che porterà a Palazzolo oltre 20mila Alpini. Molte altre, però, le occasioni di impegno

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Il Gruppo Alpini cittadino, capitanato dal capo gruppo Mario Simoni, ha ricevuto dalla Sezione Ana di Brescia a Darfo Boario Terme, al termine dell’adunata del 15-16-17 ottobre 2010, il mandato ufficiale per l’organizzazione del prossimo raduno del 2° Raggruppamento che si terrà a Palazzolo dal 14 al 16 ottobre 2011. Si tratta di un grande onore per gli Alpini palazzolesi e per Mario Simoni, che festeggerà proprio nel 2011 le sue nozze d’oro da Capo Gruppo Alpino. Per la sezione Ana

palazziolese si tratta di un importante riconoscimento, oltre che la loro consistenza numerica (il primo gruppo di tutta la provincia di Brescia), anche della notevole mole di lavoro annualmente svolta dalle varie compagini che lo compongono (Protezione civile, Coro Alpino, supporto e sostegno logistico e organizzativo a varie iniziative sociali). Prima dell’impegnativo appuntamento dell’autunno del prossimo anno che, secondo le previsioni dovrebbe portare a Palazzolo qualco-

La sede della sezione Ana di Palazzolo

sa come 20mila Penne nere, la locale sezione Ana vivrà altri momenti di impegno. Anche per quest’anno, infatti, gli Alpini palazzolesi organizzano la 24° edizione della “Gara di briscola” alpina a coppie tra soci alpini, artiglieri alpini e simpatizzanti. Il sorteggio delle coppie avverrà presso la sede di via Sgrazzuti, venerdì 12 novembre alle 21, mentre le gare si svolgeranno dalle ore 20,30 di lunedì 15 fino a venerdì 19 novembre per i gironi di qualificazione e sabato 20 novembre dalle ore 19, le otto coppie di giocatori qualificate si incontreranno per la finale. Le iscrizioni si ricevono presso la sede di via Sgrazzuti. Gli Alpini palazzolesi saranno poi tra quanti, come da tradizione, animeran-

no le feste natalizie cittadine, in attesa dell’appuntamento del 26 gennaio quando verrà celebrato il 48° anniversario della battaglia di Nikolajewka. Per l’occasione sarà ufficialmente presentata anche la pubblicazione, curata da Luciano Demasi, che ricostruisce le vicende degli Alpini palazzolesi. Il 22 gennaio si terrà anche una rappresentazione teatrale tratta proprio dalla pubblicazione a cui stanno lavorando in queste settimane il Coro alpino palazzolese diretto dal maestro Francesco Rota e la compagnia teatrale “La Maschera”. Lo spettacolo renderà omaggio al contributo che gli Alpini palazzolesi seppero dare nelle tragiche vicende della Seconda guerra mondiale che li vide protagonisti sui fronti di Albania, Grecia e Russia.

A partire dal 28 novembre

L’anno sociale degli “Amici della musica”

Il Filarmonico di Verona

È stato presentato nelle scorse settimane il programma sociale 2010/2011 dell’associazione “Amici della Musica” di Palazzolo sull’Oglio. Moltissimi gli appuntamenti in programma per il 28 novembre prossimo e il 26 novembre del 2011. L’apertura della stagione sarà, come di consueto, con un concerto in programma all’auditorium San Fedele il 28 novembre prossimo (inizio alle 16). Lunedì 6 dicembre prenderà invece il via quella, che dal punto di vista didattico e educativo, è sicuramente la parte più interessante fra le mille proposte degli “Amici della musica”. In quella data, alla fondazione Cicogna Rampana, si terrà la prima delle conversazioni messe in calendario per preparare il pubblico alla visione delle rappresentazioni a cui l’associazione parteciperà. Il debutto sarà con la “Vedova allegra” di Franz Lehár che, il 18 dicembre successivo, un gruppo di soci degli “Amici” avrà modo di applaudire al FIlarmonico di Verona. Per lunedì 17 gennaio è in programma, invece, la conversazione dedicata alla V Sinfonia di Beethoven in vista della trasferta del 29 genna-

io, sempre al Filarmonico. Di “Manon Lescaut” di Puccini si parlerà nella conversazione del 24 gennaio. L’appuntamento al Filarmonico, invece, è per il 1° febbraio successivo. Altri appuntamenti con le conversazioni degli “Amici della musica” sono in programma il 14 febbraio (“L’Oiseau de feu” di Stravinskij), il 7 febbraio (“Peer Gynt” di Henrik Ibsen), il 28 marzo (IX Sinfonia di Beethoven) il 4 aprile (“Les pecheurs de perles” di Georges Bizet) il 2 maggio (“La strada”). Domenica 22 maggio 2011, sempre al San Fedele, si terrà il concerto presentazione del festival areniano 2011. Gli “Amici della musica” organizzeranno il viaggio a Verona per assistere a “La traviata” di Giuseppe Verdi, il 16 luglio, e “La bohème” di Giacomo Puccini, il 19 agosto. Le conversazioni 2011 riprenderanno il 21 novembre con il “Rigoletto” in programma al Filarmonico veronese il 26 successivo. L’ingresso alle conversazioni e ai concerti è gratuito. Per partecipare agli spettacoli è invece necessario prendere contatto con l’associazione chiamando lo 030/7301896 o il 338/7957900.


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Domenica 21 novembre

Condividere la strada della vita in piazza Palazzolo ospiterà domenica 21 novembre la “Manifestazione delle croci” organizzata in collaborazione con l’Associazione familiari vittime della strada. Alle 11 si terrà una celebrazione eucaristica nella parrocchiale di Santa Maria Assunta. A seguire interventi degli studenti delle scuole palazzolesi.

Avviati i lavori

Si smonta “Controcorrente” I funerali di mons. Faustino Guerrini

Ricordo Mons. Guerrini, Morandi e Ambrosetti

Tre storie di impegno e dedizione

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Tre lutti hanno colpito in rapida successione nelle scorse settimane la comunità palazzolese, lasciandola sicuramente più povera. Nel breve volgere di una decina di giorni, infatti, sono scomparse tre figure che con la loro azione e la loro presenza hanno contribuito a rendere migliore la comunità palazzolese. Con la morte di Giacomo Morandi, mons. Faustino Guerrini e Bruno Ambrosetti sono venute meno tre di quelle figure che, come in tante altre comunità, hanno saputo fare del loro impegno uno stimolo per il bene di Palazzolo. Giacomo Morandi, scomparso il 20 ottobre, è stato esponente di primo piano del volontariato locale con la sua opera in associazioni ecclesiali e civili che si è protratta praticamente sino alla morte. Il 29 ottobre scorso, poi, si è spento a Brescia, mons Faustino Guerrini, parroco a Palazzolo dal 1966 al 1975, in stagioni che hanno rappresentato il momento di passaggio più importante nella vita religiosa. Sono stati quelli gli anni della suddivisione di Palazzolo in quattro

di Luciano Demasi

parrocchie oltre a S. Pancrazio. Presidente della Casa di Riposo “Don Cremona” è stato anche il fondatore dell’Associazione “Cor Unum”, alle cui ricorrenze più importanti assicurava ancora recentemente la sua presenza, oltre ad aver promosso altre importanti iniziative nel campo della cultura religiosa, della musica sacra, nella ristrutturazione del complesso dell’oratorio di S. Sebastiano. Lasciata Palazzolo, mons. Faustino Guerrini era stato chiamato dal Vescovo al delicato incarico di rettore del Seminario diocesano. Il 1° novembre scorso, infine, è scomparso il dott. Bruno Ambrosetti, erede del padre Alessandro non solo nella conduzione dell’attività professionale ma come esponente del Movimento cooperativo palazzolese, essendone presidente dell’organo di controllo. Stroncato da una malattia ancora in giovane età e nel pieno delle sue molteplici attività anche in campo sociale, lascia un vuoto incolmabile nella sua famiglia e nei vari settori in cui operava ed era impegnato.

Sono proseguiti negli ultimi due week-end, i lavori di smontaggio del bar “Controcorrente” affondato nell’Oglio. I volontari della Protezione civile, composti in un apposito comitato da vari gruppi, sono tornati in azione per continuare con le operazioni di recupero della struttura galleggiante inabissatasi nella notte fra il 5 e il 6 maggio sotto la spinta di una piena dell’Oglio. L’Amministrazione comunale, il cui Ufficio tecnico coordina le operazioni autorizzate dal Tribunale di Brescia, ha già programmato la chiusura dell’area per tutti i sabati di novembre, ossia il tempo necessario per tirare sulla terra ferma i vari pezzi componenti della struttura metallica, del diametro di venti metri. Alle operazioni prendono parte, a titolo gratuito, anche alcune imprese locali che mettono a disposizione uomini e mezzi da affiancare a quelli della Protezione civile comunale e degli Alpini. Tutti i pezzi, man mano verranno tirati a riva, saranno trasportati e stoccati nel magazzino comunale a disposizione del Ctu (Consulente tecnico d’ufficio), nominato dal Tribunale per accertare le cause dell’affondamento del bar-centro servizi galleggiante, inaugurato proprio un anno fa, il 17 ottobre del 2009 e concesso in gestione alla Cooperativa sociale palazzolese.

Domenica 14 novembre

La giornata del diabete Domenica 14 novembre, in occasione della Giornata Mondiale del Diabetico, il Centro diabetologico di Palazzolo e di Brescia, l’Azienda Ospedaliera M. Mellini di Chiari, organizzano a Palazzolo uno screening gratuito per tutta la popolazione. L’iniziativa, tradizione da anni consolidata, serve a sensibilizzare la cittadinanza sulle problematiche di questa malattia insidiosa che interessa sempre più vasti settori di popolazione. Gli interessati potranno sottoporsi volontariamente e gratuitamente ad un controllo glicemico dalle 8 alle ore 13 presso il palazzo comunale in Via XX Settembre.

Sabato 13 novembre

Mancuso per “Il Maestrale” Per sabato 13 novembre, alle ore 17.30, presso il Polo culturale “Biblioteca G.U. Lanfranchi”, in Lungo Oglio Cesare Battisti, è prevista l’inaugurazione della mostra personale dell’artista Calogero Mancuso, organizzata a cura dell’Associazione culturale “Il Maestrale”. Si tratta di una interessante proposta per conoscere le opere del pittore, in arte Kalo Mancuso, che da anni insegna arte e svolge l’attività artistica a Palazzolo. La sua pittura spesso si ispira e richiama le radici delle piante che scavano diramazioni sotterranee, a volte nella roccia della solitudine umana, altre nell’argilla rossa dei sentimenti. La mostra si potrà visitare sino al 28 novembre tutti i giorni feriali, escluso il lunedì, dalle 16 alle 19 e nei festivi dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19.


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Sport Una nuova opera a San Rocco

Un campo in sintetico da record Trenta i giorni necessari per la realizzazione. Da primato anche l’impresa di tre palazzolesi intorno al Sebino

È

È stato costruito a tempo di record un nuovo campo di calcio presso l’oratorio di San Paolo in San Rocco. Dal vecchio campo in terra battuta si è passati a quello più moderno in materiale sintetico. L’idea è sorta due anni fa da un gruppo di genitori dell’oratorio; dopo i vari incontri e confronti su idee, proposte, modalità di attuazione, ecco ora la svolta definitiva e si è riusciti a realizzare il tutto anche grazie all’interessamento del parroco don Gianni Mondini.

Nel tempo record di trenta giorni è stato rifatto tutto l’impianto e ora il colpo d’occhio sul verde è bellissimo. Per la città di Palazzolo si tratta del primo campo in sintetico costruito ed esistente e ora che si è spezzato l’incanto, altri oratori potrebbero seguire l’esempio dell’oratorio della parrocchia S. Paolo in S. Rocco. L’onere economico, intorno ai 100mila euro, sarà sostenuto da varie ditte e privati offerenti. Il campo in erba sintetica per partite con squadre di sette giocatori, con le più moderne tec-

Il nuovo campo da calcio dell’oratorio di San Rocco

nologie, è dotato anche di un’irrigazione automatica per far sì che in estate l’erba sintetica non secchi e di un pozzo che raccoglierà l’acqua che si adopererà per bagnarlo. Sono già numerose le squadre che si sono prenotate. Comunque nel giro di due anni sarà tutto pagato l’impianto e con la garanzia di otto anni per la ditta che l’ha costruito. Sul fronte dello sport palazzolese c’è anche da raccontare un’altra bella storia, un’impresa che non ha precedenti nelle cronache locali e che rappresenta quindi un primato, un record e un’ennesima sfida portata a termine e vinta da tre sportivi amatoriali palazzolesi. Federico Chiari (60 anni), Arnaldo Mai (60 anni), Italo Terzi (68 anni) lo scorso 29 ottobre hanno compiuto il periplo a piedi del lago

d’Iseo, partendo alle ore 7 da Sarnico, salendo dalla sponda bergamasca fino a Lovere e Pisogne per poi discendere da Iseo per la sponda bresciana e giungere a Sarnico alle ore 22.45; il tempo impiegato per percorrere i 65 km del percorso corrispondente a una maratona e mezzo, è stato di 13 ore e 45 minuti. L’impresa, pur importante, non ha preso di sorpresa i palazzolesi che conoscono da tempo la passione e l’impegno che i tre protagonisti mettono nello sport. Un’impresa e una giornata indimenticabile per i tre sportivi che attendono la sfida da altri concorrenti e che propongono la straordinaria performance anche come antidoto e come dieta per l’obesità; i tre infatti hanno perso in una sola giornata due kg di peso a testa.

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Paesi e parrocchie Sebino Franciacorta

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Gli asili nido sono una risorsa per la famiglia. Il panorama bresciano è fatto di una proficua sinergia tra pubblico e privato e di progetti innovativi. Nel numero di novembre del mensile dedicato alla Franciacorta prendiamo in esame la situazione degli asili nido sul territorio. In Franciacorta sono 21 le scuole dell’infanzia associate all’Adasm Fism. Fra queste tre sono a Gussago, due ad Adro, due a Cazzago San Martino e due a Rovato. In particolare, dopo aver presentato l’esperienza dell’Adasm Fism, raccontiamo la genesi del micronido

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Inchiesta La Voce della Franciacorta

Sottovoce Negli anni Novanta si andava delineando la necessità di aprire e di chiudere le scuole d’infanzia tenendo conto degli orari di lavoro delle mamme; si profilava anche la necessità di abbassare l’età d’ingresso alla scuola. L’Adasm Fism si impegnò a seguire sperimentazioni già in atto in varie scuole. Nel tempo è stata data organicità attraverso: la cooptazione delle nuove esperienze nell’unico progetto educativo delle scuole dell’infanzia; la formazione di personale qualificato; l’avvio di uno specifico coordinamento pedagogico. Oggi l’Adasm bresciana traduce la sigla: Associazione degli asili e delle scuole materne.

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Il calore del micronido come risorsa La prima pagina di novembre

di Luciano Febbrari

mons. Geremia Bonomelli a Nigoline di Corte Franca. La materna paritaria Bonomelli, che ha 103 anni di storia, dal 2007 ospita anche la sezione del micronido (telefono 0309826309), rispondendo a una esigenza del territorio. Ma chi era Geremia Bonomelli? Frequentò le elementari a Nigoline e il liceo a Lovere; entrò nel 1851 nel Seminario di Brescia e venne ordinato sacerdote il 2 giugno 1855. Il 26 novembre 1871 fu consacrato vescovo di Cremona. Morì il 3 agosto 1914 a Nigoline, dove era stato ricondotto per motivi di salute. Al micronido di

La scuola materna di Nigoline dedicata a mons. Geremia Bonomelli, che può vantare 103 anni di storia, dal 2007 accoglie 10 bambini al nido

Nigoline ogni giorno, dalle 8 alle 16.30, due educatrici (Elena e Lucilla) accolgono i piccoli. Dall’esperienza e dalla tradizione della scuola materna paritaria nel 2007 nasce, quindi, il micronido per ampliare l’offerta formativa e per colmare una lacuna: sul territorio operava già – ovviamente con costi diversi – una struttura privata. Il presidente della scuola Cristiano Donna insieme al Consiglio di amministrazione (un gruppo di volontari) ha ascoltato le sollecitazioni del territorio e ha dato un servizio in più alle famiglie, senza pensare a un parcheggio per i figli. Tenendo fede allo statuto ospita una bambina seguita dai Servizi sociali per la quale è stata concordata con il Comune la diminuzione della retta. Il micronido, che ha una cucina interna, ha 10 posti e accoglie dai 12 mesi d’età le iscrizioni in ogni perio-

Borgonato

Un francobollo premia le bollicine Berlucchi È in vendita in tutto il Paese il francobollo della serie tematica “Made in Italy” dedicato alla Guido Berlucchi & C., storica azienda di Borgonato in Franciacorta cui si deve la creazione, grazie all’intuito del patron Franco Ziliani, del primo metodo classico del territorio bresciano. Una produzione che ha dato avvio all’importante sviluppo enologico della Franciacorta, oggi tra le aree leader del settore vitivinicolo. Alla cerimonia di presentazione del francobollo, tenutasi nella sede dell’azienda, sono intervenuti Stefano Saglia, sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico, Marisa Giannini, responsabile settore filatelia di Poste italiane, Narcisa Brassesco Pace, prefetto di Brescia, Giulio De Capitani, assessore regionale all’Agricoltura, Daniele Molgora, presidente della Provincia di Brescia e Andrea Arcai, assessore alla Cultura del Comune di Brescia. Tra gli altri, il sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia, ha sottolineato il valore simbolico di questo riconoscimento per l’economia italiana: “Celebriamo il genio di Franco Ziliani, che rappresentando il genio italiano ci fa guardare con più ottimismo al futuro”. È la

prima volta che un francobollo di questa serie, stampata dall’Officina carte valori dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e nata per celebrare il fiore all’occhiello della produzione italiana, è dedicato a un’azienda del vino. Ecco pertanto Franco Ziliani, presidente e azionista di controllo con la famiglia e che con Guido Berlucchi diede vita all’avventura delle bollicine di Franciacorta, replicare, quasi commosso, al Sottosegretario bresciano allo Sviluppo economico: “Siamo molto onorati, tutti noi della Guido Berlucchi, del privilegio che il ministero dello Sviluppo economico e Poste Italiane ci riservano con l’emissione del francobollo dedicato alla nostra azienda quale espressione del made in Italy. Sono grato per questa irripetibile opportunità, che suggella l’impegno di un’azienda, di una terra e di tanti produttori, e brindo idealmente ai prossimi successi del vino italiano”. L’avventura della Guido Berlucchi è stata poi ripercorsa dal Presidente, ricordando come essa abbia avuto inizio intorno alla metà degli Anni ’50 del secolo scorso in Franciacorta e nel corso del tempo è diventato un marchio noto in tutto il mondo.

do dell’anno. In una stagione segnata dalla crisi economica deve fronteggiare la difficoltà delle famiglie, che non sempre possono sobbarcarsi la spesa. Certo bisogna dire che la retta mensile è di 450 euro, una cifra inferiore agli oltre 600 euro della media dei micronidi. La differenza è spiegata dalla mission della scuola Bonomelli che nel bilancio non ha la voce “guadagno”. Non è facile portare avanti una realtà in assenza di consistenti aiuti da parte delle istituzioni, che di contro chiedono giustamente standard igienico-sanitari alti con un maggior aggravio per le casse della struttura. Fra le proposte innovative, si registra l’idea della “ludoteca”, uno spazio proposto di sabato dove i genitori vanno a scuola con i figli. Sempre il sabato le famiglie possono incontrare la dott. ssa Ferrari, psicopedagogista.


