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anno XX n. 248

euro 2,00 www.trentinomese.it

ottobre 2012 9 771724 550829

ISSN 1724-5508

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appuntamenti, incontri e attualità trentina

nel museo delle meraviglie

terroni al nord Cosa accadeva quando una famiglia di meridionali sbarcava in trentino?

No a eventi di cassetta, meno mostre, più archivi e didattica. Un museo 2.0 che dialoghi con Trento e con il nuovo Muse. Proprio come l’amata Alice del racconto di Carroll, la nuova direttrice del Mart è animata dalla curiosità e dalla consapevolezza che esiste sempre un altro modo di vedere e di vivere le cose.

Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, DCB Trento. Contiene i.p.

Cristiana Collu

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trentinocommenti

ring

ring di Pino Loperfido

di Tiziana Tomasini

perfidie

a mali estremi angosciantemente bello primo giorno di scuola

“M

a perché hai scelto le scuole medie?” mi chiedono in molti, allibiti. “Per insegnare lettere!” rispondo e concludo convinta. “Ma è un’età difficile!”mi viene replicato, come se le altre fasce evolutive fossero una passeggiata… Scoraggiata, quindi – senza esagerare – dal mondo intero, mi accingo ugualmente, con caparbia volontà e gusto dell’imprevisto, ad entrare nella complessa realtà della scuola secondaria di primo grado. E dopo le consuete fasi di programmazione iniziale, giunge inevitabilmente la data fatidica del primo giorno di scuola. Un’occhiata all’orologio informa che manca poco. Inforco la bicicletta e parto per il mio destino. L’emozione si intreccia ad una sorta di angoscia, ad ogni pedalata penso scherzosamente a che cosa avrei preferito fare al posto di quel tragitto verso l’ignoto: andare dal dentista tutte le settimane, ascoltare senza sosta le canzoni di Eros Ramazzotti, ripetere gli esami di latino all’Università… Il senso del dovere (e quello dell’umorismo) mi spingono in avanti; pedalo e ripasso mentalmente il discorso di presentazione per le due classi. Si sa che la prima impressione raramente concede una seconda occasione: vorrei essere diretta, chiara, aperta e disponibile. Il cielo è coperto e non lascia ben sperare …tutto secondo copione. Al suono del campanello, lascio la sala professori e imbocco il lungo corridoio: tutti i discorsi scritti svaniscono polverizzati, rimango nella consapevolezza che in questo momento è in gioco la mia esperienza, la mia professionalità, la mia ormai maturata conoscenza di nozioni e relazioni. Ed è proprio questo bagaglio di vita a farmi solcare la grande porta grigia dell’aula. I ragazzini mi salutano in coro alzandosi in piedi; so che stanno osservando tutto di me, come io di loro. L’incrocio degli sguardi trasmette tutto quello che il primo giorno di scuola può significare. E poi, all’improvviso, arriva il sereno: anche se fuori ha incominciato a piovere, facciamo conoscenza in modo semplice e naturale, accenniamo al programma, raccontiamo qualche percorso scolastico, ci ascoltiamo. Lascio spazio alle loro prime impressioni, molti concordano e si ritrovano nell’ansia dell’attesa raccontata da questo o da quel compagno. Il fragore di un tuono ci sorprende proprio mentre parliamo di questa importante e “bella” giornata, che ognuno di noi conserva nel cassettino dei ricordi. La risata generale, considerato il tempo atmosferico, scioglie ogni indugio: siamo pronti a partire con buoni propositi, sperando di poter intravedere presto il sole. Buon anno scolastico a tutti. 8

tmottobre

paralimpiadi: il luogo in cui il disabile si gioca la dignità

F

ino a qualche anno fa non se le filava nessuno. Erano eventi misconosciuti, nascosti alle tv e al web, ad uso di amici e parenti degli atleti. Quest’anno – chissà perché – le Paralimpiadi sono diventate un evento planetario. Gare trasmesse in diretta, grandi servizi sulla stampa, interviste, eccellenti contratti pubblicitari e qualcuno è stato perfino pizzicato dall’antidoping. Cosa è accaduto, dunque? Facciamo un’ipotesi. Qualcuno si è accorto che è possibile fare i soldi perfino spettacolarizzando la disabilità. Spingendo all’eccesso e contro ogni buon senso, cioè, l’ipocrisia della differente abilità. Il risultato è stato penoso. Dal risultato sportivo l’attenzione degli spettatori si è inevitabilmente spostata sulla menomazione degli atleti. Chi assisteva alle gare, cioè, faceva a gara a sua volta per scoprire, con un buon grado di morbosità, qual era il tipo e il grado di disabilità di questo e di quell’atleta. Si sentivano gli applausi scrosciare, ma non si trattava di esultanza, bensì di una pelosa compassione. Chi guardava non vedenti, amputati, malformati nuotare, correre, saltare in realtà provava solo pena e di nascosto tirava un piccolo sospiro di sollievo. Magari pensando: “Meno male che mio figlio non è così...”. La serotonina li faceva sentire tutti meglio, più buoni e filantropici. E non si rendevano conto, invece, di come tutti quei disabili, nell’illusione di non essere diversi dai Bolt o dai Federer, si giocavano la dignità in nome della grandeur olimpica, anzi paralimpica. Infine, c’è un altro aspetto: perché mai a uno senza una gamba o non vedente o con altri problemi gli dobbiamo organizzare le Olimpiadi su misura, catalogandone ignobilmente la menomazione? Che senso ha? Allora facciamole anche per gli esclusi, per gli atleti meno bravi, per i malati di cancro, per gli alcolisti, per chi fa dai 15 ai 18 secondi sui cento metri e così via... Mettiamo su un’Olimpiade per ogni categoria umana... Il fatto è che, a ben vedere, le Paralimpiadi puzzano di discriminazione e di razzismo. Sono una degenerazione del buonismo imperante. Perché se hai una menomazione – più o meno grave – non fai le Olimpiadi. Punto. Fai qualcos’altro, ma non le Olimpiadi. Puoi vivere lo stesso, bene, in pace con te stesso, anche ad un’altra velocità, senza esporti alla compassione di centinaia di migliaia di persone, tenendoti stretta la tua dignità di essere umano. Quella stessa dignità che le Paralimpiadi calpestano tra le urla di giubilo degli spettatori. P.S.: Chi scrive, per ben due volte, ha dovuto fare i conti con la disabilità nella propria famiglia.


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ring

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di Fiorenzo Degasperi

scempi ed esempi la stazione di Levico Terme: un biglietto da visita sgualcito e buttato via

I

l biglietto da visita preannuncia, idealmente o concretamente, ciò che seguirà. Solitamente una persona. È elaborato, disegnato, ricamato, affinché catturi l’attenzione. Per lo più il biglietto è sopra le righe rispetto alla realtà: simboli e segni grafici ipotizzano qualità che magari non ci sono. Il biglietto da visita è sempre lo stesso, in ogni occasione, per via del suo valore comunicativo. Il termine è stato traslato ad altri esempi similari. Si dice, ad esempio, che l’entrata in un paese o città rappresenta sempre e comunque un “biglietto da visita” per chi proviene da fuori, ospite, turista, viandante. A differenza dell’elemento cartaceo, il biglietto da visita ambientale è il termometro dei cambiamenti dei flussi umani. Prendiamo ad esempio la stazione termale di Levico ai primi del Novecento. I turisti, prevalentemente, arrivavano con il treno piuttosto che utilizzando il servizio postale della Via Imperiale e quindi il biglietto da visita era la stazione ferroviaria. Il treno, tra fischi e sbuffate di fumo nero, apriva le sue cento porte e i premurosi ferrovieri accorrevano con delle piccole pedane lignee per far scendere le signore affinché non dovessero fare movimenti inconsueti e scomposti vista l’altezza tra l’ultimo scalino e la massicciata sassosa. La stazione di Levico Terme, come quella di Roncegno Bagni-Marter e di Borgo Valsugana – e come tante altre della linea ferroviaria della Valsugana in territorio asburgico e di quella della Pusteria, – aveva delle caratteristiche stilistiche consolidate. Rigorosamente in pietra e legno, le stazioni e i chioschi adiacenti offrivano suadenti linee floreali, una sorta di liberty composto, essenziale, dolce, accattivante. Elementi in ferro battuto svolgenti la funzione di supporto delle pensiline sfoggiavano forme spiraloidi che lo sguardo si compiaceva a seguire, nella consapevolezza che quel tocco di “in più”, di barocca memoria, era il sintomo di una società che trovava nei grandi saloni dei paesi-Kurort, in cui riecheggiavano le danze sulle note dei valzer, la propria identità multinazionale e poliglotta. Ebbene oggi la stazione di Levico Terme, come tutte le

altre, è diventata prevalentemente il luogo di passaggio di quelle classi sociali che non si possono permettere l’automobile o, se ce l’hanno, visti i tempi e il costo della benzina, preferiscono lasciarla a casa. Studenti, extracomunitari, anziani, sono i nuovi habitué delle stazioni e frequentatori dei treni e hanno sostituito l’aristocrazia e la classe media di un tempo. Gente, questa d’oggi, che è costretta a viaggiare con i mezzi pubblici, che non spende perché non può e quindi da non curare e rispettare più di tanto (treni in ritardo, stipati all’inverosimile, toilettes inesistenti, ecc.). Il biglietto da visita di Levico si è spostato da diversi anni dalla stazione ai neri serpenti asfaltati: sono sorte rotatorie fiorite, fontane zampillanti, ecc., il tutto curato, coccolato. E chi arriva oggi in treno si vede di fronte sì una stazione rinnovata e automatizzata – spaesante e senz’anima, – ma circondata dall’abbandono. Così lo splendido chiosco liberty, un tempo sosta obbligata per rinfrescarsi con una buona bibita o la rinomata acqua minerale nata nelle viscere del monte Panarotta (acqua forte, acqua debole, acqua Cappuccio), è completamente abbandonato, terra di nessuno, pietosamente in via di disfacimento. Un biglietto da visita dell’incuria e della scarsa memoria storica dei responsabili. Lo stesso piazzale limitrofo è ricco di una flora selvaggia che si sta riappropriando di ciò che gli spetta di diritto. Mi sono fermato per una ventina di minuti a guardare quello che era un bar-ristorante ligneo che un tempo sprizzava vita: dalle sue assi e dalle sue decorazioni floreali, oggi, fuoriescono le note di un valzer triste invece di quelle di un can can scatenato, e inutilmente cerchiamo di immaginare scene romantiche di donne con le gonne lunghe accompagnate da cavalieri che credevano ancora che il mondo si potesse costruire con l’estetica, con il bello, il piacevole, il disincanto. Questa scena è un biglietto da visita sgualcito, bagnato e gettato in un angolo. Ma questo luogo non se lo merita, ha, nonostante tutto, un’anima e una dignità che gli amministratori dovrebbero rispettare e valorizzare. 11

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trentinocommenti

sicurezza

sicurezza Giorgio Leonardi

Lia Giovanazzi Beltrami

consigliere

assessore

perché no alle politiche di accoglienza

perché Sì alle politiche di accoglienza

L

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egare le politiche dell’accoglienza alla sicurezza potrebbe essere fuorviante, non ritengo infatti che sia l’accoglienza degli stranieri a portare insicurezza, ma piuttosto come questa viene gestita e soprattutto in quale contesto sociale, culturale ed economico si inserisce. La violenza di strada di questa estate a Trento, con inseguimenti, accoltellamenti e risse è solo la punta dell’iceberg di una situazione che da tempo denuncio, e che nasce dalla rinuncia alla affermazione del principio dei doveri per concedere diritti a tutti. L’attuale visione politica provinciale è improntata al “buonismo” per cui tutti hanno diritto all’accoglienza, cosa priva di alcun fondamento e slegata dai problemi del territorio. Noi possiamo accogliere in misura della nostra capacità ed esigenza, in quanto chi viene da noi deve avere gli strumenti per autosostenersi, quindi lavorare e produrre un reddito con cui pagarsi una casa e gestire la propria famiglia, questa condizione è necessaria anche per i trentini. Inoltre, chi viene accolto deve capire che esistono dei doveri da rispettare, e che solo il rispetto di questi può generare dei diritti, e chiaramente non mi riferisco a quelli fondamentali dell’uomo. Le politiche messe in atto dall’Ass.ra Beltrami sono invece interamente rivolte ad un buonismo di interesse, non volto a migliorare la condizione degli stranieri sul nostro territorio od in patria attraverso progetti di solidarietà internazionale, ma all’interesse di associazioni o gruppi che operano in questo settore e che possono portare consenso elettorale. Quindi il vero sfruttamento ed uso strumentale dello straniero è fatto dalla politica dell’Ass. ra Beltrami, come più volte ho dimostrato attraverso le mie interrogazioni in Consiglio provinciale in merito ai torrenti di soldi pubblici utilizzati in progetti di solidarietà sociale di cui non è mai stato rendicontato un risultato.

nnanzitutto l’accoglienza dei richiedenti asilo è un dovere sancito dalla Costituzione. Ciò vale naturalmente anche per le persone accolte sul territorio provinciale (ripartite fra le regioni e le province dal precedente governo) nell’ambito dell’emergenza Nordafrica. Più in generale, la nostra Comunità ha saputo accogliere e riconoscere come concittadini i “nuovi trentini”, giunti qui soprattutto (93% dei casi) per lavorare e per ricongiungimento familiare (rispettivamente primo e secondo motivo del soggiorno). E i cittadini di origine immigrata hanno risposto a questa accoglienza non “solo” offrendoci la loro cultura, ma anche attraverso un significativo contributo all’economia locale e al “sistema Italia”, senza dimenticare le tante “badanti” che seguono i nostri anziani. Per quanto riguarda il rapporto immigrazione/ sicurezza, in Italia la devianza degli stranieri regolari è analoga a quella degli autoctoni e negli ultimi anni la crescita della presenza degli immigrati ha visto parallelamente una diminuzione della devianza degli stranieri. Ad alimentare le statistiche sulla criminalità degli immigrati – e la percezione di insicurezza – contribuiscono molto i piccoli reati ad alta visibilità. L’incidenza degli stranieri in forme di criminalità meno visibili ma non meno gravi – come la criminalità economica – è invece bassissima. Inoltre, nelle città e nelle province dove c’è più immigrazione legale, i tassi di delinquenza degli stranieri sono più bassi. L’equazione non è quindi “immigrazione uguale criminalità”, ma “accoglienza uguale coesione sociale”. Assessore alla solidarietà internazionale e alla convivenza

Consigliere provinciale (Popolo delle Libertà)

Faccia a faccia tra esponenti politici su argomenti che di volta in volta si propongono all’attualità della cronaca. In questo numero, collegandoci anche a fatti di cronaca che hanno avuto notevole eco nell’opinione pubblica trentina, vorremmo misurarci con la questione “immigrati e sicurezza”. Ecco dunque la domanda: perché Sì alle politiche di accoglienza e, rispettivamente, perché NO. Il tutto legato appunto alle questioni della sicurezza, visto che – come ben sapete - c’è chi vede nella presenza degli immigrati, o anche di coloro che sono tra noi per vicende legate ai grandi mutamenti politici nell’area mediterranea, una delle fonti dell’insicurezza, specie nella città di Trento.

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trentinocommenti

ring di Paolo Chiesa

di Carlo Martinelli

civiltà trentina Con tripadvisor il cliente non rischia più nulla

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i è mai capitato di andare in un ristorante e di non essere soddisfatti del cibo o, peggio, di venire trattati con maleducazione dai camerieri e/o dai proprietari? E di non essere riusciti a dire niente per timidezza o poca voglia di discutere? Ok, come pensavo: siete tantissimi. Sappiate che c’è uno strumento che può aiutarvi a prevenire tutto ciò. Si chiama Tripadvisor. È “il sito di recensioni di viaggio più grande del mondo, con più di 60 milioni di visitatori al mese, più di 32 milioni di iscritti, oltre 75 milioni di recensioni e opinioni e 50 contributi postati sul sito ogni minuto”. Ma Tripadvisor non è solo questo, perché “offre recensioni su oltre 689.000 ristoranti in 24.000 città, con oltre 2 milioni di graduatorie e opinioni, corredate da mappe, filtri di ricerca e link per prenotare il proprio locale in modo semplice e veloce. I turisti possono cercare e individuare il ristorante che meglio risponde alle loro esigenze, effettuando una ricerca per prezzo, tipo di cucina, raccomandato per… etc.”. Ma, soprattutto, su questo sito puoi fare una recensione del ristorante in cui sei stato, riferendoti in particolare alla cucina, al servizio, alla qualità, al prezzo e all’atmosfera che hai trovato. Le possibilità di voto sono: eccellente, molto buono, nella media, scarso, pessimo. In più si può scrivere la propria opinione descrivendo i pregi (se ci sono è giusto evidenziarli) e i difetti (che forse è ancora più necessario fare notare). Quindi, frequentatori di locali pubblici: udite, udite! Non siete più soli. Se in giro vi trattano bene fatelo sapere. Se vi trattano male, fatelo sapere ancora di più perché è giusto che un esercente impari dai propri errori. Ed è utile che chi va in un posto dove si mangia male e/o male ti trattano, lo possa sapere prima, leggendo magari le vostre recensioni. Tra l’altro, i ristoratori hanno una sezione dedicata, dove poter dire la loro sulle recensioni che li riguardano, in modo da verificare se si tratta veramente di clienti insoddisfatti o (ed è successo), titolari di locali concorrenti che giocano sporco. Magari il cliente non avrà sempre ragione, ma ha sicuramente il diritto di avere un servizio adeguato alle aspettative e soprattutto di venire trattato in maniera educata e professionale. 14

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alla carlona LA PREVALENZA DELLO SPRITZ. CONSIDERAZIONI SEMISERIE SU UNA SINDROME CULTURALE

I

l ragazzo entra in libreria. Si aggira, un po’ spaesato, tra gli scaffali. Curiosa. Guarda alcune copertine, distrattamente gira alcune pagine – è sempre meraviglioso notare come molti aprano un libro, scorrano qualche pagina e poi lo ripongano: cosa diavolo potranno mai avere e appreso, in più, sui contenuti avendo dato una fuggevole occhiata a sette pagine in sei secondi? – e poi sentenzia alla ragazza che nel frattempo lo ha raggiunto: costa 18 euro. Troppi. Siamo matti? Sono trentacinquemila mila lire del vecchio conio, esclama, soddisfatto per la dotta citazione (un Paolo Bonolis d’annata fa sempre il suo effetto). La ragazza annuisce: non se ne parla neanche, 18 euro per un libro, ma siamo matti? Li si vede uscire. Li si rivede poco dopo, se solo la curiosità vi fa ancora compagnia – ed è augurio sincero quello che mai la curiosità vi abbandoni, ché la curiosità è il sale della vita, e lo dimostra anche il giornale che avete in mano, curioso come mai –, bellamente seduti ad uno dei tanti bar che ai giovani, specie agli studenti universitari, in quel di Trento in particolare, offrono sollievo e ristoro dalle fatiche dell’apprendimento. Sì, sono proprio loro. La coppia che è inorridita di fronte ai 18 euro per un libro di centinaia di pagine, costato mesi di fatica e di impegno, possibile compagno per alcune serate. Ma che fanno? Stanno già pagando 14 euro per due spritz e, avendo subito ordinato un altro giro, andranno certamente a spendere 28 euro, non ci piove. Sì, c’è qualcosa che meriterebbe di essere attentamente analizzato in ciò che un sociologo appena appena avvezzo potrebbe definire “la prevalenza dello spritz, considerazioni attorno ad una sindrome culturale”. Assomigliano, i due, ad un’altra coppia mirabilmente raccontata in uno dei tanti blog internettiani. Siamo ad un festival della letteratura e dell’editoria. Dove chi fa libri cerca anche di venderli. I due arricciano il naso: noooo, 15 euro. Troppo. Troppo. E se ne tornano al bed & breakfast di gran classe prenotato per l’occasione: il festival dei libri, appunto. Spenderanno 500 euro, alla fin fine, tra vitto, alloggio e (guardacaso) aperitivi. Ma 15 euro per il libro, noooo, certo che noooo. Al massimo si va in biblioteca. E all’uscita, spritz.


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ring di Francesca Negri

colpo di tacco AUTUNNO TRENTINO CRESCE OGNI ANNO E ORA SI MERITEREBBE UN’ALTRA LOCATION

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er il secondo anno consecutivo, gli organizzatori della kermesse Autunno Trentino mi hanno chiesto di condurre i due eventi clou in piazza Cesare Battisti a Trento, “Cucinando con le stelle” e “Chef in Strada”. Nei due fine settimana di manifestazione (15, 16, 21, 22, 23 settembre) sono state registrate 40mila presenze, in crescita rispetto agli anni passati. Da dentro – in qualità, appunto, di conduttrice – e da fuori – da spettatrice – vorrei fare qualche considerazione. Autunno Trentino innegabilmente è un evento di successo, che a mio avviso ormai si meriterebbe un contesto più importante di piazza Battisti: penso a piazza Duomo, ad esempio, dove nel periodo della kermesse capeggiava un tendone – a dire il vero esteticamente penalizzante le bellezze della piazza – allestito per La notte dei ricercatori, in programma il 28 settembre. Gli sforzi profusi dagli organizzatori di Autunno Trentino – Trento Iniziative e la Strada del vino e dei sapori Trento e Valsugana – meriterebbero una location coreograficamente più “alta” come piazza Duomo e così anche il pubblico, nonché gli espositori di prodotti tipici locali, che all’ombra del Nettuno potrebbero essere più numerosi e anche maggiormente valorizzati. In un contesto del genere, inoltre, si potrebbero pensare anche altri eventi con cui arricchire Autunno Trentino, che negli anni ha saputo conquistare sempre più pubblico e sempre maggiore visibilità e credibilità. A confermarlo, se ce ne fosse bisogno, c’è stata anche la presenza di prestigiosi nomi che hanno risposto entusiasti alla mia chiamata come giurati per il concorso dedicato ai cuochi trentini, Chef in Strada: da Fausto Arrighi (direttore della guida Michelin Italia) a Cristiana Ceci (D di Repubblica, Marie Claire, Grazia) e Loredana Rocchi (editore di A Tavola). Quest’anno, quindi, il parterre era sicuramente quello delle grandi occasioni. Un cambio di ambientazione potrebbe premiare il successo della manifestazione, ma anche aiutare a mantenerlo e, speriamo, ad accrescerlo, magari anche con qualche aiuto economico in più a livello comunale (pare infatti che ci sia il rischio, se qualche finanziamento in più non arriva, che la manifestazione si ridimensioni). Altra cosa da auspicare, inoltre, è un’ancora maggiore adesione all’apertura domenicale nel periodo della manifestazione dei negozi del centro storico: quest’anno molti esercizi erano aperti, ma non tutti, e certo è un vero peccato, perché la possibilità di fare shopping è sicuramente un’attrattività interessante per i visitatori, e credo lo sia anche per i commercianti.

Da sx, Francesco Antoniolli (Pres. Strada del Vino e dei Sapori di Trento e Valsugana), Paolo Endrici (Cantina Endrizzi), Francesca Negri, Elda Verones (Direttore Apt Trento), Fausto Arrighi (Direttore Guida Michelin Italia), Luca Zangoni (vincitore Chef in Strada 2012), Theo Neff (gestore Castel Pergine), Federico Parolari, Fiorenzo Varesco (Osteria storica Miorelli), Paolo Stoffie (Hotel Ancora di Predazzo)

Alfredo Chiocchetti, chef de “Lo Scrigno del Duomo” di Trento

Alfio Ghezzi, chef della Locanda Margon di Trento

Giurati speciali: Michael Bublè e la moglie Luisana Lopilato, durante l’esibizione di Federico Parolari chef dell’Osteria Le Due Spade di Trento, vincitore di Chef in Strada 2011

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Diretto da: Paolo Curcu [ paolo@trentinomese.it ]

sommario ottobre2012

In redazione: Pino Loperfido, Cristina Pocher Hanno collaborato a questo numero: Alessia Acampora, Paolo Chiesa, Silvia Conotter, Lara Deflorian, Fiorenzo Degasperi, Fabio De Santi, Alberto Folgheraiter, Renzo Francescotti, Gianfranco Gramola, Carlo Martinelli, Francesca Negri, Nicola Tomasi, Tiziana Tomasini

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Attualità 18 Cristiana collu e il mart

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Grafica: Fabio Monauni Redazione: Via Ghiaie 15 38122 Trento Tel. 0461/362155 Fax 0461/362170 Editrice: Curcu & Genovese Associati S.r.l. Via Ghiaie 15 - 38122 Trento Tel. 0461.362122 Fax 0461.362150 Concessionaria Pubblicità: Südtiroler Studio S.r.l. Trento - Via Ghiaie 15 Tel. 0461.934494 Fax 0461.935706 studiotn@bazar.it Direzione pubblicità: Rosario Genovese Bolzano - Via Bari, 15 Tel. 0471.914776 Fax 0471.930743 Direzione pubblicità: Giuseppe Genovese Stampa: Alcione - Trento Registrazione Tribunale di Trento n. 536 - 4 aprile 1987

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Roberto Giacomelli terroni al nord

tutte le radio minuto per minuto

38 Gianfranco Gramola 40 il trasloco di pablo 42 Stefania riccadonna 44 Scatti di viaggio: la francia 46 Renzo merler

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di Pino Loperfido

Cristiana nel museo delle meraviglie FOTO: Gianluca vassallo

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a un certo effetto entrare nell’ufficio della direttrice di uno dei musei più importanti d’Italia e non trovarci nemmeno un quadro. Dietro la scrivania, un’enorme, angosciosa parete bianca e stop. Davanti ci sta lei, Cristiana Collu, cagliaritana, una quarantina d’anni, da pochi mesi alla guida del Museo d’Arte Contemporanea di Trento e Rovereto, al secolo MART. Un terzo Marlene Dietrich, un terzo Florence Welch e un ultimo terzo – perché no? – Virginia Woolf, la Collu è una donna minuta dal punto di vista fisico, quanto dimostra di essere possente sotto il profilo delle scelte e della chiarezza, come chi sa esattamente cosa fare in ogni momento, qualità che per un direttore è fondamentale. È arrivata a Rovereto in febbraio, chiamata dal Presidente Franco Bernabè (sì, vabbé, lo sappiamo che a selezionarla assieme ad altri 9 candidati è stata la scicchissima agenzia milanese, ma l’ultima parola l’avrà avuta proprio il Ceo di Telecom Italia, no?), atterrando in Vallagarina con figlioletta e nonna al seguito (la Collu è separata dal marito). Come segno di benvenuto, la politica trentina ha scatenato polemiche sulla sua presunta estrazione politica che, a dire di qualcuno, l’avrebbe favorita.

Galeotto fu il curriculum e chi lo scrisse A Nuoro – dove per diversi lustri ha diretto il MAN – stanno ancora versando fiumi di lacrime per la sua partenza. Fino all’ultimo, gli appassionati sardi avevano sperato che Cristiana diventasse un po’ la Totti dei direttori museali (“La metafora calcistica mi piace molto”). La sua avventura al MAN era cominciata grazie al compianto papà – Luigi, imprenditore – che, a insaputa della figliola, aveva mandato il curriculum al bando di selezione di un museo che in realtà ancora non c’era. Quando lo viene a sapere, lei, anziché gioire per il fatto di essere stata ammessa, si indigna e solo dopo un po’ riesce a metterla via. Nuoro è definita dai nuoresi l’Atene della Sardegna; toh, che coincidenza, anche Rovereto è spesso appellata come Atene del Trentino. Scusi, signora Collu, a parte che definirsi “Atene” di questi tempi potrebbe portare sfiga, ma non è che per caso la attraggono le manie di grandezza delle piccole città di provincia? “Io parlerei piuttosto di un desiderio di essere rappresentativi culturalmente”. Insomma, Cristiana stava nel cuore della Barbagia e ci dice che non pensava minimamente ad andar via, anche se il MART lo ammirava, eccome. Gabriella Belli, poi, era un vero e proprio punto di riferimento, anche all’interno dell’Amaci (Associazione nazionale dei Musei di Arte Contemporanea), di cui la Collu faceva parte.

no a eventi di cassetta, meno mostre, più archivi e didattica. Un museo 2.0 che dialoghi con trento e con il nuovo muse. proprio Come l’amata alice del racconto di carroLl, la nuova direttrice del mart è animata dalla curiosità e dalla consapevolezza che esiste sempre un altro modo di vedere e di vivere le cose. Trentinomese incontra Cristiana Collu e ne approfitta per intervistarla in maniera poco convenzionale

Raffreddare lo spread Rovereto-MART È una sua scelta precisa quella di mantenere la giusta distanza tra il ruolo di direttrice e quello più vicino alla sfera artistica dell’attività museale. Il direttore, per la Collu, dev’essere sostanzialmente un manager e tra le sue capacità deve esserci proprio quella di delegare le altre funzioni. (Una bella differenza rispetto a quanto faceva chi l’ha preceduta, Gabriella Belli che, al contrario, le mostre le curava eccome.) Ma se dovessimo spiegare all’uomo della strada, cosa ci guadagnano lui e la sua famiglia ad avere in città e a frequentare un’istituzione come il Mart, lei cosa direbbe? “Forse sarebbe opportuno rovesciare la domanda e cercare di capire cosa l’uomo della strada perde e non frequentare il MART”. E qui la Collu tocca un tasto importante, parlando dei “visitatori di domani”, perché un Museo come il MART non è solo grandi sale espositive, quadri appesi e curiose installazioni. Gli aspetti sono molteplici: ci sono la didattica, il lavoro con le scuole, e poi le collaborazioni con gli artisti, gli archivi. Il grosso del lavoro fatto è per domani. “Le nostre generazioni e quelle dei nostri genitori hanno sempre guardato ad un museo come qualcosa che non gli appartiene, da rispettare, delle volte un po’ noioso, da avvicinare più per dovere che per piacere. Io vorrei che in futuro diventi sempre più piacere, dove del piacere non si intenda solo l’aspetto consolatorio”. La Direttrice parla con lungimiranza, sfoderando un’estrema capacità di andare oltre il significato delle parole, oltre la banalità del comune sentire. Ma vogliamo stuzzicarla un po’, ricordandole le parole di un membro del CdA del MART: “Tre

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Momenti come questo hanno due effetti possibili: il rilancio e la paralisi. Le aziende vedono il rapporto con l’Arte faticoso perché il sociale è tanto pressante. Per questo proponiamo di lavorare assieme proprio sul sociale

anni di contratto sono un tempo non abbastanza lungo per inguaiare un museo”. La Collu sorride e ammette di amare le battute (noi non siamo poi tanto sicuri che si trattasse di una battuta). In ogni caso – scherza lei – “per inguaiare un museo di questo tipo bastano anche 18 mesi”. Beh, la città non glielo permetterebbe. A proposito, come è messo il differenziale Rovereto-Mart? Si è raffreddato questo spread, alla fine? “Sono arrivata in una città che ama il proprio museo. L’immagine dell’astronave atterrata è oramai obsoleta. Demolita da tutto il lavoro che il museo ha fatto con e per il territorio”. Eppure l’arte contemporanea continua ad essere un oggetto misterioso per la gente comune, per la maggioranza silenziosa che si vanta di pagare le tasse. È un problema della gente o dell’arte? “Non saprei quali percentuali dire e nemmeno da che parte metterle. Si dice mostre popolari, ma mi domando cosa significhi veramente. Che il dover proporre un nome altisonante sia dovuto al fatto che forse non si è fatto un lavo-

Il libro che sta leggendo? “L’adorazione Decostruzione del Cristianesimo II” di Jean Luc Nancy. Il suo piatto preferito? Tutto ciò che è frugale. Il film del cuore? Troppi. Cantante o gruppo preferito? Troppi Se non avesse fatto quello che ha fatto, cosa avrebbe voluto fare? Fondare un monastero, ma sono ancora in tempo... La cosa che le fa più paura? Avere paura. Il suo sogno ricorrente? Ricorrono sogni sempre diversi.

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ro proprio buono?” E poi la direttrice ci ricorda che, in termini assoluti, c’è tutto un retaggio negativo che concettualmente il Museo si è dovuto accollare; nasce col cinema, ma gli viene subito appiccicata un’etichetta fatta di noia e di pretenziosità. E per esistere – visti i costi – deve ricorrere subito al contributo pubblico. Diceva Virginia Woolf che l’arte deve essere libertà da ogni predicazione; evidentemente non può esserlo dai versamenti in conto capitale effettuato da Province e Regioni varie. Signora Collu, non trova ingeneroso che un membro del CdA (lo stesso di cui sopra) dichiari che la politica non ci interessa? “Secondo me il termine va inteso nella sua accezione più alta. L’Istituzione MART è libera perché la Provincia non è pervasiva...” Partecipazione scaccia crisi Certo è che il periodo non è dei più floridi per la cultura (e non solo per quella...). Forse è il caso di cominciare a pensare un approccio diverso, magari ipotizzando un’emancipazione parziale dal contributo pubblico. “Momenti come questo hanno due effetti possibili: il rilancio e la paralisi, causata da un eccesso di prudenza che impedisce di prendere il toro per le corna”. Eh, già, congiuntura difficile. Ma per la Collu la crisi, in quanto momento di rottura, deve anche imporre una scelta e può essere un’importante occasione di cambiamento. La parola d’ordine, qui al MART, però non è “contributo”, ma “partecipazione”. Il Museo sta mettendo in atto tutta una serie di strumenti che mirano proprio a questo. Ad esempio, MARTIndustria, non una semplice raccolta di fondi, ma la progettazione e la costruzione di una fitta rete di legami sul territorio, con imprese piccole e grandi (una delle prime, la Cantina De Tarczal). Certo, poi spiegare all’impresa che tipo di ricaduta può esserci per la sua attività mi diventa un bel problema... “È come quando invito un artista e lui – spesso – si sente in dovere

di fare un’opera: voglio dire, a me non interessa la committenza tout court; è molto più importante il processo... E non è detto che si debba concretizzare per forza in un‘opera. Quindi, all’azienda io dico, con semplicità, non lo so come il tuo investimento ricadrà, né so quando... Però so che avverrà. Probabilmente, in questi tempi, gli imprenditori vedono il rapporto con l’Arte faticoso perché il sociale è tanto pressante. Tutto quello che possiamo fare è spiegare alle imprese che esiste un modo proprio per lavorare assieme, in virtuosa sinergia, sul sociale”. “Essere donna non è da tutti” Quando si legge un’intervista a una donna, al giorno d’oggi, non si può non incappare ad un certo punto nella solita, banale e un po’ sessista domanda sull’essere donna (“Cosa prova una donna a fare il direttore...” e altre amenità simili). Un accenno di sessismo però lo riconosciamo a Cristiana Collu quando tra le sue dichiarazioni leggiamo questa: “Essere donna non è da tutti”. “In realtà, – spiega subito lei, con estrema tranquillità – si tratta di una citazione... Se proprio lo vuole sapere, io mi ritengo appartenente a una cultura della differenza e non dell’uguaglianza... Cioè rivendico il mio essere donna.” Il femminile, cioè, è capire la propria essenza, comportandosi di conseguenza, senza stucchevoli influenze pseudoculturali. Essere donna consiste soprattutto nel capire cosa vuol dire esserlo.


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Il Distretto Trento-Rovereto? Se il lavoro verrà fatto bene arriveranno eco e prestigio. Noi proponiamo un modello diverso che ha una sorta di slogan: Prenditi il tempo. (Tanto il treno che sta passando non lo prendiamo mai).

Le esigenze del turismo e quelle dell’arte Fresca di nomina, la neo direttrice dichiarò di volere un “museo in ascolto e democratico, che dicesse no a mostre di cassetta”. Peccato, però, che arrivare in Trentino ha voluto dire per lei doversi raffrontare con politiche turistiche che vanno in direzione opposta: il valore di un evento è direttamente proporzionale al numero di camere prenotate negli alberghi... Come la mettiamo? La risposta della Collu evoca certe risposte dei vecchi politici democristiani: “Se dobbiamo contare i posti letto, allora anche il numero visitatori... Bisogna cominciare a parlare di altri indicatori... Anche se comprendo le necessità di chi gestisce tali politiche. Il Mart può farsi carico di portare più gente al museo, ma non può preoccuparsi di altri aspetti, di portarli negli hotel, ad esempio..., o al ristorante (ammesso che il ristorante sia aperto... Ndr.) Altrimenti non si capisce più chi fa cosa.”

