Il fantasma dei boschi

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THE GHOST OF THE FOREST IL FANTASMA DEI BOSCHI

Alla scoperta del misterioso gatto selvatico Europeo In search of the mysterious European wildcat

TIZIANO FIORENZA

NICOLA TOMASI

LUCIO TOLAR

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Il nome

La specie fu descritta scientifcamente dal naturalista tedesco Johan Christian Daniel von Schreber nel 1777 “ Die wilde Katze” …””Felis (catus) silvestris; Felis pilis ex fusco favicante & albido variegatis, cauda annulis alternatim nigris & ex sordide albo favicantibus”. Il brillante naturalista descrisse dunque con una certa precisione la specie, utilizzò il nome latino Felis con cui i Romani indicavano proprio il gatto selvatico (mentre il domestico, almeno nel latino medioevale, era chiamato Gattus ) e poi ‘silvestris ’ ovvero indicandone il suo habitat d’elezione: le foreste. Il nome volgare con l ’aggettivo ‘selvatico ’ per distinguerlo da quello di casa ‘domestico ’

Origine della specie

Il gatto selvatico fa parte insieme a linci, ghepardi, caracal, puma e ocelot e molte altre specie alla sotto faglia dei ‘ Felini ’ e sono ben distinti dai ‘ Panterini ’ (cui appartengono leoni, tigri e leopardi nebulosi); insieme formano l’ordine dei ‘ Felidi ’. Si tratta del gruppo di mammiferi più specializzati nella caccia ed esclusivamente carnivori nell’alimentazione. I vegetali, infatti, vengono assunti solamente in circostante precise, per esempio per indurre il vomito ed espellere i peli che intasano l’apparato digerente.

La linea evolutiva del gatto selvatico, costituita da tutti i felini del genere Felis, fu l’ultima a delinearsi, circa 3,4 milioni di anni fa, nel Pliocene, nei deserti e nelle ftte foreste del bacino mediterraneo

Forse un felide che potrebbe aver dato origine ai felini moderni, come il gatto selvatico, era il Pristifelis attica, dalle dimensioni simili a quelle di un attuale gatto dorato (Catopuma temminckii) o del serval (Leptailurus serval), che visse nell’Europa mediterranea nel Miocene (circa 10 – 6 milioni di anni fa).

What’s in a name?

The species was frst described scientifcally by the German naturalist Johan Christian Daniel von Schreber in 1777 as ““Die wilde Katze” …””Felis (catus) silvestris; Felis pilis ex fusco favicante & albido variegatis, cauda annulis alternatim nigris & ex sordide albo favicantibus.” This brilliant naturalist therefore described the species with some precision, used the Latin name Felis with which the Romans indicated the wildcat (while the domestic, at least in medieval Latin, was called Gattus ) and then ‘ silvestris ’, thus indicating its habitat of choice: the forests. The common name uses the adjective ‘wild’ to distinguish it from the ‘domestic’ cat.

The Origin of the Species

Together with lynxes, cheetahs, caracals, pumas and ocelots and many other species, the wildcat belongs to the subfamily of the Felinae and are well distinguished from the Pantherinae (to which lions, tigers and clouded leopards belong). Together these form the order of the Felidae. This is the group of mammals most specialised in hunting and the most exclusively carnivorous in terms of diet. In fact, vegetable material is only consumed in specifc circumstances, for example to induce vomiting and expel hairs blocking the digestive system, when bringing up a furball.

The evolutionary line of the wildcat, consisting of all the felines of the genus Felis , was the last to take shape, about 3.4 million years ago, during the Pliocene, in the deserts and dense forests of the Mediterranean basin.

