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Una volta era "Cinquanta sfumature", ma da marzo in poi sentiremo parlare della Crossfire Trilogy, la nuova trilogia erotica a cura di Sylvia Day. Il secondo romanzo di questa nuova serie si chiama "Riflessi di te" (Mondadori): troviamo ancora i protagonisti di "A nudo per te", ovvero Gideon Cross ed Eva Tramell, immersi nella loro relazione fatta di sentimento e passione erotica. Ma liberarsi dal passato e conservare la serenità del loro rapporto si rivelerà un’impresa piuttosto difficile. Scala la classifica anche l’ultimo romanzo di Simonetta Agnello Hornby, "Il veleno dell’oleandro" (Feltrinelli), storia di una famiglia che si riunisce al capezzale dove vive zia Anna, affetta da demenza senile. Le vicende ruotano attorno a un segreto, una sorta di tesoro forse reale forse inventato, attorno al quale ruotano le vite di alcuni misteriosi e umanissimi personaggi. Non poteva essere altrimenti dopo le recenti elezioni politiche: "Il grillo canta sempre al tramonto" (Chiarelettere) è uno tra libri più letti dal mese, sintetizza un dialogo sull’Italia e soprattutto sul Movimento 5 Stelle, grazie alla maestria di Dario Fo, al carisma di Beppe Grillo e all’aura misteriosa di Gianroberto Casaleggio. Difficile non farsi un’opinione più seria e costruttiva dopo la lettura di questo interessante dialogo a tre sull’Italia di oggi. "Educazione siberiana" (Einaudi) di Nicolai Lilin scala le vette della classifica di marzo grazie anche al successo del nuovo omonimo film

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di Gabriele Salvatores, tratto proprio dal romanzo. Un’infanzia difficile in una terra di nessuno, dove la scala di principi e valori è diversa da quella a cui siamo abituati, perché vige in un mondo dove la ferocia e l’altruismo convivono con straordinaria naturalezza. Appena uscito, l’ultimo romanzo di Patricia Cornwell, "Letto di ossa" (Mondadori), rivede Kay Scarpetta come protagonista e i fan l’hanno subito promosso, facendolo diventare in breve tempo uno dei libri più letti di marzo 2013. Le indagini di Kay Scarpetta sul delitto di una donna ritrovata a Boston vengono infiacchite dal clima di sfiducia che le ruota attorno, soprattutto dai suoi familiari. Chi è così potente da renderla così fragile e da minare di incertezze il suo cammino? In tempi di dimissioni e di conseguente conclave, risale la classifica anche l’inchiesta di Gianluigi Nuzzi sulle carte segrete di Benedetto XVI e sugli interessi che ruotano all’interno del Vaticano. Si tratta di "Sua Santità" (Chiarelettere) e qualcosa ci dice che resterà ancora a lungo nelle prime posizione della classifica libri. "Fai bei sogni" (Longanesi): Massimo Gramellini continua a emozionare e a toccare le corde più profonde dell’animo dei lettori. Prosegue il successo dell’ultimo romanzo di Wilbur Smith, "Vendetta di sangue" (Longanesi). Ci sono emozioni e sentimenti umani che è difficile combattere finché non si dà loro sfogo. E’ il caso di Hector Cross che nella sua vita ormai cerca solo la vendetta, non avendo ormai

più niente da perdere. In "Lettera a mia figlia" (Rizzoli) Antonio Socci ripercorre la tragica vicenda avvenuta nel 2009 alla sua primogenita Caterina, e nel farlo ci racconta l’amore che una famiglia può provare e allo stesso tempo il dolore che può essere distrutto solo da una fede incrollabile. E quando Caterina si risveglia, allora Socci scopre un mondo sconosciuto, popolato da quella "meglio gioventù" che sa come sconfiggere il dolore e la paura della morte, attraverso un indomito coraggio e un’invidiabile letizia. "Illuminati" (Piemme) è il libro di Adam Kadmon, misterioso personaggio molto popolare nel web, che cerca di analizzare che livello abbia raggiunto la cospirazione mondiale e quali società governano il mondo. Quali sono le loro origini? Risalgono davvero alla fantomatica setta degli Illuminati? Esistono davvero prove della loro esistenza? Chi può dare queste risposte? E cosa ci aspetta nel prossimo futuro? Tutti interrogativi a cui Kadmon cerca di dare una risposta e su cui i lettori sono chiamati a riflettere.

La fonte di riferimento di questa classifica è il sito classifica-libri.it


100 volte Tuttorvieto Novantotto, novantanove e... cento! Finalmente ci siamo arrivati. Era da qualche mese infatti che noi della redazione stavamo pensando a come sarebbe stato questo numero, riflettendo su quali cambiamenti consistenti poter effettuare per dare a Tuttorvieto una nuova giovinezza. Il primo di tutti, anche se non è in effetti un cambiamento, è l'articolo che vi apprestate a leggere. Vogliamo ricordare a tutti i nostri fidi lettori come è iniziata anni fa la storia di questo magazine e del suo “braccio destro”, ovvero il sito di informazione tuttorvieto.it, passando per i vari step di evoluzione. Per far questo abbiamo scomodato le persone che per prime hanno avuto a che fare con questo pro-

Monica Riccio

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Questo mese “la rivista più vista” festeggia la sua centesima pubblicazione. Ma, com'è la storia di Tuttorvieto? Quando nacque? Facciamo un salto indietro di qualche anno per saperne di più... dotto, i veri e propri creatori della rivista. “L’avventura Tuttorvieto – ci racconta Monica Riccio - nacque per me nell’ufficio del collega Claudio Lattanzi. Si cercava una idea nuova da affiancare alla rivista OrvietoNews Magazine (la prima identità dell'attuale Tuttorvieto Magazine) di cui lui era editore insieme al socio storico Marco Cannavò, così parlando, ipotizzando, forse pure un po’ impazzendo, si decise di dar vita ad un nuovo quotidiano online chiamato appunto Tuttorvieto. Cannavò, come al solito, si mise subito al lavoro per “generare” e “creare” il nuovo logo, cosa che gli riuscì con grande successo dopo pochi giorni. Nel mio piccolo, mi misi al lavoro per creare la piattaforma di pubblicazione, cosa che mi riuscì dopo molti più giorni. Lattanzi quindi iniziò a pubblicare dopo qualche mese, dando vita ad un altro polo informativo online.

Poi, e la decisione divenne naturale conseguenza, si decise di cambiare nome alla rivista storica mutandone appunto la testata in “Tuttorvieto Magazine”. Non faccio più parte della ciurma, ma ricordo con grande affetto quei tempi e auguro

Claudio Lattanzi


- 100 volte Tuttorvieto a Tuttorvieto, e alla sua nuova realtà imprenditoriale, altri 100 numeri belli e interessanti come quelli già sfogliati.“ Dello stesso parere è anche Claudio Lattanzi, l'attuale direttore responsabile e or,mai vecchio gestore, che ci racconta quanto fosse importante l'accoppiata rivista-sito: “La rivista venne creata nel lontano 2003 con l'obiettivo di raccontare i personaggi, le storie, ma anche i progetti e le criticità di una città che già allora stava vivendo un periodo particolare della propria storia. Dal punto di vista editoriale era basata sull'idea di creare una sinergia con il giornale online per dare vita ad un duplice prodotto editoriale al servizio della comunità”. Da quando è cominciata la nostra avventura editoriale, vale a dire dallo scorso numero di Luglio/Agosto, abbiamo apportato molte variazioni al magazine, sia di livello stilistico, sia di contenuti. Abbiamo creato delle rubriche che spaziano in tutti gli argomenti di carattere generale, dalla cucina (Una tira l'altra) al cinema (Silenzio in sala), passando per la natura (I quattro elementi) e il bar (Cocktails & Dre-

ams). Il nostro intento era far interessare al giornale ogni tipo di lettore, dal più giovane al più grande, nel fare questo però siamo stati anche molto attenti a mantenere l'identità originale che caratterizzava Tuttorvieto, ovvero l'informazione territoriale. Il taglio grafico è più moderno e dinamico, e la visibilità è raddoppiata grazie all'inserimento del magazine in formato digitale su tuttorvieto.it e alla App per smartphone Android, scaricabile gratuitamente. A giorni inoltre attendiamo il completamento del nuovo sito, che cambierà da tuttorvieto.IT a tuttorvieto.COM, con una grafica completamente nuova è più funzionale, con collegamenti diretti agli articoli delle nostre rubriche e nel quale sarà possibile inserire diversi tipi di inserzioni pubblicitarie. Insomma, questo numero 100 segna un grande traguardo per il prodotto, ma anche un nuovo punto di partenza per noi della redazione che, col passare del tempo, cercheremo sempre più di migliorarci, sia per noi ma soprattutto per voi che state leggendo e che continuerete a leggere il nostro Tuttorvieto.

A. Marzi e G. Purgatorio, attuali editori di Tuttorvieto

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Un fumetto per Orvieto Sono passati ormai 6 mesi da quando, lo scorso 12 Novembre Orvieto è stato letteralmente atterrato dall'esondazione del fiume Paglia. La cittadina subì un duro colpo sia economico che morale, e oggi, anche se quella massa d'acqua sembra ormai un lontano brutto ricordo, la situazione delle attività e dei cittadini colpiti non è migliorata. Nel corso di questi mesi si sono tutti rimboccati le maniche, organizzando serate di beneficenza, eventi sportivi, cene, tutto a favore degli alluvionati, per dare una mano a far rialzare il nostro bellissimo paesino. Anche i titolari della “Kreator Factory”, agenzia pubblicitaria e titolare della testata che state leggendo, si sono spremuti le meningi per dare alla luce un'idea che potesse aiutare ulteriormente a migliorare la situazione. Il risultato finale è stato la realizzazione di un albo a fumetti dal titolo “ORVIETO: 12/11/2012 – Terrore dall'acqua”, un titolo forte, d'impatto, ma che di fatto descrive a pieno le sensazioni provate in quella giornata. Visto che la lavorazione è agli sgoccioli, noi della redazione siamo orgogliosi di rendere pubblica la notizia

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A distanza di qualche mese dall’agghiacciante alluvione dello scorso 12 Novembre i danni sono ancora molti e la Kreator Factory ha messo in cantiere un albo a fumetti ispirato alla tragedia, i cui incassi saranno devoluti a favore degli alluvionati proprio in occasione del numero 100 di Tuttorvieto. Il prodotto sarà presentato a Perugia Comics, il 19

Maggio e il ricavato delle vendite (in futuro anche online, sul sito della Kreator Factory) sarà devoluto

A. Marzi e Marco Santucci - 2° Ed. di Orvieto Comics


- Un fumetto per Orvieto

Estratto della copertina, disegnata da Santucci

a favore degli alluvionati. La storia è stata scritta da Alessandro Marzi, titolare della Kreator Factory, nonché fumettista e sceneggiatore: “Nello scrivere la sceneggiatura – dice Alessandro – ho cercato di attenermi ai fatti che ho vissuto in prima persona e ai racconti delle persone colpite. Nei giorni seguenti

l'alluvione i giornali locali sono letteralmente andati a fuoco con aggiornamenti, interviste e photogallery, quindi credo di aver raggruppato in queste pagine un po' di tutto”. La cosa particolare del fumetto è che, all'interno della storia, ci sarà un'ospite speciale, un supereroe che darà una mano nelle situa-

zioni critiche, ovvero “Titanox”, personaggio di Alessandro, presentato alla prima edizione di Orvieto Comics, nel 2009. “Ho inserito la figura del supereroe – continua Alessandro – ispirandomi ai fumetti americani della Marvel. Negli Usa, ogni volta che si presentava una situazione critica, il mondo del fumetto sfornava un nuovo personaggio, basti pensare a Capitan America che combatte i nazisti, come per esorcizzare il problema e ridare speranza al popolo. Anche in questo fumetto è così, in fondo Titanox è un “orvietano” a tutti gli effetti. Ricordiamoci poi che la storia è soltanto “ispirata” ai fatti reali, non ne è la fedele riproduzione”. Per la realizzazione della cover è stato contattato un artista che ha calpestato i selci della rupe in occasione della seconda edizione di Orvieto Comics, il fumettista Marco Santucci, il quale sarà presente anchealla presentazione di Perugia Comics. “Realizzare una cover per un albo a fumetti è sempre un esperienza entusiasmante dice Marco - Realizzare la cover di questo bell’albo in particolare, con protagonista Titanox, l’eroe creato da Alessandro Marzi, ha però un significato che per una volta va oltre il mero piacere artistico o lavorativo perché è fatto per aiutare veramente qualcuno. Quindi non c’è stato piacere più grande da parte mia per aver avuto la possibilità di realizzare questo lavoro, mosso da così nobili intenti”.Un grazie di cuore inoltre va a Matteo Pagliari e Daniel Albertelli (i disegnatori della storia), Andrea Gurzillo, (il colorista), Daniele Bianchi e Umberto Zabarella (che con le loro illustrazioni hanno dato un valore aggiunto all’albo), che si sono cimentati in quest’avventura non ricevendo alcun compenso, ma solo e soltanto per dare una mano ad Orvieto.