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Paesi e parrocchie Garda Valsabbia

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Sabbio Chiese Nuovo Parroco

In dialogo per camminare insieme Don Francesco Monchieri, che guidava le parrocchie di Mura, Casto e Comero, si prepara a fare l’ingresso nella nuova comunità

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La parrocchia di Sabbio Chiese e Clibbio, che ha appena salutato don Giovanni Lamberti, parroco dal 2005 e prossimo all’ingresso nella parrocchia di Santo Spirito a Brescia, si prepara domenica 28 novembre ad accogliere il nuovo parroco, don Francesco Monchieri. Nato a Prestine e ordinato a Brescia il 12 giugno 1988, prima di guidare dal 24 ottobre 2008 fino ad oggi le parrocchie di Mura, Casto e Comero, è stato subito dopo l’ordinazione vicario parrocchiale di Ci-

di Nicoletta Tonoli

vidate Camuno (dal 1988 al 1993); successivamente parroco a Lozio e Villa di Lozio (dal 1993 al 1995), vicario parrocchiale a Lumezzane Sant’Apollonio (dal 1996 al 1997) e cappellano dell’ospedale S. Corona di Fasano (dal 1997 al 2000). Prima del suo arrivo in Valle Sabbia, poi, dal 2000 al 2008 è il parroco di Tavernole sul Mella, a cui si aggiunge nel 2005 anche Lavone. Lo abbiamo raggiunto in questi giorni precedenti al suo ingresso a Sabbio, dove ci ha raccontato dei

Don Francesco Monchieri

due anni trascorsi nelle parrocchie di Mura, piccolo paese della Valle Sabbia che conta ben cinque frazioni e diverse località, Casto e delle sue frazioni, fra cui Comero, Malpaga e Alone. Ha vissuto due anni positivi all’insegna dell’unità pastorale, con incontri di catechesi per gli adulti delle tre parrocchie “itineranti” (ogni riunione veniva svolta in una delle parrocchie a rotazione anche per favorire lo scambio e l’unione fra i vari parrocchiani), così come per gli incontri con le catechiste. “Ogni realtà ha le sue tradizioni, le sue abitudini, e in ognuna è stato impostato un lavoro sull’unità pastorale, che ha portato a una bella realtà di comunione, due anni positivi”. Si è cercato di lavorare in

direzione dell’unità pastorale anche con i giovani: da circa un anno è stata creata una commissione giovanile. L’attenzione nei loro confronti è sempre alta per guidarli in questa età difficile con fiducia e speranza, un’attenzione che sarà prioritaria anche nella nuova parrocchia. Quando chiediamo a don Francesco cosa si aspetta dal suo prossimo incarico, lo troviamo fiducioso: “Ho già incontrato il consiglio pastorale della nuova parrocchia; è una realtà vivace con tanta voglia di fare. Nei prossimi mesi conoscerò i parrocchiani e attraverso il dialogo e la reciproca conoscenza cominceremo il nostro cammino, con particolare attenzione alla famiglia, ai giovani e agli anziani”.


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Polpenazze

La presenza della mafia a Brescia raccontata in un libro

Manerba Sabato 20 e domenica 21

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Prim’Olio, in vetrina l’oro verde

Torna a Manerba, sabato 20 e domenica 21, “Prim’Olio”, la rassegna dedicata al nuovo oro verde del Garda bresciano. Torna a Palazzo Minerva, restaurato di recente. Ad inaugurare la rassegna, sabato 20 a partire dalle 9.30, il convegno “La comunicazione, i prodotti agricoli d’eccellenza, l’ambiente: per un turismo destagionalizzato e competente” che vede la partecipazione dei giornalisti televisivi Enrico Castelli, Matteo Mastromauro e Renato Andreolassi. Occasione per approfondire la promozione dei prodotti agricoli del territorio con suggerimenti che siano in grado di definire una strategia complessiva mirata ad allungare la stagione turistica. Il Garda è in grado di offrire una risposta alle domande di un nuovo modo di “fare turismo”. Non solo. Lo sviluppo e il mantenimento di un’economia agricola d’eccellenza sono anche elemento essenziale per nuovi modelli di tutela e di conservazione dell’ambiente. L’olio extravergine che si estrae dai frantoi non ha bisogno di commenti. Insieme al vino è l’ambasciatore della gardesanità, di uno stile di vita che è

L’Associazione Scordium per la difesa del territorio di Polpenazze e della Valtenesi, la cui finalità è di ”tutelare i diritti e gli interessi della collettività di Polpenazze del Garda, connessi al miglioramento e alla valorizzazione della qualità della vita nel nostro paese, attraverso la tutela e la valorizzazione del suo patrimonio ambientale, culturale ed artistico”, ha promosso presso la sala consiliare del municipio di Polpenazze, un interessante incontro con Fernando Scarlata, autore del libro “Tentacoli: la criminalità mafiosa a Brescia”. Dopo l’introduzione del professor Carlo Alberto Romano, docente di criminologia presso l’Università degli Studi di Brescia, Scarlata, coordinatore del Comitato Antimafia di Brescia “Peppino Impastato” ha parlato alle persone presenti in sala e rispondendo alle domande esaustivamente. Il suo libro descrive la realtà delle infiltrazioni mafiose nella provincia di Brescia, da una breve storia fino alle operazioni condotte dalle Forze dell’Ordine, fino a un elenco dei beni sequestrati alla mafia sul nostro territorio (basti pensare che Brescia è la terza provincia nel Nord e Centro Italia per beni confiscati dopo Milano e Roma). Più volte durante l’intervento è stato sottolineata la necessità di abbattere il muro dell’omertà e l’importanza sia della denuncia che della parola e dell’insegnamento anche ai più giovani, fin dall’infanzia, a ribellarsi contro l’oppressione della malavita, così come la necessità di non “delegare” mai, perché è qui che nasce l’antimafia. Mai pensare “tanto se ne occuperà qualcun altro”, così come non bisogna tergiversare sul tecnicismo dei giornali e sulla mancanza di inchieste specifiche a livello locale dopo episodi criminosi. (n.t.)

Strada dei Vini e dei Sapori del Garda

I frantoi aprono le porte Dopo la vendemmia, ora è tempo, sul Garda, di olio extravergine di oliva. La Strada dei Vini e dei Sapori del Garda dedica al nettare dorato del Benaco “Frantoi aperti”. La rassegna alla 5ª edizione propone, sabato 13 e domenica 14, sabato 20 e domenica 21, visite guidate e degustazioni all’interno dei frantoi disseminati nel basso lago e nel suo entroterra. Alla visita del frantoio sono abbinate aziende vinicole e agricole che presentano e offrono assaggi dei propri prodotti, tra vini bianchi e rossi e varie tipologie di formaggi. Con “Frantoi aperti” si va alla scoperta dei sapori della terra che la stagione offre, a contatto con la natura e la genuinità. Info: 030.9990402.

di Vittorio Bertoni

Arco

“Pagine del Garda” in mostra dato praticare unicamente sulle sponde del Benaco, nei borghi dominati dagli antichi castelli, fra le pievi e le preziose cappelle votive, nei sentieri che svelano esclusivi panorami naturali. Manerba, con “Prim’Olio” fiore all’occhiello della programmazione turistica, culturale e promozionale dell’Amministrazione comunale guidata da Paolo Simoni, ne celebra il tempo della nascita, quell’attimo eterno di storia in cui l’oliva sacrifica se stessa per cedere all’uomo il suo fluido dorato, quel pregiato nutrimento che impreziosisce le tavole fin dalle età più remote. Due giorni tra “Gust’olio” banchi d’assaggio gratuiti, “A scuola di olio” degustazioni guidate di prodotti tipici gardesani, con uno sguardo rivolto alle opere fotografiche, esposte nelle sale di Palazzo Minerva, partecipanti al concorso “Un saluto a Manerba”. E nei fine settimana, fino al 19 dicembre, nei ristoranti manerbesi aderenti alla rassegna si potranno degustare menù a prezzo fisso dedicati alla cucina tradizionale locale a base di olio d’oliva. Informazioni: Manerba Servizi Turistici, 0365.552745.

Il Casinò municipale di Arco, dal 13 al 21 novembre, torna a riempirsi di libri con la 18ª edizione di “Pagine del Garda”, mostra del libro e rassegna dell’editoria gardesana organizzata dall’Associazione culturale “Il Sommolago”. Quest’anno la manifestazione prevede la partecipazione di 150 editori con oltre 600 titoli e propone una serie ricchissima di incontri, confermandosi occasione ambita per dare visibilità ad una produzione editoriale particolare, su temi d’interesse culturale ma anche legati alla storia ed alle tradizioni del territorio gardesano e alpino. Grazie alla collaborazione con diverse realtà culturali locali, saranno presentate, dopo l’inaugurazione di sabato 13 alle 16 e per tutta la settimana, opere che si riferiscono alla Prima e Seconda guerra mondiale, al tema del “vivere altrove”, alla poesia riferita al Garda, alla ricchezza bibliografica del Fondo Antico della Biblioteca civica di Arco, al dramma del Kosovo, e alle Dolomiti, patrimonio dell’umanità. La manifestazione si conclude, domenica 21 alle 16, con una tavola rotonda dedicata ad una serie di proposte per una piena valorizzazione del Castello di Arco. Nel corso della rassegna, al primo piano del Casinò, sono allestite due mostre fotografiche e multimediali sulla vita di trincea sul monte Baldo durante il primo conflitto mondiale e sul tema delle migrazioni.


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Paesi e parrocchie Garda Valsabbia

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Polpenazze Garda Sposi Expo

Il manuale per scegliere come sposarsi Come districarsi nella preparazione della lista nozze. Scegliendo oggetti utili e pratici

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Un elenco di desideri, ecco a cosa potrebbe assomigliare la lista nozze, anche se la coppia accorta sa che l’indicazione di spesa non può contenere solo oggetti di poco valore. Se è vero che da un lato questa è l’occasione per avverare un sogno, dall’altro i doni che si riceveranno dovranno accompagnare gli sposi nella loro vita quotidiana ed essere, dunque, pratici, duraturi e di bel design. Via libera dunque a prodotti di prima qualità, innovativi e di tendenza in sintonia con la situazione

a cura di VoceMedia Pubblicità

ambientativa. Resta, tuttavia, come atteggiamento di base, che va affermandosi sempre più, quello di personalizzare la lista regali. Importata direttamente dall’America, l’usanza di compilare la lista nozze si è presto diffusa anche da noi, se non altro per semplificare l’operazione di scelta e, perché no, per evitare spese inutili con doppioni. Prima di iniziare la stesura è bene prima fare una sorta di elenco di ciò che si ha già e che potrebbe essere trasferito nella casa degli sposi. Sia lui che, soprattutto

lei, possono mettere a disposizione la dote. A quel punto sarà più semplice avere chiaro ciò che serve e ciò che non serve. Anche sulla scelta del negozio dove aprire la lista: in linea di massima è bene scegliere negozi affermati, specializzati e che prediligano il design e la qualità a scapito di un immediato, ma effimero risparmio. Un’altra mossa intelligente potrebbe essere quella di chiedere al negozio scelto la possibilità di avere pubblicata la propria lista nozze on line, in modo da permettere anche a parenti ed amici lontani di accedervi. Non solo questo è il vantaggio. Un elenco in internet permette un aggiornamento costante anche da casa e, nel caso si andasse esaurendo prima del tempo, si potrebbe correre ai ripari, senza mettere in imbarazzo gli

invitati. Altro piccolo suggerimento: suddividere gli oggetti più costosi in diverse tranche di prezzo. Anche in questa maniera si può venire incontro agli ospiti che si sentiranno liberi di scegliere che tipo di impegno economico sostenere. Quando si sceglie il negozio dove depositare la lista, è meglio chiarire fin da subito le modalità e il luogo di consegna: regalo per regalo nella casa della sposa, tutti i regali il giorno dopo le nozze nella casa dei genitori di lei o di lui, o al ritorno dal viaggio di nozze nella casa degli sposi. A questo punto non resta che concedersi un po’ di tempo ed esprimere qualche desiderio. La lista nozze può essere fatta anche presso un’agenzia viaggio qualificata, infatti immancabile è la luna di miele, lunga o corta che sia.

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Ccdc Due incontri su un tema scottante

Cultura e comunicazione

Respingimenti: naufragio dei diritti

leombruno@lavocedelpopolo.it

Un breve documentario di Wim Wenders e le riflessioni di mons. Agostino Marchetto e di Laura Boldrini su migranti e accoglienza

Mons. Agostino Marchetto

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di Laura Di Palma

Da quasi due settimane, ormai, continua la protesta di sei immigrati che chiedono la regolarizzazione della propria posizione civile e lavorativa, stazionando su una delle gru meccaniche del cantiere metro di via San Faustino; nonostante l’esposizione alle intemperie e la timida richiesta di dialogo da parte delle istituzioni, i sei sembrano intenzionati a portare avanti la loro azione fino a quando non verranno accolte le loro richieste. “Tutto questo è sbagliato: ci sono dei gruppi nel Bresciano che dicono agli immigrati che basta fare chiasso per avere dei risultati concreti… Questi gruppi fanno solo del male agli immigrati… Di fronte a quanto sta accadendo, crediamo sia

Cinema

Un “Volo” di vita e solidarietà

giunto il momento di assicurare ai migranti che protestano un ascolto istituzionale che garantisca loro di rivedere le posizioni in vista di un reale accordo, rispettoso dei diritti umani”. Queste, alcune delle parole di padre Mario Toffari, direttore dell’ufficio diocesano per la Pastorale dei migranti in seguito all’avvio della protesta. Sulla stessa linea di pensiero di padre Mario sembra essere anche mons. Agostino Marchetto, già segretario del pontificio consiglio della Pastorale per i migranti, giunto a Brescia per presentare il proprio libro-intervista “Chiesa e migranti. La mia battaglia per una sola famiglia umana” e per discutere di un tema difficile quale i respingimenti,

nel contesto di una specifica serata promossa, lo scorso 3 novembre, dalla Cooperativa cattolico-democratica di cultura nella sala Bevilacqua dei Padri della Pace. Ai microfoni dei tanti giornalisti presenti, mons. Marchetto ha lanciato un appello ai sei extracomunitari protagonisti della vicenda: “Fratelli – ha detto loro –, comprendiamo che il vostro modo di agire sia dettato dalla convinzione che non ci siano altre soluzioni al problema che vi riguarda ma, forse, anche voi dovreste riconsiderare la vostra posizione; trovo alquanto strano, infatti, che non si possa raggiungere un accordo e che non ci sia alcuna possibilità di un ricorso”. Mons. Marchetto si è poi soffermato a parlare della sua lunga esperienza constatando come “il rapido aumento della presenza di extracomunitari abbia creato un senso di disagio, paura e pregiudizio. Nonostante questo, la Chiesa deve, prima di tutto, dare l’esempio, mostrandosi accogliente nei loro confronti. I principi base del cristianesimo sono infatti l’accoglienza e la fratellanza: siamo tutti un’unica grande famiglia anche se, troppo spesso, non ce ne rendiamo conto”.

Il primo dei due incontri dedicati ai respingimenti, organizzati dalla Cooperativa cattolico-democratica di cultura, si è svolto martedì 26 ottobre nella Sala polifunzionale dell’Università cattolica. È stato proiettato “Il volo”, un breve documentario che Wim Wenders ha realizzato per raccontare la storia dei Comuni calabresi di Badolato e Riace: paesi quasi abbandonati dagli abitanti originari, che hanno deciso di mettere le case vuote a disposizione degli immigrati curdi, africani, afghani sbarcati sulle loro coste. Si è ricomposta così una comunità viva, grazie alla quale sono rinati luoghi che apparivano destinati a un lento abbandono. Il regista tedesco ha fatto pervenire al pubblico bresciano un messaggio, letto in sala dal produttore del film, Claudio Gabriele. “Il granello di utopia – scrive tra l’altro Wenders – il coraggio e l’ospitalità dimostrata dalla cittadina di Riace mi hanno colpito profondamente e rappresentano una luce di speranza in un tempo contrassegnato in tutta Europa dal

Nell’ambito dell’immigrazione non c’è dubbio che anche la politica possa e debba fare la sua parte. “Su un tema delicato come questo – ha sostenuto l’ex segretario del Pontificio consiglio per i migranti –, il mondo politico dovrebbe agire in modo più equilibrato, assumendo una funzione quasi pedagogica. La migrazione, infatti, è ormai un fenomeno strutturale ed è un’illusione pensare di potervi mettere fine; nonostante alcuni lati negativi, si tratta di un macrofenomeno che porta a uno sviluppo su molteplici livelli: da quello demografico a quello lavorativo”. Presente alla serata, oltre a mons. Marchetto, Laura Boldrini, portavoce dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati e autrice del libro “Tutti indietro”, con il quale, ha detto, ha voluto farsi voce di chi non ha voce e rappresentare quel ramo dell’Italia che è in grado di superare i pregiudizi. “La strada per una politica comune sull’immigrazione – ha affermato la portavoce – è ancora lunga ma l’auspicio è che ci si possa accorgere di alcune situazioni e che, di comune accordo, si riescano a gettare nuove basi per il futuro”.

buio della xenofobia e del nazionalismo”. Il suo film comincia come una storia di finzione, con un battibecco a distanza tra un prefetto (Luca Zingaretti) che vuole applicare alla lettera la normativa a un carico di clandestini arrivati via mare; e un sindaco (Ben Gazzara), che è pronto ad aprire per loro le case del paese. È lo stesso Wenders, però, a interrompere il racconto e a spiegare come le testimonianze reali raccolte in Calabria gli fossero apparse più significative della storia che stava girando. Ecco allora passare sullo schermo i racconti di ragazzini afghani e curdi che a Riace hanno trovato rifugio da situazioni di guerra e terrore. E le parole emozionate del vero sindaco di Riace, Domenico Lucano, convinto che “il reato di clandestinità è in pratica il reato di esistere” e che non è possibile negare l’accoglienza ai disperati che arrivano in cerca d’aiuto. Perché quella dei rifugiati, ha ricordato Claudio Gabriele, è “una tragedia che non bisogna rimuovere”. (n.r.)


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Cultura e comunicazione Viaggi

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Un gruppo di giornalisti e amici di Brevivet, in compagnia del presidente Giovanni Sesana, ha conosciuto i luoghi dove ha vissuto il Santo di Ippona. Nell’itinerario di Brevivet si mescolano cultura, spiritualità, tradizioni ed emozioni. La Tunisia di Sant’Agostino è proposta in catalogo anche con l’Algeria, dove c’è Tagaste, oggi Souk Ahras, sua città natale

Tunisia Il Paese arabo dove il cristianesimo può vantare numerosi testimoni

Il fascino della fede nella terra di Agostino

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La Tunisia è meta di vacanze, spesso di quelle che portano migliaia di turisti sulle spiagge del Mediterraneo, lasciando ai posteri, cioè ai turisti che

Nelle foto: in alto, il tempio di Augusto a Dougga, e un battistero integralmente conservato nei resti di Sbeitla In basso: in questa pagina l’interno della Grande Moschea di Oqba e l’altare che segna il luogo del martirio di Perpetua e Felicita. Nell’altra pagina le dune del deserto, e una visuale dei fuoristrada e del lago salato

di Mauro Toninelli

verranno dopo, l’interessante passato di una terra che all’Occidente e alla sua storia è legata a doppia mandata. Paese arabo, per la cultura occidenta-

le; paese vicino all’Occidente per chi vive la cultura araba. In media stat virtus: il Paese più occidentale tra quelli arabi; in media stat virtus e lo capiscono anche i tunisini che dal latino, come lingua parlata dall’Impero, sono stati dominati, ne hanno condiviso la cultura e la fede, arrivando a posti di potere nello stesso Impero e di rilievo nella storia della Chiesa, contribuendo in modo significativo

alla crescita del cristianesimo e a donare figure che oggi si ricordano come santi, martiri o teologi. È qui che vivono e testimoniano la fede Felicita e Perpetua, madri di figli neonati, che nell’anfiteatro di Cartagine il 7 marzo 203 vengono uccise; i resti del luogo dove avvenne il martirio sono visitabili nel tour proposto da Brevivet; c’è anche un altare che indica il punto esatto in cui vennero uccise. La Chiesa di


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Brevivet La proposta di otto giorni

La Tunisia di Sant’agostino Itinerari di otto giorni per Brevivet. Nel primo giorno è prevista la visita al villaggio arabo di Sidi Bou Said. Nel secondo giorno visita a Cartagine: museo e parco archeologico dell’acropoli, il luogo della biblioteca agostiniana; le cisterne della Mahalga, dove Agostino studiava; l’anfiteatro del martirio delle Sante Felicita e Perpetua, le terme di Gargilius dove Agostino fu protagonista nel 411; la basilica Domus Caritatis, dove Agostino alloggiava durante i suoi viaggi alla città. Visita alla basilica di S. Cipriano detta di S. Monica, madre di Agostino, e alle Terme di Antonino. Visita a Tunisi e al Museo nazionale del Bardo. Terzo giorno: sito della città romana di Tignica, visita alla città di Dougga, complesso monumentale romano, patrimonio dell’umanità dell’Unesco. Arrivo a Sbeitla. Quarto giorno: visita del sito archeologico di Sbeitla (Sufetula) e Gafsa dove si visitano le piscine romane e il museo. Arrivo all’oasi di Tozeur, nella regione presahariana. Quinto giorno: partenza in fuoristrada 4x4 per visita delle oasi. Escursione sul treno “La lucertola rossa” lungo le montagne del Selja (o in jeep). Sesto giorno: escursione in fuoristrada nel Sahara: sosta in attesa dell’alba e camminata sulle dune; escursione facoltativa su dromedario; the nel deserto nelle tende berbere. Rientro a Tozeur attraverso il lago salato. Settimo giorno: destinazione Kairouan; visita alla moschea di Oqba, alla moschea del Barbiere e del bacino degli Aglabiti. Visita del sito di El Jem con museo e Maison d’Afrique. Ottavo giorno: rientro. Da 1260 euro. Info: www.brevivet.it