Cristiana Collu con il Presidente del Mart, Franco Bernabè

E poi – aggiunge – le mostre possono essere un investimento nel senso che possono servire a scopi diversi dal pubblico (ad esempio, posizionare il Museo a livello internazionale). Turismo e cultura parlano due lingue diverse che per la Collu devono urgentemente trovare un punto di incontro. Poi adesso arriva il Distretto culturale Trento-Rovereto, con il Muse (“Faccio i migliori auguri a Michele Lanzinger; un progetto che non può fallire”) e per il Mart si prospetta un anno difficile, perché l’attenzione giustamente si sposterà proprio sul Muse. Ma poi, a lungo termine, si auspica il consolidamento di sistema (“non mi piace parlare di sistema, rete mi piace di più”). Che dire, infine di quel palazzetto da niente che sorge proprio accanto al nuovo Museo della Scienza? “Sul Palazzo delle Albere stiamo ragionando con Provincia, Comune e Sovrintendenza.” E la Galleria Civica? “Ha sempre la sua collocazione cittadina... È fondamen-

tale che anche questa possa essere vincente”. Cristiana Collu pensa che il Distretto “Città di Culture” porterà qualcosa di buono? “Se il lavoro verrà fatto bene arriveranno eco e prestigio. Noi proponiamo un modello diverso che ha una sorta di slogan: Prenditi il tempo. (Tanto il treno che sta passando non lo prendiamo mai)”. Un museo 2.0 Uno dei punti fermi della filosofia colluiana ruota attorno al concetto stesso di “museo”, che non deve essere solo ed esclusivamente mostre, sale, sale e mostre. “Il MART – ci conferma – deve togliersi di dosso le etichette di cui dicevamo prima. Ci vuole più partecipazione. Occorre ridimensionare la programmazione espositiva, valorizzando al contempo gli archivi. Incrementare la digitalizzazione fino a far diventare il MART una sorta di Museo 2.0 con progetti specifici sul web. Il pubblico non è più solo quello fisico. Potremmo funzionare anche come portale, restituendo valore aggiunto agli altri musei.” Altra esperienza programmata dalla nuova direzione sono le residenze per artisti. Ci torna alla mente a tal proposito una battuta di “This must be the place”, l’ultimo film di Paolo Sorrentino. A un certo punto, un truccatissimo Sean Penn domanda al suo interlocutore: “Hai notato come al giorno d’oggi tutti siano artisti e nessuno lavori più?” Direttrice, qual è il criterio che vi aiuta a definire un artista? “Lo deve chiedere ad un curatore”. Quindi si chiama fuori? “Mi chiamo fuori completamente”. È bello fare il direttore... “Anche secondo me... Mi ricordo una volta un ragazzino che, durante una delle attività didattiche del Mart con le scuole, mi domandò la definizione di arte...” Che le rispose? “Rimasi esterefatta... ”. È accaduto anche con noi, allora... “Forse è il caso di aprire, con una sezione specifica, alla 23

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i numeri del mart SEDI ROVERETO - 34.487 mq; area interna 17.269 mq, area esterna 17.218 mq, area espositiva 5.400 mq PALAZZO DELLE ALBERE (in attesa riapertura) 1.630 mq; area espositiva 1.130 mq CASA D’ARTE FUTURISTA DEPERO - 995 mq; area espositiva 303 mq NUMERO COMPLESSIVO DEI VISITATORI: 2.300.000 (308mila 2011) COLLEZIONE PERMANENTE: Circa 30mila opere COLLEZIONI E OPERE IN DEPOSITO: Oltre 140 collezioni private in deposito, 45 Fondi Archivistici, due o tre in media pubblicazioni curate dall’Archivio all’anno. Circa 600 prestiti annuali di opere della collezione permanente ai maggiori musei internazionali, mostre e progetti co-curate LE MOSTRE: circa 200 mostre organizzate o ospitate nelle sedi del Mart, sul territorio e all’estero.

creatività.... Per definire meglio anche la figura dell’artista”. Con tutti i rischi che ne conseguono. Stiamo per passare alla domanda successiva, ma Cristiana vuole aggiungere qualcosa: “È molto italiano il saper fare le cose a regola d’arte. Ma un’altra grande qualità degli italiani è l’approssimazione, il margine che dà spazio a tutto quello che può accadere. La chiave, casomai, sta nello slegare la creatività dalla presunzione”. Anche il tatuaggio è una forma espressiva Nel bel mezzo dell’intervista, preannunciamo il nostro desiderio di fare qualche fotografia nelle sale del Museo. La direttrice ci guarda un po’ contrariata e ci dice che il MART per lei coincide con il suo ufficio... “Il regno del direttore è qui. Quando si va in sala si scopre sempre qualcosa che che non va: una sedia fuori posto, ad esempio. Al punto che poi mi trovo a ripetermi: Non dovevo andare in sala... Non dovevo andare in sala...” Ok, allora. Niente foto in sala. Andiamo avanti. Anzi no, c’è tempo per un piccolo, inaspettato, coup de théâtre. Cristiana Collu decide di sorprenderci, togliendosi la giacca e mostrandoci i due bellissimi tatuaggi che le adornano le braccia. A sinistra, un drago stilizzato; a destra, un ex voto dedicato al papà scomparso prematuramente. Ecco che con un

EVENTI E CONFERENZE: oltre 800 eventi tra conferenze, concerti, rassegne cinematografiche dal 2002 ad oggi. SEZIONE DIDATTICA: circa 300 laboratori didattici organizzati ogni anno per diverse categorie di utenti; circa 60.000 utenti partecipano alle attività della didattica annualmente, incluse le visite guidate, per un utenza complessiva di oltre 480.000 utenze. DIPENDENTI DIRETTI ED INDIRETTI: 50 dipendenti più una decina collaboratori esterni. MEMBERSHIP: Oltre 2.000 adesioni alla Mart Membership BUDGET annuale: 10 milioni di Euro (media annuale). “La rivoluzione dello sguardo”, mostra del 2011 al MART.

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semplice gesto la direttrice ci diventa irresistibilmente dark. Le collezioni sono il nostro forte Direttrice, ci dice qualcosa sulle collezioni del Mart? Alle aste di Christie’s non manca mai il rappresentante della National Gallery. I musei americani arrivano addirittura ad effettuare una vera e propria compravendita delle opere, traendone profitto. Non pensa che il Mart abbia perso in alcune occasioni questi anni per arricchire la proprie collezioni, impegnando il budget in un numero di esposizioni troppo alto per un museo di questo tipo? In alcuni casi proprio per mostre di cassetta? Eppure il codice Urbani dei Beni Culturali parla chiaro a riguardo dello status di Museo... “Penso proprio di no, abbiamo una collezione straordinaria. Siamo un punto di riferimento a livello internazionale. Nasciamo con un patrimonio ristretto... di più non potevamo proprio fare. L’acquisizione, le donazioni sono una necessità per un museo come il nostro.” Non è certo colpa di Cristiana Collu, ma per il Segantini di qualche anno fa forse qualcosina di più si poteva fare. “Può darsi...” commenta salomonica. Arte, arti, modelli e... una ruga C’è un’intrigante definizione che ricorre nelle numerose interviste rilasciate


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Il MART deve essere perennemente in ascolto. Architettura, arti applicate e, infine, digitale che non sono i pixel che si muovono, ma sta ad indicare tutto ciò che sta dietro l’arte del nostro tempo.

Depero da “Ricostruzione Futurista”, mostra curata da Nicoletta Boschiero.

in precedenza da Cristiana Collu ed è “Cattedrale laica delle arti”: quel plurale lascia intravvedere un certo numero di commistioni... “Si tratta di aperture necessarie. Il MART deve essere perennemente in ascolto. Architettura, arti applicate e, infine, digitale che non sono i pixel che si muovono, ma sta ad indicare tutto ciò che sta dietro l’arte del nostro tempo.” E dove ci porterà tutto questo? “Le rispondo con una metafora che si trova in Alice in wonderland; nel libro è usata nella sua accezione negativa, io la uso in positivo... A un certo punto, Alice sta correndo con la regina e quest’ultima le spiega: qui devi correre così tanto per rimanere dove sei. Cioè, a volte mi sembra che non ci sia un posto dove andare davvero. Vedi come accade, nella scienza, ad esempio si scopre una particella, la si ritiene l’ultima e poi si vede che ce n’è un’altra. Ancora movimenti di profondità verso un orizzonte che è sempre qualcos’altro. La posizione da cui parto è sempre quella in cui mi trovo in quel momento.” Dottoressa, a lei non piacciono i modelli, vero? “No, non ho un modello di riferimento. Infatti, mi piacerebbe che il MART fosse esemplare però senza diventare un modello. Perché un modello funziona solo in un posto e in un deter-

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L’immagine dell’astronave atterrata è oramai obsoleta. Demolita da tutto il lavoro che il museo ha fatto con e per il territorio

minato momento. È come un vestito su misura. Formule che sono risultate efficaci si possono applicare, ma...” Qualcuno ha storto il naso di fronte alla – chiamiamola – passività iniziale della sua direzione. Forse avrebbero preferito un cambiamento più drastico. “Io penso di aver dato comunque una mia impronta, magari non avendo un atteggiamento imperativo o assertivo. Non mi piacciono di certe attitudini. Ad esempio il fare la voce grossa. Ho rispetto per chi mi ha preceduto e non sentivo necessario il colpo di spugna. In fondo dovevo fare i conti con un’eredità. Ascoltare e raccogliere un’istanza come quella legata a Melotti e a Depero”. E qui la Collu riprende il suo elegante filosofare, proponendo una bellissima immagine: “Ma poi cos’è il cambiamento? È come la ruga sul volto... Non appare all’improvviso, ma è come se lo facesse, perché la scorgi solo in un momento preciso della tua esistenza”. Autenticità e valore I giornalisti sono spesso degli ignoranti: quasi sempre estrapolano le dichiarazioni, le sezionano, facendo cambiare loro significato o facendone assumere uno che non voleva avere. Non contestualizzano mai. Non si documentano. Scrivono di cose che non capiscono. Chi scrive non ne è esente, ovvio. Tant’è che quando domandiamo a Cristiana se è vero che per lei è più importante il significato di un’opera che la sua autenticità, ci facciamo una figura barbina, perché lei ci dice di non averlo mai detto. Aggiungendo che “un’opera è sempre autentica se ci intendiamo, però, sul senso dell’autenticità. In arte c’è sempre il rischio che autentico significhi solamente il contrario di falso. Invece è il risultato di una decodifica dell’estetica delle opera. Quello che l’opera veicola mi interessa anche al di là dell’esito formale”. Cosa intende quando dice che anche un museo è comunque contemporaneo, perfino uno di archeologia o di scienze? (questa siamo sicuri che l’ha detta... E

infatti...) “Sono io che lo guardo, sono io che lo rendo contemporaneo. Spesso certe istituzioni come il Mart vengono subite dalla gente, dalla città... E invece è anche il visitatore che fa il Museo. Senza il visitatore il museo è cieco e sordo”. Dalla Sardegna ad un’altra isola Siamo in chiusura. Fuori piove e il tempo a nostra disposizione sta terminando. Facciamo un ultimo (poco convinto) tentativo di portare la direttrice nelle sale espositive e, all’ennesimo diniego, rassegnati, le domandiamo qualcosa sui programmi del 2013. “Il fatto di avere poco tempo mi ha fatto diventare più creativa, guidata da alcune tematiche che voglio esplorare; tra queste, il paesaggio. Un tema che può apparire banale. Paesaggio non è solo quello fisico, ma anche quello legato alla memoria, pensando all’anniversario della Grande Guerra. Ci saranno tantissime collaborazioni e una serie di operazioni che vogliono ricollocare il Museo al centro delle sue funzioni, delle sue collezioni. Coinvolgeremo artisti che dialogheranno con queste opere, con apertura al design, all’antropologia e alla filosofia rispetto all’arte. E un grande evento.” “Alla fine di ottobre inaugureremo La Magnifica Ossessione, una sfida che ho lanciato, tutti curatori interni chiamati a creare un percorso che va dal principio dell’Ottocento al contemporaneo. Un racconto, con una cronologia piena di slittamenti, che va per suggestioni e non per movimenti. Metteremo in discussione la museografia stessa con una visione molto densa, al punto da stordire lo spettatore”. A proposito, dottoressa Collu, un’ultimissima nota di colore: differenze tra il Trentino e la Sardegna? “Hanno troppe cose in comune. Si tratta di capire dove sta l’isola: se qui o laggiù.” Alla fine della chiacchierata ce ne siamo convinti anche noi. L’arrivo della nuova direttrice potrebbe trasformare anche il museo roveretano in un’isola. Felice, ■ naturalmente. 25

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di Alberto Folgheraiter

Roberto Giacomelli “Tutto sotto controllo”

Lo afferma il dirigente della squadra mobile della questura di trento. Dopo gli episodi di micro (macro) criminalità dell’estate scorsa, “Trentinomese” ha incontrato roberto giacomelli ed ha rivolto ventitré domande al “poliziotto venuto da Predazzo”

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ornassimo indietro nel tempo, negli uffici polverosi e cadenti della primitiva sede della Questura di piazza della Mostra a Trento, il poliziotto di turno metterebbe un foglio di carta nella vecchia “Olivetti”, spegnerebbe l’ennesima “cicca” nel posacenere straboccante, e comincerebbe a battere con due dita: “… Adì 7 settembre 2012, è comparso davanti a noi (in maniche di camicia) Giacomelli Roberto di anni 44, nato a Predazzo…., ivi residente, incensurato, per rispondere di….”. Nessun reato, per carità. Solo qualche domanda, quelle dell’uomo della strada, dopo che l’estate del 2012 ha visto 26

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una mezza guerriglia urbana scatenata da bande di nordafricani per il controllo della piazza di Trento e lo spaccio della droga. A questa sono seguiti arresti in due riprese, interviste sui giornali, dichiarazioni tranquillizzanti e lettere di segno opposto. Dibattiti e polemiche sulla sicurezza, sulla criminalità diffusa, sulla prevenzione e sulla manica larga di una giustizia che sa essere lenta con chi paga le tasse e - questa l’accusa del solito uomo della strada – piuttosto celere nel mettere fuori di galera coloro che vi finiscono per spaccio e microcriminalità, appunto. Andiamo allora in Questura a porre que-

ste domande, da uomini di strada, a uno dei responsabili della sicurezza pubblica, il capo della Squadra Mobile e vicequestore di Trento, Roberto Giacomelli. Quarantaquattro anni, tre figlie piccole, laureato in giurisprudenza, poliziotto da un quarto di secolo, fa la spola tra Predazzo, dove è nato, e la città dove gli orari non sono quelli del travet, le soddisfazioni sono tante e le “grane” pure. Compresa quella dell’incontro con noi poiché il questore, Giorgio Iacobone, ha cortesemente passato la mano. In verità, questa, è una “grana” da poco visto che il nostro non disdegna i media e quando c’è da sottoporsi a un “interrogatorio” in televisione si fa trovare perennemente abbronzato. Le malelingue dicono che prima di arrivare negli studi TV passi da un centro benessere a “farsi una lampada”, il che non sarebbe gran danno visto che i fari televisivi, talvolta, sanno essere impietosi. Peraltro la faccia è quella di un “ragazzo” perbene che piace alle signore (dai trenta agli ottant’anni), un po’ meno ai delinquenti visto che il suo mestiere è quello di metterli al fresco.


trentinoincontri Da quando è responsabile della squadra mobile della Questura (i poliziotti in Trentino sono appena 250) ha “rifornito” le patrie galere di alcune centinaia di “clienti”, taluni a cadenza ciclica. L’intervista, un po’ ufficiale e un po’ impertinente, è stata registrata (beh, anche a noi qualche volta la registrazione e non soltanto a “loro”) nella sede della Questura a Trento sud, nella tarda mattinata di venerdì 7 settembre 2012. Dott. Giacomelli, a Predazzo, dove lei è nato, c’è la scuola alpina della Guardia di Finanza. Perché ha scelto la polizia che, per contro, ha la scuola alpina a Moena? “Perché avevo parenti in polizia, due cugini di secondo grado che erano alla scuola alpina di Moena”. E quindi la spintarella… “No, no, mi hanno dato indicazioni sull’Istituto Superiore di Polizia ( ex Accademia), che ti dava la possibilità di laurearti, del quale non conoscevo l’esistenza e dopo il diploma di ragioneria ho deciso di fare il concorso per entrare nell’Istituto Superiore di Polizia. In verità avevo frequentato, si fa per dire, un anno di università a Trento. Qui, invece di studiare mi ero divertito un sacco, ma alla fine di quell’anno mio papà ha posto l’aut aut: o ti metti in testa di fare qualcosa di serio oppure vai a lavorare”. E piuttosto che lavorare… ci passi la boutade: è finito in polizia. “I miei cugini mi hanno segnalato l’opportunità di tale scuola di polizia e mi sono detto: perché no? Ci provo ed è andata bene”. Come è arrivato a dirigere la squadra mobile della questura di Trento? “Nei primi anni sono andato alla DIGOS di Varese per poi andare a quella di Venezia ed infine all’antiterrorismo di Bologna, poi per una questione squisitamente familiare con mia moglie abbiamo deciso di chiedere l’avvicinamento a casa. Ho avuto la fortuna di arrivare direttamente in un ufficio operativo, la Squadra Mobile di Trento. Sono arrivato come responsabile della prima sezione (criminalità organizzata) e dopo un anno, quando il dott. Sidero è stato trasferito ho preso la dirigenza di tutta la Squadra Mobile”. È raro, in verità, che uno diventi “profeta in patria”… “Io ho avuto peraltro l’opportunità e la fortuna di fare esperienza operativa quindici anni fuori dal Trentino prima di approdare qui, sulla soglia di casa”. Quando si parla di Trento dal punto

di vista sociale si dice che è una città tranquilla: poche rapine, rari gli omicidi… Certo, scippi ed episodi che altrove non farebbero notizia, ma in fondo, si sottolinea, è microcriminalità. Ma per chi la subisce è macrocriminalità? “L’etichetta al fenomeno che viene data dal nostro Dipartimento della P.S. è quella di ‘criminalità diffusa’. Ovvero quella criminalità che dal punto di vista tecnico è di basso profilo, dal punto di vista del cittadino invece dà fastidio, su questo non c’è dubbio. Tuttavia stiamo parlando di criminalità non organizzata, di criminalità che ha per protagonisti soggetti i quali a loro volta hanno grosse problematiche: o sono tossicodipendenti o portatori di tare di carattere sociale. All’inizio di settembre, un ragazzino di tredici anni, con una lettera al giornale ha denunciato di essere stato “rapinato” di un euro e cinquanta centesimi da tre balordi poco più grandi di lui… L’episodio sarebbe accaduto in centro storico a Trento. Episodi come questo creano allarme sociale… “Ripeto: la criminalità diffusa è quella che, in questo momento, crea maggior allarme sociale perché è quella che colpisce direttamente il cittadino. La macrocriminalità o la criminalità organizzata ha un livello altamente superiore. Certo, è più pericolosa per lo Stato e la democrazia. Però direi che in Trentino e a Trento città (si è dimostrato anche in queste ultime settimane) la criminalità, anche quella ‘diffusa’ è comunque sotto controllo”. Ogni volta che arrestate qualche gruppetto di spacciatori fate una “conferenza stampa”, convocate i giornalisti per dire che da ora in poi la piazza di Trento sarà più pulita… E il giorno dopo in piazza Dante torna tutto come prima… Che cosa non funziona nella prevenzione?

“Non è un problema di prevenzione, quella viene fatta, ma un problema di mutamento che anche il Trentino subisce. Il mondo, la società, l’Italia, si stanno modificando. L’arrivo di altri cittadini, da altri mondi e di altre culture e non ultimo l’aspetto di crisi economica, fa sì che anche Trento abbia un aumento della criminalità diffusa, che però in una visione di carattere nazionale complessiva è da considerare ancora un’oasi “felice” anche se meno felice di anni fa. Lo spaccio c’era anche prima dell’arrivo dei nordafricani a Trento. Come è cambiata la geografia della droga? “Proprio così, nel senso che lo spaccio è gestito, al momento, in gran parte dalla criminalità extracomunitaria, segnatamente magrebina”. Il primo morto per droga a Trento, nell’estate del 1975, (Paolino Eccher) aveva appena quattordici anni. Eroina in vena. Poi le croci sono diventate una foresta. Adesso che sostanze arrivano? “Nuovamente e soprattutto eroina e hascisc. L’eroina perché adesso si può anche fumare. La visione, nei confronti del cittadino, è notevolmente ridotta e meno visibile: non c’è più la siringa, quindi si vede molto meno e costa meno della cocaina. Oltretutto arriva dall’Afganistan dove l’offerta è elevatissima… La domanda è inferiore all’offerta, pertanto il prezzo è basso”. La cocaina arriva e si sniffa come un tempo o è cambiato qualcosa? “In Trentino, come in gran parte del nord Italia l’uso della cocaina è stabile. Tuttavia ha sempre un mercato assicurato ed è di un livello medio-alto”. Avete personale che parla e capisce l’arabo o il cinese, in grado di contrastare dall’interno il fenomeno? “Dobbiamo rifarci alla legge che offre la possibilità di utilizzare undercover (clandestini), ovvero ufficiali di polizia sotto copertura. Abbiamo anche personale 27

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trentinoincontri trentinoattualità che comincia a conoscere l’arabo o il cinese grazie a corsi che vengono programmati anche a livello nazionale. Tuttavia il metodo migliore è ancora quello dei vecchi poliziotti: la fonte confidenziale”. A proposito di cinesi, si sa quanti sono e che cosa fanno in Trentino? “In Trentino la comunità cinese è notevolmente aumentata. Molte sono persone perbene che operano nel settore della ristorazione. Ma abbiamo potuto rilevare fenomeni legati allo sfruttamento della prostituzione in quei centri estetici che sono stati chiusi (due) per iniziativa della Squadra Mobile. D’altra parte il monitoraggio dei cinesi non è facile perchè è legato all’aspetto culturale e linguistico. È un grosso problema, per noi, poter avviare iniziative concrete nei confronti della criminalità cinese proprio per la difficoltà della lingua”. A proposito di prostituzione, lei aprirebbe le “case chiuse”? “E’ una domanda che avrebbe bisogno di una risposta complessa in quanto incide su vari fattori sia culturali, sociali che etici e religiosi. Io rispondo da operatore di polizia, quindi da tecnico che effettua attività di prevenzione e repressione del fenomeno dello sfruttamento della prostituzione. Certamente le case chiuse, vietando la prostituzione di strada, porterebbero ad un maggior controllo del fenomeno sia sul piano dell’ordine e sicurezza pubblica che di sanità pubblica riducendo probabilmente piccoli reati legati al meretricio. Inoltre vi sarebbe l’emersione di attività economiche che al momento per il FISCO non esistono. Questi sono i fenomeni più appariscenti, ma probabilmente c’è dell’altro. Per esempio: come stiamo a mafiosi? “Il fenomeno della criminalità organizzata è continuamente monitorato da parte di tutte le forze di polizia. L’ultimo episodio che noi abbiamo gestito e portato a termine insieme alla squadra mobile di Torino è quello legato al tentativo di infiltrazione della ‘ndrangheta a Terlago. Peraltro si è trattato di una infiltrazione piuttosto maldestra, nel senso che stiamo parlando di bassi livelli dell’organizzazione. Inoltre abbiamo la fortuna che i cittadini di Trento hanno un grande senso di legalità e di democrazia e sicurezza, per cui sono i primi che evidenziano o denunciano queste situazioni. Questo fa sì che, in questo momento, la società trentina sia assolutamente pulita”. Fanno più paura i criminali “disorga28

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nizzati” o i tentacoli della… piovra? “A livello di sistema Trentino fa più paura quella disorganizzata o come ho detto diffusa anche perché la criminalità organizzata, in realtà, non arriva per compiere azioni criminali eclatanti come omicidi o altro. Qui arrivano, se arrivano, i “colletti bianchi” e quindi il denaro della criminalità per essere riciclato”. Si erano avute, infatti, un tempo, notizie (segnatamente dalla val di Fassa) di un istituto bancario usato come “lavatrice”. E proprio nelle località del turismo più blasonato, da qualche anno, sono approdati i nuovi ricchi dei Paesi dell’est. Spendono, spandono e spesso lo fanno in contanti. Riciclaggio? “Su questa questione, assieme alla Guardia di Finanza si stanno verificando e tenendo sotto controlli alcuni fenomeni. Però è difficile dire che tutto sia riciclaggio anche perché parliamo di nuovi ricchi russi che spesso sono legati a grosse società di estrazione mineraria e petrolifera”. Che cosa intende quando parla di “controllo del territorio”? “Intendo polizia di prossimità, anzi: polizia non con la gente ma tra la gente. Intendo poliziotti di quartiere. Intendo il rapporto diretto con la società trentina che dà alla polizia la possibilità di avere un controllo reale della città. Tanto è vero, e qui è la dimostrazione dell’efficacia di tale sinergia, che taluni episodi di microcriminalità sono stati risolti nel giro di ventiquattro ore”. Quali sono i rapporti con i “cugini” di via Barbacovi (i carabinieri, per capirci) e con i vigili urbani? “Sono rapporti di stima e di corretta

“concorrenza”, nel senso che ognuno cerca di fare il proprio lavoro al meglio. Dopodiché, nell’ambito di situazioni di gravità estrema c’è la totale collaborazione. Se ne è avuta dimostrazione con gli incidenti di piazza Dante del 22 luglio scorso”. Ogni volta che arrestate qualcuno dite: noi facciamo il nostro dovere ma poi i giudici li mettono fuori… “Non è proprio così. Però ci sono delle leggi. Noi mettiamo in atto l’aspetto repressivo, i magistrati devono tener conto anche di tutte le altre leggi che, in caso di soggetti incensurati, prevedono attenuanti se non anche la sospensione della pena. È la legge, non è il giudice che usa magnanimità. Il giudice deve rispettare e attuare i dispositivi di legge”. Intercettazioni e telecamere: servono ma costano, si dice a più riprese. A voi quanto servono? “Moltissimo. Per attuare la vigilanza del centro storico della città di Trento sono state utilissime non solo nell’attività di repressione (piazza Dante docet) ma anche di prevenzione dei reati. Le telecamere possono dare un controllo continuo e offrire sicurezza ai cittadini che si comportano bene”. Organici all’osso, vetture vetuste, carburante col contagocce… Come si fa a garantire un servizio adeguato? “La crisi di carattere europeo e globale, non solo nazionale, impone una pianificazione di tutti i servizi in modo razionale. Certamente ci sono difficoltà ma si fa in modo che non vadano a incidere sulla capacità operativa delle forze di polizia”. Se non avesse fatto il poliziotto che cosa avrebbe voluto fare? ■ “Il poliziotto”.


da un’idea di LUIGI LUCA CAVALLI-SFORZA

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trentinoattualità

tutto un altro mondo

di Silvia Conotter

nuova rubrica Mai come negli ultimi cinquant’anni il mondo ha subito cambiamenti tanti significativi. Conseguenza dell’introduzione progressiva ed inesorabile di nuove tecnologie, certo, ma anche delle trasformazioni sociali che hanno mutato irreversibilmente gli assetti familiari e le relazioni umane nel loro complesso. Difficile dire se il mondo sia cambiato in meglio o in peggio, certo è che i racconti di “com’eravamo” solo qualche decennio fa lasciano spesso a bocca aperta: era davvero tutto un altro mondo.

“Q i terron al NORD

Cosa accadeva quando una famiglia di meridionali sbarcava in trentino? Ce lo racconta Elena Balzano, 73 anni, che alla fine degli anni settanta si trasferì con la sua famiglia, da napoli in Valsugana 30

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uando siamo arrivati a Trento, i miei figli erano colpiti dal fatto che le ragazze li seguissero per strada, per corteggiarli. A Torre del Greco non era mai accaduta una cosa simile: ricordo che facevano apposta a girare improvvisamente l’angolo per essere certi di questa specie di pedinamento e se la ridevano come i matti. Le mie nipoti, al contrario, furono sorprese del fatto che nessun ragazzo le osservasse o che rivolgesse loro un complimento, come prima invece accadeva quotidianamente”. Una situazione inusuale, che bene sottolinea le differenze di oltre trent’anni fa tra Napoli e Trento o, più precisamente, tra Torre del Greco e Pergine. Ce le racconta Elena Balzano,

73 anni, che nel 1979 si trasferì in Valsugana con la sua famiglia: “Qui c’erano già da una decina d’anni due mie sorelle e mio fratello. Mio marito Eugenio lavorava tutto l’anno come timoniere sulle navi da crociera, perché al Sud non trovava un altro lavoro, e non volevo che i miei figli continuassero a crescere vedendo poco il padre”. Eravate già stati in qui? Sì, una volta qualche anno prima, nel 1976. Ero salita con mio marito per vedere com’era l’ambiente e per cercare casa, ma ho dovuto abbandonare l’idea perché a lui non piaceva. Amava troppo il mare. Qualche anno dopo, invece, tornai alla carica, i miei figli erano ormai adolescenti e non ce la facevo più a crescerli da sola. Mio marito accettò,


trentinoattualità Ricordo che all’inizio facevo sempre parlare mia sorella Assunta, poi invece, quando abbiamo trovato casa, ho dovuto arrangiarmi. Penso che all’inizio credessero fossi muta, perché mi spiegavo solo a gesti. E come le sono apparse le donne trentine? Mi colpì il fatto che in tante avessero i pantaloni, a Napoli invece erano delle mosche bianche. Ne fui contenta, perché io avevo sempre sognato di potermeli mettere e così andai subito ai Magazzini Record a comprarmi il primo paio. Indossarli per la prima volta fu una sensazione bellissima. Cosa le è rimasto più impresso di quei primi anni? Quando ho visto la neve. Ricordo che il primo inverno che passammo qui, ci fu un’incredibile nevicata. La sera, quando non mi vedeva nessuno, andavo a ballarci sopra in cortile, mi piaceva così tanto. Ho rotto i tacchi degli stivali a forza di fare piroette. È stato difficile per suo marito trovare lavoro? Sì, il pregiudizio si sentiva forte anche lì. Dopo qualche tempo però trovò lavoro in cava, con lui andava anche nostro figlio Stani. Partivano la mattina sui motorini, anche d’inverno, mio marito non aveva la patente. Sua figlia, invece? Lina aveva 13 anni quando siamo arrivati. Al Sud avrebbe seguito il percorso comune a tutte le bambine: imparare un mestiere e diventare solo una brava donna di casa. Qui invece mia sorella l’ha iscritta alla scuola per estetiste e con il tempo ha aperto un negozio in centro storico. L’altro figlio, invece? Quello che voleva fare il fotografo? Da lui ci si aspettava qualche lavoro di tipo pratico, impensabile per i ragazzi meridionali proseguire con gli studi. Da adolescente ha cambiato moltissimi impieghi in poco

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ma mi diede due settimane di tempo per trovare casa, altrimenti niente. Come andò? Ricordo di aver girato molto assieme a mia sorella per trovare un appartamento in affitto. “Inspiegabilmente” per noi meridionali non si trovava nulla. Quando ormai mi ero arresa all’evidenza, un’ora prima che partisse il treno per tornare a Napoli, trovai un trilocale a Pergine. Cento metri quadrati per 150 mila lire al mese. Fu la mia salvezza. A quei tempi chi non era residente pagava ancora la tassa di soggiorno. Cosa le avevano raccontato i suoi parenti della vita al Nord? Che si stava bene, ma che faceva molto freddo. D’altra parte vivevano ad Albiano, mio cognato Pasquale lavorava in cava come scalpellino. Ricordo che quando ci siamo trasferiti portai per i miei figli una valigia intera di mutandoni, calzamaglie e canottiere di lana, per paura di questo freddo “polare”. Non li hanno mai messi. Come presero i suoi figli la decisione di trasferirsi a Trento? Stani e Lina, che avevano rispettivamente 17 e 13 anni, bene. Era Salvatore, 15 anni, a non volerne sapere: quando il treno si fermò a Bologna voleva scendere e tornare a casa, perché lì faceva il fotografo e quello era il suo sogno. Devo dire però che durò un giorno: non appena i due fratelli conobbero due ragazzine in piscina e furono invitati a uscire con loro - mai successo prima di allora - anche Salvatore si convinse che la mia scelta era stata giusta. A Torre del Greco le adolescenti si facevano desiderare. Come è stato ambientarsi, invece, per lei? Non parlavo una parola d’italiano, e qui si comunicava solo in dialetto, che io nemmeno capivo. E poi ero piuttosto introversa e timorosa.

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trentinoattualità tempo: il panettiere, l’aiuto cuoco in un albergo della Val di Fassa, il rappresentante. I parenti commentavano che non aveva una gran voglia di lavorare, invece Salvatore pensava che il destino gli riservasse qualcosa in più. Così, quando ha terminato le scuole superiori è entrato in Polizia, dopodichè si è laureato in Giurisprudenza superando anche l’esame da avvocato. Ora è vice questore aggiunto nella questura di Trento. Una bella rivincita. Sì, credo sia importante lottare per quello che si crede, cercando di non farsi influenzare dal giudizio degli altri. Ricordo che quando Salvatore giocava a calcio nella Perginese i tifosi della squadra avversaria gli urlavano: “Terrone!” e ogni tanto interveniva anche il padre di qualche suo compagno per difenderlo. Lui, anche se ci rimaneva male, alzava le spalle e cercava di utilizzare questa rabbia per segnare un gol e zittirli così. L’hanno mai apostrofata così? In faccia solo una volta, anche se mi ero preparata psicologicamente perché a Napoli quando parlavo del nostro trasferimento mi avevano avvertito: “Vi chiameranno tutti terroni”. Capitò con una vicina di casa piuttosto invadente una domenica mattina, mentre stavo uscendo di casa con mia figlia per andare a messa. Mi chiese dove stessi andando e per prenderla in giro le dissi che il direttore della banca ci aveva invitato a pranzo a casa sua e lei esclamò: “A noi non ci ha mai invitato e chiama ‘sti terroni…”. A ripensarci mi viene ancora da ridere. Ci racconti anche del primogenito. Lavora alla Trento Frutta ed è quello che mi ha regalato più nipoti. Padre di sette figli, a cinquant’anni è già nonno di diversi nipoti, con un altro presto in arrivo. 32

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Elena Balzano. Nel 1979 si trasferì in Valsugana con la sua famiglia

Torniamo alle diverse abitudini tra Nord e Sud. Notò differenze nello svolgimento dei riti religiosi? Giù la messa era più cantata e aveva più momenti “scenografici”, come durante le processioni in cui ci si vestiva come per un matrimonio e venivano scelte le migliori coperte di seta da mettere sugli altari per raccogliere fondi da destinare alla Chiesa. Anche dal punto di vista alimentare ci saranno stati grossi cambiamenti. Per noi fu una sorpresa scoprire che qui l’interno delle spaccatine era praticamente vuoto, abituati a Napoli con quella mollica spessa dei pani casarecci. Appena finita una, ti sembrava quasi di non averla mangiata. Ricordo che andavo a comprarne ogni giorno almeno 15 pezzi di pane, con due figli maschi adolescenti. Il sabato sera poi venivano i miei nipoti a giocare a carte e in queste occasioni servivano anche 30 panini. Io mi vergognavo un po’ ad andarne a comprare così tanti e andavo prima in una panetteria e poi in un’altra. Ricordo che per una festività la commessa mi rispose che non poteva darmi tutto il pane di cui avevo bisogno, perché doveva garantirlo ai clienti abituali. Cosa le mancava di più del cibo partenopeo?

Beh, i biscotti, le freselle di grano, i fagioli rossi detti “tabacchini” che qui non esistevano, così come i friarielli, una specie di cima di rapa da mangiare con le salsicce. E poi le specialità natalizie e quelle pasquali, come la pastiera e gli strufoli, palline di pasta fritte e ricoperte di miele e confettini colorati. Mica poco. Ne è valsa la pena? Sì, assolutamente. Mi sono sempre trovata bene a Trento. Qui i miei figli si sono sistemati, con le loro famiglie e con un lavoro che li soddisfa. Qui abbiamo prima comprato una casa ai Solteri, per poi venderla e comprarne una più grande in via Marighetto. Qui, a quasi cinquant’anni, ho preso la patente di guida, poi però l’ha presa anche mio marito e “litigavamo” su chi dovesse guidare. Così ci siamo comprati due macchine, una per uno. Qual è stata la molla per prendere la patente? Nessuno di noi ci aveva mai pensato, anche perché al Sud negli anni Settanta non ce l’avevano in molti. Un giorno,, la famiglia dei genitori del fidanzato di mia figlia, che viveva a Bolzano, ci invitò per un pranzo di compleanno. Noi vivevamo ancora a Pergine, quindi dovevamo prendere prima il pullman e poi il treno,

ma di domenica non ce n’erano tanti e quando perdemmo una coincidenza accumulammo un sacco di ritardo. Per farla breve, arrivammo alle sei del pomeriggio in mezzo al disappunto generale. Decisi che era arrivato il momento di fare la patente. Mi par di capire che anche dal punto di vista economico la vostra situazione sia migliorata in Trentino. Abbiamo lavorato molto, tutti quanti. Mio marito e il primogenito, dopo aver lavorato durante la settimana in cava, arrotondavano con qualche lavoretto il sabato. Da tutti e tre i figli, quando hanno trovato un impiego, ho preteso almeno un anno di stipendio. E anch’io mi sono messa a lavorare a cinquant’anni passati. Cosa è cambiato in questi trent’anni e più? Sono cambiata io, che ho fatto uscire la parte napoletana che era in me diventando più estroversa e socievole. Trento ha permesso a tutti i miei sogni di avverarsi. Ho anche imparato un po’ di trentino e chiacchiero ormai con facilità con chiunque. E sono cambiati anche i trentini, che ora si fermano senza problemi a conversare con la gente del Sud senza pregiudizi. C’è voluto un po’ di tempo, ma è il ■ risultato che conta.


trentinoincontri

Il collezionista

TUTTE LE RADIO MINUTO PER MINUTO

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di Carlo Martinelli


trentinoincontri Giovanni Bonadiman ha raccolto 24 mila adesivi di oltre seimila emittenti italiane. E di quelle trentine sa e conserva tutto: storia, frequenze, palinsesti. Una straordinaria enciclopedia che è anche un viaggio nei cambiamenti del costume. Dalle antenne sul tetto di casa a Zambana alla trasmissioni via internet

Q

ualche anno fa. Tesi di laurea, facoltà di sociologia di Trento. La presenta Ferdinando Andreatta. Titolo: “La radio in Trentino dal 1973 al 1997. Aspetti storici, apparati tecnici e il sistema delle risorse”. È invece del 1997 la tesi di laurea all’Università di Salisburgo, Austria. Il laureando è Stefan Pfeifhofer, argomento: “Die Geschichte der Privatradios in Sudtirol von 1975 bis 1996”. Più recentemente: un piccolo, prezioso libretto di Paolo Cavagnoli. Titolo: “Un’emittente che... avvicina le popolazioni della regione”. Sottotitolo: la storia di RTT e di RTTR, dal 1980 al 2005. Beh, volete sapere cosa accomuna questi tre momenti, al di là del fatto che si parla - l’avete già capito - di radio e di

radio private in particolare? Presto detto: in tutti e tre c’è lo zampino decisivo di Giovanni Bonadiman, classe 1960, da sempre in quel di Zambana. La professione del nostro è quella di impiegato: da 32 anni al C+C Italmarket che da cinque anni è di Seven, gruppo Poli. La sua passione, invece, sono le radio. Passione forte, motivata, documentata, paziente, certosina. Chiunque, oggi, in Trentino - ma non solo, il suo archivio tocca tutte le regioni d’Italia - volesse trovare dati, notizie, immagini non può prescindere da quello che è un vero e proprio centro di documentazione, per quanto “casalingo”. E così i tre signori di cui sopra, nel momento in cui hanno dovuto affrontare argomenti che avevano appunto a che fare con la storia delle radio in Trentino e in Alto Adige non hanno potuto fare a meno di consultare Giovanni Bonadiman. Che, da persona squisita qual è, ha fornito tutte le informazioni del caso. Ed è stato ovviamente ringraziato, con doverosa citazione, in tutte e tre le pubblicazioni. Sì, avete capito bene. Si parla dell’uo-

mo delle radio. Alle quali si è sempre dedicato, una volta finite le otto ore di lavoro quotidiano, con una passione che ha trovato fortunatamente alleati in casa. Li ha trovati nella moglie Paola, educatrice d’Infanzia (che ha collaborato nella raccolta di adesivi e quant’altro e

QUALCOSA DA AGGIUNGERE?