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Orvietana Calcio, 100 anni e non sentirli Anche “Lo SPORTello”, questo mese, partecipa alla festa del numero 100 di Tuttorvieto Magazine. Per questa occasione infatti abbiamo deciso di scrivere un pezzo diverso dalla solita intervista, abbiamo scelto di “narrare” un pezzo di storia dell'Orvieto sportiva, magari banale per alcuni ma interessante per altri, infatti non tutti sanno che a Febbraio la società sportiva “Orvietana Calcio” ha compiuto la bellezza di 100 anni. La squadra è stata fondata infatti nel lontano 11 febbraio del 1913 con la denominazione di Unione Sportiva Orvietana (detta anche più semplicemente USO), anche se la sua attività agonistica ufficiale risale al 1910. Il primo presidente fu il conte Vittorio Ravizza. Nel palmarès della squadra, l'apice dei risultati è stato raggiunto con la qualificazione e partecipazione al campionato di Serie C 1947 - 1948, sotto la guida dell'indimenticato presidente Luigi Muzi, una lunga lista di 288 società infatti, separate nelle tre leghe indipendenti, la Lega Interregionale Nord, la Lega Interregionale Centro e la Lega Interregionale Sud, compose il più ampio campionato di Serie C di tutti i tempi. La FIGC però, resasi conto che una tale esagerazione nulla aveva a che spartire con l'idea originaria della Serie C introdotta dodici anni prima, decise per una

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A distanza di un secolo dalla fondazione della principale squadra di calcio dell'orvietano, ripercorriamo la sua storia, passando per personaggi noti, stravolgimenti di campionati e lotte per la promozione. radicale riforma che riportasse ordine non solo in C, ma nell'intera piramide calcistica italiana. L'Assemblea federale svoltasi a Perugia nel 1947 deliberò una soluzione draconiana: l'abrogazione della Serie C e la sua sostituzione con due nuovi campionati: la Terza Serie, gestita dalla Lega Nazionale e riproposizione di quella che nella riforma del '28 - '29 era la Prima Divisione e nella riforma del '35 era la Serie C, e il campionato diPromozione, restaurazione della categoria di Promozione abolita nel '22. Dal campionato seguente la Terza Serie sarebbe dunque ritornata al suo formato originario a sessanta

squadre, e ciò significò una colossale opera di sfoltimento dei ranghi del campionato, anche in considerazione del fatto che alla composizione del nuovo organico avrebbe pesantemente contribuito pure la, a sua volta riformata, Serie B, verso la quale fu impossibile la promozione per questa stagione. Nel '57 – '58 fa il suo esordio nella

L’attuale squadra; sopra Luigi Muzi


- Orvietana Calcio prima squadra dell'Orvietana Mario Frustalupi, padre di Nicolò Frustalupi, attuale vice allenatore del Napoli. Mario resta una figura molto importante nel panorama calcistico orvietano, vinse infatti due scudetti: l'undicesimo dell'Inter nel campionato '70 - '71 e il primo della Lazio, allenata da Tommaso Maestrelli, nel

Frustalupi insieme a Giacinto Facchetti

'73 – '74. Perse la vita nell'aprile del 1990, in un incidente stradale nei pressi di San Salvatore Monferrato sull'Autostrada A26, mentre stava raggiungendo la sua famiglia in vacanza a Cervinia. In seguito, la squadra sarà caratterizzada da un altro nome importante, quello del portiere Graziano

De Luca, il quale, dopo la sua maturazione nelle giovanili della squadra, esordisce in Serie B nella stagione '71 – '72, collezionando 6 presenze e guadagnando la promozione in Serie A. Viene mandato poi in prestito al Siena e poi alla Nocerina prima di fare ritorno a Terni nella stagione del '76 - '77. Nel '73 la squadra approda in Serie D, ma nella stagione successiva viene sconvolta dalla scomparsa del massimo dirigente Muzi, al cui nome è stato dedicato lo stadio di Ciconia, il loro attuale stadio. Il periodo degli anni '90 è caratterizzato dalla breve parentesi dirigenziale del finanziere Giancarlo Parretti, e dal derby contro la Ternana nel '94 - '95. Nel 2001 – 2002 milita in Serie D, raggiungendo due volte i play-off del girone E, mentre nella stagione 2004-2005 arrivò a vincerli, ma non fu ripescata nella serie superiore.

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Due morti causate da overdose Dietro al decesso del trentunenne Daniele Cavalloro e del cinquantunenne Emanuele Vita ci sarebbe stato un quantitativo di droga fatale che i due uomini avrebbero consumato nel fine settimana per rimanerne vittime. E' l'ipotesi fatta propria e rilanciata dal procuratore di Orvieto Francesco Novarese, il quale ga rivolto l'appello ai consumatori di droga della zona "a fare molta attenzione''. Dai primi risultati sull'autopsia e degli esami delle urine svolti sul corpo di Cavalloro domenica che aveva precedenti alle spalle anche per spaccio, e' emerso infatti che il giovane aveva assunto eroina, cocaina e cannabis, oltre ad alcool. '' Anche Emanuele Vita è stato sottoposto all’esame autoptico, l’uomo è morto dopo essere stato trasportato d'ur-

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Doppia morte per overdose Un’altra morte misteriosa scuote la città. Dopo il decesso di Daniele Cavalloro, è toccato ad Emanuele Vita di Ciconia perdere la vita per un malore improvviso.


- Droga ad Orvieto - Cadavere di Corbara genza al Santa Maria della Stella per un malore. Il fatto che Vita fosse anche lui conosciuto alle forze dell'ordine come tossicodipendente e che gravitasse nello stesso ambiente del 30enne fa quindi supporre agli inquirenti ''che le due morti siano collegate''. Sono in corso indagini, da parte dei carabinieri, sui tabulati telefonici delle due vittime per ricostruire i rispettivi, ultimi contatti.

Daniele Cavalloro. Sotto:Francesco Novarese

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Ad avvisare i carabinieri è stato un uomo che si trovava a passare lungo la strada che costeggia la sponda e che ha notato qualcosa di strano ad alcune decine di metri dalla riva. Il corpo è stato rinvenuto in avanzato stato di decomposizione ed è stato impossibile trovare alcun indizio che possa far risalire all’identità. Una delle poche certezze è che si tratti di una donna piuttosto in là con gli anni. Secondo la prima valutazione espressa dal medico legale che è intervenuto per una ispezione cadaverica, sarebbero almeno un paio di mesi che il corpo si trovava in acqua. Una delle ipotesi che adesso dovranno essere verificate è che si tratti del cadavere di Maria Brenci, la donna di 79 anni scomparsa il 27 gennaio da Massa Martana. La donna si era allontanata da casa insieme alla badante per raggiungere la zona di Montemolino di Todi. La donna, al momento dell’allontanamento, in-

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Il mistero del cadavere nel lago Il cadavere di una donna è stato ripescato dai vigili del fuoco nel lago di Corbara, nella zona del Fossatello dossava occhiali da vista con montatura marcata colore rosso bordeaux, una vestaglia di colore celeste, sopra un maglioncino di colore rosso, un paio di pantofole colore grigio chiuse con chiusura lampo e portava con se una bustina contenete uno scialle ed altri oggetti personali, ma nulla di tutto ciò è finora servito per identificarla.


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Mentre i conti pubblici restano sempre un po’ traballanti nonostante ormai quasi quattro anni di sforbiciate e sacrifici, quelli privati dell’assessore volgono al peggio in maniera piuttosto evidente. Maurizio Romiti, assessore al bilancio ad Orvieto ed imprenditore in proprio con la società di consulenza finanziaria Pentar Partners, si trova infatti a dover fare i conti con 9,7 milioni di euro di perdite. L’azienda di Romiti potrebbe essere messa in liquidazione anche perché un aumento di capitale da due milioni e mezzo che era stato lanciato la scorsa estate non è stato mai eseguito. Maurizio Romiti che della Pentar è l’azionista di riferimento con il 49 %, ha informato gli altri azionisti di essere disposto a coprire la propria quota di ricapitalizzazione attraverso l’altra sua società Polluce 1. A dare notizia delle difficoltà finanziarie della società è

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Il bilancio dissestato dell’assessore al bilancio La società Pentar di cui Maurizio Romiti è azionista di riferimento ha i conti in disordine e perdite per quasi dieci milioni stato il settimanale economico Il Mondo, di quel gruppo Rcs di cui la famiglia Romiti aveva acquisito il controllo dopo che il papà Cesare aveva lasciato, dopo oltre un ventennio, la guida della Fiat dove era stato amministratore delegato e poi presidente. L’avventura imprenditoriale dei Romiti ( non solo Cesare

ed il figlio maggiore Maurizio, ma anche il fratello Giorgio) aveva infatti preso le mosse a metà anni Novanta quando la liquidazione pagata dagli Agnelli a Cesare Romiti consistette nel controllo della holding Gemina e in una notevole somma di denaro. La Gemina acquisì in seguito il controllo della prima im-


- Bilancio dissestato presa di costruzioni italiana, Impregilo e del gruppo editoriale Rcs dove Maurizio Romiti ebbe alle proprie dipendenze Toni Concina responsabile delle relazioni esterne che poi lo richiamerà ad occuparsi in qualità di assessore dei disastrati conti del Comune. Le successive imprese imprenditoriali di Maurizio Romiti che si era fatto le ossa in Mediobanca, furono scandite dai tentativi sfortunati e brucianti di creare un’integrazione tra polo editoriale e la moda. Prima cercando di acquisire il gruppo Marzotto e poi acquistando la casa di moda Valentino che, a quattro anni di distanza dall’affare, presentò conti da brivido con perdite pari a 91 milioni di euro. Romiti fu così costretto a cederla ai Marzotto per 223 milioni avendola pagata 298. Intorno al 2004, il gruppo guidato dall’attuale assessore cedette tutte le partecipa-

zioni nel campo tessile e della moda, concentrandosi sull’editoria. Stando ai calcoli effettuati dalla stampa finanziaria, quando Romiti usci definitivamente dal gruppo editoriale milanese per lanciarsi nell’avventura della società di consulenza ed investimento Pentar, lo fece con in tasca una buonuscita di circa 15 milioni di euro. Intanto il suo ex dipendente ed oggi “guida politica” Toni Concina si trova ancora alle prese con un bilancio comunale in cui troppe cose non sembrano tornare, soprattutto per quanto riguarda le nuove direttive che impediscono di finanziare la spesa corrente con una serie di entrate come gli oneri di urbanizzazione e le contravvenzioni. Tutta eredità di Monti. Romiti appare troppo distratto dai conti in ebollizione della Pentar per dedicare tempo e testa al bilancio municipale

a cui un bell’aumento di capitale servirebbe come l’aria, se solo ci fosse qualcuno disposto a metterci qualche euro.

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A rischio scomparsa le spiaggie di Bolsena

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Per trovare i giusti rimedi ad un problema ormai preoccupante si è svolto a Bolsena un incontro tra i sindaci del lago ed un pool di esperti. Quello in atto è un processo lento e penoso che sta portando alla distruzione dell’ecosistema lacuale. Da un lato c’è la rovinosa sconfitta di un patrimonio paesaggistico di inestimabile valore, dall’altro, il rischio che la stagione balneare di quest’anno, motore dell’economia del turismo possa essere compromessa. Il Comune di San Lorenzo Nuovo in passato aveva già fatto un primo intervento di somma urgenza finalizzato al rifacimento dell’arenile. “L’erosione – spiega il sindaco Anna Maria Zannoni – era arrivata

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Il lago degli orvietani a rischio di progressiva scomparsa. Le sponde del lago di Bolsena stanno scomparendo poco a poco e con esse se ne va un intero ecosistema, ormai seriamente a rischio.