Cartagine, un secolo prima della nascita di Agostino, vanta la presenza di Tertulliano, un importante teologo, e Cipriano che fu il primo vescovo martire di Cartagine. La storia del popolo magrebino ha visto poi l’arrivo degli arabi, il dominio francese e l’indipendenza, che si concretizza in una repubblica presidenziale; il governo, racconta Majid, guida tunisina del gruppo di giornalisti e amici di Brevivet che il tour operator, leader nel settore dei viaggi culturali e di carattere religioso, ha accompagnato sulle orme di S. Agostino, ha messo in campo una politica con tre obiettivi da migliorare: la scuola, la distribuzione dell’acqua e la situazione della donna. La percezione è quella di un Paese giovane, con molte scuole, dalle primarie alle università; esistono ospedali che sembrano fare invidia alle cliniche dell’Occidente. Accanto a questi segni eccellenti ancora una realtà che fatica a uscire e a

progredire. Molti segni e germi di un futuro che si può realizzare. Un futuro che non può non legarsi al proprio passato. Quel passato che passa da Roma e dalla fede cristiana, che hanno lasciato segni indelebili della propria esistenza. Quell’esistenza che si scorge tra i molti resti romani e cristiani di cui è intrisa la Tunisia e che, sulle orme di Sant’Agostino, si svela quasi in maniera incredibile. Sant’Agostino ha attraversato la Tunisia e nei suoi scritti ne ha lasciato traccia. Un viaggio che ricalca le orme del Santo e che arricchisce tanto culturalmente, quanto spiritualmente l’anima del turista che scopre di essere pellegrino davanti alla santità, all’umanità e alla natura di questa terra. Il percorso di Brevivet, supervisionato da Giovanni Sesana, presidente del tour operator, presente con il gruppo in Tunisia, si costruisce con la preoccupazione di offrire tutto questo a chi viaggia con

loro. In questo senso allora si scoprono le rovine di Cartagine, l’acropoli, il museo archeologico e il luogo della biblioteca agostiniana per passare dalle grandi cisterne romane dove lo stesso Agostino studiava. I resti delle città romane di Tignica, di Dougga, dove c’è il più importante complesso monumentale romano, protetto dall’Unesco, di Sbeitla e dei suoi importanti resti o ancora i resti di El-Jem. Ma oltre alle mura la natura così diversa e così affascinante che alterna distese aride, a floride oasi in cui sorgono grandi città come Tozeur o villaggi sulle montagne che si raggiungono con un’escursione emozionante sui fuoristrada che portano nel deserto del Sahara. Che meraviglia. Ma non solo passato e natura: anche il contatto con la gente nei suq, nelle vie arabe, nei villaggi e nelle moschee, come la Grande Moschea di Oqba o quella del Barbiere a Kairouan e poi a Tunisi per capire e conoscere

qualcosa che spesso all’Occidente fa paura, proprio perché non si conosce. Tutto meravigliosamente con un’anima illuminata che respira dell’orizzonte offerto dalla sguardo di S. Agostino. Non è questa l’unica preoccupazione che guida le scelte di Brevivet: l’attenzione all’uomo e all’umanità l’ha portata negli anni, e qui lo si tocca con mano, condividendone la scelta, a favorire e appoggiare realtà economicoturistiche che favoriscano il lavoro dei tunisini; offrire certezze a chi offre lavoro alla gente del posto che altrimenti andrebbe altrove, in Occidente soprattutto, a cercare speranze di vita, spesso infondate. Brevivet, in questo senso insegna, insegna che si può fare commercio offrendo alla popolazione la possibilità di crescere nella propria terra. Un viaggio in Tunisia, questa Tunisia, quella che apre le porte dell’Africa e del mondo arabo all’Occidente, che stimola la mente e l’anima.

Sopra dal film “Guerre stellari” e sotto il set visitabile nel deserto


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Cultura e comunicazione Famiglia

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Possiamo ritenerci innocenti rispetto a molte tragedie che ci circondano? È possibile che non sappiamo o non riusciamo a immaginare quali drammi si consumano quotidianamente in certe persone o in certe famiglie, magari del nostro quartiere, del nostro paese? Ma anche se fossimo talmente sordi e ciechi da non sentire, da non vedere, da non sapere, possiamo davvero lavarcene le mani? Si possono prevenire o, almeno, tentare di prevenire queste tragedie? È troppo comodo rispondere subito di no. Anche se è la prima risposta che viene spontanea

Psicologia Le notizie che ci sconvolgono

È meglio prevenire che piangere ai funerali

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Un padre uccide la figlia e poi se stesso. Un figlio uccide suo padre e sua madre. Un uomo uccide la sua ex compagna. E questi sono solo tre degli ultimi fatti di cronaca di questo tipo che ormai quasi quotidianamente vengono sbattuti in prima pagina. Alla notizia una reazione accomuna la gente: stupore. E lo stupore è comune anche a chi conosceva queste persone che hanno ucciso, che si sono suicidate. Nessuno l’avrebbe mai pensato, nessuno se lo sarebbe mai aspettato. È questo che dovrebbe destare davvero stupore. E invece sembrano tutte tragedie imprevedibili, frutto di qualche raptus. Fino a che vengono percepite in questo modo, nessuno si sente responsabile. Se è un malato psichiatrico a compierle (“…soffriva di una grave depressione…”: frase stereotipata

di Rossella De Peri psicologa

frutto di ignoranza e che alimenta l’ignoranza) ci si sente ancora meno responsabili. Lo stereotipo del malato psichiatrico che, quasi per definizione, è pericoloso, viene alimentato e ci si allontana ancora di più dai portatori di patologie psichiatriche (già duramente provati da una povertà relazionale, altrettanto disperante di quella materiale). Ma non dovrebbe stupirci che una patologia o la disperazione possano portare a certi gesti. Tutti noi sappiamo che alcuni gesti possono avere alla radice una patologia mentale, altrimenti una persona “sana di mente” non potrebbe mai compierli. O che certi gesti possano avere alla base un profondo e duraturo senso di disperazione, cioè un vivere senza speranza, perché se una persona avesse uno spiraglio di speranza in un cambiamento, in un

miglioramento, non arriverebbe a compierli. Non è necessario essere specialisti per sapere questo. Noi, io posso pensarmi innocente rispetto a queste tragedie consumate? È possibile che non sappia o non riesca a immaginare quali drammi si consumano quotidianamente in certe persone o in certe famiglie, magari del mio quartiere, del mio paese? Ma anche se fossi talmente sorda e cieca da non sentire, da non vedere, da non accorgermi, da non sapere, posso davvero sentirmi innocente rispetto a queste tragedie? Potrei io prevenire o, almeno, tentare di prevenire queste tragedie? È troppo comodo rispondere subito di no. Anche se è la prima risposta che viene da dare. Maurizio va a prendere un caffè al bar centrale del paese, dove ci sono i suoi amici. Entra anche una ragazza, Monica. Monica ha una malattia psichiatrica; è nata e cresciuta in paese, tutti la conoscono e sanno della sua malattia. Maurizio la saluta; Monica ricambia, prende un bicchiere d’acqua (non potrà permettersi di più?) e va a sedersi a un tavolo, da

sola. Prima di uscire Maurizio si avvicina al tavolo di Monica per salutarla: “Ciao, Monica!”. Lei molto sorpresa ed estremamente contenta gli dice: “Sei venuto a salutarmi?! Non pensavo! Grazie!”. Riesco a rendermi conto della solitudine, immensa, disperante di Monica? Per Monica essere salutata, essere degnata di un saluto non è scontato, è un fatto eccezionale, di cui probabilmente racconterà all’anziana madre appena tornata a casa. Monica deve elemosinare il saluto della gente. Non ha amici con cui bere un caffè. E la condizione di Monica è comune a tanti malati psichiatrici, troppi. Sembrano invisibili. Eppure tutti noi ci rendiamo conto se una persona “ha problemi”: senza essere degli esperti, lo capiamo subito, ancora prima che apra bocca, purtroppo. Una ragazza, agitatissima, non sa cosa fare dopo che un’altra le ha mandato un sms che sembra essere un addio prima del suicidio. Non c’è tempestività che tenga se una persona ha deciso di suicidarsi: non si può impedire un suicidio (se la persona ha deciso


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Milano Conferenza nazionale della famiglia

Dare forma ai valori Passare dalle parole ai fatti: questo l’auspicio della seconda Conferenza nazionale della famiglia a Milano sul tema “Famiglia: storia e futuro di tuttiâ€?. “Il nuovo ďŹ sco dovrĂ  tener conto del numero dei componenti della famiglia in modo che le famiglie con ďŹ gli o con situazioni di fragilitĂ  possano ricevere un concreto e indispensabile aiuto in termini di riduzione della pressione ďŹ scale e di accesso agevolato ai serviziâ€?, ha detto il sottosegretario alle Politiche della famiglia, Carlo Giovanardi. Mentre il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha richiamato “tutti i soggetti istituzionali all’esigenza di affrontare con determinazione e lungimiranza i problemi principali che ostacolano il formarsi delle famiglie: la precarietĂ  e l’instabilitĂ  dell’occupazione, la difďŹ coltĂ  di accesso ai servizi e sostegni pubblici e la loro disomogenea distribuzione sul territorio nazionaleâ€?. Un nuovo welfare “di tipo relazionale, sussidiario e societarioâ€?, “basato sulla riconsiderazione della famiglia come soggetto socialeâ€?, è la richiesta avanzata dal sociologo Pierpaolo Donati, direttore scientiďŹ co dell’Osservatorio nazionale sulla famiglia. “Le politiche sociali di tutela e promozione della famiglia – ha rimarcato Donati – hanno oggi l’esigenza di orientarsi verso un ‘nuovo welfare’â€?, caratterizzato da interventi “alla ricerca di buone pratiche che siano in grado di tutelare tutti i membri della famiglia, non solo donne e bambini, in un contesto relazionale che deve avere e mantenere, generare e rigenerare un carattere ‘familiare’â€?. Guardando alla dimensione europea e alla “pluralitĂ  di forme familiariâ€?, Donati ha notato che “queste diverse forme devono avere qualcosa in comune afďŹ nchĂŠ si possa parlare in senso speciďŹ co di relazioni familiariâ€? e “le politiche sociali possono essere deďŹ nite come ‘familiari’ a condizione che abbiano come obiettivo

di compierlo, riuscirĂ  a farlo), ma forse si può prevenire. Compito degli specialisti? No. Non solo. Come? Aprendoci alle relazioni, costruendo relazioni, approfondendo relazioni. Se durante il giorno abbiamo solo rapporti formali, non autentici e non vediamo l’ora di arrivare a casa e chiuderci a chiave nelle nostre “celleâ€?, come facciamo a costruire relazioni, a lenire le solitudini del prossi-

mo (chi ci è vicino) o a lasciar lenire la nostra solitudine? Le nostre realtĂ  condominiali: alveari brulicanti, abitati da esseri indaffaratissimi e che possiedono una straordinaria abilitĂ : riuscire a non vedersi, a non guardarsi, a non salutarsi, a schivarsi. Quanti “Come va?â€? non sono preparati che a ricevere un “Bene, grazieâ€? come risposta? Siamo disponibili a reggere il peso e la responsabilitĂ  di una di-

il ‘fare famiglia’, non altri scopi, seppure nobili e positiviâ€?. Per l’Italia Donati ha evidenziato come un “Piano nazionale delle politiche per la famigliaâ€? – del quale alla Conferenza è stata presentata una bozza – non debba cedere “nĂŠ all’individualismo istituzionalizzato, nĂŠ a una concezione neutra e puramente aggregativa di famigliaâ€?, intendendo “la famiglia come soggetto socialeâ€? e promuovendo “le sue funzioni socialiâ€?. Tre i “nodi criticiâ€? che vive l’esperienza familiare ad avviso del demografo Gian Carlo Blangiardo: la “difďŹ cile transizione allo stato adultoâ€?, “il disagio delle coppie nel realizzare gli obiettivi e i desideri di feconditĂ  che si preďŹ ggonoâ€?, “il crescente rischio di solitudine degli anzianiâ€?. A determinare il contesto in cui “si rinvia il matrimonio e ancor di piĂš la nascita del primo ďŹ glio, ma soprattutto si ritarda l’uscita dalla famiglia d’origineâ€?, ha osservato il demografo, contribuiscono “fattori culturali, come la persistenza di una forte solidarietĂ  intergenerazionaleâ€?, ma anche un mercato del lavoro che protegge “le generazioni piĂš anzianeâ€? e non sostiene l’ingresso dei giovani. Per contrastare la solitudine degli anziani, poichĂŠ se sono vere le previsioni secondo le quali nell’Italia del 2031 gli anziani soli saranno 3.219.000, ossia 922mila in piĂš rispetto ad oggi, “evitare che per circa un italiano su venti la solitudine si trasformi in una vera e propria esclusione socialeâ€? è “un impegno non marginaleâ€?. InďŹ ne per Luca Antonini, docente di diritto costituzionale all’UniversitĂ  di Padova, l’Italia vive un “paradossoâ€? dato da “un ordinamento dove convivono un’alta protezione costituzionale della famiglia e un sistema legislativo che solo limitatamente ne ha riconosciuto in modo efďŹ cace le prerogativeâ€?. Nell’ottica di “rivisitare il favor familiae previsto dalla Costituzioneâ€?, ha concluso Antonini, va la riforma del federalismo ďŹ scale.

versa risposta? La persona a cui lo chiediamo percepisce subito qual è la risposta scontata che ci aspettiamo e segue il copione. E noi, noi siamo disposti a rispondere qualcosa di diverso da “Bene, grazieâ€? quando viene chiesto a noi? Siamo disposti ad aprirci, a provare a dare ďŹ ducia a chi ci sta di fronte, a costruire una relazione? Ăˆ faticoso, certo. E anche rischioso. Ma se non ci apriamo, se

non ci relazioniamo, se non cerchiamo occasioni per costruire rapporti, non intessiamo quella rete di salvataggio nel caso noi o gli altri cadessimo nel vuoto, nella solitudine, nella disperazione. E allora non stupiamoci dei gesti estremi che qualcuno di noi compie. Sarebbe meglio riempissimo di meno le chiese ai funerali delle persone suicide perchĂŠ troppo impegnati a prevenire i suicidi.

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Cultura e comunicazione Eventi

LA VOCE DEL POPOLO 12 NOVEMBRE 2010

Teatro Grande Stagione lirica e di balletto

In scena la produzione bresciana “La Cenerentola” di Rossini, in cartellone il 19 e il 21 novembre, è realizzata dal Grande per il Circuito lirico lombardo

È

di Roberto Tagliani

È davvero un’opera che lascia stupiti, “La Cenerentola” di Rossini. Per chi fosse abituato alle cinguettanti graziosità della versione disneyana, può addirittura apparire cruda e materiale, spogliata com’è da ogni elemento magico: niente fate madrine, niente zucche trasformate in carrozze, perfino niente scarpetta di cristallo, sostituita da un casto braccialetto. “La Cenerentola, ossia la bontà in trionfo”, andata in scena per la prima volta al teatro Valle di Roma nel gennaio del 1817, è un’opera che celebra la semplicità femminile che, perseguitata e messa alla prova da una serie infinita di angherie e sofferenze, riesce a conquistare l’amore generoso di un principe e a condurre al lieto fine l’esistenza di una timida, confidente fanciulla. Il tutto condito dalla straordinaria capacità della musica di Rossini, che trasforma il dramma di Angelina (questo il nome della protagonista) in un’avventura dai destini fiabeschi, ma dai contorni realistici. Se qualcosa di magico è rimasto alla Cenerentola rossiniana è senz’altro la musica, che riesce a valicare i rigidi confini sociali e a realizzare, insieme

Rosetta Cucchi

agli amori dei protagonisti, un preciso rinnovamento dell’opera buffa. Accolta senza entusiasmi alla prima – come già era accaduto al “Barbiere di Siviglia” – l’opera divenne presto una delle più apprezzate e rappresentate del Maestro pesarese, specie per quel crescendo armonioso di melodie e giochi verbali del libretto che divertono in modo elegante e scherzoso, senza mai scadere nel triviale o nel grottesco. Si tratta di un risultato strabiliante, se si pensi alla rapidità della sua composizione: Rossini e il librettista Ferretti impiegarono meno di tre settimane tra la scelta del soggetto e la messa in scena; come quella forsennata frenesia abbia potuto produrre un risultato di tale felicità musicale è ancor oggi un mistero che affascina. L’opera mostra la propria freschezza anche quando indulge nell’impiego della più spregiudicata tra le strategie compositive di Rossini, vale a dire l’autoimprestito, cioè il riuso di materiali già contenuti in altre opere, che però acquisiscono una funzione “nuovamente originale” nella “Cenerentola”. Singolare è anche la scelta di un re-

gistro vocale piuttosto raro – quello del contralto – per la protagonista femminile: a una voce scura e profonda è affidata la leggiadria e la delicatezza di una giovane e tenera fanciulla. Una scelta innovativa che fa il paio con la forte autoironia del basso buffo, don Magnifico, che col suo decadente (ancorché paludatissimo) aplomb rappresenta la crisi di una forma musicale – quella dell’opera buffa – che solo il grande genio del Maestro sembra in grado di poter reinventare, rivitalizzare e rifondare. Scherzi? Provocazioni? Furberie? Certamente l’animo giocoso di Rossini ha goduto nel demolire, con quest’opera, modelli consolidati e ormai asfittici; ed è anche per questo che “La Cenerentola” è da considerarsi un autentico gioiello della produzione operistica del primo Ottocento. In scena, il cast dei vincitori del concorso Aslico 2010, guidato dalla regia saggia e divertente di Rosetta Cucchi, regista e pianista di grande fama; l’orchestra dei Pomeriggi musicali di Milano sarà diretta da Giacomo Sagripanti, stella emergente del panorama musicale italiano.

Brescia

Festival Franco Margola, seconda edizione

Filippo Lama

Quattro concerti, tutti a ingresso libero e con inizio alle ore 21; questi gli appuntamenti previsti per la seconda edizione del Festival dedicato al compositore bresciano Franco Margola. L’edizione 2010 verrà inaugurata mercoledì 17 novembre all’Auditorium San Barnaba; i successivi appuntamenti sono fissati per il 25 novembre e l’8 dicembre al Teatro Sancarlino, il 15 dicembre nuovamente al San Barnaba. Ideata e organizzata dall’associazione Orchestra da camera di Brescia, con la direzione artistica del maestro Filippo Lama, la breve rassegna di musica da camera vuole “contestualizzare l’opera di Margola nel periodo storico-artistico in cui il maestro bresciano si trovò a operare”. L’inaugurazione è affidata all’Orchestra da camera di Brescia e al sassofonista Federico Mondelci, impegnati in un programma che apre con l’Arioso

per archi del 1939, uno dei primi pezzi composti da Margola e con le Variazioni sopra un tema giocoso, sempre del maestro bresciano cui fanno seguito le melodie americane di Bernstein, Gershwin ed Ellington, il tango di Piazzolla, la contemporaneità di Saxwalk per sassofono contralto e orchestra d’archi, opera recentissima dell’italiano Roberto Molinelli (2010). Musica da camera nell’accezione più pura del termine per il secondo e il terzo concerto del Festival, il primo con il prestigioso Prazak Quartett, il secondo con il polistrumentista Stefano Guarino. Chiusura della rassegna, nel 150° della nascita di Gustav Mahler, con l’Ensemble dell’Orchestra da camera di Brescia, diretta dal maestro Giancarlo Guarino impegnata, tra l’altro, nella Quarta Sinfonia del maestro austriaco nella versione cameristica curata da Erwin Stein. Info: 0302199874. (m.l.)


Brevi

LA VOCE DEL POPOLO 12 NOVEMBRE 2010

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Brescia

“Il dolore”, tre appuntamenti per leggerlo alla luce della fede

Michelle Hunziker

Il centro culturale “Il Chiostro”, nato e operante all’interno della parrocchia di San Giovanni evangelista di Brescia, promuove per il quinto anno consecutivo “Dialoghi in Chiostro”, incontri di riflessione e approfondimento culturale. Si comincia martedì 16 novembre, alle ore 20.45, con “Patire oggi: le nuove forme del dolore nella società contemporanea” con Paolo Ferliga, psicologo analista, docente di Storia e filosofia nel liceo classico cittadino “Arnaldo”, e di Psicologia dell’educazione nell’Università Bicocca di Milano. Una riflessione di carattere antropologico e psicologico sul dolore nella società: cosa soffriamo più di ieri? In quale cornice collochiamo la nostra sofferenza come persone? Lo scopo è di richiamare l’attenzione dei partecipanti su questioni, esperienze e parole cruciali dell’esistenza umana e cristiana. Un percorso triennale cominciato nel 2009 con il tema del dono, che quest’anno approfondirà quello del dolore e che, prossimamente, si concentrerà sulla rinascita, tappe che ogni uomo incontra e con le quali deve confrontarsi per giungere al pieno compimento della propria esistenza. Appuntamenti successivi il 23 e il 30 novembre rispettivamente condotti da don Flavio Dalla Vecchia e Valeria Boldini. (g.d.m.)