I

numeri della passione radiofonica di Giovanni Bonadiman sono importanti. Eppure qualcosa, nella tumultuosa storia dell’etere made in Italy (e made in Trentino) gli può certamente essere sfuggito. Ed allora ecco il suo invito: chi avesse in casa adesivi grandi e piccoli, gadget, foto, locandine che hanno a che fare con le radio, ma anche chi avesse qualcosa da aggiungere alla radio story (perché prima o poi un libro sulla storia delle radio in Trentino ci scappa, garantito...) può farsi vivo. Certo, di passione si tratta - e in queste pagine l’abbiamo documentata, eccome - e dunque chi volesse contribuire a quello che è anche un progetto di memoria collettiva, lo faccia in maniera disinteressata. Giovanni risponde al telefono allo 0461.240684, via email all’indirizzo giovanni.bonadiman@alice.it

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trentinoincontri

SE settantanove VI SEMBRAN POCHE… ecco le emittenti del trentino delle quali giovanni possiede almeno un adesivo EUROPA TV............................................RAVINA

R. NETTUNO.........................................TRENTO

R. TELERAUND...................................... LEVICO

NOVA RADIO......................................CONDINO

R. NEVE............................................... PINZOLO

R. TELEROUND........................ CASTELNUOVO

R. ALTO GRADIMENTO......................... LEVICO

R. ONDA AZZURRA...................CALCERANICA

R. TG 8...................................................... TIONE

R. ANAUNIA............................................... CLES

R. ONDA LUNGA...................................TRENTO

R. TRENTO 104.....................................TRENTO

R. ANTENNA 2......................................TRENTO

R. PEDONDA......................................... TESERO

R. ANTENNA LIBERA..................... RONCEGNO

R. PIANA ROTALIANA.......................... GRUMO

R. ANTENNA NORD..............................TRENTO

R. PRIMIERO..................... FIERA DI PRIMIERO

R. ARCOBALENO..................................TRENTO

R. PULSAR.............................................TRENTO

R. CANALE 6/4...................... RIVA DEL GARDA

R. PUNTO BLU......................................TRENTO

R. CENTO FIORI....................................TRENTO

R. QUARTA DIMENSIONE R.105.........TRENTO

R. TRENTO CENTRALE.........................TRENTO R. TRENTO RPR....................................TRENTO R. VACANZE ITALIA............................... LEVICO R. VALSUGANA STEREO....................... LEVICO R. VENERE STEREO.....................SAN ZENONE R. ZAMBANA 81................................ZAMBANA

R. CUORE TN A.A.................................TRENTO

R. QUARTO PROGRAMMA..................TRENTO

R. DIGI-ONE............................................. FIAVE’

R. RENDENA........................................SPIAZZO

RAI TRENTINO......................................TRENTO

R. RIVA CITY............................................TENNO

RTTR TELE TRENTINO REGIONALE...TRENTO

R. DOLOMITI FM STEREO...................TRENTO R. ECO 92........................................... SERRADA

R. ROVERETO STEREO...................ROVERETO

TEAM RADIO........................................TRENTO

R. EUROPA 23.........................................TENNO

R. SATURNO........................................... FUCINE

TELE ADIGE...........................................TRENTO

R. FASE......................................... VILLAZZANO

R. SILPRA STEREO................................... LAVIS

TELE COMMERCIALE ALPINA TCA....TRENTO

R. FIEMME 104..................................... TESERO

R. SPAZIO 3...............................................ARCO

TELE PERGINE.....................................PERGINE

R. GAMMA.......................................ROVERETO

R. SPERIMENTALE..........................ROVERETO

R. GARDA 3........................... RIVA DEL GARDA

R. STAR 103......................................ROVERETO

R. GB 1.....................................................STORO

R. STELLA ALPINA................................. MELTA

R. ITALIA ANNI 60.................................TRENTO

R. STELLA POLARE........... CASTELLO TESINO

TELE QUERCIA.................................ROVERETO TELE RADIO ARA..................................TRENTO TELE ROVERETO TVR.....................ROVERETO TELE TRIDENTUM TVT.........................TRENTO

R. ITALIA SMI TN..................................TRENTO

R. STIVO................................. VILLALAGARINA

R. LUNA INTERNATIONAL............... GARDOLO

R. STUDIO 7.....................................ROVERETO

R. MANUELA............................................ FIAVE’

R. STUDIO 7..........................................TRENTO

R. MONTE CALISIO.......................... GARDOLO

R. STUDIO 94...................................PREDAZZO

TV AZ...................................... VARONE DI RIVA

R. MONTE CARLO A TN.......................TRENTO

R. STUDIO RECORD........................... CANAZEI

VIDEO ADIGE CANALE 5......................TRENTO

R. NBC ALTO GRADIMENTO...............TRENTO

R. TELE TRENTINO RTT.......................TRENTO

VIDEO ATHESIA ITALIA 1.....................TRENTO

TELE VALLORSA....................................RAOSSI TVA TELEVISIONE DELLE ALPI...........TRENTO

ascoltavo le trasmissioni, scandite da orari precisi, appuntamenti quasi rituali. Non ho mai dimenticato i programmi di quegli anni, la magia che le parole e la musica sempre comunicavano ogni volta che giravo la manopola e accendevo che peraltro, guardacaso, a sua volta colleziona gufi, francobolli e sorpresine Ferrero) e nei figli Francesco (studia informatica all’università di Povo, gioca a calcio nell’Adige, prima categoria e cura il blog della sua squadra con cronache e dati) e Angela (19 anni, Biotecnologie 36

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sempre a Povo, pallavolo a Lavis). Tutte queste attività e passioni sotto lo sguardo vigile e sornione di Pucci, la gatta di casa, da dieci anni con loro. Dove è nata la passione per le radio? Forse, racconta Giovanni, fin da piccolo, “dagli anni Sessanta, quando assieme a mia madre


trentinoincontri

ASCOLTARE A TRENTO, LA LISTA AGGIORNATA Questo l’elenco al 2012 di tutte le emittenti raggiungibili in FM a Trento 87.5 87.8 88.2............................. RTT LA RADIO

94.70............................ R. MONTECARLO RMC

102.00...............................................R. CAPITAL

88.60.............................................. RAI RADIO 1

95.00................................................... R. CUORE

102.50................................................. RTL 102.5

89.00..........................................R. ITALIA S.M.I.

95.40............................ R..MONTECARLO RMC

102.70..............................R. 24 IL SOLE 24 ORE

89.25..........................................R. STUDIO PIU’

95.60................................................... R. 105 FM

103.00..........................................................R101

89.50..................................... R. ITALIA ANNI 60

95.90.............................................. RAI RADIO 3

103.30......................................... RAI ISORADIO

89.70..........................................R. ITALIA S.M.I.

96.30................................. NBC RETE REGIONE

90.00.............................................. LATTEMIELE

96.60 96.90.......................... TRENTINO IN BLU

103.70............................................. R. DIGI ONE

90.30................................................... R. MATER

97.20.............................................................RDS

90.70.............................................. RAI RADIO 2

97.50.............................................SUEDTIROL 1

104.00..................................................R. MARIA 104.30 104.5..................................... R. DEE JAY 104.70.................................................. M DUE O

91.00 91.30.................................... RAI RADIO 1

97.80..................................... TRENTINO IN BLU

91.50........................................R. MARGHERITA

98.00.............................................................RDS

91.70.......................................................VIVA FM

98.30........................................... VIRGIN RADIO

92.00..............................................R. SPORTIVA

98.60.............................................................RDS

92.40.......................................... R. STUDIO PIU'

98.90..............................................LATTEMIELE

92.70.............................................. RAI RADIO 3

99.2 99.4 99.6.............................. R. DOLOMITI

93.00..........................................R. ITALIA S.M.I.

99.90 100.20..................... NBC RETE REGIONE

106.20...............................................R. CAPITAL

105.00............................................... R. GAMMA 105.30............................................. R. DIGI ONE 105.50.................................... R. ONDA D’URTO 105.70..............................R. 24 IL SOLE 24 ORE 105.90................................... R. ITALIA ANNI 60

93.20....................................................R. MARIA

100.50..................................................R. MARIA

106.50........................................... R. DOLOMITI

93.40................................................... R. 105 FM

100.80................................................ R. GENIUS

106.80............................RAI GR PARLAMENTO

93.70.............................................. RAI RADIO 2

101.10............................................ R. DOLOMITI

107.20............................................ R. RADICALE

94.00..........................................R. ITALIA S.M.I.

101.40........................................... R. RADICALE

107.50.......................................... RTT LA RADIO

94.30...............................................R. KISS KISS

101.70................................................. R. GENIUS

107.90................................R. PADANIA LIBERA

l’apparecchio. Una abitudine che mi è rimasta addosso: tuttora, magari mentre vado o torno dal lavoro, in macchina, le ore e i minuti sono scanditi non dall’orologio, ma dai giornali radio, dalle sigle delle trasmissioni, dalle varie rubriche”. L’avete intuito: Giovanni Bonadiman è l‘enciclopedia vivente delle radio. Da oltre 35 anni è suo l’elenco aggiornato delle emittenti che si ascoltano a Trento e questi dati compaiono regolarmente in tanti annuari, in particolare quello di

“Millecanali”, la rivista specializzata dove sono apparsi diversi suoi articoli. Il suo catalogo è forte di 1.400 frequenze censite (il che vuol dire da dove e su che frequenza trasmette una determinata radio) ma possiede anche centinaia di foto dei tralicci trentini che servono a diffondere il segnale delle stesse. È successo più di una volta, negli anni, che a lui si rivolgessero proprio i tecnici – della Rai, ad esempio, ma anche quelli dei potenti network privati – per avere 37

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trentinoincontri

informazioni dettagliate e precise sui ripetitori installati. Ed è poi un dato che parla da solo quello sugli adesivi – delle dimensioni più impensabili – che tiene in casa, ordinatamente divisi, catalogati, raccolti. Sono circa 24mila, uno diverso dall’altro, di oltre seimila tra radio e televisioni italiane. “Gli anni Settanta – racconta – sono stati quelli pionieristici, quelli della nascita di un fenomeno, le radio libere e poi private, che ha cambiato l’Italia. Poi, dopo il boom degli Ottanta e Novanta, il settore si è molto ridimensionato: leggi, tasse e balzelli hanno fatto morire moltissime radio. Gli adesivi sono adesso stampati in misura esigua rispetto alle camionate di una volta, ci sono altri tipi di pubblicità e i concorsi dove ti invitavano ad attaccare l’adesivo sulla tua macchina (per poi prenderne il numero di targa e premiarti) sono solo un lontano ricordo. Sta di fatto che ho spedito migliaia di lettere, negli anni

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scorsi, a tutte le radio italiane, chiedendo che mi mandassero i loro adesivi. E fornivo anche il francobollo per la risposta. Però mi rispondeva il dieci per cento delle radio. Così è successo che spesso sono andato di persona, anche durante le vacanze estive al mare, a suonare alla porta delle emittenti sparse in giro per l’Italia. Così, con infinita pazienza, ho incrementato una collezione che oggi ha pochi uguali in Italia”. Una collezione, aggiungiamo, che può contare anche su centinaia di magliette e gadget e, soprattutto, su una documentazione degna di un ricercatore. Decine di album con ritagli di giornale, fotocopie di palinsesti, fotografie d’epoca. La storia delle radio libere – così la cantava Eugenio Finardi, ricordate?, “se una radio è libera, ma libera veramente, piace ancor di più perché libera la mente” – e poi delle radio private è tutta in casa Bonadiman. L’elenco che pubblichiamo a parte delle 79 emittenti trentine delle quali lui ha traccia nei suoi archivi, parla da solo. Dagli inizi – Radio Trento 104 e poi la storica Radio Dolomiti a Margone, Radio Stella Alpina, Radio Trento Alternativa, radio Nettuno – e tutte quelle nate nelle valli. Chi ricorda Tele Vallorsa? Stava in Vallarsa... Negli anni Ottanta, trasmise anche, per

un po’, Radio Zambana. Indovinate chi l‘aveva aperta? Massì, è facile: lui, Giovanni Bonadiman. Che la radio cominciò ad ascoltarla soprattutto per la musica e che, ad un certo punto, grazie ad un sintonizzatore e alla antenne sul tetto di casa, riuscì anche a captare le voci e le note che provenivano dalle emittenti locali di Milano o di Bologna. Una volta passata l’esperienza personale – a Radio Zambana faceva anche il DJ, ovvio... – ha continuato ad annotare tutte le novità radiofoniche del nostro territorio. Ha conservato ogni notizia, anche la più piccola, anche la più curiosa, sulla vita (e sulla morte, a ben guardare) di decine di radio. Oggi, al tempo di internet, si può ascoltare allo stesso modo una radio che trasmette da Trento ed una che va in onda da Bogotà. Ma c’è stato un cammino e c’è stata una storia per arrivare a questo punto. E i punti di questa storia dai tratti emozionanti, fatta di mille racconti e mille persone, Giovanni Bonadiman li ha collegati, uno ad uno. Li ha tutti in casa. Ben custoditi, come ■ conviene ad un tesoro prezioso.


trentinoincontri trentinoattualità

di Nicola Tomasi

D

i solito quando uno fa (faceva) il servizio militare in un posto, automaticamente cominciava ad odiare quela città “maledetta”. Per Gianfranco Gramola le cose non andarono così, nel lontano 1979, a Bracciano. Nel suo caso si tratta di amore a prima vista, traslato poi nella Città Eterna. Un amore che si rivelò una specie di malattia. Strana sorte per un noneso. Gianfranco prende a frequentare sempre più spesso la casa di una zia, dalle parti dell’EUR. Ma non si limita a questo. Inizia a leggere tutto il leggibile in romanesco, da Trilussa a Belli; siccome gli piace scrivere, comincia a collaborare con il settimanale “Rugantino”. Ma l’amore per Roma, in Granfranco, si accoppia con la formula dell’intervista quando incontra Mario Verdone, papà di Carlo, critico cinematografico e lo inchioda con una serie di domande. Siamo nei primi anni Ottanta, piena era Democrazia Cristiana, per cui è impossibile a Roma non imbattersi presto o tardi in Giulio Andreotti: un classico. Gianfranco Gramola non poteva chiedere di meglio per la seconda delle sue attuali oltre-cinquecento interviste. “Interviste romane” diventano quasi in automatico. Tutte rivolte a personaggi che orbitano attorno alla Capitale. Beh, il materiale non gli mancherà di certo. Al punto che, alla fine del 2005, sbarca sul web con un sito dedicato e che oggi contiene le schede di tutte le interviste. Gianfranco è un uomo affabile, abituato al contatto diretto con le persone (lavoro al banco salumi di un supermercato). Nel descriverci il suo “secondo lavoro” gongola. Si vede che gli piace brandire un 40

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arrivederci, roma Per una volta, dopo più di cinquecento interviste, Gianfranco Gramola sta dall’altra parte del registratore. Gli aneddoti più divertenti, i personaggi più simpatici e quelli che – ahi lui – non è mai riuscito ad avvicinare microfono davanti alle celebrità. “Le domande – ci confessa – però sono sempre quelle: progetti, gaffe, attualità... La quasi totalità risponde volentieri. Anche se per qualcuno ho dovuto faticare non poco”. Quanto costa questo hobby? “Beh, per fortuna è arrivata la mail, altrimenti il telefono cominciava a costare un tantino. Come effettui la scelta dei personaggi? Sono nomi dello spettacolo di cui capita di leggere su una rivista o di vederli in qualche trasmissione televisiva. Prediligi il discorsivo o la domanda secca? “La seconda.” Sbaglio o il tuo è una specie di record? Hai già sentito quelli del Guinness dei Primati? No, non ancora. Ma non credo che siano molti al mondo quelli che hanno raggiunto un simile traguardo. Le prossime interviste? Mara Venier, Alba Parietti, Vittorio Sgarbi, Diego Abatantuono, Aldo Busi, Emilio Fede, Dario Argento, Franco Zeffirelli, Fabio Fazio, Enrico Bertolino, Claudio Bisio, Giuliano Ferrara, Gabriella Carlucci, Lilli Gruber, Massimo Boldi, Elisa-

betta Canalis, Ambra Angiolini, Antonella Mosetti, Lillo e Greg, Bruno Vespa, Alberto Bevilacqua, Alberto Angela, Maurizio Costanzo, Ignazio La Russa, Irene Pivetti, ecc… Rimpianti? Non aver intervistato, quando ne avevo l’occasione, il mitico Marco Simoncelli e l’attore romano Aldo Fabrizi. Di tutti e due avevo il telefono però Marco era in giro per il mondo a correre con la sua moto e aspettavo che rientrasse in Italia per intervistarlo. Poi, preso da altre interviste, ho accantonato la sua. Il telefono di Aldo Fabrizi me l’ha dato l’editore del Rugantino, il periodico cui collaboravo.

Un giovanissimo Gramola in compagnia del mitico Nino Manfredi

Ho sentito Aldo per telefono e ci siamo dati appuntamento per le mie prossime ferie romane. Purtroppo non sono arrivato ad intervistarlo perché, qualche mese dopo, ha raggiunto un mondo migliore. Altro grande personaggio che potevo intervistare era Sylva Koscina. Amica di famiglia di mio cognato, siamo andati al ristorante insieme una decina di volte, però per colpa della mia timidezza, non ho mai avuto il coraggio che chiederle un’intervista. In compenso l’abbiamo inondata con domande su Alberto Sordi, Gassman, Totò e altri personaggi con cui ha lavorato. È morta il 26 dicembre 1994. Mi diceva che voleva comprare casa a Molveno, posto di cui si era innamorata fin dalla prima volta che l’aveva visto. Un personaggio che non c’è più, ma che avresti intervistato molto volentieri? E’ ovvio… il Principe de Curtis, in arte Totò. Un grande. Lasciamo allora parlare Gianfranco nel prossimo paragrafo, facendo raccontare a lui gli episodi più simpatici che gli sono capitati in questi anni di interviste. L’anno scorso, Stefano Lorenzetto –quello dei “tipi italiani” – gli ha de-


trentinoincontri dicato un’intera pagina su Il Giornale. In paese, ogni tanto si chiede a Gianfranco “No te sei stufo de star sempre sul giornale?” Lui alza le spalle e risponde “Finché non sono nella pagina dei necrologi...” Da De Crescenzo ad amedeo Minghi A Luciano De Crescenzo ho fatto due interviste: La prima a Molveno, in una cabina telefonica. Avevo il registratore con l’audiocassetta e con lo scotch ho incollato il microfonino alla cornetta del telefono (allora non c’erano tutte queste offerte dalle varie compagnie telefoniche). La seconda a casa sua, un’intervista live (abita vicino al Colosseo). Isabella Biagini mi raccontava di una Roma sparita e di come nei condomini si annusavano profumi di sughi e di ragù, mentre ora profumano solo di detersivi. Jerry Calà l’ho “beccato” nella sua Verona. Simpatico. Come a Verona ho contattato Eva Grimaldi. Era a casa della sua mamma. Insieme a Eva c’era il bel Gabriel Garko e lei era al settimo cielo perché già si parlava del loro matrimonio (che poi non si è celebrato). Bruno Conti l’ho incontrato a Trigoria, sede della Roma calcio. Alla fine dell’intervista mi ha regalato il libro che ha fatto stampare per l’addio ai campi di calcio e mi ha scritto una bellissima dedica. Poi mi ha fatto visitare tutto il com-

A Trigoria, con Bruno Conti

La pagina che Stefano Lorenzetto ha dedicato a Gianfranco Gramola nel 2011

plesso di Trigoria, dai campi di calcio, alla sala massaggi, per poi passare al bar dove ho conosciuto il mitico allenatore Mazzone, Roberto Pruzzo (vecchia gloria della Roma) e il portiere della Roma di allora, Cervone. Teo Mammucari è un simpaticone. L’ho incontrato ad Andalo. E’ come lo si vede in Tv, sempre pronto a ridere e a far ridere e soprattutto a fare scherzi. Però se lo prendi nel momento sbagliato, ti manda a quel paese senza pensarci due volte. Christian De Sica l’ho contattato al teatro Sistina e lui mi ha dato il telefono di casa. Il giorno dopo, durante l’intervista mi ha fatto uno scherzo. Man mano che rispondeva alle mie domande, parlava sempre più piano e in modo incomprensibile, finché io gliel’ho fatto notare e allora lui si è messo a ridere e alla fine abbiamo fatto una bella intervista. Mi ha colpito molto la disponibilità della trentina Francesca Neri, umile, seria e attaccata alle sue radici. È stato divertente il fatto che io le telefonavo dal mio telefono fisso e sul suo telefonino lei vedeva “numero sconosciuto”, così non mi rispondeva mai. Allora ho chiamato dal cellulare e mi ha risposto subito. Anche Beppe Carletti dei

Nomadi è stato gentile. L’ho contattato in una pausa delle prove della tournée. Gentile e affabile… un buon emiliano. Oreste Lionello è stato un grande artista. Lo ricordo con ammirazione. Poche parole, ma con un umorismo proprio alla Woody Allen (era lui che doppiava in italiano la voce del popolare Woody). Michelle Hunziker è come la si vede in Tv, sempre sorridente, solare e disponibile al dialogo, a farsi fotografare e a fare un autografo. Con lei ho passato mezza giornata. In allegria, chiaramente. Massimo Giletti l’ho beccato in casa dei suoi genitori, a Trivero. Sapevo che in quel periodo era da quelle parti e non me lo sono lasciato scappare. Pietro Garinei l’ho trovato

al teatro Sistina di Roma. Era molto occupato e per intervistarlo ho dovuto usare la frase antipatica “Sono amico di…”. Ma ne valeva la pena. Mi ha raggiunto vicino alla biglietteria e mi ha concesso la breve intervista “rigorosamente in piedi”. All’inizio era un po’ burbero, poi si è sciolto come neve al sole. Giancarlo Magalli l’ho conosciuto negli studi Rai di via Teulada. Avevo il pass grazie ad una addetta stampa che mi ha preso in simpatia. Io e Magalli siamo andati nel suo camerino e abbiamo fatto l’intervista. In quell’occasione ho conosciuto anche Fiordaliso, Mara Carfagna (allora faceva la soubrette), il maestro Gianni Mazza e Paolo Fox. Poi insieme siamo andati a mangiare alla mensa Rai (meno Magalli, che è andato al ristorante). Lorella Cuccarini è una ragazza molto semplice, alla mano e molto solare. A lei piace molto parlare e fare solidarietà. Mi ha dato il suo telefono personale, con la promessa di incontrarci nelle mie prossime “vacanze romane”. Amedeo Minghi l’ho incontrato all’Auditorium Santa Chiara. Il suo camerino era stracolmo di rose, dono delle sue numerose ammiratrici. Prima del concerto ha incontrato tante ragazze per le foto di rito e ha voluto sapere da dove nasce il mio amore esagerato per la Capitale. ■

Uno degli ultimissimi “colpi”, con la trentina Adriana Volpe 41

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trentinobottegad’artista

di Renzo Francescotti

“Semplicemente sarà”, 2012

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ata nelle Giudicarie, a Rango del Bleggio (ufficialmente, uno dei più bei borghi d’Italia), Stefania Riccadonna attualmente risiede a Preore, un paese alla porte di Tione, per chi viene da Trento. Giocando sulla scomposizione e inversione del suo cognome la nostra Stefania, tre anni fa, ha pubblicato a Brescia un libro dal titolo “Donna ricca”: 160 pagine – suggestivamente impaginate – in cui la sua pittura e la sua poesia si intrecciano osmoticamente. La “donna ricca” non è la nostra pittrice-verseggiatrice, non è lei individualmente: è la don-

sensualità del paesaggio e dell’umano Stefania Riccadonna non ha frequentato accademie: ma dieci anni fa, un corso di acquerello l’ha folgorata. Una bravura che sorprende, così come i temi esplorati na in generale. Ricca di che cosa? “Di una sensibilità e capacità di cogliere la vita, talenti così grandi ha nel cuore da esprimere, anche se il più delle volte lascia questi tesori nell’ombra. Per amore di chi le sta intorno”, come scrive lei. La Riccadonna – pur avendo ottenuto riconoscimenti e soddisfazioni in concorsi e mostre, come l’ultima all’Alexander Museum di Pesaro, nelle settimane scorse – non ha frequentato istituti d’arte o accademie: solo, una decina di anni fa, un corso di acquerello tenuto dal famoso acquerellista altoa-

“Passione che esplode (La busa de Tion)”, 2011

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www.stefaniariccadonna.it

“Fermo nel tempo (scorcio di Preore)”, 2012

tesino Reinhard Ploner, in quel di Casartisti a Canale di Tenno. Ma niente che sia tipico dell’autodidatta (carenze tecniche, ingenuità, continui mutamenti di stile e di temi tipici dei pittori autodidatti, a meno che non si chiamino Rousseau il Doganiere o Ligabue…) è riconoscibile in lei. Quello che più sorprende è al contrario la sua bravura tecnica che si esprime (anzi, esplode) soprattutto nei suoi acquerelli. Come è possibile, se (tranne per breve periodo Ploner) nessuno gliel’ha mai insegnata? Semplice: l’ha appresa da maestri che si è scelta liberamente (oltretutto gratuiti), senza il bisogno di frequentarli fisicamente,

aiutata da un patrimonio iconografico attualmente disponibile, vasto come nella storia non c’è mai stato. Sì, ma come orientarsi, come non essere travolti e annegati da questa oceanica iconografia? Ancora più semplice: basta nuotare nei colori, guidati dal proprio talento naturale. Semplice per modo di dire: in effetti impossibile, se questo talento naturale non ce l’hai. Stefania Riccadonna ha scritto poesie in cui la sensualità (con cui coglie la natura e la realtà), il tema amoroso, l’eros espresso senza veli (addirittura in un dionisiaco scatenamento dei sensi) sono protagonisti: vai a vedere


trentinobottegad’artista

“Oh, mio Maestro”, 2012

i suoi dipinti e ci ritrovi la stessa sensualità, con cui dipinge i nudi quasi sempre femminili, alternata però ad altre atmosfere: epifaniche, visionarie o – in certi ritratti a matita in cui, lei che è un’eccezionale colorista, rinuncia all’uso dei colori – intimistiche. Ed ecco ritratti di bambini, di anziani, di vecchie e giovani donne, di personaggi noti della sua valle, affidati solo alla grafite, còlti in una precisa espressione: immagini espresse con una notevole tecnica, ma affidate al bianco e nero, al grigiore della cronaca. Tuttavia, a osservare bene, ti accorgi che l’artista cerca di andare al di là della cronaca; da cronista ambisce a diventare narra-

trice, scrittrice e si scatena col colore. I suoi temi prediletti sono gli alberi, i fiori, la natura; gli scorci dei villaggi antichi; i nudi di donna. Gli alberi la Riccadonna li ritrae con rapidi e liberissimi colpi di pennello: li abbraccia con gli occhi, con i cinque sensi, con loro si identifica: “Poi pian piano il vento mi toglie il vestito… / Mi spoglia… / posa ai miei piedi, fino all’ultima foglia! / Non ho vergogna, qui, nudo di mio, risplendo, / aspetto l’inverno e il suo candore”, scrive in una poesia. Anche nel dipingere scorci di villaggi antichi (com’è il suo affascinante Rango) Riccadonna dà il meglio di sé: muovendo da un impianto di rappresentazione realistica accende lo scorcio di portici, “pontesèi” o “baladóri”, aristocratiche bifore o trifore come ci sono anche nei nostri in case apparentemente modeste con archi, grondaie, tetti. Lo fa utilizzando colori e luci innaturali, inventati, sognati, onirici. Infine le immagini femminili, talvolta vestite ma “rubate” in atteggiamenti intimi; più spesso raffigurate nella loro nudità con pochi ma magistrali colpi di pennello. Donne dipinte nella loro misteriosa, eterna sensualità; o nel loro irresistibile (mai però espresso volgarmente) appello sessuale. ■

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ROVERETO (TN) - Via Rialto, 30 (cortile interno) Tel. 0464.436454 www.cornicigabbana.it “Io ti vedo (omaggio a Bruno Detassis)”, 2011

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trentinoattualità trentinofuoriporta

Il trasloco di pablo si spostano momentaneamente A milano duecento opere del grande maestro spagnolo, provenienti dal Musée National “Picasso” di Parigi, chiuso per restauro

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on si respira solo smog a Milano, in questo ottobre 2012, ma anche una Cultura con la C maiuscola. Chi non ricorda la celebre esposizione di “Guernica”, proprio a Palazzo Reale, nel 1953? Ebbene il maestro torna nella città meneghina e lo fa in grande stile, approfittando della momentanea chiusura del museo francese che fino a ieri ha ospitato praticamente tutte le opere, attualmente esposte nelle sontuose sale di Palazzo Reale. Sono oltre 200 opere, molte delle quali mai uscite dal Museo Picasso di Parigi, ad affollare la storica costruzione milanese, in occasione della grande

antologica dedicata all’ineguagliabile artista spagnolo Pablo Picasso. Curata da Anne Baldassari, riconosciuta a livello internazionale fra i più importanti studiosi di Pablo Picasso e curatrice del Musée National Picasso di Parigi, la mostra è pensata come un excursus cronologico sulla produzione dell’artista, mettendo a confronto le tecniche e i mezzi espressivi con cui si è cimentato nel corso della sua lunga carriera, coprendo tutte le fasi fondamentali della creatività multisfaccettata di Pablo Picasso e i vari mezzi espressivi e mediatici tramite cui il suo genio visuale ebbe modo di esprimer-

si. Questo sensazionale insieme di opere offre la possibilità unica e straordinaria di confrontarsi con le maggiori fasi artistiche della Modernità, testimoniate da un unico – forse il più grande di tutti – genio: il periodo blu e quello rosa, il periodo della ricerca “africana” o proto-cubista, il Cubismo Sintetico e il Cubismo Classico, le pitture surrealiste, il periodo del coinvolgimento politico e i dipinti sul tema della guerra, l’interludio pop e le variazioni sul tema ispirate ai grandi maestri dell’arte rinascimentale e moderna, fino alle sue ultimissime produzioni prima delle morte, avvenuta nel 1972.

INFO Picasso Capolavori del Musée National Picasso di Parigi A cura di Anne Baldassari Milano, Palazzo Reale Fino al 6 gennaio 2013 Orari: lunedì, martedì e mercoledì: 8.30-19.30. Giovedì, venerdì, sabato e domenica: 9.30-23.30. Ingresso: Intero € 9, gruppi € 7,50 Info: tel. 02 54911 44

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trentinofuoriporta Dove mangiare

il navigatore

l’uccellina C.so Magenta, 96 Milano Tel. 02 480 055 31 info@uccellina.biz

Distanza: 230 km Tempo: 2 ore e 15 minuti ca.

L’Uccellina, parco naturale nel cuore della Maremma, è diventato un simbolo del recupero ambientale per la Toscana e l’Italia tutta. Allo stesso modo, il ristorante milanese vuole promuovere un recupero della migliore cucina regionale ed italiana. Innumerevoli i capolavori che popolano la mostra come “La Celestina” (1904), “Uomo con il mandolino” (1911), “Ritratto di Olga” (1918), “Due donne che corrono sulla spiaggia” (1922), ”Paul come Arlecchino” (1924), “Ritratto di Dora Maar” e “La supplicante” (1937). Una combinazione di genialità e linguaggi artistici in continua evoluzione che arricchirà la città di ineguagliabile bellezza. Poi, per il resto, oltre a questa meravigliosa mostra, la nostra gita fuoriporta può proseguire nelle maniere più svariate. Tutt el mond a l’è paes, a semm d’accòrd, ma Milan, l’è on gran Milan: su questo siamo tutti d’accordo. Una cenetta con i fiocchi in uno dei sugge-

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stivi ristorantini del centro, due passi in Galleria, un salto a Brera, o una capatina sui Navigli. Infine, per i più sportivi, si può sempre pensare di sfruttare il viaggio per guardarsi una partita al mitico Stadio Meazza di San Siro. ■

l’arte restauro & belle arti larte trento

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trentinoattualità trentinoscattidiviaggio

di Nicola Tomasi

: a i c n a r f ” a a n n a a r c i t s mer a “ e a c i romant

I

l giro di Francia in dieci foto. Forse sarebbe più facile vincerlo il Tour de France, quello in bicicletta. Ma ci proviamo lo stesso. Si parte da Beauvais, città riscoperta grazie ai voli di Ryan Air, con la sua incredibile cattedrale, si prosegue verso ovest, passando dall’Alta alla Bassa Normandia, passando per quel gioiello naturalistico-architettonico che risponde al nome di Mont Saint Michel. Ma la Normandia è ricordata anche per qualcosa di ben più tragico. Lo sbarco del 6 giugno 1944 ha lasciato tracce ben evidenti: musei, cimiteri, ma sulle stesse spiagge – ingombre ancora di attrezzature belliche – e nelle case di Normandia si respira ancora l’aria di quell’immane battaglia. Ma la Francia è anche poesia. I muri sono spesso bacheche dello spirito, dove è possibile leggere citazioni illuminanti (qualche volta, ahinoi, ci trovi la faccia di un noto comico-politico italiano...). Infine, dopo Chartres, Orleans e Versailles, ecco Lei, la più bella: Parigi. Abbiamo scelto due scatti emblematici. Il rincorrersi dei ponti sulla Senna e la coreografica tomba di Oscar Wilde a Pére Lachaise. L’amore è sacro e vince i secoli... 46

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trentinoscattidiviaggio

Il silenzio è rotto solo dalle onde dell’oceano, roboanti laggiù, su Omaha Beach. Un numero continua a rimbalzare nella testa del visitatore: novemilatrecentottantasette, novemilatrecentottantasette, novemilatrecentottantasette...

La spiaggia di Arromanches, una delle spiagge che il 6 giugno 1944 furono teatro dello sbarco più famoso della Storia. I resti dei pontili ferrosi sono oramai un monumento alla memoria.

Catttedrale moderna dedicata alla santissima Viabilità: il Ponte di Normandia, il più alto d’Europa: 59 metri di bontà alla modica cifra di 5 Euro. Autostrada o luna park?

“Non ereditiamo la terra dai nostri padri, ma la prendiamo in prestito dai nostri figli”. In realtà, Antoine de Saint-Exupéry – papà del Piccolo Principe – cita un antico proverbio africano.

È la navata più alta del mondo. Siamo nella cattedrale di Saint-Pierre a Beauvais, in Piccardia. Il desiderio di infinito ha eccitato gli architetti che si sono spinti fino a 48,5 metri. Costringendo – come si vede – i posteri a correre ai ripari...

Chi non ti ritrovo sui muri di Montmartre?! No, non ci riferiamo all’imbavagliato Julian Assange, ma al catechizzante Beppe Grillo, pronto a diffondere il Verbo delle 5 Stelle anche oltr’Alpe.

I ponti sulla Senna si fanno concorrenza, offrendosi al passaggio del bateau-mouche carico di turisti giapponesi, russi e italiani. Il fascino di Parigi è senza tempo.

La famiglia che ci ospita spiega che in ogni casa normanna si conserva in casa un ricordo, una fotografia o un cimelio del famoso sbarco. Sangue americano è stato sparso durante il D-Day, ma sangue americano scorre anche nelle vene di tanti indigeni.

Il dedalo di negozi e insegne relative dà per un attimo al viaggiatore la sensazione di essere piombato in un’altra epoca. La grand rue di Mont Saint Michel stordisce, ammalia e conquista. È Mal di Francia che ti porti dietro per un pezzo...

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trentinoincontri

di Paolo Chiesa

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el giardino di casa a Villazzano, ha piantato un’asta con esposta la bandiera italiana. È un ottimo sistema per avere un riferimento quando devi indicare a qualcuno dove abiti e per fare capire chiaramente come la pensa chi vive in quella casa. E chi ci vive è Renzo Merler, 45 anni, istrionico personaggio per il quale la frase “ha mille interessi”, suona riduttiva. Ad accoglierci all’ingresso viene spedito suo figlio Martino che, armato di fotocamera, scatta una raffica di foto nemmeno fossimo noi gli intervistati. Ed eccolo Renzo, nel suo studio di 12 metri quadrati dove svolge la sua attività di grafico. C’è il tempo per un caffè, mentre Martino ci gira intorno con qualche esemplare di biscotto spalmato di Nutella. Conosco anche Teresa, la mamma di Renzo, che ora abita vicino a San Felice sul Panaro, ma che spesso torna in Trentino.