- Allarme a Bolsena a ridosso degli immobili che si trovavano sulla riva del lago; danno e pericolo, in primis, per le persone e, in secondo luogo, per le abitazioni”. In previsione di ottenere il via definitivo da parte della Regione Lazio (che ancora non è arrivato) per l’esecutività di un progetto studiato esclusivamente per il lago di Bolsena, il Comune ha investito un’ingente somma per degli interventi di messa in sicurezza. “Soldi – prosegue il sindaco di San Lorenzo Nuovo, Anna Maria Zannoni – a questo punto nulli, buttati al vento”.Il progetto, studiato e realizzato dall’architetto Pietro Paolo Lateano, prevede la creazione dell’intera spiaggia e l’innalzamento di alcune barriere soffuse che permetterebbero di fermare le onde ed evitare, di conseguenza, l’erosione delle spiagge dell’intero bacino lacuale.

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Domina la piazza che, non caso, porta il nome dell'architetto e scultore che lo concepì nel lontano 1567. La sua costruzione fu però interrotta un paio d'anni dopo e per avvicinarsi a una forma più definita bisognerà attendere almeno fino al 1937, quando la direzione dei lavori passò sotto la guida di Gustavo Giovannoni. Nei primissimi disegni di Ippolito Scalza, al monumentale palazzo di Monaldo Di Cornelio Clementini mancavano infatti ancora alcune finestre del pianterreno, il grandioso portale e soprattutto il balcone sovrastante che saranno completati solo nel 1953 ispirandosi allo stile delle linee già esistenti, senza apportare particolari guizzi né stravolgimenti. Imponente, elegante, reso solenne da cornicioni e timpani, nel cortile interno ospita anche un grazioso ninfeo vista-Duomo. “Francesco Clementini, tardo nipote di Monaldo Cornelio Clementini – annota il maestro Mauro Sborra – lasciò un testamento in cui disponeva che si facesse un moltiplico della sua eredità sino a scudi romani 13.000 annui, dei quali si erogassero 1000 in ogn'anno in perfezionare la fac-

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Si scrive Rinascimento, si legge Cornelio Clementini Per tutti, da sempre, è la sede del liceo classico “Gualterio”. E, fino al 2008, è stata anche quella della biblioteca comunale “Fumi”. Ma la storia dell'imponente edificio inizia molti secoli prima... di Davide Pompei

ciata e Palazzo Clementini. Scudi 600 annui alla città di Orvieto per continuare la fabbrica del palazzo municipale, a condizione che sopra gli archi di detto palazzo si dovesse porre l'arme di casa Clementini. Scudi 2000 annui alla Reverenda Fabbrica di S.Maria, per disporli in

quanto a scudi 1000 per mantenimento della musica nella Chiesa Cattedrale, scudi 500 per la festa del Corporale per fuochi ed altro, scudi 500 per assegnarsi in ogn'anno per la recita di una commedia in occasione della festa. Scudi 3000 annui in perpetuo per


- Palazzo Clementini

distribuirsi sul portone del palazzo Clementini ai poveri di Orvieto. Scudi 200 annui per acquisto di un premio annuo dove sia impressa l'arme dei Clementini, qual premio dovrà servire per fare la giostra al tempo di Carnevale. Ma di tanta carne messa al fuoco, come spesso accade, non si ricavò altro che fumo”. È nel 1912 che l'allora sin-

daco Roberto Viti acquistò a nome del Comune il palazzo da Adriano Benicelli fino a creare un unico complesso destinato ad ospitare le scuole secondarie, il liceo ginnasio e la regia scuola complementare. L'anno successivo presero il via i lavori interni di ristrutturazione ed adattamento e con l'aumentare della popolazione scolastica venne inte-

ramente lasciato a disposizione del ginnasio. Anno significativo è il 1931 quando per completare l'edificio il soprintendente d'arte medievale e moderna Achille Bertini Calossi fece appello agli orvietani facoltosi per sponsorizzare la causa e sostenere le spese. Risposero in più di 40, dando anche vita a un apposito consorzio. Con 1000 lire ciascuno e con il contributo della Cassa di Risparmio due anni dopo fu possibile ultimare le finestre del pianterreno e di lì a poco quelle del secondo, oltre all'intonaco. In occasione del completamento dei recenti lavori di riqualificazione e restauro dell'immobile che ha visto il liceo classico – pronto a soffiare 150 candeline – riappropriarsi anche dei locali fino al 2008 occupati dalla biblioteca, si è tenuto un incontro dedicato al passato, presente e futuro del palazzo. Che, a dispetto di tanta storia, mantiene inalterato il suo fascino.

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In Italia ci sono 36.970 gelaterie; il 10% in più rispetto a 5 anni fa. Sono 150.000 a lavorare in gelateria in Italia; nel mondo 100.000. Nel corso dell’anno si stima che in Italia vengano consumate complessivamente 360.000 tonnellate di gelato all’anno, il che significa circa 6 kilogrammi di gelato per abitante. Tradotto in termini economici, il gelato in Italia fa girare 2.5 miliardi all’anno, che arrivano a 3.5 se il giro d’affari si allarga al relativo settore tecnico, meccanico e, soprattutto, alle materie prime, di cui l’Italia detiene il primato internazionale. Questi non sono solo numeri; e già basterebbero a comprendere le motivazioni che hanno spinto la bmb events a ideare e realizzare un progetto di conservazione, promozione e valorizzazione della tradizione artigianale della gelateria italiana. Tuttavia, c’è di più. Le prime sperimentazioni legate alla produzione del gelato risalgono alla fine del IX secolo in Sicilia, il primo realizzatore della ricetta più simile al gelato, per come lo intendiamo oggi, è stato Ruggeri da Firenze e notizie certe si hanno su Francesco Procopio dei Coltelli, cuoco siciliano che nel 1686 realizzò il gelato, sperimentando presso le cucine dei re di Francia e riscuotendo uno straordinario successo

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Nasce “I GELATI D’ITALIA”, la festa del gelato made in Italy La I° edizione del format a Orvieto da Mercoledì 1 a Domenica 5 Maggio 2013. Tutti potranno votare il migliore fra i 20 gusti artigianali regionali italiani. Evento itinerante, che parte dall’Umbria per rendere omaggio al mercato internazionale del gelato. Un ulteriore motivo per scoprire le bellezze italiane, anche in camper, in moto e in bicicletta. presso il Café Procope di Parigi. Quindi, quello che si evince dalle fonti storiche conferma che l’invenzione e la produzione artigianale del gelato sono storia dell’Italia, come testimonia l’attività di ricerca e conservazione svolta dalla scuola

veneta, in particolare dai gelatieri della Valle di Zoldo (ospiti della I edizione della festa “I Gelati d’Italia”), di Cadore e Belluno, apprezzata e seguita in tutto il mondo. “I Gelati d’Italia”, insomma, ha dei

"Uno Mattina in Famiglia" a Rai1


- I Gelati d’Italia fondamentali economici e storici. La bmb events vuole rendere omaggio a un settore importante del mercato italiano, al food made in Italy unico al mondo e apprezzato a livello internazionale, contribuendo a rafforzare il concetto di valore legato preziosità dell’artigianato italiano. Per questi motivi, la prima festa de “I Gelati d’Italia” (in programma a Orvieto dal 1 al 5 maggio 2013) è solo l’inizio di un percorso che mira alla diffusione del progetto sia in Italia che all’estero.

Miriam Leone, Miss Italia Il format Alla I° edizione della festa “I Gelati d’Italia” saranno presenti le 20 regioni italiane, ognuna rappresentata da un gusto di gelato, prodotto, esclusivamente per l’occasione, dai migliori gelatieri regionali selezionati dalla bmb events. I visitatori della manifestazione verranno chiamati a degustare tutti e 20 i gusti regionali proposti e a votare quello ritenuto migliore. Il gusto regionale che conterà il maggior numero di preferenze espresse si aggiudicherà la coppa di vincitore. Parallelamente alla degustazioni dei 20 gusti regionali in gara, i golosi ospiti de “I Gelati d’Italia” avranno modo di partecipare a ulteriori degustazioni, dimostrazioni e corsi sul gelato, di visitare le mostre sulla storia del gelato e sul progetto della coppetta da gelato, nonché di assistere a numerosi eventi all’insegna del divertimento.

Programma Mercoledì 1 Ore 12:00 Inaugurazione I edizione festa “I Gelati d’Italia” Presentazione Gusti e Regioni Apertura stand piazza Duomo, Repubblica e Popolo Venerdì 3 Ore 17:00 - Palazzo del Popolo, Sala dei Quattrocento FIDAPA Distretto Centro: Table of Silence - Art Through Sustainability Project pro Mentoring USA Italia Incontro con Sergio Cuomo, Presidente Mentoring USA Italia Ore 20:00 - Palazzo del Gusto Cena Beneficenza Alluvionati (su prenotazione) Domenica 5 Ore 16:00 - Piazza Duomo presentazione nuova Maserati 4 porte premiazione del Gusto e della Regione vincitore della I edizione della festa “I Gelati d’Italia” Palazzo del Popolo, Sala dei Quattrocento Tutti i giorni (da Mercoledì 1 a Domenica 5 Maggio 2013) Ore 12:00 – 22:30 (Domenica 5 chiusura ore 20:00) Apertura degli stand degustazione - Piazza Duomo, Repubblica e Popolo Apertura mostra “La Storia del Gelato” - Palazzo dei Sette Apertura mostra “Progetto Coppetta” - Palazzo del Gusto Apertura mostra “Paraolimpiadi Londra 2012” - Palazzo del Popolo Ore 18:30 – 19:30 - Palazzo del Gusto – Enoteca Regionale Happy Hour Gelato con cantine umbre Ore 15:00 – 22:00 (Domenica 5 chiusura ore 20:00) - Palazzo dei Sette Dimostrazioni, degustazioni e corsi “Gelato a vista” (su prenotazione) Turni: Ore 15:00 – 16:00/ 17:00 – 18:00/ 19:00 – 20:00/ 21:00 – 22:00 L’organizzazione dell’evento, la bmb events, potrebbe essere costretta, per cause di forza maggiore, a apportare variazioni al programma. Nell’eventualità, le stesse verranno tempestivamente comunicate.

INFO: www.igelatiditalia.it Siamo anche su FACEBOOK, TWITTER e INSTAGRAM

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Perugia Comics (www.perugiacomics.it) è un vero e proprio festival dedicato al mondo del fumetto italiano ed internazionale. La manifestazione si svolgerà nei locali del Cerp, Rocca Paolina, dal 18 al 19 maggio 2013 riprendendo l'importante cammino percorso da Umbria Fumetto dal 1993 al 2000, otto edizioni che hanno permesso di ammirare l'arte dei grandi maestri ed il talento dei giovani disegnatori. Perugia Comics darà grande risalto all'arte del fumetto con grandi nomi, mostre espositive, borsa di scambio di nuovi e vecchi fumetti e con diverse case editrici che proporranno progetti e presenteranno nuove uscite. Il binomio PerugiaFumetto è vincente, come esempio basti pensare alla Biblioteca delle Nuvole, pilastro organizzativo (raro esempio italiano di biblioteca riservata al mondo dell'illustrazione che conta oltre 1.500 inscritti), e alla Star Shop, leader italiano nella distribuzione dei fumetti, anch’essa partner dell’evento. Anche il fenomeno Cosplay avrà il suo spazio, verrà allestito un set fotografico dove gli iscritti poseranno per diversi scatti, una giuria competente giudicherà e premierà i migliori costumi. Fondamentale è stato l'apporto logistico e l'entusiasmo del Comune e della Provincia di Perugia che hanno accolto questo progetto e lo hanno seguito con attenzione e disponibilità.