PalaBrescia

Inaugurazione all’insegna della risata Doppia serata – giovedì 18 e venerdì 19 novembre – per l’appuntamento che inaugura la Stagione spettacolare del PalaBrescia. Arriva infatti sul palco del teatro di via San Zeno Michelle Hunziker, nata a Soregno nel 1977, con “Mi scappa da ridere”. Uno spettacolo che rientra nelle proposta di Gran Cabaret della stagione e che mette sicuramente alla prova le doti di artista poliedrica della Hunziker, che in molti negli anni hanno apprezzato. Lo spettacolo di Riccardo Cassini, Francesco Freyrie, Piero Guerrera, Michelle Hunziker e Giampiero Solari (anche regista) e coreografato da Bill Goodson, nasce dalla risata della showgirl così cristallina da prorompere tanto nella vita reale quanto nel lavoro e in grado di trasportare lo spettatore in un mondo inatteso di aneddoti sorprendenti. In gioco entrano la sua vita reale, la sua infanzia, le sue passioni, i suoi principi azzurri che si fondono a fantasia, invenzione e immaginazione. Nasce uno show scoppiettante dove Michelle si mette in gioco del tutto, anche come cantante, ballerina e intrattenitrice. Lo fa con schegge di musical, in un gioco continuo di contaminazioni e di ribaltamenti visivi. “È da un anno che lavoriamo allo spettacolo – ha raccontato Michelle Hunziker alla conferenza stampa di presentazione – anche se nel 2006 io e Ballandi ci siamo detti di fare questo spettacolo. È un sogno quello che si è creato in questo spettacolo, come il fatto di raccontarmi a chi poi ha musicato e scritto lo spettacolo. Lo sognavo da tanto. È la prima volta che porto in tour in tutta Italia lo spettacolo. Gli altri li ho sempre fatti a Milano e Roma; avevo una bambina piccola all’epoca”. Il supporto di mezzi tecnologici e visuali usati in modo narrativo e interattivo farà sì che Michelle sia accompagnata, ora dal vivo ora in maniera creativo-virtuale, dal corpo di ballo, dall’orchestra e, soprattutto da un intrigante personaggio critico e dissacratore, a metà fra il Grillo Parlante e lo Stregatto, impersonato da Michele Foresta alias Mago Forest. “Spesso vien definito one woman show, ma non è così, è un lavoro di un grande team. Non mi sento sola ma molto protetta. Questa è una palestra per il futuro” aggiunge sorridendo, sempre in conferenza stampa di presentazione dello spettacolo, Michelle Hunziker. Michelle si racconta con uno spettacolo che la testa e la prova, ancora una volta, come artista. Giovedì 18 e venerdì 19 novembre alle 21 al PalaBrescia. Prezzo dei biglietti in prevendita da 17 euro a 37 euro. Info: www.palabrescia.it o 030348888. (m.t.)

Uno scorcio del chiostro di San Giovanni

Brescia

Dèdalo porta “Cellule di suono” Sabato 13 novembre alle ore 18 si terrà al Teatro Sancarlino di corso Matteotti il quarto appuntamento proposto alla cittadinanza dall’associazione Dèdalo ensemble nell’ambito della 16ª edizione della rassegna “Sulle ali del Novecento”. Il titolo scelto per il concerto è “Cellule di suono: da Chopin a Feldman”. Al pianoforte sarà il mantovano Leonardo Zunica che proporrà anche, come tradizione nei concerti firmati Dèdalo, una guida all’ascolto dei pezzi che saranno suonati. Il programma prevede, in prima esecuzione a Brescia, le “Intermission” di Morton Feldman composte tra il 1950 e il 1952; le prime due suite “Images” di Claude Debussy e le Ballate op. 23 e 38 di Friyderyk Chopin. Ingresso libero e gratuito. Info: www.dedaloensemble.it


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Cultura e comunicazione Leggere e conoscere

LA VOCE DEL POPOLO 12 NOVEMBRE 2010

Teatro Sociale Inaugurata la stagione del Ctb

Il “Sogno” secondo Battistini La commedia shakespeariana, prodotta dallo Stabile cittadino, accolta con grandi applausi

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di Mario Leombruno

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A un Battistini stanco ma soddisfatto del lavoro compiuto chiediamo, innanzi tutto: perché il “Sogno di una notte di mezza estate”? Per presentare al pubblico quest’opera straordinaria secondo la mia sensibilità. È una lettura a tratti “forte” del racconto che è commedia, è sicuramente anche favola, ma secondo la versione psicologica del termine per cui la favola è scritta anche per abituare il lettore alla paura. Fin dall’inizio, nel “Sogno” si presenta un padre che impone il marito alla figlia senza alcuna comprensione per i suoi sentimenti, c’è il duca che dice che o la ragazza obbedisce al padre o sarà uccisa... sono parole piene di violenza. Il “Sogno”, dunque, ci introduce in un mondo adolescenziale che di favola, secondo la lettura comune, ha ben poco. Parliamo di chi rende vivo il racconto, gli attori. Quando le figure adolescenziali raccon-

Andrea Battistini

tate da Shakespeare sono affidate ad attori di provata esperienza, questi restituiscono un di più al personaggio che interpretano anche se forse perdono in spontaneità e in freschezza. Nella mia lettura del “Sogno” non posso rinunciare a questi aspetti che reputo fondamentali. Ecco perché al nucleo storico di attori che collaborano con me da oltre 10 anni ho voluto affiancare attori giovanissimi. Shakespeare presenta i “comici” come attori di infimo livello, nella sua lettura sono disabili. Questa è stata una scelta difficile. Il pubblico ha però capito perfettamente che non abbiamo voluto mancare di rispetto ai diversamente abili ma che anzi, alla base c’è una scelta di amore. I miei “picchiatelli”, sono proprio quelli del nucleo storico di attori che ho voluto si cimentassero con la diversa abilità. Se devo giudicare dal risultato, direi che ne è emerso uno straordinario gioco poetico.

Manca la rappresentazione della loro messa in scena. I “signori” della corte di Atene della commedia shakespeariana sono il pubblico presente in sala. È il pubblico che decide ogni sera se piegare il suo pregiudizio di fronte a quello che gli attori mettono in scena o se pregiudizialmente irriderli. Scenografie, costumi, musiche? Il Ctb che mi ha dato una compagnia piuttosto numerosa. Le difficoltà che in questo momento viviamo un po’ tutti mi fanno pensare che forse è finita l’epoca di un teatro ricco e costoso ed è iniziata un’epoca che dà lavoro a persone rinunciando a megaproduzioni che da sole si fanno fuori tutte le disponibilità. Il teatro è vivo, ha bisogno di attori. Il Ctb me li ha dati e io sono contentissimo di averne tanti intorno a me in questo spettacolo anche se non indossano costumi costosi e non si muovono tra scenografie fastose.

Voce Libri

Parole per vivere CARLO MARIA MARTINI PAOLINE, MILANO 2010, EURO 15,50

Questo volume del cardinale Carlo Maria Martini, gesuita, arcivescovo emerito di Milano, raccoglie le meditazioni proposte in occasione di 17 incontri svoltisi tra il 2008 e il 2009 con altrettanti gruppi di sacerdoti, per la maggior parte della diocesi di Milano. Grande maestro della spiritualità contemporanea, il cardinale Carlo Maria Martini ci testimonia la passione incondizionata per Dio e per la sua Parola, per la Chiesa, per l’umanità. Dalla ricchezza della sua esperienza spirituale e umana scaturiscono pagine preziose, che ci suggeriscono parole per vivere. Con lo stile che caratterizza i suoi scritti, il card. Martini introduce con grande sapienza e profondità alla comprensione della Parola e alla sua interpretazione, a partire dalla contemporaneità, apparentemente estranea ai criteri e alla logica del testo biblico, ma bisognosa di parole che durano nel tempo. Per tutti coloro che vogliono approfondire la loro esperienza di fede a partire dai testi del Vangelo.

Il cammino di Pietro FRANCESCO SCANZIANI ÀNCORA, MILANO 2010, EURO 12,00

L’autore di questo percorso spirituale, dove Pietro l’apostolo è protagonista, lascia trasparire accanto alla competenza teologica una vera passione educativa tra i giovani. Insieme con l’apostolo vogliamo fermarci a leggere la nostra vita, conoscere Gesù per comprendere noi stessi e decidere il nostro futuro. Con Pietro, primo tra i discepoli, attendiamo una promessa: lo Spirito parlerà al nostro cuore. Sulla Parola di Gesù ci mettiamo in cammino e l’intuizione spirituale che Dio riserva per noi diventerà feconda. Francesco Scanziani, nato a Besana in Brianza (Mi), è sacerdote della diocesi di Milano. Ha conseguito i gradi accademici in Teologia presso il Seminario di Milano e la Pontificia università gregoriana in Roma. Insegna Antropologia teologica nel Seminario arcivescovile di Venegono, alla Facoltà e all’Istituto superiore di scienze religiose di Milano. Si occupa di pastorale familiare nella città di Lecco dove accompagna il cammino di diversi gruppi di spiritualità familiare.


LA VOCE DEL POPOLO 12 NOVEMBRE 2010

Cemmo di Capodiponte

Calvisano Mostra d’arte contemporanea

Archeologi europei a confronto sull’arte rupestre alpina

“Guardando ai Longobardi” in Santa Maria della Rosa

Ha avuto luogo a Cemmo, presso la sede della “Cittadella Cultura”, il convegno internazionale “L’arte rupestre delle Alpi”, organizzato e coordinato dal capontino Centro camuno di studi preistorici. “L’obiettivo – ha chiarito l’archeologo e ricercatore Umberto Sansoni, direttore del Dipartimento Valcamonica e Lombardia – è stato quello di presentare un quadro aggiornato delle scoperte e dello stato della ricerca sull’arte rupestre alpina, realizzando anche un confronto tra le più significative evidenze rinvenute a livello europeo”. A corollario dell’assise sono state presentate la mostra curata da Mauro Colella “I cavalieri della forra di Paspardo. I dipinti dell’età del Ferro nell’arte rupestre della Valcamonica” e una pubblicazione di pre-atti dell’incontro. Il convegno si è aperto con una prima sessione dedicata alle “Alpi centrali”. Oltre a Umberto Sansoni che ha rivestito il ruolo di chairman, sono interventi tra gli altri Alberto Marretta, Angelo Fossati, Cristina Gastaldi, Federico Troletti, Ausilio Priuli, Angelo Martinotti. La II sessione ha concentrato lo sguardo sulle “Alpi marittime e Lunigiana”. Ha guidato il ciclo di relazioni l’archeologo francese Henry De Lumley dando la parola, tra gli altri, ad Annie Echasseux, Nicoletta Bianchi, Andrea Arcà. Il secondo giorno si è aperto sul tema “Alpi occidentali”; tra gli interventi quelli di Andrea Arcà (chairman), Filippo Gambari, Pierre Corboud. Annaluisa Pedrotti, associato nell’Università di Trento, ha guidato la sessione successiva: “Alpi centro-orientali”. Tra i tanti contributi segnaliamo quelli di Umberto Tecchiati, Franco Nicolis, Marta Bazzanella, Giovanni Kezich, Laura Toniutti, Umberto Sansoni. Quindi la sessione V: “Turismo culturale, itinerari e didattica”; relazioni di Tiziana Cittadini (chairman) e Silvia Sandrone. L’ultimo giorno la sessione aperta dalla sovrintendente Raffaella Poggiani Keller è stata dedicata a “Le Alpi e l’Europa”; tra i relatori Gerhard Milstreu (chairman), Jose Manuel Garcia Rey, Fernando Coimbra, Andrzej Rozwadowski e Gregor Vahanyan. Al convegno, molto apprezzato dal pubblico, hanno partecipato circa 40 oratori. “I proficui contatti internazionali, e i commenti ricevuti al termine dei lavori, ci riempiono di soddisfazione per il lavoro svolto – ha sottolineato Umberto Sansoni –. E la partecipazione dei migliori ricercatori europei rende probabile la pubblicazione, entro il 2011, di un’edizione internazionale degli atti, un volume che sarà un punto fermo di raccolta-dati sul panorama dell’arte rupestre a disposizione sia di Università e Istituti di ricerca, sia del grande pubblico che desidera accostarsi all’argomento”. (e.g.)

Giù le mani dall’acqua ALEX ZANOTELLI EMI, BOLOGNA 2010, EURO 4,50

“Sono impegnato sull’acqua come prete, come missionario, come cittadino. Non c’è vita senza acqua. È l’elemento primordiale per eccellenza. È uno dei simboli religiosi più usati da tutte le religioni mondiali. È uno dei beni fondamentali per l’umanità. Eppure la pressione a livello nazionale e internazionale per privatizzarla è enorme. L’impegno per l’acqua è un impegno per la democrazia, per la civiltà. La lotta per l’acqua deve essere una lotta di tutti. Per tutti”. Contiene il testo della proposta di “Legge d’iniziativa popolare sull’acqua”. Alex Zanotelli, comboniano, svolse attività missionarie prima in Sudan e poi in Kenya. Tra l’una e l’altra esperienza, ebbe un periodo in Italia, alla direzione della rivista “Nigrizia” dove si rese noto per alcune prese di posizione sul commercio delle armi e la cooperazione internazionale, con denunce che gli costarono il posto, soprattutto per l’intervento di figure di primo piano del mondo politico ed ecclesiastico. Oggi vive e lavora a Napoli.

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Nell’ambito del convegno del 6 novembre scorso “Dai Longobardi al Settecento” organizzato dal Comune di Calvisano e dalla Fondazione civiltà bresciana e di cui abbiamo dato già ampia notizia, particolare interesse ha suscitato la mostra di lavori realizzati da 12 bresciani sul tema “Guardando ai Longobardi” allestita nella chiesa di Santa Maria della Rosa. Gli artisti hanno interpretato con varie tecniche esecutive personaggi e momenti della storia e dell’arte longobarda: Pierangelo Arbosti con rievocazioni di re Alboino; Michela Bianchi con la reinterpretazione in ceramica di una fibula; Emanuela Brizzi ha trasformato fotograficamente elementi figurativi della scultura longobarda; Carlo Alberto Gobbetti evoca una regina con inserti materico-preziosi nella tela; Lamberto Melina rievoca Ermengarda, ripudiata nell’oscurità di una cella del convento; Giulio Mottinelli ha accostato la presenza di un rapace al pulpito di Maviorano; Pinuccia Nicolosi, utilizzando la tecnica dell’incisione xilografica, tra segni astratti ha concretizzato la figura di un guerriero, figura evocata anche dalla scultura in ferro e pietra di Lino Sanzeni; Katia Sellini con delicati stacchi cromatici evoca la figura di Ansa, moglie di re Desiderio; Pierino Tramonta con i nodi e le corde tipiche della sua modalità artistica propone una delle crocette longobarde di Calvisano; William Vezzoli trae dal rosso sangue e dal nero simboliche allusioni alla spada dei conquistatori e alla croce della loro conversione; Laura Zani, infine, presenta Ermengarda come una spensierata bionda fanciulla. (a.z.)

Una delle opere in esposizione

Lo spettatore addormentato ENNIO FLAIANO ADELPHI, MILANO 2010, EURO 15,00

“Io credo soltanto nella parola. Tutto il resto – il gesto, il silenzio – fa parte di atteggiamenti d’avanguardia, e allora a questo punto conviene ricordare la favola della corsa tra la tartaruga e la lepre. La lepre corre avanti e indietro più volte, ma non vince mai la corsa, e inoltre ci sono in giro i cacciatori che non prendono di mira certamente la tartaruga. Quindi voler rifiutare la parola come mezzo di comunicazione è un errore, perché è il mezzo più semplice”. Così Flaiano risponde a una domanda di Aldo Rosselli sul teatro. E sebbene l’autore operi in una società che “ha sostituito la pubblicità alla morale”, ritroviamo tra le pagine del volume l’amore per la parola che diventa ora satira, ora amara freddura, ora elogio, ora aforisma vivo e pulsante. Come vivo e pulsante è l’amore per il teatro (più del cinema!) perché in fondo parlare di teatro significa parlare di letteratura, di società, di persone, di idee e ideali. (recensione di Luca Bianchetti per conto della Libreria Ferrata)


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Cultura e comunicazione

LA VOCE DEL POPOLO 12 NOVEMBRE 2010

Televisione I canali tematici

Fra utile e inutile, vince chi è riconoscibile

C

di Alberto Averoldi

Cambiamenti sociali e culturali, pluralità delle offerte in fatto di audiovisivi, crescita nel pubblico della consapevolezza di avere più scelta… questi i motivi principali che negli ultimi anni hanno stimolato i produttori televisivi più lungimiranti nel puntare sui canali tematici per sviluppare la tv del futuro: un sistema di reti tv che si occupano di un solo aspetto della realtà, specializzandosi su precisi ambiti della vita. Sulla piattaforma satellitare Sky ne troviamo molti esempi: ci sono canali che si occupano solo di sport (e alcuni dedicati addirittura ad una singola squadra di calcio, come InterChanel e Milan Channel), altri offrono solo musica, oppure solo vecchi telefilm anni ’70 e ’80; c’è chi si è concentrato sui cartoni animati giapponesi e chi mette in onda telenovelas 24 ore su 24, chi trasmette solo documentari e chi si è specializzato nell’arte del gossip. L’impero televisivo di Rupert Murdoch è potenzialmente infinito e si allarga con la nascita di quattro nuovi canali tematici. Dall’8 novembre gli abbonati Sky hanno scoperto Babel, Arturo, WeddingTv ed EasyBaby. Babel è un canale dedicato agli immigrati in Italia: trasmissioni in più lingue sottotitolate in italiano, aggiornamenti e consulenze legali, informazione dal resto del mondo. Arturo è dedicato alla cucina e alla cultura culinaria del Belpaese. Due canali utili e altrettanti non certo indispensabili: WeddingTv, dedicata esclusivamente alle nozze, alla luna di miele e alla pianificazione della nuova casa. Un canale al passo con i

tempi ed infatti per nulla al passo con la logica: nonostante abbiano preso la “solida decisione” di condividere insieme la vita, i promessi sposi hanno bisogno di aiuto anche per le scelte più banali? Ci si interroga dubbiosi su quella “solida decisione”… E poi c’è EasyBaby, un canale che offre aiuto e consigli ai neo-genitori, alle prese con omogeneizzati e complessi di Edipo. Un plotone di pediatri, psicologi, educatori, ginecologi, sessuologi e addirittura personal trainer, per la corretta crescita da manuale della vostra creatura. Un’altra arma da usare per confutare i consigli (gratuiti e di certo più amorevoli) di mamme e suocere. Utili o inutili, i canali tematici hanno sempre successo. Il loro punto di forza? La riconoscibilità. I canali generalisti come quelli di Rai e Mediaset sono gli ultimi portabandiera di un’epoca ormai in declino, quella della neotelevione (ovvero la tv generalista nata negli anni ’80-’90), caratterizzata dalla necessità di creare pochi canali “tuttologi”, che rispondessero alle necessità di tutte le fasce di pubblico. Questa scelta era doverosa e soprattutto remunerativa per il semplice motivo che non c’era nessun altro a fornire servizi diversi. La televisione era la sovrana indiscussa dell’intrattenimento domestico e le sue trasmissioni, che piacessero o no, erano più imposte che suggerite. Ma i tempi cambiano: È il momento della nuova e futuristica “iper-televisione”, pluralista e originale, personalizzata, a misura del singolo spettatore. La neotv ha faticato per decenni nel convincere il pubblico a dedicarle preziose ore di vita, a dimenticarsi del mondo reale. Lo ha reso dipendente e lo ha nutrito di luce artificiale. Ora un’altra luce più luminosa e calda insidia il vecchio schermo cercando di rubargli i figli. L’ingrato uomo-audiovisivo farà quello che gli è stato insegnato: seguire la luce migliore.