Barzellette alla brace si chiama Renzo Merler, ed è protagonista con lucio gardin de “Le notizie alla brace”. Dice di sè: “una volta conoscevo tutti i rifugi alpini, ora conosco tutti i ristoranti” E la presenza della mamma è utile per iniziare a conoscere Renzo e i molti interessi che lo hanno attratto fin da quando era bambino. Un bambino che a 8 anni raccoglieva le casse di legno buttate dai negozi per rivenderle agli agricoltori e con il ricavato comperava cactus e relativi libri sul tema. Una passione particolare per un bambino, che vide, purtroppo, la sua prima collezione debellata dalla

cocciniglia. In seguito, ebbe altri interessi, tra i quali la filatelia che lo ha portato a 14 anni a diventare presidente del circolo filatelico di Villazzano. Poi il motocross praticato e partecipato come rappresentante del Trentino alla Federazione motociclistica italiana. E un po’ più grande la passione per la montagna che lo porta a dire ridendo: “una volta conoscevo tutti i rifugi alpini, ora conosco tutti i ristoranti”.

E ancora: Renzo è stato allevatore di uccelli esotici e vice presidente dell’associazione ornitologica trentina. Tante attività, tante passioni ma anche tanta voglia di fare con gli altri e per gli altri. Un amore per l’associazionismo che gli è venuto dal papà, già presidente di Circoscrizione a Villazzano. Ed era facile prevedere che una persona così attiva facesse parte del gruppo Alpini del sobborgo di Trento, diven-

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tandone capogruppo dal 2004 al 2011. Ed ecco spiegato il tricolore in giardino. Da alpino è rimasta famosa la diretta non stop che Renzo ha tenuto su RTTR in occasione del raduno nazionale delle penne nere a Bolzano. Dopo il matrimonio con Doriana, la passione per i cactus è rinata, tanto da portare la coppia a conoscere altri appassionati e a fondare l’associazione Cactus Trentino Südtirol che dal 2000 organizza un’esposizione internazionale di cactus e succulente. La nostra chiacchierata prosegue e ho la conferma di quanto avevo già intuito e cioè che Renzo ha una dote innata che lo rende affabile e simpatico: ama scherzare e ridere. E anche questo suo aspetto è uscito con prepotenza quando ha incontrato Lucio Gardin a una mostra ornitologica. E subito lo show man lo ha arruolato nel gruppo di collaboratori del programma “Notizie alla brace”, dove Renzo interpreta Adelino Docase, sindaco del paese omonimo: “Do case de soto”. Adelino è un amministratore furbo e maneggione che intercala i suoi dialoghi con dei sonori: “Certamento!”. E questa sua vena comica spontanea ha avuto come epilogo la partecipazione alla gara di barzellette “Ridendro e Scherzandro” di Dro, dove Renzo è arrivato secondo, un piazzamento che per un umorista amatoriale è una bella soddisfazione. E questo approccio alla comicità deve essere stato ben significativo se ha fatto scrivere a Renzo sul profilo Facebook di Gardin: “Dovevo arivar fin a

45 ani per farme daverzer i oci... per capir ben cossa voleria dala me vita...”. E immancabilmente questa consapevolezza non poteva non avere dei risvolti sociali. Infatti, il 26 ottobre al cinema teatro concordia di Povo, Renzo parteciperà a uno spettacolo nel quale si affronterà sul palco con Claudia Pasqua (terza classificata a “Ridendro e scherzandro”) in una sfida a suon di barzellette arbitrata da Lucio Gardin. Un’ultima cosa, anche se per Renzo è diventata la prima nella graduatoria degli interessi: quella di portare aiuto e sostegno a chi ha perso casa e sicurezze con il terremoto della scorsa primavera in Emilia. Un interesse che un pomeriggio lo ha fatto partire per le zone colpite dal sisma avvisando la moglie solo per telefono, quando ormai era a metà strada. Prima alcuni viaggi con il furgone per consegnare cibo a chi non ha neanche il frigo e poi una serie di iniziative; l’ultima è una raccolta di libri usati per la neonata biblioteca di quel paese devastato. Renzo racconta con emozione di come sia stato ormai accolto nel campo spontaneo “Arca di Noè”, dove ha un posto riservato a tavola, e di come abbia invitato un gruppo di persone del posto a una “braciolata” dell’associazione Cactus in Trentino. “Una di loro, Laila, mi ha confessato che per venire alla nostra festa ha lasciato per la prima volta il campo dopo 80 giorni di tenda”, ricorda Renzo. Per lui è così: l’amicizia e la solidarietà prima di tutto. Anzi: alla pari con la famiglia, al vertice della piramide della vita. E dice che ha così tanti amici in giro per l’Italia che potrebbe girarla tutta sempre ospite di qualcuno. Nel frattempo, la casa di Renzo si è riempita. Tanta gente, tanta vita, tanta solidarietà. L’uomo “dai mille interessi” mi saluta mentre ne sta pensando un’altra da fare. ■

Sempre emozione è.

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evento autunnale della Strada del vino e dei sapori Colline Avisiane, Faedo, Valle di Cembra giunge quest’anno alla sua 6° edizione, proponendo 9 iniziative enogastronomiche che vi faranno scoprire angoli nascosti del territorio e 4 pacchetti turistici che vi permetteranno di trascorrere un finesettimana a contatto con la natura. Si parte venerdì 5 ottobre con Night Wine Experience a Civezzano: in un forte austro-ungarico del 1868, un gruppo giovani produttori di vino e TrentoDoc, una salumeria ed un agriturismo vi aspettano per una magica serata accompagnata dalla musica di un dj! A Giovo vi attende invece Congiunzioni Divino, un viaggio di gusto tra i sapori del miele e dei formaggi, con accostamenti di trota e

divin ottobre colori e sapori d’autunno Dal 5 al 7 e dal 12 al 14 ottobre, da Faedo a Civezzano, dalle Colline Avisiane alla Valle di Cembra, un viaggio di gusto, tra colori e sapori d’autunno mele, manzo e rape, il tutto accompagnato da vini che rappresentano la molteplicità della Valle di Cembra e delle Colline Avisiane. Sabato 06 ottobre è caratterizzato da Chef in Macelleria un laboratorio che vedrà protagoniste le carni trentine, sapientemente elaborate da uno chef ed ab-

binate ai vini locali. La sera invece ci si sposta a Cembra per True Colors... 50 Sfumature di montagna, un’iniziativa dove andranno in scena i colori dei prodotti enogastronomici trentini, dal pane ai vini, dalla pasta ai salumi, dai formaggi al miele, dai prodotti ittici agli spumanti TrentoDoc, tra

visite in cantina e showcooking. Domenica 7 ottobre c’è solo l’imbarazzo della scelta! A Piscine di Sover avrà luogo Pane & Miele, un’iniziativa che prevede un laboratorio durante il quale imparare a fare il pane ed i dolcetti al miele, ma anche la visita ad un’apicoltura e

Simposio Top Wine 2950

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imposio Top Wine 2950, questo il nome dell’appuntamento enogastronomico che si svolgerà sabato 13 ottobre 2012 al Rifugio Maria, sulla vetta del Sass Pordoi. La manifestazione, giunta alla sua quattordicesima edizione è nata dalla collaborazione fra la Società Incremento Turistico Canazei, i Sommeliers di Fassa e Fiemme e l’Associazione Vignaioli del Trentino. Evento unico, contraddistinto dalla sua localizzazione invidiabile: il Rifugio Maria, a 2950 metri, ospiterà ben 32 Vignaioli del Trentino ed i loro vini prestigiosi, accompagnati da prodotti tipici come i salumi di Martin Speck, i formaggi del Caseificio di Campitello ed i prodotti da forno del Panificio Boninsegna. Il Simposio Top Wine 2950 è quindi il connubio perfetto tra deliziosi vini trentini e la maestosità delle Dolomiti, oggi patrimonio dell’umanità. Un’occa-

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sione, dunque, per accrescere la propria cultura enologica, verificando la teoria degli esperti secondo cui in alta quota il vino dovrebbe esaltare tutte le sue caratteristiche. E per coloro che vogliono immergersi nel fantastico mondo delle Dolomiti e “toccare con mano” la natura, è possibile seguire diversi sentieri godendo di panorami mozzafiato. Per le escursioni è necessaria l’attrezzatura da montagna (calzature e abbigliamento adeguato). Raggiungere la terrazza panoramica del Rifugio Maria è facile, grazie alla funivia che in soli 4 minuti la collega al Passo Pordoi. La partecipazione al Simposio Top Wine 2950 ha un costo di 26,00 euro e comprende il biglietto a/r in funivia, la degustazione, gli stuzzichini, il bicchiere, il porta bicchiere ed un gadget. Non è richiesta la prenotazione. Informazioni: www.canazei.org


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trentinopanorama una passeggiata nell’Alta Val di Cembra. Il pomeriggio non si potrà concludere che con un’ottima merenda a base di prodotti del territorio. L’iniziativa verrà ripetuta anche domenica 14. A Faedo si terrà invece Piccolo Artisti a Faedo: un pomeriggio all’insegna di arte e prodotti enogastronomici, adatto sia ad adulti che bambini, proposto dal Comune di Faedo. I bambini/ragazzi potranno partecipare ad un laboratorio durante il quale scolpiranno dei mascheroni in pietra; nel frattempo gli adulti avranno la possibilità di visitare Faedo ed i suoi “gioielli” artistico-culturali ed enogastronomici. Il pomeriggio terminerà in allegria, con una degustazione di gelato e succo di mela. L’iniziativa verrà ripetuta anche domenica 14 ottobre. Sempre a Faedo, dalle 18 in poi, si avrà poi la possibilità di partecipare alla Cena Contadina, dove degustare l’orzotto alla trentina, salumi e formaggi trentini, ed altri piatti, rigorosamente ab-

binati ai vini delle aziende agricole di Faedo! Il secondo weekend si apre sabato 13 ottobre con Mosti all’imbrunire: a Sorni di Lavis avrete la possibilità di passeggiare nei vigneti tra colori autunnali, castagne e spigolature, degustare vini biologici e prodotti trentini abbinati a prelibatezze valdostane. Il DiVin Ottobre terminerà domenica 14 ottobre con Tra storia e natura: dopo un delizioso pranzo durante il quale degusterete piatti e prodotti tipici trentini, potrete immergere nella natura e nella storia, andando a visitare un biotopo e successivamente i ruderi di un edificio celtico. Il pomeriggio si concluderà con un’ottima merenda! Domenica 14 avranno luogo anche Piccolo Artisti a Faedo e Pane & Miele. Il DiVin Ottobre può essere anche l’occasione per trascorre un weekend in Trentino! Ecco quindi dei pacchetti turistici che sapranno soddisfare le vostre esigenze: Immersi nella Natura, un fine-settimana immersi nel verde dell’Alta Valle di Cembra, dove il paesaggio rurale,quasi cancellato dall’inesorabile avanzare della natura,riesce a raccontarci ancora qualcosa del passato. Congiunzioni divino, un weekend in Val di Cembra, all’insegna del relax e dei sapori trentini. Storia ed Enogastronomia a Faedo, un fine-settimana tra visita a chiesetta, degustazioni in cantina e laboratori d’arte. Vino e Sapori in Festa, Folklore, storia e sapori divini per conoscere un inedito ■ paesaggio culturale. Per informazioni: Cell. 345.7054561 www.stradedelvinodeltrentino.it DiVin Ottobre

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ondoMerlot, la manifestazione che vede protagonista il Merlot, eccellenza enologica mondiale, si svolgerà dal 26 al 28 ottobre. Organizzata come sempre dal Comune di Aldeno, la rassegna è punto di riferimento nazionale per quanti si occupano del prestigioso vitigno ed anche quest’anno presenta un ricco calendario di appuntamenti di grande richiamo ed interesse. La Mostra, cuore della manifestazione, si svolgerà nella sala tasting del Teatro comunale di Aldeno dove, oltre alle bottiglie di prestigiose e rinomate aziende italiane sarà presente anche

mondomerlot dal 26 al 28 ottobre, torna ad aldeno e in altre location la manifestazione che vede protagonista il Merlot, eccellenza enologica trentina e mondiale una selezione di Top Merlot. Anche quest’anno è prevista inoltre la presenza di una sezione specifica dedicata ai bordolesi storici del Trentino. Numerose e di grande interesse le degustazioni enogastronomiche previste.

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Fra queste: quella dedicata ai vincitori del Concorso Nazionale 2012, ospitata a Palazzo Geremia a Trento e prevista per venerdì 26, con il coordinamento di Adua Villa, nota sommelier e volto televisivo di Rai e Sky e del giornalista Nereo Pederzolli; la degustazione Merlot: Master of Time che sarà ospitata a Palazzo Piomarta di Rovereto, di fronte al Mart, coordinata da Alessandro Torcoli, direttore di Civiltà del bere (sabato 27); la degustazione 9 Merlot internazionali in passerella condotta da Barbara Tamburini e Luciano Rappo che si svolgerà sabato 27 (sala consiliare di Aldeno); la verticale su Siepi - Castello di Fonterutoli a cura di AIS del Trentino prevista per domenica 28 (sala consiliare Aldeno); gli Incontri enogastronomici “Piacere di Merlot” proposti da Trentino Marketing Spa nello spazio adiacente il Teatro Comunale previsti per sabato 27 e domenica 28. Come sempre poi particolare attenzione sarà riservata alla ristorazione (Cantina di Aldeno) con la preparazione di particolari menù e ricette per proposte gastronomiche di grande suggestione e qualità. Protagonisti in cucina lo

Chef stellato Alfio Ghezzi (Locanda Margon - Trento), l’Executive Chef Giovanni Ciresa (Ristorante De Pisis - Venezia) e gli studenti dell’Alta Formazione professionale – settore alberghiero – di Tione di Trento che nella serata di sabato 27 ottobre presenteranno la cena di gala. Domenica 28 gli stessi studenti, coordinati dai loro insegnanti/ chef, saranno al lavoro per organizzare il pranzo all’interno del quale si svolgerà un talk show enogastronomico sull’abbinamento fra cucina e vino. Domenica sera infine chiusura con il tradizionale Baccanale di MondoMerlot e spettacolo. Fra gli avvenimenti di contorno confermata anche quest’anno la presenza della rassegna “Alla scoperta della manualità perduta” con esposizione di lavori realizzati nelle tecniche di ricamo, maglia e cucito, l’esposizione di pitture su porcellana, l’angolo del gusto con i prodotti tipici e un laboratorio “creativo” sulle etichette curato dal Museo Usi e Costumi della Gente Trentina di S. Michele all’Adige. Info: info@mondomerlot.it – Comune di Aldeno: tel. 0461 842523. ■ 57

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lzi la mano chi durante l’estate non ha sentito in radio il brano “Non vivo più senza te”. Una canzone di quelle a presa rapida e ritornello immediato che è diventato un vero e proprio tormentone estivo, spopolando un po’ dappertutto. Autore di questo brano è uno dei più amati cantautori italiani, leggasi Biagio Antonacci, che ha scelto “Non vivo più senza te” come secondo singolo tratto dal suo ultimo cd “Sapessi dire no”. Un disco che sarà al centro del concerto che Biagio Antonacci terrà il 5 ottobre al Palasport di Trento, organizzato dalla Showtime di Roland Barbacovi. Quello con il cantautore milanese, dopo il rinvio del suo show previsto per il maggio scorso nella stessa location del capoluogo, sarà il primo

ancora, biagio! il nuovo disco sarà al centro del concerto che antonacci terrà venerdì 5 ottobre al Palasport di Trento grande evento musicale di questo autunno in Trentino. E Antonacci arriva a Trento sull’onda del successo del suo ultimo disco da mesi ai vertici delle classifiche italiane e appunto, come sottolineato, del singolone “Non vivo più senza te”. Una canzone che il musicista ha voluto dedicare al Salento e alla Puglia, con una sorta di sfacciata e divertente dichiarazione d’amore per quelle terre del Sud fra pizzica e

vini, fra sole e appunto belle donne. Lo show del suo nuovo tour si lega a quella dimensione pop rock che lo hanno fatto diventare uno dei big della canzone tricolore. Una formula che negli anni ha permesso all’artista milanese di conquistare una platea sempre più vasta, con i fans che accorrono sempre più puntuali ai suoi concerti come accadrà, c’è da scommetterci, anche per questo show atteso da tanto tempo.

Un concerto giocato sui brani di “Sapessi dire no” mescolati con sapienza a tutti i maggiori successi di una carriera iniziata nel 1989 con un disco come “Sono cose che non capisco” e portata fin dentro al terzo millennio con una serie di album da “Mi fai stare bene” a “Vicky” che hanno costruito l’immagine di un cantautore capace di arrivare con la sua musica ad un pubblico sempre più ampio. ■

TRENTO Musicantica

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a 26ª edizione del Festival Internazionale “Trento Musicantica” festeggia i trent’anni di attività dell’associazione che l’ha ideato e curato sin dalla fondazione: il gruppo vocale “Il Virtuoso Ritrovo”. Da quest’anno entra, poi, nell’organizzazione un altro importante ente: il Centro di eccellenza “Laurence K. J. Feininger”, che si affianca al “Virtuoso Ritrovo” nel rafforzare la presenza della ricerca musicologica nel progetto complessivo della proposta culturale. Il primo evento del mese di ottobre sarà quello di giovedì 18 ottobre, alle 21, nelle sale del Castello del Buonconsiglio nel segno di “Carlo Gesualdo e i suoi contemporanei”. Un concerto Gemma Bertagnolli monografico dedicato ai madrigali del celebre autore cinquecentesco e ai suoi contemporanei, in un’antologia della migliore produzione italiana del secolo. L’interpretazione è affidata ad uno dei migliori ensemble esistenti al mondo per questo genere di repertorio: “La Compagnia del Madrigale”. Il quarto concerto, “Passione barocca: estasi e furia”, domenica 28 ottobre al Castello del Buonconsiglio, ore 21,

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vedrà come protagonista un soprano che ha iniziato la sua importante carriera cantando madrigali nel Virtuoso Ritrovo: Gemma Bertagnolli, qui accompagnata nelle arie di gradi autori del settecento dall’orchestra aquilana “Gli Archi di Cherubino”. Vivaldi, Haendel e Pergolesi faranno esplodere barocchi furori di estasi e furia. Il Festival si chiuderà, venerdì 23 novembre sempre al Buonconsiglio dalle 21, con i “Madrigali Italiani”: un viaggio nella tradizione del madrigale, in quella musica destinata più al diletto di chi canta che a quello di chi ascolta. Ma anche un viaggio nell’armonia delle corti e delle accademie del Cinquecento italiano proposto in sinergia con il Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio “Bonporti” di Trento. Gli organizzatori di “Trento Musicantica” ricordano come le sale del Castello del Buonconsiglio abbiano una capienza limitata, quindi consigliano di ritirare il biglietto gratuito per i singoli eventi del Festival direttamente alla biglietteria del Castello del Buonconsiglio (da martedì a domenica con orario 10-18).


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traviata al mondo dell’opera è ispirato il primo titolo delLA STAGIONE DELLA DANZA, in programma l’11 ottobre al teatro Sociale di trento. Una carrellata da qui alla primavera 2013

I

l cartellone della stagione della danza in programma al teatro Sociale di Trento, prevede quest’anno otto titoli, tre dei quali andranno ad arricchire le proposte delle festività natalizie. Attraverso la consulenza artistica di Lanfranco Cis, di cui da anni si avvale il Centro servizi culturali Santa Chiara, il carnet della stagione 2012-13 di InDanza è centrato su titoli noti, che lasciano comunque poco spazio ad ovvietà classiche prevedibili, eseguiti da compagnie italiane, in alternanza all’esibizione di compagnie europee più o meno note. In apertura troveremo Artemis Danza, la compagnia fondata e diretta da Monica

Casadei il cui percorso artistico la vede impegnata, oltre che nello studio della danza contemporanea, nell’apprendimento di discipline orientali come la danza indiana Orissi, il Butoh e l’arte marziale Aikido, entrambi giapponesi. Nel suo percorso creativo quasi ventennale si dimostra eclettica poiché i suoi lavori, che non si limitano al mondo della danza, ma abbracciano anche il teatro e l’opera, vedono l’incursione di artisti circensi, danzatori hip hop, tangheri, ecc… Proprio al mondo dell’opera si è ispirata per la sua Traviata, il primo titolo in programma l’11 ottobre al teatro Sociale, in cui Monica Casadei

sulle celebri note di G. Verdi presenterà, nel suo stile contemporaneo, il dramma di Violetta, cortigiana lasciata sola in una società maschilista e malsana, pregna di regole borghesi. In questa versione di forte spessore psicologico, il tutto si giocherà sull’esplosione dell’energia fisica e del dolore. Per la Casadei questo è il primo titolo del progetto Corpo a Corpo Verdi in cui si misura, attraverso il linguaggio del corpo, con celebri opere come Traviata, Rigoletto e Trovatore. Nella rappresentazione che vedremo a Trento, la coreografia concepita da Monica Casadei aggiunge all’opera un’analisi del personaggio

rivitalizzandola di linfa vitale nuova. Protagonista in scena non sarà un’unica Violetta, bensì molteplici danzatrici in cui ognuna di loro, com’è stato scritto, “dona il proprio corpo per ritrarvi una gradazione emotiva del personaggio”. Accolto positivamente dalla critica, “si evince un lavoro sul corpo che si piega al canto, alle più piccole sfumature della voce e dei cori sfoderando una potente e penetrante teatralità…”. Le proposte di InDanza proseguiranno poi il 6 e 7 novembre il ritorno in regione della compagnia francese Le Guetteur Luc Petton, NA FRANCIGE già ospite di Oriente Occidente nel 2005 e 2006, che Gian Paolo

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renderà omaggio al Lago dei cigni con il suo Swan. Presentato come “evento dell’anno”, quest’originale rappresentazione vedrà in scena, oltre a sei danzatrici, otto cigni veri. La presenza reale del maestoso volatile renderà la pérformance di ornitodanza ironica e poetica. Il 25 dicembre, salvi quest’anno dalla consueta mediocre rappresentazione dello Schiaccianoci, si potrà assistere ad un altro omaggio ai grandi classici, La bella addormentata interpretata dal Balletto del Sud. Il suo creatore, Fredy Franzutti, ha ambientato l’intramontabile fiaba di Perrault nel meridione con la principessa Aurora che non sarà punta da un fuso, bensì dal morso di una tarantola salentina. Ancora la compagnia leccese del Balletto del Sud sarà protagonista il 26 dicembre di Carmen, questa volta una fedele trasposizione del melodramma di G. Bizet che vedrà una fusione di esotismo gitano e creatività contemporanea. Dopo il successo dello scorso anno tornerà a Trento il 31 dicembre e l’1 gennaio la compagnia torinese Sonics, composta da danzatori-acrobati interpreti di Duum, uno

spettacolo all’insegna di movimenti plastici e acrobatici, nell’illusionismo ispirato alla leggenda della civiltà sotterranea di Agharta. L’Aterballetto, la più conosciuta compagnia di danza italiana più volte ospite al teatro Sociale, il 14 febbraio presenterà Alice nel paese delle meraviglie, una coreografia di Francesco Nappa dallo spessore narrativo tratto dal racconto di L. Carroll, con un interessante collage musicale e con proiezioni video integrate alla danza. Dalla Francia il Ballet National de Marseille diretta dal coreografo e architetto Frédérica Flamand, porterà in scena il 12 marzo 16 danzatori interpreti di Orfeo ed Euridice, un’altra opera nota. Questo mito antico sarà indagato per porre una riflessione in generale sulle forze costruttive della natura umana, nella società occidentale. In chiusura di stagione il 23 aprile si esibirà la compagnia francese Zahrbat di Brahim Bouchelaghem, in un travolgente spettacolo di virtuosismo allo stato puro di hip hop, nato a San Pietroburgo dall’incontro d questo gruppo con la famosa crew russa Top 9. ■

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a stagione 2012/13 dell’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, la cinquantatreesima dalla sua fondazione si caratterizza per la presenza di alcuni dei solisti-direttori e direttori sinfonici che in precedenza hanno ottenuto grande successo (Yves Abel, Andrea Battistoni, Alain Lombard): è sembrato logico, quindi, per esempio, proseguire la perlustrazione del repertorio barocco di Bach e Händel con Ottavio Dantone in veste di organista-direttore. Massimo Quarta, invece, eseguirà un Concerto per violino di Mozart. L’organico stabile della compagine suggerisce, poi, di

un anno di grandi capolavori Debutta il 17 ottobre, sulle note del travolgente “Boléro” di Ravel, la nuova Stagione Sinfonica suo, di mantenere sempre vivo il repertorio classico settecentesco, e quindi nella seconda parte della stagione (aprile 2013) due delle prime parti, Marco Mandolini e Margherita Pigozzo, eseguiranno la Sinfonia concertante per violino e viola, k 364, mentre Massimo Quarta dirigerà l’“Eroica” di Beethoven. S u l f ro nte d i rez i o n e , quest’anno debutteranno tre bacchette di rinomanza internazionale: l’austriaco Friedrich Haider, che accanto a una carriera operistica che l’ha portato in molti dei più grandi teatri del mondo negli ultimi anni si è concentrato molto sul repertorio sinfonico, incidendo tra l’altro musiche di Brahms, Strauss e Wolf-Ferrari, e i due americani George Pehlivanian e David Stern. Pehlivanian, di origini armeno-libanesi, direttore ospite principale della Staatsphilharmonie Rheinland-Pfalz e del Teatro Lirico di Cagliari, ha un curriculum di collaborazioni prestigiose; David Stern, figlio del mitico violinista Isaac Stern, si divide tra l’Opera di Israele e il teatro di Sankt Gallen Ottavio Dantone

Margherita Pigozzo

La Stagione 2012/13 sarà caratterizzata poi dalla costante presenza di musiche francesi, dal balletto Daphnis et Chloé e dal Boléro di Maurice Ravel, diretti dal direttore artistico Gustav Kuhn nella serata d’inaugurazione, alla Pavane dello stesso Ravel e al Secondo Concerto per pianoforte di Saint-Saëns, affidati al grande direttore gallico Alain Lombard con la collaborazione di Michail Lifits (Premio Busoni del 2009), alla Rapsodia per violino e orchestra di Sylvio Lazzari, bolzanino di nascita ma francese di formazione. Accanto al consueto repertorio (tardo)romantico austro-tedesco, presente con Schumann (Sinfonia n. 4), Bruckner (Sinfonia n. 4), Brahms (Concerto per violino) e Strauss (Till Eulenspie-

gel e Concerto per oboe), si segnala l’esecuzione di due rarità di Ermanno WolfFerrari (1876-1948), compositore italo-tedesco, e di Riccardo Zandonai, roveretano, di cui l’Orchestra Haydn presenterà nel maggio 2013 la Piccola suite agreste. Sempre sul versante del Novecento italiano si sottolinea l’esecuzione del desueto, ma brillante brano sinfonico di Alfredo Casella, Paganiniana, affidato all’Orchestra della Toscana. Ancora per quanto riguarda il primo Novecento, l’Orchestra Haydn presenterà un classico della musica per ragazzi, ovvero Pierino e il lupo di Prokof’ev, in un’inedita versione caratterizzata dalla partecipazione dell’attrice Patrizia Milani quale voce recitante. Altro brano novecentesco, celeberrimo a parole, ma di raro ascolto dal vivo (qui sarà diretto da David Stern), è la prima Kammersymphonie di Arnold Schönberg, uno dei momenti salienti della Vienna sull’orlo del precipizio della prima guerra mondiale, in cui si lascia il terreno della tradizione per le sabbie mobili dell’atonalità, in un misto affascinante di impeto postromantico e di alata ispirazione modernista. Sul fronte della musica contemporanea, infine, si segnalano nuove commissioni a giovani compositori trentini, quali Antonio Casagrande, ■ e Silvia Colasanti. 63

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labirintiarmonici@gmail.com

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artirà sabato 20 ottobre, alle 18, al Ridotto del Teatro Sociale “Temporum miracula”, la serie di concerti proposti dall’associazione Labirinti Armonici di Andrea Ferroni. Si tratta di sette appuntamenti in cui arte, bellezza e passione si fonderanno per creare e donare forti emozioni in una dimensione interattiva tra esecutori e pubblico. I concerti seguiranno un cammino ben delineato, che ripercorre la storia della musica dalle origini del periodo barocco (1600 ca.) al suo più pieno sviluppo (1750 ca.). Il titolo del primo evento è “Die junge magie Geige”, il giovane violino magico, incentrato proprio sulla nascita della prima musica scritta per il violino, avvenuta nel nord Europa e in particolare in Boemia, Germania e Austria durante il 1600. Protagonisti del programma della serata saranno compositori come von Biber, Schmelzer, Walther, von Westhoff, sicuramente non conosciuti dal grande

Temporum miracula sabato 20 ottobre, il primo concerto proposto dall’ASSOCIAZIONE LABIRINTI ARMONICI TEMPORUM MIRACULA di andrea ferroni pubblico, ma pedine fondamentali per lo sviluppo della tecnica violinistica e per il gusto musicale del loro tempo e delle epoche successive. Gli esecutori proporranno il repertorio barocco con strumenti originali o copie fedeli per ricreare le atmosfere sonore e i colori timbrici dell’epoca: saranno utilizzati violini barocchi, violoncello barocco, liuto, tiorba, clavicembalo. La

scelta del Ridotto del Teatro Sociale è avvenuta proprio per assecondare anche con un ambiente intimo e “caldo” questa proposta musicale particolare. Infatti la struttura del Ridotto, in centro storico, si presta benissimo ad accogliere questo tipo di eventi. Le scenografie saranno curate da Alessandro Passardi, che darà forma e colore ad ogni ambiente sonoro. La

serata si concluderà con una degustazione a cura di vignaioli locali che presenteranno i loro prodotti. In particolare, il 20 ottobre sarà presente la Cantina Pedrotti di Pietramurata che ha accolto con entusiasmo l’invito. Gli altri appuntamenti saranno il 10 novembre e il 22 dicembre, sempre alle 18. Per informazioni scrivere a labirintiarmonici@gmail.com. ■

Itinerari Jazz a Rovereto

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ono tre gli appuntamenti in cartellone per l’edizione 2012 di “Itinerari Jazz Rovereto”, due dei quali in ottobre. Ad aprire il festival, organizzato dal Centro S. Chiara in collaborazione con il Comune di Rovereto, e curato da Enzo Costa, sarà il concerto del 10 ottobre con la band americana “The Jack DeJohnette Group” (Auditorium Melotti, ore 21). Una formazione guidata dal batterista Jack DeJohnette, musicista che ha da poco compiuto settant’anni e li ha festeggiati producendo “Sound Travels”, lavoro che traccia un viaggio nella vasta geografia della sua musica, dei suoi interessi. La ruota del tempo ha girato, e gli stessi musicisti che allora accompagnavano Miles nella Sala Filarmonica rappresentano oggi i vertici massimi della creatività nel jazz: Dave Holland, Wayne Shorter,

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e Jack DeJohnette, naturalmente. Il pubblico degli Itinerari Jazz ha avuto modo di apprezzare spesso il formidabile batterista originario di Chicago, sia a Trento che a Rovereto. “Ne abbiamo gustato – spiegano le note che accompagnano il live – le splendide doti di musicalità, di elasticità e sapienza costruttiva nei concerti insieme a David Liebman, Dave Holland, Steve Coleman, John Patitucci e Jerome Harris. Quest’ultiJack DeJohnette mo, bassista e chitarrista di pregio, è insieme a DeJohnette anche nel recente quintetto che il batterista porta a Rovereto”. Non mancano nell’organico altri musicisti di notevole profilo, che possiamo annoverare tra le voci più stimolanti del jazz di oggi: il sassofonista contralto Rudresh Mahanthappa, che dà alimento al jazz attraverso le proprie radici dell’India, e il chitarrista David


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di Alessia Acampora

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ono dieci i concorrenti giunti alla tappa finale di Trento Incanta – il Festival Canoro Città di Trento – che il 6 ottobre si daranno battaglia nello splendido contesto dell’Auditorium S. Chiara. Suddivisi tra inediti ed interpreti, vedranno le loro esibizioni valutate dalla giuria guidata d al m aestro Vince Tempera, compositore e musicista di fama nazionale (ha prodotto oltre 70 colonne sonore tra cui le indimenti cabili sigle di “Ufo Robot”, “Goldrake”, “Ape Maya”, “Remi” e “Nano Nano”), direttore d’orchestra della “Corrida” e al Festival di Sanremo. Ecco i nomi degli sfidanti: Andrea Faccenda, Erica Giombi, Carlotta Alessandrini, Giada Margoni e Caterina Acler per la sezione

trento incanta Sabato 6 ottobre la Finale al Centro S. Chiara. Tra i Membri di giuria, il grande compositore vince tempera Interpreti; Patrick Biasutti, Piero Depasquale, Giovanni Balduzzi, Chiara Veronese e Mauro Trentini per la sezione Inediti. Abbinato al concorso canoro è il concorso di bellezza, che vedrà cinque concorrenti contendersi il titolo di Trentino Miss; esse saranno: Jasna Stoyanovic, Griselda Gega, Daniela Bentivoglio, Geanina Barac, Maria Vittoria Toniatti. Il vincitore di ciascuna sezione e le prime tre Miss selezionate parteciperanno alla finale dei Grandi Festivals

Fiuczynski, che scavalca con spregiudicato Fabrizio Bosso vigore i confini stilistici e tecnici del proprio strumento. Protagonista del concerto del 27 ottobre sarà la tromba di Fabrizio Bosso con il suo progetto degli “Enchantment’ Quartet“. Con Bosso, uno strumento come la tromba pulsa di vitalità e virtuosismo, si avventura in acrobazie spericolate, modella timbri e sfumature di raffinata filigrana. Il quartetto denominato “Enchantment” nasce in occasione di un lavoro dedicato a Nino Rota nell’anno del centenario dalla sua nascita, registrato da Bosso nel giugno 2011 in Inghilterra, con i tre musicisti e la London Symphony Orchestra. Il gruppo si è poi sviluppato su coordinate proprie, non necessariamente legate al repertorio del grande compositore milanese, anche se brani come “The Godfather”, “La Dolce Vita”, “Otto e Mezzo” continuano a innervare le proposte del quartetto insieme alle composizioni originali dei

Italiani, il circuito nazionale a cui Trento Incanta è affiliato e la cui finalissima si terrà il 31 dicembre, la notte di capodanno, a Bardolino, sul Lago di Garda. Presenta la serata, direttamente dalla trasmissione “Colorado”, Cesare Gallarini, che orchestrerà con maestria le entrate e le uscite dei concorrenti, nonché dei numerosi ospiti. Il direttore artistico del festival Roby Benci e il direttore musicale Pino Putignani hanno voluto realizzare, per la sesta edizione del festival, uno

spettacolo di grande rilievo musicale e un’occasione di intrattenimento per grandi e piccini. La serata vedrà infatti la straordinaria partecipazione del Coro Piccole Colonne e, come ospite, Aldo Nicolini alias Mago Zio Potter da “Italia’s Got Talent”, che il pubblico sicuramente ricorderà per le sue esibizioni in cui è in grado di “staccarsi” spettacolarmente la testa e “farla cadere” lungo il busto. Madrina della serata è Marianna Arnaldi, Miss Grandi Festivals Italiani 2011. Ad arricchire il programma ci sarano inoltre l’arte della matita di Tiziano Riverso e l’accompagnamento musicale della band Rock Van. Per maggiori informazioni www. trentoincanta.it ■

suoi componenti, tutti autori di pregio. La formazione riunita da Bosso offre l’occasione di ascoltare il lavoro di solisti splendidi. Tra questi, il giovane pianista Claudio Filippini, senza dubbio uno dei talenti più solidi e vivaci scaturiti negli ultimi anni sul panorama nazionale. Messosi in luce al fianco di Maria Pia DeVito e Giovanni Tommaso, dopo aver vinto nel 2003 il concorso Massimo Urbani, Filippini ha sviluppato un pianismo in cui la profonda conoscenza della tradizione si coniuga alla fresca originalità. Il contrabbassista Rosario Bonaccorso non ha certo bisogno di presentazioni: il suo lavoro accanto a Enrico Rava e Stefano di Battista rappresenta l’aspetto più evidente di un’attività che lo ha visto insieme a tanti grandi, del calibro di Elvin Jones, Gato Barbieri, Lee Konitz, Dianne Reeves. Il batterista Lorenzo Tucci è al fianco di Bosso fin dalla fondazione del quintetto High Five una decina di anni fa.