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In arrivo Perugia Comics Super ospiti Questa prima edizione punterà su un parterre internazionale d'eccezione. Dall'argentina arriverà il maestro dell'erotismo Horacio Altuna, Vittorio Giardino presenterà un volume monografico sulla sua carriera artistica. La Sergio Bonelli editore invierà Gallieno Ferri (papà di Zagor), Roberto Diso (creatore di Mister No), Fabio Civitelli (disegnatore di punta di Tex), Mauro Laurenti (Zagor e Dampyr), Val Romeo (Dylan Dog) e Moreno Burattini. Il mondo dei supereroi americani è rappresentato dal disegnatore Marco Santucci, autore della cover dell'albo pro alluvionati dell'orvietano. Tutti questi artisti hanno dato vita ad un fantastico portfolio con disegni esclusivi e "legati" tra loro che verrà presentato e venduto durante la kermesse.

PROGRAMMA SABATO 18 maggio Ore 9,30 Apertura mostra mercato Ore 12,00 Inaugurazione mostra “Zagor da copertina” di Gallieno Ferri, con Gallieno Ferri e Moreno Burattini (Cerp). Ore 15,30 Maestri a lavoro. Gallieno Ferri, Marco Santucci, Mauro Laurenti, Roberto Diso, Fabio Civitelli live performance. Ore 17,00 Inaugurazione mostra “L'Erotismo di Altuna”, con Horacio Altuna (Ex Borsa Merci) Ore 19,30 Chiusura stand

DOMENICA 19 Maggio Ore 9,30 Apertura mostra mercato Ore 10,30 Presentazione Fumetto “Orvieto 12/11/2012 - Terrore dall’acqua” con Marco Santucci e Alessandro Marzi Ore 11,30 Tavola Rotonda: “Tizzoni d'Inferno” Dibattono Gallieno Ferri (Zagor), Roberto Diso (Mister No), Fabio Civitelli (Tex), Mauro Laurenti (Dampyr) coordina Moreno Burattini (Cerp) Ore 15,30 Intervista con Horacio Altuna (Cerp) Ore 17.00 Presentazione del volume su Vittorio Giardino curato da Oscar Cosulich Ore 19,30 Chiusura stand


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Per festeggiare i 100 numeri della nostra rivista, nella rubrica “Cocktails & Dreams” di questo mese andremo a proporvi un cocktail che ha vissiuto a pieno il XX secolo ed è quasi prossimo a festeggiare i 100 anni (ufficialmente): il Rose. Questo cocktail aperitivo si contende il titolo di cocktail più antico del mondo con il Sazerac. Fu codificato negli anni '20, ma venne eseguito sicuramente prima, infatti abbiamo la sua ricetta scritta su un menù del 1875. Il cocktail ha ben 4 versioni, quella riportata è quella ufficiale IBA, le altre sono provenienti da Francia ed Inghilterra. Il suo primo miscelatore ufficiale fu Johnny Mitta del Chatham Bar di Parigi, intorno agli anni '20, il drink chiamato Rose compare in un libro “Cocktail: How to mix them” di Robert Vermeire, in una versione in cui trova posto anche il gin, in una miscelazione simile ad un Perfect Martini. Nel '29 arrivò la versione di un tal Paul Colin, un barman di Parigi, che miscelava la ricetta con gin, vermouth e cherry brandy, per arrivare infine al “Savoy Cocktail

Un cocktail che ha quasi 100 anni... ...o forse li ha già superati? Book” del 1930 che proponeva addirittura il Rose con gin, vermouth dry, apricot brandy ed english grenadine. Si potrebbe affermare scherzosamente che il Rose, oltre che la palma di cocktail più antico, si contende anche con il “Sex on the beach”e il “Long Island” l'altro record del maggior numero di versioni accreditate fra libri ed internet. Scopriamo come preparare il nonno dei cocktail! Munitevi di: - 4,5 cl di vermouth dry - 1.0 cl di brandy alla ciliegia - 1.5 cl di Kirsh

zio a tutela e garanzia del prodotto.Il disciplinare di produzione prevede che le ciliegie mature vengano fatte fermentare insieme ai noccioli spezzettati. Una volta cominciata la fermentazione, di distilla il prodotto (due volte). Per aumentare il grado alcolico è possibile anche aggiungere dello zucchero. Il prodotto finito ottenuto può essere invecchiato in botti di frassino oppure in recipienti di terra cotta.

Shakerate con ghiaccio e servite in una coppetta da cocktail, ricordatevi infine di guarnire il tutto con una ciliegina al maraschino. Nel leggere la ricetta qualcuno di voi si sarà sicuramente chiesto che alcolico sia il kirsch, beh, leggete queste quattro righe. Il Kirsch: si tratta di un' acquavite con una gradazione alcolica intorno al 45%, che si ricava dalle ciliegie. Prodotta prevalentemente nel Nord Europa ed in Svizzera: in quest'ultimo Paese esiste anche un consor-

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Bar Pizzeria Rosticceria I PORTICI

Il bar I Portici è situato ad Orvieto Scalo, a circa 400 metri dalla stazione Fs e dalla funicolare. Oltre al normale servizio da bar, il locale offre un ottimo servizio di ristorazione. E’ specializzato in primi piatti, secondi, essendo anche una rosticceria, contorni, fritti insalate e verdure grigliate, il tutto disponibile anche su prenotazione per l’asporto. Per un pasto veloce invece puoi affidarti ai classici panini, tramezzini o piadine e contare su un’ottima produzione di pizza al taglio e al piatto di tutti i tipi.

Orvieto Scalo, Viale Primo Maggio, 73H 348.8075485 - 380.7515809

Bar Pasticceria NANDO

CAFFE’ COSTANZI

CAFFE’ PLAZA

Ad Orvieto Scalo, a pochi passi dalla Stazione FS, trovate la Pasticceria NANDO, un’attività che vanta oltre trent’anni di esperienza nel settore. La Pasticceria Nando si occupa di realizzazione di torte nuziali, anche monumentali, e personalizzate per tutte le occasioni, dal compleanno alla cerimonia, inoltre offre un ottimo servizio per quanto riguarda i rinfreschi, anche a domicilio, e coffee break.

Bar storico dello scalo propone fino a tarda notte il servizio di bar caffetteria e la pizzeria al piatto e da asporto.

Il locale dispone inoltre di Wi-Fi Zone. Completa l'offerta una sala giochi con slot e videolotteries con jackpot fino a 500.000.

Ampio bar situato ad Orvieto Scalo, provvisto di tabacchi, gratta e vinci, sala VLT e un ottimo servizio di consegna colazioni. Tutti i Venerdì, una specialità del locale è “L’Apericena”, pagando la prima consumazione 5€, potrai servirti al nostro ricco buffet, ricco di prelibatezze che variano di volta in volta. Ogni Domenica sera inoltre, il Caffè Plaza ospita il “Dr. Why”. Dr.Why è un gioco a quiz dal vivo ideale per Locali, Pub, Eventi Speciali presente in 6 nazioni.

Orvieto Scalo, Via Sette Martiri, 68 0763 302013

Orvieto Scalo, Via Monte Nibbio 35/37 - 0763.301997 facebook.com/barplaza.snc

Orvieto Scalo, Via Sette Martiri, 68 0763 302013

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Sono visibili tutti gli eventi Sky/Mediaset, dove potrai gustare la tua partita preferita con una birra in buona compagnia.


OSTERIA DEL GRILLO

SFIZIO’ Food & Beverage

Ristorante - Pizzeria L’ANTICA RUPE

Ai piedi del centro storico, a 5 minuti dall'Autostrada e facile da raggiungere, è un caldo ed accogliente salotto divenuto un punto di riferimento ad Orvieto e dintorni per la carne alla brace, esposta, pesata e cotta a vista sul braciere in sala. Propone originali antipasti con prodotti locali e dolci fatti in casa. Aperto anche a pranzo con primi piati artigianali e menù per specifici per una pausa pranzo di qualità, veloce ed al giusto prezzo. Adatto anche per presentazioni letterarie, incontri o cene private.

Sfiziò Food & Beverage è un locale che riesce a conciliare la ristorazione con la cucina tipica orvietana, pizzeria, enoteca-winebar per la degustazione dei vini con possibilità di essere consigliati dal sommelier, caffetteria con pasticceria secca e dolci preparati esclusivamente dal nostro chef. E’ l’ideale per gustare la tipicità della cucina di una volta o semplicemente per un pranzo veloce di lavoro. Aperto anche la sera, dove l’ampia sala e lo splendido palco si offrono per serate di musica live.

La cuoca per passione “Mamma Angela” si basa su ricette tradizionali, usando prodotti freschi e genuini per creare piatti non troppo elaborati, ma che racchiudono tutto il gusto e i sapori della cucina tradizionale Orvietana e Umbra. Per questo il Ristorante L’Antica Rupe, grazie anche alla sua gestione familiare, si distingue in cortesia, bontà e garanzia, come a casa vostra. - Chiuso il lunedì.

Orvieto, Via Sette Martiri, 7 0763.393721 - 347.3442509 www.osteriadelgrillo.it

Orvieto, Via Garibaldi, 20 0763.344315 facebook.com/sfizio.orvieto

Orvieto, Vicolo S.Antonio 2/A 0763.343063 anticarupe@live.it

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que un’operazione delicata che necessita di tanta cura e pazienza: per creare un buon lievito attivo bisogna aspettare almeno tre settimane. Di seguito vi illustrerò il procedimento ma comunque oggi si trovano varie persone che hanno “la creatura” in casa e sono disposte a “spacciarlo” : per chi ha la possibilità di andare su internet all’indirizzo pastamadre.blogspot.com , c’è un elenco di spacciatori ufficiali di pasta madre.

Il Lievito Madre Ingredienti per 300 gr. di lievito - Gr. 200 di farina (preferibilmente macinata a pietra)

- Gr. 100 di acqua

Un semplice piacere “Tra i ricordi dell’infanzia che più di ogni altro sono vivi nella mia memoria c’è senz’altro la preparazione del pane: era una gioia affondare le mani in quella pasta morbida e appiccicosa alla quale la mamma con cadenza settimanale si dedicava con amore.” Sara Papa Tutta la bontà del pane Il pane è un alimento fondamentale in buona parte del mondo e fatto a regola d’arte è un vero e proprio tesoro. Riveste spesso un ruolo nei riti religiosi; parte del suo fascino e forse anche parte del suo significato religioso, nasce dall’assoluta semplicità dei suoi ingredienti. Un’alchimia perfetta di farina, acqua, sale e lievito è alla base delle molteplici varietà di pane: dal nostro pane tradizionale alla focac-

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cia e alla ciabatta, oppure in Francia la baguette e il pain de campagne, oppure i bagels, il pane di mais o di segale in America ed infine nell’esotica Asia il chapati ed il naan piuttosto che il poori o il doosa preparati con farina di riso e lenticchie. Con un po’ di esperienza e di pratica chiunque può preparare il pane in casa, sono sicura che una volta provata l’esperienza dolce e confortante del profumo del pane che cuoce nel proprio forno, sarà difficile smettere. Comunque, è vero che tutto ciò che serve per fare un buon pane è tempo, calore e amore, ma non meno importante è la qualità della materia prima: intanto la farina, va usata una buona farina non trattata e macinata a pietra ed infine il lievito. Le prime volte si può provare con del normale lievito di birra, ma una volta presa la mano, l’ideale sarebbe il lievito madre o pasta acida. La preparazione del lievito madre è molto semplice perché basta mescolare acqua e farina per ottenere una fermentazione, ma è comun-

Impastare la farina con l’acqua fino ad ottenere una consistenza non appiccicosa. Dare la forma di una palla e far riposare in un contenitore, possibilmente di vetro e coperto con un telo umido, in un luogo riparato per almeno 48 ore o fintanto che non si vede la pasta lievitare. Trascorso questo tempo, procedete con una serie di rinfreschi, aggiungendo più volte al lievito già pronto la farina, in quantità pari al peso del


- Un semplice piacere lievito e l’acqua , in quantità pari al 50% del peso del lievito. Quindi se il nostro lievito pesa 200 gr. serviranno 200 gr. di farina e 100 gr. di acqua. Durante queste operazioni per non trovarsi con una quantità eccessiva di lievito, è consigliabile eliminarne circa la metà prima di ogni rinfresco (si può utilizzare per varie ricette di riciclo). Dopo circa tre settimane il nostro lievito è vivo e pronto per essere usato, si può conservare in frigo all’interno di un contenitore di vetro con relativo coperchio e quindi rinfrescato ogni 4/5 giorni, ma questo dipende anche dalla temperatura e dall’utilizzo.