Perhaps one particular felid that could have given rise to modern felines such as the wildcat, was Pristifelis attica, similar in size to the modern Asian golden cat (Catopuma temminckii) or the serval (Leptailurus serval),

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Difusione in Italia

In passato presumibilmente il gatto selvatico europeo abitava tutti i boschi e le foreste delle aree continentali e della Sicilia. Oggi pare, tuttavia, piuttosto raro o da confermare in alcune regioni come il Piemonte, la Val d’Aosta e la Lombardia. Nelle restanti è più o meno difuso con una popolazione complessiva verosimilmente superiore agli 800 – 1000 esemplari. Le popolazioni dell’Italia nordorientale appartengono per lo più al ceppo alpino-dinarico, con una colorazione di fondo giallo paglierino-ocracea; nella penisola appartengono all ’esclusivo ceppo italico, talvolta denominato ‘ molisana ’ per lo più con una colorazione di fondo grigio perla; infne i gatti selvatici siciliani sono simili a quelli italici, ma con una colorazione di fondo più grigio argentea.

In Sardegna è presente una forma locale del gatto selvatico africano (Felis silvestris lybica var. sarda). Si tratta di una sottospecie ben distinta dal gatto selvatico europeo e probabilmente portata nell’isola verso il sesto millennio a.c. dalle popolazioni neolitiche, quando la specie era ancora in fase di predomesticazione e successivamente sfuggito a quei lontani colonizzatori.

Distribution in Italy

In the past, the wildcat presumably inhabited all the woods and forests of the continent and Sicily. Today it seems, however, rather rare or yet to be confrmed in some Regions such as Piedmont, Val d’Aosta and Lombardy. In the rest of the country it is fairly widespread with a total population probably greater than 800 - 1000 specimens.

The populations of north-eastern Italy mostly belong to the Alpine-Dinaric stock, with a pale yellow-ochre ground colour; while along the peninsula they belong to the exclusively Italic stock, sometimes referred to as the ‘Molise’ form, mostly with a pearl grey ground colour. Finally, the Sicilian wildcats are similar to the Italic ones, but with a more silvery grey ground colour.

In Sardinia there is a local form of the African wildcat (Felis silvestris lybica var. sarda). It is a very distinct subspecies from the European wildcat and was probably brought to the island around the sixth millennium BCE by Neolithic populations when the species was still in the phase of pre-domestication and subsequently escaped the clutches of those long ago colonists.

Legenda delle aree abitate dal gatto selvatico europeo in Italia

Areale di massima del gatto selvatico europeo in Italia. Come si evince dalla cartina la specie è presente soprattutto lungo la dorsale appenninica, nell’altopiano del Gargano, in Sicilia e nell’estremo Nord est italiano. Dopo un forte calo numerico e dell’areale a causa delle persecuzioni che ha subito questo felino nel corso del tempo, a cominciare del XXI secolo, fnalmente, la specie mostra chiari segni di ripresa, con un raforzamento nell’Appennino settentrionale ed una lenta e costante espansione nell’area alpino-orientale.

Legend of the areas inhabited by the European wildcat within Italy

The maximum extent of the range of the European wildcat in Italy. As can be seen from the map, the species is present especially along the ridge of the Apennines, on the Gargano plateau, in Sicily and in the extreme northeast of Italy. After a strong decline in both numbers and range as a result of persecution the species has undergone over time, fnally. at the beginning of the 21st century, the wildcat is showing clear signs of recovery, with a strengthening in the northern Apennines and a slow but steady expansion in the eastern Alpine area.

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Difusione in Friuli Venezia Giulia e nell’Italia Nord-orientale e aree limitrofe

Come già sopra menzionato i gatti selvatici presenti nel territorio regionale sono attribuibili a Felis silvestris silvestris, quasi totalmente ascrivibili al ceppo AlpinoDinarico e molto più marginalmente a quello ScardoPindico. Attualmente non appare esagerato ritenere che questa specie possa essere potenzialmente rinvenuta in tutto il territorio della regione Friuli Venezia Giulia, perfno nelle periferie dei grandi centri urbani. La specie veniva ritenuta estinta già nel 1900 in provincia di Trento, mentre per la provincia di Bolzano è documentato l’abbattimento di due esemplari nell’area di Brunico, in Val Pusteria: un esemplare intorno al 1850 e l’altro nel 1865. Recentemente (2021) la specie è stata nuovamente rilevata in provincia di Trento.