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al 28 settembre al 14 ottobre forchette d’oro in Val di Non dove l’APT organizza la 26° edizione di una rassegna culinaria che è ormai diventata tradizione. Si tratta degli “Antichi Sapori della Val di Non” un viaggio nei sapori di un tempo riletti e trasformati dall’estro creativo di nove tra i più quotati chef della valle trentina. La formula dell’iniziativa è semplice: selezionare nove tra i più preparati ristoratori della zona e chiedere loro di recuperare e reinventare con fantasia gli antichi piatti d’un tempo, poveri negli ingredienti ma ricchi per gusto e tradizione. Il risultato sono nove menù uno più allettante dell’altro, non solo per varietà ma anche per il prezzo: un pranzo o una cena completa dall’antipasto fino al dolce e al caffè (naturalmente d’orzo come vuole l’usanza contadina) costano all’ospite infatti solamente 35,00 euro comprensivi di ben quattro varietà di vini Trentino DOC. Una delle regole d’oro che caratterizza la rassegna culinaria negli ultimi anni e che ne decreta anche l’enorme successo di pubblico e critica è l’attenzione alle materie

POMARIA E ANTICHI SAPORI IN VAL DI NON dal 28 settembre al 14 ottobre TORNANO DUE DEGLI APPUNTAMENTI CLOU DELL’AUTUNNO

prime, rigorosamente a Km0 e prodotte in loco. Naturalmente tra gli ingredienti non può mancare la mela DOP della Val di Non, regina della produzione agricola anaune, che è alla base di gran parte dei dolci proposti ma a sorpresa anche di altre portate come i bolliti misti che sono accompagnati dalle mele cotogne in agrodolce, il tortino nostrano con mela Golden e foglie di speck o l’insalata di cappuccio con petto di grigia alpina e Golden Melinda. E se la mela è regina incon-

trastata della Val di Non non poteva che essere anche la protagonista di “Pomaria” la grande festa di fine raccolto che ogni anno ritorna puntuale il secondo week-end di ottobre. Il 13 e il 14 ottobre l’appuntamento è quindi a Casez, nei pressi di Sanzeno, per assistere ad uno degli eventi più importanti dell’autunno trentino. Ogni anno accorrono a “Pomaria” oltre 18.000 visitatori pronti a vivere la festa in prima persona tra raccolta della frutta nei meleti, lezioni di strudel, laboratori didattici

e degustazioni Slow Food. Tra le novità dell’edizione 2012 va ricordata la seconda edizione del concorso culinario “I dolci con le mele di Pomaria”: una sfida a colpi di mattarello tra le massaie della Val di Non impegnate a cucinare la più buona delle torte di mela. Chi raggiunge “Pomaria” da Trento o dalla Rotaliana con la Ferrovia Trento Malè domenica 14 ottobre potrà usufruire di bus navetta gratuiti da Dermulo alla festa per tutto il giorno. Inoltre alle 9.30 di domenica parte da Trento il “Trenino della Mela”: un viaggio di gusto con i sapori dell’Associazione “Strada della Mela”. Info e prenotazioni: APT Val di Non tel. 0463 830133 info@visitvaldinon.it www.visitvaldinon.it

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L’

Altopiano della Vigolana in autunno è uno spettacolo per gli occhi! Per godere appieno di questa scenografia naturale ecco Benessere in Movimento: uscite a piedi e a cavallo accompagnati da chi sa davvero trasmettere le emozioni del nostro territorio. Si parte sabato 28 settembre con Laboratorio Cammino per apprendere come si cammina correttamente e al termine della passeggiata tutti assieme a gustare un aperitivo con i prodotti tipici locali dell’autunno. Sabato 13 e 27 ottobre Passeggiando nel bosco di notte, uscite serali per godere il bosco di notte e poi cenare tutti assieme con piatti a base di prodotti tipici Domenica 14 e 28 ottobre Vigolana a cavallo, per godere dell’Altopiano anche passeggiando a cavallo e gustando un pranzo a base di prodotti tipici tutti assieme.Ogni uscita prevede una degustazione di prodotti tipici locali. In questa stagione la Vigolana riserva sorprese anche per il palato con i prodotti autunnali tipici del territorio: la pera, la castagna e il mais. Dal 28 settembre al 7 ottobre la Festa della Pera di Vatta-

in vigolana benessere all’aria aperta Una stagione ricca di gusto e colori: tante uscite accompagnate sul territorio e le immancabili feste della Pera, della Castagna e dello Sfoiò, oltre al menu d’autunno

ro, organizzata dalla Pro Loco di Vattaro con la presentazione del progetto Di PERO in PERO sul recupero delle antiche varietà di pere, il concerto del Coro Vigolana, la passeggiata PER I sentieri con aPERItivo finale, l’Angolo inPERO dedicato alla cucina con le pere e al formaggio, il mercato con stand gastronomici, degustazioni e artigianato artistico. Il 20 e 21 ottobre Festa della Castagna della Valle del Centa, organizzata dall’associazione Castanicoltori della

Valle del Centa con trekking del gusto, mostra pomologica, degustazioni guidate, le casette dei sapori, il pranzo del Castanicoltore, la mini pedalata d’autunno, animazione per grandi e piccini con musica, caldarroste, vin brulè. Concluderà la stagione dal 3 all’11 novembre Sfoiò, Filò, Falò, una festa di ringraziamento per le attività agricole. Alcune cantine contadine apriranno le porte per celebrare assieme a paesani, visitatori e curiosi il rito della fine dei lavori

nei campi ed il meritato riposo invernale con lo sfoiò, l’antica tradizione che consiste nello sfogliare le pannocchie per farle poi seccare sui balconi. E per finire con gusto, dal 12 ottobre al 18 novembre il Menu d’Autunno, interamente dedicato alla castagna: direttamente dall’albero alla tavola attraverso manicaretti genuini e sfiziosi. Nella Valle del Centa sono censite ben ottocento piante di castagno. La castagna, un prodotto genuino per eccellenza con un elevato potere nutritivo, rappresentava un tempo l’alimento base della popolazione locale. Ora ne vengono valorizzati gusti e profumi dai nostri ristoratori che rivisitano le antiche ricette con un pizzico di creatività e trasformano questi saporiti frutti in invitanti piatti. ■

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VIII Edizione 26 27 28

ottobre 2012

fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili mostra mercato dell'economia solidale stand, convegni, cucina, spettacoli

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All'interno della fiera, sabato 27 ottobre dalle 9 alle 19 NOVITA' 2012 la Prima Mostra del Vino Biologico Trentino

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40 anni di formicHe Fabio vettori e le sue formiche festeggiano quarant’anni di “matrimonio”. L’evento si celebra a trento con una grande mostra

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e prima formiche si fanno vive sul banco di sucola di Fabio Vettori esattamente quarant’anni fa. Era il 1972. Dieci anni dopo, arriva per Fabio la vittoria al concorso di grafica umoristica “Trento tra realtà e follia” che gli permette di allestire la sua prima mostra personale. Certo è lontana la dimensione professionale e “aziendale” di oggi. La prima timida attività artigianale la compie nel 1985. Seguiranno tutta una serie di successi che porteranno le mitiche formichine all’avvento del computer e di Internet. Una vera e propria

esplosione di notorietà che favorirà la nascita non solo delle formiche a colori, ma di una vastissima gamma di prodotti e di gadget che hanno come protagonisti i simpatici insetti “trentini”. Ed eccoci al 2012. Sono passati quarant’anni da quando quel giovane di belle speranze, dai capelli ricci e dal talento innato tracciò le sue prime zampette. Dal 13 ottobre al 24 novembre, presso il negozio di via ss. Trinità 6 a Trento (punto vendita delle formiche di Fabio Vettori), saranno esposti in mostra i disegni delle “prime formiche” nate sui banchi di scuola e la loro evoluzione nel tempo, per arrivare alla attuale produzione di poster, calendari, agende, tazze, diari, puzzle, e molto altro... È curioso e interessante,

anche per lo stesso autore, osservare questi disegni giovanili ricchi di fantasia, complessità, tratto in evoluzione, con molti particolari e con le formiche che cercano la loro strada... Dalle costruzioni sotterranee delle tipiche formiche (insetti), agli abitanti di paesaggi di fantasia e di città del mondo... dal bianco & nero, dapprima con pennarelli poi con rapidograph (scoperto alle scuole per geometri), alle tavole colorate con acquerello. Una buona occasione per festeggiare il quarantesimo anno dalle “prime formiche”; passatempo all’inizio ma divenute, col tempo, una vera e propria attività lavorativa svolta con passione fino ad oggi. Per l’occasione, la RAI metterà in onda di alcuni

episodi dei cartoni animati; si tratta di una serie di 53 episodi, di 3 minuti l’uno, prodotti da Mondo TV e Rai Fiction, per la regia di Maurizio Laganà. ■

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Teatro Ragazzi mercoledì 3 ottobre riprende la rassegna in Valle dei Laghi. In programma sei appuntamenti tra spettacoli, letture e corsi di formazione

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Fornei, padele e cene

al 3 al 19 ottobre la Fondazione Aida/Teatro Valle dei Laghi in collaborazione con la Comunità Valle dei Laghi, con il contributo della Provincia Autonoma di Trento, Piano Giovani Valle dei Laghi, Cassa Rurale della Valle dei Laghi torna con la rassegna “Teatro ragazzi in Valle dei Laghi”: 6 appuntamenti tra spettacoli, letture e corsi di formazione ad ingresso gratuito nella Valle dei Laghi dedicati al mondo

del teatro quale strumento di crescita. Dopo il campo estivo teatrale “il sipario si alzi” proposto a Vezzano tra luglio-agosto 2012, riprende quindi l’appuntamento con la rassegna mercoledì 3 ottobre alle ore 16 presso la Sala Pizzini del Comune di Calavino in occasione del laboratorio “la paura nella letteratura per l’infanzia”, dove i bambini attraverso attività ludiche e didattiche avranno modo di conoscere meglio quest’emozione – spesso irrazionale. Gli spettacoli teatrali in programma sono due produzioni per i ragazzi allestite da Fondazione Aida. In programma venerdì 12 ottobre alle ore

Carne salada e fumada di agnello con misticanze, senape, frutti del sottobosco e mandorle *** Fregole di grano saraceno al cunel, erbette e pan brusà

16,00 presso il Teatro di Calavino c’è “La tribù del riciclo”. Tratto dall’omonimo libro di Monica Marelli, lo spettacolo ha una missione ambiziosa: liberare l’ambiente dai rifiuti ”che tanti irresponsabili abbandonano per terra, invece di differenziarli e riciclarli”. Il protagonista Max calcia con indifferenza una lattina abbandonata: subito si scatena l’intervento dell’ispettore Closet, questa volta alle prese con il desolante caso dei rifiuti abbandonati, che se recuperati possono avere una seconda vita. Mentre martedì 16 ottobre alle ore 16,45 presso il Teatro Valle dei Laghi di Vezzano si alzerà il sipario de “Le quattro stagioni e pic-

colo vento”. Dalle musiche di Antonio Vivaldi si snoda la frizzante storia del protagonista Piccolo Vento, avventure che attraversano le stagioni e i loro cambiamenti: paesaggi, colori, profumi, sfumature, suoni e musiche. Nicolet ta Vicentini e Chiara Carminati – rispettivamente regista e autrice del libro da cui è stato tratto quest’ultimo spettacolo condurranno il corso di formazione per insegnanti – articolato in due giornate, in programma al Teatro Valle dei Laghi di Vezzano. Martedì 16 ottobre verranno introdotti gli elementi base per allestire uno spettacolo di teatro-ragazzi che proponga una messa in scena fluida, comprensibile, godibile e didatticamente utile. Mentre, l’appuntamento di mercoledì 17 ottobre nasce per offrire tecniche e consigli utili a rendere espressiva la letture rivolte in particolare a ■ bambini e ragazzi.

Costine di maialino speziate con miele, trisa di semola e crusca, cavoli e mele *** Tortino de poina al timo con ciliegie alla pavana valsuganotta Prezzo del menù con i vini esclusi: Euro 34,00 Euro 45,00 con i vini abbinati

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Imperial center: novità in… linea in nome del benessere e della miglior forma fisica, nasce la collaborazione con i centri juta wellness e fitness

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aggiunta con grande soddisfazione la consapevolezza di poter dare al cliente un’offerta completa nel vasto ed articolato mondo del benessere – con risultati visibili e tangibili, decisamente assodati e “rassodati” – Imperial Center ha saputo convertire le iniziali linee progettuali di lancio in iniziative arricchite e riorganizzate sulle maturate esperienze, con l’univoca finalità di potenziare al massimo la felicità e l’appagamento di quanti hanno ricercato, richiesto e sperimentato percorsi specializzati per la cura della persona. Considerato il successo ottenuto dal centro dimagrimento – di cui Imperial Center detiene marchio e primato, potendo vantare un vero e proprio “metodo” – l’idea di allargare gli orizzonti e di ampliare i confini è nata e si è sviluppata attraverso un’importante

collaborazione professionale con i Centri Juta. Un’unione di intenti, una commistione di energie, un ritrovarsi puntuale su quanto e come offrire le reciproche professionalità. L’entusiasmo l’abbiamo colto al volo e come tale va comunicato: si tratta di una nuova avventura, ricca di sfumature, che apre su più fronti e che quindi non solo elettrizza gli animi ma la dice anche lunga sull’ impegno e la dedizione versati in questo progetto allargato. E se allora i Centri Juta – che si snodano nelle differenziate realtà già operative sul territorio, ben note agli appassionati del genere wellness e fitness – sposano l’innovazione proposta da Imperial Center gli effetti possono essere piacevolmente esplosivi. Essere presenti in ogni parte della città con proposte esclusive significa proporre all’utenza – sempre varia, ampia ed eterogenea – maggior metratura, alta specializzazione, ricerca approfondita del significato “benessere”; vuol dire dare linfa attiva agli slanci che la nostra società richiede in maniera sempre più esplicita, ormai troppo provata dallo stress e dal logorio della vita post – moderna. Il titolare di Imperial Center, Vincenzo, nella sede di via Maccani 88 a Trento, nello specifico lascia ampi

spazi al settore dimagrimento ed alla zona palestra; scelta certamente motivata dallo stretto connubio tra perdere peso e mantenere la forma conquistata con attrezzature specifiche ed adeguate. Una mossa che si può già definire vincente; una qualifica appoggiata e sostenuta da una nota azienda in campo nutrizionale, che è attivamente presente nel percorso salutistico del cliente con consigli “ad personam” e percorsi medici mirati al controllo della salute in generale ed all’educazione alimentare in particolare. Il titolare dei Centri Juta di Ravina e di Trento Centro punta invece sul wellness, sul fitness, sui corsi e sulla sauna, vera perla dell’azienda benessere. L’aria di rinnovo che si respira nei due punti

Info Tutti i numeri e tutti gli indirizzi internet: Imperial Center (Trento, via Maccani): Tel. 0461.821115 www.imperial-center.it Centro Juta (Via Herrsching, 7 - Ravina): Tel. 0461.935202 info@jutaspa.it Centro Juta (Trento, via Galilei, 32): Tel. 0461.230797 info@jutacenter.it

Juta va assolutamente assaporata e gustata con tempi dolci e rilassanti, esplorata attraverso le diversificate proposte motorie, conosciuta nelle sue diverse versioni. In questo clima di suggestioni, imperdibile una sosta – lenta o veloce a seconda delle disponibilità e delle fasce orarie – all’area ristorante annessa alla sede di Trento Centro: in questo ambiente particolare e salutistico, si può spaziare dai menù casalinghi che rispettano il corretto apporto nutrizionale, alle colazioni complete e bilanciate, agli spuntini calibrati e sfiziosi. Un successo gastronomico confermato dalle feste di laurea e dalle cene aziendali; un’offerta a tutto tondo, in grado di incontrare tutto e tutti. Insomma tre centri, innumerevoli specialità e alta offerta qualitativa definiscono questa partnership che è già un successo annunciato dai numeri e dalle richieste. Per ritrovare se stessi ed il proprio benessere fisico. ■ 75

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edele ai principi che l’anno fatta nascere, la manifestazione è prima di tutto una vetrina per l’economia trentina, ed in particolare quella più attenta alle persone e all’ambiente. E se i primi anni era difficile convincere gli agricoltori biologici trentini a partecipare, oggi sono i produttori del resto d’Italia a dover far le corse per trovare un posto libero. Frutta, verdura, marmellate, piante officinali, formaggi, farina, miele, vino, pasta: nel mercatino bio di Fa’ la Cosa Giusta! Trento non manca praticamente nulla di quello che serve per riempire il frigo e la dispensa di prodotti buoni e sani. Come del resto non manca nulla, dalle mutande, alle scarpe, ai giacconi, nella sezione dedicata all’abbigliamento, anche quest’anno ricca di offerte nuove che vanno incontro alla domanda in continua crescita di vestiti che non facciano male a chi li porta e a chi li produce. E poi ancora prodotti per l’igiene personale e della casa, giocattoli, soluzioni per il risparmio energetico e le energie rinnovabili, i libri sulle tematiche della sostenibilità, i progetti delle associazioni, i lavori delle cooperative sociali, e i mille altri prodotti che gli oltre 170 espositori presenti presenteranno al pubblico, ognuno nel suo modo unico. Come sempre grande attenzione per i bambini e le neomamme, con i laboratori e i due spazi dedicati, il menù bambini, e il biglietto di ingresso super ridotto. Sul versante della ristorazione, dopo la riuscita sperimentazione dello scorso anno ritorna l’offerta del GAStorante Slow Food. Novità 2012 sarà la Prima Mostra del Vino Biologico 76

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Fa’ la Cosa Giusta! Torna dal 26 al 28 ottobre, la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibile giunta quest’anno alla ottava edizione Trentino. Sabato 27 si potranno degustare i migliori vini prodotti da uve biologiche trentine, per “toccare con lingua” che il vino bio, oltre ad essere più sano per l’ambiente, è almeno tanto buono quanto quello da uve trattate. La bellezza di Fa’ la Cosa Giusta! Trento potrà essere colta solo visitandola, ma una

piccola anteprima può dare l’idea dello spirito che la animerà: all’interno della Fiera verrà allestita una “casetta” dove gli spettatori entreranno pochi alla volta. In questo mondo “magico” i visitatori assisteranno ad un breve spettacolo di pupazzi, dove si narrerà la storia di un seme. Prima di uscire, ognuno riceverà dal pupazzo un seme, da

piantare, curare, far crescere. Perché Fa’ la Cosa Giusta! vuole essere un seme e il momento più importante comincia dopo l’uscita. Per l’entrata, comunque, dal 26 al 28 ottobre presso i padiglioni di Trento Fiere. Il programma completo, l’elenco degli espositori e ulteriori informazioni sul sito www. trentinoarcobaleno.it. ■

Società filarmonica

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iprende sulle note del chitarrista Miloš Karadaglic, la Stagione 2012 della Filarmonica di Trento che, nel suo 217° anno di attività, si propone agli appassionati del Trentino con una Stagione di alto profilo che spazia a tutto campo nella musica cameristica. Un percorso concertistico, che dopo la consueta pausa estivo, punta ad un’elevata qualità, in armonia con le certezze ma anche con i fermenti e le curiosità del mondo musicale. Giovedì 4 ottobre, Miloš Karadaglic proporrà composizioni di H. VillaLobos, I. Albéniz, J.S. Bach, A. Barrios, E. Granados e C. Domeniconi. Venerdì 12 spazio alla “Canadian Brass” con lo spettacolo “Back to Brass”, proposta da un vero e proprio mito della musica del Novecento, considerato il più famoso gruppo d’ottoni del mondo. Con il “Duo Sitkovetsky”, formato da Alexander Sitkovetsky (foto), violino e Wu Qian, pianoforte, mercoledì 24, prosegue la positiva collaborazione della Filarmonica con il Concorso Internazionale “Premio Trio di Trieste”. Alexander Sitkovetsky e Wu Qian suonano insieme da una decina d’anni. Hanno tenuto recital in Duo in varie stagioni concertistiche in Germania, Italia, Estonia, alla Wigmore Hall di Londra e per altre società concertistiche inglesi, ma pure a New York. Entrambi i musicisti coniugano l’attività cameristica con un’importante carriera solistica.


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arte ufficialmente sabato 13 ottobre con il musical “Tutti a bordo” degli Des Etoiles la stagione 2012/2013 del Teatro Valle dei Laghi organizzata da Fondazione Aida Teatro Stabile d’Innovazione con la comunità Valle dei Laghi, che raggruppa i Comuni di Calavino, Cavedine, Lasino, Padergnone, Terlago, Vezzano, e in collaborazione con la Cassa Rurale Valle dei Laghi, APT Trento, Monte Bondone,

Tutti a bordo Inaugura il 13 ottobre con il musical degli Des Etoiles LE STAGIONI DEI TEATRI del Teatro Valle dei Laghi di Vezzano Valle dei Laghi e Consorzio Pro Loco Valle dei Laghi. Il 13 ottobre appuntamento quindi a teatro con uno show ballato e cantato dal vivo da parte di settanta protagonisti che trasportano dal continente Europeo a quello Americano lo spettatore in un meraviglioso viaggio sulle indimenticabili note dei musical più famosi. A seguire, sempre per la rassegna “specchi riflessi”

sabato 20 ottobre (ore 20.45) l’appuntamento è con Loredana Cont in Te ‘n conto una, anzi doe, spettacolo che con leggerezza ed ironia descrive le varie sfacettature che si nascondono dietro un’apparente semplicità di idee della vita di tutti i giorni, dedicato in particolar modo a tutti coloro che sono stati bambini negli anni ‘60 e dintorni e con il pretesto

per ridere di noi sul filo dei ricordi ripercorre il tempo partendo dalla nostra infanzia “condita” con olio di fegato di merluzzo, passando per i primi amori nati negli oratori, fino ad arrivare all’odierno e definitivo salto di qualità: la raccolta differenziata intelligente. Biglietti: 15/13 euro, abbonamento della rassegna 120 euro., tessera 10 ingressi 115 euro. Per i ragazzi si segnala lo spettacolo Hansel e Gretel, in programma domenica 21 ottobre, alle 16.30, tratta dall’opera omonima di Gianni Rodari. ■

I misteriosi “suicidi” di Gardini, Cagliari e castellari

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omincia a spron battuto la stagione congiunta di Teatro Portland, Spazio Off e Compagnia Arditodesìo. Il primo spettacolo è in programma il 12 ottobre (ore 21). Il Piccolo Teatro Pratico presenta “Capitan Brianza e il destino di Donna Giovanna” di e con Davide Colavini, per la regia Michela Marelli. La Brianza una terra a nord di Milano troppo spesso dedita al solo scopo lavorativo, che esalta il senso pratico della vita. Una storia all’apparenza semplice: Capitan Brianza è un uomo onesto che vive in questa zona d’Italia con le problematiche di sempre: guadagnarsi la stima, il rispetto e la tranquillità economica, valori da sempre tramandati. Un’esistenza agiata ma pacata e ripetitiva, perchè in provincia, si sa, non succede mai nulla perché il tempo passi veramente e le cose tendono a ripetersi all’infinito.

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Il 26 ottobre, va in scena “Suicidi?”, piéce tratta dal libro di Mario Almerighi “3 suicidi eccellenti”, diretto e interpretato da Bebo Storti e Fabrizio Coniglio. Siamo in piena tangentopoli e due comuni cittadini italiani, giocando a fare gli ispettori, indagano su “3 suicidi eccellenti” di quel periodo: Castellari, direttore generale degli affari economici del Ministero delle Partecipazioni Statali e consulente dell’Eni, Cagliari, presidente dell’Eni e Gardini, capo indiscusso della Montedison e maggior azionista dell’Eni. Perché le scene dei suicidi sono state alterate? Perché Castellari, Cagliari e Gardini si uccidono proprio il giorno in cui dovrebbero incontrare i magistrati? Hanno tutti e tre un forte legame con L’Eni. È solo una coincidenza? Il sistema uccide chi all’improvviso diventa inaffidabile?


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Grafica, colori e un tuffo nella memoria

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alvolta, sempre assai più di rado, approdano a Trento artisti che hanno saputo, nel corso della loro vita, aprire la cronaca alla storia. E viceversa. Uno di

questi è Carlo

Nangeroni, nato a New York nel

1922, frequentatore in Italia dell’ambiente artistico milanese tra gli anni 1938 e 1942, allievo di Mauro Reggiani. Nel 1944 fugge in Svizzera per essere catturato dalle truppe nazi-fasciste. Ritorna poi in terra americana dove lavora a fianco di artisti come Willem De Kooning, Franz Kline, lo scultore Alexander Archipenko, ovvero il fior fiore dell’espressionismo astratto americano. Fa incursioni nel laboratorio del compositore di musica contemporanea Edgar Vàrese, affascinato dagli esperimenti sui suoni e i rumori. Alterna il suo lavoro di artista con quello di scenografo alla rete televisiva N.B.C.. Dal 1954 al 1957 lavora ad una serie di opere quasi monocrome (bianco con piccole aggiunte di colore), a forte texture e lieve

“On videos”, evento da arte boccanera

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edele a una tradizione ormai consolidata, anche quest’anno il Dipartimento delle Arti Visive e la Scuola di Specializzazione in Beni Storici Artistici celebrano il culmine dell’estate con un evento culturale e festoso nello stesso tempo, presentando un ricchissimo programma fondato sulla videoarte. Al solito, è stata cura degli organizzatori di Videoart Yearbook, L`Annuario della videoarte italiana di scegliere testimoni di grande valore a introdurre l’evento. Quest’anno la scelta è caduta su Giorgia Lucchi Boccanera, direttrice della galleria Arte Boccanera di Trento. Arte Boccanera ha ideato, prodotto e tuttora promuove il progetto “On Videos for hours and hours” dedicato all`approfondimento delle ultime tendenze della videoarte nazionale ed internazionale. Arte Boccanera quest`anno ha assunto anche un ruolo di co-produzione dell’evento bolognese, acquisendo così il diritto di ripresentare l’intero evento nei propri spazi: a Trento, via milano 128, il 26 ottobre, dalle 21, attraverso l`appuntamento di “ON VIDEOS for hours and hours nr. III” con la proiezione di 28 video dei seguenti artisti: Alexo, Corti, Manescardi, Tonetti – Nicola Ballarini – Sara Benaglia – Michele Bernardi – Andrea Bianconi – Botto & Bruno – Enrico Bressan – Barbara Brugola – Federica Bruni – Anita Calà – Silvia Camporesi – Audrey Coïaniz, Basmati – Elisabetta Di Sopra – Stefano D’odorico – Samuel Fortunato – Nicola Genovese – Giuseppina Giordano – Antonio Guiotto – Francesco Lo Monaco – Davide Mancini Zanchi – Luca Matti – Sabrina Mazzioli – Francesco Nonino – Laurina Paperina – Gabriele Picco – Angelica Porrari – Marcella Vanzo – Lucia Veronesi.

rilievo, dove ricordi figurali si mescolano a partiture in oggettive. Nel 1958 collabora con Salvador Dalì nel campo della pubblicità. Negli anni Settanta ritorna in Italia, a Milano, dove ricopre la carica di docente presso la Scuola Politecnico di Design. Dal 1981, affascinato dalle combinazioni, dalle variazioni ematiche e dalle ambiguità del colore, sperimenta e sviluppa un cromatismo iridescente per mezzo di accostamenti di rette verticali colorate e piccole diagonali che formano un tessuto di microstrutture dove la luce è una preoccupazione costante

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del suo operare. Grazie a questa ricerca nel 1986 è invitato alla Biennale di Venezia nella sezione Colore, aspetti della ricerca cromatica organizzata. Oggi, a novant’anni, continua con piglio estremamente giovanile questa sua ricerca frammentando in particelle di colore le campiture, per ottenere una maggiore vibrazione luminosa. Queste opere le avevamo “gustate” l’anno scorso durante una bella e composita mostra collettiva allestita, con il titolo de “Le silenziose vie dell’astrazione. Il sentimento del colore” nelle suggestive sale di Castel Ivano – Spazio Klien a Borgo Valsugana. A partire dal 5 ottobre, questo particolare percorso artistico, profondamente legato alle vicissitudini della grande e internazionale speranza astratta di cambiare la visualità e


trentinomostre la percezione del mondo, si possono ammirare presso lo Studio Arte Architettura di Via Manci 83 a Trento (martedì/ venerdì 9-12, 15-18) e l’Enoteca Grado 12 (Lunedì pom./ sabato 10-12, 16-20). Le due esposizioni chiudono il 9

Aldeno Mostre Mostra dei Merlot d’Italia

Borgo Valsugana Mostre LIBERIO FURLINI COLORI E SABBIA

novembre. Fino al 28 ottobre è possibile compiere, presso lo Spazio archeologico sotterraneo del Sas (SASS) in piazza Cesare Battisti a Trento, un duplice viaggio: dentro le viscere della terra per incontrare archeologicamente la Trento romana e al contempo un viaggio a ritroso con la mostra

“Vuoto di memoria”, ovvero la riscoperta

del quartiere del Sas di Trento. Curata da Elena Tonezzer, la mostra racconta la storia del centro storico di Trento, ovvero del quartiere del Sas, che un tempo comprendeva i fossati di S. Simonino, del Teatro e le anguste androne bagnate da rogge. Un vero e proprio labirinto urbano, con i suoi slarghi e restringimenti, tra cui la piazola e la piazeta degli spazzacamini. Negli anni Trenta del Novecento il quartiere venne demolito per far posto alla nuova piazza voluta dal fascismo: Piazza Littorio, ora Cesare

Apertura: da venerdì 26 a domenica 28 ottobre. Teatro comunale. Aldeno e il Merlot si ripresenteranno anche quest’anno insieme a fine ottobre; sarà la nona edizione di questa manifestazione che, anno dopo anno, ha saputo ritagliarsi uno spazio sempre più importante nel panorama degli eventi nazionali dedicati al vino. Info: tel. 0461-842523; info@mondomerlot.it; www.merlotditalia.it.

Arco Mostre Koen van der Broek

Battisti. Questo sventramento, come racconta la nuovo paesaggi urbano cittadino, produce un vuoto nello spazio e un vuoto nella memoria. La mostra, attraverso fotografie, oggetti e documenti d’archivio, postazioni multimediali, tenta di ricostruirne la storia e la scenografia. Nell’ultima sala tre grandi parallelepipedi sono posizionati in modo da ricordare l’intrico degli stretti passaggi del quartiere. Su ogni lato, le fotografie mostrano luoghi che non esistono più e i volti ritratti ci suggeriscono storie lontane. Raggiungendo il centro dell’installazione si possono ascoltare frammenti di ricordi, voci raccolte nelle interviste registrate nel corso del 2011 e 2012. Un altro passaggio dell’esposizione ospita una grande mappa del quartiere com’era prima della distruzione e mostra la disposizione delle case e delle strade. Collocando una lente d’ingrandimento in otto diverse posizioni sulla mappa, il visitatore può accedere ad altrettanti approfondimenti video, che raccontano alcuni aspetti della topografia del quartiere e della vita dei suoi abitanti: i vicoli e le strade, le rogge, l’approvvigionamento dell’acqua, le lavandaie, le attività artigianali e commerciali.

Canale di Tenno Mostre Gogorò Benin architetture... e quant’altro Apertura: da domenica 9 settembre a domenica 14 ottobre. Casa degli Artisti “Giacomo Vittone”. Esposizione dei progetti di Solidarietà dell’Associazione, unitamente all’esperienza di viaggio/tirocinio organizzato con l’Università di Architettura di Venezia. Info: www. atoutafricanarch.org.

Levico Terme

curatrice, crea un

ma al contempo

Apertura: da venerdì 28 settembre a domenica 14 ottobre. Personale di pittura. Orari: tutti i giorni 10-12 e 16-19. Chiuso il lunedì.

Apertura: da venerdì 7 settembre a domenica 2 dicembre. Palazzo dei Panni. La pittura di Koen van der Broek (Belgio, 1973) trascrive i bordi degli spazi urbani così come il paesaggio costruito e decostruito. Nascono tele semi astratte dalle tinte appiattite e dai confini degli elementi non definiti. Forme interrogative sulla visione prospettica e sulle profondità dei luoghi traducono la struttura compositiva di uno spazio ambientale divenuto quasi evanescente. Privata dalla presenza di figure, di monumenti, di riferimenti riconducibili ad una identificazione caratterizzante, la scena è come sospesa e in attesa di essere evocata. Info: www. museoaltogarda.it. Mostre Kawthoolei: Scatti in zona di guerra nella Birmania Orientale Apertura: da venerdì 5 a domenica 7 ottobre. Auditorium Palazzo Panni. Mostra fotografica sul popolo Karen, di Fabio Polese. Info: Tel. 0464.554444; www.gardatrentino.it.

Fiere EXPO DOMANI SPOSI 13 e 14 ottobre. PalaLevico. Una fiera con un approcio tutto nuovo all’evento più atteso dai futuri sposi. Orario: 10-19. Info: www. bsifiere.com; info@bsifiere.com, tel. 0461.751252.

Luserna Mostre GALIZIA 1914 - I SOLDATI TIROLESI TRENTINI NELLA GRANDE GUERRA Apertura: fino a domenica 4 novembre. Centro Documentazione. Orario: 10-12.30 / 14-18. Info: Tel. 0464.789638; info@lusern.it; www.lusern.it.

Malga Costa Valle di Sella Mostre Hortus Aeris di Klaus Illi e Bettina Bürkle Apertura: fino a domenica 14 ottobre. La coppia di artisti tedeschi ha voluto ricreare un’esperienza di grande suggestione, immaginando di condurre i visitatori in un “contenitore di respiri” a cui hanno dato il nome di “Hortus aeris”. Orario: giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre: tutti i giorni ore 10-19. Ingresso euro 5,00.

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trentinomostre Mezzana Fiere Expo noce Apertura: da venerdì 19 a domenica 21 ottobre. Palazzetto dello Sport. Ore 10.30-20.00. Fiera espositiva per conoscere tutte le opportunità riguardo artigianato, impiantistica, energie rinnovabili, alimentari e dei servizi, nell’ambito turistico alberghiero e non. Entrata libera. Info: www.valdisole.net.

Nago torboleMostre Ciclovisioni Apertura: da sabato 22 settembre a domenica 14 ottobre. Forte Superiore. Mostra fotografica a cura dell’Associazione “Il Fotogramma”. Info: Tel. 0464.554444; www.gardatrentino.it. Mostre Le due anime dell’Etiopia Apertura: da sabato 20 ottobre a domenica 11 novembre. Forte Superiore. Mostra fotografica a cura dell’Associazione “Il Fotogramma”. Info: Tel. 0464.554444; www.gardatrentino.it. Mostre NUDO S/COPERTA DELL’ANIMA - VISIONI E LETTURE Apertura: da sabato 28 luglio a venerdì 26 ottobre. Forte Superiore. Orario: lunedì 15-18 - martedì, venerdì 15-22, sabato-domenica 17-22.

Nogaredo Mostre Anna Lia Spagnolli IL COLORE DELLA LUCE Apertura: da venerdì 28 settembre a lunedì 15 ottobre. Palazzo Candelpergher. il felice incontro con Anna Lia Spagnolli è, per la Cassa Rurale di Isera, un’ulteriore opportunità da cogliere per consentire lo studio e la promozione di una delle più significative esperienze artistiche locali in profondo e vitale contatto con la storia dei luoghi, della gente, dei mestieri e del paesaggio.

Pergine Valsugana Mostre RICCARDO CORDERO Macromondi spezzati Apertura: da sabato 21 aprile a domenica 4 novembre. Castello. Mostra in ricordo di Franco Batacchi e verrà allestita negli spazi aperti tra le due cinta murarie e nei saloni del Castello. Info: www. castelpergine.it. Mostre Mostra del contemporaneo Amaci Apertura: da venerdì 28 settembre a mercoledì 10 ottobre. Spazio Eventart.

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Mostre ADSUM Apertura: da sabato 13 a venerdì 26 ottobre. Mostra d’arte in collaborazione con la Galleria Adsum di Terlizzi (BA). Info: www.spazioeventart.com.

Revò Mostre “SETE, FILANDE E CAVALIERI. E IL GELSO IN VAL DI NON” Apertura: da venerdì 6 luglio a mercoledì 31 ottobre. Casa Campia. La mostra racconta l’avventura della bachicoltura e della produzione della seta nella valle, con un percorso che ne approfondisce gli aspetti scientifici, storici e letterari.

Riva del Garda Mostre Pinacoteca: Testimonianze figurative tra il XIV e il XIX secolo Apertura: da venerdì 23 marzo a giovedì 1 novembre. Museo “La Rocca” - Archeologia dell’Alto Garda. Storia: il lago, gli uomini, i tempi. Mostre Achtung Banditen. La Resistenza nel Basso Sarca. 1943-1945 Apertura: da giovedì 28 giugno a domenica 4 novembre. Immagini dell’epoca scattate nelle vie delle città e dei paesi del Basso Sarca, mentre i tragici fatti della guerra e della Resistenza (ma anche quelli successivi, con i danni, non solo materiali, la ricostruzione e i processi ai collaborazionisti) si compivano; inoltre documenti storici, installazioni e anche la ricostruzione dell’ufficio della Geheime Staatspolizei, la tristemente nota Gestapo, la polizia politica del Terzo Reich, ufficio presente anche in città. Mostre Velambiente Apertura: da giovedì 12 luglio a giovedì 29 novembre. Villino Campi. Mostra che propone una chiave di lettura diversa della vela: non solo un bellissimo sport, ma anche una occasione per essere attenti e rispettosi nei confronti dell’ambiente. Corner interattivi e multimediali, grazie ai quali è possibile ascoltare i rumori del lago, le narrazioni del mastro velaio e del maestro d’ascia, conoscere come le sorgenti sonore antropiche possono interferire sull’ecosistema subacqueo, scoprire gli ultimi ritrovati in fatto di efficienza energetica e l’evoluzione della tecnica costruttiva, toccando con mano i materiali principali di cui è composta un’imbarcazione a vela. Info: www.ingardatrentino.it.

Una mostra per emergency

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al 21 al 31 ottobre, il fotografo Franco Bampi propone una mostra il cui ricavato verrà interamente devoluto ad Emergency, per un progetto umanitario al quale gli organizzatori stanno già lavorando da tempo. L’evento si chiamerà: Mestieri... dell’altro mondo! e sarà proposta in bianconero nell’accogliente location dell’Hortus Artieri, in Vicolo dei Birri 7 a Trento (www.hortusartieri.it). Per info: cell. 347.8660222 oppure, per mail, rememberthai3@yahoo.it Mostre La luna ha tantissime emozioni Apertura: fino a giovedì 1 novembre. Astoria Park Hotel. Mostra di Francesco Borzani. Info: Tel. 0464.554444; www.gardatrentino.it.

Rovereto Mostre PASUBIO 1915-1918 Apertura: fino a venerdì 1 novembre 2013. Castello. Orario: dal martedì alla domenica ore 10-18. Info: www.trentinograndeguerra.it; www.museodellaguerra.it. Mostre Liberio Furlini - Sabbia colorata Apertura: da martedì 16 a martedì 30 ottobre. Personale di pittura. Sala comunale Iras Baldessari (via Portici, 25). Orario: tutti i giorni 16-19, sabato e domenica 9-12 e 16-19. Chiuso il lunedì. Mostre Un altro tempo. Tra Decadentismo e Modern Style Apertura: da sabato 22 settembre 2012 a domenica 13 gennaio 2013. Mart. A cura di Lea Vergine. Una mostra di Lea Vergine che mette a nudo uno più interessanti fenomeni artistici e culturali del Novecento: un crocevia di artisti, poeti, scrittori e fotografi attivi tra Londra, Parigi e l’Italia tra la fine degli anni Dieci e gli anni Trenta del novecento. Aperto dal martedì alla domenica 10-18; venerdì 10-21. Lunedì chiuso (eccetto festivi). Info: www. mart.trento.it; n.verde 800397760; Tel. 0464.438887.