Pane bianco casereccio Ingredienti - Gr. 600 di farina 0 - Gr. 150 di lievito madre o gr. 12 di lievito di birra - Gr. 350 di acqua - 1 cucchiaino di sale - Olio extra vergine di oliva Difficoltà: media Preparazione: 30 minuti più il tempo di lievitazione Cottura: 50 minuti Stemperate il lievito nell’acqua ad una temperatura di 22-23° fino a farlo sciogliere. Disponete la farina setacciata, a fontana, sulla spianatoia, versatevi il lievito sciolto ed iniziate ad impastare. Quindi unite il sale, sempre continuando ad impastare, finchè la pasta non diventa liscia e compatta. Mettete l’impasto in una terrina capiente, unta d’olio e copritela con un panno umido. Fate lievitare fino al raddoppio del volume. Lavorare quindi l’impasto dandogli la forma di un filoncino e trasferitelo su una teglia ricoperta di carta da forno, con un coltello af-

filato incidete la superficie del pane, creando una grata e lasciate di nuovo riposare in un luogo tiepido finchè non è avvenuta la seconda lievitazione. Fate cuocere nel forno preriscaldato a 210-220° per 15 minuti, quindi riducete la temperatura a 180° per altri 35 minuti. Fate raffreddare su una gratella. Tutta la bontà del pane Sara Papa

Panini al cioccolato con lievito madre Ingredienti per circa 6 persone - Gr. 500 di farina - Gr.100 di pasta madre oppure gr. 12 di lievito fresco - ml. 200 di latte fresco intero - gr. 70 di zucchero di canna demerara - gr. 20 di burro - 1 uovo - gr. 150 di gocce di cioccolato - un pizzico di sale Difficoltà: media Preparazione: 20 minuti Cottura: 15 minuti

Sciogliere il lievito madre con il latte tiepido e impastate con lo zucchero, la farina, l’uovo leggermente sbattuto ed il sale, aggiungere poi il burro fuso ma freddo e continuate ad impastare. Porre a lievitare in una ciotola fino al raddoppio. Con il lievito madre potrebbero volerci anche 12 ore. Una volta raddoppiato l’impasto, sgonfiarlo ed aggiungere le gocce, impastate brevemente e formare i panini che andrete a sistemare su una teglia coperta da carta forno. Lasciar lievitare ancora fino al raddoppio. Infornare a 200° per 10-15 minuti e poi …Buon Appetito! Ricetta tratta dal Blog “Diario di una passione”

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La rigenerazione delle cartucce entra in una nuova dimensione

Cosa sono le cartucce rigenerate? Non sono altro che i vuoti di prodotti originali che vengono rigenerati per funzionare ancora, il risultato si chiama cartuccia rigenerata! Normalmente quando si parla di cartucce rigenerate si fa riferimento alle cartucce con tecnologia ink-jet ovvero adatte per stampanti a getto d’inchiostro. Queste cartucce sono dotate di un serbatoio, solitamente di materialeplastico, contenente l’inchiostro e sono prodotte con e senza “testina di stampa”, cioè con e senza il dispositivo che regola la fuoriuscita del getto d’inchiostro. Nel secondo caso la testina è installata diretta-

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Promo Rigenera si occupa principalmente di produzione e distribuzione di cartucce rigenerate per stampanti di tutte le marche. mente sulla stampante e la cartuccia non è altro che un semplice serbatoio.Le cartucce rigenerate rientrano di fatto nella prima categoria (quindi cartucce a testina) e, prima di essere immesse nel mercato, subiscono quella che viene definita appunto “rigenerazione”. Ecco perché acquistarle proprio da noi! • perché il risparmio rispetto alle cartucce originali, con la doppia capacità, arriva fino al 70%; • perché selezioniamo con professionalità i vuoti da rigenerare; • perché li rigeneriamo una volta sola; • perché scegliamo con cura l’inchiostro più adatto, equivalente al-

l’originale; • perché ogni pezzo è "testato e garantito" e se non siete soddisfatti ve lo sostituiamo; • perché dopo averle usate ce le potete riportare in quanto siamo autorizzati al recupero di rifiuti speciali non pericolosi Le nostre cartucce rigenerate si montano su stampanti HP, Lexmark, Canon, Brother, Xerox e Samsung. I marchi e i prodotti citati appartengono ai legittimi proprietari e sono utilizzati solo per definire la compatibilità. Ricaricare le cartucce per stampanti ink-jet con nuovo inchiostrocompatibile è un bel risparmio, ma molti temono di potere rovinare la cartuccia o addirittura la stampante. In realtà il processo di ricarica è semplice e sicuro. Eccolo qui spiegato passo per passo! Innanzitutto bisogna distinguere tra le cartucce per stampanti costituite da un semplice serbatoio da quelle che inglobano il serbatoio e la testina di stampa. Clicca su cartucce per stampanti per conoscere la distinzione tra i due tipi di cartucce inkjet. Per quelle del secondo tipo, con la


- Rigenerazione Cartucce testina di stampa inglobata nella cartuccia, non ci sono problemi: quando le cartucce per stampanti si esauriscono, le si cambia e si hanno le testine nuove. Sono le cartucce per stampanti del primo tipo, con la testina di stampa inglobata nella stampante, quelle che hanno bisogno di maggiore attenzione. Con questo tipo di cartucce, vi raccomandiamo di non lasciare mai la stampante con la cartuccia esaurita, né lasciarla mai spenta per lungo tempo. Se si secca l'inchiostro all'interno della testina, infatti, questa diventa inutilizzabile in breve tempo. È anche importante utilizzare inchiostri di buona qualità, certificati come compatibili, per quello specifico tipo di stampante. Le cartucce per stampanti sono dispositivi rimovibili contenenti l’inchiostro per i processi di stampa. Il termine cartucce per stampanti si riferisce principalmente a due tipologie di prodotto e quindi a due tecnologie di stampa, quella a getto d'inchiostro (ink-jet) che utilizza inchiostro liquido e quella laser che utilizza invece polvere di toner ovvero inchiostro secco. Per le cartucce laser, la procedura di rigenerazione e' la seguente: • controllo iniziale della cartuccia • smontaggio completo, svuotamento e pulizia interna della cartuccia • sostituzione delle parti interne usurate o soggette ad usura • riempimento del toner della cartuccia • riassemblaggio della cartuccia • testaggio su apposita stampante e imballaggio finale Far rigenerare le cartucce delle proprie stampanti è una buona pratica

che al risparmio economico associa un risparmio ambientale, contribuendo a limitare le emissioni di anidride carbonica e a ridurre l’avvio in discarica o all’incenerimento di prodotti che possono essere quasi completamente riutilizzati. Durante le fasi di lavorazione i nostri operatori utilizzano i più avanzati presidi di sicurezza e di tutela della salute sul luogo di lavoro. La rigenerazione è un processo tecnico-tecnologico con cui si sostituiscono le parti usurate delle cartucce (tamburo, lame, rulli di trasferimento delle cariche elettriche, etc.), si provvede alla completa pulizia degli involucri e alla ricarica dell’inchiostro, liquido o in polvere. Il fatto che ogni singola cartuccia necessiti di specifiche operazioni applicabili solo a quel determinato modello e che ognuna debba essere ricaricata con inchiostro o toner specifico, amplifica notevolmente la complessità delle procedure. In questo senso PROMO RIGENERA ha dovuto operare per raggiungere il livello di professionalità che oggi contraddistingue i propri tecnici e l’elevato livello di qualità dei propri prodotti, commercializzati presso aziende, privati ed Enti Pubblici. Rispetto ad una cartuccia nuova originale, la cartuccia rigenerata oggi garantisce all’acquirente un effettivo risparmio economico valutabile mediamente attorno al 50%, ferme restando le prestazioni in termini di durata e resa grafica. Un ulteriore vantaggio non trascurabile è la drastica riduzione dei rifiuti da stampa che vengono avviati alle discariche, ed è sufficiente pen-

sare al numero di cartucce utilizzate ogni anno solo nel nostro Paese per rendersi conto dei volumi di cui si tratta. Oltre a cartucce per stampanti, originali, rigenerate, PROMO RIGENERA offre una vasta gamma di materiale informatico (stampanti, fax,pc,monitor, notebook ecc.) e un servizio di assistenza tecnica su pc molto rapido e economico.

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Il Castagno dei 100 Cavalli, una storia che ha il sapore della leggenda

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Il Castagno dei Cento Cavalli, rappresenta una delle più belle realtà paesaggistiche e naturalistiche esistenti nel territorio del Comune di Sant’Alfio,(Sicilia) ed in genere dell’intera isola. Viene descritto come l'albero più grande (per la sua circonferenza di circa 52 metri) e più vecchio d'Europa (la sua età è stimata tra i 2000 e i 4000 anni). Innumerevoli sono le stampe e i dipinti di artisti stranieri dei secoli scorsi, che trovatesi a passare innanzi all'albero più grande che avessero mai visto si fermavano ad immortalarne le forme. Quello che, particolarmente, colpisce l’occhio dell’osservatore sono le eccezionali caratteristiche di maestosità e longevità che il Castagno superbamente offre. Il tempo, le intemperie e la cattiveria dell'uomo, hanno in qualche modo cambiato il suo

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aspetto esteriore. Le chiome verdi dei tre polloni, che costituiscono il suo tronco originario, si uniscono verso l’alto e formano una visione d’insieme che non ha riscontro nel mondo vegetale. Lo spettacolo è ancora più suggestivo se siamo in primavera. Un vero e proprio "monumento vegetale" che costituisce sicuramente uno dei motivi per andare a visitare Sant'Alfio. Per ricostruire la sua origine e la sua storia, bisogna fare un tuffo nel passato, a ritroso nel tempo, attraverso i secoli, e tuttavia il computo

esatto della sua età resta nel vago, nel misterioso, nell’imprecisato. Millenario, senza dubbio. Ma di quale millennio, di quale tempo? Forse di un’età senza tempo. La prima esplorazione scientifica del gigantesco castagno viene effettuata dal botanico palermitano Filippo Parlatore (1816-1877). Questi assegnò all’albero etneo “presuntivamente” l’età di quattromila anni. Più di recente Bruno Peyronel, docente di botanica, all’università di Torino, dopo accurati studi compiuti nel 1982, ha calcolato l’età del famoso castagno in oltre duemila anni. E quel termine “oltre” ci dà, appunto, il senso di una dimensione forse fuori del tempo, fuori della memoria storica. La sua denominazione “dei Cento Cavalli” ha le sfumature della leggenda. Si tramanda, infatti, che


- Il Castagno dei 100 Cavalli sotto le sue fronde, trovò riapro, durante un furioso temporale, la Regina Giovanna con il suo seguito di cento cavalieri. E qui, vi trascorse una indimenticabile notte d’amore. La figura della protagonista, appare controversa in quanto, secondo alcuni scrittori, la Giovanna della leggenda sarebbe Giovanna D’Aragona, regina di Castiglia, soprannominata la “pazza”. Ma questa versione sembra infondata, è storicamente accertato infatti, che Giovanna D’Aragona, non venne mai in Sicilia. Altre fonti parlano di Giovanna I° D’Angiò, regina di Napoli. Tuttavia Giovanna I° non scese mai in Sicilia. Se alcune fonti identificano in lei la regina della leggenda, questo è da attribuire al fatto che Giovanna I°, era molto nota presso il popolo siciliano, perché fu lei a stipulare, attraverso i suoi ambasciatori, la pace di Catania nel 1347,

che chiuse la 2° fase della guerra dei novant’anni. Più attendibile la versione, che parla di Giovanna II° D’Angiò, regina di Napoli , figlia di Carlo III° di Durazzo. Questa re

gina infatti, che portò il regno all’estremo declino, era nota per i costumi dissoluti, la mutevolezza del carattere ed i facili amori.