In Veneto nel XIX secolo veniva grossolanamente segnalato nelle aree forestali del bellunese e del Cansiglio e, successivamente, ritenuto estinto in questa regione (sebbene dal 1938 al 1983 siano state registrate nove catture). Nel 1983 un esemplare è stato abbattuto presso il Monte Millifret in provincia di Treviso. Attualmente la specie è certamente presente nelle province di Treviso, di Belluno e si è afacciato anche a quella di Vicenza, assestandosi a un’altezza media di 900 m s.l.m.

In Slovenia la specie non si è mai estinta e può essere considerata praticamente onnipresente, con le massime densità di popolazione nella porzione occidentale, centrale e meridionale del paese. La specie è ritratta anche nei francobolli della repubblica. È ipotizzabile una popolazione di alcune centinaia di esemplari. In Carinzia il gatto selvatico era ben difuso fra il 1700 e il 1800, subendo poi un declino forse a causa di un progressivo cambiamento climatico. Negli anni ’50 del XX secolo la specie fu ritenuta estinta. Nel corso del XXI secolo ha fatto la

Distribution in Friuli Venezia Giulia and north-eastern Italy and neighbouring areas

As already mentioned above, the wildcats present in the Region are of the subspecies Felis silvestris silvestris, almost totally attributable to the AlpineDinaric ecotype, and, much more marginally, to the Scardo-Pindic one. Currently it does not seem and exaggeration to state that this species can potentially be found throughout the Region of Friuli Venezia Giulia, even occurring on the outskirts of large urban centres.

The species was considered extinct as early as 1900 in the province of Trento, while for the province of Bolzano the killing of two specimens was documented in the area of Bruneck-Brunico, in Pustertal - Val Pusteria, with one specimen around 1850 and the other in 1865. Recently (2021) the species has again been detected in the province of Trento.

In Veneto in the 19th century it was reported as occurring in the forested areas of Belluno and Cansiglio and, subsequently, considered extinct in this Region (although nine specimens were recorded between 1938 and 1983). In 1983 a specimen was shot on Monte Millifret in the province of Treviso. Currently, the species is certainly present in the provinces of Treviso, Belluno and has also been found in that of Vicenza, at an average height of 900 m a.s.l. In Slovenia, the species never became extinct and can be considered practically omnipresent, with the highest population densities in the western, central and southern portion of the country. The species is also portrayed in the postage stamps of the Republic. A population of several hundred individuals is conceivable.

In Carinthia the wildcat was widespread between 1700 and 1800 before undergoing a decline perhaps due to a progressive worsening of the climate. By the 1950s the species was considered extinct. During the

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Legenda delle aree abitate dal gatto selvatico europeo in Friuli Venezia Giulia

Presenza in via di consolidameto

Presenza consolidata della specie

Map legend for the areas inhabited by the wildcat in Friuli Venezia Giulia

Present, in the process of consolidation

Consolidated presence of the species

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I boschi planiziali golenali rappresentano fondamentali zone di insediamento e di difusione del gatto selvatico europeo. La protezione di questi biotopi e l’istituzione di Parchi Naturali fuviali sarebbe un contributo fondamentale per la salvaguardia di questa rara specie di felino.

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The lowland alluvial forests represent fundamental areas of colonisation and spread for the European wildcat. The protection of these biotopes and the establishment of Natural River Parks would represent a fundamental contribution to the preservation of this rare species of feline.
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Alpi Giulie

La specie è stata segnalata in passato nel Tarvisiano sul Monte Goriane, sul Monte Nero e sulle cinque Punte. La presenza del gatto selvatico è stata riconfermata in questo secolo in comune di Tarvisio, in un contesto spiccatamente alpino in cui la coltre nevosa permane a lungo durante l’inverno. Oltre che in comune di Tarvisio, la specie è presente in quelli di Cave del Predil e di Malborghetto Valbruna, anche sulla catena Carnica orientale. È stato osservato come i gatti selvatici in questo contesto durante il periodo invernale possano anche nutrirsi di carcasse di ungulati, limitando al minino lo spreco di energie. Frequenta soprattutto zone con roccia aforante ben esposta, ma anche faggete e peccete.