Tione di Trento Fiere ECOFIERA DI MONTAGNA Apertura: da venerdì 5 a domenica 7 ottobre. il più importante ed attesissimo evento fieristico giudicariese d’autunno, dedicato all’economia di montagna ed allo sviluppo sostenibile nelle aree montane. La manifestazione giunta alla sua 13° edizione, rappresenta un’importante occasione commerciale e promozionale per chi sa essere protagonista diretto sul mercato. Info: tel. 0465-702626.

Trento Fiere FA’ LA COSA GIUSTA VIII EDIZIONE Apertura: 26-27-28 ottobre. Fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili. Mostra mercato dell’economia solidale: stand, convegni, cucina, spettacoli. Novità 2012: all’interno della fiera, sabato 27 ottobre dalle 9 alle 19 la prima mostra del vino Biologico Trentino. Info: www.trentinoarcobaleno.it


trentinomostre Mostre VUOTO DI MEMORIA - La riscoperta del quartiere del Sas di Trento. Apertura: da martedì 24 aprile a domenica 28 ottobre. Spazio archeologico sotterraneo del Sas. Fonti e documenti d’archivio vengono esplorati dallo spettatore attraverso un percorso immersivo. Le installazioni multimediali rivelano immagini, intrecciano voci e documenti d’archivio che raccontano il quartiere perduto. Orario: 9-13/14-17.30. Ingresso libero. Mostre FRANCESCO CLEMENTE Apertura: fino a lunedì 15 ottobre. Palazzo Wolkenstein - Via Marchetti, 17. Studio d’Arte Raffaelli. Emblems and Mountains: Recent Watercolors and works on paper. Info: www.studioraffaelli.com. Mostre L’immagine dell’altro nell’arte sacra trentina tra XIII e XVI secolo Apertura: fino a lunedì 26 novembre. Museo Diocesano, Piazza Duomo 18. Una mostra sul passato che parla al presente di tutti. La nuova iniziativa espositiva del Museo Diocesano Tridentino è dedicata all’immagine dell’”altro” e agli stereotipi visivi che l’occidente cristiano utilizzò per raffigurare l’alterità religiosa e gli oppositori della fede: ebrei, musulmani, eretici. Attraverso l’esposizione di importanti opere d’arte comprese tra XIII e XVI secolo provenienti dalle chiese della diocesi di Trento, la mostra consentirà di capire come radicati pregiudizi e antichi stereotipi visivi abbiano attraversato i secoli e siano giunti fino a noi, alimentando l’incapacità di incontrare davvero l’”altro” in un mondo sempre più multiculturale e interreligioso. L’esposizione intende inoltre valorizzare il patrimonio storico, artistico e culturale del territorio provinciale attraverso uno sguardo inedito e un taglio attuale. Orari: 9.30-12.30 / 14.30-18.00 (1 giugno - 30 settembre), 9.30-12.30 / 14.00-17.30 (1 ottobre - 31 maggio). Info: tel. 0461.234419; museodiocesano@ iol.it; www.museodiocesanotridentino.it. Mostre i cavalieri dell’imperatore: duello e guerra nelle armerie rinascimentali Apertura: da sabato 23 giugno a domenica 18 novembre. Castello del Buonconsiglio e Castel Beseno. Una suggestiva mostra in due castelli dove rivivrà l’affascinante mondo degli uomini d’arme che, vestiti d’acciaio, si scontravano in battaglia o esibivano la loro audacia e abilità nei tornei. A Castel Beseno, dove è stato rivisto completamente il percorso e l’allesti-

mento museale, sarà protagonista la battaglia, l’assedio, le armi e le strategie militari, al Castello del Buonconsiglio si respirerà invece l’atmosfera del duello, dell’amor cortese e delle virtù eroiche. Un’occasione unica per ammirare pezzi provenienti da importanti armerie europee oltre alla più completa collezione al mondo di armi e armature da combattimento e da parata forgiate a mano da maestri fabbri rinascimentali proveniente dall’Arsenale di Graz. Info: Tel. 0461.233770; www.buonconsiglio.it; info@buonconsiglio.it. Mostre ANNAMARIA ROSSI ZEN: 50 ANNI D’ARTE Apertura: da venerdì 14 settembre a venerdì 5 ottobre. Palazzo Trentini, Via Manci, 27. Orario: dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18; sabato dalle 10 alle 12.

Mostre Homo sapiens. La grande storia della diversità umana Apertura: da venerdì 21 settembre 2012 a domenica 13 gennaio 2013. Museo delle Scienze - Via Calepina. Seguendo un ordine cronologico di eventi e situazioni ed analizzando le tracce lasciate dai nostri antenati camminatori fino all’invenzione dell’agricoltura e alle epoche storiche più recenti, la mostra racconta da dove veniamo e come siamo riusciti a popolare l’intero pianeta. Il filo conduttore è lo spostamento, l’esplorazione, la dispersione degli umani in uno spazio ecologico instabile e frammentato. Orario: 10-18. Lunedì chiuso. Info: Museo delle Scienze, Tel. 0461.270311; www.mtsn.tn.it. Mostre Angelo Demitri Morandini - 000 (out of office) Apertura: da sabato 29 settembre a venerdì 12 ottobre. Palazzo Bortolazzi. Studio d’Arte Andromeda Via Malpaga, 17. Orari: dal lunedì al sabato 17 alle 19.30. In occasione della giornata del contemporaneo

Spazio EventArt - Pergine Valsugana

artisti dalla Puglia

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o Spazio Event Art di Pergine Valsugana propone, fino al 10 ottobre, la “Settimana del Contemporaneo”, un appuntamento importante collegato alle iniziative di AMACI, l’associazione dei musei d’arte contemporanea italiani. L’evento si svilupperà in due sedi, ovvero il foyer del nuovo teatro comunale di Pergine, dove sarà esposto un primo gruppo di opere di pittura e scultura, e nella sede di via Petrarca 36 dove principalmente saranno in visione video d’arte ed installazioni, con un secondo gruppo di opere di arte visiva e plastica. In questa seconda sede, il 6 ottobre, a partire dalle 18.30, si potrà assistere al momento principale della manifestazione con le performance artistiche eseguite con suoni,

colori, actions di recitazione e danza. L’evento ha il patrocinio culturale del Comune di Pergine e dell’archivio ADAC del MART e sarà presentato dai direttori artistici Franco Lancetti e Michele Maione. Tra i numerosi artisti partecipanti è da segnalare la presenza dell’artista di fama internazionale Isaac Kahn. La proposta tematica data agli artisti è l’energia, in quanto “l’Arte – spiega Lancetti – è condotta attraverso una pulsione d’Energia, una energia vitale che fa pensare a queste persone come veri motori di una società in fermento”. Maione, a questo proposito, aggiunge che “Ogni forma d’arte può essere concepita sottoforma di energia vitale, energia interiore, energia universale, perché l’artista è creatore e trasformatore dell’energia stessa”. Dal 13 al 26 ottobre saranno in esposizione i lavori degli artisti promossi dalla galleria Adsum di Terlizzi (Ba) con la quale EventArt ha realizzato una mostra-scambio, portando in Puglia già nel settembre scorso un gruppo di tredici autori, tra locali e nazionali. Le proposte per il mese di ottobre termineranno infine con l’esposizione delle opere selezionate del concorso “Il dittico”, dedicato alle coppie d’arte, dal 27 ottobre fino al 9 novembre e nella giornata conclusiva verranno rese note le opere vincitrici.

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trentinomostre la mostra rimarrà aperta dalle 10 alle 22. Ingresso libero. Mostre Carlo Nangeroni Apertura: da venerdì 5 ottobre a venerdì 9 novembre. Studio Arte Architettura di Via Manci 83 (martedì/venerdì 9-12, 15-18) e Enoteca Grado 12 (Lunedì pom./sabato 10-12, 16-20). Mostre FRANCESCO GUARDI NELLA TERRA DEGLI AVI - Dipinti di figura e capricci floreali Apertura: da sabato 6 ottobre 2012 a domenica 6 gennaio 2013. Castello del Buonconsiglio. Orari: dal 6 ottobre al 18 novembre 1018; dal 20 novembre al 6 gennaio 2013 9.30-17. Giornate di chiusura: tutti i lunedì non festivi, domenica 25 dicembre 202 e mercoledì 1 gennaio 2013. Info: www.buonconsiglio.it.

di gettare uno sguardo su ciò che resta del quotidiano di chi ha visto chiudersi le sbarre dietro di sé, dando concretezza con le immagini a quello spazio mentale che, per coloro che non ne hanno mai varcato la soglia, è privo di fisicità reale. Per info più dettagliate: www.festivaldelleprofessioni.it.

GIANNI TURELLA AL FORTE DI NAGO

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egli ampi e suggestivi spazi del forte austriaco di Nago, alla presenza di almeno un centinano di estimatori, si è aperta nelle ultime settimane una grande mostra di Gianni Turella. Il pittore di Isera – in ottima forma, in barba ai suoi 83 anni – è stato presentato da

Mostra mercato spazio editoria Apertura: da giovedì 18 a sabato 20 ottobre. Ore 10-19. Mostra mercato dell’editoria con le principali case editrici nazionali. Per info più dettagliate: www.festivaldelleprofessioni.it.

Vigo di Ton

Mostre LE FORMICHE DI FABIO VETTORI Apertura: da sabato 13 ottobre a sabato 24 novembre. Via SS. Trinità, 6 (punto vendita delle formiche di Fabio Vettori). In mostra i disegni delle “prime formiche” nate sui banchi di scuola e la loro evoluzione nel tempo, per arrivare alla attuale produzione di poster, calendari, agende, tazze, diari, puzzle, e molto altro.... Mostre Casa a Misura di bambino Apertura: da giovedì 18 a sabato 20 ottobre. Ore 10-19. Esposizione delle opere che hanno partecipato al Concorso di idee promosso dal Gi.Pro (Area Tecnica e Area Sociosanitaria) e riservato agli under 40 invitati a progettare una casa intorno alle esigenze dei bambini. Per info più dettagliate: www.festivaldelleprofessioni.it. Mostre Via Pilati - Sguardi oltre Apertura: da giovedì 18 a sabato 20 ottobre. Ore 10-19. Mostra fotografica promossa dall’Ordine degli Avvocati di Trento. L’esposizione raccoglie le opere che Giuseppe Benanti, Luca Chistè e Fabio Maione hanno realizzato all’interno dell’ex carcere di Trento in via Pilati dopo il trasferimento dei detenuti nella nuova struttura di Spini di Gardolo. La mostra racconta il carcere come realtà estrema, nascosta agli occhi della società e ripiegata su se stessa; un microcosmo impenetrabile che racchiude in sé una nascosta sofferenza umana. La dismissione della struttura penitenziaria ha offerto l’occasione

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Mostre OSPITE D’ONORE MATTEO THUN RITRATTO DA GIUSEPPE MOLTENI Apertura: da venerdì 20 luglio a domenica 4 novembre. Castel Thun. Mostra dedicata a Matteo Thun. In mostra anche il dipinto di Francesco Hayez che immortala Clara Maffei. Info: www.buonconsiglio.it.

Villa Lagarina Mostre Igor Molin GENTE COMUNE Apertura: da domenica 23 settembre a sabato 27 ottobre. Palazzo Libera, Via Garibaldi, 10. Mostra nell’ambito di “Palazzo Libera per l’arte contemporanea”. Intervento di Federica Giobbe, curatrice dei testi in catalogo, improvvisazione vocale dell’attore Alessio Kogoj su testo di Federica Giobbe. Sarà presente l’artista. Orari: mercoledì, giovedì, venerdì: 14.00-18.00; sabato e domenica: 10.00-12.30/14-18. Info: www.comunevillalagarina.tn.it.

Renzo Francescotti, scrittore e critico. Francescotti ha percorso sinteticamente l’itinerario artistico di Turella, che ha respirato sin da bambino i colori di suo nonno, famoso restauratore a Roma e a Vienna, e di suo padre, artigiano decoratore, pittore per diletto. Diplomatosi all’Istituto d’Arte di Trento, Turella è stato uno dei pochissimi artisti del Trentino che è sempre e solo vissuto del suo mestiere. Dai suoi primi lavori postimpressionisti, di un figurativismo stilizzato, si è progressivamente evoluto verso una visione astratta della realtà. Tuttavia molto poche sono le sue tele acriliche che possono essere definite totalmente informali. Poiché Turella si diverte a celare il figurativo nell’astratto e astrattizzare il figurativo. Rivelatrice e stupefacente è, in tal senso, una grande tela della mostra, “Canto della Vita”, apparentemente astratta; ma se ti avvicini e hai l’occhio acuto scopri che certe macchie di colore divengono piccoli uccelli. L’artista ne ha mascherato nella tela qualcosa come 312! Quando i ragazzi (con cui Gianni ha uno straordinario feeling) che visitano la sua bottega d’artista nella casa degli avi di Isera, ospitati anche a disegnarvi, fanno la scoperta degli uccellini nascosti nel paesaggio astratto, scatenano la loro stupefazione, il loro entusiasmo. Nella mostra di Nago, Turella ha esposto anche quadri di crocefissioni, stilizzate, moderne, che rivelano il senso del sacro di questo artista. E alberi fantasiosi, gruppi musicali quasi astratti, bottiglie che alludono a figure femminili: tutte opere di uno stupefacente colorista nel filone della grande tradizione veneta che in quel di Rovereto è stata di casa. Quadri vibranti di colori e luce all’insegna di un personale lirismo lirico.


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trentinoappuntamenti

riaprono i teatri, tra fragranze d’autunno

L’

attesa è stata lunga, ma la stagione sinfonica dell’Orchestra

Haydn di Trento e di

Bolzano riprende alla grande con il concerto

del 17 ottobre, sulle note del travolgente “Boléro” di Maurice Ravel. Altro ciclo di concerti che si risveglia dal letargo estivo è quella della Società

Filarmonica di Trento:

primo concerto il 4 ottobre con il chitarrista Miloš Karadaglic. Al mondo dell’opera è ispirato il primo titolo della Stagione della Danza, in programma l’11 ottobre al teatro Sociale di Trento:

“Traviata”. Per la musica leggera, appuntamento sold out

biagio antonacci

N

ato a Milano il 9 novembre 1963, già giovanissimo suona la batteria in gruppi di provincia, nonostante l’impegno scolastico per prendere il diploma da geometra. Sotto la produzione di Ron, partecipa nel 1988, tra le Nuove Proposte, al 38º Festival di Sanremo con la canzone Voglio vivere in un attimo, senza accedere alla finale. Ottiene il suo primo contratto discografico e nel 1989 pubblica il primo album, Sono cose che capitano. Il secondo album si intitola Adagio Biagio (titolo ispirato a una canzone ironica degli anni venti) ed esce due anni dopo. Qualcosa comincia a muoversi, le radio lo promuovono grazie ad alcuni brani piuttosto indovinati, Danza sul mio petto e Però ti amo, ed il successo è a portata di mano. Nel 1992, dopo aver scritto per Mietta (“Brivido di Vita”, “Lasciamoci Respirare”) e per Mia Martini (“Il Fiume dei Profumi”), propone il singolo, e relativo album, Liberatemi con cui gira l’Italia partecipando al Festivalbar e con cui ottiene finalmente un successo lusinghiero. Il cd Liberatemi, prodotto da Mauro Malavasi, vende 150mila copie e sancisce l’importanza di Biagio Antonacci nel panorama musicale italiano. Nonostante gli impegni riesce a dedicare del tempo all’altra sua passione, il calcio, e diventa titolare della nazionale cantanti.

con uno dei cantanti più stiamo parlando di Biagio

apprezzati dai trentini;

Antonacci, la cui

esibizione è prevista venerdì 5 ottobre al PalaTrento.

Sabato 6 ottobre la Finale di Trento

Incanta

In Val di Non, dal 28 settembre al 14 ottobre, due degli

al Centro S. Chiara. Tra i Membri di giuria, il grande

appuntamenti clou dell’autunno. Spostiamoci in Valle

compositore Vince Tempera.

di Cembra, dove dal 5 al 7 e dal 12 al 14 ottobre, da

Ma ottobre è anche il mese in cui si riaprono i teatri. Mercoledì 3 riprende la rassegna in Valle

dei

Laghi, allestita dalla Fondazione Aida. In programma

sei appuntamenti tra spettacoli, letture e corsi di formazione. Una stagione autunnale, ma comunque ricca di gusto e colori: tante uscite accompagnate sul territorio e le immancabili feste della Pera, della Castagna e dello Sfoiò, oltre alla Festa

d’Autunno di Caldonazzo. 86

tmottobre

dei Sapori

Faedo a Civezzano, alle Colline

Avisiane c’è

la possibilità di compiere un viaggio di gusto, tra colori e sapori d’autunno. Per l’enologia, dal 26 al 28 ottobre, torna ad Aldeno, e in altre location, Mondo

Merlot, la

manifestazione che vede protagonista il Merlot, eccellenza trentina e mondiale.

Torna, infine, dal 26 al 28 ottobre, Fa’ la cosa giusta!, la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibile giunta quest’anno alla ottava edizione.


trentinoappuntamenti

Cultura Conferenza Arco. Ore 20.30. Auditorium Palazzo Panni. “La Biblioteca per... la Pace”. Incontro con lo scrittore Mempo Giardinelli. Info: Tel. 0464.554444; www.gardatrentino.it. Musica 15° Festival Organistico Internazionale “Città di Trento” Trento. Basilica di S. Maria Maggiore. II° concerto d’inaugurazione. Info: www.associazionerenatolunelli.org.

4 giovedì Cultura Conferenza Trento. Ore 17. Associazione Culturale “A. Rosmini” - Via Dordi, 8. “La base finanziaria dell’Unione europea (risorse e bilancio), la politica monetaria e la politica estera”. Relatore: prof. Bruno Dallago. Info: Tel. 0461.239994; info@assrosmini.191.it; www.associazrosminitrento.it. Musica Stagione 2012 Filarmonica di Trento Trento. Sala Filarmonica. Miloš Karadagliç, chitarra. Proporrà composizioni di H. Villa-Lobos, I. Albéniz, J.S. Bach, A. Barrios, E. Granados e C. Domeniconi. Info: Società Filarmonica - Tel. 0461/985244. www.filarmonica-trento.it.

Enogastronomia DIVIN OTTOBRE Altopiano di Piné e Valle di Cembra. Fine settimana alla scoperta della Strada del Vino e dei Sapori Colline Avisiane, Faedo e Valle di Cembra che vi accompagnerà in un viaggio di gusto tra i colori e i sapori dell’autunno attraverso la visita a cantine, aziende agricole e ristoranti, passeggiate nei vigneti e negli antichi masi, degustazione nelle antiche caneve e gustosi menù realizzati con prodotti locali e abbinati ai vini del territorio. Info: Strada del Vino e dei Sapori Colline Avisiane, Faedo e Valle di Cembra 345.7054561, A.p.T. 0461.683110. Esposizione ECOFIERA DI MONTAGNA Tione di Trento. il più importante ed attesissimo evento fieristico giudicariese d’autunno, dedicato all’economia di montagna ed allo sviluppo sostenibile nelle aree montane. La manifestazione giunta alla sua 13° edizione, rappresenta un’importante occasione commerciale e promozionale per chi sa essere protagonista diretto sul mercato. Info: tel. 0465-702626. Musica Biagio Antonacci Trento. Ore 21. Palasport. Concerto attesissimo del grande cantautore italiano. Musica LE NOZZE DI FIGARO Trento. Ore 20.30. Teatro Sociale. Musica di Wolfgang Amadeus Mozart con l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento. Direttore e regia di Gustav Kuhn. Info: www. centrosantachiara.it. Teatro STANZE COMUNICANTI Tesero. Ore 20.45. Teatro. Commedia di Alan Ayckbourn - traduzione Pino Tierno. Con l’Associazione Culturale “La Baraca” di Martignano. Info: Co.F.As. Tel. 0461.237352; info@cofas.it; www.cofas.it.

6 sabato

5 venerdì Cultura C’È STORIA E STORIA... Cembra. Ore 20.30. Biblioteca comunale. “Voci dalla Rovereto dell’età della seta”. Presentazione/letture interpretative dal libro di Antonella Bragagna: “La morte ci colse vivi. Antologia del Leno” (Curcu&Genovese 2011). Ritratti ispirati al Libro dei Morti della Chiesa Arcipretale di San Marco (sec. XVII-XVIII-XIX). Letture di Antonella Bragagna e Roberto Antolini. Intervento musicale: duo di flauti Giovanna Gasperotti e Robin Fox. Info: Biblioteca Comunale di Cembra tel. 0461.683096.

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3 mercoledì

Cultura Conferenza Riva del Garda. Ore 17. La Rocca. Ciclo di incontri di presentazioni “On the road”: “Suor Cecilia Impera”. Info: Tel. 0464.554444; www.gardatrentino.it. Cultura Convegno per arrampicatori Tenno. Ore 18. Spazio d’Incontro. Con Heinz Grill ed altri climbers. Info: Tel. 0464.554444; www.gardatrentino.it. Cultura COME DIVENTARE CUSTODI DELLE PROPRIE STORIE Baselga di Piné. Biblioteca. 1° di tre incontri del laboratorio di scrittura autobiografica con le formatrici Tiziana Calzà e Laura Robustelli dell’Associazione “Mnemoteca del

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trentinoappuntamenti Basso Sarca”. Quota di partecipazione: € 20,00 per i residenti nei Comuni di Baselga di Piné e Bedollo, € 30,00 per i non residenti sull’Altopiano di Piné. Iscrizione obbligatoria in biblioteca da mercoledì 5 settembre fino ad un massimo di 20 iscritti. Dalle ore 14.30 alle 18.30.Info ed iscrizioni: Biblioteca Tel. 0461.557951. Enogastronomia DIVIN OTTOBRE Valle di Cembra. Fine settimana alla scoperta della Strada del Vino e dei Sapori Colline Avisiane, Faedo e Valle di Cembra che vi accompagnerà in un viaggio di gusto tra i colori e i sapori dell’autunno attraverso la visita a cantine, aziende agricole e ristoranti, passeggiate nei vigneti e negli antichi masi, degustazione nelle antiche caneve e gustosi menù realizzati con prodotti locali e abbinati ai vini del territorio. Info: Strada del Vino e dei Sapori Colline Avisiane, Faedo e Valle di Cembra 345.7054561, A.p.T. 0461.683110.

da” e al Festival di Sanremo. Info: www.trentoincanta.it. Teatro PRIMO CAMPIONATO PROVINCIALE DI MATCH D’IMPROVVISAZIONE TEATRALE Trento. Ore 21. Teatro S. Marco - via S. Bernardino, 8. Finale. Il Match d’Improvvisazione Teatrale è uno spettacolo dove vengono esaltate la creatività, la fantasia e la prontezza di spirito di artisti che sulla scena sono allo stesso tempo e nel medesimo istante attori/ autori/registi e la concreta partecipazione del pubblico che assisterà ogni volta ad una serata completamente diversa e ovviamente irripetibile. Info: Tel. 0461.924470; info@teatroportland.it; www.teatroportland.it.

Esposizione ECOFIERA DI MONTAGNA Tione di Trento. il più importante ed attesissimo evento fieristico giudicariese d’autunno, dedicato all’economia di montagna ed allo sviluppo sostenibile nelle aree montane. La manifestazione giunta alla sua 13° edizione, rappresenta un’importante occasione commerciale e promozionale per chi sa essere protagonista diretto sul mercato. Info: tel. 0465-702626. Musica trento incanta 2012 finale Trento. Auditorium S. Chiara. Suddivisi tra inediti ed interpreti, vi 10 finalisti vedranno le loro esibizioni valutate dalla giuria guidata dal maestro Vince Tempera, compositore e musicista di fama nazionale (ha prodotto oltre 70 colonne sonore tra cui le indimenticabili sigle di “Ufo Robot”, “Goldrake”, “Ape Maya”, “Remi” e “Nano Nano”), direttore d’orchestra della “Corri-

Teatro ROBE DA NO CREDER Calavino. Ore 20.45. Teatro. Commedia di Emilio Luigi Motta con la Compagnia Teatrale “S. Siro” di Lasino. Info: Co.F.As. Tel. 0461.237352; info@cofas.it; www. cofas.it. Teatro LA CENA DEI CRETINI Roncegno. Ore 20.45. Teatro. Commedia di Francis Veber - traduzione di Filippo Ottoni con la Filodrammatica di Laives. Per il 2° Festival Nazionale UILT - Selezione Trentino Alto Adige. Info: Co.F.As. Tel. 0461.237352; info@ cofas.it; www.cofas.it.

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Teatro TROPPA GRAZIA SANT’ANTONI Riva del Garda. Ore 20.45. Teatro della Comunità di Valle Alto Garda e Ledro. Commedia di Edoardo Scarpetta - adattamento dialettale di Riccardo Gottardi. Per la 17a edizione di “Ottobre a Teatro” 2012. Info: Co.F.As. Tel. 0461.237352; info@cofas.it; www.cofas.it.

7 domenica Enogastronomia DIVIN OTTOBRE Valle di Cembra. Fine settimana alla scoperta della Strada del Vino e dei Sapori Colline Avisiane, Faedo e Valle di Cembra che vi accompagnerà in un viaggio di gusto tra i colori e i sapori dell’autunno attraverso la visita a cantine, aziende agricole e ristoranti, passeggiate nei vigneti e negli antichi masi, degustazione nelle antiche caneve e gustosi menù realizzati con prodotti locali e abbinati ai vini del territorio. Info: Strada del Vino e dei Sapori Colline Avisiane, Faedo e Valle di Cembra 345.7054561, A.p.T. 0461.683110. Esposizione ECOFIERA DI MONTAGNA Tione di Trento. il più importante ed attesissimo evento fieristico giudicariese d’autunno, dedicato all’economia di montagna ed allo sviluppo sostenibile nelle aree montane. La manifestazione giunta alla sua 13° edizione, rappresenta un’importante occasione commerciale e promozionale per chi sa essere protagonista diretto sul mercato. Info: tel. 0465-702626.

Esposizione 6^ ESPOSIZIONE DI CAPRA PEZZATA MOCHENA Bedollo. Centro Polifunzionale di Centrale. Esposizione e premiazione di becco adulto, capra adulta con corna, capra adulta senza corna. Ore 9: raduno dei capi nell’area espositiva e inizio del mercato che durerà fino a sera. Dalle ore 9.30 alle 12 valutazione dei soggetti presenti all’esposizione. Ore 12: sfilata nell’arena dei migliori soggetti e alle ore 12.30 premiazione dei campioni di categoria. Durante tutta la durata della manifestazione sarà presente un punto ristoro, un mercatino di prodotti tipici locali e i contadini potranno vendere i loro animali. Info: Cell. 349.3911803. Famiglia domeniche di carta Riva del Garda. Ore 10.30. Museo La Rocca. Laboratorio per bambini e famiglie. Info: Tel. 0464.554444; www.gardatrentino.it. Folklore festa del radicchio Bieno Valsugana. Dalle 10.30. Teatro Tenda presso campo sportivo. Evento dedicato alla cucina locale, ai sapori genuini e gustosi di una tradizione culinaria antichissima. Protagonista d’eccellenza della giornata sarà il radicchio, proposto in tante gustosissime forme, dal salato al dolce, per un menù completo e sopraffino adatto a tutti i palati. Tel. 0461.727730, 0461.593322; castellotesino@ valsugana.info. Musica 15° Festival Organistico Internazionale “Città di Trento” Trento. Santuario Madonna delle Laste. Stephan Kofler (I). Info: www.associazionerenatolunelli.org. Musica LE NOZZE DI FIGARO Trento. Ore 16. Teatro Sociale. Musica di Wolfgang Amadeus


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trentinoappuntamenti Mozart con l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento. Direttore e regia di Gustav Kuhn. Info: www. centrosantachiara.it.

13 sabato

Teatro IL BRUTTO ANATROCCOLO Moena. Ore 16.30. Teatro. Commedia di Cinzia Scotton con il Gruppo Teatrale “Gianni Corradini” di Villazzano. Per la 10a rassegna Provinciale di Teatro Amatoriale per Ragazzi. Info: Co.F.As. Tel. 0461.237352; info@cofas.it; www.cofas.it.

10 mercoledì Cultura Conferenza Albiano. Ore 18. Sala conferenze del Museo del Porfido. “Porphyry: il porfido”.All’interno della seconda edizione del Simposio di Scultura tavola rotonda sul tema”Il Porfido, la scultura, la rivalutazione dell’uso del porfido. Info: Comune di Albiano Tel. 0461.689623. Musica Itinerari Jazz 2012 Rovereto. Ore 21. Auditorium Melotti. Concerto con la band americana “The Jack DeJohnette Group”. Info: Tel. 0464.431660.

11 giovedì Cultura Conferenza Trento. Ore 17. Associazione Culturale “A. Rosmini” - Via Dordi, 8. “L’identità europea come rivoluzione permanente”.Relatore: prof. Paolo Prodi. Info:Tel. 0461.239994; info@assrosmini.191.it; www.associazrosminitrento.it. Teatro I love Lybia: la vera terra Riva del Garda. Ore 20.30. Auditorium Conservatorio. Per La Biblioteca per... la pace. Info: Tel. 0464.554444; www.gardatrentino.it.

Canadian Brass. Venerdì 12 ottobre

12 venerdì Enogastronomia DIVIN OTTOBRE Valle di Cembra. Fine settimana alla scoperta della Strada del Vino e dei Sapori Colline Avisiane, Faedo e Valle di Cembra che vi accompagnerà in un viaggio di gusto tra i colori e i sapori dell’autunno attraverso la visita a cantine, aziende agricole e ristoranti, passeggiate nei vigneti e negli antichi masi, degustazione nelle antiche caneve e gustosi menù realizzati con prodotti locali e abbinati ai vini del territorio. Info: Strada del Vino e dei Sapori Colline Avisiane, Faedo e Valle di Cembra 345.7054561, A.p.T. 0461.683110. Musica Concerto Tenno. Ore 20.30. Casartisti: Concerto del Coro Lago di Tenno. Info: Tel. 0464.554444; www.gardatrentino.it. Musica Stagione 2012 Filarmonica di Trento Trento. Sala Filarmonica. I Canadian Brass propongono lo spettacolo “Back to Brass”. Info: Società Filarmonica - Tel. 0461/985244. www.filarmonica-trento.it.

Teatro CAPITAN BRINZA e il destino di Donna Giovanna Trento. Ore 21. Piccolo Teatro Pratico. Commedia di e con Davide Colavini. Regia Michela Marelli. Musiche Luca Macciacchini. Info: Tel. 0461.924470; info@teatroportland.it; www.teatroportland.it. Teatro Conferenza Riva del Garda. Ore 20.30. Auditorium Palazzo Panni. La Biblioteca per... la pace: “I love Lybia: storia di una primavera araba”. Con David Gerbi. Info: Tel. 0464.554444; www.gardatrentino.it. Teatro La tribù del riciclo Calavino. Ore 16. Teatro. Tratto dall’omonimo libro di Monica Marelli, lo spettacolo ha una missione ambiziosa: liberare l’ambiente dai rifiuti “che tanti irresponsabili abbandonano per terra, invece di differenziarli e riciclarli”. Il protagonista Max calcia con indifferenza una lattina abbandonata: subito si scatena l’intervento dell’ispettore Closet, questa volta alle prese con il desolante caso dei rifiuti abbandonati, che se recuperati possono avere una seconda vita. Info: www.teatrovalledeilaghi.it.

L’angolo

Cultura COME DIVENTARE CUSTODI DELLE PROPRIE STORIE Baselga di Piné. Biblioteca. 2° di tre incontri del laboratorio di scrittura autobiografica con le formatrici Tiziana Calzà e Laura Robustelli dell’Associazione “Mnemoteca del Basso Sarca”. Quota di partecipazione: € 20,00 per i residenti nei Comuni di Baselga di Piné e Bedollo, € 30,00 per i non residenti sull’Altopiano di Piné. Iscrizione obbligatoria in biblioteca da mercoledì 5 settembre fino ad un massimo di 20 iscritti. Dalle ore 14.30 alle 18.30.Info ed iscrizioni: Biblioteca Tel. 0461.557951. Enogastronomia DIVIN OTTOBRE Valle di Cembra. Fine settimana alla scoperta della Strada del Vino e dei Sapori Colline Avisiane, Faedo e Valle di Cembra che vi accompagnerà in un viaggio di gusto tra i colori e i sapori dell’autunno attraverso la visita a cantine, aziende agricole e ristoranti, passeggiate nei vigneti e negli antichi masi, degustazione nelle antiche caneve e gustosi menù realizzati con prodotti locali e abbinati ai vini del territorio. Info: Strada del Vino e dei Sapori Colline Avisiane, Faedo e Valle di Cembra 345.7054561, A.p.T. 0461.683110. Enogastronomia Simposio Top Wine 2950 Passo Pordoi. Rifugio Maria. Evento unico, contraddistinto dalla sua localizzazione invidiabile: il Rifugio Maria, a 2950 metri, ospiterà ben 32 Vignaioli del Trentino ed i loro vini prestigiosi, accompagnati da prodotti tipici come i salumi di Martin Speck, i formaggi del Caseificio di Campitello ed i prodotti da forno del Panificio Boninsegna. Info: Tel. 0462.608811 - 0462.601178; www.canazei.org; www.vignaioli.trentino.it.

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trentinoappuntamenti Folklore Oktoberfest Mezzana Mezzana. Ore 18. Tendone bavarese presso Palazzetto dello Sport. Musica live ed i Dolomiten Bier Band. Cena con piatto tipico. Info: www.valdisole.net. Musica 15° Festival Organistico Internazionale “Città di Trento” Trento. Chiesa parrocchiale di Martignano. Peter Pienstingl (A). Info: www.associazionerenatolunelli.org. Teatro STANZE COMUNICANTI Trento. Ore 20.45. Teatro Cuminetti. Commedia di Alan Ayckbourn (traduzione PinoTierno) con l’Associazione Culturale “La Baraca” di Martignano per il Concorso Premio Mario Roat. Info: Tel. 0461.237352; www.cofas.it. Teatro DO(N)NE Riva del Garda. Ore 20.45. Teatro della Comunità di Valle Alto Garda e Ledro. Commedia di e con Loredana Cont con la Filodrammatica “I Dialettanti” di Rovereto. Per la 17a edizione di “Ottobre a Teatro” 2012. Info: Co.F.As. Tel. 0461.237352; info@cofas.it; www.cofas.it.

Teatro PARENTI SERPENTI Centrale di Bedollo. Ore 20.45. Teatro Nuovo. Commedia di Carmine Amoroso con il Circolo Culturale Filodrammatico di Ischia. Per la 5a rassegna “Foie de Bedol”. Info: Co.F.As. Tel. 0461.237352; info@ cofas.it; www.cofas.it. Teatro DOLORI DOLORI DOLORI! Sarche. Ore 21. Teatro Parrocchiale. Commedia di Gabriele Bernardi con la Filo “Nino Berti” di Rovereto. Per la 20ª Edizione di “Amici del Teatro”. Info: Co.F.As. Tel. 0461.237352; info@cofas.it; www.cofas.it. Teatro BENIAMINO CIOPETA APALTATOR Telve Valsugana. Ore 20.45. Teatro. Commedia di Artemio Giovagnoni - adattamento dialettale di Carlo Giacomoni con la Filo “Concordia ‘74” di Povo. Info: Co.F.As. Tel. 0461.237352; info@cofas.it; www.cofas.it.

14 domenica Enogastronomia DIVIN OTTOBRE Valle di Cembra. Fine settimana alla scoperta della Strada del Vino e dei Sapori Colline Avisiane, Faedo

e Valle di Cembra che vi accompagnerà in un viaggio di gusto tra i colori e i sapori dell’autunno attraverso la visita a cantine, aziende agricole e ristoranti, passeggiate nei vigneti e negli antichi masi, degustazione nelle antiche caneve e gustosi menù realizzati con prodotti locali e abbinati ai vini del territorio. Info: Strada del Vino e dei Sapori Colline Avisiane, Faedo e Valle di Cembra 345.7054561, A.p.T. 0461.683110. Folklore Oktoberfest Mezzana Mezzana. Ore 18. Tendone bavarese presso Palazzetto dello Sport. Sfilata e concerto di bande locali con pranzo tirolese e piatto tipico. A seguire musica live. Info: www. valdisole.net. Teatro MEDEA Trento. Ore 16. Teatro B. Cuminetti. Commedia di Euripide con il Liceo “Prati” di Trento. Per la vetrina del Teatro Co.F.As. Info: Co.F.As. Tel. 0461.237352; info@cofas.it; www.cofas.it. Teatro WOMAN NO CRY Trento. Ore 16. Teatro B. Cuminetti. Commedia di Euripide con il Liceo “Rosmini” di Rovereto. Per la vetrina del Teatro Co.F.As. Info:

Co.F.As. Tel. 0461.237352; info@ cofas.it; www.cofas.it. Teatro IL CASTELLO INCANTATO Moena. Ore 16.30. Teatro. Commedia con la Compagnia “Appunti & Scarabocchi” di Gardolo. Per la 10a rassegna Provinciale di Teatro Amatoriale per Ragazzi. Info: Co.F.As. Tel. 0461.237352; info@ cofas.it; www.cofas.it.

16 martedì Cultura Conferenza Riva del Garda. Ore 16. Conservatorio Bonporti. Incontri di analisi e composizione. Le analisi di Piero Venturini: la frase e le sue funzioni nel repertorio post-tonale. Info: Tel. 0464.554444; www. gardatrentino.it. Teatro Le quattro stagioni e piccolo vento Vezzano. Ore 16.45. Teatro Valle dei Laghi. Dalle musiche di Antonio Vivaldi si snoda la frizzante storia del protagonista Piccolo Vento, avventure che attraversano le stagioni e i loro cambiamenti: paesaggi, colori, profumi, sfumature, suoni e musiche. Info: www.teatrovalledeilaghi.it.

