29 aprile 2015
La Lombardia contenitore ideale di questa manifestazione di Gianni Fava * “Expo Milano 2015. Si comincia. Per sei mesi il mondo sarà a Milano: 145 paesi, 3 organizzazioni internazionali, 13 organizzazioni della società civile, 5 padiglioni corporate. La Lombardia, naturalmente, sarà in prima fila su un tema cruciale per il futuro di tutti noi: Nutrire il pianeta, energia per la vita. Il tema del cibo potrà essere affrontato sotto diverse angolature: una vetrina e un dialogo a livello istituzionale, uno culturale e di-
vulgativo, uno di intrattenimento o ancora sul piano della ricerca e dell’innovazione, elementi questi che sempre di più dovranno caratterizzare il progresso per il mondo cosiddetto occidentale e per i paesi in via di sviluppo, che giocano una partita differente dalla nostra, ma altrettanto importante. Il tema del cibo, affrontato per la prima volta nella storia di Expo, riguarda tutti: dai singoli consumatori ai governi territoriali, dai vari anelli della filiera agroalimentare al mondo scientifico, fino alle Nazioni Unite. La Lombardia è la regione ospitante di un grande evento e forse, a ben vedere,
non sarebbe potuto essere diversamente. Con un valore della produzione lorda vendibile che supera i 13,3 miliardi di euro e filiere di estrema importanza (latte, suini, riso, carne bovina, avicoli, ortofrutta, cereali) siamo la prima realtà in Europa, con riferimento all’agroalimentare. Inoltre, siamo gli alfieri del Made in Italy: conosciuto, apprezzato e, purtroppo, anche imitato nel mondo. E rappresentiamo un modello alimentare bilanciato che, nel mondo occidentale, è alla base della dieta mediterranea, patrimonio dell’umanità. Dove altro avrebbe potuto tenersi l’Expo
dedicato all’alimentazione se non in Lombardia? Possiamo affermare con orgoglio che la Lombardia agricola e alimentare ha saputo produrre coniugando qualità e sicurezza alimentare, grazie alla passione e al lavoro di contadini e imprenditori agricoli, di tradizione e di innovazione, di attesa, lungimiranza e tempismo. Una miscela che, nonostante le oscillazioni di mercato, costituisce un archetipo al quale il resto del mondo tende ad avvicinarsi, anche perché i due elementi ai quali facevo riferimento, qualità e sicurezza alimentare, avranno senza dubbio alcuno un ruolo
fondamentale nel futuro dell’alimentazione mondiale, anche in un frangente in cui anche altri modelli produttivi compatibili con differenti agricolture, latitudini e longitudini – porteranno la propria esperienza e le proprie eccellenze alimentari. Con il 94% del pianeta per sei mesi di stanza a Milano, quali saranno i grandi temi sui quali cercare di trovare una sintesi? Parto dalla difesa del bene-terra, visto che il 2015 è l’anno internazionale dei suoli, ma la discussione sul cibo passa inevitabilmente dalla lotta agli sprechi a obesità e malnutrizione, denutrizione e sicurezza alimentare. La Lom-
bardia accenderà i riflettori del mondo anche sull’origine e la lotta alla contraffazione, che non va confusa col protezionismo delle produzioni Made in Italy, ma con l’interesse dei consumatori di tutto il mondo di conoscere con certezza la provenienza e di scegliere, a buon diritto, cosa acquistare.Sono fermamente convinto che la strada da percorrere per la Lombardia sarà la promozione di un sistema che parte dal cibo del territorio e passa attraverso la tutela dei marchi che troppo spesso devono fare i conti con il fenomeno della contraffazione e dell’imitazione, che sviluppa un giro d’affari di oltre 60 miliardi di euro all’anno”. * Assessore all’Agricoltura della Lombardia