Julian Alps

The species has been reported in the past in the Tarvisio area on Monte Goriane, Monte Nero and on the Cinque Punte. The presence of the wildcat was reconfrmed in the 21st century in the municipality of Tarvisio, in a distinctly Alpine context in which the snow cover remains for a considerable time over winter. In addition to the municipality of Tarvisio, the species is present in those of Cave del Predil and Malborghetto-Valbruna, as well as on the eastern Carnic chain. It has been observed during the winter period that wildcats in this setting may also feed on ungulate carcasses, keeping their use of energy to a minimum. The species mainly frequents areas with well exposed outcropping rock, but also beech and spruce woods.

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Conclusioni

L’areale occupato da Felis silvestris silvestris nella regione Friuli – Venezia Giulia è quindi piuttosto notevole, potendo riguardare non meno di 300000 ha. Si ritiene che nell’area carsica, così come nelle Prealpi Giulie meridionali (Valli del Natisone e Collio) la specie non si sia mai estinta; allo stesso modo è verosimile ipotizzare una sua permanenza nel corso del XIX e XX secolo anche nelle Prealpi Carniche e nel tolmezzino. Per quanto concerne l’estremo nord est della provincia di Udine (Tarvisiano) è verosimile che la specie sia nuovamente tornata dopo un periodo di efettiva assenza. Nell’anfteatro morenico tilaventino il grosso della popolazione si concentra intorno al monte di Ragogna e alle zone boscate della terza cerchia morenica, facendosi più scarso verso la seconda e la prima cerchia collinare.

Conclusions

The area occupied by Felis silvestris silvestris in the Region Friuli Venezia Giulia is therefore quite remarkable, covering no less than 300,000 ha. It is believed that in the Karst, as well as in the southern Julian Pre-Alps (Valli del Natisone and Collio), the species never became extinct. In the same way we can probably hypothesise its permanence during the 19th and 20th centuries in the Carnic Pre-Alps and the Tolmezzo area as well. As regards the extreme north east of the province of Udine (near Tarvisio), it is likely that the species has returned once again after a period of actual absence. In the Tilaventine morainic amphitheatre the bulk of the population is concentrated around Monte Ragogna and the wooded areas covering the third morainic cirque, becoming scarcer towards the second and frst cirques.

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processo angolare. Il cranio del gatto selvatico ha una capacità che va dai 32,5 ai 50 cm³ contro i 20 – 35 cm³ del domestico. Le dimensioni del cranio sono di circa 78,5 x 112 mm nel selvatico e 76 x 107 mm nel domestico. Il ricercatore Paul Schauenberg nel 1969 ha studiato in un piano cartesiano il rapporto fra la lunghezza del cranio e la capacità cranica rilevando un indice che discrimina tra la forma selvatica e domestica: nel selvatico l’indice è inferiore a 2,75, mentre nel domestico è superiore.

Gli incisivi sono piccoli mentre sono ben sviluppati i canini, i molari e i premolari. La formula dentaria è: I 3/3, C1/1, P 3/2, M 1/1 per un totale di 30 denti.

Massa

La massa dei gatti selvatici e domestici è ampiamente variabile, soprattutto nella forma domestica con razze che possono superare anche i 10 kg di peso nel Maine Coon. Il peso dei gatti selvatici del Friuli-Venezia Giulia può variare dai 2,5 kg in giovani femmine circa fno a sforare gli 8 kg nei maschi più grandi, sebbene normalmente il peso vari dai 3 kg ai 5,5 kg.