SAB Rai Due, h. 06.45 TG2 EAT PARADE Una rubrica dedicata al settore alimentare: i trend del momento, i piatti stagionali, con un occhio di riguardo alla salute e alla corretta alimentazione. Rai Due, h. 07 35 ART ATTACK Dedicato ai più piccoli ma anche ai grandi che vogliono esprimere la loro fantasia. Giovanni Muciaccia ci insegna come sfruttare materiale di scarto casalingo per realizzare utili giochi e per divertirsi con poco. Tv2000, h. 10.25 RETROSCENA – I SEGRETI DEL TEATRO Digitale Terrestre. Approfondimento culturale condotto da Michele Sciancalepore. Attraverso reportage interessanti e molto curati Sciancalepore viaggia attraverso l’Italia alla ricerca delle novità nel teatro italiano. Rai Tre, h. 14.55 TV TALK Massimo Bernardini presenta un interessante programma di critica e analisi televisiva. In studio professori universitari e studenti leggono la settimana televisiva e ne commentano le novità. La 7, h. 20.30 IN ONDA Spazio al giornalismo d’inchiesta politica con Luca Telese e Luisella Costamagna. In discussione i fatti più significativi della settimana politica appena conclusasi.

Tv2000, h. 21.05 DON MATTEO Commedia poliziesca con Terence Hill, Flavio Insinna, Nino Frassica e Milena Miconi. Ogni puntata è un caso da risolvere per i Carabinieri di Gubbio, aiutati dal parroco del paese. Belle storie ambientate nei bei paesaggi del Centro Italia. Nonostante la semplicità della sceneggiatura spicca la bravura della coppia Frassica-Insinna.

DOM Rai Tre, h. 07.30 LA GRANDE VALLATA Un classico dei telefilm western americani: le avventure quotidiane della famiglia Barkley, proprietaria di un ranch in California. Rete Quattro, h. 12.00 MELAVERDE Edoardo Raspelli viaggia per l’Italia alla ricerca delle bellezze del nostro territorio. Dall’agricoltura all’enogastronomia, senza dimenticare le affascinanti sfumature culturali del Belpaese. Rai Tre, h. 13. 25 PASSEPARTOUT Appuntamento con la cultura. In questa puntata Philippe Daverio, esperto d’arte, analizza il tema del rapporto fra la scienza e le arti nella storia e nell’epoca contemporanea. Rai Tre, h. 14.30 IN ½ ORA La giornalista Lucia Annunziata intervista nell’arco di trenta minuti personaggi del mondo della politica ed esponenti della vita pubblica italiana. Domande argute e stile incalzante, per una mezz’ora all’insegna dell’informazione. Rai Tre, h. 18.00 PER UN PUGNO DI LIBRI L’attore Neri Marcorè conduce un divertente e leggero quizshow dedicato alla passione per la lettura. Due squadre, formate da studenti delle scuole superiori, si affrontano sulle domande relative a un romanzo sul quale si sono preparati in gruppo.

Tv2000, h. 21.30 EFFETTO NOTTE – IL CINEMA CHE (CI) PARLA Ottima rubrica settimanale dedicata al mondo del cinema, ai suoi personaggi e alle sue novità. Fabio Falzone ospita in studio esperti del settore, attori e registi per analizzare le nuove promesse del cinema italiano e internazionale. Uno sguardo serio contro la superficialità che spesso contraddistingue le poche trasmissioni del settore.


Telecomando

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GIOV

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La 7, h. 07.00 OMNIBUS Un’arena politica e culturale mediata dai giornalisti del tg di La7. In studio intervengono esponenti di tutti gli schieramenti politici, giornalisti e opinionisti.

Rai Tre, h. 07.00 TGR BUONGIORNO REGIONE Rubrica dedicata al territorio. Informazioni sulla viabilità e sul meteo, collegamenti in diretta per i fatti del giorno, rubriche e inchieste dedicate al sociale, all’economia e al mondo del lavoro.

Rai Tre, h. 08.00 LA STORIA SIAMO NOI Interessanti documentari storici sui fatti più importanti del secolo ormai alle spalle. I personaggi che hanno fatto la differenza, gli avvenimenti decisivi, i cambiamenti di una società.

Rai Due, h. 07.00 CARTOON FLAKES Lo spazio dedicato da Rai Due all’intrattenimento dei più piccoli. Una serie di accattivanti cartoni animati di ultima generazione.

Rete Quattro, h. 08.10 STARSKY E HUTCH Serie tv squisitamente americana prodotta nella seconda metà degli anni ’70. Le avventure di una delle più famose coppie di poliziotti della televisione.

Rai Due, h. 08.00 L’ALBERO AZZURRO In onda la nuova serie del programma per bambini con il famoso pupazzo Dodò e i suoi curiosi amici. Nuove avventure e tante storie per appassionare i più piccoli.

Rete Quattro, h. 08.50 HUNTER Ottimo telefilm poliziesco che presenta le avventure della squadra omicidi di Los Angeles. Un’ottima fotografia e ambientazioni realistiche per storie avvincenti.

Rai Tre, h. 14.50 TGR LEONARDO Le notizie più interessanti dal mondo della scienza e della tecnologia. Le ultime scoperte e i nuovi traguardi da raggiungere.

Rai Due, h. 13.50 TG2 MEDICINA 33 Una rubrica quotidiana dedicata alla scienza applicata alla medicina. Aggiornamenti sulle ultime scoperte e sperimentazioni. Consigli e prevenzione.

Rete Quattro, h. 20.30 WALKER TEXAS RANGER Chuck Norris interpreta un Texas Ranger, poliziotto federale che difende i diritti dei più deboli e dà la caccia a pericolosi criminali.

Currrent, h. 14.15 VANGUARD Canale Sky 130. Reportage d’inchiesta giornalistica realizzati da giovani videomaker che vogliono raccontare realtà che il resto della comunicazione televisiva spesso lascia nell’ombra.

Rai Due, h. 09.30 SORGENTE DI VITA Settimanale di informazione religiosa dedicato alla comunità ebraica in Italia. Gli ultimi aggiornamenti, gli appuntamenti culturali e la storia dell’ebraismo raccontata e spiegata da esperti del settore. Tv2000, h. 18.30 FORMATO FAMIGLIA Digitale Terrestre. Interessante talk-show dedicato alle famiglie. Arianna Ciampoli e Antonio Soviero studiano la società in cui viviamo e cercano di capire, insieme ai numerosi ospiti, quali direzioni sta prendendo il pianeta famiglia in Italia. La 7, h. 20.30 OTTO E MEZZO Lilli Gruber analizza l’assetto politico e sociale dell’Italia commentano le ultime notizie insieme a esponenti politici, del mondo della comunicazione e della cultura italiana. La 7, h. 21.10 L’INFEDELE Il giornalista Gad Lerner ci conduce con professionalità nel mondo dell’Italia che deve cambiare. Affilato commento al mondo della politica a 360 gradi.

Sky Cinema Max, h. 21.00 IL COLLEZIONISTA DI OSSA Canale Sky 309. ottimo thriller del 1999 con Angelina Jolie e Denzel Washington. Un brillante agente della polizia di New York, famoso per i suoi libri di criminologia, è a letto paralizzato dopo un incidente sul lavoro. Vorrebbe farla finita, ma i suoi colleghi hanno bisogno di lui per risolvere un intricato caso legato a un serial killer.

Rete Quattro, h. 21.10 LIE TO ME Cal Lightman è uno psicologo al servizio della polizia con una spiccata dote nel saper riconoscere chi mente dal linguaggio del corpo: lo sguardo, la posizione delle mani, la postura, la voce; tutto può tornare utile per scoprire la verità.

Iris, h. 21.05 IL CACCIATORE Digitale Terrestre. Uno dei migliori film sul Vietnam, diretto da Michael Cimino e interpretato da Robert De Niro e Christopher Walken. Venire strappati dalla quotidianità della propria giovinezza e scaraventati sul campo di battaglia: tre ragazzi della Pennsylvania dimenticano il loro futuro sotto le bombe della guerra. Ottimo studio psicologico, scene d’azione impeccabili.

Rete Quattro, h. 21.10 IL FUGGITIVO Thriller ad alta tensione con Harrison Ford e Tommy Lee Jones. Chicago. Un medico di successo rinviene il corpo della moglie, uccisa misteriosamente in casa. Le prove sono contro di lui: viene arrestato ma riesce a fuggire, e comincia a indagare, nonostante l’Fbi alle costole.

Canale Cinque, h. 21.10 LA VITA È BELLA Vincitore di ben tre premi Oscar nel 1997, questo splendido film diretto e interpretato da Roberto Benigni racconta la tragedia della Shoah attraverso gli occhi di un bambino e di suo padre, entrambi prigionieri dei nazisti. Poesia, ironia e tragedia si uniscono in un indimenticabile inno alla vita.

Rai Tre, h. 11.00 APPRESCINDERE Michele Mirabella conduce una rubrica quotidiana che si occupa dei piccoli grandi problemi dell’Italia. La puntata di oggi è dedicata al tema della permalosità: quanto è presente nella vita dell’italiano medio? Tv2000, h. 13.00 DANIEL BOONE Digitale Terrestre. Divertente e avvincente telefilm della vecchia scuola. Un pioniere americano vive in ogni puntata incredibile avventure, vissute insieme all’inseparabile amico, un indiano Sioux. Sky Uno, h. 20.00 DAVID LETTERMAN SHOW Canale Sky 109. Il comico e anchorman David Letterman spara a zero sulla società americana, fra divertenti gag e interviste a personaggi di spicco dello showbiz internazionale. Tv2000, h. 21.00 TG TG Digitale Terrestre. Il tg dei telegiornali nazionali: in mezzora i giornalisti di Tv2000 analizzano le scalette dei tg nazionali appena conclusi e valutano le scelte insieme ad esperti di comunicazione televisiva.

Rai Tre, h. 21.05 FIGHTPLAN – MISTERO IN VOLO Thriller del 2005 con Jodie Foster. Kyle Pratt, la donna che ha ideato un gigantesco aereo di linea a più piani, partecipa al viaggio di inaugurazione insieme alla piccola figlia Julia, che dopo qualche ora di volo sembra essere scomparsa. Sospetta che qualcuno voglia ricattarla, ma la verità è ancora più sconvolgente…

Rai Uno, h. 11.05 OCCHIO ALLA SPESA Rubrica quotidiana dalla parte del consumatore: consigli e notizie utili alla scelta del prodotto migliore al supermercato. I prodotti di oggi hanno meritato un riconoscimento a livello nazionale: il primo fra tutti è mozzarella di bufala campana dop. La 7, h. 16.00 ATLANTIDE – STORIE DI UOMINI E DI MONDI Una serie di interessanti documentari che riguardano la storia e la scienza. Luoghi e volti, storie del passato e scenari dal futuro. La 7, h. 21.10 LE INVASIONI BARBARICHE Talk-show di attualità, cultura, politica e spettacolo condotto da Daria Bignardi. Ogni settimana a confrontarsi con la giornalista e con il pubblico importanti personaggi della vita pubblica italiana. Tv2000, h. 20.00 NOVECENTO CONTROLUCE La giornalista Paola Saluzzi ospita in un accogliente studio televisivo importanti personaggi della vita pubblica italiana, che hanno vissuto in prima persona i cambiamenti più importanti del secolo scorso.

Sky Cinema Hits, h. 21.00 TRUE LIES Canale Sky 306. Divertente film d’azione con Jamie Lee Curtis e Arnold Schwarzenegger. Un agente segreto della Cia deve nascondere la sua identità alla famiglia. Ma la moglie viene suo malgrado coinvolta in una pericolosa missione antiterrorismo. I due dovranno collaborare per salvare la situazione. Semplice ma intrigante.


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LA VOCE DEL POPOLO 12 NOVEMBRE 2010

Cultura e comunicazione Radio e Media

Musica Alla ricerca del cantautore perduto e del suo ruolo sociale

La “leva” degli anni zero

F

Finalmente un progetto concreto e intelligente a favore delle nuove voci cantautorali italiane, in un momento in cui diventa sempre più difficile esprimere qualcosa di innovativo e di originale che vada oltre la finalità puramente commerciale. C’è bisogno, in questa nostra Italia confusa, che anche le canzoni tornino ad avanzare la pretesa di riportare un minimo di dignità culturale in un contesto in cui oggi prevale la dimensione nazional-popolare-televisiva. Nasce così la “Leva cantautorale degli anni zero”, non una compilation ma un grande progetto per valorizzare la nuova canzone d’autore italiana. Un’idea che si muove in alternativa ai classici circuiti (citiamo Sanremo ma anche X-Factor e Amici, oltre alle multinazionali del disco) ma con l’appoggio serio e appassionato di un’etichetta come la Ala Bianca, produttrice tra gli altri di artisti importanti come Enzo Jannacci. Con Ala Bianca altre realtà importanti come il Club Tenco e il Mei (Meeting degli indipendenti) e la partnership di Radio2, Raiser e Rockol.it, che garantiscono professionalità, competenza e un ampio respiro al progetto. Per questo doppio album uscito il 9 novembre, sono stati scelti 36 giovani artisti, da quelli più innovativi a quelli più legati alla tradizione, per una selezione ovviamente non esaustiva ma certamente rappresentativa dei molti modi di fare canzoni d’autore in Italia.

di Ricky Barone

Ognuno di loro ha inserito nel cd un brano inedito o semi-inedito, con la possibilità di presentarsi anche in diverse situazioni dal vivo, in luoghi nei quali l’ascolto dedicato è garantito e certamente gradito. Si parla infatti del Premio Tenco, del Mei di Faenza, di circuiti nazionali di librerie come la Fnac e di importanti vetrine sui media tradizionali e sul web. Un progetto coordinato e mirato a far conoscere i diversi talenti emergenti italiani. Tra questi, qualcuno gode già di discreta fama, come Patrizia Laquidara e Roberta De Lorenzo, già transitati (e apprezzati) in passato anche dalla nostra provincia in situazioni live,

gli altri sono tutti giovani emergenti molto dotati. Tra questi ricordiamo con piacere il bresciano Ettore Giuradei, già artefice di due cd molto interessanti come “Panciastorie” e “Era che così”, e in procinto di pubblicare il nuovo e atteso cd “La repubblica del sole”. L’idea del progetto è del giornalista musicale Enrico Deregibus (curatore del volume “Dizionario completo della canzone italiana”) con la produzione artistica di Enrico De Angelis del Club Tenco e Giordano Sangiorgi del Mei, fulcro del variegato mondo della musica indie nazionale. Produttore esecutivo del progetto è Toni Verona di Ala Bianca, che sta tessendo la rete per coinvolgere altri importanti partner in questo tentativo di rilanciare la canzone d’autore italiana che tanto ha saputo incidere nel passato non solo in ambito musicale ma anche a livello di coscienze e di consapevolezza.

Programmazione LA SANTA MESSA IN TV La S. Messa prefestiva che Teletutto, Telenord e Super TV trasmettono alle ore 18.30 del sabato, è ripresa dalla parrocchia di Santa Maria Assunta in Gussago. LA BUONA NOVELLA Ecclesia di novembre è realizzato in collaborazione con la Caritas diocesana. Nella seconda puntata incontriamo Diego Mesa per parlare di volontariato giovanile. Il programma, prodotto da VoceMedia e curato da Betty Cattaneo, va in onda anche su Radio Voce Camuna la domenica alle 8; Ecz la domenica alle 15; Radio Claronda la domenica alle 16 (1ª parte) e il lunedì alle 17 (2ª parte); Radio Basilica Verolanuova la domenica alle 10.30 (1ª parte) e alle 13.30 (2ª parte); Radio Ponte Manerbio la domenica alle 12.30; Radio Raphaël la domenica alle 9 (1ª parte) e alle 13 (2ª parte). VOCE MATTINA Il contenitore condotto da Marco Vignoletti si arricchisce di nuovi appuntamenti. Ogni lunedì alle 11.15 “Voce ai bresciani”: sondaggi per le vie della città sui temi del momento con Elisa Bassini. Tra le altre rubriche, “A tu per tu” con la psicologa Anna Grasso Rossetti, “I mille volti di Brescia” con Giacomo Danesi, l’immancabile spazio dedicato al cinema e un costante contatto con la redazione giornalistica per raccontare “in presa diretta” ciò che accade in città e provincia.

Patrizia Laquidara

Live Talenti emergenti

La piacentina Nina Zilli, nuova regina del soul? Bisogna sempre tenere i piedi ben saldi per terra quando il mondo musicale comincia a usare termini roboanti come “la nuova regina del soul” o frasi simili. Senza dubbio, però, il caso di Nina Zilli è da tenere costantemente monitorato in quanto la cantante piacentina, autrice di uno dei cd più ascoltati di quest’anno, si sta inserendo sempre più rapidamente nel gotha della canzone italiana. Le sue doti musicali, così ben espresse nel disco “Sempre lontano”, si mostrano valide non solo per il “prodotto interno lordo” ma presentano caratteristiche apprezzate anche dal “commercio estero”. È infatti di questi giorni la notizia della conclusione londinese del suo “Sempre lontano tour”. Dopo un anno glorioso come il 2010, ricco di successi e di entusiasmo, Nina Zilli chiude la sua tournée densa di sold out a Londra, cuore pulsante della musica mondiale. La cantante rivelazione del 2010 ha registrato il tutto esaurito nelle principali città italiane e dopo più di 50 date termina

in bellezza il tour il 15 novembre, con un concerto speciale al Dingwalls di Camden, uno dei migliori locali londinesi per la musica live. Nina sarà accompagnata sul palco da Gianluca Pelosi (basso), Nico Roccamo (batteria), Antonio Vezzano (chitarra), Marco Zaghi (sax), Riccardo Gibertini (tromba) e Angelo Cattoni (tastiere) per un travolgente live set durante il quale presenterà i brani dell’album di esordio, arrivato al quinto posto della classifica ufficiale di vendita e disco d’oro. Un album fresco e immediato, lanciato dalla sua partecipazione nella categoria “Sanremo Nuova Generazione” all’ultimo Festival della canzone italiana con il brano “L’uomo che amava le donne”, con il quale Nina Zilli ha vinto il Premio della Critica “Mia Martini”. Il 5 novembre scorso è uscito il suo nuovo singolo “Bacio d’ad(d)io”, primo estratto da “Sempre lontano special edition”, la nuova release del primo album, che conterrà un dvd con l’intero concerto tenuto al Blue Note di Milano. (r.b.)

LA BUONA NOTIZIA Gli argomenti trattati: l’incontro nazionale dell’Azione cattolica con il Papa a Roma; l’incontro tra il vescovo Monari e il clero bresciano sul Seminario; la mostra sul Giappone allestita dai missionari saveriani; il musical “Forza venite gente” in scena a Zocco di Erbusco. La rubrica “4 parole” è con don Renato Tononi sui possibili percorsi formativi successivi all’iniziazione cristiana. La Buona Notizia va in onda: la domenica alle 13.15 su Teletutto e alle 20 su Telenord; su Super TV la domenica alle 20 e il martedì alle 20.30; su Più Valli TV il sabato alle 18 e la domenica alle 11; su Teleboario la domenica alle 11. BELLI DENTRO È tornato a grande richiesta il programma preserale condotto da Carlo Zaniboni e Fabrizio Gorni. Tra canzoni, giochi e ospiti in diretta, il modo più piacevole di finire la giornata lavorativa. VOCE SPORT Nuova stagione per “100%Brescia”: trasmissione in diretta dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 15 dedicata al mondo delle Rondinelle con interviste e approfondimenti. Tutte le domeniche “Diretta sport” con collegamenti dai campi di calcio di Lega Pro (Lumezzane, Salò, Montichiari, Rodengo) e del Brescia di serie A.