Diversi scrittori e poeti siciliani, hanno immortalato il Castagno nelle loro opere. Ci piace ricordare il Filoteo, il Carrera, il poeta dialettale catanese Giuseppe Borrello, che parla di “Un pedi di castagna tantu grossu”, ed ancora il Dannunziano Carlo Parisi, ed il poeta catanese Giuseppe Villaroel che in tal modo inizia un suggestivo sonetto: “Dal tronco, enorme torre millenaria……”. Ma al di là della storia e della leggenda, al di là della poesia il Castagno dei Cento Cavalli, rimane una fantastica realtà , che chiunque può ammirare se appena vuole uscire dal consueto, dal normale, dallo scontato e tuffarsi, invece, in una natura ancora incontaminata, fiorente e senz’altro, più che mai, vicina al cuore dell’ uomo.

"La sua mole è tanto superiore a quella degli altri alberi, che mai si può esprimere la sensazione provata nel descriverlo. Mi feci inoltre, dai dotti del villaggio raccontare la storia di questo albero (che) si chiama dei cento cavalli in causa della vasta estensione della sua ombra. Mi dissero come la regina Giovanna recandosi dalla Spagna a Napoli, si fermasse in Sicilia e andasse a visitare l'Etna, accompagnata da tutta la nobiltà di Catania stando a cavallo con essa, come tutto il suo seguito. Essendo sopravvenuto un temporale, essa si rifugiò sotto quest'albero, il cui vasto fogliame bastò per riparare dalla pioggia questa regina e tutti i suoi cavalieri" Jean Houel

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Sicuramente permettono alla gente di comunicare in modo costante ed intenso, più di quanto sia stato finora possibile. Internet aiuta a socializzare di più? Avere molti contatti dovrebbe allontanare tante malinconie e più ne abbiamo, maggiore dovrebbe essere la probabilità di trovare relazioni valide? Forse non è proprio

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Effetto Facebook! Quali sono gli effetti di questi nuovi strumenti “social network” sulla vita di ognuno di noi? così! Da recenti studi si è ricavato che il senso di solitudine di coloro che usano internet per socializzare diventa più forte. Questo, partendo dal presupposto che le relazioni in rete non si trasformino in “reali” vis à vis. Se così fosse, le socializzazioni online sarebbero una fuga dall'inquietudine delle relazioni vere. E' interessante osservare che tipo di

connessione ci sia tra solitudine e social network. In una persona sola, avere pochi contatti, rispetto a chi ne ha di più e sempre in crescita, potrebbe acuire il disagio e il senso di inadeguatezza, fino al desiderio di “ritrarsi”. Coloro invece che usano la tecnologia in modo positivo sono le persone che vedono in essa un supporto online per le amicizie preesistenti.


- Effetto Facebook

Possiamo quindi ipotizzare che l'uso dei network sociali riduce la solitudine solo quando ci sono contatti sia in rete che fuori da essa. La solitudine è l'insufficienza di quel che hai rispetto a quello che desideri e quella cronica induce la gente a comportarsi in modo respingente. L'attività dei social network non è fatta per gestire tutto questo e può nei fatti, peggiorare le cose. Gli strumenti a disposizione dell'uomo non sono mai solo buoni o solo cattivi, positivi o negativi, ma tutto dipende dall'uso che se ne fa.

La tecnologia può aiutare l'uomo ad arrivare alla realizzazione di suoi scopi più facilmente, fino a quando rimane solamente “uno strumento” di cui servirsi. Talvolta potrebbe crearsi una rischiosa dipendenza che ci rende legati ad essa, condizionati da un bisogno di chiudersi nel mondo virtuale della rete di cui non riusciamo a liberarci. Il passaggio pericoloso è dalla “scelta” di servirsene al “bisogno” dell'uso. Fin quando si tratta di “scegliere” siamo liberi e quando vogliamo e lo reputiamo utile ci ri-

volgiamo ai social network. Esistono purtroppo, molti casi, in cui si diventa “schiavi” della rete e ci sembra che il bisogno di questa sia “vitale”. Ore e ore online con incontri virtuali e un progressivo allontanamento dalla realtà può indurci a evitare “la vita e il mondo”. Bisogna impedire tutto questo e aiutare i giovani, i ragazzi e le persone più bisognose e fragili vigilando che l'uso di social network sia sempre legittimo alle necessità scolastiche, ludiche e socializzanti.

Vuoi porre una domanda alla Dr.ssa Sandra Flammini? Contatta la redazione alla mail info@kreatorfactory.it

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Il tacchino, quando è di ottima qualità, è un eccellente alimento, sano nutriente, gustoso. Spesso sottovalutato a causa della scarsa qualità. Ma quand'è che si può dire che un tacchino è di ottima qualità? Prima di tutto la razza, quello che noi utilizziamo al Grillo è il bronzato ad accrescimento lento, petto, collo e spalle di colore nero brillante con riflessi bronzei intensi che richiamano il colore dell'arcobaleno, in secondo luogo l'allevamento biologico. Carne soda, pochissima pelle e pochissimi grassi. Razza rustica e resistente, cresce in appezzamenti di terreno coltivati ad ulivo, in piena libertà, allevato con granaglie biologiche, sole, aria pulita, erba e passione...quella che mettono i titolari dell'azienda agricola San Bartolomeo di Vetralla (Vt), i nostri fornitori.Grande pascolatore, l'erba e gli insetti costituiscono il suo alimento principale. Vivono durante la notte nelle loro case, chiamate arche, che vengono pulite e disinfettate alla fine di ogni ciclo, dopo-

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Quando il tacchino... ha la T maiuscola! diché spostate in nuovi pascoli freschi sempre all'interno della tenuta di proprietà dell'azienda San Bartolomeo.Quando la carne viene utilizzata e cotta alla brace a regola d'arte, allora la tagliata di tacchino diventa un piatto assolutamente da provare, magari servita con dei pomodorini Pachino e rucola, insieme a sottili scaglie di Grana e aceto balsamico, come siamo soliti servirla qui al Grillo, leggero nutriente e gustoso...dimenticate pure il tacchino del supermercato...non lo acquisterete più! Vi invito a fare

una prova: comprate il miglior petto di tacchino che trovate al supermercato, poi acquistate un pezzo del nostro tacchino biologico, li tenete a temperatura ambiente entrambi per dodici ore adagiati su due piatti e coperti da due piccole ciotole. Passate le dodici ore togliete le ciotole e osservate il colore, quale sarà più ossidato?...e soprattutto sentite l'odore che i due pezzi di carne emanano. Se vi ho incuriosito fatemi sapere come è andato l'esperimento. Buon appetito.


- Tacchino - Tempura di verdure

Mia nonna, ottima interprete della cucina maremmana diceva sempre che fritta è buona pure la suola della scarpa…niente di più vero. Noi al Grillo ancora non abbiamo provato a friggere le suole invece ci cimentiamo, praticamente tutti i giorni, con la frittura di verdure, possibilmente di stagione, che serviamo da sola oppure insieme ad altre sfiziosità, nell’antipasto “del Grillo”, appunto. La tecnica che utilizziamo è quella della tempura. Derivata dalla tradizione giapponese ed ormai “di casa” anche nel mondo della cucina occidentale, essa consiste nell’avvolgere gli alimenti in una pastella croccante, leggera e friabile, composta da farina, acqua gassata (anche la birra va bene) e l’uovo. Soprattutto, la pastella, deve essere utilizzata ad una temperatura molto bassa, lo shock termico tra l’alimento e l’olio caldo farà gonfiare immediatamente la pastella che avvolge l’alimento “proteggendolo” dall’olio di frittura. Inoltre, il composto di acqua uovo e farina, non deve essere omogeneo, ma si deve lasciare che rimangano grumi di farina non ben amalgamati (occorre dire che una seconda scuola di pensiero preferisce invece la pastella ben amalgamata). Altro consiglio è quello di friggere pochi pezzi per volta, questo per evitare che la temperatura dell’olio si abbassi troppo, facendo inzuppare l’alimento e rendendo la frittura poco gradevole. Tradizionalmente, quindi “alla giapponese”, per friggere le ver-

Tempura di verdure dure in tempura, occorrerebbe dell’olio di semi di soia, mantenuto ad una temperatura di poco inferiore ai 180°. Per non caratterizzare troppo però la frittura con l’olio di semi di soia e renderla difficile ai palati tradizionalisti, l’olio migliore da adoperare alle giuste temperature, facendo una piccola modifica alla ricetta tradizionale, rimane l’olio extravergine di oliva, caposaldo assoluto della nostra cucina mediterranea. Anche altri tipi di olio vanno bene, magari qualcuno li preferisce perché più neutri nel sapore, ma una cosa importante da tenere a mente è che non vanno usati oli estratti con solventi (olio di palma), oli di semi vari (diversi oli, diversi punti di fumo che non si possono gestire) e che il grado di raffinazione degli stessi aumenta la loro capacità di “resistenza al calore” e quindi la temperatura del punto di fumo, che è il limite da evitare sempre per il formarsi di sostanze poco salutari. Vi invitiamo dunque a sperimentare

a casa questa tecnica per friggere e se per caso non doveste essere soddisfatti del risultato le nostre porte all’Osteria del Grillo sono sempre aperte. Tranne il mercoledì. Buona frittura a tutti.

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e‘ È trascorso quasi un anno dall’ultima volta che Mr Brownstone ha fatto visita agli Old Rock City Orchestra. Cosa avrà combinato di bello la band orvietana in tutto questo tempo? Beh, le novità di certo non mancano! Un album distribuito in tutti e cinque i continenti, un videoclip e una novità in anteprima! Ma andiamo con ordine…

Ciao ragazzi, è un piacere riavervi a colloquio! Se non sbaglio l'ultima volta ci eravamo lasciati con l'uscita del vostro primo disco, giusto?

Sì, ci eravamo lasciati proprio in attesa del disco. Ebbene, “Once Upon A Time” è uscito il 20 giugno scorso per l’etichetta veneta M. P. & Records ed è distribuito da G. T. Music Distribution praticamente in tutto il mondo! Proprio qualche giorno fa siamo venuti a sapere che il nostro album è in vendita anche in Sud Africa! Che dire, una gran bella soddisfazione! E il 29 dicembre abbiamo chiuso in bellezza il 2012 presentando ufficialmente il disco presso lo storico negozio di dischi Tarkus Records di Roma, una sorta di “tempio del rock” nel bel mezzo della capitale. Le recen-

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Album di successo, videoclip e tante news. Questi sono gli Old

Rock City Orchestra Il successo e il prestigio della band tutta orvietana ha avuto una sonora impennata negli ultimi tempi, scopriamo come sta andando la loro carriera musicale.


- Old Rock City Orchestra

Presentazione al Tarkus Records di Roma

sioni poi non sono mancate. Sia in Italia che all’Estero abbiamo avuto riscontri più che positivi. Insomma, sta andando tutto per il meglio! E' un vero piacere sentirvelo dire. Qualche tempo fa ho scovato nella rete un vostro video musi-

cale. Com'è andata la faccenda? Durante la scorsa estate abbiamo registrato il videoclip della canzone “Swan of the lake”, la ballad che chiude l’album. Forse non abbiamo un futuro come attori, ma è stata comunque un’esperienza molto diver-

tente! Il video, girato nelle campagne delle nostre zone, è stato diretto e realizzato da Federico Mantova e vanta la partecipazione della ballerina e coreografa croata Maja Lauric, che si è “trasformata” per noi in un cigno danzante, regalandoci un’immagine suggestiva e fedele ai

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contenuti musicali e “concettuali” del brano. Il video è stato inoltre selezionato da UNOTV, la web tv con base in Arizona (USA) dedicata alla musica indipendente underground italiana ed estera. Cogliamo l’occasione per ringraziare pubblicamente la nostra truccatrice Gloria Fedeli che ci ha reso impeccabili nonostante i quaranta gradi all’ombra! So che avete una news esclusiva per Mr Brownstone, vero? Ebbene sì, Mr Brownstone è il primo a saperlo! Ufficializziamo in anteprima la notizia del nostro prossimo tour europeo che durante l’estate toccherà Inghilterra, Olanda, Germania e altri paesi, Italia compresa! Saremo in giro per

l’Europa a far conoscere la nostra musica in piazze e locali di città come Brighton, Londra, Amsterdam...un’esperienza unica per una band che ha voglia di suonare e di mettersi in gioco anche all’Estero. Siamo stati selezionati dall’agenzia Stage Alive di Milano per alcune date nel Regno Unito e da lì abbiamo pensato di cogliere l’occasione per organizzare un vero proprio tour europeo. E così, con l’aiuto della nostra etichetta e della nostra promoter di fiducia, siamo riusciti a fissare altre date in altri paesi del Nord Europa. Il calendario ufficiale del tour è tuttora in continuo aggiornamento, quindi invitiamo tutti a visitare le nostre pagine ufficiali, tra le quali il sito www.oldrockcityorchestra.com, realizzato per noi dal web designer e grande amico Andrea Carboni. Vogliamo ringraziare ancora una volta l’etichetta M. P. & Records e G. T. Music Distribution per il supporto e la fiducia che hanno mo-

La cover del loro album

strato e che mostrano ogni giorno nei nostri confronti. Inoltre un grazie di cuore va alla fotografa e amica Serena Freddano che da sempre immortala magistralmente l’immagine della band con scatti meravigliosi (nonostante i brutti soggetti!) e proprio all’agenzia pubblicitaria Kreator Factory di Alessandro Marzi e Gianfranco Purgatorio che si è mostrata sensibile e partecipe alla causa degli Old Rock City Orchestra, quattro musicanti pronti a un’indimenticabile avventura “on the road”. Un sacco di persone vi ruotano attorno, questo è un buon segno, significa che siete delle belle persone e che state seguendo con umiltà e dedizione il vostro sogno. Siamo molto soddisfatti del percorso musicale che abbiamo fin qui compiuto. Ovviamente guardiamo sempre avanti, vogliamo crescere e continuare a far bene, anzi, a fare sempre meglio. Stiamo lavorando anche a un nuovo progetto che sta già prendendo consistenza, ma per ora rimaniamo concentrati sul tour, il nostro grande prossimo impegno… e che il Rock sia con noi!