Una caratteristica che discrimina la forma selvatica da quella domestica è la lunghezza dell’intestino (nel maschio adulto del selvatico si aggira sui 110 – 150 cm e nelle femmine da 120 a 170 cm, mentre nel maschio del domestico è di 155 – 220 cm e nelle femmine da 165 a 254 cm. Il rapporto fra la lunghezza dell’intestino (calcolato dal piloro all’ano) e la sommatoria della lunghezza della testa e del corpo dell’animale determina l’indice intestinale che, se è inferiore a 3,15 è di un gatto selvatico, mentre se è superiore appartiene a un esemplare domestico. Tale rapporto è stato fssato dal ricercatore Paul Schauenberg nel 1969. Anche in questo caso la lunghezza dell’intestino è una prova delle modifche anatomiche realizzatesi nel corso del processo di domesticazione e del relativo cambiamento del regime alimentare.

process. The skull of the wildcat has a volume ranging from 32.5 to 50 cm³ as against the 20 - 35 cm³ of the domestic subspecies. The dimensions of the skull are approximately 78.5 x 112 mm in the wildcat and 76 x 107 mm in the domestic one. In 1969 the researcher Paul Schauenberg studied the relationship between the length of the skull and the cranial capacity in a Cartesian plane, noting an index that discriminates between the wild and domestic forms. In the wild the index is less than 2.75, while in the domestic it is greater than this fgure.

The incisors are small while the canines, molars and premolars are well developed. The dental formula is: I 3/3, C1 / 1, P 3/2, M 1/1 for a total of 30 teeth.

Weight

The weight of wildcats and domestic cats is very variable, especially in the domestic form with breeds that may exceed 10 kg, for example the Maine Coon. The weight of wildcats in Friuli Venezia Giulia may vary from 2.5 kg in young females up to almost 8 kg in larger males, although normally the weight varies from 3 kg to 5.5 kg.

One feature that distinguishes the wild form from the domestic one, however, is the length of the intestine. The ratio between the length of the intestine (calculated from the pylorus of the stomach to the anus) and the sum of the length of the animal’s head and body determines the intestinal index which, if less than 3.15 is that of a wildcat, while if it is higher it belongs to a domestic specimen. This ratio was also established by the researcher Paul Schauenberg in 1969. In this case as well, the length of the intestine is evidence of the anatomical changes wrought during the domestication process and the related change in diet.

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Cranio

Mandibola

Silhouette del gatto selvatico europeo in tonalità di grigio che vuole evidenziarne l’aspetto massiccio, la forma severa della testa, la striature laterale evanescenti e la grossa coda ad anelli disgiunti. Cranio Gatto selvatico europeo (Felis silvestris silvestris)

Silohuette of the European wildcat in shades of gray that wants to highlight its massive appearance, the severe shape of the head, the evanescent side streaks and the large tail with disjointed rings. Skull of European wildcat (Felis silvestris silvestris)

Cranio

Silhouette del gatto soriano (domestico) in tonalità di grigio che vuole evidenziarne l’aspetto slanciato, la forma dolce della testa, le strie laterali ben evidenti e la coda sottile che termina a punta con anelli uniti fra loro da una linea dorsale scura. Cranio Gatto soriano (Felis silvestris catus)

Silhouette of the (domestic) tabby cat in shades of grey that tends to highlight its slender appearance, the sweet shape of the head, the very evident lateral stripes and the thin tail which ends in a point, with the rings joined together by a dark dorsal line. Skull of European wildcat (Felis silvestris silvestris)

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I giovani gatti selvatici europei nelle prime settimane di vita dipendono completamente dalla madre. Ma già a due mesi di età sono in grado di catturare da soli le prime prede.
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Young European wildcats are completely dependent on their mother in the frst weeks of life. But already at two months of age they are able to catch their frst prey for themselves.

8. Sensibilizzare i proprietari dei gatti domestici alla sterilizzazione degli stessi nel caso che il proprio gatto frequenti aree naturali o anche nell’evitare di lasciare vagabondare il proprio gatto nei territori naturali;

9. Far rispettare i limiti di velocità a tutte le ore lungo le strade dove più avvengono investimenti di selvatici. Tale provvedimento, pur non potendo eliminare completamente il problema, lo renderebbe certamente più sostenibile. Velocità e distrazione sono ancora oggi la principale causa degli impatti con animali selvatici. Una misura di protezione per evitare le collisioni con i veicoli a motore è stata studiata in Germania e nella vicina Austria. Si tratta di un piccolo dispositivo che si installa lungo alcuni tratti di strada che attraversano le foreste. All’approssimarsi di un veicolo il dispositivo emette un suono acuto che spaventa il selvatico, venendo attivato dai fari del veicolo. Tali strumenti messi a dimora già a centinaia anche in Svizzera stanno dando risultati promettenti e sarebbe auspicabile che vengano al più presto collocati anche lungo la nostra rete stradale.