LA VOCE DEL POPOLO 12 NOVEMBRE 2010

SABATO

Via Callegari, 6 - Brescia Tel. 030 3774592 - 3383636104 Fax 030 3757897 e-mail: redazione@radiovoce.it

6.00 Ecclesia 7.00 Gr 7.05 Pane per il viaggio - pensieri di saggezza e di fede di H. Nouwen - con don Adriano Bianchi 7.15 Il nuovo numero del settimanale La Voce del Popolo 7.35 Rassegna stampa da inBlu 8.00 Gr Radio Vaticana 9.00 Gr 11.00 Gr 12.00 Gr Radio Vaticana 13.00 Gr - Radio Voce greatest hits 18.00 Gr 18.50 Pane per il viaggio (replica) 18.55 Zona relax 19.30 Gr Radio Vaticana 19.50 Zona relax 21.00 Disco Story

Le nostre frequenze Città e Provincia 88.300 Franciacorta 88.500 Lago d’Iseo 88.400 - 93.500 Alta Valle Camonica 88.050 Lago di Garda 88.200 Bassa Valle Sabbia 88.400 - 88.25 Bassa Valle Camonica 88.200 Media Valle Camonica 88.300 Alta Valle Sabbia 88.500 Valle Trompia 88.500

DOMENICA

7.00 Mattina italiana - Il risveglio tutto da cantare... 9.00 La Buona Novella a cura di Betty Cattaneo - 1ª parte - commento al Vangelo di don Giuseppe Fusari - Sette giorni in diocesi con Massimo Venturelli - Ritratti di sacerdoti bresciani a cura di don Franco Frassine - Primo Piano 10.00 S. Messa dalla Cattedrale 11.00 La Buona Novella 2ª parte - Ecclesia in collaborazione con la Caritas Diocesana - Letture per lo spirito con suor Francesca Bernacchia - Vite dei santi in breve a cura di padre Antonio Sicari - L’agenda della settimana 12.00 Recita dell’Angelus 14.00 Gr Radio Vaticana 14.30 Diretta Sport 19.30 Gr Radio Vaticana

Dal lunedì al venerdì GR Nazionali dalle 7 alle 18 Gr Radio Vaticana ore 8 e ore 19.30 GR Locali 10.30 11.30 12.30 13.30 15.30

Radio ECZ Via XV giugno, 4 25014 Castenedolo (Bs) Tel. 0302731444 Fax 0302130911 www.radioecz.it info@radioecz.it Visita il nostro sito oppure telefona ai nostri numeri per individuare, tra le oltre 60 frequenze di ECZ, quella che corrisponde alla tua parrocchia

S. Messe: Dal lunedì al venerdì 9.03 - 19.03; sabato 19.00; domenica 9.00 - 10.30 - 18.00 Se preferisci ascolta quelle messe in onda dalla tua parrocchia sulle nostre frequenze

Radio Voce Camuna Via Mazzini, 92 - 25043 Breno (Bs) Tel. 0364.22342 fax 0364 320906 e-mail: radio@vocecamuna.it redazione@vocecamuna.it www.vocecamuna.it

Informazione locale ECZ GIORNALE: Dal lunedì al venerdì alle 12.30 - 13.30 - 19.40. BLOCK NOTES: Gli appuntamenti di città e provincia Dal lunedì al venerdì: Mattino 10.03 - 11.03 - 12.03. Pomeriggio: 14.30 - 15.30 - 16.30 - 17.30 - 18.30. Il sabato alle 12.30 - 13.30 - 14.30 - 15.30 - 16.30 - 17.30 - 18.30. COSA C’È DA VEDERE: Le iniziative teatrali, cinematografiche e musicali di città e provincia Dal lunedì al venerdì alle 12.37 - 13.37 - 19.47

DAL LUNEDÌ AL VENERDÌ 6.00 Ecclesia 6.30 S. Messa 6.55 Pane per il viaggio - pensieri di saggezza e di fede di H. Nouwen - con don Adriano Bianchi 7.15 L’apertura con Mario Ricci 7.25 Rassegna stampa nazionale 7.55 Pane per il viaggio (replica) 8.15 L’apertura (2ª parte) 9.15 Primo piano a cura di Mario Leombruno 10.10 Vocemattina con Marco Vignoletti 10.15 L’agenda: appuntamenti e spettacoli 10.35 La Feltrinelli di Brescia consiglia... 10.50 Il mercatino 12.15 Cinema mon amour Voce trailer 12.50 L’informalavoro 14.05 100% Brescia 15.00 Pomeriggio inBlu 17.10 Belli dentro 18.50 Pane per il viaggio (replica) 18.55 Zona relax 19.30 Gr Radio Vaticana - Zona relax 21.00 La musica della sera - lun: La reserva de Pedro - mar: Alta rotazione con Alessandro Gardenato - mer: Brescia music play con Ricky Barone - gio: Voce live - ven: Soul power con Aldo Rizzo - sab: Disco Story 22.00 Effetto notte

Bienvenida America latina Martedì 20.05 Informazione liturgico-pastorale Mercoledì 10.09 Voce alle Acli (ultimo del mese) Mercoledì 11.09 Giovedì insieme Giovedì 10.09 Insieme… all’Opera! Venerdì 10.09 Con le ruote... sotto i piedi! Venerdì 11.09 Cucina e tradizione Venerdì 12.15 Amico liscio Sabato 9.03 La buona novella Domenica 15.00

Rubriche Popoli tra sogni e speranze Lunedì 10.09 Oggi parliamo di… Lunedì 11.30 Fuori Gioco! Lunedì 18.00 Letture Martedì 10.09 Sul filo della memoria Martedì 10.40

Vocegiornale notiziario radiofonico principale dal lunedì al sabato alle 8.30 - 12.30 - 18.30 - 22.30. VoceFlash notizie in breve dal lunedì al sabato alle 11 - 14 - 16 - 20 - 23.45. Rassegna stampa quotidiana appuntamento con le prime pagine dei quotidiani dal lunedì al sabato alle 9.30. Almanacco previsioni del tempo. Pensiero religioso. ecc. dal lunedì al sabato alle 8. Stremadès storia e varia cultura locale venerdì alle 17 e domenica alle 11. Terza pagina attualità culturale. Mercoledì alle 17. Una proposta musicale al giorno programma musicale dal lunedì al sabato alle 13. Titoli di coda striscia musicale con voci differenti ogni volta. Tutti i giorni dalle 20 alle 22. E poi ancora Mercatino (10.20 - 12.20 - 18.20); Corsi & Concorsi (7.30 - 12.45 - 18.45); Vivilavalle (9 - 12 - 18); ecc.

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Cultura e comunicazione Sala della comunità

LA VOCE DEL POPOLO 12 NOVEMBRE 2010

Cinema Jolie in un robusto film d’azione

I mille volti di Evelyn Salt Il regista Phillip Noyce imbastisce una storia sull’ipotesi che esista un gruppo di infiltrati sovietici cresciuti negli Stati Uniti. Il film offre l’occasione ad Angelina di interpretare un ruolo magnetico e con spessore umano

Angelina Jolie in una scena del film

PROGRAMMAZIONE Gru, sta progettando il più grande colpo della storia del mondo: rubare la luna! Gru adora ogni genere di misfatti. Armato di un arsenale di razzi che restringono o congelano, e di veicoli in grado di combattere via terra e via aria, Gru travolge e conquista tutto ciò che trova sulla sua strada. Ma questo cambia quando si imbatte nella determinazione di tre ragazze orfane, che vedono in lui qualcosa che nessun altro ha mai visto prima: un potenziale papà.

Luke è un ballerino di strada orfano, impegnato nel tentativo di non essere sfrattato dalla sua casa: un vecchio magazzino decadente che è il paradiso di tanti ballerini di strada. Per farlo dovrà vincere la World Jam Competition dove i migliori ballerini di strada del mondo si ritrovano faccia a faccia per decretare chi sia il più forte. Sulla strada per la vittoria incontrerà Natalie, una ballerina fantastica ma decisamente misteriosa...

Cattivissimo me di Pierre Coffin, Chris Renaud, Sergio Pablos

Step up 3 di Anne Fletcher

Inception di Christopher Nolan

Sale della comunità SAN FILIPPO NERI – COLLEBEATO: sabato 13 novembre ore 21.00; domenica 14 novembre ore 15.00, 17.30; SAN GIOVANNI BOSCO – EDOLO: venerdì 12 novembre ore 20.45; sabato 13 novembre ore 20.45; domenica 14 novembre ore 20.45; LUX- LUMEZZANE PIEVE: sabato 13 novembre ore 20.30; domenica 14 novembre ore 15.30, 18.00, 20.30; lunedì 15 novembre ore 20.30; AURORA – PALAZZOLO: sabato 13 novembre ore 21.00; domenica 14 novembre ore 16.00, 20.30; SEBINO – SALE MARASINO: sabato 13 novembre ore 20.45; domenica 14 novembre ore 16.00, 20.45; CORALLO – VILLANUOVA: domenica 14 novembre ore 14.30

Sale della comunità ASTRA – SAN APOLLONIO: sabato 13 novembre ore 20.30; domenica 14 novembre ore 14.30, 17.30, 20.30; AURORA – PAVONE MELLA: sabato 13 novembre ore 20.45; domenica 14 novembre ore 15.00, 20.45; DON BOSCO – PONTOGLIO: domenica 14 novembre ore 16.15; AURORA – RONCADELLE: sabato 13 novembre ore 20.30; domenica 14 novembre ore 15.00;

Sale della comunità SERENO – BRESCIA, VILL. SERENO: sabato 13 novembre ore 20.45; domenica 14 novembre ore 20.45; lunedì 15 novembre ore 20.45; LA ROCCA – SABBIO CHIESE: sabato 13 novembre ore 21.00; domenica 14 novembre ore 15.00, 21.00

Una sconfinata giovinezza di Pupi Avati

The Karate Kid di Harald Zwart

Tata Matilda e il grande botto di Susanna White

Barbarossa di Renzo Martinelli

Cani e gatti – La vendetta... di Brad Peyton

Sala della comunità SANTA GIULIA – BRESCIA, VILL. PREALPINO: domenica 14 novembre ore 20.45; martedì 16 novembre ore 20.45

Sala della comunità IDEAL – CASTENEDOLO: domenica 14 novembre ore 17.00

Sala della comunità IL GABBIANO – GHEDI: sabato 13 novembre ore 21.00; domenica 14 novembre ore 15.30;

Sala della comunità IL GABBIANO – GHEDI: lunedì 15 novembre ore 21.00

Sala della comunità LONATO – ITALIA: domenica 14 novembre ore 15.00


LA VOCE DEL POPOLO 12 NOVEMBRE 2010

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di Nicola Rocchi

C’è una singolare nostalgia di guerra fredda in “Salt”. Mentre gli obiettivi dei servizi di sicurezza mondiali sono puntati sulla minaccia del terrorismo islamico, il film diretto dall’esperto Phillip Noyce imbastisce una robusta storia d’azione sull’ipotesi dell’esistenza di un gruppo di infiltrati sovietici cresciuti negli Stati Uniti con la maschera dei probi cittadini. Questi agenti sono in attesa del “giorno X”, quando un padrepadrone maestro di spionaggio darà loro l’ordine di causare la devastazione dell’America. Il pressbook del film divaga sull’ipotesi che tali spie esistano

realmente. Chissà: intanto permettono di riesumare il fantasma della vecchia Unione Sovietica, che tanto materiale ha fornito per costruire intrighi in grado di deliziare gli appassionati del genere spionistico. In “Salt” lo spionaggio si mescola a una delle trame più classiche: la fuga a precipizio di un innocente che tutti credono colpevole. Innocente, però, lo sarà davvero? Di fronte a Evelyn Salt (Angelina Jolie) il dubbio è legittimo. Agente della Cia di provata esperienza, dopo una traumatica detenzione in Corea del Nord Evelyn sembra aver

trovato l’equilibrio tra il lavoro e una felice vita matrimoniale. Tutto precipita quando un disertore sovietico – è Daniel Olbrychski, glorioso interprete di tanti film di Andrzej Wayda – avverte che il presidente russo in visita negli Usa sta per essere ucciso, e accusa Salt di essere uno degli agenti “dormienti”. La necessità di una rapida fuga fornisce ad Angelina Jolie l’occasione per cimentarsi nell’ennesimo ruolo d’azione, con un personaggio di notevole magnetismo e che, al contrario delle tremende figurine di “Lara Croft” o “Mr. & Mrs. Smith”, possiede perfino un briciolo di spessore umano. Toccata negli affetti familiari, la nostra ambigua eroina diventa una scatenata macchina da guerriglia urbana. La sua determinazione stupisce anche gli inseguitori, il superiore Ted Winter (Liev Schreiber) e l’agente del contro-

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spionaggio William Peabody (Chiwetel Ejiofor). Con le sue acrobazie, l’energia infusa nelle scene di lotta, i cambi d’abito e di capigliatura, Angelina è sempre al centro della scena: e non fa rimpiangere Tom Cruise, il primo attore al quale il ruolo era stato proposto. Il film è avvincente nella prima parte, quando Noyce governa con abilità e ritmo la rocambolesca fuga di Salt dalla sede della Cia a Washington, e il lungo inseguimento durante il quale la donna saltella da un Tir all’altro sulle principali arterie stradali. L’azione si sposta poi a New York, svariando dalla storica chiesa di San Bartolomeo al bunker in cui il Presidente americano viene trasportato nelle situazioni di emergenza. L’andamento si fa debordante, e la sorpresa finale appare un po’ scontata: ma soltanto dopo esser stata rivelata.

Alberto, responsabile dell’ufficio postale di una cittadina della Brianza, sotto pressione della moglie Silvia, è disposto a tutto pur di ottenere il trasferimento a Milano. Anche fingersi invalido per salire in graduatoria. Ma il trucchetto non funziona e per punizione viene trasferito in un paesino della Campania, il che per un abitante del Nord equivale a un vero e proprio incubo. Con grande sorpresa Alberto scoprirà che... Innocenti bugie di James Mangold

Benvenuti al Sud di Luca Miniero

L’ultimo dominatore dell’aria di M. Night Shyamalan

Mangia, prega, ama di Ryan Murphy

Sale della comunità IDEAL - CASTENEDOLO: sabato 13 novembre ore 21.00; domenica 14 novembre ore 21.00; SALA DELLA COMUNITÀ – COLOGNE: sabato 13 novembre ore 20.45; domenica 14 novembre ore 17.30, 20.45

Sale della comunità GLORIA – MONTICHIARI: sabato 13 novembre ore 21.00; domenica 14 novembre ore 15.00, 21.00; lunedì 15 novembre ore 21.00; SPLENDOR – ODOLO: sabato 13 novembre ore 20.45; domenica 14 novembre ore 20.30; AURORA – PONTE CAFFARO: sabato 13 novembre ore 21.00; domenica 14 novembre ore 21.00; lunedì 15 novembre ore 21.00

Sala della comunità SAN LUIGI - LODRINO: sabato 13 novembre ore 20.30; domenica 14 novembre ore 20.30;

Sala della comunità CORALLO – VILLANUOVA: sabato 13 novembre ore 20.30; domenica 14 novembre ore 20.30

Cineforum

Shrek e vissero felici ... di Mike Mitchell

Adèle e l’enigma del faraone di Luc Besson

Sala della comunità INZINO – INZINO: sabato 13 novembre ore 20.30; domenica 14 novembre ore 15.00

Sala della comunità PAX – PROVAGLIO D’ISEO: sabato 13 novembre ore 20.45; domenica 14 novembre ore 16.00

20 sigarette i tt di Aureliano Amadei Sala della comunità LUX – LUMEZZANE PIEVE: giovedì 18 novembre ore 20.30

Basta B t che h funzioni f i i di Woody Allen Sala della comunità SAN COSTANZO – NAVE: giovedì 18 novembre ore 20.30

È complicato li t di Nancy Meyers Sala della comunità PAOLO VI – DESENZANO: sabato 13 novembre ore 20.30;

Appuntamento con l’amore di Garry Marshall Sala della comunità CRYSTAL – LOVERE: giovedì 18 novembre ore 15.00

Copia conforme di Abbas Kiarostami Sala della comunità CRYSTAL – LOVERE: venerdì 12 novembre ore 21.00

La solitudine dei numeri primi di Saverio Costanzo Sala della comunità SALA DELLA COMUNITÀ – COLOGNE: giovedì 18 novembre ore 20.30

Il segreto dei suoi occhi di Juan Josè Campanella Sala della comunità SAN FILIPPO NERI – COLLEBEATO: mercoledì 17 novembre ore 20.30

L’uomo che verrà di Giorgio Diritti Sala della comunità SAN FILIPPO NERI – COLLEBEATO: venerdì 12 novembre ore 20.45 GIOVANNI PAOLO II – AGNOSINE: mercoledì 17 novembre ore 21.00


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LA VOCE DEL POPOLO 12 NOVEMBRE 2010

Economia e lavoro venturelli@lavocedelpopolo.it

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Brescia L’assemblea della Cdo

Un’alleanza per fare impresa La Compagnia delle opere di Brescia ha tenuto il 4 novembre scorso il suo appuntamento annuale. Il tema scelto è di grande attualità in un contesto di crisi come quello attuale. Le proposte e le provocazioni di alcuni testimoni

L’assemblea della Compagnia delle opere

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Fare impresa: questo il tema che ha guidato l’assemblea della Compagnia delle opere di Brescia che il 4 novembre scorso ha riunito alla Fiera di Brescia più di mille rappresentanti dell’imprenditoria locale. Fare impresa, per altro, è stato anche il fronte su cui per oltre un anno la Cdo ha lavorato a livello nazionale e con la stesura di un manifesto presentato anche all’assemblea bresciana. Sin dalla sua nascita,

a cura di Massimo Venturelli

come ha ricordato anche Camillo Zola, presidente della Cdo di Brescia, la Compagnia delle opere è stata luogo di riflessione sul significato del lavoro, sul senso dell’imprenditorialità e sui criteri di un’economia per il bene di tutti. Riflessione che si è ulteriormente approfondita con la crisi economica ancora in corso. La commissione “Economia e pmi” della Compagnia delle opere ha così deciso di mettere

mano a un manifesto che propone a livello sintetico alcune esperienze paradigmatiche del fare impresa anche in condizioni di difficoltà come quelle attuali. “Questo manifesto − ha rimarcato Zola − è una proposta che rilancia la centralità della persona nel processo produttivo e che cerca di rispondere alla domanda sull’origine del fare impresa”. Una domanda a cui la Compagnia delle opere di Brescia ha cercato di rispondere anche con la proposta della Scuola d’impresa pensata a sostegno di quella rete di piccole e medie imprese vera e propria spina dorsale dell’economia europea. Il manifesto concentra la sua attenzione su tutti gli attori e sulle dinamiche del processo produttivo. La prima parte è così dedicata all’impresa, la seconda all’imprenditore, il terzo al rapporto con i collaboratori. Il quarto e ultimo è dedicato ad alcune modalità di azione. È

questa una parte più legata alla situazione storica contingente e presenta spunti nati dall’osservazione diretta di molte imprese di successo in anni che sono stati caratterizzati da grandi mutamenti. L’assemblea della Compagnia delle opere si è però concentrata, sin dalla scelta del titolo, sul tema della possibile alleanza tra imprenditori e collaboratori. Camillo Zola ha chiesto ad alcuni testimoni del fare impresa la declinazione del tema. Da Carlo Pelanda, economista e docente di Politica economica internazionale alla University of Georgia, Riccardo Ruggeri imprenditore di successo dopo un passato da operaio e manager Fiat, Fiorenzo Castellini, amministratore delegato delle omonime Officine meccaniche e Paolo Preti, docente della Bocconi sono così giunti contributi orginali, non privi anche di spunti di riflessione.

L’intervento di Carlo Pelanda

Un nuovo umanesimo industriale per l’autoriforma Fra gli interventi risuonati sotto le volte dell’affollato padiglione della Fiera di Brescia in occasione dell’assemblea della Compagnia delle opere uno più di altri ha lanciato spunti di discussione. Perché se Riccardo Ruggeri, che da operaio Fiat ha saputo raggiunto i vertici dell’azienda torinese e da lì lanciarsi in una propria iniziativa imprenditoriale, e Fiorenzo Castellini, amministratore delegato delle Officine meccaniche di famiglia, hanno portato la testimonianza del loro essere imprenditori, Carlo Pelanda, economista e docente di politica economica internazionale alla University of Georgia, ha tenuto una vera e propria lezione cattedratica sul fare impresa in una situazione, come quella attuale, in cui molti attori di questo processo vivono con grande ansia la minaccia di un’implosione del mercato globale. Una minaccia supportata dalla presenza di un numero sempre maggiore di regioni economiche che proprio grazie alla globalizzazione si sono arricchite, sapendo accogliere e vincere la sfida

della competività. Sfida che, secondo Pelanda, mette in grande difficoltà Paesi come gli Usa e l’Europa. Realtà che, a differenza di quelle emergenti, non hanno la stessa capacità (e probabilmente nemmeno la stessa determinazione) di misurarsi con le pressioni che questa sfida impone. La lezione, però, non ha preso in considerazione i diversi modelli in cui si muovono i Paesi emergenti e quelli di realtà come gli Usa e l’Europa in cui oggettivamemte (e fortunatamente) esistono limiti, paletti che difficilmente possono essere superati. Difficile, e Pelanda l’ha solo accennato, che Usa e Europa possano compete con la Cina e il resto dell’Asia in termine di contenimenti di costi, di sviluppo tecnologico. Una difficoltà che, come ha evidenziato l’economista, finisce col fare sentire il peso maggiore al sistema delle imprese. Un sistema che è in sofferenza ma che non può pretendere, soprattutto in un Paese come l’Italia oberato da un debito pubblico difficile da gestire, che sia lo Stato a darsi da fare

per ridurre le difficoltà. “Per questo – ha affermato Pelanda – tocca alle imprese autorigenerarsi”. Ma come? Cercando al proprio interno il massimo dell’efficienza. In questa prospettiva diventano determinanti per l’economista quelle relazioni industiali che la Cdo ha messo al centro del proprio dibattito assembleare. Per rilanciarsi le imprese dovranno essere protagoniste di quello che Pelanda ha definito come umanesimo industriale, un tema con cui anche la Cdo (definita dall’economista laboratorio di ricerca e di vitalità) dovrà misurarsi. Un umanesimo, quello proposto da Carlo Pelanda, che non potrà più nutrirsi dei conflitti tipci della cultura occidentale (Stato/mercato, essere/ avere, capitale/lavoro). Dovrà invece alimentarsi di linguaggi delle alleanze. Quello presentato dall’economista è un modello teorico frutto di studio e di osservazione, quasi una sfida proposta all’assemblea della Cdo perché lo assuma e cerchi di declinarlo nel suo “fare impresa”.