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“Che lingua parli” vi porterà, mese dopo mese, alla scoperta di una nuova lingua e di una nuova cultura: Giochi linguistici, curiosità, test e ricette attraverso cui conoscere usi, costumi e linguaggi di paesi vicini e lontani. In questo numero troverete qualche curiosità linguistica sulla lingua russa, info sulla Pasqua ortodossa, il nostro immancabile test e la nostra altrettanto immancabile vignetta...Buon divertimento!!!

Il Cremlino era anticamente 1) una fortezza 2) una chiesa 3) una residenza privata

Che cosa significa letteralmente ‘Perestrojka’? 1) politica 2) ricostruzione 3) comunismo Che cos è la ‘Matrioska’? 1) un ballo 2) un piatto tipico russo 3) un caratteristico insieme di bambole Chi è Alexandr Popov? 1) un nuotatore 2) un musicista 3) uno scrittore Qual è la religione più praticata? 1)la religione cattolica 2)la religione ebraica 3)la religione ortodossa

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Chi erano i bolscevichi? 1) gli esponenti del partito operaio Socialdemocratico russo 2) i sostenitori di Michail Gorbaciov 3) i sostenitori di Vladimir Putin Chi fu l’ultimo Zar di Russia? 1) Nicola secondo 2) Alessandro quarto 3) Pietro secondo La bevanda alcolica tradizionale russa è 1) la birra 2) il whisky 3) la vodka Il romanzo “il dottor Živago” fu scritto da 1) Pasternak 2) Anastasia Romanov 3) Tolstoj

La lingua russa viene scritta usando 1) l’alfabeto latino 2) il kanji 3) l’alfabeto cirillico Qual è la sigla della ex Unione Sovietica? 1) U.R.S.S. 2) U.S.S.R 3) R.U.S.S. Chi è l’ attuale primo ministro russo? 1) Putin 2) Medvedev 3) Krushëv Nel Palazzo di Caterina a Pushkin (Tsarskoye Selo) vicino a San Pietroburgo si può ammirare 1) la stanza d'oro 2) la camera d'ambra 3) la stanza di cristallo


- Quiz russo

Христос Воскрес! Воистину Воскрес! La Pasqua è una delle feste più importanti del calendario religioso ortodosso, quest'anno viene festeggiata il 5 maggio. I riti che si celebrano durante tutta la Settimana Santa sono molto belli ed alcuni molto simili a quelli della tradizione cattolica. Il Sabato Santo, i fedeli portano in chiesa i piatti tradizionali preparati in casa, per farli benedire: le uova colorate, la Pascha, torta di ricotta con frutta candita, mandorle e uva passa, e il kulic, dolce cilindrico simile al nostro panettone. Al centro vengono infilati dei ceri accesi con il sacerdote che si appresta a spargerli di acqua benedetta. Il sabato a mezzanotte i fedeli si riuniscono, accendono ognuno il proprio cero e seguono la croce che viene portata in processione. Le campane suonano a festa e tutti si abbracciano tre volte; poi inizia la liturgia pasquale che dura fino all’alba. Durante il pranzo di Pasqua, famiglia e amici si riuniscono intorno a un grande tavolo, coperto di zakuski, con piatti di pesce e carni sia caldi che freddi. Al centro della tavola viene posta la cesta delle uova colorate. Il pranzo inizia con la tradizionale battaglia delle uova: ognuno sceglie un uovo e lo tiene in modo che si veda solo un estremo, che il vicino cercherà di colpire. Si tratta comunque di un’occasione di festa, sia per i credenti che non, i brindisi sicuramente non mancheranno!

Dalla А, alla Я (A,Б, В, Г, ...Ф, Х, Ц, Ч,...Я ) L’alfabeto cirillico è stato creato dai monaci Cirillo e Metodio nell’864 per evangelizzare gli slavi della Moravia. Pietro il Grande nel 1770 impone il cosiddetto alfabeto civile. Nel 1917 sono state oppresse quattro lettere in modo da arrivare all’alfabeto moderno. Gli stranieri in genere lo assimilano abbastanza rapidamente, specialmente le lettere che non esistono nell’alfabeto latino. L’unico problema può derivare dalle confusioni per le lettere che hanno lo stesso aspetto di quelle latine, ma si riferiscono a un suono diverso. Esempio tipico è “Pectopaн” che significa “ristorante” e si legge “restoran” e non “pectopan”.

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RECENSIONE Altra magistrale rappresentazione filmica dell'ossessione. In realtà bisognerebbe dire delle ossessioni che turbavano l'animo del maestro del brivido. La realizzazione di Psycho è stata per Hitchcock un durissimo banco di prova sul piano esistenziale. Quello che è forse il più bel thriller cinematografico rappresenta una tela in bianco e nero la cui trama è intessuta di elementi presi in prestito dai recessi più remoti dell' inconscio del suo realiz-

zatore. Psycho si nutre di una lunga serie di ossessioni hitchcockiane quali il voyeurismo, la paura del tradimento coniugale, la ricerca della bionda perfetta, l'attrazione sessuale per le attrici scritturate,

Titolo originale: Hitchcock Paese: USA Anno: 2013 Durata: 98 min. Genere: Biografico Regia: Sacha Gervasi Interpreti: Anthony Hopkins, Helen Mirren, Scarlett Johansson, James D'Arcy, Jessica Biel Trama: Hitchcock è un film biografico incentrato sul rapporto tra il regista Alfred Hitchcock e sua moglie Alma Reville durante la lavorazione del film Psyco (Psycho), partendo dalla storia dell'assassino Ed Gein, che ha ispirato il personaggio di Norman Bates, fino alla distribuzione della pellicola nelle sale cinematografiche nel 1960.

l'attrazione esercitata sul regista dal mondo del crimine e dal macabro, la cura maniacale per il dettaglio in sede creativa. La cosa che di questo film mi ha più colpito è in realtà un elemento che per molti risulterà essere un'inezia. Per la prima volta, in una pellicola, si ha il coraggio di rendere noto il fatto che l'individuo ispiratore del thriller e dell' horror moderni ( v. Psycho e Non aprite quella porta ) non sia un regista o quantomeno uno scrittore, ma un uomo ( non molto ) comune di nome Ed Gein.

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RECENSIONE La magnifica storia di un'ossessione. Maya non riesce a distogliersi dalla causa che ha sposato con tutta se stessa : catturare Osama Bin Laden. Negli ultimi anni l'ombra di Osama ha rappresentato per Gli Stati Uniti D'America e per buona parte dell'Occidente un ele-

- Hitchcock - Zero dark thirty mento di terrore unico. L'immagine del volto di Bin Laden ha saturato la sfera mediatica per lungo tempo. Poi più niente. Che fine ha fatto Osama? Un bel giorno ci viene detto che è stato ucciso durante un'operazione svolta dai servizi segreti statunitensi. Ma il suo cadavere lo abbiamo visto? Circolano in rete alcune foto che, cinematograficamente parlando, sanno tanto di trucco ed effetto speciale. Allora l'ossessione ( la nostra ) permane e si amplifica. Nel suo ultimo

Titolo originale: Zero dark thirty Paese: USA Anno: 2012 Durata: 157 min. Genere: Thriller Regia: Kathryn Bigelow Interpreti: Jessica Chastain, Jason Clarke, Joel Edgerton, Jennifer Ehle, Mark Strong Trama: La caccia ad Osama Bin Laden è stata la missione che più ha impegnato l’America contemporanea, nel corso di un decennio abbondante e di due mandati presidenziali, e che più l’ha esposta, in termini di promesse e vendette, all’interno dei suoi confini e al cospetto del mondo intero. Questa è la storia di Maya, giovane ufficiale della CIA, armata d’intuito e di una determinazione dura a morire, che non si è lasciata fermare dai giochi di potere né dalle indecisioni o dallo scetticismo dei superiori ed è riuscita nell’impresa storica di trovare l’ago che pareva svanito nel nulla all’interno di uno dei pagliai più fitti, complessi e lontani dagli uffici di Washington che si potessero immaginare.

film la Bigelow decide di non mostrare mai esplicitamente il volto sfigurato di Osama Bin Laden. Non esiste scelta registica migliore da adottare al fine di lasciare il pubblico in balìa dell'ossessione più grande che ci sia : la ricerca della verità.

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La fotografia digitale, per quanto possa essere considerata semplice, ha introdotto tante nuove regole così da aver creato una disciplina a sé, rispetto alla tradizionale fotografia analogica Questo ha notevolmente allargato il bagaglio di conoscenze necessarie ad un fotografo. L'innovazione tecnologica e il notevole abbassamento dei costi per i prodotti di fascia media ha indotto molti a credere che ormai non ci sia più bisogno di maledirsi l'anima studiando per anni manuali di tecnica che non ci sia più bisogno di duro esercizio divenendo ormai possibile spendere il proprio tempo soltanto sullo studio della composizione e a pensare a creare scatti dal contenuto interessante. Non importa come sono stati fatti: la macchinetta fa tutto da se … tanto poi c'è Photoshop! Ecco, questo tipo di approccio è sicuramente molto più divertente e perché no, se si ha talento e fortuna, si può anche diventare famosi. La fotografia, tuttavia.... è ben altra cosa. E' pur vero che al giorno d'oggi

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Introduzione alla fotografia Imparare a fotografare è un percorso lungo, che richiede dedizione e che non ha mai fine. ognuno di noi possiede e usa giornalmente una macchina fotografica: il nostro telefonino. Certo la qualità non è eccelsa ma stanno uscendo degli smartphone con una fotocamera dalla risoluzione che supera le fotocamere compatte. Se accompagnamo il tutto con delle applicazioni ad hoc possiamo inserire degli effetti automatici molto belli. Forse la differenza tra un fotoamatore vero e proprio e gli utilizzatori casuali della fotografia sta proprio nel fatto che questi ultimi usano tanti, troppi automatismi. Imparare a conoscere delle piccole ma essenziali regole da applicare alla foto, cercando il più possibile di pensare prima di scattare. Immaginare già in anticipo come verrà la nostra fotografia prima che essa compaia sul display dell'apparecchio; trasmettere agli altri con una semplice foto il nostro stato d'animo al momento dello scatto anche dopo anni; questa è forse , a mio parere personale, la grande differenza. Imparare a scattare e a creare un'immagine oggettivamente bella, non è da tutti. Nessuno saprà mai se ci riuscirà, ma un fotoamatore evoluto e appassionato vive per questo e continua ininterrottamente a studiare e ad esercitarsi per rincorrere la foto per-

fetta. Quindi, se siete intenzionati a percorrere questa strada, armatevi di pazienza e iniziate a camminare. Con la prossima uscita inizieremo un cammino che ci farà conoscere piano piano la fotografia dalla sua nascita ai giorni nostri.