10. Il gatto selvatico non tollera una costante presenza di turisti/escursionisti e pertanto è necessario disciplinare adeguatamente questi fussi all’interno dell’areale riproduttivo del felino.

Classifcazione tassonomica

REGNO Animalia

PHYLUM Chordata Linnaeus, 1758

CLASSE Mammalia Linnaeus, 1758

ORDINE Carnivora Bowdich, 1821

FAMIGLIA Felidae Fischer Von Waldheim, 1817

GENERE Felis Linnaeus, 1758

SPECIE Felis silvestris Von Schreber, 1777

SOTTOSPECIE Felis silvestris silvestris Von Schreber, 1777

8. To sensitise and encourage the owners of domestic cats to get their animals sterilised in the event that their cats wander in areas of natural vegetation or even avoid letting their cat roam in natural areas;

9. Enforce speed limits at all hours along the roads where most wildcat roadkill incidents occur. This measure, while not being able to completely eliminate the problem, would certainly make the losses more sustainable. Speed and distraction are still the main causes of impacts with wild animals today. One protec1ve measure to avoid collisions with vehicles has been studied in Germany and neighbouring Austria. This is a small device installed along certain stretches of road that pass through forests. When a vehicle is approaching, being ac1vated by the vehicle’s headlights, it emits a highpitched sound that scares wild animals away. These tools, already installed by the hundreds in Switzerland as well, are providing promising results and should be placed along our road network as soon as possible.

10. The wildcat does not tolerate a constant presence of tourists and excursionists and it is therefore necessary to control these fows of people adequately within the species’ breeding range.

Taxonomic classifcation

KINGDOM Animalia

PHYLUM Chordata Linnaeus, 1758

CLASS Mammalia Linnaeus, 1758

ORDER Carnivora Bowdich, 1821

FAMILY Felidae Fischer Von Waldheim, 1817

GENUS Felis Linnaeus, 1758

SPECIES Felis silvestris Von Schreber, 1777

SUBSPECIES Felis silvestris silvestris Von Schreber, 1777

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1 Habitat in Friuli Venezia Giulia Habitat in Friuli Venezia Giulia 2 Cranio Skull 3 Distinzione fra gatto domestico e selvatico Distinguishing between the domestic cat and the wildcat 4 Cucciolo Kitten 5 Chi vive con il gatto selvatico What lives alongside the wildcat? 6 Marcatura del territorio Territorial marking 7 La ricerca Searching for prey 8 La caccia Hunting 9 La caccia notturna Nocturnal hunting VIDEO

Il Gatto selvatico (Felis silvestris) è una specie misteriosa e poco nota. Un’ombra silenziosa che si aggira furtivo nei boschi e foreste dell’Italia Nord-orientale. Si muove furtivamente nelle selve balzando in modo micidiale sulle sue prede per poi scomparire fulmineamente nell’intrico della natura selvaggia. Lo scopo di questo libro è di descrivere il magnetico fascino del gatto selvatico attraverso uniche e meravigliose immagini degli autori con un testo divulgativo che ci permetterà di scoprire la vita segreta del gatto selvatico.

The wildcat (Felis silvestris) is a mysterious and little known species. A ghost,a silent shadow,lurking in the forests of north-eastern Italy. It moves stealthily in dense woodland,pouncing in a deadly fashion on its prey before disappearing like lightning into the tangle of the wilderness. The purpose of this book is to describe the magnificent and magnetic charm of the wildcat through the unique and wonderful images of the authors,together with an informative text that will reveal to the reader the secret life of the north-eastern Italy’s wildcat.

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