Speciale Turismo: UT Point “Il mondo è cambiato negli ultimi anni, le distanze si sono accorciate e la gente può accedere a un mare di informazioni. Internet ha rivoluzionato il nostro modo di vivere allargando molto i nostri orizzonti anche se spesso chiudendo di fatto le nostre relazioni interpersonali. Oggi più che mai ci accorgiamo di quanto bisogno c’è di ritrovare l’aggregazione che un viaggio e la condivisione possono dare. Queste, assieme ad altre, sono le motivazioni che hanno portato un gruppo di giovani, quasi tutti neolaureati, a fare squadra per creare qualcosa di estremamente innovativo nel mercato del turismo. È nato un anno fa e si è concretizzato in questi mesi il progetto UT POINT. UT POINT è una agenzia viaggi e tour operator, nata dall’unione delle competenze di un gruppo cospicuo di persone. La società è formata da 9 ragazzi che assieme cooperavano all’interno di una associazione da loro stessi fondata oltre dieci anni fa e promotrice di svariati viaggi di gruppo; oltre ai soci collaborano alla realizzazione del progetto anche due impiegate provenienti dal mondo delle agenzie viaggi, un direttore tecnico con 20 anni di esperienza e svariati collaboratori che seguono i filoni tematici. Una compagine estremamente variegata e competente, che collabora per la realizzazione di un progetto. UT POINT si propone come gestore e organizzatore dei vostri desideri di viaggio, con soluzioni promosse dai migliori t.o. sul mercato e con soluzioni di viaggio proprie di UT POINT.

Possiamo gestire una serie di servizi quali: -Viaggi individuali in tutto il mondo -Viaggi di gruppo -Viaggi religiosi -Viaggi aziendali -Voli aerei, treni, traghetti -Soggiorni in strutture alberghiere -Partecipazione ad eventi -Liste nozze -Biglietti per concerti ed eventi -Organizzazione e gestione tecnica eventi e manifestazioni (congressi, meeting, stages formativi..) UT POINT è una realtà indipendente, i cui esponenti sono animati dalla sana passione per i viaggi e per lo stare insieme e condividere le emozioni delle escursioni. L’associazionismo e la voglia di visitare terre nuove in compagnia ha portato alla nascita di una realtà che si propone di allargare il proprio raggio d’azione. Sabato 06 novembre si è tenuta una serata d’inaugurazione presso la sede di via Triumplina 177/F, al centro futura, che ha visto la partecipazione di oltre un migliaio di persone. In occasione del periodo dell’Immacolata UT POINT organizza due escursioni estremamente interessanti: una alla scoperta dei mercatini di natale nella Baviera tedesca a Monaco, e l’altra escursione nella favolosa città di Praga. Il costo contenuto (199¼ per Monaco e 299¼ per Praga) e la ricchezza dei paesaggi che si visiteranno rende le due escursioni assolutamente da non perdere.”


Paesi e parrocchie Bassa Economia e lavoro

LA VOCE DEL POPOLO 12 NOVEMBRE 2010

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Coldiretti La Giornata del Ringraziamento

Nel 2010 lievi segnali di ripresa Ettore Prandini

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di Massimo Venturelli

Per la Coldiretti bresciana, che domenica 14 novembre celebra la Giornata provinciale del Ringraziamento a Calvisano, è tempo di bilanci. Dopo l’anno orribile 2009 (il peggiore degli ultimi 15 anni) il prodotto interno lordo dell’agricoltura bresciana nell’annata ormai prossima alla fine segna una leggera ripresa. “Il pil – si legge nei dati comunicato da Coldiretti – è tornato sopra il miliardo di euro con un aumento del 4,95% rispetto alla annata precedente”. Un aumento che, però, è quasi totalmente riconducibile al comparto latte, con il costante aumento della produzione della provincia e la ripresa del prezzo del latte alla stalla e all’impennata dei prezzi dei cereali. Brescia, dunque, si conferma leader nazionale tra le province produttrici di latte, con una percentuale in costante e continuo aumento, passando dal 9,7% della campagna 2003/2004 ad oltre l’11% dell’ultima campagna. “Nonostante il segno positivo fatto segnare dal comparto latte – secondo i dati illustrati da presidente Ettore Prandini – la maggior parte dei settori produttivi registrano notevoli difficoltà di mercato: a fronte di una notevole positività del mercato dei prodotti trasformati, con prezzi del Grana Padano mai raggiunti negli ultimi 10 anni, non

Si celebra domenica 14 novembre a Calvisano l’appuntamento provinciale ha corrisposto una analoga ripresa del prezzo del latte alla stalla corrisposto dai caseifici privati”. Fra i comparti che in questo 2010 hanno sofferto di più c’è quello suinicolo, con il prezzo medio dei suini grassi inferiore dell’1% rispetto al già difficile 2009 e inferiore del 10% ai prezzi medi 2008. Nel settore zootecnico ha fatto registrare un considerevole calo anche il mercato dei bovini da carne, con una diminuzione media del 3,5% dei prezzi alla stalla. “Anche per il comparto florovivaistico, che a Brescia vede la presenza di 350 imprese e 1200 addetti, il 2010 è stato un anno difficile − hanno sottolineato i tecnici di Coldiretti − reso ancora più pesante della spada di Damocle della mancata agevolazione per il gasolio agricolo utilizzato sotto serre”. Sempre di qualità, invece, è stata la produzione di vino e olio nel Bresciano, così come il valore aggiunto che molte imprese agricole hanno ricercato e trovato nell’accorciamento della filiera con la vendita diretta o nelle opportunità offerte dalla multifunzionalità (attività agrituristica, fattorie didattiche, tutela del verde e del territorio, trasformazione diretta con minicaseifici e spacci aziendali, etc). 242, è stato ricordato nel corso della conferenza stampa per la presentazio-

ne del bilancio dell’annata agraria 2010 di Coldiretti, sono gli agriturismi attivi nel Bresciano. Quello che più preoccupa Prandini & co, al di là dei risultati, è il costante consumo di territorio, sottratto all’agricoltura per la realizzazione di infrastrutture, strade, industrie, abitazioni, poli logistici etc. “Dal 1990 ad oggi - è stato detto - la sottrazione di terreni agricoli ha toccato la cifra di 400mila ettari”. Si tratta di un dato preoccupante che dovrebbe allarmare l’intera collettività. “I terreni coltivati − ha affermato Ettore Prandini − sono una risorsa naturale limitata e non-rinnovabile, indispensabile per le produzioni agrarie ma anche indispensabili per il paesaggio, il turismo e la qualità dell’ambiente. Il suolo agrario, inoltre, è un fondamentale elemento di difesa attiva contro il dissesto idrogeologico. I terreni coltivati sono più stabili, presentano un minor rischio di frane, sono in grado di rallentarne la discesa a valle, mitigando e riducendo le onde di piena di torrenti e fiumi”. È con questi dati che Coldiretti si avvia a celebrare a Calvisano la Giornata del Ringraziamento che avrà il suo culmime nella Santa messa delle 10.30 nella parrocchiale di San Silvestro a cui farà seguito la benedizione dei mezzi agricoli.

Unione provinciale agricoltori

Un’annata agraria tra luci e ombre

Francesco Bettoni

“Un’annata agraria che si concluderà fra flebili luci e molte ombre”. Così il presidente dell’Unione provinciale pgricoltori di Brescia, Francesco Bettoni, ha definito il 2010 all’interno della quale “l’agricoltura si sta muovendo, seppure con non poche difficoltà legate alla carenza di credito e all’eccesso di burocrazia. Ma finalmente si intravede qualche luce all’uscita dal tunnel e questo restituisce agli imprenditori agricoli la fiducia indispensabile per continuare ad operare”. Fra le poche luci, la ripresa dei prezzi dei cereali e dei formaggi stagionati, Grana Padano e Parmigiano Reggiano in testa, in virtù di un andamento delle esportazioni più che incoraggiante. Un dato positivo perché è alla loro dinamica che si lega il prezzo del latte alla stalla. O almeno ‘uno dei prezzi del latte’, visto che “il mercato si è ormai nettamente

spaccato in due, diviso com’è fra i formaggi freschi e quelli stagionati”, con questi ultimi su livelli di eccellenza anche grazie al contenimento della produzione. “Se sarà possibile rimetterci attorno a un tavolo con Assolatte − ha detto Bettoni − dovremo ragionare su due prezzi distinti; in caso contrario saremo costretti a stringere accordi con i singoli caseifici”. Come quello dello scorso 9 settembre fra Confagricoltura Lombardia e Italatte, che ha suscitato qualche battuta polemica da parte di altre Organizzazioni agricole, salvo che in due mesi non si è visto nessun contratto significativo a prezzi migliori”. “Certamente – ha aggiunto Bettoni − ci sono contratti singoli interessanti sottoscritti fra le parti, con il sostegno dell’Unione agricoltori che hanno tenuto conto del positivo andamento del mercato del Grana”.


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LA VOCE DEL POPOLO 12 NOVEMBRE 2010

Economia e lavoro

Consigli A cura di FarmaciaInsieme

La Settimana del diabete

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di Annalisa Cavalleri

Dal 15 al 20 novembre si rinnova per un altro anno ancora l’appuntamento con la Settimana del diabete, l’iniziativa promossa dal network FarmaciaInsieme per sensibilizzare la popolazione ad una maggiore conoscenza della malattia diabetica. Nel corso della settimana sarà possibile così effettuare autoanalisi gratuite della glicemia in tutte le farmacie bresciane che aderiscono alla catena. Il diabete è una malattia silenziosa. La glicemia alta, infatti, non dà né dolori né disturbi: nel tempo, però, danneggia irrimediabilmente i reni, gli occhi, le arterie, i nervi e il cuore. Tutto questo può essere evitato o fermato con pochi, semplici mezzi, ma prima bisogna scoprire che c’è qualcosa che non va. Misurare la glicemia è un gesto semplice, che può salvare la vita. Per questo FarmaciaInsieme, come ogni anno, dà la possibilità a tutti i cittadini di recarsi, nella settimana dal 15 al 20 novembre, in tutte le farmacie che aderiscono alla catena per misurare gratuitamente la glicemia. Promotori dell’iniziativa la dott.ssa Clara Mottinelli, presidente di Atf Federfarma Brescia e presidente dei titolari di Farmacia rurale di Federfarma Lombardia e il dott. Vittorino Losio, presidente della Cooperativa esercenti farmacia (Cef). Purtroppo i dati raccolti durante la Settimana della prevenzione degli scorsi anni sono preoccupanti: dalle autoanalisi effettuate emerge, infatti, che molte persone non sanno di avere i valori della glicemia oltre la norma.

Nel 2009, su un totale di 2882 misurazioni, si è riscontrato un valore glicemico maggiore di 110 in ben 429 persone a digiuno. La fascia d’età maggiormente colpita è tra i 61 e gli 80 anni (ben 290 persone con valore della glicemia oltre la soglia). Dopo ogni misurazione in cui siano stati riscontrati valori anomali, il farmacista di FarmaciaInsieme ha consigliato al paziente di recarsi dal medico di medicina generale, per valutare la possibilità di ulteriori e più approfondite analisi. Anche quest’anno l’iniziativa della settimana di automisurazione gratuita della glicemia dimostra di avere un’importante valenza sociale, perché consente ad un ampio numero di persone di scoprire un problema che prima era sconosciuto, oppure era stato ignorato. Non bisogna però dimenticare che nelle farmacie di FarmaciaInsieme le campagne di sensibilizzazione e di informazione sulla malattia diabetica ed il controllo della glicemia continuano per tutto l’anno.

Autoanalisi gratuita Durante la settimana dal 15 al 20 novembre basterà entrare in una farmacia di FarmaciaInsieme per effettuare l’autoanalisi gratuita della glicemia. Questa analisi è molto semplice ed indolore: basta una goccia di sangue prelevata dal polpastrello (niente siringhe!) e in meno di 30 secondi si ottiene la risposta. Le uniche accortezze necessarie sono quella di effettuare la prenotazione gratuita (per evitare la coda); di presentarsi a digiuno da almeno due ore; di non mettere creme, anche cosmetiche, sulle mani. Durante la Settimana del diabete verranno anche distribuiti (nelle farmacie che aderiscono all’iniziativa) gli alimenti senza zucchero, che possono “addolcire” la vita del diabetico senza provocare effetti dannosi sulla malattia. Si tratta di biscotti, cioccolata, fette biscottate, pasta ed altri alimenti caratterizzati dal sapore gradevole, con un basso contenuto in calorie e zucchero e l’elevata presenza di fibre. Inutile dire che possono essere utili anche a tutti coloro che vogliono semplicemente controllare il proprio peso.


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Sport

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Calcio Domenica Bologna - Brescia

Ancora tour de force di tre gare

redazione@lavocedelpopolo.it

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La grinta di Beppe Iachini

Per le Rondinelle si preparano tre gare importanti per la salvezza contro tre dirette concorrenti: i rossoblù di Malesani, il Cagliari e poi il Genoa. La prima gara sarà al Dallara mentre le altre due al Rigamonti. Tra gli ex bresciani nella rosa degli emiliani il portiere Viviano e Della Rocca. Da queste righe, in accordo col Brescia calcio, presenteremo una tantum il lato umano dei campioni

Chiuso il tour de force che ha visto il Brescia confrontarsi con Napoli, Inter e Juventus. Archiviata la pratica del confronto con alcuni dei grandi del campionato. Ora, solo a pochi giorni dalla partita con i bianconeri, che ha coinviolto in maniera del tutto anomala e particolare l’intera città, il cammino delle Rondinelle torna a correre su strade che sono forse più consone alle proprie caratteristiche, ai propri obiettivi e alle proprie possibilità. Nonostante il bel gioco espresso dalla squadra, l’obiettivo rimane la salvezza. Ciò che è stato raccimolato in queste tre gare è un di più, da non buttare, ma i punti che servono sono quelli contro le dirette concorrenti per la lotta alla salvezza. E la lotta alla salvezza per il Brescia passa dalla dodicesima, tredicesima e quattordicesima giornata. Non conta quanto fatto fino ad ora, nel bene e nel male; non contano le prove esaltanti; non contano i punti persi; non contano i punti ottenuti. Conta solo la convinzione dei propri mezzi, conta il carattere, conta l’essere gruppo, unito, che insegue compatto un ideale. Questo conta, questo, a lungo andare, con un campionato ancora lungo, dà punti. Ogni partita va giocata come fosse una finale, con quella trans agonistica, quella forza che ti fa arrivare prima sul pallone e con quella preparazione tattica che spinge il gruppo a sopperire alle mancanze e alle difficoltà che in corsa possono presentarsi quando il fiato sembra mancare e le gambe non rispondere. Dodicesima, tredicesima e quattordicesima giornata rispettivamente contro Bologna, Cagliari e Genoa. I primi punti salvezza da fare sono quelli di domenica 14 novembre (ore 15), quando le Rondinelle saranno ospiti del Bologna di Malesani al Dallara, unica gara delle tre in questione giocata fuori casa,

di Mauro Toninelli

lontana dalle mura amiche del Rigamonti. Il Bologna non è squadra da sottovalutare, con giocatori esperti e giovani che bene si sono inseriti nel gioco del mister e che hanno dimostrato di avere voglia di far vedere quello che sanno fare. La punta di diamante della squadra è un attaccante di lusso: Marco Di Vaio, che non ha bisogno di presentazioni e che ha ancora i colpi del campione e la capacità di colpire in ogni istante. La porta dei rossoblù è protetta da un volto ben noto a Brescia e amato dai tifosi della leonessa: Emiliano Viviano. Quattro stagioni per lui con la V sul petto, dal 2005 al 2009. L’Inter lo spostò da Brescia per provarlo e sperimentarlo nella massima serie la scorsa stagione, quella che ha visto la cavalcata bresciana alla serie A. Nella rosa del Bologna ci sono anche altri due giocatori che hanno avuto legami con Brescia: Francesco Della Rocca, che poco ha dimostrato nella mezza stagione 2009/2010 a Brescia, dove ha collezionato solo tre presenze e Antonio Buscé che ha militato nel Lumezzane dal 1999 al 2002 in serie C1 per tre stagioni. Bologna è la prima tappa per il Brescia di tre gare che sono tanto importanti e impegnative quanto, se non di più, le tre appena trascorse. Il campionato del Brescia si gioca innanzitutto con questo tipo di partite. Inizia quindi un nuovo tour de force in campo e fuori, visto che anche i tifosi saranno chiamati a supportare la squadra in due occasioni su tre, visto che con Cagliari e Genoa si giocherà in casa; e anche noi faremo la nostra parte visto che, in accordo con il Brescia Calcio, offriremo una tantum un intervista che presenti i giocatori sotto una luce diversa: quella del loro lato umano, dei loro interessi: domande diverse per campioni che hanno qualcosa da dire.


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Sport

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Calcio Dal 17 marzo al 15 giugno 2011

Brescia Calcio: “100 anni in mostra” In occasione del centenario e del ritorno in serie A, le sale di Palazzo Martinengo ospiteranno l’esposizione nel 2011

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di Alessio Andreoli

Si chiama “1911/2011: cent’anni di Amore e di… Passione”! In occasione del centenario del Brescia calcio, che si festeggerà nel 2011, sta per nascere una mostra interamente dedicata al club cittadino. Presentata nei giorni scorsi, la rassegna ha come scopo principale i 100 anni di vita ma anche valorizzare un’entità storico-sportiva non solo del club di via Bazoli, ma di tutti i tifosi della provincia, attraverso la rievocazione di eventi legati alla storia della società. La mostra si svolgerà presso Palazzo Martinengo in via Musei in città dal 17 marzo al 15 giugno 2011. Sarà una mostra completamente gratuita, aperta nelle giornate di giovedì e venerdì dalle 14 alle 19 e sabato e domenica dalle 9.30 alle 19. Nelle mattinate di giovedì e venerdì, inoltre, dalle 9.30 alle 12.30 (su prenotazione) l’ingresso sarà riservato alle scuole. Fotografie, cartoline commemorative, video e immagini, ma anche gadget, abbonamenti, figurine, maglie e coppe. La mostra sarà divisa in 12 sezioni: dalla nascita della società all’evo-

luzione della maglia passando per i giocatori e allenatori che si sono alternati fino alle imprese indimenticabili e alla squadra attuale. Non è escluso che le sezioni possano aumentare dando vita a una dedicata ai derby o, per esempio, agli impianti sportivi che hanno fatto la storia delle Rondinelle dallo stadio di viale Piave fino all’attuale Mario Rigamonti in attesa di essere rimpiazzato dal nuovo impianto in fase di progettazione e che già tante polemiche ha sollevato vista la collocazione all’interno dell’ex zona delle Cave a San Polo. Durante il periodo espositivo verranno anche organizzati convegni, incontri e manifestazioni con tornei di subbuteo e calcio balilla. Prevista, inoltre, la costituzione di una sala conferenze/audiovisivi per presentare iniziative, libri, etc. Chiunque avesse a disposizione materiale e avesse intenzione di metterlo a disposizione può contattare l’Ufficio sport della Provincia di Brescia all’indirizzo sport@ provincia.brescia.it. L’idea è nata dalla Provincia in collaborazione con il Brescia Calcio

100 % BRESCIA a cura di Mario Ricci

radiovoce.it in collaborazione con

Tutti i giorni, dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 15

sms: 338 3636104

e le testate giornalistiche locali, “Teniamo particolarmente a questa manifestazione – ha spiegato in fase di presentazione l’assessore provinciale Fabio Mandelli – sarà gratuita e aperta a tutti quelli che vorranno ripercorrere la storia gloriosa di questa squadra. Ci sembrava doveroso farla anche sulla scia del ritorno in serie A. Per tre mesi, Palazzo Martinengo dovrà diventare un palazzo vivo, anche perché si organizzeranno una serie infinita di manifestazioni ricordando il glorioso passato e il presente. I tifosi – prosegue Mandelli – ovviamente saranno parte attiva di questa mostra inviando magliette, abbonamenti e tutto quello che vorranno per poi esporlo”. L’allestimento sarà curato direttamente dal settore Turismo e Cultura della Provincia di Brescia in stretta collaborazione con il Brescia Calcio. Per ulteriori informazioni sulla mostra e per fornire materiale o idee e suggerimenti, sta per essere attivato il portale internet www.centannidibresciacalcio.it.