Rivolta nei cieli BioShock Infinite Sviluppatore: Irrational Games Editore: 2K Games Uscita: 26 marzo Piattaforma: PC, PS3, X360 Genere: sparatutto

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Dopo un’attesa che ai fan deve essere sembrata davvero “infinita”, arriva sugli scaffali il nuovo episodio della serie BioShock, la saga sparatutto più “intellettuale” che ci sia, realizzata da Irrational Games sotto la guida attenta di Kevin Levine. Ambientato in un distopico 1912, BioShock Infinite ci fa vestire i panni dell’agente Booker DeWitt, infiltrato nella città fluttuante di Columbia, alla ricerca di una giovane donna di nome Elizabeth, lì tenuta prigioniera. La missione, tuttavia, è complicata dal fatto che la città non solo è alla deriva nei cieli ma anche allo sbando a livello di amministrazione locale, e durante l’esplorazione assisteremo all’escalation di una sanguinosa guerra civile. A differenza dei claustrofobici scenari di Rapture, la città sottomarina dei primi due episodi, Columbia offre un’ambientazione molto più

“solare”, dominata da continui saliscendi tra i binari sospesi che servono a collegare i diversi quartieri. Ovviamente l’interazione sarà contraddistinta come sempre dai conflitti con numerosi avversari, che andranno affrontati tanto dalla distanza quanto in corpo a corpo, sfruttando gli elementi dello scenario come copertura. Come in passato, gran parte del divertimento verrà dallo sperimentare non tanto con le armi da fuoco quanto con i poteri speciali che l’agente Booker potrà decidere di impiantarsi, con conseguenze per lo sviluppo della vicenda. Tali poteri variano dalla telecinesi alla manipolazione elettrica, al controllo sugli animali. Ma sarà grazie alla presenza di Elizabeth, in possesso di doni oscuri che a stento controlla, che il protagonista potrà avere la meglio sugli avversari più coriacei, combinando in maniera esplosiva le proprie doti con quelle della fanciulla.

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Il cambio di stagione è sempre un momento impegnativo per il nostro organismo perché il bioritmo viene alterato dal cambio della temperatura e, nel caso del passaggio da inverno a primavera, dall’allungarsi progressivo delle giornate. La luce si fa più intensa. Gli ormoni si risvegliano, un po’ tutti. Il corpo ha bisogno di disintossicarsi. In tutto questo, insieme all’eccitazione associata a stanchezza, si inserisce il problema della caduta dei capelli. Intendiamoci: si tratta del naturale ricambio che in primavera così come in autunno vede cadere i vecchi capelli per far spazio ai nuovi, più forti e sani. Un ricambio fisiologico che segue il generale rinnovamento-risveglio di tutti gli organi ma che può diventare un problema nel momento in cui la caduta si fa consistente e non è compensata dai nuovi nati. Il diradamento può portare anche a far si che il malcapitato o la malcapitata si ritrovino con metà dei capelli in testa e, nel caso di lei, con le lunghezze svuotate. Che fare per prevenire il fastidioso fenomeno? In condizioni normali – il che signi-

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Il cambio di stagione e la caduta dei capelli fica in assenza di patologie o alterazioni di tipo ormonale, nel qual caso è bene rivolgersi a un medico – una strategia che combina scelte alimentari corrette, uno stile di vita equilibrato e le giuste cure in fase di detersione e styling può fare davvero la differenza fra una testa svuotata e una chioma folta e lucente.

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Libriamoci Su

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Un libro-inchiesta su "I Padrini dell'Umbria"

Viaggio giornalistico, condotto territorio per territorio, visti come esempi di "nuovi feudi", per dare una lettura su "chi comanda davvero nella regione cuore verde d'Italia"

E' stato pubblicato dalla casa editrice Intermedia di Orvieto “I padrini dell’Umbria”: viaggio attraverso la casta, la massoneria, i soldi, le coop rosse", l'ultimo libro del giornalista Claudio Lattanzi, autore di una dura analisi su chi gestisce il potere nella regione. “L’Umbria del buon governo rosso – scrive Lattanzi – è ormai un mito scolorito dal tempo e da una gigantesca questione morale che sta travolgendo gli eredi del partito comunista. Le inchieste che hanno preso di mira lo stato maggiore della sinistra testimoniano la degenerazione di un gruppo dirigente trasformato in una struttura di potere, il cui vero obiettivo è quello di perpetuare se stesso, piegando i cittadini agli interessi di un partito-padrone inamovibile e capace di condizionare pesantemente la vita di una regione conformista e dalla memoria corta". Il libro si propone di analizzare i meccanismi attraverso i quali il PciPds-Pd, insieme agli alleati, ha realizzato "un sistema di controllo che passa attraverso la gestione della sanità, la pianificazione urbanistica affidata nelle mani di un ristretto nucleo di costruttori, il ruolo domi-

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nante svolto dalla Lega delle cooperative ed una burocrazia elefantiaca". Per Lattanzi si tratta di un vero e proprio "Regime, alimentato da una sistema di spettatori complici e silenziosi, oggi sempre più in affanno a causa della crisi che riduce gli spazi di manovra del clientelismo e proietta ombre scure sulla stessa tenuta economica dell’Umbria". La conclusione dell'autore è impietosa: "Nella regione in cui 4 mila persone vivono di politica, dove molti organi di informazione sono sotto il controllo degli imprenditori cementieri ed i conflitti d’interessi sono ovunque, comandano poche centinaia di persone spesso collegate tra loro. Una oligarchia immutabile che tenta di sopperire alla mancanza di un vero modello di sviluppo con assunzioni pubbliche e controllo urbanistico del territorio. Una oligarchia che mina l’identità di un’Umbria sempre più preda di campanilismi, criminalità e disagio sociale. E’ questa la vera eredità che un potere senza più ideali rischia di consegnare al futuro della regione”. Dopo aver descritto i caratteri generali del sistema di potere umbro, il libro passa in rassegna varie realtà

locali (“esempi di feudi”) come Foligno, Perugia, Gubbio, Bastia, il Trasimeno, Terni, Todi.

I PADRINI DELL’UMBRIA La casta, i soldi, la massoneria, le coop rosse, il sistema di potere che controlla la regione Intermedia Edizioni


AZIENDA UNITA' SANITARIA LOCALE N째4 - TERNI DIPARTIMENTO PER L'ASSISTENZA FARMACEUTICA TURNI DELLE FARMACIE DI ORVIETO : 30/03/2013 - 04/05/2013 DA SABATO ORE 9 AL SABATO SUCCESSIVO ORE 9 Dal 30/03/2013 al 06/04/2013 - CAMILLI (Farmacia di appoggio: ZANCHI) Dal 06/04/2013 al 13/04/2013 - GAMMAROTA Dal 13/04/2013 al 20/04/2013 - OLIVIERI (Farmacia di appoggio: BONIFAZI) Dal 20/04/2013 al 27/04/2013 - COMUNALE Dal 27/04/2013 al 04/05/2013 - ZANCHI

LA FARMACIA IN TURNO ASSICURA IL SERVIZIO DURANTE LA CHIUSURA POMERIDIANA DALLE 13 ALLE 16, IL SABATO DALLE 13 ALLE 20, LA DOMENICA, IL NOTTURNO, E LE FESTIVITA' INFRASETTIMANALI RICADENTI NELL'INTERVALLO. LA FARMACIA IN APPOGGIO LA DOMENICA E I FESTIVI FARMACIA APERTA IL SABATO POMERIGGIO DALLE 16 ALLE 20: BONIFAZI, GAMMAROTA, ZANCHI, OLIVIERI

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A cura di Gloria Fedeli (fonte: “leonardo.it”)

In questo numero:

Oroscopo di Aprile

Ariete

Toro

Gemelli

Cancro

Leone

Vergine

Possiamo ritenere aprile uno dei mesi più belli dell'anno. Preparati a viverlo con spensieratezza e con la gioia nel cuore. La tua personalità potrà esprimersi attraverso la creatività, l'ispirazione, l'intraprendenza e l'intuizione. E' tempo di credere in te, nelle tue qualità e nelle promesse d'amore. Successi professionali e scolastici. Mese diviso a metà. Nella prima parte ti ritroverai impegnato in alcuni contatti che ti porteranno a un nuovo livello di consapevolezza, orientandoti verso una comprensione più profonda dei tuoi obiettivi e di come fare per raggiungerli. Dal 15 sarai pronto a vivere in sintonia con la tua natura venusiana che fa spazio ai sentimenti e alle emozioni. Mese positivo. Se ci son state tensioni si placheranno definitivamente, si dissolveranno i contrasti. Maggiore chiarezza nei rapporti interpersonali. Una ventata di benevolenza nelle relazioni di amicizia promuoverà vacanze e viaggi all'insegna di piacevoli avventure. La mente ritornerà a produrre buone idee. Aiuti concreti al lavoro. Non si prospetta un mese eccellente. Diviso a metà. Nella prima parte i tuoi interessi saranno puntati sulle questioni materiali, sul contatto con gente e luoghi lontani da dove risiedi. Nel lavoro invece di puntare su obiettivi troppo ambiziosi, sarà più saggio darsi da fare per creare contatti nuovi. Esemplare ripresa nella seconda metà. Ecco il mese ideale per esternare la tua sicurezza, la voglia di amare, socializzare e creare. Ti basterà eliminare alcuni difetti, in primis l'arroganza, perché la felicità ti sommerga. La ruota della fortuna girerà a tuo favore. Ti lascerai afferrare dall'eccitazione diviaggiare, di scoprire nuovi mondi o intraprendere nuove filosofie di vita. Le stelle in ottava casa (metamorfosi e rinascita) ti aiuteranno a reagire e dare una svolta alla tua vita, ti libereranno da dubbi e sensazioni negative, da stati di stanchezza e nervosismo. Cresceranno la determinazione e le forze necessarie per cogliere l'attimo fuggente e prepararti alle convenienti trasformazioni. Fine mese fantastica.

Bilancia

Scorpione

Sagittario

Capricorno

Acquario

Pesci

Burrascoso, a tratti confuso e noioso. In amore non sarà un gran momento, specie fino al 20. I disaccordi con il partner potrebbero rovinarti alcuni giorni (2,3,9,16,17,18,24). Ricorda già da ora che potrai infondere nuova eccitazione all'interno della relazione semplicemente utilizzando, in modo più produttivo, l'energia impiegata nel litigio. Con l'arrivo della primavera, avvertirai la necessità di mettere in pratica quei progetti che ti stanno a cuore, di qualsiasi genere essi siano. Se pensi che tutto filerà liscio come l'olio ti sbagli. In alcuni casi le cose si complicheranno. La tua leggendaria efficienza sarà impedita e confusa, forse saranno troppe le cose di cui vorrai occuparti. Buone previsioni. Poco potranno fare le contrarietà con le stelle dell'amore a favore! Un programma divertente ti aiuterà a superare i momenti incerti e confusi dello scorso mese. Allontanerai da te chi ti fa soffrire o semplicemente non ti permette di vivere bene. Lavoro, affari e studio ritorneranno a darti le giuste soddisfazioni. Inizio poco promettente in cui converrà munirsi di autocontrollo. Ma non sarà giusto rinchiuderti nella rude corazza e rinunciare al piacere della vita di relazione. Sarà proprio la vita di società che ti salverà dalla noia della routine familiare. Nuovi amici regaleranno ore spensierate. Al lavoro agirai con trasparenza e massimo impegno. Avvertirai il desiderio di fissare nuovi obiettivi personali, magari mettendo in discussione la posizione attuale. Lascerai che le tue idee scorrano liberamente, esplorerai nuove opzioni e stabilirai delle priorità. Difficile farlo quando ci sono di mezzo i sentimenti, ma ti riuscirà benissimo. Fine mese problematico. Prudenza. Dovresti proprio sentirti più forte, deciso ad andare incontro a un futuro solido, con la consapevolezza di poter affrontare ogni cosa. E quando si presenterà il desiderio di fare qualcosa di nuovo, andrà coltivato. Che sia un amore appena nato o l'idea di cambiare casa, città o lavoro, meriterà attenzione. La vera sfida sarà mutare per migliorarsi.



Tuttorvieto Magazine - Aprile 2013