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Aldo, Giovanni e Giacomo A sette anni dal successo di Anplagghed, lo spettacolo dal vivo campione assoluto di incassi per la stagione teatrale 2005/2006, e dopo il successo cinematografico nel 2010 con La Banda dei Babbi Natale (biglietto d’oro 2011), il trio delle meraviglie torna a esibirsi dal vivo in un nuovo imperdibile show teatrale.

PADOVA Gran Teatro Geox Corso Australia, presso ex Foro Boario 7-8-9 febbraio 2013 ore 21.15

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PRISCILLA Musical tratto dall’omonimo film cult «Le avventure di Priscilla la regina del deserto» - vincitore di un Premio Oscar e del Grand Prix Du Publique al Festival di Cannes - Priscilla è una travolgente avventura «on the road» di tre amici che, a bordo di un vecchio bus rosa soprannominato Priscilla, partono per un viaggio attraverso il deserto australiano alla ricerca di amore e amicizia, finendo per trovare molto più di quanto avessero mai immaginato! MILANO Teatro degli Arcimboldi da ven 16 novembre ore 21.00

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Orario: lunedì-venerdì 8.30-12.30/14.30-18.30

laura pausini La cantautrice Laura Pausini non ha bisogno di presentazioni. Tutti la conoscono e i numeri, insieme alla sua voce, parlano per lei. Laura Pausini è tornata alla grande alla fine del 2011 con l’ultimo album “Inedito”. Un disco nuovo che le ha permesso di viaggiare con l’Inedito World Tour che l’ha vista protagonista nel nostro Paese ma anche all’estero, soprattutto in Sud America.

assago (MI) - MediolanumForum 4 e 5 dicembre 2012 ore 21.00

SHREK - il Musical C’era una volta, nel regno di Duloc, un orco verdastro, sboccato e un po’ burbero di nome Shrek. La sua vita è tranquilla e felicemente solitaria, perfetta fino a quando non viene disturbata da invadenti creature incantate colpevoli di mettere a soqquadro la sua fino ad allora pacifica palude... MILANO, Teatro Nuovo 9 - 26/10 ore 16.00 e ore 20.45 GENOVA, Politeama 27/11 - 2/12 ore 15.00 e 21.00 PADOVA, GranTeatro Geox mer 26/12 ore 15.30 e 20.00 BOLOGNA, Teatro Europauditorium 29/12 ore 16.00 e 21.00


trentinoappuntamenti 17 mercoledì Musica «Orchestra Haydn» Trento. Ore 20.30. Auditorium. Con Gustav Kuhn, direttore; Benjamin Schmid, violino. Info: www. haydn.it.

18 giovedì Cultura FESTIVAL DELLE PROFESSIONI Trento. Ore 17. Talk show di chiusura con la partecipazione di Michel Martone, il giovane vice ministro della squadra di tecnici del governo Monti. Per info dettagliate: www.festivaldelleprofessioni.it. Musica CARLO GESUALDO E I SUOI CONTEMPORANEI Trento. Ore 21. Castello del Buonconsiglio. Il concerto è monograficamente dedicato ai madrigali di un celebre autore cinquecentesco e ai suoi contemporanei, in una antologia della migliore produzione italiana del secolo. L’interpretazione è affidata ad uno dei migliori ensemble esistenti al mondo per questo genere di repertorio: ˝La Compagnia del Madrigale˝. Info: www.centrosantachiara.it.

19 venerdì Folklore 29^ Castagnata Biana Albiano. Tendone. Festa autunnale dedicata ad uno dei prodotti caratteristici della Valle di Cembra: il marrone di Albiano, coltivato da tempo immemorabile e impiegato con grande versatilità nella cucina locale. La manifestazione ricorda i tempi lontani in cui le donne di Albiano intrecciavano lunghe ghirlande, infilzando le castagne con l’ausilio di una cordicella e scendevano a Trento per venderle in occasioni particolari. Presso il teatro tenda riscaldato, in centro al paese, degustazioni e vendita di specialità gastronomiche a base di castagne e farina di castagne. Durante le tre giornate di festa animazione per grandi e piccini, cucina tipica trentina, musica e ballo per tutti. Info: A.p.T. 0461.683110. Musica 15° Festival Organistico Internazionale “Città di Trento” Trento. Chiesa parrocchiale di Cristo Re. Jürgen Essl (D). Info: www. associazionerenatolunelli.org. Musica Lago di Garda Music Festival Riva del Garda. 6° Festival internazionale dei cori e delle orchestre. Per programma dettagliato info: Tel. 0464.554444; www.gardatrentino.it.

20 sabato Cultura COME DIVENTARE CUSTODI DELLE PROPRIE STORIE Baselga di Piné. Biblioteca. 3° di tre incontri del laboratorio di scrittura autobiografica con le formatrici Tiziana Calzà e Laura Robustelli dell’Associazione “Mnemoteca del Basso Sarca”. Quota di partecipazione: € 20,00 per i residenti nei Comuni di Baselga di Piné e Bedollo, € 30,00 per i non residenti sull’Altopiano di Piné. Iscrizione obbligatoria in biblioteca da mercoledì 5 settembre fino ad un massimo di 20 iscritti. Dalle ore 14.30 alle 18.30.Info ed iscrizioni: Biblioteca Tel. 0461.557951. Esposizione Motorissima Trento. Saloni espositivi di Trento Fiere. Anche quest’anno si ripeterà l’annuale fiera motoristica. La fiera ospita numerosi stand di automobili, motocicli ma non solo: Tuning, ricambi d’epoca, accessori per auto. Apertura: ore 9-19. Info: 0461.510100; info@motorissima.org. Folklore 29^ Castagnata Biana Albiano. Tendone. Festa autunnale dedicata ad uno dei prodotti caratteristici della Valle di Cembra: il marrone di Albiano, coltivato da tempo immemorabile e impiegato con grande versatilità nella cucina locale. La manifestazione ricorda i tempi lontani in cui le donne di Albiano intrecciavano lunghe ghirlande, infilzando le castagne con l’ausilio di una cordicella e scendevano a Trento per venderle in occasioni particolari. Presso il teatro tenda riscaldato, in centro al paese, degustazioni e vendita di specialità gastronomiche a base di castagne e farina di castagne. Durante le tre giornate di festa animazione per grandi e piccini, cucina tipica trentina, musica e ballo per tutti. Info: A.p.T. 0461.683110. Musica Lago di Garda Music Festival Riva del Garda. 6° Festival internazionale dei cori e delle orchestre. Per programma dettagliato info: Tel. 0464.554444; www.gardatrentino.it. Musica Concerto Trento. Ore 18. Ridotto del Teatro Sociale “Temporum miracula”. “Die junge magie Geige”. Protagonisti del programma della serata saranno compositori come H.I.F.von Biber, J.H.Schmelzer, J.J.Walther, J.P.von Westhoff. Info: labirintiarmonici@gmail.com.. Teatro SHERLOCK HOLMES Trento. Ore 20.45. Teatro Cuminetti. Due racconti polizieschi, appartenenti al genere letterario del

Scopri i migliori vini del Trentino ogni giovedì e sabato dalle 17.00 alle 22.00

CALENDARIO DEGLI APPUNTAMENTI

I GIOVEDÌ DELL’ ENOTECA Ogni giovedì alle 18.00 un incontro dedicato ai prodotti trentini. Consumazione: 5,00 €

Giovedì 4 ottobre “RISCOPRI I SENSI: IL PIACERE DEL VINO ATTRAVERSO LA VISTA” A cura di Accademia d’Impresa

Giovedì 11 ottobre “RISCOPRI I SENSI: IL PIACERE DEL VINO ATTRAVERSO L’OLFATTO” A cura di Accademia d’Impresa

Giovedì 18 ottobre “RISCOPRI I SENSI: IL PIACERE DEL VINO ATTRAVERSO IL GUSTO” A cura di Accademia d’Impresa

Giovedì 25 ottobre “I SAPORI DEL CASARO” A cura di ONAF - Trentino

IL SABATO CON IL PRODUTTORE Ogni sabato alle 18.00 un appuntamento con i produttori trentini.

Sabato 6 ottobre “CARNE SALADA: UNA TRADIZIONE DEL TERRITORIO” A cura della Macelleria tipica Bertoldi di Riva del Garda (TN)

Sabato 13 ottobre “I FUNGHI: DELIZIA DEL BOSCO” A cura di Marco Donini, presidente del gruppo micologico “G. Bresadola” di Trento

Sabato 20 ottobre “MELA-MANGIO: PROFUMI E SAPORI DELLA MELA TRENTINA” A cura di Livio Fadanelli, ricercatore agrario

Sabato 27 ottobre “NARCISO, DETTO ‘CISO’: UNA STORIA LUNGA UN SECOLO” A cura del Consorzio “I Dolomitici – Liberi viticoltori trentini” di Mezzolombardo (TN)

EVENTI 4-20 ottobre

SAPORI D’AUTUNNO Tre settimane di appuntamenti dedicati a prodotti e piatti di stagione con appuntamenti sull’analisi sensoriale e con i piatti della cucina tradizionale proposti dagli chef trentini (tutti i sabato sera alle 19.00). Per scoprire le altre iniziative dell’Enoteca: www.palazzoroccabruna.it Palazzo Roccabruna: Via SS. Trinità, 24 - 38122 Trento Per info e prenotazioni: tel. 0461/887101 in orario di ufficio

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trentinoappuntamenti

l’arte fuori regione Francesco Guardi 1712_1793 Direzione scientifica: Gabriella Belli A cura di Alberto Craievich e Filippo Pedrocco Museo Correr Venezia 29 Settembre 2012 - 6 Gennaio 2013 In occasione del terzo centenario della nascita di Francesco Guardi (1712 – 2012), la Fondazione Musei Civici di Venezia dedica un’ampia retrospettiva che testimonia – con una ricchezza di prestiti mai vista in precedenza e con opere in alcuni casi per la prima volta esposte insieme – la lunga e complessa parabola artistica di uno degli ultimi grandi maestri della pittura veneta.

giallo deduttivo, di Arthur Conan Doyle, nei quali Sherlock Holmes veste i panni del celebre investigatore, personaggio molto conosciuto e cha riscosso un enorme successo in tutto il mondo. Commedia di Artur Conan Doyle (traduzione Federico Odorizzi) con il Gruppo Teatrale Tuenno per il Concorso Premio Mario Roat. Info: Tel. 0461.237352; www.cofas.it. Teatro IL CANTO DEL CIGNO Roncegno. Ore 20.45. Teatro. Commedia di Anton Checov traduzione di Carlo Grabher con la Compagnia Teatrale “Appunti & Scarabocchi” di Gardolo. Per il 2° Festival Nazionale UILT - Selezione Trentino Alto Adige. Info: Co.F.As. Tel. 0461.237352; info@ cofas.it; www.cofas.it. Teatro ULISSE PRINOT FARMACISTA DE NOT Riva del Garda. Ore 20.45. Teatro della Comunità di Valle Alto Garda e Ledro. Commedia di Amendola e Corbucci. Filo “Toblino” di Sarche. Per la 17a edizione di “Ottobre a Teatro” 2012. Info: Co.F.As. Tel. 0461.237352; info@cofas.it; www.cofas.it.

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Teatro AGENZIA N.L.G. (NON LAVORIAMO GRATIS) Civezzano. Ore 20.45. Teatro “Luigi Pirandello”. Commedia di David Conati con l’Associazione Culturale “Libero Teatro” di Grumes. Per la Rassegna “Bruno Palaoro”. Info: Co.F.As. Tel. 0461.237352; info@ cofas.it; www.cofas.it. Teatro ROBE DA NO CREDER Rovereto. Ore 20.45. Teatro “S. Maria”. Commedia di Emilio Luigi Motta con la Compagnia Teatrale “S. Siro” di Lasino. Per la Rassegna Teatrale “Ugo Coelli”. Info: Co.F.As. Tel. 0461.237352; info@ cofas.it; www.cofas.it.

21 domenica Esposizione Motorissima Trento. Saloni espositivi di Trento Fiere. Anche quest’anno si ripeterà l’annuale fiera motoristica. La fiera ospita numerosi stand di automobili, motocicli ma non solo: Tuning, ricambi d’epoca, accessori per auto. Apertura: ore 9-18. Info: 0461.510100; info@motorissima.org.

Esposizione 6^ Esposizione di capra pezzata mochena Bedollo. Dalle ore 9. Centro polifunzionale di Centrale. Esposizione e premiazione di becco adulto, capra adulta con corna, capra adulta senza corna. Programma: alle ore 9 raduno dei capi nell’area espositiva e inizio del mercato che durerà fino a sera. Dalle ore 9.30 alle 12 valutazione dei soggetti presenti all’esposizione. Dalle ore 12 alle 12.30 sfilata nell’arena dei migliori soggetti e alle ore 12.30 premiazione dei campioni di categoria. Durante tutta la durata della manifestazione sarà presente un punto ristoro, un mercatino di prodotti tipici locali e i contadini potranno vendere i loro animali. Info: Cell. 349.3911803.

Teatro NESSUNA STREGA Moena. Ore 16.30. Teatro. Commedia di Guido Quarzo con l’Associazione Culturale “Le voci di dentro” di Mezzolombardo. Per la 10a rassegna Provinciale di Teatro Amatoriale per Ragazzi. Info: Co.F.As. Tel. 0461.237352; info@ cofas.it; www.cofas.it.

Folklore Festa dei sapori d’autunno Caldonazzo. Vie del centro storico. Tradizionale festa dedicata ai frutti e alla flora autunnale. Animazione e manifestazioni di contorno. Info: tel. 0461.362155.

Teatro LE AVVENTURE DI GASPAROTTO Calceranica al Lago. Ore 16.30. Teatro “S. Ermete”. Commedia con la Filodrammatica “Amici del Teatro” di Moena. Per la 10a rassegna Provinciale di Teatro Amatoriale per Ragazzi. Info: Co.F.As. Tel. 0461.237352; info@cofas.it; www.cofas.it.

Folklore 29^ Castagnata Biana Albiano. Tendone. Festa autunnale dedicata ad uno dei prodotti caratteristici della Valle di Cembra: il marrone di Albiano, coltivato da tempo immemorabile e impiegato con grande versatilità nella cucina locale. La manifestazione ricorda i tempi lontani in cui le donne di Albiano intrecciavano lunghe ghirlande, infilzando le castagne con l’ausilio di una cordicella e scendevano a Trento per venderle in occasioni particolari. Presso il teatro tenda riscaldato, in centro al paese, degustazioni e vendita di specialità gastronomiche a base di castagne e farina di castagne. Durante le tre giornate di festa animazione per grandi e piccini, cucina tipica trentina, musica e ballo per tutti. Info: A.p.T. 0461.683110. Musica MATINÉE IN CASA MOZART Rovereto. Alle 11. Casa Mozart Via della Terra 48. Jurinic’ Aliosa, pianoforte - Ucraina - Associazione Mozart Italia. Musica Lago di Garda Music Festival Riva del Garda. 6° Festival internazionale dei cori e delle orchestre. Per programma dettagliato info: Tel. 0464.554444; www.gardatrentino.it. Teatro I LOVE SHOPPING UNA SPLENDIDA MANIA Trento. Ore 16. Teatro B. Cuminetti. Commedia di Roberto Marafante con la Compagnia di Lizzana. Per la vetrina del Teatro Co.F.As. Info: Co.F.As. Tel. 0461.237352; info@ cofas.it; www.cofas.it.

Teatro PINOCCHIO, CHI ERA COSTUI? Calavino. Ore 16.30. Teatro. Commedia con l’Associazione Culturale “Amici di Parola” di Trento. Per la 10a rassegna Provinciale di Teatro Amatoriale per Ragazzi. Info: Co.F.As. Tel. 0461.237352; info@ cofas.it; www.cofas.it.

Teatro PETER PAN Cognola. Ore 16.30. Teatro Auditorium. Commedia con la Compagnia “Argento Vivo” di Cognola. Per la 10a rassegna Provinciale di Teatro Amatoriale per Ragazzi. Info: Co.F.As. Tel. 0461.237352; info@ cofas.it; www.cofas.it.

23 martedì Musica TRENTINO IN JAZZ 2012 Trento. Ore 20.30. Studentato Universitario - San Bartolameo. Yugen (sestetto di rock di ricerca RIO) e presentazione del libro Prog. Una suite lunga mezzo secolo di Donato Zoppo. Info: www. sonataislands.com.

24 mercoledì Cultura Conferenza Tenno. Ore 20.30. Teatro Don Bosco. Serata con Reinhold Messner. Info: Tel. 0464.554444; www.gardatrentino.it. Musica Stagione 2012 Filarmonica di Trento Trento. Sala Filarmonica. Duo Sitkovetsky Alexander Sitkovetsky, violino e Wu Qian, pianoforte. su musiche di L.V. Beethoven, R. Schumann, A. Schnittke e C. Franck. Info: Società Filarmonica - Tel. 0461/985244. www.filarmonica-trento.it.


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trentinoappuntamenti 25 giovedì Famiglia 1° FESTIVAL DELLA FAMIGLIA Riva del Garda. Ci saranno importanti relatori di fama nazionale e internazionale. Obiettivo: “La famiglia come risorsa economica. Se cresce la famiglia, cresce la società”. Per il programma completo visitare il sito: www.festivalfamiglia.it.

famiglia come risorsa economica. Se cresce la famiglia, cresce la società”. Per il programma completo visitare il sito: www.festivalfamiglia.it. Musica 15° Festival Organistico Internazionale “Città di Trento” Trento. Chiesa di S. Maria del Suffragio. Massimo Gabba (I). Info: www.associazionerenatolunelli.org. Musica ON VIDEOS for hours and hours nr. III Trento. Ore 21. Galleria Arte Boccanera. Via Milano, 128.

26 venerdì Cultura Presentazione libro Arco. Ore 20.30. Auditorium Palazzo Panni. Presentazione del libro: “Le vie della speranza: Giuseppe e Miriam ieri e oggi”. Info: Tel. 0464.554444; www.gardatrentino.it. Esposizione Mostra dei Merlot d’Italia Aldeno. Teatro comunale. Aldeno e il Merlot si ripresenteranno anche quest’anno insieme a fine ottobre; sarà la nona edizione di questa manifestazione che, anno dopo anno, ha saputo ritagliarsi uno spazio sempre più importante nel panorama degli eventi nazionali dedicati al vino. Info: tel. 0461-842523; info@mondomerlot. it; www.merlotditalia.it. Famiglia 1° FESTIVAL DELLA FAMIGLIA Riva del Garda. Ci saranno importanti relatori di fama nazionale e internazionale. Obiettivo: “La

Fabrizio Bosso. Sabato 27 ottobre.

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Teatro Suicidi? Trento. Ore 21. Piccolo Teatro Pratico. Commedia diretta e interpretata da Fabrizio Conigilio e Bobo Storti. Tratto dal libro di Mario Almerighi “3 suicidi eccellenti”. Info: Tel. 0461.924470; info@teatroportland.it; www.teatroportland.it.

27 sabato Esposizione Mostra dei Merlot d’Italia Aldeno. Teatro comunale. Aldeno e il Merlot si ripresenteranno anche quest’anno insieme a fine ottobre; sarà la nona edizione di questa manifestazione che, anno dopo anno, ha saputo ritagliarsi uno spazio sempre più importante nel panorama degli eventi nazionali dedicati al vino. Info: tel. 0461-842523; info@mondomerlot. it; www.merlotditalia.it. Musica Itinerari Jazz 2012 Rovereto. Auditorium Melotti. Concerto con la tromba di Fabrizio Bosso e il suo progetto degli “Enchantment Quartet”. Con Bosso uno strumento come la tromba pulsa di vitalità e virtuosismo, si avventura in acrobazie spericolate, modella timbri e sfumature di raffinata filigrana. Info: Tel. 0464.431660.

l’arte fuori regione ROBERT WILSON RITRATTI A PALAZZO MADAMA Progetto di Change Performing Arts e Palazzo Madama a cura di Noah Khoshbin PALAZZO MADAMA Museo Civico d’Arte Antica. Piano nobile e Sala Senato Piazza Castello, Torino 20 settembre 2012 - 6 gennaio 2013 Ingresso: intero € 10, ridotto € 8, gratuito ragazzi fino ai 18 anni. Orario del museo: martedì-sabato 10-18, domenica 10-19, chiuso lunedì Informazioni per il pubblico: 011 4433501. Sito Internet: www.palazzomadamatorino.it Il grande ritorno a Milano di Pablo Picasso con oltre 200 capolavori tra dipinti, disegni, sculture e fotografie I capolavori del museo nazionale picasso di parigi palazzo reale Piazza Duomo 12 Milano 20 settembre 2012 - 6 gennaio 2013 anni ‘30 Arti in italia oltre il fascismo Organizzata da: Fondazione Palazzo Strozzi Palazzo Strozzi Piazza Strozzi Firenze 22 settembre 2012 - 27 gennaio 2013 Nell’Italia degli anni Trenta, durante il fascismo, si combatte una battaglia artistica di grande vivacità, che vedeva schierati tutti gli stili e tutte le tendenze, dal classicismo al futurismo, dall’espressionismo all’astrattismo, dall’arte monumentale alla pittura da salotto. La scena era arricchita e complicata dall’emergere del design e della comunicazione di massa con i manifesti, la radio, il cinema e i primi rotocalchi, che dalle “belle arti” raccolgono una quantità di idee e immagini trasmettendole al grande pubblico. Insomma, un laboratorio complicato e vitale, aperto alla scena internazionale, introduttivo alla nostra modernità. La mostra rappresenta quel decennio attraverso i capolavori (99 dipinti, 17 sculture; 20 oggetti di design) di oltre quaranta dei più importanti artisti dell’epoca quali Mario Sironi, Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Achille Funi, Carlo Carrà, Corrado Cagli, Arturo Nathan, Achille Lega, Ottone Rosai, Ardengo Soffici, Giorgio Morandi, Ram, Thayaht, Antonio Donghi, Marino Marini, Renato Guttuso, Ivanhoe Gambini, Carlo Levi, Filippo de Pisis, Scipione, Antonio Maraini, Lucio Fontana.


trentinoappuntamenti Famiglia 1° FESTIVAL DELLA FAMIGLIA Riva del Garda. Ci saranno importanti relatori di fama nazionale e internazionale. Obiettivo: “La famiglia come risorsa economica. Se cresce la famiglia, cresce la società”. Per il programma completo visitare il sito: www.festivalfamiglia.it. Musica Mozart Boys&Girls 2012 Riva del Garda. Ore 20.45. Mozart B&G Orchestra: direttore Italo Rizzi, violino solista Francesca Temporin. Info: Associazione Mozart Italia www.mozartitalia.org. Teatro SEGRETI, BOSIE E SCONDIROLE Riva del Garda. Ore 20.45. Teatro della Comunità di Valle Alto Garda e Ledro. Commedia di Alberto Maria Betta con la Filo “Arcobaleno” di Arco. Per la 17a edizione di “Ottobre a Teatro” 2012. Info: Co.F.As. Tel. 0461.237352; info@ cofas.it; www.cofas.it. Teatro QUALCHEDUNI HA FAT I CORNI Centrale di Bedollo. Ore 20.45. Teatro Nuovo. Commedia di Loredana Cont con la Filodrammatica “La Grinta” di Arco. Per la 5a rassegna “Foie de Bedol”. Info: Co.F.As. Tel. 0461.237352; info@ cofas.it; www.cofas.it. Teatro TOMBOLA E TOMBOLON Sarche. Ore 21. Teatro Parrocchiale. Commedia di Antonia Dalpiaz Filodrammatica di Viarago. Per la 20ª Edizione di “Amici del Teatro”. Info: Co.F.As. Tel. 0461.237352; info@cofas.it; www.cofas.it. Teatro LA VALIS DE CARTON Rovereto. Ore 20.45. Teatro “S. Maria”. Commedia di Antonia Dalpiaz con la Filo “Bastia” di Preore. Per la Rassegna Teatrale “Ugo Coelli”. Info: Co.F.As. Tel. 0461.237352; info@cofas.it; www.cofas.it. Teatro INDOVINA CHI VIENE A CENA Gardolo. Ore 20.45. Teatro Comunale. Commedia di David Conati con la Compagnia dei Giovani di Trento. Per la 26ª edizione de “L’alegra ribalta”. Info: Co.F.As. Tel. 0461.237352; info@cofas.it; www.cofas.it.

28 domenica Esposizione Mostra dei Merlot d’Italia Aldeno. Teatro comunale. Aldeno e il Merlot si ripresenteranno anche quest’anno insieme a fine ottobre; sarà la nona edizione di questa manifestazione che, anno

dopo anno, ha saputo ritagliarsi uno spazio sempre più importante nel panorama degli eventi nazionali dedicati al vino. Info: tel. 0461-842523; info@mondomerlot. it; www.merlotditalia.it. Folklore Castagnata sociale Fornace. Baita degli Alpina a Pian del Gacc. Tradizionale castagnata sociale della SAT di Civezzano. Info: Sandro Dorigoni Tel. 0461.858274. Musica PASSIONE BAROCCA: ESTASI E FURIA Trento. Ore 21. Castello del Buonconsiglio. Il concerto vedrà come protagonista un soprano che ha iniziato la sua importante carriera cantando madrigali nel Virtuoso Ritrovo: Gemma Bertagnolli, qui accompagnata nelle arie di gradi autori del settecento dall’orchestra aquilana ˝Gli Archi di Cherubino˝. Vivaldi, Haendel e Pergolesi fanno esplodere barocchi furori di estasi e furia. Info: www.centrosantachiara.it.

Teatro LE AVVENTURE DI GASPAROTTO Moena. Ore 16.30. Teatro. Commedia con la Filodrammatica “Amici del Teatro” di Moena. Per la 10a rassegna Provinciale di Teatro Amatoriale per Ragazzi. Info: Co.F.As. Tel. 0461.237352; info@ cofas.it; www.cofas.it. Teatro POLLICINA Cognola. Ore 16.30. Teatro Auditorium. Commedia con “I Cuccioli della Logeta” di Gardolo. Per la 10a rassegna Provinciale di Teatro Amatoriale per Ragazzi. Info: Co.F.As. Tel. 0461.237352; info@ cofas.it; www.cofas.it.

31 mercoledì Musica «Orchestra Haydn» Trento. Ore 20.30. Auditorium. Con Yves Abel, direttore; Francesco di Rosa, oboe. Info: www. haydn.it.

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trentinoattualità trentinomatrimoni questo mese i matrimoni di marta e mirko e di federica e nour sulla rubrica dedicata ai fiori d’arancio

i matrimoni del mese

il matrimonio di marta e mirko

Lei Nome: Marta Anni: 24 Nata a: Trento Residente a: Trento Occupazione: Educatrice asilo Vestito di: Sposa Chic – Pergine Valsugana Scarpe di: Sposa Chic – Pergine Valsugana Parrucchiere: Salone Beauty Queen – Trento

Lui Nome: Mirko Anni: 27 Nato a: Trento Residente a: Martignano Occupazione: Geometra Vestito di: Fashion Gallery – Trento Scarpe di: Fashion Gallery – Trento Barbiere: La Barberia – Martignano 98

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Matrimonio: Religioso Data: 7 luglio 2012 Luogo: Madonna delle Laste – Trento Fiori chiesa: fai da te Bouquet: Tomasi Fiori – Martignano Lista di nozze: viaggigiovani.it – Trento Anello per lei/lui: Gioielli Pocher – Gardolo Invitati: 100 Ricevimento: Loc. Compi Bomboniere: fai da te Torta: Ristorante Aurora – Panarotta Viaggio: Islanda Vivranno a: Martignano


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Servizio fotografico a cura di: Mario e Rosalba, zii della sposa 99

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trentinoattualitĂ  trentinomatrimoni

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Lei

Lui

Nome: Federica Anni: 27 Nata a: Trento Residente a: Ravina di Trento Occupazione: Antropologa Vestito di: Boutique DemattĂŠ (Trento) Parrucchiere: Styliris - Trento Estetista: Styliris - Trento

Nome: Nour Eddine Anni: 33 Nato a: Rabat (Marocco) Residente a: Ravina di Trento Occupazione: Studente Vestito di: Conbipel (Trento) Barbiere: Lino Setti


trentinomatrimoni il matrimonio di Federica e Nour eddine Servizio fotografico a cura di: Lucio Tonina

Matrimonio: Civile Data: 25 agosto 2012 Luogo celebrazione: Trento Anelli: Gioielleria Mosele (Trento) Numero invitati: 80 Ricevimento: Caffè 34 e Bookique Bomboniere: Fai da te Torta: Filippi & Gardumi Vivranno a: Ravina di Trento

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trentinoscoop&news

GIORGIA OSELE è la RAGAZZA SIMPATIA 2012 MISS ITALIA: “GRAFFIATA” TRENTINA AL CONCORSO subito fuori LE MISS LOCALI, MA A LASCIARE IL SEGNO è LA MAMMA DI UNA DELLE REGINETTE DI BELLEZZA…

È

stata un’edizione amara per il Trentino Alto Adige, quella di Miss Italia 2012, conclusasi a Montecatini Terme il 10 settembre. La nostra regione era approdata alle fasi delle finali nazionali, in diretta su RaiUno in prima serata, con una formazione più numerosa del consueto – cinque le aspiranti reginette di bellezza in gara – che aveva acceso le speranze di guadagnare, se non l’ambita corona almeno buoni piazzamenti. Speranze stroncate già all’apertura della prima puntata condotta da Fabrizio Frizzi domenica 9 settembre, dove d’amblè sono state eliminate le trentine Alice Viglioglia (in gara con il numero 74), Daniela Zanzotti (numero 70) e Michela Pedrotti (numero 54) e la bolzanina Elisabeth Riegler (numero 31). Subito dopo è stata la volta della Miss Trentino Alto Adige Silvia Paoli, in gara nel primo blocco di eliminazioni che l’hanno vista iscritta tra le scartate dal televoto e dalla giuria tecnica. Un vero e proprio bagno di sangue che non ha trovato sollievo nemmeno nei ripescaggi: le bellezze di casa nostra non sono riuscite a conquistare uno degli otto posti a disposizione, scelti da televoto, web e giuria tecnica. Ma il Trentino ha comunque lasciato il segno – o forse sarebbe meglio dire una graffiata – a Miss Italia 2012. Se il concorso quest’anno non resterà nella storia per la sua vincitrice - la siciliana Giiusy Buscemi, la cui scelta è stata criticata un’istante dopo la proclamazione – lo resterà per l’attacco frontale all’entourage della patrona del concorso Patrizia Mirigliani e alla Alessandra Paoli, mamma di Silvia Rai fatto da Alessandra Paoli, mamma di Silvia, Miss Trentino Alto Adige. Il 10 settembre, nel corso dell’ultima puntata del concorso, erano circa le 23 quando il conduttore Fabrizio Frizzi dà la parola ai parenti delle ragazze eliminate: «Non mi ero offerta spontaneamente, è stato qualcuno dell’organizzazione ad avvicinarmi e chiedermi di parlare. Avevo già fatto un’intervista la mattina e la mia spigliatezza era piaciuta». Così la signora Alessandra si trova con un microfono in mano e le 102

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in calabria, nella finale del concorso “La bella d’Italia”

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i è svolta a Scalea (CS), Calabria, la Finale nazionale del Concorso LA BELLA D’ITALIA, 31a edizione. La finale si è svolta presso il Santa Caterina Village, dove hanno trovato ospitalità 101 ragazze finaliste, che hanno affrontato diversi passaggi in giuria. Al termine, uno dei titoli nazionali, RAGAZZA SIMPATIA ITALIA 2012, è stato vinto da una giovane di Trento, Giorgia Osele, a dimostrazione che anche la bellezza trentina può trionfare a livello nazionale. Giorgia, sedici anni, abita a Povo e studia presso il Liceo linguistico “Città di Trento”. Ha l’hobby della danza moderna e di fare shopping con le amiche. Sport preferiti: danza, sci e nuoto. Per il futuro ha l’aspirazione di diventare fotomodella e coreografa. Carattere solare, semplice e… veramente simpatica, mai titolo è stato più azzeccato! A Scalea erano presenti anche le altre trentine, Giada Filippozzi, Elisa Malachin e Maria Vittoria Toniatti, che hanno vissuto un’esperienza unica ed emozionante. telecamere puntate: «Questa mattina – dice in diretta a quasi 5 milioni di spettatori - ci è stata data la possibilità di rimanere un po’ con le nostre figlie. Ho potuto constatare che tante belle ragazze sono state escluse e credo che questo dipenda dal peso eccessivo del televoto. È chiaro che dietro a ciò ci siano dei grandi interessi economici, però questo rischia di falsare il vero obiettivo della manifestazione». Al Palaspecchiasol scrosciano gli applausi e tutti i genitori delle escluse insorgono, mettendo in discussione la trasparenza del concorso. Silvia Paoli inizia a piangere, le telecamere impietose indugiano su di lei, la giurata Paola Perego incita Frizzi a chiedere se «la figlia della signora è stata sbattuta fuori», poi il conduttore decide di tagliare corto e proseguire la trasmissione. «Parlavo in senso generale e non nel mio interesse, non ho mai messo in discussione la legalità del televoto e certo non mi aspettavo di provocare queste reazioni e questo interesse mediatico», si schermisce la signora Paoli. Stanca ma soddisfatta, la figlia Silvia, invece, commenta così l’esperienza del concorso: «Un’occasione formativa davvero tosta ma interessante, che mi ha fatto venire ancora più voglia di provare a percorrere la strada del giornalismo televisivo». (F.N.)


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Poesia e fotografia ai “santi anzoi” tra le rocce e il cielo, montagna e spettacoli In vallarsa, Margherita hack (in video), carmine abate e un sorprendente spettacolo scritto da gigi zoppello

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edizione 2012 del festival della montagna “Tra le rocce e il cielo” è stata davvero spumeggiante. Nonostante la pioggia non abbia risparmiato i quattro giorni della manifestazione sono state un buon numero le persone che hanno partecipato al Festival all’ombra delle Piccole Dolomiti, che si è svolto in Vallarsa dal 30 agosto al 2 settembre. Discreto successo hanno avuto tutte le serate in programma nelle quattro giornate – dedicate all’arte della montagna, alle minoranze linguistiche, alla storia e alla vita di montagna – a partire da quella sulla “Gioia dell’andar lenti” che ha visto confrontarsi un gruppo di pazienti viaggiatori: Davide Sapienza, Alessandro De Bertolini, Gigi Zoppello e Margherita Hack (intervenuta in video conferenza). Il pubblico ha potuto porre domande alla Hack, che ha spaziato nei suoi interventi dal racconto dei suoi viaggi in bicicletta al commento sull’utilità dell’alata velocità. Numeroso e appassionato anche il pubblico per i due concerti serali, quello jazzmer degli Ziganoff di Renato Morelli e quello dell’Orchestra popolare delle Dolomiti, che ha riportato alla vita antichi balli ormai perduti. Un’ottima partecipazione anche per lo spettacolo dedicato alla costruzione della diga di Speccheri, “La diga è una cosa meravigliosa”, scritto da Zoppello e diretto da Mariano De Tassis, che ha messo in scena il dialogo fra i figli di coloro che negli anni ’50 costruirono la grande opera ingegneristica; un emozionante tuffo nel passato, grazie alla presenza scenica degli attori, alle musiche degli anni ’50 suonate dal vivo, e agli spettacolari effetti luminosi di De Tassis. Apprezzato anche l’incontro con Carmine Abate e Pino Loperfido, 48 ore prima che l’autore de “La collina del vento” vincesse il Premio Campiello.

eduino GEROLA E adriano CONDINI omaggiati a mattarello

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a Festa dei Santi Anzoi a Mattarello si è aperta con una serata organizzata dalla Circoscrizione, omaggio a due personaggi del sobborgo di Trento: il poeta dialettale Eduino Gerola e il fotografo Adriano Condini, il primo comparso, il secondo vivo e attivo. Renzo Francescotti, poeta scrittore, critico d’arte e letterario ha rievocato, a cento anni dalla sua nascita, la figura di Gerola di cui era stato anche amico e presentato la mostra fotografica di Condini. Eduino Gerola (che si firmava anche con lo pseudonimo di Edyger), scomparso a 84 anni nel 1996, è stato autore di due libri: “Poesie”, 1969, prefazione di Giovanna Borzaga, disegni di Arcadio Borgogno (oltre che pittore grande poeta dialettale) e bozzetti di Luciano Ducati. L’altro libro di Gerola è stato “Matarèl, penelade

de poesia”, misto di versi in dialetto e prose, pubblicato nel 1978. Francescotti ha tratteggiato la figura di poeta e di uomo di Gerola, definendolo non un importante poeta, ma un verseggiatore di sottile vena, tuttavia autentica. Nella sua lunga vita ha percorso quasi tutto il ‘900, dalla Grande Guerra, il cui inizio ha preceduto di due anni, al Ventennio fascista, alla Seconda guerre mondiale, al secondo dopoguerra. Un archivio storico a cui Eduino attinge mantenendo sempre cordialità e simpatia verso la vita, per rievocare, senza sentimentali nostalgie la Mattarello perduta. Le poesie di Eduino sono state lette efficacemente da Tea Masè e Luciano Zendron, con il coro Torre Franca che ha ben interpreto nove canzoni del suo repertorio. La mostra di oltre un centinaio di fotografie di Adriano Condini era ordinata in alcune tematiche: spiccavano le immagini del reportage fotografici sui luoghi dell’attività pastorale di padre Luigi Graiff, missionario di Romeno assassinato in Kenya nel 1981; altre belle foto di spaventapasseri nell’Alta Anaunia e del Magreb. Francescotti ha sottolieto la predilezione per il bianco e nero (che concentra e sottolinea la forma, l’anima delle cose), l’abilità tecnica che rifugge da esibizionismi la sua capacità di sintesi di questo fotografo che ha esposto in vari paesi del mondo e conseguito prestigiosi premi.