Centro Sportivo Italiano

Assisi Dal 3 al 5 dicembre

Il richiamo positivo: culturale e spirituale di Massimo Achini

Dobbiamo proporvi un importante “richiamo”. Di solito il richiamo non si propone ma si dà a qualcuno che ha sbagliato qualcosa. Nello sport non è così. Il “richiamo” ha anche una valenza fortemente positiva. Pensate alla preparazione atletica e all’inevitabile necessità di fare, durante l’anno, richiami per poter correre alla grande per tutta la stagione. Bene, il richiamo che ci interessa non è atletico ma culturale e spirituale. Facciamo un salto a dicembre. Dal 3 al 5 (dal venerdì alla domenica) tutta l’Associazione si ritroverà ad Assisi per vivere un momento in cui rigenerarsi, ricaricare le batterie, riscoprire le ragioni più intime e profonde del suo impegno, allargare gli orizzonti ragionando sulle sfide educative e culturali del nostro tempo. Una due-giorni fatta di spiritualità, cultura, vita comunitaria e incontri che ci farà tornare a casa più forti e motivati di prima. Ad Assisi saranno con noi tanti amici, tra i quali mons. Domenico Pompili, Gianni Rivera, Manuela Di Centa, Luca Pancalli, Santo Versace. Altri stanno confermando la loro presenza in queste ore. A guida-

re le nostre giornate sarà un tema affascinate e di estrema attualità: “Protagonisti del bene comune. Lo sport al servizio della sfida educativa”. Siamo alla decima edizione di Assisi. Sino ad ora più di 5000 persone hanno vissuto questa esperienza unica nel panorama sportivo e associativo. Chi è già stato ad Assisi sa bene di che cosa stiamo parlando e siamo convinti che – nel cuore – senta un gran desiderio di rivivere questa esperienza. Chi non è mai venuto si ritrova tra le mani una grande occasione che sarebbe veramente un peccato perdere. Assisi è aperto a tutti. Dirigenti, allenatori, animatori, arbitri, operatori. A dicembre manca ancora più di un mese. E allora perché parlarne adesso? Per due semplici motivi. Il primo è che chi guarda avanti, guarda lontano. Il secondo è che programmare per tempo è uno dei segreti per essere “vincenti” nello sport e nella vita. Sul sito nazionale trovate tutte le informazioni e le modalità di iscrizione. C’è tempo fino al 20 novembre. Ci piace immaginare che in tutti i Comitati e in tante società sportive ci si organizzi per “andare ad Assisi”. Pullman, macchina, treno, poco importa. Quel che conta è non lasciarsi sfuggire un’occasione così.

Pallavolo, calcio femminile e calcio a 11

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Basket: ha preso il via il campionato È iniziato il campionato 2010/2011 di basket, che quest’anno vedrà le compagini di tutta la provincia suddivise in due gironi composti da 16 squadre e distinti dai colori del comitato. I cestisti arancioblù andranno a caccia dello scudetto provinciale cucito sul petto di Team ’87 Gardone Valtrompia, reduce da un dominio lungo un lustro, con cinque titoli consecutivi messi in bacheca. Il testa a testa con Basket Pallata, quest’anno, non sarà possibile prima degli eventuali playoff, perché i vicecampioni provinciali sono stati inseriti nel gruppo blu. Il loro primo impegno sarà questa sera in casa del Senior Basket. Lo scorso fine settimana, nel frattempo, ha messo la parola fine alla fase eliminatoria della coppa Leonessa, che ha decretato i nomi delle otto compagini che accedono ai quarti di finale. Nel gruppo A passano le grandi della passata stagione, ovvero Team ’87 e Pallata. Mascalzoni Sebini e Panthers Sarezzo hanno dominato gli altri due raggruppamenti davanti a Senior e Torbole. Staccano il biglietto per i quarti anche La Sportiva e S. Luigi Gonzaga, migliori terze. Le formazioni del campionato 2010/2011 Girone arancione: Torbole Casaglia, Ome, Virtus Basket, New Team Volta Mantovana, Team ’87 Gardone Valtrompia, La Sportiva Monticelli Brusati, Mascalzoni Sebini Iseo, Interbrescia Jackals. Girone blu: Basket Botticino, New Basket Liberamente, Basket Bovezzo, Panthers Sarezzo, Senior Basket, Basket Pallata, S. Luigi Gonzaga, Smv Basket.

di Bruno Forza

Le favorite sotto rete guadagnano terreno Il campionato open femminile di pallavolo è ancora agli albori, ma dopo le prime tre giornate alcune compagini sono già riuscite a mettere in mostra il loro potenziale. Il Consorzio Vela Carpenedolo macina gioco e punti nel girone A inanellando una serie di 3-0, ma San Pancrazio tiene il passo delle campionesse in carica grazie a tre vittorie consecutive, mentre Star Volley dovrà vincere il recupero con Bassano per agganciare la coppia di testa dopo i convincenti 3-0 ottenuti nelle prime due gare stagionali. Nel girone B Volley Castenedolo si è cucita i gradi della capolista, ma S. Angela Merici l’ha già messa nel mirino e San Faustino, staccata di tre punti, non ha nessuna intenzione di recitare un ruolo da comprimaria nella corsa alle finali provinciali. Tre corazzate sono al comando

del gruppo C: Nave, Ponte Zanano e Resto del Maury, spietate contro le loro avversarie nei primi tre turni, nei quali non hanno concesso nemmeno un set. Il primo scontro ad alta quota si disputerà lunedì, quando il Ponte Zanano farà visita al Nave. Calcio femminile. Il Castenedolo continua a stupire nella massima categoria del calcio femminile, candidandosi come rivale del Brescia femminile. I numeri parlano chiaro e sebbene il bottino di punti messi in saccoccia dalle due capoliste sia lo stesso (19), i dati relativi ai gol promuovono a pieni voti proprio il Castenedolo, miglior attacco del torneo con 59 centri in 7 gare a fronte dei 13 subiti, due dei quali incassati dal Nave nell’ultima gara di campionato, terminata 10-2. Le Rondinelle hanno espugnato Chiari battendo 4-2

Fin Beton. Alle spalle della coppia di testa c’è sempre Sale, mentre nonostante il 6-2 sul Nuvolera restano attardate le campionesse nazionali del Bovezzo, attualmente quarte. Spostando lo sguardo nei gironi della categoria inferiore spiccano le prestazioni di Bovegno e Brozzo, prime a pari punti nel girone A. Nel gruppo B Roncadelle a punteggio pieno, mentre Pavone guarda tutti dall’alto nel girone C. Calcio a 11. La settima giornata di Elite conferma in vetta Promotica Sarezzo e Alfan Calcio. Nel girone A il turno di riposo non fa perdere il primato ai saretini, ma Fuorimisura accorcia a -1 grazie al successo su Impresa Edile Chiarini (0-2). Nel girone B Alfan Calcio s’impone su Il Mosaico (1-0) e mantiene un punto di vantaggio su Scaglioni, che espugna Vestone 2-1.


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La protesta degli immigrati sulla gru Egr. direttore, ammetto che mi sono mosso per capire le cause della protesta solo dopo la manifestazione di sabato 30 ottobre. Ringrazio quindi padre Mario Toffari che con il suo comunicato stampa del 1° novembre ha fatto chiarezza su come si sia giunti alla protesta della gru sulla quale egli stesso è salito come mediatore dopo aver lasciato il tavolo della Prefettura. Ringrazio le nove parrocchie del Centro storico che domenica 7 novembre hanno scoperto nuovi contenuti per la Settimana della Carità e in particolare don Armando Nolli che come il buon samaritano si è fatto prossimo con generosità. Ringrazio don Fabio Corazzina che instancabilmente continua a cercare lo spazio di una mediazione e sabato 6 novembre ha affidato ai quotidiani un appello per scoprire nuove strade di pacifica convivenza. Ringrazio infine le Acli per l’intervento chiaro e coraggioso che chiede di estirpare il lavoro nero degli stranieri e apprezza il loro desiderio di giustizia. Chiedo che i media, a partire dalla Voce, oltre alla cronaca degli avvenimenti diano spazio a questi messaggi che indagano le cause della protesta, stimolano la riflessione e invocano una soluzione nel dialogo. Purtroppo si è partiti con il piede sbagliato da molto lontano: il decreto sicurezza che crea il reato di immigrazione clandestina, cui è seguita l’ingiustizia di una sanatoria per

lavoratori irregolari limitata solo a colf e badanti, quando invece i numeri documentavano una diffusissima presenza di lavoratori stranieri irregolari in molti altri settori. Al riguardo già Platone nella “Repubblica” affermava: “L’ingiustizia fa nascere fra gli uomini odi e lotte mentre la giustizia produce accordo e amicizia”. Come non apprezzare allora la lodevole volontà di uscire dall’illegalità e dallo sfruttamento del lavoro nero, che sta alla base dell’attuale protesta degli immigrati irregolari? Sappiamo ormai tutti come la società italiana, anche a causa della scarsa natalità, non può rinunciare al lavoro degli stranieri, per cui non chiudiamo gli occhi di fronte alle proteste di quanti per una legge inadeguata sono costretti a lavorare nell‘illegalità dell’economia sommersa. I fatti di Brescia documentano in modo inequivocabile i danni sociali provocati da una politica costruita sull’equazione immigrato uguale minaccia dell’ordine pubblico. Io spero e prego perché il buon senso da ambedue le parti prevalga e si apra al più presto un sereno dialogo che porti a ripensare l’intero approccio al tema immigrazione. Alberto Franchi

La protesta degli immigrati sulla gru/2 Egr. direttore, il dialogo non deve mai venire meno. Nemmeno nei momenti più bui. Ecco perché è necessario che il Sindaco e

Cara Voce direttore@lavocedelpopolo.it

Quanto viene pubblicato in queste pagine è da attribuirsi unicamente alla responsabilità dei firmatari delle lettere. Nelle lettere è necessario indicare in modo leggibile nome, cognome, indirizzo e numero di telefono di chi scrive per renderne possibile l’identificazione. La redazione si riserva il diritto di sintetizzare, senza alterarne il senso, i contributi ritenuti troppo lunghi (massimo 2.500 battute). La pubblicazione di una lettera non implica la condivisione del suo contenuto da parte della direzione del giornale. Non saranno pubblicate lettere già apparse su altri organi di stampa. Scrivete a “La Voce del Popolo”, via Callegari, 6 - 25121 Brescia o via mail a direttore@lavocedelpopolo.it.

tutte le realtà competenti si attivino per trovare un punto di incontro. Bisogna, però, fare in modo che tutto non si risolva in un colpo di spugna. La legalità va salvaguardata anche per rispetto dei tanti cittadini italiani e immigrati che si comportano in maniera corretta. Una legge dello Stato può essere sbagliata, ma va applicata. Dall’altro versante bisogna fare in modo che i motivi della protesta vengano ascoltati per non far sì che si ripetano queste tristi vicende. Lettera firmata

La protesta degli immigrati sulla gru/3

13 novembre 1868 Si spegne a Ruelle in Francia, il compositore Gioacchino Rossini. Tra le sue opere più famose “Il barbiere di Siviglia” e “Guglielmo Tell”

14 novembre 1951 La notte tra il 14 e il 15 una violenta alluvione colpisce il delta del Po, investendo in particolare il Polesine e provocando danni ingentissimi

Egr. direttore, nobile il gesto di padre Toffari di salire sulla gru! Io mi auguro che dopo gli sforzi fatti (anche fisici) il “restiamo a disposizione” non finisca per essere una scusa per non insistere con chi di dovere per risolvere la situazione di questi nostri fratelli. E se fosse la Chiesa a tirare un po’ di giacchette? Antonio Damiani

Omnibus

Avvenimenti 12 novembre 2003 In un attentato suicida a Nassiriya, in Iraq, muoiono 23 persone, tra loro 19 sono italiani: 12 carabinieri, cinque soldati dell’esercito e due civili

Le ricette della settimana Arancini di riso

Crema di carote

Ingredienti: 300 g di riso, formaggio grattugiato, 50 g di carne tritata (manzo o vitello) 150 g di fegatini di pollo, 1 cucchiaio di vino bianco, 2 cucchiai di salsa di pomodoro, 2 uova, pangrattato, olio d’oliva, sale.

Ingredienti: 800 g di carote, 40 g di formaggio fontina, 50 cl di latte, 2 bicchieri di brodo, 1 spicchio d’aglio, 1 pizzico di noce moscata, sale, pepe.

Preparazione: Lessare il riso, scolarlo, condire con burro e formaggio grattugiato. Lasciar raffreddare. In poco burro rosolare la carne tritata e i fegatini a pezzetti; bagnare col vino e lasciare evaporare; unire la salsa di pomodoro e cuocere per 10 minuti: l’intingolo deve essere denso. Prendere una cucchiaiata di riso, fare una palla concava al centro dove va messo un po’ d’intingolo e chiudere con altro riso. Passare gli arancini prima nell’uovo sbattuto salato e poi nel pangrattato. Friggerli, scolarli su carta assorbente e servire.

Preparazione: Mettere in una pentola le carote tagliate a pezzetti e lo spicchio d’aglio, coprire con acqua salata. Cuocere a fuoco medio e fare assorbire il liquido quasi del tutto. Frullare. Versare il composto nella pentola. Unire il brodo e il latte tiepidi, mescolare bene. Cuocere per 10 minuti o fino a ottenere una crema piuttosto densa. Regolare se occorre il sale e il pepe. Distribuire la crema in fondine individuali possibilmente calde. Cospargere sulla superficie la fontina grattugiata, un pizzico di noce moscata e uno di pepe. Passare i piatti sotto il grill.


LA VOCE DEL POPOLO 12 NOVEMBRE 2010

La vita al primo posto Egr. direttore, è un dato di fatto che c’è chi ha troppo e chi non ha niente. Questo fatto induce a riflettere, a prendere coscienza e ad attivarsi per cercare di colmare il vuoto, le distanze esistenti fra le popolazioni che muoiono di fame e quelle che vivono nell’abbondanza economica e alimentare. Il cosiddetto progresso di sviluppo economico invece di avvicinare i cittadini del mondo con i loro bisogni, ha accentuato la distanza fra poveri e ricchi; risulta sempre più lontano da noi il mondo di quelli che muoiono di fame, nonostante tutti i giorni ci vengano date notizie di persone che soffrono e chiedono un aiuto e di notizie di bambini che muoiono di fame. 825 milioni, secondo gli ultimi dati diffusi della Fao, un bambino ogni otto secondi, una cifra veramente spaventosa. Viene da chiedersi il perché succede tutto questo, in un mondo in cui la produzione è aumentata e la torta è più grande rispetto al passato, le porzioni non sono tali da garantire che chi ha più bisogno di cibo non lo ottenga: troppa indifferenza, troppo egoismo. Bisogna abolire il debito dei Paesi poveri nei confronti dei Paesi ricchi, non solo nell’isola di Antigua, diventando poi un paradiso fiscale, cosi riferivano i giornali alcuni giorni fa. Gli Stati più sviluppati devono aumentare lo stanziamento economico di aiuto per i Paesi poveri, non come è avvenuto in Italia dove negli ultimi anni è stato diminuito lo stanziamen-

to. Si devono diminuire le spese militari e la fornitura di armi nei Paesi poveri. Fornire ai Paesi poveri attrezzature per favorire la coltivazione agricola, per fare pozzi per l’acqua e per l’irrigazione. Serve meno sfruttamento sulle materie prime da parte dei Paesi ricchi. Poi bisogna portare avanti una politica nobile di alta civiltà: non deve essere quella di fare solo affari, profitti, ma quella di una giustizia solidale, di uguaglianza, di diritti e doveri, di libertà e di pace. Bisogna elevare la coscienza civile e sociale dei cittadini, per costruire una società più giusta, un mondo migliore, dove nessuno sia nelle condizioni di morire di fame, ma che ogni cittadino del mondo abbia la sua porzione giusta da mangiare; dove ci sia più sincerità, trasparenza, umiltà, umanità e solidarietà. A livello individuale, c’è bisogno di meno egoismo; c’è chi ha troppe ville, patrimoni, rendite finanziarie, capitali; c’è chi ha stipendi milionari troppo alti: questi signori sicuramente potrebbero dare un aiuto consistente. Poi ognuno di noi in base alle proprie possibilità economiche dovrebbe fare la propria parte. Per prima cosa sprecare e buttare di meno, poi dare il proprio aiuto tramite le tante associazioni di volontariato impegnate su vari fronti, anche sulle adozioni a distanza dei bambini. La vita deve essere messa al primo posto nella scala dei valori veri. Va superata l’indifferenza; bisogna reagire, prendersi ognuno le proprie responsabilità, fare qualcosa di concreto di fronte a problemi cosi gravi: è un

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dovere di tutti i cittadini lavorare per salvare delle vite umane, dei bambini; impegnarsi per il bene comune, per la globalizzazione dei diritti e doveri. Francesco Lena

L’aspetto educativo Egr. direttore, una tragedia familiare. Il padre, carabiniere, ha ucciso la figlia 13enne e gravemente ferito l’altra figlia, 15enne, al termine di una violenta lite. E poi si è tolto lui stesso la vita. La storia è terribile perché alla base del litigio degenerato in una strage ci sarebbe un violento scontro sull’utilizzo del computer da parte delle ragazze e in particolare sulle loro pagine di Facebook. Raccontano i colleghi che il padre era ossessionato dalla possibilità che le figlie chattassero e fossero contattate da sconosciuti. La tragedia di Subiaco riporta la questione a un livello davvero basilare. Non è la pistola che addomestica il computer. Tocca alla cultura conoscere e comprendere, metabolizzare il mondo in cui viviamo, Facebook compreso. È una tale banalità ripeterselo, che viene quasi da vergognarsi. Eppure il nostro Paese è ancora teatro di episodi estremi di questo tipo. Evidenze malate di una realtà sociale molto diffusa, dove dal rapporto genitori-figli è stato spesso censurato l’aspetto educativo, dove il dialogo e la finta parità hanno sostituito l’esempio e il vero rispetto della libertà dell’altro. Luigi Bagni

A teatro con “Voce” Vinci un ticket famiglia (valido per l’intera famiglia) per lo spettacolo “Sconcerto d’amore” con Nando e Maila al PalaBrescia di domenica 28 novembre. Inserito nelle proposte domenicali di “Con mammà e papà”, è un concerto-spettacolo surreale con gag, acrobazie, giocolerie e prodezze musicali pensato per le famiglie. Spedisci il tagliando entro il 24 novembre a “A teatro con ‘Voce’” presso “La Voce del Popolo” in via Callegari 6, 25121, Brescia.



…“Sconcerto d’amore”

Nome Cognome Telefono

IN COLLABORAZIONE CON:

VOCESAS

15 novembre 1966 Si chiude con successo il volo della navicella spaziale americana Gemini 12 con a bordo gli astronauti James Lovell e Buzz Aldrin

16 novembre 1989 Il presidente sudafricano De Klerk annuncia la prossima abolizione della segregazione razziale, in vigore dal 1948

17 novembre 1869 In Egitto viene inaugurato con una solenne cerimonia il Canale di Suez, che collega il Mar Mediterraneo al Mar Rosso

18 novembre 2003 Per il giorno dei funerali dei 19 italiani uccisi in un attentato a Nassiriya in Iraq, in Italia viene proclamato il lutto nazionale

L’esperto risponde a cura delle Acli Bresciane

Aforismi

D.: Sono in pensione da tre anni e, purtroppo, l’importo della mia pensione è in po’ basso. Pensavo di versare i contributi volontari per aumentarlo, è possibile?

In cima a una vetta si è sull’orlo di un abisso (Stanislaw Jerzy Lec)

R.: Non è possibile versare i contributi volontari dopo il pensionamento; infatti una delle condizioni per ottenere la relativa autorizzazione è appunto quella di non essere già in pensione e, nel caso in cui l’autorizzazione fosse stata concessa prima del pensionamento, gli eventuali versamenti successivi sarebbero comunque restituiti. Per incrementare l’importo di pensioni contenute è necessario verificare l’eventuale diritto all’integrazione al trattamento minimo oppure a delle maggiorazioni sociali, in entrambi i casi si tratta comunque di prestazioni legate a limiti di reddito. Per ulteriori informazioni non esiti a contattare il nostro Patronato Acli al numero 030.22.94.011.

Sicuramente i più coraggiosi sono coloro che hanno la visione più chiara di ciò che li aspetta, così della gioia come del pericolo, e tuttavia l’affrontano (Tucidide) Il segreto dell’esistenza umana non sta soltanto nel vivere, ma nel sapere per che cosa si vive (Fiodor Dostoervskij)



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