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Rai: ce n’è per tutti i palati (e orecchie) Altro scenario, altro palcoscenico Giuseppina alla strepitosa festa di anna sul lago di garda

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ssodata la facilità con la quale la nostra Giuseppina sa comunicare e coinvolgere le persone, anche le più indaffarate, denotando al contempo un notevole carisma nell’esprimere simpatia e al contempo determinazione e sicurezza, ecco la festa delle stelle dedicata ad una spumeggiante Anna. Donna di grande vitalità, ammirata sul suggestivo lago di Garda in una strepitosa e romantica serata, fermata per un momento di silenzio ascoltando il proprio cuore ad occhi chiusi...

1. Anna, Umberto e Patty. 2. Elena, Aurora e Grazia. 3. Giuseppina e Marco 4. Gas e Anna 5. Ibolia, Irene, Erika, Giuseppina, Aldo, Mara e Ilona

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il PALINSESTO RADIOFONICO di radio due parte il 2 ottobre

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a programmazione radiofonica a diffusione regionale su Radio2 della Sede RAI di Trento, che prende il via dal 2 ottobre e si protrarrà fino alla fine di dicembre, prevede, il martedì pomeriggio, alle 15, “Chi ha paura dell’uomo nero?”. Tiziana Raffaelli affronta il tema della paura verso lo straniero, intesa in senso oggettivo, con dati e numeri, e soggettivo attraverso le impressioni e i pregiudizi. Segue il programma “Le erbe buone” a cura di Maria Serena Tait. “Chi ha paura dell’uomo nero?” Le tredici puntate esplorano il mondo delle “erbe buone” cioè quelle il cui utilizzo in cucina, nella cosmesi e in medicina è conosciuto da secoli. Alle 15.30, va in in onda “Tradizioni popolari trentine”: il programma, curato da Ugo Slomp, indaga su quelle tradizioni popolari che si fondono sugli archetipi del mondo rurale delle comuni“Pianeta trentino della musica jazz” tà alpine. Il martedì si conclude con “Rodo-dentro” a cura di Maria Serena Tait, dove Mario Cagol, autore e attore versatile, affronta i piccoli temi quotidiani ricavandone spunti di rara ilarità. Il mercoledì, alle 15, va in onda “Il sogno di Carzano”, la riduzione radiofonica del volume di Luigi Sardi, a carattere storico, “Carzano 1917” (Curcu & Genovese). Con la lettura affidata ad un attore si racconta della fallita occasione di capovolgere le sorti della Prima guerra mondiale proprio in Trentino. Chiude, “Pianeta trentino della musica jazz” a cura di Daniele Torresan. La vita musicale trentina dei generi “leggeri” è raccontata con le storie dei gruppi musicali e dei singoli artisti: i compositori, gli interpreti e gli esecutori. Il venerdì pomeriggio si propone “Attenti a noi due”, programma comico-satirico scritto e interpretato da Lucio Gardin e Loredana Cont. I “due”, in particolare, propongono gags e “siparietti” di tipica espressione trentina. Alle 15.30 va in onda “35 anni endrio” programma, curato da Ugo Slomp, che ripropone i fatti accaduti a Trento e provincia della stessa settimana di 35 anni prima. Il venerdì si chiude con “Enrosadira: i colori delle dolomiti” programma, curato da Giorgio Balducci, che si occupa di cultura, sport, sci ed ambiente alpino.


E H C I N E D O M TOBRE DI OT APERTO SEMPRE


primo premio “Leggimontagna” 2012

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Gianni Zotta

I VILLAGGI DAI CAMINI SPENTI VIAGGIO NELLA PERIFERIA DEL TRENTINO DEL TERZO MILLENNIO CURCU & GENOVESE

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Il premio da canal agli “amici del trentino” Germano Berteotti e Guendalina Fortunati vincono la prima edizione della kermesse

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a kermesse Autunno Trentino - che si svolge in piazza Cesare Battisti a Trento - si è arricchita quest’anno della prima edizione del Premio Luciano da Canal “Trentino per passione”, un riconoscimento per quei personaggi innamorati e promotori di tutte le eccellenze offerte dal territorio e consegnato ai due vincitori nella serata di oggi, venerdì 21 settembre, da Michele da Canal, figlio di Luciano, e dalla giornalista Francesca Negri, ideatrice del premio, in collaborazione con Autunno Trentino e la Strada del vino di Trento e Valsugana. A sbaragliare la rosa di cinque contendenti per ognuna delle due categorie sono stati Germano Berteotti e Guendalina Fortunati. Un vero e proprio trionfo di due personaggi innamorati della terra trentina che li ha visti assicurarsi oltre il 50% dei voti totali di ogni categoria. La lunga attività di Germano Berteotti nella promozione del territorio, il suo amore per il vino trentino - è componente della Confraternita della Vite e del Vino di Trento e dello SNODAR - e, forse ancor più, la sua scelta di rinunciare a forme di compenso per l’attività di presidente dell’Apt di Rovereto, ha colpito il grande pubblico che attraverso il sito ww.premiodacanal.wordpress.com ha sancito il trionfo dell’avvocato roveretano dopo un lungo testa a testa con Gianluca Ortolani, altro protagonista della votazione. Alla fine, il voto popolare via web ha consegnato a Germano Berteotti la vittoria della sezione “Personaggio Trentino” che ha ricevuto come gradito omaggio una cena per due alla Locanda Margon di Ravina, una stella Michelin. Un vero e proprio tripudio di voti ha consentito, invece, a Guendalina Fortunati di trionfare all’interno della sezione “Personaggio amico del Trentino”. La giovane direttrice di A Tavola, uno dei mensili di cucina più diffusi d’Italia, ha sbaragliato la concorrenza raccogliendo quasi il doppio dei voti di Paolo Massobrio, secondo classificato. Un successo frutto della capacità della rivista di raccontare le varie eccellenze del Trentino: dalla forza dei mercatini di Natale fino alle peculiarità del mondo delle erbe di montagna che colorano e profumano il territorio della provincia. A ritirare il

Chiusa – Museo Civico Giancarlo Lamonaca occupa la città

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i sarebbero mille motivi per andare a Chiusa, in valle dell’Isarco. Città medioevale che ha mantenuto integro il proprio centro urbano, con la possibilità di girovagare per labirinti e meandri che ti portano indietro nel tempo. Ma in questi mesi autunnali la città vive un’esperienza totalizzante nel campo dell’arte. Infatti per commemorare il Giubileo “20 anni e 100 mostre” del Museo Civico, sito in via Fraghes 1, si è pensato bene di allestire una mostra pubblica con installazioni in situ che occupano gli angoli più stimolanti, sotto l’aspetto artistico, della città. Organizzatori del progetto interculturale d’arte è l’associazione Open City Museum, curata da Martha Jiménez Rosano e Luigi Meneghelli, che per l’occasione hanno chiamato l’artista Giancarlo Lamonaca ad operare nell’urbano medioevale. Con il titolo “Anderswo Altrove” l’artista reinterpreta il paesaggio urbano e mette in risalto elementi della sua storia, cultura e archi terra che la caratterizzano come città d’arte e zona di contatto per lo scambio intellettuale e sociale. L’artista realizza un processo di identificazione alternativo della città, anche in relazione con gli abitanti e passanti che partecipano al mutamento quotidiano. Quella di Lamonaca è la poetica dello spostamento e della traslazione, la logica dell’”altrove”. Nelle sue immagini siamo chiamati a cercare anche quello che non c’è, l’alternativa possibile, l’altra faccia del mondo: a stanare, se si vuole, l’oggetto nascosto o decontestualizzato, come in un racconto poliziesco o in un romanzo di Poe. Opere di grande formato sono presenti negli spazi pubblici della città. L’identificazione dei punti d’intervento è l’esito di una ricerca olistica: l’artista osserva la città, si muove e interagisce con i suoi spazi e ne identifica chiavi di lettura. Il patrimonio artistico e storico della città di Chiusa ha un ruolo fondamentale nel processo. L’artista considera le rappresentazioni che fino ad oggi hanno contribuito nello spazio e nel tempo alla definizione e riconoscibilità della città, ed elabora possibili paradigmi. Le opere in mostra presso il Museo Civico di Chiusa, con sede nel Convento dei cappuccini, completano la ricerca site-specific sulla città: il museo diventa allo stesso tempo uno spazio per l’esplorazione della città e della propria collezione permanente sotto nuove chiavi di lettura e zona di contatto tra le persone. La mostra chiude il 3 novembre. Orario: martedì-sabato 9.30-12, 15.30-18. Domenica e lunedì chiuso. Info: www.facebook.com/museumklausenchiusa oppure www.opencitymuseum.com. (Fiorenzo Degasperi) premio l’editore di A tavola, Lorendana Rocchi, che porterà a Roma alla sua direttrice la pergamena del premio conseguito nella sezione “Personaggio amico del Trentino” e un weekend per due persone a Madonna di Campiglio, gentilmente offeto dall’APT locale e dal presidente Marco Masè. 107

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Ricordando Toppi, maestro del fumetto auto storiche del REGISTRO FIAT ITALIANO il TOUR DOLOMITI DI BRENTA, da madonna di campiglio a pinzolo

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onostante le nuvole minacciose di pioggia fin dal mattino e le pessime previsioni meteo della vigilia, il “1° TOUR DOLOMITI DI BRENTA tutto d’un FIATo” riservato ad una ventina di auto storiche del REGISTRO FIAT ITALIANO, si è svolto nel migliore dei modi, con una bella passerella attraverso i borghi più caratteristici della Val Rendena, salutata da numerosi turisti e residenti fino a Madonna di Campiglio, dove c’è stato il clou della giornata. Le vetture che spaziavano dagli anni trenta con una FIAT 508 “Balilla cabriolet” del 1935 ad una FIAT 1500 cabriolet del 1963, si sono date appuntamento nell’antico borgo di Ragoli per poi ripartire alla volta di Pinzolo dove, in una breve tappa, Giuseppe Ciaghi ha condotto i soci in un’interessante visita guidata alla chiesa di S. Vigilio che conserva sulla facciata sud il celebre affresco della danza macabra, dipinto nel 1539 da Simone Baschenis de Averara. L’affresco offre al visitatore un messaggio assai profondo: ribadisce il concetto dell’ineluttabilità della morte assumendo però il carattere di un’allegoria della morte universale, cioè del destino inesorabile a cui nessuna creatura umana può sottrarsi! Quindi, la ripartenza delle vecchie signore a quattro ruote e, alle 12,30, l’entrata trionfale a Madonna di Campiglio dove hanno effettuato un doppio giro delle vie del centro, affollatissime di turisti in attesa delle auto in passerella, per poi dirigersi in piazza Palù, dove le auto sono rimaste tutto il pomeriggio per l’esposizione al pubblico in forma statica. Alle 13,30, la salita in funivia per raggiungere lo CHALET FIAT sul Monte Spinale.

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allo Studio d’Arte Andromeda

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lcune settimane fa è mancato il maestro del fumetto Sergio Toppi. Molti giornali hanno parlato della sua arte, della particolarità e della potenza espressiva del suo segno, della genialità delle sue impaginazioni verticali, degli importanti percorsi della sua carriera di narratore. Nell’attività didattica del Laboratorio di Fumetto dello Studio d’Arte Andromeda si usano spesso le tavole di Toppi come esempi di rigore costruttivo, di carica espressiva di genialità nella rottura degli schemi. L’arte di questo maestro è per sempre negli occhi di coloro che amano il fumetto, ma nella mente noi abbiamo soprattutto la sua amabilità. Nel 2001, l’Andromeda aveva allestito nelle sale dello Studio d’Arte una sua mostra, tavole originali fra le storie più suggestive realizzate a suo tempo per la rivista “Alter”. Per l’inaugurazione vennero da Milano, Sergio Toppi con la moglie Dina e Gino Gavioli (un maestro di Carosello) con la moglie Angela. Questo piccolo ricordo di quella mostra trentina, per ricordare con semplicità un grande del disegno.


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un evento di squadra per i Vignaioli a Riva “LA GIARA”: ecco la SECONDA EDIZIONE

Ottimo afflusso per la seconda edizione di arRIVAno i Vignaioli

i testi in concorso vanno inviati entro il 30 novembre prossimo

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opo il successo della prima edizione, il “Premio Letterario La Giara”, organizzato e proposto dalla Rai con il patrocinio del Comune della Città di Agrigento, guarda già al futuro. La cerimonia di assegnazione dei premi della prima edizione si è svolta lo scorso 24 luglio nella Valle dei Templi di Agrigento in Sicilia. Fra i finalisti, anche l’autore Dario Gigli con l’opera “Il vento di Dio” approdato alla finale quale rappresentante della Sede Rai di Trento. Proprio nel contesto della serata finale è stato presentato il bando della 2a edizione del premio la cui partecipazione si è aperta il 1° agosto e si concluderà il 30 novembre. Le Commissioni regionali dovranno segnalare le due opere migliori da avviare alla Commissione nazionale entro il 31 marzo 2013 . Membri della Commissione della Sede Rai di Trento, coordinata dal Direttore, Sergio Pezzola, saranno per questa seconda edizione: Alberto Faustini, Giuseppe Ferrandi, Enrico Franco, Pierangelo Giovanetti e Roberto Keller. Il Premio è riservato a giovani scrittori residenti in Italia e di età compresa tra i diciotto e i trentanove anni compiuti alla data di inizio del Premio. Mentre la selezione è su base regionale in funzione della Regione di residenza dell’autore. Il Premio consisterà nella pubblicazione dell’opera vincitrice e sarà assegnato a un’opera di narrativa ed ogni partecipante potrà concorrere con una sola opera in prosa scritta in lingua italiana. L’opera dovrà essere inviata una sola volta e dovrà essere originale e inedita; dovrà essere costituita da un romanzo mentre sono escluse le raccolte di racconti e la lunghezza complessiva del romanzo non dovrà essere inferiore ai 180mila caratteri (spazi inclusi). Per quanto riguarda il Trentino le opere vanno inviate a Premio La Giara - C/O Sede regionale Rai per il Trentino - Via Perini, 141, Trento. Per ulteriori informazioni www.rai.it, mentre eventuali richieste di chiarimenti o di ulteriori informazioni dovranno essere rivolte, via e-mail, all’indirizzo: info.premiolagiara@rai.it

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ltre 600 le presenze di pubblico, da tutto il nord Italia e dall’estero, che ha sfidato la pioggia nel pomeriggio di sabato primo settembre, alla corte della Rocca di Riva del Garda. “La seconda edizione dell’evento rivano è per i Vignaioli del Trentino la conferma di quanto i nostri eventi, organizzati in forma autonoma e resi possibili grazie al coinvolgimento principale delle nostre forze è percepito dagli appassionati come uno sforzo da premiare – afferma il presidente Nicola Balter. – La presenza di pubblico è stata particolarmente attenta, seguita a un buon sforzo di comunicazione che abbiamo messo in campo e anche dal sostegno del Museo MAG Alto Garda. Un evento semplice ma pieno di contenuti, che verrà seguito a breve dalla 14 a edizione della degustazione sul Sass Pordoi a ottobre”. Oltre trenta i giornalisti ed esperiti di settore provenienti da tutta Italia che hanno affollato con grande attenzione la degustazione dal titolo Declinazione Nosiola organizzata da Aurora Endrici con sette vignaioli che hanno proposto all’assaggio ben sedici campioni tra vini secchi e Vino Santo da uve Nosiola di annate vecchie a ritroso fino ai primi anni ‘80. Una degustazione per certi versi irripetibile in quanto alcune bottiglie erano le ultime conservate nelle cantine dal produttore; uno straordinario esito degustativo per uno dei vitigni della provincia di Trento, dall’enorme potenziale di longevità tutta da valorizzare. La Nosiola è un vitigno autoctono che all’inizio del Novecento costituiva una delle uve a bacca bianca più diffuse nella provincia di Trento, nella quale i Vignaioli dimostrano di aver investito passione e ricerca, e di credere fermamente nel suo sviluppo futuro.

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Una gerla d’argento per i “camini spenti” I villaggi dai camini spenti vince a tolmezzo Primo premio per ALberto Folgheraiter e Gianni Zotta. Secondo premio per una studiosa di Predazzo, Marcella Morandini. Primo classificato nel settore degli audiovisivi il regista roveretano Michele Trentini

Paolo Curcu e Alberto Folgheraiter

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d Alberto Folgheraiter la pergamena, all’editore Paolo Curcu una gerla d’argento che sarà collocata nella “vetrina dei premi” presso la sede della casa editrice Curcu & Genovese, in via Ghiaie a Trento. Alla gerla, sul significato di questo indispensabile contenitore del mondo montanaro e contadino, sì è richiamato Alberto Folgheraiter al momento della premiazione. “Un tempo, ha detto, ai bambini della montagna si regalavano piccoli giocattoli di legno. Al compimento dei sei anni, si regalava una gerla. Perché capissero fin da piccoli che per vivere si doveva fare fatica e che la vita era sempre e comunque in salita. La gerla serviva per lo strame e per il letame, per la legna e per le patate…”. Quando compì sei anni, ha ricordato Folgheraiter, sua nonna gli regalò per l’appunto una piccola gerla per andare per “ciòrciole” (le pigne). A sessant’anni (li ha compiuti il 27 settembre) questa gerla (peraltro d’argento) lo ha riportato all’infanzia. Un gran bel regalo. A proposito: dopo aver esaurito in pochi mesi la prima edizione, è da tempo in libreria la seconda edizione dei “Villaggi dai camini spenti”, mentre Folgheraiter e Gianni Zotta sono impegnati nella preparazione di un secondo volume che sarà pubblicato a fine aprile del prossimo anno.

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opo aver esaurito in pochi mesi la prima edizione, il volume di Alberto Folgheraiter con le fotografie di Gianni Zotta, “I villaggi dai camini spenti” ha vinto il primo premio nella decima edizione di “Leggimontagna”, a Tolmezzo (Udine). La premiazione ha avuto luogo sabato 22 settembre, a conclusione di due giorni di proiezioni e dibattiti sul futuro della montagna e di chi, nonostante la fatica, continua a vivere in montagna. Il concorso, voluto e sostenuto dall’ASCA (Associazione delle sezioni montane del Club Alpino Italiano) con la collaborazione della Comunità montana dalla Carnia, è giunto alla decima edizione. Questa la motivazione del premio attribuito ai “Villaggi dai camini spenti”, edito da Curcu&Genovese: “È la cronaca originale di un viaggio durato nove mesi nelle aree marginali del Trentino e dei 19 incontri, spesso intensi, con frammenti resistenti – e pensanti – di comunità di paese. Affronta in maniera antiretorica e coraggiosa un tema già noto, quello del processo di trasformazione e di impoverimento sociale ed economico della montagna. Ne esce un libro non a tesi ma costruito su un solido intreccio di testimonianze dirette degli abitanti e di reportage fotografici. Ne esce una disamina efficace di aspetti negativi e positivi che ci piacerebbe davvero veder riproporre con buoni frutti anche nelle nostre montagne che, forse ancor più di quelle trentine, hanno sofferto di spopolamento e di abbandono”. Al secondo posto si è classificata l’opera di una studiosa trentina, Marcella Morandini di Predazzo la quale, assieme a Sergio Reolon (già presidente della Provincia


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Campiello: il trionfo di carmine abate Lo scrittore di besenello – calabrese, di origini arberesh – sbaraglia la concorrenza

Sergio Reolon e Marcella Morandini

di Belluno) ha proposto una relazione su “Alpi regione d’Europa” (Marsilio editore). Scrive la Giuria del premio: “Si tratta di un’efficace sintesi dei dibattiti più recenti sullo stato critico della montagna nella sua complessità naturale e culturale. Il tema dominante è quello del futuro geopolitico della macroregione delle Alpi e cioè di un possibile futuro di sviluppo economico compatibile e Michele Trentini armonico, di integrazione transnazionale e di autogoverno che si ritrova già abbozzato nella Convenzione delle Alpi”. Per gli audiovisivi si è classificato primo il documentario “Piccola terra” del roveretano Michele Trentini, sulla riconversione dei terrazzamenti di Valstagna, Canale di Brenta (Vicenza), un tempo coltivati a tabacco e oggi, grazie agli immigrati dal Marocco, recuperati per la produzione della menta. “Piccola terra”, che è un messaggio di speranza per terre alte marginali, si avvale anche degli spezzoni di un film del 1963 (“Fazzoletti di terra”) del regista Giuseppe Taffarel. La Giuria di “Leggimontagna” era formata da esponenti del mondo dell’alpinismo, del giornalismo, docenti universitari, esperti di cinematografia: Gianpaolo Carbonetto (Presidente della Giuria Saggistica), Bruno Contin, Spiro Dalla Porta Xidias (Presidente della Giuria Narrativa), Sergio De Infanti, Gian Paolo Gri, Francesco Micelli (Presidente della Giuria Giornalismo-Inediti o Guide), Marcello Manzoni, Igino Piutti, Luciano Santin, Andrea Zannini, il direttore della fotografia Dante Spinotti (Presidente della Giuria Audiovisivi), Livio Jacob e Leonardo Quaresima.

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uesta volta Carmine Abate, già fra i cinque autori finalisti del Campiello nel 2004 con La festa del ritorno, è riuscito a superare tutti e anche con un notevole distacco sugli altri autori diventati “suoi amici” in questi mesi di appuntamenti in giro per l’Italia del premio promosso da Confindustria Veneto. Con la sua saga di una famiglia “davvero specialé raccontata ne La collina del vento (Mondadori), lo scrittore arberesh, la comunità albanese che vive in Calabria, è il supervincitore della cinquantesima edizione del Premio Campiello con 98 voti, 40 più di Francesca Melandri che con Più in alto del mare (Rizzoli) ne ha avuti 58. “Dedico il premio a mia moglie e ai miei figli”, ha detto Abate stringendo fra le mani la Vera da Pozzo, simbolo del Campiello, e con emozione ha aggiunto: “in questo cinquantenario del premio è una responsabilità ancora più grande scrivere storie non solo intriganti ma impegnate come questa. Mi sembra tutto un sogno. Un po’ me lo aspettavo, ma non questo grande distacco. Tutto è andato oltre ogni rosea aspettativa” ha sottolineato Abate, che è emigrato in Germania con la famiglia e ora vive a Besenello. La storia della famiglia Arcuri raccontata ne La collina del vento, spiega, è piaciuta “perché dà speranza”.

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Il libro del mese il romanzo di Vanda liber vince a savona “I BAMBINI DI CRISTALLO”, OPERA PRIMA DELL’AUTRICE TRENTINA

Ettore frangipane torna ad attingere alle vecchie cronache, per tratteggiare l’aspetto della Bolzano che fu. non solo date altisonanti scandite dai grandi avvenimenti, ma anche dalla quotidianità di persone che non lasciano tracce indelebili

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l primo romanzo di Vanda Liber, autrice trentina approdata “per caso” alla scrittura, ha fatto il pieno al Concorso nazionale “Insieme nel mondo” di Savona, vincendo il primo premio tra le opere edite. Sabato 8 settembre la premiazione nella cornice del convento dei Cappuccini. Il Premio organizzato dall’associazione “Insieme nel mondo” di Savona, patrocinato da Regione Liguria, Provincia di Savona e Comune di Savona, giunto alla decima edizione è oggi uno dei più noti ed importanti d’Italia. Alla serata di premiazione sono intervenuti circa 200 artisti provenienti da tutta Italia e dall’estero, dalla Sicilia al Trentino fino a Belgrado, Parigi e alla lontana Australia. Il libro racconta una fuga, quella di una donna che ritrova se stessa in una missione nel cuore dell’India. Un racconto che ha convinto la giuria del premio, e che ha destato non poca sorpresa da parte della stessa autrice, che di professione è funzionario di banca. Vanda Liber vive in Trentino, a Cavareno in Alta Val di Non. Nata a Trento, di professione dirigente di banca, vive a Cavareno, in Valle di Non, con il marito Luca, imprenditore, ed il piccolo Leonardo. Scrive per passione, di notte o al mattino presto, “prima che il mondo si svegli – dice lei – alle prime luci dell’alba, quando c’è ancora il silenzio della notte ad avvolgere ogni cosa”. Oltre a “Bambini di cristiallo”, ha scritto anche un racconto, Un giorno di pioggia, premiato al Salone del Libro di Torino 2011 e pubblicato in un antologia di Laterza intitolata “Un giorno tra le righe”. 112

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nche questo quarto volume della serie, che definirei fortunata, di “Bolzano Scomparsa”, fa appello ai giornali del passato. La mia mentalità giornalistica, formatasi nei 57 anni finora trascorsi immerso nel “mestieraccio”, mi induce ancora ad attingere alle vecchie cronache, per tratteggiare l’aspetto della Bolzano che fu. “Tratteggiare”, per l’appunto, non “trattare”: quello che sto scrivendo anno dopo anno (e che si è concretizzato anche in volumi paralleli come “I 200 anni di piazza Walther”, “Bombe su Bolzano” e prossimamente “Fame a Bolzano”) non vuole essere uno studio circostanziato e avallato da riferimenti precisi, inappuntabili, perentori. Il giornalista non è uno studioso, ma un testimone dei tempi forse un po’ superficiale, ma sicuramente più vicino alla gente. Giorno dopo giorno pagine di carta si coprono di notizie colte di


trentinolibreria Ermanno Detti Piccoli lettori crescono Erickson

Rolando Pizzini Nel Tempo del Sogno La Fontana di Siloè

Quinto Antonelli Storie e storie della scuola trentina Editrice Il Margine

Il computer, la rete, l’e-book, gli sms, l’e-mail sono tutti nuove forme di comunicazione che richiedono un nuovo approccio alla lettura. Questo libro è un pratico manuale che aiuterà genitori, educatori, animatori e insegnanti ad affiancare bambini e adolescenti, per aiutarli a scoprire il gusto della lettura. In queste pagine l’autore analizza le nuove forme della letteratura, fornisce agli adulti consigli per imparare a riconoscere, all’interno dell’enorme scelta di libri per l’infanzia e per ragazzi, i prodotti di qualità e indicazioni sui migliori libri per ragazzi oggi in commercio. Piccoli lettori crescono è un saggio equilibrato: non ci presenta liste di libri proibiti, né maledice certi generi o mode letterarie, ma si preoccupa di sintetizzare pregi e difetti di alcuni fenomeni, da Harry Potter a Geronimo Stilton, dagli albi illustrati al fantasy.

9 giugno 1848: mentre in Europa si discute sulla possibilità che le popolazioni indigene abbiano un’anima umana, in un angolo sperduto dell’Australia del Nord muore don Angelo Confalonieri, un giovane sacerdote trentino «strano ed estroso… sostanzialmente buono» (sono parole del suo parroco) che si era dedicato con fervore alla missione cui Dio l’aveva chiamato. È dal punto di vista di John McArthur, comandante del presidio Victoria a Port Essington, che Rolando Pizzini narra la storia di questo prete cattolico e dell’insolita amicizia che lo unì all’ufficiale inglese, in un mondo popolato da rudi militari, galeotti e prostitute. Sopra di loro vegliano gli spiriti ancestrali di quello che gli aborigeni chiamano Tempo del Sogno, il periodo della creazione originaria in cui gli spiriti diedero forma a ogni aspetto del paesaggio, creando anche i corpi rudimentali dei primi esseri umani.

Il volume offre un racconto complessivo della storia della scuola trentina, sia di quella popolare, professionale e tecnica, sia dell’istruzione classica destinata a formare i ceti dirigenti. Il periodo preso in considerazione è molto lungo, più di quattro secoli: ha inizio con la fondazione dei ginnasi di Trento e di Rovereto, nel Seicento, per giungere all’articolato sistema scolastico che caratterizza la seconda metà del Novecento. Il volume di Antonelli può essere pensato come un crocevia piuttosto affollato di “storie”. Di qui passa una storia culturale dei trentini sospesi tra due nazioni; la storia della difficile e lunga conquista dell’alfabeto e della cultura scritta; la storia della trasformazione dei trentini in sudditi fedeli all’Austria, dapprima, al Regno d’Italia, poi; una storia sociale dell’infanzia, divisa - quella più povera - tra l’obbligo scolastico e il precocissimo lavoro a sostegno della famiglia. Ma transitano pure le storie personali di studenti e di professori...

corsa, mentre le tipografie premono perché il giornale deve “andare in macchina”. E accanto ai fatti ecco emergere gli umori, le gioie, le sofferenze, le diatribe della gente: dalla cronaca alla storia degli uomini e delle donne ecco prendere corpo la storia vera, che non è fatta solo di date altisonanti scandite dai grandi avvenimenti, ma anche e forse soprattutto dalla quotidianità di persone che non lasciano tracce indelebili. Ma che nella loro misura minima hanno pur dato e danno un contributo alla grande storia. Alla battaglia di Lipsia non erano presenti solo tre imperatori, ma anche decine di migliaia di volti anonimi, che – quelli sì – si sono tinti di sangue. Se fino allo scorso anno mi sono limitato a sfogliare i giornali del Novecento, ora ho iniziato ad indagare anche tra quelli dell’Ottocento. E così il volto della nostra città si definisce ancor meglio. La rubrica “Bolzano Scomparsa” continua così ad apparire ogni domenica sul giornale “Alto Adige” ed anche sul web (bolzano-scomparsa.it) con grande successo. Ho aperto il sito nel marzo del 2011 e ad oggi le visite sono oltre settantamila e le pagine aperte oltre centomila. Ai bolzanini, e sicuramente non solo a loro, le storie della nostra città piacciono sempre di più. L’Autore Ettore Frangipane Bolzano scimparsa 4

Curcu & Genovese (Euro 14,00, pagine 160)

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trentinofotoromanzo di Carlo Martinelli

MARIA GRAZIA BUCCELLA, NESSUN RIMORSO

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ggidì, al tempo della pornocrazia, i suoi co stumi succinti e il bikini dello scandalo per essere finita sulle pagine de “Il Borghese” – numero del 5 dicembre 1959 – fanno sorridere. Ma al tempo la trentina Maria Grazia Buccella, classe 1940, figlia della buona borghesia cittadina, un po’ di scandalo lo fece, eccome. Wikipedia informa che fu finalista a Miss Universo 1959, con una carriera cinematografica relativamente breve, sviluppata prevalentemente lungo i binari della commedia all’italiana, incarnando soprattutto personaggi di una bellezza procace e svampita, a tratti buffa e comunque teneramente sexy, “una sorta di Marilyn a Cinecittà”. Allo sfogliatore di riviste e libri, a caccia di storie, capita in mano un numero de “La Domenica del Corriere”, marzo 1970. Nazareno Fabbretti è impegnato in una lunga serie di interviste ai divi, in vena di confessioni. La nona puntata è per lei, Maria Grazia Buccella. Una didascalia avverte che è nata a Milano, ma è vissuta a Trento fino al 1963. Attenzione: ad intervistarla è un giornalista che è anche sacerdote, una delle firme più conosciute degli anni Sessanta e Settanta. Ultima domanda: “prega?” Risposta:

“Sì, quando sono felice. Solo allora. Ma non creda, padre: vivere come vivo io è molto più difficile che vivere come quando credevo tutto, ad ogni costo. Oggi devo bastare a me stessa, dentro e fuori. Non è facile, glielo assicuro. Qualche volta è terribile. Non ride?”. Il sacerdote giornalista chiude così: “No. Non rido. Sono convinto che è vero. Ecco un’intervista che non ha bisogno di commenti”. Sì, è una intervista sorprendente. All’inizio padre Nazareno Fabbretti scrive: “In che cosa crede questa tipica maggiorata che con la sua immagine discinta ha scatenato tante volte le proteste di leghe moralistiche e che, per contrario, sembra incarnare (il verbo non è mai stato tanto esatto) i sogni proibiti e repressi dell’italiano medio di fronte al continente dell’erotismo?” L’intervista – un documento vero ed intimo, a ben guardare – è un botta e risposta. Qui mettiamo in fila alcune risposte. Disse, in quell’ormai lontano 1970, l’ex studentessa del liceo Prati: “Io faccio solo del cinema sexy portato sul piano del divertimento: nient’altro. Non ho dubbi, non ho mai avuto rimorsi a mostrarmi come mamma mi ha fatto. È nella natura dell’uomo, come bere e mangiare: ci si vergogna forse di queste cose? Io non sono praticante, io sono ribelle in tutto: ciò che è legge, che è dovuto, io non lo sopporto. Non credo nella Chiesa. Io lavoro solo per me stessa. Non ho mai avuto nella mia vita momenti in cui ho sentito il bisogno di aggrapparmi a Dio. È una cosa da vigliacchi. Io mi aggrappo a Dio nei momenti in cui sono felice. Quando va male cerco di rimediare da sola, come posso. Se io faccio del male a una persona questo sì è male, non il fatto di girare nuda”. Disse, inoltre: “Gli altri, per me, sono degli estranei”. Il giornale scrisse: “Dichiarazione rattristante”.

La memoria restituisce persone e cose che pensavamo dimenticate per sempre o delle quali neppure sospettavamo l’esistenza. Questo è FOTOromanzo. Una immagine che ritorna. Dentro la memoria delle storie.

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trentinoenogastronomia

ristoranti

in ogni numero trentinomese vi propone due ristoranti provati per voi I ristoranti presentati in questa rubrica sono una libera scelta redazionale. Il nostro giudizio anche se critico, è espresso in “cuori” perchè, comunque, il difficile lavoro del ristoratore merita rispetto.

Segnalazioni e commenti: info@trentinomese.it

al castagneto

maso franch

DA JESOLO AL TRENTINO

IL MIGLIOR CHEF EMERGENTE DEL NORD ITALIA

Location assai romantica ed easy chic per un locale aperto nel 2006 della famiglia Pasian, proveniente dal Lido di Jesolo, con la signora Manola, i figli Daniele e Riccardo, la nuora Jossiaria (originaria di Porto Seguro in Brasile) e Giorgio, il cuoco, marito di Manola e colonna portante del ristorante. Qui a farla da padrone è il pesce e l’idea di questa “specializzazione” è nata da una precisa richiesta della clientela locale, stupita dal fatto che una famiglia “marinara” come la Pasian non lo proponesse. Così, nel ristorante dislocato in località Piani, a pochi chilometri da Mezzolombardo, si possono gustare i grandi classici dell’Adriatico: si va dalle sarde en saor agli spaghetti alle vongole, dalle capesante gratinate ai pesci e crostacei alla griglia, tutti cucinati in modo semplice e gustoso. Non mancano, però, nemmeno i piatti della tradizione trentina, come il tortel de patate con i salumi, le tagliatelle fatte in casa condite con vari sughi (in stagione non perdete quelle alle finferle), piuttosto che la carne, proposta anche alla griglia. I prezzi si aggirano attorno ai 15 euro per gli antipasti, i 9 euro per i primi, 20 euro per i secondi. Le preparazioni sono tutte espresse e con materia prima freschissima, in primis per quanto riguarda il pesce, assicurano i titolari. Ad accompagnare la proposta ristorativa, poi, c’è anche la carta delle pizze.

A Maso Franch di Giovo, si tocca con mano la voglia di iniziare un nuovo corso all’insegna di una proposta ristorativa tutta made in Trentino e d’eccellenza, a partire dal nuovo chef, approdato da una decina di giorni ai fornelli del locale cembrano. Si tratta di Diego Rigotti, giovane (28 anni) ma con le idee chiare e con una mano decisamente interessante, tanto da essersi guadagnato, qualche mese fa, il titolo di Chef Emergente del Nord Italia che questo mese lo porterà a Roma per giocarsi il primo posto nazionale della notissima competizione ideata dal critico gastronomico Luigi Cremona. Quella di Rigotti è una cucina creativa, ma anche molto legata alla tradizione e ai prodotti locali: il suo menu, quindi, vede due proposte gourmet – una di carne e una di pesce, tra i 50 e i 60 euro a persona – e una carta dove poter spaziare tra classici del territorio e gusti più innovativi. Rigotti sicuramente deve prendere possesso dei nuovi fornelli e del nuovo ambiente dove ora lavora – grazie all’intuito e alla voglia di investire e di scommettere sui giovani talenti di Carlo Samuelli, direttore di Maso Franch e squisito quanto impeccabile padrone di casa – ma già la buona mano si vede e non delude, con la consapevolezza che col tempo saprà e potrà fare ancora meglio. Buono il fiore di zucchina farcito allo speck con insalatina di orzo perlato ai finferli, degustato come antipasto; interessantissime le sarde di lago marinate in sfoglia di pasta con marmellata di pomodori e limone candito, così come il raviolo al tuorlo d’uovo crudo su fonduta ai formaggi di malga e tartufo nero del Monte Baldo. Bene anche il filetto di vitella rendenese al carbone vegetale con purè di sedano rapa e fagottino di verza al guanciale della valle di Cembra, mentre gustosi, ma sicuramente da affinare, i dolci: salsa ai frutti di bosco con quenelles di gelato al coriandolo con foglia di ananas e fragoline di bosco, seguita da una variazione di cioccolato. Insomma, un ristorante che si rinnova con tanta voglia di fare e di dare il suo contributo al settore gastronomico trentino, un locale che potrà crescere e che sicuramente rappresenta una meta da provare anche a pranzo, momento in cui si può trovare una proposta “fast” a prezzi friendly, ma sempre a prova di gourmet.

Ristorante pizzeria Al Castagneto loc. Ai Piani 38017 Mezzolombardo (Tn) tel. 0461 / 601359 - cell. 340 2815920 dal 1 giugno al 30 settembre aperto tutti i giorni. cibo ♥ ♥ Chiusura invernale: lunedì ambiente ♥ ♥ tutto il giorno e martedì prezzo ♥ ♥ solo a mezzogiorno

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MASO FRANCH Loc. Maso Franch, 1 GIOVO (TN) Tel. 0461/245533 Aperto: 7 giorni su 7

cibo ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ambiente ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ prezzo ♥ ♥ ♥ ♥ ♥

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TrentinoMese ottobre 2012